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Edizione N. 12 - Dicembre

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Papa Francesco, discorso agli operatori di TV 2000, pagina 8 Deposito legale e Convenzioni USPI, pagina 7 Su segnalazione e pressante richiesta dell’USPI

LA PCM FRENA LE POSTE SU UN’INTERPRETAZIONE LEGISLATIVA SUI NO PROFIT E CONGELA LE TARIFFE POSTALI PER LE ASSOCIAZIONI NON ONLUS E DI CATEGORIA L’USPI plaude all’ iniziativa del Sottosegretario Lotti, ma richiede - con urgenza - una soluzione definitiva della questione IL CASO

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a vicenda, ormai, è ben nota a tutti quegli editori senza fini di lucro (associazioni in generale, culturali, sociali, rappresentative di interessi e studi di nicchia, territoriali, sindacali, di categoria, politiche…) non ricomprese nello specifico elenco dettato dal DL 353/03, conv. in L. 46/04 (Onlus, Ong, Promozione sociale, religiose…) che, tra la metà di ottobre e novembre scorsi, si son visti recapitare, da parte Poste italiane SpA, l’ennesima lettera in cui si richiedeva esplicitamente di sottoscrivere una Dichiarazione sostitutiva nella quale “si evinca chiaramente la “natura di impresa editrice”, al fine di verificare la possibilità, per dette associazioni, di accedere alla “Tariffa Roc”.

Legge di stabilità 2015

IVA AL 4% PER LA VENDITA DELL’EDITORIA LIBRARIA ELETTRONICA (EBOOK) Manca la stessa equiparazione tra la vendita di giornali e periodici cartacei ed elettronici, che restano con l’IVA al 22%

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el maxiemendamento governativo n. 1.900 alla legge di stabilità 2015 (A.S. n. 1699), presentato e votato nella notte del 20 dicembre scorso in Aula del Senato, è stato recepito e confermato l’abbattimento dell’IVA per la vendita di ebook elettronici da parte delle case editrici di libri e facendo felici anche i siti di vendita di libri come Amazon, Apple o Kobo. Si passerà dal 22 per cento al 4 per cento. Ecco il testo ( criptico per i non addetti ai lavori) della norma: Comma 667 (ex comma 34 dell’articolo 3, del disegno di legge approvato in Commissione bilancio del Senato) “Ai fini dell’applicazione della tabella A, parte II, numero 18), allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, sono da considerare libri tutte le pubblicazioni identificate da codice ISBN e veicolate attraverso qualsiasi supporto fisico o tramite mezzi di comunicazione elettronica”.

Poste, inoltre, si riservava di “richiedere i dovuti conguagli tra le tariffe ROC … e quelle 2 LA PRESE DI POSIZIONE

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Editoria e Google news “La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che, alle volte, preferirebbe non sentirsi dire”

L’USPI CONTRARIA ALLE LEGGI SPAGNOLA E TEDESCA I motori di ricerca, prestano un servizio alla piccola e media editoria, che altrimenti non avrebbero sufficiente visibilità

George Orwell (The Freedom of press, 1945)

A Luca Lotti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria, è demandata la soluzione per le tariffe postali delle associazioni no profit

“L’USPI (Unione Stampa Periodica Italiana), per mezzo del Segretario Generale Francesco Saverio Vetere, dichiara la propria assoluta contrarietà alla 7 recente Legge approvata in Spagna – e,

Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 50° - MENSILE - 11 NUMERI - 12 dicembre 2014 Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma


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LA PCM FRENA LE POSTE E CONGELA LE TARIFFE POSTALI 1

di cui al Regime Libero”, dal 22 maggio 2010. Nella missiva agli editori no profit, Poste allegava una ”Nota” (intempestiva, visto che il quesito di Poste è datato 5 agosto e la risposta porta la data del 6 agosto) del Dipartimento Editoria della PCM, sul tema in oggetto. che, purtroppo, avallava tale tesi. L’USPI ha prontamente interessato della questione il Sottosegretario con delega all’editoria, On. Luca Lotti, facendo notare l’erronea interpretazione normativa di Poste e sottolineando, per di più, l’assurdità politica di far pagare una tariffa postale più alta al piccolo editore no profit rispetto ai grandi editori come ilSole24ore o i grandi settimanali, come Panorama o l’Espresso. L’INTERVENTO DELL’USPI - LA LETTERA A LOTTI: Riportiamo il testo della lettera recapitata al Sottosegretario LOTTI, completa di una nota esplicativa: Ill.mo On. Dr. LUCA LOTTI Sottosegretario di Stato Presidenza del Consiglio dei Ministri p.c. Preg.mo Cons. Dr. ROBERTO MARINO Capo Dipartimento Informazione ed Editoria p.c. Preg.mo Cons. Dr. FRANCESCO IANNELLI Capo Ufficio sostegno editoria OGGETTO: NOTA DI CODESTA PCM DIE 0012662 P-4.14.1 DEL 06/08/2014 A POSTE ITALIANE E RICHIESTA URGENTE DI APERTURA DI UN TAVOLO DI TRATTATIVA PCM – POSTE ITALIANE – USPI PER TARIFFE POSTALI PER LE ASSOCIAZIONI NO PROFIT “Illustrissimo Signor Sottosegretario, quest’Unione riscontra la “Nota” in oggetto e – allegata alla presente – trasmette una nota esplicativa, contenente le contestazioni alle tesi sostenute da Poste Italiane e l’interpretazione che noi riteniamo corretta e che, negli scorsi quattro anni, è stata applicata al settore. Facciamo riferimento alla questione delle 2

Tariffe Postali dell’editoria, con particolare riferimento ai periodici editi da associazioni NON ONLUS e da associazioni di categoria in generale. Ci preme ricordare che mai e poi mai, in alcuna legge della Repubblica intervenuta nel nostro settore, si è penalizzato il mondo del no-profit. Tanto meno nelle lunghe trattative tra Poste Italiane, editori e Presidenza del Consiglio dei Ministri si era ritenuto che fossero esclusi, dalle nuove tariffe, i prodotti editoriali delle associazioni. Anzi, alcuni interventi correttivi furono pensati per adeguare specificamente a tali soggetti le norme applicative (ad es.: lo scorporo della quota associativa indicato come prezzo allo scopo di soddisfare il requisito del prezzo di copertina). Se le associazioni editrici avessero ritenuto di essere escluse dalle agevolazioni, avrebbero fatto altre scelte. Per esempio avrebbero potuto scegliere di editare unicamente on line, oppure di diminuire il numero dei prodotti spediti. Ma le associazioni, il Governo e Poste Italiane non avevano mai messo in discussione il diritto delle associazioni di accedere a quelle tariffe, quindi nessun dubbio ci aveva mai preoccupato Una segnalazione, dello stesso tenore, era stata già consegnata da quest’Unione all’allora sottosegretario Legnini, in data 4 febbraio scorso. Ora, in conseguenza della “Nota” in oggetto, Poste Italiane sta inviando alle centinaia e centinaia di Associazioni no-profit, non ricomprese nello specifico elenco dettato dal DL 353/03, conv. in L. 46/04 (Onlus, Ong, Promozione sociale, religiose…) una lettera in cui si richiede esplicitamente di sottoscrivere una Dichiarazione sostitutiva nella quale “si dichiari la natura di impresa editrice” e si riserva di “richiedere i dovuti conguagli tra le tariffe ROC … e quelle di cui al Regime Libero”, dal 22 maggio 2010. Sarebbe un’altra mazzata per un settore già fortemente in crisi e con volumi di spedizione fortemente in calo da anni, proprio per lo spropositato aumento delle tariffe postali. Ricordiamo che, nel Protocollo d’ “Intesa sugli interventi a sostegno dell’editoria” del 6 agosto 2013, firmato dalla PCM e gli

in questo numero La PCM frena le Poste e congela le tariffe postali (pagine 1, 2, 4, 5, 6) IVA al 4% per la vendita degli ebook (pagine 1, 6) L’USPI contraria alle leggi spagnola e tedesca (pagine 1, 7) Le quote associative USPI, anno 2015 (pagina 3) Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 7) La Casagit fa 40 anni (pagina 7) Discorso di Papa Francesco: “I giornalisti parlino con franchezza e libertà” (pagine 8, 9) Notiziario fiscale (pagine 9, 10) Notizie dall’INPGI, Circolari n. 7 – 8 – 9 (pagine 11, 12, 13, 15) La III Edizione del Premio O.Ma.R (pagina 14) I Fedelissimi USPI: “Il Cittadino” di Tivoli (pagina 16) editori, si prospetta l’impegno del Governo “ a favorire, per il prossimo triennio, la prosecuzione dell’attuale regime tariffario concordato con Poste Italiane nella misura stabilita dal vigente decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, anche contemplando ulteriori alleggerimenti delle tariffe per le imprese editoriali minori e noprofit (lettera m.)”. Occorre, quindi, come primo, immediato atto, quello di impedire a Poste di richiedere i pretesi conguagli, e di sospendere ogni iniziativa modificativa delle tariffe, fino alla definizione della questione in oggetto. Sollecitiamo, quindi, una urgente iniziativa della Presidenza del Consiglio – Dipartimento Editoria volta a convocare un TAVOLO DI TRATTATIVA con Poste Italiane ed USPI per concordare specifiche tariffe per questo settore Speriamo vivamente che questa situazione possa essere risolta con saggezza e alto senso dell’azione di Governo e per questo, con la stima di sempre, chiediamo il Vostro intervento, nel più breve tempo possibile, perché ogni giorno che passa la 4 Notiziario USPI n° 12/2014


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Le quote associative usPi

per l’anno 2015 L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2015 risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche pubbliche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico, per email o fax, per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - convenzioni esclusive per i soci USPI; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura. Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2015 e comprensive della spedizione in abbonamento postale del “Notiziario USPI” (pari a 33 €) sono le seguenti: Per le testate (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge) da da da da da

1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su

€ € € € €

300,00 750,00 1.300,00 2.600,00 3.800,00

“Una tantum” (oltre la quota di iscrizione) per le testate che si associano per la prima volta: - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie

€ €

100,00 170,00

Soci corrispondenti - IL SOCIO CORRISPONDENTE è una persona fisica che, “condividendo le finalità dell’USPI, si interessa a vario titolo di editoria e comunicazione”. € 100,00 Soci benemeriti L’USPI accoglie nel suo seno, su deliberazione del Consiglio Nazionale: - Soci benemeriti, e cioè persone od enti che mediante attività o donazioni abbiano contribuito allo sviluppo dell’USPI e, attraverso esse, abbiano favorito il progresso della stampa periodica. Rinnovo della quota per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI € 210,00 - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI € 320,00 ***** Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6, Via Franceschini n. 58 - Roma, CODICE IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI. C.F. dell’USPI: 80188110581

ATTENZIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.


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LA PCM FRENA LE POSTE E CONGELA LE TARIFFE POSTALI 2

situazione peggiora”. Con ossequi, Avv. Francesco Saverio Vetere

presa editrice di giornali quotidiani”, che non possono essere editi da associazioni, ma ci sono molte altre periodicità delle riviste (settimanale, mensile, bi/trimestrale…) che possono essere edite da associazioni.

Si allega: NOTA ESPLICATIVA SULLE TARIFFE POSTALI ROC PER LE ASSOCIAZIONI SENZA FINI DI LUCRO A) PRIMA QUESTIONE: ANTEFATTO: Poste Italiane sta recapitando a tutte le Associazioni senza fini di lucro (associazioni in generale, culturali, sociali, rappresentative di interessi e studi di nicchia, territoriali, sindacali, di categoria, politiche… vedi anche seconda questione) non ricomprese nello specifico elenco dettato dal DL 353/03, conv. in L. 46/04 (Onlus, Ong, Promozione sociale, religiose…) una lettera in cui si richiede esplicitamente di sottoscrivere una Dichiarazione sostitutiva nella quale “si evinca chiaramente la natura di impresa editrice”, al fine di verificare la possibilità, per dette associazioni, di accedere alla “Tariffa Roc”. Nella lettera, inoltre, si richiede esplicitamente di sottoscrivere una Dichiarazione sostitutiva nella quale “si dichiari la natura di impresa editrice” e si riserva di “richiedere i dovuti conguagli tra le tariffe ROC … e quelle di cui al Regime Libero”, dal 22 maggio 2010. TESI DI POSTE ITALIANE: Poste mette in correlazione il comma 1 dell’articolo 1 del DL 353/03 “Agevolazioni tariffarie postali per la spedizione di prodotti editoriali”, che così recita: “1. A decorrere dal 1º gennaio 2004, le imprese editrici di quotidiani e periodici iscritte al Registro degli operatori di comunicazione (ROC) e le imprese editrici di libri possono usufruire di tariffe agevolate postali per la spedizione di prodotti editoriali…”, con l’articolo 1 della Legge 416/81 “Titolarità delle imprese”, concludendo che le Associazioni (se non ricomprese nella previsione del DL 353/03) non possano accedere alla Tariffa ROC.

2) L’articolo 1, comma 2, del DL 353/03 prescrive che “accedono altresì alle tariffe agevolate le associazioni ed organizzazioni senza fini di lucro”. Finora: se ricomprese nella specifica lista, all’allora Tariffa no-profit; se ad di fuori di tale lista, alla Tariffa Roc (con scorporo del prezzo e associati/abbonati paganti). 3) Tutte le Associazioni senza fini di lucro sono iscritte e riconosciute come “editori”, sia nel Registro Stampa del Tribunale Civile, sia nel Registro degli operatori di comunicazione dell’AGCOM. 4) Da molto prima dell’entrata in vigore della L. 46/04, dalla L.662/96 e dai decreti ministeriali del 1997, a tutte le Associazioni senza fine di lucro (articolo 2,comma 20, lettera c) i cui periodici contenevano pubblicità (condizione allora esclusa per accedere alla Tariffa specifica) era applicata la Tariffa dei “profit”. 5) Già nella Lettera-Circolare di Poste Italiane del 21.01.2003, a firma dell’allora direttore Pantano, in merito al DPCM 27/11/2002 (propedeutico del DL 353/03), si specificava, tra l’altro, quanto segue (testuale “concordato con il competente Dipartimento dell’Editoria”) in merito al prezzo per copia/abbonamento per accedere alla Tariffa profit (ora Tariffa ROC): “Per il raggiungimento del 60% (ora 50%) degli abbonamenti a titolo oneroso, non è da considerarsi computabile una quota associativa corrisposta dagli associati, a meno che la quota relativa all’abbonamento non sia esplicitamente scorporata dalla quota associativa”. Tale precisazione non avrebbe avuto senso se le Associazioni non potevano usufruire della Tariffa “profit”. SOLUZIONE PROSPETTATA:

CONTRODEDUZIONI: 1) L’articolo 1 della Legge 416/81 fa specifico riferimento all’ “esercizio dell’im4

Mettendo in correlazione il comma 1, dell’articolo 1, del DL 353/03: “le imprese editrici di quotidiani e periodici” e il comma 2

dello stesso articolo: “le associazioni ed organizzazioni senza fini di lucro”, riteniamo che la normativa sulle tariffe postali per l’editoria si debba applicare, come sempre fatto, agli “editori” (in generale) iscritti al ROC. B) SECONDA QUESTIONE (correlata con la prima): ANTEFATTO: L’articolo 2-undecies della L. 22/5/2010 n. 73 ha soppresso dalla previsione dei beneficiari delle “tariffe agevolate”: “le associazioni le cui pubblicazioni periodiche abbiano avuto riconosciuto il carattere politico dai gruppi parlamentari di riferimento nonché, relativamente ai bollettini dei propri organi direttivi, gli ordini professionali, i sindacati, le associazioni professionali di categoria...”. N.B.: Tali soggetti accedevano alla c.d. “Tariffa no profit”. TESI DI POSTE ITALIANE: Poste interpreta la sopra citata normativa come ESCLUSIONE TOTALE di tali soggetti dalle Tariffe “ex agevolate”, ora “Tariffe massime”. Quindi: applicazione dell’esoso “Regime Libero” e recupero delle somme non pagate dal maggio 2010 ad oggi. CONTRODEDUZIONI: 1) L’articolo 2-undecies ha escluso i soggetti di cui sopra dall’applicazione, ad essi, della “Tariffa no profit”, non l’esclusione tout-court dalle tariffe ministeriali. Se il legislatore così avesse voluto avrebbe ricompreso i soggetti di cui sopra nell’articolo 2 (Prodotti editoriali esclusi dalle agevolazioni) del Decreto Legge n.353/03 convertito e integrato dalla Legge n. 46 del 27/2/04. 2) Le Onlus e assimilate (pur non avendo più delle tariffe specifiche, perché ormai equiparate alle Tariffe ROC) mantengono tuttora una normativa di favore, non dovendo sottostare agli obblighi di esibire un prezzo per copia e/o abbonamento e di rispettare la percentuale minima di abbonamenti a titolo oneroso. L’articolo 2-undecies ha escluso i soggetti di cui sopra da tale normativa di favore, ma non dalle tariffe ministeriali, rientrando nel più generale concetto di “Associazioni senza fini di lucro” (vedi prima questione). SOLUZIONE PROSPETTATA: Notiziario USPI n° 12/2014


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Per non creare una ingiustificata discriminazione tra soggetti simili, TUTTE le Associazioni senza fini di lucro, non rientranti nello specifico elenco del comma 3, articolo 1, del DL 353/03, “editrici” dei loro periodici, possono accedere alle Tariffe ROC, qualora rispettino il requisito prescritto del prezzo (scorporato dalla quota associativa) e della percentuale minima di spedizione agli abbonati/associati paganti direttamente la quota annuale. - LA LETTERA ALLA PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE CULTURA DELLA CAMERA: Contemporaneamente, l’USPI ha segnalato il problema alla Presidente della VII Commissione Cultura, Scienze ed Istruzione della Camera dei deputati, On. Flavia PICCOLI NARDELLI. Una Nota dello stesso tenore è stata inviata anche a tutti i componenti della stessa Commissione. Ecco il testo della lettera: Ill.mo On. Flavia PICCOLI NARDELLI Presidente VII Commissione Cultura, Camera dei Deputati OGGETTO: TARIFFE POSTALI ROC PER LE ASSOCIAZIONI SENZA FINI DI LUCRO “Illustrissimo Presidente, Le scrivo per segnalarLe uno spiacevole equivoco, purtroppo avallato da una ”Nota” del Dipartimento Editoria della PCM, sul tema in oggetto. Faccio riferimento alla questione delle Tariffe Postali dell’editoria, con particolare riferimento ai periodici editi da associazioni NON ONLUS e da associazioni di categoria in generale. Ci preme ricordare che mai e poi mai, in alcuna legge della Repubblica intervenuta nel nostro settore, si è penalizzato il mondo del no-profit. Tanto meno nelle lunghe trattative tra Poste Italiane, editori e Presidenza del Consiglio dei Ministri si era ritenuto che fossero esclusi, dalle nuove tariffe, i prodotti editoriali delle associazioni. Se le associazioni editrici avessero ritenuto di essere escluse dalle agevolazioni, avrebbero fatto altre scelte. Per esempio avrebbero potuto scegliere di editare unicamente on line, oppure di diminuire il numero dei prodotti spediti. Ma le Notiziario USPI n° 12/2014

associazioni, il Governo e Poste Italiane non avevano mai messo in discussione il diritto delle associazioni di accedere a quelle tariffe, quindi nessun dubbio ci aveva mai preoccupato. Ora, in conseguenza della “Nota” del citato Dipartimento, Poste Italiane sta inviando alle centinaia e centinaia di Associazioni no-profit, non ricomprese nello specifico elenco dettato dal DL 353/03, conv. in L. 46/04 (Onlus, Ong, Promozione sociale, religiose…) una lettera in cui si richiede esplicitamente di sottoscrivere una Dichiarazione sostitutiva nella quale “si dichiari la natura di impresa editrice” e si riserva di “richiedere i dovuti conguagli tra le tariffe ROC … e quelle di cui al Regime Libero”, dal 22 maggio 2010. Sarebbe un’altra mazzata per un settore già fortemente in crisi e con volumi di spedizione fortemente in calo da anni, proprio per lo spropositato aumento delle tariffe postali. Occorre, quindi, come primo, immediato atto, quello di impedire a Poste di richiedere i pretesi conguagli, e di sospendere ogni iniziativa modificativa delle tariffe, fino alla definizione della questione in oggetto. Ricordiamo che, nel Protocollo d’ “Intesa sugli interventi a sostegno dell’editoria” del 6 agosto 2013, firmato dalla PCM e gli editori, si prospetta l’impegno del Governo “a favorire, per il prossimo triennio, la prosecuzione dell’attuale regime tariffario concordato con Poste Italiane nella misura stabilita dal vigente decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, anche contemplando ulteriori alleggerimenti delle tariffe per le imprese editoriali minori e no- profit (lettera m.)”. Alleghiamo, a questa lettera, la lettera di Poste Italiane, una nota esplicativa dell’USPI e la bozza di un emendamento che potrebbe essere inserito nel primo provvedimento utile. Tutti gli Onorevoli componenti della Commissione da Lei presieduta riceveranno una lettera dello stesso tenore. Spero vivamente che questa situazione possa essere risolta con saggezza e alto senso dell’azione del Parlamento e per questo, chiediamo il Suo intervento, nel più breve tempo possibile, perché ogni giorno che passa la situazione peggiora. Quest’Unione è fin da ora pronta, se lo riterrà, ad essere audita da Lei e dalla Commissione. Sempre a disposizione per qualunque integrazione o chiarimento”.

Con ossequi, Avv. Francesco Saverio Vetere BOZZA DI EMENDAMENTO: (o INTERPRETAZIONE AUTENTICA) “All’articolo 1, comma 1, del Decreto Legge n.353/03 convertito e integrato dalla Legge n. 46 del 27/2/04, le parole “le imprese editrici di quotidiani e periodici iscritte al Registro degli operatori di comunicazione (ROC)” si intendono come “gli editori iscritti al Registro degli operatori di comunicazione (ROC)”. Pertanto, anche le associazioni senza fini di lucro non rientranti espressamente nella previsione del comma 3 del citato Decreto Legge 353/2003 accedono alle le tariffe per la spedizione postale individuate con decreto del Ministro dello sviluppo economico 21 ottobre 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 274 del 23 novembre 2010. Solo a tal fine, la sottoscrizione di singole quote associative equivale alla sottoscrizione di singoli abbonamenti, per il rispetto del limite del 50 per cento di spedizioni a titolo oneroso, direttamente dai destinatari, previsto dall’articolo 2, lettera b), del citato Decreto Legge 353/2003”. LA DECISIONE DI LOTTI Per le vie brevi, L’USPI ha saputo che il Sottosegretario Luca Lotti ha compreso e condiviso le preoccupazioni della nostra Unione riguardo il gravoso peso che l’iniziativa di Poste Italiane avrebbe avuto sul tutto il comparto, composto da centinaia di piccole associazioni che non avrebbero retto l’urto di tariffe postali più onerose e il pagamento dei rimborsi dal 2010. Lotti ha contattato i vertici di Poste Italiane e ha indicato il fermo di qualsiasi iniziativa, congelando, pertanto, sua la richiesta di rimborsi sia l’applicazione di tariffe di spedizione differenti da quelle già applicate al singolo editore. Nel frattempo, Lotti ha dato mandato al Dipartimento Editoria di prendere contatto con i funzionari di Poste Italiane per risolvere il problema sorto. RICHIESTA USPI E’ proprio questa la decisione di fondo. L’USPI sta premendo sul Governo affinché si arrivi ad una regolamentazione definitiva del settore. Con tariffe certe ed uguali per tutti gli editori, senza discriminazione alcuna, e tali da non massacrare un comparto già 6 5


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IVA AL 4% PER LA VENDITA DELL’EDITORIA LIBRARIA ELETTRONICA (EBOOK) 1

Forte il disappunto delle Associazioni di categoria, che hanno sottolineato la discriminazione per la mancata estensione ai quotidiani e periodici online e ai servizi delle agenzie di stampa del trattamento fiscale riservato agli e-book. Riportiamo, per tutte, il comunicato della FIEG: “Gli editori di giornali esprimono disappunto per la mancata estensione ai quotidiani e periodici online e ai servizi delle agenzie di stampa del trattamento fiscale riservato agli e-book. Bene hanno fatto Governo e Parlamento a prevedere nella Legge di stabilità l’Iva al 4% per gli e-book, sulla base della considerazione che un libro è sempre un libro, sia esso di carta o digitale. Non si capisce perché la stessa misura non sia stata prevista – nonostante le ripetute richieste – anche per i giornali, che sono tali, come i libri, a prescindere dal supporto. L’abbassamento dell’aliquota fiscale non sarebbe stata, peraltro, un’agevolazione a favore degli editori, ma a favore dei lettoriconsumatori e sarebbe andata quindi nella direzione dello sviluppo del settore digitale che gli editori stanno perseguendo con ingenti investimenti”. COSA POTRA’ SUCCEDERE L’Italia ora rischia l’apertura di una procedura di infrazione e addirittura di essere multata da Bruxelles. Già nel 2012 l’Unione europea aveva recapitato multe a Francia e Lussemburgo perché avevano ridotto eccessivamente la tassazione sugli ebook. La posizione dell’Ue, nello specifico, è di equiparare i libri in formato elettronico agli altri servizi digitali, e in quest’ottica una tassazione agevolata rappresenterebbe un aiuto di Stato al settore non consentito dalla legge.

Presiedendo, il 25 novembre scorso, il Consiglio formale in grandi difficoltà economiche, dei ministri della cultura, gio- 5 salvaguardando non solo il pluralismo ventù, istruzione e sport informativo, ma anche l’occupazione che dell’Unione Europea, ha sottoproduce. lineato: “I ministri hanno sottolineato l’importanza di promuovere la lettura come strumento per diffondere il sapere, incoraggiare la creatività, sostenere l’accesso alla cultura e la diversità culturale e sviluppare la consapevolezza dell’identità europea, affrontando il tema delle diverse condizioni applicate agli ebook e ai libri a stampa”. ALTRE MISURA RIGUARDANTI L’EDITORIA - RETE DI VENDITA Proroga della tracciabilità delle vendite e delle rese Comma 185: Per favorire l’attuazione del piano di modernizzazione della rete di distribuzione e vendita della stampa quotidiana e periodica, il termine previsto dall’articolo 4, comma 1, del decreto-legge 18 maggio 2012, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 luglio 2012, n. 103, a decorrere dal quale è obbligatorio assicurare la tracciabilità delle vendite e delle rese, è prorogato al 31 dicembre 2015. Il credito d’imposta previsto al medesimo comma 1 per sostenere l’adeguamento tecnologico degli operatori della rete è conseguente mente riconosciuto per l’anno 2015, a valere sulle risorse stanziate per tale finalità dal medesimo comma 1, come integrate dal comma 335 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147. - EMITTENZA RADIOTELEVISIVA LOCALE 20 milioni di euro Comma 194:

Dal 2015, inoltre, l’Iva sarà calcolata sulla base del Paese europeo in cui il libro viene venduto, e non acquistato, e di conseguenza sorgeranno nuovi problemi interpretativi per quelle società che hanno sede all’estero. Il Ministro per i beni culturali, Dario Franceschini è, però, ottimista. 6

LA PCM FRENA LE POSTE E CONGELA LE TARIFFE POSTALI

Per assicurare il sostegno all’emittenza radiotelevisiva locale, nonché per compensare le riduzioni effettuate nella misura di 80 milioni di euro nell’anno 2014 sulle relative risorse, è autorizzata la spesa di 20 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2015.

QUESTIONE MARGINALE Perché, ogni tanto, ricomincia a girare la voce che le Associazioni Onlus ed equiparate, per accedere alla “Tariffa ROC”, non devono avere alcuna pubblicità per conto terzi nella propria rivista? E’ una concezione vecchia, che risale al tempo in cui i no profit avevano, per legge, una tariffa molto inferiore a quella dei profit. Vecchia tesi, dicevamo, che, pur non essendo avallata da alcun riscontro normativo nella Legge 46/2004, è stata sostenuta da un’interpretazione dell’allora Capo dipartimento, Mauro Masi. A quel tempo, forse, aveva una ragion d’essere… Ora non più. Ora che le Onlus, gli enti religiosi, le associazioni di promozione sociale e quant’altri, per accedere alla “Tariffa ROC” devono iscriversi al Registro e scontano le stesse tariffe dei profit. Perché tale discriminazione? Sarà il momento di fare chiarezza anche su questo punto.

- AGENZIE DI STAMPA Presidenza del Consiglio Comma 321: A decorrere dal 1° gennaio 2015 le attività connesse all’acquisizione della produzione di servizi giornalistici e strumentali da parte di agenzie di stampa con rete di servizi esteri e alla loro diffusione all’estero sono svolte dalla Presidenza del Consiglio dei ministri tenendo conto delle esigenze e delle indicazioni del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Le risorse finanziarie già assegnate a tale scopo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale sono trasferite alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Notiziario USPI n° 12/2014


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L’USPI CONTRARIA ALLE LEGGI SPAGNOLA E TEDESCA 1

più in generale, alla precedente Legge tedesca – sull’obbligo per gli aggregatori di notizie di compensare gli editori per le news pubblicate sul proprio sito. Particolarmente assurda, secondo l’USPI, è l’obbligatorietà per gli editori, prevista dalla Legge spagnola, di ricevere una compensazione dagli aggregatori di notizie, anche per frammenti di notizie “non significanti”. L’USPI ritiene che Google news, e gli altri motori di ricerca, prestino un servizio alla piccola e media editoria, che altrimenti non avrebbe sufficiente visibilità. Impedire agli editori di disporre autonomamente del proprio prodotto andrebbe ad incidere profondamente sul pluralismo informativo. L’USPI sostiene che i rapporti tra aggregatori ed editori debbano essere regolati con reciproci e liberi accordi commerciali, a vantaggio di ambo le parti, e non con leggi calate dall’alto, sulla base di un principio di tutela degli editori falso e retrogrado, che mira a favorire solo la grande editoria, in realtà danneggiando anch’essa, e penalizzare fortemente quella piccola e media”. Questo il Comunicato Stampa diramato dall’ANSA il 12 dicembre scorso, in seguito alla notizia che la Spagna ha adottato la nuova legge sul copyright e Google ha chiuso il servizio news. A seguito della chiusura del servizio Google News in Spagna, il traffico web sui 50 siti di informazione ha subìto un calo tra il 10 ed il 15%. I più colpiti dalle decisioni di Mountain View, manco a dirlo, sono i siti delle testate più piccole. Ad analizzare i dati di questi primi due giorni di chiusura del servizio sono gli analisti di Chartbeat, come riporta il sito www.editoria.tv. La chiusura, come detto, è avvenuta in seguito della nuova legge spagnola sulla proprietà intellettuale che entrerà in vigore dal gennaio 2015. Tale legge impone agli aggregatori di notizie il pagamento di una tassa agli editori per la riproduzione o indicizzazione dei contenuti. Editori in cerca di contromosse Notiziario USPI n° 12/2014

Secondo il capo analista di Chartbeat, Josh Schwartz, i più colpiti dalla chiusura di Google News potrebbero essere i siti di piccoli editori, che beneficiavano della visibilità offerta dall’aggregatore di notizie. Le grandi testate on line, infatti, possono fare tranquillamente affidamento ad una “audience diretta”, ossia numerosi utenti che si collegano direttamente alla homepage del sito: il loro traffico rischia relativamente poco dalla chiusura di Google News. L’associazione spagnola degli editori di giornali è subito scesa in campo contro la chiusura chiedendo al governo di intervenire e modificare la tassa. Gli editori, inoltre, sembra stiano iniziando a pensare ad una possibile trattativa con Google, per trovare un accordo sul delicato tema del diritto d’autore on line. LA CASAGIT FA 40 ANNI Nel segno della mutualità e solidarietà tra giornalisti Quarantesimo anniversario per la Casagit (Cassa autonoma di assistenza integrativa dei giornalisti Italiani), garanzia di assistenza e di indipendenza: contributi secondo il reddito ma l’assistenza è fornita a tutti in egual misura La Casagit, dal 1974 ad oggi, è il punto di riferimento per l’assistenza integrativa dei giornalisti italiani. “40 anni insieme”: la festa è stata celebrata con una Tavola rotonda a Roma, presso il Teatro dei Dioscuri. “Troppa sanità fa male”, questo il titolo dell’appuntamento, cui hanno partecipato medici, ricercatori, amministratori pubblici, rappresentanti di Fondi e Casse sanitarie di categoria, oltre ai vertici di enti e istituti del mondo dei giornalisti italiani. L’evento ha celebrato e suggellato un percorso di condivisione e sostegno reciproco, costellato sì di conquiste ma anche di momenti difficili come quello attuale. Casagit resiste e fronteggia l’emergenza, sfruttando una politica che guarda al futuro. Casagit nacque nel momento del delicato passaggio dal sistema delle Mutue al Servizio sanitario nazionale, quando i giornalisti erano più forti economicamente di oggi. Tutto il lavoro svolto da 40 anni a questa parte va attualizzato affinché possa restare efficace per i giornalisti di oggi e di domani, anche se le condizioni generali del mercato del lavoro sono decisamente cambiate.

DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale” dei prodotti editoriali presso gli Archivi Nazionali (DPR 252/06), gli editori associati USPI possono effettuare la consegna in forma cumulativa delle copie diffuse: ENTRO IL MESE DI DICEMBRE Gli editori di: QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI e SETTIMANALI con sede principale in: LAZIO, ABRUZZO, MOLISE, CAMPANIA, PUGLIA, BASILICATA, CALABRIA, SICILIA, SARDEGNA sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite nel 3° trimestre dell’anno (luglio-settembre 2014). - Gli editori di periodici con cadenza superiore al settimanale nel mese di novembre non devono effettuare alcuna consegna. ENTRO IL MESE DI GENNAIO Gli editori con sede principale in VALLE D’AOSTA, PIEMONTE, LOMBARDIA, TRENTINO ALTO ADIGE, - che pubblicano QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e i relativi supplementi allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 4° trimestre dell’anno (ottobre-dicembre 2014); - che pubblicano QUATTRORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie dei periodici distribuite al pubblico nel 2° semestre dell’anno (lugliodicembre 2014). Ricordiamo la necessità di allegare a questa prima spedizione annuale un certificato di iscrizione all’USPI per l’anno 2015. Rammentiamo, infine, che per il deposito delle copie presso le Biblioteche regionali e provinciali la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni. GLI INDIRIZZI - Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Viale Castro Pretorio 105, 00185 Roma. - Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Via Tripoli 36/44, 50122 Firenze 7


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Discorso di Papa Bergoglio ai dirigenti, dipendenti e operatori della televisione TV 2000

Francesco: «i giornaListi ParLino con Franchezza e Libertà» Il Pontefice mette in guardia dalla disinformazione

dialogando dialogando Papa Francesco parla ai giornalisti, e bacchetta i “peccati dei media”. Nell’udienza con dirigenti e giornalisti di Tv2000, la tv della Conferenza Episcopale Italiana, Francesco ha messo in guardia i giornalisti da “disinformazione, calunnia e diffamazione”. Il Papa entra a gamba tesa nel rapporto tra media e cittadini nei giorni in cui la pubblicazione di atti giudiziari su Mafia Capitale e sui tragici fatti di Santa Croce Camerina hanno chiamato intellettuali e giornalisti ad interrogarsi sulla linea sottile che separa il diritto e dovere di cronaca e di essere informati dall’abuso. «Disinformazione più grave della calunnia» Il Papa ha individuato i tre principali peccati dei media, «ovvero la disinformazione, la calunnia e la diffamazione». Tra i tre peccati il Pontefice ha individuato quello che per lui ha maggiore gravità, la disinformazione: «spinge a dire la metà delle cose – ha precisato il Papa – e questo porta a non potersi fare un giudizio preciso sulla realtà». Al centro delle parole di Francesco, dunque, il ruolo pubblico del giornalista, che secondo il Pontefice dovrebbe essere attento a calibrare giuste dosi di cronaca e critica. La comunicazione autentica Il Papa ha anche elogiato quella che ha definito la comunicazione autentica, quella che secondo il Pontefice «non è preoccupata di “colpire”: l’alternanza tra allarmismo catastrofico e disimpegno consolatorio, due estremi che continuamente vediamo riproposti nella comunicazione odierna, non è un buon servizio che i media possono offrire alle persone». Bergoglio ha anche messo in guardia dal8

l’eccesso di slogan, « che non mette in moto in pensiero ma lo annulla». Nei giorni in cui sulle prime pagine delle più importanti testate nazionali si pubblicano atti di indagini delicate e talvolta tragiche – la mente va subito alla tremenda vicenda del piccolo ucciso in Sicilia. Il Papa mette in guardia dalle soluzioni affrettate.

invece siamo preoccupati di aspetti tattici – è il “tatticismo” – il nostro parlare sarà artefatto, e poco comunicativo, insipido, un parlare “da laboratorio”. E questo non comunica niente. La libertà è anche quella rispetto alle mode, ai luoghi comuni, alle formule preconfezionate, che alla fine annullano la capacità di comunicare.

Lunedì, 15 dicembre 2014

Risvegliare le parole: ogni parola ha dentro di sé una scintilla di fuoco, di vita. Risvegliare quella scintilla, perché venga fuori. Risvegliare le parole: ecco il primo compito del comunicatore.

“Cari fratelli e sorelle,

2. La comunicazione evita sia di “riempire” che di “chiudere”.

Aula Paolo VI

Vi do il benvenuto e vi ringrazio per la vostra calorosa accoglienza. Ringrazio il Presidente della Fondazione “Comunicazione e cultura” e il Direttore per i saluti che mi hanno rivolto. E saluto anche Lucio, che è all’ospedale. Voi lavorate per la Televisione della Chiesa italiana e proprio per questo siete chiamati a vivere con maggiore responsabilità il vostro servizio. A questo riguardo, vorrei condividere con voi tre pensieri che mi stanno particolarmente a cuore intorno al ruolo del comunicatore. 1. I media cattolici hanno una missione molto impegnativa nei confronti della comunicazione sociale: cercare di preservarla da tutto ciò che la stravolge e la piega ad altri fini. Spesso la comunicazione è stata sottomessa alla propaganda, alle ideologie, a fini politici o di controllo dell’economia e della tecnica. Ciò che fa bene alla comunicazione è in primo luogo la parresia, cioè il coraggio di parlare con franchezza e libertà. Se siamo veramente convinti di ciò che abbiamo da dire, le parole vengono. Se

Si “riempie” quando si tende a saturare la nostra percezione con un eccesso di slogan che, invece di mettere in moto il pensiero, lo annullano. Si “chiude” quando, invece di percorrere la via lunga della comprensione, si preferisce quella breve di presentare singole persone come se fossero in grado di risolvere tutti i problemi, o al contrario come capri espiatori, su cui scaricare ogni responsabilità. Correre subito alla soluzione, senza concedersi la fatica di rappresentare la complessità della vita reale, è un errore frequente dentro una comunicazione sempre più veloce e poco riflessiva. Aprire e non chiudere: ecco il secondo compito del comunicatore, che sarà tanto più fecondo quanto più si lascerà condurre dall’azione dello Spirito Santo, il solo capace di costruire unità e armonia. 3. Parlare alla persona tutta intera: ecco il terzo compito del comunicatore. Evitando quelli che, come ho già detto, sono i peccati dei media: la disinformazione, la calunnia e la diffamazione. Questi tre sono i peccati dei media. La disinformazione, in particolare, spinge a dire la metà delle cose, e questo porta a non Notiziario USPI n° 12/2014


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Risvegliare le parole, aprire e non chiudere, parlare a tutta la persona rende concreta quella cultura dell’incontro, oggi così necessaria in un contesto sempre più plurale.

potersi fare un giudizio preciso sulla realtà. Una comunicazione autentica non è preoccupata di “colpire”: l’alternanza tra allarmismo catastrofico e disimpegno consolatorio, due estremi che continuamente vediamo riproposti nella comunicazione odierna, non è un buon servizio che i media possono offrire alle persone. Occorre parlare alle persone intere: alla loro mente e al loro cuore, perché sappiano vedere oltre l’immediato, oltre un presente che rischia di essere smemorato e timoroso. Di questi tre peccati – la disinformazione, la calunnia e la diffamazione – la calunnia sembra sia il più grave, ma nella comunicazione il più grave è la disinformazione, perché ti porta a sbagliare, all’errore; ti porta a credere soltanto una parte della verità.

Con gli scontri non andiamo da nessuna parte. Fare una cultura dell’incontro. E questo è un bel lavoro per voi. Ciò richiede di essere disposti non soltanto a dare, ma anche a ricevere dagli altri. So che siete in una fase di ripensamento e riorganizzazione della vostra professionalità al servizio della Chiesa. Ringrazio tanto per il vostro lavoro, ringrazio voi per avere accettato questo lavoro. Vi incoraggio per questo e vi auguro buoni frutti. So anche che avete uno rapporto stabile con il Centro Televisivo Vaticano – per me è molto importante, questo – che vi permette di raccontare all’Italia il magistero e l’attività del Papa.

Vi ringrazio per quello che fate con competenza e amore al Vangelo. E vi ringrazio per lo sforzo di onestà, onestà professionale e onestà morale, che voi volete fare nel vostro lavoro. E’ una strada di onestà, quella che volete fare. Vi affido alla protezione della Madonna e di san Gabriele Arcangelo, il grande comunicatore: è stato il comunicatore più importante: ha comunicato la grande notizia! E, mentre vi chiedo di continuare a pregare per me, che ne ho bisogno, vi auguro un santo e felice Natale“. [Benedizione]

Aula Paolo VI, ex Sala Nervi

Notiziario fiscale - Notiziario fiscale - Notiziario fiscale - Notiziario fiscale INCENTIVI FISCALI PER IL FINANZIAMENTO DELLE STARTUP INNOVATIVE Pronta la versione inglese della Circolare n. 16/E, con i chiarimenti sulle nuove regole fiscali finalizzate a incoraggiare lo sviluppo e il finanziamento di startup innovative e incubatori certificati. Il testo completo è disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.it e sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico www.mise.gov.it. In particolare, obiettivo della normativa è supportare l’evoluzione di una nuova cultura imprenditoriale più orientata verso l’innovazione e promuovere l’attrazione di capitali esteri in Italia. Gli incentivi fiscali sono principalmente indirizzati a favorire entità legali e soggetti interessati alle startup innovative – come definite dal Decreto Legge n. 179/2012, convertito con Legge n. 221/2012 – e al loro finanziamento. I benefit per le startup innovative variano dall’esenzione dell’imposta di bollo e delle spese di registro a carico dell’azienda all’esclusione dalla disciplina anti-elusione Notiziario USPI n° 12/2014

sulle società di comodo. Riguardo gli investitori individuali, per il periodo 20132015, potranno detrarre dall’Irpef il 19% degli investimenti nel capitale delle startup innovative, con un limite massimo di 500mila euro per periodo d’imposta su cui calcolare la detrazione. Per le società che investono nel capitale delle startup innovative è prevista una deduzione del 20% degli investimenti, per una somma non superiore a 1.800.000 euro per ogni periodo d’imposta. La detrazione e la deduzione aumentano rispettivamente al 25% e al 27% per gli investimenti nel capitale delle startup innovative a vocazione sociale e di quelle che sviluppano e commercializzano prodotti e servizi ad alto valore tecnologico in campo energetico. Le startup innovative possono inoltre valersi d’un credito d’imposta pari al 35% delle spese sostenute per l’assunzione di personale altamente qualificato. ********** IL TRATTAMENTO FISCALE E CONTABILE DEGLI OMAGGI La diffusa consuetudine delle imprese e dei professionisti di distribuire gratuitamente

beni ai propri clienti, fornitori o dipendenti pone il problema di dare una precisa definizione ed un corretto inquadramento ai fini delle imposte dirette ed indirette delle operazioni riguardanti gli omaggi. Al fine di individuare il corretto trattamento, pertanto, è necessario identificare: a) la tipologia dei beni oggetto dell’omaggio, che possono essere beni acquisiti appositamente a tal fine o beni oggetto della attività di impresa del soggetto che cede l’omaggio; b) le caratteristiche del soggetto ricevente, a seconda che sia un dipendente, un cliente o un altro soggetto terzo rispetto all’impresa. Omaggi a soggetti terzi di beni che non rientrano nell’attività d’impresa. I costi sostenuti per l’acquisto di beni ceduti gratuitamente a terzi la cui produzione o il cui scambio non rientra nell’attività propria dell’impresa sono: 1) integralmente deducibili dal reddito di impresa nel periodo di sostenimento, se di valore unitario inferiore a 50 euro; 2) qualificati come spese di rap-

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presentanza e deducibili nel limite massimo ottenuto applicando ai ricavi della gestione caratteristica le percentuali previste a seconda del volume di ricavi dello 0,1%, 0,5% o 1,3%, se di valore unitario superiore a 50 euro. Sotto il profilo Iva, gli omaggi di beni acquisiti appositamente al fine di essere ceduti gratuitamente di valore imponibile inferiore ad 25,82 euro scontano la piena detrazione dell’imposta, mentre quelli di valore imponibile superiore a 25,82 euro sono caratterizzati dalla totale indetraibilità dell’Iva. Novità Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del cosiddetto D.Lgs. “Semplificazioni fiscali” è previsto l’innalzamento della soglia da 25,82 euro a 50,00 euro per la piena detrazione dell’imposta sul valore aggiunto sugli acquisti di omaggi non rientranti nell’oggetto dell’attività di impresa. Omaggi a soggetti terzi di beni che rientrano nell’attività d’impresa In taluni casi, ad essere destinati ad omaggio ai propri clienti o fornitori sono i beni che costituiscono il “prodotto” dell’azienda erogante o i beni che l’azienda commercializza. La precisa individuazione della documentazione relativa al bene omaggiato è tutt’altro che agevole e, quasi sempre, la successiva destinazione ad omaggio del bene richiede una rettifica delle scelte (in termini di classificazione contabile) originariamente operate. Dal punto di vista reddituale, tali beni acquistati o prodotti per la commercializzazione e successivamente destinati ad omaggio costituiscono spesa di rappresentanza, con la conseguenza che andrà cambiata la classificazione contabile degli stessi e andranno rispettate le regole già esposte per la deduzione dei costi (le medesime previste nel caso di omaggio di beni che non rientrano nell’attività di impresa). Dal punto di vista Iva, la cessione gratuita deve essere assoggettata ad imposta sulla base del prezzo di acquisto o, in mancanza, del prezzo di costo dei beni, determinato nel momento in cui si effettua la cessione gratuita. Omaggi a dipendenti di beni da parte dell’impresa Nel caso in cui i destinatari degli omaggi siano i dipendenti dell’impresa, il costo di acquisto di tali beni va classificato nella voce “spese per prestazioni di lavoro dipendente” e non nelle spese di rappresentanza; 10

pertanto, tali costi saranno interamente deducibili dalla base imponibile al fine delle imposte dirette, a prescindere dal fatto che il bene sia o meno oggetto di produzione e/o commercio da parte dell’impresa. Ai fini Iva, invece, nel caso di cessione gratuita a dipendenti di beni che non rientrano nell’attività propria dell’impresa, l’imposta per tali beni è indetraibile e la loro cessione gratuita è esclusa dal campo di applicazione dell’iva. L’acquisto e la successiva cessione gratuita di beni la cui produzione o il cui commercio rientra nell’attività propria dell’impresa segue il medesimo trattamento già commentato relativamente agli omaggi effettuati nei confronti di soggetti terzi (clienti, fornitori, etc.). Si ricorda che le erogazioni liberali in natura (sotto forma di beni o servizi o di buoni rappresentativi degli stessi) concesse ai singoli dipendenti costituiscono reddito di lavoro dipendente per questi ultimi se di importo superiore ad 258,23 euro nello stesso periodo d’imposta (se di importo complessivo inferiore ad 258,23 euro sono esenti da tassazione). Pertanto, il superamento per il singolo dipendente della franchigia di 258,23 euro comporterà la ripresa a tassazione di tutti i benefits (compresi gli omaggi) erogati da parte del datore di lavoro. Omaggi erogati dagli esercenti arti e professioni I professionisti e gli studi associati che acquistano beni per cederli a titolo di omaggio devono distinguere il trattamento fiscale in relazione al fatto che gli stessi vengano donati a clienti o a dipendenti. Nell’ambito del reddito di natura professionale, il trattamento degli omaggi risulta certamente più semplice, in quanto ci si trova sempre e comunque nella categoria di beni che non fanno parte dell’attività propria dell’impresa. ********** DAL 1° GENNAIO OBBLIGO DEL PAGAMENTO TELEMATICO DELL’IMPOSTA DI BOLLO L’ Agenzia delle Entrate ha approvato, con il provvedimento direttoriale n. 146313/2014, il modello per la dichiarazione dell’imposta di bollo assolta in modo virtuale con le relative istruzioni e le specifiche tecniche per la trasmissione telematica. Tale modello dovrà essere utilizzato a par-

tire dal 1° gennaio 2015 da parte dei soggetti autorizzati all’assolvimento dell’imposta di bollo in modalità virtuale (istituti di credito, intermediari assicurativi, Poste italiane, società ed enti finanziari) per presentare la dichiarazione con l’indicazione del numero degli atti e dei documenti emessi nell’anno precedente. Il modello andrà trasmesso all’Agenzia delle Entrate per via telematica, utilizzando i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia stessa. L’obbligo di indicazione degli atti “distinti per voce di tariffa” e di dichiarazione, a pena di nullità, su modello conforme a quello approvato con provvedimento dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate è stato introdotto dall’art. 1, comma 597, legge n. 147/2013 (Legge di Stabilità 2014) che ha modificato l’art. 15, comma 5, D.P.R. n. 642/1972. Il modello approvato dall’Agenzia delle Entrate si compone di: • frontespizio contenente l’informativa sul trattamento dei dati personali e dati generali, tra cui gli estremi dell’autorizzazione al pagamento in modo virtuale dell’imposta di bollo e l’impegno alla presentazione telematica; • quadro A “Atti e documenti soggetti a imposta fissa” per i quali è ammesso il pagamento in modo virtuale; • quadro B “Atti e documenti soggetti a imposta proporzionale” per i quali è ammesso il pagamento in modo virtuale; • quadro C “Versamenti effettuati” relativi alla liquidazione provvisoria per l’anno di riferimento della dichiarazione; • quadro D “Riepilogo imposta da dichiarazione” che fornisce uno schema riepilogativo di quanto dichiarato dal contribuente. Copia del modello è disponibile gratuitamente sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate e può essere utilizzato e stampato nel rispetto delle caratteristiche tecniche contenute nell’Allegato A del provvedimento direttoriale n. 146313/2014. L’adempimento ha come termine di scadenza la fine di gennaio di ciascun anno successivo al periodo d’imposta di riferimento, ma è previsto un periodo transitorio fino al 31 dicembre 2015, durante il quale in caso di rinuncia all’autorizzazione le dichiarazioni devono essere presentate in formato cartaceo presso l’ufficio territoriale competente. Notiziario USPI n° 12/2014


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Notizie dall’Inpgi - Notizie dall’Inpgi - Notizie dall’Inpgi - Notizie dall’Inpgi SERVIZIO ENTRATE CONTRIBUTIVE

Circolare n. 7 del 27/11/2014 OGGETTO: Art. 1 bis del D.L. 24/06/2014 n. 90 Rifinanziamento dell’accesso alla pensione di vecchiaia anticipata per i giornalisti. L’art. 1 bis del D.L. 24 giugno 2014, n. 90, inserito in sede di conversione in legge 11 agosto 2014, n. 114 - che ha rifinanziato l’accesso alla pensione anticipata dei giornalisti ex art. 37 della legge n. 416/81 - ha disposto che i trattamenti in questione sono erogati a condizione che le aziende interessate prevedano, anche mediante integrazione dei piani di ristrutturazione o riorganizzazione aziendale già presentati, la contestuale assunzione di personale giornalistico in possesso di competenze professionali coerenti con la realizzazione dei programmi di rilancio e sviluppo aziendale, nel rapporto minimo di un’assunzione a tempo indeterminato ogni tre prepensionamenti. Tale condizione non si applica alle imprese i cui accordi prevedano un massimo di cinque prepensionamenti. Come chiarito in sede ministeriale (riunione del 23 settembre 2014), “l’assunzione di ciascun nuovo giornalista dovrà realizzarsi all’atto del perfezionamento del terzo prepensionamento. A tal fine saranno considerate valide anche le assunzioni effettuate successivamente alla sottoscrizione del verbale di accordo governativo e precedentemente al Decreto di autorizzazione della Direzione generale ammortizzatori sociali e incentivi all’occupazione, qualora tali assunzioni siano collegate al piano aziendale presentato. L’INPGI effettuerà il monitoraggio relativo all’obbligo di assunzione da parte delle aziende e darà tempestiva comunicazione ai competenti Uffici ministeriali delle eventuali risultanze negative dell’adempimento di tale obbligo. La mancata assunzione comporterà la revoca dei tre prepensionamenti alla stessa collegati. Con riguardo a tale eventualità, le Aziende, in sede di sottoscrizione del verbale governativo di cui all’art. 37, comma 1, lettera b) della legge n. 416/81 e successive modificazioni ed integrazioni, dovranno impegnarsi a riassumere i lavoratori il cui prepensionamento fosse revocato”. Il monitoraggio del predetto obbligo di assunzione è, quindi, demandato all’INPGI. A tal fine, le aziende per le quali è stata accertata dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale la condizione di riorganizzazione in presenza di crisi aziendale e per le quali è stata concessa l’erogazione Notiziario USPI n° 12/2014

della CIGS e la possibilità di pensionamento anticipato per un numero di giornalisti superiore a 5 unità - nell’arco del periodo indicato nel decreto di concessione - sono tenute a segnalare all’Istituto, per ogni tre prepensionamenti, l’avvenuta assunzione di un nuovo giornalista. La segnalazione dovrà essere effettuata indicando nella denuncia contributiva (procedura DASM) riferita al mese di assunzione lo status di “attivo DL 90/2014” e l’evento “assunto DL 90/2014” con la relativa data. Tale status dovrà essere indicato soltanto nella prima denuncia mensile e convertito in “attivo” a decorrere dalla denuncia contributiva riferita al periodo di paga successivo al mese in cui è avvenuta l’assunzione. La stessa causale dovrà essere indicata, a margine della qualifica contrattuale, nel modulo cartaceo “ISCRGIO”, che dovrà essere tempestivamente inoltrato all’istituto (anche a mezzo fax 06-8578264), comunque non oltre il terzo prepensionamento. Il predetto modello cartaceo dovrà essere corredato da una attestazione dell’azienda in cui siano indicati i tre prepensionamenti collegati all’assunzione. Le aziende che avessero già ottemperato a tali assunzioni nel periodo precedente il 31 ottobre 2014, non avendo indicato il nuovo status nel DASM, dovranno darne comunicazione scritta all’Istituto, indicando i nominativi dei giornalisti assunti, gli estremi del contratto di assunzione ed i tre prepensionamenti collegati. AGGIORNAMENTI DASM

PROCEDURA

Ai fini dell’utilizzo della procedura DASM (denuncia contributiva mensile) è necessario procedere all’aggiornamento del software. Gli aggiornamenti - versione 5.1.9 - saranno disponibili nella sezione “notizie per le aziende” del sito internet dell’Istituto www.inpgi.it in tempo utile per la denuncia riferita al mese di novembre 2014 e comunque non oltre la prima settimana di dicembre p.v. Sono interessate al suddetto aggiornamento tutte le aziende iscritte che rientrano nel campo di applicazione della Cigs (aziende editrici di giornali quotidiani, periodici e le agenzia di stampa a carattere nazionale) e che siano tenute all’obbligo di assunzione di cui all’art. 1/bis del D.L. n.90/2014. ************ SERVIZIO ENTRATE CONTRIBUTIVE

Circolare n. 8 del 3/12/2014 OGGETTO: Rinnovo CNLG Ingresso.

–

Retribuzione

di

Le parti firmatarie del CCNL giornalistico (FIEG e FNSI), con accordo del 24 giugno 2014, in fase di rinnovazione del contratto nazionale di lavoro giornalistico, per le assunzioni effettuate nel periodo 1/10/2014 – 30/09/2017 (36 mesi), hanno definito un particolare regime retributivo di ingresso. Tale disposizione contrattuale prevede che le aziende che non abbiano proceduto nei 12 mesi precedenti al licenziamento di personale giornalistico, fatta eccezione per il licenziamento per giusta causa o per raggiunti limiti di età, avente le medesime qualifiche dei giornalisti da contrattualizzare, possano assumere giornalisti che non siano stati titolari di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato nella stessa azienda nei precedenti 5 anni, applicando il trattamento economico e normativo previsto dal CCNL giornalistico con esclusione di ogni altro trattamento integrativo aziendale. Ferma restando tale esclusione, agli stessi giornalisti troverà applicazione la seguente retribuzione di ingresso: 1. nei casi di assunzione con la qualifica di redattore a tempo determinato o indeterminato di giornalisti – in possesso di anzianità professionale di oltre 30 mesi – che risultino disoccupati (iscritti all’INPGI ma che non abbiano un rapporto di lavoro subordinato in essere), inoccupati, o titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, il trattamento economico e normativo è quello previsto per il redattore con meno di 30 mesi di anzianità professionale, per la durata di 36 mesi. Al termine dei 36 mesi sarà poi applicato il trattamento previsto per il redattore con più di 30 mesi di anzianità professionale; 2. nei casi di assunzione con la qualifica di redattore a tempo determinato o indeterminato di giornalisti – in possesso di anzianità professionale inferiore ai 30 mesi – che risultino disoccupati (iscritti all’INPGI ma che non abbiano un rapporto di lavoro subordinato in essere), inoccupati, o titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, il trattamento economico e normativo è quello previsto per il redattore con meno di 30 mesi di anzianità professionale per la durata di 36 mesi, fatta eccezione del minimo tabellare che sarà quello relativo al praticante con più di 12 mesi di servizio maggiorato del 18%. 12 11


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Notizie dall’Inpgi - Notizie dall’Inpgi - Notizie dall’Inpgi - Notizie dall’Inpgi 11

Al termine dei 36 mesi sarà poi applicato il trattamento previsto per il redattore con più di 30 mesi di anzianità professionale. Le predette condizioni retributive di ingresso avranno, quindi, la durata di 36 mesi decorrenti dal momento dell’assunzione, per le assunzioni effettuate dal 1 ottobre 2014 al 30 settembre 2017. Ai fini degli adempimenti contributivi nei confronti dell’INPGI, i datori di lavoro interessati – oltre ad indicare l’applicazione delle retribuzioni di ingresso nella lettera/contratto di assunzione (da trasmettere in copia all’INPGI) - nel modello ISCR/GIO, a margine della qualifica contrattuale, dovranno riportare la dicitura “Retribuzione di ingresso”. Al predetto modello dovrà essere allegata una dichiarazione del datore di lavoro in cui sia attestato che “nei 12 mesi precedenti l’assunzione, fatta eccezione per eventuali licenziamenti per giusta causa o per raggiunti limiti di età, non si è proceduto al licenziamento di personale giornalistico con qualifica di redattore”. Al fine di consentire all’Istituto la verifica del rispetto dei minimi retributivi imponibili di cui all’art. 1, comma 1, del Decreto legge n. 338/1989, come convertito in legge n. 389/1989, è necessario che in fase di denuncia contributiva mensile (procedura DASM) siano attribuite – a seconda dei casi – le seguenti qualifiche contrattuali:

VEDI TABELLA B (*) nella descrizione delle qualifiche, C.T. evidenzia il “contratto a termine” e P.T. il part time. La predetta qualifica dovrà, ovviamente, essere sostituita a cura del datore di lavoro allo scadere del 36° mese di applicazione. Si evidenzia, infine, che le assunzioni di cui sopra sono compatibili con l’attribuzione di eventuali agevolazioni contributive previste dalla vigente normativa. In tal caso, la qualifica da attribuire in fase di denuncia contributiva (DASM) sarà comunicata dall’INPGI nel provvedimento di autorizzazione agli sgravi contributivi. AGGIORNAMENTI DASM

PROCEDURA

Ai fini dell’utilizzo delle suddette qualifiche nella procedura DASM (denuncia contributiva mensile) è necessario procedere all’aggiornamento del software. Gli aggiornamenti - versione 5.1.9 - saranno disponibili nella sezione “notizie per le aziende” del sito internet dell’Istituto www.inpgi.it in tempo utile per la denuncia riferita al mese di novembre 2014 (scadenza 16/12/2014). IL DIRIGENTE Augusto Moriga **********

VEDI TABELLA A

IN VIGORE IL REGIME DELLE AGEVOLAZIONI PER LE NUOVE ASSUNZIONI DI GIORNALISTI

(*) nella descrizione delle qualifiche, C.T. evidenzia il “contratto a termine” e P.T. il part time.

Previsto dal DPCM 30 settembre 2014 – Riguarda le assunzioni tra il 30/09/2014 ed il 31/12/2014

B)

Il Consiglio di amministrazione dell’ Inpgi,

A) dal mese di ottobre 2014:

dal mese di maggio 2015:

A) dal mese di ottobre 2014 Qualifica

Descrizione (*)

Tabellare

Maggiorazione Contingenza tabellare del 18%

EDR

ha recepito le osservazioni formulate dai Ministeri vigilanti sulla delibera che concede sgravi contributivi alle aziende editrici che assumono giornalisti, in aderenza ai contenuti del DPCM 30 settembre 2014 attuativo dell’articolo 1, comma 261, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 che ha istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri il “Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria”, che tra le varie misure ha contemplato quella di promozione dell’occupazione giornalistica. Il provvedimento in questione prevede il riconoscimento, nei limiti dello stanziamento del Fondo straordinario per l’anno 2014, pari a 11 milioni di euro, alle imprese editoriali che abbiano assunto - nel periodo intercorrente tra il 30/09/2014 ed il 31/12/2014 - con contratto di lavoro subordinato giornalisti in possesso di specifiche competenze professionali nel campo dei nuovi media, la concessione, per 36 mesi, della riduzione dell’intera quota del contributo IVS a loro carico dovuta all’ Inpgi in caso di assunzione a tempo indeterminato e della riduzione nella misura del 50% in caso di assunzioni a tempo determinato. L’agevolazione prevista per i contratti a termine, sarà revocata qualora il datore di lavoro non proceda alla trasformazione in rapporto di lavoro a tempo indeterminato di una quota pari almeno al 20% dei rapporti a termine instaurati ed oggetto di sgravio contributivo, determinata al netto dei contratti per sostituzione. Tali agevolazioni potranno essere riconosciute anche negli anni 2015 e 2016, nei limiti dei fondi annualmente stanziati con apposito DPCM. SERVIZIO ENTRATE CONTRIBUTIVE

Circolare n. 9 del 10/12/2014 OGGETTO: Regime delle agevolazioni MINIMO per le nuove assunzioni di retributivo giornalisti previsto dal DPCM 30 settembre 2014. 2.152,49

2050

Red. Ordinario Retrib. Ingresso

1.551,61

555,88

45,00

2051

Red. Ordinario C.T. - Retrib. Ingresso

1.551,61

555,88

45,00

2.152,49

2052

Red. Ordinario P.T. - Retrib. Ingresso

1.551,61

555,88

45,00

2.152,49

2055

Red. - 30 mesi Retrib. Ingresso

1.244,38

223,99

555,88

45,00

2.069,25

2056

Red. - 30 mesi C.T. - Retrib. Ingresso

1.244,38

223,99

555,88

45,00

2.069,25

2057

Red. - 30 mesi P.T. - Retrib. Ingresso

1.244,38

223,99

555,88

45,00

2.069,25

12

In base a quanto previsto dall’art. 1, comma 261, della Legge n. 147/2013 (Legge di Stabilità 2014), che ha istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, il «Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria», è stato emanato in data 30 settembre 2014 il Decreto della Presidenza del Notiziario USPI n° 12/2014


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Notizie dall’Inpgi - Notizie dall’Inpgi - Notizie dall’Inpgi - Notizie dall’Inpgi Consiglio dei Ministri, pubblicato nella G.U. n. 258 del 6 novembre u.s. Il predetto decreto disciplina i criteri e le modalità di concessione ed erogazione, per l’anno 2014, delle risorse del Fondo, per un ammontare complessivo pari a 20.918.394 euro, ripartiti nelle varie misure, per gli interventi operanti nei seguenti ambiti: a) incentivi agli investimenti in innovazione tecnologica e digitale; b) incentivi all’assunzione di giornalisti (per un importo di 11 milioni); c) parziale finanziamento degli ammortizzatori sociali erogati in favore dei giornalisti. In particolare, l’art. 4 del decreto - tenuto conto di quanto concordato dalle Parti Sociali nella rinnovazione del CNLG dello scorso giugno, e degli impegni assunti da Governo, INPGI e Parti Sociali nel Protocollo d’intesa siglato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri in data 25 giugno 2014 - disciplina le “misure di promozione dell’occupazione giornalistica”. Il decreto, per l’applicazione di tali misure agevolative, prevede l’adozione di una apposita delibera dell’INPGI. II DPCM disciplina il fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria per il triennio 2014-2016; tuttavia, provvede al finanziamento per gli istituti regolamentati (incentivi agli investimenti in innovazione tecnologica e digitale, incentivi per l’assunzione di giornalisti e parziale finanziamento degli ammortizzatori sociali di settore) solo per l’anno 2014. Per la regolamentazione degli stessi istituti per gli anni 2015 e 2016 dovranno essere emanati appositi decreti.

Regime delle agevolazioni contributive Per quanto riguarda le misure di incentivazione dell’occupazione giornalistica, l’art. 4 del DPCM definisce l’entità delle agevolazioni contributive da riconoscere alle imprese editoriali che assumano con contratto di lavoro subordinato, a tempo indeterminato o determinato, giornalisti (professionisti, pubblicisti e praticanti) “in possesso di specifiche competenze professionali nel campo dei nuovi media”, demandando l’operatività di tale regime di sgravi ad una apposita delibera dell’INPGI. Il Consiglio di Amministrazione dell’INPGI, con atto del 25 settembre 2014, n. 50, ha disciplinato la concessione degli sgravi contributivi di cui al DPCM in oggetto. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze - con nota ministeriale n. MA004.A007.11433.PG-L67 del 10/12/2014 ha approvato la predetta delibera. La delibera adottata dall’INPGI, coerentemente con il DPCM 30 settembre 2014, riconosce la concessione delle agevolazioni contributive - per la durata di 36 mesi - ai datori di lavoro che assumano nel periodo compreso fra la data di adozione del DPCM (30 settembre 2014) e il 31 dicembre 2014 giornalisti con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato (compresi i rapporti di lavoro ex artt. 2, 12 e 36 del CNLG), in misura pari all’intera quota del contributo I.V.S. a loro carico dovuto all’Inpgi in relazione al rapporto di lavoro instaurato. L’agevolazione contributiva è invece ridotta al 50% della quota del contributo I.V.S. a carico del datore di lavoro - e nel limite

B) dal mese di maggio 2015: Maggiorazione Contingenza tabellare del 18%

massimo di 36 mesi - per le assunzioni con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato avviate dal 30 settembre 2014. In caso di successiva trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, il datore di lavoro beneficerà dell’agevolazione dell’intera quota di I.V.S., nei limiti di 36 mesi complessivi, compreso il periodo del precedente rapporto a tempo determinato. L’agevolazione contributiva sarà revocata con obbligo di versamento delle relative differenze contributive riferite ai rapporti di lavoro non trasformati - qualora il datore di lavoro, entro la data di cessazione di tali rapporti di lavoro avviati nel corso del 2014, non proceda alla trasformazione a tempo indeterminato di una quota pari almeno al 20% dei rapporti a termine instaurati ed oggetto di sgravio contributivo, determinata al netto dei contratti per sostituzione. I rapporti di lavoro a tempo determinato eventualmente avviati prima della adozione del DPCM e trasformati in rapporti di lavoro a tempo indeterminato dopo il 30 settembre 2014, a richiesta, saranno soggetti per 36 mesi agli sgravi contributivi previsti per le nuove assunzioni a tempo indeterminato. Le agevolazioni contributive riferite alle assunzioni a tempo indeterminato, se non determinate dalla trasformazione di precedenti rapporti di lavoro a tempo determinato, saranno concesse a condizione che le assunzioni risultino incrementali rispetto alla media dei giornalisti occupati con rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato presso l’impresa nei dodici mesi antecedenti l’assunzione, calcolata al netto dei rapporti a tempo determinato e dei casi di dimissioni volontarie, di licenziamento per raggiunti limiti di età e/o per giusta causa.

MINIMO retributivo

2050

Red. Ordinario Retrib. Ingresso

1.551,61

555,88 90,00

2051

Red. Ordinario C.T. - Retrib. Ingresso

1.551,61

555,88 90,00

2052

Red. Ordinario P.T. - Retrib. Ingresso

1.551,61

555,88 90,00

Tutte le agevolazioni contributive sono, invece, subordinate alla condizione che il 2.197,49 datore di lavoro, ai sensi dell’articolo 1, comma 1175, 2.197,49 della Legge n. 296/2006, risulti in uno stato di regola2.197,49 rità contributiva.

2055

Red. - 30 mesi Retrib. Ingresso

1.244,38

223,99

555,88 90,00

2.114,25 Le assunzioni effettuate dal

2056

Red. - 30 mesi C.T. - Retrib. Ingresso

1.244,38

223,99

555,88 90,00

2.114,25 comunque

2057

Red. - 30 mesi P.T. - Retrib. Ingresso

1.244,38

223,99

555,88 90,00

Qualifica

Descrizione (*)

Tabellare

EDR

30

(*) nella descrizione delle qualifiche, C.T. evidenzia il “contratto a termine” e P.T. il part time.

Notiziario USPI n° 12/2014

settembre

2014, e entro il 31/12/2014, potranno essere 2.114,25 oggetto di sgravio contributivo retroattivamente a decorrere dalla data di assunzione e/o 15 13


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AL VIA LA III EDIZIONE DEL PREMIO GIORNALISTICO O.MA.R. DEDICATO ALLE MALATTIE E I TUMORI RARI Roma, 28 novembre 2014 – E’ ufficialmente aperta la III Edizione del Premio Giornalistico OMaR dedicato alle malattie e ai tumori rari, promosso da Osservatorio Malattie Rare in partnership con Telethon, Orphanet, Centro Nazionale Malattie Rare - ISS e Uniamo FIMR Onlus. Da oggi è infatti possibile inviare, seguendo le modalità indicate nel bando pubblicato integralmente sul sito www.premiomalattierare.it, le candidature di articoli e servizi audio video editi nel corso dell’anno 2014. Un pronto patrocinio è arrivato da Eurordis – la Federazione europea delle associazioni pazienti, e dall’Ordine dei Giornalisti (ODG), la Federazione della Stampa (FNSI), l’Associazione Stampa Romana (ASR), la Federazione Italiana Editori di Giornali (FIEG), l’Associazione Stampa Medica Italiana (ASMI), l’Unione stampa periodica italiana (USPI), e l’Associazione Nazionale della Stampa On Line (ANSO). Come nelle passate edizioni oltre ai due Premi Assoluti (stampa/web ed Audio/Video) è prevista anche l’assegnazione di Premi Speciali dedicati a tematiche particolari ed offerti da specifici sponsor. Al momento i premi speciali già previsti sono relativi agli argomenti “Tumori Rari” e “Malattie Rare e continuità assistenziale”, ma a breve se ne potrebbero aggiungere di nuovi: di ogni novità verrà data tempestiva comunicazione nel sito di riferimento. Come già nella precedente edizione anche quest’anno sarà possibile segnalare, per l’assegnazione delle Menzioni Speciali, anche tesi scolastiche sulle malattie rare; house organ di associazioni, URP, IRCCS e altri Enti di Ricerca e Cura; specifiche campagne di informazione o pubblicitarie non commerciali; video informativi (sono esclusi i servizi video giornalistici); libri e opuscoli ed altri veicoli di informazione e sensibilizzazione dedicati al tema delle malattie e dei tumori rari. I Premi giornalistici Assoluti e Speciali, in linea con gli obiettivi principali dell’iniziativa, sono riservati ad articoli e servizi giornalistici in lingua italiana pubblicati su testate regolarmente registrate presso il Tribunale competente, ad esclusione delle pubblicazioni che fanno capo agli organizzatori del Premio, oltre che, ovviamente, articoli o servizi a firma dei membri della Giuria. Per concorrere, saranno ritenuti idonei articoli pubblicati e servizi andati in onda tra il 1° gennaio 2014 e il 31 dicembre 2014. Il termine per l’invio è fissato alla mezzanotte del 25 gennaio 2015, salvo eventuali proroghe. Le Menzioni Speciali, che potranno essere segnalate da parte di istituti scolastici, associazioni di pazienti, docenti universitari o cittadini, verranno attribuite a discrezione degli organizzatori. Il regolamento e le modalità di partecipazione sono consultabili sul sito www.premiomalattierare.it, dove verrà data pubblicità di qualsiasi ulteriore premio o proroga. Il Premio Giornalistico OMaR, in questi anni, ha contribuito in modo significativo a promuovere presso i media una migliore sensibilità ai diversi aspetti delle malattie rare e un approccio alla comunicazione in risonanza con le molteplici problematiche vissute dai pazienti.


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Notizie dall’Inpgi - Notizie dall’Inpgi - Notizie dall’Inpgi - Notizie dall’Inpgi trasformazione del contratto di lavoro a tempo indeterminato.

eventualmente introdotte successivamente alla data del 30 settembre 2014.

Si fa presente che il DPCM, all’art. 6, definisce le condizioni generali di accesso ai finanziamenti e ai benefici di natura economica erogati dal fondo - fra le quali anche le agevolazioni contributive per le nuove assunzioni - stabilendo che tali finanziamenti sono preclusi nei confronti delle aziende presso le quali si verifichi almeno una delle seguenti fattispecie:

Si precisa che possono beneficiare delle agevolazioni contributive in questione soltanto le «Imprese editoriali», come definite dall’art. 1 del DPCM in oggetto, e quindi: “le imprese operanti nel settore dell’editoria e dell’informazione che editano libri e pubblicazioni giornalistiche, anche in via telematica, a carattere quotidiano o periodico, le agenzie di stampa a carattere nazionale o locale, le imprese esercenti attività di emittenza radiotelevisiva nazionale o locale che diffondono servizi e programmi di informazione giornalistica, nonché le imprese che ad esse forniscono prodotti giornalistici”.

a. la mancata iscrizione nell’elenco di cui all’art. 2, comma 3, lett. b) della legge 31 dicembre 2012, n. 233, per un periodo superiore a sei mesi e fino all’eventuale successiva iscrizione nel predetto elenco; b. l’introduzione dalla data di emanazione del presente decreto e per la durata delle misure finanziate, di bonus, stock option ed ogni altra forma di premio non strettamente legato alla dinamica retributiva contrattualmente stabilita, e collegata a risparmi sul costo del lavoro giornalistico, in favore dei dirigenti delle imprese editoriali che accedono agli ammortizzatori sociali. Per quanto attiene alla fattispecie di cui alla lettera a), si evidenzia che l’elenco richiamato al momento non è ancora stato compilato da parte della Commissione per l’Equo Compenso, di cui alla richiamata L. 233/2012, per cui al momento tale condizione preclusiva non è ancora operativa. Per quanto riguarda la preclusione di cui alla lettera b), si fa riserva di successivi chiarimenti in ordine alla precisa portata della norma, fermo restando che la limitazione riguarda esclusivamente le misure

u

La rassegna stampa tempestiva e affidabile

Le agevolazioni contributive di cui al più volte citato DPCM 30 settembre 2014 non potranno essere, quindi, concesse agli Enti e/o Amministrazioni Pubbliche ed a quei datori di lavoro la cui attività esula da quella editoriale, come sopra definita. I benefici contributivi saranno attribuiti entro l’importo stanziato annualmente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e, comunque, nel rispetto del limite massimo di aiuti di stato previsto dal Regolamento (CE) n. 1998/2006 del 15 dicembre 2006 (pubblicato sulla G.U.U.E. n. 379 del 28.12.2006), sugli aiuti di importanza minore (“de minimis”). Per quanto sopra, le imprese che a far data dal 30 settembre 2014 (data di adozione del DPCM) avessero già assunto giornalisti con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato o a tempo determinato, ovvero che abbiano proceduto alla trasformazio-

ne in contratto a tempo indeterminato di rapporti di lavoro a termine già in essere, potranno inoltrare all’INPGI – tempestivamente e comunque entro e non oltre 30 giorni dalla data della presente circolare domanda di attribuzione delle agevolazioni contributive e/o di revisione di quelle eventualmente già concesse in base a diversa normativa. A tal fine, dovrà essere utilizzato il modello SGRV.1, disponibile nella sezione modulistica del sito internet dell’Istituto. Nei casi di assunzione con contratto a termine, nel modello ISCR/GIO (e/o nella lettera di assunzione), a margine della qualifica attribuita, il datore di lavoro dovrà indicare se trattasi o meno di assunzione in sostituzione di giornalisti assenti dal lavoro (maternità, aspettativa, ferie, ecc.). Le aziende interessate, una volta autorizzate dall’Inpgi ad operare lo sgravio contributivo, potranno recuperare gli importi arretrati spettanti in compensazione con eventuali partite a debito ovvero chiedere il rimborso degli stessi. Si comunica, infine, che nel provvedimento di autorizzazione allo sgravio l’Istituto indicherà i codici di qualifica da inserire nella denuncia contributiva mensile (DASM) ai fini del calcolo della esatta contribuzione dovuta. IL DIRIGENTE Augusto Moriga

Modulistica allegata: http://www.inpgi.it/?q=node/1325

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La rassegna passata in rassegna

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L’inserzione sopra riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art.3, terzo comma, del DPR 26/10/72 n.633

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I FEDELISSIMI USPI 30 anni fa nasceva “IL CITTADINO”, mensile di Tivoli e della Valle d e l l ’ A n i e n e

La locandina

Tavolo dei relatori Il 12 dicembre scorso, presso le Scuderie Estensi di Tivoli, “il Cittadino”, associato USPI fin dalla nascita, ha festeggiato i 30 anni di vita. Per l’occasione il direttore, Alessandro Piervenanzi, ha organizzato un Convegno dal titolo “Il Cittadino e il suo territorio: trent’anni di trasformazioni. Fare informazione in un mondo capovolto”, insieme ad una mostra fotografica che ripercorre le trasformazioni del tessuto urbano della città, negli ultimi trent’anni. L’incontro, svoltosi davanti ad una numerosa ed attenta platea, è stato motivo anche per

NOTIzIARIO Uspi Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Via della Navigazione Interna, 89 35027 Noventa Padovana (PD)

La copertina

Lino Piervenanzi

ricordare Lino Piervenanzi, padre di Alessandro, fondatore e storico direttore del giornale, venuto a mancare lo scorso anno. Ha fatto gli onori di casa Alessandro Piervenanzi. Per l’USPI è intervenuto il nostro direttore, Vittorio Volpi. In qualità di relatori hanno partecipato: Roberto Mostarda, Fabrizio Garofoli. Alla conduzione dell’incontro, Anna Laura Consalvi. Racconta interlandweb.it: “RISPETTO e affetto. Un’atmosfera desueta per i tempi che corrono. Così il Cittadino ha celebrato i 30 anni di vita. Per un periodico locale, che scelse sin dalla nascita di far perno su

Tivoli, trent’anni sono tanti, un’enormità. Ancor più se si riflette sul circoscritto ambito territoriale. In apertura, l’introduzione di un emozionato Alessandro, curatore del Cittadino dopo la morte del padre, il fondatore Lino Piervenanzi. La cui presenza è risultata costante, immateriale comunque fisica quasi, tanti i riferimenti alla persona e all’opera. Con una sottolineatura apparsa molto particolare: il Cittadino continua a essere presente nelle edicole perché è la “famiglia Piervenanzi” a volerlo e a sostenerlo. La “famiglia”.

CONVENZIONE USPI-SDA EXPRESS COURIER RINNOVATA LA CONVENZIONE TRA USPI E SDA EXPRESS COURIER PER LA SPEDIZIONE DI PACCHI, A CONDIZIONI VANTAGGIOSE, RISERVATE AGLI ASSOCIATI ALLA NOSTRA UNIONE. NUOVI SERVIZI ACCESSORI. TUTTE LE INFORMAZIONI SU www.USPI.IT, SEZIONE “CONVENZIONI”.

E’ STATA

“I nostri pacchi possono viaggiare con SDA”.

Il n. 12 dicembre 2014 è stato stampato il 29 dicembre 2014

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Notiziario USPI n° 12/2014


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