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Cartaceo Vs onLine, guerra o sinergia?, pagina 8 Deposito legale e Convenzioni USPI, pagina 16 Riportiamo due brevi, recenti interventi dell’ex Presidente della Repubblica sul difficile momento dell’editoria italiana
IL LASCITO DI NAPOLITANO: “La crisi dell’informazione preoccupa e merita attenzione” Espressa viva preoccupazione per i rischi che potrebbero derivare dalla mortificazione del pluralismo dell’informazione
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l Presidente Napolitano ha sempre avuto una sensibilità particolare per la difesa della stampa, della libera informazione e del pluralismo rappresentato dai giornali e giornalisti. Ricordiamo, alcuni anni fa, una sua lettera nella quale prendeva posizione contro i “tagli lineari” al Fondo per l’editoria, impegnandosi a manifestare “la preoccupazione per i rischi che potrebbero derivare dalla mortificazione del pluralismo dell’informazione”. A memoria delle sue posizioni, nei giorni che accompagnano le sue dimissioni da Presidente, pubblichiamo due brevi stralci dei discorsi di Napolitano, in occasione della annuale Cerimonia del Ventaglio, tradizionale appuntamento con la Stampa Parlamentare. I discorsi sono degli ultimi due anni.
Notizie dal Dipartimento Editoria
CONTRIBUTI DIRETTI ALLE IMPRESE EDITRICI DI QUOTIDIANI E PERIODICI – ANNO 2014 Scadenza della domanda: 31 gennaio 2015 – L’impegno del governo a rifinanziare il relativo Fondo
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l 31 gennaio 2015 scadrà il termine per la presentazione delle domande di ammissione ai contributi diretti alle imprese editoriali per l’anno 2014. Le domande che risulteranno inviate successivamente al predetto termine saranno considerate inammissibili. Le istanze devono essere inoltrate per via telematica, con firma digitale, al seguente indirizzo di posta elettronica certificata: archivio.die@mailbox.governo.it. Il Modello di domanda è pubblicato a pagina 4 di questo Notiziario, e sul sito del Dipartimento informazione ed editoria: Chi può accedere al contributo Possono accedere al contributo pubblico per l’editoria: - le imprese cooperative di giornalisti editrici di quotidiani e di periodici;
Intervento del Presidente Napolitano alla cerimo- - le agenzie di informazione radiofonica costituite 2 nia del Ventaglio (18/07/2013) 7 nella forma di cooperative di giornalisti;
“Come la circolazione del denaro è avvantaggiosa perché accresce il numero delle azioni degli uomini sulle cose, così la circolazione dei fogli periodici aumenta il numero delle azioni della mente umana, dalle quali dipende la perfezione delle idee e de’ costumi. Se le cose scritte possono cangiare le direzioni del costume, ciò devesi sperare da’ fogli periodici”. Cesare Beccaria Il Caffè (1764 - 1766)
IVA SUGLI EBOOK AL 4% Ma ci saranno davvero benefici per i consumatori? L’Iva sugli ebook è stata equiparata dal primo gennaio a quella dei libri cartacei.
Palazzo del Quirinale - 22/07/2014 - Il Presidente Giorgio Napolitano in occasione dell’incontro con i componenti dell’Associazione Stampa Parlamentare, i Direttori dei quotidiani e delle agenzie giornalistiche ed i giornalisti accreditati presso il Quirinale per la consegna del “Ventaglio” da parte dell’Associazione Stampa Parlamentare
Una causa perorata dall’Associazione Italiana Editori (Aie) tramite la campagna su web e social network dal titolo #unlibroèunlibro, iniziata lo scorso 31 ottobre. Il provvedimento fa parte del maxiemendamento di 6 Governo alla legge di stabilità per il 2015
Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 51° - MENSILE - 11 NUMERI - 1 gennaio 2015 Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma
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CONTRIBUTI DIRETTI ALLE IMPRESE EDITRICI DI QUOTIDIANI E PERIODICI – ANNO 2014
in questo numero Il lascito di Napolitano (pagine 1,7)
le imprese editrici di quotidiani la 1 cui maggioranza del capitale sia detenuta da cooperative, fondazioni o enti morali non aventi scopo di lucro che abbiano maturato entro il 31 dicembre 2005 il diritto al contributo; - le imprese editrici di quotidiani italiani editi e diffusi all’estero; - le imprese editrici di quotidiani in lingua francese, ladina, slovena e tedesca nelle regioni autonome Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige; - le imprese editrici di testate organo di movimenti politici; - le imprese editrici di periodici esercitate da cooperative, fondazioni o enti morali ovvero da società la cui maggioranza del capitale sia detenuta da cooperative, fondazioni o enti morali non aventi scopo di lucro. Possono inoltre accedere al contributo pubblico: - le imprese editrici di periodici italiani editi e diffusi all’estero e di periodici editi in Italia e diffusi prevalentemente all’estero; - le imprese, associazioni ed enti che editano periodici per non vedenti, prodotti con caratteri tipografici normali, su nastro magnetico, braille e supporti informatici; - le associazioni dei consumatori iscritte nell’elenco di cui all’articolo 137 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n.206. Modalità di presentazione delle domande e della documentazione Le domande per l’ammissione ai contributi diretti all’editoria (modello di domanda) devono essere presentate dal 1° al 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento dei contributi ed inviate, per via telematica con firma digitale al seguente indirizzo di posta elettronica certificata: archivio.die@mailbox.governo.it. Qualora l’impresa sia impossibilitata ad utilizzare lo strumento informatico, la trasmissione può avvenire mediante raccomandata postale con avviso di ricevimento al seguente indirizzo: Presidenza del Consiglio dei ministri Dipartimento per l’informazione e l’editoria 2
Ufficio per il sostegno all’editoria Servizio per il sostegno diretto alla stampa Via della Mercede, 9 - 00187 ROMA Le domande inviate successivamente al predetto termine sono considerate inammissibili. Ai fini dell’ammissione al contributo, le imprese che hanno presentato domanda di contributo nei termini di legge devono far pervenire, a pena di decadenza, la relativa documentazione istruttoria entro il 30 settembre dell’anno in cui è stata presentata la domanda. I documenti istruttori devono essere trasmessi per via telematica, con firma digitale, tramite PEC, al seguente indirizzo di posta certificata: archivio.die@mailbox.governo.it. I file allegati non possono superare la dimensione complessiva di 4Mb; in caso di maggiori dimensioni è necessario effettuare più invii, specificando ogni volta l’impresa e la testata cui la documentazione si riferisce. Soltanto in casi eccezionali di motivata impossibilità all’invio della documentazione per via telematica o per l’invio delle copie dei giornali, la trasmissione può avvenire mediante raccomandata postale con avviso di ricevimento indirizzata a: Presidenza del Consiglio dei ministri Dipartimento per l’informazione e l’editoria - Ufficio per il sostegno all’editoria Servizio per il sostegno diretto alla stampa - Via della Mercede, 9 00187 – ROMA ovvero tramite spedizione a mezzo corriere. In quest’ultimo caso la consegna del plico deve essere effettuata presso l’ufficio accettazione della Presidenza del Consiglio dei ministri, Via dell’Impresa, 90 - 00187 ROMA. Non sarà accettata documentazione consegnata a mano o tramite corriere presso la sede del Dipartimento. In ogni caso, ai fini della scadenza del termine di legge, farà fede il timbro della data di arrivo. L’ENTITA’ DEL FONDO Superati i problemi interpretativi sul fatto che la Legge 250/90 fosse arrivata a scadenza nel 2015 o fosse in prorogatio fino all’emanazione di una nuova disciplina di
Contributi diretti alle imprese editrici – Anno 2014 (pagine 1, 2, 6) IVA sugli ebook al 4% (pagine 1, 6) Avviso di convocazione dell’Assemblea USPI, Ann0 2015 (pagina 3) Modello di domanda contributi (pagina 4) Le quote associative USPI, Anno 2015 (pagina 5) L’AGCOM lascia Napoli. Il Sindaco scrive al prefetto (pagina 6) DIALOGANDO: Editoria, cartaceo Vs Online… o sinergia? (pagina 8) Privacy: rinnovate dal Garante le autorizzazioni generali al trattamento dei dati sensibili (pagine 9, 10) Notizie dall’INPGI: Circolare 1/2015 (pagine 11, 12, 13) Casagit: 40 anni e saperlo… eccome (pagine 13, 15) Premio giornalistico O.Ma.R dedicato alle malattie e tumori rari (pagina 14) L’Eco sella Stampa (pagina 15) Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 16) contributi alla stampa, resta il problema dell’entità del Fondo per il corrente anno. Nell Legge di stabilità 2015, nella TABELLA C, alla voce “Comunicazioni – Sostegno all’editoria”, sono stati stanziati poco più di 107 milioni di euro, in gran parte (o nella totalità) già assegnati ad altre poste: vecchi debiti con Poste Italiane, Rai International, Agenzie di stampa… Insomma, le domande si depositano, ma non c’è alcuna certezza di ricevere alcun contributo. Nell’esame del provvedimento alla Camera, i deputati che appoggiavano la richiesta di rifinanziamento del Fondo Editoria, hanno ottenuto solo un Ordine del Giorno, accolto dal Governo. Nei dettagli: “La Camera, premesso che: il drastico taglio dei fondi per il sostegno all’editoria, operato nel corso degli ultimi otto anni ha messo a rischio la sopravvivenza di oltre cento testate, tra quotidiani e periodici, edite da cooperative, 6 Notiziario USPI n° 1/2015
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AVVISO DI CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA U.S.P.I. DELL’ANNO 2015 Ai sensi degli articoli 7 e 8 dello Statuto, l’Assemblea Generale Ordinaria dei soci dell’Unione Stampa Periodica Italiana (U.S.P.I.) è convocata per giovedì 16 aprile 2015, alle ore 14 in prima ed alle ore 14.30 in seconda convocazione, presso la sede sociale in Viale B. Bardanzellu n. 95 in Roma, con il seguente:
ORDINE DEL GIORNO 1. Insediamento della Presidenza e della Segreteria; 2. Relazione del Presidente; 3. Relazione del Segretario Generale; 4. Relazione del Collegio dei Revisori dei Conti; 5. Approvazione del rendiconto esercizio 2014; 6. Approvazione esercizio preventivo 2015; 7. Varie ed eventuali. In base all’articolo 7 dello Statuto hanno diritto di voto tutti i soci ordinari di cui all’articolo 3 in regola con il pagamento delle quote sociali. Ai soci di cui al punto 1) di tale articolo spettano tre voti per ciascuna testata, mentre ai rappresentanti delle Associazioni o Gruppi di cui al punto 2) spetta un solo voto. Hanno diritto inoltre ad esprimere un voto gli iscritti all’U.S.P.I. a titolo personale di cui all’art. 30 (norma transitoria). Ogni socio che non possa partecipare personalmente all’Assemblea può farsi rappresentare, ad ogni effetto, da persona, anche non iscritta all’USPI, munita di apposita delega. Nessun socio o delegato può essere portatore di più di dieci deleghe. Per la partecipazione all’Assemblea, i soci che ancora non lo avessero fatto, dovranno mettersi in regola con la quota associativa per il 2015. Il rendiconto 2014 ed il preventivo 2015 saranno a disposizione dei soci che li volessero esaminare presso la sede sociale dell’USPI, in Viale B. Bardanzellu n. 95 in Roma, dalle ore 12 del 31 marzo, alle ore 12 del 9 aprile c.a. Il presente annuncio è da considerarsi quale “avviso” secondo quanto stabilito dall’articolo 8, primo comma, dello Statuto. Roma, 23 gennaio 2015 IL PRESIDENTE
(Mons. Antonio Barbierato)
-- - -- --- - --- - - -- - - - ---------------------------- - - - - - - DELEGA Il sottoscritto........................................................................................................................................................................................ nella sua qualità di (1).......................................................................................................................................................................... delega il Sig ......................................................................................................................................................................................... a rappresentarlo all’Assemblea dei soci dell’USPI del 16 aprile 2015 a Roma per l’approvazione dei bilanci consuntivo 2014 e preventivo 2015. ................................... (data)
................................................. (firma)
(1) Indicare la qualità di editore e titolo del periodico, ovvero di suo rappresentante (punto 1 art. 3 dello Statuto) nel qual caso è necessario indicare anche la testata, ovvero la qualità di socio a titolo personale (art. 30 dello Statuto, norma transitoria).
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Le quote associative usPi
per l’anno 2015 L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2015 risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche pubbliche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico, per email o fax, per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - convenzioni esclusive per i soci USPI; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura. Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2015 e comprensive della spedizione in abbonamento postale del “Notiziario USPI” (pari a 33 €) sono le seguenti: Per le testate (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge) da da da da da
1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su
€ € € € €
300,00 750,00 1.300,00 2.600,00 3.800,00
“Una tantum” (oltre la quota di iscrizione) per le testate che si associano per la prima volta: - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie
€ €
100,00 170,00
Soci corrispondenti - IL SOCIO CORRISPONDENTE è una persona fisica che, “condividendo le finalità dell’USPI, si interessa a vario titolo di editoria e comunicazione”. € 100,00 Soci benemeriti L’USPI accoglie nel suo seno, su deliberazione del Consiglio Nazionale: - Soci benemeriti, e cioè persone od enti che mediante attività o donazioni abbiano contribuito allo sviluppo dell’USPI e, attraverso esse, abbiano favorito il progresso della stampa periodica. Rinnovo della quota per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI € 210,00 - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI € 320,00 ***** Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6, Via Franceschini n. 58 - Roma, CODICE IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI. C.F. dell’USPI: 80188110581
ATTENzIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.
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IVA SUGLI EBOOK AL 4% 1
CONTRIBUTI DIRETTI - ANNO 2014
che “prevede, ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, di considerare libri tutte le pubblicazioni identificate da codice Isbn e veicolate attraverso qualsiasi supporto fisico o tramite mezzi di comunicazione elettronica”; in questo modo, l’Iva sugli ebook viene “abbassata al 4% ed equiparata a quella prevista per i libri cartacei, superando così un regime fiscale discriminatorio sulla lettura”.
nove mesi del 2014, le novità uscite in diginon profit, associazioni e fondatale sono state 28.133, il 27% in più dello 2 zioni; stesso periodo del 2013. Con la fetta di 32 di esse hanno già sospeso la propria mercato degli ebook che, a fine 2014, ragattività con la perdita di centinaia di giunge il 5% di quello complessivo del migliaia di copie giornaliere e con la scomlibro, contro il 3% di un anno fa (stime parsa di oltre 950 posti di lavoro, tra diretAie)”. ti ed indiretti, e che – cosa ancor più grave – si è assestato, in tal modo, per la prima Secondo Esposito, neanche l’abbassamento volta e nell’indifferenza generale, un colpo dell’Iva sembra sortire effetti, anche perdurissimo al pluralismo nonché al diritto ché, come riporta Digital Day, l’abbassaed alla qualità dell’informazione; In sostanza: l’Iva sui libri digitali scende mento dell’Iva sugli ebook non si è tradotè di assoluta urgenza un intervento per evidal 22 a 4%, mentre i 7,2 milioni di mancato in un calo del prezzo dei libri: Amazon, tare la scomparsa della restante offerta to gettito verranno coperti dal fondo per Ibs, Kobo e Feltrinelli hanno ancora gli informativa del comparto che opera, in interventi strutturali di politica economica. gran parte, nel campo dell’informazione stessi prezzi di vendita del 2014. locale. Una tale evenienza cancellerebbe la Meno Iva = più lettori? possibilità di far convivere chiavi interpreSecondo i dati attualmente a disposizione, tative plurime e diverse di molte realtà precisa su editoria.tv - da prendere comunAndrea Esposito, giornalista di editoria.tv, locali; produrrebbe la cancellazione di que con le pinze dato che prendono in si chiede se gli ebook potranno salvare la oltre 350.000 copie giornaliere e la perdita lettura in Italia. esame una piccola fetta dei cataloghi - semdi oltre 4000 posti di lavoro tra giornalisti, brerebbe che a fronte di pochi ribassi ci poligrafici e lavoratori dell’indotto; Già, perché nel Belpaese a leggere sono siano alcuni ritocchi verso l’alto rispetto al oltre alle difficoltà aggiuntive per INPGI – davvero in pochi e sembra quasi di trovarsi 2014. l’ammontare dei costi per lo Stato, in terin un circolo vizioso, senza vie d’uscita, mini di ammortizzatori sociali e di mancadove la divisione tra chi legge e chi no è Italia a rischio infrazione te entrate contributive e fiscali, sarebbe di netta e vede i secondi in grande maggioranmolto superiore alle somme necessarie per za. Come rilevato sul precedente numero di integrare, fino al fabbisogno, le risorse questo Notiziario, l’abbassamento dell’Iva attualmente disponibili; Oltretutto i lettori forti sono in diminuzione al 4% viola le regole europee: l’Italia più volte, il Parlamento – nella piena condi anno in anno. rischia l’apertura di una procedura di infravinzione che la qualità, il pluralismo e la completezza dell’informazione costituiscozione, come già successo in Francia e Solo il 43% degli italiani dichiara di leggeno la misura effettiva dello spessore della Lussemburgo (sempre per la riduzione re almeno un libro all’anno, tuttavia la letdemocrazia – ha sollecitato maggiori risordell’Iva sugli ebook). tura di ebook si sta diffondendo anche qui se ed una loro più adeguata finalizzazione da noi: nel 2013 sono aumentate a dismisua sostegno dell’editoria, Il provvedimento, quindi, potrebbe avere ra le vendite di ereader, tablet e smartphoimpegna il Governo vita brevissima ed essere modificato se non ne. a valutare l’opportunità di sostenere, anche addirittura ritirato alle prime avvisaglie di con risorse aggiuntive, il processo già Secondo il Corriere della Sera, “nei primi sanzioni da parte dell’Ue. avviato nel settore dell’editoria – a garanzia di un adeguato rispetto del pluralismo dell’informazione – necessario alla sopravL’AGCOM LASCIA LA SEDE DI NAPOLI. vivenza di tante voci minori, di natura locaIL SINDACO SCRIVE AL PREFETTO le e delle minoranze linguistiche”. Un “urgente approfondimento e un’accurata riflessione” sulle “ricadute negative in termini occupazionali e delle politiche di sviluppo territoriale” derivanti dallo spostamento della sede principale dell’Agcom da Napoli a Roma. Lo chiede in una lettera al prefetto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. “L’Agcom”, scrive de Magistris, “fu istituita per affidare ad un organo di elevata competenza il compito di osservare il mutamento del mercato tecnologico del settore delle comunicazioni e per garantire il pluralismo informativo, nel rispetto dell’autonomia e dell’indipendenza. Non a caso la scelta della sede principale 6
dell’autorità ricadde su Napoli perché la città, possedendo adeguate infrastrutture ed aree di insediamento, potesse assumere il ruolo di riferimento per uno sviluppo indotto del territorio circostante e del Mezzogiorno”. A tal proposito, aggiunge de Magistris, “fin dalla mia elezione a sindaco ho sempre ribadito, con atti concreti, la necessità che la sede di Agcom restasse nella nostra città, in ossequio alla normativa che lo prevede espressamente, contrariamente a ciò che, invece, afferma l’attuale dirigenza dell’Autorità e, addirittura, il governo che, recentemente, ha affermato che Roma e non Napoli sia la sua sede principale”.
9/2679-bis-A/216. Blazina, Rampi, Coscia, Piccoli Nardelli, D’Ottavio, Malpezzi, Ghizzoni, Rocchi, Ventricelli, Ascani, Bossa, Carocci, Coccia, Crimì, Malisani, Manzi, Narduolo, Pes, Paolo Rossi, Sgambato. Lunedì 19 gennaio scorso, si è svolto, su richiesta dell’USPI e delle altre associazioni di categoria, un incontro presso il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri. Nell’occasione, il Capo dipartimento, Roberto Marino, si è impegnato a trovare, nell’arco dell’anno (i contributi 2014 si erogano a dicembre 2015) ulteriori risorse. Ne riparleremo… Notiziario USPI n° 1/2015
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IL LASCITO DI NAPOLITANO: “La crisi dell’informazione preoccupa e merita attenzione” Palazzo del Quirinale,
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“Desidero iniziare rivolgendo l’espressione della mia viva solidarietà alla famiglia di Domenico Quirico, inviato de La Stampa di Torino, che da 100 giorni attendiamo di poter riaccogliere tra noi. Pur in un momento davvero difficile per i giornali e per i giornalisti, alle cui problematiche - qui, sobriamente, appena accennate - sono, e dobbiamo essere tutti, attenti e sensibili, la cerimonia del Ventaglio è sempre un’occasione gradita e significativa d’incontro con quel settore così importante del mondo dell’informazione, che è costituito dalla stampa parlamentare.
linguaggio e comportamenti politici sono senza freni e senza responsabilità, una società rischia il quotidiano disfacimento”. Stiamo tutti bene in guardia, care amiche e cari amici giornalisti, nei confronti di simili rischi”. ———— Intervento del Presidente Napolitano alla cerimonia del Ventaglio (22/07/2014) Palazzo del Quirinale, “Gentile Presidente, alla crisi dei tradizionali mezzi di informazione italiani lei ha riservato un passaggio veloce.
E ancora una volta appare chiaro che il vostro stimolo quotidiano si rivolge anche a chi esercita le funzioni e le responsabilità d’insieme del Capo dello Stato.
Mi permetta di osservare che questa crisi, in gran parte dovuta alle trasformazioni tecnologiche degli ultimi anni, preoccupa e merita attenzione.
Voi sapete com’è accaduto che mi tocchi ancora esercitarle, nello spirito che ho chiaramente indicato nel messaggio del 22 aprile al Parlamento.
È compito di giornalisti, editori e operatori dell’informazione in generale trovare le vie adeguate per non disperdere conoscenze ed esperienze tuttora valide, favorire l’ingresso dei giovani nei posti di lavoro del settore come deve avvenire anche negli altri, preservare e accrescere gli spazi di indipendenza professionale e - nei limiti del rispetto delle istituzioni e della dignità delle persone - la libertà di espressione e di informazione.
Intanto traggo beneficio - anch’esso imprevisto - dal cortese dono di un nuovo bell’esemplare per la mia collezione di tradizionali ventagli artistici. (omissis) Tornando a voi, protagonisti di questa cerimonia, siate certi che mai indulgerò alle tendenze di taluni a “fare della stampa un bersaglio”, o ad attribuirle colpe di parole e scelte dei politici. Ma il mio richiamo alle responsabilità del momento si rivolge certamente anche alla stampa, perché la componente della sollecitazione e dell’amplificazione mediatica influenza molto le parole e i comportamenti dei politici. Siamo inoltre dinanzi a minacce e pratiche di violenza (non occorre che ricordi episodi recenti), e dinanzi all’ingiuria indecente e aggressiva, specie se a sfondo razzista o maschilista, e ancor più se pronunciata da chi dovrebbe unire alla dignità personale quella istituzionale. Ebbene, rispetto a ciò è tempo di levare un argine comune. Facendo mie le espressioni della lettera che ho appena ricevuto da un amico di vecchia data e di chiari principi, dirò che “quando Notiziario USPI n° 1/2015
Auspico uno sforzo comune di tutti i soggetti coinvolti, chiamati ad agire nell’interesse di lettori, telespettatori e utenti nell’affrontare anche questa tra le sfide dei nostri tempi, con l’intento di uscirne toccando un livello più alto e non più basso di civiltà e di democrazia. Cara dottoressa …, la ringrazio anticipando la fase finale della cerimonia per l’attraente Ventaglio che potrei battezzare “nove più due”, includendo i due Ventagli festeggiati da Presidente della Camera. Ma la ringrazio soprattutto per la sintesi delle riflessioni e delle preoccupazioni oggi diffuse tra voi che giorno per giorno animate - nel più largo contesto del mondo dell’informazione - l’impegno peculiare di quella Stampa Parlamentare, antenna tra le più sensibili della vita politica e istituzionale nella sua evoluzione e nei suoi travagli. Dico subito che non vorrei tediarvi ripetendo - e dunque non lo farò - giudizi da me pubblicamente espressi sul “molto che è
cambiato” - come lei ha detto - dalla cerimonia del Ventaglio di un anno fa. Di quei cambiamenti - innanzitutto nel governo del paese - ho parlato in corso d’opera, dando motivazioni esplicite del ruolo che mi è toccato svolgere, delle scelte che, nell’ambito delle mie responsabilità, ho compiuto nei momenti essenziali. E su qualcuno dei passaggi più significativi attraverso i quali si è dispiegato il complesso riarticolarsi del quadro politico e del confronto in Parlamento, sono poi tornato con valutazioni alle quali non ho nulla da aggiungere. Vorrei piuttosto (ritenendo che questo in realtà vi interessi) sottolineare le prove dell’oggi, le risposte che come sistema paese siamo chiamati a dare a interrogativi scottanti”. ———— BIOGRAFIA Giorgio Napolitano è nato a Napoli il 29 giugno 1925, sposato con Clio Bittoni, ha due figli, Giovanni e Giulio. Si è laureato in giurisprudenza nel dicembre 1947 presso l’Università di Napoli con una tesi in economia politica. Ha aderito, nel 1945, al Partito Comunista Italiano. . È stato eletto alla Camera dei Deputati per la prima volta nel 1953 e ne ha fatto parte – tranne che nella IV legislatura – fino al 1996, riconfermato sempre nella circoscrizione di Napoli. Dal 1989 al 1992 è stato membro del Parlamento europeo. Nell’XI legislatura, il 3 giugno 1992, è stato eletto Presidente della Camera dei deputati, restando in carica fino alla conclusione della legislatura nell’aprile del 1994. Non più parlamentare, è stato Ministro dell’interno e per il coordinamento della protezione civile nel Governo Prodi, dal maggio 1996 all’ottobre 1998. Il 23 settembre 2005 è stato nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Il 10 maggio 2006 è stato eletto Presidente della Repubblica con 543 voti. Ha prestato giuramento il 15 maggio 2006. Il 20 aprile 2013 è stato rieletto Presidente della Repubblica con 738 voti. Ha prestato giuramento il 22 aprile 2013. Ha rassegnato le dimissioni il 14 gennaio 2015. È divenuto Senatore di diritto e a vita quale Presidente Emerito della Repubblica. 7
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Da IM*MEDIA blog notizie dal mondo digitale
editoria, cartaceo vs onLine… o sinergia? [intervista a quattro] Riportiamo questa interessante intervista pubblicata il 5 novembre 2014, a cura di Matteo Bianconi Sopravviveremo senza il sito? Chi può dirlo? Le mode e gli amori cambiano. Ma una cosa è certa. Fuori dal mondo online vivremmo malissimo il nostro tempo.
dialogando dialogando Le nuove tecnologie si stanno diffondendo di anno in anno e così cambiano i dispositivi mobile, i mezzi di comunicazione e addirittura il modo di comunicare. I primi a farne i conti sono probabilmente tutti coloro che lavorano nell’informazione, un settore che più di tutti deve interpretare le logiche del “nuovo mondo”, in modo da poter garantire il massimo agli utenti e lettori, sia in termine di qualità che di quantità delle notizie. Dal “Rapporto sull’industria dei quotidiani in Italia”, realizzato dall’Associazione Stampatori Italiana Giornali (ASIG) e dall’Osservatorio tecnico “Carlo Lombardi” per i quotidiani e le agenzie di informazione, emergono diversi dati interessanti, come il fatto che il digitale abbia registrato una diffusione del +72% rispetto al 2013. Nell’era dell’immediatezza e dei social, quali sono dunque i fattori che l’editoria non può esimersi dall’osservare? Il cartaceo è un nemico del digitale oppure bisogna rivedere questo rapporto privilegiando uno scambio sinergico? Cosa può esserci oltre l’informazione? IM*MEDIA ne ha parlato con quattro giornalisti chiamati questa volta ad essere “opinionisti” d’eccezione. Si tratta di: Marco Castelnuovo, Capo redattore Politica/Interni presso La Stampa; Marta Serafini, giornalista del Corriere della Sera; Federico Ferrazza, Vicedirettore di Wired Italia; Giovanni Pepi, condirettore responsabile del Giornale di Sicilia. Ecco l’intervista a quattro: Un giornale – mensile o quotidiano – può sopravvivere senza essere anche online? M. Castelnuovo: Sì, un mensile più di un quotidiano probabilmente. Non essendo legato alle breaking news può reggere online. Sono pubblici diversi, in fondo. Certo perdere una vetrina preziosa come quella di internet non mi pare essere una mossa azzeccata nel 2014. Ma meglio non 8
Nel sito di una realtà editoriale cosa NON può mancare? avere nulla che avere un sito vecchio, fermo e rabberciato. M. Serafini: Secondo gli ultimi dati Agcom, il 40 per cento degli italiani si informa in rete… viene da sé che esserci è fondamentale se si vuole fare informazione. Anche un mensile o una rivisita dai contenuti esclusivi non possono prescindere dalla presenza in rete, fosse anche solo come vetrina. Stesso discorso per la presenza sui social network. F. Ferrazza: Dipende dal modello di business. In generale direi di no, però non è da escludere che ci siano brand/giornali che possano sopravvivere anche solo con la carta. A livello di sistema, mi pare evidente che i giornali e l’informazione (ovviamente cosa diversa dai giornali) saranno per lo più online e in particolare mobile nei prossimi anni. E quindi il sostentamento economico non potrà fare a meno di pensare a modelli remunerativi su questa piattaforma. G. Pepi: Difficile, molto difficile, fare ipotesi sul futuro. Io mi ritrovo nell’affermazione del parlamentare inglese che diceva: “Impossibile fare ipotesi sul futuro. È difficile farne sul passato”. Parlando con i miei lettori, vedo che la carta stampata resiste perché incrocia abitudini, culture, valori, e, perché no, amori. Conserva uno zoccolo duro di nostalgici. Ma ha perso spinta propulsiva. Negli anni ’60 per i giovani, il giornale sotto il braccio era uno status symbol, oggi questa funzione è svolta da smartphone e tablet. Mi succede spesso di incontrare ventenni e trentenni, per esempio, che leggono il Giornale di Sicilia solo da quando questo ha un sito internet.
M. Castelnuovo: I link. Semplice e paradossale. I siti, specie quelli di informazione italiani, oggi hanno ancora paura a segnalare i llink esterni. Invece, a mio modo di vedere, un media sarà vincente sul web quanto più sarà IL media. Colui che screma, segnala, avverte. Anche su contributi non propri. La porta di ingresso di una informazione più larga. M. Serafini: Difficile trovare una regola. Verrebbe da dire: non possono mancare le notizie. Poi, la possibilità di condividere i contenuti. Da non dimenticare dunque i share button (i bottoni che rimandano alle bacheche social). F. Ferrazza: Oggi non possono mancare tre cose, prima delle altre. Una forte integrazione con i social; un sito responsive, che si adatti ai vari schermi con cui oggi si consultano le pagine web; una forte sezione video, il settore che sta maggiormente crescendo dal punto di vista adv. G. Pepi: Uno spazio in cui si realizzi un dialogo forte con chi legge, sente e vede le cose del sito. Oggi ogni sito ha opportunità straordinarie per sapere che cosa i suoi lettori (o naviganti) vogliono leggere e vedere. Guai a non assecondare questa domanda di confronto e di dialogo. (segue sul prossimo numero) Notiziario USPI n° 1/2015
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Tutela della privacy
RINNOVATE DAL GARANTE LE AUTORIzzAzIONI GENERALI AL TRATTAMENTO DEI DATI SENSIBILI Validità fino al 31 dicembre 2016 Il Garante ha rinnovato fino al 31 dicembre 2016, senza significative modificazioni, le autorizzazioni generali per il trattamento dei dati sensibili e giudiziari. Il rinnovo consente a diverse categorie di titolari del trattamento di non dover richiedere apposite autorizzazioni caso per caso, essendo sufficiente osservare le prescrizioni contenute nei provvedimenti generali nonché adempiere agli obblighi di informativa all’interessato e di acquisizione del consenso. Nel dettaglio, le autorizzazioni riguardano trattamenti di: 1. dati sensibili nei rapporti di lavoro; 2. dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale (di interesse prevalentemente per il settore sanitario); 3. dati sensibili da parte degli organismi di tipo associativo e delle fondazioni; 4. dati sensibili da parte dei liberi professionisti;
1/2014 relativa ai rapporti di lavoro. GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI Autorizzazione n. 1/2014 al trattamento dei dati sensibili nei rapporti di lavoro - 11 dicembre 2014 (GU n. 301 del 30 dicembre 2014) 1) Ambito di applicazione. La presente autorizzazione è rilasciata: a) alle persone fisiche e giuridiche, alle imprese, anche sociali, agli enti, alle associazioni e agli organismi che sono parte di un rapporto di lavoro o che utilizzano prestazioni lavorative anche atipiche, parziali o temporanee, o che comunque conferiscono un incarico professionale alle figure indicate al successivo punto 2, lettere b) e c); b) ad organismi paritetici o che gestiscono osservatori in materia di lavoro, previsti dalla normativa comunitaria, dalle leggi, dai regolamenti o dai contratti collettivi anche aziendali; l’autorizzazione riguarda anche l’attività svolta:
5. dati sensibili da parte di diverse categorie di titolari (per attività: bancarie, creditizie, assicurative, di gestione di fondi, del settore turistico, del trasporto; di sondaggi e ricerche; di elaborazione dati; di selezione del personale; di mediazione a fini matrimoniali; di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali);
c) dal medico competente in materia di igiene e di sicurezza del lavoro, in qualità di libero professionista o di dipendente dei soggetti di cui alla lettera a) o di strutture convenzionate;
6. dati sensibili da parte degli investigatori privati;
d) dal rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, anche territoriale e di sito;
7. dati a carattere giudiziario da parte di privati, di enti pubblici economici e di soggetti pubblici;
e) da associazioni, organizzazioni, federazioni o confederazioni rappresentative di categorie di datori di lavoro, al solo fine di perseguire le finalità di cui al punto 3), lettera h).
8. dati genetici; 9. dati personali per scopi di ricerca scientifica. I provvedimenti sono pubblicati nel sito Internet del Garante e nella Gazzetta Ufficiale n. 301 del 30 dicembre 2014. AUTORIZZAZIONE N. 1/2014 RELATIVA AI RAPPORTI DI LAVORO Pubblichiamo il testo dell’autorizzazione n. Notiziario USPI n° 1/2015
2) Interessati ai quali i dati si riferiscono. Il trattamento può riguardare i dati sensibili attinenti: a) a lavoratori subordinati, anche se parti di un contratto di apprendistato, o di formazione e lavoro, o di inserimento, o di lavoro ripartito, o di lavoro intermittente o a chiamata, o di lavoro occasionale ovvero prestatori di lavoro nell’ambito di un con-
tratto di somministrazione di lavoro, o in rapporto di tirocinio, ovvero ad associati anche in compartecipazione e, se necessario in base ai punti 3) e 4), ai relativi familiari e conviventi; b) a consulenti e a liberi professionisti, ad agenti, rappresentanti e mandatari; c) a soggetti che effettuano prestazioni coordinate e continuative, anche nella modalità di lavoro a progetto, o ad altri lavoratori autonomi in rapporto di collaborazione, anche sotto forma di prestazioni di lavoro accessorio, con i soggetti di cui al punto 1); d) a candidati all’instaurazione dei rapporti di lavoro di cui alle lettere precedenti, fatta salva l’ipotesi prevista dall’art. 26, comma 3, lett. b-bis), del Codice relativamente ai dati sensibili indispensabili contenuti in curricula spontaneamente trasmessi dagli interessati aifini dell’instaurazione di un rapporto di lavoro; e) a persone fisiche che ricoprono cariche sociali o altri incarichi nelle persone giuridiche, negli enti, nelle associazioni e negli organismi di cui al punto 1); f) a terzi danneggiati nell’esercizio dell’attività lavorativav o professionale dai soggetti di cui alle precedenti lettere. 3) Finalità del trattamento. Il trattamento dei dati sensibili deve essere indispensabile: a) per adempiere o per esigere l’adempimento di specifici obblighi o per eseguire specifici compiti previsti dalla normativa comunitaria, da leggi, da regolamenti o da contratti collettivi anche aziendali, in particolare ai fini dell’instaurazione, gestione ed estinzione del rapporto di lavoro, nonché del riconoscimento di agevolazioni ovvero dell’erogazione di contributi, dell’applicazione della normativa in materia di previdenza ed assistenza anche integrativa, o in materia di igiene e sicurezza del lavoro o della popolazione, nonché in materia fiscale, sindacale, di tutela della salute, dell’ordine e della sicurezza pubblica; b) anche fuori dei casi di cui alla lettera a), in conformità alla legge e per scopi determinati e legittimi, ai fini della tenuta della contabilità o della corresponsione di stipendi, assegni, premi, altri emolumenti, liberalità o benefici accessori; c) per perseguire finalità di salvaguardia della vita o dell’incolumità fisica del lavoratore o di un terzo; d) per far valere o difendere
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un diritto anche da parte di un terzo in sede giudiziaria, nonché in sede amministrativa o nelle procedure di arbitrato e di conciliazione nei casi previsti dalle leggi, dalla normativa comunitaria, dai regolamenti o dai contratti collettivi, sempre che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro perseguimento. Qualora i dati siano idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale, il diritto da far valere o difendere deve essere di rango pari a quello dell’interessato, ovvero consistente in un diritto della personalità o in un altro diritto o libertà fondamentale e inviolabile;
opinioni politiche, l’adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere politico o sindacale, i dati concernenti l’esercizio di funzioni pubbliche e di incarichi politici, di attività o di incarichi sindacali (sempre che il trattamento sia effettuato ai fini della fruizione di permessi o di periodi di aspettativa riconosciuti dalla legge o, eventualmente, dai contratti collettivi anche aziendali), ovvero l’organizzazione di pubbliche iniziative, nonché i dati inerenti alle trattenute per il versamento delle quote di servizio sindacale o delle quote di iscrizione ad associazioni od organizzazioni politiche o sindacali;
e) per esercitare il diritto di accesso ai documenti amministrativi, nel rispetto di quanto stabilito dalle leggi e dai regolamenti in materia;
c) nell’ambito dei dati idonei a rivelare lo stato di salute, i dati raccolti e ulteriormente trattati in riferimento a invalidità, infermità, gravidanza, puerperio o allattamento, ad infortuni, ad esposizioni a fattori di rischio, all’idoneità psico-fisica a svolgere determinate mansioni, all’appartenenza a determinate categorie protette, nonché i dati contenuti nella certificazione sanitaria attestante lo stato di malattia, anche professionale dell’interessato, o comunque relativi anche all’indicazione della malattia come specifica causa di assenza del lavoratore.
f) per adempiere ad obblighi derivanti da contratti di assicurazione finalizzati alla copertura dei rischi connessi alla responsabilità del datore di lavoro in materia di igiene e di sicurezza del lavoro e di malattie professionali o per i danni cagionati a terzi nell’esercizio dell’attività lavorativa o professionale; g) per garantire le pari opportunità nel lavoro; h) per perseguire scopi determinati e legittimi individuati dagli statuti di associazioni, organizzazioni, federazioni o confederazioni rappresentative di categorie di datori di lavoro o dai contratti collettivi, in materia di assistenza sindacale ai datori di lavoro. 4) Categorie di dati. Il trattamento può avere per oggetto i dati strettamente pertinenti ai sopra indicati obblighi, compiti o finalità che non possano essere adempiuti o realizzati, caso per caso, mediante il trattamento di dati anonimi o di dati personali di natura diversa, e in particolare: a) nell’ambito dei dati idonei a rivelare le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, ovvero l’adesione ad associazioni od organizzazioni a carattere religioso o filosofico, i dati concernenti la fruizione di permessi e festività religiose o di servizi di mensa, nonché la manifestazione, nei casi previsti dalla legge, dell’obiezione di coscienza; b) nell’ambito dei dati idonei a rivelare le 10
5) Modalità di trattamento. Fermi restando gli obblighi previsti dagli artt. 11 e 14 del Codice, nonché dagli artt. 31 e seguenti del Codice e dall’Allegato B) al medesimo Codice, il trattamento dei dati sensibili deve essere effettuato unicamente con operazioni, nonché con logiche e mediante forme di organizzazione dei dati strettamente indispensabili in rapporto ai sopra indicati obblighi, compiti o finalità. I dati sono raccolti, di regola, presso l’interessato. La comunicazione di dati all’interessato deve avvenire di regola direttamente a quest’ultimo o a un suo delegato (fermo restando quanto previsto dall’art. 84, comma 1, del Codice), in plico chiuso o con altro mezzo idoneo a prevenire la conoscenza da parte di soggetti non autorizzati, anche attraverso la previsione di distanze di cortesia. Restano inoltre fermi gli obblighi di informare l’interessato e, ove necessario, di acquisirne il consenso scritto, in conformità a quanto previsto dagli articoli 13, 23 e 26 del Codice. 6) Conservazione dei dati. Nel quadro del rispetto dell’obbligo previsto dall’art. 11, comma 1, lettera e), del
Codice, i dati sensibili possono essere conservati per un periodo non superiore a quello necessario per adempiere agli obblighi o ai compiti di cui al punto 3), ovvero per perseguire le finalità ivi menzionate. A tal fine, anche mediante controlli periodici, deve essere verificata costantemente la stretta pertinenza, non eccedenza e indispensabilità dei dati rispetto al rapporto, alla prestazione o all’incarico in corso, da instaurare o cessati, anche con riferimento ai dati che l’interessato fornisce di propria iniziativa. I dati che, anche a seguito delle verifiche, risultano eccedenti o non pertinenti o non indispensabili non possono essere utilizzati, salvo che per l’eventuale conservazione, a norma di legge, dell’atto o del documento che li contiene. Specifica attenzione è prestata per l’indispensabilità dei dati riferiti a soggetti diversi da quelli cui si riferiscono direttamente le prestazioni e gli adempimenti. 7) Comunicazione e diffusione dei dati. I dati sensibili possono essere comunicati e, ove necessario, diffusi nei limiti strettamente pertinenti agli obblighi, ai compiti o alle finalità di cui al punto 3), a soggetti pubblici o privati, ivi compresi organismi sanitari, casse e fondi di previdenza ed assistenza sanitaria integrativa anche aziendale, istituti di patronato e di assistenza sociale, centri di assistenza fiscale, agenzie per il lavoro, associazioni ed organizzazioni sindacali di datori di lavoro e di prestatori di lavoro, liberi professionisti, società esterne titolari di un autonomo trattamento di dati e familiari dell’interessato. Ai sensi dell’art. 26, comma 5, del Codice, i dati idonei a rivelare lo stato di salute non possono essere diffusi. 8) Richieste di autorizzazione. I titolari dei trattamenti che rientrano nell’ambito di applicazione della presente autorizzazione non sono tenuti a presentare una richiesta di autorizzazione a questa Autorità, qualora il trattamento che si intende effettuare sia conforme alle prescrizioni suddette. Le richieste di autorizzazione pervenute o che perverranno anche successivamente alla data di adozione del presente provvedimento, devono intendersi accolte nei termini di cui al provvedimento medesimo. Il Garante non prenderà in considerazione richieste di autorizzazione per trattamenti da effettuarsi in difformità dalle prescrizioni del presente provvedimento, salvo che, ai sensi dell’art. 41 del Codice, il loro accoglimento sia giustificato da circostanze del tutto particolari o da situazioni eccezionali non considerate nella presente autorizzazione. Notiziario USPI n° 1/2015
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Notizie dall’Inpgi - Notizie dall’Inpgi - Notizie dall’Inpgi - Notizie dall’Inpgi SERVIZIO ENTRATE CONTRIBUTIVE Circolare n. 1 del 20/01/2015 SOMMARIO: A) GESTIONE SOSTITUTIVA DELL’AGO (LAVORO SUBORDINATO)- MINIMI RETRIBUTIVI E CONTRIBUTIVI PER L’ANNO 2015; B) GESTIONE SEPARATA (LAVORO AUTONOMO) - MASSIMALE IMPONIBILE E ALIQUOTE CONTRIBUTIVE 2015; C) SOPPRESSIONE BENEFICI CONTRIBUTIVI EX ART. 8, COMMA 9, LEGGE 407/90; D) RATEAZIONE DEBITI CONTRIBUTIVI; E) CONTRIBUZIONE VOLONTARIA 2015; F) AGGIORNAMENTI DASM.
A) GESTIONE SOSTITUTIVA A.G.O. (LAVORO DIPENDENTE) - MINIMI RETRIBUTIVI E CONTRIBUTIVI PER IL 2015. • MINIMALI DI RETRIBUZIONE PER L’ANNO 2015. L’ISTAT, con comunicato del 14/01/2015, ha determinato l’indice di variazione dei prezzi al consumo (indice FOI senza tabacchi) per il 2014 nella misura dello 0,2 %. Di conseguenza, si segnala che i minimali retributivi previsti dall’art.7 del D.L. n. 463/1983, convertito con modificazioni in legge n. 638/1983 e successive modificazioni ed integrazioni, a decorrere dal 1/01/2015 risultano rideterminati in Euro 47,68 giornalieri, pari a Euro 1.240,00 mensili.
Si ricorda che le vigenti disposizioni legislative prevedono che la retribuzione da assumere come base per il calcolo dei contributi previdenziali ed assistenziali non può essere inferiore all’importo stabilito da leggi, regolamenti, contratti collettivi stipulati dalle Organizzazioni Sindacali maggiormente rappresentative su base nazionale, ovvero da accordi collettivi o individuali, qualora ne derivi una retribuzione di importo superiore a quello previsto dalla contrattazione collettiva (D.L. n. 338/1989 convertito in legge n.389/1989). Si fa presente che anche i datori di lavoro non aderenti alla disciplina collettiva posta in essere dalle citate Organizzazioni Sindacali sono obbligati, agli effetti del versamento delle predette contribuzioni, al rispetto dei trattamenti retributivi stabiliti dalla disciplina collettiva. Infatti, l’art.2 - comma 25 - della legge 549/1995 ha disposto che, in caso di pluralità di contratti collettivi intervenuti per la stessa categoria, la retribuzione ai fini del calcolo dei contributi è quella stabilita dai contratti collettivi stipulati dalle Organizzazioni Sindacali comparativamente più rappresentative nella categoria. Nel caso dei giornalisti ha, quindi, valenza il contratto stipulato tra la FNSI e la FIEG, e - limitatamente al settore giornalistico della emittenza radiotelevisiva in ambito locale - il contratto stipulato tra la FNSI ed il coordinamento Aeranti-Corallo. In relazione ai rapporti di lavoro regolati dall’art. 2 o 12 del CNLG Fieg/Fnsi (qualifica di collaboratore o corrispondente) che non sono legati alla presenza quotidiana - le contribuzioni dovute all’INPGI non potranno essere determinate su retribuzioni inferiori al suddetto importo minimo mensile. Per i giornalisti dipendenti della Pubblica Amministrazione e per i giornalisti dipendenti da aziende che operano in settori
diversi da quello editoriale e/o radiotelevisivo - titolari di un rapporto di lavoro regolato dal CCNL del comparto di appartenenza - le retribuzioni minime di riferimento sono, invece, quelle relative al contratto collettivo applicato. • CONTRIBUZIONE AGGIUNTIVA 1% DI CUI ALL’ART. 3 TER DELLA LEGGE N. 438/1992. Si comunica che, relativamente all’anno 2015, la fascia retributiva annua oltre la quale deve essere corrisposta l’aliquota aggiuntiva dell’1% (posta a carico del dipendente), prevista dall’art.3 ter della legge n. 438/1992, è pari a Euro 44.888,00 (importo pari alla 1^ fascia di retribuzione pensionabile - art. 7 Regolamento INPGI). L’importo indicato, rapportato a dodici mesi, è pari a Euro 3.741,00. Si conferma, altresì, che il versamento del contributo ha cadenza mensile, salvo conguaglio da effettuarsi con la denuncia contributiva del mese di dicembre, ovvero alla cessazione del rapporto di lavoro, se interviene in corso d’anno. Per le modalità di determinazione e versamento si rimanda alle disposizioni già impartite con precedenti circolari. Si ricorda che in base all’art.12, comma 9, della legge 30/04/1969 n.153, come da ultimo modificato dall’art.6 del decreto legislativo 2/09/1997 n. 314, “le gratifiche annuali e periodiche, i conguagli di retribuzione spettanti a seguito di norma di legge o di contratto aventi effetto retroattivo e i premi di produzione sono in ogni caso assoggettati a contribuzione nel mese di corresponsione”. Di conseguenza, tali elementi di retribuzione, in deroga al principio generale di competenza, devono essere assoggettate a contribuzione unitamente alla retribu12
TABELLA 1 Valori massimi dell’indennità (importi in EURO, calcolati secondo l’aliquota IVS INPGI) ANNO
Importo Complessivo Annuo Importo massimo annuo (indennità + contributi IVS) della retribuzione figurativa
Importo massimo giornaliero della retribuzione figurativa (su 365 gg)
2014
47.351,14
36.154,00
99,05
2015
47.445,84
36.226,00
99,25
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Notizie dall’Inpgi - Notizie dall’Inpgi - Notizie dall’Inpgi - Notizie dall’Inpgi TABELLA 2 Decorrenza dal
IVS
01/01/2015 26,00%
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Prestazioni temporanee
TOTALE COMMITTENTE GIORNALISTA
0,72%
26,72%
17,81%
8,91%
zione riferita al mese in cui sono corrisposte, anche ai fini del contributo aggiuntivo dell’1% di cui all’art. 3 ter della legge n. 438/92.
zioni pensionistiche, per l’anno 2015, sono confermate nelle seguenti misure:
• ART. 42, COMMA 5, D.LGS N. 151/2001 - INDENNITÀ ECONOMICA PER I PERIODI DI CONGEDO RICONOSCIUTI PER L’ASSISTENZA AI FAMILIARI PORTATORI DI HANDICAP GRAVE.
L’aliquota contributiva dovuta, invece, dai committenti in favore dei collaboratori coordinati e continuativi che siano titolari contestualmente anche di altra posizione assicurativa o pensionati e la relativa aliquota contributiva per il computo delle prestazioni pensionistiche restano così stabilite:
Si ricorda che - a decorrere dal 1/05/2011 l’autorizzazione al congedo straordinario ed il pagamento dell’indennità economica rientra nelle competenze dell’INPS, anche per i giornalisti dipendenti da datori di lavoro privati assicurati presso l’INPGI (vedi la Circolare INPGI n. 4 del 7/04/2011 ed il Messaggio INPS n. 12440 dell’8/06/2011). L’INPGI – a richiesta del giornalista - provvede solo ed esclusivamente all’accredito della contribuzione figurativa. Si riportano, in ogni caso, le misure previste per l’anno 2015, sulla base delle quali saranno accreditate le contribuzioni figurative (determinate tenendo conto dell’aliquota contributiva IVS dell’INPGI, pari nel 2015 al 30,97% della retribuzione imponibile): Valori massimi dell’indennità (Importi in EURO, calcolati secondo l’aliquota IVS INPGI) VEDI TABELLA 1 B) GESTIONE SEPARATA (LAVORO AUTONOMO SVOLTO SOTTO FORMA DI CO.CO.CO.) - MASSIMALE IMPONIBILE E ALIQUOTE CONTRIBUTIVE PER IL 2015. • GESTIONE SEPARATA EX DLGS 103/96 - ALIQUOTE CONTRIBUTIVE. L’aliquota contributiva da applicare sui compensi dovuti ai giornalisti che svolgono attività lavorativa nella forma della collaborazione coordinata e continuativa, che non risultino contestualmente assicurati presso altre forme obbligatorie e la relativa aliquota contributiva per il computo delle presta12
VEDI TABELLA 2
VEDI TABELLA 3 Per le modalità applicative delle predette aliquote contributive, si rimanda alle disposizioni di cui alla circolare INPGI n. 5 del 10/03/2009. Si ricorda che, per il versamento dei contributi in favore dei collaboratori, i cui compensi - ai sensi dell’articolo 34 della legge 21 novembre 2000, n. 342 - sono assimilati ai redditi da lavoro dipendente, trova applicazione il disposto del primo comma dell’articolo 51 del T.U.I.R., in base al quale le somme corrisposte entro il giorno 12 del mese di gennaio si considerano percepite nel periodo d’imposta precedente. Di conseguenza, i compensi erogati ai collaboratori entro la data del 12 gennaio 2015, purché riferiti a prestazioni effettuate entro il 31 dicembre 2014, sono da assoggettare a contribuzione con riferimento all’anno 2014 (aliquota e massimale 2014), avendo l’accortezza di dichiararli nella procedura DASM come compenso arretrato 12/2014. Per quanto riguarda, invece, i compensi per attività giornalistica svolta in forma autonoma diversi dalle collaborazioni coordinate e continuative (con o senza progetto), come meglio individuati nella citata circolare INPGI n. 5 del 10/03/2009, resta confermata la misura del contributo integrativo del 2% a carico del committente (D.lgs 103/96), da erogare direttamente al giornalista. Si ricorda che - a decorrere dal 1/01/2012 è venuta meno la facoltà di NON iscrizione prevista per i soggetti pensionati e con più
di 65 anni di età (Art. 18, comma 11, decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito nella legge 15 luglio 2011, n. 111). Di conseguenza, a decorrere dalla predetta data, il contributo integrativo del 2% di cui sopra dovrà essere erogato anche ai giornalisti già pensionati e/o ultra sessantacinquenni. • MASSIMALE IMPONIBILE Per i giornalisti che svolgono attività lavorativa nella forma della collaborazione coordinata e continuativa la contribuzione determinata con le aliquote di cui sopra - è dovuta nel limite del massimale contributivo annuo di cui all’art. 2, comma 18, della legge n. 335/1995. Tale massimale, per l’anno 2015, è fissato in 100.324,00 euro. Il predetto massimale contributivo è riferito, ovviamente, anche ai giornalisti che svolgono attività libero professionale assicurati presso la Gestione Previdenziale separata INPGI. • REDDITO MINIMO PER L’ACCREDITO DELLA CONTRIBUZIONE L’accredito dei contributi mensili nelle posizioni assicurative dei singoli giornalisti titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa è basato sul minimale di reddito di cui all’articolo 1, comma 3, della legge n. 233/1990. Tale minimale per l’anno 2015 è pari a 15.548,00 euro. Pertanto, nel caso in cui - alla fine dell’anno - il predetto minimale non fosse stato raggiunto si procederà ad una contrazione dei contributi mensili accreditati, in proporzione al contributo versato. Si precisa che il committente è tenuto a determinare la contribuzione dovuta all’INPGI sulla base dei compensi effettivamente corrisposti ai propri collaboratori e non è richiesto, quindi, l’adeguamento al predetto importo. Il predetto minimale di reddito, ai fini dell’attribuzione dell’anzianità contributiva, si applica anche ai giornalisti che svolgono attività autonoma giornalistica libero professionale (ancorché senza partita IVA e/o mediante cessione del diritto d’autore). C) SOPPRESSIONE BENEFICI CONTRIBUTIVI EX ART. 8, COMMA 9, DELLA LEGGE 29 DICEMBRE 1990, N. 407. Notiziario USPI n° 1/2015
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Notizie dall’Inpgi - Notizie dall’Inpgi - Notizie dall’Inpgi L’art. 1, comma 121, legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità 2015 - pubblicata nella G.U. Serie Generale n. 300 del 29-12-2014 - Suppl. Ordinario n. 99), dispone che “I benefìci contributivi di cui all’articolo 8, comma 9, della legge 29 dicembre 1990, n. 407, e successive modificazioni, sono soppressi con riferimento alle assunzioni dei lavoratori ivi indicati decorrenti dal 1º gennaio 2015”. Di conseguenza, per le assunzioni avvenute a far data dal 1/01/2015 non potranno essere autorizzati dall’INPGI gli sgravi contributivi ex art. 8, comma 9, della legge 407/90. D) RATEAZIONE DEI DEBITI CONTRIBUTIVI. Si fa seguito alla circolare INPGI n. 5 del 1° ottobre 2008 in materia di versamento rateale del debito contributivo da parte dei datori di lavoro e/o committenti, per comunicare che - per l’anno 2015 - si prescinde dalla garanzia fideiussoria nei casi in cui il debito oggetto di rateazione sia inferiore a 45.256,00 euro, purché la durata del rateiz-
Tuttavia, al fine di attribuire n. 12 mesi di anzianità assicurativa nell’anno è necessario che il contributo soggettivo volontario sia almeno pari a 1.554,80 euro annui. In caso contrario, in assenza di integrazione, si procederà ad una contrazione dei contributi mensili accreditati, in proporzione all’importo del contributo effettivamente versato. F) AGGIORNAMENTI PROCEDURA DASM. Ai fini dell’utilizzo della procedura DASM (denuncia contributiva mensile) per i periodi contributivi dell’anno 2015, è necessario procedere all’aggiornamento del software relativo a tale procedura. Gli aggiornamenti - versione 5.2.0 - saranno disponibili nella sezione “notizie per le aziende” del sito internet dell’Istituto www.inpgi.it entro il 6 febbraio 2015. La nuova versione DASM.net (5.2.0), che sarà rilasciata appunto entro il 6 febbraio p.v., prevederà l’introduzione di alcuni
TABELLA 3 Decorrenza dal
IVS
Prestazioni temporanee
01/01/2015
17,00 %
0,00%
TOTALE COMMITTENTE 17,00%
zo sia limitata a massimo 12 mesi. Per la rateazione di debiti contributivi maggiori del predetto importo e/o di durata superiore ai 12 mesi, si rimanda alle disposizioni di cui alla citata circolare INPGI n. 5 del 1/10/2008. E) CONTRIBUZIONE VOLONTARIA Per i giornalisti ammessi alla prosecuzione volontaria della contribuzione, per l’anno 2015, gli importi minimi dovuti sono i seguenti: - Gestione sostitutiva dell’AGO (lavoro dipendente): 821,00 euro mensili; - Gestione separata INPGI (co.co.co. e/o co.co.pro): 336,86 euro mensili; Per i liberi professionisti (con Partita IVA, ritenuta acconto e/o Cessione diritti autore) iscritti alla Gestione separata INPGI, il contributo volontario è pari all’importo del contributo soggettivo ed integrativo versato nell’ultimo anno. Notiziario USPI n° 1/2015
11,33%
GIORNALISTA 5,67%
dati e controlli aggiuntivi, propedeutici all’adozione di un nuovo sistema di denuncia mensile che sarà adottato presumibilmente nel corso del 2015. Tali variazioni nella procedura DASM.net, relative soprattutto alla comunicazione di eventi che incidono nella determinazione della contribuzione dovuta ed alla gestione delle retribuzioni figurative in caso di godimento di ammortizzatori sociali e/o prestazioni temporanee, nonché i relativi tracciati, saranno dettagliatamente illustrate in fase di rilascio della versione nell’apposita sezione del sito internet dell’Istituto. IL DIRIGENTE Augusto Moriga
CASAGIT: 40 ANNI E SAPERLO... ECCOME di Daniele Cerrato – da www.casagit.it Nel 1974 una categoria forte economicamente, contrattualmente e politicamente decise, attraverso il suo sindacato unitario, di darsi un’assistenza sanitaria mentre nel paese si smontava il sistema delle mutue con la prospettiva di creare il Servizio sanitario nazionale. Il confronto tra le condizioni di partenza e quelle di oggi sui 40 anni di vita della Casagit mette una grande distanza tra quel 1974 e il 2014. Non sarebbe però giusto vedere in una storia bella come la nostra solo un tratto di matita che a un certo punto va dall’alto verso il basso e registra la discesa della solidità occupazionale di chi ha il compito di raccontare il Paese. La nostra Cassa di assistenza ha fatto molto più che rendersi anno dopo anno un solido strumento di solidarietà: ha anticipato sensibilità soltanto oggi veramente attuali. Aver compreso tra i tutelati i famigliari, i genitori fiscalmente a carico o i conviventi dello stesso sesso, per fare qualche esempio, ha detto con fatti concreti come i giornalisti italiano abbiano raccolto sensibilità comuni facendole proprie. Non solo di parole è fatto il nostro lavoro. La Casagit si è ampliata e trasformata grazie all’obbligatorietà fissata nel Contratto da parte della Federazione Nazionale della Stampa nel 1982. Una mossa lungimirante che ha dimostrato come la nostra categoria, spesso appassionata nell’esercizio dei “distinguo”, sui grandi temi sappia abbandonare distanze culturali, politiche e di sensibilità sindacale e lavorare unita. La Casagit vive di grandi respiri ma anche delle risorse effettivamente disponibili. Nelle stagioni difficili è chiamata a rispondere a tre sfide: dare sostegno al reddito che perde potere d’acquisto, restare in piedi con minori contributi raccolti e far fronte a maggiori richieste di rimborso. Questo è quello che succede nell’oggi: 40 anni “dopo”. In 3 anni la nostra Cassa ha perso 5 milioni di euro in contributi da lavoro contrattualizzato. Sono quelli più importanti per il sostegno dell’intera architettura se pensate che i “consumi” sono comunque legati a età e modalità di adesione. I colleghi contrattualizzati e fortunatamente al lavoro, richiedono mediamente per le loro esigenze sanitarie il 54% del contributo versato, tra i volontari lo stesso rapporto sfiora il 96%, per i pensionati - che hanno sostenuto la 15 Cassa per tutta la vita lavorativa 13
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AL VIA LA III EDIzIONE DEL PREMIO GIORNALISTICO O.MA.R. DEDICATO ALLE MALATTIE E I TUMORI RARI Roma, 28 novembre 2014 – E’ ufficialmente aperta la III Edizione del Premio Giornalistico OMaR dedicato alle malattie e ai tumori rari, promosso da Osservatorio Malattie Rare in partnership con Telethon, Orphanet, Centro Nazionale Malattie Rare - ISS e Uniamo FIMR Onlus. Da oggi è infatti possibile inviare, seguendo le modalità indicate nel bando pubblicato integralmente sul sito www.premiomalattierare.it, le candidature di articoli e servizi audio video editi nel corso dell’anno 2014. Un pronto patrocinio è arrivato da Eurordis – la Federazione europea delle associazioni pazienti, e dall’Ordine dei Giornalisti (ODG), la Federazione della Stampa (FNSI), l’Associazione Stampa Romana (ASR), la Federazione Italiana Editori di Giornali (FIEG), l’Associazione Stampa Medica Italiana (ASMI), l’Unione stampa periodica italiana (USPI), e l’Associazione Nazionale della Stampa On Line (ANSO). Come nelle passate edizioni oltre ai due Premi Assoluti (stampa/web ed Audio/Video) è prevista anche l’assegnazione di Premi Speciali dedicati a tematiche particolari ed offerti da specifici sponsor. Al momento i premi speciali già previsti sono relativi agli argomenti “Tumori Rari” e “Malattie Rare e continuità assistenziale”, ma a breve se ne potrebbero aggiungere di nuovi: di ogni novità verrà data tempestiva comunicazione nel sito di riferimento. Come già nella precedente edizione anche quest’anno sarà possibile segnalare, per l’assegnazione delle Menzioni Speciali, anche tesi scolastiche sulle malattie rare; house organ di associazioni, URP, IRCCS e altri Enti di Ricerca e Cura; specifiche campagne di informazione o pubblicitarie non commerciali; video informativi (sono esclusi i servizi video giornalistici); libri e opuscoli ed altri veicoli di informazione e sensibilizzazione dedicati al tema delle malattie e dei tumori rari. I Premi giornalistici Assoluti e Speciali, in linea con gli obiettivi principali dell’iniziativa, sono riservati ad articoli e servizi giornalistici in lingua italiana pubblicati su testate regolarmente registrate presso il Tribunale competente, ad esclusione delle pubblicazioni che fanno capo agli organizzatori del Premio, oltre che, ovviamente, articoli o servizi a firma dei membri della Giuria. Per concorrere, saranno ritenuti idonei articoli pubblicati e servizi andati in onda tra il 1° gennaio 2014 e il 31 dicembre 2014. Il termine per l’invio è fissato alla mezzanotte del 25 gennaio 2015, salvo eventuali proroghe. Le Menzioni Speciali, che potranno essere segnalate da parte di istituti scolastici, associazioni di pazienti, docenti universitari o cittadini, verranno attribuite a discrezione degli organizzatori. Il regolamento e le modalità di partecipazione sono consultabili sul sito www.premiomalattierare.it, dove verrà data pubblicità di qualsiasi ulteriore premio o proroga. Il Premio Giornalistico OMaR, in questi anni, ha contribuito in modo significativo a promuovere presso i media una migliore sensibilità ai diversi aspetti delle malattie rare e un approccio alla comunicazione in risonanza con le molteplici problematiche vissute dai pazienti.
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CASAGIT: 40 ANNI E SAPERLO... ECCOME la richiesta di prestazioni rispetto al contributo versato supera il 180%. Fin qui nessuna malattia del sistema, semmai la naturale fisiologia delle stagioni della vita. Anzi. Questi numeri raccontano come solo con attraverso un forte legame di solidarietà vera ci si possa sostenere in un unico percorso davvero utile. Negli ultimi anni, senza mai mettere in discussione i suoi fondamentali, la Casagit ha anche dovuto reggere gli arretramenti del Servizio Sanitario Nazionale. Siamo nati come Cassa di assistenza sanitaria integrativa, o almeno questo recita la nostra denominazione, oggi siamo per il 53% dei nostri rimborsi una cassa di assistenza “sostitutiva” del SSN. In pratica la maggior parte degli oltre 70 milioni di euro che eroghiamo ogni anno per rimborsi vanno a prestazioni sanitarie che la sanità pubblica dovrebbe sostenere in toto. La mappa della reale disponibilità di queste prestazioni cambia, regione per regione, ma proprio nelle città dove contiamo la maggior concentrazione di colleghe e colleghi spesso il loro raggiungimento diventa complicato. Davanti abbiamo una strada in discesa e una in salita da percorrere entrambe, contemporaneamente. La crisi è del Paese, l’editoria si è limitata a non rappresentare una differenza, non ha saputo anticipare i tempi e ragionare sui cambiamenti imposti dall’evoluzione tecnologica e dalla crisi industriale. Perché negli ultimi anni siamo riusciti a invertire una pericolosa tendenza verso bilanci negativi importanti? Non potendo intervenire sul potere d’acquisto
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La rassegna stampa tempestiva e affidabile
del reddito, determinato dal mercato editoriale e da una pioggia di stati di crisi, non potendo agire sulla spesa sanitaria pubblica, colpita da tagli e riorganizzazioni che fanno rima con tagli, abbiamo lavorato per controllare meglio la “nostra” spesa. In momenti difficili ogni amministrazione, anche quella di una semplice famiglia, indirizza le spese cercando di non trascurare le esigenze importanti. Le nostre esigenze importanti restano quelle di colleghe, colleghi e loro famigliari alle prese con una malattia o un’esigenza sanitaria. In pratica il capitolo principe tra quelli dove non lesinare. Noi abbiamo cercato di indirizzare meglio la spesa puntando su convenzioni affidabili e aderenti ai nostri tariffari. Abbiamo moltiplicato i Poliambulatori convenzionati, congedato odontoiatri che non rispettavano le nostre regole o erano totalmente inutilizzati dai nostri assistiti. Cliniche di gran grido hanno gridato invano dopo la loro esclusione dalle nostre convenzioni. In generale tutti gli accordi sono stati ripassati al pettine di una “revisione della spesa” che ha interessato tutti, anche “dentro” il nostro fortino. Casagit ha ricordato i suoi 40 anni con una tavola rotonda dedicata a “Troppa sanità fa male”, tema sviluppato dal direttore dell’ IRCCS Mario Negri prof. Silvio Garattini insieme ad altri medici, politici, l’Istat. Medici legali e lo stesso Ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Non vogliamo certo dire che curarsi fa male, ma mettere l’accento su alcuni pas-
Siamo più fotografati che curati. Aver messo un accento sul tema vuol dire conoscere dati interessanti per quelle riflessioni che guidano Consiglio d’amministrazione e Direzione generale fin da quando di anni non ne avevamo ancora 40 e non sapevamo se la nostra Casagit ci sarebbe arrivata e in buona salute. Contare gli anni e spegnere candeline ovviamente non basta. Davanti a noi ci sono impegni concreti per i quali abbiamo lavorato seriamente. Altre categorie produttive cercano nell’esperienza della nostra Cassa la possibilità di organizzare tutele assistenziali per i loro iscritti. Altre popolazioni interessate a gestire una “loro” Cassa magari potendo accedere anche alla rete di poliambulatori già nel nostro perimetro. La storia di ieri e di oggi, con i suoi alti e bassi, è una bella storia che ci ha portato fino qui. La strada fatta ci ha fatto diventare un modello di assistenza. Ci siamo attrezzati per esportarlo, senza rischi per i nostri risparmi, per darci la speranza concreta di continuare a camminare per i giornalisti italiani. Questa è la storia che vogliamo raccontarvi, con i fatti, nel 41esimo anno di vita della Casagit.
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La rassegna passata in rassegna
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saggi delicati del rapporto tra l’esigenza di una cura e la sua effettiva necessità certamente “sì”. In Italia spendiamo una cifra stimata tra i 10 e i 13 miliardi di euro ogni anno in cure pressoché inutili. Medici che prescrivono generosamente farmaci superflui se non alla lunga addirittura dannosi (siamo con la Grecia in testa al consumo di antibiotici) o esami diagnostici necessari solo a difendere il medico stesso da una futuribile causa legale. E’ italiano il record europeo di Radiografie e TAC.
L’inserzione sopra riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art.3, terzo comma, del DPR 26/10/72 n.633
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DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale” dei prodotti editoriali presso gli Archivi Nazionali (DPR 252/06), gli editori associati USPI possono effettuare la consegna in forma cumulativa delle copie diffuse al pubblico, a scadenze differenziate per Regioni e per periodicità della testata.
re la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 4° trimestre dell’anno (ottobre-dicembre 2014); - che pubblicano QUATTRORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie dei periodici distribuite al pubblico nel 2° semestre dell’anno (luglio-dicembre 2014). ENTRO IL MESE DI FEBBRAIO Gli editori con sede principale in LIGURIA, VENETO, FRIULI VENEzIA GIULIA, EMILIA ROMAGNA, TOSCANA, UMBRIA E MARCHE
Biblioteca do Monastério Beneditino de Kremsmünster
ENTRO IL MESE DI GENNAIO Gli editori con sede principale in VALLE D’AOSTA, PIEMONTE, LOMBARDIA, TRENTINO ALTO ADIGE, - che pubblicano QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e i relativi supplementi allegati, sono tenuti ad effettua-
NOtIzIARIO Uspi Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Via della Navigazione Interna, 89 35027 Noventa Padovana (PD)
- che pubblicano QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 4° trimestre dell’anno (ottobre-dicembre 2014); - che pubblicano QUATTORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie dei periodici distribuite al pubblico nel 2° semestre dell’anno (luglio-dicembre 2014).
Ricordiamo la necessità di allegare a questa prima spedizione annuale un certificato di iscrizione all’USPI per l’anno 2015. Rammentiamo, infine, che per il deposito delle copie presso le Biblioteche regionali e provinciali la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni. Il plico contenente le copie per il deposito legale deve essere confezionato e riportare la dicitura “esemplari fuori commercio per il deposito legale, agli effetti della legge 15 aprile 2004, n. 106” (articolo 7, comma 3, del DPR 252/06) ed essere accompagnato da un elenco, in duplice copia, del contenuto del pacco con l’indicazione della ragione sociale dell’editore (compreso l’indirizzo e/o un numero di fax di riferimento), il nome della testata, l’indicazione delle eventuali diverse edizioni locali e il numero di edizione di ogni singolo esemplare consegnato.
Biblioteca do Trinity College, Dublin, Irlanda
CONVENZIONE USPI-SDA EXPRESS COURIER RINNOVATA LA CONVENZIONE TRA USPI E SDA EXPRESS COURIER PER LA SPEDIZIONE DI PACChI, A CONDIZIONI VANTAGGIOSE, RISERVATE AGLI ASSOCIATI ALLA NOSTRA UNIONE. NUOVI SERVIZI ACCESSORI. TUTTE LE INFORMAZIONI SU www.USPI.IT, SEZIONE “CONVENZIONI”.
E’ STATA
“I nostri pacchi possono viaggiare con SDA”.
Il n. 1 gennaio 2015 è stato stampato il 27 gennaio 2015
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