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Anno 2005 - Edizione N. 1 - Gennaio

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OTIZIARI N O MENSILE DELL’UNIONE STAMPA PERIODICA ITALIANA

Anno 41°

1953

Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L. 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma. In caso di mancato

n. 1 gennaio 2005

recapito rinviare all’ufficio P.T. di Roma - Romanina detentore del conto per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa in vigore

CREDITO DI IMPOSTA SULL’ACQUISTO CARTA PER IL 2004, ECCO IL REGOLAMENTO ATTUATIVO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Le domande dovranno essere inoltrate al Dipartimento Informazione e Editoria entro il 24 febbraio 2005, secondo le modalità stabilite dal decreto, con raccomandata AR - Rimane l’obbligo della “certificazione” del bilancio e della fatturazione distinta L’efficacia è subordinata all’autorizzazione delle competenti autorità europee l credito di imposta riconosciuto agli editori di quotidiani, periodici e libri sulla spesa per l’acquisto della carta utilizzata per la stampa delle testate e dei libri sostenuta nel 2004 è finalmente operativo. Sulla Gazzetta Ufficiale n. 6 del 10 gennaio u.s. è stato, infatti, pubblicato il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 21 dicembre 2004, n. 318, che contiene il “Regolamento concernente le modalità di riconoscimento del credito di imposta, di cui all’articolo 4, commi da 181 a 186 e 189, della legge 24 dicembre 2003, n. 350 (legge finanziaria 2004)”. Il credito di imposta in questione, introdotto con la Finanziaria 2004 (vedi “Notiziario USPI” n. 1 - gennaio 2004 e pagine 6 e 13 di questo notiziario), sarà concesso subordinatamente all’autorizzazione dell’Unione Europea. Della decisione delle Autorità europee sarà data comunicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Resta invalicabile, ed estremamente selettivo, il requisito per cui la spesa per l’acqui-

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sto della carta debba risultare dal bilancio certificato (da presentarsi entro trenta giorni dalla sua approvazione) delle imprese editrici. La fatturazione dell’acquisto carta deve essere distinta da quella relativa ad ogni altra vendita o prestazione di servizio. Il comma 183, dell’articolo 4, della legge 350/2003 (finanziaria 2004) prevede, inoltre, alcune esclusioni dal possibile beneficio del credito di imposta che, sostanzialmente, ricalcano le esclusioni dal regime tariffario agevolato per le spedizioni postali. L’importo dello sconto fiscale è pari al 10 per cento della spesa sostenuta e la copertura complessiva è fissata nella misura di 95 milioni di euro. Pertanto, se le richieste pervenute supereranno i fondi disponibili, il credito di imposta riconosciuto sarà proporzionalmente ridotto tra tutte le imprese aventi diritto. Le domande per la concessione del credito di imposta dovranno essere presentate alla

SOMMARIO - 1, 5 e 6 Credito di imposta sull’acquisto carta per il 2004 - 2NOTIZIE Editoria e Comunicazione -3Avviso di convocazione dell’Assemblea USPI dell’anno 2005

- da 7 a 11 Rapporto CENSIS 2004: La maturazione del rapporto degli italiani con i media

legge 250/90

- 15 Biblioteca

- 6 e 13 -

- 12 EISE - International Business Contacts

FINANZIARIA 2005: Il credito di imposta esteso anche all’anno in corso

- 13 Scade il 31 gennaio il termine per le domande di contributo ex

-4Le quote associative USPI per l’anno 2005 -5La scomparsa Giorgio Schirillo

- 14 WHO’S WHO IN ITALY

di

- 16 Periodici associati all’USPI (368° elenco) L’Eco della Stampa

Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria, Ufficio studi e per lo sviluppo e l’innovazione dell’editoria e dei prodotti editoriali (via Boncompagni n. 15 - 00187 ROMA), entro 30 giorni dall’entrata in vigore del regolamento e, quindi, entro il 24 febbraio p.v. Il Dipartimento Editoria è tenuto a dare comunicazione all’impresa richiedente dell’ammissione o meno al beneficio entro 30 giorni dalla scadenza del termine della presentazione delle domande, mediante raccomandata con avviso di ricevimento. La domanda dovrà contenere l’impegno dell’impresa a depositare il bilancio certificato, entro un mese dall’approvazione, dal quale risulti l’ammontare della spesa detraibile, e dovrà essere accompagnata da una “dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà” attestante - tra le altre prescrizioni dell’articolo 1, DPCM 318/2004 - la non recezione di alcun aiuto attraverso altri regimi locali, regionali, nazionali o comunitari per coprire gli stessi costi ammissibili. Quanto alle modalità di fruizione, l’articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dispone che il credito di imposta è utilizzabile in compensazione, a partire dalla data di attribuzione dell’agevolazione. Qualora non si adoperi il credito nel periodo d’imposta in corso alla data di riconoscimento del beneficio, questo potrà essere utilizzato esclusivamente entro il periodo di imposta successivo. L’ammontare della spesa complessiva per l’acquisto della carta e l’importo del credito di imposta spettante dovranno essere indicati in dichiarazione dei redditi. In caso di utilizzo del credito di imposta in 5 tutto o in parte non spettante, si

Articoli e notizie di questo Notiziario possono essere liberamente riprodotti citandone la fonte. Se ne raccomanda, anzi, la massima diffusione da parte di tutti i periodici associati all’USPI, nell’interesse della categoria QUESTO NOTIZIARIO VIENE SPEDITO AGLI ASSOCIATI USPI IN REGOLA CON IL VERSAMENTO DELLE QUOTE


NOTIZIE Editoria e Comunicazione ANCORA UN INTERVENTO DI CIAMPI SU GIORNALI E GIORNALISTI Con la sensibilità e l’attenzione già ampiamente dimostrate in precedenti interventi, il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, è tornato a parlare dell’informazione come questione nazionale, di interesse pubblico e collettivo. Lo ha fatto il 13 dicembre scorso, in occasione della consegna dei Premi Saint Vincent di giornalismo. Nel suo discorso, il Presidente ha invitato a riconoscere che, nel mondo globalizzato, «vince chi ha capacità di previsione strategica, lungimiranza e coraggio. In ciò, il ruolo dei media è cruciale. Serve - ha proseguito Ciampi - una maggiore apertura internazionale dei nostri mezzi di informazione: bisogna guardare e raccontare di più quello che accade in Europa. Serve meno attenzione a dinamiche, contrasti e divisioni domestiche che spesso nascono e svaniscono in pochi giorni, senza lasciare traccia se non nel disorientamento che provocano all’interno e all’esterno». Rivolgendosi ai giornalisti, il Presidente della Repubblica ha sottolineato che «è importante che abbiate sempre dritta la vostra spina dorsale. Questo è fondamentale e credo che sia quel che ognuno di voi avverte nella sua coscienza». Ciampi ha inoltre rivolto un appello alla lettura: «Leggere insegna a pensare. La carta stampata è insostituibile perché aiuta a pensare». Agli editori il compito di fare prodotti che invoglino a leggere e a pensare. AUTORITA’ ANTITRUST, I NUOVI MEMBRI PILATI E GUAZZALOCA Il 29 dicembre scorso, i Presidenti della Camera e del Senato, Pierferdinando Casini e Marcello Pera, hanno nominato Giorgio Guazzaloca e Antonio Pilati Componenti dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato in sostituzione di due membri scaduti nella carica il precedente 11 novembre. Giorgio Guazzaloca è stato sindaco di Bologna, mentre Antonio Pilati ha ricoperto la carica di Commissario dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni dal 2

1998. Ai nuovi membri dell’Antitrust i migliori auguri di un proficuo lavoro. INPGI A RISCHIO DEFAULT “ORA IL RE E’ NUDO” Sul numero di dicembre scorso del mensile “Ordine - Tabloid”, organo dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è stata pubblicata in prima pagina una lettera del giornalista Ezio Chiodini, indirizzata al Presidente dell’OdL Abruzzo, intitolandola “Inpgi, ora il re è nudo. Siamo a rischio default”. Nella lettera si fa riferimento alla relazione tecnica, stilata dallo Studio di consulenza finanziaria e attuariale “Pirola Gismondi e Associati”, allegata al bilancio 2003 della Gestione Previdenziale Principale dell’INPGI ed a quella Separata. Nella citata relazione, un dato risulta in evidenza: dal 1° gennaio 2017 le uscite dell’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani supereranno le entrate e da quel momento inizierà l’erosione del patrimonio dell’istituto. A quella data, infatti, lo Studio di Consulenza stima che l’INPGI incasserà meno contributi, quasi 470 milioni di euro, di quanto dovrà pagare in pensioni, oltre 487 milioni. Da lì in poi la caduta sarà verticale e porterà, all’inizio del 2034 alla completa distruzione del patrimonio INPGI. Lo stesso allarme emerge dalla relazione della Corte dei Conti sulla gestione finanziaria dell’INPGI per gli esercizi dal 2000 al 2003. Secondo la Corte le risultanze finali, economiche e patrimoniali “sono tutte di segno positivo”, ma c’è il rischio di una “situazione di criticità della gestione in un periodo medio-lungo, riguardo al rapporto tra gettito contributivo e prestazioni e all’andamento del patrimonio”. REED BUSINESS INFORMATION ALL’INSEGNA DELLA SOLIDARIETA’ Reed Business Information, azienda leader nell’edizione di periodici B2B (stampa tecnica-specializzata), associata all’USPI con 32 testate, in occasione delle festività natalizie ha voluto spendersi in un’iniziativa di solidarietà per i bambini dell’Africa. Il 17 dicembre scorso, infatti, presso il teatro del PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere, che ha collaborato all’intrapresa) impiegati, giornalisti e manager dell’azien-

da si son trasformati per una sera (qualcuno ha commentato: “Per fortuna...” n.d.m.r., ovvero “nota di una mordace redazione”) in attori, cantanti e musicisti, uniti per raccogliere fondi a favore della costruzione di una scuola elementare per i bambini di Takir, in Guinea Bissau. Jazz, blues e ritmi africani al servizio della solidarietà. Il ricavato della serata è stato destinato alla costruzione della scuola “N’do djeume” (“Vogliamo imparare”) in grado di

accogliere 700 alunni di quel Paese che, ricordiamolo, è fra i più poveri dell’Africa e dove il tasso di analfabetismo è intorno al 72%. “40 colleghi di Reed Business Information hanno aderito al progetto con grande entusiasmo, investendo gran parte del proprio tempo libero nella preparazione dello spettacolo.” - ha commentato Cesare Rotondo, Chief Operation Officer dell’azienda e Consigliere Nazionale dell’USPI - “Un sentimento di solidarietà diffusa ci ha contagiato, contribuendo tra l’altro ad accrescere la sintonia e l’intesa tra le persone all’interno della azienda”. PREZZO DELLA CARTA, PREVISTI TRE ANNI DI AUMENTI I prezzi della carta sono in ripresa. Dopo le recenti flessioni, i produttori prevedono ritocchi all’insù delle quotazioni della materia prima fino ai livelli raggiunti nel 2001. Il mercato, secondo gli analisti, dopo un triennio di stasi dovuto alla stagnazione internazionale post 11 settembre, ha ripreso a tirare grazie soprattutto alla forte domanda proveniente dall’Estremo Oriente, ed appare destinato ad irrobustirsi ulteriormente con una crescita stimata del 2,5% annuo fino al 2010. Anche in Italia c’è la spinta al rialzo, a cui ha contribuito la forte domanda di carta di pregio che, nel 2003, è servita per stampare gli oltre 62 milioni di libri venduti in abbinamento ai quotidiani, ed il non trascurabile impatto sul consumo di carta dovuto all’affermarsi e all’espandersi della free-press. Notiziario USPI n° 1/2005


AVVISO DI CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA U.S.P.I. DELL’ANNO 2005 Ai sensi degli artt. 7 e 8 dello Statuto, l’Assemblea Generale Ordinaria dei soci dell’Unione Stampa Periodica Italiana (U.S.P.I.) è convocata per mercoledì 20 aprile 2005, alle ore 15 in prima ed alle ore 16 in seconda convocazione, presso la sede sociale in Viale B. Bardanzellu n. 95 in Roma, con il seguente:

ORDINE DEL GIORNO 1. Insediamento della Presidenza e della Segreteria; 2. Relazione del Presidente; 3. Relazione del Segretario Generale; 4. Reazione del Collegio dei Revisori dei Conti; 5. Approvazione del rendiconto esercizio 2004; 6. Approvazione esercizio preventivo 2005; 7. Varie ed eventuali. In base all’art. 7 dello Statuto hanno diritto di voto tutti i soci ordinari di cui all’art. 3 in regola con il pagamento delle quote sociali. Ai soci di cui al punto 1) di tale articolo spettano tre voti per ciascuna testata, mentre ai rappresentanti delle Associazioni o Gruppi di cui al punto 2) spetta un solo voto. Hanno diritto inoltre ad esprimere un voto gli iscritti all’U.S.P.I. a titolo personale di cui all’art. 30 (norma transitoria). Ogni socio che non possa partecipare personalmente all’Assemblea può farsi rappresentare, ad ogni effetto, da persona, anche non iscritta all’USPI, munita di apposita delega. Nessun socio o delegato può essere portatore di più di dieci deleghe. Per la partecipazione all’Assemblea, i soci che ancora non lo avessero fatto, dovranno mettersi in regola con la quota associativa per il 2005. Il rendiconto 2004 ed il preventivo 2005 sono a disposizione dei soci che li volessero esaminare presso la sede sociale dell’USPI, in Viale B. Bardanzellu n. 95 in Roma, dalle ore 12 del 30 marzo, alle ore 12 del 19 aprile c.a. Il presente annuncio è da considerarsi quale “avviso” secondo quanto stabilito dall’art. 8, primo comma, dello Statuto. Roma, 5 gennaio 2005 IL PRESIDENTE (Mario Negri)

-- - - - - - - -------------- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - ---DELEGA Il sottoscritto........................................................................................................................................................................................ nella sua qualità di (1).......................................................................................................................................................................... delega il Sig ......................................................................................................................................................................................... a rappresentarlo all’Assemblea dei soci dell’USPI a Roma del 20 aprile 2005 per l’approvazione dei bilanci consuntivo 2004 e preventivo 2005. ................................... (data)

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................................................. (firma)

Indicare la qualità di editore e titolo del periodico, ovvero di suo rappresentante (punto 1 art. 3 dello Statuto) indicando la testata, ovvero la qualità di socio a titolo personale (art. 30 dello Statuto, norma transitoria).


LE QUOTE ASSOCIATIVE USPI

per l’anno 2005 L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2005 versando la relativa quota associativa, lungi dal corrispondere ad una rituale formalità, risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche publiche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - copia gratuita della XIII edizione della “Guida della Stampa Periodica” (due volumi; in preparazione) - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, marketing, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura. Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2005 (e comprensive del costo del “Notiziario USPI”) sono le seguenti:

Per le testate (secondo la tiratura dichiarata): da da da da da

€ 190,00 € 595,00 € 1.150,00 € 2.350,00 € 3.600,00

1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su

Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge.

Quota d’iscrizione (“una tantum” per le testate che si iscrivono per la prima volta): - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie

€

80,00

- Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie

€

160,00

- se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI

€

210,00

- stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI

€

320,00

Per i soci singoli ex art. 31 dello Statuto:

Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 257, Via Franceschini n. 58 - Roma, CIN: U - ABI: 05584 - CAB: 03206 c/c: 000000004977 (intestato USPI), ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI.

ATTENZIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio. PER FACILITARE IL VERSAMENTO DELLE QUOTE ALLO SCORSO NUMERO DI NOVEMBRE E’ STATO ALLEGATO UN MODULO DI C.C.P.


CREDITO DI IMPOSTA SULL’ACQUISTO CARTA applicheranno le norme in materia di liquidazione, accertamento, riscossione e contenzioso, nonché le sanzioni previste ai fini delle imposte sui redditi.

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DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 21 dicembre 2004, n. 318 Regolamento concernente le modalità di riconoscimento del credito di imposta, di cui all’articolo 4, commi da 181 a 186 e 189, della legge 24 dicembre 2003, n. 350 (legge finanziaria 2004). IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, recante disciplina dell’attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e successive modificazioni; Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, recante ordinamento delle strutture della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e successive modificazioni; Vista la legge 24 dicembre 2003, n. 350, recante «disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale (legge finanziaria 2004)», ed in particolare l’articolo 4, commi da 181 a 186 e 189 che riconosce alle imprese editrici di quotidiani e periodici ed alle imprese editrici di libri un credito di imposta per l’acquisto della carta utilizzata per la stampa delle testate edite e dei libri sostenuta nell’anno 2004; Visto in particolare il citato articolo 4, comma 181, della medesima legge n. 350 del 2003 che stabilisce che con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono stabilite le modalità di riconoscimento del credito di imposta predetto anche al fine di garantire il rispetto del limite di spesa fissato per l’anno 2005 in 95 milioni di euro; Visto in particolare l’articolo 17, comma 3, della citata legge n. 400 del 1988; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 febbraio 2002 che ha delegato al Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio On.le Paolo Bonaiuti le funzioni spettanti al Presidente del Consiglio dei Ministri in materia di informazione, comunicazione e editoria; Udito il parere del Consiglio di Stato espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi nell’adunanza dell’8 novembre 2004; Di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze; Adotta

Notiziario USPI n° 1/2005

il presente regolamento: Articolo 1 Presentazione delle domande 1. Ai fini del riconoscimento del credito d’imposta per l’acquisto della carta di cui all’articolo 4, comma 181, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, le imprese editrici di quotidiani e periodici iscritte al registro degli operatori di comunicazione e le imprese editrici di libri presentano, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, apposita domanda, sottoscritta dal legale rappresentante, contenente: a) gli elementi identificativi dell’impresa, ivi compreso il codice fiscale; b) gli estremi di iscrizione al registro degli operatori di comunicazione; c) l’importo del credito d’imposta spettante ai sensi della lettera d); d) l’impegno a presentare il bilancio certificato entro trenta giorni dall’approvazione, dal quale deve risultare in modo evidenziato, la spesa sostenuta per l’acquisto della carta detraibile ai sensi dell’articolo 4, commi da 181 a 183 della citata legge n. 350 del 2003. 2. Alla domanda deve essere allegata una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà resa ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, attestante: a) l’inerenza delle spese sostenute per l’acquisto della carta nell’anno 2004, alle tipologie di prodotti editoriali non espressamente escluse dal beneficio, ai sensi del comma 183 del predetto articolo 4 della legge n. 350 del 2003; b) l’importo complessivo della spesa agevolabile risultante dalle fatture indicate in apposito elenco allegato alla domanda; c) limitatamente alle imprese editrici di libri, di non essere soggetti tenuti all’iscrizione al registro degli operatori di comunicazione; d) che la spesa per la carta si riferisce a pubblicazioni in lingua italiana di minoranze linguistiche a questa equiparate dalla normativa vigente; e) che la spesa sostenuta per l’acquisto della carta è riferita a quella utilizzata nell’anno 2004 per la stampa delle testate e dei libri editi; f) che l’impresa non ha ricevuto alcun aiuto attraverso altri regimi locali, regionali, nazionali o comunitari per coprire gli stessi costi ammis6 sibili.

LA SCOMPARSA DI GIORGIO SCHIRILLO Il 10 dicembre u.s. è venuto a mancare l’ing. Giorgio Schirillo, persona retta e colta, amico dell’USPI d’antica data e gentiluomo d’antico stampo. Da dirigente dell’Ente Nazionale Cellulosa e Carta, si era avvicinato all’USPI ai primi degli anni ‘70 come esperto di legislazione editoriale e consulente per i problemi della carta. Un episodio storico vale a richiamare il contributo nascosto e prezioso dato da Schirillo alla stampa periodica medio-piccola. A metà degli anni ‘70, con il prezzo amministrato di 150 lire, i quotidiani vivono una severa crisi finanziaria non mitigata da un biennio di contributi erogati dallo Stato con una leggina. Le grandi concentrazioni editrici di quotidiani premono sul Parlamento per una legge su misura, mentre il Comitato della Camera, presieduto da Oscar Mammì, non vuol sentir parlare di periodici. L’ing. Schirillo facendo un po’ di conti al Servizio editoria della Presidenza del Consiglio scopre che l’imbarco dei periodici nella legge per l’editoria non comporta costi esorbitanti. L’USPI mobilita i parlamentari che editano o dirigono piccole testate (non solo politiche) e il gioco è fatto. Per la prima volta, con la legge 416 del 1981, l’editoria medio-piccola è ammessa alle sovvenzioni statali, modeste ma fino ad allora riservate solo ai quotidiani. Negli anni ‘80, Schirillo collocato a riposo, diventa ascoltato consulente dell’USPI, presidente del Collegio dei Probiviri e corrispondente della Commissione tecnica per l’editoria della Presidenza del Consiglio. Dal 1988, per dodici anni consecutivi, gli stages estivi organizzati dall’USPI all’Università di Urbino lo vedono apprezzato docente di legislazione editoriale ed amatissimo assistente degli stagisti. Profondo conoscitore del comparto USPI e segnatamente delle riviste scientifiche e culturali, Schirillo è stato uno degli ordinatori delle Mostre dei periodici italiani presentate dall’USPI, con grande successo, a Varsavia nel 1988 e a Pechino del 1991. Con Giorgio Schirillo l’USPI perde un affidabile uomo di punta, dotato di vasta esperienza e di eccezionale eleganza mentale. Il Consiglio Nazionale dell’USPI nella riunione del 15 dicembre u.s. ha ricordato la cara anima con emozione ed affetto.

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CREDITO DI IMPOSTA SULL’ACQUISTO CARTA 3. Le domande sono inoltrate esclusivamente mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento indirizzata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l’informazione e l’editoria, Ufficio studi e per lo sviluppo e l’innovazione dell’editoria e dei prodotti editoriali, via Boncompagni n. 15 - 00187 Roma.

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Articolo 2 Riconoscimento e misura del credito d’imposta 1. Il Dipartimento per l’informazione e l’editoria provvede all’istruttoria delle domande presentate nei termini di cui al comma 1, dell’articolo 1 e, qualora sussistano i requisiti previsti dalla legge, le ammette al beneficio dandone comunicazione entro trenta giorni dalla scadenza del termine di presentazione delle domande di cui all’articolo 1, comma 1, alle imprese richiedenti, anche in caso di non accoglimento della domanda, mediante raccomandata con avviso di ricevimento. 2. Alle imprese ammesse al beneficio è riconosciuto un credito d’imposta, pari al 10 per cento della spesa per l’acquisto della carta utilizzata per la stampa delle testate edite e dei libri, sostenuta dal 1° gennaio al 31 dicembre 2004. Qualora le risorse finanziarie non siano sufficienti a soddisfare interamente le richieste presentate entro il termine di cui al comma 1 dell’articolo 1, al fine di garantire il rispetto del limite di spesa fissato per l’anno 2005 in 95 milioni di euro, il credito d’imposta riconosciuto a ciascun impresa è proporzionalmente ridotto tra tutte le imprese aventi diritto. Articolo 3 Modalità di fruizione del credito d’imposta 1. Il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione in sede di versamenti effettuati ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, a decorrere dalla data del riconoscimento dell’agevolazione di cui all’articolo 2, comma 1. Il credito di imposta non utilizzato in compensazione nel periodo di imposta in corso alla data di riconoscimento del beneficio può essere utilizzato esclusivamente entro il periodo di imposta successivo. 2. L’ammontare della spesa complessiva per l’acquisto della carta e l’importo del credito d’imposta spettante sono 6

indicati nella dichiarazione dei redditi presentata nel periodo d’imposta in corso alla data di riconoscimento dell’agevolazione, ovvero nella dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo nel caso previsto dal comma 1, secondo periodo. 3. Nei casi di opzione per la tassazione di gruppo è consentita la cessione del credito d’imposta al consolidante ai sensi dell’articolo 7, comma 1, lettera b), del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 9 giugno 2004. Articolo 4 Controlli e revoche dell’agevolazione 1. Il Dipartimento per l’informazione e l’editoria trasmette all’Agenzia delle entrate, mediante procedure telematiche, l’elenco delle imprese ammesse a fruire del credito d’imposta, i relativi importi a ciascuna spettanti, nonché i dati relativi agli eventuali provvedimenti adottati di revoca del beneficio. 2. Qualora, all’esito dei controlli effettuati dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria ai sensi e per gli effetti dell’articolo 71 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, risulti un credito d’imposta non spettante o spettante in misura inferiore, il Dipartimento lo comunica all’Agenzia delle entrate che provvede al recupero del credito di imposta. 3. L’Agenzia delle entrate comunica al Dipartimento per l’informazione e l’editoria l’eventuale indebita fruizione, totale o parziale, del credito di imposta accertata nell’ambito dei controlli istituzionali degli Uffici dell’Amministrazione finanziaria. 4. In caso di utilizzo del credito di imposta in tutto o in parte non spettante, si rendono applicabili le norme in materia di liquidazione, accertamento, riscossione, e contenzioso nonché le sanzioni previste ai fini delle imposte sui redditi. Articolo 5 Disposizioni finali 1. Il credito di imposta è concesso subordinatamente all’autorizzazione delle competenti autorità europee. Della decisione adottata dalle Autorità europee è data comunicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Roma, 21 dicembre 2004

FINANZIARIA 2005 IL CREDITO DI IMPOSTA ESTESO ANCHE ALL’ANNO IN CORSO Nessuna novità introdotta, né nei requisiti né nelle modalità richiesti. Confermato anche il limite di spesa: 95 milioni di euro, a valere sul 2006 La legge 30 dicembre 2004, n. 311 (legge finanziaria 2005), pubblicata sul Supplemento ordinario n. 192/L alla Gazzetta Ufficiale n. 306 del 31 dicembre 2004, ha prorogato per un altro anno la possibilità di accedere al credito di imposta, pari al 10 per cento della spesa sostenuta dagli editori per l’acquisto della carta utilizzata per la stampa delle testate edite e dei libri nell’anno in corso. Il comma 484, dell’articolo unico, della legge 311/2004, infatti, così recita: «484. Le disposizioni di cui all’articolo 4, commi 181, 182, 183, 184, 185 e 186, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, sono estese alle spese sostenute nell’anno 2005. Il relativo limite di spesa per l’anno 2006 resta fissato in 95 milioni di euro». Si tratta, pertanto, di una proroga pura e semplice. Non vi sono modificazioni né ai prodotti editoriali esclusi dal beneficio (articolo 4, comma 183, della legge 350/2003), né alle modalità e ai requisiti per accedervi (comma 182, stesso articolo, stessa legge). In particolare resta confermato l’obbligo di avere un bilancio “certificato” ed una fatturazione distinta. Non c’è traccia, quindi, di quella “semplificazione” della certificazione del bilancio (fondamentale per le aziende editrici medio-piccole) che pure la VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati, durante l’esame del provvedimento finanziario per il 2005, aveva votato all’unanimità. Ma su questo punto ci soffermeremo più approfonditamente sui prossimi numeri di questo Notiziario. Ora, per completezza di informazione ed a corredo non solo di questo articolo ma anche di quello di prima pagina sul regolamento attuativo emanato dalla Presidenza del Consiglio sulle modalità di riconoscimento del credito di imposta per l’anno 2004, non ci resta che pubblicare l’articolo della Legge finanziaria 2004 che ha istituito il credito di imposta per l’acquisto carta:

LEGGE 24 dicembre 2003, n. 350 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello 13 Stato (legge Finanziaria 2004)” Notiziario USPI n° 1/2005


RAPPORTO CENSIS 2004: LA MATURAZIONE DEL RAPPORTO DEGLI ITALIANI CON I MEDIA Nel mercato dei periodici, bene i settimanali d’informazione e i mensili. In calo gli specializzati e i giovanili fine anno, come consuetudine dal lontano 1967, il CENSIS (Centro Studi Investimenti Sociali) ha pubblicato il “Rapporto sulla situazione sociale del Paese”, giunto alla sua 38ma edizione e considerato il più qualificato e completo strumento di interpretazione della realtà economica, sociale e culturale. Il “Rapporto”, oltre ad analizzare le principali fenomenologie dell’anno ed i modelli sociali in trasformazione, offre specifici approfondimenti settoriali sulla Formazione, il Lavoro, il Welfare, il Territorio, i Soggetti economici, la Comunicazione, i Processi innovativi, la Sicurezza e la legalità. L’attenzione dei nostri associati sarà sicuramente focalizzata sul mondo della comunicazione. Quindi, di seguito, riportiamo un’ampia sintesi dell’indagine del CENSIS sul settore, partendo da alcune considerazioni di carattere generale e (toccando solo marginalmente il tema “televisione” perché ci porterebbe troppo lontano) incentrando l’analisi sui comparti della stampa ed internet e sulle nuove funzioni multimediali dei cellulari di ultima generazione.

A

1. - LE TESI INTERPRETATIVE Segmentazione dell’offerta e maturità della domanda Fra i fenomeni di maggiore rilievo che stanno interessando il mondo dei media due sono apparsi quest’anno in ulteriore significativa affermazione: la tendenziale maturazione del rapporto degli italiani con i media a loro disposizione, a partire dalla televisione; e la commercializzazione crescentemente integrale delle dinamiche interne all’offerta dei media. E sembra esservi una forte relazione tra i due, come se a fronte della crescente commercializzazione dei processi di produzione dei contenuti mediali si instillasse una tendenziale lucidità da parte della domanda nel discernere sia l’utilizzo dei mezzi sia la scelta dei contenuti. Nelle pagine che seguono in questo capitolo sono interpretati alcuni dati esemplificativi di queste fenomenologie: l’offerta televisiva vissuta come scelta e non come esposizione passiva, al contrario di quanto sostengono i luoghi comuni circolanti; le latenti capacità critiche nello scegliere più canali di informazione politica in maniera Notiziario USPI n° 1/2005

combinata, al contrario dell’idea infondata del Tg unico; una valutazione fredda di tutto quello che internet è o può dare e che, almeno attualmente, non è o non può dare; una chiara consapevolezza dello spartiacque che separa coloro che hanno un rapporto di dimestichezza con l’informatica e i computer e coloro che ne sono irrimediabilmente lontani; l’uso oggettivamente razionale delle risorse dei cellulari al di là delle profferte di mirabolanti servizi multimediali. La commercializzazione crescentemente integrale delle dinamiche interne all’offerta dei media si capisce molto bene, in termini esemplificativi, nel caso della televisione (anche se vale per tutti i media attualmente a disposizione). È giunta a un punto tale la “targettizzazione” delle reti e dei palinsesti, molto somigliante ai target commerciali per i prodotti e i servizi che circolano sul mercato, che l’idea complessiva di palinsesto o di rete, per non parlare della specificità del mezzo televisivo e dei suoi ruoli e funzioni generali appaiono del tutto opachi, sullo sfondo, se non ignorati. Si esulta, inneggiando al successo, se un singolo programma, in una determinata rete, in una specifica fascia oraria supera di qualche migliaio di ascoltatori il tetto standard di audience di quella determinata nicchia di ascolto. E se poi ciò lo raggiunge a scapito di un programma concorrente di una rete nemica insinuato nello stesso spazio vitale di fascia oraria nel palinsesto, allora si arriva all’apoteosi. I titoli dei Tg e le prime pagine dei giornali sono assicurati. L’unico problema è che a discettare costantemente di nicchie, a programmare sulle fasce, e a fare le strategie per segmenti di competizione, sembra perdersi del tutto di vista il concetto di fondo: l’unicità della televisione, la sua specificità, consiste nel fatto di essere, variamente e variabilmente, seguita da circa cinquanta milioni di italiani, cioè quasi tutti escludendo i troppo anziani, i neonati e rari snob. . Di fronte ad un patrimonio mediatico che unifica (per lo meno nell’uso) la quasi totalità degli italiani, i vari soggetti coinvolti emittenti, istituzioni, organismi di diversa natura - si atteggiano con una determinazione per nicchie e fasce che alla lunga crea qualche effetto allucinatorio. Infatti, può capitare che se riguardo a un programma “di successo” - che nella sua rete, nella sua fascia e nella sua nicchia, viene visto in media da dieci milioni di ita-

liani - si ricorda che agli altri quaranta milioni non dice proprio niente, si può correre il rischio dell’accusa di lesa maestà. E se poi si prova a dire qualcosa sul perché quei dieci milioni vedono esattamente quel programma, e quindi su cosa ne pensano, allora ci si può veder opporre il dato oggettivo, quantitativo della share e dell’ascolto medio. E ciò rivela ancora una volta la profonda ambiguità e incultura con cui il personale televisivo ai vari livelli si rapporta con i dati dell’Auditel, osannati se premiano e vituperati se bocciano. La vecchia televisione, analogica, povera e in bianco e nero si era attribuita l’obiettivo di unificare gli italiani e la loro lingua. La nuova televisione, in proteiforme trasformazione tecnologica, forse non sa ancora bene quale obiettivo attribuirsi, e nel frattempo condensa tutte le sue potenzialità in una sorta di indistinta distribuzione pauperistica di denaro (lotterie e quiz) e in una specie di laboratori sulla fuga in vitro dalla realtà, chiamati con giusto paradosso “reality”. Fortunatamente al grande frullatore delle reti, delle fasce e delle nicchie che spezzettano il corpus televisivo dell’ascolto, alla ricerca di target omogenei e ben delineati, va affiancandosi un atteggiamento crescentemente lucido da parte degli utenti dei media - dei telegiornali come dei giornali, di internet come dei cellulari e non solo della più usata tra i media, la televisione che comporta modalità d’uso tendenzialmente più maturi e individualizzati, ovvero ancora più difficili da targettizzare. Minori più protetti Il dibattito sul complesso rapporto tra telespettatori e media, in particolare la televisione, presenta evidentemente molti aspetti e può essere analizzato alla luce di diverse chiavi di lettura. Il discorso si fa più delicato quando si parla di telespettatori minori. Le iniziative istituzionali e paraistituzionali che nel corso degli ultimi anni si sono registrate (vedi i tanti codici di autoregolamentazione liberamente sottoscritti dai media a tutela dei minori) stanno a dimostrare che il problema è ormai avvertito e condiviso da molti. La possibilità che film, programmi, pubblicità particolarmente violenti o volgari possano turbare l’equilibrato sviluppo di bambini e adolescenti viene continuamente ribadita 8 da esperti autorevoli, 7


RAPPORTO CENSIS 2004: LA MATURAZIONE D intellettuali, Associazioni di pediatri e di psicologi; la preoccupazione viene sottolineata da alte cariche dello Stato come da semplici cittadini. Da questo punto di vista, si può registrare per l’anno che va chiudendosi un punto a favore dei telespettatori. L’assunzione del Codice di Autoregolamentazione Tv e Minori nella legge di sistema (Legge n. 112) approvata nell’anno in corso, segna una svolta importante sul piano del rafforzamento dei diritti dei telespettatori. In poche parole, le indicazioni del Codice di Autoregolamentazione Tv e Minori, per la cui applicazione lavora alacremente il Comitato di Applicazione presso il Ministero delle Comunicazioni, cessano di essere una forma, appunto, di autoregolamentazione e assumono “cogenza normativa” (art. 10 della suddetta legge). Evidentemente, neanche un dettato normativo basterà a sciogliere immediatamente indifferenze e colpevoli trascuratezze nei confronti del pubblico di telespettatori più indifeso, quello appunto, dei minori. Ma si tratta di un passaggio importante e significativo lungo la strada dell’affermazione di un telespettatore portatore di diritti e non solo passivo consumatore. Quanto questo passaggio potrà segnare un’evoluzione reale dipenderà oltre che dall’azione istituzionale, anche dalla

collaborazione attiva dei media e, soprattutto, dei telespettatori.

640.300 copie mentre La Repubblica 578.900. Il picco massimo invece è stato rispettivamente di 695.200 copie diffuse nel mese di novembre 2003, e 653.400 nel 2. - GLI INDICATORI DI SISTEMA mese di gennaio 2004. Tra gli altri quotiStampa ed editoria diani La Stampa e il Sole 24 ore si mantengono sulle 400.000 copie diffuse, mentre il Le impercettibili variazioni segnalate nel Messaggero è costante in tutti i mesi, regicorso degli anni nella diffusione dei quotistrando solo un picco massimo ad agosto diani rivelano una generale tendenza alla 2003 con 286.400 copie. Il Giornale rimane stabilità, nel 2003 infatti si registra una stabile intorno alle 215.000 durante tutto il variazione negativa minima pari cioè allo periodo considerato. 0,4%: si è passati da 5.599.350 copie diffuCome per i quotidiani anche per i settimase nel 2002 a 5.577.669 nel 2003. Nello nali si è registrato un lieve decremento specifico, la diffusione dei quotidiani non rispetto al 2002: quelli sull’attualità sono nazionali (2.118.311 copie) continua a diminuiti dell’1,4%, sui programmi televisuperare quella dei nazionali (2.234.009), sivi dell’l,1% e i femminili dello 0,9%. Le mentre gli economici perdono il 2,2% spouniche note positive sono rappresentate dalstandosi dalle 482.026 copie vendute nel l’aumento della diffusione dei settimanali 2002 alle 471.370 nel 2003. I quotidiani sull’informazione del 5,3% (passando da sportivi fanno affidamento su una fetta di 1.855.420 copie nel 2002 a 1.953.806 nel lettori affezionati e pertanto rimangono 2003) e sullo sport del 24,8% (da 407.376 a sulle 753.980 copie. 508.595). Mentre il calo più significativo lo Analizzando la diffusione dei primi sei hanno avuto gli specializzati scesi del 18% quotidiani nazionali fra luglio 2003 e giu(da 72.996 copie nel 2002 a 59.843 nel gno 2004 emerge che i quotidiani in testa 2003) e quelli per i giovani diminuiti del alla classifica rimangono, come nell’analisi 16,5% (da 157.965 a 131.893); a seguire gli degli anni precedenti, Corriere della Sera e economici (-7,2%) e i settimanali di inforLa Repubblica che mantengono un andamatica (-5%). mento costante e simile nel corso dei mesi. Se il genere più venduto tra i mensili è Per entrambi infatti il picco minimo coinciquello dei motori che continua ad aumentade con dicembre 2003: il Corriere diffonde re di anno in anno (10,4% tra il 2002 e il 2003) seguito dai femminili (+0,4%), la Cosa la spinge ad acquistare un settimanale o un mensile in particolare, rispetto a tutti variazione più signifiquelli che si trovano in edicola? (val.%) cativa l’hanno avuta i Totale Giovani Anziani gastronomici che dalla MODALITÀ DI RISPOSTA Uomini Donne (*) (14-29) (65 e oltre) sesta posizione che occupavano nella graSi occupa di cose che mi 52,7 59,1 49,0 49,2 50,0 duatoria del 2002 con interessano 1.205.604 copie diffuE’ più ricco di informazioni se, hanno raggiunto la 28,1 29,8 27,1 29,0 22,8 originali terza con ben 1.675.816 nel 2003 Lo compro abitualmente 18,5 22,1 16,5 13,7 25,0 (+39%). I mensili dedicati ai Ci sono più retroscena e 12,8 6,6 16,5 12,1 17,4 giovani, a differenza gossip dei settimanali destinaSono interessato agli inserti ti alla stessa categoria, 12,8 12,2 13,2 18,5 14,1 che contiene sono aumentati di ben 115,1% con 360.912 E’ quello più attendibile 12,6 12,7 12,6 6,5 14,1 copie vendute nel 2003 rispetto alle 167.808 Contiene foto migliori 10,8 10,5 11,0 12,1 4,3 dell’anno precedente. Significativa è stata Sono stato attirato dalla anche la maggiore dif9,0 6,6 10,3 13,7 3,3 copertina fusione dei mensili sui computer (+43,8%) e i Costa meno degli altri 5,7 3,3 7,1 6,5 9,8 maschili (+41,7%). Una forte diminuzione Mi ha incuriosito la pubbli2,0 0,6 2,9 4,0 0,0 si è invece verificata cità per quelli dedicati al (*) Il totale non è uguale a 100 perché erano possibili più risposte giardinaggio (-39,3%),

7

Fonte: indagine Censis, 2004 8

Notiziario USPI n° 1/2005


DEL RAPPORTO DEGLI ITALIANI CON I MEDIA al cinema e spettacolo (-36,3%), agli animali e all’economia (-23,6%). Tenuto conto che i lettori di periodici hanno la possibilità di scegliere fra una vastità di generi vediamo che ben il 52,7% li compra infatti perché si occupano di argomenti interessanti, il 28,1% perché sono più originali rispetto ai quotidiani e il 18,5% per abitudine. Il 16,5% delle donne li acquista perché attirato dalla presenza di gossip, così come gli anziani (17,4%), e sempre il 10,3% delle donne li sceglie perché attirato dalla copertina, così come i giovani (13,7%). L’abitudine sembra invece caratterizzare i comportamenti di acquisto degli uomini (22,1%) e degli anziani (25%). C’è da dire che il 18,5% dei giovani sceglie un periodico piuttosto che un altro sulla base degli inserti che contiene, mentre il 14,4% degli anziani tiene conto dell’attendibilità delle informazioni pubblicate. Solo il 5,7% sceglie un periodico perché costa meno degli altri, e fra questi soprattutto gli anziani (9,8%), e il 2% perché incuriosito dalla pubblicità, in particolare i giovani (4%). Analizzando la produzione libraria nel 2003 si riscontrano variazioni positive per quanto riguarda le opere pubblicate sia come prime edizioni (+7,3%) che come edizioni successive (+18,6%), mentre per le ristampe si registra una diminuzione del 15,1%. Nel complesso si passa dalle 54.624 opere pubblicate nel 2002 alle 49.458 nel 2003. In generale si può dire però che il rapporto che gli italiani hanno con i libri non è dei migliori, più della metà infatti non li legge e questa situazione non accenna ad evolvere. Tra coloro che li leggono la passione per un determinato genere (41,2%) sembra il motivo principale per l’acquisto di un libro, seguito dalla preferenza per un determinato autore (38,2%) e per l’argomento trattato (29%). Rispettano questa graduatoria gli uomini e gli anziani, al contrario le donne e i giovani scelgono un libro principalmente per l’autore (rispettivamente 40,6% e 42,5%) piuttosto che per il genere (38,7% e 44,2%); le donne inoltre, insieme agli anziani, sono quelle che si lasciano influenzare di più dalle recensioni positive (14,6% e 14%). . Dai dati sembrerebbe che gli anziani decidano di comprare un libro anche in base al costo (9,3%) è per questo probabilmente che cercano di risparmiare acquistando i libri in edicola (4,7%). Da notare che c’è un 5,4% che nonostante abbia dichiarato di leggere libri, afferma di non comprarli mai, o di comprarli solo per fare un regalo: questo gruppo è costituito dal 6,2% di donne e dal 4,6% di anziani. Notiziario USPI n° 1/2005

Pubblicità Gli investimenti pubblicitari, a partire dal 2000, hanno fatto registrare una continua diminuzione nel corso degli anni, e solo nel 2003 si è assistito ad un lieve miglioramento con una variazione positiva dello 0,4%: si è passati da 8.017 milioni di euro nel 2002 a 8.050 nel 2003. L’investimento più alto riguarda la radio (+5,6%), anche se detiene una quota di mercato piuttosto esigua pari al 5,8% del totale degli investimenti. Aumentano dell’1,8% anche i milioni di euro spesi per la tv che rispetto a tutti i media considerati copre il 54% dell’intero mercato pubblicitario. Nonostante gli investimenti pubblicitari a mezzo stampa abbiamo fatto registrare un decremento negli anni, nel 2003 pari al 2,7%, continuano ad avere una quota di mercato significativa del 34,3%. L’internet deve trasformarsi per crescere Internet cresce, pervade sempre più di sé tutti gli altri mezzi di comunicazione, diventa uno strumento impiegato abitualmente da un numero sempre maggiore di persone, incide come non mai nel linguaggio e nella sensibilità culturale della nostra epoca, però la soglia del digital divide non si sposta più di tanto. Quasi tre italiani su quattro non si connettono mai a internet e quando gli si domanda perché, rispondono che non lo fanno per il semplice motivo che non sanno usare il computer. La scomposizione di questo dato ci spiega qual è la strada attraverso la quale internet si affermerà come strumento di massa, ma anche i tempi che serviranno per raggiungere questo risultato. Il computer, infatti, è un ostacolo alla diffusione di internet per il 74,0% degli italiani, percentuale che scende al 58,4% tra i più istruiti e che si attesta al 36,6% tra i giovanissimi. Un altro ostacolo alla diffusione di internet è determinato anche dalle modalità con cui ci si connette ad esso. Il 72,6% degli italiani adopera le linee telefoniche normali mentre il 70,7% lo fa da casa. Quest’ultimo dato è importante, perché spiega le ragioni per cui in tanti provano difficoltà a connettersi alla rete, visto che, molto probabilmente, non hanno nessuno vicino a loro in grado di aiutarli nel caso in cui, come spesso avviene, possano sopraggiungere delle difficoltà di ordine tecnico. Questo dato è ancora più eclatante se si considera che solo il 35,4% dichiara di connettersi dal luogo di lavoro o di studio, per cui possiamo dedurne che all’incirca i due terzi degli italiani si connettono solo da casa, quasi un terzo dal lavoro o dalla scuo-

la e attorno al 5% da entrambi i luoghi. Non ci stupisce di constatare che, ancora una volta, il divario si allarga quando si prende in considerazione il livello di istruzione, mentre un discorso a parte merita il divario generazionale. I dati su internet, infatti, vengono presentati tenendo come punto di riferimento due fasce d’età ben precise, quelle dei giovanissimi d’età compresa tra i 14 e i 17 anni e quella degli adulti, ma nella fascia tra i 30 e i 44 anni. La ragione di questa preferenza sta nel fatto che si tratta delle due fasce d’età in cui la penetrazione del mezzo è maggiore (gli anziani che usano internet, ad esempio, sono talmente pochi che assumono statisticamente poco rilievo anche i dati a loro relativi) e che usano internet in due modi differenti, prevalentemente ludico i primi e badando più all’utile i secondi. Detto questo, come si vede, sono le persone integrate nel mondo del lavoro che usano in modo più equilibrato internet (nella fascia tra i 30 e i 44 anni la usano al 58,1% da casa e al 53,8% dal lavoro). Il digital divide, dunque, è il risultato di una particolare miscela di cultural divide e di generational gap, per cui, di conseguenza, l’aumento dei livelli d’istruzione del paese e la crescita delle generazioni più giovani rappresentano le principali strade percorribili per la ulteriore, massiccia diffusione di internet. A questo, però, dovrà anche accompagnarsi la maggiore penetrazione degli strumenti informatici nei luoghi di lavoro e, principalmente, nelle scuole, oltre che rappresentare uno strumento più rapido e facile da usare rispetto ad oggi. Non è detto, però, che questo basti, perché c’è anche un altro problema da affrontare, quello del 12,3% di italiani (16,5% di giovani) che, pur essendo in possesso di competenze informatiche, non si connettono ad internet perché dichiarano che non sanno cosa farsene. Tutte le cose dette finora, infatti, sembrano riguardare molto più i responsabili delle politiche generali d’investimento nel settore delle nuove tecnologie che non i produttori dei contenuti. Eppure, anche se la diffusione dei computer nelle scuole e delle connessioni a banda larga, la possibilità di avere qualcuno in grado di aiutarci in caso di difficoltà, gli stessi costi sempre più bassi che si devono affrontare per connettersi, saranno certo d’aiuto per il crescente successo della rete, la sostanziale stagnazione che si è registrata negli ultimi anni costituisce invece un campanello d’allarme per quanti provvedono a rifornire internet di contenuti. Sono state messe a confronto le principali 10 motivazioni per 9


RAPPORTO CENSIS 2004: LA MATURAZIONE D cui gli italiani si connettono a 9 internet con quello che effettivamente fanno nella rete. Nel primo caso si può constatare che internet è, prima di tutto, un grande serbatoio di informazioni a cui accedere (39,9%, con gli uomini al 41,7% e i 30/44enni al 50,4%) con una particolare preferenza accordata alle notizie giornalistiche (23,4%, con sempre gli uomini in vantaggio con il 27,7%). Non si può dire la stessa cosa, però, per i giovanissimi, per i quali la prima funzione di internet è rela-

zionale (al 32,6% apprezzano internet perché gli permette di mettersi in contatto con persone in ogni parte del mondo) a cui segue da vicino quella ludica (si diverte a navigare tra i siti più impensati il 30,2% dei giovanissimi). Da non sottovalutare la percentuale di quanti dichiarano di usare internet per disaffezione rispetto agli altri media: è vero che si tratta solo del 6,1%, però tra i giovanissimi si arriva già al 9,3%, quota che risulta tutt’altro che trascurabile. Se si passa a considerare quello che effetti-

vamente fanno gli italiani con internet le cose appaiono differenti. Da una ricca potenzialità si passa ad una più povera realtà. Il 60,6% scarica la posta, il 34,0% utilizza motori di ricerca, il 33% si aggiorna sulle ultime notizie e per il resto si fa poco altro. Certo, troviamo anche i giovanissimi che nel 46,5% dei casi chattano con gli amici e nel 44,2% scaricano musica (legittimando le preoccupazioni dei discografici), però l’impressione è di notevole sottoimpiego del mezzo.

Diffusione dei mensili per genere (v.a., val. % e var. %), 2001-2003 (*) GENERE

2001

2002

2003

val. % 2003

var. % 2002-2003

Femminile

2.802.087

2.704.681

2.714.604

15,4

0,4

Motori

1.455.343

2.591.099

2.859.306

16,3

10,4

Gastronomia

1.261.382

1.205.604

1.675.816

9,5

39,0

Arredam./architett.

1.665.838

1.589.751

1.547.257

8,8

-2,7

Turismo

1.158.058

1.396.172

1.294.724

7,4

-7,3

Scienza/ambiente

1.194.330

1.401.480

1.340.884

7,6

-4,3

Salute

768.598

691.049

755.619

4,3

9,3

Religione

762.497

720.782

748.415

4,3

3,8

Computer

692.187

600.488

863.289

4,9

43,8

Bambini

472.607

378.716

398.037

2,3

5,1

Attualità

540.866

863.255

748.061

4,3

-13,3

Economia

243.392

233.563

178.504

1,0

-23,6

Moda

268.207

274.805

264.655

1,5

-3,7

Maschili

472.565

393.740

557.813

3,2

41,7

Specializzati

334.394

315.131

321.112

1,8

1,9

Astrologia

186.489

179.880

170.409

1,0

-5,3

Sport

269.308

265.056

290.717

1,7

9,7

Cinema e spettacolo

180.436

277.077

176.612

1,0

-36,3

Giovani

186.193

167.808

360.912

2,1

115,1

58.714

49.522

45.525

0,3

-8,1

Giardinaggio

348.656

293.484

178.077

1,0

-39,3

Animali

119.762

82.475

62.989

0,4

-23,6

Musica

22.209

19.162

17.735

0,1

-7,4

15.464.118

16.694.780

17.571.069

100,0

5,2

Storia

TOTALE

(*) I dati sono relativi alle copie medie giornaliere per le testate rilevate dall’Ads (135 nel 2001, 142 nel 2002 e 159 nel 2003) Fonte: elaborazione Censis su dati Ads 10

Notiziario USPI n° 1/2005


DEL RAPPORTO DEGLI ITALIANI CON I MEDIA Probabilmente internet si trova, ancora una volta, in una fase di transizione. Il suo livello di sviluppo attuale (tecnologico e mediatico) ha raggiunto la saturazione. Per conquistare altri “navigatori” ha bisogno di rendere più amichevole l’apparato tecnologico che lo sostiene, più rapido il suo impiego, più appetibili i suoi contenuti. Usando internet abbiamo la percezione di avere a portata di mano, in tempo reale, un universo praticamente illimitato di potenzialità. L’ingombro di schermi e tastiere, il fastidio per poco comprensibili operazioni di programmazione, la lentezza delle linee e gli imprevisti legati alla connessione, le spese sempre più elevate che il continuo aggiornamento tecnologico ci

nel consumo dei media nel 2004 riguarda i telefonini. Ancora due anni fa, infatti, aveva un cellulare e lo usava almeno una volta alla settimana il 75,3% degli italiani, ma solo il 47,6% di essi lo adoperava con maggiore frequenza. Oggi il numero totale di quanti usano il cellulare non è molto cresciuto (siamo al 77,6%), mentre è aumentata notevolmente la percentuale di quanti lo impiegano quasi tutti i giorni, arrivata al 70,9% della popolazione. Anche le funzioni offerte dai cellulari sono aumentate notevolmente negli ultimi tempi, eppure non si può certamente dire che il loro impiego sia cresciuto con la stessa rapidità. Nonostante tutto, il telefonino è ancora quasi solamente uno strumento con

spazio e di tempo, praticamente annullandole con una forza ed una intensità superiori a quelle esercitate da internet. Dall’altra abbiamo le altre grandi potenzialità offerte dal mezzo, che però non sembrano incontrare lo stesso favore da parte del pubblico che si “ostina” ad usare questi piccoli computer interattivi tascabili come se fossero semplicemente dei telefoni. Sarà che dopo che si è comprato un telefono con foto e telecamera, almeno fino ad oggi, ci si accorge che non c’è poi molta gente a cui inviare le nostre immagini (e allora è solo un problema di tempo), sarà che ci si rende conto del fatto che costa troppo usare questi servizi (ma è solo il 22,4% dei possessori di questi apparecchi

Cosa fanno gli italiani quando si connettono ad internet (val. %)

MODALITÀ DI RISPOSTA

TOTALE

Uomini

Donne

Meno istruiti (1)

Più istruiti (2)

Giovanissimi (14/17)

Adulti (30/44)

Scaricano o spediscono posta

60,6

61,7

58,9

57,0

62,4

55,8

61,5

Utilizzano motori di ricerca

34,0

30,6

39,7

27,3

37,3

11,6

35,0

Si aggiornano sulle ultime notizie

33,0

37,0

26,2

26,4

36,1

9,3

35,9

Chattano con degli amici

19,9

17,0

24,8

28,9

15,7

46,5

16,2

Scaricano della musica

16,2

16,2

16,3

28,9

10,2

44,2

12,0

Usano i servizi offerti on line

10,1

8,9

12,1

5,8

12,2

0,0

11,1

Si connettono ai quotidiani on line

10,1

10,6

9,2

4,1

12,9

0,0

9,4

(1) licenza elementare e media (2) diploma e laurea Fonte: indagine Censis, 2004 costringe ad affrontare, i costi non indifferenti delle stesse connessioni, specie se veloci, sono tutte cose che fanno perdere quasi la voglia di usarlo. Eppure quello che bisogna fare per assecondare la trasformazione lo dicono gli stessi utenti, che ricordano (23,1%) che ci sono cose che si possono fare solo con internet. Farle emergere nel contesto magmatico della rete, è il compito dei produttori di contenuti. Cellulari sognati, comprati e poco usati La più grande novità che si è manifestata Notiziario USPI n° 1/2005

cui fare delle telefonate e poi, in larga misura, scambiare degli sms. La prima cosa che si può notare a questo proposito è che molti forse non si rendono neanche conto di quello che potrebbero fare con il proprio apparecchio. Il problema comunque non si riduce alla semplice “pigrizia” dei possessori di telefonini, in quanto coinvolge l’evoluzione stessa che questo strumento sta rapidamente conoscendo. Da una parte, infatti, ci troviamo a registrare l’innegabile e straordinario successo di questo mezzo di comunicazione, che ha cambiato le nostre nozioni di

che si lamenta per il costo eccessivo di queste funzioni), oppure si rimane delusi perché sullo schermo del telefonino la qualità delle immagini è scarsa (e allora si può solo pensare a soluzioni fantascientifiche, molto lontane da diventare realtà), però è difficile capire quali possano essere i reali sviluppi futuri di questo mezzo. Anche perché il 61,4% delle persone a cui abbiamo chiesto perché non usa il telefono per fare altre cose oltre che telefonare e scambiare messaggini ci ha risposto nel modo più banale, ma anche più imbarazzante, possibile: non lo usa perché non ne sente il bisogno. 11


FINANZIARIA 2005 6

ARTICOLO 4 Finanziamento agli investimenti

181. Alle imprese editrici di quotidiani e di periodici e alle imprese editrici di libri iscritte al registro degli operatori di comunicazione è riconosciuto un credito d’imposta pari al 10 per cento della spesa per l’acquisto della carta utilizzata per la stampa delle testate edite e dei libri sostenuta nell’anno 2004. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono stabilite le modalità di riconoscimento del credito di imposta anche al fine di garantire il rispetto del limite di spesa fissato, per l’anno 2005, in 95 milioni di euro. 182. La spesa per l’acquisto della carta deve risultare dal bilancio certificato delle imprese editrici. Nel caso in cui la carta sia acquistata da soggetti diversi dall’editore, essa deve comunque essere ceduta agli editori con fatturazione distinta da quella relativa a ogni altra vendita o prestazione di servizio. 183. Sono escluse dal beneficio le spese per l’acquisto di carta utilizzata per la stampa dei seguenti prodotti editoriali: a) i quotidiani e i periodici che contengono inserzioni pubblicitarie per un’area superiore al 50 per cento dell’intero stampato, su base annua;

NOTIZIARIO Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Fax: 06.40.66.859 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Giancarlo Cinoglossi Redattore Capo: Vittorio Volpi Tipografia: SO.GRA.RO. SpA - Via Ignazio Pettinengo, 39 00159 Roma Il n. 1 (gennaio 2005) è stato stampato il 14 gennaio 2005

Notiziario USPI n° 1/2005

b) i quotidiani e i periodici non posti in vendita, cioè non distribuiti con un prezzo effettivo per copia o per abbonamento, a eccezione di quelli informativi delle fondazioni e delle associazioni senza fini di lucro; c) i quotidiani o periodici che siano ceduti a titolo gratuito per una percentuale superiore al 50 per cento della loro diffusione; d) i quotidiani e i periodici di pubblicità, cioè quelli diretti a pubblicizzare prodotti o servizi contraddistinti con il nome o con altro elemento distintivo e diretti prevalentemente a incentivarne l’acquisto; e) i quotidiani e i periodici di vendita per corrispondenza; f) i quotidiani e i periodici di promozione delle vendite di beni o di servizi; g) i cataloghi, cioè pubblicazioni contenenti elencazioni di prodotti o di servizi anche se corredati da indicazioni sulle caratteristiche dei medesimi; h) le pubblicazioni aventi carattere postulatorio, cioè finalizzate all’acquisizione di contributi, di offerte, ovvero di elargizioni di somme di denaro, a eccezione di quelle utilizzate dalle organizzazioni senza fini di lucro e dalle fondazioni religiose esclusivamente per le proprie finalità di autofinanziamento; i) i quotidiani e i periodici delle pubbliche amministrazioni e degli enti pubblici, nonché di altri organismi, ivi comprese le società riconducibili allo Stato ovvero ad altri enti territoriali o che svolgano una pubblica funzione; l) i quotidiani e i periodici contenenti supporti integrativi o altri beni diversi da

quelli definiti nell’articolo 74, primo comma, lettera c), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, ai fini dell’ammissione al regime speciale previsto dallo stesso articolo 74 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972; m) i prodotti editoriali pornografici. 184. Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito imponibile e può essere fatto valere anche in compensazione ai sensi del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Il credito d’imposta non è rimborsabile, ma non limita il diritto al rimborso ad altro titolo spettante; l’eventuale eccedenza è riportabile al periodo di imposta successivo. 185. L’ammontare della spesa complessiva per l’acquisto della carta e l’importo del credito d’imposta di cui al comma 181 sono indicati nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta durante il quale la spesa è stata effettuata. 186. In caso di utilizzo del credito d’imposta in tutto o in parte non spettante si rendono applicabili le norme in materia di accertamento, riscossione e contenzioso nonché le sanzioni previste ai fini delle imposte sui redditi. (omissis) 189. L’efficacia delle disposizioni di cui ai commi da 181 a 188 è subordinata all’autorizzazione delle competenti autorità europee.

SCADE IL 31 GENNAIO IL TERMINE PER LE DOMANDE DI CONTRIBUTO EX LEGGE 250/90 E’ fissato al 31 gennaio il termine perentorio per la presentazione delle domande per la concessione dei contributi e delle provvidenze all’editoria, in attuazione della legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive modificazioni, in riferimento ai costi sostenuti nell’attività editoriale nel 2004. Tale termine è stato fissato dal Decreto del Presidente della Repubblica 2 dicembre 1997 n. 525, pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale” n. 34 dell’11.2.1999. La domanda deve essere inviata esclusivamente a mezzo di raccomandata postale. Il DPR del ’97 contiene anche alcune norme regolamentari riguardanti non solo il procedimento per l’erogazione dei contributi ma anche le modalità per la loro determinazione e gli assetti societari e i collegamenti della casa editrice richiedente il contributo. Per quanto riguarda i giornali organi di forze politiche, la determinazione dei destinatari aventi diritto al contributo è

stata, da ultimo, modificata con la legge 388/2000 (Finanziaria 2001). E’ bene ricordare che la Legge 250/90 individua particolari imprese editrici di periodici quali beneficiarie dei contributi: - cooperative di giornalisti (articolo 3, comma 2); - cooperative femminili (articolo 3, comma 2); - enti riconosciuti, fondazioni, cooperative editoriali, società di capitali in cui la maggioranza del capitale sia detenuta da enti, cooperative, fondazioni (articolo 3, comma 3). All’interno di questa tripartizione di massima, i soggetti beneficiari devono poi rispondere a prerogative e caratteristiche specifiche, individuate dalla legge. Ricordiamo, infine, che il DDL “Bonaiuti”, ora all’esame della Camera dei Deputati in prima lettura, intende introdurre altre modifiche alla disciplina delle provvidenze all’editoria.

13


TOSI ASSOCIATI 04

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BIBLIOTECA USPI ADRIANO PAGLIETTI – OPERE E FRUTTI (Volume I) a cura di Nicola Paglietti EUROMA 2004, pagine 479, € 25,00. Il volume è il primo di una serie che si propone di ripresentare il pensiero e le opere di Adriano Paglietti, figura di spicco del cattolicesimo romano, avvocato che all’esercizio della professione riuscì sempre ad unire l’impegno socio-politico e l’approfondimento filosofico e giuridico. Di statura imponente, di aspetto tranquillo, sapeva essere, nelle argomentazioni, logico e polemico, lucido e ardente quanto bastava. Lo conobbi quando era un giovanissimo educatore fra i monelli di una parrocchia romana, e lo chiamai a collaborare alla direzione di quei “campi scuola” in cui, oltre a fornire un sollievo di gioco e di evasione a gruppi di ragazzi dell’Italia centrale, da pochi anni usciti dalla guerra, cercavamo di formarli in modo che, tornando alle loro parrocchie, fossero gli animatori dei loro coetanei. Lo ritrovai, pochi anni dopo, impegnato in politica: membro del Consiglio nazionale della DC, tra i fondatori della Corrente di Base, ideatore della rivista “Regione Democratica”. Nel seguito degli anni, Adriano diresse l’ufficio legale della GEPI, fu consigliere di amministrazione della SIP e dell’Università La Sapienza di Roma, esercitò la libera professione, eppure –con ammirevole coerenza- restò fedele e attivo nell’associazionismo cattolico romano collaborando, tra l’altro, al Convegno sui Mali di Roma e in vari gruppi pastorali e culturali. Personalità poliedrica e ottima “testa pensante”, nello stesso tempo tenne corsi universitari e conferenze, e scrisse saggi politico-filosofici, giuridici ed economici, fino a tenere con gli amici, un contatto permanente tramite Logos, un bollettino di commento ai fatti nazionali e internazionali. Dei saggi di Adriano Paglietti, il volume in atto contiene i primi due: La logica politica del 1975 e La comunità mondiale del 1977. Il metodo di lavoro è costante: dapprima un esame obiettivo dello “status questionis” tenendo conto dell’evoluzione del pensiero umano sui vari argomenti e di quanto espresso dai saggisti del passato e del presente. Poi, un addentrarsi audace nel futuro, con le armi della logica cartesiana e della speranza cristiana. Notiziario USPI n° 1/2005

Il saggio sulla Logica politica è il più affascinante perché ci costringe a ripensare gli avvenimenti della storia con occhi nuovi e con una visione unitaria. Per l’A. il motore della Storia sono le idee: egli traccia un rapporto fra l’esaltazione della “dea” Ragione, operata da Kant e dalla Rivoluzione Francese approdante poi all’Io collettivo di Hegel e al superuomo di Nietzche, e le sue manifestazioni storiche nei nazionalismi esasperati, nella esaltazione di un superuomo eroe o capo, dei razzismi, delle dittature totalizzanti e di ogni altro modo con cui si sono affrontati l’essere di qualche popolo o razza o fede con il non-essere degli “altri”. Una dialettica che giunse alla creazione di Super-Io internazionali quando il mondo si divise in due “blocchi”, e che operò anche all’interno di ciascuno di essi, con forti contrasti, fino a guerre dichiarate come quella di Corea, o sfiorate come nella crisi di Cuba. Paglietti mette in luce anche la funzione ininfluente oppure carismatica dei principali uomini politici mondiali. In due secoli l’uomo ha avuto enormi progressi, ha cambiato il mondo, ha creato la società moderna, la ragione ha travolto le tradizioni e ogni tabù, ed ha concepito “l’al di fuori di sé come un non-essere da domare o da vincere, come un nemico da eliminare o aggiogare, come un mercato da conquistare. […] L’uomo ha avuto tutto, meno che la pace perché la logica del conflitto è stata l’unica a guidare gli uomini”. La crisi di Cuba fu il momento in cui, vicinissimi alla guerra nucleare, la logica che aveva guidato il mondo dalla Rivoluzione Francese all’Io Supernazionale apparve nella sua irrazionalità! Scrive l’A.: “A Cuba la logica dialettica ha cessato di essere utilizzabile: l’Io ha riconosciuto nell’altro un Io, non più non-Io; ha riconosciuto un diverso necessario, non più un opposto incompatibile”. Accadde infatti che alla successiva guerra del Vietnam, i due superblocchi non parteciparono in massa, Papa Giovanni interpretò questa rivoluzione copernicana affermando il dovere del dialogo con tutti, atei e credenti, oppressori e vittime; interpretò il suo ruolo di Papa “non più per affermare la verità ma per esperimentarla, nel dovere di essere esempio…”. Nel 1968, il movimento studentesco protestò contro ogni centralismo, contro ogni autorità, in nome di una indipendenza vaga, che non poteva proporre soluzioni ma denunciava il disagio e il desiderio di identità individuale. Scrive l’A. “ agli uomini che contrapponevano l’Io al non-Io, si contrapposero gli uomini che proponevano l’Io accanto all’altro Io”. La logica dialettica cercò di ricomporsi: in Cecoslovacchia, la repressione sovietica

mostrò che l’esercito ormai serviva solo a mantenere lo status quo, in Occidente fu instaurata la sovranità del dollaro e, ad opera di Kissinger, la pace fu imposta dall’alto. Ma progressivamente gli uomini che si erano identificati in alcuni ideali (patriottismo, comunismo…) scoprirono che erano “falsi”. Le considerazione dell’A. si addentrano quindi nel futuro (si tenga presente l’anno di stesura del saggio: 1975), auspicando che la Chiesa si liberi dalla politica, che il continente cerchi la propria conversione superando l’errata visione dell’Io e degli altri e l’illusione di una unità solo mercantile, e riaffrontando “il problema di Dio” con il rigettare anzitutto i falsi miti. Il secondo saggio, La comunità mondiale apparve nel 1977 “in ricordo dell’esemplare insegnamento di Gandhi, giurista oltreché uomo di fede, e di quanti altri hanno operato considerando il diritto quale motivo per il riconoscimento di eguale dignità ad ogni uomo e per l’incontro e l’armonia tra uomini diversi per razza, condizione, religione, linguaggio e idee”. È un discorso sul diritto internazionale nei principi, nei poteri, nella storia, nelle strutture e istituzioni, negli atti, con uno sguardo a quanto è, con tutti i limiti e i difetti, e a ciò che potrebbe essere, con speranza e lungimiranza. Si conclude con queste considerazioni, che facciamo nostre: “Guerra e pace si propongono in termini nuovi, che non consentono più giustificazioni razionali alla guerra, al punto da dover ritenere superabile la teoria della guerra giusta con una teoria diversa, della pace giusta.” Quali alternative alla guerra, l’A. indica: la collaborazione fra i popoli, il disarmo progressivo e controllato, la costituzione politica e giuridica della famiglia umana, l’educazione alla pace. “Tutte le strade da percorrere per evitare le guerre confluiscono in una sola, che è quella di sentire tutti gli uomini come fratelli, legati ad un’unica sorte comune. Per percorrere tale strada appare opportuno accelerare il processo di unificazione del mondo e trovare modi pacifici per giungere all’affermarsi di un’autorità sopranazionale, che sia in grado di risolvere i conflitti che possono eventualmente insorgere”. Altri avvenimenti si sono svolti nel mondo dopo l’apparire di questi due saggi, ma le interpretazioni di fondo, filosofiche e giuridiche, sono sempre valide, come pure la denuncia degli errori di base e dei progetti percorribili nonostante tutto. Un ricordo del passato e di una grande anima, ma anche una traccia per il futuro, per i nostri figli e nipoti.

Domenico Volpi 15


PERIODICI ASSOCIATI ALL’USPI (368° elenco) L’ARCOACROBATA

L’ERETINO

NOTIZIE F.I.S.M.

Via Elvia Recina n. 6 00183 ROMA Direttore: Concetta Turchi Editore: Ass. “Musicalificio Grande Blu” Periodicità: semestrale Materia trattata: scienze umane ed arte

Via del Commercio snc 00065 FIANO ROMANO RM Direttore: David Diamanti Editore: L’Eretino Comunicazioni srl Periodicità: mensile Materia trattata: attualità

Via della Pigna n. 13/A 00186 ROMA Direttore: Nicola De Vincentiis Editore: F.I.S.M. Federazione Italiana Scuole Materne Periodicità: mensile Materia trattata: informazione, attualità, cultura, legislazione e gestione scuole

IL CAPPELLO NEL MONDO CHAPEAU SANS FRONTIERES Via Venezia n. 7 C.P. 287 15100 ALESSANDRIA Direttore: Luigi Martinengo Editore: ONLUS C.I.F.A. Periodicità: on line mensile - cartaceo bm Materia trattata: fotografia con rapporti internazionali, cultura del linguaggio fotografico

GIULIA

PINALI NEWS

Via F. Beccaria n. 2 - Zona Industriale Case Molino 64020 CASTELLALTO TE Direttore: Gabriella D’Alessio Editore: Istituto didattico srl Periodicità: bimestrale Materia trattata: didattica e apprendimento

Via Giustiniani n. 2 37128 PADOVA Direttore: Ambrogio Fassina Editore: Rettore Università di Padova Periodicità: bimestrale Materia trattata: risorse informative per la medicina

DIRIGENTI NORDEST

INFORMANNUNCI

QOL

Piazza R. Simoni n. 3 37122 VERONA Direttore: Filippo Di Lucrezia Editore: Unione Reg. Dirigenti Az. Industriali del Veneto Periodicità: mensile Materia trattata: informazioni di categoria ai dirigenti del Veneto e Trentino

Via Japigia n. 14 74100 TARANTO Direttore: Elena D’Armento Editore: Immacolata Tortora Periodicità: quindicinale Materia trattata: opportunità lavorative

Piazza Unità D’Italia n. 18 42017 NOVELLARA RE Direttore: Brunetto Salvarani Editore: Grafitalia srl Periodicità: trimestrale Materia trattata: bibbia, ecumenismo

DISPLAY SAT

NATURAL 1

Via Machiavelli n. 39 20052 MONZA MI Direttore: Amadio Gozzi Editore: Amadio Gozzi Periodicità: mensile Materia trattata: radiotecnica

Via Savona n. 94 Direttore: Marisa Leali Editore: GV Edizioni Divisione Conc. It. Pubbl. G & V srl Periodicità: mensile Materia trattata: fitoterapia, cosmetica, nutraceutica

LA RIVISTA DEI COMBUSTIBILI e dell’Industria Chimica Viale A. De Gasperi n. 3 20097 S. DONATO MILANESE MI Direttore: Paolo Cardillo Editore: Arti Grafiche Stefano Pinelli srl Periodicità: bimestrale Materia trattata: chimica, combustibili

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Anno 2005 - Edizione N. 1 - Gennaio by USPI - Issuu