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NOTIZIARIO
UNION E ST AMPA
ANNO 45° - MENSILE
PE RIODIC A ITALIANA
- 11 NUMERI
Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L. 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma. In caso di mancato recapito rinviare all’ufficio P.T. di Roma - Romanina detentore del conto per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa in vigore
Circolare 27 marzo 2009, n. 21/2009 del Ministero per i beni culturali RIVISTE DI ELEVATO VALORE CULTURALE: DOMA DA CO TRIBUTI E TRO IL 30/6
Ricordiamo agli editori interessati che il 30 giugno p.v. scade il termine per la presentazione delle domande di contributo per le riviste di elevato valore culturale edite nell’anno 2008. Tutta la normativa, il questionario, l’elenco della documentazione con le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà da allegare alla domanda, sono stati pubblicati sul numero 5 maggio 2009 di questo Notiziario, scaricabile anche dal nostro sito www.uspi.it, Area soci. La domanda dovrà essere inoltrata al “Ministero per i beni e le attività culturali - Direzione generale per i beni librari, gli istituti culturali e il diritto d’autore Centro per il libro” - Via dell’Umiltà n. 33 - 00187 Roma, entro e non oltre il 30 giugno 2009. Detta domanda dovrà essere accompagnata dal questionario (allegato A alla circolare), dai fascicoli pubblicati nel 2008 e dalla documentazione di cui all’allegato B.
La Camera vara il decreto sulle intercettazioni e il Senato ripristina i fondi per l’editoria, ma... (pagine 1, 2, 5, 6)
Riviste di elevato valore culturale: domanda entro il 30/6 (pagina 1)
XXII Corso per operatori editoriali – Urbino, 20-25 settembre 2009 (pagina 3)
Uspi
Lombardia, Convenzione USPI
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Due disegni di legge in corso di conversione
GIUGNO 2009
LA CAMERA VARA IL DECRETO SULLE INTERCETTAZIONI E IL SENATO RIPRISTINA I FONDI PER L’EDITORIA, MA...
Aumentando la Robin tax e diminuendo la compensazione a Poste per le agevolazioni tariffarie, il Senato ha integrato di 70 milioni di euro (per due anni) il Fondo per l’editoria. L’opposizione del Ministero dell’Economia – La Camera, fra mille polemiche, ha licenziato il testo del decreto sulle intercettazioni telefoniche. Multe salatissime per gli editori
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ue provvedimenti, riguardanti anche l’editoria, si stanno rimpallando le Aule di Camera e Senato per l’approvazione definitiva: si tratta del c.d. “DDL sviluppo” e il DDL sulle intercettazioni. IL DISEG O DI LEGGE “SVILUPPO” E I FO DI ALL’EDITORIA
Il DDL “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia” (AS 1195) è stato approvato dal Senato lo scorso 14
S OMMARIO
per il deposito legale (pagina 6) Le quote associative USPI per l’anno 2009 (pagina 7) L’editore domanda (pagine 8, 12)
Stati di crisi e ammortizzatori sociali (pagine 9, 12)
Notizie INPGI – Circolare n. 6 del 6/5/2009 (pagine 10,
11, 12)
Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 12)
Le scadenze del ROC (pagina 13)
Biblioteca USPI (pagina 15)
Periodici associati all’USPI – 417° elenco (pagine 16) Telegrammi (pagina 16)
maggio ed è approdato alla Camera dei Deputati (AC 1441-ter-B) ove è in corso di esame presso la X Commissione Attività Produttive, in terza lettura. Il Senato ha profondamente modificato le norme in materia di editoria contenute nel provvedimento ed in parte trasmigrate nel decreto “Milleproroghe” (vedi otiziario USPI n. 3/Marzo 2009), convertito nella L. 27 febbraio 2009, n. 14. Anzi, i senatori in Commissione hanno abrogato l’articolo 33 (Editoria) ed in Aula hanno introdotto un nuovo testo che, approvato come 32-ter, alla Camera è divenuto l’articolo 56. Ecco il testo aggiornato dell’articolo 56:
«1. Il regolamento di delegificazione previsto dal comma 1 dell’articolo 44 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, entrerà in vigore, relativamente ai contributi previsti dalla legge 7 agosto 1990, n. 250, a decorrere dal bilancio di esercizio delle imprese beneficiarie successivo a quello in corso alla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del regolamento stesso.» 2
DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI (vai a pagina 12)
Articoli e notizie di questo Notiziario possono essere liberamente riprodotti citandone la fonte. Se ne raccomanda, anzi, la massima diffusione da parte di tutti i periodici associati all’USPI, nell’interesse della categoria QUESTO NOTIZIARIO VIENE SPEDITO AGLI ASSOCIATI USPI IN REGOLA CON IL VERSAMENTO DELLE QUOTE
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LA CAMERA VARA IL DECRETO SULLE INTERCETTAZIONI E IL SENATO RIPRISTINA I FONDI PER L’EDITORIA, MA... 2. All’onere derivante dal 1 comma 1, pari a 70 milioni di euro per ciascuno degli anni 2009 e 2010, si provvede mediante quota parte delle maggiori entrate derivanti dalle disposizioni di cui ai commi 3 e 4.
3. All’articolo 81, comma 16, del decreto legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, sostituire la parola: “5,5” con la seguente: “6,5”.
4. elle more della liberalizzazione dei servizi postali, e fino alla rideterminazione delle tariffe agevolate per la spedizione di prodotti editoriali di cui ai decreti del Ministro delle comunicazioni in data 13 novembre 2002, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge il costo unitario cui si rapporta il rimborso in favore della Società Poste Italiane S.p.A. nei limiti dei fondi stanziati sugli appositi capitoli di bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, di cui all’articolo 3 del decreto legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito in legge 27 febbraio 2004, n. 46, è pari a quello riveniente dalla convenzione in essere in analoga materia più favorevole al prenditore».
In sostanza, l’articolo in questione posticipa l’entrata in vigore dell’emanando Regolamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri di riordino della legge sui contributi diretti della legge 250/90 all’annualità di bilancio di esercizio delle imprese beneficiarie successiva a quella in corso alla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del regolamento stesso (quindi almeno due anni). Mantenendo, così, l’attuale normativa sui contributi diretti, si è posta l’esigenza di reintegrare il Fondo destinato a tali aiuti, ed i Senatori hanno individuato due strade a tale scopo (evidenziate nei commi 3 e 4 dell’articolo in questione):
a) con l’aumento di un punto percentuale – dal 5,5 al 6,5 – dell’addizionale applicata sull’imposta del reddito delle società (IRES) che operano nel settore petrolifero e del gas (la c.d. Robin Tax);
b) e con il comma 4, nel quale si stabilisce – pur con una formulazione un po’ sibillina – che la compensazione dello Stato a Poste Italiane, nelle more della liberalizzazione dei servizi postali e sino alla rideterminazione delle tariffe agevolate per la spedizione di prodotti editoriali di cui ai decreti 2
ministeriali del novembre 2002 (pertanto, al momento, confermati), verrà da ora parametrata non più con la “tariffa base” ministeriale, ma con la migliore convenzione stipulata da Poste Italiane con il proprio cliente a lui più favorevole. Per fare un esempio: se Poste ha sottoscritto una convenzione con un cliente per la spedizione di prodotti editoriali esclusi dalle agevolazioni alla cifra di 0,18 cent., fino a tale cifra si spingerà il rimborso statale per le tariffe agevolate e non fino a 0,2830 come accadeva fino ad oggi. Un buon risparmio da parte dello Stato.
Sembrava la quadratura del cerchio ed infatti maggioranza ed opposizione hanno votato compatti il nuovo articolo. Di recente, però, si è registrato un attacco a sorpresa del Ministero dell’Economia al decreto legge sullo sviluppo. Tremonti, in una lettera inviata alla Commissione attività produttive della Camera, al Dipartimento Affari giuridici della Presidenza del Consiglio e all’Ufficio legislativo del Ministero dello sviluppo economico, ha denunciato, per 18 articoli inseriti per via parlamentare al testo, la mancanza di copertura finanziaria e il rischio di aumento delle tariffe “in contrasto con l’orientamento del governo”. In particolare, il Ministero ha espresso “parere contrario” all’aumento di un punto percentuale della c.d. Robin tax perchè manca una relazione tecnica che “dimostri che le nuove entrate sono sufficienti a coprire l’onere”. Ma non solo, per il Ministero l’aumento della Robin Tax “risulta essere una copertura del tutto inadeguata, in quanto altera equilibri di operatori nei cui confronti le aliquote in esame non possono essere eccessivamente aggressive, posto che si producono effetti contrari a quelli che la disposizione invitava a conseguire”. L’esame del provvedimento è iniziato in questi giorni alla Camera. *****
IL DISEG O DI LEGGE SULLE I TERCETTAZIO I
Nel frattempo, la Camera ha licenziato, con voto di fiducia, il disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche, fortemente voluto dal governo e aspramente contestato dall’opposizione. Anche FIEG e FNSI si sono mostrate risolutamente critiche. Per quanto riguarda la stampa e i media in generale, sarà vietata la pubblicazione, anche parziale, per riassunto o nel contenu-
to, della documentazione e degli atti relativi a conversazioni, anche telefoniche, anche se non più coperti dal segreto, fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare. Vietata anche la pubblicazione, pure parziale, per riassunto o contenuto, delle richieste e delle ordinanze emesse in materia di misure cautelari. Di tali atti è tuttavia consentita la pubblicazione nel contenuto dopo che la persona sottoposta ad indagini o il suo difensore abbiano avuto conoscenza dell’ordinanza del giudice.
Sarà in ogni caso vietata la pubblicazione anche parziale o per riassunto della documentazione, degli atti e dei contenuti relativi a conversazioni di cui sia stata ordinata la distruzione, nonché di quelli riguardanti fatti, circostanze e persone estranee alle indagini o di cui sia stata disposta l’espunzione.
Saranno inoltre vietate la pubblicazione e la diffusione dei nomi e delle immagini dei magistrati relativamente ai processi e procedimenti penali loro affidati, salvo che, ai fini del diritto di cronaca, la rappresentazione dell’avvenimento non possa essere separata dall’immagine del magistrato.
Pesanti le sanzioni per il giornalista: “salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque pubblica intercettazioni in violazione dell’articolo 114, comma 7, del codice di procedura penale, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni”.
Ancor più pesanti le sanzioni per gli editori. Sono contenute nel comma 27 dell’articolo 1 del disegno di legge che introduce il nuovo articolo 25–nonies al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231. Tale nuovo articolo colloca il reato di cui all’articolo 684 del codice penale (Pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale) tra quelli che generano responsabilità amministrativa in capo all’ente che non abbia predisposto modelli organizzativi adeguati a prevenirne la commissione e non abbia affidato la vigilanza sulla loro applicazione ad un organismo dotato di poteri autonomi di iniziativa e controllo. Ciò ove il reato sia stato commesso nell’interesse o a vantaggio dell’ente medesimo. Se un giornalista pubblica illegittimamente atti di indagine, dunque, l’editore può essere condannato a pagare una sanzione amministrativa che va da un minimo di 64.500 euro ad un massimo (!!!) di 464.700 5 otiziario USPI n° 6/2009
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APERTE LE ISCRIZIONI AL XXII CORSO PER OPERATORI EDITORIALI DELLA STAMPA PERIODICA (URBINO 20 - 25 SETTEMBRE 2009)
L
’USPI ha indetto la XXII edizione del corso residenziale per operatori editoriali della stampa periodica. Il corso, che si avvarrà della direzione scientifica della prof.ssa Graziella Mazzoli, Direttore IFG - Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino, si rivolge essenzialmente a editori e/o direttori di periodici, ad operatori di redazione (impiegati e collaboratori) o a giovani editori che intendano affrontare il mercato della stampa periodica. Ai partecipanti che avranno seguito almeno 3/4 delle lezioni, verrà rilasciato un attestato di frequenza. Segreteria ed informazioni: USPI, Viale B. Bardanzellu n. 95, 00155 ROMA, Tel. 06.407.13.88 – 06.406.59.41 (anche fax)- E-mail: uspi@uspi.it
QUOTA DI ISCRIZIO E E DI FREQUE ZA
I partecipanti devono aver compiuto 18 anni. L’intera quota di partecipazione, pari a € 650,00, comprende la tassa d’iscrizione di € 300,00 per spese di organizzazione e attrezzature, e un contributo alle spese per docenti e frequenza di € 350,00. La quota di frequenza comprende la pensione completa in collegio universitario (vitto e alloggio in camera singola con servizio privato e doccia) dalla cena del primo giorno al pranzo dell’ultimo giorno, nonché le dispense ed i sussidi didattici. Se una medesima testata iscriverà più di un partecipante, la singola quota di partecipazione, per ognuno di essi, sarà pari a € 600,00.
PROGRAMMA
Domenica, 20 settembre Pomeriggio: arrivi e sistemazioni nel Collegio del Colle dell’Università di Urbino (possibilità di parcheggio). Presentarsi in portineria per la registrazione e l’assegnazione della stanza.
Mario De Bernart
Graziella Mazzoli
Luca Boneschi
Vittorio Volpi
Guido Masnata
Lunedì, 21 settembre ore 9.30 -“CODICE” DELLA PRIVACY, IMPLICAZIONI PER EDITORI E GIORNALISTI (Dr. Mario De Bernart, Dirigente Servizio Relaz. Istituz. dell’Autorità Garante per la protezione dei Dati Personali) ore 11.30 - IL LAVORO SUBORDINATO NELL’EDITORIA PERIODICA. APPLICAZIONE DEL CCNL DELLA COMUNICAZIONE USPI - UNIGEC/CONFAPI (Dr. Raimondo GIGLIO, Componente Commissione Tecnica Sindacale UNIGEC/CONFAPI) ore 15.00 - RELAZIONE INAUGURALE DEL DIRETTORE SCIENTIFICO DEL CORSO (Prof.ssa Graziella MAZZOLI, Direttore dell’I.F.G., Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino) ore 16.30 - LA NUOVA DISCIPLINA DELLE COLLABORAZIONI PARASUBORDINATE (occasionali, cessione diritti d’autore, co.co.co. giornalistiche, .co.pro. e direttori responsabili) (Dr. Giancarlo CINOGLOSSI, V. Presidente della Giunta Esecutiva dell’USPI, Direttore Responsabile del “Notiziario USPI”) ore 18.00 - Incontro di presentazione dei partecipanti e delle testate rappresentate
Martedì, 22 settembre ore 9.30 - IL DIRITTO D’AUTORE NELL’EDITORIA, NORMATIVA VIGENTE (Avv. Luca BONESCHI, componente dell’A.G.I. Associazione Giuslavoristi Italiani, Direttore Responsabile della rivista “Il Diritto dell’Informazione e dell’Informatica”) ore 11.30 - IL CANALE POSTALE: MODALITA’ E COSTI PER LA SPEDIZIONE DEI PERIODICI (Dr.Vittorio VOLPI, Funzionario USPI)
ore 15.00 - IL R.O.C., REGISTRO DEGLI OPERATORI DI COMUNICAZIONE E L’ATTIVITA’ DELL’AUTHORITY DI SETTORE (Avv. Nicola SANSALONE, Direttore Servizio Ispettivo e Registro, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) ore 16.30 - EDITORIA “POPOLARE”: DAL GOSSIP AL GIORNALISMO INVESTIGATIVO (Brunetto FANTAUZZI, Scrittore e Giornalista, Direttore Responsabile di periodici d’informazione)
Mercoledì, 23 settembre ore 9.30 - IL MARKETING, UNO STRUMENTO DI CRESCITA PER GLI EDITORI (Dr. Guido MASNATA, Direttore Generale di Promedia Expert) ore 11.30 - LA RACCOLTA PUBBLICITARIA, UNA RISORSA DA SVILUPPARE (Dr. Paolo DI BENEDETTO, Direttore Generale di Promedia 2000)
Raimondo Giglio
Concetto Pallante
Fernando Bruno
Tiziano Bienati
LA PRE OTAZIO E
La partecipazione va prenotata entro il 30 luglio 2009 inviando all’USPI il seguente tagliando debitamente compilato. Il versamento della quota di iscrizione di € 300,00 (entro il 30/7) e della quota di frequenza di € 350,00 (entro il 28/8) possono essere effettuati tramite bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Ag. 6, Via Franceschini 58 - Roma, IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, (causale: Partecipazione XXII Corso di Urbino), o inviando, tramite assicurata convenzionale (o a mano), assegno bancario o circolare non trasferibile intestato all’USPI. Il versamento della quota complessiva può essere effettuato anche mediante unico versamento.
Presso la “Biblioteca Informatica” dell’ERSU (URBINO, Palazzo “Corboli”, Via Veneto 41) ore 15.00 - I PERIODICI ON-LINE, NORMATIVA ATTUALE E PROSPETTIVE DI SVILUPPO PER L’EDITORIA DIGITALE (Daniele BIANCHI, Amministratore Delegato della Promotion Digitale, Società specializzata in Comunicazione Elettronica)
Giovedì, 24 settembre ore 9.30 - IL PARTICOLARE REGIME IVA E LA DISCIPLINA FISCALE DEL SETTORE EDITORIALE (Dr. Concetto PALLANTE, Consulente fiscale dell’USPI) ore 11.30 - DEPOSITO LEGALE DEI PERIODICI. NORMATIVA GENERALE E “CONVENZIONI USPI” (Dr. Daniele LONGO, Funzionario USPI)
ore 15.00 - PROGETTI DI RIFORMA E POLITICHE DI SOSTEGNO NEL SETTORE DELL’EDITORIA (Dr. Fernando BRUNO, Assistente del Commissario S. Sortino, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) ore 16.30 - LE RESPONSABILITA’ PENALI E CIVILI DEI GIORNALISTI E DEGLI EDITORI (Avv. Francesco Saverio VETERE, Segretario Generale dell’USPI)
Daniele Bianchi
Daniele Longo
Francesco Venerdì, 25 settembre I PERIODICI E I Saverio Vetere CANALI DISTRIBUTIVI ore 9.00 - IL RUOLO DEL DISTRIBUTORE NAZIONALE (Dr. Tiziano BIENATI, già Direttore Generale dell’ADN, Associazione Distributori Nazionali) ore 10.30 - LA VENDITA DEI PERIODICI NELLE EDICOLE (Ermanno ANSELMI, Segretario Generale del SI.NA.G.I.-CGIL, Sindacato Nazionale Giornalai) Ermanno ore 12.00 - IL COMPITO DEL DISTRIBUTORE LOCALE Anselmi (Avv. Piergiorgio SPOSATO, Consulente A.NA.DI.S., Associazione Nazionale Distributori Stampa) ore 13.00 - Consegna degli “Attestati” di frequenza - Pranzo – Partenze I docenti, dopo l’esposizione degli argomenti, sono a disposizione dei partecipanti per consulenze su quesiti.
Coordinamento e Segreteria: Dr. Daniele Longo Paolo Di Benedetto
Piergiorgio Sposato
...............................TAGLIARE E SPEDIRE ENTRO IL 30 LUGLIO 2009............................ All’USPI – UNIONE STAMPA PERIODICA ITALIANA Segreteria del XXII Corso per Operatori Editoriali Viale B. Bardanzellu, 95 – 00155 ROMA
Il sottoscritto............................................................ in qualità di editore/collaboratore del periodico ........................................................................ prenota la sua partecipazione al XXII Corso residenziale per Operatori Editoriali della Stampa Periodica che si svolgerà presso l’Università di Urbino dal 20 al 25 settembre 2009. Allega assegno/copia del bonifico di € 300,00 per quota d’iscrizione, con riserva d’inviare la quota di frequenza di € 350,00 entro il 28 agosto p.v.. Allega assegno/copia del bonifico di € 650,00 quale quota complessiva di partecipazione. Indirizzo..........................................................................................................................................................................................(città, via, c.a.p.) Recapito telefonico/fax/email..............................................................................................firma leggibile.............................................................
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L’inserzione sopra riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art. 3, terzo comma, del DPR 26/10/72 n. 633
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LA CAMERA VARA IL DECRETO SULLE INTERCETTAZIONI E IL SENATO RIPRISTINA I FONDI PER L’EDITORIA, MA... euro. 2 Certo, commenta Cristina Malavenda su “Il Sole 24 Ore” del 12 giugno scorso: «L’adozione di provvedimenti disciplinari, anche estremi, stante il notevole rischio economico, potrebbe essere ritenuta del tutto giustificata. L’editore, per sottrarsi a sanzioni davvero eccessive, potrà rivendicare a pieno titolo, perciò, il diritto di essere informato preventivamente di quanto verrà pubblicato e potrà anche scegliere se affrontare il rischio, autorizzando una o più pubblicazioni vietate, con criteri non sindacabili».
Il disegno di legge contiene anche modifiche alla disciplina della pubblicazione di “risposte e rettifiche”, prevista dall’articolo 8 della Legge 8 febbraio 1948, n. 47. Si stabiliscono le modalità della pubblicazione delle dichiarazioni e delle rettifiche della persona offesa per le trasmissioni radiofoniche e televisive, per i siti informatici e per la stampa non periodica (comma 28, DDL in esame). Le dichiarazioni e rettifiche debbono essere pubblicate “senza commento”.
Il testo del provvedimento è già stato trasmesso al Senato. Pubblichiamo, infine, uno stralcio degli articoli del DDL sulle intercettazioni che riguardano i giornalisti e gli editori, con la riserva di tornare ad esaminare il decreto al vaglio del Senato.
4. All’articolo 114, comma 2, del codice di procedura penale, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Di tali atti è sempre consentita la pubblicazione per riassunto».
5. All’articolo 114 del codice di procedura penale, dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti: «2-bis. È vietata la pubblicazione, anche parziale, per riassunto o nel contenuto, della documentazione e degli atti relativi a conversazioni, anche telefoniche, o a flussi di comunicazioni informatiche o telematiche ovvero ai dati riguardanti il traffico telefonico o telematico, anche se non più coperti dal segreto, fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare. 2-ter. È vietata la pubblicazione, anche parziale, per riassunto o nel contenuto, delle richieste e delle ordinanze emesse in materia di misure cautelari. Di tali atti è tuttavia consentita la pubblicazione nel contenuto dopo che la persona sottoposta otiziario USPI n° 6/2009
alle indagini o il suo difensore abbiano avuto conoscenza dell’ordinanza del giudice, fatta eccezione per le parti che riproducono la documentazione e gli atti di cui al comma 2-bis».
6. Dopo il comma 6-bis dell’articolo 114 del codice di procedura penale, è inserito il seguente: «6-ter. Sono vietate la pubblicazione e la diffusione dei nomi e delle immagini dei magistrati relativamente ai procedimenti e processi penali loro affidati. Il divieto relativo alle immagini non si applica all’ipotesi di cui all’articolo 147, comma 1, delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie, nonché quando, ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca, la rappresentazione dell’avvenimento non possa essere separata dall’immagine del magistrato».
7. All’articolo 114 del codice di procedura penale, il comma 7 è sostituito dal seguente: «7. È in ogni caso vietata la pubblicazione anche parziale o per riassunto, della documentazione, degli atti e dei contenuti relativi a conversazioni o a flussi di comunicazioni informatiche o telematiche di cui sia stata ordinata la distruzione ai sensi degli articoli 269 e 271. È altresì vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, della documentazione, degli atti e dei contenuti relativi a conversazioni o a flussi di comunicazioni telematiche riguardanti fatti, circostanze e persone estranee alle indagini, di cui sia stata disposta l’espunzione ai sensi dell’articolo 268, comma 7-bis». 26. Al codice penale sono apportate le seguenti modificazioni:
a) l’articolo 379-bis è sostituito dal seguente: «Art. 379-bis. - (Rivelazione illecita di segreti inerenti a un procedimento penale). - Chiunque rivela indebitamente notizie inerenti ad atti o a documentazione del procedimento penale coperti dal segreto, dei quali è venuto a conoscenza in ragione del proprio ufficio o servizio svolti in un procedimento penale, o ne
agevola in qualsiasi modo la conoscenza, è punito con la reclusione da uno a cinque anni. Se il fatto è commesso per colpa, la pena è della reclusione fino a un anno. Chiunque, dopo avere rilasciato dichiarazioni nel corso delle indagini preliminari, non osserva il divieto imposto dal pubblico ministero ai sensi dell’articolo 391-quinquies del codice di procedura penale è punito con la reclusione fino a un anno. Le pene sono aumentate se il fatto concerne comunicazioni di servizio di appartenenti al Dipartimento delle informazioni per la sicurezza o ai servizi di informazione per la sicurezza. Per i reati di cui al presente articolo la competenza è determinata ai sensi dell’articolo 11 del codice di procedura penale»;
b) all’articolo 614, primo comma, le parole: «di privata dimora» sono sosti-
tuite dalla seguente: «privato»;
c) all’articolo 617 del codice penale, dopo il terzo comma è aggiunto il seguente: «Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque pubblica intercettazioni in violazione dell’articolo 114, comma 7, del codice di procedura penale è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni»; 27. Dopo l’articolo 25-octies del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, è inserito il seguente: «Art. 25-nonies. (Responsabilità per il reato di cui all’articolo 684 del codice penale). - 1. In relazione alla commissione del reato previsto dall’articolo 684 del codice penale, si applica all’ente la sanzione pecuniaria da duecentocinquanta a trecento quote». 28. All’articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti 6 5
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modificazioni:
a) dopo il terzo comma è inserito il seguente: «Per le trasmissioni radiofoniche o televisive, le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate ai sensi dell’articolo 32 del testo unico della radiotelevisione, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Per i siti informatici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono»; b) al quarto comma, dopo le parole: «devono essere pubblicate» sono inserite le seguenti: «, senza commento,»;
c) dopo il quarto comma è inserito il seguente: «Per la stampa non periodica l’autore dello scritto, ovvero i soggetti di cui all’articolo 57-bis del codice penale, provvedono, su richiesta della persona offesa, alla pubblicazione, a proprie cura e spese su non più di due quotidiani a tiratura nazionale indicati dalla stessa, delle dichiarazioni o delle rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini o ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro reputazione o contrari a verità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto di rilievo penale. La pubblicazione in rettifica deve essere effettuata, entro sette giorni dalla richiesta, con idonea collocazione e caratteristica grafica e deve inoltre fare chiaro riferimento allo scritto che l’ha determinata»;
d) al quinto comma, le parole: «trascorso il termine di cui al secondo e terzo comma,» sono sostituite dalle seguenti: «trascorso il termine di cui al secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici, e sesto comma» e le parole: «in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo e quarto comma» sono sostituite dalle seguenti: «in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici, quinto e sesto comma»;
e) dopo il quinto comma è inserito il seguente: «Della stessa procedura può avvalersi l’autore dell’offesa, qualora il direttore responsabile del giornale o del periodico, il responsabile della trasmissione radiofonica, televisiva o delle trasmissioni informatiche o telematiche non pubblichino la smentita o la rettifica richiesta». 6
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REGIO E LOMBARDIA
CONVENZIONE USPI PER IL DEPOSITO LEGALE Informiamo tutti gli editori associati a questa Unione, con sede in Lombardia, che è stato siglato un accordo tra la Regione Lombardia - Soprintendenza Beni Librari e l’USPI relativo alla consegna in forma cumulativa e con scadenze prefissate delle 2 copie di “deposito legale regionale” per le pubblicazioni edite in Lombardia.
L’ “Accordo” prevede che gli editori associati all’USPI con sede nella regione lombarda possano effettuare la consegna delle copie di deposito legale dei giornali quotidiani e periodici all’Archivio della Produzione Editoriale Regionale (APE RBEIC) in forma cumulativa e secondo un calendario prestabilito, conforme a quanto già precedentemente concordato con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze (gli Archivi Nazionali). Le 2 copie di deposito legale regionale per la Lombardia dovranno essere indirizzate all’Archivio della Produzione Editoriale Regionale (APE R) c/o Biblioteca azionale Braidense, Via Fiori Oscuri n. 2, 20121 Milano. La consegna potrà essere eseguita:
a) per i giornali quotidiani, plurisettimanali (meno di 5 uscite la settimana) e settimanali, e relativi supplementi allegati, ogni tre mesi, secondo il seguente calendario: 1) nel mese di gennaio: le copie distribuite al pubblico nel 4° trimestre dell’anno precedente;
2) nel mese di aprile: le copie distribuite al pubblico nel 1° trimestre dell’anno;
3) nel mese di luglio: le copie distribuite al pubblico nel 2° trimestre dell’anno; 4) nel mese di ottobre: le copie distribuite al pubblico nel 3° trimestre dell’anno. b) per i periodici quattordicinali, quindicinali, mensili e di altra periodicità e relativi supplementi allegati, ogni sei mesi, secondo il seguente calendario:
1) nel mese di gennaio: i periodici usciti nel 2° semestre dell’anno precedente;
2) nel mese di luglio: i periodici usciti nel 1° semestre dell’anno.
In sede di prima applicazione, i giornali quotidiani, plurisettimanali e settimanali distribuiti da giugno 2007 al 30 giugno
2008 andranno consegnati entro l’anno da tutti gli editori.
L’invio del materiale dovrà, ovviamente, essere effettuato a norma del comma 3, art. 7, del DPR n. 252 ed accompagnato dall’elenco in duplice copia di cui al comma 4, dell’art. 7 dello stesso DPR n. 252. Per visionare il testo del DPR n. 252 vedi anche link “Deposito legale delle pubblicazioni periodiche” presente nella sezione “Info Soci” all’interno dell’”Area Soci“ di questo sito. Fa eccezione il primo fascicolo (numero 0 e/o numero 1) di un quotidiano periodico che esca per la prima volta: questo verrà inviato singolarmente, contestualmente alla prima distribuzione al pubblico.
L’elenco in due copie deve indicare la ragione sociale dell’editore compreso l’indirizzo e/o un numero di fax di riferimento (ai fini della ricevuta), il nome della testata l’indicazione delle eventuali diverse edizioni locali, e il numero di ogni singolo esemplare consegnato. Per i giornali, vanno indicati gli eventuali giorni di sciopero a giustificazione delle eventuali relative mancanze. Se la consegna avviene tramite corriere, deve essere effettuata tra le 9.00 e le 13.00. L’Ufficio rilascerà apposita ricevuta di avvenuta ricezione del materiale, che dovrà essere confezionato e riportare i dati a norma dell’articolo 7 comma 3 del DPR n. 252, e che dovrà essere accompagnato dall’elenco di cui sopra. Verificata la conformità all’elenco allegato dal mittente, l’APE R provvederà a restituire via fax o per posta, opportunamente vidimata, la copia dell’elenco del materiale inviato. Ove venga utilizzato il servizio pubblico postale, ai fini del rispetto del calendario di consegne di cui sopra fa fede la data del timbro postale di spedizione. In caso di eventuali esigenze gestionali, potranno essere concordate scadenze diverse tra l’APE R (previo assenso della Soprintendenza Beni Librari Regione Lombardia) e l’editore/soggetto depositante. Il presente accordo si applica per un anno in via sperimentale, e potrà essere rinnovato di comune accordo tra le parti.
Tutto quanto sopra pattuito è conforme a quanto già sottoscritto con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e di Firenze e attualmente in vigore.
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LE QUOTE ASSOCIATIVE USPI
per l’anno 2009
L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2009 versando la relativa quota associativa, lungi dal corrispondere ad una rituale formalità, risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche publiche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - copia gratuita della XIII edizione della “Guida della Stampa Periodica” (volume + CD) - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura.
Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2009 (e comprensive del costo del “Notiziario USPI”) sono le seguenti:
Per le testate (secondo la tiratura dichiarata):
(Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge)
da da da da da
€ € € € €
1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su
240,00 680,00 1.250,00 2.500,00 3.750,00
OFFERTA PRIMA ISCRIZIONE 2009: con soli 6 euro, in aggiunta alla quota associativa, riceverete direttamente al vostro domicilio la XIII Ediz. della “Guida della Stampa Periodica” 2005/2006 (volume + CD). Nella causale di versamento specificare dettagliatamente: “Quota associativa USPI 2009 + Guida Stampa Periodica”.
Quota d’iscrizione (“una tantum” per le testate che si iscrivono per la prima volta): - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie
€
100,00
€ €
210,00 320,00
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170,00
Rinnovo della quota per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI
Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6,Via Franceschini n. 58 - Roma, CODICE IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI. C.F. dell’USPI: 80188110581
ATTENZIONE
Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.
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COLLABORAZIO I GRATUITE
Numerosi periodici di informazione e cultura locale che pubblicano gratuitamente racconti, recensioni librarie, poesie e notizie di collaboratori volontari o di autori di pezzi non richiesti, chiedono una formula che metta la rivista al riparo da richieste tardive di compensi.
Una formula da inserire in coda al colophon a scanso di pretese economiche potrebbe essere così congegnata: «Questo periodico è aperto a quanti desiderino collaborarvi ai sensi dell’art. 21 della Costituzione della Repubblica italiana che così dispone: “Tutti hanno diritto di manifestare il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni mezzo di diffusione”. La pubblicazione degli scritti è subordinata all’insindacabile giudizio della Redazione; in ogni caso, non costituisce alcun rapporto di collaborazione con la testata e, quindi, deve intendersi prestata a titolo gratuito. Notizie, articoli, fotografie, composizioni artistiche e materiali redazionali inviati al giornale, anche se non pubblicati, non vengono restituiti». IL DIRETTORE CO.CO.CO. ASSOCIATO
La consulenza dell’USPI conosce casi in cui l’editore, specialmente nel primo anno di vita di un periodico, ha difficoltà a quantificare e a pagare il compenso al Direttore responsabile. Talvolta in via amichevole il direttore offre gratuitamente all’editore la sua collaborazione riservandosi di concordare il suo compenso in corso d’opera o quando il bilancio del periodico lo consentirà. Questi accordi provvisori nascondono qualche insidia poiché al momento in cui il bilancio raggiunge il punto di pareggio non è infrequente il caso che l’amico Direttore responsabile reclami il compenso non percepito e la quota contributiva INPGI a carico dell’azienda (2%). Per evitare queste sorprese una soluzione corretta potrebbe essere data dal contratto di associazione in partecipazione, disciplinato dall’art. 2549 e seguenti del Codice civile, recentemente rivisitato dall’art. 86 del D.Lgs. 276/04 applicativo della Legge Biagi n. 30/04. Con tale contratto l’editore attribuisce al Direttore responsabile associato una partecipazione agli utili netti dell’azienda editoriale o del periodico come corrispettivo del lavoro direzionale. La partecipazione può essere estesa a tutti gli utili ovvero a uno o più affari della testata come i ricavi da vendita o i proventi pubblicitari. Se vi sono altri associati all’impresa editoriale l’editore deve chiedere il loro consenso alla stipula del contratto di associazione 8
con il Direttore responsabile. La gestione dell’impresa editrice o dell’affare resta ovviamente all’editore associante ma il contratto può determinare quale controllo può esercitare il Direttore associato sull’impresa editrice o sull’affare. Se l’associazione ha durata inferiore ad un anno il Direttore associato ha diritto a prendere visione delle scritture contabili per determinare la quota degli utili a lui spettante; mentre se l’associazione ha durata annuale ha diritto ad avere anche una copia del conto consuntivo Ma cosa succede se il bilancio si chiude in rosso? Il Direttore associato, salvo patto contrario, partecipa alle perdite ma solo entro i limiti di valore del suo apporto professionale. Per motivi di equità sembra opportuno suggerire di inserire nel contratto l’anzidetto patto contrario, precisando cioè che il Direttore è comunque escluso dalla partecipazione pro-quota alle perdite. Non sembra giusto infatti che il direttore oltre a lavorare gratis partecipi anche alle disavventure economiche della testata. L’ASSOCIAZIO
E DOPO LA RIFORMA BIAGI
Con la riforma del lavoro è entrata in vigore una particolare norma antielusiva (art. 86, 2° comma del D.Lgs. 279/04) per i rapporti di associazione senza un’effettiva partecipazione alla gestione dell’impresa (o dell’affare) e senza la concreta corresponsione di erogazioni a chi lavora. In caso di rapporti fittizi il lavoratore associato avrà diritto a tutti i trattamenti contributivi, economici e normativi che la legge e i contratti collettivi riservano al soggetto che svolge lavoro subordinato nella stessa posizione del medesimo settore di attività; in mancanza di contratti collettivi nazionali di lavoro va fatto riferimento a settori analoghi. E’ prevista una via d’uscita, per non sottostare a tale direttiva; alternativamente all’equiparazione degli associati ai dipendenti, il datore di lavoro o committente o altrimenti utilizzatore della prestazione lavorativa dell’associato, può comprovare, con idonee attestazioni o documentazione, che la prestazione rientra in una delle tipologie di lavoro disciplinate nel D.Lgs 279/04 (somministrazione di lavoro, lavoro intermittente, lavoro a progetto, ecc.) ovvero in un contratto di lavoro subordinato speciale o con particolare disciplina, o in un contratto nominato di lavoro autonomo, o in altro contratto espressamente previsto nell’ordinamento. Nella pratica editoriale la maggior parte
delle testate dell’area USPI è diretta da un giornalista che presta la sua attività in regime di parasubordinazione e cioè senza vincoli di orario o di dipendenza. In questo caso è necessario che il contratto espliciti che la direzione responsabile è assicurata in forma di collaborazione coordinata e continuativa, senza vincoli di orario e di subordinazione. In quanto iscritto all’Ordine dei giornalisti il direttore associato co.co.co. deve iscriversi alla gestione separata dell’INPGI e versare la quota complessiva del 12%: 10% a suo carico e 2% a carico dell’editore che ad ogni erogazione gli anticiperà l’anzidetta quota percentuale a suo carico. Il regime fiscale del reddito percepito dal DirettoreAssociato va individuato, caso per caso, con riguardo alla periodicità del periodico, alla posizione tributaria dell’interessato e al possesso della partita IVA. Di per sé - a prescindere dall’ambito editoriale - la partecipazione agli utili è assimilabile al reddito di lavoro autonomo e pertanto, ai sensi dell’art. 49, 2° comma del D.P.R. 917/1986, al momento dell’erogazione dell’utile o di eventuali acconti, l’editore dovrà effettuare la ritenuta d’acconto del 20%. Questa soluzione è però applicabile alla “locatio operis” cioè al lavoro autonomo in senso stretto, ad esempio alla direzione responsabile di un semestrale effettuata in forma del tutto saltuaria e indipendente. Se invece, la direzione è esercitata, come avviene nella maggior parte dei casi, in forma coordinata e continuativa, questo secondo profilo, a nostro avviso, prevale sul profilo concomitante della associazione in partecipazione e il reddito da utili seguirà la disciplina fiscale delle co.co.co. I direttori associati vanno iscritti sui libri di paga e matricola con le medesime regole dei co.co.co. Il contratto deve avere forma scritta e, in attesa della certificazione dei rapporti di lavoro, deve essere registrato. SCHEMA DI CO TRATTO - TIPO DI ASSOCIAZIO E I PARTECIPAZIO E DEL DIRETTORE RESPO SABILE CO.CO.CO.
Tra l’Associante-Committente ........ con sede in ............. Via ........................, in persona del suo legale rappresentante Sig............, d’ora innanzi chiamata “Editore”, e il Sig...................... residente a ....................., Via ........................ tel.............................., fax........................., e-mail........................., cod. fisc.................., Tessera ONG n................................., del ........, d’ora innanzi chiamato Direttore, si costituisce il seguente rapporto di associazione in partecipazione, con apporto di sola attività professionale dell’associato, prestata in forma di collaborazione coordi12 nata e continuativa. otiziario USPI n° 6/2009
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STATI DI CRISI E AMMORTIZZATORI SOCIALI
ul numero di febbraio u.s. alle pagine 1 e 6 abbiamo dato notizia della parte del c.d. decreto “milleproroghe” (d.l. 30 dicembre 2008 n. 207) che disciplina il prepensionamento dei giornalisti dei periodici. L’argomento dei prepensionamenti per i giornalisti profesionisti dei periodici in crisi aziendale è stato ripreso sul numero di marzo u.s. alle pagine 6, 8 e 9. Il 3 maggio u.s. l’utilissima Agenzia di Franco Abruzzo ha pubblicato una guida rapida al nuovo contratto FIEG di Daniela Stigliano che ha il pregio di rendere comprensibile il complesso ginepraio legislativo che può essere interpretato dagli addetti ai lavori come i consulenti del lavoro o i Capi del personale delle case editrici di medio capitale. Riprendiamo di seguito il capito sui prepensionamenti nelle aziende in crisi. «La legge 416/81 ha riconosciuto uno status speciale al settore dell’editoria e ha escluso da subito l’applicazione dei criteri economico-finanziari previsti per tutti gli altri comparti industriali per determinare oggettivamente uno stato di crisi che porti alla concessione della cassa integrazione straordinaria. Negli anni le note esplicative del ministero del Lavoro hanno ribadito questa condizione di unicità. In particolare, per stabilire se un’azienda editrice sia in stato di crisi non sono necessari i due bilanci consecutivi in rosso previsti per gli altri settori, mentre - è l’indirizzo espresso dal Ministero - sono da tener presenti anche situazioni e fattori esterni “che possono pregiudicare il buon andamento aziendale”. La Fnsi e le Associazioni di stampa hanno però sempre preteso, al tavolo delle vertenze per stati di crisi, di ricevere ed esaminare con attenzione i conti dell’azienda, pur in presenza di bilanci in attivo, e di conoscere le previsioni e le prospettive di business futuro dell’impresa. Nell’accordo sulla gestione della crisi raggiunto a latere del rinnovo contrattuale si prende sì atto delle interpretazioni ministeriali, ma precisandole e rendendole più stringenti. Si dice infatti come una crisi aziendale “non sia rilevabile unicamente dai bilanci aziendali ma anche da riscontrabili indicatori oggettivi presenti e prospetti esterni che abbiano incidenza su una critica situazione dell’impresa e possano pregiudicarne il buon andamento operativo”. Quindi si aggiunge che “tali indicatori in particolare dovrebbero registrare un andamento involutivo tale da rendere necessari interventi per il ripristino dei corretti equilibri economico-finanziari e gestionali”. Per stabilire se un’azienda ha davvero una situazione che possa giustificare il riconoscimento dello stato di crisi, insomma, la otiziario USPI n° 6/2009
richiesta dovrà contenere prima di tutto i bilanci aziendali, prima fonte di informazione sulle condizioni economiche dell’azienda, quindi una serie di altri indicatori economici e di mercato che siano però pienamente riscontrabili e oggettivi e soprattutto vadano a incidere su un’impresa che è già in una situazione di criticità. Inoltre, questi stessi indicatori devono aver registrato un peggioramento così importante da imporre interventi per rimettere l’andamento dell’azienda e dei suoi conti in carreggiata. Compresi tutti quegli investimenti di carattere produttivo-finanziario e gestionale necessari per la ristrutturazione e la riorganizzazione dell’impresa. Come dire: non solo tagli ai costi, pure nuove risorse per stimolare il business e far ripartire l’azienda sul mercato. La riscrittura dei due ultimi capoversi dell’articolo 33 (che in precedenza riguardava le pensioni di vecchiaia anticipata) sono il recepimento delle nuove regole pensionistiche fissate dall’Inpgi con l’ultima riforma sulle pensioni d’anzianità, quelle che si possono avere con almeno 35 anni di contributi versati. Nel primo si fissa un principio assoluto: l’azienda può mandare via un giornalista solo al raggiungimento del suo 65° anno di età. Il capoverso successivo regola invece, come in tutti i contratti successivi alla legge sui prepensionamenti, l’unica deroga possibile a questa regola: nel solo caso di stato di crisi, l’azienda può risolvere il rapporto di lavoro con il giornalista prima dei suoi 65 anni di età. Se ricorrono però precisi requisiti anagrafici e di anzianità previdenziale, che sono stati aggiornati in base alle regole dell’Inpgi oggi in vigore. E sono diventati più restrittivi rispetto a prima. L’anzianità contributiva, prima di tutto, passa a 35 anni dai 30 anni del precedente contratto. Mentre l’età anagrafica è fissata da una scala che parte dai 59 anni per il 2009 fino ai 62 dal 2012 in poi: nel precedente contratto era inizialmente pari a 57 anni, a inizio anni Novanta addirittura pari a 55 anni. I due requisiti - di età anagrafica e di anzianità previdenziale - devono ovviamente coesistere: solo così infatti i colleghi vanno in pensione con l’assegno pieno, ovvero senza nessuna delle decurtazioni previste per i prepensionamenti. Se insomma non si hanno i 35 anni di contribuzione, l’azienda non può mandare via nessuno prima dei 65 anni. Neppure con lo stato di crisi. Per esercitare l’opzione del prepensionamento, che è e continua a essere un atto volontario del singolo giornalista, è necessario come in passato un passaggio in cassa
integrazione. Il nuovo punto 3) del Protocollo di consultazione sindacale (Allegato D) prevede quindi espressamente che i giornalisti in possesso dei requisiti per il prepensionamento transitino dalla Cigs. Questo significa sì che chi ha tali requisiti può essere messo in cassa integrazione, ma vuoI dire anche che questo non può avvenire neppure un giorno prima del raggiungimento dei fatidici 58 anni di età e 18 di contributi. Un freno, insomma, a quegli editori che vorrebbero collocare in cigs anche chi ha 56 anni, in attesa che maturino tutte le condizioni per poter scegliere di andare in pensione anticipata. Detto questo, resta in ogni caso confermato il confronto previsto al punto 2) per definire organizzazione del lavoro e organici necessari: solo al termine di questo esame possono infatti essere individuate eventuali eccedenze occupazionali e stabiliti gli interventi necessari per superare la crisi e gli ammortizzatori sociali a cui ricorrere. I prepensionamenti diventano più costosi per gli editori. La riforma della 416/81 varata dal Governo a inizio anno ha infatti istituito un Fondo presso l’Inpgi finanziato dallo Stato con 20 milioni di euro l’anno, ma ha pure lasciato aperta la possibilità di ulteriore alimentazione da parte degli editori, con criteri stabiliti dalle parti. Quello che Fnsi e Fieg hanno fatto nell’accordo sottoscritto a latere del rinnovo contrattuale. In base a tale accordo, gli editori che ricorrono a prepensionamenti dovranno versare un contributo straordinario pari al 30% del costo di ogni singolo pensionamento anticipato come quantificato dall’Inpgi (la cosiddetta riserva tecnica matematica). Una somma che ovviamente differisce da giornalista a giornalista, perché è direttamente dipendente non solo dalla sua retribuzione, ma pure dall’età anagrafica e dall’ anzianità contributiva. Il meccanismo individuato ha un doppio effetto. Prima di tutto, il costo dei prepensionamenti non viene caricato sul costo del lavoro di tutte le aziende: chi non fa prepensionamenti, non paga. Inoltre, le aziende che vogliono ricorrere ai prepensionamenti faranno bene i loro calcoli per evitare di spendere troppo, e probabilmente cercheranno di alzare l’età media dei colleghi da indurre al prepensionamento. Un giornalista con 58 anni di età ha un costo superiore rispetto a un collega di età maggiore. I contributi versati dagli editori finiranno in un “Fondo contrattuale con finalità sociale” istituito presso l’Inpgi dal primo aprile 2009, con contabilità separata e gestione paritetica a tre (Fnsi, Fieg e Inpgi), da cui verranno attinte le somme solo 12 9
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Notizie INPGI - Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti
RI OVO C LG FIEG-F SI - UOVI MI IMI RETRIBUTIVI; SOSPE SIO E VERSAME TO CO TRIBUTI SISMA ABRUZZO 2009; ULTERIORI CHIARIME TI SUL REGIME PREVIDE ZIALE PER I GIOR ALISTI TITOLARI DI RAPPORTI DI COLLABORAZIO E COORDI ATA E CO TI UATIVA; Circolare n. 6 del 6 maggio 2009 1.
RI
OVO C LG
MI IMI RETRIBUTIVI
FIEG-F SI
-
UOVI
Si rende noto che la FNSI e la FIEG hanno raggiunto l’intesa per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro giornalistico, valido dall’1° aprile 2009 al 31 marzo 2013 per la parte normativa e al 31 marzo 2011 per quella economica.
Di conseguenza, si è provveduto all’aggiornamento dei minimi retributivi contrattuali per la determinazione della contribuzione dovuta all’INPGI, nonché all’istituzione di due nuove qualifiche contrattuali (“Redattore Esperto” e “Redattore Senior”). Ai fini dell’utilizzo della procedura DASM (denuncia contributiva mensile su supporto magnetico) è necessario procedere all’aggiornamento del software relativo a tale procedura (versione 3.9.4). Tali aggiornamenti possono essere acquisiti direttamente dal sito internet dell’Istituto www.inpgi.it, nella sezione “notizie per le aziende”.
Sono interessate al suddetto aggiornamento tutte le aziende iscritte che applicano il Contratto FIEG/FNSI, nonché tutte le altre aziende editoriali e radiotelevisive in ambito nazionale che - pur non aderendo alla predetta disciplina collettiva - sono comunque tenute al rispetto dei minimi retributivi previsti da tale CC L, ai fini della determinazione delle contribuzioni dovute all’I PGI.
Ad ogni buon fine, si riportano i nuovi minimi contrattuali, in vigore dal 1° aprile 2009 (vedi tabella a fianco).
Si ricorda che, per i collaboratori fissi ed i corrispondenti ex artt. 2 e 12 del CNLG e per i pubblicisti operanti nelle redazioni decentrate ex art. 36 del CNLG con orario compreso tra 18 e 23 ore settimanali, le contribuzioni dovute all’INPGI non potranno essere determinate su retribuzioni inferiori ai valori minimi previsti dall’art.7 del D.L. n. 463/1983, convertito con modificazioni in legge n. 638/1983 e successive modificazioni ed integrazioni, che - per l’anno 2009 - risultano determinati in Euro 43,49 giornalieri, pari a Euro 1.130,74 mensili. 10
Ai fini dell’utilizzo della procedura DASM (denuncia contributiva mensile) è necessario procedere all’aggiornamento del software relativo a tale procedura (versione 3.9.4). Tali aggiornamenti possono essere acquisiti direttamente dal sito internet dell’Istituto www.inpgi.it, nella sezione “notizie per le aziende”.
In merito alle disposizioni contrattuali relative alla contribuzione per l’assicurazione infortuni ed alla contribuzione per gli ammortizzatori sociali saranno fornite - a breve - apposite disposizioni. 2. SOSPE
SIO E VERSAME TO CO TRIBUTI
SISMA ABRUZZO
2009
A seguito degli eventi sismici che hanno colpito la città da L’Aquila ed altri comuni dell’Abruzzo in data 6 aprile 2009, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con Ordinanza n. 3754 del 9 aprile 2009, ha disposto la sospensione del versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali sino al 30 novembre 2009, senza disporre nulla circa le modalità di recupero.
La sospensione del versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali, ivi compresa la quota a carico dei lavoratori dipendenti, è concessa per coloro i quali operavano alla data del 5 aprile 2009 nei comuni interessati dagli eventi sismici, come Direttore
Qualifica
Vice Dir. Condir. Capo Redattore
Vice Capo Redattore Capo Servizio Inviato
Redattore Senior
Vice Capo Servizio Redattore Esperto Cineoperatori
Redattore + 30 mesi Redattore - 30 mesi
Praticante + 12 mesi Praticante - 12 mesi
Pubblicista Red. Dec. (24 ore)
individuati dal D.P.C.M. del 16 aprile 2009, fino al 30 novembre 2009.
I comuni interessati dagli eventi sismici, come individuati con DPCM del 16 aprile 2009, sono i seguenti:
Provincia dell’Aquila: Acciano, Barete, Barisciano, Castel del Monte, Campotosto, Capestrano, Caporciano, Carapelle Calvisio, Castel di Ieri, Castelvecchio Calvisio, Castelvecchio Subequo, Cocullo, Collarmele, Fagnano Alto, Fossa, Gagliano Aterno, Goriano Sicoli, L’Aquila, Lucoli, Navelli, Ocre, Ofena, Ovindoli, Pizzoli, Poggio Picenze, Prata d’Ansidonia, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, San Demetrio ne’ Vestini, San Pio delle Camere, Sant’Eusanio Forconese, Santo Stefano di Sessanio, Scoppito, Tione degli Abruzzi, Tornimparte, Villa Sant’Angelo e Villa Santa Lucia degli Abruzzi; Provincia di Teramo: Arsita, Castelli, Montorio al Vomano, Pitracamela e Tossicia;
Provincia di Pescara: Brittoli, Bussi sul Tirino, Civitella Casanova, Cugnoli, Montebello di Bertona, Popoli e Torre de’ Passeri. I contributi previdenziali ed assistenziali, il cui pagamento viene sospeso, sono quelli con scadenza legale di versamento nel periodo: 6 aprile 2009 - 30 novembre 2009.
Tabellare
Contingenza
2.404,47
613,23
2.404,47 2.404,47 2.231,28 2.133,61 2.133,61 2.133,61 2.005,46 2.005,46 1.892,84 1.892,84 1.370,36 1.101,63 678,96
1.147,43
Totale
613,23
3.017,70
593,01
2.997,48
586,27 581,89 581,89 581,89 576,67 576,67 571,87 571,87 555,88 543,78 531,69 /
3.017,70 2.817,55 2.715,50 2.715,50 2.715,50 2.582,13 2.582,13 2.464,71 2.464,71 1.926,24 1.645,41 1.210,65 1.147,43 otiziario USPI n° 6/2009
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La sospensione riguarderà quindi i periodi di paga di competenza da “marzo 2009” a “ottobre 2009”.
I soggetti (persone fisiche o persone giuridiche) che possono usufruire della sospensione contributiva, sono: - i datori di lavoro privati;
- i committenti, con giornalisti iscritti alla gestione separata di cui al Dlgs 103/96. Il settore pubblico è, invece, escluso dalla facoltà di sospensione del versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali (legge n. 290/2006).
Il datore di lavoro e/o il committente che intende usufruire della sospensione contributiva, deve sospendere sia la propria quota che quella a carico del lavoratore, non essendo le due sospensioni fruibili in maniera disgiunta.
Si precisa che la sospensione è concessa solo ed esclusivamente ai soggetti che operano nella zona interessata dal sisma. A tal fine, quindi, è irrilevante la collocazione della sede legale senza dipendenti.
La predetta Ordinanza sospende i versamenti contributivi, ma non gli adempimenti connessi. Di conseguenza, i datori di lavoro ed i committenti interessati dovrebbero comunque provvedere all’inoltro delle denunce contributive mensili (procedure DASM). Tuttavia, coerentemente con l’operato di altri enti previdenziali, stante la gravità della situazione, gli interessati potranno inviare le denunce telematiche entro e non oltre il termine del 30 novembre 2009 o altro termine, se successivamente prorogato.
I datori di lavoro ed i committenti che intendano usufruire della sospensione del versamento dei contributi devono, necessariamente, presentare apposita istanza all’INPGI, contenente la dichiarazione del possesso dei requisiti richiesti. Il modulo (ISTA ZA DI SOSPE SIO E del versamento dei contributi PER CALAMITA’ ATURALI) è reperibile nella sezione “modulistica” del sito internet dell’Istituto www.inpgi.it.
Si ricorda, infine, che gli importi dei contributi già versati, ancorché riferiti a periodi interessati dalla sospensione, non potranno essere oggetto di ripetizione. 3.
ULTERIORI CHIARIME TI SUL REGIME
PREVIDE ZIALE PER I GIOR ALISTI TITOLARI DI RAPPORTI DI COLLABORAZIO E COORDI ATA E CO TI UATIVA
A seguito delle numerose richieste di chiariotiziario USPI n° 6/2009
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mento presentate dai committenti in merito all’obbligo di assicurazione presso la gestione separata di cui al Dlgs 103/96, si forniscono – di seguito – alcuni chiarimenti:
a) tutti i giornalisti che abbiano in corso un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, ancorché abbiano compiuto il 65° anno di età e per tale ragione siano già stati esclusi dall’obbligo assicurativo, a decorrere dal 1/01/2009, sono obbligatoriamente iscritti o reiscritti presso la Gestione medesima; b) per quanto riguarda i collaboratori non residenti in Italia, si ricorda che il legislatore, con la legge n. 342/2000, ha innovato la previgente normativa, qualificando i redditi di collaborazione coordinata e continuativa quali redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente ed ha inserito i redditi da co.co.co., tra quelli che si considerano, comunque, prodotti in Italia se corrisposti da:
· Stato italiano; · soggetti residenti nello Stato italiano; · stabili organizzazioni nel territorio dello Stato italiano di soggetti non residenti. Deve ritenersi, quindi, che in tale contesto normativo i redditi da collaborazione coordinata e continuativa percepiti da soggetti non residenti in Italia, nell’attuale qualificazione di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, devono essere considerati imponibili ai fini contributivi se l’attività è svolta in Italia o, comunque, se il committente è italiano. Tuttavia, sono ammesse delle deroghe, restando salve le disposizioni riferite ad eventuali convenzioni contro le doppie imposizioni stipulate tra il Governo italiano e quello di altri Paesi. Di conseguenza, la ricorrenza dell’obbligo contributivo in Italia deve essere valutata caso per caso, in base al Paese estero di residenza. Per le collaborazioni coordinate e continuative, che in genere non sono tipologie previste dalle convenzioni in argomento, si ritiene che le stesse siano da ricondurre alla disciplina del lavoro dipendente, da assoggettare a contribuzione, in linea di massima, nello Stato Estero (convenzionato) in cui viene svolta l’attività. A tal proposito, anche il Regolamento U.E. n. 118/97, in materia di sicurezza sociale, come pure la quasi totalità delle convenzioni bilaterali in materia di sicurezza sociale, prevedono che la legislazione applicabile, sia per i lavoratori autonomi che per quelli dipendenti, in linea di principio e fatte salve specifiche eccezioni (ad esempio i casi di distacco), è quella dello Stato nel quale viene esercitata l’attività;
c) per quanto riguarda la corretta individuazione del rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, nei casi in cui non sia stato stipulato un formale contratto, si precisa che - ai fini della configurabilità del rapporto di parasubordinazione di cui all’art. 409, cod. proc. civ., n. 3 - è richiesta la continuità della prestazione e la coordinazione della stessa con l’attività del committente.
Per ritenere l’esistenza del rapporto di collaborazione devono sussistere, quindi, i seguenti requisiti: - la continuità, che ricorre quando la prestazione perdura nel tempo e comporta un impegno costante del prestatore a favore del committente. La continuità - che è ravvisabile anche quando si tratti di prestazione unica, ma richiedente una attività prolungata implica, in caso di unicità dell’opus, una interazione fra le parti, dopo la stipula del contratto, non limitata ai momenti dell’accettazione dell’opera e del versamento del corrispettivo (Cass., n. 6052 del 1986); - la coordinazione, intesa come connessione funzionale derivante da un protratto inserimento nell’organizzazione aziendale o, più in generale, nelle finalità perseguite dal committente e caratterizzata dall’ingerenza di quest’ultimo nell’attività del prestatore. Il coordinamento consiste, quindi, nella connessione funzionale fra l’attività del prestatore d’opera e quella del destinatario della prestazione (sia questi imprenditore o meno), sì che l’opera realizzata rappresenti il risultato della loro collaborazione.
Pertanto, in applicazione dei predetti principi, deve essere ravvisata l’esistenza della parasubordinazione nell’attività esercitata in forma autonoma da un giornalista tutte le volte che tale attività risulti assoggettata alle direttive e all’ingerenza del preponente e che il rapporto di collaborazione non si esaurisca in episodiche prestazioni professionali, ma sussista una reiterazione di incarichi collegati con le finalità perseguite dal committente (v. in tal senso Cass. 9 settembre 1995, n. 9550, Cass. 15 aprile 1991, n. 4030 e Cass. 26 ottobre 1990, n. 10382).
d) In merito alla corretta applicazione delle aliquote contributive, ad integrazione di quanto già comunicato nella circolare INPGI n. 5 del 10/03/2009 (vedi Notiziario USPI n. 2 – febbraio 2009, n.d.r.), si precisa che il collaboratore può essere considerato già assicurato ad altra gestione previdenziale solo ed esclusivamente nei casi in cui l’interessato sia soggetto al versamento 12 11
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subordinazione” voce C (tirature fino a 10.000 copie a numero). (4)
1. Con questo contratto l’Editore-associante riconosce al Direttore associato la partecipazione agli utili netti della testata.......... (1) nella misura del.......%, in cambio dell’attività di Direttore responsabile dell’anzidetta testata che il Direttore associato presterà, in forma di collaborazione coordinata e continuativa, senza vincoli di orario e di dipendenza. (2)
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2. L’Editore conserva il diritto alla gestione dell’impresa e della testata (o dell’affare) mentre il Direttore ha diritto di prendere visione delle scritture contabili e di avere una copia del bilancio consuntivo annuale (3) 3. Il Direttore partecipa alle perdite con la limitazione che il valore delle perdite non può superare il valore della sua attività direzionale commisurata al compenso minimo a numero, individuato nell’ultimo tariffario dell’Ordine dei Giornalisti, al Titolo VII - Direttore Responsabile che esplica in maniera saltuaria prestazioni giornalistiche autonome (locatio operis) non comportanti cioè
OTIZIE I PGI CIRCOLARE . 6 DEL 6 MAGGIO 2009
contributivo a seguito del con11 temporaneo svolgimento di altra attività lavorativa. Vale a dire, quindi, che svolga contestualmente all’attività giornalistica altra attività lavorativa di altra natura. A tal fine, è irrilevante la circostanza che il giornalista sia iscritto, o sia stato iscritto, ad altro regime previdenziale per attività lavorativa svolta in periodi diversi da quelli connessi alla collaborazione giornalistica. Al riguardo, si precisa, altresì, che l’eventuale prosecuzione volontaria della contribuzione presso la gestione previdenziale INPGI sostitutiva dell’AGO (c.d. Gestione Principale) presso la quale, contrariamente al sistema generale, il versamento volontario è compatibile con l’eventuale obbligo assicurativo connesso allo svolgimento di attività autonoma - non comporta l’applicazione dell’aliquota contributiva ridotta e gli interessati devono essere considerati quali non assicurati presso altro regime previdenziale.
Il Dirigente (Dott.ssa Maria I. Iorio) 12
4. Eventuali spese di realizzazione di servizi giornalistici o articoli d’indagine saranno rimborsate al Direttore solo se preventivamente autorizzati dall’Editore e idoneamente documentate.
DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI In base alle nuove Convenzioni sottoscritte dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze,
5. Il presente contratto decorre dal ........... ha durata ................. (5) e può essere rinnovato per quante volte le parti lo desiderino. L’eventuale disdetta anticipata dovrà essere comunicata con raccomandata AR almeno ....... giorni prima della scadenza (6).
ENTRO IL MESE DI GIUGNO - Gli editori di: QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relativi supplementi e allegati;
7. Il Direttore non potrà svolgere attività in concorrenza con l’Editore, né diffondere notizie e apprezzamenti attinenti ai programmi editoriali e all’organizzazione dell’Editore. In nessun modo il Direttore potrà compiere atti in pregiudizio della testata o dell’attività dell’Editore.
- Gli editori di periodici con cadenza superiore al settimanale nel mese di giugno NON devono effettuare alcuna consegna.
6. Il Direttore s’impegna a prestare la propria collaborazione direzionale e di vigilanza in forma di co.co.co., sincronizzandosi con le esigenze dell’Editore e del ciclo di produzione e nel rispetto della linea editoriale della testata.
8. In quanto iscritto all’Ordine dei Giornalisti il Direttore è tenuto ad iscriversi alla gestione separata dell’INPGI a cui verserà l’intero contributo del 12% all’atto della riscossione della partecipazione agli utili, mentre l’Editore è tenuto ad anticipargli il 2% a suo carico della partecipazione maturata. Letto, approvato e sottoscritto il ................
L’Editore......................................................
Il Direttore Responsabile.............................
_______________ 1) Ovvero “agli utili derivanti dai ricavi da vendita”, o “agli utili derivanti dalla raccolta pubblicitaria”. 2) In questo punto può prevedersi anche che il Direttore, oltre a svolgere l’attività direzionale e di vigilanza, scriva saltuariamente articoli e/o servizi. 3) A questo punto possono essere previsti anche altri controlli che possono essere esercitati dal Direttore associato per meglio verificare l’ammontare degli utili. 4) Citare la voce B se la tiratura del periodico è compresa tra 10.000 e 400.000 copie a numero. 5) trimestrale, semestrale o annuale. 6) 10 giorni se il contratto è trimestrale, 20 se semestrale, 30 se annuo.
con sede principale in: LAZIO, ABRUZZO, MOLISE, CAMPANIA, PUGLIA, BASILICATA, CALABRIA, SICILIA, SARDEGNA sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 1° trimestre dell’anno (gennaio-marzo 2009).
Rammentiamo, infine, che per il deposito delle copie presso le Biblioteche regionali e provinciali come individuate dal Decreto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali del 28 dicembre 2007 - la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni.
STATI DI CRISI E AMMORTIZZATORI SOCIALI all’esaurimento dei 20 milioni di 9 euro. L’accordo tra Fnsi e Fieg ha istituto anche, da aprile 2009, un contributo straordinario destinato a interventi di cassa integrazione, mobilità e contratti di solidarietà, che finora erano a carico della contabilità generale dell’Inpgi. Il nuovo afflusso servirà a coprire il maggior ricorso a tali ammortizzatori sociali, che è possibile purtroppo prevedere in tempo di crisi, ma potrebbe essere utilizzato pure per aumentare l’assegno percepito da chi andrà in cassa o sarà coinvolto da un contratto di solidarietà. Il contributo è pari allo 0,6% delle retribuzioni dei giornalisti, e sarà versato dagli editori per lo 0,5% e dai colleghi per lo 0,1%. Gli importi complessivi finiranno sempre nel “Fondo contrattuale con finalità sociale” presso l’ Inpgi, ma con un’ evidenza separata rispetto alle risorse destinate ai prepensionamenti». otiziario USPI n° 6/2009
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LE SCADENZE PER GLI ISCRITTI AL ROC: Comunicazione annuale: 31 luglio (o 30 gg. dall’approvazione del bilancio); Informativa economica di sistema: 31 luglio p.v.
R
icordiamo a tutti gli editori già regolarmente iscritti al ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione) o che abbiano inoltrato domanda di iscrizione fino a tutto il 2008 che si stanno avvicinando le scadenze degli adempimenti previsti per l’invio telematico della Comunicazione Annuale e della Informativa Economica di Sistema - IES.
COMU ICAZIO E A UALE La “Comunicazione Annuale”, contenente i dati anagrafici dell’editore, i componenti dell’organo amministrativo, l’assetto proprietario e i dati relativi alle testate edite, dovrà essere trasmessa telematicamente entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio per le società tenute all’approvazione del bilancio, ed entro il 31 luglio per tutti gli altri soggetti. In particolare: - le società di capitali o cooperative sono tenute a compilare i modelli 2/ROC, 4/ROC, e in alternativa uno tra il 5.1/ROC, 5.2/ROC, 5.3/ROC, 5.4/ROC, 5.5/ROC, e il 9/ROC; - le società di persone, i modelli 2/ROC, 4/ROC 5.3/ROC; e il 9/ROC;
Tabella riassuntiva
- i restanti soggetti, i modelli 2/ROC e 4/ROC (se è costituito un organo amministrativo), e il 9/ROC. Segnaliamo che il modello 9/ROC deve essere compilato in tante copie quante sono le testate edite.
IES La modulistica della IES (Informativa Economica di Sistema) con i dati contabili riferiti al 2008, o il Modello U (previsto per alcune tipologie di editori) andranno anch’essi inviati entro il 31 luglio p.v.
La dichiarazione di cui all’articolo 24 del Regolamento per la tenuta e l’organizzazione del Registro degli Operatori di comunicazione (Comunicazione Annuale) e la comunicazione di cui alla Delibera n. 129/02/CONS (Informativa Economica di Sistema) devono essere trasmesse utilizzando esclusivamente i modelli telematici disponibili sul sito: www.roc.infocamere.it. REGISTRAZIO E UTE TI Per inviare telematicamente la modulistica della Comunicazione Annuale e della IES, occorre essere registrati sul sito
Tipologia soggetti
Tutti i soggetti già iscritti nel ROC
Adempimento Comunicazione annuale
I soggetti esercenti l’attività di radiotelevisione, le imprese concessionarie di pubblicità, le imprese di produzione o distribuzione di programmi radiotelevisivi, le imprese ediModelli IES trici di giornali quotidiani, periodici o riviste, le agenzie di stampa di carattere nazionale, i soggetti esercenti l’editoria elettronica e digitale Le fondazioni, gli enti morali, le associazioni, i gruppi di volontariato, i sindacati, le cooperative non aventi scopo di lucro, le imprese e le ditte individuali, che siano editrici di un solo periodico che pubblichi meno di dodici numeri l’anno, ovvero di un solo periodico distribuito in un’unica area geoModello U grafica provinciale, ovvero di più periodici, tutti di carattere scientifico, sempre che i ricavi della raccolta pubblicitaria non rappresentino più del 40 per cento dei ricavi derivanti dalle vendite, o che siano titolari di una sola concessione per la radiodiffusione in ambito locale, sonora o televisiva otiziario USPI n° 6/2009
www.roc.infocamere.it. La procedura di registrazione consente di richiedere l’identificativo utente e la relativa password per l’accesso al servizio. Al termine della procedura on line di registrazione, l’utente dovrà stampare il modulo con i dati riepilogativi della richiesta, accertandosi che il modulo stampato riporti il numero identificativo della richiesta. Tale modulo, assieme alla fotocopia del documento identificativo del rappresentante legale della casa editrice, dovrà essere inviato al numero di fax 081.75.07.581. L’Autorità, dopo opportuna verifica, attiverà l’identificativo richiesto e invierà una e-mail di conferma all’indirizzo indicato. Solo allora sarà consentito l’accesso alla modulistica. Soggetti già registrati E’ chiaro che gli utenti che si fossero già registrati negli anni decorsi non dovranno effettuare una nuova registrazione. Per loro, infatti, restano validi l’identificativo e la password scelta precedentemente.
Ricordiamo, infine, che il termine per l’invio della modulistica per il contributo all’Autorità è scaduto il 31 maggio. Termine
30 giorni dall’approvazione del bilancio per le società che hanno un bilancio da approvare 31 luglio per gli altri soggetti
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L’inserzione a fianco riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art. 3, terzo comma, del DPR 26/10/72 n. 633
WHO’S WHO IN ITALY 2009 EDITION ACCESSO ESCLUSIVO, PRESTIGIO NEL MONDO. Da 50 anni è il più prestigioso promotore dell’immagine di Uomini, Imprese e Istituzioni che rappresentano l’eccellenza del nostro Paese. 3 volumi, 3200 pagine, 8000 profili biografici 4800 profili di Imprese e Istituzioni.
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B IB L IO T E C A U S P I QUEL CRISTIA O DI GUARESCHI Un profilo del creatore di Don Camillo di Paolo Gulisano
ANCORA, Milano 2008, pagine 144, € 11,00
Fin dalle prime pagine di questo libro, l’Autore prende di petto lo strano caso letterario di Guareschi a cui la cultura ufficiale e una critica sopraccigliosa ha negato il giusto riconoscimento in vita e post mortem. Quando venne a mancare, il settimanale cattolico Il nostro Tempo di Torino titolò “Guareschi diede voce all’italiano mediocre” mentre L’Unità parlò del “Malinconico tramonto dello scrittore che non era mai sorto”. Invece il tempo è stato galantuomo e più lungimirante di certi giudizi imprudenti e i libri di Guareschi sono ancora venduti – a milioni di copie – in tutto il mondo a dimostrazione di un talento che nessun tipo di censura è riuscita a soffocare. Il pubblico apprezza ancora il semplicismo umoristico della saga di Don Camillo e Peppone invisa nel suo nascere sia alla cultura di sinistra e che alla Democrazia Cristiana. A cosa si deve questa colossale incomprensione e sottovalutazione? Al fatto che Guareschi era un autore scomodo. Come cristiano non fu mai clericale o bigotto e come lucido anticomunista fu anche rispettoso della fede politica ed estimatore dell’onestà di Peppone. Gulisano ci
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La rassegna stampa tempestiva e affidabile
aiuta a scoprire questo personaggio e questo autore – uno dei più importanti giornalisti e divulgatori del pensiero cristiano – senza fermarsi al semplicismo della versione cinematografica di Mondo piccolo. Oltre alla favola di don Camillo e Peppone ci sono i romanzi dell’anteguerra: La scoperta di Milano, Il destino si chiama Clotilde, Il marito in collegio. Come giornalista ed autore umoristico originalissimo Guareschi fu redattore capo del Bertoldo, la prima grande occasione per esprimere la difficile arte di far ridere. Notevoli anche le sue collaborazioni al Corriere della Sera e all’Eiar, la radio nazionale. Nell’immadiato dopoguerra descrisse la sua prigionia in Polonia e Germania nel Diario clandestino e la situazione drammatica dell’Italia nell’Italia provvisoria.In quegli anni difficili Guareschi fondò con Giovanni Mosca il settimanale Candido – che al vertice del successo raggiunse la tiratura di un milione di copie – dirigendolo fino al 1957 e continuando a collaborarvi fino al 1961. I racconti di vita familiare si dispiegano nel Corrierino delle famiglie e nella Vita con Gio, uscito postumo. RAPPORTO SULLA SITUAZIO E SOCIALE DEL PAESE 2008 Censis FrancoAngeli, Milano 2008, pagine 726 € 45,00
L’anno scorso, in questa puntuale indagine del CENSIS, ha visto scorrere nel nostro Paese paure di diversa entità amplificate dall’enfatizzazione mediatica. Queste
apprensioni sono state strumentalizzate dalla politica che in un anno elettorale le ha enfatizzate per promettere agli elettori misure di sicurezza pubblica e di protezione sociale per la criminalità di strada, e inasprimenti normativi contro la guida in stato di ubriachezza e il bullismo giovanile. La rincorsa alle paure ha prodotto una più profonda insicurezza e una sensazione di fragilità ma alla fine è arrivata la crisi economica che ha introdotto ben più gravi paure come la prospettiva di perdere il lavoro, il difficile pagamento dei mutui contratti per l’acquisto della casa e il dilagare del precariato. La “grande paura” ha provocato inquietudine e panico indotto da una crisi finanziaria internazionale. Certo non siamo in grado di intravedere gli sviluppi futuri (tanto più che quest’anno alla grande paura si è aggiunto il dramma del terremoto) ma fortunatamente il CENSIS non ama i catastrofismi e affaccia la previsione che tutte queste paure alla fine potrebbero portarci ad un punto di svolta del modo di pensare il nostro sviluppo e ad una sfida salutare che porti tutti a rimboccarsi le maniche come è accaduto negli anni bui del dopoguerra. Il modello di sviluppo costruito faticosamente e tenacemente nei decenni passati si dimostra attrezzato (più che altri sistemi considerati moderni) alle intemperie della crisi.
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PERIODICI ASSOCIATI ALL’U USPI (417° elenco)
ARCHI MAGAZINE
FINANZIAMO L’IMPRESA
Via Eschilo, 231 00124 Roma Direttore: Manuela Manca Editore: Accademia Italiana degli Archi Periodicità: bimestrale Materia trattata: musica
Via Mameli, 21 21052 Busto Arsizio (VA) Direttore: Giuliano Terzi Editore: Fidialtaitalia S.C. Periodicità: trimestrale Materia trattata: economia
AD PARNASSUM...
FOOD – WINE CHEF
Piazza di Porta Ravegnana, 1 40126 Bologna Direttore: Roberto De Caro Editore: UT Orpheus Edizioni S.r.l. Periodicità: semestrale Materia trattata: musicologia (musica strumentale dei secoli XVIII e XIX)
Corso Venezia, 26 20121 Milano Direttore Dr. Fulvio Bertasso Editore: Ventisei Editrice S.r.l. Periodicità: bimestrale Materia trattata: cibo, vini, cucina
IL DOMANI DI MOLINELLA
NOTIZIARIO
Via Mazzini, 89 40062 Molinella (BO) Direttore: Cesare Pradella Editore: Cultura Ricreazione Turismo “Giuseppe Massarenti” Soc. Coop. a r.l. Periodicità: bimestrale Materia trattata: cronaca politica locale
NOTI ZIA RI O
Uspi
Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972
Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Fax 06.40.66.859 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991)
Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Giancarlo Cinoglossi
Redattore Responsabile: Vittorio Volpi
Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate
Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Stab. di Roma - SO.GRA.RO. Via Ignazio Pettinengo, 39 - 00159 Roma Il n. 6 (giugno 2009) è stato stampato il 16 giugno 2009
Via Rondani, 7 43100 Parma Direttore: Flavio Baratta Editore: Collegio dei Geometri della Prov. di Parma Periodicità: mensile Materia trattata: notizie di carattere professionale IL NUOVO CORRIERE DELL’AMIATA
Viale Marconi, 93 58037 Santa Fiora (GR) Direttore: Fiora Bonelli Editore: C&P Adver Effigi S.n.c. Periodicità: mensile Materia trattata: cronaca locale e argomenti vari relativi all’area
SCORPIONE LETTERARIO – LITERARY SCORPION Via Boccherini, 17 Casella Postale 740 35122 Padova Direttore Maurizia Rossella Editore: Libraria Padovana Editrice S.a.s. Periodicità: semestrale Materia trattata: letteraria SPORT ROMAGNA
Via Ponte Marino, 10 48100 Ravenna Direttore: Massimo Montanari Editore: Service Comunication S.r.l. Periodicità: settimanale Materia trattata: sport
VOI... NOI... BIMBY
Via Ludovico di Breme, 33 20156 Milano Direttore: Angelo Carlucci Editore: Vorwerk Contempora S.r.l. Periodicità: mensile Materia trattata: cucina e cultura gastronomica, utilizzo del robot da cucina bimby TN31
TELEGRAMMI
Questo numero in 2 minuti Focus NUOVI FONDI ALL’EDITORIA E DECRETO SULLE INTERCETTAZIONI VERRANNO APPROVATI COSI’? Il Senato ha integrato di 70 milioni di euro, per due anni il Fondo per i contributi all’editoria. Forte opposizione del Tesoro sull’aumento della Robin Tax. Il provvedimento all’esame della Camera che potrebbe modificarlo. La Camera ha approvato, con voto di fiducia, il DDL sulle intercettazioni telefoniche, tra numerose polemiche. Multe salatissime per gli editori. La parola passa al Senato.
Di tasca nostra STATI DI CRISI E AMMORTIZZATORI SOCIALI A completamento degli articoli pubblicati sui numeri di febbraio e marzo scorsi, pubblichiamo un’attenta analisi di Daniela Stigliano, su www.francoabbruzzo.it, sui prepensionamenti per i giornalisti professionisti in crisi aziendale.
I NUOVI MINIMI RETRIBUTIVI DEL CONTRATTO FIEG-FNSI E ULTERIORI CHIARIMENTI SULLE CO.CO.CO. Le contribuzioni all’INPGI per i giornalisti assunti, anche sotto altro CCNL, devono essere parametrate ai minimi retributivi previsti dal nuovo contratto FIEG-FNSI. La circolare n. 6 dell’INPGI (maggio 2009) disciplina la sospensione dei contributi previdenziali e assistenziali per gli editori con sede nelle zone terremotate d’Abruzzo, fino al 30 novembre 2009, e fornisce ulteriori chiarimenti sui rapporti di co.co.co. Scadenze CONTRIBUTI ALLE RIVISTE DI ELEVATO VALORE CULTURALE Domanda entro il 30 giugno
DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI Tocca ai quotidiani e settimanali del CentroSud.