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Anno 2005 - Edizione N. 4 - Aprile

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OTIZIARI N O MENSILE DELL’UNIONE STAMPA PERIODICA ITALIANA

Anno 41°

1953

Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L. 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma. In caso di mancato

n. 4 aprile 2005

recapito rinviare all’ufficio P.T. di Roma - Romanina detentore del conto per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa in vigore

A Frascati dal 17 al 18 marzo il Forum della comunicazione locale su “Lo sviluppo dei media fra tradizione e comunicazione”

SMENTITE LE CASSANDRE DELLA LETTURA, IL LABIRINTO MEDIATICO NON SOFFOCA LA CARTA STAMPATA appuccetto Rosso attraversa la fitta boscaglia dei nuovi media senza perdersi d’animo ed anzi affronta e va a braccetto con il lupo internettiano. Questa la fiaba inedita che è emersa dalla 2a edizione del Forum nazionale della comunicazione tenuto alle Scuderie Aldobrandini di Frascati dal 17 al 18 marzo e organizzato come la precedente 1a edizione del 2000 - in collaborazione con l’USPI da Promoitalia di Fabio Polli, editore del “Tuscolo”. L’intensa due giorni ha trovato momenti di largo interesse nell’intervento del ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri Maurizio Gasparri (in rappresentanza del Governo), nella dotta relazione introduttiva del prof. Mario Morcellini, Preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università La Sapienza, nella corposa e concreta comunicazione dell’on. Vincenzo Vita, già Sottosegretario al

C

Ministero delle Comunicazioni e attuale Assessore alla Cultura della Provincia di Roma, e nella relazione conclusiva dell’avv. Francesco Saverio Vetere, Segretario Generale dell’USPI. Ma non Vincenzo Vita meno avvincenti sono stati i contributi di una ventina di protagonisti del nuovo sistema mediatico, dell’editoria a stampa e degli organismi rappresentativi di tutte le forze sociali, di cui diamo conto nel servizio da pagina 6. Due giorni intensi: il primo dedicato ai nuovi media e al cambiamento dei consumi culturali e il secondo riservato all’editoria di quotidiani e periodici e agli indici di lettura. Il Ministro MAURIZIO GASPARRI ha aperto i lavori con un ampio intervento più tecnico che politico - improntato all’ottimismo del bicchiere mezzo pieno sparso a piene mani sugli effetti della rivoluzione digitale, partita (grazie al calcio) con un

SOMMARIO SPECIALE FORUM -1Smentite le Cassandre della lettura.. -2Editoria e Internet, sosteniamole (intervista al Segretario Generale dell’USPI, Vetere) - da 6 a 10 Comunicazioni interventi Le conclusioni

e

-3Le quote associative USPI per l’anno 2005 -4EISE - International Business Contacts -5Confermate anche per il 2005 le tariffe postali agevolate Aumentate le spese di registrazione per giornali e periodici

- 11 Aperte le iscrizioni al XVIII Stage per operatori editoriali della stampa periodica (Urbino, 18-23 settembre) - 12 Chiarimento IVA sui periodici free press Istituito il codice tributo per il credito di imposta sull’acquisto carta, anno 2004 - 13 Scadenze ROC:

Comunicazione Annuale entro 30 giorni dal bilancio per società e cooperative - 14 WHO’S WHO IN ITALY - 15 Biblioteca - 16 Periodici associati all’USPI (371° elenco) L’Eco della Stampa

milione e mezzo di utenti. Per il rappresentante del Governo le sorti del digitale sono immancabilmente magnifiche e progressive e si affidano alla moltiplicazione dei programmi, alle migliori occasioni di servizi territoriali, all’interattività burocratica e amministrativa tra cittadini e istituzioni, allo sviluppo delle emittenti radiofoniche e televisive sostenuto da contributi statali nei comuni con popolazione inferiore ai 10.000 abitanti. Evitati accuratamente i temi caldi della pubblicità, dell’adeguamento della legislazione editoriale, della difesa concreta del pluralismo, della perdita di terreno della Rai, temi sui quali lo attendeva una platea davvero poco abbagliata dalla nuova legge sull’emittenza. A ridimensionare drasticamente l’ottimismo governativo ha provveduto l’on. VINCENZO VITA denunciando i limiti «di una legge mediocre che interpreta il digitale come semplice moltiplicazione dei canali. L’Economist di Mario Morcellini questa settimana - ha rilevato l’Assessore diessino - titola in copertina “The real digital divide”: affronta cioè i tanti problemi che la società della comunicazione ha mantenuto intatti o, nel peggiore dei casi, ha aggravato». Passando all’argomento del Forum, Vita ha costruito interessanti proposte pratiche per una valorizzazione del locale inteso come snodo fondamentale della circolazione dei contenuti in rete , proposte che hanno incontrato l’immediato favore del Segretario Generale dell’USPI. Compiaciuto stupore ha suscitato negli editori di periodici la relazione introduttiva sul cambiamento dei 10

Articoli e notizie di questo Notiziario possono essere liberamente riprodotti citandone la fonte. Se ne raccomanda, anzi, la massima diffusione da parte di tutti i periodici associati all’USPI, nell’interesse della categoria QUESTO NOTIZIARIO VIENE SPEDITO AGLI ASSOCIATI USPI IN REGOLA CON IL VERSAMENTO DELLE QUOTE


EDITORIA E INTERNET, SOSTENIAMOLE Parte il secondo forum sulla comunicazione locale, Vetere (USPI) ci anticipa il suo intervento «La giornata di oggi apre la seconda In occasione dell’apertura dei lavori del “II Forum Nazionale mare i monconi della vecchia normatidella Comunicazione Locale”, il quotidiano “Punto.Com” del va di sostegno - dico monconi perché edizione del “forum nazionale della comunicazione locale”, appuntamento 18 marzo ha pubblicato un’intervista, a firma di Giuliano nel tempo si sono sempre più ridotte le Lesca, al nostro Segretario Generale che, a partire dal titolo norme a favore della stampa periodica che, sotto l’alto patronato della - in una moderna pianificazione delle stesso, qui riportiamo integralmente. Presidenza della Repubblica, chiamisure, che abbandoni la caratteristica merà a confronto numerose, autorevodi provvedimenti-tampone per situali voci sul tema dell’evoluzione di zioni disperate per divenire politica vecchi e nuovi media. organica. Molto è stato detto - e molto si dirà sulle prospettive di crescita delle più Un esempio in particolare? recenti soluzioni tecnologiche, ma tra La vecchia, ma più che mai attuale le finalità dell’evento si affermerà proposta dell’USPI di abbandonare il anche quella di testare le ipotesi di sistema degli aiuti a pioggia - oggi convivenza tra queste e i “vecchi” ormai ridotta a pioggerella - per dar mezzi di comunicazione, in occasione vita a forme di sostegno ché anziché di uno snodo cruciale per entrambi. essere elargizioni divengano rimunePer l’esattezza, quello di un riassetto razione di servizi. legislativo che, recentemente approntato, Si lamenta l’assenza di una serie politica di andrà ad interagire sul sistema nel suo comre validi titoli per beneficiare di investiinformazione istituzionale che consenta al plesso: sulle sue potenzialità, certo, ma menti, sono sacrificati da accordi che li cittadino di conoscere con chiarezza e temanche sui suoi vizi. Tra questi, il cronico escludono. pestività i suoi diritti e i suoi doveri: ebberitardo di una regolamentazione davvero Spesso, devo dire, a vantaggio di organi di ne, perché non prevedere che Stato e risolutiva dei limiti della stampa, anche stampa meno diffusi ma più protetti. Regioni stipulino convenzioni, con caratteperiodica. re di generalità e di imparziale obiettività, Non a caso, sarà proprio Francesco Saverio Non saranno tutte note dolenti... con organi di stampa che continuativamenVetere, segretario generale dell’Unione No, certo. La nostra associazione, nonote si assumano l’onere di dedicare pagine e Stampa Periodica Italiana, a chiudere la due stante tutto, fa registrare ogni anno un saldo aprire rubriche di informazione su leggi, giorni di lavori di Frascati. Abbiamo chieattivo tra le nuove iniziative e le testate regolamenti, iniziative amministrative? sto a lui, dunque, di anticiparci parte dei costrette ad abbandonare il campo. contenuti del suo intervento: una panoramiQuesto significa che la stampa periodica, Sarebbe un grande vantaggio per la cateca sullo stato dell’editoria quindi, ma anche vera struttura portante dell’informazione goria... sulle sue prospettive, e sul rapporto che la libera, in fin dei conti non solo resiste ma fa Si, ma non solo. Se il cittadino è ignaro, o vedrà coinvolta con l’universo di internet. dei passi in avanti. mal informato, non è in grado di partecipare attivamente alla vita sociale e di fruire di Dottor Vetere, lei parteciperà al secondo Lei venerdì concluderà il convegno di diritti che pur gli vengono riconosciuti. E forum sulla comunicazione locale. Cosa Frascati. Quale rapporto intercorre tra questo non è esclusivo interesse delle ha da dirci sul settore di sua competenza, editoria periodica e nuove tecnologie? imprese editrici, mi pare». quello della stampa periodica? Una relazione di grande interesse. Il numeViviamo una situazione che è nel contempo ro delle testate che iniziano le pubblicazioinvidiabile e di grave difficoltà. Spiego ni on-line e di quelle che, pur mantenendo l’apparente contraddizione. la diffusione tradizionale a stampa, si Dico che è invidiabile perché si mantiene in attrezzano per avere anche una propria difvita con le sue sole forze e con le sue risorfusione in rete, è crescente e notevolissimo se, stante la pratica assenza di sostegni. per entità. Questa circostanza ne dimostra la vitalità e ne testimonia il regime di libertà. Dico però Crede che andrebbe in qualche modo anche di grave difficoltà perché l’assenza di sostenuto? una organica politica in suo sostegno la Certo. Occorrerebbe un serio piano di costringe a subire una serie di condizionasostegno pubblico per agevolare con forme menti che ne limitano le possibilità di di credito appropriate le trasformazioni in espansione. atto. Anche la normativa per disciplinare il settore dovrebbe essere resa più chiara, A cosa si riferisce esattamente? semplice, o se non altro meno contraddittoSoprattutto alla necessità di operare all’inria e parziale. terno di un sistema distributivo distorto, che privilegia solo i grandi gruppi. La posE da un punto di vista più organico come sibilità di acquisire risorse pubblicitarie è riservata solo a chi è in qualche modo coldovrebbe intervenire, secondo lei, il legilegato ai grandi percettori, mentre viene slatore? Una suggestiva immagine della sala degli espositori al 2° Forum di Frascati negata a soggetti che, pur potendo presentaMi sembra inderogabile e urgente trasfor2

Notiziario USPI n° 4/2005


LE QUOTE ASSOCIATIVE USPI

per l’anno 2005 L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2005 versando la relativa quota associativa, lungi dal corrispondere ad una rituale formalità, risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche publiche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - copia gratuita della XIII edizione della “Guida della Stampa Periodica” (due volumi; in preparazione) - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, marketing, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura. Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2005 (e comprensive del costo del “Notiziario USPI”) sono le seguenti:

Per le testate (secondo la tiratura dichiarata): da da da da da

€ 190,00 € 595,00 € 1.150,00 € 2.350,00 € 3.600,00

1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su

Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge.

Quota d’iscrizione (“una tantum” per le testate che si iscrivono per la prima volta): - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie

€

80,00

- Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie

€

160,00

- se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI

€

210,00

- stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI

€

320,00

Per i soci singoli ex art. 31 dello Statuto:

Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 257, Via Franceschini n. 58 - Roma, CIN: U - ABI: 05584 - CAB: 03206 c/c: 000000004977 (intestato USPI), ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI.

ATTENZIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.


Con decreto del Ministro Gasparri del 1° febbraio 2005

CONFERMATE ANCHE PER IL 2005 LE TARIFFE POSTALI AGEVOLATE ulla Gazzetta Ufficiale n. 73 del 30 marzo scorso è stato pubblicato il Decreto del Ministero delle Comunicazioni 1° febbraio 2005 che conferma, anche per quest’anno, l’applicazione delle tariffe postali agevolate per la spedizione di prodotti editoriali, come determinate nei decreti dello stesso Ministero del 13 novembre 2002 ed attualmente in vigore. Il decreto non fa alcun riferimento temporale relativo alla durata di validità delle attuali tariffe (il testo recita: “Dal 1° gennaio 2005 e fino all’adozione delle nuove tariffe agevolate postali...”), ma - dato che nelle premesse si considera che “la complessità del procedimento diretto alla revisione delle tariffe” non permette “di portarlo a compimento in tempo utile ai fini della sua entrata in vigore con decorrenza 1° gennaio dell’anno 2005” - si ritiene che un eventuale adeguamento tariffario verrà stabilito dal Ministero solo a partire dal 2006.

S

MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI DECRETO 1° febbraio 2005 Tariffe agevolate postali per la spedizione di prodotti editoriali IL MINISTRO DELLE COMUNICAZIONI DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE Visto l’art. l, comma l, del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito con la legge 27 febbraio 2004, n. 46, il quale pre-

vede che con decreto del Ministro delle comunicazioni, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Presidenza del Consiglio dei Ministri, siano determinate le tariffe agevolate postali per la spedizione di prodotti editoriali anche in funzione del rispetto del limite di spesa costituito, ai sensi del comma l dell’art. 3 dello stesso decreto, dai fondi stanziati sugli appositi capitoli di bilancio, ed aggiunge, peraltro, che per l’anno 2004 l’entità delle stesse agevolazioni rimanga quella definita dal decreto del Ministro delle comunicazioni 13 novembre 2002; Visto il decreto del Ministero delle comunicazioni 13 novembre 2002, recante «Tariffe per la spedizione di invii di libri e di stampe in abbonamento postale di cui alla lettera b) del comma 20 dell’art. 2 della legge 23 dicembre 1996, n. 662», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 10 dicembre 2002, n. 289; Visto il decreto del Ministro delle comunicazioni 13 novembre 2002, recante «Spedizione di stampe in abbonamento postale di cui alla lettera c) del comma 20 dell’art. 2 della legge 23 dicembre 1996, n. 662», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’11 dicembre 2002, n. 290; Considerato che la complessità della materia interessata ed il grado di articolazione del procedimento diretto alla revisione delle tariffe agevolate sopra dette non permettono di portarlo a compimento in tempo utile ai fini di una sua entrata in vigore con decorrenza dal 1° gennaio dell’anno 2005;

Aumentate le spese di registrazione per giornali e periodici Il Decreto-legge 31 gennaio 2005 n. 7, convertito nella Legge 31 marzo 2005, n. 43 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 75 del 1° aprile 2005), ha modificato le tariffe relative all’imposta di bollo e alle tasse sulle concessioni governative. In riferimento alla registrazione di giornali e periodici la tassa di concessione è passata da € 129,11 a € 168,00. L’imposta di bollo e il contributo unificato non sono stati momentaneamente modificati, ma il Governo ha preannunciato un nuovo decreto legge per aggiornare le suddette imposte e tasse. ***** DECRETO LEGGE 31 GENNAIO 2005, N. 7, coordinato con la legge di conversione 31 marzo 2005, n. 43

Notiziario USPI n° 4/2005

ARTICOLO 7 Disposizioni in materia di imposte di bollo e tasse di concessione 3) Le parole «in misura tale da assicurare» sono sostituite dalle seguenti: «secondo quanto stabilito negli allegati da 2-bis a 2-sexies della presente legge... Le disposizioni degli stessi allegati hanno effetto dal 1° febbraio 2005 e, in particolare, hanno effetto per gli atti giudiziari pubblicati o emanati, per gli atti pubblici firmati, per le donazioni fatte e per le scritture private autenticate a partire da tale data, per le scritture private non autenticate e per le denunce presentate per la registrazione dalla medesima data, nonché per le formalità di trascrizione, di iscrizione, di rinnovazione eseguite e per le domande di annotazione presentate a

Ritenuto che per tale ragione si impone una proroga dell’efficacia nel tempo delle tariffe stabilite dagli anzidetti decreti del 13 novembre 2002, che dovranno continuare a ricevere applicazione fino all’adozione delle nuove tariffe; Sentita la Presidenza del Consiglio dei Ministri, che con nota prot. DIE/USE/1744l1AI in data 20 dicembre 2004, ha espresso il proprio conforme avviso; Decreta: ARTICOLO 1 Dal l° gennaio 2005 e fino all’adozione delle nuove tariffe agevolate postali per la spedizione di prodotti editoriali ai sensi dell’art. 1, comma l, del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito con la legge 27 febbraio 2004, n. 46, continuano ad applicarsi le tariffe contenute nei decreti del Ministro delle comunicazioni 13 novembre 2002, recanti «Tariffe per la spedizione di invii di libri e di stampe in abbonamento postale di cui alla lettera b) del comma 20 dell’art. 2 della legge 23 dicembre 1996, n. 662», e «Spedizioni di stampe in abbonamento postale di cui alla lettera c) del comma 20 dell’art. 2 della legge 23 dicembre 1996, n. 662», rispettivamente pubblicati nella Gazzetta Ufficiale del 10 dicembre 2002, n. 289, e dell’ 11 dicembre 2002, n. 290. Il Ministro delle Comunicazioni GASPARRI Il Ministro dell’Economia e delle Finanze SINISCALCO decorrere dalla stessa data...» ALLEGATO 2-ter (articolo 1, comma 300) 1. Modifiche alle tasse sulle concessioni governative 1. ELENCO DEGLI IMPORTI AGGIORNATI DELLE TASSE SULLE CONCESSIONI GOVERNATIVE TITOLO VII PROFESSIONI, ARTI E MESTIERI 22 Iscrizioni riguardanti le voci della tariffa soppressa dall’articolo 3, comma 138, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, e precedentemente iscritte agli articoli sotto indicati della tariffa approvata con il decreto ministeriale 20 agosto 1992, pubblicato nel supplemento ordinario n. 106 alla Gazzetta Ufficiale n. 196 del 21 agosto 1992............................. € 168,00 7. Giornali e periodici (articolo 82.

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Forum Nazionale della Comunicazione Locale

COMUNICAZIONI E INTERVENTI

Per motivi di spazio recensiamo brevemente i concetti essenziali delle 27 comunicazioni chiedendo scusa a tutti gli intervenuti che senza distinzione hanno offerto contributi di grande livello professionale alle domande ed ai problemi magmatici emersi nella “due giorni” di Frascati. Il dibattito corale ed esauriente ha integrato le relazioni introduttive, di

Francesco Paolo POSA Sindaco di Frascati Frascati incarna il tema di questo Forum poiché da una parte si caratterizza per le sue ville e per le sue radici antiche e al tempo stesso ospita imprese, istituti, laboratori scientifici protèsi verso la sperimentazione ed il futuro tecnologico. Non a caso il nostro Comune fra non molto firmerà con la Provincia di Roma un protocollo d’intesa per l’istituzio- Francesco Paolo Posa ne di uno straordinario incubatore di aziende della comunicazione che hanno già dato la loro adesione.

Luigi ZANDA Senatore, Consigliere Nazionale USPI La stampa periodica è un sottosistema del vasto sistema della comunicazione che vive i problemi della banda larga, del digitale terrestre, del multimediale, ma di cui il bandolo della matassa, il protagonista del bicchiere mezzo vuoto è la televisione. Rai e Mediaset hanno il 92% degli ascolti e quindi alle altre TV nazionali e alle circa Luigi Zanda 600 TV locali resta l’8% dell’audience. La pubblicità è controllata per il 56% dalla TV, e di questo 56% il 67% va a Mediaset, e solo il 35% va alla carta stampata e una percentuale minuscola e comunque insufficiente va all’editoria locale. Questo squilibrio riposa su una legislazione sbagliata che non solo danneggia la carta stampata, non solo penalizza la piccola editoria e la stampa periodica locale, ma nel medio e lungo periodo farà male anche agli oligopolisti che oggi ne traggono beneficio.

Angiolino LONARDI Direttore di Rai Utile Alle molte critiche che si possono rivolgere alla legge Gasparri occorre contrapporre un dato di fatto e cioè che la rivoluzione digi6

Frascati, 17 e 18 marzo Scuderie Aldobrandini

base e conclusive tratteggiando risposte politiche cruciali e intessendo una lettura puntuale e critica al divenire dei media (che oggi sembrano lontani anni luce dal sistema analizzato nella precedente edizione del Forum tenuta nel 2000) e allo stato dell’editoria periodica cresciuta nel suo complesso anche rispetto al Congresso del 50° dell’USPI svoltosi, sempre nelle Scuderie Aldobrandini, due anni or sono.

tale libera spazi, e possibilità, che abbassano il livello d’accesso e rende possibili nuove esperienze. Se concentriamo l’attenzione sulla fase iniziale, sui lavori in corso possiamo restare impressionati da una strada accidentata, ma se guardiamo la direzione di marcia possiamo cogliere e salutare la fine di un duopolio della comunicazione. Alla separazione tra centro e periferia si sostituirà ciò che vale e ciò che non vale, sicché nella catena del valore editoriale chi si ritrova fuori dal centro potrà reclamare un di più di cittadinanza. La rivoluzione digitale, infatti, toglie di mezzo l’antitesi tra centro e periferia. Se abbiamo nuovi canali, se incontriamo più semplici barriere di accesso, la democrazia può dare casa a soggetti nuovi come quelli della cooperazione, del volontariato, dei saperi, delle comunità locali, della sanità. Naturalmente c’è bisogno di infrastrutture come il multiplex. Gli editori di oggi sono i figli degli stampatori dell’inizio del secolo scorso; la stamperia era l’unico luogo dal quale tutti dovevano passare se volevano editare qualcosa. Nell’epoca digitale il luogo da cui tutti devono passare se vogliono essere soggetti comunicativi è il multiplex. Un ruolo significativo della politica e dei territori è quello di costruire dei multiplex in modo che l’accesso alle reti non venga lasciato solo a chi è forte. Marcello BERENGO GARDIN Capo ufficio stampa di Sky Poiché il tema del Forum è quello della comunicazione locale vorrei ricordare che sono decine i canali che hanno deciso di scegliere il satellite come strumento di distribuzione del proprio segnale per superare le barriere regionali o provinciali degli impianti di trasmissione terrestre e per raggiungere tutto il continente europeo e il pubblico dei nostri emigrati. Dopo aver offerto la parabola gratuita con Pronto Sky presto sarà possibile installare una parabola condominiale centralizzata utilizzabile, a costo zero, da tutti i condomini residenti nell’edificio, con conseguente maggiore rispetto del decoro urbano. Sky, nata nell’aprile 2003, oggi trasmette attraverso i canali di propria produzione

12.000 ore l’anno di programmazione autoprodotta a cui si aggiungono altri 13.000 ore di programmi prodotti da canali di nostri editori partners come Raisat. Quindi oltre 25.000 ore di programmazione fanno di Sky il maggior operatore televisivo in Italia. Il fiore all’occhiello dell’offerta culturale Sky è “Cult” che trasmette in un anno oltre 100.000 ore di programmi. Fra il 31 luglio 2003 e il 31 dicembre 2004 i nostri abbonati sono cresciuti da 1.900.000 (ereditati da Stream e Telepiù) ad oltre 3.100.000.

Angelo GALLIPPI Presidente CORECOM Lazio La comunicazione globale è una rete fittamente connessa le cui maglie sono costituite da Internet, le radio, le televisioni e la telefonia. Noi siamo telespettatori di televisioni satellitari, nazionali e locali e fruitori di Internet. I Comitati regionali per le comunicazioni hanno compiti di vigilanza e di promozione di tutte le richiamate forme di comunicazione. Quest’anno il decreto che disciplina i contributi erogabili secondo Angelo Gallippi graduatorie del Corecom stabilisce che le agevolazioni non siano assegnate alle emittenti che diffondono pubblicità ingannevole e che le trasmissioni di futurologia (astrologia, cartomanzia, lottologia ecc.) siano vietate dalle ore 7 alle 23. Il Corecom non stila un elenco di buoni o cattivi ma proposte operative con le quali le emittenti possano migliorare la loro qualità.

Daniele CERRATO Rappresentante USIGRAI Nel sistema della comunicazione e dell’informazione la precarizzazione è entrata in modo dirompente. Abbiamo appena concluso con la Rai, dopo due anni e mezzo di trattative un accordo che prevede la graduale assunzione, in un arco di 4 anni, di colleghi che sono a tempo determinato da 4/10 anni con 2.500/3.000 giorni di precariato. Notiziario USPI n° 4/2005


Un tempo i giornalisti delle radio libere incontravano difficoltà ad intervistare gli esponenti politici, ora c’è la corsa a rispondere alle emittenti locali anche in periodi non elettorali. Le carenze di personale e la lotta con i tempi della fase pionieristica oggi si ritrovano anche nelle sedi regionali Rai.

Un folto e attento pubblico ha seguito i lavori del Forum

Fabrizio BERRINI Segretario generale AERANTI Non sono stato un cattivo profeta quando dicevo che il digitale sarebbe stato solo una svolta tecnologica che avrebbe rafforzato i monopoli. I decoder non si vendevano ma appena sono apparse le prepagate con le partite di calcio se ne sono venduti 600.000 in pochi giorni e lo stesso accadrà con i canali erotici. Non sono 500 canali che fanno il pluralismo se questi canali sono controllati da uno o due gruppi. La mia preoccupazione è che le emittenti locali medio-piccole diventino delle piccole serre o animali ingabbiati senza spazio per crescere. Questa marginalizzazione comune alle emittenti ed ai periodici può essere ribaltata solo da chi ha responsabilità di governo e cultura pluralistica. Antonio DIOMEDE Presidente REA Il mercato pubblicitario è monopolizzato al 92-93% da Rai e Mediaset mentre alle locali vanno le briciole, anche se la situazione delle emittenti radiofoniche è migliore poiché raggiunge il 14-15%. In ogni caso le aziende in relazione ai propri bilanci difficilmente riescono a fronteggiare gli oneri contrattuali del personale giornalistico e dire che una piccola televisione di Frascati debba assumere almeno quattro persone a tempo indeterminato come ha detto il collega dell’USIGRAI significa far chiudere quella microazienda. Né la salvezza può venire dalla rivoluzione tecnologica poiché chi ha i mezzi di comunicazione in via analogica detiene anche quelli in digitale ed è pura fantasia che i Comuni e le Regioni con i bilanci che hanno possano entrare nell’e-governament.

Notiziario USPI n° 4/2005

Fabio DURANTI Presidente del consorzio EURODAB Italia La legge 249 del 1997 prevedeva l’utilizzazione delle nuove tecnologie radiofoniche digitali e così, in rappresentanza di molte emittenti locali e nazionali, abbiamo costituito un consorzio per realizzare una rete sperimentale digitale, ma i ministri non davano le autorizzazioni anche per i ritardi culturali della burocrazia. Pensavamo qualche anno fa che la sede della televisione fosse il canale satellitare che è a bassissimo costo e trasmette in un’area molto ampia. E’ accaduto però che in base all’art. 24, lettera C della Legge Gasparri solo chi ha già una concessione analogica può trasmettere anche su una tecnologia digitale non in un’area ampia ma nella stessa area della concessione previgente, con buona pace all’accesso pluralista alla comunicazione. Sergio NATUCCI Segretario Generale RNA La RNA è un’associazione che rappresenta soprattutto emittenti radiofoniche nazionali e grandi gruppi editoriali come Radio Dimensione Suono. Gli ascoltatori in Italia sono oltre 37 milioni raggiunti da 1500 emittenti grandi, medie, e piccole che grazie a consolidati fatturati pubblicitari e grazie all’affidabilità del sistema radiofonico privato danno lavoro a decine di migliaia di dipendenti. C’è un’identificazione molto forte tra l’ascoltatore e l’animatore radiofonico, in particolare della radio locale, e non possiamo permettere che in nome del digitale si smantelli la radiofonia analogica. Chiudere l’analogico non significa chiudere la radio ma significa adeguarsi ad un linguaggio multimediale così come il telefono fa anche radio e fornisce anche immagini. La radio vuol realizzare questa integrazione di servizi senza mettersi in concorrenza con la telefonia.

sone, in Italia, potranno avere un apparecchietto che collega la presa del telefono al proprio televisore e che consente di avere il mondo di Internet a portata di telecomando. Wind spende circa 200 milioni di euro all’anno in comunicazione. Il 70% va alla TV nazionale, il 20% alla stampa e il 10% a Internet. Del 20% destinato alla carta stampata il 5% è investito sulla stampa locale che tiene testa nel territorio ai quotidiani nazionali. Paolo DI DOMENICO Responsabile regolamentazione di VODAFONE Vodafone da sola investe circa un miliardo di euro in Italia. Riteniamo che la crescita del settore vada tutelata con una politica che incoraggi chi investe in infrastrutture. E’ stato detto da altri relatori che grazie al calcio sono stati venduti 600.000 decoder. Questo non è vero solo per il calcio ma vale per tutti i contenuti di successo. Bisogna aiutare tutti i soggetti nell’ottenimento di quelle risorse tecniche o frequenziali che consentano di attivare una rete alternativa nell’ottica dello sviluppo delle infrastrutture. Riteniamo, infine, che si debba andare verso una maggiore deregolamentazione dei vincoli che non permettono la crescita su settori adiacenti come può essere il settore convergente della televisione e della telecomunicazione. Fabio GINNETTI Direttore relazioni istituzionali di FAST WEB Concordo sull’importanza di televisione, stampa e radio ma concordo anche sull’importanza di Internet poiché la banda larga si è diffusa in un biennio a circa il 20% della

Gianni DI GIOVANNI Direttore relazioni con i media di WIND O il sistema delle comunicazioni prende in considerazione la Rete con cui fare i conti nei prossimi anni o è destinato a soccombere. Dico questo poiché penso che il sistema delle comunicazioni avrà un incredibile cambiamento con l’arrivo della banda larga. Non capisco il dibattito sul digitale terrestre se non come tentaL’entrata delle Scuderie Aldobrandini, sede del Forum tivo di prolungare la vita di una popolazione e stime attendibili garantiscomoribonda televisione generalista. Fra poco no che nei prossimi 2/3 anni tale tutto ciò sarà superato e possiamo immagi8 percentuale dovrebbe raddoppiare. nare che tra due anni alcuni milioni di per-

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Forum Nazionale della Comunicazione Locale Grazie alla banda larga e soprattutto alla tecnologia IP in questo momento è possibile utilizzare un unico filo, quello del telefono, facendo convergere telefono, televisione e Internet e arrivare a poter fruire di un altissimo numero di canali televisivi e a velocità di navigazione fino a qualche anno fa sconosciute. Attenzione dunque alla rete fissa, alla banda larga che non è solo Internet, ma ha attinenza con i media e con i loro contenuti.

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Flavia MARZANO Comitato Scientifico Master open source UNIVERSITA’ DI PISA Poiché i numeri hanno sempre ragione vorrei richiamare alcuni numeri che possono forse riassumere i lavori di questa intensa giornata, lasciando a voi l’interpretazione. Hanno votato alle ultime politiche 26 milioni di persone ma ben 32 milioni di telespettatori hanno votato per i concorrenti di una trasmissione televisiva. Il 70% della popolazione mondiale non ha mai sentito lo squillo del telefono, gli utenti di Internet sono 600 milioni cioè il 10% della popolazione mondiale: di questi il 90% risiede in paesi industrializzati, il 27% negli USA, in Africa l’1%. Se dal globale scendiamo al locale dobbiamo partire dall’art. 1, comma 1 della legge 4/2004 che riconosce a tutti il diritto ad accedere alle forme d’informazione e ai relativi servizi attraverso gli strumenti informatici e telematici. Negli ultimi anni abbiamo assistito a forti cambiamenti politici (l’Europa dei 25, la costituzione europea, il ruolo degli enti locali) e tecnologici (le nano tecnologie, il 3G, l’IPV6, le nuove generazioni di rete di computer) e a rilevanti novità legislative (come il recente codice per le pubbliche amministrazioni digitali). Tutto questo attiene non solo alla comunicazione e all’informazione ma attiene alla conoscenza e quindi il problema è di dare a tutti accesso ad Internet e ai mezzi di comunicazione eliminando i limiti alle libertà propri di paesi come Cina e Vietnam senza, però, trascurare le leggi destinate a limitare il monopolio dei media.

Gianluca MARCHI Direttore di PUNTO.COM Cinque anni fa si pensava che la stampa quotidiana sarebbe stata travolta da Internet ma, finita la bolla speculativa, dei giornali on line è rimasto poco o nulla mentre vivono bene i siti legati alle grandi testate. Nonostante ciò i quotidiani nazionali continuano a viaggiare intorno alle sei milioni di 8

COMUNICAZIONI E INTERVENTI copie vendute ed anche l’indice di lettura non è mai stato entusiasmante, tanto che nelle classifiche affianchiamo la Spagna e sotto di noi c’è solo la Grecia con il Portogallo. Un secondo fattore di depressione, frutto dell’informazione omogeneizzata, è il fenomeno dei quotidiani fotocopia che si basano su contenuti analoghi all’80% - 90% e si distinguono solo per i commentatori e gli opinionisti. Il problema di questo quadro poco brillante è, secondo me, nel fatto Gianluca Marchi che il quotidiano non può essere l’espressione di una comunità nazionale ed eterogenea ma dovrebbe interpretare le esigenze, le proteste, le soddisfazioni di una comunità territorialmente e culturalmente omogenea. In Francia “Le Monde” e “L’Equipe” nel 2004 si sono contesi il primato di 350/360 mila copie, mentre “Ouest France” che è ancorato ai localismi di due regioni Bretagna e Normandia - vende 764 mila copie al giorno. La stampa quotidiana potrà resistere ad Internet, che deve guardare ai grandi temi, interpretando le esigenze di una realtà locale travolta dai grandi quotidiani.

Giancarlo CINOGLOSSI V. Presidente della Giunta esecutiva USPI E’ ben vero che le vendite dei grandi quotidiani sono ferme da molti anni ma in cinque anni abbiamo assistito ad una fioritura di mini-quotidiani free press e di quotidiani e settimanali d’informazione locale meno condizionati dalla comunicazione di verità pre-confezionate e più attenti ad un’informazione indipendente. I frutti del nuovo albero del bene e del male sono costituiti da verità stabilite da chi si arroga il potere di dire ciò che è vero, ciò che è giusto, ciò che è politicamente Giancarlo Cinoglossi corretto, per diffondere - a suo vantaggio - conoscenze già “notiziabili”. Questa involuzione del giornalismo d’informazione investe più la grande stampa che i piccoli quotidiani e i settimanali territoriali dotati di maggiore indipendenza. Questa autonomia non è frutto di virtù edi-

Frascati, 17 e 18 marzo Scuderie Aldobrandini toriale ma è funzionale alle necessità delle piccole testate di guadagnarsi sul campo lettori ed abbonati attraverso un’informazione più libera e credibile. Non intendo con ciò dire banalmente che piccolo è bello ma solo che piccolo è meglio.

Giuseppe SANZOTTA V. Direttore de IL TEMPO I quotidiani nazionali sono un prodotto antico che sconta la concorrenza dei nuovi mezzi e che è letto nel pomeriggio da lettori abitudinari, molto spesso ultracinquantenni, che non cercano tanto la notizia quanto l’informazione dei grandi eventi nazionali e internazionali. A mio avviso la cura per i grandi quotidiani può essere costituita da una migliore conoscenza dei lettori e da un più stretto legame con la comunità che si intende rappresentare. Un altro problema strategico è dato dalla distribuzione in punti vendita più accessibili e da un’informazione locale che non sia però di serie B. E per raccontare bene il locale attraverso le verifiche e gli approfondimenti occorrono grandi risorse di cui i piccoli quotidiani non dispongono. Quindi io dico che piccolo non sempre è bello. L’ideale sarebbe un quotidiano che riuscisse a dare una buona informazione nazionale, senza dare per scontata la conoscenza delle grandi notizie, e un’altrettanto curata informazione locale. Tutto sta a vedere se ci sono editori disposti a scommettere su questa prospettiva.

Giuseppe CIARRAPICO Editore Quando abbiamo editato il primo quotidiano territoriale “Ciociaria oggi” e, un anno dopo, “Latina oggi” - e così abbiamo proseguito - eravamo convinti di riempire un vuoto. E quel vuoto è stato riempito con successo stando al rapporto interesse, investimento, risultato. Il quotidiano territoriale può avere successo se ha una sponda con cui interloquire, costituita dagli enti locali. Ma si pone qui un problema di professionalità: il nostro corrispondente con chi interloquisce? I nostri interlocutori dovrebbero essere dei professionisti dell’informazione, mentre il praticantato spesso si conquista facendo l’addetto stampa di una ASL o di un personaggio locale. In Francia la legge obbliga le istituzioni locali ad avere comunicatori professionalmente creati nella scuola di Fontainebleu. Da noi il praticantato dovrebbe essere fatto nei giornali, a tempo pieno, per formare Notiziario USPI n° 4/2005


veri professionisti del giornalismo locale.

dove mettiamo sunti e anticipazioni.

Paolo SERVENTI LONGHI Segretario Generale della FNSI

Mariolina MARCUCCI Presidente CdA de L’UNITA’

I Forum frascatani dell’USPI sono sempre un momento importante poiché consentono di fare il punto sulla situazione dell’editoria locale e, più in generale, della stampa periodica. Un primo aspetto è che manca ancora in Italia una moderna pianificazione delle misure di sostegno all’editoria e preoccupa il fatto che la proposta di legge Bonaiuti sia da mesi insabbiata nelle secche di un dibattito parlamentare senza fine. La legge ha i suoi limiti ma almeno aggredisce alcuni punti essenziali dal punto di vista delle facilitazioni tariffarie e delle agevolazioni creditizie. E su questo punto, d’accordo con l’USPI, diciamo basta agli interventi frammentari e a pioggia. Un secondo aspetto, aggravato dalla legge Gasparri, è quello delle risorse pubblicitarie che vede fagocitare la maggior parte della torta pubblicitaria da Rai e Mediaset mentre si parla di incrementi dell’1,5-2% per i quotidiani e dello 0,5-1% per i periodici. Forse su questo fronte mi aspetterei una battaglia più decisa da parte degli editori. Un secondo aspetto è quello del costo del lavoro. Ho promesso al Segretario Generale dell’USPI di non parlare del contratPaolo Serventi Longhi to ma mi sembra importante che ci sia un dialogo, un confronto che riguardi gli equilibri e le regole per trovare strade parallele alla contrattazione che ci consentano di tutelare l’autonomia e l’indipendenza dei giornalisti per una informazione di qualità. Un ultimo aspetto è quello della riforma della legge istitutiva dell’Ordine dei giornalisti e dell’accesso che vede oggi 30/40 mila giornalisti fuori da rapporti di lavoro dipendente e per questo fronte chiedo all’USPI un aiuto e la partecipazione a un seminario che abbiamo intenzione di promuovere.

“L’Unità” compie quattro anni da quando non è più un giornale di partito ma quotidiano di editori indipendenti. Nell’ambito di questo Forum mi sembra giusto affiancare all’editoria locale, l’editoria di comunità, di un area culturale ben precisa che tiene conto dei suoi bisogni, delle sue istanze, della sua storia. L’Unità al pari di altri giornali indipendenti è invisa al potere e allora è giusto mantenere una tipologia di sostegno finalizzato all’ampliamento e limitato nel tempo. Le concessionarie pubblicitarie sono sempre più la fotografia del duopolio esistente e quindi noi dobbiamo confrontarci tutti i giorni con il mercato ed in questo siamo stati aiutati dalle pagine regionali che ci consentono di rapportarci più direttamente con la nostra comunità di riferimento maggiormente insediata in Toscana, Emilia e Umbria, aprendoci sbocchi sulla pubblicità locale che è più libera. Le Regioni nelle proprie leggi sull’editoria hanno scimmiottato le leggi nazionali ma se solo ammettessero le testate locali alle misure riservate all’industria potrebbero attingere ad incentivi importanti che si rifletterebbero anche nell’occupazione.

Vincenzo PEZZOLET Direttore de IL CARABINIERE Il nostro è un giornale particolare per un insieme di fattori. Esce dal 1872, conta 50/60.000 abbonati, non è un house organ, è un giornale civile che dedica meno di 20 pagine all’Arma e si occupa di società, economia, cultura, natura, scienza, storia attraverso articoli e reportage. Pur essendo prodotto dall’Arma è edito da un ente di diritto privatistico che non fruisce di sostegni pubblici. Il target non è composto da militari poiché più dell’80% sono civili ultracinquantenni. Gran parte della rivista viaggia via Internet Notiziario USPI n° 4/2005

Willer BORDON Senatore Mi ha sempre colpito l’incipit del Messaggio alle Camere del Presidente Ciampi laddove dice che la garanzia del pluralismo e dell’imparzialità dell’informazione costituisce lo strumento essenziale per la realizzazione della democrazia compiuta. Se il punto è questo non possiamo continuare a rivolgerci ad un ipotetico mercato che sarà fatalmente condizionato da logiche di potere. Prendiamo il mercato pubblicitario: in Francia la stampa ha il 51% e la televisione il 30%, in Gran Bretagna la stampa ha il 57% delle risorse pubblicitarie e in Germania arriva al 69%. C’è poi il “caso italiano”: nel 1990 il Willer Bordon 49,6 della pubblicità sui media finiva alla stampa contro il 45,5% alle TV, nel 2003 il 55,4% della pubblicità è andata alle TV e solo il 37% alla carta stampata. Ciò dimostra che ci sono “merci” come la pubblicità o la stampa periodica che non possono essere considerate solo con parametri mercantili dettati dal mercato. Quanto all’imparzialità dell’informazione noi avremo giornalisti che potranno espri-

mere fino in fondo ciò che pensano solo se non dovranno preoccuparsi delle entrate del bilancio editoriale.

Ermanno ANSELMI Segretario Generale SINAGI-CGIL Il convegno si sta occupando dello sviluppo dei media fra tradizione e nuova comunicazione. La tradizione richiama alla mente lo storico incontro tra Zuccalà e il nostro Mati intorno all’art. 21 della Costituzione e sulla pari opportunità espositiva tra grandi e piccoli periodici. Quell’incontro è ancora attuale poiché oggi in Italia l’industria - almeno quella intesa alla vecchia maniera - vuol dire automobili, elettrodomestici e giornali. Ed oggi più che mai le parti sociali devono costruire regole di salvaguardia attraverso la contrattazione. Tra noi gli accordi sulla distribuzione ci sono ma mancano i sostegni allo sviluppo che trovano una minaccia nella liberalizzazione. I punti vendita sono oggi 41/42 mila ed è diventato impossibile per i periodici medio-piccoli arrivare dovunque. Allargando la rete si allargano i costi. Il circolo è vizioso: più si distribuisce e più si spende e più si vende. Noi possiamo fermare questo cane che si morde la coda facendo funzionare l’osservatorio e promuovendo non leggi di sovvenzione ma leggi di sistema per conservare al paese questa parte produttiva che è la produzione di carta stampata. Su questo punto il sindacato vede con favore l’incontro con USPI e FIEG.

Alessandro CARDULLI Comitato editoriale APRILE Mi chiedo se a fronte della smisurata moltiplicazione delle notizie sia accresciuta o diminuita la capacità di conoscenza del cittadino Me lo chiedo perché i sondaggi avvertono che non tutti sanno che si voterà per le Regionali. Il pluralismo non è garantito solo dalla pluralità delle testate ma dalla qualità dell’informazione che continua invece a scendere di livello per la scarsa indipendenza dei giornalisti, i quali vivono in un sistema di insicurezza tale che a un certo punto si arrendono ai condizionamenti. C’è un problema di accesso di cui è responsabile l’ordine dei giornalisti, c’è un problema di formazione e praticantato, c’è l’editore che evade le regole... ma soprattutto manca una legge di sistema che tuteli indirettamente l’imparzialità dei giornalisti e garantista, a livello locale, un’informazione non di serie B, ma popolare nel senso culturale del termine.

Roberto MASSIMO Presidente CONSIS CONSIS e FISC sono una realtà che raccoglie 150 settimanali, molti dei quali con 80,90 e anche 100 anni di vita, 10 9


Forum Nazionale della Comunicazione Locale

COMUNICAZIONI E INTERVENTI

per una tiratura di circa un milio9 ne di copie e con circa 2000 dipendenti o collaboratori. I problemi, comuni all’editoria mediopiccola, riguardano i costi della distribuzione postale, la raccolta pubblicitaria, l’affollamento normativo, che comporta spese di consulenza. Queste difficoltà reclamano un progetto che riguardi non solo i media di nuova generazione ma anche i periodici tradizionali radicati, come i nostri, nella storia, nel territorio e nell’identità nazionale. Il progetto deve affidarsi ad un riassetto legislativo avviato con il d.d.l. Bonaiuti che presenta il limite di voler risolvere i problemi del nostro comparto a costo zero.

Daniele QUINZI Dir. Editoriale di PARIOLI POCKET

LE CONCLUSIONI DI FRANCESCO SAVERIO VETERE, Segretario Generale dell’USPI

fondamentali, dai più piccoli periodici alle più grandi imprese televisive. Manca una politica delle comunicazioni, manca cioè il senso di cosa fare, nel tempo e nella storia, per incanalare questo fenomeno negli schemi giuridici, politici e morali che questo Paese comunque deve avere, non affievolendo il senso politico della tutela dei valori del pluralismo, della corretta informazione, ma soprattutto della formazione dei giovani. L’attenzione, invece, è solo sul contingente. Viviamo purtroppo nel piccolo cabotaggio. Questo è uno dei motivi per cui il Forum deve continuare ad esistere, perché da esso dovrà uscire la politica per le comunicazioni, le strategie e le idee fondate su valori importanti che ora mancano completamente. Questo è il senso che vogliamo dare al Forum nei prossimi anni. Stiamo lavorando da cinque anni sul contratto per la distribuzione della carta stampata con tutte le associazioni del settore. Arrivare ad un contratto unitario, che fino a qualche tempo fa era reputato completamente impossibile a farsi, sarà un segnale importante per far capire che comunque, nel futuro, le risposte comincerà a darle proprio la carta stampata, compattando tutte le categorie per difendere il nostro patrimonio di pluralismo. Se riusciremo a rendere questo “tavolo di confronto” comune, stabile, permanente potremo avere la speranza che questa volta esca dalla società l’indirizzo per la politica. L’indirizzo verso una logica di sistema che tuteli tutti, grandi e piccoli, in nome del principio superiore del pluralismo informativo di questo Paese.

Non è semplicissimo tirare le conclusioni di questo secondo, e importante, Forum ed essere al contempo abbastanza brevi. Dobbiamo, innanzitutto, ringraziare il Comune di Frascati per averci ospitato in questa splendida sala e Fabio Polli perché è sua l’idea del Forum, idea che l’USPI ha sposato con entusiasmo anche perché comincia a dare frutti importanti in termini non solo di presenze ma soprattutto di proposte concrete. Quello che più mi ha colpito sono le dimensioni del fenomeno della comunicazione; penso in particolare ai dati citati dai rappresentanti della telefonia. Dimensioni lontanissime dal mondo USPI che ci fanno riflettere: siamo noi in grado di interpretare questi fenomeni e di governarli secondo principi di politica nel senso nobile della parola? C’è stata una scarsa presenza della politica in questo Forum, forse perché incapace di confrontarsi con questi fenomeni. Ma cosa deve fare la politica nel senso nobile? Deve equilibrare il settore generale della comunicazione, operare dentro valori fondamentali che possano permettere a tutti i mezzi di comunicazione di esistere e svilupparsi, perché tutti sono

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Frascati, 17 e 18 marzo Scuderie Aldobrandini

La nostra sfida è stata di realizzare un prodotto free-press che avesse la stessa qualità grafica, cartacea, redazionale e fotografica dei rotocalchi venduti in edicola a 3 o 4 euro. Stampiamo 120 copie diffuse a Roma ogni mese mentre riviste come Capital o GQ vendono in tutta Italia 70/80 mila copie. Quanto ai contenuti curano nostre rubriche il Sindaco di Roma e l’on. Santanchè e abbiamo intervistato personaggi di spicco come il Ministro Gasparri, gli on. Rutelli e De Michelis, personaggi come D’Agostino e Freccero.

L’ANSA, l’ADN e la stessa Dagospia hanno preso spunto da nostri pezzi, ripresi anche dal “Corriere della Sera”, “Panorama” o “L’Espresso”. Abbiamo così sfatato che il periodico gratuito debba essere di qualità inferiore.

SMENTITE LE CASSANDRE 1

consumi culturali tenuta dal Prof. MARIO MORCELLINI, nei passaggi in cui ha dimostrato che gli indici di lettura di quotidiani e periodici smentiscono le previsioni catastrofiche che quattro anni or sono, nel precedente Forum della comunicazione, preconizzarono la mortificazione della carta stampata per effetto degli sviluppi della Rete. La lettura, come capacità di “leggere il mondo”, lungi dal deperire attraversa una fase di tenuta straordinaria svelata dall’esperimento quotidiani + libri che, nel biennio 2002-2004 con 104 milioni di volumi venduti, ha travolto i dati dei precedenti 10 anni di vendite. Aumentano i lettori di quotidiani e, in misura maggiore, i lettori di periodici e nel contempo aumentano i consumi di cinema, teatro, musica, concerti, visite archeologiche che contengono saldamente l’ondata della Rete. Se poi ai consumi culturali sommiamo la navigazione su Internet cogliamo tutte le dimensioni del cambiamento. La Rete va interpretata come luogo di amplificazione del sentire sociale che, stando ai numeri, si proietta fortemente verso un decentramento dei canali di accesso all’informazione. Per l’interesse che la ricerca del prof. Morcellini riveste per l’area USPI pubblicheremo al più presto il testo integrale della relazione. Nel tracciare il bilancio conclusivo del Forum, il Segretario Generale dell’USPI FRANCESCO SAVERIO VETERE ha osservato che l’Unione è in grado di comprendere e governare il cambiamento in atto ma a condizione che la politica permetta a tutti i protagonisti del sistema mediatico di vivere e di svilupparsi armonicamente. Non si può però sottacere che oggi manca ancora il progetto di un sistema informazione, una strategia programmatica per l’editoria della carta stampata che metta fine ai provvedimenti legislativi di piccolo cabotaggio. Il progetto dell’USPI per i prossimi anni non si affida solo ad un moderno impianto legislativo ma anche e soprattutto ad una diffusione effettiva della cultura del pluralismo. Notiziario USPI n° 4/2005


APERTE LE ISCRIZIONI AL XVIII STAGE PER OPERATORI EDITORIALI DELLA STAMPA PERIODICA (URBINO 18 - 23 SETTEMBRE 2005)

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nche quest’anno, come ormai da diciassette anni a questa parte, l’USPI ha organizzato - in convenzione con l’Università di Urbino - lo stage per operatori editoriali della stampa periodica, divenuto, nel corso del tempo, tradizionale appuntamento di studio e approfondimento delle tematiche del mondo editoriale ed occasione di analisi delle “novità” introdotte e delle modifiche apportate al nostro comparto in tutti i suoi variegati aspetti (legislativi, fiscali, burocratici...). Dal 1988 allo scorso anno sono stati circa 830 gli “allievi” che con entusiasmo e profitto hanno frequentato gli stages residenziali estivi e l’interesse degli editori a questo servizio ha indotto l’USPI ad organizzare la 18a edizione del corso da domenica 18 a venerdì 23 settembre 2005. Il corso, che si avvarrà della direzione scientifica della prof.ssa Graziella Mazzoli, Preside della Facoltà di Sociologia dell’Università urbinate, si rivolge essenzialmente a editori e/o direttori di periodici di piccola e media tiratura o a giovani editori che intendano affrontare il mercato della stampa periodica. IL PROGRAMMA Il seminario si avvale di qualificati manager delle principali aree gestionali di un periodico e di docenti ed esperti di sperimentato impatto didattico. Le lezioni – quasi tutte a carattere pratico – si soffermeranno, con la formula della presentazione, delle consulenze e dell’interscambio di esperienze e problematiche, sui seguenti argomenti: LINEE DI TENDENZA DEL MERCATO EDITORIALE - IL LAVORO SUBORDINATO E PARASUBORDINATO NELL’EDITORIA PERIODICA (il CCNL Confapi-Uspi e i nuovi istituti della legge Biagi) - IL CODICE DELLA PRIVACY, IMPLICAZIONI PER EDITORI E GIORNALISTI - IL REGISTRO DEGLI OPERATORI DI COMUNICAZIONE - DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA, DIRITTO DI RETTIFICA E RESPONSABILITA’ CIVILI E PENALI - IL DIRITTO D’AUTORE - CONTRIBUTI E AGEVOLAZIONI PER LE PUBBLICAZIONI PERIODICHE - IL CREDITO DI IMPOSTA PER L’ACQUISTO CARTA - IL CREDITO DI IMPOSTA PER GLI INVESTIMENTI PUBBLICITARI SUI PERIODICI ASSOCIATI USPI LA RACCOLTA PUBBLICITARIA - IL MARKETING EDITORIALE - L’EDITORIA ON LINE - LA DISTRIBUZIONE: NAZIONALE E LOCALE, LE EDICOLE, LE TARIFFE POSTALI AGEVOLATE E NON - LA DISCIPLINA FISCALE DELL’EDITORIA PERIODICA - LE POLITICHE DELL’USPI PER LA TUTELA E LO SVILUPPO DELLA STAMPA PERIODICA. Il programma definitivo verrà comunicato sui prossimi numeri di questo Notiziario. Ai partecipanti che avranno seguito almeno 3/4 delle lezioni, verrà rilasciato un attestato di frequenza.

Segreteria ed informazioni: USPI,Viale B. Bardanzellu n. 95 00155 ROMA, Tel. 06.407.13.88 – 06.406.59.41 (anche fax) E-mail: uspi@uspi.it QUOTA DI ISCRIZIONE E DI FREQUENZA I partecipanti devono aver compiuto 18 anni. L’intera quota di partecipazione, pari a € 500,00, comprende la tassa d’iscrizione di € 200,00 per spese di organizzazione e attrezzature, e un contributo alle spese per docenti e frequenza di € 300,00. La quota di frequenza comprende la pensione completa in collegio universitario (vitto e alloggio in camera singola con servizio privato e doccia) dalla cena del primo giorno al pranzo dell’ultimo giorno, nonché le dispense ed i sussidi didattici. Non sono praticabili riduzioni né agli eventuali accompagnatori né agli “uditori”. LA PRENOTAZIONE La partecipazione va prenotata entro il 15 luglio 2005 inviando all’USPI con assicurata convenzionale (o a mano) il seguente tagliando debitamente compilato e un assegno bancario o circolare non trasferibile di € 200,00, intestato all’USPI, a titolo di quota d’iscrizione. La restante quota di frequenza di € 300,00 dovrà essere spedita all’USPI, sempre con assicurata convenzionale, a mezzo assegno bancario o circolare non trasferibile intestato all’USPI entro il 12 agosto 2005. Il versamento della quota complessiva può essere effettuato anche mediante unico versamento. Si prega di non utilizzare per i versamenti il c/c postale dell’USPI riservato alle quote associative.

Foto di gruppo del corso 2004

...............................TAGLIARE E SPEDIRE ENTRO IL 15 LUGLIO 2005............................ All’USPI – UNIONE STAMPA PERIODICA ITALIANA Segreteria del XVIII Stage per operatori editoriali Viale B. Bardanzellu, 95 – 00155 ROMA Il sottoscritto........................................................................................................................................ in qualità di editore/collaboratore del periodico........................................................................................prenota la sua partecipazione al XVIII Stage residenziale per operatori editoriali della stampa periodica che si svolgerà presso l’Università di Urbino dal 18 al 23 settembre 2005. Allega € 200,00 per quota d’iscrizione, con riserva d’inviare la quota di frequenza di € 300,00. Indirizzo..........................................................................................................................................................................................(città, via, c.a.p.) Recapito telefonico/fax/email..............................................................................................firma leggibile.............................................................


Chiarimento IVA sui periodici free press L’agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 13/E del 4 febbraio 2005 ha chiarito la posizione IVA dei periodici a diffusione gratuita. Gli stessi, pur mantenendo la natura di prodotti editoriali, non rientrano nella disciplina prevista dall’art. 74 DPR 633/72 comma 1 lettera C. In conseguenza, non è obbligatorio calcolare l’iva sul valore normale del bene e il versamento. Per essi si calcola l’iva ordinaria sulle inserzioni pubblicitarie. Le spese sostenute per la stampa (e altro) rimangono assoggettate all’aliquota del 4% ai sensi del n. 35 della seconda parte della tabella A, e sono portate normalmente in deduzione. La risoluzione delle Entrate chiarisce definitivamente un argomento controverso su cui contrapposte tesi si sono scontrate per un lungo periodo. Di seguito riportiamo il testo integrale della Risoluzione: AGENZIA DELLE ENTRATE Direzione Centrale Normativa e Contenzioso RISOLUZIONE N. 13/E - 4 febbraio 2005 Oggetto: Trattamento da riservare agli effetti dell’Iva e delle imposte sui redditi alle cessioni di periodici in distribuzione gratuita. “Sono giunte alla scrivente richieste di chiarimenti in merito al trattamento da riservare, agli effetti dell’Iva e delle imposte sui redditi, alle cessioni di periodici in distribuzione gratuita nelle stazioni ferroviarie, delle metropolitane o, in genere, presso esercizi commerciali o luoghi di lavoro. In particolare, è stato chiesto se a tali cessioni tornano applicabili le disposizioni contenute nell’ articolo 2, secondo comma, n. 4) del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, nonché, in materia di imposte dirette, nell’articolo 53, comma 2, del Testo Unico delle Imposte sui Redditi. Per quanto concerne l’imposizione Iva, il citato articolo 2, secondo comma n. 4) del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 assoggetta ad Iva le cessioni gratuite di beni la cui produzione o il cui commercio rientra nell’attività propria dell’ impresa e per i quali sia stata operata, all’atto dell’ acquisto o dell’importazione, la detrazione dell’imposta. Dopo aver preliminarmente considerato che nella distribuzione gratuita di periodici da parte dell’ impresa editrice si è chiaramente in presenza di beni che rientrano nel12

l’attività propria dell’impresa stessa, occorre rilevare che dette cessioni sono effettuate gratuitamente dall’editore non sulla base di un rapporto giuridico instaurato fra quest’ultimo e il soggetto cessionario, ma in esecuzione dei contratti di pubblicità stipulati fra lo stesso editore e gli inserzionisti pubblicitari. Nella fattispecie, infatti, costituisce elemento essenziale del contratto di pubblicità la circostanza che l’editore, a fronte di un corrispettivo regolarmente assoggettato ad Iva ad aliquota normale, effettui una certa tiratura del periodico e provveda alla sua distribuzione secondo particolari modalità, di solito consistenti nella consegna gratuita, diretta o tramite appositi contenitori (c.d. “totem”) situati presso luoghi pubblici di una certa rilevanza. E’ facilmente verificabile, al riguardo, che nel settore editoriale esiste, in linea generale, una stretta correlazione fra la tariffa applicata dall’ impresa editrice nella vendita degli spazi pubblicitari e il complesso di elementi caratterizzanti il periodico stampato, elementi che possono individuarsi nella tiratura, nel target di lettori cui è diretto il periodico (per es., studenti, donne, uomini d’affari, imprese, etc.), nonché nella capacità di penetrazione nel mercato, influenzata, fra l’altro, da tecniche avanzate di marketing (per es., omaggi, vendite abbinate), ovvero da modalità particolari nella sua diffusione (gratuita in luoghi pubblici, a pagamento nelle edicole o solo per abbonamento). Pertanto, la distribuzione gratuita del periodico da parte dell’editore, pur avendo ad oggetto un bene rientrante nell’attività propria dell’impresa, costituisce nello stesso tempo l’adempimento di una specifica obbligazione dedotta nei contratti di pubblicità, relativa alla diffusione dei messaggi pubblicitari stampati sul periodico, per i quali sono stati versati corrispettivi regolarmente assoggettati ad imposta. Ne consegue che le cessioni dei periodici in questione, anche se hanno la forma di periodici di informazione, fungono nella sostanza da veicoli per la trasmissione di messaggi pubblicitari, e quindi sono in relazione sinallagmatica con il corrispettivo dovuto dagli inserzionisti pubblicitari, da assoggettare ad Iva al momento del relativo pagamento ai sensi dell’articolo 6, terzo comma, del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972. Per quanto concerne il trattamento da riservare ai fini delle imposte sui redditi, si ritiene che, per motivazioni analoghe a quelle sopra esposte, le cessioni gratuite dei periodici in argomento siano effettuate al solo

fine di ottemperare agli obblighi contrattuali assunti nei confronti degli inserzionisti pubblicitari in relazione ai quali è rilevato un corrispettivo regolarmente assoggettato a tassazione. Pertanto, si è del parere che con le cessioni gratuite in questione non si attui una destinazione dei periodici a finalità estranee all’esercizio dell’impresa editrice e, conseguentemente, non operi la disposizione di cui all’articolo 53, comma 2, del TUIR, che ricomprende tra i ricavi il valore normale dei beni ceduti”.

Istituito il “Codice tributo” per il credito di imposta sull’acquisto carta, anno 2004 Con la Risoluzione n. 38/E del 31 marzo 2005, l’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice Tributo “6784” denominato «credito di imposta per l’acquisto della carta. Articolo 4, commi da 181 a 186 e 189, Legge 14 dicembre 2003, n. 350 Decreto del Presidente del Consiglio del 21 dicembre 2004, n. 318». La domanda per accedere al credito di imposta (pari al 10% della spesa per l’acquisto della carta utilizzata per la stampa delle testate edite e dei libri sostenuta nell’anno 2004) doveva essere presentata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri entro il 24 febbraio u.s. (vedi “Notiziario USPI” n. 1 - gennaio 2005 n.d.r.) e corredata dalla “certificazione” del bilancio (da parte di una società di revisione iscritta nell’apposito elenco previsto dalla CONSOB) da presentarsi entro trenta giorni dall’approvazione del bilancio stesso. Ricordiamo che il credito di imposta è utilizzabile in compensazione, tramite Mod. F24, ai sensi dell’articolo 17 del dlgvo 241 del 9 luglio 1997, a partire dalla data di attribuzione dell’agevolazione. Il codice va esposto nella “Sezione Erario”, colonna “Importi a credito”, con l’indicazione dell’anno in cui viene effettuata la compensazione. Qualora non si adoperi il credito nel periodo di imposta in corso alla data di riconoscimento del beneficio, questo potrà essere utilizzato esclusivamente entro il periodo di imposta successivo. L’ammontare della spesa complessiva per l’acquisto della carta e l’importo del credito di imposta spettante dovranno essere indicati in dichiarazione dei redditi. In caso di utilizzo del credito di imposta in tutto o in parte non spettante, si applicheranno le norme in materia di liquidazione, accertamento, riscossione e contenzioso, nonché le sanzioni previste ai fini delle imposte sui redditi. Notiziario USPI n° 4/2005


SCADENZE ROC: “COMUNICAZIONE ANNUALE” ENTRO 30 GIORNI DAL BILANCIO PER SOCIETA’ E COOPERATIVE Per tutti gli altri soggetti la scadenza è confermata al 30 giugno icordiamo a tutti gli editori già regolarmente iscritti al ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione) o che abbiano inoltrato domanda di iscrizione fino a tutto il 2004 che si stanno avvicinando le scadenze per l’inoltro degli adempimenti previsti per la comunicazione dei dati annuali anagrafici e contabili.

R

La dichiarazione di cui all’articolo 24 del Regolamento per la tenuta e l’organizzazione del Registro degli Operatori di comunicazione (Comunicazione Annuale) e la comunicazione di cui alla Delibera n. 129/02/CONS (Informativa Economica di Sistema) devono essere trasmesse utilizzando esclusivamente i modelli telematici disponibili sul sito: www.roc.infocamere.it. La “Comunicazione Annuale”, contenente i dati anagrafici dell’editore, i componenti dell’organo amministrativo, l’assetto proprietario e i dati relativi alle testate edite, dovrà essere trasmessa telematicamente entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio per le società di capitale e le cooperative, ed entro il 30 giugno per tutti gli altri soggetti.

La modulistica della IES (Informativa Economica di Sistema) con i dati contabili riferiti al 2004, o il Modello U (previsto per alcune tipologie di editori) andranno invece inviati entro il 31 luglio p.v. Lo schema, riprodotto qui sotto, pubblicato sul sito ufficiale dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, è riepilogativo ed estremamente chiaro. Ricordiamo, infine, una terza scadenza che riguarda sempre gli iscritti al ROC. E’ quella del 15 settembre di ogni anno per l’invio, pare ancora cartaceo a mezzo posta, del modello per il contributo all’attività e al funzionamento dell’Authority. Da quando è stato istituito tale contributo, gli editori di quotidiani e periodici, anche telematici, sono stati esentati dal versamento (che deve effettuarsi entro luglio) ma non dall’invio della relativa modulistica. Sembra che anche quest’anno sarà così, ma il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze che lo deve stabilire non è stato ancora emanato. Come al solito, informeremo con tempestività i nostri associati.

REGISTRAZIONE UTENTI Per inviare telematicamente la modulistica della Comunicazione Annuale e della IES, occorre essere registrati sul sito www.roc.infocamere.it . La procedura di registrazione consente di richiedere l’identificativo utente e la relativa password per l’accesso al servizio. Al termine della procedura on line di registrazione, l’utente dovrà stampare il modulo con i dati riepilogativi della richiesta, accertandosi che il modulo stampato riporti il numero identificativo della richiesta. Tale modulo, assieme alla fotocopia del documento identificativo del rappresentante legale della casa editrice, dovrà essere inviato al numero di fax 081.75.07.581. L’Autorità, dopo opportuna verifica, attiverà l’identificativo richiesto e invierà una e-mail di conferma all’indirizzo indicato. Solo allora sarà consentito l’accesso alla modulistica per la compilazione e l’invio telematico dei dati richiesti. E’ chiaro che gli utenti che si fossero già registrati non dovranno effettuare una nuova registrazione. Per loro, infatti, restano validi l’identificativo e la password scelta precedentemente.

Tabella riassuntiva Tipologia soggetti

Tutti i soggetti già iscritti nel ROC

Adempimento

Comunicazione annuale

I soggetti esercenti l’attività di radiotelevisione, le imprese concessionarie di pubblicità, le imprese di produzione o distribuzione di programmi radiotelevisivi, le imprese Modelli IES editrici di giornali quotidiani, periodici o riviste, le agenzie di stampa di carattere nazionale, i soggetti esercenti l’editoria elettronica e digitale Le fondazioni, gli enti morali, le associazioni, i gruppi di volontariato, i sindacati, le cooperative non aventi scopo di lucro, le imprese e le ditte individuali, che siano editrici di un solo periodico che pubblichi meno di dodici numeri l’anno, ovvero di un solo periodico distribuito in un’unica area geoModello U grafica provinciale, ovvero di più periodici, tutti di carattere scientifico, sempre che i ricavi della raccolta pubblicitaria non rappresentino più del 40 per cento dei ricavi derivanti dalle vendite, o che siano titolari di una sola concessione per la radiodiffusione in ambito locale, sonora o televisiva Notiziario USPI n° 4/2005

Termine 30 giorni dall’approvazione del bilancio per le società di capitale o cooperative 30 giugno per gli altri soggetti

31 luglio

31 luglio

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BIBLIOTECA USPI L’IMMAGINE DELLA NOTIZIA di Renato Stella FrancoAngeli, Milano 2004, pagine 238, € 18,00 In questo libro il prof. Renato Stella, docente di Sociologia della comunicazione all’Università di Padova, affronta i temi terribili ed impervii della gestione dei segreti e della diffusione della verità da parte dei media, distinguendo due livelli: quello dell’informazione e quello della comunicazione, caratterizzati dalla posizione e dagli scopi del comunicatore. A livello di “informazione” incontriamo il giornalista “idealista”, sindacalista dei lettori, cane da guardia del potere, che cerca “sul campo” le notizie, le sottopone a controllo, respingendo le pressioni che possono tentare di influenzarlo. Questo modello romantico sta uscendo di scena

NOTIZIARIO Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Fax: 06.40.66.859 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Giancarlo Cinoglossi Redattore Capo: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: SO.GRA.RO. SpA - Via Ignazio Pettinengo, 39 00159 Roma Il n. 4 (aprile 2005) è stato stampato il 15 aprile 2005

Notiziario USPI n° 4/2005

per essere sostituito gradualmente dall’attore sociale (governo, partito, potentato economico, sindacato) che ha potere di accesso ai media, che si traduce nel vedere accolti, senza ulteriori verifiche, dichiarazioni, comunicati stampa e commenti. A questo livello lo scopo non è di informare ma di orientare il modo di pensare del pubblico e di suscitare consenso. La tesi originale dell’Autore è che, in assenza di controlli e nel presupposto della credibilità, a livello di comunicazione la menzogna si caratterizza non tanto come negazione della verità ma come divulgazione di segreti che sono sotto gli occhi di tutti. Come avviene questa gestione dei segreti? Fabbricando immagini che offrono un completo sostituto della verità, riscrivendo pezzi di storia contemporanea essendo ancora in vita coloro che ne sono stati testimoni, oppure utilizzando la cultura del sospetto. Nell’esercitare la funzione di cassa di risonanza degli attori politici e sociali, i media si fanno creatori e custodi di segreti che assumono valenze diverse a seconda dei pubblici di riferimento, stratificati entro uno spazio comunicativo che possiede o ignora informazioni vitali per la sopravvivenza e la percezione del segreto stesso. La ricostruzione teorica cui fa riferimento la prima parte del volume si articola intorno al tema del segreto prodotto e mantenuto dai media, mentre nella seconda se ne esplorano empiricamente alcune modalità concrete, che comprendono l’uso di fonti specializzate da parte di un quotidiano nazionale, la rappresentazione mediata delle élite locali e le strategie di discredito di verità ufficiali messe in campo da un programma televisivo d’inchiesta

POSTE ITALIANE UNA SFIDA FRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE di Francesco Valsecchi Sperling & Kupfer Editori, 2004, pagine 144, € 18,00 Nell’ultimo decennio i servizi postali hanno vissuto una fase di profonda innovazione con risultati impensabili negli anni ’80. Il vecchio carrozzone ministeriale, buono a raccogliere voti con infornate di assunzioni pre-elettorali ma vituperato dagli utenti per gli incredibili disservizi (spesso segnalati con lettere inferocite ai Direttori dei quotidiani), è uscito di scena. Ma se si vuol rendere giustizia ai progetti (e a qualche successo come quello di “Postacelere”) compiuti dalle Poste è necessario considerare ciò che esse erano fino a dieci anni fa, quando da strumento del Ministro omonimo tenacemente buro-

cratizzato (dal 1889!) sono state trasformate, nel 1994, in Ente pubblico economico e poi, nel 1998, in S.p.A. Ed è quello che fa l’Autore, Consigliere di Amministrazione della società Poste Italiane, con questa disamina non apologetica ma ricca di fatti, date e cifre. Agli inizi degli anni ’90 le Poste erano considerate un ferro vecchio della P.A. irrecuperabile in termini di efficienza e redditività. E’ accaduto che le nuove tecnologie elettroniche ed informatiche hanno innovato i sistemi di lavoro, mentre una moderna gestione delle risorse, attraverso la spoliticizzazione e la riqualificazione dei dipendenti, ha ridotto le spese di personale innalzandone la produttività. Uomini nuovi hanno trasformato le Posteistituzione, a pareggio garantito dalla copertura statale di disavanzi cronici, in Poste-azienda le cui finalità - pur garantendo l’universalità del servizio - sono quelle di creare ricchezza per sostenere lo sviluppo della Società. Questa coraggiosa politica gestionale ha aperto la strada ad un nuovo rapporto con lo Stato - formalizzato nel Contratto di programma - più prossimo a principi aziendali di autonomia tariffaria e a relazioni con il personale meno politicizzate. Sul piano del servizio di distribuzione dei periodici in abbonamento postale, anche in base all’esperienza USPI, dobbiamo riconoscere che i tempi medi di consegna (attestati negli anni ’80 in 15 giorni) sono stati pressoché dimezzati e sembrano lontani i tempi in cui relazioni di base ai convegni USPI dai titoli apocalittici (“Il caos postale”, Rimini 1987) alimentavano ricorsi al Tar da parte dell’Unione. Come osserva il Sottosegretario Letta nella prefazione, il grembiule nero delle “signorine della Posta” è stato sostituito dal camice bianco degli informatici. Poste Italiane è diventata un’azienda capace di diversificare il suo campo d’intervento e di rispondere - in genere - alle richieste dei clienti. Con riguardo alla distribuzione dei periodici alcuni passi avanti sono stati fatti anche se non sono stati passi da gigante. Un piccolo neo non rende giustizia all’immagine di una delle principali infrastrutture di rete del nostro Paese: anche nelle recenti festività di fine d’anno un postino è venuto ad augurare buone feste per riscuotere una mancia anacronistica.

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PERIODICI ASSOCIATI ALL’USPI (371° elenco) AREA SPORT

FRATE FRANCESCO

LE SCIENZE NATURALI NELLA SCUOLA

Corso del Popolo n. 152 45100 ROVIGO Direttore: Roberto Magaraggia Editore: Edicom srl Periodicità: settimanale Materia trattata: informazione sportiva

Scala dell’Arce Capitolina n. 12 00186 ROMA Direttore: Carlo Attilio Cadderi Periodicità: semestrale Materia trattata: il fenomeno francescanesimo nelle sue varie articolazioni

Via Mezzocannone n. 8 80134 NAPOLI Direttore: Eri Manelli Editore: Liguori Ed. Periodicità: semestrale Materia trattata: scienze naturali

BOLLETTINO SEZIONE CAMPANIA A.N.I.S.N. Via Mezzocannone n. 8 80134 NAPOLI Direttore: Sofia Sica Editore:Tipografia D’Alessandro Periodicità: semestrale Materia trattata: scienze naturali

MADE IN ITALY/THE BEST OF MADE IN ITALY (RIVISTA DEL COMMERCIO ESTERO) Corso V. Emanuele n. 15 20122 MILANO Direttore: Marco Giorgio Polenghi Editore: Made in Italy srl Periodicità: mensile Materia trattata: food/alimentare

LE SIRENE

DIGILOGICA

PRIMISSIMA SCUOLA

Piazza Albania n. 6 00153 ROMA Direttore:Valter Casini Editore:Valter Casini & Partners S.r.l. Periodicità: mensile Materia trattata: comunicazione tecnica digitale ed analogica

Via Lorenzo il Magnifico n. 50 00162 ROMA Direttore: Giampiero Cimelli Editore: Primissima srl Periodicità: trimestrale Materia trattata: cinema per le scuole

LA SVOLTA - Periodico d’informazione a cura dell’associazione MI.MO.SA. Via XX Settembre n. 11 95040 MOTTA SANT’ANASTASIA CT Direttore: Giuseppe Pesce Editore: Presidente Protempore - Fisichella Antonino Periodicità: mensile Materia trattata: informazione culturale, politica, sport, cronaca

EUROPE ECONOMY

SCARP DE’ TENIS

WWW.INCIUCIO.IT

Via Clarice Marescotti n. 15 - B1 00151 ROMA Direttore: Brunetto Fantauzzi Editore: Antonio Marrapese Periodicità: quindicinale Materia trattata: economica, finanziaria

Via Ponale n. 2 20126 MILANO Direttore: Paolo Lambruschi Periodicità: mensile Materia trattata: esclusione sociale - povertà

Via Donato Menichella n. 54 00156 ROMA Direttore: Brunetto Fantauzzi Periodicità: mensile Materia trattata: gossip

Piazza Municipio 83020 S. AGATA IRPINA SOLOFRA AV Direttore: Marco Russo Editore: Marco Russo Periodicità: mensile Materia trattata: informazione e formazione religiosa, politico, sociale, tempo libero, sport, cultura

L’inserzione sopra riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art. 3, primo comma, del DPR 26/10/72 n. 633


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Anno 2005 - Edizione N. 4 - Aprile by USPI - Issuu