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Edizione N. 3 - Marzo

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Assemblea Generale dei soci USPI, pagina 3 Deposito legale e Convenzioni USPI, pagina 13 Delibera n. 650/11/CONS. dell’Autorità per le comunicazioni

Seconda Giornata Formativa USPI

CONTRIBUTO DOVUTO ALL’ AGCOM PER L’ANNO 2013

EDITORIA ON-LINE, SVILUPPO E MONETIZZAZIONE DEI PRODOTTI EDITORIALI

Versamento entro il 30 aprile Modulistica entro il 31 maggio

Grande successo dell’iniziativa organizzata in partnership con Google

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a delibera n. 478/12/CONS recante “Misura e modalità di versamento del contributo dovuto all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per l’anno 2013”, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale, Serie generale n. 54 del 5 marzo 2013, fissa la percentuale di calcolo della contribuzione nel 1,9 per mille dei ricavi iscritti nell’ultimo bilancio approvato prima della adozione della delibera stessa (2011),o altra scrittura contabile equivalente. Il modulo da compilare per il versamento del contributo dovrà essere trasmesso esclusivamente in via telematica, compilato in ogni sua parte a pena di nullità. Sono esentate dal versamento del contributo: le imprese che si trovano in liquidazione; le imprese, con ricavi pari o inferiori a 500.000 euro; le imprese che hanno iniziato la loro attività nell’anno 2012. Modalità e termini del versamento Il contributo deve essere effettuato a favore del c/c bancario IT65J0100503382000000200015 acceso presso la Banca Nazionale del Lavoro Gruppo BNP Paribas ed intestato all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Nella causale oltre l’indicazione “Contributo AGCOM 1,9 per mille anno 2013”, devono essere specificati la ragione sociale, partita IVA e/o codice fiscale. (LEGGI TUTTO DA PAGINA 7)

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opo la recente prima “Giornata Formativa”, tenutasi il 23 gennaio scorso sul tema degli “Interventi negli stati di crisi”, l’USPI, proseguendo il proprio programma di “Formazione permanente” ha organizzato, in partnership con Google, un nuovo appuntamento, nell’ambito delle stesse “Giornate Formative” gratuite per gli associati USPI, che si è tenuto giovedì 7 marzo u.s., presso la Sala 1 della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, dedicato alle “opportunità di sviluppo dell’editoria online, in particolare con riguardo alle opportunità di monetizzazione di prodotti editoriali ed allo sviluppo di nuovi modelli di business”. Con questa iniziativa, l’USPI ha aperto ad una collaborazione con Google, il colosso dei motori di ricerca, protagonista di un braccio di ferro con gli editori di mezza Europa sul problema del riconoscimento dei diritti d’autore (in verità, ci sono stati anche accordi, come quello recente siglato in Francia). Le opportunità di sviluppo dell’editoria online sono state al centro della prima parte del corso, che ha visto la partecipazione di più di ottanta associati Uspi. Sala piena e posti in piedi hanno sottolineato l’interesse dei piccoli e medi editori per lo sviluppo dell’editoria online e, come dicevamo, il successo del l’iniziativa, suggerendo repliche della Giornata, possibilmente in altre città. 2

Sabato 16 marzo 2013, nell’Aula Paolo VI, in Vaticano “Il potere della critica giornalistica non agisce, come essa erroneamente ritiene, sul giudizio del pubblico, ma soltanto sulla sua attenzione. Il suo unico atto di forza, perciò consiste nel passare sotto silenzio. Viceversa, ogni scrittore meritevole deve salutare con favore tanto le sue critiche quanto le sue lodi: fanno tutt’uno”. L’Arte di invecchiare Arthur Schopenhauer (1788 - 1860)

PAPA FRANCESCO INCONTRA I MEDIA INTERNAZIONALI “Il vostro lavoro comporta una particolare attenzione nei confronti della verità, della bontà e della bellezza”

P S.S. Jorge Mario Bergoglio, Papa Francesco

iazza San Pietro, 13 marzo, serata fredda e piovosa. Gli occhi dei presenti e dei media di tutto il mondo sono rivolti all’insù, verso un piccolo comignolo. Fumata bianca. Fede, commozione, curiosi2

Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 49° - MENSILE - 11 NUMERI - 3 marzo 2013 Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma


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EDITORIA ON-LINE, SVILUPPO E MONETIZZAZIONE DEI PRODOTTI EDITORIALI 1

Il corso è stato tenuto da operatori di Google Italia, provenienti dalla sede centrale europea di Dublino Un team composto da giovani italiani che hanno affrontato i temi della monetizzazione di prodotti editoriali e dello sviluppo di nuovi modelli di business. Il campo di sfida dell’informazione è sempre più il web, lì dove si spostano anche gli investimenti pubblicitari. Senza storia il confronto tra i vari canali di diffusione della pubblicità. Una serie di segni “meno” nel confronto tra luglio 2011 e luglio 2012: - 15% di investimenti pubblicitari per la stampa; - 10% per la tv; addirittura un calo del 20% per il cinema. In questo contesto spicca la crescita della pubblicità su internet con un + 15%. Se l’appeal di un periodico cartaceo nei confronti di un inserzionista è determinato dalle copie vendute e dalla copertura territoriale, quello di una rivista on line è determinata soprattutto dalle visualizzazioni dei propri contenuti. “Esistono strumenti di Google che consentono di ottenere più traffico e più ricavi” ha illustrato Luca Forlin di Google Italia. Uno di questi è Google News, nato dall’iniziativa di un manager nei giorni dell’attentato dell’11 settembre alle Torri Gemelle. “Questo servizio – ha proseguito Forlin prende notizie dagli editori tramite feedRss e le ordina. E’ possibile ordinare i contenuti sotto la voce ‘dalla redazione’, quindi non più per temi, ma per editore/testata. E’ possibile anche organizzarli per ‘authorship’, in base al nome dell’autore, un giornalista o un editorialista”. Aumentare i click sulle proprie pagine è funzionale a un altro obiettivo: ottenere utili dalla vendita di spazi pubblicitari. Accanto alle modalità tradizionali, simili alla carta stampata, esistono, infatti, opportunità che offre la stessa Google. E’ il caso di Google AdSense per contenuti, per la ricerca (è possibile, infatti, inserire un box di ricerca sul proprio sito) o per video. All’editore, in questo caso, viene corrisposta una cifra per click o una cifra ogni mille visualizzazioni. E’ di fondamentale importanza per l’editore medio-piccolo, che sta trasmigrando o implementando il proprio prodotto editoriale sull’ on-line, non perdere di vista le sfide del mercato. Quella imminente è la fornitura di contenuti su mobile, visto che già oggi il 15-30% di traffico dei portali avviene tramite smartphone e tablet. Una percentuale destinata a crescere notevolmente e molto rapidamente. 2

A tutti gli intervenuti, il team di Google ha dato la possibilità di scaricare le slide a corredo degli interventi svolti. A margine della Giornata formativa, il Segretario Generale dell’USPI, Francesco Saverio Vetere, ha rilasciato un’ intervista, sulla questione del riconoscimento dei diritti d’autore su internet, al giornalista Gianluca De Martino della tastata online “Editoria.TV”, aprendo un dialogo costruttivo con Google. La riportiamo così come è pubblicata sul sito “Editoria.TV”:

in questo numero Contributo dovuto all’AGCOM per l’anno 2013 (pagine 1, 7, 8, 11, 16) Giornata Formativa USPI-Google: Editoria online, sviluppo e monetizzazione dei prodotti editoriali (pagine 1, 2, 4) Papa Francesco incontra i media internazionali, udienza del 16 marzo 2013 (pagine 1, 2, 6) Convocazione dell’Assemblea USPI dell’anno 2013 (pagina 3) Le quote associative USPI per l’anno 2013 (pagina 5)

“Sulla questione dei diritti d’autore è necessario un confronto con Google. Una Modello del contributo AGCOM (pagine 9, posizione conflittuale non porterebbe ad alcun risultato”: è quanto ha affermato il 10) segretario dell’Unione stampa periodica italiana, a margine della seconda giornata Notizie dall’INPGI: Circolare n. 2 del formativa organizzata proprio in collabora21/02/2013 (pagine 12, 13, 15, 16) zione con Google Italia, lo scorso 7 marzo. “Noi dell’USPI vediamo nelle giornate di Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina formazione, organizzate in partnership con 13) Google, un momento di crescita per la categoria - ha affermato Vetere -. Quindi ci Who’s who in Italy (pagina 14) poniamo in maniera non conflittuale nei confronti della società di Mountain View. L’Eco della Stampa (pagina 15) Da parte sua abbiamo riscontrato una grande disponibilità a collaborare con i piccoli e medi editori”. “La Fieg e i grandi editori – continua Vetere - non hanno torto ad aprire una quePAPA FRANCESCO stione di diritti d’autore, ma è necessario INCONTRA I MEDIA ragionare per categorie e, soprattutto, tenere in considerazione la modifica delle INTERNAZIONALI condizioni nel mercato dell’editoria. Mi spiego: oggi i fenomeni di sviluppo della tà si accavallano nel cuore di comunicazione non sono racchiudibili in 1 tutti. Si attende l’annuncio, che finalmente vecchi schemi. Anche le dinamiche politiarriva: “Annuntio vobis gaudium magnum; che, emerse alle recenti elezioni, stanno habemus Papam: Eminentissimum ac affrontando questi cambiamenti. Le esigenReverendissimum… Dominum Georgium ze di piccoli e medi editori sono diverse Marium… Cardinalem Bergoglio”. rispetto ai grandi gruppi. Noi abbiamo un Papa Francesco, primo argentino e primo bisogno di visibilità maggiore. Ne va della gesuita nella storia della Chiesa, pastore e sopravvivenza delle stesse imprese. gran comunicatore, inizia il suo Pontificato. L’Unione stampa periodica italiana si chiede semplicemente: ‘è possibile che il Fra i primissimi atti che Papa Francesco ha miglioramento dei rapporti con Google voluto compiere è stato quello di ricevere in rappresenti una via di sviluppo per la picudienza, nella mattina di sabato 16 marzo, cola e media editoria?’ Perché alzare un nell’Aula Paolo VI, I rappresentanti dei muro e non confrontarsi con Google, cermedia internazionali che hanno seguito il cando di fornire una risposta a questo periodo della sede vacante e del conclave. interrogativo?”. Dopo il saluto iniziale dell’arcivescovo “Non stiamo affermando che il problema Claudio Maria Celli, il Pontefice ha prodel diritto d’autore non esiste. Esiste e va nunciato il discorso, che di seguito pubbliaffrontato. – ha concluso il Segretario chiamo. USPI, Vetere - Questo è il nostro modo di porci nei confronti di Google. E’ finito un Seguiamolo, è un discorso semplice, pieno mondo, ne sta nascendo un altro. E l’USPI di amore, rispetto e grande atten6 vuole interpretarlo”. Notiziario USPI n° 3/2013


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AVVISO DI CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA U.S.P.I. DELL’ANNO 2013 Ai sensi degli articoli 7 e 8 dello Statuto, l’Assemblea Generale Ordinaria dei soci dell’Unione Stampa Periodica Italiana (U.S.P.I.) è convocata per giovedì 18 aprile 2013, alle ore 9 in prima ed alle ore 10 in seconda convocazione, presso la sede sociale in Viale B. Bardanzellu n. 95 in Roma, con il seguente:

ORDINE DEL GIORNO 1. Insediamento della Presidenza e della Segreteria; 2. Nomina della Commissione per la verifica dei poteri; 3. Costituzione dei seggi elettorali; 4. Relazione del Presidente; 5. Relazione del Segretario Generale; 6. Relazione del Collegio dei Revisori dei Conti; 7. Approvazione del rendiconto esercizio 2012; 8. Approvazione esercizio preventivo 2013; 9. Modificazioni statutarie agli articoli 4 e 9; 10. Elezione del Consiglio Nazionale per il triennio 2013-2015; 11. Elezione del Collegio dei Revisori dei Conti per il triennio 2013-2015; 12. Elezione del Collegio dei Probiviri per il triennio 2013-2015; 13. Varie ed eventuali. In base all’articolo 7 dello Statuto hanno diritto di voto tutti i soci ordinari di cui all’articolo 3 in regola con il pagamento delle quote sociali. Ai soci di cui al punto 1) di tale articolo spettano tre voti per ciascuna testata, mentre ai rappresentanti delle Associazioni o Gruppi di cui al punto 2) spetta un solo voto. Hanno diritto inoltre ad esprimere un voto gli iscritti all’U.S.P.I. a titolo personale di cui all’art. 30 (norma transitoria). Ogni socio che non possa partecipare personalmente all’Assemblea può farsi rappresentare, ad ogni effetto, da persona, anche non iscritta all’USPI, munita di apposita delega. Nessun socio o delegato può essere portatore di più di dieci deleghe. Le operazioni elettorali per il rinnovo delle cariche sociali avranno inizio alle ore 12 e si concluderanno alle ore 15, ora in cui i seggi elettorali inizieranno lo spoglio delle schede. Tutte le procedure elettorali si svolgeranno secondo le modalità deliberate dal Consiglio Nazionale nella seduta del 19 dicembre 2002. Per la partecipazione all’Assemblea, i soci che ancora non lo avessero fatto, dovranno mettersi in regola con la quota associativa per il 2013. Il rendiconto 2012 ed il preventivo 2013 saranno a disposizione dei soci che li volessero esaminare presso la sede sociale dell’USPI, in Viale B. Bardanzellu n. 95 in Roma, dalle ore 12 del 2 aprile, alle ore 12 del 17 aprile c.a. Il presente annuncio è da considerarsi quale “avviso” secondo quanto stabilito dall’articolo 8, primo comma, dello Statuto. Roma, 7 gennaio 2013 IL PRESIDENTE

(Antonio Barbierato)

- - - - - -------------- --------------------------- - - - - - - - DELEGA Il sottoscritto........................................................................................................................................................................................ nella sua qualità di (1).......................................................................................................................................................................... delega il Sig ......................................................................................................................................................................................... a rappresentarlo all’Assemblea dei soci dell’USPI del 18 aprile 2013 a Roma per l’approvazione dei bilanci, delle modifiche statutarie e l’elezione delle cariche sociali per il triennio 2013-2015 come da Ordine del Giorno . ................................... (data)

................................................. (firma)

(1) Indicare la qualità di editore e titolo del periodico, ovvero di suo rappresentante (punto 1 art. 3 dello Statuto) nel qual caso è necessario indicare anche la testata, ovvero la qualità di socio a titolo personale (art. 30 dello Statuto, norma transitoria).


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LA GIORNATA FORMATIVA USPI - Google PER IMMAGINI

Il Segretario USPI, Francesco Saverio Vetere (a sin.), e il Direttore della BNC di Roma Osvaldo Avallone Giorgia Abeltino - Responsabile Relazioni Istituzionali Google

Luca Forlin

La Sala 1 della BNC di Roma sede del Convegno USPI-Google

Marco Lenoci

Andrea Talpo

Altra veduta della Sala 1

Francesca Di Felice 4

Domenica Liberti Notiziario USPI n° 3/2013


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Le quote associative usPi

per l’anno 2013 L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2013 risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche pubbliche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico, per email o fax, per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - convenzioni esclusive per i soci USPI; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura.

Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2013 e comprensive della spedizione in abbonamento postale del “Notiziario USPI” (pari a 33 €) sono le seguenti:

Per le testate (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge)

da da da da da

€ € € € €

1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su

270,00 700,00 1.300,00 2.600,00 3.800,00

“Una tantum” (oltre la quota di iscrizione) per le testate che si associano per la prima volta: - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie

€

100,00

- Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie

€

170,00

€ €

210,00 320,00

Rinnovo della quota per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI

Soci benemeriti L’USPI accoglie nel suo seno, su deliberazione del Consiglio Nazionale: - Soci benemeriti, e cioè persone od enti che mediante attività o donazioni abbiano contribuito allo sviluppo dell’USPI e, attraverso esse, abbiano favorito il progresso della stampa periodica. ***** Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6, Via Franceschini n. 58 - Roma, CODICE IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI. C.F. dell’USPI: 80188110581

ATTENzIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.


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PAPA FRANCESCO INCONTRA I MEDIA INTERNAZIONALI 2

zione alla preziosa opera dei media nel mondo. In fin dei conti, come ha sottolineato il Papa, il nostro lavoro di informare con la capacità di raccogliere ed esprimere le attese e le esigenze del nostro tempo, e di offrire gli elementi per una lettura della realtà. ci rende vicini alla Chiesa, alla ricerca della verità, della bontà e della bellezza: “Il vostro lavoro necessita di studio, di sensibilità, di esperienza, come tante altre professioni, ma comporta una particolare attenzione nei confronti della verità, della bontà e della bellezza; e questo ci rende particolarmente vicini, perché la Chiesa esiste per comunicare proprio questo: la Verità, la Bontà e la Bellezza “in persona”. “Cari amici, sono lieto, all’inizio del mio ministero nella Sede di Pietro, di incontrare voi, che avete lavorato qui a Roma in questo periodo così intenso, iniziato con il sorprendente annuncio del mio venerato Predecessore Benedetto XVI, l’11 febbraio scorso. Saluto cordialmente ciascuno di voi. Il ruolo dei mass media è andato sempre crescendo in questi ultimi tempi, tanto che esso è diventato indispensabile per narrare al mondo gli eventi della storia contemporanea. Un ringraziamento speciale rivolgo quindi a voi per il vostro qualificato servizio dei giorni scorsi — avete lavorato, eh! avete lavorato! —, in cui gli occhi del mondo cattolico e non solo si sono rivolti alla Città Eterna, in particolare a questo territorio che ha per “baricentro ” la tomba di San Pietro. In queste settimane avete avuto modo di parlare della Santa Sede, della Chiesa, dei suoi riti e tradizioni, della sua fede e in particolare del ruolo del Papa e del suo ministero. Un ringraziamento particolarmente sentito va a quanti hanno saputo osservare e presentare questi eventi della storia della Chiesa tenendo conto della prospettiva più giusta in cui devono essere letti, quella della fede. Gli avvenimenti della storia chiedono quasi sempre una lettura complessa, che a volte può anche comprendere la dimensione della fede. Gli eventi ecclesiali non sono certamente più complicati di quelli politici o economici! Essi però hanno una caratteristica di fondo particolare: rispondono a una logica che non è principalmente quella delle categorie, per così dire, mondane, e proprio per questo non è facile interpretarli e comuni6

carli ad un pubblico vasto e variegato. La Chiesa, infatti, pur essendo certamente anche un’istituzione umana, storica, con tutto quello che comporta, non ha una natura politica, ma essenzialmente spirituale: è il Popolo di Dio, il Santo Popolo di Dio, che cammina verso l’incontro con Gesù Cristo. Soltanto ponendosi in questa prospettiva si può rendere pienamente ragione di quanto la Chiesa Cattolica opera. Cristo è il Pastore della Chiesa, ma la sua presenza nella storia passa attraverso la libertà degli uomini: tra di essi uno viene scelto per servire come suo Vicario, Successore dell’Apostolo Pietro, ma Cristo è il centro, non il Successore di Pietro: Cristo. Cristo è il centro. Cristo è il riferimento fondamentale, il cuore della Chiesa. Senza di Lui, Pietro e la Chiesa non esisterebbero né avrebbero ragion d’essere. Come ha ripetuto più volte Benedetto XVI, Cristo è presente e guida la sua Chiesa. In tutto quanto è accaduto il protagonista è, in ultima analisi, lo Spirito Santo. Egli ha ispirato la decisione di Benedetto XVI per il bene della Chiesa; Egli ha indirizzato nella preghiera e nell’elezione i Cardinali. È importante, cari amici, tenere in debito conto questo orizzonte interpretativo, questa ermeneutica, per mettere a fuoco il cuore degli eventi di questi giorni. Da qui nasce anzitutto un rinnovato e sincero ringraziamento per le fatiche di questi giorni particolarmente impegnativi, ma anche un invito a cercare di conoscere sempre di più la vera natura della Chiesa e anche il suo cammino nel mondo, con le sue virtù e con i suoi peccati, e conoscere le motivazioni spirituali che la guidano e che sono le più autentiche per comprenderla. Siate certi che la Chiesa, da parte sua, riserva una grande attenzione alla vostra preziosa opera; voi avete la capacità di raccogliere ed esprimere le attese e le esigenze del nostro tempo, di offrire gli elementi per una lettura della realtà. Il vostro lavoro necessita di studio, di sensibilità, di esperienza, come tante altre professioni, ma comporta una particolare attenzione nei confronti della verità, della bontà e della bellezza; e questo ci rende particolarmente vicini, perché la Chiesa esiste per comunicare proprio questo: la Verità, la Bontà e la Bellezza “in persona”. Dovrebbe apparire chiaramente che siamo chiamati tutti non a comunicare noi stessi, ma questa triade esistenziale che conformano verità, bontà e bellezza.

Alcuni non sapevano perché il Vescovo di Roma ha voluto chiamarsi Francesco. Alcuni pensavano a Francesco Saverio, a Francesco di Sales, anche a Francesco d’Assisi. Io vi racconterò la storia. Nell’elezione, io avevo accanto a me l’arcivescovo emerito di San Paolo e anche prefetto emerito della Congregazione per il Clero, il cardinale Cláudio Hummes: un grande amico, un grande amico! Quando la cosa diveniva un po’ pericolosa, lui mi confortava. E quando i voti sono saliti a due terzi, viene l’applauso consueto, perché è stato eletto il Papa. E lui mi abbracciò, mi baciò e mi disse: «Non dimenticarti dei poveri!». E quella parola è entrata qui: i poveri, i poveri. Poi, subito, in relazione ai poveri ho pensato a Francesco d’Assisi. Poi, ho pensato alle guerre, mentre lo scrutinio proseguiva, fino a tutti i voti. E Francesco è l’uomo della pace. E così, è venuto il nome, nel mio cuore: Francesco d’Assisi. È per me l’uomo della povertà, l’uomo della pace, l’uomo che ama e custodisce il creato; in questo momento anche noi abbiamo con il creato una relazione non tanto buona, no? È l’uomo che ci dà questo spirito di pace, l’uomo povero... Ah, come vorrei una Chiesa povera e per i poveri! Dopo, alcuni hanno fatto diverse battute. «Ma, tu dovresti chiamarti Adriano, perché Adriano VI è stato il riformatore, bisogna riformare...». E un altro mi ha detto: «No, no: il tuo nome dovrebbe essere Clemente». «Ma perché?». «Clemente XV: così ti vendichi di Clemente XIV che ha soppresso la Compagnia di Gesù!». Sono battute... Vi voglio tanto bene, vi ringrazio per tutto quello che avete fatto. E penso al vostro lavoro: vi auguro di lavorare con serenità e con frutto, e di conoscere sempre meglio il Vangelo di Gesù Cristo e la realtà della Chiesa. Vi affido all’intercessione della Beata Vergine Maria Stella dell’evangelizzazione. E auguro il meglio a voi e alle vostre famiglie, a ciascuna delle vostre famiglie. E impartisco di cuore a tutti voi la benedizione. Grazie…. Vi avevo detto che vi avrei dato di cuore la mia benedizione. Dato che molti di voi non appartengono alla Chiesa cattolica, altri non sono credenti, impartisco di cuore questa benedizione, in silenzio, a ciascuno di voi, rispettando la coscienza di ciascuno, ma sapendo che ciascuno di voi è figlio di Dio. Che Dio vi benedica”. Notiziario USPI n° 3/2013


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Il modello sul sito www.agcom.it da inviare solo in via telematica

IL CONTRIBUTO 2013 ALL’AUTORITA’ PER LE COMUNICAZIONI FISSATO AL 1,9 PER MILLE DEI RICAVI 2011 Versamento entra il 30 aprile, invio modulistica entro il 31 maggio - Obbligati tutti i soggetti operanti nel settore delle comunicazioni anche se non tenuti alla redazione del bilancio. Esentate le imprese con ricavi assoggettabili pari o inferiori a 500.000 euro; le nuove imprese e quelle in liquidazione o sottoposte a procedure concorsuali. Sulla Gazzetta Ufficiale n. 54 del 5 marzo 2013 è stata pubblicata la Delibera n. n. 478/12/CONS dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, del 18 ottobre 2012, riguardante “Misure e modalità di versamento del contributo dovuto all’Autorità per l’anno 2013”. L’Autorità ha ritenuto congruo per coprire le spese inerenti alla propria attività fissare l’entità della contribuzione per il 2013 nella misura massima del 1,9 per mille dei ricavi risultanti nell’ultimo bilancio approvato prima della citata delibera (quindi sui ricavi del 2011). Confermata la tempistica del versamento (30 aprile) e dell’invio della modulistica (31 maggio) a cui sono tenuti tutti gli operatori, indipendentemente dall’obbligo del versamento. Confermato, inoltre, l’invio esclusivamente telematico del modello pubblicato sul sito web dell’Autorità (www.agcom.it). Per ogni ulteriore informazione e chiarimento l’Autorità mette a disposizione una casella di posta elettronica: contributo@agcom.it.

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DELIBERA AGCOM n. 478/12/CONS Misura e modalità di versamento del contributo dovuto all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per l’anno 2013 Articolo 1 (Misura della contribuzione) 1. Per l’anno 2013, la contribuzione di cui all’articolo 1, comma 66, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, dovuta all’Autorità dai soggetti operanti nel settore delle comunicazioni, è fissata in misura pari all’1,9 per mille dei ricavi risultanti nell’ultimo bilancio approvato prima dell’adozione della presente delibera. Sul sito web dell’Autorità saranno pubblicate le istruzioni relative all’applicazione della presente delibera e, in particolare, alle modalità per il versamento del contributo. 2. Il contributo è determinato applicando l’aliquota di cui al comma 1 ai ricavi, conseguiti nel settore delle comunicazioni, risultanti dalla voce A1 del conto economico (ricavi delle vendite e delle prestazioni) dell’ultimo bilancio approvato Notiziario USPI n° 3/2013

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prima dell’adozione della delibera impositiva annuale, al netto delle quote di ricavo riversate ad operatori terzi. Le ipotesi in cui è ammesso escludere le quote di ricavo. Riversate ad operatori terzi dalla base di calcolo per la determinazione dell’ammontare del versamento dovuto sono specificamente indicate nelle istruzioni di cui al comma 1. Gli operatori non tenuti alla redazione del bilancio versano il contributo sull’ammontare dei ricavi delle vendite e delle prestazioni applicando la misura di cui al comma 1 alle corrispondenti voci delle scritture contabili o fiscali obbligatorie. La base imponibile rilevante ai fini dell’applicazione dei commi precedenti è determinata al netto delle quote di ricavi riversate agli operatori terzi. Nel caso di rapporti di controllo o collegamento, ovvero di società sottoposte ad attività di direzione e coordinamento, anche mediante rapporti commerciali all’interno del medesimo gruppo, ciascuna società è tenuta a versare un autonomo contributo sulla base dei ricavi iscritti nel proprio bilancio. La società capogruppo nella propria dichiarazione indica in modo dettagliato il contributo versato da ciascuna società, a qualunque titolo ad essa collegata o da essa controllata o coordinata, che opera nel mercato di competenza dell’Autorità. Articolo 2 (Esenzioni)

1. Sono esentati dal versamento del contributo i soggetti il cui imponibile sia pari o inferiore a euro 500.000,00 (cinquecentomila/00), le imprese che versano in stato di crisi avendo attività sospesa, in liquidazione, ovvero essendo soggette a procedure concorsuali e le imprese che hanno iniziato la loro attività nell’anno 2012. Articolo 3 (Modalità di versamento) 1. Il versamento del contributo da eseguire

entro il 30 aprile 2013, deve essere effettuato sul c/c bancario identificato dal codice IBAN: IT65J0100503382000000200015 acceso presso la Banca Nazionale del Lavoro Gruppo BNP Paribas ed intestato all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. 2. Il mancato o parziale pagamento del contributo entro il termine indicato al comma 1 comporta l’avvio della procedura di riscossione e l’applicazione degli interessi di mora, nella misura legale, a partire dalla data di scadenza del termine per il pagamento. Articolo 4 (Soggetti tenuti al versamento) 1. I soggetti tenuti al versamento del contributo di cui all’articolo 1 comma 66 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, dichiarano all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, entro il 31 maggio 2013, i dati anagrafici ed economici richiesti e trasmettono i documenti contabili nel rispetto delle istruzioni sul versamento del contributo che sono allegate alla presente delibera e di cui costituiscono parte integrante e sostanziale. 2. La dichiarazione di cui al comma 1 deve essere inviata utilizzando esclusivamente l’apposito modello telematico all’uopo predisposto e pubblicato sul sito web dell’Autorità. 3. La mancata o tardiva presentazione del modello di cui ai commi 1 e 2, nonché l’indicazione, negli stessi modelli, di dati non rispondenti al vero, comporta l’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 1, commi 29, 30 e 31 della legge 31 luglio 1997, n. 249. Articolo 5 (Disposizioni finali) 1. La presente delibera, ai sensi della legge n.266 del 23 dicembre 2005, articolo 1, comma 65, è sottoposta, per l’approvazione, al Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Ministro dell’economia e delle finanze e successivamente pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e sul 8 7


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IL CONTRIBUTO 2013 ALL’AUTORITA’ PER LE COMUNICAZIONI FISSATO AL 1,9 PER MILLE DEI RICAVI 2011 sito web dell’Autorità.

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Roma, 18 ottobre 2012 IL PRESIDENTE Angelo Marcello Cardani IL SEGRETARIO GENERALE VICARIO Antonio Perrucci ISTRUZIONI (Allegato alla delibera n. 478/12/CONS) La delibera n. 478/12/CONS recante “Misura e modalità di versamento del contributo dovuto all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per l’anno 2013 fissa la percentuale di calcolo della contribuzione nell’1,9 per mille dei ricavi iscritti nell’ultimo bilancio approvato prima della adozione della delibera stessa, o altra scrittura contabile equivalente. Il modulo da compilare per il versamento del contributo dovrà essere trasmesso esclusivamente in via telematica, compilato in ogni sua parte a pena di nullità. Al fine di agevolare la puntuale applicazione della delibera stessa, si forniscono le seguenti specifiche istruzioni. 1. Soggetti tenuti al versamento del contributo La delibera n. 478/12/CONS è stata adottata in attuazione della legge n. 266 del 23 dicembre 2005 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2005 – legge finanziaria 2006) che ha previsto il finanziamento di alcune autorità indipendenti mediante contributo a carico dei soggetti operanti nel mercato di rispettiva competenza. L’art. 1, comma 66, della predetta legge (fonte legislativa sovraordinata), stabilisce che l’obbligo contributivo è legato al presupposto oggettivo dello svolgimento di attività nel settore di competenza di questa Autorità. Obbligati al versamento del contributo sono dunque tutti i soggetti operanti nel settore delle comunicazioni, nell’ambito dei quali sono certamente ricompresi i soggetti tenuti ad iscriversi al registro degli operatori di comunicazione. Le categorie a suo tempo indicate dal decreto ministeriale 17 maggio 2002 sono da considerarsi, inoltre, integrate, o comunque meglio specificate, dalle categorie che sono state introdotte dalle profonde modifiche legislative nel frattempo intervenute (si vedano, per tutte, il Codice delle comunicazioni elettroniche e il Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici). Si fornisce qui di seguito un elenco 8

esemplificativo dei soggetti tenuti al pagamento del contributo, che tiene conto anche dell’evoluzione della normativa di settore: a) gli operatori di rete: i soggetti titolari del diritto di installazione, esercizio e fornitura di una rete di comunicazione elettronica su frequenze terrestri in tecnica digitale, via cavo o via satellite; b) i fornitori di servizi di media: le persone fisiche o giuridiche cui è riconducibile la responsabilità editoriale della scelta e del contenuto audiovisivo del servizio di media audiovisivo e ne determinano le modalità di organizzazione; c) i fornitori di servizi interattivi associati o di servizi di accesso condizionato: i soggetti che forniscono, al pubblico o a terzi operatori, servizi di accesso condizionato, compresa la pay per view, mediante distribuzione di chiavi numeriche per l’abilitazione alla visione dei programmi, alla fatturazione dei servizi ed eventualmente alla fornitura di apparati; d) i soggetti esercenti l’attività di radiodiffusione: la società concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo e i soggetti titolari di concessione, autorizzazione, o comunque di altro provvedimento abilitativo, da parte dell’Autorità o del Ministero dello Sviluppo Economico, per l’esercizio della radiodiffusione sonora o televisiva, via etere terrestre, via satellite o via cavo, con qualsiasi tecnica e modalità, ad accesso libero o condizionato; e) le imprese concessionarie di pubblicità: 1) le imprese che, in forza di un contratto con i soggetti di cui alle lettere b) e d) o con una loro concessionaria di pubblicità, ricevono l’incarico non occasionale di negoziare e concludere in nome proprio contratti di vendita di spazi pubblicitari per la trasmissione mediante reti di comunicazione elettronica; 2) i soggetti che, in forza di un contratto con un editore di giornali quotidiani, periodici o riviste, nonché di testate in formato elettronico di cui alla lettera i), o con una sua concessionaria di pubblicità, ricevono l’incarico non occasionale di negoziare e concludere in nome proprio contratti di vendita di spazi pubblicitari per la diffusione, su giornali quotidiani, periodici o riviste, o testate in formato elettronico di cui alla lettera i); f) le imprese di produzione o distribuzione di programmi radiotelevisivi: i soggetti che producono o distribuiscono a quelli di cui alle precedenti lettere b) e

d) programmi destinati alla radiodiffusione televisiva o radiofonica; g) le agenzie di stampa a carattere nazionale: i soggetti i cui notiziari siano distribuiti in abbonamento a titolo oneroso, qualunque sia il mezzo di trasmissione utilizzato, ad almeno quindici testate quotidiane in cinque regioni, che abbiano alle loro dipendenze a norma del contratto nazionale di lavoro più di dieci giornalisti professionisti con rapporto a tempo pieno, indeterminato ed esclusivo, ed effettuino un minimo di dodici ore di trasmissione al giorno per almeno cinque giorni alla settimana; h) gli editori di giornali quotidiani, periodici o riviste: 1) i soggetti editori di cui all’articolo 1, comma 1, e quelli equiparati di cui all’articolo 18, comma 1, della legge 5 agosto 1981, n. 416, che pubblicano più di dodici numeri l’anno; 2) gli altri soggetti editori che comunque pubblicano una o più testate giornalistiche diffuse al pubblico con regolare periodicità; i) i soggetti esercenti l’editoria elettronica: 1) i soggetti che pubblicano in modalità elettronica testate diffuse al pubblico con periodicità quotidiana, e quelli equiparati di cui all’articolo 18, comma 1, della legge 5 agosto 1981, n. 416, che pubblicano più di dodici numeri l’anno; 2) gli altri editori che pubblicano in modalità elettronica testate con periodicità non quotidiana, ivi compresi i soggetti che gestiscono siti internet per la pubblicazione degli avvisi di vendita di cui all’art. 490 c.p.c.; j) le imprese fornitrici di servizi di comunicazione elettronica: i soggetti che, in base ad autorizzazione forniscono direttamente servizi consistenti esclusivamente o prevalentemente nella trasmissione di segnali su reti di comunicazione elettronica, compresi i servizi di telecomunicazioni e i servizi di trasmissione nelle reti utilizzate per la diffusione circolare televisiva. 2. Determinazione dei ricavi su cui calcolare il contributo Per il 2013 la contribuzione è fissata nella misura dell’1,9 per mille dei ricavi complessivi iscritti alla voce A1 del conto economico (ricavi delle vendite e delle prestazioni) dell’ultimo bilancio approvato prima dell’adozione della delibera n. 478/12/CONS, o altra scrittura contabile equivalente . Sono assoggettati al contributo tutti i ricavi conseguiti nel settore del11 Notiziario USPI n° 3/2013


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le comunicazioni, ovvero tutti i ricavi afferenti ai servizi che rientrano nelle attività di competenza dell’Autorità, al netto delle quote di ricavo riversati agli operatori terzi. Dal computo dei ricavi assoggettabili a contribuzione si intendono esclusi, perché consistenti in quote di ricavo riversate agli operatori terzi: - per le imprese di telecomunicazioni, esclusivamente i ricavi riversati a operatori terzi relativi a servizi di raccolta, transito e terminazione del traffico vocale, degli SMS e MMS su reti fisse e mobili ed a quelli di roaming nazionale; - per le imprese concessionarie di pubblicità, esclusivamente i ricavi riversati ai titolari dei mezzi di comunicazione sui quali viene diffuso il messaggio pubblicitario; - nell’ambito delle piattaforme televisive a pagamento, esclusivamente i ricavi riconosciuti agli operatori terzi per i canali dagli stessi realizzati ed inclusi nell’offerta a pagamento del soggetto dichiarante. Le imprese i cui ricavi complessivi iscritti alla voce A1 del conto economico (ricavi delle vendite e delle prestazioni) dell’ultimo bilancio approvato, o altra scrittura contabile equivalente, superano i due milioni di euro: a) sono tenute a fornire informazioni di dettaglio circa la natura ed il valore attribuito ai ricavi relativi ad attività ritenute non assoggettabili al contributo ed a quelli riversati ad operatori terzi (Sezioni 3. e 4. del modello); b) in merito ai ricavi riversati agli operatori terzi, sono tenute a trasmettere, sempre in allegato all’apposito modello telematico, una descrizione analitica di tali ricavi con l’elenco degli operatori terzi ai quali tali quote sono state riversate e un prospetto esplicativo che consenta la riconciliazione dell’importo “totale complessivo” dei ricavi riversati con i dati del bilancio di esercizio di riferimento. Inoltre, dal computo dei ricavi assoggettabili a contribuzione sono esclusi i ricavi conseguiti dagli editori relativi alla vendita dei prodotti c.d. “collaterali” quelli, cioè, il cui acquisto non costituisce obbligo per l’acquirente del quotidiano o del periodico. 3. Esenzione dal versamento del contributo Sono esentate dal versamento del contriNotiziario USPI n° 3/2013

buto: - le imprese che si trovano in liquidazione e/o sottoposte a procedure concorsuali; - le imprese, con ricavi assoggettabili a contribuzione determinati come sopra indicato, pari o inferiori a 500.000 euro. Oltre tale soglia il contributo è calcolato sull’intero importo dei ricavi assoggettabili; - le imprese che hanno iniziato la loro attività nell’anno 2012, in ragione del fatto che, ai fini del calcolo del contributo, il parametro di riferimento sono i ricavi complessivi iscritti alla voce A1 del conto economico dell’ultimo bilancio approvato o altra scrittura contabile equivalente precedentemente alla adozione della delibera che fissa, per ciascun anno, la misura e modalità di versamento del contributo dovuto all’Autorità. 4. Modalità e termini del versamento Il versamento del contributo deve essere effettuato a favore del c/c bancario identificato dal codice IBAN IT65 J010 0503 3820 0000 0200 015 acceso presso la Banca Nazionale del Lavoro ed intestato all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Nella causale oltre l’indicazione “Contributo AGCOM 1,9 per mille anno 2013”, devono essere specificati la ragione sociale, partita IVA e/o codice fiscale. Il versamento dovrà essere effettuato entro il 30 aprile 2013. Gli estremi dell’avvenuto versamento dovranno essere riportati nella sezione 1 dell’apposito modello. 5. Modalità e termini della comunicazione I soggetti di cui al precedente paragrafo 1 sono tenuti alla comunicazione annuale di cui all’art. 4 entro e non oltre il 31 maggio 2013, anche se esentati dal versamento del contributo. Tale comunicazione dovrà essere effettuata utilizzando esclusivamente l’apposito modello telematico “contributo_2013.pdf” pubblicato sul sito web dell’Autorità. Una volta scaricato, il modello potrà essere compilato, anche off line, utilizzando Acrobat Reader nella versione 9.0 o successiva. I dati contenuti nel modello dovranno essere trasmessi all’indirizzo PEC (Posta Elettronica Certificata) dell’Autorità (contributo@cert.agcom.it). La sottoscrizione del modello si intende assolta dal legale rappresentante con l’utilizzo

della PEC. 6. Modello per la comunicazione Il modello da utilizzare si articola in sei sezioni: Sezione 1) – Dati anagrafici I campi indicati devono essere integralmente compilati, compreso il Codice riferimento operazione (CRO) e la data del bonifico. Si ricorda che il Codice Riferimento Operazione (CRO) è un codice numerico, generalmente di quindici cifre, con il quale ogni istituto bancario identifica in maniera univoca ciascuna transazione bancaria, e che consente (a seconda degli istituti bancari) di verificare la movimentazione di denaro tra istituti di credito. Sezione 2) – Calcolo del contributo Gli operatori devono fornire i sotto-indicati elementi: Colonna (a) - “Attività” Va indicata, tra le opzioni previste nel form, attraverso l’apposito “menù a tendina”, la categoria di attività afferente la natura dei ricavi percepiti. Nel caso in cui il soggetto svolga contemporaneamente più attività, dovrà indicare distintamente, sulle diverse righe, le specifiche tipologie di attività, di cui al precedente paragrafo 1 (Soggetti tenuti al versamento del contributo). Colonna (b) - (Ricavi delle vendite e delle prestazioni) Va riportato l’importo complessivo dei ricavi indicati alla voce A1 (art. 2425 c.c.) dell’ultimo bilancio approvato o altra scrittura contabile equivalente antecedentemente alla delibera integrata dalle presenti istruzioni. Nel caso in cui il soggetto svolga contemporaneamente più attività, dovranno essere corrispondentemente scorporati i dati contabili ed indicati gli specifici importi. Colonna (c) - (Ricavi non conseguiti nel settore delle comunicazioni) Va indicato, con riferimento alla voce A1 (art. 2425 c.c.) dell’ultimo bilancio approvato o altra scrittura contabile equivalente antecedentemente alla delibera integrata dalle presenti istruzioni, l’importo dei ricavi non afferenti il mercato delle comunicazioni. Nel caso in cui il soggetto svolga contemporaneamente più attività tra quelle previste, dovranno essere corrispondentemente scorporati i dati contabili ed indicati gli specifici importi. Colonna (d) - (Ricavi con16 11


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Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI SERVIZIO CONTRIBUTI E VIGILANZA Circolare n. 2 del 21/02/2013 Prot. n. 6839/U OGGETTO Chiarimenti in merito al regime normativo delle prestazioni giornalistiche di lavoro autonomo rese in forma di collaborazione coordinata e continuativa. SOMMARIO: 1. Esclusione dall’ambito di efficacia delle novità normative intervenute a seguito dell’entrata in vigore della legge n. 92/2012 (c.d. “Riforma Fornero”) in tema di lavoro autonomo in forma libero professionale rientrante nel campo di applicazione del regime IVA; 2. Precisazioni in merito all’ambito di efficacia delle disposizioni di cui all’art. 1, commi da 1180 a 1185, della legge 296/2006 ed al successivo Decreto Interministeriale 30 ottobre 2007, in tema di comunicazioni obbligatorie di instaurazione, cessazione e variazione dei rapporti di lavoro con specifico riferimento alle prestazioni di lavoro giornalistico rese in forma di co.co.co. 3. Ambito di efficacia dell’obbligo di corresponsione, all’atto della liquidazione del corrispettivo in favore del giornalista, del contributo integrativo dovuto alla Gestione separata INPGI a carico dei committenti/clienti, attualmente pari al 2% del compenso lordo erogato. 1. Esclusione dall’ambito di efficacia delle novità normative intervenute a seguito dell’entrata in vigore della legge n. 92/2012 (c.d. “Riforma Fornero”) in tema di lavoro autonomo in forma libero professionale rientrante nel campo di applicazione del regime IVA Tra le aree tematiche interessate dalla “Riforma Fornero” attuata con legge 92/2012 rientra, come è noto, l’istituto del c.d. “lavoro a progetto”, disciplinato dagli artt. 61 e ss del Dlgs n. 276/2003. In particolare, l’attenzione del legislatore, in questa materia, si è focalizzata sull’esigenza di contenere il fenomeno dell’utilizzo distorto - in chiave elusiva - di rapporti formalmente qualificati come prestazioni di lavoro autonomo rese in forma libero professionale, assoggettati al regime dell’Imposta sul Valore Aggiunto di cui al DPR n. 633/72, in luogo di contratti di collaborazione coordinata e continuativa nella modalità “a progetto” mediante l’introduzione di un sistema di presunzioni contemplate dal nuovo comma 1 dell’art. 69 bis del Dlgs n. 276/2003. Così sinteticamente riassunto il nuovo qua12

dro normativo delineatosi per effetto della riforma governativa, e a prescindere da ogni considerazione inerente la portata e l’ambito di efficacia della presunzione legale introdotta, si ritiene opportuno in questa sede sottolineare l’inapplicabilità delle disposizioni di cui al citato comma 1 dell’art. 69 bis al settore delle collaborazioni giornalistiche e, pertanto, l’irrilevanza degli elementi presuntivi introdotti dalla c.d. “Riforma Fornero” ai fini dell’indagine circa l’effettiva natura (libero professionale o di collaborazione coordinata e continuativa, ovvero autonoma o subordinata) del rapporto lavorativo avente ad oggetto prestazioni giornalistiche. Sin dall’origine dell’introduzione, nel sistema normativo nazionale, dell’istituto del “lavoro a progetto”, come è noto, sono rimaste infatti escluse dall’ambito di efficacia di tali disposizioni - ai sensi dell’art. 61, comma 3, del Dlgs n. 276/2003 – le attività intellettuali per l’esercizio delle quali sia previsto l’obbligo di iscrizione in appositi albi professionali. Sulla scorta di tale esclusione operata dal legislatore, pertanto, le prestazioni di lavoro autonomo giornalistico svolte in forma di collaborazione coordinata e continuativa sono state sottratte dal regime previsto per il lavoro a progetto, mantenendo così inalterate tutte le caratteristiche formali, sostanziali e normative preesistenti, che hanno continuato a contraddistinguere la tradizionale modalità dei rapporti di co.co.co.. Nello specifico, inoltre, lo stesso comma 3 dell’art. 69 bis ribadisce – del tutto coerentemente con il dettato di cui al già citato comma 3 dell’art. 61 - l’esclusione dall’operatività della “presunzione” introdotta le prestazioni lavorative svolte nell’esercizio di attività professionali per le quali l’ordinamento richiede l’iscrizione ad un ordine professionale. In tale assetto normativo, pertanto, così come alcuna rilevanza ha mai assunto l’esistenza o meno di un “progetto” – esplicitamente non previsto né richiesto – anche l’introduzione dei nuovi parametri presuntivi previsti dalla legge 92/2012 per determinare l’attrazione delle prestazioni rese in regime IVA nell’ambito del lavoro “a progetto” restano prive di efficacia in relazione ai rapporti di lavoro aventi ad oggetto lo svolgimento di attività giornalistica. Ovviamente, l’esclusione dall’ambito di efficacia di tale ulteriore intervento normativo relativo al lavoro “a progetto” non determina l’effetto di pregiudicare l’eventuale riclassificazione di una prestazione professionale giornalistica effettuata nell’ambito del regime IVA in un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa

(sempre inteso nella modalità “tradizionale” e, quindi, al di fuori della modalità “a progetto”), soggetto alla normativa fiscale e previdenziale prevista per tale tipologia contrattuale. Infatti, l’inefficacia – nell’ambito delle collaborazioni giornalistiche - dei nuovi “elementi presuntivi” di cui all’art. 69 bis lascia del tutto immutata la possibilità di esaminare il concreto atteggiarsi delle prestazioni lavorative rese in regime IVA alla stregua degli ordinari criteri di indagine sull’effettiva natura del rapporto contrattuale e, qualora ne ricorrano i presupposti, di riqualificare le stesse nell’ambito di un rapporto di co.co.c, ovvero di lavoro subordinato. Pertanto, ai fini della eventuale riconducibilità delle prestazioni rese in forma libero professionale con emissione di fattura IVA nell’alveo di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa o del superiore “genus” del lavoro subordinato, si continuerà a fare ricorso ai tradizionali principi normativi e ai canoni interpretativi elaborati in tale contesto nel corso degli anni dalla Giurisprudenza. Peraltro, anche in relazione alle fattispecie nell’ambito delle quali trova, invece, piena attuazione l’istituto del lavoro a progetto (e il conseguente sistema delle presunzioni di cui al più volte citato art. 69 bis) si sottolinea che non è in ogni caso preclusa la facoltà, da parte dell’organo di accertamento, di operare una riclassificazione dell’attività libero professionale a partita IVA nell’ambito del rapporto di collaborazione a progetto ogni qual volta, per il concreto atteggiarsi delle modalità di svolgimento della prestazione lavorativa, siano immediatamente rinvenibili le caratteristiche proprie di tale ultima tipologia contrattuale, a prescindere, pertanto, dall’applicazione dei nuovi parametri presuntivi introdotti dalla legge 92/2012. Sul punto, infatti, il Ministero del lavoro e delle Politiche di Sociali si è recentemente pronunciato, chiarendo – con circolare n. 32 del 27 dicembre 2012, indirizzata al personale ispettivo – che “La presunzione introdotta con il nuovo art. 69 bis del Dlgs n. 276/2003 rappresenta sostanzialmente uno strumento che ha l’effetto di invertire l’onere della prova circa la non sussistenza di una collaborazione coordinata e continuativa a progetto o di un rapporto di lavoro di natura subordinata a carico del committente/datore di lavoro. Tuttavia va richiamata l’attenzione di codesti Uffici sulla circostanza che tale strumento non inficia in alcun modo la possibilità, da parte del lavoratore autonomo o del personale ispettivo, di far valere “direttamente” un rapporto di subordinazione ai sensi dell’art. 2094 c.c. ove sussistano gli “ordinari” criNotiziario USPI n° 3/2013


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teri di qualificazione e i relativi indici sintomatici (….). Le disposizioni contenute nell’art. 69 bis non rappresentano pertanto l’unico strumento che esaurisce le possibilità di ricondurre un rapporto di natura autonoma nell’alveo di una prestazione più strutturata di collaborazione a progetto o di subordinazione ma, come già anticipato, rappresentano un “mero espediente” che semplifica tale possibilità mediante l’utilizzo di un meccanismo di carattere presuntivo”. Si ribadisce, pertanto, che l’intervento di riforma di cui alla legge 92/2012 non ha in alcun modo limitato, nell’ambito del lavoro giornalistico, la possibilità di riqualificare una prestazione formalizzata come attività libero professionale a partita IVA in un rapporto di co.co.co. ovvero di lavoro subordinato. Tale operazione continuerà – quindi - ad avvenire sulla base dell’esame delle effettive modalità di svolgimento della prestazione resa, senza alcun vincolo o restrizione di tipo formalistico e in applicazione dei consueti criteri e parametri distintivi tra le differenti tipologie di rapporto. 2. Precisazioni in merito all’ambito di efficacia delle disposizioni di cui all’art. 1, commi da 1180 a 1185, della legge 296/2006 ed al successivo Decreto Interministeriale 30 ottobre 2007, in tema di comunicazioni obbligatorie di instaurazione, cessazione e variazione dei rapporti di lavoro con specifico riferimento alle prestazioni di lavoro giornalistico rese in forma di co.co.co. Come è noto, a seguito delle modifiche introdotte dall’art. 1, comma 1180, della

legge n. 296/2006, il sistema delle comunicazioni obbligatorie ha assunto un assetto definito dal comma 2 del novellato art. 9bis del decreto legge n. 510/96 che testualmente recita: “In caso di instaurazione del rapporto di lavoro subordinato e di lavoro autonomo in forma coordinata e continuativa, anche nella modalità a progetto, di socio lavoratore di cooperativa e di associato in partecipazione con apporto lavorativo, i datori di lavoro privati, ivi compresi quelli agricoli, gli enti pubblici economici e le pubbliche amministrazioni sono tenuti a darne comunicazione al Servizio competente nel cui ambito territoriale è ubicata la sede di lavoro entro il giorno antecedente a quello di instaurazione dei relativi rapporti, mediante documentazione avente data certa di trasmissione. La comunicazione deve indicare i dati anagrafici del lavoratore, la data di assunzione, la data di cessazione qualora il rapporto non sia a tempo indeterminato, la tipologia contrattuale, la qualifica professionale e il trattamento economico e normativo applicato. La medesima procedura si applica ai tirocini di formazione e di orientamento e ad ogni altro tipo di esperienza lavorativa ad essi assimilata. Le Agenzie di lavoro autorizzate dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale sono tenute a comunicare, entro il ventesimo giorno del mese successivo alla data di assunzione, al Servizio competente nel cui ambito territoriale è ubicata la loro sede operativa, l’assunzione, la proroga e la cessazione dei lavoratori temporanei assunti nel mese precedente”. La formulazione della norma, quindi, è estremamente chiara nell’includere, tra le

DEPOSITO LEGALE E CONVENzIONI USPI In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale” dei prodotti editoriali presso gli Archivi Nazionali (DPR 252/06), gli editori associati USPI possono effettuare la consegna in forma cumulativa delle copie diffuse al pubblico, a scadenze differenziate per Regioni e per periodicità della testata. ENTRO IL MESE DI APRILE Gli editori con sede principale in VALLE D’AOSTA, PIEMONTE, LOMBARDIA, TRENTINO ALTO ADIGE, - che pubblicano QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relative supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 1° trimestre delNotiziario USPI n° 3/2013

l’anno (gennaio - marzo 2013); - che pubblicano QUATTORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ nel mese di aprile NON devono effettuare alcuna consegna. ENTRO IL MESE DI MAGGIO Gli editori con sede principale in LIGURIA, VENETO, FRIULI VENEZIA GIULIA, EMILIA ROMAGNA, TOSCANA, UMBRIA, MARCHE - che pubblicano QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite alpubblico nel 1° trimestre dell’anno (gennaio-marzo 2013); - che pubblicano QUATTORDICINALI,

tipologie di rapporti di lavoro oggetto di comunicazione, anche i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, sia nella modalità “a progetto” di cui al primo comma dell’art. 61 e ss. del decreto legislativo n. 276/2003, che nella modalità tradizionale “preesistente” per la fattispecie contemplate nel secondo e terzo comma della predetta norma. In quest’ultima tipologia rientrano le prestazioni di lavoro autonomo di natura giornalistica rese nell’ambito di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa instaurati tra i committenti e i giornalisti iscritti al relativo Albo professionale, soggette - sul piano previdenziale - all’obbligo di denuncia e versamento della contribuzione da parte del committente - anche per la quota a carico del collaboratore - nei confronti dell’ apposita Gestione separata costituita presso questo Istituto ai sensi dal decreto legislativo n. 103/1996, in analogia a quanto avviene per la generalità delle collaborazioni coordinate e continuative – anche a progetto – nei confronti della gestione separata dell’INPS di cui all’art. 2, comma 26, della legge n. 335/95. E’ appena il caso di accennare, inoltre, che, sul piano degli adempimenti amministrativi, sussiste l’onere, in capo al committente, di effettuare i tipici adempimenti formali e sostanziali relativi all’instaurazione ed alla gestione del rapporto di co.co.co. (obbligo di registrazione sul LUL e di denuncia e versamento della contribuzione previdenziale dovuta all’Inpgi). Peraltro, l’assolvimento dell’obbligo di comunicazione riferita ai rapporti di co.co.co. assume rilevanza an15 QUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ e relativi supplementi e allegati, NON sono tenuti ad effettuare alcuna consegna Ricordiamo la necessità di allegare a questa prima spedizione annuale un certificato di iscrizione all’USPI per l’anno 2013. Rammentiamo, infine, che per il deposito delle copie presso le Biblioteche regionali e provinciali la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni. Il plico contenente le copie per il deposito legale deve essere confezionato e riportare la dicitura “esemplari fuori commercio per il deposito legale, agli effetti della legge 15 aprile 2004, n. 106”. GLI INDIRIZZI - Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Viale Castro Pretorio 105, 00185 Roma. - Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Via Tripoli 36/44, 50122 Firenze. 13


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Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI che ai fini delle eventuali conseguenze sanzionatorie in caso di riqualificazione del rapporto operata in sede di accertamento ispettivo. In virtù delle modifiche apportate dall’art. 4 della legge 183/2010 (c.d. “collegato lavoro” 2010), infatti, la fattispecie della c.d. “maxi-sanzione” per lavoro nero trova attualmente applicazione ogni qual volta emerga l’impiego di lavoratori subordinati “di fatto” per i quali il datore di lavoro non abbia provveduto ad effettuare nei termini alcun tipo di comunicazione obbligatoria. Al contrario, lo stesso Legislatore ha espressamente sancito la non applicabilità della sanzione in oggetto qualora sia stata comunque effettuata una comunicazione obbligatoria, anche se riferita ad altra tipologia lavorativa. Pertanto, l’invio delle comunicazioni riferite al rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, preclude - da parte dell’organo di accertamento - l’irrogazione della specifica “maxi sanzione” qualora, al termine delle indagini svolte circa le concrete modalità di svolgimento dell’attività lavorativa, si pervenga a riqualificare il rapporto nell’ambito del lavoro subordinato, ferme restando, in tal caso, le altre conseguenze sul piano della richiesta di versamento della contribuzione previdenziale dovuta e delle relative sanzioni civili. E’ evidente, al contrario, che gli obblighi di comunicazione non sussistono con riferimento alle prestazioni giornalistiche di lavoro autonomo rese nell’ambito di un rapporto libero professionale soggetto al regime IVA, ovvero di natura occasionale, in relazione alle quali il committente (o “cliente”) non assume alcun onere diretto di denuncia o versamento dei contributi nei

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confronti dell’Istituto essendo tenuto unicamente a corrispondere al professionista, in sede di liquidazione del compenso pattuito, la parte dell’onere contributivo previsto a proprio carico a titolo di contributo integrativo, pari – attualmente – al 2% del compenso lordo erogato. L’instaurazione e la gestione dei rapporti rientranti in tali ultime fattispecie, quindi, costituiscono eventi estranei al sistema delle comunicazioni obbligatorie. 3. Ambito di efficacia dell’obbligo di corresponsione, all’atto della liquidazione del corrispettivo in favore del giornalista, del contributo integrativo dovuto alla Gestione separata INPGI a carico dei committenti/clienti, attualmente pari al 2% del compenso lordo erogato. Come è noto, ai sensi di quanto previsto dal Dlgs. n. 103/96, così come codificato in dettaglio dall’art. 4 del “Regolamento di attuazione delle attività di previdenza a favore degli iscritti alla gestione separata” dell’Inpgi - approvato, da ultimo, con provvedimento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 30 gennaio 2013 – i committenti, i clienti o i soggetti che comunque utilizzano le prestazioni di lavoro autonomo giornalistico rese in forma libero professionale sono tenuti a corrispondere al giornalista, all’atto della liquidazione dei relativi compensi, una maggiorazione – calcolata sull’ammontare lordo degli stessi - a titolo di contributo integrativo dovuto in favore della predetta Gestione separata, attualmente fissato nella misura del 2%. Tale obbligo sorge comunque ogni qual volta si verifichi una fattispecie avente ad oggetto lo svolgimento di attività giornali-

stica di lavoro autonomo resa al di fuori di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, in quanto solo tale ultima tipologia è soggetta ad un diverso regime previdenziale. In particolare, quindi, l’obbligo – in relazione al quale il momento impositivo va individuato nel materiale pagamento del compenso al giornalista – sussiste, oltre che nella tradizionale fattispecie dell’esercizio dell’attività in forma libero professionale nell’ambito del regime della partita IVA, anche nel caso in cui il rapporto lavorativo sia stato ricondotto nel regime fiscale della cessione del diritto d’autore o della prestazione di lavoro autonomo occasionale. Con particolare riferimento a tale ultima tipologia, peraltro, giova ricordare che non trova applicazione, nell’ambito della Gestione separata dell’INPGI, il particolare regime previsto dall’art. 44, comma 2, del D.L. n. 269/03, convertito con legge n. 326/03, che esclude dall’obbligo contributivo nei confronti della Gestione separata dell’INPS le prestazioni di lavoro “occasionali” dalle quali derivi un reddito complessivo annuo inferiore a 5.000,00 euro. Infine, sono state sollevate alcune perplessità in ordine alla sussistenza di elementi contrastanti tra il concetto di “occasionalità” della prestazione lavorativa svolta dal giornalista e il possesso dello status professionale, consistente nell’iscrizione nel relativo albo. Quest’ultima circostanza, infatti, presuppone la continuità dello svolgimento della professione giornalistica. E’ opportuno chiarire, al riguardo, che la classificazione della prestazione come “occasionale” è riferita, in adesione ai principi fiscali che ne regolamentano la materia, non alla natura giornalistica 16

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L’inserzione sopra riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art.3, terzo comma, del DPR 26/10/72 n.633

Notiziario USPI n° 3/2013

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IL CONTRIBUTO 2013 ALL’AUTORITA’ PER LE COMUNICAZIONI FISSATO AL 1,9 PER MILLE DEI RICAVI 2011 bili siano inferiori o uguali a 500.000 euro, il risultato indicato sarà “0”.

seguiti nel mercato delle comunicazioni) L’importo è dato dalla differenza tra il valore della colonna (b) e quello della colonna (c). Il calcolo viene eseguito automaticamente dal sistema informatico. Colonna (e) - (Ricavi esclusi perché riversati ad operatori terzi) Va indicato l’importo dei ricavi riversati ad operatori terzi che svolgono la stessa attività indicata nella colonna “Attività”. Nel caso in cui il soggetto svolga contemporaneamente più attività tra quelle previste, dovranno essere corrispondentemente scorporati i dati contabili ed indicati gli specifici importi. Colonna (f) - (Totale imponibile) L’importo è dato dalla differenza tra il valore della colonna (d) e quello della colonna (e). Il calcolo viene eseguito automaticamente dal sistema informatico. * Gli importi economici previsti devono essere espressi in euro. * La riga “Totali” indica automaticamente il/i totale/i degli importi delle colonne. * Nel box “Importo del contributo” viene indicato automaticamente l’importo da versare. Nel caso in cui i ricavi imponi-

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NOtIzIARIO

Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 Fax 06.40.66.859 - 06.406.59.41 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991)

Direttore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Via della Navigazione Interna, 89 35027 Noventa Padovana (PD) Il n. 3 marzo 2013 è stato stampato il 20 marzo 2013

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Sezione 4) –Dettaglio dei ricavi riversati ad operatori terzi Vanno specificate, con l’indicazione della ragione sociale/codice fiscale e del relativo ammontare, le principali tipologie di ricavi riversati a operatori terzi, da selezionare con l’apposito menù a tendina. In particolare, per gli operatori di telecomunicazioni su reti fisse e mobili, per le imprese concessionarie di pubblicità e per le imprese che offrono servizi televisivi a pagamento (su piattaforme satellitari e digitale terrestre e su reti di

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Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972

Direttore: Francesco Saverio Vetere

Sezione 3) –Dettaglio dei ricavi non conseguiti nel settore delle comunicazioni Vanno specificate, con l’indicazione del relativo ammontare, le principali tipologie di ricavi la cui natura non afferisce al settore delle comunicazioni. L’importo complessivo, che viene indicato automaticamente dal sistema, deve essere pari a quanto risultante nel totale della colonna (c) della precedente sezione 2. E’ consentita l’aggiunta di righe, in automatico. Le eventuali ulteriori pagine costituiranno un allegato numerato.

telecomunicazioni fisse e mobili) si deve fare riferimento a quanto specificamente indicato nel precedente paragrafo 1). L’importo complessivo, che viene indicato automaticamente dal sistema, deve essere pari a quanto risultante nel totale della colonna (e) della precedente sezione 2. E’ consentita l’aggiunta di righe, in automatico. Le eventuali ulteriori pagine costituiranno un allegato numerato. Allegati Note E’ inoltre possibile allegare allo stesso modello attraverso il tasto recante il seguente simbolo “….” documenti in formato testo, immagine o tabelle di calcolo che l’impresa ritenga utile fornire. *** Il modello contiene inoltre una sezione relativa all’eventuale delega rilasciata dal soggetto dichiarante al Centro di servizi che ne cura la compilazione . Per ogni ulteriore informazione e chiarimento sarà possibile contattare l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, inviando una mail alla casella di posta elettronica contributo@agcom.it.

Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI 15

della attività svolta ma, piuttosto, alle caratteristiche formali e sostanziali del rapporto giuridico posto in essere, consistente – nello specifico - nella prestazione di lavoro autonomo. Pertanto, è evidente che, pur svolgendo con continuità attività rientranti nell’ambito della professione giornalistica, la prestazione lavorativa singolarmente convenuta e prestata in favore di ciascun soggetto committente/cliente utilizzatore ben possa assumere il carattere dell’occasionalità. Si ribadisce, quindi, che anche tale tipologia di lavoro autonomo rientra pienamente nel regime di applicazione dell’obbligo di versamento del contributo integrativo di cui all’art. 4 del citato Regolamento dovuto dai committenti/clienti. Per quanto riguarda, infine, i redditi classificati quali cessione del diritto d’autore (art. 53, comma 2, lettera b, del D.P.R. n. 917/86), si ricorda quanto già comunicato con la Circolare di questo Servizio n. 5 del 10 marzo 2009, in relazione ai chiarimenti forniti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che, con nota del 31/10/2000, ha precisato che non sussiste la

fattispecie della cessione del diritto d’autore in presenza di: a. un’opera a contenuto informativo, tesa ad esaurire la sua funzione con la prima e tempestiva diffusione; b. un corrispettivo dell’opera giornalistica che non deve discostarsi da quello correntemente in uso; c. una non occasionalità, e quindi la reiterazione nel tempo dell’utilizzo dello strumento del diritto d’autore da parte dello stesso soggetto. Pertanto, nel caso in cui ricorrano le suddette condizioni, si ribadisce che sui redditi derivanti dalla cessione del diritto d’autore è dovuto sia il contributo soggettivo (pari al 10%) sulla quota di reddito fiscalmente dichiarato (pari al 75% o al 60% dell’importo lordo a seconda dell’età del beneficiario), ai sensi dell’art. 54, comma 8, del più volte citato D.P.R. n. 917/86, sia il contributo integrativo dovuto dagli utilizzatori, attualmente calcolato – come più volte illustrato - in misura del 2% del reddito lordo corrisposto. Distinti saluti. F.to Il Vice Direttore Generale (Dott.ssa Maria I. Iorio) Notiziario USPI n° 3/2013


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