NOTIZIARIO ANNO 42∞ - MENSILE UNIONE
-
Uspi
11 NUMERI
Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L. 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma. In caso di mancato recapito rinviare all’ufficio P.T. di Roma - Romanina detentore del conto per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa in vigore
STAMPA PERIODICA ITALIANA
Elezioni e mezzi di comunicazione La chiusura del contratto grafici editoriali rappresenta l’obbiettivo più immediato dell’azione dell’USPI. In breve tempo si arriverà alla soluzione finale che dovrebbe essere rispondente alle aspettative del settore. Intanto è iniziata la campagna elettorale con molte consuete polemiche sui mezzi di comunicazione. Si parla di parità di condizioni per l’utilizzo dei mezzi, di presenze in televisione, di conflitti di interessi, e altro. In fondo, è sempre stato così e col tempo appare normale vedere giornali e televisioni come strumenti di potere al servizio di questo o di quello. Ma forse, uscendo dal circolo vizioso e sterile delle polemiche politiche, esiste un altro modo di vedere i mezzi di comunicazione. Sarà l’atteggiamento dell’USPI che, essendo improntato ad una rigorosa equidistanza dagli schieramenti, 2 CONVENZIONE USPI - BDO SpA (Società di revisione iscritta alla Consob) per la certificazione dei costi acquisto carta (esercizio 2005) VEDERE PAGINA 4
LA PROPAGANDA ELETTORALE E IL RISPETTO DELLA PAR CONDICIO In attesa della specifica delibera dell’Autorità per le Comunicazioni che verrà emanata dopo la convocazione dei comizi elettorali, ricordiamo le regole generali della “par condicio” e gli adempimenti che gli editori devono effettuare per ospitare i messaggi politici sui propri periodici prima e dopo la chiusura della campagna elettorale er prima cosa dobbiamo liberare il campo da un possibile equivoco: la recente delibera dell’Autorità per le Comunicazioni n. 22/06/CSP (scaricabile dal sito www.agcom.it) fa riferimento esclusivamente alla comunicazione politica e alla parità di accesso alle emittenti radiotelevisive nazionali nei periodi pre-elettorali. Non ha quindi rilevanza per i quotidiani e i periodici, ai quali - in periodi non elettorali non si applicano né le disposizioni previste dalla delibera in questione, né gli altri obblighi contenuti nella Legge 22 febbraio 2000, n. 28 (“Disposizioni per la parità di accesso
P
CONVENZIONE USPI-LODO PROMOTION Srl per servizi di consulenza sulla normativa della privacy VEDERE A PAGINA 7
SOMMARIO
Elezioni e mezzi di comunicazione (pagine 1 e 2) NOTIZIE Editoria e Comunicazione (pagina 2) Avviso di convocazione dell’Assemblea USPI dell’anno 2006
FEBBRAIO 20 0 6
La normativa di riferimento è prevista dalla legge 22 febbraio 2000, n. 28
neretto
La propaganda elettorale e il rispetto della par condicio (pagine 1, 6)
2
(pagina 3) Convenzione USPIBDO SpA (pagina 4)
Il futuro della lettura è la carta stampata (pagina 9)
Le quote associative USPI per l’anno 2006 (pagina 5)
La periodicizzazione della free press (pagina 9)
Convenzione USPILodo Promotion Srl (pagina 7)
La relazione degli italiani con i periodici nel 39° Rapporto Censis 2005 (pagine 10, 11, 12)
Dialogo a proposito del mondo del lavoro attuale e che verrà (pagine 8, 9)
Un fondo per la lotta alla pirateria e la pro-
tezione del diritto d’autore (pagina 13) La Guida della Stampa Periodica (XIII Ediz. 20052006) (pagina 14) Biblioteca (pagina 15)
USPI
Periodici associati all’USPI - 380° elenco (pagina 16) L’Eco della Stampa (pagina 16)
ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica” - G.U. 22/2/3000 n. 43). L’INIZIO DEL PERIODO DI VIGENZA DELLA PAR CONDICIO “Dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino a tutto il penultimo giorno prima della data delle elezioni, gli editori di quotidiani e periodici, qualora intendano diffondere a qualsiasi titolo messaggi politici elettorali, devono darne tempestiva comunicazione sulle testate edite, per consentire ai candidati e alle forze politiche l’accesso ai relativi spazi in condizioni di parità fra loro. La comunicazione deve essere effettuata secondo le modalità e con i contenuti stabiliti dall’Autorità” (Articolo 7, comma 1, L. 28/2000). Ricordiamo che i comizi elettorali sono convocati con decreto del Presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei Ministri. Il decreto è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale non oltre il 45° giorno antecedente quello della votazione 6 A TUTTI GLI ASSOCIATI Con il rinnovo dell’associazione all’USPI per l’anno 2006, aggiungendo al pagamento della quota solo 6 EURO (per le spese postali) riceverete gratuitamente al Vostro indirizzo la “Guida della Stampa Periodica Italiana” (XIII Ediz./2005-2006 Volume + CD) Maggiori informazioni alle pagine 5 e 14
Articoli e notizie di questo Notiziario possono essere liberamente riprodotti citandone la fonte. Se ne raccomanda, anzi, la massima diffusione da parte di tutti i periodici associati all’USPI, nell’interesse della categoria QUESTO NOTIZIARIO VIENE SPEDITO AGLI ASSOCIATI USPI IN REGOLA CON IL VERSAMENTO DELLE QUOTE
NOTIZIE Editoria e Comunicazione RICORRENZE ED EVENTI NEL MONDO USPI QUATTRORUOTE, MEZZO SECOLO A TUTTO GAS
del ruolo svolto dalla testata nell’educazione stradale degli italiani.
Compie 50 anni la rivista Quattroruote della Editoriale Domus, associata all’USPI (che esprime anche il Presidente della nostra Unione), considerata la “Bibbia dell’automobile” da professionisti, addetti ai lavori e semplici lettori. Uscì, infatti, nel febbraio del 1956 il primo numero della rivista con in copertina una rossa e sportivissima Giulietta Alfa Romeo, chimera di tanti italiani di allora. Il suo ideatore-editore-autore, Gianni Mazzocchi, ebbe fin da subito bene chiara la mission della rivista: Quattroruote doveva essere una testata totalmente diversa da tutte le altre pubblicazioni motoristiche che accompagnasse la percezione da parte degli italiani dell’automobile dapprima come icona dei desideri possibili, e poi via via come strumento di una mobilità generale conquistata e, alla pari, come status simbol. Con Giovanna Mazzocchi, che ha proseguito l’attività editoriale lasciatale in eredità dal padre, Quattroruote si è sviluppata, senza mai trascurare la connotazione originaria, divenendo un articolato sistema che affianca alla testata storica (480.000 copie mensili vendute e 4 milioni e mezzo di lettori stimati) una serie di altri prodotti editoriali che vanno da Ruote Classiche, destinata agli appassionati di vetture d’epoca, a AutoPro, a Vendo & Compro. Per celebrare il compleanno della rivista, oltre alle numerose, classiche iniziative di incontri e convegni celebrativi, c’è pure l’uscita della nuova edizione in russo (che si affianca a quelle già esistenti in cinese, rumeno e serbo) ed il lancio del nuovo magazine Car Emotion, tutto dedicato alla personalizzazione dell’automobile che oggi rappresenta un fenomeno di tendenza molto gradito soprattutto alle generazioni più giovani. Fiore all’occhiello dei festeggiamenti, l’uscita di un francobollo che riproduce la prima copertina del febbraio ’56 della rivista. Un segno non solo della fama acquisita da Quattroruote, ma anche un riconoscimento
STADIUM, CENTO ANNI E NON SENTIRLI
2
Ne ha fatta di strada Stadium, associata all’USPI e fra le più antiche testate sportive d’Italia, da quel primo numero, risalente all’estate del 1906, quando apparve nella veste di bollettino portavoce dell’associazionismo sportivo cattolico. E quante ne ha viste! Trasformatosi in mensile della Federazione associazioni sportive cattoliche italiane, ha accompagnato negli anni successivi con puntualità e dedizione la storia dell’associazionismo e dello sport italiano. Sospesa, come altre pubblicazioni, nel 1927 per le restrizioni imposte dalle leggi fasciste, Stadium riapparve nel 1945 come organo del Centro Sportivo Italiano (CSI). Da allora, pur cambiando talvolta formato e periodicità, Stadium è stato, ed è tuttora, il magazine che ha formato la cultura sportiva di intere generazioni di atleti e dirigenti dello sport italiano. Prova ne sono le testimonianze ospitate nelle pagine vecchie e nuove della rivista di campioni come Gimondi e Moser, Rivera e Signori, fino ad arrivare alle interviste di campioni attuali: le scelte di vita del motociclista Marco Melandri, la fede del calciatore Luca Toni, i valori in cui crede la schermitrice Valentina Pezzali e il cestista Giacomo Malanda. Nel 2006, “il magazine di chi ama lo sport pulito” (come recita il sottotitolo), come un arzillo vecchietto, rilancia e punta allo sbarco in edicola. Per far questo si apre a diverse novità: nuovo editore (Gruppo Editoriale San Paolo), nuovi direttori, nuova concessionaria di pubblicità. Ma con la stessa idea portante: non pedagogia moralista ma il lato umano dello sport ed i percorsi di vita degli atleti come modelli esemplari per le giovani generazioni di lettori. IL CALENDARIO DEL POPOLO, 60 ANNI CON LA CLASSE OPERAIA Ha da poco compiuto sessant’anni Il Calendario del popolo, la più antica rivista
della sinistra italiana, associata all’USPI. Il 27 marzo 1945 uscì, infatti, a Roma il primo numero del periodico. Il nome “Calendario” fu determinato dal fatto che il giornale era articolato come un calendario delle date che avevano segnato il cammino delle classi operaie verso l’emancipazione sociale e la libertà politica. Il suo obiettivo era quello di portare un contributo a livello popolare al grande moto di rinnovamento politico e culturale, avviato dalla Resistenza. Dal 1964 la rivista è edita da Nicola Teti che ha realizzato anche grandi enciclopedie quali la Storia della società italiana (25 volumi), la Storia Universale (13 volumi) redatta dall’Accademia delle Scienze dell’URSS, e il Regno animale Urania. Per festeggiare il sessantesimo compleanno della rivista è stata appena presentata dalla Provincia di Milano la mostra fotografica Suonatori girovaghi & lavavetri, confronto fra le esperienze dei minorenni italiani che a fine 800 emigravano oltralpe e quelle dei giovani extracomunitari che approdano in Italia “con il medesimo carico di sofferenze e speranze”.
neretto permette una maggiore sere1 nità, almeno in questi periodi, oppure sarà semplicemente il senso del nostro scopo associativo, ma noi vediamo il sistema delle comunicazioni principalmente come un patrimonio fondamentale del nostro Paese. Sembrerà banale- forse lo è- ma quando andremo a chiedere tutela per i nostri periodici e quando altri la chiederanno per i loro prodotti, vorremmo essere accolti da interlocutori politici attenti e sensibili. Destra o sinistra non ha importanza, quello che veramente conta è e sarà la piena consapevolezza che senza una politica di sostegno per lo sviluppo, soprattutto per le aziende piccole e medie, il settore sarà destinato ad accentuare pericolosi squilibri e, conseguentemente, ad impoverirsi. Notiziario USPI n° 2/2006
AVVISO DI CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA U.S.P.I. DELL’ANNO 2006 Ai sensi degli articoli 7 e 8 dello Statuto, l’Assemblea Generale Ordinaria dei soci dell’Unione Stampa Periodica Italiana (U.S.P.I.) è convocata per giovedì 20 aprile 2006, alle ore 15 in prima ed alle ore 16 in seconda convocazione, presso la sede sociale in Viale B. Bardanzellu n. 95 in Roma, con il seguente:
ORDINE DEL GIORNO 1. Insediamento della Presidenza e della Segreteria; 2. Relazione del Presidente; 3. Relazione del Segretario Generale; 4. Relazione del Collegio dei Revisori dei Conti; 5. Approvazione del rendiconto esercizio 2005; 6. Approvazione esercizio preventivo 2006; 7. Varie ed eventuali. In base all’articolo 7 dello Statuto hanno diritto di voto tutti i soci ordinari di cui all’articolo 3 in regola con il pagamento delle quote sociali. Ai soci di cui al punto 1) di tale articolo spettano tre voti per ciascuna testata, mentre ai rappresentanti delle Associazioni o Gruppi di cui al punto 2) spetta un solo voto. Hanno diritto inoltre ad esprimere un voto gli iscritti all’U.S.P.I. a titolo personale di cui all’art. 30 (norma transitoria). Ogni socio che non possa partecipare personalmente all’Assemblea può farsi rappresentare, ad ogni effetto, da persona, anche non iscritta all’USPI, munita di apposita delega. Nessun socio o delegato può essere portatore di più di dieci deleghe. Per la partecipazione all’Assemblea, i soci che ancora non lo avessero fatto, dovranno mettersi in regola con la quota associativa per il 2006. Il rendiconto 2005 ed il preventivo 2006 saranno a disposizione dei soci che li volessero esaminare presso la sede sociale dell’USPI, in Viale B. Bardanzellu n. 95 in Roma, dalle ore 12 del 31 marzo, alle ore 12 del 19 aprile c.a. Il presente annuncio è da considerarsi quale “avviso” secondo quanto stabilito dall’articolo 8, primo comma, dello Statuto. Roma, 5 gennaio 2006 IL PRESIDENTE (Mario Negri)
-- - - - - - - -------------- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - ----DELEGA Il sottoscritto........................................................................................................................................................................................ nella sua qualità di (1).......................................................................................................................................................................... delega il Sig ......................................................................................................................................................................................... a rappresentarlo all’Assemblea dei soci dell’USPI del 20 aprile 2006 a Roma per l’approvazione dei bilanci consuntivo 2005 e preventivo 2006. ................................... (data)
(1)
................................................. (firma)
Indicare la qualità di editore e titolo del periodico, ovvero di suo rappresentante (punto 1 art. 3 dello Statuto) indicando la testata, ovvero la qualità di socio a titolo personale (art. 30 dello Statuto, norma transitoria).
CONVENZIONE USPI - BDO SpA PER LA CERTIFICAZIONE DEI COSTI PER L’ACQUISTO CARTA (esercizio 2005)
I
n data 22 dicembre 2005, l’USPI ha sottoscritto una importante Convenzione con la BDO SALA SCELSI FARINA SpA, Società di Revisione e organizzazione contabile, iscritta all’Albo speciale delle società di revisione autorizzate dalla CONSOB, per la certificazione dei costi per l’acquisto della carta utilizzata nell’esercizio 2005 dalle Aziende editoriali iscritte all’USPI al fine di ottenere il credito di imposta (10%) sull’acquisto carta, come previsto dai commi 181-186 dell’articolo 4 della Legge 24.12.2003, n. 350 (Finanziaria 2004) ed esteso anche al 2005 dall’articolo 1, comma 484 della Legge 30.12.2004, n. 311 (Finanziaria 2005).Tutta la normativa, le disposizioni attuative, le circolari della Presidenza del Consiglio e la modulistica sono consultabili nell’Area Riservata del nostro sito: www.uspi.it (accessibile tramite password comunicata agli associati). La Convenzione USPI-BDO SpA riguarda i corrispettivi previsti dalla Società di Revisione per la certificazione dei costi sostenuti per l’acquisto carta, determinati per gli associati USPI sul valore di acquisto della carta da parte della Società richiedente la certificazione, e non (come solitamente viene applicato) in funzione del tempo per l’espletamento dell’incarico e delle qualifiche del personale impiegato. Per attivare questa vantaggiosa convenzione, la BDO SpA richiederà all’editore un certificato di iscrizione all’USPI. La società “BDO Sala Scelsi Farina” costituita nel 1965, fa parte dell’organizzazione internazionale “BDO Member Firms” operante nei cinque continenti. Essa svolge la sua attività in Italia attraverso 9 uffici cui fanno capo circa 150 dipendenti e professionisti, laureati in materie economiche e diplomati in ragioneria. Tutti gli amministratori ed i dirigenti sono iscritti nel Registro dei Revisori Contabili e negli albi professionali dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e del Collegio dei Ragionieri. Di seguito riportiamo il testo della Convenzione con lo schema dei corrispettivi previsti. L’elenco degli uffici e dei responsabili BDO cui poter far riferimento è reperibile sul nostro sito ed anche sulla pagina web: www.bdo.it/dove_siamo.htm.
Spettabile USPI - Unione Stampa Periodica Italiana Viale B. Bardanzellu, 95 00155 Roma c.a. Avv. Francesco Saverio Vetere Roma, 22 Dicembre 2005 Oggetto: Convenzione per la certificazione dei costi sostenuti per l’acquisto della carta utilizzata nell’esercizio 2005 dalle aziende editoriali Vostre associate Egregi Signori, il 12 dicembre è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 288 una circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri avente ad oggetto la modalità di richiesta del credito di imposta. La circolare prevede che, entro il 31 gennaio 2006, deve essere presentata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri la domanda di richiesta del contributo. La domanda dovrà contenere, tra la diversa documentazione, l’impegno a presentare, entro trenta giorni dall’approvazione del bilancio, la certificazione dei costi sostenuti per l’acquisto della carta utilizzata nell’esercizio 2005 che deve essere eseguita da una società di revisione iscritta nell’apposito albo CONSOB. Tale forma di certificazione già prevista nel precedente esercizio soltanto per le imprese editrici di libri dalla circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’ 8 febbraio 2005 n. 8, è stata estesa per il 2005 a tutte imprese editrici di quotidiani e periodici non quotate.
nostra esperienza specifica nel settore, abbiamo stimato dei corrispettivi basati sul valore di acquisto della carta della società oggetto di certificazione secondo i seguenti parametri (come da box nella pagina n.d.r.). I compensi non sono comprensivi dell’IVA e né delle spese vive sostenute per lo svolgimento dell’incarico quali viaggi, spese di permanenza fuori sede (intendendo per sede i nostri uffici di Milano, Bari, Bologna, Firenze, Cagliari, Pescara, Palermo, Napoli, Roma, Verona), segreteria, telefono, fax, fotocopie, ecc.. Le spese vive da noi sostenute saranno addebitate sulla base del costo effettivamente sostenuto ed entro un limite massimo che varierà dal 5% al 10% degli onorari. Sarà nostra cura addebitare spese per il 5% degli onorari a quei clienti che risiedono in località dove sono presenti uffici BDO, mentre addebiteremo il 10% negli altri casi. Al termine del lavoro, la nostra relazione sarà strutturata, per forma e contenuto, secondo quanto raccomandato dalla Circolare della Presidenza del Consiglio de Ministri e dalla nostra prassi professionale. **** Restando a Vostra disposizione per qualunque altra informazione possa necessitare sulla nostra organizzazione e sul contenuto della presente e, nel ringraziarVi per averci interpellato,Vi preghiamo di gradire i nostri più cordiali saluti. F.to per la BDO: Felice Duca, Paolo Scelsi (Amministratori)
Con la presente di seguito Vi indichiamo un schema dei corrispettivi, da noi previsti, per la certificazione dei costi sostenuti per l’acF.to per l’USPI: quisto della carta utilizzata nell’ esercizio 2005 delle imprese editrici, così come indicato dall’art. 4 della legge n. 350 del 24 dicembre, da utilizCarta acquistata e consumata zarsi per le imprese nell’esercizio Vostre associate. Da a I corrispettivi sono solitamente determinati in funzione del tempo necessario per l’espletamento dell’incarico e delle qualifiche del personale impiegato; nella fattispecie, in considerazione della
Francesco Saverio Vetere (Segretario Generale) Corrispettivo per la certificazione
0
100.000
1.000
100.001
300.000
2.500
300.001
500.000
4.000
500.001
700.000
5.000
700.001
900.000
6.000
900.001
1.100.000
7.000
1.100.001
2.000.000
8.000
2.000.001
Oltre
9.000
LE QUOTE ASSOCIATIVE USPI
per l’anno 2006 L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2006 versando la relativa quota associativa, lungi dal corrispondere ad una rituale formalità, risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche publiche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - copia gratuita della XIII edizione della “Guida della Stampa Periodica” (volume + CD; in preparazione) - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura. Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2006 (e comprensive del costo del “Notiziario USPI”) sono le seguenti:
Per le testate (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge)
da da da da da
1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su
€ € € € €
200,00 625,00 1.200,00 2.400,00 3.650,00
OFFERTA RINNOVO ISCRIZIONE 2006: con soli 6 euro, in aggiunta alla quota associativa, riceverete direttamente al vostro domicilio la XIII Ediz. della “Guida della Stampa Periodica” 2005/2006 (volume + CD). Nella causale di versamento specificare dettagliatamente: “Quota associativa USPI 2006 + Guida Stampa Periodica”.
Quota d’iscrizione (“una tantum” per le testate che si iscrivono per la prima volta): - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie
€
90,00
- Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie
€
170,00
€ €
210,00 320,00
Per i soci singoli ex art. 31 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI
Il versamento della quota associativa con il supplemento di 6 euro può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano,Agenzia 257,Via Franceschini n. 58 - Roma, CIN: U ABI: 05584 - CAB: 03206 - c/c: 000000004977 (intestato USPI), ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI.
ATTENZIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.
LA PROPAGANDA ELETTORALE E IL RISPETTO DELLA PAR CONDICIO (Articolo 11, Testo Unico delle 1 Leggi Elettorali DPR 30 marzo 1957, n. 361). IL CONTENUTO DEI MESSAGGI POLITICI ELETTORALI “Sono ammesse soltanto le seguenti forme di messaggio politico elettorale: a) annunci di dibattiti, tavole rotonde, conferenze, discorsi; b) pubblicazioni destinate alla presentazione dei programmi delle liste, dei gruppi di candidati e dei candidati; c) pubblicazioni di confronto tra più candidati (Articolo 7, comma 2, L. 28/2000). La propaganda elettorale (ed, infatti, non a caso, si usa il termine “propaganda” e non “pubblicità”) deve quindi avere un contenuto redazionale e non limitarsi al nome e foto del candidato, al simbolo del partito... LE DISPOSIZIONI DELL’AUTORITA’ Non essendo stata ancora emanata la delibera per le elezioni politiche dei prossimi 9 e 10 aprile, facciamo riferimento alle precedenti deliberazioni dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che prevedevano un “comunicato preventivo” e un “documento analitico”. Non essendo variata la normativa di riferimento è presumibile ritenere che neppure la nuova delibera si discosterà dalle precedenti. IL COMUNICATO PREVENTIVO, da pubblicarsi sul numero precedente a quello ove si ospiteranno messaggi di propaganda elettorale, deve essere pubblicato con adeguato rilievo (sia per collocazione sia per modalità grafiche) e deve precisare le condizioni generali all’accesso (quali spazi si offrono, le modalità di prenotazione, le tariffe e modalità di pagamento...) e il recapito, con numero telefonico, della redazione presso cui è depositato un “DOCUMENTO ANALITICO” (consultabile a richiesta) concernente: 1) le condizioni temporali di prenotazione degli spazi pubblicitari (e il termine ultimo per le prenotazioni per ogni singolo numero); 2) le tariffe (autonomamente determinate) e le eventuali condizioni di gratuità; 3) ogni altra ulteriore circostanza (ad es. in che formato debba essere presentato il materiale...), ed in particolare la definizione del criterio di accettazione delle prenotazioni in base alla loro progressione temporale. Ogni elemento di maggior favore praticato ad un soggetto politico deve essere riconosciuto anche agli altri. Tutti i messaggi politici elettorali devono contenere l’indicazione del committente responsabile e la scritta “messaggio elettorale”. Il lettore deve percepire subito che è un 6
messaggio di propaganda elettorale. VIGILANZA E SANZIONI I Comitati regionali per le comunicazioni (CORECOM) o, se questi non sono stati ancora costituiti, i Comitati regionali per i servizi radiotelevisivi (CORERAT) assolvono le funzioni di vigilanza sulla corretta e uniforme applicazione della legislazione vigente e di accertamento delle eventuali violazioni, trasmettendo gli atti all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per i provvedimenti di propria competenza. Le violazioni alle disposizioni della Legge 28/2000 sono perseguite d’ufficio dall’Autorità, ma anche ciascun soggetto politico può denunciare tali violazioni entro il termine perentorio di DIECI GIORNI dal fatto (Articolo 10, L. 28/2000). La denuncia all’Autorità è procedibile soltanto se sottoscritta in maniera leggibile e accompagnata dalla documentazione comprovante l’avvenuto invio della denuncia anche agli altri destinatari (editore, CORECOM, GdF...). La denuncia deve obbligatoriamente contenere l’indicazione dell’editore e del giornale o periodico cui sono riferibili le violazioni, completa di data ed edizione e una motivata argomentazione. Le sanzioni amministrative pecuniarie variano da 2.582,28 a 30.987,42 euro, a seconda della gravità e della vicinanza della violazione al giorno delle elezioni. GLI OBBLIGHI DI COMUNICAZIONE Entro TRENTA GIORNI dalla consultazione elettorale per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica ed anche nel caso di elezioni suppletive, i titolari di emittenti radiotelevisive, nazionali e locali, e gli editori di quotidiani e periodici devono comunicare ai PRESIDENTI DELLE CAMERE nonché al COLLEGIO REGIONALE DI GARANZIA ELETTORALE di cui all’articolo 13 della legge 10 dicembre 1993, n. 515, i servizi di comunicazione politica ed i messaggi politici effettuati, i nominativi di coloro che vi hanno partecipato, gli spazi concessi a titolo gratuito o a tariffa ridotta, gli introiti realizzati ed i nominativi dei soggetti che hanno provveduto ai relativi pagamenti. In caso di inosservanza di tali obblighi si applicherà la sanzione amministrativa pecuniaria da 5.164,60 a 51.645,70 euro. Il Collegio regionale di garanzia elettorale è istituito presso la Corte di appello o, in mancanza, presso il Tribunale del capoluogo di ciascuna regione. Il Collegio è composto dal presidente della Corte di appello o del Tribunale, che lo presiede, e da altri sei membri nominati dal presidente per un periodo di 4 anni, rinno-
vabili una sola volta (Articolo 13, primo, comma, L. 515/1993). I SONDAGGI POLITICI ED ELETTORALI Nei quindici giorni precedenti la data della votazione e fino alla chiusura delle operazioni di voto è VIETATO rendere pubblici o comunque diffondere i risultati, anche parziali, di sondaggi demoscopici sull’esito delle elezioni e sugli orientamenti politici e di voto degli elettori, anche se tali sondaggi sono stati effettuati prima dei quindici giorni in cui vige il divieto (Articolo 8, L. 28/2000). Nel periodo antecedente a quei “fatidici” quindici giorni, la pubblicazione (integrale o parziale) dei risultati dei sondaggi politici deve essere obbligatoriamente accompagnata da una “NOTA INFORMATIVA” (da pubblicare anche su Internet), con le seguenti indicazioni, di cui è responsabile chi realizza il sondaggio: - il soggetto che ha realizzato il sondaggio; - il committente e l’acquirente del sondaggio; - i criteri seguiti per la formazione del campione e se si tratti di “sondaggio rappresentativo” o “non rappresentativo”; - il metodo della raccolta e elaborazione dei dati; - il numero degli interpellati e la percezione delle persone che hanno risposto a ciascuna domanda: - il testo integrale delle domande rivolte e la data in cui è stato realizzato il sondaggio. I sondaggi possono essere pubblicati solo se contestualmente siano resi disponibili dal committente, nella loro integralità e corredati dalla “nota informativa”, sul sito: www.sondaggipoliticielettorali.it, tenuto dal Dipartimento Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri. In caso di pubblicazione a mezzo stampa, la “nota informativa” deve essere sempre evidenziata con apposito riquadro nella pagina. LA COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE Dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le Amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni (Articolo 9, L. 28/2000). IVA AL 4 PER CENTO A seguito dell’entrata in vigore della Legge 8/4/2004, n. 90, l’aliquota IVA da applicare per l’acquisto di messaggi politici ed elettorali su quotidiani e periodici nei 90 giorni precedenti la data delle elezioni è del 4%. Notiziario USPI n° 2/2006
CONVENZIONE USPI - LODO PROMOTION Srl PER SERVIZI DI CONSULENZA SULLA NORMATIVA DELLA PRIVACY E PER LA REDAZIONE DEL DOCUMENTO PROGRAMMATICO PER LA SICUREZZA (DPS) Come già annunciato sul precedente numero di gennaio di questo Notiziario, il 28 febbraio scade il termine entro il quale tutti coloro che gestiscano dati sensibili e giudiziari, con strumenti cartacei o elettronici, devono redigere il c.d. “Documento programmatico per la sicurezza”. Tale termine è stato fissato (dopo continue proroghe) dal decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 273. Il decreto ha anche stabilito che il 31 marzo è il termine ultimo (salvo ulteriori proroghe) per adempiere all’obbligo di adottare, da parte dei titolari del trattamento di dati personali, quelle misure minime di sicurezza (individuate nel decreto legislativo 196/2003 e nell’allegato B a tale decreto) al fine di “ridurre al minimo...i rischi di distruzione o perdita, anche accidentale, dei dati stessi; di accesso non autorizzato o di trattamento non consentito o non conforme alle finalità della raccolta” (articolo 31, D.lgvo 196/03). Si tratta, in sostanza, di un insieme di misure di sicurezza di carattere tecnico-operativo (password per l’accesso ai trattamenti, copie di salvataggio dei dati, protezione fisica dei supporti magnetici e cartacei...) e logistico-organizzativo (assegnazione di incarichi e attività di formazione). Per quei titolari che dispongano “di strumenti elettronici che, per obiettive ragioni tecniche, non consentono in tutto o in parte l’immediata applicazione delle misure minime” (articolo 180, comma 3, D.lgvo Prestazione
Consulenza adeguamento 196/2003
Convenzione con la Lodo Promotion srl divisione privacy, società leader nel campo delle consulenze aziendali, che offrirà ai soci dell’Unione, a costi concorrenziali, attività di consulenza annuale per adeguare le diverse realtà lavorative alla normativa sulla privacy, attività didattiche e formative per il personale e corsi specifici sulla normativa in relazione alla professione giornalistica. Per attuare la Convenzione, la Lodo Promotion Srl richiederà all’editore un certificato di iscrizione all’USPI. Convenzione USPI-Lodo Promotion srl
con i suoi eventuali aggiornamenti durante l’anno dalla firma del contratto -
la redazione del Manuale della Privacy,
-
l’analisi del rischio dei dati,
-
la compilazione delle lettere di incarico ai responsabili ed agli incaricati,
-
il censimento delle banche dati sia informatiche che cartacee e le procedure per la loro messa in sicurezza e per la loro archiviazione, studio ed eventuale predisposizione e/o
-
Prestazioni e servizi
Costo non convenzionato
Convenzione USPI
Corso di formazione fino a 5 persone
€ 450
€ 350
Corso di formazione fino a 10 persone
€ 770
€ 600
Giorno fuori sede (per singolo consulente/docente)
€ 350
€ 300
I prezzi riportati nella tabella sono IVA esclusa e relativi a corsi tenuti presso la sede del cliente.
La Lodo Promotion divisione privacy offre a professionisti ed aziende - pubbliche e private servizi di consulenza svolti con l’intervento di tecnici esperti della materia, per adeguare le diverse realtà lavorative alla normativa sulla privacy, come introdotta dal DLgs. 196/2003 e successive modifiche ed integrazioni.
PC
Dipendenti
Costo
Convenzione
Fino a 2
Fino a 5
€ 900
€ 720
Fino a 5
Fino a 10
€ 1300
€ 1040
Fino a 10
Fino a 20
€ 1800
€ 1440
aggiornamento sotto il profilo relativo alla privacy della modulistica utilizzata sia nei confronti degli interessati al dato che di eventuali responsabili esterni del trattamento dei dati. Siamo inoltre disponibili allo svolgimento dell’attività di formazione relativa ai riflessi della normativa sulla privacy in relazione alla professione giornalistica alla luce della normativa e del codice etico e di deontologia. F. to per la LODO PROMOTION srl Lorenzo Greco (Amministratore Unico) F.to per l’USPI: Francesco Saverio Vetere (Segretario Generale)
I prezzi riportati nella tabella sono IVA esclusa e relativi a casistiche esemplificative riferite ad un’unica sede avente al massimo tre archivi cartacei, in caso di pluralità di sedi o casi non contemplati nella tabella occorrerà procedere ad un’offerta personalizzata.Tale offerta prevede lo sconto del 20% sul prezzo di listino. 196/03) è stato fissato, sempre al 31 marzo, l’obbligo di predisporre un documento, avente data certa, in cui si descrivano le ragioni tecniche relative agli strumenti elettronici posseduti. Per costoro, la scadenza per adeguarsi comunque alle misure minime di sicurezza è stata inviata al 30 giugno p.v. Per venire incontro alle possibili esigenze degli associati, l’USPI ha sottoscritto una Notiziario USPI n° 2/2006
Nel caso in questione le prestazioni di consulenza che offriamo sono quelle legate agli obblighi previsti dagli artt. 33 e seguenti del suddetto Decreto Legislativo. In particolare offriamo un contratto di consulenza annuale per aziende che comprende: -
la redazione del Documento Programmatico per la Sicurezza (DPS)
Lodo Promotion s.r.l. Via Camillo Serafini 35, 00164 Roma Tel 06.66153191 Mobili 328.3624548 335.1346263 347.3761684 www.lodopromotion.it 7
DIALOGO A PROPOSITO DEL MONDO DEL LAVORO ATTUALE E CHE VERRA’
dialogando dialogando di Mario Negri* Il mondo del lavoro, soprattutto quello dipendente, è e sarà sempre più globalizzato ovvero mondiale; un unico mondo interdipendente nella diversità. Come dire che l’acqua del fiume (Italia) sfociando nell’oceano (mondo) non può rimanere dolce. Ci sono infatti un paio di miliardi di persone, se non di più, situate in Asia, Africa, America centrale e meridionale e dell’Est Europeo che premono per venire in Occidente o per produrre beni e servizi per l’Occidente oltre a coloro che in Occidente ci sono già e a coloro che nel loro paese producono beni e servizi che giungono in Occidente con costi vertiginosamente più bassi di quelli Europei (tessile, abbigliamento, beni di largo consumo…). L’affermazione che “ le conquiste sindacali sono irrinunciabili” non ha oggi più senso. L’avrà avuta in passato ma l’oggi ha cambiato lo scenario che l’aveva prodotta. Le conquiste sono possibili solo se sono sostenute e pagate da qualcuno e quel qualcuno sono la redditività delle imprese e di quel settore professionale che produce sempre reddito. Senza reddito prodotto non ci sono conquiste sostenibili. Ora questo reddito sta lentamente ma inesorabilmente declinando…da anni. Alcune considerazioni su questo declino: 1) Il comparto industriale, non solo italiano, per larga parte è andato a localizzarsi in aree dove la manodopera costa da dieci a venti volte di meno. Le imprese industriali rimaste non ci rimarranno a lungo poiché la concorrenza internazionale non glielo permetterà E questo non significa che gli operai italiani siano strapagati. Tutt’altro; nella prevalenza dei casi oggi un operaio viaggia su una linea di confine che lo colloca tra la povertà e l’indigenza. 2) Il costo del lavoro sconta gravami letali; a) contratti di lavoro inaccettabilmente 8
rigidi ( art. 18, ore lavorate, ferie eccessive, riduzioni dell’organico tra l’impossibile e il troppo costoso …). In altre parole le imprese devono essere eticamente corrette ma ad esse non vanno attribuiti compiti che non competono come il problema dell’occupazione. Questo è di competenza della politica statale. Le imprese devono poter avere il personale che a loro necessita in ogni momento della loro vita; b) oneri sociali che non possono trasferire sul lavoro problemi pensionistici da decenni irrisolti e inefficienze della amministrazione pubblica nel suo complesso. Le imprese non hanno creato il problema pensionistico attuale ma piuttosto la miopia dei governi succedutisi negli ultimi cinquanta anni. Come non vedere che il benessere scaturito dopo la seconda guerra mondiale avrebbe portato a un allungamento della vita che oggi porta l’attesa media per il femminile a 82 anni e per il maschile a 77 e che appare comunque inarrestabile nella sua ascesa? Come non vedere che nessun sistema previdenziale può mandare in pensione un lavoratore che ha lavorato 35 anni o poco più pagandogli una pensione per i successivi 20, 25 o 30 anni? (con pensioni, per i bassi redditi sovente insufficienti e che saranno destinate a perdere potere d’acquisto nel prossimo futuro generando una fascia ampia di pensionati indigenti). Sull’inefficienza della struttura statale, che è tale dalla fine della seconda guerra mondiale, sembra si sia persa ogni speranza e con questa pesante palla al piede il declino della qualità di vita dei cittadini è certa. L’inamovibilità dei funzionari statali, il loro numero eccessivo, e la loro bassa propensione alla produttività unita ad un elevata vocazione alla mancanza di attenzione e gentilezza nei confronti del contribuente hanno aiutato il costo del lavoro a divenire insostenibile. 3) La preparazione imprenditoriale e manageriale ha perduto incisività e capacità. Le seconde e soprattutto le terze generazioni imprenditoriali postbelliche si sono dimostrate, nella loro generalità, non all’altezza di coloro che crearono il benessere italiano degli anni 60 e successivi. I manager a loro volta oggi hanno maggiore scolarità ma hanno perduto, in prevalenza, le capacità di aggregazione e di comando intelligente che avevano i loro predecessori. Il desiderio di essere importanti e una eccessiva e non giustificata arroganza si antepone al
bene primario e inalienabile del bene dell’impresa. Vengono prima loro e poi la soluzione dei problemi. 4) Lo Stato ha prodotto una legislazione giuridica e fiscale molto complessa e certamente eccessiva e il consuntivo di questo modo di governare è risultato un non governo. Infatti la magistratura appare troppo lenta per rendere giustizia ( cause civili con durata di 10 anni e oltre) e in molti casi influenzata da ideologie non concepibili con la neutralità del giudizio (cause di lavoro). Sul piano fiscale i 60 anni postbellici hanno dato ragione a chi ha deciso di fare il furbo e cercare tutti i mezzi per frodare le imposte. I condoni degli ultimi anni sono solo la fase finale di una resa senza onore degli organi di controllo peraltro numerosi e pagati forse non bene ma pagati. 5) Il sistema scolastico ha progressivamente sfornato diplomati e laureati sempre meno inseribili nel mondo del lavoro che non sa cosa farsene della loro lunga militanza a scuola vista la loro modesta preparazione e visione di una realtà lavorativa molto lontana dall’essere aggiornata e utile. Gli ultimi anni hanno visto svilupparsi nelle scuole dell’obbligo e nelle superiori la pessima idea di promuovere tutti vanificando ogni esame di merito. L’università sforna laureati di poco o nessun interesse così che i migliori devono sobbarcarsi anni successivi di specializzazione per potersi presentare alle imprese con qualcosa da dare. Alle imprese tocca dunque l’onere di insegnare ciò che serve a questi soggetti che, dopo aver dedicato 15 o 20 anni, se laureati, della loro vita e studio, non approdano a nessun o scarso riconoscimento da parte del mondo imprenditoriale o professionale 6) I governi che si sono succeduti nei 60 anni passati si sono preoccupati prevalentemente di mantenere un consenso elettorale dimenticandosi sovente di governare la Cosa Pubblica. E il governo della Cosa Pubblica è il governo dell’efficienza e la inefficienza è caduta di nuovo sul costo del lavoro. Notiziario USPI n° 2/2006
Si potrebbe continuare parlando della sanità, dell’immigrazione inarrestabile, le responsabilità politiche e dei partiti attuali e passati, delle politiche energetiche …e di tanto altro ma credo basti per riportare l’argomento lavoro e dell’impresa al centro dell’ attenzione. Uno Stato ha l’onere di creare le condizioni presenti e future affinché le imprese possano operare. Le entrate su cui lo Stato basa la sua sopravvivenza provengono dalle imprese e dal lavoro che le imprese producono ai vari livelli dipendente, collaborativo e professionale. Ciò che lo Stato non può fare è prelevare eccessivamente dal reddito prodotto da esse o distrarsi nel governare i vari fattori che concorrono alla produzione del reddito stesso. Quello che sta ora accadendo è appunto una somma di entrambi. L’economia nazionale e internazionale non è in mano ai governi ma alle logiche di mercato e del profitto. Sta a tutti gli attori di questo scenario, imprenditori, lavoratori, professionisti, sindacati, istituzioni pubbliche creare un giu-
sto equilibrio affinché le imprese possano operare. Questo scritto, che esprime solo il mio punto di vista, interviene su uno scenario attuale già deteriorato che rende sempre più ostico per le imprese operare nel nostro paese ma dico anche, con le necessarie diversità, anche negli altri paesi occidentali. Si aprono dunque due strade da percorrere nel prossimo futuro; la prima prevede di continuare nell’indifferenza attuale la seconda prevede di prendere atto che quando una impresa non guadagna chiude e questa chiusura ricade su chi opera in essa e sulle entrate della Stato. Un nuovo atteggiamento allora va considerato e accolto perché nuovi sono gli avvenimenti e i mutamenti comparsi in sede internazionale. Un atteggiamento che muti alla base molti fattori principiando dal rapporto impresa/lavoro. Se non si affronterà, lo scadimento del benessere acquisito dai lavoratori diverrà inevitabile e inesorabile. Non si ha notizia che l’oceano lasci dolce l’acqua del fiume.
IL FUTURO DELLA LETTURA E’ LA CARTA STAMPATA Il titolo non vuol essere utopistico. Negli anni ‘80 alcuni maghi dell’informatica avevano profetizzato che ai primi del terzo millennio (cioè in questi anni) i media a supporto cartaceo sarebbero stati agonizzanti. Siamo all’inizio del 2006 ma né il computer, né internet, né i cellulari hanno inferto colpi mortali ai periodici e ai libri a supporto cartaceo. La lettura tradizionale coesiste pacificamente con l’informazione digitale ed anzi vive una seconda giovinezza come è emerso dalla Fiera del libro di Francoforte e al Forum che si è tenuto a Bari il 5 e il 6 novembre u.s. con un titolo significativo “Leggere libri: che innovazione”. Un titolo indovinato che coglie e rilancia la modernità della carta stampata. Mai come in questi tempi la lettura ha dominato la scena. E il fenomeno si spiega, continua a spiegarsi - secondo una tesi che l’USPI lanciò al suo XV Congresso del 3-5 ottobre 1996 - poiché la creatività, la bellezza, la cultura che arricchisce il lettore, le emozioni trasmesse così singolarmente da libri e periodici non hanno tempo e fronteggiano alla grande le mastodontiche offerte di informazione della Rete. Intendiamoci. Non perché la tecnologia non sia presente o sia minoritaria ma perché è meno visibile, meno trasversale a tutto e quindi meno protagonista di quanto prevedessero i profeti di sciagura che avevano vaticinato la morte del supporto cartaceo. La lettura coesiste tranquillamente con il Notiziario USPI n° 2/2006
computer poiché per molti è uno strumento culturale insostituibile e quindi, con uno slogan sintetico potremmo affermare che la qualità coesiste con la quantità. Questa riflessione non si nasconde, ovviamente, i problemi critici che travagliano sia l’editoria periodica che l’editoria libraria. Condizioni cruciali per la stampa periodica sono rappresentate dalla concorrenza televisiva che non sottrae solo pubblicità ma anche tempo alla lettura; i costi della distribuzione; la prevalenza del marketing sulla qualità dell’informazione di massa; il vizio dei grandi gruppi di voler guadagnare copie con i gadget per raccogliere più pubblicità; la sistematica “distrazione” dei governi e dei parlamentari succedutisi nell’ultimo decennio, nei confronti dell’editoria di valore presidiata da aziende di piccolo e medio capitale. Un po’ diversa è la crisi dell’editoria libraria. In Italia il problema non è che non abbiamo divoratori di libri, anzi la percentuale di lettori onnivori è probabilmente tra le più alte in Europa. Il problema è che abbiamo troppi “inappetenti”. La recente ricerca Eurispes su “Gli italiani e i libri” rileva che molti scrivono però nessuno vuol leggere libri. Sono soltanto 4 i libri letti in media in un anno. Leggono un po’ di più le donne (4,1 libri annui rispetto ai 3,5 degli uomini) e gli abitanti del Centro Italia (4,9 libri in un anno contro 3,4 al Nord e al Sud). Un uomo su 5 dichiara di non aver letto alcun libro nel corso dell’ultimo anno.
Una ultima, per il momento, considerazione. Nella vita di ciascuno di noi per evitare rimorsi e rimpianti è utile e quasi sempre necessario essere guerrieri. Essere guerrieri significa esporre i propri punti di vista senza avere paura e senza cercare consensi e risultati. La nostra tranquillità interiore viene raggiunta quando si ha la ragionevole certezza di aver detto, e se capita di aver fatto, quello che andava detto e fatto, lontani questi atteggiamenti da vantaggi personali. Concludo. Sarebbe importante che questo scritto porti a una meditazione alla quale diano un aiuto, esponendo il loro punto di vista, le persone che, nel loro ruolo, sono gli attori del mondo economico con il desiderio di guardare lontano. Invito dunque tutti coloro che lo desiderano a dialogare su queste pagine del Notiziario Uspi su questo vitale argomento che tratta dell’economia del nostro paese in generale e in particolare del mondo futuro del lavoro che tanto peso ha per la futura qualità della vita di ciascuno di noi. * Presidente dell’USPI Piccola perla femminista: gli analfabeti sono il doppio delle donne. Da questo quadretto non certo idilliaco si desume che il primo scopo di ogni promozione editoriale dovrebbe essere quello di far sentire il bisogno di leggere. E di mantenere costante la “fame”, cominciando dai giovani. LA PERIODICIZZAZIONE DELLA FREE PRESS Il successo dei quotidiani free press non deve far perdere di vista un dato storico. E cioè che in Italia l’informazione finanziata con la sola pubblicità si deve alla stampa periodica e segnatamente ai settimanali gratuiti d’informazione locale e di annunci economici. Oggi che i quotidiani gratuiti offrono un’informazione sintetica e veloce adatta ad una lettura frettolosa, i periodici ne approfittano e così accanto ai settimanali d’informazione si vanno affermando testate di approfondimento destinate ad un pubblico medio-alto interessato ad una recensione critica dei fatti, degli spettacoli, degli appuntamenti, particolarmente appetibile anche per la pubblicità locale o mirata. Il più noto mensile di questo tipo è “Urban” che racconta in modo raffinato e vivace il dinamismo e gli interessi dei centri urbani. Simili come impostazione di massima sono “Rodeo”, “Soho” e testate a tema come lo sportivo “Gool”, il simpatico “Parioli Pocket” che a volte tocca temi culturali di prim’ordine, ed “Exibart.onpaper”, mensile di arte contemporanea.
9
La relazione de g l i I tal i a ni c on i p e rio dic i n e l 39° R apporto C e n sis 2005 i registra una lieve flessione nei settimanali e nei mensili ma resiste il piacere di sfogliare il periodico preferito. Nelle diete mediatiche evolute primeggiano la TV, la radio, internet e il cellulare ma la carta stampata sopravvive anche grazie al successo della free press. Riportiamo, come di consueto, una sintesi dell’indagine CENSIS limitata al settore della carta stampata, evidentemente non riferita ai periodici editi dalle aziende medie piccole che possono però ricavare dalle tendenze più significative della “grande stampa” utili indicazioni per le loro strategie.
S
LA CARTA STAMPATA NELL’OCEANO MEDIATICO Basterebbe fare un giro nelle edicole per rendersi conto che c’è un proliferare di periodici, su tutto, su tutti, ogni settimana, ogni mese. E il motivo principale che sta alla base di questo è (oltre alle implicazioni pubblicitarie, ovviamente) offrire al pubblico la possibilità di svagarsi. E questa tendenza aumenta soprattutto in un periodo così critico come quello in cui stiamo vivendo, in cui l’evasione c l’intrattenimento sono diventati un’indispensabile, seppur momentanea, via di fuga. . Si registra solo una leggera flessione nella lettura dei settimanali (dal 44,3% del 2002 al 44,1 % del 2005) e dei mensili (dal 24% al 23,2%) e il piacere di sfogliare, anche distrattamente. la propria rivista preferita, in un momento di relax, non è paragonabile ad altre attività. Infatti, nonostante la concorrenza con le nuove tecnologie, e in particolare con internet che dà la possibilità di poter essere informati su tutto e in qualunque momento, e di svagarsi allo stesso tempo, il mercato dei periodici resiste bene. Sono in particolare le donne le più affezionate lettrici di settimanali e mensili, probabilmente perché leggono meno giornali degli uomini o perché evidentemente rimangono affezionale alle loro riviste preferite. A questo punto è necessario capire, partendo dai generi, le differenze di fondo che ci sono fra i settimanali e i mensili: quest’ultimi hanno l’obiettivo di assecondare i poliedrici interessi dei lettori, i settimanali invece si concentrano principalmente su quattro generi: l’attualità, i femminili, i programmi televisivi e l’informazione. Negli ultimi dieci anni i settimanali d’attualità hanno ottenuto un notevole successo passando da 3.119.697 copie diffuse nel 1994 a 5.104.417 nel 2004. Un dato signifi10
cativo, se si tiene conto che nello stesso gastronomia che da 820.802 copie sono periodo i generi informazione e televisione saliti a 1.598.004. Sono diminuite invece le vendite dei menhanno perso gran parte del loro pubblico, e sili sul turismo (dall’11,3% del 1994 al ciò è dipeso probabilmente dal fatto che i 6,8% del 2004) in ragione sia degli inserti settimanali d’attualità hanno in parte inglodedicati ai viaggi, che si trovano gratuitabato al loro interno sia le notizie che le programmazioni televisive. I femminili invece mente allegati ai quotidiani, che dell’utilizsono lo zoccolo duro dei periodici perché, zo, sempre più assiduo, di internet per organonostante la concorrenza con gli allegati nizzare le vacanze, per scegliere una meta e dei quotidiani, sono rimasti costanti intorno anche per prenotare. ai 3 milioni di copie vendute. Inoltre, se il genere attualità ha avuto sucFra le altre tipologie è opportuno soffercesso fra i settimanali, per i mensili si è marsi sui settimanali dedicati al tema della verificato l’opposto, con solo 817.100 salute su cui ha gravato, in parte, l’uscita copie diffuse nel 2004; negli anni invece, dei supplementi dei principali quotidiani, continua l’ascesa dei generi provocando una diminuzione nelle vendite scienza/ambiente (da 361.021 copie nel che da 501.711 nel 1994 sono scese a 1994 a 1.621.806 nel 2004) e quello sui 151.458 nel 2004. L’interesse per lo sport, computer (da 78.889 a 1.008.731). invece, soprattutto per gli uomini, ha fatto Negli ultimi anni caratterizzati da un moltiincrementare la diffusione dei settimanali plicarsi di alternative di lettura per la carta sportivi che da 97.586 nel 1994 salgono a stampata in generale, i periodici hanno 527.648 nel 2004. dovuto quindi fare i conti con i supplemenPer quanto riguarda i mensili la situazione ti dei giornali, così come i quotidiani hanno si fa più complessa soprattutto perché i dovuto far fronte alla diffusione della free generi su cui ragionare sono molti di più. press e il mercato editoriale ha fronteggiato Facendo una g r a d u a t o r i a Tab. 7 Diffusione dei settimanli (1) per genere, 1994/2004 (v.a. e val.%) dei mensili più 1994 2004 venduti nel 2004, al primo v.a. % v.a. % posto, sullo Genere stesso piano, Televisione 3.778.523 25,4 2.811.920 19,1 ci sono i femminili (15,4%) Attualità 3.119.697 21,0 5.104.417 34,7 e le riviste sui 3.136.902 21,1 3.108.675 21,1 m o t o r i Femminile (15,7%), menInformazione 2.481.329 16,7 1.774.301 12,1 tre nel 1994 c’era una netta Bambini 690.002 4,6 404.586 2,7 superiorità dei primi (22,1%) Motori 322.657 2,2 184.433 1,3 sui secondi Giovani 317.063 2,1 161.102 1,1 (17,1%). Al terzo e Salute 501.711 3,4 151.458 1,0 quarto posto della gradua- Economia 135.726 0,9 223.161 1,5 toria si trovano 96.451 0,6 206.342 1,4 due generi che Computer (2)/Internet in dieci anni 101.577 0,7 hanno raddop- Enigmistica piato le vendi- Specializzati 85.148 0,6 56.382 0,4 te: i mensili di a r r e d a - Sport 97.586 0,7 527.648 3,6 mento/archi14.864.372 100,0 14.714.425 100,0 tettura con Totale 1 . 2 4 8 . 2 7 4 (1) I dati sono relativi alle copie medie settimanali per le testate rilevate dall’Ads (54 copie diffuse per il 1994 e 67 per il 2004) nel 2004, Sono escluse le edizioni settimanali dei quotidiani (tranne quelle considerate da rispetto alle ADS come settimanali: Lo Specchio e D di Repubblica sono incluse dal 1997; 550.931 nel Venerdì dal 1998, Il Quotidiano del Sabato dal 2000) 1994, e quelli (2) Dal 2001 si è aggiunto Internet dedicati alla Fonte: Elaborazione Censis su dati Ads Notiziario USPI n° 2/2006
-
-
La relazione de g l i I tal i a ni c on i p e rio dic i n e l 39° R apporto C e n sis 2005 l’esplosione della vendita di libri allegati ai quotidiani. Tutto ciò ha creato non pochi problemi di concorrenza. Molti quotidiani, infatti, un po’ per arricchire i contenuti e un po’ per far fronte al calo delle vendite, hanno introdotto, nella loro produzione, inserti di vario genere con cadenza settimanale e mensile, in modo da interessare più lettori possibili. Gli argomenti sono tra i più disparati, si passa dall’informazione, all’attualità, ai maschili, ai femminili, alle tematiche giovanili, musicali fino ad arrivare a quelli dedicati alla salute, ai viaggi, all’arredamento e alle nuove tecnologie. Oltretutto, in un momento di difficoltà economica come quello attuale, il fatto che siano venduti insieme al giornale ad un costo decisamente più basso del settimanale o del mensile acquistato singolarmente, ne aumenta l’appetibilità. Nonostante tutto però, sembrerebbe che il mercato dei settimanali e mensili, non sia stato intaccato. In dieci anni le cose non sono molto cambiate, e i generi più venduti di allora sono anche quelli di oggi e forse, soprattutto in questi ultimi anni, in cui prende sempre più il sopravvento l’impalpabilità dei new media, la carta continua ad attirare. Conservare, collezionare, sfogliare forse non è mai stato così importante come oggi. I QUOTIDIANI TENGONO I GRATUITI PIACCIONO Il numero degli italiani che si accostano ai quotidiani è in leggera flessione, visto che i lettori dei giornali sono passati, in percentuale sulla popolazione superiore ai quattordici anni, dal 57,5% del 2001 al 54,9% del 2005. Tuttavia, ad aver conosciuto un vero calo è stato il numero di quanti leggono il giornale spesso, almeno tre volte a settimana (dal 42,3% al 38%), mentre sono aumentati quelli che li leggono una o due volte alla settimana (dal 15,2% al 16,9%). L’aumento dei lettori occasionali in un contesto di leggera flessione del totale dei lettori dei quotidiani rappresenta un dato a cui accostarsi con attenzione. Tra i fattori responsabili di questa tendenza se ne possono isolare almeno due, uno interno e uno esterno alla tradizionale produzione e diffusione dei quotidiani in Italia. Dal punto di vista interno, infatti, potrebbe esserci qualcosa nei quotidiani che disturba i lettori, impedendo un contatto più assiduo con essi; dal punto di vista esterno, invece, potrebbe risultare decisiva la diffusione dei quotidiani gratuiti, a cui i lettori sarebbero portati ad accostarsi in modo saltuario. Notiziario USPI n° 2/2006
Tab. 8 Diffusione dei mensili (*) per genere, 1994/2004 (v.a. e val. %) 1994 Genere
v.a.
2004 %
v.a.
%
Femminile
2.957.206
22,1
2.873.474
15,4
Motori
2.286.890
17,1
2.944.792
15,7
Gastronomia
550.931
4,1
1.248.274
6,7
Arredamento/Architettura
820.802
6,1
1.598.004
8,5
1.510.124
11,3
1.263.737
6,8
Scienza/Ambiente
361.021
2,7
1.621.806
8,7
Salute
328.135
2,5
703.576
3,8
Religione
849.100
6,4
714.631
3,8
Computer
78.889
0,6
1.008.731
5,4
Bambini
799.196
6,0
659.293
3,5
Attualità
842.840
6,3
817.100
4,4
Economia
323.740
2,4
184.913
1,0
Moda
329.628
2,5
219.947
1,2
-
-
684.067
3,7
Specializzati
230.813
1,7
445.922
2,4
Astrologia
210.852
1,6
219.485
1,2
Sport
337.025
2,5
322.513
1,7
96.716
0,7
135.454
0,7
222.730
1,7
802.073
4,3
Storia
63.661
0,5
-
-
Giardinaggio
66.112
0,5
209.664
1,1
Animali
63.935
0,5
39.632
0,2
Musica
40.753
0,3
-
-
Totale
13.371.099
100,0
18.717.088
100,0
Turismo
Maschili
Cinema e Spettacolo Giovani
* I dati sono relativi alle copie medie giornaliere per le testate rilevate dall’Ads (112 nel 1994, 167 nel 2004) Fonte: Elaborazione Censis su dati Ads
Nel primo caso può aiutarci a capire qualcosa di più l’analisi dei fattori che disturbano maggiormente i lettori dei giornali. Nel confronto tra i dati del 2001 e quelli del 2005 emerge chiaramente che, se è vero che migliora nettamente il giudizio espresso sulla volgarità contenuta nei quotidiani (che scende dal 31,2% al 21,6%), d’altra parte salgono notevolmente sia l’impressione che i quotidiani vogliano imporre il loro punto di vista (dal 22, l % al 26,4%), sia il disturbo determinato da un eccessivo ossequio verso i potenti (dal 16,2% al 23,3%), Aggiungendo anche il lieve incremento del giudizio negativo espresso sulla faziosità (dal 19,5% al 20,7%), risulta evidente il malessere diffuso nei confronti di quotidiani sempre più impegnati in battaglie politiche o d’opinione decise dalla proprietà e
dalla direzione, piuttosto che attenti alla correttezza dell’informazione. Non sentire il bisogno di leggere tutti i giorni questo tipo di giornali, così percepiti, dunque non appare poi così strano. Nel secondo caso possiamo rilevare che oltre 14 milioni di italiani dichiarano di leggere, anche solo occasionalmente, i quotidiani che vengono distribuiti gratuitamente nelle stazioni della metropolitana o alle fermate degli autobus e in tanti altri luoghi di ritrovo e di passaggio degli abitanti delle nostre città. Ovviamente la maggior parte delle persone a cui capita di avere tra le mani questi giornali lo fanno per curiosità (51,8%) o perché non costano nulla (24%), però il dato più interessante ci sembra quello relativo ai lettori che apprezzano questo 12 tipo di giornali perché dicono 11
La relazione de g l i I tal i a ni c on i pe rio dic i n e l 39° R apporto C e n sis 2005 l’essenziale senza far perdere 11 tempo (il 9,6% dei lettori della free press, pari a circa un milione e trecentocinquantamila persone) e che li considerano il futuro della stampa quotidiana (8,7%, circa un milione e duecentomila lettori). Sarà una coincidenza, ma tra il 2001 e il 2005 sono venuti a mancare ai quotidiani circa un milione e trecentomila lettori, pressappoco la cifra di quanti considerano in modo positivo i giornali gratuiti, Ma ovviamente è solo una coincidenza apparente (e statisticamente non fondata), anche se significativa. Mettendo insieme l’impressione, anche solo superfiale, che si ricava dalla lettura dei principali giornali italiani con i dati della nostra rilevazione, scaturisce una riflessione sui quotidiani come sono (pieni di informazioni che non si ha il tempo di leggere e spesso centrati su elementi di dettaglio che allontanano piuttosto che avvicinare i lettori alla comprensione degli avvenimenti) e come potrebbero essere (strumenti più agili e di facile lettura, rivolti all’essenziale in modo da consentire al lettore di capire gli eventi importanti del mondo pur senza essere un professionista dell’informazione), oltre che come dovrebbero essere (autorevoli, indipendenti, credibili). I giornali gratuiti sono agili, ma non completi. Il lettore, probabilmente, è disposto a pagare la qualità, non la quantità dell’informazione che trova in un giornale, senza comunque dimenticare il destino che attende un qualunque quotidiano alla fine della giornata. A questo proposito, infatti, va notato che, da un po’ di tempo, nelle stazioni della metropolitana si vedono all’opera degli inservienti delle aziende produttrici dei giornali gratuiti che raccolgono le copie abbandonate in terra dai lettori. Forse questo servizio è stato introdotto a causa delle proteste delle società di pulizia della metropolitana, ma non è questo che ci interessa. L’importante è che in questo modo viene sottolineata la funzione di “usa e getta” del giornale gratuito. Che non è affatto una funzione negativa, se non altro perché sdrammatizzandone la lettura si possono avvicinare più lettori ai giornali. GLI INDICATORI DEL SISTEMA EDITORIALE I dati sulla diffusione dei quotidiani rivelano, di anno in anno, delle variazioni negative minime che confermano il fatto che il mercato della carta stampata, nonostante la molteplicità di media a disposizione delle famiglie italiane, tiene. Passando infatti da 5.577.699 quotidiani diffusi nel 2003 a 5.532.666 nel 2004 si è registrata solo una variazione negativa dello 0,8%. 12
In particolare, per quanto riguarda la diffusione dei quotidiani nazionali, a differenza degli anni precedenti in cui è costantemente cresciuta, nel 2004 ha registrato un calo, seppur lieve, pari allo 0,8% (da 2.118.311 copie nel 2003 a 2.101.242 nel 2004). Al contrario la diffusione dei quotidiani non nazionali ha avuto un leggero rialzo dell’l,l% (da 2.234.009 a 2.257.537 copie), dovuto principalmente all’aumento, del 5,2%, dei quotidiani regionali passati da 871.414 copie diffuse nel 2003 a 916.500 nel 2004. Scende invece, del 4,1%, la vendita dei quotidiani sportivi (722.704 copie nel 2004, contro le 753.980 del 2003) e del 4,3%, quella dei quotidiani economici (da 471.370 copie nel 2003 a 451.183 nel 2004). Se si confrontano questi dati strutturali sulla diffusione dei quotidiani, con quelli campionari sulla lettura del Quinto Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione in Italia la situazione non cambia: scende di poco infatti, dal 57,5% del 2001 al 54,6% del 2005 il numero complessivo di lettori, diminuisce anche in minima parte il numero di lettori abituali e aumenta leggermente quello dei lettori occasionali. Per quanto riguarda la diffusione mensile dei primi sei quotidiani nazionali fra luglio 2004 e giugno 2005, il Corriere della Sera e La Repubblica occupano i primi due posti nella graduatoria. Entrambi hanno avuto un andamento più o meno simile nel corso dei mesi, con un picco minimo nel mese di giugno 2005: il Corriere diffondendo 637.300 copie mentre La Repubblica 591.000. Il picco massimo invece si riferisce a periodi differenti: il Corriere ad aprile 2005 con 695.100 copie diffuse e La Repubblica con 651.000 copie a novembre 2004. Tra gli altri quotidiani il Sole 24 ore e La Stampa si mantengono sulle 400.000 copie vendute; Il Messaggero ha avuto una diffusione costante nel corso dei mesi, tranne che per agosto 2004 in cui si è registrato un picco massimo con 287.000 copie. Il Giornale rimane stabile intorno alle 215.000 copie diffuse durante il periodo in esame. A differenza dei quotidiani, la vendita dei settimanali invece, ha avuto una variazione positiva del 3,6% (da 14.209.395 copie diffuse nel 2003 a 14.714.425 nel 2004), dovuta principalmente dal consistente aumento della diffusione dei settimanali di attualità passati da 3.842.673 copie vendute nel 2003 a 5.104.417 nel 2004 (+32,8%). Al contrario la diffusione dei settimanali dedicati alle programmazioni televisive è diminuita del 18,8% (da 3.464.097 a 2.811.920), probabilmente perché molte riviste di attualità contengono anche i programmi tv della settimana. I femminili,
anche se hanno avuto una variazione negativa minima, pari all’l,2%, continuano a mantenere una buona porzione di lettori (3.108.675); scendono del 9,2% anche i settimanali d’informazione che, rispetto a 1.953.806 di copie vendute nel 2003, arrivano a 1.774.301 nel 2004. Tra i settimanali al di sotto delle 500.000 copie diffuse, quelli dedicati al tema della salute sono scesi del 18,2% (185.099 nel 2003 e 151.458 nel 2004), gli economici, invece, aumentano del 56,8%, così come i settimanali di informatica (+9,9%) e quelli destinati ad un pubblico giovane (+22,1 %). Come è avvenuto per i settimanali, anche i mensili hanno registrato un aumento nella diffusione pari al 6,5% (da 17.571.069 copie vendute nel 2003 a 18.717.088 nel 2004). I due generi più letti rimangono i motori (+3%, con 2.944.792 copie vendute) e i femminili (+5,9% e 2.873.474 copie vendute); i gastronomici, che nel 2003 erano arrivati a 1.675.816 di copie diffuse, nel 2004 sono riscesi a 1.248.274 (-25,5%). Sono cresciute invece, del 21%, le vendite dei mensili dedicati alla scienza e all’ambiente e del 16,8% quelle sui computer. Due generi che, negli ultimi anni, hanno avuto un importante cambiamento sono i mensili dedicati ai giovani, che da 360.912 copie diffuse nel 2003 sono arrivati a 802.073 nel 2004 (+122,2%), e quelli per i bambini 659.293 nel 2004 e 398.037 nel 2003 (+65,6%). Continuano la loro ascesa anche i maschili (+22,6%) e gli specializzati (+38,9%); scendono invece i mensili su cinema e spettacolo (-23,3%) e quelli sugli animali (-37,1%). Nonostante si sia registrata quest’anno una crescita di lettori complessivi di libri, scendono da 54.266 nel 2003 a 49.333 nel 2004 il numero di opere pubblicate, ma crescono del 3,3% le ristampe. Non è da sottovalutare che questo incoraggiamento alla lettura è derivato, non solo da una maggiore affezione degli italiani ai libri, ma anche dalla possibilità di trovare i volumi allegati ai quotidiani e ai periodici. Emerge infatti che il 46,2% di coloro che leggono libri hanno dichiarato di aver comprato, negli ultimi anni, dei volumi allegati ai quotidiani. Di questi 1’84,7% ne ha comprati da uno a dieci, l’8,2% da 11 a 20 e un non indifferente 4,7% più di trenta. Il principale motivo d’acquisto è il basso costo (49%), mentre il 16,5% degli intervistati considera più facile e comodo acquistare libri in edicola; tra le altre ragioni troviamo il piacere di collezionarli (15,7%), il fatto che sono garantiti dal giornale (7,5%) e il 4,3%, perché nella propria città non ci sono librerie. Notiziario USPI n° 2/2006
Istituito con decreto del Ministero della Giustizia 14/11/05, n. 261
UN FONDO PER LA LOTTA ALLA PIRATERIA E LA PROTEZIONE DEL DIRITTO D’AUTORE Il fenomeno è allarmante e si espande sempre più. Parliamo della pirateria informatica, musicale e audiovisiva che ha raggiunto, non solo in Italia, livelli d’eccezione. Secondo i dati della FIMI, nel 2005 sono stati sequestrati in Italia 1.675.349 CD musicali pirata (in aumento del 21% rispetto al 2004), oltre 6 milioni di supporti vergini per la riproduzione illegale di opere musicali e circa 900 mila DVD masterizzati. Negli Stati Uniti, contro la pirateria informatica sono scesi in campo addirittura Batman e Spiderman. Le case produttrici delle strisce dei due illustri supereroi (rispettivamente la DC e la Marvel, che hanno in catalogo anche le avventure di Superman e X-men) hanno infatti iniziato a pubblicare gratuitamente sul proprio sito gli album dei famosi personaggi, richiedendo al navigatore solo la registrazione, rilasciando tutti i suoi dati e dando il consenso per ricevere le offerte promozionali dell’editore. Le case editrici contano, in tal modo, di stroncare alla base la pirateria dei fumetti in rete che, dopo quella musicale, è tra i commerci illegali più dannosi per il giro di affari delle major. Per quanto riguarda la sola Marvel, è già possibile trovare illegalmente sul web quasi il 72% di tutto il suo catalogo. Il fine di questa nuova strategia commerciale non è quello di risollevare le casse delle case editrici, non più floride come una volta, ma quello di acquisire e fidelizzare nuovi lettori. In Italia, il Ministero della Giustizia ha emanato il decreto 14 novembre 2005, n. 261 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 300 del 27.12.2005) con il quale disciplina il funzionamento di un Fondo destinato al potenziamento delle strutture e degli strumenti impiegati nella prevenzione e nell’accertamento dei reati previsti dalla legge sulla protezione del diritto d’autore e degli altri diritti connessi al suo esercizio. Il Fondo è gestito da un Comitato (i cui componenti non ricevono compensi o incentivi) ed è alimentato con una quota pari al 50% dei proventi delle sanzioni amministrative previste dalla Legge 633/1941 sul diritto d’autore per le riproduzioni e duplicazioni abusive delle opere dell’ingegno. Destinatari dell’assegnazione delle risorse del Fondo sono gli organi che svolgono attività di polizia giudiziaria nella prevenzione e nell’accertamento delle violazioni penali ed amministrative previste dalla citata legge sul diritto d’autore, privilegiando gli uffici che avranno contribuito all’incremento del Fondo. Notiziario USPI n° 2/2006
MINISTERO DELLA GIUSTIZIA DECRETO 14 novembre 2005, n. 261 Regolamento recante: Istituzione e funzionamento del fondo previsto dall’articolo 174-quater, comma 1, lettera a), della legge 22 aprile 1941, n. 633, come introdotto dall’articolo 8 della legge 18 agosto 2000, n. 248, e modificato dall’articolo 29 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 68, destinato al potenziamento delle strutture e degli strumenti impiegati nella prevenzione e nell’accertamento dei reati previsti dalla legge sulla protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio. Articolo 1 Definizioni l. È istituito presso il Ministero della giustizia il Fondo denominato «Fondo per il potenziamento delle strutture e degli strumenti impiegati nella prevenzione e nell’accertamento dei reati previsti dalla legge 22 aprile 1941. n. 633, e successive modificazioni». 2. Le risorse del Fondo vengono destinate esclusivamente al potenziamento delle strutture e degli strumenti impiegati nella prevenzione e nell’accertamento dei reati previsti dalla legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni. Articolo 2 Comitato amministratore del Fondo l. Il fondo è gestito da un Comitato amministratore. 2. Il Comitato è composto, per il Ministero della giustizia dal Direttore generale della giustizia penale e dal Direttore generale di bilancio e della contabilità, per il Ministero dell’interno dal Direttore centrale dei servizi tecnico-logistici e della gestione patrimoniale del Dipartimento di Pubblica Sicurezza, da un rappresentante dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, da un rappresentante del Ministero per i beni e le attività culturali e da un rappresentante della Società italiana degli autori ed editori. 3. Ai componenti del Comitato non sono dovuti compensi o incentivi rispetto al normale trattamento economico. 4. Il Comitato è convocato e presieduto dal Direttore generale della giustizia penale, con le modalità stabilite dallo stesso Comitato. Di ciascuna seduta è redatto apposito processo verbale, nel quale il voto contrario dei componenti dissenzienti è riportato nominativamente solo
su loro espressa richiesta. 5. Le deliberazioni del Comitato sono assunte con la maggioranza assoluta dei componenti. 6. Alle sedute del Comitato partecipano due funzionari della Direzione generale di bilancio e della contabilità del Ministero della giustizia con compiti di supporto tecnico e di verbalizzazione. 7. Entro il 31 gennaio di ciascun anno, il Comitato approva una relazione sull’attività svolta nell’anno precedente, illustrando le questioni di carattere interpretativo o applicativo più rilevanti inerenti il procedimento e proponendo eventuali modifiche o integrazioni alla normativa vigente. La relazione è trasmessa, dal Presidente, al Ministro della giustizia. Articolo 3 Risorse finanziarie 1. Il Fondo è alimentato con una quota pari al cinquanta per cento dei proventi delle sanzioni amministrative, applicate ai sensi degli articoli 174-bis e 174-ter della legge 22 aprile 1941, n. 633. Articolo 4 Destinatari e criteri di assegnazione delle risorse del Fondo 1. Gli organi che svolgono attività di polizia giudiziaria nella prevenzione e nell’accertamento delle violazioni penali ed amministrative previste dalla legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, ovvero che cooperano a tali finalità, sono destinatari delle risorse del Fondo secondo i criteri di seguito indicati: a) una quota pari al settanta per cento delle risorse annuali del Fondo è ripartita, in misura proporzionale all’attività realizzata, tra gli uffici che hanno contribuito a realizzare un afflusso di risorse nel Fondo; b) una quota pari al trenta per cento delle risorse del Fondo è attribuita, in misura eguale, agli uffici che, pur avendo compiuto attività di prevenzione e repressione delle violazioni suddette, o cooperato al loro svolgimento, non hanno contribuito a realizzare un incremento del Fondo. L’articolo 5, che omettiamo, disciplina le modalità ed i termini di richiesta delle Amministrazioni interessate e quelli per la erogazione del Fondo annale. 13
E ’ P RO N TA E G I A ’ I N D I S T R I BU Z I O N E ! E ’ G R AT U I TA P E R G L I A S S O C I AT I 2 0 0 6 ! E ’ . . . LA
G U I DA
DELLA
S TA M PA P E R I O D I C A I TA L I A N A
TREDICESIMA EDIZIONE - ANNI 2005/06
STAMPA PERIODICA ITALIANA 2005-06
L’USPI, Unione Stampa Periodica Italiana, sta dando alle stampe l’ultima edizione della guida completa e dettagliata che fornisce la mappa aggiornata di tutti i periodici italiani ed il compendio aggiornato e rimodulato di tutta la legislazione e la normativa concernente l’editoria (le leggi sulla stampa, il diritto d’autore, la ODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMP ALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODIC disciplina della pubblicita’, le leggi e norme MPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIAN PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMP di attuazione per l’editoria, l’Authority per ODICA ITALIANA STAMPA guida della ALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODIC le Comunicazioni, la normativa e il pron- MPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIAN tuario fiscale, la distribuzione e il prontua- ODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMP rio postale, la privacy, la professione gior- ALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODIC MPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIAN nalistica, il contratto grafici editoriali...). ODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMP
tampa
STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODIC PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIAN VOLUME + CD ODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMP italiana ALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODIC MPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIAN NEL VOLUME: ODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMP 9.000 periodici, catalogati alfabeticamen- ALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODIC MPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIAN te e per materia ODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMP ALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODIC NEL CD: MPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIAN ODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICAdITALIANA e i z i o n STAMP tutta la legislazione vigente a STAMPA PeERIODIC ALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA MPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIAN ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMP ODICA PREZZO DI VENDITA AL PUBBLICO: ALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODIC € 78,00 + spese postali (il volume e il MPA PERIODICA ITALIANAEDITORE STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIAN Volume + CD CD non sono vendibili separatamente) ODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMP TAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIAN ALIANA
eriodica
dice si m
t re
6 05 20 200
GUIDA
DELLA
MPA
La Guida della Stampa Periodica Italiana verra’ inviata gratuitamente agli associati Uspi in regola con il versamento delle quote sociali 2006, con il solo supplemento di 6 euro (per i costi di spedizione postale) al versamento della quota associativa. Nella causale di versamento specificare dettagliatamente: “Quota associativa USPI 2006 + Guida della Stampa Periodica” ...................................................................................................................................................... LA COMMISSIONE DI COPIE VA RIVOLTA A: USPI - VIALE BATTISTA BARDANZELLU, 95 - 00155 ROMA FAX 06.406.68.59 - 06.406.59.41 - E.MAIL: uspi@uspi.it 14
Notiziario USPI n° 2/2006
BIBLIOTECA USPI AG AGENDA DEL GIORNALISTA Vol. I. - La stampa (gennaio 2006) Centro di documentazione giornalistica, Roma 2006, pagine 1235, € 105 (per tre volumi) L’Agenda del giornalista edita da 39 anni dal Centro di documentazione giornalistica è una e trina poiché il primo volume (che è uscito a gennaio) contiene utilissimi percorsi informativi della carta stampata, mentre dal volume storico sono nate due costole cioè il secondo e il terzo volume - quello sull’emittenza radiofonica e televisiva e quello sugli oltre 10.000 siti di rilevanza giornalistica - che usciranno a luglio p.v. Lo scenario professionale disegnato con maestria dal Direttore Responsabile della “Guida” Marcella Cardini saluta con entusiasmo il recente Decreto che disciplina l’accesso alla professione sostituendo la laurea specialistica al praticantato. E’ un salto di qualità di stampo culturale e meritocratico. E lo dimostrano poche cifre: dei 740 praticanti
NOTIZIARIO
Uspi
Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Fax: 06.40.66.859 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Giancarlo Cinoglossi Redattore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: SO.GRA.RO. SpA - Via Ignazio Pettinengo, 39 00159 Roma Il n. 2 (febbraio 2006) è stato stampato il 10 febbraio 2006
Notiziario USPI n° 2/2006
presentatisi all’esame di stato nell’ultima sessione di ottobre 2005, solo il 10% veniva dalle Scuole cioè da quel percorso professionale disegnato dal Regolamento; il restante 90% veniva dal praticantato professionale. Anche quest’anno l’Agenda si propone come uno strumento di consultazione, sempre scrupolosamente aggiornato, che si rivolge non solo ai giornalisti ma anche agli editori e agli operatori del più vasto mondo della comunicazione. Una vera e propria mappa ragionata dei media. Questo primo volume fornisce tutte le coordinate sulle fonti d’informazione, i quotidiani (con i numeri diretti ed e-mail dei redattori delle testate nazionali, freepress, locali, economiche e sportive), 2600 periodici (con i recapiti dell’editore e della redazione), le Agenzie (con riferimenti ai numeri di giornalisti ed inviati), le Agenzie d’informazione, gli Uffici stampa e marketing ed il consueto elenco con gli indirizzi dei giornalisti professionisti e pubblicisti. LE CONCESSIONARIE DI PUBBLICITA’ E IL LORO MERCATO di Michelle Bonera FrancoAngeli, Milano 2005, pagine 162, € 14,00 Ecco un libro che può interessare quelli tra gli editori medio piccoli che trovano nelle risorse pubblicitarie una rilevante fonte di finanziamento. Il volume, infatti, oltre ad offrire un quadro d’insieme delle concessionarie di pubblicità, grandi, medie e piccole, indaga le relazioni intercorrenti tra le concessionarie e gli editori. Il rapporto tra la concessionaria e l’editore è regolato da un contratto atipico con il quale la concessionaria si obbliga ordinariamente a: - praticare le tariffe indicate dall’editore e ad applicare sconti entro un limite prefissato; - fatturare i corrispettivi per la vendita degli spazi, riscuotere i pagamenti e rendicontare la propria gestione; - stipulare in nome proprio i contratti di diffusione pubblicitaria; - farsi carico delle commissioni di agenzia (che in genere sono del 15%). Il contratto di concessione può prevedere minimi di produzione o minimi di venduto annui, oppure minimi garantiti in valore monetario, su base annua, che il concessionario è obbligato a corrispondere all’editore.
QUEL CHE RESTA DEI MEDIA Idee per un’etica della comunicazione di Gianfranco Bettetini e Armando Fumagalli Francoangeli, Milano 2005, pagine 336, € 19,50 Quando si parla di deontologia giornalistica, di etica dei media e di valori della comunicazione la genericità e la banalità sono sempre in agguato. Questo libro affronta un tema così impervio con idee nuove, alternative, coraggiose. L’informazione, oggetto del primo capitolo, è per il prof. Bettetini un bene primario a patto che in qualche modo “tocchi la vita”. L’informazione falsa, la costruzione di realtà artefatte e di personaggi fasulli, la deformazione dei fatti producono “cibi” non di cattiva qualità ma autentici veleni. Il moltiplicarsi dei mezzi d’informazione (quotidiani, periodici, telegiornali e servizi televisivi) ha assicurato una elevata crescita quantitativa non sorretta da un deciso miglioramento qualitativo dell’informazione. Quel che resta nella mente del cittadino medio e che dà il titolo a questo libro non sembra garantire una migliore comprensione del mondo e di quanto vi avviene. E così l’opulenza informativa suscita paradossalmente indigenza morale nel senso che anziché stimolare la coscienza del cittadino informato l’addormenta. Con lo stesso sguardo vigile e critico il prof. Fumagalli affronta il tema del rapporto tra corpo e media e denuncia l’esaltazione di un corpo sradicato dalla persona, separato dall’anima, ridotto a frammento, esibito e sfruttato nella sua valenza edonistica o commerciale. Cosa avrebbe pensato (si chiede l’A.) il camionista a cui, negli anni ’60, avessero detto che quel suo calendario, che non mostrava certo alla moglie ed ai figli, sarebbe stato esposto come opera d’arte in una mostra inaugurata dal gotha dell’industria, con tanto di signore ingioiellate? Sembra una favola paradossale ma è quanto accade nella presentazione del calendario Pirelli senza che nessuno esprima perplessità su un’operazione di così basso buon gusto spacciata per operazione culturale. Non meno interessanti e critici sono i capitoli dedicati alle dimensioni etiche della narrazione, ai media giovanili, alla rappresentazione della violenza e all’etica della pubblicità. 15
PERIODICI ASSOCIATI ALLíUSPI (380∞ ell enco) BRIC Á BRAC
IL MERCATONE
QUEEN INTERNATIONAL
Via San Tommaso D’Aquino, 20 80133 Napoli Direttore: Francesco Ruotolo Editore: Inthesa F.A. srl Periodicità: bisettimanale Materia trattata: annunci gratuiti
Viale Europa, 13 89100 Reggio Calabria Direttore: Gianni Citra Editore: F.lli Trimboli Editori snc Periodicità: settimanale Materia trattata: inserzioni ed informazioni
Viale del Lavoro, 17/A 37036 S. Martino B.A. VR Direttore: Alessandra Piubello Editore: Edi-Rete srl Periodicità: trimestrale Materia trattata: rivista per parrucchieri
CATANZARO
LA NUOVA CREAZIONE
QUINDICI
Via A. Lombardi, 6 88100 Catanzaro Direttore: Carlo Talarico Editore: P&P Comunicazione srl Periodicità: mensile Materia trattata: fatti e avvenimenti sportivi legati alla squadra dell’US Catanzaro
Via G. D’Annunzio, 259 65127 Pescara Direttore: Francesco Modica Editore: Francesco Modica Periodicità: trimestrale Materia trattata: religione, studio della sacra bibbia
Via S. Francesco Saverio, 75 70056 Molfetta BA Direttore: Felice De Sanctis Editore: Ass. Cult. “Viva Piazza” Periodicità: mensile Materia trattata: informazione locale
DEDALO
OBIETTIVO BENESSERE MAGAZINE
SUDMOTORMARKET
Via Piemonte, 66 94100 Enna Direttore: Massimo Castagna Editore: Nuova Editoria Piccola Soc. Coop. arl Periodicità: quindicinale Materia trattata: informazione, approfondimenti, cultura, sport
Via Cadorna - Pal 3/B 17100 Savona Direttore: Francesco Palmero Editore: Obiettivo Benessere srl Periodicità: mensile Materia trattata: benessere, viaggi, salute e bellezza
Via Trieste, 33 96100 Siracusa Direttore: Giuseppe Aloisio Editore: CE.S.INT. - Centro Servizi Internazionali Periodicità: mensile Materia trattata: mondo dei motori
EUROMEDITERRANEO
PRINCE
IL TIMONE
Via Ugo Foscolo, 39 73100 Lecce Direttore: Elio Ricchiuto Editore: Euromediterraneo Ed. Sallentum srl Periodicità: quindicinale Materia trattata: politica, cultura, informazione
Viale del Lavoro, 17/A 37036 S. Martino B.A. VR Direttore: Alessandra Piubello Editore: Edi-Rete srl Periodicità: semestrale Materia trattata: rivista per parrucchieri
Via Salvo D’Acquisto, 7 21054 Fagnano Olona VA Direttore: Giampaolo Barra Editore: Edizioni Art srl Periodicità: mensile Materia trattata: apologetica
L’inserzione sopra riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art. 3, primo comma, del DPR 26/10/72 n. 633