NOTIZIARIO
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UNIONE
STAMPA PE RIODIC A ITAL IANA
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ANNO 43° - MENSILE
Uspi
- 11 NUMERI
Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L. 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma. In caso di mancato recapito rinviare all’ufficio P.T. di Roma - Romanina detentore del conto per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa in vigore
neretto
In cauda venenum
Archiviata la crisi di governo con il voto di fiducia, dovrebbero riprendere i lavori per la riforma del settore editoriale. Il Sottosegretario Levi aveva annunciato l’inizio delle audizioni delle associazioni di categoria intorno alla seconda settimana di marzo, per esaurirle nello stesso mese. Prima dell’inizio delle audizioni dovrebbe riunirsi la commissione presieduta dal prof. Cheli, già presidente dell’ Autorità per le Comunicazioni, per prendere visione dei contributi delle associazioni, definiti molto interessanti dal Sottosegretario. Vedremo. L’impressione è che sarà molto difficile arrivare ad una riforma organica del settore. La situazione di precarietà della compagine di governo non giova ad un disegno ambizioso anche se giusto nei suoi presupposti. Il timore è che si possa arrivare ad un intervento parziale che non avrebbe alcuna utilità per il sostegno agli editori, soprattutto se ispirato dall’intento di ridurre la spesa pubblica. Intanto, l’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato ha avviato una indagine conoscitiva sul settore editoriale,
ponendo l’accento, tra le altre cose, sul sistema dei contributi. Un questionario è stato inviato alle associazioni di categoria con l’invito a rispondere entro venti giorni. Naturalmente l’USPI farà la sua parte, come sempre, indicando, una volta di più, le priorità del settore e gli interventi indispensabili alla sua crescita. Alcune indicazioni le abbiamo già date nel corso dell’audizione presso le Commissioni congiunte VII e IX della Camera dei Deputati sul disegno di legge “Gentiloni”. Se questo provvedimento mira a riequilibrare gli investimenti pubblicitari tra stampa e televisione, deve essere obbligatoriamente accompagnato da una riforma dell’editoria che predisponga opportuni interventi di sostegno per gli investimenti sulla carta stampata, in particolare sui giornali medi e piccoli. Per fare un esempio, pensare ad un credito d’imposta per le aziende che fanno pubblicità sui giornali. Senza questi interventi non ci sarebbe alcun riequilibrio efficace e il disegno di legge “Gentiloni” potrebbe essere inutile. Nel mese di marzo con ogni probabilità capiremo cosa sarà possibile fare e in che misura il governo avrà la possibilità di portare a compimento i suoi progetti. Non vorremmo che tutto si riducesse, apparentemente come extrema ratio, a qualche articolo della prossima finanziaria. Sarebbe l’ennesimo smacco per un settore già gravemente in difficoltà.
DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI
A marzo è il turno degli editori con sede nelle regioni Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale” dei prodotti editoriali presso gli Archivi Nazionali (DPR 252/06), gli editori associati USPI possono effettuare la consegna delle copie in forma cumulativa e con scadenze prefissate differenziate su base territoriale (vedere il testo delle Convenzioni sul
sito www.uspi.it, voce “Deposito legale”). Nel mese di marzo, gli editori con sede nelle regioni sopra indicate potranno adempiere all’obbligo della consegna agli Archivi Nazionali: - per i quotidiani, plurisettimanali e settimanali, delle copie diffuse nel 4° trimestre 2006 (la cadenza è trimestrale); - per tutte le altre periodicità, delle copie diffuse dal 2/9 al 31/12/2006 (la cadenza è semestrale). A febbraio 2007 era stata la volta degli editori con sede in Liguria, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana,
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MARZO 2007
ALL’INTERNO
Audizione alla Camera sul Disegno di Legge “Gentiloni”
I CONTRIBUTI DELL’USPI AL RIASSETTO DEL SISTEMA RADIOTELEVISIVO
Il 13 febbraio, il Segretario Generale dell’USPI, Vetere, nell’Audizione in Commissione Cultura e Trasporti della Camera ha espresso il parere che il DDL Gentiloni possa costituire un utile strumento di sviluppo del pluralismo mediatico. (L’articolo completo a pagina 5)
L’ANTITRUST AVVIA UNA INDAGINE CONOSCITIVA SULLA EDITORIA CARTACEA E MULTIMEDIALE
Particolare attenzione sarà prestata all’esistenza di soglie dimensionali per le imprese editoriali, all’attività di distribuzione di prodotti editoriali quotidiani e periodici e alla presenza nel settore di importanti contributi diretti e indiretti (IVA e agevolazioni tariffarie postali). Inviato un questionario alle Associazioni di categoria più rappresentative del settore. (L’articolo completo alle pagine 5 e 6)
Umbria e Marche. Ricordiamo la necessità di allegare alla prima spedizione un certificato di iscrizione all’USPI per l’anno 2007. Riguardo alla consegna delle copie alle Biblioteche provinciali, la scadenza per effettuare tale deposito è quella stabilita dal decreto: ogni 60 giorni. Ad eccezione degli editori di Roma e provincia, che potranno seguire la stessa tempistica della consegna agli Archivi Nazionali, perché la Biblioteca provinciale Alessandrina (Roma) è la prima (e finora l’unica) biblioteca ad aver sottoscritto analoga convenzione con l’USPI.
Articoli e notizie di questo Notiziario possono essere liberamente riprodotti citandone la fonte. Se ne raccomanda, anzi, la massima diffusione da parte di tutti i periodici associati all’USPI, nell’interesse della categoria QUESTO NOTIZIARIO VIENE SPEDITO AGLI ASSOCIATI USPI IN REGOLA CON IL VERSAMENTO DELLE QUOTE
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NOTIZIE Editoria e Comunicazione
FERNANDO BRUNO A CAPO DELLA SEGRETERIA TECNICA DEL MINISTRO GENTILONI
Da marzo 2007, Fernando Bruno è il nuovo Capo della Segreteria tecnica del Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni. Bruno, nato nel 1960, laurea con lode in storia contemporanea alla Sapienza di Roma, giornalista pubblicista, si occupa da oltre vent’anni di diritto delle comunicazioni. Ha lavorato per tutte le istituzioni nazionali del settore: per la Presidenza del Consiglio dei Ministri tra il 1984 e il 1990; per l’Ufficio del Garante per la radiodiffusione e l’editoria fino al 1999; per l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni dal 2000. Ha all’attivo decine di pubblicazioni in tutti i campi del diritto delle comunicazioni. Ha scritto per i quotidiani Il Sole 24 Ore e Italia Oggi e per numerose riviste del settore. Ha pubblicato per Giuffré, Liguori, Il Sole 24Ore, Buffetti. Ha collaborato con la Facoltà di Scienze della comunicazione dell’Università di Roma La Sapienza, con la cattedra di Scienze della comunicazione dell’Università degli Studi di Macerata, con l’Istituto di studi giuridici dell’Università della Calabria. E’ membro della Commissione di esperti nominata dalla Presidenza del Consiglio con il compito di assistere il Dipartimento per l’informazione e l’editoria nella individuazione delle linee guida per la riforma del settore editoriale.
Ricordiamo le sue ultime pubblicazioni: il volume “Il nuovo ordinamento delle comunicazioni”, Giuffré, 2006, assieme a Gilberto Nava e il volume collettivo, “Dieci proposte-obiettivo per la riforma del sistema radiotelevisivo” (a cura di Enzo Cheli e Paola Manacorda),quaderni di ASTRID, 2006. All’amico Bruno i migliori auguri di un proficuo lavoro in questo suo nuovo incarico, nella speranza di poterlo annoverare ancora, come già per molti anni, tra i docenti dello Stage USPI di Urbino.
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“IL CAMPEGGIO FESTEGGIA 50 ANNI
S OMMARIO
In cauda venenum (pagina 1)
Deposito legale e convenzioni USPI (pagina 1)
ITALIANO”
Il saluto del Presidente dell’USPI, Negri: “Il campeggio come lusso post moderno”
«L’ultima edizione 2005 - 2006 della “Guida della Stampa Periodica Italiana” recensisce 132 periodici del comparto turistico tra i quali “Il Campeggio italiano”, edito dalla Confederazione Italiana Campeggiatori, che occupa e svolge un ruolo specializzato di tutto rispetto. Anzitutto per i suoi contenuti e per la capacità di alzare il livello dell’informazione proiettandosi in modo non convenzionale nei problemi del tempo libero. Proprio in questi giorni i sociologi del costume hanno decifrato e reso ragione di una svolta che rimodella e sviluppa il tradizionale concetto di “lusso”. Il lusso non è più appiattito su consumi costosi, ostentazione di beni superflui, ma sulla qualità della vita e del tempo libero. I nuovi “lussi” sono il silenzio, l’aria pura, la libertà, il dominio del proprio tempo, la tranquillità, la capacità di socializzare in modo non competitivo, in armonia con se stessi e con gli altri. Il campeggio, dunque, non tanto come vacanza alternativa a quella tradizionale, ma come “lusso” della serenità, del sentirsi bene, “via dalla pazza folla”. Su questa lunghezza d’onda penso si collochi la filosofia della Confederazione Italiana Campeggiatori e la linea editoriale del suo bimestrale, apprezzata dai suoi 25.000 lettori. Un secondo motivo di compiacimento è dato dalla bella età de “Il Campeggio italiano” che, in questi giorni, varca il prestigioso traguardo del mezzo secolo. 50 anni ben portati, un record che possono vantare non molte pubblicazioni. Nell’esprimere il suo più vivo compiacimento per gli accennati meriti de “Il Campeggio Italiano”, l’USPI augura le migliori fortune editoriali alla rivista, al suo direttore responsabile, dr. Gianni Picilli e alla Confederazione Italiana Campeggiatori, con la certezza che negli anni a venire continueranno a interpretare tempestivamente i mutamenti del turismo all’aria aperta».
Notizie-Editoria e Comunicazione (pagina 2) Un amico ci ha lasciato (pagina 2)
Avviso di convocazione dell’Assemblea USPI dell’anno 2007 (pagina 3) EISE International Business Contacts (pagina 4)
I contributi dell’USPI al riassetto del sistema radiotelevisivo (pagina 5)
L’Antitrust avvia una indagine conoscitiva sull’editoria cartacea e multimediale (pagine 5, 6) Le quote associative USPI per l’anno 2007 (pagina 7) Tariffe 2007 dell’Ordine dei Giornalisti (pagine 8, 9, 10)
Mons. Ravasi: i giornali come i reality show (pagine 11)
Presto i quotidiani cartacei spariranno? Sì! Forse no! (pagine 11, 12)
Le Fiamme Gialle a sostegno del Dipartimento Editoria (pagina 12) La gestione editoriale di un periodico medio-piccolo (sesta parte): La raccolta della pubblicità e il procacciatore d’affari (pagina 13) PIERONI distribuzione Srl (pagina 14) Biblioteca USPI (pagina 15)
Periodici associati USPI - 392° elenco (pagina 16) L’Eco della Stampa (pagina 16)
UN AMICO CI HA LASCIATO
L’8 febbraio è venuto a mancare Lando Longo, “storico” Revisore dei Conti dell’USPI dal 1990 e fedele amico dell’Unione. Sempre presente e partecipe alle riunioni degli Organi Collegiali, ai Congressi e ai Convegni dell’USPI, Lando Longo seppe distinguersi puntualmente per il suo eccezionale senso pratico che lo portava a cogliere con sagacia i problemi organizzativi intuendone rapidamente le concrete soluzioni. Con queste sue doti il caro amico collaborò costantemente con la Segreteria Generale di Gian Domenico Zuccalà e con quella di Francesco Saverio Vetere che gli ha reso l’estremo omaggio stringendosi attorno alla famiglia e abbracciando il figlio, dr. Daniele Longo, apprezzato funzionario dell’USPI. Anche nei molti amici dell’Unione che lo conobbero e lo ebbero in simpatia, la scomparsa della cara persona ha suscitato profondo cordoglio. L’USPI gli renderà l’estremo saluto, ricordandolo al Consiglio Nazionale del 21 marzo e ringraziandolo per i lunghi anni di fedele colleganza all’Unione. Notiziario USPI n° 3/2007
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AVVISO DI CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA U.S.P.I. DELL’ANNO 2007
Ai sensi degli articoli 7 e 8 dello Statuto, l’Assemblea Generale Ordinaria dei soci dell’Unione Stampa Periodica Italiana (U.S.P.I.) è convocata per 19 aprile 2007, alle ore 9 in prima ed alle ore 10 in seconda convocazione, presso la sede sociale in Viale B. Bardanzellu n. 95 in Roma, con il seguente:
ORDINE DEL GIORNO
1. Insediamento della Presidenza e della Segreteria; 2. Nomina della Commissione per la verifica dei poteri; 3. Costituzione dei seggi elettorali; 4. Relazione del Presidente; 5. Relazione del Segretario Generale; 6. Relazione del Collegio dei Revisori dei Conti; 7. Approvazione del rendiconto esercizio 2006; 8. Approvazione esercizio preventivo 2007; 9. Elezione del Consiglio Nazionale per il triennio 2007-2009; 10. Elezione del Collegio dei Revisori dei Conti per il triennio 2007-2009; 11. Elezione del Collegio dei Probiviri per il triennio 2007-2009; 12. Varie ed eventuali.
In base all’articolo 7 dello Statuto hanno diritto di voto tutti i soci ordinari di cui all’articolo 3 in regola con il pagamento delle quote sociali. Ai soci di cui al punto 1) di tale articolo spettano tre voti per ciascuna testata, mentre ai rappresentanti delle Associazioni o Gruppi di cui al punto 2) spetta un solo voto. Hanno diritto inoltre ad esprimere un voto gli iscritti all’U.S.P.I. a titolo personale di cui all’art. 30 (norma transitoria). Ogni socio che non possa partecipare personalmente all’Assemblea può farsi rappresentare, ad ogni effetto, da persona, anche non iscritta all’USPI, munita di apposita delega. Nessun socio o delegato può essere portatore di più di dieci deleghe. Le operazioni elettorali per il rinnovo delle cariche sociali avranno inizio alle ore 12 e si concluderanno alle ore 16, ora in cui i seggi elettorali inizieranno lo spoglio delle schede. Tutte le procedure elettorali si svolgeranno secondo le modalità deliberate dal Consiglio Nazionale nella seduta del 19 dicembre 2002. Per la partecipazione all’Assemblea, i soci che ancora non lo avessero fatto, dovranno mettersi in regola con la quota associativa per il 2007. Il rendiconto 2006 ed il preventivo 2007 saranno a disposizione dei soci che li volessero esaminare presso la sede sociale dell’USPI, in Viale B. Bardanzellu n. 95 in Roma, dalle ore 12 del 30 marzo, alle ore 12 del 18 aprile c.a. Il presente annuncio è da considerarsi quale “avviso” secondo quanto stabilito dall’articolo 8, primo comma, dello Statuto. Roma, 5 gennaio 2007
IL PRESIDENTE (Mario Negri)
- - - - - ----------- --- ------- --- --- ----------- --- - - - - - - - DELEGA
Il sottoscritto........................................................................................................................................................................................ nella sua qualità di (1)..........................................................................................................................................................................
delega il Sig .........................................................................................................................................................................................
a rappresentarlo all’Assemblea dei soci dell’USPI del 19 aprile 2007 a Roma per l’approvazione dei bilanci e l’elezione delle cariche sociali per il triennio 2007-2009 come da Ordine del Giorno . ................................... (data)
................................................. (firma)
(1) Indicare la qualità di editore e titolo del periodico, ovvero di suo rappresentante (punto 1 art. 3 dello Statuto) nel qual caso è necessario indicare anche la testata, ovvero la qualità di socio a titolo personale (art. 30 dello Statuto, norma transitoria).
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L’inserzione sopra riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art. 3, terzo comma, del DPR 26/10/72 n. 633
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Audizione alla Commissione congiunta Cultura e Trasporti della Camera sul DDL Gentiloni I CONTRIBUTI DELL’USPI AL RIASSETTO DEL SISTEMA RADIOTELEVISIVO
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l metodo della concertazione seguito dal Governo ha aperto all’editoria periodica medio-piccola una partita complessa e di vitale interesse che si gioca su più tavoli. E infatti finora le consultazioni riguardano la legge di riforma dell’editoria, il riassetto del sistema televisivo delineato dal disegno di legge Gentiloni e l’indagine conoscitiva sull’editoria promossa nei giorni scorsi dall’Antitrust (vedi articolo nella stessa pagina). Nei numeri precedenti abbiamo dato conto dei contributi proposti dall’USPI al DDL sull’editoria che il Governo emanerà entro il 30 giugno. Il 13 febbraio, il Segretario Generale dell’USPI, Vetere, nell’audizione in Commissione congiunta Cultura e Trasporti della Camera ha espresso il parere che il DDL Gentiloni possa costituire un utile strumento di sviluppo del pluralismo mediatico e un’occasione per sbloccare la situazione di duopolio che vede le TV in posizione predominante sul mercato pubblicitario (55%) a scapito della carta stampata (35%). Il DDL Gentiloni deve però, ad avviso dell’USPI, essere organicamente collegato e accompagnato dalla nuova legge sull’editoria, poiché le aziende editrici più deboli difficilmente riusciranno a crescere e a investire sull’innovazione solo grazie ad un
più equo riparto della torta pubblicitaria tra le emittenti radiotelevisive e la carta stampata. Nell’ambito dell’editoria cartacea le aziende medio-piccole dovranno pur sempre vedersela con i quotidiani e i periodici dei grandi gruppi e dei colossi editoriali. Per crescere ed investire le aziende più deboli dovranno continuare ad essere incentivate da una politica di sostegno rivisitata e definitivamente garantita dalla legge di riforma. Per la verità, su questo punto cruciale, registriamo un impegno del Governo, espresso dal Sottosegretario con delega all’editoria, Ricardo Franco Levi, che ha inserito nella delega per la riforma dell’editoria una indicazione programmatica a favore dell’editoria minore con riguardo alle agevolazioni tariffarie e ai servizi postali. Via libera, dunque, al riassetto del sistema televisivo a condizione che si proceda, nel senso ora indicato, alla predisposizione del DDL sulla riforma dell’editoria. Fatta questa premessa Vetere, in Commissione ha apprezzato: - la volontà del DDL Gentiloni di intervenire sull’assetto attuale del sistema televisivo dominato da due grandi gruppi; - l’intento di rimuovere ostacoli all’ingresso di nuovi soggetti nel settore radiotelevisivo; - l’enunciazione di nuovi princìpi per la rilevazione degli indici di ascolto e di diffusione dei mezzi di comunicazione.
Secondo l’USPI tale rilevazione andrebbe affidata ad un’Autorità terza ed imparziale. Il decreto Gentiloni non è e non vuol essere una panacea per i problemi della carta stampata. A giudizio dell’USPI spetta alla legge di riforma dell’editoria favorire il miglioramento della diffusione e la domanda di quotidiani e periodici e prevedere incentivi agli investimenti pubblicitari attraverso crediti d’imposta alle aziende inserzioniste, così come già previsto per le imprese situate nel Mezzogiorno. Andrebbe anche migliorata la normativa sulla pubblicità istituzionale facendola confluire sulla editoria mediopiccola in misura ragionevole. Rispondendo a chi fa grande assegnamento - anche in Parlamento - sulla qualità dei giornali, il Segretario Generale dell’USPI ha osservato che l’argomentazione potrebbe essere insidiosa poiché dietro la facciata della qualità potrebbe nascondere il controllo dei contenuti informativi. Vetere, infine, ha osservato che l’attribuzione di specifiche competenze all’Autorità per le Comunicazioni nella cura degli indici di ascolto e di diffusione dei diversi mezzi di comunicazione è garanzia di imparzialità ed obiettività di rilevazione, in un servizio di pubblico interesse che deve garantire il pluralismo e la concorrenza nel sistema della comunicazione dato che a tali rilevamenti sono collegate le tariffe pubblicitarie.
L’ANTITRUST AVVIA UNA INDAGINE CONOSCITIVA SULL’EDITORIA CARTACEA E MULTIMEDIALE
Particolare attenzione sarà prestata all’esistenza di soglie dimensionali per le imprese editoriali, all’attività di distribuzione di prodotti editoriali quotidiani e periodici e alla presenza nel settore di importanti contributi diretti e indiretti (IVA e agevolazioni tariffarie postali) - Inviato un questionario alle Associazioni di categoria più rappresentative del settore
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’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, presieduta da Antonio Catricalà, nella riunione del 6 febbraio 2007, ha deciso di avviare un’indagine conoscitiva nel settore dell’editoria quotidiana, periodica e multimediale, per “approfondire l’organizzazione e il quadro giuridico del settore, alla luce delle trasformazioni tecnologiche in corso e della diffusione di nuovi prodotti editoriali”. Non è la prima volta che l’Antitrust si occupa del settore. L’ultima indagine, dedicata alla distribuzione della stampa quotidiana e periodica è datata 2004, ma oggi a riaccendere l’attenzione dell’Autorità c’è il progetto di riforma delle leggi sull’editoria su cui il Governo sta accelerando i tempi. Il Notiziario USPI n° 3/2007
Sottosegretario con delega all’editoria, Ricardo Franco Levi, ha infatti programmato nelle prossime settimane le audizioni delle parti sociali e fissato entro il mese di giugno l’emanazione del relativo disegno di legge (vedi “Neretto” in prima pagina di questo Notiziario). In stretto contatto con il Dipartimento Informazione e Editoria della Presidenza del Consiglio (vista anche la nota che il Sottosegretario Levi ha fatto pervenire all’Autorità, in data 3 gennaio 2007, inerente al progetto di riforma organica del settore editoriale), l’Antitrust ha deciso così di avviare una propria autonoma indagine, tanto più che la riforma toccherà temi che con la concorrenza sono strettamente lega-
ti, quali le “soglie dimensionali per le imprese editoriali”, l’ “eccessiva regolamentazione” nella distribuzione e il meccanismo di assegnazione dei sussidi pubblici - contributi diretAntonio Catricalà, ti e agevolazioni indirette -, e che potrebbe- Presidente dell’AGCM ro, a detta dell’Antitrust, generare possibili “effetti distorsivi della concorrenza”. Nel provvedimento n. 16428, del 6/2/2007, di apertura della “Indagine conoscitiva riguardante il settore dell’editoria quotidia6 na, periodica e multimediale 5
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- IC35”, l’Autorità riconosce che 5 “il settore dell’editoria quotidiana, periodica e multimediale riveste un ruolo rilevante nell’ambito dell’economia nazionale e contribuisce in maniera determinante alla realizzazione del diritto fondamentale alla libertà di manifestazione del pensiero, sancito dalla Costituzione. Tale comparto è inoltre strettamente legato al settore della raccolta pubblicitaria, la quale costituisce una importante fonte di finanziamento per gli editori. Attualmente - prosegue l’Autorità - l’editoria risulta interessata da notevoli trasformazioni, principalmente per effetto del mancato sviluppo di tecnologie innovative e della diffusione di nuovi prodotti editoriali”. L’Authority passa poi ad evidenziare le tre aree, i tre aspetti su cui si incentrerà l’approfondimento dell’indagine:
1) “l’esistenza di soglie dimensionali per le imprese editoriali, finalizzate alla tutela del pluralismo dell’informazione”. Tali soglie per la stampa, ricordiamo, sono state imposte dalla Legge 67/1987 che vieta ad un singolo soggetto di controllare quotidiani per più del 20% della tiratura complessiva dei giornali italiani. Una imposizione che per l’Autorità può comportare “possibili inefficienze e rischi concorrenziali, soprattutto se protratti nel tempo” (il riferimento è anche alla previsione del tetto del 45% quale quota massima nel mercato pubblicitario televisivo, contenuta nel DdL Gentiloni). “Una finalità dell’indagine - rassicura l’AGCM - sarà anche quella di stabilire quali altri rimedi, oltre a questi, possono assicurare il pluralismo nell’informazione in armonia con la tutela della concorrenza”.
2) “l’attività di distribuzione di prodotti editoriali quotidiani e periodici” In tale campo, l’Autorità “si è più volte espressa, evidenziando l’esistenza di una eccessiva regolamentazione, solo in apparenza funzionale all’obiettivo di tutela del pluralismo dell’informazione”, e focalizzando le “principali distorsioni concorrenziali” nelle “barriere all’entrata di natura amministrativa, l’identità delle condizioni economiche e modalità commerciali di cessione tra editore e rivenditori, e la fissazione del prezzo di vendita al pubblico da parte dell’editore”.
3) La “presenza di importanti sussidi pubblici diretti - le cosiddette provvidenze - e indiretti - quali l’applicazione di un regime speciale IVA e il riconoscimento di agevolazioni sulle tariffe postali”. Nell’ambito di una possibile riforma della 6
normativa di settore, l’indagine si propone di “esaminare se il meccanismo di assegnazione di tali fondi possa determinare effetti distorsivi della concorrenza, verificando altresì se la concessione di sussidi pubblici preservi il principio della neutralità tra diverse tecnologie e modalità di comunicazione” (il riferimento è all’editoria on-line). Relatore del provvedimento sarà il Commissario Giorgio Guazzaloca. Quale passo d’avvio dell’indagine conoscitiva, l’Autorità ha inviato un QUESTIONARIO, che di seguito riportiamo, alle Associazioni di categoria più rappresentative del settore. AUTORITA’ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO Direzione Comunicazioni
Procedimento: Indagine conoscitiva riguardante il settore dell’editoria quotidiana, periodica e multimediale (IC/35), avviata in data 6 febbraio 2007 ai sensi dell’art. 12, comma 2, della legge 10 ottobre 1990, n. 287. Oggetto: Richiesta di informazioni
L’Autorità, in data 6 febbraio 2007, ha deliberato, ai sensi dell’art. 12, comma 2, della legge 287/90, l’avvio di un’indagine conoscitiva riguardante il settore dell’editoria quotidiana, periodica e multimediale.
A tale riguardo, ai sensi dell’art. 17, comma 2, del DPR n. 217/98, si chiede di fornire, entro 20 giorni dal ricevimento della presente, le informazioni di seguito elencate:
Inquadramento del settore - Evoluzione economica del settore dell’editoria quotidiana, periodica e multimediale, in termini di andamento della domanda e dell’offerta (in volume e in valore) e aspettative future. - Indicazione dei principali soggetti attivi nel settore e dei principali ingressi nel mercato di nuovi editori e/o prodotti editoriali negli ultimi anni, precisando se essi abbiano consentito di raggiungere nuovi lettori o abbiano condotto all’erosione di quote degli editori o delle testate già presenti. - Andamento della readership negli ultimi anni, sia a livello nazionale sia con riferimento alla diffusione delle testate locali. - Commenti alle più rilevanti operazioni di concentrazione e fusione nel settore in Italia e in Europa, nonché dei fallimenti e delle uscite dal mercato di imprese editoriali. Free press ed editoria on line - Illustrazione delle opportunità e dei rischi
posti agli editori di stampa quotidiana e periodica dallo sviluppo di nuove forme editoriali (quali free press e editoria on line) e di nuove tecnologie. - Stima del numero di lettori addizionali determinato dalla diffusione di pubblicazioni gratuite e dell’editoria on line. - Indicazione della rilevanza della componente prezzo rispetto alle decisioni d’acquisto dei consumatori e alle dinamiche competitive tra gli operatori.
Quadro normativo e provvidenze - Considerazioni circa 1’attuale quadro normativo del settore, evidenziando quali siano ad avviso degli editori i principali limiti. - Modalità di applicazione dell’attuale normativa rispetto alla free press e all’editoria on line. - Quadro descrittivo delle provvidenze riconosciute all’ editoria quotidiana, periodica e multimediale, elencando le diverse forme di contributo erogato e le tipologie di agevolazioni e specificandone i riferimenti normativi. - Rilievi circa le previsioni che disciplinano l’affollamento pubblicitario con riguardo all’editoria quotidiana, periodica e multimediale, fornendo i riferimenti normativi.
Vendite e fatturato degli editori - Effetti sulle vendite derivanti dall’abbinamento di prodotti accessori alle pubblicazioni (distinguendo tra le diverse tipologie di allegato). Ricognizione delle principali fonti di entrata delle imprese che operano nell’editoria quotidiana, periodica e multimediale. In particolare si chiede di stimare, per le principali tipologie di pubblicazione (quotidiani e periodici distinti per genere), la rilevanza media in termini percentuali di: fatturato da vendita della pubblicazione, fatturato da vendita di eventuali allegati e prodotti collaterali, fatturato da raccolta pubblicitaria, valore delle diverse forme di sostegno pubblico.
Si ricorda che è possibile indicare le specifiche informazioni che si chiede rimangano coperte da segreto aziendale o industriale, specificando le motivazioni che giustificano tale richiesta. In tal caso, al fine di consentire un’adeguata tutela del diritto di riservatezza, le informazioni riservate dovranno essere fornite separatamente in allegato al documento principale con le opportune annotazioni di riferimento a quest’ultimo. Il Responsabile della Direzione
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LE QUOTE ASSOCIATIVE USPI
per l’anno 2007
L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2007 versando la relativa quota associativa, lungi dal corrispondere ad una rituale formalità, risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche publiche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - copia gratuita della XIII edizione della “Guida della Stampa Periodica” (volume + CD) - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura. Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2007 (e comprensive del costo del “Notiziario USPI”) sono le seguenti:
Per le testate (secondo la tiratura dichiarata):
(Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge)
da da da da da
1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su
€ € € € €
210,00 645,00 1.200,00 2.400,00 3.650,00
OFFERTA PRIMA ISCRIZIONE 2007: con soli 6 euro, in aggiunta alla quota associativa, riceverete direttamente al vostro domicilio la XIII Ediz. della “Guida della Stampa Periodica” 2005/2006 (volume + CD). Nella causale di versamento specificare dettagliatamente: “Quota associativa USPI 2007 + Guida Stampa Periodica”.
Quota d’iscrizione (“una tantum” per le testate che si iscrivono per la prima volta): - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie
€
90,00
€
170,00
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210,00 320,00
Per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto:
- se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI
Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6, Via Franceschini n. 58 - Roma, CIN: U - ABI: 05584 - CAB: 03206 c/c: 000000004977 (intestato USPI), ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI.
ATTENZIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.
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Nel tariffario anche i compensi annui dei co.co.co. e delle collabo
TARIFFE 2007 DELL’ORDINE DEI GIORNALISTI PER LE PRESTAZIONI PROFES
R
iportiamo la deliberazione con la quale il Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti ha approvato il tariffario 2007 per le prestazioni giornalistiche autonome, confermando che i compensi in esso previsti hanno carattere orientativo. La Legge 4 agosto 2006, n. 248 (di conversione del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, il c.d. “Primo decreto Bersani sulle liberalizzazioni”), all’articolo 2, titolato “Disposizioni urgenti per la tutela della concorrenza nel settore dei servizi professionali”, ha infatti così stabilito: «1. In conformità al principio comunitario di libera concorrenza e a quello di libertà di circolazione delle persone e dei servizi, nonché al fine di annunciare agli utenti un’effettiva facoltà di scelta nell’esercizio dei propri diritti e di comparazione delle prestazioni offerte sul mercato, ... sono abrogate le disposizioni legislative e regolamentari che prevedono con riferimento alle attività libero professionali e intellettuali: a) l’obbligatorietà di tariffe fisse o minime, ovvero il divieto di pattuire compensi parametrati al raggiungimento degli obiettivi perseguiti;... 3. Le disposizioni deontologiche e pattizie e i codici di autodisciplina che contengono le prescrizioni di cui al comma 1 sono adeguate, anche con l’adozione di misure a garanzia della qualità delle prestazioni professionali, entro il 1° gennaio 2007. In caso di mancato adeguamento, a decorrere dalla medesima data le norme in contrasto con quano previsto dal comma 1 sono in ogni caso nulle». In ogni caso, la questione della derogabilità dei compensi stabiliti dagli Ordini professionali è parte della più grande riforma della normativa italiana sulle professioni. Ai primi di novembre del 2005, l'Autorità Antitrust, guidata da Antonio Catricalà, ha inviato ai Presidenti delle Camere e al Governo una corposa relazione per chiarire come non esistano impedimenti sostanziali a una riforma ormai richiesta all'Italia dall'UE, OCSE e Fondo Monetario Internazionale. Il cuneo per scardinare vecchi interessi corporativistici consiste nella disapplicazione della legge italiana sulle professioni perché in contrasto con gli articoli 81 e 82 del Trattato di Roma, che vietano intese restrittive della concorrenza. Questa facoltà dell'Autorità nazionale è stata sancita tre anni fa dalla Corte di Giustizia europea che da allora ha posto sotto vigile sorveglianza tutti i provvedimenti dei Consigli degli Ordini su tariffe, 8
Il tariffario dell’Ordine ha valore puramente indicativo ed è derogabile con accordo tra le parti. L’articolo 2 della Legge n. 248/06 ha abrogato, con riferimento alle attività libero professionali e intellettuali, tutte le disposizioni legislative e regolamentari che prevedono “l’obbligatorietà di tariffe fisse o minime” deontologia e pubblicità. E' chiaro che, ove la legge venisse disapplicata, la disciplina degli Ordini professionali diventerebbe "de facto" un'intesa abusiva e lesiva della concorrenza. Molto prima dell’entrata in vigore della Legge 248/06, la Corte di Cassazione aveva sancito la liceità della deroga (in ribasso) dei compensi minimi stabiliti dai tariffari. Con la sentenza 863/2000, la Corte ha ritenuto valido il contratto che conteneva tariffe inferiori ai minimi, stipulato tra un ingegnere e un Comune che si era avvalso dell'opera del professionista in veste di soggetto privato. La Cassazione, in particolare, ha stabilito che "senza una specifica previsione non può ritenersi nullo il fatto elusivo della obbligatorietà dei minimi inderogabili delle tariffe professionali". Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti nella seduta del 20 e 21 dicembre 2006 DELIBERA:
E’ approvata la seguente tabella dei compensi minimi, al netto delle contribuzioni previdenziali, per le prestazioni professionali autonome dei giornalisti (locatio operis) non regolate dal contratto collettivo di lavoro perché non comportanti subordinazione anche se costituenti cessioni di diritto d’autore. TITOLO I NOTIZIE ARTICOLI E SERVIZI
A) Quotidiani e periodici a diffusione nazionale con tiratura oltre 250.000 copie Agenzie di stampa a diffusione nazionale - Periodici stranieri - Emittenti radiotelevisive a diffusione nazionale e network 1) Notizia € 33,00 2) Articolo € 171,00 3) Servizio € 342, 00
B) Quotidiani e periodici a diffusione nazionale con tiratura fino a 250.000 copie 1) Notizia € 30,00 2) Articolo € 159,00 3) Servizio € 318,00
C) Quotidiani e periodici a diffusione regionale o locale con tiratura oltre 40.000 copie - Agenzie di stampa a diffusione regionale o locale - Emittenti radiotelevisive a diffusione regionale o locale, con potenziale bacino di utenza superiore a 400.000 destinatari 1) Notizia € 29,00 2) Articolo € 148,00 3) Servizio € 214,00 D)Quotidiani a diffusione regionale o locale con tiratura fino a 40.000 copie Periodici a diffusione regionale o locale e con tiratura da 10.000 a 40.000 copie - Emittenti radiotelevisive a diffusione regionale o locale con potenziale bacino di utenza da 100.000 a 400.000 destinatari 1) Notizia € 28,00 2) Articolo € 93,00 3) Servizio € 122,00 E) Periodici a diffusione regionale o locale con tiratura fino a 10.000 copie Emittenti radiotelevisive a diffusione regionale o locale con potenziale bacino di utenza fino a 100.000 destinatari 1) Notizia € 25,00 2) Articolo € 60,00 3) Servizio € 93,00
F) Quotidiani e periodici telematici e agenzie collegati a quotidiani, periodici e agenzie a diffusione nazionale o con visite mensili superiori a 150.000 1) Notizia € 28,00 2) Articolo € 93,00
G)Quotidiani e periodici telematici e agenzie con visite mensili inferiori a 150.000 1) Notizia € 25,00 2) Articolo € 60,00 TITOLO II COLLABORAZIONI PROFESSIONALI COORDINATE E CONTINUATIVE
Quotidiani e periodici anche telematici, agenzie di stampa, emittenti radiotelevisive e network (su base annuale da corrispondere per frazioni mensili) 1) Per almeno 2 collaborazioni al mese € 2.178,00 Notiziario USPI n° 3/2007
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elle collaborazioni autonome (e saltuarie) dei direttori responsabili
PROFESSIONALI AUTONOME NEI QUOTIDIANI E PERIODICI, E TELEMATICI 2) Per almeno 4 collaborazioni al mese € 4.357,00 3) Per almeno 8 collaborazioni al mese € 8.709,00 4) Per almeno 14 collaborazioni al mese € 11.760,00 TITOLO III SERVIZI FOTOGIORNALISTICI
A) Quotidiani e periodici a diffusione nazionale con tiratura oltre 250.000 copie Periodici stranieri - Emittenti radiotelevisive a diffusione nazionale e network 1) Fotografia singola bianco e nero € 136,00 2) Fotografia singola colore € 153,00 3) Foto in copertina bianco e nero € 427,00 4) Foto in copertina colore € 460,00 5) Ripubblicazione € 101,00
B) Quotidiani e periodici a diffusione nazionale con tiratura fino a 250.000 copie 1) Fotografia singola bianco e nero € 122,00 2) Fotografia singola colore € 137,00 3) Foto in copertina bianco e nero € 355,00 4) Foto in copertina colore € 400,00 5) Ripubblicazione € 87,00
C) Quotidiani e periodici a diffusione regionale o locale con tiratura oltre 40.000 copie - Emittenti radiotelevisive a diffusione regionale o locale con potenziale bacino di utenza superiore a 400.000 destinatari 1) Fotografia singola bianco e nero € 93,00 2) Fotografia singola colore € 108,00 3) Foto in copertina bianco e nero € 122,00 4) Foto in copertina colore € 153,00 5) Ripubblicazione € 52,00
D)Quotidiani a diffusione regionale o locale con tiratura fino a 40.000 copie Periodici a diffusione regionale o locale con tiratura da 10.000 a 40.000 copie Emittenti radiotelevisive a diffusione regionale o locale con potenziale bacino di utenza da 100.000 fino a 400.000 destinatari 1) Fotografia singola bianco e nero € 81,00 2) Fotografia singola colore € 92,00 3) Foto in copertina bianco e nero € 110,00 Notiziario USPI n° 3/2007
4) Foto in copertina colore € 5) Ripubblicazione €
122,00 38,00
E) Periodici a diffusione regionale o locale con tiratura fino a 10.000 copie Emittenti radiotelevisive a diffusione regionale o locale con potenziale bacino di utenza fino a 100.000 destinatari 1) Fotografia singola bianco e nero € 49,00 2) Fotografia singola colore € 60,00 3) Foto in copertina bianco e nero € 72,00 4) Foto in copertina colore € 93,00 5) Ripubblicazione € 24,00
F) Quotidiani e periodici telematici con visite mensili superiori a 150.000 1) Fotografia singola bianco e nero € 122,00 2) Fotografia singola colore € 137,00 3) Foto in copertina bianco e nero € 355,00 4) Foto in copertina colore € 400,00 5) Ripubblicazione € 87,00
G)Quotidiani e periodici telematici con visite mensili inferiori a 150.000 1) Fotografia singola bianco e nero € 93,00 2) Fotografia singola colore € 108,00 3) Foto in copertina bianco e nero € 122,00 4) Foto in copertina colore € 153,00 5) Ripubblicazione € 52,00
NOTA I - I compensi indicati si riferiscono a servizi giornalistici completi di tutte le indicazioni essenziali per la corretta pubblicazione in rapporto alla identità dei personaggi che appaiono nelle immagini, al luogo, alla data e ad una cronaca giornalistica dell’avvenimento cui le fotografie si riferiscono, escluso naturalmente l’eventuale testo, che va compensato a parte. NOTA II - Tutti i compensi si riferiscono a fotografia singola e, quando il servizio comprende più fotografie diverse fra loro, il minimale di cessione si intende triplicato. TITOLO IV SERVIZI CINE-VIDEOGIORNALISTICI
A) Emittenti radiotelevisive a diffusione nazionale e network Servizio non superiore a 180” € 1.334,00 B) Emittenti radiotelevisive a diffusione regionale o locale Servizio non superiore a 180”
€
792,00
C) Attività cinevideogiornalistica di collaborazione pro-tempore Al giorno € 428,00
D)Collaborazioni coordinate e continuative (su base annuale da corrispondere per frazioni mensili) 1) Per almeno 2 collaborazioni al mese € 2.178,00 2) Per almeno 4 collaborazioni al mese € 4.356,00 3) Per almeno 8 collaborazioni al mese € 8.709,00 4) Per almeno 14 collaborazioni al mese € 11.760,00
NOTA I - Il compenso indicato per la cessione e la distribuzione del servizio si intende per una ripresa su nastro o su pellicola cinematografica realizzata con materiale tecnico proprio comprensivo di eventuale utilizzo di personale tecnico ausiliario completo di montaggio e con indicazioni tecnico-giornalistiche necessarie per la stesura del testo. NOTA II - Tutto il materiale videocinematografico girato per la realizzazione del servizio e non utilizzato rimane di proprietà dell’autore. NOTA III - Il servizio ceduto rimane in esclusiva dell’emittente per 48 ore se utilizzato per un telegiornale quotidiano, per 15 giorni se invece utilizzato per rubriche o speciali settimanali. NOTA IV - Nel caso di servizio di durata superiore a 180” o di esclusiva, il prezzo di cessione è lasciato alla libera contrattazione e comunque superiore a quanto stabilito nelle lettere A) e B). NOTA V - La tariffa indicata alla lettera C) è intesa per l’utilizzo di una collaborazione di carattere esclusivamente professionale con supporti tecnici messi a disposizione dal richiedente. TITOLO V PRESTAZIONI PER UFFICI STAMPA
A) Prestazioni fisse continuative da addetto stampa, portavoce e collaboratore professionale di uffici stampa pubblici e privati senza vincolo di orario e di presenza 1) Su base annuale € 35.571,00 2) Su base semestrale € 17.766,00 Per prestazioni saltuarie i compensi sono rapportati ad ogni singola prestazione 10 secondo le tariffe sottoesposte 9
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B) Organizzazione di una confe9 renza stampa 1) Per una manifestazione a carattere regionale € 4.993,00 2) Per una manifestazione a carattere nazionale € 7.284,00
C) Responsabilità di ufficio stampa per manifestazione di breve durata con adeguato lavoro preparatorio redazionale, contatti con la stampa, redazione comunicati, organizzazione conferenza stampa e incontri di lavoro 1) Manifestazione della durata sino a 5 giorni € 8.665,00 2) Manifestazione della durata sino a 10 giorni € 11.456,00 D)Attività giornalistica di collaborazione pro-tempore Al giorno € 427,00
E) Stesura di testi per conto di un ufficio stampa 1) Fino a due cartelle (25 righe a 60 battute l’una) € 153,00 2) Oltre le due cartelle e fino a cinque € 247,00 TITOLO VI IMPOSTAZIONE GRAFICA DI PUBBLICAZIONI QUOTIDIANE E PERIODICHE
1) Impostazione di base della pubblicazione (primo numero) A carattere nazionale € 3.024,00 A carattere regionale o locale € 489,00 2) Impostazione di base di una pagina (prima volta) Per una pubblicazione a carattere nazionale € 121,00 Per una pubblicazione a carattere regionale o locale € 47,00 TITOLO VII DIRETTORE RESPONSABILE CHE ESPLICA IN MANIERA SALTUARIA PRESTAZIONI GIORNALISTICHE AUTONOME (LOCATIO OPERIS) NON COMPORTANTI CIOÈ SUBORDINAZIONE
1) Di periodici a diffusione regionale o locale e/o specializzati (aziendali, sindacali, associativi, di categoria o editati da enti pubblici e privati) a) Con tiratura oltre 400.000 copie a numero € 1.350,00 b) Con tiratura da 10.000 a 400.000 copie a numero € 705,00 c) Con tiratura fino a 10.000 copie a numero € 367,00 2) Di emittenti radiotelevisive a diffusione regionale o locale 10
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a) Con potenziale bacino di utenza superiore a 400.000 destinatari, al mese € 1.968,00 b) Con potenziale bacino di utenza da 100.000 a 400.000 destinatari, al mese € 1.350,00 c) Con potenziale bacino di utenza fino a 100.000 destinatari, al mese € 900,00 3) Di quotidiani e periodici telematici e agenzie collegati a quotidiani, periodici e agenzie A diffusione nazionale o con visite mensili superiori a 150.000 € 705,00 4) Di quotidiani e periodici telematici e agenzie Con visite mensili inferiori a 150.000 € 367,00 TITOLO VIII NORME PER L’APPLICAZIONE DEL TARIFFARIO
A) Il presente tariffario indica cifre minime, al lordo delle ritenute fiscali di legge, al di sotto delle quali l’Ordine dei Giornalisti ritiene che non sia possibile andare, stabilendo in tal caso la incongruità del compenso. In ogni caso la determinazione dell’effettivo ammontare dei corrispettivi deve tenere conto della qualità del committente, dei compiti in concreto demandati al giornalista, dell’impegno necessario del tempo richiesto. B) Le spese sostenute dal collaboratore e direttamente inerenti le prestazioni sono rimborsate a piè di lista, su presentazione di idonea documentazione, salvo patto contrario scritto. C) I compensi di cui sopra sono dovuti anche in caso di mancata pubblicazione del materiale giornalistico commissionato oppure inviato nel quadro della collaborazione concordata, a meno che il materiale stesso non venga tempestivamente restituito all’autore con espressa motivazione entro tre giorni per quotidiani, agenzie di stampa, settimanali e bisettimanali, ed entro dieci giorni per i mensili. D) Ai fini del presente tariffario si adottano le seguenti definizioni: a) Notizia: è una concisa informazione fornita dal giornalista su fatti o situazioni b) Articolo: è un testo in chiave di resoconto o di analisi su fatti o temi diversi fino a due cartelle da 25 righe di 60 battute l’una (esempio: politici, economici, sociali, morali, religiosi, culturali, sportivi, etc.) c) Servizio: è un elaborato oltre le due cartelle più complesso e articolato che presuppone un approfondito lavoro di indagine o di ricerca. E) L’applicazione delle presenti tariffe e la liquidazione del compenso sono soggette alla vigilanza e alla disciplina del Consiglio regionale o interregionale dell’Ordine al
quale il giornalista è iscritto. F) In caso di contestazione giudiziale o extra-giudiziale, il giornalista può rivolgersi al competente Consiglio regionale o interregionale dell’Ordine per ottenere il parere sulla congruità del compenso, ai sensi degli artt. 633 e 636 cpc. G) In armonia con le norme concordate in sede di CCNL giornalistico, modifiche ed integrazioni sostanziali ad ogni articolo o servizio firmato devono essere apportate con il consenso dell’autore, sempre che sia reperibile. L’articolo non dovrà comparire firmato nel caso in cui le modifiche siano apportate senza l’assenso del giornalista. Gli articolisti non possono cedere prima di 10 giorni articoli se inviati ai quotidiani o di 30 giorni se inviati ai periodici senza previo consenso del direttore. H)L’articolista può pubblicare in volume gli articoli inviati, siano o non siano stati retribuiti, tre mesi dopo la consegna dell’ultimo della serie, anche se non pubblicati dal giornale al quale erano destinati. Per gli addetti ai periodici, il termine indicato nel comma che precede è di un anno, salvo diverso accordo scritto tra le parti. I) L’utilizzazione della prestazione giornalistica regolata dal tariffario è limitata ai media per i quali la collaborazione è stata richiesta. Le eventuali ulteriori utilizzazioni, anche parziali, nell’ambito delle attività dello stesso editore o presso altri editori, debbono essere autorizzate dall’autore, concordando il relativo compenso, che per ogni successiva utilizzazione non potrà comunque essere inferiore al 30% del corrispettivo iniziale. L) Il compenso di un elaborato oltre le cinque cartelle è maggiorato del 20%. M)Si riconosce al collaboratore inviato fuori sede per un servizio l’indennità (il 30% del compenso tabellare) che il contratto nazionale di lavoro (art. 7) accorda ai giornalisti chiamati occasionalmente a prestare la propria opera in funzione di inviati. TITOLO IX
I compensi erogati sono al netto delle contribuzioni previdenziali e, pertanto, non ricomprendono il contributo del 12%, ai sensi del D. Lgs n. 103/96, da versare alla “Gestione separata lavoro autonomo INPGI”. Detto contributo è così ripartito: - 10% del reddito imponibile a totale carico dell’iscritto; - 2% a titolo di contributo integrativo, a carico di coloro (aziende, etc.) che si avvalgono dell’attività professionale, calcolato sul reddito lordo e addebitato dall’iscritto all’azienda, con indicazione nella relativa fattura, all’atto di ogni pagamento. Il versamento alla gestione separata Inpgi dell’intero contributo dovuto (12%) è a carico del giornalista. Notiziario USPI n° 3/2007
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MONS. RAVASI: I GIORNALI COME I REALITY SHOW
dialogando dialogando
Il numero di novembre-dicembre u.s. - di “Ordine - Tabloid”, mensile dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, pubblica una interessante intervista di Paola Pastacaldi a mons. Gianfranco Ravasi (noto biblista e giornalista e uomo di eccezionale cultura) sull’informazione dei giornali e quella televisiva. La giornalista ha chiesto, tra l’altro, all’insigne teologo quali sono gli argomenti su cui baserebbe una comparazione critica tra stampa italiana e mondiale. Riportiamo, di seguito, le osservazioni di mons. Ravasi: «La politica, direi, come primo punto. Gli editoriali sono pesanti, in questo i giornali italiani sono complicati e reiterativi per ragioni che sono varie. La prima è che da noi la politica è vissuta così, come un continuo estenuante minuetto (vediamo la finanziaria di questi giorni), anche perché noi abbiamo istituzioni e meccanismi, come le lobbies, che vivono una loro vita,
con interessi specifici e un linguaggio anche specifico; secondo, da noi esiste lo specialista della politica che è quasi un “sacerdote” che vive di quello, in osmosi con la sua materia. All’estero questo non accade, di politica scrivono anche altri, per esempio gli scrittori. Poi c’è il grande problema dei temi culturali; da noi la pagina della cultura, bisogna ammetterlo realisticamente, aveva una tradizione forte, pensiamo al Corriere della Sera di alcuni decenni fa, a quello che era l’elzeviro del passato. La cultura era la testimonianza della temperie della vita, nel senso degli avvenimenti spirituali che concorrono alla caratterizzazione di un determinato momento storico. Pensiamo a giornalisti scrittori come Montale a Flaiano, a Buzzati; allora la cultura era intesa come società, i giornalisti ne scoprivano i dinamismi, i fermenti, ma anche le arterie morte. Oggi la tentazione è registrare solo il fruscìo insistente e spumeggiante legato ad alcuni eventi curiosi o scandalistici, a degli eccessi sociali sempre con colori e sapori forti. Riusciamo a capire il vuoto della società attraverso il vuoto della pagina culturale, ma non riusciamo però a capire quale è la dimensione profonda di questo vuoto. Il
giornale riflette come una fotografia il vuoto, ma non dà interpretazioni, non aiuta a capire questo abbattimento culturale odierno. Questi giornali sono come i reality show, che riflettono un mondo stupido, ma non ne mostrano la stupidità, anzi la coltivano. Non sono immorali, ma amorali. Nel mio passato, io sono nato nel 1942, c’erano Hitler, Stalin e un bagno di sangue copriva l’Europa, si supponeva però comunque l’esistenza di coscienze, pur immorali. Nietzsche scriveva contro i cristiani, ma sempre avendo in mente una idea di morale. Oggi non c’è niente di tutto questo. Che cosa possiamo chiedere ad Alba Parietti o Simona Ventura o a certi giornalisti che non conoscono la differenza e la definizione di valore e non valore quando parlano dei fatti? Ho conosciuto di recente una autrice di testi per un reality (i reality, dunque, non sono reali, visto che hanno tutti un testo già scritto prima). Questa autrice mi ha detto che sempre i suoi testi le vengono mandati indietro varie volte, perché si chiede di esagerare, di fare litigare i protagonisti di più, di mettere più volgarità. L’atmosfera sociale non viene, quindi, interpretata né tanto meno corretta, ma incrementata. Ripenso ad una riflessione ironica di Kierkegaard. Aveva scritto che la nave era in mano al cuoco di bordo, il quale trasmetteva col megafono non più la rotta, ma solo ciò che avrebbero mangiato l’indomani».
PRESTO I QUOTIDIANI CARTACEI SPARIRANNO? SI’! FORSE NO!
“Non so davvero se fra cinque anni stamperemo ancora il “New York Times”. Questa dichiarazione ha fatto il giro del mondo poiché a pronunciarla è stata una persona informata dei fatti, Arthur Sulzberger Jr., 55enne editore del più celebre quotidiano del mondo, in una recente intervista al quotidiano israeliano “Haaretz”. Questa pessimistica profezia è dovuta al profondo rosso in cui si dibattono i bilanci della casa editrice della grande mela.
Quando si fermeranno le rotative il “New York Times” viaggerà solo su web. E infatti, soggiunge Sulzberger: “Internet è un posto meraviglioso... sviluppare un sito ha costi più contenuti... e su questo terreno noi siamo davanti a tutti”. E in Europa? Per ora si registra un solo caso di fuga sul web: dal 1° gennaio u.s. lo storico quotidiano svedese “POIT, Post Och Inrikes Tidnigar”, stampato nel 1645 per Notiziario USPI n° 3/2007
volontà della regina Cristina di Svezia, si era ridotto a mille lettori e sta trovando in Internet la sua ancora di salvezza. L’innovazione dei quotidiani cartacei costa troppo e alla fine, gira e rigira, la questione è solo economica. E questa constatazione è piuttosto triste poiché mortifica un rito quotidiano. Come ha osservato Stefano Zecchi sul “Giornale” dell’11 febbraio u.s. “il cambiamento più profondo non riguarderà né gli addetti alla stampa, né i politici, né i giornalisti ma la gente comune: il pensionato che non potrà passare mezz’ora seduto su una panchina ai giardini sfogliando e leggendo il suo giornale, coloro che si risvegliano al mattino con cappuccino-brioche-quotidiano, chi si addormenta mezz’ora dopo il pranzo sulla poltrona con il giornale che gli scivola lentamente dagli occhi alle ginocchia, il vacanziere sulla sdraio...”.
Il che sarebbe abbastanza malinconico. Come perdere un amico che ci faceva compagnia.
Gavin O’Reilly, 38 anni, è il combattivo presidente della “World Association of Newspaper”, l’associazione internazionale che riunisce gli editori dei giornali cartacei.
Intervistato da Maurizio Molinari per la “Stampa” (20 febbraio u.s.), O’Reilly ha testualmente dichiarato: “Credo fermamente nella durata e vitalità della stampa anche perché vi sono chiare, empiriche prove che confermano come molte centinaia di milioni di persone preferiscono la carta anche quando hanno di fronte alternative audio-video. Il mercato dei giornali è in crescita: la diffusione globale è aumentata del 10 per cento in 5 anni e del 2 per cento nel solo 2006. Contrariamente all’opinione corrente i giornali di carta cresco12 no e non devono inseguire 11
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PRESTO I QUOTIDIANI CARTACEI SPARIRANNO? SI’! FORSE NO!
nessuno. I giornali sono oggi letti da 1,4 miliardi di persone ogni singolo giorno e costituiscono un’industria mondiale del valore totale di 180 miliardi di dollari che genera più entrate pubblicitarie della somma di radio, cinema, cartelloni, riviste e Internet... Insomma è un’industria davvero in buone condizioni, nonostante ciò che si sente dire in giro. Questo non significa che gli editori sono passivi: stanno avvenendo importanti innovazioni nella carta come nelle piattaforme digitali. Anche nei mercati più sviluppati e maturi assistiamo alla proliferazione di innovativi tipi di giornali che puntano a conquistare nuovi segmenti di lettori”. L’USPI, ovviamente, tifa affinché i giornali di carta abbiano lunga vita e da dieci anni a questa parte prefigura un coesistenza e una pacifica sinergia tra la carta stampata e l’informazione on line interattiva. Già oggi dei 50 siti dei quotidiani italiani più diffusi, 8 offrono un servizio ai lettori di blog gestiti dalle principali firme del giornale. Il 5 febbraio u.s. il “Sole - 24 Ore” ha tenuto a Roma un Convegno dal titolo perentorio: “Il web ucciderà i giornali?”. Gli esperti non hanno dato una risposta positiva ma hanno delineato una diversa possibilità partendo dal presupposto che l’alternativa tra web e giornali non è ben definita. Il che non significa che il problema non sussista. L’alternativa più immediata non è tra il web e i giornali, ma caso mai tra un display digitale e la carta. E da questo punto di vista si può immaginare un lento riposizionamento tecnologico: la carta presenta punti di forza innegabili, visto che non ha bisogno di pile, non si rompe se cade, consente una lettura panoramica delle notizie che può dare un’idea della loro importanza relativa migliore dello schermo di un computer o di un telefonino: ma d’altra parte non è aggiornabile nel corso della giornata, non è interattiva e, soprattutto, è costosa. Dunque, l’uso della carta continuerà, alimentato in futuro dal print on demand, almeno fino a quando non saranno davvero convenienti i display flessibili connessi al web dei quali si parla come di “carta digitale” sulla quale si leggeranno i segni prodotti dall’ “inchiostro elettronico”. IL PARTITO DEI PESSIMISTI
Al pari dei testimoni dei Geova che scrupolosamente aggiornano la data precisa della fine del mondo, da 30 anni i profeti di morte della carta stampata spostano le loro previsioni con accurata precisione. Philip Meyer dall’ “Economist”, con l’articolo “Il giornale che sta svanendo”, assicura che in USA “il primo trimestre del 2043 sarà il momento in cui l’ultimo, esausto lettore getterà via l’ultimo, raggrinzito quoti12
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diano”. Dallo stesso settimanale apprendiamo che l’informazione su carta stampata non ha lungo destino poiché “il business di vendere parole ai lettori, e vendere questi lettori agli inserzionisti pubblicitari, sta crollando”. Tuttavia, di fronte alla previsione di Meyer, L’ “Economist” non perde la sua elegante imperturbabilità perché chiosa: “c’è di che preoccuparsi, ma senza farsi prendere dal panico”. Su quali dati si basano queste previsioni? Sulla riduzione sistematica dei lettori a vantaggio di internet, o meglio a vantaggio dell’informazione via web, di cui si servono soprattutto le nuove generazioni e i pubblicitari. I ragazzi inglesi fra i 15 e i 24 anni spiegano (in un sondaggio) che da quando hanno “iniziato ad usare internet, il tempo dedicato alle notizie sulla carta stampata è calato del 30%”. In USA come in Europa Occidentale, in Australia come in Nuova Zelanda e in America Latina i numeri della diffusione sono in forte diminuzione. In casa nostra il recente rapporto di Audipress, l’Associazione che effettua le indagini sulla lettura dei giornali, per il primo semestre 2006 rileva un calo complessivo dei lettori di quotidiani dello 0,9% rispetto al secondo semestre 2005. Un po’ meglio va la vendita di libri, ma il dato di +1,8% di crescita messo a segno nel 2005 è uno dei più bassi degli ultimi anni ed è stato proprio il canale libreria - di gran lunga il più importante - che ha evidenziato le maggiori difficoltà, mentre nelle edicole si mantengono vivaci le vendite dei libri con i giornali. IL WEB COME OCCASIONE DI CRESCITA
A dispetto di questi dati poco brillanti per la carta stampata, da 10 anni si è andata consolidando una pattuglia di studiosi che prevede ancora per molti anni una coesistenza competitiva ma pacifica fra carta stampata e internet, basandosi sulla considerazione che nel secolo scorso nessun nuovo media ha distrutto gli altri. Sembrerebbe, dunque, che nel sistema mediatico “nulla si crea e nulla si distrugge”, poiché la carta stampata è sopravvissuta alla radio, la radio alla tv, e la tv a internet. Questo indirizzo dottrinale ha preso il nome di “remediation”, espressione che indica, appunto, le interferenze tra vecchi e nuovi media. La tesi è che non si ha discontinuità tra mezzi vecchi e nuovi poiché i diversi ambienti tecnologici sono riproposti in un processo incessante di “media-
morfosi”. Al riguardo Derrick de Kerckove ha scritto: “La forma vera della radio è stata rivelata dalla tv, la forma della tv è stata resa manifesta soltanto dopo l’invenzione del computer. La forma del computer è già possibile comprenderla perché siamo entrati nel mondo delle “Reti”. Qualcuno osserva che l’avvento tumultuoso del cellulare non ha (ancora) distrutto il telefono fisso. Per concludere questa nota con un dato positivo (e scaramantico) rileviamo che l’osservatorio della Federazione delle concessionarie di pubblicità calcola che nel primo semestre di quest’anno l’advertising sulla free press ha fatturato 36,58 milioni di euro, con una crescita del 12,4% rispetto allo stesso periodo del 2005. Risultati positivi anche per i periodici per i quali gli investimenti pubblicitari sono cresciuti del 6,4%. Certamente nei prossimi decenni le nuove tecnologie imporranno all’industria editoriale della carta stampata modificazioni imprevedibili, ma è un po’ presto per decretare la morte di quotidiani, periodici e libri. Giovanni Valentini su “La Repubblica”, in un sensato commento alla cover story dell’ “Economist” ha prospettato questa equilibrata diagnosi che sentiamo di condividere totalmente: “I giornali non sono affatto morti e verosimilmente non moriranno, se sapranno rinnovarsi e adeguarsi. Sopravviveranno certamente i quality papers, i giornali di qualità, capaci di interpretare, spiegare e approfondire gli eventi e di fare opinione. Sopravviveranno i giornali locali di servizio, più vicini alle esigenze concrete e alle richieste quotidiane dei lettori. E soprattutto sopravviveranno i giornali che sapranno integrare le proprie funzioni con internet, con le caratteristiche e le potenzialità della rete. E questa previsione non catastrofica crediamo riguardi anche il futuro prossimo della stampa periodica.
LE FIAMME GIALLE A SOSTEGNO DEL DIPARTIMENTO EDITORIA
Il 1° marzo scorso è stato siglato un accordo fra il Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Guardia di Finanza. Obiettivo della convenzione sarà una collaborazione tra Fiamme Gialle e Dipartimento per la verifica di un
corretto utilizzo delle norme e dei Fondi a sostegno dell’editoria.
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La gestione editoriale di un periodico medio-piccolo
Si è già accennato al fatto che le Concessionarie di pubblicità difficilmente sono interessate a vendere gli spazi pubblicitari di un periodico medio-piccolo. Ne consegue che l’editore minore o cura direttamente la raccolta pubblicitaria o si affida a collaboratori autonomi che promuovono e raccolgono le ordinazioni che poi trasmettono all’editore nel cui interesse agiscono. Questa attività è propria del c.d. procacciatore d’affari che si differenzia dalla figura dell’agente di commercio per la mancanza di stabilità dell’incarico e per l’atipicità del rapporto. Il codice civile all’art. 1332 prevede infatti che, nell’ambito dell’autonomia contrattuale, le parti possano concludere contratti atipici aventi una disciplina particolare. I rapporti tra l’editore e il procacciatore di pubblicità sono quindi disciplinati da accordi liberamente negoziati tra le parti e, per analogia, in quanto compatibili con la natura del rapporto, dalle disposizioni che riguardano il rapporto di agenzia disciplinato dagli artt. 1742-1753 del codice civile. Il venditore di spazi pubblicitari non agisce alle dipendenze, né sotto la direzione dell’editore, ma si limita saltuariamente a trasmettere le singole ordinazioni delle aziende inserzioniste che gli fruttano una provvigione in percentuale, solitamente non integrata da concorso alle spese sostenute. La non puntuale pubblicazione dell’inserzione pubblicitaria o la mancata pubblicazione per causa imputabile all’editore deve essere provata dal procacciatore per ottenere la provvigione (Cass., 10 settembre 1986, n. 5532).
L’attività del procacciatore non presenta: - continuità e predeterminazione della sfera territoriale in cui la prestazione deve essere espletata; - obbligo di vincoli di fedeltà (il procacciatore è libero di agire nei confronti di altri editori).
Può, quindi, decidere di segnalare l’affare a un editore piuttosto che a un altro, secondo il proprio tornaconto economico e non ha l’obbligo di iscrizione ad alcuno specifico ruolo.
PROVVIGIONE E TRATTAMENTO FISCALE
L’addetto alla raccolta pubblicitaria non ha diritto ad alcuna indennità di fine rapporto data la natura non stabile e non continuativa del rapporto stesso. Insomma secondo una prassi invalsa fino a poco tempo fa il procacciatore di pubblicità percepiva solo la provvigione, nella percenNotiziario USPI n° 3/2007
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LA RACCOLTA DELLA PUBBLICITA’ E IL PROCACCIATORE D’AFFARI
tuale concordata nella lettera d’incarico, sulla quale, all’atto del pagamento, veniva operata la normale ritenuta d’acconto. La misura percentuale della provvigione è rimessa alla libera contrattazione delle parti. Il 15% è la percentuale minima in uso. Trattandosi di prestazioni di servizi, l’aliquota IVA da applicare è quella del 20%. Sui compensi corrisposti deve invece essere effettuata una ritenuta d’acconto del 23% calcolata sul 50% del compenso. Se il procacciatore rilascia dichiarazione di avvalersi della collaborazione continuativa di altri procacciatori o di dipendenti, la ritenuta va calcolata sul 20% dei compensi. L’Enasarco con delibera del 18 febbraio 2000, approvata dai Ministeri del Tesoro e del Lavoro, ha eliminato dal regolamento il requisito dell’iscrizione obbligatoria al ruolo degli agenti di cui alla legge 3 maggio 85, n. 204, quale condizione per l’iscrivibilità obbligatoria all’ente con conseguente beneficio dell’assicurabilità. Si è voluto in sostanza attribuire anche alle figure dei procacciatori di pubblicità non iscritti la tutela propria dell’agente iscritto all’Enasarco. Sul piano operativo pertanto parrebbe sufficiente che accertando l’Enasarco una certa stabilità dell’incarico e l’assegnazione di una zona territoriale di competenza predeterminata possa assimilare il rapporto a quello dell’agente di commercio e quindi possa pretendere l’iscrizione e il conseguente versamento dei contributi. SCHEMA DI CONTRATTO
Con questa scrittura privata, liberamente concordata, da valere ad ogni effetto di legge tra il Sig......................., nato a............ il ................................................., editore del periodico............................., con sede a .............................., via .............................. n. ........................... tel. .............................., e il sig. ................................................ nato a ........................................ il ....................... domiciliato a ........................................... via .............................. n. ............................. cod. fisc. ............................. si stipula il seguente: CONTRATTO DI PROCACCIAMENTO D’AFFARI PER RACCOLTA DI INSERZIONI PUBBLICITARIE
1. L’editore del periodico.......................
richiamato in epigrafe, si obbliga a riconoscere al Sig. ............................. sulle vendite di spazi pubblicitari accettati e andati a buon fine che questi dovesse procacciare la provvigione di cui al punto 2. 2. L’editore si obbliga a versare al Sig. ........................ la provvigione del 15% sul prezzo di vendita, al netto di IVA, per ogni spazio pubblicitario acquistato dall’inserzionista e promosso dal procacciatore d’affari. 3. La liquidazione delle provvigioni verrà effettuata alla fine di ciascun trimestre solare, per contanti o mediante assegno circolare. 4. Qualora il Sig..................... per tre (o sei) mesi non dovesse procacciare inserzioni pubblicitarie accettate dall’Editore e andate a buon fine, il presente contratto s’intenderà automaticamente risolto senza obbligo di disdetta da pare dell’editore. 5. Questo contratto decorre dal ................, ha durata di un anno e può essere tacitamente rinnovato. 6. Competente a decidere le controversie derivanti da questo contratto sarà esclusivamente il Foro di .............................. Data........................ L’EDITORE................................................. IL PROCACCIATORE DI PUBBLICITA’ ..................................................................... LE CONCESSIONARIE
Nel caso in cui la testata sia così forte da costituire un mandato interessante, l’editore anziché organizzare la raccolta pubblicitaria in proprio o mediante un procacciatore di pubblicità, si affida a una concessionaria che per contratto avrà l’esclusiva totale della vendita degli spazi pubblicitari. A volte gli editori si affidano a concessionarie mirate che si occupano solo degli spazi locali, cioè di quelli previsti nei supplementi locali del periodico, mentre altre concessionarie si occupano della clientela e della pubblicità nazionale. In genere le concessionarie operano per i periodici di massa o per periodici di non alta specializzazione. Nelle pubblicazioni di nicchia, e cioè scientifiche, tecniche e specializzate si tende a dividere la concessione tra più mercati. Nascono così le concessioni di settore che puntano sulla raccolta di inserzioni connesse con i contenuti specializzati del periodico e le concessioni “fuori settore” che promuovono l’offerta di spazi pubblicitari con attento riferimento alle qualità socio-economiche dei lettori. (6. continua) 13
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L’inserzione sopra riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art. 3, terzo comma, del DPR 26/10/72 n. 633
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BI BL I OT E C A US P I CENSIS - 40° RAPPORTO SULLA SITUAZIONE SOCIALE DEL PAESE 2006
FrancoAngeli, Milano 2006, pagine 608, € 45,00
L’incipit di questo ormai quarantennale Rapporto CENSIS è significativo: “Ci giochiamo tutto in questi mesi invernali. Se ci va bene, se cioè si intensificano le scintille di vitalità che ci hanno fin qui procurato una buona ripresa, allora usciremo dall’inverno con il turchino dell’aprile; se ci va male, se cioè la ripresa si arresta, allora aspettiamoci i colori lividi e un po’ torbidi del febbraio”. Al riguardo il Rapporto sembra essere abbastanza ottimista e, infatti, si concentra sull’analisi dettagliata dei fenomeni di ripresa economica, sull’interpretazione delle dinamiche sociopolitiche che hanno caratterizzato soprattutto questi ultimi mesi, e sull’individuazione dei reali processi di crescita della società italiana. Su tali temi si soffermano in maniera puntuale le Considerazioni generali, che introducono il
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Uspi
Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972
Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Fax: 06.40.66.859 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991)
Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Giancarlo Cinoglossi
Redattore Responsabile: Vittorio Volpi
Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate
Tipografia: SO.GRA.RO. SpA - Via Ignazio Pettinengo, 39 00159 Roma Il n. 3 (marzo 2007) è stato stampato il 12 marzo 2007
Notiziario USPI n° 3/2007
Rapporto. Nella seconda parte, La società italiana al 2006, vengono affrontati i temi di maggiore interesse che sono emersi nel corso dell’anno; oltre alla possibilità della ripresa, i rischi connessi al persistere di zavorre sistemiche, e la crisi di senso delle leadership. Nella terza e quarta parte vi sono le analisi per settori: la formazione, il lavoro, il welfare, la sanità, il territorio, le reti, i soggetti economici, la sicurezza, la cittadinanza, l’innovazione, i media e la comunicazione. Con riguardo alla carta stampata nel 2005 la diffusione dei quotidiani nazionali è scesa dello 0,9%, quella dei non nazionali è scesa del 3,1% seguiti dai provinciali (-0,7%) e dai regionali (-05%) mentre la vendita dei settimanali ha fatto registrare un rialzo del 5,6% e quella dei mensili una variazione positiva del 16,3%. Le tendenze dei generi sono state riportate sul numero di gennaio u.s. di questo “Notiziario” nelle pagine 10 e 11. L’ULTIMA COPIA DEL “NEW YORK TIMES” di Vittorio Sabadin Donzelli Editore, Roma 2007, pagina 168, € 15,00
“Non so davvero se fra cinque anni stamperemo ancora il New York Times”. Questa dichiarazione - che abbiamo commentato alle pagine 11 e 12 di questo “Notiziario” - ha fatto il giro del mondo poiché a pronunciarla è stato Arthur Sulzberger Jr., 55enne editore del più celebre quotidiano del mondo. Ma la notizia era nell’aria se Vittorio Sabadin, giornalista di lungo corso che ha guidato per circa vent’anni la redazione de “La Stampa”, è riuscito ad anticiparla con questo libro scritto l’anno scorso e pubblicato quest’anno. Meno pessimista ma non meno perentorio, Philip Mayer, uno dei più competenti studiosi dell’editoria USA, ha calcolato che l’ultima copia su carta del quotidiano della “grande mela” uscirà nel 2043. Che sta succedendo? Per qual motivo le imprese editoriali che in tutto il mondo hanno generato utili di bilancio, e contribuito in modo determinante a salvaguardare democrazia e valori civili, vedono minacciata la loro stessa sopravvivenza? Editori e giornalisti tendono ad attribuirsi reciprocamente la colpa. Ma il vero nemico dei giornali, quello che li sta inesorabilmente condannando a morte, è la tecnologia. Il tempo a disposizione della gente è diminuito, e ognuno di noi ha ormai la possibilità di essere informato quando vuole, dove vuole e sui temi che preferisce senza dovere per forza ricorrere alla lettura di un giornale. Le pagine web, le email, la telefonìa
mobile, le tv tematiche riempiono costantemente le nostre giornate, senza lasciarci mai soli. Nel giro di qualche anno le nuove tecnologie di comunicazione avranno un impatto ancora più forte sui destini dei giornali di carta. Ed allora, come avverte il più grande editore del mondo, Rupert Murdoch, il futuro propone due sole alternative: cambiare o morire. E il cambiamento per sopravvivere potrebbe essere l’approdo della carta stampata in una sinergia pacifica con le tecnologie che possono creare un rapporto più solido e duraturo con i lettori
LA FINE DELLA VERITA’ Iraq, guerra del terrore, scontro di civiltà: cronaca di una mistificazione di Monica Maggioni Longanesi, Milano 2006, pagine 228, € 14,60
A distanza di 2000 anni, la domanda che Pilato rivolse a Gesù: “Che cos’è la verità?” è quanto mai attuale. E Monica Maggioni, giornalista e inviata di guerra, alla domanda di Pilato dà una risposta documentata ed amara: la verità tout court non esiste e quindi non può essere raccontata. “Per chi di mestiere racconta storie, sentirsi dalla parte giusta, dalla parte della verità è ogni giorno un po’ meno possibile”. Esistono, infatti solo le verità ufficiali, le verità propagandistiche, ma la realtà è terribilmente complessa, contraddittoria e indecifrabile e chi deve farne la cronaca rischia spesso di costruire un mosaico poco chiaro. Partendo dall’11 settembre, Monica Maggioni racconta come la stampa sia stata condizionata dall’eco delle reciproche propagande: la grande macchina da guerra americana da un lato e il potente network del terrorismo internazionale dall’altro. Dopo aver a lungo evocato lo scontro di civiltà, l’11 settembre del 2001 lo scontro arrivò a New York e senza approfondirne le cause fu celebrato “il rito dello shock collettivo. Dello stupore planetario... Il peso dell’emotività, della paura, avrà la meglio su ogni valutazione razionale e continuerà ad influenzare profondamente il modo di raccontare il timore di attacchi terroristici con armi non convenzionali, la guerra in Afghanistan e più di tutti quella dell’Iraq”. Secondo la giornalista in Bush Bin Laden ha il nemico perfetto. Un nemico che crede, esattamente come lui, che una nuova guerra di religione scuota il mondo. Un libro ricco di storie intense e popolate da personaggi interessanti e concreti. Una denuncia sulla fine della verità. Nei conflitti mediorientali e nel resto del mondo. 15
PERIODICI ASSOCIATI ALL’U USPI
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ALCEDO ORNITOLOGIA E NATURA
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IL CORRIERE DELL’UNIONE
NOTIZIARIO INTERFILE AZIENDE
Via Ferrucci, 2 20052 Monza MI Direttore: Massimo Natale Editore: Alcedo Srl Periodicità: bimestrale Materia trattata: ornitocoltura, ornitologia
Via Savoia, 84 00198 Roma Direttore: Franco Cesareo Editore: Copi Srl Periodicità: bimestrale Materia trattata: tecnico-giuridico, associativo
Via A. Marco, 4 36051 Creazzo VI Direttore: Rino Boseggia Editore: Centro Studi Castegnaro Srl Periodicità: bimestrale Materia trattata: normativa fiscale, societaria e del lavoro
ANUSCA INFORMA
DOSSIER CONDOMINIO
PRATO STORIA E ARTE
Via dei Mille, 35/E-F 40024 Castel S. Pietro Terme BO Direttore: Paride Gullini Editore: Anusca Srl Periodicità: trimestrale Materia trattata: vita associativa
Via Antonio Salandra, 1/A 00187 Roma Direttore: Carlo Parodi Editore: Graficanaci sas Periodicità: bimestrale Materia trattata: condominiale
Via degli Alberti, 2 59100 Prato Direttore: Pietro Vestri Periodicità: semestrale Materia trattata: storia, arte, cultura
BOLLETTINO ORDINE DEI MEDICI CHIRURGHI E DEGLI ODONTOIATRI DELLA PROVINCIA DI PERUGIA Via Settevalli, 131 06129 Perugia Direttore: Mario Tinio Editore: Ordine Medici Chirurghi e Odontoiatri Periodicità: bimestrale Materia trattata: aggiornamento e formazione
IMOLA.IT
Via Cavour, 7 40026 IMOLA BO Direttore: Michela Tarozzi Editore: Comunicazione Video Periodicità: mensile Materia trattata: eventi, costumi, moda
PUBBLICO
Piazza G. di Nocera, 1 80020 Casavatore NA Direttore: Claudio Filippini Periodicità: bimestrale/trimestrale Materia trattata: informazione istituzionale
IL CONTO
InAMARANTO
RIVISTA DIOCESANA BIELLESE
Via Ardeatina Km 20,300 00040 Roma - Santa Palomba Direttore: Isabella Cesaritti Editore: Data Ufficio S.p.A. Periodicità: mensile Materia trattata: casa, tasse e previdenza
Corso Mazzini, 211 57126 Livorno Direttore: Giuliano Bicchierai Editore: Comitato Organizzatore Trofeo Gaetano D’Alesio Periodicità: quindicinale Materia trattata: sport
Via Vescovado, 10 13900 Biella Direttore: Edoardo Moro Editore: Curia Vescovile di Biella Periodicità: quadrimestrale Materia trattata: atti del vescovo e della Curia
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