OTIZIARI N O MENSILE DELL’UNIONE STAMPA PERIODICA ITALIANA
Anno 41°
n. 6 giugno 2005
1953
Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L. 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma. In caso di mancato
recapito rinviare all’ufficio P.T. di Roma - Romanina detentore del conto per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa in vigore
neretto
Il 19 maggio, con l’adesione dell’USPI e dell’ANADIS, il testo è stato inviato all’Antitrust per gli eventuali rilievi
Morte e resurrezione
FIRMATO IL NUOVO ACCORDO NAZIONALE PER LA DISTRIBUZIONE IN EDICOLA
“La prematura scomparsa del D.D.L. ‘Bonaiuti’ dagli ordini del giorno della Commissione Cultura della Camera ci riempie di costernazione e ci lascia affranti ma non sorpresi. L’agonia è stata lunga, dal luglio 2003, e ha sortito l’unico inevitabile effetto possibile. Fuori di nefasta metafora, anche se doverosamente irridente, è da molto tempo ormai che la politica non riesce più a trovare risposte decenti per il settore editoriale. Solo qualche ripetuto tentativo di taglio di spesa, a volte riuscito e a volte no, ma mai un intervento dettato da logiche reali di crescita del settore. Non c’è niente da fare: la politica ha fallito e niente di buono ci aspettiamo per il futuro. Ma mentre succede tutto questo, il settore (o, meglio, la parte sana del settore) trova da sé le sue strade e le sue risposte. Su questo Notiziario leggerete dell’accordo sulla vendita del prodotto editoriale, a dimostrazione del fatto che il mondo dell’editoria, seppure in difficoltà, è vivo e vitale, a differenza di altri che, parafrasando Giovanni, sono morti e non lo sanno”.
Un forte segnale giunge al Paese dal mondo dell’editoria: la coesione e la collaborazione fra tutte le forze produttrici e distributive della stampa quotidiana e periodica. L’USPI entrerà con un proprio rappresentante in tutte le Commissioni istituite dall’Accordo Nazionale ndici anni dopo la firma degli accordi separati (uno firmato dalla FIEG ed uno sottoscritto dall’USPI) con i Sindacati degli edicolanti per la distribuzione in edicola accordi che non videro la ratifica da parte dei distributori, in particolare quelli locali - spira un’aria nuova nella filiera editoriale. Il 19 maggio scorso, infatti, è stato ufficializzato, con l’invio all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per le eventuali osservazioni, il nuovo “Accordo Nazionale sulla vendita dei giornali quotidiani e periodici” (e accordi correlati). Firmatari del nuovo Accordo le associazioni degli editori FIEG e USPI (per adesione), dei distributori ADN e ANADIS (per adesione) e tutti i sindacati edicolanti: SINAGI-CGIL, CISL Giornalai, UILTuCS
U
SOMMARIO - 1, 5, 6, 8, 9 Firmato il nuovo Accordo Nazionale per la distribuzione in edicola -2A L L’ AT T E N Z I O N E DEGLI ASSOCIATI: lo schema di domanda alle Poste entro il 30/9 Nuove norme market abuse
sul
-3Il XVIII Stage per ope-
ATTENZIONE
ratori editoriali della stampa periodica (Urbino, 18-23 settembre 2005)
Le scadenze e gli adempimenti telematici per gli editori iscritti al ROC
Quando le mansioni del direttore sono promiscue
-4-
- 12 Giovani giornalisti: speranze molte, possibilità limitate
WHO’S ITALY
EISE - International Business Contacts -7Le quote associative USPI per l’anno 2005 - 10, 11 Pubblicisti oggi
Edicola, risorsa per Genova - 13 I redattori “minioccasionali” iscritti all’Ordine non devono iscriversi all’INPGI2
Giornalai, SNAG Confcommercio, FENAGI Confesercenti, USIAGI-UGL. Molte cose sono cambiate da quel lontano 1994 (anno dell’ultima sottoscrizione di un accordo nazionale), soprattutto i protagonisti. Il nostro Segretario Generale Vetere, Anselmi del Sinagi e Salvetti della Fieg, ad esempio, allora non erano ai vertici delle rispettive associazioni ed hanno certamente contribuito a migliorare le relazioni tra le associazioni stesse, mentre Abbiati (SNAG) può esser considerato l’elemento di continuità nelle trattative. Ma, più in generale, è maturata in tutte le associazioni di categoria la consapevolezza che solo in una prospettiva comune si potesse migliorare la distribuzione e la vendita del prodotto editoria5
- 14 WHO
IN
- 15 Biblioteca - 16 Periodici associati all’USPI (373° elenco) L’Eco della Stampa
IL TERMINE PER LA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA DA PRESENTARE ALLE POSTE PER L’ACCESSO ALLE AGEVOLAZIONI POSTALI PER IL 2006 SCADE IL 30 SETTEMBRE 2005 A PAGINA 2, LO SCHEMA DELLA DOMANDA
SCADENZE ROC 30 GIUGNO: Comunicazione Annuale 31 LUGLIO: Informativa Economica di Sistema (vedere a pagina 11)
Articoli e notizie di questo Notiziario possono essere liberamente riprodotti citandone la fonte. Se ne raccomanda, anzi, la massima diffusione da parte di tutti i periodici associati all’USPI, nell’interesse della categoria QUESTO NOTIZIARIO VIENE SPEDITO AGLI ASSOCIATI USPI IN REGOLA CON IL VERSAMENTO DELLE QUOTE
ALL’ATTENZIONE DEGLI ASSOCIATI SE NON VERRA’ SUBITO ABROGATO, PERSISTE L’OBBLIGO DI PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA ENTRO IL 30 SETTEMBRE P.V. PER L’ACCESSO ALLE AGEVOLAZIONI POSTALI PER IL 2006, SECONDO LO SCHEMA ALLEGATO Ricordiamo agli associati, con largo anticipo (e non senza qualche preoccupazione – n.d.r.), che il comma 3-bis, dell’articolo 1, della legge 46/2004 - di conversione del DL 353/03 - prescrive che gli editori che vorranno accedere alle tariffe postali agevolate anche per il 2006 debbano inoltrare domanda, in regola con il bollo (€ 11,00), alla Direzione Provinciale Business, territorialmente competente, di Poste Italiane, entro il 30 settembre 2005. L’USPI ha già chiesto l’abrogazione di questa norma, perché ritenuta una inutile duplicazione (tanto più che il destinatario è lo stesso - n.d.r.) della “dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà” che gli editori hanno già presentato alle Poste per accedere alle agevolazioni postali, ed in occasione della discussione alla Camera del DDL Bonaiuti ha rinnovato con forza tale richiesta. Speriamo vivamente che venga accolta, sia nel caso in cui il DDL dovesse essere approvato, sia in quello in cui il provvedimento legislativo dovesse nuovamente impantanarsi nelle aule parlamentari. Ma non c’è molto tempo e occorre, quindi, prestare la massima attenzione per non saltare la scadenza del 30/9. La Presidenza del Consiglio ha emanato un comunicato interpretativo, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 188 del 12 agosto scorso e riportato sul Notiziario USPI di ottobre, che contiene lo schema da seguire per la domanda. Anche se non previsto dal comunicato, consigliamo di allegare alla domanda fotocopia del documento del firmatario. La Segreteria Generale dell’USPI informerà prontamente i propri associati sugli sviluppi della questione. A tal fine, tutti gli associati che non hanno ancora comunicato agli uffici della Segreteria un recapito di posta elettronica sono pregati di farlo. Questo consentirà un contatto più diretto e immediato tra la Segreteria e gli associati. PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
legge 27 febbraio 2004, n. 46, relativo agli adempimenti richiesti per usufruire delle riduzioni tariffarie per le spedizioni in abbonamento postale delle pubblicazioni quotidiane e periodiche. In attuazione di quanto disposto dal comma 3-bis dell’art. 1 del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 46, gli editori di testate quotidiane e periodiche che intendono avvalersi nell’anno 2006 delle agevolazioni tariffarie per la spedizione in abbonamento postale previste dai commi 1 e 2 dell’art. 1 della stessa legge, devono presentare, entro il termine del 30 settembre 2005, una domanda, in regola con la legge sul bollo e a firma del legale rappresentante dell’impresa, redatta secondo lo schema di seguito fornito. Le domande devono essere inoltrate presso la Direzione provinciale business di area della società Poste Italiane S.p.A. territorialmente competente per la spedizione.
***** Schema di domanda
Bollo
Il sottoscritto.....................................rappresentante legale della .....................................(specificare denominazione e sede dell’impresa editrice o dell’associazione od organizzazione senza fini di lucro) chiede l’ammissione alle agevolazioni di cui all’art. 1 del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 46, per l’anno.................., delle seguenti testate: ........................................................................................................... ........................................................................................................... ........................................................................................................... (indicare il nome e la periodicità delle testate).
DIPARTIMENTO PER L’INFORMAZIONE E L’EDITORIA Data Applicazione del comma 3-bis dell’art. 1 del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito, con modificazioni, dalla
Con la legge comunitaria 2004 NUOVE NORME SUL MARKET ABUSE «Salve le sanzioni penali quando il fatto costituisce reato, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 20.000 a euro 5.000.000 chiunque, tramite mezzi di informazione, compreso INTERNET o ogni altro mezzo, diffonde informazioni, voci o notizie false o fuorvianti che forniscano o siano suscettibili di fornire indicazioni false ovvero fuorvianti in merito agli strumenti finanziari». Questo è il nuovo testo dell’articolo 187-ter 2
del decreto legislativo 24.2.1998, n. 58, introdotto dalla legge 18 aprile 2005, n. 62 (Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee. Legge comunitaria 2004), in materia di “abuso di informazioni privilegiate e manipolazione del mercato”. Le novità più importanti introdotte dalla legge comunitaria 2004 riguardano però i poteri attribuiti alla CONSOB in materia di manipolazione finanziaria. La Commissione di vigilanza sulla Borsa potrà applicare le sanzioni amministrative previste dalla legge e potrà, previa autorizzazione della Procura, nei confronti di chiunque possa essere informato sui fatti richiedere notizie, documenti e registrazioni
Firma del rappresentante legale
telefoniche e potrà procedere ad audizioni, ispezioni, perquisizioni e sequestro dei beni. La nuova legge, che recepisce una direttiva comunitaria (2003/6/CE del 28 gennaio 2003), è volta ad assicurare una maggiore affidabilità al circuito delle notizie finanziarie. Analisti finanziari e giornalisti sono obbligati al rispetto delle norme di correttezza e trasparenza sui conflitti di interesse. Per i giornalisti è prevista una eccezione: «la diffusione delle informazioni va valutata tenendo conto delle norme di autoregolamentazione proprie di detta professione», norme emanate nel febbraio scorso dall’Ordine dei Giornalisti (vedi Notiziario USPI n. 5, maggio 2005 - n.d.r.). Notiziario USPI n° 6/2005
APERTE LE ISCRIZIONI AL XVIII STAGE PER OPERATORI EDITORIALI DELLA STAMPA PERIODICA (URBINO 18 - 23 SETTEMBRE 2005) ’USPI ha indetto la XVIII edizione dello stage residenziale per operatori editoriali della stampa periodica. Il corso, che si avvarrà della direzione scientifica della prof.ssa Graziella Mazzoli, Preside della Facoltà di Sociologia dell’Università di Urbino, si rivolge essenzialmente a editori e/o direttori di periodici di piccola e media tiratura o a giovani editori che intendano affrontare il mercato della stampa periodica. Ai partecipanti che avranno seguito almeno 3/4 delle lezioni, verrà rilasciato un attestato di frequenza. Segreteria ed informazioni: USPI, Viale B. Bardanzellu n. 95, 00155 ROMA, Tel. 06.407.13.88 – 06.406.59.41 (anche fax) E-mail: uspi@uspi.it
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QUOTA DI ISCRIZIONE E DI FREQUENZA I partecipanti devono aver compiuto 18 anni. L’intera quota di partecipazione, pari a € 500,00, comprende la tassa d’iscrizione di € 200,00 per spese di organizzazione e attrezzature, e un contributo alle spese per docenti e frequenza di € 300,00. La quota di frequenza comprende la pensione completa in collegio universitario (vitto e alloggio in camera singola con servizio privato e doccia) dalla cena del primo giorno al pranzo dell’ultimo giorno, nonché le dispense ed i sussidi didattici.
LA PRENOTAZIONE
Non sono praticabili riduzioni né agli eventuali accompagnatori né agli “uditori”.
Il versamento della quota complessiva, pari a € 500,00 può essere effettuato anche mediante unico invio.
La partecipazione va prenotata entro il 15 luglio 2005 inviando all’USPI, con assicurata convenzionale (o a mano), il seguente tagliando debitamente compilato e un assegno bancario o circolare non trasferibile di € 200,00, intestato all’USPI, a titolo di quota d’iscrizione. La restante quota di frequenza di € 300,00 dovrà essere spedita all’USPI, sempre con assicurata convenzionale, a mezzo assegno bancario o circolare non trasferibile, intestato all’USPI, entro il 12 agosto 2005.
PROGRAMMA
Graziella Mazzoli
Giancarlo Cinoglossi
Mario De Bernart
Luca Boneschi
Domenica, 18 settembre Pomeriggio: arrivi e sistemazioni nel Collegio del Colle (possibilità di parcheggio). Presentarsi in portineria per la registrazione e l’assegnazione della stanza.
ore 11.30 - IL MARKETING, STRUMENTO PER LA CRESCITA DELL’EDITORE (Dr. Guido MASNATA, Direttore Generale di Promedia Expert)
Lunedì, 19 settembre ore 9.30 - RELAZIONE DEL DIRETTORE SCIENTIFICO DELLO STAGE (Prof.ssa Graziella MAZZOLI, Preside della Facoltà di Sociologia dell’Università di Urbino) ore 11.00 - IL LAVORO SUBORDINATO NELL’EDITORIA PERIODICA, APPLICAZIONE DEL CCNL UNIGEC/CONFAPI-USPI (Dr. Raimondo GIGLIO, Componente Commissione Tecnica Sindacale UNIGEC/CONFAPI) ore 15.00 - IL LAVORO PARASUBORDINATO DOPO LA “LEGGE BIAGI”: CONTRATTI A PROGETTO, CO.CO.CO. GIORNALISTICHE E DIRETTORI RESPONSABILI (Dr. Giancarlo CINOGLOSSI, V. Presidente della Giunta Esecutiva dell’USPI, Direttore Responsabile del “Notiziario USPI”) ore 16.30 - “CODICE DELLA PRIVACY”, IMPLICAZIONI PER EDITORI E GIORNALISTI (Dr. Mario De Bernart, Dirigente Servizio Relaz. Istituz. dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali) ore 18.00 - Incontro di presentazione dei partecipanti e delle testate rappresentate
Presso la “Biblioteca Informatica” dell’ERSU (URBINO, Palazzo “Corboli”, Via Veneto 41) ore 15.00 - I PERIODICI ON LINE, NORMATIVA ATTUALE E PROSPETTIVE FUTURE PER L’EDITORIA DIGITALE (Daniele BIANCHI, General Manager della Promotion Digitale S.r.l., Società specializzata in Comunicazione Elettronica)
Martedì, 20 settembre ore 9.30 - DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA, DIRITTO DI RETTIFICA E RESPONSABILITA’ CIVILI E PENALI DELL’EDITORE E DEL DIRETTORE DEL PERIODICO (Avv. Luca BONESCHI, componente dell’A.G.I. Associazione Giuslavoristi Italiani, Direttore Responsabile della rivista “Il Diritto dell’Informazione e dell’Informatica”) ore 11.30 - CONTRIBUTI PUBBLICI E AGEVOLAZIONI TARIFFARIE, LA TUTELA DELLA STAMPA PERIODICA (Avv. Francesco Saverio VETERE, Segretario Generale dell’USPI) ore 15.00 - IL DIRITTO D’AUTORE NELL’EDITORIA, NORMATIVA VIGENTE (Avv. Paolo AGOGLIA, Direttore Ufficio Legislativo della S.I.A.E.) ore 16.30 - IL REGISTRO DEGLI OPERATORI DI COMUNICAZIONE (R.O.C.) E L’ATTIVITA’ DELL’AUTHORITY DI GARANZIA DEL SETTORE (Dr. Sebastiano SORTINO, Commissario dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni)
Mercoledì, 21 settembre ore 9.30 - LA RACCOLTA PUBBLICITARIA, UNA RISORSA DA SVILUPPARE (Dr. Paolo DI BENEDETTO, Direttore Generale di Promedia 2000) ore 11.00 - IL CREDITO DI IMPOSTA PER GLI INVESTIMENTI IN Francesco PUBBLICITA’ SUI PERIODICI ASSOCIATI USPI Saverio Vetere (Dr. Daniele LONGO, Funzionario USPI)
Raimondo Giglio
Ermanno Anselmi
Piergiorgio Sposato
Concetto Pallante
Giovedì, 22 settembre I PERIODICI E I CANALI DISTRIBUTIVI ore 9.30 - I PERIODICI NELLE EDICOLE (Ermanno ANSELMI, Segretario Generale del SI.NA.G.I.-CGIL Sindacato Nazionale Giornalai) ore 11.00 - IL RUOLO DEL DISTRIBUTORE NAZIONALE (Dr. Tiziano BIENATI, già Direttore Generale dell’ADN, Associazione Distributori Nazionali) ore 15.00 - L’AZIONE DEI DISTRIBUTORI LOCALI (Avv. Piergiorgio SPOSATO, Consulente A.NA.DI.S., Associazione Nazionale Distributori Stampa) ore 16.30 - IL CANALE POSTALE: LE TARIFFE IN VIGORE, AGEVOLATE E NON, PER L’INVIO DEI PERIODICI (Dr.Vittorio VOLPI, Funzionario USPI)
Guido Masnata
Daniele Bianchi
Tiziano Bienati
Venerdì, 23 settembre ore 9.30 - IL REGIME IVA E LA DISCIPLINA FISCALE PER L’EDITORIA (Rag. Concetto PALLANTE, Consulente fiscale dell’USPI) ore 11.30 - IL CREDITO DI IMPOSTA PER L’ACQUISTO DELLA CARTA PER LA STAMPA DI Vittorio Volpi QUOTIDIANI, PERIODICI E LIBRI (Dr. Daniele LONGO, Funzionario USPI) ore 12.30 - Consegna degli attestati di frequenza ore 13.30 - Pranzo – Partenze I docenti, dopo l’esposizione degli argomenti, sono a disposizione dei partecipanti per consulenze su quesiti.
Paolo Di Benedetto
Coordinamento e Segreteria: Dr. Daniele Longo Assistenza “stagisti”: Dr. Gianmario Siboni
Daniele Longo
...............................TAGLIARE E SPEDIRE ENTRO IL 15 LUGLIO 2005............................ All’USPI – UNIONE STAMPA PERIODICA ITALIANA Segreteria del XVIII Stage per operatori editoriali Viale B. Bardanzellu, 95 – 00155 ROMA Il sottoscritto........................................................................................................................................ in qualità di editore/collaboratore del periodico ........................................................................................prenota la sua partecipazione al XVIII Stage residenziale per operatori editoriali della stampa periodica che si svolgerà presso l’Università di Urbino dal 18 al 23 settembre 2005. Allega € 500,00 quale quota di partecipazione oppure € 200,00 per quota d’iscrizione, con riserva d’inviare la quota di frequenza di € 300,00 entro il 12 agosto p.v. Indirizzo..........................................................................................................................................................................................................................(città, via, c.a.p.) Recapito telefonico/fax/email................................................................................................................firma leggibile............................................................................
Notiziario USPI n° 6/2005
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FIRMATO IL NUOVO ACCORDO NAZIONALE PER LA DISTRIBUZIONE IN EDICOLA le, con il rispetto di tutte le cate1 gorie operanti nel settore, ed a vantaggio di tutta la filiera. *** Punto focale del nuovo Accordo non è tanto la parte economica, che grosso modo ricalca gli schemi degli accordi precedenti pur con qualche aggiornamento e miglioria, quanto la parte normativa, di definizione dei prodotti editoriali, necessariamente aggiornata per adeguarla ai nuovi fenomeni, nati merceologicamente dallo scorso anno, dei c.d. “collaterali” (termine bizzarro che viene dopo i supplementi, gli inserti, gli allegati, i compiegati... - n.d.r.), in sostanza quei libri, enciclopedie, collane, cassette, CD musicali, DVD e quant’altro in vendita abbinata al quotidiano o al periodico, ormai divenuti quasi la principale fonte di guadagno per editori e edicolanti. Il nuovo Accordo, ora all’esame dell’Antitrust, entrerà in vigore presumibilmente dopo l’estate. *** Con un verbale di accordo tra USPI e FIEG, firmato a latere dell’Accordo Nazionale, si son convenuti l’adesione dell’USPI all’Accordo e alle intese correlate e l’impegno ad osservare e a far osservare alle aziende associate le norme in esso contenute. La FIEG, dal canto suo, si è impegnata a garantire la rappresentanza dell’USPI (tramite la nomina di un proprio delegato) nelle Commissioni nazionali istituite dall’anzidetto Accordo. *** Due sono tali Commissioni Nazionali: la Commissione sulla agibilità della rete (articolo 4) e la Commissione Nazionale (articolo 15) che vigila sulla corretta applicazione dell’Accordo. La prima Commissione è incaricata di definire i problemi connessi alla funzionalità della rete di vendita, indicare metodi e criteri per realizzare e garantire nella misura più estesa la agibilità della rete di vendita tutti i giorni e coordinare la fruizione dei riposi facoltativi delle rivendite. Sullo stato di agibilità della rete verrà svolto un monitoraggio da parte di apposite Commissioni provinciali. La Commissione Nazionale, ex articolo 15 dell’Accordo, alla quale potranno partecipare complessivamente fino a dodici membri in rappresentanza di ogni parte firmataria, avrà il compito di: Notiziario USPI n° 6/2005
1) assicurare la corretta interpretazione delle norme contrattuali; 2) regolamentare eventuali fattispecie non disciplinate nell’Accordo Nazionale; 3) studiare e proporre iniziative volte a migliorare la professionalità nella gestione delle Rivendite; 4) monitorare il sistema distributivo e diffusionale, proponendo eventuali studi a livello macroeconomico della dinamica delle variabili fondamentali del canale di vendita, sia quantitative (venduto - reso distribuito) sia qualitative. La Commissione si riunirà su iniziativa del suo Presidente o su richiesta di uno dei Componenti (di cui uno dell’USPI - n.d.r.) entro 20 giorni dalla richiesta. *** Nell’Accordo viene istituito anche un Organo collegiale (tre membri permanenti) di conciliazione e garanzia, con lo scopo di definire anche in via conciliativa le controversie derivanti da violazioni dell’Accordo o delle risoluzioni della Commissione Nazionale. L’Organo di Conciliazione e Garanzia potrà erogare sanzioni di carattere pecuniario. *** Le Organizzazioni Sindacali firmatarie dell’Accordo si sono impegnate a promuovere, anno per anno, corsi di formazione rivolti ai rivenditori finalizzati anche alla introduzione delle nuove tecnologie in edicola (la c.d. informatizzazione della rete di vendita). Tali corsi saranno finanziati tramite fatturazione agli editori di un compenso che sarà definito con accordo a latere.
L’Accordo specifica e disciplina compiutamente anche tutto il processo di distribuzione della stampa, assegnando precisi compiti a tutti i soggetti della filiera. Tra i diritti-doveri dell’Editore (e/o Distributore Nazionale) troviamo quelli di definire la strategia di posizionamento del prodotto, di determinare autonomamente la fornitura da inviare in sede locale e di fornire i prodotti al distributore locale o direttamente al punto vendita. Tra i compiti del distributore locale ci sono quelli di assicurare la miglior diffusione dei prodotti, di emettere bolla di consegna (con una “sezione consegna” e una “sezione resa”), di provvedere al trasporto e al ritiro degli invenduti, di eseguire giornalmente il conteggio delle copie invendute e restituite dai punti vendita. Il Rivenditore svolge, tra gli altri, i seguenti compiti: mette in vendita al dettaglio tutti i prodotti forniti esclusivamente dall’editore o dal distributore; effettua le operazioni di compiegatura o abbinamento; fornisce i dati di giacenza dei prodotti in corso di vendita; garantisce il massimo della visibilità al prodotto editoriale; non attua forme di commercializzazione difformi dalle norme dell’Accordo. Premettendo che le parti firmatarie dell’Accordo hanno concordato di fare riferimento, ai fini dei modelli negoziali per la fornitura delle pubblicazioni stabiliti nell’Accordo, alla definizione di “prodotto editoriale” contenuta nella legge 62/01 e nella legge 47/48, ecco gli articoli citati. Il testo completo dell’”Accordo Nazionale sulla vendita dei giornali quotidiani e periodici” sarà pubblicato integralmente sul sito della nostra Unione, in prossimità dalla sua entrata in vigore. ARTICOLO 2 Definizioni Le Parti individuano le seguenti definizioni allo scopo di indicare la corretta interpretazione dei termini contenuti nel presente Accordo e definire ruoli e funzioni degli operatori della filiera della produzione, della distribuzione e della diffusione del prodotto editoriale quotidiano e periodico.
*** Non potendo, per motivi di spazio, pubblicare l’intero Accordo Nazionale che consta di 18 articoli, ci limitiamo a riportare gli articoli di più immediato impatto per gli associati, riguardanti le “definizioni” dei termini contenuti nell’Accordo (articolo 2); l’”affissione delle locandine e la propaganda promozionale” (articolo 6); la “classificazione dei prodotti editoriali quotidiani e periodici” (articolo 7); la “remunerazione per l’attività di vendita” (articolo 8); e la “permanenza dei prodotti presso i punti di vendita” (articolo 13).
Buono (sconto o omaggio) Per buono (sconto o omaggio) si intende un coupon stampato dall’editore o da un’azienda autorizzata dallo stesso che consente all’acquirente di ritirare, presso la rivendita, un quotidiano o un periodico. Il buono può coprire parzialmente (sconto) o totalmente (omaggio) il prezzo al pubblico del prodotto editoriale cui lo stesso fa riferimento e per tale valore viene accreditato nel primo estratto conto utile. Carta da collezione Per carta da collezione si intende
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FIRMATO IL NUOVO ACCORDO NAZIONALE PER LA DISTRIBUZIONE IN EDICOLA il singolo elemento illustrativo 5 non destinato ad integrare un periodico ma, eventualmente, destinato ad un mero raccoglitore. Tale prodotto, di norma commercializzato in bustine, deve essere comunque registrato come periodico. Circuito distributivo Per circuito distributivo si intende la filiera del settore composta dagli editori, dalle aziende che svolgono l’attività di distribuzione nazionale e locale e dai punti di vendita. Codice a barre Per codice a barre si intende la rappresentazione grafica del corrispettivo numerico che permette, tramite lettura ottica, l’identificazione univoca della singola uscita del prodotto così come si presenta per la messa in vendita. Lo standard prescelto dalla filiera è la struttura EAN 13 con aggiunta di un Add On di cinque cifre. Compiegamento Per attività di compiegamento (o abbinamento) si intende l’operazione di unione preventiva alla messa in vendita di due pubblicazioni o della pubblicazione di riferimento con i relativi inserti. Distributore locale Per distributore locale si intende l’impresa che, a livello locale, effettua la distribuzione di prodotti editoriali quotidiani e periodici. Distributore nazionale Per distributore nazionale si intende l’impresa che, a livello nazionale, effettua la distribuzione di prodotti editoriali quotidiani e periodici. Distribuzione locale Per attività di distribuzione locale si intende l’attività distributiva dei prodotti editoriali quotidiani e periodici svolta nei confronti della rete di vendita direttamente dall’editore o dai distributori incaricati dall’editore o dal distributore nazionale. Editore Per editore si intende l’Azienda che realizza il prodotto editoriale e svolge l’attività quale proprietaria del prodotto fino al momento della vendita dello stesso al lettore. L’editore può anche svolgere l’attività di distribuzione. Figurina Per figurina si intende un elemento illustra6
tivo (di norma stampato) destinato ad integrare un periodico (album) attraverso una numerazione prestabilita dall’editore. Di norma le figurine sono commercializzate in bustine. Inserti Per inserti si intendono i supplementi, i supporti integrativi (esempio: VHS, DVD o CD) e gli altri beni ceduti unitamente alle pubblicazioni di riferimento non dotati di diffusione e prezzo di vendita autonomi. Materiale promozionale Per materiale promozionale si intende il materiale destinato alla promozione del prodotto editoriale da consegnare all’acquirente (esempio: cartoline per giochi a premi). Permanenza Con il termine permanenza si intende il lasso di tempo nel quale la rivendita deve assicurare la messa in vendita del prodotto editoriale nelle modalità indicate dall’editore, curandone la migliore esposizione possibile. Prezzo defiscalizzato Per prezzo defiscalizzato si intende il prezzo di vendita al pubblico del prodotto editoriale a cui viene sottratta una percentuale di defiscalizzazione definita dalle parti contraenti il presente Accordo con protocollo separato. Sul prezzo defiscalizzato vengono calcolati gli sconti pattuiti. Prezzo di vendita al pubblico Per prezzo di vendita al pubblico si intende il prezzo del prodotto definito dall’editore. Tale prezzo, nel caso di prodotti in confezione, deve essere indicato in maniera visibile. In caso di prodotti da compiegarsi a cura del rivenditore la quota parte del prezzo di vendita dei singoli componenti dell’offerta editoriale dovrà essere indicata sugli stessi, oppure, nel caso di offerta editoriale indivisibile obbligatoria, su uno solo dei componenti, in entrambi i casi sempre in maniera visibile. Prodotto collezionabile Per prodotto collezionabile si intende la pubblicazione periodica di durata di norma predeterminata e destinata alla composizione di una collana editoriale avente carattere omogeneo per argomento. Prodotto editoriale Il prodotto editoriale quotidiano e periodico immesso nella rete di vendita deve corrispondere alla definizione di cui all’art. 1
della legge 62/01 e assolvere agli obblighi di cui al combinato disposto degli articoli 2 e 5 della legge 47/48 salvo quanto stabilito dall’articolo 16 della legge 62/01. Le norme stabilite nel presente Accordo si applicano ai prodotti editoriali quotidiani e periodici e non ai prodotti: - non considerati quotidiani o periodici dalle vigenti norme; - che giungano alle rivendite non in base ai modelli negoziali descritti nel preambolo; - non editoriali. Nel presente Accordo il prodotto editoriale quotidiano e periodico viene, per brevità, altresì definito “prodotto editoriale”, “pubblicazione” o “prodotto”. Il prodotto corredato dai relativi inserti o composto da pubblicazioni di norma vendute in forma autonoma e avviate separatamente al punto vendita costituisce, nella messa in vendita, un’offerta editoriale indivisibile: opzionale, qualora l’acquirente possa scegliere tra una o più proposte, oppure obbligatoria. Prodotto ricopertinato Per prodotto ricopertinato si intende un prodotto editoriale singolo o composto da un insieme di diversi numeri della stessa testata fisicamente legati o assemblati e dotato di una nuova copertina. Nel caso di prodotto composto è necessaria una registrazione autonoma. Prodotto ridistribuito Per prodotto ridistribuito si intende il prodotto immesso nuovamente nel circuito distributivo nella medesima area geografica. A tale categoria appartiene anche il prodotto costituito da confezioni (busta o altro contenitore) di diversi numeri della stessa pubblicazione o di pubblicazioni diverse già immessi precedentemente nel circuito distributivo in forma commerciale singola o accorpata. In questa categoria non rientrano i prodotti sottoposti a test. Remunerazione La remunerazione è costituita dagli sconti e dai sovrasconti riconosciuti ai rivenditori per l’attività di vendita. Ristampe Per ristampe si intendono le nuove stampe di periodici o di offerte editoriali avviati alla vendita nel primo periodo di vita commerciale e le nuove stampe di periodici o di offerte editoriali che recano, stampati sulla copertina (non mediante adesivi, bollini o sticker ovvero ancora quando l’indicazione “ristampa” sia stampata su supporto cartaceo diverso da quello della pubblicazione), l’indicazione “ristampa” e un nuovo codice a barre. Rivendita Per rivendita si intende il punto di vendita 8 esclusivo di quotidiani e Notiziario USPI n° 6/2005
LE QUOTE ASSOCIATIVE USPI
per l’anno 2005 L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2005 versando la relativa quota associativa, lungi dal corrispondere ad una rituale formalità, risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche publiche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - l’inserimento nella XIII edizione della “Guida della Stampa Periodica” (volume + CD; in preparazione) - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, marketing, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura. Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2005 (e comprensive del costo del “Notiziario USPI”) sono le seguenti:
Per le testate (secondo la tiratura dichiarata): da da da da da
€ 190,00 € 595,00 € 1.150,00 € 2.350,00 € 3.600,00
1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su
Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge.
Quota d’iscrizione (“una tantum” per le testate che si iscrivono per la prima volta): - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie
€
80,00
- Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie
€
160,00
- se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI
€
210,00
- stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI
€
320,00
Per i soci singoli ex art. 31 dello Statuto:
Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 257,Via Franceschini n. 58 - Roma, CIN: U - ABI: 05584 - CAB: 03206 - c/c: 000000004977 (intestato USPI), ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI.
ATTENZIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.
FIRMATO IL NUOVO ACCORDO NAZIONALE PER LA DISTRIBUZIONE IN EDICOLA periodici come definito dal 6 decreto legislativo 170/01.
tra la rete di vendita e la rete di distribuzione, anche del sottotitolo;
Sottotitolo Qualora la scritta di maggiore visibilità che contraddistingue il prodotto editoriale differisca dal titolo, la stessa deve essere indicata nei documenti di fornitura e richiamo resa come “sottotitolo”.
- la presenza visibile del prezzo di vendita del prodotto.
Supplemento autonomo Il supplemento autonomo viene avviato alla vendita come supplemento dotato di diffusione e prezzo autonomi rispetto alla pubblicazione di riferimento. Titolo Per titolo di una pubblicazione si intende la testata registrata dall’editore. Di norma il titolo coincide con la scritta di maggiore visibilità che contraddistingue il prodotto editoriale. ARTICOLO 6 Affissione delle locandine e propaganda promozionale Al fine di richiamare l’attenzione del lettore sul prodotto, le Aziende Editoriali possono avvalersi della esposizione di locandine sul punto di vendita. I rivenditori di prodotti editoriali devono curare e/o consentire la corretta e proporzionale esposizione del materiale ricevuto. Su tale tema, le Organizzazioni dei Rivenditori, anche a livello locale, formuleranno proposte. In occasione del lancio o del rilancio di prodotti editoriali quotidiani e periodici, le rivendite devono riservare un maggior spazio espositivo, limitatamente ai primi due numeri, alle locandine inviate dalle Aziende interessate. Questo criterio sarà applicato anche in occasione di rilanci programmati. ARTICOLO 7 Classificazione dei prodotti editoriali quotidiani e periodici Le Parti ritengono che per rendere più efficiente la distribuzione del prodotto editoriale siano indispensabili: - la presenza del codice a barre, in prima pagina per i quotidiani e in prima o quarta di copertina per i periodici, o comunque in posizione leggibile, anche sull’inserto da compiegare facente parte di un’offerta editoriale opzionale; - l’indicazione, nei documenti scambiati 8
Il prodotto editoriale viene così classificato: A) prodotto immesso per la prima volta nel circuito distributivo che riporta, in posizione visibile esternamente, le indicazioni relative al numero progressivo della pubblicazione, alla periodicità e il codice a barre. A questa categoria appartengono anche le ristampe e il prodotto ricopertinato che riportino stampati, numero progressivo, periodicità e codice a barre. Appartengono anche le singole uscite di riedizioni del prodotto “collezionabile” che, anche senza alcun mutamento editoriale, siano immesse nuovamente nel circuito distributivo, purché siano riportati in posizione visibile sulla confezione un nuovo codice a barre che specifichi il numero di edizione e le altre indicazioni di cui sopra.
locale non deve applicare alcuna percentuale di defiscalizzazione sul prodotto ridistribuito alla rete di vendita qualora l’Editore dichiari di aver già assolto l’I.V.A. sul medesimo prodotto optando per il sistema di calcolo dell’imposta sulla base della resa forfetaria conformemente alla vigente legislazione fiscale. La remunerazione è effettuata in misura percentuale, con i seguenti sconti, facendo riferimento alla classificazione del prodotto di cui all’art. 7: - per i prodotti classificati alla lettera A): 19 % sulla base del prezzo defiscalizzato di cessione al pubblico; - per i prodotti classificati alla lettera B): 24 % sulla base del prezzo defiscalizzato di cessione al pubblico; - per i prodotti classificati alla lettera C): 29 % sulla base del prezzo defiscalizzato di cessione al pubblico. Il primo numero delle pubblicazioni di nuova uscita e le enciclopedie esclusivamente alfabetiche e composte di soli fascicoli cartacei destinate ad essere rilegate in volumi, nonché le relative copertine e raccoglitori, sono soggetti ad uno sconto supplementare del 5% sulla base del prezzo defiscalizzato di cessione al pubblico.
B) Prodotto avviato alla vendita come supplemento autonomo. Tale prodotto deve riportare in posizione visibile l’indicazione “supplemento”, il proprio codice a barre e la testata di riferimento. Rientrano in questa categoria anche le figurine e il prodotto ridistribuito con nuovo codice a barre, numero progressivo e periodicità.
Tutti i prodotti, qualora privati dall’Editore anche di un solo elemento indicato nell’art. 7, saranno soggetti ad un ulteriore sconto del 5% sulla base del prezzo defiscalizzato di cessione al pubblico. Le pubblicazioni quotidiane non saranno soggette a tale sovrasconto nel caso in cui non sia esplicitata solamente la periodicità.
C) Prodotto ridistribuito con proprio codice a barre e periodicità costituito da confezione di diversi numeri della stessa pubblicazione, oppure da una busta o da altro contenitore contenente pubblicazioni varie già immesse in precedenza nel circuito distributivo, in forma commerciale singola o accorpata. Rientrano in questa categoria anche le carte da collezione.
Le Aziende Editoriali praticheranno, inoltre, i seguenti sovrasconti sul prezzo defiscalizzato nelle occasioni sotto specificate: - quotidiani editi il 27 dicembre, sovrasconto dell’8%; - periodici settimanali editi nella settimana di Natale, sovrasconto del 6%; - periodici quindicinali editi nella seconda quindicina di dicembre e mensili editi nel mese di dicembre, sovrasconto del 3%.
ARTICOLO 8 Remunerazione per l’attività di vendita La remunerazione riconosciuta alla rete per l’attività di vendita è calcolata sulla base del prezzo di copertina defiscalizzato di cessione al pubblico dei prodotti editoriali. La quota di defiscalizzazione del prezzo è definita fra le Parti con protocollo separato, in relazione ai mutamenti legislativi in tema fiscale. Il soggetto che effettua la distribuzione
Le Parti concordano che per mensili editi nel mese di dicembre si intendono quelli che riportano, come data commerciale, la dicitura “dicembre”, anche nel caso di numeri doppi. I sovrasconti sopra indicati saranno direttamente accreditati alla consegna del prodotto al quale fanno riferimento, a partire dal mese di dicembre del terzo anno di vigenza del presente Accordo. Per i primi due eserNotiziario USPI n° 6/2005
cizi, relativamente a tali sovrasconti, rimarranno in vigore le norme previste nell’Accordo nazionale 4 marzo 1994. Le Aziende Editoriali comunicheranno alle Organizzazioni dei Rivenditori i numeri sui quali verranno applicati gli sconti di cui sopra. Quando un’Azienda Editoriale fornisce un prodotto con uno o più inserti avviati separatamente, è riconosciuto, alla rete di vendita, un sovrasconto in cifra fissa pari a 0,0185 euro per ogni inserto compiegato al prodotto venduto. Nel caso in cui l’Azienda Editoriale stabilisca un prezzo di vendita del prodotto editoriale maggiorato in coincidenza con la presenza di uno o più inserti e lo sconto sull’aumento di prezzo dell’offerta editoriale indivisibile non copra interamente il sovrasconto di 0,0185 euro, alla rete di vendita è riconosciuta la differenza di sconto fino a concorrenza del sovrasconto sopra definito. Nel caso in cui invece lo sconto su tale aumento di prezzo di vendita del prodotto editoriale copra interamente il sovrasconto di 0,0185 euro, e tale aumento sia inferiore ai 5 euro, alla rete di vendita è riconosciuta una remunerazione 0,0037 euro per ogni inserto compiegato ad una copia venduta dell’offerta editoriale indivisibile. Nel caso in cui l’offerta editoriale indivisibile sia composta da soli quotidiani di norma venduti in forma autonoma e avviati separatamente al punto vendita, alla rete di vendita che effettua il compiegamento è riconosciuto un sovrasconto di 0,0185 euro. Nel caso in cui l’offerta editoriale indivisibile sia composta da prodotti con periodicità tra loro diversa e di norma venduti in forma autonoma e avviati separatamente al punto vendita, alla rete di vendita che effettua il compiegamento è riconosciuto un sovrasconto di 0,0037 euro. Alla rete di vendita non è dovuto alcuno sconto supplementare per i prodotti contenenti inserti giunti già compiegati al rivenditore. Alle strutture di vendita che operano nel regime di ritiro al banco è riconosciuto, infine, uno sconto supplementare dell’1% sul prezzo defiscalizzato, rispetto agli sconti sopra definiti. La distribuzione del materiale promozionale fornito dall’Azienda Editoriale non è soggetta a sovrasconto. Tutte le remunerazioni, definite nei commi precedenti, sono correlate all’osservanza delle previsioni normative contenute nel presente articolo. Le Aziende Editoriali comunicano alla rete Notiziario USPI n° 6/2005
di vendita, con la necessaria tempestività e chiarezza, le iniziative da attuarsi attraverso buoni sconto o omaggio. Tali buoni sono richiamati con cadenza settimanale, per il loro accredito. ARTICOLO 13 Permanenza dei prodotti presso i punti vendita La permanenza dei prodotti presso i punti di vendita segue i seguenti criteri: 1. I prodotti sino alla periodicità di bimestrale devono essere richiamati in resa all’uscita del numero successivo. In mancanza dell’uscita del numero successivo il richiamo resa deve avvenire: a) entro il 10° giorno dalla consegna nel caso di settimanale; b) entro il 21° giorno dalla consegna nel caso di quindicinale; c) entro il 40° giorno dalla consegna nel caso di mensile. Il termine di cui sopra relativo al prodotto settimanale, quindicinale e mensile viene elevato rispettivamente al quindicesimo, al trentesimo e al sessantesimo giorno dalla data di distribuzione nel caso di numero doppio programmato o per ritardo nell’attività produttiva, comunicato tempestivamente alla rete di vendita, fermo restando l’obbligo di richiamo in resa con il numero successivo. Ai fini della identificazione della periodicità, per le pubblicazioni con periodicità mensile si intende un prodotto editoriale periodico che immetta nel circuito distributivo almeno 10 numeri all’anno. 2. I prodotti con periodicità uguale o superiore al bimestrale e i supplementi con prezzo di vendita autonomo devono essere comunque richiamati in resa entro il sessantesimo giorno dalla data di distribuzione;
tali inserti entro 60 giorni dalla consegna. 4. Il primo numero dei nuovi prodotti editoriali quotidiani e periodici - sino alla periodicità settimanale - nonché delle nuove pubblicazioni collezionabili può essere richiamato in resa in occasione dell’uscita del terzo numero; 5. Il prodotto che fa riferimento a servizi pubblici è richiamato in resa all’uscita del numero successivo; 6. Le figurine dovranno essere richiamate in resa entro sei mesi dalla data di inizio della distribuzione della raccolta, le carte da collezione entro tre mesi; 7. Tutti i buoni, sconto o omaggio, saranno richiamati con cadenza settimanale; il relativo accredito dovrà essere contabilizzato sul primo estratto conto utile. L’ultimo richiamo in resa dei buoni da parte del soggetto che svolge l’attività di distribuzione dovrà avvenire entro il 15° giorno dalla data di scadenza della promozione. Decorsi tutti i termini di richiamo in resa di cui al presente articolo, il punto di vendita comunicherà al soggetto che effettua la distribuzione locale la presenza in edicola delle copie giacenti e non richiamate. Entro quattro giorni dal ricevimento della comunicazione il soggetto che effettua la distribuzione locale provvederà al relativo richiamo in resa. Fermo restando il principio sancito dal punto 5 dell’art. 10 nella parte relativa ai compiti del rivenditore, in nessun caso il rivenditore può effettuare la resa prima del termine di permanenza del prodotto editoriale. Tale possibilità è prevista solo in caso di richiamo in resa anticipato da parte del soggetto che svolge l’attività di distribuzione o dietro richiesta dell’editore. Nota a verbale
3. Gli inserti di pubblicazioni quotidiane e periodiche non cedibili senza la pubblicazione di riferimento, avviati separatamente con prezzo di vendita, salvo diversa indicazione preventiva dell’Editore al soggetto che svolge l’attività di distribuzione, devono essere richiamati in resa: a) entro 7 giorni dalla loro consegna, se allegati ad un quotidiano; b) alla scadenza del periodo di permanenza delle pubblicazioni di riferimento, se queste sono settimanali, quattordicinali, quindicinali o comunque se hanno una periodicità inferiore o uguale a quella mensile. L’editore dovrà comunque richiamare
Le Parti ritengono che costituisce grave violazione degli accordi sulla distribuzione delle pubblicazioni la prassi diffusa fra alcune rivendite di porre in resa i prodotti editoriali prima del termine di permanenza concordato e sempre in assenza del richiamo resa da parte del soggetto che svolge l’attività di distribuzione locale, sottolineando gli effetti negativi che la resa anticipata produce sull’economia degli editori e di tutta la filiera distributiva. Tanto premesso, le parti effettueranno un’attenta analisi delle cause di tale fenomeno presso due o più aree test in modo da identificare opportune soluzioni dissuasive. 9
PUBBLICISTI OGGI Chi sono, che fanno, come ci si iscrive all’Ordine dei Giornalisti, con quali possibilità occupazionali orremmo parlare del giornalismo com’è e non come dovrebbe essere. Soffermandosi sul popolo dei pubblicisti dove svettano ottimi giornalisti e dove si annidano anche velleitari grafomani. Normalmente l’aspirante pubblicista esercita altre professioni o impieghi. E’ cioè una persona che non può svolgere in esclusiva la professione giornalistica, caratteristica del giornalista professionista. La differenza, quindi, tra il professionista e il pubblicista non è dunque qualitativa ma solo lavoristica, basandosi solo sulla professionalità esclusiva dei professionisti. L’esempio tipico di pubblicismo è dato dal professore di lettere che collabora stabilmente ad una rivista di narrativa curando il settore delle recensioni e delle novità librarie. Altro esempio tipico è quello dell’impiegato direttivo o di concetto del Ministero delle Finanze che cura non occasionalmente per un periodico fiscale la pagina delle novità legislative. O infine l’avvocato che all’esercizio preponderante della libera professione aggiunge la tenuta sistematica di un massimario specializzato per una rivista giuridica. Questi sono pubblicisti in senso stretto. Ad essi si aggiungono i molti aspiranti giornalisti alle prime armi che sperano attraverso l’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti di migliorare il proprio bagaglio esperienziale e di incontrare un’occasione di lavoro. A parte il requisito essenziale dell’esclusività, i pubblicisti sono giornalisti a tutti gli effetti, così come accertato e dimostrato da importanti sentenze della Corte Costituzionale e della Cassazione. Non a caso i pubblicisti sono abilitati a svolgere le funzioni di Direttore Responsabile non solo dei periodici ma anche dei quotidiani. Va anche precisato che l’iscrizione all’Ordine non è condizione necessaria per lo svolgimento dell’attività giornalistica essendo l’espressione - in qualsiasi forma del pensiero garantita dalla nostra Costituzione. Il cronista Kirk Douglas raccontato da Billy Wilder ne “L’asso della manica” (che creava l’evento per lo scoop rallentando la liberazione del minatore imprigionato nella miniera) è uscito clamorosamente di scena. Purtuttavia sono molti i collaboratori saltuari delle redazioni piccole e grandi che sognano il tesserino similpelle dell’Ordine per fregiarsi di un titolo che ha perso molto del suo charme. E allora passiamo subito ad illustrare i requisiti per l’iscrizione all’Ordine dei giornalisti.
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COME SI DIVENTA PUBBLICISTI La condizione per l’iscrizione nell’Elenco pubblicisti è l’aver svolto per due anni attività giornalistica non occasionale e retribuita. Tale attività deve consistere in articoli, servizi, corrispondenze su quotidiani e periodici a prescindere da tirature, diffusione e corpo redazionale delle testate. La domanda deve essere corredata: 1. dai giornali e i periodici che hanno pubblicato gli scritti firmati (e anche quelli non firmati) dal richiedente. Quanti articoli devono essere stati scritti nel biennio? L’autonomia degli Ordini Regionali in passato ha dato difformi risposte a questa domanda cruciale. Opportunamente il CNOG del 30 ottobre 1995 ha stabilito che il numero degli articoli prodotti nel biennio non possa essere inferiore a 40. Con riguardo ai pezzi non firmati o firmati con pseudonimo è necessaria la dichiarazione del Direttore Responsabile che attesti, sotto la sua responsabilità, che il richiedente è l’autore degli scritti. I Direttori Responsabili facciano attenzione poiché le dichiarazioni di comodo possono produrre severe sanzioni disciplinari da parte dell’Ordine regionale territorialmente competente; 2. dal certificato dell’Editore o del Direttore responsabile che attesti la regolare retribuzione, da almeno due anni, dell’attività pubblicistica. In merito ai parametri retributivi la deliberazione del CNOG testé citata ha, con l’occasione, ritenuto che una certa congruità del compenso vada individuata nella misura non inferiore al 25% del tariffario annuale delle collaborazioni giornalistiche approvato dallo stesso Consiglio. In definitiva la documentazione deve contenere elementi circa l’effettivo svolgimento della collaborazione giornalistica nell’ultimo biennio al fine di consentire all’Ordine di accertare che l’attività nel biennio non sia stata esercitata né occasionalmente, né gratuitamente. A nostro avviso per l’individuazione della complessiva attività pubblicistica del richiedente non è inutile produrre anche articoli e servizi (soprattutto se importanti!) scritti nel periodo immediatamente anterio-
re al biennio. A conclusione di questa rapida elencazione dei requisiti richiesti sembra opportuno citare la sentenza 21-23 marzo 1968 n. 19 con la quale la Corte Costituzionale ha chiarito che: 1) Il Consiglio dell’ordine non può sindacare con valutazioni di merito i contenuti degli articoli e le modalità di espressione; 2) l’esibizione degli scritti e la certificazione dei Direttori è richiesta solo per accertare che l’attività non è stata svolta, come già detto, né occasionalmente, né gratuitamente; 3) il requisito della regolare retribuzione non postula una valutazione discrezionale dell’Ordine sul livello economico della medesima. L’EDITORE DI SE STESSO PUO’ CHIEDERE L’ISCRIZIONE NELL’ELENCO PUBBLICISTI? La qualifica di editore (o proprietario) di un periodico non è incompatibile con quella di giornalista. Ed, infatti, la 1a sezione del Tribunale Civile e Penale di Venezia, con sentenza n. 1413 del 6 maggio 1993, ha accolto il ricorso del sig. G.G., editore di un periodico che si era visto respingere la domanda d’iscrizione all’Ordine, prima dal Consiglio regionale e poi dal Consiglio nazionale; in particolare il Consiglio nazionale aveva rilevato che la periodicità trimestrale della rivista, il suo contenuto, la modestia della retribuzione e la circostanza che il ricorrente fosse contemporaneamente giornalista e proprietario della testata, non consentivano di concretizzare il requisito della non occasionalità della collaborazione. Al riguardo la sentenza testualmente rileva: “...premesso che non è più controversa la sussistenza del requisito dello svolgimento da parte del G. di attività giornalistica retribuita da almeno due anni, in ordine all’altro requisito della “non occasionalità” della prestazione - che è evidentemente cosa diversa dall’esercizio esclusivo o prevalente dell’attività giornalistica - osserva il Tribunale che nessuno degli elementi addotti dal Consiglio nazionale dell’Ordine appare idoneo a giustificare l’esclusione. Ed invero, come la qualità di proprietario della testata non è incompatibile con la qualità di giornalista, a prescindere dal tempo ad esse in concreto dedicato, così la misura della retribuzione (purché effettiva e documentata, come nella fattispecie), la frequenza della pubblicazione e il contenuto degli articoli nulla hanno a che vedere con la continuità o meno dell’attività, la quale postula unicamente un impegno costante nel tempo, concretantesi in pubblicazioni di qualsivoglia contenuto e frequenza. Quanto al lavoro svolto dal ricorrente, è indubbio che esso, ancorché pubblicato su di una Notiziario USPI n° 6/2005
rivista trimestrale, non è limitato alla stesura materiale del testo, ma presuppone tutta una attività diretta alla ricerca e alla raccolta di dati materiali e notizie, inconciliabile con l’asserita occasionalità della prestazione. La serietà e continuità dell’impegno del G. nel settore della divulgazione culturale e dell’attualità emergono del resto inequivocabilmente dall’elevato numero degli articoli pubblicati in un arco di tempo molto superiore al richiesto biennio”. Nel comparto USPI non è infrequente il caso dell’editore che abbia prestato una collaborazione giornalistica copiosa, seria e sistematica ma che abbia ravvisato l’inutilità di retribuire se stesso. In tal caso - a nostro avviso - potrebbe supplire un’autocertificazione in cui l’interessato dichiari che “essendo al tempo stesso editore e collaboratore fisso del periodico non ha ritenuto di dover autoretribuirsi per il lavoro svolto”. Analoga dichiarazione può essere rilasciata, a mo’ di testimonianza autorevole, dal Direttore Responsabile e prodotta in documentazione. Sperando di aver chiarito le condizioni che permettono di iscriversi all’Ordine dei giornalisti-Elenco pubblicisti possiamo provare a rispondere ad una non inutile domanda. A che serve il tesserino dell’Ordine? Quali gli sbocchi professionali per i neo pubblicisti?
COME CAMBIA IL LAVORO DEI PUBBLICISTI C’è stato un tempo, negli anni Cinquanta, in cui il tesserino esibito alle forze dell’ordine dava diritto ad un occhio di riguardo. Oggi un giornalista che volesse forzare un blocco in nome del diritto di informare sarebbe patetico. In mezzo secolo i pubblicisti si sono dispersi in figure professionali diverse e lo stesso termine “giornalista” ha assunto i significati più disparati. Quali sono oggi le concrete occasioni di lavoro per i giovani pubblicisti? Nel campo della carta stampata il giornalismo d’informazione registra il tutto esaurito. Qualcosa offre la stampa periodica specializzata ma si tratta prevalentemente di co.co.co. o al massimo di rapporti di dipendenza part-time. Rai, Network, emittenti locali rappresentano l’ultimo eldorado del pubblicismo ma anche il regno del precariato, del lavoro nero e dell’emarginazione professionale. I periodici telematici vivacchiano ma le precarie risorse pubblicitarie non consentono ancora agli editori di offrire situazioni occupazionali sicure. I comunicatori del settore privato sono spalmati nelle figure professionali più diverse che mette conto di enumerare: - direttore marketing;
- addetto alle comunicazioni interne; - addetto stampa; - consulente di comunicazione; - addetto all’ufficio pubblicitario; - curatore d’immagine di azienda. Infine nel mondo dello spettacolo pullulano piccoli e grandi press agent di attori, di “veline”, di calciatori mentre guadagnano cifre iperboliche i giornalisti che diventano presentatori o fantasisti di spettacoli televisivi o talk show, ma è un campo di attività che si basa esclusivamente su conoscenze dirette. LA STABILIZZAZIONE DEL PUBBLICISMO NELLA COMUNICAZIONE PUBBLICA In questo quadro dell’area privata quasi desertico, si contrappongono numerose oasi occupazionali colmate dai Ministeri, dagli Enti pubblici, dalle ASL e da Regioni, Province e Comuni dove l’iscrizione all’Ordine può ancora riscuotere una certa attenzione. L’intero settore - avviato storicamente a maturazione dagli uffici stampa, dai periodici istituzionali e dagli Uffici R.P. preposti alle informazioni ai cittadini utenti - è stato recentemente visitato da un contratto di settore che ha dato a molti redattori dignità e stabilità. Alla comunicazione pubblica le 13
Entro il 30 giugno la “Comunicazione Annuale” - Entro il 31 luglio la “I.E.S.”
LE SCADENZE E GLI ADEMPIMENTI TELEMATICI PER GLI EDITORI ISCRITTI AL ROC icordiamo a tutti gli editori già regolarmente iscritti al ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione) o che abbiamo inoltrato domanda di iscrizione fino a tutto il 2004 che il 30 giugno scade il termine per l’invio della modulistica riguardante i dati anagrafici annuali dell’editore iscritto al ROC, ed il 31 luglio il termine per l’invio della modulistica della Informativa Economica di Sistema. Le comunicazioni di cui alla delibera n. 129/02/CONS (Informativa Economica di Sistema) e le dichiarazioni di cui all’articolo 24 del Regolamento per la tenuta e l’organizzazione del Registro degli operatori di comunicazione (Comunicazione Annuale) devono essere trasmesse utilizzando esclusivamente i modelli telematici disponibili sul sito: www.roc.infocamere.it. La “Comunicazione Annuale”, contenente i dati anagrafici dell’editore, dovrà essere trasmessa telematicamente entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio per le società di capitale e le cooperative, ed entro il 30 giugno per tutti gli altri soggetti.
R
Notiziario USPI n° 6/2005
La modulistica della IES (Informativa Economica di Sistema) con i dati contabili riferiti al 2004, o il Modello U (previsto per alcune tipologie di editori) andranno invece inviati entro il 31 luglio p.v. Ricordiamo, infine, una terza scadenza che riguarda sempre gli iscritti al ROC. E’ quella del 15 settembre di ogni anno per l’invio, pare ancora cartaceo a mezzo posta, del modello per il contributo all’attività e al funzionamento dell’Authority. Da quando è stato istituito tale contributo, gli editori di quotidiani e periodici, anche telematici, sono stati esentati dal versamento (che deve effettuarsi entro luglio) ma non dall’invio della relativa modulistica. Sembra che anche quest’anno sarà così, ma il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze che lo deve stabilire non è stato ancora emanato. Come al solito, informeremo con tempestività i nostri associati. REGISTRAZIONE UTENTI Per inviare telematicamente la modulistica
della Comunicazione Annuale e della IES, occorre essere registrati sul sito www.roc.infocamere.it . La procedura di registrazione consente di richiedere l’identificativo utente e la relativa password per l’accesso al servizio. Al termine della procedura on line di registrazione, l’utente dovrà stampare il modulo con i dati riepilogativi della richiesta, accertandosi che il modulo stampato riporti il numero identificativo della richiesta. Tale modulo, assieme alla fotocopia del documento identificativo del rappresentante legale della casa editrice, dovrà essere inviato al numero di fax 081/75.07.581. L’Autorità, dopo opportuna verifica, attiverà l’identificativo richiesto e invierà una e-mail di conferma all’indirizzo indicato. Solo allora sarà consentito l’accesso alla modulistica per la compilazione e l’invio telematico dei dati richiesti. E’ chiaro che gli utenti che si fossero già registrati negli anni scorsi non dovranno effettuare una nuova registrazione. Per loro, infatti, restano validi l’identificativo e la password scelta precedentemente. 11
Gli interventi dei rappresentanti dell’USPI a importanti Convegni a Roma e Genova Convegno dell’UCSI a Roma
COME POTRETE LAVORARE?
GIOVANI GIORNALISTI: SPERANZE MOLTE, POSSIBILITA’ LIMITATE
Per rispondere a questa domanda, abbastanza problematica, indicatori e congetture devono necessariamente ricavarsi dalla situazione e dalle tendenze attuali. Nel 2003 l’USPI ha iscritto e organizzato 3.100 testate edite da 2.110 editori di piccolo e medio capitale. Tali aziende, a larga maggioranza monoprodotto, hanno impiegato; 1.500 giornalisti dipendenti; 2.500 co.co.co.; 12.500 collaboratori occasionali. Il personale dipendente è stato assunto con il contratto CONFAPI/CGIL, CISL, UIL delle piccole e medie aziende della comunicazione che prevede, tra l’altro, queste figure professionali: il coordinatore di redazione, l’operatore redazionale, il grafico impaginatore, la segretaria di redazione, il correttore di bozze. Il Direttore responsabile è, in genere, incaricato con un contratto di collaborazione libero professionale e retribuito con il tariffario annuale approvato dall’Ordine dei giornalisti. Dal 2003 ad oggi le testate associate all’USPI sono salite da 3.100 a 3.300 ma mentre non è aumentato il numero dei redattori dipendenti a tempo pieno o part-
time, sono aumentati, per effetto della Legge Biagi, i co.co.co. e i redattori occasionali in prevalenza non iscritti all’Ordine dei giornalisti. Ciò è dovuto agli affanni economici in cui versano i piccoli editori che devono affidarsi esclusivamente ai ricavi da vendite per l’esiguità dei ricavi da pubblicità. In tale condizione strutturale grande rilevanza assumono nel bilancio le spese di distribuzione le quali possono arrivare a sfiorare anche il 50% del prezzo di copertina. Queste due situazioni spiegano l’attenzione che il piccolo editore - il cui fatturato annuo non supera in genere i 500.000 euro - deve riservare alle spese di personale e agli oneri riflessi. La situazione occupazionale del giornalismo specializzato del comparto USPI è dunque anche più seria di quella del giornalismo d’informazione generale e l’unica oasi serena è - a mio avviso - quella della comunicazione pubblica. Oltre ai Ministeri, agli Enti pubblici nazionali, alle Regioni e alle Province non c’è Comune di media grandezza che non editi un periodico d’interesse generale. I bilanci di questi periodici sono a pareggio garantito e lo stesso dicasi per i giornali editi, nell’area USPI, da 568 sindacati e associazioni categoriali e professionali. Certo non è molto. Ma ho sentito il dovere di parlarvi non del giornalismo come dovrebbe essere ma, più sinceramente, del giornalismo come presumibilmente sarà.
alcuna categoria merceologica. Il nostro è un prodotto culturale di informazione che accresce culturalmente le persone e come tale va considerato e tutelato. Infatti la carta stampata non si può trattare come un qualsiasi altro prodotto industriale, senza alterarne la natura, ostacolando così non solo la libertà di espressione, ma anche la percezione di idee innovative. Il processo di concentrazione e globalizzazione della carta stampata, operato negli ultimi anni, sta riducendo il prodotto editoriale in prodotto industriale, con conseguente omologazione, uniformazione e manipolazione per nulla mascherata del grande numero di periodici pubblicati e dalla moltiplicazione di titoli che fanno solo una fugace apparizione. I meccanismi che si possono individuare in questo processo sono la dittatura del marketing, la redditività a breve termine e l’assoggettamento della carta stampata alle stesse regole di produzione e commercializzazione dei prodotti industriali. Questi meccanismi di uniformazione e in qualche caso di deformazione del prodotto
editoriale mettono in discussione non solo la libertà di espressione ed il pluralismo culturale, ma mettono in pericolo anche il futuro democratico del Paese, poiché si danneggia la democrazia mediatica che è componente integrante della democrazia politica. - Il secondo principio che discende direttamente dall’art. 21 della Costituzione (“il diritto-dovere di informare ed essere informati’’) è la “parità di trattamento” tra tutte le testate grandi. medie e piccole, sancito dall’ art. 14 della 416 (ora abrogato) e ripreso a pieno titolo dal decreto legislativo 170 che lo afferma sia per i punti esclusivi che per quelli non esclusivi. Sono presenti nelle edicole circa 400 periodici con il marchio USPI, molti a livello
Si è svolto a Roma, nella Sala della Biblioteca del CNEL, il 16 maggio u.s., un Convegno sul tema: “Cont(r)atto: giovani giornalisti tra speranze e promesse non mantenute”, organizzato dall’UCSI del Lazio. Dove andremo a lavorare? Come potremo lavorare? Con quali percorsi formativi? A queste tre problematiche domande hanno risposto altrettante tavole rotonde animate da giornalisti, rappresentanti di categoria e manager. Un momento di riflessione e confronto delle parti sociali si è avuto con la tavola rotonda su “Come potremo lavorare” alla quale hanno partecipato Paolo Serventi Longhi, Segretario Generale Fnsi, Giancarlo Cinoglossi, Vicepresidente vicario della Giunta Esecutiva USPI e Stefania Careddu dell’UCSI. Il Dr. Serventi Longhi, ha espresso apertura verso contratti giornalistici differenziati per comparti diversi dall’ambito FIEG, pur riconoscendo una funzione di riferimento allo storico “pachiderma contrattuale” dei giornalisti dipendenti dalle grandi aziende della Federazione Editori. Il Dr. Cinoglossi ha tratteggiato i punti di vista dell’USPI con una riflessione di cui riportiamo la seguente sintesi.
EDICOLA RISORSA PER GENOVA Promosso dal Comune a Palazzo Rosso, il 28 febbraio scorso si è tenuto il Convegno “Edicola risorsa per Genova”. Il sottotitolo era “edicola, crocevia di cultura e democrazia”. Obiettivo del Convegno è stato quello di presentare il nuovo piano di localizzazione dei punti vendita di quotidiani e periodici, realizzato in collaborazione con gli editori, i rivenditori e i distributori locali. In rappresentanza dell’USPI, ha portato il saluto della nostra Unione Gianmario Siboni, Componente della Giunta Esecutiva e Fiduciario regionale dell’USPI. Ecco il testo del suo intervento: “Porgo il saluto di tutta l’Unione Stampa Periodica Italiana ai convegnisti presenti. Il sottotitolo di questo convegno sintetizza in maniera essenziale due principi che per l’USPI sono irrinunciabili: - l’affermazione che il prodotto editoriale non è, e non può essere, uguale a quello di 12
Notiziario USPI n° 6/2005
LAVORO, diritto, fisco e previdenza - LAVORO, diritto, fisco e previdenza - LAVORO, diritto, fisco e previdenza I REDATTORI “MINIOCCASIONALI” ISCRITTI ALL’ORDINE NON DEVONO ISCRIVERSI ALL’INPGI2 Nel numero di marzo u.s. di questo Notiziario (pag. 13) abbiamo dato notizia di un parere dell’INPS sulla sussistenza dell’obbligo contributivo anche per i collaboratori occasionali che effettuano prestazioni di durata non superiore a trenta giorni annui, con compenso annuo non superiore a cinquemila euro, essendo gli stessi tenuti alla iscrizione alla gestione separata dell’istituto. La notizia andava ovviamente riferita ai collaboratori editoriali e ai redattori occasionali non iscritti all’Ordine dei Giornalisti. Per questi ultimi infatti l’ente previdenziale al quale occorre obbligatoriamente riferirsi è l’INPGI, Gestione Separata. A tale riguardo Franco Abruzzo, Presidente dell’Ordine della Lombardia, tornando sull’argomento nel numero di maggio u.s. di “Ordine TABLOID”, precisa che sono tenuti ad iscriversi all’INPGI 2 solo i redattori occasionali che superano una retribuzione annua di 1.500 euro. Ed infatti il Comitato amministratore della Gestione previdenziale separata dell’Istituto (Inpgi/2) ha approvato una rilevante modifica al Regolamento che potrà risolvere il problema di vari giornalisti i quali oggi sono tenuti, in base alla legge generale (dlgs n. 103/1996) da cui ha avuto origine 1’lnpgi/2, a versare contributi previdenziali che rappresentano una parte conlocale e con bassa diffusione ma anche molti a livello nazionale con significative ed importanti tirature. E i prodotti Uspi non sono quelli che, come si afferma comunemente “intasano” le edicole. Essi sono prodotti culturali, di informazione locale e nazionale, specializzati e di nicchia, che alla fine hanno il minor numero di rese perché rivolti ad un pubblico affezionato e ben definito. Crediamo quindi fermamente che il Sistema Edicole rivesta un ruolo fondamentale nella tutela del pluralismo informativo in Italia. In particolare il Decreto Legislativo n. 170 del 2001, confermando il principio della “parità di trattamento” tra le testate ha inteso salvaguardare il principio cardine del sistema editoriale. Tale principio ha resistito a vari tentativi promossi dalla grande Editoria al fine di creare un sistema dedicato ai propri prodotti. In questo quadro ogni proposta di riforma del settore dovrà tenere conto della specifica rilevanza delle edicole e della necessità di tutelare l’intero comparto editoriale. Notiziario USPI n° 6/2005
sistente dei lori modesti introiti. La delibera prevede che l’iscritto all’lnpgi/2 il quale percepisca un reddito da attività professionale autonoma pari o inferiore a 1.500 euro annui, abbia la facoltà per quell’anno di non versare il contributo soggettivo, integrativo e di maternità (attualmente pari, nella misura minima, a 337,53 euro complessivi per coloro che siano iscritti all’Ordine da più di cinque anni, e a 105,12 euro per chi invece abbia un’anzianità professionale inferiore). La delibera riguarda tutti i giornalisti e anche coloro che abbiano già una posizione previdenziale da lavoro subordinato e che abbiano contemporaneamente redditi da attività giornalistica autonoma. La delibera approvata prevede dunque che l’iscritto all’lnpgi 2 il quale percepisca un reddito da attività professionale autonoma pari o inferiore a 1.500 euro annui, abbia la facoltà per quell’anno di non versare il contributo soggettivo, integrativo e di maternità (€ 337,53 per gli iscritti all’OdG da più di cinque anni, € 105,12 per gli iscritti da meno di cinque anni). Nel dettaglio la delibera prevede la seguente procedura: - entro il 30 settembre il giornalista che ritenga di non conseguire nell’anno un reddito superiore a 1.500 euro, potrà inviare alla Gestione separata una dichiarazione in cui attesta di trovarsi in tale situazione reddituale. In tal caso non dovrà corrispondere i contributi minimi (soggettivo ed integrativo), né il contributo di maternità; - l’anno successivo comunque, l’interessato sarà tenuto ad inviare copia della dichiarazione dei redditi per la parte riguardante l’attività giornalistica autonoma; - infine, se le previsioni formulate il 30 settembre si rivelassero errate, e se entro la fine dell’anno i redditi da lavoro autonomo superassero i 1.500 euro, il collega sarà tenuto a darne comunicazione e a corrispondere il contributo minimo, provvedendo al saldo l’anno successivo. QUANDO LE MANSIONI DEL DIRETTORE SONO PROMISCUE Un’azienda biellese di piccole dimensioni, editrice di due periodici, prospetta la necessità di far svolgere - a tempo pieno - al Direttore Responsabile, anche mansioni amministrative di natura direttiva. Chiede, pertanto, un parere sul contratto, sulla qualifica e sul relativo trattamento giuridicoeconomico da riconoscere all’interessato.
Il Contratto a cui le aziende USPI possono far riferimento è quello USPI-CONFAPI 17 luglio 2001 per i dipendenti delle piccole e medie aziende della Comunicazione. Stante l’atipicità delle mansioni promiscue che il Direttore Responsabile dovrà svolgere, a nostro avviso, sembra equo riconoscere all’interessato la categoria di Quadro, introdotta con la legge n. 190/95, che si colloca in una posizione intermedia tra i dirigenti e gli impiegati con funzione direttive. Ai sensi dell’art. 75 dell’anzidetto contratto la categoria di Quadro viene attribuita ai lavoratori che con un superiore grado di responsabilità e capacità gestionale, organizzativa e professionale, svolgano con ampia attribuzione di autonomia decisionale funzioni di centrale rilevanza ai fini del raggiungimento degli obiettivi dell’azienda editrice. Al Quadro si applica il trattamento economico iniziale lordo di € 1.269,76 (maggiorato dell’indennità di contingenza di € 541,65), mentre - con riguardo allo stato giuridico - ai sensi dell’art. 76 del Contratto, si applica la normativa prevista per gli impiegati. Con l’occasione informiamo i lettori che sono stati già programmati gli incontri per arrivare con sollecitudine alla sottoscrizione del nuovo CCNL che avrà validità 1° gennaio 2005 - 31 dicembre 2008. In questa rubrica abbiamo diffusamente trattato dell’obbligo di iscrivere all’INPGI il personale che svolga mansioni giornalistiche e che sia disciplinato dal Contratto USPI-Confapi.
PUBBLICISTI OGGI Istituzioni oggi assegnano la funzione non solo di mantenere relazioni con i cittadini ma di fungere da collante delle comunità rispondendo ad un bisogno di costruzione sociale. Questa funzione è quanto mai necessaria in una società post-tradizionale, caratterizzata da complessità, differenziazioni e articolazioni del tutto nuove. In ragione della sua rilevanza la pubblica comunicazione richiede di essere affidata a giornalisti esperti, a pubblicisti preparati destinati ad essere il biglietto da visita delle Istituzioni. Chi volesse approfondire questo vasto campo politico ed occupazionale può trovare un valido contributo metodologico e di esperienze e una definizione di comunicazione per l’interesse generale nel volume di Carla Bertolo “L’interfaccia e il cittadino” edito quest’anno da Guerini e Associati di Milano.
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BIBLIOTECA USPI Secondo rapporto sulla comunicazione ITALIANI & MEDIA Le diete mediatiche per gruppi e tribù (Elaborazione: CENSIS-UCSI) FrancoAngeli Ed., Milano 2005, pagine 272, € 22,00 Nonostante il miglioramento - se non qualitativo quanto meno quantitativo - dell’istituzione scolastica, il 56% degli italiani dice di leggere un quotidiano e solo il 43% in modo abituale (che non significa ogni giorno ma almeno tre volte alla settimana). Non più esaltanti sono le percentuali dei lettori di periodici: per i settimanali il 43%, di cui solo il 16,6% “abituali” e ancora meno per i mensili. Rimane un curioso contrasto tra il numero relativamente basso dei lettori e la incessante moltiplicazione delle testate. Sono comunque smentite le previsioni della morte della carta stampata da questo secondo rapporto sulla comunicazione con il
NOTIZIARIO Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Fax: 06.40.66.859 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Giancarlo Cinoglossi Redattore Capo: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: SO.GRA.RO. SpA - Via Ignazio Pettinengo, 39 00159 Roma Il n. 6 (giugno 2005) è stato stampato il 1° giugno 2005
Notiziario USPI n° 6/2005
quale il CENSIS e l’UCSI proseguono a fotografare la vita dei maggiori media italiani. Il popolo mediatico è suddiviso in cinque fasce, a seconda del numero di media utilizzati. Ecco allora i Marginali, pari al 9,1% della popolazione, e fruitori di un solo mezzo di comunicazione; i Poveri di media (37,5%, due-tre media); i Consumatori medi (36,3%, quattro-cinque media), gli Onnivori (14,8%, sei-sette media); i Pionieri (2,3%, otto e più media). La ricerca basata su una grande quantità di dati raccolti offre un quadro interessante sulle tendenze del mercato multimediale. E l’USPI si unisce con un applauso al soffio con cui i genitori del Rapporto hanno spento le due candeline. REMEDIATION di Jay David Bolter e Richard Grusin (con prefazione a cura di Alberto Marinelli) Guerini Studio, Milano 2005, pagine 316, € 24,50 Alberto Marinelli nella prefazione avverte che nella nostra cultura un singolo medium non può mai operare in forma isolata poiché si appropria di altri media e cerca di competere con loro rimodellandoli. Il volume di Bolter e Grusin, docenti del Georgia Institute of Technology, nel termine “rimediazione” identificano il rapporto tra vecchie e nuove tecnologie della comunicazione modificando i rapporti tra le persone. Le dimensioni tecnologiche anche nei casi estremi come la realtà virtuale non sono mai separate dalle pratiche sociali e dagli stili percettivi interdipendenti come i computer games, la fotografia digitale, il cinema, la TV, l’arte digitale, la grafica iperrealistica. Il contenuto di un medium è sempre un altro medium. Il contenuto della scrittura è il discorso, così come la parola scritta è il contenuto della stampa e i contenuti dei media digitali sono tutti gli altri media in un rimando che non si arresta di fronte ai confini di ogni singolo ambiente comunicativo. Insomma nel sistema mediatico nulla si crea e nulla si distrugge e, quindi, la vera novità potrebbe essere rappresentata da un nuovo media che non facesse ricorso a nessuno degli altri media. E così come avviene nella pittura, dove l’arte astratta è anche figlia dell’espressionismo che è anche figlio dell’impressionismo che deve qual-
cosa anche a Caravaggio e via risalendo, per la cultura mediatica una mediazione senza rimediazione sembra impossibile: i nuovi media rimodellano i vecchi e, allo stesso tempo, i vecchi media sono costretti a riproporsi in forme nuove per rispondere alla sfida della “rivoluzione continua”.
L’EUROPA DI CARTA Guida alla stampa estera di Giancarlo Salemi FrancoAngeli Ed., Milano 2005, pagine 208, € 17,00 L’informazione dei quotidiani, scossa dalla spallata dell’informazione televisiva “usa e getta”, arranca tra crisi economiche, invadenza del marketing e spregiudicate rincorse al linguaggio del teleschermo: globale, veloce, ripetitivo e sempre più influenzato dalla logica dello spettacolo e dell’audience. Ma nelle storiche testate quotidiane della vecchia Europa come vanno le cose? E’ utile attardarsi nelle diagnosi minuziose sullo stato di salute del “Corriere della Sera” o di “Repubblica”, ignorando provincialmente i quotidiani di riferimento dei Paesi limitrofi? A queste domande soccorre opportunamente questa guida alla stampa estera - in edizione riveduta ed ampliata - che spiega come stia cambiando la vita dei quotidiani inglesi, francesi, tedeschi e spagnoli. Apprendiamo così che se Atene piange Sparta non ride. In Francia i mitici “Le Monde” e “Le Figaro” si piegano alle leggi di mercato e si presentano in edicola sorretti da film, cd e dvd. In Germania la carta stampata nel 2003 è stata colpita da una crisi vistosa: il fatturato totale del settore è sceso del 5,4% - registrando il peggior calo dalla fine della seconda guerra mondiale - mentre i ricavi netti del mercato pubblicitario sono scesi del 9,8%. In Gran Bretagna alla battaglia dei costi dei quotidiani è seguita la guerra tra quality press e tabloid. In Spagna “El Mundo”, “ABC”, “Periodico” e “La Vanguardia” alle ultime elezioni politiche hanno dato per scontata la riconferma dei popolari sottostimando clamorosamente il leader socialista Zapatero. Questa analisi consente al lettore di confrontare la stampa quotidiana italiana con quella europea, conoscendone le vicissitudini, l’evoluzione e i pubblici di riferimento.
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PERIODICI ASSOCIATI ALL’USPI (373° elenco) “AFFARI ESTERI”
“MACRAME’”
“SCIENZA E CONOSCENZA”
Largo Fontanella di Borghese n. 19 00186 ROMA Direttore: Carlo Russo Editore: AISPE Periodicità: trimestrale Materia trattata: periodico informativo a carattere politico-diplomatico
Corso Trapani n. 95 00141 TORINO Direttore: Pio Luigi Ciotti Editore: Gruppo Abele Periodici Periodicità: bimestrale Materia trattata: diritti, cittadinanza, legalità
Via Savona n. 66 47023 DIEGARO DI CESENA FC Direttore: Giorgio Gustavo Rosso Editore: Macro Edizioni S.carl Periodicità: trimestrale Materia trattata: scienza, fisica quantistica, antiche conoscenza
“CUCINA & VINI”
“MAGICO UNCINETTO”
“SEMPLICE”
Largo Rodolfo Lanciani n. 1 00162 ROMA Direttore: Gianfilippo Coletta Editore: Alexandra Editrice srl Periodicità: mensile Materia trattata: enogastronomia
Via di Tor Cervara n. 280 00155 ROMA Direttore:Vanda Pasqua Coletta Editore: Alexandra Editrice Periodicità: mensile Materia trattata: lavori femminili all’uncinetto
“ITALIA TV”
“PIN - Pneumology & Infectivology News” Corso Trieste n. 61 00198 ROMA Direttore: Antonio Guastella Editore: Mediprint srl Periodicità: trimestrale Materia trattata: pneumologia, infettivologia
Via Pietro Mascagni n. 2 00199 ROMA Direttore:Vincenzo Terranova Editore: Dario Pettinelli Periodicità: periodico on-line Materia trattata: politica, economia, cultura, enogastronomia, sport, moda “JOURNAL FOR THE INTERCULTURAL AND INTERDISCIPLINARY ARCHAEOLOGY” Via G. Leopardi n. 56 80044 OTTAVIANO NA Direttore: Antonella D’Ascoli Editore: Antonella D’Ascoli Periodicità: trimestrale Materia trattata: archeologia, scienze dell’antichità, scienze applicate all’archeologia
Viale Comaschi n. 116 56021 CASCINA PI Direttore: Patrizia Lupino Editore: DEA demografici associati Periodicità: mensile Materia trattata: norme, regolamenti e modulistica per i servizi demografici dei comuni “TAX PLANNING” Largo Schuster n. 1 20121 MILANO Direttore: Antonio Sofia Editore: Antonio Sofia Periodicità: trimestrale Materia trattata: aspetti fiscali, finanziari e societari delle attività internazionali
“PITTURA SU TESSUTO E SETA”
“VENETO AGRICOLTURA”
Via di Tor Cervara n. 280 00155 ROMA Direttore:Vanda Pasqua Coletta Editore: Alexandra Editrice Periodicità: trimestrale Materia trattata: tecniche per dipingere tessuti
Via dell’Università n. 14 35020 LEGNARO PD Direttore: Domenico Vita Editore:Veneto agricoltura Periodicità: bimestrale Materia trattata: agricoltura, territorio, ambiente
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