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Edizione N. 10 - Ottobre

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Le Circolari INPGI nn. 5 - 6 - 7 a pagina 9 Deposito legale e Convenzioni USPI a pagina 7

neretto Garofalo la leggenda e il paradiso

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a leggenda racconta che Carmelo Garofalo era arrivato a Roma da Messina dopo un viaggio lungo e faticoso in treno. Non aveva molti soldi, non avrebbe mai imparato a guadagnarli e, soprattutto, a risparmiarli. Alla stazione trovò l’amico Vittorio ad attenderlo. Si salutarono affettuosamente e Vittorio si offrì di accompagnarlo in auto. Carmelo non sapeva dove andare ma l’amico gli disse di non preoccuparsi, ci avrebbe pensato lui. Non fu lungo il tragitto. Arrivarono a villa Torlonia e si fermarono nel tinello. Donna Rachele si accorse subito che il giovanotto era affamato e fece portare l’occorrente per circa una settimana. Vittorio e Carmelo mangiarono chiacchierando e raccontandosi tutto e così trascorsero un tempo che nel ricordo avrebbe perso ogni possibilità di essere misurato. Come il tempo dell’attesa, prima che qualcosa accada, che ognuno di noi rievoca con parole faticose, mentre la mente è lontana, proiettata in un’altra dimensione. Finché Carmelo non si accorse che dietro di lui era arrivato qualcuno. Si girò lentamente e subito si alzò in piedi. Il duce lo fissava con un’espressione corrucciata e, allo stesso tempo, incuriosita. -Così, io avrei mentito ai messinesi, secondo voi?- gli disse, guardandolo negli occhi. Mussolini era da poco andato a Messina e aveva rivendicato al fascismo il merito della ricostruzione della città dopo il terremoto del 1908. Il giorno dopo, Carmelo Garofalo aveva scritto che non c’era stata alcuna ricostruzione, ma soltanto una provvisoria messa in scena in occasione della venuta del duce. Ora, Mussolini stava aspettando una risposta, davanti a lui. Carmelo era basso di statura e al cospetto di Mussolini sembrava ancora più piccolo e inerme. Ma 3

Sulla delega al Governo poi i nuovi contributi all’editoria

AUDIZIONE DELL’USPI ALLA COMMISSIONE CULTURA DELLA CAMERA Presentato un documento di sintesi sulle problematiche della legge delega I giorni 20 settembre e 4 ottobre scorsi, la VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati, che sta svolgendo l’esame del provvedimento AC 5270 (“Delega al Governo in materia di sviluppo del mercato editoriale e ridefinizione delle forme di sostegno”), ha svolto una serie di audizioni informali con tutte le parti sociali del settore per ottenere osservazioni e suggerimenti sulla legge che dovrà impegnare il Governo a ridefinire e modulare i contributi all’editoria dal 2014 in poi. Ricordiamo, infatti, che l’attuale sistema di contribuzione diretta ad alcune tipologie di soggetti nel campo dell’editoria vedrà la fine con il 2013 (vedi, a tal proposito, l’articolo in basso della prima pagina). Per continuare a sostenere il settore anche dopo tale data, il Governo ha varato un disegno di legge delega (ora, appunto, al vaglio della Commissione Cultura della Camera, in prima lettura) in cui è tenuto al rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a) razionalizzare e riordinare la normativa vigente in materia; b) definire le categorie di soggetti destinatari e dei contributi; c) prevedere forme particolari di soste-

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Firmato il provvedimento che stabilisce le risorse per i contributi diretti per il 2011. “Definire la libertà di stampa come la libertà di parlare e di dire ciò che si vuole fa il paio col fatto di spacciare la libertà in generale come la libertà di fare ciò che si vuole. Siffatto parlare appartiene alla rozzezza e alla superficialità”. Friedrich Hegel, Lineamenti di filosofia del diritto (1821)

PELUFFO SPECIFICA I FONDI DISPONIBILI 115 milioni circa, di cui 111 per i contributi della Legge 250/90

Il Prof. Carmelo Garofalo, Vice Presidente USPI e decano dei giornalisti italiani

Con decreto del 16 luglio scorso, pubblicato sul sito www.governo.it, il Sottosegretario all’editoria Paolo Peluffo ha individuato le risorse complessive destinate alle misure di sostegno alle imprese editoriali, come individuate dalla legge 250/90, per l’esercizio finanziario 2012. 4

Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 48° - MENSILE - 11 NUMERI - 10 ottobre 2012 Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma


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AUDIZIONE DELL’USPI ALLA COMMISSIONE CULTURA DELLA CAMERA gno per le riviste di alta cultura;

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d) correlare l’entità complessiva dei contributi alle risorse finanziarie annualmente disponibili; e) prevedere incentivi per l’avvio di nuove imprese editoriali (il c.d. “start up”); f) prevedere forme di promozione della lettura; g) ridefinire il quadro delle competenze nella materia; h) prevedere una nuova disciplina in materia di servizi stampa. Nel corso dell’audizione presso la Commissione Cultura della Camera, l’USPI ha sottolineato la necessità di una maggior definizione della delega da parte del Parlamento, che la emananda normativa sia assolutamente stabile e chiara, che sia rivolta agli editori puri ed ai giornali “veri” e che soprattutto sia supportata ogni anno da stanziamenti statali congrui. Per “giornali veri” intendiamo quelli che hanno una effettiva distribuzione (tradizionale o elettronica), una percentuale di vendita e che applichino correttamente i contratti di lavoro in vigore. Di seguito, riportiamo il testo del documento che l’USPI ha presentato alla Commissione:

BREVI NOTE SUL DDL 5270 (“Delega al Governo in materia di sviluppo del mercato editoriale e ridefinizione delle forme di sostegno”)

- La valutazione complessiva dell’USPI, in merito al DDL 5270, non può che essere positiva, concordando con la necessità, già espressa dal Governo e da questa Commissione, di un sollecito intervento legislativo che sia indirizzato a sostenere e sviluppare la stampa italiana che si ritroverà, a partire dal 2014, senza alcuna forma di incentivi o supporti, venendo a decadere anche quelle forme di sostegno che, pur tra mille difficoltà applicative e regolamentari, erano attive dal 1990 a tutto il 2013. - E’ quindi impellente contrastare la crisi della stampa e incentivare la sua trasformazione per essere al pari delle innovazioni tecnologiche, soprattutto per i “giornali veri”. Riteniamo che possano qualificarsi “giornali veri” quelli che hanno una effettiva distribuzione (tradizionale o elettronica), una relativa percentuale di vendita (per singola copia o abbonamento), e che applichino correttamente, ai propri dipendenti a tempo indeterminato, i contratti in vigore nel settore giornalistico, grafico e poligrafico. - Gli emanandi contributi, secondo l’USPI, dovranno certamente essere commisurati agli stanziamenti annuali dedicati all’editoria, ma occorrerà prestare una maggiore attenzione al “quantum” verrà annualmente stanziato, per fare in modo che detti contributi siano veramente un sostegno alla diffusione e innovazione della stampa e non solo un palliativo che mantenga in stato di perenne crisi l’editoria quotidiana e periodica. - L’USPI concorda, inoltre, con la necessità, evidenziata dal Relatore Levi e della Commissione tutta, di una maggior precisazione della delega governativa, in modo che i decreti derivati possano essere più mirati ed incisivi. Ad esempio, occorrerà meglio specificare il concetto di “riviste di alta cultura”. Mai nei decenni precedenti si è potuta trovare una definizione condivisa.

Palazzo Montecitorio. Il corridoio prospiciente le aule delle Commissioni Parlamentari. 2

Anche prendendo a

in questo numero Garofalo la leggenda e il paradiso (pagine 1, 3) Audizione dell’USPI alla Commissione Cultura della Camera (pagine 1, 2) Peluffo specifica i fondi disponibili (pagine 1, 4, 7) Le quote associative USPI, anno 2013 (pagina 5) L’Antitrust nei tempi della crisi (pagine 6, 7) Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 7) Nuove norme su privacy e servizi di comunicazione elettronica (pagina 8) Notizie dall’INPGI: le Circolari numeri 5, 6 e 7 e varie (pagine 9, 10, 11, 12, 13, 15) Periodici associati USPI – 448° elenco (pagina 16) Convenzione USPI – SDA (pagina 16)

modello le categorie enucleate dal Ministero per i beni culturali per le riviste di elevato valore culturale (anche se in questo caso si tratta di premi assegnati a giudizio incontestabile di una Commissione di esperti), è difficile individuare se un periodico possa dichiararsi “culturale” o meno. Né tale specifica è rilevante per il Registro Stampa del Tribunale. - L’USPI condivide totalmente, invece, la previsione di sostegni alle testate che abbiano un profondo radicamento nel territorio. Le testate “locali” sono la massima espressione della pluralità d’informazione e sono facilmente individuabili. Sarà importante, però, per tali testate non riproporre le limitazioni temporali previste dall’attuale legge 250/90. - Infine, l’USPI sostiene con forza la necessità che la emananda normativa sia stabile (e quindi non necessiti di continui interventi) e non opaca, per evitare che i futuri contributi ricadano nella sfera di discrezionalità dei governi di turno e si trasformino in premi per i sostenitori e punizioni per gli oppositori. Notiziario USPI n° 10/2012


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non aveva paura e riuscì a sostenere il suo sguardo. -Vi hanno ingannato, duce. Messina non è stata ricostruita. La mia città ancora soffre, la mia gente vive nelle baracche di fortuna, pericolanti. Senza igiene, con il pericolo di malattie. Mussolini annuì:- Vi rendete conto di quello che state dicendo, Garofalo? E’ molto grave…. Molto grave- ripeté, facendosi pensieroso. -Sono consapevole, duce. Ma questa è la verità, purtroppo. Mussolini fece per andarsene, ma dopo qualche passo si girò verso di lui:- Ho già disposto tutti gli accertamenti del caso. Prestoavrò conferma di quello che dite, credo. Ma voi non avete avuto paura, neanche per un momento, di direquello che avete detto? Garofalo gli sorrise e scosse il capo:- No, duce, non ho avuto paura. Io sono un giornalista. Mussolini ricambiò il sorriso e uscì. Vittorio fece appena in tempo ad afferrare Carmelo prima che cadesse in terra. -Meno male che non avevi paura- gli disse, beffardo. - Veramente, stavo per morire. Dopo alcuni giorni, tutti i responsabili di Messina furono rimossi dagli incarichi. Prima o poi qualcuno raccoglierà in un libro tutte le storie raccontate da (e su) Carmelo Garofalo. In tutta la sua vita, lunga per nostra fortuna, ha combattuto, conosciuto, raccontato come nessun altro. E’ stato sempre molto severo nei confrontidella sua generazione e molto generoso nei confronti dei giovani. Ha vinto una lunga battaglia nei miei confronti, portandomi all’iscrizione all’Albo dei Giornalisti Pubblicisti. Non poteva accettare di non riuscire solo con me. Io obbiettavo di essere un avvocato, ma non volle sentire ragioni e mi costrinse a scrivere gli articoli sufficienti. Lo amavo come si ama un padre e così lo ascoltavo, pensando che da lui non avrei mai potuto avere danno, ma solo beneficio. Quale fosse il suo concetto del giornalismo è dimostrato dalla vicenda della ricostruzione (finta) di Messina. Mussolini lo fece inserire nel novero dei giornalisti che avrebbero potuto dirigere i quotidiani, ma Garofalo non era, e non poteva essere mai, un servitore del potere, un cane da guardia con tanto di collare e museruola. Non avrebbe per nessuna ragione al mondo rinunciato a dire la verità. Ma non voglio entrare nella discussione sul cambiamento del giornalismo e nelle polemiche che ne scaturiscono. Non mi sembra una discussione filosofica, ma solo un susseguirsi di banalità sgradevoli. Voglio solo ricordare un uomo che non riteneNotiziario USPI n° 10/2012

va di poter prescindere dall’onestà, dall’imparzialità, dalla cultura e dalla buona forma espressiva. Per lui questo era il giornalismo. Non so dire in che misura sia riuscito a trasmettere questi valori ai giovani. Lo vedremo nel tempo, facendo attenzione anche a come i suoi allievi lo ricorderanno. A me piace pensarlo in automobile con Giandomenico Zuccalà, il mio predecessore, e Ignazio Scotto, che fu presidente del Consiglio di Stato.Tre amici di una vita, di un mondo che esiste ora solo dentro di noi. Non mi soffermerò a ragionare su cosa combinassero i tre quando partivano insieme, anche se forse sarebbe molto divertente. Voglio lasciarli lì a divertirsi, percorrendo le terre bellissime di Sicilia e Calabria, pensandole come un pezzo di Paradiso.

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CARMELO GAROFALO Una vita per l’USPI e il giornalismo Il venerdì mattina del 5 ottobre scorso, all’età di 94 anni, è venuto a mancare agli affetti della sua famiglia, dei tanti amici, e al suo costante e appassionato lavoro il Prof. CARMELO GAROFALO, da moltissimi anni Vicepresidente della nostra Unione e decano dei giornalisti italiani. Da una ricerca svolta negli archivi del Cnog a Roma, è risultato, infatti, che Garofalo era il giornalista italiano più anziano per iscrizione: essendo stato presente nell’albo, elenco professionisti, dal lontano 18 ottobre 1941. Quella del prof. Garofalo è stata una carriera intensa iniziata più di 80 anni fa, all’età di 12 anni, ancora con i calzoncini corti come reporter sportivo, del settimanale “Politica e Commercio” per proseguire qualche anno dopo al quotidiano del tempo “Gazzetta di Messina” diretto da Ivanoe Fossani che intuì subito la passione giornalistica di Carmelo Garofalo, allora studente del ginnasio liceo “Maurolico”, che ben seppe coniugare

gli studi con l’impegno al giornale. Corrispondente e inviato speciale di quotidiani nazionali e regionali, dal Littoriale (oggi Corriere dello Sport), alla Gazzetta dello Sport, al Resto del Carlino che qualche anno fa gli aveva conferito il “Carlino d’Oro” per oltre 60 anni di collaborazione, il Secolo XIX, il Messaggero, il Gazzettino, il Giornale di Sicilia, La Sicilia, L’Ora ed altri. Su “Cronache parlamentari siciliane” la rivista ufficiale dell’Assemblea Regionale, è stato scritto di Garofalo quale “ giornalista che a Messina negli anni quaranta aveva monopolizzato la stampa italiana” . Carmelo Garofalo era anche direttore ed editore de “L’Eco del Sud” , il più antico periodico interregionale associato all’USPI, che quest’anno compie 67 anni di ininterrotta e continuativa pubblicazione stampata e che da diversi anni è anche in versione on line con aggiornamenti quotidiani. Per la prestigiosa carriera giornalistica, nei lunghi anni di operoso lavoro, gli sono stati conferiti autorevoli riconoscimenti quali, insieme a Giovanni Spadolini il Premio Internazionale “La Madonnina” a Milano nel 1961, il “Carlino d’oro” per oltre 60 anni di collaborazione col noto quotidiano di Bologna, l’Oscar del Successo consegnatagli nel 1988, dal sottosegretario di Stato on. Zarro, numerose medaglie d’oro tra cui quella dell’Associazione della Stampa Estera, la Stella d’oro dell’Unione Cattolica Stampa Italiana, qualche anno fa la Medaglia Federiciana della Regione e la medaglia d’Onore dell’Unione Stampa Periodica Italiana nel 2009. . Lo scorso anno, “ il Professore” (come tutti lo chiamavano, con affetto e deferenza, a Messina) aveva ricevuto diversi riconoscimenti per i suoi settant’anni di carriera giornalistica, tra cui due targhe dell’Ordine nazionale dei giornalisti e dell’Ordine dei giornalisti della Sicilia. L’USPI ha voluto ricordare il Prof. Garofalo, ed idealmente stringersi intorno alla sua famiglia, con questo telegramma di condoglianze: “Il Segretario GeneraleVetere, il Presidente Barbierato e tutti gli organi e amici dell’USPI ricordano con perenne affetto il Professor Garofalo, Vice Presidente della nostra Unione, amico storico dell’USPI e personale di ognuno di noi e si stringono vicino alle figlie Rosalba e Maria Pia con affetto in questo momento di grande lutto e dolore per la scomparsa del padre”.

16 novembre 1978, Palazzo del Quirinale. Il Presidente Sandro Pertini riceve una delegazione dell’USPI nella giornata celebrativa del 25° anniversario della nostra Unione. Nella foto, il Prof. Carmelo Garofalo (a sin.) a colloquio con Pertini.

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PELUFFO SPECIFICA I FONDI DISPONIBILI 1

Da un iniziale stanziamento, previsto dalla Legge di stabilità 2012, di circa 47 milioni di euro, si è passati a circa 115 milioni, di cui 111 per i contributi ex lege 250/90. Ricordiamo che detta legge individua, come destinatari di contributi diretti, i quotidiani editi da cooperative fondazioni o enti morali, le testate organi di partito e movimenti politici, i periodici editi da cooperative di giornalisti o da fondazioni e enti morali. Rientrano, inoltre, tra i beneficiari del contributo – ma per altra normativa statale – i quotidiani in lingua di confine, i quotidiani italiani editi e diffusi all’estero e i periodici delle associazioni dei consumatori. Riportiamo, di seguito, il testo integrale (interessante anche nelle premesse) del decreto:

Repubblica in data 29 novembre 2011, con il quale il Cons. Paolo Peluffo è stato nominato Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri;

IL SOTTOSEGRETARIO DI STATO CON DELEGA PER L’INFORMAZIONE E L’EDITORIA

VISTO il D.S.G. in data 21 febbraio 2012, con il quale e stata riassegnata al C.R. 9, sui predetto Cap. 466, la somma di Euro 16.018.178,89 proveniente da disimpegni operati su altro capitolo del medesimo Centro di Responsabilità per l’esercizio finanziario 2011.

VISTA la legge 23 agosto 1988, n. 400, recante “Disciplina dell’attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri” e successive modificazioni; VISTA la legge 3 aprile 1997, n. 94, recante modifiche alla legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive integrazioni e modificazioni; VISTO il decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, concernente l’individuazione delle unità previsionali di base del bilancio delle Stato, il riordino del sistema di tesoreria unica e la ristrutturazione del rendiconto generale delle Stato; VISTO il decreto legislative 30 luglio 1999, n. 303, recante ‘’Ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a norma dell’art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59”; VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 22 novembre 2010, concernente, la disciplina dell’autonomia finanziaria e contabile della Presidenza del Consiglio dei Ministri; VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 20 dicembre 2011, concernente l’approvazione del bilancio di previsione della Presidenza del Consiglio dei Ministri Per l’esercizio finanziario 2012; VISTO il decreto del Presidente della 4

VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 5 dicembre 2011, con il quale sono state delegate al Sottosegretario di Stato alta Presidenza del Consiglio dei Ministri, Cons. Paolo Peluffo, le funzioni spettanti al Presidente del Consiglio dei Ministri in materia di informazione e comunicazione del Governo; CONSIDERATO che lo stanziamento iniziale per l’anno 2012 sui Cap. 466 (“Contributi alle imprese editrici di quotidiani e periodici”) del citato Centro di Responsabilità ammonta ad euro 47.121.727,00;

VISTO il D.S.G. in data 21 febbraio 2012, con il quale è stata riassegnata al C.R. 9, sul predetto Cap. 466, la somma di Euro 2.135.628,72 proveniente da residui non impegnati sui medesimo Centro di Responsabilità per I’esercizio finanziario 2011; VISTO il decreto del Sottosegretario di Stato con delega per l’informazione e l’Editoria, in data 5 Marzo 2012, con il quale sono state operate variazioni compensative all’interno del C.R. n. 9 ed è stato integrato lo stanziamento del cap. 466 per una somma pari ad Euro 2.150.000,00; VISTO, in particolare, l’articolo 7-quinquies, comma 1, del predetto decretolegge 10 febbraio 2009, n. 5. con il quale è stato istituito, nella state di previsione dei Ministero dell’economia e delle finanze, un Fondo al fine di assicurare il finanziamento di interventi urgenti e indifferibili, con particolare riguardo ai settori dell’istruzione e agli interventi organizzativi connessi ad eventi celebrativi; VISTO, altresì, il comma 2 del medesimo articolo 7-quinquies, il quale stabilisce che l’utilizzo del Fondo è disposto con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell’economia e

delle finanze, con il quale sono individuati gli interventi da finanziare e i relativi importi indicando, ove necessario, le modalità di utilizzo delle risorse da impiegare; VISTA la legge 12 novembre 2011, n. 183, recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2012)”, ed in particolare l’art. 33; VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 1° marzo 2012, registrato alla Corte dei conti il 20 aprile 2012, Presidenza del Consiglio dei Ministri, registro n. 3, foglio n. 263, con il quale - in attuazione del citato art. 7 -quinquies, commi 1 e 2, del decreto legge 10 febbraio 2009, n. 5, e secondo le finalità individuate dall’art. 33, comma 1, della legge 12 novembre 2011, n. 183 e dall’Elenco 3 allegato alla medesima – è disposta la ripartizione del Fondo tra le predette finalità, ed in particolare è disposto l’utilizzo, per l’anno 2012, della somma di Euro 50.000.000,00 per interventi di sostegno all’editoria e al pluralismo dell’informazione, a valere sulle risorse del Fondo medesimo; VISTO il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze in data 24 maggio 2012, in corso di registrazione, con il quale le risorse individuate e finalizzate con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 1° marzo 2012 sono assegnate alle Amministrazioni destinatarie attraverso le corrispondenti variazioni nel bilancio dello Stato, ed in particolare la somma di Euro 50.000.000,00 è trasferita sui Capitolo 2183 “Fondo occorrente per gli interventi dell’editoria”; VISTO l’art. 28, comma 2-bis, del decretolegge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito con modificazioni dalla legge 24 febbraio 2012. n. 14, secondo cui “Fino alla ratifica del nuovo accordo di collaborazione in campo radiotelevisivo tra la Repubblica italiana e la Repubblica di San Marino, firmato in data 5 marzo 2008, e comunque non oltre il 31 dicembre 2012, il Dipartimento per 1’informazione e 1’editoria è autorizzato ad assicurare, nel limite delle risorse finanziarie di cui ai decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri emanati ai sensi dell’articolo 33, comma 1, della legge 12 novembre 2011, n. 183, destinate ad interventi di sostegno all’editoria e al pluralismo dell’informazione, la prosecuzione della fornitura dei servizi previsti dalla apposita convenzione con la RAI - Radiotelevisione italiana Spa, comunque entro il limite massimo di spesa già previsto per la convenzione a legislazione vigente”; CONSIDERATO che la convenzione in atto con la RAI - Radiotelevi7 Notiziario USPI n° 10/2012


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LE quOtE AssOCiAtivE usPi

per l’anno 2013 L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2013 risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche pubbliche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico, per email o fax, per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - convenzioni esclusive per i soci USPI; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura.

Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2013 e comprensive della spedizione in abbonamento postale del “Notiziario USPI” (pari a 33 €) sono le seguenti:

Per le testate (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge)

da da da da da

€ € € € €

1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su

270,00 700,00 1.300,00 2.600,00 3.800,00

“Una tantum” (oltre la quota di iscrizione) per le testate che si associano per la prima volta: - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie

100,00

- Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie

170,00

€ €

210,00 320,00

Rinnovo della quota per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI

Soci benemeriti L’USPI accoglie nel suo seno, su deliberazione del Consiglio Nazionale: - Soci benemeriti, e cioè persone od enti che mediante attività o donazioni abbiano contribuito allo sviluppo dell’USPI e, attraverso esse, abbiano favorito il progresso della stampa periodica. ***** Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6, Via Franceschini n. 58 - Roma, CODICE IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI. C.F. dell’USPI: 80188110581

ATTENZIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.


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L’ANTITRUST NEI TEMPI DELLA CRISI. CONCORRENZA E CRESCITA ECONOMICA Subito prima della pausa estiva, il Presidente dell’Autorità per la concorrenza e il mercato, Giovanni Pitruzzella, ha presentato la Relazione annuale sull’attività svolta dall’Autorità da lui presieduta. Nella Relazione, Pitruzzella ha svolto un’ampia analisi del difficile momento che il nostro Paese sta attraversando, cercando di proporre indicazioni e suggerimenti per uscire dalla crisi dei mercati. Proponiamo, di seguito, una breve sintesi del suo discorso, sui punti più interessanti per i nostri lettori. “Viviamo in un’epoca di cambiamenti profondi. La crisi della finanza privata scoppiata negli Stati Uniti nel 2007, trasformatasi in crisi dell’economia reale e poi, nel corso del 2011, in crisi dei debiti sovrani in Europa sta sottoponendo a una sfida formidabile il fondamento della Costituzione materiale dell’Unione europea e dei suoi Stati. La crisi, infatti, minaccia di rompere l’equilibrio - su cui si è retta l’esperienza politica europea iniziata nel secondo dopoguerra - tra democrazia, mercato e coesione sociale. Gli Stati europei erano infatti riusciti nel difficile compito - per usare un’espressione di Ralf Dharendorf - di “quadrare il cerchio”, cioè di creare un armonico equilibrio tra le istituzioni e i valori propri di questi tre ambiti. Anche per queste ragioni, la crisi che viviamo non è riconducibile a una semplice fase del ciclo economico, ma investe le strutture fondamentali dell’economia, della politica, dello Stato. Ne derivano processi di trasformazione delle istituzioni, e particolarmente di quelle che si trovano nel punto di incontro tra la democrazia e il mercato, come è il caso delle Autorità indipendenti. Dal tunnel si può uscire, ma occorre il coraggio di innovare per ricostituire, su basi e regole nuove, l’equilibrio tra democrazia, mercato e coesione sociale oggi messo in pericolo. Se le società europee - e l’Italia in particolare - riusciranno a superare egoismi, corporativismi e miopie politiche, potremo uscire dalla crisi, e allora molto sarà cambiato. A cominciare dall’Eurosistema che, per evitare l’exit catastrofico dalla moneta unica, vedrà una più forte integrazione. Le indispensabili politiche di consolidamento dei conti pubblici e di stabilizzazione finanziaria hanno già prodotto - dal semestre europeo al six pack e al fiscal compact - un rafforzamento dell’integrazione. E tutte le proposte e le iniziative dei governi europei si muovono nella direzione 6

di un ulteriore trasferimento di poteri e responsabilità - specie nel campo delle politiche fiscali e delle forme di solidarietà con riguardo ai debiti sovrani - a livello europeo. Anche l’Autorità garante della concorrenza e del mercato si inserisce nel flusso di queste trasformazioni che vanno governate sulla base di una visione precisa e convinta del processo in corso e dei possibili scenari futuri. Il suo ruolo e i suoi poteri sono influenzati dall’imperativo dei nostri giorni: rilanciare la crescita economica in un contesto di politiche di bilancio vincolate alla riduzione del debito pubblico sulla base di percentuali, di procedure e secondo meccanismi di controllo definiti in sede europea. Le politiche di risanamento finanziario, infatti, sono destinate a durare, ma senza una ripresa della crescita, o peggio se perdura la recessione, sarebbero inutili (perché se il Pil si riduce è di fatto impossibile che diminuisca il rapporto percentuale debito/Pil), oltre a essere socialmente e politicamente insostenibili mettendo a repentaglio la coesione sociale. Se i vincoli finanziari europei sul debito e la necessità di recuperare la fiducia dei mercati impongono per i prossimi anni bilanci con significativi avanzi primari (se le severe previsioni saranno confermate dall’1,3% del Pil nel 2011 al 4,9% nel 2012, al 6,1% nel 2013), diventano sempre più rilevanti gli strumenti per lo sviluppo che non costano. Le politiche della concorrenza assumono, di conseguenza, La concorrenza - secondo quanto afferma la teoria economica, e il dato è stato recentemente sottolineato anche dal documento elaborato in seno alla Banca d’Italia su “Concorrenza e regolamentazione in Italia” - incentiva la corretta allocazione delle risorse sia all’interno della singola impresa sia nel mercato ed ha effetti positivi, in termini di minori costi, sui settori a valle. Ma soprattutto la concorrenza è un potente stimolo all’innovazione, che è la principale forza dell’economia capitalistica. Al fine di evitare fraintendimenti, deve ribadirsi che le misure pro-concorrenziali sono importanti, ma non sono tutto. Altri interventi sono necessari, sia a livello nazionale (per esempio, con la valorizzazione del capitale umano e il recupero dell’efficacia della spesa per le infrastrutture) che europeo. Un buon esempio in questa direzione è fornito dal decreto-legge per la crescita recentemente adottato dal Governo. Bisogna poi creare un contesto istituziona-

le e normativo complessivamente favorevole all’iniziativa economica e al mercato e a questo servono le cosiddette “riforme strutturali”. Va poi tenuto presente che gli effetti delle misure pro-concorrenziali spesso non sono immediati e quindi occorre del tempo per coglierne appieno le conseguenze. Nel frattempo si possono produrre costi sociali elevati - per l’uscita dal mercato delle imprese inefficienti - e questo richiede le opportune misure per garantire la coesione sociale. Pertanto, per uscire dal tunnel - cosa senza dubbio possibile - è necessario compiere tanti passi nella giusta direzione per un tempo non breve, sulla base di una chiara e ferma visione dei processi in corso. Le debolezze dell’Unione monetaria sono direttamente ricollegabili agli squilibri dei conti pubblici, ma - come nel 2010 evidenziava il Professor Mario Monti nel rapporto “Una nuova strategia per il mercato unico” presentato al Presidente della Commissione europea - alla base di questi squilibri c’è l’insufficiente competitività dell’economia reale. L’Italia, in particolare, secondo il Global Competitiviness Report 2010 - 2011 del World Economic Forum, in una graduatoria di 139 Paesi, è collocata solamente al 48° posto (mentre la Germania è al 5°). Gli interventi di promozione della concorrenza si svolgono lungo quattro assi distinti: modifiche delle regole in senso pro-concorrenziale; istituzione di Autorità di regolazione nei settori in cui i fallimenti di mercato restringono le possibilità di accesso; tutela contro gli illeciti anticoncorrenziali; rafforzamento del potere del consumatore. Su tutti questi fronti ci sono state innovazioni importanti che coinvolgono il ruolo dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, la quale diventa il collante che tiene insieme i quattro versanti menzionati. La valorizzazione della funzione di advocacy e il processo delle liberalizzazioni Di fronte alle sfide della crisi e all’imperativo del rilancio della crescita, il 5 gennaio del 2012 l’Autorità ha inviato al Governo e al Parlamento una segnalazione ai fini dell’adozione della legge annuale sulla concorrenza. In quella sede è stato sottolineato che la politica di liberalizzazione e di adozione delle misure pro-concorrenziali rientra nella responsabilità delle istituzioni della democrazia rappresentativa, e cioè del Governo e del Parlamento. L’Autorità, nel pieno rispetto della loro autonomia politica e costituzionale, sulla base del patrimonio di conoscenze tecniche accumulate, ha proposto un quadro organico e molto dettagliato di misure pro-concorrenziali. Com’è noto, le indicazioni e i suggerimenti formulati dall’Autorità nella menzionata segnalazione sono stati in gran parte recepiNotiziario USPI n° 10/2012


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ti. Il decreto “Cresci Italia” contiene importanti misure volte ad aprire i mercati e a stimolare il gioco della concorrenza mediante interventi in materia di servizi pubblici locali, gas e mercati dell’elettricità, distribuzione dei carburanti e della stampa, servizi bancari e assicurativi, servizi professionali, servizi notarili, mercati della filiera agro-alimentare. In materia di libere professioni deve essere evidenziata l’introduzione, anche questa auspicata dall’Autorità, di una piena liberalizzazione delle tariffe delle professioni regolamentate nel sistema ordinistico. L’ipotizzabile abbassamento delle tariffe per tali servizi che deriverà dall’applicazione della norma renderà il sistema economico più competitivo considerato che il corrispettivo per l’acquisto di servizi professionali costituisce una delle principali voci di costo delle imprese. Le liberalizzazioni sono un processo. Passi utili sono stati fatti, ma molto altro resta da fare per togliere i tanti tappi che ancora bloccano la nostra economia. L’Autorità, con le proprie segnalazioni ha chiesto e continuerà a proporre l’adozione di ulteriori provvedimenti idonei a rendere più efficaci le misure già introdotte. Inoltre, bisogna evitare che vi siano passi indietro per effetto del prevalere di interessi corporativi. Il dibattito che si è aperto in questi giorni sulla riforma dell’ordine degli avvocati crea serie preoccupazioni in seno all’Autorità, che auspica da tempo una profonda riforma del sistema ordinistico. Le limitazioni all’apertura dei mercati e al pieno dispiegarsi della concorrenza nel settore dei servizi professionali potranno avvenire esclusiva-

mente nella misura strettamente necessaria alla tutela di altri interessi pubblici e particolarmente per rimediare alle asimmetrie informative tra il professionista e il cliente. Il secondo pilastro dell’Autorità: la tutela del consumatore Il secondo pilastro dell’attività dell’Autorità è rappresentato dalla tutela del consumatore, che ricopre un ruolo centrale per il buon funzionamento dei mercati. Il vero motore dell’economia sono i consumatori, dalla cui domanda dipendono la crescita, l’occupazione e la competitività. Tra tutela della concorrenza e tutela del consumatore si crea un circolo virtuoso. La prima apre i mercati agendo sul lato dell’ offerta, la seconda concorre al raggiungimento del medesimo obiettivo agendo sul lato della domanda. La maggiore vulnerabilità dei consumatori nei periodi di crisi economica richiede una maggiore iniezione di fiducia nei confronti dei mercati e dei soggetti in essi attivi: è questo uno degli strumenti su cui si deve puntare per rilanciare i consumi privati. Di contro, l’affievolirsi della tutela del consumatore, oltre alle gravi conseguenze economiche anzidette, aggraverebbe i processi di indebolimento della coesione sociale. L’importanza del ruolo svolto dall’Autorità – particolarmente rinvigorito da Antonio Catricalà - non è sfuggito al legislatore che, a partire da quest’anno, le ha riconosciuto il potere di intervenire nei confronti delle clausole vessatorie, completando e rafforzando i suoi poteri di enforcement”.

PELUFFO SPECIFICA I FONDI DISPONIBILI 4

sione italiana Spa comporta l’erogazione di un contributo forfettario in ragione d’anno, per la fornitura dei predetti servizi, pari ad Euro 3.098.741,00, e che pertanto la prosecuzione, per l’anno 2012, della medesima fornitura comporta l’impegno della predetta somma, a valere sui fondi trasferiti ai sensi dell’art. 33, comma 1, della legge 12 novembre 2011. n. 183; RITENUTA la necessità di destinare la restante somma trasferita, pari ad Euro 46.901,259,00, all’integrazione dei fondi stanziati sul Cap. 466 (“Contributi alle imprese editrici di quotidiani e periodici”) del C.R. 9 del bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei Ministri; CONSIDERATA l’opportunità di procedere, nell’ambito degli stanziamenti di pertinenza del Centro di Responsabilità n. 9 Notiziario USPI n° 10/2012

“Informazione ed Editoria” del bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, alla ricognizione delle risorse finanziarie da destinare ai contributi diretti in favore delle imprese editrici di quotidiani e periodici, cosi come individuare dalla legge, anche al fine di fornire alle imprese del settore il quadro di riferimento generale, necessario per avere contezza delle risorse finanziarie disponibili per il sostegno pubblico; DECRETA Per l’esercizio finanziario 2012 risultano, allo stato, destinate alle misure di sostegno alle imprese editoriali risorse complessive pari ad Euro 114.926.793.61, di cui Euro 50.000.000,00 in corso di trasferimento al Centro di Responsabilità n. 9, nell’ambito del bilancio autonomo della Presidenza del

DEPOsitO LEGALE E CONvENZiONi usPi In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale”, ENTRO IL MESE DI OTTOBRE Gli editori di: QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI e SETTIMANALI con sede principale nel: VALLE D’AOSTA, PIEMONTE, LOMBARDIA, TRENTINO ALTO ADIGE sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite nel 3° trimestre dell’anno (luglio - settembre 2012). Gli editori di: QUATTORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e ALTRA PERIODICITA’ con sede in: LAZIO, ABRUZZO, MOLISE, CAMPANIA, PUGLIA, BASILICATA, CALABRIA, SICILIA e SARDEGNA sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite nel 1° semestre dell’anno (gennaio - giugno 2012). Ricordiamo, infine, che per il deposito delle copie presso le Biblioteche regionali e provinciali la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni.

Consiglio dei Ministri, per l’assegnazione di Euro 46.901,259,00 al Cap. 466 . 2. Le risorse di cui al punta 1 sono complessivamente destinate alla liquidazione dei contributi diretti relativi all’anno 2011, secondo la seguente ripartizione che tiene conto delle categorie di destinatari così come specificamente individuate dalla legge: - Imprese editrici di quotidiani e periodici (Legge 7 agosto 1990, n. 250) Euro 111.311.595,40 - Stampa periodici all’estero (Legge 5 agosto 1981, n. 416) Euro 2.065.827,54 - Giornali minoranza slovena (Legge 14 agosto 1991, n. 278) Euro 1.032.913,79 - Periodici associazioni consumatori (Legge 30 luglio 1998, n. 281) Euro 516.456,88 Totale Euro 114.926.793,61

Roma, 16 luglio 2012 IL SOTTOSEGRETARIO DI STATO (Cons. Paolo Peluffo) 7


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NUOVE NORME SU PRIVACY E SERVIZI DI COMUNICAZIONE ELETTRONICA. PUBBLICATI I DECRETI LEGISLATIVI Sono stati pubblicati nella gazzetta ufficiale del 31 maggio 2012 i Decreti Legislativi approvati nel Consiglio dei Ministri del 25 maggio di recepimento di alcune direttive europee sul tema della privacy e delle comunicazioni elettroniche. DECRETO LEGISLATIVO 28 maggio 2012, n. 69 Il primo decreto legislativo recepisce la normativa comunitaria in tema di servizio universale e diritti degli utenti in materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica; trattamento dei dati personali e a tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche; cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell’esecuzione della normativa a tutela dei consumatori. Le modifiche introdotte sono finalizzate a tutelare maggiormente i consumatori contro le violazioni dei dati personali e lo “spam”. In particolare, la privacy dei cittadini europei diventa una delle priorità delle nuove regole del settore. Nomi, indirizzi email e informazioni bancarie dei clienti dei fornitori di servizi di telecomunicazioni e di accesso ad Internet e, in particolare, i dati su ogni telefonata e sessione in rete devono essere tenuti al sicuro da un uso indesiderato, accidentale o fraudolento. Gli operatori devono rispondere della responsabilità che deriva loro dalla elaborazione e memorizzazione di queste informazioni. A tal scopo, per la prima volta in Europa, le nuove norme introducono notifiche obbligatorie per le violazioni dei dati personali. Ciò significa che i fornitori di comunicazioni saranno obbligati a informare le autorità ed i loro clienti circa le violazioni della sicurezza che lede i loro dati personali. Ciò consentirà di aumentare gli incentivi per una migliore protezione dei dati personali da parte dei fornitori di reti e servizi di comunicazione. Inoltre, le norme in materia di privacy e protezione dei dati vengono rafforzate, ad esempio in merito all’uso dei “cookies” (stringhe di testo che memorizzano le scelte di navigazione degli utenti) e sistemi simili. Gli utenti di Internet dovranno essere maggiormente informati sull’esistenza di tali cookies e su ciò che accade ai loro dati personali; in tal modo potranno esercitare più facilmente un controllo su di essi. Riportiamo, di seguito, le parti più importanti del citato decreto: 2. All’articolo 32, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, sono apportate le seguenti modificazioni: 8

«1-bis. Ferma restando l’osservanza degli obblighi di cui agli articoli 30 e 31, i soggetti che operano sulle reti di comunicazione elettronica garantiscono che i dati personali siano accessibili soltanto al personale autorizzato per fini legalmente autorizzati. 1-ter. Le misure di cui al commi 1 e 1-bis garantiscono la protezione dei dati relativi al traffico ed all’ubicazione e degli altri dati personali archiviati o trasmessi dalla distruzione anche accidentale, da perdita o alterazione anche accidentale e da archiviazione, trattamento, accesso o divulgazione non autorizzati o illeciti, nonché assicurano l’attuazione di una politica di sicurezza.»;

possibili effetti pregiudizievoli della violazione di dati personali. La comunicazione al Garante descrive, inoltre, le conseguenze della violazione di dati personali e le misure proposte o adottate dal fornitore per porvi rimedio. ***** DECRETO LEGISLATIVO 28 maggio 2012, n. 70

3. Dopo l’articolo 32, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, è inserito il seguente:

Il secondo recepisce la normativa europea in materia di reti e servizi di comunicazione elettronica; di accesso alle reti di comunicazione elettronica e risorse correlate e all’interconnessione delle medesime; di autorizzazioni per le reti e i servizi di comunicazione. Le modifiche sono finalizzate, in via generale, a rafforzare il mercato interno dei 27 Paesi dell’Unione e, in particolare, a:

«Art. 32-bis (Adempimenti conseguenti ad una violazione di dati personali). 1. In caso di violazione di dati personali, il fornitore di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico comunica senza indebiti ritardi detta violazione al Garante. 2. Quando la violazione di dati personali rischia di arrecare pregiudizio ai dati personali o alla riservatezza di contraente o di altra persona, il fornitore comunica anche agli stessi senza ritardo l’avvenuta violazione. 3. La comunicazione di cui al comma 2 non è dovuta se il fornitore ha dimostrato al Garante di aver utilizzato misure tecnologiche di protezione che rendono i dati inintelligibili a chiunque non sia autorizzato ad accedervi e che tali misure erano state applicate ai dati oggetto della violazione. 4. Ove il fornitore non vi abbia già provveduto, il Garante può, considerate le presumibili ripercussioni negative della violazione, obbligare lo stesso a comunicare al contraente o ad altra persona l’avvenuta violazione. 5. La comunicazione al contraente o ad altra persona contiene almeno una descrizione della natura della violazione di dati personali e i punti di contatto presso cui si possono ottenere maggiori informazioni ed elenca le misure raccomandate per attenuare i

- promuovere investimenti efficienti e innovazione nelle infrastrutture di comunicazione elettronica, ad esempio introducendo la possibilità per le autorità nazionali di regolamentazione, di imporre la condivisione di facilities di comunicazione elettronica o di “proprietà”, tra cui: edifici ed accesso ad essi, cablaggio negli edifici, antenne, torri, cavidotti, ecc. nonché elementi di rete non attivi; - promuovere una gestione efficiente flessibile e coordinata dello spettro radio, anche attraverso l’introduzione dei principi di neutralità tecnologica e dei servizi; - rafforzare i diritti degli utenti in materia di trasparenza nei rapporti con i fornitori di servizi, con riferimento, ad esempio alle condizioni definite nei contratti stipulati con essi; - equiparare il più possibile i diritti dei disabili in materia di comunicazioni elettroniche, ad esempio garantendo un accesso equivalente a quello degli altri utenti anche ai servizi pubblici di telefonia vocale tramite la connessione di rete; - rafforzare le prescrizioni in tema di sicurezza e riservatezza delle comunicazioni, nonché di protezione dei dati personali, anche attraverso l’introduzione di norme volte a garantire l’informativa verso le Autorità di regolamentazione e, se del caso, verso gli utenti, sulle violazioni della rete perpetrate, ai danni dei dati personali. Notiziario USPI n° 10/2012


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Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI SERVIZIO CONTRIBUTI E VIGILANZA AREA CONTRIBUTI CIRCOLARE n. 5 del 9/07/2012 Prot. n. 4557/U OGGETTO: -Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 98346 del 5/07/2012. -Estensione dell’utilizzo del modello di versamento F24 Enti Pubblici (F24 EP) ai versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali dovuti all’INPGI. Il D.M. 18/07/2005 (Gazz. Uff. 3 agosto 2005, n. 179) ha previsto che i versamenti unitari e la compensazione, previsti dal capo III del D.lgs 9 luglio 1997, n. 241, si applicano anche all’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani (INPGI). L’art. 32-ter del Decreto Legge n. 185/2008, convertito con modificazioni dalla legge n. 2/2009, ha esteso l’utilizzo del modello di versamento “F24 Enti pubblici” (F24 EP) al pagamento dei contributi e premi dovuti ai diversi enti previdenziali ed assicurativi. In attuazione della norma citata, il Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, ha emanato il D.M. 12 marzo 2010, con il quale è stato disciplinato l’utilizzo del Modello F24 EP per il versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi assicurativi nei confronti degli enti previdenziali pubblici. Tale decreto – all’art. 1 comma 2 - prevede che “con apposito provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, su proposta del Ministero dell’economia e delle finanze Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, sentito il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il versamento mediante modello F24 enti pubblici può essere esteso ad ulteriori tipologie di contributi assistenziali, previdenziali e premi assicurativi”. Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate acquisito il parere favorevole del Ministero dell’economia e delle finanze, Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato e del Ministero del lavoro e delle politiche sociali - con provvedimento n. 98346 del 5/07/2012 ha disposto l’estensione della modalità di pagamento “F24 EP” ai versamenti dei contributi previdenziali ed assistenziali dovuti all’INPGI. Con Risoluzione 9/07/2012, n. 74/E, sono stati istituiti gli appositi codici tributo che consentono il versamento dei contributi all’INPGI tramite il modello F24 Enti Pubblici. Notiziario USPI n° 10/2012

Il modello F24 EP (vedi tabella nella pagina a fianco) è un modello di pagamento a trasmissione telematica dei versamenti all’Agenzia delle entrate di cui si avvalgono gli Enti pubblici e le Amministrazioni dello Stato sottoposti ai vincoli del sistema di tesoreria unica. L’ art. 1, comma 4, del D.M. 12 marzo 2010 stabilisce che i soggetti tenuti ad utilizzare il modello F24 EP per il versamento dei contributi assistenziali e previdenziali sono: -gli enti e organismi pubblici di cui alle Tabelle A e B, allegate alla legge 29 ottobre 1984, n. 720; -le Amministrazioni centrali dello Stato che sono titolari di conti correnti di tesoreria centrale (art. 7 del D.M. 5 ottobre 2007 del Ministro dell’economia e delle finanze). Per consentire il pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dell’INPGI, il modello F24 EP dovrà essere compilato con le seguenti modalità: -nel campo “Sezione” indicare il valore “P” che identifica l’INPGI; -nel campo “Codice tributo/causale” indicare la causale contributo desumibile dalla risoluzione 9/07/2011, n.74/E dell’Agenzia delle entrate (vedi tabella allegata), pubblicata anche nel sito Internet dell’Agenzia delle entrate; -nel campo “Codice” non indicare nulla; -nel campo “Estremi identificativi” indicare il codice identificativo INPGI dell’azienda, normalmente di 4 cifre, deve essere esteso a 5 cifre inserendo uno zero iniziale (ad esempio…l’azienda con posizione 0111 dovrà indicare 00111); -nel campo “Riferimento A” indicare il mese periodo di paga per il quale si effettua il versamento nel formato 00MM (ad esempio per il mese di ottobre 2012 si indicherà 0010); -nel campo “Riferimento B” indicare il mese periodo di paga per il quale si effettua il versamento nel formato AAAA (ad esempio per il mese di ottobre 2012 si indicherà 2012); -nel campo “Importi a debito versati” indicare l’importo versato. Le modalità di versamento dei contributi INPGI a mezzo F24 enti pubblici, come indicato nel sopracitato provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 98346 del 5/07/2012, decorrono dal 9/07/2012. A far data dalla scadenza dei contributi riferiti al mese di agosto p.v. (16/09/2012) non sono più ammessi versamenti contributivi INPGI mediante bonifico bancario. Si ricorda, infine, che nulla è variato rispet-

to ai termini di pagamento, che sono fissati al giorno 16 del mese successivo al periodo di paga per il quale si effettua il versamento. Il Vice Direttore Generale (Dr.ssa Maria I. Iorio) ******* ALLEGATI: AGENZIA DELLE ENTRATE RISOLUZIONE N. 74/E del 9 luglio 2012 OGGETTO: Istituzione dei codici tributo per il versamento, tramite modello “F24 EP”, dei contributi previdenziali ed assistenziali dovuti all’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani (I.N.P.G.I.) Il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 18 luglio 2005, emanato di concerto con il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, dispone che i versamenti unitari e la compensazione di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, si applicano anche ai contributi dovuti all’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani (Inpgi). Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 5 luglio 2012, è stato esteso l’utilizzo del modello di versamento F24 enti pubblici (F24 EP) ai versamenti dei contributi previdenziali ed assistenziali dovuti all’Inpgi. Per consentire il versamento, tramite modello F24EP, dei suddetti contributi, si istituiscono i seguenti codici tributo per i quali si riportano le specifiche modalità di compilazione del modello “F24 enti pubblici”: (I suddetti codici tributo sono reperibili nella tabella “Tabella dei codici utilizzabili nel modello F24 EP”, pubblicata sul sito Internet: http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/wcm/ connect/99d605804be95cd1856ecddf57fbb 223/risoluzione+74e.pdf?MOD=AJPERES&CACHEID=99d605804be95cd 1856ecddf57fbb223). ******* AGENZIA DELLE ENTRATE Prot. 2012/98346 Estensione dell’utilizzo del modello di versamento F24 enti pubblici (F24 EP) ai versamenti dei contributi previdenziali ed assistenziali dovuti all’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani (I.N.P.G.I.) IL DIRETTORE DELL’AGENZIA

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A) Codici Tributo F24-EP INPGI Gestione sostitutiva AGO (Lavoro dipendente):

Sezione

Codice tributo/Causale

P P P P P P P P P P P P P P P P P P P P P P P P P P

C001 C002 C003 C004 C005 CR01 CR02 CR03 CR04 VE01 VE02 SC01 SC02 SL01 FA01 FA02 F001 F002 F003 F004 FV01 FV02 FS01 P001 P002 P003

Descrizione

Contributi obbligatori correnti Contributi obbligatori pregressi Contributi oggetto di recupero azione legale Differenze contributive Contributi diversi e contrattuali Rata condono previdenziale Anticipo rateazione Rata debito rateizzato Rata contributi sospesi per calamità naturali Contributi dovuti per accertamento ispettivo Sanzioni civili dovute per accert. ispettivo Sanzioni civili Sanzioni amministrative Spese legali Addizionale Fondo Integrativo Addizionale Fondo Integrativo pregressi Contributi Fondo Integrativo Contributi Fondo Integrativo Pregressi Rata Condono Previdenziale Fondo Integrativo Differenze contributi F.do Integrativo Contributi F.I. dovuti per accertamento ispettivo Sanzioni civili F.I. per accertamento ispettivo Sanzioni civili F.I. Rate mensili prestiti a giornalisti Saldo prestiti ai giornalisti Interessi di mora su prestiti

Riferimento A

Riferimento B

00MM 00MM 00MM 00MM 00MM 00MM 00MM 00MM 00MM 00MM 00MM 00MM 00MM 00MM 00MM 00MM 00MM 00MM 00MM 00MM 00MM 00MM 00MM 00MM 00MM 00MM

AAAA AAAA AAAA AAAA AAAA AAAA AAAA AAAA AAAA AAAA AAAA AAAA AAAA AAAA AAAA AAAA AAAA AAAA AAAA AAAA AAAA AAAA AAAA AAAA AAAA AAAA

B) Codici Tributo F24-EP INPGI Gestione separata (Lavoro parasubordinato – co.co.co.): Sezione

Codice tributo/Causale

Descrizione

Riferimento A

Riferimento B

P P P P P P P P P P P P P

CGS1 CGS2 CGS3 TGS1 TGS2 GSR1 GSR2 GSR3 VGS1 VGS2 SGS1 SGS2 LGS1

Contributi obbligatori Gestione Separata Contributi obbligatori pregressi G.S. Differenze contributive G.S. Contributi prestazioni temporanee G.S. Contributi prestazioni temporanee arretrati G.S. Anticipo rateazione G.S. Rata debito rateizzato G.S. Rata contributi sospesi calamità naturali G.S. Contributi dovuti per accertamento ispettivo G.S. Sanzioni civili per accertamento ispettivo G.S. Sanzioni civili G.S. Sanzioni amministrative G.S. Spese Legali

00MM 00MM 00MM 00MM 00MM 00MM 00MM 00MM 00MM 00MM 00MM 00MM 00MM

AAAA AAAA AAAA AAAA AAAA AAAA AAAA AAAA AAAA AAAA AAAA AAAA AAAA

C) Codici Tributo F24-EP INPGI Gestione separata (Amministratore locali – L. 267/2000):

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Sezione

Codice tributo/Causale

P

G267

Descrizione

Contributo Minimo Art. 86, c.2, Dlgs 267/2000

Riferimento A

Riferimento B

00MM

AAAA

Notiziario USPI n° 10/2012


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Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI 9

In base alle attribuzioni conferitegli dalle norme riportate nel seguito del presente provvedimento e a quanto previsto dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 12 marzo 2010, emanato di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, acquisito il parere positivo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e del Ministero dell’Economia delle Finanze Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato DISPONE 1. Estensione dell’utilizzo del modello di versamento F24 enti pubblici 1.1 L’utilizzo del modello F24 enti pubblici, approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 8 novembre 2007 e modificato con provvedimento del 3 giugno 2010, è esteso al versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali dovuti all’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani (I.N.P.G.I.). 1.2 Con successiva risoluzione sono istituiti i codici da utilizzare per i versamenti di cui al punto 1.1 e sono impartite le istruzioni per la compilazione del modello di pagamento. 2. Disposizioni finali e decorrenza 2.1 Le disposizioni ivi contenute si applicano a partire dal 9 luglio 2012. 2.2 Per quanto non diversamente disciplinato dal presente provvedimento, si applicano le disposizioni contenute nei provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 8 novembre 2007, del 23 marzo 2009 e del 3 giugno 2010. Motivazioni Dal 1° gennaio 2008 gli enti pubblici e le amministrazioni dello Stato sottoposti ai vincoli del sistema di tesoreria unica dello Stato si avvalgono, per il versamento dell’IRAP e delle ritenute alla fonte operate per l’IRPEF e le relative addizionali comunali e regionali, di un nuovo sistema telematico basato sull’utilizzo del modello “F24 enti pubblici” (F24 EP). In considerazione dei notevoli vantaggi collegati all’utilizzo di tale sistema telematico di versamento, sia in termini di efficienza ed economicità per le amministrazioni statali sia in termini di semplificazione degli adempimenti per gli enti pubblici interessati, l’articolo 32-ter del decreto legge 29 Notiziario USPI n° 10/2012

novembre 2008, n. 185, convertito con legge 28 gennaio 2009, n. 2, ne ha previsto l’estensione, tra l’altro, anche al pagamento dei contributi assistenziali e previdenziali e dei premi assicurativi. In attuazione di tale disposizione, il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 12 marzo 2010, emanato di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, ha definito le modalità di utilizzo del modello “F24 enti pubblici” per il versamento di contributi e premi dovuti agli enti previdenziali (INPS e INPDAP) e assicurativi (INAIL), stabilendo che, con apposito provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, su proposta del Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, sentito il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, tale modalità di versamento è estesa ad ulteriori tipologie di contributi assistenziali, previdenziali e premi assicurativi. Pertanto, acquisiti i pareri positivi di tutte le amministrazioni coinvolte, con il presente provvedimento viene esteso l’utilizzo del modello F24 enti pubblici al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti all’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani (I.N.P.G.I.). La versione aggiornata del software di compilazione e controllo è disponibile gratuitamente sul sito internet dell’Agenzia delle entrate (www.agenziaentrate.gov.it). Riferimenti normativi Attribuzioni del Direttore dell’Agenzia delle entrate - Decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 (art. 57; art. 62; art. 66; art. 67, comma 1; art. 68, comma 1; art. 71, comma 3, lettera a); art. 73, comma 4); - Statuto dell’Agenzia delle entrate, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio 2001 (art. 5, comma 1; art. 6, comma 1); - Regolamento di Amministrazione dell’Agenzia delle entrate, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 36 del 13 febbraio 2001 (art. 2, comma 1); - Decreto del Ministro delle Finanze 28 dicembre 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 9 del 12 febbraio 2001; - Legge 24 dicembre 2007, n. 244, recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 300 del 28 dicembre 2007).

Disciplina normativa di riferimento

- Legge 29 ottobre 1984, n. 720 (tabelle A e B): istituzione del sistema di tesoreria unica per enti ed organismi pubblici. (Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 298 del 29 ottobre 1984); - Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate dell’8 novembre 2007- Approvazione del modello “F24 enti pubblici”; - Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 23 marzo 2009 – Estensione dell’utilizzo ad altre amministrazioni pubbliche nonché ad altre tipologie di tributi erariali - approvazione nuove specifiche tecniche; - Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 3 giugno 2010 – Modifiche al modello di versamento “F24 enti pubblici” (F24 EP) e alle relative specifiche tecniche di trasmissione telematica, per consentire i versamenti di contributi e premi dovuti agli enti previdenziali e assicurativi e i versamenti di altre tipologie relative a tributi erariali; - Decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, articolo 32-ter, così come modificato dalla legge di conversione 28 gennaio 2009, n. 2, recante misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 22 del 28 gennaio 2009 - supplemento ordinario n. 14); - Decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 18 luglio 2005, emanato di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali (Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 179 del 3 agosto 2005). - Decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 12 marzo 2010, emanato di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali (Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 76 del 1 aprile 2010). La pubblicazione del presente provvedimento sul sito internet dell’Agenzia delle entrate tiene luogo della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, ai sensi dell’articolo 1, comma 361, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Roma, 5 luglio 2012 IL DIRETTORE DELL’AGENZIA Attilio Befera

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Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI 11

AREA CONTRIBUTI CIRCOLARE n. 6 del 20/08/2012 Prot. n. 33057/U OGGETTO: Anno 2010. Sgravio contributivo a favore della contrattazione di secondo livello. Decreto interministeriale 3 agosto 2011. Modalità operative per la fruizione del beneficio contributivo. Il DM 3 agosto 2011 ha disciplinato, per l’anno 2010, lo sgravio contributivo, per l’incentivazione della contrattazione di secondo livello, introdotto dalla legge 24 dicembre 2007. L’INPS, con la circolare n. 51 del 30 marzo 2012 ha illustrato i contenuti del beneficio contributivo ed ha fornito, altresì, le prime indicazioni per richiedere lo sgravio previsto dalla legge. Portate a termine le operazioni richieste dalla norma, l’INPS ha provveduto a comunicare ad aziende ed intermediari l’avvenuta ammissione al beneficio. Con la presente si illustrano, di seguito, le modalità operative che i datori di lavoro – con personale assicurato presso l’INPGI dovranno osservare per la concreta fruizione del beneficio contributivo ex lege n. 247/2007. Con riguardo all’entità dello sgravio, si ricorda che gli importi comunicati dall’INPS ai soggetti ammessi costituiscono la misura massima dell’agevolazione Nel caso in cui - infatti - le aziende, per motivazioni connesse all’impianto stesso della contrattazione di secondo livello ovvero per cause varie di natura diversa, avessero titolo ad un importo inferiore, il conguaglio dovrà limitarsi alla quota di beneficio effettivamente spettante. Si precisa, altresì, che - per il calcolo dello sgravio - deve essere presa in considerazione l’aliquota in vigore nel mese di corresponsione del premio. Si ricorda, inoltre, che la fruizione del beneficio soggiace alla previsione di cui all’articolo 1, comma 1175 della legge n. 296/2006 in materia di regolarità contributiva e di rispetto della parte economica degli accordi e contratti collettivi. Ai fini della fruizione del beneficio contributivo relativo alle erogazioni previste dai contratti di secondo livello corrisposte ai giornalisti iscritti alla gestione INPGI sostitutiva dell’AGO, per ciò che concerne l’ambito applicativo relativo ai contributi oggetto dello sgravio e alla retribuzione da considerare ai fini della determinazione del tetto del 2,25% entro cui operare lo sgravio, si rimanda alle precisazioni fornite, per gli sgravi relativi all’anno 2009, con la circola12

re INPGI n. 7 del 16/09/2010 (reperibile nel sito www.inpgi.it, nella sezione “notizie per le aziende” – “circolari alle aziende”). Resta inteso che i massimali da prendere in considerazione sono quelli relativi all’anno 2010. Ai fini delle operazioni di conguaglio, i datori di lavoro che – con riferimento ai dipendenti assicurati presso l’INPGI – siano stati ammessi allo sgravio per l’anno 2010 opereranno come segue: -determineranno l’ammontare dello sgravio effettivamente spettante, nei limiti delle somme autorizzate dall’INPS; -riporteranno il relativo importo nella sezione “Totali e Stampe” - “Altri Contributi” – “Sgravi Decontribuzione” della procedura DASM, utilizzando rispettivamente le voci di credito “Sgravi Decontribuzione L.247/07 C.I.A.” e/o “Sgravi Decontribuzione L.247/07 C.I.T.”, a seconda che si tratti di erogazioni derivanti da contratti integrativi aziendali o territoriali. Qualora la denuncia mensile non consentisse l’integrale compensazione fra gli importi a debito e quelli a credito, le somme eventualmente eccedenti potranno essere compensate nei mesi successivi. Le sopracitate operazioni dovranno essere effettuate entro il mese di novembre 2012 (ultima denuncia contributiva utile con scadenza 17/12/2012). I datori di lavoro che per diversi motivi, quali, ad esempio, la sospensione e/o cessazione dell’attività dell’impresa o semplicemente per in capienza del debito contributivo, non siano in grado di fruire della predetta compensazione, potranno avanzare all’Istituto – sempre entro e non oltre il 17/12/2012 - apposita istanza di rimborso All’atto del conguaglio dello sgravio, il datore di lavoro avrà cura di restituire al lavoratore la quota di beneficio di sua competenza ********** Gli Uffici INPGI restano, in ogni caso, a disposizione per ogni eventuale chiarimento dovesse rendersi necessario: - Responsabile Area Contributi: Augusto Moriga - Fax 068578264 e-mail augusto.moriga@inpgi.it ; - Settore Riscossione: Lucia Bissioni – email lucia.bissioni@inpgi.it ; - Settore Recupero Crediti: Flaviano Di Liello – e mail flaviano.diliello@inpgi.it Distinti saluti Il Vice Direttore Generale Dott.ssa Maria I. Iorio

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SERVIZIO CONTRIBUTI E VIGILANZA AREA CONTRIBUTI CIRCOLARE n. 7 del 22/08/2012 Prot. 33140/U OGGETTO: Eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012 verificatisi nei territori delle province di Bologna, Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Mantova e Rovigo. Differimento termini. Ad integrazione di quanto illustrato con circolare INPGI n. 4 del 21/06/2012, si comunica che la legge 1 agosto 2012 n. 122 (pubblicata su G.U. n. del 3 agosto 2012), ha disposto, in sede di conversione del D.L. 6 giugno 2012 n. 74, che la sospensione dei termini relativi agli adempimenti ed ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, inizialmente prevista fino al 30 settembre 2012, è differita al 30 novembre 2012. La predetta legge n. 122/2012, di conversione del D.L. 74/2012, al comma 3-bis dell’art. 8, ha previsto, inoltre, che “fino al 31 dicembre 2012, non sono computabili ai fini della definizione del reddito di lavoro dipendente, di cui all’articolo 51 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, i sussidi occasionali, le erogazioni liberali o i benefici di qualsiasi genere, concessi da parte sia dei datori di lavoro privati a favore dei lavoratori residenti nei comuni di cui all’allegato 1 al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 1º giugno 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 130 del 6 giugno 2012, sia da parte dei datori di lavoro privati operanti nei predetti territori, a favore dei propri lavoratori, anche non residenti nei predetti comuni, in relazione agli eventi sismici di cui all’articolo 1”. Sempre con riferimento agli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012 che hanno interessato il territorio delle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo, la legge 7/08/2012 n. 134, di conversione del D.L. 22/06/2012 n. 83, al comma 1 dell’art. 67-septies ha disposto che “Il decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, recante interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici che hanno interessato il territorio delle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo, il 20 e il 29 maggio 2012, e l’articolo 10 del presente decreto si applicano anche ai territori dei comuni di Ferrara, Mantova, nonché, ove risulti l’eNotiziario USPI n° 10/2012


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sistenza del nesso causale tra i danni e gli indicati eventi sismici, dei comuni di Castel d’Ario, Commessaggio, Dosolo, Motteggiana, Pomponesco, Viadana, Adria, Bergantino, Castelnovo Bariano, Fiesso Umbertiano, Casalmaggiore, Casteldidone, Corte de’ Frati, Piadena, San Daniele Po, Robecco d’Oglio, Argenta.”. Per quanto riguarda le modalità per poter fruire della sospensione degli adempimenti e dei versamenti contributivi, si rimanda alle istruzioni già fornite con la citata circolare inpgi n. 4 del 21/06/2012. In particolare, si ricorda che i soggetti – persone fisiche o persone giuridiche – che possono beneficiare della sospensione degli adempimenti e dei versamenti contributivi nei confronti dell’INPGI sono i seguenti: -i datori di lavoro privati; -gli iscritti alla gestione separata (committenti privati e giornalisti free lance). Per i datori di lavoro ed i committenti, ricade nel periodo di sospensione il pagamento della contribuzione riferita ai periodi di paga da maggio ad ottobre 2012. Per i giornalisti free lance (liberi professionisti, lavoro occasionale con ritenuta d’acconto e/o cessione del diritto d’autore), la sospensione – salvo eventuali proroghe del periodo di sospensione - riguarderà il versamento del contributo minimo per l’anno 2012, la cui scadenza di pagamento è prevista per il giorno 30 settembre 2012 ed il versamento dei contributi 2011 a saldo, la cui scadenza è prevista per il 31 ottobre 2012. Non si procederà, inoltre, all’applicazione delle sanzioni per l’eventuale ritardo della presentazione delle comunicazioni reddituali 2011, in scadenza il 31 luglio 2012. Si ricorda, infine, che per poter usufruire della sospensione degli adempimenti e dei versamenti contributivi, i soggetti interessati dovranno produrre apposita domanda INPGI (allegato 2 alla circolare INPGI n. 4/2012). In caso di eventuali sospensioni indebite si procederà al recupero delle contribuzioni non versate con l’applicazione del vigente regime sanzionatorio. Non si dà luogo al rimborso di quanto eventualmente già versato. Le disposizioni finora emanate non hanno disciplinato le modalità di recupero dei versamenti sospesi. Al riguardo, si fa pertanto riserva di ulteriori comunicazioni F.to Il Vice Direttore Generale (Dott.ssa Maria I. Iorio) __________________________________ LA MANOVRA PREVIDENZIALE PUBBLICA NON CAMBIA LE NORME INPGI Osservazioni in merito ai riflessi dei recenti interventi normativi adottati dal Governo Notiziario USPI n° 10/2012

Monti in materia pensionistica nell’ambito del regime previdenziale dell’Inpgi Riportiamo l’intervento del Direttore Generale dell’ INPGI, Dott. Tommaso Costantini, pubblicato sul sito dell’Istituto: www.inpgi.it, che fa il punto sulla manovra del governo Monti (c.d. Salva Italia) in materia pensionistica e l’ impatto di tale riforma sul regime previdenziale dell’Istituto. “In considerazione della rilevante portata innovativa dei recenti interventi normativi adottati dal Governo Monti in materia pensionistica, si ritiene opportuno approfondire alcuni particolari aspetti della riforma attraverso un approccio interpretativo finalizzato esclusivamente a metterne in rilievo i soli profili previdenziali in relazione alla Gestione Sostitutiva dell’Assicurazione Generale Obbligatoria dell’INPGI. Le considerazioni che seguono, quindi, sono la risultante di un’analisi condotta al solo fine di valutare l’eventuale impatto di tale riforma sul regime previdenziale dell’Istituto, restando del tutto estranea a tale indagine ogni questione afferente i profili di ordine giuslavoristico che regolamentano il rapporto di lavoro tra le aziende e i giornalisti, che rivestono natura civilistica (di rapporti negoziali di ordine privatistico) e che, in quanto tali, non rientrano tra le materie di competenza dell’ente di previdenza. Così definito e circoscritto, quindi, l’ambito di operatività delle presenti riflessioni, si osserva che le disposizioni contenute nella recente manovra “salva Italia”, riferite agli incentivi in favore dei lavoratori che prevedono la possibilità di differire l’accesso al pensionamento fino al nuovo limite massimo di 70 anni, non esplicano alcun effetto relativamente al rapporto assicurativo previdenziale dei giornalisti iscritti all’INPGI, per un duplice ordine di ragioni. In primo luogo, infatti, la formulazione letterale dell’art. 24, comma 4, del Decreto legge n. 201, definisce il perimetro di operatività della norma individuandolo nella platea dei “lavoratori e le lavoratrici la cui pensione è liquidata a carico dell’Assicurazione Generale Obbligatoria (di seguito AGO) e delle forme esclusive e sostitutive della medesima, nonché della gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335” (gestione separata dell’Inps). Successivamente all’entrata in vigore del Decreto legislativo n. 509/94, si è delineato un quadro interpretativo consolidato e omogeneo in base al quale ogni qual volta che il legislatore abbia inteso estendere direttamente anche agli enti privatizzati l’efficacia giuridica delle disposizioni normative di volta in volta adottate, tale volontà è stata

formalmente trasposta sul piano letterale, mediante l’adozione di una esplicita formulazione testuale in tal senso. Ciò costituisce, quindi, un principio di diritto ormai acquisito e riconosciuto sia in ambito giurisprudenziale che nelle sedi amministrative, che hanno più volte ribadito che l’ambito di efficacia delle disposizioni normative riferite all’AGO e alle forme esclusive o sostitutive della medesima non si estende automaticamente – in virtù del principio di autonomia gestionale sancito dall’art. 2 del Decreto legislativo n. 509/94 – alle gestioni previdenziali privatizzate, salvo che la norma non contenga un chiaro e univoco riferimento alle stesse (generalmente corrispondente alla locuzione “ivi comprese quelle gestite dagli enti di previdenza privatizzati di cui al Dlgs 509/94”). Ora, nel caso di specie, è evidente che tale riferimento normativo è del tutto assente e che, pertanto, la disposizione in esame non è automaticamente destinata a spiegare i propri effetti nell’ambito del regime previdenziale dell’INPGI. Peraltro, in aggiunta alla risolutiva argomentazione risultante dalla indagine sulla voluntas espressa nella norma in oggetto, si osserva che anche sotto il profilo squisitamente tecnico della “ratio legis”, le disposizioni ivi contenute sarebbero giuridicamente inapplicabili. Come è noto, infatti, la Gestione sostitutiva dell’AGO dell’INPGI adotta un sistema di calcolo “retributivo” delle prestazioni pensionistiche erogate. Il comma 4 dell’art. 24, invece, è strutturato per operare nell’ambito del sistema di calcolo contributivo delle prestazioni, in quanto introduce un fattore di incentivo al posticipo del pensionamento del lavoratore per effetto dell’adozione di coefficienti di trasformazione del montante contributivo calcolati “fino all’età di 70 anni”. E’ evidente, in proposito, che tali coefficienti non rientrano – e sono, pertanto, del tutto irrilevanti – nel sistema di calcolo retributivo. La disposizione in esame, pertanto, non si presta ad alcuna possibile applicazione - sia sul piano logico e giuridico che su quello tecnico-operativo - con riferimento al regime previdenziale della Gestione sostitutiva dell’AGO dell’INPGI, stante la assoluta estraneità di quest’ultima dall’ambito di efficacia della norma”. __________________________________ INPGI +12,7 MLN DI EURO NEL 2011. SGRAVI CONTRIBUTIVI PER CHI ASSUME A TEMPO INDETERMINATO Ammonta a 12 milioni e 700 mila euro l’attivo nell’esercizio 2011 dell’isti15 13


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Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI tuto pensionistico dei giornalisti. È il dato che emerge dal bilancio consuntivo dell’Inpgi ratificato all’unanimità dal Consiglio generale e approvato, sempre unanimemente, dal Cda. Una nota dell’Istituto ricorda come la «crisi del sistema dell’informazione, e in particolare delle aziende editoriali piccole e grandi, ha avuto un effetto negativo sull’occupazione e di conseguenza sul monte contributivo. Rispetto all’anno precedente l’Inpgi ha infatti registrato una riduzione di 139 rapporti, tuttavia tale diminuzione è stata inferiore a quella registrata nel 2010».

da poche settimane eletti lo stanno dimostrando». __________________________________ IN ARRIVO INCENTIVI FISCALI PER L’OCCUPAZIONE NELLE REGIONI DEL SUD Si applicheranno anche ai giornalisti assunti a tempo indeterminato Tra le varie misure adottate dal Governo per stimolare la crescita del Paese è prevista la possibilità, per i datori di lavoro che incrementino l’occupazione con assunzioni a tempo indeterminato nelle regioni del Sud, di usufruire di particolari vantaggi fiscali.

«I dati del bilancio», commenta il presidente Andrea Camporese, «testimoniano la tenuta e la buona gestione finanziaria dell’Istituto, anche se risentono oggettivamente delle conseguenze della crisi sul mercato occupazionale dei giornalisti italiani. Non è un momento facile, ma c’è l’impegno di tutti, dell’Istituto, della Federazione della stampa e dell’intera categoria a continuare a garantire un sistema previdenziale dei giornalisti adeguato alla complessità della professione ed al ruolo sociale e autonomo della professione. I giornalisti italiani possono avere fiducia nel proprio futuro pensionistico.

I benefici fiscali descritti sono cumulabili con le agevolazioni deliberate dal Consiglio di Amministrazione dell’Istituto nel mese di luglio dello scorso anno (sgravi contributivi per le nuove assunzioni a tempo indeterminato del 60% per tre anni, con una riduzione del 12% del costo del lavoro) e rendono, quindi, ancora più significativi i vantaggi per quei datori di lavoro che procedono all’assunzione di giornalisti a tempo indeterminato rientranti nelle categorie per le quali è possibile fruirne.

La sfida centrale è quella della crescita del mercato del lavoro. Per questo abbiamo varato forti sgravi contributivi della durata di tre anni per le aziende che assumono a tempo indeterminato. Il sistema di protezione sociale dei giornalisti italiani è ampio, articolato, pensato e validato dalle leggi per far fronte ai cicli economici negativi. Serve responsabilità e rigore: gli organi statutari

Le agevolazioni consistono nella concessione di un credito di imposta in misura pari al 50% dei costi salariali dei neoassunti nei successivi 12 o 24 mesi (a seconda se si tratti di lavoratori “svantaggiati” o “molto svantaggiati”) e sono state introdotte dall’art. 2 del Decreto “salva Italia” (DL n. 70/2011). Ne possono beneficiare tutti i datori di

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lavoro che, nel periodo compreso tra il 14 maggio 2011 e il 13 maggio 2013 abbiano instaurato o instaurino rapporti di lavoro a tempo indeterminato nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. Ai sensi delle vigenti normative di indirizzo comunitario, per lavoratori svantaggiati si intendono innanzitutto coloro che non hanno un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi o che abbiano superato i 50 anni di età - nonché coloro che si trovino in altre particolari situazioni soggettive - mentre i lavoratori “molto svantaggiati” sono coloro che non hanno un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi. L’operatività degli incentivi - che trovano attuazione, quindi, anche nel caso di assunzione di personale giornalistico rientrante nelle tipologie indicate - è subordinata all’emanazione di un apposito Decreto attuativo del Ministero dell’Economia, il cui schema è stato recentemente approvato dalla Conferenza Stato Regioni e di cui, pertanto, è attesa a breve la pubblicazione. Si tratta, quindi, - ha affermato il Presidente INPGI, Andrea Camporese – “di un altro importante tassello che compone il complesso ed articolato mosaico di interventi finalizzati a superare le criticità occupazionali connesse al perdurare della crisi economica, in grado di fornire risorse aggiuntive al sistema imprenditoriale del settore editoriale, già fortemente penalizzato dalla congiuntura negativa del mercato, dalla stretta nell’erogazione delle provvidenze pubbliche e dalla generale crisi di liquidità finanziaria del sistema creditizio”.

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Piazza G. D’Annunzio, 15 80125 Napoli Direttore: Tiziana Gallo Editore: Praise Worthyprize Periodicità: mensile Materia trattata: arte, attualità scienza, storia, politica, economia, ecologia

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Via Picciano, 24/A 00132 Roma Direttore: Fabrizio Petrolati Periodicità: bimestrale Materia trattata: culturale, associativa

Via Adige, 11 21013 Gallarate (VA) Direttore: Arsenio Spadoni Editore: Vispa S.n.c. Periodicità: trimestrale Materia trattata: elettronica, programmazione e notizie dal mondo labview

Via Pasubio, 2 25128 Brescia Direttore: Roberto Bontempi Editore: Roberto Bontempi Periodicità: quadrimestrale Materia trattata: turismo, economia, commercio, cultura, attualità

“CuLtuRA E DiNtORNi”

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Via Corsica, 6 00198 Roma Direttore: Luca Carbonara Editore: Luca Carbonara Periodicità: bimestrale Materia trattata: cultura, informazione sul mondo dell’editoria

Corso Regina Margherita, 176 10152 Torino Direttore: Prof. Sergio Giordani Editore: S.E.I. – Società Editrice Internazionale S.p.A. Periodicità: quadrimestrale Materia trattata: educazione

Via Olmo, 41 37141 Verona Direttore: Giuliano Zulin Editore: Noema S.r.l. Periodicità: bimestrale Materia trattata: territorio e cultura veneta

NOTIzIARIO

Uspi

Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 Fax 06.40.66.859 - 06.406.59.41 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Stabilimento di Roma Via Leonardo da Vinci, 8 00015 Monterotondo (RM)

CONVENZIONE USPI-SDA EXPRESS COURIER RINNOVATA LA CONVENZIONE TRA USPI E SDA EXPRESS COURIER PER LA SPEDIZIONE DI PACCHI, A CONDIZIONI VANTAGGIOSE, RISERVATE AGLI ASSOCIATI ALLA NOSTRA UNIONE. NUOVI SERVIZI ACCESSORI. TUTTE LE INFORMAZIONI SU www.USPI.IT, SEZIONE “CONVENZIONI”.

E’ STATA

“I nostri pacchi possono viaggiare con SDA”.

Il n. 10 ottobre 2012 è stato stampato il 12 ottobre 2012

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Notiziario USPI n° 10/2012

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