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Notiziario aNNo 46° - MENSiLE Union e St ampa
pe rioDic a italiana
Uspi
- 11 NUMEri
Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L. 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma. In caso di mancato recapito rinviare all’ufficio P.T. di Roma - Romanina detentore del conto per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa in vigore
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Dicembre 2010
Approvato dal Consiglio dei Ministri
Varata la “legge di stabilità” per il 2011
IL REGOLAMENTO SUI CONTRIBUTI ALL’EDITORIA
incrementato di 100 miLioni iL fondo editoria per i contributi diretti 30 miLioni per iL credito d’imposta suLL’acQuisto carta
Siamo in attesa della registrazione alla Corte dei Conti e della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale Il Consiglio dei Ministri del 18 novembre scorso ha approvato il Regolamento che semplifica e riordina la disciplina e le procedure di erogazione dei contributi diretti all’editoria, ex legge 250/1990, previsto dall’articolo 44 del DL 112/2004. Il Regolamento, se pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale entro il 31 dicembre prossimo, entrerà in vigore per i contributi relativi all’anno 2011. Il testo parziale del Regolamento che ci accingiamo a pubblicare e a som5
La
redazione esprime i migLiori auguri di buone festivita’ a tutti gLi associati uspi
I fondi per il “5 per mille” promessi nel decreto milleproroghe Con 161 sì, 127 no e cinque astenuti (che al Senato equivalgono a voti contrari), l’Aula del Senato, il 7 dicembre scorso, ha definitivamente approvato il DDL di stabilità per il 2011. Subito dopo l’Assemblea ha anche approvato il DDL bilancio, con 161 sì, 124 no e cinque astenuti. Rispettato, quindi, l’impegno formale preso dai presidenti di Camera e Senato, Fini e Schifani, con il presidente della Repubblica, Napolitano, per l’approvazione della ex Finanziaria (ora detta “legge di stabilità”) per il 2011. Un disegno di legge che è arrivato al traguardo assolutamente blindato nel testo
S ommario Varata la “legge di stabilità” per il 2011 (pagine 1, 2, 4) Il Regolamento sui contributi all’editoria (pagine 1, 5, 6, 7)
Dialogando dialogando: intervista a Vila Matas (pagina 10) NOTIZIE: Editoria Comunicazione (pagina 11)
Urbino - settembre 2010 (pagine 12, 13) Elenco dei partecipanti al Corso di Urbino (pagina 12) Biblioteca USPI (pagina 15)
Le quote associative USPI per l’anno 2011 (pagina 3) La legge sul prezzo fisso dei libri all’esame del Senato (pagine 8, 9)
Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 11)
Accordo USPI-SDA Express Courier (pagina 16)
Resoconto del XXIII Corso per operatori editoriali,
Periodici associati all’USPI 429° elenco (pagina 16)
uscito dalla Camera, tanto che il Sottosegretario all’economia, Casero, aveva chiesto il ritiro di tutti gli emendamenti per snellire e velocizzare l’approvazione definitiva della legge. Per far ciò il Governo ha accolto una serie di ordini del giorno, come quello che lo impegna a stanziare 300 milioni nel primo decreto utile (il milleproroghe) per ripristinare il tetto di 400 milioni destinato, per il 2011, al “5 per mille” per il settore del volontariato e no-profit (100 milioni sono già presenti negli impegni della legge di stabilità). Incrementati anche i Fondi per l’editoria, rispetto al testo originario del decreti, provvedimenti già introdotti durante l’esame alla Camera dei Deputati. Vediamoli in particolare: Contributi alla stampa italiana all’estero (articolo 1, commi 54 e 55). Viene estesa alla stampa italiana all’estero la disciplina introdotta dall’articolo 10-sexies del decreto legge 194/2009 (legge 25/2010) che, per i contributi relativi all’anno 2009, ha escluso una serie di testate dall’applicazione dell’articolo 2, comma 62, della legge finanziaria 2010, la legge 191/2009. Tale legge stabilisce che i contributi e le provvidenze spettano nel limite dello stanziamento iscritto sul pertinente capitolo del bilancio autonomo della Presidenza del 2
Articoli e notizie di questo Notiziario possono essere liberamente riprodotti citandone la fonte. Se ne raccomanda, anzi, la massima diffusione da parte di tutti i periodici associati all’USPI, nell’interesse della categoria QUESTO NOTIZIARIO VIENE SPEDITO AGLI ASSOCIATI USPI IN REGOLA CON IL VERSAMENTO DELLE QUOTE
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incrementato di 100 miLioni iL fondo editoria per i contributi diretti - 30 miLioni per iL credito d’imposta suLL’acQuisto carta Consiglio dei ministri procedendo, ove necessario, al riparto proporzionale dei contributi tra gli aventi diritto (cosiddetto “tetto” ai contributi). Vengono inclusi ai soggetti cui, con riferimento ai contributi 2009 non si applica il cosiddetto “tetto”, i giornali quotidiani italiani editi e diffusi all’estero, nonchè i giornali e le riviste italiani pubblicati all’estero e le pubblicazioni con periodicità almeno trimestrale editi in Italia e diffuse prevalentemente all’estero. Conseguentemente, la stampa italiana all’estero viene esclusa dalla previsione per cui per i contributi relativi all’anno 2009 si applica la riduzione del 50%, che rimane, di contro, per i giornali editi dalle associazioni dei consumatori. Il comma 55 stabilisce, inoltre, per l’esercizio 2011, che le disposizioni si applicano nel limite di 5 milioni di euro, procedendo, se necessario, alla rideterminazione degli importi con riduzione proporzionale. Sostegno all’editoria (art. 1, comma 58). E’ autorizzata la spesa di 100 milioni di euro per il 2011 per gli interventi a sostegno dei contributi diretti all’editoria. L’incremento è disposto in considerazione dei tempi di adozione del regolamento per la semplificazione e il riordino della disciplina dei contributi all’editoria previsto dall’art. 44 del DL 112 del 2008 e in attesa della definizione della disciplina di settore (vedi articolo in prima pagina). Emittenza televisiva locale ed emittenza radiofonica locale e nazionale, (art. 1, comma 61). Vengono incrementati di 45 milioni di euro per il 2011 gli incentivi a sostegno dell’emittenza televisiva locale e dell’emittenza radiofonica locale e nazionale. Le risorse sono reperite a valere sugli introiti della gara diritti d’uso di frequenze radioelettriche, nonchè di 15 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2011 2013. Entrata in vigore (art. 1 comma 169). Il provvedimento entra in vigore il 1 gennaio 2011. Elenco 1. Viene previsto lo stanziamento di 30 milioni di euro per “interventi straordinari a sostegno del settore editoriale, a fronte dell’andamento dei costi delle materie prime”. Si introduce in sostanza, un credito d’impo2
sta per l’acquisto carta. Sarà emanato un regolamento attuativo da parte della Presidenza del Consiglio. L’USPI ha già richiesto che nell’emanando regolamento sia prevista, come in passato, la certificazione della sola voce di bilancio relativa all’acquisto della carta. Lo stanziamento di 30 milioni è assolutamente insufficiente al fabbisogno (nel 2005/2006 erano stati accantonati 95 milioni di euro) ma è una significativa inversione di tendenza dopo anni di soli tagli al settore. Legislatura 16° Disegno di legge N. 2464 Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2011) Articolo 1 (Gestioni previdenziali. Rapporti con le regioni. Risultati differenziali. Fondi e tabelle) 8. Entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni avvia le procedure per l’assegnazione di diritti d’uso di frequenze radioelettriche da destinare a servizi di comunicazione elettronica mobili in larga banda con l’utilizzo della banda 790-862 MHz e di altre risorse eventualmente disponibili, conformemente a quanto previsto dal codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 10 agosto 2003, n. 259. In coerenza con la normativa dell’Unione europea, il Ministro dello sviluppo economico fissa la data per l’assegnazione delle frequenze della banda 790-862 MHz e delle altre risorse eventualmente disponibili ai servizi di comunicazione elettronica mobili in larga banda. La liberazione delle frequenze di cui al primo periodo per la loro destinazione ai servizi di comunicazione elettronica mobili in larga banda deve comunque avere luogo entro il 31 dicembre 2012. Il Ministero dello sviluppo economico può sostituire le frequenze già assegnate nella banda 790-862 MHz con quelle liberate ai sensi delle disposizioni dei commi da 9 a 12 o altrimenti disponibili. Il piano nazionale di ripartizione delle frequenze e il piano nazionale di assegnazione delle frequenze televisive sono adeguati alle disposizioni del presente comma. 9. Con decreto del Ministro dello sviluppo
economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti i criteri e le modalità per l’attribuzione di misure economiche di natura compensativa, a valere sugli introiti della gara di cui al comma 8, per una percentuale pari al 10 per cento degli introiti della gara stessa e comunque per un importo non eccedente 240 milioni di euro, finalizzate a promuovere un uso più efficiente dello spettro attualmente destinato alla diffusione di servizi di media audiovisivi in ambito locale. A tal fine, la predetta percentuale di introiti è iscritta in un apposito fondo Istituito nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico. 10. Prima della data stabilita per la definitiva cessazione delle trasmissioni televisive in tecnica analogica, ai sensi dell’articolo 2-bis, comma 5, primo periodo, del decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 marzo 2001, n. 66, e successive modificazioni, il Ministero dello sviluppo economico provvede alla definitiva assegnazione del diritti d’uso del radiospettro, anche mediante la trasformazione del rilascio provvisorio in assegnazione definitiva del diritti d’uso, e rilascia i relativi titoli abilitativi conformemente ai criteri previsti dall’articolo 15, comma 1, del testo unico del servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, e successive modificazioni, e dall’articolo 8novies del decreto-legge 8 aprile 2008, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2008, n. 101, e successive modificazioni. Successivamente all’assegnazione di cui al precedente periodo, i soggetti privi del necessario titolo abilitativo si astengono dal compiere atti che comportino l’utilizzo delle radiofrequenze o che siano suscettibili di interferire con il legittimo uso delle stesse da parte di terzi. In caso di violazione di tale obbligo o di indebita occupazione delle radiofrequenze da parte di soggetti operanti in tecnica analogica o digitale, si applicano gli articoli 97 e 98 del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 10 agosto 2003, n. 259, e successive modificazioni. L’attivazione, anche su reti SFN (Single Frequency Network), di impianti non preventivamente autorizzati dal Ministero dello sviluppo economico comporta, ferma restando la disattivazione dell’impianto illecitamente attivato, la sospen4 Notiziario USPI n° 12/2010
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Le quote aSSociative uSPi
per l’anno 2011 L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2011 versando la relativa quota associativa, lungi dal corrispondere ad una rituale formalità, risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche pubbliche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - copia gratuita della XIII edizione della “Guida della Stampa Periodica” (volume + CD) - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura. Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2011 e comprensive della spedizione in abbonamento postale del “Notiziario USPI” (pari a 33 €) sono le seguenti:
per le testate (secondo la tiratura dichiarata): (per le testate on Line il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge)
da da da da da
1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su
€ € € € €
260,00 700,00 1.300,00 2.600,00 3.800,00
offerta prima iscrizione 2011: con soli 6 euro, in aggiunta alla quota associativa, riceverete direttamente al vostro domicilio la Xiii ediz. della “guida della stampa periodica” 2005/2006 (volume + cd). nella causale di versamento specificare dettagliatamente: “Quota associativa uspi 2011 + guida stampa periodica”.
Quota d’iscrizione (“una tantum” per le testate che si iscrivono per la prima volta): - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie
€
100,00
- Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie
€
170,00
€ €
210,00 320,00
rinnovo della quota per i soci singoli ex art. 30 dello statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI
Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la banca popolare di milano, agenzia 6,via franceschini n. 58 - roma, codice iban: it 96 u 05584 03206 000000004977, ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’uspi. c.f. dell’uspi: 80188110581
attenzione Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio. PER FACILITARE IL VERSAMENTO DELLE QUOTE IN QUESTO NUMERO E’ STATO INSERITO UN MODULO DI C.C.P.
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incrementato di 100 miLioni iL fondo editoria per i contributi diretti - 30 miLioni per iL credito d’imposta suLL’acQuisto carta sione temporanea del diritto 2 d’uso da un minimo di tre mesi a un massimo di un anno e, in caso di recidiva entro tre anni, la revoca del medesimo diritto d’uso. 11. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministero dello sviluppo economico e l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nell’ambito delle rispettive competenze, fissano gli ulteriori obblighi dei titolari del diritto d’uso delle radiofrequenze destinate alla diffusione di servizi di media audiovisivi, al fini di un uso più efficiente dello spettro e della valorizzazione e promozione delle culture regionali o locali. Il mancato rispetto degli obblighi stabiliti ai sensi del presente comma comporta l’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 52, comma 3, del testo unico del servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Il Ministero dello sviluppo economico acquisisce il diritto di disporre dei diritti d’uso sulle radiofrequenze precedentemente assegnate. 12. In caso di trasmissione di programmi televisivi in tecnica digitale in mancanza del necessario titolo abilitativo, al soggetto che ne ha la responsabilità editoriale si applicano le sanzioni amministrative pecuniarie previste dall’articolo 98, comma 2, del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 10 agosto 2003, n. 259, e successive modificazioni. L’operatore di rete che ospita nel proprio blocco di diffusione un fornitore di servizi di media audiovisivi privo di titolo abilitativo è soggetto alla sospensione o alla revoca dell’utilizzo della risorsa assegnata con “ diritto d’uso. 13. Dall’attuazione dei commi da 8 a 12 derivano proventi stimati non inferiori a 2.400 milioni di euro. Le procedure di assegnazione devono concludersi in termini tali da assicurare che gli introiti dell’assegnazione siano versati all’entrata del bilancio dello Stato entro il 30 settembre 2011. Nel caso in cui, in sede di attuazione del presente comma, si verifichino o siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alla previsione, ai sensi dell’articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, il Ministro dell’economia e delle finanze provvede, con proprio decreto, alla riduzione lineare, fino alla concorrenza dello scostamento finanziario riscontrato, delle dotazioni finanziarie, iscritte a legislazione vigente, nell’ambito delle spese rimodulabili di cui all’articolo 21, comma 5, let4
tera b), della citata legge n. 196 del 2009, delle missioni di spesa di ciascun Ministero. Dalle predette riduzioni sono esclusi il Fondo per il finanziamento ordinario delle università, nonché le risorse destinate alla ricerca e al finanziamento del cinque per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. Eventuali maggiori entrate accertate rispetto alla stima di cui al presente comma sono rassegnate nello stesso anno al Ministero dello sviluppo economico per misure di sostegno al settore, da definire con apposito decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. 55. All’articolo 10-sexies, comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25, sono apportate le seguenti modificazioni: a) alla lettera a), le parole: «limitatamente alle minoranze linguistiche» sono soppresse e dopo le parole: «legge 23 dicembre 2000, n. 388,» sono inserite le seguenti: «all’articolo 26 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni,»; b) alla lettera d), le parole: «dall’articolo 3, comma 2-ter, della legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive modificazio-
ni, limitatamente ai quotidiani italiani editi e diffusi all’estero, dall’articolo 26 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, nonché» sono soppresse. 56. Le disposizioni di cui al comma 55 si applicano nel limite di 5 milioni di euro per l’anno 2011, procedendo, ove necessario, alla rideterminazione di contributi riducendoli proporzionalmente in relazione al predetto limite di spesa. 58. In considerazione dei tempi necessari per l’adozione della disciplina attuati va dettata dal regolamento di cui all’articolo 44, comma 1 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e in attesa della definizione della disciplina di settore ivi prevista, è autorizzata la spesa di 100 milioni di euro per l’anno 2011 per interventi di sostegno all’editoria. 61. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 10 del decreto-legge 27 agosto 1993, n. 323, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 ottobre 1993, n. 422, è incrementata di 45 milioni di euro per l’anno 2011, a valere sulle risorse di cui al comma 9 del presente articolo, nonché di 15 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2012 e 2013.
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IL REGOLAMENTO SUI CONTRIBUTI ALL’EDITORIA mariamente commentare è un’an1 ticipazione di quello definitivo. Ci riserviamo, quindi, di ritornare sull’argomento quando il testo del Regolamento sarà reso ufficiale con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e, in tale sede, di chiarire eventuali differenze e integrazioni rispetto al testo pubblicato su questo Notiziario. PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE (articolo 1) Nulla varia riguardo alle scadenze: presentazione della domanda entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento dei contributi, e 30 settembre per il completamento della documentazione richiesta. Viene introdotto l’obbligo, a far data dal 31 gennaio 2012, di presentare le domande in via telematica, con firma digitale, secondo direttive tecniche che verranno successivamente comunicate. Nell’ipotesi di giustificati motivi rimane la possibilità di usare la raccomandata postale A/R. REQUISITI DI ACCESSO: LA DIFFUSIONE (articolo 2, comma 1) Questo comma rappresenta la novità più importante. Fino ad ora i contributi venivano concessi in base al rapporto tra diffusione e tiratura, ora, con le nuove norme, la percentuale si calcola sul venduto in base alla diffusione. La diffusione dovrà essere pari al 15% delle copie distribuite per le testate nazionali (ora il 25%) e al 30% per le testate locali (ora il 40%). La vera novità è che per copie distribuite si intendono solo quelle diffuse attraverso il canale edicole o l’abbonamento oneroso. Escluse, quindi, le vendite in blocco o come corrispettivo del versamento di una quota associativa. REQUISITI DI ACCESSO: I DIPENDENTI (articolo 2, comma 2) Le cooperative avranno l’obbligo di assumere con contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato almeno il 51% dei soci. REQUISITI DI ACCESSO: TESTATE DI MOVIMENTI POLITICI SENZA RAPPRESENTANZA PARLAMENTARE (articolo 2, comma 3) Dal 1° gennaio 2011 le cooperative costituite ai sensi dell’articolo 153, comma 4, della legge 388/2000 devono costituirsi come cooperative di giornalisti (e non più come cooperative semplici) e rispettare la normativa dedicata alle cooperative giornalistiche. Notiziario USPI n° 12/2010
MODALITA’ DI CALCOLO DEI CONTRIBUTI (articolo 3, commi 1-2-3) Il regolamento introduce novità nel sistema di calcolo dei contributi che si articolano tra un importo fisso, pari al 50% dei costi “ammissibili” che risultano dal bilancio, e comunque non superiore a 2 milioni di euro per ciascuna impresa; ed un importo variabile, pari a 9 centesimi per ogni copia distribuita per i quotidiani e di 20 centesimi per i periodici (fino a un massimo di 50 milioni di copie annue). L’ammontare complessivo dei contributi non può comunque superare il 60% dei costi per i quotidiani e il 50% per i periodici. COSTI AMMISSIBILI: I SERVICE (articolo 3, comma 56) Il costo per l’acquisto di servizi editoriali consistenti nella predisposizione, anche parziale, di pagine del giornale non può superare il 10% degli altri costi ritenuti ammissibili (comma 5). Quanto ai costi “ammissibili”, sarà un decreto del presidente del Consiglio dei ministri a disciplinarli, entro il 31 dicembre di quest’anno. (comma 6) Questa è la parte del Regolamento che ha suscitato più dubbi e polemiche. RIPARTO PROPORZIONALE (articolo 3, comma 7) In caso di insufficienza delle risorse, si procede al riparto proporzionale dei contributi ridotti agli aventi diritto. REQUISITI DI ACCESSO: I DIPENDENTI (articolo 4) Vengono introdotte riduzioni al contributo spettante, nel caso di non utilizzo di un certo numero di dipendenti, con prevalenza di giornalisti, assunti con contratto a tempo pieno e indeterminato, in relazione all’ammontare del contributo stesso. REQUISITI DI ACCESSO: NO AL COLLEGAMENTO O CONTROLLO FRA IMPRESE EDITRICI (articolo 5) Tutte le imprese editrici devono presentare una dichiarazione che attesti l’inesistenza di rapporti di collegamento o di controllo con altre società che hanno presentato domanda di accesso ai contributi. L’onere delle verifiche è affidato all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. CONTROLLO DELLA GUARDIA DI FINANZA (articolo 6) Viene confermato l’ausilio della Guardia di Finanza, nell’ambito delle attività ispettive svolte dal Dipartimento per l’informazione
e l’editoria. REQUISITI DI ACCESSO: LA REGOLARITA’ PREVIDENZIALE (articolo 20) E’ in capo al Dipartimento editoria l’onere di richiedere ai competenti Enti previdenziali la certificazione comprovante la regolarità contributiva. ENTRATA IN VIGORE (articolo 22) Il Regolamento entra in vigore a decorrere dal bilancio di esercizio delle imprese beneficiarie successivo a quello in corso alla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. ***** SCHEMA DI DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CONCERNENTE REGOLAMENTO RECANTE MISURE DI SEMPLIFICAZIONE E RIORDINO DELLA DISCIPLINA DI EROGAZIONE DEI CONTRIBUTI ALL’EDITORIA (BOZZA) IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA EMANA il seguente regolamento: CAPO I Semplificazione e riordino dei contributi di cui all’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250 Articolo 1 (Presentazione delle domande) 1. Le domande per la concessione dei contributi di cui all’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250, sottoscritte dal legale rappresentante, sono presentate per via telematica e con firma digitale dal 1° al 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento dei contributi, secondo le modalità pubblicate sul sito internet della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Qualora l’impresa sia impossibilitata ad utilizzare lo strumento informatico, la domanda può essere presentata entro lo stesso termine anche mediante raccomandata postale. Le domande presentate al di fuori del periodo indicato sono inammissibili. La documentazione istruttoria è trasmessa unicamente mediante raccomandata postale con avviso di ricevimento o per via telematica, con firma digitale, secondo modalità indicate sul sito internet della Presidenza del Consigli dei 6 5
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IL REGOLAMENTO SUI CONTRIBUTI ALL’EDITORIA Ministri. La medesima documen5 tazine istruttoria deve comunque pervenire, a pena di decadenza dal diritto all’ammissione al contributo, entro il 30 settembre dell’anno in cui è stata presentata la domanda per la concessione.
devono essere composte in prevalenza da giornalisti e la maggioranza dei soci, mantenendo il medesimo criterio di prevalenza, deve risultare dipendente della cooperativa, con contratto di lavoro a tempo pieno ed indeterminato.
Articolo 2 (Disposizioni relative ai requisiti per l’accesso ai contributi di cui all’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250)
3. Le cooperative editrice costituite ai sensi e per gli effetti dell’articolo 153, comma 4, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, fermo restando il possesso di tutti gli altri requisiti previsti dalla normativa vigente, possono continuare ad accedere ai contributi di cui all’articolo 3, commi 2 e 2-quater, della legge 7 agosto 1990, n. 250, a condizione che si costituiscano, entro il 31 dicembre dell’anno di entrata in vigore del presente regolamento, in cooperative giornalistiche che posseggano i requisiti di cui all’articolo 6 della legge 5 agosto 1981, n. 416, come modificati dall’articolo 1, commi 458 e 460, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e dal comma 2 del presente articolo.
1. Le imprese di cui all’articolo 3, commi 2, 2-bis, 2-ter, con esclusione di quelle editrici di quotidiani editi e diffusi all’estero, e 2-quater, della legge 7 agosto 1990, n. 250, nonchè le imprese di cui all’articolo 153, comma 4, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, fermi restando tutti gli altri requisiti di legge, possono richiedere i relativi contributi a condizione che la testata edita sia venduta, per le testate nazionali, nella misura di almeno il 15 per cento delle copie distribuite e, per le testate locali, nella misura di almeno il 30 per cento delle copie distribuite. Per copie distribuite si intendono quelle poste in vendita in edicola o presso punti di vendita non esclusivi, entrambi tramite contratti con società di distribuzione esterne, non controllate né collegate all’impresa editrice richiedente il contributo, ovvero quelle distribuite in abbonamento a titolo oneroso. Nel computo delle copie distribuite non rientrano quelle oggetto di vendita in blocco, da intendersi quale vendita di una pluralità di copie ad un soggetto ad un prezzo inferiore a quello indicato sulla pubblicazione, effettuata direttamente dalle imprese editrici, non in abbonamento ed al di fuori della filiera distributiva, nonchè quelle cedute in connessione con il versamento di quote associative, qualora non espressamente destinate alla sottoscrizione di abbonamenti a prodotti editoriali mediante doppia opzione di quota, e quelle diffuse tramite lo strillonaggio. La tiratura, la distribuzione complessiva nelle sue diverse modalità, nonchè la vendita, devono essere analiticamente certificate da una società di revisione iscritta nell’apposito albo tenuto dalla CONSOB. Ai fini del presente articolo si intende per testata nazionale quella distribuita in almeno cinque regioni. 2. Fermi restando i requisiti previsti dall’articolo 1, commi 458 e 460, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, le cooperative 6
Articolo 3 (Disposizioni relative alle modalità di calcolo dei contributi di cui all’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250) 1. I contributi alle imprese editrici di cui all’articolo 3, commi 2 e 2-bis, della legge 7 agosto 1990, n. 250, nonchè alle imprese editrici di quotidiani italiani editi e diffusi all’estero di cui al comma 2-ter del medesimo articolo 3, sono calcolati sulla base di un importo fisso annuo pari al 50 per cento dei costi ammissibili risultanti dal bilancio, inclusi gli ammortamenti, e comunque non superiore a 2 milioni di euro per ciascuna impresa, nonché di un importo variabile nella misura di euro 0,09 per ogni copia distribuita ai sensi di quanto previsto dall’articolo 2, comma 1, fino ad un massimo di 50 milioni di copie annue; l’ammontare complessivo di tali contributi non può comunque superare il 60 per cento dei costi come sopra indicati. 2. I contributi alle imprese editrici di giornali quotidiani in lingua francese, ladina, slovena e tedesca, di cui all’articolo 3, comma 2-ter, della legge 7 agosto 1990, n. 250, nonché alle imprese editrici di periodici di cui al comma 2-quater del medesimo articolo 3, sono calcolati sulla base di un importo fisso annuo pari al 30 per cento dei costi ammissibili risultanti dal bilancio, inclusi gli ammortamenti, e comunque non superiore a 1 milione di euro per ciascuna impresa editrice di
quotidiani ed a 300.000 euro per ciascuna impresa editrice di periodici, nonchè di un importo variabile, nella misura di euro 0,09 per i quotidiani e di euro 0,20 per i periodici, per ogni copia distribuita ai sensi di quanto previsto dall’articolo 2, comma 1, del presente decreto, fino ad un massimo di 50 milioni di copie annue. L’ammortare complessivo di tali contributi non può comunque superare il 50 per cento dei costi come sopra indicati. 3. Alle imprese editrici di quotidiani o periodici di cui all’articolo 153, comma 2, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, ed all’articolo 20, comma 3-ter, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, continua ad applicarsi il disposto dell’articolo 1, comma 460, della legge 23 dicembre 2005, n. 266. I relativi contributi sono così calcolati: a) un contributo fisso annuo di importo pari al 40 per cento dei costi ammissibili risultanti dal bilancio, inclusi gli ammortamenti, e comunque non superiore a 1.290.000 euro per i quotidiani e a 310.000 euro per i periodici; b) contributi variabili secondo i seguenti scaglioni: 1) per i giornali quotidiani: 258.000 euro all’anno da 10.000 a 30.000 copie di tiratura media giornaliera; 154.000 euro all’anno ogni 10.000 copie di tiratura media giornaliera dalle 30.000 alle 150.000 copie ; 103.000 euro all’anno ogni 10.000 copie di tiratura media giornaliera oltre le 150.000 copie e fino alle 250.000 copie; 2) per i giornali periodici un contributo di 207.000 euro nel caso di tirature medie superiori alle 10.000 copie; c) un ulteriore contributo pari alla somma dei contributi di cui alle lettere a) e b); d) la somma dei contributi previsti alle lettere a), b) e c) non può comunque superare il 70 per cento dei costi ammissibili. 4. Le agenzie di stampa di cui all’articolo 2, comma 30, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, e le agenzie di informazione radiofonica di cui all’articolo 53, comma 15, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, possono accedere a un contributo fisso annuo pari al 30 per cento dei costi ammissibili risultanti dal bilancio, inclusi gli ammortamenti, e comunque non superiore a 1 milione di euro per Notiziario USPI n° 12/2010
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ciascuna impresa. 5. I costi sostenuti dalle imprese editrici per l’acquisto di servizi editoriali consistenti nella predisposizione, anche parziale, di pagine del giornale, continuano ad essere considerati, ai fini del calcolo dei contributi di cui al presente articolo, unicamente nel limite del 10 per cento di tutti gli altri costi ammissibili, purchè in presenza di certificazione di regolarità contributiva delle imprese fornitrici dei medesimi servizi editoriali. 6. Ai fini del presente articolo per costi ammissibili si intendono i costi direttamente connessi all’esercizio dell’attività editoriale per la produzione della testata per la quale si richiedono i contributi. Con successivo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di natura non regolamentare, da adottarsi entro il 31 dicembre 2010, sono specificate le tipologie dei costi ammissibili. 7. In caso di insufficienza delle risorse stanziate sul pertinente capitolo del bilancio autonomo della Presidenza del Consilgio dei ministri, agli aventi titolo spettano contributi ridotti mediante riparto proporzionale. Articolo 4 (Disposizioni per favorire lo sviluppo dell’occupazione nel settore editoriale) 1. Fermo restando quanto stabilito dal comma 2 dell’articolo 2 del presente regolamento, il contributo spettante alle imprese editrici di quotidiani, calcolato secondo i parametri di cui all’articolo 3, è ridotto del 20 per cento quando, risultando superiore a 2 milioni di euro, l’impresa non abbia utilizzato, nell’intero anno di riferimento del contributo, almeno 5 dipendenti, con prevalenza di giornalisti, regolamente assunti con contratto a tempo pieno ed indeterminato, e quando, risultando superiore a 1 milione di euro ed inferiore a 2 milioni di euro, l’impresa non abbia utilizzato, nell’intero anno di riferimento del contributo almeno 3 dipendenti, con prevalenza di giornalisti, regolarmente assunti con contratto a tempo pieno ed indeterminato. Il contributo spettante alle imprese editrici di periodici, calcolato secondo i criteri di cui all’articolo 3, è ridotto del 20 per cento quando, risultando superiore a 400 mila euro, l’impresa non abbia utilizzato, nell’intero anno di riferimento del contributo, almeno 3 dipendenti, con prevalenza di giornalisti regolarmente assunti con contratto a tempo pieno ed indeterminato, e quando, superiore a 200 mila euro ed inferiore a 400 mila euro, l’impresa non abbia utilizzato, nell’intero anno di Notiziario USPI n° 12/2010
riferimento del contributo, almeno 2 dipendenti, di cui almeno un giornalista, regolarmente assunti con contratto a tempo pieno ed indeterminato. Articolo 5 (Situazioni di collegamento e controllo) 1. Le situazioni di collegamento e di controllo fra imprese editrici, ostative all’erogazione dei contributi, sono quelle previste dall’articolo 3, commi 11-ter e 13, della legge 7 agosto 1990, n. 250, nonchè dall’articolo 1, comma 574, della legge 23 dicembre 2005, n. 266. Le situazioni di collegamento e di controllo sono definite dall’articolo 2359 del codice civile nonchè dall’articolo 1, ottavo comma, della legge 5 agosto 1981, n. 416. 2. Ai fini dell’ammissibilità della domanda di contributi le situazioni di collegamento o controllo ostative all’erogazioni dei contributi sono accertate dall’Amministrazione mediante dichiarazione sostitutiva di atto notorio redatta ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, sottoscritta dal legale rappresentante dell’impresa richiedente i contributi, nella quale è dichiarata l’insussistenza di tali rapporti ovvero sono indicate dettagliatamente le situazioni di collegamento o controllo nelle quali versa l’impresa stessa. In caso di situazioni di collegamento o controllo con altra società i legali rappresentanti delle società controllanti o collegate presentano dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante che le stesse non hanno presentato domande di contributi. 3. Il Dipartimento per l’informazione e l’editoria provvede a richiedere all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni relativamente alle imprese richiedenti i contributi, oltre alla regolarità dell’iscrizione al Registro degli Operatori di comunicazione (ROC), l’attestazione di conformità degli assetti societari alla normativa vigente, nonchè l’attestazione dell’assenza di situazioni di controllo e/o collegamento per gli effetti di cui all’articolo 3, commi 11-ter e 13, della legge 7 agosto 1990, n. 250, e dell’articolo 1, comma 574, della legge 23 dicembre 2005, n. 266. Articolo 6 (Attività di controllo) 1. In relazione alle richieste di contributi ai sensi dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250, il Dipartimento per l’informazione e l’editoria assicura lo svolgimento degli opportuni accertamenti ed approfondimenti, anche a campione,
sulla documentazione presentata dai soggetti richiedenti, anche ai fini dell’applicazione di quanto previsto dagli articoli 75 e 76 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. 2. Annualmente il Dipartimento per l’informazione e l’editoria trasmette alla Guardia di Finanza l’elenco dei soggetti ammessi al contributo ed i relativi importi erogati ai fini dello svilupo di eventuali accertamenti e controlli, anche a campione. CAPO IV Disposizioni finali e abrogazioni
Articolo 20 (Disposizioni in materia di regolarità previdenziale) 1. Il Dipartimento per l’informazione e l’editoria provvede, per le imprese editoriali, radiofoniche e televisive che hanno presentato regolare domanda di contributi ai sensi dei Capi I e II del presente regolamento, a richiedere ai competenti Enti previdenziali certificazione comprovante la regolarità contributiva. 2. Le imprese editoriali, radiofoniche e televisive rimaste soccombenti, con sentenza passata in giudicato, a seguito di ricorsi giurisdizionali in materia di adempimenti previdenziali, non possono percepire contributi fino alla completa esecuzione della sentenza medesima, certificata dagli Enti previdenziali interessati. Articolo 22 (Norme finali) 1. Fermo restando quanto disposto dall’articolo 7 del presente regolamento, in attuazione dell’articolo 44 del decretolegge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008 , n. 133, i contributi e le provvidenze spettano nel limite dello stanziamento iscritto sul pertinente capitolo del bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri procedendo, ove necessario, a riparto proporzionale dei contributi tra gli aventi diritto, ai sensi dell’articolo 2, comma 62, della legge 23 dicembre 2009, n. 191. 2. Ai sensi del comma 1 dell’articolo 56 della legge 23 luglio 2009, n. 99, il presente regolamento entra in vigore a decorrere dal bilancio d’esecizio delle imprese beneficiarie successivo a quello in corso alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. 7
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LA LEGGE SUL PREZZO FISSO DEI LIBRI ALL’ESAME DEL SENATO Sconto massimo del 15%, ma possibili campagne promozionali di un mese prezzo dei libri è fisso senza possibilità alcuna di sconti, e del Regno Unito, dove il prezzo è del tutto libero; una via analoga a quella imboccata anni fa dalla Francia». Contrari al testo della proposta di legge, così come uscito dalla Camera dei Deputati, si sono mostrati i piccoli editori e le piccole librerie indipendenti che - nonostante i nuovi tetti di sconto massimo applicabile - vedono minacciata la loro sopravvivenza a favore della grande distribuzione e dei grandi Il 15 luglio scorso, la VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati, in sede legislativa (quindi, senza passare per l’Aula di Montecitorio), con l’approvazione del governo con voto unanime, ha approvato la proposta di legge n. 1257 sul prezzo dei libri. Ora il provvedimento, con prima firma dell’on. Ricardo Franco Levi (Sottosegretario con delega all’editoria nella precedente legislatura) è passato al Senato per il sì definitivo. «Le nuove norme creano le condizioni per una progressiva riduzione del prezzo dei libri - ha spiegato l’On. Levi -, per una migliore tutela dei consumatori e per un più equilibrato rapporto tra editori e librai e tra grandi e piccoli operatori». Ricordiamo che il testo licenziato dalla Camera prevede uno sconto massimo del 15% sul prezzo fissato dall’editore, ma sarà concessa, all’editore, la possibilità di fare campagne promozionali (mai a dicembre), della durata massima di un mese, con sconti più elevati. Per le vendite per corrispondenza o attraverso siti internet lo sconto potrà essere portato fino ad un limite massimo del 20 per cento. «Con questa legge - ha concluso Levi l’Italia individua una via intermedia tra le posizioni esterne della Germania, dove il 8
“bookstore”. Tra le richieste di modifica avanzate vi sono la limitazione delle promozioni a soli due mesi l’anno, l’introduzione del tetto massimo del 30% per tali promozioni, e l’esclusione da tali campagne promozionali delle novità editoriali. I due relatori del provvedimento, Sen. Vincenzo Vita e Franco Asciutti, hanno rinosciuto “inevitabili” alcune modifiche al testo per tutelare in particolare le piccole librerie che potrebbero non sopportare le azioni di marketing della grande distribuzione. L’ipotesi che si sta facendo largo è quella di apporre gli aggiustamenti al testo della proposta di legge concentrandoli tra i due rami del Parlamento, in modo da giungere con celerità alla conversione in legge. PROPOSTA DI LEGGE N. 1257 d’iniziativa dei deputati LEVI, BACHELET, BARBIERI, COSCIA, DE BIASI, DE PASQUALE, DE TORRE, GHIZZONI, GINEFRA, LOLLI, MAZZARELLA, NICOLAIS, PES, PICIERNO, ROSSA, ANTONINO RUSSO, SIRAGUSA Nuova disciplina del prezzo dei libri Presentata il 5 giugno 2008 RELAZIONE INTRODUTTIVA Onorevoli Colleghi! - La presente proposta
di legge intende disciplinare le modalità con le quali si determina il prezzo al consumatore finale dei libri venduti sul territorio nazionale e i limiti agli sconti che possono essere praticati rispetto al prezzo fissato. L’articolo 11 della legge 7 marzo 2001, n. 62, recante nuove norme sull’editoria e sui prodotti editoriali e modifiche alla legge 5 agosto 1981, n. 416, costituisce la vigente disciplina del prezzo dei libri. Essa è stata già oggetto di modifiche successive apportate dal decreto-legge n. 99 del 2001, convertito dalla legge n. 198 del 2001. A seguito di specifiche audizioni degli operatori del settore dell’editoria, che il Governo organizzò nella scorsa legislatura al fine di pervenire a una complessiva riforma del prodotto editoriale, del relativo mercato e delle provvidenze, il Governo approvò un disegno di legge che, seppure oggetto di una prima discussione nelle competenti Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, non ebbe modo di completare il proprio percorso parlamentare a causa dell’anticipata conclusione della legislatura. Un articolo di quel disegno di legge riguardava, in modo specifico ed esclusivo, il tema del prezzo del libro ed è precisamente quell’articolo che qui si ripropone come autonoma proposta di legge. Nel sottoporre agli onorevoli colleghi questo testo, giova sottolineare che su di esso si è formato, a seguito delle larghe e approfondite consultazioni che hanno portato alla sua elaborazione, un fermo consenso da parte delle organizzazioni rappresentative tanto degli editori quanto dei librai. Questo testo è considerato da editori e librai come un equo compromesso tra le rispettive posizioni sulla questione, da anni dibattuta, dei modi di determinazione del prezzo del libro. Schematizzando, si può dire che a questo riguardo esistono due modelli estremi. Un primo modello praticato in Germania e tradizionalmente favorito in Italia dai librai più piccoli e indipendenti, prevede un prezzo fisso senza alcuna possibilità di sconto. Un secondo modello, praticato nel Regno Unito e tradizionalmente favorito in Italia dagli editori più grandi, prevede un prezzo di vendita assolutamente libero. In Italia, la prassi commerciale si è tradizionalmente collocata in una posizione mediana tra questi due estremi, con politiNotiziario USPI n° 12/2010
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che di promozione sul prezzo e sconti applicati, però, senza un preciso e condiviso quadro di riferimento. Un tale assetto è ciò che intende offrire questa proposta di legge. Essa stabilisce infatti, un tetto massimo allo sconto praticabile sul prezzo di vendita, fissandolo al 15 per cento, ma consente sconti ulteriori in occasione di campagne promozionali, campagne, però, che non possono durare più di un mese e alle quali i librai possono scegliere di non aderire. Su questa proposta per una nuova disciplina per la determinazione del prezzo finale di vendita di libri si è formato, giova ripeterlo, un consenso da parte sia degli editori che dei librai, tanto che essi stessi ne hanno più volte e pubblicamente chiesto l’approvazione. Tale normativa, che comporta sicuri benefìci anche per i consumatori, è sottoposta all’approvazione del Parlamento nell’articolo 1 della presente proposta di legge. L’articolo 1, comma 1, attribuisce all’editore o all’importatore il diritto di stabilire il prezzo al consumatore finale dei libri venduti sul territorio nazionale. Il comma 2 limita al 15 per cento lo sconto praticabile sul prezzo di vendita al consumatore finale indipendentemente dalle modalità di vendita. Il comma 3 riconduce al potere di determinazione del prezzo di vendita da parte dell’editore o dell’importatore anche la possibilità di realizzare campagne promozionali che, per un periodo non superiore a un mese, prevedano sconti a vantaggio del consumatore finale, salva la facoltà del rivenditore al dettaglio di non aderire a tali campagne. Il comma 4 prevede alcune ipotesi in cui è possibile praticare uno sconto massimo del 20 per cento. Il comma 5 esclude dalla disciplina in materia di prezzo di vendita al dettaglio e di sconti alcune categorie particolari di prodotti librari, quali libri per bibliofili, libri d’arte, libri antichi o edizioni esaurite, libri usati, fuori catalogo, pubblicati da almeno venti mesi, edizioni destinate a rapporti associativi o libri venduti attraverso il commercio elettronico. Il comma 6 prevede l’ipotesi di prezzo complessivo di collane, collezioni o grandi opere, diverso dalla somma dei prezzi dei singoli volumi. Il comma 7 esclude l’applicazione di norme in materia di vendite promozionali alle vendite di libri. Il comma 8 individua le sanzioni in caso di violazione delle disposizioni in materia. Il comma 9 attribuisce ai comuni la vigilanza sul rispetto delle disposizioni.
L’articolo 2 abroga il citato articolo 11 della legge n. 62 del 2001. Notiziario USPI n° 12/2010
PROPOSTA DI LEGGE Articolo 1 (Disciplina del prezzo dei libri) 1. Il prezzo al consumatore finale dei libri venduti sul territorio nazionale è liberamente fissato dall’editore o dall’importatore ed è da questo apposto, comprensivo di imposta sul valore aggiunto, su ciascun esemplare o su apposito allegato. 2. È consentita la vendita ai consumatori finali dei libri, da chiunque e con qualsiasi modalità effettuata, con uno sconto sul prezzo fissato purché non superiore al 15 per cento. 3. Agli editori è consentita la possibilità di realizzare campagne promozionali, per un periodo non superiore a un mese, con sconti sul prezzo fissato che eccedano il limite stabilito al comma 2. È comunque fatta salva la facoltà dei dettaglianti di non aderire a tali campagne promozionali. 4. È consentita la vendita di libri con sconti fino a una percentuale massima del 20 per cento sul prezzo fissato: a) in occasione di manifestazioni di particolare rilevanza internazionale, nazionale, regionale e locale, ai sensi degli articoli 40 e 41 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e successive modificazioni; b) in favore di organizzazioni non lucrative di utilità sociale, centri di formazione legalmente riconosciuti, istituzioni o centri con finalità scientifiche o di ricerca, biblioteche, archivi e musei pubblici, istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, educative e università, i quali siano consumatori finali; c) quando sono venduti per corrispondenza. 5. I commi 1 e 2 non si applicano per i seguenti prodotti: a) libri per bibliofili, intesi come quelli pubblicati a tiratura limitata per un àmbito ristretto e di elevata qualità formale e tipografica; b) libri d’arte, intesi come quelli stampati, anche parzialmente, con metodi artigianali per la riproduzione delle opere artistiche, quelli con illustrazioni eseguite direttamente a mano e quelli che sono rilegati in forma
artigianale; c) libri antichi e di edizioni esaurite; d) libri usati; e) libri posti fuori catalogo dall’editore; f) libri pubblicati da almeno venti mesi e dopo che siano trascorsi almeno sei mesi dall’ultimo acquisto effettuato dalla libreria o da altro venditore al dettaglio; g) edizioni destinate ad essere cedute nell’ambito di rapporti associativi; h) libri venduti nell’àmbito di attività di commercio elettronico; 6. Il prezzo complessivo di collane, collezioni complete e grandi opere, fissato ai sensi del comma 1 in via preventiva, può essere diverso dalla somma dei prezzi dei singoli volumi che le compongono. 7. Alla vendita dei libri non si applicano le norme in materia di vendita promozionali, di saldi di fine stagione e di disciplina del settore della distribuzione commerciale di cui ai commi 1, lettere e) e f), 3 e 4 dell’articolo 3 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248. 8. La vendita di libri al consumatore finale, effettuata in difformità dalle disposizioni del presente articolo, comporta l’applicazione delle sanzioni di cui agli articoli 22, comma 3, e 29, commi 2 e 3, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114. 9. Il comune vigila sul rispetto delle disposizioni del presente articolo e provvede all’accertamento e all’irrogazione delle sanzioni previste al comma 8; i relativi proventi sono attribuiti al comune nel quale le violazioni hanno avuto luogo. Articolo 2 (Abrogazione) 1. L’articolo 11 della legge 7 marzo 2001, n. 62, e successive modificazioni, è abrogato.
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eNrique viLa mataS: iL LiBro Di carta Sta BeNe eD e’ PreSto Per DecretarNe iL FuNeraLe
dialogando dialogando Riprendiamo da “Il Giornale” del 31 agosto u.s. questa bella intervista di Francesca Amè al celebre scrittore spagnolo che è certo della buona salute del libro di carta, così come anche l’USPI ritiene che i periodici di carta possano coesistere, per molto tempo, con l’informazione televisiva e i periodici on line. ***** La Galassia Gutenberg è implosa: piangono la scomparsa del libro di carta amici e parenti, Joyce e Beckett, in primis. Ci è voluta tutta la verve catalana di Enrique Vila-Matas, classe 1948, considerato tra i migliori scrittori della Spagna contemporanea per la sua capacità di mescolare con successo alta letteratura e leggibilità, per inventare un romanzo sullo stato dell’editoria di oggi, e renderlo una lettura godibile. Saggista provocatorio e narratore fuori dagli schemi, Vila-Matas pubblica ora Dublinesque (Feltrinelli, pagg. 247, 18 euro; trad. di Elena Liverani), storia di un editore spagnolo sul lastrico che decide di officiare le esequie del libro di carta tra le vie di Dublino, in compagnia di pochi e fidati amici (e anche di qualche fantasma delle lettere). Ne esce una riflessione mai scontata, sovente ironica, sul destino della letteratura e dell’editoria nell’era digitale... enrique vila-matas, lei è raffinato uomo di lettere ma ammette di soffrire della sindrome che colpisce Samuel riba, il protagonista di Dublinesque: l’astinenza digitale. Guai a passare un giorno senza web. tutto nasce paradossalmente da un difficile rapporto con il computer... “All’inizio ho attuato una resistenza assoluta e radicale: non volevo nemmeno guardare una schermata di Internet. Dieci anni fa, ho cominciato una lenta e inesorabile attrazione. Negli ultimi tempi, vivo letteralmente immerso in Internet e passo settimane a sembrare un hikikomori”. enrique vila-matas si comporta alla stregua dei giovani giapponesi che si nutrono di realtà virtuale? 10
“Diciamo che considero questi ragazzi delle creature perfette per i romanzi di oggi: rappresentano il futuro immediato dell’umanità. Sono come sonnambuli informatici, che per evitare le pressioni esterne si isolano completamente a livello sociale e concentrano la loro vita sui programmi tv di giorno e sul computer di notte”. in Dublinesque si mette in scena una sorta di funerale dell’editoria di carta e della letteratura per come le abbiamo intese fino ad oggi. Le nuove tecnologie sono le responsabili di questa morte? “Più che di morte della letteratura, direi che si stanno trasformando le coordinate della fruizione, sconvolgendo la nozione di spazio-tempo nella quale eravamo abituati a muoverci. Questo influenza la creatività è innegabile, e anche la pubblicazione dei libri”. amazon ha dichiarato che la vendita degli e-book nei mesi estivi ha superato quella dei libri rilegati. La Galassia Gutenberg sta implodendo? “No, affatto. Gutenberg e Google convivranno per molto tempo”. eppure non mancano i bollettini di guerra tra editoria cartacea e digitale: amazon ha intenzione, tra mille polemiche degli editori americani, di pubblicare in versione digitale, a 10 dollari l’uno, classici della letteratura moderna, mentre Google editions metterà on line milioni di e-book di editori piccoli e indipendenti. “Innegabilmente si è aperta una battaglia commerciale e sappiamo bene che i venditori vivono per superare altri venditori. Ora sono tutti presi nel lanciare in commercio qualcosa che finora non era stato inventato. Al momento, mi pare una guerra nella quale nè gli agenti letterari né gli editori corrono alcuno pericolo, e lasciamo perdere chi pensa il contrario. La verità è che è tutto in fieri. C’è in giro troppa attenzione per il contenitore, sia esso Ipod o Kindle, e troppo poca per il contenuto. Dovremmo preoccuparci di pensare prima di scrivere, anzichè pensare solo in che formato scrivere o leggere”.
Per celebrare il funerale della letteratura, fa volare l’editore riba a Dublino, tra i fantasmi di Joyce e Beckett. Perchè? “Dopo Joyce, Proust e Musil inizia una lenta decadenza delle lettere. Ma non dimentichiamoci che Gutenberg e la letteratura possono rinascere ogni giorno. In Dublinesque, con la scusa di celebrare un funerale, il protagonista organizza una festa talmente grande che il supposto cadavere si rianima con forza inaudita. Le crisi ci sono sempre state e fanno parte della nostra angoscia esistenziale: la cerimonia che Riba dedica al libro di carta è in realtà un funerale per se stesso, perchè è ovvio che la stampa in quanto tale continuerà ancora a lungo. Ho scritto questo romanzo per dire che in fondo il morto - l’editoria dell’era Gutenberg per come la conosciamo - è ancora vivo, e non pensa di darsi per spacciato tanto presto”.
DUBLINESQUE Samuel Riba si considera l’ultimo editore letterario e si sente alquanto abbattuto. In una Barcellona flagellata da temporali violentissimi, consuma le sue giornate tra labirintiche e divaganti ricerche in internet, a rileggere i libri amati e in surreali conversazioni con i due anziani genitori. Un giorno fa un sogno premonitore e apocalittico che gli indica chiaramente che la rivelazione passa per Dublino. Convince allora alcuni amici ad andare con lui al Bloomsday e a percorrere insieme il cuore stesso dell’Ulisse di James Joyce. Riba nasconde ai suoi compagni due questioni che lo ossessionano: sapere se esiste lo scrittore geniale che non ha saputo scoprire in vita e celebrare uno stravagante funerale dell’era della stampa, già agonizzante per l’imminenza di un mondo sedotto dalla follia dell’era digitale. Dublino sembra avere la chiave per la risoluzione di tutte le sue inquietudini. Nebbia e mistero. Fantasmi e uno humour sorprendente. Enrique VilaMatas ritorna con un romanzo che fa la parodia dell’apocalittico e allo stesso tempo riflette sulla fine di un’epoca della letteratura. (fonte: www.ibis.it) Notiziario USPI n° 12/2010
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Notizie editoria e Comunicazione STA ARRIVANDO ANCHE L’EBOOK DELLE FAVOLE Una coincidenza che forse farà discutere ma che è significativa è data dalla presentazione di un eBook di favole (che funziona anche come audio libro digitale) facile da usare, in grado di raccontare fiabe ai bambini dai 3 agli 8 anni. In tal modo il vento delle nuove tecnologie fa irruzione nel regno di Cappuccetto rosso, Biancaneve, Cenerentola e Pollicino. L’eBook è dotato di un display Led a colori da 8 pollici e consente al bambino di soffermarsi sulle immagini come si fa con i libri illustrati cartacei. Baby Book si sfoglia con quattro tasti laterali. Con la schermata iniziale si sceglie se ascoltare la voce di un doppiatore oppure far comparire a video il testo da leggere direttamente. Con una novità: metà delle fiabe sono realizzate in lingua inglese per chi voglia approfittare e sfruttare la capacità dei bimbi di essere curiosi e capaci di familiarizzare rapidamente con una lingua che non conoscono associando disegni e contenuti testuali. Baby Book è in vendita nei negozi della distribuzione hitech al prezzo di 199 euro. Contiene venti storie, mentre le altre saranno scaricabili dal sito www.pilade.it a meno di 5 euro, attraverso un comune p.c. Gli editori di periodici che ci seguono sono quasi tutti malati della carta stampata e quindi vogliamo credere che pochissimi a Natale diranno ai loro bambini o nipotini “Ti regalo un Ebook” .Per chi volesse approfondire il tema cruciale della lettura che riguarda non solo i libri tradizionali ma anche i periodici a stampa proponiamo il magistrale minisaggio del prof. Domenico Volpi mitico Direttore del “Vittorioso” e Consigliere Nazionale dell’USPI riprendendolo da “Pagine Giovani”, rivista del benemerito Gruppo di Servizio per la letteratura giovanile.
I LETTORI CHE DIRIGONO I GIORNALI Nell’era di Internet non è difficile sapere gli argomenti preferiti dai lettori. Basta contare quanti utenti si sono soffermati su un articolo per avere una classifica delle preferenze. Al “Washington Post” un gigantesco tabellone indica come sta andando la lettura degli articoli sulla versione web del quotidiano. In fondo che male c’è? Osserva Vittorio Sabadin su la Stampa del 7 settembre u.s. Notiziario USPI n° 12/2010
Ogni industria vuole sapere come vengono giudicati dal pubblico i suoi prodotti. Ma l’industria dei giornali ha caratteristiche diverse, ha spiegato Bill Keller, direttore del “New York Times”, poiché pensiamo che i nostri lettori acquistino il giornale per conoscere il nostro giudizio sugli avvenimenti e non il giudizio della folla.
deposito LegaLe e convenzioni uspi In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale” dei prodotti editoriali presso gli Archivi Nazionali (DPR 252/06), gli editori associati USPI possono effettuare la consegna in forma cumulativa delle copie diffuse al pubblico, a scadenze differenziate per Regioni (sede dell’editore) e per periodicità della testata edita. entro iL mese di dicembre
A ROMA IL FESTIVAL DEL FUMETTO D’AUTORE Dal 30 settembre al 3 ottobre u.s. si è svolto alla nuova Fiera di Roma il Romix Festival del Fumetto, dell’Animazione e dei Games. All’appuntamento, giunto alla decima edizione, hanno partecipato grandi maestri del fumetto internazionale, case editrici, distributori di home video e aziende di videogames. Per l’assegnazione dei Romix d’oro si sono avvicendati sul palco Ryoko Ikeda creatrice di uno dei personaggi giapponesi più popolari, Lady Oscar; Claudio Villa disegnatore di Tex che ha sostituito Aurelio Galeppini; Chris Ware, disegnatore americano che ha creato la graphic novel di Jimmy Corrigan. Anche quest’anno molti workshop raggruppati sotto la sigla “I i sette re di Romics” tenuti da Roberto Dal Prà , Stefano Disegni, Paolo Eleuteri Serpieri, Roberto Recchioni, Laura Scarpa, Rodolfo Torti, Yoshiko Watanabe. Tra gli eventi più attesi l’“Università del fumetto e della multimedialità”. PUBBLICITA’: IN CALO SPOT LOCALI MENTRE TIENE LA STAMPA Secondo le stime di Assocomunicazione e del Centro media iniziative le emittenti televisive locali hanno raccolto nel 20010 poco più di 200 milioni di euro (contro i 14 miliardi e rotti della tv generalista). Tiene meglio (- !,8 %) la pubblicità sulla stampa locale con 372 milioni di euro, il 26% circa dell’intera carta stampata.Lo scenario della pubblicità locale varia da regione a regione, come ha dichiarato Giorgio Ferrari a.d. Publikompass. Al sud sembra perdurare una situazione di sofferenza mentre il nord mostra convincenti segnali di ripresa. In definitiva, dopo la difficile situazione degli anni passati, c’è una discreta fiducia degli inserzionisti nell’investimento pubblicitario locale.
- Gli editori di: Quotidiani, pLurisettimanaLi (meno di 5 uscite a settimana) e settimanaLi e relativi supplementi e allegati; con sede principale in: Lazio, abruzzo, moLise, campania, pugLia, basiLicata, caLabria, siciLia, sardegna sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 3° trimestre dell’anno (luglio-settembre 2010). - Gli editori di periodici con cadenza superiore al settimanale nel mese di dicembre non devono effettuare alcuna consegna. Ricordiamo agli editori che si siano già avvalsi delle Convenzioni USPI per le precedenti spedizioni alle Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze che non è necessario allegare a questo deposito un ulteriore certificato di iscrizione all’USPI. rammentiamo, infine, che per il deposito delle copie presso le biblioteche regionali e provinciali la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni. Il plico contenente le copie per il deposito legale deve essere confezionato e riportare la dicitura “esemplari fuori commercio per il deposito legale, agli effetti della legge 15 aprile 2004, n. 106” (articolo 7, comma 3, del DPR 252/06) ed essere accompagnato da un elenco, in duplice copia, del contenuto del pacco con l’indicazione della ragione sociale dell’editore (compreso l’indirizzo e numero di fax di riferimento), il nome della testata, l’indicazione delle eventuali diverse edizioni locali e il numero di edizione di ogni singolo esemplare consegnato. Per i quotidiani, vanno indicati gli eventuali giorni di sciopero, a giustificazione delle eventuali relative mancanze. 11
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XXIII Corso USPI per operatori editoriali della stampa periodica
URBINO, OCCASIONE DI STUDIO E CONDIVISIONE Resoconto del Corso che si è tenuto dal 19 al 24 settembre 2010, presso l’Università degli Studi di Urbino - Collegio del Colle, in collaborazione con la Facoltà di Sociologia e con l’Istituto per la Formazione al Giornalismo
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entitre. Tanti sono gli anni che hanno visto la collaborazione fra l’USPI e l’Università urbinate ad allestire, programmare e dirigere il “Corso per operatori editoriali della stampa periodica”, fin da quel lontano 1988, anno in cui si tenne la prima iniziativa, rivolta soprattutto agli editori medio-piccoli, tesa ad approfondire tutte le tematiche inerenti al settore dell’editoria periodica. E più di novecento sono stati finora i partecipanti succedutisi negli anni, a testimonianza di un successo e di un interesse che non è mai scemato nel tempo ma, anzi, si rinnova ad ogni edizione del Corso. Anche il XXIII Corso non ha tradito le attese. E’ stato un importante ed utile occasione non solo di studio e approfondimento di tutte le tematiche inerenti al settore dell’editoria periodica, ma anche di relazione e conoscenza reciproca fra editori e operatori di città diverse, di realtà editoriali differenti come prodotto offerto e dimensione economica, ma tutti legati dalla stessa passione per questo lavoro. Tutti i partecipanti hanno mostrato vivo interesse per gli argomenti trattati, perché lo stage dell’USPI ogni anno si arricchisce di nuove materie e dei necessari aggiornamenti sulle novità e modifiche intervenute nelle tematiche di settore. Dicevamo delle materie... Un “tour de force” notevole, con 4 o anche 5 lezioni al giorno che hanno spaziato dal CCNL della Comunicazione CONFAPI-USPI per il settore grafico-editoriale e della stampa periodica alla normativa in materia di diritto d’autore; dalla diffamazione a mezzo stampa alle norme sulla privacy; dalle incom-
benze amministrative da espletarsi per l’Autorità per le Comunicazioni e il “ROC telematico” all’annoso problema della distribuzione della stampa (a partire dall’edicola e, andando a ritroso, fino alla distribuzione nazionale), fino alle difficoltà nella distribuzione postale con la sospensione delle tariffe postali agevolate; dal marketing alla raccolta pubblicitaria; dal deposito legale agli aspetti fiscali... Un’attenzione particolare è stata prestata, anche quest’anno, al fenomeno sempre più emergente dell’editoria on-line e dei periodici elettronici. Inoltre, per la prima volta, il dr. Giancarlo Tartaglia, direttore generale della FNSI, ha illustrato il nuovo Accordo USPI-FNSI per il lavoro giornalistico nei periodici locali e no profit e per le altre testate aderenti all’USPI. Il Seminario residenziale si è svolto sotto la direzione scientifica della prof.ssa LELLA MAZZOLI, Ordinario di Sociologia della Comunicazione, Direttore del Dipartimento di Scienze della Comunicazione, Media, linguaggi e spettacolo (DISC) e dell’Istituto per la Formazione al Giornalismo (IFG) dell’Università di Urbino “Carlo Bo”, che ha svolto la relazione di base del corso sul tema “Le sfide per l’informazione periodica nell’epoca delle culture partecipative e della convergenza”, una riflessione su come sta cambiando la comunicazione con l’evoluzione del web e sulle conseguenze che tale mutamento produce nel settore dell’informazione, in particolare della stampa periodica. Secondo la Mazzoli, nella società complessa stiamo assistendo alla crescita del cosiddetto “Online Social Network”, allo sviluppo cioè
di un nuovo luogo (online) in cui si sviluppano relazioni sociali, in cui le persone creano e coltivano, in modo inedito, un proprio “capitale sociale”, cioè l’insieme di relazioni sociali di cui ognuno può disporre. Se pensiamo all’uso sempre crescente e diffuso di siti di social network come Facebook o Twitter - ha sottolineato la Mazzoli - ci rendiamo conto che questi nuovi spazi di socialità, dove si esprime la dimensione pragmatica delle comunicazione, producono nuovi modi di mettersi in relazione con gli altri, apportando modifiche ai nostri codici linguistici, alle nostre semantiche. La tendenza diffusa dei cittadini a generare contenuti - ha continuato la Mazzoli - denota la possibilità che il web office di trasformarsi da semplice pubblico ad autore delle informazioni, producendo spinte “dal basso” nei confronti dei macro-sistemi. Il cambiamento radicale del “senso della posizione nella comunicazione”, stimolato dall’evoluzione del web, fra produttori e consumatori, fra giornalisti e lettori, e questa nuova “complicità” fra macro e micro, è evidente in particolare con l’avvento e la crescita dell’ “open source journalism”, altrimenti detto giornalismo partecipativo o collaborativo. L’impatto dei blog e dei siti di social network sul settore dell’informazione giornalistica consiste in una graduale trasformazione della figura del giornalista che si rinnova completamente: egli può probabilmente mantenere un ruolo centrale nel saper mettere insieme i diversi aspetti di un avvenimento, verificare la validità delle fonti, utilizzare chiarezza e semplicità nelle espressioni, rendere accattivante i propri articoli e valutare attentamente le notizie, secondo cri-
ELENCO PARTECIPANTI XXIII CORSO U.S.P.I. URBINO 19-24 SETTEMBRE 2010 N° 1 2 3 4 5 6 7 8 9 12
Nominativo BROGI Sonia BRUNO Salvatore D’AGOSTINO Salvatore DEGANI Fabio DIAMANTI Diana GUIDA Igor MARANDO Ernesta Adele MUSCO Alberto VIANELLO Gianluca
Testata o Casa Editrice Isola Bella Magazine Settegiorni dagli Erei al Golfo Schede Medievali Pedagogika.it Il Foro Italiano Pedagogika.it RadioCivetta Schede Medievali Il Gazzettino Illustrato
Città Senigallia Piazza Armerina Palermo Rho Bologna Rho Roma Palermo Venezia
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teri di bilanciamento dei vari punti di vista; cambia però radicalmnete il modo di riconoscere le rinnovate dimensioni dell’arena in cui il processo si compie, e deve cercare di comprenderle e immergersi in modo efficace (senza risultare anacronistico e inadatto al nuovo ambiente comunicativo). Si sta passando dunque dal giornalismo come lezione - ha concluso la Direttrice del Corso - all’informazione come conversazione. ***** Un sincero ringraziamento va necessariamente a tutti i docenti, di seguito citati, per la disponibilità mostrata ad integrare le lezioni assegnate loro con consulenze specifiche su quesiti più dettagliati. Lunedì 20, ha inaugurato le lezioni il dr. MARIO DE BERNART, Dirigente del Servizio Relazioni Istituzionali dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, con la relazione su “Codice della privacy, implicazioni per editori e giornalisti”. Di seguito, il dr. RAIMONDO GIGLIO, Componente della Commissione Tecnica Sindacale UNIGEC/CONFAPI, ha intrattenuto gli stagisti sul tema “Il lavoro subordinato nell’editoria periodica. Applicazione del CCNL della comunicazione USPI-UNIGEC/CONFAPI”. Nel pomeriggio, oltre alla citata relazione del Direttore Scientifico, Prof. Graziella Mazzoli, si è svoltoun incontro di presentazione dei partecipanti e delle testate rappresentate. La mattinata di martedì 21 ha iniziato i lavori il dr. GUIDO MASNATA, Direttore Generale di Promedia Expert, che ha incentrato il suo intervento su: “Il marketing, uno strumento di crescita per gli editori”. A seguire il dr. PAOLO DI BENEDETTO, Direttore Generale di Promedia 2000, con la relazione “La raccolta pubblicitaria, una risorsa da sviluppare”. Notiziario USPI n° 12/2010
Nel pomeriggio, il dr. DANIELE L O N G O , Responsabile Risorse e Sviluppo dell’USPI e coordinatore del Corso, ha interessato l’uditorio con “Il ROC Registro degli operatori di comunicazione e l’attività dell’Authority di settore”. Nel prosieguo, ha incentrato la sua relazione su “Il deposito legale dei periodici. Normativa generale e Convenzioni USPI”. Mercoledì 22, l’avv. LUCA BONESCHI, Componente dell’AGI -Associazione Giuslavoristi Italiani e Direttore responsabile della rivista “Il diritto dell’informazione e dell’informatica”, ha svolto la seguitissima lezione: “Il diritto d’autore nell’editoria, Normativa vigente”. A seguire, il dr. VITTORIO VOLPI, Direttore degli uffici USPI e redattore responsabile di questo Notiziario, si è occupato della normativa postale vigente, e delle offerte tariffarie di Poste Italiane nella sua relazione “Modalità e costi per la spedizione dei periodici: agevolazioni convenzioni e offerte commerciali. Il punto della situazione”. Nel pomeriggio DANIELE BIANCHI, Presidente della Promotion Digitale Srl, ha svolto la sua lezione tecnico-pratica su “I periodici on line, normativa attuale e prospettive di sviluppo per l’editoria digitale”. La mattina di giovedì 23, è stata tutta dedicata alla distribuzione dei prodotti editoriali in edicola e nei punti non esclusivi. Ne ha parlato il dr. TIZIANO BIENATI, già Direttore Generale dell’Associazione Distributori Nazionali, nella sua relazione “Il ruolo del Distributore nazionale” e con l’intervento su “La vendita dei periodici nelle edicole”
locali e no profit e per le altre testate USPI. Prestazioni in regime di lavoro dipendente e di lavoro autonomo”. A seguire il dr. FERNANDO BRUNO, Assistente del Commissario Sortino all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ha illustrato ai corsisti le “Progetti di riforma e politiche di sostegno nel settore dell’editoria”. A concludere, l’avv. FRANCESCO SAVERIO VETERE, Segretario Generale dell’USPI, ha interessato la platea approfondendo il tema su “Le responsabilità penali e civili dei giornalisti e degli editori”. Nell’ultimo giorno, venerdì 25 il rag. CONCETTO PALLANTE, Consulente fiscale dell’USPI, ha affrontato il tema “Il particolare regime IVA e la disciplina fiscale del settore editoriale” che ha suscitato vivo interesse e molte domande da parte degli stagisti. In conclusione, l’avv. PIERGIORGIO SPOSATO, Consulente dell’Associazione dei Distributori locali ANADIS, si è soffermato su “Il compito del Distributore locale” * * * * * Ai partecipanti allo stage (vedi box nella pagina a fianco) è stato consegnato il diploma di frequenza del corso. Ancora qualche riga per rivolgere un ringraziamento a tutti coloro che hanno collaborato, anche all’interno dell’Università, alla buona riuscita del corso. In un settore ove si stanno moltiplicando scuole e corsi (questi ultimi non sempre di buon livello) di giornalismo, lo stage residenziale dell’USPI ad Urbino è l’unico, nel suo genere, che si rivolge direttamente a coloro che si dedicano alla “professione di editori”. Ed allora... Vi aspettiamo a settembre del prossimo anno!
Nel pomeriggio, il dr. GIANCARLO TA RTA G L I A , Direttore Generale della Federazione Nazionale della Stampa (FNSI), ha illustrato il “Nuovo Accordo USPI-FNSI per il lavoro giornalistico nei periodici 13
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non solo analizza i fatti ma svela anche molti retroscena finora inediti, visti da chi all’epoca stava dalla parte del Vaticano e dell’ “Osservatore Romano” e da quella della maggioranza politica che condannavano inesorabilmente il film. Oltre agli aspetti religiosi di Fellini, questo libro non ignora le suggestive nevrosi del regista nei suoi rapporti con le donne, con la magia, con la moglie Giulietta Masina. A tale proposito toccante è la descrizione di padre Arpa dei funerali a Roma di Fellini dove Giulietta Masina, a Roma, carezza il feretro dell’amato Federico, tenendo nell’altra mano una corona del rosario. Si pensi al naufragato incontro del regista con il Card. Montini, allora Arcivescovo di Milano, alla simpatia di Fellini per il Papa del Concilio Giovanni XXIII e al finale di speranza del film “La dolce vita” affidato al sorriso verginale della ragazzina Valeria Ciangottini. Si pensi, infine, al racconto della lunga agonia dell’artista ancora piena di dubbi e domande di senso affidate all’amico “consulente ecclesiastico” di tutta la sua vita. E ci piace chiudere prendendo in prestito dall’autore l’enigmatica conclusione di questo libro. “Ma non finisce qui. Una musica suona, ed è la passerella finale: il bambino con la mantellina, rimasto solo al centro della pista del circo, suona un motivetto. Ed è tutto”. Questo libro è da non perdere per i lettori dai palati fini innamorati del cinema.
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Uspi
Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Fax 06.40.66.859 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Giancarlo Cinoglossi Redattore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Stab. di Roma - SO.GRA.RO. Via Ignazio Pettinengo, 39 - 00159 Roma Il n. 12 (dicembre 2010) è stato stampato il 16 dicembre 2010
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VISTO
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“I nostri pacchi possono viaggiare con SDA”. Notiziario USPI n° 12/2010