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Edizione N. 9 - Settembre

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La nuova IES, Informativa Economica di Sistema, pagina 7 Deposito legale e Convenzioni USPI, pagina 16

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Il Sottosegretario ha convocato il Tavolo per l’editoria

Grandi sfide, piccole (vecchie LEGNINI: PRESENTATO IL e tristi) lobbies DOCUMENTO D’INTESA

I

l documento presentato dal Sottosegretario Legnini, che pubblichiamo a fianco, rappresenta, in primis, un segnale di vita, un movimento concettuale che di per sé si stacca e si differenzia dagli ultimi anni di gestione politica e amministrativa del settore. E’ come se avessimo toccato il fondo, più volte e sbattendoci la testa, dell’immobilismo e della incapacità negli anni passati, e adesso qualcuno intendesse provare a risalire, portando avanti degli onesti tentativi di fare, finalmente, qualcosa. Se questo incipit appare come una dura condanna delle passate “gestioni”, non posso farci nulla: è la mia opinione e lo stato del settore mi sembra che confermi il giudizio (fatta eccezione per il Governo Monti, nel quale il Sottosegretario Peluffo, pur con lodevoli intenti, si trovava nella oggettiva impossibilità di agire). Siamo passati, quindi, dal nulla a qualcosa, ma anche su questo sarà importante riflettere. Il documento si apre con la presa d’atto della profonda crisi del sistema editoriale, causata – secondo gli estensori – da due fattori: una persistente congiuntura economica negativa e la rapida e incessante trasformazione del mercato dei media, indotta dall’innovazione tecnologica.

SULLA RIQUALIFICAZIONE DELLE POLITICHE DI SOSTEGNO AL SISTEMA EDITORIALE Intesa sugli interventi a sostegno dell’editoria

I

l 25 luglio scorso, nell’affollata e calda sala riunioni di “Palazzo Verospi” a Roma, il Sottosegretario con delega all’editoria, On. Giovanni Legnini, ha presentato alle associazioni di categoria degli editori, giornalisti, distributori ed edicolanti un “documento d’intesa”, predisposto dagli uffici dello stesso sottosegretario e dal Dipartimento Informazione ed editoria della Presidenza del Consiglio, che individua le problematiche e gli interventi indispensabili per riavviare le politiche di sostegno al sistema editoriale in un momento di crisi, economica e di immagine, di tutto il settore. Il commento al documento, che di seguito riportiamo integralmente, è affidato al “Neretto” pubblicato a fianco. INTESA SUGLI INTERVENTI A SOSTEGNO DELL’EDITORIA

Il sistema editoriale italiano sta vivendo una crisi profonda e strutturale, a causa di una persistente Fermo restando che non è affatto detto che la tracongiuntura economica negativa e della rapida ed sformazione tecnologica sia una ragione di crisi, io aggiungerei una terza, determinante 4 2 incessante trasformazione del mercato

Convegno sulla comunicazione e le nuove tecnologie “Tutti gli uomini, per natura, tendono al sapere”. Metafisica Aristotele 384/383–322 a.C.

L’USPI AL BIG TENT 2013 DI GOOGLE

Big Tent, Roma 2013. Da sin.: il Segretario Generale USPI, Francesco Saverio Vetere; il moderatore, Riccardo Luna; il direttore de La Stampa, , Mario Calabresi; e il Vicedirettore de Il Corriere della Sera, Daniele Manca.

Vetere: aiutiamo gli editori USPI a capire come sfruttare in positivo le potenzialità del digitale. Il digitale non è il motivo della nostra crisi Il 4 luglio scorso si è svolta la prima Big Tent italiana all’Aranciera di San Sisto delle terme di Caracalla in Roma, un esperimento riusci6

Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 49° - MENSILE - 11 NUMERI - 9 settembre 2013 Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma


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neretto 1

concausa: il venir meno di quasi tutti i contributi pubblici all’editoria. Come si fa a non prendere atto che l’abrogazione di fatto delle agevolazioni postali, il drastico calo dei contributi diretti, l’azzeramento del Fondo per il credito agevolato, solo per citare alcuni esempi, siano state componenti fondamentali dell’inasprimento, oltre ogni misura, della crisi e della decimazione della piccola e media editoria? Nel prosieguo, il documento fa presente che la Francia stanzia svariate centinaia di milioni di euro per la tutela del pluralismo, con contributi tra i quali, ad esempio, le agevolazioni postali e l’IVA agevolata. Tutto ciò in nome di principi iscritti nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, nel rispetto, quindi, dei principi comuni. C’è un problema italiano, quindi.

Francamente non saprei dire, con dovizia di argomentazioni, quale sia stata la ragione che abbia indotto a credere che i contributi potessero essere destinati ad iniziative più gradite ai grandi editori, rispetto alle agevolazioni postali. Certamente qualcuno l’ha pensato, e qui sono mancati i Governi, incapaci di svolgere il ruolo di equilibrio che in passato, con una certa fatica, erano riusciti a svolgere. E’ troppo pesante la grande editoria in Italia. Porta avanti logiche particolarissime e di breve durata, inasprite dalla crisi, come dimostra per esempio la vicenda delle rassegne stampa. Spinge sui governi per piccoli finanziamenti per i prepensionamenti. Non cerca soluzioni strutturali e definitive. Ma un governo, anche debole e provvisorio, deve cercare invece risposte per tutti,

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possibilmente stabili.

in questo numero

Nel documento non si fa menzione delle tariffe postali, anche se il Sottosegretario Legnini si è impegnato ad inserirle nella prossima stesura. Ribadisco, per l’ennesima volta, che quella è l’unica agevolazione uguale per tutti, che con una cifra enormemente inferiore rispetto a prima darebbe una boccata d’os-

Legnini: presentato il documento d’intesa per il sostegno al sistema editoriale (pagine 1, 4, 5) Grandi sfide, piccole (vecchie e tristi) lobbies (pagine 1, 2) L’USPI al Big Tent 2013 di Google (pagine 1, 6) Le quote associative USPI, anno 2014 (pagina 3) Il nuovo Regolamento della IES (pagine 7, 8, 9) Aumentata l’imposta di bollo (pagina 9) Contributi editoria: le nuove FAQ aggiornate (pagine 10, 11)

sigeno al settore. C’è una evidente difficoltà a comprendere gli effetti dell’innovazione tecnologica, le prospettive di mercato e sociali, e i rapporti di forza economici e politici nazionali e internazionali.

Relazione annuale del Garante della privacy (pagina 12)

Ho partecipato recentemente al “Big Tent”, il Convegno di Google sulla comunicazione e le nuove tecnologie, ed ho avuto la netta impressione di un mondo completamente diverso, rispetto al quale le nostre categorie di pensiero sul sistema editoriale non funzionano più.

In ricordo del Card. Ersilio Tonini (pagine 15, 16)

Continueranno ancora a valere, naturalmente, le strutture di pensiero con le quali siamo stati allevati e che riguardano il modo stesso di funzionamento della ragione, ma tutto il resto, in quel mondo, sarà diverso. Dovremo abituarci sempre di più ai due piani: l’editoria tradizionale, che continuerà ad esistere e che dovrà essere aiutata perché non diventi dominio di pochi grandi gruppi;

AGCOM: schema di Regolamento sul diritto d’autore su internet (pagina 13)

Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 16) Convenzione USPI-SDA per i pacchi (pagina 16)

Governo dimostra, di una capacità di visione e di intervento che superi le spinte particolaristiche e conduca l’Italia al recupero della sua dignità, che le deriva, come sempre è stato, dal suo patrimonio culturale. Oppure lasceremo che siano solo la Francia e gli altri Paesi europei a valorizzare i loro giornali…

e la nuova editoria, che dovrà essere aiutata e regolata, perché non diventi, da espressione massima della libertà, un dominio dell’illegalità e della violazione sistematica dei diritti dell’uomo (privacy, onore e reputazione, per esempio). Avremo grandi sfide, quindi, davanti a noi e ci sarà bisogno, oltre alla buona volontà che il

Big Tent, Roma 2013 – La sala del Convegno Notiziario USPI n° 9/2013


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Le quote associative usPi

per l’anno 2014 L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2014 risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche pubbliche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico, per email o fax, per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - convenzioni esclusive per i soci USPI; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura. Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2014 e comprensive della spedizione in abbonamento postale del “Notiziario USPI” (pari a 33 €) sono le seguenti: Per le testate (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge) da da da da da

1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su

€ € € € €

285,00 720,00 1.300,00 2.600,00 3.800,00

€ €

100,00 170,00

“Una tantum” (oltre la quota di iscrizione) per le testate che si associano per la prima volta: - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie Soci corrispondenti - IL SOCIO CORRISPONDENTE è una persona fisica che, “condividendo le finalità dell’USPI, si interessa a vario titolo di editoria e comunicazione”. € 100,00 Soci benemeriti L’USPI accoglie nel suo seno, su deliberazione del Consiglio Nazionale: - Soci benemeriti, e cioè persone od enti che mediante attività o donazioni abbiano contribuito allo sviluppo dell’USPI e, attraverso esse, abbiano favorito il progresso della stampa periodica. Rinnovo della quota per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI € 210,00 - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI € 320,00 ***** Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6, Via Franceschini n. 58 - Roma, CODICE IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI. C.F. dell’USPI: 80188110581

ATTENZIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.


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LEGNINI: PRESENTATO IL DOCUMENTO D’INTESA 1

dei media indotta dall’innovazione tecnologica. Uno scenario che appare connotato da incertezza e complessità, in cui la disintermediazione consentita dai processi di digitalizzazione tende a favorire nuovi modelli di business accanto alle conosciute forme di editoria tradizionale. In questa nuova dimensione del mercato, nascono problemi ma si prospettano anche nuove opportunità di crescita del sistema, legate all’innovazione ed alle diverse forme di fruizione dei contenuti informativi. Tale contesto impone, pertanto, al Governo ed a tutti gli attori del mercato un cambio di prospettiva che, superando una logica meramente conservativa, aiuti il ri1ancio e la modernizzazione del sistema editoriale nel suo complesso, ovvero dei finanziatori e produttori di contenuti, coinvolgendo gli altri soggetti della filiera: distribuzione e vendita. Per non mettere a rischio il valore del pluralismo dell’informazione ed al fine di sostenere i processi di razionalizzazione ed adeguamento tecnologico, che stanno investendo ed ancor più investiranno nell’immediato futuro le imprese editoriali e la catena di distribuzione/vendita, non sono dunque più sufficienti gli ordinali strumenti di sostegno contemplati dalle leggi vigenti. E’ invece necessario prevederne di nuovi per accompagnare la fase di trasformazione delle aziende editoriali, in relazione alla nuova configurazione che sta assumendo il mercato di riferimento ed ai processi di innovazione in atto. Sotto questo profilo emergono ancora opportunità, come testimonia la crescente domanda di informazione, anche fra gli utenti del Web, che tutte le indagini registrano. Questo è un evidente segnale -che il pluralismo dell’informazione è un valore da tutelare, in quanto “bene pubblico”, patrimonio di tutti coloro che sono interessati al buon funzionamento della democrazia, della vita civile e della crescita di una società. Del resto, la promozione del pluralismo nell’informazione è un obiettivo comune sancito dall’art. 11, paragrafo 2, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea ed il mantenimento di adeguati livelli di pluralismo della stampa costituisce uno specifico obiettivo di politica culturale (v. considerando 40 della direttiva 4

2006/123/CE).

In particolare tali interventi saranno volti:

Ciò ha consentito che tutti i principali paesi europei, sotto diverse forme, dedichino attenzione e risorse a promuovere il pluralismo, nella diffusa consapevolezza che esso rappresenta un “bene comune” - distintivo anche della identità europea - la cui cura non può essere ricondotta alla sola competizione di mercato.

a) sostegno ai processi di trasformazione e ristrutturazione aziendale delle imprese editoriali attraverso: incentivi all’innovazione tecnologica e digitale, misure mirate a favorire l’ingresso di giovani professionisti, nonché forme di accompagnamento in uscita delle professionalità in esubero;

E’ opportuno ricordare, al riguardo, che diversi paesi europei sostengono con risorse pubbliche il pluralismo. Basti pensare che, tra i diversi paesi, la Francia ha previsto di impegnare, nel solo 2013, risorse pubbliche per un valore complessivo di 516 milioni di euro (al netto degli effetti dell’IVA agevolata e delle agevolazioni tariffarie postali), cifra di gran lunga superiore a quella che attualmente è stanziata

b) a garantire, per il prossimo triennio, un livello di finanziamento del fondo gestito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per la contribuzione diretta all’Editoria adeguato e stabile, in linea con quello dell’anno 2012; c) ad evitare che il fondo gestito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per la contribuzione diretta all’Editoria sia gravato da oneri finanziari relativi a regolazioni debitorie pregresse; d) a promuovere, anche con agevolazioni economiche e fondi europei, l’offerta di nuovi contenuti per sviluppare appieno le potenzialità economiche che offrono le piattaforme digitali;

Sala Maccari, Palazzo Madama, Roma per i prossimi tre anni nel bilancio statale italiano. Muovendo da queste riflessioni sul grave stato di crisi in cui versa il settore e dall’esigenza di intervenire in tempi rapidi, il Governo ha svolto un’opera di sensibilizzazione in ambito Parlamentare, in occasione dell’audizione dello scorso giugno, ed ha prontamente costituito dei tavoli tecnici “settoriali” che stanno confluendo in un tavolo unico di confronto sui temi dell’ editoria, che va ad affiancarsi alla Commissione per l’equo compenso nel lavoro giornalistico già pienamente operante. La serrata discussione che si è svolta in quelle sedi ha fatto emergere alcune iniziative concrete che potrebbero, nell’immediato, offrire respiro al settore favorendone anche l’adeguamento tecnologico ed organizzativo.

e) a favorire nel settore dell’informazione on line l’offerta di contenuti legali per garantire un’effettiva tutela del diritto d’autore ai pro-duttori di contenuti originali valorizzandone così il ruolo; f) a introdurre condizioni strutturali per agevolare la sottoscrizione di accordi tra le organizzazioni di rappresentanza degli editori ed i grandi aggregatori di notizie ed a favorire l’evoluzione multimediale delle imprese editoriali e lo start-up di specifici progetti di innovazione; g) a facilitare la modernizzazione della rete di distribuzione e dei punti vendita con idonei interventi di carattere amministrativo o normativo; h) a promuovere il confronto con le autonomie locali e regionali, in sede di conferenza Stato-Regioni, al fine di definire criteri di applicazione delle misure introdotte dal decreto-legge 24 gennaio 2012, n. l , convertito con modificazioni dalla legge 24 marzo 2012, n. 27. ********

Alla luce di queste considerazioni condivise da tutti i sottoscrittori della presente Intesa, essi stabiliscono e convengono che le misure più idonee a sostenere e rilanciare il settore dell’ editoria, nel breve periodo (e senza tralasciare ovviamente le ipotesi di riforma generale di sistema), debbano necessariamente essere .incentrate su più assi di intervento e possano essere individuate con la presente Intesa.

A completamento dell’illustrazione delle proposte e degli impegni presentati al Parlamento dal Sottosegretario Legnini, riportiamo, di seguito, il resoconto della seduta, del 23 luglio scorso, della Commissione Affari Costituzionali del Senato, ove il Sottosegretario ha svolto l’ultima Audizione e annunciato la convocazione del Tavolo per l’editoria, con le Notiziario USPI n° 9/2013


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repliche dei Senatori intervenuti nel dibattito: AUDIZIONE DEL SOTTOSEGRETARIO LEGNINI EDITORIA: GOVERNO

LE

DIRETTIVE

DEL

Il Sottosegretario Legnini ha annunciato un intervento del Governo in tempi brevi (entro l’estate) per l’editoria nel corso dell’audizione tenuta il 23 luglio alla Commissione Affari Costituzionali del Senato. Ricordiamo che l’On. Legnini aveva già svolto un’Audizione, di pari tenore, sugli stessi temi, presso la Commissione Cultura della Camera, il 12 giugno scorso, riportata sui numeri precedenti di questo Notiziario, ai quali facciamo riferimento. Riportiamo, di seguito, il resoconto della seduta: “Il sottosegretario LEGNINI si sofferma sullo stato di crisi delle imprese del settore editoriale, caratterizzato da una forte flessione delle vendite di quotidiani e periodici, dal crollo degli introiti pubblicitari e dalla crescita dell’editoria on line, il cui peso relativo sul fatturato complessivo, tuttavia, è ancora modesto; la situazione è aggravata dalla tradizionale, scarsa propensione alla lettura e all’acquisto dei giornali, mentre si registra una crescita della domanda di informazione, che si orienta soprattutto sui prodotti digitali. Per quanto concerne il finanziamento pubblico, ricorda che i grandi quotidiani da anni non sono più destinatari di agevolazioni dirette, mentre quelle postali sono state sospese nel 2010; resta solo l’agevolazione dell’IVA, che tuttavia non si estende ai prodotti editoriali on line. Inoltre, la contribuzione diretta, di cui beneficiano solo soggetti non lucrativi, si è drasticamente ridotta negli ultimi anni, per cui l’Italia è uno dei Paesi che spende meno per il sostegno all’editoria e per la tutela del pluralismo dell’informazione. Analoghe considerazioni riguardano la rete di distribuzione e vendita dei prodotti editoriali: le imprese hanno visto progressivamente ridursi la remuneratività, anche a causa della liberalizzazione dei punti vendita. Ne derivano difficoltà per tutta la filiera della distribuzione, in particolare nei piccoli centri e nelle periferie cittadine. Ricorda anche i processi di ristrutturazione delle agenzie di stampa, che dovrebbero Notiziario USPI n° 9/2013

essere sostenuti con incentivi mirati, e le difficoltà nell’attuazione delle misure introdotte nella scorsa legislatura in materia di equo compenso dei giornalisti.

quota di pubblicità della carta stampata in Italia è più esigua rispetto a quella rilevata in altri Paesi, anche a causa delle caratteristiche del mercato pubblicitario.

Si sofferma quindi sul tema del diritto d’autore: l’evoluzione dei canali per l’accesso all’informazione e la diffusione dei prodotti digitali rende sempre meno adeguate le tutele approntate dalla legge vigente per i prodotti editoriali. In particolare, si pone il tema della tutela del diritto d’autore visto l’accesso sempre più diffuso ai motori di ricerca sul web.

Il senatore CAMPANELLA (M5S) ribadisce la contrarietà del suo Gruppo alle sovvenzioni a favore dei mezzi di informazione, ritenendo preferibile tutelare la loro indipendenza, salva l’attenzione alle ricadute occupazionali e sociali determinate dalla crisi del settore.

Preannuncia l’intento del Governo di intervenire per sostenere l’innovazione e la ristrutturazione delle imprese editoriali, anche attraverso forme di prepensionamento del personale, da accompagnare però con l’ingresso di maestranze più giovani. Inoltre, si dovranno sostenere le nuove imprese innovative, anche con incentivi fiscali per la diffusione dei contenuti digitali. Ulteriori interventi potranno riguardare la rete distributiva e di vendita, mentre da un accordo fra gli editori e i rappresentanti delle aziende che operano nel settore dei “motori di ricerca” potranno scaturire fonti di finanziamento per il comparto, con particolare riguardo alla sua innovazione. Si apre il dibattito. Il senatore GASPARRI (PdL), dopo aver ringraziato il sottosegretario Legnini per l’esposizione completa e approfondita, auspica un’iniziativa parlamentare diretta a orientare l’azione del Governo, anche attraverso una risoluzione da approvare in Commissione, che sottolinei l’opportunità di misure analoghe a quelle introdotte in altri Paesi europei, che hanno promosso accordi tra le imprese editoriali e quelle che operano nel settore dei “motori di ricerca” nel web. Il senatore MIGLIAVACCA (PD) condivide la proposta del senatore Gasparri di un’iniziativa parlamentare tempestiva, in considerazione delle ricadute negative che la crisi del settore editoriale determina, non solo sull’economia e sull’occupazione, ma anche in termini di indebolimento del pluralismo dell’informazione. A tal fine, auspica gli accordi già prefigurati con i principali motori di ricerca, ricalcando esperienze realizzate in altri Paesi, e una riconsiderazione dei meccanismi di distribuzione delle risorse pubbliche che privilegi la riconversione e l’innovazione delle imprese. Il senatore DELLA VEDOVA (SCpI) sottolinea il rilievo che assume il mercato della pubblicità. In particolare, nota che la

Auspica una riorganizzazione della disciplina del settore pubblicitario, con l’introduzione di limiti che assicurino una distribuzione dei proventi e il recupero di quote di mercato da parte dei quotidiani, e la conclusione di accordi tra editori e motori di ricerca, per assicurare una più equa distribuzione dei proventi. Il senatore Giovanni MAURO (GAL) auspica un’estensione dell’aliquota agevolata dell’IVA alle imprese editoriali on line e interventi che favoriscano l’iscrizione all’ordine dei giornalisti, nonché la depenalizzazione del reato di diffamazione a mezzo stampa, in considerazione della diffusione dell’editoria digitale. A suo avviso, il reperimento di fonti di finanziamento dell’editoria è di difficile realizzazione e forse anche sbagliato; al

Sala Pannini, Palazzo Madama, Roma contrario, il Governo dovrebbe favorire la trasformazione del settore secondo le nuove tecnologie. Il sottosegretario LEGNINI, intervenendo per la replica, sottolinea l’opportunità di forme di tutela per i giornalisti e i poligrafici delle aziende in crisi. Ciò non impedisce al Governo di sostenere una trasformazione innovativa del settore, anche con l’estensione dell’agevolazione IVA, compatibilmente con il reperimento di adeguate fonti di finanziamento. Condivide l’opportunità di un’iniziativa parlamentare che, unitamente all’intesa che potrà realizzarsi tra tutte le parti coinvolte, rafforzi l’orientamento del Governo e favorisca l’introduzione delle misure di sostegno necessarie, con uno o più interventi normativi”. 5


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L’USPI AL BIG TENT 2013 DI GOOGLE 1

to, in cui Google ha invitato moltissimi portatori di interesse e osservatori per discutere del business e dell’economia della Rete. I relatori (tra i quali Vint Cerf, Chief Internet Evangelist di Google e uno dei “padri di Internet”) hanno parlato di mobilità, di contenuti, di adattamento ai cambiamenti. Internet in Italia vale il 2% del PIL: cosa farne? Come farlo crescere? Per la prima volta nella storia, Internet e le piattaforme digitali permettono a tutti, ovunque, di entrare in contatto con miliardi di persone in tutto il mondo. Questo cambiamento storico ha avuto e sta tuttora avendo un grande impatto sull’industria culturale e dei contenuti: oggi, sono disponibili più musica, film, video e libri che mai.

”L’USPI sta aiutando gli editoria associati a capire come sfruttare in positivo le potenzialità del digitale. Il digitale non è il motivo della nostra crisi. Quindi ci poniamo in maniera non conflittuale nei confronti della società di Mountain View. Da parte sua abbiamo riscontrato una grande disponibilità a collaborare con i piccoli e medi editori”. “Le esigenze di piccoli e medi editori – ha proseguito Vetere - sono diverse rispetto ai grandi gruppi. Noi abbiamo un bisogno di visibilità maggiore. Ne va della sopravvivenza delle stesse imprese. L’USPI si chiede semplicemente se il miglioramento dei rapporti con Google rappresenti una via di sviluppo per la piccola e media editoria. Perché alzare un muro e non confrontarsi con Google, cercando di fornire una risposta a questo interrogativo?”. “Stiamo studiando dei modelli – ha concluso Vetere – magari al prossimo incontro di Google sapremo tracciarne uno”.

Anche se siamo ancora in un momento di transizione - tipi di ricavi, formati e modelli di business sono in continuo cambiamento la tendenza è quella di una sempre maggiore produzione e consumo di media digitali. La cultura, la creatività, l’intrattenimento e le loro industrie rappresentano un grande potenziale per l’Italia. Le piattaforme digitali possono aiutare queste industrie a diventare dei motori di crescita e di innovazione per il Paese? Quali sono le sfide aperte che ancora devono essere affrontate? Quali sono le lezioni di chi ha già cominciato ad affrontare la transizione al digitale? Più di 20 protagonisti si sono succeduti sul coloratissimo palco del Big Tent: rappresentanti delle istituzioni, del mondo culturale, dell’industria creativa e digitale, artisti, moderati dal giornalista e direttore Riccardo Luna, seguiti da una platea di oltre 300 persone. Nella sessione dedicate a:“What’s News? Dalla carta stampata alle newsroom online, dal “Si stampi!” al blogroll 24/7: l’informazione e le piattaforme digitali, tra rischi e opportunità”, il Segretario Generale USPI, Francesco Saverio Vetere, il Direttore de La Stampa, Mario Calabresi, il Vicedirettore de Il Corriere della Sera, Daniele Manca, e Jeff Jarvis, Scrittore e blogger, sono confrontati sugli effetti della “disruption” portata da Internet all’informazione. Vetere ha portato il punto di vista della piccola e media editoria: 6

fondare sul coraggio, l’innovazione e il rischio, mettendo al centro del business il giornalismo come servizio, dando ai lettori, che per la prima volta possono essere raggiunti (facilmente) in maniera individuale, contenuti di alto valore. Nella “tenda” di Google però ci sono anche un po’ di politici, e allora il tema di come regolamentare l’attività dei colossi di internet anche nel nostro Paese non poteva non emergere. C’è la questione del diritto d’autore, che emerge già al mattino nelle dichiarazioni del ministro della cultura Massimo Bray: ”Dalla parte di Google, a buon diritto, parlano di «democratizzazione della cultura». Sì, ma chi paga? Servono anche dei «limiti» alla possibilità di usufruire dei contenuti”, ha spiegato Bray. Qualche ora dopo si aggiunge la voce del sottosegretario all’editoria Giovanni Legnini: “Gli esempi della Francia e della Germania è meglio lasciarli da parte” – ha consigliato il Sottosegretario – “la strada dello scontro tra governo, che prova a imporre tasse sui contenuti, e Google che prova a svincolarsi, non è la più adatta. Meglio cercare una soluzione condivisa tra governo, motori di ricerca ed editori”. Uno dei momenti memorabili della prima Big Tent è stato l’incontro tra il Chief Evangelist (evangelista capo) di Google Vint Cerf e il direttore di Civiltà Cattolica, padre Antonio Spadaro.

Big Tent, Roma 2013 – panoramica della sala Poco prima il direttore Mario Calabresi, aveva raccontato la rivoluzione web alla Stampa: “Abbiamo dovuto abbattere le barriere tecnologiche e anche quelle fisiche. Per molto tempo la routine in redazione scorreva sulle vite parallele di ‘quelli della carta’ e ‘quelli del web’. Con il nuovo sistema editoriale e la nuova redazione circolare finalmente questo muro è crollato”, ha spiegato il direttore. Daniele Manca ha sottolineato: «Vorrei precisare che io non sono il vicedirettore del web», ed ha fatto un passo ulteriore nella discussione: «Oggi stiamo pagando gli errori del passato, dovremmo mettere giornalisti, producer, grafici tutti allo stesso tavolo. Giornalismo e software» ha concluso Manca. A chiudere il panel è stato Jeff Jarvis, che ha dedicato il suo keynote a spiegare perché la chiave per il futuro dell’editoria si deve

Cerf ha scherzato con don Spadaro sulla sua carica a Google: Chief Evangelist: “A proposito di internet/religione, da buon evangelista voglio convertire tutti”. Sorprendente (per chi non lo conosceva) padre Antonio Spadaro. Un pensiero apertissimo verso il digitale e una altissima coscienza critica. “Dio aveva previsto l’incontro tra il web e la Chiesa” – ha sottolineato Spadaro – “La chiesa e internet erano destinati ad incontrassi da sempre, nel progetto di Dio. La creatività sta nei libri sacri dell’ebraismo e del cattolicesimo, e gli hacker hanno radici nella nostra storia”. “Distinguiamo gli hacker dai cracker” - ha concluso – “Anche la cultura degli hacker si può ricondurre alla teologia”. “Big Tent” è stata una giornata importante di confronto fra tutti gli operatori dell’informazione, che potremmo sintetizzare con l’ultima battuta di Jarvis, con i Google Glass portati in anteprima: «A furia di fare errori avremo successo». Notiziario USPI n° 9/2013


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Delibera AGCOM n. 397/13/CONS del 25 giugno 2013

IL NUOVO REGOLAMENTO DELLA “IES (INFORMATIVA ECONOMICA DI SISTEMA)” L’invio del modello, relativo ai dati del bilancio 2012, può essere effettuato, per quest’anno, tra il 15 luglio e il 15 ottobre 2013 – Confermata l’esenzione dall’obbligo per quegli editori aventi, nell’anno di riferimento, ricavi totali, pertinenti l’attività di editoria periodica, pari a zero Euro – Invio tramite PEC L’Agcom, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ha rinnovato, con la delibera n. 397/13/CONS, l’Informativa Economica di Sistema mantenendo nell’Articolo 2 comma 2 della stessa Delibera, l’esenzione dall’obbligo dell’invio della IES per quegli editori aventi, nell’anno di riferimento, ricavi totali pertinenti l’attività di editoria periodica pari a zero euro. Restano, per tutti gli obbligati all’invio della IES, il modello della: - serie RIDOTTA, per ricavi totali nei settori relativi alla IES fino a 1 milione di Euro, e della - serie BASE, per ricavi totali nei settori relativi alla IES superiori a 1 milione di Euro. Il Modello da utilizzare può essere scaricato dalla pagina dedicata presente nel sito dell’Agcom; debitamente compilato deve essere poi inviato da un indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC) all’indirizzo: ies@cert.agcom.it. L’invio del modello della IES, relativa ai dati del bilancio 2012, può essere effettuato, per quest’anno, tra il 15 luglio e il 15 ottobre 2013. Come già avvenuto negli scorsi anni, l’USPI mette a disposizione degli editori associati che ne faranno richiesta la propria casella di Posta Elettronica Certificata per l’invio della IES all’Autorità. Per ulteriori chiarimenti è possibile contattare il “Contact Center” dell’Autorità al Numero Verde 800.18.50.60 (081.750.750 da rete mobile) dal lunedì al venerdì, dalle ore 10.00 alle ore 14.00. Il servizio è raggiungibile anche a mezzo email all’indirizzo info@agcom.it, per chiarimenti tecnici (relativi al modello informatico): info_ies@agcom.it. Riportiamo a seguire, per opportuna conoscenza, il promemoria diffuso dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni relativo all’Informativa Economica di Sistema da effettuarsi in questo anno 2013: Notiziario USPI n° 9/2013

PROMEMORIA “Solamente per questo anno il termine iniziale per l’invio della comunicazione all’Informativa Economica di Sistema (IES) è stato posticipato al 15 luglio, con conseguente differimento del termine finale al 15 ottobre 2013. L’Autorità, infatti, in virtù delle recenti innovazioni legislative, con la delibera n. 397/13/CONS, ha rinnovato il regolamento dell’Informativa Economica di Sistema (di seguito anche IES). I soggetti obbligati sono gli operatori di rete, i fornitori di servizi di media audiovisivi o radiofonici, i fornitori di servizi interattivi associati e/o di servizi di accesso condizionato, i soggetti esercenti l’attività di radiodiffusione, le imprese concessionarie di pubblicità (ivi compresi i soggetti che esercitano attività di pubblicità on line e pubblicità cinematografica), le agenzie di stampa a carattere nazionale (ivi compresi i soggetti i cui notiziari siano distribuiti in abbonamento, a titolo oneroso, qualunque sia il mezzo di trasmissione utilizzato, ad almeno un editore a carattere nazionale che realizzi un prodotto ai sensi della legge n. 62 del 2001), gli editori, anche in formato elettronico, di giornali quotidiani, periodici o riviste, altre pubblicazioni periodiche ed annuaristiche e altri prodotti editoriali. Quindi, da quest’anno, tutti i soggetti che, direttamente o indirettamente, raccolgono pubblicità on line sono tenuti alla comunicazione annuale alla IES. Restano esentati dall’obbligo dell’invio della Informativa Economica di Sistema i soggetti che, pur obbligati nell’ambito della suddetta normativa, abbiano, nell’anno di riferimento, ricavi totali, incluse le provvidenze pubbliche e le convenzioni con soggetti pubblici, riferibili alle attività rilevate dall’Informativa Economica di Sistema, pari a zero euro. Ciascuna comunicazione deve essere effettuata in conformità al modello disponibile sul sito web dell’Autorità ( www.agcom.it, nella sezione “Informativa Economica di Sistema”), e trasmessa all’indirizzo: ies@cert.agcom.it.

Il MODELLO consiste sempre in un file in formato pdf dinamico, compilabile elettronicamente secondo le istruzioni della guida e quelle specifiche per settore di attività (radiotelevisivo, editoriale, internet e concessionarie di pubblicità). Si ricorda che saranno ritenuti validi esclusivamente i modelli trasmessi in formato dinamico originario (non saranno accettate, ad esempio, le copie scannerizzate del modello), in quanto il sistema di acquisizione automatica del modello dalla casella di posta elettronica certificata non risulta in grado di interpretare altri formati e/o altri allegati. Si prega, quindi, di riportare nelle note gli eventuali chiarimenti e specificazioni ritenute necessarie senza allegare altri files, che non potranno, in ogni caso essere acquisiti, raccomandando, altresì, l’invio di un solo modello per ciascuna email”. Riportiamo Delibera:

il

testo

completo

della

DELIBERA AGCOM N. 397/13/CONS INFORMATIVA SISTEMA

ECONOMICA

DI

L’AUTORITÀ Nella sua riunione di Consiglio del 25 giugno 2013; DELIBERA

ARTICOLO 1 Ambito di applicazione 1. La presente delibera si applica alle attività di rilevazione delle informazioni riguardanti i soggetti che operano nei settori di competenza dell’Autorità, nel quadro della Informativa economica di Sistema (IES). ARTICOLO 2 Obbligo della Informativa Economica di Sistema 1. Sono obbligati all’invio della IES: a) Gli operatori di rete: i soggetti titolari del diritto di installazione, esercizio e fornitura di una rete di comunicazione 8 7


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IL NUOVO REGOLAMENTO DELLA “IES (INFORMATIVA ECONOMICA DI SISTEMA)” 7

elettronica su frequenze terrestri in tecnica digitale, via cavo o via satellite, e di impianti di messa in onda, multiplazione, distribuzione e diffusione delle risorse frequenziali che consentono la trasmissione dei programmi agli utenti; b) I fornitori di servizi di media audiovisivi o radiofonici: 1) i fornitori di servizi di media audiovisivi o radiofonici lineari: i soggetti che hanno la responsabilità editoriale nella predisposizione di programmi televisivi o radiofonici destinati alla diffusione anche ad accesso condizionato su frequenze terrestri in tecnica digitale, nonché alla diffusione via cavo, via satellite o su altri mezzi di comunicazione elettronica e che sono legittimati a svolgere le attività commerciali ed editoriali connesse alla diffusione delle immagini o dei suoni e dei relativi dati; 2) i fornitori di servizi di media audiovisivi o radiofonici non lineari ovvero a richiesta: i soggetti che hanno la responsabilità editoriale nella predisposizione di un catalogo di programmi destinati alla diffusione anche ad accesso condizionato su frequenze terrestri in tecnica digitale, nonché alla diffusione via cavo, via satellite o su altri mezzi di comunicazione elettronica che possono essere fruiti al momento scelto dall’utente e che sono legittimati a svolgere le attività commerciali ed editoriali connesse alla diffusione delle immagini odei suoni e dei relativi dati; c) I fornitori di servizi interattivi associati o di servizi di accesso condizionato: i soggetti che forniscono, al pubblico o a terzi operatori, servizi di accesso condizionato, compresa la pay per view, mediante distribuzione di chiavi numeriche per l’abilitazione alla visione dei programmi, alla fatturazione dei servizi ed eventualmente alla fornitura di apparati, ovvero che forniscono servizi della c.d. “società dell’ informazione” ai sensi dell’articolo 2 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, ovvero forniscono una guida elettronica ai programmi; d) I soggetti esercenti l’attività di radiodiffusione: la società concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo e i soggetti titolari di concessione, autorizzazione, o di altro provvedimento abilitativo, rilasciato dal Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento per le Comunicazioni, per l’esercizio della radiodiffusione sonora o televisiva, via etere terrestre, con qualsiasi tecnica e modalità, ad accesso libero o condizionato, e per l’installazione e l’esercizio di impianti ripetitori via etere di programmi sonori e televisivi esteri e nazionali, nonché i soggetti a cui la legge impone gli stessi obblighi dei concessionari; 8

e) Le imprese concessionarie di pubblicità: i soggetti che esercitano, direttamente o per conto di terzi, attività di negoziazione e conclusione di contratti di vendita di spazi pubblicitari da trasmettere mediante impianti radiofonici o televisivi o da diffondere su giornali quotidiani, periodici, sul web e altre piattaforme digitali fisse o mobili, sugli annuari, al cinema e attraverso agenzie di stampa; f) Le agenzie di stampa a carattere nazionale: 1) le agenzie di stampa a carattere nazionale ex art. 27 della legge 416/81, i cui notiziari siano distribuiti in abbonamento a titolo oneroso, qualunque sia il mezzo di trasmissione utilizzato, ad almeno quindici testate quotidiane in cinque regioni, che abbiano alle loro dipendenze a norma del contratto nazionale di lavoro più di dieci giornalisti professionisti con rapporto a tempo pieno, indeterminato ed esclusivo, ed effettuino un minimo di dodici ore di trasmissione al giorno per almeno cinque giorni alla settimana; 2) le altre agenzie di stampa a rilevanza nazionale, i cui notiziari siano distribuiti in abbonamento, a titolo oneroso, qualunque sia il mezzo di trasmissione utilizzato, ad almeno un editore a carattere nazionale che realizzi un prodotto ai sensi della legge n. 62 del 2001, compresi i soggetti di cui alle lettere b), c), d) e g) del presente comma; g) Gli editori, anche in formato elettronico, di giornali quotidiani, periodici o riviste, altre pubblicazioni periodiche ed annuaristiche e altri prodotti editoriali: 1) i soggetti editori di cui all’articolo 1, comma 1, e quelli equiparati di cui all’articolo 18, comma 1, della legge n. 416 del 1981, che pubblicano, anche in formato elettronico, testate diffuse al pubblico con periodicità quotidiana, o altri prodotti editoriali in misura superiore a dodici numeri l’anno; 2) gli altri soggetti editori, anche ad azionariato diffuso, che pubblicano, anche in formato elettronico, una o più testate giornalistiche diffuse al pubblico con regolare periodicità, ovvero prodotti realizzati su supporto informatico, destinati alla diffusione di informazioni presso il pubblico (con esclusione dei prodotti discografici o cinematografici), purché sotto la direzione di un giornalista o di un pubblicista (art. 46, legge n. 69 del 1963; C. cost., sent. n. 98 del 1968); 3) i soggetti editori di annuari. 2. Sono esentati dall’obbligo dell’invio della Informativa Economica di Sistema i soggetti obbligati di cui al comma 1 aventi, nell’anno di riferimento, ricavi totali perti-

nenti alle attività relative ai settori della comunicazione ivi descritti pari a zero euro. I ricavi cui si fa riferimento sono quelli relativi al valore della produzione, così come risultante dal bilancio d’esercizio dell’anno precedente, compresi quelli derivanti dalle convenzioni con soggetti pubblici e dalle provvidenze pubbliche, ovvero, per i soggetti non obbligati alla redazione del bilancio d’esercizio, le omologhe voci di altre scritture contabili che attestino il valore complessivo della produzione. 3. È fatta salva la facoltà dell’Autorità di effettuare controlli sulla sussistenza dei presupposti per l’esenzione di cui al precedente comma 4. L’Autorità si riserva, in ogni momento, di chiedere la trasmissione di ulteriori atti, comunicazioni, integrazioni o qualsiasi documento ritenuto necessario ai fini della completezza della Informativa Economica di Sistema. ARTICOLO 3 Comunicazione annuale 1. I soggetti obbligati all’invio della Informativa Economica di Sistema sono tenuti a compilare i modelli di cui all’Allegato A che costituisce parte integrante e sostanziale della presente delibera. I modelli, ai fini della trasmissione telematica, sono resi disponibili sul sito web dell’Autorità all’indirizzo www.agcom.it, nella sezione “Informativa Economica di Sistema”. 2. I modelli di cui al presente articolo sono articolati in due serie: “ridotto” e “base”. 3. I soggetti i cui ricavi risultano minori di 1 (un) milione di euro nei settori rilevati dalla Informativa Economica di Sistema sono tenuti a compilarla in conformità ai modelli della serie “ridotta”. 4. I soggetti i cui ricavi risultano superiori a 1 (un) milione di euro nei settori rilevati dalla Informativa Economica di Sistema sono tenuti a compilarla in conformità ai modelli della serie “base”. 5. I ricavi cui si fa riferimento sono quelli relativi al valore della produzione, così come risultante dal bilancio d’esercizio dell’anno precedente, compresi quelli derivanti dalle convenzioni con soggetti pubblici e dalle provvidenze pubbliche, ovvero, per i soggetti non obbligati alla redazione del bilancio d’esercizio, le omologhe voci di altre scritture contabili che attestino il Notiziario USPI n° 9/2013


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valore complessivo della produzione. Ai fini della dichiarazione, devono essere altresì considerati i ricavi realizzati sul territorio nazionale, anche se contabilizzati nei bilanci di società aventi sede all’estero. ARTICOLO 4 Modalità di trasmissione 1. Ciascuna comunicazione deve essere effettuata esclusivamente in via telematica in conformità ai modelli di cui all’art. 3, resi disponibili sul sito web dell’Autorità all’indirizzo www.agcom.it nella sezione “Informativa Economica di Sistema”. 2. Nella medesima sezione sono presenti le note esplicative dei modelli e i riferimenti alle informazioni utili alla corretta compilazione degli stessi. 3. I modelli telematici delle serie “ridotto” e “base” devono essere compilati ed inviati, a mezzo di casella di posta elettronica certificata, all’indirizzo di posta elettronica certificata ies@cert.agcom.it.

Da 1,81 a 2,00 euro e da 14,62 a 16,00 euro

L’imposta è dovuta per la vidimazione dei libri sociali di cui all’art. 2421 c.c. e per ogni 100 pagine o frazioni di esse (ovvero ogni 2.500 registrazioni o frazioni di esse per la tenuta dei libri su supporti informatici) per la vidimazione del libro giornale e del libro degli inventari.

Premessa

Decorrenza nuove misure

Con la pubblicazione sulla G.U. n. 147 del 25 giugno 2013 della legge n. 71 del 24 giugno 2013, a decorrere dal 26 giugno 2013, le misure dell’imposta fissa di bollo, precedentemente stabilite in 1,81 euro e in 14,62 euro, sono state aumentate rispettivamente, in 2,00 euro e in 16,00 euro.

I nuovi importi si applicano agli atti formati dal 26 giugno 2013.

Legge n. 71 del 24 giugno 2013 AUMENTATA BOLLO

L’IMPOSTA

DI

L’incremento è stato giustificato con la necessità di trovare le risorse per la ricostruzione delle zone terremotate dell’Abruzzo e la realizzazione degli interventi per Expo 2015. Imposta di bollo a 2 euro

4. Le comunicazioni di cui al presente articolo non affluiscono al protocollo generale dell’Autorità, bensì al registro di protocollo dedicato alla Informativa Economica di Sistema e gestito, in via telematica, dalla casella di posta certificata ies@cert.agcom.it. ARTICOLO 5 Termine 1. Le comunicazioni di cui all’art. 4, al fine di consentire la completa implementazione del nuovo sistema, potranno essere inviate soltanto a partire dal 15 luglio 2013. Il termine entro cui effettuare tali dichiarazioni è prorogato al 15 ottobre 2013. 2. Per gli anni successivi, l’invio delle comunicazioni potrà avvenire a partire dal 1° luglio, e dovrà concludersi entro e non oltre il termine del 30 settembre. ARTICOLO 6 Sanzioni 1. I soggetti che, ai fini dell’obbligo di cui all’art. 2 della presente delibera, comunicano dati non rispondenti al vero sono puniti ai sensi dell’articolo 1, comma 29, della legge n. 249 del 1997. 2. I soggetti che non adempiono, nei termini e secondo le modalità prescritte, all’obbligo di cui all’art. 2 sono puniti ai sensi dell’articolo 1, comma 30, della legge n. 249 del 1997. Roma, 25 giugno 2013 IL COMMISSARIO RELATORE Antonio Martusciello IL PRESIDENTE Angelo Marcello Cardani IL SEGRETARIO GENERALE Francesco Sclafani Notiziario USPI n° 9/2013

L‘imposta di bollo, in precedenza fissata in 1,81 euro, dal 26 giugno 2013 è pari a 2 euro con riferimento a: - fatture, note, ricevute e quietanze di importo superiore a 77,47 euro, come previsto dall’art. 13, Tariffa parte I, DPR 642/72. Con riferimento alle fatture, in applicazione del principio di alternatività tra imposta di bollo ed IVA, si ricorda che sono soggette ad imposta di bollo se riferite ad operazioni esenti ai sensi dell’art. 10 del DPR 633/72 o fuori campo IVA; - ricevute, lettere e ricevute di accreditamento e di altri documenti di importo inferiore a 129,11 euro, come disposto dall’art. 14, Tariffa parte I, DPR 642/72 Imposta di bollo pari a 16 euro L’aumento della misura fissa dell’imposta di bollo da 14,62 euro a 16 euro riguarda invece: - i documenti individuati negli artt. 1-3, Tariffa parte I, DPR 642/72. In via generale si tratta degli atti stipulati o autenticati da un notaio o altro pubblico ufficiale, di scritture private contenenti convenzioni anche unilaterali che regolino rapporti giuridici di qualsiasi specie, istanze, memorie e ricorsi diretti agli organi dell’amministrazione dello Stato e degli enti pubblici territoriali indirizzati ad ottenere rilasci di certificati ovvero provvedimenti amministrativi; - i libri sociali e i registri contabili di cui all’art. 16, Tariffa parte I, DPR 642/72.

Diversamente, agli atti formati entro il 25 giugno 2013 continuano ad applicarsi le misure previgenti, ancorché gli stessi siano sottoposti a ulteriori formalità presso i pubblici uffici successivamente a tale data. È possibile usufruire delle vecchie marche da bollo da 1,81 e da 14,62 euro, semplicemente integrandole se l’imposta si renda dovuta nella nuova misura. Adeguamento dell’imposta di bollo sui libri contabili Con riferimento ai libri e alle scritture contabili, vigono delle precise regole. Per quanto riguarda i registri sottoposti a bollatura, anche facoltativa: - se è già stata ottemperata l’imposta all’atto dell’effettuazione della formalità e i registri risultino interamente inutilizzati, bisognerà procedere all’integrazione dell’imposta di bollo. L’integrazione potrà realizzarsi tramite l’annotazione nell’ultima pagina numerata degli estremi della ricevuta di pagamento tramite modello F23, ovvero con l’apposizione delle marche da bollo necessarie per ottenere il nuovo importo; - se è già stata ottemperata l’imposta all’atto dell’effettuazione della formalità e i registri sono già stati utilizzati, seppur parzialmente, non è necessaria l’integrazione del bollo. Gli accadimenti riportati in essi, anche solo parzialmente, dovranno riferirsi al periodo precedente il 26 giugno 2013. Per i registri contabili non soggetti a bollatura, per i quali l’imposta va assolta soltanto sulle pagine concretamente adoperate per blocchi di 100 pagine o frazioni di esse, l’imposta fissa dovrà essere corrisposta tramite le analoghe modalità di integrazione sovra citate. Nessun adeguamento è quindi dovuto, anche in tal caso, per i blocchi di 100 pagine che risultino anche solo in parte utilizzati. (tratto da. ApiNFORMA numero 13 - 15 luglio 2013 - CDP – PZ) 9


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Contributi diretti alle imprese editoriali, anno 2012

LE NUOVE FAQ AGGIORNATE Nella sezione Informazione e Modulistica, area Stampa, del sito del Dipartimento Editoria della Presidenza del Consiglio del Ministri (http://www.governo.it/die/) sono pubblicati i documenti e le istruzioni per l’ammissione ai contributi diretti alle imprese editoriali per l’anno 2012. Le FAQ sono state aggiornate il 23/7/2013 Quali giornali pubblicati on line possono accedere alle provvidenze previste dal decreto legge 18 maggio 2012, n. 63 convertito, con modificazioni, dalla legge 16 luglio 2012, n.63? I nuovi contributi per l’editoria in formato digitale sono stati previsti esclusivamente per le testate che già fruivano delle provvidenze per il formato cartaceo per l’anno 2011. Finalità del legislatore è infatti quella di sostenere e incentivare le testate già esistenti nel passaggio al digitale e non di ampliare la platea dei destinatari dei contributi. L’impresa editrice che accede per la prima volta ai contributi per l’anno 2012, avendo maturato il requisito dell’anzianità quinquennale di edizione della testata, può ottenere anche le provvidenze per l’edizione digitale? L’art. 3, comma 1, del decreto legge n. 63 del 2012 riserva espressamente alle imprese che editano testate cartacee, già fruitrici dei contributi per l’anno 2011, la possibilità di continuare a percepire il contributo anche con il passaggio all’editoria digitale. Tale previsione normativa è stata ritenuta compatibile con la disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato, in quanto non introduce una nuova forma di sostegno pubblico all’editoria, ma rappresenta una misura alternativa ed integrativa di sostegno rivolta alla stessa categoria di soggetti in possesso dei requisiti per percepire il contributo diretto alla stampa. Può un quotidiano cartaceo, nel passaggio alla edizione on line, mantenere la sua natura di quotidiano ed il relativo regime di contributi, anche laddove pubblichi settimanalmente cinque numeri in formato elettronico e un numero in cartaceo? La diversa modalità della pubblicazione, in formato cartaceo e on line, non rileva ai fini della periodicità della testata (e quindi, nel caso di specie, della natura di giornale quotidiano) purché vengano complessivamente effettuate almeno 240 uscite annue, trattandosi di quotidiano, secondo quanto previsto dalla legge (vedi art. 8, comma 8, della legge n. 67 del 1987 e art. 3, comma 1, del decreto legge n. 63 del 2012). 10

In caso di pubblicazione della testata sia in versione cartacea che digitale è possibile il cumulo dei rispettivi contributi per le copie vendute (c.d. contributo variabile)? La ratio del decreto legge n. 63 del 2012 e dei decreti attuativi che disciplinano i costi ammissibili è senz’altro quella di consentire il concorso tra edizione cartacea e digitale. In questa cornice si iscrive, quindi, la logica della cumulabilità dei contributi relativi alle copie vendute in cartaceo e on line, con il limite del rispetto del tetto previsto per il contributo c.d. variabile (3,5 milioni di euro per i quotidiani e 200 mila euro per i periodici – vedi art. 2, comma 2, lett. b del decreto legge n. 63 del 2012). Analogamente, si applica il principio della cumulabilità anche per i costi di produzione delle due edizioni, digitale e cartacea, nel limite del rispetto del tetto stabilito dall’art. 2, comma 2, lett. a) del decreto legge n. 63 del 2012. La cessione del credito, mediante atto notarile, avente ad oggetto il contributo per l’editoria in favore dello stampatore, può considerarsi strumento di pagamento tracciabile ai fini del rimborso all’editore delle spese di stampa? Certamente il principio fissato dal decreto legge n. 63 del 2012 e dai decreti attuativi sui costi ammissibili, è quello della rimborsabilità dei costi pagati al 30 settembre dell’anno successivo a quello di contribuzione. Tale principio discende dall’esigenza, rilevata nell’esperienza operativa e di controllo, di avere la certezza che i costi di cui si richiede il rimborso siano stati effettivamente sostenuti e di evitare, come purtroppo a volte si è verificato, che vengano riscosse da parte delle imprese editrici somme per costi al momento dell’istruttoria non effettivamente sostenuti. In questo senso la tracciabilità si pone quindi come un mezzo di concreta verifica dell’avvenuto pagamento. Fermo restando il principio enunciato, la cessione di credito, stipulata con atto notarile, del contributo per l’editoria può ritenersi che svolga la sua funzione di strumento equipollente di pagamento, tenuto conto che in questo caso il pagamento verrà disposto, con strumenti tracciabili, direttamente dalla P.C.M. entro la data del 31 dicembre.

Può ritenersi ammissibile ai fini del contributo il costo relativo alla stampa mediante presentazione di fatture quietanzate dello stampatore, attraverso la cessione pro-soluto del credito vantato dall’editore nei confronti del distributore per le copie vendute? Non emergono elementi ostativi a ritenere ammissibile, come modalità per il pagamento del debito dell’editore nei confronti dello stampatore, la cessione, pro-soluto, del credito vantato dall’editore verso il distributore per effetto dei maggiori ricavi ottenuti dalla vendita delle copie, detratte le somme per il servizio di distribuzione. Tale modalità di pagamento, mediante cessione di un credito e successiva compensazione dei debiti, rientra infatti tra gli strumenti previsti dalle disposizioni civilistiche per la regolazione dei rapporti negoziali tra le parti nello svolgimento della loro autonomia privata. Ciò premesso, ai fini dell’ammissibilità del costo al contributo editoriale, è necessario che nei rapporti tra stampatore e distributore vengano garantite le medesime regole e condizioni che la legge ed il decreto attuativo hanno previsto nei confronti dell’editore che richiede il contributo, con riferimento alla tracciabilità dei pagamenti e alla loro certificazione in sede di documentazione contabile. Occorre, dunque, che anche la movimentazione finanziaria tra stampatore e distributore sia tracciabile non essendo, a tal fine, sufficiente la produzione della mera fattura quietanzata. Tale finalità potrà essere garantita dall’editore con le modalità che riterrà più opportune, per esempio attraverso la previsione di una specifica clausola in tal senso nel contratto di cessione del credito. Può ritenersi ammissibile ai fini del contributo il costo pagato dall’editore al distributore tramite compensazione delle fatture dei servizi di trasporto? La compensazione può essere considerata “pagamento tracciabile”? Valgono le considerazioni espresse nella precedente Faq. Pertanto, la compensazione tra crediti e debiti sarà ammissibile purché vengano garantite le condizioni richieste dalla legge in materia di tracciabilità e di certificazioNotiziario USPI n° 9/2013


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ne. Tali condizioni potranno essere assicurate da un contratto registrato in cui siano individuabili tutti gli elementi necessari, dal pagamento tramite bonifico o altro strumento equipollente, dal prospetto di liquidazione certificato dai revisori. Il TFR costituisce un costo ammissibile ai fini del calcolo dei contributi all’editoria? Come è noto, il TFR ha una disciplina diversa a seconda se le aziende abbiano meno di 50 dipendenti ovvero almeno 50 dipendenti. Mentre, infatti, nel primo caso (aziende con meno di 50 dipendenti), la gestione aziendale del TFR comporta, sul piano contabile, la necessità di rilevare, in sede di chiusura del bilancio, l’accantonamento dell’esercizio e la rivalutazione del TFR maturato, senza alcun obbligo di versamento e fatta salva la possibilità per il prestatore di lavoro di chiedere, in costanza di rapporto di lavoro, un’anticipazione sul trattamento cui avrebbe diritto all’atto di cessazione del rapporto, nel secondo caso (aziende con almeno 50 dipendenti), se il lavoratore sceglie di mantenere il TFR in azienda, l’azienda deve versare il TFR maturato al Fondo di tesoreria dell’INPS, a far data dal 1° gennaio 2007. Ai fini dell’ammissione del costo del TFR al rimborso, si terrà pertanto conto delle due diverse discipline, richiedendo, nel primo caso, che l’accantonamento della relativa voce sia evidenziato e certificato nelle scritture contabili e, nel secondo caso, la documentazione dell’avvenuto versamento del TFR al fondo di tesoreria dell’INPS per l’anno di riferimento. Qualora si costituisca una nuova cooperativa editoriale ai sensi degli articoli 5 e 6 della legge n. 416/1981, quali condizioni devono ricorrere per poter usufruire dell’esenzione del possesso del requisito di anzianità quinquennale per la maturazione del contributo (art. 1, comma 7-bis del decreto legge 63 del 2012)? Ove si costituisca una nuova cooperativa ex artt. 5 e 6 della legge n. 416/1981, che subentri al contratto di cessione in uso della testata cessata ovvero acquisti la testata, la nuova cooperativa, per ragioni di continuità aziendale, deve associare anche una quota di giornalisti dipendenti dell’impresa cessata. In tal caso non costituisce condizione ostativa la circostanza che l’impresa abbia percepito il contributo in anni antecedenti al 2011. Nel nuovo prospetto dei costi di testata non figurano più voci di costo di diversa natura, ammesse negli anni precedenti, concernenti il personale (emolumenti per dirigenti, personale amministrativo – assunto con contratto diverso da quelli poligrafici o grafici-editoriali – n.d.r., collaboratori esterni) ovvero altre tipologie di Notiziario USPI n° 9/2013

spese di amministrazione, assicurative, elettriche, telefoniche, per viaggi di servizio, per tecnologie (PC, tablet, stampanti, etc.), per servizi fotografici non acquistati da agenzie di stampa. Tali costi possono essere ammessi al contributo ed indicati in un prospetto separato? No. A decorrere dai contributi per l’anno 2012 i costi di produzione ammissibili sono esclusivamente quelli indicati dal decreto legge n. 63 del 2012 e dai relativi decreti attuativi, pubblicati sul sito WEB del Dipartimento, e riportati negli appositi prospetti. Al fine di documentare i costi sostenuti per il personale, la carta, la stampa, la distribuzione e più in generale per tutti i pagamenti effettuati, è sufficiente specificare l’ammontare complessivo annuo di ciascuna spesa ed indicare che i relativi pagamenti sono stati effettuati tramite bonifici bancari, assegni, cessioni, etc. ? No. Ai sensi delle disposizioni normative vigenti, ai fini del rimborso dei costi è necessario indicare tutti gli elementi identificativi di tracciamento del singolo pagamento (strumento di pagamento, data, importo, banca, destinatario, Ri.Ba., CRO, etc). Nell’ambito dei costi per il personale dipendente, può essere rimborsato il costo relativo ai grafici editoriali? La figura dei grafici editoriali è da ritenersi equiparata a quella dei poligrafici, in coerenza con la prassi interpretativa ed applicativa consolidata; pertanto il relativo costo è ammesso al contributo con il medesimo limite previsto dall’art. 2, comma 2, lett. a) per i poligrafici. In tal senso è stato integrato il prospetto dei costi pubblicato sul sito.

ove i relativi pagamenti vengano effettuati mediante strumenti tracciabili. Alla luce di tali disposizioni, non possono essere ammessi al contributo costi della stampa “interni” all’impresa. Nel prospetto dei costi relativi alla distribuzione sono indicati solo i costi di trasporto, spedizione e domiciliazione delle copie in abbonamento a titolo oneroso. E’ possibile includere anche i costi fatturati per il servizio di distribuzione? Sì, è possibile; tale costo è da intendersi ammesso al rimborso. In tal senso è stato integrato il prospetto dei costi pubblicato sul sito. Ove vi siano diverse tipologie di abbonamenti, sia in formato cartaceo che digitale, con durata, modalità di spedizione e prezzi differenti, come vanno riportati gli abbonamenti? E’ possibile indicare un prezzo medio? Analogamente, nel caso in cui il prezzo di copertina sia plurimo o variabile, occorre specificare le quantità di copie vendute ed i relativi prezzi di vendita ovvero è sufficiente riportare il valore medio del prezzo? In caso di diverse tipologie di abbonamenti, è necessario specificare dettagliatamente le diverse modalità, le caratteristiche, la durata e la quantità di copie vendute per ciascuna tipologia, non essendo ammissibile l’indicazione di un prezzo medio dell’abbonamento, in quanto non idonea ad elaborare correttamente il calcolo del contributo relativo alle copie vendute. A tale scopo, i dati necessari possono essere riportati dall’impresa in un prospetto a parte che dovrà essere allegato a quello della diffusione e certificato dalla società di revisione. Analogamente, nel caso in cui il prezzo di copertina sia plurimo o variabile, occorre specificare le diverse quantità di copie vendute con il medesimo prezzo di vendita.

Nel prospetto dei costi per i dipendenti, in alternativa al nominativo, è possibile indicare il numero di matricola o di posizione presso gli enti previdenziali? Sì, è possibile, purché l’indicazione del numero di posizione venga riportata anche nell’elenco dei dipendenti che l’impresa deve produrre in sede di documentazione. In tal senso è stato integrato il prospetto dei costi pubblicato sul sito.

In tema di pubblicazione digitale della testata, nella voce costi per l’infrastruttura tecnologica e costi per la realizzazione del sito web, come va indicato l’ammortamento?

L’impresa editrice che disponga di una propria tipografia e svolga quindi al proprio interno la stampa ed il confezionamento del giornale, quali costi può indicare alla voce “costi della stampa” del prospetto? Come già chiarito con altra faq, le nuove disposizioni contenute nel decreto legge n. 63 del 2012 e nei D.P.C.M. attuativi non consentono di ammettere al rimborso voci diverse da quelle espressamente individuate dalle suddette norme, le quali prevedono, altresì, che tali costi siano rimborsabili solo

Vanno inseriti solo gli investimenti effettuati nel 2012, indicandone poi la quota di ammortamento di pertinenza dell’anno stesso ovvero possono essere indicate anche le quote di ammortamento di competenza 2012 ma riferite ad acquisti effettuati in esercizi precedenti? La quota di ammortamento, relativa all’investimento effettuato nel 2012 , genera un costo ammissibile per il contributo per l’anno 2012, nonché per gli anni successivi, in ragione della durata del piano di ammortamento. 11


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Relazione annuale del Garante della privacy - 11 giugno 2013

BILANCIO E PROSPETTIVE PER UN’AUTENTICA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI Riguardo, in particolare, all’uso delle nuove forme di comunicazione e dei nuovi sistemi tecnologici LE CIFRE

L’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, composta da Antonello Soro, Augusta Iannini, Giovanna Bianchi Clerici, Licia Califano, ha presentato, l’11 giugno 2013, la “Relazione sul sedicesimo anno di attività e sullo stato di attuazione della normativa sulla privacy”. La Relazione sull’attività 2012 [doc. web n. 2470702] traccia il bilancio del lavoro svolto dall’Autorità e indica le prospettive di azione verso le quali occorre muoversi nell’obiettivo di costruire una autentica ed effettiva protezione dei dati personali, in particolare riguardo all’uso delle nuove forme di comunicazione e dei nuovi sistemi tecnologici.

GLI INTERVENTI PIU’ RILEVANTI La trasparenza della Pubblica Amministrazione on line e le garanzie da assicurare ai cittadini; il fisco e la tutela delle riservatezza dei contribuenti; i social network e i problemi posti dal cyberbullismo; gli smartphone, i tablet e i sistemi di cloud computing; la tutela dei minori nel mondo dell’informazione; il telemarketing invasivo; i diritti dei consumatori; il rapporto di lavoro; le semplificazioni per le imprese; la sanità elettronica; il mondo della scuola; la propaganda elettorale; le intercettazioni; i dati di traffico telefonico e telematico; l’uso dei dati biometrici; la ricerca medico-scientifica: sono stati questi alcuni dei principali campi di intervento del Garante privacy nel 2012. Particolare importanza ha rappresentato il lavoro svolto dall’Autorità riguardo al mondo della Rete. Il Garante ha adottato Linee guida per il corretto trattamento dei dati per blog, forum, social network e siti web che si occupano di salute. Ha aperto un procedimento nei confronti di Google per la gestione opaca relativa alle nuove regole privacy adottate e ha avviato e concluso una consultazione per regolare l’uso dei cookie da parte dei siti visitati dagli utenti; è intervenuto per garantire maggiore trasparenza agli utenti dei servizi di messaggistica, anche vocale. 12

Nel 2012 sono stati adottati oltre 460 provvedimenti collegiali.

Antonello Soro, Garante della privacy E’ stato inoltre ulteriormente rafforzato il diritto delle persone a interessate a vedere aggiornati gli archivi giornalistici on line. Per garantire un corretto rapporto tra trasparenza della P.A. e riservatezza delle persone sono stati presi provvedimenti di divieto nei confronti di decine di Comuni che avevano pubblicato sul web dati sanitari dei cittadini. L’Autorità ha fissato le regole sull’obbligo per le società di TLC e gli Internet provider di comunicare agli utenti e al Garante le violazioni subite dai loro data base in caso di attacchi informatici, eventi avversi o calamità (i c.d. “data breach”). Rilevante anche l’impegno nel dettare regole per la tutela dei clienti delle banche; per la tutela degli abbonati telefonici contro il telemarketing aggressivo (con prescrizioni e sanzioni adottate nei confronti di società che operano nel settore); per l’uso di particolari sistemi tecnologici da parte delle imprese come la geolocalizzazione dei veicoli aziendali; per la tutela degli automobilisti in caso di uso della “scatola nera” a bordo delle auto; per una corretta gestione dei dati presenti nelle centrali rischi; per la tutela dei pazienti nell’ambito del monitoraggio della spesa farmaceutica. Significativi anche gli interventi svolti per regolare particolari aspetti relativi alla privacy sul posto di lavoro, come l’uso delle impronte digitali dei dipendenti. Da ricordare, infine, il rinnovo delle autorizzazioni generali sull’uso dei dati sensibili e giudiziari da parte di diverse categorie, dell’autorizzazione generale sull’uso dei genetici e di quella sulla ricerca medico - scientifica.

L’Autorità ha fornito riscontro a 4.183 tra quesiti, reclami e segnalazioni con specifico riferimento alle seguenti aree tematiche: telefonia, credito, centrali rischi, videosorveglianza, rapporti di lavoro, giornalismo. Sono stati decisi 233 ricorsi, inerenti soprattutto a banche e società finanziarie, datori di lavoro pubblici e privati, attività di marketing, compagnie di assicurazione, operatori telefonici e telematici. I pareri resi dal Collegio al Governo sono stati 23 ed hanno riguardato, in particolare, l’informatizzazione delle banche dati della P.A., l’attività di polizia e sicurezza nazionale, la solidarietà sociale. Sono state effettuate 395 ispezioni, che hanno riguardato diversi settori: il telemarketing, l’uso dei sistemi di localizzazione (gps) nell’ambito del rapporto di lavoro, i nuovi strumenti di pagamento gestiti dalle compagnie telefoniche (mobile payment), il credito al consumo e le “centrali rischi”, le banche dati del fisco, l’attività di profilazione dei clienti da parte delle aziende. Le violazioni amministrative contestate sono state 578, in aumento rispetto all’anno precedente (358): una parte consistente ha riguardato il mancato rispetto delle norme in materia di telemarketing, la conservazione eccessiva dei dati di traffico telefonico e telematico, la mancata adozione di misure di sicurezza, l’omessa o mancata notificazione al Garante, l’inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità. Le sanzioni amministrative riscosse ammontano a circa 3 milioni 800 mila euro. Le violazioni segnalate all’autorità giudiziaria sono state 56. L’attività di relazione con il pubblico è aumentata rispetto all’anno precedente: si è dato riscontro a circa 35.000 quesiti, che hanno riguardato, in particolare, le problematiche legate al telemarketing, a Internet, alla pubblicazione di documenti da parte della PA, alla videosorveglianza, al rapporto di lavoro. Notiziario USPI n° 9/2013


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Predisposto dall’Autorità e sottoposto a consultazione pubblica

AGCOM: SCHEMA DI REGOLAMENTO SUL DIRITTO D’AUTORE SU INTERNET “Schema di regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica e procedure attuative ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70” Il Consiglio dell’’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni ha approvato a larghissima maggioranza uno “Schema di regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica”. Il provvedimento sarà sottoposto a consultazione pubblica, della durata di 60 giorni dalla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale. Il Presidente Calabrò ha dichiarato: “Abbiamo messo a punto un testo attentamente riconsiderato, dal quale sono state eliminate ambiguità e possibili criticità, fugando così qualsiasi dubbio sulla proporzionalità e sui limiti dei provvedimenti dell’Autorità e sul rapporto tra l’intervento amministrativo e i preminenti poteri dell’Autorità giudiziaria. L’articolato verrà ora sottoposto a una nuova consultazione pubblica E’ nostra intenzione stimolare un dibattito approfondito e aperto a tutti i contributi e a tutte le voci della società civile. Ho anche dato la mia disponibilità a un’audizione presso le competenti Commissioni parlamentari”. Lo schema del provvedimento si divide in due parti. La PRIMA PARTE è relativa alle misure da sviluppare per favorire l’offerta legale e la promozione effettiva dell’accesso ai contenuti da parte degli utenti, per il raggiungimento dei seguenti obiettivi: - promozione dell’offerta legale tramite l’individuazione di misure di sostegno allo sviluppo dei contenuti digitali e delle soluzioni idonee alla riduzione delle barriere normative; - elaborazione di codici di condotta dei gestori dei siti e dei fornitori di servizi di media audiovisivi e radiofonici; - promozione di accordi tra produttori e distributori per la riduzione delle finestre di distribuzione, e la messa a disposizione di contenuti con modalità di acquisto semplificate e a costi contenuti; - promozione di accordi tra operatori volti a semplificare la filiera di distribuzione dei contenuti digitali relativi alle nuove modalità di sfruttamento favorendo l’accesso ai contenuti premium; - individuazione di criteri e procedure per l’adozione di accordi collettivi di licenza; - realizzazione di campagne di educazione alla legalità nella fruizione dei contenuti; Notiziario USPI n° 9/2013

- osservatorio per monitorare i miglioramenti della qualità e le riduzioni dei prezzi dell’offerta legale di contenuti digitali. La SECONDA PARTE contiene una serie di misure a tutela del diritto d’autore e si articola in due fasi: una relativa al procedimento dinanzi al gestore del sito, la seconda al procedimento dinanzi all’Autorità. - Nella prima fase, se riconosce che i diritti del contenuto oggetto di segnalazione sono riconducibili al segnalante, il gestore del sito può rimuoverlo lui stesso entro 4 giorni, - Nella seconda fase, qualora l’esito della procedura di notice and take down non risulti soddisfacente per una delle parti, questa potrà rivolgersi all’Autorità, la quale, potrà impartire un ordine di rimozione selettiva dei contenuti illegali o, rispettivamente, di loro ripristino La procedura dinanzi all’Autorità è alternativa e non sostitutiva della via giudiziaria. Inoltre, anche le decisioni in materia di diritto d’autore potranno essere impugnati dinanzi al TAR del Lazio. La procedura non riguarda (sulla base del principio del fair use): - i siti non aventi finalità commerciale o scopo di lucro; - l’esercizio del diritto di cronaca, commento, critica o discussione; - l’uso didattico e scientifico; - la riproduzione parziale, per quantità e qualità, del contenuto rispetto all’opera integrale che non nuoccia alla valorizzazione commerciale di questa. La procedura non prevede alcuna misura di inibizione dell’accesso a siti internet ed è presidiata dalle seguenti garanzie: - non si rivolge all’utente finale, né interviene sulle applicazioni peer-to-peer; - non limita la libertà di espressione e di informazione, ma assicura piena garanzia dei diritti di cronaca; - non lede alcuna garanzia di contraddittorio tra le parti coinvolte; - inoltre, in caso di upload, l’upoloader riceverà l’avviso di notifica e potrà avviare la procedura di contro notifica. Nel caso dei siti esteri, qualora, in esito all’attività istruttoria, l’Agcom richieda la rimozione dei contenuti destinati al pubblico italiano in violazione delle norme sul diritto d’autore e il sito non

ottemperi alla richiesta, il caso verrà segnalato alla magistratura per i provvedimenti di competenza. COMUNICATO STAMPA Lo schema di regolamento è frutto di un’ampia e approfondita riflessione su tutti gli elementi acquisiti nel dibattito sviluppatosi in seno alla comunità d’interesse e dal confronto con i modelli di altri Paesi europei. Ne è scaturito un provvedimento nel quale l’Agcom ha inteso contemperare la tutela del diritto d’autore con alcuni diritti fondamentali, quali la libertà di manifestazione del pensiero e di informazione, il diritto di accesso ad internet, il diritto alla privacy. In quest’ottica, l’Autorità si concentra sulle violazioni esercitate con finalità di lucro e assegna carattere assolutamente prioritario alla lotta contro la pirateria “massiva”, escludendo dal proprio perimetro d’intervento gli utenti finali (downloaders) e il cosiddetto peer-to-peer. Il provvedimento – che sarà sottoposto a una consultazione pubblica della durata di 60 giorni - prevede l’istituzione di un Comitato incaricato di sviluppare forme di autoregolamentazione per la diffusione di contenuti digitali legali, di monitorare l’applicazione del regolamento e di formulare proposte di aggiornamento. In linea con la connotazione del diritto d’autore come diritto soggettivo disponibile, è previsto che il procedimento dinanzi all’Autorità possa essere avviato solo su istanza del soggetto legittimato, non d’ufficio, e dopo aver rivolto, senza esito positivo, una richiesta di rimozione al gestore della pagina internet. Le misure proposte in consultazione sono quelle previste dal decreto legislativo n. 70/2003 – rimozione selettiva o disabilitazione dell’accesso ai contenuti illeciti – e saranno improntate a gradualità e proporzionalità. L’intervento dell’Agcom si fonda comunque sul convincimento che la lotta all’illegalità non possa limitarsi all’opera di contrasto, ma debba essere accompagnata da una serie di azioni positive di importanza cruciale: la promozione dell’offerta legale, l’informazione e l’educazione dei consumatori, essenziali per creare una “cultura della legalità” nella fruizione dei contenuti. Roma, 25 luglio 2013 13


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Addio al “Comunicatore di Dio”

IN RICORDO DEL CARDINAL ERSILIO TONINI Morto il 28 luglio scorso. Aveva appena compiuto 99 anni Grande commozione ha percorso il mondo dei media alla notizia della scomparsa del Cardinale Ersilio Tonini, chiamato il “Comunicatore di Dio” (come lo aveva definito Paola Severini in un libro-intervista edito da San Paolo e dedicato alla figura del porporato emiliano). Aveva compiuto 99 anni il 20 luglio scorso e proprio in quell’occasione, dal suo letto e con un filo di voce, era tornato a un tema pubblico come quello del giornalismo: «Non ha ancora capito quale sia il suo ruolo - aveva detto – perché il suo vero ruolo, il suo compito è quello di andare a vedere la realtà attuale con gli occhi degli uomini attuali. Il giornalismo italiano e mondiale o è profeta o è niente». Quella di Ersilio Tonini è stata una delle voci della Chiesa più familiari agli italiani. Una vita spesa per il giornalismo e l’evangelizzazione attraverso i media. Entrò in seminario all’età di undici anni e il 18 aprile 1937 fu ordinato presbitero. Fu direttore del settimanale diocesano «Il Nuovo Giornale». Il 28 aprile 1969 Papa Paolo VI lo nominò Vescovo di Macerata e Tolentino. Nel 1975 divenne Arcivescovo di Ravenna e Vescovo di Cervia. Nel 1978 fu chiamato a presiedere il consiglio di amministrazione della NEI, società editrice del quotidiano cattolico Avvenire.

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La rassegna stampa tempestiva e affidabile

Nel 1991 fu tra i protagonisti della trasmissione televisiva giornalistica “I dieci comandamenti all’italiana” di Enzo Biagi, definita dalla Santa Sede «un esempio di moderna catechesi che si avvale del mezzo e del linguaggio televisivo». Fu la prima di una lunga serie di apparizioni televisive che ne fecero un commentatore apprezzato e ricercato, conosciuto dalla gran parte dei telespettatori, e di dibattiti e incontri, soprattutto con i giovani, che Tonini avvicina anche in luoghi - come le discoteche - fino ad allora inconsueti

IL CARD. TONINI: “L’UOMO GLOBALE HA BISOGNO DEL SUO PICCOLO MONDO” “Un colpo d’ala al XVI Congresso USPI di Montesilvano è stato proposto dal card. ERSILIO TONINI a partire dall’interrogativo: se la politica è l’arte di preparare il futuro, questo sarebbe difficile se l’economia fosse sottratta alla politica. La risposta se vi sarà spazio per gli editori medio-piccoli si trova tra l’appartenenza al

Nel concistoro del 26 novembre 1994 papa Giovanni Paolo II lo creò Cardinale presbitero del titolo del Santissimo Redentore a Val Melaina. Il 2012 fu l’anno dell’uscita della sua autobiografia, scritta insieme a Paolo Gambi, dal titolo Il gusto della vita. Perché alla soglia dei cent’anni credo sempre nella meraviglia. Fu nominato Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana il 19 novembre 2003. La nostra Unione vuole ricordarlo così: pubblicando il resoconto dell’intervento che il Cardinal Tonini fece al XVI Congresso Nazionale dell’USPI del 1999. Un discorso appassionato sull’ “uomo globale”, carico di fervida fede cristiana e straripante umanità, che coinvolse e commosse tutti i fortunati presenti all’incontro.

Sopra e a pagina 16, due istantanee del Card. Tonini al XVI Congresso USPI, Montesilvano 1999. mondo e le piccole appartenenze: occorre salvare queste ultime aprendosi alla multi appartenenza, uscendo dai nazionalismi, con la consapevolezza che siamo anzitutto persone umane, “italiani cittadini d’Europa”. La formula del futuro è la conciliazione del piccolo con il grande, i media dovrebbero appunto salvare lo specifico 16

® Leader in Media Intelligence

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La rassegna passata in rassegna

USPI

Le news radio e tv a disposizione t con un click

L’Eco della Stampa è in Europa tra i più importanti operatori nell’industria u Per provare i nostri servizi, contattateci del Media Monitoring. u Tel 02 748113.1 u Fax 02 748113.444 Essere un partner affidabile per u info@ecostampa.it chi - in qualsiasi struttura pubblica o privata - operi nell’area della Nominativo comunicazione o del marketing è da oltre 100 anni la nostra mission. Azienda/Ente Anche grazie ai servizi de L’Eco Telefono della Stampa ogni giorno migliaia di E-mail nostri Clienti accrescono l’efficacia delle loro Direzioni Marketing e L’ECO DELLA STAMPA S.p.A. Comunicazione, disponendo di maggiori risorse interne da dedicare Via G. Compagnoni 28, 20129 Milano alle attività con più alto valore www.ecostampa.it aggiunto.

L’inserzione sopra riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art.3, terzo comma, del DPR 26/10/72 n.633

Notiziario USPI n° 9/2013

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IN RICORDO DEL CARDINAL ERSILIO TONINI 15

nell’universale. Occorre preparare i giovani al grande evento in corso: la trasmigrazione dei popoli. Tra 20 anni vi saranno in Europa 60 milioni di immigrati, e ciascuno porterà la cultura della propria etnia. La mondializzazione dell’economia annulla gli spazi ma diventa sfruttamento se, oltre alle fabbriche, non si esportano le scuole e lo sviluppo. Alla società multiculturale l’informatica

porterà, con l’inflazione delle notizie, la loro insignificanza e la tolleranza, ma questo non sarà sufficiente senza una tensione etica. La filosofia corrente non è all’altezza del suo compito: il principio che “tutti gli uomini sono uguali nella dignità” sostituito da “tutte le opinioni sono eguali per dignità”, un relativismo che contraddice la difesa dei Diritti dell’Uomo affermati dall’ONU.

Il giornalista non è solo un registratore illuminato ma un responsabile del futuro. Non basta riferire facendo emergere le realtà anche le più brutali: occorre un codice di rispetto, specie per la coscienza dei piccoli; un codice che da noi è stato sottoscritto ma non rispettato. I valori maggiori sono i sentimenti, che ci legano anche al paese di appartenenza e alle realtà locali, e la coscienza, che governa e illumina il nostro mondo interiore”.

DePosito LeGaLe e coNveNZioNi usPi

copie distribuite nel 2° trimestre dell’anno (aprile - giugno 2013).

In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale”, ENTRO IL MESE DI SETTEMBRE Gli editori di: QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI e SETTIMANALI con sede principale nel: LAZIO, ABRUZZO, MOLISE, CAMPANIA, PUGLIA, BASILICATA, CALABRIA, SICILIA e SARDEGNA sono tenuti ad effettuare la consegna delle

NOtIzIARIO

Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 Fax 06.40.66.859 - 06.406.59.41 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991)

Direttore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Via della Navigazione Interna, 89 35027 Noventa Padovana (PD)

Gli editori di: QUATTORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e ALTRA PERIODICITA’ con sede in: LIGURIA, VENETO, FRIULI VENEZIA GIULIA, EMILIA ROMAGNA, TOSCANA, UMBRIA, MARCHE sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite nel 1° semestre dell’anno (gennaio - giugno 2013). Ricordiamo, infine, che per il deposito delle copie presso le Biblioteche regionali e provinciali la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni.

Uspi

Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972

Direttore: Francesco Saverio Vetere

La sorgente del diritto è l’uomo, non il Partito o il Parlamento.

CONVENZIONE USPI-SDA EXPRESS COURIER RINNOVATA LA CONVENZIONE TRA USPI E SDA EXPRESS COURIER PER LA SPEDIZIONE DI PACCHI, A CONDIZIONI VANTAGGIOSE, RISERVATE AGLI ASSOCIATI ALLA NOSTRA UNIONE. NUOVI SERVIZI ACCESSORI. TUTTE LE INFORMAZIONI SU SEZIONE www.USPI.IT, “CONVENZIONI”.

E’ STATA

“I nostri pacchi possono viaggiare con SDA”.

Il n. 9 settembre 2013 è stato stampato il 7 agosto 2013

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Notiziario USPI n° 9/2013


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