NOTIZIARIO ANNO 42∞ - MENSILE UNIONE
STAMPA PERIODICA ITALIANA
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Uspi
11 NUMERI
Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L. 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma. In caso di mancato recapito rinviare all’ufficio P.T. di Roma - Romanina detentore del conto per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa in vigore
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SETTEMBRE
20 0 6
neretto
Il Segretario Generale dell’USPI, Vetere, a colloquio con il Sottosegretario con delega all’editoria Levi
Bianco e nero
L’USPI AL GOVERNO: BASTA TAGLI ALL’EDITORIA
I tagli all’editoria potevano addirittura essere più pesanti. Una provvidenziale riduzione ha comportato la quasi tollerabilità dell’intervento. Certo, non c’è da essere soddisfatti come, del resto, accade a diverse categorie colpite dal Decreto Bersani. Come sempre accade, in questi casi, alcune reazioni scomposte hanno rischiato di peggiorare la situazione. Siamo abituati, ormai, a chi, non appena si parla di tagli, comincia ad attaccare le tariffe postali, l’unica forma di agevolazione veramente utile a tutto il settore. Abbiamo dovuto parlarne 2
IL SOMMARIO E’ A PAGINA 2
Il c.d. “decreto Bersani” sulle liberalizzazioni contiene una norma (l’articolo 20) che riduce il Fondo per le agevolazioni all’editoria gestito dalla Presidenza del Consiglio di 1 milione di euro per l’anno 2006 e di 50 milioni di euro a decorrere dall’anno 2007 a manovra finanziaria-bis, comunemente conosciuta come il “decreto Bersani”, varata dal Governo con il decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, ed approvata, con voto di fiducia al Senato, in data 25 luglio scorso, ha in sé una norma che taglia ulteriormente il già esiguo Fondo per le agevolazioni all’editoria, dirette e indirette, stanziato dalla Finanziaria 2006. L’articolo 20 (commi 1 e 2), infatti, così
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recita: «1. L’autorizzazione di spesa di cui alla legge 25 febbraio 1987, n. 67, come determinata dalla tabella C della legge 23 dicembre 2005, n. 266, è ridotta di 1 milione di euro per l’anno 2006 e di 50 milioni di euro a decorrere dall’anno 2007. 2. In relazione a quanto disposto dal comma 1, con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei 2
ATTENZIONE!! Per accedere alle tariffe postali agevolate nell’anno 2007
OBBLIGO DELLA DOMANDA ALLE POSTE DA PRESENTARE ENTRO IL 30/9/2006 Ricordiamo vivamente agli associati che per mantenere nel 2007 le agevolazioni tariffarie postali tutti gli editori che spediscono con “tariffa ROC”, “tariffa no-profit” e “tariffa base” devono presentare domanda alle Poste entro il 30 settembre 2006. Così è previsto dal comma 3-bis, dell’articolo 1, della legge 27 febbraio 2004, n. 46. La domanda (vedi schema a fianco) in regola con la legge sul bollo (€ 14,62) e a firma del legale rappresentante (allegare fotocopia del documento d’identità) deve essere inoltrata presso la Direzione Provinciale Business di Poste Italiane SpA, territorialmente competente per la spedizione (dove è attivo il libretto di spedizione postale). Suggeriamo agli associati di inviare la domanda a mezzo raccomandata o di farsi timbrare una copia per ricevuta e di invia-
re all’USPI, via fax, una fotocopia della domanda, in modo che la nostra Unione possa monitorare che tutti gli iscritti abbia-
no adempiuto a tale obbligo, la cui inosservanza potrebbe far decadere il diritto alle tariffe agevolate postali.
SCHEMA DELLA DOMANDA DA PRESENTARE ALLE POSTE ENTRO IL 30 SETTEMBRE 2006 Bollo (euro 14,62) Il sottoscritto...................................................................................rappresentante legale della .....................................(specificare denominazione e sede dell’impresa editrice o dell’associazione od organizzazione senza fini di lucro) chiede l’ammissione alle agevolazioni di cui all’art. 1 del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 46, per l’anno.................., delle seguenti testate: .................................................................................................................................................................... .................................................................................................................................................................... ............................................ (indicare il nome e la periodicità delle testate). Data Firma del rappresentante legale
Articoli e notizie di questo Notiziario possono essere liberamente riprodotti citandone la fonte. Se ne raccomanda, anzi, la massima diffusione da parte di tutti i periodici associati all’USPI, nell’interesse della categoria QUESTO NOTIZIARIO VIENE SPEDITO AGLI ASSOCIATI USPI IN REGOLA CON IL VERSAMENTO DELLE QUOTE
L’USPI AL GOVERNO: BASTA TAGLI ALL’EDITORIA Ministri sono rideterminati i 1 contributi e le provvidenze per l’editoria di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250». Il provvedimento è passato anche all’esame della Camera dei Deputati ma, visto che anche in questo ramo del Parlamento il Governo ha posto il voto di fiducia, non sono state introdotte modifiche al testo già approvato al Senato. In un primo momento l’entità del taglio previsto dalla Presidenza del Consiglio doveva avere una consistenza ben maggiore: 80 milioni di euro per ciascuno degli anni 2006, 2007 e 2008. Nella stesura definitiva del decreto legge i tagli sono stati ridotti, come visto, ad 1 milione di euro per il 2006 e a 50 milioni per il 2007 e il 2008. Inoltre, partendo dal disposto del comma 2 dell’articolo 20, si era inizialmente pensato che il taglio contributivo dovesse gravare esclusivamente sul Fondo per i contributi ex Lege 250/90, il quale, con uno stanziamento stimato in 98 milioni già insufficiente alle necessità, avrebbe subìto un colpo mortale, portando centinaia di riviste beneficiarie di tali contributi alla chiusura. Il Sottosegretario Levi, nell’audizione presso la Commissione Cultura della Camera (vedi ampio articolo in altra parte di questo Notiziario) ha invece dichiarato che il taglio dei fondi si abbatterà sull’intero stanziamento previsto nella Finanziaria per il settore dell’editoria, agevolazioni indirette comprese, come quelle postali e telefoniche, preannunciando la presentazione di un emendamento esplicativo al decreto che, in realtà, al Senato non è stato depositato. Effettivamente la tabella C della Finanziaria 2006 (richiamata dal comma 1 dell’articolo 20 del DL 223/06) contiene
varie voci di spesa, tra le quali l’impegno economico più rilevante riguarda i rimborsi a Poste Italiane SpA per la concessione alle agevolazioni postali alle imprese editrici e agli editori no-profit (circa 200 milioni su un badget di 471). Le altre voci di spesa della tabella C riguardano i contributi a giornali e periodici ex lege 250/90, i contributi alle imprese radiofoniche e televisive, i rimborsi dei consumi elettrici per radio e TV, alcuni contributi alla RAI e quelli alle agenzie di informazione, le rate dei contributi del credito agevolato sugli investimenti già autorizzati e altre voci minori. Non è dato ancora sapere come verrà ripartito il taglio di 50 milioni tra le varie autorizzazioni di spesa, ma in generale è stimabile una percentuale maggiore del 10% di riduzione degli stanziamenti previsti per gli interventi nel comparto dell’editoria. E questo ha messo in allarme il settore. Dopo anni di sistematica diminuzione degli impegni finanziari del Governo nel campo dell’editoria, questo ulteriore taglio di spesa non va certo a segnalare l’attenzione che i nostri governanti prestano ad un settore che avrebbe bisogno invece di riequilibrio e rilancio e nel quale le agevolazioni postali (e in parte quelle telefoniche) rappresentano ormai le uniche fonti di sostegno veramente “democratiche”, perché arrivano al grande e al piccolo editore, al quotidiano e al semestrale, certamente in base ai volumi di traffico e di affari, ma senza altre distinzioni. Questo il Segretario Generale dell’USPI, Avv. Vetere, è andato a dire al Sottosegretario Levi. Con la speranza di essere ascoltato.
PAOLO PELUFFO, NUOVO CAPO DEL DIPARTIMENTO EDITORIA
Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi”. Peluffo, quarantatre anni, nato a Savona, coniugato con tre figlie, laureato alla Scuola normale superiore di Pisa, giornalista, nel 1993 ha ricoperto l’incarico di capo dell’ufficio stampa di Palazzo Chigi durante il governo Ciampi. Nel maggio del 1999 è diventato consigliere per la stampa e l’informazione al Quirinale. Nel marzo 2006 è stato nominato consigliere della Corte dei Conti. E’ co-autore, di “Cinquant’anni di vita italiana”, libro di memorie e storia della nostra economia. Quest’anno è uscito “Ciampi - L’uomo e il presidente”, biografia e colloquio con il Capo dello Stato. Peluffo è anche vicepresidente della Società Dante Alighieri. Al nuovo Capo Dipartimento i più sentiti auguri di buon lavoro da parte dell’USPI.
Cambio della guardia al Dipartimento Informazione e Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il 10 luglio scorso, il Presidente del Consiglio, Romano Prodi, e il Sottosegretario, Ricardo Franco Levi, hanno annunciato la nomina di Paolo Peluffo a Capo Dipartimento, in sostituzione di Mauro Masi che per un decennio aveva ricoperto tale incarico. In una nota diffusa dall’ufficio stampa di Palazzo Chigi si afferma che Peluffo “potrà avvalersi della sua lunga esperienza di comunicazione istituzionale, quale consigliere per la stampa e l’informazione del 2
S OMMARIO L’USPI al Governo: basta tagli all’editoria (pagine 1, 2) Bianco e nero (pagine 1, 2) Obbligo della domanda alle Poste entro il 30/9/2006 (pagina 1) Paolo Peluffo, nuovo Capo del Dipartimento editoria (pagina 2) Il XIX Stage per operatori editoriali della stampa periodica-Urbino 17/22 settembre 2006 (pagina 3) Servizi finanziari per gli associati USPI (pagina 4) Le quote associative USPI per l’anno 2007 (pagina 5) Le linee programmatiche del Governo in tema di editoria - Audizione del Sottosegretario Ricardo Franco Levi (pagine 6, 7, 8, 9) Antitrust boccia spot ingannevole di corsi per aspiranti pubblicisti (pagina 9) La relazione annuale dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (pagine 10, 11, 12, 13) Who’s who in Italy (pagina 14) Biblioteca USPI (pagina 15) Periodici associati all’USPI - 386° elenco (pagina 16) L’Eco della Stampa (pagina 16)
neretto con il Sottosegretario Levi, 1 come sempre disponibile al dialogo. La sensazione forte di questo secondo incontro è stata nel segno di una volontà precisa di contemperare le esigenze di riduzione della spesa pubblica con la tutela degli editori. L’On. Levi intende utilizzare le risorse a disposizione in modo più razionale, senza tollerare inutili sprechi. Intende anche adoperarsi per impedire che i tagli gravino sugli editori. Per questo occorre un recupero del ruolo politico del Dipartimento per l’Editoria, cosa che l’USPI auspica da tempo. Abbiamo sempre lamentato l’assenza di una strategia politica del settore. Se queste sono le intenzioni, non possiamo che dircene lieti, a patto, questo deve essere molto chiaro, che l’editoria non subisca più alcun taglio. In caso contrario, ci sarebbe veramente ben poco da fare per un settore già in grande difficoltà. Notiziario USPI n° 9/2006
ULTIME ISCRIZIONI AL XIX STAGE PER OPERATORI EDITORIALI DELLA STAMPA PERIODICA (URBINO 17 - 22 SETTEMBRE 2006) ’USPI ha indetto la XIX edizione dello stage residenziale per operatori editoriali della stampa periodica. Il corso, che si avvarrà della direzione scientifica della prof.ssa Graziella Mazzoli, Direttore IFG - Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino, si rivolge essenzialmente a editori e/o direttori di periodici di piccola e media tiratura o a giovani editori che intendano affrontare il mercato della stampa periodica. Ai partecipanti che avranno seguito almeno 3/4 delle lezioni, verrà rilasciato un attestato di frequenza. Segreteria ed informazioni: USPI, Viale B. Bardanzellu n. 95, 00155 ROMA, Tel. 06.407.13.88 – 06.406.59.41 (anche fax) E-mail: uspi@uspi.it
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QUOTA DI ISCRIZIONE E DI FREQUENZA
LA PRENOTAZIONE
I partecipanti devono aver compiuto 18 anni. L’intera quota di partecipazione, pari a € 550,00, comprende la tassa d’iscrizione di € 250,00 per spese di organizzazione e attrezzature, e un contributo alle spese per docenti e frequenza di € 300,00. La quota di frequenza comprende la pensione completa in collegio universitario (vitto e alloggio in camera singola con servizio privato e doccia) dalla cena del primo giorno al pranzo dell’ultimo giorno, nonché le dispense ed i sussidi didattici.
La partecipazione va prenotata al più presto inviando all’USPI, con assicurata convenzionale (o a mano), il seguente tagliando debitamente compilato ed un assegno bancario o circolare non trasferibile di € 550,00, intestato all’USPI, a titolo di quota d’iscrizione e di frequenza.
Non sono praticabili riduzioni né agli eventuali accompagnatori né agli “uditori”.
Chi fosse interessato è pregato di contattare con celerità gli uffici dell’USPI data l’esiguità del tempo rimasto a disposizione.
PROGRAMMA
Graziella Mazzoli
Raimondo Giglio
Domenica, 17 settembre Pomeriggio: arrivi e sistemazioni nel Campus Scientifico ex Sogesta dell’Università di Urbino (possibilità di parcheggio). Presentarsi in portineria per la registrazione e l’assegnazione della stanza.
ore 11.30 - LA LEVA DEL MARKETING, OPPORTUNITA’ PER LA CRESCITA DEGLI EDITORI (Dr. Guido MASNATA, Direttore Generale di Promedia Expert)
Lunedì, 18 settembre ore 9.30 - RELAZIONE DEL DIRETTORE SCIENTIFICO DELLO STAGE (Prof.ssa Graziella MAZZOLI, Direttore dell’I.F.G., Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino) ore 11.00 - “CODICE” DELLA PRIVACY, IMPLICAZIONI PER EDITORI E GIORNALISTI (Dr. Mario De Bernart, Dirigente Servizio Relaz. Istituz. dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali) ore 15.00 - IL LAVORO SUBORDINATO NELL’EDITORIA PERIODICA, ALLA LUCE DEL RINNOVATO CCNL DELLA COMUNICAZIONE USPI-UNIGEC/CONFAPI (Dr. Raimondo GIGLIO, Componente Commissione Tecnica Sindacale UNIGEC/CONFAPI) ore 16.30 - IL LAVORO PARASUBORDINATO DOPO LA “LEGGE BIAGI”: CONTRATTI A PROGETTO, CO.CO.CO. GIORNALISTICHE E DIRETTORI RESPONSABILI (Dr. Giancarlo CINOGLOSSI, V. Presidente della Giunta Esecutiva dell’USPI, Direttore Responsabile del “Notiziario USPI”) ore 18.00 - Incontro di presentazione dei partecipanti e delle testate rappresentate
Presso la “Biblioteca Informatica” dell’ERSU (URBINO, Palazzo “Corboli”, Via Veneto 41) ore 15.00 - I PERIODICI ON LINE, NORMATIVA ATTUALE E PROSPETTIVE PER L’EDITORIA DIGITALE (Daniele BIANCHI, Amministratore Delegato della Promotion Digitale S.r.l., Società specializzata in Comunicazione Elettronica)
Martedì, 19 settembre ore 9.30 - DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA, DIRITTO DI RETTIFICA E RESPONSABILITA’ CIVILI E PENALI DELL’EDITORE E Luca DEL DIRETTORE DEL PERIODICO Boneschi (Avv. Luca BONESCHI, componente dell’A.G.I. Associazione Giuslavoristi Italiani, Direttore Responsabile della rivista “Il Diritto dell’Informazione e dell’Informatica”) ore 11.30 - IL DIRITTO D’AUTORE NELL’EDITORIA, NORMATIVA VIGENTE (Avv. Luca BONESCHI) ore 15.00 - I FATTORI DI CRESCITA DELLA STAMPA QUOTIDIANA E PERIODICA (Avv. Francesco Saverio VETERE, Segretario Generale dell’USPI;Avv. Francesco Fabrizio CAROTTI, Direttore Generale FIEG) Saverio Vetere ore 16.30 - GIORNALISMO D’INCHIESTA E STAMPA “POPOLARE” (Brunetto FANTAUZZI, Scrittore e giornalista, Direttore Responsabile di diversi periodici di informazione “popolare”) ore 17.30 - IL REGISTRO DEGLI OPERATORI DI COMUNICAZIONE (R.O.C.) E L’ATTIVITA’ DELL’AUTHORITY DI SETTORE (Dr. Fernando BRUNO, Assistente del Commissario Dr. S. Sortino, componente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni)
Fernando Bruno
Mercoledì, 20 settembre ore 9.30 - LA RACCOLTA PUBBLICITARIA, UNA RISORSA DA SVILUPPARE (Dr. Paolo DI BENEDETTO, Direttore Generale di Promedia 2000)
Mario De Bernart
Vittorio Volpi
Piergiorgio Sposato
Fabrizio Carotti
Brunetto Fantauzzi
Giovedì, 21 settembre I PERIODICI E I CANALI DISTRIBUTIVI ore 9.30 - IL CANALE POSTALE: MODALITA’ E COSTI PER LA SPEDIZIONE DEI PERIODICI (Dr.Vittorio VOLPI, Funzionario USPI) ore 11.00 - IL RUOLO DEL DISTRIBUTORE NAZIONALE (Dr. Tiziano BIENATI, già Direttore Generale dell’ADN, Associazione Distributori Nazionali) ore 12.00 - IL COMPITO DEL DISTRIBUTORE LOCALE (Avv. Piergiorgio SPOSATO, Consulente A.NA.DI.S., Associazione Nazionale Distributori Stampa) ore 15.00 - LA VENDITA DEI PERIODICI NELLE EDICOLE (Ermanno ANSELMI, Segretario Generale del SI.NA.G.I.-CGIL Sindacato Nazionale Giornalai) ore 16.30 - IL NUOVO “ACCORDO NAZIONALE” SULLA VENDITA DI GIORNALI QUOTIDIANI E PERIODICI (Dr.Renato SALVETTI,Direttore FIEG-Sede Milano) Venerdì, 22 settembre ore 9.30 - IL PARTICOLARE REGIME IVA E LA DISCIPLINA FISCALE DEL SETTORE EDITORIALE (Rag. Concetto PALLANTE, Consulente fiscale dell’USPI) ore 11.30 - IL CREDITO DI IMPOSTA PER GLI INVESTIMENTI IN PUBBLICITA’ SUI PERIODICI ASSOCIATI USPI (Dr. Daniele LONGO, Funzionario USPI) ore 12.30 - Consegna degli attestati di frequenza ore 13.30 - Pranzo – Partenze I docenti, dopo l’esposizione degli argomenti, sono a disposizione dei partecipanti per consulenze su quesiti. Coordinamento e Segreteria: Dr. Daniele Longo
Guido Masnata
Tiziano Bienati
Ermanno Anselmi
Renato Salvetti
Daniele Longo
...............................TAGLIARE E SPEDIRE............................ All’USPI – UNIONE STAMPA PERIODICA ITALIANA Segreteria del XIX Stage per operatori editoriali Viale B. Bardanzellu, 95 – 00155 ROMA Il sottoscritto............................................................................................................................................ in qualità di editore/collaboratore del periodico ................................................................................................................... prenota la sua partecipazione al XIX Stage residenziale per operatori editoriali della stampa periodica che si svolgerà presso l’Università di Urbino dal 17 al 22 settembre 2006. Allega € 550,00 quale quota complessiva di partecipazione. Indirizzo......................................................................................................................................................................................................................(città, via, c.a.p.) Recapito telefonico/fax/email..........................................................................................................................firma leggibile.............................................................
Notiziario USPI n° 9/2006
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SERVIZI
FINANZIARI PER GLI ASSOCIATI
USPI
Marchio di qualità Basilea 2 - Cessione pro soluto dei crediti IVA ’USPI informa che la Società Euroconsulting 2000 srl fornisce una serie di servizi finanziari che potranno rivelarsi utili alle imprese editrici le cui testate risultino associate alla nostra Unione; esibendo il certificato di iscrizione potranno infatti fruire di detti servizi godendo di un trattamento privilegiato.
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MARCHIO DI QUALITA’ BASILEA 2 Basilea 2 rappresenta per le PMI italiane, una limitazione per l’accesso al credito per le aziende meno virtuose, ma è sicuramente un’opportunità per le aziende che hanno uno standing creditizio medio-alto. Il servizio di Euroconsulting 2000 consiste nel rendere noto questo standing creditizio agli istituti di credito che sono tenuti ad attribuire un “rating” ad ogni impresa. Per la creazione del rating le banche potrebbero prendere in considerazione vari elementi, quali lo stato patrimoniale e il conto economico degli ultimi tre esercizi, l’indicazione dell’importo nominale complessivo di tutti i fidi accordati all’azienda, la giacenza media delle rimanenze, dei debiti a breve (dilazione media ottenuta dai debitori) e dei crediti a breve (dilazione media concessa ai creditori). Certamente le banche non si fermeranno però ad una semplice valutazione dei dati contabili e gestionali (elementi che saranno analizzati in maniera prevalentemente informatizzata); prima di decidere vorranno conoscere l’imprenditore e la sua azienda, parlare col personale, vedere i suoi prodotti, i suoi progetti e i suoi piani di miglioramento. Si deve quindi predisporre un modello generale per la gestione dei rischi (finanziari, di processo, ambientali…). L’azienda, presentandosi ad una banca con una valutazione autorevole, trasparente ed indipendente, potrebbe facilmente ottenere un comportamento più favorevole per l’emissione del credito richiesto, e nel contempo sollevare la stessa banca dall’onere di procedere con i controlli previsti (e quindi sostenere altri costi). L’azienda quindi potrebbe ottenere un accesso privilegiato al credito, agevolando la banca nella dimostrazione della conformità ai parametri imposti da Basilea 2.
Il servizio si esplicita in cinque fasi essenziali: 1) Contratto tra la “società di consulenza” e l’ ”azienda cliente” per l’erogazione dei seguenti servizi: - software; - consulenza e formazione; - assistenza nell’attività di certificazione. 2) Predisposizione dell’istruttoria (software descrittivo) da presentare alle banche convenzionate, da parte della società di consulenza, per l’ottenimento di Prestiti Capitalizzativi (o altre linee di fido)*; 3) Contratto annuale tra l’Ente di certificazione e l’azienda cliente, con una verifica ogni tre mesi ed emissione del Marchio di Qualità da parte dell’Ente di certificazione. 4) Presentazione del Marchio di Qualità alle banche convenzionate per l’ottenimento dello sconto pattuito sul tasso d’interesse passivo e per l’eventuale ottenimento di nuove linee di fido (prestiti capitalizzativi). 5) Eventuale ottenimento del contributo regionale.
- alta percentuale di smobilizzo; - veloce disponibilità delle somme corrispondenti; - miglioramento del rating ai fini di Basilea 2; - miglioramento situazione finanziaria (smobilizzo crediti medio-lungo termine); - nessuna iscrizione in Centrale rischi; - vantaggi fiscali.
* Per le banche non convenzionate esiste la possibilità di farle aderire al progetto, nel loro interesse (meno costi relativi ad archiviazione ed analisi dei flussi informativi) e per il cliente (ricorso al credito meno oneroso).
Per poter formalizzare la cessione dei crediti Iva pro-soluto le aziende dovranno essere in possesso della Certificazione di Qualità Basilea 2. Qualora il Professionista dell’Azienda non possa procedere alla Certificazione Basilea 2, il lavoro sarà svolto direttamente da Euroconsulting 2000, che invierà a richiesta specifico preventivo. In questo caso l’azienda riceverà dei software con licenze d’uso (istruttoria + analisi statico-finanziario) per conoscere e gestire la propria area finanziaria, ottenendo così la certificazione in remoto attraverso la piattaforma intranet da parte dell’Ente di Certificazione. Maggiori approfondimenti sui servizi offerti dalla Società Euroconsulting 2000 srl sono presenti nell’home page del nostro sito: www.uspi.it
OPERAZIONE FINANZIARIA PER LA CESSIONE PRO-SOLUTO DEI CREDITI IVA La possibilità immediata di poter cedere pro-soluto i crediti Iva riportati in Dichiarazione annuale comporta benefici sia di immediata liquidità (miglioramento del rating ai fini di Basilea2) che di impatto fiscale (la differenza tra valore facciale ed incassato è fiscalmente detraibile). Le percentuali di rimborso sono comprese tra 80% e 97% a seconda delle caratteristiche del credito ceduto. I crediti vengono ceduti a primari gruppi bancari europei che provvederanno prontamente alla liquidazione di quanto dovuto in modalità pro-soluto. Il tutto senza dover aprire una nuova linea di fido ed essere censiti in Centrale Rischi, così come avviene nel caso della cessione pro-solvendo ad una banca. Benefici: - cessione pro-soluto di crediti Iva;
Procedura Tutti i processi relativi all’operazione - tra cui: acquisizione delle informazioni e della documentazione da parte dei professionisti e delle aziende cedenti, due diligence pre acquisitiva da parte della banca, produzione della contrattualistica relativa all’operazione - saranno gestiti su piattaforma informatizzata appositamente studiata ed accessibile tramite internet. Ciò consente efficienza e semplicità ed il contatto continuo tra Euroconsulting 2000, professionista del Cliente, banca, cliente, legali nel massimo rispetto della privacy dei dati.
Per ulteriori informazioni: dott. Carlo Chianese Amm.re Unico Euroconsulting 2000 srl Via G. Pisanelli, 1 00196 ROMA Tel: 06.977473 (r.a.) Fax 06.97747345 euroconsulting2000@tiscali.it
LE QUOTE ASSOCIATIVE USPI
per l’anno 2007 L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2007 versando la relativa quota associativa, lungi dal corrispondere ad una rituale formalità, risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche publiche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - copia gratuita della XIII edizione della “Guida della Stampa Periodica” (volume + CD) - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura. Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2007 (e comprensive del costo del “Notiziario USPI”) sono le seguenti:
Per le testate (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge)
da da da da da
1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su
€ € € € €
210,00 645,00 1.200,00 2.400,00 3.650,00
OFFERTA RINNOVO/PRIMA ISCRIZIONE 2007: con soli 6 euro, in aggiunta alla quota associativa, riceverete direttamente al vostro domicilio la XIII Ediz. della “Guida della Stampa Periodica” 2005/2006 (volume + CD). Nella causale di versamento specificare dettagliatamente: “Quota associativa USPI 2007 + Guida Stampa Periodica”.
Quota d’iscrizione (“una tantum” per le testate che si iscrivono per la prima volta): - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie
€
90,00
- Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie
€
170,00
€ €
210,00 320,00
Per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI
Il versamento della quota associativa con il supplemento di 6 euro può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano,Agenzia 257,Via Franceschini n. 58 - Roma, CIN: U ABI: 05584 - CAB: 03206 - c/c: 000000004977 (intestato USPI), ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI.
ATTENZIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.
LE LINEE PROGRAMMATICHE DEL GOVERNO IN MATERIA DI EDITORIA Audizione del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, con delega per l’editoria, On. Ricardo Franco Levi, alla VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati
dialogando dialogando l 5 luglio scorso, il Sottosegretario Levi ha effettuato la sua prima uscita ufficiale nella veste di delegato governativo ai problemi dell’editoria, svolgendo una pubblica audizione presso la VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati. Nella suo ampio e approfondito intervento, il Sottosegretario ha illustrato l’articolazione e le funzioni del Dipartimento Informazione ed Editoria da lui guidato e le disponibilità finanziarie messe a disposizione del Dipartimento dall’ultima legge finanziaria. Levi ha anche chiarito le intenzioni del Governo circa il taglio, a partire dal 2007, di 50 milioni di euro sui finanziamenti complessivi al comparto editoriale stabilito dal c.d. “decreto Bersani” (vedi articolo di prima pagina). Il Sottosegretario ha illustrato, infine, gli interventi a breve e medio termine che ha intenzione di porre in essere e le linee programmatiche più generali alle quali l’esecutivo si conformerà, durante la legislatura, a tutela dei “valori costituzionali” rappresentati dal nostro comparto. Ci è sembrato interessante, per i nostri associati, ospitare in questa rubrica la relazione del Sottosegretario Levi.
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«Signor presidente, signore e signori membri della Commissione, deputate e deputati, vi ringrazio dell’invito e colgo l’occasione per esprimervi il piacere di essere qui, per poter rendere conto a voi, in questo momento iniziale della legislatura, delle linee guida che il Governo ed io, in prima persona, intendiamo seguire in questo ruolo che mi è stato affidato. PREMESSA In premessa, mi preme darvi conto del fatto che intendo occuparmi - e mi sono già occupato, in questo primo mese di attività in modo diretto ed assiduo del dipartimento dell’editoria e delle attività che ad esso competono: in primo luogo, perché ritengo sia doveroso per chiunque fare fronte, in questo modo, alle responsabilità politiche ricevute e, non ve lo nascondo, anche per6
ché ci sono un pizzico di passione personale e il ricordo di una professione svolta per tanti anni in questo campo. Per non parlare, poi, delle ragioni strettamente legate ad alti valori tutelati dalla Costituzione, sui quali non ho bisogno di attirare la vostra attenzione. Se mi consentite, dunque, vorrei esporvi con diligenza le linee dell’azione che abbiamo iniziato a mettere in atto in queste settimane, nelle quali ho avuto già modo di incontrare, credo, quasi tutte le rappresentanze settoriali e di interesse operanti nel campo dell’editoria e della comunicazione. Ho incontrato la Federazione nazionale della stampa, la Federazione italiana degli editori, le associazioni dei piccoli editori, le associazioni degli edicolanti, la società che si occupa di protezione dei diritti d’autore, la SIAE, e numerose associazioni di categoria. Insomma, tutti coloro che hanno chiesto di poter essere ascoltati hanno ottenuto da me immediatamente un incontro, perché ritengo importante sentire la viva voce di quanti sono attualmente impegnati nel settore. Con questo spirito, ho dunque incontrato, ufficio per ufficio, tutto il personale del dipartimento per l’editoria, presso il quale mi trattengo più o meno mezza giornata. UN CHIARIMENTO Prima di iniziare l’esposizione, vorrei darvi un’informazione su una notizia circolata nelle ultime ore e che ritengo di dover chiarire. In verità, avevo già avuto modo di farlo con il presidente Folena l’altro giorno, per telefono, perché avevo sentito il dovere di dargli immediatamente conto di questa doverosa correzione. Nelle cronache del Consiglio dei ministri di venerdì scorso, è stato pubblicato sul Sole 24 Ore il dettaglio dei provvedimenti decisi dal Governo. In questo ambito, è apparsa la notizia secondo cui i contributi all’editoria, in modo specifico i contributi diretti all’editoria, sarebbero stati tagliati di 80 milioni di euro per ciascuno dei tre anni 2006, 2007, 2008. Questo corrisponde, in realtà, alla prima bozza del testo entrato in Consiglio dei ministri, che prevedeva - su proposta e su elaborazione sostanzialmente fatta in modo automatico dalla Ragioneria - i tagli indicati.
Ne abbiamo discusso e siamo arrivati a determinate conclusioni. Abbiamo preso atto della necessità di contribuire a un riequilibrio dei conti pubblici, al quale non può sfuggire il dipartimento che fa capo a chi vi parla. Tuttavia, abbiamo rimodulato i tagli, nella seguente proporzione: nessun intervento per l’anno in corso, o meglio un intervento simbolico di un milione di euro (perché essendo un provvedimento di spesa triennale ha bisogno di una voce anche sul primo dei tre anni); per ciascuno dei due anni successivi, non 80 ma 50 milioni di euro di minore spesa. Questa cifra, però, è riferita non più alla sola voce dei contributi diretti all’editoria, ma al complesso del bilancio del dipartimento per l’editoria, ossia al complesso delle provvidenze all’editoria, che corrispondono a circa 500 milioni: da 80 milioni, su una voce di 90, siamo scesi a 50 milioni, su un complesso di 500. Credo si tratti di una proporzione significativa e tale da dare conto di uno sforzo, anche in questo settore, per un riequilibrio dei conti pubblici, ma sopportabile tanto in termini di dimensioni, quanto in termini di specifica destinazione. Vorrei precisare che la Gazzetta Ufficiale reca per errore ancora un riferimento, all’articolo 20, comma 1, «Misure di contenimento e razionalizzazione della spesa pubblica», per questa riduzione nell’autorizzazione di spesa - lo ripeto, un milione di euro per il 2006 e 50 milioni per i due anni successivi - alla sola tabella C. Questa mattina ho parlato di nuovo con il ragioniere generale dello Stato e con il capo di gabinetto del Ministero dell’economia, i quali hanno ammesso che si tratta di un errore materiale, a cui verrà fatta ammenda con un apposito emendamento, che verrà approvato alla prima occasione utile, per precisare che queste riduzioni nella spesa non sono, come ho detto, riferite alla sola tabella C, ma al complesso dei provvedimenti dell’editoria. UN SALUTO Riferita questa informazione puntuale, passerei all’esposizione più generale, prima della quale, se consentite - non so se sia Notiziario USPI n° 9/2006
consueto o permesso farlo - vorrei rivolgere un saluto individuale a Paolo Bonaiuti, che è stato mio predecessore in questo incarico, oltre che vecchio amico e collega. Ho raccolto la sua eredità e mi fa piacere salutarlo in questa sede. IL DIPARTIMENTO Il dipartimento per l’editoria e l’informazione, come sapete, ha una voce di spesa complessiva di quasi 500 milioni di euro. Come organizzazione interna, vi sono un ufficio che si occupa del coordinamento delle attività di informazione e di comunicazione istituzionale, un ufficio che ha la responsabilità in modo specifico del sostegno all’editoria e ai prodotti editoriali, un terzo ufficio che si occupa del credito agevolato, un’altra forma di credito alle aziende editoriali. Vi sono inoltre due ulteriori piccoli servizi, in realtà ridotti a poco: uno nel quale si amministra ciò che rimane di un fondo non più rifinanziato per gli interventi a sostegno e a sollievo della mobilità e della riqualificazione dei giornalisti, e un servizio studi. Vorrei ora illustrarvi, ufficio per ufficio, che cosa intendiamo fare. L’UFFICIO PER IL COORDINAMENTO DELLE ATTIVITA’ DI INFORMAZIONE E DI COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE Il primo ufficio, quello per il coordinamento delle attività di informazione e comunicazione istituzionale, ha un bilancio complessivo, sui 500 milioni totali, di circa 135 milioni di euro. Di questi, 10 milioni sono destinati alla comunicazione istituzionale della Presidenza del Consiglio e dei Ministeri, in sostanza alle varie pubblicità che vediamo scorrere in televisione (Pubblicità progresso a sostegno di determinate iniziative). Solo in parte si riesce a cogliere la dimensione dell’intervento con il riferimento ai 10 milioni, perché, in realtà, tutto ciò che viene trasmesso dalla RAI passa in modo gratuito, e tutto ciò che viene trasmesso in altre televisioni, a partire da quelle del sistema Mediaset, passa con sconti fortissimi, dunque in realtà il valore di questa comunicazione è più elevato di quanto si immagini. A riguardo, credo ci sia ancora del lavoro da fare, per arrivare a dare corpo a quella previsione di un piano di comunicazione nazionale e annuale del Governo. Nessuno ha in mente impostazioni dirigistiche sulla comunicazione, ma credo che qualche cosa si possa fare, soprattutto se intendiamo non solo dare, per così dire, uniformità di stile e di linguaggio alle varie comunicazioni del Governo ai cittadini, ma soprattutto sostenere l’immagine dell’Italia nel mondo, il made in Italy, la cultura, la Notiziario USPI n° 9/2006
proiezione internazionale, la lingua ed altre cose. Le voci più importanti di questo settore sono due. Una è la televisione RAI, e in modo particolare RAI International, che assorbe - tra le sue varie articolazioni ormai ridotte ad un unico contratto - 38 milioni di euro. Il preesistente contratto per le onde corte, è stato giustamente accorpato, dunque oggi esiste un’unica voce di rapporto tra il dipartimento dell’editoria e la RAI, sostanzialmente proiettato sull’internazionale. La seconda voce, per poco più di 50 milioni di euro, è quella delle agenzie di stampa.
dirigenza della RAI, immagino con il nuovo direttore generale - spetterà alla RAI decidere chi proporre come interlocutore -, per affrontare il tema di RAI International. L’obiettivo non è, in sé, quello di ridurre la spesa, ma è quello di ottenere, a fronte di questa spesa, un servizio che qualifichi il paese, e anche la RAI, come produttore in grado di inserirsi in un mondo di televisioni internazionali. Vorrei sostanzialmente ribaltare sulla RAI l’onere di venire con una proposta di programmazione alta e di qualità... Se il presidente mi consente, un elemento di valutazione potrei fornirlo fin da ora. Il bilancio di RAI International è sicuramente non tale da consentire a RAI International stessa di immaginare di potersi mettere su un piano di concorrenza paritaria con BBC World o l’omologa televisione tedesca. Tuttavia, è un bilancio sul quale i 38 milioni del dipartimento hanno un’incidenza molto forte. In tal senso, la responsabilità che io sento, per garantire che con quello stanziamento, che è una parte non considerevole dello
Il capitolo più doloroso - se posso esprimermi in questo modo - è quello di RAI International. A mio parere, chiunque di noi abbia avuto occasione di viaggiare all’estero ha raccolto sostanzialmente i lamenti delle nostre comunità. I nostri connazionali che vivono all’estero e accendono la televisione, si tratti dell’America del Nord o dell’America del Sud, dell’Oceania o altro, sostanzialmente ci riportano le medesime lagnanze, che provo a riassumere: da un lato, la cattiva ricezione e, dall’altro, una programmazione che sembra più modellata sull’immagine di un’emigrazione datata nel tempo, che trasmette l’immagine di un’Italia anch’essa molto datata nel tempo, per di più con un’offerta che fatica, a questo punto, a consentire alla RAI di inserirsi nei circuiti di programmazione internazionale, nei bouquet dei satelliti che li trasmettono. Per avere un elemenLa Camera dei Deputati, Palazzo Montecitorio. L’entrata sull’omonima piazza to più forte di valutastanziamento complessivo, si faccia zione, avevo convocato per ieri sera i parlacomunque una programmazione di quamentari eletti all’estero, della maggioranza lità... tale da trovare soddisfazione nei suoi e dell’opposizione - non credo che in queutenti. sto campo sia utile fare distinzioni di orientamento politico -, deputati e senatori, per chiedere a loro, che su questo tema sono particolarmente sensibili e si sono tante volte espressi individualmente e attraverso le loro associazioni di rappresentanza, di fornirmi degli elementi concreti di conoscenza e di valutazione. È mia intenzione avere un incontro con la
L’altro capitolo, come dicevo, è quello delle agenzie di stampa, che come sapete sono numerose. Anzi, da questo punto di vista l’Italia costituisce un’anomalia rispetto agli altri paesi; laddove all’estero abbiamo quasi sempre una, o al più due agenzie nazionali di stampa, da noi esiste 8 7
LE LINEE PROGRAMMATICHE DEL GOVERNO IN MATERIA DI EDITORIA una platea di agenzie molto più 7 ampia. Le diverse convenzioni sono state stipulate successivamente nel tempo, dunque uno degli elementi di riflessione è quello della possibilità di arrivare ad individuare criteri e parametri più oggettivi per definire l’ammontare delle provvidenze attribuite all’una o all’altra agenzia. Le convenzioni attuali, come dicevo, sono più che altro frutto della stratificazione nel tempo di interventi ripetuti: più indietro si va, più le convenzioni sono state generose. Pur essendo ovviamente ben consapevoli dei risvolti, anche di lavoro, soggiacenti alle provvidenze garantite dal dipartimento per l’editoria e dallo Stato, è opportuno riflettere se si possa mettere un po’ d’ordine anche in questo ambito. L’UFFICIO PER IL SOSTEGNO ALL’EDITORIA E AI PRODOTTI EDITORIALI Il settore che ha il peso maggiore, all’interno del dipartimento, è sicuramente quello che attiene all’ufficio per il sostegno all’editoria e ai prodotti editoriali, che ha una cubatura complessiva di bilancio di circa 300 milioni di euro su 500, all’interno dei quali ci sono i poco meno di 100 milioni di euro dei contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e di periodici (si tratta di quel capitolo del bilancio sul quale prima ho fatto la precisazione rispetto alle decisioni del Consiglio dei ministri di venerdì scorso). Ci sono circa 10 milioni di euro di contributi a imprese radiofoniche e radiotelevisioni; sostanzialmente si tratta di piccole radio e televisioni locali. L’ammontare non è enorme, ma esiste un problema serio di procedure, spesso penosamente lunghe (immagino che anche l’onorevole Bonaiuti ne abbia sofferto a suo tempo). Vi basti pensare che le riduzioni tariffarie sui consumi energetici vengono fatte a piè di lista, sulla base della presentazione delle singole fatture dei contributi, per cui ci sono più di una ventina di persone che debbono spuntare l’una dopo l’altra le bollette, per assicurarsi che effettivamente ci sia la base per attribuire i contributi. È chiaro che tutto questo avviene nella logica di garantire che i danari pubblici siano spesi in modo efficiente. Tuttavia, tanto da parte di chi riceve i contributi, tanto da parte nostra, che siamo incaricati di distribuirli, si avverte in modo palmare l’utilità di studiare forme di attribuzione più semplici, che consentano alle aziende tempi di incasso più rapidi e a noi, come dipartimento, una riduzione del carico di un lavoro in sé assai poco qualificato, 8
da un punto di vista politico ed editoriale.
metrato sul consumo della carta, che ha aiutato molto, negli anni passati, e che già nell’ultima finanziaria non è stato rifinanziato. In questo campo, se si parla di necessità di contenimento delle spese dello Stato, non abbiamo altro da fare, perché hanno già provveduto, al riguardo, il Parlamento, la maggioranza e il Governo che ci hanno preceduto.
Le due voci importanti sono quelle dei contributi e quelle delle riduzioni sulle spese di spedizione postale. Si tratta di poco meno di 200 milioni di euro, per una voce dunque che ha come beneficiari finali la grande platea degli editori italiani - dai fogli diocesani ai giornali che spediscono per abbonamento -, ma che ha come controparte diretta del dipartimento la società per azioni Poste. Nel settore del sostegno all’editoria rientra Credo che questo sia un ulteriore capitolo anche il servizio per il sostegno alla culche valga la pena di essere affrontato e che tura italiana e le relazioni internazionali, io intendo affrontare. che prevede che la Presidenza del Consiglio Nella logica, antica e comprensibile, di un assegni, sulla base di una legge antica - che sistema pubblico nel quale c’era poca di fatto stanzia una cifra abbastanza modedistinzione tra una tasca e l’altra - il bilansta (pari a 250 mila euro), dei premi alle cio delle Poste era sostanzialmente parte di un grande bilancio statale -, si poteva anche consentire di far scarso riferimento e scarsa indagine sull’ammontare e sull’origine dell’ammontare dei soldi trasferiti all’ente. Nel momento in cui, però, le Poste sono divenute una S.p.A. e sono stati definiti criteri contabili stringenti, da una parte e dall’altra, credo che valga effettivamente la pena di effettuare analisi in profondità. In buona sostanza, ritengo che una rinegoziazione delle condizioni attraverso le quali le Poste espletano questo serIl Dipartimento per l’informazione e l’editoria. La sede storica di Via Boncompagni, a Roma vizio e lo fatturano varie categorie professionali rappresenalla Presidenza possa offrire margini tanti della cultura italiana: grosso modo, si importanti di miglioramento, tanto per gli assegnano 250 premi all’anno da 1000 euro editori quanto per le casse dello Stato (forse l’uno, dagli edicolanti ai traduttori, e via non direttamente per le casse delle Poste, dicendo. ma a questo punto tenderei a guardare alle Credo sia necessario riflettere - potremmo Poste come ad una cassa distinta da quella anche farlo insieme - se questo sia ancora il del bilancio della Presidenza del modo migliore per qualificare un premio Consiglio). per la cultura o se non sia preferibile, anche senza toccare l’ammontare complessivo, Mi rimane da dire che esisteva, sino all’animmaginare un’operazione singola, che no scorso - sino a quando fu tracciata una abbia un significato e una portata diversa. linea dal Parlamento e dal Governo preceNon credo sia opportuno, e in fondo nemdente che poneva fine a questo contributo-, meno tanto decoroso, insistere su cose di una partita importante di contributi per la questo genere. carta, che valevano quasi 100 milioni di euro. L’UFFICIO PER LE AGEVOLAZIONI Si trattava di un contributo agevolato, para-
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AL CREDITO Come vi ho detto, esiste un servizio per le agevolazioni al credito. Si tratta di credito agevolato a progetto, dunque un credito definito non tanto sulla base della natura del percettore, quanto del progetto presentato. Si tratta di progetti direttamente legati all’ammodernamento delle tecnologie, ai quali è destinato un fondo di circa 25 milioni di euro. Ho appena stabilito una convenzione - è ancora in fase di definizione - con l’Associazione bancaria italiana, perché collabori con il dipartimento, in modo che l’espletamento di tutte le procedure avvenga con il massimo della qualificazione professionale e della rapidità possibile.
GLI OBIETTIVI Quello che vorrei offrire alle aziende editoriali - alle quali inevitabilmente dovremo chiedere di farsi carico anch’esse, così come tutte le altre parti della società italiana, di uno sforzo di aggiustamento - è la garanzia di tempi di pagamento certi per le provvidenze, e per questo sto lavorando attivamente, rivedendo le procedure contabili, di spesa e amministrative di tutti gli uffici del dipartimento. In modo specifico per i contributi alle aziende editoriali, era previsto l’istituto dell’anticipo: le provvidenze non venivano liquidate per intero nell’anno, ma c’era la possibilità di dare semplicemente un anticipo, rimandando all’anno successivo il saldo. Basandoci su una disposizione dell’ultima legge finanziaria della scorsa legislatura, che ha definito che i conti devono essere chiusi entro l’anno, senza più avvalersi della possibilità dell’anticipo, intendo mantenere fede a questo impegno, per consentire alle imprese un’assoluta certezza nella loro programmazione economica e finanziaria.
Ci sarà un intervento attento anche sulla riorganizzazione funzionale del dipartimento. Ad esempio, creeremo un ufficio per il contenzioso - magari con il contributo, in termini di esperti, dell’Avvocatura generale dello Stato -, trattandosi di una questione che sta rallentando i pagamenti in tutti i settori. Insomma, intendo assicurare il massimo dell’efficienza a questo dipartimento. Scusate se sono entrato in alcuni dettagli operativi, ma ci tenevo a indicare non solo le linee guida che intendo seguire, ma anche, se possibile, lo spettro ampio dell’attività che ho compiuto in questo mese. Rimane un’ultima annotazione, legata Notiziario USPI n° 9/2006
anche al tema dei rapporti tra giornalisti ed editori e del contratto collettivo nazionale di lavoro, che esula dalle competenze del mio dipartimento, ricadendo, come è ovvio, su quelle del ministro del lavoro. Esiste, tuttavia, un piccolo intervento che può agevolare in questa direzione, ed è quello che attiene alle rassegne stampa.
purtroppo non ha concluso il suo iter, sarebbe stato in gran parte portato a compimento, e che rappresenta un punto di riferimento sicuramente utile da cui ripartire. Speriamo che, attraverso questo riequilibrio tra i due mondi, si possa avere un punto di riferimento migliore per il mondo della carta stampata.
Le rassegne stampa, ormai diffuse in tutte le istituzioni pubbliche e private, da sempre vengono realizzate, di fatto, eludendo le disposizioni sul riconoscimento dei diritti d’autore. C’è ampio spazio per consentire che i produttori e i distributori di rassegne stampa facciano fronte, come dovuto, ai loro obblighi, corrispondendo ciò che è dovuto per i diritti d’autore. Questo potrebbe liberare risorse importanti a favore tanto degli editori, quanto dei giornalisti, oppure più probabilmente dei problemi legati alle ristrutturazioni nel mondo dell’editoria. Comunque, queste risorse potrebbero agevolare i rapporti tra editori e autori. Ho già parlato con gli editori e con la SIAE, l’organismo titolato per raccogliere i diritti d’autore. Conto - e spero, tra breve, di riuscire a risolvere questo piccolo problema - di mettere intorno ad un tavolo comune editori, giornalisti e SIAE, per ottenere una conclusione formale della questione, che può offrire un volano non indifferente per il contratto collettivo di lavoro.
Un obiettivo di legislatura sarà sicuramente quello di arrivare ad un testo unico dell’editoria, per dare compiutezza alle infinite leggi in materia. Il dipartimento dell’editoria ha meritoriamente stampato il complesso delle leggi, è un grosso volume. Credo che se arrivassimo ad avere un testo unico, con il vostro aiuto, potrebbe essere un’operazione meritoria.
Ultimo argomento, il rapporto tra carta stampata e televisione. La televisione, al di là del tema di RAI International, attiene - come è ovvio - alle competenze e alle responsabilità del ministro Gentiloni ed io non ho alcuna intenzione di invadere un territorio non mio. Mi rimane solo di richiamare le parole che pronunciò a suo tempo il Presidente Ciampi, riferendosi al Parlamento e alla necessità di evitare che il mondo delle televisioni prosciughi, in proporzioni pericolose, il bacino delle risorse pubblicitarie, danneggiando in modo pesante, in questa forma, il mondo dell’editoria stampata. Questo è un tema che so essere caro, tra l’altro, anche alla Federazione italiana degli editori e, di riflesso, ai giornalisti che lavorano nella carta stampata. Il Governo, lo sottolineo, si muove in questa prospettiva. In quali forme, non spetta a me dirlo, è troppo presto. Tuttavia, condivido l’augurio che si possano trovare forme idonee a consentire un equilibrio migliore tra carta stampata e mondo della televisione, nel ricorso alle risorse pubblicitarie: un augurio che informerà anche l’assetto più complessivo del mondo dell’editoria; un progetto che, con il cosìdetto disegno di legge Bonaiuti, che
Chiedo scusa se mi sono dilungato, ma ci tenevo a darvi conto, in questo nostro primo incontro, della mia attività». ***** Al dibattito, successivo all’Audizione, sono intervenuti gli Onorevoli: Nicola Tranfaglia (Com. Ital.), Giuseppe Giulietti (L’Ulivo), Paolo Bonaiuti (F.I.), Emerenzio Barbieri (UDC); Wladimiro Guadagno (Rif. Com.) e Enzo Carra (L’Ulivo). ANTITRUST BOCCIA SPOT INGANNEVOLE DI CORSI PER ASPIRANTI PUBBLICISTI
L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha vietato l’ulteriore diffusione dei messaggi di una società che organizzava corsi di giornalismo in Umbria, perché gli spot “costituiscono una fattispecie di pubblicità ingannevole”. I messaggi pubblicitari, diffusi attraverso la carta stampata e il web, promettevano l’iscrizione all’Elenco dei pubblicisti - in contrasto con leggi vigenti - partecipando a costosi stage di poche settimane. Il ricorso era stato presentato dall’Ordine regionale dell’Umbria (territorio maggiormente interessato dagli spot), per tutelare lo stesso organismo e i tanti aspiranti giornalisti attirati dall’accattivante pubblicità. Sostanzialmente, il Garante, dopo aver acquisito anche il parere dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ha scritto: “I messaggi in esame, per l’assertività incondizionata e l’enfasi posta nell’espressione utilizzata, appaiono in grado di indurre in errore i destinatari, in ordine alla circostanza che gli articoli pubblicati faranno fede per l’iscrizione all’Albo professionale dei giornalisti elenco pubblicisti”. 9
LA RELAZIONE ANNUALE DELL’AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI
“Il diritto costituzionale di libera manifestazione del pensiero non può prescindere dalla possibilità di disporre dei moderni mezzi di comunicazione di massa” L’emergenza di mantenere l’equilibrio nella competizione fra i diversi mediaIl rispetto del divieto di posizioni dominanti nei singoli mercati - L’accelerazione del processo di liberalizzazione della distribuzione della stampa - Il profondo rinnovamento del prodotto editoriale - Il rispetto della riserva alla stampa della pubblicità istituzionale uesti sono solo alcuni dei temi che il Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Corrado Calabrò, ha affrontato nella sua consueta “Relazione annuale sull’attività svolta e sui programmi di lavoro” dell’Authority da lui presieduta, presentata giovedì 20 luglio scorso, alla presenza delle massime cariche istituzionali del nostro Paese. Per l’USPI è stato invitato a partecipare il nostro Segretario Generale, Avv. Francesco Saverio Vetere. Molti gli argomenti analizzati da Calabrò, nel corso della sua relazione, con respiro internazionale o più propriamente italiani: dal sistema delle comunicazioni nel mondo, in Europa e in Italia, agli interventi dell’Autorità nel mercato della telefonìa (fissa e mobile), internet, la televisione, la pubblicità ed i sondagCorrado Calabrò gi, con una particolare attenzione alla tutela dei minori ed ai rapporti con i consumatori e gli utenti. Per quanto riguarda più specificamente il nostro settore, Calabrò ha affermato: «la necessità della difesa della stampa, che trova una precisa indicazione nella nostra Carta costituzionale, è di tutta attualità». Secondo il Presidente dell’Autorità: «il settore della stampa quotidiana e periodica, che ha sempre fatto registrare in Italia un livello di penetrazione inferiore a quello degli altri Paesi europei, rischia di vedere aggravata la sua posizione. Lo sviluppo impetuoso di nuovi mezzi di comunicazione, per effetto della rivoluzione tecnologica in atto, ha creato nuove difficoltà. La proposta di modifica della “Televisione senza frontiere” - pur apprezzabile sotto l’aspetto dell’innovazione tecnologica - difetta di un’adeguata considerazione dell’esigenza di mantenere quell’equilibrio nella competizione tra i diversi media che, come ci ricordano le risoluzioni del Parlamento europeo, è parte dei principi fondanti dell’Unione.
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Sul piano del diritto interno, è cogente l’impegno dell’Autorità di vigilare affinché sia rispettato il divieto di posizioni dominanti nei singoli mercati che compongono il Sistema integrato delle comunicazioni. Il processo di liberalizzazione della distribuzione della stampa, avviato con il decreto legislativo 270 del 2001, si è fermato a metà, differentemente da quanto sta avvenendo in questi giorni in altri settori. Assistiamo comunque a un profondo rinnovamento del prodotto editoriale sia sotto il profilo della forma - si pensi all’introduzione del colore da parte dei maggiori quotidiani - sia sotto il profilo delle iniziative editoriali (nuove edizioni, nuovi inserti). E’ proseguita la vendita di prodotti collaterali rispetto ai giornali (libri e audiovisivi), che ha assicurato un consistente apporto ai ricavi. Da ricordare, infine, il successo della free press, che è stata utilizzata come strumento per intaccare la platea dei “non lettori” e la cui evoluzione è seguita da vicino dall’Autorità. L’editoria giornalistica deve poter utilizzare appieno le opportunità offerte dalle nuove piattaforme televisive. E’ anche in quest’ottica che l’Autorità ha definito le regole per la cessione della capacità trasmissiva delle reti digitali terrestri a soggetti terzi. Ai nostri giorni - come osserva Stefano Rodotà - il diritto costituzionale (art. 21 Cost.) di libera manifestazione del pensiero con ogni mezzo di diffusione non può prescindere dalla possibilità di disporre dei moderni mezzi di comunicazione di massa. Sul piano della pubblicità editoriale - ha concluso Calabrò - l’Autorità ha intensificato la vigilanza sul rispetto della riserva del 60% delle spese destinate dagli enti pubblici all’acquisto di spazi per comunicazione istituzionale. Sono stati forniti agli enti pubblici, ed in primis alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, chiarimenti interpretativi sugli aspetti salienti della normativa. Il continuo monitoraggio del rispetto degli obblighi di comunicazione e di destinazione delle spese pubblicitarie degli enti pubblici ha portato all’irrogazione di numerose sanzioni amministrative». Nell’ambito della Relazione annuale,
l’Autorità ha affrontato anche i temi dell’editoria, quotidiana e periodica; della pubblicità; dei sondaggi; del Registro degli operatori di comunicazione; della par condicio e il pluralismo dell’informazione. Ecco la prima parte di un’ampia sintesi.
L’EDITORIA I quotidiani L’analisi sullo stato dell’editoria quotidiana è condotta, come di consueto, partendo dai dati di diffusione delle singole testate, elaborati sulla base delle dichiarazioni trasmesse annualmente dalle imprese ai sensi della legge 23 dicembre 1996, n. 650. L’esame del dato complessivo relativo alla diffusione, effettuato su 140 testate quotidiane, evidenzia, con riferimento al 2004, ultimo anno per cui sono disponibili i dati dell’Informativa economica di sistema, un leggero arretramento delle copie vendute rispetto all’anno precedente: il valore complessivo è pari a 2080 milioni di copie. La vendita media giornaliera è di 5,92 milioni di copie; il valore medio delle uscite annue risulta essere pari a 324 numeri. Per quel che concerne i dati rappresentativi della distribuzione del prodotto editoriale a pagamento va messa in evidenza la crescita delle copie vendute attraverso canali diversi dalle edicole, dagli abbonamenti ovvero dagli esercizi commerciali. Nel 2004 i quotidiani venduti attraverso canali di vendita alternativi sono risultati 84 milioni, passando dal 2% al 4% del totale delle copie vendute. Il canale di vendita principale rimane, comunque, l’edicola con una percentuale sulle vendite totali pari all’ 86,26%. Le vendite in abbonamento rappresentano l’8,46% del totale delle copie vendute in Italia. Infine, il totale delle copie vendute rappresenta, in media, il 61% delle copie tirate al netto degli scarti di tipografia. La percentuale sale in rapporto alla crescita delle copie vendute: sull’insieme delle prime 10 testate per diffusione il rapporto medio è pari al 74%. Dal punto di vista del risultato economico, il dato relativo alle imprese editrici di quoNotiziario USPI n° 9/2006
LA RELAZIONE ANNUALE DELL’AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI tidiani va analizzato sia con riferimento ai ricavi da vendita di copie sia con riferimento alla vendita di spazi pubblicitari. Nonostante il leggero arretramento delle copie vendute, i ricavi complessivi per diffusione, comprensivi dei prodotti collaterali, salgono, nel 2004, a 1.740 milioni di euro. L’ulteriore crescita della vendita dei prodotti venduti opzionalmente insieme al quotidiano, conferma il trend positivo registrato negli anni 2004 e 2005. I ricavi derivati dalla vendita di prodotti collaterali, rappresentano nel 2004 il 29,8% del valore complessivo riferito alla vendita del prodotto editoriale. Per le due principali testate quotidiane nazionali a carattere informativo, “Corriere della sera” e “La Repubblica” i ricavi per la vendita dei prodotti collaterali rappresentano ormai una quota pari a quella che deriva dal prezzo di vendita del quotidiano. Dai dati forniti dalle imprese è rilevabile, nell’esercizio 2005, una sensibile contrazione dei ricavi per vendita dei prodotti collaterali di tipo librario determinata, probabilmente, dalla saturazione di talune tipologie di offerta del prodotto collezione mentre cresce il valore del fatturato per vendita di prodotti video abbinati al quotidiano. Nel 2004, invertendo la tendenza degli ultimi anni, salgono anche i ricavi per vendita di spazi pubblicitari con un incremento valutabile intorno al 3%. Il trend positivo prosegue nel 2005 con un ulteriore crescita del 2,7%. Prosegue il buon andamento dei ricavi per vendita di spazi pubblicitari dei free press. Per questa categoria di quotidiani, i dati economici evidenziano un ulteriore incremento della vendita di spazi pubblicitari anche nell’ultimo biennio. I ricavi complessivi derivati dalla diffusione delle principali testate gratuite, “Leggo”, “Metro” e “City” rappresentano il 3,58% per il 2004 ed il 4,40% per il 2005, del fatturato complessivo stimato per vendita di spazi pubblicitari nel settore dei quotidiani. Per quanto attiene le strategie di miglioramento della redditività dei business riferite alla diffusione dei quotidiani, i principali gruppi stanno destinando forti investimenti al rinnovamento dei prodotti. Il biennio 2004-2005 ha visto l’introduzione del full color per le due principali testate quotidiane nazionali a carattere informativo, con l’aumento del numero massimo di pagine, e il conseguente aumento della foliazione a colori anche per l’utenza pubblicitaria. Notiziario USPI n° 9/2006
Gli investimenti sono destinati, inoltre, al miglioramento dei periodici a supporto dei quotidiani nonché all’ulteriore sviluppo della vendita dei “collaterali” grazie a intese infragruppo, ad accordi con società editrici di prodotti collezionabili ed ad iniziative congiunte tra media dei diversi settori: libri e quotidiani, quotidiani periodici e broadcast. Il rafforzamento dell’efficacia di vendita della pubblicità, ha come obiettivo anche la crescita dei tassi di raccolta degli spazi su base locale. Sotto quest’ultimo profilo emerge chiaramente la strategia dei principali gruppi editoriali italiani di prevedere edizioni nazionali o super-regionali con edizioni locali radicate in territori ristretti, andando oltre la classica pagina locale, nel tentativo di caratterizzare sempre più il quotidiano come un mezzo forte e competitivo in grado di assicurare una buona penetrazione nel tessuto socioeconomico del territorio in cui è diffuso. I percorsi attivati in tale direzione sono diversi. Molto interessante è quello intrapreso, di recente, dalla Poligrafici editoriale, che consiste nel gestire importanti quotidiani fortemente radicati in alcune Regioni come “Il Giorno” di Milano, “Il Resto del Carlino” di Bologna e la “La Nazione” di Firenze, abbinando una redazione nazionale con un marchio denominato “Quotidiano Nazionale”. Da tempo il Gruppo Editoriale l’Espresso pubblica all’interno de “La Repubblica” un supplemento quotidiano, in un unico corpo, avendo come riferimento territoriale i capoluoghi di provincia e gestisce, attraverso Finegil una serie di quotidiani locali con nome proprio, alcuni con tirature limitate, in un elevato numero di zone, con un’unica redazione nazionale e tante redazioni locali. Più recentemente “Il Corriere della Sera” ha costituito giornali con redazioni e temi regionali (quali, ad esempio, il “Corriere del Mezzogiorno” e il “Corriere del Veneto”). Assistiamo, infine, alla stipula di accordi per realizzare i cosiddetti “giornali-panino”: un giornale locale fortemente radicato in un territorio si vende in abbinamento obbligatorio con un giornale nazionale non particolarmente diffuso in zona perché, pur
essendo nazionale, è distribuito per la quasi totalità nella regione di pubblicazione. È la strada percorsa da “La Stampa”, da “Il Giornale” e da “Il Messaggero”. Come si è già avuto occasione di ricordare nelle precedenti relazioni, le società editrici dei due più importanti quotidiani gratuiti in Italia, “Leggo” e “City”, fanno capo l’una al gruppo Caltagirone, editore anche delle testate quotidiane “Il Messaggero” e “Il Mattino”, l’altra al gruppo RCS, editore delle testate quotidiane “Il Corriere della Sera” e “La Gazzetta dello Sport”. La diffusione delle testate gratuite risulta essere strategica, per questi gruppi, per intercettare aree di utenza non coperte dalla diffusione dei quotidiani tradizionali.
La free press sta dando vita a nuovi lettori di giornali quotidiani, in quanto, un’altissima percentuale di questi non leggono altri quotidiani: non sono, cioè, lettori sottratti ai quotidiani a pagamento. Secondo molti osservatori i quotidiani gratuiti introdurrebbero una forma di fruizione diversa e distinta dalla lettura di un quotidiano tradizionale, simile strutturalmente alla navigazione in rete, attraverso un formato editoriale in cui la maggiore essenzialità delle notizie, avvicina queste testate alle agenzie di stampa ed al giornalismo on line. I fruitori di questo prodotto sarebbero per lo più giovani. Il formato editoriale appare fortemente orientato a tale categoria di consumatori. Si può affermare che, data la notevole diffusione dei quotidiani gratuiti nei centri urbani, la crescita degli investimenti indirizzati a tale tipologia di prodotto editoriale è destinata a continuare nel tempo. L’ampia diffusione dei quotidiani gratuiti è anche da ascriversi alle modalità di distribuzione adottate che (a volte simili al volantinaggio) permettono di raggiungere diverse fasce di utenza in modo semplice e immediato. Per quanto attiene, infine, al rapporto tra editoria quotidiana ed 12 11
LA RELAZIONE ANNUALE DELL’AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI Internet è facile osservare come 11 i principali gruppi editoriali abbiamo ormai tutti allargato il proprio interesse al settore della multimedialità, puntando sempre più all’integrazione tra il modello dell’informazione tradizionale e quello delle nuove vie di comunicazione offerte dai nuovi media digitali. I siti dei quotidiani rappresentano la versione on line delle edizioni cartacee e si avvalgono di tutti i plus che Internet offre rispetto all’editoria tradizionale quali l’aggiornamento in tempo reale, l’archivio giornalistico di articoli e notizie, i link di approfondimento dei vari argomenti trattati. Anche nelle pubblicazioni on line particolare attenzione viene riservata alle notizie locali, molto apprezzate dai navigatori. Sotto il profilo economico i ricavi per vendita di spazi pubblicitari delle testate quotidiane on line risultano, tuttavia, ancora poco apprezzabili in valore assoluto anche se l’incremento percentuale tra il 2004 e il 2005 appare consistente.
L’EDITORIA I periodici L’analisi dei dati, condotta nel settore dei settimanali, evidenzia nel 2004, con riferimento alle prime testate per diffusione, un arretramento medio nelle copie vendute rispetto all’anno precedente di circa il 2%. Per quanto riguarda le testate con periodicità mensile, il campione estrapolato dalla Informativa economica di sistema trasmessa annualmente dagli operatori, evidenzia, nel 2004, una sostanziale tenuta delle vendite rispetto al 2003. Nel 2005, l’analisi dei ricavi da vendita di copie al netto dei prodotti collaterali, indica un decremento, rispetto all’esercizio precedente, pari all’1,5%. Come per i quotidiani l’apporto fornito dalla vendita dei prodotti collaterali risulta essere rilevante. Il valore complessivo è infatti pari a circa il 29,75% dei ricavi da diffusione. A differenza dei quotidiani, raffrontando i due ultimi esercizi finanziari, il dato concernente i ricavi per prodotti opzionali appare sensibilmente in crescita (+8,79%). Questo si spiega con la maggiore integrazione del prodotto editoriale collaterale nella rivista periodica, soprattutto se spe-
cializzata. Anche nei periodici la quota maggiore di ricavi per vendita di prodotti collaterali è quella che deriva dal settore librario (50,51% nel 2005). Da segnalare, nel 2005, il buon incremento, rispetto al 2004, del prodotto video digitale (+20%) . I ricavi da vendita di spazi pubblicitari, crescono mediamente, nel 2005, di circa l’1%. La percentuale di crescita, inferiore alle attese, è determinata dal risultato non brillante di alcune tra le più importanti società editrici di periodici come Arnoldo Mondatori Editore, RCS Periodici, Hachette Rusconi che, nel 2005, vedono diminuire i ricavi conseguiti per la vendita di spazi pubblicitari sulle testate da loro edite.
LA PUBBLICITÀ Il contesto internazionale ed europeo Nel 2005 gli investimenti pubblicitari mondiali, con una crescita del 4,9%, hanno superato i 300 miliardi di euro. L’andamento è stato, dunque, positivo, anche se nel 2004 si era registrata una crescita superiore, pari al 7,4%. Con riferimento alle singole aree geografiche, Nord America ed Europa, i mercati largamente più rilevanti, che assieme raccolgono circa il 70% degli investimenti mondiali, mostrano tassi di crescita rispettivamente pari al 3% e al 3,7%, di poco inferiori alla media, che beneficia del maggior dinamismo delle aree (America Latina +16%, Africa e Medio Oriente +17%) caratterizzate da situazioni assai meno sviluppate in termini di mercato pubblicitario. In valore, il Nord America registra comunque il maggior incremento con una crescita di 4 miliardi di euro. La ripartizione degli investimenti per area geografica evidenzia una certa stabilità nel periodo oggetto di analisi, nel 2005 il Nord America che conferma la leadership negli investimenti con una quota del 42,9%. In leggera flessione il peso degli investimenti in Europa mentre risulta stabile la quota destinata all’area asiatica. Viceversa, aumenta leggermente la quota delle aree meno sviluppate (America Latina, Africa e Medio oriente) che nel 2005 totalizzano quasi il 10% degli investimenti complessivi.
Il dettaglio degli investimenti sui singoli mezzi riferito al Continente europeo evidenzia, che la stampa – nel suo complesso rimane il mezzo principale nella raccolta di investimenti, toccando nel 2005 il valore di 43 miliardi di euro. Tuttavia, se si considera separatamente la raccolta sui quotidiani da quella sui periodici, si nota che, a partire dal 2003, la televisione ha superato la stampa quotidiana per volume di investimenti. Il tasso di crescita complessivo degli investimenti è stato del 3,7% nel 2005, con una flessione rispetto al risultato del 2004 (6,4%). Tra i mezzi classici il più dinamico è stato quello radiofonico con una crescita del 5,2%, mentre Internet cresce con tassi largamente superiori agli altri mezzi attestandosi, nel periodo oggetto di analisi, su una crescita media del 38,6%. L’analisi della composizione percentuale delle quote di investimenti mostra una certa stabilità nelle preferenze degli investitori; in particolare, si registra una tenuta della televisione, una leggera flessione della stampa e un incremento di Internet che accresce sensibilmente la propria quota di mercato pur rimanendo, come peso complessivo, marginale rispetto ai mezzi classici. Rispetto ai valori del 2003 e del 2004 la pubblicità esterna, la radio e il cinema non mutano la propria posizione nel periodo oggetto di analisi.
LA PUBBLICITÀ Gli investimenti nel mercato italiano Gli investimenti nel mercato italiano (1) hanno raggiunto gli 8,6 miliardi di euro nel 2005, e nel periodo oggetto di analisi rappresentano circa il 10% del valore complessivo degli investimenti pubblicitari in ambito europeo. (1) Le ricerche che si occupano di censire gli investimenti sul mercato italiano possono presentare, anche in relazione a differenti approcci metodologici, differenze in termini di valore degli investimenti non marginali. Tuttavia, per l’analisi del mercato italiano si è ritenuto corretto utilizzare, in prima istanza, la stessa fonte riportata per la valutazione del contesto mondiale ed europeo al fine di poter effettuare dei confronti internazionali su base omogenea. La crescita complessiva degli investimenti sfiora il 3%. La televisione spicca come il mezzo che catalizza maggiormente le scelte degli investitori con 4,7 milioni di euro nel 2005. La stampa, come in ambito europeo, vede il prevalere dei quotidiani che, tuttavia, nel 2005 crescono del 2,4% contro il 4,4% dei periodici. Il dato sulla pubblicità
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LA RELAZIONE ANNUALE DELL’AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI esterna appare stabile nel periodo. La radio, dopo aver registrato importanti tassi di crescita nel biennio 2003 - 2004, manifesta delle difficoltà nel 2005, anno in cui gli investimenti rimangono in sostanza stabili. Stabile anche la pubblicità attraverso i canali cinematografici. Internet, sia pure partendo da valori bassi, presenta dei tassi di crescita esponenziali (+4% nel 2003, +7% nel 2004, +17% nel 2005). Se si analizza il differenziale fra i tassi di crescita italiani e quelli europei si osserva che, nel 2005, mediamente gli investimenti in Italia sono cresciuti con tassi inferiori rispetto a quelli dell’area europea. Tale tendenza si è realizzata anche per investimenti che nel mercato italiano hanno registrato una buona performance, come quelli su Internet, i quali, tuttavia, rispetto al contesto europeo scontano una crescita strutturalmente più lenta (-34% nel 2003, -30% nel 2004, -22,% nel 2005). Viceversa, stampa e televisione presentano un andamento medio in linea con gli altri Paesi europei. Gli investimenti sulla radio e sul cinema, anche considerando la flessione
avuta nel 2005, crescono mediamente con tassi superiori rispetto al contesto europeo. La ripartizione degli investimenti (2) indica che la televisione raccoglie più del 50% degli investimenti complessivi, diversamente dal contesto europeo dove tale valore si attesta al 33%, con un differenziale di ben 20 punti percentuali rispetto alla stampa che costituisce il secondo canale di investimento. (2) Poiché si osservano alcuni scostamenti nelle quote di mercato dei differenti mezzi in funzione della ricerca utilizzata, per elaborare tale dato è stato calcolato un valore medio derivante dalle ricerche Zenith Optimedia e UPA.
1,4% è largamente al di sotto della media europea laddove gli investimenti pubblicitari sulla rete coprono il 3,4% del valore complessivo. Se si valutano gli investimenti per categoria merceologica si nota in primo luogo una certa stabilità nel portafoglio clienti dei differenti mezzi di comunicazione. I prodotti alimentari costituiscono la maggior fonte di reddito, contribuendo quasi per il per il 15% al totale degli investimenti, seguono le automobili con il 12% e i servizi di telecomunicazione con una quota del 8%. Analizzando la composizione del portafoglio dei singoli mezzi, si nota che gli alimentari investono gran parte delle loro risorse sul mezzo televisivo (87%) e pesano circa il 22% sul totale degli investimenti raccolti da questo mezzo. Altri investitori, come quelli del settore dell’abbigliamento sono, invece, mag-
giormente orientati verso i periodici e la pubblicità esterna. La ripartizione degli investimenti rilevata nel 2005 mostra che le prime dieci categorie merceologiche sono rimaste invariate rispetto al 2004. Il peso relativo delle singole categorie è anch’esso sostanzialmente invariato; infatti, si registra semplicemente una crescita degli investimenti da parte del settore finanza e assicurazioni che passa dal decimo al settimo posto. Sul piano qualitativo le analisi Nielsen relative al 2005, evidenziano che gli investimenti su Internet, anche se registrano elevati tassi di crescita, rimangono marginali nelle scelte della gran parte degli investitori. Un’indicazione diversa arriva dagli operatori della comunicazione e della finanza, ossia da quei soggetti che offrono prodotti ad alto contenuto tecnologico e comunque orientati ad un target di giovani, i quali hanno cominciato, nel corso del 2005, ad aumentare la quota di risorse pubblicitarie destinata al settore Internet. (fine prima parte)
Specularmente la stampa, che in Europa raccoglie circa il 50% delle risorse destinate alla pubblicità, in Italia si attesta su valori di poco superiori al 30%. La pubblicità esterna e la radio raccolgono quote di investimenti intorno al 6%, dato in linea con la media europea. Internet con una quota di Notiziario USPI n° 9/2006
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“Se ne parla ogni giorno perchè lavorano per un’Italia competitiva, ma tu sai poco o nulla della loro storia”
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BIBLIOTECA USPI LA CITTA’ DI TUTTI Diario sociale di una grande città di Mario Marazziti Leonardo International, Milano 2006, pagine 152, € 15 Nel suo nuovo libro, Mario Marazziti definisce l’anima della città di Roma come unica, tipica ed irripetibile, caratterizzata per essere un’ “anima aperta”, capace di permettere a ciascun individuo di potervi trovare un tempo ed uno spazio per viverci a misura d’uomo. LA CITTÀ DI TUTTI Detto da Marazziti, dirigente RAI ed editorialista del Corriere della Sera, portavoce della Comunità di Sant’Egidio che ha svolto tante missioni di mediazione all’estero per la pace e per il miglioramento della qualità della vita delle popolazioni più povere, il complimento a Roma e alla sua “anima aperta” suona sincero e motivato. L’anima del giornalista impone infatti a Marazziti di legare i suoi positivi giudizi alla realtà, compito che l’Autore svolge senza riserve evidenziando i recenti incontestabili successi della nostra città di Roma, MARIO MARAZZITI
DIARIO SOCIALE DI UNA GRANDE CITTÀ
L E O N A R D O I N T E R N AT I O N A L
NOTIZIARIO
Uspi
Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Fax: 06.40.66.859 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Giancarlo Cinoglossi Redattore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: SO.GRA.RO. SpA - Via Ignazio Pettinengo, 39 00159 Roma Il n. 9 (settembre 2006) è stato stampato il 3 agosto 2006
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che continua a migliorare la capacità di accoglienza sia di pellegrini, sia uomini di affari e di scienza, grazie alla sempre maggiore offerta alberghiera e alla prospettiva di accrescere gli spazi per le più importanti fiere commerciali, industriali e tecnologiche ed i mezzi di trasporto urbano ed extraurbano. Marazziti ci ricorda che Roma è un bicchiere pieno ben oltre la metà e che il modo più concreto per migliorare la nostra città è valorizzare tutti insieme i suoi punti di forza, senza accanirci ad evidenziare le carenze che si cerca pian piano di colmare. Avv. Nicola A. Paglietti Presidente di Meritolandia Consigliere Nazionale USPI ***** Il libro “La città di tutti. Diario sociale di una grande città” è stato presentato il 14 giugno scorso, a Roma, nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, alla presenza dell’On. Francesco Rutelli, Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro per i Beni Culturali, del Sindaco di Roma Walter Veltroni, del sociologo Giuseppe De Rita, Presidente del Censis, e dello storico Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio. Nel presentare il suo libro, l’Autore, Mario Marazziti, si è così espresso: “La città è casa, luogo della memoria, terra, motherland. E siamo tutti animali metropolitani. Roma è una città, ma anche la città. Ogni città ha un’anima, che è un mosaico di storie e di vita quotidiana. Quella di Roma è tutta sua, ma riesce a contenere gli altri e, alla fine, tutti possono ritrovare un po’ se stessi”. CODICE DELL’INFORMAZIONE E DELLA COMUNICAZIONE di Franco Abruzzo Centro di Documentazione Giornalistica, Roma 2006, pagine 1200, € 95,00 E’ uscita la quinta edizione de Il codice dell’informazione e della comunicazione ad opera di Franco Abruzzo, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia: un ferro del mestiere non solo per i giornalisti ma anche per gli editori. Rinnovata nel nome, nel formato e nella veste grafica, l’opera è diventata una collana in tre volumi: il primo raccoglie le fonti del diritto italiano, comunitario e internazionale; il secondo è dedicato alla storia del giornalismo, da Gutenberg ad
oggi; il terzo è un vero e proprio “sistema” di domande e risposte, ampie e ragionate, per aiutare i giovani giornalisti a padroneggiare le tematiche della professione. La collana, completamente aggiornata, soddisfa curiosità ed interessi di quanti abitano il panorama mediatico e il mondo della comunicazione: giornalisti, free lance, addetti stampa, responsabili pubbliche relazioni e rapporti con il pubblico. Ormai da oltre 15 anni l’opera si riconferma come testo di riferimento per l’esame da giornalista professionista. 1° VOLUME. Una raccolta ragionata delle leggi italiane, comunitarie e internazionali che chi fa informazione e comunicazione non può ignorare. Giunto alla quinta edizione, il volume è completamente aggiornato, pensato anche per i giornalisti praticanti e gli studi legali che si occupano di informazione e comunicazione. Le oltre 1200 pagine del Codice raccolgono statuti, trattati e convenzioni internazionali; le fonti di diritto pubblico italiano; le leggi su editoria, sistema radiotelevisivo e antitrust; i riferimenti normativi sulla professione, contratto di lavoro, Inpgi, Casagit e molto altro ancora. E’ un’opera davvero onnicomprensiva, uno strumento completo e dettagliato per tutti gli addetti ai lavori e chiunque voglia entrare a far parte del mondo dell’informazione e della comunicazione. 2° VOLUME. L’evoluzione tecnologica ha permesso la nascita, lo sviluppo e la diffusione del giornalismo, in un continuum dalla tipografia a caratteri mobili del tedesco Johannes Gutenberg fino al boom di Internet e il digitale terrestre. Dai mezzi tecnici a disposizione alle svolte epocali e ai grandi protagonisti, Franco Abruzzo ripercorre le tappe significative della storia del giornalismo nazionale e internazionale. E’ un’opera completa per conoscere l’evoluzione del quarto potere dalle origini ad oggi: riferimenti specifici e puntuali per ripercorrere con metodo scientifico aspetti storici di fondamentale importanza e per meglio comprendere il panorama mediatico contemporaneo. 3 VOLUME. Franco Abruzzo spiega 900 argomenti sui diritti del giornalismo, dell'editoria, della televisione e di Internet con lo strumento delle domande e risposte. La peculiare forma utilizzata facilita un rapido e completo apprendimento delle norme di diritto costituzionale, pubblico, europeo ed internazionale; di teoria, linguaggio e pratica del giornalismo italiano. E' un vero e proprio "aide memoires" per la preparazione dell'esame da giornalista professionista e un comodissimo compendio di semplice ed immediata consultazione per tutti coloro che lavorano nell'ambito del giornalismo e della comunicazione. 15
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