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Anno 2009 - Edizione N. 1 - Gennaio

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Notiziario aNNo 45° - MENSiLE Union e St ampa

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Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L. 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma. In caso di mancato recapito rinviare all’ufficio P.T. di Roma - Romanina detentore del conto per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa in vigore

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Gennaio 2009

Sulle problematiche più urgenti del settore editoriale

AUDIZIONE DELL’USPI ALLA COMMISSIONE CULTURA DELLA CAMERA Il testo integrale del documento presentato dalla nostra Unione

I

l 15 gennaio scorso, la VII Commissione Cultura, Scienza e Informazione della Camera dei Deputati ha convocato le associazioni di categoria più rappresentative del comparto editoriale per una serie di audizioni informali per acquisire il parere delle parti sociali sui principali temi e problematiche del settore, soprattutto in relazione al taglio dei Fondi per l’editoria, varato con la legge Finanziaria 2009, e alle prospettive di riforma delle leggi attualmente in vigore, particolarmente in tema di contributi diretti e di agevolazioni indirette all’editoria. Vari i temi affrontati dal Segretario Generale dell’USPI, Francesco Saverio Vetere, alla presenza dei deputati commissari: dall’emanando Regolamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri di riforma della legge 250/90, all’abrogazione del diritto soggettivo alla percezione dei contributi diretti sancito dall’articolo 44

della Legge 133/08; dalla annosa questione (che ogni anno si ripropone al varo della Finanziaria per l’anno successivo) delle agevolazioni tariffarie postali per l’editoria, al prepensionamento dei giornalisti anche nell’ambito dei periodici. Per finire agli Stati Generali dell’editoria, annunciati dal Sottosegretario Bonaiuti, e alla riforma delle leggi sull’editoria. Di seguito riportiamo, integralmente, il documento presentato dall’USPI alla Commissione Cultura della Camera: «Le questioni più urgenti che riguardano il settore editoriale e che costituiscono l’oggetto dell’audizione informale trovano il loro fondamento nell’art. 44 della legge 133/2008 e in tutti i provvedimenti che direttamente o indirettamente discendono dalle norme introdotte dall’articolo in questione. Per chiarezza di esposizione, svilupperemo questa memoria elencando le questioni via

S ommario Audizione dell’USPI Commissione Cultura Camera (pagine 1, 2)

alla della

Convocazione dell’Assemblea USPI dell’anno 2009 (pagina 3) EISE - International Business Contacts (pagina 4) Dai chioschi ai tribunali, sentenze e provvedimenti amministrativi sulla distribuzione in edicola (pagine 5, 8) Tutela della privacy, il Garante in-

troduce semplificazioni (pagina 6) Le quote associative USPI per l’anno 2009 (pagina 7) Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 8) Notizie: Editoria e Comunicazione (pagina 8) La carta stampata affronta un 2009 difficile con ricavi in calo (pagina 9) Anche gli editori possono concorrere ai pubblici appalti (pagina 9)

Notizie dall’INPGI (pagina 10) La stampa cerca nuovi ruoli e il marchio potrebbe salvarla (pagina 10) Formulario dei contratti e delle lettere d’incarico per le collaborazioni autonome (pagine 11, 12, 13, 14) Biblioteca USPI (pagina 15) L’Eco della Stampa (pagina 15) Periodici associati all’USPI – 412° elenco (pagina 16) Telegrammi (pagina 16)

via aperte e ponendo l’attenzione sulle criticità delle varie norme e sulle possibili soluzioni nell’interesse del settore che l’USPI rappresenta. 1. ARTICOLO 44 LEGGE 133 del 2008 La norma in questione, volta alla semplificazione e al riordino delle procedure di erogazione dei contributi all’editoria, di fatto modifica in maniera radicale il sistema dei contributi diretti. Statuendo un limite massimo di spesa nella misura fissata nello stanziamento del bilancio annuale dello Stato nel settore dell’editoria, viene superato il diritto soggettivo dei giornali in possesso di determinati requisiti ad ottenere l’intero contributo. Questa norma è effettivamente destinata ad avere conseguenze gravi nei confronti dei giornali assistiti perché, pur non abrogando i contributi diretti, genera una grave incertezza sulla entità della contribuzione e rende impossibile per gli editori ottenere le anticipazioni bancarie. Bisogna tener presente che tale norma riguarda alcune decine di quotidiani e un centinaio di periodici e questa notazione sarà utile per il discorso che intendiamo sviluppare nei prossimi paragrafi. L’articolo 44 demanda ad un regolamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri l’attuazione dei principi in esso contenuti; 2. REGOLAMENTO EX ARTICOLO 44 DELLA LEGGE 133/2008 2

DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI (vai a pagina 8)

Articoli e notizie di questo Notiziario possono essere liberamente riprodotti citandone la fonte. Se ne raccomanda, anzi, la massima diffusione da parte di tutti i periodici associati all’USPI, nell’interesse della categoria QUESTO NOTIZIARIO VIENE SPEDITO AGLI ASSOCIATI USPI IN REGOLA CON IL VERSAMENTO DELLE QUOTE


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AUDIZIONE DELL’USPI ALLA COMMISSIONE CULTURA DELLA CAMERA A metà settembre del 2008 il 1 Governo presentò alle parti sociali una bozza di regolamento in esecuzione di quanto previsto dall’art. 44, chiedendo alle parti sociali di esprimersi sulle varie problematiche e di indicare le possibili correzioni. L’USPI si espresse nel senso di apprezzamento positivo dell’impianto generale del regolamento e del rispetto dei principi indicati dalla legge. In particolare, era evidente l’intenzione di mettere un freno alle attività editoriali mirate unicamente all’accesso ai contributi pubblici e venivano poste norme che garantivano l’accesso ai contributi ai giornali effettivamente presenti nei canali di distribuzione, realizzando una vera razionalizzazione, con un opportuno risparmio di risorse pubbliche e prevenendo eventuali abusi nella percezione dei contributi. Tra le altre cose il regolamento si occupava, in maniera estremamente corretta e opportuna, delle agevolazioni postali introducendo norme che, in modo intelligente, tendevano a risparmiare i fondi pubblici senza colpire in particolare i piccoli e medi editori. I principi introdotti erano i seguenti: a) commisurazione della compensazione delle agevolazioni postali non più sulla tariffa base (eccessivamente alta) indicata da Poste Italiane, ma sulla base della convenzione più favorevole al prenditore stipulata da Poste. In pratica si prendeva finalmente atto del fatto che la Presidenza del Consiglio doveva essere trattata come il miglior cliente di Poste Italiane poiché contribuiva alla spedizione di più di un miliardo di prodotti editoriali all’anno; b) per le aziende quotate in borsa veniva prevista la fissazione delle tariffe agevolate ogni anno con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, sentite le istituzioni competenti. La fissazione di tali tariffe doveva essere commisurata alle variazioni dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati rilevato dall’ISTAT. Una norma perfetta che prevedeva un regime speciale per le società quotate in borsa non eccessivamente punitivo, tutelando completamente le imprese editoriali di piccole e medie dimensioni. 3. DISEGNO DI LEGGE ORA A.S. 1195, ART. 33 Il disegno di legge “Disposizioni per lo sviluppo e la internazionalizzazione delle imprese”, costituì e ancora costituisce il ter2

reno di confronto e spesso di scontro sulle questioni aperte dall’art. 44 della legge 133/2008. Alla Camera dei Deputati furono votate alcune norme assai rilevanti: a) in ordine cronologico, la prima norma rilevante fu quella che prevedeva lo slittamento dell’entrata in vigore dell’art. 44, nella parte in cui veniva stabilito il “limite massimo di spesa” come precedentemente illustrato, “a decorrere dall’esercizio finanziario successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore del regolamento di cui…” al comma 1 dell’art. 44 della legge 133/2008. Si realizzò, pertanto, un’opportuna proroga dell’entrata in vigore della norma che prevedeva l’abrogazione del diritto soggettivo degli editori all’intero contributo. Un provvedimento giusto che tendeva a lasciare ai giornali il tempo necessario per riorganizzarsi, che però veniva a scontrarsi con i limiti dello stanziamento per il settore dell’editoria. b) In questa ottica fu approvato, in extremis, un emendamento che limitava l’accesso ai contributi indiretti alle imprese editrici aventi diritto “che abbiano inserito nel proprio statuto il divieto di distribuzione degli utili della società”. Questo emendamento fu a più riprese spiegato con la necessità di togliere i contributi indiretti alle società editoriali quotate in Borsa. Di fatto questa norma ha tagliato i contributi indiretti a tutte le imprese editoriali costituite in forma societaria, dalle più grandi quotate in Borsa alle più piccole che fatturano poche migliaia di euro e che non possono inserire il divieto di ripartizione degli utili semplicemente perché tale divieto è incompatibile con i principi fondamentali delle società di capitali. Inutile dire che la spiegazione sull’emendamento ci lascia perplessi e costernati non potendo in alcun modo capire come sia possibile che per salvare i fondi di circa 150 testate se ne colpiscano duramente circa 8.000, molte delle quali sono da annoverare tra le più fragili e soggette a pericolo di chiusura.

4. DECRETO LEGGE N. 185/2008 (A.C. 1972) Nel decreto legge A.C. 1972 il Governo ha proposto un emendamento che pone in capo allo Stato il costo di prepensionamenti nel comparto dei giornalisti, creando un fondo presso l’INPGI alimentato ogni anno da 10 milioni di euro. Tale norma però, come al solito, riguarda solo i quotidiani, continuando a discriminare il lavoro giornalistico nelle testate periodiche. Tale discriminazione è assolutamente incostituzionale e deve essere corretta, estendendo il sostegno al settore dei periodici. 5. STATI GENERALI E RIFORME DELL’EDITORIA A più riprese il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’editoria, On. Bonaiuti, ha annunciato la convocazione degli Stati generali dell’editoria in vista di una riforma del settore editoriale condivisa con il Parlamento e le parti sociali. A tal proposito osserviamo che: a) l’intento, più volte espresso negli anni, dovrà riguardare l’intero settore e tutte le sue problematiche, a partire dalla legge sulla stampa, fino alla necessaria disciplina dei periodici elettronici; b) le iniziative di riforma dovranno necessariamente essere successive alla soluzione delle problematiche riguardanti i contributi pubblici che dovranno essere risolte con il regolamento previsto dall’art. 44 e con l’approvazione del d.d.l. 1195. In caso contrario sarà estremamente difficile approdare ad una riforma organica e si otterrà il risultato di un intervento parziale, come succede ormai da 28 anni; c)le iniziative di riforma non potranno incontrare un settore decimato dall’abrogazione dei contributi indiretti per le piccole e medie imprese. La compressione del pluralismo sarebbe tale da rendere inutile ogni intervento».

Tale norma, prevista nel 4° comma dell’art. 33 del d.d.l. 1195, deve essere abrogata oppure corretta in modo da riguardare unicamente le società quotate in Borsa. Notiziario USPI n° 1/2009


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AVVISO DI CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA U.S.P.I. DELL’ANNO 2009 Ai sensi degli articoli 7 e 8 dello Statuto, l’Assemblea Generale Ordinaria dei soci dell’Unione Stampa Periodica Italiana (U.S.P.I.) è convocata per giovedì 16 aprile 2009, alle ore 15 in prima ed alle ore 16 in seconda convocazione, presso la sede sociale in Viale B. Bardanzellu n. 95 in Roma, con il seguente:

ORDINE DEL GIORNO 1. Insediamento della Presidenza e della Segreteria; 2. Relazione del Presidente; 3. Relazione del Segretario Generale; 4. Relazione del Collegio dei Revisori dei Conti; 5. Approvazione del rendiconto esercizio 2008; 6. Approvazione esercizio preventivo 2009; 7. Varie ed eventuali. In base all’articolo 7 dello Statuto hanno diritto di voto tutti i soci ordinari di cui all’articolo 3 in regola con il pagamento delle quote sociali. Ai soci di cui al punto 1) di tale articolo spettano tre voti per ciascuna testata, mentre ai rappresentanti delle Associazioni o Gruppi di cui al punto 2) spetta un solo voto. Hanno diritto inoltre ad esprimere un voto gli iscritti all’U.S.P.I. a titolo personale di cui all’art. 30 (norma transitoria). Ogni socio che non possa partecipare personalmente all’Assemblea può farsi rappresentare, ad ogni effetto, da persona, anche non iscritta all’USPI, munita di apposita delega. Nessun socio o delegato può essere portatore di più di dieci deleghe. Per la partecipazione all’Assemblea, i soci che ancora non lo avessero fatto, dovranno mettersi in regola con la quota associativa per il 2009. Il rendiconto 2008 ed il preventivo 2009 saranno a disposizione dei soci che li volessero esaminare presso la sede sociale dell’USPI, in Viale B. Bardanzellu n. 95 in Roma, dalle ore 12 del 23 marzo, alle ore 12 del 15 aprile c.a. Il presente annuncio è da considerarsi quale “avviso” secondo quanto stabilito dall’articolo 8, primo comma, dello Statuto. Roma, 7 gennaio 2009 IL PRESIDENTE (Mons. Antonio Barbierato)

-- - -- -- --- - --- - - -- - ------------------ ----------- - -- - - DELEGA Il sottoscritto........................................................................................................................................................................................ nella sua qualità di (1).......................................................................................................................................................................... delega il Sig ......................................................................................................................................................................................... a rappresentarlo all’Assemblea dei soci dell’USPI del 16 aprile 2009 a Roma per l’approvazione dei bilanci consuntivo 2008 e preventivo 2009. ................................... (data)

................................................. (firma)

(1) Indicare la qualità di editore e titolo del periodico, ovvero di suo rappresentante (punto 1 art. 3 dello Statuto) nel qual caso è necessario indicare anche la testata, ovvero la qualità di socio a titolo personale (art. 30 dello Statuto, norma transitoria).


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L’inserzione sopra riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art. 3, terzo comma, del DPR 26/10/72 n. 633


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DAI CHIOSCHI AI TRIBUNALI, SENTENZE E PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI SULLA DISTRIBUZIONE IN EDICOLA NIENTE DISTANZE MINIME TRA EDICOLE E PUNTI DI DISTRIBUZIONE DEI GRATUITI Il Consiglio di Stato, confermando una decisione del Tar del Lazio, ha stabilito che i comuni non possono fissare limiti per la divulgazione della stampa gratuita, perchè quest’ultima non può essere assimilata per la sua distribuzione alla stampa ordinaria. E’ annullabile pertanto il regolamento locale che impone una distanza minima tra i punti di distribuzione dei giornali gratuiti e le edicole. Nella delibera del comune di Roma, contro

cui ha presentato ricorso un editore di free press al tribunale amministrativo, si prevedeva l’adozione di limiti di distanza non solo fra edicole e altri punti vendita della stampa tradizionale, ma anche in riferimento ai punti di distribuzione gratuita dei giornali. Secondo il TAR e il Consiglio di Stato, il comune non ha il potere di regolamentare la distanza tra i punti di distribuzione della free press in riferimento alle edicole e agli altri esercizi abilitati alla rivendita ordinaria della stampa quotidiana e periodica. La recente legislazione nazionale, specifica infatti la sentenza, «è orientata, proprio ai fini della libertà di concorrenza, alla rimozione di alcuni limiti regolamentari alle attività produttive e commerciali, quali parametri numerici e distanze minime tra esercizi». Il pacchetto Bersani ha specificamente eliminato le distanze minime obbligatorie tra attività. Questa liberalizzazione, prosegue il collegio, «è applicabile non solo alle attività commerciali individuate nel dlgs 114/1998 e di somministrazione di alimenti e bevande ma anche a tutte quelle attività economiche che una specifica norma legislativa statale o regionale non sottopone a specifica regolamentazione». E’ il caso della distribuzione della stampa Notiziario USPI n° 1/2009

gratuita che nessuna normativa ammette a limitazioni. Neppure la legge regionale del Lazio, conclude il Consiglio di Stato si è mai occupata di disciplinare la distribuzione locale della free press. La distribuzione della stampa gratuita avviene necessariamente in forma itinerante e questa modalità non può sottostare ai vincoli di pianificazione previsti per gli stessi punti vendita. E’ LEGITTIMA LA PREVISIONE DI DISTANZE MINIME TRA LE RIVENDITE DI GIORNALI? Altra sentenza che fa discutere è la n. 6041, del 20 giugno scorso, del TAR della Campania che ha accolto il ricorso presentato da un imprenditore che si era visto negare la possibilità di aprire una nuova edicola per il mancato rispetto delle distanze minime previste dal Comune di Napoli. Il TAR ha affermato che «sul punto ha già avuto modo di rilevare che l’autorizzazione all’impianto di punti di rivendita di giornali non è condizionato all’osservanza di una distanza minima dalle preesistenti rivendite». Le prescrizioni previste dalla legge, si legge nella sentenza, vanno interpretate nel senso che tale distanza ha l’esclusivo fine di individuare le zone nelle quali già esistono punti di rivendita, per farne scaturire la natura di atto dovuto dell’autorizzazione nella sola ipotesi in cui non esistano altri punti vendita nell’ambito di quattrocento metri. Spostandoci in Friuli Venezia Giulia, anche la direzione centrale per le attività produttive della regione ha argomentato sull’implicita abrogazione delle distanze tra le edicole, a seguito della legge 248 del 2006 (primo decreto Bersani). Secondo la regione, la soppressione delle distanze è conseguente alla specifica disposizione contenuta nell’articolo 3 della citata legge, la quale stabilisce che le attività commerciali e di somministrazione sono svolte senza il rispetto di distanze minime obbligatorie tra attività commerciali appartenenti alla medesima categoria di esercizio. La regione Friuli Venezia Giulia prende in considerazione l’evoluzione del diritto comunitario e l’obbligo di disapplicare la normativa regionale o statale se difforme allo stesso, nonché la sentenza della Corte costituzionale n. 430 del 2007 che ha ribadito la competenza dello stato in materia di concorrenza.

Biase dello SNAG, il Sindacato edicolanti affiliato alla Confcommercio, il quale, su “Azienda Edicola” n. 6 (Dic. 08/Genn. 09), ritorna sulla sentenza amministrativa campana e sulle disposizioni “liberalizzatorie” del decreto Bersani. E’ ferma convinzione di Di Biase «che la sentenza in esame non dica affatto che non è possibile prevedere delle distanze minime tra punti vendita, ma si limiti semplicemente a rilevare (circostanza pacifica) che attualmente non c’è una norma nazionale che impone il rispetto di tali distanze minime!». Secondo l’avvocato dello SNAG, dalla lettura della sentenza dei giudici campani si ricava soltanto che l’articolo 14 della legge 416/1981 (peraltro abrogata dal Decreto legislativo 170 del 2001) non impone il rispetto di distanze minime tra punti vendita, limitandosi – ragionando “a contrario” – a far scaturire la natura di atto dovuto dell’autorizzazione all’apertura di un punto vendita della stampa nella sola ipotesi in cui non esistano altri punti vendita nell’ambito di quattrocento metri. «La circostanza che, a livello nazionale, non vi siano distanze minime da rispettare, non significa che queste distanze, ove previste a livello regionale o comunale, siano illegittime! In altre parole, la circostanza che a livello nazionale non vi siano obblighi di distanze minime da rispettare, non vuol dire affatto che le Regioni (in fase di emanazione degli indirizzi) o i singoli Comuni (in fase di approvazione dei Piani di localizzazione) non possano prevedere delle distanze minime tra punti vendita». Anche sull’interpretazione della norma del decreto Bersani (articolo 3, L. 248/06) Di Biase ha da eccepire: «Questa disposizione, infatti, non si applica alle attività di rivendita di 8

Di opposto avviso è l’Avv. Antonio Di 5


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TUTELA DELLA PRIVACY, IL GARANTE INTRODUCE SEMPLIFICAZIONI PROVVEDIMENTO GARANTE 27 NOVEMBRE 2008 Procedure semplificate per le misure di sicurezza Modalità più snelle per l’applicazione delle misure minime di sicurezza senza ridurre le garanzie per i cittadini. Così il Garante prosegue l’opera di semplificazione di alcuni adempimenti in materia di protezione dei dati personali, in conseguenza anche di quanto ultimamente disposto dalla legge 133/2008. I SOGGETTI Le nuove garanzie interessano: a) società private e amministrazioni pubbliche che utilizzano dati personali non sensibili (nome, cognome, indirizzo, codice fiscale, numero di telefono) o che trattano come unici dati sensibili dei dipendenti quelli relativi allo stato di salute o all’adesione a organizzazioni sindacali; b) piccole e medie imprese, liberi professionisti o artigiani che trattano dati solo per fini amministrativi e contabili (precisiamo i criteri per l’individuazione delle piccole e medie imprese: numero di dipendenti inferiore a 250; fatturato non superiore a 50 milioni di euro o totale di bilancio non superiore a 43 milioni di euro). L’obiettivo dell’Autorità è mantenere un adeguato livello per le misure minime di sicurezza venendo però incontro alle esigenze, prospettate soprattutto da imprese di piccole dimensioni, di snellire le procedure, di graduare le cautele a seconda della delicatezza dei trattamenti e di contenere i costi. I CAMBIAMENTI In base al provvedimento del Garante, le categorie interessate: - possono impartire agli incaricati le istruzioni in materia di misure minime anche oralmente; - possono utilizzare per l’accesso ai sistemi informatici un qualsiasi sistema di autenticazione basato su username e password; lo username deve essere disattivato quando viene meno il diritto di accesso ai dati (per esempio non si opera più all’interno dell‘organizzazione); - in caso di assenze prolungate o di impedimenti del dipendente possono mettere in atto procedure o modalità che consentano comunque l’operatività e la sicurezza del sistema (per esempio l’invio automatico delle e-mail a un altro recapito accessibile); - devono aggiornare i programmi di sicu6

rezza (antivirus) almeno una volta l’anno ed effettuare backup dei dati almeno una volta al mese. DPS SEMPLIFICATO Con il provvedimento, inoltre, il Garante ha fornito a piccole e medie imprese, artigiani, liberi professionisti, soggetti pubblici e privati che trattano dati solo a fini amministrativi e contabili alcune indicazioni per la redazione di un DPS (documento programmatico sulla sicurezza) semplificato. Procedure semplificate sono state indicate anche per chi tratta dati senza l’impiego di sistemi informatici. Il Provvedimento del 27 novembre 2008 è pubblicato nella G.U. n. 287 del 9 dicembre 2008 e nel sito internet del Garante all’indirizzo www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID =1571218. PROVVEDIMENTO GARANTE 13 OTTOBRE 2008 Le indicazioni del Garante per la cancellazione sicura dei dati da computer e apparecchi elettronici Il Garante per la tutela dei dati personali ha messo a punto una serie di indicazioni per evitare che al momento di dismettere apparecchiature elettriche ed elettroniche (anzitutto pc, ma anche cd o dvd) rimangano in memoria nomi, indirizzi mail, rubriche telefoniche, foto, filmati, numeri di conto bancario, dati personali in generale, anche di tipo sensibile come quelli sanitari, riferiti non solo all’utilizzatore, ma anche a terzi. Chiunque intenda dismettere il proprio “usato” o consegnarlo ai punti di raccolta per lo smaltimento è opportuno che si preoccupi di cancellare in maniera definitiva - anche con l’aiuto degli stessi rivenditori o di tecnici specializzati - i dati personali memorizzati, innanzi tutto allo scopo di non esporsi e non esporre altri a rischi anche gravi, come per esempio la manipolazione di dati e il furto di identità. Sempre più frequenti sono i casi in cui si segnala il ritrovamento di dati personali all’interno di apparecchi elettronici, compresi i telefoni cellulari, non solo nei casi in cui essi siano ceduti a un rivenditore per la dismissione o la rivendita, ma anche quando siano dati in consegna per riparazioni o sostituzione di componenti. Le misure suggerite dal Garante per una “rottamazione” sicura di pc e dispositivi elettronici hanno dunque l’obiettivo di richiamare tutti gli utilizzatori sulla necessità di assicurare una reale ed effettiva cancellazione dei dati o di garantire la loro non

intelligibilità. MISURE PREVENTIVE - È bene proteggere i file usando una password di cifratura, oppure memorizzare i dati su hard disk o su altri supporti magnetici usando sistemi di cifratura automatica al momento della scrittura. CANCELLAZIONE SICURA La cancellazione sicura delle informazioni su disco fisso o altri supporti magnetici è ottenibile con software di “riscrittura” che provvedono - una volta che l’utente abbia eliminato dei file dall’unità disco con i normali strumenti previsti dai sistemi operativi (ad esempio con l’uso del “cestino” o con comandi di cancellazione) - a scrivere ripetutamente nelle aree vuote del disco. Si possono anche utilizzare sistemi di formattazione a basso livello degli hard disk o di “demagnetizzazione”, in grado di garantire la cancellazione rapida delle informazioni. SMALTIMENTO HARDWARE Per la distruzione degli hard disk e di supporti magnetici non riscrivibili, come cd e dvd, è consigliabile l’utilizzo di sistemi di punzonatura o deformazione meccanica o di demagnetizzazione ad alta intensità o di vera e propria distruzione fisica. Il Provvedimento “Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) e misure di sicurezza dei dati personali” del 13 ottobre 2008 è pubblicato nella GU n. 287 del 9 dicembre 2008 e nel sito internet del Garante all’indirizzo www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp.?I D=1571514. PROVVEDIMENTO GARANTE 22 OTTOBRE 2008 Semplificazioni al modello per le notificazioni al Garante Il Garante per la protezione dei dati personali ha adottato un provvedimento che semplifica il modello utilizzato per effettuare le notificazioni, ossia le dichiarazioni da fare all’Autorità quando si avvia un trattamento di particolari tipi di dati (genetici, biometrici, procreazione assistita, ecc.). L’adozione del modello semplificato non comporta l’obbligo di notificare di nuovo né di modificare le notificazioni già presentate all’Autorità. Il provvedimento del 22 ottobre 2008 è pubblicato nella GU n. 287 del 9 dicembre 2008 e nel sito internet del Garante all’indirizzo www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID =1571196. Notiziario USPI n° 1/2009


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Le quote aSSociative uSPi

per l’anno 2009 L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2009 versando la relativa quota associativa, lungi dal corrispondere ad una rituale formalità, risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche publiche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - copia gratuita della XIII edizione della “Guida della Stampa Periodica” (volume + CD) - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura. Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2009 (e comprensive del costo del “Notiziario USPI”) sono le seguenti:

Per le testate (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge)

da da da da da

1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su

€ € € € €

240,00 680,00 1.250,00 2.500,00 3.750,00

OFFERTA PRIMA ISCRIZIONE 2009: con soli 6 euro, in aggiunta alla quota associativa, riceverete direttamente al vostro domicilio la XIII Ediz. della “Guida della Stampa Periodica” 2005/2006 (volume + CD). Nella causale di versamento specificare dettagliatamente: “Quota associativa USPI 2009 + Guida Stampa Periodica”.

Quota d’iscrizione (“una tantum” per le testate che si iscrivono per la prima volta): - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie

€

100,00

- Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie

€

170,00

€ €

210,00 320,00

Rinnovo della quota per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI

Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6,Via Franceschini n. 58 - Roma, CODICE IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI. C.F. dell’USPI: 80188110581

ATTENZIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.

Per faciLitare iL verSamento deLLe quote in queSto numero e’ inSerito un moduLo c.c.P.


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DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI Per avvalersene occorre presentare un nuovo certificato di iscrizione USPI per l’anno 2009 In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale” dei prodotti editoriali presso gli Archivi Nazionali (DPR 252/06), gli editori associati USPI possono effettuare la consegna in forma cumulativa delle copie diffuse al pubblico, a scadenze differenziate per Regioni (sede dell’editore) e per periodicità della testata edita. ENTRO IL MESE DI GENNAIO: Gli editori con sede principale in VALLE D’AOSTA, PIEMONTE, LOMBARDIA, TRENTINO ALTO ADIGE, - che pubblicano QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 4° trimestre dell’anno (ottobre-dicembre 2008); - che pubblicano QUATTORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ e relativi supplementi e allegati,

sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie dei periodici distribuite al pubblico nel 2° semestre dell’anno (luglio-dicembre 2008). Ricordiamo la necessità di allegare a questa prima spedizione annuale un certificato di iscrizione all’USPI per l’anno 2009. Il plico contenente le copie per il deposito legale deve essere confezionato e riportare la dicitura “esemplari fuori commercio per il deposito legale, agli effetti della legge 15 aprile 2004, n. 106” (articolo 7, comma 3, del DPR 252/06) ed essere accompagnato da un elenco, in duplice copia, del contenuto del pacco con l’indicazione della ragione sociale dell’editore (compreso l’indirizzo e/o un numero di fax di riferimento), il nome della testata, l’indicazione delle eventuali diverse edizioni locali e il numero di edizione di ogni singolo esemplare consegnato. Per i quotidiani, vanno indicati gli eventuali giorni di sciopero, a giustificazione delle eventuali relative mancanze. Rammentiamo infine, che per il deposito dei quotidiani e periodici presso le Biblioteche regionali e provinciali la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni.

Notizie editoria e Comunicazione Giornata dell’informazione 2008 NAPOLITANO: I TAGLI ALL’EDITORIA NON DEVONO COMPRIMERE IL PLURALISMO Tagli all’editoria, libertà, correttezza e pluralismo dell’informazione sono stati i principali temi legati all’attualità che sono stati affrontati nel corso delle celebrazioni al Quirinale della “Giornata dell’informazione 2008”. In particolare il presidente della Repubblica ha ricordato che se è vero che «nessun settore, quindi anche l’editoria, può sfuggire all’impegno di contribuire alla riduzione della spesa pubblica», occorre «agire facendo attenzione a non comprimere il pluralismo». Questione delicata, che, da quando il governo ha reso noto le linee guida del regolamento per gli aiuti diretti e indiretti all’editoria ha creato preoccupazioni al comparto della carta stampata. Il sottosegretario con delega all’informazione Bonaiuti presente all’incontro ha detto 8

che si terrà conto delle osservazioni formulate dagli organismi rappresentativi del settore e ha annunciato che il governo spingerà il Parlamento ad arrivare celermente ad una nuova legge per l’editoria. AVREMO PERIODICI CON FOTO ANIMATE Grazie all’invenzione di due ricercatori portoghesi, Elvita Fortunato e Rosdrigo Martius, nel futuro della carta stampata le foto saranno sostituite da filmati in movimento. Infatti i due ricercatori sono riusciti a stampare i transistor su entrambi i lati di un normale foglio di cellulosa, anzichè su vetro o silicio, come avviene solitamente. La cellulosa ha funzionato sia da supporto sia da isolante, in modo efficiente e a basso costo. David Granger, direttore della rivista americana Esquire, ha già dichiarato l’intenzione di sostituire, nelle copertine, le tradizionali foto con le nuove pagine elettroniche a transistor.

DAI CHIOSCHI AI TRIBUNALI quotidiani e periodici. 5 Ciò per una serie di ragioni: - l’attività di rivendita di quotidiani e periodici non è una attività commerciale individuata dal decreto Bersani, in quanto risulta, al contrario, disciplinata da una serie di norme speciali, prima tra tutte il citato D. lgs. n. 170/01, oltre che dalle normative regionali... - La citata normativa di settore è chiara e inequivoca nel prevedere che l’attività di rivendita di quotidiani e periodici non è un’attività commerciale liberalizzata ma è un’attività soggetta a un regime autorizzatorio e alla pianificazione comunale e regionale. Se dunque l’attività di rivendita è soggetta a pianificazione comunale e regionale, è implicito in ciò il potere di prevedere delle distanze minime tra punti vendita. Tanto, appunto, al fine di meglio “pianificare” – e, poi, autorizzare – la collocazione dei singoli punti vendita, per consentirne un armonico e uniforme sviluppo». Ed a supporto della sua tesi, l’avvocato richiama la recente circolare esplicativa n. 3603/c della Direzione Generale del Ministero dello Sviluppo Economico che prevede espressamente che l’art. 3 della legge Bersani non si applica alle “attività commerciali disciplinate da leggi di settore”(es: D. lgs. 24 aprile 2001, n. 170), e, dunque, non si applica alle attività di rivendita di quotidiani e periodici. ANCHE I PUNTI VENDITA “NON ESCLUSIVI” RIENTRANO NELLA PIANIFICAZIONE COMUNALE Altro giro di giostra, altra sentenza. Con l’ordinanza n. 356/2008, il TAR del Lazio, sezione distaccata di Latina, ha sospeso la Delibera della Giunta comunale di Aprilia n. 37/2008 (“Liberalizzazione del settore della vendita di quotidiani e periodici”) stabilendo che la liberalizzazione introdotta dal Comune di Aprilia si pone in contrasto con la normativa speciale che regola la materia della vendita di quotidiani e periodici. La delibera comunale prevedeva che tutti gli esercizi previsti dal D.lgs 170/01 (bar, librerie, tabaccherie, GDO...) che avessero presentato la DIA – Denuncia di Inizio Attività, trascorsi 30 giorni dal deposito, avrebbero potuto iniziare la vendita di giornali e periodici, senza alcuna ulteriore autorizzazione espressa. A seguito della sentenza del TAR, il Comune latino ha sospeso la delibera n. 37 sulle liberalizzazioni e tutte le DIA ricevute, disponendo altresì che la disciplina dei punti vendita “non esclusivi” fosse inserita nel piano di localizzazione comunale. Notiziario USPI n° 1/2009


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La crisi economica non risparmia l’editoria La carta StamPata affronta un 2009 difficiLe con ricavi in caLo

dialogando dialogando Tutto si può dire della crisi economica e finanziaria tranne che sia parziale e che faccia figli e figliastri. Essendo globale non risparmia certo l’Italia. Nel campo editoriale colpisce i periodici medio piccoli, producendo un danno diffuso al pluralismo informativo, senza però usare riguardi o fare sconti alla stampa quotidiana e periodica edita dai grandi gruppi. La crisi rende il mercato editoriale spietato riducendo le vendite e contraendo le entrate pubblicitarie: dal “Corriere della Sera” all’ “Espresso” fino alla piccola testata che sopravvive presidiando tenacemente la sua nicchia tirando la cinghia.

blematicità derivanti dalla crisi economica globale fanno ipotizzare, per quanto riguarda l’editoria, un 2008 con una ulteriore significativa contrazione dei ricavi, in particolare quelli pubblicitari” e quindi “l’aleatorietà della situazione ha peraltro consigliato di attendere la seconda parte del 2009 per riformulare, nell’ipotesi di una maggiore stabilità e visibilità del quadro economico e di mercato, la rimodulazione del piano triennale, che la sfavorevole congiuntura rende, allo stato attuale, oggettivamente superato”. Nel contempo gli azionisti del patto di sindacato (che controlla il 63,5% del capitale di Rcs) hanno lanciato un invito al governo perchè venga incontro alla difficile crisi che oggi vive l’editoria. NIENTE DIVIDENDI PER L’ESPRESSO

A seguito del “grido di dolore” levato da Rcs, il Presidente del Gruppo editoriale “L’Espresso”, Carlo De Benedetti, ha comunicato che, in previsione degli effetti negativi che non potrà non subire il gruppo Nel periodo gennaio-ottobre 2008, rispetto nel 2009 a causa della grave situazione ecoallo stesso periodo del 2007 gli investimennomica e finanziaria, proporrà al CdA della ti pubblicitari sulla stampa sono scesi del società, in sede di approvazione del proget3,6% mentre i quotidiani in particolare to di bilancio, di sottoporre all’assemblea degli azionisti di non distribuire alcun divihanno registrato un calo del 4%. dendo sui risultati dell’esercizio 2008. Basteranno i tagli e le operazioni di conteniSE I QUOTIDIANI CHIEDONO AIUTI mento dei costi per affrontare la più grande AL GOVERNO crisi della storia recente della carta stampata? Forse ci vorrà di più. A quanto riferisce Per meglio leggere i connotati della crisi MF-Milano Finanza la Fieg starebbe lavopartiamo da notizie eloquenti diffuse nei rando ad una riforma degli ammortizzatori giorni scorsi. sociali che estenda i prepensionamenti ai Il tradizionale CdA prenatalizio di Rcs in giornalisti dei periodici editi dai grandi una nota osserva che “l’incertezza e la progruppi. Così le diffusioni dei quotidiani Il governo avrebbe individuato uno Diffusioni Diffusioni Testata Variazione strumento legislatinovembre 2008 novembre 2007 vo ad hoc per estenCorriere della 641.112 694.337 -7,6 dere questa possibiSera lità ma mentre scriRepubblica 532.240 671.416 -20,7 viamo nulla è ancoGazzetta dello 346.328 344.836 +0,4 ra certo. Sport Sole 24 Ore

334.036

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Stampa

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Messaggero

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Notiziario USPI n° 1/2009

IL PICCOLO EDITORE E’ UN PROF E S S I O N I S TA DEL SOGNO Come affronta l’aumento dei costi e il calo dei ricavi il piccolo editore?

Un editore è sempre un imprenditore, anche se piccolo, e deve vedersela con bilanci, partita IVA, obblighi fiscali, oneri previdenziali, problemi di distribuzione. Ciò che lo distingue dal grande editore, per il quale vendere e fare profitti è il fine principale della sua azienda, è un’ottica diversa: il profitto non è inteso come fine ultimo ma come mezzo necessario per mandare avanti il suo sogno. Il piccolo editore è un imprenditore – sognatore che cerca di restare ad ogni costo sul mercato migliorando il prodotto per “contagiare” il maggior numero di abbonati e lettori con il periodico sognato. Solo questa visione non prosaica dell’editoria medio – piccola può spiegare come mai, anche nel gelo della crisi, il numero delle testate che chiudono è pressoché compensato da nuovi periodici che coraggiosamente si affacciano sul mercato. E’ questo un dato empirico che ricaviamo dall’andamento delle nuove adesioni all’USPI. Sentenza della Corte di giustizia europea ANCHE GLI EDITORI POSSONO CONCORRERE AI PUBBLICI APPALTI

Vietare in modo assoluto alle società collegate al settore dell’informazione di partecipare agli appalti pubblici è in contrasto con il diritto comunitario. E’ quanto ha stabilito la Corte di giustizia europea di Lussemburgo, in una sentenza pronunciata su un caso greco. La vicenda risale al 2001, quando la società Saratopoulos, in seguito incorporata dalla Pantechniki, ha vinto una gara d’appalto per i lavori dell’alta velocità ferroviaria. Una delle imprese concorrenti aveva presentato ricorso al Consiglio di stato greco, appellandosi alle norme della Costituzione greca che impediscono di assegnare un appalto pubblico a imprese i cui proprietari, azionisti principali o soci siano parenti o persone che agiscano quali intermediari di proprietari, azionisti principali o soci di imprese di mezzi d’informazione. Secondo la Corte di Giustizia Lussemburghese gli stati membri hanno la facoltà di stabilire criteri aggiuntivi oltre a quelli fissati dalle direttive Ue per l’assegnazione degli appalti pubblici. Ma l’esclusione dalle gare non può essere assoluta. Altrimenti, hanno concluso i giudici europei, si vìola il principio comunitario della proporzionalità. 9


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Notizie INPGI - Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti CONTRIBUTI INPGI DAL 12 AL 18,75% PER I COLLABORATORI AUTONOMI ISCRITTI ALL’ORDINE DEI GIORNALISTI L’Inpgi, l’Istituto di previdenza dei giornalisti, aumenta le aliquote per i free lance e amplia le tutele. Le novità devono essere approvate dai ministeri del Lavoro e dell’Economia. La delibera prevede che, dal 1° gennaio u.s., l’aliquota contributiva per i giornalisti collaboratori autonomi passi dal 12% (10% a carico del lavoratore 2% a carico del committente) al 18.75% per due terzi a carico del committente. L’aliquota crescerà gradualmente fino a pareggiare quella applicata dalla Gestione separata Inps (nel 2011 si toccherà il 26%). L’obbligo di versamento è posto in carico all’editore. Per i collaboratori coordinati e continuativi titolari di altra posizione assicurativa o pensionati l’aliquota sale al 12,75% sempre dal 1° gennaio 2009. Diventa inoltre possibile il riscatto dei corsi universitari e dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa precedenti all’entrata in vigore della legge 335/1995 ed è consentita la contribuzione volontaria. L’accesso alla pensione di vecchiaia per gli iscritti alla Gestione, senza altra copertura previdenziale, richiede 60 anni per le donne

e 65 per gli uomini in presenza di almeno cinque anni di contribuzione. Per quanto riguarda le pensioni di anzianità, la norma viene allineata alla Gestione separata Inps e si prescinde dal requisito anagrafico con un’anzianità pari o superiore ai 40 anni mentre con 35 anni di contributi, dal 2009, occorre avere 59 anni di età. Vengono introdotte le indennità di degenza in ospedale e di malattia stabilite in rapporto al reddito dichiarato e per le collaboratrici è prevista l’indennità di maternità. «Si tratta di un passaggio fondamentale – commenta il presidente Andrea Camporese – per garantire adeguatezza alle pensioni in un mercato del lavoro che vede redditi medi molto bassi. Per gli editori si presenta un aggravio di costi che, nello spirito dell’accordo, doveva essere collegato ad uno sgravio contributivo. La speranza è che il Governo proceda velocemente al finanziamento di questa seconda parte». A gennaio l’Istituto approverà un’altra delibera, completando gli adempimenti legati al Protocollo sul welfare, sulla stabilizzazione a tempo determinato o indeterminato dei collaboratori coordinati e continuativi. In sostanza gli editori che procederanno alle assunzioni potranno vedere azzerati gli eventuali contenziosi in seguito a ispezioni condotte dall’Istituto.

GIORNALISTI: CUMULABILI PER IL DIRITTO A PENSIONE I CONTRIBUTI INPGI E INPS La tutela gestita dall’Inpgi – come rileva Domenico Fabrizio De Ritis sul “Sole 24 ore” del 9 dicembre u.s. – è una forma di previdenza obbligatoria per lavoratori dipendenti del settore privato, sostitutiva dell’assicurazione generale Inps. Tale caratteristica può comportare, per gli iscritti che hanno svolto altra attività, la presenza di una contribuzione frazionata fra le due gestioni, con la necessità di applicare le disposizioni circa il cumulo dei contributi o il loro trasferimento in una sola gestione. La scelta fra le due soluzioni ha particolare rilievo considerato che la gestione per i giornalisti, di natura privatistica, ha mantenuto la liquidazione della pensione in forma retributiva, quindi più vantaggiosa. Il cumulo per il diritto alla pensione fra i versamenti accreditati all’Inpgi e all’Inps è stato ammesso dall’articolo 3 della legge 1122/55, senza alcun limite di durata rispetto alle singole frazioni da sommare. La pensione acquisita con il cumulo è suddivisa in due quote, corrisposte separatamente dai due Istituti, con liquidazione da parte di ciascuno di essi secondo la propria normativa e in relazione ai periodi e all’importo dei versamenti affluiti.

La stampa cerca nuovi ruoli e il marchio potrebbe salvarla Si è svolto recentemente un convegno sul futuro dell’editoria a stampa, aperto da una tavola rotonda, coordinata da Pierluigi Magnaschi, vicepresidente di Class Editori, dalla quale è emerso che il brand, il marchio, dovrebbe continuare ad attrarre lettori e inserzionisti pubblicitari. Tra i manager interpellati, Andrea Guerra, amministratore delegato di Luxottica, ha osservato che, in tempi difficili come quelli che stiamo attraversando, l’autorevolezza sia il massimo valore a cui un marchio debba aspirare. «Ci sono un paio di leve – ha detto Guerra – su cui è necessario soffermarsi, indipendentemente dal fatto che il brand in questione sia applicato a un bene di largo consumo o a un giornale. Bisogna innanzitutto rallentare, smettere di farsi prendere dalla frenesia dell’innovazione, dell’acquisizione continua di informazioni, analizzando invece le caratteristiche della propria offerta per capire che cosa può risultare vincente in un contesto turbolento: i marchi, i prodotti, i servizi e le persone che li propongono sono il fattore critico di successo». Per Marco Saltalamacchia, senior vice president region Europe di Bmw, il proble10

ma più vistoso è la saturazione dell’informazione. «Lo dicono i dati che ci forniscono le nostre concessionarie. Se prima un cliente visitava diverse volte il salone per approfondire la conoscenza della vettura che intendeva acquistare, ora arriva addirittura a spiazzare i venditori con la sua preparazione. E i mezzi che il consumatore usa per aggiornarsi sono prevalentemente quelli digitali. Dobbiamo costruire una relazione con i clienti, comunicare con loro e aiutarli nella loro ricerca di informazioni al di là del sovraffollamento pubblicitario di tv e giornali. E i nuovi media sono lo strumento più adatto». Gianmaria Tondato, amministratore delegato di Autogrill, ha invece puntato il dito contro gadget e allegati. «Per i nostri punti vendita è diventato un vero e proprio problema di logistica» ha detto. «D’altra parte non credo che i giornali abbiano perso la loro autorevolezza, penso però che le case editrici debbano affinare le loro strategie commerciali. Nel 2007 abbiamo registrato un aumento delle vendite in termini di volumi di giornali e riviste pari al 4%. Nel 2008 invece c’è stata una contrazione del 6%, mentre i libri

sono aumentati del 4%. La gente non ha perso la voglia di leggere, ma probabilmente, visto che il tempo medio di lettura dedicato a un giornale è di 12,5 minuti al giorno, i prodotti editoriali, i quotidiani in primis, andrebbero sottoposti a una cura dimagrante, con contenuti più selezionati e diversificati da testata a testata». A loro volta i direttori dei maggiori quotidiani si sono chiesti se i giornali abbiano ancora l’autorevolezza nonostante la forza di internet e l’onnipresenza della tv. E la risposta è stata impostata all’ottimismo anche se non poteva essere che così e anche se c’è stato chi come Paolo Mieli, direttore del Corriere della Sera ha parlato di un futuro nobile ma più defilato di quello attuale o chi, come Maurizio Belpietro sostiene che ci sia molto da cambiare per recuperare l’autorevolezza di una volta. «Inoltre – ha soggiunto il direttore di Panorama – il livello culturale e professionale dei giornalisti si è abbassato. Sono volenterosi ma non si fanno più le verifiche che si facevano prima. Bisogna rafforzare le redazioni, con opinioni autorevoli, richieste autorevoli. Abbiamo abdicato a favore dei libri di inchiesta». Notiziario USPI n° 1/2009


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LAVORO, diritto, fisco e previdenza - LAVORO, diritto, fisco e previdenza

FORMULARIO DEI CONTRATTI E DELLE LETTERE D’INCARICO PER LE COLLABORAZIONI AUTONOME Continua ad essere ricorrente da parte dei soci USPI la domanda di schemi contrattuali o di lettere d’incarico per i rapporti con i co.co.co., i co.co.pro e gli occasionali. Queste richieste da una parte dimostrano che la legge Biagi nel comparto USPI ha funzionato e dall’altro dimostrano un bisogno delle aziende di scrivere patti chiari per evitare antipatici contenziosi. Questo desiderio di chiarezza e di legittimità spiega anche come nelle redazioni si punti ad un clima di serena collaborazione che non solo rifugga da facili conflittualità ma concorra a perseguire - in armonia - l’affermazione della testata. Per comodità dei lettori riproponiamo questo formulario completo desunto dagli schemi pubblicati su questo Notiziario negli ultimi tre anni, segnalando altresì i numeri nei quali i singoli profili professionali sono stati adeguatamente trattati. I vecchi soci o i nuovi soci che fossero sprovvisti del Notiziario possono chiedere una fotocopia dell’articolo che interessa all’Ufficio Soci (tel. 06.4071388, 06.4065941, fax 06.4066859), e-mail: uspi@uspi.it Qualora lo schema che interessa non colga compiutamente le esigenze particolari della testata o susciti dei dubbi, i Soci (in regola con le quote associative) potranno rivolgersi alla consulenza gratuita dell’USPI.

mente pubblicato sul numero di marzo di questo “Notiziario”. Il tariffario, riportato al titolo VII e parametrato alla tiratura del periodico, per l’anno 2007 prevede le seguenti retribuzioni minime a numero: - con tiratura fino a 400.000 copie € 1350 a numero; - con tiratura da 10.000 a 400.000 copie € 705 a numero; - con tiratura fino a 10.000 copie € 367 a numero. Tali minimi, al lordo delle ritenute fiscali non sono obbligatori ma indicativi e possono essere aumentati o diminuiti in relazione alla foliazione e alla periodicità della pubblicazione. I compensi erogati sono al netto del contributo del 12% che il giornalista è tenuto a versare all’INPGI 2 ai sensi del D.Lgs. n. 103/’96. Di tale aliquota il 10% del reddito imponibile è a carico del giornalista mentre il restante 2%, a carico dell’editore, è calcolato sul reddito lordo e addebitato dal direttore responsabile all’azienda editrice, con indicazione nella relativa fattura, all’atto di ogni pagamento. Questo uno schema di lettera contrattuale tipo per il conferimento dell’incarico, a tempo indeterminato, di direzione responsabile di un periodico la cui tiratura non superi le 10.000 copie.

LE CO.CO.CO. GIORNALISTICHE

Egregio Sig................................................... Si conferisce alla S.V. l’incarico di Direttore responsabile del periodico..................., con tiratura/numero di............. copie. Detto incarico sarà esplicato in maniera saltuaria attraverso prestazioni giornalistiche autonome (locatio operis) che non comportano subordinazione. Il vigente tariffario 2007 delle collaborazioni libero-professionali, approvato dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, per la direzione di un periodico con tiratura/numero fino a 10.000 copie prevede un compenso di € 367 a numero lordi a numero.

Questa espressione indica i rapporti parasubordinati che si possono costituire con i direttori responsabili e con i redattori iscritti all’Ordine dei giornalisti. L’art. 61, 1° co. del D.P.R. 276/03 ha infatti escluso dalla sfera di applicazione della riforma Biagi le preesistenti co.co.co. rese da iscritti ad Ordini professionali, tra i quali rientrano i giornalisti professionisti e pubblicisti iscritti all’Ordine. LETTERA D’INCARICO RESPONSABILE

AL

DIRETTORE

La maggior parte degli editori dell’area USPI costituisce con il Direttore responsabile del proprio periodico un rapporto di collaborazione libero-professionale per l’esplicazione saltuaria di prestazioni giornalistiche autonome non comportanti cioè subordinazione. Tale collaborazione è prevista dal Tariffario che l’Ordine dei giornalisti approva e adegua ai primi dell’anno e che viene solitaNotiziario USPI n° 1/2009

RACCOMANDATA

Si prega di restituire l’unita copia firmata e datata per ricevuta e accettazione. L’EDITORE .................................................. Per ricevuta e accettazione IL DIRETTORE RESPONSABILE ................................................... (Cfr. “Notiziario USPI” di giugno 2006, pag. 12)

SCHEMA

DI CONTRATTO DI

CO.CO.CO.

CON UN REDATTORE ISCRITTO ALL’ORDINE DEI GIORNALISTI

Tra la Committente ............................. con sede in ............................... Via .................., in persona del suo legale rappresentante Sig. ................................. d’ora innanzi chiamata “Editore” e il Sig. ......................................... residente a ...................................................., tel..............................................................., fax..............................................., cod. fisc. ........................., Tessera ONG n................... del ......................................., d’ora innanzi chiamato “Collaboratore”, si costituisce il seguente rapporto di Collaborazione coordinata e continuativa, ai sensi dell’art. 2222 e seguenti del Codice civile e dell’art. 409 del Codice di procedura civile. 1. L’Editore conferisce al Sig. .................... - il quale accetta - l’incarico di prestare la propria collaborazione giornalistica al periodico ....................................... con sede a ................., Via ................................. tel....................., fax......................................... 2. L’anzidetto rapporto di co.co.co. decorre dal ............................... ha durata (1)............ e potrà essere rinnovato per quante volte le parti lo desiderino. L’eventuale disdetta anticipata del presente contratto dovrà essere comunicata con raccomandata A/r almeno trenta giorni prima della scadenza. 3. Il collaboratore si impegna a prestare la propria attività redazionale in forma di collaborazione coordinata e continuativa, senza alcun vincolo di subordinazione e d’orario, sincronizzandosi con le esigenze del ciclo di produzione del periodico e secondo le modalità e le richieste che saranno a lui prospettate dall’Editore o dal Direttore responsabile del periodico. In particolare il Collaboratore realizzerà i necessari momenti di coordinamento attraverso incontri stabiliti dal Direttore responsabile del periodico o dal Caporedattore (ovvero da persone da queste delegate) allo scopo di concordare gli articoli, i servizi, le notizie, i “pezzi” da elaborare - secondo scienza, coscienza e diligenza professionale - nel rispetto della linea editoriale della testata, dei tempi di programmazione redazionale e della puntuale pubblicazione del periodico. 12 11


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LAVORO, diritto, fisco e previdenza - LAVORO, diritto, fisco e previdenza 11 Le anzidette prestazioni giornalistiche saranno realizzate dal Collaboratore al suo domicilio e con mezzi propri e possibilmente trasmesse in redazione via fax - email o, comunque, recapitate tempestivamente. Nei giorni di chiusura del periodico, per motivi di rapidità, tagli, modificazioni e integrazioni agli articoli potranno essere realizzati dal Collaboratore nei locali della redazione. 4. Valutata la presumibile media mensile delle collaborazioni a cui si intende proporzionare il compenso, considerato, a titolo orientativo, il tariffario determinato annualmente dall’Ordine dei giornalisti per i co.co.co. l’Editore si impegna a corrispondere al Sig................................... il compenso mensile di euro (2) ......................, liberamente concordato tra le parti. Il compenso mensile verrà corrisposto entro il giorno 5 del mese successivo a quello nel quale sono state fornite le collaborazioni (3). Detto compenso potrà essere ridotto se gli scritti richiesti non perverranno in Redazione entro i termini concordati ovvero richiedano una completa revisione. Il compenso lordo pagato al Collaboratore in quanto fiscalmente equiparato allo stipendio del lavoratore dipendente, in forza della Legge finanziaria n. 2000 del 21.11.00 n. 342, sarà assoggettato alla ritenuta fiscale, con aliquota progressiva, secondo gli scaglioni di reddito. Le eventuali spese di realizzazione di servizi giornalistici o articoli d’indagine saranno rimborsate dall’Editore solo se preventivamente calcolate e autorizzate e idoneamente documentate. 5. In via equitativa l’Editore estende al Collaboratore il trattamento previsto per i Redattori a progetto non iscritti all’Ordine dei giornalisti, sancito dall’art. 66, commi 1 e 2 del D.Lgs. n. 276/03 in materia di malattia, infortunio e gravidanza (4). In particolare la malattia e l’infortunio del Collaboratore comporteranno solo la sospensione del rapporto - senza corresponsione del compenso - che, però si estinguerà alla scadenza. L’Editore potrà comunque recedere se la sospensione si protrarrà per un periodo superiore a 2 mesi. Il Collaboratore è tenuto a comunicare preventivamente in Direzione e comunque entro 24 ore dall’inizio della malattia l’impossibilità di eseguire le presta12

zioni redazionali per permettere al Direttore Responsabile di sostituirlo. Alla comunicazione dovrà seguire la tempestiva presentazione del certificato medico. La gravidanza comporterà la sospensione del rapporto - senza corresponsione del compenso - e la proroga del contratto per 180 giorni. 6. Il Collaboratore, in quanto iscritto all’Ordine dei Giornalisti, è tenuto ad iscriversi alla gestione separata dell’INPGI a cui verserà l’intero contributo del 12% calcolato sul compenso lordo (10% a suo carico e 2% a carico dell’editore). L’Editore è tenuto a corrispondere al Collaboratore, in busta paga, la parte a suo carico del 2%. 7. Il Collaboratore non potrà svolgere attività in concorrenza con l’Editore, né diffondere notizie e apprezzamenti attinenti ai programmi editoriali e all’organizzazione dell’Editore. In nessun modo il Collaboratore potrà compiere atti in pregiudizio della testata o dell’attività dell’Editore. Letto, approvato e sottoscritto il ................ (L’Editore).................................................. (Il Collaboratore)........................................ NOTE 1) La durata del rapporto può essere trimestrale, semestrale o annuale. 2) A titolo puramente orientativo ricordiamo che per i co.co.co. iscritti all’Ordine dei giornalisti, il tariffario 2007 prevede i seguenti compensi annui: euro 2.178 per 2 collaborazioni al mese; euro 4.357 per 4 collaborazioni al mese e euro 8.709 per almeno 8 collaborazioni al mese. L’anzidetto Tariffario non è vincolante, ove l’Editore lo ritenga, nel contratto può essere specificato - a fini di maggiore chiarezza - il numero medio delle collaborazioni mensili. 3) Ordinariamente nei periodici settimanali, quindicinali e mensili il compenso è corrisposto mensilmente, mentre nei bimestrali, trimestrali o quadrimestrali il compenso può essere corrisposto entro il giorno 5 del mese successivo a quello della effettiva pubblicazione della rivista. 4) Se il collaboratore è di sesso maschile eliminare i riferimenti alla gravidanza e alla sua disciplina. (Cfr. Notiziario USPI di luglio-agosto 2004, pag. 13)

CONTRATTO A PROGETTO E CONTRATTO A PROGRAMMA Questi due contratti rappresentano la vera novità della Legge Biagi. Brevemente ricordiamo che il progetto è un’attività produttiva tendente a un risultato finale cui il co.co.co. partecipa direttamente con la sua prestazione. Esempi: rilancio della testata, potenziamento di un settore redazionale, campagna abbonamenti. Il programma di lavoro tende invece ad un risultato parziale destinato ad essere integrato da altre lavorazioni in vista di un risultato finale: es. nuove rubriche, pagine di servizio, supplementi. Chi volesse approfondire il quadro di sintesi della riforma del lavoro introdotta dalla Legge n. 30/2003 potrà consultare il Notiziario USPI di ottobre 2005 alle pagine 10 e 11 che offrono agli editori una lettura pratica dei rapporti di collaborazione. Di seguito riportiamo uno schema di contratto che può essere utilizzato sia per un contratto a progetto che per un contratto a programma. Attenzione! L’individuazione del progetto o del programma è obbligatoria e compete all’editore. SCHEMA

DI CONTRATTO A PROGRAMMA

CON UN REDATTORE NON ISCRITTO ALL’ORDINE DEI GIORNALISTI

1. Nell’ambito del programma di potenziamento della redazione del periodico .............................................................. edito da.................................................. con sede in..................................................................., Via................................................................, tel................................................................... fax......................... ai sensi della L. n. 30/03 e del D.Lgs n. 276/03 si costituisce il seguente rapporto di co.co. a programma tra l’anzidetta azienda committente, d’ora innanzi chiamata “Editore”, e il Sig.................................................. residente a............................................................ tel................................................................... fax........................................................., cod. fisc. ....................................., d’ora innanzi chiamato “Collaboratore”. 2. L’anzidetto rapporto di co.co. a progamma decorre dal ............................ ha durata annuale (o semestrale, o trimestrale) e può essere rinnovato fino a quando l’Editore non ritenga di aver conseguito risultati accettabili dal programma di potenziamento della redazione di cui al punto 1. Il presente contratto può essere disdettato dalle parti con raccomandata A.R. inviata almeno 30 gg. prima della scadenza. 3. Le prestazioni redazionali saranno svolNotiziario USPI n° 1/2009


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te in assoluta autonomia e senza vincoli di orario. Tuttavia il Collaboratore realizzerà i necessari momenti di coordinamento attraverso incontri stabiliti dal Direttore Responsabile del periodico o dal Caporedattore (ovvero da persone da queste delegate) allo scopo di concordare gli articoli, i servizi, le notizie, i “pezzi” da elaborare nel rispetto della linea editoriale, dei tempi di programmazione redazionale e della puntuale pubblicazione del periodico. Le predette collaborazioni redazionali saranno realizzate dal Collaboratore al suo domicilio e con mezzi propri e possibilmente trasmesse in Redazione via fax - email. Nei giorni immediatamente antecedenti la chiusura in redazione del periodico, per motivi di rapidità, tagli, modificazioni e integrazioni agli articoli potranno essere realizzati dal Collaboratore nei locali della Redazione. 4. Valutata la presumibile qualità e quantità delle collaborazioni redazionali a cui si intende proporzionare il compenso, considerato il tariffario determinato dall’Ordine dei giornalisti per analoghe prestazioni di co.co.co. iscritti all’Ordine dei giornalisti e tenuto conto che il Collaboratore ha dichiarato di non essere iscritto all’Ordine medesimo, il corrispettivo lordo concordato fra le parti assomma a ................ euro mensili (1). Detto compenso potrà essere ridotto se gli scritti richiesti non perverranno in Redazione entro i termini concordati ovvero richiedano una completa revisione. Il compenso lordo pagato al Collaboratore in quanto fiscalmente equiparato allo stipendio del lavoratore dipendente, in forza della Legge finanziaria n. 2000 del 21.11.00 n. 342, sarà assoggettato alla ritenuta fiscale, con aliquota progressiva, secondo gli scaglioni di reddito. Le eventuali spese di realizzazione di servizi giornalistici o articoli d’indagine saranno rimborsate dall’Editore solo se preventivamente calcolate e autorizzate. 5. Ai sensi dell’art. 66, commi 1 e 2, del D.Lgs. n. 276/03 la malattia e l’infortunio del Collaboratore comporteranno solo la sospensione del rapporto - senza corresponsione del compenso - che però si estinguerà alla scadenza. L’Editore potrà comunque recedere se la sospensione si protrarrà per un periodo superiore a 2 mesi (2). Il Collaboratore è tenuto a comunicare preventivamente in Direzione e comunque entro 24 ore dall’inizio della malattia l’impossibilità di eseguire le prestazioni redazionali per permettere al Notiziario USPI n° 1/2009

Direttore Responsabile di sostituirlo. Alla comunicazione dovrà seguire la tempestiva presentazione del certificato medico. Ai sensi dell’art. 66, co. 1 del D.Lgs. n. 276/03 la gravidanza comporterà la sospensione del rapporto - senza corresponsione del compenso - e la proroga del rapporto per 180 giorni. 6. Il Collaboratore, ai sensi dell’art. 61, co. 1 e art. 64, co 2 del D.Lgs. n. 276/03, non potrà svolgere attività in concorrenza con l’Editore, né diffondere notizie e apprezzamenti attinenti ai programmi editoriali e all’organizzazione dell’Editore. In nessun modo il Collaboratore potrà compiere atti in pregiudizio della testata o dell’attività dell’Editore. 7. Il Collaboratore sarà iscritto alla Gestione Separata dell’INPS. L’EDITORE .....................

IL COLLABORATORE .............................................

Note 1) Nei bimestrali, semestrali o quadrimestrali il compenso è corrisposto entro un mese dalla pubblicazione del numero. 2) Il periodo di 2 mesi è, secondo legge, pari a 1/6 della durata del rapporto. Se, ad es., il contratto ha durata semestrale l’editore può recedere qualora la sospensione si protragga per più di 1 mese. (Cfr. Notiziario USPI di giugno 2004 alle pagine 12 e 13) CONTRATTO A FASE DI PROGRAMMA CON UNA SEGRETARIA DI REDAZIONE

Il caso che ipotizziamo si riferisce ad un piccolo periodico il cui editore ha in animo di disimpegnare i collaboratori redazionali da qualsiasi attività amministrativa e di valorizzare i rapporti con i collaboratori, gli abbonati e gli inserzionisti pubblicitari affidando tutte queste mansioni non giornalistiche ed ogni altra mansione amministrativa ad una Segretaria di Redazione, per un periodo sperimentale di un anno. Ma dopo un anno che succede? I casi sono tre: se gli esiti dell’esperimento sono deludenti il contratto si risolve. Se i risultati sono appena accettabili alla collaboratrice si concede una prova d’appello e il contratto si proroga per una seconda ed ultima volta. Se la Segretaria di Redazione è brava è bene tenersela, assumendola parttime con il Contratto USPI-CONFAPI. Una cosa deve essere certa: l’esperimento non può essere interminabile.

ne del periodico ........................... edito dalla ............................................. con sede in ................................. via ........................... tel. ........................ fax .................................., e al fine di disimpegnare i collaboratori redazionali da mansioni non strettamente giornalistiche costituendo, in via sperimentale, una Segreteria di Redazione, la cui attività concretizza una fase dell’anzidetto programma di produzione, ai sensi della L. n. 30/2003 e del D.Lgs. n. 276/03, si costituisce il seguente rapporto di co.co. “a fase di programma” tra l’anzidetta azienda committente, d’ora innanzi chiamata “Editore” e la Sig.a ...................... residente a ................ tel. ................ fax .................... cod. fisc. ..............................................., d’ora innanzi chiamata “Collaboratrice”. 2. La Collaboratrice svolgerà tutti i compiti connessi alla posizione di Segretaria di Redazione del periodico ............................ curando, in particolare, i rapporti con i redattori, con gli abbonati, con gli inserzionisti pubblicitari e ogni altro adempimento amministrativo che le sarà assegnato dall’Editore. 3. L’anzidetto rapporto di co.co.co. “a fase di programma” decorre dal ......................, ha durata annuale (o semestrale o trimestrale) e può essere disdettato dalle parti con raccomandata A.R. inviata almeno 30 gg. prima della scadenza. 4. Le prestazioni di cui al punto 2 saranno svolte - in assoluta autonomia e senza vincoli d’orario - prevalentemente al domicilio della Collaboratrice e con mezzi propri, tuttavia la stessa Collaboratrice realizzerà i necessari momenti di coordinamento attraverso incontri sistematici con l’Editore o con il Direttore responsabile del periodico allo scopo di ottimizzare le funzioni della Segreteria di Redazione. I rapporti telefonici e di servizio potranno essere tenuti dalla Collaboratrice nei locali della Redazione.

SCHEMA DI CONTRATTO

5. Valutata la presumibile qualità e quantità del lavoro richiesto dalla Segreteria di Redazione del periodico ........................, tenuto conto del numero dei collaboratori redazionali e degli abbonati, il corrispettivo lordo concordato fra le parti assommerà a ...................... euro mensili. Il compenso lordo pagato alla Collaboratrice, in quanto fisicamente equiparato allo stipendio del lavoratore dipendente, in forza della L. finanziaria n. 2000 del 21.11.2000 n. 342, sarà assoggettato alla ritenuta fiscale, con aliquota progressiva, secondo scaglioni di reddito.

1. Nell’ambito del programma di produzio-

6. Ai sensi dell’art. 66, commi 1

14 13


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LAVORO, diritto, fisco e previdenza - LAVORO, diritto, fisco e previdenza e 2, del D.Lgs. n. 276/03 la malat13 tia e l’infortunio della Collaboratrice comporteranno solo la sospensione del rapporto - senza corresponsione del compenso - che però si estinguerà alla scadenza. L’Editore potrà comunque recedere se la sospensione si protrarrà per un periodo superiore a 2 mesi (1). La Collaboratrice è tenuta a comunicare preventivamente in Direzione e comunque entro 24 ore dall’inizio della malattia l’impossibilità di eseguire le funzioni di Segretaria di Redazione. Alla comunicazione dovrà seguire la tempestiva presentazione del certificato medico. Ai sensi dell’art. 66, co. 1 del D.Lgs. n. 276/03 la gravidanza comporterà la sospensione del rapporto - senza corresponsione del compenso - e la proroga del rapporto per 180 giorni. 7. La Collaboratrice ai sensi dell’art. 61, co. 1 e art. 64, co 2 del D.Lgs n. 276/03, non potrà svolgere attività in concorrenza con l’Editore, né diffondere notizie e apprezzamenti attinenti ai programmi editoriali e all’organizzazione dell’Editore. In nessun modo la Collaboratrice potrà compiere atti in pregiudizio della testata o dell’attività dell’Editore. 8. L’Editore iscriverà la Collaboratrice alla gestione separata dell’INPS sulla base degli emolumenti corrisposti. Letto confermato e sottoscritto il ................ L’Editore ....................................................... La Collaboratrice ....................................... Note 1) Il periodo di 2 mesi è, secondo legge, pari a un sesto della durata del rapporto indicata nel contratto. Se, quindi, ad es. il contratto ha durata semestrale l’editore può recedere qualora la sospensione si protragga per un periodo superiore ad 1 mese. (Cfr. Notiziario USPI di settembre 2004 alla pagina 14)

LE PRESTAZIONI OCCASIONALI Le prestazioni episodiche introdotte dall’art. 61, 2° comma, del D.Lgs. 276/03, applicativo della legge Biagi n. 30/03, sono quelle che maggiormente possono interessare le aziende editrici. Per tali collaborazioni che non soddisfano, appunto, le esigenze della continuità e del 14

coordinamento, il legislatore ha ritenuto che non fosse necessario il riferimento a un progetto o a un programma in ragione della loro portata limitata. Si tratta infatti di prestazioni utili all’attività editoriale ma da rendere per periodi di tempo limitati e dietro un minimo compenso. L’editore può avvalersene a due condizioni che la legge fissa con inequivocabile chiarezza: - che non superino i 30 giorni nell’anno solare; - che il compenso non superi i 5.000 euro nel medesimo anno solare. Una volta violata una di queste condizioni il contratto va trasformato nelle forme a progetto o a programma che prevedono una più favorevole disciplina delle assenze. La circ. INPS n. 103 del 6 luglio 2004, fornendo chiarimenti sugli obblighi contributivi degli occasionali, precisa che l’esenzione contributiva opera solo per i collaboratori sotto la fascia dei 5.000 euro l’anno e, in caso di superamento di questo limite di reddito, i contributi sono dovuti solo per la parte eccedente. I versamenti vanno effettuati il mese successivo all’eventuale superamento dei 5.000 euro entro il giorno 16, utilizzando i codici relativi alle co.co.co. Del pari tali collaboratori, ove ricorrano gli estremi, sono soggetti ad iscrizione all’INAIL e vanno iscritti sui libri di paga e matricola. In capo ad un unico collaboratore sono ammessi rapporti con committenti diversi ma sempre con un complessivo massimo di 30 giorni nell’anno solare per ogni committente e con un compenso complessivo non superiore a 5.000 euro per ogni committente. I compensi dei co.co.co. occasionali, al pari delle co.co.co. a progetto o a programma, rientrano nei redditi assimilati al lavoro dipendente di cui all’art. 50, lettera c bis) del TUIR e sono soggetti, quindi, alle normali ritenute fiscali per fasce di reddito. Un esempio pratico può essere dato dalla correzione delle bozze che, alla duplice condizione che non superi i 30 giorni lavorativi nell’anno e i 5.000 euro di compenso, può formare oggetto di un rapporto di mini co.co.co. occasionale, della durata di un anno e tacitamente rinnovabile di anno in anno. LETTERA

DI INCARICO AD UN COLLABO-

ziamo che il periodico abbia periodicità mensile ed anzi pubblichi un numero doppio a luglio-agosto e quindi esca per 11 numeri l’anno. Supponiamo anche che - in ragione del numero delle pagine - la correzione di ciascun numero possa essere effettuata in due giornate lavorative per complessive 22 giornate annue. Ipotizziamo infine che ogni giornata di lavoro debba essere compensata con 50 euro e quindi con 100 euro a numero per complessivi 1.100 euro l’anno. Su queste basi la lettera-tipo per il conferimento dell’incarico di co.co.co. occasionale potrebbe essere formulata come segue. “A seguito delle intercorse intese verbali, questa editrice Le conferisce l’incarico di prestare una collaborazione coordinata e continuativa occasionale - di cui all’art. 61, comma 2, del D.lgs. n. 276/2003, applicativo della L. 30/2003 - avente ad oggetto la correzione delle bozze di stampa del periodico...............................edito da questa azienda. La correzione delle bozze verrà effettuata al Suo domicilio, senza alcun vincolo di subordinazione, secondo le modalità, le richieste ed i tempi di consegna che le saranno prospettati dal Direttore responsabile o da persona da lui delegata. Il presente incarico avrà inizio dal......, avrà durata annuale e alla scadenza potrà intendersi tacitamente rinnovato. Per la sua prestazione, quantificata in 22 giornate di lavoro annue, riferibili alla correzione delle bozze di 11 numeri, Lei riceverà un corrispettivo annuo di 1.100 euro (specificare se lordi o netti) che le saranno corrisposti in 11 ratei mensili di 100 euro (un rateo per il numero di luglio-agosto), entro 5 giorni dalla pubblicazione del numero corretto. Qualora motivi di forza maggiore Le impediscano di correggere le bozze o di riconsegnarle nei tempi concordati, La preghiamo di informare subito la Redazione in modo che possa essere tempestivamente disposta la sua sostituzione. Per eventuali numeri doppi o edizioni speciali con un maggior numero di pagine, verrà concordata una maggiorazione del compenso proporzionata al suo maggior impegno, in ragione di 50 euro l’ora. La preghiamo di restituire la seconda copia di questa lettera d’incarico firmata e datata “Per ricevuta e accettazione”.

RATORE OCCASIONALE

(Firma dell’editore)

Richiamandoci all’esempio indicato ipotiz-

Per ricevuta accettazione......................... Notiziario USPI n° 1/2009


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BiBLiotECa USPi I TRE INVERNI DELLA PAURA di Giampaolo Pansa Rizzoli, Milano 2008, pagine 568, € 21,50 Gli inverni di paura che danno il titolo a questo romanzo si collocano tra il giugno 1940 e la fine del 1946 ed hanno a protagonista una giovane proprietaria terriera che dopo aver perso in guerra il marito e, successivamente, il fratello, partigiano bianco, perde essa stessa la vita perchè politicamente invisa al figlio del suo mezzadro. Grazie alla scrittura romanzesca il libro è davvero avvincente e la sua originalità consiste nel dare gradevolezza ad un saggio di controinformazione che racconta obiettivamente la guerra civile fra tre totalitarismi: quello fascista della Repubblica di Salò, quello nazista delle truppe tedesche di occupazione, e quello comunista che prolunga ben oltre il 25 aprile una spietata strategia di delitti perpetrati tra Parma, Reggio Emilia e Modena. Il romanzo al servizio della saggistica. Da alcuni anni Giampaolo Pansa, celebre giornalista di sinistra, si dedica ad un lavoro di ricerca tendente a documentare alcune verità atroci della guerra civile lasciate ben nascoste o ignorate, nell’intento di difendere il mito di una Resistenza idilliaca. I fatti che costituiscono lo sfondo del racconto non sono frutto di fantasia ma sono

veri, appartengono alla realtà e dimostrano che in quegli inverni di paura vennero “giustiziate” vittime innocenti, proprietari terrieri, pacifici sacerdoti, giovani idealisti che, senza aver mai imbracciato un’arma, persero la vita perché accusati – a volte ingiustamente – di essere stati simpatizzanti del regime. Squarciando un velo di conformismo duro a morire, Pansa fa anche nomi e cognomi aprendo fosse segrete da cui fa emergere i fantasmi di gente comune, ricca o povera, che ancora oggi ci indignano o ci turbano per la loro estraneità alla guerra civile. Il libro emoziona anche perché discretamente racconta la vita difficile di donne sole e di bambini non risparmiati dall’asprezza di quegli anni. Ecco un libro che i giovani farebbero bene a leggere e che non mancherà di commuovere gli anziani che furono bambini in quegli anni difficili. CLASS ACTION di Stefano Bertuzzi e Gianluca Cottarelli Simone, Napoli 2008, pagine 208, € 14,00 Ecco un argomento giuridico – legislativo di grande attualità e di vasto interesse: l’azione legale collettiva in difesa dei consumatori, o class action, di origine statunitense, introdotta con la legge finanziaria del 2008. La rapidità delle relazioni economiche e la standardizzazione dei modelli contrattuali pongono i consumatori in una posizione di debolezza rispetto alle grandi aziende sempre in grado di imporre prodotti e comportamenti.

Il codice del consumo introdotto con L. 30 luglio 1998 n. 281 ha dato una prima disciplina organica dei diritti dei consumatori ma si è limitato a prevedere solo la possibilità per le associazioni dei consumatori di chiedere alle aziende la cessazione di comportamenti scorretti, lasciando la questione della riparazione dei danni alla tutela individuale spesso scoraggiata da tempi e costi processuali. Ma v’è di più. L’esperienza mostra come molto spesso i comportamenti illeciti di produttori e fornitori di beni e servizi produce da un lato danni non troppo rilevanti per il singolo consumatore e dall’altro ingiusti vantaggi economici assai rilevanti per le imprese. La class action elimina questo squilibrio poiché consente di rappresentare in un unico giudizio una molteplicità di situazioni soggettive omogenee, ma distinte tra loro, anche senza il concorso dei singoli interessati. Nella class action, infatti, colui che introduce l’azione agisce in nome di un gruppo indistinto di consumatori anche senza il concorso dei singoli danneggiati, con l’effetto di riequilibrare i rapporti di forza tra aziende e consumatori. Infatti la somma di migliaia di situazioni soggettive distinte ma unitariamente rappresentate dà vita ad una “forza d’urto” in grado di contrastare efficacemente lo strapotere delle grandi aziende.

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Notiziario USPI n° 1/2009

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Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Fax 06.40.66.859 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Giancarlo Cinoglossi Redattore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Stab. di Roma - SO.GRA.RO. Via Ignazio Pettinengo, 39 - 00159 Roma Il n. 1 (gennaio 2009) è stato stampato il 14 gennaio 2009

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Scooter faciLe Via Cavour, 63/A 05100 Terni Direttore: Andrea Bassanelli Editore: Blu Press S.r.l. Periodicità: mensile Materia trattata: scooter

SiciLia Lavoro Viale Principe di Scalea, 36 90151 Palermo Direttore: Claudio Ballor Editore: Fabrizio Vaccarisi Periodicità: quattordicinale Materia trattata: informazione, offerte di lavoro

TELEGRAMMI Questo numero in 2 minuti focus audiZione uSPi aLLa commiSSione cuLtura deLLa camera Illustrate dal Segretario Generale, Vetere, le posizioni dell’USPI sui principali temi sul tappeto in materia di editoria: dal Regolamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri sui contributi diretti della legge 250/90 alle agevolazioni tariffarie postali. Il testo integrale del documento presentato. dai cHioScHi ai triBunaLi Tesi (e controtesi) di alcune sentenze del TAR aventi per oggetto la distribuzione della stampa in edicola e nei punti non esclusivi. Normativa e privacy iL Garante SemPLifica Le Procedure Con tre provvedimenti pubblicati in dicembre sulla Gazzetta Ufficiale, il Garante per la privacy snellisce le procedure per le misure minime di sicurezza e semplifica il modello per le notificazioni. Indicazioni anche per la cancellazione sicura dei dati sui computer e apparecchi elettronici I rapporti di lavoro nei periodici USPI ScHemi di contratto e Lettere d’incarico Per Le coLLaBoraZioni autonome Analizzate le cococo giornalistiche, i contratti a progetto o a programma e le prestazioni occasionali. Scadenze dePoSito LeGaLe A gennaio prosegue, secondo il calendario delle Convenzioni USPI con le Biblioteche Nazionali, il rispetto dell’obbligo del deposito legale dei giornali e periodici. Ricordiamo di allegare al prossimo invio un certificato di iscrizione USPI per l’anno 2009.


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