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Scadenze ROC, Comunicazione Annuale e IES, pagina 10 Deposito legale e Convenzioni USPI, pagina 16 Il 28 aprile il sottosegretario ha incontrato editori, giornalisti, edicolanti, distributori e rassegne stampa
LOTTI E IL TAVOLO SULL’EDITORIA. E’ L’ANNO ZERO DELLA RIFORMA L’istituzione di un “Fondo unico per la libertà di stampa e il pluralismo dell’informazione” che sostituirà anche i contributi diretti - Arrivare alla presentazione di un disegno di legge per l’editoria in 2-3 mesi – Confermati gli stessi finanziamenti per i contributi diretti per altri due anni di competenza, il 2014 e il 2015
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iforma, fondo pubblico, crisi del comparto: per parlare di questi temi il sottosegretario Luca Lotti ha convocato il 28 aprile scorso, presso la sede della Presidenza del Consiglio in Via della Stamperia (Roma), un tavolo con i rappresentanti della filiera editoriale: Governo, editori, giornalisti, edicolanti, distributori e rassegne stampa, tutti a cercare di dare una svolta allo stato attuale dell’editoria italiana. Lotti conferma di aver chiamato a raccolta “tutto il mondo dell’editoria, per arrivare a nuovi strumenti normativi per uscire dalla crisi”. “E’ l’anno zero della riforma – dice – non sarà una sfida facile, ma siamo convinti che sia il modo giusto di affrontare la riforma, attraverso il confronto e la discussione”.
A seguito del “Tavolo per l’editoria” del 12 maggio scorso
PROPOSTE USPI PER IL RILANCIO DELL’EDITORIA PERIODICA MEDIO-PICCOLA Considerazioni e suggerimenti per la riforma del comparto annunciata dal Sottosegretario Luca Lotti A conclusione della lunghissima riunione (3 ore) del “Tavolo per la riforma dell’editoria” – vedi resoconto nell’articolo qui a fianco -, che ha visto la partecipazione di 21 sigle delle associazioni del settore, il Sottosegretario con delega all’editoria, On. Luca Lotti, visto anche il poco tempo a disposizione di ciascuno, ha richiesto a tutti i partecipanti di inviare, in un momento successivo, le proprie considerazioni e proposte sul tema in questione. Pubblichiamo, di seguito, la bozza del “Documento” presentato dalla nostra Unione, con riserva di ulteriori proposte e richieste: Maggio 2015 DESCRIZIONE DEL COMPARTO Il mondo della piccola editoria, nel nostro Paese, è molto vasto (6/7 mila periodici), mai monitorato e, soprattutto, molto poco conosciuto e considerato.
E’ un ampio mondo che è sempre rimasto in ombra “Daremo vita a una riforma che tiene insieme edito- rispetto alla grande editoria quotidiana e periodica, ria e tv. – ha proseguito Lotti - La prima cosa da fare ma che – nella produzione di riviste e siti – è alla è cambiare il sistema, che evolve veloce5 2 pari di quest’ultima, solo con strumenti in-
Lanciata il 28 aprile scorso “Tutti gli uomini, per natura, tendono al sapere”. Metafisica Aristotele 384/383–322 a.C.
USPI CON GOOGLE PER LA DIGITAL NEWS INIZIATIVE La nostra Unione ha aderito alla partnership proposta da Google ai soggetti che svolgono un ruolo attivo nel settore dell’informazione online in tutta l’Europa Palazzo della Stamperia, una delle sedi del governo, dove si è svolta la riunione del Tavolo per l’editoria (a dx. un particolare del cornicione). Mai nome di un luogo fu più appropriato...
Il 28 aprile u.s. Google ha annunciato la “Digital News Initiative”, un programma che ha lo scopo di supportare il giornalismo di qualità in Europa attraverso la tecnologia e l’innovazione, 9
Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 51° - MENSILE - 11 NUMERI - 5 maggio 2015 Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma
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mente. Per questo abbiamo deciso di dare contributi a chi va sul digitale e abbiamo ritenuto opportuno incentivare l’assunzione di giornalisti in caso di prepensionamenti”. L’impegno del Governo è tangibile anche su più fronti nel settore dell’editoria come ha spiegato ancora lo stesso Lotti: “Abbiamo anche lavorato sull’equo compenso, che sarebbe più giusto chiamare ‘minimo garantito’, abbiamo istituito premi per l’innovazione tecnologica e le start-up, e ci accingiamo a varare la riforma delle Agenzie di stampa”. Dopo l’incontro del 12 maggio, dunque, si apre la strada ai confronti con i vari interlocutori per raccogliere ulteriori contributi, ma sarà il gruppo di lavoro, composto dai membri del Dipartimento per l’editoria, guidato da Roberto Marino, e da tre accademici (Marco Gambaro, economista dell’Università di Milano, Giulio Vigevani,
L’obiettivo, secondo le parole di Lotti, è istituire un fondo per la piccola editoria e per il pluralismo, che favorisca il passaggio all’online di queste realtà. Il sottosegretario ha sottolineato che, in linea generale, il governo intende governare la trasformazione delle realtà editoriali favorendo modelli di business sostenibili su Internet ed ha poi aperto anche alle proposte, venute da più parti, di portare al 4% l’Iva per i giornali online. Da Lotti sono arrivate anche aperture sulla necessità di difendere il copyright, pur essendo improbabile che il tema rientri nel disegno di legge, e di informatizzare la rete delle edicole in tempi brevi, come chiesto dalle sigle di settore. Il sottosegretario, insomma, vuole mettere “molta carne sul fuoco”: riforma dei contributi diretti, IVA al 4% per i periodici online, tariffe postali e riorganizzazione di Poste Italiane, diritto d’autore on line (motori di ricerca e rassegne stampa), modernizzazione della rete di vendita. Per questo, Lotti si è preso 2/3 mesi di tempo per elaborare un disegno di legge da presentare in Parlamento.
Il Sottosegretario Luca Lotti professore di diritto costituzionale della Bicocca di Milano e Alberto Mattiacci, economista dell’Università La Sapienza di Roma), a tracciare le linee del disegno di legge. Ecco come cambierà il sostegno: nelle intenzioni del governo non ci saranno più contributi diretti e neppure finanziamenti a pioggia; qualsiasi stanziamento dovrebbe escludere i giornali di partiti e sindacati; resterà il sostegno per i giornali non profit, ma con criteri diversi dagli attuali. “Si ragionerà sulle copie effettivamente vendute” - ha anticipato il sottosegretario Lotti e verrà posto un limite al sostegno dello Stato in favore di una singola testata. ‘Non è più possibile – sono state le sue testuali parole – che esistano nostri interventi per il 60-70% del bilancio di un unico giornale”. 2
“Il tavolo sull’editoria è un’occasione per iniziare a discutere tutti insieme di quali sono i problemi e le politiche da mettere in campo. Mi ha fatto piacere che ci sia stata un’ampia partecipazione. Sarà un buon punto di partenza per vedere le politiche da mettere in campo” - ha sottolineato Lotti. A proposito delle agenzie di stampa, il sottosegretario ha spiegato che il governo “è pronto a firmare la direttiva. Dal 1 gennaio 2016 – ha detto – ci sarà la riorganizzazione della situazione delle agenzie”.
******* Soddisfazione per la convocazione e per gli intenti del Governo sono stati espressi da tutte le parti sociali. Le impressioni dalla prima riunione del tavolo sull’editoria, ha dichiarato il presial dente FIEG, Maurizio Costa, Messaggero, sono “molto positive. Direi che siamo al giro di boa, con un Governo che ha mostrato di condividere non solo le preoccupazioni degli editori sulle dimensioni della crisi, ma soprattutto le linee di intervento che come Fieg abbiamo individuato”.
in questo numero Lotti e il Tavolo sull’editoria. E’ l’anno zero della riforma (pagine 1, 2, 4) Proposte USPI per il rilancio dell’editoria periodica medio-piccola (pagine 1, 5, 6, 7, 8) USPI con Google per la “Digital news iniziative” (pagine 1, 9) Le quote associative USPI per l’anno 2015 (pagina 3) Scadenze ROC (pagina 10) Dialogando: Se il postino suona… un giorno sì, un giorno no (pagine 11, 12) La Legge di stabilità 2015 sul servizio postale (pagina 12) Notizie dall’INPS: Circolari nn. 82/2015 e 83/2015 (pagine 13, 14, 16) NOTIZIE Editoria e Comunicazione (pagina 15) L’Eco della Stampa (pagina 15) Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 16) Convenzione USPI – SDA (pagina 16) ******* Soddisfatto anche il segretario generale della FNSI, Raffaele Lorusso, che ha plaudito all’impegno del Governo, sottolineando che “una riforma profonda del settore è essenziale e non più rinviabile. Le linee generali esposte dall’onorevole Lotti costituiscono una buona base per far partire il confronto, che ci auguriamo sia rapido e costruttivo. Il tavolo governativo deve essere il luogo in cui individuare strumenti idonei per accompagnare la conclusione dei processi di ristrutturazione ancora in atto e porre le premesse per un rilancio del settore che sappia coniugare innovazione e sostegno alla crescita occupazionale”. ******* Notiziario USPI n° 5/2015
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Le quote associative usPi
per l’anno 2015 L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2015 risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche pubbliche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico, per email o fax, per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - convenzioni esclusive per i soci USPI; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura. Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2015 e comprensive della spedizione in abbonamento postale del “Notiziario USPI” (pari a 33 €) sono le seguenti: Per le testate (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge) da da da da da
1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su
€ € € € €
300,00 750,00 1.300,00 2.600,00 3.800,00
“Una tantum” (oltre la quota di iscrizione) per le testate che si associano per la prima volta: - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie
€ €
100,00 170,00
Soci corrispondenti - IL SOCIO CORRISPONDENTE è una persona fisica che, “condividendo le finalità dell’USPI, si interessa a vario titolo di editoria e comunicazione”. € 100,00 Soci benemeriti L’USPI accoglie nel suo seno, su deliberazione del Consiglio Nazionale: - Soci benemeriti, e cioè persone od enti che mediante attività o donazioni abbiano contribuito allo sviluppo dell’USPI e, attraverso esse, abbiano favorito il progresso della stampa periodica. Rinnovo della quota per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI € 210,00 - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI € 320,00 ***** Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6, Via Franceschini n. 58 - Roma, CODICE IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI. C.F. dell’USPI: 80188110581
ATTENzIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.
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LOTTI E IL TAVOLO SULL’EDITORIA. E’ L’ANNO ZERO DELLA RIFORMA
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Apprezzamento per gli intenti ed i contenuti della riforma governativa delle provvigioni all’editoria sono state espresse anche dall’USPI, per voce del nostro Vittorio Volpi, che ha ringraziato il sottosegretario per l’impegno profuso per confermare i fondi necessari per coprire (almeno in parte) i contributi ex lege 250/90 anche per gli anni 2014 e 2015, anni di transizione verso l’effettiva entrata in vigore della riforma.
I sindacati edicolanti SNAG, SINAGI e USIAGI, hanno proposto la creazione di un “ticket cultura” per giovani e famiglie per l’acquisto dei giornali “esclusivamente nelle edicole”, si tratterebbe di un investimento per la crescita del mercato culturale, dicono, da finanziarsi in parte con soldi pubblici, in parte privati, dal mondo editoriale. In particolare si potrebbe pescare, dai 10 milioni previsti per l’informatizzazione, suggeriscono. A tal fine, hanno inviato una lettera alla presidenza del Consiglio, dipartimento editoria, che riportiamo: “Proposte per la riforma dell’editoria A) Modifica del D.lgs. n. 170/2001
L’USPI ha anche espresso la piena condivisione sull’instaurazione di un “Fondo unico per l’editoria” a partire dal 2016, prospettata da Lotti, sottolineando la necessità che tale Fondo sia certo nel “quantum” annuale di stanziamento, nelle susseguenti leggi di stabilità, e costante (con eventuale rivalutazione), almeno per tutti quegli anni in cui la riforma dell’editoria svolgerà i suoi effetti ed arriverà a compimento. Volpi ha sottolineato, inoltre, l’importanza, anch’essa legata alle finalità di sostegno alla stampa, che tale Fondo sia scevro da qualsiasi altra posta, voce o balzello (vedi, ad esempio, Rai International, debito con Poste Italiane ed altro) non direttamente connessi alla difesa del pluralismo e della libertà di informazione. Il rappresentante USPI ha inoltre espresso un giudizio altamente positivo riguardo l’accenno del sottosegretario alla problematica delle tariffe postali ed alla riorganizzazione del recapito di Poste Italiane, vero ostacolo ostruttivo per la diffusione dell’editoria medio-piccola cartacea; per l’abbattimento dell’IVA per i periodici telematici; e per l’intenzione di Lotti di non seguire né la legge tedesca né quella spagnola in tema di diritti d’autore on line. Volpi ha, infine, sostenuto l’importanza di seguire quei valori costituzionali e sociali che spingono ad avere, nella gestione pratica del Fondo, una particolare sensibilità per l’editoria medio-piccola, sia cartacea sia online. ******* 4
1. Riconoscimento che l’attività di vendita di quotidiani e periodici è un servizio economico di interesse generale soggetto a specifici obblighi di legge e ad una disciplina di settore posta a tutela del pluralismo e dei principi fondamentali in materia di libertà di stampa ed espressione. 2. Programmazione “ragionata” dei punti vendita di giornali basata su criteri qualitativi e su criteri quantitativi o territoriali compatibili con la direttiva Bolkestein (sotto forma, ad esempio, di restrizioni fissate in funzione della popolazione o di una distanza geografica minima tra punti vendita). Sul punto osserviamo che la Commissione Europea (Risposta ad interrogazione scritta sul sistema autorizzatorio nella vendita di quotidiani e periodici in Italia IT E‐000827/2015) ha precisato che tra i motivi imperativi di interesse generale vi sono “gli obbiettivi di politica culturale, compresa la salvaguardia della libertà di espressione dei vari elementi presenti nella società e, in particolare, dei valori sociali, culturali, religiosi o filosofici o il mantenimento del pluralismo della stampa” e che “i punti vendita editoriali servono un motivo imperativo di interesse generale come definito dall’art. 4, paragrafo 8, della direttiva sui servizi e dal momento che i regimi di autorizzazione imposti sono non discriminatori e commisurati a conseguire l’obbiettivo dell’interesse pubblico, potrebbero essere imposte determinate restrizioni….”. Sulla base di quanto affermato dalla Commissione e di quanto già previsto sia dalla Direttiva Bolkestein che dal D.lgs. n. 59/2010 possono essere “valutati” anche criteri quali “restrizioni quantitative o terri-
toriali sotto forma, in particolare, di restrizioni fissate in funzione della popolazione o di una distanza geografica minima tra prestatori” (cfr. dell’art. 15 della Direttiva “Requisiti da valutare” e dell’art. 12 del D.lgs. n. 59/201012 “Requisiti subordinati alla sussistenza di un motivo imperativo di interesse generale”). Per programmazione “ragionata” dei punti vendita di giornali basata su criteri qualitativi si intende una forma di programmazione territoriale dei punti vendita (regolarmente autorizzati dai comuni competenti), per far si che vi sia una edicola laddove c’è un bisogno in termini culturali e di promozione della lettura e dell’informazione. (…) (per il documento, vedi: h t t p : / / w w w. p r i m a o n l i n e . i t / w p content/uploads/2015/05/proposte-edicolanti.pdf) ******* Dal Salone del libro di Torino, il responsabile nazionale PD editoria e new media, Giorgio Merlo, ha commentato, attraverso una nota stampa: “Il futuro dell’editoria come comparto all’interno del contesto di produzione italiano trova conferme importanti al Salone del Libro di Torino: la domanda del pubblico che si è riversato al Lingotto in questi giorni conferma come l’editoria, grande e piccola, continui ad avere un futuro all’interno del nostro sistema produttivo“. A conferma di tutto ciò, ha proseguito il responsabile Pd, i lavori che vedono coinvolto in questi mesi il Governo con editori,
Tratta dal film “Quarto potere” giornalisti, distributori e edicole con il Tavolo svolto lo scorso 12 maggio: ripristino del fondo per l’editoria e un ddl di riforma sono i punti cardine di questi lavori. Merlo a tal proposito ha assicurato: “La riforma del settore annunciata dal Governo, e ormai in dirittura di arrivo, è la conferma che questo comparto continua ad essere cruciale per il futuro dell’informazione e la stessa qualità della nostra democrazia”. Notiziario USPI n° 5/2015
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PROPOSTE USPI PER IL RILANCIO DELL’EDITORIA PERIODICA MEDIO-PICCOLA 1
finitamente minori. Nella stessa Relazione annuale del Presidente dell’AGCOM, pur concentrando l’analisi sulla grande editoria periodica, si riconosce: “Nel settore editoriale la stampa periodica è stata, da sempre, caratterizzata da una elevata diversificazione di prodotto, in grado di rispondere a necessità e bisogni differenti, spesso specifici, e tale da aver comportato un mercato molto segmentato e riconducibile a macro-categorie eterogenee al loro interno. Si può distinguere tra un’editoria periodica specializzata, prevalentemente orientata a soddisfare esigenze professionali, e un’editoria periodica (generalista o settoriale) destinata a soddisfare specifici interessi personali. I dati relativi al 2013, pur confermando la minore penetrazione dei mezzi editoriali rispetto agli altri strumenti di comunicazione, evidenziano tuttavia come la diffusione dei periodici tra la popolazione di riferimento diversamente da quanto avviene per i quotidiani, che subiscono un significativo decremento - si mantenga sostanzialmente in linea con quanto rilevato nel 2010. Sul versante dell’offerta, il mercato italiano della stampa periodica continua a contraddistinguersi per la presenza, da un lato, di alcuni operatori nazionali attivi su più comparti dei media, che si rivolgono al mercato degli utenti-consumatori con più pubblicazioni, e che rappresentano circa la metà del mercato in termini di valore; dall’altro, di una miriade di editori minori che si rivolgono a segmenti specifici di consumatori o utenti professionali”. Per comprendere meglio, ecco un po’ di numeri che sottolineano l’importanza e l’incidenza della piccola e media editoria periodica che rappresenta, come sopra affermato dall’Autorità, “circa la metà del mercato in termini di valore”: 1) La spedizione di prodotti editoriali, in termini di ricavi, è passata da 148,8 milioni di euro, nel 2012, ai 128,0 milioni, nel 2013; mentre in termini di volumi di spedizione, si è passati dai 531,0 milioni di invii, nel 2012, a 478,7 milioni, nel 2013 (Fonte: elaborazioni dell’Autorità su dati degli operatori postali). Nel “servizio universale” di Poste Italiane, le cifre sopra indicate comportano una percentuale di quote di ricavi pari all’8,8% (dato 2013) e pari al 23,8% (dato 2013) delle quote percentuali di volumi trattati da Notiziario USPI n° 5/2015
Poste (Fonte: elaborazioni dell’Autorità su dati degli operatori postali). Sottolineiamo che, a parte due grandi eccezioni – “Il Sole24ore” e “Avvenire” – i grandi quotidiani hanno minime quote di abbonamenti sottoscritti dai lettori, per cui i dati sopra riportati sono imputabili essenzialmente alla spedizione di periodici, 2) Al “Registro degli operatori di comunicazione (ROC)” sono a tutt’oggi iscritti 8.603 editori cartacei attivi e 2455 editori elettronici attivi (Fonte: ROC). CONSOLIDARE IL PRESENTE PER PROIETTARSI NEL FUTURO Dall’analisi dei dati riportati, si evincono alcune considerazioni. La prima è quella che gran parte della piccola e media editoria periodica è ancora un’editoria “di carta”. Questa editoria: quella di nicchia e specializzata, le riviste culturali, i periodici territoriali e quelli espressione dell’associativismo sociale e religioso, i periodici di raccolta fondi per le finalità più ampie e meritorie (Amnesty, Lega del filo d’oro, WWF, Emergency…), preferisce ancora usare lo strumento della carta per raggiungere i propri lettori e associati. Non solo per tradizione dell’editore o dei lettori, ma perché il giornale cartaceo entra dentro casa; è il giornale che va a trovare il lettore e non viceversa, come avviene per l’editoria elettronica. Segnaliamo, inoltre, che la produzione di una rivista cartacea dà lavoro a molti occupati: addetti alle cartiere, alle tipografie, grafici, spedizionieri, addetti alla distribuzione… oltre, naturalmente, a giornalisti e amministrativi della casa editrice. Da questa prima considerazione, ne scaturisce subito un’ altra, che ci spinge verso il futuro dell’editoria medio-piccola: la difficoltà di conquistare visibilità nel “mare magnum” di internet ed i costi per adeguarsi all’innovazione tecnologica. E’ soprattutto la piccola editoria che non trova risorse economiche tali per affrontare e supportare tale cambiamento tecnologico, fondamentale per la sopravvivenza stessa della propria attività. Rileviamo, infine, la perdurante decrescita della pubblicità commerciale nelle testate
periodiche medio-piccole, che devono far fronte non solo alla crisi economica delle aziende che fanno pubblicità, ma anche all’accaparramento delle entrate pubblicitarie da parte delle televisioni e delle grandi aziende editoriali. Nel nostro precipuo comparto, una minima percentuale annuale di “mortalità” dei periodici (acuita, però, negli ultimi due anni) è, in un certo senso, fisiologica. Il piccolo editore, che non ha alle spalle gruppi economici o finanziari, che non ha accesso ai finanziamenti per ristrutturazioni aziendali o per gli ammortizzatori sociali, in caso di difficoltà economica è costretto a chiudere l’attività. Quello che, invece, dà proprio il sentore della crisi è il fatto che, ogni anno, tali “fisiologiche” cessazioni venivano compensate, sul piano nazionale, con la nascita di nuove iniziative editoriali. Ora questo non avviene più, o almeno solo in parte. Ora, il piccolo editore (o l’aspirante tale) non rischia più e non alimenta, quindi, il rinnovarsi del panorama editoriale italiano. PROPOSTE USPI Dall’analisi esposta, l’USPI individua alcune possibili aree di intervento pubblico a sostegno dell’editoria periodica medio-piccola, sia per quanto riguarda le criticità attuali (soprattutto stampa, diffusione e pubblicità), sia per un aiuto all’evoluzione informatica e tecnologica del settore. 1. FONDO UNICO PER IL PLURALISMO E LA LIBERTA’ DI INFORMAZIONE L’USPI plaude e convintamente sostiene la proposta governativa dell’istituzione di un “Fondo unico per il pluralismo e la libertà di informazione”. L’USPI ritiene che tale Fondo, per supportare al meglio le finalità della sua costituzione, debba prevedere l’impegno della Presidenza del Consiglio per renderlo certo nel “quantum” annuale di stanziamento nelle susseguenti leggi di stabilità e costante (con eventuale rivalutazione), almeno per tutti quegli anni in cui la riforma dell’editoria svolgerà i suoi effetti ed arriverà a compimento. L’USPI sottolinea, inoltre, l’importanza, anch’essa legata alle finalità di sostegno alla stampa, che tale Fondo sia scevro da qualsiasi altra posta, voce o balzello (vedi, ad esempio, Rai International, debito con Poste Italiane ed altro) non 6 5
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direttamente connessi alla difesa del pluralismo e della libertà di informazione. L’USPI, infine, sostiene quei valori costituzionali e sociali che spingono ad avere, nella gestione pratica del Fondo, una particolare sensibilità per l’editoria medio-piccola, sia cartacea sia online. 2. TARIFFE POSTALI ASSOCIAZIONI NO PROFIT (NON ONLUS) Per l’approfondimento di questo punto, rimandiamo al separato ALLEGATO. SOLUZIONE PROSPETTATA: EMENDAMENTO (INTERPRETAZIONE AUTENTICA) “All’articolo 1, comma 1, del Decreto Legge n.353/03 convertito e integrato dalla Legge n. 46 del 27/2/04, le parole “le imprese editrici di quotidiani e periodici iscritte al Registro degli operatori di comunicazione (ROC)” si intendono come “gli editori iscritti al Registro degli operatori di comunicazione (ROC)”. Pertanto, anche le associazioni senza fini di lucro non rientranti espressamente nella previsione del comma 3 del citato Decreto Legge 353/2003 accedono alle le tariffe per la spedizione postale individuate con decreto del Ministro dello sviluppo economico 21 ottobre 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 274 del 23 novembre 2010. A tal fine, la sottoscrizione di singole quote associative è titolo valido al rispetto del requisito previsto dall’articolo 2, lettera b), del citato Decreto Legge 353/2003” 3. DIFFUSIONE E TARIFFE DI SPEDIZIONE Per la piccola editoria, il mezzo fondamentale (e, in moltissimi casi, l’unico) di diffusione è l’invio del periodico in abbonamento, a mezzo del servizio di recapito postale. Troppo onerosa e dispersiva, per piccole tirature, la diffusione in edicola. Come riportato in premessa, nel 2013 (fra poco avremo i dati del 2014) il ROC – Registro degli operatori di comunicazione riscontra 8.603 editori cartacei validamente ed attivamente iscritti al Registro. Si badi bene, al ROC si iscrivono gli editori… per cui le testate esistenti in Italia sono molte di più. Tranne poche e rare eccezioni (free press 6
con distribuzione gratuita o periodici che vanno solo in edicola), la grandissima parte di quegli ottomila editori trovano il punto di contatto con i propri lettori attraverso la distribuzione postale. Anche in questo caso, sempre con rarissime eccezioni, la distribuzione postale avviene per mezzo di Poste Italiane SpA, affidataria del “Servizio universale”, nel quale rientra anche il recapito di giornali e periodici, tramite il Contratto di programma stipulato tra il Ministero dello sviluppo economico e Poste italiane S.p.A. L’importo del relativo onere a carico della finanza pubblica è stato confermato nell’importo massimo di 262,4 milioni di euro a decorrere dall’anno 2015. L’USPI chiede, pertanto, che sia monitorato e disciplinato, tramite “obiettivi di consegna” da rispettare pena sanzioni, anche il recapito della stampa, così come avviene per la posta prioritaria e le raccomandate. ********** Per i citati motivi, l’USPI è fortemente contraria alla ipotesi avanzata di un recapito postale, da parte di Poste, a giorni alterni, almeno nei piccoli comuni. Facciamo solo una ipotesi esemplificativa: Per un periodico settimanale, Poste Italiane si impegna (attenzione: per propria scelta, non su basi concordate con il Ministero!) al recapito in J+3, ovverosia alla consegna al lettore dopo tre giorni dalla data di postalizzazione del giornale. Già questo penalizza il periodico che arriva a casa del lettore, se tutto va bene, al quarto giorno di uscita (quindi, più di metà settimana dopo…). Se a ciò, aggiungiamo la consegna a giorni alterni… la rivista arriverà all’abbonato la settimana successiva! Chiosiamo con una considerazione più “leggera”. Delle due, l’una: o il lettore si abituerà a leggere le notizie della settimana passata, o i redattori dovranno trasformarsi in “veggenti” per prevedere i fatti della settimana in corso… ********** L’USPI propone, infine, l’introduzione di un contributo statale di 0,05 euro a copia per la distribuzione delle pubblicazioni delle associazioni no-profit, come individuate dalla legge n.14 del 24/02/2012, e
delle pubblicazioni edite da editori la cui tiratura, a numero, sia inferiore alle 20.000 copie (vedi DL 353/03, conv. in L. 46/04), come da “Intesa sugli interventi a sostegno dell’editoria”, lettera m), del 6 agosto 2013. Tale contributo potrà essere scontato direttamente all’atto della spedizione, con consuntivo finale annuo a favore del distributore. Una distribuzione postale economica e, soprattutto, efficiente può da sola risolvere una buona parte dei problemi di quegli ottomila editori cartacei. 4. CREDITO D’IMPOSTA ACQUISTO CARTA E CREDITO AGEVOLATO PER INNOVAZIONE TECNOLOGICA L’USPI propone la previsione di alcune agevolazioni (ad es., credito d’imposta e credito agevolato, accessibili alla piccola e media editoria) per contenere i principali costi sostenuti (acquisto carta, stampa e distribuzione) e per promuovere il passaggio dal cartaceo al web. Forme di sostegno all’editoria già sperimentate ed applicate negli anni scorsi. Il credito agevolato per l’innovazione tecnologica è previsto dalla Legge 7 marzo 2001, n. 62, artt. 4-5-6-7, e disciplinato dal DPCM 25 novembre 2010, n. 223. Il credito d’imposta sull’acquisto carta è stato introdotto per gli anni 2005 e 2006 e per l’anno 2011. Ambedue le agevolazioni non state più rifinanziate. L’USPI propone, inoltre, di fissare un massimale di credito usufruibile (10.000/30.000 euro) per singolo editore, in modo da rendere paritario l’accesso alle sovvenzioni per editori grandi e piccoli. 5. DETASSAZIONE DELLA PUBBLICITA’ E DEGLI ABBONAMENTI A RIVISTE SPECIALISTICHE L’USPI propone detassazione della pubblicità commerciale sui periodici cartacei, in particolare per la piccola editoria locale e di nicchia, e previsione di agevolazioni per la sottoscrizione di un abbonamento ad una rivista specializzata per gli studenti universitari. L’USPI ritiene che potrebbero essere forme di sostegno alla piccola editoria, che non accede al mercato pubblicitario generale, per tematiche di nicchia e per Notiziario USPI n° 5/2015
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basse tirature. Prevedere un’agevolazione per la sottoscrizione di un abbonamento ad una rivista specializzata per gli studenti universitari, sarebbe un segnale di attenzione e di aiuto sia per gli universitari sia per le riviste specializzate e di cultura, vanto del nostro Paese. Tale agevolazione sul prezzo dell’abbonamento potrebbe concretarsi con una detassazione sul reddito delle persone fisiche. 6. VOUCHER PER L’INNOVAZIONE TECNOLOGICA L’USPI propone l’istituzione di un Fondo per l’Innovazione tecnologica e l’accesso alle nuove tecnologie di trasmissione dei periodici, per la piccola e media editoria, con massimale (5/10 mila euro). La previsione di un singolo voucher per editore rende paritario l’accesso alla sovvenzione per editori grandi e piccoli. 7. EQUIPARAZIONE IVA TRA TESTATE CARTACEE E TELEMATICHE L’USPI propone, se in sintonia con la normativa europea, l’equiparazione dell’ IVA al 4% tra le testate cartacee e quelle telematiche, come già previsto per i libri e gli ebook. Sarebbe importante, per equità fiscale, che la vendita di copie e di abbonamenti a giornali e riviste telematiche possa godere della stessa IVA agevolata, come per le testate cartacee. 8. MANTENIMENTO DEI CONTRIBUTI STATALI DIRETTI RIFORMATI L’USPI sostiene, con convinzione, il mantenimento del finanziamento pubblico all’editoria, ma sostiene, con lo stesso vigore, la necessità di una profonda riforma del sistema attuale. L’USPI ritiene che, indipendentemente dalle decisioni governative e parlamentari di confermare o meno il finanziamento ai giornali di partito e di movimenti politici, sia sostanziale, per il sostegno del pluralismo informativo, mantenere i contributi diretti della Legge 250/1990, così come ridefiniti e calcolati dal decreto legge n. 63/2012, conv. in Legge 103/2012, ai periodici locali e alle “vere” cooperative giornalistiche: giornali e periodici, radicati sul territorio o di nicchia, che svolgono funzioni d’informazione e cultura locale che la grande stampa non fa e non può fare. I contributi all’editoria sono sorti per incoNotiziario USPI n° 5/2015
raggiare la democrazia informativa locale e cooperativa (che è nata spesso per rilevare testate in fallimento ed a rischio chiusura). L’idea di un sostegno statale nel campo dell’informazione fu perseguita per mettere in pratica gli alti valori dettati dalla nostra Costituzione: l’articolo 3 e l’articolo 21. In sostanza, lo Stato si impegnava, concretamente, a tutelare il pluralismo informativo, non impedendo ai grandi gruppi editoriali di fondare quotidiani e periodici, ma permettendo – appunto con contributi diretti – di entrare e competere sul mercato agli editori “puri”, con risorse economiche e finanziarie decisamente inferiori. Nel corso degli anni, poi, si sviluppò anche la necessità di mettere un contrappeso ad un mercato pubblicitario sbilanciato verso i maggiori network televisivi. Oggi è la Politica (con la P maiuscola) che si trova a dover confermare o smentire tale scelta: mantenere una forma di sostegno alla piccola editoria locale e no profit o affidare al “mercato” (e, quindi, agli operatori, finanziatori ed imprenditori economicamente più forti) l’intero settore, e lasciar solo l’ “editore puro”? 9. PREMI ALLE PUBBLICAZIONI PERIODICHE DI ELEVATO VALORE CULTURALE L’USPI propone il rifinanziamento pluriennale del Fondo per le pubblicazioni periodiche di elevato valore culturale, passando le competenze dal Ministero per i beni e le attività culturali al “Fondo unico per il pluralismo e la libertà di informazione”. con la possibilità di estendere la platea dei beneficiari. Le riviste di elevato valore culturale (di storia, economia, studi giuridici, architettura, ingegneria, arte, archeologia, scienze…) non solo sono le “madri” di tutti i periodici e del fenomeno associativo nel settore, ma sono un vanto ed una risorsa di studio e ricerca, apprezzati in tutto il mondo scientifico ed accademico. 10. REGOLE PUBBLICHE PER LE RASSEGNE STAMPA L’USPI non aderisce al cosiddetto Repertorio Promopress, poiché ritiene che serva una norma ad hoc che istituisca un quid per tutti gli Editori (da suddividere in base alle modalità che saranno decise), o comunque una qualche regolazione “pubblica”. Ad esempio segnaliamo una clausola ipotizzata dal Governo Letta, poi però stralciata dal provvedimento presentato in
Parlamento. ART. 4 (Misure per lo sviluppo del comparto editoriale) 1. All’articolo 65 della legge 22 aprile 1941, n. 633, dopo il comma 2, è aggiunto il seguente: «2-bis. Laddove sia stata apposta dichiarazione di riserva, la riproduzione, la comunicazione al pubblico e in ogni caso l’utilizzazione, anche parziali, in ogni modo o forma, ivi compresa l’indicizzazione o aggregazione di qualsiasi genere, anche digitale, di prodotti dell’attività giornalistica, compresi la forma e il contesto editoriali, pubblicati a stampa, con mezzi digitali, tele-radiodiffusi o messi a disposizione del pubblico con altri mezzi, è consentita solo previo accordo tra il titolare del diritto di utilizzazione economica dei prodotti medesimi, ovvero le organizzazioni di categoria dei titolari dei diritti a ciò delegate, e l’utilizzatore, ovvero le organizzazioni di categoria degli utilizzatori a ciò delegate. In mancanza di accordo sulle condizioni anche economiche dell’utilizzazione, dette condizioni sono definite dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, su istanza della parte interessata.». La norma intendeva, in buona sostanza, consentire l’utilizzo di prodotti dell’attività giornalistica, esclusivamente previo accordo con i titolari dei diritti di utilizzazione economica dei prodotti (o loro associazioni di categoria). In assenza dell’accordo una delle parti poteva però ricorrere all’AGCOM per la definizione delle condizioni, anche economiche, dell’accordo. L’USPI auspica tuttavia che questi tipo di decisione resti di competenza del Governo, vista la delicatezza politica di tutto quanto attiene all’informazione e al pluralismo. Anche perché le Authority assumono decisioni solo “tecniche”, come sembra abbia fatto l’Antitrust nel giudicare corretto il fatto che il quotidiano Dolomiten concedesse in esclusiva la sua lettura a un solo fornitore di rassegna, fatto che invece a noi sembra invece un pericoloso limite alla circolazione della informazione. ******* (allegato al punto 2. delle proposte USPI) APPUNTO ESPLICATIVO SULLE TARIFFE POSTALI ROC PER LE ASSOCIAZIONI SENZA FINI DI LUCRO A) PRIMA QUESTIONE:
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PROPOSTE USPI PER IL RILANCIO DELL’EDITORIA PERIODICA MEDIO-PICCOLA ANTEFATTO:
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Poste Italiane sta recapitando a tutte le Associazioni senza fini di lucro (associazioni in generale, culturali, sociali, rappresentative di interessi e studi di nicchia, sindacali, di categoria, politiche… vedi anche seconda questione) non ricomprese nello specifico elenco dettato dal DL 353/03, conv. in L. 46/04 (Onlus, Ong, Promozione sociale, religiose…) una lettera in cui si richiede esplicitamente di sottoscrivere una Dichiarazione sostitutiva nella quale “si evinca chiaramente la specifica natura di impresa editrice”, al fine di verificare la possibilità, per dette associazioni, di accedere alla “Tariffa Roc”. Nella lettera, inoltre, si richiede esplicitamente di sottoscrivere una Dichiarazione sostitutiva nella quale “si dichiari la natura di impresa editrice” e si riserva di “richiedere i dovuti conguagli tra le tariffe ROC … e quelle di cui al Regime Libero”, dal 22 maggio 2010. TESI DI POSTE ITALIANE: Poste mette in correlazione il comma 1 dell’articolo 1 del DL 353/03 “Agevolazioni tariffarie postali per la spedizione di prodotti editoriali”, che così recita: “1. A decorrere dal 1º gennaio 2004, le imprese editrici di quotidiani e periodici iscritte al Registro degli operatori di comunicazione (ROC) e le imprese editrici di libri possono usufruire di tariffe agevolate postali per la spedizione di prodotti editoriali…”, con l’articolo 1 della Legge 416/81 “Titolarità delle imprese”, concludendo che le Associazioni (se non ricomprese nella previsione del DL 353/03) non possano accedere alla Tariffa ROC. CONTRODEDUZIONI: 1) L’articolo 1 della Legge 416/81 fa specifico riferimento all’ “esercizio dell’impresa editrice di giornali quotidiani”, che non possono essere editi da associazioni, ma ci sono molte altre periodicità delle riviste (settimanale, mensile, bi/trimestrale…) che possono essere edite da associazioni. 2) L’articolo 1, comma 2, del DL 353/03 prescrive che “accedono altresì alle tariffe agevolate le associazioni ed organizzazioni senza fini di lucro”. Finora: se ricomprese nella specifica lista, all’allora Tariffa noprofit; se ad di fuori di tale lista, alla Tariffa Roc (con scorporo del prezzo e associati/abbonati paganti). 8
3) Tutte le Associazioni senza fini di lucro sono iscritte e riconosciute come “editori”, sia nel Registro Stampa del Tribunale Civile, sia nel Registro degli operatori di comunicazione dell’AGCOM. 4) Da molto prima dell’entrata in vigore della L. 46/04, dalla L.662/96 e dai decreti ministeriali del 1997, a tutte le Associazioni senza fine di lucro (articolo 2, comma 20, lettera c) i cui periodici contenevano pubblicità (condizione allora esclusa per accedere alla Tariffa specifica) era applicata la Tariffa dei “profit”. 5) Già nella Lettera-Circolare di Poste Italiane del 21.01.2003, a firma dell’allora direttore Pantano, in merito al DPCM 27/11/2002 (propedeutico del DL 353/03), si specificava, tra l’altro, quanto segue (testuale “concordato con il competente Dipartimento dell’Editoria”) in merito al prezzo per copia/abbonamento per accedere alla Tariffa profit (ora Tariffa ROC): “Per il raggiungimento del 60% (ora 50%) degli abbonamenti a titolo oneroso, non è da considerarsi computabile una quota associativa corrisposta dagli associati, a meno che la quota relativa all’abbonamento non sia esplicitamente scorporata dalla quota associativa”.
N.B.: Tali soggetti accedevano alla c.d. “Tariffa no profit”. TESI DI POSTE ITALIANE: Poste interpreta la sopra citata normativa come ESCLUSIONE TOTALE di tali soggetti dalle Tariffe “ex agevolate”, ora “Tariffe massime”. Quindi: applicazione dell’esoso “Regime Libero” e recupero delle somme non pagate dal maggio 2010 ad oggi. CONTRODEDUZIONI: 1) L’articolo 2-undecies ha escluso i soggetti di cui sopra dall’applicazione, ad essi, della “Tariffa no profit”, non l’esclusione tout-court dalle tariffe ministeriali. Se il legislatore così avesse voluto avrebbe ricompreso i soggetti di cui sopra nell’articolo 2 (Prodotti editoriali esclusi dalle agevolazioni) del Decreto Legge n.353/03 convertito e integrato dalla Legge n. 46 del 27/2/04. 2) Le Onlus e assimilate (pur non avendo più delle tariffe specifiche, perché ormai equiparate alle Tariffe ROC) mantengono
Tale precisazione non avrebbe avuto senso se le Associazioni non potevano usufruire della Tariffa “profit”. SOLUZIONE PROSPETTATA: Mettendo in correlazione il comma 1, dell’articolo 1, del DL 353/03: “le imprese editrici di quotidiani e periodici” e il comma 2 dello stesso articolo: “le associazioni ed organizzazioni senza fini di lucro”, riteniamo che la normativa sulle tariffe postali per l’editoria si debba applicare, come sempre fatto, agli “editori” (in generale) iscritti al ROC. B) SECONDA QUESTIONE (correlata con la prima): ANTEFATTO: L’articolo 2-undecies della L. 22/5/2010 n. 73 ha soppresso dalla previsione dei beneficiari delle “tariffe agevolate”: “le associazioni le cui pubblicazioni periodiche abbiano avuto riconosciuto il carattere politico dai gruppi parlamentari di riferimento nonché, relativamente ai bollettini dei propri organi direttivi, gli ordini professionali, i sindacati, le associazioni professionali di categoria. ..”.
tuttora una normativa di favore, non dovendo sottostare agli obblighi di esibire un prezzo per copia e/o abbonamento e di rispettare la percentuale minima di abbonamenti a titolo oneroso. L’articolo 2-undecies ha escluso i soggetti di cui sopra da tale normativa di favore, ma non dalle tariffe ministeriali, rientrando nel più generale concetto di “Associazioni senza fini di lucro” (vedi prima questione). SOLUZIONE PROSPETTATA: Per non creare una ingiustificata discriminazione tra soggetti simili, TUTTE le Associazioni senza fini di lucro, non rientranti nello specifico elenco del comma 3, articolo 1, del DL 353/03, “editrici” dei loro periodici, possono accedere alle Tariffe ROC, qualora rispettino il requisito prescritto del prezzo (scorporato dalla quota associativa) e della percentuale minima di spedizione agli abbonati/associati paganti direttamente la quota annuale. Notiziario USPI n° 5/2015
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USPI CON GOOGLE PER LA DIGITAL NEWS INIZIATIVE 1
mettendo a disposizione di questa iniziativa un budget di 150 milioni di euro in tre anni.
complesso.
L’obiettivo di DNI è quello di favorire lo sviluppo di un ecosistema di informazione sostenibile e promuovere l’innovazione nel campo del giornalismo digitale attraverso la collaborazione e il dialogo costanti tra i settori della tecnologia e dell’informazione.
Google supporterà e stimolerà l’innovazione nel giornalismo digitale nei prossimi tre anni.
DNI cercherà di estendere la propria attività ad altri editori europei e tutti i player coinvolti nel settore dell’informazione digitale europea potranno prendere parte a uno o tutti i suoi elementi. Carlo D’Asaro Biondo, Presidente Strategic Relationships di Google in Europa, ha dichiarato: “Internet offre opportunità immense per creare e diffondere grande giornalismo, tuttavia ci sono anche questioni legittime su come il giornalismo di alta qualità possa esse sostenuto nell’era digitale. Attraverso la Digital News Initiative Google lavorerà a fianco di editori e organizzazioni che si occupano di giornalismo per contribuire a sviluppare modelli più sostenibili per l’informazione. E’ solo l’inizio del percorso e invitiamo altri a unirsi a noi” . DNI si concentrerà su tre aree principali: 1. Sviluppo prodotto: Google e gli editori istituiranno un “gruppo di lavoro sul prodotto” in grado di alimentare un dialogo costante per esplorare lo sviluppo di prodotti legati all’incremento dei ricavi, del traffico e del coinvolgimento dei lettori. Il gruppo di lavoro sul prodotto sarà un piccolo organismo costituito da editori europei, grandi e piccoli, che rappresenteranno le priorità del settore dell’informazione e fungeranno da punto di contatto nel dialogo su pubblicità, video, apps, comprensione dei dati, contenuti a pagamento e Google News. Google e i partner fondatori hanno già cominciato ad esplorare una serie di idee legate al prodotto e si aspettano ulteriori proposte con la crescita di DNI. L’obiettivo è che questo dialogo porti a sviluppi di prodotto in grado di beneficiare l’eco-sistema dell’informazione nel suo Notiziario USPI n° 5/2015
2. Supporto all’innovazione:
In questo arco di tempo, Google metterà a disposizione 150 milioni di Euro per progetti in grado di dimostrare un nuovo approccio al giornalismo digitale. Chiunque lavori all’innovazione dell’informazione online potrà farne richiesta, inclusi editori riconosciuti, testate solo online e start up tecnologiche legate al mondo dell’informazione. La DNI stabilirà criteri e modalità con un advisory group composto da editori e organizzazioni esperte nella gestione di award in ambito giornalistico. Le richieste saranno valutate in base al loro grado di innovazione, fattibilità e impatto potenziale. 3. Formazione & Ricerca: Google investirà in formazione e nello sviluppo di nuove risorse per giornalisti e redazioni in Europa. Nello specifico: - persone dedicate per lavorare con le redazioni sulle competenze digitali - partnerships formative con organizzazioni giornalistiche tra cui lo European Journalism Centre, WAN-IFRA, GEN, il Centro per il Giornalismo Investigativo e Hacks/Hackers, un’organizzazione che mette insieme giornalisti ed esperti di tecnologia - risorse online e strumenti avanzati per i giornalisti. Google finanzierà ricerche sullo scenario media, tra cui all’inizio: - una versione ampliata del Digital News Report del Reuters Institute che analizzi le modalità di fruizione delle notizie e il comportamento dei lettori in Europa, in 20 paesi;
journalism, crowdsourcing e analisi dati; - estensione all’Europa del programma Google Journalism Fellowships. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito Google dedicato all’argomento http://www.digitalnewsinitiative.com/ Sono 8, al momento, gli editori europei che hanno aderito all’iniziativa del colosso di Mountain View che resta aperta a tutti: la creazione una piattaforma ad hoc in grado di veicolare le notizie in modo nuovo ed alternativo, selezionando contenuti di qualità. Il motore di ricerca più popolare del mondo, quindi - proprio mentre i garanti UE (e non solo) si affannavano, uno dopo l’altro, a lanciare minacce di provvedimenti e sanzioni salatissime ai danni di Google - non solo stringe un’alleanza singolare con gli editori ma avvia un progetto molto interessante, frutto di questa insolita partnership, destinato, forse, a cambiare per sempre gli attuali scenari del giornalismo legati al Vecchio Continente. L’adesione è open e qualsiasi editore può inviare la sua candidatura. Per ora Digital News Initiative si basa sul supporto francese di Les Echos, quello tedesco di Die Zeit e Faz, dei Paesi Bassi con NRC Media, dell’ UK con The Guardian e The Financial Time e dell’Italia con La Stampa. Hanno altresì sposato la causa anche organizzazioni del settore come European Journalisme Centre e Global Editors Network. Alla presentazione, Carlo D’Asaro Biondo ha sottolineato lo scopo dell’iniziativa: quello sostenere un giornalismo d’avanguardia, trainato dalle immense potenzialità disponibili grazie al web ed attraverso un’attenta selezione delle news, secondo alti standard qualitativi. A tal proposito, saranno organizzati team di lavoro per incrementare i ricavi ma, almeno nella fase iniziale, soprattutto per “incuriosire” e successivamente “fidelizzare” il maggior numero di lettori, cercando di arrivare a conquistare anche gli utenti lontani dall’approccio digitale.
- Borse di studio studio ai più meritevoli, che meglio di altri saranno capaci di focalizzare gli studi e la ricerca verso le nuove frontiere dell’e-Journalism, pluralista ed indipendente, per la ricerca accademica sul giornalismo computazionale, tra cui data 9
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SCADENzE ROC LA “COMUNICAZIONE ANNUALE” AL ROC (2015) Ricordiamo che entro 30 giorni dalla data di deposito del bilancio in Camera di commercio, per i soggetti tenuti alla redazione dello stesso, o entro il 31 luglio 2015, per tutti gli altri editori, deve essere trasmessa la “Comunicazione Annuale” dei dati societari (anagrafici, amministrativi e di assetto proprietario) all’Agcom, uno degli adempimenti annuali cui sono tenuti tutti gli iscritti nel ROC Registro Operatori Comunicazione. Ricordiamo, inoltre, che dalla data del 16 ottobre 2012 il sistema telematico di gestione del Registro degli Operatori di Comunicazione (R.O.C.) è stato integrato nel portale impresainungiorno.gov.it. Per maggiori informazioni sul tema, vedi anche quanto già riportato nel “Comunicato” del 16.10.2012 “Entrata in esercizio del nuovo sistema telematico R.O.C. - Cambia la modalità di accesso al Registro per effettuare le Comunicazioni Obbligatorie” Per accedere al sistema telematico del R.O.C. per la compilazione e la trasmissione degli adempimenti previsti nei confronti dello stesso Registro, tra i quali la stessa “Comunicazione Annuale” gli iscritti nel R.O.C. (tutti gli iscritti, anche i soggetti “non camerali” quali le Associazioni, Fondazioni, Enti Morali ecc. ecc.) devono dotarsi, se non ne sono già in possesso, della Carta Nazionale dei Servizi (C.N.S.), in forma di Smart Card o di chiavetta USB. L’interscambio informativo fra Registro degli Operatori di Comunicazione e Registro Imprese consentirà, nelle comunicazioni verso Agcom, la compilazione automatica di tutti i dati detenuti dal sistema camerale, garantendo lo sviluppo automatizzato delle catene di partecipazioni societarie degli operatori iscritti al R.O.C. e dei loro amministratori nei limiti dei dati detenuti dal Registro delle Imprese. Ricordiamo, infine, che sono tenuti alla comunicazione anche gli editori richiedenti i contributi per l’editoria, che hanno effettuato la Comunicazione Annuale entro il 31 gennaio scorso. ******* L’INFORMATIVA ECONOMICA DI SISTEMA - IES Da quest’anno i termini per la comunicazione all’Informativa Economica di 10
Sistema (IES) sono anticipati e il modello IES potrà essere inviato dal 1° giugno al 31 luglio 2015. La comunicazione all’Informativa Economica di Sistema è una dichiarazione annuale cui sono obbligati gli operatori dei settori dei media e riguarda i dati anagrafici ed economici sull’attività svolta dagli operatori interessati, al fine di raccogliere gli elementi necessari per adempiere a precisi obblighi di legge (tra i quali si ricordano, a mero titolo esemplificativo, le analisi di mercato, la Relazione Annuale, l’annuale valorizzazione del Sistema Integrato delle Comunicazioni e la verifica dei relativi limiti, le indagini conoscitive) e consentire l’aggiornamento della base statistica degli operatori di comunicazione. L’Autorità ha disciplinato l’Informativa Economica di Sistema, da ultimo con la delibera n. 397/13/CONS, come modificata dalla delibera n. 235/15/CONS. I soggetti obbligati sono gli operatori di rete,i fornitori di un bouquet di programmi pay tv, i fornitori di servizi di media audiovisivi o radiofonici, i fornitori di servizi interattivi associati e/o di servizi di accesso condizionato, i soggetti esercenti l’attività di radiodiffusione, le imprese concessionarie di pubblicità (ivi compresi i soggetti che esercitano attività di pubblicità online e pubblicità cinematografica), le agenzie di stampa a carattere nazionale (ivi compresi i soggetti i cui notiziari siano distribuiti in abbonamento, a titolo oneroso, qualunque sia il mezzo di trasmissione utilizzato, ad almeno un editore a carattere nazionale che realizzi un prodotto ai sensi della legge n. 62 del 2001), gli editori, anche in formato elettronico, di giornali quotidiani, periodici o riviste, altre pubblicazioni periodiche ed annuaristiche e altri prodotti editoriali. Sono esentati dall’obbligo dell’invio della Informativa Economica di Sistema i soggetti che, pur obbligati nell’ambito della suddetta normativa, abbiano, nell’anno di riferimento, ricavi totali, incluse le provvidenze pubbliche e le convenzioni con soggetti pubblici, riferibili alle attività rilevate dall’Informativa Economica di Sistema, pari a zero euro. L’adempimento consiste nella compilazione del modello elettronico pubblicato ogni anno, che deve essere inviato dal 1° giugno al 31 luglio da un indirizzo di posta elettronica certificata all’indirizzo: ies@cert.agcom.it. (Questo indirizzo di posta elettronica certificata è utilizzabile solo ed esclusivamente per trasmettere il modello. Tale modello è ricevibile solo ed esclusivamente attraverso questo indirizzo di posta elettronica).
Per ulteriori chiarimenti è possibile contattare: info_ies@agcom.it. ******* Comunicazione AGCOM 16 marzo 2015 AVVIO PROCEDURA CANCELLAZIONE D’UFFICIO Si comunica che i soggetti iscritti al Registro degli operatori di comunicazione (di seguito, “ROC”) presenti nel seguente elenco non risultano aver effettuato le comunicazioni annuali al ROC da oltre 3 anni consecutivi. Al riguardo si rappresenta che è previsto che laddove il soggetto iscritto al ROC non effettui le previste comunicazioni da oltre 3 anni consecutivi “ne è data comunicazione al soggetto interessato fissando un termine di quindici giorni, dalla data di ricezione della contestazione, per produrre eventuali controdeduzioni. In caso di mancato riscontro da parte del soggetto interessato, il Direttore del Servizio […] dispone la cancellazione d’ufficio dal Registro”. Gli operatori in elenco (VEDI: http://www.agcom.it/documents/10179/1674538/Comunicazione+16 -03-2015/cb71a53a-0d02-4379-bc08671e9d29f8f9?version=1.0) sono, pertanto, invitati a trasmette la comunicazione annuale telematica 2015, relativa all’anno 2014, nei termini di cui all’art. 11 del citato Regolamento, avvertendo, sin d’ora che, in caso contrario, si procederà alla cancellazione d’ufficio dal ROC in data 1° ottobre 2015 in conformità a quanto disposto ai sensi del predetto art. 12, comma 2, del Regolamento per l’organizzazione e la tenuta del Registro degli operatori di comunicazione. La presente comunicazione vale quale notifica agli interessati ai sensi dell’art. 12, comma 2, del citato Regolamento. Eventuali controdeduzioni e richieste di chiarimenti potranno essere trasmesse al Servizio, Ispettivo, Registro e Co.re.com. (Centro Direzionale, Isola B5 – Torre Francesco, cap. 80143 Napoli - posta elettronica certificata: agcom@cert.agcom.it – fax. 0817507 581/683) ovvero ai Co.re.com. delegati alla tenuta del ROC presenti nel seguente link: h t t p : / / w w w. a g c o m . i t / e l e n c o - d e i co.re.com.-e-relativi-indirizzi. 16 marzo 2015 Il Direttore del Servizio Ispettivo, Registro e Co.re.com. Nicola Sansalone Notiziario USPI n° 5/2015
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“Avvenire” intervista il Presidente della FISC, Francesco Zanotti
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dialogando dialogando Contrari alla consegna a giorni alterni di quotidiani e settimanali nelle case degli abbonati Proponiamo, in questa rubrica, l’intervista che il Presidente FISC- Federazione Italiana Settimanali Cattolici, Francesco Zanotti ha rilasciato ad “Avvenire” sul tema della consegna postale a giorni alterni da parte di Poste Italiane. Su tale tema, si sono già espressi negativamente sia l’USPI (vedi: “Proposte USP…,”, in questo Notiziario) sia la FIEG. Consegnare la posta a giorni alterni significherebbe «la morte quasi certa dei giornali quotidiani e settimanali» che «basano il loro rapporto con gli abbonati sulla puntualità del recapito domiciliare ». È il focus della lettera con cui Francesco Zanotti, presidente della Federazione italiana settimanali cattolici (Fisc), chiede all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) di essere ascoltato. La Fisc, forte di 190 settimanali distribuiti in tutto il Paese, ha espresso la sua «totale contrarietà» al piano strategico di Poste Italiane e all’ipotesi di riorganizzazione contenuta nella “Consultazione pubblica sull’attuazione di un modello di recapito a giorni alterni degli invii postali rientranti nel servizio universale” indetta dall’Agcom. Nel documento, la Fisc ricorda i già bassi livelli di qualità raggiunti dal servizio di recapito della corrispondenza – che Poste Italiane assicura grazie a un finanziamento pubblico – e bacchetta Agcom per aver definito «trascurabile » l’importanza del recapito dei giornali «se confrontato con le esigenze di sostenibilità del servizio universale perseguite attraverso l’introduzione del modello di recapito a giorni alterni». La Fisc, infatti, sottolinea: «Bisognerebbe chiederlo ai cittadini coinvolti se è un fatto Notiziario USPI n° 5/2015
trascurabile», accusando il sistema della consegna a giorni alterni di discriminare i cittadini (penalizzando quelli delle zone periferiche, rurali e montane) e violare la stessa Costituzione. Concetti che il presidente della federazione, Francesco Zanotti, ribadisce in questa intervista. Presidente, veniamo subito al punto: quanto pesa il canale dell’abbonamento postale nei ricavi dei settimanali diocesani? Proprio in queste settimane stiamo facendo un nuovo sondaggio tra i nostri associati. Ad oggi posso dire che la diffusione dei giornali passa per almeno il 70-80% attraverso il canale di Poste Italiane. E questo grazie ai tanti nostri lettori che sottoscrivono l’abbonamento annuale. Abbonamento che dimostra un fortissimo
timana è così. Giungere con puntualità nelle case degli abbonati e in edicola costituisce un fatto per noi essenziale. Nelle difficoltà del momento, non poche per la verità, non possiamo aggiungerne di nuove. Qual è la vostra valutazione del piano strategico 2015/2020 di Poste Italiane? Il servizio delle Poste, abbiamo osservato nel documento consegnato nei giorni scorsi all’Agcom chiedendo l’audizione che ci è stata concessa per il 7 maggio, non può essere valutato per compartimenti stagni. Molti nostri abbonati sono anche titolari di depositi a risparmio e conti correnti con Poste italiane. Scontentarli dal lato della consegna del settimanale locale forse potrebbe avere qualche conseguenza anche su altri piani. E poi i bilanci non si fanno solo con i numeri. C’è anche un bilancio sociale da compilare. E Poste svolge una funzione sociale, anche di presidio del territorio.
Non sono più i tempi di una volta... legame tra lettori e giornale. I nostri giornali sono ancora attesi, ogni settimana. Quando non arrivano con puntualità, giungono nelle nostre redazioni tante telefonate per chiedere informazioni e per protestare. Qual è attualmente la qualità della consegna dei settimanali attraverso le Poste? Sono tantissime le proteste che raccolgo in quanto presidente. Il giornale è un lavoro che per compiersi del tutto ha bisogno di una catena di attori, da chi lo pensa e lo edita fino a chi lo distribuisce e lo fa giungere in casa degli abbonati che poi lo leggono e lo sostengono.
Chiudere continuamente uffici nei piccoli centri significa impoverire tanta parte d’Italia. Quella stessa Italia a cui noi da oltre un secolo diamo voce. Veniamo alla consegna a giorni alterni, perché vi danneggia? Già oggi i nostri giornali vengono consegnati a singhiozzo, anche se per legge sono stati equiparati ai quotidiani: i settimanali con oltre 16 pagine devono essere consegnati il giorno dopo il ricevimento. Fu una nostra conquista di qualche anno fa, quando si fece la battaglia sulle tariffe postali. Una conquista non da poco.
Se un anello nella catena si interrompe, tutti ne soffrono.
Se per legge i giornali verranno consegnati a singhiozzo, che succederà? Almeno oggi possiamo lamentarci della mancata consegna. Domani non avremo nemmeno più la possibilità di chiedere maggiore zelo nella cura dei nostri settimanali.
Purtroppo il nostro lavoro è così. Ogni set-
Cosa direte all’Agcom?
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Esprimeremo la nostra più totale contrarietà alla consegna a giorni alterni. Avremo poco altro da aggiungere. E diremo la stessa cosa al Governo, il 12 maggio, quando sarà finalmente convocato il tavolo per l’editoria, dopo il rinvio della riunione del 28 aprile. Per certi versi, certamente per noi e anche per “Avvenire”, la consegna a giorni alterni è quasi peggio del taglio dei contributi all’editoria. Qui si aggiunge una mazzata a un’altra mazzata che va avanti da anni. I fatti dimostrano che qualcuno vuole la nostra morte. Di recente, in apertura del nostro convegno nazionale all’Aquila il 16 aprile scorso, ho parlato di ‘massacro’. Crede che esista un fronte del no? So che tanti Comuni si stanno muovendo con noi. Con “Avvenire” le battaglie sono fatte insieme da anni. Speriamo si muova anche la gente dal basso, a fare sentire la propria contrarietà. Noi abbiamo parlato di discriminazione fra cittadini di serie A e di serie B: un fatto inammissibile alla luce della nostra Costituzione. Verrebbero penalizzati cittadini che già soffrono una certa marginalità. Un evento per noi gravissimo. Impensabile. Questa strategia industriale di Poste Italiane è alternativa al modello culturale e sociale che la stampa diocesana rappresenta e difende? A quanto si vede, purtroppo, sì. Anche se va detto che – localmente – tanti operatori postali fanno di tutto, grazie alla loro buona volontà, per aiutarci e diffondere inostri giornali ogni settimana. Noi basiamo tutto il nostro lavoro sulla condivisione, su un tessuto sociale fatto di relazioni, di sguardi, di volti, di persone in carne ed ossa. Chi fa i bilanci solo sulla carta non vede le conseguenze del suo agire e chiama i tagli ‘razionalizzazioni’. Che poi dietro a questi termini ci siano ‘persone’ a molti pare non interessare. Per noi non è così e non lo sarà mai. Speriamo che qualcuno comprenda i nostri ragionamenti. Ribadisco: finché avremo voce, diremo le nostre ragioni. Fonte: Avvenire del 5 maggio 2015, pag. 12 – www.fisc.it 12
Ecco l’aggancio normativo di Poste per chiedere la consegna a giorni alterni
LA LEGGE DI STABILITA’ 2015 SUL SERVIzIO POSTALE Il contratto di programma 2015-2019
to alla Commissione europea.
Il comma 274 dell’articolo unico della legge di stabilità 2015 prevede che il contratto di programma per il triennio 20092011, stipulato tra il Ministero dello sviluppo economico e Poste italiane S.p.A., approvato dall’articolo 33, comma 31, della legge n. 183/2011, rimanga efficace sino alla conclusione della procedura di approvazione del nuovo contratto di programma per il quinquennio 2015-2019.
Il comma 276 incrementa il limite massimo per la fornitura a giorni alterni da un ottavo ad un quarto della popolazione nazionale, in presenza di particolari situazioni di natura infrastrutturale o geografica e in ambiti territoriali con una densità di popolazione inferiore a 200 abitanti/kmq.
A partire dal periodo regolatorio successivo a quello 2012-2014, il contratto di programma stipulato tra il Ministero dello sviluppo economico e il fornitore del servizio postale universale ha durata quinquennale.
I commi da 277 a 280 dell’articolo unico della medesima Legge di stabilità 2015 modificano la disciplina del servizio postale universale.
L’importo del relativo onere a carico della finanza pubblica è confermato nell’importo massimo di 262,4 milioni di euro a decorrere dall’anno 2015 cui si provvede nell’ambito delle risorse previste a legislazione vigente allo scopo finalizzate. Sono fatti salvi gli effetti delle verifiche dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni in ordine alla quantificazione del costo netto del servizio postale universale. Il comma 275 definisce la procedura per l’adozione del nuovo contratto di programma In particolare si prevede che: - lo schema di contratto di programma venga inviato dal Ministero dello sviluppo economico al Ministero dell’economia e delle finanze e all’AGCOM per l’acquisizione, entro quindici giorni, dei pareri di competenza; - sulla base dei pareri il Ministero dello sviluppo economico può riesaminare lo schema del contratto; - in ogni caso entro cinque giorni dall’acquisizione dei pareri dell’AGCOM e del Ministero dell’economia lo schema di contratto deve essere inviato alle competenti Commissioni parlamentari per l’espressione del parere non vincolante da rendere nei successivi venti giorni; decorso il termine il contratto può essere comunque adottato; - al termine della procedura, il contratto di programma deve essere sottoscritto tra Ministero dello sviluppo economico e fornitore del servizio universale entro il 31 marzo 2015; - il contratto sottoscritto è infine notifica-
Le modifiche al servizio universale
il comma 277 prevede infatti che il contratto di programma 2015-2019 per il servizio postale possa contenere misure di razionalizzazione del servizio e di rimodulazione della frequenza settimanale di raccolta e recapito sull’intero territorio nazionale, ferme restando le competenze dell’Autorità di regolamentazione (cioè l’AGCOM). Il comma 278 inserisce tra le definizioni del D.Lgs. 261/1999, che disciplina il servizio postale, la distinzione tra posta prioritaria e corrispondenza ordinaria. L’invio di posta prioritaria ha l’obiettivo medio di recapito entro il giorno lavorativo successivo a quello di inoltro mentre l’invio di corrispondenza ordinaria ha l’obiettivo medio di recapito entro il quarto giorno lavorativo successivo a quello di inoltro. Il comma 279 prevede che per il servizio postale universale, fatta eccezione per la posta prioritaria, gli obiettivi percentuali medi di recapito siano riferiti al recapito entro il quarto giorno lavorativo successivo. Si prevede infine che il fornitore del servizio universale sia tenuto ad adottare modalità di ottimizzazione dei processi di lavoro anche tenendo conto dello sviluppo tecnologico e digitale. Il comma 280 prevede infine che l’AGCOM individui, entro 60 giorni dalla proposta di Poste italiane Spa a definire nuovi obiettivi statistici di qualità e una nuova determinazione delle tariffe degli invii di posta prioritaria e degli altri servizi universali, anche tenendo conto delle risorse pubbliche disponibili. Notiziario USPI n° 5/2015
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Notizie dall’INPS - Notizie dall’INPS - Notizie dall’INPS - Notizie dall’INPS - Notizie dall’INPS CIRCOLARE INPS N. 82/2015
al lavoratore a titolo di ricevuta.
Inps: istruzioni operative per l’erogazione del tfr in busta paga
Il diritto alla liquidazione della Quir opera a partire dal mese successivo a quello di presentazione della predetta istanza, sino al periodo di paga che scade il 30 giugno 2018 o a quello in cui si verifica la risoluzione del rapporto di lavoro, se antecedente.
L’Inps, con la circolare n. 82 del 23 aprile 2015, ha fornito le istruzioni operative per il conferimento del T.F.R. in busta paga ai sensi del DPCM n. 20 del 20 febbraio 2015 che, ricordiamo, è entrato in vigore dal 3 aprile scorso. Come è noto i lavoratori dipendenti del settore privato con un rapporto di lavoro in essere da almeno sei mesi possono richiedere al datore di lavoro la liquidazione del trattamento di fine rapporto come integrazione della retribuzione mensile in via sperimentale fino al 30 giugno 2018. In merito alla durata del rapporto di lavoro necessaria per il diritto alla liquidazione della Quir, è necessario che la stessa sia maturata presso il medesimo datore di lavoro, o attraverso operazioni societarie di cui all’art. 2112 c.c. e cessioni individuali di contratto di cui all’art. 1406 c.c.. Inoltre, i periodi di sospensione del rapporto per cause diverse da quelle previste dall’art. 2110 c.c. (infortunio, malattia, gravidanza e puerperio) che non prevedano la maturazione del TFR (es. lavoratori in aspettativa non retribuita) non rilevano ai fini dell’anzianità di servizio utile per la maturazione del diritto alla liquidazione della Quir. Con riguardo alla misura della Quir, si precisa che è pari alla quota maturanda del TFR di cui all’articolo 2120 del c.c., al netto della detrazione contributiva dello 0,50% operata dal datore di lavoro ai sensi della legge n. 297/82. Si ricorda che il contributo dello 0,50% non opera per i lavoratori con qualifica di apprendista e con riferimento ai lavoratori assunti con misure agevolate, esclusivamente nei limiti della contribuzione effettivamente versata. PROCEDURA DI RICHIESTA, LIQUIDAZIONE DELLA QUIR E DECORRENZA Ai fini dell’accesso alla liquidazione della Quir, i lavoratori sono tenuti a presentare al datore di lavoro apposita istanza di accesso, predisposta secondo il modello allegato al Dpcm del 20 febbraio (entrato in vigore il 3 aprile 2015). Copia della predetta istanza e attestazione di ricevimento della medesima è rilasciata Notiziario USPI n° 5/2015
La liquidazione della Quir è effettuata: ˗ a partire dalla busta paga del mese successivo a quello di presentazione dell’istanza per i dipendenti da datori di lavoro che non ricorrono al Finanziamento. A titolo di esempio, per i lavoratori che presentino l’istanza ad aprile 2015, l’erogazione della Quir avverrà mensilmente a partire dalle competenze di maggio 2015, primo periodo di paga utile per l’accesso all’erogazione (Quir maturata nel mese di maggio 2015) sino a quelle di giugno 2018, in costanza di rapporto di lavoro; ˗ a partire dalla busta paga del quarto mese successivo a quello di presentazione dell’istanza per i dipendenti da datori di lavoro che ricorrono al Finanziamento assistito da
garanzia. A titolo di esempio, per i lavoratori che presentino l’istanza ad aprile 2015, l’erogazione della Quir avverrà mensilmente a partire dalle competenze di agosto 2015 (Quir maturata nel mese di maggio 2015) sino a quelle di settembre 2018 (Quir maturata nel mese di giugno 2018). In relazione ai lavoratori dipendenti per i quali si procede all’erogazione mensile della Quir, si sospende – ove dovuto - il versamento delle quote di TFR al Fondo di Tesoreria e alle forme pensionistiche complementari che può proseguire esclusivamente sulla base della posizione individuale maturata nonché dell’eventuale contribuzione a loro carico e/o a carico del datore di lavoro. LIQUIDAZIONE DELLA QUIR ATTRAVERSO L’ACCESSO AL FINANZIAMENTO ASSISTITO DA GARANZIA La Legge di stabilità 2015 ha previsto, a favore delle piccole e medie imprese, misure finalizzate a favorire l’accesso alle risorse finanziarie necessarie per l’erogazione della
Quir, con costi analoghi a quelli per la rivalutazione del TFR accantonato in azienda. Nello specifico, i datori di lavoro che abbiano alle proprie dipendenze meno di 50 addetti e, al contempo, non siano tenuti al versamento del TFR al Fondo di Tesoreria, possono accedere ad un apposito finanziamento erogato dagli intermediari aderenti all’accordo-quadro stipulato, il 20 marzo 2015 fra il Ministero dell’Economia, il Ministero del Lavoro e l’Associazione Bancaria Italiana. Il requisito occupazionale viene calcolato assumendo a riferimento la media annuale dei lavoratori in forza nel 2014. Per i datori che iniziano l’attività nel corso del 2015 ovvero degli anni successivi, il calcolo della media dei lavoratori va effettuato con riferimento all’anno civile di inizio attività; per essi l’eventuale ricorso al finanziamento assistito da garanzia sarà possibile a partire dall’anno successivo a quello di avvio dell’attività e qualora durante l’anno di avvio, i dipendenti facessero richiesta di accesso alla Quir, resta fermo per i datori di lavoro l’obbligo della relativa erogazione in busta paga con risorse proprie. Sul piano operativo, i datori di lavoro, attraverso l’utilizzo delle procedure telematiche messe a disposizione dall’Istituto, debbono richiedere allo stesso la certificazione delle informazioni necessarie per l’attivazione del finanziamento, avvalendosi del modulo di istanza on-line Quir, disponibile all’interno dell’applicazione Inps DiResCo – DICHIARAZIONI DI RESPONSABILITA’ DEL CONTRIBUENTE. Entro 30 giorni dalla richiesta, l’Inps ove ne ricorrano le condizioni, rilascia una certificazione con esito positivo in capo alla posizione contributiva (matricola) del datore di lavoro laddove sussistano congiuntamente le seguenti condizioni: ˗ numero di addetti inferiore a 50 unità nell’anno civile precedente a quello dell’istanza(sulla base delle informazioni relative alla denunce Uniemens); ˗ insussistenza dell’obbligo di versamento del TFR al Fondo di Tesoreria; ˗ assenza di provvedimenti di integrazione salariale straordinaria ovvero in deroga, se in prosecuzione dell’integrazione straordinaria stessa. L’insussistenza delle ulteriori
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condizioni che precludono l’accesso alla Quir, e, pertanto, al relativo Finanziamento, è attestata dal datore di lavoro, anche attraverso la produzione, all’Intermediario, della visura camerale. Il contratto di finanziamento assistito da garanzia deve prevedere la costituzione del privilegio speciale sui beni mobili del datore di lavoro. La richiesta di finanziamento della Quir può riguardare tutte le posizioni dei lavoratori che ne abbiano fatto istanza ovvero una parte di esse, purché, in quest’ultimo caso, sia riferita all’intera posizione individuale del lavoratore. L’intermediario deve comunicare tempestivamente all’Istituto l’avvenuta concessione del finanziamento e la relativa decorrenza, utilizzando l’apposita piattaforma elettronica messa a disposizione dall’Inps. l’Istituto, entro 60 giorni decorrenti dal primo giorno del mese successivo a quello di competenza della maturazione della Quir, certifica all’intermediario che ha concesso il finanziamento la misura della Quir da finanziare. FINANZIAMENTO DEL FONDO DI GARANZIA
compensativa dell’esonero dal versamento del contributo al Fondo di garanzia previsto dalla Legge n. 297/1982, pari, per la generalità dei lavoratori subordinati, allo 0,20% e, per i dirigenti industriali, allo 0,40% della retribuzione imponibile. Questa misura di esonero opera sulla base del principio della competenza e, pertanto, si applica con riferimento al mese di maturazione della Quir, che, nel caso di ricorso al finanziamento assistito da garanzia, non coincide con il mese di erogazione della stessa. Esclusivamente a favore dei datori di lavoro che liquidano la Quir senza accedere al finanziamento assistito da garanzia, trovano applicazione anche le ulteriori misure compensative pari a una riduzione del costo del lavoro dello 0,28%. MODALITÀ DI ESPOSIZIONE DELL’EROGAZIONE DELLA QUIR IN UNIEMENS L’Inps illustra nel dettaglio le modalità di valorizzazione dell’erogazione della Quir nel flusso Uniemens, precisando che l’utilizzo dei nuovi elementi e dei nuovi codici istituiti è valido a partire dalle denunce contributive con competenza maggio 2015. ************
A copertura del rischio di credito dei finanziamenti concessi per l’erogazione della Quir, è stato istituito presso l’INPS uno specifico Fondo di garanzia. Tale Fondo (che opera nei limiti delle risorse disponibili e sino ad esaurimento delle stesse) è alimentato dal gettito di un contributo pari allo 0,20% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali dei lavoratori per i quali i datori di lavoro utilizzano il finanziamento assistito da garanzia. In proposito, l’Inps osserva che: ˗ l’obbligo di versamento del contributo dello 0,20% opera con riferimento al mese di maturazione della Quir; ˗ tale contributo resta escluso da qualsiasi disposizione in materia di agevolazioni contributive, compreso l’esonero per le nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato previsto dalla Legge di stabilità 2015.
CIRCOLARE INPS N. 83/2015 Inps: indennità di disoccupazione per i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa
˗ siano al momento della domanda di prestazione, in stato di disoccupazione; ˗ possano far valere almeno tre mesi di contribuzione nel periodo che va dal 1 gennaio dell’anno solare precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento; ˗ possano far valere, nell’anno solare in cui si è verificato l’evento di cessazione dal lavoro, un mese di contribuzione oppure un rapporto di collaborazione di durata almeno pari ad un mese che abbia dato luogo ad un reddito almeno pari alla metà dell’importo che dà diritto all’accredito di un mese di contribuzione. CALCOLO E MISURA L’indennità DIS-COLL si ottiene dividendo per il numero dei mesi di contribuzione il reddito imponibile ai fini previdenziali derivante dai rapporti di collaborazione dell’anno solare in cui si è verificato l’evento e di quello solare precedente. L’importo è quindi pari: ˗ al 75% del reddito medio mensile se esso è ≤ a 1.195 euro per il 2015; ˗ al 75% di 1.195 euro + 25% del reddito medio mensile eccedente i 1195 euro. Tale importo non può comunque superare 1.300 euro per il 2015 e non è coperto da relativa contribuzione figurativa. L’indennità, inoltre, si riduce in misura pari al 3 % ogni mese a decorrere dal primo giorno del quarto mese di fruizione della prestazione. DURATA
L’Inps, con la circolare n. 83 del 27 aprile 2015, ha fornito le istruzioni operative in materia di indennità di disoccupazione rivolta ai collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione (c.d. DISS-COLL).
La DIS-COLL è corrisposta mensilmente per un periodo pari alla metà dei mesi o frazioni di essi di durata del rapporto o dei rapporti di collaborazione presenti nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno solare precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento.
DESTINATARI
Ai soli fini della durata, non sono computati i periodi di lavoro che hanno già dato luogo ad erogazione di precedente DISCOLL. La durata massima della indennità non può comunque superare i sei mesi di fruizione.
Sono destinatari dell’indennità DIS-COLL i collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto iscritti in via esclusiva alla gestione separata Inps, privi di partita IVA e non pensionati, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione.
MISURE COMPENSATIVE
DOMANDA, DECORRENZA CONDIZIONALITÀ
E
REQUISITI Ai datori di lavoro che provvedono, con risorse proprie ovvero tramite il ricorso al finanziamento assistito da garanzia, all’erogazione della Quir si applica la misura 14
L’indennità DIS-COLL è riconosciuta ai lavoratori che abbiano congiuntamente i seguenti requisiti:
Per la fruizione della DIS- COLL i lavoratori con contratto di collaborazione devono presentare apposita domanda all’INPS entro 68 giorni dalla cessazione 16 Notiziario USPI n° 5/2015
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Notizie editoria e Comunicazione Entro maggio verrà firmata da Lotti la nuova direttiva sulle agenzie di stampa Sarà firmata entro maggio la direttiva della Presidenza del Consiglio dei ministri sulle agenzie di stampa.
il momento di mettere la parola fine a un sistema basato più sulle relazioni che sulla trasparenza e sul rapporto con il mondo che sta fuori e chiede più dinamismo e trasparenza”.
Si tratta di un cambiamento radicale: le news online non dipendono più dalla pubblicità ma dai lettori che decidono di acquistarle.
(ANSA, 4 maggio 2015) Lo ha detto il sottosegretario di Palazzo Chigi con delega all’editoria, Luca Lotti, parlando con i giornalisti a margine di una iniziativa per la campagna elettorale delle regionali a Prato. “Entro maggio – ha detto Lotti – firmerò la direttiva che stabilirà i nuovi criteri tramite i quali la presidenza del Consiglio firmerà i contratti con le agenzie di stampa. Criteri come la territorialità e il numero di giornalisti assunti con articolo 1 che sarà di 50. Firmo la direttiva sei mesi prima dell’entrata in vigore – ha aggiunto – un tempo utile per far sì che le agenzie si organizzino”. (Askanews, 15 maggio 2015) ******* Renzi, basta capitalismo di relazione non trasparente
no fuori dal Canada. Con il nuovo metodo di pagamento il giornale si aspetta di aumentare le entrate del 10-15% quest’anno.
******* Un giornale canadese applica il sistema iTunes: tutti gli articoli a pagamento e acquistabili singolarmente Un sistema di pagamento delle news simile a iTunes potrebbe funzionare? Ne parlava nel 2009 il New York Times ed è la sfida in cui si è lanciata la testata canadese Winnipeg free press che si prepara a un nuovo paywall a fine mese, come riporta NiemanLab. Ogni articolo sarà a pagamento e acquistabile singolarmente per 27 cents. Una volta loggati i lettori potranno anche decidere di acquistare un abbonamento mensile per 16,99 dollari e leggere tutti gli articoli anche online liberamente.
“Il sistema di relazioni in cui giornali, banche, fondazioni e partiti politici hanno pensato di andare avanti tutti insieme discutendo tra loro è morto”. Lo dice il premier Matteo Renzi alla Borsa Italiana.
È la prima testata nordamericana a tentare l’esperimento. “Abbiamo osservato i paywall delle altre testate, alcune hanno avuto successo ma non credo che si possa parlare di un successo incredibile” spiega il direttore Paul Samyn, “gli abbonamenti digitali ai giornali o si sono fermati o crescono poco”.
“In Italia il capitalismo di relazione ha prodotto alcuni effetti decisamente negativi: è
Winnipeg Free Press nel 2011 ha scelto di far pagare gli articoli per i lettori che vivo-
Certo c’è un ostacolo psicologico, ogni articolo sarà a pagamento, e il lettore dovrà decidere se vale la pena acquistare; per NiemanLab è “difficile non immaginare che il traffico scenderà in picchiata”. Tutti i lettori per leggere dovranno registrarsi e ciò apre nuovi scenari, perché renderà possibile la personalizzazione delle schermate, potranno per esempio essere visualizzate le pagine che più rispondono agli interessi individuali. Se si ritorna sul sito nella stessa giornata le notizie già lette non saranno visualizzate. Infine c’è la possibilità di chiedere il rimborso se non si è soddisfatti di quanto si è letto. Il sistema si ispira a quanto già fa l’olandese Blendle, una startup che seleziona contenuti da diverse testate e che ha adottato il sistema soddisfatti o rimborsati per spingere più facilmente all’acquisto. The Winnipeg Free Press is launching a paywall that lets readers pay by the article (NiemanLab, 3 aprile 2015) (Primaonline, 08 Aprile 2015)
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DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale” dei prodotti editoriali presso gli Archivi Nazionali (DPR 252/06).
ENTRO IL MESE DI MAGGIO Gli editori con sede principale in LIGURIA, VENETO, FRIULI VENEZIA GIULIA, EMILIA ROMAGNA, TOSCANA, UMBRIA, MARCHE - che pubblicano QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 1° trimestre dell’anno (gennaio - marzo 2015); - che pubblicano QUATTORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ e relativi supplementi e allegati, NON sono tenuti ad effettuare alcuna consegna.
ENTRO IL MESE DI GIUGNO Gli editori con sede principale in LAZIO, ABRUZZO, MOLISE, CAMPANIA,
NOtIzIARIO Uspi Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Via della Navigazione Interna, 89 35027 Noventa Padovana (PD)
Notizie dall’INPS
PUGLIA, BASILICATA, CALABRIA, 14 del contratto di collaborazione a SICILIA, SARDEGNA pena di decadenza. - che pubblicano QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a L’Istituto precisa che i collaboratori riensettimana) e SETTIMANALI e relative tranti nel campo di applicazione dell’una supplementi e allegati, sono tenuti ad tantum prevista dalla legge n. 92 del 2012 effettuare la consegna delle copie distriaccedono fino al 31 dicembre 2015 esclusibuite al pubblico nel 1° trimestre delvamente alla indennità DIS-COLL (in prel’anno (gennaio - marzo 2015); senza di tutti i requisiti richiesti per detta indennità). - che pubblicano QUATTORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e di Pertanto le eventuali domande, intese ad ALTRA PERIODICITA’ nel mese di ottenere l’indennità una tantum CoCoPro aprile NON devono effettuare alcuna 2014, presentate tra il 1° gennaio 2015 e il consegna. 27 aprile 2015 (data di pubblicazione delle indicazioni Inps in commento) per le quali la cessazione del lavoro si sia verificata nel Ricordiamo la necessità di allegare a que2015 saranno gestite come domande di sta prima spedizione annuale un certificaDISCOLL. to di iscrizione all’USPI per l’anno 2015. La percezione della DIS-COLL è condizioRammentiamo, infine, che per il deposinata alla regolare partecipazione a percorsi to delle copie presso le Biblioteche regiodi riqualificazione professionale/attivazionali e provinciali la cadenza stabilita ne per la ricerca di lavoro. dalla legge è ogni 60 giorni. L’Inps fornisce, inoltre, nel dettaglio anche indicazioni sulla decadenza e sospensione GLI INDIRIZZI dalla prestazione per lo svolgimento di una - Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, nuova attività lavorativa e su altri aspetti Viale Castro Pretorio 105, 00185 Roma. gestionali. - Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Via Tripoli 36/44, 50122 (ASSOGRAFICINFORMA - Numero 8 – Firenze. 2015)
CONVENZIONE USPI-SDA EXPRESS COURIER RINNOVATA LA CONVENZIONE TRA USPI E SDA EXPRESS COURIER PER LA SPEDIZIONE DI PACCHI, A CONDIZIONI VANTAGGIOSE, RISERVATE AGLI ASSOCIATI ALLA NOSTRA UNIONE. NUOVI SERVIZI ACCESSORI. TUTTE LE INFORMAZIONI SU WWW.USPI.IT, SEZIONE “CONVENZIONI”.
E’ STATA
“I nostri pacchi possono viaggiare con SDA”.
Il n. 5 maggio 2015 è stato stampato il 26 maggio 2015
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Notiziario USPI n° 5/2015