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Anno 2008 - Edizione N. 12 - Dicembre

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Notiziario aNNo 44° - MENSiLE Union e St ampa

pe rioDic a italiana

Uspi

- 11 NUMEri

Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L. 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma. In caso di mancato recapito rinviare all’ufficio P.T. di Roma - Romanina detentore del conto per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa in vigore

Esempi di alta morale Mentre scriviamo veniamo a conoscenza di un comunicato del Sottosegretario all’economia Giuseppe Vegas, secondo il quale la soluzione delle questioni riguardanti l’editoria sarà demandata al disegno di legge A.S. 1195 sullo “sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”, in discussione al Senato. Sappiamo bene che esiste una spaccatura profonda tra Governo e Parlamento sulla destinazione dei fondi per l’editoria, frutto (a voler essere buoni) di una certa confusione sul settore. Il nostro contributo, come spesso è accaduto negli ultimi sei decenni, consiste principalmente nel fare chiarezza e mettere ordine in analisi spesso imprecise. 2 LA

REDAZIONE ESPRIME I MIGLIORI AUGURI DI bUONE FESTIVITA’ A TUTTI GLI ASSOCIATI USPI

Esempi di alta morale (pagine 1, 2) Tariffe postali agevolate e nuovi requisiti di spedizione (pagine 2, 5) Le quote associative USPI per l’anno 2009 (pagina 3)

2008

“NON E’ AFFATTO DETTO CHE LA RIDUZIONE O L’ABOLIZIONE DELLE AGEVOLAZIONI TARIFFARIE POSTALI FACCIA IMMADIATAMENTE SCATTARE L’AUMENTO PER IL FONDO DEI CONTRIBUTI DIRETTI” (Paolo Bonaiuti) Il Sottosegretario ha illustrato la bozza di regolamento di riordino dei contributi all’editoria, previsto dall’articolo 44 della legge 133/2008. Annunciati anche il mantenimento degli attuali obblighi di “pubblicità legale” sulla carta stampata fino a tutto il 2012; uno “studio tecnico” del settore, approfondito ed imparziale; e la convocazione degli “Stati Generali dell’editoria” dopo la metà di gennaio prossimo

I

n due ravvicinate audizioni, rispettivamente svolte il 19 ed il 26 novembre scorso, presso la VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, con delega per l’editoria, On. Paolo Bonaiuti ha illustrato le principali modifi-

DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI (vai a pagina 14)

S ommario Audizioni del Sottosegretario con delega all’editoria, On. Paolo Bonaiuti (pagine 1, 5, 6, 7, 10)

Dicembre

In due audizioni successive alla Commissione Cultura della Camera

neretto

Vediamo:

12

L’intermediazione giornalistica nella nuova sfera pubblica (pagine 8, 9)

Giornalisti: indispensabili ma inaffidabili (pagine 13, 14) NOTIZIE: Editoria e Comunicazione (pagina 14)

L’editore domanda: Il correttore di bozze – L’apprendista grafico - L’elenco speciale dei direttori responsabili – La campagna abbonamenti (pagine 11, 12)

Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 14)

Un sito in difesa dell’italiano insegna a dire stile e non look (pagina 13)

Periodici associati all’USPI – 411° elenco (pagina 16) Telegrammi (pagina 16)

Biblioteca USPI (pagina 15)

che apportate al testo della bozza di regolamento (vedi “Notiziario USPI”, n. 10 – Ottobre 2008) che il Dipartimento Informazione ed Editoria sta predisponendo su delega del Parlamento prevista dall’articolo 44 del DL 112/08, convertito nella legge 133/08. Bonaiuti ha confermato che l’operatività delle norme regolamentari partirà dal primo gennaio 2010, tranne alcune disposizioni minori che entreranno in vigore alla stessa data del regolamento stesso, e l’esclusione dalla riforma del calcolo dei contributi diretti dei giornali organi di partiti politici, per i quali requisiti, modalità di calcolo e ammontare complessivo sono stati mante5 nuti. Spedizioni postali a tariffa agevolata PROROGATO AL 1° APRILE 2009 L’ADEGUAMENTO AI NUOVI REQUISITI DI PRELAVORAZIONE ALLESTIMENTO E DI OMOLOGAZIONE DEL PRODOTTO EDITORIALE. FINO A TALE DATA CONFERMATE LE ATTUALI TARIFFE POSTALI AGEVOLATE (vai a pagina 2)

Articoli e notizie di questo Notiziario possono essere liberamente riprodotti citandone la fonte. Se ne raccomanda, anzi, la massima diffusione da parte di tutti i periodici associati all’USPI, nell’interesse della categoria QUESTO NOTIZIARIO VIENE SPEDITO AGLI ASSOCIATI USPI IN REGOLA CON IL VERSAMENTO DELLE QUOTE


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Prorogato al 1° aprile 2009 l’adeguamento alle nuove condizioni tecniche per le spedizioni dei prodotti editoriali

neretto

TARIFFE POSTALI AGEVOLATE E NUOVI REQUISITI DI SPEDIZIONE

Esempi di alta morale

Slitta di tre mesi il periodo transitorio per conformare le spedizioni postali ai nuovi requisiti di prelavorazione – allestimento e “omologazione” del prodotto e per accedere alle relative nuove condizioni tariffarie agevolate – Fino al 31 marzo, quindi, restano invariate tariffe e modalità di spedizione «Roma, 26 novembre 2008 – Prot. CBPA32 Oggetto: Nuove condizioni tecniche spedizioni editoriali Facciamo seguito alle intese intercorse per comunicarVi che il 31/12/2008 è prevista la scadenza del periodo transitorio per l’adeguamento alle nuove condizioni tecniche per le spedizioni Editoriali a regime agevolato. Con l’obiettivo di dare seguito alle richieste di estensione del periodo transitorio, Poste Italiane conferma la propria disponibilità a prorogare tale periodo fino al 31/03/2009. Tale nuova data è da intendersi come definitiva e non ulteriormente rivedibile. Certi della Vostra collaborazione nel sensibilizzare i Vostri Associati circa l’impegno di Poste, l’occasione ci è gradita per inviare cordiali saluti». Firmato: Claudio Cella Clienti Affari – Commerciali Business & P.A. ____________ Con questa lettera inviata all’USPI a fine novembre, Poste Italiane ha confermato la proroga al 31 marzo prossimo del periodo transitorio entro il quale gli editori potranno adeguare le proprie spedizioni postali, a regime agevolato, alle nuove condizioni tecniche di prelavorazione – allestimento e di “omologazione” del prodotto. La proroga si è resa necessaria per la difficoltà di larga parte del nostro settore ad adeguarsi a tali condizioni, richieste da Poste, entro il 31 dicembre p.v. L’adeguamento o meno alle nuove condizioni tecniche di spedizione avrà impatto anche sulle tariffe postali a carico dell’editore. La Legge 222/07 (decreto fiscale collegato alla Finanziaria 2008) ha, infatti, ridotto l’importo della compensazione statale a Poste Italiane (per l’applicazione delle age2

volazioni postali) “del 7% per gli importi annui relativi a ciascuna impresa beneficiaria di agevolazioni fino a 1 milione di euro e del 12% per gli importi annui relativi a ciascuna impresa beneficiaria di agevolazioni superiori a 1 milione di euro”. In realtà, la legge ha autorizzato Poste Italiane a richiedere agli editori un conguaglio maggiore di quello previsto nel testo legislativo (+8,6% invece del +7%; +15% invece del +12%, e ancora maggior aumenti per il Regime No-profit: rispettivamente + 27% e +48%) perchè, nel regime compensativo dello Stato a Poste per le applicazioni delle agevolazioni tariffarie, la quota sovvenzionata dallo Stato è maggiore della quota pagata direttamente dagli editori all’atto della spedizione. A luglio 2008, Poste ha già determinato un aumento generalizzato del 4% delle tariffe agevolate per la “Tariffa ROC”, “Tariffa no-profit” e “Tariffa pieghi di libri”, riservandosi di applicare ulteriori aumenti tariffari – nei limiti previsti dalla norma – dal 1° gennaio 2009 (prorogato ora al 1° aprile 2009) nel caso di non rispetto da parte degli editori/spedizionieri di alcuni requisiti tecnici, comunicati agli editori e pubblicati sul sito www.poste.it. CONDIZIONI TECNICHE PER LA SPEDIZIONE DI PERIODICI - TIPO A: Modalità di allestimento e prelavorazione base: 1. Introduzione della ripartizione in 23 Bacini (in sostituzione di quella in 16 Comprensori) ed aggiornamento dell’elenco dei Centri di Distribuzione e dei relativi CAP serviti; 2. Eliminazione aggregazione dei plichi per stradali provinciali e formazione di plichi per provincia generica; 3. Introduzione del confezionamento in scatole per il formato P (interessati i Programmi di abbonamento); 4. Sostituzione della dicitura per reso Mittente con introduzione logo speciale e indicazione chiara e visibile del 5

2 Nella trattazione alla Camera dei Deputati è stato aggiunto un comma all’articolo (divenuto il n.33 del DDL 1195) che riguarda l’editoria che riserva i contributi indiretti alle società che inseriscano nel loro Statuto il divieto di ripartizione degli utili. Questa norma è stata spiegata con l’esigenza di non finanziare in alcun modo le società quotate in borsa. Chiunque abbia una minima conoscenza di diritto commerciale sa che non sono soltanto le società quotate in borsa a ripartire gli utili, ma anche le microimprese, le piccole imprese e le medie. Questa norma, infelice, colpisce l’intera editoria “industriale”. Sarà interessante comprendere, per esempio, come gli esponenti della Lega spiegheranno ai piccoli e medi editori del Nord un intervento del genere. Il problema dei contributi indiretti era stato affrontato senza approssimazione e senza superficialità dal Governo, nella bozza di regolamento sui contributi, ferocemente osteggiata, per motivi che nessun essere umano dotato di facoltà intellettive riuscirà mai a comprendere, da ampi settori della maggioranza e dell’opposizione. La bozza di regolamento rappresenta ancora oggi l’unica possibile soluzione ai problemi posti dal taglio dei fondi all’editoria nell’ottica di assistere il settore nei limiti del contenimento della spesa pubblica. Abbiamo rilevato nei mesi scorsi come gli atteggiamenti isterici non abbiano aiutato nessuno, neanche i giornali assistiti che si intendevano tutelare. Sarebbe stata necessaria una capacità di analizzare i problemi derivante da una almeno sufficiente conoscenza del settore. Così non è stato e la cosa è talmente chiara che a volte fa capolino la malafede, sempre esclusa per principio, trattandosi di istituzioni dello Stato. Certo che sentire le tirate moralisteggianti di chi fa le pulci anche a giornali di cultura che fatturano 50.000 euro l’anno è triste, soprattutto se teniamo ben presente il fatto che chi moraleggia ha interessi diretti in giornali che ricevono milioni di euro l’anno dallo Stato ed è chiamato a decidere sulla destinazione dei fondi pubblici. Notiziario USPI n° 12/2008


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Le quote aSSociative uSPi

per l’anno 2009 L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2009 versando la relativa quota associativa, lungi dal corrispondere ad una rituale formalità, risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche publiche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - copia gratuita della XIII edizione della “Guida della Stampa Periodica” (volume + CD) - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura. Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2009 (e comprensive del costo del “Notiziario USPI”) sono le seguenti:

Per le testate (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge)

da da da da da

1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su

€ € € € €

240,00 680,00 1.250,00 2.500,00 3.750,00

OFFERTA PRIMA ISCRIZIONE 2009: con soli 6 euro, in aggiunta alla quota associativa, riceverete direttamente al vostro domicilio la XIII Ediz. della “Guida della Stampa Periodica” 2005/2006 (volume + CD). Nella causale di versamento specificare dettagliatamente: “Quota associativa USPI 2009 + Guida Stampa Periodica”.

Quota d’iscrizione (“una tantum” per le testate che si iscrivono per la prima volta): - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie

€

100,00

- Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie

€

170,00

€ €

210,00 320,00

Rinnovo della quota per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI

Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la banca Popolare di Milano, Agenzia 6,Via Franceschini n. 58 - Roma, CODICE IbAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI. C.F. dell’USPI: 80188110581

ATTENZIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.

Per faciLitare iL verSamento deLLe quote neL numero ScorSo e’ Stato inSerito un moduLo c.c.P.


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L’inserzione sopra riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art. 3, terzo comma, del DPR 26/10/72 n. 633


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LE AUDIZIONI DEL SOTTOSEGRETARIO CON DELEGA ALL’EDITORIA, ON. PAOLO BONAIUTI Ha inoltre confermato l’obbligo 1 della pubblicazione della “pubblicità legale” sulla carta stampata fino al 2012. Il Sottosegretario ha anche espresso l’opinione del Governo sulle modifiche apportate dall’Assemblea di Montecitorio al Disegno di legge A.S. 1195 (ex A.C. 1441 – ter) che hanno prorogato il “diritto soggettivo” alla percezione dei contributi all’anno successivo a quello di entrata in vigore del regolamento ed introdotto il parere vincolante delle Camere sullo schema di regolamento (vedi “Notiziario USPI”, n. 11 – Novembre 2008) In particolare, Bonaiuti ha criticato l’emendamento proposto dalla Lega Nord e approvato dalla Camera che esclude dalle sovvenzioni statali indirette le imprese editrici che abbiano previsto, nel proprio statuto, la distribuzione degli utili della società. Norma, questa, in contrasto con quanto già

prospettato dal Dipartimento all’articolo 22 dell’emanando regolamento. Su questo punto Vi rimandiamo alla lettura del “Neretto” di prima pagina dal titolo “Esempi di alta morale” che ben chiarisce l’entità del problema. Nel corso delle audizioni, il Sottosegretario ha, infine, annunciato una “Indagine conoscitiva” sull’andamento generale dell’editoria e, in particolare, sul settore protetto, affidata al Prof. Mauro Masi e al suo Dipartimento, che non si limiti ai dati raccolti dalle sole associazioni di categoria (FIEG e AUDIPRESS) ma che si fondi su fonti istituzionali. In vista della convocazione degli “Stati Generali dell’editoria” (traendo spunto dall’esperienza francese) che saranno indetti nella seconda metà di gennaio prossimo. Sperando, potremmo concludere, che a quella data ci sia ancora qualcosa da salva-

re e riformare nel nostro settore. Riportiamo ora ampi stralci del resoconto stenografico delle due audizioni. AUDIZIONE DEL 19/11/2008 PAOLO BONAIUTI, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Dopo qualche tempo, oggi mi incontro ancora con questa Commissione. Come ricorderete, sono venuto qui l’ultima volta agli inizi di ottobre per una relazione informale. In quell’occasione, mi fu chiesto di intervenire immediatamente in Commissione e io venni, fedele al principio che ho seguito in tutti questi anni e che intendo continuare a seguire, di arrivare sempre a una definizione bipartisan, al di sopra delle parti, in merito a un problema delicato come quello dell’editoria, sia 6

TARIFFE POSTALI AGEVOLATE E NUOVI REQUISITI DI SPEDIZIONE 2

Centro di Restituzione.

TIPO B: Omologazione + ulteriori requisiti di allestimento: OMOLOGAZIONE 1. Adeguamento allo standard di composizione blocco indirizzo; 2. Applicazione e posizionamento dell’indirizzo in aree predefinite per testata: A) su etichetta adesiva; B) su etichetta fissata con punto colla; C) su un inserto di larghezza pari ad almeno una delle dimensioni dell’invio in modo da impedirne la rotazione; D) stampa sull’invio; 3. Confezionamento con cellophane termoristretto o con lasco inferiore a 5 mm; 4. Introduzione del logo identificativo del prodotto Omologato in area definita; 5. Introduzione del codice 2D opzionale e collegato all’offerta di VAS. ULTERIORI REqUISITI 1. Eliminazione reggette e formazione pallet destinati ai capoluoghi di provincia (omogenei per CAP/CD/Città) con fogli separatori per CAP di destinazione. LE NUOVE GRIGLIE TARIFFARIE POSTALI AGEVOLATE A PARTIRE DAL 1° APRILE 2009 Ribadendo che fino al 31 marzo prossimo continueranno ad essere in vigore le attuali Notiziario USPI n° 12/2008

tariffe agevolate e le medesime condizioni tecniche di spedizione, cosa accadrà dal 1° aprile? Ecco le varie opzioni: A) ADEGUAMENTO A TUTTE LE CONDIZIONI RICHIESTE DI TIPO A (Allestimento e prelavorazione) E DI TIPO B (Omologazione): Verranno mantenute le attuali condizioni tariffarie agevolate. B) ADEGUAMENTO UNICAMENTE ALLE CONDIZIONI DI TIPO A (Allestimento e prelavorazione): Agli editori/spedizionieri che adegueranno le spedizioni unicamente ai requisiti tecnici di prelavorazione e allestimento, ma non abbiano ottenuto l’omologazione del prodotto, verranno applicate le specifiche condizioni tariffarie (pubblicate sul sito www.poste.it) che prevedono un incremento del 7,5% delle vecchie tariffe del 2002 (quelle prima dell’aumento di luglio scorso). Per semplificare, un aumento circa del 3,5% delle tariffe pagate attualmente. C) MANCATO ADEGUAMENTO SIA ALLE CONDIZIONI DI TIPO A, SIA DI TIPO B: Agli editori/spedizionieri le cui spedizioni né rispetteranno i requisiti di prelavorazione e allestimento, né abbiano ottenuto l’o-

mologazione del prodotto verranno applicate le specifiche condizioni tariffarie (pubblicate sul sito www.poste.it) che prevedono gli incrementi massimi previsti dalla normativa, in relazione alle diverse categorie di beneficiari in funzione delle compensazioni maturate annualmente dall’editore. E cioè: 1) Editori con compensazioni statali inferiori a 1 milione di euro: - TARIFFA ROC: +8,6% (delle vecchie tariffe del 2002). Circa +4,6% delle tariffe pagate attualmente; - TARIFFA NO-PROFIT: +27% (delle vecchie tariffe del 2002). Circa + 23% delle attuali tariffe. 2) Editori con compensazioni statali superi ad 1 milione di euro: - TARIFFA ROC: +15% (delle vecchie tariffe del 2002). Circa +11% di quelle attuali. - TARIFFA NO-PROFIT: + 48 (delle vecchie tariffe del 2002). Circa +44% delle tariffe pagate attualmente. AVVERTENZA Il quadro normativo e tariffario sopra succintamente riassunto (presente per esteso sul sito www.poste.it, sezione “Prodotti per l’Editoria”) non tiene, e non può tenere, conto di eventuali modficazioni della normativa postale che potrebbero essere introdotte dalla Legge Finanzia 2009, all’esame del Parlamento, di cui relazioneremo sul prossimo numero di questo Notiziario.

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LE AUDIZIONI DEL SOTTOSEGRETARIO CON DELEGA ALL’EDITORIA, ON. PAOLO BONAIUTI in tempi di vacche più grasse, 5 come furono gli anni precedenti, sia in tempi di vacche magre, direi magrissime, come quelli della grande crisi finanziaria attuale. L’ultima volta che ci siamo incontrati vi avevo parlato di un regolamento che ricordo di aver annunciato in questa Commissione già all’inizio di luglio. Questo regolamento, il 17 settembre scorso è stato sottoposto al vaglio di una platea vastissima, comprendente tutti i rappresentanti delle categorie dell’editoria, riunita a Palazzo Chigi, alla quale abbiamo chiesto di avanzare proposte per apportare eventuali modifiche al regolamento. Avevamo fissato al 15 ottobre il termine, ma questo, dato il volume enorme di proposte pervenute, è slittato fino a questi ultimi giorni.. ma ho ritenuto fondamentale che si ascoltassero tutti - ma proprio tutti - i soggetti interessati. Nonostante questo ritardo di quindici o venti giorni, dunque, siamo potuti arrivare ad una definizione del regolamento più ampiamente condivisa. Sono arrivate - tanto per tenervi informati - circa sessanta proposte di modifica, molto articolate tecnicamente e di svariate pagine, che hanno richiesto quindi un lavoro molto accurato da parte del Dipartimento dell’editoria. In più, sono pervenute svariate decine di altre proposte che potrei definire più politiche che tecniche. Abbiamo cercato di dare ascolto a tutti.. È stato come aprire un pozzo: ognuno intende dire la sua sul problema dell’editoria, circostanza che ci conferma come questo settore sia pieno di idee e tuttora vitale. Cerchiamo di capire che cosa succede. Come ho riferito, abbiamo apportato alcune modifiche al regolamento a seguito delle osservazioni che ci sono pervenute dalle associazioni rappresentative dell’editoria. Ora dobbiamo apportarvi le eventuali modifiche suggerite dai membri del Parlamento. Il punto fondamentale è che l’operatività delle norme non partirà più dal primo gennaio 2009, ma è slittata al primo gennaio 2010; quindi, riguarderà il contributo del 2009. Per il contributo del 2008, invece, rimane salvo tutto quello che è vigente, con l’eccezione di alcune disposizioni di carattere ordinatorio, ovvero alcune disposizioni minori, per le quali l’entrata in vigore è quella del regolamento stesso. In sostanza, abbiamo davanti a noi ancora un anno nel quale ridiscutere per cercare di arrivare a una legge condivisa sull’editoria. Aggiungo che contrariamente a quanto ho letto su numerosi giornali e ascoltato in alcune critiche politiche, quella che stiamo discutendo oggi non è la legge sull’editoria, 6

ma è un semplice regolamento. Successivamente, quindi, dovremo fare uno sforzo complessivo per arrivare a una legge sull’editoria che mi auguro sia una legge condivisa. Un altro punto è quello riguardante i giornali organi di partiti politici. In realtà, per questi giornali non cambia nulla: infatti, sono stati mantenuti i requisiti di accesso ai contributi, le modalità di calcolo e l’ammontare dei contributi già previsti prima di questo regolamento sia per i giornali organi di partito che hanno una rappresentanza parlamentare, sia per quelli previsti dal decreto-legge n. 223 del 2006, ovvero dalla cosiddetta legge Bersani. Questo significa che questi giornali restano fuori, rimanendo valida per essi la normativa attualmente in vigore. Per tutti gli altri giornali vale la vecchia normativa, ma con un limite per tutti i contributi, diretti e indiretti, fissato a 4 milioni di euro (tale tetto è però ancora in discussione. Probabilmente verrà innalzato o abolito del tutto. Confronta al riguardo l’ultimo intervento del Sottosegretario Bonaiuti – n.d.r.). In altre parole, data la difficile situazione in cui versa tutto il Paese e i dovuti tagli, che sono stati apportati in ogni settore, compreso quello dell’editoria, abbiamo ritenuto di stabilire che non si potrà dare un singolo contributo che ecceda i 4 milioni di euro.Il numero massimo delle copie annue distribuite, sul quale calcolare il contributo variabile, è stato portato, accogliendo varie istanze, a 50 milioni. Ripeto che il limite generale massimo del contributo comunque erogabile per tutte le tipologie di giornali e di radiotelevisioni destinatarie di contributi è stato fissato in 4 milioni di euro. Per quanto riguarda le tariffe postali, il rimborso a Poste italiane è calcolato come differenza tra la tariffa convenzionata più favorevole per gli editori e la tariffa agevolata. Il controllo del requisito degli spazi pubblicitari contenuto nelle pubblicazioni è stato riportato, anziché per singolo numero, su base annua. Questo perché il controllo per singolo numero era in realtà impossibile e infatti era rimasto inattuabile e inattuato. Per quanto riguarda il credito agevolato, abbiamo ritenuto di inserire nel comitato consultivo riunitosi per la prima volta circa una settimana fa, un nuovo componente esperto in editoria elettronica. È stata inoltre introdotta la possibilità di

ammettere alle agevolazioni anche i beni dati in comodato. Vengo ora ai quattro punti fondamentali del regolamento, che restano come una sorta di pilastro. Innanzitutto, vi è una semplificazione fortissima - sulla base dell’accelerazione data al Governo proprio in direzione di procedure più semplici - delle procedure e degli atti di accesso ai contributi. Tutto è reso più facile, più snello, più efficiente, più veloce, sia per quanto riguarda i contributi diretti sia per quanto riguarda il credito agevolato. Abbiamo introdotto, inoltre, un principio che mi auguro tutta la Commissione - alla Camera come al Senato - voglia condividere. Tale principio, che, in una prima istanza era stato condiviso, riguarda l’introduzione del criterio, come base di calcolo per i contributi diretti, della parametrazione dei contributi rispetto alle vendite effettive e non più alla diffusione. Questo è fondamentale, perché ci permette di uscire da questa Commissione dicendo che siamo contro le cooperative false, contro i falsi giornali, contro quei giornali che non vendono copie reali. A questo aggiungo un altro dato: nella Commissione consultiva tecnica per l’editoria ho chiesto che sia avviata, da parte del Ministero degli affari esteri, un’indagine conoscitiva molto dettagliata sui cosiddetti «quotidiani italiani all’estero», per eliminare, anche in questo caso, tutti i dubbi che permangono in materia. Un altro punto fondamentale è la trasformazione delle cooperative in cooperative editoriali insieme a quello che io considero dal mio punto di vista, avendo svolto per anni la professione giornalistica, il «sostegno alla occupazione giornalistica». Questo regolamento, infatti, cerca di indirizzare i contributi, ovviamente nella misura in cui un regolamento può farlo, verso la creazione di nuovi posti di lavoro nel giornalismo. Su questo permettetemi di fare un inciso. Rendo noto alla Commissione che tutta l’editoria, in questa fase, sta attraversando un

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momento molto particolare. Ho potuto parlare, a più riprese, sia con i dirigenti della FIEG, sia, di recente, con i vertici della FNSI e vi posso dire che ci sono molte preoccupazioni riguardo ai posti di lavoro. C’è aria di prepensionamenti, a volte di smobilitazione di decine e decine di redattori. Tutto questo, ovviamente, ci preoccupa. Certo, non si può fare moltissimo, ma c’è anche una preoccupazione di fondo, ossia che la legge n. 416/1981 possa poi intervenire pesantemente nei confronti dei bilanci dell’INPGI (Istituto nazionale previdenza giornalisti italiani) che ha, come suoi due oneri principali, da un lato l’assistenza ai giornalisti ammalati attraverso la CASAGIT, dall’altro l’erogazione delle pensioni. Prima o poi, bisognerà affrontare anche questo tema. Il regolamento così definito, dopo il vostro vaglio - e purtroppo sarà necessario ancora del tempo, perché ho promesso di passarlo anche al vaglio del Senato - dovrà essere mandato all’approvazione del Consiglio di Stato. Trattandosi di una normativa ampia e complessa, abbiamo ritenuto che, in seguito a tutte le procedure di condivisione e di discussione a cui abbiamo sottoposto il regolamento stesso, il Consiglio di Stato non avrebbe potuto darci un parere in fretta e furia, tale da poter applicare il regolamento fin dal primo gennaio 2009. Per questa ragione stiamo indicando la data del primo gennaio 2010. Per quanto riguarda la situazione generale, stiamo pensando a una sorta di stati generali dell’editoria, in cui convocare tutti i rappresentanti delle categorie interessate. Non dico che ne usciremo con una soluzione, ma almeno avremo il merito di aver affrontato il problema e di aver ascoltato e messo a confronto i pareri di tutti i partecipanti. Vengo alla questione dei due emendamenti presentati. Il primo emendamento recita: «All’articolo 1 della legge 5 agosto 1981 n. 416 e successive modificazioni sono apportate le seguenti modificazioni: - al quarto comma, il primo periodo è sostituito dal seguente: «le azioni aventi diritto di voto o le quote possono essere intestate a società per azioni, in accomandita per azioni o a responsabilità limitata, purché la partecipazione di controllo di dette società sia intestata a persone fisiche o a società direttamente o indirettamente controllate da persone fisiche»; - il sesto comma è sostituito dal seguente: «Qualora la partecipazione di controllo di cui al quarto comma sia intestata a società fiduciarie, il requisito ivi previsto del controllo diretto o indiretto in capo a persone fisiche s’intende riferito ai fiducianti in quanto soggetti effettivamente titolari delle azioni o quote medesime. In tale caso la società fiduciaria è tenuta, ai fini del presente articolo, a comunicare i nominativi dei fiducianti all’Autorità per le Notiziario USPI n° 12/2008

garanzie nelle comunicazioni, ai fini e per gli effetti dell’articolo 1, comma 6, lettera a), n. 5, della legge 31 luglio 1997, n. 249.». E ancora: «All’articolo 44 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con alcune modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, sono apportate le seguenti modificazioni: - al comma 1, alinea, dopo le parole «che costituiscono» sono aggiunte le seguenti «a decorrere dall’esercizio finanziario successivo a quello di entrata in vigore del regolamento di cui al presente comma»; - dopo il comma 1 è aggiunto il seguente: «1-bis. Lo schema di regolamento di cui al comma 1 è trasmesso alle Camere per l’espressione del parere vincolante delle Commissioni competenti per materia e per i profili di carattere finanziario»; al punto n. 4: «all’attuazione del presente articolo si provvede senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.». Per quanto riguarda l’emendamento, il Governo non ha sostanziali dichiarazioni da fare. L’emendamento è stato presentato, il Parlamento è sovrano. C’è un solo punto, avendo sentito su questo i nostri avvocati, che ci appare di dubbia costituzionalità e riguarda il parere vincolante della Commissione. Ci è stato obiettato che il regolamento governativo come tale, - e questo io lo condivido - spetta al Governo con un potere consultivo del Parlamento. Non sarebbe più un regolamento governativo se venisse sottoposto a un parere vincolante; in tal caso, il parere vincolante lo fa diventare una sorta di regolamento parlamentare. Per di più - su ciò si può anche discutere - questo regolamento governativo è delegato da una norma, nel senso che noi lo abbiamo ripreso dall’articolo 44 della cosiddetta legge Tremonti. Per quanto riguarda questo emendamento, dunque, il nostro dubbio riguarda il parere vincolante, anche perché il regolamento deve essere sottoposto al Consiglio di Stato e questo pone un ulteriore problema. Vengo al secondo emendamento. Mi permetto di affrontare tutte le questioni, così «tiriamo fuori dal sacco» tutte le problematiche che abbiamo. Il 4 novembre ultimo scorso, nell’ambito dell’esame del disegno di legge collegato alla finanziaria, è stato presentato e approvato alla Camera dei deputati il seguente emendamento all’articolo 70-bis: «A decorrere dai contributi relativi all’anno 2009, hanno accesso alle sovvenzioni statali indirette di cui alla legge 5 agosto 1981, n. 416 e successive modificazioni, esclusivamente le imprese editrici aventi diritto che abbiano inserito nel proprio statuto il divieto di distribuzione degli utili della società.». Il testo così formulato escluderebbe dai contributi (spese postali, tariffe telefoniche, credito agevolato) tutte le società editoriali, a esclusione delle cooperative e dei giornali di partito.

Su questo vorrei fare un’osservazione, dopo averne discusso con il Dipartimento dell’editoria. Questo emendamento fa riferimento alle cosiddette agevolazioni postali, che sono rivolte però a Poste italiane e non alle imprese editrici, nei limiti in cui queste imprese fanno abbonamenti. In altre parole, più abbonamenti corrispondono a più agevolazioni di Poste italiane. Ora, si può discutere se l’agevolazione debba essere diversa, ossia un’agevolazione per le grandi imprese di dimensioni tali da essere anche quotate in borsa, oppure un’agevolazione che favorisca concretamente quelle piccole e medie imprese che tecnicamente chiamiamo di no-profit e che, in parole povere, riguardano i cosiddetti giornali diocesani o delle parrocchie di orientamento cattolico e quelli della cooperazione laica. Il regolamento è comunque già intervenuto all’articolo 22; è per questo che, poi, ne dovremo parlare. Devo innanzitutto dirvi che il rimborso dello Stato a Poste italiane è drasticamente ridotto dall’articolo 22, in una misura che noi valutiamo intorno al 40 per cento; questo perché viene cambiato il meccanismo di calcolo. In secondo luogo, si introduce la possibilità, come dicevo prima, di diversificare per il meglio, già dentro questo regolamento, tra le grandi imprese, magari quotate in borsa, e le piccole e medie imprese del no-profit. C’è poi un problema di fondo, che mi viene riferito dai nostri tecnici, e che riguarda la costruzione del secondo emendamento. Non è affatto detto che la riduzione o l’abolizione delle agevolazioni tariffarie postali faccia immediatamente scattare l’aumento per il fondo dei contributi diretti. È vero che il fondo per l’editoria è un fondo unico, tuttavia è anche un fondo costruito anno per anno sulla previsione dei singoli comparti che lo costituiscono. Pertanto, se noi oggi riduciamo drasticamente un comparto, di conseguenza si riduce l’intero stanziamento.Se il provvedimento fosse stato così facile, probabilmente qualcuno l’avrebbe già suggerito. Di fatto, i contributi diretti negli ultimi tre-quattro anni - quindi includo anche la mia precedente gestione - sono stati pagati usando tutte le risorse del fondo per l’editoria. Se oggi noi siamo in grado di pagare al 100 per cento gli imprenditori per l’anno 2007, lo possiamo fare solo perché abbiamo adottato questa pratica che era stata seguita negli anni precedenti. In definitiva, per quanto riguarda il prossimo anno, noi pensiamo che ci verrebbe da pagare un contributo di 120-130 milioni di euro, grazie a questi risparmi del regolamento. Sulla base dei tagli, quindi, bisognerebbe trovare ancora 20-30 milioni di euro per pagare completamente anche tutti i contributi del 2008, così come abbiamo fatto quest’anno. 10 7


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L’intermediazione giornaLiStica neLLa nuova Sfera PubbLica di Lella Mazzoli

dialogando dialogando Ospitiamo, in questa rubrica, la relazione introduttiva della prof.ssa Graziella Mazzoli al XXI Corso per operatori editoriali, organizzato dall’USPI in collaborazione con la Facoltà di Sociologia dell’Università degli studi di Urbino, e tenutosi dal 14 al 19 settembre 2008 presso il Collegio del Colle dell’Università urbinate. La prof.ssa Mazzoli è Direttore dell’IFG (Istituto per la Formazione al Giornalismo) e dell’Istituto di Scienze della Comunicazione e Discipline dello Spettacolo della Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. E’ Ordinario di Sociologia della comunicazione. Dal 2000 la prof.ssa Mazzoli è apprezzato Direttore Scientifico del Corso USPI. «PREMESSA In questo momento di apertura del corso vorrei richiamare la vostra attenzione sul ruolo che il giornalismo ha assunto nella società post-moderna, caratterizzata, come noto, dalla presenza sempre più consistente delle tecnologie, dei new media digitali. Le mie osservazioni saranno probabilmente note a molti di voi, ma ritengo utile richiamarle all’inizio di questo incontro sulla stampa periodica ormai giunta alla sua XXI edizione. IBRIDAZIONE DEI GENERI Una prima riflessione generale riguarda le trasformazioni che interessano tutti i media. Stiamo assistendo da anni a un processo di rottura dei tradizionali confini fra formati, generi e registri narrativi. Si sono affermati sempre più prodotti che sono il frutto di contaminazioni e che appaiono come dei veri e propri “ibridi” mediali. In particolare sta avvenendo che il principale elemento che caratterizza il giornalismo, la trattazione di eventi reali, è sempre meno ritenuta un’esclusività giornalistica, al punto che da oltre un decennio si parla di “fine del giornalismo” o di “post-giornalismo”. 8

In realtà, non credo che il giornalismo sia finito, ma che il sistema giornalistico stia ridefinendo le proprie caratteristiche, le proprie logiche interne. Questo è dovuto alla crescita del pluralismo dei media, alla moltiplicazione dei mezzi di comunicazione, in particolare all’utilizzo sempre più articolato e massiccio della rete che ben si associa alla velocizzazione dei processi d’informazione necessari agli individui per lavorare, viaggiare, intessere relazioni, ecc. Ma attenzione, è ormai consolidata l’idea che la nascita di un nuovo mezzo non comporta l’eliminazione del mezzo pre-esistente, bensì ne stimola una sua ridefinizione, una modificazione delle sue tradizionali funzioni. Con la nascita dei media elettronici abbiamo assistito alla tendenza all’approfondimento da parte di quelli stampati. I giornali, non potendo competere con i media elettronici, hanno ampliato le “pratiche discorsive” attorno a specifici temi (Sorrentino 2007). Ricordiamo quello che è accaduto alla televisione: il formato classico del telegiornale si è trasformato, innovando le formule narrative. L’ampliamento del campo di interesse, dei temi trattati dai media e la trasformazione dei formati si riflette inevitabilmente sui generi giornalistici. Riconosciamo e definiamo attualmente “nuovi” generi che sono il frutto dell’incrocio fra diverse modalità informative, oppure che riescono a fare interagire meglio il genere con le peculiarità del mezzo (in tal senso, potremmo ancora ritenere valida la teoria di MacLuhan, il “medium è il messaggio”, e sostenere che ci sia un condizionamento del mezzo rispetto al contenuto, seppure avvenga anche il contrario, un condizionamento del sociale sul sistema dei media – Boccia Artieri 2004) – Per esempio, nel documentario troviamo l’immagine che si coniuga con la narrazione tipica dell’inchiesta giornalistica. Di recente, negli ultimi anni, si parla sempre più di contaminazione tra formule espressive molto differenti. Si arriva a coniare nuove espressioni, ad esempio: infotainment, come frutto dell’intreccio fra information e entertainment (intrattenimento), oppure docurama (realismo del docu-

mentario contaminato dalle tecniche narrative della fiction). L’AMPLIAMENTO

DEL

“DISCORSO”

GIOR-

NALISTICO E LA NEGOZIAZIONE DEI TEMI E DELLE FORME

Ibridazione fra generi, dunque, ma anche, come accennato, ampliamento dei temi che entrano a far parte dell’agenda dei media. Il “discorso giornalistico” si è notevolmente ampliato andando a toccare argomenti ed eventi prima trascurati: si va dall’ambiente agli spettacoli, dal tempo libero al volontariato, ecc. Questa estensione dei temi (dovuta a motivi commerciali – ampliare gli spazi pubblicitari – ma anche al fatto che l’interesse del pubblico è più articolato con il moltiplicarsi delle fonti) comporta anche un aumento dei soggetti che compaiono nei media, che ne vengono rappresentati. Sono così aumentate in modo significativo anche le fonti. Soggetti sociali diversi sono stimolati a un’interazione continua e costantemente “osservati” dai mezzi di informazione. Al tempo stesso questi diversi soggetti si attivano per ottenere spazi e imporre la loro visione dei fatti, il loro modo di presentare gli eventi che li riguardano, nel sistema dei media. Pensiamo al moltiplicarsi di attori che utilizzano le agenzie di informazione. Se prima erano solo le redazioni i fruitori dei servizi delle agenzie, oggi lo sono diventati realtà diversificate: aziende, sindacati, organizzazioni non governative, associazioni, università, banche, ecc. Ognuno di questi è interessato a conoscere cosa avviene nel mondo per potere replicare, esprimere la propria posizione, gestire e tutelare i propri interessi. Allora, una variegata quantità di gruppi sociali diventa fonte di informazioni perché entra nel processo di negoziazione finalizzata a definire l’agenda dei media e partecipa, così, alla ricostruzione della realtà nella sfera pubblica. Ognuna di queste fonti adotta proprie strategie comunicative per intervenire nel sistema informativo cercando di “imporre” il proprio punto di vista. Anche dal lato del pubblico avviene una trasformazione rilevante: gli individui hanno la possibilità di accedere a una molteplicità di fonti e di fruire di prodotti diversi, con modalità diverse. In generale, si eleva la competenza di accedere, selezionaNotiziario USPI n° 12/2008


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re e utilizzare informazioni da parte del pubblico dei media, ma al tempo stesso aumenta il divario tra coloro che hanno criteri chiari di selezione e coloro che hanno difficoltà a orientarsi nell’overload informativo (v. in particolare il divario digitale). IL

MUTATO RAPPORTO CON LE FONTI E IL

PUBBLICO: qUALE INTERMEDIAZIONE è ANCORA POSSIBILE?

Il mutamento descritto che investe le fonti da un lato e il pubblico dall’altro porta a modificare il rapporto che il giornalismo tradizionalmente instaurava con entrambi. Cresce la competenza di creare e confezionare le informazioni, di mettere assieme una qualche rappresentazione della realtà, da parte delle fonti e dei fruitori dei prodotti informativi. La distinzione tradizionale tra produttori di eventi che realizzavano l’evento, sistema giornalistico che selezionava fra gli accadimenti, raccoglieva informazioni e le distribuiva con mezzi diversi (carta stampata, tv, radio, internet, ecc.) e pubblico che “consumava” le notizie accedendo ai media con un atto volontario (es.: l’acquisto di un giornale, ecc.), si modifica, si attenua. I produttori degli eventi non solo li realizzano ma, come descritto, entrano anche nel processo di negoziazione della rappresentazione degli eventi, cercando di definire la situazione comunicativa nei confronti dei media, comprendendone e utilizzandone le logiche. Il pubblico vive in un sottofondo continuo di informazioni che lo raggiungono da varie parti e questo comporta che l’acquisizione di informazioni richieda sempre meno specifiche azioni volontaristiche (Mazzoli 2001). Quindi, se prima il pubblico doveva cercarsi le informazioni, oggi sono le informazioni a inseguirlo. I giornalisti da cacciatori di notizie vengono attualmente cacciati dai produttori degli eventi che sempre più

“confezionano” gli accadimenti e li propongono alle redazioni. Il pubblico esposto a più fonti diventa consapevole della relatività del lavoro giornalistico. Aumenta la capacità di selezionare, di compiere un’azione di gatekeeper (selettore di notizie) che prima veniva svolta unicamente dal sistema giornalistico. A questo punto si pone la questione di quale intermediazione svolge il giornalismo oggi? E’ una questione che si lega al problema della credibilità e fiducia. Se i fruitori non esprimono più come in passato una “fiducia” incontrastata nei confronti del sistema nel suo insieme (chi metteva in discussione ciò che veniva diffuso attraverso i giornali o il telegiornale?) oggi avvertono la necessità però di essere aiutati nel loro lavoro di selettori di informazioni da esperti/giornalisti, consci che esistono diverse interpretazioni della realtà, diversi punti di vista. E’ UNA qUESTIONE DI CREDIBILITà E FIDUCIA

Il pubblico quindi avverte il bisogno di un intermediario che garantisca, con la sua credibilità, una messa in ordine delle informazioni, ruolo che viene svolto dalle organizzazioni giornalistiche e dai professionisti ivi impegnati. Si richiede di fornire schemi cognitivi, di fornire un’interpretazione degli eventi, di ordinare il caos della realtà, al tempo stesso si è consapevoli del relativismo di questa operazione. Ciò che si chiede, quindi, non è più la verità, ma una sua interpretazione. Le testate propongono quindi costruzioni simboliche che presentano il mondo, le conferiscono un senso, secondo una certa visione che il pubblico sceglie e a cui non può comunque rinunciare. Si crea nel pubblico un’abitudine ad abbracciare il punto di vista proposto dalle testate. Anche se non sempre lo condividiamo, l’a-

bitudine è più forte di noi e tendiamo a restare fedeli a “quel” modo di raccontare il mondo, a quel giornalista preferito. Le testate si trasformano in “marchi” (Sorrentino 2007) che attribuiscono legittimità, credibilità a prodotti culturali (fra cui i periodici). Il consumatore si sente sicuro affidandosi a una testata, riesce meglio a orientarsi nel consumo affermando di volta in volta l’adesione a una chiara ed esplicita prospettiva culturale (che non è necessariamente legata a un’appartenenza politica o valoriale, ma può essere anche il frutto della semplice consuetudine). Il rapporto di fiducia si sposta, si focalizza: non è più nei confronti del sistema giornalistica ma nei confronti di una precisa parte di esso. CONCLUSIONI Per concludere, mi sento di affermare che il giornalismo diventa oggi ancor più rilevante rispetto a un recente passato, per la sua capacità di “dare forma” alla realtà. Quindi, occorre una professionalità orientata alla competenza e responsabilità, che sappia unire i fatti alla loro rappresentazione (senza separare gli eventi reali dalla fantasia), che sappia fornire una ricostruzione della realtà credibile per comprendere cosa accade nel mondo, instaurando con il proprio “pubblico” un rapporto di fiducia, da coltivare nel tempo». Bibliografia di riferimento Boccia Artieri G., I media-mondo, Meltemi, Roma 2004 Lievrow L.A., Livingstone S., Capire i new media, Hoepli, 2004 McLuhan M., Gli strumenti del comunicare, Il Saggiatore, Milano 1967 Mazzoli L., L’impronta del sociale, FrancoAngeli, Milano 2001 Sorrentino C., Tutto fa notizia, Carocci, Roma 2007 Staglianò R., Giornalismo 2.0 – Fare informazione al tempo di internet, Carocci, Roma 2002 Thompson J.B., Mezzi di comunicazione e modernità, Il Mulino, Bologna, 1998

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XXI CORSO PER OPERATORI EDITORIALI E Dà A TUTTI APPUNTAMENTO A SETTEMbRE 2009.

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Il Colleggio del Colle dell’Università di Urbino, sede storica dei corsi USPI Notiziario USPI n° 12/2008

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LE AUDIZIONI DEL SOTTOSEGRETARIO CON DELEGA ALL’EDITORIA, ON. PAOLO BONAIUTI Non posso dire con certezza che 7 ce la faremo, ma spero che, ricorrendo a tagli sul nostro dipartimento o su Palazzo Chigi o sul risparmio e via dicendo, riusciremo a garantire - non è una promessa formale, come quella che vi avevo fatto per i pagamenti dell’anno 2007 - anche per l’anno 2008, a regolamento applicato (sempre che il regolamento passi per il vaglio del Consiglio di Stato) il pagamento di buona parte o addirittura il pagamento totale». AUDIZIONE DEL 26/11/2008 PAOLO BONAIUTI, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. «Per prima cosa vorrei dirvi che proprio ieri si è svolto, presso il Ministero per la pubblica amministrazione, un incontro con la delegazione degli editori. L’incontro si è concluso in maniera positiva sulla base di quanto era già stato richiesto in questa Commissione e sulla base di quello che io, già un mese fa, quando ero venuto qui la prima volta, avevo chiesto si avverasse. Abbiamo lavorato in quella direzione e l’esito dell’incontro è stato che l’articolo sulla pubblicità legale contenuto nel disegno di legge collegato alla finanziaria è stato riformulato. L’articolo prevede uno slittamento fino al 31 dicembre 2012 e questa mi sembra già una buona notizia. In più, dal 1° gennaio 2010, gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi con effetto di pubblicità legale saranno assolti con la pubblicazione sui siti informatici, secondo l’originaria proposta; tuttavia, con riguardo alla carta stampata, l’articolo fa salvi tutti gli attuali obblighi di pubblicità legale sui quotidiani, mantenendoli fino al 31 dicembre 2012, insieme alla pubblicazione sui siti informatici della pubblica amministrazione. In questa maniera si avvia, intanto, una sorta di sperimentazione insieme all’informatica a disposizione della pubblica amministrazione. In secondo luogo, in una lunga riunione che si è svolta ieri a Palazzo Chigi insieme ai «miei» del Dipartimento per l’informazione e l’editoria, ci siamo proposti di avere un quadro del settore dell’editoria in questo momento. In particolare ci siamo chiesti quanto pesa il settore protetto - quello di cui stiamo parlando ora -, il settore sovvenzionato dallo Stato, nel quadro più generale di tutta l’editoria. E perché? Perché, ad esempio, è chiaro che questo settore, con un numero basso di copie vendute, incide relativamente poco, tuttavia incide molto di più per quanto riguarda il numero degli occupati. In particolare, vogliamo capire questa incidenza 10

nei confronti di quotidiani, periodici, agenzie di stampa e, ovviamente, tariffe postali agevolate. Per questo ho dato incarico al capo del Dipartimento, nonché segretario generale di Palazzo Chigi, Mauro Masi, l’esperto del settore che voi tutti conoscete, di condurre uno studio tecnico molto dettagliato e molto approfondito sull’andamento generale dell’editoria e, in particolare, sul settore protetto. Lo ripeto, stiamo parlando di quotidiani, periodici, agenzie di stampa - sulle quali, a dire il vero, al momento non abbiamo una fotografia precisa della loro funzione e attività - e tariffe postali agevolate. A quest’ultimo riguardo, come è emerso dalle discussioni nelle Aule del Parlamento, è evidente che noi parlamentari, oltre al Governo, ci stiamo chiedendo se queste tariffe hanno ancora un senso e come possono e debbono essere ancora utilizzate; quanto incidono, ad esempio, sui bilanci delle piccole e medie aziende editrici e quanto sui bilanci di quelle grandi aziende che, date le loro dimensioni, sono quotate in Borsa. Ovviamente, questa inchiesta, che io chiamerei più propriamente «studio tecnico», sarà molto approfondita, ma io ho richiesto al Dipartimento che - dati i mezzi che abbiamo a disposizione e, quindi, la possibilità di conoscere la realtà effettiva delle cose - questa si svolga in tempi rapidi. Siamo partiti dalla constatazione - senza offesa per nessuno - che gli unici dati che abbiamo a disposizione sono quelli preziosissimi della FIEG (Federazione italiana editori giornali). Tuttavia, per quanto si tratti di uno strumento di lavoro prezioso, esso è di parte. C’è un’attenzione maggiore del Parlamento per questi aspetti, quindi, come Governo, vogliamo rispondere al Parlamento con i fatti, raccogliendo dati e cifre non più forniti dagli editori o dall’Audipress che sia, ma da precise fonti istituzionali. Questo è importante per diversi motivi. Un motivo di fondo è quello finanziarioeconomico: oggi abbiamo a disposizione molti meno fondi di prima. Vi è, poi, un motivo reale di preoccupazione per l’occupazione. Infatti, stiamo andando incontro a ristrutturazioni annunciate che si possono leggere anche come licenziamenti di giornalisti e di tecnici del settore o, nella migliore delle ipotesi, come prepensionamenti che, se ora possono sembrare favorevoli ai giornalisti, stanno letteralmente «spaccando» le casseforti modeste dell’Istituto nazionale di previdenza dei

giornalisti italiani. Tale istituto ha due compiti: da un lato, quello di erogare pensioni e quindi anche, in base alla legge n. 416 del 1981, i prepensionamenti nel caso di ristrutturazioni aziendali accettate, sulle quali dovremo vigilare tutti, per capire di che tipo di ristrutturazioni si tratta; dall’altro, quello di continuare ad assicurare l’assistenza integrativa attraverso la CASAGIT, l’istituto di previdenza dei giornalisti. Vorrei fare capire che la ratio dalla quale sono stato mosso in questo senso è che, avendo il mio settore meno soldi a disposizione, non per un capriccio, ma per una situazione di crisi finanziaria internazionale che stiamo verificando ogni giorno, dobbiamo cercare di impiegare queste minori risorse nell’ambito delle grandi linee - quelle che gli americani chiamano le guideline - che mi state fornendo voi in Parlamento. Non c’è più possibilità di sprechi, quindi diamo il via a questo studio che, non appena completo, sarà posto a disposizione del Parlamento affinché, qui tra di noi, si possa avviare un dibattito. Vi ricordo che abbiamo in corso anche uno studio - in stato molto avanzato, nonostante alcune difficoltà tecniche - sui quotidiani italiani all’estero. Sono pochi, lo so, ma hanno dato vita a episodi dubbi, che noi abbiamo cercato di ridurre al minimo attraverso la parametrazione, ossia il rapporto non più tra le diffusioni gonfiate, ma tra la distribuzione effettiva e il dichiarato. Anche questo piccolo studio vorremmo metterlo a disposizione del Parlamento. Infine, per quanto riguarda gli stati generali dell’editoria, se voi, come Parlamento, ci date una sorta di «semaforo verde», saremmo pronti, dopo la prima metà di gennaio, a indirli nella sede di Villa Madama, data la solennità e la grandezza dell’evento». Riguardo alla norma sul limite di 4 milioni di euro per singolo contributo, Bonaiuti ha precisato: «Abbiamo studiato la questione, rivolgendoci anche alla Ragioneria generale, che in questo momento è occhiuta. Personalmente mi ero mosso, d’accordo con il mio Dipartimento, sul limite di 4 milioni, perché mi premeva stabilire un punto e cercare di fare un po’ di conti. Sulla base dei discorsi che abbiamo fatto con il ragioniere generale dello Stato, non sono venuto qui a proporre l’abolizione totale, sic et simpliciter, del tetto perché ancora non ho tutte le certezze. Posso già dirvi che procederemo all’innalzamento del tetto, ma personalmente spero addirittura di poter arrivare alla sua eliminazione totale». Notiziario USPI n° 12/2008


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IL CORRETTORE BOZZE

DI

Un settimanale d’informazione locale desidera conoscere quali rapporti di collaborazione autonoma possono costituirsi con un correttore di bozze pensionato. La scelta del rapporto di collaborazione (o di dipendenza) prescinde dal fatto che il correttore di bozze sia pensionato ma dipende dall’entità e dalla retribuzione della collaborazione. Infatti se l’impegno è ragguagliabile a un massimo 30 giorni di lavoro nell’anno solare e comporta una retribuzione non superiore a 5.000 euro nell’anno solare è possibile costituire un rapporto di collaborazione autonoma occasionale. Da ciò si deduce che gli anzidetti elementi vanno “costruiti” secondo il numero medio delle pagine pubblicate dal settimanale nell’anno solare. Se non si superano detti limiti orari e retributivi, l’incarico si può conferire con la seguente lettera-tipo da formulare, con gli eventuali opportuni adattamenti. LETTERA D’INCARICO A UN CORRETTORE DI BOZZE OCCASIONALE DI UN MENSILE “A seguito delle intercorse intese verbali, questa editrice Le conferisce l’incarico di prestare una collaborazione coordinata e continuativa occasionale - di cui all’art. 61, comma 2, del D.lgs. n. 276/2003, applicativo della L. 30/2003 - avente ad oggetto la correzione delle bozze di stampa del periodico mensile edito da questa azienda. La correzione delle bozze verrà effettuata al Suo domicilio, senza alcun vincolo di subordinazione, secondo le modalità, le richieste ed i tempi di consegna che le saranno prospettati dal Direttore responsabile o da persona da lui delegata. Il presente incarico avrà inizio dal ........., avrà durata annuale e alla scadenza potrà intendersi tacitamente rinnovato. Per la sua prestazione, quantificata in 22 giornate di lavoro annue, riferibili alla correzione delle bozze di 11 numeri, Lei riceverà un corrispettivo annuo di 1.100 euro (specificare se lordi o netti) che le saranno corrisposti in 11 ratei mensili di 100 euro (un rateo per il numero di luglio-agosto), entro 5 giorni dalla pubblicazione del numero corretto. Qualora motivi di forza maggiore Le impediscano di correggere le bozze o di riconsegnarle nei tempi concordati, La preghiamo di informare subito la Redazione in modo che possa essere tempestivamente disposta la sua sostituzione. Per eventuali numeri doppi o edizioni speciali con un maggior numero di pagine, verrà concordata una maggiorazione del compenso proporzionata al suo maggior Notiziario USPI n° 12/2008

impegno, in ragione di 50 euro l’ora. La preghiamo di restituire la seconda copia di questa lettera d’incarico firmata e datata “Per ricevuta e accettazione”. L’EDITORE................................................ Per ricevuta e accettazione IL COLL. OCCASIONALE........................ LETTERA D’INCARICO

A UN CORRETTORE

DI BOZZE CO.CO.PRO.

Se l’impegno supera i limiti anzidetti fissati per le collaborazioni occasionali è necessario costituire un contratto a progetto adattando la seguente lettera tipo alle effettive condizioni richieste dall’editore. 1. Allo scopo di disimpegnare, in via sperimentale, i collaboratori redazionali dalla correzione delle bozze si costituisce il seguente rapporto di co.co.co. a progetto tra la scrivente azienda committente (d’ora innanzi chiamata Editore) e la Sig.ra........................ residente a ................ tel............................... fax........................... cod. fisc........................... (d’ora innanzi chiamata “collaboratrice”). 2. La collaboratrice svolgerà i compiti connessi alla prima e alla seconda correzione delle bozze del periodico......................., che le saranno rimessi dai redattori e/o dal caporedattore, rispettando i tempi di consegna fissati dal Direttore Responsabile.

alla scadenza. L’Editore potrà comunque recedere se la sospensione si protrarrà per un periodo superiore a 2 mesi (1). La Collaboratrice è tenuta a comunicare preventivamente in Direzione e comunque entro 24 ore dall’inizio della malattia l’impossibilità di eseguire le funzioni di Segretaria di Redazione. Alla comunicazione dovrà seguire la tempestiva presentazione del certificato medico. Ai sensi dell’art. 66, co. 1 del D.Lgs. n. 276/03 la gravidanza comporterà la sospensione del rapporto - senza corresponsione del compenso - e la proroga del rapporto per 180 giorni. 7. La Collaboratrice ai sensi dell’art. 61, co. 1 e art. 64, co 2 del D.Lgs n. 276/03, non potrà svolgere attività in concorrenza con l’Editore, né diffondere notizie e apprezzamenti attinenti ai programmi editoriali e all’organizzazione dell’Editore. In nessun modo la Collaboratrice potrà compiere atti in pregiudizio della testata o dell’attività dell’Editore. 8. L’Editore iscriverà la Collaboratrice alla gestione separata dell’INPS sulla base degli emolumenti corrisposti (2) e delle aliquote del fondo pensionistico dei commercianti (3). Letto confermato e sottoscritto il ............... L’Editore ................................................... La Collaboratrice ....................................... Note

3. L’anzidetto rapporto di co.co.pro. decorre dal ................................ ha durata annuale (o semestrale, o trimestrale) e può essere disdettato dalle parti con racc. a.r. inviata almeno 30 gg. prima decorrenza della disdetta.

1) Il periodo di 2 mesi è, secondo legge, pari a un sesto della durata del rapporto indicata nel contratto. Se, quindi, ad es. il contratto ha durata semestrale l’editore può recedere qualora la sospensione si protragga per un periodo superiore ad 1 mese.

4. Le prestazioni di cui al punto 2 saranno svolte in assoluta autonomia e senza vincoli d’orario al domicilio della Collaboratrice.

2) Per l’anno 2008 l’aliquota è del 24,72% di cui 2/3 a carico dell’editore e 1/3 a carico del CO.CO.PRO.

5. Il compenso lordo concordato dalle parti assommerà a .................... euro mensili. Tale compenso in quanto fiscalmente equiparato alla retribuzione di un lavoratore dipendente, sarà assoggettato alla ritenuta fiscale, con aliquota progressiva secondo scaglioni di reddito.

L’ASSUNZIONE DI UN APPRENDISTA GRAFICO L’editore di un settimanale d’informazione chiede uno schema di lettera per l’assunzione di un apprendista grafico-impaginatore.

6. Ai sensi dell’art. 66, commi 1 e 2, del D.Lgs. n. 276/03 la malattia e l’infortunio della Collaboratrice comporteranno solo la sospensione del rapporto - senza corresponsione del compenso - che però si estinguerà

Ai sensi del Contratto Collettivo Nazionale di lavoro 2005-2009 per i dipendenti delle piccole e medie aziende della Comunicazione UNIGEC/USPI disponiamo la Sua assunzione in qualità 12 11


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di apprendista ai sensi dell’art. 11 49, D.Lgs. n. 276/2003, come modificato dal comma 13 bis dell’art. 13 L. 80/2005 e dell’anzidetto C.C.N.L., alle seguenti condizioni: 1. La Sua assunzione in qualità di apprendista grafico impaginatore decorre dal ......... e il Suo contratto di apprendistato avrà una durata di 48 mesi, ai sensi del vigente C.C.N.L. 2. La Sua conferma in servizio nel rapporto di apprendistato è subordinata al superamento di un periodo di prova di 30 giorni di effettiva prestazione come previsto dal C.C.N.L. Durante il periodo di prova potremo reciprocamente risolvere in qualsiasi momento il rapporto di apprendistato alle condizioni di legge e contrattuali. 3. Verrà iscritto nel libro matricola n... 4. Il Suo rapporto di apprendistato avrà il fine di farLe conseguire, in seguito al positivo svolgimento del periodo pattuito, la qualifica professionale di impiegato dell’area tecnica con le mansioni di grafico impaginatore. 5. Il Suo trattamento economico iniziale è del 5° livello. Terminato l’apprendistato sarà assegnato al 3° livello. Il pagamento della retribuzione è mensile. 6. Il Suo orario di lavoro è di 38 ore e 30 minuti medie settimanali. 7. Il Suo apprendistato sarà svolto presso la redazione del settimanale...... 8. Per quanto riguarda le ferie annuali, la malattia, gli infortuni e per quanto non espressamente previsto nella presente lettera rimandiamo alle norme contrattuali e di legge applicate nella nostra azienda. 9. Il Suo tutor è il Sig. ..... che avrà il compito di seguire e coordinare la Sua formazione interna ed esterna che avrà una durata di 120 ore medie annue. La preghiamo di sottoscrivere e restituire copia della presente firmata per ricevuta e accettazione. L’EDITORE........................................... IL CORRETTORE................................. L’ELENCO SPECIALE DEI DIRETTORI RESPONSABILI DI PERIODICI TECNICI, PROFESSIONALI O SCIENTIFICI All’interno dell’Ordine dei giornalisti, istituito con L. n. 69 del 3.2.63, oltre ai noti Albi dei professionisti e dei pubblicisti, figurano i seguenti elenchi speciali: 1) l’elenco di coloro che, pur non esercitando l’attività giornalistica, assumano la qua12

lifica di Direttori responsabili di periodici o riviste a carattere tecnico, professionale o scientifico ad esclusione dei periodici sportivi e cinematografici. Quando si controverta sulla natura specifica della pubblicazione decide, su ricorso dell’interessato, il Consiglio Nazionale dell’Ordine (art. 28); 2) il registro dei praticanti al quale devono essere iscritti – sotto determinate condizioni – i giovani che aspirano a sostenere l’esame di Stato per diventare giornalisti professionisti (art. 33 e 34); 3) l’elenco dei giornalisti di nazionalità straniera (art. 36); 4) l’elenco al quale sono iscritti provvisoriamente i direttori di quotidiani o periodici che siano organi di partiti o movimenti politici o di organizzazioni sindacali (art. 47), sotto condizione che la pubblicazione si avvalga di un Vicedirettore iscritto all’elenco dei pubblicisti. Di questi elenchi quello più utilizzato dai periodici associati all’USPI è l’elenco speciale dei Direttori di pubblicazioni periodiche a carattere tecnico, professionale o scientifico. Secondo le statistiche dell’Ordine l’elenco speciale al 31 giugno 2008 contava 3.325 iscritti. In sostanza con l’elenco speciale la Legge istitutiva dell’Ordine ha consentito a tutti di poter essere Direttore responsabile di una testata a condizione che essa abbia un contenuto specifico. I documenti da presentare per queste iscrizioni vanno richiesti all’Ordine regionale territorialmente competente o possono essere scaricati dalla sezione modulistica del sito www.odg.mi.it. La domanda corredata da tutta la documentazione viene vagliata dal Consiglio dell’Ordine Regionale che deve stabilire se la testata in oggetto rientra tra quelle che si possono ritenere tecniche. Una volta accettata la domanda il giornalista iscritto all’Elenco Speciale si deve ritenere a tutti gli effetti iscritto all’Ordine. Deve quindi rispettare le norme deontologiche della categoria. Dopo due anni di iscrizione all’elenco Speciale il direttore responsabile, se dimostra la continuità di pubblicazione, i pagamenti ma soprattutto la trasformazione del giornale da tecnico a generico può presentare domanda per diventare pubblicista. Ma attenzione: questo passaggio non avviene automaticamente, come spesso si crede. I requisiti devono essere valutati dal Consiglio Regionale. LETTERA D’INCARICO AD UNA CO.CO.PRO. PER LA CAMPAGNA ABBONAMENTI Per gli editori interessati a conferire un incarico di collaborazione coordinata per il progetto tendente ad incrementare il nume-

ro degli abbonati, pubblichiamo il seguente schema di lettera. Al fine di perseguire il progetto di potenziare la campagna abbonamenti del periodico.... si conferisce incarico alla Sig.ra.................. residente a ............... tel. ....... fax ............... cod. fisc. ...........dal .......... al ............con possibilità di disdetta dalle parti con raccomandata A.R. inviata almeno 30 gg. prima della scadenza. Le prestazioni saranno svolte, in assoluta autonomia e senza vincoli d’orario, prevalentemente al domicilio della Collaboratrice e con mezzi propri, tuttavia la stessa Collaboratrice realizzerà i necessari momenti di coordinamento attraverso incontri sistematici con l’Editore o con il Direttore responsabile del periodico allo scopo di ottimizzare le funzioni della Segreteria di Redazione. I rapporti telefonici e di servizio potranno essere tenuti dalla Collaboratrice nei locali della Redazione. Il corrispettivo lordo concordato fra le parti assommerà a ...................... euro mensili e sarà assoggettato alla ritenuta fiscale, con aliquota progressiva, secondo scaglioni di reddito. Ai sensi dell’art. 66, commi 1 e 2, del D.Lgs. n. 276/03 la malattia e l’infortunio della Collaboratrice comporteranno solo la sospensione del rapporto – senza corresponsione del compenso – che però si estinguerà alla scadenza. L’Editore potrà comunque recedere se la sospensione si protrarrà per un periodo superiore a 2 mesi (1). La Collaborazione è tenuta a comunicare preventivamente in Direzione e comunque entro 24 ore dall’inizio della malattia l’impossibilità di eseguire le funzioni di Segretaria di Redazione. Alla comunicazione dovrà seguire la tempestiva presentazione del certificato medico. La Collaboratrice ai sensi dell’art. 61, co. 1 e art. 64, co 2 del D.Lgs n. 276/03, non potrà svolgere attività in concorrenza con l’Editore, né diffondere notizie e apprezzamenti attinenti ai programmi editoriali e all’organizzazione dell’Editore. In nessun modo la Collaboratrice potrà compiere atti in pregiudizio della testata o dell’attività dell’Editore. L’Editore iscriverà la Collaboratrice alla gestione separata dell’INPS sulla base degli emolumenti corrisposti. Letto confermato e sottoscritto il .......... L’Editore ....................................... La Collaboratrice.................................... Note 1) Il periodo di 2 mesi è, secondo legge, pari a un sesto della durata del rapporto indicata nel contratto. Se, quindi, ad es. il contratto ha durata semestrale l’editore può recedere qualora la sospensione si protragga per un periodo superiore ad 1 mese. Notiziario USPI n° 12/2008


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UN SITO IN DIFESA DELL’ITALIANO INSEGNA A DIRE STILE E NON LOOK

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ontro la dittatura delle parole inglesi che inzeppano inutilmente conversazioni e carta stampata imbarbarendo il nostro vastissimo vocabolario è iniziata una resistenza sostenuta dall’Accademia della Crusca a difesa della lingua italiana. Due studiosi italiani, Paolo Matteucci (matematico dell’università inglese di Southampton e fonetista) e Marco Grosso (docente di lingue moderne a Losanna) hanno creato un sito internet contro l’invadenza di termini inglesi. Sarà forse più originale passare il weekend facendo shopping in qualche outlet o qualche store pagando magari cash, ma in definitiva non si fa altro che trascorrere il fine settimana facendo acquisti in uno spaccio o in un negozio pagando in contanti. Tuttavia sembra che le parole inglesi, anche se storpiate, riempiano di più la bocca, impreziosiscano la conversazione, quasi migliorino una vita grigia, come se invece che al centro commerciale si fosse stati da Harrod’s o da Bloomingdale’s. Facendo shopping (detto calcando malamente sulla g finale) anziché la spesa si è trendy, cioè alla moda. Come chiamando top (ma casomai sarebbe top model) una modella. L’occupazione del vocabolario italiano da parte di parole inglesi non è un fatto di moda ma è avvenuta sulla scia del predominio economico e quindi politico del mondo anglosassone la cui egemonìa è stata rafforzata dal ruolo di superpotenza che ricoprono gli U.S.A. dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Vero è che una lingua si arricchisce accogliendo parole straniere. Oggi «non diremmo bistecca, lanzichenecco, scialle, creanza, zucchero e nemmeno ammiraglio se non avessimo importato parole da inglese, tedesco, francese, spagnolo e arabo». Spiegano

però Matteucci e Grosso: «Insegnava Leopardi - e prima di lui il Machiavelli che si deve accogliere la parola straniera che non abbia equivalente italiano; ma diceva anche che questo deve avvenire nel rispetto delle strutture della lingua, e che il rendere italiani i vocaboli stranieri sta a noi, “sieno e non sieno ancora stati resi tali dall’uso”». «Se oggi diciamo bistecca o ammiraglio è perché «un tempo l’italiano era una lingua “potente”: italianizzava tutto quello che s’annetteva. Oggi, per qualche forma di “vergogna”, “insicurezza” o “sottomissione”, si accettano i forestierismi nella loro forma cruda, creando al parlante la duplice difficoltà di grafia e pronuncia e snaturando il genuino ritmo della lingua». Gli spagnoli, tanto per fare un esempio, non si vergognano di chiamare ordenador il computer e raton, proprio così, il mouse. Nè trovano sconveniente, i francesi, dire ordinateur e souris. Era dunque tempo di lanciare una campagna contro i «forestierismi inutili», ed ecco Matteucci e Grosso varare, con la benedizione del presidente dell’Accademia della Crusca Francesco Sabatini, un sito internet, www.achyra.org/forestierismi/, in cui si propongono le alternative italiane, i traducenti, alle parole straniere di cui si può benissimo fare a meno. E la lista di traducenti, già più di venti pagine in continua evoluzione, è il frutto di scelte lessicali maturate all’interno di un’altra loro creatura, la Società dei Cruscanti, un forum virtuale frequentato da studiosi poliglotti. Così si scopre, ad esempio, che invece di assist si può dire passaggio, che retroscena o dietro le quinte vanno benissimo al posto di backstage, che stile e immagine sostituiscono onorevolmente look, che il think tank è un pensatoio e che lo yes-man non è altro

GIORNALISTI: INDISPENSAbILI MA INAFFIDAbILI

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ltre il 60% degli italiani ritiene l’informazione “bugiarda”, “senza etica” e “incompetente”: questi dati impietosi emergono da tre indagini realizzate dal centro ricerche Astra sul tema del “Futuro del giornalismo in Italia”. In particolare il 68% del campione (rappresentativo della popolazione italiana dai quindici anni in su) ritiene che i giornalisti sono bugiardi, il 60% li ritiene incompetenti ed esagerati nel gonfiare le notizie, il 52% pensa che non sono indipendenti. I giornalisti inoltre non sanno comunicare (65%), non hanno eticità (64%), sono ansiogeni (62%) e non hanno rispetto per gli altri (53%). Se non fosse abbastanza Notiziario USPI n° 12/2008

chiaro, il 55% degli italiani dà dei giornalisti una valutazione pessima o cattiva. E’ di poca consolazione il fatto che moltissimi intervistati (83%) citino delle eccezioni, dei giornalisti, cioè, che considerano modelli di riferimento. Cosa chiedono i lettori ai giornalisti dell’infomazione? Li vorrebbero capaci di approfondire i problemi e di sentire più campane e che «aiutassero a capire e non solo a sapere», perchè grazie a loro il lettore dovrebbe “crescere”.Vorrebbero, inoltre, che scrivessero in modo chiaro e comprensibile. E su quest’ultimo desiderio un piccolo campanello d’allarme scatta, perchè

che un leccapiedi. L’ITALIANO DEI LUOGHI COMUNI A prescindere dai barbarismi un secondo fronte di resistenza dovrebbe essere aperto contro la dittatura dei luoghi comuni che corrompono la lingua italiana scritta e parlata. E’ un continuo ricorrere a espressioni banali come “massimi sistemi”, “uscire dal seminato”, “trasversale”, “assolutamente si”, “assolutamente no” (o al più enigmatico “assolutamente”, “il condizionale è d’obbligo”, “su vasta scala”. Per non parlare dei residui del linguaggio sessantottino come “nella misura in cui”, “a monte”, “riappropriarsi”, “svendere” o di stereotipi burocratici per cui non si mangia ma “si consuma il pasto”, e il personaggio importante non entra ma “fa il suo ingresso” e non comincia a parlare ma “prende la parola”. Nella cronaca dei quotidiani le indagini sono sempre “a tutto campo”, il dibattito è “ampio e approfondito”, la città è “sotto choc” e i “mancati” incidenti sono “tragedie sfiorate” quando non suscitano “allarme ecologico”. E’ questo un modo di usare il luogo comune come ricerca dell’effetto che, però, spesso nuoce alla comunicazione dei fatti che non dovrebbero essere necessariamente spettacolarizzati. Nel giornalismo la notizia non va banalizzata ma va spiegata onestamente nel suo contenuto e nella sua portata facendo parlare i fatti. I luoghi comuni lungi dal colorire il racconto rivelano pigrizia mentale se non addirittura ignoranza. A quando un sito che sconsigli, elencandoli, i luoghi comuni, le frasi fatte, le espressioni logore, i burocratismi? è proprio in questa ricerca di emozioni – da parte dell’informatore ed a parte dell’informato – che si radicano tanti mali della nostra informazione. Le indagini Astra offrono anche risvolti meno pessimistici e comunque confortanti per la carta stampata poiché rilevano che gli italiani, benché abbiano un’immagine negativa dei giornalisti, continuano ad attribuire all’informazione una grande importanza sociale: solo il 27% tende a ridimensionarla. Sarà possibile ai giornalisti non deludere questo riconoscimento e riconquistarsi un’immagine autorevole e apprezzata? L’indagine di Astra apre uno spiraglio interessante grazie a due dati. Uno è legato alla previsione che fra due anni, dal 2012 ci sarà una crescente richiesta di giornalismo. Un giornalismo che non si svilupperà 14 13


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Notizie editoria e Comunicazione IL PREMIO PER LA CULTURA DEL LIBRO ALL’EDITORE ALESSANDRO OLSCHKI Il Centro di Ricerca Europeo, Libro, Editoria, Biblioteca ha conferito il premio per la cultura del libro ad Alessandro Olschki, presidente dell’omonima casa editrice socia storica dell’USPI con le sue riviste di elevato valore culturale. L’editrice di Firenze è giunta al suo 123° anno di attività – caso quasi unico nel mondo editoriale – attraverso 5 generazioni della stessa famiglia. Il premio è stato assegnato nell’ambito del workshop del master in Editoria e gestione del prodotto editoriale dell’Università cattolica del Sacro Cuore di Milano. La motivazione: “Per l’assiduo impegno nella diffusione della cultura umanistica e bibliografica e per l’apporto dato all’innovazione, seppure nella continuità, della casa editrice”. All’illustre editore giungano i più fervidi rallegramenti ed auguri dell’USPI per il meritatissimo riconoscimento. SUCCESSO DI “SECONDAMANO” ON LINE Il portale del periodico Secondamano ha buoni motivi per puntare sulla rete. Secondamano.it che era visitato prevalentemente nelle regioni settentrionali ha guadagnato visibilità anche nell’Italia meridionale. GIORNALISTI: INDISPENSABILI MA INAFFIDABILI in canali non tradizionali ma che 13 risponderà a bisogni-chiave dei lettori, perennemente a rischio di overdose di informazione: la necessità che qualcuno selezioni le notizie, la sintesi, la gerarchia di rilevanza, la contestualizzazione e il commento, la raccolta di testimonianze, l’orientamento. L’altro dato riguarda la pubblicità. Dal 1991 ad oggi l’efficacia della pubblicità si è dimezzata, il che significa che un’impresa deve spendere il doppio per ottenere gli stessi risultati. E allora? Forse la pubblicità stessa, che in questi ultimi anni ha spinto le testate a umiliare l’informazione per dare spazio al marketing, scoprirà di avere bisogno di giornalai di qualità, capaci di instaurare un buon rapporto con i loro fruitori, per essere più efficace. Chissà, magari informazione e pubblicità si salveranno insieme.

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Complessivamente le pagine visitate sono 70 milioni, mentre gli annunci attivi su Secondamano.it sono 200 mila e restano validi per 60 giorni. In termini di ricavi pubblicitari rispetto al 2007 ha registrato nel 2008 un + 90% e l’editore prevede un’ulteriore crescita del 50% per il 2009. I PICCOLI EDITORI DI LIBRI CRESCONO I numeri parlano chiaro e sono tutti in controtendenza, in tempi di crisi. I piccoli editori crescono in un anno del 7,5% (da 2.285 nel 2006 a 2.456 nel 2007); il fatturato è di 368,2 milioni di euro e costituisce circa il 35% del settore librario. Gli addetti sono oggi 6mila (nel 2001 erano 4mila) e i titoli pubblicati salgono del 5,2 per cento. Insomma: i piccoli e medi editori sono un comparto vivace e incisivo. Forse non svolgono il lavoro che il sistema delle Pmi svolge per il sistema industriale italiano, ma, sicuramente, costituiscono una preziosa risorsa di molteplicità di voci, di apertura del mercato e, in fondo, anche di pluralità e democrazia. Chi si lamenta che in Italia si pubblicano troppi libri dovrebbe ricordare che la nostra offerta editoriale è in linea a quella europea. Ma di fronte a un sistema editoriale industriale avanzato e pronto alle novità sta un popolo di non-lettori che se non vanifica certo ridimensiona lo sforzo di chi pubblica, piccolo o grande editore che sia. Analoga vitalità manifesta il comparto dei piccoli editori di periodici nel senso che il numero delle nuove testate compensa adeguatamente il numero dei piccoli periodici falciati dalla crisi economica che riduce e in alcuni casi azzera le entrate pubblicitarie. A questo riguardo è evidente che il difficile contesto economico e l’aggravarsi della crisi finanziaria internazionale abbiano determinato una contrazione degli investimenti pubblicitari su tutti i mezzi di comunicazione, quotidiani compresi. PUBBLICISTI FAMOSI SOTTO TIRO: BAUDO SOSPESO DALL’ORDINE BONGIORNO FORSE RADIATO Il Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia ha sospeso per un anno Pippo Baudo per aver partecipato a spot pubblicitari. La notizia arriva dopo l’annuncio di Mike Bongiorno di essere a rischio radiazione da parte dell’Ordine lombardo. Entrambi i presentatori pubblicitari sono iscritti all’Ordine da 40 anni.

DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale” dei prodotti editoriali presso gli Archivi Nazionali (DPR 252/06), gli editori associati USPI possono effettuare la consegna in forma cumulativa delle copie diffuse al pubblico, a scadenze differenziate per Regioni (sede dell’editore) e per periodicità della testata edita. ENTRO IL MESE DI DICEMbRE - Gli editori di: QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relativi supplementi e allegati; con sede principale in: LAZIO, AbRUZZO, MOLISE, CAMPANIA, PUGLIA, bASILICATA, CALAbRIA, SICILIA, SARDEGNA sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 3° trimestre dell’anno (luglio-settembre 2008). - Gli editori di periodici con cadenza superiore al settimanale nel mese di dicembre NON devono effettuare alcuna consegna. Ricordiamo agli editori che si siano già avvalsi delle Convenzioni USPI per le precedenti spedizioni alle biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze che non è necessario allegare a questo deposito un ulteriore certificato di iscrizione all’USPI. Rammentiamo, infine, che per il deposito delle copie presso le biblioteche regionali e provinciali la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni. Il plico contenente le copie per il deposito legale deve essere confezionato e riportare la dicitura “esemplari fuori commercio per il deposito legale, agli effetti della legge 15 aprile 2004, n. 106” (articolo 7, comma 3, del DPR 252/06) ed essere accompagnato da un elenco, in duplice copia, del contenuto del pacco con l’indicazione della ragione sociale dell’editore (compreso l’indirizzo e numero di fax di riferimento), il nome della testata, l’indicazione delle eventuali diverse edizioni locali e il numero di edizione di ogni singolo esemplare consegnato. Per i quotidiani, vanno indicati gli eventuali giorni di sciopero, a giustificazione delle eventuali relative mancanze. Notiziario USPI n° 12/2008


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BiBLiotECa USPi SEMPRE MEGLIO CHE LAVORARE. IL MESTIERE DEL GIORNALISTA di Michele Brambilla PIEMME, Casale Monferrato (AL) 2008, pagine 222, € 14,50 Ecco un libro godibile per i patiti della carta stampata, che se vedono un quotidiano chiuso non resistono alla voglia impellente di aprirlo e di scorrerlo, e per gli studenti delle (troppe) facoltà di Scienze della Comunicazione che sognano di approdare al Corriere della Sera. Il titolo di questa realistica passeggiata dietro le quinte del giornalismo di ieri e di oggi risale alla celebre frase di Luigi Barzini Jr. che suona così: “Il mestiere del giornalista è difficile, carico di responsabilità, con orari lunghi, anche notturni e festivi, ma sempre meglio che lavorare”. Quando Barzini pronunciò questa frase si usava anche dire: “Fà il giornalista e girerai il mondo”, ma oggi l’artigiano dell’informazione fa una vita tutt’altro che movimentata e brillante poiché, al pari di un burocrate, passa ore ed ore in redazione inchiodato ad un computer dove scorrono torrenti di agenzie e di comunicati stampa da cui selezionare le notizie che possono interessare i lettori. Il giornalista specializzato poi lavora a casa in vestaglia e pantofole, affacciandosi raramente in redazione e senza aver mai messo piede nello stabilimento tipografico dove approdano i pezzi da lui stesso impaginati. Solo per i cronisti sopravvive il vecchio

ammonimento dei capocronisti: “Per portare a casa le notizie bisogna consumare la suola delle scarpe e rompere le scatole”. Michele Brambilla giornalista e direttore di vasta esperienza, attuale vice direttore del Giornale, racconta vizi e virtù di un mestiere in via di estinzione e lo fa sfatando molti luoghi comuni e snocciolando definizioni alternative. Incontriamo ad esempio l’inviato, specializzato nella “cresta” sulle note-spese, il direttore tuttofare, il cronista di nera, la gavetta come “abusivato”, le spintarelle che – chi lo direbbe? – difficilmente umiliano la meritocrazia. “Contratto dopo contratto – dice l’A. non c’è giovane meritevole che non riesca a trovare posto; i figli d’arte ci sono, ma molti di essi sono bravi a prescindere dal cognome”. Dunque sempre meglio che lavorare? Sì, ma non perché si lavori poco e si guadagni bene. Al contrario, sempre meglio che lavorare perché scrivere è talmente piacevole che quasi ti stupisci che ti paghino per farlo. Completano il libro i gradevoli omaggi alle grandi firme come Guareschi, Buzzati (che al Corriere chiamavano “Cretinetti”) Montanelli, Spadolini, Fallaci e Biagi. Come usiamo dire (con parsimonia) il piacere della lettura di questo libro vale più del suo prezzo di copertina. LA REPUBBLICA DEL RICATTO Dossier segreti e depistaggi nell’Italia di oggi di Sandro Orlando Chiarelettere, Milano 2008, 320 pagine, € 14,60 Questo documentato lavoro di Sandro Orlando, giornalista de “Il Mondo” che ha scritto per “Il Manifesto”, “Il Riformista” e “L’Unità”, ricostruisce mezzo secolo di falsi dossier con servizi segreti che spiano grandi industrie, giornalisti, magistrati, sindacalisti e

naturalmente molti uomini politici. A leggere queste pagine si direbbe che dopo quarant’anni dallo scandalo Sifar e tre riforme dei servizi non sia cambiato nulla anche perché la tecnica di aprire un fascicolo velenoso è abbastanza semplice: si mettono su internet voci calunniose anonime, si pubblicano notizie piccanti su giornali compiacenti, si scaricano i veleni sul computer si ritagliavano gli articoli a stmapa e si apre un dossier che può tornare comodo o che può essere riciclato a scopo di profitto politico o elettorale. Al centro di questa industria dei veleni c’è l’ascesa di Pio Pompa, segretario del Pci di Spoltore (Pescara). Pompa si fa largo nel mondo della security aziendale e nel novembre 2001 passa al Sismi come consulente personale del Direttore Nicolò Pollari. Il 30 maggio 2006 la Digos spedisce la prima paginetta informativa su Pio Pompa, creatore e capo del covo clandestino di Via Nazionale 230 di proprietà del Sismi. Quando gli agenti della Digos hanno fatto irruzione nell’appartamento di 11 vani, il 5 luglio 2006, sono rimasti sbalorditi per la quantità di materiale cartaceo dove fra una quantità immensa di notizie di nessun valore, informazioni dozzinali, report inverosimili si trovano dossier su Prodi, Violante, Visco, Cofferati, magistrati di mani pulite, giornalisti, sindacalisti considerati “nemici di Berlusconi”. Tra “la spazzatura raccattata sempre da fonti anonime” c’è anche il dossier del caso Telecom Serbia: una vicenda giornalistica fatta da veline di Stato.

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Notiziario USPI n° 12/2008

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Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Fax 06.40.66.859 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Giancarlo Cinoglossi Redattore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Stab. di Roma - SO.GRA.RO. Via Ignazio Pettinengo, 39 - 00159 Roma Il n. 12 (dicembre 2008) è stato stampato il 12 dicembre 2008

iL Sentiero... Via Fonte Avellana, 17 61040 Frontone PU Direttore: Giovanni Bartoli Editore: Edibea – Edizioni Bosco e Ambiente Periodicità: quadrimestrale Materia trattata: culturale, sociale, economica e politica

Studia et documenta ... Via dei Farnesi, 82 00186 Roma Direttore: Carlo Pioppi Editore: EDUSC S.r.l. Periodicità: annuale Materia trattata: storia

Lo SPorteLLo deL conSumatore Piazzale Caffaratti, 5/A 45100 Rovigo Direttore: Marco Di Lello Editore: Ass. Difesa Consumatori “A.DI.CO.” Periodicità: mensile Materia trattata: diritti del consumatore

TELEGRAMMI Questo numero in 2 minuti Focus Le audizioni deL SottoSegretario aLL’editoria bonaiuti aLLa commiSSione cuLtura deLLa camera Illustrate dal Sottosegretario le linee guida del Governo sul regolamento di riordino dei contributi all’editoria e sull’emendamento che esclude dalle agevolazioni indirette le società editrici che ripartiscono utili. Annunciate una “Indagine conoscitiva” dell’intero settore e la convocazione degli “Stati Generali dell’editoria”. Di tasca nostra SLITTA AL 1° APRILE P.V. L’ADEGUAMENTO ALLE NUOVE CONDIZIONI TECNICHE PER LA SPEDIZIONE AGEVOLATA POSTALE DEI PRODOTTI EDITORIALI Poste Italiane ha prorogato fino al 31 marzo prossimo il regime transitorio attuale per la spedizione in regime agevolato di quotidiani, periodici e libri. Dal 1° aprile, il mancato adeguamento ad alcuni requisiti tecnici di spedizione potrà comportare aumenti tariffari. Comunicazione e società iL ruoLo di intermediazione deL giornaLiSta tra notizia e Lettore Ce ne parla la prof.ssa Mazzoli nella sua relazione introduttiva al XXI corso USPI di Urbino Scadenze dePoSito LegaLe A dicembre prosegue, secondo il calendario delle Convenzioni USPI con le Biblioteche Nazionali, il rispetto dell’obbligo del deposito legale dei giornali e periodici.


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