OTIZIARI N O MENSILE DELL’UNIONE STAMPA PERIODICA ITALIANA
Anno 40°
1953
Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 2, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L. 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma. In caso di mancato
neretto Mala tempora “Notizie dalla Presidenza del Consiglio. Secondo l’interpretazione degli uffici, la domanda per le agevolazioni postali dovrà essere presentata a partire dall’anno 2005 per il 2006. A breve uscirà in Gazzetta Ufficiale una comunicazione in tal senso. Abbiamo l’impressione che la norma che prevede la necessità di tale domanda sarà abrogata alla prima occasione utile. Se, come pare, verrà sbloccato il DDL “Bonaiuti” l’occasione si presenterà presto. In ogni caso, gli editori avranno un problema in meno, almeno per l’anno in corso. Inutile dire che l’avevamo detto fin dall’inizio. Allarme suscita, invece, la notizia secondo la quale il Governo si appresterebbe a varare pesanti tagli ai contributi a sostegno dell’editoria. Si tratterebbe anche delle agevolazioni postali e telefoniche, ma su questo, al momento in cui scriviamo, non c’è alcuna conferma. L’USPI ha chiesto chiarimenti alla Presidenza del Consiglio e terrà naturalmente informati i propri iscritti. In questo numero pubblichiamo il contratto di programma tra il Ministero delle Comunicazioni e Poste Italiane SPA, che potrebbe essere illuminante sui margini di manovra reali del Governo. Della diffamazione a mezzo stampa scriviamo nell’articolo a fianco. Qui ribadiamo che non ci sembra proprio il caso di aspettarsi riforme coraggiose, a prescindere dai Governi. Mala tempora currunt”.
SULLA DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA IL PARLAMENTO IMBOCCA UNA STRADA SENZA USCITA La libertà di espressione non può essere minacciata da sanzioni penali. Meglio sarebbe connotarla nell’ambito del diritto civile a commissione Giustizia della Camera ha concluso l’esame del DDL sul reato di diffamazione (art. 595 del codice penale e art. 8 legge 47/48). Una volta acquisito il parere delle commissioni competenti, il provvedimento approderà in aula per l’approvazione definitiva. Diciamo subito che secondo questo testo la diffamazione semplice e la diffamazione a mezzo stampa restano illeciti penali, cioè reati puniti con sanzione penale e su questo torneremo per approfondire il punto fondamentale della legge. Si attenua il regime sanzionatorio, non essendo previste pene detentive ma solo sanzioni pecuniarie della multa fino a 3000 euro per la diffamazione semplice, fino a 5000 per l’attribuzione di un fatto determinato, e da 2500 a 5000 euro per la diffamazione a mezzo stampa. Viene ad essere potenziato l’istituto della rettifica come causa di non punibilità e vengono fissati dei tetti sulla risarcibilità del danno. Nel caso in cui non sia possibile
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NELLE ALTRE PAGINE -2NOTIZIE Editoria e Comunicazione -3-
-5Nuova offerta tariffaria di Poste Italiane per gli editori esclusi dalle agevolazioni postali
Il XVII stage per operatori editoriali della stampa periodica (Urbino, 12-17 settembre 2004)
- da 6 a 8 Copie d’obbligo, la normativa attualmente in vigore
-4EISE - International Business Contacts
Credito agevolato, in crescita il tasso di riferimento a luglio
n. 7/8 luglio-agosto 2004
recapito rinviare all’ufficio P.T. di Roma - Romanina detentore del conto per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa in vigore
- da 9 a 12 Il Contratto di Programma 2003 2005 - 13 e 14 CHE COCOCO E CHI COCOCO?: - Il rapporto di co.co.co. con un redattore iscritto all’Ordine dei Giornalisti - il 24 ottobre scadono le vecchie co.co.co.
ROC: il 31 luglio scade il termine per l’invio telematico della modulistica della “IES” - 15 Biblioteca - 16 Periodici associati all’USPI (363° elenco) L’Eco della Stampa
quantificare il danno, la condanna non potrà superare i 30.000 euro. E’ prevista la prescrizione dell’azione civile entro un anno dalla pubblicazione dell’ articolo diffamatorio. Sarà possibile la prova liberatoria per l’accertamento della verità del fatto o dei fatti descritti. Per quanto riguarda, invece, l’azione disciplinare conseguente alla condanna, il giudice, in caso di prima condanna, dovrà rivolgersi all’ordine professionale. In caso di recidiva potrà disporre l’interdizione dalla professione per un periodo da uno a sei mesi. Per quanto riguarda il direttore o il vicedirettore responsabile, la riforma dispone che rispondono del reato di diffamazione a mezzo stampa soltanto se il delitto è conseguente alla violazione dei doveri di vigilanza sul contenuto della pubblicazione. In ogni caso, per questi soggetti la pena è ridotta di un terzo rispetto a quanto previsto per l’autore dell’articolo a contenuto diffamatorio. Questo, per sommi capi, il contenuto della riforma che risponde solo parzialmente alle sollecitazioni di forze politiche e parti sociali. Parzialmente perché il vero nocciolo della questione stava (e sta) nel depenalizzare la 2 diffamazione, a partire dalla
SCADENZE ROC 31 LUGLIO: Informativa Economica di sistema 15 SETTEMBRE (?) Modello per il contributo all’Autorità (vedere a pagina 14)
Articoli e notizie di questo Notiziario possono essere liberamente riprodotti citandone la fonte. Se ne raccomanda, anzi, la massima diffusione da parte di tutti i periodici associati all’USPI, nell’interesse della categoria QUESTO NOTIZIARIO VIENE SPEDITO AGLI ASSOCIATI USPI IN REGOLA CON IL VERSAMENTO DELLE QUOTE
NOTIZIE Editoria e Comunicazione L’Antitrust Europea archivia l’inchiesta, ma... PARTIRANNO MAI ALL’EDITORIA?
GLI
AIUTI
Via libera della Commissione Antitrust di Bruxelles sulle misure a sostegno delle imprese editoriali previste dalla Legge 7 marzo 2001, n. 62. Gli articoli 4,5,6,7 e 8 della citata legge prevedono lo stanziamento di un Fondo per le agevolazioni di credito alle imprese del settore editoriale (contributi in conto interessi sui finanziamenti) e il riconoscimento di un credito d’imposta (pari al 3% del costo sostenuto) per l’ampliamento e l’ammodernamento di impianti e attrezzature tecniche per la produzione di prodotti editoriali. L’indagine della Unione Europea era partita il 29 ottobre 2003 con l’obiettivo di verificare la compatibilità della normativa italiana con il divieto europeo sugli aiuti di Stato che possono minare la concorrenIl Commissario europeo, za tra gli operatori Mario Monti comunitari. Dopo oltre 7 mesi di indagini, l’Antitrust UE ha deciso che le misure previste dalla Legge 62/2001, pur rientrando nella categoria degli aiuti di Stato, sono compatibili con le norme comunitarie, determinando un impatto assolutamente marginale sul mercato europeo. Ma proprio quando la Comunità Europea ha finalmente sbloccato l’utilizzo dei circa 174 milioni di euro in favore del settore, i tagli alla spesa pubblica previsti dalla nuova manovra finanziaria correttiva dei conti pubblici rischiano di mandare in fumo le speranze degli editori. Auguriamoci che la volpe-editore non debba ancora una volta rassegnarsi: “Nondum matura est”. RODOTA’: EQUILIBRIO TRA CRONACA E PRIVACY In un documento dell’Autorità Garante per la Privacy diffuso nei giorni scorsi sono fissate alcune idee fondamentali protese a trovare un giusto bilanciamento tra diritto di cronaca e rispetto delle persone: dall’autonomia e responsabilità del 2
Stefano Rodotà
giornalista, all’essenzialità e interesse pubblico dell’informazione, dall’accesso alle informazioni delle pubbliche amministrazioni, alla pubblicazione dei nomi delle persone nelle cronache giudiziarie. Ma viene preso soprattutto in esame il trattamento dei dati personali attraverso i tradizionali mezzi di informazione, come televisione, radio e carta stampata. Insomma, una specie di guida pratica, consultabile sul sito www.garanteprivacy.it. «La molteplicità e varietà delle vicende di cronaca - dice tra l’altro il documento - non consentono di stabilire in maniera categorica quali dati possono essere raccolti e diffusi nel riferire i singoli fatti: un medesimo dato legittimamente pubblicato in un contesto può non esserlo in un altro». Ma comunque, sottolinea il Garante, ogni cosa deve sempre svolgersi «nel rispetto dei principi e diritti posti a tutela della riservatezza e dignità della persona». VIETATA L’UTILIZZAZIONE SENZA CONSENSO DI FOTO SCARICATE DAL WEB La I sezione del Tribunale civile di Milano ha condannato alcuni periodici gossip a risarcire il danno economico subìto da Letizia Casta per lo sfruttamento non autorizzato di servizi fotografici scaricati dal web dell’attrice. Il principio sancito dalla sentenza è che l’obbligo di pagare i diritti di sfruttamento dell’immagine prevale sul generale esercizio del diritto di cronaca e sulla pretesa delle testate di considerare di pubblico dominio le foto scaricate da un sito ufficiale. I giudici milanesi hanno inoltre rilevato che l’illustrazione di articoli con foto prese da internet non può essere giustificato dal presunto interesse pubblico all’informazione dal momento che le foto incriminate raffiguravano la modella in pose particolari e non erano quindi state riprese in occasioni di manifestazioni pubbliche. Tuttavia contrariamente alle richieste formulate dalla difesa della Casta in merito al risarcimento del danno economico per tale utilizzo, i giudici hanno scelto una linea prudenziale, quantificando complessivamente il risarcimento in 29.500 euro (cifra in sé molto inferiore a quanto potenzialmente l’attrice può chiedere per le sue prestazioni fotografiche). Ciò perché, come spiega la sentenza, non solo non sarebbe derivata un’offesa alla sua reputazione professionale, ma soprattutto si sarebbe trattato di un nuovo utilizzo non autorizzato di foto realizzate precedentemente dall’attrice e sulle
SULLA DIFFAMAZIONE... 1
ipotesi semplice fino alle ipotesi più gravi, tra cui la diffamazione a mezzo stampa. Continuare a considerare delitto punibile con sanzione penale un illecito di opinione contrasta con una visione autenticamente democratica del sistema giuridico. Il codice penale risale al periodo fascista e porta ancora con sé istituti superati e contrari al sentire collettivo. Sarebbe ora di porre mano al sistema penale e rivederlo in profondità operando scelte coraggiose in linea con i tempi. La diffamazione dovrebbe dare luogo solo ad una azione civile prevista e disciplinata dall’art. 2043 c.c. ma mai coinvolgere la sfera penale che riguarda, come è noto, la tutela di valori fondamentali per la salvaguardia della convivenza civile. Una riforma seria e coraggiosa dovrebbe porsi l’obbiettivo di restringere, quindi, l’ambito della legge penale a fatti che mettono in pericolo la convivenza civile, lasciando al diritto civile tutte le controversie relative a fatti meno gravi. Per questo, pur ritenendo positiva l’abolizione della pena detentiva, è da ritenere che la vicenda parlamentare sulla diffamazione possa rappresentare una grande occasione perduta, se le forze politiche non vorranno arrivare ad una modifica più profonda e radicale oppure se non ne avranno il coraggio. Stupisce la soddisfazione espressa da alcune parti sociali, che sembrano accontentarsi di questo testo invece di pungolare il Parlamento ad essere più incisivo. Siamo ancora in prima lettura alla Camera. Volendo, è possibile ancora intervenire a migliorare il tutto.
quali aveva già rilasciato un consenso perché ne fosse fatto un uso commerciale. DEL BOCA CONFERMATO PRESIDENTE DELL’O.D.G. Lo scorso 23 giugno il nuovo Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ha riconfermato Presidente Lorenzo Del Boca. Confermati pure nell’incarico il Vicepresidente Domenico Falco e il Segretario dell’Ordine Vittorio Roidi. A tutti vanno i migliori auguri di buon lavoro, in un momento di grande trasformazione della professione giornalistica, minacciata dalla crisi del settore, dall’ottusa rigidità del contratto FNSI - FIEG e dall’irrompere della Lorenzo del Boca “Riforma Biagi”. Notiziario USPI n° 7/8
ULTIME ISCRIZIONI AL XVII STAGE PER OPERATORI EDITORIALI DELLA STAMPA PERIODICA (URBINO 12 - 17 SETTEMBRE 2004)
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’USPI ha indetto la XVII edizione dello stage residenziale per operatori editoriali della stampa periodica. Il corso, che si avvarrà della direzione scientifica della prof.ssa Graziella Mazzoli, Preside della Facoltà di Sociologia dell’Università di Urbino, si rivolge essenzialmente a editori e/o direttori di periodici di piccola e media tiratura o a giovani editori che intendano affrontare il mercato della stampa periodica. Ai partecipanti che avranno seguito almeno 3/4 delle lezioni, verrà rilasciato un attestato di frequenza. Segreteria ed informazioni: USPI,Viale B. Bardanzellu n. 95, 00155 ROMA, Tel. 06.407.13.88 – 06.406.59.41 (anche fax) E-mail: uspi@uspi.it
QUOTA DI ISCRIZIONE E DI FREQUENZA I partecipanti devono aver compiuto 18 anni. L’intera quota di partecipazione, pari a € 490,00, comprende la tassa d’iscrizione di € 190,00 per spese di organizzazione e attrezzature, e un contributo alle spese per docenti e frequenza di € 300,00. La quota di frequenza comprende la pensione completa in collegio universitario (vitto e alloggio in camera singola con servizio privato e doccia) dalla cena del primo giorno al pranzo dell’ultimo giorno, nonché le dispense ed i sussidi didattici.
LA PRENOTAZIONE
Non sono praticabili riduzioni né agli eventuali accompagnatori né agli “uditori”.
Si prega di non utilizzare per i versamenti il c/c postale dell’USPI riservato alle quote associative.
La partecipazione va prenotata entro il 14 agosto 2004 inviando all’USPI, con assicurata convenzionale (o a mano) il seguente tagliando debitamente compilato e un assegno bancario o circolare non trasferibile di € 490,00, intestato all’USPI, a titolo di quota d’iscrizione e di frequenza Chi fosse interessato è pregato di contattare con celerità gli uffici dell’USPI data l’esiguità del tempo e dei posti rimasti.
PROGRAMMA PUBBLICITA’ SUI PERIODICI ASSOCIATI USPI (Dr. Daniele LONGO, Funzionario USPI) ore 11.30 - IL MARKETING QUALE STRUMENTO NELLE MANI DELL’EDITORE (Dr. Guido MASNATA, Direttore Generale di Promedia Expert)
Domenica, 12 settembre Pomeriggio: arrivi e sistemazioni nel Collegio del Colle (possibilità di parcheggio). Presentarsi in portineria per la registrazione e l’assegnazione della stanza.
Graziella Mazzoli
Giancarlo Cinoglossi
Fernando Bruno
Lunedì, 13 settembre ore 9.30 - RELAZIONE DEL DIRETTORE SCIENTIFICO DELLO STAGE (Prof.ssa Graziella MAZZOLI, Preside della Facoltà di Sociologia dell’Università di Urbino) ore 10.30 - IL LAVORO SUBORDINATO NELL’EDITORIA PERIODICA, APPLICAZIONE DEL CCNL UNIGEC/CONFAPI-USPI (Dr. Raimondo GIGLIO, Componente Commissione Tecnica Sindacale UNIGEC/CONFAPI) ore 12.00 - IL LAVORO PARASUBORDINATO DOPO LA “LEGGE BIAGI”: CONTRATTI A PROGETTO, CO.CO.CO. GIORNALISTICHE E DIRETTORI RESPONSABILI (Dr. Giancarlo CINOGLOSSI, Componente della Giunta Esecutiva dell’USPI, Direttore Responsabile del “Notiziario USPI”) ore 15.00 - “CODICE” DELLA PRIVACY, IMPLICAZIONI PER EDITORI E GIORNALISTI (Dr. Baldo MEO, Dirigente Servizio Relazioni con i mezzi di informazione dell’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali) ore 16.30 - IL R.O.C. ED IL SUO REGOLAMENTO, ISCRIZIONE DEGLI EDITORI E “COMUNICAZIONI” DA EFFETTUARSI OGNI ANNO (Dr. Fernando BRUNO, Assistente del Commissario Dr. Giuseppe Sangiorgi, Componente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) ore 17.30 - Incontro di presentazione dei partecipanti e delle testate rappresentate
Martedì, 14 settembre ore 9.30 - DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA, DIRITTO DI RETTIFICA E RESPONSABILITA’ CIVILI E PENALI DELL’EDITORE E DEL DIRETTORE DEL PERIODICO (Avv. Luca BONESCHI, componente dell’A.G.I. Associazione Giuslavoristi Italiani, Direttore Responsabile della rivista “Il Diritto dell’Informazione e dell’Informatica”) ore 11.30 - LA TUTELA DELLA STAMPA PERIODICA (Avv. Francesco Saverio VETERE, Segretario Generale dell’USPI) ore 15.00 - IL DIRITTO D’AUTORE, NORMATIVA VIGENTE Luca Boneschi (Dr. Enrico LONGO, già Dir. Gen. Capo dell’Ufficio per il diritto d’autore e la promozione delle attività culturali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Consulente USPI) ore 16.30 - CONTRIBUTI PUBBLICI E AGEVOLAZIONI TARIFFARIE PER LE PUBBLICAZIONI PERIODICHE (Dr. Enrico LONGO, già Dir. Gen. Capo dell’Ufficio per il diritto d’autore e la promozione delle attività culturali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Consulente USPI)
Francesco Saverio Vetere
Mercoledì, 15 settembre ore 9.30 - LA RACCOLTA PUBBLICITARIA (Dr. Paolo DI BENEDETTO, Direttore Generale di Promedia 2000) ore 11.00 - IL CREDITO DI IMPOSTA PER GLI INVESTIMENTI IN
Raimondo Giglio
Ermanno Anselmi
Piergiorgio Sposato
Enrico Longo
Presso la “Biblioteca Informatica” dell’ERSU (URBINO, Palazzo “Corboli”, Guido Masnata Via Veneto 41) ore 15.00 - I PERIODICI ON LINE, LO STATO DELL’ARTE DELL’EDITORIA ELETTRONICA (Daniele BIANCHI, General Manager della Promotion Digitale S.r.l., Società specializzata in Comunicazione Elettronica) Giovedì, 16 settembre I PERIODICI E I CANALI DISTRIBUTIVI ore 9.30 - I PERIODICI NELLE EDICOLE (Ermanno ANSELMI, Segretario Generale del Daniele SI.NA.G.I.-CGIL Sindacato Nazionale Giornalai) Bianchi ore 11.00 - IL RUOLO DEL DISTRIBUTORE NAZIONALE (Dr. Tiziano BIENATI, già Direttore Generale dell’ADN, Associazione Distributori Nazionali) ore 15.00 - L’AZIONE DEL DISTRIBUTORE LOCALE (Avv. Piergiorgio SPOSATO, Consulente A.NA.DI.S., Associazione Nazionale Distributori Stampa) ore 16.30 - LA DISTRIBUZIONE TRAMITE IL CANALE POSTALE: LE TARIFFE, AGEVOLATE E Tiziano Bienati NON, ALLA LUCE DELLA L. 27.02.2004 N. 46, DI CONVERSIONE DEL D.L. 353/03 (Dr.Vittorio VOLPI, Funzionario USPI) Venerdì, 17 settembre ore 9.30 - LA DISCIPLINA FISCALE PER GLI EDITORI (Rag. Concetto PALLANTE, Consulente fiscale dell’USPI) ore 11.30 - IL CREDITO DI IMPOSTA PER L’ACQUISTO DELLA CARTA PER LA STAMPA DI QUOTIDIANI PERIODICI E LIBRI (Dr. Daniele LONGO, Funzionario USPI) ore 12.30 - Consegna degli attestati di frequenza ore 13.30 - Pranzo – Partenze
Vittorio Volpi
I docenti, dopo l’esposizione degli argomenti, sono a disposizione dei partecipanti per consulenze su quesiti. Paolo Di Benedetto
Coordinamento e Segreteria, Assistenza “stagisti”: Dr. Daniele Longo, Dr. Gian Mario Siboni
Baldo Mi Meo
...............................TAGLIARE E SPEDIRE ENTRO IL 14 AGOSTO 2004............................ All’USPI – UNIONE STAMPA PERIODICA ITALIANA Segreteria del XVII Stage per operatori editoriali Viale B. Bardanzellu, 95 – 00155 ROMA Il sottoscritto..................................................................................................................................................................in qualità di editore/collaboratore del periodico ...................................................................................................prenota la sua partecipazione al XVII Stage residenziale per operatori editoriali della stampa periodica che si svolgerà presso il Collegio del Colle dell’Università di Urbino dal 12 al 17 settembre 2004. Allega assegno bancario (o circolare) non trasferibile di € 490,00 per quota d’iscrizione e frequenza. Indirizzo.......................................................................................................................................................................................................................................(città, via, c.a.p.) Recapito telefonico/fax/email............................................................................................................firma leggibile............................................................................................
NUOVA OFFERTA TARIFFARIA DI POSTE ITALIANE PER GLI EDITORI ESCLUSI DALLE AGEVOLAZIONI POSTALI “Allo scopo di soddisfare le esigenze del mercato e fornire flessibilità all’offerta di prodotto - si legge in una scarna nota (Dir/220) del 18 giugno 2004 del Direttore della Divisione Corrispondenza, Dr. Giuseppe Pantano - si comunica che per le testate spedite dagli editori (con Postatarget Magazine, n.d.r.) sarà possibile conteggiare dal 1/7 p.v., ai fini dello scaglione tariffario di Postatarget magazine, i quantitativi relativi spediti a tariffe agevolate delle stampe periodiche. La presente comunicazione - conclude la nota - non ha effetto retroattivo”. Detta così, la comunicazione non è di immediata intelligibilità. Invece presenta importanti novità. Dal 1° luglio, infatti, si introduce la possibilità per gli editori di effettuare una spedizione postale “a doppio binario” (e a doppio libretto di abbonamento postale). In pratica, una stessa testata può essere spedita in parte con tariffa agevolata (per la quantità di copie coperte da un abbonamento oneroso stipulato direttamente dai destinatari + una pari quantità di copie gratuite) ed in parte con la tariffa Postatarget Magazine (le copie eccedenti non coperte dalle agevolazioni postali). Tale possibilità era finora negata: se l’editore sceglieva di spedire con le tariffe Postatarget Magazine (generalmente più convenienti della “Tariffa base” degli iscritti al Roc) non poteva effettuare una parte della spedizione a regime agevolato. Resta comunque salva la possibilità di spedire parte delle riviste a tariffa agevolata (copie in abbonamento oneroso + pari quantità di copie gratuite) e parte eccedente con tariffa Postatarget standard (molto più onerosa, se si pensa che fra i 100 e i 200 grammi di peso della rivista le tariffe variano tra 0,39 e 0,41 euro a pezzo). Ricordiamo, però, che per accedere alle spedizioni con Postatarget Magazine l’editore deve assicurare un quantitativo minimo di 1.000 pezzi per singola spedizione e di 50.000 pezzi annui. Tale soglia è calcolata
su base annua ed a raggiungerla concorrono tutte le testate edite dal singolo editore (vedi “Notiziario USPI” n. 4 - Aprile 2004). La nota di Poste Italiane in esame stabilisce, inoltre, che ai fini della determinazione delle “classi” tariffarie (suddivise per quantità di spedizioni) di Postatarget Magazine sarà possibile conteggiare anche “i quantitativi relativi spediti a tariffe agevolate delle stampe periodiche”. ***** Si amplia, così, di fatto la gamma delle opportunità per l’editore di scegliere modalità e prezzi di spedizione delle proprie riviste. Proviamo a riassumerle, prendendo come parametro una pubblicazione di peso fino a 200 grammi (il primo porto di peso delle tariffe agevolate):
ROC: TARIFFA PIENA, c.d. “regime libero” (ex tabella D), € 0,3109.
1. Nessun problema, chiaramente, per quelle “associazioni e organizzazioni senza fini di lucro” e per quei prodotti espressamente citati dal DL 353/03 (convertito in legge 46/2004) senza pubblicità a favore di terzi, secondo una direttiva del Dipartimento Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri alle Poste Italiane: per loro c’è la TARIFFA DEL NO-PROFIT (ex Tabella C), € 0,0615.
5. Inoltre dal 1° luglio 2004, come illustrato precedentemente, Poste Italiane consentono di dividere la spedizione: Editori non in possesso del solo requisito del 50% di abbonamenti onerosi (ma con almeno 50.000 spedizioni l’anno): parte con tariffa agevolata (copie in abbonamento oneroso + quantità pari di copie gratuite) € 0,1245; la restate parte fuori agevolazioni con Postatarget Magazine (0,2800/0,2350vedi sopra).
2. TARIFFA AGEVOLATA (ex Tabella B), per gli editori iscritti/iscrivendi al ROC, con tetto pubblicitario del 45% su base annua, con prezzo per copia o abbonamento (in tale requisito sono ricomprese le quote associative versate alle associazioni, con indicazione dello scorporo della quota sulla rivista), e con almeno il 50% di abbonamenti stipulati, a titolo oneroso, direttamente dai destinatari: su tutto il quantitativo spedito € 0,1245 (nazionale), € 0,0997 (decentrato comprensoriale). 3. Editori non in possesso dei sopra richiamati requisiti per accedere alle tariffe agevolate, ma iscritti al ROC: TARIFFA BASE (ex Tabella B), € 0,2830; non iscritti al
Oltre a queste tariffe, determinate dal Ministero delle Comunicazioni con i decreti del 13 novembre 2002 e confermate per il 2004 con il DL 353/03 (convertito in legge 46/2004), Poste Italiane ha posto in campo altre offerte tariffarie: 4. POSTATARGET MAGAZINE per EDITORI (con almeno 50.000 pezzi di spedizione annui e più, 1.000 a numero, con la previsione che concorrano a raggiungere tali soglie tutte le testate edite dal singolo editore, e con pubblicità massima del 50% per singolo numero): per tutto il quantitativo spedito € 0,2800 per 50.000 invii annui, fino a € 0,2350 per 8 milioni di invii annui.
6. Editori non in possesso del solo requisito del 50% di abbonamenti onerosi (e con spedizioni inferiori a 50.000 l’anno): parte in tariffa agevolata (copie in abbonamento oneroso + quantità pari di copie gratuite) € 0,1245; la restante parte con Postatarget standard (€ 0,39/0,41). E’ chiaro che, al di fuori delle tariffe agevolate, ogni editore dovrà regolarsi in proprio (in base alle caratteristiche del prodotto, delle quantità di abbonamenti onerosi, del peso della rivista, della quantità annue delle impostazioni...) per scegliere il profilo tariffario migliore, o perlomeno meno penalizzante.
Griglia tariffaria “POSTATARGET MAGAZINE per EDITORI” classi (‘000)
classi (mln)
peso (gr)
50-100
100-300
300-500
0,5-1,5
1,5-2
2-4
4-6
6-8
8-10
70-100
0,2700
0,2600
0,2550
0,2500
0,2450
0,2400
0,2300
0,2250
0,2200
101-200
0,2800
0,2700
0,2650
0,2600
0,2550
0,2500
0,2450
0,2400
0,2350
201-250
0,3200
0,3100
0,3000
0,2950
0,2900
0,2850
0,2800
0,2750
0,2700
251-350
0,3900
0,3800
0,3700
0,3650
0,3600
0,3550
0,3500
0,3450
0,3400
351-500
0,7300
0,7200
0,7150
0,7100
0,7000
0,6900
0,6800
0,6500
0,6000
501-1.000
1,2000
1,1000
1,0500
1,0000
0,9900
0,9800
0,9500
0,9000
0,8550
1.001-2.000
1,6000
1,5700
1,5600
1,5500
1,5000
1,4500
1,4000
1,3500
1,3000
Notiziario USPI n° 7/8
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In attesa del regolamento attuativo della Legge 15.4.2004, n. 106
COPIE D’OBBLIGO, LA NORMATIVA ATTUALMENTE IN VIGORE ullo scorso numero di questo Notiziario abbiamo pubblicato e commentato la Legge 15.4.2004, n. 106, contenente “norme relative al deposito legale dei documenti di interesse culturale destinati all’uso pubblico”, che pone a carico dell’editore l’onere della consegna delle c.d. “copie d’obbligo”. Da allora molti quesiti e richieste di consulenza sono giunti agli uffici della Segreteria Generale incentrati, sostanzialmente, su quali oneri (e con quali modalità) gli editori dovessero adempiere. E’ presto per dirlo. La Legge 106/2004 subordina, infatti, la sua piena efficacia alla emanazione di un “regolamento” attuativo da effettuarsi entro 6 mesi dall’entrata in vigore della legge stessa. Pertanto, solo a decorrere dalla data di entrata in vigore del “regolamento” verrà abrogata la legge che attualmente regola la materia: la legge 2 febbraio 1939, n. 374, modificata dal Dlg Lgt 31 agosto 1945, n. 660 Vediamo cosa prescrive:
S
Lo stampatore ha l’obbligo di consegnare, prima che il periodico sia distribuito, quattro copie di esso alla Prefettura (Ufficio Stampa) e una copia alla Procura della Repubblica, presso il Tribunale. Di quelle quattro copie la Prefettura, una la trattiene per sé, le altre tre le invia alle Biblioteche Nazionali di Roma e di Firenze e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Per i periodici tecnici e scientifici, inoltre, una copia deve essere recapitata dallo stampatore al Consiglio Nazionale delle Ricerche (piazzale Aldo Moro, 7 - 00185 Roma). Ciò è stabilito dall’art. 23 Dlg.Lgt. 1° marzo 1945, n. 82. Inoltre l’art. 201 del Regolamento della Legge di Pubblica Sicurezza (R.D. 6 maggio 1940, n. 635) stabilisce che «ogni stampato o manoscritto da affiggersi o distribuirsi in luogo pubblico o aperto al pubblico deve essere preventivamente presentato in duplice esemplare all’Autorità di Pubblica Sicurezza che vi appone il visto, il bollo di ufficio e la firma. Uno degli esemplari è consegnato al concessionario che appone la firma sull’altro da conservarsi in ufficio». Come abbiamo visto l’adempimento di queste formalità spetta allo stampatore. Subentra l’editore quando si tratti di pubblicazioni alle quali abbiano concorso officine diverse o che, edite in Italia, siano state in tutto o in parte stampate all’estero. Riteniamo utile riportare oltre alla Legge n. 6
374 che risale al 1939, la circolare del Ministero dell’Interno del 15 luglio 1981 che ha fornito utili chiarimenti. L. 2 febbraio 1939, n. 374. Norme per la consegna obbligatoria di esemplari degli stampati e delle pubblicazioni (G.U. 6 marzo 1939, n. 54) 1. Ogni stampatore ha l’obbligo di consegnare per qualsivoglia suo stampato o pubblicazione, quattro esemplari alla Prefettura della Provincia nella quale ha sede l’officina grafica ed un esemplare alla locale Procura del Regno. L’obbligo comprende anche ogni successiva edizione o ristampa con qualsivoglia modificazione nel contenuto o nella forma. Per ogni ristampa identica alla pubblicazione precedente basta la consegna di un esemplare alla Prefettura (1 ). La consegna deve essere fatta prima che stampati e pubblicazioni siano posti in commercio o in diffusione o distribuzione e che alcuna copia sia rimessa al committente o ad altra persona. Se la consegna è fatta a mezzo della posta valgono, per ogni specie di stampati e pubblicazioni, le agevolazioni previste dal R.D. 27 settembre 1923, n. 2187, e successive modificazioni. (1) Comma così sostituito dall’art. 1, D.Lgs. Lgt. 31 agosto 1945, n. 660. 2. Per le cartoline illustrate, le immagini religiose e le fotografie devono essere consegnati quattro esemplari alla Prefettura ed un esemplare alla Procura del Regno (1). L’obbligo comprende anche ogni riproduzione con qualsiasi variante. Per ogni riproduzione identica alla pubblicazione precedente basta la consegna di un esemplare alla Prefettura. Riguardo alle fotografie l’obbligo non sorge per il solo fatto di mettere in mostra la prima positiva al fine di sollecitare richieste di altre positive da stamparsi. Qualora le cartoline illustrate riproducano fotograficamente, con disegno o con altro sistema, paesaggi, vedute panoramiche, monumenti e costumi tipici italiani, oltre quelli indicati nel primo comma del presente articolo, dovranno essere consegnati altri tre esemplari per il Ministero della cultura popolare (2). (1) Comma così modificato dall’art. 2, D.Lgs. Lgt. 31 agosto 1945, n. 660. (2) Il Ministero della cultura popolare è
stato soppresso dal D.Lgt. 3 luglio 1944, n. 163, che ne demandò le attribuzioni al Sottosegretario di Stato per le stampe e le informazioni: la denominazione di quest’ultimo venne modificata in quella di Sottosegretario di Stato per la stampa, spettacolo e turismo, con D.Lgt. 12 dicembre 1944, n. 407. Con D.Lgt. 5 luglio 1945, n. 416, il Sottosegretario anzidetto venne soppresso conservando però la gestione temporanea dei relativi servizi. Con D.Lgs.C.p.S. 12 settembre 1947, n. 941, venne istituito il Commissariato per il turismo, alle dipendenze della Presidenza del Consiglio dei ministri. Con successivo D.Lgs. 8 aprile 1948, n. 274, le attribuzioni in materia di stampa vennero demandate al Servizio delle informazioni, posto alle dipendenze della Presidenza del Consiglio dei ministri. Successivamente, con L. 31 luglio 1939, n. 617, fu istituito il Ministero del turismo e dello spettacolo e, pertanto, soppressa la Direzione generale dello spettacolo. Infine, il D.P.R 5 giugno 1993, n. 175 (G.U. 5 giugno 1993, n. 130), in esito al referendum indetto con D.P.R 23 febbraio 1993, ha disposto l’abrogazione di tale legge, con effetto decorsi sessanta giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. 3. Quando trattasi di stampati e di pubblicazioni fatte per conto di amministrazioni governative, lo stampatore è tenuto a consegnare anche cinque copie, salva sempre l’applicazione dell’ultimo comma dell’articolo precedente. L’obbligo comprende anche ogni riproduzione con qualsivoglia variante. Per ogni riproduzione identica alla pubblicazione precedente basta la consegna di un esemplare alla Prefettura. Tali obblighi non riguardano le pubblicazioni interne o di carattere riservato, che le amministrazioni facciano stampare nelle proprie officine (1). (1) Così sostituito dall’art. 3 D .Lgs. Lgt. 31 agosto 1945, n. 660. 4. Quando di una stessa pubblicazione vengano eseguite contemporaneamente più tirature, diverse per il tipo della carta, il formato, la rilegatura od altri elementi, gli esemplari da consegnarsi devono corrispondere alla tiratura di maggior pregio, restando escluse solo quelle speciali di gran lusso, eseguite eccezionalmente in ristrettissimo numero di copie non destinate al commercio. In ogni caso l’obbligo della consegna si Notiziario USPI n° 7/8
considera non adempiuto quando siano stati consegnati esemplari comunque imperfetti (1). (1) Così sostituito dall’art. 4. D.Lgs. Lgt. 31 agosto 1945, n. 660. 5. Ogni esemplare delle pubblicazioni e degli stampati soggetti all’obbligo della consegna deve portare, sul frontespizio, o, in mancanza di questo, sull’ultima pagina del testo, l’esatta e ben visibile indicazione: l°) del nome e del domicilio legale dello stampatore, ovvero, nei casi previsti dal secondo comma dell’art. 9, dell’editore; 2°) dell’anno, per l’era cristiana e per l’era fascista (1), di effettiva pubblicazione. Per le ristampe fatte dallo stesso stampatore ogni esemplare deve, inoltre, portare conforme indicazione del genere della ristampa, se identica o con modificazioni, e dell’anno della precedente pubblicazione. L’adempimento di tale obbligo, nei casi previsti dal secondo comma dell’art. 9, fa carico all’editore per le ristampe fatte a mezzo di qualsiasi stampatore. Sugli esemplari da depositarsi deve essere apposta la dicitura “Esemplare fuori commercio per la distribuzione agli effetti di legge”. (1) L’indicazione dell’annualità fascista è stata soppressa dall’art. 2, secondo comma, RD.L. 2 agosto 1943, n. 704. 6. Per le cartoline illustrate, le immagini religiose e le fotografie, ciascuno degli esemplari da consegnare deve portare, stampate o manoscritte, le indicazioni richieste dal l° comma dell’articolo precedente. Sugli altri esemplari basta l’indicazione del nome e del domicilio legale dello stampatore o dell’editore. 7. Sono esenti dall’obbligo della consegna i fogli volanti di ordinaria e spicciola pubblicità del commercio e dell’industria, i registri e moduli di ufficio e di commercio, le mappe catastali, le carte valori, i francobolli, le lettere di credito, gli assegni, i buoni di lotteria e di corsa, i titoli azionari, le fotografie di carattere strettamente privato, le partecipazioni di nascita, di matrimonio e di morte, i biglietti da visita, la carta da lettera e le buste intestate, le etichette e fascette, le carte da involgere, comunque impresse, da parati ed altri simili stampati. Inoltre i Ministeri dell’interno, di grazia e giustizia e della cultura popolare (1) potranno, per quanto di rispettiva competenza, con decreti da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale del Regno, concedere temporaneamente altre esenzioni od agevolazioni e revocare le concessioni medesime per particolari categorie di Notiziario USPI n° 7/8
stampati o di pubblicazioni, come quelle di costo elevato o relative a scienze esatte e materie strettamente tecniche, nonché le cartoline illustrate, le immagini religiose e le fotografie. (1 ) Vedi nota (2) in calce all’art. 2 della presente legge. 8. Per ogni violazione delle norme della presente legge o del regolamento previsto dall’art. 14, lo stampatore o editore è punito, sempreché il fatto non costituisca un più grave reato, con la sanzione amministrativa da lire 40.000 a lire 400.000 (1). All’ammenda può essere aggiunta la sospensione dall’esercizio della professione o dell’arte per un tempo non superiore a tre mesi, e, se concorrano circostanze di particolare gravità, anche la pubblicazione della sentenza di condanna (2). L’applicazione di dette sanzioni e degli eventuali provvedimenti ai sensi delle leggi e dei regolamenti di Pubblica Sicurezza non esonera dall’obbligo di adempiere a quanto è prescritto dalla presente legge e dal relativo regolamento. In caso di mancata o comunque imperfetta consegna degli esemplari dovuti, può, in ogni tempo, procedersi a esecuzione d’ufficio. Ove questa torni in tutto od in parte frustranea, il trasgressore è tenuto altresì a risarcire i danni subiti dall’amministrazione dello Stato. (1) Sanzione amministrativa introdotta dall’art. 32, L. 24 novembre 1981, n. 689. L’importo della sanzione è stato così elevato dall’art. 3, L. 12 luglio 1961, n. 603, nonché dall’art. 114, primo comma, della citata L. 24 novembre 1981, n. 689, in relazione all’art. 113, primo comma, della stessa legge. (2) Comma così modificato dall’art. 5, D.Lgs. Lgt. 31 agosto 1945, n. 660. 9. Agli effetti della presente legge, s’intende per stampatore ogni persona od ente che riproduce, a scopo di diffusione o di semplice distribuzione, uno scritto o una figura per mezzo della tipografia, litografia, fotografia, incisione o con qualsivoglia altro procedimento. Negli obblighi dello stampatore subentra l’editore quando si tratti di pubblicazioni cui abbiano comunque concorso officine diverse o che, edite nel Regno, siano state, in tutto o in parte, stampate all’estero. Si considera editore l’autore che curi direttamente la pubblicazione dell’opera. 10. Dei quattro esemplari ricevuti, la Prefettura trattiene uno per l’adempimento delle funzioni di sua competenza, e trasmette gli altri tre, rispettivamente, uno alla Presidenza del Consiglio dei
ministri (Ufficio stampa), uno alla Biblioteca nazionale centrale di Firenze ed uno alla Biblioteca nazionale centrale “Vittorio Emanuele II’’ di Roma. La Prefettura, adempiuti gli obblighi di sua competenza, trasmette l’esemplare ricevuto alla biblioteca pubblica del capoluogo della Provincia, o di altra città della Regione designata con decreto del Ministro per la pubblica istruzione. La Presidenza del Consiglio dei ministri (Ufficio stampa) trasmette l’esemplare ricevuto, dopo averne presa visione per il servizio di informazioni bibliografiche, al Ministero dell’interno (Direzione generale di P.S.) che, dopo l’uso di ufficio, lo invia alla Biblioteca nazionale centrale “Vittorio Emanuele II”di Roma. La Procura del Regno, adempiute le funzioni di sua competenza, trasmette l’esemplare d’obbligo al Ministero di grazia e giustizia, il quale trattiene gli stampati e le pubblicazioni che, a suo esclusivo giudizio, possano servire ai bisogni della sua biblioteca, e rimette il resto ad altri istituti, prescelti d’intesa con il Ministero della pubblica istruzione. L’esemplare di ogni ristampa identica alla pubblicazione precedente, richiesto al 2° comma modificato dell’art. 1, è destinato alla Prefettura che, dopo l’uso di ufficio lo trasmette alla biblioteca pubblica del capoluogo della Provincia o di altra città della Regione designata con decreto del Ministro della pubblica istruzione (1). (1) Così sostituito dall’art. 6. D.Lgs.Lgt. 31 agosto 1945 n. 660. 11. Fermi gli obblighi di cui agli articoli 1, 2, 3 e 9 della presente legge i ministeri, gli uffici ed istituti ad essa dipendenti, e tutti gli altri istituti od enti che godano di assegni sul bilancio dello Stato, o che comunque siano enti di diritto pubblico, devono inviare alle Biblioteche del Senato del Regno e della Camera dei Deputati una copia di tutte le loro pubblicazioni, comprese le cartografiche e le fotografiche, degli estratti di essa e di ogni ristampa. Tale obbligo permane a carico degli uffici e istituti sopra indicati, anche quando le loro pubblicazioni siano, sotto qualsiasi forma, affidate a stampatori o editori privati. 12. È istituita presso il Ministero della cultura popolare (1) una commissione consultiva per le materie contemplate dalla presente legge. Detta commissione, composta dai rappresentanti dei Ministeri dell’interno, della grazia e giustizia, delle finanze, dell’educazione nazionale (2), delle corporazioni (3) e della cultura popolare (1) 8 è presieduta dal Direttore 7
COPIE D’OBBLIGO, LA NORMATIVA ATTUALMENTE IN VIGORE 7
generale per la stampa italiana. (1) Ora, Servizio informazioni per la stampa (organo posto alle dipendenze della Presidenza del Consiglio dei ministri). (2) Ora, della Istruzione, dell’Università e della Ricerca (3) Il Ministero delle corporazioni, con R.D. 9 agosto 1943, n. 718, assunse la denominazione di Ministero dell’industria, commercio e lavoro; quest’ultimo, con D.Lgt. 21 giugno 1943, n. 377, venne ripartito nei due Ministeri dell’industria del commercio e dell’artigianato, e del lavoro e previdenza sociale. Ora Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. 13. Le disposizioni della L. 26 maggio 1932, n. 654, sono abrogate. Rimane in vigore ogni altra norma concernente la consegna di esemplari per fini diversi da quelli della presente legge, l’esercizio dell’arte tipografica e affini ed in genere le pubblicazioni periodiche e non periodiche. 14. Con regio decreto, su proposta del Ministro per la cultura popolare, di concerto con quelli per l’interno, per la grazia e giustizia, per le finanze, per l’educazione nazionale, per le comunicazioni e per le corporazioni, sarà stabilita la data di entrata in vigore della presente legge e sarà approvato il regolamento per la sua attuazione (1). (1) Il regolamento è stato approvato con R.D. 12 dicembre 1940, n. 2032. 15. Il Governo del Re è autorizzato a coordinare e riunire in T.U., con ogni opportuna norma integrativa, le disposizioni della presente legge e di ogni altra sulla materia contemplata dall’articolo 13. ***** Circolare Ministero dell’interno del 15 luglio 1981 (G.U. 26 settembre 1981, n. 262) Sulla consegna obbligatoria di copie delle pubblicazioni con circolare n. 1020910/12975 del 13 maggio 1976, questo Ministero ebbe a raccomandare ai signori Prefetti la necessità di disporre idonea vigilanza per assicurare l’adempimento della legge 2 febbraio 1939, n. 374, particolarmente nella parte in cui è previsto, per ogni stampatore, l’obbligo di consegnare quattro esemplari di qualsiasi suo stampato o pubblicazione alla Prefettura della Provincia nella quale ha sede l’officina grafica ed un esemplare alla locale Procura della Repubblica. Recentemente la Commissione consultiva 8
istituita a norma dell’ art. 12 della citata legge ha tuttavia espresso vive preoccupazioni per l’estesa inosservanza di tale precetto, specie nei più importanti capoluoghi, e per gli ingenti danni che vengono causati al patrimonio culturale nazionale dalla mancata acquisizione di numerose pubblicazioni. Parallelamente alle iniziative già intraprese dal Ministero di Grazia e Giustizia nei confronti delle Procure della Repubblica anche questo Ministero ritiene di dover stimolare una più assidua vigilanza nel settore, fornendo nell’occasione, in proposito, i seguenti ulteriori chiarimenti resi necessari a seguito delle modifiche legislative sopraggiunte in materia. A tal fine va, innanzitutto, precisato che l’art. 19 n. 11, del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, nell’annoverare tra le attribuzioni di polizia amministrativa trasferita ai Comuni, le licenze contemplate dall’art. 111 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza per l’esercizio dell’arte tipografica, litografica, o di qualunque altra arte di stampa o di riproduzione meccanica o chimica in molteplici esemplari, non ha inteso in alcun modo occasionare un allentamento, da parte delle Prefetture, delle funzioni di vigilanza di cui all’art. 7 del decreto legislativo luogotenenziale 31 agosto 1945, n. 660. Lo stesso D.P.R. n. 616 ha, infatti, previsto gli strumenti indispensabili ad assicurare la continuità delle funzioni prefettizie nonché di quelle di competenza degli organi di polizia dello Stato, obbligando, da una parte, i Comuni a dare preventiva comunicazione al Prefetto delle licenze rilasciate nel settore e mantenendo ferma, dall’altra, la potestà degli ufficiali ed agenti di pubblica sicurezza di accedere, ai fini ispettivi, in qualunque ora, nei locali in cui si svolgono le attività soggette alle autorizzazioni in parola (artt. 19 quarto comma, e 20 del citato D.P.R n. 616). Pertanto, sarà opportuno, al fine di assicurare il rispetto da parte degli stampatori dell’osservanza di tutti gli adempimenti che la legge 2 febbraio 1939 n. 374 pone a loro carico in materia di consegna degli esemplari d’obbligo, che sia raccomandato agli ufficiali ed agenti di pubblica sicurezza di fare più frequente uso del suaccennato potere ispettivo, procedendo nei confronti dei trasgressori a termini dell’art. 6 della ripetuta legge n. 374. Per ovvie esigenze di economia sarà, inoltre opportuno che il personale incaricato di eseguire le ispezioni, sia previamente reso edotto dei nomi degli stampatori nei cui confronti sussistano dubbi circa il mancato rispetto dell’obbligo della consegna delle
copie. Informazioni all’uopo potranno essere utilmente attinte presso i capi delle biblioteche pubbliche dei capoluoghi che, a termini dell’art. 7 del richiamato decreto legislativo luogotenenziale, debbono come è noto, assistere i Prefetti nell’esercizio della funzione di vigilanza sull’osservanza delle disposizioni relative alla consegna obbligatoria degli stampati. Per quanto concerne, poi, il menzionato art. 8 della legge n. 374, non sembra inutile sottolineare che, per effetto della sopravvenuta legge 24 dicembre 1975, n. 706, concernente la depenalizzazione delle contravvenzioni punibili con la sola pena dell’ammenda, la sanzione pecuniaria prevista dalla cennata disposizione ha acquisito maggiore tempestività ed efficacia intimidatoria, essendo di più agevole applicazione. Infatti, a termini di quest’ultima legge, qualora alla contestazione della infrazione non segua il pagamento liberatorio (art. 5), lo stesso Prefetto può emettere un’ingiunzione di pagamento nei confronti dell’autore della violazione fissandone l’importo entro i limiti, minimo e massimo, stabiliti dalla legge (art. 8). Infine, premesso che l’art. 19, quarto comma del D.P.R n. 616 stabilisce che le autorizzazioni di polizia amministrativa trasferite alla competenza dei Comuni “devono” essere sospese, revocate o annullate per motivata richiesta dei Prefetti, nessun dubbio sussiste sul mantenimento ai Prefetti medesimi della potestà, prevista dallo stesso art. 8 della legge n. 374, di richiedere che il Comune disponga la “sospensione dell’esercizio della professione o dell’arte per un tempo superiore a tre mesi”. E ciò in aggiunta alla suindicata sanzione pecuniaria. CREDITO AGEVOLATO IN CRESCITA IL TASSO DI RIFERIMENTO A LUGLIO Si conferma a luglio la tendenza all’aumento nei valori del tasso di riferimento per il credito agevolato a industria, commercio, artigianato e editoria. La misura del parametro, in vigore dal 1° luglio, si è infatti attestato al 4,80%, con un aumento dello 0,20 rispetto al valore di giugno. Il tasso agevolato per l’editoria, pari al cinquanta per cento del tasso di riferimento, si attesta quindi al 2,40%. Questo nuovo incremento, analogo a quello segnato a giugno, riporta i valori del tasso quasi sugli stessi livelli di inizio anno, quando, appunto, il parametro era stabilizzato al 4,90%. Notiziario USPI n° 7/8
IL CONTRATTO DI PROGRAMMA 2003-2005 tra il Ministero delle Comunicazioni e Poste Italiane SpA per il “servizio postale universale” Predisposto da Poste Italiane SpA e deliberato dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (Deliberazione 5/3/2004 n. 7, su “Gazzetta Ufficiale” 16/4/2004, n. 89), il 1° giugno 2004 è stato sottoscritto dal Ministro delle Comunicazioni Gasparri e dal Presidente di Poste Italiane SpA Cardi il nuovo “Contratto di Programma” che regola i rapporti tra Stato e Poste Italiane per l’espletamento del servizio postale universale per il triennio 2003-2005. Il “Contratto” è stato pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale” n. 129 del 4 giugno scorso e regola le attività e le modalità di erogazione del servizio postale universale per il triennio 2003-2005. Il “Contratto” è stato pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale” n. 129 del 4 giugno scorso e regola le attività e le modalità di erogazione del servizio, i compiti e gli obblighi di Poste e le attribuzioni di controllo del Ministero, gli obiettivi di qualità e tempi di consegna per la posta ordinaria, prioritaria e registrata e per i pacchi ordinari. Gli oneri a carico dello Stato sono stati fissati nella misura di 415 milioni di euro per l’esercizio 2003, 222,076 milioni di euro per il 2004, e 222,076 milioni di euro per il 2005. Richiamiamo in particolare l’attenzione sull’articolo 9 (settori ed aree agevolate) in cui si parla di tariffe agevolate all’editoria. Per il dettato del citato articolo le integrazioni tariffarie dovute alle Poste dovranno assicurare la piena copertura della differenza tra tariffa agevolata e tariffa piena, prevedendo un onere aggiuntivo a carico del bilancio dello Stato in caso di mancata o incompleta erogazione dei rimborsi
MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI
Contratto di programma 2003-2005 tra il Ministero delle Comunicazioni di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e la S.p.A. Poste Italiane
comma 2, del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261. Articolo 2 Attività e modalità di erogazione del servizio l. La Società esercita le attività di cui al menzionato atto di conferma della concessione alle condizioni previste dal presente contratto di programma, nel rispetto delle prescrizioni e dei principi contenuti nelle disposizioni legislative e regolamentari, ivi comprese quelle di cui alla legge n. 287 del 1990, nonché dei regolamenti, direttive e raccomandazioni comunitarie, degli accordi internazionali e delle norme emanate dagli organismi nazionali ed internazionali competenti in materia. 2. Per lo svolgimento di attività strumentali rispetto ai servizi oggetto di concessione la Società può avvalersi, previa comunicazione all’Autorità di regolamentazione, di seguito denominata Autorità, di società partecipate, ferma restando la responsabilità in capo alla Società dell’adempimento degli obblighi inerenti alla concessione. Articolo 3 Compiti ed obblighi della Società ed attribuzioni dell’Autorità l. La Società si impegna a porre a disposizione dell’Autorità la documentazione, i mezzi ed il supporto di risorse umane, senza oneri a carico dell’Autorità, per le verifiche che l’Autorità ritenga necessarie all’esercizio delle funzioni assegnate dall’art. 2 del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261. Allo stesso fine la Società metterà a disposizione dell’Autorità, a sua richiesta, gli atti ed i documenti inerenti all’attività oggetto della concessione.
(omissis) Articolo 1 Oggetto l. Il presente contratto di programma regola i rapporti tra Stato e Poste Italiane S.p.a., di seguito denominata Società, per l’espletamento del servizio postale universale affidato con atto di conferma della concessione, decreto ministeriale 17 aprile 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 4 maggio 2000, n. 102, ai sensi e per gli effetti dell’art. 23, Notiziario USPI n° 7/8
2. L’Autorità effettua gli accertamenti e le ispezioni che reputi necessarie per verificare l’andamento della gestione dei servizi in concessione ed il rispetto degli obblighi del servizio universale, ed espleta la vigilanza sugli accordi inerenti alla posta transfrontaliera. 3. L’Autorità opera nell’esercizio delle sue competenze affinché sia garantito il rispetto dell’area dei servizi riservati. 4. La Società è tenuta a rendere permanen-
temente ed agevolmente conoscibili da parte dell’utenza le condizioni generali dei servizi e la carta della qualità, ed altresì a fornire, sui loro contenuti essenziali, informazioni chiare, complete e facilmente accessibili. 5. La Società si impegna agli opportuni aggiornamenti delle condizioni generali dei servizi e della carta della qualità e alla loro sollecita trasmissione all’Autorità. 6. Sulla base della separazione contabile certificata redatta conformemente al decreto legislativo n. 261 del 1999 la Società trasmette all’Autorità entro il mese di giugno di ogni anno, la quantificazione dell’onere di servizio universale sostenuto nel corso del precedente esercizio, contestualmente ad una previsione dell’onere relativo all’esercizio di competenza. Tale trasmissione è accompagnata da una relazione che illustra le dinamiche sottostanti l’andamento dell’onere. 7. L’Autorità ai sensi dell’art. 3, comma 4, del decreto legislativo n. 261 del 1999, si riserva la facoltà, al fine di contenere gli oneri del recapito, anche in relazione a richieste in tal senso avanzate dalla Società, di impartire disposizioni in merito alla distribuzione della corrispondenza nel corso della settimana nonché in ordine alla distribuzione stessa in installazioni appropriate, anziché presso il domicilio di ciascun soggetto. Articolo 4 Qualità dei servizi 1. Le parti si danno atto che gli obiettivi di qualità indicati nel presente Contratto sono parte integrante della Carta della qualità del servizio pubblico postale, con particolare riferimento al sistema di rimborsi nei confronti degli utenti in tutti i casi in cui sia tecnicamente possibile verificare puntualmente il rispetto dei valori soglia ivi definiti. 2. Le parti si danno reciprocamente atto del fatto che costituisce parte integrante dei doveri gravanti sulla Società quello di conseguire gli obiettivi di qualità stabiliti dall’Autorità con le deliberazioni 15 gennaio 2003, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 22 gennaio 2003, e 19 giugno 2003, pubbli10 cata nella Gazzetta 9
IL CONTRATTO DI PROGRAMMA 2003-2005 9
Ufficiale della Repubblica italiana del 1° luglio 2003, come di seguito indicato: Posta ordinaria: J+3 92% entro il 2003; J+3 93% entro il 2004; J+3 94% entro il 2005; J+4 97% entro il 2003; J+5 99% per il triennio 2003-2005; Posta prioritaria: J+1 87% entro il 2003; J+1 87% entro il 2004; J+1 88% entro il 2005; J+2 98% entro il 2003; J+3 99% per il triennio 2003-2005; Posta registrata: J+3 92% entro il 2003; J+3 92% entro il 2004; J+3 92,5% entro il 2005; J+3 99% per il triennio 2003-2005; Pacco ordinario: J+5 91% entro il 2003; J+5 92% entro il 2004; J+5 93% entro il 2005. 3. L’Autorità, ai sensi dell’art. 12, comma 4, del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, effettua verifiche periodiche su base campionaria sulle prestazioni rese dalla Società avvalendosi di un organismo specializzato indipendente selezionato dalla stessa Autorità. Gli oneri inerenti alla verifica ed alla pubblicazione dei risultati sono a carico della Società, alla quale l’Autorità dà informativa delle relazioni pervenutele. I risultati sono pubblicati unitamente alle determinazioni assunte in proposito dall’Autorità ai sensi del comma successivo e comunque ogni semestre. 4. Salva la possibile rilevanza di oggettive e documentate circostanze impreviste o imprevedibili o di eventi dipendenti da cause di forza maggiore, per ogni mezzo punto percentuale, o frazione, di mancato rispetto di un obiettivo, evidenziato da una consuntivazione annuale dei dati acquisiti ai sensi del comma precedente, la Società è tenuta a versare all’entrata del bilancio dello Stato, a titolo di penale, una somma dell’importo di euro cinquantamila. L’Autorità si riserva la facoltà di dimezzare l’importo minimo di penale applicabile in presenza di una 10
divergenza dall’obiettivo che sia inferiore al mezzo punto e di speciale tenuità, oppure in presenza di divergenze inferiori al mezzo punto compensate da un più che ampio conseguimento nello stesso anno di tutti gli altri obiettivi di qualità inerenti al singolo servizio. 5. La Società, durante il periodo di vigenza del presente Contratto, si impegna a individuare, d’intesa con l’Autorità di regolamentazione, ulteriori indicatori di qualità del servizio postale universale con particolare riferimento a quelli concernenti l’adeguatezza degli orari di apertura degli sportelli rispetto alle prestazioni richieste, nonché l’equilibrata riduzione dei tempi di attesa del pubblico agli sportelli, in coerenza con gli impegni assunti nella Carta della qualità. Tali ulteriori indicatori saranno definiti anche alla luce delle risultanze di apposite indagini presso gli utilizzatori del servizio. Articolo 5 Reclami 1. La Società si impegna alla puntuale attuazione delle procedure di reclamo e di conciliazione previste dalla Carta della qualità del servizio pubblico postale in conformità all’art. 14 del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, ed alla normativa comunitaria. Fermo l’obbligo di pubblicità previsto dall’ultimo comma dell’articolo citato, che la Società deve assicurare con le stesse modalità anche per i rimborsi da essa erogati, è facoltà dell’Autorità richiedere elementi informativi e dimostrativi sui reclami che la Società deve sollecitamente produrre. 2. La Società si obbliga a informare l’autore del reclamo, nella stessa forma da questo adoperata per il suo atto, delle facoltà attribuitegli dai commi 2 e 4 dell’art. 14 del decreto legislativo citato. 3. La Società è tenuta a consentire l’accesso agli atti in conformità alla normativa vigente. 4. La Società è altresì tenuta a fornire all’Autorità, su richiesta, dati e documenti circa l’attività dei propri servizi di relazione con il pubblico e di controllo interno. Articolo 6 Obiettivi di contenimento dei costi e di efficienza di gestione 1. La Società si impegna a dare compiuta attuazione ai progetti e agli interventi
programmati nel piano d’impresa per il completamento del riassetto e per il rilancio dell’azienda, con particolare riguardo al contenimento dei costi connessi all’erogazione del Servizio postale universale ed alla loro razionalizzazione. 2. A tal fine la Società trasmette all’Autorità entro novanta giorni dalla sottoscrizione del presente contratto un elenco, da aggiornare in seguito con cadenza annuale, degli uffici postali e delle strutture di recapito operanti in zone remote che non garantiscano condizioni di equilibrio economico; entro i successivi novanta giorni deve essere trasmesso un piano di intervento per la progressiva razionalizzazione della loro gestione nel rispetto del principio dell’accesso alla rete postale pubblica in condizioni di non discriminazione ai sensi dell’art, 2 del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261. 3. L’onere di servizio universale sostenuto dalla Società e risultante dalla separazione contabile certificata di cui all’art. 3, comma 6, dovrà presentare nel triennio 2003-2005 un andamento decrescente in termini nominali, per l’effetto congiunto del contenimento dei costi nella misura prevista dal Piano di impresa, e del recupero dei ricavi mediante l’adozione del price cap per l’aggiornamento delle tariffe dei servizi riservati. 4. La Società si impegna a non effettuare chiusure di uffici postali che non siano state preventivamente comunicate all’Autorità. Articolo 7 Criteri di determinazione delle tariffe e dei prezzi 1. La Società è tenuta all’osservanza delle tariffe e dei prezzi determinati ai sensi dell’art. 13 del decreto legislativo n. 261 del 22 luglio 1999. 2. In coerenza con le Linee guida per la regolamentazione del settore postale approvate dal CIPE con deliberazione del 29 settembre 2003, ai servizi postali sottoposti a regolamentazione tariffaria vengono applicati all’inizio di ogni triennio gli incrementi maturati nel periodo triennale precedente, in base alla formula: Tn = To [(1+lamda) + (Pn-1 P*n-1)] lamda = P*n -x + alfa DeltaQ dove: “To” è la tariffa di riferimento e viene ridefinita all’inizio di ogni triennio e si identifica con i valori tariffari stabiliti nella deliberazione in materia, salvo Notiziario USPI n° 7/8
verifica dell’andamento effettivo dei costi. Con riferimento al triennio di vigenza contrattuale “To” si identifica nei valori tariffari definiti con la deliberazione 23 dicembre 2003 del Ministro delle comunicazioni: il coefficiente “x” corrisponde alla quota di recupero di produttività che viene trasferita al consumatore finale in termini di minore incremento tariffario. Tale coefficiente potrà assumere valori positivi al raggiungimento di condizioni di equilibrio tra costi e ricavi correlati al servizio postale universale, al netto dei trasferimenti da Stato di cui al successivo art. 8; “DeltaQ” rappresenta il correttivo in più o in meno che scaturisce dal confronto (effettuato annualmente in sede di calcolo del pricecap) tra i risultati e .gli impegni in materia di qualità di cui all’art. 4; ad esso viene applicato un coefficiente “alfa”, stimato sulla base dei dati del Piano d’impresa, pari al rapporto tra i maggiori costi sostenuti - ovvero evitati - dalla Società per conseguire risultati di qualità superiori - ovvero inferiori - a quelli concordati e il costo totale del servizio universale: “P” e “P*” rappresentano rispettivamente il tasso di inflazione effettivo e programmato. “Tn” viene aggiornata annualmente secondo la stessa formula ed è la base per il calcolo del price-cap per i tre anni successivi. 3. La Società in relazione ai volumi di traffico ed alle modalità di accettazione e consegna degli invii, ed in proporzione alle relative economie ritraibili, può praticare tariffe e prezzi inferiori sulla scorta di criteri equi, obiettivi e trasparenti. La Società si impegna, tuttavia, ad assicurare all’utenza parità di trattamento a parità di condizioni, e, in ogni caso, l’assenza di ogni ingiustificata discriminazione. 4. La Società si impegna, entro novanta giorni dalla sottoscrizione del presente contratto, a comunicare all’Autorità, sulla base dei criteri indicati al precedente comma 3, i prezzi e le condizioni associate che verranno praticati ai grandi clienti in sede di rinnovo degli accordi convenzionali. Tali prezzi e condizioni verranno pubblicati a cura della Società, e da questa applicati a tutti i soggetti che si trovino nelle medesime condizioni. 5. L’Autorità può richiedere in merito informazioni integrative nonché la loro pubblicazione a carico della Società, impartendo in tal caso le disposizioni opportune per salvaguardare la riservatezza di terzi. Notiziario USPI n° 7/8
Articolo 8 Oneri del servizio postale universale 1. I trasferimenti posti a carico del bilancio dello Stato a parziale copertura dell’onere del servizio postale universale vengono indicati nella misura di 415 milioni di euro per l’esercizio 2003; 222,076 milioni di euro per l’esercizio 2004 e 222,076 milioni di euro per l’esercizio 2005. 2. La quantificazione definitiva degli importi di cui al comma l deriverà dall’applicazione del meccanismo di subsidy cap previsto dalle Linee guida approvate dal CIPE con deliberazione del 29 settembre 2003, secondo la seguente formula: Sn = Sn-1(1 + gamma) gamma = P*n-Yn. Dove: “Sn” è il trasferimento accordato per l’esercizio n; “Sn-1” è il trasferimento accordato nell’esercizio precedente che, per l’anno 2002, è stato fissato pari a 428,660 milioni di euro nel Contratto di programma 2000-2002, come modificato con atto aggiuntivo del 21 febbraio 2003; “P*n” è il tasso programmato di inflazione per l’anno cui il trasferimento si riferisce; “Yn”, è l’incremento percentuale di produttività che la Società si è impegnata a conseguire nell’esercizio n; tale incremento viene misurato in termini di riduzione dell’Onere del Servizio Universale. Sulla base del Piano di impresa tale valore, espresso in termini di incremento medio annuo, è stato fissato pari al 3,62%, ovvero tale da determinare un Onere del Servizio Universale che, partendo da un valore di 860,1 milioni di euro, come da separazione contabile 2002, si riduca progressivamente ogni anno per attestarsi nel 2005 ad un valore pari a 770 milioni di euro. 3. La misura dei valori annuali determinati in base alla applicazione della formula di cui al comma 2 non potrà essere modificata nel periodo di vigenza del Contratto, se non, esclusivamente, nei casi di seguito indicati e per un importo corrispondente al maggiore (ovvero minore) onere conseguente a: a) il mancato adeguamento tariffario previsto all’art. 7; b) la non integrale copertura dei minori ricavi derivanti dall’applicazione di tariffe agevolate di cui al successivo art. 9. Articolo 9 Settori ed aree agevolate 1. In vigenza dell’attuale regime di tariffe
agevolate, le integrazioni tariffarie dovute alla Società dovranno assicurare la piena copertura della differenza tra tariffa agevolata e tariffa piena. 2. I rimborsi dovuti alla Società in questa materia sono regolati come segue: a) per le agevolazioni nei settori dell’editoria e del non-profit entro il 30 aprile di ciascun esercizio la Società, sulla base della differenza registrata a consuntivo dell’esercizio precedente tra minori ricavi conseguiti a seguito dell’applicazione della tariffa agevolata ed i ricavi ottenibili mediante la tariffa piena, trasmette al Ministero dell’economia e delle finanze, e per conoscenza all’Autorità, la previsione relativa all’esercizio di competenza per ciascuna integrazione tariffaria, distinguendo tra libri, giornali quotidiani, e riviste editi da soggetti iscritti al registro nazionale della stampa, ed ogni altra pubblicazione. In relazione alle prestazioni effettivamente rese, la Società emette su base trimestrale fatture alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l’informazione e l’editoria, allegando a ciascuna una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, corredata da un dettagliato elenco delle riduzioni applicate a favore di ogni soggetto avente titolo, ed attestante l’avvenuta puntale applicazione delle riduzioni indicate; b) per le agevolazioni previste per la propaganda connessa alle consultazioni elettorali, entro sei mesi dalla data in cui sono state tenute le consultazioni la Società trasmette al Ministero dell’economia e delle finanze la fattura relativa alle prestazioni complessivamente rese nel loro ambito; c) decorsi tre mesi dalla ricezione delle fatture di cui alle lettere precedenti, sui relativi importi si applicano gli interessi legali. 3. La mancata o incompleta erogazione dei rimborsi, definiti nell’importo e nelle procedure alle lettere a) e b) del comma 2 del presente articolo, darà luogo ad un trasferimento di pari importo a carico del bilancio dello Stato, aggiuntivo rispetto a quelli indicati nel comma 1 dell’art. 8, come previsto al comma 3, lettera b), dello stesso art. 8. Articolo 10 Emissione di carte valori postali Filatelia 1. La formulazione dei programmi di emissione delle carte valori postali è, nel rispetto delle disposizioni vigenti, di esclusiva competenza del Ministero 12 delle comunicazioni. La 11
IL CONTRATTO DI PROGRAMMA 2003-2005 11 Società cura la loro distribuzione e commercializzazione. 2. La Società collabora alla formulazione dei programmi annuali di emissione avanzando proprie proposte; in ogni caso, la stessa trasmette al Ministero, entro il 30 settembre del secondo anno precedente quello di emissione le proposte e le segnalazioni eventualmente pervenutele da soggetti terzi. In nessun caso è consentito alla Società di assumere con terzi impegni di qualsivoglia natura relativamente all’emissione di carte valori postali o alla loro realizzazione. 3. Il Ministero, sentito il parere della Consulta per l’emissione di carte valori postali e la filatelia di cui al decreto del Ministro delle comunicazioni 15 dicembre 1998 e successive modificazioni ed integrazioni, stabilisce i programmi di emissione, e ne dà comunicazione alla Società entro il 31 dicembre del secondo anno precedente quello di emissione. 4. La Società, ricevuto il programma, sottopone tempestivamente al Ministero le proprie motivate richieste circa la data di emissione, la tiratura ed il valore nominale di ciascun francobollo o intero postale sulla base delle esigenze inerenti all’espletamento del servizio postale nonché al mercato filatelico. Su tali richieste il Ministero adotta le determinazioni di propria competenza nei modi previsti dalla legge. 5. I costi di progettazione e di stampa delle carte valori postali sono interamente a carico della Società. 6. La Società si impegna a trasmettere al Ministero entro il mese di aprile di ciascun anno una dettagliata e documentata relazione sull’attività svolta durante l’anno precedente nel settore filatelico, secondo gli indirizzi generali di politica filatelica indicati dal Ministero e sui risultati conseguiti. Articolo 11 Rapporti internazionali 1. La Società si impegna ad osservare gli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea, nonché gli accordi stipulati dallo Stato italiano con soggetti di diritto internazionale; si impegna altresì a rispettare, nei propri rapporti con gli enti omologhi di altri Paesi, i poteri di rappresentanza, di indirizzo politico e di regolazione attribuiti 12
all’Autorità dalla normativa vigente. 2. La Società partecipa, per quanto di competenza e comunque in collaborazione con l’Autorità, alle conferenze indette da organizzazioni postali internazionali. 3. Al fine di garantire un’equa ripartizione delle spese di partecipazione all’Unione Postale Universale (U.P.U.), le parti convengono che la spesa di contribuzione obbligatoria corrispondente alle venticinque unità contributive dovute dall’Italia faccia carico all’Autorità, mentre ogni altra spesa comunque discendente o inerente alla partecipazione nazionale alle attività dell’U.P.U. sia a carico della Società. 4. Qualora le spese complessive che gravano sulla Società risultino inferiori al 30%, dell’ammontare del contributo obbligatorio a carico dell’Autorità, la Società è tenuta a corrispondere la differenza; la ripartizione degli oneri tra l’Autorità e la Società viene effettuata entro sessanta giorni dall’acquisizione della disponibilità della documentazione emessa dall’U.P.U., che le parti mettono a reciproca disposizione senza ritardo, in ordine alle spese relative a ciascun anno solare. Articolo 12 Procedimento di approvazione 1. Ai sensi e per gli effetti del disposto della delibera CIPE 22 giugno 2000 recante «regolazione dei servizi di pubblica utilità: direttive per la definizione della procedura relativa alla stipula dei Contratti di Programma», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 186 del 10 agosto 2000, richiamata in premessa, si dà atto che il presente contratto è stato stipulato in conseguenza dell’espletamento dell’iter procedimentale come definito dalla richiamata delibera, e pertanto che: in data 21 ottobre 2003 lo schema di Contralto è stato trasmesso, a cura del Ministero delle comunicazioni, al Servizio centrale di segreteria del CIPE, alla Ragioneria generale dello Stato, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per l’editoria, e, per ciò che concerne le agevolazioni in materia elettorale, al Ministero degli interni; il NARS per i profili regolamentari e la Ragioneria generale dello Stato per ciò che concerne gli aspetti finanziari hanno reso i rispettivi pareri in argomento in
data 12 dicembre 2003 ed in data 31 marzo 2004; il CIPE ha formulato il suo parere in data 5 marzo 2004; è stato formulato conforme avviso, quale atto di concerto, del Ministero dell’economia e delle finanze in data 1° aprile 2004; è stato acquisito sullo schema di contratto il parere delle competenti commissioni parlamentari in data 26 aprile - maggio 2004; che le osservazioni ivi formulate attengono alla fase di esecuzione del contratto e che le parti si impegnano a tenerne conto durante la sua attuazione. 2. Viene dato atto che il parere dalla Ragioneria generale dello Stato, come richiamato nell’ambito del parere CIPE, contiene specifiche indicazioni circa i tempi e le modalità di inserimento nell’ambito dei provvedimenti di finanza pubblica delle risorse finanziarie necessarie a coprire gli oneri derivanti dall’attuazione del presente contratto a valere rispettivamente sullo stato di previsione della spesa del Ministero dell’economia e delle finanze (U.P.B. 3.1.2.4 - Poste Italiane) e sullo stato di previsione autonomo della spesa della Presidenza del Consiglio dei Ministri (cap. 471 - cap. 472 contributi per spese di spedizione postali alle imprese editrici ed al settore non profit). Articolo 13 Durata, esecuzione, interpretazione e clausola arbitrale l. Il presente contratto si applica fino al 31 dicembre 2005; è soggetto a revisione, a richiesta di una delle parti, in presenza di una evoluzione dello scenario di riferimento anche per effetto di nuove direttive dell’Unione europea attinenti alle materie che ne formano oggetto, che comportino rilevanti scostamenti rispetto a quanto stabilito dal contratto stesso, ovvero in caso di emanazione di atti normativi di contenuto parimenti innovativo della disciplina vigente nelle materie stesse. 2. Con esclusione di tutto quanto attiene alla materia della qualità dei servizi, qualsiasi controversia in ordine all’interpretazione e all’esecuzione del presente contratto sarà rimessa ad un collegio di cinque arbitri, dei quali uno nominato dal Ministro delle comunicazioni, uno dal Ministro dell’economia e delle finanze, due dalla Società ed il quinto, con funzioni di Presidente, di comune accordo tra le parti ovvero, in caso di disaccordo, dal Presidente del Consiglio di Stato. Sede dell’arbitrato sarà Roma. Il collegio arbitrale deciderà secondo diritto. Si applicano gli articoli 807 e seguenti del codice di procedura civile. Notiziario USPI n° 7/8
IL RAPPORTO DI CO.CO.CO. CON UN REDATTORE ISCRITTO ALL’ORDINE DEI GIORNALISTI Nel precedente numero di giugno di questo “Notiziario” abbiamo pubblicato lo schema di un contratto di co.co.co. a programma con un redattore non iscritto all’Ordine dei Giornalisti. Ma, come più volte ripetuto, le vecchie co.co.co. non sono uscite dall’area USPI poiché i nuovi contratti introdotti dalla Riforma Biagi non si applicano ai giornalisti iscritti all’Ordine nei cui confronti continuano quindi a sopravvivere le vecchie co.co.co. In considerazione di ciò alcuni editori associati ci chiedono uno schema di “vecchio” contratto di co.co.co. con un redattore iscritto all’Ordine dei giornalisti. Li accontentiamo subito non senza ricordare, in primo luogo che le esigenze editoriali, commerciali e redazionali possono variare da periodico a periodico e richiedere quindi pattuizioni da individuare caso per caso. In secondo luogo ricordiamo che più delle parole usate nel contratto, in sede di contenzioso giudiziario, prevale la verità dei fatti. Ad esempio, con riguardo al carattere inequivocabilmente autonomo delle prestazioni, non conta scrivere che il Collaboratore realizzerà il suo lavoro in assoluta autonomia e senza vincolo d’orario se poi l’accertamento dei fatti convincerà il Giudice del lavoro che il Collaboratore lavorava in redazione tre giorni alla settimana, dalle h. 10 alle 13. In questo caso il rapporto di lavoro sarà considerato come rapporto dipendente part-time e l’editore sarà condannato a corrispondere all’interessato quanto dovuto ad un lavoratore subordinato per ferie non pagate, 13° non corrisposta, TFR e quant’altro. SCHEMA DI CONTRATTO TIPO Tra la Committente ............................. con sede in ................................................... Via .................., in persona del suo legale rappresentante Sig. ..................................... d’ora innanzi chiamata “Editore” e il Sig. .................................................. residente a ..................................................................., tel........................., fax..............................., cod. fisc. ..................................................., Tessera ONG n.......................................... del ......................................., d’ora innanzi chiamato “Collaboratore”, si costituisce il seguente rapporto di Collaborazione coordinata e continuativa, ai sensi dell’art. 2222 e seguenti del Codice civile e dell’art. 409 del Codice di procedura civile. Notiziario USPI n° 7/8
1. L’Editore conferisce al Sig. .................... - il quale accetta - l’incarico di prestare la propria collaborazione giornalistica al periodico ....................................... con sede a ................., Via ............................ tel......................, fax......................... 2. L’anzidetto rapporto di co.co.co. decorre dal .............................. ha durata (1)............ e potrà essere rinnovato per quante volte le parti lo desiderino. L’eventuale disdetta anticipata del presente contratto dovrà essere comunicata con raccomandata A/r almeno trenta giorni prima della scadenza. 3. Il collaboratore si impegna a prestare la propria attività redazionale in forma di collaborazione coordinata e continuativa, senza alcun vincolo di subordinazione e d’orario, sincronizzandosi con le esigenze del ciclo di produzione del periodico e secondo le modalità e le richieste che saranno a lui prospettate dall’Editore o dal Direttore responsabile del periodico. In particolare il Collaboratore realizzerà i necessari momenti di coordinamento attraverso incontri stabiliti dal Direttore responsabile del periodico o dal Caporedattore (ovvero da persone da queste delegate) allo scopo di concordare gli articoli, i servizi, le notizie, i “pezzi” da elaborare - secondo scienza, coscienza e diligenza professionale - nel rispetto della linea editoriale della testata, dei tempi di programmazione redazionale e della puntuale pubblicazione del periodico. Le anzidette prestazioni giornalistiche saranno realizzate dal Collaboratore al suo domicilio e con mezzi propri e possibilmente trasmesse in redazione via fax o, comunque, recapitate tempestivamente. Nei giorni di chiusura del periodico, per motivi di rapidità, tagli, modificazioni e integrazioni agli articoli potranno essere realizzati dal Collaboratore nei locali della redazione. 4. Valutata la presumibile media mensile delle collaborazioni a cui si intende proporzionare il compenso, considerato, a titolo orientativo, il tariffario determinato annualmente dall’Ordine dei giornalisti per i co.co.co. l’Editore si impegna a corrispondere al Sig................................... il compenso mensile di euro (2) ......................, liberamente concordato tra le parti. Il compenso mensile verrà corrisposto
entro il giorno 5 del mese successivo a quello nel quale sono state fornite le collaborazioni (3). Detto compenso potrà essere ridotto se gli scritti richiesti non perverranno in Redazione entro i termini concordati ovvero richiedano una completa revisione. Il compenso lordo pagato al Collaboratore in quanto fiscalmente equiparato allo stipendio del lavoratore dipendente, in forza della Legge finanziaria per il 2001 del 21.11.00 n. 342, sarà assoggettato alla ritenuta fiscale, con aliquota progressiva, secondo gli scaglioni di reddito. Le eventuali spese di realizzazione di servizi giornalistici o articoli d’indagine saranno rimborsate dall’Editore solo se preventivamente calcolate e autorizzate e idoneamente documentate. 5. In via equitativa l’Editore estende al Collaboratore il trattamento previsto per i Redattori a progetto non iscritti all’Ordine dei giornalisti, sancito dall’art. 66, commi 1 e 2 del D.Lgs. n. 276/03 in materia di malattia, infortunio e gravidanza (4). In particolare la malattia e l’infortunio del Collaboratore comporteranno solo la sospensione del rapporto - senza corresponsione del compenso - che, però si estinguerà alla scadenza. L’Editore potrà comunque recedere se la sospensione si protrarrà per un periodo superiore a 2 mesi. Il Collaboratore è tenuto a comunicare preventivamente in Direzione e comunque entro 24 ore dall’inizio della malattia l’impossibilità di eseguire le prestazioni redazionali per permettere al Direttore Responsabile di sostituirlo. Alla comunicazione dovrà seguire la tempestiva presentazione del certificato medico. La gravidanza comporterà la sospensione del rapporto - senza corresponsione del compenso - e la proroga del contratto per 180 giorni. 6. Il Collaboratore, in quanto iscritto all’Ordine dei Giornalisti, è tenuto ad iscriversi alla gestione separata dell’INPGI a cui verserà l’intero contributo del 12% calcolato sul compenso lordo (10% a suo carico e 2% a carico dell’editore). L’Editore è tenuto a corrispondere al Collaboratore, in busta paga, la parte a suo carico del 2%. 7. Il Collaboratore non potrà svolgere attività in concorrenza con l’Editore, né diffondere notizie e apprezzamenti attinenti ai programmi editoriali e all’organizzazione dell’Editore. In nessun modo il Collaboratore potrà 14 13
IL 24 OTTOBRE SCADONO LE VECCHIE CO.CO.CO. MA SONO SOSTITUIBILI CON I NUOVI CONTRATTI A PROGETTO O A PROGRAMMA
13 compiere atti in pregiudizio della testata o dell’attività dell’Editore. Letto, approvato e sottoscritto il ................ (L’Editore).................................................. (Il Collaboratore)........................................ Nel caso in esame poiché abbiamo ipotizzato che il giornalista collaboratore svolga il suo lavoro prevalentemente a domicilio non riteniamo indispensabile indicare l’applicazione della disciplina sulla sicurezza e l’igiene del lavoro. La questione va, quindi, considerata caso per caso. Raccomandiamo però all’editore di sottoporre alla Sede territoriale dell’INAIL il caso di specie. In materia infortunistica la prudenza non è mai troppa. Similmente non suggeriamo di esplicitare gli obblighi dell’Editore in materia di comunicazione della istituzione del rapporto al servizio per l’impiego, poiché la materia sarà disciplinata da un Decreto che dovrà raccordare una micidiale congeria di leggi e disposizioni relative al lavoro subordinato e ai rapporti parasubordinati. Per ora sembra che il Committente non sia tenuto almeno per i nuovi rapporti di co.co.co. - ad inviare copia del contratto all’Ufficio Provinciale del Lavoro ma solo a darne semplice tempestiva comunicazione. _________________ NOTE 1) La durata del rapporto può essere trimestrale, semestrale o annuale 2) A titolo puramente orientativo ricordiamo che per i co.co.co. iscritti all’Ordine dei giornalisti, il tariffario 2004 prevede i seguenti compensi annui: 1.944 euro per 2 collaborazioni al mese; 3.890 euro per 4 collaborazioni al mese e 7.776 euro per almeno 8 collaborazioni al mese. L’anzidetto Tariffario non è vincolante, ove l’Editore lo ritenga, nel contratto può essere specificato - a fini di maggiore chiarezza - il numero medio delle collaborazioni mensili. 3) Ordinariamente nei periodici settimanali, quindicinali e mensili il compenso è corrisposto mensilmente, mentre nei bimestrali, trimestrali o quadrimestrali il compenso può essere corrisposto entro il giorno 5 del mese successivo a quello della effettiva pubblicazione della rivista. 4) Se il collaboratore è di sesso maschile eliminare i riferimenti alla gravidanza e alla sua disciplina. 14
Le co.co.co. stipulate sotto la disciplina previgente e non riconducibili ad un progetto o ad un programma (o ad una fase di esso) scadono il 24 ottobre p.v., salvo l’intervento di una proroga negoziata a livello aziendale con le organizzazioni sindacali più rappresentative. Lo prescrive il 1° comma dell’art. 86 del D.Lgs. n. 276/03. Suggeriamo tuttavia agli editori di disdettare le vecchie co.co.co. entro il 24 settembre, e cioè con un mese di anticipo sulla scadenza legale. Non è un obbligo ma è meglio esser chiari. Da tali prescrizioni sono esclusi - per quel che può interessare i periodici - i giornalisti iscritti all’Ordine e i titolari di pensioni di vecchiaia per i quali le vecchie co.co.co.,
appunto, sopravvivono. Gli editori interessati alla prosecuzione delle co.co.co. dovranno stipulare con gli stessi soggetti nuovi contratti a progetto o a programma, ai sensi del richiamato art. 61, prima della data fatidica del 24 ottobre p.v. Un ultima importante avvertenza. I nuovi rapporti costituiti senza l’individuazione di uno specifico progetto o programma nel quale impegnare il collaboratore potrebbero essere dichiarati, in sede giudiziale, come rapporti di lavoro subordinato fin dalla data di costituzione, con pesanti conseguenze economiche. E, infatti, a parità di prestazioni un rapporto di dipendenza costa circa il doppio di una collaborazione a progetto.
Per gli editori iscritti o iscrivendi al ROC
Ciascun soggetto è tenuto alla redazione di una sola delle tre serie previste. La scelta della serie da redigere viene determinata in funzione dei ricavi del soggetto:
IL 31 LUGLIO SCADE IL TERMINE PER L’INVIO TELEMATICO DELLA MODULISTICA DELLA “IES” Ricordiamo, inoltre, che il 30 giugno è scaduto il termine per l’invio della “Comunicazione Annuale”; mentre non è stato ancora emanato il decreto del Ministro dell’Economia sul contributo (e relativa modulistica) all’Autorità: gli anni scorsi il termine per l’invio del modello cartaceo era fissato al 15 settembre. Tutti gli editori iscritti regolarmente al ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione), compresi quelli che hanno inoltrato domanda di iscrizione fino a tutto il 2003, sono tenuti alla compilazione e all’invio telematico della modulistica della IES (Informativa Economica di Sistema), entro il 31 luglio. Le comunicazioni di cui alla Delibera n. 129/02/CONS (Informativa Economica di Sistema) devono essere trasmesse utilizzando esclusivamente i modelli telematici disponibili sul sito: www.roc.infocamere.it, previa registrazione dell’utente. E’ chiaro che chi fosse già in possesso dell’ “identificativo” e della “password” (autorizzati dagli uffici dell’Authority) ed utilizzati per le comunicazioni dello scorso anno e per la Comunicazione Annuale, il cui termine è scaduto il 30 giugno scorso, non deve effettuare una nuova registrazione. ***** Secondo la citata Delibera n. 129/02/CONS dell’Autorità per le Comunicazioni, i modelli dell’Informativa Economica di Sistema sono articolati in tre serie, rispettivamente: Ridotta, Semplificata e Base.
a) soggetti i cui ricavi risultino minori di 500.000 euro, SERIE RIDOTTA; b) soggetti cui ricavi risultino compresi tra 500.000 e 5.000.000 euro, SERIE SEMPLIFICATA; c) soggetti i cui ricavi risultino superiori a 5.000.000 euro, SERIE BASE. Le imprese editrici di giornali quotidiani, periodici o riviste, ivi compresi i soggetti esercenti l’editoria elettronica e digitale sono tenuti a compilare i modelli A, O, P e P1. Alcune tipologie di editori, definite dalla Delibera 129/02 “soggetti minori”, dovranno invece compilare il solo modello U. ***** Ricordiamo, infine, una terza scadenza che riguarda sempre gli iscritti al ROC. E’ quella del 15 settembre di ogni anno per l’invio, pare ancora cartaceo a mezzo posta, del modello per il contributo all’attività e al funzionamento dell’Authority. Da quando è stato istituito tale contributo, gli editori di quotidiani e periodici, anche telematici, sono stati esentati dal versamento (che deve effettuarsi entro luglio) ma non dall’invio della relativa modulistica. Sembra che anche quest’anno sarà così, ma il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze che lo deve stabilire non è stato ancora emanato. Come al solito, informeremo con tempestività i nostri associati. Notiziario USPI n° 7/8
BIBLIOTECA USPI DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA E RISARCIMENTO DEL DANNO di Francesco Verri e Vincenzo Cardone Giuffrè Editore, Milano 2003, pagine 452, € 31,00 La responsabilità dell’editore per i reati di diffamazione a mezzo stampa, affermata dall’art. 11 della legge sulla stampa n. 47/’48 è riferibile sia al danno patrimoniale che a quello non patrimoniale. La finalità dell’art. 11 giustifica, infatti, una responsabilità essenzialmente oggettiva - cioè indipendente da un contegno doloso o colposo dell’editore il cui fondamento va individuato nel rischio d’impresa di chi traendo profitto dalla pubblicazione è tenuto ad accollarsi anche gli eventuali rischi. Questa ed altre numerosissime questioni di rilevante interesse editoriale si affrontano in questo denso volume, scritto da due avvocati di Crotone, Francesco Verri e Vincenzo Cardone che sono riusciti a scavare una preziosa miniera di chiarificazioni da un magma dottrinale e giurisprudenziale di non semplice lettura. Il libro dopo aver messo a fuoco la natura ed i limiti del diritto di cronaca, di critica e di satira, si sofferma sulla delicata questione dell’omesso controllo del Direttore, punibile- ai sensi dell’art. 57 c.p. - a titolo di colpa, con la
NOTIZIARIO Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Fax: 06.40.66.859 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Giancarlo Cinoglossi Redattore Capo: Vittorio Volpi Tipografia: SO.GRA.RO. SpA - Via Ignazio Pettinengo, 39 00159 Roma Il n. 7/8 (luglio-agosto 2004) è stato stampato il 13 luglio 2004
Notiziario USPI n° 7/8
pena stabilita per il reato commesso per mezzo della stampa periodica, diminuita in misura non eccedente un terzo. Chiude il lavoro un utile capitolo sul risarcimento del danno da diffamazione e sulla nuova figura del danno esistenziale come quello che può subire una persona che conduce una vita normale ma che diviene oggetto di un articolo diffamatorio nel quale la si dipinge come dedita a traffici illeciti. Pensiamo a quella (minoranza) di politici indicati come ladri dagli scoop giornalistici e poi assolti con formula piena.
GUIDA ALLA STAMPA DI ROMA E PROVINCIA Ed. Sindacato Cronisti Romani Roma 2003, pp. 176, s.i.p. La Lombardia, si sa, è la terra promessa della carta stampata con 3.411 periodici, ma il primato dei capoluoghi è saldamente tenuto da Roma con 2.454 testate (Catalogo dei periodici italiani 2002, Ed. Bibliografica). Questa importante ricerca, coordinata da Romano Bartoloni, Fabrizio Cerri e Giuseppe Spezzaferro, su commissione della Provincia di Roma, esprime la vivacità creativa, la voglia di esistere dei periodici, delle agenzie, delle emittenti televisive e radiofoniche dei periodici on line. Insomma nella provincia di Roma la piccola editoria fa miracoli di qualità e di quantità. Questa Guida recensisce, infatti, 1285 testate che fanno informazione, 94 agenzie di stampa, 41 quotidiani, 79 quindicinali, 505 mensili - che come il solito fanno la parte del leone -, 227 pubblicazioni di varia periodicità, 47 televisioni, 67 radio e 144 periodici on line. Una banca dati senza precedenti che come spiega Romano Bartoloni, presidente del Sindacato cronisti romani rivela un nuovo boom del periodico cartaceo medio-piccolo che si espande in mille rivoli che comunque raccontano il mondo locale “nonostante l’avversa congiuntura economica, nonostante i lacci e laccioli di anacronistiche (se non liberticide) leggi sulla stampa, nonostante la smagliata e costosa rete di distribuzione e nonostante, soprattutto, la presenza dei mostri sacri dell’informazione che fanno la parte del leone sul mercato.” Anche come USPI non possiamo che sottoscrivere questa inedita diagnosi del Presidente Bartoloni. Completa il lavoro un dotto escursus storico sui pubblicisti “erranti”, protagonisti dell’informazione locale e di servizio, di Gino Falleri, V. Presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio.
NEXT TV di Luigi Pugliese Edizioni Olivares - Artshorts, Milano 2003, pagine 98, s.i.p. Siamo alle soglie di una svolta copernicana costituita dal passaggio ad una nuova tecnologia - quella del digitale terrestre - che rivoluziona la funzione del vecchio televisore. Il digitale terrestre vive però il curioso paradosso di essere universalmente considerato un approdo irrinunciabile ma al tempo stesso un modello di non facile applicazione anche a causa degli esperimenti non proprio felici tentati in USA, e in altri paesi. L’Italia ha la legittima presunzione di poter mostrare ad altri il modello vincente e la formula più completa per mettere in pratica questa nuova tecnologia entro pochi mesi, quando potremo cominciare a dotare il nostro vecchio televisore di una nuova “protesi”, di una scatola che ci consentirà di fruire di tutte le potenzialità del digitale terrestre. Ma quali sono queste possibilità? Con linguaggio svelto ed esauriente Luigi Pugliese, ingegnere elettronico e consulente di importanti società internazionali, ci spiega l’abc della nuova tecnologia che ci regalerà immense possibilità. Anzitutto la moltiplicazione dei canali tematici che ci permetterà di spaziare in tematiche individuali quali l’informazione, lo sport, la musica, il gioco e le scommesse, il cinema, l’e-commerce, in misura più ampia di quanto non consentono attualmente il sistema satellitare e via cavo. Ma il punto di forza della TV digitale è l’interattività che avvicinerà il nostro TV al telefono, al computer e alla navigazione in Rete. Il successo del reality show, la trasmissione televisiva interattiva per eccellenza, dimostra non solo come sia cambiato il modo di fare TV ma anche l’interesse degli italiani a esprimere opinioni, a decidere chi escludere da un programma e a rispondere a sondaggi. La nostra convivialità latina ci porta a dialogare incessantemente e la TV digitale moltiplicherà le possibilità di dialogo non solo in ambienti ludici e leggeri. Ci si chiede quindi se la nuova tecnologia non emulerà il successo dell’e-mail e dei messaggini su cellulare. Un’altra marcia in più è data dalla fruibilità in movimento che mette il digitale terrestre in competizione con la vecchia radio, grazie alla possibilità di seguire i programmi preferiti non solo attraverso il vecchio televisore, ma con un apposito telefonino in autobus, in treno, in macchina, sotto l’ombrellone. L’estensione dell’interattività farà infine compiere un salto di efficacia alla pubblicità, con effetti impensabili. I primi segni della rivoluzione attuata in Italia dal digitale terrestre si avranno nei primi mesi del 2005.
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PERIODICI ASSOCIATI ALL’USPI (363° elenco) CIVILTA’ DEL LAVORO
OBIETTIVO CALABRIA
STRATEGIE AMMINISTRATIVE
Via Barberini n. 36 00187 ROMA Direttore: Giorgio Sinatti Editore: Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro Periodicità: bimestrale Materia trattata: economica, sociale, imprenditoriale, lavoro ed associativa
Via Ippolito Menniti n. 16 88100 CATANZARO Direttore: Francesco Barbieri Editore: Camera di Commercio I.A.A. di Catanzaro Periodicità: bimestrale Materia trattata: economia
Via S. Pellico n. 1 20121 MILANO Direttore: Maurizio Lozza Editore: Orientamenti amministrativi soc. coop. arl Periodicità: mensile Materia trattata: notizie per amministratori e funzionari degli Enti pubblici
COMUNITA’ MONTANA INFORMA
IL PROGETTO
VARESEFOCUS
Piazza Roma n. 12 15056 SAN SEBASTIANO CURONE AL Direttore: Loredana Remotti Editore: Comunità Montana delle Valli Curone Grue Ossona Periodicità: quadrimestrale Materia trattata: cronaca locale delle Valli Curone Grue Ossona
Via Alfredo Fusco n. 71/A 00136 ROMA Direttore: Maurizio Bradaschia Editore: Mancosu Editore srl Periodicità: trimestrale Materia trattata: architettura
Piazza Monte Grappa n. 5 21100 VARESE Direttore: Antonio Colombo Editore: Unione degli industriali della Prov. di Varese Periodicità: mensile Materia trattata: economia, politica, società, costume, arte, natura in Provincia di Varese
DANZA SPORTIVA
SCADENZARIO FISCALE TRIBUTARIO
VIVACITY.IT
Vicolo Varaitina n. 12/B 12024 COSTIGLIOLE SALUZZO CN Direttore: Giuseppe Callipo Editore: Danza sportiva srl Periodicità: mensile Materia trattata: sport della danza sportiva
Via San Giusto n. 49 20153 MILANO Direttore: Lino Anselmi Editore: Scadenzario fiscale tributario srl Periodicità: trimestrale Materia trattata: scadenze fiscali e tributarie
Via di Priscilla n. 101 00199 ROMA Direttore: Roberto Roscani Editore: Vivacity S.p.A. Periodicità: quotidiano on line Materia trattata: notizie a carattere generale
IL GEOMETRA BRESCIANO
SERVIZIO TERZO MONDO
WOW
Piazza C. Battisti n. 12 25128 BRESCIA Direttore: Bruno Bossini Editore: Collegio Geometri della Prov. di Brescia Periodicità: bimestrale Materia trattata: informazione tecnica e problematiche inerenti la professione
Via Carrucci n. 23 50053 EMPOLI FI Direttore: Giancarlo Rocchiccioli Editore: Se Tem-T Onlus Periodicità: trimestrale Materia trattata: solidarietà, informazione missionaria, terzo mondo
Via Dalmazia n. 12 00198 ROMA Direttore: Graziella Boscato Editore: Ist. Gesù Nazareno delle Salesiane di Don Bosco Periodicità: trimestrale Materia trattata: scuola, comunità educante, giovani
L’inserzione sopra riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art. 3, primo comma, del DPR 26/10/72 n. 633