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NOTIZIARIO
UNION E ST AMPA
PE RIODIC A ITALIANA
ANNO 46° - MENSILE
Uspi
- 11 NUMERI
Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L. 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma. In caso di mancato recapito rinviare all’ufficio P.T. di Roma - Romanina detentore del conto per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa in vigore
Parere favorevole con osservazioni
PROROGATO DI UN ANNO IL DIRITTO SOGGETTIVO ALLA PERCEZIONE DEI CONTRIBUTI DELLA LEGGE 250/90
Recepite molte richieste dell’USPI
Prorogato di un anno il diritto soggettivo alla percezione dei contributi della legge 250/90 (pagine 1, 4, 6, 14)
La Commissione Cultura della Camera dà il via libera al Regolamento sui contributi all’editoria (pagine 1, 2)
Convocazione dell’Assemblea USPI dell’anno 2010 (pagina 3)
Liberalizzazione del mercato
MARZO 2010
Legge 26 febbraio 2010, n. 25 (Milleproroghe)
LA COMMISSIONE CULTURA DELLA CAMERA DA’ IL VIA LIBERA AL REGOLAMENTO SUI CONTRIBUTI ALL’EDITORIA L’11 marzo scorso, la Commissione Cultura della Camera dei Deputati, competente nell’esprimere un parere (non vincolante) sullo “Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante misure di semplificazione e riordino della disciplina di erogazione dei contributi all’editoria (Atto n. 183)”, ha dato parere favorevole al Regolamento, effettuando alcune considerazioni e proposte di modifica, molte delle quali contenute nel documento USPI presentato alla Commissione nell’Audizione informale del 16 febbraio scorso (e pubblicato sul numero di febbraio 2010 del Notiziario USPI, unitamente al testo completo del Regolamento, a cui si fa riferimento). Due le principali richieste della Commissione: reintroduzione, non a titolo provvisorio, del c.d. “diritto soggettivo” alla percezione del contributo e 2
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Dietrofront del Governo che accoglie un emendamento dell’Assemblea della Camera che sospende, per i contributi 2009, il riparto proporzionale tra gli aventi diritto - Il contributo per ciascun soggetto non potrà, comunque, essere superiore a quello percepito nel 2008 - Tagli, invece, alle emittenti radiotelevisive, per i giornali italiani editi e diffusi all’estero e quelli dei consumatori -Abrogati i contributi per le edizioni teletrasmesse all’estero dei quotidiani - Possibile aumento delle tariffe postali agevolate
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i eravamo lasciati, con il numero di febbraio di questo Notiziario, con la ferma intenzione del Governo, e soprattutto del Ministro dell’Economia Tremonti, di non apportare modifiche o dilazioni alla norma della Finanziaria 2010 (articolo 2, comma 62, Legge 191/2009) che aboliva, da subito, il diritto soggettivo alla percezione del contributo ex lege 250/1990 spettante ad ogni singolo soggetto ed introduceva
S OMMARIO
dei servizi postali e soggetto regolatore indipendente (pagine 5, 6)
Le quote associative USPI per l’anno 2010 (pagina 7) Pubblicisti oggi (pagine 8, 9)
Deposito legale e Convenzione USPI (pagina 9)
Il contributo 2010 all’Autorità per le Comunicazioni (pagine 10, 11, 12, 13)
focuStampa (pagine 13, 14)
Notizie: Editoria e Comunicazione (pagina 14) Ci hanno lasciato Panfilo Monaco e NicolaTeti (pagina 14)
Biblioteca USPI (pagina 15) L’Eco della Stampa (pagina 15)
Periodici associati USPI - 425° elenco (pagina 16) Telegrammi (pagina 16)
il limite del diritto agli stanziamenti iscritti, di anno in anno, sul bilancio della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Ed infatti, anche durante l’esame del c.d. “decreto milleproroghe” al Senato, in prima lettura, non era stato approvato un emendamento (anche se presentato dalla Commissione Bilancio di Palazzo Madama) che proponeva la posticipazione di un anno dell’entrata in vigore della norma prevista dalla Finanziaria. Alla Camera, però, il quadro politico si è definito con precisione e Tremonti non ha potuto non tener conto dell’appello di circa 350 deputati, di tutti gli schieramenti, che sosteneva la proroga di un anno 4
CONTRIBUTO AGCOM
Versamento: 30/4 Modulistica: 31/5
(vai a pagina 10)
DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI (vai a pagina 9)
Articoli e notizie di questo Notiziario possono essere liberamente riprodotti citandone la fonte. Se ne raccomanda, anzi, la massima diffusione da parte di tutti i periodici associati all’USPI, nell’interesse della categoria QUESTO NOTIZIARIO VIENE SPEDITO AGLI ASSOCIATI USPI IN REGOLA CON IL VERSAMENTO DELLE QUOTE
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LA COMMISSIONE CULTURA DELLA CAMERA DA’ IL VIA LIBERA AL REGOLAMENTO SUI CONTRIBUTI ALL’EDITORIA ripristino dei contributi alle 1 radioTV locali, ai giornali italiani all’estero ed a quelli delle Associazioni dei consumatori. Sul testo del Regolamento di riordino dei contributi all’editoria, in particolare, la Commissione ha proposto alcune modifiche o precisazioni, suggerite dall’USPI. Ad esempio, il ripristino del tetto del 30% dei ricavi pubblicitari, o in alternativa una rimodulazione dello stesso; la considerazione in termini di media annua per il requisito dell’occupazione redazionale; l’abrogazione della previsione della restituzione del contributo in caso di soccombenza in sede giurisdizionale in materia previdenziale. Pubblichiamo, di seguito, il testo completo del parere espresso dalla Commissione Cultura, ricordando che il testo del “Regolamento” di semplificazione e riordino dei contributi diretti all’editoria” è stato pubblicato sul precedente numero di questo Notiziario. Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante misure di semplificazione e riordino della disciplina di erogazione dei contributi all’editoria (Atto n. 183).
La VII Commissione (Cultura, scienza ed istruzione), esaminato lo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante misure di semplificazione e riordino della disciplina di erogazione dei contributi all’editoria (atto n. 183); premesso che è necessario che il Parlamento proceda in tempi rapidi all’elaborazione e all’approvazione di una legge di riforma organica dell’Editoria, anche con un ampio confronto con le organizzazioni rappresentative del settore editoriale;
tenuto conto delle audizioni svolte dalla Commissione nelle sedute del 9, del 16 e del 23 febbraio 2010, nel corso delle quali sono intervenuti i principali attori del settore;
sottolineati positivamente gli interventi previsti dallo schema di decreto a favore della trasparenza e della semplificazione del settore come, ad esempio, l’introduzione di nuovi criteri di calcolo per i contributi; l’introduzione del criterio della vendita rapportato alla distribuzione anziché quello di tiratura, per evitare eccessi di copie stampate e, quindi, di contributi; la non considerazione ai fini della sussistenza del requisito di ammissione e del calcolo 2
del contributo delle «vendite di blocco» a prezzi di comodo - che finivano per aumentare le tirature dei giornali -; le misure in favore dell’occupazione nel settore editoriale;
rilevato che occorre prevedere che le regole assegnate ai giornali di partito siano le stesse stabilite per tutti gli altri giornali ammessi ai contributi diretti;
sottolineato altresì che il tetto di 50 milioni di copie finanziabili per i periodici, rispetto al limite di un milione di copie previsto dalla normativa vigente, non appare congruo; esprime
PARERE FAVOREVOLE
con le seguenti condizioni:
1) appare necessario ristabilire, non a titolo provvisorio, il cosiddetto «diritto soggettivo», cioè il diritto di ricevere il totale dei contributi diretti derivanti dal calcolo effettuato sulla base dei parametri previsti dalla normativa vigente, superando così l’articolo 44 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito in legge dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, che prevede che, nell’erogazione dei contributi diretti, si tenga conto delle somme complessivamente stanziate nel bilancio dello Stato per il settore, che costituiscono limite di spesa; 2) appare altresì necessario ripristinare «il tetto» del 30 per cento dei ricavi della pubblicità rispetto ai costi dell’impresa;
3) occorre inoltre considerare in termini di media annua, al fine di evitare un’interpretazione troppo rigida della norma, il numero minimo di 3 giornalisti dipendenti per i periodici e di 5 per i quotidiani, quale requisito per la percezione del contributo assegnato per favorire l’occupazione;
4) appare altresì necessario cancellare la disposizione che prevede la restituzione dei contributi percepiti in caso di soccombenza del soggetto percettore in
sede giurisdizionale per violazione in materia previdenziale;
5) occorre inoltre ridurre il tetto di 50 milioni di copie finanziabili per i periodici rispetto al limite di un milione di copie previsto dalla normativa vigente;
6) occorre altresì prevedere, in tempo utile per la presentazione delle domande al Dipartimento per l’informazione dell’editoria, la concessione di particolari agevolazioni per l’emittenza radiofonica e televisiva locale e per i giornali italiani all’estero e per i giornali dei movimenti dei consumatori, dopo l’approvazione alla Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame del disegno di legge C. 3210 di conversione in legge del decreto legge 30 dicembre 2009, n. 194 (il cosiddetto decreto legge «Milleproroghe»), convertito nella legge 26 febbraio 2010, n. 25, dell’emendamento che ha soppresso le provvidenze per questi specifici settori; 7) all’articolo 6 occorre uniformare la terminologia, dato che al comma 1 si usa la locuzione «accertamenti e approfondimenti», mentre al comma 2 si usa la locuzione «accertamenti e controlli»; occorre altresì esplicitare - come si fa, per simmetrica fattispecie, all’articolo 10, e come risulta dalla relazione illustrativa - che gli accertamenti riguardano, oltre che la documentazione presentata, anche l’attività delle imprese;
8) con riferimento all’articolo 14, al comma 6 appare necessario esplicitare la durata dei contratti di locazione finanziaria ai fini del riconoscimento del contributo in conto canoni ed indicare la durata del piano di ammortamento che deve essere sviluppato ai fini della determinazione del contributo stesso;
9) al comma 3 dell’articolo 17, in considerazione della previsione della sanzione ivi contenuta consistente nella revoca del beneficio, occorre indicare un termine univoco entro il quale deve essere inoltrata la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà; e con la seguente osservazione:
valuti il Governo l’opportunità di adottare iniziative affinché le agevolazioni previste siano estese anche ai quotidiani editi da partiti politici che, alla data del 31 dicembre 2005, facevano parte, come componente politica, del gruppo misto della Camera dei deputati. "otiziario USPI n° 3/2010
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AVVISO DI CO"VOCAZIO"E DELL’ASSEMBLEA U.S.P.I. DELL’A""O 2010
Ai sensi degli articoli 7 e 8 dello Statuto, l’Assemblea Generale Ordinaria dei soci dell’Unione Stampa Periodica Italiana (U.S.P.I.) è convocata per il 15 aprile 2010, alle ore 9 in prima ed alle ore 10 in seconda convocazione, presso la sede sociale in Viale B. Bardanzellu n. 95 in Roma, con il seguente:
ORDI"E DEL GIOR"O
1. Insediamento della Presidenza e della Segreteria; 2. Nomina della Commissione per la verifica dei poteri; 3. Costituzione dei seggi elettorali; 4. Relazione del Presidente; 5. Relazione del Segretario Generale; 6. Relazione del Collegio dei Revisori dei Conti; 7. Approvazione del rendiconto esercizio 2009; 8. Approvazione esercizio preventivo 2010; 9. Elezione del Consiglio Nazionale per il triennio 2010-2012; 10. Elezione del Collegio dei Revisori dei Conti per il triennio 2010-2012; 11. Elezione del Collegio dei Probiviri per il triennio 2010-2012; 12. Varie ed eventuali.
In base all’articolo 7 dello Statuto hanno diritto di voto tutti i soci ordinari di cui all’articolo 3 in regola con il pagamento delle quote sociali. Ai soci di cui al punto 1) di tale articolo spettano tre voti per ciascuna testata, mentre ai rappresentanti delle Associazioni o Gruppi di cui al punto 2) spetta un solo voto. Hanno diritto inoltre ad esprimere un voto gli iscritti all’U.S.P.I. a titolo personale di cui all’art. 30 (norma transitoria). Ogni socio che non possa partecipare personalmente all’Assemblea può farsi rappresentare, ad ogni effetto, da persona, anche non iscritta all’USPI, munita di apposita delega. Nessun socio o delegato può essere portatore di più di dieci deleghe. Le operazioni elettorali per il rinnovo delle cariche sociali avranno inizio alle ore 12 e si concluderanno alle ore 16, ora in cui i seggi elettorali inizieranno lo spoglio delle schede. Tutte le procedure elettorali si svolgeranno secondo le modalità deliberate dal Consiglio Nazionale nella seduta del 19 dicembre 2002. Per la partecipazione all’Assemblea, i soci che ancora non lo avessero fatto, dovranno mettersi in regola con la quota associativa per il 2010. Il rendiconto 2009 ed il preventivo 2010 saranno a disposizione dei soci che li volessero esaminare presso la sede sociale dell’USPI, in Viale B. Bardanzellu n. 95 in Roma, dalle ore 12 del 30 marzo, alle ore 12 del 14 aprile c.a. Il presente annuncio è da considerarsi quale “avviso” secondo quanto stabilito dall’articolo 8, primo comma, dello Statuto. Roma, 5 gennaio 2010
IL PRESIDENTE (Antonio Barbierato)
- - - - - --- --------- --------------- ------ ----- ---- - - - - - - DELEGA
Il sottoscritto........................................................................................................................................................................................ nella sua qualità di (1)..........................................................................................................................................................................
delega il Sig .........................................................................................................................................................................................
a rappresentarlo all’Assemblea dei soci dell’USPI del 15 aprile 2010 a Roma per l’approvazione dei bilanci e l’elezione delle cari-
che sociali per il triennio 2010-2012 come da Ordine del Giorno . ................................... (data)
................................................. (firma)
(1) Indicare la qualità di editore e titolo del periodico, ovvero di suo rappresentante (punto 1 art. 3 dello Statuto) nel qual caso è necessario indicare anche la testata, ovvero la qualità di socio a titolo personale (art. 30 dello Statuto, norma transitoria).
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PROROGATO DI UN ANNO IL DIRITTO SOGGETTIVO ALLA PERCEZIONE DEI CONTRIBUTI DELLA LEGGE 250/90
della entrata in vigore del comma 1 62, articolo 2 della Finanziaria 2010. Si è giunti, quindi, all’approvazione di un testo - l’articolo 10/sexies - alla Camera (e frettolosamente licenziato anche dal Senato per la ravvicinata scadenza dei termini di validità del decreto) che, se non soddisfa a pieno i soggetti ai quali il contributo è stato confermato per il 2009, ha scontentato altre categorie destinatarie degli stessi contributi. Perchè la norma approvata proroga di un solo anno (2010, a valere sui contributi maturati nel 2009) il diritto soggettivo alla percezione del contributo, senza limiti di stanziamento, ma con la clausola che questo "O" POTRA’ ESSERE SUPERIORE A QUELLO PERCEPITO "EL 2008; e perchè, vista la limitatezza del Fondo a coprire tutte le spese di bilancio, ad alcuni soggetti si è dato, mentre ad altri si è tolto. Vediamo nel particolare:
DIFFERIME"TO DELLE DISPOSIZIO"I DELLA FI"A"ZIARIA 2010
L’articolo 10/sexies, della Legge 26/2/2010, n. 25 (su Gazzetta Ufficiale n. 48 del 27/2/2010 - Supplemento Ordinario n. 39), ha disposto il differimento, per il solo esercizio 2009, delle disposizioni di cui al secondo comma dell’art. 2, comma 62, della legge n. 191 del 23 dicembre 2009 (erogazione del contributo nei limiti dello stanziamento) per i seguenti soggetti:
a) cooperative giornalistiche editrici di quotidiani e/o periodici; b) società editrici di quotidiani la cui maggioranza del capitale sociale è detenuto da enti morali, cooperative e/o fondazioni; c) imprese editrici di quotidiani ed emittenti radiotelevisive che editano quotidiani o trasmettono programmi in lingua francese, ladina, slovena e tedesca; d) periodici editi da cooperative, fondazioni, associazioni e/o enti morali esistenti nel 1988 e nle 1989; e) imprese radiofoniche organo di movimenti politci; f) imprese editrici di quotidiani organi di movimento politico ma privi del requisito della rappresentanza parlamentare di cui all’art. 153 della legge n. 388 del 2000; g) imprese editrici di quotidiani o periodici o giornali organi di forze politiche in possesso del requisito della rappresen4
tanza parlamentare o aventi tale requisito al 31 dicembre 2005; h) imprese radiofoniche private che abbiano svolto attività di informazione di interesse generale (radio radicale).
Per tutte queste imprese, per l’esercizio 2009, il contributo sarà pagato sulla base della legge e senza limiti di stanziamento ma, ripetiamo, non potrà essere superiore a quello spettante nel 2008. Inoltre, viene prorogata, anche all’esercizio 2009, la riduzione prevista dal comma 1 dell’art. 10 del decreto legge 1° ottobre 2007, n. 159; pertanto, il contributo subirà una riduzione del due per cento anche per il 2009. Per i canali telematici satellitari viene prorogato al 2009, il diritto a percepire i contributi. RIDUZIO"I DEL CO"TRIBUTO
A fronte del ripristino del contributo, come evidenziato, ai soggetti sopra riportati, la legge 25/2010 ha provveduto ad effettuare tagli ai contributi 2009 (quindi con effetto di retroattività) ad altri soggetti percipiendi gli aiuti statali negli anni decorsi. Per i giornali editi e diffusi all’estero e per quelli espressione delle Associazioni dei consumatori è stata introdotta una riduzione del 50% per i contributi relativi al 2009. Inoltre, sempre a valere dal 2009, sono stati abrogati i contributi a favore delle edizioni teletrasmesse all’estero dei quotidiani italiani ed i rimborsi, a favore delle imprese radiofoniche, per i consumi elettrici e per gli abbonamenti alle agenzie di stampa. A favore di tali ultime imprese, sono riconosciuti esclusivamente i contributi erogati dal Ministero dello sviluppo economico, ai sensi della legge 422/1993.
LE AGEVOLAZIO"I POSTALI
Il punto 2 dell’articolo 10/sexies destina un importo non inferiore a 50 milioni di euro per l’anno 2010 al rimborso delle agevolazioni tariffarie postali nel settore dell’editoria (importo immediatamente accantonato e reso indisponibile).
Ricordiamo che la Legge Finanziaria 2010 (Legge 191/2009) aveva già acquisito l’importo di 45 milioni di euro dalle somme versate all’entrata di bilancio e non ancora riassegnate alla data del 1° gennaio 2010, per destinarlo alla rimodulazione delle rate annuali con le quali il Dipartimento per
l’informazione e l’editoria presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri effettua il rimborso a Poste Italiane per le agevolazioni tariffarie praticate agli editori, in relazione al mancato pagamento dell’annualità 2009 Ma il decreto Milleproroghe contiene un’altra norma che riguarda le agevolazioni postali. L’articolo 5 (titolato “Proroga di termini in materia di infrastrutture e trasporti”), al comma 7, proroga al 31 dicembre 2010 il blocco e le riduzioni delle tariffe pubbliche, ex articolo 3 della Legge 28 gennaio 2009 n. 2 (Decreto Anticrisi), “con esclusione della regolazione tariffaria dei servizi aeroportuali offerti in regime di esclusiva, nonché dei servizi di trasporto ferroviario sottoposti a regime di obbligo di servizio pubblico, nonchè delle tariffe postali agevolate”. Pertanto, il Ministero dello sviluppo economico ha la possibilità di emanare nuovi decreti tariffari postali per l’editoria.
COMPITI DEL DIPARTIME"TO EDITORIA La legge 25/2010 prevede espressamente che le risorse necessarie a coprire l’intero fabbisogno siano assicurate attraverso l’utilizzo di fondi iscritti nell’ambito del bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio ed impegna il Dipartimento per l’Informazione e l’editoria “al monitoraggio delle spese relative alle provvidenze per l’editoria” ed a riferire “in merito, entro il 30 giugno, al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell’economia e delle finanze. *****
LEGGE 26/2/2010, ". 25 (Milleproroghe)
Art. 10-sexies. - (Differimento dell’appliazione di disposizioni in materia di contributi all’editoria) 1. Nelle more della riforma organica del settore dell’editoria e in attuazione dell’articolo 44 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133, e successive modificazioni, si applicano le seguenti disposizioni: a) per i contributi relativi all’anno 2009 di cui ai commi 2, 2-bis, 2-ter limitatamente alle minoranze linguistiche, 2-quater, 3 e 10 dell’articolo 3 e all’articolo 4 della legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive modificazioni, al 6
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LIBERALIZZAZIONE DEL MERCATO DEI SERVIZI POSTALI E SOGGETTO REGOLATORE INDIPENDENTE di Fernando Bruno
dialogando dialogando Ospitiamo in questa rubrica un approfondimento sulla liberalizzazione del mercato dei servizi postali nel 2011, redatto dal dott. Fernando Bruno. Bruno, Giornalista, già Capo della Segreteria Tecnica del Ministro delle comunicazioni, è assistente del Commissario Sortino all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, e da anni docente di legislazione editoriale al corso USPI presso l’Università di Urbino.
Il tema del futuro delle agevolazioni postali, risorsa vitale per la piccola e media editoria, e per il comparto editoriale nel suo complesso, si inquadra in una partita assai più ampia, delicata e di grande complessità. E’ la partita della liberalizzazione dei servizi postali, un argomento che in questi ultimi giorni ha riconquistato grande visibilità per una serie di iniziative e prese di posizione assunte dalle due Autorità coinvolte, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato e l’Autorità per le comunicazioni.
Sul tema delle agevolazioni postali all’editoria, che come è noto sono attualmente regolate dagli articoli 1 e 3 della legge n. 46/2004, di conversione del DL n. 353/2003, si era già espressa con molta chiarezza l’Antitrust con una segnalazione al Governo nell’ottobre del 2007. In quell’occasione, gli Uffici di Piazza Verdi avevano sottolineato come il meccanismo agevolativo previsto dal legislatore comportasse “ il mantenimento dell’applicazione di un regime agevolato a favore della sola Poste Italiane S.p.A., con ciò ponendosi in contrasto […] con le norme a tutela della concorrenza e del mercato”. In pratica l’Antitrust osservava come la disciplina vigente determinasse “un’evidente e grave distorsione concorrenziale in quanto operatori postali diversi da Poste Italiane non sono in grado di praticare offerte competitive agli editori per tale tipo di prestazione. Attraverso la normativa vigente, si è quindi sottratto di fatto "otiziario USPI n° 3/2010
al mercato uno spazio di attività che di diritto sarebbe liberalizzato”.
Tali considerazioni hanno successivamente trovato conferma, all’interno di una più organica riflessione sulle lacune concorrenziali del mercato editoriale, nell’Indagine conoscitiva IC/35, conclusasi nel settembre 2009. In questa sede il Garante della concorrenza riproponeva le proprie considerazioni sul deficit concorrenziale che connota il segmento di mercato della agevolazioni postali all’editoria, quale effetto di una normativa di settore sostanzialmente orientata a perpetuare la posizione di monopolio di Poste. Siffatta situazione, a giudizio dell’Antitrust, avrebbe comportato per di più, come naturale conseguenza, uno scarso livello qualitativo dei servizi offerti, in ragione della perdurante assenza di una pressione competitiva idonea a spingere l’efficienza produttiva e l’economicità delle prestazioni.
Unica nota positiva, ma di grande interesse per il settore editoriale regolato, la considerazione – formulata a chiare lettere nella conclusione dell’indagine conoscitiva – circa la condivisione dell’obiettivo di “favorire la stampa periodica”, il che, a ben vedere, corrisponde anche ad un preventivo giudizio positivo, sotto il profilo del diritto della concorrenza, delle disposizioni in materia di agevolazioni postali a favore del comparto editoriale.
Il tema esplicitamente posto allora, che è poi il tema ancora oggi all’ordine del giorno, è quello di un intervento legislativo organico inteso ad instaurare effettive condizioni di concorrenza nel settore postale, ed a consentire in concreto agli operatori alternativi (esistenti e nuovi entranti) di offrire i medesimi servizi offerti da Poste. Tanto più alla luce del vincolo al recepimento, entro il 2010, della direttiva 2008/6/CE che conclude il percorso di apertura e liberalizzazione del settore postale, eliminando ogni residua possibilità di mantenere privilegi e rendite di posizione da parte degli operatori ex
monopolisti. L’obiettivo ultimo di questo processo, per quanto in questa sede di interesse, era efficacemente messo a fuoco dall’Antitrust già nella segnalazione del 2007: “l’apertura alla concorrenza del mercato dovrebbe incentivare le imprese ad una maggiore efficienza nella fase della distribuzione, con significative ricadute in termini di innalzamento del livello di qualità del servizio a beneficio dei consumatori e di aumento della domanda di prodotti editoriali in abbonamento, ponendo le basi per una crescita del mercato”.
Proprio l’approssimarsi, entro l’anno 2010, della scadenza comunitaria, ha suggerito nel febbraio scorso all’Autorità garante del mercato e della concorrenza di intervenire ancora una volta sulla materia postale, questa volta nel quadro di una più organica proposta di riforma concorrenziale formulata al Governo e al Parlamento in vista dell’adozione della Legge annuale per il mercato e la concorrenza, l’istituto meritoriamente introdotto nell’ordinamento interno dall’art. 47 della legge n. 99/2009, quale ordinario strumento di intervento per il completamento del processo di modernizzazione concorrenziale dell’economia nazionale [AS 659 - proposte di riforma concorrenziale ai fini della legge annuale per il mercato e la concorrenza - 9 febbraio 2010] Per la sua chiarezza, e per la nettezza dei toni, il passaggio centrale della parte della segnalazione riservata al tema della liberalizzazione dei servizi postali merita di essere riportato integralmente: “L’Autorità ritiene quindi necessario che venga rapidamente individuato 6
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LIBERALIZZAZIONE DEL MERCATO DEI SERVIZI POSTALI E SOGGETTO REGOLATORE INDIPENDENTE
un soggetto regolatore indipen5 dente, che realizzi la liberalizzazione del settore, e consenta all’Italia di dare risposta alla procedura di infrazione comunitaria attualmente pendente1. Inoltre, l’Autorità ritiene che con lo strumento della Legge Annuale dovrebbe senza indugio procedersi direttamente all’eliminazione, dal quadro normativo nazionale, delle disposizioni suscettibili di creare vantaggi competitivi in capo a Poste Italiane nelle aree già aperte alla competizione, al fine di garantire concretamente immediati benefici per i consumatori nei relativi mercati e di creare gli incentivi e le condizioni per garantire un effettivo sviluppo della futura concorrenza nelle aree soggette a prossima liberalizzazione”.
scorso, in vista dell’adozione del decreto di recepimento della direttiva comunitaria n. 2008/6/CE - ai sensi di quanto previsto nel disegno di legge A.S. 1781 (A.C. 2449), recante “Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee – Legge comunitaria 2009” - l’Agcom chiede infatti di cogliere l’occasione per prevedere l’istituzione di un’autorità nazionale di regolazione indipendente in materia di servizi postali, soffermandosi poi diffusamente sulle ragioni per cui essa stessa si candida a ricoprire questo ruolo.
Con una segnalazione al Governo e al Parlamento resa pubblica il 20 febbraio
E la prima di queste ragioni è che l’attuale Autorità preposta, ossia il competente Ministero delle attività produttive (ex Comunicazioni), non soddisfa “il carattere di indipendenza sostanziale richiesto dalla norma comunitaria, con il risultato che l’attuale assetto dei poteri non garantisce una effettiva indipendenza del regolatore dal soggetto regolato”.
comma 4 dell’articolo 153 della 4 legge 23 dicembre 2000, n. 388, e al comma 5 dell’articolo 28 della legge 25 febbraio 1987, n. 67, ai soggetti aventi diritto non si applicano le disposizioni di cui all’articolo 2, comma 62, della legge 23 dicembre 2009, n.191, ed è corrisposto, in presenza dei requisiti di legge, un contributo pari al 100 per cento dell’importo calcolato secondo i parametri stabiliti dalla legislazione vigente. Tale importo non può comunque essere superiore a quello spettante per l’anno 2008; b) ai soggetti di cui all’articolo 1 della legge 7 agosto 1990, n. 230, e all’articolo 20, comma 3-ter, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, e successive modificazioni, per i contributi relativi all’anno 2009 non si applicano le disposizioni di cui all’articolo 2, comma 62, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, ed è corrisposto, in presenza dei requisiti di legge, un contributo pari al 100 per cento dell’importo calcolato secondo i parametri stabiliti dalla legislazione vigente. Tale importo
non può comunque essere superiore a quello spettante per l’anno 2008; c) all’articolo 10, comma 1, del decretolegge 1° ottobre 2007, n.159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, e successive modificazioni, le parole: “2007 e 2008” sono sostituite dalle seguenti: “2007, 2008 e 2009”. All’articolo 39, comma 2, del decretolegge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, le parole: “all’annualità 2008” sono sostituite dalle seguenti: “fino all’annualità 2009”. All’articolo 1, comma 574, della legge 23 dicembre 2005, n.266, le parole: “aumentare su base annua di una percentuale superiore a quella del tasso programmato di inflazione per l’anno di riferimento dei contributi” sono sostituite dalle seguenti: “essere superiori a quelli ammessi al calcolo dei contributi per l’anno 2008”; d) per i contributi relativi all’anno 2009, previsti dall’articolo 3, comma 2-ter, della legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive modificazioni, limitatamente ai
E’ a questo punto che entra in gioco l’altra Autorità, quella per le comunicazioni.
Dunque, le due Autorità marciano spedite e nella stessa direzione: l’Agcom, si legge nella segnalazione, “condivide i rilievi effettuati dall’Agcm relativi alle criticità del settore postale, in termini di apertura del mercato, e fa propria la richiesta dell’individuazione urgente di un regolatore indipendente”. E’ possibile che, al momento di leggere queste considerazioni, lo scenario sarà più chiaro. Vedremo come il Governo avrà inteso muoversi alla luce delle due autorevoli segnalazioni. Ciò che fin d’ora è certo è che la scadenza del recepimento della direttiva in materia di servizi postali ha rimesso tutto in movimento. E se cambia lo scenario generale di riferimento, cambia anche la partita delle agevolazioni postali all’editoria. Ne riparleremo. ____________
1 Si tratta della procedura di infrazione aper-
ta lo scorso anno per violazione del diritto comunitario in ragione della mancata istituzione da parte dell’Italia di un’autorità nazionale indipendente di regolamentazione del settore dei servizi postali, così come previsto dalla direttiva 97/67 (procedura n. 2009/2149).
PROROGATO DI UN ANNO IL DIRITTO SOGGETTIVO ALLA PERCEZIONE DEI CONTRIBUTI DELLA LEGGE 250/90
6
quotidiani italiani editi e diffusi all’estero, dall’articolo 26 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, nonchè dagli articoli 137 e 138 del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e successive modificazioni, si applica una riduzione del 50 per cento del contributo complessivo calcolato per ciascun soggetto; e) per i contributi relativi agli anni a decorrere dal 2009 non si applicano l’articolo 3, comma 2, della legge 1 marzo 2001, n. 62, nonchè gli articoli 4, comma 3, e 8 della legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive modificazioni, e l’articolo 11 della legge 25 febbraio 1987, n. 67, e successive modificazioni. Sono fatti salvi i rimborsi telefonici erogati dal Ministero dello sviluppo economico.
Per i contributi relativi agli anni a decorrere dal 2009, ai soggetti di cui agli articoli 11della citata legge n. 61 del 1987 , e successive modificazioni, 23 della legge 6 agosto 1990, n. 223, e successive modificazioni, e 8 della citata legge n. 250 14 "otiziario USPI n° 3/2010
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LE QUOTE ASSOCIATIVE USPI
per l’anno 2010
L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2010 versando la relativa quota associativa, lungi dal corrispondere ad una rituale formalità, risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche pubbliche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - copia gratuita della XIII edizione della “Guida della Stampa Periodica” (volume + CD) - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura.
Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2010 (e comprensive del costo del “Notiziario USPI”) sono le seguenti:
Per le testate (secondo la tiratura dichiarata):
(Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge)
da da da da da
€ € € € €
1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su
255,00 700,00 1.300,00 2.600,00 3.800,00
OFFERTA PRIMA ISCRIZIONE 2010: con soli 6 euro, in aggiunta alla quota associativa, riceverete direttamente al vostro domicilio la XIII Ediz. della “Guida della Stampa Periodica” 2005/2006 (volume + CD). Nella causale di versamento specificare dettagliatamente: “Quota associativa USPI 2010 + Guida Stampa Periodica”.
Quota d’iscrizione (“una tantum” per le testate che si iscrivono per la prima volta): - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie
- Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie
€
100,00
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210,00 320,00
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170,00
Rinnovo della quota per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI
Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6,Via Franceschini n. 58 - Roma, CODICE IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI. C.F. dell’USPI: 80188110581
ATTENZIONE
Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.
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PUBBLICISTI OGGI
V
Chi sono, che fanno, come ci si iscrive all’Ordine dei Giornalisti, con quali possibilità occupazionali
orremmo parlare del giornalismo com’è e non come dovrebbe essere. Soffermandosi sul popolo dei pubblicisti dove svettano ottimi giornalisti e dove si annidano anche velleitari grafomani. Normalmente l’aspirante pubblicista esercita altre professioni o impieghi. E’ cioè una persona che non può svolgere in esclusiva la professione giornalistica, caratteristica del giornalista professionista. La differenza, quindi, tra il professionista e il pubblicista non è dunque qualitativa ma solo lavoristica, basandosi solo sulla professionalità esclusiva dei professionisti. L’esempio tipico di pubblicismo è dato dal professore di lettere che collabora stabilmente ad una rivista di narrativa curando il settore delle recensioni e delle novità librarie. Altro esempio tipico è quello dell’impiegato direttivo o di concetto del Ministero delle Finanze che cura non occasionalmente per un periodico fiscale la pagina delle novità legislative. O infine l’avvocato che all’esercizio preponderante della libera professione aggiunge la tenuta sistematica di un massimario specializzato per una rivista giuridica. Questi sono pubblicisti in senso stretto. Ad essi si aggiungono i molti aspiranti giornalisti alle prime armi che sperano attraverso l’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti di migliorare il proprio bagaglio esperienziale e di incontrare un’occasione di lavoro. A parte il requisito essenziale dell’esclusività, i pubblicisti sono giornalisti a tutti gli effetti, così come accertato e dimostrato da importanti sentenze della Corte Costituzionale e della Cassazione. Non a caso i pubblicisti sono abilitati a svolgere le funzioni di Direttore Responsabile non solo dei periodici ma anche dei quotidiani. Va anche precisato che l’iscrizione all’Ordine non è condizione necessaria per lo svolgimento dell’attività giornalistica essendo l’espressione - in qualsiasi forma del pensiero garantita dalla nostra Costituzione. Il cronista Kirk Douglas raccontato da Billy Wilder ne “L’asso della manica” (che creava l’evento per lo scoop rallentando la liberazione del minatore imprigionato nella miniera) è uscito clamorosamente di scena. Purtuttavia sono molti i collaboratori saltuari delle redazioni piccole e grandi che sognano il tesserino similpelle dell’Ordine per fregiarsi di un titolo che ha perso molto del suo charme. E allora passiamo subito ad illustrare i requisiti per l’iscrizione all’Ordine dei giornalisti. 8
COME SI DIVE"TA PUBBLICISTI
La condizione per l’iscrizione nell’Elenco pubblicisti è l’aver svolto per due anni attività giornalistica non occasionale e retribuita. Tale attività deve consistere in articoli, servizi, corrispondenze su quotidiani e periodici a prescindere da tirature, diffusione e corpo redazionale delle testate. La domanda deve essere corredata:
1. dai giornali e i periodici che hanno pubblicato gli scritti firmati (e anche quelli non firmati) dal richiedente. Quanti articoli devono essere stati scritti nel biennio? L’autonomia degli Ordini Regionali in passato ha dato difformi risposte a questa domanda cruciale. Opportunamente il CNOG del 30 ottobre 1995 ha stabilito che il numero degli articoli prodotti nel biennio non possa essere inferiore a 40. Con riguardo ai pezzi non firmati o firmati con pseudonimo è necessaria la dichiarazione del Direttore Responsabile che attesti, sotto la sua responsabilità, che il richiedente è l’autore degli scritti. I Direttori Responsabili facciano attenzione poiché le dichiarazioni di comodo possono produrre severe sanzioni disciplinari da parte dell’Ordine regionale territorialmente competente; 2. dal certificato dell’Editore o del Direttore responsabile che attesti la regolare retribuzione, da almeno due anni, dell’attività pubblicistica.
In merito ai parametri retributivi, con l’abolizione di tutti i tariffari minimi professionali, intervenuta con il “decreto Bersani”, si ritiene che non possa esservi una valutazione discrezionale dell’Ordine sul livello economico della retribuzione, al fine dell’accoglimento della pratica. In definitiva la documentazione deve contenere elementi circa l’effettivo svolgimento della collaborazione giornalistica nell’ultimo biennio al fine di consentire all’Ordine di accertare che l’attività nel biennio non sia stata esercitata né occasionalmente, né gratuitamente. A nostro avviso per l’individuazione della
complessiva attività pubblicistica del richiedente non è inutile produrre anche articoli e servizi (soprattutto se importanti!) scritti nel periodo immediatamente anteriore al biennio. A conclusione di questa rapida elencazione dei requisiti richiesti sembra opportuno citare la sentenza 21-23 marzo 1968 n. 19 con la quale la Corte Costituzionale ha chiarito che:
1) Il Consiglio dell’ordine non può sindacare con valutazioni di merito i contenuti degli articoli e le modalità di espressione; 2) l’esibizione degli scritti e la certificazione dei Direttori è richiesta solo per accertare che l’attività non è stata svolta, come già detto, né occasionalmente, né gratuitamente; 3) il requisito della regolare retribuzione non postula una valutazione discrezionale dell’Ordine sul livello economico della medesima. L’EDITORE DI SE STESSO PUO’ CHIEDERE L’ISCRIZIO"E "ELL’ELE"CO PUBBLICISTI?
La qualifica di editore (o proprietario) di un periodico non è incompatibile con quella di giornalista. Ed, infatti, la 1a sezione del Tribunale Civile e Penale di Venezia, con sentenza n. 1413 del 6 maggio 1993, ha accolto il ricorso del sig. G.G., editore di un periodico che si era visto respingere la domanda d’iscrizione all’Ordine, prima dal Consiglio regionale e poi dal Consiglio nazionale; in particolare il Consiglio nazionale aveva rilevato che la periodicità trimestrale della rivista, il suo contenuto, la modestia della retribuzione e la circostanza che il ricorrente fosse contemporaneamente giornalista e proprietario della testata, non consentivano di concretizzare il requisito della non occasionalità della collaborazione. Al riguardo la sentenza testualmente rileva: “...premesso che non è più controversa la sussistenza del requisito dello svolgimento da parte del G. di attività giornalistica retribuita da almeno due anni, in ordine all’altro requisito della “non occasionalità” della prestazione - che è evidentemente cosa diversa dall’esercizio esclusivo o prevalente dell’attività giornalistica - osserva il Tribunale che nessuno degli elementi addotti dal Consiglio nazionale dell’Ordine appare idoneo a giustificare l’esclusione. Ed invero, come la qualità di proprietario della testata non è incompatibile con la qualità di giornalista, a prescindere dal tempo ad esse in concreto dedicato, così la misura della retribuzione (purché effettiva e documentata, come nella fattispecie), la frequenza della pubblicazione e il contenuto degli articoli nulla hanno a che vedere con la continuità o meno dell’attività, la quale postula unicamente un impegno costante "otiziario USPI n° 3/2010
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nel tempo, concretantesi in pubblicazioni di qualsivoglia contenuto e frequenza. Quanto al lavoro svolto dal ricorrente, è indubbio che esso, ancorché pubblicato su di una rivista trimestrale, non è limitato alla stesura materiale del testo, ma presuppone tutta una attività diretta alla ricerca e alla raccolta di dati materiali e notizie, inconciliabile con l’asserita occasionalità della prestazione. La serietà e continuità dell’impegno del G. nel settore della divulgazione culturale e dell’attualità emergono del resto inequivocabilmente dall’elevato numero degli articoli pubblicati in un arco di tempo molto superiore al richiesto biennio”. Nel comparto USPI non è infrequente il caso dell’editore che abbia prestato una collaborazione giornalistica copiosa, seria e sistematica ma che abbia ravvisato l’inutilità di retribuire se stesso. In tal caso - a nostro avviso - potrebbe supplire un’autocertificazione in cui l’interessato dichiari che “essendo al tempo stesso editore e collaboratore fisso del periodico non ha ritenuto di dover autoretribuirsi per il lavoro svolto”. Analoga dichiarazione può essere rilasciata, a mo’ di testimonianza autorevole, dal Direttore Responsabile e prodotta in documentazione. Sperando di aver chiarito le condizioni che permettono di iscriversi all’Ordine dei giornalisti-Elenco pubblicisti possiamo provare a rispondere ad una non inutile domanda. A che serve il tesserino dell’Ordine? Quali gli sbocchi professionali per i neo pubblicisti? COME CAMBIA IL LAVORO DEI PUBBLICISTI
C’è stato un tempo, negli anni Cinquanta,
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in cui il tesserino esibito alle forze dell’ordine dava diritto ad un occhio di riguardo. Oggi un giornalista che volesse forzare un blocco in nome del diritto di informare sarebbe patetico. In mezzo secolo i pubblicisti si sono dispersi in figure professionali diverse e lo stesso termine “giornalista” ha assunto i significati più disparati. Quali sono oggi le concrete occasioni di lavoro per i giovani pubblicisti? Nel campo della carta stampata il giornalismo d’informazione registra il tutto esaurito. Qualcosa offre la stampa periodica specializzata ma si tratta prevalentemente di co.co.co. o al massimo di rapporti di dipendenza part-time. Rai, Network, emittenti locali rappresentano l’ultimo eldorado del pubblicismo ma anche il regno del precariato, del lavoro nero e dell’emarginazione professionale. I periodici telematici vivacchiano ma le precarie risorse pubblicitarie non consentono ancora agli editori di offrire situazioni occupazionali sicure.
I comunicatori del settore privato sono spalmati nelle figure professionali più diverse che mette conto di enumerare:
- direttore marketing; - addetto alle comunicazioni interne; - addetto stampa; - consulente di comunicazione; - addetto all’ufficio pubblicitario; - curatore d’immagine di azienda.
Infine nel mondo dello spettacolo pullulano piccoli e grandi press agent di attori, di “veline”, di calciatori mentre guadagnano cifre iperboliche i giornalisti che diventano presentatori o fantasisti di spettacoli televisivi o talk show, ma è un campo di attività
DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale” dei prodotti editoriali presso gli Archivi Nazionali (DPR 252/06), gli editori associati USPI possono effettuare la consegna in forma cumulativa delle copie diffuse al pubblico, a scadenze differenziate. ENTRO IL MESE DI MARZO:
Gli editori con sede principale nel LAZIO, ABRUZZO, MOLISE, CAMPANIA, PUGLIA, BASILICATA, CALABRIA, SICILIA e SARDEGNA - che pubblicano QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite "otiziario USPI n° 3/2010
a settimana) e SETTIMANALI e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 4° trimestre dell’anno (ottobre-dicembre 2009); - che pubblicano QUATTORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie dei periodici distribuite al pubblico nel 2° semestre dell’anno (luglio-dicembre 2009). Ricordiamo la necessità di allegare a questa prima spedizione annuale un certificato di iscrizione all’USPI per
che si basa esclusivamente su conoscenze dirette.
LA STABILIZZAZIO"E DEL PUBBLICISMO "ELLA COMU"ICAZIO"E PUBBLICA
In questo quadro dell’area privata quasi desertico, si contrappongono numerose oasi occupazionali colmate dai Ministeri, dagli Enti pubblici, dalle ASL e da Regioni, Province e Comuni dove l’iscrizione all’Ordine può ancora riscuotere una certa attenzione. L’intero settore - avviato storicamente a maturazione dagli uffici stampa, dai periodici istituzionali e dagli Uffici R.P. preposti alle informazioni ai cittadini utenti - è stato recentemente visitato da un contratto di settore che ha dato a molti redattori dignità e stabilità. Alla comunicazione pubblica le Istituzioni oggi assegnano la funzione non solo di mantenere relazioni con i cittadini ma di fungere da collante delle comunità rispondendo ad un bisogno di costruzione sociale. Questa funzione è quanto mai necessaria in una società post-tradizionale, caratterizzata da complessità, differenziazioni e articolazioni del tutto nuove. In ragione della sua rilevanza la pubblica comunicazione richiede di essere affidata a giornalisti esperti, a pubblicisti preparati destinati ad essere il biglietto da visita delle Istituzioni.
Chi volesse approfondire questo vasto campo politico ed occupazionale può trovare un valido contributo metodologico e di esperienze e una definizione di comunicazione per l’interesse generale nel volume di Carla Bertolo “L’interfaccia e il cittadino” edito da Guerini e Associati di Milano. l’anno 2010.
Il plico contenente le copie per il deposito legale deve essere confezionato e riportare la dicitura “esemplari fuori commercio per il deposito legale, agli effetti della legge 15 aprile 2004, n. 106” (articolo 7, comma 3, del DPR 252/06) ed essere accompagnato da un elenco, in duplice copia, del contenuto del pacco con l’indicazione della ragione sociale dell’editore (compreso l’indirizzo e/o un numero di fax di riferimento), il nome della testata, l’indicazione delle eventuali diverse edizioni locali e il numero di edizione di ogni singolo esemplare consegnato. Rammentiamo infine, che per il deposito dei quotidiani e periodici presso le Biblioteche regionali e provinciali la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni.
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"OVITA’: I"VIO TELEMATICO DELLA MODULISTICA
IL CONTRIBUTO 2010 ALL’AUTORITA’ PER LE COMUNICAZIONI FISSATO ALL’1,5 PER MILLE DEI RICAVI 2008
Esentati i soggetti non obbligati all’approvazione del bilancio per legge; quelli il cui imponibile sia pari o inferiore a 500.000 euro; le nuove imprese e quelle in liquidazione o sottoposte a procedure concorsuali
1. PREMESSA
Sulla “Gazzetta Ufficiale” n. 32 del 9 febbraio scorso è stata pubblicata la Deliberazione n. 772/09/CONS della Autorità per le garanzie nelle comunicazioni del 10 dicembre u.s. riguardante “Misure e modalità di versamento del contributo dovuto all’Autorità per l’anno 2010”. Autorizzata dal comma 66, dell’articolo unico della Legge 266/2005 (Finanziaria 2006), a determinare l’entità della contribuzione, a carico dei soggetti operanti nel mercato di riferimento, nella misura massima del 2 per mille dei ricavi iscritti nell’ultimo bilancio approvato, l’Autorità ha ritenuto congruo per coprire le spese inerenti alla propria attività fissare l’entità della contribuzione per il 2010 nella misura dell’1,5 per mille dei ricavi, risultanti nell’ultimo bilancio approvato prima della citata delibera. Sia la legge 266/2005 (Finanziaria 2006) articolo 1, comma 66, sia la Delibera n. 772/09/CONS, articolo 1, fanno esplicito riferimento ai ricavi risultanti nell’ultimo bilancio approvato, pertanto i soggetti tenuti al versamento del contributo sono tutti quelli che, rientrando nelle categorie sopra richiamate, svolgono la loro attività nella veste giuridica di società di capitali e/o enti obbligati all’approvazione del bilancio per legge. "e consegue da ciò che gli editori che non sono costituiti come società di capitali o come enti obbligati alla approvazione del bilancio "O" sono tenuti al versamento del contributo. Confermati, inoltre, anche la tempistica del versamento (30 aprile) e dell’invio della modulistica (31 maggio) a cui sono tenuti tutti gli operatori, indipendentemente dall’obbligo del versamento, ed il sistema delle esenzioni dalla contribuzione. Da quest’anno è previsto l’invio telematico del modello “contributo_2010.pdf”, pubblicato sul sito web dell’Autorità (www.agcom.it). 2. DETERMI"AZIO"E
DEI RICAVI SU CUI
CALCOLARE IL CO"TRIBUTO
Per il 2010 la contribuzione è fissata nella misura dell’1,5 per mille dei ricavi com10
VERSAMENTO ENTRO
3. ESE"ZIO"E DAL VERSAME"TO DEL CO"-
INVIO MODULISTICA
Sono esentate dal versamento del contributo: - le imprese che si trovano in liquidazione e/o sottoposte a procedure concorsuali; - le imprese, con ricavi assoggettabili a contribuzione determinati come sopra indicato, pari o inferiori a 500.000 euro. Oltre tale soglia il contributo è calcolato sull’intero importo dei ricavi assoggettabili; - le imprese che hanno iniziato la loro attività nell’anno 2009, in considerazione che per il calcolo del contributo il parametro di riferimento sono i ricavi dell’ultimo bilancio approvato precedentemente alla adozione della delibera.
IL 30 APRILE
ENTRO IL 31 MAGGIO
plessivi iscritti alla voce A1 del conto economico (ricavi delle vendite e delle prestazioni) dell’ultimo bilancio approvato prima dell’adozione della delibera n. 722/09/CONS. (quindi, sui ricavi del 2008). Non sono assoggettati al contributo: a) i ricavi non conseguiti nel settore delle comunicazioni; b) i ricavi riversati agli operatori terzi.
Dal computo dei ricavi assoggettabili a contribuzione si intendono esclusi, perché consistenti in quote di ricavo riversate agli operatori terzi: - per le imprese di telecomunicazioni, i ricavi riversati a terzi operatori relativi a servizi di originazione, transito e terminazione su reti fisse e mobili ed a quelli di roaming nazionale; - per le imprese concessionarie di pubblicità, i ricavi riversati ai titolari dei mezzi di comunicazione sui quali viene diffuso il messaggio pubblicitario; - nell’ambito delle piattaforme televisive a pagamento, i ricavi riconosciuti agli operatori terzi per i canali dagli stessi realizzati ed inclusi nell’offerta a pagamento del soggetto dichiarante.
Inoltre, dal computo dei ricavi assoggettabili a contribuzione sono esclusi i ricavi conseguiti dagli editori relativi alla vendita dei prodotti c.d. “collaterali” quelli, cioè, il cui acquisto non costituisce obbligo per l’acquirente del quotidiano o del periodico. Le imprese i cui ricavi complessivi iscritti alla voce A1 del conto economico (ricavi delle vendite e delle prestazioni) dell’ultimo bilancio approvato superano i due milioni di euro sono tenute a fornire informazioni di dettaglio circa la natura ed il valore attribuito ai ricavi relativi ad attività ritenute non assoggettabili al contributo ed a quelli riversati ad operatori terzi (Sezioni 3. e 4. del modello).
TRIBUTO
4. MODALITÀ E TERMI"I DEL VERSAME"TO
Il versamento del contributo deve essere effettuato a favore del c/c bancario identificato dal codice IBA" IT65 J010 0503 3820 0000 0200 015 acceso presso la Banca Nazionale del Lavoro ed intestato all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Nella causale oltre l’indicazione contributo AGCOM 1,50 per mille anno 2010, devono essere specificati la ragione sociale, partita IVA e/o codice fiscale. Il versamento dovrà essere effettuato entro il 30 aprile 2010. Gli estremi dell’avvenuto versamento dovranno essere riportati nella sezione 1 del modello. 5. MODALITÀ CAZIO"E
E TERMI"I DELLA COMU"I-
I soggetti di cui al precedente paragrafo 1 sono tenuti alla comunicazione annuale di cui all’art. 4 entro e non oltre il 31 maggio 2010, anche se esentati dal versamento del contributo. Tale comunicazione dovrà essere effettuata utilizzando l’apposito modello telematico “contributo_2010.pdf” pubblicato sul sito web dell’Autorità. Una volta scaricato, il modello potrà essere compilato, anche in modalità off line, uti"otiziario USPI n° 3/2010
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lizzando Acrobat Reader nella versione 9.0 o successiva. Il modello dovrà essere trasmesso all’indirizzo di posta elettronica certificata contributo@cert.agcom.it, utilizzando l’apposito tasto “Invia e-mail”, presente sulla seconda pagina, in basso. Tale tasto aprirà una sessione di trasmissione Email all’interno dell’applicazione desktop predefinita (Es. Outlook, Mozilla Thunderbird, Lotus notes, etc.) ed inserirà automaticamente il modello compilato negli allegati al messaggio di posta elettronica. In alternativa è possibile salvare il file “contributo_2010.pdf” per l’utilizzo, come allegato, all’interno di un servizio di Webmail. L’invio al mittente della ricevuta di accettazione è assicurato solo nel caso in cui il messaggio venga inviato da una casella di posta elettronica certificata con valore legale (previsto dal CNIPA). In fase di prima attuazione è consentita, in via eccezionale, la trasmissione di copia cartacea del modello telematico “contributo_2010.pdf” all’indirizzo “Autorità per le garanzie nelle comunicazioni – Centro Direzionale – Isola B/5 – 80143 Napoli”mediante raccomandata a/r o via fax al n. 081 7507616, recante la sottoscrizione del legale rappresentante ai sensi ed ai fini della legge 4 gennaio 1968, n. 15 e successive modifiche e integrazioni. In ogni caso non devono essere utilizzate entrambe le modalità di trasmissione. 6. MODELLO PER LA COMU"ICAZIO"E
Il modello da utilizzare si articola in quattro sezioni: Sezione 1) – Dati anagrafici I campi indicati devono essere integralmente compilati.
Sezione 2) – Calcolo del contributo Gli operatori devono fornire i sotto-indicati elementi: Colonna (a) - (Attività): Va indicata, tra le opzioni previste nel form, attraverso l’apposito “menù a tendina”, la categoria di attività afferente la natura dei ricavi percepiti. Nel caso in cui il soggetto svolga contemporaneamente più attività, dovrà indicare distintamente, sulle perse righe, le specifiche tipologie di attività, di cui al precedente paragrafo 1 (Soggetti tenuti al versamento del contributo). Colonna (b) - (Ricavi delle vendite e delle prestazioni) Va riportato l’importo complessivo dei ricavi indicati alla voce A1 (art. 2425 c.c.) dell’ultimo bilancio approvato antecedentemente alla presente delibera. Nel caso in cui il soggetto svolga contemporaneamente più attività, dovranno essere corrispondentemente scorporati i dati contabili ed indicati gli specifici importi. Colonna (c) - (Ricavi non conseguiti nel "otiziario USPI n° 3/2010
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settore delle comunicazioni) Va indicato, con riferimento alla voce A1 (art. 2425 c.c.) dell’ultimo bilancio approvato antecedentemente alla presente delibera, l’importo dei ricavi non afferenti il settore delle comunicazioni. Nel caso in cui il soggetto svolga contemporaneamente più attività tra quelle previste, dovranno essere corrispondentemente scorporati i dati contabili ed indicati gli specifici importi. Colonna (d) - (Ricavi conseguiti nel settore delle comunicazioni) L’importo è dato dalla differenza tra il valore della colonna (b) e quello della colonna (c). Il calcolo viene eseguito automaticamente dal sistema informatico. Colonna (e) - (Ricavi esclusi perché riversati ad operatori terzi) Va indicato l’importo dei ricavi riversati ad operatori terzi che svolgono la stessa attività indicata nella colonna “Attività”. Nel caso in cui il soggetto svolga contemporaneamente più attività tra quelle previste, dovranno essere corrispondentemente scorporati i dati contabili ed indicati gli specifici importi. Colonna (f) - (Totale imponibile) L’importo è dato dalla differenza tra il valore della colonna (d) e quello della colonna (e). Il calcolo viene eseguito automaticamente dal sistema informatico. * Gli importi economici previsti devono essere espressi in euro. * Il sistema non prevede l’inserimento di importi con l’indicazione di decimali di euro. * La riga “Totali” indica automaticamente il/i totale/i degli importi delle colonne. * Nel box “Importo del contributo” viene indicato automaticamente l’importo da versare. Nel caso in cui i ricavi imponibili siano inferiori o uguali a 500.000 euro, il risultato indicato sarà “0” Sezione 3) – Dettaglio dei ricavi non conseguiti nel settore delle comunicazioni Vanno specificate, con l’indicazione del relativo ammontare, le principali tipologie di ricavi la cui natura non afferisce al settore delle comunicazioni. L’importo complessivo, che viene indicato automaticamente dal sistema, deve essere pari a quanto risultante nel totale della colonna (c) della precedente sezione 2.
Sezione 4) – Dettaglio dei ricavi riversati ad operatori terzi Vanno specificate, con l’indicazione del relativo ammontare, le principali tipologie di ricavi riversati ad operatori terzi. In particolare, per gli operatori di telecomunicazioni su reti fisse e mobili, per le imprese concessionarie di pubblicità e per le imprese che offrono servizi televisivi a pagamento (su piattaforme satellitari e digitale terrestre e su reti di telecomunicazioni fisse e
mobili) si deve fare riferimento a quanto specificamente indicato nel precedente paragrafo 1). L’importo complessivo, che viene indicato automaticamente dal sistema, deve essere pari a quanto risultante nel totale della colonna (e) della precedente sezione 2. Per ogni ulteriore informazione e chiarimento sarà possibile contattare l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Servizio organizzazione, bilancio e programmazione inviando una mail alla casella di posta elettronica contributo@agcom.it oppure contattare l’Ing. Renato Galietta (800.495533, r.galietta@agcom.it) dal lunedì al venerdì dalle ore 10,00 alle ore 12,00. AUTORITA’ PER LE GARA"ZIE "ELLE COMU"ICAZIO"I
Delibera n. 722/09/CONS Misura e modalità di versamento del contributo dovuto all’autorità per le garanzie nelle comunicazioni per l’anno 2010 L’AUTORITÀ
"ELLA sua riunione di Consiglio del 10 dicembre 2009;
VISTO l’articolo 2, comma 1, della legge 14 novembre 1995, n. 481, con la quale sono istituite le Autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità, competenti, rispettivamente, per l’energia elettrica e il gas e per le telecomunicazioni; VISTA la legge 31 luglio 1997, n. 249, recante “Istituzione dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo”;
VISTA la legge 23 dicembre 2005, n. 266 recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2006)”, ed in particolare, l’art. 1, commi 65, 66 e 68;
CO"SIDERATO che il comma 66 dell’articolo 1 della citata legge 23 dicembre 2005, n. 266, fissa, per gli anni successivi al 2006 l’entità della contribuzione a carico dei soggetti operanti nel settore delle comunicazioni nel limite massimo del 2 per mille dei ricavi risultanti dal bilancio approvato precedentemente alla adozione della delibera dell’Autorità; VISTA la delibera n. 638/09/CONS del 12 novembre 2009 recante “Misura e modalità di versamento del contributo dovuto all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per l’anno 2010” con la 12 11
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IL CO"TRIBUTO 2010 ALL’AUTORITA’ PER LE COMU"ICAZIO"I quale è stata fissata la misura 2 della contribuzione nell’1,45 per mille dei ricavi iscritti nell’ultimo bilancio approvato prima dell’adozione della presente delibera;
RITE"UTO che tale disposizione riduce notevolmente le risorse proprie dell’Autorità determinando un rilevante problema di copertura finanziaria del bilancio 2010;
TE"UTO CO"TO del parere espresso in data 24 febbraio 2006 dalla Commissione di Garanzia in merito alla disciplina delle esenzioni dall’obbligo di versamento del contributo da parte di alcune categorie di soggetti;
RITE"UTO di confermare le esenzioni per i soggetti il cui imponibile sia pari o inferiore a euro 500.000,00 (cinquecentomila/00) in considerazione di ragioni di economicità delle attività amministrative inerenti all’applicazione del prelievo e per le imprese che versano in “stato di crisi” avendo attività sospesa, in liquidazione, ovvero essendo soggette a procedure concorsuali; RILEVATO che le proposte modalità di calcolo della base imponibile si mostrano coerenti con i principi di pertinenza, di causalità ed equità;
RITE"UTO che la contribuzione statale annuale, prevista dal disegno di legge finanziaria per il 2010 nella tabella C in euro 651 mila (A.C. n. 2936) reca una diminuzione pari a 2 milioni euro e comporta uscite straordinarie per trasferimenti ad altre Autorità indipendenti per 6,3 milioni di euro;
RITE"UTO che al fine di adeguare le entrate da iscrivere nel bilancio di previsione per il 2010, occorre incrementare la misura del contributo dovuto dai soggetti operanti nel settore delle comunicazioni, dall’1,45 per mille all’1,50 per mille dei ricavi dagli stessi conseguiti; UDITA la relazione illustrativa del Presidente; Delibera
ARTICOLO 1 (Misura della contribuzione)
1. Per l’anno 2010, la contribuzione di cui all’articolo 1, comma 66, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, dovuta 12
all’Autorità dai soggetti operanti nel settore delle comunicazioni, come individuati nell’art. 1, lettere da a) a g) del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 17 maggio 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 123 del 28 maggio 2002, è fissata in misura pari all’1,5 per mille dei ricavi risultanti nell’ultimo bilancio approvato prima dell’adozione della presente delibera.
2. Ai fini dell’applicazione del contributo di cui al comma 1 assumono rilievo i soli ricavi ottenuti nel settore delle comunicazioni.
3. La base imponibile rilevante ai fini dell’applicazione dei commi precedenti è determinata al netto delle quote riversate agli operatori terzi. ARTICOLO 2 (Esenzioni)
1. Sono esentati dal versamento del contributo i soggetti il cui imponibile sia pari o inferiore a euro 500.000,00 (cinquecentomila/00), le imprese che versano in stato di crisi avendo attività sospesa, in liquidazione, ovvero essendo soggette a procedure concorsuali e le imprese che hanno iniziato la loro attività nell’anno 2009. ARTICOLO 3 (Modalità di versamento)
1. Il versamento del contributo, da eseguire entro il 30 aprile 2010 sarà effettuato secondo le istruzioni che verranno pubblicate sul sito web dell’Autorità a partire dal 1° gennaio 2010. ARTICOLO 4 (Soggetti tenuti al versamento)
1. I soggetti tenuti al versamento del contributo di cui all’articolo 1 comma 66 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, comunicano all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, entro il 31 maggio 2010, i dati anagrafici ed economici richiesti.
2. Per la comunicazione di cui al comma 1 deve essere utilizzato l’apposito modello telematico all’uopo predisposto e pubblicato sul sito web dell’Autorità. 3. In fase di prima attuazione è consentito, in alternativa, produrre copia del modello allegato alla presente delibera, recan-
te la sottoscrizione del legale rappresentante ai sensi ed ai fini della legge 4 gennaio 1968, n. 15 e successive modifiche e integrazioni.
4. La mancata o tardiva presentazione del modello di cui ai commi 2 e 3, nonché l’indicazione, negli stessi modelli, di dati non rispondenti al vero, comporta l’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 1, commi 29, 30 e 31 della legge 31 luglio 1997, n. 249. ARTICOLO 5 (Disposizioni finali)
1. La presente delibera sostituisce integralmente la delibera n. 638/09/CONS ed ai sensi della legge n. 266 del 23 dicembre 2005 - art 1, comma 65, è sottoposta, per l’approvazione, al Presidente del Consiglio dei Ministri.
2. La presente delibera, una volta resa esecutiva ai sensi dell’art. 1, comma 65, della legge n. 266 del 23 dicembre 2005 è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, nel Bollettino e nel sito web dell’Autorità. apoli, 10 dicembre 2009
NOTIZIE DALL’AGCOM
"UOVA SEDE A partire dal giorno 4 gennaio 2010 il nuovo indirizzo degli Uffici di Roma è il seguente: Via Isonzo 21/b, 00198 Roma. I numeri telefonici/fax restano invariati: Tel. 06/69644111 Fax: 06/69644926 *****
COMPETE"ZE CORECOM Dal 1 gennaio 2010 i Co.re.com di Calabria, Lazio, Lombardia, Toscana, Umbria e il Comitato Provinciale di Trento - come già avvenuto per i Co.re.com di Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Puglia - avranno funzioni delegate in materia di: a) tenuta del Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC). "otiziario USPI n° 3/2010
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BAG"ASCO: L’I"FORMAZIO"E PRATICHI LA CULTURA DEL RISPETTO
Pubblichiamo il saluto che il cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha inviato il 4 dicembre u.s. al Congresso dell’UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana) nel 50° di fondazione.
In occasione del vostro Congresso per celebrare cinquant’anni di un giornalismo da sempre attento alla dignità e ai diritti della persona umana, mi è particolarmente gradito rivolgervi un saluto e un augurio che vorrei collocare all’interno di due vostre scelte prioritarie: la prima scelta sull’etica professionale, la seconda scelta sulla formazione delle nuove generazioni. Per la prima, alla quale vi state dedicando da anni con convinzione giungendo alla redazione di un “Manifesto per un’etica dell’informazione”, vorrei riprendere un passo dal messaggio di Benedetto XVI per la 42° Giornata mondiale per le comunicazioni sociali: “Quando la comunicazione perde gli ancoraggi etici e sfugge al controllo sociale, finisce per non tenere più in conto la centralità e la dignità inviolabile dell ‘uomo, rischiando di incidere negativamente sulla sua coscienza, sulle sue scelte e di condizionare in definitiva la libertà e la vita stessa delle persone. Ecco perché è indispensabile che le comunicazioni sociali difendano gelosamente la persona e ne rispettino appieno la dignità. Più di qualcuno pensa che sia oggi necessaria, in questo ambito, un’ “info-etica” così come esiste la bio-etica nel campo della medicina e della ricerca scientifica legata alla vita”. Per il secondo punto, relativo alla formazione delle nuove generazioni, vorrei esprimere la mia gratitudine e il mio incoraggiamento perché esso ben s’inserisce nel percorso che la Chiesa italiana ha iniziato proprio a riguardo della questione educativa. Anche nella realtà dei media si avverte l’importanza e l’urgenza di “padri e maestri” che con la loro testimonianza professionale, umana e cristiana, sappiano indicare ai giovani la strada del servizio alla verità in alternativa a quella del 14
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NOTIZIE Editoria e Comunicazione
Il terremoto de L’Aquila e la solidarietà dell’USPI I RI"GRAZIAME"TI DEL CO"SIGLIO REGIO"ALE ABRUZZESE
Immaginiamo quanto possa essere difficile riprendere e incentivare le attività produttive, dopo quel catastrofico terremoto che ha colpito L’Aquila e il suo entroterra la notte del 6 aprile dello scorso anno. E quanto tempo occorra per tornare all’efficienza di un tempo. Per mostrare un tangibile segno di solidarietà, la Segreteria Generale della nostra Unione, in piena sintonia con tutti gli Organi sociali, ha deciso di esimere dal versamento della quota per il 2010 gli editori abruzzesi associati con sede nelle zone terremotate. Questa notizia è venuta a conoscenza del
Consiglio Regionale abruzzese che, nella persona del dott. Giovanni Ruscitti, Dirigente della Struttura Speciale di Supporto “Stampa”, ha inviato all’USPI una lettera di plauso e ringraziamento, a nome degli editori locali, che (con piacere) pubblichiamo a fianco.
TOR"A A PERUGIA IL FESTIVAL I"TER"AZIO"ALE DEL GIOR"ALISMO
Dal 21 al 25 aprile si svolgerà a Perugia il Festival internazionale di giornalismo sul tema “Quale futuro aspetta i giornali di carta ? “. E’ prevista la partecipazione del Nobel per la pace Al Gore, di Ezio Mauro e del premio Pulitzer Dexter Filkins che dialogherà con Mario Calabresi, Eugenio Scalfari, Giuseppe Tornatore e Walter Veltroni. IL COVO DI RII"A ALL ‘ORDI"E DEI GIOR"ALISTI DI SICILIA
Si è svolta a Palermo, alla presenza del Ministro dell’interno Maroni, la cerimonia di consegna all’Ordine dei giornalisti della
PROROGATO DI UN ANNO IL DIRITTO SOGGETTIVO
del 1990, e successive modifica6 zioni, sono riconosciuti esclusivamente i contributi erogati dal Ministero dello sviluppo economico ai sensi dell’articolo 10 del decreto-legge 27 agosto 1993, n. 323, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 ottobre 1993, n. 422.
2. In attuazione delle disposizioni di cui al comma 1 e fermi restando gli stanziamenti previsti per le provvidenze all’editoria come determinati dalla Tabella C allegata alla legge 23 dicembre 2009, n. 191, un importo non inferiore a 50 milioni di euro per l’anno 2010 è destinato al rimborso delle agevolazioni tariffarie postali del settore dell’editoria. A tal fine, il citato importo di 50 milioni di euro per l’anno 2010 è immediatamente accantonato e reso indisponibile fino all’utilizzo per la predetta finalità.
3. All’articolo 2, comma 61, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “o vengano editate da altre società comunque costituite”. 14
4. Ai sensi dell’articolo 11, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n.196, il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri provvede al monitoraggio delle spese relative alle provvidenze per l’editoria di cui al presente articolo e riferisce in merito, entro il 30 giugno, al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell’economia e delle finanze. Nel caso si verifichino o siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alle previsioni dello stanziamento di bilancio stabilito a legislazione vigente, tenuto conto anche di quanto previsto dal presente articolo, il Presidente del Consiglio dei Ministri provvede, con proprio decreto, nell’esercizio della propria autonomia contabile e di bilancio, alla riduzione, nella misura necessaria alla copertura finanziaria del maggior onere risultante dall’attività di monitoraggio, delle dotazioni finanziarie di parte corrente, nell’ambito delle spese rimodulabili, iscritte nell’ambito del bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei Ministri».
Sicilia di un immobile compreso nel complesso residenziale in cui fu scoperto il covo di Totò Riina. L’edificio oltre ad ospitare gli uffici dell’Ordine sarà a disposizione di manifestazioni per la promozione di una forte coscienza civile contro la mafia. CI HANNO LASCIATO PANFILO MONACO E NICOLA TETI IMPORTANTI SOSTENITORI DELL’USPI
Nei giorni scorsi sono venuti a mancare il dr. Panfilo Monaco fiduciario regionale USPI dell’Abruzzo e l’editore Nicola Teti di Milano. Il dr. Monaco è stato un instancabile realizzatore di Convegni sulla stampa periodica qualificati dalle relazioni di base di importanti esponenti del giornalismo, della magistratura e della cultura mediatica. L’editore Nicola Teti per molti anni ha sostenuto le attività dell’USPI e, dal 1964, ha legato il suo nome alla pubblicazione dello storico “Calendario del Popolo” e all’edizione di opere monumentali come la Storia dell’accademia della scienza dell’URSS e una Storia della società italiana in 25 volumi. La Segreteria generale e gli Organi nazionali dell’USPI nella seduta dell’11 febbraio u.s. hanno espresso il loro memore e vivo cordoglio a quanti conobbero e stimarono i due importanti amici dell’USPI
13 protagonismo. In questo contesto si inserisce anche il vostro impegno per la tutela del lavoro giornalistico da ogni punto di vista. C’è infine un altro punto di vista a cui vorrei accennare. Il nostro Paese di fronte alle grandi questioni che lo interrogano ha bisogno di un linguaggio serio e sereno, di cultura del rispetto, di passione per il bene comune. Anche a voi, ricordando le vostre radici intellettuali e religiose, viene affidata una grande responsabilità. La celebrazione dei cinquanta anni dell’UCSI sarà certamente un’ occasione per riflettere sul piano professionale di fronte ai grandi cambiamenti sociali e culturali e agli straordinari progressi tecnologici ma sarà anche una grande occasione per consolidare quella fedeltà alla Verità che in cinquanta anni vi ha accompagnato. "otiziario USPI n° 3/2010
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B IB L IO T E C A U S P I I"TER"ET E TUTELA DELLA LIBERTA’ DI ESPRESSIO"E di Giuseppe Cassano e Alfonso Contaldo
Giuffrè Editore, Milano 2009, pagine 468, € 40,00
L’editrice Giuffrè, un nome caro a quanti hanno fatto studi giuridici, è sempre attenta e puntuale nel seguire il divenire del diritto. Questa volta gli avvocati Giuseppe Cassano e Alfonso Contaldo affrontano la rivoluzione internettiana con riferimento ai diritti della personalità ed in particolare alla tutela dell’identità e dell’onore. Divenuta tecnologia di massa, l’informatica tra il 1960 e il 1970 ha spalancato le porte alla società dell’informazione caratterizzata da un’economia fondata sulla conoscenza diffusa e dalla presenza sempre più invadente e penetrante di un elemento della vita sociale, il bene dell’informazione appunto, che potrà dirsi compiutamente realizzato solo quando coloro che ne saranno i maggiori fruitori, i giovani, gli studiosi, le pubbliche amministrazioni, i cittadini ne costituiranno parte integrante. Di diretto interesse per gli editori che ci leggono sono i paragrafi del secondo capitolo che illustrano la disciplina dei prodotti editoriali on line introdotta dalla legge n. 62 del 2001. Con questo provvedimento il legislatore ha rimarcato che tra i prodotti editoriali, caratterizzati dalla loro destina-
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La rassegna stampa tempestiva e affidabile
zione alla pubblicazione o diffusione presso il pubblico, vada ricompreso il periodico telematico (diffuso appunto “con ogni mezzo, anche elettronico”) con ciò abbracciando la tesi del Tribunale di Roma, secondo cui la testata telematica è equiparabile a quella cartacea. La fruizione dell’informazione on line trova altresì una sua disciplina a seguito della direttiva 2000/31 CE recepita nel nostro ordinamento. L’editore on line, oltre a quanto previsto dalla normativa per la registrazione al ROC e al Registro della stampa, deve rendere facilmente accessibili ai destinatari del servizio e alle Autorità competenti una serie di informazioni dettagliatamente riportate dagli Autori. MO"TESQUIEU E IL GOVER"O MODERATO di Domenico Fisichella
Carocci editore, Roma 2009, pagine 96, euro 17,50
Dopo la sua lunga , non idilliaca avventura politica, che lo ha impegnato come Senatore per quattrolegislature, Ministro per i beni culturali e – per dieci anni – come Vicepresidente del Senato, il prof. Fisichella, Ordinario di Dottrina dello Stato e di Scienza della politica nelle Università di Firenze e alla Sapienza di Roma, torna ai suoi studi prediletti e alla sua fede solidaria nel moderatismo democratico. Questa volta il prestigioso intellettuale propone una rilettura dell’ “Esprit des Lois”del Barone di Montesquieu (1689 – 1755) che resta una colonna della scienza della politica di stupefacente attualità. Tra i suoi postulati essenziali Montesquieu
afferma che tutti gli uomini sono uguali e nascono liberi ma che, se lasciati al libero gioco delle passioni, non possono che assecondare governi di sportici. con la conseguenza terribile che il dispotismo, per una drammatica eterogenesi dei fini. Garantisce atutti l’eguaglianza nel senso che tutti sono schiavi del governo tirannico che infallibilmente “reclama un’obbedienza estrema”. Con questo realistico approdo Montesquieu si riferiva evidentemente a Luigi XIV mentre il nostro pensiero corre alle tragiche esperienze del nazismo e del comunismo reale. Fortunatamente la storia conosce momenti di rinascita poiché le forme di governo non si perpetuano all’infinito. Come dirà Vilfredo Pareto “la storia è un cimitero aristocrazie”. Così dalla città greca all’urbe romana, dagli imperi all’universo feudale, dai principati agli Stati nazionali, ll paragone si sviluppa sempre tra le varietà europee dei governi moderati e l’incombenza inquietante del dispotismo orientale (ma non solo) d’impronta musulmana. Un’altra appassionante rilettura è quella dell’indipendenza dei tre poteri istituzionali:legislativo, esecutivo e giudiziario, cara al Montequieu ed anche oggi inclini all’intoccabilità e alla prevaricazione. Un libro non riservato solo agli specialisti poiché l’A., forte della sua eccezionale esperienza pedagogica, riesce a semplificare e a rendere godibili questioni molto complesse ma certamente affascinanti.
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PERIODICI ASSOCIATI ALL’U USPI (425° elenco)
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INTERAUTONEWS
Via Botteghelle, 48 95040 Mazzarrone CT Direttore: Salvatore Cona Editore: RFC Edizioni di Rosario Cilia Periodicità: mensile Materia trattata: annunci economici di autovetture
Via Ermete Novelli, 11 00197 Roma Direttore: Tommaso Tommasi Editore: PMS Press Multi Service S.r.l. Periodicità: mensile Materia trattata: economia
IL CORRIERE DI ALESSANDRIA (WWW.CORRIEREAL.IT)
ISOLA BELLA MAGAZINE
Via Faà di Bruno, 54 15100 Alessandria Direttore: Dr. Ettore Giuseppe Grassano Editore: On line società editrice a resp. limitata Periodicità: quotidiano Materia trattata: attualità, cronaca, economia, cultura IL DIABETE
IL NUOVO LEVANTE
Via M. Piaggio, 17/6 16122 Genova Direttore: Gabriella Allavena Editore: Forum Service S.r.l. Periodicità: trimestrale Materia trattata: endocrinologia
NOTI ZIA RI O
Vico del Pozzo, 18 16035 Rapallo GE Direttore: Marco Massa Editore: BBC Levante S.r.l. Periodicità: settimanale Materia trattata: cronaca, approfondimento, cultura, tempo libero
Uspi
Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972
Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Fax 06.40.66.859 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991)
Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Giancarlo Cinoglossi
Redattore Responsabile: Vittorio Volpi
Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate
Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Stab. di Roma - SO.GRA.RO. Via Ignazio Pettinengo, 39 - 00159 Roma Il n. 3 (marzo 2010) è stato stampato il 16 marzo 2010
Via Cherubini, 10 09045 Quartu S.E. CA Direttore: Furio Falvo Editore: Sonia Brogi Periodicità: bimestrale Materia trattata: turismo sud Sardegna
TOP GEAR
Via Gianni Mazzocchi, 1/3 20089 Rozzano MI Direttore: Marcello Minerbi Editore: Editoriale Domus S.p.A. Periodicità: mensile Materia trattata: periodico auto X OFF ROAD
Via Gianni Mazzocchi, 1/3 20089 Rozzano MI Direttore: Luigi Bianchi Editore: Editoriale Domus S.p.A. Periodicità: mensile Materia trattata: periodico moto VIVERE IL DIABETE
Via M. Piaggio, 17/6 16122 Genova Direttore: Gabriella Allavena Editore: Forum Service S.r.l. Periodicità: trimestrale Materia trattata: assistenza e cura del paziente diabetico
IL VORTICE - PERIODICO D’INFORMAZIONE
Via Carlo Granozio, 8 84128 Salerno Direttore: Elio Mele Editore: ONMIC - Opera Nazionale Mutilati Invalidi Civili Periodicità: mensile Materia trattata: promozione sociale e culturale
TELEGRAMMI
Questo numero in 2 minuti Focus PROROGATO DI 1 ANNO IL DIRITTO SOGGETTIVO AI CONTRIBUTI DELLA LEGGE 250/90 Nel corso di conversione del decreto Milleproroghe (convertito con la legge 25/2010), l’Assemblea della Camera dei Deputati ha votato un articolo aggiuntivo (l’articolo 10-sexies) che proroga di un anno l’entrata in vigore della norma, contenuta nella Finanziaria 2010, che prevedeva il riparto proporzionale del Fondo per i contributi diretti ex lege 250/90. Salvo, quindi, per i contributi maturati nel 2009, il diritto soggettivo o riscuoterli, ma ciascun soggetto potrà percepire un contributo superiore a quello già erogato per il 2008. Tagli, invece, alle emittenti radioTV locali, ai giornali italiani editi e diffusi all’estero, ai giornali delle associazioni dei consumatori. Nella proroga del blocco delle tariffe pubbliche, prorogato al 31 dicembre p.v., sono state escluse le agevolazioni tariffarie postali. LA LIBERALIZZAZIONE DEI SERVIZI POSTALI E L’AUTORITA’ DI REGOLAMENTAZIONE Un interessante studio del dott. Fernando Bruno su un tema di grande attualità, data la fine prevista dal 1 gennaio 2011 del monopolio di Poste Italiane sui servizi postali. Di tasca nostra AUMENTATO IL CONTRIBUTO 2010 ALL’AUTORITA’ PER LE COMUNICAZIONI - INVIO TELEMATICO DELLA MODULISTICA Stesse regole degli scorsi anni per i soggetti tenuti al versamento, entro il 30/4, del contributo per l’attività dell’Agcom, e stesse esenzioni dal versamento. Aumentata l’entrata del contributo: 1,50 per mille dei ricavi 2008. Previsto l’invio telematico della modulistica, entro il 31/5.