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Anno 2006 - Edizione N. 7-8 - Luglio/Agosto

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NOTIZIARIO ANNO 42∞ - MENSILE UNIONE

STAMPA PERIODICA ITALIANA

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Uspi

11 NUMERI

Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L. 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma. In caso di mancato recapito rinviare all’ufficio P.T. di Roma - Romanina detentore del conto per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa in vigore

Prudenza e conoscenza Il primo approccio con il Governo, nella fattispecie con il Sottosegretario Levi, è stato, per molti versi, positivo. Volontà al dialogo e disponibilità al confronto rappresentano buone basi per il lavoro futuro. E’ chiaro che i temi fondamentali per un Governo nuovo sono rappresentati fatalmente dagli argomenti che, in questi anni, sono stati al centro del dibattito sui grandi mezzi di comunicazione. Squilibrio pubblicitario, sic eccetera sono al centro dell’attenzione di tutti per forza di cose. Quello che dovrà essere chiaro in breve tempo è che le problematiche del settore non si risolvono in questi grandi temi. Il settore editoriale è molto, ma molto, più ricco e complesso di quanto appaia dalla grande comunicazione, così come il nostro paese è molto, ma molto, più ricco e complesso di quanto la medesima grande comunicazione faccia apparire. Ma sappiamo già, vista la levatura dei nostri interlocutori, che il Governo userà una opportuna prudenza negli interventi, in attesa di conoscere la vera realtà del settore.

PRESENTATE LE PROPOSTE USPI PER IL RILANCIO DELLA STAMPA PERIODICA Riequilibrio nel settore delle comunicazioni, Testo Unico delle leggi sull’editoria, pubblicità istituzionale, credito di imposta sulla carta, accesso ai canali distributivi ed equiparazione dei siti internet alla carta stampata: ecco alcune delle richieste ’8 giugno scorso, il Segretario Generale dell’USPI, Avv. Francesco Saverio Vetere, ha avuto un incontro con il neo Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria, On. Ricardo Franco Levi. Nel corso del cordiale colloquio, Vetere ha prospettato al Sottosegretario i problemi e le istanze del più antico comparto della carta stampata, quello delle testate mediopiccole che la nostra Unione organizza e rappresenta con più di 3.300 periodici associati. Al termine dell’incontro l’USPI ha diramato alle Agenzie un comunicato stampa che di seguito pubblichiamo: «Si è svolto oggi, in un clima di cordialità e partecipazione, l’incontro tra l’Avv. Francesco Saverio Vetere, Segretario Generale dell’USPI, e il Sottosegretario

L

S OMMARIO

Prudenza e conoscenza (pagina 1) Obbligo della domanda alle Poste da presentare entro il 30/9/2006 (pagina 2) Il XIX Stage per operatori editoriali della stampa periodica - Urbino 17/22 settembre 2006 (pagina 3) La Legge Biagi in parte inutile va maneggiata con prudenza (pagina 5)

L UGLIO A GOSTO 20 0 6

Nell’incontro del nostro Segretario Generale Vetere con il Sottosegretario Levi

neretto

Presentate le proposte USPI per il rilancio della stampa periodica (pagine 1, 2)

7/8

Il nuovo regolamento in materia di procedure sanzionatorie dell'Autorità per le comunicazioni (pagine 6, 7, 8) Pene più severe nel diritto d'autore (pagina 8) La riforma dell'accesso torna al palo di partenza (pagina 8) Le quote associative USPI per l'anno 2006 (pagina 9) Convenzione USPI - Studio Di Amato e Avvocati associati (pagina 10)

Inserimento obbligatorio della partita IVA nella home-page del sito internet (pagina 11) Il 31 luglio scade il termine per l'invio telematico della modulistica della IES (pagina 11) La gestione editoriale di un periodico medio-piccolo (4a parte): Come affrontare il secondo mercato (pagine 12, 13) Biblioteca USPI (pagina 15) Periodici associati all'USPI 385° elenco (pagina 16)

con delega all’editoria, Ricardo Franco Levi. Durante l’incontro Vetere ha rappresentato al Sottosegretario le istanze e le aspettative dell’editoria medio-piccola miranti ad un riequilibrio nel settore delle comunicazioni che vede la carta stampata e in particolare i periodici medio-piccoli svantaggiati di fronte agli altri media. In particolare l’USPI ha sostenuto la necessità di un allargamento della normativa sulla pubblicità istituzionale anche ai periodici locali, dando pratica attuazione alla riserva stabilita dalla legge in favore della stampa per la pubblicità degli enti pubblici e la nomina di un responsabile amministrativo; l’applicazione delle leggi sulla stampa anche ai siti internet aventi natura editoriale e l’inderogabilità del varo di un Testo Unico delle leggi sull’editoria, data la frammentazione e la stratificazione della normativa attuale. Vetere ha anche sollecitato al Governo un’attenzione particolare sul problema della distribuzione, con garanzia a tutti gli editori dell’accesso ai canali distributivi e la reintroduzione del credito di imposta sulla carta, secondo il modello del 2005 che ne consentiva l’utilizzo anche alla piccola e 2 media editoria.

RINNOVO DELLE AGEVOLAZIONI TARIFFARIE POSTALI PER L’ANNO 2007: DOMANDA ENTRO IL 30 SETTEMBRE P.V. (vedere a pagina 2)

Articoli e notizie di questo Notiziario possono essere liberamente riprodotti citandone la fonte. Se ne raccomanda, anzi, la massima diffusione da parte di tutti i periodici associati all’USPI, nell’interesse della categoria QUESTO NOTIZIARIO VIENE SPEDITO AGLI ASSOCIATI USPI IN REGOLA CON IL VERSAMENTO DELLE QUOTE


PRESENTATE LE PROPOSTE USPI PER IL RILANCIO DELLA STAMPA PERIODICA Al termine dell’incontro Vetere 1 ha ringraziato l’On. Levi per la disponibilità mostrata ed ha auspicato l’avvio di una nuova concertazione tra Governo e parti sociali, indispensabile per qualsiasi iniziativa». In occasione dell’incontro Vetere-Levi, Gianluca Marchi, Direttore del quotidiano “Punto.Com”, specializzato sui temi della comunicazione, ha intervistato il Segretario Generale dell’USPI sulle prospettive del nostro comparto. L’intervista, dal titolo “Le richieste al Governo della piccola-media editoria”, è apparsa sul numero del 9 giugno di “Punto.Com”. Ecco il testo dell’articolo: «Il Segretario Generale dell’USPI, Francesco Saverio Vetere, incontrando ieri il Sottosegretario con delega all’editoria Ricardo Franco Levi, ha prospettato i problemi e le istanze del più antico comparto della carta stampata, quello delle testate medie e piccole che l’Unione organizza e rappresenta con 3.300 periodici associati. Cosa chiede l’USPI al Governo Prodi? L’USPI attende con ansia la ripresa di una concertazione intesa non solo come semplice audizione delle parti sociali – che con il

precedente governo non ha dato frutti rilevanti – ma come metodo legislativo produttivo di fatti concreti miranti ad un riequilibrio del settore delle comunicazioni che realizzi una coesistenza sinergica tra carta stampata, televisioni ed internet, colmando gli svantaggi che i periodici subiscono di fronte agli altri media, come figli di un dio minore. Tra i primi provvedimenti – a costo zero – l’USPI chiede al nuovo governo il varo di un Testo Unico delle leggi sull’editoria che oggi rappresentano spesso un rompicapo soprattutto per i piccoli editori a causa della frammentazione e della stratificazione di norme superate o da rivedere. Il Testo Unico dovrebbe riscrivere i fondamentali della disciplina editoriale come lo statuto della impresa editrice e il concetto di “periodico a stampa”. Tra le norme da rivedere l’USPI pone anche l’allargamento della disciplina sulla pubblicità istituzionale ai periodici d’ informazione locale, che dia pratica attuazione alla riserva stabilita dalla legge in favore della carta stampata per la pubblicità degli enti pubblici e che preveda la nomina di un funzionario responsabile delle procedure di assegnazione delle inserzioni pubblicitarie.

Su distribuzione e credito di imposta cosa sollecitate? In merito agli annosi problemi della distribuzione in rete che penalizzano i periodici – non tanto nella vendita quanto nel decisivo segmento della distribuzione locale – l’USPI sollecita un provvedimento che garantisca a tutti gli editori, e quindi anche a quelli di piccolo e medio capitale, l’accesso ai canali distributivi. In relazione al credito d’imposta sulla carta l’USPI ne ripropone la reintroduzione secondo il modello utilizzato nel 2005 da parte della piccola e media editoria. Infine chiedete l’equiparazione dei siti internet alla carta stampata Con riguardo al delicato problema della responsabilità dei siti internet e all’impunità di possibili reati di diffamazione, l’USPI ritiene che l’applicazione delle leggi sulla stampa debba essere estesa a tutti i soggetti della comunicazione per superare l’attuale situazione di “porto franco” dei siti a carattere informativo».

ATTENZIONE!! Per accedere alle tariffe postali agevolate nell’anno 2007

OBBLIGO DELLA DOMANDA ALLE POSTE DA PRESENTARE ENTRO IL 30/9/2006 Ricordiamo vivamente agli associati che per mantenere nel 2007 le agevolazioni tariffarie postali tutti gli editori che spediscono con “tariffa ROC”, “tariffa no-profit” e “tariffa base” devono presentare domanda alle Poste entro il 30 settembre 2006. Così è previsto dal comma 3-bis, dell’articolo 1, della legge 27 febbraio 2004, n. 46. La domanda (vedi schema a fianco) in regola con la legge sul bollo (€ 14,62) e a firma del legale rappresentante (allegare fotocopia del documento d’identità) deve essere inoltrata presso la Direzione Provinciale Business di Poste Italiane SpA, territorialmente competente per la spedizione (dove è attivo il libretto di spedizione postale). Suggeriamo agli associati di inviare la domanda a mezzo raccomandata o di farsi timbrare una copia per ricevuta e di invia2

re all’USPI, via fax, una fotocopia della domanda, in modo che la nostra Unione possa monitorare che tutti gli iscritti abbia-

no adempiuto a tale obbligo, la cui inosservanza potrebbe far decadere il diritto alle tariffe agevolate postali.

SCHEMA DELLA DOMANDA DA PRESENTARE ALLE POSTE ENTRO IL 30 SETTEMBRE 2006 Bollo (euro 14,62) Il sottoscritto...................................................................................rappresentante legale della .....................................(specificare denominazione e sede dell’impresa editrice o dell’associazione od organizzazione senza fini di lucro) chiede l’ammissione alle agevolazioni di cui all’art. 1 del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 46, per l’anno.................., delle seguenti testate: .................................................................................................................................................................... .................................................................................................................................................................... ............................................ (indicare il nome e la periodicità delle testate). Data Firma del rappresentante legale

Notiziario USPI n° 7-8/2006


APERTE LE ISCRIZIONI AL XIX STAGE PER OPERATORI EDITORIALI DELLA STAMPA PERIODICA (URBINO 17 - 22 SETTEMBRE 2006) ’USPI ha indetto la XIX edizione dello stage residenziale per operatori editoriali della stampa periodica. Il corso, che si avvarrà della direzione scientifica della prof.ssa Graziella Mazzoli, Direttore IFG - Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino, si rivolge essenzialmente a editori e/o direttori di periodici di piccola e media tiratura o a giovani editori che intendano affrontare il mercato della stampa periodica. Ai partecipanti che avranno seguito almeno 3/4 delle lezioni, verrà rilasciato un attestato di frequenza. Segreteria ed informazioni: USPI, Viale B. Bardanzellu n. 95, 00155 ROMA, Tel. 06.407.13.88 – 06.406.59.41 (anche fax) E-mail: uspi@uspi.it

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QUOTA DI ISCRIZIONE E DI FREQUENZA

LA PRENOTAZIONE

I partecipanti devono aver compiuto 18 anni. L’intera quota di partecipazione, pari a € 550,00, comprende la tassa d’iscrizione di € 250,00 per spese di organizzazione e attrezzature, e un contributo alle spese per docenti e frequenza di € 300,00. La quota di frequenza comprende la pensione completa in collegio universitario (vitto e alloggio in camera singola con servizio privato e doccia) dalla cena del primo giorno al pranzo dell’ultimo giorno, nonché le dispense ed i sussidi didattici.

La partecipazione va prenotata entro il 31 luglio 2006 inviando all’USPI, con assicurata convenzionale (o a mano), il seguente tagliando debitamente compilato ed un assegno bancario o circolare non trasferibile di € 250,00, intestato all’USPI, a titolo di quota d’iscrizione. La restante quota di frequenza di € 300,00 dovrà essere spedita all’USPI, sempre con assicurata convenzionale, a mezzo assegno bancario o circolare non trasferibile entro il 21 agosto 2006.

Non sono praticabili riduzioni né agli eventuali accompagnatori né agli “uditori”.

Il versamento della quota complessiva di € 550,00 può essere effettuato anche mediante unico versamento.

PROGRAMMA

Graziella Mazzoli

Raimondo Giglio

Domenica, 17 settembre Pomeriggio: arrivi e sistemazioni nel Campus Scientifico ex Sogesta dell’Università di Urbino (possibilità di parcheggio). Presentarsi in portineria per la registrazione e l’assegnazione della stanza.

ore 11.30 - LA LEVA DEL MARKETING, OPPORTUNITA’ PER LA CRESCITA DEGLI EDITORI (Dr. Guido MASNATA, Direttore Generale di Promedia Expert)

Lunedì, 18 settembre ore 9.30 - RELAZIONE DEL DIRETTORE SCIENTIFICO DELLO STAGE (Prof.ssa Graziella MAZZOLI, Direttore dell’I.F.G., Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino) ore 11.00 - “CODICE” DELLA PRIVACY, IMPLICAZIONI PER EDITORI E GIORNALISTI (Dr. Mario De Bernart, Dirigente Servizio Relaz. Istituz. dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali) ore 15.00 - IL LAVORO SUBORDINATO NELL’EDITORIA PERIODICA, ALLA LUCE DEL RINNOVATO CCNL DELLA COMUNICAZIONE USPI-UNIGEC/CONFAPI (Dr. Raimondo GIGLIO, Componente Commissione Tecnica Sindacale UNIGEC/CONFAPI) ore 16.30 - IL LAVORO PARASUBORDINATO DOPO LA “LEGGE BIAGI”: CONTRATTI A PROGETTO, CO.CO.CO. GIORNALISTICHE E DIRETTORI RESPONSABILI (Dr. Giancarlo CINOGLOSSI, V. Presidente della Giunta Esecutiva dell’USPI, Direttore Responsabile del “Notiziario USPI”) ore 18.00 - Incontro di presentazione dei partecipanti e delle testate rappresentate

Presso la “Biblioteca Informatica” dell’ERSU (URBINO, Palazzo “Corboli”, Via Veneto 41) ore 15.00 - I PERIODICI ON LINE, NORMATIVA ATTUALE E PROSPETTIVE PER L’EDITORIA DIGITALE (Daniele BIANCHI, Amministratore Delegato della Promotion Digitale S.r.l., Società specializzata in Comunicazione Elettronica)

Martedì, 19 settembre ore 9.30 - DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA, DIRITTO DI RETTIFICA E RESPONSABILITA’ CIVILI E PENALI DELL’EDITORE E Luca DEL DIRETTORE DEL PERIODICO Boneschi (Avv. Luca BONESCHI, componente dell’A.G.I. Associazione Giuslavoristi Italiani, Direttore Responsabile della rivista “Il Diritto dell’Informazione e dell’Informatica”) ore 11.30 - IL DIRITTO D’AUTORE NELL’EDITORIA, NORMATIVA VIGENTE (Avv. Luca BONESCHI) ore 15.00 - I FATTORI DI CRESCITA DELLA STAMPA QUOTIDIANA E PERIODICA (Avv. Francesco Saverio VETERE, Segretario Generale dell’USPI;Avv. Francesco Fabrizio CAROTTI, Direttore Generale FIEG) Saverio Vetere ore 16.30 - GIORNALISMO D’INCHIESTA E STAMPA “POPOLARE” (Brunetto FANTAUZZI, Scrittore e giornalista, Direttore Responsabile di diversi periodici di informazione “popolare”) ore 17.30 - IL REGISTRO DEGLI OPERATORI DI COMUNICAZIONE (R.O.C.) E L’ATTIVITA’ DELL’AUTHORITY DI SETTORE (Dr. Fernando BRUNO, Assistente del Commissario Dr. S. Sortino, componente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni)

Paolo Di Benedetto

Mercoledì, 20 settembre ore 9.30 - LA RACCOLTA PUBBLICITARIA, UNA RISORSA DA SVILUPPARE (Dr. Paolo DI BENEDETTO, Direttore Generale di Promedia 2000)

Mario De Bernart

Vittorio Volpi

Piergiorgio Sposato

Fabrizio Carotti

Brunetto Fantauzzi

Giovedì, 21 settembre I PERIODICI E I CANALI DISTRIBUTIVI ore 9.30 - IL CANALE POSTALE: MODALITA’ E COSTI PER LA SPEDIZIONE DEI PERIODICI (Dr.Vittorio VOLPI, Funzionario USPI) ore 11.00 - IL RUOLO DEL DISTRIBUTORE NAZIONALE (Dr. Tiziano BIENATI, già Direttore Generale dell’ADN, Associazione Distributori Nazionali) ore 12.00 - IL COMPITO DEL DISTRIBUTORE LOCALE (Avv. Piergiorgio SPOSATO, Consulente A.NA.DI.S., Associazione Nazionale Distributori Stampa) ore 15.00 - LA VENDITA DEI PERIODICI NELLE EDICOLE (Ermanno ANSELMI, Segretario Generale del SI.NA.G.I.-CGIL Sindacato Nazionale Giornalai) ore 16.30 - IL NUOVO “ACCORDO NAZIONALE” SULLA VENDITA DI GIORNALI QUOTIDIANI E PERIODICI (Dr.Renato SALVETTI,Direttore FIEG-Sede Milano) Venerdì, 22 settembre ore 9.30 - IL PARTICOLARE REGIME IVA E LA DISCIPLINA FISCALE DEL SETTORE EDITORIALE (Rag. Concetto PALLANTE, Consulente fiscale dell’USPI) ore 11.30 - IL CREDITO DI IMPOSTA PER GLI INVESTIMENTI IN PUBBLICITA’ SUI PERIODICI ASSOCIATI USPI (Dr. Daniele LONGO, Funzionario USPI) ore 12.30 - Consegna degli attestati di frequenza ore 13.30 - Pranzo – Partenze I docenti, dopo l’esposizione degli argomenti, sono a disposizione dei partecipanti per consulenze su quesiti. Coordinamento e Segreteria: Dr. Daniele Longo

Guido Masnata

Tiziano Bienati

Ermanno Anselmi

Renato Salvetti

Daniele Longo

...............................TAGLIARE E SPEDIRE ENTRO IL 31 LUGLIO 2006............................ All’USPI – UNIONE STAMPA PERIODICA ITALIANA Segreteria del XIX Stage per operatori editoriali Viale B. Bardanzellu, 95 – 00155 ROMA Il sottoscritto............................................................................................................................................ in qualità di editore/collaboratore del periodico ................................................................................................................... prenota la sua partecipazione al XIX Stage residenziale per operatori editoriali della stampa periodica che si svolgerà presso l’Università di Urbino dal 17 al 22 settembre 2006. Allega € 250,00 per quota d’iscrizione, con riserva d’inviare la quota di frequenza di € 300,00 entro il 21 agosto p.v.. Allega € 550,00 quale quota complessiva di partecipazione. Indirizzo......................................................................................................................................................................................................................(città, via, c.a.p.) Recapito telefonico/fax/email..........................................................................................................................firma leggibile.............................................................

Notiziario USPI n° 7-8/2006

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“LA LEGGE BIAGI IN PARTE INUTILE VA MANEGGIATA CON PRUDENZA”

di Giancarlo Cinoglossi

dialogando dialogando Il nostro direttore responsabile Cinoglossi interviene a titolo personale nel dibattito in corso tra le forze politiche e le parti sociali in merito alla revisione o alla cancellazione della Legge Biagi e con riguardo al suo impatto concreto nelle aziende del comparto USPI. Lo fa come “persona informata dei fatti”, alla luce della sua esperienza di consulente dei Soci per i rapporti di collaborazione autonoma oltre che per la gestione del personale dipendente. Qual’è stato l’impatto della Legge Biagi nel comparto USPI? A distanza di due anni dalla concreta applicazione della Legge n. 30/2003 e del suo D.Lgs. applicativo n. 276/2003 si può dire che gli editori medio-piccoli hanno utilizzato essenzialmente le vecchie co.co.co., introdotte dal pacchetto Treu nel 1997 e opportunamente salvate dalla Legge Biagi, che non si applica ai collaboratori autonomi organizzati in Ordini professionali. Nel comparto USPI sono diffusissimi: - i rapporti di co.co.co. costituiti dal 1997 con giornalisti iscritti all’Ordine sia nell’elenco dei “professionisti” che in quello dei “pubblicisti”; - i nuovi rapporti di collaborazione “a progetto” o “a programma” nei confronti dei redattori non iscritti all’Ordine e nei confronti delle figure non giornalistiche come la Segretaria di redazione o il Grafico impaginatore. Questi rapporti hanno presentato obiettive difficoltà nell’individuazione di un progetto o di un programma sostenibili in giudizio; - le collaborazioni “occasionali” che finalmente hanno trovato nella Legge Biagi una chiara e semplice individuazione dei presupposti. A nostra conoscenza, irrilevante attenzione hanno suscitato invece i nuovi modelli contrattuali del Contratto a chiamata, dello job Notiziario USPI n° 7-8/2006

sharing (in cui due lavoratori condividono un contratto di lavoro a tempo pieno), del lavoro in affitto presso agenzie specializzate e autorizzate e di altri istituti minori. La diffidenza delle piccole aziende editrici per questi contratti è dovuta anche alla complessità di un ipertrofico apparato di 86 articoli, in alcuni passaggi incomprensibili. Questa parziale allergìa per la riforma del mercato del lavoro non ha però impedito ai piccoli e medi editori di fare chiarezza nei rapporti di collaborazione autonoma, facendo uscire, ad esempio, di scena l’improprio ricorso alle cessioni dei diritti d’autore che in passato avevano avuto una certa diffusione per la loro semplicità e che oggi vivacchiano solo nelle riviste scientifiche. La legge Biagi, dunque, è stata utilizzata solo parzialmente. Questo dato di fatto non esclude però una seconda riflessione. La Legge Biagi è davvero la “madre di tutte le precarietà” come vorrebbe qualche parte politica o sindacale? Nel nostro comparto la riforma non solo non ha creato nuove precarietà ma è stata anzi occasione di stabilizzazione. Le piccole redazioni, infatti, non amano i collaboratori ballerini ed anzi gli editori e i direttori delle testate medio-piccole sono spesso a caccia di collaboratori stabili. E’ il loro chiodo fisso e quando trovano bravi redattori, diligenti segretarie di redazione e grafici-impaginatori creativi se li tengono ben stretti. Non a caso non poche aziende, dopo aver sperimentato positivamente nuovi elementi attraverso le vecchie co.co.co. e le nuove collaborazioni a progetto o a programma li hanno assunti come dipendenti part-time a tempo indeterminato. In questi casi la Legge Biagi lungi dall’allargare il precariato ha favorito la stabilizzazione di collaboratori deboli. Lo stesso larghissimo impiego delle co.co.co. nei confronti dei redattori iscritti all’Ordine dei giornalisti conferma la convenienza degli editori ad avvalersi non già di collaborazioni a termine ma di collaborazioni continuative. Lasciamo dunque al prof. Biagi i meriti che gli appartengono. Il suo obiettivo non era quello di garantire flessibilità alle imprese attraverso la precarizzazione ma era di accrescere il grado di occupabilità dei lavoratori più deboli. La precarietà non è un prodotto della Legge 30 poiché il popolo dei co.co.co. si era già

costituito con i governi dell’Ulivo. Semmai i contratti a progetto hanno cercato di circoscrivere gli abusi aggiungendo alcune tutele come la sospensione del rapporto in caso di malattia, infortunio o maternità, la copertura previdenziale estesa anche agli occasionali e il riferimento a tariffari in uso nella determinazione dei compensi. In base alla nostra esperienza categoriale la Legge Biagi va rivisitata e corretta ma non abrogata e sarebbe illusorio credere che un fenomeno complesso e drammatico come la precarietà possa essere cancellato con qualche articolo di legge. Un obiettivo del nuovo Governo (e della CGIL) sembra essere la parificazione del costo del lavoro precario con quello del lavoro dipendente. Il legislatore farà bene ad affrontare questo terreno con i piedi di piombo se non vuole mietere vittime proprio tra quei precari che intenderebbe aiutare. L’eterogenesi dei fini, con il suo ghigno, è in agguato! L’uguaglianza retributiva non si garantisce con un tratto di penna ma va costruita pazientemente con analisi realistiche del sistema produttivo, con una formazione professionale mirata, con agevolazioni fiscali alle aziende che stabilizzano i rapporti precari e con la previsione di termini massimi trascorsi i quali il rapporto di collaborazione precaria va risolto o trasformato in rapporto di dipendenza. Piccolo codicillo finale. E’ lecito parlare di meritocrazia o è parola politicamente non corretta? I difetti o gli eccessi della flessibilità quanto si registrano nel comparto USPI sono anche frutto di una formazione non mirata e talvolta riguardano, duole dirlo, anche qualche giovane laureato in Scienze dell’Informazione che stenta a fare la pratica della cucina redazionale. Negli stage o nei periodi di prova. Vogliamo augurarci che il Governo Prodi riformi e migliori la Legge Biagi, togliendo le parti inutili e indicando con grande semplicità e chiarezza i diritti e i doveri dei lavoratori e delle aziende. Più che leggi severe i piccoli editori (che non dispongono di mezzi per affidarsi a costose consulenze) temono leggi prolisse, macchinose e incomprensibili. Così come le leggi troppo complicate rischiano di essere irrilevanti. 5


Con la Deliberazione n. 136/06/CONS del 15 marzo 2006

IL NUOVO REGOLAMENTO IN MATERIA DI PROCEDURE SANZIONATORIE DELL’AUTORITA’ PER LE COMUNICAZIONI Facendo seguito alla Dichiarazione n. 63/06/CONS del 2 febbraio scorso (vedi “Notiziario USPI” n. 5 - maggio 2006), con la quale l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni aveva fissato le procedure per lo svolgimento di ispezioni presso le sedi dei soggetti operanti nel settore delle comunicazioni al fine di verificare l’applicazione di specifiche norme o l’attuazione delle delibere dell’Autorità (con ammessa “Carta dei diritti” del soggetto ispezionato), la stessa Authority ha ora varato il nuovo Regolamento che disciplina i procedimenti diretti all’accertamento delle violazioni e all’irrogazione delle sanzioni di competenza dell’Autorità. E lo ha fatto con la Deliberazione 15 marzo 2006 n. 136/06/CONS, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 76 del 31 marzo scorso. L’Autorità potrà esercitare il proprio potere sanzionatorio d’ufficio, o su segnalazione non generica o manifestamente infondata da parte dei soggetti interessati, gli utenti e le associazioni rappresentative dei loro interessi, inviata a mezzo raccomandata, telegramma o telefax. Le segnalazioni della Polizia postale e delle telecomunicazioni, della Guardia di Finanza o degli Ispettorati territoriali del Ministero delle comunicazioni non saranno suscettibili di archiviazione, sempreché siano ben dettagliate. L’atto di contestazione dovrà contenere una sommaria esposizione dei fatti, l’indicazione della violazione accertata, del responsabile del procedimento e l’ufficio ove sarà possibile presentare memorie difensive ed avere accesso agli atti, nonché la menzione della possibilità di effettuare il pagamento in misura ridotta, ove applicabile. Qualora la violazione sia ancora in atto, l’atto di contestazione recherà anche l’intimazione a porre fine all’infrazione entro il termine massimo di un mese. Resta in ogni caso salva la possibilità di adottare misure provvisorie vigenti. Il termine per l’adozione del provvedimento finale è di centocinquanta giorni, decorrenti dalla data di notifica della contestazione. Nel caso fosse necessario acquisire altre informazioni o ulteriori elementi di valutazione, il responsabile del procedimento potrà disporre lo svolgimento delle attività di cui alla delibera 63/06/CONS (vedi “Notiziario USPI” n. 5 - maggio 2006). I soggetti nei cui confronti si è aperto un provvedimento sanzionatorio potranno accedere agli atti del procedimento e presentare memorie, perizie ed altri scritti 6

difensivi, nonché chiedere di essere ascoltati. Il provvedimento sanzionatorio definitivo, adeguatamente motivato, dovrà contenere l’espressa indicazione del termine per ricorrere e dell’autorità giurisdizionale a cui sarà possibile proporre ricorso. Tutti i provvedimenti sanzionatori dell’Autorità saranno pubblicati sul Bollettino Ufficiale dell’Autorità. REGOLAMENTO IN MATERIA DI PROCEDURE SANZIONATORIE

organizzativa di primo livello; h) per ufficio, l’unità organizzativa di secondo o di terzo livello; i) per Testo unico, il decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, recante «Testo unico della radiotelevisione»; l) per Codice, il decreto legislativo 1 o agosto 2003, n. 259, recante «Codice delle comunicazioni elettroniche», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 215 del 15 settembre 2003. Articolo 2 Ambito di applicazione

Articolo 1 Definizioni l. Ai fini del presente regolamento si intende: a) per Autorità, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di cui all’art. 1 della legge 31 luglio 1997, n. 249, recante istituzione dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo; b) per organo collegiale, l’organo collegiale cui spetta il potere di adottare i provvedimenti sanzionatori di cui al presente regolamento; c) per regolamento di organizzazione, il regolamento concernente l’organizzazione ed il funzionamento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni; d) per unità organizzativa, l’unità organizzativa di primo livello che, in base al regolamento di organizzazione e funzionamento e conformemente al presente regolamento, è competente ad effettuare la vigilanza e a svolgere le attività preparatorie ed istruttorie finalizzate all’adozione dei provvedimenti di cui al presente regolamento; e) per responsabile del procedimento, il responsabile di ciascuna unità organizzativa di primo livello o altro funzionario all’uopo designato a cui, conformemente al regolamento di organizzazione, è assegnata la responsabilità dello svolgimento delle attività istruttorie e ogni altro adempimento inerente il procedimento di cui al presente regolamento; f) per regolamento concernente l’accesso ai documenti, il regolamento approvato dall’Autorità con delibera n. 217/0l/CONS del 24 maggio 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 141 del 20 giugno 2001, e successive modificazioni; g) per direttore, il responsabile dell’unità

1. Il presente regolamento disciplina i procedimenti diretti all’accertamento delle violazioni e all’irrogazione delle sanzioni di competenza dell’Autorità, i quali non siano regolati dalla legge in modo difforme. Articolo 3 Attribuzione di competenze l. Le competenze di cui all’art. 2, comma 20, lettera c), della legge 14 novembre 1995, n. 481, all’art. l, commi 29, 30, 31 e 32 della legge n. 249 del 1997, agli articoli 32 e 98 del Codice, in materia di in ottcmperanza ai provvedimenti dell’Autorità, e di mancato invio di dati ed informazioni richieste o di trasmissione di dati non veritieri, ed ogni altra competenza rientrante nell’ambito del comma precedente, sono esercitate, rispettivamente, dall’unità organizzativa competente in ordine alla disposizione violata e dall’unità organizzativa che ha richiesto i dati o le informazioni. 2. La competenza di cui al comma 9 dell’art. 2 della legge 14 novembre 1995, n. 481, è esercitata dal Servizio comunicazione politica e risoluzione di conflitti di interesse. 3. La competenza di cui al comma 31 dell’art. 2 della legge 14 novembre 1995, n. 481, è esercitata dal Servizio amministrazione e personale. 4. La competenza di cui all’articolo 48 del Testo unico è esercitata dalla Direzione contenuti audiovisivi e multimediali. 5. In difetto di previsioni specifiche la competenza si radica in capo all’unità le cui attribuzioni presentano maggiore affinità con la materia oggetto della disposizione che si assume violata. 6. In caso di conflitto sull’attribuzione della competenza, il Segretario generale, dopo Notiziario USPI n° 7-8/2006


aver sentito i responsabili delle strutture interessate, formula una proposta al Consiglio che decide individuando l’unità organizzativa tenuta a procedere. Articolo 4 Impulso al procedimento 1. L’Autorità esercita il potere sanzionatorio anche d’ufficio. 2. I soggetti interessati, gli utenti e le associazioni o organizzazioni rappresentative dei loro interessi che intendano segnalare presunte violazioni della normativa di settore debbono inviare la relativa denuncia a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento, telegramma o telefax. Qualora le presunte violazioni riguardino la normativa in materia di telecomunicazioni, la relativa denuncia potrà essere inoltrata compilando l’apposito formulario disponibile sul sito ufficiale dell’Autorità (www.agcom.it). 3. Il responsabile dell’ufficio di ciascuna unità organizzativa che rilevi, anche su denuncia, una possibile violazione soggetta a sanzione, dopo aver verificato la non manifesta infondatezza dei fatti segnalati redige relazione in merito e la trasmette, unitamente ai relativi atti, al direttore della propria unità organizzativa. Il direttore, ove la violazione riscontrata non rientri nella propria competenza, provvede immediatamente a trasmettere gli atti all’unità organizzativa competente informandone per conoscenza il Segretario generale. 4. Il direttore competente ai sensi dell’art. 3 dispone l’archiviazione quando la denuncia risulti generica o, già all’esito di una verifica preliminare, manifestamente infondata. Si considerano generiche le segnalazioni che si limitano ad imputare ad un soggetto fatti non circostanziati o che non contengono elementi tali da consentire l’individuazione del soggetto che si sia reso responsabile dei fatti oggetto della segnalazione. Si considerano manifestamente infondate le segnalazioni relative a fatti che risultano chiaramente non riconducibili alle disposizioni normative di settore. 5. Le segnalazioni della Polizia postale e delle telecomunicazioni, della Guardia di finanza e degli Ispettorati territoriali del Ministero delle comunicazioni non sono suscettibili di archiviazione ai sensi del comma 4 sempreché vi siano riportati: a) una precisa descrizione del fatto. b) l’evidenziazione della norma giuridica che si presume violata; c) individuazione del giorno e dell’ora della presunta infrazione; d) dati anagrafici, ovvero ogni dato disponibile ai fini dell’identificazione dei soggetti responsabili della presunta infrazione; Notiziario USPI n° 7-8/2006

e) i supporti probatori che costituiscono la base per le successive valutazioni in merito alla sussistenza della violazione. Articolo 5 Avvio del procedimento 1. Il direttore competente ai sensi dell’art. 3, ove non sussistano gli estremi per disporre l’archiviazione, nomina il responsabile del procedimento. 2. Il responsabile del procedimento, esaminata la relazione e gli atti trasmessi ai sensi dell’art. 4, comma 3, ovvero le segnalazioni trasmesse ai sensi dell’art. 4, comma 5, effettuate le necessarie verifiche e gli accertamenti che il caso richiede e qualificata la fattispecie nei suoi pertinenti termini giuridici, formula al direttore competente la proposta di archiviazione per manifesta insussistenza della violazione oppure la proposta di avvio del procedimento sanzionatorio predisponendo lo schema di atto di contestazione. 3. L’atto di contestazione contiene una sommaria esposizione dei fatti, l’indicazione della violazione accertata, del responsabile del procedimento e dell’ufficio ove è possibile presentare memorie difensive o eventuali giustificazioni ed avere accesso agli atti ai sensi dell’art. 8, del termine entro cui gli interessati possono esercitare le predette facoltà e, infine, la menzione della possibilità di effettuare il pagamento in misura ridotta ai sensi dell’art. 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689, ove applicabile. 4. L’atto deve altresì contenere l’indicazione dei termini di conclusione del procedimento sanzionatorio decorrenti dalla notifica dell’atto di contestazione. L’atto di contestazione deve essere notificato al trasgressore, entro novanta giorni dal completo l’accertamento del fatto ai sensi del comma 2, con le modalità di cui all’art. 14 della legge 24 novembre 1981, n. 689. 5. Ove la violazione accertata sia ancora in atto, nelle ipotesi di cui all’art. 32 del Codice l’atto di contestazione reca anche l’intimazione a porre fine all’infrazione entro il termine massimo di un mese. In tal caso i termini di cui all’art. 6 si intendono prorogati di quaranta giorni. 6. Ove l’intimazione rimanga inosservata l’unità organizzativa competente dell’Autorità procede ai sensi dell’art. 32, commi 3 e 4, del Codice. Ferma restando l’autonomia dei provvedimenti rispettivamente adottabili, l’ottemperanza all’intimazione o la sua inosservanza sono comunque valutate a norma di legge, oltre che ai sensi dell’art. 32 del Codice, anche ai fini del trattamento sanzionatorio da irrogare alla conclusione

del procedimento. 7. Resta in ogni caso salva la possibilità di adottare le misure provvisorie urgenti consentite dall’art. 32, comma 5, del Codice, ove ne sussistano i presupposti, alle condizioni da tale norma stabilite. 8. Al procedimento volto all’adozione dell’atto di diffida a cessare dal comportamento illegittimo di cui all’art. 51, comma 2, del Testo unico si applicano, se non altrimenti disposto, le disposizioni di cui al presente regolamento. I termini di cui all’art. 6 si applicano ai soli fini dell’adozione dell’atto di diffida. Successivamente, ove il comportamento illegittimo persista oltre il termine, non superiore a quindici giorni, assegnato, il responsabile del procedimento propone al direttore, senza ritardo, lo schema di provvedimento sanzionatorio per gli adempimenti di cui all’art. 10 e seguenti. 9. Il direttore trasmette ogni tre mesi all’organo collegiale competente un’informativa relativa ai procedimenti avviati o archiviati. Articolo 6 Termini del procedimento l. Il termine per l’adozione del provvedimento finale è di centocinquanta giorni decorrenti dalla data di notifica della contestazione di cui all’art. 5. 2. Entro il termine di centoventi giorni il responsabile del procedimento conclude l’attività istruttoria relativa ai fatti oggetto di contestazione e trasmette gli atti di cui al successivo art. 10, comma l, all’organo collegiale competente per l’irrogazione della sanzione. 3. I termini sono sospesi nel caso in cui sia necessario svolgere ulteriori approfondimenti istruttori ai sensi dell’art. 7. Articolo 7 Attività istruttoria l. Qualora sia necessario acquisire informazioni o ulteriori elementi di valutazione, il responsabile del procedimento può proporre al direttore di affidare al competente Servizio lo svolgimento delle attività di cui alla delibera 63/06/CONS e può disporre perizie ovvero chiedere ai soggetti che ne siano in possesso informazioni e documenti utili all’istruttoria. 2. La richiesta deve indicare: a) i fatti e le circostanze in ordine ai quali si chiedono i chiarimenti; b) lo scopo della richiesta; c) il termine entro il quale deve pervenire la risposta o esser trasmesso il documento; d) le modalità attraverso cui fornire le informazioni; e) le sanzioni eventualmente applicabili. 3. La sospensione dei termini 8 7


IL NUOVO REGOLAMENTO IN MATERIA DI PROCEDURE SANZIONATORIE DELL’AUTORITA’ PER LE COMUNICAZIONI 7di cui al comma 3 dell’art. 6, che in ogni caso non può essere superiore a sessanta giorni, opera: a) dalla data di protocollo della richiesta alla data di protocollo in cui l’Autorità riceve le informazioni o gli ulteriori elementi di valutazione; b) dalla data di protocollo relativa al conferimento dell’incarico al perito alla data di protocollo in cui l’Autorità riceve la relazione peritale. Articolo 8 Accesso ai documenti l. I soggetti ai quali è stato notificato l’atto di contestazione possono accedere agli atti del procedimento nelle forme e con le modalità previste dal regolamento concernente l’accesso ai documenti. Articolo 9 Partecipazione al procedimento l. I soggetti nei cui confronti si procede, entro il termine indicato nella contestazione, possono presentare memorie, perizie ed altri scritti difensivi, nonché chiedere di essere sentiti dal responsabile del procedimento sui fatti oggetto della contestazione. 2. L’audizione, che viene comunicata con

PENE PIU’ SEVERE NEL DIRITTO D’AUTORE Per effetto del recepimento di una direttiva Ue il decreto legislativo n. 140/06 in vigore dal 22 aprile u.s. ha apportato modifiche significative alla legge sul diritto d’autore e al Codice della proprietà industriale. La nuova normativa accresce il diritto di ottenere in giudizio prove ed informazioni utili all’individuazione dell’origine della contraffazione e della ricostruzione della filiera dei soggetti coinvolti, comprese documentazioni bancarie, finanziarie o commerciali, con la previsione di sanzioni più efficaci per il caso di inottemperanza. In particolare, il decreto introduce nella legge sul diritto d’autore una disposizione analoga all’articolo 121 del Codice di proprietà industriale che riguarda la possibilità, per il titolare dei diritti, di richiedere alla controparte informazioni utili ad individuare tutti i soggetti coinvolti nella violazione. Inoltre viene espressamente prevista la possibilità di ottenere anche l’esibizione di documentazione inerente la violazione, compresa - e questa è una novità anche rispetto al Codice - la documentazione, 8

preavviso di almeno sette giorni, si svolge innanzi al responsabile del procedimento. Coloro che ne fanno richiesta possono comparire tramite legale rappresentante ovvero procuratore speciale informati sui fatti. Dell’audizione è redatto verbale. Articolo 10 Conclusione dell’istruttoria e provvedimenti sanzionatori 1. Il direttore trasmette all’organo collegiale competente per l’irrogazione della sanzione la proposta di schema di provvedimento unitamente alla dettagliata relazione relativa all’istruttoria redatta dal responsabile del procedimento. 2. L’organo collegiale, esaminata la relazione e valutata la proposta di provvedimento, adotta il provvedimento sanzionatorio previsto ovvero dispone l’archiviazione del procedimento. 3. Qualora ritenga necessari ulteriori approfondimenti istruttori, l’organo collegiale trasmette gli atti all’unità organizzativa specificando la natura ed il tipo di approfondimenti da svolgere. In casi particolari, la richiesta di approfondimenti può essere reiterata, comunque non più di una volta. La richiesta di

finanziaria e commerciale, sempre che la violazione sia stata commessa su «scala commerciale» (e «mediante atti di pirateria» in caso di violazione di diritti di proprietà industriale). Altra novità concerne i criteri per la determinazione del risarcimento del danno. Il decreto prevede infatti che nella determinazione del lucro cessante si tenga conto degli utili realizzati dall’autore della violazione e che il giudice possa liquidare una somma forfetaria pari quantomeno al “prezzo” che l’autore della violazione avrebbe dovuto pagare al titolare dei diritti se avesse richiesto l’autorizzazione. In aggiunta, il solo articolo 125 del Codice prevede la possibilità che il titolare del diritto possa chiedere e conseguire, con alcuni limiti, la retroversione degli utili realizzati dall’autore della violazione.

LA RIFORMA DELL’ACCESSO TORNA AL PALO DI PARTENZA Che fine ha fatto il decreto Siliquini che cambia, o meglio cambiava le regole dell’accesso degli aspiranti giornalisti professionisti? (v. “Notiziario USPI” di gennaio

approfondimenti determina la proroga di ulteriori sessanta giorni del termine di cui al comma l dell’art. 6. 4. Il provvedimento sanzionatorio, adeguatamente motivato, deve contenere l’espressa indicazione del termine per ricorrere e dell’autorità giurisdizionale a cui è possibile proporre ricorso è deve essere notificato, a cura del responsabile del procedimento, ai soggetti destinatari con le forme di cui all’art. 14 della legge 14 della legge 24 novembre 1981, n. 689. Articolo 11 Comunicazione dei provvedimenti l. L’unità organizzativa provvede a notifìcare i provvedimenti sanzionatori adottati dall’organo collegiale competenti per 1’irrogazione della sanzione nonché a comunicare mediante raccomandata con avviso di ricevimento i provvedimenti di archiviazione. Articolo 12 Pubblicazione l. I provvedimenti sanzionatori adottati dall’Autorità sono pubblicati sul Bollettino Ufficiale dell’Autorità.

u.s. pag. 2). Il parere del Consiglio di Stato è arrivato ma il Decreto esce di scena come ha spiegato Gino Falleri, Presidente nazionale del GUS, intervenendo su “Punto.Com” sui problemi del giornalismo: “Le note trionfali, con le quali è stato salutato il decreto Siliquini, lungamente inseguito, che imponeva il diploma di laurea per esercitare la professione - indispensabile visto lo scadimento di certi giornalismi o considerati tali - e decentrava gli esami, si sono quasi subito smorzate. Si voltava pagina. L’accesso non era più di esclusiva competenza degli editori. Sarebbe stata, comunque, l’assunzione. Il Consiglio di Stato, la cui autorevolezza decisionale è stata messa in dubbio da alcune dichiarazioni, con il suo parere, vincolante per giunta, ha messo fine agli entusiasmi. Nella gerarchia delle leggi un decreto, su legge delegata, non può modificare una legge ordinaria. Quindi tutto da capo e con una nuova coalizione governativa. Il giornalismo, e sotto i nostri occhi, si sta trasformando e i free lance sono sempre più numerosi e tra essi sono da inserire migliaia di pubblicisti.” Notiziario USPI n° 7-8/2006


LE QUOTE ASSOCIATIVE USPI

per l’anno 2006 L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2006 versando la relativa quota associativa, lungi dal corrispondere ad una rituale formalità, risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche publiche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - copia gratuita della XIII edizione della “Guida della Stampa Periodica” (volume + CD) - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura. Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2006 (e comprensive del costo del “Notiziario USPI”) sono le seguenti:

Per le testate (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge)

da da da da da

1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su

€ € € € €

200,00 625,00 1.200,00 2.400,00 3.650,00

OFFERTA RINNOVO ISCRIZIONE 2006: con soli 6 euro, in aggiunta alla quota associativa, riceverete direttamente al vostro domicilio la XIII Ediz. della “Guida della Stampa Periodica” 2005/2006 (volume + CD). Nella causale di versamento specificare dettagliatamente: “Quota associativa USPI 2006 + Guida Stampa Periodica”.

Quota d’iscrizione (“una tantum” per le testate che si iscrivono per la prima volta): - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie

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90,00

- Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie

€

170,00

€ €

210,00 320,00

Per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI

Il versamento della quota associativa con il supplemento di 6 euro può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano,Agenzia 257,Via Franceschini n. 58 - Roma, CIN: U ABI: 05584 - CAB: 03206 - c/c: 000000004977 (intestato USPI), ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI.

ATTENZIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.


CONVENZIONE USPI - STUDIO ASTOLFO DI AMATO E ASSOCIATI AVVOCATI L’USPI ha sottoscritto un importante accordo con lo Studio Astolfo DI AMATO e Associati Avvocati, con sede a Milano, Roma e Napoli e membro dei primari network internazionali “Multilaw”, per l’assistenza professionale agli associati per ogni problema di natura legale esistente o insorgente nel riquadro delle proprie attività. Con questa importante Convenzione, l’USPI completa e finalizza l’offerta dei servizi che, sul piano legale, sono a disposizione degli editori associati, affiancando alle consulenze gratuite della Segreteria Generale la possibilità per i soci di farsi assistere da una prestigiosa struttura professionale, presente in tutta Italia e con referenti esteri, che riserverà loro un trattamento preferenziale relativamente ai corrispettivi per l’attività richiesta. Lo Studio Astolfo DI AMATO e Associati Avvocati potrà, quindi, mettere a disposizione degli associati USPI tutte le proprie competenze ed esperienze maturate nel settore dell’editoria: dal diritto societario alla contrattualistica, dal diritto di cronaca al sistema dei contributi, dai profili laburistici alla redazione di atti. Per contattare lo Studio, i riferimenti sono nel riquadro in fondo a questa pagina

CONVENZIONE Tra L’Unione Stampa Periodica Italiana in prosieguo denominata per brevità USPI, in persona del legale rappresentante avv.to Francesco Saverio Vetere, per la carica domiciliato in Roma al viale Battista Bardanzellu, 95 ed autorizzato alla sottoscrizione del presente atto.

e Lo Studio Astolfo DI AMATO e Associati Avvocati, in prosieguo denominato per brevità lo STUDIO, con sede in Roma, alla via Nizza n. 59, in persona del suo legale rappresentante Prof. Astolfo Di Amato.

Premesso Che l’USPI rappresenta la stampa periodica italiana nella tutela dei diritti e degli interessi professionali, morali e materiali dell’intera categoria su tutto il territorio nazionale. Che l’USPI nell’esercizio di detta attività svolge in campo interno ed internazionale tutte le azioni connesse al conseguimento dei suoi scopi assumendo ogni iniziativa che a tal fine ritiene idonea. Che l’USPI coordina nei limiti del suo sta-

tuto l’attività professionale degli associati nei loro rapporti con gli istituti e le amministrazioni, sia pubbliche che private. Che lo STUDIO ha maturato una specifica expertise nel diritto societario, nel diritto dei contratti, nel diritto d’autore con particolare attenzione al settore dell’editoria, ed in genere nel diritto dei mezzi di comunicazione. Che lo STUDIO ha sede a Milano, Roma e Napoli ed è membro dei primari network internazionali “Multilaw”.

Tanto premesso le parti convengono quanto segue: 1. Le premesse fanno parte integrante del 2.

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presente accordo. L’USPI indica nello STUDIO il consulente legale da proporre ai componenti dell’associazione e si impegna a dare tempestiva comunicazione della presente convenzione ai suoi associati nelle forme e nelle modalità più adeguate. Lo STUDIO eseguirà gli interventi necessari od opportuni ai fini della soluzione di ogni apprezzabile problema di natura legale esistente od insorgente nel quadro operativo delle attività svolte dall’USPI e dagli associati. La durata del presente accordo è a tempo indeterminato. Le parti potranno recedere in qualsiasi momento. L’assistenza professionale dello STUDIO avrà ad oggetto tra l’altro, le materie indicate in premessa, più specificamente essa avrà ad oggetto: a) il diritto societario; b) la contrattualistica in genere, compresa quella relativa al Contratto di distribuzione e di vendita, al Contratto editoriale, al Contratto estimatorio, ai Contratti che a diverso titolo interessano l’area del diritto d’autore. La consulenza relativa ai Contratti conclusi per via elettronica intendendo con ciò riferirsi alle tematiche del commercio elettronico, ma anche alla gestione telematica di offerte di servizi fornite dall’impresa editrice. I Contratti per la gestione informatizzata di banche dati. I Contratti relativi alla commissione e gestione dei software applicativi relativi alle attività di composizione. I Contratti che attengono la realizzazione di ebook e la loro offerta telematica. I Contratti relativi alla pubblicità; c) l’assistenza nelle questioni attinenti il

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diritto di cronaca, sia sotto il profilo civilistico sia penale; d) l’assistenza nelle problematiche tecniche e fiscali legate al sistema dei contributi; e) l’assistenza nei profili laburistici quali l’inquadramento delle diverse figure professionali secondo il Contratto Collettivo di settore; la predisposizione di eventuali codici disciplinari aziendali; assistenza e consulenza nei procedimenti disciplinari ex art. 7 Legge 300/1970; assistenza e consulenza per eventuali accordi integrativi aziendali; redazione di atti, verbali, assistenza in sede sindacale e/o di organismi ministeriali per situazioni di crisi aziendale. Lo STUDIO si impegna a riservare agli associati USPI un trattamento preferenziale relativamente ai corrispettivi. Per usufruire del trattamento di cui al comma 1, gli associati dovranno esibire presso lo STUDIO, una lettera di presentazione che attesti la loro qualità di associato e la regolare iscrizione all’USPI. Lo STUDIO espleterà l’attività di propria competenza attraverso l’intera propria struttura professionale, avvalendosi, laddove necessario, di propri consulenti. All’uopo lo STUDIO indica nella persona dell’avv.to Marianna Quaranta il proprio referente per i contatti con gli associati USPI. Nell’esecuzione dell’attività professionale richiesta, lo STUDIO fruirà della più completa cooperazione da parte dell’USPI.

Roma, 24 novembre 2005 Prof. Avv.to Astolfo Di Amato Avv.to Francesco Saverio Vetere

Per un primo contatto con lo Studio DI AMATO & Associati i soci USPI possono rivolgersi a: Avv. Marianna Quaranta Studio Di Amato & Associati Via Domenico Morelli, 24 - Napoli Tel. 081.24.57.510 Fax 081.24.57.066 www.diamato.net mariannaquaranta@diamato.net


INSERIMENTO OBBLIGATORIO DELLA PARTITA IVA NELLA HOME PAGE DEL SITO INTERNET

L

’Agenzia delle Entrate ha recentemente chiarito la propria posizione circa l’obbligatorietà o meno della pubblicazione della partita IVA nella home-page del sito internet anche nel caso in cui tale sito venga utilizzato per scopi meramente propagandistici e pubblicitari, senza il compimento di attività di commercio elettronico. Con la Risoluzione n. 60/E del 16 maggio 2006, l’Agenzia delle Entrate, a seguito di una attenta disamina del dato normativo, giunge alla conclusione dell’obbligatorietà di tale indicazione. L’obbligo dell’inserimento del numero di partita IVA nel sito web, precisa l’Agenzia delle Entrate, rileva per tutti i soggetti passivi IVA, a prescindere dalle concrete modalità di esercizio dell’attività. Di conseguenza, conclude l’Agenzia, quando un soggetto IVA dispone di un sito internet relativo all’attività esercitata, quand’anche utilizzato solamente per scopi pubblicitari, lo stesso è tenuto ad indicare il numero di partita IVA, come chiaramente disposto dall’articolo 35, comma 1, del DPR n. 633/72. AGENZIA DELLE ENTRATE Direzione centrale normativa e contenzioso Risoluzione del 16/05/2006 n. 60/E Oggetto: Indicazione numero partita Iva nel sito web - articolo 35,comma 1, del D.P.R. n. 633 del 1972.

Tutti gli editori iscritti regolarmente al ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione), compresi quelli che hanno inoltrato domanda di iscrizione fino a tutto il 2005, sono tenuti alla compilazione e all’invio telematico della modulistica della IES (Informativa Economica di Sistema), entro il 31 luglio. Le comunicazioni di cui alla Delibera n. 129/02/CONS (Informativa Economica di Sistema) devono essere trasmesse utilizzando esclusivamente i modelli telematici disponibili sul sito: www.roc.infocamere.it, previa registrazione dell’utente. E’ chiaro che chi fosse già in possesso dell’ “identificativo” e della “password” (autorizzati dagli uffici dell’Authority) ed utilizzati per le comunicazioni degli scorsi anni e per la Comunicazione Annuale, il cui termine è scaduto il 30 giugno scorso, non deve effettuare una nuova registrazione. ***** Secondo la citata Delibera n. 129/02/CONS dell’Autorità per le Comunicazioni, i modelli dell’Informativa Economica di Notiziario USPI n° 7-8/2006

Testo: Con la nota in riferimento codesta Federazione delle Associazioni Italiane ... ha chiesto chiarimenti in merito alla corretta interpretazione dell’articolo 35 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, con specifico riguardo al rapporto tra comma 1 e comma 2, lettera e) della citata disposizione. In particolare, si vuole sapere se il numero di partita Iva, attribuito dagli uffici dell’Agenzia a quanti intraprendono l’esercizio di impresa, arte o professione nel territorio dello Stato, debba o meno essere indicato nella home-page del sito web anche nel caso in cui il sito venga utilizzato per scopi meramente propagandistici e pubblicitari, senza il compimento di attività di commercio elettronico. A tale proposito si osserva che l’articolo 35, comma 1, del D.P.R. n. 633 citato - come modificato dall’articolo 2, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2001, n. 404 (in vigore dal 1 dicembre 2001) - dispone che: “1. ... L’ufficio attribuisce al contribuente un numero di partita I.V.A. che resterà invariato anche nelle ipotesi di variazioni di domicilio fiscale fino al momento della cessazione dell’attività e che deve essere indicato nelle dichiarazioni, nella home-page dell’eventuale sito web e in ogni altro documento ove richiesto. . . 2. Dalla dichiarazione di inizio attività devono risultare:

Per gli editori iscritti o iscrivendi al ROC

IL 31 LUGLIO SCADE IL TERMINE PER L’INVIO TELEMATICO DELLA MODULISTICA DELLA “IES” Sistema sono articolati in tre serie, rispettivamente: Ridotta, Semplificata e Base. Ciascun soggetto è tenuto alla redazione di una sola delle tre serie previste. La scelta della serie da redigere viene determinata in funzione dei ricavi del soggetto: a) soggetti i cui ricavi risultino minori di 500.000 euro, SERIE RIDOTTA; b) soggetti cui ricavi risultino compresi tra 500.000 e 5.000.000 euro, SERIE SEMPLIFICATA; c) soggetti i cui ricavi risultino superiori a 5.000.000 euro, SERIE BASE. Le imprese editrici di giornali quotidiani,

e) per i soggetti che svolgono attività di commercio elettronico, l’indirizzo del sito web ed i dati identificativi dell’internet service provider; ...”. Da un’interpretazione sistematica delle disposizioni in commento emerge che l’adempimento previsto dall’articolo 35, comma 1, ha natura e finalità differenti rispetto a quello contenuto nel comma 2, lettera e), limitato ai soli soggetti che effettuano attività di commercio elettronico. L’obbligo di indicazione del numero di partita Iva nel sito web rileva per tutti i soggetti passivi Iva, a prescindere dalle concrete modalità di esercizio dell’attività. Di conseguenza, quando un soggetto Iva dispone di un sito web relativo all’attività esercitata, quand’anche utilizzato solamente per scopi pubblicitari, lo stesso è tenuto ad indicare il numero di partita Iva, come chiaramente disposto dall’articolo 35, comma 1. L’articolo 35, comma 2, lettera e), concerne, invece, il contenuto della dichiarazione di inizio attività, la cui presentazione è un adempimento che precede l’attribuzione della partita Iva ed è finalizzato, fra l’altro, all’acquisizione da parte dell’Amministrazione finanziaria delle informazioni inerenti all’attività da esercitare. D’altro canto, qualora l’indicazione del numero di partita Iva nel sito web fosse necessaria solamente per quanti svolgono attività di commercio elettronico, non vi sarebbe stata ragione di qualificare, al comma 1, il sito web come “eventuale”, posto che, in caso di commercio elettronico, l’esistenza di uno spazio web è necessaria ai fini dello svolgimento dell’attività.

periodici o riviste, ivi compresi i soggetti esercenti l’editoria elettronica e digitale sono tenuti a compilare i modelli A, O, P e P1. Alcune tipologie di editori, definite dalla Delibera 129/02 “soggetti minori”, dovranno invece compilare il solo MODELLO U. Sono considerati “soggetti minori”: le fondazioni, gli enti morali, le associazioni, i gruppi di volontariato, i sindacati, le cooperative non aventi scopo di lucro, le imprese e le ditte individuali, che siano editrici di un solo periodico distribuito in un’unica area geografica provinciale, ovvero di più periodici, tutti di carattere scientifico, sempre che i ricavi della raccolta pubblicitaria non rappresentino più del 40 per cento dei ricavi derivanti dalle vendite, o che siano titolari di una sola concessione per la radiodiffusione in ambito locale, sonora o televisiva. Ricordiamo, inoltre, che il 30 giugno è scaduto il termine per l’invio della “Comunicazione Annuale”. 11


4

La gestione editoriale di un periodico medio-piccolo

i fa presto a dire editore. Oggi l’editore di una pubblicazione anche medio piccola poco o nulla ha a che fare con la stessa figura di 15-20 anni or sono. E’ cambiato il mercato che ieri alternava periodi di crisi a fasi di stabilità mentre oggi è soggetto a continue convulsioni e incertezze; l’innovazione tecnologica ha travolto il management, la redazione, l’impaginazione e la stampa del periodico; si è andata affiancando alla carta stampata il periodico on line; c’è sempre più voglia d’imprenditorialità come dimostra la costanza del successo degli stages per editori che l’USPI continua a realizzare da vent’anni, all’Università di Urbino, in una settimana di settembre. Ed è cambiato anche il modo di acquisire pubblicità. I lettori dei periodici in vendita (o dai quali ci si aspetti comunque un ritorno economico) costituiscono il primo mercato dell’editore. Solo disponendo di questo primo mercato l’editore può affacciarsi al secondo mercato che è quello della pubblicità. Infatti non può darsi testata pubblicitariamente interessante che non disponga di un lettorato significativo. Impropriamente diciamo che l’editore vende spazi pubblicitari alle aziende inserzioniste; in realtà l’editore “vende” il suo pubblico, l’attenzione dei suoi lettori, gli sguardi di quanti si soffermano sia pur frettolosamente sulla pubblicità. Si tratta evidentemente di sguardi di persone con qualificazioni anagrafiche, sociali, economiche e culturali; ed è proprio grazie a queste qualificazioni che l’inserzionista può essere interessato a proporre i suoi prodotti ai lettori della pubblicazione. Affrontare o meno il mercato pubblicitario per una testata che possa ragionevolmente acquisire un lettorato o che già disponga di una base iniziale di lettori dipende da tre analisi:

S

1. l’analisi del mercato pubblicitario; 2. l’analisi del lettorato e del suo bacino territoriale; 3. le spese di mediazione. In merito all’analisi del mercato e della concorrenza consigliamo ai piccoli editori di munirsi di un elenco delle aziende a cui proporre le inserzioni. Questo elenco può essere costruito con l’aiuto delle “Pagine gialle” e delle “Pagine utili” che attraverso gli spazi più o meno grandi acquistati dalle aziende possono consentire l’individuazione degli inserzionisti potenziali che abbiano una qualche propensione per l’investimento pubblicitario. In genere nelle pubblicazioni d’informazione generale la pubblicità può essere solo 12

COME

AFFRONTARE IL SECONDO MERCATO proposta, mentre nelle riviste tecniche, professionali e specializzate la pubblicità può essere ricercata dagli stessi lettori quali messaggio accessorio all’informazione della rivista. Spesso i periodici specializzati offrono alle aziende una nicchia targettizzata che giustifica inserzioni pubblicitarie mirate. Il costo-contatto è la spesa che l’inserzionista deve sostenere per promuovere i suoi prodotti presso un lettore; tale costo si ricava dividendo il costo dello spazio per il numero dei lettori. Ne consegue che il costo-contratto sarà tanto più accessibile quanto più è elevato il numero delle copie diffuse e, per l’inverso, sarà tanto più elevato quanto più è esiguo il numero dei lettori. Il calcolo dei lettori è molto approssimativo. Si pensa che un periodico d’informazione o del tempo libero sia letto o guardato da tre lettori per copia distribuita, una rivista culturale da due lettori, mentre il numero dei lettori si abbassa a 1,5 per le riviste specializzate. Il concetto che l’editore ha del lettore tende a divergere da quello dell’inserzionista. L’editore è portato a considerare lettore chi riceve materialmente la pubblicazione: in abbonamento, con l’acquisto nel punto vendita, a titolo gratuito. L’editore però spesso non sa se il ricevente legga, sfogli o butti il periodico senza aprirlo; e, infatti, tra i riceventi può esserci il lettore abitudinario od occasionale, lo “sfogliatore” o - ci si perdoni l’espressione macchinosa - il consultatore di biblioteca. All’inserzionista la tiratura della pubblicazione dice poco. Questi è maggiormente interessato a sapere quanti tra i “riceventi” avranno un contatto, cioè guarderanno veramente il messaggio e quanti tra questi potrebbero diventare potenziali acquirenti. Quel che interessa all’azienda è la qualità della lettura più che la quantità dei lettori. Consiglio pratico: quando non si dispongono di mezzi per effettuare una ricerca di mercato sui lettori è necessario affidarsi ad una scheda tecnica destinata ai possibili inserzionisti che riporti: 1. il dato elementare della tiratura; 2. il numero dei “ricevitori” del periodico; 3. le modalità di distribuzione e il bacino territoriale; 4. le percentuali ipotetiche dei dati anagrafici, socio-economici e culturali dei lettori.

Questi ultimi dati sul lettorato sono di estrema importanza per l’inserzionista che compra dall’editore la possibilità di far conoscere il suo messaggio non ad un pubblico qualsiasi ma al pubblico “giusto”, che oltre a prestare un attimo di attenzione alla pubblicità possa essere “anche” un potenziale acquirente del prodotto pubblicizzato. La previsione della redditività di un messaggio pubblicitario è di difficile determinazione. Nessun editore medio-piccolo è in grado di conoscere il processo che precede il consumo e, quindi, l’esito commerciale dell’inserzione pubblicitaria. L’inserzionista, a differenza dell’editore, dispone di una spietata verifica di una campagna pubblicitaria poiché, dopo un adeguato periodo di comunicazioni, sa se e di quanto sono aumentate le vendite. Ma attenzione - l’esito commerciale di una campagna non riflette completamente l’utilità delle inserzioni poiché non comprende il plus valore della visibilità del prodotto e dell’azienda che l’inserzionista consegue anche se le vendite non sono aumentate. Come già detto l’ultima analisi che l’editore deve effettuare prima di affrontare il secondo mercato riguarda le spese di mediazione (mai inferiori al 15% del prezzo dell’inserzioni) costituite dalla percentuale che l’editore deve corrispondere o alla Concessionaria o ai procacciatori di pubblicità. Poiché per i piccoli editori è difficile trovare concessionarie interessate a costituire un mandato con testate di piccola tiratura, gli editori sono costretti ad organizzare in proprio la raccolta diretta delle inserzioni affidandola a procacciatori d’affari. Su tale argomento, nel prossimo numero, offriremo consigli operativi e pratici. VALORE DEGLI SPAZI E TARIFFE PUBBLICITARIE La regola aurea è che la tariffa corrisponde al valore dello spazio percepito dall’inserzionista. Nella formazione del tariffario l’azienda editrice deve tener presente: - il mercato delle inserzioni e delle tariffe movimentato dai concorrenti; - i servizi equipollenti quali vendite per corrispondenza, invio di lettere, invio di cataloghi, call center ecc.; - la possibilità di specializzare la pubblicità con supplementi, inserti, numeri speciali e distribuzione gratuita del periodico in occasione di fiere, convegni ed eventi. La tariffa pubblicitaria di base oltre che sul Notiziario USPI n° 7-8/2006


costo tecnico dell’inserzione (in genere modesta), è calcolata in funzione delle seguenti variabili: - importanza del mezzo; - quantità e qualità dei lettori; - qualità del supporto. A quest’ultimo riguardo consigliamo di documentare nella fase del negoziato la resa grafica del messaggio che dipenderà dal tipo di carta, dalla fedeltà dei colori, dalla qualità del bozzetto esecutivo e dal posizionamento. Questa anticipazione può essere, infatti, un valido strumento di convincimento all’acquisto dello spazio. LE MAGGIORAZIONI TARIFFARIE C’è una geografia del posizionamento che riposa sul presupposto di una maggiore o migliore lettura. In considerazione di ciò la tariffa base subisce una maggiorazione percentuale. Indichiamo, di seguito, i principali punti di collocazione che rendono più immediata la lettura del messaggio e che legittimano una richiesta di maggiorazione tariffaria.

Associazioni tematiche: La pubblicità finanziaria collocata vicino alle informazioni economiche; quella degli spettacoli vicina alle rubriche, alle recensioni e ai programmi televisivi; quella automobilistica vicino alla rubrica “motori”; Ognuna di queste associazioni tematiche può avere una sua tariffa. Prima pagina nei settimanali d’informazione: collocata a fianco della testata, finestrelle d’angolo, “piedini”. E’ appena il caso di precisare che le inserzioni di prima pagina sono impegnative per l’editore e quindi devono essere coerenti con la linea editoriale. Cronaca locale: optare per le pagine di cronaca locale, in genere più lette, in alternativa alle pagine “generali”, può meritare una maggiore attenzione da parte dei lettori, soprattutto per quanto attiene agli esercizi commerciali. Colore: l’uso del colore conferisce al messaggio un elemento di pregio e di leggibilità ma dà luogo a maggiori costi per l’editore stimabili intorno al 20% per ciascun colore. INSERTI E GADGET

Combinazioni di copertina: La fantasia degli editori e dei grafici si è sbizzarrita nella collocazione di pubblicità in copertina o a ridosso di essa che comporta aumenti percentuali anche molto consistenti. Ricordiamo la prima e la quarta di copertina (che può arrivare anche a una maggiorazione superiore al 100%); la seconda e la terza di copertina, di modesto prestigio e di modesta maggiorazione; la prima e ultima di copertina “a battente” su cui l’inserzionista ha a disposizione la seconda di copertina, maggiorata del battente interno e la prima pagina di testo; la prima o l’ultima pagina di foliazione normale. Posizioni di rigore: pubblicazione nella prima metà della rivista (+ 15-20%) o addirittura nel primo quarto di essa; pubblicazione in una pagina di sinistra o di destra (candidata a raccogliere maggiore attenzione). Sola in pagina: unica inserzione pubblicata in pagina. Pubblicità classificata: in questa categoria rientrano i piccoli annunci, le ricerche di personale, le offerte di lavoro, i necrologi, le aste giudiziarie. Ogni annuncio ha una sua tariffa: a parola, a riga, a modulo, in caratteri chiari, grassetti, neretti ecc. Ma c’è di più. Sembra che anche la pubblicità tabellare collocata vicino alla pubblicità classificata - che è molto letta - abbia maggior valore e legittimi un aumento del tariffario. Notiziario USPI n° 7-8/2006

I periodici settimanali e mensili costituiscono un ottimo supporto tecnico per gli inserti cartacei e non inseriti nel periodico o tra la copertina e la cellophanatura. L’inserto pubblicitario può avere, a seconda della foliazione della pubblicazione, varie collocazioni: la più semplice, nei periodici cuciti con punto metallico, è quella al centro della pubblicazione. Le aziende inserzioniste scelgono a volte il gadget per promozionare nuovi prodotti e possono chiedere o che un campioncino del prodotto sia inserito nel corpo del periodico o che sia cellophanato sempre che non disturbi troppo la confezione e la spedizione. Costi supplementari e tariffe vanno calcolati caso per caso tenendo conto dei costi di carta normale o speciale, composizione, stampa, costi postali, spese di fustellazione, eventuale distribuzione limitata ad alcune aree territoriali. TIPOLOGIA DEGLI SCONTI La rissa del mercato spesso spinge gli editori a sconti discrezionali non motivati. Meno discrezionali e giustificati sono gli sconti per messaggi plurimi sullo stesso periodico o gli sconti di durata per una campagna pubblicitaria che impegni più numeri della pubblicazione. In quest’ultimo caso è consigliabile che l’editore si riservi la facoltà di non pubblicare i messaggi che, a suo giudizio, non fossero giudicati compatibili con l’interesse dell’editore o con la linea editoriale della testata.

Gli editori di più periodici tendono a vendere pacchetti scontati di pubblicità per ottenere un maggior fatturato sia pur ripartito fra più testate. TESTI GIORNALISTICI E PUBBLICITA’ REDAZIONALE Senza entrare nel merito del dibattito teso a raccomandare agli editori e ai direttori una chiara distinzione tra la pubblicità redazionale e i testi giornalistici, riteniamo utile riportare la classificazione degli elementi che distinguono e differenziano le due forme di comunicazione. A) Sono considerati pubblicità redazionale i testi - per i quali esiste una «autodichiarazione» nei seguenti termini: «a cura del servizio sviluppo...» «informazione pubblicitaria» «dalle aziende...» «in occasione della fiera... » «profilo d’azienda» «profilo d’impresa» «le aziende informano» «mostre e convegni a cura di...» «a cura della direzione strategie e sviluppo di...» - nei quali compaiano: marchi della ditta o dei prodotti, caratteri di chiara diversificazione rispetto ai testi redazionali, - che abbiano almeno due tra i seguenti requisiti: il nome dei prodotti o dell’azienda nel titolo, l’indicazione del prezzo di vendita del prodotto, l’indicazione dell’indirizzo completo ove è possibile acquistare il prodotto, l’articolo non è firmato, la firma non è riportata nel colophon, nel testo è richiamato un solo prodotto e una sola azienda. B) E’ considerato giornalistico un testo - che abbia almeno due tra i seguenti requisiti: tratta di due o più prodotti alternativi, l’articolo compare nel «sommario» della pubblicazione, la firma compare nel colophon; in ogni caso, se il servizio (listino tecnico, elencazioni, repertori), riguarda più prodotti, meglio se concorrenti, purché non vi sia riproduzione grafica di marchi, - che fornisce il massimo di informazioni (anche nei termini riportati al punto A) su argomenti che rientrino nelle tematiche istituzionali della testata. (4. continua) 13


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BIBLIOTECA USPI COMPETENZE ACQUISITE, COMPETENZE RICHIESTE E COMPETENZE ESPRESSE Analisi e valutazioni economiche Riccardo Leoni (a cura di) FrancoAngeli, Milano 2006, pagine 240, € 17,00 Il titolo pirandelliano fa capire che c’è un divario tra competenze acquisite all’Università, competenze richieste dalle imprese e competenze concretamente espresse soprattutto attraverso la capacità di risolvere i problemi o di “mandare avanti la baracca” in condizioni di variabilità ed incertezza. Al centro di questi divari la maggiore imputata è la scuola e il conseguente sgretolamento del valore dei titoli di studio. Nonostante la prorompente affermazione del nuovo concetto di competenza nessuna ricerca si era mai cimentata nel misurare gli anzidetti divari. Questo libro articolato su inchieste e ricer-

NOTIZIARIO

Uspi

Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972

che realizzate presso l’Università degli Studi di Bergamo poggia su due campioni: uno costituito dalla job analysis effettuata direttamente da laureati e l’altro dalle valutazioni dei selezionatori di aziende industriali. I test statistici ed econometrici documentano l’inadeguatezza dell’Università a formare livelli di competenza richiesti dal nuovo sistema produttivo, inadeguatezza riconducibile più che alla burocrazia accademica alla parcellizzazione dei saperi e degli schemi cognitivi sottostanti. Come colmare questa distanza tra Scuola e mondo del lavoro? Privilegiando la costruzione di buone teste e non la quantità dei saperi da distillare. Buone teste che abbiano capacità di diagnosi, voglia d’innovazione, attitudine alle relazioni interpersonali e alle responsabilità di gruppo, controllo e risoluzione dei problemi. Naturalmente non è in gioco solo l’adeguamento dei programmi di studio ma anche la capacità di studio e concentrazione degli studenti se si pensa che nell’anno accademico 1997 - 98 solo 4 iscritti a corsi di laurea su 10 erano riusciti dopo 6 anni di distanza dall’immatricolazione a conseguire il titolo (Indagine Istat 2001). A conferma di questo dato il libro rivela che il numero medio di anni "fuori corso" per conseguire la laurea è all'incirca di tre anni e che le cose vanno peggio nelle piccole Università dove ci si aspetterebbe una maggiore rapidità. ATLANTE DELLA COMUNICAZIONE ITALIANA 2006 Fabrizio Cataldi (a cura di)

Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Fax: 06.40.66.859 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Giancarlo Cinoglossi Redattore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: SO.GRA.RO. SpA - Via Ignazio Pettinengo, 39 00159 Roma Il n. 7/8 (luglio-agosto 2006) è stato stampato il 5 luglio 2006

Notiziario USPI n° 7-8/2006

Comunicazione Italiana, Roma 2006, pagine 889, € 72,00 Questo importante strumento di lavoro delle aziende e degli uomini della comunicazione non è solo un annuario che aiuta a conoscere con riferimenti diretti 24.000 professionisti del settore, delle università e delle istituzioni, ma è un vero atlante che in virtù di una classificazione su base regionale, consente di fare ricerche su aree geografiche definite, agevolando la scelta di eventuali fornitori di servizi. Un atlante, dunque, che aiuta a viaggiare nella galassia della comunicazione tra la

miriade di professionisti, aziende, media e scuole specializzate, realizzato con la collaborazione e il patrocinio delle maggiori associazioni di categoria. Il volume non solo aiuta a viaggiare ma illumina anche i mutevoli paesaggi culturali dedicando particolare attenzione alle tendenze e alle sfide che si popolano, affidate ai prestigiosi contributi del sociologo Giuseppe De Rita, che intravede variabili incoraggianti della comunicazione, di Gianfranco Bettetini, docente di Teoria e tecniche delle comunicazioni di massa, di Andrea Zorzi, responsabile della comunicazione interna di Banca Intesa, dell’editore Lillo Perri, di Alessandro Rovinetti, Segretario Generale dell’Associazione italiana della comunicazione pubblica e istituzionale e dell’ex ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri. Il ponderoso volume si articola in cinque punti dedicati rispettivamente alla formazione universitaria, al mondo aziendale, ai servizi, al mondo associativo e istituzionale, al mare dei mezzi. Riteniamo utile proporre agli editori che ci leggono una parte della diagnosi che fa il professore De Rita tastando il polso della comunicazione: «Il mondo della comunicazione è diventato oggi una galassia abbastanza espansa e indistinta. E lo è a causa del suo successo. Ma il successo è un fattore critico di crescita, esattamente come gli altri. Questo dato di fatto il cosiddetto mondo della comunicazione deve cominciare ad elaborarlo per farsene consapevole e darsi gli strumenti per gestirlo, perché potrebbe esserne tarpato, come accade molto spesso alle cose che subiscono violenti successi. Soprattutto negli ultimi quindici anni la comunicazione, intesa come variegate attività, di massa, artigianali, industriali e terziarie, in Italia (e non solo, ovviamente) ha avuto un incremento letteralmente straordinario. Oggi non esiste quasi ufficetto per quanto improvvisato che non abbia il suo bravo addetto stampa. Oggi esistono e sono iper-operativi decine di corsi di laurea in “scienze” della comunicazione che sfornano a pieno regime ogni anno laureati in tali scienze. Tra parentesi: con quale futuro occupazionale? Qualcuno lo sa, lo prevede? Oggi sull’altare della comunicazione si officia di tutto: dal divismo calcistico alle periferie povere, dalla biologia molecolare ai consumi di super nicchia. E tutti, davvero nessuno escluso, neanche i vertici delle rappresentanze religiose vogliono/possono essere lontani dai rituali della comunicazione. Cosa chiedere di più sul piano del successo? Niente, anzi basta così». 15


PERIODICI ASSOCIATI ALL’USPI (385° elenco) SPAZIO IMPRESA - Mensile di Cultura Manageriale e imprenditoriale

A.I.C.O.

IL LAMETINO

Viale dell’Industria, 22A 37135 Verona Direttore: Anna Maria Mattiassich Editore:Tipografia “La Garangola” Periodicità: quadrimestrale Materia trattata: informazione agli associati

Via Cassoli, 2/C 88046 Lamezia Terme Direttore: Francesco Bevilacqua Editore: GRH Srl Periodicità: quindicinale Materia trattata: attualità, cultura, economia

ANDIL NOTIZIE

NAPOLI.COM

LA SQUILLA

Via A.Torlonia, 15 00161 Roma Direttore: Angelo Artale Editore: ANDIL Periodicità: mensile Materia trattata: informativa tecnicoscientifica e professionale

Via Adriano Olivetti, 1 80078 Pozzuoli NA Direttore: Sergio Civita Periodicità: quotidiano Materia trattata: cultura, informazione, cronaca

Trav. Giovanni XXIII, 6 06038 Spello PG Direttore: Mario Manini Editore: Parrocchie di S. Lorenzo Martire e di S. Maria Maggiore di Spello Periodicità: mensile Materia trattata: religione, cultura

INSIEME - Giornale del Camper Club la Granda

PAPAGENO - Andando per sapori tra Adige e Danubio

IL TACCO D’ITALIA

Via E. Filiberto, 18 bis 12100 Cuneo Direttore: Giuseppe Tassone Editore: Camper Club La Granda Periodicità: 7 numeri l’anno Materia trattata: turismo

Viale della Repubblica, 19/C 31020 Fontane di Villorba TV Direttore: Giovanni Chiades Editore: Bacco Arianna srl Periodicità: trimestrale Materia trattata: turismo enogastronomico

Via Casaranello, 10 73042 Casarano LE Direttore: Maria Luisa Mastrogiovanni Editore: Nerò Comunicazione Periodicità: mensile Materia trattata: cultura, società, economia e politica del basso salento

IO CUCINO

QUISALENTO

VIAGGI E SAPORI

Piazza Aspromonte, 13 20131 Milano Direttore: Paolo Cavaglione Editore: Quadratum Periodicità: mensile Materia trattata: cucina creativa

Via Giuseppe Cino, 14 73100 Lecce Direttore: Roberto Guido Editore: Guitar snc Periodicità: mensile Materia trattata: turismo e tempo libero

Piazza Aspromonte, 13 20131 Milano Editore: Quadratum Periodicità: mensile Materia trattata: turismo enogastronomico

Via Bixio, 46/a 70017 Putignano BA Direttore: Massimiliano Masi Editore: Made snc Periodicità: mensile Materia trattata: managment e imprenditoria in Puglia e Basilicata

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Anno 2006 - Edizione N. 7-8 - Luglio/Agosto by USPI - Issuu