NOTIZIARIO ANNO 42∞ - MENSILE UNIONE
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Uspi
11 NUMERI
Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L. 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma. In caso di mancato recapito rinviare all’ufficio P.T. di Roma - Romanina detentore del conto per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa in vigore
STAMPA PERIODICA ITALIANA
PRIVACY
SONDAGGI POLITICI ED ELETTORALI, BISOGNA SEMPRE CITARE LE MODALITA’ DI RACCOLTA DEI DATI
La Legge 23/2/2006, n. 51, di conversione del DL 273/05 (su Gazzetta Ufficiale n. 49 del 28/2/06 - Supplemento ordinario n. 47), ha confermato il termine del 31 marzo 2006 entro il quale i titolari del trattamento di dati personali devono adottare le “misure minime di sicurezza” al fine di ridurre al minimo i rischi di distribuzione o perdita, o di accesso non autorizzato o di trattamento non consentito, dei dati stessi previste dall’articolo 180 del decreto legislativo 196/2003 (vedi precedenti numeri del “Notiziario USPI”). Sempre entro il 31 marzo, i titolari del trattamento di dati sensibili e giudiziari hanno l’obbligo di redigere il c.d.“Documento programmatico sulla sicurezza”. Scade sempre a fine marzo l’obbligo di compilare un documento, con data certa, in cui si descrivano le motivazioni, per quei titolari che dispongano di strumenti elettronici che per obiettive ragioni tecniche non consentano l’immediata applicazione delle misure minime. Per costoro l’obbligo di adeguarsi al dettato del decreto legislativo 196/03 è posticipato al 30 giugno 2006.
a Commissione servizi e prodotti dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, nella seduta del 22 febbraio scorso, ha fornito alcuni chiarimenti interpretativi sulla disciplina vigente in materia di sondaggi politici ed elettorali. In risposta ad un quesito postole dall’ASSIRM - Associazione tra gli Istituti di Ricerche di Mercato, l’Autorità ha inviato alle associazioni di categoria più rappresentative del settore editoriale e radiotelevisivo ( U S P I - F I E G - R A I - F RT- A E R A N T I CORALLO e RNA) una lettera con tutti i chiarimenti richiesti, chiedendone la più
CONVENZIONE USPI-LODO PROMOTION Srl per servizi di consulenza sulla normativa della privacy VEDERE A PAGINA 7
CONVENZIONE USPI - BDO SpA (Società di revisione iscritta alla Consob) per la certificazione dei costi acquisto carta (esercizio 2005) VEDERE PAGINA 4
Anche nel caso di notizia del sondaggio ripresa da altra fonte
L
S OMMARIO
Le misure minime di sicurezza e il “DPS” entro il 31 marzo (pagina 1)
rimpiangere il praticantato redazionale? (pagine 5 e 15)
Convenzione USPI-BDO SpA (pagina 12)
Convenzione Promotion Srl (pagina 6)
LAVORO, diritto, fisco e previdenza (pagina 13)
USPI-Lodo
e
Le quote associative USPI per l’anno 2006 (pagina 7)
Avviso di convocazione dell’Assemblea USPI dell’anno 2006 (pagina 3)
Tariffe dell’Ordine dei Giornalisti per le collaborazioni libero-professionali, anno 2006 (pagine 8, 9, 10)
NOTIZIE Editoria Comunicazione (pagina 2)
EISE - International Business Contacts (pagina 4) Il tirocinio universitario farà
M ARZO 20 0 6
Una precisazione dell’Autorità per le Comunicazioni
LE MISURE MINIME DI SICUREZZA E IL “DPS” ENTRO IL 31 MARZO
Sondaggi politici ed elettorali, bisogna sempre citare le modalità di raccolta dei dati (pagine 1, 2)
3
La gestione editoriale di un periodico medio-piccolo: mortalità neonatale e miopia di marketing (pagina 11)
Un’idea per valorizzare le foto dei lettori (pagina 13) Who’s who in Italy (pagina 14) Biblioteca USPI (pagina 15) Periodici associati all’USPI 381° elenco (pagina 16) L’Eco della Stampa (pagina 16)
ampia diffusione. L’Authority per le Comunicazioni, oltre a ribadire le modalità di pubblicazione dei sondaggi politici ed elettorali stabilite dall’articolo 8 della Legge 22 febbraio 2000, n. 28, e disciplinate dall’articolo 26 della Delibera 29/06/CSP della stessa Autorità, ha precisato che “quando emittenti o organi di stampa diffondono la notizia, da chiunque divulgata , dell’esistenza di un sondaggio, devono precisare (contestualmente alla pubblicazione della notizia, o al massimo entro 24 ore - n.d.r.) se il sondaggio sia stato o meno realizzato con le modalità cui la legge condiziona la loro diffusione”. Nel caso in cui le precisazioni richieste non vengano fornite dall’autore della notizia, continua l’Autorità, le emittenti o gli organi di stampa “sono tenuti a diffondere, con le stesse modalità, la precisazione che si tratta di un sondaggio non rispondente alle prescrizioni di legge”. Nella lettera si ribadisce inoltre il divieto per qualsiasi soggetto, anche politico, di rendere pubblici i risultati dei 2 A TUTTI GLI ASSOCIATI Con il rinnovo dell’associazione all’USPI per l’anno 2006, aggiungendo al pagamento della quota solo 6 EURO (per le spese postali) riceverete gratuitamente al Vostro indirizzo la “Guida della Stampa Periodica Italiana” (XIII Ediz./2005-2006 Volume + CD) Maggiori informazioni alla pagina 7
Articoli e notizie di questo Notiziario possono essere liberamente riprodotti citandone la fonte. Se ne raccomanda, anzi, la massima diffusione da parte di tutti i periodici associati all’USPI, nell’interesse della categoria QUESTO NOTIZIARIO VIENE SPEDITO AGLI ASSOCIATI USPI IN REGOLA CON IL VERSAMENTO DELLE QUOTE
NOTIZIE Editoria e Comunicazione GIOCA COI SANTI E LASCIA STARE I FANTI Veramente il proverbio dice il contrario, ma questo articolo vuole dare testimonianza che il successo di una pubblicazione dipende soprattutto dalla genialità dell’idea iniziale e dal coraggio di affrontare temi non sfruttati già da altri editori. Stiamo parlando de L’Album dei santini, un singolare album di figurine collezionabili nel quale, al posto dei campioni del calcio o dei personaggi dei cartoon, si attaccano santi, madonne, gesùbambini, angeli, vecchi ricordini della prima comunione e della cresima... L’idea è venuta ad un neo-editore, Pubblicazioni Srl, di Lugo (Ravenna), e neo-associato all’USPI (anzi, l’editore ha contattato la nostra Unione per consigli e suggerimenti ancor prima di iniziare la sua attività) che sotto la collana Raccolte Magiche ha pubblicato quest’opera originale e l’ha diffusa in edicola a dicembre scorso. Ed è stato subito “boom”! Dopo tre giorni dalla messa in vendita, 25 mila album, 250 mila bustine, 1 milione e mezzo di figurine erano esauriti.
La Libreria Editrice Vaticana, per la prima volta nella sua storia, si è messa a vendere figurine ed in mezza giornata ha smerciato metà dell’approvvigionamento. Tanto che la libreria, oltre che a rifornirsi, ha pensato di commissionare altri 5 mila album, ma in inglese. In poco più di un mese son giunte all’editore richieste da Francia, Germania, Stati Uniti e Malta. L’album è elegante e i santini grandi e artistici. La raccolta ha la benedizione del Cardinal Tonini e la stessa CEI ha rivolto interesse all’iniziativa. I collezionisti sono per lo più adulti che raccolgono le figurine non solo per l’originalità e la qualità dell’opera, ma, forse, anche per il piacere di rivivere un pezzetto di gioventù, quando era facile per i frequentatori di chiese scuole e parrocchie trovarsi in tasca qualche santino. Si è aperto un nuovo mercato: sotto gli occhi increduli o compiacenti dei figli ora anche mamme e papà si son messi “a fare le figurine”.
SONDAGGI POLITICI ED ELETTORALI sondaggi elettorali nei quindici 1 giorni precedenti la data della votazione e fino alla chiusura delle operazioni di voto e l’obbligo in capo al soggetto che ha realizzato il sondaggio dell’effettiva osservanza delle prescrizioni metodologiche previste dalla normativa vigente. Ecco il testo della lettera inviata dal Presidente dell’Autorità, pubblicata anche sul sito www.agcom.it: “Egregio Presidente, ...l’informo che l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nella riunione odierna della Commissione servizi e prodotti, ha fornito alcuni chiarimenti interpretativi sulla disciplina vigente in materia di sondaggi politici ed elettorali. L’Autorità ricorda che i risultati dei sondaggi elettorali possono essere diffusi soltanto se accompagnati dalle seguenti indicazioni, che devono essere rese contestualmente disponibili, nella loro integralità, sull’apposito sito internet della Presidenza del Consiglio dei Ministri - www.sondaggipoliticoelettorali.it: a) soggetto che ha realizzato il sondaggio; 2
b) committente e acquirente; c) criteri seguiti per la formazione del campione; d) metodo di raccolta delle informazioni e di elaborazione dei dati; e) numero delle persone interpellate e universo di riferimento; f) domande rivolte; g) percentuale delle persone che hanno risposto a ciascuna domanda; h) data in cui è stato realizzato il sondaggio. Pertanto, quando emittenti o organi di stampa diffondono la notizia, da chiunque divulgata, dell’esistenza di un sondaggio, devono precisare se il sondaggio sia stato o meno realizzato con le modalità sopra indicate, cui la legge condiziona la loro diffusione. Nel caso in cui tali precisazioni non siano state date all’atto della diffusione della notizia del sondaggio, le emittenti e gli organi di stampa devono, se l’autore della notizia le fornisce, riportare entro 24 ore, sul mezzo di comunicazione che ha diffuso il sondaggio, le precisazioni integrative richieste dalla legge con il medesimo rilievo - per fascia oraria, collocazione e carat-
GLI EDITORI DI SE STESSI APPRODANO IN RETE CON IL BLOG Il termine Blog (da web log) significa “diario in rete”, luogo virtuale in cui si esprime il proprio pensiero, sito in cui ognuno può manifestare le sue impressioni o diffondere notizie che ritiene interessanti. Una notizia messa in blog può essere ignorata ma può anche suscitare un’audience rilevante. L’aspetto più delicato di questa tendenza è che nell’oceano incontrollato delle news diffuse via Internet si possono diffondere non solo notizie di ogni tipo, ma anche informazioni false o esagerate. Pensiamo alle notizie di carattere sanitario su nuove cure e nuovi farmaci. Sotto il profilo editoriale, nel bene e nel male, i blog stanno invadendo il terreno dei periodici a stampa sviluppando a dismisura l’esercito degli editori del proprio pensiero. Il che prima o poi, così come accaduto per i periodici on line, porrà un problema di controllo o un problema di visibilità del responsabile delle notizie e delle impressioni mandate in Rete. teristiche editoriali - con cui i sondaggi stessi sono stati pubblicizzati. In caso contrario essi sono tenuti a diffondere, con le stesse modalità di cui sopra, la precisazione che si tratta di sondaggio non rispondente alle prescrizioni di legge. Resta fermo che nei quindici giorni precedenti la data della votazione e fino alla chiusura delle operazioni di voto, è vietato rendere pubblici o comunque diffondere i risultati di sondaggi elettorali ancorché effettuati anteriormente. Si precisa che tale divieto si applica nei confronti di qualsiasi soggetto, anche politico. In caso di inosservanza delle disposizioni richiamate, si applicano le sanzioni previste dall’art. 10, co. 7 e 8, della legge n. 28/2000 e dall’art. 1, co. 31 e 32, della legge n. 249/97 e, per la concessionaria del servizio pubblico, dall’art. 48 del Testo unico della radiotelevisione. Dell’effettiva osservanza, nell’effettuazione del sondaggio, delle prescrizioni metodologiche specificate dalla legge risponde il soggetto che ha realizzato il sondaggio. Desidero significarle che, stante il diffuso interesse al suddetto chiarimento interpretativo, di esso verrà data la più ampia diffusione, anche per il tramite del nostro sito web”. Corrado Calabrò Notiziario USPI n° 3/2006
AVVISO DI CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA U.S.P.I. DELL’ANNO 2006 Ai sensi degli articoli 7 e 8 dello Statuto, l’Assemblea Generale Ordinaria dei soci dell’Unione Stampa Periodica Italiana (U.S.P.I.) è convocata per giovedì 20 aprile 2006, alle ore 15 in prima ed alle ore 16 in seconda convocazione, presso la sede sociale in Viale B. Bardanzellu n. 95 in Roma, con il seguente:
ORDINE DEL GIORNO 1. Insediamento della Presidenza e della Segreteria; 2. Relazione del Presidente; 3. Relazione del Segretario Generale; 4. Relazione del Collegio dei Revisori dei Conti; 5. Approvazione del rendiconto esercizio 2005; 6. Approvazione esercizio preventivo 2006; 7. Varie ed eventuali. In base all’articolo 7 dello Statuto hanno diritto di voto tutti i soci ordinari di cui all’articolo 3 in regola con il pagamento delle quote sociali. Ai soci di cui al punto 1) di tale articolo spettano tre voti per ciascuna testata, mentre ai rappresentanti delle Associazioni o Gruppi di cui al punto 2) spetta un solo voto. Hanno diritto inoltre ad esprimere un voto gli iscritti all’U.S.P.I. a titolo personale di cui all’art. 30 (norma transitoria). Ogni socio che non possa partecipare personalmente all’Assemblea può farsi rappresentare, ad ogni effetto, da persona, anche non iscritta all’USPI, munita di apposita delega. Nessun socio o delegato può essere portatore di più di dieci deleghe. Per la partecipazione all’Assemblea, i soci che ancora non lo avessero fatto, dovranno mettersi in regola con la quota associativa per il 2006. Il rendiconto 2005 ed il preventivo 2006 saranno a disposizione dei soci che li volessero esaminare presso la sede sociale dell’USPI, in Viale B. Bardanzellu n. 95 in Roma, dalle ore 12 del 31 marzo, alle ore 12 del 19 aprile c.a. Il presente annuncio è da considerarsi quale “avviso” secondo quanto stabilito dall’articolo 8, primo comma, dello Statuto. Roma, 5 gennaio 2006 IL PRESIDENTE (Mario Negri)
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(1)
................................................. (firma)
Indicare la qualità di editore e titolo del periodico, ovvero di suo rappresentante (punto 1 art. 3 dello Statuto) indicando la testata, ovvero la qualità di socio a titolo personale (art. 30 dello Statuto, norma transitoria).
IL TIROCINIO UNIVERSITARIO FARA’ RIMPIANGERE IL PRATICANTATO REDAZIONALE? Risponde LORENZO DEL BOCA, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei giornalisti
dialogando dialogando Nel numero di gennaio u.s., a pag. 2, abbiamo dato notizia del Decreto Moratti che cambia il modo di diventare giornalisti professionisti attraverso una laurea (obbligatoria) e un tirocinio universitario teoricopratico. L’USPI non rimpiange il praticantato che esce di scena poiché una legislazione anacronistica ne subordinava la possibilità alla presenza in redazione di almeno 6 giornalisti redattori ordinari, requisito questo posseduto da una minoranza delle testate associate all’USPI. Il tempo ci dirà se i risultati di questa innovazione saranno positivi per la qualità dell’informazione. D’altro canto la categoria dei giornalisti era l’unica a considerare professionisti anche persone non munite di laurea. Ad uno dei protagonisti di questa svolta storica, il dr. Lorenzo Del Boca, Presidente dell’Ordine dei giornalisti, un quadro di sintesi sul nuovo modo di fare giornalismo e un giudizio sul tirocinio teorico-pratico che lascerà le redazioni per trasferirsi in strutture universitarie riconosciute. Con competenza e cortesia il dr. Del Boca ci ha inviato questo contributo che riflette puntualmente le metamorfosi delle redazioni riscontrabili anche nelle testate mediopiccole del comparto USPI. «Sono fondamentali le sfide che i giornalisti devono e dovranno affrontare nell’immediato futuro. Quale professione per loro? E da chi garantita? Il dibattito è acceso e persino appassionato. Alcuni sostengono che non vale la pena di cambiare rotta e che è meglio continuare sulla strada che abbiamo percorso nei decenni passati. Si faceva un praticantato nelle redazioni? Si può continuare a farlo! In fondo era fra i colleghi che si apprendevano i piccoli e grandi segreti di un mestiere che, prima che di tecnica, aveva bisogno di affinare sensibilità e intraprendenza. Chi non vuole cambiare sostiene la sua tesi con una citazione di Enzo Biagi il quale, Notiziario USPI n° 3/2006
perentoriamente, afferma che la scuola della redazione era imbattibile. Come contraddirlo? Il problema è che Enzo Biagi, da una quantità di tempo misurabile in decenni, le redazioni dei giornali non sa nemmeno che cosa siano perché non le frequenta più. E, dunque, non sa che, di fatto, non esistono più. Il numero dei redattori è enormemente diminuito. In compenso sono state moltiplicate le pagine in maniera esponenziale. Altro che ragionare e commentare i fatti che devono essere pubblicati, i colleghi sono diventati degli insaccatori di articoli che, il più delle volte scorrono appena e che, talora, non vedono nemmeno. Più che il contenuto del testo, conta la sua lunghezza, il file, il corpo, l’estensione, il correre delle colonne accanto a una fotografia cioè tutto l’armamentario estetico che appaga l’occhio ma che poi corre il rischio di non soddisfare tutto il resto. Quanti errori nei nostri giornali? Di presunzione… di supponenza… di pigrizia.. e di ignoranza…? Inevitabili, date le condizioni, ma il lettore che verifica come la sua preparazione sia mediamente più alta di quella di chi gli propone un articolo, come deve comportarsi? Da qualche tempo lascia i quotidiani in edicola che continuano a registrare perdite di vendita costanti e significative. I maestri – se ci sono – non hanno più il tempo per farlo, affogati da tempi sempre più stretti e da compiti sempre più estesi. I praticanti, perciò, non possono imparare e crescono allo stato brado. Sono mediamente più abili e più attenti, rispetto alle generazioni precedenti, ma si costruiscono con un “fai-da-te” che lascia loro lacune anche vistose e che impedisce loro di maturare una consapevolezza autentica della professione. Per questo l’Ordine dei Giornalisti sostiene con convizione la tesi di “costruire” una redazione al di fuori della tradizionale redazione dei giornali. Dove? All’Università in modo che, insieme a studi teorici si possa dar vita a un laboratorio che, quotidianamente, produca un giornale stampato, un radiogiornale, un telegiornale e un notiziario internet. Dunque, accanto ai professori accademici che garantiscono una conoscenza scientifica appropriata, i giornalisti – quelli che sarebbero maestri nelle redazioni che non ci sono più – capaci di trasferire ai giovani l’esperienza di una professione che deve essere vissuta.
E’ del tutto evidente come gli argomenti, di giorno in giorno proposti dai nostri giornali, prevedano una preparazione di base che non può essere superficiale né limitarsi al sentito dire. Come raccontare la crisi della Fiat, il crack della Parmalat, le vicende giudiziarie che coinvolgono ministri e presidenti del consiglio senza un retroterra culturale solido che consenta al giornalista di padroneggiare l’argomento…? E’ possibile partire per l’Iraq senza conoscere un po’ di lingua, usi e costumi, tradizioni e religione, un’infarinatura di Corano e il senso delle divisioni fra etnìe e tribù…? E anche vicende apparentemente leggere come i vari divorzi fra strarlette e calciatori, attrici e registi, topmodel e magnati industriali vanno affrontate con la banale soavità del pettegolezzo senza consistenza. Sui giornali è diventata un’abitudine scrivere che fa caldo quando c’è il sole, che freddo appena la colonnina del mercurio si abbassa e che piove quando viene giù acqua. Naturalmente sempre con toni apocalittici e con spreco di superlativi. Non fa soltanto caldo: “è il periodo più afoso degli ultimi 350 anni…”. Tanto da lasciare supporre uno scenario lunare con la pianura padana destinata a diventare la continuazione logica del deserto del Sahara e l’Islanda trasformata in giardino con fragole a primavera e un fiorire di rose nel mese di maggio. Qualche volta il servizio può essere corredato da una cartina d’Europa con le variazioni di coltivazioni in base al (supposto) mutamento climatico. Il problema è che, nel giro di poche settimane comincia a tirare vento e, naturalmente: “si tratta del record assoluto dal 1500…”. Un altro metro quadrato di foglio di giornale dice che i ghiacciai sono destinati a estendersi da nord a sud. La Sicilia finirà sottozero e l’Africa sembrerebbe destinata alla coltivazione intensiva dei pomodori e dell’insalata “rughetta”. Un po’ di precipitazione – da registrare, in assoluto, come evento più che straordinario – provocherà la crescita dei mari, con Hong Kong travolta dalle onde, Firenze ingentilita da una splendida spiaggia e Milano destinata a prendere il posto di “Milano Marittima”. L’informazione – soprattutto per la carta stampata – avrà la possibilità di sopravvivere se sarà nelle condizioni di 15 5
CONVENZIONE USPI - LODO PROMOTION Srl PER SERVIZI DI CONSULENZA SULLA NORMATIVA DELLA PRIVACY E PER LA REDAZIONE DEL DOCUMENTO PROGRAMMATICO PER LA SICUREZZA (DPS) Come annunciato in questo stesso numero del Notiziario USPI, il 31 marzo scade il termine entro il quale tutti coloro che gestiscano dati sensibili e giudiziari, con strumenti cartacei o elettronici, devono redigere il c.d. “Documento programmatico per la sicurezza”. Tale termine è stato fissato (dopo continue proroghe) dalla legge 51/2006 di conversione del DL 273/05. Il decreto ha anche stabilito che il 31 marzo è il termine ultimo (salvo ulteriori proroghe) per adempiere all’obbligo di adottare, da parte dei titolari del trattamento di dati personali, quelle misure minime di sicurezza (individuate nel decreto legislativo 196/2003 e nell’allegato B a tale decreto) al fine di “ridurre al minimo...i rischi di distruzione o perdita, anche accidentale, dei dati stessi; di accesso non autorizzato o di trattamento non consentito o non conforme alle finalità della raccolta” (articolo 180, D.lgvo 196/03). Si tratta, in sostanza, di un insieme di misure di sicurezza di carattere tecnico-operativo (password per l’accesso ai trattamenti, copie di salvataggio dei dati, protezione fisica dei supporti magnetici e cartacei...) e logistico-organizzativo (assegnazione di incarichi e attività di formazione). Per quei titolari che dispongano “di strumenti elettronici che, per obiettive ragioni tecniche, non consentono in tutto o in parte l’immediata applicazione delle misure minime” (articolo 180, comma 3, D.lgvo Prestazione
Consulenza adeguamento 196/2003
Convenzione con la Lodo Promotion srl divisione privacy, società leader nel campo delle consulenze aziendali, che offrirà ai soci dell’Unione, a costi concorrenziali, attività di consulenza annuale per adeguare le diverse realtà lavorative alla normativa sulla privacy, attività didattiche e formative per il personale e corsi specifici sulla normativa in relazione alla professione giornalistica.
con i suoi eventuali aggiornamenti durante l’anno dalla firma del contratto, -
la redazione del Manuale della Privacy,
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l’analisi del rischio dei dati,
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la compilazione delle lettere di incarico ai responsabili ed agli incaricati,
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il censimento delle banche dati sia informatiche che cartacee e le procedure per la loro messa in sicurezza e per la loro archiviazione,
Per attuare la Convenzione, la Lodo Promotion Srl richiederà all’editore un certificato di iscrizione all’USPI. Prestazioni e servizi
Costo non convenzionato
Convenzione USPI
Corso di formazione fino a 5 persone
€ 450
€ 350
Corso di formazione fino a 10 persone
€ 770
€ 600
Giorno fuori sede (per singolo consulente/docente)
€ 350
€ 300
I prezzi riportati nella tabella sono IVA esclusa e relativi a corsi tenuti presso la sede del cliente.
Convenzione USPI-Lodo Promotion srl La Lodo Promotion divisione privacy offre a professionisti ed aziende - pubbliche e private - servizi di consulenza svolti con l’intervento di tecnici esperti della materia, per adeguare le diverse realtà lavorative alla normativa sulla privacy, come introdotta dal DLgs. 196/2003 e successive modifiche ed integrazioni.
PC
Dipendenti
Costo
Convenzione
Fino a 2
Fino a 5
€ 900
€ 720
Fino a 5
Fino a 10
€ 1300
€ 1040
Fino a 10
Fino a 20
€ 1800
€ 1440
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studio ed eventuale predisposizione e/o aggiornamento sotto il profilo relativo alla privacy della modulistica utilizzata sia nei confronti degli interessati al dato che di eventuali responsabili esterni del trattamento dei dati.
Siamo inoltre disponibili allo svolgimento dell’attività di formazione relativa ai riflessi della normativa sulla privacy in relazione alla professione giornalistica alla luce della normativa e del codice etico e di deontologia. F. to per la LODO PROMOTION srl Lorenzo Greco (Amministratore Unico) F.to per l’USPI: Francesco Saverio Vetere (Segretario Generale)
I prezzi riportati nella tabella sono IVA esclusa e relativi a casistiche esemplificative riferite ad un’unica sede avente al massimo tre archivi cartacei, in caso di pluralità di sedi o casi non contemplati nella tabella occorrerà procedere ad un’offerta personalizzata.Tale offerta prevede lo sconto del 20% sul prezzo di listino. 196/03) è stato fissato, sempre al 31 marzo, l’obbligo di predisporre un documento, avente data certa, in cui si descrivano le ragioni tecniche relative agli strumenti elettronici posseduti. Per costoro, la scadenza per adeguarsi comunque alle misure minime di sicurezza è stata inviata al 30 giugno p.v. Per venire incontro alle possibili esigenze degli associati, l’USPI ha sottoscritto una 6
Nel caso in questione le prestazioni di consulenza che offriamo sono quelle legate agli obblighi previsti dagli artt. 33 e seguenti del suddetto Decreto Legislativo. In particolare offriamo un contratto di consulenza annuale per aziende che comprende: -
la redazione del Documento Programmatico per la Sicurezza (DPS)
Lodo Promotion s.r.l. Via Camillo Serafini 35, 00164 Roma Tel 06.66153191 Mobili 328.3624548 335.1346263 347.3761684 www.lodopromotion.it Notiziario USPI n° 3/2006
LE QUOTE ASSOCIATIVE USPI
per l’anno 2006 L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2006 versando la relativa quota associativa, lungi dal corrispondere ad una rituale formalità, risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche publiche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - copia gratuita della XIII edizione della “Guida della Stampa Periodica” (volume + CD) - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura. Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2006 (e comprensive del costo del “Notiziario USPI”) sono le seguenti:
Per le testate (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge)
da da da da da
1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su
€ € € € €
200,00 625,00 1.200,00 2.400,00 3.650,00
OFFERTA RINNOVO ISCRIZIONE 2006: con soli 6 euro, in aggiunta alla quota associativa, riceverete direttamente al vostro domicilio la XIII Ediz. della “Guida della Stampa Periodica” 2005/2006 (volume + CD). Nella causale di versamento specificare dettagliatamente: “Quota associativa USPI 2006 + Guida Stampa Periodica”.
Quota d’iscrizione (“una tantum” per le testate che si iscrivono per la prima volta): - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie
€
90,00
- Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie
€
170,00
€ €
210,00 320,00
Per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI
Il versamento della quota associativa con il supplemento di 6 euro può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano,Agenzia 257,Via Franceschini n. 58 - Roma, CIN: U ABI: 05584 - CAB: 03206 - c/c: 000000004977 (intestato USPI), ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI.
ATTENZIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.
Nel tariffario anche i compensi annui dei co.co.co. e delle coll
TARIFFE 2006 DELL’ORDINE DEI GIORNALISTI PER LE COLLABORAZIO
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iportiamo la deliberazione con la quale il Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti ha approvato il tariffario 2006 per le prestazioni giornalistiche autonome, confermando che i compensi in esso previsti hanno carattere orientativo. La questione della derogabilità o meno dei compensi stabiliti dagli Ordini professionali è parte della più grande riforma della normativa italiana sulle professioni. Ai primi di novembre del 2005, l'Autorità Antitrust, guidata da Antonio Catricalà, ha inviato ai Presidenti delle Camere e al Governo una corposa relazione per chiarire come non esistano impedimenti sostanziali a una riforma ormai richiesta all'Italia dall'UE, OCSE e Fondo Monetario Internazionale. Il cuneo per scardinare vecchi interessi corporativistici consiste nella disapplicazione della legge italiana sulle professioni perché in contrasto con gli articoli 81 e 82 del Trattato di Roma, che vietano intese restrittive della concorrenza. Questa facoltà dell'Autorità nazionale è stata sancita tre anni fa dalla Corte di Giustizia europea che da allora ha posto sotto vigile sorveglianza tutti i provvedimenti dei Consigli degli Ordini su tariffe, deontologia e pubblicità. E' chiaro che, ove la legge venisse disapplicata, la disciplina degli Ordini professionali diventerebbe "de facto" un'intesa abusiva e lesiva della concorrenza. Tornando alla giurisprudenza italiana, anche la Corte di Cassazione ha sancito la liceità della deroga (in ribasso) dei compensi minimi stabiliti dai tariffari. Con la sentenza 863/2000, la Corte ha ritenuto valido il contratto che conteneva tariffe inferiori ai minimi, stipulato tra un ingegnere e un Comune che si era avvalso dell'opera del professionista in veste di soggetto privato. La Cassazione, in particolare, ha stabilito che "senza una specifica previsione non può ritenersi nullo il fatto elusivo della obbligatorietà dei minimi inderogabili delle tariffe professionali". Alla stessa conclusione, d'altronde era già giunto il Pretore di Vasto, con sentenza n. 87 del 4 giugno 1993. La giurisprudenza della Cassazione - aveva rilevato il Pretore - sancisce che la semplice previsione di minimi tariffari non è di per sé sufficiente a comportarne l'inderogabilità, stante il principio della libera negoziabilità del compenso sancito dall'articolo 2233 del codice civile, in tema di prestazioni a carattere intellettuale.
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L'inderogabilità del tariffario potrebbe infatti conseguire solo dal recepimento dello stesso nell'ambito di specifiche disposizioni di legge. Ne deriva, ad avviso del Pretore, che il tariffario adottato dall'Ordine, non essendo recepito in alcun atto formale o sostanziale di legge, può essere legittimamente derogato in peius nell'esercizio della libera volontà delle parti stipulanti il compenso. Significativa è anche la decisione del Comitato esecutivo del Consiglio Nazionale dell'Ordine che nella riunione del 30.11.1995 ha stabilito che, ai fini dell'iscrizione nell'elenco dei pubblicisti, i compensi non hanno carattere tassativo. Il Comitato ha reputato, infatti, testualmente che "pur tenendo conto delle diverse potenzialità economiche espresse da regioni italiane fra loro anche molto differenziate, sia indispensabile giudicare adeguata una retribuzione che...non sia inferiore del 25% della somma prevista dal Tariffario". Pertanto, se persino l'Ordine dei Giornalisti prevede la possibilità di un abbattimento del 25% delle somme previste dal tariffario, non può sussistere ombra di dubbio sulla sua derogabilità. Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti nella seduta del 13 e 14 dicembre 2005
3) Servizio
€
312,00
C) Quotidiani e periodici a diffusione regionale o locale con tiratura oltre 40.000 copie - Agenzie di stampa a diffusione regionale o locale - Emittenti radiotelevisive a diffusione regionale o locale, con potenziale bacino di utenza superiore a 400.000 destinatari 1) Notizia € 28,00 2) Articolo € 145,00 3) Servizio € 210,00 D)Quotidiani a diffusione regionale o locale con tiratura fino a 40.000 copie Periodici a diffusione regionale o locale e con tiratura da 10.000 a 40.000 copie - Emittenti radiotelevisive a diffusione regionale o locale con potenziale bacino di utenza da 100.000 a 400.000 destinatari 1) Notizia € 27,00 2) Articolo € 91,00 3) Servizio € 120,00 E) Periodici a diffusione regionale o locale con tiratura fino a 10.000 copie Emittenti radiotelevisive a diffusione regionale o locale con potenziale bacino di utenza fino a 100.000 destinatari 1) Notizia € 24,50 2) Articolo € 59,00 3) Servizio € 91,00
DELIBERA: E’ approvata la seguente tabella dei compensi minimi inderogabili, al netto delle contribuzioni previdenziali, per le prestazioni professionali autonome dei giornalisti (locatio operis) non regolate dal contratto collettivo di lavoro perché non comportanti subordinazione anche se costituenti cessioni di diritto d’autore. TITOLO I NOTIZIE ARTICOLI E SERVIZI A) Quotidiani e periodici a diffusione nazionale con tiratura oltre 250.000 copie Agenzie di stampa a diffusione nazionale - Periodici stranieri - Emittenti radiotelevisive a diffusione nazionale e network 1) Notizia € 32,00 2) Articolo € 168,00 3) Servizio € 336, 00 B) Quotidiani e periodici a diffusione nazionale con tiratura fino a 250.000 copie 1) Notizia € 29,00 2) Articolo € 156,00
F) Quotidiani e periodici telematici e agenzie collegati a quotidiani, periodici e agenzie a diffusione nazionale o con visite mensili superiori a 150.000 1) Notizia € 27,00 2) Articolo € 91,00 G)Quotidiani e periodici telematici e agenzie con visite mensili inferiori a 150.000 1) Notizia € 24,50 2) Articolo € 59,00 TITOLO II COLLABORAZIONI PROFESSIONALI COORDINATE E CONTINUATIVE Quotidiani e periodici anche telematici, agenzie di stampa, emittenti radiotelevisive e network (su base annuale da corrispondere per frazioni mensili) 1) Per almeno 2 collaborazioni al mese € 2.137,00 2) Per almeno 4 collaborazioni al mese € 4.275,00 3) Per almeno 8 collaborazioni al mese € 8.545,00 Notiziario USPI n° 3/2006
collaborazioni autonome (e saltuarie) dei direttori responsabili
IONI LIBERO-PROFESSIONALI (non obbligatorie ma puramente indicative) 4) Per almeno 14 collaborazioni al mese € 11.538,00 TITOLO III SERVIZI FOTOGIORNALISTICI A) Quotidiani e periodici a diffusione nazionale con tiratura oltre 250.000 copie Periodici stranieri - Emittenti radiotelevisive a diffusione nazionale e network 1) Fotografia singola bianco e nero € 133,00 2) Fotografia singola colore € 150,00 3) Foto in copertina bianco e nero € 419,00 4) Foto in copertina colore € 451,00 5) Ripubblicazione € 99,00 B) Quotidiani e periodici a diffusione nazionale con tiratura fino a 250.000 copie 1) Fotografia singola bianco e nero € 120,00 2) Fotografia singola colore € 134,00 3) Foto in copertina bianco e nero € 348,00 4) Foto in copertina colore € 392,00 5) Ripubblicazione € 85,00
Emittenti radiotelevisive a diffusione regionale o locale con potenziale bacino di utenza fino a 100.000 destinatari 1) Fotografia singola bianco e nero € 48,00 2) Fotografia singola colore € 59,00 3) Foto in copertina bianco e nero € 71,00 4) Foto in copertina colore € 91,00 5) Ripubblicazione € 23,50 F) Quotidiani e periodici telematici con visite mensili superiori a 150.000 1) Fotografia singola bianco e nero € 120,00 2) Fotografia singola colore € 134,00 3) Foto in copertina bianco e nero € 348,00 4) Foto in copertina colore € 392,00 5) Ripubblicazione € 85,00 G)Quotidiani e periodici telematici con visite mensili inferiori a 150.000 1) Fotografia singola bianco e nero € 91,00 2) Fotografia singola colore € 106,00 3) Foto in copertina bianco e nero € 120,00 4) Foto in copertina colore € 150,00 5) Ripubblicazione € 51,00
C) Quotidiani e periodici a diffusione regionale o locale con tiratura oltre 40.000 copie - Emittenti radiotelevisive a diffusione regionale o locale con potenziale bacino di utenza superiore a 400.000 destinatari 1) Fotografia singola bianco e nero € 91,00 2) Fotografia singola colore € 106,00 3) Foto in copertina bianco e nero € 120,00 4) Foto in copertina colore € 150,00 5) Ripubblicazione € 51,00 D)Quotidiani a diffusione regionale o locale con tiratura fino a 40.000 copie Periodici a diffusione regionale o locale con tiratura da 10.000 a 40.000 copie Emittenti radiotelevisive a diffusione regionale o locale con potenziale bacino di utenza da 100.000 fino a 400.000 destinatari 1) Fotografia singola bianco e nero € 79,00 2) Fotografia singola colore € 90,00 3) Foto in copertina bianco e nero € 108,00 4) Foto in copertina colore € 120,00 5) Ripubblicazione € 37,00
B) Emittenti radiotelevisive a diffusione regionale o locale Servizio non superiore a 180” € 777,00
E) Periodici a diffusione regionale o locale con tiratura fino a 10.000 copie -
C) Attività cinevideogiornalistica di collaborazione pro-tempore
Notiziario USPI n° 3/2006
NOTA I - I compensi indicati si riferiscono a servizi giornalistici completi di tutte le indicazioni essenziali per la corretta pubblicazione in rapporto alla identità dei personaggi che appaiono nelle immagini, al luogo, alla data e ad una cronaca giornalistica dell’avvenimento cui le fotografie si riferiscono, escluso naturalmente l’eventuale testo, che va compensato a parte. NOTA II - Tutti i compensi si riferiscono a fotografia singola e, quando il servizio comprende più fotografie diverse fra loro, il minimale di cessione si intende triplicato. TITOLO IV SERVIZI CINE-VIDEOGIORNALISTICI A) Emittenti radiotelevisive a diffusione nazionale e network Servizio non superiore a 180” € 1.309,00
Al giorno
€
420,00
D)Collaborazioni coordinate e continuative (su base annuale da corrispondere per frazioni mensili) 1) Per almeno 2 collaborazioni al mese € 2.137,00 2) Per almeno 4 collaborazioni al mese € 4.274,00 3) Per almeno 8 collaborazioni al mese € 8.545,00 4) Per almeno 14 collaborazioni al mese € 11.538,00 NOTA I - Il compenso indicato per la cessione e la distribuzione del servizio si intende per una ripresa su nastro o su pellicola cinematografica realizzata con materiale tecnico proprio comprensivo di eventuale utilizzo di personale tecnico ausiliario completo di montaggio e con indicazioni tecnico-giornalistiche necessarie per la stesura del testo. NOTA II - Tutto il materiale videocinematografico girato per la realizzazione del servizio e non utilizzato rimane di proprietà dell’autore. NOTA III - Il servizio ceduto rimane in esclusiva dell’emittente per 48 ore se utilizzato per un telegiornale quotidiano, per 15 giorni se invece utilizzato per rubriche o speciali settimanali. NOTA IV - Nel caso di servizio di durata superiore a 180” o di esclusiva, il prezzo di cessione è lasciato alla libera contrattazione e comunque superiore a quanto stabilito nelle lettere A) e B). NOTA V - La tariffa indicata alla lettera C) è intesa per l’utilizzo di una collaborazione di carattere esclusivamente professionale con supporti tecnici messi a disposizione dal richiedente. TITOLO V PRESTAZIONI PER UFFICI STAMPA A) Prestazioni fisse continuative da addetto stampa, portavoce e collaboratore professionale di uffici stampa pubblici e privati senza vincolo di orario e di presenza 1) Su base annuale € 34.901,00 2) Su base semestrale € 17.451,00 Per prestazioni saltuarie i compensi sono rapportati ad ogni singola prestazione secondo le tariffe sottoesposte B) Organizzazione di una conferenza stampa 1) Per una manifestazione a carattere regionale 10 9
C) Responsabilità di ufficio stampa per manifestazione di breve durata con adeguato lavoro preparatorio redazionale, contatti con la stampa, redazione comunicati, organizzazione conferenza stampa e incontri di lavoro 1) Manifestazione della durata sino a 5 giorni € 8.502,00 2) Manifestazione della durata sino a 10 giorni € 11.240,00
100.000 a 400.000 destinatari, al mese € 1.325,00 c) Con potenziale bacino di utenza fino a 100.000 destinatari, al mese € 883,00 3) Di quotidiani e periodici telematici e agenzie collegati a quotidiani, periodici e agenzie A diffusione nazionale o con visite mensili superiori a 150.000 € 692,00 4) Di quotidiani e periodici telematici e agenzie Con visite mensili inferiori a 150.000 € 360,00
D)Attività giornalistica di collaborazione pro-tempore Al giorno € 419,00
TITOLO VIII NORME PER L’APPLICAZIONE DEL TARIFFARIO
E)Stesura di testi per conto di un ufficio stampa 1) Fino a due cartelle (25 righe a 60 battute l’una) € 150,00 2) Oltre le due cartelle e fino a cinque € 242,00
A) Il presente tariffario indica cifre minime, al lordo delle ritenute fiscali di legge, al di sotto delle quali l’Ordine dei Giornalisti ritiene che non sia possibile andare, stabilendo in tal caso la incongruità del compenso. In ogni caso la determinazione dell’effettivo ammontare dei corrispettivi deve tenere conto della qualità del committente, dei compiti in concreto demandati al giornalista, dell’impegno necessario del tempo richiesto. B) Le spese sostenute dal collaboratore e direttamente inerenti le prestazioni sono rimborsate a piè di lista, su presentazione di idonea documentazione, salvo patto contrario scritto. C) I compensi di cui sopra sono dovuti anche in caso di mancata pubblicazione del materiale giornalistico commissionato oppure inviato nel quadro della collaborazione concordata, a meno che il materiale stesso non venga tempestivamente restituito all’autore con espressa motivazione entro tre giorni per quotidiani, agenzie di stampa, settimanali e bisettimanali, ed entro dieci giorni per i mensili. D) Ai fini del presente tariffario si adottano le seguenti definizioni: a) Notizia: è una concisa informazione fornita dal giornalista su fatti o situazioni b) Articolo: è un testo in chiave di resoconto o di analisi su fatti o temi diversi fino a due cartelle da 25 righe di 60 battute l’una (esempio: politici, economici, sociali, morali, religiosi, culturali, sportivi, etc.) c) Servizio: è un elaborato oltre le due cartelle più complesso e articolato che presuppone un approfondito lavoro di indagine o di ricerca. E) L’applicazione delle presenti tariffe e la liquidazione del compenso sono soggette alla vigilanza e alla disciplina del Consiglio regionale o interregionale dell’Ordine al quale il giornalista è iscritto. F) In caso di contestazione giudiziale o
€ 4.899,00 9 2) Per una manifestazione a carattere nazionale € 7.147,00
TITOLO VI IMPOSTAZIONE GRAFICA DI PUBBLICAZIONI QUOTIDIANE E PERIODICHE 1) Impostazione di base della pubblicazione (primo numero) A carattere nazionale € 2.967,00 A carattere regionale o locale € 480,00 2) Impostazione di base di una pagina (prima volta) Per una pubblicazione a carattere nazionale € 119,00 Per una pubblicazione a carattere regionale o locale € 46,00 TITOLO VII DIRETTORE RESPONSABILE CHE ESPLICA IN MANIERA SALTUARIA PRESTAZIONI GIORNALISTICHE AUTONOME (LOCATIO OPERIS) NON COMPORTANTI CIOÈ SUBORDINAZIONE 1) Di periodici a diffusione regionale o locale e/o specializzati (aziendali, sindacali, associativi, di categoria o editati da enti pubblici e privati a) Con tiratura oltre 400.000 copie a numero € 1.325,00 b) Con tiratura da 10.000 a 400.000 copie a numero € 692,00 c) Con tiratura fino a 10.000 copie a numero € 360,00 2) Di emittenti radiotelevisive a diffusione regionale o locale a) Con potenziale bacino di utenza superiore a 400.000 destinatari, al mese € 1.931,00 b) Con potenziale bacino di utenza da 10
extra-giudiziale, il giornalista può rivolgersi al competente Consiglio regionale o interregionale dell’Ordine per ottenere il parere sulla congruità del compenso, ai sensi degli artt. 633 e 636 cpc. G) In armonia con le norme concordate in sede di CCNL giornalistico, modifiche ed integrazioni sostanziali ad ogni articolo o servizio firmato devono essere apportate con il consenso dell’autore, sempre che sia reperibile. L’articolo non dovrà comparire firmato nel caso in cui le modifiche siano apportate senza l’assenso del giornalista. Gli articolisti non possono cedere prima di 10 giorni articoli se inviati ai quotidiani o di 30 giorni se inviati ai periodici senza previo consenso del direttore.. H)L’articolista può pubblicare in volume gli articoli inviati, siano o non siano stati retribuiti, tre mesi dopo la consegna dell’ultimo della serie, anche se non pubblicati dal giornale al quale erano destinati. Per gli addetti ai periodici, il termine indicato nel comma che precede è di un anno, salvo diverso accordo scritto tra le parti. I) L’utilizzazione della prestazione giornalistica regolata dal tariffario è limitata ai media per i quali la collaborazione è stata richiesta. Le eventuali ulteriori utilizzazioni, anche parziali, nell’ambito delle attività dello stesso editore o presso altri editori, debbono essere autorizzate dall’autore, concordando il relativo compenso, che per ogni successiva utilizzazione non potrà comunque essere inferiore al 30% del corrispettivo iniziale. L) Il compenso di un elaborato oltre le cinque cartelle è maggiorato del 20%. M)Si riconosce al collaboratore inviato fuori sede per un servizio l’indennità (il 30% del compenso tabellare) che il contratto nazionale di lavoro (art. 7) accorda ai giornalisti chiamati occasionalmente a prestare la propria opera in funzione di inviati. TITOLO IX I compensi erogati sono al netto delle contribuzioni previdenziali e, pertanto, non ricomprendono il contributo del 12%, ai sensi del D. Lgs n. 103/96, da versare alla “Gestione separata lavoro autonomo INPGI”. Detto contributo è così ripartito: - 10% del reddito imponibile a totale carico dell’iscritto; - 2% a titolo di contributo integrativo, a carico di coloro (aziende, etc.) che si avvalgono dell’attività professionale, calcolato sul reddito lordo e addebitato dall’iscritto all’azienda, con indicazione nella relativa fattura, all’atto di ogni pagamento. Il versamento alla gestione separata Inpgi dell’intero contributo dovuto (12%) è a carico del giornalista. Notiziario USPI n° 3/2006
La gestione editoriale di un periodico medio-piccolo A partire da questo numero prendiamo ad occuparci di gestione editoriale dei periodici medio-piccoli. Senza pretese teoriche o scientifiche proporremo ai Soci USPI “appunti” eminentemente pratici sul complicato mestiere dell’editore e sui percorsi consigliabili per la nascita, la crescita e l’affermazione di una testata
Il 60% dei periodici chiude i battenti nel primo anno di vita (studio Mondadori) e gli editori del comparto USPI si chiedono quale sia la causa di questa micidiale mortalità neonatale che colpisce anche le nuove testate edite da aziende di piccolo e medio capitale. Il nuovo periodico è originale, innovativo, geniale ma ha vita stenta e, a uno - due anni dal debutto, lo zoccolo dei lettori è composto prevalentemente dagli...omaggi. Le cifre sono inchiodate a due zeri. Le entrate da vendite e abbonamenti non coprono le spese. Le cause possono essere di vario genere: errori nella promozione, insufficiente visibilità della testata, difetti nella distribuzione, presenza di competitori imbattibili. Ma, a ben guardare, l’errore più frequente consiste in una non adeguata conoscenza del mercato, con l’effetto di una sopravvalutazione ottimistica del potenziale di vendita. Gli economisti dell’editoria chiamano questo errore “miopia di marketing”. L’editore, forse troppo sicuro di sé, concentra la sua osservazione sulla qualità del prodotto, sulle fonti delle notizie, sulla veste grafica, perdendo di vista la realtà del mercato. Egli vuol essere al tempo stesso editore, direttore e responsabile marketing e quindi ritiene di potersi affidare al suo intuito per scandagliare il mercato. L’editore pensa: il periodico mi piace e, quindi, dovrà piacere a tutti. Ed è un errore perché invece dovrebbe chiedersi: - qual’è stato nel bacino d’utenza l’andamento delle vendite dei periodici negli ultimi anni? - quali sono le tendenze a breve e medio termine? - come vanno le vendite delle testate concorrenti? - ci sono margini di crescita o il mercato è giunto a saturazioni? Queste domande non dovrebbe porsele tra sé e sé ma dovrebbe rivolgerle ad un’agenzia di marketing perché accerti le condizioni del mercato e il potenziale di domanda. Qualora non sia stata fatta una ricerca per la messa a fuoco del target al momento della elaborazione del progetto editoriale, l’editore dovrebbe chiedere ad un Agenzia una seconda ricerca che dia risposte sensate a Notiziario USPI n° 3/2006
1. MORTALITA’ NEONATALE E MIOPIA DI MARKETING queste sue legittime domande: - chi è disposto ad acquistare il periodico? - come e quando lo farà? - perché sarebbe interessato a leggerlo? - a quale prezzo di copertina? - quali sono i bisogni, le abitudini di consumo, lo stile di vita del lettorato? AL SERVIZIO DEI LETTORI E DEI LORO GUSTI Una volta acquisito l’identikit dei lettori questo dovrebbe essere stampato nella mente del direttore, dei redattori e di tutti i collaboratori che nel partecipare alla progettazione del nuovo numero dovrebbero chiedersi: - cosa ci chiede il lettore? - cosa c’è in questo numero che può indurre il lettore a darci soldi e tempo? - quale servizio gli diamo? - che problemi pratici gli risolviamo? - cosa c’è di migliorabile? E’ questa forma di rispetto per le esigenze e i gusti del lettore che garantisce la salute della testata. Per rispondere alla domanda del titolo, affacciamo l’ipotesi che la mortalità neonatale dei periodici nella maggior parte dei casi dipenda da una miopia di marketing. E infatti se la tipologia della testata (d’informazione, specializzata, tecnica, scientifica, associativa o sindacale, house organ) mette in evidenza i contenuti e gli obiettivi editoriali del periodico, la tipologia del lettore ne definisce gli interessi, i limiti, le complessità. E’ al lettore che devono essere costantemente riferiti i valori informativi e di servizio di una pubblicazione. Guai, quindi, all’editore che s’illude di affermare la “sua creatura” editando il periodico per se stesso. Gli editori di sé possono esserci ma non possono porsi fini di lucro. Neanche Giuliano Ferrara che ha creato un quotidiano a sua immagine e somiglianza può permettersi di ignorare l’identikit del suo lettorato. IL MARKETING E’ NECESSARIO MA NON SUFFICIENTE Con riguardo agli obiettivi editoriali presi in considerazione, precisiamo che le ricerche di mercato sono di vario tipo poiché possono essere destinate a: - individuare spazi di mercato per un nuovo periodico, - proporre e testare preventivamente un nuovo periodico, - verificare l’indice di gradimento di una
testata esistente, - ottenere suggerimenti di “quadratura” dei contenuti, ossia suggerimenti correttivi e/o innovativi. Dopo aver consigliato le ricerche di mercato, per onestà verso gli editori che ci leggono, dobbiamo anche e con imbarazzo avvertire che tali ricerche non sono un passe-partout mille usi. L’analisi, la lettura e l’interpretazione dei risultati può essere fuorviante se non vi è stata coerenza tra lo scopo della ricerca, il metodo seguito e la lettura dei dati. La palla torna quindi sempre all’editore che resta l’artefice principale del successo di un periodico. Non pochi editori del comparto USPI non dispongono di mezzi per sostenere con il marketing le proprie decisioni. Un’alternativa economica e ruspante c’è ed anzi dà risultati abbastanza attendibili. Per un prodotto esistente la ricerca più semplice è quella del questionario che tende a conoscere quali rubriche o parti fisse siano più gradite e quante meno. Attenzione! Al contrario è molto difficile pretendere di aver un parere dai lettori preannunciando nuove rubriche che essi non conoscono e ben difficilmente possono immaginare. In via generale al lettore possiamo chiedere il grado di apprezzamento delle cose fatte ma non è possibile misurare le sue insoddisfazioni: se fosse veramente insoddisfatto non comprerebbe il periodico. Regola generale: non considerare lettori quelli che, pur acquistando o ricevendo il periodico non lo leggono. La ricerca di mercato rivolta a lettori potenziali che conoscano ma non acquistino la pubblicazione è invece determinante per orientare e sviluppare le innovazioni redazionali. Seconda regola: sminuire gli elogi sperticati dei lettori e prestare attenzione alle critiche. Poniamoci infine con franchezza un’altra questione. “Perché nasce un periodico?” Una nuova testata può vedere la luce per i motivi più vari: per diffondere un messaggio, per dare voce a realtà importanti che non hanno voce, per difendere posizioni di potere o, più semplicemente per investire un capitale di rischio, piccolo o grande che sia, in vista di un ritorno economico. In questo ultimo caso valgono tutte le regole dei processi produttivi, della concorrenza e del mercato. Nei prossimi paragrafi di questo piccolo manuale cercheremo di spiegare brevemente i segmenti essenziali della vita di un periodico medio-piccolo. Dalla gestazione alla nascita, alla crescita, alla sua affermazione nel mercato fino alla sua ri-nascita. Anche i periodici ad una certa età, se vogliono difendersi, hanno bisogno di un chirurgo estetico che ridia a loro un po’ di giovinezza. Quel chirurgo si chiama Rinnovamento. (1. continua) 11
CONVENZIONE USPI - BDO SpA PER LA CERTIFICAZIONE DEI COSTI PER L’ACQUISTO CARTA (esercizio 2005)
I
n data 22 dicembre 2005, l’USPI ha sottoscritto una importante Convenzione con la BDO SALA SCELSI FARINA SpA, Società di Revisione e organizzazione contabile, iscritta all’Albo speciale delle società di revisione autorizzate dalla CONSOB, per la certificazione dei costi per l’acquisto della carta utilizzata nell’esercizio 2005 dalle Aziende editoriali iscritte all’USPI al fine di ottenere il credito di imposta (10%) sull’acquisto carta, come previsto dai commi 181-186 dell’articolo 4 della Legge 24.12.2003, n. 350 (Finanziaria 2004) ed esteso anche al 2005 dall’articolo 1, comma 484 della Legge 30.12.2004, n. 311 (Finanziaria 2005).Tutta la normativa, le disposizioni attuative, le circolari della Presidenza del Consiglio e la modulistica sono consultabili nell’Area Riservata del nostro sito: www.uspi.it (accessibile tramite password comunicata agli associati). La Convenzione USPI-BDO SpA riguarda i corrispettivi previsti dalla Società di Revisione per la certificazione dei costi sostenuti per l’acquisto carta, determinati per gli associati USPI sul valore di acquisto della carta da parte della Società richiedente la certificazione, e non (come solitamente viene applicato) in funzione del tempo per l’espletamento dell’incarico e delle qualifiche del personale impiegato. Per attivare questa vantaggiosa convenzione, la BDO SpA richiederà all’editore un certificato di iscrizione all’USPI. La società “BDO Sala Scelsi Farina” costituita nel 1965, fa parte dell’organizzazione internazionale “BDO Member Firms” operante nei cinque continenti. Essa svolge la sua attività in Italia attraverso 9 uffici cui fanno capo circa 150 dipendenti e professionisti, laureati in materie economiche e diplomati in ragioneria. Tutti gli amministratori ed i dirigenti sono iscritti nel Registro dei Revisori Contabili e negli albi professionali dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e del Collegio dei Ragionieri. Di seguito riportiamo il testo della Convenzione con lo schema dei corrispettivi previsti. L’elenco degli uffici e dei responsabili BDO cui poter far riferimento è reperibile sul nostro sito ed anche sulla pagina web: www.bdo.it/dove_siamo.htm 12
Spettabile USPI - Unione Stampa Periodica Italiana Viale B. Bardanzellu, 95 00155 Roma c.a. Avv. Francesco Saverio Vetere Roma, 22 Dicembre 2005 Oggetto: Convenzione per la certificazione dei costi sostenuti per l’acquisto della carta utilizzata nell’esercizio 2005 dalle aziende editoriali Vostre associate Egregi Signori, il 12 dicembre è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 288 una circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri avente ad oggetto la modalità di richiesta del credito di imposta. La circolare prevede che, entro il 31 gennaio 2006, deve essere presentata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri la domanda di richiesta del contributo. La domanda dovrà contenere, tra la diversa documentazione, l’impegno a presentare, entro trenta giorni dall’approvazione del bilancio, la certificazione dei costi sostenuti per l’acquisto della carta utilizzata nell’esercizio 2005 che deve essere eseguita da una società di revisione iscritta nell’apposito albo CONSOB. Tale forma di certificazione già prevista nel precedente esercizio soltanto per le imprese editrici di libri dalla circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’ 8 febbraio 2005 n. 8, è stata estesa per il 2005 a tutte imprese editrici di quotidiani e periodici non quotate.
nostra esperienza specifica nel settore, abbiamo stimato dei corrispettivi basati sul valore di acquisto della carta della società oggetto di certificazione secondo i seguenti parametri (come da box nella pagina n.d.r.). I compensi non sono comprensivi dell’IVA e né delle spese vive sostenute per lo svolgimento dell’incarico quali viaggi, spese di permanenza fuori sede (intendendo per sede i nostri uffici di Milano, Bari, Bologna, Firenze, Cagliari, Pescara, Palermo, Napoli, Roma, Verona), segreteria, telefono, fax, fotocopie, ecc.. Le spese vive da noi sostenute saranno addebitate sulla base del costo effettivamente sostenuto ed entro un limite massimo che varierà dal 5% al 10% degli onorari. Sarà nostra cura addebitare spese per il 5% degli onorari a quei clienti che risiedono in località dove sono presenti uffici BDO, mentre addebiteremo il 10% negli altri casi. Al termine del lavoro, la nostra relazione sarà strutturata, per forma e contenuto, secondo quanto raccomandato dalla Circolare della Presidenza del Consiglio de Ministri e dalla nostra prassi professionale. **** Restando a Vostra disposizione per qualunque altra informazione possa necessitare sulla nostra organizzazione e sul contenuto della presente e, nel ringraziarVi per averci interpellato,Vi preghiamo di gradire i nostri più cordiali saluti. F.to per la BDO: Felice Duca, Paolo Scelsi (Amministratori)
Con la presente di seguito Vi indichiamo un schema dei corrispettivi, da noi previsti, per la certificazione dei costi sostenuti per l’acF.to per l’USPI: quisto della carta utilizzata nell’ esercizio 2005 delle imprese editrici, così come indicato dall’art. 4 della legge n. 350 del 24 dicembre, da utilizCarta acquistata e consumata zarsi per le imprese nell’esercizio Vostre associate. Da a I corrispettivi sono solitamente determinati in funzione del tempo necessario per l’espletamento dell’incarico e delle qualifiche del personale impiegato; nella fattispecie, in considerazione della
Francesco Saverio Vetere (Segretario Generale) Corrispettivo per la certificazione
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Notiziario USPI n° 3/2006
LAVORO, diritto, fisco e previdenza - LAVORO, diritto, fisco e previdenza VICINA LA RIFORMA DELL’ACCESSO ALLA PROFESSIONE GIORNALISTICA CON LAUREA OBBLIGATORIA Dopo la trasmissione - da parte del Sottosegretario all’Istruzione e all’Università Maria Grazia Siliquini (AN) agli Ordini professionali del nuovo testo del Decreto che regolamenterà le professioni intellettuali, sembra vicina la riforma dell’accesso alla professione giornalistica. Queste le novità contenute: 1. I giornalisti hanno voluto elevare il titolo di accesso, per essere inseriti nel vigente sistema che disciplina l’accesso alle altre professioni, visto che attualmente è previsto il solo praticantato di 18 mesi. Riguardo alle modalità di svolgimento delle prove degli esami di Stato, che si terranno esclusivamente presso sedi universitarie, la “bozza Siliquini” ha introdotto l’anonimato, consentito ove necessario l’uso delle moderne tecnologie, aggiornato la composizione delle commissioni esaminatrici, divenute ormai anacronistiche. Inoltre, il Ministero potrà inviare un proprio rappresentante presso le sedi di esame per la verifica della regolarità formale delle operazioni di esame. 2. Potrà partecipare all’esame di Stato solo chi è in possesso di una laurea triennale unitamente ad un praticantato di due anni. In alternativa, la pratica potrà essere sostituita da: a) una laurea specialistica il cui percorso formativo sia almeno per il 50% costituito da attività pratica orientata alla professione di giornalista e disciplinata sulla base di convenzioni con l’Ordine; b) un master universitario biennale, svolto sulla base di convenzioni con l’Ordine; c) corsi biennali presso Istituti di formazione al giornalismo, riconosciuti dall’Ordine dei giornalisti. 3. Chiaramente sono fatti salvi i diritti di accesso all’esame di Stato per coloro che hanno già svolto o stanno svolgendo il periodo di pratica previsto dal previgente ordinamento, nonché, fino al 2013, per coloro che svolgono attività redazionale giornalistica da almeno due anni consecutivi e coloro che esercitano la professione giornalistica a tempo pieno e in modo continuativo da almeno cinque anni. 4. L’esame di Stato consiste in: a) una prova scritta, della durata di otto Notiziario USPI n° 3/2006
ore e da svolgersi in unico giorno, così articolata: a) sintesi di un articolo o di altro testo scelto dal candidato tra quelli forniti dalla commissione in un massimo di venti righe, da sessanta battute ciascuna; b) redazione di un articolo, non superiore a sessanta righe, da sessanta battute ciascuna, su argomenti di attualità scelti dal candidato tra quelli proposti dalla commissione, in numero non inferiore a sei, tra i seguenti: politica interna ed estera, economia e lavoro, cronaca, sport, cultura, scienze, tecnologie, spettacolo; c) svolgimento di un elaborato in una delle seguenti aree: Il sistema dell’informazione e del giornalismo; istituzioni e profilo professionale: diritto dell’informazione e della comunicazione, normative comunitarie, nazionali e ruolo delle autorità indipendenti, etica e deontologia della comunicazione; storia del giornalismo e delle comunicazioni di massa; sociologia della comunicazione, semiotica del testo scritto e visivo, psicologia cognitiva e della comunicazione, scienza dell’opinione pubblica e dei sondaggi; economia dei media, economia e gestione delle imprese editoriali, eccetera. 5) I giornalisti hanno voluto mantenere alcune peculiarità, come la composizione (7 membri) della relativa Commissione esaminatrice, il cui presidente sarà scelto tra i magistrati di Tribunale o di Corte d’appello. Tre membri sono nominati tra gli iscritti nell’Albo da almeno quindici anni. Due membri sono nominati tra i professori universitari di prima o seconda fascia. Un membro è nominato tra i rappresentanti degli editori. RISCOSSIONE UNIFICATA E CONTRIBUTI ON LINE PER I GIORNALISTI DIPENDENTI Dal 1° febbraio u.s. le contribuzioni e le altre somme dovute all’INPGI, anche per periodi pregressi, in relazione a rapporti di lavoro dipendente, vanno inviate esclusivamente mediante versamenti unitari utilizzando il modello F/24 accise. Da tale riscossione unificata sono esclusi i giornalisti co.co.co. o che svolgano attività autonoma iscritti all’INPGI/2. L’Agenzia delle Entrate, che al riguardo ha stipulato con l’INPGI apposita convenzione, offre agli utenti abilitati a Entratel o Fisconline, la possibilità del servizio F24 online, che consente la compilazione guidata ed il pagamento telematico degli importi dovuti, senza doversi recare presso gli
sportelli bancari. Per poter utilizzare il predetto servizio è necessario essere titolari di un conto corrente presso uno degli Istituti bancari che hanno stipulato un’apposita convenzione con l’Agenzia delle Entrate. L’elenco delle banche convenzionate, nonché il prodotto software da utilizzare per compilare il modello F24 online sono reperibili sul sito www.agenziaentrate.gov.it seguendo il percorso Software Modelli di Pagamento - Modello F24 Software per la compilazione. Il pagamento on line consente di: - effettuare il versamento anticipatamente ed avere comunque l’addebito in conto della somma a saldo del modello F-24 alla data di versamento indicata (ad esempio se compilando il modello di versamento si indica come “data di versamento” il 16 febbraio, ed il contribuente esegue il versamento telematico il 5 febbraio, l’addebito sul conto avverrà con valuta 16 febbraio); - ricevere dall’Agenzia delle Entrate: a) in via telematica, mediante apposite ricevute consultabili su Entratel o Fisconline, la segnalazione della correttezza e/o anomalia della richiesta di pagamento inoltrata e, in caso di saldo del modello F24 da addebitare in conto, l’esito dell’addebito comunicato dalla banca che detiene il conto corrente; b) tramite Postel, la quietanza (F24) del pagamento effettuato. Per chiarimenti relativi agli aspetti contributivi e ai versamenti si possono contattare i seguenti funzionari INPGI: - Responsabile Area Contributi: Augusto Moriga - e-mail: augusto.moriga@inpgi.it; - Settore Riscossione: Lucia Bissioni - tel. 06.8578322 e-mail: accertamento.contributi@inpgi.it; - Settore Recupero Crediti: Flaviano Di Liello - tel. 06.8578318 e-mail: recupero.contributi@inpgi.it
UN’IDEA PER VALORIZZARE LE FOTO DEI LETTORI Affissioni, comizi, pubblicità; come cambiano le città durante le elezioni? Saranno gli stessi «elettori» a raccontarlo fino al 10 aprile con le loro foto inviate e pubblicate su www.corriere.it. Le immagini saranno poi esposte alla Settimana della Fotografia Europea, dal 28 aprile al 5 maggio a Reggio Emilia. Gli scatti possono essere inviati via mms al 346.46.46.490, per posta elettronica, all’indirizzo fotorcs@dada.net, o con un apposito modulo che si trova sul sito del Corriere della Sera. 13
“Se ne parla ogni giorno perchè lavorano per un’Italia competitiva, ma tu sai poco o nulla della loro storia”
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BIBLIOTECA USPI DIRITTO D’AUTORE E DIGITAL TECHNOLOGIES Il Digital Copyright nei Trattati OMPI, nel DMCA e nella normativa comunitaria di Paolo Marzano Giuffrè Editore, Milano 2005, pagine 382, € 28,00 La Rete introducendo il più rivoluzionario sistema di diffusione e di commercializzazione delle opere dell’ingegno ha lanciato una sfida al preesistente diritto d’autore alla quale hanno risposto trattati internazionali, a partire dalla Convenzione di Berna dell’ormai lontano 1986 e la Direttiva CE n. 29/2001 recepita in Italia con D.Lgs. n. 68/2003. Il prof. Paolo Marzano, con questa approfondita ricerca, spiega le basi del nuovo Diritto d’Autore, soffermandosi sugli effetti della comunicazione digitale, tema questo particolarmente impervio se si considera che il computer ha avvicinato pericolosamente l’autore al fruitore della
NOTIZIARIO
Uspi
Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Fax: 06.40.66.859 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Giancarlo Cinoglossi Redattore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: SO.GRA.RO. SpA - Via Ignazio Pettinengo, 39 00159 Roma Il n. 3 (marzo 2006) è stato stampato l’8 marzo 2006
Notiziario USPI n° 3/2006
sua opera rendendo indispensabile un puntuale aggiornamento della normativa. Non a caso il legislatore Comunitario non si è limitato ad aggiornare le norme sul Diritto d’Autore ma, nella consapevolezza degli accresciuti rischi di sfruttamento illecito delle opere dell’ingegno ha iniziato a predisporre una disciplina delle responsabilità on line che non si limiti a regolare la materia del digital copyright ma che si estenda agli illeciti perpretabili sui canali digitali di comunicazione. La prima parte dello studio illustra con chiarezza il funzionamento della Rete e i riflessi normativi diretti a regolare la fruizione della comunicazione digitale e interattiva delle opere dell’ingegno in ambito internazionale, comunitario e nazionale. La seconda parte analizza le più importanti novità normative sul diritto di riproduzione, di distribuzione e di messa a disposizione del pubblico. Segue un esame delle misure antiaccesso, digital right management ed in materia di eccezioni e limitazioni ai diritti d’autore. CATTIVE NOTIZIE La retorica senza lumi dei mass media italiani di Michele Loporcaro Feltrinelli, Milano 2005, pagine 222, € 14,00 Soggettivo, pessimista anche nel titolo, cartesiano che sospetta di tutto, questo saggio dà risposte competenti a domande cruciali di questo tipo: perché i mass media sono spesso pacchiani? In un programma televisivo d’informazione sono funzionali un pianoforte, le canzonette, le ballerine? Il teledipendente è capace di ragionare con la sua testa? Per rispondere a questi interrogativi l’Autore premette due idee di notizia (e di società): la notizia come informazione di un evento che privilegia il fatto sul racconto e la notizia come intrattenimento che privilegia il racconto rispetto all’evento utilizzando le forme popolari del mito. La differenza tra notizia tradizionale e racconto di un fatto non è di poco conto poiché solo la notizia - informazione garantisce il libero dispiegarsi dell’opinione pubblica e di una società non eterodiretta. Al contrario la notizia programmaticamente ridotta a narrazione, a intrattenimento, impoverisce lo spazio dell’informazione, come stimolo per la coscienza critica, necessario al dibattito democratico.
Ora che una tale ridistribuzione di spazi sia in atto è sotto gli occhi di tutti ma non tutti condividono la conclusione dell’Autore il quale recensisce sia i pareri di quanti ritengono che l’informazione-intrattenimento (infotainment) non abbia peggiorato la qualità dell’informazione o che, comunque, tale declino non sia stato dimostrato e i pareri di segno contrario che arrivano a parlare di “trattamento goebbelsiano” dell’informazione a proposito delle campagne elettorali di Forza Italia. Per questi motivi il nostro paese si presenta come un laboratorio interessante, ma l’Autore non sembra avere dubbi: “lo spettacolo costituisce, si può dire con categorie marxiane, la forma contemporanea dell’espropriazione del tempo del lavoratore a vantaggio dei ceti dominanti, detentori del potere rendendo così a priori impossibile una presa di coscienza”. Noi preferiamo sperare che il sistema mediatico italiano pur essendo viziato dalla spettacolarizzazione abbia gli anticorpi per contrastare le tossine indicate dall’Autore. Basti pensare all’uso della satira televisiva, al giornalismo d’indagine di Santoro e alla carica critica dell’ultimo varietà di Celentano. Forse non tutte le notizie sono “cattive”.
dialogando...dialogando offrire ai lettori un prodotto ade5 guato alle loro esigenze. Articoli capaci di approfondire le tematiche più significative, per entrare più a fondo nella materia, in modo da spiegare e aiutare a comprendere. Per questo sono necessari giornalisti con una solida preparazione di base, con una formazione adeguata e con il desiderio di continuare ad aggiornarsi per mantenersi alla pari con i tempi. Se non allunghiamo noi il passo, inutile attendersi che sia il mondo a rallentare per aspettarci. In questo contesto l’esame di idoneità sarà sostenuto davanti a una commissione composta da tre giornalisti, due professori accademici, un magistrato e un rappresentante della Federazione Editori. Il programma resta grosso modo lo stesso. Semmai mi auguro che la commissione sarà un po’ più severa per assicurare migliore qualità. Altrimenti inutile lamentarsi della metamorfosi in negativo di questi ultimi anni; così come rimpiangere l’antico mestiere sembrerà un paradossale tuffo nel romanticismo. Un tempo i giovani giornalisti aspiravano a firmare in prima pagina sul Corriere della Sera. Adesso, sono propensi a credere che la loro fortuna consista nell’essere chiamati all’Isola dei Famosi». 15
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