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OTIZIARI N O MENSILE DELL’UNIONE STAMPA PERIODICA ITALIANA

Registro Tribunale di Roma n° 14861 del 16/12/72 ROC n° 1672 (già RNS n° 3314 del 18/7/91)

00155 Roma - Viale Battista Bardanzellu, 95 Tel: 06/4065941 - 4071388 - Fax 06/4066859 Url: http://www.uspi.it - E-mail: uspi@uspi.it

ANNO 38° N° 6 GIUGNO 2002

Direttore FRANCESCO SAVERIO VETERE Direttore responsabile G IANCARLO C INOGLOSSI Redattore Capo V I T T O R I O V O L P I

neretto Decreti e vecchi merletti

“Viene

approvato dal Consiglio dei Ministri il decreto sul credito agevolato. Ora è in registrazione alla Corte dei Conti e presto sarà definitivamente emanato. Nessuno lo ha visto, anche perché non è stato ufficialmente presentato e discusso. Sembra che sia tecnicamente buono, senza discriminazioni e strane pastoie. Vedremo. Vedremo anche se il Governo ricomincerà a dialogare con le associazioni. Sarebbe meglio per tutti, e per lo stesso Governo. Anche perché circola tra vari Ministeri un decreto applicativo dell’art. 28 della legge 416/81 che riguarda le tariffe telefoniche, in particolare. Innova il procedimento riguardante le tariffe facendolo iniziare da una richiesta al Ministero delle Comunicazioni. Tale richiesta dovrebbe essere riproposta ogni anno. Ci risiamo. C’è una strana volontà distruttiva che minaccia le poche cose che funzionano nel settore. Tra poco, per avere le agevolazioni, gli editori dovranno esibirsi sul trapezio

Per il periodo d’imposta 2001

STUDI DI SETTORE 2002:

comunicazione dei dati relativi all’attività di edizione di riviste, periodici e libri

on provvedimento del 19 marzo scorso, pubblicato sul supplemento ordinario n. 90 della “Gazzetta Ufficiale” n. 98 del 27.4.2002, l’Agenzia delle entrate ha approvato i modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore relativi, fra l’altro, alle attività di edizione di periodici e libri. Tali modelli costituiscono parte integrante della dichiarazione dei redditi da presentare con il modello Unico 2002, anche in forma unificata. Sono autorizzate la riproduzione e/o la contemporanea compitazione meccanografica dei modelli su fogli singoli di formato A4, mediante l’utilizzo di stampanti laser o di altri tipi di stampanti che comunque garantiscano la chiarezza e la intellegibilità dei modelli nel tempo. Per la stampa dei modelli deve essere utilizzato il colore nero su sfondo bianco. I modelli sono resi disponibili gratuitamente dal Ministero delle Finanze in formato elettronico e possono essere utilizzati prelevandoli dal sito internet www.agenziaentrate.it nel rispetto delle caratteristiche di stampa segnalate. I medesimi modelli possono essere anche prelevati da altri siti internet, a condizione che abbiano le medesime caratteristiche e rechino l’indi-

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NELLE ALTRE

PAGINE

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promuove la sotto- stracciati scrizione di codici - da 10 a 12 NOTIZIE - Editoria di Nasce l’Informativa e Comunicazione deontologia e Economica di buona condotta Sistema (I.E.S.) -3Trattamento dei Editoria esentata Aperte le iscrizioni dati sensibili sui dal contributo al XV° Stage per rapporti di lavoro all’Authority per le operatori editoriali Comunicazioni della stampa perio- Il decalogo della scadenzario privacy su Internet Lo dica dell’Authority - da 7 a 9 -

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Spedizione in abbonamento postale art. 2 comma 20/b legge 662/96 Filiale di Roma. In caso di mancato recapito rinviare all’ufficio P.T. di Roma - Romanina detentore del conto per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa

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Graduale liberalizzazione dei servizi postali - 13 L’editore domanda

rizzo del sito dal quale sono stati prelevati. I modelli, debitamente compilati e sottoscritti, devono essere trasmessi all’Amministrazione finanziaria, unitamente alla dichiarazione dei redditi. La trasmissione dei dati deve essere effettuata direttamente all’Agenzia delle Entrate attraverso il servizio telematico Entratel o Internet, ovvero avvalendosi degli incaricati di cui all’articolo 3, commi 2-bis e 3, del D.P.R. 332/1998. Riportiamo, di seguito, le parti più rilevanti per la compilazione del modello SD35U (Edizione di libri - Edizione di riviste e periodici...), rinviando per altre più dettagliate informazioni alla analitica lettura di quanto indicato per ogni quadro e riga nelle istruzioni di compilazione del modello. ***** ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DEL MODELLO SD35U ATTENZIONE Da quest’anno i modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore sono stati predisposti in due versioni grafiche: - in lire (di colore verde con prestampati tre zeri finali); - in euro (di colore azzurro con prestampati due zeri dopo la virgola). Il contribuente dovrà utilizzare la stessa versione grafica scelta per la compiazione della dichiarazione Unico 2002.

- 15 Si fa presente che:

Biblioteca - 16 -

Periodici associati Privacy: il Garante No alla vendita di Diritto di cronaca e all’USPI (342° elenperiodici a prezzi personaggi famosi co)

1. i contribuenti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare devono comunicare i dati che nel presente modello vengono richiesti con riferimento alla data del 31 dicembre tenendo in considerazione la situazione esistente alla data 2 di chiusura del periodo d’impo-

Articoli e notizie di questo Notiziario possono essere liberamente riprodotti citandone la fonte. Se ne raccomanda, anzi, la massima diffusione da parte di tutti i periodici associati all’USPI, nell’interesse della categoria QUESTO NOTIZIARIO VIENE SPEDITO AGLI ASSOCIATI USPI IN REGOLA CON IL VERSAMENTO DELLE QUOTE


STUDI DI SETTORE 2002: edizione di riviste, periodici e libri 1

sta; ATTENZIONE

2. i dati contabili contenuti nei quadri destinati all’indicazione dei dati strutturali devono essere comunicati senza considerare eventuali variazioni fiscali derivanti dall’applicazione di disposizioni tributarie, in quanto il dato rilevante è quello risultante dalle scritture contabili. Viceversa, i dati contabili da indicare nel quadro F e nel quadro X devono essere forniti tenendo conto delle eventuali variazioni fiscali determinate dall’applicazione di disposizioni tributarie;

Il presente modello è parte integrante della dichiarazione dei redditi modello Unico 2002 e deve essere inviato in via telematica unitamente alla dichiarazione. I soggetti tenuti alla compilazione del presente modello devono barrare la casella “studi di settore” collocata nella seconda facciata del frontespizio del modello Unico 2002, in corrispondenza del tipo di dichiarazione. SOGGETTI OBBLIGATI

3. il riferimento alle spese “sostenute”, contenuto nelle istruzioni, deve intendersi come un rinvio al criterio di imputazione dei costi previsto per la categoria di reddito presa in considerazione che, per quanto riguarda le attività d’impresa, è quello di competenza mentre per le attività degli esercenti arti e professioni è quello di cassa.

Il presente modello può essere utilizzato dai soggetti che svolgono come attività prevalente una tra quelle di seguito elencate: “Edizione di libri, opuscoli, libri di musica ed altre pubblicazioni” - 22.11.0; “Edizione di riviste e periodici” - 22.13.0; “Altre edizioni” - 22.15.0;

“Altre stampe di arti grafiche” - 22.22.0; “Rilegatura e finitura di libri” - 22.23.0; “Composizione e fotoincisione” - 22.24.0; “Altri servizi connessi alla stampa” - 22.25.0. Per attività prevalente si intende l’attività dalla quale è derivato il maggiore ammontare dei ricavi conseguiti nel 2001. Si precisa che l’indicazione del codice di attività prevalente non precedentemente comunicato o comunicato in modo errato, unitamente alla variazione dati da effettuare presso gli Uffici locali dell’Agenzia delle Entrate entro il termine di presentazione del modello Unico 2002, ai sensi dell’art. 35, 3° comma, del D.P.R. n. 633/72, preclude l’irrogazione delle sanzioni. Si ricorda che non è, invece, necessaria la dichiarazione di variazione dati quando si verifica uno spostamento della prevalenza nell’ambito di codici di attività già in possesso dell’Amministrazione finanziaria. E’ sufficiente, in tal caso, che il codice riguar5 dante l’attività divenuta prevalente

NOTIZIE Editoria e Comunicazione Dal Governo SUL SITO LE VISITE UFFICIALI DEL PREMIER Il sito www.governo.it ha aperto una nuova sezione, denominata “Press room”, che contiene tutte le informazioni utili per i giornalisti sulle visite ufficiali del Presidente del Consiglio. I programmi delle missioni, con gli appuntamenti stampa, verranno pubblicati alcuni giorni prima della visita ufficiale dell’On. Berlusconi. Dai soci L’EDITRICE CEDAM FESTEGGIA IL CENTENARIO Il 7 maggio scorso, hanno avuto inizio le celebrazioni per il centenario della CEDAM Casa Editrice Dottor Antonio Milani, società che ha segnato e indirizzato la storia dell’editoria italiana, in particolare nel campo del diritto e dell’economia. La Casa Editrice, fondata dall’allora giovanissimo Dott. Antonio Milani (oggi è condotta dai Milani di terza generazione), iniziò la sua attività nel 1903, pubblicando dispense per studenti dell’Ateneo patavino ed instaurando, da subito, con i docenti universitari e la città di Padova un rapporto ed un legame solidissimo. Le Autorità cittadine hanno reso omaggio al fondatore della CEDAM intitolando all’editore un ponte nelle adiacenze della casa natale di Milani, casa poi trasformata nell’officina litotipografica ove venivano realizzate le prime dispense universitarie. Le manifestazioni per il Centenario si susse-

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guiranno tutto l’anno e si incentreranno, in particolare, su una mostra che ripercorrerà il secolo della CEDAM, e sull’istituzione di un premio giornalistico che “avvicini i giovani universitari alla casa editrice”. CEDAM pubblica oggi 26 riviste specializzate, tutte iscritte all’USPI fin dalla loro nascita, ha un catalogo librario di circa 6.000 titoli, una collana di codici commentati “Breviaria Juris” e fattura 35 milioni di euro l’anno. La tradizione nella conduzione dell’attività, la qualità della produzione e l’innovazione verso l’editoria elettronica fanno della CEDAM una tra le principali realtà editoriali italiane. Dal mondo del web I GIORNALISTI CENSITI SU INTERNET Da pochi giorni è in rete il sito www.stampatel.it, che riporta gli indirizzi e i numeri telefonici di tutti i giornalisti che lavorano nei media nazionali. Nell’elenco figurano anche numerosi giornalisti stranieri che operano in Italia per la stampa Internazionale e diversi responsabili di uffici stampa. La home page offre inoltre i link ai giornali italiani e esteri. La password di accesso è: stampatel. Dal mondo dei libri FIERA DI TORINO: RECORD DI VISITATORI E DI VENDITE Il 20 maggio u.s. ha chiuso i battenti la XV Fiera Internazionale del Libro di Torino riscontrando un grande successo di pubblico. Oltre 195 mila sono stati, infatti, i visitatori (4 mila in più rispetto all’anno precedente), con un forte incremento soprattutto tra i più giovani (+25% di bambini al di sotto dei 10 anni, rispetto al 2001). “Ritrovare il tempo” era l’argomento base di

questa edizione della Fiera, che ha visto la presenza di più di 1.100 editori e quasi 900 tra autori e relatori degli oltre 300 incontri e tavole rotonde sugli argomenti più disparati. Buoni risultati anche per l’ “International book forum”: il bilancio finale parla di 200 incontri, tra gli editori italiani ed i 101 editori stranieri presenti per la prima volta a Torino. Record anche di vendite: + 10/15 per cento. Gli autori più richiesti? Camilleri (“La paura di Montalbano”), De Crescenzo (“Storia della filosofia medioevale”), Kabul Atiq Rahimi (“Terra e cenere”), la Fallaci (“La rabbia e l’orgoglio”). I Paesi ospiti d’onore della edizione di quest’anno della Fiera erano la Svizzera e la Catalogna. Per il 2003 è stato annunciato un gemellaggio con il “Salon du Livre” di Parigi. Dal mondo della pubblicità LO IAP HA STILATO IL BILANCIO 2001 DELLA PROPRIA ATTIVITA’ Annata intensa, quella decorsa, per lo IAP l’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria. E’ quanto si ricava dai dati resi noti sull’attività svolta dal Giurì e dal Comitato di Controllo, che confermano una costante crescita della fiducia dei consumatori e dell’efficacia del ricorso al sistema autodisciplinare. 989 sono stati, infatti, gli interventi svolti dal Giurì contro i 927 del 2000, mentre si sono registrati incrementi del 37,5% dei ricorsi di parte al Giurì e del 16% delle istanze del Comitato. Tale forte crescita (soprattutto negli ultimi cinque - sei anni a questa parte) dell’attività dello IAP conferma l’impegno assunto dal mondo della pubblicità di dotarsi di precise regole di comportamento su base autodisciplinare.

Notiziario USPI n° 6


APERTE LE ISCRIZIONI AL XV STAGE PER OPERATORI EDITORIALI DELLA STAMPA PERIODICA (URBINO 8-13 SETTEMBRE 2002) ’USPI ha indetto la XV edizione dello stage residenziale per operatori editoriali della stampa periodica. Il corso, che si avvarrà della direzione scientifica della prof.ssa Graziella Mazzoli, Preside della Facoltà di Sociologia dell’Università di Urbino, si rivolge essenzialmente a editori e/o direttori di periodici di piccola e media tiratura o a giovani editori che intendano affrontare il mercato della stampa periodica. Ai partecipanti che avranno seguito almeno 3/4 delle lezioni, verrà rilasciato un attestato di frequenza. Segreteria ed informazioni: USPI, Viale B. Bardanzellu n. 95, 00155 ROMA,

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Tel. 06.407.13.88 – 06.406.59.41 (anche fax) E-mail: uspi@uspi.it QUOTA DI ISCRIZIONE E DI PARTECIPAZIONE I partecipanti devono aver compiuto 18 anni. L’intera quota di partecipazione, pari a € 460,00, comprende la tassa d’iscrizione di € 160,00 per spese di organizzazione e attrezzature, e un contributo alle spese per docenti e frequenza di € 300,00. La quota di frequenza comprende la pensione completa in collegio universitario (vitto e alloggio in camera singola con servizio privato e doccia) dalla cena del primo giorno al pranzo dell’ultimo giorno, nonché le dispense ed i sussidi didattici.

Non sono praticabili riduzioni né agli eventuali accompagnatori né agli “uditori”. LA PRENOTAZIONE La partecipazione va prenotata entro il 31 luglio 2002 inviando all’USPI, con assicurata convenzionale (o a mano) il seguente tagliando debitamente compilato e un assegno bancario o circolare non trasferibile di € 160,00, intestato all’USPI, a titolo di quota d’iscrizione. La restante quota di frequenza di € 300,00 dovrà essere spedita all’USPI, sempre con assicurata convenzionale, a mezzo assegno bancario o circolare non trasferibile intestato all’USPI entro il 14 agosto 2002.

PROGRAMMA Domenica, 8 settembre 2002 Pomeriggio: arrivi e sistemazioni nel Collegio del Colle (possibilità di parcheggio). Presentarsi in portineria per la registrazione e l’assegnazione della stanza. Lunedì, 9 settembre ore 9.30 - RELAZIONE DEL DIRETTORE SCIENTIFICO DELLO STAGE Graziella Mazzoli (Prof.ssa Graziella MAZZOLI, Preside della Facoltà di Sociologia dell’Università di Urbino) ore 10.30 - TENDENZE E PROSPETTIVE DEL SETTORE DELLA STAMPA PERIODICA (Dr. Giancarlo CINOGLOSSI, componente della Giunta Esecutiva dell’USPI, Direttore Responsabile del “Notiziario USPI”) ore 12.00 - APPLICAZIONE DEL CONTRATTO USPI-CONFAPI NEL SETTORE EDITORIALE (Dr. Giancarlo INGLESE, componente Commissione Tecnica Sindacale UNIGEC-CONFAPI) Dino Cosi ore 15.00 - IL REGIME IVA E LA DISCIPLINA FISCALE DEI PERIODICI, SUPPORTI INTEGRATIVI E GADGET (Dr. Dino COSI, Consulente fiscale dell’USPI) ore 17.00 - Incontro di presentazione dei partecipanti e delle testate rappresentate Martedì, 10 settembre ore 9.30 - DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA, DIRITTO DI RETTIFICA E RESPONSABILITA’ CIVILI E PENALI DELL’EDITORE E DEL DIRETTORE DEL PERIODICO Luca Boneschi (Avv. Luca BONESCHI, specialista in diritto del lavoro, Condirettore della rivista “Il Diritto dell’Informazione e dell’Informatica”) ore 11.30 - DIRITTO D’AUTORE – PROVVIDENZE PER L’EDITORIA ALLA LUCE DELLA L. 62/01 (Dr. Enrico LONGO, già Dir. Gen. Capo dell’Ufficio per il diritto d’autore e la promozione delle attività culturali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Consulente USPI) ore 15.00 - EDITORI E GIORNALISTI: IMPLICAZIONI DERIVANTI DALLA LEGGE 675/96 SULLA “PRIVACY” Giovanni Buttarelli (Dr. Giovanni BUTTARELLI, Segretario Generale del Garante per la protezione dei dati personali) ore 16.30 - L’AUTORITÀ’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI: IL R.O.C. (REGISTRO DEGLI OPERATORI DI COMUNICAZIONE) E L’ATTIVITA’ DELL’AUTHORITY (Dr. Giuseppe SANGIORGI, Commissario dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) Mercoledì, 11 settembre ore 9.30 - Dibattito sul tema: “LA TUTELA DELLA STAMPA PERIODICA” Francesco S. Vetere Interverranno: Avv. Francesco Saverio VETERE (Segretario Generale dell’USPI),

On.le Vincenzo VITA (già Sottosegretario Ministero delle Comunicazioni). ore 11.30 - IL MARKETING DELL’EDITORE DI PERIODICI (Dr. Guido MASNATA, Direttore Generale Promedia Expert S.r.l.) Vincenzo Vita

Presso la “Biblioteca Informatica” dell’ERSU Guido Masnata (URBINO, Palazzo “Corboli”, Via Veneto 41) ore 15.00 - IL PERIODICO ELETTRONICO: IL SITO INTERNET ED IL PERIODICO ON-LINE (Daniele BIANCHI, General Manager della Promotion Digitale S.r.l., Società specializzata in Comunicazione Elettronica)

Giovedì, 12 settembre LA DISTRIBUZIONE DELLA STAMPA PERIODICA ore 9.30 - IL RUOLO DELLE EDICOLE ALLA Daniele Bianchi GiancarloCinoglossi LUCE DEL DLGS 170/01 (Vasco MATI, già Segretario Generale del SINAGI- CGIL Sindacato Nazionale Giornalai) ore 11.00 - I DISTRIBUTORI NAZIONALI E LA STAMPA PERIODICA (Dr. Tiziano BIENATI, Direttore Generale dell’A.D.N., Associazione Distributori Nazionali) ore 15.00 - I DISTRIBUTORI LOCALI E LA STAMPA PERIODICA (Avv. Piergiorgio SPOSATO, Consulente A.NA.DI.S., Associazione Nazionale Distributori Vasco Mati Enrico Longo Stampa) ore 16.30 - LA DISTRIBUZIONE POSTALE: NORMATIVA E TARIFFE (Dr. Vittorio VOLPI, Funzionario USPI) Venerdì, 13 settembre LA STAMPA PERIODICA E LA PUBBLICITA’ ore 9.30 - LA PUBBLICITA’ NEI PERIODICI CostantinoCavallini TRA NORMATIVA E MARKETING (Dr. Costantino CAVALLINI, Consulente Tiziano Bienati U.S.P.I.) ore 11.00 - L’AUTODISCIPLINA PUBBLICITARIA, FUNZIONI E PROSPETTIVE (Dr. Vincenzo GUGGINO, Segretario Generale dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) ore 12.30 - Consegna degli attestati di frequenza ore 13.30 - Pranzo – Partenze

I docenti, dopo l’esposizione degli argomenti, sono a disposizione dei partecipanti per consulenze su quesiti. Vittorio Volpi

...............................TAGLIARE E SPEDIRE ENTRO IL 31 LUGLIO 2002............................ All’USPI – UNIONE STAMPA PERIODICA ITALIANA Segreteria del XV Stage per operatori editoriali Viale B. Bardanzellu, 95 – 00155 ROMA Il sottoscritto........................................................................................................................in qualità di editore/collaboratore del periodico ........................................................................................prenota la sua partecipazione al XV Stage residenziale per operatori editoriali della stampa periodica che si svolgerà presso l’Università di Urbino dall’8 al 13 settembre 2002. Allega € 160,00 per quota d’iscrizione, con riserva d’inviare la quota di frequenza di € 300,00, non oltre il 14 agosto p.v. Indirizzo.......................................................................................................................................................................................................................................(città, via, c.a.p.) Recapito telefonico/fax/email............................................................................................................firma leggibile............................................................................................

Notiziario USPI n° 6

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STUDI DI SETTORE 2002: edizione di riviste, periodici e libri sia indicato nel modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dello studio di settore e nel relativo quadro per la determinazione del reddito di impresa e/o di lavoro autonomo (RE, RF, RG). Il modello può essere, altresì, utilizzato dai soggetti che svolgono una delle attività sopra indicate come attività secondaria per la quale abbiano tenuto annotazione separata dei componenti rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore. Lo svolgimento di una attività stagionale o per parte di anno nel corso di periodi di imposta di durata non diversa da dodici mesi non è causa di esclusione o inapplicabilità degli studi di settori. Il modello deve essere utilizzato anche dai contribuenti che si avvalgono del regime fiscale delle attività marginali di cui all’art. 14, della legge 23 dicembre 2000, n. 388. Il diritto ad accedere o a permanere nel regime agevolato va verificato confrontando i ricavi del contribuente con quelli normalizzati, ottenuti applicando ai ricavi e ai compensi minimi di riferimento, derivanti dall’applicazione degli studi di settore, le riduzioni stabilite dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 2 gennaio 2002 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, Serie generale, n. 15 del 18 gennaio 2002) I ricavi normalizzati devono risultare di importo non superiore ai limiti individuati con appositi provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. I soggetti che determinano il reddito con criteri “forfetari”, ancorché sia precluso nei loro confronti l’accertamento in base agli studi di settore, sono tenuti a compilare il presente modello, ad eccezione dei dati contabili richiesti nel quadro F. I dati comunicati saranno utilizzati per valutare se le caratteristiche strutturali dell’impresa sono coerenti con i ricavi dichiarati. In presenza delle cause di esclusione e delle cause di inapplicabilità elencate nei successivi paragrafi non è invece necessario compilare ed inviare il presente modello (fermo restando quanto precisato per i soggetti “forfetari”).

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CAUSE DI ESCLUSIONE DALL’APPLICAZIONE DEGLI STUDI DI SETTORE Sono esclusi dall’applicazione degli studi di settore e dei parametri i contribuenti che: 1. hanno dichiarato ricavi di cui all’articolo 53, comma 1, esclusi quelli di cui alla lett. c), del TUIR, di ammontare superiore ai 10 miliardi di lire, pari a euro 5.164.569; 2. hanno un periodo di imposta di durata diversa da 12 mesi, indipendentemente dalla circostanza che tale arco temporale sia o meno a cavallo di due esercizi; 3. hanno iniziato o cessato l’attività nel corso del periodo d’imposta. Si ricorda che il periodo che precede l’inizio della liquidazione è considerato periodo di cessazione dell’attività. Costituisce causa di esclusione dall’applicazione degli studi di settore la modifica in

corso d’anno dell’attività esercitata. E’ il caso, ad esempio, di un imprenditore che fino ad aprile ha svolto l’attività di commerciante e da maggio in poi quella di artigiano. Non costituisce, invece, causa di esclusione la modifica in corso d’anno dell’attività esercitata qualora le due attività (quella cessata e quella iniziata) siano contraddistinte da codici di attività compresi nel medesimo studio di settore; 4. determinano il reddito con criteri “forfetari”; 5. sono incaricati alle vendite a domicilio; 6. non si trovano in un periodo di normale svolgimento dell’attività. A titolo esemplificativo, si considerano di non normale svolgimento dell’attività: a) i periodi nei quali l’impresa è in liquidazione ordinaria, ovvero in liquidazione coatta amministrativa o fallimentare; b) i periodi nei quali l’impresa non ha ancora iniziato l’attività produttiva prevista dall’oggetto sociale, ad esempio, perché: - la costruzione dell’impianto da utilizzare per lo svolgimento dell’attività si è protratta oltre il primo periodo d’imposta, per cause non dipendenti dalla volontà dell’imprenditore; - non sono state rilasciate le autorizzazioni amministrative necessarie per lo svolgimento dell’attività, a condizione che le stesse siano state tempestivamente richieste; - viene svolta esclusivamente un’attività di ricerca propedeutica allo svolgimento di altra attività produttiva di beni e servizi, sempreché l’attività di ricerca non consenta di per sé la produzione di beni e servizi e quindi la realizzazione di proventi; c) il periodo in cui si è verificata l’interruzione dell’attività per tutto l’anno a causa della ristrutturazione dei locali. In questa ipotesi è però necessario che la ristrutturazione riguardi tutti i locali in cui viene esercitata l’attività; d) il periodo in cui l’imprenditore individuale o la società hanno affittato l’unica azienda; e) il periodo in cui il contribuente ha sospeso l’attività ai fini amministrativi dandone comunicazione alla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura. Sono, altresì, esclusi dall’applicazione degli studi di settore i contribuenti che nel corso del periodo d’imposta sono stati interessati da: - donazioni; - trasformazioni;

In tal caso, gli studi di settore restano però eventualmente applicabili con riferimento alle attività che continuano ad essere esercitate dalle due società scisse. CAUSE DI INAPPLICABILITA’ DEGLI STUDI DI SETTORE Cooperative Costituisce condizione di inapplicabilità degli studi di settore l’esercizio dell’attività da parte di: a) società cooperative, società consortili e consorzi che operano esclusivamente a favore delle imprese socie o associate; b) società cooperative costituite da utenti non imprenditori che operano esclusivamente a favore degli utenti stessi. Studi di settore in vigore a partire dal 1° gennaio 2001 Con riferimento alle attività per le quali sono stati approvati i relativi studi di settore a decorrere dall’anno 2001 (vedere nell’appendice alle istruzioni per la compilazione del modello UNICO 2002 l’elenco degli studi approvati con decorrenza dal 1° gennaio 2001), è previsto che gli stessi non si applicano: 1) nel settore delle manifatture se l’esercizio dell’attività di impresa è svolto attraverso l’utilizzo di più punti di produzione e di vendita in locali non contigui a quelli di produzione; 2) nei settori del commercio e dei servizi se l’esercizio dell’attività d’impresa è svolto attraverso l’utilizzo, rispettivamente, di più punti di vendita e di più punti di produzione; 3) nel caso di esercizio di due o più attività di impresa non rientranti nel medesimo studio di settore ed in assenza di annotazione separata, se l’importo complessivo dei ricavi dichiarati relativi alle attività non prevalenti (non rientranti tra quelle prese in considerazione dallo studio di settore) supera il 20 per cento dell’ammontare totale dei ricavi dichiarati. La causa di inapplicabilità di cui al punto 1), sussiste qualora l’attività sia esercitata attraverso l’utilizzo di più punti di produzione (in presenza o meno di punti vendita) ovvero di un punto di produzione e di più punti di vendita in locali non contigui a quello di produzione. Tale condizione di inapplicabilità non sussiste, invece, qualora l’attività sia svolta attraverso l’utilizzo di un punto di produzione (anche con annesso punto vendita e di un punto di vendita in locali non contigui a quello di produzione). Per le cause di inapplicabilità di cui ai punti 1) e 2), si configura l’esercizio dell’attività di produzione o di vendita in più punti, qualora questi ultimi siano diversi, ad esempio, da locali o spazi adibiti a depositi, 9 magazzini, centri di raccolta, uffici.

- scissioni.

Notiziario USPI n° 6

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L’inserzione sopra riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, dell’art. 3, primo comma, del D.P.R. 26/10/72 n. 633


Ancora in materia di privacy - Ancora in materia di privacy IL GARANTE PROMUOVE LA SOTTOSCRIZIONE DEI CODICI DI DEONTOLOGIA E BUONA on il decreto legislativo 28 dicembre 2001, n. 467 (v. “Notiziario USPI” n. 5 - Maggio 2002), il Garante per la protezione dei dati personali ha emanato alcune disposizioni integrative e correttive della normativa in materia di protezione dei dati personali (Legge 31 dicembre 1996, n. 675). L’articolo 20, in particolare, del citato decreto prevedeva che il Garante, al fine di garantire la piena attuazione dei principi previsti dalla disciplina in materia, promuovesse entro il 30 giugno 2002 la sottoscrizione di codici di deontologia e buona condotta per i soggetti pubblici e privati interessati al trattamento dei dati personali nei settori della informazione telematica, della gestione del rapporto di lavoro, dell’informazione commerciale e del credito al consumo (così come già disposto per il trattamento di dati effettuato nell’esercizio della professione giornalistica). In data 10 aprile u.s. il Garante ha promosso la sottoscrizione di detti codici, invitando tutti i soggetti pubblici e privati aventi titolo a partecipare all’adozione dei medesimi codici, in base al principio di rappresentatività, e riservando ad altri provvedimenti la verifica della conformità alle leggi e ai regolamenti dei predetti codici, l’esame di eventuali osservazioni e le iniziative necessarie per garantirne la diffusione e il rispetto.

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Ecco il testo della delibera pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’8 maggio 2002, n. 106: GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI DELIBERAZIONE 10 aprile 2002. Codici di deontologia e di buona condotta relativi ai trattamenti di dati personali effettuati da fornitori di servizi di comunicazione e informazione offerti per via telematica; necessari per finalità previdenziali o per la gestione del rapporto di lavoro; effettuati a fini di invio di materiale pubblicitario; a fini di informazione commerciale; nell’ambito di sistemi informativi di cui sono titolari soggetti privati, utilizzati a fini di concessione di crediti al consumo; provenienti da archivi, registri, elenchi, atti o documenti tenuti da soggetti pubblici; effettuati con strumenti automatizzati di rilevazione di immagini. (Deliberazione n. 2). IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI Nella seduta odierna, con la partecipazione del prof. Stefano Rodotà, presidente, del prof. Giuseppe Santaniello, vice presidente, del prof. Gaetano Rasi e del dott. Mauro Notiziario USPI n° 6

Paissan, componenti, e del dott. Giovanni Buttarelli, segretario generale; Vista la legge 31 dicembre 1996, n. 675, e successive modificazioni ed integrazioni, in materia di tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali; Visto, in particolare, l’art. 31, comma 1, lettera h), della citata legge n. 675/1996, il quale attribuisce al Garante il compito di promuovere nell’ambito delle categorie interessate, nell’osservanza del principio di rappresentatività, la sottoscrizione di codici di deontologia e di buona condotta per determinati settori, verificarne la conformità alle leggi e ai regolamenti anche attraverso l’esame di osservazioni di soggetti interessati e contribuire a garantirne la diffusione e il rispetto; Visto il decreto legislativo 28 dicembre 2001, n. 467, recante disposizioni integrative e correttive della normativa in materia di protezione dei dati personali ai sensi della legge 24 marzo 2001, n. 127, e in particolare l’art. 20, comma 1, il quale prevede che il Garante, al fine di garantire la piena attuazione dei principi previsti dalla disciplina in materia di trattamento dei dati personali deve promuovere entro il 30 giugno 2002 la sottoscrizione di codici di deontologia e di buona condotta per i soggetti pubblici e privati interessati al trattamento dei dati personali nei settori indicati al comma 2 del medesimo articolo, tenendo conto della specificità dei trattamenti nei diversi ambiti, nonché dei criteri direttivi delle raccomandazioni del Consiglio d’Europa indicate nell’art. 1, comma 1. lettera b) della legge n. 676/1996; Considerato che il citato comma 2 dell’art. 20 del decreto legislativo n. 467/2001 prevede la sottoscrizione di codici riguardanti il trattamento di dai personali: a) effettuati da fornitori di servizi di comunicazione e informazione offerti per via telematica (con particolare riguardo ai criteri per assicurare ed uniformare una più adeguata informazione e consapevolezza degli utenti delle reti di telecomunicazione gestite da soggetti pubblici e privati rispetto ai tipi di dati personali trattati e alle modalità del loro trattamento, in particolari attraverso informative fornite in linea in modo agevole ed interattivo, per favorire una più ampia trasparenza e correttezza nei confronti dei medesimi utenti e il pieno rispetto dei principi di cui all’art. 9 della legge n. 675/1996, anche ai fini dell’eventuale rilascio di certificazioni attestanti la qualità 8 delle modalità prescelte e il

TRATTAMENTO DEI DATI SENSIBILI SUI RAPPORTI DI LAVORO el Supplemento Ordinario n. 70 alla Gazzetta Ufficiale del 9 aprile 2002, n. 83, è stato pubblicato il Provvedimento n. 1/2002 del Garante per la protezione dei dati personali, concernente l’ “Autorizzazione al trattamento dei dati sensibili nei rapporti di lavoro”. Sulla stessa G.U. sono state pubblicate altre analoghe autorizzazioni (in totale, sette) riguardanti il trattamento di dati sensibili in altri settori e per altri soggetti. Tutti questi provvedimenti sostituiscono quelli emanati il 30 settembre 2000, scaduti il 31 dicembre scorso, ed hanno validità retroattiva a partire dal 1° febbraio di quest’anno. Il ritardo con il quale i provvedimenti sono stati emanati è imputabile all’uscita del decreto legislativo 467/2001 (su G.U. 16/1/2002, n. 13) che ha introdotto alcune modificazioni alla legge 675/1996 sulla protezione dei dati personali.

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Le autorizzazioni hanno efficacia fino al 30 giugno 2003. Il provvedimento sul trattamento dei dati sensibili nei rapporti di lavoro elimina l’obbligo di dover chiedere l’autorizzazione al Garante per la privacy per il trattamento dei dati effettuato ai fini dell’adempimento di obblighi contabili, retributivi, previdenziali, assistenziali, fiscali e assicurativi nell’ambito dei rapporti di lavoro. Due le novità di rilievo introdotte dal provvedimento in esame: 1) la precisazione che si può procedere al trattamento dei dati sensibili per gli obblighi previsti dall’autorizzazione solo nel caso in cui il loro adempimento non possa essere effettuato tramite dati anonimi o dati non sensibili; 2) la necessità di procedere a controlli periodici e di “pulizia” degli archivi al fine di verificare la pertinenza e la non eccedenza dei dati rispetto al rapporto di lavoro da instaurare o cessato. In ogni caso, i dati risultanti eccedenti o non pertinenti o non necessari non potranno essere in alcun modo utilizzati, salvo che per la conservazione dell’atto o del documento che li contiene.

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Ancora in materia di privacy - Ancora in materia di privacy IL GARANTE PROMUOVE LA SOTTOSCRIZIONE DEI CODICI DI DEONTOLO7

livello di sicurezza assicurato);

n. 675/1996);

b) necessari per finalità previdenziali o per la gestione del rapporto di lavoro (prevedendo anche specifiche modalità per l’informativa all’interessato e per l’eventuale prestazione del consenso relativamente alla pubblicazione di annunci per finalità di occupazione e alla ricezione di curricula contenenti dati personali anche sensibili); c) effettuato a fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta, ovvero per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale interattiva (prevedendo anche, per i casi in cui il trattamento non presuppone il consenso dell’interessato, forme semplificate per manifestare e rendere meglio conoscibile l’eventuale dichiarazione di non voler ricevere determinate comunicazioni); d) svolto a fini di informazione commerciale (prevedendo anche, in correlazione con quanto previsto dall’art. 10, comma 4, della legge n. 675/1996, modalità semplificate per l’informativa all’interessato e idonei meccanismi per favorire la qualità e l’esattezza dei dati raccolti e comunicati); e) effettuato nell’ambito di sistemi informativi di cui sono titolari soggetti privati, utilizzati a fini di concessione di crediti al consumo o comunque riguardanti l’affidabilità e la puntualità nei pagamenti da parte degli interessati (individuando anche specifiche modalità per favorire la comunicazione di dati personali esatti e aggiornati nel rispetto dei diritti dell’interessato); f) provenienti da archivi, registri, elenchi, atti o documenti tenuti da soggetti pubblici (anche individuando i casi in cui debba essere indicata la fonte di acquisizione dei dati e prevedendo garanzie appropriate per l’associazione di dati provenienti da più archivi, tenendo presente quanto previsto dalla raccomandazione del Consiglio d’Europa N. R (91) 10 in relazione all’art. 9 della legge n. 675/1996);

Considerato che, ai sensi dell’art. 20, comma 4, del decreto legislativo n. 467/2001, i codici sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana a cura del Garante e riportati in allegato al testo unico delle disposizioni in materia previsto dall’art. 1, comma 4, della legge 24 marzo 2001, n. 127; Considerata la necessità di adempiere alle predette disposizioni di legge osservando il principio di rappresentatività nell’ambito delle categorie coinvolte e di acquisire maggiori elementi di valutazione dai diversi soggetti potenzialmente interessati alla sottoscrizione di codici di deontologia e di buona condotta per determinati settori; Ritenuta l’opportunità di conferire la massima pubblicità all’iniziativa del Garante e al procedimento per la sottoscrizione dei predetti codici di deontologia e di buona condotta anche attraverso la pubblicazione del presente provvedimento nella Gazzetta Ufficiale; Visto l’art. 27 della direttiva n. 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 ottobre 1995, secondo cui gli Stati membri e la Commissione incoraggiano l’elaborazione di codici di condotta destinati a contribuire, in funzione delle specificità settoriali, alla

Considerata la necessità che i codici su base nazionale siano adottati tenendo conto degli eventuali progetti di codici di condotta comunitari; Riservata l’iniziativa di promuovere ulteriori codici di deontologia e di buona condotta in altri settori di rilevante interesse generale; Visti gli atti d’ufficio e le richieste di soggetti pubblici e privati sinora pervenute; Viste le osservazioni dell’ufficio formulate dal segretario generale ai sensi dell’art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000 adottato con deliberazione n. 15 del 28 giugno 2000; TUTTO CIÒ PREMESSO IL GARANTE: 1. Promuove la sottoscrizione di codici di deontologia e di buona condotta per i soggetti pubblici e privati interessati al trattamento dei dati personali in relazione alle finalità ed ai criteri indicati dal citato art. 20 e richiamati in premessa, nei settori di seguito indicati: a) trattamenti di dati personali effettuati da fornitori di servizi di comunicazione e informazione offerti per via telematica; b) trattamenti di dati personali necessari per finalità previdenziali o per la gestione del rapporto di lavoro;

c) trattamenti di dati personali effettuati a fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta, ovvero per il IL DECALOGO DELLA PRIVACY SU INTERNET compimento di ricerche di mercato o di comunicazione com1) Rispettare la volontà dei consumatori di cedere dati personali per merciale interattiva; ottenere servizi gratis

2) Mettere in grado gli interessati di esprimere le proprie scelte in 3) 4)

5) 6)

g) effettuato con strumenti auto- 7) matizzati di rilevazione di immagini (prevedendo specifi- 8) che modalità di trattamento e forme semplificate di informativa all’interessato per garantir- 9) ne la liceità e la correttezza anche in riferimento a quanto 10) previsto dall’art. 9 della legge 8

Considerato che, ai sensi dell’art. 20, comma 3, del decreto legislativo n. 467/2001, il rispetto delle disposizioni contenute nei codici deontologici sopra indicati costituisce condizione essenziale per la liceità del trattamento dei dati;

corretta applicazione delle disposizioni nazionali di attuazione della direttiva, adottate dagli Stati membri;

maniera consapevole e libera Dare sempre l’informativa al cliente, anche quando non gli venga chiesto alcun consenso Spiegare appieno ai navigatori le finalità e le modalità del trattamento dei dati, compresi quelli che vengano acquisiti successivamente Non spacciare per obbligatori dati non realmente indispensabili all’attivazione di un servizio on-line Collocare l’informativa ai clienti prima della richiesta di registrazione dei propri dati Riferire l’informativa a tutti gli aspetti del complessivo trattamento svolto in rete Integrare l’informativa con un richiamo, anche sintetico, ai diritti di accesso attributi agli interessati dalla legge 675 (art. 13) e con l’indicazione dell’ufficio presso cui esercitare tali diritti Precisare tutte le categorie di soggetti cui vengono comunicati i dati dei navigatori Vietato raccogliere “a tappeto” i dati sui siti frequentati (con eventuale conoscenza di dati sensibili) e controllare se eventuali mes-

d) trattamenti di dati personali svolti a fini di informazione commerciale; e) trattamenti di dati personali effettuati nell’ambito di sistemi informativi di cui sono titolari soggetti privati, utilizzati a fini di concessione di crediti al consumo o comunque riguardanti l’affidabilità e la puntualità nei pagamenti da parte degli interessati; f) trattamenti di dati personali provenienti da archivi, registri, elenchi, atti o documenti tenuti da soggetti pubblici; g) trattamenti di dati personali effetNotiziario USPI n° 6


tuati con strumenti automatizzati di rilevazione di immagini. 2. Invita tutti i soggetti pubblici e privati aventi titolo a partecipare all’adozione dei medesimi codici in base al principio di rappresentatività di cui all’art. 31, comma 1, lettera h), della legge n. 675/1996, a darne comunicazione a questa Autorità entro il 31 maggio 2002 al seguente indirizzo: Garante per la protezione dei dati personali, piazza di Montecitorio n. 121, 00186 Roma, fax 06/69677715, e-mail: codici@garanteprivacy.it 3. Riserva ad altri provvedimenti la verifica della conformità alle leggi e ai regolamenti dei progetti di codici, l’esame di eventuali osservazioni, nonché le iniziative necessarie ai sensi del citato art. 31, comma 1, lettera h), per garantirne la diffusione e il rispetto. Roma, 10 aprile 2002 Il presidente RODOTA’

Importante sentenza del Tribunale di Milano NO ALLA VENDITA DI PERIODICI apita che l’edicola, che dovrebbe essere una vetrina del libero A PREZZI STRACCIATI mercato editoriale dove si afferma

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chi merita, diventi terreno di scontro sleale. Talvolta tra pesce grande e pesce piccolo. L’estate scorsa l’editrice 4ever, controllata da Sprea, uscì con il mensile “I nostri amici animali”, ponendosi in concorrenza con il preesistente “Amici di casa”, edito da Universo. Questo grande gruppo editoriale denunciò con procedura d’urgenza la nuova testata per imitazione servile. Il Tribunale civile di Milano respinse la richiesta. Dal momento che “I nostri amici animali” era venduto a 1,8 euro, l’Universo pensò bene di attaccare il periodico rivale riducendo drasticamente il prezzo di copertina di “Amici di casa” a 1,03 euro. Lungi dal farsi intimidire Sprea avviò, a sua volta, una procedura d’urgenza contro Universo per vendita sottocosto. In prima istanza il Tribunale ha accolto la tesi di Sprea ritenendo la vendita a prezzo stracciato una manovra di concorrenza sleale. Nei giorni scorsi questo importante princi-

pio giurisprudenziale è stato ribadito in appello: il cut price spiazza la concorrenza e non è, quindi, consentito. Il gigante editoriale ha dovuto così aumentare il prezzo tagliato da 1,03 a 1,50 euro. Contrapponendo un colosso della stampa periodica ad un editore medio-piccolo (5 milioni di euro di fatturato) la sentenza di Milano può interessare molti editori dell’area USPI. Si può infatti dedurre dalla pronuncia del tribunale che i grandi non possono fagocitare i piccoli editori con pratiche scorrette come il dumping o gli abbinamenti: la concorrenza deve affidarsi all’utilità del prodotto, alla validità dei contenuti redazionali, alla qualità giornalistica. Insomma vinca il migliore e non il più furbo. In conclusione, la difesa dei diritti dell’editoria minore e il rispetto delle regole di una corretta concorrenza sembrano più garantiti e certamente le forti spese legali che il piccolo Davide deve affrontare contro una eventuale supposta prepotenza di Golia

STUDI DI SETTORE 2002: edizione di riviste, periodici e libri Si rammenta che la condizione di inapplicabilità di cui al punto 2) non si verifica quando la presenza di più punti di produzione o di vendita costituisce una caratteristica fisiologica dell’attività esercitata. E’ il caso delle attività per le quali sono stati approvati gli studi di settore contraddistinti dai seguenti codici: SG66U; SG73A; SG73B; SG75U; SG88U; SG89U; SM11B; SM18B; SM22A; SM22B; SM22C; SM23U; SM24U; SM29U; SM31U; SM36U; SM37U. Si precisa che qualora, in via facoltativa, sia stata tenuta separata annotazione per ciascun punto di produzione e/o di vendita, ovvero per ciascuna attività esercitata, di tutti gli elementi rilevanti ai fini della applicazione degli studi di settore, non si configurano le fattispecie di inapplicabilità di cui ai punti 1), 2) e 3).

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ATTENZIONE Nel caso di annotazione separata effettuata volontariamente, si applicano le disposizioni illustrate con riferimento agli studi di settore in vigore antecedentemente al 1° gennaio 2001. Studi di settore in vigore antecedentemente al 1° gennaio 2001 Per gli studi di settore in vigore antecedentemente al 1° gennaio 2001 (vedere nell’appendice alle istruzioni per la compilazione del modello UNICO 2002 l’elenco dei 45 studi applicabili con decorrenza dal periodo d’imposta 1998, dei 41 studi applicabili con decorrenza dal periodo d’imposta 1999 e degli ulteriori 43 studi applicabili con decorrenza dal periodo d’imposta 2000), il decreto dirigenziale del 24 dicembre 1999, pubblicato sulla G.U. 29 dicembre 1999, n. 304, introducendo l’obbligo dell’annotazione separata dei componenti rile-

Notiziario USPI n° 6

vanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, rimuove, in linea di principio, le seguenti cause di inapplicabilità stabilite dai decreti ministeriali di approvazione degli studi stessi: - esercizio dell’attività nel settore delle manifatture, dei servizi e del commercio, rispettivamente, in più punti di produzione e di vendita in locali non contigui alla produzione, in più punti di produzione e in più punti di vendita. Si rammenta, tuttavia, che la causa di inapplicabilità in esame, non si verifica quando la presenza di più punti di produzione o di vendita costituisce una caratteristica fisiologica dell’attività esercitata. E’ il caso delle attività per le quali sono stati approvati gli studi di settore contraddistinti dai seguenti codici: SG39U; SG5OU; SG61A; SG61B; SG61C; SG61D; SG61E; SG61F; SG6IG; SG61H; SG68U; SG69A; SG69B; SG69C; SG69D; SG69E; SG70U; SG71U; SG72A; SG72B; SMO3A; SMO3B; SMO3C; SMO3D. Per gli studi di settore: SM17U, SM18A, SM19U, SM21A, SM21B, SM21C, SM21D, SM21E, SM21F, SM25A, SM25B e SM26U, la predetta condizione di inapplicabilità non sussiste soltanto nel caso in cui i diversi punti vendita siano situati nell’ambito dello stesso territorio comunale; - esercizio di due o più attività d’impresa, non rientranti nel medesimo studio di settore, se i ricavi provenienti dalle attività non prevalenti sono superiori al 20% del totale dei ricavi dichiarati. L’introduzione dell’obbligo di annotazione separata fa venir meno le citate condizioni di inapplicabilità a seguito della rilevazione separata degli elementi, strutturali e contabili, sui quali si basa l’applicazione degli studi di settore relativamente ai diversi punti di produzione o di vendita ovvero alle diverse attività esercitate. Si ricorda che tale prescrizione sussiste solo se per tutte le attività esercitate è possibi-

le applicare gli studi di settore. In presenza di una o più attività, anche marginali in termini di ricavi, non “soggette” a studi di settore, tale obbligo non sussiste. In tal caso occorre verificare l’eventuale sussistenza di cause di inapplicabilità al fine di stabilire l’assoggettamento agli studi di settore o ai parametri. L’obbligo di annotazione separata non sussiste, inoltre, per i contribuenti che pur esercitando due o più attività d’impresa per le quali risultano applicabili gli studi, ovvero una o più attività in diverse unità di produzione o di vendita, presentano i seguenti requisiti: a) ammontare complessivo di ricavi non superiore a lire 100 milioni, pari a 51.645,69 euro; b) ricavi derivanti, in tutto o in parte, da attività svolte in comuni con popolazione residente inferiore a 3.000 abitanti. Detti contribuenti hanno, comunque, la facoltà di effettuare le annotazioni separate previste dal decreto del 24 dicembre 1999. ATTENZIONE I contribuenti obbligati all’annotazione separata, per il periodo d’imposta 2001, devono indicare i dati contabili e strutturali relativi ai singoli punti o alle singole attività per le quali è stato osservato l’obbligo di separata annotazione degli elementi rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore con le modalità indicate nelle istruzioni per la compilazione del modello appositamente predisposto. L’indicazione dei suddetti dati consentirà, mediante il software GE.RI.CO., l’applicazione degli studi di settore all’insieme delle attività o dei punti di produzione e/o di vendita per i quali sia stata tenuta annotazione separata.

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Nuova modulistica da inviare entro il 30 settembre NASCE L’INFORMATIVA ECONOMICA DI SISTEMA (I.E.S.) el già ampio ventaglio delle date da ricordare, relativamente alle scadenze che gli editori debbono rispettare per ottemperare a tutti gli obblighi burocratici cui sono soggetti, se ne deve aggiungere un’altra. Entro il 30 settembre 2002 tutti gli editori iscritti nel R.O.C. (Registro degli Operatori di Comunicazione) devono inviare l’ “Informativa Economica di Sistema”. Questa “Comunicazione”, decretata con Delibera n. 129/02/CONS dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, deliberazione del 24 aprile 2002, pubblicata nel Supplemento Ordinario n. 96 della Gazzetta Ufficiale del 30 aprile 2002, n. 100, sostituisce in tutto e per tutto la vecchia Informativa di Sistema che doveva essere effettuata entro il 31 luglio e che aveva avuto origine con il Decreto dell’11.02.97 dell’allora Garante per la Radiodiffusione e l’Editoria (S.O. n. 38, G.U. del 21 febbraio 1997, n. 43). A dire il vero, quindi, questo nuovo adempimento burocratico non si aggiunge ai precedenti in quanto ne sostituisce uno già esistente. Dobbiamo anche sottolineare che la nuova Informativa Economica di Sistema ha semplificato un poco le cose. Innanzi tutto deve essere effettuata soltanto dagli editori iscritti nel R.O.C., inoltre, il numero dei modelli da inviare si è ridotto e la loro compilazione risulta meno complicata rispetto al passato, i dati richiesti sono soltanto dei dati economici e non più anagrafici. Segnaliamo che soltanto quest’anno il termine di presentazione è fissato al 30 settembre, dal 2003 la scadenza tornerà ad essere quella del 31 luglio. Ricordiamo che la nuova modulistica sostituisce quella relativa alla vecchia Informativa di Sistema e che può essere reperita sul sito internet dell’Autorità all’indirizzo web www.agcom.it.

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AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI DELIBERAZIONE 24 aprile 2002 Informativa economica di sistema. (Delibera n. 129/02/CONS).

Riguarda soltanto gli editori “iscritti” al R.O.C. - Gli editori “non iscritti” non devono effettuare più alcuna comunicazione buzione di programmi radiotelevisivi, le imprese editrici di giornali quotidiani, periodici o riviste, le agenzie di stampa di carattere nazionale, i soggetti esercenti l’editoria elettronica e digitale, così come definiti all’art. 2, comma 1, del regolamento per l’organizzazione e la tenuta del registro degli operatori di comunicazione, adottato con delibera n. 236/01/CONS, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 30 giugno 2001, n. 150, sono obbligati all’invio della Informativa economica di sistema. 2. I soggetti che, pur esclusi dall’elenco di cui all’art. 2, comma , del 1 regolamento per l’organizzazione e la tenuta del registro degli operatori di comunicazione, esercitano l’attività radiotelevisiva sulla base di un provvedimento giurisdizionale di natura cautelare, sono tenuti agli stessi obblighi dei soggetti di cui al comma precedente. 3. L’Informativa economica di sistema, deve essere inviata entro il 31 luglio di ogni anno ed è riferita ai dati al 31 dicembre dell’anno precedente. 4. In deroga a quanto stabilito dal precedente comma 3, il termine per l’invio dell’Informativa economica di sistema è fissato per l’anno 2002 al 30 settembre.

Art. 2 Serie di modelli 1. I modelli dell’Informativa economica di sistema sono articolati in tre serie, rispettivamente: Ridotta, Semplificata e Base. Ciascun soggetto è tenuto alla redazione dei modelli relativi ad una sola delle tre serie previste.

INFORMATIVA ECONOMICA DI SISTEMA - (I.E.S.)

2. La scelta della serie da redigere viene determinata in funzione del valore dei ricavi del soggetto, con riferimento alle tre categorie di seguito elencate:

Art. 1 Obbligo della Informativa economica di sistema

a) i soggetti i cui ricavi risultano minori di 500.000 euro presentano la comunicazione di sistema in conformità ai modelli della serie Ridotta;

1. I soggetti esercenti l’attività di radiotelevisione, le imprese concessionarie di pubblicità, le imprese di produzione o distri-

b) i soggetti i cui ricavi risultano compresi fra i 500.000 ed i 5.000.000 euro presentano la comunicazione di sistema in con-

Titolo I

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formità ai modelli della serie Semplificata; c) i soggetti i cui ricavi risultano maggiori di 5.000.000 euro presentano la comunicazione di sistema in conformità ai modelli della serie Base. 3. I ricavi cui si fa riferimento sono quelli maturati al 31 dicembre di ogni anno e derivanti dal solo esercizio delle attività di cui all’art. 1, comma 1. Per i soggetti che esercitano più attività tra quelle considerate si tiene conto della somma dei ricavi derivanti dalle suddette attività.

Art. 3 Dichiarazioni comuni inerenti all’attività d’impresa 1. L’Informativa economica di sistema va accompagnata da una dichiarazione contenente la denominazione o ragione sociale, il codice fiscale, la sede legale e gli altri dati identificativi del soggetto segnalante, redatta in conformità del modello A. 2. I soggetti obbligati all’invio dell’Informativa economica di sistema debbono presentare una dichiarazione contenente una sintesi dei dati patrimoniali e reddituali dell’attività d’impresa, in conformità del modello O.

Art. 4 Dichiarazioni inerenti all’esercizio delle attività tipiche 1. Le imprese editrici di giornali quotidiani, periodici o riviste, ivi compresi soggetti esercenti l’editoria elettronica e digitale, sono tenuti ad effettuare la comunicazione in conformità con il modello P ed il quadro Pl. 2. I soggetti esercenti l’attività di radiotelevisione sono tenuti ad effettuare la comunicazione in conformità con il modello Q ed il quadro Ql. 3. I soggetti che esercitano, con qualsiasi tecnologia, l’attività televisiva in ambito nazionale sono tenuti, inoltre, all’invio di una comunicazione redatta secondo il quadro Q2. Nei casi di mancato raggiungimento delle quote di riserva previste dall’art. 2, comma 3, della delibera n. 9/99/CONS, gli stessi soggetti dovranno effettuare una dichiarazione in conformità al modello D. 4. Le imprese concessionarie di pubblicità sono tenute ad effettuare la comunicazione in conformità con il modello R ed i quadri R1 ed R2. Sono esentati dall’obbliNotiziario USPI n° 6


go di compilazione dei quadri Rl ed R2, i soggetti tenuti alla compilazione dei modelli della serie Ridotta. 5. Le agenzie di stampa e le imprese di produzione o distribuzione di programmi radiotelevisivi sono tenute ad effettuare la comunicazione in conformità con il modello S. 6. Per i soggetti che esercitano più attività tra quelle considerate l’indicazione dei dati deve essere fornita utilizzando, per ogni diversa attività, i pertinenti modelli.

Art. 5 Soggetti minori 1. Ai sensi dell’art. 1, comma 28, del decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 545, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 dicembre 1996, n. 650, le fondazioni, gli enti morali, le associazioni, i gruppi di volontariato, i sindacati, le cooperative non aventi scopo di lucro, le imprese e le ditte individuali, che siano editrici di un solo periodico che pubblichi meno di dodici numeri l’anno, ovvero di un solo periodico distribuito in un’unica area geografica provinciale, ovvero di più periodici tutti a carattere scientifico, sempre che i ricavi della raccolta pubblicitaria non rappresentino più del 40 per cento dei ricavi derivanti dalle vendite, o che siano titolari di una sola concessione per la radiodiffusione in ambito locale, sonora o televisiva, sono esonerati dagli obblighi previsti dai precedenti articoli 2, 3 e 4, e sono tenuti ad effettuare la comunicazione annuale presentando esclusivamente il modello U.

Titolo II

zione delle disposizioni dell’art. 2 della legge n. 122/1998 1. I soggetti diversi dalle persone fisiche che si trovano in posizione di controllo, ai sensi dell’art. 2, commi 17 e 18, della legge n. 249/1997, rispetto ad alcuno dei soggetti indicati nell’art. 4, comma 3, della presente delibera, e che effettuano investimenti secondo quanto previsto dall’art. 4, comma 4, della delibera n. 9/99/CONS, sono tenuti ad inviare una comunicazione redatta in conformità dei modelli A e Q2/C entro il 31 luglio di ogni anno. I dati da inviare sono riferiti alla data del 31 dicembre dell’anno precedente.

Art. 9 Pubblicazione dei prospetti di bilancio 1. I soggetti di cui all’art. 11, comma secondo, numeri 1) e 2) della legge 5 agosto 1981, n. 416, tenuti a pubblicare, entro il 31 agosto di ogni anno, su tutte le testate edite lo stato patrimoniale e il conto economico del bilancio d’esercizio, pubblicano altresì un prospetto di dettaglio delle voci di bilancio relative all’esercizio dell’attività editoriale, in conformità con il modello P presentato in sede di comunicazione al 31 luglio.

Titolo III COMUNICAZIONI DEGLI ENTI PUBBLICI

Art. 10 Obbligo di comunicazione delle spese pubblicitarie degli enti pubblici 1. Le amministrazioni statali, le regioni, gli altri enti pubblici, inclusi gli enti territoriali e gli enti pubblici economici, nonché

le aziende sanitarie locali che gestiscono servizi per più di 40.000 abitanti, hanno l’obbligo di comunicare all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni le loro spese di carattere pubblicitario relative a ciascun esercizio finanziario. 2. La comunicazione va eseguita entro il 31 marzo di ogni anno, in relazione alle spese dell’ultimo esercizio finanziario concluso, in conformità ai modelli A ed «Enti Pubblici». 3. La comunicazione va inviata anche nel caso in cui non siano siate effettuate spese pubblicitarie. Fanno eccezione i comuni con meno di 40.000 abitanti, i quali sono tenuti ad effettuare la comunicazione solo nel caso in cui vi siano state spese.

Titolo IV DISPOSIZIONI FINALI

Art. 11 Modelli 1. Ciascuna comunicazione deve essere effettuata in conformità dei modelli allegati alla presente delibera come sua parte sostanziale. 2. L’Autorità si riserva, in ogni momento, di chiedere, in relazione alle esigenze delle specifiche situazioni, la trasmissione di ulteriori atti, comunicazioni o documenti ritenuti utili.

Art. 12 Trasmissione 1. L’informativa e le ulteriori comunicazioni di cui alla pre-

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ULTERIORI COMUNICAZIONI

Art. 6 Tirature dei giornali quotidiani 1. Fermo quanto previsto dall’art. 1, gli editori di giornali quotidiani provvedono inoltre ad effettuare entro il 15 febbraio di ciascun anno, la comunicazione dei dati di tirature relativi all’anno precedente in conformità del modello T.

Art. 7 Produttori indipendenti 1. Fermo quanto previsto dall’art. 1, i produttori indipendenti, come definiti dall’art. 2, comma 4, della legge 30 aprile 1998, n. 122, sono tenuti ad inviare, entro il 15 febbraio di ciascun anno, una dichiarazione contenente dati relativi all’attività svolta nel corso dell’anno precedente, in conformità dei modelli A e V.

Art. 8 Dichiarazione dei soggetti controllanti le emittenti nazionali ai fini dell’applicaNotiziario USPI n° 6

Anche quest’anno nulla è dovuto per il funzionamento dell’Autorità, ma resta obbligatorio l’invio del modello EDITORIA ESENTATA ALL’AUTHORITY PER on decreto 17 maggio 2002 (su “Gazzetta Ufficiale” n. 123 del 28 maggio scorso), concernente “Misure e modalità di versamento del contributo dovuto all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, di cui all’articolo 2, comma 38, lettera b), della legge 14 novembre 1995, n. 481”, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha fissato la percentuale del contributo dovuto dagli operatori di comunicazione per sostenere l’onere derivante dall’istituzione e funzionamento dell’Autorità. Per il 2002 la percentuale del contributo è stata determinata nella misura dello 0,37 per mille dei ricavi iscritti nell’ultimo bilancio approvato, al netto delle quote riversate agli operatori terzi. Dietro specifica decisione in merito adottata

C

DAL CONTRIBUTO LE COMUNICAZIOdal consiglio dell’Authority in data 10 aprile 2002, il Ministero dell’Economia ha esentato il pagamento del contributo sui ricavi derivanti da: - attività editoriali, limitatamente a giornali quotidiani, periodici e riviste, compresa l’editoria elettronica; - attività per servizi e prodotti di comunicazione telematici, interattivi e multimediali. L’esenzione dal versamento contributivo non comporta l’analoga esclusione dall’invio della modulistica relativa, che dovrà essere obbligatoriamente - inviata entro il 15 settembre 2002. Sul prossimo numero di questo Notiziario, pubblicheremo il decreto del Ministro dell’Economia e copia del modello da inviare all’Autorità per le Comunicazioni.

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Giurisprudenza

DIRITTO DI CRONACA E PERSONAGGI FAMOSI ’art. 97 della legge 633/41 sulla protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio prevede che “non occorre il consenso della persona ritratta quando la riproduzione dell’immagine è giustificata dalla notorietà o dall’ufficio pubblico coperto, da necessità di giustizia o avvenimenti didattici culturali, o quando la riproduzione è collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico. Il ritratto non può tuttavia essere esposto o messo in commercio, quando l’esposizione o messa in commercio rechi pregiudizio all’onore, alla reputazione od anche al decoro sulla persona ritratta”. La “ratio” del citato articolo è che la pubblicazione dell’immagine fotografica di un personaggio famoso è lecita quando risponda ad esigenze informative, documentando visivamente le notizie diffuse; mentre non è lecita quando avvenga per fini diversi, come quello pubblicitario (Cass. 6/2/93 n. 1053). In altri termini, soggetti che hanno costruito la loro fortuna professionale e la loro immagine di vita sulla notorietà devono per così dire “doverosamente rinunciare” ad una quota della loro privatezza in vista del diritto all’informazione della collettività e del diritto di cronaca del giornalista. Non potrà, quindi, sottrarsi all’utilizzo della propria immagi-

L

ne chi ha perseguito la fama ed il successo consegnando il suo personaggio alla pubblica opinione (Trib. Roma 13/2/92). Una netta distinzione va però fatta tra la notorietà volontariamente raggiunta da personaggi famosi e la notorietà involontaria o subìta, poiché sarebbe paradossale che gli effetti di una fama del tutto occasionale fossero forzosamente prolungati e sfruttati a scapito dell’interessato (Cass. 10/11/79). In definitiva, la giurisprudenza ha costruito un principio per il quale a causa della notorietà che circonda un personaggio, le esigenze dell’informazione (di informare, in capo all’editore, e di essere informati, da parte dei lettori) prevale sul diritto alla riservatezza che pertanto non può essere invocato (Trib. Verona 17/3/90). Più delicata è la battaglia tra personaggi e media in materia di modo. Premesso che di per sé la pubblicazione di ritratti nuovi non osceni non è lesiva dell’onore, della reputazione o del decoro del soggetto, è opportuna una verifica del soggetto che pubblica l’immagine. Qualora la pubblicazione riguardi, ad es., un’attrice che ha costruito almeno una parte della sua notorietà sulle sue grazie fisiche e qualora l’editore perseguisse uno scopo informativo, celebrativo o di costume, la diffusione senza consenso può ritenersi giustificata (Pret. Roma 2/1/85; Cass. 6/2/93). Al contrario non può ritenersi consentita l’utilizzazione di immagini di nudo, tratte, ad es., da un film d’autore, per il riutilizzo su riviste pornografiche (Trib. Monza 26/3/90).

Da Bruxelles GRADUALE LIBERALIZZAZIONE DEI SERVIZI POSTALI La querelle si trascinava da lungo tempo. Mentre la Commissione spingeva verso una più forte liberalizzazione dei servizi postali, il Parlamento europeo avanzava una serie di eccezioni, preoccupandosi soprattutto di conservare il principio della distribuzione postale come servizio universale. Con l’approvazione della proposta di Direttiva da parte dell’ultima assemblea plenaria del Parlamento, tenutasi nei giorni scorsi, una soluzione comune sembra essere stata finalmente individuata. Secondo la proposta approvata a Strasburgo, a partire dal 2003 gli Stati membri dovrebbero aprire alla concorrenza le lettere con peso superiore a 100 grammi (o con tariffa tre volte superiore a quella standard), al pari di tutta la corrispondenza transfrontaliera, fatta salva la possibilità di riservare quest’ultima al «servizio universale». Il peso e le tariffe di riferimento si apriranno ulteriormente alla libera concorrenza a partire dal 2006. Nel corso di quell’anno sarà presentato uno studio d’impatto sulle garanzie di universalità dei servizi. (da “Rassegna Sindacale”, num. 11 del 26 marzo 2002)

LO SCADENZARIO DELL’AUTHORITY

NASCE L’INFORMATIVA ECONOMICA DI SISTEMA sente delibera vanno spedite a mezzo raccomandata o consegnate direttamente presso la sede dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

presente delibera sono applicabili le sanzioni previste dall’art. 1, commi 12, 41, 42 e 43, del decreto legge 23 ottobre 1996, n. 545, convetito, con modificazioni, dalla legge 23 dicembre 1996, n. 650.

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2. L’Autorità potrà prevedere, con una successiva deliberazione, in via sperimentale e quale modalità aggiuntiva e non sostitutiva di quanto previsto al precedente comma 1, che la compilazione e l’invio dell’Informativa nonché le ulteriori comunicazioni di cui alla presente delibera, sia effettuata per via telematica.

Art. 15 Abrogazione 1. Sono abrogate tutte le disposizioni di cui al decreto 11 febbraio 1997 del Garante per la radiodiffusione e l’editoria e successive modifiche ed integrazioni.

30 GIUGNO

Art. 13 Informatizzazione 1. La documentazione pervenuta all’Autorità a norma della presente delibera può essere archiviata otticamente secondo tecniche informatiche ed essere distrutta dopo l’archiviazione dell’immagine, secondo le norme vigenti. 2. La conformità all’originale è attestata su ogni immagine del documento archiviato otticamente, che sostituisce a tutti gli effetti il documento cartaceo.

Art. 14 Sanzioni 1. Per la violazione delle disposizioni della 12

gende, note book, palmari... Questi stanno diventando gli indispensabili strumenti di lavoro per gli editori. Non tanto per programmare le uscite della propria rivista (attività basilare del proprio lavoro), quanto per memorizzare e rispettare tutte le scadenze burocratiche imposte dall’Autorità (attività certamente non altrettanto basilare). Perché non accorpare tutte questi termini insieme? Chissà. Proponiamo un breve sunto:

A

Art. 16 Pubblicazione ed entrata in vigore 1. La presente delibera unitamente agli allegati è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ed entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione. 2.

La presente delibera unitamente agli allegati è pubblicata nel Bollettino ufficiale dell’Autorità ed è disponibile nel sito web dell’Autorità: www.agcom.it.

Entro tale data va inviata la “COMUNICAZIONE ANNUALE” degli iscritti al ROC, con i dati anagrafici e gli assetti proprietari. 15 SETTEMBRE Questa è il giorno di scadenza per l’invio del modello relativo al contributo all’Authority (anche se l’editoria è esentata dal versamento). 30 SETTEMBRE

Napoli, 24 aprile 2002 il Presidente: CHELI

Entro tale giorno va inviata la modulistica relativa alla nuova “Informativa Economica di Sistema” (solo per gli

Notiziario USPI n° 6


sopra altra opera deve sussistere identità o almeno effettiva somiglianza;

LA PROTEZIONE GIURIDICA DELLA TESTATA GIORNALISTICA “Vorrei registrare al Tribunale una nuova testata periodica. E’ possibile conoscere, anticipatamente alla registrazione, l’eventuale esistenza di un’altra testata con analogo nome? In caso affermativo, posso comunque registrare la mia testata o è preferibile cambiarle il nome per non incorrere in possibili “grane”? Più in generale, quale tutela giuridica della testata offre la registrazione al Registro Stampa del Tribunale?” C.G. - Editore di un periodico femminile per teenagers A norma della Legge sul diritto d’autore (L. 22 aprile 1941, n. 633) è istituito il Registro Pubblico Generale delle Opere Protette presso il quale debbono obbligatoriamente essere depositate le copie a stampa delle opere dell’ingegno. L’art. 32 del Regolamento d’esecuzione (R.D. 18 maggio 1942, n. 1369) prescrive che gli editori di riviste e di giornali sono tenuti a presentare a tale Registro almeno un numero delle loro pubblicazioni ogni anno. L’Ufficio incaricato della tenuta del Registro è quindi in grado di conoscere e comunicare a chi ne abbia interesse la denominazione (testata) dei periodici pubblicati in Italia. Recentemente il suddetto ufficio è stato trasferito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri al Ministero per i Beni e le Attività Culturali. L’indirizzo completo è: Ministero per i Beni e le Attività Culturali Segretariato Generale Servizio XI, Diritto d’Autore e Vigilanza SIAE Via della Ferratella in Laterano 51 00154 ROMA Riteniamo peraltro utile far seguire qualche considerazione sul problema giuridico della protezione della testata giornalistica, considerando anche i frequenti quesiti che gli editori ci rivolgono in materia. Circa la tutela giuridica della testata è opportuno premettere che, in merito alle distinte fattispecie concrete che possono presentarsi, è d’obbligo molta cautela nell’esprimersi perché, come è giusto che sia data la delicatezza della materia del diritto d’autore e cioè della disciplina giuridica concernente la creatività intellettuale, nel nostro sistema sono pressoché inesistenti norme asciuttamente perentorie applicabili meccanicamente ed assume invece decisiva importanza la responsabile e prudente valutazione del giudice. Notiziario USPI n° 6

Il titolo (ovvero la testata) di quel tipo particolare di opera collettiva dell’ingegno che è rappresentato dalle pubblicazioni periodiche è protetto a norma degli artt. 100 e 102 della legge 22 aprile 1941 n. 633. Esso peraltro nel nostro sistema non è considerato come opera dell’ingegno a sé stante, tutelabile di per sé dal diritto d’autore. La testata infatti è presa in considerazione dal legislatore non come vero e proprio bene giuridico, ma soltanto come segno distintivo di un’opera dell’ingegno (cfr. Gino Galtieni “La Protezione del diritto d’autore e dei diritti connessi” - Roma 1980). Appare chiaro, conseguentemente, che la tutela della testata è assicurata solo quando l’uso di una testata identica o simile possa portare alla confondibilità di due pubblicazioni periodiche. Secondo la giurisprudenza in materia, ad esempio, non è vietato l’uso della stessa testata quando esso è fatto da un giornale di limitata tiratura pubblicato in una area geografica congruamente distante ovvero da una pubblicazione che tratti argomenti specialistici di tutt’altra natura da quelli proposti dal giornale che per primo ha registrato e pubblicato la testata. In altri termini, il legislatore intende vietare la sostanziale lesione di diritti e non estende la tutela ad aspetti formali astrattamente considerati: l’obiettivo è infatti reprimere la concorrenza sleale. Sulla base di tale principio si spiega peraltro come non sia sufficiente mutare la dizione letterale della testata aggiungendo o togliendo qualche parola: se in tal modo si raggiunge il fine di attuare una concorrenza sleale, l’artifizio configura comunque un illecito. Interessante a questo proposito è una pronuncia del pretore di Roma del 23 febbraio 1978, secondo il quale per la valutazione della confondibilità dei titoli di due periodici non è sufficiente l’analisi della parola o delle parole contenute nei titoli stessi, ma occorre riferirsi alle opere individuate, alla presentazione grafica delle testate, al formato dell’impaginazione, alle rubriche. In sintesi, come efficacemente si esprime il Galtieri nell’opera sopra citata, perché si verifichi la illiceità nella riproduzione di un titolo, e il divieto trovi quindi concreta attuazione, devono concorrere le seguenti circostanze: - il titolo che si vuole tutelare deve adempiere ad una specifica funzione individuatrice dell‘opera; - tra il titolo originale e quello riprodotto

le due opere devono essere della stessa specie o carattere;

- l’opera contraddistinta dal titolo che si vuole tutelare deve essere stata già creata e portata a conoscenza del pubblico; - la riproduzione del titolo deve avvenire senza l’autorizzazione del titolare dei diritti sulla prima opera e quindi anche sul suo titolo. L’ultimo comma dell’art. 100 L.d.A. detta una disposizione specifica relativa al divieto di riproduzione della testata su altri periodici se non siano decorsi due anni dalla data di cessazione della pubblicazione che legittimamente la utilizzava. Chiarimenti a questa disposizione sono opportuni per quanto concerne la determinazione del termine di decorrenza della cessazione: dottrina e giurisprudenza sono concordi nel ritenere che la pubblicazione sporadica o isolata di un numero non valga a interrompere il termine, che, invece, deve essere individuato nella data di cessazione delle normali pubblicazioni. Noteremo a questo proposito che la logica seguita dal legislatore per individuare il termine in questione è analoga a quella che egli segue per determinare l’inizio della protezione: esso non decorre, come taluno ritiene, dalla data di registrazione in tribunale del periodico, ma dal momento dell’effettivo inizio delle pubblicazioni. Un’ultima considerazione è opportuna relativamente al rapporto tra la protezione della testata ai sensi della legge sul diritto d’autore e la protezione di essa come marchio, nel caso che la testata sia anche stata registrata come marchio. Una parte della dottrina ritiene che le due protezioni non siano cumulabili e nega che la testata possa essere registrata come marchio. A noi, a tal proposito, sembra invece che si debba condividere la tesi di Mario Fabiani, illustre studioso del diritto d’autore. Il Fabiani osserva che nessuna norma esplicitamente vieta la doppia tutela. Anche se si accoglie questa tesi, peraltro, è necessario tenere presente che la tutela del marchio non solo ha finalità diverse ma ha anche contenuti diversi. Infatti il marchio non protegge di per sé la testata in quanto testata e cioè quale segno distintivo di un’opera collettiva dell’ingegno, ma piuttosto come contrassegno di eventuali prodotti diversi dal periodico provenienti dall’impresa titolare del diritto al titolo. In questo caso il titolo (la testata) si trova infatti ad assolvere ad una diversa funzione, quella appunto tipica del marchio d’impresa. 13


BIBLIOTECA USPI WEB - GUIDA DI STILE di P.J Lynch e S. Horton Apogeo, Milano 2001, pp. 200, € 14,46 L’Homo videus, inondato da spesso soporifere immagini televisive sta diventando, grazie al computer, un homo communicans che fa zapping sui siti web per comunicare con altri internettiani. La creazione di un sito è però soggetta a regole e strategie. Nel suo dotto e godibile saggio introduttivo di questo libro Luca Toschi avverte senza mezzi termini che molti siti, a pochi giorni dal loro nascere, “risultano meno efficaci delle pagine gialle, polverosi...” La Rete, infatti può far invecchiare un sito più in fretta di un depliant o di un periodico a stampa se si accumulano e-mail inevase che non onorano l’interattività promessa. Un’altro deficit micidiale può essere dato da un’inadeguata progettazione. E questo manuale, in modo svelto ed esauriente, spiega come si progetta un sito ponendosi non solo dalla parte dell’editore ma anche dalla parte degli utenti. Costruire una comunità Web è un lavoro di squadra, che richiede l’apporto coordinato di esperti di marketing, produzione, programmazione e design. Gli autori esemplificano concetti tecnici, spesso ostici per i neofiti, come la progettazione dell’interfaccia, l’elemento pagina, la tipografia sul Web, lo stile editoriale, la gestione delle immagini e le combinazioni multimediali (audio, video, animazione). E’ auspicabile che la collana Media Professionale, di cui fa parte questo utile volumetto, completi la sua ricerca con un manuale riservato al linguaggio del Web e alla specifica organizzazione dei periodi. Scrivere per un sito è, infatti, cosa assai diversa che scrivere per la carta stampata, il cinema o la televisione.

SUBORDINAZIONE, AUTONOMIA E FORME ATIPICHE DI LAVORO di Arturo Pavese Editrice CEDAM, Padova 2001, pagine 161, € 13.43 Il volume, inserito nella collana “Diritto Italiano” diretta da Paolo Cendon, descrive gli importanti cambiamenti che stanno avvenendo nella disciplina giuridica del mondo del lavoro, in così rapida evoluzione, ove accanto alla “tradizionale” dicotomia tra lavoro subordinato (destinatario delle tutele del diritto del lavoro) e lavoro autonomo (lasciato alle comuni regole del diritto civile) stanno affacciandosi tipi di lavoro (come le collaborazioni coordinate e continuative e il Notiziario USPI n° 6

lavoro in cooperativa) che partecipano in qualche modo delle caratteristiche di ambedue i mondi. Negli ultimi anni, tali nuove forme di rapporti lavorativi sono state investite di interventi legislativi e giurisprudenziali di rilievo. L’opera analizza, inoltre, le nuove tipologie con cui si presenta lo stesso lavoro subordinato (lavoro dirigenziale, telelavoro, lavoro interinale...) e si sofferma sul significato stesso che assume la “subordinazione” alla luce di tali trasformazioni. Il trattato affronta, infine, le problematiche derivanti dalla disciplina fiscale e previdenziale del lavoro dipendente e da quella di queste nuove forme di “lavoro atipico”.

CERCARE UN SEGNO Creatività e Comunicazione: la sintesi come metodologia di Gianni Aimar Lupetti - Editori di Comunicazione, Milano 1999, pagine 168, € 30.98 Se è pur vero che le leggi di mercato e gli obiettivi di marketing rasano al suolo la maggior parte dei guizzi creativi, è altrettanto provato che tuttora, nonostante i processi di comunicazione si siano fortemente modificati a causa dell’affermazione audiovisiva, certi presupposti restano insostituibili. Questo libro racconta come, attraverso il linguaggio fotografico e la trasposizione grafica e pittorica, si possa pervenire alla definizione di soggetti sintetici, frutto della somma delle esperienze maturate nelle tre sessioni ed applicabili, a loro volta, alla comunicazione pubblicitaria. Il libro, suddiviso in quattro sezioni (individuare un segno, fermare un segno, liberare un segno e ricordare un segno), suggerisce un percorso di riferimento per i progetti creativi che, nascendo dal fantastico, devono tradursi poi, nella necessità di far memorizzare un segno distintivo.

IL LAVORO A TEMPO PARZIALE di Giovanni Nicolini Edizioni Giuridiche Simone, Napoli 2001, pagine 192, € 12.91 Il volume offre una ricostruzione ampia e articolata della disciplina del rapporto di lavoro a tempo parziale, così come innovata dal decreto legislativo 25 febbraio 2000 n. 61

e successivamente modificato dal decreto legislativo 26 febbraio 2001, n. 100. L’Autore, anche in base alla quotidiana esperienza lavorativa, espone i principali temi connessi alla peculiarità del “part time”. Ripercorrendo l’evoluzione di tale particolare contratto di lavoro, il libro ne analizza gli aspetti costitutivi ed evidenzia le significative novità introdotte dai provvedimenti di riforma, grazie ai quali il “part time” è divenuto oggi il più importante strumento di flessibilizzazione del rapporto di lavoro, in grado di conciliare le esigenze funzionali del mondo della produzione e le esigenze di vita dei lavoratori, favorendo allo stesso tempo nuove opportunità occupazionali ed allargando l’accesso al mondo del lavoro. L’indagine si articola in tre capitoli ove tale istituto è esaminato sotto il profilo della costituzione del rapporto, dello svolgimento del rapporto, e dei trattamenti economico e normativo, con puntuale riferimento ai più recenti contributi dottrinari e giurisprudenziali. Correda il volume una ricca “Appendice normativa” che riporta i principali testi comunitari e nazionali, con le correlate circolari amministrative.

ILLUSTRATOR 9 Guida avanzata alla grafica professionale di Sherry London Apogeo Ed., Milano 2001, pagine 512, € 40.28 I libri di grafica professionale possono essere divisi in tre categorie. Ci sono i “sostituti dei manuali”, che si rivolgono ai principianti o a chi ne fa un uso sporadico. Ci sono poi i volumi più esaustivi ove si impara sempre qualcosa di nuovo ogni volta che si legge. Ci sono, infine, i libri che descrivono i trucchetti scoperti e utilizzati dai vari artisti. Questo libro, sotto certi aspetti, fa un po’ parte di tutte le categorie descritte e sotto molti più aspetti non rientra in alcuna di esse. Pur non essendo rivolto ai principianti in erba, il libro è molto descrittivo e puntiglioso per consentire a tutti di seguire i progetti. Ogni passaggio viene spiegato con la massima chiarezza. Per semplificare il tutto, il volume è corredato da un CD-Rom in cui sono contenute, in una cartella, tutte le immagini necessarie per iniziare e portare a termine il progetto grafico e, in un’altra, i progetti finiti. In tal modo, sarà facile per l’operatore capire come si è giunti al risultato finale. 15


PERIODICI ASSOCIATI ALL’USPI (342° elenco) AMICI DI PACO Via Sirmione n. 50 25015 DESENZANO (BS) Direttore: Diana Lanciotti Editore: Fondo Amici di Paco O.N.L.U.S. Periodicità: bimestrale Materia trattata: tutela dei cani AZZURRI D’ITALIA

IL GRANELLO DI SABBIA temi di attualità locale

LA MEDICINA DEL LAVORO produttori vinicoli del Piemonte

Via P. Fedele n. 15 00179 ROMA Direttore: Lorenzo Battino Editore: Lorenzo Battino Periodicità: mensile - on line Materia trattata: culturale

Via Coduro n. 1B 43036 FIDENZA (PR) Direttore: Federico Cioni Editore: Mattioli 1885 S.p.A. Periodicità: bimestrale Materia trattata: igiene industriale, pre-

IMPRESA AGRICOLA

PANE QUOTIDIANO venzione e cura delle malattie del lavoro

Strada del Pasubio n. 106/G 36100 VICENZA Direttore: Roberto Dori Editore: Soc. Doricar sas - Roberto Dori Periodicità: on line Materia trattata: scambi culturali con le EUROPEAN JOURNAL OF ONCOLOGY comunità dell’America Latina e Australia Via Coduro n. 1B 43036 FIDENZA (PR) Direttore: Federico Cioni Editore: Mattioli 1885 S.p.A. Periodicità: bimestrale Materia trattata: oncologia

FUORIVISTA Via Dante n. 152 92100 AGRIGENTO Direttore: Alfonso M. Iacono Editore: Ass. Cult. “Fabrizio De André” Periodicità: bimensile Materia trattata: narrativa e reportage su

Piazza Caiazzo n. 3 20124 MILANO Direttore: Diego Balduzzi Editore: Confederazione Italiana Agricoltori Lombardia Periodicità: mensile Materia trattata: notizie, economia e ITP NEWS politica nel settore agricolo Via Bogino n. 9 10123 TORINO Direttore: Franco Amato Editore: Fondazione Agenzia per la Promozione Internazionale di Torino e del Piemonte Periodicità: trimestrale Materia trattata: sviluppo del territorio, MANGIARE & BERE IN PIEMONTE economia, servizi alle imprese Via G. D’Annunzio n. 2/3 16121 GENOVA Direttore: Gianfranco De Ferrari Editore: De Ferrari Editore srl Periodicità: annuale Materia trattata: guida ai ristoranti e ai

Via Properzio n. 5 00193 ROMA Direttore: Rosanna Iacovino Editore: Associazione Panificatori di Roma e Provincia Periodicità: bimestrale PROGRESS IN NUTRITION Materia trattata: promozione sindacale Via Coduro n. 1B 43036 FIDENZA PR Direttore: Federico Cioni Editore: Mattioli 1885 S.p.A. Periodicità: trimestrale Materia trattata: metabolismo e nutrizione SECONDAMANO

Via Argelati n. 1/A 20143 MILANO Direttore: Palerma Pierantonio Editore: Editoriale Secondamano Periodicità: on-line

L’inserzionesopra riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art. 3, primo comma, del DPR 26/10/72 n. 633 Stampa SO.GRA.RO. SpA - Via I. Pettinengo, 39 - 00159 Roma Finito di stampare l’8 giugno 2002

Anno 2002 - Edizione N. 6 - Giugno  

Notiziario USPI Edizione Giugno 2002

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