NOTIZIARIO ANNO 42∞ - MENSILE UNIONE
-
Uspi
11 NUMERI
Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L. 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma. In caso di mancato recapito rinviare all’ufficio P.T. di Roma - Romanina detentore del conto per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa in vigore
STAMPA PERIODICA ITALIANA
La nuova fase Il ministro Gentiloni e il Sottosegretario Levi avranno, dunque, la responsabilità politica delle comunicazioni e dell’editoria. Al momento di andare in stampa non conosciamo le decisioni del governo sul capo del dipartimento informazione e editoria della presidenza del consiglio dei ministri. Il prof. Masi, in carica da dieci anni, potrebbe lasciare per nuovi incarichi. Inutile dire che il ruolo del capo dipartimento è fondamentale per il settore, in particolare per ciò che riguarda il supporto tecnico alle scelte politiche. L’USPI ha chiesto subito di incontrare il sottosegretario Levi e il ministro Gentiloni, ottenendo immediata disponibilità. Ben presto, quindi, saremo informati sugli indirizzi del governo e, naturalmente, ne informeremo tutti gli associati. Tutto si basa sul dialogo e, in questo senso, il primo impatto è positivo. R I V I S T E D I E L E VAT O VA L O R E C U LT U R A L E
Il 30 giugno scade il termine per la domanda di contributi
( ve d e re a p ag i n a 2 )
RICARDO LEVI, SOTTOSEGRETARIO CON DELEGA ALL’EDITORIA E PAOLO GENTILONI, MINISTRO DELLE COMUNICAZIONI Francesco Rutelli, oltre la carica di Vice Premier ha assunto l’incarico di Ministro per i Beni Culturali. Gli auguri di buon lavoro da parte dell’USPI, con l’auspicio che si possa intraprendere una vera “politica delle comunicazioni”, con una visione organica e equilibrata del settore e dei valori fondamentali da esso espressi l 18 maggio scorso il secondo governo Prodi ha giurato nelle mani del neo Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ed alcuni giorni dopo ha ottenuto la fiducia dei due rami del Parlamento, terminando Ricardo Franco Levi così l’iter della formale investitura a governare le sorti del nostro Paese.
I
S OMMARIO Nominati i referenti per l’editoria del nuovo governo Prodi (pagine 1,2)
Quando la finalità giornalistica supera il concetto di privacy (pagina 6)
La nuova fase (pagina 1)
Le quote associative USPI per l’anno 2006 (pagina 7)
Il XIX stage per operatori editoriali della stampa periodica Urbino 17/22 settembre 2006 (pagina 3)
GIUGNO 20 0 6
Nominati i referenti per l’editoria del nuovo governo Prodi
neretto
Riviste di elevato valore culturale: domanda contributi entro il 30/6 (pagina 2)
6
INPGI 2 - Istruzioni per l’uso (pagina 8) Lavoro giornalistico dipendente e collaborazione autonoma (pagina 8)
periodico medio-piccolo (3a parte): La sinergia professionale tra l’editore e il direttore (pagine 11, 12) Gli anziani consumatori deboli ma lettori forti (pagina 12) Le scadenze per gli iscritti al ROC (pagina 13) WHO’S WHO in Italy (pagina 14)
EISE - International Business Contacts (pagina 4)
Quando le opinioni oscurano le news (pagina 9)
Biblioteca USPI (pagina 15)
L’individuazione delle medie imprese ai fini dell’applicazione del contratto USPI-CONFAPI (pagina 5)
Il narcisismo della scrittura (pagina 9)
Periodici associati all’USPI - 384° elenco (pagina 16)
La gestione editoriale di un
L’Eco della Stampa (pagina 16)
Persone conosciute ed alcune meno note ne fanno parte. Tra quest’ultime, il neo Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al quale Prodi ha affidato la delega per l’editoria, On. Ricardo Franco Levi. ***** Levi, volto nuovo del Parlamento italiano nel quale è entrato per la prima volta con le ultime elezioni politiche, non è certamente estraneo al mondo della politica italiana. Nato a Montevideo (Uruguay) il 10 aprile 1949, il neo Sottosegretario è laureato in Scienze Paolo Gentiloni Politiche ed è giornalista professionista. Conosce quindi il mondo dell’editoria e i suoi variegati 2 SCADENZE ROC 30 GIUGNO: Comunicazione Annuale 31 LUGLIO: Informativa Economica di Sistema (vedere a pagina 13)
Articoli e notizie di questo Notiziario possono essere liberamente riprodotti citandone la fonte. Se ne raccomanda, anzi, la massima diffusione da parte di tutti i periodici associati all’USPI, nell’interesse della categoria QUESTO NOTIZIARIO VIENE SPEDITO AGLI ASSOCIATI USPI IN REGOLA CON IL VERSAMENTO DELLE QUOTE
Nominati i referenti per l’editoria del nuovo governo Prodi aspetti e problematiche. Cinquantasette anni, discendente di una ricca famiglia di armatori ebrei di origini emiliane con fazendas in America Latina ove è nato (e per questo si chiama Ricardo, alla castigliana), Levi è stato infatti giornalista economico al “Corriere della Sera” e fondatore, nel 1992, del quotidiano “L’Indipendente”. Nel 1996, durante il primo governo Prodi, lo ritroviamo a Palazzo Chigi come portavoce del Presidente del Consiglio; poi, dopo la caduta del governo, seguì il Professore a Bruxelles nei suoi cinque anni da Presidente della Commissione Europea, dapprima come portavoce e poi con l’incarico della direzione della cosiddetta cellula di prospettiva (un “pensatoio” o ufficio studi, ideato da Jacques Delors a metà degli anni ’80) elevato per l’occasione al rango di “Consiglio economico e sociale”, con compiti di riflessione e monitoraggio con l’obiettivo di assistere l’Esecutivo nella elaborazione e attuazione delle politiche comunitarie. Quale ultima mansione, prima della nomina a Sottosegretario, Levi ha svolto l’incarico per il centro-sinistra di negoziare per la scelta del nuovo Capo dello Stato.
1
***** Certamente più noto al grande pubblico è il nuovo Ministro per le Comunicazioni, On. Paolo Gentiloni, da diversi anni persona di spicco della vita politica italiana. Nato a Roma il 22 novembre 1954, Gentiloni è laureato in Scienze Politiche e giornalista professionista dal 1990.
Circolare 16 marzo 2006, n. 3/2006 del Ministero per i beni e le attività culturali
RIVISTE DI ELEVATO VALORE CULTURALE: DOMANDA CONTRIBUTI ENTRO IL 30/6 Ricordiamo agli editori interessati che il 30 giugno p.v. scade il termine per la presentazione delle domande di contributo per le riviste di elevato valore culturale edite nell’anno 2005. Sulla Gazzetta Ufficiale n. 70 del 24 marzo scorso, infatti, è stata pubblicata la Circolare 16 marzo 2006, n. 3/2006, del Ministero per i beni e le attività culturali, attuativa dell’articolo 25 della legge 416/81 e del DPR 2/5/83, n. 254. Tutta la normativa, il questionario, l’elenco della documentazione con 2
E’ stato direttore del mensile di Legambiente “La Nuova Ecologia” dal 1984 al 1993. Ha ricoperto il ruolo di portavoce di Francesco Rutelli, quando era sindaco della Capitale ed, in seguito, ha assunto l’incarico di Assessore al Turismo e al Giubileo del comune di Roma. Deputato della Margherita dal giugno 2001, responsabile della Comunicazione dello stesso partito, il neo Ministro è stato membro della Commissione permanente Trasporti, poste e telecomunicazioni della Camera dei Deputati e capogruppo nella Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la Vigilanza dei servizi radiotelevisivi, diventandone poi il Presidente (uscente). Gli associati dell’USPI ricordano la sua partecipazione e il suo intervento al Congresso per i cinquant’anni della nostra Unione (“Stampa periodica: il futuro dalla storia” - giugno 2003), nel quale Gentiloni ha analizzato il fenomeno delle concentrazioni delle risorse pubblicitarie a scapito della stampa soprattutto periodica e la necessità di individuare e sancire regole e responsabilità per Internet, con la certezza che lo sviluppo informatico dell’informazione non riuscirà a mortificare i buoni prodotti editoriali. ***** Poche parole servono per presentare il nuovo Ministro per i Beni e le Attività Culturali, On. Francesco Rutelli. Nato a Roma il 14 giugno 1954, maturità
le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà da allegare alla domanda, sono stati pubblicati sul numero 5 Maggio 2006 di questo Notiziario, scaricabile anche dal nostro sito www.uspi.it, Area riservata. Si rammenta, inoltre, che (come già anticipato sul numero di gennaio del Notiziario USPI) a seguito di quanto disposto all’articolo 1, comma 15, della legge 266/2005 (Finanziaria 2006) il Fondo istituito per la concessione del contributo è confluito in un “Fondo unico per i trasferimenti correnti alle imprese” e l’importo corrispondente è stato ridotto, per l’esercizio finanziario 2006, di più di un quarto, passando dai 2.065.828,00 euro degli anni decorsi, agli attuali 1.456.000,00. La domanda per la concessione dei contributi (relativi all’esercizio finanziario 2005), in regola con le norme sul bollo, da pre-
classica e giornalista pubblicista. Nel 1997 ha ricevuto la laurea honoris causa in Legge dell’Università John Cabot di Roma. Segretario del Partito Radicale dall’80 all‘89, fu coordinatore nazionale della Federazione dei Verdi e nel 1999 tra i fondatori de I Democratici e leader politico nelle elezioni del 2001. Già Sindaco di Roma nel 1993 e rieletto nel 1997, nel 1999 fu eletto al Parlamento Europeo. Nell’attuale governo Rutelli concentra in sè la carica di Vice Presidente del Consiglio dei Ministri Francesco Rutelli con quella di Ministro dei Beni Culturali. ***** All’appello manca ancora la nomina del nuovo Capo del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il Governo ha novanta giorni di tempo dal suo insediamento per emanare i decreti di nomina dei nuovi Dirigenti Generali, e scegliere quindi il successore del Prof. Mauro Masi che per più di due legislature ha ricoperto l’incarico. Al momento di andare in stampa il problema non è stato ancora affrontato. E’ possibile anche una nuova nomina del Prof. Masi, già Segretario Generale della Presidenza del Consiglio, ma tutto dipenderà dai nuovi incarichi che Masi andrà a ricoprire nella legislatura appena iniziata.
sentarsi per ogni rivista concorrente dalle imprese editoriali proprietarie delle testate o comunque dai proprietari o legali rappresentanti delle pubblicazioni, dovrà essere inoltrata al “Ministero per i beni e le attività culturali - Dipartimento per i beni archivistici e librari - Direzione generale per i beni librari e gli istituti culturali - Istituto per il libro” - Via dell’Umiltà n. 33 - 00187 Roma, entro e non oltre il 30 giugno 2006. Detta domanda dovrà essere accompagnata dal questionario redatto secondo il modello di cui all’allegato A alla Circolare ministeriale, dai fascicoli pubblicati nell’anno precedente, da spedirsi anche separatamente dalla domanda, e corredata dalla documentazione di cui all’allegato B. Ricordiamo, da ultimo, che l’iscrizione al ROC costituisce requisito indispensabile per l’accesso alle provvidenze previste dalla legge 416/1981. Notiziario USPI n° 5/2006
APERTE LE ISCRIZIONI AL XIX STAGE PER OPERATORI EDITORIALI DELLA STAMPA PERIODICA (URBINO 17 - 22 SETTEMBRE 2006) ’USPI ha indetto la XIX edizione dello stage residenziale per operatori editoriali della stampa periodica. Il corso, che si avvarrà della direzione scientifica della prof.ssa Graziella Mazzoli, Direttore IFG - Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino, si rivolge essenzialmente a editori e/o direttori di periodici di piccola e media tiratura o a giovani editori che intendano affrontare il mercato della stampa periodica. Ai partecipanti che avranno seguito almeno 3/4 delle lezioni, verrà rilasciato un attestato di frequenza. Segreteria ed informazioni: USPI, Viale B. Bardanzellu n. 95, 00155 ROMA, Tel. 06.407.13.88 – 06.406.59.41 (anche fax) E-mail: uspi@uspi.it
L
QUOTA DI ISCRIZIONE E DI FREQUENZA
LA PRENOTAZIONE
I partecipanti devono aver compiuto 18 anni. L’intera quota di partecipazione, pari a € 550,00, comprende la tassa d’iscrizione di € 250,00 per spese di organizzazione e attrezzature, e un contributo alle spese per docenti e frequenza di € 300,00. La quota di frequenza comprende la pensione completa in collegio universitario (vitto e alloggio in camera singola con servizio privato e doccia) dalla cena del primo giorno al pranzo dell’ultimo giorno, nonché le dispense ed i sussidi didattici.
La partecipazione va prenotata entro il 20 luglio 2006 inviando all’USPI, con assicurata convenzionale (o a mano), il seguente tagliando debitamente compilato ed un assegno bancario o circolare non trasferibile di € 250,00, intestato all’USPI, a titolo di quota d’iscrizione. La restante quota di frequenza di € 300,00 dovrà essere spedita all’USPI, sempre con assicurata convenzionale, a mezzo assegno bancario o circolare non trasferibile entro il 21 agosto 2006.
Non sono praticabili riduzioni né agli eventuali accompagnatori né agli “uditori”.
Il versamento della quota complessiva di € 550,00 può essere effettuato anche mediante unico versamento.
PROGRAMMA
Graziella Mazzoli
Raimondo Giglio
Domenica, 17 settembre Pomeriggio: arrivi e sistemazioni nel Campus Scientifico ex Sogesta dell’Università di Urbino (possibilità di parcheggio). Presentarsi in portineria per la registrazione e l’assegnazione della stanza.
ore 11.30 - LA LEVA DEL MARKETING, OPPORTUNITA’ PER LA CRESCITA DEGLI EDITORI (Dr. Guido MASNATA, Direttore Generale di Promedia Expert)
Lunedì, 18 settembre ore 9.30 - RELAZIONE DEL DIRETTORE SCIENTIFICO DELLO STAGE (Prof.ssa Graziella MAZZOLI, Direttore dell’I.F.G., Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino) ore 11.00 - “CODICE” DELLA PRIVACY, IMPLICAZIONI PER EDITORI E GIORNALISTI (Dr. Mario De Bernart, Dirigente Servizio Relaz. Istituz. dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali) ore 15.00 - IL LAVORO SUBORDINATO NELL’EDITORIA PERIODICA, ALLA LUCE DEL RINNOVATO CCNL DELLA COMUNICAZIONE USPI-UNIGEC/CONFAPI (Dr. Raimondo GIGLIO, Componente Commissione Tecnica Sindacale UNIGEC/CONFAPI) ore 16.30 - IL LAVORO PARASUBORDINATO DOPO LA “LEGGE BIAGI”: CONTRATTI A PROGETTO, CO.CO.CO. GIORNALISTICHE E DIRETTORI RESPONSABILI (Dr. Giancarlo CINOGLOSSI, V. Presidente della Giunta Esecutiva dell’USPI, Direttore Responsabile del “Notiziario USPI”) ore 18.00 - Incontro di presentazione dei partecipanti e delle testate rappresentate
Presso la “Biblioteca Informatica” dell’ERSU (URBINO, Palazzo “Corboli”, Via Veneto 41) ore 15.00 - I PERIODICI ON LINE, NORMATIVA ATTUALE E PROSPETTIVE PER L’EDITORIA DIGITALE (Daniele BIANCHI, Amministratore Delegato della Promotion Digitale S.r.l., Società specializzata in Comunicazione Elettronica)
Martedì, 19 settembre ore 9.30 - DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA, DIRITTO DI RETTIFICA E RESPONSABILITA’ CIVILI E PENALI DELL’EDITORE E Luca DEL DIRETTORE DEL PERIODICO Boneschi (Avv. Luca BONESCHI, componente dell’A.G.I. Associazione Giuslavoristi Italiani, Direttore Responsabile della rivista “Il Diritto dell’Informazione e dell’Informatica”) ore 11.30 - IL DIRITTO D’AUTORE NELL’EDITORIA, NORMATIVA VIGENTE (Avv. Luca BONESCHI) ore 15.00 - I FATTORI DI CRESCITA DELLA STAMPA QUOTIDIANA E PERIODICA (Avv. Francesco Saverio VETERE, Segretario Generale dell’USPI;Avv. Francesco Fabrizio CAROTTI, Direttore Generale FIEG) Saverio Vetere ore 16.30 - GIORNALISMO D’INCHIESTA E STAMPA “POPOLARE” (Brunetto FANTAUZZI, Scrittore e giornalista, Direttore Responsabile di diversi periodici di informazione “popolare”) ore 17.30 - IL REGISTRO DEGLI OPERATORI DI COMUNICAZIONE (R.O.C.) E L’ATTIVITA’ DELL’AUTHORITY DI SETTORE (Dr. Sebastiano SORTINO, Commissario Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni)
Paolo Di Benedetto
Mercoledì, 20 settembre ore 9.30 - LA RACCOLTA PUBBLICITARIA, UNA RISORSA DA SVILUPPARE (Dr. Paolo DI BENEDETTO, Direttore Generale di Promedia 2000)
Mario De Bernart
Daniele Bianchi
Piergiorgio Sposato
Fabrizio Carotti
Concetto Pallante
Giovedì, 21 settembre I PERIODICI E I CANALI DISTRIBUTIVI ore 9.30 - IL CANALE POSTALE: MODALITA’ E COSTI PER LA SPEDIZIONE DEI PERIODICI (Dr.Vittorio VOLPI, Funzionario USPI) ore 11.00 - IL RUOLO DEL DISTRIBUTORE NAZIONALE (Dr. Tiziano BIENATI, già Direttore Generale dell’ADN, Associazione Distributori Nazionali) ore 12.00 - IL COMPITO DEL DISTRIBUTORE LOCALE (Avv. Piergiorgio SPOSATO, Consulente A.NA.DI.S., Associazione Nazionale Distributori Stampa) ore 15.00 - LA VENDITA DEI PERIODICI NELLE EDICOLE (Ermanno ANSELMI, Segretario Generale del SI.NA.G.I.-CGIL Sindacato Nazionale Giornalai) ore 16.30 - IL NUOVO “ACCORDO NAZIONALE” SULLA VENDITA DI GIORNALI QUOTIDIANI E PERIODICI (Dr.Renato SALVETTI,Direttore FIEG-Sede Milano) Venerdì, 22 settembre ore 9.30 - IL PARTICOLARE REGIME IVA E LA DISCIPLINA FISCALE DEL SETTORE EDITORIALE (Rag. Concetto PALLANTE, Consulente fiscale dell’USPI) ore 11.30 - IL CREDITO DI IMPOSTA PER GLI INVESTIMENTI IN PUBBLICITA’ SUI PERIODICI ASSOCIATI USPI (Dr. Daniele LONGO, Funzionario USPI) ore 12.30 - Consegna degli attestati di frequenza ore 13.30 - Pranzo – Partenze I docenti, dopo l’esposizione degli argomenti, sono a disposizione dei partecipanti per consulenze su quesiti. Coordinamento e Segreteria: Dr. Daniele Longo
Guido Masnata
Vittorio Volpi
Tiziano Bienati
Ermanno Anselmi
Daniele Longo
...............................TAGLIARE E SPEDIRE ENTRO IL 20 LUGLIO 2006............................ All’USPI – UNIONE STAMPA PERIODICA ITALIANA Segreteria del XIX Stage per operatori editoriali Viale B. Bardanzellu, 95 – 00155 ROMA Il sottoscritto............................................................................................................................................ in qualità di editore/collaboratore del periodico ................................................................................................................... prenota la sua partecipazione al XIX Stage residenziale per operatori editoriali della stampa periodica che si svolgerà presso l’Università di Urbino dal 17 al 22 settembre 2006. Allega € 250,00 per quota d’iscrizione, con riserva d’inviare la quota di frequenza di € 300,00 entro il 21 agosto p.v.. Allega € 550,00 quale quota complessiva di partecipazione. Indirizzo......................................................................................................................................................................................................................(città, via, c.a.p.) Recapito telefonico/fax/email..........................................................................................................................firma leggibile.............................................................
Notiziario USPI n° 6/2006
3
L’INDIVIDUAZIONE DELLE MEDIE IMPRESE AI FINI DELL’APPLICAZIONE DEL CONTRATTO USPI-CONFAPI Il 13 maggio 1996 segnò la prima tappa del processo di contrattualizzazione avviato come fattore di chiarezza nei rapporti di lavoro delle aziende piccole e medie del comparto USPI. In quella data, infatti, l’USPI firmò per adesione il contratto 1996-2000 stipulato dall’UNIGEC/CONFAPI con le Federazioni aderenti alla CGIL, CISL e UIL. Quel Contratto riguardò “i dipendenti delle piccole e medie aziende grafiche, editoriali ed affini”. Il successivo Contratto 20012004, interpretando gli intervenuti sviluppi tecnologici ed editoriali - quali l’avvento dei periodici elettronici - assunse una più attuale denominazione della sua sfera di applicazione poiché interessò “i dipendenti delle piccole e medie aziende della Comunicazione, dell’Informatica e dei servizi innovativi”. Il nuovo Contratto 20052009 (a cui abbiamo dedicato il precedente numero speciale di maggio di questo “Notiziario”) al pari del precedente Contratto riguarda “le piccole e medie aziende della comunicazione”. Non vi è dubbio quindi che il nuovo Accordo sia applicabile al personale dipendente sia da piccole aziende o microaziende che da medie aziende editrici di periodici. Ma quali sono i criteri che individuano l’azienda editrice di media grandezza? In sintesi, un recente Decreto del Ministro delle Attività produttive ha così dettato i nuovi criteri di individuazione della dimensione delle imprese in applicazione di una direttiva europea: a) le MEDIE IMPRESE hanno meno di 250 occupati e un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro (oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 43 milioni di euro); b) le PICCOLE IMPRESE hanno meno di 50 occupati e un fatturato annuo (oppure un totale di bilancio annuo) non superiore a 10 milioni di euro; c) le MICRO-IMPRESE hanno meno di 10 occupati e un fatturato annuo (o un totale di bilancio annuo) non superiore a 2 milioni di euro. I due requisiti sono cumulativi, ossia devono sussistere entrambi. Il comma 5 dell’articolo 2 del decreto dà anche alcune definizioni su cosa debba intendersi per fatturato; totale di bilancio; occupati (dipendenti dell’impresa a tempo indeterminato, determinato, a tempo parziale e stagionali). Il decreto ministeriale riporta in allegato alcuni schemi che agevolano la determinazione della dimensione aziendale e specifica inoltre i concetti di “imprese autonome”, Notiziario USPI n° 6/2006
“imprese associate” e “imprese collegate”. Questi i riferimenti normativi delle richiamate disposizioni. Il citato Decreto 18 aprile 2005 del Ministro delle Attività Produttive, Marzano, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 238 del 12 ottobre scorso e chiarisce le modalità di applicazione dei criteri da utilizzare per il calcolo della dimensione delle imprese, così come definiti dalla “Raccomandazione della Commissione Europea 2003/361/CE” del 6 maggio 2003 (relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese), pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Unione europea, legge n. 124 del 20 maggio 2003, che sostituisce a decorrere dal 1° gennaio 2005 la precedente raccomandazione della Commissione europea del 1996. Il decreto ministeriale ha particolare riguardo alla concessione di aiuti alle attività produttive ma ha anche una valenza più generale e si applica alle imprese operanti in tutti i settori produttivi. Ricordiamo che il Decreto 18 aprile 2005 del Ministro delle Attività produttive è stato integralmente pubblicato sul numero 11 di Novembre 2005 di questo “Notiziario” alle pagine 10,11 e 12. Qui ne riproponiamo solo uno stralcio, quello più attinente all’argomento trattato in questo articolo. MINISTERO DELLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE DECRETO 18 aprile 2005 Adeguamento alla disciplina comunitaria dei criteri di individuazione di piccole e medie imprese. Articolo 1 1. Il presente decreto fornisce le necessarie indicazioni per la determinazione della dimensione aziendale ai fini della concessione di aiuti alle attività produttive e si applica alle imprese operanti in tutti i settori produttivi. Articolo 2 l. La categoria delle microimprese, delle piccole imprese e delle medie imprese (complessivamente definita PMI) è costituita da imprese che: a) hanno meno di 250 occupati, e b) hanno un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro, oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 43 milioni di euro. 2. Nell’ambito della categoria delle PMI, si
definisce piccola impresa l’impresa che: a) ha meno di 50 occupati, e b) ha un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 10 milioni di euro. 3. Nell’ambito della categoria delle PMI, si definisce microimpresa l’impresa che: a) ha meno di 10 occupati, e b) ha un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro. 4. I due requisiti di cui alle lettere a) e b) dei commi l, 2 e 3 sono cumulativi, nel senso che tutti e due devono sussistere. 5. Ai fini del presente decreto: a) per fatturato, corrispondente alla voce A.l del conto economico redatto secondo le vigenti norme del codice civile, s’intende l’importo netto del volume d’affari che comprende gli importi provenienti dalla vendita di prodotti e dalla prestazione di servizi rientranti nelle attività ordinarie della società, diminuiti degli sconti concessi sulle vendite nonché dell’imposta sul valore aggiunto e delle altre imposte direttamente connesse con il volume d’affari; b) per totale di bilancio si intende il totale dell’attivo patrimoniale; c) per occupati si intendono i dipendenti dell’impresa a tempo determinato o indeterminato, iscritti nel libro matricola dell’impresa e legati all’impresa da forme contrattuali che prevedono il vincolo di dipendenza, fatta eccezione di quelli posti in cassa integrazione straordinaria. 6. Fatto salvo quanto previsto per le nuove imprese: a) il fatturato annuo ed il totale di bilancio sono quelli dell’ultimo esercizio contabile chiuso ed approvato precedentemente la data di sottoscrizione della domanda di agevolazione; per le imprese esonerate dalla tenuta della contabilità ordinaria e/o dalla redazione del bilancio le predette informazioni sono desunte, per quanto riguarda il fatturato dall’ultima dichiarazione dei redditi presentata e, per quanto riguarda l’attivo patrimoniale, sulla base del prospetto delle attività e delle passività redatto con i criteri di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1974, n. 689, ed in conformità agli articoli 2423 e seguenti del codice civile; b) il numero degli occupati corrisponde al numero di unità-lavorative-anno (ULA), cioè al numero medio mensile di dipendenti occupati a tempo pieno durante un anno, mentre quelli a tempo parziale e quelli stagionali rappresentano frazioni di ULA. Il periodo da prendere in considerazione è quello cui si riferiscono i dati di cui alla precedente lettera a). 5
Una delibera del Garante per la protezione dei dati personali QUANDO LA FINALITA’ GIORNALISTICA SUPERA IL CONCETTO DI PRIVACY iportiamo l’ordinanza emessa l’8 febbraio scorso dal Garante per la privacy su un caso che vedeva in conflitto il trattamento di dati personali per finalità giornalistiche con la necessaria tutela della privacy delle persone citate nell’articolo oggetto del ricorso al Garante. Nel caso in questione, l’Autorità ha rilevato che il trattamento di dati personali per finalità giornalistiche può essere esercitato legittimamente anche senza il consenso degli interessati, se “risulta rispettato il principio dell’essenzialità dell’informazione riguardo a fatti di interesse pubblico, in ragione sia della originalità del fatto, sia della qualificazione dei protagonisti”. Il Garante ha anche ribadito la propria non competenza in merito alla richiesta di risarcimento danni avanzata dalla parte ricorrente, precisando che tale richiesta, ove ne sussistano i presupposti, deve essere proposta solo dinanzi all’autorità giudiziaria ordinaria. Ecco l’ordinanza con il racconto dei fatti accaduti:
Visto il ricorso pervenuto al garante il 3 ottobre 2005, presentato dai medesimi interessati nei confronti di HH in qualità di editore del periodico “Y”, del suo direttore responsabile e di JJ giornalista della medesima testata, con il quale i ricorrenti nel lamentare il mancato idoneo riscontro alla propria istanza e l’illiceità del trattamento, hanno riproposto la propria richiesta chiedendo, tra l’altro, il risarcimento del danno e di porre a carico della controparte le spese sostenute per il procedimento;
IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI
Visto le memorie inviate il 2 e il 7 dicembre 2005 con le quali la società resistente titolare del trattamento, insieme al direttore responsabile della citata testata giornalistica e alla giornalista JJ, hanno ritenuto lecito il trattamento dei dati personali dei ricorrenti, affermando che le informazioni relativi ai redditi percepiti (nonché l’indicazione di nome cognome, data di nascita e attività lavorativa esercitata) erano all’epoca disponibili al pubblico e che le stesse sono state riportate dal periodico rispettando i principi del diritto di cronaca. Ciò, tenendo conto che “l’aver esplicitato il rapporto di parentela tra ZZ e XX è di assoluta rilevanza nell’articolo”, dal momento che “facendo la somma dei loro redditi è evidente che superano di gran lunga il primo classificato delle Valli”;
R
Nella riunione odierna (8/02/06 - n.d.r.), in presenza del Prof. Francesco Pizzetti, Presidente, del dr. Giuseppe Chiaravalloti, Vice Presidente, del dr. Mauro Paissan e del dr. Giuseppe Fortunato, componenti e del dr. Giovanni Buttarelli, Segretario Generale; Vista l’istanza con la quale ZZ e XX, ai sensi degli articoli 7 e 8 del codice in materia di protezione dei dati personali (decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196), hanno chiesto al direttore responsabile del giornale “Y” e alla giornalista JJ di cancellare dai propri archivi alcuni dati personali che li riguardano trattati in occasione della pubblicazione di un articolo relativo alle persone abitanti nelle valli.... che avevano dichiarato i redditi più alti nell’anno di imposta 1999; Rilevato che, in particolare, gli interessati hanno contestato la liceità del trattamento delle informazioni relative all’esistenza del rapporto di coniugio, pubblicate senza il loro consenso, nonchè alcune espressioni utilizzate dalla giornalista, che, con commento ritenuto sgradevole, definiva gli interessati “coppia d’oro” della valli... e si riferiva al signor ZZ attribuendogli la “medaglia di legno”, “in ordine alla 4a posizione nell’ideale classifica reddituale” stilata nel medesimo articolo; 6
Visti gli ulteriori atti di ufficio e in particolare la nota del 15 novembre 2005 con la quale questa autorità ai sensi dell’art. 149, comma 1, del codice in materia di protezione dei dati personali (decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196), ha invitato il titolare del trattamento a fornire riscontro alle richieste dei ricorrenti, nonché la successiva nota del 14 dicembre 2005 con la quale è stata disposta la proroga del termine per la decisione sul ricorso;
Rilevato che in relazione alle contestate espressioni “di colore” utilizzate nell’articolo, il titolare del trattamento ha fatto notare che “commenti e opinioni del giornalista appartengono alla libertà di informazione nonché alla libertà di parola e di pensiero costituzionalmente garantita a tutti” (confronta art. 6, comma 3 del codice di deontologia, relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica, G.U. 3 agosto 1998, n. 179); Viste le memorie del 7 dicembre 2005 e 5 gennaio 2006 con cui i ricorrenti hanno ribadito di non ritenere lecita la pubblica-
zione dell’informazione relativa al loro rapporto di coniugio e hanno sollecitato la cancellazione dei dati; Vista la memoria del 5 gennaio 2006 nella quale la resistente ha argomentato nuovamente circa la liceità del trattamento effettuato, chiedendo il rigetto del ricorso e di porre le spese di procedimento a carico dei ricorrenti; Rilevato che il trattamento di dati personali per finalità giornalistica, disciplinato dagli articoli 136 e seguenti del codice, può essere effettuato lecitamente anche senza il consenso degli interessati e che, nel caso di specie, risulta rispettato il principio dell’essenzialità dell’informazione riguardo a fatti di interesse pubblico, in ragione sia della originalità del fatto, sia della qualificazione dei protagonisti (art. 6, comma 1, del citato codice di deontologia); Ritenuto, pertanto, di dover dichiarare infondato il ricorso in ordine alla richiesta di cancellazione dei dati; Rilevato che tale dichiarazione lascia impregiudicata la facoltà dei ricorrenti di far valere in altra sede, ove ne ricorrano i presupposti, i loro diritti in ordine alle espressioni e commenti da essi contestati; Ritenuto di dover dichiarare inammissibile la richiesta di risarcimento dei danni che deve essere avanzata, ove ne ricorrano i presupposti, solo dinanzi alla autorità giudiziaria ordinaria, non avendo questa autorità competenza in merito; Ritenuto, infine, che sussistono giusti motivi per compensare fra le parti le spese; Visti gli articoli 145 e seguenti del codice in materia di protezione dei dati personali (decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196); Relatore il dr. Chiaravalloti; TUTTO CIÒ PREMESSO IL GARANTE a) dichiara infondata la richiesta di cancellazione dei dati formulata dai ricorrenti; b) dichiara inammissibile la richiesta di risarcimento del danno; c) dichiara compensate le spese tra le parti. ____________ Come dire... quando la privacy viene invocata a sproposito. Notiziario USPI n° 6/2006
LE QUOTE ASSOCIATIVE USPI
per l’anno 2006 L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2006 versando la relativa quota associativa, lungi dal corrispondere ad una rituale formalità, risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche publiche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - copia gratuita della XIII edizione della “Guida della Stampa Periodica” (volume + CD) - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura. Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2006 (e comprensive del costo del “Notiziario USPI”) sono le seguenti:
Per le testate (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge)
da da da da da
1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su
€ € € € €
200,00 625,00 1.200,00 2.400,00 3.650,00
OFFERTA RINNOVO ISCRIZIONE 2006: con soli 6 euro, in aggiunta alla quota associativa, riceverete direttamente al vostro domicilio la XIII Ediz. della “Guida della Stampa Periodica” 2005/2006 (volume + CD). Nella causale di versamento specificare dettagliatamente: “Quota associativa USPI 2006 + Guida Stampa Periodica”.
Quota d’iscrizione (“una tantum” per le testate che si iscrivono per la prima volta): - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie
€
90,00
- Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie
€
170,00
€ €
210,00 320,00
Per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI
Il versamento della quota associativa con il supplemento di 6 euro può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano,Agenzia 257,Via Franceschini n. 58 - Roma, CIN: U ABI: 05584 - CAB: 03206 - c/c: 000000004977 (intestato USPI), ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI.
ATTENZIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.
INPGI 2 - ISTRUZIONI PER L’USO Riportiamo dal sito INPGI la disciplina dell’iscrizione dei redattori co.co.co. (iscritti all’Ordine dei giornalisti) alla gestione separata dell’Istituto. er i giornalisti l’obbligo dell’iscrizione alla Gestione previdenziale separata per il lavoro autonomo è indicata dall’art. 6 del decreto legislativo 103/96 (comma 1, lettera a) e riguarda tutti i giornalisti iscritti all’Ordine, anche se già dispongano di una posizione previdenziale derivante da un rapporto di lavoro subordinato (giornalistico o non giornalistico) o se già godano di una pensione. In particolare sono tenuti all’iscrizione tutti coloro che: 1. svolgano attività giornalistica professionale autonoma (il classico freelance); 2. svolgano attività giornalistica autonoma sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa; 3. svolgano attività giornalistica autonoma occasionale.
P
Deroghe in relazione all’età - I giornalisti che abbiano compiuto il sessantacinquesimo anno di età hanno la facoltà, ma non l’obbligo, di iscriversi alla Gestione separata. Inoltre se, dopo essersi iscritto alla Gestione separata, un giornalista compirà il 65° anno di età senza aver maturato il diritto a pensione, potrà interrompere l’iscrizione richiedendo la restituzione dei contributi versati. Ammontare del contributo - Il decreto legislativo 103/96 ha fissato due tipi di contributo, ai quali l’Inpgi si è attenuto: 1. uno “soggettivo”, (a carico del giornalista e detraibile dalle tasse) che la stessa legge lega al reddito netto professionale fiscalmente dichiarato o accertato, che in fase di prima applicazione è pari ad un’aliquota del 10%; 2. l’altro “integrativo” pari al 2% del fatturato lordo e che deve essere riscosso dal giornalista all’atto del pagamento delle collaborazioni rese all’editore. Pagamento dei contributi - E’ l’iscritto alla Gestione separata Inpgi a dover provvedere direttamente al versamento, in relazione a quanto avrà denunciato al Fisco per lavoro giornalistico autonomo. Prestazioni - l’Inpgi anche per questa forma di Gestione previdenziale separata provvederà ad erogare: 1) la pensione di vecchiaia; 2) la pensione di invalidità; 3) la pensione di reversibilità o indiretta; 4) l’indennità di maternità. Tutte le prestazioni, ad eccezione dell’in8
dennità di maternità, saranno determinate secondo il sistema contributivo e dunque con stretta corrispondenza ai contributi versati negli anni. Dopo la nascita della Gestione separata è stata da molti rappresentata l’esigenza di tenere conto dei problemi della fascia più debole della categoria, ossia di coloro che dispongono di redditi molto bassi, addirittura inferiori a 5 milioni annui. Pur ribadendo che interesse di ogni collaboratore autonomo è di maturare a proprio nome un consistente “castelletto” contributivo il quale gli consenta di costruire un trattamento pensionistico di buon livello, ci siamo posti l’esigenza di dare con immediatezza, per il futuro, una risposta alle esigenze manifestate. Di conseguenza nel dicembre ’97 il Comitato amministratore deliberava di ridurre il pregresso contributo minimo annuo da L. 650.000 a L. 200.000, di cui L. 125.000 a titolo di contributo soggettivo e L. 25.000 a titolo di contributo integrativo; rimaneva invariato a L. 50.000 l’importo del contributo dovuto per la maternità. Il 22 gennaio 1998 i Ministeri vigilanti comunicavano all’Inpgi l’approvazione del provvedimento di riduzione del contributo minimo annuo (da pagarsi entro il 30 settembre di ogni anno) da L. 650.000 a L. 200.000, limitandone tuttavia la decorrenza a partire dal 1° gennaio 1998. Quindi, per gli anni ’96 e ’97 il contributo minimo è rimasto a 650.000 lire annue. Per il 1998-1999 era di 200.000 lire, e per il 2000 è pari a 200.800 lire. Corresponsione da parte delle aziende del contributo integrativo (2 per cento) sulle collaborazioni In base alla legge (decreto legislativo 103/96) dalla quale ha origine la Gestione separata, è il giornalista collaboratore autonomo, che ha il compito di farsi corrispondere dal committente (l’editore) il 2 per cento sul compenso lordo della collaborazione. Tale somma, assieme al 10 per cento (che è a carico del giornalista), dovrà essere versato all’Istituto a cura dello stesso iscritto. L’USPI ha dato notizia di questa disciplina alle Aziende associate ricordando che il 2 per cento a carico degli editori, e relativo alle collaborazioni correnti, debba essere
corrisposto al giornalista contestualmente al pagamento a fronte della presentazione della fattura o di un documento alternativo. Infatti l’art. 8, 2° comma, del decreto legislativo 103/96 dispone che il contributo previdenziale del 2% del fatturato lordo è a carico del committente ed è riscosso direttamente dal giornalista all’atto del pagamento, per poi versarlo in favore dell’INPGI. LAVORO GIORNALISTICO DIPENDENTE E COLLABORAZIONE AUTONOMA Il discrimine tra lavoro giornalistico subordinato e collaborazione autonoma è dato dall’assoggettamento del giornalista ai poteri direttivi e disciplinari dell’azienda editrice. Tuttavia - ha rilevato la Cassazione Lavoro con sentenza del 9.4.2004, n. 6983 - considerate le peculiari caratteristiche del rapporto di lavoro giornalistico, in virtù dell’elevato apporto intellettuale che lo caratterizza, tali criteri devono necessariamente essere affiancati dalla valutazione della continuità e responsabilità del servizio. Questi elementi sono certamente configurabili laddove il giornalista svolga con continuità la trattazione di argomenti specifici o particolari filoni informativi con buon grado di autonomia e rimanga a disposizione dell’editore anche nell’intervallo tra una prestazione e l’altra. In senso esattamente conforme, Cass. n. 10086, 27 settembre 1991: «Per la sussistenza di lavoro subordinato nell’attività giornalistica, in cui l’elemento della subordinazione risulta attenuato, prevalendo quello della collaborazione, sono aspetti qualificanti la continuità e responsabilità del servizio, che ricorrono quando il giornalista abbia l’incarico di trattare in via continuativa un argomento o un settore di informazione e metta costantemente a disposizione la sua opera, nell’ambito delle istruzioni ricevute, non rilevando in contrario né la commisurazione della retribuzione alle singole prestazioni, né l’eventuale collaborazione del giornalista ad altri giornali, né la circostanza che l’attività informativa sia soltanto marginale rispetto ad altre diverse svolte dal datore di lavoro e impegni il giornalista per un limitato numero di ore giornaliere». Secondo la Cassazione, pertanto, anche se per sua natura nell’attività giornalistica, in virtù dell’elevato impegno intellettuale che la caratterizza, prevale il regime della collaborazione, non si può escludere la sussistenza di lavoro subordinato in presenza di continuità del lavoro svolto (ad es. tenuta di una rubrica fissa) o di responsabilità affidata al giornalista, nell’ambito delle istruzioni dell’editore, a trattare in via continuativa un settore di informazione, non rilevando né la retribuzione per le singole prestazioni né la collaborazione ad altri giornali. Notiziario USPI n° 6/2006
“QUANDO LE OPINIONI OSCURANO LE NEWS” di Michele Urbano, Direttore Responsabile del periodico “Giornalisti”
dialogando dialogando Pubblichiamo, con la cortese autorizzazione dell’autore, il brillante articolo del direttore Michele Urbano apparso sul numero 3 - maggio/giugno 2006 - di “Giornalisti”, bimestrale edito dall’Associazione Giornalisti fondata dal Consiglio Nazionale dell’ordine dei giornalisti, Federazione nazionale della stampa, Inpgi e Casagit per veicolare al meglio le informazioni ai propri iscritti. Che rapporto esiste e chi prevale tra il diritto ad una libera informazione e l’esercizio del diritto di critica politica nei giornali italiani? Ecco le argute considerazioni del direttore Urbano. L’opinionismo o - come lo chiamano i sociologi della comunicazione - il giornalismo partigiano, non è fenomeno nuovo. Ha spiegazioni storiche ed economiche. Con il crollo dell’assolutismo in Europa si verificò un autentico fiorire di giornali che esprimevano la primavera della democrazia. E’ fisiologico che l’esercizio del diritto di critica politica si accompagni al diritto a
Perché molti sedicenti scrittori coltivano la manìa di far stampare libri che nessuno leggerà? Cosa spinge questi commoventi grafomani a farsi spillare quattrini da editori disinvolti, specializzati nella stampa di volumi che non raggiungeranno mai il mercato o che, comunque, sono invendibili? Uno spaccato molto rappresentativo della realtà è offerto da uno studio di “Messaggerie Libri” (17 milioni di copie vendute nel 2005): l’80,7% dei titoli vende in libreria meno di 500 copie. Manìa di protagonismo? In effetti moltissimi aspiranti narratori prediligono temi autobiografici come la propria vita, la propria famiglia, un amore giovanile, la storia del paese natìo. Oppure sono spinti dalla speranza di far colpo sugli amici ai quali regaleranno il libro con una dedica ampollosa?
Notiziario USPI n° 6/2006
un’informazione senza bavagli. L’uno non può stare senza l’altro. Sono complementari. Ma hanno funzioni diverse, perfino contrastanti. La politica vive di tesi ideali. L’informazione di fatti reali. La distinzione è fondamentale. Confondere funzione e scopi non fa bene alla politica ed è deleterio per la credibilità del sistema informazione. Il punto è: perché negli ultimi anni nei giornali italiani - soprattutto in alcuni, ma la tendenza è generale - il rapporto tra informazione e critica politica è così sfasato che perfino il titolo di apertura di prima pagina, non raramente, esprime un’opinione? Certo, c’è una spiegazione anche economica. Le news sono merce costosa. E faticose. Per cercarle c’è bisogno di seri e preparati professionisti con alle spalle redazioni ben organizzate. Una polemica, invece, è bella e pronta, per propria gratificazione e senza null’altro chiedere nella testa del politico o dell’intellettuale di turno. È normale che un cittadino compri un quotidiano o un settimanale perché vuole informarsi, identificandosi anche emozionalmente con le scelte grafiche e il taglio politico-culturale della testata. Ma cosa succede se le notizie sono oscurate da una valanga di opinioni, analisi, polemiche? Che la ricerca della sintonia politica prevale sullo sforzo di offrire notizie. Scelta legittima cercare il lettore militante. Ma che con il giornalismo c’entra poco. Semmai c’entra con il marketing. Della serie: cosa non si fa
O mossi da un sogno di riscatto da studi sconnessi, da percorsi autodidattici o da un lavoro poco intellettuale? Dacia Maraini sul “Corriere della Sera” del 28 marzo u.s., affaccia argutamente una tesi molto originale. “Come mai - si chiede - il nostro Paese produce tanti aspiranti scrittori e così
IL NARCISISMO DELLA SCRITTURA pochi lettori? E’ una contraddizione che ogni volta mi sorprende...Ma paradossalmente un tale spasmodico amore per la scrittura rivela uno stato di diffusa indigenza culturale”. E, a sostegno della sua riflessione, la grande scrittrice cita l’esempio emblematico di un anziano signore che, al termine di un incontro, le ha dato un libro
per consolidare le proprie quote di mercato. Ma per quanto? Durante la recente campagna elettorale, si è arrivati a proporre, in assoluta tranquillità, dibattiti tra esponenti politici di centro destra e - per par condicio? - “giornalisti di sinistra”. Un concetto che, evidentemente, presuppone l’esistenza di giornalisti di “centro” e di “destra” e, a seguire, una puntuale sottocatalogazione almeno pari alla frammentazione dei partiti italiani. Ovvio, un giornalista, esattamente come un avvocato, un ingegnere o un operaio metalmeccanico, ha diritto alle sue opinioni politiche. Ma il lettore normale quando compra un giornale si aspetta notizie, non comizi. Così come quando va dal medico poco gli importa se è di destra o di sinistra, gli interessa solo la sua perizia nel farlo guarire. Moralismo? Può darsi. Ma non è un’opinione ricordare che un motivo ci sarà pure se in Italia le vendite dei giornali non aumentano. E nemmeno ricordare che nessun giornale italiano si è preso la briga di andare a verificare presso le 26 Corti d’Appello quante effettivamente erano le schede contestate e non assegnate. Uno scoop da prima pagina. Alla portata di taccuino del primo che lo avesse fatto. Niente. Si è aspettato (per quattro giorni) il comunicato del Viminale. E, intanto, avanti tutta con commenti, polemiche, analisi, opinioni. Per tutti i gusti, naturalmente.
dicendo: “Io non leggo mai, mi annoia, però ho scritto un libro che amerei lei leggesse”. Dunque la fenomenologia del grafomane consisterebbe nell’amare la scrittura ma non la lettura, laddove - osserva la Maraini - “Chi ama veramente la scrittura prima di tutto è innamorato della lettura. Si crogiola nei libri, se ne innamora. E se anche scrive, non smetterà mai di riempirsi gli occhi e le mani di romanzi, perché sono il suo nutrimento preferito”. Una forma meno innocua di scrittura senza lettori è quella di chi scopiazza da altri libri situazioni, personaggi e intere pagine poiché vuol vedere il suo nome in copertina pur non avendo nulla da raccontare. Ma, in questo caso, il narcisismo diventa patologico. E qui taciamo poiché le malattie meritano rispetto.
9
CONVENZIONE USPI - STUDIO ASTOLFO DI AMATO E ASSOCIATI AVVOCATI L’USPI ha sottoscritto un importante accordo con lo Studio Astolfo DI AMATO e Associati Avvocati, con sede a Milano, Roma e Napoli e membro dei primari network internazionali “Multilaw”, per l’assistenza professionale agli associati per ogni problema di natura legale esistente o insorgente nel riquadro delle proprie attività. Con questa importante Convenzione, l’USPI completa e finalizza l’offerta dei servizi che, sul piano legale, sono a disposizione degli editori associati, affiancando alle consulenze gratuite della Segreteria Generale la possibilità per i soci di farsi assistere da una prestigiosa struttura professionale, presente in tutta Italia e con referenti esteri, che riserverà loro un trattamento preferenziale relativamente ai corrispettivi per l’attività richiesta. Lo Studio Astolfo DI AMATO e Associati Avvocati potrà, quindi, mettere a disposizione degli associati USPI tutte le proprie competenze ed esperienze maturate nel settore dell’editoria: dal diritto societario alla contrattualistica, dal diritto di cronaca al sistema dei contributi, dai profili laburistici alla redazione di atti. Per contattare lo Studio, i riferimenti sono nel riquadro in fondo a questa pagina
CONVENZIONE Tra L’Unione Stampa Periodica Italiana in prosieguo denominata per brevità USPI, in persona del legale rappresentante avv.to Francesco Saverio Vetere, per la carica domiciliato in Roma al viale Battista Bardanzellu, 95 ed autorizzato alla sottoscrizione del presente atto.
e Lo Studio Astolfo DI AMATO e Associati Avvocati, in prosieguo denominato per brevità lo STUDIO, con sede in Roma, alla via Nizza n. 59, in persona del suo legale rappresentante Prof. Astolfo Di Amato.
Premesso Che l’USPI rappresenta la stampa periodica italiana nella tutela dei diritti e degli interessi professionali, morali e materiali dell’intera categoria su tutto il territorio nazionale. Che l’USPI nell’esercizio di detta attività svolge in campo interno ed internazionale tutte le azioni connesse al conseguimento dei suoi scopi assumendo ogni iniziativa che a tal fine ritiene idonea. Che l’USPI coordina nei limiti del suo sta-
tuto l’attività professionale degli associati nei loro rapporti con gli istituti e le amministrazioni, sia pubbliche che private. Che lo STUDIO ha maturato una specifica expertise nel diritto societario, nel diritto dei contratti, nel diritto d’autore con particolare attenzione al settore dell’editoria, ed in genere nel diritto dei mezzi di comunicazione. Che lo STUDIO ha sede a Milano, Roma e Napoli ed è membro dei primari network internazionali “Multilaw”.
Tanto premesso le parti convengono quanto segue: 1. Le premesse fanno parte integrante del 2.
3.
4. 5.
presente accordo. L’USPI indica nello STUDIO il consulente legale da proporre ai componenti dell’associazione e si impegna a dare tempestiva comunicazione della presente convenzione ai suoi associati nelle forme e nelle modalità più adeguate. Lo STUDIO eseguirà gli interventi necessari od opportuni ai fini della soluzione di ogni apprezzabile problema di natura legale esistente od insorgente nel quadro operativo delle attività svolte dall’USPI e dagli associati. La durata del presente accordo è a tempo indeterminato. Le parti potranno recedere in qualsiasi momento. L’assistenza professionale dello STUDIO avrà ad oggetto tra l’altro, le materie indicate in premessa, più specificamente essa avrà ad oggetto: a) il diritto societario; b) la contrattualistica in genere, compresa quella relativa al Contratto di distribuzione e di vendita, al Contratto editoriale, al Contratto estimatorio, ai Contratti che a diverso titolo interessano l’area del diritto d’autore. La consulenza relativa ai Contratti conclusi per via elettronica intendendo con ciò riferirsi alle tematiche del commercio elettronico, ma anche alla gestione telematica di offerte di servizi fornite dall’impresa editrice. I Contratti per la gestione informatizzata di banche dati. I Contratti relativi alla commissione e gestione dei software applicativi relativi alle attività di composizione. I Contratti che attengono la realizzazione di ebook e la loro offerta telematica. I Contratti relativi alla pubblicità; c) l’assistenza nelle questioni attinenti il
6.
7.
8.
diritto di cronaca, sia sotto il profilo civilistico sia penale; d) l’assistenza nelle problematiche tecniche e fiscali legate al sistema dei contributi; e) l’assistenza nei profili laburistici quali l’inquadramento delle diverse figure professionali secondo il Contratto Collettivo di settore; la predisposizione di eventuali codici disciplinari aziendali; assistenza e consulenza nei procedimenti disciplinari ex art. 7 Legge 300/1970; assistenza e consulenza per eventuali accordi integrativi aziendali; redazione di atti, verbali, assistenza in sede sindacale e/o di organismi ministeriali per situazioni di crisi aziendale. Lo STUDIO si impegna a riservare agli associati USPI un trattamento preferenziale relativamente ai corrispettivi. Per usufruire del trattamento di cui al comma 1, gli associati dovranno esibire presso lo STUDIO, una lettera di presentazione che attesti la loro qualità di associato e la regolare iscrizione all’USPI. Lo STUDIO espleterà l’attività di propria competenza attraverso l’intera propria struttura professionale, avvalendosi, laddove necessario, di propri consulenti. All’uopo lo STUDIO indica nella persona dell’avv.to Marianna Quaranta il proprio referente per i contatti con gli associati USPI. Nell’esecuzione dell’attività professionale richiesta, lo STUDIO fruirà della più completa cooperazione da parte dell’USPI.
Roma, 24 novembre 2005 Prof. Avv.to Astolfo Di Amato Avv.to Francesco Saverio Vetere
Per un primo contatto con lo Studio DI AMATO & Associati i soci USPI possono rivolgersi a: Avv. Marianna Quaranta Studio Di Amato & Associati Via Domenico Morelli, 24 - Napoli Tel. 081.24.57.510 Fax 081.24.57.066 www.diamato.net mariannaquaranta@diamato.net
3
La gestione editoriale di un periodico medio-piccolo
Continuiamo ad occuparci della gestione editoriale ed amministrativa dei periodici medio-piccoli proponendo ai lettori - senza pretese teoriche o scientifiche - appunti eminentemente pratici sul mestiere dell’editore e sui percorsi consigliabili per la crescita e l’affermazione di una testata. Due momenti caratterizzano essenzialmente il complicato mestiere dell’editore: il momento dell’invenzione creativa della testata e quello della gestione editoriale. Similmente il direttore responsabile conosce due momenti ben distinti: quello creativo della costruzione del target e del successo di vendita del periodico e quello della realizzazione giornalistica del prodotto. Poiché il terreno della creatività - che non si limita al progetto editoriale ma si rinnova di numero in numero - è parte sia della competenza dell’editore che della competenza del direttore responsabile, forte è la necessità che i due soggetti non confliggano ma realizzino un’unità concentrata e sinergica tale da incrementare le vendite in crescendo. L’immanenza della creatività è così presente che ogni dispersione è un danno. E’ vero editore chi riesce a far dare dal direttore il meglio di sé, così come è vero direttore responsabile chi - attraverso un prodotto giornalistico sempre più valido consegue un crescente interesse dei lettori acquirenti. IL DIRETTORE NON E’ UN MONARCA ASSOLUTO Eugenio Scalfari nel suo libro “La sera andavamo in via Veneto”, ricorda di aver scritto una lettera ad Arrigo Benedetti in cui disse: “La proprietà assume e licenzia il direttore, il direttore fissa la linea del giornale e ne cura la compilazione in tutti i suoi dettagli, i redattori e i collaboratori adempiono ai compiti loro affidati. Non hanno nessuna voce sulla linea politica del giornale. Se non gli piace si dimettono. Se restano obbediscono”. Sostanzialmente i poteri giornalistici del direttore responsabile ne fanno un monarca nei confronti dei giornalisti e dei collaboratori ma non un monarca assoluto. Poiché nei confronti dell’editore vale per lui la stessa regola gerarchica che disciplina i rapporti tra i redattori e il direttore responsabile. Se la linea editoriale fissata dall’editore diverge dalla sua il direttore ha due strade: o si adegua o si dimette. Ed è quanto fece Indro Montanelli con Berlusconi. Ai fini di una coesistenza serena e costruttiva delle due professionalità - quella editoriale e quella giornalistica - è necessario Notiziario USPI n° 6/2006
LA
SINERGIA PROFESSIONALE TRA L’EDITORE E IL DIRETTORE che la scelta del direttore responsabile da parte dell’editore cada su un giornalista che non solo sia dotato di competenza e di esperienza ma che abbia anche un buon carattere. Non è infrequente infatti il caso che dopo l’ “innamoramento” iniziale dell’editore per il direttore e finita la “luna di miele” del progetto editoriale, comincino le divergenze di opinione e i due vogatori non raggiungano il successo di lettori perché remano in senso contrario e scoordinato. Dev’essere invece chiaro fin dall’inizio che il direttore non solo “fa il periodico” ma deve fare anche i lettori, seguendo una strada diversa ma convergente con quella dell’editore: il direttore conquista il pubblico con un prodotto di qualità mentre l’editore conquista il pubblico con una strategia di visibilità della testata e di promozione delle vendite. LA GERARCHIA DELLE NOTIZIE Esiste una classificazione delle notizie, dalla più alla meno importante. Ma come si fa ad intuire se una notizia è veramente importante? Diceva Gianni Rocca, il mitico V. Direttore di “Repubblica” recentemente scomparso: “Per valutare una notizia e decidere che posto avrà nella gerarchia del giornale, devi tenere presento lo sfondo. Ossia quali saranno in futuro gli effetti possibili di un certo evento. Se ci ragioni e pensi che ne avrà, allora quella notizia è importante”. C’è però un’altra gerarchia: quella delle notizie più o meno interessanti per i lettori. Una notizia può essere importante ma poco interessante oppure può essere di grande interesse per i lettori e gli abbonati, anche se poco importante. Compito primario del direttore è di organizzare le notizie più per rendere un servizio utile a chi legge che non per dare o commentare notizie importanti. Ad esempio, per un periodico giovanile la notizia di un nuovo Decreto che disciplina il servizio civile non è più importante di un servizio di attualità su una nuova discoteca o un nuovo pub. Infatti la scelta e la gerarchizzazione delle informazioni da “passare” non riguarda solo le notizie di prima mano che vengono dall’esterno ma anche gli articoli d’indagine, d’inchiesta e di attualità, fatti in casa. Il direttore nella scelta dei contenuti deve farsi “sindacalista” dei lettori nel senso che la sua capacità - intuitiva ed emotiva - di interpretare esattamente le esigenze del tar-
get dà la concreta misura della sua personalità e della sua conoscenza del mercato. In questo senso ribadiamo che il direttore non è solo l’artefice del periodico ma anche l’artefice dei ricavi diffusionali. Per l’inverso, una gerarchizzazione piatta delle notizie, presa in prestito acriticamente da altri periodici, oltre a non essere originale non favorisce le vendite. Piccolo suggerimento pratico per l’editore e il direttore: se andate all’estero comprate i periodici similari o quelli che comunque suscitano la vostra ammirazione; studiateli ed esercitate la vostra “imitazione creativa”. Le buone soluzioni editoriali sono sempre contagiose. Una seconda responsabilità direzionale riguarda la scelta del linguaggio che deve essere funzionale alla tipologia della testata e dei lettori. Il linguaggio di un periodico d’informazione sarà immediato, essenziale, sintetico, povero di aggettivi; mentre una rivista culturale o scientifica userà un vocabolario più vasto ed una terminologia specialistica. Lo scrivere dei redattori è la base speculare del leggere degli abbonati ed è compito del direttore vigilare affinché la caratteristica del linguaggio che diviene scrittura e poi lettura sia adeguata e gradita ai lettori cui è orientata l’ipotesi diffusionale. LE RESPONSABILITA’ DEL DIRETTORE E DELL’EDITORE Per il suo carattere empirico e sintetico non è questa la sede per una disamina delle responsabilità dell’informazione e dell’editore. La casistica assai numerosa delle ipotesi di reato sanzionate è riportata nell’ultima edizione della “Guida della stampa periodica italiana 2005/2006” edita dall’USPI e inviata gratuitamente agli associati in regola con il versamento delle quote sociali, con il solo supplemento di 6 euro (per i costi di spedizione) al versamento della quota associativa. Così come avviene per i medici, gli ingegneri e altri professionisti anche il giornalista può incappare in incidenti professionali. Si pensi ad esempio alla diffamazione a mezzo stampa o all’apologia di reato non del tutto infrequenti nei periodi d’informazione; oppure al reato di plagio in cui possono incorrere le riviste scientifiche; oppure a una non corretta descrizione di prodotti finanziari presentata da pubblicazioni economiche. Il giornalista, dunque, nel fare opinione può incorrere in responsabilità penali e civili e in tal caso il direttore responsabile può essere considerato reo o “correo” 12 per un negligente esercizio 11
3
La gestione editoriale di un periodico medio-piccolo
del suo dovere di controllo. 11 Insomma il direttore non risponde sempre ma può rispondere nel caso di negligenza. Enzo Biagi ha paragonato il giornale ad un pullman dicendo che non è il proprietario del pullman ma è l’autista che deve conoscere e osservare il codice della strada. Questa metafora è vera solo in parte poiché quando all’illecito del giornalista e alla negligenza del direttore corrisponde un danno accertato in sede civile entra in gioco la responsabilità dell’editore che può essere chiamato a risarcire il danno. Il principio è che il giornalista non esprime solo sue opinioni, ma in qualche modo lascia intendere che queste sono “condivise” non solo dal direttore ma anche dall’editore che è il datore di lavoro di entrambi. A parte ciò sull’editore incombono responsabilità dirette in materia di rettifica di false notizie, pubblicità ingannevole, pubblicazione (a pagamento) di sentenze, propaganda elettorale e par condicio. RAPPORTI DI LAVORO CON IL DIRETTORE RESPONSABILE La maggior parte degli editori dell’area USPI costituisce con il Direttore responsabile del proprio periodico un rapporto di collaborazione libero-professionale per l’esplicazione saltuaria di prestazioni giornalistiche autonome non comportanti cioè subordinazione. Tale collaborazione è prevista dal Tariffario che l’Ordine dei giornalisti approva e adegua ai primi dell’anno e che viene solitamente pubblicato sul numero di marzo di questo “Notiziario”. Il tariffario, riportato al titolo VII e parametrato alla tiratura del periodico, prevede le seguenti retribuzioni minime a numero: - con tiratura fino a 400.000 copie a numero € 1.290,00 - con tiratura da 10.000 a 400.000 copie a numero € 678,00 - con tiratura fino a 10.000 copie a numero € 353,00 Tali minimi, al lordo delle ritenute fiscali non sono obbligatori ma indicativi e possono essere aumentati o diminuiti in relazione alla foliazione e alla periodicità della pubblicazione. I compensi erogati sono al netto del contributo del 12% che il giornalista è tenuto a versare all’INPGI 2 ai sensi del D.Lgs. n. 103/’96. Di tale aliquota il 10% del reddito imponibile è a carico del giornalista mentre il restante 2%, a carico dell’editore, è calcolato sul reddito lordo e addebitato dal direttore responsabile all’azienda editrice, con indicazione nella relativa fattura, all’atto di ogni pagamento. 12
Questo uno schema di lettera contrattuale tipo per il conferimento dell’incarico, a tempo indeterminato, di direzione responsabile di un periodico la cui tiratura non superi le 10.000 copie. RACCOMANDATA Egregio Sig........................... Si conferisce alla S.V. l’incarico di Direttore responsabile del periodico..................., con tiratura/numero di............. copie. Detto incarico sarà esplicato in maniera saltuaria attraverso prestazioni giornalistiche autonome (locatio operis) che non comportano subordinazione. Il vigente tariffario delle collaborazioni libero-professionali, approvato dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, per la direzione di un periodico con tiratura/numero fino a 10.000 copie prevede un compenso di € 353,00 lordi a numero. Si prega di restituire l’unita copia firmata e datata per ricevuta e accettazione. Per ricevuta e accettazione IL DIRETTORE RESPONSABILE ................................................... L’EDITORE .................................................. Nel caso in cui l’editore preferisca affidare la direzione ad un giornalista a tempo pieno potrà trovare applicazione il trattamento economico e giuridico del Contratto delle piccole e medie aziende editoriali firmato dall’USPI e dall’UNIGEC-CONFAPI con i Sindacati CGIL, CISL e UIL. Il 12 aprile scorso è stato firmato un Accordo di rinnovo del contratto fino al 2009. Dal momento che tale contratto per la qualifica del Caporedattore prevede l’attribuzione del 2° livello economico, per il direttore responsabile la retribuzione - liberamente negoziabile - deve fare riferimento al 1° livello che prevede un trattamento iniziale di € 1.321,72 maggiorato dell’indennità integrativa speciale di € 539,99. IL CAMBIO DEL DIRETTORE Quando, per i motivi più vari, editore e direttore responsabile finiscono di duettare, la sostituzione comporta in capo all’editore alcuni obblighi di legge. Infatti, l’art. 6 della legge sulla stampa n. 47/1948, dispone testualmente che “ogni mutamento che intervenga in uno degli elementi enunciati nella dichiarazione prescritta dall’art. 5 deve formare oggetto di nuova dichiarazione da
depositarsi, nelle forme ivi previste, entro quindici giorni dall’avvenuto mutamento, insieme con gli eventuali documenti. L’annotazione del mutamento è eseguita nei modi indicati nel terzo comma dell’art. 5. L’obbligo previsto nel presente articolo incombe sul proprietario o sulla persona che esercita l’impresa giornalistica, se diversa dal proprietario”. E’ ovvio che la dichiarazione suddetta dev’essere depositata presso la Cancelleria del Tribunale Civile competente in base al luogo in cui viene effettuata la pubblicazione. Per la registrazione, a norma dell'art. 5 della citata legge, occorre che siano depositati nella Cancelleria: 1) due dichiarazioni, con le firme autenticate; una del proprietario e una del nuovo direttore responsabile, dalle quali risultino il nome, il cognome, il luogo e la data di nascita e residenza, il titolo del periodico, la sede dello stesso, il carattere e la periodicità, il sistema con il quale è diffuso; 2) i certificati comprovanti il possesso della cittadinanza italiana e l'iscrizione alle liste elettorali politiche da parte del nuovo direttore; 3) un certificato d'iscrizione all'Albo dei giornalisti. Se il proprietario o l'esercente l'impresa giornalistica (editore) è una persona giuridica, alla dichiarazione deve essere allegata la copia autenticata notarile, in carta da bollo, dell'atto costitutivo e dello statuto, unitamente ad un certificato rilasciato dalla Cancelleria del Tribunale per le società commerciali e le persone giuridiche (e dalla Prefettura, per gli Enti religiosi) dal quale risulti il nome e cognome, la data e il luogo di nascita, la residenza, ed i poteri del legale rappresentante. (3. continua) GLI ANZIANI CONSUMATORI DEBOLI MA LETTORI FORTI Recentemente l’AUDITEL ha escluso gli ultrasessantaquattrenni dalla rilevazione degli ascolti televisivi poiché gli anziani, in quanto considerati consumatori deboli, non interessano le aziende che commissionano gli spot pubblicitari. In compenso, gli stessi anziani, secondo i calcoli annui degli indici di lettura, sono considerati buoni lettori e le donne in particolare ogni anno leggono più libri degli uomini. Notiziario USPI n° 6/2006
LE SCADENZE PER GLI ISCRITTI AL ROC: Comunicazione annuale: 30 giugno (o 30 gg. dall’approvazione del bilancio); Informativa economica di sistema: 31 luglio p.v. icordiamo a tutti gli editori già regolarmente iscritti al ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione) o che abbiano inoltrato domanda di iscrizione fino a tutto il 2005 che si stanno avvicinando le scadenze degli adempimenti previsti per l’invio telematico della Comunicazione Annuale e della Informativa Economica di Sistema - IES.
R
COMUNICAZIONE ANNUALE La “Comunicazione Annuale”, contenente i dati anagrafici dell’editore, i componenti dell’organo amministrativo, l’assetto proprietario e i dati relativi alle testate edite, dovrà essere trasmessa telematicamente entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio per le società di capitali e le cooperative, ed entro il 30 giugno per tutti gli altri soggetti. In particolare: - le società di capitali o cooperative sono tenute a compilare i modelli 2/REG, 4/REG, e in alternativa uno tra il 5.1/REG, 5.2/REG, 5.3/REG, 5.4/REG, 5.5/REG, e il 9/REG; - le società di persone, i modelli 2/REG, 4/REG 5.3/REG; e il 9/REG; - i restanti soggetti, i modelli 2/REG e
4/REG (se è costituito un organo amministrativo), e il 9/REG. Segnaliamo che il modello 9/REG deve essere compilato in tante copie quante sono le testate edite. IES La modulistica della IES (Informativa Economica di Sistema) con i dati contabili riferiti al 2005, o il Modello U (previsto per alcune tipologie di editori) andranno invece inviati entro il 31 luglio p.v. La dichiarazione di cui all’articolo 24 del Regolamento per la tenuta e l’organizzazione del Registro degli Operatori di comunicazione (Comunicazione Annuale) e la comunicazione di cui alla Delibera n. 129/02/CONS (Informativa Economica di Sistema) devono essere trasmesse utilizzando esclusivamente i modelli telematici disponibili sul sito: www.roc.infocamere.it. REGISTRAZIONE UTENTI Per inviare telematicamente la modulistica della Comunicazione Annuale e della IES, occorre essere registrati sul sito www.roc.infocamere.it . La procedura di registrazione consente di richiedere l’identificativo utente e la relati-
va password per l’accesso al servizio. Al termine della procedura on line di registrazione, l’utente dovrà stampare il modulo con i dati riepilogativi della richiesta, accertandosi che il modulo stampato riporti il numero identificativo della richiesta. Tale modulo, assieme alla fotocopia del documento identificativo del rappresentante legale della casa editrice, dovrà essere inviato al numero di fax 081.75.07.581. L’Autorità, dopo opportuna verifica, attiverà l’identificativo richiesto e invierà una e-mail di conferma all’indirizzo indicato. Solo allora sarà consentito l’accesso alla modulistica per la compilazione e l’invio telematico dei dati richiesti. Soggetti già registrati E’ chiaro che gli utenti che si fossero già registrati negli anni decorsi non dovranno effettuare una nuova registrazione. Per loro, infatti, restano validi l’identificativo e la password scelta precedentemente. Ricordiamo, infine, che il termine per l’invio della modulistica per il contributo all’Autorità è scaduto il 31 maggio scorso.
Tabella riassuntiva Tipologia soggetti
Tutti i soggetti già iscritti nel ROC
Adempimento
Comunicazione annuale
I soggetti esercenti l’attività di radiotelevisione, le imprese concessionarie di pubblicità, le imprese di produzione o distribuzione di programmi radiotelevisivi, le imprese Modelli IES editrici di giornali quotidiani, periodici o riviste, le agenzie di stampa di carattere nazionale, i soggetti esercenti l’editoria elettronica e digitale Le fondazioni, gli enti morali, le associazioni, i gruppi di volontariato, i sindacati, le cooperative non aventi scopo di lucro, le imprese e le ditte individuali, che siano editrici di un solo periodico che pubblichi meno di dodici numeri l’anno, ovvero di un solo periodico distribuito in un’unica area geoModello U grafica provinciale, ovvero di più periodici, tutti di carattere scientifico, sempre che i ricavi della raccolta pubblicitaria non rappresentino più del 40 per cento dei ricavi derivanti dalle vendite, o che siano titolari di una sola concessione per la radiodiffusione in ambito locale, sonora o televisiva Notiziario USPI n° 6/2006
Termine 30 giorni dall’approvazione del bilancio per le società di capitale o cooperative 30 giugno per gli altri soggetti
31 luglio
31 luglio
13
“Se ne parla ogni giorno perchè lavorano per un’Italia competitiva, ma tu sai poco o nulla della loro storia”
Su WHO’S WHO IN ITALY trovi informazioni complete e aggiornatissime: 䡵 6700 biografie di uomini e donne protagonisti in tutti i settori 䡵 4500 imprese e istituzioni che operano con successo
Who’s Who in Italy S.r.l. - Via De Amicis, 2 20091 Bresso (MI) - Tel. 02 66503753 - Fax 02 6105587 whoswhogc@attglobal.net
BIBLIOTECA USPI MEDIA E PUBBLICITA’ IN ITALIA di Franco Brigida, Paolo Baudi di Vesme e Laura Francia FrancoAngeli, Milano 2005, pagine 314, € 24,00 La stampa periodica, quando riesce ad essere innovativa e a produrre informazione su temi specifici, riesce a registrare successi nella raccolta pubblicitaria. Oltre alla forma di pubblicità tradizionale, il ricorso a servizi redazionali continua ad essere ampiamente utilizzato da molte aziende, soprattutto nelle riviste di moda, turismo e viaggi. Continuano ad avere successo anche i gadget. Tuttavia la forma di pubblicità più utilizzata continua ad essere l’inserto collocato al centro del periodico o riportato nelle copertine a battente, nelle doppie copertine o cellofanato con la rivista. Si è affermato, infine, l’uso dei “pubbliredazionali”, cioè degli “appoggi” concessi in
NOTIZIARIO
Uspi
Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Fax: 06.40.66.859 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Giancarlo Cinoglossi Redattore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: SO.GRA.RO. SpA - Via Ignazio Pettinengo, 39 00159 Roma Il n. 6 (giugno 2006) è stato stampato l’8 giugno 2006
Notiziario USPI n° 6/2006
supporto alla pubblicità tradizionale che costituiscono la regola per alcuni settori merceologici quali la moda, la cosmetica, il turismo. Queste ed altre notazioni si trovano nella terza edizione ampliata ed aggiornata di questo volume che si rivolge - con chiarezza e concretezza- sia a chi già opera nel secondo mercato che a chi vi si sta affacciando. Il lavoro offre uno sguardo esauriente e a tutto campo dei mezzi pubblicitari classici (stampa, televisione, radio, cinema, affissioni), affrontando alcuni temi fondamentali quali le caratteristiche dei media,
la faceva usare da un esperto, da un autista. Oggi, con le tecnologie digitali, questa prudenza non è più possibile poiché navigare su Internet non è solo un diritto ma un dovere. L’uomo non può sottrarsi alle tecnologie digitali se non vuol essere meno uomo, meno vitale. Nel frattempo queste tecnologie continuano a progredire, a complicarsi mentre si legge e si studia di meno e questo dislivello tra l’uomo e la tecnica sta aprendo un orizzonte inquietante che l’A. chiama “patologia dell’anima”. PRIMO MAZZOLARI E “ADESSO” 1949-1951
IL SE’ DIGITALE di Mario Pancera di Andrea Granelli Guerini e Associati, Milano 2006, pagine 224, € 19,50 Il computer oltre ad essere un docile robot al nostro servizio ci aiuta a comunicare con gli altri via Internet e ad offrire al mondo le nostre idee e fantasie. Il computer è un nostro secondo io che ricostruisce una nostra identità dall’altra parte dello specchio. Il sè digitale non è, però, solo un’estensione delle nostre possibilità mentali ma sta diventando uno sdoppiamento della nostra personalità, un nostro alter ego nel mondo digitale. Il nostro sito personale è consultato da terzi anche a nostra insaputa. L’A. affronta questo affascinante argomento con un maestoso sguardo interdisciplinare. E infatti il suo è un libro di economia, sulle trasformazioni che la Grande Rete sta imponendo al lavoro e alle imprese; è un libro di politica sul “surriscaldamento comunicativo” che condiziona i giudizi elettorali e quindi la formazione del consenso; è un libro di filosofia della conoscenza che si chiede se il vertiginoso sviluppo tecnologico stia potenziando o atrofizzando le capacità dell’uomo. Ma, come nota acutamente Antonio Calabrò nella prefazione, l’ambizione di Granelli non è descrittiva, non offre risposte ma chiede scelte, prese di posizione, sotto l’ombra inquietante di un interrogativo: se l’uomo sia davvero preparato a vivere in un mondo virtuale immensurabile. Un tempo se l’uomo non era pronto ad usare una certa tecnologia - pensiamo ad esempio all’automobile - o non la usava o
Edizioni Messaggero Padova 2005, pagine 320, € 13,00 A quasi cinquant’anni dalla sua morte, don Primo Mazzolari, estremista del Vangelo, della giustizia sociale e del pacifismo cristiano, continua a dividere la gerarchia ecclesiastica e il mondo politico suscitando consensi ed anche perplessità mai disgiunte da viva considerazione per la sua onestà intellettuale. Nato nel 1890 in una cascina di Boschetto (Cremona) da poveri contadini, fu ordinato sacerdote nel 1912 e trascorse gran parte della sua vita a Bozzolo (Mantova) dove fu Parroco fino alla morte. Sensibile alle aspirazioni dei contadini della Bassa, assunse posizione di avanguardia che espresse oltre che nell’attività pastorale in un impegno infaticabile. Oratore e saggista, don Mazzolari mantenne rapporti epistolari con autorità religiose, uomini politici, letterati e lasciò migliaia di articoli e numerosi libri di argomento religioso, sociale e di commento ai Vangeli. Questo saggio racconta la breve ma febbrile storia del quindicinale “Adesso”, ideato da Don Mazzolari e da lui seguito dal 1949 fino alla morte avvenuta nel 1959. Anche oggi i suoi scritti non cessano di scuoterci, così come restiamo colpiti dal suo concetto di “Adesso” spiegato nel primo numero del periodico. “Adesso” scrive, tra l’altro, Mazzolari - è la croce che va portata se uno vuol tener dietro a Cristo... nella mia fedeltà al poco che è l’adesso, comunico con Dio e gli rendo testimonianza... Non soltanto Dio, ma ogni creatura mi dà appuntamento nell’adesso. Dio può attendere: l’uomo no”. 15
PERIODICI ASSOCIATI ALL'USPI (384° ell enco) L’ACCADEMIA OLIMPICA
CELESTE MENTE,ANIMA E CORPO DI UN TERRITORIO CHE VIVE Via Pra’, 66 35042 Este PD Direttore: Riccardo Monaco Editore: Felice Larosa Periodicita’: bimestrale Materia trattata: cultura, economia e attivita’ locali
QUIPU & ACCADEMIA
AREA DI SERVIZIO CARBURANTI E AUTOLAVAGGI Via Gustavo Modena, 6 20129 Milano Direttore: Massimo Cicalini Editore: Mario Cicalini Periodicita’: bimestrale Materia trattata: normative di settore e informazioni tecniche e commerciali
FB-FOLK BULLETIN
Via E. Mattei, 26 81100 Caserta Direttore: Ferdinando Adolfo Vetrugno Editore: Caputo & Associati Di Nicola Caputo Periodicita’: bimestrale Materia trattata: periodico economico di informazione e cultura per le imprese RIVISTERIA
Corso Roma, 106 33097 Spilimbergo PN Direttore: Roberto G. Sacchi Editore: Edit Eventi Srl Periodicita’: mensile Materia trattata: musica, danza, tradizione
Via Francesco Hayez, 6 20129 Milano Direttore: Beatrice Marin Editore: Strumenti Editoriali Srl Periodicita’: mensile Materia trattata: editoria
LA BACHECA DEL TRENTINO
IL 996
VOCE DEL POPOLO
Largo Goethe, 3 36100 Vicenza Direttore: Osvaldo Putrella Editore: Accademia Olimpica Periodicita’: trimestrale Materia trattata: informazioni sull’accademia
Via 3 Novembre, 53 38057 Pergine Valsugana TN Direttore: Paolo Giacomoni Editore: La Bacheca di Baldacci Luigi Periodicita’: quindicinale Materia trattata: annunci economici
Piazza Cavalieri di Malta, 2 00153 Roma Direttore: Muzio Mazzocchi Alemanni Editore: Aracne Editrice Srl Periodicita’: quadrimestrale Materia Trattata: letteratura italiana in lingua e in dialetto
Via Mignogna, 16 74100 Taranto Direttore: Paolo Aquaro Editore: Giga Srl Periodicita’: quindicinale Materia trattata: cronaca, inchieste
CARAVAN E CAMPER
L’OCCASIONE
VOCI DI STRADA
Via Eustachi, 31 20129 Milano Direttore: Antonio Mazzucchelli Editore: MCM Editori Srl Periodicita’: mensile Materia trattata: turismo, campeggio, auto, camper
Via Manin, 30 21100 Varese Direttore: Roberto Marabini Editore: Editoriale Eureka Srl Periodicita’: settimanale Materia trattata: annunci
S.da P.le Lecce - Novoli Km 4,5 73100 Lecce Direttore: Myriam Giannico Editore: Ass. Comunita’ Emmanuel Periodicita’: quadrimestrale Materia trattata: sociologia - psicologia del disagio e dell’emarginazione
L’inserzione sopra riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art. 3, primo comma, del DPR 26/10/72 n. 633