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Anno 2003 - Edizione N. 4 - Aprile

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OTIZIARI N O MENSILE DELL’UNIONE STAMPA PERIODICA ITALIANA

USPI

Anno 39°

Spedizione in abbonamento postale art. 2 comma 20/b legge 662/96 e DPCM 27.11.2002 n. 294, art. 1, punto 2 - Filiale di Roma. In caso di mancato

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ANNI

n. 4 aprile 2003

recapito rinviare all’ufficio P.T. di Roma Romanina detentore del conto per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa

2003

TARIFFE POSTALI: PLURALISMO IN PERICOLO Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sulle esclusioni dalle tariffe postali agevolate mette in pericolo i piccoli e medi editori, la stampa di informazione locale e l’editoria specializzata erdura lo stato di incertezza normativa e interpretativa sul decreto della Presidenza del Consiglio n. 294/2002 per le “esclusioni dalle agevolazioni postali”. Né il Dipartimento Editoria né Poste Italiane (e ci riferiamo alle Filiali territoriali che, spesso, autonomamente adottano interpretazioni del decreto a dir poco “fantasiose”) concorrono a risolvere, senza discriminazioni, i problemi sollevati dal decreto. Di fronte a tale stagnante situazione, l’USPI ha diramato il comunicato di seguito riportato, invitando tutti gli associati a pubblicarlo con urgenza e con grande evidenza sui propri periodici:

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«Il decreto n. 294 del 2002 e le successive interpretazioni di Poste Italiane che, d’accordo con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, hanno ulteriormente ristretto il numero dei destinatari delle agevolazioni postali, mettono a grave rischio la sopravvivenza di centinaia di testate dell’editoria media e minore, della stampa di informazione sociale e dell’editoria specializzata. Le agevolazioni postali, applicate da tempo NELLE

ALTRE PAGINE

-2NOTIZIE Editoria e Comunicazione

USPI per l’anno 2003

-3e4XVII CONGRESSO NAZIONALE USPI “STAMPA PERIODICA: IL FUTURO DALLA STORIA”

EISE - International Business Contacts

-5Le quote associative

immemorabile, hanno consentito in particolare ai piccoli e medi editori di distribuire le testate a prezzi sopportabili e, seppur con gravi disservizi di Poste Italiane, di trovare una concreta alternativa al canale edicole. Ora un incredibile decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri esclude dalle agevolazioni postali proprio la stampa che avrebbe più bisogno di essere sostenuta dall’intervento pubblico, rischiando di decimare un settore che ha sempre garantito il pluralismo in Italia, assolvendo ad una fondamentale funzione informativa. Naturalmente, queste esclusioni toccano la stampa debole, mentre i grandi giornali conservano le agevolazioni, pur incidendo nel bilancio dello Stato in misura assai maggiore. Ecco, quindi, che le esclusioni toccano una grande parte del mondo associativo, i periodici del settore b2b, i periodici che non raggiungono il 60% di abbonamenti a titolo oneroso stipulati direttamente dai destinatari (senza possibilità neanche di sponsorizzazioni) e i periodici degli enti pubblici. Centinaia e centinaia di testate che saranno

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- da 8 a 11 Bollino SIAE: semplificate le procedure

- 14 SO.DI.P. - Società di diffusione periodici S.p.A.

La normativa in materia

- 15 Biblioteca

- 12 -7La nuova dichia-razione sostitutiva per le agevolazioni ex comma 20/B - art. 2 L. 662/96

Agenda del Giornalista

_____________ Nel frattempo le Poste - in data 8 aprile u.s.hanno diramato la nuova (ed è la terza!) dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà per accedere alle agevolazioni postali del comma 20/B dell’art. 2, L. 662/96. Secondo quanto affermato dalle Poste, questa nuova documentazione - sostitutiva delle precedenti - verrà richiesta con priorità agli editori non ancora in fase di regolarizzazione e successivamente a tutti gli altri. La nuova “dichiarazione” è pubblicata a pagina 7 di questo Notiziario. A TUTTI GLI ASSOCIATI

- 16 Periodici associati all’USPI (350° elenco)

- 13 L’editore domanda

costrette a chiudere, a licenziare dipendenti e collaboratori con grave danno anche sotto il profilo occupazionale. La spiegazione fornita dal Governo su un provvedimento tanto grave sta nella necessità di contrazione della spesa pubblica. Sembra evidente a tutti, soprattutto se si considera l’entità modesta del risparmio conseguente al decreto 294, che una tale necessità non può giustificare provvedimenti che mettono in pericolo tante testate e tanti editori. Il Governo ha l’obbligo, se veramente vuole essere garante della tutela del pluralismo e della democrazia informativa, di abrogare il decreto sulle esclusioni e di riammettere tutte le testate alle agevolazioni postali. Diversamente, non potremo che prendere atto di una pervicace volontà di distruggere interi settori della stampa italiana e trarne le dovute conseguenze».

WINDPRESS.it l’Eco della stampa

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COMUNICATECI LA VOSTRA E-MAIL Riceverete i “COMUNICATI USPI” con informazioni in tempo reale, il “NOTIZIARIO USPI” ON LINE (mensile) e la “CIRCOLARE FISCALE” (mensile). I servizi dell’USPI direttamente sul Vostro computer.

Articoli e notizie di questo Notiziario possono essere liberamente riprodotti citandone la fonte. Se ne raccomanda, anzi, la massima diffusione da parte di tutti i periodici associati all’USPI, nell’interesse della categoria QUESTO NOTIZIARIO VIENE SPEDITO AGLI ASSOCIATI USPI IN REGOLA CON IL VERSAMENTO DELLE QUOTE


NOTIZIE Editoria e Comunicazione NUOVA SERIE DI “VITA E PENSIERO”, PIÙ APERTO AL DIALOGO CON LA CULTURA LAICA La nota rivista dell’Università cattolica di Milano “Vita e Pensiero”, alla bella età di 90 anni, cambia pelle e alza il livello del dibattito interno al cattolicesimo alla cultura laica, proiettandosi in modo non convenzionale nei problemi della modernità. In questo modo il direttore della rivista (da anni associata all’USPI) e Rettore dell’Ateneo milanese, Lorenzo Ornaghi, rende ragione di una svolta che rimodella e sviluppa i contenuti di “Vita e Pensiero”. Il periodico ospiterà voci laiche importanti, nella consapevolezza che i nostri giorni offrono agli intellettuali nuove opportunità di lettura dei mutamenti che vanno decifrati e interpretati rapidamente. E così nel primo numero della nuova serie incontriamo le firme autorevoli, dello stesso Direttore e di Giovanni Bachelet, Ernesto Bianchi, Achille Bonito Oliva, Lucio Caracciolo, Franco Cardini, Pierpaolo Donati, Luciano Erba, Giancarlo Galli, Aldo Grasso, Giorgio Rumi, Lucetta Scaraffia e Claudio Scarpati.

RICORDATO ALDO OLSCHKI, EDITORE UMANISTA Nei giorni scorsi, Mantova, nel Teatro Accademico del Bibiena, ha ospitato una giornata sul tema “Editoria scrigno di cultura”. Nel corso dell’incontro, svoltosi nel quarantesimo anniversario della morte di Aldo Olschki, l’importante esponente dell’editoria periodica di qualità è stato ricordato con una dotta relazione. L’USPI si unisce al ricordo commosso dell’editore umanista e saluta la prestigiosa editrice, associata da molti anni all’USPI con importanti riviste, come “Belfagor”, ed oggi presente nel Collegio dei Probiviri, nella persona del dr. Alessandro Olschki.

NUOVA RIVISTA LETTERARIA ON LINE Una rivista, solo on line, di cultura e libri. E’ la novità proposta dall’editore Rubbettino che intende così creare una vera e propria rivista, un nuovo mezzo di comunicazione che intervenga nel dibattito culturale nel paese. Si chiama www.scriptamanent.net e il primo numero è già in edicola...scusate sul web.

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Insieme all’USPI festeggiano il 50mo anniversario: LA “RIVISTA DELLA GUARDIA DI FINANZA” Il 2 aprile scorso, presso la Caserma “Gen. Sante Laria” in Roma, si è svolta la cerimonia di celebrazione del 50° anniversario della fondazione della “Rivista della Guardia di Finanza”. Alla cerimonia sono intervenuti, oltre al Comandante Generale della Guardia di Finanza, Gen. C.A. Alberto Zignani, ed i vertici del Corpo, il Sottosegretario Sen. Gianluigi Magri, nonché numerose Autorità religiose, civili, militari ed esponenti del mondo accademico universitario. La “Rivista della Guardia di Finanza” promuove la formazione culturale e professionale degli appartenenti al Corpo e persegue lo scopo di far conoscere al pubblico le molteplici attività istituzionali demandate alla Guardia di Finanza. Per i meriti riconosciuti al periodico il Presidente della Repubblica Ciampi ha conferito alla Bandiera di Guerra della G.di F. il Diploma di prima classe con medaglia d’oro per i “Benemeriti della Cultura e dell’Arte”. La “Rivista” è associata all’USPI dal 1998. L’ “ASSOCIAZIONE ITALIANA AMICI DEL PRESEPIO” Editrice del periodico trimestrale “Il Presepio”, associato all’USPI fin dal lontano 1978, l’Associazione Italiana Amici del Presepio celebra quest’anno i cinquant’anni di vita. Un importante convegno, in programma per novembre prossimo, sarà l’occasione per festeggiare l’evento. “Il Presepio”, anch’esso giovane cinquantenne, si presenta all’appuntamento con una rinnovata veste grafica di copertina, mantenendo però inalterato il contenuto di cultura presepistica e religiosa. In ogni numero della rivista, vengono presentati (con bellissime illustrazioni) numerosi particolari di presepi storici e moderni, le tecniche per realizzare parti di notizie dalle sezioni, le mostre e le testimonianze di vita religiosa.

AUMENTI IN VISTA NEL SETTORE MULTIMEDIALE: FINANZIERANNO IL DIRITTO D’AUTORE Si prevedono rincari per cassette VHS, CD e DVD registrabili e per le apparecchiature hardware. L’aumento servirà a pagare i diritti d’autore per la riproduzione privata di audio e video. Il decreto legislativo sull’armonizzazione del diritto d’autore, che attua la direttiva europea 2001/29/CE, è stato infatti approvato il 28 marzo in via definitiva. La direttiva europea stabilisce che gli autori di opere audio-video, nonché gli artisti interpreti, hanno diritto a un compenso per la riproduzione privata di musica e filmati. Ad un decreto del Ministro dei Beni Culturali sarà affidato il compito di fissare detto compenso. Ma questi aumenti di che entità saranno? Fino al 31 dicembre 2005 (e comunque fino all’emanazione del decreto ministeriale), il compenso sarà pari a 0,23 euro per i supporti analogici e i CD di dati; 0,29 euro per CD audio e DVD; e 0,87 euro per i DVD di dati. Per i registratori audiovideo l’aumento sarà pari al 3% del prezzo di listino al rivenditore.

CREMA DA LEGGERE O LIBRO DA SPALMARE Il termine tecnico è “co-marketing” (...malannaggia l’inglese!). In sostanza è quello “scienza” (?) che studia il target (ancora in perfetto inglese) a cui i prodotti devono fare riferimento per potersi definire graditi al pubblico. E capita che, miscelando i target, le lettrici di romanzi rosa e le acquirenti di prodotti cosmetici possano sovrapporsi e diventare un tutt’uno. Questo devono aver pensato Mondadori e Garnier, lanciando sul mercato un nuovo abbinamento: romanzo + crema rassodante. Sarà la love-story (di Karen Templeton) che aumenterà l’utilizzo di cosmetici o sarà la crema della Garnier ad incentivare nuovi lettori? Libreria e profumeria si confondono. D’altronde, siamo ormai abituati a tutto questo. Solo pochi giorni fa, in edicola, erano in vendita congiunta la cassetta di un film e un pacchetto di pop corn.

Notiziario USPI n° 4


LE QUOTE ASSOCIATIVE USPI

per l’anno 2003 ’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2003 versando la relativa quota associativa, lungi dal corrispondere ad una rituale formalità, risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche publiche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - l’aggiornamento della XII edizione della “Guida della Stampa Periodica”; - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, marketing, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura.

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Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2003 (di cui € 11,00, ai fini postali, si considerano quale quota abbonamento al “Notiziario USPI”) sono le seguenti:

Per le testate (secondo la tiratura dichiarata): da 1 a 10.000 copie da 10.001 a 50.000 copie da 50.001 a 100.000 copie da 100.001 a 200.000 copie da 200.001 copie in su

€ 170,00 € 525,00 € 1.090,00 € 2.250,00 € 3.540,00

Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge.

Quota d’iscrizione (“una tantum” per le testate che si iscrivono per la prima volta): - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie

€

78,00

- Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie

€

155,00

- se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI

€

207,00

- stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI

€

310,00

Per i soci singoli ex art. 31 dello Statuto:

Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 257, Via Franceschini n. 58 - Roma, c/c 4977 (intestato Uspi) ABI 05584/CAB 03206, ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI.

ATTENZIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.


Per la spedizione in abbonamento postale con le tariffe di cui al comma 20/B, art. 2, L. 662/96 - ultima versione

DICHIARAZIONE

Notiziario USPI n° 4

SOSTITUTIVA DELL’ATTO DI NOTORIETA’

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BOLLINO SIAE: semplificate le procedure a Gazzetta Ufficiale del 10 gennaio scorso ha pubblicato il D.P.C.M. 25 ottobre 2002, n. 296 contenente modifiche al regolamento di esecuzione delle disposizioni relative all’apposizione del contrassegno della S.I.A.E. sui sopporti contenenti programmi per elaboratore o multimediali, nonché sui supporti contenenti suoni, voci o immagini in movimento che rechino la fissazione di opere o parti di opere protette dal diritto d’autore. Si tratta dell’ultimo atto (per ora) di una vicenda normativa alquanto tormentata, che parte dal 1992 e, cioè, da quando il nostro ordinamento ha recepito una direttiva europea che imponeva agli stati membri di riconoscere la protezione propria del diritto d’autore ai programmi per elaboratore, parificandoli alle opere letterarie. Secondo il nostro ordinamento, come è noto, la protezione di un’opera creativa dell’ingegno nasce per il fatto stesso della creazione dell’opera e non dipende in alcun modo da una qualunque registrazione di essa. Non può peraltro sfuggire come, in linea pratica, l’efficacia della protezione passi attraverso l’adempimento da parte del titolare del diritto di formalità di vario genere che raggiungano lo scopo di rendere dimostrabile agevolmente la paternità dell’opera e di conseguenza la titolarità del diritto. La registrazione non ha dunque in alcun modo natura costitutiva, ma solo funzione probatoria. In tal senso il deposito presso la S.I.A.E. ha carattere facoltativo. I problemi però nascono al momento della messa in commercio dei prodotti contenenti programmi per elaboratore e ciò in due sensi: in primo luogo occorre garantire che il prodotto sia in circolazione con la debita autorizzazione del titolare dei diritti, in secondo luogo è necessario controllare che il supporto contenente il programma di software che consente la fruizione di altre e diverse opere dell’ingegno sia stato prodotto e distribuito lecitamente e cioè con l’autorizzazione dei titolari dei diritti relativi a tali ultime opere. Se si considerano le proporzioni scandalosamente alte che ha assunto il dilagare della pirateria in materia di diritto d’autore, si comprende facilmente la necessità che ha indotto il legislatore a prevedere (art. 181 bis della legge sul diritto d’autore) l’obbligo dell’osservanza di forme di controllo della legalità della circolazione sul mercato dei prodotti che si avvalgono di tecnologie informatiche. E’ opportuno a questo punto ricordare che la protezione del software è stata accordata dal nostro ordinamento non solo per il dovere di adeguare la nostra legislazione alle direttive

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dell’Unione Europea, ma anche per rispondere alle attese e alle pressanti sollecitazioni dei legittimi titolari dei diritti (e fra essi in posizione di tutto rilievo degli operatori economici dell’industria informatica). Dopo che il riconoscimento normativo è divenuto fatto compiuto, sono iniziati i malumori e le resistenze di alcune associazioni di categoria verso le norme che, con ovvia conseguenzialità, il governo ha proposto nel tempo per rendere effettiva la protezione (e ciò nel momento stesso in cui le stesse associazioni criticavano e pungolavano la Pubblica Amministrazione per le carenze nell’azione repressiva della pirateria). Strumento privilegiato per poter attuare i controlli della legalità dei prodotti in circolazione sul mercato è apparso il meccanismo dell’apposizione di un contrassegno rilasciato dalla S.I.A.E. sui supporti contenenti programmi per elaboratore o multimediali. Tale contrassegno certifica non soltanto la legittima produzione e commercializzazione del supporto da parte di chi, a titolo originale o derivato, è titolare dei diritti sul software, ma anche che sono state ottenute le necessarie autorizzazioni da parte del titolare dei diritti sulle opere dell’ingegno fruibili mediante il programma di software. Ovviamente l’adempimento comporta il versamento alla S.I.A.E. di un compenso (modico) per le spese da essa sostenute nella sua attività di verifica e di controllo e appesantisce in qualche misura (limitata) le procedure di distribuzione dei prodotti. Tutto ciò dà ragione dei malumori da parte dei produttori nei confronti del contrassegno S.I.A.E., ma, a nostro giudizio, non li giustifica, dal momento che, allo stato degli atti, non si è ancora trovato un sistema di controlli diverso. Il recente decreto di modifica del regolamento relativo al contrassegno S.I.A.E. semplifica le procedure e dovrebbe acquietare le insofferenze. A titolo d’esempio citiamo la norma che si riferisce alla possibilità sancita dalla legge di sostituire l’apposizione sui supporti del contrassegno con una apposita dichiarazione identificativa quando ci si trovi in presenza di programmi che non contengono suoni, voci o immagini in movimento tali da costituire opere fonografiche, cinematografiche o audiovisive intere ovvero loro brani o parti non eccedenti il cinquanta per cento dell’opera intera da cui sono tratti, semprechè non diano luogo a concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera stessa. Nel precedente regolamento la dichiarazione sostitutiva del contrassegno poteva essere effettuata solo con l’assenso della S.I.A.E., con il nuovo decreto (in ciò risiede la modifica) non

necessita di assensi, ma può essere effettuata a discrezione esclusiva del soggetto interessato. Accanto a tale modifica è inoltre da rilevare che le modalità della dichiarazione vengono snellite e rese più agevoli. Pubblichiamo a parte, per completezza di informazione, il testo completo del decreto 25 ottobre 2002, n. 296 corredato delle note esplicative, fra le quali, per chi è interessato all’argomento, di particolare importanza è il testo completo dell’art. 181 bis della legge sul diritto d’autore che istituisce e disciplina il contrassegno S.I.A.E. DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 25 ottobre 2002, n. 296 Regolamento concernente modifiche al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 luglio 2001, n. 338, recante regolamento di esecuzione delle disposizioni relative al contrassegno della Società italiana autori e degli editori (S.I.A.E.) di cui all’articolo 181-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Vista la legge 22 aprile 1941, n. 633, concernente la protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio; Visto il regolamento di esecuzione approvato con regio decreto 18 maggio 1942, n. 1369; Visto l’articolo 181-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633, come introdotto dall’articolo 10 della legge 18 agosto 2000, n. 248, recante nuove norme di tutela del diritto d’autore, e in particolare i commi 3, 4, e 6; Sentita la Società italiana degli autori e degli editori (S.I.A.E.); Sentite le associazioni di categoria interessate; Udito il parere interlocutorio del Consiglio di Stato espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi nella adunanza del 20 maggio 2002; Vista la relazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 21luglio 2002; Udito il parere del Consiglio di Stato espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi nella adunanza del 29 luglio 2002; Notiziario USPI n° 4


ADOTTA

b) nome e indirizzo del titolare del diritto o del suo delegato;

il seguente regolamento: Articolo 1 Modifiche all’articolo 5 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 luglio 2001, n. 338 1. All’articolo 5, comma 3, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 luglio 2001. n. 338, sono apportate le seguenti modifiche: a) nell’alinea, sono soppresse le parole «ovvero multimediali»; b) la lettera b), è sostituita dalla seguente: «b) distribuiti gratuitamente con il consenso del titolare dei diritti»; c) alla lettera c), sono aggiunte, in fine, le seguenti parole «(back-up)»; d) alla lettera d), le parole «dal produttore» sono soppresse: e) dopo la lettera h) è inserita la seguente: «i) aventi carattere di sistema operativo, applicazione o distribuzione di servizi informatici (server) destinati ad essere preinstallati su di un elaboratore elettronico e distribuiti all’utente finale insieme ad esso.». 2. Il comma 4 dell’articolo 5 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 luglio 2001, n. 338, è soppresso. Articolo 2 Modifiche all’articolo 6 del regolamento del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 luglio 2001, n. 338 1. All’articolo 6 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11luglio 2001, n. 338, sono apportate le seguenti modifiche: a) il comma 1 è sostituito dal seguente: «1. Nei casi indicati dal comma 3 dell’articolo 181-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633, il titolare dei diritti, o un suo delegato, può rendere alla S.I.A.E., in sostituzione del contrassegno, l’apposita dichiarazione identificativa. Tale dichiarazione non comporta oneri per il richiedente.»; b) al comma 2, le parole «il produttore del programma» sono sostituite dalle parole «il titolare dei diritti o un suo delegato»; c) al comma 3 le lettere da a) a g) sono sostituite dalle seguenti: «a) titolo del prodotto; Notiziario USPI n° 4

c) codice identificativo del prodotto, se disponibile; d) attestazione di assolvimento di tutti gli obblighi sanciti dalla legge sul diritto d’autore, qualora i programmi contengano opere dell’ingegno tutelate dalla legge 22 aprile 1941, n. 633, o loro brani o parti.»; d) i commi 4 e 5 sono sostituiti dai seguenti: «4. La dichiarazione identificativa può essere effettuata anche cumulativamente per più versioni di prodotti informatici. A tal fine è sufficiente indicare il titolo del prodotto base, senza necessità di indicare separatamente le diverse versioni del medesimo prodotto, fra cui, in particolare, le diverse versioni linguistiche, gli aggiornamenti, le versioni distinte per canale di distribuzione o per utente finale.

Roma, 25 ottobre 2002 p. Il Presidente: LETTA Visto, il Guardasigilli: CASTELLI ___________________________________ NOTE AVVERTENZA: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall’amministrazione competente per materia, ai sensi dell’art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Nota al titolo:

5. La dichiarazione identificativa deve pervenire alla S.I.A.E. prima dell’immissione in commercio o importazione dei supporti nel territorio nazionale. L’invio deve essere effettuato con modalità idonea a far constatare la data di ricevimento da parte della S.I.A.E.. Il dichiarante è tenuto a custodire, per i tre anni successivi al termine del periodo di commercializzazione, un esemplare di ciascun prodotto dichiarato, unitamente a copia della relativa dichiarazione. Per ogni necessario controllo detti supporti possono essere richiesti dalla S.I.A.E. presso i soggetti e nei luoghi indicati nella dichiarazione identificativa. Tale custodia, a cura e spese del dichiarante, non comporta oneri per la S.I.A.E., neppure con riferimento ad eventuali spese di consegna degli esemplari.»;

— La legge 22 aprile 1941, n. 633, recante: «Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio» è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 16 luglio 1941, n. 166.

e) dopo il comma 5 è inserito il seguente: «5-bis. La S.I.A.E. può chiedere informazioni e documenti con riferimento ai dati di cui ai commi 3, 4 e 5. La richiesta di informazioni o documenti da parte della S.I.A.E. non sospende la facoltà di commercializzare i prodotti.».

— Il regio decreto 18 maggio 1942, n. 1369, recante: «Approvazione del regolamento per l’esecuzione della legge 22 aprile 1941, n. 633, per la protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio» è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 3 dicembre 1942, n. 286.

2. Sono valide ed efficaci le dichiarazioni identificative rese prima dell’entrata in vigore del presente regolamento, purché siano conformi all’articolo 6 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 luglio 2001, n. 338, come modificato dal presente decreto.

— La legge 18 agosto 2000, n. 248, recante «Nuove norme di tutela del diritto d’autore» è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 4 settembre 2000, n. 206.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

— Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 luglio 2001, n. 338, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 22 agosto 2001, n. 194, reca: «Regolamento di esecuzione delle disposizioni relative al contrassegno della Società italiana degli autori e degli editori (S.I.A.E.) di cui all’art. 181-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633, come introdotto dall’art. 10 della legge 18 agosto 2000, n. 248, recante nuove norme di tutela del diritto d’autore». Note alle premesse:

— Il testo dell’art. 181-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633, introdotto dall’art. 10 della legge 18 agosto 2000, n. 248, è il seguente: Articolo 181-bis « 1. Ai sensi dell’art. 181 e agli effetti di cui agli articoli 171-bis e

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BOLLINO SIAE: semplificate le procedure 171-ter, la Società italiana degli autori ed editori (S.I.A.E.) appone un contrassegno su ogni supporto contenente programmi per elaboratore o multimediali nonché su ogni supporto contenente suoni, voci o immagini in movimento, che reca la fissazione di opere o di parti di opere tra quelle indicate nell’art. 1, primo comma, destinati ad essere posti comunque in commercio o ceduti in uso a qualunque titolo a fine di lucro. Analogo sistema tecnico per il controllo delle riproduzioni di cui all’art. 68 potrà essere adottato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, sulla base di accordi tra la S.I.A.E. e le associazioni delle categorie interessate.

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2. Il contrassegno è apposto sui supporti di cui al comma 1 ai soli fini della tutela dei diritti relativi alle opere dell’ingegno, previa attestazione da parte del richiedente dell’assolvimento degli obblighi derivanti dalla normativa sul diritto d’autore e sui diritti connessi. In presenza di seri indizi, la S.I.A.E. verifica, anche successivamente, circostanze ed elementi rilevanti ai fini dell’apposizione. 3. Fermo restando l’assolvimento degli obblighi relativi ai diritti di cui alla presente legge, il contrassegno, secondo modalità e nelle ipotesi previste nel regolamento di cui al comma 4, che tiene conto di apposite convenzioni stipulate tra la S.I.A.E. e le categorie interessate, può non essere apposto sui supporti contenenti programmi per elaboratore disciplinati dal decreto legislativo 29 dicembre 1992, n. 518, utilizzati esclusivamente mediante elaboratore elettronico, sempre che tali programmi non contengano suoni, voci o sequenze di immagini in movimento tali da costituire opere fonografiche, cinematografiche o audiovisive intere, non realizzate espressamente per il programma per elaboratore, ovvero loro brani o parti eccedenti il cinquanta per cento dell’opera intera da cui sono tratti, che diano luogo a concorrenza all’utilizzazione economica delle opere medesime. In tali ipotesi la legittimità dei prodotti, anche ai fini della tutela penale di cui all’art. 171-bis, è comprovata da apposite dichiarazioni identificative che produttori e importatori preventivamente rendono alla S.I.A.E. 4. I tempi, le caratteristiche e la collocazione del contrassegno sono individuati da un regolamento di esecuzione da emanare con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della 10

presente disposizione, sentite la S.I.A.E. e le associazioni di categoria interessate, nei termini più idonei a consentire la agevole applicabilità, la facile visibilità e a prevenire l’alterazione e la falsificazione delle opere. Fino alla data di entrata in vigore del predetto regolamento, resta operativo il sistema di individuazione dei tempi, delle caratteristiche e della collocazione del contrassegno determinatosi sotto la disciplina previgente. Le spese e gli oneri, anche per il controllo, sono a carico dei richiedenti e la loro misura, in assenza di accordo tra la S.I.A.E. e le categorie interessate, è determinata con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentito il comitato consultivo permanente per il diritto di autore. 5. Il contrassegno deve avere, comunque, caratteristiche tali da non poter essere trasferito su altro supporto. Deve contenere elementi tali da permettere la identificazione del titolo dell’opera per la quale è stato richiesto, del nome dell’autore, del produttore o del titolare del diritto d’autore. Deve contenere altresì l’indicazione di un numero progressivo per ogni singola opera riprodotta o registrata nonché della sua destinazione alla vendita, al noleggio e a qualsiasi altra forma di distribuzione. 6. L’apposizione materiale del contrassegno può essere affidata anche in parte al richiedente o ad un terzo da questi delegato, i quali assumono le conseguenti responsabilità a termini di legge. I medesimi soggetti informano almeno trimestralmente la S.I.A.E. circa l’attività svolta e lo stadio di utilizzo del materiale consegnato. Ai fini della tempestiva apposizione del contrassegno, fuori dei casi in cui esista apposita convenzione tra il produttore e la S.I.A.E., l’importatore ha l’obbligo di dare alla S.I.A.E. preventiva notizia dell’ingresso nel territorio nazionale dei prodotti. Si osservano le disposizioni di cui al comma 4.

del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 luglio 2001, n. 338, come modificato dal decreto qui pubblicato: «Art. 5 Supporti contenenti programmi per elaboratore 1. Ai fini dell’applicazione del comma 1 dell’art. 181-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633, come introdotto dall’art. 10 della legge 10 agosto 2000, n. 248, per supporti contenenti programmi per elaboratore ovvero multimediali si intendono i supporti comunque confezionati contenenti programmi destinati ad essere posti in commercio o ceduti in uso a qualunque titolo a fini di lucro ed in particolare: a) i programmi aventi carattere di sistema operativo, applicazione o archivio di contenuti multimediali prodotti in serie sui supporti di cui al comma 1, fruibili mediante collegamento e lettura diretta del supporto, quali dischetti magnetici (floppy disk), CD ROM, schede di memoria (memory card), o attraverso installazione mediante il medesimo supporto su altra memoria di massa destinata alla fruizione diretta mediante personal computer; b) i programmi destinati alla lettura ed alla fruizione su apparati specifici per videogiochi, quali playstation o consolle, comunque denominati, ed altre applicazioni multimediali quali player audio o video. 2. Sono comunque ricompresi nell’ambito di applicazione del presente regolamento i programmi per elaboratore ovvero multimediali contenenti applicazioni di tipo videogioco, enciclopedia ovvero dizionario, destinati a qualsivoglia forma di intrattenimento o per fruizione da parte di singoli utilizzatori o di gruppi in ambito privato, scolastico o accademico.

7. Nei casi di cui al comma 6, la S.I.A.E. e il richiedente possono concordare che l’apposizione del contrassegno sia sostituita da attestazione temporanea resa ai sensi del comma 2, corredata dalla presa d’atto della S.I.A.E.

3. Sono esclusi dall’ambito di applicazione dell’art. 181-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633, i supporti contenenti programmi per elaboratore:

8. Agli effetti dell’applicazione della legge penale, il contrassegno è considerato segno distintivo di opera dell’ingegno».

a) accessoriamente distribuiti nell’ambito della vendita di contratti di licenza d’uso multipli sulla base di accordi preventivamente conclusi con la S.I.A.E.;

Nota all’art. 1: — Si riporta il testo dell’art. 5 del decreto

b) distribuiti gratuitamente con il consenso del titolare dei diritti; Notiziario USPI n° 4


c) distribuiti mediante scaricamento diretto (download) e conseguente installazione sul personal computer dell’utente attraverso server o siti Internet se detti programmi non vengano registrati a scopo di profitto in supporti diversi dall’elaboratore personale dell’utente, salva la copia privata (back-up): d) distribuiti esclusivamente al fine di far funzionare o per gestire specifiche periferiche o interfacce (driver) oppure destinate all’aggiornamento del sistema o alla risoluzione di conflitti software ed hardware se derivanti da software già installato; e) destinati esclusivamente al funzionamento di apparati o sistemi di telecomunicazione quali modem o terminali, sistemi GPRS (General Pocket Radio Service) o inclusi in apparati audio/video e destinati al funzionamento degli stessi o inclusi in apparati radiomobili cellulari, se con i medesimi confezionati e distribuiti in quanto destinati esclusivamente al funzionamento degli stessi; f) inclusi in apparati di produzione industriale, di governo di sistemi di trasporto e mobilità, di impianti di movimentazione e trasporto merci o in apparati destinati al controllo ovvero alla programmazione del funzionamento di elettrodomestici, se con i medesimi confezionati e distribuiti in quanto destinati esclusivamente al funzionamento degli stessi; g) inclusi in apparati di analisi biologica o chimica ovvero di gestione di apparati di tipo medico, o sanitario, di misurazione ed analisi se con i medesimi prodotti e distribuiti in quanto destinati esclusivamente al funzionamento degli stessi; h) destinati esclusivamente alla funzione di ausilio o supporto per le persone disabili ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104. i) aventi carattere di sistema operativo, applicazione o distribuzione di servizi informatici (server) destinati ad essere preinstallati su di un elaboratore elettronico e distribuiti all’utente finale insieme ad esso. 4. (comma soppresso).».

Note all’art. 2: — Si riporta il testo dell’art. 6 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 luglio 2001, n. 338, come modificato dal decreto qui pubblicato: Notiziario USPI n° 4

«Art. 6 Dichiarazione identificativa sostitutiva del contrassegno 1. Nei casi indicati dal comma 3 dell’articolo 181-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633 il titolare dei diritti, o un suo delegato, può rendere alla S.I.A.E., in sostituzione del contrassegno, l’apposita dichiarazione identificativa. Tale dichiarazione non comporta oneri per il richiedente. 2. Nei casi previsti dal comma 1, il titolare dei diritti o un suo delegato invia alla S.I.A.E. la dichiarazione identificativa, sostitutiva del contrassegno, anche in via cumulativa con riferimento a determinate tipologie di supporti preventivamente indicati. Tale dichiarazione comprova la legittimità dei supporti stessi anche ai fini della tutela penale di cui all’art. l71-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633, come modificata dall’art. 13 della legge 18 agosto 2000, n. 248. 3. La dichiarazione identificativa autocertifica la conformità della tipologia dei supporti alle previsioni di cui al terzo comma dell’art. 181-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633, e di cui al presente regolamento, e, a tal fine, contiene le seguenti informazioni: a) titolo del prodotto; b) nome e indirizzo dei titolare del diritto o del suo delegato; c) codice identificativo del prodotto, se disponibile; d) attestazione di assolvimento di tutti gli obblighi sanciti dalla legge sul diritto d’autore, qualora i programmi contengano opere dell’ingegno tutelate dalla legge 22 aprile 1941, n. 633, o loro brani o parti. 4. La dichiarazione identificativa può essere effettuata anche cumulativamente per più versioni di prodotti informatici. A tal fine è sufficiente indicare il titolo del prodotto base senza necessità di indicare separatamente le diverse versioni del medesimo prodotto, fra cui in particolare, le diverse versioni linguistiche, gli aggiornamenti, le versioni distinte per canale di distribuzione o per utente finale. 5. La dichiarazione identificativa deve pervenire alla S.I.A.E., prima dell’immissione in commercio o importazione dei supporti nel territorio nazionale. L’invio deve essere effettuato con modalità idonea a far constatare la data di ricevimento da parte della S.I.A.E. Il dichia-

rante è tenuto a custodire, per i tre anni successivi al termine del periodo di commercializzazione un esemplare di ciascun prodotto dichiarato, unitamente a copia della relativa dichiarazione. Per ogni necessario controllo detti supporti possono essere richiesti dalla S.I.A.E. presso i soggetti e nei luoghi indicati nella dichiarazione identificativa. Tale custodia, a cura e spese del dichiarante, non comporta oneri per la S.I.A.E., neppure con riferimento ad eventuali spese di consegna degli esemplari. 5-bis. La S.I.A.E. può chiedere informazioni e documenti con riferimento ai dati di cui ai commi 3, 4 e 5. La richiesta di informazioni o documenti da parte della S.I.A.E. non sospende la facoltà di commercializzare i prodotti. 6. Le disposizioni di cui al presente articolo sono dettate al solo fine di definire l’ambito di applicazione dell’art. 181-bis della citata legge n. 633 del 1941, nonché l’ambito operativo della dichiarazione identificativa sostitutiva del contrassegno e lasciano totalmente impregiudicata la protezione del diritto d’autore e dei diritti connessi, così come disposta dalla legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni ed integrazioni, anche in relazione alla utilizzazione non eccedente il cinquanta per cento delle opere intere. 7. Le dichiarazioni identificative previste dal comma 3 dell’art. 181-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633, e dal presente articolo riferite a supporti prodotti o importati nel territorio nazionale nel periodo ricompreso tra la data di entrata in vigore della legge 18 agosto 2000, n. 248, e quella di entrata in vigore del presente regolamento sono presentate alla S.I.A.E. dai produttori o dagli importatori nel termine di novanta giorni decorrenti dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, secondo le modalità indicate dal presente articolo. In ogni caso è attestata da parte dei dichiaranti, sotto la relativa responsabilità, l’originalità dei supporti e l’assolvimento di tutti gli obblighi relativi ai diritti previsti dalla vigente normativa in materia di diritto d’autore, con ogni facoltà di verifica da parte della S.I.A.E. Sono fatti salvi in ogni caso gli atti e i rapporti intervenuti tra la S.I.A.E. ed i soggetti indicati dall’art. 181-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633, a seguito dell’entrata in vigore della legge 18 agosto 2000, n. 248.». 11


IL TRATTAMENTO PREVIDENZIALE E FISCALE DEI CO.CO.CO. I giornalisti coordinati devono iscriversi all’INPGI 2?

Molti editori associati all’USPI chiedono chiarimenti sull’iscrizione all’INPGI 2 dei collaboratori coordinati e continuativi iscritti all’Ordine dei giornalisti, nonché sulle relative qualificazioni fiscali. Chiariamo subito che i giornalisti autonomi non vanno confusi con i collaboratori fissi o a tempo parziale che sono lavoratori dipendenti: il discrimine essenziale è dato dal fatto che i dipendenti lavorano in redazione avvalendosi anche delle apparecchiature e dei mezzi tecnici del giornale (computer, telefono, fax, archivio, documentazione ecc.) mentre i CO.CO.CO., in quanto lavoratori autonomi, lavorano a casa avvalendosi di apparecchiature proprie e si presentano nella redazione solo per la concreta funzione di coordinamento che trova i suoi momenti essenziali nella commissione dell’articolo da redigere e nella consegna dell’articolo medesimo al direttore. Per le prestazioni di lavoro giornalistico autonomo e la relativa copertura previdenziale, con D.Lgs. 10.2.96 n. 103, venne istituita la gestione separata (c.d. INPGI 2). Alla predetta gestione, ai sensi dell’art. 1 del Regolamento INPGI, devono iscriversi i giornalisti che “esercitano attività di libera professione anche sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa, ancorché svolgano contemporaneamente attività di lavoro subordinato”. Le condizioni soggettive pregiudiziali sono dunque che il giornalista coordinato sia iscritto all’Ordine e svolga mansioni giornalistiche, cioè svolga un lavoro redazionale a carattere creativo ed originale. La quota a carico dell’editore è del 2% calcolato sul reddito lordo, mentre la quota a carico del giornalista coordinato è pari al 10% del reddito imponibile. Il versamento alla gestione separata INPGI dell’intero contributivo dovuto (12%) è a carico del giornalista mentre l’editore deve limitarsi a corrispondergli nella busta il contributo integrato del 2% a suo carico. Ove al compimento dell’età pensionabile l’interessato non abbia raggiunto il requisito minimo contributivo di cinque anni, è prevista la restituzione dei contributi soggettivi versati. Veniamo ora alla disciplina fiscale, ricordando che i compensi pagati ai collaboratori coordinati devono essere assoggettati dal 1.1.2001 (in forza della Legge finanziaria 2000 del 21.11.00, n. 342) non più alla ritenuta d’acconto del 20% ma alla ritenuta fiscale, con l’aliquota progressiva, secondo gli scaglioni di reddito, così come avviene per i lavoratori dipendenti. Di fatto si è resa Notiziario USPI n° 4

necessaria una “busta paga” anche per i coordinati per una corretta evidenziazione del compenso e delle ritenute previdenziali e fiscali. Vanno applicate le detrazioni da lavoro dipendente e quelle per carichi di famiglia, nonché quelle per oneri. In luogo della precedente certificazione delle ritenute effettuata in formato libero, l’editore deve rilasciare al giornalista coordinato il CUD, entro il 28 febbraio dell’anno successivo, così come fa con i giornalisti dipendenti. Fringe benefit e rimborsi spese Con il nuovo regime, anche i collaboratori sono interessati da istituti quali i fringe benefit e i rimborsi spese, secondo le regole previste per il lavoro dipendente. I Fringe Benefit consistono nei cosiddetti compensi in natura. Infatti rientra nel compenso del collaboratore anche, come principio generale, il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati al medesimo o ai suoi familiari. Il valore del benefit è calcolato in base al cosiddetto “valore normale”. Criteri particolari di determinazione dei benefits esistono per i veicoli concessi in uso promiscuo, per la concessione di prestiti, per la concessione di fabbricati in locazione, uso, comodato. Il rimborso delle spese di viaggio, vitto e alloggio sostenute dal collaboratore in trasferta nell’ambito dello svolgimento dell’incarico, è sottoposto a forme diverse di tassazione a seconda del tipo di spesa e della metodologia scelta per il rimborso (forfettario, misto o analitico), ma soprattutto è prioritario sottolineare la differenza fra trasferte nell’ambito del territorio comunale (che formano reddito per il collaboratore e quindi vanno tassate) e quelle fuori dall’ambito comunale. Ad oggi, salvo modifiche, per Comune deve intendersi quello riferito al luogo in cui il collaboratore svolge la propria prestazione di lavoro. NON PAGA L’INPGI 2 CHI GUADAGNA MENO DI 1.500 EURO L’ANNO Gli iscritti all’Inpgi 2 che percepiscono un reddito da attività professionale autonoma pari o inferiore a 1.500 euro l’anno non dovranno versare il contributo soggettivo, integrativo e di maternità corrispondente attualmente, nella misura minima, a 337,53 euro per chi sia iscritto all’Ordine da più di cinque anni, e a 105,12 euro per chi invece abbia un’anzianità professionale inferiore. Lo stabilisce una modifica regolamentare introdotta dal Consiglio di amministrazione per venire incontro alle esigenze di quei colleghi che traggono da lavoro professionale

autonomo redditi minimi. Il provvedimento interessa i collaboratori coordinati e continuativi iscritti all’Ordine dei giornalisti che esplichino mansioni giornalistiche autonome, ma interessa anche gli editori che concorrono con un 2% sugli emolumenti all’aliquota complessiva del 12% che l’interessato è tenuto a versare all’INPGI 2. Il giornalista che si trovi nelle condizioni indicate, entro il 30 settembre di ogni anno, potrà inviare alla Gestione separata una dichiarazione che lo attesti e non dovrà corrispondere i contributi minimi. L’anno successivo dovrà inviare copia della dichiarazione dei redditi per la parte riguardante l’attività giornalistica autonoma. Se poi le previsioni formulate il 30 settembre si rivelassero errate ed entro la fine dell’anno i redditi da lavoro autonomo risultassero superiori a 1.500 euro, il collega sarà tenuto a darne comunicazione e a corrispondere il contributo minimo nell’anno successivo.

L’ATTRIBUZIONE DEL CODICE ISBN Parlando di libri (anche se non è il nostro settore specifico), una delle richieste più frequenti da parte degli associati riguarda la natura del codice ISBN e la procedura per ottenerlo.

Il codice ISBN (International Standard Book Number) è un sistema di codifica internazionale dei libri, che risponde all’esigenza di individuare immediatamente e con sicurezza qualsiasi titolo degli editori che lo applicano e di evitare quindi la possibilità di errori sia nelle operazioni commerciali, sia in quelle bibliografiche. L’ISBN è gestito, nell’ambito di ogni area nazionale, da singole Agenzie, con la supervisione dell’Agenzia Internazionale dell’ISBN con sede a Berlino. E’ formato da 10 cifre. Il numero risulta composto da quattro parti così suddivise: numero di identificazione del gruppo nazionale (per l’Italia è 88); numero di identificazione dell’editore; numero di identificazione del titolo; numero di controllo. L’Agenzia ISBN per l’area di lingua itlaiana è gestita dall’AIE (Associazione degli editori di libri). La parte operativa è curata, su delega AIE, dalla “Editrice Bibliografica”, alla quale ci si deve rivolgere per l’assegnazione dell’ISBN:

EDITRICE BIBLIOGRAFICA SpA Via Bergonzoli n. 1/5 20127 MILANO Tel. 02/28315996 Fax 02/28315906 bibliografica@bibliografica.it 13


BIBLIOTECA USPI LA STAMPA PERIODICA DAL DOPOGUERRA AD OGGI di Giancarlo Cinoglossi EUROMA, Roma 2003, pagine 166, € 10,00 La storia della stampa periodica italiana dal dopoguerra ad oggi, con tutti i problemi, le peripezie, le vertenze, i rapporti istituzionali, etc. può identificarsi con la storia dell’USPI, Unione Stampa Periodica Italiana, che il prossimo 19 giugno festeggia i 50 anni dall’istituzione. E questa identificazione viene illustrata egregiamente da Giancarlo Cinoglossi nel volume “La stampa periodica dal dopoguerra ad oggi”, edito in questi giorni. Invece il sottotitolo, “Il divenire dell’editoria visto dall’osservatorio dell’USPI”, spiega che il libro non è solamente una rivisitazione cronologica ( e, infatti, non lo è), ma uno studio sulle prospettive dell’editoria periodica, dopo averne percorso le tappe più importanti della storia. Il libro, poi, rispetta pienamente l’assioma del prefatore, Prof. Mauro Masi (Capo del Dipartimento Informazione ed Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri), ovvero “Raccontare cinquant’anni di vita della stampa periodica in Italia significa ripercorrere la storia della politica, della cultura, del costume del nostro paese nella seconda metà del secolo XX”. Una storia difficile, intensa, con tutte le battaglie per far vivere (e talvolta sopravvivere) un settore ingiustamente penalizzato da anni, in materia di agevolazioni, di tariffe, di regolamentazioni e di normative, arri-

NOTIZIARIO Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Fax: 06.40.66.859 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Giancarlo Cinoglossi Redattore Capo: Vittorio Volpi Tipografia: SO.GRA.RO. SpA - Via Ignazio Pettinengo, 39 00159 Roma Il n. 4 (aprile 2003) è stato stampato il 14 aprile 2003

Notiziario USPI n° 4

vando persino al “picchettaggio delle istituzioni”. Storia del giornalismo e dell’editoria che vede la fondazione dell’USPI nel ’53, stesso anno in cui nel film “Vacanze romane” si osannavano le gesta di un giornalista in vespa: mitiche figure che, con la “Dolce Vita”, rimarranno impresse nell’immaginario collettivo provocato dal boom economico italiano. Storia dell’USPI in primo piano con le adesioni di giornali storici e personaggi di indiscusso valore culturale come il filosofo Enrico Castelli, lo storico Raffaello Morghen, l’economista Guglielmo Tagliacarne. Storie di battaglie, di successi, di trasformazioni (e di evoluzioni, anche tecnologiche) del comparto e dell’attività associativa stessa; storie di uomini che hanno creato dialoghi e dibattiti interni e confronti con le istituzioni, a cominciare dal primo presidentepioniere coerente ai tempi, “dalla chiara ispirazione di diffusione della cultura”, per arrivare all’attuale dirigenza, magistralmente coordinata dall’Avvocato Vetere, che ha dovuto sfondare il “muro di gomma” dell’appiattimento alle volontà governative, dell’obsoleta logica gestionale associativa e dell’anacronismo dei servizi offerti, dando impulsi innovativi, in un’azione di rinnovamento e di rilancio, pienamente riuscite. Proprio a quest’ultima parte è dedicato ampio spazio del volume che riesce a fotografare le problematiche del settore e le relative soluzioni impostate dall’attuale Giunta esecutiva, presieduta dal segretario generale, Avv. Francesco Saverio Vetere che, dopo aver monitorato l’intero settore, ha rivitalizzato, con impegno, con dinamica attività associativa di convegni, congressi, studi, pubblicazioni, strategie, diplomazie e trattative a tutti i livelli, una categoria (quella degli editori puri) che veniva data per finita e ingiustamente ritenuta “cenerentola”. Una storia che, partendo dalle “Gazzette” del ‘600 per finire a “La Svolta” tecnologica, sembra scritta a più mani; ovvero dai collaboratori e da tutti gli associati dell’USPI, che sono stati autori e protagonisti, nel loro piccolo, di un periodo storico in cui la stampa periodica ha avuto un ruolo determinante e di notevole importanza. “La stampa periodica dal dopoguerra ad oggi” è anche strumento di servizio per chi vuole conoscere l’immenso e complesso lavoro che esplica l’USPI al servizio del settore che, con i suoi consulenti ed i funzionari, sopperisce alle esigenze degli operatori del settore. Brunetto Fantauzzi

ODISSEA NEL CASO MORO Viaggio controcorrente attraverso la documentazione della Commissione Stragi di Vladimiro Satta EDUP Editore, Roma 2003, pagine 445, € 16,00 Non si trattò di complotto di poteri occulti: questa la verità, carte alla mano. Le BR fecero tutto da sole, dietro di loro non c’erano né gli americani, né i russi, né altri. Dopo l’eccidio degli uomini della sua scorta, Aldo Moro ben difficilmente poteva essere salvato, e se gli apparati dello Stato non ci riuscirono non fu affatto per dolo. Moro non aveva particolari segreti da rivelare alla BR, ed i terroristi tardarono a pubblicare le carte dei suoi “interrogatori” solo perché stentavano a trovarci qualcosa di utile alla loro causa. I tanto mitizzati “misteri del caso Moro” in realtà non sono tali: in linea di massima, la verità è quella venuta fuori nei tribunali, con tutti i suoi drammi, i suoi ritardi, i suoi umani limiti. Tutto ciò emerge dal libro di Vladimiro Satta. L’autore del libro, documentarista alla Commissione Stragi tra il 1989 e il 2001, ha letto con lo scrupolo e la minuzia di uno studioso l’abbondantissimo materiale documentario accumulato dall’inquirente parlamentare, lo ha ordinato, ed analizzando una per una le varie ipotesi cospirative che vanno per la maggiore ne dimostra l’inconsistenza. A distanza di venticinque anni, questo repertorio ragionato e completo ripercorre le tappe di questa tragica vicenda e delle relative inchieste, presentando sia una miriade di informazioni spesso difficilmente reperibili, sia un’interpretazione coerente. L’esposizione assume via via l’andamento di un “giallo”, ed offre risposte chiare e documentate a tutti gli interrogativi. L’autore sostiene inoltre che “lo scopo fondamentale dei brigatisti era quello di far scoppiare la rivoluzione (...) la soppressione del prigioniero rappresentava semplicemente una delle varianti secondarie previste dal loro piano”, ed in definitiva i terroristi “assassinarono Moro - piuttosto che rilasciarlo senza condizioni - pur di non ammettere implicitamente il fallimento della strategia della lotta armata”. Questo libro può rappresentare una svolta dopo i ripetuti naufragi delle ipotesi romanzesche, e contribuire ad una lettura più serena e equilibrata di quei 55 giorni più critici della nostra storia recente. 15


PERIODICI ASSOCIATI ALL’USPI (350° elenco) CINEMAGAZINE

NOTES ET DOCUMENTS

SESTO CALENDE INFORMAZIONI

Corso V. Emanuele n. 349 00186 ROMA Direttore: Laura Delli Colli Editore: Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani Periodicità: mensile Materia trattata: informazione cinematografica

Via Flavia n. 104 00187 ROMA Direttore: Gianfranco Martini Editore: Istituto Internazionale Jacques Maritain Periodicità: quadrimestrale Materia trattata: economia, filosofia e scienze politiche

Piazza Mazzini 21018 SESTO CALENDE VA Direttore: Roberto Caiello Editore: Amministrazione Comunale Sesto Calende Periodicità: bimestrale/trimestrale Materia trattata: vita amministrativa e cultura generale

DONBOSCONEWS

PAVIA PAVIA ECO & CO NOTIZIE

STRADAROMA

Via Marsala n. 42 Direttore: Gian Luigi Pussino Editore: Centro Nazionale Opere Salesiane Periodicità: quindicinale Materia trattata: associazionismo, educazione, giovani

Via S. Epifano n. 1 27100 PAVIA Direttore: Nando Azzolini Editore: Radio Video e Pubblicità Srl Periodicità: settimanale Materia trattata: informazione e economia

Via A.M. Valsalva n. 34 00168 ROMA Direttore: Fabrizio Lozzi Editore: Vittorio Lozzi Periodicità: annuale Materia trattata: cartografia a tavole con elenco

IL GEOMETRA

PRIMA I BAMBINI

Via Masaccio n. 235 50132 FIRENZE Direttore: Gian Luca Migliorini Editore: Collegio dei geometri Periodicità: mensile Materia trattata: periodico di categoria professionale

Via della Pigna n. 13/a 00186 ROMA Direttore: Nicola De Vincentiis Editore: F.I.S.M. - Federazione Italiana Scuola Materna Periodicità: bimestrale Materia trattata: pedagogia, didattica, informazione

MENDI AFFARI E LAVORO

LO SCOGLIO

Via Alfieri n. 49/D 52100 AREZZO Direttore: Giorgio Santini Editore: Giorgio Santini Periodicità: quattordicinale Materia trattata: annunci economici

Via Marconi n. 6 07024 LA MADDALENA SS Direttore: Antonio Zonza Editore: Lo Scoglio Editrice Sas di Zonza M. & C. Periodicità: quindicinale Materia trattata: informazione

SOUND E LITE Via Redipuglia n. 43 61011 GABICCE MARE PS Direttore: Alfio Morelli Editore: Sound & co. di Verbeni Patrizia Periodicità: bimestrale Materia trattata: intrattenimento professionale

TUTTONORMEL - GUIDA ALL’APPLICAZIONE DELLE NORME NEL SETTORE ELETTRICO Strada dei Ronchi n. 29 10133 TORINO Direttore: Vito Carrescia Editore: TNE Srl Periodicità: mensile Materia trattata: normativa elettrica

L’inserzione sopra riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art. 3, primo comma, del DPR 26/10/72 n. 633


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Anno 2003 - Edizione N. 4 - Aprile by USPI - Issuu