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Anno 2007 - Edizione N. 12 - Dicembre

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NOTIZIARIO

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ANNO 43° - MENSILE

UNION E ST AMPA

PE RIODIC A ITALIANA

- 11 NUMERI

Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L. 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma. In caso di mancato recapito rinviare all’ufficio P.T. di Roma - Romanina detentore del conto per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa in vigore

A proposito della liberalizzazione dei servizi postali

U ORDI E DEL GIOR O... ILLUMI A TE

Lo ha detto e lo ha fatto. Anzi, lo ha scritto, nero su bianco, nel testo del disegno di legge di riforma dell’editoria. E lo ha spiegato e sostenuto sui giornali e di persona (negli interventi al Convegno USPI, all’Assemblea della FISC...). Per il Sottosegretario Levi, il credito d’imposta in sostituzione delle tariffe postali agevolate è il solo e irrinunciabile metodo per ottemperare alle direttive della Comunità Europea, che vietano gli aiuti di Stato ad un singolo vettore postale, e per prepararsi in anticipo (...e che anticipo!) alla liberalizzazione dei servizi postali, programmata per il 2011. In questo, per onor di verità, in parte spalleggiato dall’Autorità Antitrust che nella 6 segnalazione del 18 ottobre LA REDAZIONE ESPRIME I MIGLIORI AUGURI DI BUONE FESTIVITA’

A TUTTI GLI ASSOCIATI

Decreto fiscale e finanziaria 2008, confermati i tagli all’editoria (pagine 1, 2, 5, 9) Un Ordine del Giorno... illuminante (pagine 1, 6)

Stampato il nuovo CCNL UspiConfapi (pagina 1) Le quote associative USPI per l’anno 2008 (pagina 3) Finanziaria 2008 (pagina 6)

Uspi

Mons. Betori: I settimanali dio-

USPI

12

DICEMBRE

2007

Legge 29 novembre 2007, n. 222, di conversione del DL 159/07

DECRETO FISCALE E FINANZIARIA 2008, CONFERMATI I TAGLI ALL’EDITORIA

Meno 2% del contributo diretto ai sensi dell’articolo 3 della legge 250/90, per gli anni 2007 e 2008 Meno 7% del Fondo di compensazione per gli importi relativi alle imprese beneficiarie delle agevolazioni postali fino ad 1 milione Meno 12% dello stesso Fondo per gli importi relativi alle imprese beneficiarie delle agevolazioni postali superiori ad 1 milione

E

così i paventati tagli ai contributi della Legge 250/90 e alle agevolazioni tariffarie postali sono operativi. Il Parlamento, infatti, ha convertito in legge (Legge 29 novembre 2007, n. 222), con modificazioni, il decreto legge 1 ottobre 2007, n. 159, già analizzato nel suo divenire sui precedenti numeri di questo Notiziario.

DEPOSITO

LEGALE E CONVENZIONI USPI

(vedere a pagina 12)

S OMMARIO

cesani veicoli dell’antropologia cristiana (pagine 7, 8)

LAVORO: Il protocollo sul welfare ha iniziato l’iter parlamentare - Diminuisce l’autonomia delle parti nei rapporti a tempo parziale - Dal 1° gennaio la stangata previdenziale per i giornalisti co.co.co. è del 60% - La stretta contributiva per i co.co.pro Contratti a termine (pagina 9)

Le assunzioni del personale dipendente e parasubordinato (pagina 10)

In arrivo i moduli ministeriali per le dimissioni dei lavoratori e prestatori d’opera (pagine 10, 11) L’editore domanda (pagine 11, 12)

Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 12)

Echi dal XX Stage USPI di Urbino (pagina 13) Biblioteca USPI (pagina 15)

Periodici associati all’USPI 400° elenco (pagina 16)

La Legge 29 novembre 2007, n. 222, è stata pubblicata sulla “Gazzetta Ufficiale” n. 279 del 30 novembre 2007, Supplemento ordinario n. 249/L. Il 28 novembre scorso, l’Aula del Senato, dopo la presentazione del voto di fiducia da parte del Governo, ha approvato definitivamente il testo del decreto che era stato licenziato dalla Camera dei Deputati, sempre con il voto di fiducia, su presentazione di un maxi-emendamento governativo che recepiva alcune modifiche già apportate al testo governativo ed introduceva un nuovo articolo (il 10-bis), riguardante i contributi 2 alle emittenti radiotelevisive. STAMPATO IL NUOVO CCNL USPICONFAPI (1/1/2005 - 30/6/2009)

Gli editori associati possono riceverlo versando all’USPI un contributo di 15 euro (comprensivo delle spese di spedizione postale). Per i versamenti far riferimento alle coordinate bancarie e postali presenti nella pagina delle quote associative 2008 (vedere a pagina 3).

Articoli e notizie di questo Notiziario possono essere liberamente riprodotti citandone la fonte. Se ne raccomanda, anzi, la massima diffusione da parte di tutti i periodici associati all’USPI, nell’interesse della categoria QUESTO NOTIZIARIO VIENE SPEDITO AGLI ASSOCIATI USPI IN REGOLA CON IL VERSAMENTO DELLE QUOTE


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DECRETO FISCALE E FINANZIARIA 2008, CONFERMATI I TAGLI ALL’EDITORIA Riassumiamo, in breve, i punti più salienti della normativa introdotta dall’articolo 10 del decreto fiscale, rimandando alla pubblicazione, a conclusione di questo articolo, del nuovo testo legislativo.

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TARIFFE POSTALI AGEVOLATE

1. Confermando la riduzione dell’importo della compensazione dovuta a Poste Italiane SpA a fronte dell’applicazione delle tariffe agevolate agli editori, il nuovo testo normativo approvato introduce una differenziazione tra la grande editoria e quella medio-piccola. A partire dal 2008 sono, infatti, previste due differenti percentuali di riduzione della compensazione: a) riduzione del 7% per gli importi annui relativi a ciascuna impresa beneficiaria di agevolazioni fino ad 1 milione di euro; b) riduzione del 12% per gli importi annui relativi a ciascuna impresa beneficiaria di agevolazioni superiori ad 1 milione di euro. (Con l’entrata in vigore di questa normativa, la “Relazione tecnica” della Camera, accompagnatoria al provvedimento, ha stimato un risparmio per le casse dello Stato di euro 29,015 milioni, calcolato in base a dati trasmessi dal Dipartimento Editoria in data 15 ottobre 2007: - Rimborso complessivo 2006 alle imprese oltre 1 milione: 149.402.087,29. Riduzione del 12 per cento: 17.928.250,47. - Rimborso complessivo 2006 alle imprese fino a 1 milione: 158.386.475,42. Riduzione del 7 per cento: 11.087.053,28. Rimborso totale 2006: 307.788.562,71. Riduzione totale: 29.015.303,75. La nota considera, inoltre, l’effetto disincentivante sulle spedizioni, dato dalla nuova percentuale di riduzione dell’agevolazione postale al 12 per cento stimando in una percentuale del 3 per cento il minor ricorso all’agevolazione (4,4 milioni di euro che vanno nettizzati del minor risparmio, pari a circa 540 mila euro, derivante dalla diminuzione della base di calcolo cui applicare la percentuale del 12 per cento).

2. Poste Italiane SpA è “tenuta ad applicare la riduzione dell’agevolazione tariffaria, operando gli eventuali conguagli nei confronti delle imprese interessate”. Restano i dubbi sull’applicazione di questa nuova disciplina. Già si parla che le

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Poste Italiane stiano elaborando le nuove tariffe agevolate, ma - a parte che le eventuali nuove tariffe devono essere determinate dal Ministero delle Comunicazioni (ai sensi del comma 1, dell’articolo 1, del DPR 353/03, conv. n. L. 46/04) - ci chiediamo come si possano stilare nuove tariffe, quando la legge parla di “importi annui” e di “eventuali conguagli”. Che tariffa (maggiorata del 7 o del 12 per cento) dovrebbe, infatti, pagare da gennaio 2008 l’editore quando solo a fine anno si potrà conteggiare se ha usufruito di agevolazioni fino ad 1 milione di euro o molto di più?

3. Il comma 7 dell’articolo 10 specifica con più precisione il concetto di “giornali di pubblicità”, contenuto nell’articolo 2, comma 1, lettera c) del DL 353/2003, convertito dalla L. 46/2004, facendovi rientrare anche “le pubblicazioni dedicate prevalentemente all’illustrazione di prodotti o servizi contraddistinti da proprio marchio o altro elemento distintivo”. (La “Relazione tecnica” ha quantificato in circa 10 milioni l’effetto di contenimento della spesa pubblica, con l’introduzione di questo comma. La Relazione sottolinea che si tratta di una stima prudenziale degli effetti finanziari, corrispondente ad un probabile minor ricorso alle spedizioni postali agevolate di prodotti editoriali. La stessa società Poste Italiane ha stimato la non applicazione di tariffe agevolate per 46 milioni di riviste spedite all’anno, in parte calcolata su richieste pervenute a Poste da parte di grandi aziende, non ancora accolte e non accoglibili alla luce del comma 7 in questione, in parte sulle spedizioni effettuate con tariffe agevolate da grandi aziende commerciali che promuovono, attraverso la spedizione di giornali, la vendita dei prodotti posti in commercio. Poiché in tali casi la tariffa postale agevolata da rimborsare successivamente a Poste Italiane è pari a 0,24 euro per ogni singola spedizione, la quantificazione del minor onere a carico dello Stato - in termini di mancate nuove spese - è pari a euro 11.040.000).

4. Varia anche il computo del tetto massimo del 45% di area pubblicitaria consentita per accedere alle agevolazioni tariffarie postali. A decorrere dal 1° gennaio 2008 il possesso di tale requisito non è più calcolato su base annua (come previsto dall’articolo 2, comma 1, lettera

a) del DL 353/03), ma sarà “richiesto e verificato per ogni singolo numero delle pubblicazioni spedite”.

CO TRIBUTI LEGGE 250/90

DIRETTI

DELLA

1. La normativa approvata è migliorativa rispetto a quella originaria del decretolegge. Per i contributi relativi agli anni 2007 e 2008 la riduzione delle provvidenze ex articolo 3 (commi 2, 2bis, 2ter, 2quater, 8, 10 e 11) e 4 della Legge 250/90 originariamente fissate al 7% - è pari al 2%, con riferimento al “contributo complessivo” spettante a ciascun soggetto avente diritto. Inoltre, è stato introdotto un tetto massimo alle provvidenze per ciascun beneficiario, in quanto il contributo non può in ogni caso essere superiore al “costo complessivo di produzione e distribuzione” sostenuti dall’avente diritto nell’anno precedente, nonché al costo del lavoro per il personale composto da “grafici, poligrafici, giornalisti professionisti e praticanti, pubblicisti e collaboratori”. (La “Relazione tecnica” ha stimato un risparmio per lo Stato, in base alla riduzione delle provvidenze ex art. 3 e 4 della legge 250/90, pari a 3,86 milioni di euro, per le imprese editrici, e di 0,285 milioni di euro per le imprese radiofoniche organi di partito. Per un totale di 4.145 milioni di euro). 2. Il comma 2 è espressamente volto a consentire una corretta applicazione di due disposizioni recate dalle ultime leggi finanziarie, relative al procedimento per l’erogazione dei contributi alle imprese editrici. In particolare, si tratta del: a) articolo 1, comma 454, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), che ha soppresso l’anticipazione sui contributi all’editoria, prevedendo che questi ultimi siano erogati in un’unica soluzione entro l’anno successivo a quello di riferimento; b) articolo 1, comma 1246, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), il quale prevede che, ove necessario, le erogazioni delle provvidenze si possono effettuare mediante il riparto percentuale dei contributi tra gli aventi diritto (in questo caso le quote restanti sono erogate anche oltre il termine dell’anno successivo a quello di riferimento). L’innovazione è relativa al termine per la presentazione della documentazione finalizzata all’accesso alle provvidenze di cui al citato articolo 3 della legge n. 250/1990, che viene fissato al 30 settembre successivo alla 5

otiziario USPI n° 12/2007


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LE QUOTE ASSOCIATIVE USPI

per l’anno 2008

L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2008 versando la relativa quota associativa, lungi dal corrispondere ad una rituale formalità, risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche publiche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - copia gratuita della XIII edizione della “Guida della Stampa Periodica” (volume + CD) - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura.

Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2008 (e comprensive del costo del “Notiziario USPI”) sono le seguenti:

Per le testate (secondo la tiratura dichiarata):

(Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge)

da da da da da

€ € € € €

1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su

225,00 660,00 1.250,00 2.500,00 3.750,00

OFFERTA PRIMA ISCRIZIONE 2008: con soli 6 euro, in aggiunta alla quota associativa, riceverete direttamente al vostro domicilio la XIII Ediz. della “Guida della Stampa Periodica” 2005/2006 (volume + CD). Nella causale di versamento specificare dettagliatamente: “Quota associativa USPI 2008 + Guida Stampa Periodica”.

Quota d’iscrizione (“una tantum” per le testate che si iscrivono per la prima volta): - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie

- Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie

€

90,00

€

170,00

€ €

210,00 320,00

Rinnovo della quota per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI

Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6, Via Franceschini n. 58 - Roma, CIN: U - ABI: 05584 - CAB: 03206 c/c: 000000004977 (intestato USPI), ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI.

ATTENZIONE

Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio. PER FACILITARE IL VERSAMENTO DELLE QUOTE ALLO SCORSO NUMERO DI NOVEMBRE E’ STATO ALLEGATO UN MODULO C.C.P.


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L’inserzione sopra riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art. 3, terzo comma, del DPR 26/10/72 n. 633


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DECRETO FISCALE E FINANZIARIA 2008, CONFERMATI I TAGLI ALL’EDITORIA “scadenza di presentazione” 2 della relativa domanda di contributo. Il nuovo termine si applica a decorrere dai contributi relativi all’anno 2007. (Attualmente, ai sensi dell’articolo 1, comma 461 della legge finanziaria 2006 richiamato dalla disposizione in esame, il termine per la trasmissione della documentazione è invece di un anno dalla richiesta). A proposito della formulazione del testo, si osserva che la locuzione “scadenza di presentazione” non è facilmente comprensibile, anche se sembra fare riferimento alla scadenza del termine per la presentazione della domanda.

3. Il comma 3 precisa che la presentazione della documentazione necessaria entro il termine stabilito rappresenta un onere nei confronti degli aventi diritto, previsto a pena di decadenza dal diritto alla percezione del contributo.

4. Il comma 4 specifica che il requisito della regolarità contributiva previdenziale, relativa all’anno di riferimento dei contributi previsti in favore delle imprese editoriali, radiofoniche e televisive, deve essere posseduto dalle medesime imprese sempre entro il termine del 30 settembre (v. comma 2) a pena di decadenza. Il requisito della regolarità contributiva previdenziale si intende soddisfatto - in base alla norma in esame - anche quando le imprese abbiano pendente un ricorso giurisdizionale in materia di contributi previdenziali ovvero abbiano ottenuto una rateizzazione del pagamento dei contributi ed abbiano regolarmente versato le rate scadute.

5. E’ autorizzata la spesa aggiuntiva di 50 milioni di euro per l’esercizio finanziario 2007, al fine di assicurare l’erogazione dei contributi diretti di cui alla Legge 250/90, relativi all’anno 2006. Riportiamo, ora, per completezza di informazione, il testo completo dell’articolo 10, “Disposizioni concernenti l’editoria”, del decreto legge n. 159/07, come approvato dal Parlamento: DECRETO LEGGE 1 ottobre 2007, n. 159 convertito con Legge 29 novembre 2007, n. 222 ARTICOLO 10

otiziario USPI n° 12/2007

l. Per i contributi relativi agli anni 2007 e 2008, previsti dall’articolo 3, commi 2, 2-bis, 2-ter, 2-quater, 8, 10 e 11, e dall’articolo 4 della legge 7 agosto 1990, n. 250, si applica una riduzione del 2 per cento del contributo complessivo spettante a ciascun soggetto avente diritto ai sensi dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive modificazioni. “Fermi restando i limiti all’ammontare dei contributi, quali indicati nell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250” (emendamento proposto dal Governo in sede di conversione della Finanziaria 2008, non ancora approvato definitivamente) tale contributo non può comunque superare il costo complessivo sostenuto dal soggetto nell’anno precedente relativamente alla produzione, alla distribuzione ed a grafici, poligrafici, giornalisti professionisti e praticanti, pubblicisti e collaboratori.

2. A decorrere dai contributi relativi all’anno 2007, ai fini della corretta applicazione delle disposizioni contenute nel comma 454 dell’articolo l della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e nel comma 1246 dell’articolo l della legge 27 dicembre 2006, n. 296, il termine per la presentazione dell’intera documentazione e di decadenza dal diritto alla percezione dei contributi, indicato dal comma 461 dell’articolo l della legge 23 dicembre 2005, n. 266, per le imprese richiedenti i contributi di cui all’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive modificazioni, è fissato al 30 settembre successivo alla scadenza di presentazione della relativa domanda di contributo.

3. La trasmissione dell’intera documentazione necessaria per la valutazione del titolo d’accesso, la quantificazione del contributo e la sua erogazione, entro il termine di cui al comma 2, per i contributi relativi all’anno 2007 e di cui ai commi 454 dell’articolo l della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e 1246 dell’articolo l della legge 27 dicembre 2006, n. 296, per gli anni precedenti, costituisce onere nei confronti degli aventi diritto, a pena di decadenza. 4. La regolarità contributiva previdenziale, relativa all’anno di riferimento dei contributi previsti in favore delle imprese editoriali, radiofoniche e televisive, deve essere conseguita entro il termine di cui al comma 2, a pena di decadenza. Tale condizione si intende soddisfatta

anche quando le imprese abbiano pendente un ricorso giurisdizionale in materia di contributi previdenziali, ovvero abbiano ottenuto una rateizzazione del pagamento dei contributi ed abbiano regolarmente versato le rate scadute.

5. A decorrere dall’esercizio finanziario 2008, l’importo della compensazione dovuta alla Società Poste Italiane S.p.A. a fronte dell’applicazione delle tariffe agevolate previste dal decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 46, è ridotto del 7 per cento per gli importi annui relativi a ciascuna impresa beneficiaria di agevolazioni fino ad 1 milione di euro e del 12 per cento per gli importi annui relativi a ciascuna impresa beneficiaria di agevolazioni superiori ad 1 milione di euro. 6. La Società Poste Italiane S.p.A. è tenuta ad applicare la riduzione dell’agevolazione tariffaria di cui al comma 5, operando gli eventuali conguagli nei confronti delle imprese interessate.

7. Ai fini dell’ammissione alle riduzioni tariffarie applicate alle spedizioni di prodotti editoriali, ai sensi del decretolegge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 46, le pubblicazioni dedicate prevalentemente all’illustrazione di prodotti o servizi contraddistinti da proprio marchio o altro elemento distintivo sono equiparate ai giornali di pubblicità di cui all’articolo 2, comma 1, lettera cl, del medesimo decreto-legge n. 353 del 2003. 8. A decorrere dal 1° gennaio 2008, il possesso del requisito di ammissione alle agevolazioni tariffarie, di cui all’articolo 2, comma l, lettera a), del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 46, è richiesto e verificato per ogni singolo numero delle pubblicazioni spedite. 9. Per assicurare l’erogazione dei contributi diretti di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250, relativi all’anno 2006, è autorizzata la spesa aggiuntiva di 50 milioni per l’esercizio finanziario 2007.

10. L’articolo 4 della legge 11 luglio 1998, n. 224, è abrogato. Articolo 10-bis Disposizioni in materia di contributi alle imprese editrici di giornali e di radiodiffusione sonora e televisiva

1. All’articolo 3 della legge 7 agosto91990, 5


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U ORDI E DEL GIOR O... ILLUMI A TE scorso, inviata ai Presidenti di 1 Camera e Senato, al Presidente del Consiglio e ai ministri dell’Economia e delle Comunicazioni, denunciava «un’evidente e grave distorsione concorrenziale in quanto operatori postali diversi da Poste Italiane non sono in grado di praticare offerte competitive agli editori per tale tipo di prestazione. Attraverso la normativa vigente - precisava la nota - si è quindi sottratto di fatto al mercato uno spazio di attività che sarebbe di diritto stato liberalizzato». Alla luce di ciò, continuava l’Antitrust, «l’Autorità ritiene necessario... un intervento urgente di modifica in senso pro-competitivo delle disposizioni sulle agevolazioni per le spedizioni di prodotti editoriali, che rimuova l’attuale distorsione concorrenziale e si conformi alle previsioni contenute nel disegno di legge di riforma dell’editoria, garantendo il diritto di scelta del fornitore del servizio postale sia per l’invio di prodotti editoriali sia per gli invii delle associazioni no profit».

...Capita invece che, in corso di conversione in legge della manovra finanziaria per il 2008, due deputati dell’Italia dei Valori, l’on. Giuseppe Astore e l’on. Egidio Enrico Pedrini, prima come emendamento e poi come OdG in Assemblea, presentino il seguente Ordine del Giorno:

«Atto Camera Ordine del Giorno 9/3194/114 presentato da GIUSEPPE ASTORE il 21 novembre 2007 nella seduta n. 247

LA CAMERA: premesso che Poste Italiane S.p.A. è l’unico operatore postale ammesso al regime delle agevolazioni e dei rimborsi nel settore delle spedizioni editoriali e della pubblicità elettorale; l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato con nota del 18 ottobre 2007 indirizzata ai Presidenti del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, della Presidenza del Consiglio dei Ministri e ai Ministri dell’Economia e delle Finanze e al Ministro delle Comunicazioni, nell’ambito dei compiti ad essa assegnati dall’articolo 21 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, formulava osservazioni in merito al contenuto dell’articolo 10, commi 5 e 8 del decreto-legge in esame segnalando, tra l’altro, che «la disciplina in esame determina un’evidente e grave distorsione concorrenziale in quanto operatori postali diversi da Poste Italiane non sono in grado di praticare offerte competitive agli editori per 6

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tale tipo di prestazione. Attraverso la normativa vigente, si è quindi sottratto di fatto al mercato uno spazio di attività che di diritto sarebbe liberalizzato.»; nella medesima nota l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato scriveva «l’Autorità ritiene necessario, in sede di conversione del decreto legge citato, un intervento urgente di modifica in senso procompetitivo delle disposizioni sulle agevolazioni per le spedizioni di prodotti editoriali, che rimuova l’attuale distorsione concorrenziale e si conformi alle previsioni contenute nel disegno di legge di riforma dell’editoria, garantendo il diritto di scelta del fornitore del servizio postale sia per gli invii di prodotti editoriali, sia per gli invii delle associazioni no profit»; le norme vigenti, di conseguenza, sono in netto contrasto con il quadro normativo generale disciplinato dalla direttiva 97167/CE del 15 dicembre 1997, sulla liberalizzazione del mercato postale comunitario, e con il decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, e successive modificazioni, che fissa espressamente i limiti della «riserva» per le attività esercitate dall’operatore postale pubblico, IMPEG A IL GOVER O ad adottare le opportune iniziative volte a garantire, da un lato, il diritto di scelta del fornitore del servizio postale sia per gli invii di prodotti editoriali, sia per gli invii delle associazioni no profit, estendendo a tutti gli operatori postali titolari di licenza individuale di cui all’articolo 5 del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, le compensazioni dovute a fronte dell’applicazione delle tariffe agevolate previste dal decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito con modificazioni dalla legge 27 febbraio 2004 n. 46 nonché le agevolazioni elettorali previste dall’articolo 17 della legge n. 515 del 1993, e dall’altro, l’obbligo per gli operatori postali di applicare la riduzione dell’agevolazione tariffaria a favore dell’editoria, operando gli eventuali conguagli nei confronti delle imprese interessate».

...Capita, per di più, che il Sottosegretario di Stato all’Economia e Finanze, Mario Lettieri, presente alla seduta del 21 novembre scorso, accolga a nome del Governo l’ordine del giorno Astore - Pedrini come “raccomandazione”.

Sic et simpliciter, come da sempre sostenuto e proposto dall’USPI. Le compensazioni statali a tutti gli operatori postali che applichino agli editori le tariffe agevolate, determinate dal Ministero delle Comunicazioni, previste dall’attuale normativa. Un po’ come il sistema delle agevolazioni telefoniche, che è in vigore da anni e non ci pare abbia ricevuto critiche a livello europeo.

FINANZIARIA 2008 Disegno di legge n. 1817 - AC 3256

Capo XIII MISSIONE 15 - COMUNICAZIONI Articolo 70 (Sostegno alle imprese editrici e TV locali)

1. A decorrere dai contributi relativi all’anno 2007, ai fini della quantificazione dei contributi previsti dall’articolo 3, commi 2, 2- bis, 2-ter, 2-quater, 8, 10 e 11, della legge 7 agosto 1990, n. 250, le imprese editrici sono tenute a presentare il modello dei costi di testata, come definito con circolare dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri e reso noto sul sito internet del Dipartimento stesso, debitamente compilato e certificato dalla società di revisione incaricata della certificazione del bilancio. 2. In applicazione dell’articolo 1, comma 1246, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, la somma disponibile per la liquidazione dei contributi di cui agli articoli 3 e 4 della legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive modificazioni, all’articolo 23, comma 3, della legge 6 agosto 1990, n. 223, e successive modificazioni, e all’articolo 7, comma 13, della legge 3 maggio 2004, n. 112, è attribuita ai soggetti per i quali sia stata accertata la sussistenza dei requisiti necessari per l’erogazione dei contributi in quote proporzionali all’ammontare del contributo spettante a ciascuna impresa. 3. A decorrere dalle domande relative all’anno 2007, le compensazioni finanziarie derivanti dalle riduzioni tariffarie applicate ai consumi di energia elettrica e ai canoni di noleggio e di abbonamento ai servizi di telecomunicazione di qualsiasi tipo, ivi compresi i sistemi via satellite, previsti dall’articolo 11 della legge 25 febbraio 1987, n. 67, e dagli articoli 4 e 8 della legge 7 agosto 1990, n. 250, sono rimborsate direttamente all’impresa, nella misura del 40 per cento dell’importo totale delle bollette, al netto dell’IVA. Con successivo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, avente natura non regolarmentare, sono indicate le modalità e la documentazione relativa alle richieste dei rimborsi di cui al comma 1. 4. Omissis (Il comma aumenta di 10 milioni di euro per il 2008 il contributo statale alle TV locali). 4-bis (Emendamento proposto dal Governo, non ancora approvato definitivamente). All’articolo 10, comma 1, secondo periodo, del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, alle parole «Tale contributo» premettere le seguenti «Fermi restando i limiti all’ammontare dei contributi, quali indicati nell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250». otiziario USPI n° 12/2007


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L’intervento del Segretario Generale della CEI all’Assemblea nazionale della FISC (22/11/2007)

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dialogando dialogando Ospitiamo in questa rubrica un’ampia sintesi dell’intervento tenuto da S.E. Mons. Giuseppe Betori, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana, il giorno 22 novembre 2007 all’Assemblea nazionale elettiva della Federazione Italiana Settimanali Cattolici (FISC), convocata per il rinnovo delle cariche sociali. *****

Nella relazione introduttiva ai lavori assembleari, il confermato Presidente della FISC, don Giorgio Zucchelli, dopo aver ringraziato Mons. Betori per l’attenzione con cui segue i giornali diocesani, ha ricordato il lavoro svolto negli ultimi tre anni e ha indicato i programmi futuri, “sempre in collaborazione privilegiata con l’USPI”.

Don Zucchelli ha anche precisato “il ruolo dei settimanali diocesani nella Chiesa e nel panorama della stampa cattolica italiana”, tracciando un identikit del settimanale diocesano, come focalizzato nel Contributo che la FISC ha preparato per il Convegno nazionale Ecclesiale di Verona, celebrato dal 16 al 20 ottobre 2006, sul tema “Testimoni di Gesù risorto, speranza nel mondo”. Il testo del Contributo, ha ricordato Zucchelli, “indica le caratteristiche peculiari dei periodici diocesani all’interno dei media di ispirazione cristiana:

- Sono giornali d’informazione legati ai propri vescovi e alle Chiese locali, elemento strutturale dell’evangelizzazione diocesana perché promuovono nell’opinione pubblica la visione cristiana della vita (...);

- Non si chiudono comunque all’interno della Chiesa, ma trasmettono, mediante l’informazione, il patrimonio di un intero territorio raccontando la vita e tutta la vita, civile ed ecclesiale, dell’ambiente sociale in cui sono diffusi (...); - Sono soggetti attivi di cittadinanza nei singoli territori, strumenti tramite i quali si esprime e si realizza la dimensione dell’appartenenza civile e sociale dei cittadini (...); otiziario USPI n° 12/2007

- Intessono, con la loro attività informativa e critica, una rete di relazioni e di legami forti che contribuiscono a costruire sia la comunità civile, sia quella ecclesiale”.

Da ultimo, don Giorgio ha ricordato gli amici scomparsi, in primis don Bartolo Fornara, direttore dei settimanali editi dalla stampa diocesana novarese, importante ed amicale figura anche per l’USPI, per molti anni Consigliere nazionale della nostra Unione. *****

Mons. Giuseppe Betori ha iniziato la sua riflessione prendendo spunto dalla relazione introduttiva del Presidente FISC, ricordando il Contributo della Federazione dei settimanali cattolici al Convegno ecclesiale di Verona e l’impegno profuso dalla stragrande maggioranza delle testate FISC in occasione del “Family day” (12 maggio 2007). Riportiamo, ora, un’ampia sintesi dell’intervento di Mons. Betori:

«(...) Lo scorso anno il Santo Padre Benedetto XVI nell’udienza che vi ha concesso e il Card. Camillo Ruini nella prolusione all’Assemblea hanno tracciato le caratteristiche del settimanale diocesano. Voi stessi avete offerto una riflessione in tal senso nel contributo consegnato al Comitato preparatorio del Convegno ecclesiale di Verona. Non ritorno quindi su questo argomento, anche se vi chiedo di fare tesoro delle indicazioni del Papa e del Cardinale Vicario e di impegnarvi a tradurle concretamente nel vostro lavoro di giornalisti e di operatori della comunicazione, coscienti dell’importante compito in ordine all’evangelizzazione che vi spetta nella Chiesa italiana. (...)

I vostri giornali non potranno svolgere la funzione che loro spetta se non supereranno la fase artigianale di molti di essi e non si trasformeranno in vere e proprie aziende editoriali, sia pure nella misura delle concrete situazioni e grandezze che vi differenziano. Ciò sarà possibile solo con un apporto efficace della componente amministrati-

va. Un augurio quindi a tutti gli amministratori dei vostri giornali perché si inseriscano nella FISC con entusiasmo e competenza, e collaborino con i direttori per potenziare tutte le vostre testate, rafforzare quelle deboli, farne nascere di nuove in quei territori che ne sono ancora privi, secondo la sfida che voi stessi avete lanciato e che pienamente condivido: quella di un settimanale in ogni diocesi italiana.

(...) Lo stesso Presidente della CEI in quell’occasione (il Family day - n.d.r.) sottolineava quanto era stata importante in ordine al felice esito dell’incontro “la sinergia sperimentata con i media cattolici, a partire da Sat2000”. Merita un apprezzamento anche l’impegno della stragrande maggioranza dei vostri settimanali che, nel frangente, non solo hanno collaborato con il Forum delle associazioni familiari per pubblicizzare l’iniziativa, ma si sono fatti promotori, nei singoli territori, di una forte promozione culturale, se non addirittura punti di riferimento per la partecipazione allo stesso Family Day.

Prendo spunto proprio da questo evento per offrirvi una mia riflessione e una mia pressante richiesta questa sera, all’inizio della vostra assemblea elettiva e come contributo al tema che approfondirete domani nel convegno.

“La cronaca quotidiana – affermava il Santo Padre nel messaggio in occasione della recente 45° Settimana Sociale dei cattolici italiani – mostra che la società del nostro tempo ha di fronte molteplici emergenze etiche e sociali in grado di minare la sua stabilità e di compromettere seriamente il suo futuro. Particolarmente attuale è la questione antropologica, che abbraccia il rispetto della vita umana e l’attenzione da prestare alle esigenze della famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna. Come è stato più volte ribadito, non si tratta di valori e principi solo ‘cattolici’, ma di valori umani comuni da difendere e tutelare, come la giustizia, la pace e la salvaguardia del creato. (…) Riprendo qui l’invito che ebbi a rivolgere nel Convegno ecclesiale di Verona ai cattolici italiani, perché sappiano cogliere con consapevolezza la grande opportunità che offrono queste sfide e reagiscano non con un rinunciatario ripiegamento su se stessi, ma, al contrario, con un rinnovato dinamismo, aprendosi con fiducia a nuovi rapporti e non 8 7


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trascurando nessuna delle ener7 gie capaci di contribuire alla crescita culturale e morale dell’Italia.”

Nell’introduzione alla stessa Settimana Sociale e, precedentemente nella prolusione al Consiglio Permanente della CEI, S.E. Mons. Bagnasco ha elencato i contenuti di questa nuova antropologia;

Sono “il valore intangibile della persona e della vita umana, vita che deve essere accolta e accudita fin dal sorgere ed amorevolmente accompagnata fino al suo naturale tramonto; la famiglia fondata sul matrimonio, cellula fondante e inarrivabile di ogni società; la libertà dei genitori nell’educare i figli; il sereno senso del limite che accompagna la parabola dell’umana esistenza; il codice morale che si radica nell’essere profondo e universale dell’uomo e si esplicita e perfeziona in Gesù; la libertà che – lungi dall’essere mero arbitrio – è impegnativa adesione al bene e alla verità: vedo qui – sottolineava il Presidente della CEI – i capisaldi della storia e della tradizione del nostro popolo. Essi costituiscono l’ethos di fondo che – nonostante incoerenze e nuove sfide – dà corpo a quel senso di reciproco riconoscimento e di comune appartenenza che ci fa sentire ‘società’, ‘casa’ aperta e accogliente verso tutti coloro che vogliono rispettosamente entrare”. (Prolusione al Consiglio Episcopale Permanente, 17 settembre 2007).

Non solo. Grandi potenzialità si aprono oggi alla scienza nel campo della bio-ingegneria con il rischio di derive riguardo al rispetto della dignità della persona umana. Anche in questo campo il popolo italiano ha chiaramente espresso il proprio pensiero in occasione del Referendum del 2005 sulla Legge 40/2004 riguardante la procreazione medicalmente assistita. Pure in quella occasione i vostri giornali furono protagonisti di un lungo e paziente accompagnamento culturale dei propri lettori, che ha dato frutti importanti. E voi stessi avete imparato da quell’esperienza quanto le testate diocesane e il quotidiano Avvenire (con il quale avete collaborato anche per la diffusione capillare di un inserto alla vigilia del voto) abbiano peso nell’opinione pubblica italiana: più di quanto normalmente si pensi. Tutti questi valori, legati al vivere della persona, sono oggi diventati oggetto (fin troppo!) dell’azione politica. Ne viene un ulteriore processo che il Prof. Francesco D’Agostino, parlando alla settimana sociale, ha definito “biopolitica”, configurandolo come quel “fenomeno – tipicamente moderno – della totale presa in carico e

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della gestione integrale della vita biologica da parte del potere”. Con questa assunzione è facile la tentazione di considerare la vita e il suo sviluppo come eventi “riscrivibili” e, quindi, “negoziabili”.

Bastano questi brevi cenni per comprendere come la questione antropologica sia la nuova “questione sociale” di oggi e come i suoi esiti determineranno in bene o in male il futuro dell’umanità.

Di fronte a ciò la Chiesa sente di offrire la sua testimonianza coraggiosa, a partire da quello che ha di più caro e cioè il Vangelo di Gesù Cristo. I cattolici, da parte loro, sono chiamati nella società odierna a dare forma culturale alla fede che hanno ricevuto e ogni giorno ricevono dalla Chiesa stessa, realizzando quel “progetto culturale” promosso dai vescovi italiani fin dal 1994. Non esistono areopaghi in cui il Vangelo non possa essere annunciato, piazze e case in cui non possa essere testimoniato, e diventare così principio di una nuova condivisione, di una nuova società. Oggi il Vangelo deve poter essere proclamato anche in quell’ambiente mediatico che caratterizza la società odierna. Richiede quindi nuove competenze, nuove creatività e una conversione culturale della pastorale, per dare nuovo spessore di pensiero e linguaggio alla fede, apertura al confronto e al dialogo con tutte le componenti vive del Paese. È il compito di voi tutti che lavorate nel campo delle comunicazioni sociali.

Chiedo quindi a voi e ai vostri settimanali di essere, sempre più e particolarmente oggi, veicoli sistematici e continuativi di quell’antropologia cristiana che è anche profondamente umana. Chiedo ai vostri giornali di realizzare il progetto culturale della Chiesa italiana, più attuale che mai: la vostra stessa esistenza è una significativa attuazione di tale progetto. Esso non deve essere appannaggio di centri universitari, di istituzioni culturali, di fondazioni che elaborano e approfondiscono i grandi valori e le conquiste del pensiero cristiano. Sono anch’essi indispensabili, ma il Progetto culturale non sarebbe nulla se si fermasse alle altezze della speculazione teorico-scientifica. Per inverarsi deve diventare “popolare”, deve cioè tradursi in “cultura di popolo”.

E questo è il vostro compito. Grazie alle vostre caratteristiche di giornali familiari, capillarmente diffusi nei singoli territori, spesso con una forza di penetrazione che nessun altro possiede e la vivacità che vi caratterizza, voi siete uno strumento privilegiato per radicare nel popolo la visione cristiana della vita.

L’impegno vostro è quello di spiegare ai vostri lettori, settimana per settimana, con la vostra professionalità e la vostra competenza etica e linguistica, le grandi categorie antropologiche ed etiche.

Le nostre parrocchie con le loro istituzioni purtroppo largamente non sono ancora attrezzate a svolgere un lavoro di questo tipo. Voi sì. Preparatevi dunque sempre meglio, con lo studio, l’acquisizione di competenze, lo scambio e il confronto reciproco, prendendo come una missione il vostro lavoro di giornalisti cattolici. Credo sia questo, nella temperie culturale di oggi, l’impegno primario dei settimanali diocesani. Sarebbe miope fare diversamente.

Ma come svolgere questa che è una vera e propria opera evangelizzatrice?

Innanzitutto favorendo la riflessione mediante editoriali, commenti, racconti di esperienze, interviste, dibattiti e forum specifici. Un plauso va, in particolare, al primo forum che il Consiglio Nazionale della FISC ha organizzato attorno al valore della famiglia, sempre in occasione del Family Day, coinvolgendo parlamentari cattolici dei due schieramenti. Una positiva iniziativa che vi esorto a continuare sulle tematiche antropologiche via via emergenti. Il metodo sarà quello del coniugare fede e ragione, con l’arte maieutica di far sgorgare dalla mente stessa di chi vi legge quella Verità che ci è stata donata e che, nello stesso tempo, insieme gioiosamente ricerchiamo. A questo può contribuire non poco anche il servizio offerto dal SIR, cui vi incoraggio di attingere generosamente.

Ma anche con la semplice cronaca, intelligentemente organizzata, voi sarete in grado di diffondere i valori evangelici: portando alla ribalta dell’informazione le notizie positive, raccontando la bellezza del vivere la famiglia, facendo emergere tutta quell’esperienza di volontariato, di accoglienza, di vicinanza nel dolore, di solidarietà che costituisce la sostanza vera del vita del popolo italiano. Un compito, faticoso, ma esaltante. Ve l’affido invocando la luce e la forza dello Spirito di Gesù».

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LAVORO, diritto, fisco e previdenza - LAVORO, diritto, fisco e previdenza

Maggiori rigidità nel part-time e nelle co.co.co.

IL PROTOCOLLO SUL WELFARE HA I IZIATO L’ITER PARLAME TARE

Dopo l’approvazione del Consiglio dei Ministri, sostenuta dal successo del referendum dei lavoratori, il protocollo sul welfare è stato presentato alla Camera nella forma di “collegato alla Finanziaria” per la sua approvazione. Torneremo naturalmente sull’argomento dopo la definitiva approvazione del provvedimento, ma intanto anticipiamo le novità che possono maggiormente interessare gli editori medio-piccoli le quali riguardano essenzialmente la regolamentazione dei rapporti part-time del personale dipendente e una meno flessibile regolamentazione delle collaborazioni parasubordinate come i co.co.co. i co.co.pro. e le occasionali. Il ministro del lavoro Damiano si aspetta che il protocollo venga approvato entro il 31 dicembre ma naturalmente non si può escludere che nel percorso parlamentare il protocollo subisca qualche modificazione. DIMI UISCE L’AUTO OMIA DELLE PARTI EI RAPPORTI A TEMPO PARZIALE

Attualmente i CCNL stabiliscono le condizioni e le modalità in relazione alle quali l’azienda può variare la collaborazione temporale dell’orario o aumentare la durata della prestazione lavorativa. Per i dipendenti a cui si applica il C.C.N.L. USPICONFAPI la materia è disciplinata dall’art. 26 basata sul libero consenso delle parti (l’editore e il dipendente). Le novità del ddl sostanzialmente esautorano le parti dalla facoltà di pattuire clausole modificative del rapporto poiché tale competenza passa al CCN. Ritorna, inoltre, il diritto di precedenza: il lavoratore che abbia trasformato il rapporto di lavoro da full time a part-time ha priorità nelle assunzioni a tempo pieno per le stesse o equivalenti mansioni lavorative. Introdotte discipline ad hoc nei casi di soggetti (e familiari) affetti da patologie oncologiche e per i portatori di handicap. Il protocollo ha previsto anche norme di favore per i tempi lunghi (sopra le 24 ore settimanali) e aumenti contributivi per i part-time inferiori alle 12 ore. DAL 1° GE AIO LA STA GATA PREVIDE ZIALE PER I GIOR ALISTI CO.CO.CO. E’ DEL 60%

Come preannunciato da questo “Notiziario” di maggio u.s., non si è fatto otiziario USPI n° 12/2007

attendere il Protocollo sul welfare che allinea le percentuali contributive delle co.co.co. giornalistiche a quelle previste per la gestione separata dell’INPS. Finora il redattore co.co.co. iscritto all’Ordine versava alla gestione separata dell’INPGI il 12% del compenso lordo mentre l’editore gli rimborsava in busta paga il 2%. Nell’arco di quattro anni l’attuale percentuale del 12% crescerà gradualmente per arrivare al 26% di cui un terzo a carico del lavoratore e i due terzi a carico dell’azienda, che avrà inoltre a suo carico «l’obbligazione contributiva». Sostanzialmente nel 2011 le aliquote contributive dei giornalisti co.co.co. raggiungeranno l’aliquota prevista per la generalità dei co.co.co. iscritti all’INPS (26%) ma il primo aumento più consistente sarà del 60% a partire dal 1° gennaio p.v. Il documento prevede inoltre che «il Governo adotterà le misure idonee a promuovere la trasformazione dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa mediante la stipula di contratti di lavoro subordinato della durata non inferiore ai 24 mesi». Questo processo di stabilizzazione passerà «per accordi sindacali» ed è previsto che l’Inpgi (Istituto di previdenza dei giornalisti) potrà prevedere incentivi per la trasformazione in rapporti di lavoro a tempo indeterminato. Secondo il ministero del Lavoro, a questo punto dovrebbe innestarsi un processo di stabilizzazione dei rapporti di lavoro nel settore che dovrebbe riguardare circa 500 giornalisti. Per Damiano anche nell’editoria potrebbe verificarsi quanto è accaduto nel settore dei «call center» con la trasformazione dei contratti di collaborazione in contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato. L’equiparazione al trattamento Inps dei Co.co.co. giornalistici prevede inoltre l’introduzione anche in questo campo delle tutele per la malattia e la maternità. Buono il giudizio dell’Inpgi, che però sottolinea come resti «irrisolta la questione relativa alla cessione del diritto di autore, il cui utilizzo oggi comporta di fatto un onere contributivo ad esclusivo caro del giornalista». Nella stangata una piccola buona notizia che interessa soprattutto gli editori mediopiccoli. Resta escluso dal pagamento dei contributi all’Inpgi2 il reddito annuo derivante da attività di lavoro autonomo occasionale contenuto entro i 5.000 euro. Con il parere n. 881 (17 giugno 1998) emesso su richiesta del Ministro del Lavoro e del Ministro del Tesoro, il Consiglio di Stato ha affermato: “ on sussiste obbligo di iscrizione alla Cassa di previdenza per i soggetti iscritti nell’Albo che esercitano un’attività professionale in maniera occasionale”.

LA STRETTA CO TRIBUTIVA PER I CO.CO.PRO.

Per i collaboratori a progetto attualmente iscritti alla gestione separata dell’INPS, che non risultino assicurati presso altre forme obbligatorie, la relativa aliquota contributiva per il computo delle prestazioni pensionistiche salirà di 1% l’anno e, quindi, sarà pari al 24% per l’anno 2008, in misura pari al 25% per l’anno 2009 e in misura pari al 26% a decorrere dall’anno 2010. Con effetto dal 1° gennaio 2008 per i rimanenti iscritti alla predetta gestione (parasubordinati non esclusivi), l’aliquota contributiva salirà al 17%. Queste, per i co.co.pro. le novità previdenziali mentre nessuna novità è prevista per la parte normativa che rimane invariata. CO TRATTI A TERMI E

Si stabilisce che il lavoratore non può avere rapporti a termine, per lo svolgimento di mansioni equivalenti con uno stesso datore di lavoro, che superino la durata complessiva di 36 mesi. E che, in deroga, raggiunto tale limite, è possibile soltanto un altro contratto a termine a patto che la stipula avvenga presso la direzione provinciale del lavoro (dpl). Alle parti sociali è affidato il compito di fissare un eventuale durata massima a quest’ultimo contratto. Infine, come previsto, sono stati abrogati il contratto di lavoro intermittente (Job on Call) e il contratto di somministrazione a tempo indeterminato (staff leasing) che non hanno trovato applicazione nel comparto USPI.

DECRETO FISCALE E FINANZIARIA 2008

n.5250, e successive modificazioni, dopo il comma 2quater e‘ inserito il seguente: «2-quinquies. Per la concessione dei contributi alle emittenti radiotelevisive, di cui al comma 2-ter, si tiene conto soltanto dei seguenti criteri, e ciò in via di interpretazione autentica del medesimo comma 2-ter:

a) devono trasmettere giornalmente tra le ore 6.00 e le ore 22.00 e per oltre la metà del tempo di trasmissione programmi in lingua francese, ladina, slovena e tedesca nelle regioni autonome Valle d’Aosta, FriuliVenezia Giulia e Trentino-Alto Adige, almeno in parte prodotti dalle stesse emittenti radiotelevisive o da terzi per 9


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LE ASSUNZIONI DEL PERSONALE DIPENDENTE E PARASUBORDINATO

Riportiamo la “scaletta” della comunicazione tenuta dal nostro Direttore, Giancarlo Cinoglossi, all’Assemblea nazionale elettiva della FISC per l’interesse generale che riveste per gli editori che ci leggono Il Contratto nazionale di lavoro giornalistico del 10 gennaio 1950, avente forza di legge ai sensi del D.P.R. n. 153/1961, all’art. 1, primo comma, testualmente dispone: “Il presente contratto regola il rapporto di lavoro fra gli Editori di giornali, le agenzie di stampa ed i giornalisti professionisti che prestano la loro normale attività giornalistica con carattere di continuità e con vincolo di dipendenza, anche se svolgono all’estero la loro attività”. L’applicazione del Contratto FIEG che riguarda i giornali quotidiani e le agenzie sembra quindi impropria per i periodici editi da aziende medio-piccole. D’altro canto mentre l’articolato del Contratto FIEG corrisponde compiutamente alle esigenze delle grandi concentrazioni e dai colossi editoriali, il Contratto USPI/CONFAPI per i dipendenti delle piccole e medie aziende della comunicazione che l’USPI negozia e sottoscrive dal 1996 meglio si presta alle esigenze redazionali, amministrative ed informatiche dei periodici medio piccoli. Esempi: 2° LIVELLO - Redattore responsabile (mansioni di Caporedattore) 3° LIVELLO - Redattore (redige testi e articoli) Grafico impaginatore (progetta ed impagina) Operatore infografico (diagrammi, tabelle, ricerca iconografica) 4° LIVELLO - Segreteria di redazione, Fotografo, Correttore di bozze, Ispettore

di diffusione.

L’accesso all’assunzione definitiva è modulata attraverso i seguenti percorsi previsti dal Contratto che consentono di vagliare le attitudini e le capacità dei candidati all’assunzione: 1. Periodo di prova (3° - 7° livello: 80 giorni). I non idonei possono essere licenziati senza preavviso. 2. Part-time, può essere propedeutico al tempo pieno o - a parità di costi - più rispondente alle esigenze dei servizi. 3. Redattore di prima esperienza (5° livello) che dopo un anno di pratica redazionale di base - su parere favorevole del Direttore Responsabile viene inquadrato nella qualifica di redattore (3° livello). 4. Per le qualifiche non strettamente redazionali (grafico, segretaria di redazione, addetto al controllo abbonamenti) può essere conveniente ricorrere all’apprendistato (v. “Notiziario USPI” di dicembre 2006 alle pagine 10, 11 e 12). 5. Contratto a termine per la sostituzione di lavoratrici madri, dipendenti malati, o per incrementi temporanei di attività produttiva. Per questo insieme di ragioni l’USPI consiglia ai Soci di applicare il Contratto dei dipendenti delle piccole e medie aziende della comunicazione. Una disamina più dettagliata della disciplina delle assunzioni del personale

Una legge per evitare le “dimissioni in bianco” I ARRIVO I MODULI MI ISTERIALI PER LE DIMISSIO I DEI LAVORATORI E PRESTATORI D’OPERA Nell’intento di tutelare meglio le assenze di maternità e la conservazione del posto a seguito di malattie o infortuni il Parlamento ha approvato la Legge 17 ottobre 2007, n. 188 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 260 dell’8 novembre u.s.) che di seguito riportiamo. D’ora innanzi la lettera di dimissioni volontarie dovrà essere presentata - anche dai CO.CO.CO. e dai CO.CO.PRO. - su appositi moduli predisposti e resi disponibili gratuitamente dal Ministero del Lavoro anche via Internet - con Decreto da emanare entro tre mesi. 10

LEGGE 17 OTTOBRE 2007, . 188 Disposizioni in materia di modalità per la risoluzione del contratto di lavoro per dimissioni volontarie della lavoratrice, del lavoratore, nonché del prestatore d’opera e della prestatrice d’opera. Articolo 1

1. Fatto salvo quanto stabilito dall’articolo 2118 del codice civile, la lettera di dimissioni volontarie, volta a dichiarare l’intenzione di recedere dal contratto di lavoro, è presentata dalla lavoratrice, dal

dipendente è stata pubblicata sul “Notiziario USPI” di maggio 2007, alle pagine 6, 7, 12 e 13. 6. Nel nostro comparto la Legge Biagi ha funzionato. Poiché non di rado le collaborazioni parasubordinate sono state propedeutiche all’assunzione con rapporto di dipendenza part-time e anche a tempo pieno. Queste le tipologie praticabili: Collaboratori occasionali (30 gg., max. 5.000 euro l’anno) Collaboratori a progetto, ivi compresi i redattori non iscritti all’Ordine. Collaboratori a programma, ove il programma è un’articolazione del progetto. 7. Free lance. Il rapporto libero professionale, disciplinato dal Tariffario dell’Ordine è applicabile ai Redattori iscritti all’Ordine dei Giornalisti e ai Direttori responsabili. N.B. Un utile Formulario dei contratti e delle lettere d’incarico per i collaboratori autonomi è stato pubblicato sul n. di luglioagosto 2007 u.s. del “Notiziario USPI” (pagina 10, 11, 12, 13). I percorsi del reclutamento del personale, che sono stati ricordati, sono importanti poiché tutta la filosofia della nuova gestione editoriale considera il capitale umano più importante del capitale economico investito. Anzi la risorsa umana è considerata investimento e non costo, nonché leva strategica del successo editoriale. lavoratore, nonché dal prestatore d’opera e dalla prestatrice d’opera, pena la sua nullità, su appositi moduli predisposti e resi disponibili gratuitamente, oltre che con le modalità di cui al comma 5, dalle direzioni provinciali del lavoro e dagli uffici comunali, nonché dai centri per l’impiego.

2. Per contratto di lavoro, ai fini del comma 1, si intendono tutti i contratti inerenti ai rapporti di lavoro subordinato di cui all’articolo 2094 del codice civile, indipendentemente dalle caratteristiche e dalla durata, nonché i contratti di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, i contratti di collaborazione di natura occasionale, i contratti di associazione in partecipazione di cui all’articolo 2549 del codice civile per cui l’associato fornisca prestazioni lavoratiotiziario USPI n° 12/2007


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IL TUTOR E LA FORMAZIOE DELL’APPRE DISTA

L’editrice di un settimanale d’informazione locale chiede se, in materia di apprendistato, la formazione esterna sia obbligatoria e quali requisiti debba avere il tutor. In particolare si chiede se il grafico responsabile dell’impaginazione possa fare da tutor ad un grafico-apprendista.

Prima di entrare nel merito dei quesiti sembra opportuno richiamare l’art. 28 del C.C.N.L. (vigente dal 1.6.06) stipulato da CONFAPI - USPI e CGIL - CISL - UIL per i dipendenti delle piccole e medie aziende della comunicazione. Tale articolo riguardante la disciplina dell’apprendistato ha un incipit significativo che mette conto di citare: “Le parti concordano che l’apprendistato professionale... è essenzialmente finalizzato, alla sua positiva conclusione, ad essere trasformato in un contratto a tempo indeterminato”. Come dire che la formazione è certamente importante ma è un mezzo per il conseguimento di un fine prevalente che è l’assunzione. Lo stesso articolo prescrive che “le funzioni di tutor della formazione come previsto dalla legge, possono essere svolte da un lavoratore designato dall’impresa che abbia una professionalità adeguata relativamente alle conoscenze e le competenze che l’apprendista deve acquisire. Nelle imprese fino a 15 dipendenti la funzione di tutore della formazione può essere svolta direttamente dal datore di lavoro”. 1. In considerazione di quanto premesso riteniamo che la formazione esterna - che spesso è più tecnica che pratica - non sia obbligatoria e che, quindi, la sola formazione interna possa essere sufficiente, a ve e in cui i suoi redditi derivanti dalla partecipazione agli utili siano qualificati come redditi di lavoro autonomo, e i contratti di lavoro instaurati dalle cooperative con i propri soci.

3. I moduli di cui al comma 1, realizzati secondo direttive definite con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, riportano un codice alfanumerico progressivo di identificazione, la data di emissione, nonché spazi, da compilare a cura del firmatario, destinati all’identificazione della lavoratrice o del lavoratore, ovvero del prestatore d’opera o della prestatrice d’opera, del datore di lavoro, della otiziario USPI n° 12/2007

meno che l’editore non ritenga di integrarla con corsi esterni. 2. La formazione interna deve obbligatoriamente essere affidata ad un tutor e descritta nel piano formativo in forma scritta. 3. Secondo il contratto il tutor “deve avere competenze adeguate” ma non trovando traccia nell’articolato di una disposizione che preveda il possesso di titoli scolastici o accademici specifici riteniamo che sia sufficiente una conoscenza pratica e un’esperienza adeguate a conferire competenze di base all’apprendista. Nel caso prospettato esprimiamo il parere che il grafico responsabile dell’impaginazione possa essere scelto come tutor di un grafico apprendista. Anzi ci sembra una scelta ottimale. IL DISCRIMI E TRA LAVORO REDAZIO ALE SUBORDI ATO E COLLABORAZIO E REDAZIO ALE AUTO OMA Molte testate associate continuano a porre quesiti sulla differenza essenziale tra lavoro giornalistico dipendente e CO.CO.CO.

Secondo l’orientamento della Corte di Cassazione nel lavoro giornalistico la subordinazione assume particolare connotazione dovuta alla peculiarità delle modalità di espletamento dell’attività in parola nonché per la natura squisitamente intellettuale che caratterizza la prestazione medesima. Conseguentemente l’Organo giudicante ha evidenziato che sussiste il vincolo tipologia di contratto da cui si intende recedere, della data della sua stipulazione e di ogni altro elemento utile. I moduli hanno validità di quindici giorni dalla data di emissione.

4. Con il decreto di cui al comma 3 sono altresì definite le modalità per evitare eventuali contraffazioni o falsificazioni.

5. I moduli di cui al presente articolo sono resi disponibili anche attraverso il sito internet del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, secondo modalità definite con il decreto di cui al comma 3, che garantiscano al contempo la certezza dell’identità del richiedente, la riservatezza dei dati personali nonché l’individuazione della data di rilascio, ai fini della verifica del rispetto del termine di validità di cui al secondo periodo

di subordinazione in presenza della continuità della prestazione, della responsabilità di un servizio e del vincolo di dipendenza. Detti elementi, si legge in sentenza, si manifestano nello svolgimento di una attività non occasionale ma rivolta ad assicurare le esigenze informative riguardanti uno specifico settore, nella sistematica redazione di articoli su specifici argomenti, ovvero di rubriche, nella messa a disposizione delle energie lavorative, anche nell’intervallo tra una prestazione e l’altra con conseguente disponibilità a soddisfarne le esigenze ed eseguirne le direttive. A qualificare il discrimine tra lavoro dipendente e rapporto di collaborazione autonomo è la concreta modalità operativa, accertabile anche attraverso testimonianze. La realtà prevale sul “nomen iuris” a nulla rilevando cioè che il contratto di collaborazione o la lettera di assunzione esprimano la chiara volontà dell’editore di costituire un rapporto di CO.CO.CO., CO.CO.PRO. o di collaborazione occasionale. In soldoni, solo l’assoluta autonomia della modalità della prestazione, provata ed accertata, può escludere la sussistenza del vincolo di subordinazione. No, quindi, a obblighi di presenza in redazione a giorni ed orari fissi. Soggiungiamo che il lavoro autonomo non è sinonimo di lavoro anarchico poiché il rapporto redazionale parasubordinato include l’opportuno coordinamento con il direttore responsabile o il caporedattore del periodico. Dal punto di vista del committente, la differenza con il lavoro subordinato sta nell’interesse dell’editore alla concreta realizzazione delle fasi di programma che costituiscono le modalità organizzative delle prestazioni e non già, come 12 del comma 3.

6. Con apposite convenzioni a titolo gratuito stipulate nelle forme definite con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono disciplinate le modalità attraverso le quali è reso possibile alla lavoratrice, al lavoratore, nonché al prestatore d’opera e alla prestatrice d’opera, acquisire gratuitamente i moduli di cui al presente articolo, anche tramite le organizzazioni sindacali dei lavoratori e i patronati.

7. All’attuazione della presente legge si provvede nell’ambito delle risorse finanziarie già previste a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato. 11


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DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI

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avviene nei rapporti di lavoro subordinato, nella disponibilità di una prestazione lavorativa entro limiti prestabiliti di orario. In quest’ultimo caso (si pensi ad es. ad una collaborazione quotidiana di 3 ore) verseremmo in un rapporto di dipendenza parttime mascherato da co.co.co. e quindi fuori legge. Quanto agli oneri dell’editore la differenza tra rapporto parasubordianto e rapporto subordinato è rilevante. Le collaborazioni a progetto costano la metà dei rapporti di dipendenza. Infatti mentre la co.co.co. comporta solo gli oneri di iscrizione alla gestione separata dell’INPS o dell’INPGI (e in casi da accertare la protezione dagli infortuni) il lavoro subordinato part-time comporta anche il pagamento di ferie, 13ma, TFR, scatti biennali ecc. Per completezza accenniamo anche ai criteri di individuazione dei compensi da corrispondere ai redattori CO.CO.CO. o CO.CO.PRO. Non esiste un tariffario specifico ma a puro titolo orientativo potremmo ricordare che il tariffario 2007 dell’Ordine dei giornalisti ancora vigente mentre scriviamo, per le collaborazioni di redattori iscritti all’Ordine prevede per almeno 2 collaborazioni al mese 2.178 euro l’anno, per almeno 4 collaborazioni al mese 4.357 euro l’anno ecc. (v. numero di marzo 2007 di questo “Notiziario” alle pagine 8 e 9).

LO STATO DI LIQUIDAZIO E DI U ’AZIE DA EDITRICE

L’impresa editrice di un settimanale chiede chiarimenti sulla messa in liquidazione e sulla possibilità di chiedere la cassa integrazione per i dipendenti.

La messa in stato di liquidazione di una società, è la premessa alla cessazione della stessa. Nella fase di liquidazione gli organi della liquidazione o il liquidatore, non possono intraprendere nuove iniziative, ma solo concludere gli affari in essere. La liquidazione opera al fine di chiudere ogni passività e attività, concludendo la fase con la presentazione di un piano di riparto. Fatta questa sintetica premessa, in riferimento alla domanda, riteniamo che: 1) La messa in liquidazione, non è uno stato di crisi transitorio, bensì uno stato definitivo che potrà dare adito a licenziamenti col12

lettivi o parziali e graduali fino all’esaurimento dell’attività. 2) Nella fase di liquidazione non è possibile richiedere la cassa integrazione, come invece potrebbe essere possibile per le procedure concorsuali (es. concordato preventivo). L’ASSU ZIO E DI U CO.CO.PRO

GRAFICO-

L’editore di un mensile culturale avendo in animo di migliorare la veste grafica del periodico chiede uno schema di lettera di assunzione di un grafico CO.CO.PRO. per la durata di 6 mesi.

La lettera di assunzione di un grafico CO.CO.CO. nella modalità “a progetto” può essere formulato secondo questo schema salvo integrazioni che meglio specifichino le concrete esigenze dell’editore e il relativo progetto.

In relazione al progetto da lei proposto, tendente a perfezionare - attraverso l’impaginazione - l’attuale veste grafica del periodico................ edito a..........., le conferisco l’incarico di attendere alla puntuale impaginazione del mensile ai sensi e per gli effetti della L. 30/2003 e del Dgs. n. 276/03. L’anzidetto rapporto di co.co.pro. decorre dal ...../...../...., ha durata semestrale e può essere disdettato dalle parti con raccomandata A/R inviata almeno 30 gg. prima della scadenza. L’impaginazione del mensile sarà fatta - in assoluta autonomia e senza vincoli di orario - nel suo studio o al suo domicilio - e con i suoi mezzi, realizzando i necessari momenti di coordinamento con la direzione e la redazione. Il compenso mensile assommerà a .......... euro mensile al lordo delle ritenute fiscali e previdenziali dovuti alla gestione separata dell’INPS. La S.V. non potrà svolgere attività in concorrenza con la testata, né diffondere notizie attinenti ai programmi editoriali o compiere atti in suo pregiudizio. La prego di firmare l’unita copia per ricevuta e accettazione. Buon lavoro! L’EDITORE ....................

Per ricevuta e completa accettazione IL GRAFICO

In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale” dei prodotti editoriali presso gli Archivi Nazionali (DPR 252/06), gli editori associati USPI possono effettuare la consegna in forma cumulativa delle copie diffuse al pubblico, a scadenze differenziate per Regioni (sede dell’editore) e per periodicità della testata edita. ENTRO IL MESE DI DICEMBRE - Gli editori di: QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relativi supplementi e allegati; con sede principale in: LAZIO, ABRUZZO, MOLISE, CAMPANIA, PUGLIA, BASILICATA, CALABRIA, SICILIA, SARDEGNA sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 3° trimestre dell’anno (luglio-settembre 2007). - Gli editori di periodici con cadenza superiore al settimanale nel mese di dicembre NON devono effettuare alcuna consegna. Ricordiamo agli editori che si siano già avvalsi delle Convenzioni USPI per le precedenti spedizioni alle Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze che non è necessario allegare a questo deposito un ulteriore certificato di iscrizione all’USPI. Rammentiamo, infine, che per il deposito delle copie presso le Biblioteche provinciali la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni. E’ sospeso l’invio delle copie alla Biblioteca provinciale di Roma. Il plico contenente le copie per il deposito legale deve essere confezionato e riportare la dicitura “esemplari fuori commercio per il deposito legale, agli effetti della legge 15 aprile 2004, n. 106” (articolo 7, comma 3, del DPR 252/06) ed essere accompagnato da un elenco, in duplice copia, del contenuto del pacco con l’indicazione della ragione sociale dell’editore (compreso l’indirizzo e/o un numero di fax di riferimento), il nome della testata, l’indicazione delle eventuali diverse edizioni locali e il numero di edizione di ogni singolo esemplare consegnato. Per i quotidiani, vanno indicati gli eventuali giorni di sciopero, a giustificazione delle eventuali relative mancanze. otiziario USPI n° 12/2007


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“Grazie USPI! E’ sempre interessante partecipare al seminario, anche da ripetenti! La prima volta, qualche anno fa, è stata una piacevole sorpresa, quest’anno una interessante conferma. L’incontro full time con esperti e lo scambio di idee con i colleghi è sempre stimolante mentre il confronto fra realtà diverse crea opportunità per sviluppare nuovi progetti. Un grande ringraziamento al dott. Daniele Longo per l’organizzazione sempre perfetta a lezione ma anche nei piacevoli momenti di relax. Mi auguro che si possano organizzare altri momenti di incontro magari su temi specifici”. Raffaella Visconti Editore IL GIOR ALE DEL GARDA

“Ottima organizzazione, i funzionari USPI sono stati sempre presenti, disponibili e professionali. Ottima la scelta delle tematiche e il livello dei professionisti intervenuti per dibatterle. Lo stage è stato un prezioso condensato di spunti, informazioni e consigli per tutti gli editori presenti. Anche un’occasione per relazionarsi con altri editori condividere problematiche, metodologie operative e soluzioni. Tra di noi, un unico appunto, la lezione sull’editoria on-line è stata notevolmente al di sotto rispetto agli altri interventi. Per quanto riguarda le lezioni sul marketing/vendite per le prossime “stagioni”, , potrebbe essere interessante esaminare della case history editoriali reali e far comprendere come adattarle al mercato della piccola editoria. Grazie mille per l’opportunità che ogni anno mettete a disposizione del mondo della piccola e media editoria”. Emilio De Risi Rivista “JOB I TOURISM”

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E C H I D A L

X X

S T A G E

U S P I D I

U R B I N O

“Il corso di Urbino sulla comunicazione è stato davvero utile perché ha unito bene teoria e pratica. Si è addentrati bene con ottimi insegnanti nelle problematiche concrete del giornalismo che competono alle piccole e medie imprese, cercando di dissipare ogni problema e dubbio. Uscendo dalle lezioni si aveva e si ha oggi maggiore dimestichezza con il mondo dell’informazione e per chi è titolare di un’impresa diviene oggi facile obbedire alle leggi del mercato con professionalità e competenza”. Manuela Pacelli Rivista “EVE TI CULTURALI”

“Il corso è stato sicuramente una valida guida introduttiva per chi opera da diverso tempo nel settore dell’editoria e anche per chi per la prima volta vi si affaccia in quanto è riuscito a trattare adeguatamente, sia la principale normativa di settore che le conoscenze tecniche correlate. Il corso ha consentito di approfondire temi legati alla produzione editoriale ed ha inteso coniugare approfondimento teorico ed esperienza pratica. Le relazioni dei docenti hanno inteso trasmettere gli elementi essenziali della formazione professionalizzante nel corso di un dibattito critico, mettendo in gioco competenze e saperi dei partecipanti, attraverso un confronto diretto e dinamico. Pertanto, potremmo definirlo come un laboratorio teorico-pratico che ha consentito di acquisire o perfezionare la conoscenza delle tecniche editoriali”. Alessandra Fuglieni Rivista “A ALI DELL’ISTITUTO SUPERIORE DI SA ITÀ”

ARRIVEDERCI A SETTEMBRE 2008 PER IL XXI STAGE


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L’inserzione a fianco riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art. 3, terzo comma, del DPR 26/10/72 n. 633

50 anni di eccellenza.

50 anni fa, per primi, abbiamo intrapreso la promozione del Made in Italy. Oggi, migliaia di imprese ci ringraziano per aver sviluppato la loro immagine nel mondo. Who’s Who in Italy Gold Edition: 䡵 䡵

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ABUSO DI MERCATO E I FORMAZIO E ECO OMICA I giornalisti e le nuove regole

di Caterina Malavenda e Carlo Melzi d’Eril CEDAM, Padova 2007, pagine 2010, € 18,00

Il reato di abuso di informazioni privilegiate, introdotto nel nostro ordinamento nel 1991, come quello della manipolazione del mercato, ottenuta con l’alterazione artificiale di prezzi e quotazioni mediante notizie false non riguarda solo i giornalisti (e gli editori). La catena dell’informazione economica e finanziaria è lunga e i giornalisti ne sono solo un segmento. I giornalisti se sbagliano devono pagare e poiché la normativa è impervia e complicata sarebbe opportuno che ammettessero i propri errori. Ma è sbagliato pensare che una cattiva informazione dipenda solo da loro. L’incertezza “a volte l’impossibilità” di compiere tutte le verifiche necessarie a

NOTIZIARIO

Uspi

Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972

Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Fax: 06.40.66.859 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991)

Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Giancarlo Cinoglossi

Redattore Responsabile: Vittorio Volpi

Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate

Tipografia: SO.GRA.RO. SpA Via Ignazio Pettinengo, 39 - 00159 Roma Il n. 12 (dicembre 2007) è stato stampato il 12 dicembre 2007

otiziario USPI n° 12/2007

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B IB L IO T E C A U S P I dimostrare la buona fede può limitare fortemente il diritto di cronaca e di critica. Cosa può accadere ad un editore dell’informazione economica e finanziaria? Come si rapporta il codice etico dell’azienda editrice con la carta dei doveri di un giornalista finanziario? Come devono armonizzarsi i ruoli concorrenti e complementari della Consob e dell’Ordine dei giornalisti? A questi incandescenti punti di domanda rispondono con eccezionale competenza l’avvocato Caterina Melavenda e Carlo Melzi d’Eril altra autorità in materia. Agli editori del comparto USPI interessati all’argomento suggeriamo di scorrere l’utile appendice normativa soffermandosi sulla Carta dei doveri dell’informazione economica e finanziaria approvata dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e sui codici di autodisciplina approvati dai giornalisti del Sole 24 Ore nel 1987 e nel 2005. Dunque è tutto chiaro? Niente affatto. Come ha detto l’Autrice alla presentazione del libro: “I giornalisti economici? Non li invidio...”. A chiusura del libro gli Autori approfondiscono il problema della concreta opponibilità del segreto professionale individuando nella CONSOB l’Autorità competente a giudicare i giornalisti accusati, sotto il profilo amministrativo, di manipolazione del mercato senza alcun utile personale. Commuove rilevare che gli Autori, alla fine del libro, hanno ringraziato, in particolare, per i preziosi suggerimenti l’Avv. Corso Bovio, autorevole amico dell’USPI, LA CASTA

di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella RCS Libri, Milano 2007, pag. 286, € 15,30

Se questa ricognizione di successo sui privilegi di politici insaziabili e sugli sprechi vertiginosi delle Istituzioni e degli Enti locali non assommassero a cifre da bancarotta economica e politica, molte pagine risulterebbero incredibili e spassose. E invece arriviamo alla fine pieni di indignazione per una classe politica di destra, di centro e di sinistra che sta portando alla rovina l’Italia ricostruita e condotta al miracolo economico da statisti competenti ed onesti come Einaudi e De Gasperi. Il servizio migliore che riteniamo di rendere ai nostri lettori è quello di riprodurre testualmente l’indice di questo libro. 1. E pensare che dormivano in convento. Dai paltò in prestito di De Gasperi agli spazi holliwoodiani. 2. Un palazzo di quarantasei palazzi. Spese impazzite nell’infinita moltiplicazione delle sedi.

3. Quattro regine al prezzo d’un Napolitano. Costi segreti al Quirinale. On line a Buckingam Palace. 4. Prodigi: in volo 37 ore al giorno. Da Berlusconi a Bertinotti, tutti via con gli aerei di Stato. 5. «Mi dia un’autoblu, tipo Rolls-Royce». Hanno promesso tutti di tagliarle, ma sono sempre di più. 6. Seggi lasciati agli eredi come case o comò. La Loggia e Mancini, Craxi e Di Pietro, al potere per dinastia. 7. Perso il Rolex d’oro? Paga la Camera. I privilegi: dalle scorte ai ristoranti meno cari delle mense operaie. 8. Baby pensionati di 42 anni. E c’è chi ha avuto il vitalizio senza mai sedere a Palazzo Madama. 9. Politica & Affari: Onorevoli SpA. Dalle casalinghe ai tunnel, dalle cliniche alle banche padane. 10.Come puntare un euro e vincerne 180. Ma il referendum non aveva abolito il finanziamento pubblico? 11.Meglio a noi che a Madre Teresa. Più sconti fiscali per le donazioni ai partiti che ai bimbi lebbrosi. 12.AAA Cercasi poltrona per trombato. Migliaia di cariche nelle società pubbliche per sistemare gli «ex». 13.Sa tutto di carceri: commercia pesce! Quei 146.000 consulenti spesso inutili, dalle maghe agli enti ippici. 14.Una casta nel cuore della Casta. Perché i Grand Commis sono quasi più potenti dei ministri. 15.Fate largo: Sua Maestà il Governatore! Sprechi, clientele e manie di grandezza delle Regioni ordinarie. 16.Ultimo lusso, atterrare sotto casa. Dalla Sicilia alla Val d’Aosta, le spese pazze delle Regioni autonome. 17.Le Province sono inutili? Aumentiamole. Tutti falliti i tentativi di abolirle: servono a distribuire posti. 18.Il signor sindaco ha fatto crac. La ricerca del consenso e i bilanci comunali in profondo rosso. Da cittadini ci auguriamo che Rizzo e Stella mettano mano ad una seconda indagine sugli sprechi dello statalismo (dai Ministeri, alle ASL, agli Ospedali pubblici, alla Scuola) e sullo sfascio della Magistratura e delle Università avulse dal mercato del lavoro. 15


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PERIODICI ASSOCIATI ALL’U USPI

AMBIENTE E AGRICOLTURA

(400° elenco)

CITTA’ NUOVA

PORTA A PORTA MATERA

Via Devitofrancesco, 2/N 23-25 70124 Bari Direttore: Francesco Riccardo Editore: Biagio Stragapede Periodicità: bimestrale Materia trattata: ambiente, agricoltura, sviluppo sostenibile

Via Napoli, 50 97016 Pozzallo (RG) Direttore: Piero Giunta Editore: Ass. Cult. La Voce Libera Periodicità: quindicinale Materia trattata: attualità, politica, cultura

Piazza degli Olmi, 156 75100 Potenza Direttore: Giuseppe Coletta Editore: Pubbli Press di Giuseppe Coletta Periodicità: quindicinale Materia trattata: annunci economici e notizie utili

BARAONDA

EMILIA ROMAGNA EVENTI

POTENZA AFFARI

Via Addone, 33 85100 Potenza Direttore: Antonio Lucente Editore: Michele Franzese Periodicità: bimestrale Materia trattata: notizie e articoli per bambini e ragazzi

Via Aldrovandi, 5/A 48018 Faenza (RA) Direttore: Dario Montanari Editore: M.D. Edizioni di Dario Montanari Periodicità: mensile Materia trattata: informazione turistica, promozione del territorio, enogastronomia

Via Ghandi, 9 85100 Potenza Direttore: Angelo Mastrandrea Editore: Pubbli Press di Giuseppe Coletta Periodicità: settimanale Materia trattata: annunci economici e notizie utili

CALABRIA 7

FOLIUM

SETTEGIORNI IN FRIULI

Via Mercalli (Loc. Zigari) 88900 Crotone Direttore: Rocco Valenti Editore: Calabria Media S.r.l. Periodicità: settimanale Materia trattata: cronaca, costume e società

Corso di Porta Vittoria, 8 20122 Milano Direttore: Niccolò Giani Editore: IRSI S.r.l. Periodicità: trimestrale Materia trattata: ambiente, sicurezza sul lavoro, igiene industriale

CAMPUS ECOMED-IA

IL GIORNALE DI CALABRIA

Via Cagliari, 40 00198 Roma Direttore: Sergio Illuminato Editore: Amici per la vita onlus Periodicità: mensile Materia trattata: salvaguardia ambientale e sviluppo sostenibile

Via Filanda, 11 88100 Catanzaro Direttore: Giuseppe Soluri Editore: Editoriale ’91 scrl Periodicità: quotidiana Materia trattata: informazione regionale

Via Romeo Battistig, 16 33100 Udine Direttore: Flavio Di Pietro Editore: Press Agency snc di Pietro & C. Periodicità: quindicinale Materia trattata: politica, attualità, cultura, spettacolo e sport

VIAGGIANDO... IL MONDO NELLE MANI Via del Brennero, 2 00010 Fonte Nuova (RM) Direttore: Stefano Stefanini Editore: Melusina Editoriale S.r.l. Unipersonale Periodicità: mensile Materia trattata: viaggi e cultura

RASSEGNA STAMPA

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L’ informazione su misura.

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L’Eco della Stampa S.p.A. Via Compagnoni 28 - 20129 Milano

L’inserzione sopra riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art. 3, terzo comma, del DPR 26/10/72 n. 633

USPI

Cap/Città . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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