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Contributi diretti ex Lege 250/90, le FAQ, pagina 8 Deposito legale e Convenzioni USPI, pagina 11
Scadenza ROC al 31 luglio 2013 PER EFFETTUARE LA COMUNICAZIONE ANNUALE OCCORRE DOTARSI DELLA “CARTA NAZIONALE DEI SERVIZI” DA RICHIEDERE ALLE CAMERE DI COMMERCIO Gli iscritti al R.O.C. dovranno dotarsi – a pagamento - della Smart Card o chiavetta USB. Sono obbligati anche i soggetti “non camerali”, quali Associazioni, Fondazioni, Enti Morali… Rischio di cancellazione d’ufficio per alcuni editori inadempienti LA COMUNICAZIONE ANNUALE Per adempiere a quest’obbligo di comunicazione al ROC occorre inviare i dati anagrafici dell’editore entro 30 giorni dalla chiusura del bilancio (per i soggetti tenuti alla redazione dello stesso) o entro il 31 luglio p.v. per tutti gli altri editori. Ricordiamo che sono tenuti alla comunicazione anche gli editori richiedenti i contributi per l’editoria, che hanno effettuato la Comunicazione Annuale entro il 31 gennaio scorso (con riferimento al 31.12.1012). IL NUOVO SISTEMA TELEMATICO ROC Dalla data del 16 ottobre 2012 il sistema
V Giornata Formativa USPI
L’INCONTRO CON IL CAPO DIPARTIMENTO EDITORIA, CONS. FERRUCCIO SEPE Si è tenuta il 27 giugno scorso presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma Giovedì 27 giugno 2013, presso la “Sala 1” della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, gli associati USPI hanno incontrato il Capo Dipartimento Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Cons. Ferruccio Sepe sul tema “Quali contributi e quali politiche di sostegno per il settore dell’editoria periodica”. L’incontro è stato seguito da “Radio Radicale” ed ha visto anche la partecipazione del dott. Paolo Martini, Direttore della stessa emittente. Ha portato i saluti della BNC di Roma il Direttore, dott. Osvaldo Avallone.
L’INTRODUZIONE DI VETERE La penuria dei fondi e la crisi del settore Ha dato il via ai lavori il Segretario Generale dell’USPI, Avv. Francesco Saverio Vetere, che ha ricordato come queste Giornate Formative, gratuite per i soci USPI, siano state programmate ed organizzate per venire incontro alle esigenze di approfondimento e di studio degli associati su specifici temi riguardanti l’editoria medio-minore, ren5 2 dendo, quindi, loro un servizio utile
Per l’anno finanziario 2013 “Tutti gli uomini, per natura, tendono al sapere”. Metafisica Aristotele 384/383–322 a.C.
NIENTE SOLDI ALLE RIVISTE DI ELEVATO VALORE CULTURALE Annullata la Circolare 15 maggio 2013, n.103 Il Giornale dei Letterati fu una rivista letteraria fondata a Roma dall’abate Francesco Nazzari. È stata una delle più antiche riviste della stampa italiana e la prima rivista italiana specializzata in argomenti letterari. Nata nel 1668, conteneva notizie ed estratti, sull’esempio del “Journal des Savants”, delle opere in prevalenza scientifiche che si pubblicavano in Italia e all’estero; visse fino al 1679.
Solo il 4 giugno scorso era stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 129, la Circolare 103/2013 del Ministero per i Beni e le Attività culturali Direzione Generale per le Biblioteche, gli Istituti Culturali ed il Diritto D’Autore, che disciplinava le modalità di presentazione delle domande 7
Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 49° - MENSILE - 11 NUMERI - 7-8 luglio/agosto 2013 Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma
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Scadenza ROC al 31 luglio 2013: la Comunicazione Annuale 1
telematico di gestione del Registro degli Operatori di Comunicazione (R.O.C.) è stato integrato nel portale impresainungiorno.gov.it. Per accedere al nuovo sistema telematico del R.O.C. per la compilazione e la trasmissione degli adempimenti previsti nei confronti dello stesso Registro, in luogo dell’utilizzo delle attuali credenziali di username e password, gli iscritti nel R.O.C. (tutti gli iscritti, anche i soggetti “non camerali”, quali Associazioni, Fondazioni, Enti Morali ecc. ecc.) dovranno dotarsi, se non ne sono già in possesso, della Carta Nazionale dei Servizi (C.N.S.), in forma di Smart Card o di chiavetta USB (a nostro giudizio preferibile per una maggiore semplicità d’uso), rilasciata – a pagamento dalle Camere di Commercio e da altre Pubbliche Amministrazioni. Questa innovazione garantisce la circolarità informativa costante tra il Registro Imprese/REA, gestito dalle Camere di Commercio, che pubblica tutti i dati anagrafici, societari e storici delle imprese italiane, ed il Registro degli Operatori di Comunicazione, che detiene, invece, le informazioni relative ad autorizzazioni, a diritti d’uso, a marchi e testate necessari per l’avvio e l’esercizio delle attività economiche nei settori in cui Agcom opera. L’interscambio informativo fra Registro degli Operatori di Comunicazione e Registro Imprese consentirà, nelle comunicazioni verso Agcom, la compilazione automatica di tutti i dati detenuti dal sistema camerale, garantendo lo sviluppo automatizzato delle catene di partecipazioni societarie degli operatori iscritti al R.O.C. e dei loro amministratori nei limiti dei dati detenuti dal Registro delle Imprese. L’accesso al portale, che già consente di espletare diversi adempimenti verso altre PP.AA., avverrà attraverso l’uso della Carta Nazionale dei Servizi di cui già detto in precedenza che garantisce l’autenticazione del soggetto che effettua le comunicazioni. Prossimamente sarà anche possibile la generazione da parte dei sistemi del R.O.C. di comunicazioni automatiche di variazione degli assetti proprietari degli operatori iscritti sulla base delle modifiche intervenute presso il Registro delle Imprese. Per ulteriori informazioni Vi invitiamo a visitare la pagina dedicata all’argomento presente nel sito www.uspi.it. 2
COMUNICATO STAMPA
in questo numero Scadenza ROC al 31.07.2013: la Comunicazione Annuale (pagine 1, 2, 6, 7)
Il Registro degli Operatori di Comunicazione entra nel portale impresainungiorno.gov.it Una netta semplificazione della burocrazia per 20mila imprese e una maggior tutela per il cittadino. Sono i risultati ai quali conduce la Convenzione sottoscritta tra l’Autorità garante per le comunicazioni e l’Unione delle Camere di commercio, che rappresenta anche un ulteriore passo avanti sulla strada dell’amministrazione digitale.
L’incontro con il Capo Dipartimento Editoria, Sepe (pagine 1, 5)
A partire dal 16 ottobre 2012 il sistema di gestione del Registro degli Operatori di Comunicazione (R.O.C.) verrà integrato nel portale impresainungiorno.gov.it, realizzato da Infocamere per conto di Unioncamere. Il portale ha la funzione di facilitare le comunicazioni tra impresa e P.A. allo scopo di rendere le relazioni e i procedimenti, tra tutti i soggetti e gli enti interessati, più efficienti e meno costosi.
Contributi diretti alle imprese editoriali, anno 2012 (pagine 8, 9)
Il portale impresainungiorno.gov.it svolge, altresì, la funzione di Punto singolo nazionale di contatto previsto dalla Direttiva servizi 123/2006/EC e consente l’interscambio informativo tra le P.A. aderenti ed il Registro delle Imprese. Tale importante innovazione garantirà la circolarità informativa costante tra il Registro Imprese/REA, (gestito dalle Camere di Commercio, che pubblica tutti i dati anagrafici, societari e storici delle imprese italiane) ed il Registro degli Operatori di Comunicazione (che detiene, invece, le informazioni relative ad autorizzazioni, a diritti d’uso, a marchi e testate necessari per l’avvio e l’esercizio delle attività economiche nei settori in cui Agcom opera). L’interscambio informativo fra Registro degli Operatori di Comunicazione e Registro Imprese consentirà, nelle comunicazioni verso Agcom, la compilazione automatica di tutti i dati detenuti dal sistema camerale, garantendo lo sviluppo automatizzato delle catene di partecipazioni societarie degli operatori iscritti al R.O.C. e dei loro amministratori nei limiti dei dati detenuti dal Registro delle Imprese. La maggior tempestività e chiarezza di informazioni, possibile attraverso l’interrelazione con il Registro delle Imprese, è, infine, ulteriore garanzia della trasparenza delle imprese e, di conseguenza, della tutela dei cittadini.
Niente soldi alle riviste di elevato valore culturale (pagine 1, 7) Le quote associative USPI, anno 2013 (pagina 3) La Giornata formativa USPI-DIE per immagini (pagina 4)
Legnini illustra le linee direttrici del Governo per il sostegno all’editoria – seconda parte (pagine, 10, 11, 12) Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 11) In arrivo da Bruxelles la Tessera professionale europea (pagine 13, 15) Periodici associati USPI – 456° elenco (pagina 16) Convenzione USPI-SDA (pagina 16)
L’accesso al portale, che già consente di espletare diversi adempimenti verso altre PP.AA., avverrà attraverso l’uso della Carta Nazionale dei Servizi che garantisce l’autenticazione del soggetto che effettua le comunicazioni. Prossimamente sarà anche possibile la generazione da parte dei sistemi del R.O.C. di comunicazioni automatiche di variazione degli assetti proprietari degli operatori iscritti sulla base delle modifiche intervenute presso il Registro delle Imprese. Roma, 20 settembre 2010 AGCOM: CIRCOLARE INFORMATIVA Con l’adozione della delibera n. 393/12/CONS. l’Autorità ha disposto integrazione degli adempimenti relativi alla gestione telematica del Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC) tra quelli esposti nel portale impresainungiorno.gov.it gestito dalla Unioncamere (Unione italiana delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura). Il portale integra in un unico ambiente numerosi adempimenti in capo 6 Notiziario USPI n° 7-8/2013
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Le quote associative usPi
per l’anno 2013 L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2013 risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche pubbliche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico, per email o fax, per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - convenzioni esclusive per i soci USPI; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura.
Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2013 e comprensive della spedizione in abbonamento postale del “Notiziario USPI” (pari a 33 €) sono le seguenti:
Per le testate (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge)
da da da da da
€ € € € €
1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su
270,00 700,00 1.300,00 2.600,00 3.800,00
“Una tantum” (oltre la quota di iscrizione) per le testate che si associano per la prima volta: - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie
€
100,00
- Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie
€
170,00
€ €
210,00 320,00
Rinnovo della quota per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI
Soci benemeriti L’USPI accoglie nel suo seno, su deliberazione del Consiglio Nazionale: - Soci benemeriti, e cioè persone od enti che mediante attività o donazioni abbiano contribuito allo sviluppo dell’USPI e, attraverso esse, abbiano favorito il progresso della stampa periodica. ***** Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6, Via Franceschini n. 58 - Roma, CODICE IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI. C.F. dell’USPI: 80188110581
ATTENzIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.
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LA GIORNATA FORMATIVA USPI - DIE PER IMMAGINI
Veduta della sala Da sin.: il Cons. Ferruccio Sepe, Capo del Dipartimento Editoria della PCM; l’Avv. Francesco Saverio Vetere, Segretario Generale USPI e il dr. Osvaldo Avallone, Direttore della Biblioteca Nazionale di Roma
Ingresso della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma
L’Avv. Francesco Saverio Vetere e il dr. Osvaldo Avallone
I relatori, Cons. Ferruccio Sepe e Avv. Francesco Saverio Vetere
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L’INCONTRO CON IL CAPO DIE, CONS. FERRUCCIO SEPE 1
e gratuito in occasione dei sessant’anni di vita della nostra Unione. Presentando ai numerosi presenti il riconfermato Capo Dipartimento Editoria, Sepe, Vetere ha sottolineato che il Dipartimento è “per” l’editoria e non “contro” l’editoria. C’è, certamente, da affrontare il calo sistematico dei Fondi disponibili: da 700 milioni di alcuni anni fa, ai 142 del 2014 e ai 144 per il 2015. Inoltre, la spending review governativa, che tocca anche il Dipartimento, può ancora assottigliare le somme a disposizione. Un vero tracollo del settore si è verificato con la sospensione delle tariffe postali agevolate nel 2010: solo le associazioni no profit e le onlus hanno ridotto le spedizioni postali dei propri prodotti da 211 milioni di pezzi (nel 2009) a 60 milioni attuali. Occorre combattere l’idea, purtroppo diffusa nel Paese, che ad usufruire dei contributi pubblici siano solo i grandi editori. L’INTERVENTO DI SEPE I contributi diretti Sepe ha ricordato di essere giunto a capo del Dipartimento editoria nel marzo del 2012, e subito ha dovuto far fronte ad una campagna di luoghi comuni che riteneva il sistema editoriale italiano finanziato largamente dallo Stato e che tali finanziamenti venissero sprecati, ossia gettati “in un pozzo nero” senza fondo. Altra idea ricorrente era quella che qualsiasi forma di sostegno fosse distorsiva del sistema. Quindi, è stato necessario adottare due linee di condotta: - dare certezza al sistema; - persuadere i politici che tale sostegno pubblico: non solo non è così ampio; ma non esiste solo in Italia; e che gli obiettivi perseguiti non alterano la concorrenza. I controlli ci sono e sono attivati dallo stesso Dipartimento, con la collaborazione della Guardia di Finanza, individuando “indici di rischio”. Sepe ha ricordato che il Sottosegretario Legnini, nell’audizione svolta alla Commissione Cultura della Camera dei deputati il 12 giugno scorso (vedi resoconto in altre pagine di questo Notiziario), ha sottolineato come l’intervento pubblico nell’eNotiziario USPI n° 7-8/2013
ditoria non sia un fenomeno solo italiano. In forme diverse esiste in tutta Europa, anzi, mentre in Italia la sua incidenza può essere stimata in 43 euro per cittadino, in altri Paesi (come la Francia ed il Belgio) la stima sale a 100 euro per cittadino. Inoltre, i contributi diretti alla stampa, ex lege 250/90, sono stati ridotti da 250 a 95 milioni in cinque anni, e per il 2014 ne sono stati finora stanziati 50. Anche i c.d. “Grandi editori” non percepiscono più finanziamenti come gli anni decorsi (come, ad esempio, tariffe postali, contributi carta, crediti agevolati, prepensionamenti, crediti d’imposta per la carta…). Contributi confermati almeno fino al 2015 Secondo Sepe, si era sparso anche l’infondato timore che le provvidenze all’editoria finissero nel 2014 (con il pagamento del 2013), come prospettato dall’articolo 29, comma 3, del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla Legge 22 dicembre 2011, n. 214. Tale previsione è venuta a mancare. La Legge 250/90 perdura in vigore perché è stata rifinanziata, fino al 2015, dalla Legge di stabilità per il 2013. Lo stanziamento pubblico è il frutto di una legge politico-finanziaria autorizzativa di spesa. Il citato articolo 29 richiama un Regolamento. Il DL 63 è norma regolamentaria, ma di rango superiore. Inoltre, il Parlamento ed il Governo (il Ministro dell’Economia e delle Finanze) hanno stanziato i Fondi fino al 2015. Un po’ di cifre Per illustrare il buon lavoro del Dipartimento Editoria, il Cons. Sepe cita alcune cifre: al 31.12.2011, erano stato pagato il 70% degli aventi diritto; al 31.12.2012, la percentuale è salita al 92%. Nel 2013 (per l’anno 2012) è stato distribuito il 66,67% del contributo, fatto 100% il totale. Il problema verte sulla natura del diritto al contributo: se si considera “diritto soggettivo” si prescrive in 10 anni, se si considera “interesse legittimo”, l’impugnazione deve avvenire entro 120 giorni dall’emanazione del decreto di diniego del contributo. Contributi editoria on line
Tali contributi, ha spiegato Sepe, sono un’idea “sperimentale”. Gli incentivi sono maggiori (il 70% dei costi, invece del tetto del 50% per i cartacei), ma deve trattarsi di “Giornali”, anche in forma mista (cartacei e telematici), non blog o siti. Inoltre, ha specificato il Capo dipartimento, tali contributi sono riservati ai giornali che già hanno percepito contributi nei passati anni e, senza preclusioni, ai giornali cartacei che diverranno online dopo cinque anni. Legge sull’equo compenso per il lavoro giornalistico Rispondendo alle ironiche (e un po’ provocatorie) domande degli editori – relative alla composizione della Commissione e alla redazione del tariffario – se, per caso, dovessero essere i giornalisti a decidere quanto farsi pagare dagli editori, Sepe ha confermato l’opinione espressa dal Sottosegretario Legnini: “La Commissione può essere un luogo di confronto tra le parti. Se si troverà un accordo, questo avrà un valore maggiore”. Tariffe postali Alla preoccupazione dei presenti e alla richiesta di quali prospettive si prefigurassero per il 2014, espresse a nome di tutti dal Segretario Generale Vetere, il Cons. Sepe ha ricordato come funzionava (anzi, nonfunzionava) il vecchio sistema delle agevolazioni postali: lo Stato rimborsava a Poste Italiane le agevolazioni praticate in confronto alla “tariffa base”. I precedenti governi non si si sono mai avvalsi della norma “fatto salvo il limite di stanziamento”, contenuta nell’articolo 3 della Legge 46/2004, anzi, hanno sempre pagato “a pie’ di lista”. Ora, secondo Sepe, la proroga tout-court dell’attuale regime, per superare la scadenza del 31.12.2013, potrebbe essere la soluzione più semplice, ma non quella più auspicabile. Il problema sono le risorse economiche a disposizione. Occorre, però, che anche Poste faccia una riflessione: se lo Stato potesse garantire (con una parte del Fondo) la differenza di tariffa applicata alle spedizioni di prodotti editoriali, anche Poste dovrebbe riconoscere che aumenta e assicura volumi maggiori di traffico. Conclusione Con un’ultima frase si è congedato il Capo Dipartimento, ed ha accolto l’applauso dei presenti: “Il nostro non è un sistema marcio nel midollo. Lo Stato non spende inutilmente queste risorse”. 5
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Scadenza ROC al 31 luglio 2013: la Comunicazione Annuale 2
alle aziende nei confronti della Pubblica Amministrazione (tra i quali quelli verso CCIAA. Ministero dello Sviluppo Economico. Ministero della Salute. ed altri) ed offre numerose funzioni di supporto alla compilazione della modulistica del Registro degli Operatori di Comunicazione attingendo in maniera automatica ai dati comunicati dalle imprese al Registro delle Imprese gestito dalle Camere di Commercio. In particolare, il portale è in grado di effettuare in forma semi-automatica lo sviluppo delle catene di partecipazione dei soci dei soggetti iscritti o iscrivendi sulla base delle informazioni detenute dal sistema camerale. La comunicazione dei soci ed amministratori comporterà - nel rispetto di quanto già previsto dal Regolamento di cui alla delibera n. 666/8/CONS - 1’onere in capo all’operatore di verificare ed integrare le istanze con i soli sviluppi societari dei soggetti non presenti nel Registro delle Imprese o non obbligati a comunicarvi la propria compagine societaria. Con il nuovo sistema del Registro, tutti gli adempimenti, anche le domande di iscrizione, dovranno essere trasmesse in formato elettronico attraverso il portale impresainungiomo.gov.it. Resta, allo stato, esclusa la richiesta di certificato (modello 17/ROC) che sarà gestita in formato cartaceo fino all’introduzione per via telematica di appositi servizi di pagamento dell’imposta di bollo. L’esposizione al pubblico dei nuovi servizi sul portale impresainungiorno.gov.it avverrà a partire dal 16 ottobre 2012. L’attuale sistema telematico per la gestione del Registro degli Operatori di Comunicazione e del Catasto Nazionale delle Frequenze resterà in esercizio fino al 1 ottobre 2012. Da tale data e fino all’attivazione del nuovo sistema, potrebbero verificarsi disservizi e malfunzionamenti. Le scadenze amministrative che dovessero cadere nel periodo tra il 1° ed il 16 ottobre si intendono, pertanto, prorogate al primo giorno utile per effettuare le comunicazioni attraverso il nuovo sistema telematico gestito attraverso il portale impresainungiomo.gov.it. L’accesso al nuovo sistema del Registro degli Operatori di Comunicazione ed al Catasto Nazionale delle frequenze sarà consentito unicamente attraverso l’uso della Carta Nazionale dei Servizi (CNS) di cui all’art. 1 lett. d) del Codice 6
dell’Amministrazione digitale (Dlgs 7 marzo 2005, n. 82). I legali rappresentanti o titolari degli operatori iscritti (o che intendono presentare domanda di iscrizione), a partire dal 16 ottobre 2012 devono dotarsi della CNS per l’accesso al portale impresainungiorno.gov.it. Devono, altresì, dotarsi della CNS i delegati alla compilazione e trasmissione degli adempimenti verso il Registro degli Operatori di Comunicazione e verso il Catasto Nazionale delle frequenze. Il certificato CNS è, a tutti gli effetti, un documento di identità elettronico e come tale può essere rilasciato da una Pubblica Amministrazione. Viene distribuita in forma di smart card (formato carta di credito) o di chiavetta USB. Attualmente le principali Pubbliche Amministrazioni (che a loro volta si avvalgono di Certification Authority accreditate) che rilasciano la CNS sono: 1. Le Camere di Commercio, su tutte le provincie del territorio nazionale. 2. La Regione Lombardia, ai cittadini residenti nella Regione. 3. La Regione Friuli Venezia Giulia, ai cittadini residenti nella Regione. Si segnala, altresì, che diversi ordini professionali hanno da tempo integrato la CNS nel tesserino di appartenenza all’ordine. Le modalità di rilascio dipendono dai singoli Enti a cui si rimanda per maggiori dettagli. Il portale impresainungiorno.gov.it prevede appositi servizi che consentono ai legali rappresentanti o titolari delle imprese di accreditarsi in quanto tali attraverso l’uso della propria CNS e di conferire deleghe ad altri soggetti alla compilazione e trasmissione degli adempimenti relativi al Registro degli Operatori di Comunicazione ad al Catasto Nazionale delle Frequenze (servizio di “subdelega”). Anche costoro dovranno dotarsi di CNS per poter esercitare le deleghe conferite attraverso il portale impresainungiorno.gov.it. AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI Deliberazione n. 393/12/CONS 4 settembre 2012 ARTICOLO 1 Modifiche all’allegato A alla delibera n.
666/08/CONS e successive modifiche ed integrazioni 1. L’art. 12 («Cancellazione») dell’allegato A alla delibera n. 666/08/CONS risulta così riformulato: «Art. 12 (Cancellazione). - 1. Nei casi in cui siano venuti meno uno o più requisiti per l’iscrizione al registro, i soggetti di cui all’art. 2 del presente regolamento trasmettono, entro trenta giorni decorrenti dal verificarsi della circostanza che fa venire meno tali requisiti, domanda di cancellazione redatta secondo il modello 16/ROC. 2. Qualora sia rilevato il venire meno dei presupposti per l’iscrizione al registro ovvero il soggetto iscritto non effettui comunicazioni al registro da oltre 3 anni consecutivi, ne e’ data comunicazione al soggetto interessato fissando un termine di quindici giorni, dalla data di ricezione della contestazione, per produrre eventuali controdeduzioni. In caso di riscontro entro il termine prefissato, il servizio effettua i relativi accertamenti, anche tramite il competente nucleo speciale per la radiodiffusione e l’editoria della Guardia di finanza, per le conseguenti determinazioni. In caso di mancato riscontro da parte del soggetto interessato, il Direttore del servizio, ovvero il dirigente dell’Ufficio registro degli operatori di comunicazione all’uopo delegato, dispone la cancellazione d’ufficio dal registro. 3. Nelle ipotesi in cui, dal sistema informativo delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, risulti la cancellazione del soggetto dal registro nazionale delle imprese a seguito di procedure concorsuali o per cessazione dell’attività, il Direttore, ovvero il Dirigente all’uopo delegato, dispone la cancellazione d’ufficio dal registro. 4. La cancellazione, sia su istanza di parte che d’ufficio, si formalizza con l’adozione di apposito provvedimento da annotare nel sistema informativo automatizzato del registro nonché nell’elenco pubblico degli operatori iscritti al registro di cui all’art. 19 del presente regolamento.». 2. L’art. 13 dell’allegato A alla delibera n. 666/08/CONS è sostituito dal seguente: «Art. 13 (Modalità di trasmissione delle comunicazioni). - 1. Le comunicazioni nei confronti del registro di cui agli articoli 5, 8, 9, 10, 11 e 12 sono effettuate esclusivamente attraverso i servizi telematici esposti all’indirizzo www.roc.agcom.it ovvero nella sezione dedicata all’indirizzo www.impresainungiorno.gov.it 2. Gli adempimenti previsti all’allegato C alla presente delibera (“Sezione speciale del registro relativa alle infrastrutture di Notiziario USPI n° 7-8/2013
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diffusione site nel territorio nazionale”) sono effettuati esclusivamente attraverso i servizi telematici esposti all’indirizzo www.catastofrequenze.agcom.it ovvero nella sezione dedicata all’indirizzo www.impresainungiorno.gov.it 3. I soggetti obbligati ad effettuare le comunicazioni di cui alla presente delibera possono delegare detti adempimenti ad una persona fisica indicata attraverso i servizi esposti sui predetti siti. 4. Le certificazioni di cui all’art. 14 continuano ad essere rilasciate su supporto cartaceo fino all’introduzione di servizi di pagamento dell’imposta di bollo per via telematica.». ARTICOLO 2 Modifiche all’allegato D alla delibera n. 666/08/CONS e successive modifiche ed integrazioni 1. Nel modello 2/ROC, di cui all’allegato D alla delibera n. 666/08/CONS e successive modifiche ed integrazioni, la sezione «Attività» viene sostituita con quella di cui alla tabella allegata alla presente delibera della quale costituisce parte integrante e sostanziale. ARTICOLO 3 Disposizioni finali 1. La presente delibera è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ed è resa disponibile sul sito web dell’Autorità www.agcom.it 2. Il testo coordinato della delibera n. 666/08/CONS, come da ultimo modificato, è reso disponibile sul sito web dell’Autorità. 3. Le disposizioni di cui alla presente delibera entrano in vigore dal 16 ottobre 2012, data di esposizione al pubblico dei nuovi servizi telematici sul portale www.impresainungiorno.gov.it 4. Le nuove modalità di accesso agli adempimenti telematici nei confronti del registro sono illustrate in un’apposita circolare informativa consultabile sul sito web www.roc.agcom.it ovvero nella sezione dedicata all’indirizzo: www.impresainungiorno.gov.it 5. Durante la fase di transizione tra i differenti sistemi informatici, i termini per gli adempimenti telematici potranno essere prorogati mediante apposite comunicazioni pubblicate sul sito web dell’Autorità. Roma, 4 settembre 2012 Il presidente Cardani Notiziario USPI n° 7-8/2013
Il commissario relatore Decina AVVISO: AVVIO DI PROCEDURA DI CANCELLAZIONE DAL ROC
NIENTE SOLDI ALLE RIVISTE DI ELEVATO VALORE CULTURALE
Avvio di procedura di cancellazione d’uffiper i “contributi alle pubblicazio1 cio ai sensi dell’art. 12, comma 2, dell’alleni periodiche di elevato valore culturale” e gato alla delibera n. 666/08/CONS, recante stabiliva il termine perentorio del 31 luglio regolamento per l’organizzazione e la tenuper la loro presentazione. ta del registro degli operatori di comunicazione, e successive modifiche ed integraDopo pochi giorni, invece, è apparso, sul zioni sito dello stesso ministero, un “Avviso” nel quale si annuncia che, per l’anno 2013 (a Si comunica che i soggetti iscritti al valere sulle pubblicazioni prodotte nel Registro degli operatori di comunicazione 2012), detti contributi non potranno presenti nel seguente elenco (VEDI WWW. essere assegnati a causa del mancato AGCOM.IT) non risultano aver effettuato finanziamento sul capitolo dedicato. le comunicazioni al ROC da oltre 3 anni consecutivi. Ecco il testo: Al riguardo si rappresenta che ai sensi dell’articolo 12, comma 2, del “Regolamento per l’organizzazione e la tenuta del Registro degli operatori di comunicazione”, così come modificato dalla delibera n. 393/12/CONS del 4 settembre 2012, è previsto che laddove il soggetto iscritto al ROC non effettui le prescritte comunicazioni da oltre 3 anni consecutivi “ne è data comunicazione al soggetto interessato fissando un termine di quindici giorni, dalla data di ricezione della contestazione, per produrre eventuali controdeduzioni. In caso di mancato riscontro da parte del soggetto interessato, il Direttore del Servizio, ovvero il Dirigente dell’Ufficio Registro degli operatori di comunicazione all’uopo delegato, dispone la cancellazione d’ufficio dal Registro. “; Gli operatori in elenco sono, pertanto, invitati a trasmette la comunicazione annuale telematica relativa all’anno 2012 entro il termine del 31 luglio 2013 mediante accesso al portale: www.impresainungiorno.gov.it. e secondo le modalità illustrate nella sezione “Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC)”, segnalando sin d’ora che, in caso contrario, si procederà alla cancellazione d’ufficio dal ROC in conformità a quanto disposto ai sensi del predetto art. 12, comma 2, del Regolamento per l’organizzazione e la tenuta del Registro degli operatori di comunicazione. Eventuali controdeduzioni e richieste di chiarimenti potranno essere trasmesse all’Ufficio Registro degli operatori di comunicazione (Centro Direzionale, isola B5 - Torre Francesco, cap. 80143 Napoli posta elettronica certificata: agcom@cert.agcom.it – fax 0817507 581/683). Il Direttore del Servizio Ispettivo, Registro e Co.re.com. Nicola Sansalone
“PUBBLICAZIONI PERIODICHE DI ELEVATO VALORE CULTURALE SOSPENSIONE CONTRIBUTI Avviso Si informa che nell’anno finanziario 2013 i contributi per le pubblicazioni periodiche di elevato valore culturale non potranno essere assegnati a causa del mancato finanziamento sul capitolo dedicato. Conseguentemente non dovranno essere presentate le domande di contributo relative alle riviste pubblicate nel 2012 (Circolare 15 maggio 2013, n.103/2013GU n.129 del 4-6-2013). Per ogni informazione al riguardo contattare: Prof. Michele Russo michele.russo@beniculturali.it, 06.36216232;
– tel.
Dott.ssa Natalia Serao natalia.serao@beniculturali.it, 06.36216302;
– tel.
Dott.ssa Angela Benintende angela.benintende@beniculturali.it, 06.36216200.
– tel.
Si invitano le Associazioni di settore a voler dare la più larga diffusione alla presente comunicazione”. E l’USPI, tristemente, collabora a darne la più larga diffusione…
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Notizie dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria
CONTRIBUTI DIRETTI ALLE IMPRESE EDITORIALI, ANNO 2012 Sul sito del Dipartimento per l’Editoria (www.governo.it/die/), nella sezione Informazione e Modulistica, area Stampa, sono stati pubblicati i documenti e le istruzioni e le faq per l’ammissione ai contributi diretti alle imprese editoriali, ex lege 250/90, per l’anno 2012. Ecco le istruzioni: Modalità di presentazione della documentazione Ai fini dell’ammissione al contributo, le imprese devono essere regolarmente iscritte, per l’anno di riferimento, presso il Registro degli Operatori di Comunicazione tenuto dall’AGCOM e risultare in regola con gli adempimenti richiesti dalla relativa normativa. La documentazione istruttoria a corredo della domanda deve pervenire, a pena di decadenza, entro la data del 30 settembre 2013. La trasmissione può avvenire: mediante raccomandata postale con avviso di ricevimento (si segnala che, anche in tale caso, fa comunque fede il timbro della data di arrivo) o tramite spedizione a mezzo corriere al seguente indirizzo: Presidenza del Consiglio dei ministri Dipartimento per l’informazione e l’editoria Ufficio per il sostegno all’editoria Servizio per il sostegno diretto alla stampa Via della Mercede, 9 - 00187 ROMA
relativa alla tiratura (art.3, comma 3, legge n. 250/1990): (documento1_bis) Dichiarazione tirature co.3.doc
vertito dalla legge 29 novembre 2007, n. 222 (Art. 10, commi 2 e 4) (Termine di presentazione della documentazione e regolarità contributiva previdenziale)
Dichiarazione di conformità all’originale di copia: (documento2) Dichiarazione sostitutiva copia conforme.doc
Decreto legge 4 luglio 2006, n. 233 convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248 (Art. 20, comma 3- ter) (Giornali organi di partito)
Prospetto dei costi per le pubblicazioni in formato cartaceo: (documento3) Prospetto costi stampa.xls
Legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Art.153, comma 2) (Requisito della rappresentanza parlamentare per giornali organi di partito)
Prospetto dei costi per le agenzie di informazione radiofonica: (documento3_bis) Prospetto costi agenzie radiofoniche.xls
Legge 23 dicembre 2005, n. 266 (Art.1, commi 459, 460 e 574) (Ulteriori requisiti per l’accesso ai contributi e decadenza per le imprese controllate o collegate)
Prospetto dei costi per le pubblicazioni in formato digitale: (documento4) Prospetto costi digitale.xls
Legge 7 agosto 1990, n. 250 e s.m. (Art.3) (Categorie di imprese ammesse al contributo e requisiti)
Prospetto distribuzione e vendita pubblicazioni in formato cartaceo: (documento5) Prospetto Distribuzione e vendita2012.xls
Legge 5 agosto 1981, n. 416 e s.m. (Disciplina delle imprese editrici e provvidenze per l’editoria)
Prospetto abbonamenti pubblicazioni in formato digitale: (documento5_bis) Prospetto Abbonamenti Digitale 2012.xls Prospetto distribuzione e vendita (politici e quotidiani italiani editi e diffusi all’estero): (documento5_ter) Prospetto Distribuzione politici e estero.xls Normativa di riferimento
ovvero per via telematica, con firma digitale, al seguente indirizzo di posta elettronica certificata: archivio.die@mailbox.governo.it. In caso di trasmissione mediante PEC, i files allegati non dovranno superare la dimensione complessiva di 4Mb; nel caso in cui la dimensione dei files sia maggiore, sarà necessario effettuare più invii, specificando ogni volta la domanda cui la documentazione si riferisce. Modulistica Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà: (documento1) Dichiarazione sostitutiva atto notorietà.doc Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà 8
D.P.C.M. 11 marzo 2013 (Individuazione dei costi ammissibili per le pubblicazioni in formato digitale) D.P.C.M. 8 marzo 2013 (Individuazione dei costi ammissibili per le pubblicazioni in formato cartaceo) Decreto legge 18 maggio 2012, n. 63 convertito, con modificazioni, dalla legge 16 luglio 2012, n. 103 (Riordino dei contributi alle imprese editrici – Nuovi criteri di calcolo e liquidazione) D.P.R. 25 novembre 2010, n. 223 (Regolamento recante semplificazione e riordino dell’erogazione dei contributi all’editoria) Decreto legge 1 ottobre 2007, n. 159 con-
FAQ relative ai contributi per l’anno 2012 Quali giornali pubblicati on line possono accedere alle provvidenze previste dal decreto legge 18 maggio 2012, n. 63 convertito, con modificazioni, dalla legge 16 luglio 2012, n.63? I nuovi contributi per l’editoria in formato digitale sono stati previsti esclusivamente per le testate che già fruivano delle provvidenze per il formato cartaceo per l’anno 2011. Finalità del legislatore è infatti quella di sostenere e incentivare le testate già esistenti nel passaggio al digitale e non di ampliare la platea dei destinatari dei contributi. L’impresa editrice che accede per la prima volta ai contributi per l’anno 2012, avendo maturato il requisito dell’anzianità quinquennale di edizione della testata, può ottenere anche le provvidenze per l’edizione digitale? L’art. 3, comma 1, del decreto legge n. 63 del 2012 riserva espressamente alle imprese che editano testate cartacee, già fruitrici dei contributi per l’anno 2011, la possibilità di continuare a percepire il contributo anche con il passaggio all’editoria digitale. Tale previsione normativa è stata ritenuta Notiziario USPI n° 7-8/2013
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compatibile con la disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato, in quanto non introduce una nuova forma di sostegno pubblico all’editoria, ma rappresenta una misura alternativa ed integrativa di sostegno rivolta alla stessa categoria di soggetti in possesso dei requisiti per percepire il contributo diretto alla stampa. Può un quotidiano cartaceo, nel passaggio alla edizione on line, mantenere la sua natura di quotidiano ed il relativo regime di contributi, anche laddove pubblichi settimanalmente cinque numeri in formato elettronico e un numero in cartaceo? La diversa modalità della pubblicazione, in formato cartaceo e on line, non rileva ai fini della periodicità della testata (e quindi, nel caso di specie, della natura di giornale quotidiano) purché vengano complessivamente effettuate almeno 240 uscite annue, trattandosi di quotidiano, secondo quanto previsto dalla legge (vedi art. 8, comma 8, della legge n. 67 del 1987 e art. 3, comma 1, del decreto legge n. 63 del 2012). In caso di pubblicazione della testata sia in versione cartacea che digitale è possibile il cumulo dei rispettivi contributi per le copie vendute (c.d. contributo variabile)? La ratio del decreto legge n. 63 del 2012 e dei decreti attuativi che disciplinano i costi ammissibili è senz’altro quella di consentire il concorso tra edizione cartacea e digitale. In questa cornice si iscrive, quindi, la logica della cumulabilità dei contributi relativi alle copie vendute in cartaceo e on line, con il limite del rispetto del tetto previsto per il contributo c.d. variabile (3,5 milioni di euro per i quotidiani e 200 mila euro per i periodici – vedi art. 2, comma 2, lett. b del decreto legge n. 63 del 2012). Analogamente, si applica il principio della cumulabilità anche per i costi di produzione delle due edizioni, digitale e cartacea, nel limite del rispetto del tetto stabilito dall’art. 2, comma 2, lett. a) del decreto legge n. 63 del 2012. La cessione del credito, mediante atto notarile, avente ad oggetto il contributo per l’editoria in favore dello stampatore, può considerarsi strumento di pagamento tracciabile ai fini del rimborso all’editore delle spese di stampa? Certamente il principio fissato dal decreto legge n. 63 del 2012 e dai decreti attuativi sui costi ammissibili, è quello della rimborsabilità dei costi pagati al 30 settembre dell’anno successivo a quello di contribuzione. Tale principio discende dall’esigenza, rilevata nell’esperienza operativa e di controllo, di avere la certezza che i costi di cui si richiede il rimborso siano stati effettivaNotiziario USPI n° 7-8/2013
mente sostenuti e di evitare, come purtroppo a volte si è verificato, che vengano riscosse da parte delle imprese editrici somme per costi al momento dell’istruttoria non effettivamente sostenuti. In questo senso la tracciabilità si pone quindi come un mezzo di concreta verifica dell’avvenuto pagamento. Fermo restando il principio enunciato, la cessione di credito, stipulata con atto notarile, del contributo per l’editoria può ritenersi che svolga la sua funzione di strumento equipollente di pagamento, tenuto conto che in questo caso il pagamento verrà disposto, con strumenti tracciabili, direttamente dalla P.C.M. entro la data del 31 dicembre. Può ritenersi ammissibile ai fini del contributo il costo relativo alla stampa mediante presentazione di fatture quietanzate dello stampatore, attraverso la cessione pro-soluto del credito vantato dall’editore nei confronti del distributore per le copie vendute? Non emergono elementi ostativi a ritenere ammissibile, come modalità per il pagamento del debito dell’editore nei confronti dello stampatore, la cessione, pro-soluto, del credito vantato dall’editore verso il distributore per effetto dei maggiori ricavi ottenuti dalla vendita delle copie, detratte le somme per il servizio di distribuzione. Tale modalità di pagamento, mediante cessione di un credito e successiva compensazione dei debiti, rientra infatti tra gli strumenti previsti dalle disposizioni civilistiche per la regolazione dei rapporti negoziali tra le parti nello svolgimento della loro autonomia privata. Ciò premesso, ai fini dell’ammissibilità del costo al contributo editoriale, è necessario che nei rapporti tra stampatore e distributore vengano garantite le medesime regole e condizioni che la legge ed il decreto attuativo hanno previsto nei confronti dell’editore che richiede il contributo, con riferimento alla tracciabilità dei pagamenti e alla loro certificazione in sede di documentazione contabile. Occorre, dunque, che anche la movimentazione finanziaria tra stampatore e distributore sia tracciabile non essendo, a tal fine, sufficiente la produzione della mera fattura quietanzata. Tale finalità potrà essere garantita dall’editore con le modalità che riterrà più opportune, per esempio attraverso la previsione di una specifica clausola in tal senso nel contratto di cessione del credito. Può ritenersi ammissibile ai fini del contributo il costo pagato dall’editore al distributore tramite compensazione delle fatture dei servizi di trasporto? La compensazione può essere considerata “pagamento tracciabile”?
Valgono le considerazioni espresse nella precedente Faq. Pertanto, la compensazione tra crediti e debiti sarà ammissibile purché vengano garantite le condizioni richieste dalla legge in materia di tracciabilità e di certificazione. Tali condizioni potranno essere assicurate da un contratto registrato in cui siano individuabili tutti gli elementi necessari, dal pagamento tramite bonifico o altro strumento equipollente, dal prospetto di liquidazione certificato dai revisori. Il TFR costituisce un costo ammissibile ai fini del calcolo dei contributi all’editoria? Come è noto, il TFR ha una disciplina diversa a seconda se le aziende abbiano meno di 50 dipendenti ovvero almeno 50 dipendenti. Mentre, infatti, nel primo caso (aziende con meno di 50 dipendenti), la gestione aziendale del TFR comporta, sul piano contabile, la necessità di rilevare, in sede di chiusura del bilancio, l’accantonamento dell’esercizio e la rivalutazione del TFR maturato, senza alcun obbligo di versamento e fatta salva la possibilità per il prestatore di lavoro di chiedere, in costanza di rapporto di lavoro, un’anticipazione sul trattamento cui avrebbe diritto all’atto di cessazione del rapporto, nel secondo caso (aziende con almeno 50 dipendenti), se il lavoratore sceglie di mantenere il TFR in azienda, l’azienda deve versare il TFR maturato al Fondo di tesoreria dell’INPS, a far data dal 1° gennaio 2007. Ai fini dell’ammissione del costo del TFR al rimborso, si terrà pertanto conto delle due diverse discipline, richiedendo, nel primo caso, che l’accantonamento della relativa voce sia evidenziato e certificato nelle scritture contabili e, nel secondo caso, la documentazione dell’avvenuto versamento del TFR al fondo di tesoreria dell’INPS per l’anno di riferimento. Qualora si costituisca una nuova cooperativa editoriale ai sensi degli articoli 5 e 6 della legge n. 416/1981, quali condizioni devono ricorrere per poter usufruire dell’esenzione del possesso del requisito di anzianità quinquennale per la maturazione del contributo (art. 1, comma 7-bis del decreto legge 63 del 2012)? Ove si costituisca una nuova cooperativa ex artt. 5 e 6 della legge n. 416/1981, che subentri al contratto di cessione in uso della testata cessata ovvero acquisti la testata, la nuova cooperativa, per ragioni di continuità aziendale, deve associare anche una quota di giornalisti dipendenti dell’impresa cessata. In tal caso non costituisce condizione ostativa la circostanza che l’impresa abbia percepito il contributo in anni antecedenti al 2011. 9
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Audizione del Sottosegretario presso la VII Commissione Cultura della Camera
LEGNINI ILLUSTRA LE LINEE DIRETTRICI DEL GOVERNO PER IL SOSTEGNO ALL’EDITORIA
dialogando dialogando Il 12 giugno scorso, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’editoria, On. Giovanni Legnini, ha svolto la sua prima audizione di fronte alla Commissione Cultura, scienze ed istruzione della Camera della Camera dei deputati. Il sostegno all’editoria, la questione dell’equo compenso nel lavoro giornalistico, le problematiche del diritto d’autore. Questi sono alcuni dei temi affrontati nell’ intervento del Sottosegretario. Di seguito trovate la sintesi della seconda parte dell’intervento dell’On. Legnini (la prima parte è stata pubblicata sul precedente numero di questo Notiziario).
come peraltro in ogni settore di contribuzione pubblica, sono emerse irregolarità e comportamenti illeciti e, in alcuni casi, vere e proprie truffe di cui si è occupata e tutt’ora si occupa l’autorità giudiziaria. Questo, sia detto per inciso, è in larga parte il prodotto della stretta collaborazione che il Dipartimento per l’editoria ed i Nuclei Speciali della Guardia di Finanza, coordinati dal Comando Generale, hanno costruito ed affinato negli ultimi anni, mettendo insieme le rispettive conoscenze e pianificando le attività di controllo. Quanto all’esito dell’attività ispettiva, i primi risultati concreti sono rappresentati dai circa 10 milioni di euro recuperati a seguito dei controlli effettuati sui soggetti percettori dei contributi diretti per l’anno 2010. Tali risorse sono state riportate a bilancio per essere riassegnate alle imprese risultate legittimamente titolate alla contribuzione diretta nel medesimo esercizio finanziario. Tuttavia, l’entità di questi recuperi è desti-
2. Il sostegno all’editoria (seguito) Nell’ambito dei beneficiari dei contributi – per intenderci – i giornali di partito rappresentano una ristretta minoranza (appena 11 sui citati 220 soggetti aventi titolo). Le imprese sostenute dal contributo pubblico, spesso molto radicate nelle realtà locali, impiegano migliaia di giornalisti (professionisti, pubblicisti e collaboratori), più un significativo numero di altri addetti (ad es. i poligrafici editoriali), senza considerare i livelli di occupazione nell’indotto (materie prime, centri di stampa, di distribuzione ecc). Dai dati tratti dalle certificazioni degli ultimi bilanci disponibili, relativi all’anno 2011, emerge che le copie vendute dalle testate percettrici di contributi pubblici ammontano in totale a poco meno di 265 milioni di copie, per un fatturato complessivo di circa 276 milioni di euro, al netto dei rimborsi derivanti dalla contribuzione pubblica. Mi pare significativo sottolineare che l’incidenza del sovvenzionamento a carico dello Stato non supera, nel 2011, la soglia del 36% del fatturato da mercato delle imprese percettrici, mantenendosi in un margine che mi consentirete di definire fisiologico per imprese editoriali che vivono sostanzialmente di vendite e pubblicità. Non possiamo nasconderci che nel tempo, 10
nata nel medio periodo a ridimensionarsi. Il nuovo sistema di regole che oggi presiede all’accesso e all’erogazione dei contributi (a partire dall’anno 2012) già prevede vincoli molto più stringenti, tali da impedire il ripetersi dei casi più eclatanti che hanno occupato in anni recenti le cronache giornalistiche… In particolare, l’accesso ai contributi è oggi subordinato a parametri meglio espressivi della reale capacità dell’impresa di stare sul mercato, quale il numero delle copie effettivamente vendute rispetto a quelle distribuite, senza che assumano più alcun rilievo le copie frutto della mera tiratura ovvero di vendite in blocco o tramite strillonaggio. Inoltre, al fine di incentivare l’occupazione giornalistica e poligrafica presso le imprese editrici si prevede, per la prima volta, come requisito fondamentale l’impiego di un numero minimo (almeno 5 unità) di dipendenti assunti a tempo indeterminato.
Ulteriori accorgimenti sono stati presi nell’ambito dei provvedimenti attuativi previsti dal decreto-legge n. 63/2012, adottati nel marzo scorso, di concerto con il Ministro dell’economia, concernenti la nuova disciplina dei costi di produzione rimborsabili, sia per l’edizione cartacea che per quella in formato digitale. Quanto al complesso dei provvedimenti attuativi del decreto n. 63/2012, rimane a tutt’oggi da adottare – ma è comunque in fase avanzata di definizione – solo il regolamento per la stampa periodica all’estero. Va inoltre segnalato il fatto che, per la prima volta, viene richiesto che i pagamenti delle spese di produzione (carta, personale, stampa e distribuzione) siano effettuati con strumenti che ne consentano la piena tracciabilità, anche al fine di avere contezza che essi siano stati effettivamente sostenuti prima dell’erogazione del contributo, che si configura ora più propriamente rimborso. Un’assoluta novità del nuovo sistema di contribuzione è quello che concerne la disciplina di dettaglio dei costi rimborsabili per i quotidiani e periodici che transitano al formato digitale, che per gli anni 2012 e 2013 prevede una percentuale più alta di ristoro dei costi sostenuti (70% in luogo del 50% contemplato per le edizioni cartacee), al fine di incentivare il passaggio a forme di pubblicazione dai costi industriali più contenuti e dai modelli di business più flessibili. Insomma, il “pubblico” e parziale sovvenzionamento del pluralismo editoriale avviene in cambio di più trasparenza, più innovazione e più lavoro… L’aver posto queste regole è stato un passo indubbiamente importante, ma non può sottacersi che ogni sforzo sotto questo profilo sarà inutile se non si ha consapevolezza di due fattori di sviluppo essenziali: da un lato, la stabilità nella definizione delle risorse destinate al settore; dall’altro, la messa in campo di un piano di misure coerenti e integrate per l’intero sistema dell’editoria, indispensabili per affrontare con qualche chance di successo una crisi di settore che ha radici profonde. 3. La modernizzazione della rete di distribuzione e vendita Per avviarci verso una nuova stagione volta ad incentivare l’innovazione di prodotto e di processo, è necessario coinvolgere tutti gli operatori della filiera. In proposito, devo Notiziario USPI n° 7-8/2013
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osservare che è veramente singolare che gli editori non possano disporre, oggi, di uno strumento essenziale di gestione e di programmazione che dia loro informazioni affidabili, in tempo reale, sulla vendita dei giornali sul territorio, e tutto questo a causa dell’assenza di una rete informatica che colleghi editori, distributori ed edicolanti. Ma va detto che l’adeguamento tecnologico della rete di distribuzione e vendita è anche il presupposto per un riassetto dei rapporti interni alla filiera, che oggi vede gli edicolanti penalizzati da una serie di obblighi, ispirati certamente alla tutela dei principi recati dall’art. 21 della Costituzione (primi fra tutti, quello di accettare tutte le pubblicazioni distribuite e quello di garantire la c.d. “parità di trattamento” nell’esposizione di tutti i giornali, gadgets compresi, in spazi commerciali spesso molto ristretti) ma che ne limitano fortemente l’autonomia finanziaria e gestionale. Dagli incontri che ho avuto con le diverse associazioni di categoria ho tratto la convinzione che il mercato della distribuzione/diffusione dei giornali risente sicuramente di talune distorsioni, dovute anche alla disparità di potere contrattuale e di autonomia gestionale tra edicolanti e distributori… Tale situazione va sicuramente affrontata – sia in termini regolatori che di misure necessarie a favorire la modernizzazione – nella prospettiva di dare alla filiera un assetto più equilibrato dei rapporti tra le sue componenti e per renderla più aperta, efficiente e competitiva. 6. La questione dell’ “Equo compenso nel lavoro giornalistico” Il pluralismo dell’informazione, che costituisce il faro dell’intervento pubblico, non può però essere assicurato senza porre le basi anche di una tutela delle condizioni economiche minime che devono essere assicurate ai giornalisti, affinché possano svolgere con dignità ed indipendenza la loro professione, garantendo quindi un livello qualitativo adeguato del prodotto editoriale. Sotto questo profilo il Parlamento ha fatto già la sua parte approvando, nella scorsa legislatura, la legge 31 dicembre 2012, n. 233 in materia di “Equo compenso nel settore giornalistico”, entrata in vigore il 18 gennaio di quest’anno. L’onere passa ora al Governo, che è chiamato ad attuarla efficacemente ed in tempi rapidi; e su questo voglio assicurarvi il mio personale impegno, convinto come sono della necessità, tra l’altro, di arginare e contrastare i fenomeni patologici dell’occupazione giornalistica che si sono diffusi negli ultimi anni, con l’allargarsi delle aree del precariato e dell’esternalizzazione nella elaborazione del prodotto giornalistico. Notiziario USPI n° 7-8/2013
Mi riprometto, in particolare, di favorire attraverso i lavori della Commissione sull’Equo compenso il raggiungimento di un accordo che, nel rispetto dello spirito della legge, possa realizzare un conveniente assetto degli interessi in gioco. Voglio, a questo punto, informarvi brevemente dei passi già compiuti. Nel mese di febbraio il Dipartimento ha chiesto alle amministrazioni ed alle associazioni di categoria presenti nella Commissione di designare i loro rappresentanti, ed il 4 marzo si è tenuta la prima riunione di insediamento, alla quale tuttavia non hanno partecipato gli editori. Negli stessi giorni, le associazioni degli editori avevano infatti posto formalmente un problema concernente la composizione della Commissione: a loro avviso, non era corretta la richiesta, loro rivolta, di designare un unico rappresentante; ritenevano invece che una più equilibrata interpretazione della norma li abilitasse a designare un rappresentante per ciascuna delle aree dell’attività giornalistica (quotidiani, periodici, editoria on-line, agenzie di stampa ed emittenti radiotelevisive) citate nella diposizione di apertura della stessa legge, e che ne individua il campo d’azione. E’ stato quindi necessario acquisire il parere di un Organo terzo (la stessa Commissione ha ritenuto di interessare il Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri). Acquisito, a metà marzo, il parere del predetto Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi (che ha confermato la correttezza della richiesta rivolta agli editori di designare un rappresentante unico) si è proceduto a darne comunicazione alle associazioni, sollecitando, a questo punto, la designazione del loro rappresentante in Commissione. A questo riguardo, voglio precisare che la Commissione, sotto un profilo strettamente giuridico, è in grado di espletare il proprio mandato anche in assenza della designazione di una delle componenti (è stato infatti opportunamente chiarito, dal Dipartimento per gli affari giuridici e legi slativi della Presidenza, che la Commissione in argomento non sembra potersi qualificare come “collegio perfetto”); tuttavia, voglio qui, davanti a voi, esprimere fortemente un invito alle associazioni degli editori a designare senza ulteriori ritardi il loro rappresentante, perché sono convinto che il compito – delicato ed importante – affidato alla Commissione debba essere rapidamente portato a compimento con il concorso effettivo di tutti gli attori del sistema. 12
DEPOSITO LEGALE E CONVENzIONI USPI Nei mesi di luglio e agosto si diversificano gli oneri del “deposito legale” per gli associati, in base alla sede e alla periodicità, secondo il seguente calendario: ENTRO IL MESE DI LUGLIO - Gli editori di: QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relativi supplementi e allegati; con sede principale in: VALLE D’AOSTA, PIEMONTE, LOMBARDIA, TRENTINO ALTO ADIGE sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 2° trimestre dell’anno (aprile-giugno 2013). - Gli editori di: QUATTORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e ALTRA PERIODICITA’ e relativi supplementi e allegati; con sede principale in: VALLE D’AOSTA, PIEMONTE, LOMBARDIA, TRENTINO ALTO ADIGE sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 1° semestre dell’anno (gennaio-giugno 2013). ENTRO IL MESE DI AGOSTO - Gli editori di: QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relativi supplementi e allegati; con sede principale in: LIGURIA, VENETO, FRIULI VENEzIA GIULIA, EMILIA ROMAGNA, TOSCANA, UMBRIA, MARCHE sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 2° trimestre (aprilegiugno 2013). - Gli editori di periodici con cadenza superiore al settimanale nel mese di agosto NON devono effettuare alcuna consegna. ***** Rammentiamo, infine, che per il deposito delle copie presso le Biblioteche regionali e provinciali la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni. Gli editori della Lombardia iscritti all’USPI possono avvalersi della convenzione stipulata con la Regione Lombardia - Sovrintendenza beni librari ed effettuare il deposito legale regionale secondo le cadenze già stabilite con le due biblioteche nazionali.
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8. Le problematiche del Diritto d’Autore Nel quadro generale del sostegno all’editoria non può mancare il tema del diritto d’autore e degli strumenti necessari alla sua tutela, in un contesto particolarmente difficile, come quello attuale, che vede convivere, sulla Rete, le imprese editoriali che investono risorse per produrre informazione di qualità con modalità innovative, ed altre forme di impresa – tipicamente i “motori di ricerca” come Google, Yahoo ed altri – che, nell’ambito della enorme raccolta di dati messa a disposizione di chiunque vi acceda, includono anche i contenuti editoriali prodotti dalle testate on-line. A fronte di questa criticità, in vari Paesi, non solo europei, gli editori hanno chiesto, con sempre maggior forza, in particolare al colosso digitale Google di riconoscere in loro favore una remunerazione per le notizie giornalistiche indicizzate dal proprio motore di ricerca e, in generale, da tutti i servizi di aggregazione di notizie (come Google News)… In Europa, attualmente, vi sono due orientamenti sul tema che si riflettono in misure di intervento differenti. Da una parte ci sono Belgio e Francia, che hanno raggiunto un accordo negoziale con Google, mentre la Germania che ha deciso di regolamentare la questione attraverso un intervento legislativo. In Francia, in particolare, l’accordo è stato raggiunto a seguito di un’iniziativa del Governo, che ha a tal fine nominato un mediatore. Sotto il profilo dei contenuti, l’intesa prefigura, per un verso, l’impegno di Google a versare in un apposito fondo – gestito congiuntamente con gli editori e nel quale è rappresentato anche il Governo francese – 60 milioni di euro da destinare al finanziamento di progetti editoriali innovativi e alla transizione delle testate verso le piattaforme digitali. Tale accordo costituisce di fatto una via di mezzo tra una sorta di remunerazione in via equitativa, o saldo forfettario per i diritti di copyright, ed un “piano di aiuti” a favore dell’editoria francese. Come già anticipato, la linea d’azione scelta della Germania è stata piuttosto quella dell’intervento per via legislativa. Dopo l’approvazione da parte del Bundestag, anche il Bundesrat ha approvato in via definitiva il progetto di legge rinominato link tax sul nuovo diritto d’autore online che prevede, da parte di Google ed altre piattaforme, il versamento delle royalties agli editori per la pubblicazione di contenuti. Il progetto di legge sul diritto d’autore accessorio (come può essere definito), nella sua 12
forma originaria prevedeva una tassa sul copyright a favore degli editori per tutte le notizie giornalistiche indicizzate sui motori di ricerca. Con l’approvazione del Bundesrat però, si è intervenuto sulla derogabilità di tali previsioni nei confronti dei titoli o di sintesi brevi. Pertanto, il testo definitivo conferisce agli editori il diritto esclusivo di commercializzare i loro prodotti o parti di essi, tranne nel caso di singole parole o frammenti di testo molto sintetici, rendendo possibile per i motori di ricerca come Google e per tutti gli altri aggregatori riportare parzialmente testi citati. A questo proposito, ribadisco la mia intenzione di avviare sul tema un’ampia riflessione che tenga conto, non solo delle soluzioni europee finora sperimentate, ma anche degli spunti offerti dagli stessi utenti e fruitori della Rete. 11. Le linee programmatiche In conclusione, alla luce del quadro generale sin qui illustrato, ritengo che le politiche del Governo per l’editoria debbano far segnare un cambio di prospettiva, superando la logica puramente “resistenziale” e conservativa, imposta anche dai reiterati tagli di bilancio degli ultimi anni. Occorre un piano incisivo di rilancio dell’intero settore che contempli la modernizzazione degli strumenti dell’intervento pubblico adeguandoli al nuovo contesto economico e tecnologico. Come ho illustrato sopra, le disponibilità del bilancio pubblico sono da anni in fibrillazione permanente e quelle del settore dell’editoria, in particolare, hanno costituito luogo di elezione per trovare coperture a volte estemporanee a provvedimenti di spesa. Nondimeno, vorrei osservare che il comparto, come ho avuto modo di spiegare, ha ormai ampiamente ridimensionato il suo onere sul bilancio pubblico e, quindi, non sarebbe in grado di garantire un ulteriore apprezzabile contributo al risanamento finanziario. Per questo ribadisco qui l’impegno del Governo a garantire un livello adeguato delle risorse per la contribuzione diretta, quantomeno stabilizzando l’attuale livello finanziario già dalla prossima Legge di Stabilità… Dobbiamo uscire, come ho già detto, dalla logica della mera difesa dagli interventi di “potatura” delle risorse disponibili per il settore, per avviarci verso una nuova stagione volta ad incentivare l’innovazione di prodotto e di processo, e questo non soltanto nelle aziende editoriali, ma coinvolgendo tutti gli operatori della filiera... Ritengo allora indispensabile costruire, con l’aiuto di tutti, un progetto nuovo,
incentrato sulle seguenti linee direttrici: 1. Sostegno alle ristrutturazioni aziendali conseguenti alle numerose crisi dichiarate con misure che contemplino l’accompagnamento in uscita delle professionalità in esubero e contestualmente incentivi all’ingresso di giovani professionisti in modo da favorire un adeguato ricambio generazionale in funzione dei processi di innovazione in atto; 2. altre forme di sostegno ai processi di innovazione del comparto anche a mezzo di incentivazioni fiscali alla diffusione dei contenuti digitali ed al rilancio della domanda di lettura di prodotti editoriali; 3. misure finalizzate a favorire la modernizzazione della filiera della distribuzione e vendita dei giornali; 4. avvio di un processo di riforma del diritto d’autore con il coinvolgimento di tutti i dicasteri competenti, dell’AGCOM e delle molteplici esperienze e professionalità che hanno esaminato approfonditamente le problematiche attuali del diritto d’autore e dei diritti connessi; 5. Iniziative volte a favorire un’intesa tra editori e motori di ricerca, ovvero in mancanza un intervento normativo che preveda la costituzione di un fondo per finanziare i progetti di innovazione dell’editoria italiana, alimentato principalmente dalla contribuzione dei motori di ricerca; 6. Ridefinizione del quadro finanziario del settore che preveda il recupero di risorse destinate all’estinzione di passività pregresse, la stabilizzazione del livello di risorse destinate alla contribuzione diretta in attesa di un eventuale ridisegno del quadro di sostegno all’editoria, la ridefinizione del quadro di incentivi fiscali vigenti anche a seguito del recente intervento limitativo delle agevolazioni IVA sui gadget. Per conseguire tali obiettivi, per approfondirne i contenuti e per individuare gli opportuni strumenti normativi e finanziari, ho ritenuto di promuovere un confronto tra tutti i soggetti di rappresentanza collettiva del settore. A tal fine ho già convocato, nei giorni scorsi, un tavolo che ha condiviso metodo e finalità dell’iniziativa. Il tavolo si riunirà nuovamente all’esito del confronto nei due rami del Parlamento sulle linee programmatiche sopradescritte. Confido nel dibattito parlamentare, nei Vostri suggerimenti e proposte sulle problematiche e sugli obiettivi sopraenunciati e su ogni altro tema che riterrete rilevante per affrontare e superare la crisi di un settore cruciale per il corretto funzionamento del nostro sistema democratico. Notiziario USPI n° 7-8/2013
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Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI IN ARRIVO DA BRUXELLES LA TESSERA PROFESSIONALE EUROPEA Camporese: “dalla UE linee guida per una professione qualificata” Riportiamo, dal sito www.inpgi.it – Sezione “Primo piano” – questo interessante articolo, pubblicato il 19 giugno scorso: “Formazione, esperienza e competenza, queste le caratteristiche contenute nell’accordo, siglato il 12 giugno scorso, tra Parlamento e Commissione Europea, in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali sul territorio dell’Unione, che prosegue l’attività di aggiornamento della Direttiva Europea 2005/36/CE e che sancisce la “libera circolazione delle idee”. Con la tessera professionale europea infatti, dal giornalista al medico, la professione potrà essere esercitata in ogni Stato membro. Due le novità principali che avranno un impatto notevole sugli attuali assetti delle professioni, compresa quella giornalistica. La prima consiste nell’introduzione di una tessera professionale – in formato elettronico – che agevolerà il riconoscimento della qualifica professionale, andando a sostituire l’attuale procedura di dichiarazione. In questo modo i professionisti potranno fornire i propri servizi, sul territorio europeo, senza altre formalità burocratiche, sia nel caso di una prestazione spot, sia nel caso di trasferimento temporaneo in un altro Paese membro. La seconda novità riguarda l’introduzione di nuovi meccanismi per il riconoscimento automatico della qualifica professionale, che potrà avvenire sulla base di quadri omogenei e prove di formazione comuni. In questo modo si avrà non solo una mobilità professionale più facile e veloce, ma anche un sistema di controllo che garantirà i fruitori della prestazione professionale, tramite un meccanismo di allerta europeo basato su un flusso continuo di informazioni tra tutti i Paesi membri, compresa la comunicazione di un qualsiasi divieto, anche temporaneo, di esercizio della professione. “Prosegue – ha commentato il Presidente dell’Inpgi e dell’Adepp Andrea Camporese – il processo di modernizzazione delle professioni, su cui Bruxelles continua a dimostrarsi estremamente sensibile e attenta. Si tratta di una misura importante che va ad Notiziario USPI n° 7-8/2013
inserirsi nel più ampio quadro di rilancio dell’economia europea di un mercato sempre più unico. Ma se il nostro paese non dimostrerà di essere in grado di rispondere positivamente al processo in atto, i professionisti italiani pagheranno la mancanza di politiche di sostegno per la professione. Si allega una scheda tecnica che analizza nel dettaglio le dieci novità contenute nell’aggiornamento della Direttiva Europea 2005/36/CE”.
NOTA SULLA DIRETTIVA EUROPEA 2005/36/CE SUL RICONOSCIMENTO DELLE QUALIFICHE PROFESSIONALI Modifiche apportate il 12 giugno 2013 L’accordo siglato tra il Parlamento e la Commissione Europea che già nel dicembre 2011 aveva proposto una revisione della normativa vigente in materia di qualifiche professionali (cfr. IP/11/1562 e MEMO/ 11/923), costituisce un momento fondamentale nel percorso intrapreso volto alla creazione di un sistema più efficiente per il riconoscimento delle qualifiche professionali, che contribuirà non solo ad affronta re la carenza di manodopera in Europa, ma rappresenterà uno dei cardini fondamentali del progetto di più ampio raggio e lungo periodo nella prospettiva di garanzia di tutti i lavoratori altamente qualificati, in particolare i giovani. L’Adepp, ha sempre seguito con attenzione l’iter della modifica della direttiva sulle qualifiche professionali, ed è quindi opportuno condividere ed analizzare il contenuto del MEMO/13/552 recante le novità principali previste nella modifica della direttiva, ed in particolare due misure che senza dubbio incoraggeranno e semplificheranno la mobilità dei professionisti. In primo luogo, la tessera professionale europea - un certificato elettronico - che migliorerà notevolmente le procedure per il riconoscimento delle qualifiche, poiché sostituirà le procedure di dichiarazione esistenti consentendo quindi ai professionisti di fornire i propri servizi senza altre formalità riguardanti le loro qualifiche. Nel caso di stabilimento temporaneo in un altro Paese membro, la “Professional Card”(introdotta per le professioni che vorranno beneficiare di questo strumento, e già infermieri e tecnici hanno manifestato il
loro interesse) permetterà la riduzione dei tempi, dei termini e delle condizioni e il principio di riconoscimento tacito offrirà ai professionisti la certezza che le loro qualifiche saranno riconosciute entro un termine ragionevole. La seconda innovazione introdotta, riguarda i nuovi meccanismi per il riconoscimento automatico che potrà avvenire sulla base di quadri omogenei e prove di formazione comuni, prevedendo inoltre, per le professioni per cui esiste un sistema di riconoscimento automatico (medici, dentisti, farmacisti, infermieri, ostetriche, veterinari e architetti), un aggiornamento costante delle condizioni di formazione, tra cui una maggiore trasparenza in materia di formazione continua. La Direttiva quindi, non solo renderà la mobilità più facile e veloce, ma contestualmente verranno poste garanzie più stringenti in materia di salute e sicurezza dei consumatori/utenti e dei pazienti, poiché all’interno del testo modificato è contenuta la previsione dell’implementazione di un meccanismo di allerta, chiarendo altresì le norme relative alle competenze linguistiche dei professionisti. Per fornire un quadro completo, è necessario sintetizzare, schematizzandole, le 10 misure principali contenute nella Direttiva aggiornata: 1) La Tessera Professionale Europea che, come già ricordato, permetterà ai professionisti interessati ed in base alle loro esigenze, di poter vedere riconosciute le loro qualifiche in modo più facile e veloce , facilitando la mobilità temporanea. La scheda, sotto forma di certificato elettronico, è inoltre associata ad una procedura di riconoscimento ottimizzato nell’ambito del Sistema d’informazione del mercato interno (IMI). 2) Un migliore accesso alle informazioni ed ai servizi di e-government, infatti gli Stati membri dovranno mettere a disposizione tutte le informazioni relative al riconoscimento delle qualifiche (in particolare, l’elenco delle autorità competenti e dei documenti richiesti) attraverso gli sportelli unici già creati a seguito del recepimento della direttiva sui servizi, ed attualmente in funzione, ed i punti di contatto nazionali esistenti verranno trasformati in centri di assistenza, incaricati di fornire consulenza e assistenza su singoli casi. Inoltre, i professionisti avranno anche la possibilità di completare le procedure di riconoscimento on-line senza 15 13
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Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI ulteriori intermediari. 3) Modernizzazione ed armonizzazione dei requisiti minimi di formazione per le professioni che beneficiano del riconoscimento automatico (medici, infermieri, ostetriche, dentisti, farmacisti, veterinari e architetti). Le modifiche riguardano l’accesso (per infermieri e ostetriche), la durata minima della formazione (per medici, dentisti, ostetriche, architetti) e/o l’elenco delle conoscenze e competenze (per gli infermieri, ostetriche, veterinari. architetti) o l’elenco delle attività (per i farmacisti). 4) L’istituzione di un meccanismo di allerta, a seguito dell’introduzione dell’obbligo per le autorità competenti di uno Stato membro, di informare le medesime autorità competenti di tutti gli altri Stati membri se ad un determinato professionista è stato imposto il divieto, anche temporaneo, di esercitare la sua attività o, in caso di presentazione ed utilizzo di documenti falsificati. Anche questo scambio di informazioni avverrà attraverso il sistema di informazione del mercato interno (IMI). Tale obbligo di informazione riguarderà i professionisti che esercitano attività connesse alla salute ed all’istruzione. e come è facilmente intuibile la misura è volta a tutelare la sicurezza del paziente, dell’utente, del consumatore, soprattutto in caso di minori. 5) Principi di formazione comuni, ovvero “quadri comuni di formazione” e “prove di formazione comuni”, basate su un insieme comune di conoscenze, abilità e competenze necessarie per esercitare una professione.
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Le qualifiche cosi ottenute saranno automaticamente riconosciute negli altri Stati membri che comunque, in condizioni particolari ed in casi specifici, potranno essere esentati dall’applicazione dei quadri o delle prove comuni di formazione. 6) Esercizio di valutazione reciproca delle professioni regolamentate per garantire una maggiore trasparenza. Gli Stati membri dovranno fornire un elenco delle professioni regolamentate all’interno del proprio territorio e le connesse attività riservate, giustificando la ratio posta a fondamento della necessità di regolamentare una determinata professione. 7) Norme in materia di accesso parziale ad una professione regolamentata, principio sancito da una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea (causa C330/03) ed ora introdotto nella direttiva modificata.
sottolineato che tuttavia, gli Stati membri, in virtù di un giustificato motivo imperativo di interesse generale, possono rifiutare la concessione dell’ accesso parziale. 8) Estendere il campo di applicazione della direttiva ai professionisti che non sono pienamente qualificati, ovvero i professionisti in possesso di un diploma, che però devono ancora completare un tirocinio professionalizzante o abilitante o un’esperienza professionale (obbligatoria secondo la legge di alcuni Stati membri, ad esempio per gli avvocati, architetti e docenti) che potrà comunque essere svolta in un altro Stato membro, anche se sullo Stato di origine graverà l’obbligo di prevedere le regole per l’organizzazione ed il riconoscimento dei tirocini professionali svolti all’estero. 9) Chiarita la portata della direttiva per i notai, poiché la direttiva non dovrebbe applicarsi ai notai nominati con atto ufficiale della pubblica amministrazione.
La norma si rivolge ai professionisti che, nel proprio Stato di appartenenza, svolgono una vera e propria attività economica che però non esiste, di per sé, nello Stato membro in cui intendono trasferirsi, in cui quella stessa attività economica è riconducibile ad una professione che raggruppa tutta una serie di attività.
10) Norme in materia di competenze linguistiche, la verifica delle quali dovrà avvenire solo successivamente al riconoscimento della qualifica da parte dello Stato membro ospitante. Unica eccezione nel caso di professionisti che esercitano attività connesse alla salute, sempre al fine di salvaguardare i pazienti.
Per esempio, un ingegnere idraulico che si reca in uno Stato membro in cui le sue attività professionali sono eseguite da tecnici qualificati, ottenendo l’accesso parziale alla professione lì, potrebbe essere autorizzato ad eseguire solamente l’attività di idraulico e non anche quella di ingegnere. Va però
In sintesi, queste le principali novità, frutto di una costante opera di concertazione e di un negoziato permanente tra tutti gli Stati membri che si sono fatti portavoce delle istanze e delle esigenze dei professionisti ma sempre nell’ottica di una maggiore e reale integrazione europea.
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Via dei Fontanili, 12 12045 Fossano (CN) Direttore: Alberto Prieri Editore: Tec Snc Periodicità: trimestrale Materia trattata: Notizie ai soci di BCC Casalgrasso e Sant’Albano
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Uspi
Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 Fax 06.40.66.859 - 06.406.59.41 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Via della Navigazione Interna, 89 35027 Noventa Padovana (PD)
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Il n. 7-8 luglio/agosto 2013 è stato stampato il 17 luglio 2013
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