Skip to main content

Edizione N. 12 - Dicembre

Page 1

u

i sp

notiziario uspi 2012_nuovo notiziario.qxd 17/12/2013 14:12 Pagina 1

L’altra faccia della luna. L’etica del giornalista tra carta e web, pagine 6 Deposito legale e Convenzioni USPI, pagina 11 Maxi emendamento del governo alla Legge di stabilità 2014

Dipartimento Editoria della PCM

PROVVEDIMENTO RELATIVO AL PAGAMENTO DEI CONTRIBUTI DIRETTI PER I GIORNALI EDITI DA COOPERATIVE, FONDAZIONI ED ENTI MORALI

IL SENATO VARA LA PROROGA TRIENNALE DELLE TARIFFE POSTALI PER L’EDITORIA Mantenuto l’impegno con l’USPI – Stanziati anche 120 milioni (in tre anni) per le start up editoriali e gli ammortizzatori sociali – Solo 5 milioni per l’informatizzazione della rete di vendita e le edicole – Nuovo regolamento per i finanziamenti agli Istituti culturali

Il totale dei contributi è pari al 5 per cento dell’importo stanziato, per i contributi diretti alla stampa - Il Fondo2013 è pari a 3.971.570.57

C

on decreto in data 5 novembre 2013, a firma del Capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria, Cons. Ferruccio Sepe, è stata effettuata la ricognizione delle risorse destinate ai contributi diretti per l’anno 2012 a favore delle imprese editoriali di cui all’articolo 3, comma 3, della legge 7 agosto 1990, n. 250 e s.m..

I

l plauso dell’USPI va al Governo, ed in particolare al Sottosegretario Giovanni Legnini, per aver mantenuto gli impegni con la nostra Unione. Come gli associati ricorderanno (vedere il Notiziario USPI” n. 10/ ottobre 2013), il 6 agosto scorso, nella riunione plenaria tenuta a Palazzo Verospi a Roma, sede degli uffici del sottosegretario, era stato condiviso da tutte le parti politiche e sociali un “Documento d’intesa sulla riqualificazione delle politiche di sostegno al sistema editoriale”.

1

Tale provvedimento è stato adottato in attuazione della disposizione contenuta nell’art. 2, comma 4, del decreto-legge 16 luglio 2012, convertito con modificazioni dalla legge 16 luglio 2012, n. 103 che stabilisce che le risorse complessivamente destinabili ai contributi di cui all’articolo 3, comma 3, della legge n. 250 del 1990 sono pari al 5 per cento dell’importo stanziato, per i contributi diretti alla stampa, sul pertinente capitolo del bilancio del Dipartimento per l’informazione e l’editoria.

In tale incontro, i rappresentanti dell’USPI si erano battuti, in verità con la condivisione del Sottosegretario Legnini e del Capo Dipartimento Sepe, perché nel “Documento d’intesa” fosse prevista la proroga, almeno triennale, delle attuali tariffe postali per l’editoria, con particolare riguardo all’editoria minore e no profit.

Ne riportiamo la parte riguardante il finan-

10

Ed infatti, tra gli interventi politici, mirati al sostegno all’editoria fu previsto l’impegno: “L’istruzione è il grande motore dello sviluppo personale. È grazie all’istruzione che la figlia di un contadino può diventare medico, … o un bambino nato in una famiglia povera il presidente di una grande nazione. L’istruzione è l’arma più potente che si possa usare per cambiare il mondo‘’.

Nelson Mandela (18 luglio 1918, 5 dicembre 2013)

“m) a favorire, per il prossimo triennio,

La Segreteria Generale USPI esprime i migliori auguri di buon Natale e felice Anno nuovo a tutti gli associati

Dipartimento editoria della PCM 2

PUBBLICATI I DATI DELLE SOMME RECUPERATE DALLA GdF SUI CONTRIBUTI Il Dipartimento ha disposto l’annullamento dei contributi erogati nelle annualità oggetto di accertamento e ha dato avvio alle procedure per il recupero delle somme a suo tempo erogate Nella sezione “Contributi editoria” del

Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 49° - MENSILE - 11 NUMERI - 12 dicembre 2013 Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma

2


notiziario uspi 2012_nuovo notiziario.qxd 17/12/2013 14:12 Pagina 2

IL SENATO VARA LA PROROGA TRIENNALE DELLE TARIFFE POSTALI PER L’EDITORIA 1

la prosecuzione dell’attuale regime tariffario concordato con Poste Italiane nella misura stabilita dal vigente decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, anche contemplando ulteriori alleggerimenti delle tariffe per le imprese editoriali minori e no- profit”. Tale impegno il Sottosegretario Legnini l’ha materializzato nel maxi emendamento governativo, presentato e approvato in Aula al Senato, alla Legge di stabilità 2014. Ma, andiamo con ordine… IL SENATO APPROVA LA LEGGE DI STABILITA’ 2014 Mercoledì 27 novembre 2013, dopo il via libera arrivato nella mattinata dal Consiglio dei Ministri, l’Aula del Senato ha approvato la nota di variazione del bilancio, conseguente all’approvazione del Disegno di legge di stabilità la notte precedente da parte di Palazzo Madama con 205 voti favorevoli e 69 contrari. L’assemblea ha quindi approvato il DdL di bilancio con 162 sì e 115 no, dando così disco verde al complesso della manovra che è passato ora alla Camera. E’ la conclusione di un percorso ad alta tensione, con l’approvazione della legge di stabilità avvenuta in un clima convulso. La Commissione Bilancio non era riuscita a completarne l’esame e alle 3 della notte tra lunedì e martedì aveva gettato la spugna. Il governo intendeva porre la fiducia sul testo approvato dalla Commissione e quindi si è trovato spiazzato. E’ stato così presentato un maxi emendamento governativo che ha recepito tutte le modifiche votate in Commissione, più gli emendamenti presentati ma non votati dal governo e dai relatori, Giorgio Santini (Pd) e Antonio D’Alì (Nuovo centrodestra). Il testo è stato evidentemente steso in fretta e furia visto che presentava errori anche materiali che hanno scatenato polemiche da parte delle forze di opposizione e ritardato i lavori dell’aula. Tanto che al voto si è arrivati soltanto dopo mezzanotte e mezza. Nella mattinata del 27, il Consiglio dei Ministri ha quindi approvato la nota di variazione del bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2014 e il triennio 2014-2016. 2

Vediamo, ora, in dettaglio, le norme sull’editoria, contenute nella Legge di stabilità 2014 approvata dal Senato, ricordando che l’esame ora è passato alla Camera dei Deputati (AC 1865):

in questo numero Il Senato vara la proroga triennale delle tariffe postali per l’editoria (1, 2, 4, 5) Contributi diretti per i giornali di cooperative, fondazioni e enti morali (pagine 1, 10) Pubblicati i dati delle somme recuperate dalla GdF sui contributi (pagine 1, 2)

PROROGA TRIENNALE DELLE TARIFFE POSTALI PER I PRODOTTI EDITORIALI Nel comma 213, dell’articolo unico, dell’Atto Camera 1865, è contenuta la proroga fino al 31 dicembre 2016 delle attuali tariffe postali per i prodotti editoriali (c.d. “Tariffa ROC”) e del vigente regime di spedizione postale. La proroga riguarda anche le tariffe per le spedizioni di prodotti editoriali da parte delle associazioni e organizzazioni senza fini di lucro iscritte nel Registro degli operatori di comunicazione (ROC), come individuate dal Decreto 353/2003, convertito nella Legge 46/2004 e successive modificazioni, e delle associazioni d’arma e combattentistiche.

Le quote associative USPI, anno 2014 (pagina 3) Tabella C – AC 1865 (pagina 5) Card. Bagnasco: L’altra faccia della luna. L’etica del giornalista tra carta e web (pagine 6, 7, 8, 9) Si può diffamare anche se non si nomina la parte offesa (pagine 10, 11, 15) Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 11) Considerazioni in riferimento a verifiche della GdF (pagina 12) Inpgi, Circolare n. 7 (pagina 13) II Premio malattie rare (pagina 14)

“213. Ai fini del mantenimento, per il Rubcich e Volpi, Soci benemeriti (pagina 15) triennio 2014-2016, del regime di sospensione delle agevolazioni tariffarie postali, Periodici associati USPI – 459° elenco (pagina in scadenza al 31 dicembre 2013, il termi16) ne di cui al comma 1-bis dell’articolo 2 del decreto-legge 5 agosto 2010, n. 125, convertito, con modificazioni, dalla legge 1o PUBBLICATI I DATI DELLE ottobre 2010, n. 163, è prorogato al 31 SOMME RECUPERATE dicembre 2016. Fino al medesimo termine DALLA GdF SUI continua ad applicarsi la disciplina introdotta dall’articolo 21, comma 3, del decreCONTRIBUTI to-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febsito del Dipartimento editoria 1 braio 2012, n. 14, per le spedizioni di pro(http://www.governo.it/die/) sono pubblidotti editoriali da parte delle associazioni e cati i dati relativi alle procedure di recupeorganizzazioni senza fini di lucro iscritte ro avviate nei confronti di talune imprese nel Registro degli operatori di comunicaeditrici, per le quali l’attività di controllo zione (ROC) e delle associazioni d’arma e successivo - espletata dalla Guardia di combattentistiche”. Finanza sulla base del Protocollo d’intesa sottoscritto con la Presidenza del Consiglio dei ministri – ha permesso di evidenziare 50 MILIONI, PER IL 2014, PER LE situazioni di irregolarità e di carenza dei START UP EDITORIALI E GLI requisiti che la legge richiede. AMMORTIZZATORI SOCIALI Alcuni dei recuperi sono invece frutto di accertamenti svolti nell’ambito di indagini Il comma 167, dello stesso articolo unico, avviate in sede giudiziaria. In entrambi i istituisce, presso la Presidenza del casi, il Dipartimento ha disposto l’annullaConsiglio dei ministri, il «Fondo straordimento dei contributi erogati nelle annualità nario per gli interventi di sostegno all’edioggetto di accertamento e ha dato avvio alle toria» con la dotazione di 50 milioni di euro procedure per il recupero delle somme a per l’anno 2014. suo tempo erogate. I dati resi noti dal Dipartimento, all’indirizLo stanziamento è più consistente, perché zo web www.governo.it/ riguarda anche gli anni 2015 (40 milioni) e 2016 (30 milioni). 4 DIE/Pubblicazione_annullamenti.pdf Notiziario USPI n° 12/2013


notiziario uspi 2012_nuovo notiziario.qxd 17/12/2013 14:12 Pagina 3

Le quote associative usPi

per l’anno 2014 L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2014 risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche pubbliche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico, per email o fax, per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - convenzioni esclusive per i soci USPI; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura. Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2014 e comprensive della spedizione in abbonamento postale del “Notiziario USPI” (pari a 33 €) sono le seguenti: Per le testate (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge) da da da da da

1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su

€ € € € €

285,00 720,00 1.300,00 2.600,00 3.800,00

€ €

100,00 170,00

“Una tantum” (oltre la quota di iscrizione) per le testate che si associano per la prima volta: - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie Soci corrispondenti - IL SOCIO CORRISPONDENTE è una persona fisica che, “condividendo le finalità dell’USPI, si interessa a vario titolo di editoria e comunicazione”. € 100,00 Soci benemeriti L’USPI accoglie nel suo seno, su deliberazione del Consiglio Nazionale: - Soci benemeriti, e cioè persone od enti che mediante attività o donazioni abbiano contribuito allo sviluppo dell’USPI e, attraverso esse, abbiano favorito il progresso della stampa periodica. Rinnovo della quota per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI € 210,00 - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI € 320,00 ***** Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6, Via Franceschini n. 58 - Roma, CODICE IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI. C.F. dell’USPI: 80188110581

ATTENzIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.


notiziario uspi 2012_nuovo notiziario.qxd 17/12/2013 14:12 Pagina 4

IL SENATO VARA LA PROROGA TRIENNALE DELLE TARIFFE POSTALI PER L’EDITORIA 2

Il Fondo è destinato ad incentivare gli investimenti delle imprese editoriali, anche di nuova costituzione, orientati all’innovazione tecnologica e digitale e all’ingresso di giovani professionisti qualificati nel campo dei nuovi media ed a sostenere le ristrutturazioni aziendali e gli ammortizzatori sociali. Il comma prevede che, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero del sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega per l’informazione, la comunicazione e l’editoria, sia definita, previa ricognizione annuale delle specifiche esigenze di sostegno delle imprese, la ripartizione delle risorse del predetto Fondo. Il decreto ricognitivo e ripartitivo delle somme stanziate deve essere adottato entro il 31 marzo di ciascun anno del triennio. “167. È istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, il «Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria» con la dotazione di 50 milioni di euro per l’anno 2014, 40 milioni di euro per l’anno 2015 e 30 milioni di euro per l’anno 2016, destinato ad incentivare, in conformità con il regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006, relativo agli aiuti di importanza minore (de minimis), gli investimenti delle imprese editoriali, anche di nuova costituzione, orientati all’innovazione tecnologica e digitale e all’ingresso di giovani professionisti qualificati nel campo dei nuovi media ed a sostenere le ristrutturazioni aziendali e gli ammortizzatori sociali. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero del sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega per l’informazione, la comunicazione e l’editoria, da adottare entro il 31 marzo di ciascun anno del triennio, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro dello sviluppo economico ed il Ministro dell’economia e delle finanze, sentite le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale nel settore delle imprese editrici e delle agenzie di stampa, è definita, previa ricognizione annuale delle specifiche esigenze di sostegno delle imprese, la ripartizione delle risorse del predetto Fondo”. MODERNIZZAZIONE DELLA RETE DI VENDITA 4

Per assicurare il completamento del processo di modernizzazione del sistema di distribuzione e vendita della stampa quotidiana e periodica e sostenere i costi derivanti dall’adeguamento tecnologico dei rivenditori e dei distributori, il comma 211, dello stesso articolo unico, proroga al 31 dicembre 2014 l’obbligo della tracciabilità delle vendite e delle rese, nel sistema distributivo delle edicole e esercizi non esclusivi, introdotto dall’articolo 4, comma 1, del decreto-legge 18 maggio 2012, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 luglio 2012, n. 103. L’accesso al credito d’imposta di cui al medesimo comma è riconosciuto per l’anno 2014 ed a tal fine sono stati stanziati 5 milioni di euro (comma 212), prelevati da altri crediti d’imposta. “211. Per assicurare il completamento del processo di modernizzazione del sistema di distribuzione e vendita della stampa quotidiana e periodica e sostenere i costi derivanti dall’adeguamento tecnologico dei rivenditori e dei distributori, il termine previsto dall’articolo 4, comma 1, del decreto-legge 18 maggio 2012, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 luglio 2012, n. 103, per la tracciabilità delle vendite e delle rese, è differito al 31 dicembre 2014 e l’accesso al credito d’imposta di cui al medesimo comma è riconosciuto per l’anno 2014. 212. A decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 387 del presente articolo, i commi 1, 2 e 3 dell’articolo 11-bis del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, sono abrogati. Le somme destinate per l’anno 2014 al credito di imposta di cui alle suddette disposizioni, come rideterminate ai sensi del predetto decreto, sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate alla dotazione di cui all’articolo 4, comma 1, terzo periodo, del decreto-legge 18 maggio 2012, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 luglio 2012, n. 103”. STAMPA ITALIANA EDITA E DIFFUSA ALL’ESTERO Il comma 214, dello stesso articolo unico, , ai fini dell’erogazione delle risorse destinate alla stampa periodica edita e diffusa all’estero, proroga i criteri e le modalità di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 febbraio 1983, n. 48, nelle more dell’adozione del provvedimento di

cui all’articolo 1-bis, comma 3, del decretolegge 18 maggio 2012, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 luglio 2012, n. 103. Quest’ultimo provvedimento demanda ad un decreto del Presidente della Repubblica la definizione dei criteri e le modalità per la concessione dei contributi alla stampa italiana edita e diffusa all’estero, “tenendo conto del numero di uscite annue, del numero di pagine pubblicate, del numero di copie vendute anche in formato digitale, e riservando una apposita quota parte dell’importo complessivo di cui al comma 1 alle testate che esprimono specifiche appartenenze politiche, culturali e religiose”. “214. Nelle more dell’adozione del provvedimento di cui all’articolo 1-bis, comma 3, del decreto-legge 18 maggio 2012, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 luglio 2012, n. 103, ai fini dell’erogazione delle risorse destinate alla stampa periodica edita e diffusa all’estero, continuano ad applicarsi i criteri e le modalità di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 febbraio 1983, n. 48”. FINANZIAMENTI AGLI ISTITUTI CULTURALI Anche se non riguarda direttamente le tematiche editoriali, segnaliamo che la Legge di stabilità 2014 (commi 251, 252, 253) rimette mano ai contributi statali agli Istituti culturali di cui alla legge 17 ottobre 1996, n. 534: articolo 1 e, riteniamo, articolo 8 della stessa legge. Si rimanda ad un Regolamento, da adottare da parte del Governo, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge, di razionalizzazione della normativa vigente in materia di erogazione di tali contributi statali, e si determinano alcuni princìpi e criteri direttivi. “251. Al fine di razionalizzare la normativa vigente in materia di erogazione dei contributi statali di cui alla legge 17 ottobre 1996, n. 534, il Governo adotta, su proposta del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un regolamento ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400. 252. Il regolamento di cui al comma 251 si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a) trasparenza e pubblicità dei procedimenti concernenti l’assegnazione dei contributi; Notiziario USPI n° 12/2013


notiziario uspi 2012_nuovo notiziario.qxd 17/12/2013 14:12 Pagina 5

b) semplificazione e celerità dei procedimenti; c) individuazione di adeguati requisiti soggettivi degli istituti culturali beneficiari, tra cui: possesso della personalità giuridica; assenza di finalità di lucro; storicità della presenza dell’istituzione nel tessuto culturale italiano; rilevanza nazionale e internazionale dell’attività svolta; possesso di un consistente e notevole patrimonio culturale relativo all’ambito disciplinare di vocazione dell’istituto, pubblicamente fruibile in maniera continuativa anche mediante l’utilizzo delle nuove tecnologie; svolgimento di attività e di programmi di ricerca e di formazione di rilievo nazionale e internazionale elaborati anche in collaborazione tra più istituti culturali; capacità di attrarre capitali privati e promuovere forme di mecenatismo; svolgimento di attività e prestazione di servizi di accertato e rilevante valore culturale; d) razionalizzazione del sistema di contribuzione statale secondo unicità di visione e conseguente programmazione delle risorse statali, tenendo conto anche dei contributi a quegli istituti che

fruiscano di finanziamenti per legge a carico del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo; e) orientamento del sistema di contribuzione statale prioritariamente e prevalentemente a favore delle istituzioni culturali di rilievo nazionale, anche al fine di evitare duplicazioni e sovrapposizioni con il sistema delle contribuzioni erogate dalle regioni e dagli enti locali; f) previsione di una tabella di istituti culturali beneficiari del contributo statale, sottoposta a revisione triennale, adottata su proposta del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentite le competenti Commissioni parlamentari; g) previsione di contributi per progetti presentati da reti di istituti culturali aventi i requisiti di cui alla lettera c); tali progetti, di elevato valore culturale, devono essere attinenti alle finalità istituzionali degli enti proponenti; h) definizione delle procedure concorsuali

per l’accesso ai contributi statali di cui alle lettere f) e g); i) individuazione di forme adeguate di vigilanza sulla gestione economicofinanziaria delle istituzioni culturali beneficiarie del contributo statale, attuate dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze; l) previsione di una norma transitoria che faccia salve, fino all’entrata in vigore del regolamento di cui al presente comma, le eventuali richieste del contributo statale previsto dall’articolo 1 della citata legge n. 534 del 1996, redatte ed inoltrate ai competenti uffici del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo secondo le modalità prescritte. 253. Sullo schema di regolamento di cui al comma 251 è acquisito il parere del Consiglio di Stato e delle competenti Commissioni parlamentari. I pareri sono espressi entro trenta giorni dalla ricezione. Decorso tale termine, il regolamento è comunque emanato”.

TABELLA C - Comunicazioni - Sostegno all’editoria (AC 1865)

Notiziario USPI n° 12/2013

5


notiziario uspi 2012_nuovo notiziario.qxd 17/12/2013 14:12 Pagina 6

La prolusione del Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, S.Em. Card. ANGELO BAGNASCO, all’assemblea della Federazione Italiana Settimanali Cattolici Roma, 28.11.2013

L’aLtRa Faccia DeLLa LuNa. L’etica DeL GioRNaLista tRa La caRta staMPata e iL WeB

dialogando dialogando “Che la professione del giornalista abbia bisogno di essere ripensata è un dato innegabile. – così si è espresso il Card. Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e Presidente della CEI, inaugurando la XVII Assemblea nazionale elettiva della FISC - “Se infatti perde l’aggancio alla verità, e se smarrisce la responsabilità nei confronti dei suoi lettori, allora anche il giornalista più dotato può produrre danni culturali gravissimi, contribuendo ad aumentare la cacofonia, la frammentazione, il disorientamento e la confusione, nonché la violenza che così spesso si sprigiona nelle situazioni di incertezza e fragilità”. “Non si può negare che nel nostro Paese – ha continuato il Cardinale – si avverta la presenza di proprietà editoriali invadenti e comunque molto più versate alla tutela dei propri interessi che alla qualità dell’informazione. D’altra parte un sistema non può garantire l’indipendenza di giudizio quando è economicamente dipendente da quei poteri che dovrebbe controllare. Ciò pone, peraltro, una questione centrale perché la qualità della comunicazione contribuisce non poco alla salute di un Paese democratico. Accanto a questi condizionamenti forti che provengono dall’esterno, occorre evidenziare anche possibili condizionamenti interni che inducono il giornalista ad autocensurarsi per non disturbare chi può danneggiarlo o, al contrario, gratificarlo”. “A partire dalla concretezza della responsabilità personale - ha sottolineato il Presidente della Cei - “è possibile individuare anche oggi le tracce molteplici di un giornalismo che sa resistere alla tentazione del servilismo e del carrierismo, rendendo così un ‘servizio pubblico’, che accresce la qualità democratica”. “Il sostegno al pluralismo informativo” per il Card. Bagnasco - “è una condizione della democrazia che deve ovviamente guardarsi da sperperi e abusi, e tuttavia si 6

rende ancor più necessario in un momento in cui l’afflusso di notizie richiede una maggiora capacità di vaglio critico ed interpretativo. Auspico perciò che si possa riaprire nelle sedi competenti un dialogo costruttivo che non penalizzi proprio quelle realtà piccole che danno voce ai territori dell’intero Paese”. L’Arcivescovo ha, infine, condiviso “le preoccupazioni di quanti temono che la crisi economica possa far ridurre prima parzialmente e poi definitivamente i contributi per l’editoria: il che, insieme alla maggiorazione delle tariffe postali, pone seri interrogativi per la capacità di tenuta di tante realtà editoriali. Anche i giornali, come altri segmenti dell’industria in generale e di quella culturale nello specifico, sono in crisi da tempo”. Riportiamo, di seguito, l’intervento integrale del Cardinal Bagnasco:

Ed ė veramente un segno, preoccupante, dei tempi. Da parecchio si sente ripetere che la carta stampata è destinata a scomparire, e diversi cori ne hanno già cantato l’elogio funebre. Ma come in ogni crisi, l’elemento di perdita e il rischio di tracollo sono solo una parte di una vicenda più complessa e ambivalente: di crisi si può morire, o alla crisi si può rinascere a vita nuova. Quel che è certo ė che le cose cambiano. Allora, più che la lamentela per ciò che si va perdendo, ha senso cercare di assumere il cambiamento e orientarlo verso una direzione dotata di senso. Una prospettiva che vale per l’economia in generale, e anche per il giornalismo nello specifico. La sfida è quella di cogliere l’opportunità di cambiamento, orientandolo verso una crescita di senso, per un settore la cui crisi non è certo in primis economica. 2. La crisi: un’occasione per ripensare il senso della professione Che cos’è una professione? Etimologicamente, è l’esercizio di un’arte nobile; ma il suo significato originario, che è ‘confessare pubblicamente’ e quindi ‘insegnare’, ha a che fare con la dimensione religiosa e, più in generale, con la verità.

1. Premessa: una crisi generalizzata “Viviamo una condizione crisi generalizzata di cui abbiamo percepito da anni alcuni segnali l’arrivo dato che la Chiesa vive a contatto con le persone e ne accompagna la quotidianità. Il lato più eclatante della crisi è senz’altro quello economico: disoccupazione, scivolamento verso la povertà di fasce sempre più ampie della popolazione, precarietà. Ma quella economica non è che la faccia più evidente di una fase storica che ci interpella e ci chiede di ripensare i modi del nostro vivere personale collettivo, rimettendo al centro l’umano. Anche i giornali, come altri segmenti dell’industria in generale, e di quella culturale nello specifico, sono in crisi da tempo: fa pensare una notizia di non molti giorni fa, e cioè la vendita della sede storica di via Solferino da parte del maggiore quotidiano nazionale.

Una doppia relazione dunque: con la verità che si professa, con coloro a cui ci si rivolge. Forse quest’arte è diventata meno nobile perché il ‘professionista’ è oggi chi pretende di avere già in sé tutte le qualità che lo rendono tale. È il soggetto che si presenta come capace, dotato delle competenze, del saper fare, del know how. Ormai la definizione di professione tende all’autoreferenzialità, e questo la allontana dal suo senso originario, che è anche la sua missione. Che la professione del giornalista - prima ancora che la vendita dei giornali cartacei , abbia bisogno di essere ripensata è un dato innegabile. Se infatti perde l’aggancio alla verità, e se smarrisce la responsabilità nei confronti dei suoi lettori, allora anche il giornalista più dotato può produrre danni culturali gravisNotiziario USPI n° 12/2013


notiziario uspi 2012_nuovo notiziario.qxd 17/12/2013 14:12 Pagina 7

simi, contribuendo ad aumentare la cacofonia, la frammentazione, il disorientamento e la confusione, nonché la violenza che così spesso si sprigiona nelle situazioni di incertezza e fragilità.

Armi efficaci nella ‘battaglia delle idee’, anzi troppo spesso delle ideologie, gli slogan e i termini ‘inventati’ per definire una situazione nuova non sono mai neutri, ma orientano la comprensione e dunque influiscono sui nostri atteggiamenti: pensiamo solo all’etichetta ‘vu cumprà’ per definire i lavoratori stranieri stagionali, e al tipo di relazione che una definizione come questa favorisce, o ostacola in un mondo ormai plurale.

Un certo affanno della professione giornalistica è evidente in molte sue derive, che ormai purtroppo sono più routines che eccezioni: nell’uso strumentale e destabilizzante di notizie non verificate allo scopo di sostenere o danneggiare una parte in causa nell’agone pubblico; nel silenzio calato, allo stesso scopo, sulle notizie che romperebbero pregiudizi e che si ha vantaggio a mantenere; in un uso voyeuristico e acritico del ‘diritto di cronaca’, senza nessuna preoccupazione per le parti in causa (come i parenti delle vittime per esempio) o gli effetti sull’opinione pubblica.

I giornalisti dovrebbero essere più consapevoli del fatto che le parole non sono mai termini neutri, ma sono finestre sul mondo che ci fanno vedere tanto di più quanto meno sono ristrette e ipersemplificate. Senza contare, poi, che è molto più facile incollare un’etichetta che staccarla, e quella che ci va di mezzo è la vita delle persone.

O ancora, nella corsa allo scoop che non esita a violare non solo la privacy, ma i tempi e i ritmi di istituzioni che devono anteporre operare discernimento e confronto piuttosto che sfamare la curiosità spesso indotta del pubblico.

Operazione ancora più scorretta è prendere a prestito le parole dell’etica e usarle in modo strumentale per coprire ben altre intenzioni, prima tra tutte il mantenere, a beneficio personale e non certo della collettività, una posizione di potere o di privilegio.

In un uso sistematico delle generalizzazioni indebite, e della sineddoche amplificante la parte come essenza del tutto, che rafforza stereotipi e alimenta pregiudizi che spesso non hanno fondamento nella realtà e rendono più difficile e sofferente il nostro vivere insieme.

Una delle parole ultimamente più abusate è ‘responsabilità’: senza tener conto che usare a sproposito, o per mascherare il loro contrario, parole che dovrebbero invece vincolarci l’un l’altro produce non solo una menzogna, ma un effetto nichilistico generalizzato, un progressivo svuotamento della capacità del linguaggio di significare e ospitare una comunicazione autentica.

Quando si disconosce il significato del fatto, si finisce col dissolvere il fatto; il misconoscimento del significato tende a riversarsi sul fatto e a dissolverlo. Come annota Papa Francesco nella recente Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium: “Non è possibile che non faccia notizia il fatto che muoia assiderato un anziano ridotto a vivere per strada, mentre lo sia il ribasso di due punti in borsa” (n. 53). E si potrebbe continuare. Ma forse una parola ancora va spesa sul linguaggio. Un tempo c’erano i proverbi, che incorporavano la saggezza dell’esperienza, sedimentata in un senso comune condiviso. Ora ci sono gli slogan, espressioni costruite a tavolino per ottenere il massimo dell’effetto comunicativo con il minimo della riflessione: non a caso, la loro matrice è la pubblicità, che mira alla seduzione e non certo a un risveglio di consapevolezza. Quello degli slogan ė il linguaggio dei falsi profeti, che Papa Francesco non cessa di invitarci a smascherare: operazione per la quale i giornali troppo poco ci aiutano, contribuendo piuttosto ad alimentare personalismi perlopiù dotati di scarso fondamento. Notiziario USPI n° 12/2013

Le parole rischiano di restare gusci vuoti, da riempire con ciò che serve al momento. Lo dice bene un poeta come Auden, certo non tacciabile di moralismo, in un suo breve verso: “Il male senza voce prese a prestito il linguaggio del bene. E lo ridusse a mero rumore” (W.H. Auden). 3. La crisi di credibilità del giornalismo Alla luce di quanto sommariamente evocato, fa riflettere che la categoria dei giornalisti sia ritenuta “poco affidabile” e poco oggettiva dalla metà della popolazione italiana (il 49,8%) (1). Giudizio, peraltro, confermato dagli stessi giornalisti che confessano di essere troppo condizionati dal potere politico ed economico. In effetti, non si può negare che nel nostro Paese si avverta la presenza di proprietà editoriali invadenti e comunque molto più versate alla tutela dei propri interessi che alla qualità dell’informazione. D’altra parte un sistema non può garantire l’indipendenza di giudizio quando è economicamente dipendente da quei poteri che dovrebbe controllare.

Ciò pone, peraltro, una questione centrale perché la qualità della comunicazione contribuisce non poco alla salute di un Paese democratico. Accanto a questi condizionamenti forti che provengono dall’esterno, occorre evidenziare anche possibili condizionamenti interni che inducono il giornalista ad autocensurarsi per non disturbare chi può danneggiarlo o, al contrario, gratificarlo. Con il suo linguaggio diretto e senza fraintesi, Indro Montanelli nel lontano 1989 ha scritto al riguardo: “La deontologia professionale sta racchiusa in gran parte, se non per intero, in questa semplice e difficile parola: onestà. E’ una parola che non evita gli errori: essi fanno parte del nostro lavoro. Perché è un lavoro che nasce dall’immediato e che dà i suoi risultati a tamburo battente. Ma evita le distorsioni maliziose, quando non addirittura malvagie, le furbe strumentalizzazioni, gli asservimenti e le discipline di fazione o di clan di partito. Gli onesti sono refrattari alle opinioni di schieramento – che prescindono da ogni valutazione personale -, alle pressioni autorevoli, alle mobilitazioni ideologiche. Non è che siano indifferenti all’ideologia, e insensibili alla necessità, in determinati momenti, di scegliere con chi o contro chi stare. Ma queste considerazioni non prevalgono mai sulla propria autonomia di giudizio (…) Gli sbagli generosi devono essere riparati, ma non macchiano chi li ha compiuti. Sono gli altri, gli sbagli del servilismo e del carrierismo – che poi sbagli non sono, ma intenzionali stilettate – quelli che sporcano” (2). Proprio a partire dalla concretezza della responsabilità personale, è possibile individuare anche oggi le tracce molteplici di un giornalismo che sa resistere alla tentazione del servilismo e del carrierismo, rendendo così un ‘servizio pubblico’, che accresce la qualità democratica. Ci sono addirittura giornalisti che sacrificano la loro vita, come è accaduto in tutto il mondo per centinaia di essi: uccisi, minacciati, torturati o soggetti ad intimidazioni. Ciò dimostra che si può agire diversamente rispetto ad un quadro che sembra rendere impossibile l’esercizio di un compiuto ruolo sociale. Il giornalismo cattolico, di cui voi siete espressione, non può esimersi da una seria valutazione del proprio operato mettendo in conto i rischi evocati, ma anche le possibilità di testimonianza sottese. Non vi è dubbio che la caratteristica vicinanza al territorio, che disegna il profilo dei settimanali cattolici, sia una garanzia di concretezza e di attenzione alla gente, e tuttavia occorre rinverdire e rimoti8 7


notiziario uspi 2012_nuovo notiziario.qxd 17/12/2013 14:12 Pagina 8

dialogando dialogando 7

vare l’impegno per un giornalismo costruttivo e mai polemico, popolare e mai populista, sempre espressione dell’identità culturale e religiosa del nostro popolo e mai di lobby o di ideologica precomprensione. Se saprete dire una parola di senso, di comprensione, di ascolto e di consolazione davanti alla vita e alle sue vicende liete e tristi, saprete ritrovare la più nobile missione del giornalismo che è quella di dar voce a chi non l’ha, perché la credibilità si fonda sull’integrità, l’affidabilità e la coerenza del giornalista che possono essere definite anche come un’alta forma di fedeltà alla democrazia. 4. Come uscire dalla crisi? Quali allora i tratti della professione che la crisi, prima di tutto deontologica, ci sollecita a riscoprire? Nel caso del giornalista, due restano i tratti irrinunciabili: il servizio alla verità e il servizio al pubblico, nella gestione attenta di quel bene comune fondamentale che ė oggi, nella società complessa, l’informazione. A questo proposito, il giornalista ha, anzitutto, un delicato quanto importante compito di mediazione tra i mondi che descrive; tra questi mondi e chi non potrebbe mai avervi accesso diretto. Ma nondimeno ė importante che si formi un’opinione tra soggetti appartenenti a schieramenti opposti, che tendono a far prevalere la logica dello scontri su quella del dialogo, solo per fare qualche esempio.

Il giornalista non è un demiurgo, un deus ex machina, ma un mediatore, un traduttore, un facilitatore. Il giornalista cattolico, poi, ha una freccia in più all’arco della sua capacità di mediazione: la libertà. La fede, infatti, non è la ‘luce illusoria, che impedisce all’uomo di coltivare l’audacia del sapere’. Il credere non si oppone al cercare, come ci ha ricordato Papa Francesco nella Lumen Fidei (n. 2). Al contrario: ‘Chi crede, vede; vede con una luce che illumina tutto il percorso della strada, perché viene a noi da Cristo risorto, stella mattutina che non tramonta’ (LF 1). In altre parole, l’essere ‘nel mondo, ma non del mondo’ consente al giornalista cattolico 8

una originale prospettiva capace di coniugare la responsabilità e l’impegno appassionato insieme alla libertà dagli interessi di parte, dai luoghi comuni, dal monopensiero che tende continuamente (e sempre più violentemente) a definire i confini del nuovo ‘politically correct’. Nell’era del web, che offre la possibilità di farsi emittenti oltre che riceventi, ma che proprio per questo moltiplica a dismisura le notizie disponibili rendendo difficile orientamento e discernimento, il compito del giornalista ė quanto mai essenziale. Non per ‘arrivare primo’ nel dare la notizia: in questo, il web ė ormai imbattibile. Ma per ‘arrivare meglio’: identificare le fonti credibili, contestualizzare, interpretare. E il ruolo del giornalista cattolico, che ha a cuore l’umano nella sua integrità e pienezza anziché la difesa strumentale di interessi di parte, ė ancora più essenziale. E deve far sentire la propria voce senza

5. L’impatto del digitale e la sostenibilità economica C’è un ultimo aspetto che merita di essere messo a tema, anche per le ricadute che esso produce sul piano della sostenibilità economica delle aziende editoriali. Mi riferisco ovviamente all’evoluzione digitale che comporta non solo una specie di “evoluzione” della specie umana, come attesta l’ultimo Rapporto pubblicato da Censis/Ucsi (3), ma si ripercuote pesantemente sui costi e sulle necessità del giornalismo cartaceo. La massiccia diffusione della rete ha certamente portato con sé, oltre a un mutamento del rapporto con la notizia, anche un rinnovato senso del luogo, con conseguenze che si ripercuotono sul concetto di ‘territorio’, così importante e così caro per i nostri settimanali cattolici. C’è oggi il rischio che lo spazio smaterializzato della rete minacci i nostri territori, svuotandoli di quell’intreccio di relazioni dense, laboriosità, impegno che li caratterizza? E’ possibile!

La rete non deve rendere il territorio irrilevante, al contrario: deve costituire un’occasione per dilatarne i confini, scongiurare il rischio di derive localistiche, favorire le conIl Tavolo della Presidenza nessioni con la dimensione nazionale ma anche con quella globale, senza mai arroganza e insieme convinzione, perché rinunciare alla domanda di senso e alla non si avveri la funesta profezia di W. B. ricerca di verità. Yeats: “I migliori mancano di ogni convinzione mentre i peggiori sono pieni di appasForse oggi il territorio non è più un dato sionata intensità”. scontato, e deve ripensarsi in uno scenario che ormai, oltre che globale, è anche digitale. Coniugare l’appassionata intensità con l’aMa questa è una sfida e una grande oppormore per la verità e con la parresìa (il tunità. coraggio di dire non ciò che conviene, ma ciò che è vero) che diventa testimonianza, è il compito che spetta da sempre al giornaliA livello di comunità locale, infatti, possosta cattolico, e oggi più che mai. no essere immaginate soluzioni per affrontare la complessità del presente che rende i In sintesi: difendere la verità della notizia, territori veri laboratori di progettazione essere capaci di discernere, giustificare le sociale ed economica; e la rete consente di proprie interpretazioni privilegiando semdare visibilità a iniziative e soluzioni virpre i dati oggettivi rispetto alle proprie idee, tuose che prima sarebbero state difficilmene ancora sottrarsi alle pressioni dei poteri te accessibili. forti e insieme coniugare competenza, aggiornamento e creatività, sono tutti comIl locale è il respiro del globale, la sua radipiti che aiutano a descrivere oggi la profesce, la sua àncora contro le derive disumasione del giornalista, di cui la nostra società nizzanti. ha particolarmente bisogno. E il digitale offre la possibilità di dilatare le Notiziario USPI n° 12/2013


notiziario uspi 2012_nuovo notiziario.qxd 17/12/2013 14:12 Pagina 9

condizioni situate della nostra esistenza al di là del ‘qui e ora’. Certo, il rapporto tra carta stampata e web va pensato e non può essere dato per acquisito. Occorre vincere delle diffidenze, in parte generazionali ma in parte legate a una percezione del digitale come ‘non reale’. Si tratta, invece, di un’articolazione della nostra realtà, che la arricchisce e non la depaupera se sapremo abitarla e renderla abitabile con lo sguardo originale che la fede ci offre. Ed è per questo che siamo qui oggi. Accanto alla crisi del cartaceo indotta dalla rete, occorre registrare un altro elemento di cui voi siete particolarmente avvertiti. Già alcuni anni fa ho avuto modo di dire che occorre continuare a “prestare l’attenzione necessaria al comparto comunicativo e televisivo, affinché le innovazioni avvengano nel rispetto del pluralismo e della vocazione culturale del nostro popolo, a partire dalle esigenze dei singoli territori” (4). Intendevo dar voce alle preoccupazioni di quanti temono che la crisi economica possa far ridurre prima parzialmente e poi definitivamente i contributi per l’editoria: il che, insieme alla maggiorazione delle tariffe postali, pone seri interrogativi per la capacità di tenuta di tante realtà editoriali. Il sostegno al pluralismo informativo è una condizione della democrazia che deve ovviamente guardarsi da sperperi e abusi, e tuttavia si rende ancor più necessario in un momento in cui l’afflusso di notizie richiede una maggiora capacità di vaglio critico ed interpretativo. Auspico perciò che si possa riaprire nelle sedi competenti un dialogo costruttivo che non penalizzi proprio quelle realtà piccole che danno voce ai territori dell’intero Paese. 6. Alcune scelte da condividere Avviandomi a concludere, vorrei evidenziare alcune scelte che l’Assemblea della Fisc può far emergere con maggiore precisione e determinazione. Mi limito a enumerare tre passi da fare insieme nei prossimi anni. Il primo è fare spazio ai giovani e alla loro preparazione professionale. So bene che proprio nei giornali diocesani essi trovano l’opportunità di accostarsi al giornalismo in forme diversificate che vanno dal volontariato allo stato puro a forme diverse di assunzione. Sottolineo, dunque, che l’apertura verso le Notiziario USPI n° 12/2013

nuove generazioni è un investimento ineludibile che prepara con lungimiranza il futuro che sta arrivando. Il secondo è curare la formazione di tutti, sia a livello culturale e professionale che a livello spirituale. Il rapido cambiamento cui è soggetta la comunicazione richiede di non restare imprigionati da logiche e competenze superate e conservare la necessaria duttilità per apprendere i nuovi linguaggi e integrarli dentro le tradizionali forme di comunicazione. La formazione spirituale significa la capacità di tenere insieme le proprie convinzioni dentro l’esercizio della professione, non creando mondi separati o peggio giustapposti, ma nutrendo alla luce dei principi le azioni quotidiane. Il terzo è sviluppare un rapporto più organico tra la Fisc e l’Ucsi. La possibilità di un dialogo tra giornalisti cattolici che operano sul territorio e l’associazione di giornalisti di ispirazione cristiana, che ha avuto i suoi prodromi ai tempi dell’allora mons. Montini (1940), merita di essere ripresa e approfondita.

sulla sua macchina da scrivere, non smise mai di raccontare la verità. Ebbe pure una disavventura di salute che lo costrinse a vivere già all’età di 28 anni su una sedia a rotelle, ma non smise mai di amare la sua professione, producendo migliaia di pagine ispirate alla sua fede. Perché Lolo era un innamorato della vita e non conosceva depressione o tristezza. “Sacramento del dolore”, lo ribattezzerà Frére Roger di Taizè, anch’egli attratto dalla sua fama e dalla sua santità. Nel suo “decalogo del giornalista” estremamente attuale ed utile, che dovrebbe essere affisso in ogni redazione giornalistica, tra l’altro raccomanda agli operatori della carta stampata di “pagare con la moneta della franchezza”, di “lavorare il pane dell’informazione pulita con il sale dello stile e il lievito dell’eternità” e di non servire “né pasticceria né piatti piccanti, piuttosto il buon boccone della vita pulita e speranzosa”: oltre ad invitare a “tagliare la

Di recente è stato elaborato dall’Ucsi un Manifesto per un’etica dell’informazione (5) che può costituire una piatIl Presidente FISC Zanotti, ringrazia il Card. Bagnasco taforma valoriale da mano che vuole imbrattare, perché le maccondividere e soprattutto da realizzare chie nei cervelli sono come quelle ferite che insieme. non guariscono mai”. Pur nella distinzione, far dialogare insieme La sua intercessione possa guidare i passi di giornalisti cattolici che operano in testate chi come voi continua oggi la sua affascidiocesane e in quelle laiche del nostro nate ed esigente vocazione giornalistica”. Paese aiuterà a far emergere una presenza di qualità, attenuando in alcuni la sensazio————————————— ne di dover vivere la propria identità reliNOTE giosa in privato. Non sono mancati fortunatamente esempi di credenti che hanno trasformato la professione giornalistica in una testimonianza per tutti. Oltre a San Francesco di Sales che è il vostro patrono, vorrei qui citare un giornalista spagnolo che è stato proclamato beato nel 2010. Si tratta di Manuel Lozano Garrido, più conosciuto come Lolo, che visse i tragici tempi della guerra civile spagnola quando essere cristiani significava rischiare la vita. Ciò nonostante, Lolo, potendo contare solo

1 Cfr. Nono rapporto sulla comunicazione. I media personali nell’era digitale, Roma, Censis-Ucsi, 2011. 2 Cfr. F. Occhetta, Il giornalismo italiano, in Civ.Catt. 2011 IV 130. 3 Cfr. Censi/Ucsi, Undicesimo rapporto sulla comunicazione, L’evoluzione digitale della specie, Milano, 2013. 4 A. Bagnasco, Prolusione al Consiglio Episcopale Permanente, 26 settembre 2011 5 Cfr. F. Occhetta, Il Manifesto per un’etica dell’informazione dell’Unione Cattolica Stampa Italiana, in Civ.Catt. 2010 I 592596. 9


notiziario uspi 2012_nuovo notiziario.qxd 17/12/2013 14:12 Pagina 10

Corte di Cassazione – SENTENZA N. 16543/2012

SI PUÒ DIFFAMARE ANCHE SE NON SI NOMINA LA PARTE OFFESA Il reato di diffamazione a mezzo stampa è configurabile anche se la persona offesa non è specificamente nominata nello scritto. Il caso riguarda un medico, il quale, ritenendosi offeso da affermazioni contenute in un libro e in una intervista, cita l’autore chiedendo il risarcimento dei danni morali ed esistenziali. Nel libro sono contenute una serie di affermazioni diffamatorie sull’incapacità professionale del medico e sui suoi legami politici che lo avevano aiutato a fare carriera. L’autore, tuttavia, non menziona mai il nome del medico. Il Tribunale, in primo grado, rigetta la domanda di risarcimento. Il medico propone appello. La Corte d’appello, capovolgendo la pronuncia di primo grado, condanna l’autore del libro al risarcimento dei danno morale ed esistenziale in favore del medico. L’autore propone, quindi, ricorso in cassazione, lamentando, tra le altre cose, che il presupposto della domanda di risarcimento dei danni conseguenti al reato di diffamazione è l’esistenza di un fatto illecito costituente reato. Reato che presuppone l’esistenza di una persona fisica chiaramente individuata e determinata. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso. Il problema della identificazione, o della concreta identificabilità, della persona offesa, quale condizione imprescindibile affinché si possa configurare il reato di diffamazione e la conseguente responsabilità civile dell’autore, è un tema già affrontato dalla Cassazione, anche in tempi recenti. Il 6 agosto 2007, con la sentenza n. 17180, la Corte ha, infatti, affermato il principio per cui, in tema di risarcimento del danno causato da diffamazione a mezzo stampa, non è necessario che il soggetto offeso sia precisamente e specificamente nominato. La sua individuazione può avvenire, in assenza di un richiamo esplicito e nominativo, attraverso gli elementi della fattispecie concreta, quali la natura e portata dell’offesa, le circostanza narrate, oggettive e soggettive, i riferimenti personali i temporali e simili, i quali devono, insieme agli altri elementi che la vicenda offre, essere valutati 10

complessivamente, di modo che possa desumersi, con ragionevole certezza, l’inequivoca individuazione dell’offeso. Non è, quindi, necessario che la persona offesa sia specificamente nominata nello scritto diffamatorio. Perché si configuri il reato di diffamazione a mezzo stampa, l’individuazione della persona offesa deve essere semplicemente deducibile, in termini di affidabile certezza, dalla stessa prospettazione oggettiva dell’offesa, desumibile anche dal contesto in cui è inserita, senza fare ricorso ad intuizioni o congetture. Da una parte, dunque, è possibile individuare la persona offesa attraverso una serie di elementi della fattispecie concreta. Dall’altra, nel procedere a tale ricostruzione, non bisogna cadere nella trappola delle congetture. L’individuazione della persona offesa sarà più facile, poi, quando sia possibile identificarla per esclusione, in via induttiva, in quanto facente parte di una categoria di persone. D’altra parte, afferma la Cassazione, in altra pronuncia, l’intento diffamatorio può essere raggiunto anche con mezzi indiretti e mediante subdole allusioni. Ed è proprio quanto è accaduto nella vicenda raccontata.

soggetto, si può essere condannati comunque e dover risarcire i danni, senza che chi agisca in giudizio debba nemmeno dimostrarli. SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE III CIVILE Sentenza 28 settembre 2012, n. 16543 sul ricorso proposto da: C.F.P., - ricorrente - contro D.P.P., 9- controricorrente avverso la sentenza n. … della CORTE D’APPELLO di GENOVA, depositata il 24/11/2006, R.G.N. …; SVOLGIMENTO DEL PROCESSO 1. D.P.P. conveniva in giudizio davanti al Tribunale di Genova C.F.P., chiedendone la condanna al risarcimento dei danni conseguenti a comportamenti asseritamente diffamatori dal medesimo tenuti. In particolare, la vicenda traeva origine dalla pubblicazione, avvenuta in data 2 marzo 2000 da parte della Casa editrice L., del libro del C.F. intitolato “Pigiami e camici”; in esso l’autore, già dirigente di primo livello presso l’Istituto (OMISSIS), aveva inserito, sotto il titolo “Tre medici al bar”, il contenuto di un immaginario colloquio tra medici ospedalieri durante il quale uno dei tre lamentava, fra l’altro, che il primario del suo reparto fosse un ex assessore comunale democristiano, del tutto ignorante in fatto di medicina (“non distingue un fegato da un

CONTRIBUTI DIRETTI PER I GIORNALI EDITI DA COOPERATIVE, FONDAZIONI ED ENTI MORALI

La Corte ha, infatti, ritenuto che il riferiziamento per i giornali editi da mento ad una serie di elementi quali la 1 cooperative, fondazioni ed enti morali: ridotta statura del soggetto, la sua candidatura alla carica menzionata nel libro, la sua “Considerato che lo stanziamento per pregressa attività politica e la sua collocal’anno 2013 sul Capitolo 466 (“Contributi zione professionale, consentisse, pur senza alle imprese editrici di quotidiani e periol’indicazione del suo nome, l’identificaziodici”) del Centro di Responsabilità n.9 ne del medico e la lesione, quindi, della sua “Informazione ed editoria” ammonta a reputazione professionale e personale. euro 79.431.411,40 e che, quindi, ai sensi della disposizione contenuta nell’articolo Una volta dimostrata tale lesione, tra l’al2, comma 4, del decreto-legge n. 63 del tro, non è necessario dimostrare il danno, in 2012, le risorse da destinare ai contributi quanto questo è costituito dalla diminuziodi cui all’art. 3, comma 3, della legge 250 ne o privazione di un valore, quello della del 1990 e s.m. sono pari ad euro reputazione, della persona umana. 3.971.570.57”… Non basta, dunque, non nominare il soggetIl decreto è consultabile su: to di riferimento per non incorrere nel reato di diffamazione. Quando si scrive, bisogna http://www.governo.it/DIE/Doc/decrestare particolarmente attenti. Se si forniscoto_5_novembre_2013.pdf no elementi che consentono di risalire al Notiziario USPI n° 12/2013


notiziario uspi 2012_nuovo notiziario.qxd 17/12/2013 14:12 Pagina 11

rene”), “presuntuoso come sono spesso i piccoli di statura” e tuttavia appoggiato dal direttore generale (definito “un manager del cavolo”), il quale non era in condizione di percepire come tale primario fosse ignorante e non in grado di dirigere un dipartimento (“Come facciamo a far capire al direttore generale che il nostro A2 è un primario ignorante e che non può diventare A1 e dirigere il dipartimento?”).

indicato espressamente il nome, essendo sufficiente “che l’offeso possa venire identificato per esclusione in via induttiva tra una categoria di persone” – ripercorreva l’intera vicenda, giungendo alla conclusione che le indicazioni fornite dal C.F. rendevano agevole l’individuazione in D.P.P. della persona sulla quale si concentravano tutte le considerazioni negative contenute nei libri e nell’intervista di cui sopra.

Nella medesima data del 2 marzo 2000 era apparsa sul settimanale “L’espresso” un’intervista al medesimo C.F., nel corso della quale egli aveva dichiarato, fra l’altro, che la nomina dei primari ospedalieri da parte dei direttori generali è basata soprattutto sulla convenienza e sulla pressione sindacale e partitica . Costituitosi il C.F., il Tribunale di Genova, con sentenza del 21 aprile 2004, rigettava la domanda, compensando interamente le spese di giudizio.

3. Avverso la sentenza della Corte d’appello di Genova propone ricorso per cassazione il C.F., con atto notificato il 13 marzo 2007 contenente cinque motivi.

2. Avverso la sentenza di primo grado proponevano appello principale il D.P. ed appello incidentale il C.F., quest’ultimo limitatamente alla compensazione delle spese. La Corte d’appello di Genova, con sentenza del 24 novembre 2006, in totale riforma di quella di primo grado, accoglieva l’appello principale, condannava il C.F. al risarcimento del danno esistenziale e morale in favore del D.P. nella misura complessiva di Euro 60.000,00, rigettava l’appello incidentale e poneva a carico del C.F. le spese di entrambi i gradi di giudizio. La Corte ligure – dopo aver rammentato che, in base alla giurisprudenza di legittimità, ai fini della individuabilità del soggetto offeso, non è necessario che ne venga

MOTIVI DELLA DECISIONE 1. Col primo motivo di ricorso si lamenta insufficiente e contraddittoria motivazione, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 5), in ordine ad un fatto controverso e decisivo per il giudizio, costituito dalla questione relativa alla concreta identificabilità e riconoscibilità del D.P. nel soggetto destinatario delle critiche del C.F. Dopo aver riportato parte della motivazione della sentenza di rigetto emessa dal giudice di primo grado, il ricorrente ricorda che la Corte d’appello ha errato nella valutazione delle testimonianze e delle prove, pervenendo in tal modo alla conclusione che la vittima delle critiche contenute nel libro e nell’intervista oggetto di causa potesse essere il D.P. 2. Col secondo motivo di ricorso si lamenta, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3), violazione e falsa applicazione dei principi in tema di diffamazione a mezzo stampa (artt. 42, 43, 47, 51 e 595 cod. pen.) nonché delle norme sulla legittimazione e l’interesse ad agire (artt. 99 e 100 cod. proc. civ.), per

avere la Corte d’appello negato che la certa ed inequivocabile individuazione dell’offeso costituisca condizione imprescindibile per l’esistenza del reato di diffamazione. 3. I due motivi, che possono essere esaminati congiuntamente, non sono fondati. E’ opportuno rammentare, innanzitutto, che la giurisprudenza civile di questa Corte, in piena sintonia con quella penale, ha in tempi recenti enunciato il principio per cui in tema di risarcimento del danno causato da diffamazione a mezzo stampa, non è necessario che il soggetto passivo sia precisamente e specificamente nominato, ma la sua individuazione deve avvenire, in assenza di un esplicito e nominativo richiamo, attraverso gli elementi della fattispecie concreta, quali la natura e portata dell’offesa, le circostanze narrate, oggettive e soggettive, i riferimenti personali e temporali e simili, i quali devono, unitamente agli altri elementi che la vicenda offre, essere valutati complessivamente, di guisa che possa desumersi, con ragionevole certezza, l’inequivoca individuazione dell’offeso (sentenza 6 agosto 2007, n. 17180, la quale espressamente richiama la sentenza penale 11 marzo 2005, n. 15643, Scalfari). La sentenza della Corte d’appello di Genova si inserisce in modo coerente in questo quadro giurisprudenziale. Essa ha dato conto, con dovizia di argomenti e con logica ineccepibile, delle ragioni per le quali ha ritenuto concretamente che il D.P. fosse il bersaglio delle frasi diffamatorie riconducibili al C.F. 4.1. Col terzo motivo di ricorso si lamenta insufficiente e contraddittoria motivazione, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 5), in ordine ad un fatto controverso e decisi15

DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale” dei prodotti editoriali presso gli Archivi Nazionali (DPR 252/06), gli editori associati USPI possono effettuare la consegna in forma cumulativa delle copie diffuse:

copie distribuite nel 3° trimestre dell’anno (luglio-settembre 2013). - Gli editori di periodici con cadenza superiore al settimanale nel mese di novembre non devono effettuare alcuna consegna. ENTRO IL MESE DI GENNAIO

ENTRO IL MESE DI DICEMBRE Gli editori di: QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI e SETTIMANALI con sede principale in: LAZIO, ABRUZZO, MOLISE, CAMPANIA, PUGLIA, BASILICATA, CALABRIA, SICILIA, SARDEGNA sono tenuti ad effettuare la consegna delle Notiziario USPI n° 12/2013

Gli editori con sede principale in VALLE D’AOSTA, PIEMONTE, LOMBARDIA, TRENTINO ALTO ADIGE, - che pubblicano QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e i relativi supplementi allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 4° trimestre dell’anno (ottobre-dicem-

bre 2013); - che pubblicano QUATTRORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie dei periodici distribuite al pubblico nel 2° semestre dell’anno (lugliodicembre 2013). Ricordiamo la necessità di allegare a questa prima spedizione annuale un certificato di iscrizione all’USPI per l’anno 2014. Rammentiamo, infine, che per il deposito delle copie presso le Biblioteche regionali e provinciali la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni. 11


notiziario uspi 2012_nuovo notiziario.qxd 17/12/2013 14:12 Pagina 12

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risoluzione n. 13/4 del 04/02/2005

CONSIDERAzIONI IN RIFERIMENTO A VERIFICHE DELLA GUARDIA DI FINANzA Con la Risoluzione su richiamata, la DIREZIONE CENTRALE dell’AGENZIA delle ENTRATE intendeva fornire chiarimenti in merito al trattamento da riservare, agli effetti IVA e delle Imposte Dirette, alle cessioni gratuite di periodici, distribuiti nelle stazioni ferroviarie, nelle metropolitane o in genere, presso esercizi commerciali o luoghi di lavoro. In specifico i quesiti riguardavano: 1) disposizioni contenute nell’art. 2, secondo comma, n. 4) DPR 26/10/1972 n. 633 per l’IVA; 2) disposizioni contenute nell’art. 53, comma 2, TUIR. Tenuto conto che i beni distribuiti gratuitamente rientrano nell’attività dell’impresa. Tenuto conto che le cessioni gratuite sono distribuite dall’editore, non sulla base di un rapporto giuridico con il cessionario, ma a seguito di contratti di pubblicità stipulati da inserzionisti pubblicitari. Tenuto conto che sono fatturate le prestazioni di servizio (inserzioni pubblicitarie) che rappresentano l’unico ricavo. Per questi casi non sono applicabili le richiamate normative fiscali; i costi afferenti la realizzazione del prodotto sono deducibili dai ricavi; così come l’IVA pagata sugli acquisti è detraibile dall’IVA incassata sui ricavi. Quanto riportato, non presenta elementi di novità, sempre abbiamo operato in questo modo. Rileviamo però, che recentemente la Guardia di Finanza in occasione di verifiche fiscali ad editori, pur confermando la predetta impostazione, ha posto l’accento su alcuni risvolti previsti nella circolare in esame. In sostanza ha eccepito che tale comportamento è applicabile ai soli editori che, richiamati nel 1° capoverso della circolare, distribuiscono le riviste gratuite nelle stazioni ferroviarie, nelle metropolitane, o presso esercizi commerciali o luoghi di lavoro, escludendo tutti gli altri. A nostro avviso tale comportamento risulta errato in quanto rileviamo un chiarimento esplicito nel 5° capoverso della circolare, che recita: “L’editore che effettui una certa tiratura del periodico e provveda alla sua distribuzione secondo particolari modalità, di solito consistenti nella consegna gratuita, diretta o….” La consegna diretta, senza ulteriori specifiche, fa decadere, a nostro giudizio, l’orientamento della Guardia di Finanza. 12

AGENZIA DELLE ENTRATE Direzione Centrale Normativa Contenzioso

una certa rilevanza. e

RISOLUZIONE N. 13/E Roma, 04 febbraio 2005 Oggetto: Trattamento da riservare agli effetti dell’Iva e delle imposte sui redditi alle cessioni di periodici in distribuzione gratuita. Sono giunte alla scrivente richieste di chiarimenti in merito al trattamento da riservare, agli effetti dell’Iva e delle imposte sui redditi, alle cessioni di periodici in distribuzione gratuita nelle stazioni ferroviarie, delle metropolitane o, in genere, presso esercizi commerciali o luoghi di lavoro. In particolare, è stato chiesto se a tali cessioni tornano applicabili le disposizioni contenute nell’articolo 2, secondo comma, n. 4) del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, nonché, in materia di imposte dirette, nell’articolo 53, comma 2, del Testo Unico delle Imposte sui Redditi. Per quanto concerne l’imposizione Iva, il citato articolo 2, secondo comma n. 4) del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 assoggetta ad Iva le cessioni gratuite di beni la cui produzione o il cui commercio rientra nell’attività propria dell’impresa e per i quali sia stata operata, all’atto dell’acquisto o dell’importazione, la detrazione dell’imposta. Dopo aver preliminarmente considerato che nella distribuzione gratuita di periodici da parte dell’impresa editrice si è chiaramente in presenza di beni che rientrano nell’attività propria dell’impresa stessa, occorre rilevare che dette cessioni sono effettuate gratuitamente dall’editore non sulla base di un rapporto giuridico instaurato fra quest’ultimo e il soggetto cessionario, ma in esecuzione dei contratti di pubblicità stipulati fra lo stesso editore e gli inserzionisti pubblicitari. Nella fattispecie, infatti, costituisce elemento essenziale del contratto di pubblicità la circostanza che l’editore, a fronte di un corrispettivo regolarmente assoggettato ad Iva ad aliquota normale, effettui una certa tiratura del periodico e provveda alla sua distribuzione secondo particolari modalità, di solito consistenti nella consegna gratuita, diretta o tramite appositi contenitori (c.d. “totem”) situati presso luoghi pubblici di

E’ facilmente verificabile, al riguardo, che nel settore editoriale esiste, in linea generale, una stretta correlazione fra la tariffa applicata dall’impresa editrice nella vendita degli spazi pubblicitari e il complesso di elementi caratterizzanti il periodico stampato, elementi che possono individuarsi nella tiratura, nel target di lettori cui è diretto il periodico (per es., studenti, donne, uomini d’affari, imprese, etc.), nonché nella capacità di penetrazione nel mercato, influenzata, fra l’altro, da tecniche avanzate di marketing (per es., omaggi, vendite abbinate), ovvero da modalità particolari nella sua diffusione (gratuita in luoghi pubblici, a pagamento nelle edicole o solo per abbonamento). Pertanto, la distribuzione gratuita del periodico da parte dell’editore, pur avendo ad oggetto un bene rientrante nell’attività propria dell’impresa, costituisce nello stesso tempo l’adempimento di una specifica obbligazione dedotta nei contratti di pubblicità, relativa alla diffusione dei messaggi pubblicitari stampati sul periodico, per i quali sono stati versati corrispettivi regolarmente assoggettati ad imposta. Ne consegue che le cessioni dei periodici in questione, anche se hanno la forma di periodici di informazione, fungono nella sostanza da veicoli per la trasmissione di messaggi pubblicitari, e quindi sono in relazione sinallagmatica con il corrispettivo dovuto dagli inserzionisti pubblicitari, da assoggettare ad Iva al momento del relativo pagamento ai sensi dell’articolo 6, terzo comma, del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972. Per quanto concerne il trattamento da riservare ai fini delle imposte sui redditi, si ritiene che, per motivazioni analoghe a quelle sopra esposte, le cessioni gratuite dei periodici in argomento siano effettuate al solo fine di ottemperare agli obblighi contrattuali assunti nei confronti degli inserzionisti pubblicitari in relazione ai quali è rilevato un corrispettivo regolarmente assoggettato a tassazione. Pertanto, si è del parere che con le cessioni gratuite in questione non si attui una destinazione dei periodici a finalità estranee all’esercizio dell’impresa editrice e, conseguentemente, non operi la disposizione di cui all’articolo 53, comma 2, del TUIR, che ricomprende tra i ricavi il valore normale dei beni ceduti. Notiziario USPI n° 12/2013


notiziario uspi 2012_nuovo notiziario.qxd 17/12/2013 14:12 Pagina 13

Notizie dall’INPGI SERVIZIO ENTRATE CONTRIBUTIVE

ALIQUOTE TIPO DI CONTRIBUZIONE

NOTE DATORE DI LAVORO

GIORNALISTA

CIRCOLARE n. 7 del 6/12/2013 OGGETTO: VARIAZIONE ALIQUOTA CONTRIBUTIVA IVS Come anticipato con circolare INPGI n. 9 del 10/11/2011, si ricorda che l’Istituto con atto n. 58 approvato nella seduta del Consiglio di Amministrazione del 15/07/2011, tenuto conto - ai sensi del D.lgs. 509/94 - delle determinazioni assunte dalle parti sociali nell’accordo sottoscritto il 13 luglio 2011 dalla FIEG e dalla FNSI, ha rideterminato l’aliquota contributiva per l’assicurazione invalidità, vecchiaia e superstiti (in seguito IVS) posta a carico del datore di lavoro. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con nota n. 36/0003294/MA004.A007/PG-L-52,53,54 dell’8 novembre 2011 ha approvato la suddetta delibera (Gazz. Uff. 19 novembre 2011, n. 270). Tale atto ha previsto che - a decorrere dal 1 gennaio 2014 - l’aliquota IVS a carico del datore di lavoro sia fissata al 22,28 per cento della retribuzione imponibile. Pertanto, a decorrere dal periodo di paga riferito al mese di gennaio 2014 dovrà essere applicata la suddetta aliquota contributiva. Per comodità, si riportano, di seguito, le aliquote contributive INPGI in vigore a decorrere dal 1/01/2014 (vedi tabella a fianco). Con l’occasione, si ricorda che in base all’art.12, comma 9, della legge 30/04/1969 n.153, come da ultimo modificato dall’art.6 del decreto legislativo 2/09/1997 n. 314, “le gratifiche annuali e periodiche, i conguagli di retribuzione spettanti a seguito di norma di legge o di contratto aventi effetto retroattivo e i premi di produzione sono in ogni caso assoggettati a contribuzione nel mese di corresponsione”. Di conseguenza, tali elementi di retribuzione, in deroga al principio generale di competenza, devono essere assoggettate a contribuzione unitamente alla retribuzione riferita al mese in cui sono corrisposte, anche ai fini del contributo aggiuntivo dell’1% di cui all’art.3 ter della legge n. 438/92. IL DIRIGENTE Augusto Moriga Notiziario USPI n° 12/2013

Assicurazione I.V.S.

22.28%

8.69%

Si aggiunge se dovuto - il contributo dell’1% di cui all’art. 3 ter della legge n. 438/92, posto a carico del giornalista

1.61%

Sono esclusi i soli dipendenti della Pubblica Amministrazione ai quali è garantita la stabilità d’impiego (tempo indeterminato di ruolo)

Mobilità

0.30%

Dovuto dalle Aziende soggette alle procedure di CIGS di cui alla legge n. 416/81, anche con meno di 15 dipendenti.

F.do Garanzia TFR e crediti di lavoro

0.30%

(vedi circolari INPGI n. 1 e n. 2 del 2007)

Assegno Nucleo Familiare

0.05

Sono esclusi i dipendenti della Pubblica Amministrazione, per i quali l’Assegno per il Nucleo Familiare è posto a carico del datore di lavoro

Sub-Totale

24.54%

Disoccupazione

Contributo di solidarietà

Fondo Integrativo

Contributo per Ammortizzatori sociali

10.00%

Calcolato su eventuali contribuzioni a favore dei Fondi integrativi assistenziali e previdenziali a carico del Datore di Lavoro

1.50%

Dovuto soltanto per i giornalisti professionisti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato regolato dal CNLG FIEG/FNSI.

0.50%

0.10%

Dovuto dalle Aziende soggette alle procedure di CIGS di cui alla legge n. 416/81, anche con meno di 15 dipendenti (vedi Circolare INPGI n. 9 del 2/9/2009).

5,00 Euro

Q.ta fissa mensile dovuta soltanto in caso di applicazione del CNLG FIEG/FNSI - Non dovuto per i rapporti di lavoro ex Artt. 2, 12 e 36 del predetto CNLG, se la retribuzione è inferiore al minimo contrattuale di redattore * 30 mesi.

Contributo di perequazione

Contributo infortuni

8.69%

11,88 Euro

Q.ta fissa mensile dovuta da tutti i giornalisti iscritti, a prescindere dal CCNL applicato. Ridotta a 6,00 euro per rapporti di lavoro ex Artt. 2 e 12 CNLG con retribuzione inferiore al minimo contrattuale di redattore + 30 mesi

13


notiziario uspi 2012_nuovo notiziario.qxd 17/12/2013 14:12 Pagina 14

PREMIO MALATTIE RARE 2013. AL VIA LA SECONDA EDIzIONE CON IL PATROCINIO DELL’USPI, FIEG, FNSI, ODG, ASMI, ANSO E EURORDIS Dopo il successo della prima edizione, in termini di candidature e di partecipazione all’evento di premiazione, il comitato organizzatore, accogliendo suggerimenti e proposte provenienti dai partecipanti e dai soggetti a vario titolo coinvolti, ha introdotto alcune novità alla II edizione del PREMIO GIORNALISTICO O.Ma.R., dedicato alle malattie e ai tumori rari. I premi assoluti e i premi speciali, come nello scorso anno e in linea con gli obiettivi principali dell’iniziativa, continuano ad essere riservati ad articoli e servizi giornalistici in lingua italiana pubblicati su testate regolarmente registrate presso il Tribunale competente, ad esclusione delle pubblicazioni che fanno capo agli organizzatori del Premio, oltre che, ovviamente, articoli o servizi a firma dei membri della Giuria. Per concorrere alla seconda edizione, saranno ritenuti idonei articoli pubblicati e servizi andati in onda tra il 1° gennaio 2013 e il 31 dicembre 2013. Il termine per l’invio, che quest’anno avverrà attraverso una nuova e più semplice modalità on line è fissato alla mezzanotte del 7 gennaio 2014. La premiazione si svolgerà a Roma, presso l’Auditorium dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù nel pomeriggio del 27 Febbraio 2014. Il Premio Giornalistico O.Ma.R. per le malattie e i tumori rari nasce per promuovere nei Media una migliore sensibilità ai diversi aspetti delle malattie rare e un approccio alla comunicazione in risonanza con le molteplici problematiche vissute dai pazienti. Il Premio Giornalistico O.Ma.R. prevede l’assegnazione di due premi assoluti: uno dedicato alla categoria dei servizi giornalistici audio o video e uno dedicato agli articoli pubblicati su testate giornalistiche cartacee o web. Gli articoli, gli audio e i video inviati dovranno narrare le tematiche della malattia rara e del tumore raro scegliendo uno o più tra i seguenti punti di: a) ricerca scientifica; b) qualità della vita dei pazienti e servizi ad essi dedicati; c) iniziative delle associazioni; d) politiche socio sanitarie regionali, nazionali e internazionali; e) impatto economico delle malattie e dei tumori rari; f) medicina narrativa e storie di pazienti; g) Aspetti etici legati alle malattie e ai tumori rari. La seconda edizione del premio (2013/2014) prevede l’assegnazione di due premi per un importo ciascuno di euro 3.500 (al lordo delle ritenute fiscali di Legge) per le categorie sopra indicate. Ciascun concorrente potrà partecipare con un numero massimo totale di due elaborati giornalistici, che potranno afferire a una sola o a entrambe le categorie. La partecipazione al premio è aperta a giornalisti professionisti, pubblicisti, studenti delle scuole di giornalismo accreditate dall’ODG oppure autori di articoli, audio o video pubblicati su testate giornalistiche cartacee o ‘on line’ registrate in Italia ai sensi di legge presso il Tribunale competente. Gli articoli devono essere scritti in stile giornalistico: non saranno accettate esposizioni accademiche né articoli a firma di specialisti. I partecipanti devono avere compiuto i 18 anni di età. Gli elaborati devono essere in lingua italiana. Per la seconda edizione è inoltre prevista l’assegnazione di tre premi speciali: Il Premio Claudio Cavazza, promosso da Fondazione Sigma Tau; Il Premio Celgene per i Tumori Rari; Il Premio politiche sanitarie promosso da Shire. Per tutte le informazioni e per le modalità di partecipazione è possibile consultare il regolamento completo su www.premiomalattierare.it


notiziario uspi 2012_nuovo notiziario.qxd 17/12/2013 14:12 Pagina 15

SI PUÒ DIFFAMARE ANCHE SE NON SI NOMINA LA PARTE OFFESA vo per il giudizio, costituito dalla questione relativa alla possibilità di accertare il preteso carattere diffamatorio dei brani in oggetto sulla base di una lettura congiunta e “ad incastro” degli stessi. 4.2. Il motivo non è fondato. La Corte genovese, infatti, pur dichiarando “astrattamente corretto” il principio secondo cui non è ravvisabile il contenuto diffamatorio in una lettura congiunta di più scritti, ha dato conto del perché ha considerato non applicabile simile regola al caso di specie. La menzionata coincidenza di tempi di pubblicazione, infatti, dimostra che la lettura data dalla Corte d’appello non è né arbitraria né “ad incastro”, ma piuttosto espressione di una legittima scelta valutativa che attiene al merito e che in sede di legittimità non può essere ribaltata. 5.1. Col quarto motivo di ricorso si lamenta, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3), violazione e falsa applicazione dei principi in tema di diffamazione a mezzo stampa (artt. 42, 43, 47, 51 e 595 cod. pen., della Legge sulla stampa, artt. 11 e 12) nonché dell’art. 2043 cod. civ., per avere la Corte d’appello imputato al medesimo ricorrente – in quanto ragionevolmente prevedibili secondo la comune esperienza – anche le conseguenze dannose degli ulteriori articoli e pubblicazioni, successivi a quelli del C.F. e non firmati dal medesimo, nei quali si riteneva di poter individuare nel D.P. il destinatario delle critiche oggetto dell’odierno processo.

u

La rassegna stampa tempestiva e affidabile

5.2. Il motivo non è fondato. La sentenza di appello ha affrontato il problema degli ulteriori scritti – pubblicati su organi di stampa a seguito dell’intervista rilasciata dal C.F. e della pubblicazione del libro “Pigiami e camici” – nel momento in cui si è occupata dell’elemento intenzionale del reato di diffamazione (pp. 16-17). Come si vede, perciò, la pronuncia impugnata ha valutato il complesso dell’evento diffamatorio, ritenendo irrilevante, ai fini dell’elemento soggettivo del reato, che ulteriori scritti fossero stati pubblicati a seguito dei fatti oggetto della presente causa.

7. In conclusione, il ricorso è rigettato. Il ricorrente è condannato alle spese del presente giudizio, liquidate come da dispositivo. P.Q.M. La Corte rigetta il ricorso e condanna il ricorrente alla rifusione delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in complessivi Euro 5.200,00, di cui Euro 200,00 per spese.

6.1. Col quinto motivo di ricorso, infine, si lamenta insufficiente e contraddittoria motivazione, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 5), in ordine ad un fatto controverso e decisivo per il giudizio, costituito dalla determinazione dei danni asseritamente lamentati dal D. P. 6.2. Anche questo motivo non è fondato. La giurisprudenza di questa Corte, sia civile che penale, ha riconosciuto, da un lato, che la prova del danno può essere data con ricorso al notorio e tramite presunzioni (Cass. pen., 28 ottobre 2011, n. 6481, Sgarbi) dall’altro, che, una volta dimostrata la lesione della reputazione professionale o personale – la quale va valutata in abstracto, ossia con riferimento al contenuto della reputazione quale si è formata nella coscienza sociale di un determinato momento storico – il danno è in re ipsa, in quanto è costituito dalla diminuzione o pri-

RUBCICH E VOLPI, SOCI BENEMERITI DELL’USPI Nella riunione del Consiglio Nazionale della nostra Unione, tenutasi il 12 dicembre scorso, Il Cav. Ettore Rubcich ed il Prof. Domenico Volpi hanno ricevuto la targa di “Socio Benemerito” dell’USPI, “per la pluriennale attività dedita allo sviluppo dell’Unione e al progresso di tutta la stampa periodica italiana”. Complimenti ed auguri per ancora tanti anni di attività!

® Leader in Media Intelligence

Le news radio e tv a disposizione t con un click

u

La rassegna passata in rassegna

L’Eco della Stampa è in Europa tra i più importanti operatori nell’industria u Per provare i nostri servizi, contattateci del Media Monitoring. u Tel 02 748113.1 u Fax 02 748113.444 Essere un partner affidabile per u info@ecostampa.it chi - in qualsiasi struttura pubblica o privata - operi nell’area della Nominativo comunicazione o del marketing è da oltre 100 anni la nostra mission. Azienda/Ente Anche grazie ai servizi de L’Eco Telefono della Stampa ogni giorno migliaia di E-mail nostri Clienti accrescono l’efficacia delle loro Direzioni Marketing e L’ECO DELLA STAMPA S.p.A. Comunicazione, disponendo di maggiori risorse interne da dedicare Via G. Compagnoni 28, 20129 Milano alle attività con più alto valore www.ecostampa.it aggiunto. USPI

11

vazione di un valore, benché non patrimoniale, della persona umana (v. sentenze 10 maggio 2001, n. 6507, e 18 settembre 2009, n. 20120). A questi criteri si è attenuta la sentenza impugnata, sicchè la censura è priva di fondamento.

L’inserzione sopra riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art.3, terzo comma, del DPR 26/10/72 n.633

Notiziario USPI n° 12/2013

15


notiziario uspi 2012_nuovo notiziario.qxd 17/12/2013 14:12 Pagina 16

PERIODICI ASSOCIATI ALL’USPI (459° elenco) L’aMBieNte aNtRoPico: teRRitoRi - citta’ – aRcHitettuRe Via M. Macchi, 8 20124 Milano Direttore: Arch. Erminio Ferrucci Editore: Sezione Aurea Editori Snc Periodicita’: trimestrale Materia trattata: culture del progetto architettonico, urbanistico, territoriale, ambientale, scienze della terra, sostenibilita’

eDucaZioNe e LiBeRta’

LeccePRiMa

Viale Del Vignola, 3/D 00196 Roma Direttore: Francesco Gemelli Editore: Scuola Nuova S.R.L. Periodicità: mensile Materia trattata: politica, attualità, scuola, cultura

Via Col. Costadura, 35 73100 Lecce Direttore: Emilio Faiure Editore: Salentoprima S.r.l. Periodicita’: plurisettimanale Materia trattata: cronaca, eventi, sport

cuRRuNt

La GaZZetta DeL caLatiNo

oPeRa NeWs

Via Cardinale Mezzofanti, 26/3 20133 Milano Direttore: Giacomo Rovera Editore: Currunt S.R.L. Periodicità: settimanale Materia trattata: varie e attualità

Via Nuoro, 2 95041 Caltagirone (Ct) Direttore: Lucio Gambera Editore: Multimedia Group S.C.R.L. Periodicita’: 3 Settimane Materia Trattata: informazione locale

Via Pastore, 1 48123 Ravenna Direttore: Simone Giglioli Editore: Edizioni Moderna Soc. Coop. Periodicita’: semestrale Materia trattata: materiali edili, competenze e posatori

L’eco DeL suD MessiNa seRa

iMaGe iN PRoGRess

Via Tacito, 90 Sc. C Int. 23 00193 Roma Direttore: Giuseppe Passaniti Editore: Giuseppe Passaniti Periodicita’: Mensile Materia Trattata: gazzetta di informazione

Via Orti Di Trastevere, 55 00153 Roma Direttore: Emanuele Cucuzza Editore: Edifore S.R.L. Periodicita’: Semestrale Materia trattata: arte fotografica

usi e coNsuMi – LeGGeRe PRiMa Di coNsuMaRe Viale degli Ammiragli, 91 00136 ROMA Direttore: Raffaella Anna Maria Vitulano Editore: Adiconsum Periodicita’: mensile Materia trattata: consumierismo

NOTIzIARIO

Uspi

Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 Fax 06.40.66.859 - 06.406.59.41 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Via della Navigazione Interna, 89 35027 Noventa Padovana (PD)

CONVENZIONE USPI-SDA EXPRESS COURIER RINNOVATA LA CONVENZIONE TRA USPI E SDA EXPRESS COURIER PER LA SPEDIZIONE DI PACCHI, A CONDIZIONI VANTAGGIOSE, RISERVATE AGLI ASSOCIATI ALLA NOSTRA UNIONE. NUOVI SERVIZI ACCESSORI. TUTTE LE INFORMAZIONI SU SEZIONE www.USPI.IT, “CONVENZIONI”.

E’ STATA

“I nostri pacchi possono viaggiare con SDA”.

Il n. 12 dicembre 2013 è stato stampato il 17 dicembre 2013

16

Notiziario USPI n° 12/2013


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook