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Anno 2007 - Edizione N. 4 - Aprile

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NOTIZIARIO

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UNIONE

STAMPA PE RIODIC A ITAL IANA

16/04/2007

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ANNO 43° - MENSILE

Uspi

- 11 NUMERI

Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L. 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma. In caso di mancato recapito rinviare all’ufficio P.T. di Roma - Romanina detentore del conto per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa in vigore

neretto

Le conseguenze

FIRMATO L’ACCORDO PER LA PREVIDENZA INTEGRATIVA DEI DIPENDENTI A CONTRATTO USPI-UNIGEC

Conclusa la fase delle audizioni delle associazioni di categoria (v. pagina 5), il Sottosegretario Levi e la commissione presieduta dal prof. Enzo Cheli dovrebbero procedere alla preparazione del disegno di legge di riforma del settore editoriale. La presentazione del ddl è prevista per il mese di giugno. L’USPI ha ribadito per l’ennesima volta la sua contrarietà ad ogni forma di intervento sulle provvidenze, in particolare sulle agevolazioni postali. E’ chiaro a tutti coloro che si occupano di editoria con cognizione di causa che ogni volta che si toccano le tariffe postali molte piccole testate sono costrette a cessare l’attività. Si badi bene: non stiamo parlando di interventi epocali, ma di aumenti tariffari significativi. Non facciamo fatica ad immaginare cosa succederebbe se fosse modificato il sistema delle agevolazioni con un immediato raddoppio del costo di spedizione. Un intero settore si troverebbe in ginocchio senza la minima possibilità di rialzarsi. Prospettiva nefasta, in verità. Noi, però, continuiamo ad essere ottimisti e pensiamo che questi mesi di lavoro e riflessione porteranno ad evitare il ripetersi di errori gravi, oltretutto non giustificati da alcuna ragione reale politica ed economica.

’USPI e i Sindacati dei dipendenti delle piccole e medie aziende della comunicazione, aderenti a CGIL, CISL e UIL hanno firmato un Accordo che assicura ai lavoratori a Contratto USPI-UNIGEC la possibilità di fruire della previdenza integrativa gestita dal FONDAPI, Fondo pensione complementare per i dipendenti previsto dall’art. 49 del vigente Contratto. La convenzione riveste particolare importanza in relazione alla riforma del TFR che tra le opzioni dei dipendenti prevede ed incoraggia l’adesione ai Fondi contrattuali. Questo il testo dell’accordo: “Al fine di assicurare a tutti i lavoratori dipendenti (tempo indeterminato, parttime, tempo determinato con contratto di durata superiore a 6 mesi, apprendisti ecc.) compresi nella sfera di applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti delle piccole e medie aziende della Comunicazione, dell’Informatica e dei Servizi Innovativi stipulato il 12 aprile 2006, la previdenza integrativa complementare così prevista dal D.L. n. 124/93 e successive modifiche ed integrazioni, dando così attuazione alla relativa clausola contrattuale,

DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI

CONTRIBUTO ALL’AUTORITA’ PER LE COMUNICAZIONI

Ad aprile gli editori di quotidiani, plurisettimanali e settimanali con sede in Val d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige devono inviare alle Biblioteche Nazionali le copie distribuite nel 1° trimestre dell’anno 2007. Tutte le informazioni sul sito www.uspi.it (vedere a pagina 5)

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APRILE 2007

Il Fondo di previdenza complementare è il FONDAPI

L

Scade il 30 aprile il termine per il versamento del contributo all’Autorità per le Comunicazioni. Entro il 31 maggio l’obbligo di inviare la relativa modulistica. Le modalità di versamento, le esenzioni ed il modello sono scaricabili dal sito www.uspi.it (vedere alle pagine 12 e 13)

CONVENGONO

l) Di aderire, a far data dal 1/1/2007, al Fondo di Previdenza Complementare FONDAPI (Fondo pensione complementare per i dipendenti delle Aziende associate a CONFAPI). 2) Le contribuzioni dovute al Fondo, da parte del lavoratore aderente, con decorrenza dal momento che ne fa richiesta e del datore di lavoro dal quale dipende, sono costituite da: - l % a carico dell’ azienda ed l % a carico del lavoratore da calcolarsi con riferimento alla retribuzione utile per il T.F.R.. 3) Con riferimento alla quota di T.F.R da maturare nell’anno, la contribuzione sarà pari al: - 2% della retribuzione utile per il T.F.R. per i lavoratori con contribuzione previdenziale antecedente al 28/04/93; - 100% del T.F.R: per i lavoratori con contribuzione previdenziale successiva al 28/04/93. 4) La quota una tantum, non utile ai fini pensionistici, da versarsi all’atto di iscrizione, è pari ad euro 11,36, di cui euro 5,68 a carico del datore di lavoro ed euro 5,68 a carico del lavoratore. 5) E’ data facoltà ai lavoratori associati di effettuare versamenti più elevati di quelli previsti dalle fonti istitutive, sulla base delle disposizioni delle leggi vigenti. 6) Le trattenute da parte dell’azienda sulla busta paga del lavoratore avverranno con cadenza mensile. 7) Sono fatte salve eventuali adesioni già acquisite da FONDAPI, da parte di Aziende aderenti all’USPI e le relative contribuzioni saranno adeguate a quelle”.

Articoli e notizie di questo Notiziario possono essere liberamente riprodotti citandone la fonte. Se ne raccomanda, anzi, la massima diffusione da parte di tutti i periodici associati all’USPI, nell’interesse della categoria QUESTO NOTIZIARIO VIENE SPEDITO AGLI ASSOCIATI USPI IN REGOLA CON IL VERSAMENTO DELLE QUOTE


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TFR O PREVIDENZA INTEGRATIVA? ENTRO IL 30 GIUGNO LE SCELTE

l 1° gennaio u.s., per effetto della legge finanziaria n. 296/06, è entrato in vigore il nuovo regime del Tfr (trattamento di fine rapporto) per circa 13 milioni di dipendenti del settore privato. Con un anno di anticipo rispetto alla decorrenza prevista dalla riforma delle pensioni attuata dal Governo Berlusconi con dlgs. n. 252/05. Perché questa rivoluzione e questa urgenza? Lo spiega il ministro del lavoro Damiano: “La necessità di destinare il Tfr a previdenza complementare è scaturita dal fatto che sono mutate le condizioni generali di vita, fortunatamente le donne e gli uomini vivono più a lungo. Questo ha determinato l’esigenza di interventi di riforma del sistema previdenziale pubblico in modo da garantire la sua sostenibilità finanziaria. Ciò ha voluto dire passare dal sistema di calcolo retributivo a quello contributivo, che ha prodotto un abbassamento delle prestazioni”. Insomma poiché le future pensioni saranno molto più basse dell’ultimo stipendio si è voluta creare una pensione di scorta utilizzando le quote di Tfr che si maturano da quest’anno in poi. Il ministero del lavoro oltre al numero verde 800.196.196 ha aperto un sito www.tfr.gov.it da cui attingere informazioni e dal quale scaricare la modulistica. Poiché la posta in gioco, soprattutto per i giovani, è rilevante i sindacati categoriali dei lavoratori e dei datori di lavoro hanno attuato una campagna di comunicazione dalla quale l’USPI non si sottrae. Diciamo subito che sono interessati alla riforma tutti i lavoratori dipendenti del settore privato. Chi sono i dipendenti? Sono i lavoratori a tempo indeterminato, a part-time, a tempo determinato (con contratto di durata superiore a 6 mesi) e gli apprendisti. Sono interessate alla riforma tutte le aziende private, anche gli editori che hanno un solo dipendente. Non sono invece toccate dalla riforma le microaziende editrici che abbiano solo co.co.co., co.co.pro. e collaboratori occasionali o autonomi (free lance). Questo contributo è destinato soprattutto alle piccole aziende editrici di periodici che ancora non disponessero di un adeguato quadro di sintesi. Ai piccoli editori consigliamo di non improvvisarsi “consulenti previdenziali” dei propri dipendenti, ma di avvalersi dei consulenti del lavoro o di indirizzare gli interessati nella vasta e qualificata rete informativa (v. box a pagina 7). Il 30 giugno è vicino. Dopo tale data scatta il silenzio-assenso e il Tfr viene dirottato dal datore di lavoro al Fondo contrattuale, 2

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che per i dipendenti a contratto USPI-UNIGEC “per i dipendenti delle piccole e medie aziende della comunicazione dell’informatica e dei servizi innovativi” è il FONDAPI a cui l’USPI aderisce (www.fondapi.it). Parliamo, ben inteso, del Tfr maturando (che perde la sua natura di “liquidazione” e diventa montante pensionistico) e non del Tfr maturato al 31.12.06 che resta in azienda e continua ad essere gestito con le regole applicate finora in quanto non toccato dalla riforma. CHE SUCCEDE ALLE AZIENDE CON PIU’ DI 50 DIPENDENTI?

La riforma non peserà né sui lavoratori, né sulle aziende con meno di 50 dipendenti, che sono la grande maggioranza dei soci USPI. Solo le imprese con più di 50 dipendenti, dovranno rinunciare al Tfr maturando dai propri dipendenti, che finora costituiva una fonte di finanziamento, poiché veniva accantonato nei bilanci aziendali. D’ora innanzi le stesse aziende dovranno destinare le quote del Tfr al fondo pensioni scelto dal dipendente o, nel caso di silenzio-assenso, al fondo contrattuale. Le imprese con più di 50 dipendenti nel luglio p.v. verseranno al fondo di tesoreria INPS (www.inps.it) le quote Tfr dei dipendenti che hanno optato per la conservazione del Tfr. LE ALTERNATIVE DEI DIPENDENTI

Veniamo, finalmente; al sodo: qual è l’alternativa che oggi si pongono i dipendenti che non hanno ancora esplicitato per iscritto la loro scelta? Mantenere il Tfr futuro in azienda o destinarlo ai fondi pensione? Disporre di una liquidazione a fine rapporto o costruirsi una pensione complementare per la vecchiaia? La domanda è importante anche perché Attenzione! - mentre la scelta di trattenere il Tfr futuro in azienda può essere cambiata per dirottare il Tfr ad un fondo pensionistico, la scelta attuale della pensione “di scorta” è irrevocabile. Il lavoratore infatti potrà cambiare fondo, ma dovrà continuare a versare il Tfr alla previdenza complementare per tutta la sua vita lavorativa. In considerazione di ciò articoleremo questo servizio in due parti - l’opzione del Tfr e la scelta del fondo pensionistico - e lo completeremo con un riepilogo sugli adempimenti degli editori. 1. L’OPZIONE PER IL TFR I dipendenti possono decidere di mantenere al Tfr la sua natura di retribuzione differita,

o se si preferisce di “liquidazione”, lasciandolo in azienda. In tal caso devono comunicare la loro scelta al datore di lavoro entro il 30 giugno p.v.. Per chi non sceglie e non si esprime entro tale data scatta il meccanismo del silenzio-assenso: il Tfr maturando andrà alla previdenza complementare e cioè al fondo contrattuale FONDAPI. Insomma la non scelta si traduce nell’opzione irrevocabile per la previdenza complementare. Non mette conto di parlare di FondInps che è un fondo residuale dove confluisce il Tfr dei lavoratori “silenti” se non esistono fondi di categoria. Nel comparto USPI il fondo, come già detto, c’è ed è il FONDAPI. La decisione di versare il Tfr ai fondi pensione come già detto è irrevocabile mentre quella di lasciarlo in azienda può essere rivista in qualsiasi momento. I lavoratori - in servizio al 31 dicembre 2006 - che decidono di lasciare il Tfr in azienda devono comunicare la loro scelta all’azienda entro il 30 giugno 2007. Per i nuovi assunti dal 1° gennaio 2007 in poi, il semestre diventa mobile e cioè decorre dalla data di assunzione e termina sei mesi dopo. L’opzione va espressa utilizzando esclusivamente i modelli ministeriali che il datore di lavoro deve fornire ai dipendenti assunti e che sono reperibili sul sito www.tfr.gov.it. Il modello Tfr 1 è riservato ai lavoratori in servizio al 31 dicembre 2006 mentre il modello Tfr 2 è riservato ai dipendenti dal 1° gennaio 2007 in poi. I modelli sono divisi in più sezioni: ciascuna è riservata a dipendenti con 6

S OMMARIO

Firmato l’accordo per la previdenza integrativa dei dipendenti a contratto USPI-UNIGEC (pagina 1) Le conseguenze (pagina 1)

TFR o previdenza integrativa? Entro il 30 giugno le scelte (pagine 2, 6, 7, 8) Le quote associative USPI per l’anno 2007 (pagina 3) EISE International Business Contacts (pagina 4)

Le agevolazioni postali come vera (e unica) forma di tutela per la piccola e media editoria (pagina 5) Deposito legale e convenzioni USPI (pagina 5) Per informarsi meglio (pagina 7) Cos’è FONDAPI (pagina 8)

Le risposte dell’USPI al questionario dell’Antitrust (pagine 9, 10) Giurisprudenza (pagina 11)

Il contributo 2007 all’Autorità per le Comunicazioni (pagine 12, 13) Le altre scadenze ROC (pagina 13)

PIERONI distribuzione Srl (pagina 14) Biblioteca USPI (pagina 15)

Periodici associati USPI - 393° elenco (pagina 16) L’Eco della Stampa (pagina 16)

Notiziario USPI n° 4/2007


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LE QUOTE ASSOCIATIVE USPI

per l’anno 2007

L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2007 versando la relativa quota associativa, lungi dal corrispondere ad una rituale formalità, risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche publiche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - copia gratuita della XIII edizione della “Guida della Stampa Periodica” (volume + CD) - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura. Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2007 (e comprensive del costo del “Notiziario USPI”) sono le seguenti:

Per le testate (secondo la tiratura dichiarata):

(Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge)

da da da da da

1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su

€ € € € €

210,00 645,00 1.200,00 2.400,00 3.650,00

OFFERTA PRIMA ISCRIZIONE 2007: con soli 6 euro, in aggiunta alla quota associativa, riceverete direttamente al vostro domicilio la XIII Ediz. della “Guida della Stampa Periodica” 2005/2006 (volume + CD). Nella causale di versamento specificare dettagliatamente: “Quota associativa USPI 2007 + Guida Stampa Periodica”.

Quota d’iscrizione (“una tantum” per le testate che si iscrivono per la prima volta): - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie

90,00

170,00

€ €

210,00 320,00

Per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto:

- se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI

Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6, Via Franceschini n. 58 - Roma, CIN: U - ABI: 05584 - CAB: 03206 c/c: 000000004977 (intestato USPI), ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI.

ATTENZIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.


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L’inserzione sopra riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art. 3, terzo comma, del DPR 26/10/72 n. 633


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Audizione dell’USPI presso la Presidenza del Consiglio sulla riforma dell’editoria

LE AGEVOLAZIONI POSTALI COME VERA (E UNICA) FORMA DI TUTELA PER LA PICCOLA E MEDIA EDITORIA

Nel corso dell’articolato colloquio sono stati affrontati anche gli altri problemi più attuali e scottanti del settore, quali il costo del lavoro giornalistico, le provvidenze, la pubblicità istituzionale e i sostegni alle riviste di elevato valore culturale. Insieme alla nostra Unione ascoltata anche la FISC (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), federata USPI.

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ontinua a ritmo serrato il lavoro del Sottosegretario con delega all’editoria, On. Ricardo Franco Levi, e del Dipartimento Informazione e Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri che dovrebbe portare, entro giugno, all’emanazione di un disegno di legge di riforma della normativa in materia di editoria. Dopo aver acquisito tutte le risposte al questionario inviato alle Associazioni di categoria maggiormente rappresentative del settore (il questionario e le risposte della nostra Unione sono stati pubblicati sui numeri di gennaio e febbraio del “Notiziario USPI”), giudicate molto interessanti dal Sottosegretario, Levi ha dato il via alle audizioni di approfondimento delle parti sociali. Il 20 febbraio scorso è stata la volta dell’audizione della delegazione dell’USPI, guidata dal Segretario Generale Francesco Saverio Vetere, e di quella della FISC, con a capo il Presidente don Giorgio Zucchelli. Alla presenza del Sottosegretario Levi e del prof. Enzo Cheli, primo Presidente Enzo Cheli dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ed ora alla guida del comitato di esperti che affianca la Presidenza del Consiglio nella redazione della bozza di riforma dell’editoria, l’USPI e la FISC hanno approfondito alcune tematiche sollevate dalle risposte al questionario della Presidenza. Su invito del Prof. Cheli, l’Avv. Vetere, a nome dell’USPI, ha affrontato alcuni argomenti cardine per una ipotesi di riforma del settore, specificando che il comparto della piccola e media editoria, rappresentata dalla nostra Unione, è composto in grande parte da editori no-profit e da editori “puri”, monoprodotto, per i quali le agevolazioni postali e telefoniche sono supporti indispensabili ed irrinunciabili per la sopravvivenza stessa di molte testate, e non sostituibili con altre forme di sostegno, tipo i crediti di imposta, che non sarebbero esigibili Notiziario USPI n° 4/2007

ad esempio per tutto il settore no-profit.

IL COSTO DEL LAVORO Nelle risposte al questionario, l’USPI ha sottolineato l’eccessiva onerosità per la piccola e media editoria del contratto di lavoro giornalistico FIEG-FNSI, tarato sui dipendenti dei quotidiani. Per tale motivo, l’USPI ha sottoscritto, insieme alla UNIGEC-CONFAPI, con i Sindacati Informazione di CGIL, CISL e UIL, il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei grafici editoriali, nel quale sono state ricomprese alcune mansioni di lavoro redazionale nei periodici. Non è stato purtroppo possibile giungere ad un contratto diversificato con la Federazione della Stampa per l’opposizione della base della FNSI.

LA PUBBLICITA’ ISTITUZIONALE L’USPI ha sollecitato il Governo ad una maggior attenzione all’applicazione delle normative sulla pubblicità istituzionale, auspicando una riforma normativa che imponga la pubblicabilità dei bilanci degli enti pubblici anche sui periodici territoriali.

LE RIVISTE DI ELEVATO VALORE CULTURALE E’ stata sostenuta dall’USPI l’esigenza di non marginalizzare e depauperare il Fondo per i contributi alle riviste di elevato valore culturale che per loro stessa natura sono a vantaggio di periodici di minore tiratura e diffusione ma che fortemente contribuiscono all’accrescimento del patrimonio culturale nazionale.

LE AGEVOLAZIONI TARIFFARIE POSTALI Questo è il tema che suscita le maggiori preoccupazioni agli editori medio-piccoli. Il Sottosegretario Levi ha illustrato la necessità, derivata da decisioni della Comunità Europea, di arrivare nel 2009 alla liberalizzazione dei servizi postali anche per quel che riguarda il recapito di quotidiani e periodici.

In conseguenza di ciò, il Governo Italiano non potrà più privilegiare un solo vettore postale. Le provvidenze postali sono considerate come aiuti di stato dalla Comunità europea, ma in qualche modo permessi. Ricardo Franco Levi Quello che non sarà più permesso dal 2009 sarà la veicolazione del rimborso delle agevolazioni ad un unico interlocutore. Il Segretario Generale Vetere ha invitato la Presidenza del Consiglio a vagliare tutte le soluzioni possibili, mutuandole, se del caso, anche dal sistema delle agevolazioni telefoniche, ricordando ancora che per i piccoli editori la distribuzione postale è spesso l’unico canale di vendita e le agevolazioni tariffarie supporti indispensabili al mantenimento del pluralismo informativo in Italia.

DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI

In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale” dei prodotti editoriali presso gli Archivi Nazionali (DPR 252/06), gli editori di quotidiani, plurisettimanali e settimanali, associati USPI, con sede in Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia e Trentino Alto Adige, possono effettuare la consegna in forma cumulativa delle copie distribuite al pubblico nel 1° trimestre dell’anno 2007. Ricordiamo agli editori che si siano già avvalsi delle Convenzioni USPI (per la consegna delle copie in scadenza a gennaio scorso) che non è necessario allegare a questo deposito un ulteriore certificato di iscrizione all’USPI. Rammentiamo, infine, che per il deposito delle copie presso le Biblioteche provinciali la cadenza è ogni 60 giorni. 5


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TFR O PREVIDENZA INTEGRATIVA? ENTRO IL 30 GIUGNO LE SCELTE

determinati requisiti che quindi 2 possono fare scelte diverse. A dividerli è la data d’inizio dell’attività lavorativa assicurata a fini pensionistici: prima del 29 aprile 1993 e dopo il 28 aprile 1993. Le istruzioni riportate sui moduli sono chiare, ma ad ogni modo le richiamiamo. I dipendenti assicurati prima del 29 aprile 1993, se già iscritti a un fondo negoziale cui già versano una quota del Tfr, possono conferire allo stesso fondo la quota residua oppure lasciarla in azienda. In quest’ultimo caso se l’azienda ha almeno 50 addetti il residuo transiterà al fondo di Tesoreria gestito dall’INPS. In caso di silenzio-assenso il residuo sarà versato al fondo al quale il lavoratore già aderisce. Chi invece non è iscritto ad un fondo negoziale può: - destinare tutto il Tfr futuro ad un fondo; - oppure versare il Tfr maturando alla previdenza complementare nella misura prevista dal contratto collettivo USPI - UNIGEC (minimo 2%); - o ancora lasciare il Tfr futuro in azienda. In questo caso se l’azienda occupa almeno 50 dipendenti il Tfr dovrà essere versato al fondo di Tesoreria gestito dall’INPS. In caso di silenzio-assenso tutto il Tfr maturato sarà versato al fondo pensione di naturale destinazione. A loro volta i dipendenti assunti dopo il 28 aprile 1993 si dividono in due categorie: già iscritti a un fondo e non iscritti a un fondo. I lavoratori che sono stati iscritti per la prima volta a una forma di assicurazione generale obbligatoria dopo il 28 aprile 1993 e che al 31 dicembre 2006 sono iscritti ad un fondo contrattuale FONDAPI al quale già versano l’intero Tfr non devono operare alcuna scelta. Infatti l’art. 8 comma 3 del D.Lgs n. 124/93 prevede che i lavoratori la cui prima occupazione è successiva all’entrata in vigore del Decreto se aderiscono ad un fondo negoziale devono versare a questo tutto il Tfr. A questi dipendenti non occorre fornire alcuna informativa. Invece i dipendenti che hanno iniziato a lavorare dopo il 28 aprile 1993 e che non sono iscritti ad un fondo negoziale sono chiamati a scegliere se mantenere in azienda il Tfr maturando o destinarlo al finanziamento della pensione “di scorta”. Come già detto se il lavoratore non si esprime entro il 30 giugno p.v. l’azienda verserà autonomamente il Tfr al fondo contrattuale FONDAPI.

L’INDIVIDUAZIONE DELLA DIMENSIONE AZIENDALE

Come si calcolano i 50 dipendenti? In base alla media annuale dei lavoratori in forza 6

nel 2006; tale calcolo numerico resta congelato nel senso che se nel prossimo futuro l’azienda dovesse raggiungere o superare il 50 lavoratori, non cambierebbe nulla. Sostanzialmente per il dipendente che lascia il Tfr in azienda e che quindi rifiuta (per ora) la previdenza complementare, non cambia nulla. La rivalutazione annua del trattamento resta la stessa: 1,5% in misura fissa e 75% dell’aumento dei prezzi al consumo ISTAT. GLI “ACCONTI” SUL TFR

Il lavoratore che abbia almeno 8 anni di servizio può chiedere un’anticipazione fino al 70% del Tfr maturato per spese sanitarie, terapie e interventi straordinari o per acquistare la prima casa per sé o per i figli. L’anticipazione può essere ottenuta una sola volta nel corso del rapporto di lavoro. Il dipendente potrà continuare ad usufruire di eventuali condizioni di miglior favore riconosciute dall’azienda. Per es. deroga all’anzianità di servizio oppure anticipazione superiore al 70%. C’è un fondo di garanzia del Tfr alimentato dalle aziende che tutela i lavoratori dal rischio di non ricevere la liquidazione a causa del fallimento del datore di lavoro. Ai sensi dell’art. 2120 del cod. civ. (che sarebbe utile leggere) le richieste di anticipazione sono soddisfatte annualmente entro i limiti del 10% degli aventi titolo e comunque del 4% del totale dei dipendenti. Il dipendente che avrà il Tfr parte in azienda e parte presso un fondo pensioni potrà chiedere due anticipi: all’azienda, ai sensi e alle condizioni previste dall’art. 2120 del cod. civ. e al fondo pensioni sempreché si documentino i presupposti sopra illustrati. A conclusione di questa prima parte ribadiamo che nelle aziende che occupano meno di 50 addetti il Tfr futuro resta in azienda e nulla cambia rispetto alla situazione attuale. Se ci sono almeno 50 addetti il Tfr trasloca all’INPS a partire dal 1° gennaio 2007, ma il Tfr successivamente maturato dovrà essere pagato dal datore di lavoro anche per la quota di competenza del fondo di Tesoreria gestito dall’INPS. 2. L’OPZIONE PER IL FONDO PENSIONE

Ci sono due modi per destinare il Tfr a un fondo pensione: scegliendolo esplicitamente con i modelli Tfr 1 e Tfr 2 oppure non comunicando nulla. Nel primo caso il dipendente ha la possibilità di scegliere a quale fondo aderire; nel secondo caso sarà il datore di lavoro a dirottarlo d’autorità al

fondo di categoria FONDAPI. Sia in caso di scelta esplicita che in caso di silenzioassenso, la decisione di versare il Tfr alla previdenza complementare è irrevocabile. In particolare chi vuol destinare il Tfr alla previdenza complementare deve comunicare al datore di lavoro la sua scelta compilando e consegnando i moduli Tfr 1 (riservato a chi era in servizio al 31 dicembre 2006) o Tfr 2 (riservato a chi è stato assunto dal 1° gennaio 2007). Ma per aderire alla previdenza complementare con il Tfr è anche necessario aderire al fondo pensione scelto. Così, insieme con il modello Tfr 1 o Tfr 2, il lavoratore deve consegnare al datore il modulo di iscrizione al fondo. La scelta di conferire il Tfr decorre dalla data in cui è esercitata l’opzione, mentre i fondi potrebbero prevedere per il versamento dei contributi una decorrenza diversa. Conseguenza diretta della decisione di aderire alla previdenza complementare destinando a un fondo pensione il Tfr è la sua “trasformazione”: il Tfr cessa di avere forma e funzione di liquidazione di fine rapporto e diventa montante contributivo e, quindi, futuro trattamento pensionistico. In pratica il Tfr destinato al fondo pensione, insieme con gli eventuali contributi a carico del lavoratore e dell’azienda, contribuisce a formare la posizione individuale dell’aderente, cioè quella con cui saranno pagate le future pensioni complementari e le ulteriori prestazioni offerte dai fondi (per esempio, i riscatti e le anticipazioni). Così, per il Tfr maturato, dal momento dell’adesione al fondo e versato dal datore di lavoro, il dipendente avrà come interlocutore il fondo stesso, al quale dovrà presentare le richieste di anticipazioni o di riscatto. Altra conseguenza della scelta di destinare il Tfr alla previdenza complementare è che la decisione non può essere revocata: il lavoratore, come già detto, non potrà più cambiare idea sulla destinazione del Tfr che dovrà essere per sempre conferito ad una forma di previdenza complementare. Per questo il dipendente, se cambia datore di lavoro, è tenuto in fase di assunzione, a comunicare la scelta sulla destinazione del Tfr già effettuata in passato, provandola per esempio esibendo il modulo Tfr 1, e a indicare la nuova forma pensionistica alla quale il datore di lavoro sarà tenuto a versare mensilmente il Tfr accantonato. I FONDI OPERANTI

Il lavoratore può scegliere tra: - il fondo contrattuale chiuso (FONDAPI); - un fondo aperto; - i fondi pensionistici individuali; - il fondo aziendale ove esista.

Il fondo chiuso, o categoriale o contrattuale o negoziale si chiama così perché l’iNotiziario USPI n° 4/2007


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scrizione è limitata ai soli lavoratori appartenenti alla categoria alla quale si applica il contratto collettivo nazionale. Per i dipendenti a Contratto USPI-UNIGEC il fondo contrattuale è il FONDAPI, associazione senza scopo di lucro istituita con il Contratto delle piccole e medie aziende editrici, per garantire agli iscritti un trattamento previdenziale aggiuntivo. Per i lavoratori che decidono di aderire al fondo contrattuale il Tfr diventa una fonte principale di finanziamento del fondo, dal momento dell’adesione alla data del collocamento a riposo. La misura del Tfr è pari al 100% dell’accantonamento calcolato dal datore di lavoro (circa il 7,4% della retribuzione lorda). Il lavoratore subirà la relativa trattenuta mensile in busta paga ma - attenzione! - si assicurerà anche il contributo a carico dell’azienda previsto dal Contratto di lavoro (1%), se avrà aderito al fondo contrattuale. Viceversa l’adesione del lavoratore a un fondo aperto non obbliga il datore di lavoro a versare il contributo a suo carico.

Informazioni sul sito: www.fondapi.it.

Il fondo aperto è un fondo previdenziale istituito da soggetti autorizzati (assicurazioni, banche, Sim, Sgr) nella forma di patrimonio separato e autonomo. Ai fondi aperti si può aderire individualmente o collettivamente.

I fondi pensionistici individuali (PIP) possono essere utilizzati o attraverso l’adesione individuale o mediante la stipula di contratti di assicurazione vita. Informazioni nei siti delle Assicurazioni e delle Banche.

Il fondo aziendale viene normalmente costituito dalla rappresentanza sindacale aziendale con l’assistenza del sindacato esterno. E infatti nulla vieta al datore di lavoro di stipulare accordi aziendali con i dipendenti per accordare condizioni più favorevoli di quelle previste dal Contratto collettivo nazionale.

I contributi versati a seguito di rapporti di co.co.co. precedenti l’assunzione come lavoratore dipendente sono affluiti in una gestione separata dell’INPS che rimane ben distinta dai fondi di previdenza complementare. Pertanto i due tipi di contributi vengono gestiti separatamente e non si possono ricongiungere. Almeno per ora. SI PUO’ CAMBIARE IL FONDO?

Come già detto, la scelta del fondo pensione ammette ripensamenti. Il tempo minimo di adesione al fondo prescelto è di due anni trascorsi i quali è possibile trasferire il montante accumulato ad altro fondo. E’ la cosiddetta “portabilità” della posizione preNotiziario USPI n° 4/2007

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videnziale individuale regolata dall’art. 14 del D.lgs. n. 252/05. Nessun vincolo temporale incontrerà il lavoratore che cambiando settore di attività perderà il requisito per l’iscrizione al fondo contrattuale. LE ANTICIPAZIONI DEL FONDO PENSIONI

Queste anticipazioni non vanno confuse con le anticipazioni del Tfr. Prima di andare in pensione i dipendenti che hanno aderito a forme pensionistiche complementari possono chiedere al fondo un “acconto” fino al 75% dei versamenti effettuati. La legge prevede 3 documentati motivi: 1) le spese sanitarie connesse a gravissime situazioni familiari per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche; in questi casi la domanda può essere fatta in qualsiasi momento;

2) l’acquisto della prima casa per il lavoratore iscritto al fondo o per i figli, ma solo dopo otto anni di iscrizione al fondo;

3) sempre dopo otto anni di iscrizione il lavoratore può chiedere un anticipo per ogni sua ulteriore esigenza. In questo caso però l’acconto non potrà essere superiore al 30% di quanto accumulato.

MA I FONDI PENSIONE SONO SICURI?

La gestione del capitale da parte dei fondi pensione avviene attraverso convenzioni stipulate con gestori finanziari specializzati e autorizzati quali banche, società di intermediazione mobiliare, società di gestione del risparmio. La scelta del gestore prevede la supervisione della COVIP, Commissione di vigilanza dei fondi pensione. La sicurezza che il lavoratore ha di ottenere dal fondo la relativa pensione è affidata, in parte, a un contributo di solidarietà versato dalle imprese e in parte dai requisiti che la legge richiede per la costituzione e la gestione dei fondi e dall’attività di controllo della COVIP. Il d.lgs. n. 252/05 prevede che il fondo pensione non può fallire, ma può essere sottoposto alle procedure di amministrazione straordinaria e liquidazione coatta. Se il credito derivante da omessi versamenti al fondo pensione non venga soddisfatto dalle anzidette procedure il lavoratore può chiedere al fondo di garanzia costituito presso l’INPS di integrare i contributi omessi versandoli al fondo pensione. Il decreto 252 prevede infine che il citato contributo di solidarietà che il datore di lavoro versa all’INPS sulle quote di previ8 denza a suo carico sia destinato,

PER INFORMARSI MEGLIO MINISTERO DEL LAVORO

Oltre al numero verde 800.196.196 ha aperto il sito www.tfr.gov.it che contiene anche i moduli Tfr 1 e Tfr 2.

INPS

Sul sito www.inps.it è possibile consultare l’opuscolo sulla scelta del Tfr. E’ anche possibile chiedere informazioni online accedendo al servizio “Inps Risponde” e inserendo tutti i dati richiesti.

FONDAPI è il fondo contrattuale

“dei dipendenti delle piccole e medie aziende della Comunicazione, dell’Informatica e dei Servizi innovativi” a cui l’USPI aderisce. Il suo sito è www.fondapi.it, la sede in via Donatello 75, 00196 Roma, tel. 06.33.00.61.35.

IL SOLE 24 ORE

d’intesa con il Ministero del lavoro ha elaborato un inserto speciale TFR E FONDI PENSIONE che contiene 223 risposte ai dubbi dei lavoratori e dei datori di lavoro, i moduli ministeriali e i percorsi per la loro compilazione. Può essere acquistato a 2 euro sul sito www.ilsole24ore.com/tfr.

USPI

In ordine agli adempimenti degli editori associati all’USPI, la consulenza gratuita resta a disposizione delle testate in regola con il versamento delle quote associative attraverso il contatto con i nostri uffici.

CONSIGLIO NAZIONALE CONSULENTI DEL LAVORO Portale: www.consulentidellavoro.it

Utili informazioni possono essere assunte nelle strutture regionali dei Sindacati firmatari del Contratto dei dipendenti delle piccole e medie aziende della comunicazione: SLC - CGIL, FISTEL CISL e UILCOM-UIL. I giornalisti a contratto FIEG dovranno optare per il Fondo Previdenza Complementare Giornalisti Italiani il cui sito è www.fondogiornalisti.it, utili chiarimenti possono essere chiesti anche alle Associazioni regionali della stampa presenti nei capoluoghi di regione. 7


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TFR O PREVIDENZA INTEGRATIVA? ENTRO IL 30 GIUGNO LE SCELTE

nella misura dell’1%, al fondo di 7 garanzia per le finalità sopra richiamate. Informazioni sul sito: www.covip.it. IL CONSEGUIMENTO DELLA “PENSIONE DI SCORTA” O DEL CAPITALE Le condizioni per avere la pensione di “scorta” o la liquidazione del capitale sono due:

1) la maturazione dei requisiti per la pensione pubblica 2) almeno 5 anni di contribuzione al fondo complementare privato.

La regola generale è che le prestazioni pensionistiche possono essere erogate in capitale fino ad un massimo del 50% del montante finale accumulato. Quali sono i requisiti per avere le pensioni pubbliche? La pensione di vecchiaia si consegue a 65 anni di età per gli uomini e 60 per le donne insieme al requisito contributivo di 20 anni. La pensione di anzianità si consegue con 35 anni di contributi e 57 anni di età. Si prescinde dall’età se il dipendente ha 39 anni di contributi. Il lavoratore potrà ottenere tutto il capitale se la pensione derivante dalla conversione di almeno il 70% del montante finale è inferiore al 50% dell’assegno sociale che - nel 2007 - è di 5.061,68 euro l’anno. Se il lavoratore muore prima di maturare i requisiti della pensione “di scorta” è possibile per gli eredi (o per altri beneficiari indicati) avere l’erogazione del capitale o una pensione ricalcolata. Con l’occasione suggeriamo ai lavoratori sensibili al fascino (e agli investimenti) delle Assicurazioni e delle Banche di accer-

tare se il fondo pensioni preveda la reversibilità della pensione “di scorta” agli eredi e, nell’affermativa, in quale misura. Non ci sono regole fisse ma, in genere la pensione di reversibilità è ridotta di circa il 30% rispetto alla pensione diretta. 3. GLI ADEMPIMENTI AZIENDE

DELLE

Gli adempimenti dell’azienda editrice partono dal momento dell’assunzione di un dipendente. Il datore di lavoro (o il suo consulente del lavoro) deve informarsi sulle scelte fatte dall’interessato durante precedenti rapporti e, se il lavoratore fa presente di non aver fatto alcuna scelta, il datore dovrà informarlo sulle opzioni effettuabili liberamente e sulle conseguenze del silenzio assenso. L’informativa dovrà essere resa all’inizio del rapporto e se il lavoratore non si esprime subito dovrà essere ripetuta 30 giorni prima del semestre che decorre dalla data di assunzione. L’azienda dovrà poi mettere a disposizione del neo assunto il modulo Tfr 2, sottoscriverlo per ricevuta, consegnarne una copia sottoscritta all’interessato e conservarlo nel suo fascicolo personale. Se il lavoratore comunica di avere già scelto, il datore di lavoro deve procedere di conseguenza; se la scelta è stata di destinare il Tfr ad un fondo pensione il datore deve versare al fondo il Tfr che matura alla data della decisione. Ma - attenzione! - i versamenti concretamente non potranno partire prima del 1° luglio 2007. La previsione vale sia per i dipendenti in servizio al 31 dicembre 2006 che per i neo assunti nel primo semestre 2007. L’importo del Tfr da versare per le mensilità che precedono il primo luglio 2007 è rivalutato secondo i criteri stabiliti dall’art. 2120 del Cod. civile, in base al tasso d’incremento applicato al 31 dicembre 2006, rapportato al periodo che intercorre tra la data di scelta e il 30 giugno 2007. A regime le quote destinate alla previdenza complementare dai neo assunti dovranno essere versate dal mese successivo a quello della scelta (espressa o tacita) con la periodicità stabilita dai fondi pensione. IL FONDO DI TESORERIA INPS

Solo le aziende con almeno 50 dipendenti devono versare al Fondo di Tesoreria gestito dall’INPS le quote di Tfr che i lavoratori hanno scelto di mantenere in azienda, al netto del contributo dello 0,50% posto a carico dei lavoratori. Per i lavoratori neo assunti che nel secondo 8

semestre 2007 decidono di lasciare il Tfr in azienda il versamento sarà effettuato dal mese successivo a quello in cui è stata espressa l’opzione per un importo pari alle quote di Tfr maturate dal momento dell’assunzione, maggiorate delle rivalutazioni se riferite a mensilità che precedono quella dell’opzione. Come si effettua la rivalutazione? In base al tasso di incremento del Tfr applicato al 31 dicembre 2006 e rapportato al periodo intercorrente tra la data di scelta e il 30 giugno 2007. Per i lavoratori già in azienda al 31 dicembre 2006 non è dovuto il versamento del Tfr maturato dal 1° gennaio 2007 al momento della scelta di aderire a un Fondo pensione con tutto il Tfr maturando. I datori di lavoro dovranno integrare le denunce individuali indicando: - i lavoratori che, al 31 dicembre 2006, hanno aderito a un fondo al quale versano l’intero Tfr; - le informazioni sulle scelte effettuate dal lavoratore con i moduli ministeriali o con modalità tacita; - gli importi delle quote che si versano e delle correlate prestazioni. Gli omessi o tardivi versamenti dovuti all’INPS saranno sanzionati e potranno anche essere iscritti a ruolo.

C OS ’ E ’ F ONDAPI

FONDAPI è un Fondo pensione complementare a capitalizzazione per i lavoratori dipendenti delle piccole e medie imprese che applicano i CCNL stipulati dalle organizzazioni aderenti a CONFAPI di vari settori, tra cui quello: - carta, cartone e cartotecnici, graficoeditoriale ed affini. E’ costituito in forma di associazione riconosciuta e operante in regime di contribuzione definita, regolata dai contratti nazionali. Non ha scopo di lucro ed il suo esercizio è assoggettato all’autorizzazione e alla vigilanza prevista dalla legge. FONDAPI è iscritto all’Albo tenuto dalla COVIP, con il n. 116. Ha un’Assemblea (60 membri), un Consiglio di amministrazione (14) ed un Collegio dei revisori contabili (4). In forza di legge e di Statuto, le risorse di FONDAPI vengono affidate per la gestione finanziaria a società autorizzate dalla legge (banche, assicurazioni, SIM e società di gestione di fondi comuni di investimento), selezionate sulla base di una procedura sottoposta a controllo della Commissione di vigilanza sui Fondi Pensione. L’indirizzo di FONDAPI è il seguente: Via Donatello, 75 - 00196 Roma - Tel. 0636006135 - 0636086392 - Fax 063214994 - Email: info.aderenti@fondapi.it Notiziario USPI n° 4/2007


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Indagine conoscitiva sull’editoria quotidiana, periodica e multimediale

LE RISPOSTE DELL’USPI AL QUESTIONARIO DELL’ANTITRUST

S

ul precedente numero di questo Notiziario abbiamo dato la notizia dell’apertura di una “Indagine Conoscitiva” (IC 35) da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nel settore dell’editoria quotidiana, periodica e multimediale. L’Indagine è volta ad “approfondire l’organizzazione e il quadro giuridico del settore, alla luce delle trasformazioni tecnologiche in corso e della diffusione di nuovi prodotti editoriali”. L’azione conoscitiva, avviata dal Presidente dell’AGCM Antonio Catricalà con provvedimento n. 16428 del 6 febbraio scorso, si inserisce nel più vasto progetto di riforma delle leggi sull’editoria su cui il Governo sta lavorando da inizio anno. Il Sottosegretario con delega all’editoria, Ricardo Franco Levi, sta infatti ultimando le audizioni delle parti sociali (il resoconto dell’audizione dell’USPI lo trovate a pagina 5 di questo Notiziario), ed entro il mese di giugno ha previsto l’emanazione del relativo disegno di legge. In stretto contatto con il Dipartimento Informazione ed Editoria della Presidenza del Consiglio, ed anzi dietro sua segnalazione del 3 gennaio 2007 inerente al progetto di riforma organica del settore editoriale, l’Antitrust ha deciso così di avviare una propria autonoma indagine, tanto più che la riforma toccherà temi che con la concorrenza sono strettamente legati, quali le “soglie dimensionali per le imprese editoriali”, l’ “eccessiva regolamentazione” nella distribuzione ed il meccanismo di assegnazione dei sussidi pubblici - diretti o indiretti - che potrebbero, a detta dell’Autorità, generare “possibili effetti distorsivi della concorrenza”. Nel provvedimento di apertura dell’Indagine, l’Antitrust riconosce che “il settore dell’editoria quotidiana, periodica e multimediale riveste un ruolo rilevante nell’ambito dell’economia nazionale e contribuisce in maniera determinante alla realizzazione del diritto fondamentale alla libertà di manifestazione del pensiero, sancito dalla Costituzione. Tale comparto - prosegue l’Autorità - è inoltre strettamente legato al settore della raccolta pubblicitaria. Attualmente - conclude l’Authority - l’editoria risulta interessata da notevoli trasformazioni, principalmente per effetto del mancato sviluppo di tecnologie innovative e della diffusione di nuovi prodotti editoriali”. Come passo d’avvio dell’Indagine, il Presidente Catricalà ha inviato alle maggiori associazioni di categoria del settore una “Richiesta di informazioni”, pubblicata sul Notiziario USPI n° 4/2007

numero di marzo del “Notiziario USPI”. Di seguito pubblichiamo le risposte che l’USPI ha trasmesso all’Autorità, presentando il secondo mercato dell’editoria, quello delle piccole e medie imprese editrici e noprofit che la nostra Unione organizza e rappresenta. Oggetto: Prime informazioni per l’indagine conoscitiva riguardante l’editoria quotidiana, periodica e multimediale.

Nel doveroso intento di concorrere, per la parte di competenza, all’indagine conoscitiva sull’editoria, opportunamente promossa da codesta Autorità, si comunicano le seguenti brevi informazioni relative al comparto delle piccole e medie imprese editrici di periodici che l’USPI organizza e rappresenta. Abbiamo ritenuto di occuparci soltanto del nostro settore, anche perché i dati generali riguardanti l’intero panorama editoriale saranno prodotti da altre Associazioni di categoria. Riteniamo importante fornire dati riguardanti un mondo, quello della piccola e media editoria, generalmente non conosciuto. Anche le considerazioni sull’importanza delle provvidenze pubbliche riguardano il nostro comparto, contraddistinto da una certa fragilità che dovrebbe indurre ad una grande prudenza le Istituzioni chiamate a discutere delle provvidenze stesse.

Inquadramento del Settore

Il termine “periodico” è soggetto ad oscillazioni lessicali dai contorni non ben determinati nelle sue componenti editoriali, finanziarie e commerciali. Le questioni si complicano quando si voglia distinguere il periodico edito da un’azienda medio-piccola da quello prodotto da una dei grandi gruppi o da un colosso editoriale. Semplificando possiamo però ritenere che il settore possa essere articolato in due categorie, quella dei periodici a grande tiratura e di massa e quelli dei periodici a tirature ridotte e a diffusione mirata. Queste due categorie sono espressione di due processi economici: quello della concentrazione e quello della diversificazione. E’ un luogo comune pensare che gli editori medio-piccoli siano costantemente minacciati dai grandi; in realtà i due comparti coesistono pacificamente poiché si rivolgono a lettori diversi senza pestarsi troppo i piedi. Una possibile definizione del settore potrebbe affidarsi anche alla legislazione comunitaria, recepita nel Decreto delle attività produttive 18 aprile 2005, che considera :

- medie imprese quelle che hanno meno i 250 occupati e un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro (oppure un bilancio annuo non superiore a 43 milioni di euro; - piccole imprese quelle con meno di 50 occupati e con un fatturato annuo o un bilancio non superiore a 10 milioni; - micro imprese quelle che hanno meno di 10 occupati e un fatturato annuo o un bilancio non superiore a 2 milioni di euro.

Su questo secondo mercato così frastagliato che copre la generalità dei saperi mancano studi e dati e non è semplice nemmeno calcolare il numero delle testate che si stampano in Italia. Il “Catalogo dei periodici italiani 2004”, edito dalla “Editrice Bibliografica” registrava 13.459 periodici cartacei, evidenziando la netta prevalenza di 7.513 imprese monoprodotto. In ordine ai soggetti, l’Osservatorio USPI nel 2005 rilevò che l’Unione associava 3.100 testate edite da 2.110 editori e precisamente da 1.155 società commerciali, 568 Associazioni, 162 enti ecclesiali e 140 enti pubblici e 185 ditte individuali. La 13a edizione 2006-2007 della “Guida della Stampa Periodica Italiana” edita dall’USPI oltre ai quotidiani (d’informazione e specializzati) e agli annuari registra 6.337 testate periodiche. L’osservatorio USPI stima che gli anzidetti periodici siano editi per due terzi da micro aziende. Sembra significativo per la localizzazione del settore desumere dalla “Guida USPI 2005/06” i comparti con il maggior numero di testate: - Aziendali, sindacali, categoriali e associativi (438 testate); - Diritto (214 testate); - Economia (641 testate); - Filosofia, teologia, religione e missioni (466 testate); - Informazione locale ( 510 testate); - Letteratura e filosofia (241 testate); - Medicina e farmacologia (373 testate); - Sportivi (226 testate). I principali soggetti attivi nel settore non riflettono una rilevanza economica ma una eccellenza della qualità. Si pubblicano in Italia riviste di eccezionale valore scientifico a tiratura incredibilmente bassa che non producono alcun profitto. Per una sorta di miopia di marketing è notevole il numero delle testate che chiudono nel primo anno di vita; ma assai forte è il ricambio poiché il numero di nuovi periodici non 10 è mai inferiore al numero di 9


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quelli che escono dal mercato.

Quadro normativo e provvidenze

Il settore è contraddistinto da norme di difficile inquadramento, perché intervenute senza un disegno organico, ma per corrispondere a necessità contingenti. Tutto ciò ha generato confusione ed ha reso estremamente difficile per gli editori il rapporto con le Istituzioni perfino nell’adempimento di banali oneri burocratici. E’ sempre più necessario il varo di un testo unico delle leggi sull’editoria che faccia finalmente chiarezza. Per quanto riguarda le provvidenze bisogna distinguere anzitutto tra “provvidenze dirette”, riservate soltanto ad alcuni soggetti del settore, e “provvidenze indirette”, di norma riservate a quasi tutti i soggetti che si trovino in determinate condizioni previste dalla legge. Nel nostro comparto, il sistema delle “provvidenze dirette” si sostanzia principalmente nei contributi a fondo perduto per: 1) Quotidiani editi da cooperative giornalistiche (art. 3, comma 2, L. 250/90);

2) Quotidiani editi da impresa la cui maggioranza del capitale è detenuta da cooperative, fondazioni e enti morali (art. 2, comma 2/bis, L. 250/90); 3) Quotidiani in lingua francese, ladina, slovena e tedesca, editi in Val d’Aosta, Friuli –Venezia Giulia e Trentino Alto Adige (art. 3, comma 2/ter, L. 250/90); 4) Quotidiani italiani editi e diffusi all’estero (art. 3, comma 2/ter, L. 250/90); 5) Periodici editi da cooperative di giornalisti (art. 3, comma 2/quater, L. 250/90);

6) Quotidiani e periodici organi di movimenti politici (art. 3, comma 10, L. 250/90):

7) Quotidiani e periodici ammessi al contributo come organi di partito al 31/11/2001 e a quella data costituitisi in cooperativa (ex art. 153, comma 4, L. 388/2000);

8) Periodici editi da cooperative, fondazioni, enti morali o da imprese la cui maggioranza del capitale e detenuta da cooperative, fondazioni, enti morali (art. 3, comma 3, L. 250/90),

Sono, inoltre, previsti, ma non più rifinanziati: a) un credito agevolato all’editoria per i 10

progetti di ristrutturazione tecnico-produttiva (art. 5, L. 62/2001); b) un credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi (anche per prodotti multimediali) e programmi di ristrutturazione economico-produttiva (art. 8, comma 2, L. 62/2001).

Il sistema delle “provvidenze indirette” per l’editoria cartacea ha sostanzialmente riguardo alle: I) Agevolazioni tariffarie postali (L. 46/2004); II) Agevolazioni tariffarie telefoniche (art. 28, L. 416/1981). Il sistema delle “provvidenze indirette” è da considerarsi sempre il più valido e legittimo strumento di sostegno del settore, in particolare dell’editoria di minori dimensioni. A nostro avviso, compito fondamentale dello Stato è quello di favorire il pluralismo informativo permettendo a giornali meno economicamente potenti di arricchire il panorama informativo locale, professionale, specializzato ed altro. Questa è la vera ragione dell’intervento statale, destinato ad impedire che le uniche voci siano quelle dei grandi potentati economici, politici, sociali. La normativa introdotta con la Legge Finanziaria per il 2007 risponde perfettamente a queste esigenze codificando, in qualche modo, la vera funzione delle provvidenze. A questa funzione lo Stato non potrà mai rinunciare.

Le “provvidenze dirette” nascono da scelte di governi in qualche modo opinabili, ma non per questo errate, che non investono la funzione fondamentale dello Stato. Nessuno può ritenere che la tutela del pluralismo si attui finanziando un periodico edito da una cooperativa di giornalisti e non un periodico uguale in tutto e per tutto, ma edito da una Srl. Qualcuno dice che così, anzi, si distorce la concorrenza e si penalizza un prodotto editoriale. Si tratta, quindi, di scelte che un governo può legittimamente fare e mantenere per una serie di importantissimi motivi tra cui, non ultimo, la tutela dell’occupazione nei giornali assistiti, ma si tratta di un intervento che non ha la stessa superiore rilevanza delle provvidenze indirette. Assume un rilievo importante per il settore anche la regolamentazione degli interventi sui processi occupazionali. Per quanto in particolare riguarda l’istituto del pensionamento anticipato, attualmente circoscritto al personale giornalistico dei quotidiani e delle agenzie di stampa, si sottolinea l’esigenza che esso venga esteso giornalisti dipendenti dai periodici, assunti anche con contratti

diversi dal contratto FNSI – FIEG, superando una discriminazione incomprensibile e ingiustificata, in quanto viene realizzata una disparità di trattamento nell’ambito della stessa categoria di giornalisti in ragione del fatto che operino in testate che si differenziano soltanto per la periodicità. A tal proposito, è opportuno ricordare che il trattamento di pensionamento anticipato ai giornalisti dipendenti da imprese editrici di periodici in passato era già stato riconosciuto dalla legge n. 67/1987 fino a tutto il 1992.

Un discorso a parte merita il sistema dei contributi alle riviste di elevato valore culturale (art. 25, L. 416/81). Una altra considerazione è d’obbligo: lo stanziamento dei 4 miliardi di lire (oggi euro 2.065.828) costituisce una briciola priva di consistenza nel bilancio statale e sotto questo parametro viene irritualmente considerato non solo in ambiente politico ma perfino dalle organizzazioni di categoria non tenendo minimamente conto della sostanziale valenza che questo contributo statale ha nei confronti della cultura e quello che ancor più potrebbe avere se il fondo disponibile fosse stato opportunamente e doverosamente aggiornato all’inflazione. L’auspicio dell’USPI è che la prescrizione di cui alla legge finanziaria per il 2007 tendente a concentrare le risorse, sui soggetti “deboli” trovi riscontro anche sui periodici di elevato valore culturale, che sono “deboli” per definizione.

L’USPI ritiene che il DDL sul riassetto dell’editoria che sarà presentato entro il mese di giugno p.v. valga a superare le incertezze e i limiti dell’attuale quadro normativo e delle provvidenze soprattutto per quanto attinente le agevolazioni tariffarie telefoniche e postali a favore delle aziende più deboli; la pubblicità istituzionale e la previsione di una ragionevole percentuale a favore dei piccoli periodici territoriali; l’estensione del credito d’imposta, attualmente limitato alle aziende inserzioniste del Mezzogiorno, a tutte le imprese italiane che affidano la pubblicità dei propri prodotti a periodici del secondo mercato.

Conclusioni

Nel dibattito politico sui problemi della carta stampata l’attenzione spesso si concentra quasi esclusivamente sui quotidiani a diffusione nazionale e sui periodici dei grandi gruppi. Ma è un errore e l’USPI guarda con fiducia all’indagine conoscitiva promossa dall’Autorità, augurandosi che si tenga conto anche dell’arricchimento che l’editoria periodica medio-piccola offre al pluralismo informativo e culturale. Notiziario USPI n° 4/2007


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DIRITTO DI CRITICA E DIRITTO DI CRONACA

Il limite tra diritto di critica e diritto di cronaca è sottile. Per il corretto esercizio del diritto di critica è necessario motivare in modo congruo il giudizio di disvalore, che incide sull’onore o la reputazione. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione (Sezione Terza n. 27141 del 19 dicembre 2006), secondo cui il diritto di critica non si estrinseca, come quello di cronaca, nella mera narrazione dei fatti ma in un’opinione che, in quanto tale, non può che essere soggettiva. In quanto manifestazione del punto di vista della persona che la esprime, la critica, per non sfociare nella lesione della reputazione, deve essere corredata da adeguate motivazioni di disapprovazione morale. “Il diritto di critica, - precisa la Corte - non diversamente da quello di cronaca, è condizionato, quanto alla legittimità del suo esercizio, dal limite della continenza, sia sotto l’aspetto della correttezza formale dell’esposizione, sia sotto quello sostanziale della non eccedenza dei limiti di quanto strettamente necessario per il pubblico interesse, e dev’essere accompagnato da congrua motivazione del giudizio di disvalore incidente sull’onore o la reputazione”. “Tuttavia, - dichiara la Cassazione - allorquando la narrazione di determinati fatti, per essere esposta insieme ad opinioni dell’autore, rappresenti nel contempo esercizio del diritto di cronaca e di quello di critica, la valutazione di continenza non può essere condotta sulla base degli indicati criteri di natura essenzialmente formale, ma deve lasciare spazio alla interpretazione soggettiva dei fatti esposti, in modo che la critica non può ritenersi sempre vietata quando sia idonea ad offendere la reputazione individuale, essendo, invece, decisivo, ai fini del riconoscimento dell’esimente, un bilanciamento dell’interesse individuale alla reputazione con quello alla libera manifestazione del pensiero, costituzionalmente garantita, il quale è ravvisabile nella pertinenza della critica di cui si tratta all’interesse dell’opinione pubblica alla conoscenza del fatto oggetto della critica”. LA RETROATTIVITA’ DELL’ISCRIZIONE ALL’ORDINE NON SI ESTENDE AL RAPPORTO DI LAVORO

Segnaliamo una importante sentenza della Cassazione (n. 2476 del 6 febbraio 2006) in base alla quale l’iscrizione all’Ordine dei Notiziario USPI n° 4/2007

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giornalisti con efficacia retroattiva vale nei rapporti tra professionista e Ordine, ma non in quelli tra giornalista e terzi, come il datore di lavoro. Rispetto agli editori l’ordinamento professionale è res inter alios acta ed essi perciò considerano legittimamente l’iscrizione come efficace ex nunc. La prestazione giornalistica resa fino al momento in cui è intervenuto l’atto di iscrizione all’Albo deve essere considerata come resa da soggetto privo del requisito dell’iscrizione medesima, senza che possano riconoscersi effetti, sul piano del rapporto di lavoro, all’eventuale retrodatazione disposta dall’organismo professionale competente, non essendo tale retrodatazione idonea a eliminare la situazione di mancanza del requisito dell’iscrizione nel periodo considerato.

IL DIRETTORE E’ TENUTO AD EVITARE LA COMMISTIONE FRA INFORMAZIONE E PUBBLICITA’

La Suprema Corte ha sancito l’obbligo del Direttore Responsabile di un periodico di garantire la correttezza dell’informazione anche rendendo la pubblicità immediatamente riconoscibile e distinta dal testo (Cassazione, Sez. Terza civile n. 22535 del 20 ottobre 2006). Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ha inflitto la censura alla direttrice di un settimanale femminile con l’addebito di aver attuato una commistione fra pubblicità ed informazione in undici numeri del settimanale, utilizzando fotografie distribuite da aziende di prodotti femminili. La Corte di appello di Milano ha confermato questa decisione, la giornalista ha prodotto ricorso alla Cassazione che lo ha rigettato, argomentando che il direttore responsabile è tenuto a verificare se la pubblicità sia chiaramente riconoscibile, distinguendosi da ogni altra forma di comunicazione. Ove la verifica conduca a risultati negativi deve impedire la pubblicazione dell’inserzione pubblicitaria ingannevole a tutela di tutti i lettori, acculturati e non.

IL DIRITTO DELL’INPGI AI CONTRIBUTI DOVUTI DAGLI EDITORI E DAI GIORNALISTI SI PRESCRIVE DOPO CINQUE ANNI

Ai sensi della Legge n. 335 del 1995 il diritto degli enti previdenziali (nel caso di specie, l’INPGI) si prescrivono dopo cinque anni. In particolare, in relazione ai contributi per i quali il quinquennio dalla scaden-

za si era integralmente maturato prima dell’entrata in vigore della legge, la denuncia del lavoratore è idonea a mantenere il precedente termine decennale solo quando sia intervenuta prima, ovvero intervenga comunque entro il 31 dicembre 1995, analogamente a quanto previsto per gli atti interruttivi dell’ente previdenziale. Quanto agli altri contributi, parimenti dovuti per periodi anteriori alla entrata in vigore della legge, ma per i quali, a quest’ultima data, il quinquennio dalla scadenza non si era integralmente maturato (come nella specie, in cui i contributi si riferivano all’anno 1991, e quindi il diritto alla riscossione si estingueva nel 1996), il termine decennale può operare solo mediante una denuncia intervenuta nel corso del quinquennio dalla data della loro scadenza. Nella specie, la Corte di Cassazione civile, Sez. lavoro (con sentenza n. 4153 del 24 febbraio 2006) ha confermato la sentenza di merito, che aveva ritenuto prescritto per intervenuto decorso del termine quinquennale il credito contributivo, in quanto la denuncia, presentata solo nel 1997 in relazione ad un credito scaduto nel 1991, non era stata idonea a rendere operativo il termine decennale. RIENTRA NEL DIRITTO DI CRONACA PUBBLICARE LA FOTO DI UN COGNOME STORPIATO

Il direttore responsabile di un settimanale d’informazione locale che aveva pubblicato la foto con il cognome di un candidato alle elezioni amministrative, volgarmente storpiato in una scritta, è stato assolto in appello dall’accusa di diffamazione. Con sentenza del 23 novembre 2006 la prima Corte d’Appello ha cancellato la condanna che il Tribunale aveva inflitto al direttore, querelato per la curiosa circostanza verificatasi durante l’ultima campagna elettorale per le amministrative. Uno dei candidati alla carica di sindaco di un comune vicino a Lodi si era visto alterare il cognome ai piedi del palco in cui teneva un comizio. Qualcuno aveva storpiato il cognome del candidato facendolo assomigliare ad una parolaccia. La fotografia della scritta pubblicata sul giornale aveva fatto scattare la querela. In primo grado il reato di diffamazione era stato ritenuto sussistente, e il giornalista condannato a una multa di 800 euro. La Corte, su richiesta del procuratore generale, ha assolto il direttore del settimanale ritenendo sussistente il diritto di cronaca. 11


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Con la deliberazione AGCOM 696/06/CONS del 29 novembre 2006

IL CONTRIBUTO 2007 ALL’AUTORITA’ PER LE COMUNICAZIONI

VERSAMENTO ENTRO IL 30 APRILE - INVIO MODULISTICA ENTRO IL 31 MAGGIO Esentati dal versamento i soggetti non obbligati all’approvazione del bilancio per legge; quelli il cui imponibile sia pari o inferiore a 500.000 euro; le nuove imprese e quelle che versano in stato di crisi

S

ulla “Gazzetta Ufficiale” n. 15 del 19 gennaio scorso è stata pubblicata la Deliberazione n. 696/06/CONS della Autorità per le garanzie nelle comunicazioni del 29 novembre u.s. riguardante “Misure e modalità di versamento del contributo dovuto all’Autorità, per l’anno 2007” (vedi Notiziario USPI n. 2/2007). Autorizzata dal comma 66, dell’articolo unico della Legge 266/2005 (Finanziaria 2006), a determinare l’entità della contribuzione, a carico dei soggetti operanti nel mercato di riferimento, nella misura massima del 2 per mille dei ricavi iscritti nell’ultimo bilancio approvato, l’Autorità ha ritenuto congruo per coprire le spese inerenti alla propria attività confermare l’entità della contribuzione per il 2007 nella misura dell’1,5 per mille dei ricavi, anche in considerazione che la legge Finanziaria 2007 ha confermato lo stanziamento dell’anno precedente. Confermati, inoltre, anche la tempistica del versamento (30 aprile) e dell’invio della modulistica (31 maggio) a cui sono tenuti tutti gli operatori, indipendentemente dall’obbligo del versamento, ed il sistema delle esenzioni dalla contribuzione. VERSAMENTO DEL CONTRIBUTO ENTRO IL 30 APRILE 2007

La scadenza per il versamento è uguale a quella fissata per lo scorso anno: 30 aprile. L’ammontare del contributo, pari all’1,5 per mille, deve essere calcolato sul totale dei ricavi iscritti alla voce A1 (ricavi delle vendite e delle prestazioni) dell’ultimo bilancio approvato prima dell’adozione della delibera n. 696 del 29/11/06 (quindi sui ricavi del 2005), con esclusione di quelli conseguiti a fronte di attività non riconducibili tra i servizi regolamentati dall’Autorità (non ricompresi pertanto nel settore delle comunicazioni), al netto delle quote riversate agli “operatori terzi”. Per gli editori, infine, dal computo dei ricavi assoggettabili a contribuzione sono esclusi i ricavi conseguiti dalla vendita dei c.d. “prodotti collaterali” quelli, cioè, il cui acquisto non costituisce obbligo per l’acquirente del quotidiano o del periodico.

La somma dei totali delle colonne A e B deve corrispondere all’ammontare complessivo dei ricavi conseguiti ed indicati nel

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ENTITA’ DELLA CONTRIBUZIONE: 1,5 per mille sui ricavi del 2005 ______ La MODULISTICA e le ISTRUZIONI sul Notiziario USPI n. 2/2007 e sul nostro sito: www.uspi.it modello alla voce “Ammontare complessivo dei ricavi conseguiti”. MODALITA’ DEL VERSAMENTO

Il versamento del contributo deve essere effettuato sul c/c bancario n. 000027003095 ABI 01010 CAB 03494 CIN L, SANPAOLO BANCO DI NAPOLI, intestato all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Nella causale, oltre che l’indicazione: “contributo 1,50 per mille dovuto all’AGCOM per l’anno 2007”, devono essere specificati la ragione sociale, partita IVA e/o codice fiscale. I SOGGETTI TENUTI AL VERSAMENTO DEL CONTRIBUTO

I soggetti tenuti al versamento del contributo, di cui all’art. 1, comma 1, della delibera n. 696/06/CONS del 29 novembre 2006 sono quelli operanti nelle categorie individuate all’art. 1, lettere da a) a g) del decreto 17 maggio 2002, che di seguito si riportano, per categorie generali: CAT. DESCRIZIONE

a) Fornitori di servizi pubblici di telecomunicazione e/o di reti pubbliche di telecomunicazione; b) Emittenti televisive; c) Emittenti radio, anche cavo e satellite; d) Editori; e) Concessionarie di pubblicità; f) Fornitori di servizi telematici; g) Produttori e distributori di programmi radiotelevisivi.

I SOGGETTI ESENTI DAL VERSAMENTO DEL CONTRIBUTO Sia la legge 266/2005 (Finanziaria 2006) arti-

colo 1, comma 66, sia la Delibera n. 696/06/CONS, articolo 1, fanno esplicito riferimento ai ricavi iscritti nell’ultimo bilancio approvato, pertanto i soggetti tenuti al versamento del contributo sono tutti quelli che, rientrando nelle categorie sopra richiamate, svolgono la loro attività nella veste giuridica di società di capitali e/o enti obbligati all’approvazione del bilancio per legge. Ne consegue da ciò che gli editori che non sono costituiti come società di capitali o come enti obbligati alla approvazione del bilancio NON sono tenuti al versamento del contributo.

Vi sono, poi, altre esenzioni. Sono esenti: - le imprese che si trovano in liquidazione e/o sottoposte a procedure concorsuali; - le imprese, con ricavi assoggettabili a contribuzione, determinati come sopra indicato, pari o inferiori a 500.000 euro. Oltre tale soglia il contributo è calcolato sull’intero importo dei ricavi assoggettabili; - le imprese che hanno iniziato la loro attività nell’anno 2006, in considerazione che per il calcolo del contributo il parametro di riferimento sono i ricavi dell’ultimo bilancio approvato nel 2005. I soggetti che si trovano in una delle suddette fattispecie, pur essendo esentati dal versamento, sono tenuti, comunque, a presentare la comunicazione di cui all’art. 4, commi 1 e 2 della delibera 696/06/CONS.

INVIO DELLA MODULISTICA ENTRO IL 31 MAGGIO 2007 Tutti i soggetti operanti nel settore delle comunicazioni sono tenuti alla comunicazione di cui all’articolo 4 della deliberazione in oggetto, anche se esentati dal versamento del contributo. Tale comunicazione deve essere effettuata utilizzando l’apposito modello (vedi a pagina 10) da trasmettere, per posta o via fax al numero 081.7507520, all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, insieme alla copia della attestazione dell’avvenuto versamento, ove previsto, entro e non oltre il 31 maggio 2007. Al modello deve essere allegata fotocopia di un documento valido di identità del legale rappresentante firmatario dell’atto.

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COMPILAZIONE DELLA MODULISTICA

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Il modello da utilizzare è suddiviso in due sezioni: Sez. 1: riferimenti anagrafici; Sez. 2: Valori contabili e Categorie di appartenenza. Nella seconda sezione gli operatori devono riportare i seguenti elementi: - Ammontare complessivo dei ricavi conseguiti (il totale dei ricavi conseguiti relativi all’intero valore della produzione - Voci da A1 a A5 del bilancio); - Ammontare complessivo dei ricavi conseguiti assoggettati e/o esenti (la somma dei ricavi - Voce A1 del bilancio - ottenuti nel settore delle comunicazioni); - Categoria di appartenenza prevalente: per l’editoria è d). Nel caso di più attività nel settore delle comunicazioni si dovrà indicare quella prevalente in relazione ai ricavi. Per la compilazione della tabella occorre attenersi alle seguenti istruzioni; - CAT. (categoria di appartenenza): per l’editoria è la lettera d); - ATTIVITA’ ESERCITATA: editoria; - COD. ISTAT: per l’editoria è 22130; - RICAVI IMPONIBILI (col. A): ammontare dei ricavi su cui calcolare il contributo dell’1,5 per mille; - RICAVI ESCLUSI/ESENTI (col. B): ammontare dei ricavi esclusi o esenti

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(>500.000 euro) o le quote riversate agli operatori terzi; Nelle righe contraddistinte dalla voce “RESID.” (Residuali) vanno indicati i ricavi non ottenuti nel settore delle comunicazioni, relativi alle voci A1 e da A2 a A5 del bilancio. La somma dei totali delle colonne A e B deve corrispondere all’ammontare complessivo dei ricavi conseguiti ed indicati nel modello alla voce “Ammontare complessivo dei ricavi conseguiti”. Ribadiamo che i soggetti con ricavi imponibili superiori a 500.000 euro devono applicare la percentuale di contribuzione dell’1,50 per mille sull’intero imponibile. Nelle NOTE vanno indicate le motivazioni della non assoggettabilità al contributo (es.: “Esente per ricavi imponibili inferiori a 500.000 euro”. LE SANZIONI

Un brivido ci corre per la schiena: l’articolo 4, comma 3, della Deliberazione dell’Autorità n. 696/06/CONS prevede per la mancata o tardiva presentazione del modello, nonché per l’indicazione nello stesso di dati non rispondenti al vero, le sanzioni di cui all’articolo 1, commi 29, 30 e 31 della legge 31 luglio 1997, n. 249 (istitutiva dell’Autorità). Stiamo parlando di sanzioni che vanno da 516 a 103.291 euro.

Tabella riassuntiva

Tipologia soggetti

Tutti i soggetti già iscritti nel ROC

LE ALTRE SCADENZE ROC

COMUNICAZIONE ANNUALE

La “Comunicazione Annuale”, contenente i dati anagrafici dell’editore, i componenti dell’organo amministrativo, l’assetto proprietario e i dati relativi alle testate edite, dovrà essere trasmessa telematicamente entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio per le società di capitale e le cooperative, ed entro il 30 giugno per tutti gli altri soggetti.

IES

La modulistica della IES (Informativa Economica di Sistema) con i dati contabili riferiti al 2005, o il Modello U (previsto per alcune tipologie di editori) andranno invece inviati entro il 31 luglio p.v. La dichiarazione di cui all’articolo 24 del Regolamento per la tenuta e l’organizzazione del Registro degli Operatori di comunicazione (Comunicazione Annuale) e la comunicazione di cui alla Delibera n. 129/02/CONS (Informativa Economica di Sistema) devono essere trasmesse utilizzando esclusivamente i modelli telematici disponibili sul sito: www.roc.infocamere.it (vedi box qui sotto)

Adempimento Comunicazione annuale

I soggetti esercenti l’attività di radiotelevisione, le imprese concessionarie di pubblicità, le imprese di produzione o distribuzione di programmi radiotelevisivi, le imprese Modelli IES editrici di giornali quotidiani, periodici o riviste, le agenzie di stampa di carattere nazionale, i soggetti esercenti l’editoria elettronica e digitale Le fondazioni, gli enti morali, le associazioni, i gruppi di volontariato, i sindacati, le cooperative non aventi scopo di lucro, le imprese e le ditte individuali, che siano editrici di un solo periodico che pubblichi meno di dodici numeri l’anno, ovvero di un solo periodico distribuito in un’unica area geoModello U grafica provinciale, ovvero di più periodici, tutti di carattere scientifico, sempre che i ricavi della raccolta pubblicitaria non rappresentino più del 40 per cento dei ricavi derivanti dalle vendite, o che siano titolari di una sola concessione per la radiodiffusione in ambito locale, sonora o televisiva Notiziario USPI n° 4/2007

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Termine 30 giorni dall’approvazione del bilancio per le società di capitale o cooperative 30 giugno per gli altri soggetti

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L’inserzione sopra riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art. 3, terzo comma, del DPR 26/10/72 n. 633


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PER AMORE O PER DENARO La commercializzazione della vita intima

di Arlie Russel Hochschild IL MULINO, Bologna 2006, pagine 256, € 15,00

Molte donne sostengono di non aver fatto un grande affare con il femminismo: esse sono cambiate ma non le loro occupazioni nel lavoro e dentro casa, né sono cambiati gli uomini che le aspettano a casa. Negli USA l’indebolimento della famiglia e della comunità ha creato un vuoto culturale che è stato riempito dal mercato. Gli americani partecipano sempre meno alle elezioni, si impegnano meno in attività comunitarie o di volontariato, frequentano sempre meno persino gli amici. Ciò che fanno è guardare la TV e frequentare i centri commerciali. Questo impoverimento può suscitare nostalgia per la famiglia anni ’50 o spingere ad una felicità individuale che accetta di

NOTIZ IAR IO

Uspi

Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972

Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Fax: 06.40.66.859 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991)

Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Giancarlo Cinoglossi

Redattore Responsabile: Vittorio Volpi

Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate

Tipografia: SO.GRA.RO. SpA - Via Ignazio Pettinengo, 39 00159 Roma Il n. 4 (aprile 2007) è stato stampato il 13 aprile 2007

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BI BL I OT E C A US P I acquistare su Internet pezzi di vita familiare come l’anima gemella, il compleanno dei bambini, o il pulsante magico da appendere al collo dei genitori vecchi che chiami quando cadono o hanno un attacco cardiaco. Comincia ad essere così anche da noi. E ce lo spiega l’A. con una miriade di interviste e riflessioni problematiche, inquietanti e talvolta anche divertenti. Qualche flash. La giovane impiegata va in ufficio prima dell’inizio del lavoro, per regalarsi qualche minuto per chiacchierare e scherzare con le colleghe. La donna in carriera dichiara che il marito non spegne le luci poiché pensa che sia compito della moglie. Non poche mamme sognano asili-parcheggio sovietici aperti dalle 7 alle 19 anche nei giorni festivi. Un padre vorrebbe che il figlio di 3 anni fosse “indipendente”. Molti lavoratori si sentono realizzati nell’azienda ma sono stati “licenziati” a casa da due o tre mogli. La coppia ha bisogno di più tempo insieme e al rientro a casa stacca il telefono e i cellulari. I lavori di casa costituiscono spesso motivi di tensione e la lotta delle mogli per coinvolgere i mariti sembra a molti senza speranza. Dei mariti intervistati dall’Autrice solo uno su cinque divideva le faccende di casa alla pari con la moglie. Alcune mogli usavano mezzi indiretti per fare pressione sui mariti (mostrando ad es. di non star bene) altre mezzi diretti come “lo sciopero” casalingo. Quello che la coppia ha perso con gli orari di lavoro (spesso allungati dal viaggio casa-ufficio-casa) il mercato lo offre sotto forma di servizi a pagamento. Poiché la donna che lavora non può prendersi cura di tutti (figli, marito, genitori anziani, amiche malate) la sfida - secondo l’A. - è di aumentare l’offerta di cure riuscendo a mantenere ciò che le donne hanno conquistato nel mondo del lavoro e nella società. L’alternativa sarebbe di condannare le donne a casa, ma questa soluzione oltre che ingiusta sarebbe impraticabile essendo moltissime le famiglie che non possono vivere con un solo stipendio. Per una volta rubiamo un po’ di spazio a questa rubrica per ringraziare pubblicamente quelle case editrici che ci inviano con sollecitudine, spontaneamente o su nostra richiesta, i libri che trovate qui recensiti e che rendono ogni mese la “Biblioteca USPI” una pagina di aggiornamento professionale e culturale sempre fresca e accattivante. La redazione

LE RICERCHE DI MERCATO

di Amedeo De Luca FrancoAngeli, Milano 2006, pagine 528, € 46,00

Per la sua vasta esperienza di docente universitario di materie statistico - economiche e di consulente marketing di importanti aziende, l’Autore di questo volume è persona “informata dei fatti” che descrive e, infatti, affronta l’impervio arcipelago delle ricerche di mercato con taglio applicativo e interdisciplinare rispondendo alle numerose domande pratiche che il lettore può porsi. Ne parliamo in questa rubrica che si rivolge agli editori medio-piccoli, organizzati e rappresentati dall’USPI, poiché anche le aziende editrici di piccolo capitale, incalzate dai sussulti di un mercato in continua evoluzione, hanno bisogno di affidarsi al marketing per conoscere la validità dei progetti editoriali delle testate e per sondare il proprio lettorato. Il volume si colloca in questa prospettiva, proponendosi come una guida metodologica ed operativa - unitaria - di supporto alle varie fasi in cui si articola una ricerca di mercato (progettazione, realizzazione, presentazione ed interpretazione dei risultati in chiave di marketing), tenendo presenti le concrete esigenze del ricercatore e del committente della ricerca. Dopo l’illustrazione del concetto di mentalità di marketing e di sistema informativo, che raccorda l’impresa al mercato, si delineano le fasi del ciclo di vita di un prodotto e si descrive l’uso dei fattori di marketing-mix all’interno delle stesse, affrontando il problema del lancio di un nuovo prodotto tramite un modello di risposta delle vendite. Successivamente sono trattati, nell’ordine: le tecniche campionarie, probabilistiche e non; la determinazione della dimensione campionaria; l’efficienza dei campioni complessi; gli errori campionari e di osservazione (error-profile) e la qualità dei dati; il problema dei dati mancanti (data missing) e la loro correzione; le problematiche inerenti la formulazione del questionario; le varie tecniche di contatto; le scale di misurazione dei caratteri rilevanti in una ricerca di mercato; gli aspetti metrici ed il numero di passi delle scale di valutazione; il trattamento, l’elaborazione e l’analisi dei dati con metodi di statistica descrittiva ed inferenziale; le ricerche qualitative e quelle integrate. 15


PERIODICI ASSOCIATI ALL’U USPI

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L’ARTEMISIO

Piazza Mazzini, 13 00049 Velletri RM Direttore: Silvia Ceccacci Editore: Editrice Sera snc di Serapiglia Dario Periodicità: settimanale Materia trattata: informazione generale JOURNAL OF MIDDLE EASTERN GEOPOLITICS

Via G. Severano, 35 00161 Roma Direttore: Pedde Nicola Editore: Globe Research and Publishing Srl Periodicità: trimestrale Materia trattata: economia e politica internazionale JUKE BOX MAGAZINE

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(393° elenco)

PEACE

VALLOAFFARI.COM

Via E. Monaci, 13 00161 Roma Direttore: Gioia Maria Tozzi Editore: Aspeace Onlus Periodicità: trimestrale Materia trattata: temi di pace dalle comunità di base a quelle internazionali

Via Rocco Scotellaro, 7/B - (Tonale 10) 85100 Potenza Direttore: Luigi Petruccio Editore: Festula 2000 Snc Periodicità: mensile Materia trattata: informazioni di servizio ed annunci economici

RIPARAZIONE MARIANA

IL VALTROMPIA NEWS

Via dei Cappuccini, 17 45100 Rovigo Direttore: Maria Pedico Editore: Istituto Suore Serve di Maria Riparatrici Periodicità: trimestrale Materia trattata: formazione e pastorale mariana

Via Matteotti, 180 (Portici Beretta) 25063 Gardone V.T. BS Direttore: Filippi Silvia Editore: Edizioni 21 Marzo 2002 di Filippi Silvia Periodicità: settimanale Materia trattata: informazione, attualità, cronaca, spettacoli, turismo, sport

RIVISTA PASTORALE

VELA E REGATE

Loc. Montesanti Snc 88046 Lamezia Terme CZ Direttore: Salvatore La Placa Editore: Point Group Srl Periodicità: mensile Materia trattata: informazione, attualità, musica

Via Tommaso Campanella, 63 89127 Reggio Calabria Direttore: Umberto Giovanni Latella Editore: Arcidiocesi di Reggio Calabria - Bova Periodicità: bimestrale Materia trattata: notiziario religioso pastorale

Via Bellini, 24 21052 Busto Arsizio VA Direttore: Andrea Gallazzi Editore: Alfa Print Snc Periodicità: mensile Materia trattata: reportage eventi legati al mondo della vela

IN CITTA’

LA TORRE MASSETANA

LA VOCE DEI GIOVANI

Via Cattedrale, 38 70054 Giovinazzo BA Direttore: Filippo D’Attolico Editore: Arciconfraternita Maria SS. del Carmine Periodicità: mensile Materia trattata: politica, attualità, cultura, sport

Via Moncini, 60 58024 Massa Marittima GR Direttore: Angelo Soldatini Editore: Ass. “Amici della Torre” Periodicità: mensile Materia trattata: cronaca, attualità, politica, cultura, arte

Via Cà Dolfin, 54 36061 Bassano del Grappa VI Direttore: Giovanni Meneghetti Editore: Comune dei Giovani Periodicità: trimestrale Materia trattata: attività dell’associazione

RASSEGNA STAMPA

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L’inserzione sopra riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art. 3, terzo comma, del DPR 26/10/72 n. 633

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