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Edizione N. 12 - Dicembre

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Cassazione, i direttori non responsabili dei post, pagina 9 Deposito legale e Convenzioni USPI, pagina 10

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Con la manovra Monti, c.d. “Salva Italia” (AS 3066)

Il nuovo governo

ANNO 2013: FINE DEI CONTRIBUTI DIRETTI ALL’EDITORIA

(e l’assurda situazione delle tariffe no-profit) “Il nuovo governo “tecnico” si è insediato saldamente (o quasi) e ha subito iniziato a lavorare per salvare l’Italia. Sono tempi duri e difficili che richiedono uno sforzo enorme di pazienza ( e di tasca) per rimediare a errori gravi delle classi dirigenti degli ultimi decenni. Quali siano stati in effetti questi errori lo dirà la storia, forse troppo tardi per consentirci di capire nel ciclo della nostra vita. Non sembri una facile ironia, anzi non si tratta per niente di ironia. Solo un filo di amarezza, pensando che, alla fine, peggiorerà la vita di tutti (o quasi. Nel nostro piccolo settore, il governo tecnico ci ha dato il prof. Carlo Malinconico alla responsabilità di sottosegretario all’editoria e il cons. Paolo Peluffo all’informazione. Un inedito sdoppiamento di funzioni che avrà bene la sua giustificazione, se è stato pensato. La nomina del prof. Malinconico non è una cattiva notizia per l’editoria. Il fatto che il nuovo sottosegretario sia stato presidente della FIEG fino a pochi giorni fa non deve avere una connotazione negativa agli occhi dei piccoli editori, anzi. Il prof. Malinconico è uomo delle istituzioni e saprà bene tutelare l’intero comparto, nei limiti delle possibilità di un governo obbligato a lavorare con rigore ed equità. Si dirà che il primo provvedimento non è di buon auspicio per il futuro. L’ormai famigerato articolo 29, terzo comma, del decreto “salva Italia” rivoluziona i contributi diretti prevedendo 5

L’ultima erogazione avverrà nel 2014 a valere sui contributi maturati nell’anno 2013 – Con decorrenza dal 1° gennaio 2012, il Governo modificherà il Regolamento di accesso ai contributi della Legge 250/90, introducendo norme più rigorose per l’accesso alle risorse pubbliche

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on possiamo nascondercelo. Che i contributi pubblici della Legge 250/90 (quei contributi annuali che vanno ai giornali politici, delle minoranze linguistiche, delle cooperative di giornalisti, delle Fondazioni o Enti Morali e ai giornali italiani all’estero) avessero vita difficile lo sapevamo e lo sappiamo da anni, con l’eliminazione del “diritto soggettivo” e con la puntuale diminuzione, anno dopo anno, del Fondo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Editoria. Ma una fine così repentina e prematura, forse, non tutti se l’aspettavano. LA MANOVRA “SALVA GOVERNO MONTI

ITALIA”

DEL

Nel Disegno di legge (AS 3066) di conversione del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, recante “disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici” (c.d. Manovra “Salva Italia”), firmata dal Presidente 5

Due nuovi Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio dei Ministri

“Definire la libertà di stampa come la libertà di parlare e di dire ciò che si vuole fa il paio col fatto di spacciare la libertà in generale come la libertà di fare ciò che si vuole. Siffatto parlare appartiene alla rozzezza e alla superficialità”.

MALINCONICO ALL’EDITORIA, PELUFFO ALL’INFORMAZIONE

Friedrich Hegel, Lineamenti di filosofia del diritto (1821)

Carlo Malinconico

Paolo Peluffo

Il Premier Mario Monti ha nominato due nuovi Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio dei Ministri: Carlo Malinconico, con delega all’editoria e Paolo Peluffo, con delega all’informazione e comunicazione. Sono persone ben note nel settore editoriale, Malinconico è stato Segretario Generale di Palazzo Chigi nel governo Prodi ed ex Presidente 2

Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 47° - MENSILE - 11 NUMERI - 12 dicembre 2011 Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma


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MALINCONICO ALL’EDITORIA, PELUFFO ALL’INFORMAZIONE 1

della FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali). Peluffo è stato consigliere del Presidente Ciampi ed ex Capo Dipartimento per l’informazione e l’editoria dal 2006 al 2008. Ecco i profili dei due nuovi Sottosegretari: CARLO MALINCONICO CASTRIOTA SCANDERbEG, nasce a Roma il 31 maggio 1950, è un giurista e funzionario italiano. Dopo la maturità classica ha studiato all’Università degli Studi di Milano, laureandosi in Giurisprudenza nel 1972. Avvocato dello Stato fra il 1976 e il 1985 e consigliere di Stato dal 1985 al 2002, è professore ordinario di Diritto dell’Unione europea presso l’Università di Roma Tor Vergata. Ha ricoperto vari incarichi pubblici, in qualità di capo dell’ufficio legislativo del ministero delle Partecipazioni Statali (19901992) e del ministero del Tesoro (19951996), Consigliere giuridico dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (1992-1997), capo del dipartimento degli affari giuridici e legislativi della presidenza del Consiglio (1996-2001), direttore generale dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas (2001-2002) e segretario generale della presidenza del Consiglio con Romano Prodi (2006-2008). Dal 9 luglio 2008 è presidente della Federazione Italiana Editori Giornali e dal 28 ottobre 2010 ricopre anche l’incarico di presidente di Audipress. Viene nominato nel Consiglio dei ministri del 28 novembre 2011 Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’editoria. È autore di numerose pubblicazioni di diritto amministrativo e comunitario: “ Le funzioni amministrative delle Autorità indipendenti”, in” I garanti delle regole”, a cura di S. Cassese e C. Franchini, Bologna, il Mulino, 1999. “ Codice degli appalti pubblici e privat”i, Milano, Il Sole 24 Ore, 2006. “ Manuale breve di diritto amministrativo”, Milano, Giuffrè, 2006. Onorificenze Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana (21 marzo 2005) Grand’Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana ( 27 dicembre 1999). Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana ( 27 dicembre 1988). 2

PAOLO PELUFFO, nasce a Savona, il 26 maggio 1963, è un giornalista italiano, Consigliere della Corte dei Conti e consulente del presidente del Consiglio dei Ministri per il 150º Anniversario dell’Unità d’Italia. E’ coniugato, con tre figlie. Consegue la maturità presso il Liceo Classico Gabriello Chiabrera nel 1982, quindi diventa allievo della Scuola Normale Superiore di Pisa, laurea e diploma di licenza in Storia della filosofia nel 1986. È assunto nel 1988 al quotidiano Il Messaggero di Roma. Giornalista professionista dal 1990, è redattore ordinario fino al 1994, quando è promosso vice-caporedattore. Nel periodo in cui fa parte della redazione economica segue tutti i vertici monetari internazionali (G7, G8, Consigli europei, Fondo Monetario Internazionale) e specificamente l’attività della Banca d’Italia. Nell’aprile del 1993, è designato dal Presidente del Consiglio, Carlo Azeglio Ciampi, ad appena 29 anni, Capo dell’Ufficio Stampa di Palazzo Chigi, ricoprendo l’incarico per tutta la durata del Governo Ciampi. Nel maggio del 1996 è nominato direttore della comunicazione del Ministero del Tesoro e del Ministero del Bilancio, allora guidato dal Ministro Ciampi, garantendo tutta la comunicazione del periodo di ingresso dell’Italia nella moneta unica. Nel dicembre 1998, il Presidente della Repubblica, su proposta del Governo, gli conferisce la nomina a dirigente generale del Ministero dell’Economia. Nel maggio del 1999, ottiene l’incarico di Consigliere per la Stampa e l’Informazione del Presidente della Repubblica, che mantiene fino alla fine del settennato Ciampi. In tale veste si dedica, anche in termini di ricerca, al rilancio dell’identità nazionale, delle ritualità civili della Repubblica, della conservazione della memoria storica. Diventa nel marzo del 2006 Consigliere della Corte dei Conti. È stato Capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della presidenza del Consiglio dal luglio 2006 al maggio 2008. Tra gli altri incarichi ad oggi ricoperti: vicepresidente della Società Dante Alighieri, docente presso la Scuola superiore dell’amministrazione Civile del Ministero dell’Interno. Curatore di un libro di memorie e di storia dell’economia italiana con Guido Carli “Cinquant’anni di vita italiana”. Ha raccolto negli anni 1995 1998 le memorie perso-

in questo numero Anno 2013: fine dei contributi diretti all’editoria (pagine 1, 5, 6, 7, 8) Il nuovo Governo (pagine 1, 5) Malinconico e Peluffo (pagine 1, 2) Le quote associative USPI per l’anno 2012 (pagina 3) Convenzione (pagina 4)

USPI-Banca

Prossima

Cassazione: direttori testate on-line non responsabili dei commenti diffamatori (pagine 9, 10) Deposito legale e convenzioni USPI (pagina 10) Lo “sconosciuto” ROC (pagine 11, 12) Notizie dall’INPGI – Circolare n. 10 (pagine 13, 14) X Edizione Più libri più liberi (pagine 14, 15) Periodici associati USPI - 439° elenco (pagina 16) Convenzione USPI-SDA ( pagina 16) nali e teoriche del Premio Nobel per l’economia Franco Modigliani in ” Avventure di un economista”. Ha pubblicato altri volumi di storia economica, tra cui “Carlo Azeglio Ciampi. L’uomo e il presidente” (Milano, Rizzoli, 2007) e il recente” La riscoperta della patria” (Milano, Rizzoli, 2008). Il 28 novembre 2011 è nominato Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri del Governo Monti, con delega all’Informazione e alla Comunicazione. Onorificenze Paolo Peluffo è insignito delle seguenti onorificenze: Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana ( 27 aprile 2006). Grand’Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana (15 ottobre 1999). Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana ( 2 giugno 1998). Cavaliere di Gran Croce dell’ Ordine pontificio di San Gregorio Magno. Notiziario USPI n° 12/2011


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Le quote associative usPi

per l’anno 2012 L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2012 risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche pubbliche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico, per email o fax, per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - convenzioni esclusive per i soci USPI; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura.

Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2012 e comprensive della spedizione in abbonamento postale del “Notiziario USPI” (pari a 33 €) sono le seguenti:

Per le testate (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge)

da da da da da

€ € € € €

1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su

270,00 700,00 1.300,00 2.600,00 3.800,00

“Una tantum” (oltre la quota di iscrizione) per le testate che si associano per la prima volta: - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie

€

100,00

- Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie

€

170,00

€ €

210,00 320,00

Rinnovo della quota per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI

Soci benemeriti L’USPI accoglie nel suo seno, su deliberazione del Consiglio Nazionale: - Soci benemeriti, e cioè persone od enti che mediante attività o donazioni abbiano contribuito allo sviluppo dell’USPI e, attraverso esse, abbiano favorito il progresso della stampa periodica. ***** Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6, Via Franceschini n. 58 - Roma, CODICE IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI. C.F. dell’USPI: 80188110581

ATTENzIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.


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CONVENzIONE USPI-BANCA PROSSIMA PER GLI EDITORI NO-PROFIT

Unione Stampa Periodica Italiana

Sul sito www.uspi.it il testo integrale della Convenzione - Gli associati dovranno presentare un modulo di presentazione vistato dall’USPI USPI e Banca Prossima - banca del Gruppo Intesa Sanpaolo dedicata al terzo settore – hanno avviato una importante partnership per offrire servizi bancari su misura a vantaggio dei soci USPI appartenenti al settore no-profit. Nel dettaglio, l’offerta dell’istituto bancario è modulare - dal conto corrente, ai servizi on-line, ai finanziamenti - e modulabile per rispondere meglio alle diverse esigenze dell’editoria del terzo settore. Un’attenzione particolare viene data ai servizi a supporto dell’attività di “fund raising”, alle anticipazioni di contributi pubblici e privati e ai finanziamenti per rafforzare il patrimonio e far ripartire gli investimenti. Sul sito dell’USPI è pubblicata tutta l’offerta di banca Prossima sia per quanto concerne le condizioni di conto corrente, sia quelle per i finanziamenti. APERTURA DI C/C Sono due le opzioni: 1) OPZIONE A Pensata per soddisfare tutte le esigenze bancarie di organizzazioni no-profit che utilizzano intensamente il conto corrente (es. per la raccolta fondi), in quanto i costi sono azzerati; 2) OPZIONE b Studiata per soddisfare le principali esigenze bancarie delle organizzazioni no-profit con una normale operatività bancaria ma che necessitano comunque di un conto corrente semplice, completo e offerto a condizioni vantaggiose.

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Per ambedue le tipologie, a richiesta e gratuitamente: - Servizi via internet, cellulare e telefono; - corporate banking multibanca Llinks Small); - Bonifici disposti tramite internet, telefono e ATM; - Invio dei libretti assegni al proprio domicilio; - Carte bancomat collegate al conto corrente; - Una carta di credito (commercial) collegata al conto corrente; - Inoltre il cliente ha diritto a sottoscrivere il Contratto di Deposito amministrato ad un canone scontato del 50%, rispetto alle condizioni praticate dalla Banca. AREA FINANZIAMENTI Anche qui, due opzioni: 1) FINANZIAMENTO A RIMbORSO RATEALE (ACS) PER “INVESTIMENTI” Finanziamento chirografario a medio lungo termine dedicato a sostenere gli investimenti delle Organizzazioni no-profit associate a USPI. Sono finanziabili tutti i progetti che prevedono: - innovazione di processo e di prodotto compreso l’acquisto di automezzi aziendali - investimenti che abbiano come conseguenza la creazione di nuovi posti di lavoro; - ammodernamento conversione di impianti e macchinari; - tutela ambientale, risparmio energetico.

IMPORTO FINANZIAbILE Fino al 80% degli investimenti documentati (IVA esclusa) entro il tetto massimo di 200.000,00 Euro di finanziamento. 2) FINANZIAMENTO A RIMbORSO RATEALE (ACS) PER “RAFFORZAMENTO DELLA SOSTENIbILITA’ ECONOMICO PATRIMONIALE” Finanziamento chirografario a medio lungo termine dedicato al rafforzamento della sostenibilità economico-gestionale delle Organizzazioni no-profit associate a USPI ripristino di liquidità per spese di investimento sostenute negli ultimi 24 mesi; - trasformazione di indebitamento a breve termine connesso ad investimenti effettuati negli ultimi 24 mesi e non finanziati a medio termine. IMPORTO FINANZIAbILE Fino al 100% degli investimenti documentati (IVA esclusa) entro il tetto massimo di 150.000,00 Euro di finanziamento. ***** Per diventare clienti di Banca Prossima e usufruire delle condizioni agevolate per conto corrente e finanziamenti, gli Associati USPI dovranno presentare il modulo di presentazione vistato dall’USPI (vedi modello a pag. 13). Per ogni eventuale richiesta di informazioni e/o segnalazioni si potrà contattare i Referenti territoriali di Banca Prossima o direttamente il Marketing (Roberto Bonetti) - vedi box in fondo pagina.

Notiziario USPI n° 12/2011


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ANNO 2013: FINE DEI CONTRIBUTI DIRETTI ALL’EDITORIA 1

Monti e dai Ministri Fornero, Passera, Chini e Giarda, all’articolo 29, comma 3, è previsto che entro la fine dell’anno 2013, il sistema di contribuzione diretta all’editoria, di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250, cessi alla data del 31 dicembre 2014, con riferimento alla gestione 2013. Nello stesso articolo si dispone che il Governo provveda, con decorrenza dal 1° gennaio 2012 (quindi, da subito) a rivedere il regolamento emanato con Decreto del Presidente della Repubblica 25 novembre 2010, n. 223 (il c.d. Regolamento Bonaiuti) al fine di conseguire una più rigorosa selezione all’accesso alle risorse, nonché risparmi nella spesa pubblica. Riportiamo, di seguito il contenuto dell’articolo 29, ed il testo della Relazione tecnica, allegata alla presentazione del decreto: DECRETO-LEGGE 6 dicembre 2011, n. 201 Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici. (GU n. 284 del 6-12-2011 - Suppl. Ordinario n.251) Entrata in vigore del provvedimento: 06/12/2011 Capo VII Ulteriori riduzioni di spese ARTICOLO 29 (Acquisizione di beni e servizi attraverso il ricorso alla centrale di committenza nazionale e interventi per l’editoria) 1. Le amministrazioni pubbliche centrali inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196 possono avvalersi, sulla base di apposite convenzioni per la disciplina dei relativi rapporti, di Consip S.p.A., nella sua qualità di centrale di committenza ai sensi dell’articolo 3, comma 34, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, per le acquisizioni di beni e servizi al di sopra della soglia di rilievo comunitario. 2. Allo scopo di agevolare il processo di razionalizzazione della spesa e garantire gli obiettivi di risparmio previsti dalla legislazione vigente, ivi compresi quelli previsti dall’art. 3, comma 66, della legge 12 novembre 2011, n. 183, gli enti nazionali di previdenza e assistenza sociale possono avvalersi di Consip S.p.A. per lo svolgimento di funzioni di centrale di committenza di cui all’articolo 3, comma 34, del decreto legislativo12 aprile 2006, n. 163, stipulando apposite convenzioni per la Notiziario USPI n° 12/2011

disciplina dei relativi rapporti.

modifica del D.P.R. 25 novembre 2010, n. 223, al fine di conseguire, a decorrere dal 1° gennaio 2012, in vista della cessazione del sistema di contribuzione diretta, la riduzione della contribuzione pubblica, una più rigorosa selezione dei beneficiari, nonché risparmi nella spesa pubblica; i risparmi, compatibilmente con le esigenze di pareggio di bilancio, sono destinati ad interventi del settore. Tenuto conto che i suddetti risparmi potranno essere valutati solo in esisto alla definizione del suddetto regolamento, al momento si ritiene prudenzialmente di non considerare effetti positivi sui saldi. 6 * * * * *

3. Allo scopo di contribuire all’obiettivo del pareggio di bilancio entro la fine dell’anno 2013, il sistema di contribuzione diretta di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250, cessa alla data del 31 dicembre 2014, con riferimento alla gestione 2013. Il Governo provvede, con decorrenza dal 1° gennaio 2012, a rivedere il regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica 25 novembre 2010, n. 223, al fine di conseguire il risanamento della contribuzione pubblica, una più rigorosa selezione dell’accesso alle risorse, nonché risparmi nella spesa pubblica. Detti risparmi, compatibilmente con le esigenze di pareggio di bilancio, sono destinati alla ristrutturazione delle aziende già destinatarie della contribuzione diretta, all’innovazione tecnologica la fine del sistema attuale con del settore, a contenere l’aumento del 1 l’anno 2013 e, nel frattempo, l’individuacosto delle materie prime, all’informatizzione di criteri più restrittivi per l’accesso zazione della rete distributiva. ai contributi. Naturalmente si è levata subito la protesta RELAZIONE TECNICA degli editori e delle associazioni di categoCapo VII Ulteriori riduzioni di spese ria. Art. 29 – Acquisizione di beni e servizi Tante cose succederanno nei prossimi attraverso il ricordo alla centrale di commitgiorni e nei prossimi mesi, ragion per cui tenza nazionale e interventi per l’editoria non darei per certo l’esito nefasto. Troppe forze sono in gioco e anche nel governo Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 raffortecnico non mancano le perplessità su una zano il ruolo di Consip S.p.A. quale centradecisione così drastica. le di committenza ai sensid ell’articolo 3, Una cosa è certa, però: bisognerà far tesocomma 34, del decreto legislativo n. ro delle indicazioni del Presidente della 163/2006, cui possono rivolgersi le ammiRepubblica, volte a razionalizzare la connistrazioni centrali incluse nell’elenco tribuzione diretta, prevedendo norme atte ISTAT delle P.A., per i contratti sopra a restringere la platea dei beneficiari ed soglia comunitaria, e gli enti nazionali di evitare le truffe di giornali nati solo per previdenza e assistenza, sulla base di appoprendere contributi pubblici. site convenzioni. In tal modo sarà possibile ottenere una magPer il resto, non ci stancheremo mai di sotgiore razionalizzazione e semplificazione tolineare l’assurda situazione delle tariffe dei processi di acquisto delle predette ammipostali per le Onlus e no profit in generanistrazioni, in grado di generare la riduzione le. Si tratta di un problema di facile soludei tempi e dei costi delle procedure, la dimizione, risolvibile con una norma di due nuzione del contenzioso nonché economie di righe, senza alcun esborso da parte dello scala realizzate mediante l’aggregazione dei Stato. Perché non si riesca a farlo sollecifabbisogni. Pertanto, le disposizioni in tamente, è mistero glorioso (o, per meglio esame determinano risparmi di spesa, sia dire, doloroso). Potrebbe essere l’occasiopure quantificabili a consuntivo. ne per il nuovo sottosegretario di dimostrare subito la sua attenzione al mondo Per quanto riguarda gli interventi sull’edidei piccoli editori e no profit. Vedremo. toria,il comma 3 stabilisce, allo scopo di E vedremo con quanta attenzione ci ascolcontribuire all’obiettivo del pareggio di terà nell’ormai prossimo incontro sulla bilancio entro la fine dell’anno 2013, la riforma del settore. Noi siamo ottimisti, cessazione del sistema di contribuzione forse troppo per le possibilità limitate di diretta di cui alla legge 7 agosto 1990, n. un governo che deve salvare il paese. 250, alla data del 31 dicembre 2014, con Siamo convinti, però, che tante cose si riferimento alla gestione 2013. potrebbero fare con uno sforzo non economico ma razionale, solo se si avesse la Per tale finalità, è prevista l’adozione, da volontà (vera) di farle”. parte del Governo, di un regolamento di

Il nuovo governo

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ANNO 2013: FINE DEI CONTRIBUTI DIRETTI ALL’EDITORIA 5

Forti sono state le reazioni del settore, riassunte e rilanciate da un articolo di Paolo Lambruschi, su l’ “Avvenire”, il giornale della Conferenza Episcopale Italiana, del 7 dicembre scorso, che parla di “campane a morto per i piccoli”. Seguiamo l’interessante, allarmato, pezzo di Lambruschi: “I TAGLI ALL’EDITORIA: Campane a morto per i piccoli – Dal 2014 contributi solo alle testate forti”: «La manovra porta tempesta sull’editoria delle idee e non profit. A rischio migliaia di posti di lavoro e il pluralismo. L’articolo 29 del decreto Monti stabilisce che dal primo gennaio verrà emanato un regolamento più rigoroso nell’assegnazione dei contributi. Terminerà in sostanza con la gestione 2013 l’attuale sistema di contribuzione diretta. Dal 2014 partiranno nuovi criteri per l’assegnazione delle risorse. La misura riguarda giornali di partito e di idee, oppure editi da cooperative o piccole testate come quelle diocesane. Per questi la contribuzione diretta «cessa alla data del 31 dicembre 2014». Il governo dall’1 gennaio riformerà il regolamento per l’assegnazione dei fondi, già tagliati dal precedente governo da 180 a 46 milioni, per «conseguire il risanamento della contribuzione pubblica, una più rigorosa selezione dell’accesso alle risorse, nonché risparmi». Il testo spiega che «i risparmi, compatibilmente con le esigenze di pareggio di bilancio, sono destinati alla ristrutturazione delle aziende già destinatarie della contribuzione diretta, all’innovazione tecnologica del settore, a contenere l’aumento del costo delle materie prime, a informatizzare la rete distributiva». Molto preoccupato Francesco Zanotti, presidente della Fisc, i settimanali cattolici. Ovvero 189 testate, un milione di copie e quattro milioni di lettori. «Si è parlato di rigore ed equità – sbotta – ma qui l’equità non si vede. Comprendiamo il clima politico, noi stessi chiediamo che l’accesso ai fondi sia selezionato. Le nostre testate, che sono la voce dell’Italia della provincia, hanno pealtro sempre preso le briciole. Ora in pratica accederanno solo coloro che investono, cioè le testate più forti. Non era quello lo spirito della legge sull’editoria, che finora sosteneva le realtà più deboli per riequilibrare un mercato pubblicitario dominato dall’oligopolio dei network. Spiace ritrovare nel decreto solo le posizioni della Fieg, la federazione degli editori, il cui ex presidente è ora sottosegretario all’editoria». C’è poi la questione dei posti di lavoro. 6

«Rischiano di chiudere almeno 70 testate diocesane. E sono a rischio i settimanali più grossi, che hanno alle dipendenze giornalisti, grafici e collaboratori, perché avevano contributi più elevati». Concorde l’analisi di Lelio Grassucci di Mediacoop, che rappresenta l’editoria non profit. «Secondo me i contributi cesseranno già nel 2013 per esigenze di risparmio. Mediacoop ha suggerito l’introduzione di criteri più selettivi, ma a fronte della ricostituzione del Fondo che nasce per consentire a una particolare forma di informazione di esistere in un mercato discriminante. Questo sarà un fondo senza risorse e a tempo, che riforma è? Rischiamo di avere in mezzo alla strada 5000 lavoratori». Spazi di manovra? «Abbiamo pochi giorni per cambiare il testo in Parlamento. La prima emergenza è disporre delle risorse necessarie per il 2012. Al momento coprono solo il 26% di quanto erogato nel 2010. Resta il problema di riformare il settore. Perciò chiediamo di sopprimere il termine del 31 dicembre 2014 e di accelerare il confronto per arrivare alla riforma il prossimo anno». Duro sul decreto anche il segretario della Fnsi, il sindacato dei giornalisti, Franco Siddi: «Non ci sfugge la necessità di risanare e procedere a una riqualificazione della spesa per creare sviluppo. Apprezzo la norma che vuole incoraggiare l’innovazione, ma senza risorse non c’è processo che si metta in moto. Anche perché, nell’attesa, centinaia di testate giornalistiche risulterebbero morte per asfissia e con essi cancellati migliaia di posti di lavoro. Il governo non può essere inerte, né limitarsi a registrare il disastro». Alternative? «L’esecutivo – risponde Siddi – deve avere coraggio e la saggezza di cancellare i regali sulle frequenze tv facendone pagare il giusto valore in un’asta veramente aperta». Altre proposte? «Una quota di prelievo sugli utili delle fondazioni bancarie da destinare al pluralismo informativo e un’aliquota sulla pubblicità televisiva come minima compensazione della distorsione del mercato». Prossime mosse, un incontro delle parti con il sottosegretario all’editoria e con il ministro per lo Sviluppo”. (Paolo Lambruschi) COME FINANZIARE IL FONDO EDITORIA ALMENO FINO AL 2013? Ma un problema non è mai solo. Infatti, oltre al draconiano articolo 29 della “Manovra Salva Italia” che chiude, come visto, i contributi nel 2013, il settore beneficiario dei contributi della Legge 250/90

deve affrontare la costante insufficienza delle risorse annualmente stanziate (per meglio dire, l’annuale diminuzione di queste) per far fronte agli impegni finanziari, dal 2011 al 2013. Mentre, lo ricordiamo, non è ancora sicuro che vengano erogati a fine anno, i contributi maturati nel 2010, anche se il precedente Sottosegretario Bonaiuti aveva assicurato la copertura del Fondo almeno al 90% del fabbisogno. Un respiro di sollievo, forse, l’editoria sostenuta dallo Stato può tirarlo con un emendamento approvato dalle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera che include l’editoria nell’elenco degli interventi finanziati dal Fondo per gli interventi urgenti ed indifferibili. Rammentiamo che il fondo in oggetto è estremamente eterogeneo in quanto include voci di spesa il cui costo non è predeterminabile. Le altre voci di costo finanziate dal Fondo sono, infatti: “le politiche giovanili, il Gruppo Ferrovie, le Forze armate, la partecipazione italiana a Banche e Fondi internazionali, le celebrazioni del 4 novembre, le provvidenze alle vittime dell’uranio impoverito, interventi per assicurare la gratuità parziale dei libri di testo scolastici, l’unione italiana ciechi”. Dal fondo, pari a 1.143 milioni di euro per il 2012 occorre, comunque, escludere 100 milioni di euro che la legge n. 183 del 2011 ha destinato al finanziamento degli interventi urgenti per il riequilibrio socio economico. La ripartizione del fondo e, quindi, l’effettiva copertura del fabbisogno dell’editoria verrà, quindi, rimesso a decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri. Qui di seguito l’emendamento: All’articolo 30, dopo il comma 8, aggiungere il seguente: 8-bis. All’articolo 33, comma 1, della legge 12 novembre 2011, n. 183, all’Elenco 3 allegato è aggiunta la seguente voce: «Interventi di sostegno all’editoria e al pluralismo dell’informazione»; ( 30. 57. I Relatori Baretta e Leo). Di questo ci dà conto l’articolo di Roberto Monteforte, pubblicato su “l’Unità” del 14 dicembre scorso, dal titolo : L’EDITORIA SARA’ INSERITA NEL «FONDO URGENZE» ALT AGLI EMENDAMENTI Notiziario USPI n° 12/2011


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«Qualcosa alla fine è stato partorito. Una «finestra» per assicurare un sostegno finanziario alla stampa no-profit, cooperativa, di idee e politica pare essere stata trovata. La voce «tutela del pluralismo» dovrebbe essere stata inserita nel «Fondo per le esigenze urgenti» (il cosiddetto «Fondo Letta»), istituito presso la presidenza del Consiglio per fronteggiare le calamità naturali e le altre possibili e imprevedibili emergenze. La proposta è stata avanzata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria, Carlo Malinconico con il consenso dei gruppi e dei relatori della manovra «salva Italia». Il governo ha espresso il suo assenso. Dopo una lunga trattativa si è arrivati ad inserire l’editoria tra le voci comprese nel «Fondo Letta». Che si tratti di un’emergenza è sicuro, perché senza modifiche al comma 3 dell’articolo 29 del decreto le 100 testate no profit interessate al finanziamento diretto sarebbero state messe in ginocchio. La modifica non c’e stata. Gli emendamenti non sono passati. Ma l’inserimento nel Fondo Letta offre delle garanzie importanti, anche se non si ancora quante saranno le risorse disponibili. Lo si deciderà più avanti. Questo è stato l’esito finale di un confronto difficile. Erano 170 i milioni necessari per mettere in sicurezza il settore. Vi sono stati gli emendamenti di Emilia De Biasi (Pd) e di Comaroli (Lega Nord) che avrebbero assicurato gli 80 milioni necessari per integrare quelli già previsti. 45 milioni sarebbero stati trovati dall’aumento dell’iva sui gadget venduti in edicola, con la proposta di aumentarla dal 4% al 21 %, altri 50,8 sarebbero stati recuperati dallo spostamento del debito dello Stato verso l’Ente Poste su altre paste in bilancio e altri 20 milioni da un risparmio sulla «convenzione» tra Stato e Rai (entrambi gravano sul Fondo per l’editoria). Gli emendamenti non sono passati, ma l’operazione Malinconico potrebbe consentire un correttivo al taglio al Fondo per l’Editoria già nel 2011, il dimezzamento nel 2012 (è previsto, infatti, che da 117 milioni di euro passi a 64 milioni), quindi la sua soppressione nel 2013, con effetti sugli esercizi finanziari del 2014. A gennaio è prevista la riforma dei criteri di erogazione dei contributi che sarà improntata al massimo rigore nella classificazione degli aventi diritto. Ma è ancora da definite. Dal 2013 il Fondo sarebbe stato utilizzato sulla base di nuovi criteri per le «ristrutturazioni» delle testate cui sarebbe stato riconosciuto il contributo diretto, quindi per favorire l’innovazione tecnologica e l’occupazione dell’intero settore. Notiziario USPI n° 12/2011

Ma l’emergenza riguarda l’anno in corso, i1 2011. Buona parte delle testate interessate da il Manifesto a l’Unità, da Liberazione a La Padania, al Secolo d’Italia, vivono una condizione drammatica, soprattutto per il calo della pubblicità e per l’esposizione verso le banche, visti i tempi di pagamento dei contributi pubblici. Hanno avuto effetto la protesta della Fnsi, la lettera dei direttori delle testate interessate al presidente del Consiglio Monti e ai presidenti di Camera e Senato. La difesa del pluralismo è stata una delle motivazioni delle sciopero per l’intera giornata dei poligrafici di Cgil, Cisl e Uil». (Roberto Monteforte) In ogni caso, i dubbi e le incertezze non sono ancora dissolti, perché non si sa nulla sull’entità della quota riservata all’editoria, anzi pare che non ci sia una quota prestabilita e l’accesso a tale Fondo dovrà essere richiesto e comprovato ogni volta.

richiesto un sistema più virtuoso. L’anno critico – ha sottolineato il Sottosegretario – è proprio il 2012, anno in cui entra in vigore il Regolamento. E’ un periodo di transizione. Per tale motivo, il Fondo per l’editoria presso la Presidenza del Consiglio è stato trasferito al c.d. “Fondo Letta” per il pluralismo informativo. «E’ difficile – ha precisato Malinconico – ottenere ulteriori finanziamenti del Fondo per l’editoria. L’unica strada percorribile è il “Fondo Letta”, ma questo non ci dà certezze, non c’è un importo stabilito. Saranno finanziamenti da contrattare e per questo lavoreremo con la Commissione». Malinconico ha anche categoricamente smentito alcune voci di stampa che ipotizzavano la permanenza dei finanziamenti diretti solo ai grandi giornali di partito.

* * * * * L’AUDIZIONE DEL SOTTOSEGRETARIO MALINCONICO Il 14 dicembre scorso, il Sottosegretario con delega all’editoria, Prof. Carlo Malinconico, ha svolto la sua prima audizione informale presso la VII Commissione – Cultura della Camera dei Deputati. Nel suo intervento, il Sottosegretario ha fatto il punto sulla situazione del Fondo per l’editoria, progressivamente calato ogni anno fino ad arrivare a circa 138 milioni di euro per il 2012. Su tale Fondo, però, gravano oneri: dei 138 milioni – ha precisato Malinconico - «50,8 milioni di euro sono dovuti ad una rateizzazione di un debito che aveva lo Stato con le Poste (per l’applicazione delle precedenti ed ormai finite, agevolazioni postali – n.d.r.). Poi ci sono altri contributi fra cui 1 milione per i non-vedenti, 4 milioni per Radio Radicale, 22,5 milioni per le convenzioni con le minoranze linguistiche e Rai International… Alla fine restano 535 milioni di euro, di fatto, per l’editoria, che sono il 30% di quello che è prevedibile per il 2012». Nel 2014, ha precisato Malinconico, serve una nuova legge, perché cessa questo sistema di contribuzione. Infatti, l’articolo 29, comma 3, della Manovra Monti in esame al Parlamento prevede la fine dell’attuale sistema fondato sulla Legge 250/90 e la rivisitazione del Regolamento sui contributi diretti con criteri più selettivi e stringenti. Tali nuovi criteri saranno mutuati sulla base delle parole del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha

Ricordando che nel comparto editoriale convivono grandi imprese e piccole realtà editoriali che garantiscono il pluralismo e la libertà di stampa, il Sottosegretario ha sottolineato che l’editoria non è un comparto assistito in generale; anzi solo il 10% che va in edicola riceve contributi pubblici. Non esistono più le agevolazioni indirette (postali), per un risparmio dello Stato di 150 milioni. Il credito agevolato e il credito d’imposta sono ridotti a zero, e c’è una notevole contrazione nei ricavi, sia di vendite sia di pubblicità. Ma il settore, secondo Malinconico, è vitale per gli indici di lettura: sono stati stimati in 24 milioni i lettori di quotidiani, e crescono i prodotti editoriali on-line Il Sottosegretario ha poi enucleato le linee guida del nuovo Governo in tema di editoria: avviare le consultazioni delle parti sociali, continuare il lavoro appena intrapreso con i Tavoli tecnici indetti dal predecessore Bonaiuti, e proporre interventi di manutenzione del settore editoriale. In particolare, la distribuzione che va potenziata, con l’informatizzazione delle edicole (il problema delle rese, che sono uno spreco di risorse economiche ed ambientali); la rivisitazione del concetto di prodotto editoriale, l’incentivazione del prodotto web e della banda larga (Malinconico ha ricordato come l’AGCOM aveva previsto, nella vendita delle frequenze TV, una parte del ricavato per l’ampliamento della banda larga). Ed inoltre, il Disegno di legge di tutela del precariato giornalistico è ormai maturo per essere varato, la riforma dell’Ordine dei giornalisti, e la ripresa della 8 7


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ANNO 2013: FINE DEI CONTRIBUTI DIRETTI ALL’EDITORIA 7

Campagna sulla lettura. Il Sottosegretario, alla fine del suo intervento, ha informato che il decreto sul credito d’imposta sull’acquisto carta (per il 2011) è alla firma del Presidente Monti. * * * * * LE LIbERALIZZAZIONI La “Manovra Salva Italia” del Governo Monti presentava un nutrito pacchetto di liberalizzazioni delle attività economiche e commerciali, dalle farmacie ai taxi. Durante l’iter di approvazione del provvedimento, però, molte di tali liberalizzazioni sono saltate o spostate a date da destinarsi. L’unica liberalizzazione rimasta, pare quella della rete di vendita delle edicole, ricompresa, anche se non esplicitamente menzionata, negli articoli 31 e 34 della manovra economica: Ecco il testo degli articoli: TITOLO IV DISPOSIZIONI PER LA PROMOZIONE E LA TUTELA DELLA CONCORRENZA CAPO I LIbERALIZZAZIONI ARTICOLO 31 (Esercizi commerciali) 1. In materia di esercizi commerciali, all’articolo 3, comma 1, lettera d-bis, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, sono soppresse le parole: « in via sperimentale » e dopo le parole « dell’esercizio » sono soppresse le seguenti « ubicato nei comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d’arte». 2. Secondo la disciplina dell’Unione Europea e nazionale in materia di concorrenza, libertà di stabilimento e libera prestazione di servizi, costituisce principio generale dell’ordinamento nazionale la libertà di apertura di nuovi esercizi commerciali sul territorio senza contingenti, limiti territoriali o altri vincoli di qualsiasi altra natura, esclusi quelli connessi alla tutela della salute, dei lavoratori, dell’ambiente e dei beni culturali. Le Regioni e gli enti locali adeguano i propri ordinamenti alle prescrizioni del presente comma entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. 8

CONCORRENZA ARTICOLO 34 (Liberalizzazione delle attività economiche ed eliminazione dei controlli ex-ante) 1. Le disposizioni previste dal presente articolo sono adottate ai sensi dell’articolo 117, comma 2, lettere e) ed m), della Costituzione, al fine di garantire la libertà di concorrenza secondo condizioni di pari opportunità e il corretto ed uniforme funzionamento del mercato, nonché per assicurare ai consumatori finali un livello minimo e uniforme di condizioni di accessibilità ai beni e servizi sul territorio nazionale. 2. La disciplina delle attività economiche è improntata al principio di libertà di accesso, di organizzazione e di svolgimento, fatte salve le esigenze imperative di interesse generale, costituzionalmente rilevanti e compatibili con l’ordinamento comunitario, che possono giustificare l’introduzione di previ atti amministrativi di assenso o autorizzazione o di controllo, nel rispetto del principio di proporzionalità. 3. Sono abrogate le seguenti restrizioni disposte dalle norme vigenti: a) il divieto di esercizio di una attività economica al di fuori di una certa area geografica e l’abilitazione a esercitarla solo all’interno di una determinata area; b) l’imposizione di distanze minime tra le localizzazioni delle sedi deputate all’esercizio di una attività economica; c) il divieto di esercizio di una attività economica in più sedi oppure in una o più aree geografiche; d) la limitazione dell’esercizio di una attività economica ad alcune categorie o divieto, nei confronti di alcune categorie, di commercializzazione di taluni prodotti; e) la limitazione dell’esercizio di una attività economica attraverso l’indicazione tassativa della forma giuridica richiesta all’operatore; f) l’imposizione di prezzi minimi o commissioni per la fornitura di beni o servizi. g) l’obbligo di fornitura di specifici servizi complementari all’attività svolta. 4. L’introduzione di un regime amministrativo volto a sottoporre a previa autorizzazione l’esercizio di un’attività economica deve essere giustificato sulla base dell’esistenza di un interesse generale, costituzionalmente rilevante e compatibile con l’ordi-

namento comunitario, nel rispetto del principio di proporzionalità. 5. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato è tenuta a rendere parere obbligatorio, da rendere nel termine di trenta giorni decorrenti dalla ricezione del provvedimento, in merito al rispetto del principio di proporzionalità sui disegni di legge governativi e i regolamenti che introducono restrizioni all’accesso e all’esercizio di attività economiche. 6. Quando è stabilita, ai sensi del comma 4, la necessità di alcuni requisiti per l’esercizio di attività economiche, la loro comunicazione all’amministrazione competente deve poter essere data sempre tramite autocertificazione e l’attività può subito iniziare, salvo il successivo controllo amministrativo, da svolgere in un termine definito; restano salve le responsabilità per i danni eventualmente arrecati a terzi nell’esercizio dell’attività stessa. 7. Le Regioni adeguano la legislazione di loro competenza ai princìpi e alle regole di cui ai commi 2, 4 e 6. 8. Sono escluse dall’ambito di applicazione del presente articolo le professioni, i servizi finanziari come definiti dall’articolo 4 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59 e i servizi di comunicazione come definiti dall’art. 5 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59 (Attuazione direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno). * * * * * La categoria è in fibrillazione ed ha programmato 3 giorni di sciopero delle edicole. Secondo Vito Michea, Segretario Generale del SINAGI, il primo grande sindacato degli edicolanti, “la determinazione assunta dal Governo sulle liberalizzazioni delle attività economiche e commerciali pare si sia scaricata solo sul nostro settore mentre per altri è stato deciso un rinvio a seguito delle forti pressioni esercitate da alcune categorie e dai loro sponsor politici. Una liberalizzazione selvaggia che lascia la nostra categoria indifesa, completamente in balìa dei soggetti privati che sono stati richiamati nel comunicato stampa; uno scenario inaccettabile in un Paese democratico. Ancor più inaccettabile è una liberalizzazione che mette in discussione le garanzie del pluralismo dell’informazione su carta stampata che è sancito dall’ Articolo 21 della Costituzione e che rischia di buttare fuori dal mercato la piccola e media editoria”. Notiziario USPI n° 12/2011


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CASSAZIONE: DIRETTORI TESTATE ONLINE NON RESPONSAbILI DEI COMMENTI DIFFAMATORI I commenti dei lettori nelle testate on-line non sono responsabilità dei direttori. Lo stabilisce la Corte di Cassazione di Bologna, che con una sentenza assolve l’ex-direttore dell’edizione elettronica dell’Espresso Daniela Hamaui. Secondo la Suprema corte è “impossibile impedire preventivamente la pubblicazione di commenti diffamatori”. Inoltre ai direttori non si possono addebitare responsabilità per non aver rimosso dal sito il commento “incriminato” perché al contrario “costringerebbe il direttore ad una attività impossibile, ovvero lo punirebbe automaticamente ed oggettivamente, senza dargli la possibilità di tenere una condotta lecita”. Alla base della decisione della Cassazione la netta distinzione tra edizione cartacea e elettronica dei periodici. Infatti la Cassazione ha ricordato che “perché si possa parlare di stampa in senso giuridico, occorrono due condizioni: che vi sia una riproduzione tipografica e che il prodotto di tale attività (quella tipografica) sia destinato alla pubblicazione attraverso una effettiva distribuzione tra il pubblico”. Le testate elettroniche non hanno questi due requisiti perché “non consistono in molteplici riproduzioni su più supporti fisici di uno stesso testo originale”, e perché vengono diffuse “non mediante la distribuzione”. Quindi c’è una vera e propria diversità strutturale (fonte ccestudio.it). LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE QUINTA SEZIONE PENALE RITENUTO IN FATTO H. D. propone ricorso per cassazione avverso la sentenza n. 10062/11 della Corte d’appello di Bologna, con la quale è stata confermata la sentenza di condanna del tribunale di Bologna per il reato di cui agli artt. 57 e 57 bis c.p. perché, in qualità di direttrice responsabile dell’edizione on-line del settimanale L. ometteva il controllo necessario ad impedire la commissione del reato di diffamazione aggravata da parte di S. G. ai danni di P. V. (reato accertato/commesso in Bologna nell’aprile del 2004). Contro la sentenza di appello la ricorrente muove due ordini di censure; sotto un profilo di violazione di legge lamenta l‘erronea interpretazione dell’articolo 57 c.p., laddove è stato ritenuto applicabile anche al direttore di un periodico on line, mentre sarebbe riferibile solo al periodici “cartacei”. Né sarebbe applicabile l‘art. 57 per analogia, comportando tale interpretazione analogica effetti sfavorevoli per l‘imputato. Notiziario USPI n° 12/2011

Con un secondo motivo di ricorso, la H chiede l’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata per prescrizione del reato; afferma la ricorrente che il reato di omesso controllo deve ritenersi consumato nel momento in cui non è stata impedita la pubblicazione diffamatoria. Il Procuratore Generale ha concluso per l‘accoglimento del ricorso, in quanto la pubblicazione on line non consente un controllo preventivo e non è comunque assimilabile alla stampa periodica “tradizionale”; per questi motivi chiede disporsi l‘annullamento senza rinvio. Per l‘imputata è presente l‘avv. M. il quale rileva che non si trattava di un commento giornalistico, ma di un post inviato alla rivista e cioè di un commento di un lettore che viene automaticamente pubblicato, senza alcun filtro preventivo; consapevoli di questo sviluppo cronologico dei fatti, i giudici di merito hanno addebitato alla H. non l‘omesso controllo, ma l‘omessa rimozione del commento, così non solo provvedendo ad un’inammissibile analogia in malam partem, vietata in materia penale, ma altresì stravolgendo la norma incriminatrice, che punisce il mancato impedimento della pubblicazione, e non invece l’omissione di controllo successivo. CONSIDERATO IN DIRITTO L’articolo 57 del codice penale, che punisce i reati commessi col mezzo della stampa periodica, sanziona penalmente il direttore o il vice-direttore responsabile il quale ometta di esercitare sul contenuto del periodico da lui diretto il controllo necessario ad impedire che, col mezzo della pubblicazione, siano commessi reati. L’articolo 1 della legge 8 febbraio 1948, n. 47 (Disposizioni sulla stampa) reca la definizione di stampa nei seguenti termini: “Sono considerate stampe o stampati, ai fini di questa legge, tutte le riproduzioni tipografiche o comunque ottenute con mezzi meccanici o fisico-chimici, in qualsiasi modo destinate alla pubblicazione”. Ciò premesso, si deve valutare se il direttore di un periodico on line risponda del reato di cui all’articolo 57 del codice penale, per omesso controllo sui contenuti pubblicati. Giova, sul punto, richiamare una recente pronuncia di questa stessa sezione che esclude la responsabilità del direttore di un giornale on line e che il collegio ritiene di condividere (Sez. 5, Sentenza n. 35511 del 16/07/2010, Brambilla); in primo luogo si deve ribadire che ai sensi della legge sulla stampa sono considerate stampe o stampati le riproduzioni tipografiche o comunque ottenute con mezzi meccanici o fisico-chi-

mici, in qualsiasi modo destinate alla pubblicazione. Dunque, perché possa parlarsi di stampa in senso giuridico (ai sensi della legge n. 47 del 1948), occorrono due condizioni: a) che vi sia una riproduzione tipografica, b) che il prodotto di tale attività (quella tipografica) sia destinato alla pubblicazione attraverso una effettiva distribuzione tra il pubblico. Le pubblicazioni rese note mediante la rete informatica difettano di entrambi i requisiti, in quanto non consistono in molteplici riproduzioni su più supporti fisici di uno stesso testo redatto in originale, al fine della distribuzione presso il pubblico; il testo pubblicato su Internet esiste - quale luogo di divulgazione della notizia - solamente nella pagina di pubblicazione, anche se può essere visualizzato sugli schermi di un numero indefinito di dispositivi hardware. La diffusione del contenuto del periodico on-line avviene dunque non mediante la distribuzione del supporto fisico in cui è inserito (che richiederebbe comunque fa mediazione di un apparato di lettura, mentre la stampa tipografica è immediatamente fruibile dal lettore), quanto piuttosto attraverso la visualizzazione del suo contenuto attraverso i terminali collegati alla rete; non diversamente, mutatis mutandis, da quanto avviene per le notizie trasmesse dai telegiornali, che vengono visualizzate sugli apparato privati del telespettatori. E la giurisprudenza di questa Corte ha negato (ad eccezione della sentenza n. 12960 della Sez. feriale, p.u. 31.8.2000, dep. 12.12.2000, Cavallina, non massimata) che al direttore della testata televisiva sia applicabile la normativa dl cui all’art. 57 c.p. (cfr Sez. 2, Sentenza n. 34717 del 23/04/2008 Rv. 240687, Matacena; Sez. 1, Sentenza n. 1291 del 27/02/1996, Rv. 205281), proprio per la diversità strutturale tra i due mezzi di comunicazione e per la impossibilità di operare, in materia penale, una analogia in malam partem. D‘altronde, sono evidenti le differenze anche nelle modalità tecniche di trasmissione del messaggio a seconda del mezzo utilizzato: nel caso della stampa vi è la consegna materiale dello stampato e la sua lettura diretta ed immediata da parte del destinatario; nelle trasmissioni radiotelevisive classiche vi è la irradiazione nell’etere e la percezione audiovisiva da parte di chi si sintonizza sulla frequenza di trasmissione; nel caso di pubblicazione in Internet la trasmissione avviene telematicamente tramite un internet provider, sfruttando la rete telefonica fissa o cellulare. Pertanto, per le pubblicazioni a mezzo della rete informatica, quantomeno 10 9


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DEPOSITO LEGALE E CONVENzIONI USPI In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale” dei prodotti editoriali presso gli Archivi Nazionali (DPR 252/06), gli editori associati USPI possono effettuare la consegna in forma cumulativa delle copie diffuse:

copie distribuite nel 3° trimestre dell’anno (luglio-settembre 2011). - Gli editori di periodici con cadenza superiore al settimanale nel mese di novembre non devono effettuare alcuna consegna. ENTRO IL MESE DI GENNAIO

ENTRO IL MESE DI DICEMBRE Gli editori di: QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI e SETTIMANALI con sede principale in: LAzIO, ABRUzzO, MOLISE, CAMPANIA, PUGLIA, BASILICATA, CALABRIA, SICILIA, SARDEGNA sono tenuti ad effettuare la consegna delle

Gli editori con sede principale in VALLE D’AOSTA, PIEMONTE, LOMBARDIA, TRENTINO ALTO ADIGE, - che pubblicano QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e i relativi supplementi allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 4° trimestre dell’anno (ottobre-dicem-

bre 2011); - che pubblicano QUATTRORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie dei periodici distribuite al pubblico nel 2° semestre dell’anno (lugliodicembre 2011). Ricordiamo la necessità di allegare a questa prima spedizione annuale un certificato di iscrizione all’USPI per l’anno 2012. Rammentiamo, infine, che per il deposito delle copie presso le Biblioteche regionali e provinciali la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni.

CASSAZIONE: DIRETTORI TESTATE ONLINE NON RESPONSAbILI DEI COMMENTI DIFFAMATORI 9

per quelle che - come nel caso di specie - vengono “postate” direttamente dall’utenza, senza alcuna possibilità di controllo preventivo da parte del direttore della testata, deve essere svolto un discorso analogo a quello operato in materia radiotelevisiva. D‘altronde, non vi è solamente una diversità strutturale tra i due mezzi di comunicazione (carta stampata e Internet), ma altresì la impossibilità per il direttore della testata di impedire la pubblicazione di commenti diffamatori, il che rende evidente che la norma contenuta nell’articolo 57 del codice penale non è stata pensata per queste situazioni, perché costringerebbe il direttore ad una attività impossibile, ovvero lo punirebbe automaticamente ed oggettivamente, senza dargli la possibilità di tenere una condotta lecita. E di ciò si rende conto anche la sentenza impugnata, laddove afferma che non essendo possibile una censura preventiva, e dunque non potendo “…imputarsi al direttore responsabile l‘omesso controllo di ciò che, fino a quel momento, non poteva sapere venisse pubblicato..” - la H. avrebbe dovuto svolgere una verifica successiva delle inserzioni già avvenute, espungendo quelle a contenuto diffamatorio. Così facendo, però, il giudice di appello ha indebitamente modificato la fattispecie normativa prevista dall’articolo 57 del codice penale, sanzionando una condotta diversa da quella tipizzata dal legislatore. Dunque, l’inapplicabilità dell’articolo 57 del codice penale al direttore delle riviste on line discende sia dalla impossibilità di ricomprendere quest’ultima attività nel 10

concetto di stampa periodica, sia per l’oggettiva impossibilità del direttore responsabile di rispettare il precetto normativo, il che comporterebbe la sua punizione a titolo di responsabilità oggettiva, dato che verrebbe meno non solo il necessario collegamento psichico tra la condotta del soggetto astrattamente punibile e l’evento verificatosi, ma lo stesso nesso causale. Né si può argomentare ex lege 62 del 2001, richiamata nella sentenza di primo grado, per sostenere la assimilabilità dell’editoria elettronica alla stampa periodica; l’articolo uno della predetta legge, infatti, afferma espressamente che si applicano all’editoria elettronica le disposizioni contenute nell’articolo 2 (relative alle indicazioni obbligatorie sugli stampati) e certe condizioni, anche quelle dell’articolo cinque (sull’obbligo di registrazione) della legge sulla stampa (legge 8 febbraio 1948, numero 47). La legge 62/2001, operando un rinvio specifico e limitato dimostra esattamente il contrario di quanto sostenuto dal giudice di primo grado e cioè che la normativa sulla stampa non sarebbe autonomamente applicabile, essendo necessario a tal fine un richiamo espresso di singole disposizioni. La circostanza, poi, che il contenuto del periodico possa essere copiato e riprodotto, ovvero stampato dai lettori, non muta i termini della questione, dato che la riproduzione su un supporto fisico per poter essere considerata stampa ai sensi della legislazione speciale e dell’articolo 57 del codice penale deve precedere la distribuzione ed essere a questa finalizzata, oltreché realizzata dall’editore; pertanto, nessun rilievo ha

la riproduzione fisica su carta operata dal lettore, non solo perché meramente eventuale (ed in alcuni casi anche impossibile; si pensi alle notizie divulgate in Internet tramite filmati o registrazioni audio), ma anche perché non finalizzata alla distribuzione; e d’altronde, una eventuale distribuzione successiva alla pubblicazione in Internet, operata da soggetti terzi, potrebbe comportare esclusivamente una responsabilità di questi ultimi, sfuggendo tale condotta a qualsiasi controllo da parte dell’editore e del direttore responsabile della rivista (e d’altronde verrebbe totalmente meno, in questo casa, il nesso causale). Esistono poi altri profili per i quali le pubblicazioni on-line non possono essere ricondotte at concetto di stampa periodica; tali profili sono stati esaurientemente e condivisibilmente esaminati dalla sentenza di questa sezione, richiamata in apertura della motivazione, cui si rimanda per ogni ulteriore approfondimento. Deve quindi ritenersi, conclusivamente, che il periodico on-line non possa essere considerato “stampa” ai sensi dell’articolo 57 del codice penale e che pertanto la condotta contestata alla H. di non aver impedito la commissione del reato di diffamazione in danno di P. V. non sia prevista dalla legge come reato. P.Q.M. Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il fatto non è previsto dalla legge come reato. Così deciso in Roma il 28 ottobre 2011 Il Presidente (Aldo Grassi) Notiziario USPI n° 12/2011


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Competenze e attività del Registro degli operatori di comunicazione

LO “SCONOSCIUTO” ROC Oltre il 52% degli iscritti è un editore, ma pochi sanno effettivamente quali siano le competenze e le attività svolte dall’AGCOM: la gestione del Registro, i controlli sulle imprese richiedenti contributi pubblici e sui fornitori di servizi di media audiovisivi e radiofonici, il catasto delle frequenze... Facciamo un po’ di chiarezza, riprendendo le funzioni del ROC della Relazione annuale 2011 del Presidente dell’Autorità, Corrado Calabrò. Nel corso degli ultimi dodici mesi, la tenuta del Registro degli operatori di comunicazione (“Registro”) è stata caratterizzata da notevoli sviluppi, in conseguenza di evoluzioni tanto sul piano normativo, quanto su quello tecnico. Con riferimento al primo profilo, il Registro è stato interessato dalle modifiche della regolamentazione in materia di radiodiffusione. L’entrata in vigore del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 44 infatti ha reso necessario l’adattamento dell’allegato A alla delibera del 26 novembre 2008, n. 666/08/CONS (“Regolamento del Registro”). Le principali modifiche, apportate dalla delibera del 25 novembre 2010, n. 608/10/CONS, hanno riguardato le categorie di soggetti tenuti all’iscrizione: l’articolo 2 del Regolamento del Registro prevede, ora, la categoria di “fornitore di servizi di media audiovisivi o radiofonici”, in luogo di quella di “fornitore di contenuti”. Evoluzione del Registro Le modifiche in esame si inseriscono in un contesto di adeguamento complessivo del Registro. In primo luogo è in corso l’implementazione del nuovo front office del Registro, per allinearlo alle più recenti disposizioni in materia di semplificazione amministrativa. Infatti, il Portale delle imprese (oggi denominato www.impresainungiorno.gov.it) è deputato ad assolvere tutte le funzioni per l’attuazione delle azioni di semplificazione degli sportelli unici dell’attività produttiva. All’esito dell’implementazione del sistema, accedendo a tale portale, attualmente gestito dall’Unione Italiana delle Camere di Commercio (“Unioncamere”), le imprese potranno effettuare le comunicazioni di competenza di diverse amministrazioni con un unico adempimento, potendo fruire di una significativa semplificazione amministrativa. Il Portale delle imprese, peraltro, consentirà anche alle amministrazioni aderenti di conseguire sensibili guadagni di effiNotiziario USPI n° 12/2011

cienza, grazie alla condivisione e all’interscambio delle informazioni. In tale prospettiva, l’Autorità, ha sottoscritto un’apposita convenzione con Unioncamere, finalizzata all’integrazione del front office del Registro con quello del Portale delle imprese. Poiché l’integrazione del front office consentirà di recuperare automaticamente e acquisire al Registro le informazioni e le dichiarazioni già rese ad altre pubbliche amministrazioni, i dati del Registro diventeranno ancora più completi, affidabili e coerenti con quelli detenuti da altri enti. Occorre, poi, rilevare che l’attuale sistema informativo del Registro, in uso dal 2001, compie quest’anno dieci anni: un tempo considerevole per un sistema informatico. Indipendentemente dagli sviluppi del front office e della sua integrazione con un nuovo sistema di back office (attualmente in fase di ridefinizione), l’Autorità ha avviato un aggiornamento tecnico del sistema in esercizio: la manutenzione correttiva, adeguativa ed evolutiva del Registro migliorerà la fruibilità dell’attuale sistema. Sono, infatti, in corso di implementazione una serie di verifiche automatiche che consentiranno al sistema di rilevare, già in fase di compilazione dei modelli, i principali errori formali da parte degli operatori iscritti. Il sistema, inoltre, sarà dotato di nuovi strumenti di business intelligence che garantiranno estrazione dati più approfondite, e in grado di verificare la corrispondenza tra quanto dichiarato dagli operatori di rete e dai fornitori di servizi che si avvalgono delle loro reti. In aggiunta, sarà possibile verificare la rispondenza tra forme giuridiche ed attività dichiarate dai soggetti iscritti ed iscrivendi. Al fine di migliorare l’efficienza della tenuta del Registro, è stato, inoltre, affidato il servizio di gestione e riordino documentale degli archivi cartacei. L’attività prevede la riunificazione delle diverse serie storiche dei registri ROC, RNIR ed RNS con avvio della digitalizzazione dei documenti cartacei consentendone, in prospettiva, la gestione e consultazione all’interno del nuovo back office del Registro. È stata, infine, data attuazione all’art. 19 del Regolamento del Registro, che prevede la pubblicazione di denominazione, codice fiscale, sede legale, attività e numero ROC dei soggetti scritti al Registro. L’elenco è disponibile online all’indirizzo www.elencopubblico.roc.agcom.it.

Controlli sulle imprese editrici richiedenti contributi Tra le diverse attività condotte nel periodo di riferimento, l’Ufficio del Registro ha continuato a svolgere, sulla base di una prassi stabilita nell’ambito dei rapporti di leale collaborazione tra istituzioni dello Stato, verifiche sugli editori richiedenti i contributi per l’editoria alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per l’informazione e l’editoria (DIE), indicati in appositi elenchi trasmessi dallo stesso DIE. I controlli sulle banche dati a disposizione degli Uffici hanno interessato circa trecento soggetti, per i quali sono stati analizzati la posizione presso il Registro e gli assetti proprietari. In alcuni casi, sulla base di segnalazioni del DIE, le verifiche effettuate sui dati a disposizione dell’Ufficio del Registro sono state seguite da ulteriori accertamenti ispettivi presso i soggetti, svolti dal Nucleo speciale per la radiodiffusione e l’editoria della Guardia di finanza. Nell’ambito della più generale attività di controllo, sono stati avviati 26 procedimenti sanzionatori per la violazione degli obblighi di comunicare annualmente, entro i termini previsti dal Regolamento del Registro, l’invarianza dei dati trasmessi dalle imprese editrici all’atto dell’iscrizione al Registro, ovvero le situazioni di controllo di cui all’art. 2359 c.c. e all’art. 1, comma 8, della legge 5 agosto 1981, n. 416. In particolare, per la violazione dell’obbligo di comunicare l’invarianza dei dati, sono stati avviati, nei confronti delle imprese editrici, 22 procedimenti sanzionatori, 14 dei quali sono stati definiti con delibera di archiviazione per intervenuta oblazione, mentre i restanti 8 procedimenti risultano in corso di definizione. Relativamente ai casi di violazione dell’obbligo di comunicare le situazioni di controllo, sono stati avviati quattro procedimenti sanzionatori, uno dei quali è stato oggetto di archiviazione per intervenuta oblazione, due risultano in corso di definizione; l’ultimo è stato definito con provvedimento di ordinanza-ingiunzione per la violazione delle norme della legge 5 agosto 1981, n. 16, volte ad assicurare la trasparenza della proprietà e delle connesse disposizioni regolamentari in materia di obblighi di comunicazione al registro degli operatori di comunicazione, concernenti le società Editoriale Libero s.r.l. ed Edizioni Riformiste società cooperativa. Le evoluzioni normative degli ultimi anni, peraltro, stanno rendendo sempre più complessi e onerosi gli accertamenti ondotti dall’Autorità in materia di trasparenza degli assetti. Già nel corso del 2009, la legge 27 febbraio 2009, n. 14, modificando l’art.1 della legge n. 416/1981, aveva consentito alle imprese editrici di intestare la partecipazione di controllo anche a società controllate indirettamente da persone fisiche o a società fiduciarie (cfr, al 12 11


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LO “SCONOSCIUTO” ROC 11

riguardo, la segnalazione al Governo in materia di partecipazioni nelle imprese editoriali pubblicata sul sito Agcom il 19 novembre 2010). Nel corso del 2010, il decreto del Presidente della Repubblica 25 novembre 2010, n. 223, ha esplicitamente esteso le competenze dell’Autorità in materia di verifica degli assetti societari all’ambito dell’erogazione dei contributi all’editoria. In particolare, l’art. 5 di tale Regolamento, rubricato “Situazioni di collegamento e controllo”, prevede che il DIE “provvede a richiedere [all’Autorità], relativamente alle imprese richiedenti i contributi, oltre alla regolarità dell’iscrizione al Registro […], l’attestazione di conformità degli assetti societari alla normativa vigente, nonché l’attestazione dell’assenza di situazioni di controllo e/o collegamento per gli effetti di cui all’articolo 3, commi 11-ter e 13, della legge 7 agosto 1990, n. 250, e dell’articolo 1, comma 574, della legge 23 dicembre 2005, n. 266”. Con tale novella normativa, la collaborazione fino ad oggi prestata al DIE nell’ambito dei rapporti di leale collaborazione diviene, dunque, un adempimento formalmente previsto in capo all’Autorità, la quale “attesterà” la posizione dei soggetti richiedenti i contributi sulla base dei dati in possesso del Registro. Si noti che la norma, estendendo le competenze dell’Autorità anche alla verifica delle posizioni di collegamento, impone l’adozione di specifiche misure di attuazione. Le previsioni del Regolamento vigente sono, infatti, finalizzate alla rilevazione delle partecipazioni di controllo delle imprese iscritte e mal si prestano, se non in casi specifici, alla individuazione di situazioni di collegamento. È, pertanto, in corso di predisposizione un regolamento volto a disciplinare nuovi obblighi di comunicazione specifici per gli editori richiedenti i contributi, tali da consentire la piena verifica delle fattispecie rilevanti. Da ultimo, si osserva che, data la complessità delle verifiche che si andranno ad effettuare, risulterà necessario richiedere, con maggiore frequenza, la collaborazione del Nucleo speciale per la radiodiffusione e l’editoria della Guardia di finanza presso l’Autorità, al fine di eseguire i necessari approfondimenti in merito a situazioni, che di fatto, superando il dato cartolare, possano configurare ipotesi di controllo o collegamento ai sensi dell’art. 2359 c.c., dando seguito a segnalazioni qualificate ed attuando campagne di controlli a campione sulle imprese editrici richiedenti i contributi. 12

Gestione ordinaria Per quanto riguarda la gestione ordinaria, come è noto, l’attività di tenuta del Registro è stata delegata a diversi Comitati Regionali per le comunicazioni (“Co.re.com.”) e al Comitato provinciale per le comunicazioni della Provincia di Trento, in forza dell’accordo quadro sottoscritto dall’Autorità e approvato con la delibera n. 444/08/CONS del 28 luglio 2008128. Nel periodo di riferimento, ad un anno dal conferimento delle deleghe, il Servizio ispettivo e registro dell’Autorità ha svolto attività di formazione e verifica con riferimento agli adempimenti connessi alla tenuta del Registro. Ad esito delle verifiche, l’attività di tenuta del Registro condotta dai Co.re.com. delegati è risultata complessivamente rispondente alle previsioni regolamentari e in sintonia con gli indirizzi indicati dall’Autorità. Il decentramento delle suddette attività verso gli enti territoriali ha facilitato il dialogo con gli operatori di comunicazione presenti sul territorio, consentendo, talvolta, una più rapida definizione dei procedimenti e una più efficiente individuazione dei soggetti obbligati all’iscrizione operanti sul territorio nell’ambito diun unico sistema di registro centralizzato. Al fine di garantire un constante aggiornamento del personale preposto alla tenuta del Registro presso i Co.re.com. delegati, sono state organizzate, in collaborazione con l’Ufficio di Gabinetto, attività di formazione alle quali hanno fatto seguito giornate di studio e di approfondimento per chiarire le problematiche legate all’iscrizione di alcune tipologie di operatori, nonché illustrare le modifiche apportate al Regolamento del Registro. Inoltre, al fine di prevenire eventuali difformità applicative, è stata emanata una circolare volta a chiarire aspetti operativi emersi nel periodo di delega della tenuta del Registro, ribadendo la competenza esclusiva dell’Autorità in materia di attività ispettive e avvio di procedimenti sanzionatori. L’Ufficio del Registro ha anche prestato giornaliera assistenza ai colleghi preposti alla tenuta del Registro presso i Co.re.com. delegati e ha effettuato, attraverso il sistema informativo automatizzato del Registro, verifiche periodiche sull’andamento dell’attività istruttoria dei procedimenti di competenza degli stessi. I dati riportati evidenziano una sensibile evoluzione nella gestione del Registro. Sono aumentati i provvedimenti di iscrizione, e si riscontra un maggior tasso di ottemperanza da parte degli operatori nell’effettuare le comunicazioni al Registro. Tale progressione è attribuibile al miglioramen-

to dell’efficienza nella tenuta del Registro, imputabile in parte anche alla delega di funzioni ai Co.re.com, e al potenziamento dell’azione di enforcement da parte dell’Ufficio del Registro, attraverso numerosi accertamenti e procedimenti sanzionatori. L’elevato numero di comunicazioni di variazione può essere analizzato anche alla luce del progressivo passaggio della diffusione televisiva dalla tecnica analogica a quella digitale. Nelle Regioni in cui ha avuto luogo il c.d. switch-off, infatti, gli operatori hanno comunicato il mutamento dell’attività svolta presentando in via telematica il modello 15/ROC “Comunicazione di variazione”. L’Autorità ha proceduto a un’estesa campagna di verifiche, contattando gli operatori che non avevano provveduto ad adeguarsi al nuovo quadro normativo, al fine di sollecitare non soltanto l’aggiornamento dei titoli di autorizzazione, ma anche la dichiarazione dei diritti d’uso delle frequenze e l’aggiornamento dei dati dichiarati al Catasto nazionale delle frequenze. Infine, l’aumento del numero di cancellazioni è dovuto anche all’avvio di un’attività di aggiornamento dei dati del Registro tramite una serie di verifiche, focalizzate in particolar modo sui soggetti transitati al ROC automaticamente dal registro RNIR, allo scopo di controllare l’effettivo stato di attività delle imprese iscritte. Da ultimo, si segnala che, conformemente a quanto disposto dal nuovo Regolamento, è stata effettuata la cancellazione dal Registro dei soggetti che risultano cancellati dal Registro delle imprese avvalendosi di un sistema di confronto automatico dei dati camerali con quelli contenuti nel Registro, verificando altresì l’allineamento dei dati anagrafici dei soggetti attivi. I dati confermano l’ampia predominanza degli editori nell’ambito degli iscritti (oltre il 52% degli iscritti è un editore). Rispetto a quanto riscontrato nel 2010, è aumentata l’incidenza degli editori elettronici – passati dal 6,30% all’8,29%. Con riferimento agli editori cartacei, l’Ufficio del Registro, su richiesta di Poste Italiane, ha svolto verifiche circa le posizioni delle imprese editrici che accedono alle agevolazioni tariffarie di cui al decreto legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito, con modificazioni, nella legge 27 febbraio 2004, n. 46. A testimonianza del progressivo avanzamento del processo di switch-off, si conferma il lieve, ma progressivo, calo anche degli operatori esercenti l’attività di radiodiffusione, passati dall’11,27% del 2009, al 10,49% del 2010 fino al 10,20% dell’aprile 2011. Conseguentemente, si ravvisa una crescita da parte degli operatori di rete (passati dallo 0,47 allo 0,72%) e dei fornitori di contenuti (dallo 0,42% allo 0,76%). Notiziario USPI n° 12/2011


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Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI CIRCOLARE N. 10 DEL 10/11/2011 Prot. n. 41032/U SERVIZIO CONTRIBUTI E VIGILANZA AREA CONTRIBUTI OGGETTO: Approvazione delibera del Consiglio di Amministrazione n. 59 del 15 luglio 2011 - Agevolazioni contributive per le assunzioni con contratto di lavoro a tempo pieno ed indeterminato di giornalisti disoccupati/ inoccupati ovvero di giornalisti titolari di rapporti a tempo determinato o di collaborazioni coordinate e continuative oggetto di trasformazione. Con atto n. 59 approvato nella seduta del Consiglio di Amministrazione del 15/07/2011, tenuto conto - ai sensi del D.lgs. 509/94 - delle determinazioni assunte dalle parti sociali nell’accordo sottoscritto il 13 luglio 2011 dalla FIEG e dalla FNSI, l’INPGI ha deliberato un regime di agevolazioni contributive per le aziende che assumano – con rapporto di lavoro a tempo indeterminato - giornalisti disoccupati o inoccupati da almeno 6 mesi, ovvero che siano titolari di un rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato o di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, che vengano trasformati in contratto di lavoro a tempo indeterminato. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con nota n. 36/0003294/MA004.A007/PG-L-52,53,54 dell’8 novembre 2011 ha approvato la suddetta delibera. Di seguito vengono illustrate le condizioni e le modalità per usufruire delle agevolazioni contributive in questione. A) Soggetti interessati. Le agevolazioni contributive saranno concesse alle aziende, in regola con il versamento della contribuzione, che assumano entro e non oltre il 7 novembre 2014 - con contratti a tempo pieno e indeterminato, giornalisti (professionisti, pubblicisti e praticanti), non titolari di pensione, con applicazione degli artt. 1, 2 e 12, del Contratto Nazionale di Lavoro Giornalistico stipulato tra la FNSI e la FIEG e con inquadramento da praticante con meno di 12 mesi di servizio, praticante dopo 12 mesi di servizio, redattore con meno di 30 mesi di anzianità professionale, redattore con oltre 30 mesi di anzianità professionale, vice caposervizio / redattore esperto e caposervizio/redattore senior. Le agevolazioni saranno altresì riconosciuNotiziario USPI n° 12/2011

te nei casi di assunzioni a tempo pieno e indeterminato disciplinate dal Contratto Nazionale Collettivo per l’emittenza radiotelevisiva locale stipulato tra la FNSI e l’AERANTI-CORALLO. b) Tipo di agevolazione. L’agevolazione comporta – per la durata di 36 mesi - la riduzione all’8 % della quota a carico del datore di lavoro del contributo I.V.S. dovuto all’Inpgi in relazione al rapporto di lavoro instaurato. Rimangono, invece, immutate - se dovute - le altre contribuzioni (Disoccupazione, mobilità, Fondo Garanzia TFR, ANF, Fondo Integrativo, Infortuni, ecc.) e la contribuzione a carico del giornalista (IVS 8,69% ed eventuale 1% aggiuntivo). C) Condizioni. L’agevolazione contributiva sarà concessa a condizione che: • il giornalista assunto sia inoccupato, disoccupato, cassaintegrato o in mobilità o comunque privo di rapporto di lavoro dipendente da almeno 6 mesi ovvero titolare di un contratto di lavoro a tempo determinato o di una collaborazione coordinata e continuativa, che vengano trasformati in contratto di lavoro a tempo indeterminato; • il datore di lavoro non abbia proceduto, nei dodici mesi antecedenti all’assunzione o alla trasformazione, al licenziamento di personale giornalistico avente le medesime qualifiche dei giornalisti da contrattualizzare con gli sgravi, fatta eccezione per quelli determinati da giusta causa ovvero in applicazione dell’art. 33 e 50 del CNLG FIEG/FNSI e dell’art. 28 del CNLG AERANTICORALLO/ FNSI ovvero realizzate nel corso o al termine del periodo di prova. L’agevolazione, che decorre dalla data di assunzione, viene mantenuta qualora nell’arco di 36 mesi il giornalista neoassunto acquisisca, nell’eventuale sviluppo del proprio iter professionale, una delle qualifiche di cui al precedente punto A). Le agevolazioni - fatto salvo quanto previsto dal punto 8 dell’allegato D) al CCNL giornalistico - non trovano applicazione per i datori di lavoro che si trovino in stato di crisi, ristrutturazione, riorganizzazione ai sensi della legge n. 416/1981 e successive modificazioni, relativamente all’arco temporale di applicazione dei periodi previsti dai decreti ministeriali di concessione. D) cessazione del rapporto di lavoro ed

eventuale revoca delle agevolazioni. Nel caso in cui intervenga la cessazione del rapporto di lavoro nel corso o al termine del periodo di prova, ovvero quando la risoluzione del rapporto di lavoro non sia determinata da giusta causa o da giustificato motivo, il datore di lavoro - entro il mese successivo a quello di cessazione del rapporto di lavoro - provvederà a versare all’INPGI, senza alcuna maggiorazione, gli importi corrispondenti alle differenze contributive risultanti tra quanto effettivamente versato e quanto dovuto in applicazione dell’ordinaria aliquota IVS. Nel caso in cui, l’assenza di giusta causa o giustificato motivo sia accertata in via giudiziale il versamento delle predette differenze contributive dovrà avvenire entro il mese successivo a quello del passaggio in giudicato della relativa sentenza. A tal fine, per ogni periodo di paga interessato, provvederà a versare l’importo dovuto mediante F24 accise, utilizzando il codice tributo C002. In tutti i casi in cui, invece, la cessazione del rapporto di lavoro intervenga nel periodo di vigenza dello sgravio per dimissioni da parte del giornalista dopo la fine del periodo di prova e/o nei casi in cui la cessazione del rapporto di lavoro sia stata determinata da giusta causa o da giustificato motivo, non si darà luogo ad alcuna revoca dei benefici contributivi fino ad allora usufruiti da parte del datore di lavoro, che non dovrà versare alcuna differenza contributiva. In caso di dimissioni, superato il periodo di prova, il periodo residuale dello sgravio sarà riconosciuto su un’eventuale successiva assunzione, effettuata per la medesima qualifica, quale periodo massimo di agevolazione. Qualora, invece, la successiva assunzione riguardi una diversa qualifica, l’agevolazione troverà nuovamente applicazione per la durata massima prevista di 36 mesi. E) pubbliche amministrazioni. Le agevolazioni contributive in parola potranno essere concesse solo nel caso in cui l’Amministrazione e/o Ente pubblico interessato – in base alla legislazione vigente in materia di accesso al pubblico impiego - possa procedere all’assunzione del giornalista con rapporto di lavoro a tempo pieno ed indeterminato, con applicazione del CCNL giornalistico FIEG/FNSI (ovvero CCNL Aeranticorallo/FNSI). ************ Si ricorda che l’applicazione

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Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI 13

dei benefici normativi e contributivi previsti in materia di lavoro e legislazione sociale è subordinata al possesso - da parte del datore di lavoro - del DURC (all’art. 1, comma 1175, della legge n. 296/2006) ed al rispetto degli accordi collettivi nazionali (oltre a quelli territoriali e/o aziendali se sottoscritti) stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Pertanto, l’applicazione dei benefici contributivi introdotti dalla delibera INPGI in oggetto, così come le altre agevolazioni già previste per l’assunzione di giornalisti disoccupati, cassaintegrati o in mobilità (legge 407/1990, legge 223/1991, legge 236/1993, delibere INPGI, ecc) è subordinata al possesso della regolarità contributiva ed al rispetto degli istituti normativi e retributivi stabiliti dalla contrattazione collettiva (Vedi Circolare INPGI n. 1 del 18/01/2008). I requisiti di regolarità contributiva devono sussistere al momento della richiesta di ammissione al beneficio contributivo e - a pena di perdita del beneficio - devono persistere per tutta la durata dello stesso. L’Istituto - fermo restando l’obbligo dell’azienda di comunicare tempestivamente la perdita del diritto al beneficio - verificherà mensilmente il possesso della regolarità contributiva. L’indebita applicazione dei benefici contributivi in presenza di irregolarità contributiva comporterà l’obbligo di versamento della contribuzione ordinaria e l’applicazione delle maggiorazioni previste dal vigente sistema sanzionatorio nei casi di ritardato pagamento. Si ricorda, altresì, che il datore di lavoro, per usufruire dei suddetti sgravi contributivi, deve essere preventivamente autorizzato dall’INPGI. Di conseguenza, l’assunzione deve essere comunicata all’Istituto contestualmente all’inizio del rapporto di lavoro, utilizzando il Modulo di richiesta delle agevolazioni contributive (Mod. SGRV.1) reperibile nella sezione Modulistica del sito www.inpgi.it ed allegando allo stesso: 1. il DURC (documento unico di regolarità contributiva) rilasciato dall’INPS o dall’INAIL e - nelle more della stipula delle convenzioni previste dall’art. 2 del citato DM 24/10/2007 - il certificato di regolarità contributiva riferito a tutte le posizioni contributive dell’azienda attive presso altri enti e/o casse. 2. una copia del contratto di assunzione a tempo pieno indeterminato firmato dal datore di lavoro e controfirmato per 14

accettazione dal dipendente, con l’indicazione che il rapporto di lavoro è instaurato ai sensi della delibera INPGI n. 59 del 15/07/2011. La lettera e/o contratto di assunzione deve necessariamente indicare – anche se pari a zero - la durata del periodo di prova e la qualifica contrattuale attribuita; 3. una dichiarazione sostitutiva del lavoratore, rilasciata ai sensi dell’art. 46 del D.P.R. n.445/2000, in cui lo stesso dichiari di non essere titolare di trattamenti pensionistici diretti da parte di enti previdenziali diversi dall’INPGI e di non aver svolto attività di lavoro subordinato nei sei mesi precedenti la data di assunzione, ancorché con assicurazione presso altro ente previdenziale, ovvero di essere titolare di un rapporto di lavoro a tempo determinato o di un rapporto di co.co.co. con l’azienda che procede all’assunzione. Ai fini dell’applicazione delle agevolazioni, l’Istituto fornirà ai datori di lavoro che ne faranno richiesta - supportata dal consenso espresso dal lavoratore interessato le informazioni necessarie a comprovare la sussistenza dei requisiti soggettivi previsti per la fruizione degli sgravi. A tal fine, la richiesta di informazione – che dovrà essere controfirmata dal giornalista interessato e corredata della copia del suo documento di identità – potrà essere inoltrata a mezzo fax 068578264 ovvero a mezzo e mail contributi@inpgi.it . ************ Si ricorda, infine, che i datori di lavoro interessati, prima di procedere alla elaborazione della denuncia contributiva mensile, dovranno effettuare l’aggiornamento della procedura DASM (versione 5.0.6), che sarà resa disponibile nel sito internet dell’Istituto, entro il 5/12/2011. La nuova procedura prevederà l’inserimento, nella posizione anagrafica del dipendente interessato, del tipo di agevolazione contributiva applicata e la relativa durata, come da provvedimento di autorizzazione dell’INPGI. Ciò determinerà - per il periodo indicato - la visualizzazione delle sole qualifiche riferite al tipo di agevolazione contributiva selezionata. L’eventuale utilizzo di qualifiche riferite alle agevolazioni contributive per periodi di paga diversi da quelli autorizzati sarà segnalato dal software DASM come anomalia. IL VICE DIRETTORE GENERALE (Dott.ssa Maria I. Iorio)

X EDIzIONE La piccola e media editoria sfida la crisi - Si conferma il successo di pubblico La decima edizione di Più libri più liberi, che si è conclusa l’ 11 dicembre 2011, al Palazzo dei Congressi di Roma, conferma il successo di pubblico dell’anno scorso: 56 mila presenze. C’è soddisfazione tra gli stand degli espositori: “Questa è un’oasi – spiegano – anche perché, in un momento di crisi, il libro è un bene rifugio, nei libri si cerca sicurezza. E se durante l’anno la gente viene meno in libreria, qui è diverso: si viene agli incontri, si fanno i regali. Siamo molto contenti”. Oltre 300 iniziative in programma e 900 relatori, 411 editori, 65 appuntamenti pensati per bambini e adolescenti, centinaia di autori e ospiti del mondo della cultura, dello sport, dello spettacolo, della scienza e della società civile: questa la formula vincente di un evento rigorosamente indipendente e unico per il suo approccio “dal basso”, che sfida la crisi economica. Soddisfazione tra gli organizzatori per un’edizione che sembrava penalizzata dai tagli dei contributi pubblici e che invece ha suscitato una risposta unitaria da parte delle istituzioni che si sono date appuntamento per un tavolo di confronto. “La Fiera tiene, nonostante la crisi. E si è confermata un evento unico nel suo genere, fondamentale per dare spazio alla vivacità e all’entusiasmo culturale degli editori indipendenti, ma anche per fare da motore all’economia del settore editoriale in un momento di incertezza”, commenta Enrico Iacometti, presidente del Gruppo Piccoli Editori dell’AIE. L’identikit del visitatore tipo di Più libri più liberi, come emerge dall’indagine realizzata nel 2010 per il secondo anno dall’Ufficio Studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) e dall’Università di Tor Vergata su un campione di 946 intervistati con più di 14 anni, è una giovane donna romana, laureata e soprattutto una forte acquirente di libri. Dalla ricerca si viene a scoprire che la Fiera attrae sempre più lettori da fuori: il 59% dei visitatori è romano e il 15% viene da altri comuni del Lazio. Più di un visitatore su quattro (il 26%) arriva da altre regioni. Si tratta, in ogni caso, di un pubblico giovane (quasi il 70% ha meno di 39 anni e il 41% si colloca nella fascia d’età tra i 19 ed i 29 anni), e fedele: il 44% è già stato in Fiera. Uno su tre ha saputo della manifestazione grazie al passaparola, e il 47% dei visitatori legge uno o più libri al mese. Notiziario USPI n° 12/2011


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DI PIù LIBRI PIù LIBERI Fahrenheit ha proclamato oggi il suo Libro dell’Anno 2011. Dopo Gomorra di Roberto Saviano, Storie di uno scemo di guerra di Ascanio Celestini, Mal di pietre di Milena Agus, Necropolis di Boris Pahor, Nel mare ci sono i coccodrilli di Fabio Geda, Piazza del Diamante di Mercè Rodoreda, gli ascoltatori, chiamati a votare tra i 12 libri del mese che loro stessi hanno eletto durante l’anno, hanno scelto Italia di Marco Lodoli, pubblicato da Einaudi. Visita a sorpresa del ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, che ieri ha passeggiato tra gli stand con la figlia, accompagnato dal presidente dell’AIE Marco Polillo: “Fa piacere vedere che c’è tutta questa gente per i libri, poi quando sono libri di piccoli editori, ancora di più – ha commentato Passera. Tra gli appuntamenti più seguiti, grande successo per

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La rassegna stampa tempestiva e affidabile

l’incontro con Andrea Camilleri, che ha chiuso oggi idealmente la manifestazione in un affollato faccia a faccia con i lettori nella Sala Diamante, affiancato da Melania Mazzucco: “Si dice “le sudate carte” – ha spiegato il padre di Montalbano – ma io non ho mai sudato sulla carta: alla base della scrittura deve esserci il piacere: è come il lavoro di un falegname, che è il primo a divertirsi nel creare un bel mobile”. Coda infinita e posti in piedi anche per l’incontro con la scrittrice belga Amélie Nothomb, che ha raccontato a una platea più che mai variegata la sua idea di scrittura, la sua “drammatica fiducia” negli altri e il labile rapporto tra realtà e finzione. Molto apprezzata anche Sarah Shun-lien bynum, che ha spiegato come nascono le visioni oniriche del suo Madeleine dorme. E poi l’Eterna giovinezza raccontata da Ricardo Coler, che ha suscitato un appassionato dibattito con il pubblico. L’impegno dell’attivista e giornalista messicana Lydia Cacho, che ha incantato un pubblico prevalentemente femminile. La passione di Petra Reski, un’altra donna in prima linea nel denunciare, questa volta, i pericolosi intrecci tra mafia e potere. O il sempre più vago confine tra uomo e tecnologia, mente e computer, raccontato in uno stimolante dialogo tra il genetista Edoardo boncinelli e il sociologo Derrick de Kerckhove. Bagno di folla, infine, anche

p e r Margherita Hack in fiera per presentare il suo libro La mia vita in bicicletta. La tecnologia è stata una delle grandi protagoniste di questa decima edizione della Fiera: i dati del Centro Studi AIE, infatti, ci raccontano di una piccola e media editoria sempre più digitale: un editore su cinque produce eBook, uno su dieci ha quei titoli disponibili su Kindle, e uno su 100 li ha anche in audiolibri. Nascono sempre più videogames da cui vengono tratti romanzi, e i saggi che diventano app per iPad. Ma il libro tradizionale non sta a guardare, e tra gli stand, ad incantare i visitatori, c’erano tante magie di carta: libri pop up, volumi “scultura”, magnifiche fiabe illustrate. Perché per resistere alla sfida della tecnologia, anche il libro tradizionale si trasforma. E diventa sempre più “touch”. Più libri più liberi dà appuntamento per l’undicesima edizione dal 6 al 9 dicembre 2012. (Ufficio stampa Associazione Italiana Editori)

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La rassegna passata in rassegna

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Notiziario USPI n° 12/2011

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PERIODICI ASSOCIATI ALL’USPI (4 39° elenco) coLoRi & PaRoLe

MaG iL MaGaZiNe coN stiLe

iL MoNDo Dei saNtiNi

Piazza XI Febbraio, 4/4 48018 Faenza (RA) Direttore: Toni Graziano Editore: Il Mondo dei Santini S.r.l. Periodicità: trimestrale Materia trattata: collezionismo, storia, riproduzioni santini

Via Industriale, 96-98 98123 Messina Direttore: Attilio Raimondi Editore: Magazine S.r.l. Periodicità: bimestrale Materia trattata: informazione locale

Piazza IX Febbraio, 4/4 48018 Faenza (RA) Direttore: Toni Graziano Editore: Il Mondo dei Santini S.r.l. Periodicità: bimestrale Materia trattata: collezionismo, storia dei santini

LeNeWs

iL MeRcatiNo FRee

iL MoNDo Dei saNtiNi oN LiNe

Via G. Di Vittorio, 3 40056 Crespellano (BO) Direttore: Ing. Antonio Bonacini Editore: Labanti e Nanni Industrie Grafiche Srl Periodicità: semestrale Materia trattata: informazione tecnica

C.da Torre Allegra s.n. 95121 Catania Direttore: Monica Pina Adorno Editore: Litocon Litostampa e confezioni S.r.l. Periodicità: settimanale Materia trattata: cultura, economia, politica e spettacolo

Piazza IX Febbraio, 4/4 48018 Faenza (RA) Direttore: Toni Graziano Editore: Il Mondo dei Santini S.r.l. Periodicità: bimestrale Materia trattata: collezionismo, storia dei santini

LeoNessa Di PuGLia

MessiNa MeDica

iL MoNDo DeL PResePe

Via Rovereto, 22 70022 Altamura (BA) Direttore: Adolfo Sarra Editore: Nicola Roberto Berloco Periodicità: variabile Materia trattata: informazione, sociale, cultura, sport

Via Bergamo Is., 47/A 98124 Messina Direttore: Giovanni Caminiti Editore: Ordine Prov. Medici Chirurghi ed Odontoiatri Periodicità: bimestrale Materia trattata: medicina, odontoiatria, scienza, legislazione sanitaria, formazione

Piazza XI Febbraio, 4/4 48018 Faenza (RA) Direttore: Toni Graziano Editore: Il Mondo dei Santini S.r.l. Periodicità: bimestrale Materia trattata: collezionismo, storia del presepio

NOTIzIARIO

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Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 Fax 06.40.66.859 - 06.406.59.41 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Stabilimento di Roma Via Leonardo da Vinci, 8 00015 Monterotondo (RM)

CONVENZIONE USPI-SDA EXPRESS COURIER E’ STATA

RINNOVATA LA CONVENZIONE TRA USPI E SDA EXPRESS COURIER PER LA SPEDIZIONE DI PACCHI, A CONDIZIONI VANTAGGIOSE, RISERVATE AGLI ASSOCIATI ALLA NOSTRA UNIONE. NUOVI SERVIZI ACCESSORI. TUTTE LE INFORMAZIONI SU www.USPI.IT, SEZIONE “CONVENZIONI”.

“I nostri pacchi possono viaggiare con SDA”.

Il n. 12 dicembre 2011 è stato stampato il 23 dicembre 2011

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Notiziario USPI n° 12/2011


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