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Anno 2009 - Edizione N. 2 - Febbraio

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NOTIZIARIO

UNION E ST AMPA

PE RIODIC A ITALIANA

ANNO 45° - MENSILE

Uspi

- 11 NUMERI

Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L. 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma. In caso di mancato recapito rinviare all’ufficio P.T. di Roma - Romanina detentore del conto per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa in vigore

Accolte tutte le richieste USPI

PREPENSIONAMENTO PER I GIORNALISTI DEI PERIODICI E RIPRISTINO DELLE AGEVOLAZIONI POSTALI PER LE SOCIETA’ EDITRICI Mentre andiamo in stampa, è in corso di conversione il decreto legge 30 dicembre 2008, n. 207 (c.d. “Milleproroghe”). Durante l’esame del provvedimento, nella seduta dell’11 febbraio scorso dell’Aula di Palazzo Madama, il governo ha presentato un maxi-emendamento sul quale ha posto ed ottenuto la fiducia del Senato. Nel maxi-emendamento governativo sono presenti alcune norme che riguardano l’editoria e disciplinano l’erogazione di sovvenzioni e contributi al comparto editoriale pur rispettando gli stanziamenti complessivi stabiliti dalla Finanziaria 2009 che costituiscono tetto di massimo di spesa. Vediamo le principali novità introdotte. CASSA I TEGRAZIO E: il trattamento di Cassa integrazione, già previsto per i giornalisti dipendenti dei quotidiani, viene esteso anche a 6

Varato il nuovo Regolamento per l’organizzazione e la tenuta del Registro degli operatori di comunicazione (pagine 1, 2, 5, 6) Prepensionamento per i giornalisti dei periodici e ripristino delle agevolazioni postali per le società editrici (pagine 1, 6, 8, 12)

Convocazione dell’Assemblea USPI dell’anno 2009 (pagina 3)

EISE - International Business Contacts (pagina 4)

2

FEBBRAIO 2009

Con la Delibera n. 666/08/CO S dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni

VARATO IL NUOVO REGOLAMENTO PER L’ORGANIZZAZIONE E LA TENUTA DEL REGISTRO DEGLI OPERATORI DI COMUNICAZIONE (ROC)

Entrerà in vigore il 2 marzo 2009 – E’ il nuovo “testo unico” in materia di gestione del ROC, avendo abrogato tutte le disposizioni istitutive e modificative precedenti – Previste la revisione della modulistica e la cancellazione d’ufficio dal Registro – Prorogato al 31 luglio il termine per la “comunicazione annuale” all’Autorità – Possibili deroghe ai Co.Re.Com territoriali

A

seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 25 del 31 gennaio scorso, della Delibera n. 666/08/CONS dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che ha approvato il nuovo Regolamento per l’organizzazione e la tenuta del “Registro degli operatori di comunicazione (ROC)”, l’Autorità sul proprio sito (www.agcom.it) ha pubblicato una nota esplicativa e riassuntiva delle modificazioni introdotte con il nuovo Regolamento del ROC.

S OMMARIO

Le quote associative USPI per l’anno 2009 (pagina 7)

Catricalà: contributi alle nuove idee editoriali e va superato il privilegio di Poste Italiane (pagine 9, 10, 11) Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 11)

Deposito legale regionale per gli editori della provincia di Roma (pagina 12) Notizie INPGI (pagina 13)

Requisiti e procedure per l’iscrizione all’Ordine dei giornalisti – Elenco pubblicisti (pagine 13, 14) Due metodi per calcolare il valore di una testata (pagina 14) Biblioteca USPI (pagina 15)

L’Eco della Stampa (pagina 15)

Periodici associati all’USPI – 413° elenco (pagina 16) Telegrammi (pagina 16)

La nota, che di seguito riportiamo integralmente, è a firma del Direttore del Servizio ispettivo e Registro, Avv. Nicola Sansalone.

«Il 31 gennaio 2009 è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale la delibera n. 666/08/CO S con la quale è stato approvato un nuovo Regolamento per l’organizzazione e la tenuta del Registro degli operatori di comunicazione (R.O.C.).

Il nuovo regolamento ha abrogato le disposizioni contenute nella delibera n. 236/01/CONS e nelle successive modifiche intervenute nel corso di questi anni, costituendo un testo unico in materia di tenuta e gestione del ROC ed entra in vigore il trentesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (2 marzo 2009).

In sintesi, l’attività di revisione ha, tra l’altro, previsto: - un ampliamento del numero dei soggetti tenuti all’iscrizione, alla luce degli interventi legislativi (art. 2, comma 1, 2

DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI (vai a pagina 11)

Articoli e notizie di questo Notiziario possono essere liberamente riprodotti citandone la fonte. Se ne raccomanda, anzi, la massima diffusione da parte di tutti i periodici associati all’USPI, nell’interesse della categoria QUESTO NOTIZIARIO VIENE SPEDITO AGLI ASSOCIATI USPI IN REGOLA CON IL VERSAMENTO DELLE QUOTE


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VARATO IL NUOVO REGOLAMENTO PER L’ORGANIZZAZIONE E LA TENUTA DEL REGISTRO DEGLI OPERATORI DI COMUNICAZIONE (ROC) 1

lett. a, b, c, i 2);

- la revisione della modulistica alla luce delle nuove tipologie di operatori tenute all’iscrizione al ROC sia delle esigenze amministrative emerse nella gestione del registro; - una nuova definizione di agenzia di stampa nazionale (art. 2, comma 1, lett. g) ;

- la riduzione del termine per la conclusione del procedimento di iscrizione da sessanta a trenta giorni (art. 7, comma 1);

- la previsione della cancellazione d’ufficio dal Registro (art.12 comma 6); - la trasmissione telematica delle comunicazioni da rendere al Registro (art.13);

- la pubblicazione sul sito web dell’Autorità dei dati generali relativi ai soggetti iscritti al Registro (art. 19);

- la possibilità di conferire le deleghe ai Co.Re.Com. (che ne faranno richiesta) per la gestione del Registro (art. 25);

- la previsione di un codice alfa numerico identificativo degli impianti radiotelevisivi presenti nella Sezione speciale impianti radiotelevisivi del Registro (art. 21, comma 3);

- un ampliamento del termine, (da trenta a sessanta giorni) per comunicare le variazioni con un sistema interattivo relative agli impianti radiotelevisivi, (All. C, n. 3);

- la pubblicazione delle informazioni relative alla denominazione/ragione sociale, codice fiscale, sede legale, attività e numero ROC dei soggetti iscritti al Registro sul sito web dell’Autorità.

In particolare, l’ampliamento dei soggetti tenuti all’iscrizione al Registro e le novità apportate dalla riforma del diritto societario, soprattutto in relazione ai diversi modelli di governance, hanno comportato la revisione del modulo attualmente utilizzato (modello 4/ROC).

Tutta la nuova modulistica reca una nuova intestazione (da REG a ROC) che consentirà di agevolare la ricerca documentale riferita a periodi anteriori o posteriori all’entrata in vigore del nuovo regolamento.

Con riferimento ai termini di presentazione della domanda d’iscrizione al Registro, è stato previsto che la domanda sia presentata entro sessanta giorni dalla data di inizio delle attività e nel caso in cui l’inizio delle attività è subordinato al rilascio dei prescritti titoli abilitativi, il termine per l’iscrizione al Registro dovrà pertanto intendersi decorrente dalla data di rilascio 2

del titolo abilitativo (art. 5, comma 5).

Con riferimento ai termini per la conclusione dei procedimenti di iscrizione, in conformità a quanto previsto dalle nuove norme in materia di procedimento amministrativo, il termine è stato ridotto da sessanta a trenta giorni, salvo non sia necessaria un’integrazione della documentazione presentata (art. 7, comma 1). La norma relativa all’iscrizione d’ufficio (art. 20 vecchio testo) è stata assorbita dall’art. 7, commi 3, 4 e 5 ove è comunque previsto che nei casi in cui non sia presentata la documentazione integrativa richiesta o la domanda di iscrizione nei termini, il responsabile del procedimento diffida il soggetto a presentare regolare domanda e se del caso procede all’acquisizione della documentazione necessaria tramite il Nucleo della Guardia di Finanza, ai fini dell’iscrizione d’ufficio. E’ inoltre prevista la cancellazione d’ufficio degli operatori iscritti al ROC, nei casi in cui, in seguito alla visura camerale, il soggetto risulti cancellato dal Registro nazionale delle imprese a seguito di procedure concorsuali o per cessazione dell’attività (art. 12, comma 6). L’elenco delle cancellazioni d’ufficio è pubblicato sul sito web dell’Autorità (art.12, comma 7).

E’ prescritto l’invio telematico di tutte le comunicazioni cui i soggetti iscritti sono tenuti a comunicare al Registro (art. 13). Questa previsione consentirà di gestire in modo più rapido ed efficiente le numerose comunicazioni che pervengono al Registro, consentendo un aggiornamento in tempo reale del Registro. Il termine per la trasmissione della comunicazione annuale telematica cui gli operatori iscritti sono tenuti, è rimasto invariato per le società di capitali e le cooperative, ovvero trenta giorni dall’assemblea che approva il bilancio, mentre è stato allungato al 31 luglio per i restanti soggetti.

Le norme relative alle dichiarazioni proprie dei soggetti obbligati sono state poste al di fuori del testo regolamentare, prevedendo delle “istruzioni” per la presentazione della domanda di iscrizione nel R.O.C., in modo da descrivere in modo chiaro e puntuale le informazioni necessarie da rendere al Registro (All. B).

E’stata prevista la possibilità di conferire, mediante deleghe, ai Co.Re.Com. che ne faranno specifica richiesta la gestione del R.O.C. a livello territoriale (art. 25).

E’ stata, inoltre, rivisitata anche la disciplina relativa al “Catasto Nazionale delle fre-

quenze”, che costituisce la Sezione speciale del Registro degli operatori di comunicazione, istituita con la delibera n. 502/06/CONS del 2 agosto 2006 anch’essa abrogata dalla delibera 666/08/CONS (art. 26).

L’evoluzione delle attività di implementazione del catasto delle frequenze radiotelevisive prevede adesso una nuova e più facile modalità di gestione del database attraverso l’utilizzo della rete internet.

Ciò consente a ciascun operatore di avere in linea i dati tecnici dei propri impianti radioelettrici e di effettuarne i relativi aggiornamenti, in modalità singola o massiva, attraverso tecniche di tracciamento degli accessi al database che consentono, altresì, di ricostruire la “storia” dell’impianto stesso.

La realizzazione del database del catasto delle frequenze consente di riconoscere ogni impianto attraverso un proprio codice identificativo alfa-numerico di nove caratteri, in modo da consentire la tracciabilità di ogni impianto (art. 21, comma 3). Il termine entro cui gli operatori sono tenuti a comunicare ogni variazione relativa agli impianti, al fine di tener conto delle complesse operazioni di spegnimento progressivo degli impianti è stato ampliato da trenta a sessanta giorni (All. C, n. 3).

Relativamente alla pubblicità dei dati contenuti nel registro, entro tre mesi dall’entrata in vigore del Regolamento, saranno pubblicati i dati relativi alla denominazione, al codice fiscale, alla sede legale, al numero R.O.C. attribuito a ciascun iscritto nonché al tipo di attività svolta dagli operatori presenti nel data base (art. 19, comma 1). Ciascun soggetto iscritto ha comunque l’onere di verificare la rispondenza dei dati pubblicati (art. 19, comma 2)». Il Direttore icola Sansalone ISCRIZIO E AL ROC

La legge istitutiva 31 luglio 1997, n. 249 individua, tra le competenze dell’Autorità, in particolare all’art. 1, comma 6, lett. a), numeri 5 e 6, la tenuta del Registro unico degli Operatori di comunicazione (di seguito R.O.C.). Il ROC ha la finalità di garantire la trasparenza e la pubblicità degli assetti proprietari, consentire l’applicazione delle norme concernenti la disciplina anti-concentrazione, la tutela del pluralismo 5 otiziario USPI n° 2/2009


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AVVISO DI CO VOCAZIO E DELL’ASSEMBLEA U.S.P.I. DELL’A O 2009

Ai sensi degli articoli 7 e 8 dello Statuto, l’Assemblea Generale Ordinaria dei soci dell’Unione Stampa Periodica Italiana (U.S.P.I.) è convocata per giovedì 16 aprile 2009, alle ore 15 in prima ed alle ore 16 in seconda convocazione, presso la sede sociale in Viale B. Bardanzellu n. 95 in Roma, con il seguente:

ORDI E DEL GIOR O 1. Insediamento della Presidenza e della Segreteria; 2. Relazione del Presidente; 3. Relazione del Segretario Generale; 4. Relazione del Collegio dei Revisori dei Conti; 5. Approvazione del rendiconto esercizio 2008; 6. Approvazione esercizio preventivo 2009; 7. Varie ed eventuali.

In base all’articolo 7 dello Statuto hanno diritto di voto tutti i soci ordinari di cui all’articolo 3 in regola con il pagamento delle quote sociali. Ai soci di cui al punto 1) di tale articolo spettano tre voti per ciascuna testata, mentre ai rappresentanti delle Associazioni o Gruppi di cui al punto 2) spetta un solo voto. Hanno diritto inoltre ad esprimere un voto gli iscritti all’U.S.P.I. a titolo personale di cui all’art. 30 (norma transitoria). Ogni socio che non possa partecipare personalmente all’Assemblea può farsi rappresentare, ad ogni effetto, da persona, anche non iscritta all’USPI, munita di apposita delega. Nessun socio o delegato può essere portatore di più di dieci deleghe. Per la partecipazione all’Assemblea, i soci che ancora non lo avessero fatto, dovranno mettersi in regola con la quota associativa per il 2009. Il rendiconto 2008 ed il preventivo 2009 saranno a disposizione dei soci che li volessero esaminare presso la sede sociale dell’USPI, in Viale B. Bardanzellu n. 95 in Roma, dalle ore 12 del 23 marzo, alle ore 12 del 15 aprile c.a.

Il presente annuncio è da considerarsi quale “avviso” secondo quanto stabilito dall’articolo 8, primo comma, dello Statuto.

Roma, 7 gennaio 2009

IL PRESIDENTE (Mons. Antonio Barbierato)

- - - - - - -- --------- ------------ --- ------ ----- --- - - - - - - - DELEGA

Il sottoscritto........................................................................................................................................................................................ nella sua qualità di (1)..........................................................................................................................................................................

delega il Sig .........................................................................................................................................................................................

a rappresentarlo all’Assemblea dei soci dell’USPI del 16 aprile 2009 a Roma per l’approvazione dei bilanci consuntivo 2008 e preventivo 2009.

................................... (data)

................................................. (firma)

(1) Indicare la qualità di editore e titolo del periodico, ovvero di suo rappresentante (punto 1 art. 3 dello Statuto) nel qual caso è necessario indicare anche la testata, ovvero la qualità di socio a titolo personale (art. 30 dello Statuto, norma transitoria).


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L’inserzione sopra riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art. 3, terzo comma, del DPR 26/10/72 n. 633


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IL NUOVO REGOLAMENTO ROC informativo, il rispetto dei limiti 2 previsti per le partecipazioni di società estere. Con delibera n. 666/08/CO S del 26 novembre 2008, che entrerà in vigore il 2 marzo 2009, è stato approvato il nuovo Regolamento per l’organizzazione e la tenuta del Registro degli operatori di comunicazione (R.O.C.) Il nuovo regolamento ha abrogato le disposizioni contenute nella delibera n. 236/01/CONS e nelle successive modifiche intervenute nel corso di questi anni, costituendo un testo unico in materia di organizzazione e tenuta del R.O.C.. Dal 2 marzo 2009 ai sensi della delibera 666/08/CO S sono tenuti all’iscrizione i seguenti soggetti: a) gli operatori di rete; b) i fornitori di contenuti; c) i fornitori di servizi interattivi associati o di servizi di accesso condizionato; d) i soggetti esercenti l’attività di radiodiffusione; e) le imprese concessionarie di pubblicità; f) le imprese di produzione o distribuzione di programmi radiotelevisivi; g) le agenzie di stampa a carattere nazionale; h) gli editori di giornali quotidiani, periodici o riviste; i) i soggetti esercenti l’editoria elettronica; j) le imprese fornitrici di servizi di comunicazione elettronica.

Sino al 1 marzo 2009 resta in vigore la disciplina approvata con la delibera 236/01/CO S e successive modifiche e pertanto sino a tale data obbligati all’iscrizione sono i seguenti soggetti: 1. i soggetti esercenti l’attività di radiodiffusione; 2. le imprese concessionarie di pubblicità; 3. le imprese di produzione e distribuzione di programmi radiotelevisivi; 4. le imprese editrici di giornali quotidiani, periodici o riviste; 5. le agenzie di stampa di carattere nazionale; 6. i soggetti esercenti l’editoria elettronica e digitale; 7. le imprese fornitrici di servizi di telecomunicazioni e telematici. Modelli

La nuova modulistica allegata alla delibera 666/08/CO S sarà disponibile dal 2 marzo 2009, fino a tale data sarà utilizzabile la modulistica approvata 6 otiziario USPI n° 2/2009

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Gruppo Modelli anagrafici per l’iscrizione al ROC

Domanda di iscrizione

1

TUTTI

Oggetto sociale

3

- Società di capitali - Cooperative - Società di persone - Associazioni - Fondazioni

Dati anagrafici

2

Organi amministrativi e rappresentanza legale

4

Assetto proprietà

5/1

Assetto proprietà

5/2

Assetto proprietà

5/3

Intestazioni fiduciarie

5/4

Emittenti gestite

6/1

TUTTI

- Società di capitali - Cooperative - Società di persone - Fondazioni - Associazioni - Enti pubblici -

S.p.A. S.a.p.A. Coop. con azioni S.r.l. Coop. con quote

-

S.p.A. S.a.p.A. Coop con azioni S.r.l. Coop. con quote

- S.a.s. - S.n.c. (persone)

I soggetti di cui all’art. 2, comma 1, lett. a) delibera n. 236/01/CONS (TUTTI) Testate giornalistiche 6/2 I soggetti di cui all’art. 2, delle emittenti comma 1, lett. a) delibera n. 236/01/CONS (TUTTI) Testate/Emittenti servite 7/1 I soggetti di cui all’art. 2, comma 1, lett. b) delibera n. 236/01/CONS (TUTTI) Rapporti di concessione 7/2 I soggetti di cui all’art. 2, comma 1, lett. b) delibera n. 236/01/CONS (TUTTI) Contratti con imprese 8 I soggetti di cui all’art. 2, radiotelevisive ed autocertificazione comma 1, lett. c) delibera antimafia n. 236/01/CONS (TUTTI) Testate edite 9 I soggetti di cui all’art. 2, ed autocertificazione comma 1, lett. d) delibera antimafia n. 236/01/CONS (TUTTI) Agenzie di stampa 10/1 ed autocertificazione I soggetti di cui all’art. 2, antimafia comma 1, lett. e) delibera n. 236/01/CONS (TUTTI) Collegamenti dell’agenzia 10/2 I soggetti di cui all’art. 2, di stampa comma 1, lett. e) delibera n. 236/01/CONS (TUTTI) Servizi telematici e di 11 I soggetti di cui all’art. 2, telecomunicazioni comma 1, lett. g) delibera n. 236/01/CONS (TUTTI) Controllante 12 Controllante (se sussiste) (dichiaraz.) Accordi parasociali 13 Quelli nei quali esistono accordi per l’esercizio concertato del voto o la gestione dell’impresa Trasferimento di azioni o 14/1 Cessionario quote (cedente e cessionario) Sottoscrizione di azioni o 14/2 Sottoscrittore quote 5


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PREPENSIONAMENTO PER I GIORNALISTI DEI PERIODICI E RIPRISTINO DELLE AGEVOLAZIONI POSTALI PER LE SOCIETA’ EDITRICI 1

quelli dei periodici.

PREPE SIO AME TI: stanziati 10 milioni di euro annui, a partire dal 2009, per le prestazioni di pensione anticipata per i giornalisti dipendenti di aziende in ristrutturazione o riorganizzazione per crisi aziendali. Se il numero dei giornalisti interessati comporta effetti finanziari complessivamente superiori all’importo massimo di 20 milioni di euro annui, viene introdotto – su proposta delle organizzazioni sindacali datoriali – a carico dei datori di lavoro uno specifico contributo aggiuntivo da versare all’INPGI, gestore del Fondo. AGEVOLAZIO I POSTALI: recependo buona parte dell’articolo 33 del disegno di legge AS 1195 (c.d. “Sviluppo e internazionalizzazione”) in esame presso la X Commissione Industria del Senato, il maxi-emendamento non ha riproposto (e quindi ha abrogato) la norma, presente nel DDL 1195, introdotta alla Camera dei Deputati, che escludeva dalle agevolazioni postali per l’editoria le società editrici che distribuiscano utili.

FO DO PER L’EDITORIA (L. 203/2008, Finanziaria 2009, TABELLA C – Comunicazioni, Sostegno all’editoria: 261 milioni e 739 mila euro): confermando il tetto massimo di spesa, si stabilisce che le erogazioni al settore sono destinate prioritariamente ai contributi diretti e, per le residue disposibilità, alle altre tipologie di agevolazioni, da ricondurre nel limite delle stesse disponibilità. GIOR ALI DI PARTITO: a quei giornali organi di partiti e di movimenti politici che al 31 dicembre 2005 abbiano già maturato il diritto ai contributi della legge 250 del 1990 non verrà più richiesto il requisito della rappresentanza parlamentare.

TITOLARITA’ DELLE IMPRESE EDITORIALI: quando l’impresa è costituita in forma di S.p.A., S.a.p.a. o S.r.l., le azioni aventi diritto di voto o le quote possono essere intestate a società per azioni, in accomandita per azioni o a responsabilità limitata, purché la partecipazione di controllo sia intestata a persone fisiche o a società direttamente o indirettamente controllate da persone fisiche. Se la partecipazione di controllo è intestata a società fiduciarie il requisito del controllo si intende riferito ai fiducianti, in quanto soggetti effettivamente titolari delle azioni o quote. In tal caso la 6

società fiduciaria è tenuta a comunicare i nominativi dei fiducianti all’Agcom. ARTICOLO 41-bis Editoria

«1. All’articolo 20 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, il comma 3-ter è sostituito dal seguente:

“3-ter. Il requisito della rappresentanza parlamentare indicato dall’articolo 153, comma 2, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, non è richiesto per le imprese e per le testate di quotidiani o periodici che risultano essere giornali od organi di partiti o movimenti politici, che alla data del 31 dicembre 2005 abbiano già maturato il diritto ai contributi di cui all’articolo 3, comma 10, della legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive modificazioni”.

2. All’articolo 1 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al quarto comma, il primo periodo è sostituito dal seguente: “Le azioni aventi diritto di voto o le quote possono essere intestate a società per azioni, in accomandita per azioni o a responsabilità limitata, purché la partecipazione di controllo di dette società sia intestata a persone fisiche o a società direttamente o indirettamente controllate da persone fisiche”;

b) il sesto comma è sostituito dal seguente: “Qualora la partecipazione di controllo di cui al quarto comma sia intestata a società fiduciarie, il requisito ivi previsto del controllo diretto o indiretto da parte di persone fisiche si intende riferito ai fiducianti, in quanto soggetti effettivamente titolari delle azioni o quote medesime. In tal caso la società fiduciaria è tenuta, ai fini del presente articolo, a comunicare i nominativi dei fiducianti all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ai fini e per gli effetti dell’articolo 1, comma 6, lettera a), numero 5), della legge 31 luglio 1997, n. 249”.

3. All’articolo 44 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: “1-bis. Fermi restando gli 8

IL NUOVO REGOLAMENTO ROC con delibera 236/01/CO S e 5 successive modifiche.

Le domande di iscrizione devono essere sempre corredate da una copia del documento di riconoscimento del legale rappresentante o titolare dell’impresa

Tutti i modelli sono reperibili nel Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n° 150 del 30 giugno 2001 - Serie generale. In alternativa, è possibile scaricare i gruppi di modelli dal sito dell’Autorità. I modelli scaricati sono compressi in formato ZIP e visualizzabili in formato PDF. Per poterli utilizzare occorrono pertanto i software WinZip (o compressori compatibili) ed Adobe Acrobat Reader, reperibili gratuitamente su Internet. All’atto in cui si formalizza l’iscrizione al ROC spesso ci si chiede: quali sono i moduli ed i documenti da presentare? A differenza dei due registri che è andato a sostituire (il Registro Nazionale della Stampa ed il Registro delle Imprese Radiotelevisive), per l’iscrizione e le comunicazioni al ROC non sono più richiesti documenti in copia autentica, bolli o certificati originali. In ossequio alle norme sulla semplificazione amministrativa, infatti, il Regolamento per l’organizzazione e la tenuta del ROC prevede soltanto la trasmissione all’Ufficio Registro e Assetti dell’Autorità (attualmente al Servizio Ispettivo e Registro) di alcuni modelli, che variano secondo la natura giuridica e l’attività del soggetto che richiede l’iscrizione. Nella tabella a pagina 5, è riportata ogni utile indicazione sui modelli ROC (Mod. 1/ROC, Mod. 2/ ROC, Mod. 3/ ROC, ecc.) da presentare a seconda dell’attività svolta per la quale si chiede l’iscrizione al ROC. Giova ricordare che i soggetti che svolgono più di una attività rilevante ai fini dell’iscrizione nel registro devono presentare un’unica domanda corredata dai modelli relativi a ciascuna attività esercitata. Da ultimo, si precisa che la domanda al ROC deve essere spedita, a mezzo raccomandata A.R. e deve, altresì, essere sempre accompagnata dalla copia di un documento di riconoscimento del legale rappresentante della società (o del titolare dell’impresa individuale) in corso di validità e deve essere inviata al seguente indirizzo: Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni - Servizio Ispettivo e Registro Registro degli Operatori di comunicazione Centro Direzionale Isola B5 Torre Francesco - 80143 APOLI Per la nuova modulistica e tutti gli approfondimenti, rimandiamo al nostro sito: www.uspi.it. otiziario USPI n° 2/2009


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LE QUOTE ASSOCIATIVE USPI

per l’anno 2009

L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2009 versando la relativa quota associativa, lungi dal corrispondere ad una rituale formalità, risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche publiche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - copia gratuita della XIII edizione della “Guida della Stampa Periodica” (volume + CD) - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura.

Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2009 (e comprensive del costo del “Notiziario USPI”) sono le seguenti:

Per le testate (secondo la tiratura dichiarata):

(Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge)

da da da da da

€ € € € €

1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su

240,00 680,00 1.250,00 2.500,00 3.750,00

OFFERTA PRIMA ISCRIZIONE 2009: con soli 6 euro, in aggiunta alla quota associativa, riceverete direttamente al vostro domicilio la XIII Ediz. della “Guida della Stampa Periodica” 2005/2006 (volume + CD). Nella causale di versamento specificare dettagliatamente: “Quota associativa USPI 2009 + Guida Stampa Periodica”.

Quota d’iscrizione (“una tantum” per le testate che si iscrivono per la prima volta): - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie

- Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie

€

100,00

€ €

210,00 320,00

€

170,00

Rinnovo della quota per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI

Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6,Via Franceschini n. 58 - Roma, CODICE IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI. C.F. dell’USPI: 80188110581

ATTENZIONE

Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.


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PREPENSIONAMENTO PER I GIORNALISTI DEI PERIODICI E RIPRISTINO DELLE AGEVOLAZIONI POSTALI PER LE SOCIETA’ EDITRICI

staziamenti complessivi, che 6 costituiscono tetto di spesa ai sensi del comma 1, le erogazioni sono destinate prioritariamente ai contributi diretti e, per le residue disponibilità, alle altre tipologie di agevolazioni, da ricondurre nel limite delle stesse disponibilità“.

1-ter. Lo schema del regolamento di cui al comma 1 è trasmesso alle Camere per l’espressione del parere delle Commissioni competenti per materia e per i profili di carattere finanziario”.

4. All’attuazione dei commi da 1 a 3, si provvede senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

5. All’articolo 37, comma 1, alinea, della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, le parole: “con l’esclusione dei giornalisti dipendenti delle imprese editrici di giornali periodici,” sono soppresse.

6. All’articolo 37, comma 1, lettera b), della legge 5 agosto 1981, n. 416, dopo le parole: “giornali quotidiani” sono inserite le seguenti: “ di giornali periodici”.

7. Per il sostegno degli oneri derivanti dalle prestazioni di vecchiaia anticipate per i giornalisti dipendenti da aziende in ristrutturazione o riorganizzazione per crisi aziendale, di cui all’articolo 37 della legge 5 agosto 1981, n. 416, in aggiunta a quanto previsto dall’articolo 19, commi 18-ter e 18-quater, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, si provvede mediante corrispondente riduzione, in maniera lineare, degli stanziamenti di parte corrente relativi alle autorizzazioni di spesa come determinate dalla tabella C della legge 22 dicembre 2008, n. 203, per un importo pari a 10 milioni di euro a decorrere dal 2009. Qualora i datori di lavoro interessati dai processi di ristrutturazione o riorganizzazione in presenza di crisi aziendali presentino piani comportanti complessivamente un numero di unità da ammettere al beneficio con effetti finanziari complessivamente superiori all’importo massimo di 20 milioni di euro annui, con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, è introdotto, su proposta delle organizzazioni sindacali datoriali, a carico dei datori di lavoro del settore uno specifico contributo aggiuntivo da ver8

sare all’istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani (INPGI) per il finanziamento dell’onere eccedentario.

8. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio». *****

Per completare il quadro delle recenti novità introdotte alla normativa di settore riassumiamo, infine, le disposizioni riguardanti l’editoria contenute nel c.d. Decreto anti-crisi, complementare alla manovra finanziaria per il 2009.

DECRETO LEGGE A TICRISI Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale (Supplemento ordinario n. 14/L alla G.U. n. 22 del 28 gennaio 2009) della Legge 28 gennaio 2009, n. 2, di conversione del decreto legge 29 novembre 2008 n. 185, è stato varato in via definitiva il pacchetto di misure urgenti, predisposto dal Governo, in funzione anti-crisi. Queste le novità che riguardano il nostro settore:

EDITORIA, PREPE SIO AME TI: l’articolo 19, comma 18/ter ha modificato la legge 5 agosto 1981, n. 416 ed ha destinato all’INPGI 10 milioni di euro annui, a decorrere dal 2009, per il prepensionamento dei giornalisti dipendenti delle imprese editrici di quotidiani. Per i giornalisti dei periodici è intervenuto, come abbiamo precedentemente illustrato, il maxi-emendamento governativo al decreto “milleproroghe”.

POR OTAX: la tassa (addizionale del 25% sull’imposta sui redditi), già presente per la stampa quotidiana e periodica, viene estesa ai programmi televisivi, opere teatrali, cinematografiche, letterarie e multimediali di contenuto pornografico e alle trasmissioni TV volte a sollecitare la credulità popolare rivolgendosi al pubblico attraverso servizi telefonici a pagamento. La determinazione di “materiale pornografico” e le modalità attuative della norma sono demandate ad un successivo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (articolo 31). PIATTAFORME SATELLITARI E DIGITALI TERRESTRI: confermato l’aumento dell’IVA dal 10% al 20% per uniformare il trattamento con gli altri canali a pagamento, secondo quanto

previsto dalla direttiva europea 2008/8/CE del Consiglio del 12 febbraio 2008 (articolo 31).

IVA DI CASSA: diventa strutturale il pagamento dell’IVA al momento dell’effettiva riscossione del corrispettivo.

ATTE ZIO E!, però: tale disposizione non si applica alle operazioni effettuate dai soggetti che si avvalgono di regimi speciali di applicazione dell’imposta (regime forfetario per l’editoria), ma vale solo per quelli che si avvalgono del regime normale. Si può supporre, pertanto, che gli editori che applicano alle vendite del periodico il regime IVA forfetario (80%) non possano differire il pagamento dell’IVA sulla vendita (diretta o in abbonamento) del periodico, ma possano applicare il nuovo regime IVA di cassa per la vendita di spazi pubblicitari. La norma, tuttavia, necessita di una preventiva autorizzazione comunitaria e di un decreto attuativo del Ministero dell’economia e delle finanze. ARTICOLO 7 Pagamento dell’IVA al momento dell’effettiva riscossione del corrispettivo

1. Le disposizioni dell’articolo 6, quinto comma, secondo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, si applicano anche alle cessioni di beni ed alle prestazioni di servizi effettuate nei confronti di cessionari o committenti che agiscono nell’esercizio di impresa, arte o professione. L’imposta diviene, comunque, esigibile dopo il decorso di un anno dal momento di effettuazione dell’operazione; il limite temporale non si applica nel caso in cui il cessionario o il committente, prima del decorso del termine annuale, sia stato assoggettato a procedure concorsuali o esecutive. Le disposizioni del presente comma non si applicano alle operazioni effettuate dai soggetti che si avvalgono di regimi speciali di applicazione dell’imposta, nè a quelle fatte nei confronti di cessionari o committenti che assolvono l’imposta mediante l’applicazione dell’inversione contabile. Per le operazioni di cui al presente comma la fattura reca l’annotazione che si tratta di operazione con imposta ad esigibilità differita, con l’indicazione della relativa norma; in mancanza di tale annotazione, si applicano le disposizioni dell’articolo 6, quinto comma, primo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633. 12 otiziario USPI n° 2/2009


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CATRICALA’: CO TRIBUTI ALLE UOVE IDEE EDITORIALI E VA SUPERATO IL PRIVILEGIO DI POSTE ITALIA E

dialogando dialogando Riportiamo il testo dell’audizione informale del Presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, Antonio Catricalà, innanzi alla Commissione VII (Cultura, Scienza e Istruzione) della Camera dei Deputati – 22 gennaio 2009 – sulla semplificazione e il riordino delle procedure di erogazione dei contributi all’editoria. Il presidente dell’Antitrust ha svolto un’analisi generale della attuale disciplina delle sovvenzioni statali all’editoria, dirette ed indirette, e del loro impatto nell’applicazione del diritto della concorrenza dell’Unione europea. Catricalà, evidenziando le molteplici criticità del sistema degli aiuti diretti, ha auspicato il loro indirizzo per la nascita di nuove idee editoriali e la limitazione temporale di tali aiuti. Per quanto riguarda le agevolazioni postali, il Presidente ha censurato il privilegio di Poste Italiane, che “essendo l’unico soggetto i cui servizi possono essere compensati con i sussidi, non ha adeguati incentivi al miglioramento della qualità”. «Onorevole Presidente, onorevoli Deputati, sono grato di aver dato all’Autorità che presiedo la possibilità di intervenire sulla semplificazione e il riordino delle procedure di erogazione dei contributi all’editoria.

Come è noto la base giuridica di quest’attività normativa è costituita dall’art.44 del D.L. 25 giugno 2008, n.112 che ha attribuito al Governo la potestà di adottare, con regolamento di delegificazione ai sensi dell’art.17, comma 2 della legge 23 agosto 1988, n.400, misure di semplificazione e riordino della disciplina di erogazione dei contributi all’editoria. Risulta dalla stampa e dagli stessi resoconti parlamentari che, in esecuzione di questa disposizione, il Governo ha predisposto e otiziario USPI n° 2/2009

discusso con i soggetti interessati uno schema di regolamento che allo stato non sembra ancora compiuto e comunque formalizzato. Nel contempo, la Camera ha approvato alcune modifiche all’art.44 del Dl. n.112/2008 che sono ora oggetto di esame da parte del Senato (Atto S 1195, art.33).

I dibattiti parlamentari hanno fatto emergere un ampio ventaglio di questioni problematiche, di significato diverso, espressione di visioni culturali distinte. Sono state da più parti espresse preoccupazioni in ordine alla generale riduzione dei contributi all’editoria ed alla fissazione di tetti alle specifiche contribuzioni. E’ stato sollevato il problema della subordinazione dell’erogazione dei contributi alle somme stanziate in bilancio, paventandosi che in tal modo i sussidi perderebbero la natura di diritto soggettivo pieno per i beneficiari e diverrebbero pretese finanziariamente condizionate. Si è posto il tema della necessità di garantire i contributi ai giornali organi di partito e nel contempo eliminare quelli riferiti a pubblicazioni non distribuite in edicola. Sono state mosse critiche allo schema di regolamento per la disciplina dei contributi indiretti per le società quotate in borsa, per quella relativa alle fattispecie di collegamento e controllo tra imprese editoriali ostative all’erogazione dei contributi ed in genere si è prospettata l’esorbitanza dello stesso schema regolamentare dai limiti della delega. Si è lamentata la disparità di trattamento tra testate di partiti politici ed altre pubblicazioni pur ammesse ai contributi.

Da altri punti di vista, si è sottolineata l’importanza e l’opportunità dell’intervento governativo per il fatto che è volto a razionalizzare e semplificare le procedure amministrative di concessione dei sussidi, a prevedere forme di tutela per l’occupazione nel settore e a rendere più rigorosi i criteri di erogazione dei contributi stessi, proprio per far sì che di essi beneficino effettivamente le categorie sociali che la legge ha voluto tutelare. Da più parti, infine, si è auspicata la necessità di una riforma organica dell’editoria, anche atteso lo stato di particolare sofferenza del settore che risente più di altri della crisi generale, essendo la domanda di giornali e periodici estremamente elastica rispetto alla disponibilità di reddito.

Appare, quindi, proficuo illustrare le linee di fondo della visione dell’Autorità in merito allo stato attuale della disciplina delle sovvenzioni all’editoria, circostanziando le osservazioni con riferimento alle questioni che sono emerse nel dibattito pubblico per i profili di stretta competenza. Il tema è stato affrontato dall’Autorità nell’indagine conoscitiva sull’editoria quotidiana e periodica (1), la cui prima parte si è conclusa il 12 luglio 2007 ed ha riguardato, fra l’altro, proprio le sovvenzioni pubbliche. Una seconda parte che a breve dovrebbe vedere la luce riguarda l’importante questione della distribuzione dei prodotti editoriali e potrebbe costituire un utile contributo per una riforma del settore, da molti sollecitata.

Occorre premettere che le valutazioni che l’Autorità compie sulla disciplina di questo settore tengono conto della circostanza che essa è esplicitamente ispirata alla tutela del pluralismo dell’informazione. Si tratta di un valore essenziale nelle democrazie moderne e nel nostro Paese è tra i principi costituzionali fondamentali che sostanziano, secondo unanime orientamento, il contenuto intangibile della Carta del 1948. La dimensione ed articolazione concreta del pluralismo che si intende storicamente realizzare costituiscono, dunque, espressione di una scelta di politica costituzionale rimessa al Parlamento chiamato in via esclusiva ad attuare il disegno costituzionale. A livello amministrativo, sussistono specifiche competenze di controllo in capo all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Poiché le normali dinamiche del mercato originate dal libero esplicarsi delle attività economiche potrebbero non consentire l’affermazione del modello di pluralismo che si intende garantire nelle diverse epoche, si possono studiare interventi che, senza alterare l’ordinario funzionamento dei mercati, attenuino le dinamiche concorrenziali e l’efficienza economica per meglio lasciar spazio alle ragioni del pluralismo. In questo stesso ordine di idee, il Parlamento europeo di recente (2), nel dichiarato intento di promuovere il pluralismo, ha invitato la Commissione a tener conto dell’impatto su di esso nell’applicazione del diritto della concorrenza dell’Unione europea. 10

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CATRICALA’: CO TRIBUTI ALLE UOVE IDEE EDITORIALI E VA SUPERATO IL PRIVILEGIO DI POSTE ITALIA E L’analisi dell’Autorità assume, 9 dunque, come dato il modello di pluralismo e le concrete modalità della sua realizzazione che il Parlamento ha tradotto nella disciplina del settore ed è diretta a verificare se la disciplina derogatoria sia effettivamente in grado di raggiungere lo scopo di garanzia dichiarato. In caso contrario, l’ostacolo all’efficiente funzionamento del mercato non si giustificherebbe e la stessa disciplina si risolverebbe in una forma di protezione a vantaggio di particolari categorie, con danno per l’interesse generale. La valutazione della disciplina di settore da parte dell’Autorità si sostanzia, dunque, essenzialmente in un controllo, condotto alla stregua del criterio di proporzionalità, in merito alla congruenza dei mezzi scelti rispetto ai fini, posto che questi ultimi, per le ragioni dette, sfuggono al suo sindacato.

Per queste ragioni, l’Autorità non si esprime sull’entità delle sovvenzioni che di volta in volta è fissata a seconda di contingenti scelte politiche, né sui soggetti del contesto sociale che sono storicamente ritenuti meritevoli dei vari sussidi, né sulle eventuali differenziazioni di trattamento tra di loro. L’Autorità si pronuncia piuttosto sugli esiti concretamente determinati da queste discipline in relazione al corretto funzionamento del mercato.

Il quadro dei sussidi all’editoria è basato su due categorie principali: i c.d. aiuti diretti, consistenti in sovvenzioni a beneficio di determinate imprese editoriali (giornali politici, pubblicazioni di cooperative, fondazioni o enti morali, di minoranze linguistiche, quotidiani editi e diffusi all’estero, periodici di associazioni di consumatori) e gli aiuti indiretti, come riduzioni tariffarie, agevolazioni fiscali e credito agevolato, a beneficio in genere delle imprese editoriali. L’Autorità, seguendo la logica enunciata, ha individuato nella disciplina attuale di tali sussidi alcune problematicità che potrebbero essere, almeno in parte, superate proprio in occasione dell’adozione del regolamento di delegificazione e comunque in sede di una revisione generale della disciplina. Riguardo ai contributi diretti, ad esempio, appare controintuitivo che l’accesso ad essi da parte delle cooperative, fondazioni e enti morali sia subordinato alla presenza sul mercato da un certo numero di anni, cioè, in altri termini, alla dimostrazione che il progetto editoriale è stato in grado di stare sul mercato da solo. 10

In realtà, sarebbe più coerente con l’intento di tutelare il pluralismo sostenere i progetti nella fase di start up, che è il momento più difficile nella vita dell’impresa da un punto di vista economico finanziario. Desta poi perplessità il fatto che il parametro di quantificazione dei contributi diretti sia rappresentato dai costi sostenuti dall’editore (il contributo è un importo calcolato applicando un coefficiente percentuale ai costi risultanti da bilancio). In questo modo evidentemente, le imprese sono scoraggiate dal porre in essere gestioni efficienti che riducano la spesa. Sarebbe più appropriato fare riferimento ad un indicatore che approssimi l’entità del contributo che la testata reca al pluralismo e che, ad esempio, può essere rappresentato dal valore delle vendite. Sarebbe, inoltre, opportuno prevedere in generale un limite temporale al periodo di assegnazione dei contributi, che altrimenti si tramutano in una forma di sostegno a tempo indeterminato di iniziative imprenditoriali strutturalmente deficitarie perché evidentemente non in grado di conseguire un adeguato gradimento da parte dei lettori. D’altro canto, la previsione di un limite temporale generale, incentiverebbe gli stessi editori sovvenzionati a ricercare soluzioni organizzative nuove e più efficienti che consentirebbero anche di diffondere in maniera più estesa lo specifico contenuto editoriale.

Si deve riflettere sul fatto che l’esistenza di pubblicazioni che si reggono stabilmente sul sostegno pubblico può sottrarre ambiti di mercato ad altre pubblicazioni che ne restano prive e che potrebbero affermarsi solo se avessero l’opportunità di accedervi limitatamente alla fase di avvio. In tal modo, paradossalmente, si rischia di ostacolare lo stesso pluralismo che si vuole difendere. In linea generale, visto che il sostegno pubblico selettivo di per sé altera il corretto funzionamento del mercato con perdite di efficienza, è della massima importanza individuare criteri di assegnazione più rigorosi allo scopo di evitare abusi e comportamenti opportunistici. Vanno in questa direzione l’art.44 del DL n.112/2008, sopra ricordato e, a quanto è dato sapere sulla base delle bozze informali che sono circolate, anche le previsioni dello schema di regolamento governativo orientate a rendere più rigorosi i criteri per l’accesso ai contributi, a delineare più efficaci modalità di controllo e quelle volte a sostituire, quale requisito per l’accesso ai

contributi, il rapporto tra tiratura e diffusione, con il rapporto tra distribuzione e vendita. In particolare, secondo lo schema regolamentare saranno ammesse ai contributi della legge 7 agosto 1990, n.250 le testate che, fermi restando tutti gli altri requisiti, siano effettivamente vendute almeno in una misura individuata applicando un indice percentuale, stabilito nello schema di regolamento, al numero delle copie distribuite (cioè messe in vendita in edicole o presso punti vendita non esclusivi, tramite imprese di distribuzione non collegate all’impresa editrice che beneficia dei contributi).

Il riferimento al rapporto tra distribuzione e vendita, con il superamento del rilievo della tiratura, se confermato, dovrebbe contribuire a mitigare anche un’altra criticità che caratterizza l’attuazione pratica dei contributi diretti quando le testate locali sussidiate sono distribuite dai grandi editori insieme alle proprie pubblicazioni nazionali. In questi casi avviene che, poiché l’entità del contributo è quantificata in base ai costi sostenuti ed alle copie tirate, le imprese editoriali delle testate locali che hanno una collaborazione con un grande editore riescono ad ottenere un incremento dei contributi sfruttando la sua maggiore capacità di diffusione. Ciò determina un vantaggio dell’editore della testata locale rispetto agli altri editori locali che non hanno rapporti di collaborazione con i grandi editori. Questi ultimi, del resto, si trovano anche a beneficiare indirettamente di parte di quegli stessi contributi pubblici, grazie ai quali l’editore locale è in grado di proporre nei rapporti di collaborazione corrispettivi maggiori di quanto sarebbe possibile in normali condizioni di mercato. Tra i sussidi indiretti, rilievo maggiore in termini di entità delle somme, è senz’altro da attribuire alle agevolazioni postali, erogabili solo con riferimento ai servizi di Poste Italiane. La logica dell’agevolazione risiede nell’intento del legislatore di promuovere le spedizioni in abbonamento. Si tratta di un intento in astratto apprezzabile perché le spedizioni in abbonamento consentono all’editore di fare affidamento su entrate più certe, di stabilire un rapporto più duraturo con i lettori e riducono il peso delle rese. Inoltre con gli abbonamenti si accorcerebbe la filiera distributiva con possibilità di benefici in termini di riduzioni di costi per i consumatori finali. Sennonché, si deve constatare che tali

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agevolazioni non hanno conseguito l’obiettivo per il quale furono introdotte. In Italia, infatti, il numero degli abbonamenti a quotidiani e periodici è bassissimo specialmente se lo si raffronta a quello che si registra in altri contesti nazionali in Europa: per i quotidiani gli abbonamenti corrispondono al 9% sul totale delle vendite, a fronte del 64% della Germania, del 52% della Francia e del 26% della Spagna. Le ragioni di tale stato di cose sono rintracciate dagli editori nei sistematici ritardi nella consegna della posta, che rendono le pubblicazioni inattuali e, dunque, inutilizzabili per i lettori.

Sul piano del concreto funzionamento dei meccanismi di incentivazione, si deve poi constatare che, poiché la quantificazione delle compensazioni postali dipende dal numero di copie spedite in abbonamento, le imprese editoriali più grandi ricevono la maggior parte dei contributi, anche se l’incidenza della sovvenzione sui loro fatturati è minima. Solo meno della metà delle sovvenzioni è ripartita tra gli editori più piccoli.

Dal punto di vista dell’Autorità, l’aspetto di maggiore criticità è rappresentato dal trattamento privilegiato di Poste, che essendo l’unico soggetto i cui servizi possono essere compensati con i sussidi, non ha adeguati incentivi al miglioramento della qualità. Ciò determina un ostacolo allo sviluppo della concorrenza tra imprese di recapito ed allo sviluppo degli abbonamenti, frustran-

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dosi in tal modo anche l’obiettivo stesso della disciplina di settore. Conclusioni Sullo schema informale di regolamento di semplificazione e riordino delle procedure di erogazione dei sussidi si esprime una valutazione di apprezzamento per quanto di competenza, con esclusione quindi delle questioni relative alla diminuzione degli stanziamenti, alla natura di diritto soggettivo o meno dei contributi, al trattamento eventualmente differenziato dei vari soggetti beneficiari e di quelle relative alla disciplina delle pubblicazioni di organi di partito, che, per le ragioni dette, non hanno costituito oggetto di esame, salva restando l’opportunità di una riforma generale dell’editoria.

L’assetto attuale della disciplina legislativa delle sovvenzioni pubbliche all’editoria, stratificatosi nel corso tempo, appare, infatti, bisognevole di interventi volti ad incidere sulle disfunzioni che si sono manifestate nella pratica applicazione. Nel momento in cui si ponesse mano ad una revisione organica, occorrerebbe anche tener presente le rilevanti novità che nel frattempo hanno visto la luce. La progressiva diffusione di internet come veicolo sempre più importante di informazioni ed in genere il moltiplicarsi delle piattaforme trasmissive e la loro progressiva convergenza pongono in questione la centralità della carta stampata.

Gli interventi pubblici di sostegno dovrebbero essere rivolti a consentire la nascita di nuove idee editoriali, nel rispetto del principio della neutralità tecnologica. I sussidi diretti dovrebbero, quindi, essere orientati a permettere l’avvio dell’impresa e dovrebbero essere limitati nel tempo. La parametrazione del sussidio non dovrebbe essere basata sui costi dell’impresa, in quanto in tal modo si agevola l’inefficienza. Il riferimento al valore delle vendite è più utile e più in sintonia con l’esigenza di tutela del pluralismo in quanto indicatore del contributo effettivo che la testata ad esso reca. Le agevolazioni postali non sembra abbiano sortito l’effetto sperato di sviluppare gli abbonamenti: va superato il privilegio di Poste.

I sussidi in generale dovrebbero essere limitati nel tempo, proprio per consentire di usufruirne ad una più ampia platea di soggetti e dovrebbero essere diretti prevalentemente a sostenere la domanda». _____________ 1 Provvedimento di chiusura parziale dell’in-

dagine n.17045 del 12 luglio 2007 in Bollettino dell’Autorità n.26/2007; il testo dell’indagine è disponibile sul sito www.agcom.it.

2 Risoluzione del 25 settembre 2008 sulla concentrazione e il pluralismo dei mezzi di informazione nell’Unione europea.

DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI

Per avvalersene occorre presentare un nuovo certificato di iscrizione USPI per l’anno 2009 In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale” dei prodotti editoriali presso gli Archivi Nazionali (DPR 252/06), gli editori associati USPI possono effettuare la consegna in forma cumulativa delle copie diffuse al pubblico, a scadenze differenziate per Regioni (sede dell’editore) e per periodicità della testata edita. ENTRO IL MESE DI FEBBRAIO:

Gli editori con sede principale in LIGURIA, VENETO, FRIULI VENEZIA GIULIA, EMILIA ROMAGNA, TOSCANA, UMBRIA e MARCHE - che pubblicano QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e

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relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 4° trimestre dell’anno (ottobre-dicembre 2008); - che pubblicano QUATTORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie dei periodici distribuite al pubblico nel 2° semestre dell’anno (luglio-dicembre 2008). Ricordiamo la necessità di allegare a questa prima spedizione annuale un certificato di iscrizione all’USPI per l’anno 2009.

Il plico contenente le copie per il deposito

legale deve essere confezionato e riportare la dicitura “esemplari fuori commercio per il deposito legale, agli effetti della legge 15 aprile 2004, n. 106” (articolo 7, comma 3, del DPR 252/06) ed essere accompagnato da un elenco, in duplice copia, del contenuto del pacco con l’indicazione della ragione sociale dell’editore (compreso l’indirizzo e/o un numero di fax di riferimento), il nome della testata, l’indicazione delle eventuali diverse edizioni locali e il numero di edizione di ogni singolo esemplare consegnato. Per i quotidiani, vanno indicati gli eventuali giorni di sciopero, a giustificazione delle eventuali relative mancanze. Rammentiamo infine, che per il deposito dei quotidiani e periodici presso le Biblioteche regionali e provinciali la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni.

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PREPENSIONAMENTO PER I GIORNALISTI DEI PERIODICI E RIPRISTINO DELLE AGEVOLAZIONI POSTALI PER LE SOCIETA’ EDITRICI 2. L’efficacia delle disposizioni 8 di cui al comma 1 è subordinata alla preventiva autorizzazione comunitaria prevista dalla direttiva 2006/112/Ce del Consiglio, del 28 novembre 2006. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze è stabilito, sulla base della predetta autorizzazione e delle risorse derivanti dal presente decreto, il volume d’affari dei contribuenti nei cui confronti è applicabile la disposizione del comma 1 nonché ogni altra disposizione di attuazione del presente articolo. ARTICOLO 19, comma 18-ter.

Alla legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 37: 1) al comma 1, lettera b), le parole: «Ministero del lavoro e della previdenza sociale» sono sostituite dalle seguenti: «Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, sulla base delle risorse finanziarie disponibili»:

2. dopo il comma 1 è inserito il seguente: «1-bis. L’onere annuale sostenuto dall’INPGI per i trattamenti di pensione anticipata di cui al comma 1, lettera b), pari a 10 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2009, è posto a carico del bilancio dello stato. L’INPGI presenta annualmente al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali la documentazione necessaria al fine di ottenere il rimborso degli oneri fiscalizzati. Al compimento dell’età pre-

vista per l’accesso al trattamento di pensione di vecchiaia ordinaria da parte dei beneficiari dei trattamenti di cui al primo periodo, l’onere conseguente è posto a carico del bilancio dell’INPGI, fatta eccezione per la quota di pensione connessa agli scivoli contributivi, riconosciuti fino ad un massimo di cinque annualità, che rimane a carico del bilancio dello Stato». b) all’articolo 38, comma 2, la lettera b) è abrogata. 18-quater. Gli oneri derivanti dalle prestazioni di vecchiaia anticipate per i giornalisti dipendenti da aziende in ristrutturazione o riorganizzazione per crisi aziendale, di cui all’articolo 37 della legge 5 agosto 1981, n. 416, come da ultimo modificato dal comma 18-ter del presente articolo, pari a 10 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2009, sono posti a carico delle disponibilità del fondo di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a), del presente decreto. ARTICOLO 31 IVA servizi televisivi

1. A decorrere dal 1° gennaio 2009 il n. 123-ter della Tabella A, Parte terza, allegata al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 è soppresso.

2. L’articolo 2 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 273, è sostituito dal seguente: «Art. 2. (Periodo di applicazione) – 1. Le disposizioni di cui all’articolo 1 si applicano nei limiti temporali previsti dalla direttiva 2008/8/CE del Consiglio, del 12 febbraio 2008, che modifica la direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune di imposta sul

DEPOSITO LEGALE REGIONALE PER GLI EDITORI DELLA PROVINCIA DI ROMA

Ripresa la spedizione delle copie di deposito legale agli Archivi Regionali relativamente agli editori con sede nella provincia di Roma In base alle disposizioni diffuse dalla Direzione regionale per i Beni e le Attività Culturali della Regione Lazio, è stato riattivato l’invio delle copie di “Deposito Legale” indirizzate agli “Archivi delle produzioni editoriali Regionali” per quanto riguarda gli editori con sede in Roma e Provincia. Precedentemente, nel giugno 2007, la Biblioteca Universitaria Alessandrina 12

aveva richiesto l’interruzione dello stesso invio.

La spedizione delle copie di deposito legale regionale per i quotidiani ed i periodici dovrà essere effettuata trasmettendo di ogni pubblicazione:

- 1 copia alla Biblioteca Universitarie Alessandrina (Piazzale Aldo Moro, 5 – 00185 Roma)

valore aggiunto relativamente al periodo di applicazione del regime di imposta sul valore aggiunto applicabile ai servizi di radiodiffusione e di televisione e a determinati servizi prestati tramite mezzi elettronici.

3. L’addizionale di cui all’articolo 1, comma 466, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, si applica a decorrere dal periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, anche al reddito proporzionalmente corrispondente alla quota di ricavi derivanti dalla trasmissione di programmi televisivi del medesimo contenuto nonchè ai soggetti che utilizzano trasmissioni televisive volte a sollecitare la credulità popolare che si rivolgono al pubblico attraverso numeri telefonici a pagamento. Nel citato comma il terzo periodo è costì sostituito: «Ai fini del presente comma, per materiale pornografico si intendono i giornali quotidiani o periodici, con i relativi supporti integrativi, e ogni opera teatrale, letteraria, cinematografica, audiovisiva o multimediale, anche realizzata o riprodotta su supporto informatico o telematico, in cui siano presenti immagini o scene contenenti atti sessuali espliciti e non simulati tra adulti consenzienti, come determinati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per i beni e le attività culturali, da emanare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione. Con lo stesso decreto sono definite le modalità per l’attuazione del presente comma anche quanto alle trasmissioni volte a sollecitare la credulità popolare.».

- ed 1 copia all’attenzione del Sig. Vittorio Morelli c/o OMNIALOGISTIC (Via Einaudi, 25 – 00043 Ciampino - RM).

Detto invio, come previsto nella normativa vigente (DPR n. 252 del 3 maggio 2006), dovrà essere effettuato entro 60 giorni dalla pubblicazione del “documento” oggetto di deposito e nel rispetto delle modalità prescritte.

Al momento, l’U.S.P.I. si è attivata per concordare con gli “Archivi Regionali” sopra citati il medesimo calendario per spedizioni cumulative già sottoscritto con gli “Archivi Nazionali”, le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze.

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Notizie INPGI - Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti MI IMI DI RETRIBUZIO E 2009 PER IL CALCOLO DEI CO TRIBUTI I PGI

Segnaliamo la circolare INPGI n. 2 del 3 febbraio u.s. la quale comunica che la retribuzione minima imponibile di cui all’art. 7 del D.L. n. 463/1983 (legge 638/83) è pari ad Euro 43,49 giornalieri, pari ad Euro 1.130,74 mensili. Tali minimali devono essere presi a base del calcolo dei contributi INPGI da versare per i redattori dipendenti assunti ai sensi del vigente Contratto USPI-CONFAPI e iscritti, ben inteso, all’Ordine dei giornalisti. Non sembra inutile ricordare come si è giunti a questa soluzione. Nel 2006, a seguito di un’iniziativa attivata dal Segretario Generale dell’USPI, Avv. Vetere, per fare chiarezza sugli obblighi di legge che incombono sui periodici associati, l’INPGI ha chiarito che i dipendenti iscritti all’Ordine dei giornalisti, che prestino comunque attività lavorativa di natura giornalistica presso periodici associati all’USPI “pur in presenza di rapporti di lavoro regolati da un contratto collettivo diverso da quello giornalistico, devono essere assicurati ai fini previdenziali presso l’INPGI”. Quanto al regime retributivo a cui far riferimento, l’editore - a norma dell’art. 2, comma 25 della legge n. 549/95 - deve fare riferimento alle retribuzioni minime sancite dal contratto stipulato dalla FIEG e dalla

FNSI che è il Sindacato maggiormente rappresentativo dei giornalisti italiani. Più precisamente gli editori che applicano ai giornalisti dipendenti il Contratto USPI-CONFAPI devono calcolare i contributi INPGI non sulla base dei trattamenti retributivi di tale contratto ma in base ai minimi tabellari di base previsti dal contratto FIEG. Per completezza precisiamo che tutti i collaboratori autonomi (co.co.co. e co.co.pro.) se iscritti all’Ordine dei giornalisti devono essere iscritti alla gestione separata INPGI/2, mentre i redattori dipendenti o autonomi non iscritti all’Ordine devono essere iscritti all’INPS. Per eventuali delucidazioni le aziende editrici dei periodici associati all’USPI e i loro commercianti o consulenti del lavoro possono rivolgersi al Servizio Contributi e Vigilanza dell’INPGI, tel. 06.85781 o possono consultare il sito www.inpgi.it – sezione “notizie per le aziende”. CO FERMATO FI O A UOVO ORDI E IL REGIME PREVIDE ZIALE PER I GIOR ALISTI CO.CO.CO.

L’anzidetta circ. INPGI n. 2/2009 informa che l’art. 1 – comma 80 – della legge 24 dicembre 2007 n. 247, recante norme di attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007 sul “welfare” e conseguente all’accordo proposto dal Ministero del Lavoro e condiviso dalla FIEG e dalla FNSI, disponeva che – nel rispetto dei principi di autonomia

previsti dal D.lgs 509/94 – l’INPGI provvedesse all’approvazione di apposite delibere intese a: a) coordinare il regime della propria gestione previdenziale separata (ex Dlgs 103/96) con quello della gestione separata INPS di cui all’art. 2, c. 26, della legge 335/95; b) prevedere forme di incentivazione per la stabilizzazione degli iscritti alla propria gestione separata, in analogia a quanto disposto dall’art. 1, commi 1202 e seguenti, della legge n. 296/2006, stabilendo le relative modalità. A seguito delle numerose richieste di chiarimento da parte dei committenti, si precisa che l’INPGI ha già provveduto all’adozione delle delibere che recepiscono la suddetta normativa, a decorrere dal 1/01/2009. Tali deliberazioni sono, al momento, al vaglio dei Ministeri vigilanti. Per quanto sopra, fino a nuova comunicazione da parte dell’INPGI, resta confermata la misura della contribuzione e gli adempimenti contributivi connessi allo svolgimento di attività giornalistica in forma autonoma (libero professionale e/o parasubordinata) in vigore fino al 31/12/2008. L’INPGI – appena ricevuta l’approvazione delle citate delibere da parte del Ministero del Lavoro – provvederà a darne immediata comunicazione con lettera circolare, fornendo i termini e le modalità per il versamento della contribuzione e per l’invio delle denunce contributive mensili da parte dei committenti.

REQUISITI E PROCEDURE PER L’ISCRIZIONE ALL’ORDINE DEI GIORNALISTI – ELENCO PUBBLICISTI Per corrispondere alle esigenze di molti editori di periodici che ci leggono riportiamo le modalità d’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti – elenco Pubblicisti, desumendole dal sito dell’Ordine dei giornalisti del Lazio: LA DOMA DA D’ISCRIZIO E

La domanda d’iscrizione – in carta bollata da € 14,62 – va inviata per posta o a mano al Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti di Roma, Piazza della Torretta n. 36, 00186 Roma, o all’indirizzo dell’Ordine regionale territorialmente competente. DOMA DA Presa visione dell’informativa sul trattamento dei dati personali ai sensi dell’art. 13 del d.lgs. n. 196/2003 Il sottoscritto................................................ ..................................................................... otiziario USPI n° 2/2009

nato a ........................................................... il................................................................... residente in ................................................. Via .............................................................. n................................................................... CAP.............................................................. Cellulare...................................................... e-mail .......................................................... Domicilio professionale (se diverso dalla residenza) ..................................................................... Via............................................................ n. CAP.............................................................. chiede ai sensi dell’art. 35 legge 3-2-1963 n. 69, l’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti, Elenco Pubblicisti, allegando i documenti di rito. Con osservanza firma ____________________ (Nome e Cognome) Data .....................................

DATI STATISTICI Attività esercitata oltre a quella pubblicistica ..................................................................... titolo di studio ............................................. I DOCUME TI DA ALLEGARE (art. 35 legge 3 febbraio 1963 n. 69)

1) Domanda in carta da bollo di valore legale indirizzata al Consiglio dell’Ordine, corredata dai seguenti documenti: a) estratto dell’atto di nascita (o dichiarazione sostitutiva); b) certificato di residenza – certificato di cittadinanza (o dichiarazione sostitutiva); c) fotocopia del numero di codice fiscale; d) dichiarazione del direttore responsabile della testata giornalistica (professionista o pubblicista) come da fac-simile (All. A/1); 14 13


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REQUISITI E PROCEDURE PER L’ISCRIZIONE ALL’ORDINE DEI GIORNALISTI – ELENCO PUBBLICISTI 13

e) ricevute dei compensi.

2) Versamento di € 200,00 alla Cassa dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio quale contributo per l’istruzione della domanda.

3) Attività pubblicistica: per essere iscritti all’Albo dei Giornalisti – elenco Pubblicisti – è necessario avere redatto, nei 24 mesi di collaborazione continuativa, regolarmente retribuiti presso testate giornalistiche, 80 articoli di cui 65 a propria firma e 15 siglati. Per attività continuativa si intende che deve essere stata svolta nei 24 mesi antecedenti alla data di presentazione della domanda. Si precisa che il computo del biennio è calcolato dal primo articolo firmato.

4) Elenco delle fotocopie degli articoli in ordine cronologico diviso per testate presentate (come da fac-simile allegato B). Le fotocopie degli articoli non verranno restituite. Si informa che il Consiglio potrà richiedere nel corso dell’istruttoria, la produzione degli articoli in originale. OMISSIS

9) Compensi: debbono essere presentate ricevute o fatture periodiche attestanti il pagamento negli ultimi anni di competenza dell’attività pubblicistica prestata, secondo la vigente normativa fiscale. La retribuzione deve essere di minimo Euro 3.000,00 lordi nel biennio. Inoltre, a comprova dell’effettiva retribuzione percepita nei 24 mesi antecedenti alla domanda, si richiede fotocopia del Modello Unico relativo all’attività giornalistica, della certificazione dei sostituti d’imposta e del Modello 770 della Società Editrice.

10)ATTESTAZIONE CONCESSIONI GOVERNATIVE, versamento di € 168,00 sul c/c 8003 intestato a: Agenzia delle Entrate – Centro Operativo di Pescara – Tasse Concessioni Governative. Codice Attività 8617

11) Colloquio dinanzi ad una Commissione consiliare, con tanto di verbalizzazione. Materie: le istituzioni pubbliche e della categoria, Carta Costituzionale e Carta dei doveri. Qualche domanda di cultura generale. 12)All’atto dell’iscrizione dovrà essere versata la quota per l’anno in corso pari a € 100,00 oltre € 18,00 più foto per la tessera. Per gli anni successivi le quote dovranno essere versate entro il 31 gennaio di ogni anno.

.B. I diritti di segreteria sono finalizzati all’istruttoria della domanda e pertanto in nessun caso vengono restituiti. L’istante può ricorrere avverso la decisione del Consiglio Interregionale dell’Ordine dei Giornalisti entro 30 giorni dal ricevimento della notifica della deliberazione adottata. DICHIARAZIONE DEL DIRETTORE (SU CARTA INTESTATA DEL GIORNALE)

Presa visione dell’informativa sul trattamento dei dati personali ai sensi dell’art. 13 del d.lgs. n. 196/2003

Il sottoscritto................................................ direttore responsabile del periodico .................................................................... dichiara che il Sig................................................... ha collaborato alla testata da me diretta dal ..................................................................... al .................................................................

In fede

Il Direttore Responsabile firma __________________________________ (Nome e Cognome) Data ............................................. ALLEGATO

Testata: ..................................................................... Numero progressivo degli articoli presentati

Data Titolo Articolo Pagina Descrizione Articolo (*) (*)F= Firmato S= Siglato PS= Pseudonimo FC= Firmato in Collaborazione

EFFETTI DELL’I ATTIVITA’ GIOR ALISTICA Sembra utile concludere questa nota pratica riportando testualmente l’art. 41 – poco conosciuto – della legge istitutiva dell’Ordine che disciplina gli effetti dell’inattività giornalistica. E’ disposta la cancellazione dagli elenchi dei professionisti o dei pubblicisti dopo due anni di inattività professionale. Tale termine è elevato a tre anni per il giornalista che abbia almeno dieci anni di iscrizione. Nel calcolo dei termini suindicati non si tiene conto del periodo di inattività dovuta all’assunzione di cariche o di funzioni amministrative, politiche o scientifiche o allo espletamento degli obblighi militari. Non si fa luogo alla cancellazione per inattività professionale del giornalista che abbia almeno quindici anni di iscrizione all’albo, salvo i casi di iscrizione in altro albo, o di svolgimento di altra attività continuativa e lucrativa.

DUE METODI PER CALCOLARE IL VALORE DI UNA TESTATA

E’ sempre più difficile in caso di vendita o locazione di una testata calcolare il suo valore patrimoniale: si tratta in genere di valutare parametri standard, ma qualsiasi formula precostituita è destinata a rivelarsi riduttiva e va quindi integrata da verifiche economiche che tengano conto anche delle attese reddituali dell’azienda. Si tratta cioè di “correggere” il valore patrimoniale risultante dallo schema teorico con una ragionevole proiezione dei redditi a breve e lungo termine. Poichè la questione forma talvolta oggetto di quesiti editoriali da parte di Soci dell’USPI che debbono vendere o acquistare una testata, pur con l’anzidetta doverosa premessa, segnaliamo la seguente formula di provenienza U.S.A.: 14

Ricavi di vendita + 2/3 ricavi pubblicità +/- 2/3 risultato di gestione 3

Una valutazione alternativa può essere effettuata moltiplicando per un coefficiente che varia tra 2,5 e 4 il valore del gettito pubblicitario annuo. Questa seconda formula, legata esclusivamente ai ricavi derivanti dalle inserzioni pubblicitarie è più indicata per i periodici di annunci economici e, più in generale, per i c.d. “contenitori pubblicitari” mentre è meno adatta alla prevalente tipologia delle testate associate all’USPI, il cui valore si basa non solo sui proventi pubblicitari ma anche sugli abbonati e sulle risultanze di bilancio.

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PICCOLO STAMPA di AAVV

DIZIO ARIO

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DELLA

Modern Publishing, Milano 2008, pagine 152, € 10,00

Almeno tre volte nell’ultimo secolo quotidiani e periodici a stampa sono stati dati per morti. Quando è nata la radio, quando è arrivato il telefono o quando è nata la televisione. Ma la Cassandre sono state smentite; la stampa periodica c’è ancora poiché nel mondo dei media non si butta niente. Tutto sta a convivere: ad internet non viene chiesta la selezione e l’approfondimento e quindi i periodici possono proficuamente coesistere con la grande rete a cui non si chiede la qualità ma la quantità. Con riguardo al comparto delle aziende editrici medio piccole, che l’USPI organizza e rappresenta, c’è da soggiungere che trattandosi di testate pubblicate da editori puri, vivono e sopravvivono perchè gli editori USPI sono malati di carta stampata. Ad essi segnaliamo questo prezioso dizionarietto della stampa perché sappiamo che l’editore medio-piccolo inevitabilmente si sente anche “stampatore” e quindi avrà piacere di verificare la terminologia idonea alla gestione di originali, bozze, pellicole da stampare. Un agile sussidio, dunque, di cultura professionale che aiuta a superare i termini dell’ormai desueta stampa tipogra-

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B IB L IO T E C A U S P I fica e a passare al vocabolario essenziale dell’era digitale.

Completano il volumetto 15 brevi monografie di tipografi editori dai nomi evocativi come Bodoni, Elzevier, Garamond e, naturalmente, Gutenberg. Il lavoro è stato scritto dagli allievi della Scuola di editoria Afgp di Milano, con la collaborazione di docenti. O CHIAMARMI ZI GARO di Pino Petruzzelli con il contributo di Predrag Matvejenic Chiarelettere, Milano 2008, pagine 232, € 12,60

La maggior parte degli italiani difficilmente guarda con simpatia gli zingari poiché sgobba per lavorare, perdendo di vista la vita, mentre gli zingari o non lavorano, o lavorano quel poco che basta per vivere. Chi sceglie il lavoro fino a diventarne schiavo non è attrezzato per intendere come si possa scegliere di vivere di piccoli espedienti o di accattonaggio. Pino Petruzzelli, attore e regista che si è sempre occupato di razzismo, attraverso questo pamphlet apologetico, cerca di ridimensionare alcuni luoghi commi che precludono di conoscere il mondo dei rom. E lo fa dando loro la parola in cinque anni di incontri realizzati in Italia, Francia, e Jugoslavia, Albania, Grecia, Turchia, Bulgaria e Romania. Il merito dell’Autore è di dare voce all’unico popolo al mondo la cui storia è stata scritta sempre dagli altri con rilevanti omissioni.

Ad esempio i rom hanno vissuto la loro shoah ma spesso si dimentica che furono uccisi a decine di migliaia nei campi di sterminio nazisti, insieme agli ebrei e che i loro conti in banca furono sequestrati sotto il regime di Hitler. Non si sa con esattezza quanti siano i rom residenti in ciascun Stato. Sappiamo però che in alcune zone sono numerosi, soprattutto nella penisola balcanica. Un numero ancora più consistente di essi è nomade poiché, come ha osservato Günter Grass, “Gli zingari possono insegnarci quanto poco importanti siano le frontiere”. La lettura di questo libro fa uno strano effetto. A volte lascia perplessi e a volte sorprende, poiché dipinge una vita dura e sofferta, fatta di intolleranza, di forti tradizioni molto diverse dalle nostre. Storie scomode come quella della fondazione svizzera “Pro Juventute” che, a partire dal 1912, nell’intento di proteggere i bambini dall’abbandono e dal vagabondaggio – attraverso il progetto “Bambini di strada” – sottrasse con la forza i figli alle rispettive famiglie jenisch, per collocarli presso orfanotrofi, collegi, ospedali psichiatrici o in famiglie affidatarie, vietando ogni contatto con la famiglia d’origine. Nel 1972 lo scandalo di questi soprusi fu denunciato dal giornalista svizzero Hans Caprez e la “Pro Juventute” interruppe l’anno dopo il progetto “Bambini di strada”.

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PERIODICI ASSOCIATI ALL’U USPI

ALFA OMEGA INCONTRI IN MEDICINA

(413° elenco)

DOSSIER INFORMARE

Via R. D’Aronco, 5 33100 Udine Direttore: Lorenzo Ventre Editore: Esperance Palm Group S.r.l. Unipersonale Periodicità: bimestrale Materia trattata: sanità

Via delle Meduse, 3 00040 Ardea (RM) Direttore: Massimiliano Savio Editore: Ass. Cult. Informare Periodicità: mensile Materia trattata: informazione e cultura – periodico in distribuzione gratuita ad Ardea, Pomezia, Anzio e Nettuno

BIRRA & SOUND

IN ARMONIA

Via G. Dottori, 85 06132 Sansisto (PG) Direttore: Paolo Tosti Editore: Extramoenia S.r.l. Periodicità: bimestrale Materia trattata: pub

Via Calabria, 15 20090 Redecesio di Segrate (MI) Direttore: Andrea Ferriani Editore: Editoriale Delfino S.r.l. Periodicità: trimestrale Materia trattata: benessere

CINEMASESSANTA

IL NUOVO AMICO DEL POPOLO

Via Ravagnese Sup. 60/A 89131 Reggio Calabria Direttore: Domenico (Mino) Argentieri Editore: Città del Sole Edizioni di Franco Arcidiaco & C. S.a.s. Periodicità: trimestrale Materia trattata: critica cinematografica

NOTI ZIA RI O

Uspi

Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972

Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Fax 06.40.66.859 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991)

Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Giancarlo Cinoglossi

Redattore Responsabile: Vittorio Volpi

Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate

Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Stab. di Roma - SO.GRA.RO. Via Ignazio Pettinengo, 39 - 00159 Roma Il n. 2 (febbraio 2009) è stato stampato il 16 febbraio 2009

Piazza Valignani, 4 66100 Chieti Direttore: Mario Di Cola Editore: Arcidiocesi di Chieti – Vasto Periodicità: settimanale Materia trattata: attualità e vita della Chiesa locale PASQUALE CERCA CASA

Via L. Manara, 1 00042 Anzio (RM) Direttore: Carmela Porcelli Editore: Edizioni Nelson S.r.l. Periodicità: bimestrale Materia trattata: turistico – immobiliare SOLARO INFORMA

Via De Amicis, 12 20020 Solaro (MI) Direttore: Mauro Ranieri Editore: Associazione Culturale “Il Pensiero Libero” Periodicità: trimestrale Materia trattata: informazione locale VOICE MAGAZINE

Via Turri, 62 50018 Scandicci (FI) Direttore: Mauro Ranieri Editore: Associazione Culturale “Il Pensiero Libero” Periodicità: trimestrale Materia trattata: informazione locale

ZR – ZONA ROSSA

Via Enrico Pessina, 1 00196 Roma Direttore: Mario Andrea della Monica Editore: Peroni Promotion Incentive S.r.l. Periodicità: mensile Materia trattata: automobilismo sportivo

TELEGRAMMI

Questo numero in 2 minuti Focus IL NUOVO REGOLAMENTO DEL ROC L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha varato un nuovo Regolamento per l’organizzazione e la tenuta del Registro degli operatori di comunicazione, abrogando tutte le precedenti disposizioni. E’ il nuovo “testo unico” del ROC, che entrerà in vigore il 2 marzo p.v. Variati la modulistica e il termine per la “comunicazione annuale”. Di tasca nostra NOVITA’ NEL “MILLEPROROGHE”: PREPENSIONAMENTO ANCHE NEI PERIODICI E RIPRISTINO DELLE AGEVOLAZIONI POSTALI PER LE SOCIETA’ Con un maxi-emendamento al DL “milleproroghe”, il Governo ha stanziato 10 milioni di euro l’anno per il prepensionamento dei giornalisti dipendenti nei periodici. Abolito il divieto di distribuzione degli utili per l’accesso alle agevolazioni postali. Il Fondo per l’editoria “prioritariamente” ai contributi diretti. Editoria, contributi e libero mercato CATRICALA’: CONTRIBUTI PER I NUOVI GIORNALI E SUPERAMENTO DEL PRIVILEGIO DI POSTE ITALIANE Nell’audizione informale alla Commissione Cultura della Camera, il Presidente dell’Antitrust ha analizzato il quadro dei sussidi all’editoria, enucleando le molteplici criticità del sistema e lanciando l’ipotesi di contributi diretti “a tempo” e il superamento del privilegio di Poste, l’unico operatore che riceve sussidi per il recapito di giornali e periodici a tariffa agevolata.


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