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Anno 2004 - Edizione N. 11 - Novembre

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OTIZIARI N O MENSILE DELL’UNIONE STAMPA PERIODICA ITALIANA

Anno 40°

1953

Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L. 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma. In caso di mancato

Audizione dell’USPI alla Commissione Cultura della Camera

neretto Parità e libertà “Prosegue la discussione sul ddl Bonaiuti in Commissione Cultura della Camera. Sull’audizione dell’USPI troverete resoconto su questo notiziario, insieme al documento che l’Unione ha presentato. Ci siamo limitati, in quella sede, a trattare il ddl Bonaiuti senza allargare il discorso alla finanziaria, pur avendo precise idee sugli interventi da richiedere. Ne parleremo nel prossimo numero del notiziario. Intanto, rileviamo che l’interesse sulle richieste USPI da parte dei deputati è aumentato, e questo è un buon presupposto. Vedremo. Intanto, la Camera ha approvato il ddl sulla diffamazione senza fondamentali modifiche al testo commentato nel numero di luglio-agosto. Sono state inasprite le sanzioni pecuniarie, e questo fa sorridere, anche perché non se ne capisce 2 il reale motivo.

All’interno IL TESTO INTEGRALE DEL DISEGNO DI LEGGE BONAIUTI

POSITIVO IL GIUDIZIO SUL DDL BONAIUTI MA OCCORRE INSERIRE LA PARITA’ DI TRATTAMENTO Chiesto, in particolare, l’equilibrio tra quotidiani e periodici e tra piccola, media e grande impresa editoriale per le tariffe e il servizio postale e la pubblicità istituzionale ell’ambito di una serie programmata di audizioni delle parti sociali sul disegno di legge “Bonaiuti”, la VII Commissione Cultura, Scienza ed Istruzione della Camera dei Deputati, in data 20 ottobre scorso, ha ascoltato una delegazione dell’USPI sulle proposte emendative al DDL all’esame della Commissione stessa. La delegazione era guidata dal Segretario Generale Francesco Saverio Vetere e composta da Manuela Dradi, Enrico Longo e Vittorio Volpi. Alla presenza del relatore del provvedimento, On. Denis Verdini, e di tutti i responsabili editoria dei gruppi parlamentari in Commissione - On. Giuseppe Giulietti (DS), On. Enzo Carra (Margherita), On. Giorgio Lainati (FI), On. Alessio Butti (AN) e On. Giovanna Bianchi Clerici (Lega Nord) -, l’Avv. Vetere ha illustrato le

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NELLE ALTRE PAGINE -3Le quote associative USPI per l’anno 2005 -4EISE - International Business Contacts

- da 6 a 8 Il ruolo della stampa periodica a sostegno delle problematiche della terza età (Messina, 21-23 ottobre 2004)

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- da 10 a 12 Disposizioni in materia di editoria e diffusione della stampa quotidiana e periodica (DDL Bonaiuti)

- 14 Echi dal XVII stage USPI di Urbino - 15 Biblioteca

- 13 Diffamazione, reato senza carcere Diffamazione allo zoom

n. 11 novembre 2004

recapito rinviare all’ufficio P.T. di Roma - Romanina detentore del conto per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa in vigore

Considerazioni a margine degli “Stati Generali dell’Editoria”

- 16 Le co.co.co. senza progetto sono uscite di scena Ora l’INPGI 2 ha un call center

considerazioni e prospettato le proposte emendative al testo di legge avanzate dall’USPI. L’intento della Commissione, al pari di quello del Governo espresso dal Sottosegretario Bonaiuti, è quello di giungere alle riforme delle leggi sull’editoria operando in un clima di collaborazione tra maggioranza e opposizione e tenendo presenti le istanze delle categorie interessate. Sincero interesse hanno, quindi, suscitato le proposte migliorative del disegno di legge in esame che l’USPI ha presentato in un documento che di seguito riportiamo. In tale documento vengono analizzate solo le tematiche afferenti al DDL Bonaiuti, ma l’USPI si è riservata di presentare altre proposte legislative da inserire nella legge Finanziaria per il 2005 a tutela e per lo sviluppo della piccola e media editoria. Segnaliamo infine ai nostri lettori che, per una miglior chiarezza delle proposte USPI, pubblichiamo nelle pagine interne di questo stesso Notiziario il testo integrale del disegno di legge 4163, c.d. “Bonaiuti”, concernente “Disposizioni in materia di editoria e diffusione della stampa quotidiana e periodica”.

AUDIZIONE INFORMALE PRESSO LA VII COMMISSIONE CULTURA, SCIENZA E ISTRUZIONE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI (Roma, 20 ottobre 2004)

Periodici associati all’USPI (366° elenco) L’Eco della Stampa

BREVI NOTE SUL DDL 4163 e RICHIESTE USPI 2

Articoli e notizie di questo Notiziario possono essere liberamente riprodotti citandone la fonte. Se ne raccomanda, anzi, la massima diffusione da parte di tutti i periodici associati all’USPI, nell’interesse della categoria QUESTO NOTIZIARIO VIENE SPEDITO AGLI ASSOCIATI USPI IN REGOLA CON IL VERSAMENTO DELLE QUOTE


Audizione dell’USPI alla Commissione Cultura della Camera «Il DDL 4163, lungamente atteso e più volte annunciato, presenta un quadro normativo complesso, occupandosi di molte tra le più importanti tematiche del settore editoriale. La valutazione complessiva dell’USPI non può che essere positiva, perché il DDL in oggetto introduce disposizioni richieste da tempo dagli editori e perfeziona alcune leggi di difficile applicazione, rendendo finalmente possibile l’efficace attuazione delle stesse.

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Ciò premesso, l’USPI ritiene che il DDL 4163 sia perfezionabile nel senso di una più marcata tutela del pluralismo, ottenibile seguendo due direttrici: 1) l’equilibrio di talune norme tra quotidiani e periodici; 2) l’equilibrio tra piccola, media e grande impresa editoriale.

170/2001, l’ “Osservatorio per il Monitoraggio del Mercato Editoriale”. A nostro avviso, ogni intervento sull’allargamento dei punti vendita dovrebbe essere subordinato ai risultati del lavoro dell’Osservatorio, affinché il Parlamento possa intervenire in materia più informata e, quindi, più efficace. L’articolo 5 modifica la legge 250/90, in particolare incidendo sulla disciplina riguardante il requisito temporale per l’accesso alle provvidenze, elevato a 5 anni. Riguardo al requisito temporale, però, è da rilevare come i contributi di cui all’articolo 3, comma 3, siano riservati esclusivamente ai prodotti editoriali pubblicati nei due anni precedenti la legge 250/90, e cioè a quei periodici che fossero già editi nel 1988 e 1989.

Ma il tema delle spedizioni in abbonamento postale delle riviste, il mezzo assolutamente più usato dalla piccola e media editoria periodica per raggiungere i propri lettori, ci deve portare ad una considerazione di più ampio respiro. Poste Italiane, pur nella trasformazione in società per azioni, opera in regime di totale monopolio per quanto riguarda la distribuzione delle stampe su tutto il territorio nazionale, anche per la difficoltà del mercato ad aprirsi a validi competitori. Poste Italiane, nelle proprie offerte collaterali alle tariffe agevolate stabilite dal Ministero delle Comunicazioni, segue una logica prettamente commerciale (“più quantitativi si spediscono, più sono gli sconti”) che male si raffronta con la dichiarata tutela dell’editoria, e soprattutto quella medio-piccola, quale cardine del vero pluralismo.

Tale requisito aveva una sua ben comprensibile motivazione quando è stata emanata la legge 250/90 perché intendeva riservare i contributi a giornali che avessero un minimo di radicamento nel panorama editoriale, escludendo quindi iniziative estemporanee che si poteva sospettare nascessero solo per beneficiare delle misure di sostegno.

Anche sul piano del servizio si denota questo squilibrio tra quotidiani e periodici, tra grandi e piccoli editori, citato in premessa. Esempio ne è la possibilità accordata solo agli editori di quotidiani e di pluri-settimanali di effettuare, nella postalizzazione delle proprie riviste, un decentramento più capillare ed a fronte di tariffe più basse.

Questa Unione ritiene, pertanto, indefettibile l’approvazione di questa norma, a garanzia di tutto il settore dell’informazione telematica al pari di quello della carta stampata.

Nelle molte modifiche apportate alla L. 250/90 si è però abbastanza inspiegabilmente trascurato di correggere la disposizione e, mantenendone la giusta ispirazione originaria, prevedere che ai contributi potessero accedere pubblicazioni che nell’anno di riferimento dei contributi stessi avessero un minimo di due anni di anzianità.

L’articolo 3 introduce la figura del responsabile del procedimento per la pubblicazione dei bilanci degli enti pubblici.

L’USPI, pertanto, sostiene la necessità che nel DDL in esame trovi accoglienza il principio della “parità di trattamento” (così come affermato nel D.Lgvo 170/01 sulla diffusione della stampa in edicola e nei punti alternativi) per quanto riguarda le tariffe ed il servizio di spedizione in abbonamento postale, sia nel regime agevolato sia nel regime non agevolato». 13 *****

L’articolo 10, infine, contiene disposizioni in larga misura superate dal DL 353/03 (conv. nella L. 46/04).

Tale norma è da considerarsi con assoluto favore, perché favorisce l’applicazione di una legge (la 67/87) quasi completamente disattesa.

Bisogna rilevare, però, che tale legge introduce, all’articolo 1, comma 3-bis, un ulteriore obbligo per gli editori che consiste in una domanda per l’accesso alle agevolazioni postali da presentare entro il 30 settembre di ogni anno per l’anno successivo.

L’analisi del DDL, che sviluppiamo in estrema sintesi sugli articoli più importanti, inizia dall’articolo 1 che prevede l’obbligo di iscrizione al ROC dei siti aventi natura editoriale. Tale norma è stata richiesta da circa 5 anni dall’USPI, soprattutto a fini di tutela degli utenti, realizzata attraverso la nomina di un direttore responsabile.

E’ da rilevare, però, che tale legge impone la pubblicazione dei bilanci, in definitiva, su 3 quotidiani e 1 periodico. Si tratta di uno squilibrio assai evidente che, a nostro avviso, dovrebbe essere corretto prevedendo la pubblicazione dei bilanci su 2 periodici, di cui uno locale (e non “a diffusione locale”, per evitare che i grandi assorbano tutto), per rispondere meglio alle esigenze della legge e per favorire lo sviluppo dei giornali locali. In merito all’articolo 4, bisogna rilevare che è stato da poco istituito, ex D.Lgvo 2

Tale obbligo è completamente inutile per la Presidenza del Consiglio dei Ministri e Poste Italiane SpA e si appalesa unicamente dannoso per gli editori, in particolare per i piccoli e medi, i quali potrebbero trovarsi, per mancanza di informazione, nella condizione di perdere le agevolazioni essenziali per la loro sopravvivenza. L’abrogazione di tale norma, annunciata come intendimento del relatore, On. Verdini, è da considerarsi indispensabile per la tutela della piccola e media editoria.

neretto 1

Una discussione che avrebbe potuto essere alta viene ridotta a volgare compromesso su ogni punto, condizionata da interessi corporativi, bassi interessi di partito et similia. La politica, che dovrebbe pilotare il progresso di un paese, diventa preda dei più bassi istinti per calcolo e mancanza di coraggio. Chi vorrebbe fare di più si trova costretto a rinunciare, constatata l’impossibilità di qualunque riforma veramente migliorativa. Non è questione di governo, è questione di sistema. Il nostro non va e deve essere cambiato, nella consapevolezza che, al punto in cui siamo, potrebbero perfino peggiorarlo, anche se sembra impossibile”. Notiziario USPI n° 11


LE QUOTE ASSOCIATIVE USPI

per l’anno 2005 L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2005 versando la relativa quota associativa, lungi dal corrispondere ad una rituale formalità, risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche publiche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - copia gratuita della XIII edizione della “Guida della Stampa Periodica” (due volumi; uscita prevista: fine 2004); - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, marketing, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura. Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2005 (e comprensive del costo del “Notiziario USPI”) sono le seguenti:

Per le testate (secondo la tiratura dichiarata): da da da da da

€ 190,00 € 595,00 € 1.150,00 € 2.350,00 € 3.600,00

1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su

Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge.

Quota d’iscrizione (“una tantum” per le testate che si iscrivono per la prima volta): - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie

€

80,00

- Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie

€

160,00

- se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI

€

210,00

- stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI

€

320,00

Per i soci singoli ex art. 31 dello Statuto:

Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 257, Via Franceschini n. 58 - Roma, CIN: U - ABI: 05584 - CAB: 03206 c/c: 000000004977 (intestato USPI), ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI.

ATTENZIONE

Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio. PER FACILITARE IL VERSAMENTO DELLE QUOTE IN QUESTO NUMERO E’ INSERITO UN MODULO DI C.C.P.


LA CAMERA APPROVA LE MODIFICHE ALL’ARTICOLO 595 C.P. E ALL’ARTICOLO 8 LEGGE 47/48

DIFFAMAZIONE, REATO SENZA CARCERE Inasprite le multe, da 3.000 a 10.000 euro. La rettifica come causa di non punibilità. In caso di recidiva, sospensione dalla professione fino a 6 mesi. on 330 voti favorevoli, 6 contrari e 20 astensioni, l’Aula della Camera dei Deputati, nella seduta del 26 ottobre scorso, ha licenziato il testo del disegno di legge sulla diffamazione che da oltre un anno giaceva all’esame di quel ramo del Parlamento. Il provvedimento deve ora affrontare l’esame del Senato. Nel testo approvato dalla grandissima maggioranza dei deputati, la diffamazione, sia semplice sia a mezzo stampa, non sarà più punita con la pena detentiva. Ricordiamo che oggi, per la commissione del reato a mezzo della stampa, si rischiano da 6 mesi a 3 anni per la diffamazione semplice e da 1 a 6 anni per l’attribuzione di fatti determinati. Spariscono, quindi, le pene detentive, ma l’ingiuria e la diffamazione continuano ad essere considerate reati penali. Le forze politiche e parlamentari non sono riuscite (o non hanno voluto), quindi, ad arrivare al nocciolo vero della questione rappresentato dalla necessità (ed opportu-

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nità) della depenalizzazione della diffamazione, a partire dall’ipotesi più semplice fino alle ipotesi più gravi, quali la diffamazione a mezzo stampa. Confermiamo, pertanto, il pensiero già espresso sul numero di luglio-agosto di questo Notiziario: “Continuare a considerare delitto punibile con sanzione penale un illecito di opinione contrasta con una visione autenticamente democratica del nostro sistema giuridico”. Tornando all’esame del disegno di legge ora all’esame del Senato, la diffamazione semplice o a mezzo stampa viene punita con la multa da 3 a 8 mila euro. Per la diffamazione, sempre a mezzo stampa, consistente nell’attribuzione di un fatto determinato, il DDL prevede la multa da 5 a 10 mila euro. Nel caso di recidiva scatta anche la pena accessoria, decretata dal giudice, dell’interdizione temporanea (da 1 a 6 mesi) dalla professione giornalistica. La condanna può essere evitata con la pubblicazione della rettifica; il nuovo testo di

legge prevede, infatti, la non punibilità per il giornalista che rettificherà la notizia diffamatoria. Secondo la nuova normativa il direttore (o il vice direttore) responsabile risponde del reato di diffamazione solo “se il delitto è conseguenza della violazione dei doveri di vigilanza” sul contenuto dell’articolo giudicato diffamatorio. Per il direttore, comunque, la pena è ridotta di un terzo rispetto a quella prevista per l’articolista. Viene posto un tetto anche alla richiesta di risarcimento nel giudizio civile. Per diffamazione a mezzo stampa, il risarcimento non può superare i 30 mila euro quando il danno non è quantificabile ed il giudice lo liquida in via equitativa. Il vincolo non opera in caso di recidiva. L’azione civile per il risarcimento del danno alla reputazione si prescrive in un anno dalla pubblicazione. Anche per l’ingiuria scompare la pena detentiva e viene punita con una multa di 5 mila euro, aumentabile in casi particolarmente gravi. Il disegno di legge approvato prevede, infine, che le condanne comminate prima dell’entrata in vigore della legge, ancora del tutto o in parte non eseguite, possano essere sostituite con le corrispondenti pene pecuniarie. Le norme sulla stampa sono estese anche ai siti internet e ai libri.

Diffamazione allo zoom ABOLITE LE PENE DETENTIVE La diffamazione e l’ingiuria non saranno più punite con il carcere. La normativa attualmente in vigore prevede per l’ingiuria fino ad 1 anno di detenzione per i casi più gravi; per la diffamazione semplice a mezzo stampa da 6 mesi a 3 anni; per l’attribuzione di fatti determinati da 1 a 6 anni di carcere. PENE PECUNIARIE (MULTE) Il nuovo testo di legge sulla diffamazione prevede: - Ingiuria: multa fino a 5 mila euro; - Diffamazione semplice: multa da 1.500 a 6.000 euro per chi offenda qualcuno comunicando con più persone; - Diffamazione a mezzo stampa: multa da 3.000 a 8.000 euro; - Attribuzione di fatti determinati: multa

Notiziario USPI n° 11

da 5.000 a 10.000 euro per questo tipo più grave di diffamazione a mezzo stampa. RECIDIVA Nel caso di ripetizione del reato scatta la sospensione della professione giornalistica da 1 a 6 mesi. RETTIFICA La compiuta pubblicazione della rettifica è causa di non punibilità del giornalista. DIRETTORE RESPONSABILE Il direttore o il vicedirettore responsabile rispondono del reato solo “se il delitto è conseguenza della violazione dei doveri di vigilanza”, sul contenuto della pubblicazione. La pena è comunque ridotta di un terzo rispetto a quanto previsto per l’autore dell’articolo diffamatorio. RISARCIMENTO CIVILE Quando il danno non è quantificabile e il giudice decide in via equitativa, la richiesta

di risarcimento non può superare i 30.000 euro. Questo vincolo non opera se l’imputato è stato già condannato in via definitiva per aver diffamato la stessa parte offesa. L’azione civile si prescrive in un anno dalla pubblicazione. CONDANNE ANCORA PENDENTI Le condanne alla reclusione comminate in via definitiva prima dell’entrata in vigore della nuova legge, e ancora del tutto o in parte non eseguite, si possono trasformare in pene pecuniarie. INTERNET E LIBRI La normativa sulla stampa (L. 47/48) è estesa anche ai siti Internet. Se la diffamazione è contenuta in una pubblicazione non periodica, l’autore dovrà pubblicare la rettifica, a proprie spese, su due quotidiani a tiratura nazionale, indicati dalla persona offesa, entro 7 giorni dalla richiesta da parte di quest’ultima.

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A Messina dal 21 al 23 ottobre il Convegno promosso dall’USPI e dall’Università della Terza Età

IL RUOLO DELLA STAMPA PERIODICA A SOSTEGNO DELLE PROBLEMATICHE DELLA TERZA ETÀ o stile di vita, la longevità e la psicologia dei lettori di una certa età sono stati al centro del Convegno promosso dall’USPI e organizzato dal prof. Carmelo Garofalo, Vice Presidente dell’Unione, in collaborazione con l’Università della Terza Età di Messina e con il concorso dell’Assemblea e della Presidenza della Regione Siciliana. E’ stato un evento di rilevante l i v e l l o scientifico ed editoriale, seguito da un folto pubblico di giornalisti, di anziani e di giovani CARMELO GAROFALO, Vice attenti, colti Presidente dell’USPI, Presidente e fortemente dell’Università della Terza Età di interessati. Messina, Editore de “L’Eco del Sud”, organizzatore e “vulcanico” Ha aperto i l a v o r i , animatore del Convegno. nell’Aula Magna dell’Università, il Presidente dell’USPI, Mario Negri che ha delineato un percorso editoriale che sappia cogliere la specificità di un interessante bacino di utenza costituito dalla terza età. (v. sintesi dell’intervento in questa pagina - n.d.r.). E’ seguita l’attesa relazione scientifica del prof. Vincenzo Nicita Mauro, Direttore dell’Istituto di Geriatria dell’Università di Messina, che ha costruito magistralmente una filosofia della terza età non solo salutistica ma anche ispirata a realismo, buon senso e ottimismo. Le didascalie e le suggestive foto a colori della lavagna luminosa hanno arricchito la prolusione con una documentata ricognizione dei più avanzati traguardi scientifici scandita da pillole di saggezza e consigli pratici di eccezionale efficacia. Ne scegliamo a caso qualcuno. “La vita anche da anziani può essere bella se si ama e si è amati”. “Cerca di essere ancora utile alla famiglia e alla società”. “Non chiudere la giornata senza aver appreso o fatto qualcosa di nuovo”. “Rinforza la tua identità mediante un’opera continua di crescita interiore”. “Cerca di avere sempre più sogni e meno rimpianti”. Il primo giorno del Convegno si è concluso

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con una visita alla sede e agli stabilimenti tipografici della “Gazzetta del Sud”, impreziosita da un cordiale incontro con il direttore, Sen. Nino Calarco. Il 22 ottobre, nell’Aula Magna della Facoltà di Giurisprudenza, il Preside prof. Antonino Metro ha rivolto un caloroso saluto ai convegnisti e ai corsisti dell’Università della Terza Età. E’ seguita la relazione di base sul tema del Convegno tenuta dal Vice Presidente della Giunta Esecutiva dell’USPI, dr. Giancarlo Cinoglossi (v. pagina a fianco - n.d.r.). Ha concluso la sessione antimeridiana del 22 ottobre la visita allo spettacolare campanile del Duomo, alla Cattedrale e al suo

Tesoro. I lavori pomeridiani, riservati agli interventi, hanno avuto a protagonisti i giornalisti Maria Bruglia, Mimma Cucinotta, Revisore dei Conti dell’USPI, Lorenza Mazzeo, presidente del Centro Unesco Giovanile Siciliano e Fiduciario USPI per la Sicilia, Carmelo Occhino Segretario dell’Associazione giornalisti europei, Domenico Puleio, Consigliere della stessa Associazione, Michele Sciacca, Domenico Venuti e Santina Schepis, docente dell’Università della Terza Età. Nella stessa sessione è stata inaugurata una mostra di arti figurative dei corsisti dell’UNITRE ed è stato presentato il saggio

NEGRI: LA TERZA ETA’, INTERESSANTE BACINO DI UTENZA

che ribadirne la “ghettizzazione”. Al contrario noi editori dobbiamo sforzarci di individuare le tematiche che li possano coinvolgere, in MARIO NEGRI, Presidente USPI modo da sollecitare il desiderio di partecipare ai problemi di tutti, recuperando con l’interesse alla vita della società l’energia necessaria per operare attivamente. Forse per indurre gli editori di periodici a intraprendere questa nuova direzione potrebbe bastare la considerazione che gli anziani, per il maggior tempo libero di cui dispongono, costituiscono un bacino di utenza di “ carta stampata” privilegiato, le cui potenzialità probabilmente sono ben lontane dall’essere appieno sfruttate. Ma non voglio dilungarmi oltre in queste considerazioni, che saranno più compiutamente trattate nella relazione di base e negli interventi di domani. A me compete soltanto, dopo questa brevissima introduzione, dichiarare aperti i lavori ed esprimere l’augurio di ottima riuscita del Convegno che dovrà testimoniare ancora una volta come l’USPI sappia essere giustamente attenta alle tematiche di maggiore attualità per un Paese moderno nel quale una libera stampa consapevole della sua responsabilità deve continuare a esercitare il ruolo di fattore essenziale di ogni progresso civile».

«Il tema del Convegno è stimolante perché ci induce a riflettere su una realtà troppo trascurata e che invece nella società contemporanea merita una precisa attenzione. Tutti sappiamo che l’età media dell’uomo si è notevolmente allungata, ma questo dato troppo spesso è stato preso in considerazione solo per i problemi che genera in ambito previdenziale, con l’aumento crescente di beneficiari di pensioni e non in tutte le sue valenze di carattere sociale e culturale.. E’ invece tempo di comprendere con maggiore perspicuità che cosa significa nella società una presenza più ampia che per il passato di soggetti di età avanzata. quali siano i loro specifici bisogni e problemi, che ruolo possono avere per contribuire utilmente alla crescita comune. E’ sterile manifestazione di buoni sentimenti limitarsi a deprecare la solitudine e l’isolamento nei quali vengono abbandonati gli anziani, questi cittadini che molti sembrano considerare quasi come titolari di diritti attenuati. Occorre invece capire come sia proprio l’abbandono a ridurre le capacità di continuare ad essere e a sentirsi utili. La stampa periodica può esercitare un ruolo di primaria importanza per reintrodurre gli anziani nella vita comune come cittadini pleno iure, avendo però ben presente che non si tratta soltanto di pubblicare inchieste sulla loro condizione o, peggio, di riservare loro apposite rubriche, che non avrebbero probabilmente altro esito

Notiziario USPI n° 11


finale del Laboratorio Teatrale della stessa Università, coordinato dal prof. Francesco Cangemi, su testi di Ninni Mantineo. La mattina del 23 ottobre una visita a Taormina, resa ancora più incantevole da una luce estiva, ha chiuso in bellezza il riuscitissimo Convegno. Tutte le sessioni sono state brillantemente presiedute dal prof. Carmelo Garofalo, nella sua duplice veste di Vice Presidente dell’USPI e di Presidente dell’Università della Terza Età di Messina. Ancora una volta la Sicilia non ha smentito la sua raffinata cultura e la sua signorile ospitalità.

mia anima. Si perde la memoria recente e si sviluppa la memoria lontana, ed è gradevole inseguire persone e rivivere situazioni accadute tanti anni fa. Sembra di stare in un romanzo. Il ripasso della propria vita è un esercizio che tutti dovrebbero fare, a una certa età. Si vede quel che ci siamo lasciati

L’ANIMA ESTERNA DELL’ANZIANO Anzitutto, sulla lunghezza d’onda dell’ossimoro da noi evocato, l’indagine definisce l’anziano come un giovane di una certa età che sta imparando ad invecchiare. Questo “giovane-vecchio” smentisce clamorosa-

La relazione di base CINOGLOSSI: I PERIODICI E LE DUE ANIME DELLA SENILITA’

«Il

tema davvero inedito di questo Convegno pone qualche domanda a cui dobbiamo rispondere, prima di chiederci cosa possa fare l’editoria periodica per la terza età. Come sono fatti i potenziali lettori di una certa età e qual’è il modo più efficace per comunicare con essi e per interessarli alla lettura? Per rispondere a questi interrogativi soccorre la celebre definizione che Hegel diede del giornale: “La lettura del giornale è la preghiera del mattino dell’uomo moderno”. Se la pagina stampata provoca una sorta di preghiera nell’anima del lettore, un periodico che voglia farsi leggere deve saper parlare alla sua anima. Ma com’è fatta l’anima del lettore di una certa età? La terza età è dotata di un’anima esterna, apparente, a volte sorprendente e di un’anima interna, intima, non meno stupefacente. GIANCARLO CINOGLOSSI, L’anima esterna Vice Presidente della Giunta dell’anziano è Esecutiva dell’USPI e relatore curiosa del di base del Convegno nuovo, è interessata al mondo, vuole invecchiare bene, ama il rumore della vita. L’anima interna ama conservare e ravvivare le memorie del passato, è immersa nella cultura dei sentimenti, ha il cuore di un vecchio ragazzo, sa godersi il piacere di non avere molto da fare, è talvolta disturbata dall’intrusione della vita. L’ottantatreenne Dino Risi, maestro e inventore della commedia all’italiana, nel numero di settembre di “Capital” ha colto acutamente questa dimensione recondita della senilità. “Ogni giorno - sono sue parole - mi capita di ascoltare le voci della Notiziario USPI n° 11

Il tavolo della Presidenza, durante lo svolgimento dei lavori congressuali nell’Aula Magna dell’Università di Messina.

alle spalle, il buono, il cattivo, il ridicolo, l’inutile. Ma anche certi momenti di felicità e di luce, che ci consolano delle gambe che hanno perso agilità...”. Questa duplice dimensione della senilità spiega come, al pari di un ossimoro, la terza età sia contemporaneamente sinonimo di vitalità e fragilità, di dipendenza e autonomia, di dinamismo e dolce far niente, di problema e di risorsa. Vengo subito al succo del mio intervento: la stampa periodica potrà sostenere le problematiche degli anziani e farsi leggere da loro - perché questo è il problema! - solo se riuscirà a parlare alle loro due anime. Diciamolo francamente: gli anziani leggono poco. Una recente analisi della lettura in base all’età indica che la percentuale di lettori di quotidiani nel giorno medio aumenta al crescere dell’età, partendo dal 34,2% di lettori tra i giovanissimi. Raggiunta la percentuale maggiore nella fascia 45-54 anni (44,6%), l’andamento si inverte e si assiste ad un calo significativo che culmina, tra gli over 65, con la percentuale più bassa di lettori, il 28,7%. Gli anziani rappresentano, dunque una sfida per l’editoria della carta stampata, un cimento che può essere vinto solo con prodotti mirati e con una colta conoscenza del target. Se vogliamo che i periodici siano letti dagli anziani dobbiamo chiederci com’è fatto questo target dalle due anime. Risposte interessanti arrivano dall’indagine “Anziani e salute” condotta dal CENSIS su un campione di 1500 over 65 e presentata proprio in questi giorni.

mente non solo il banale stereotipo del pensionato che vegeta sulla panchina dei giardinetti, ma anche l’ancora più banale macchietta del nonno votato ad un insulso giovanilismo. Gli anziani sono salutisti: l’87% ha smesso di fumare e il 70% non tocca alcolici. Il 50% si rivolge al medico di base che gode dell’approvazione di uno straordinario 90% del campione. Gli anziani sono sereni: il 64,8% si considera completamente sufficiente e solo il 19,3% giudica insoddisfacente il suo stato di salute a fronte di un quasi 50% che lo riconosce ottimo o buono. Solo il 13,4% ammette di aver trovato recentemente ostacoli fisici alla propria mobilità. I dati CENSIS riguardano ovviamente sia gli uomini che le donne, ma in merito alle donne vorrei sottolineare che la nostra generazione conosce mariti mesti ed abulici che hanno il privilegio di vivere con mogli altrettanto anziane ma pimpanti, attente alla dieta, ben truccate e pettinate e soprattutto piene di gioia di vivere. Un altro atteggiamento diffuso dell’anima esterna del 60/70enne è dato dalla sua propensione ad essere ancora attivo. Tale dinamismo è stato evidenziato dal Rapporto “Essere Anziano Oggi/2004” presentato il 6 ottobre u.s. al Forum internazionale Gold Age di Riva del Garda. Peraltro l’indagine segnala un singolare parallelismo tra sessantenni e trentenni. La metà degli anziani intervistati ricorda come spesso “non si veda l’ora di andare in pensione ma in realtà sarebbe 8 bene mantenersi attivi più a 7


IL RUOLO DELLA STAMPA PERIODICA A SOSTEGNO DELLE PROBLEMATICHE DELLA TERZA ETÀ lungo”. E ancora ribadisce come “chi è andato in pensione troppo presto spesso si pente, perché si sente escluso anzitempo”. Bisogna riconoscere che la riforma delle pensioni scattata il 4 ottobre u.s. - premiando con un superbonus economico del 37% chi, pur avendo maturato il diritto alla pensione di anzianità, rinvia il collocamento a riposo - ha il pregio di cogliere questo attivismo della senilità. Da parte loro i trentenni trovano comodo vivere a lungo in famiglia (53,9%) ma hanno l’impressione che il periodo di formazione non si concluda mai (64,8%) e considerano comunque un rischio rimandare l’ingresso nella vita attiva (72,3%). Entrambe le categorie godono di una situazione garantita - gli anziani con la pensione, i giovani con la famiglia - ma avvertono una spinta ad utilizzare meglio la loro “forza inespressa”. In particolare gli anziani riconoscono che “un pensionato che non si assume nuove responsabilità anche extrafamiliari rappresenta uno spreco per sé e per la società”.

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LA DIMENSIONE DELLA TERZA ETA’

INTERIORE

A fronte di questo quadro forse troppo ostentato di quella che abbiamo chiamato l’anima esterna della terza età, la citata indagine CENSIS delinea una dimensione interiore della senilità, più riservata, fatta di incertezze, paure, solitudini, ma anche attraversata da forti sentimenti familiari e - a nostro avviso - da ingenui fremiti sentimentali. Disse una volta Romy Schneider, quando lo specchio prese a mostrarle i segni del tempo, che “bellezza e giovinezza sono regali che dobbiamo restituire”. E’ verissimo; ma mentre il corpo appassisce e la salute declina, il cuore ahimé non invecchia. Se mi consentite una piccola provocazione, andiamoci piano nel deridere il pensionato vedovo o divorziato che sposa una ragazza dell’est europeo interessata alla cittadinanza italiana e alla pensione di reversibilità. Forse quel pensionato si illude di poter vivere gli ultimi anni di vita all’ombra del mito di Faust e, come il professor Rath dell’ ”Angelo azzurro”, concepisce il suo amore senile come una forma di resistenza alla vecchiaia che incombe in tutta la sua fragilità. Dal CENSIS apprendiamo infatti che l’eventualità di non poter essere più autosufficienti spaventa - più di ogni altra iattura - il 40% degli ultrasessantacinquenni. Li spaventa più ancora della morte (17,8%) o 8

della scomparsa di una persona cara (17,7%). E’ tra le mura domestiche che l’anima interna degli anziani sente maggiormente il peso della vecchiaia. La casa è il luogo dove il 75,5% si sente più limitato e dove i lavori casalinghi sono diventati troppo faticosi per il 22,4% del campione. In caso di malattia poi la prima risorsa resta la famiglia per il 93,5%. Per il 41,6% l’aiuto arriva dal coniuge, per il 75,1% dai figli, con cui convive il 25% del campione. Casi, quest’ultimi di convivenza intergenerazionale, che sopravvivono soprattutto nel Meridione, mentre nel Nord lo stacco tra genitori e figli è più forte.

IL PERIODICO MIRATO Un’editoria periodica che voglia raccontare, interpretare e sdrammatizzare i problemi della terza età deve rivolgersi con competenza e delicatezza a tutte e due le anime della senilità. Per andare incontro all’anima esterna oltre ad una informazione essenziale sui fatti del mondo e dell’Italia, la stampa periodica deve offrire una informazione specializzata sui servizi sociali, sul risparmio, sulla previdenza, sulla divulgazione medico-scientifica, sui passatempi e, in definitiva, su contenuti che possano portare conforto e serenità alle nascoste preoccupazioni dei lettori e, ben inteso, delle lettrici. A quest’ultimo riguardo vorrei servirmi di un esempio. Mentre i lettori anziani seguono con interesse le rubriche di medicina sugli “acciacchi” della terza età, le nonne potrebbero

essere non meno interessate alle rubriche di pediatria, per amore degli adorati nipotini. Infine per andare incontro all’anima interna e alla cultura dei ricordi, un periodico per la terza età dovrebbe occuparsi di divulgazione storica sul secondo dopoguerra, di rubriche di costume del genere “come eravamo”, di psicologia della vecchiaia, di occasioni d’incontro e di esperienze di socializzazione, di viaggi culturali. Sempre sul fronte dell’anima interna una rivista per anziani dovrebbe trovare parole nuove per i cuori irrimediabilmente giovani dei suoi lettori, pubblicando ad esempio racconti (di giovani autori) che abbiano a protagonisti persone di una certa età. Arriverei anche a non disdegnare una platonica “posta del cuore” per gli inguaribili sentimentali. Concludo cedendo la parola a Gesualdo Bufalino che, muovendo da una citazione di Pascal e mettendola in dubbio, fissa in questo aforisma la lunga adolescenza dei sentimenti: “Nessuno è più diverso dagli altri da quanto sia diverso da sè nelle varie età della sua vita”. Così Pascal nell’ “Esprit geomètrique”. Sarà vero? “Ho pensato or ora - dice Bufalino - al mio cuore di quindici anni e l’ho sentito battere uguale, riottoso e timido come allora, sotto i miei panni di anziano”. Nella parola “riottoso” Bufalino concentra una filosofia : l’anziano non vive sempre di buon senso e di approvazione sociale. La sua anima interna può nascondere la ragione del cuore che è qualcosa di più forse di meglio - che va ascoltato».

Tra le attività culturali, collaterali al programma congressuale, una particolare menzione merita la visita alla Cattedrale, al Tesoro e al famosissimo campanile del Duomo.

Notiziario USPI n° 11


CONSIDERAZIONI A MARGINE DEGLI “STATI GENERALI DELL’EDITORIA” n’ampia sintesi dell’articolo di seguito riportato è stata pubblicata su “L’Osservatore Romano” del 26 settembre scorso. L’autore è Domenico Volpi, Vice Presidente dell’USPI ed editore del trimestrale per insegnanti, scrittori, genitori e operatori del settore scolastico “Pagine Giovani”. Questa è la versione integrale dell’articolo:

U

Il “libro bianco” che l’AIE, Associazione Italiana Editori, ha voluto proporre come materiale di discussione per il convegno Più cultura, più lettura, più Paese, definito solennemente Stati Generali dell’Editoria, ci invita a qualche considerazione, sia sul Convegno stesso di metà settembre scorso, sia sulla situazione dell’editoria italiana. In apertura, il presidente dell’AIE, Federico Motta, ha dichiarato che nella riflessione sono coinvolti tutti coloro che comunicano contenuti culturali (ma nel convegno la stampa periodica è stata trascurata nel suo ruolo e nella sua capillarità), precisando che “non ci siamo riuniti per denunciare una crisi del libro né dell’editoria libraria, che non sussiste, anche se i problemi da risolvere si presentano tutti i giorni”. Niente gridi di allarme, quindi, ma il proposito di creare un “evento” per riunire gli esperti e per richiamare l’attenzione del governo e dei mass media perché, da noi, la domanda di cultura e di lettura non avanza in misura adeguata alla crescita della scolarizzazione e alla domanda di competenze che la sfida mondiale esige. In realtà, dal “libro bianco” la realtà non appare rosea: il settore industriale regge, ma l’aspetto culturale preoccupa. Le vendite di libri e cd rom a prezzo di copertina valevano 3.620 milioni di euro nel 2003. Il mercato ha registrato l’impennata dei libri venduti in edicola, e un lieve aumento percentuale complessivo. Coloro che affermano di avere letto almeno un libro (non scolastico) nell’ultimo anno sono solo il 41% della popolazione: siamo quindi in un Paese in cui il 59% dei cittadini non legge. Se poi sezioniamo la minoranza dei “lettori” troviamo quelli “minimi” da 1 a 3 libri l’anno, che sono quasi la metà, mentre quelli “medi” da 4 a 11 libri sono il 39% e i lettori da un libro al mese e oltre sono il 12,6 %. Siamo tre punti sotto la media europea e nessun progresso notevole è stato rilevato negli ultimi cinque anni. Osserviamo: allora, i libri in edicola si acquistano ma non si leggono? Notiziario USPI n° 11

In sostanza, il mercato si regge su una minoranza di lettori “forti”, poco più di un italiano su dieci, più femmine che maschi, più al Centro-Nord che al Sud. Sono poco più di 5 milioni le famiglie che hanno in casa una libreria che superi i due metri lineari. Anche dei libri di scuola ci si sbarazza presto, invece di conservarli per una “riserva di sapere” indispensabile. D’altra parte, le vendite medie dei quotidiani sono persino diminuite, dai 6.809.000 del 1998 ai 5.812.000 del 2003, e ciò nonostante la nascita dei giornali locali e le dispendiose campagne promozionali. È tra la fine degli studi e l’ingresso nel mondo del lavoro che si verifica la spaccatura fra chi legge poco o nulla e chi continua a considerare la lettura un comportamento abituale. Quasi la metà dei giovani da 16 a 25 anni, nonostante la più recente frequentazione scolastica, ha “un patrimonio di competenze di base limitate o molto limitate”. In una classifica europea, la “competenza modesta, al limite dell’analfabetismo”, comprende il 34,6% degli italiani, il 14,4% dei tedeschi e solo il 7,5% degli svedesi, mentre sono in possesso di “un elevato patrimonio di conoscenze” l’8% degli italiani e il 32,4% degli svedesi. A ciò bisogna aggiungere l’ancora scarsa rete di biblioteche pubbliche decentemente fornite (i tre quarti di quelle esistenti spendono meno di 2500 euro l’anno per acquisto di libri), lo stato disastroso della maggioranza delle biblioteche scolastiche, la diminuzione secca delle spese pro capite per l’acquisto di libri e periodici che è avvenuta negli ultimi anni. Le due giornate del Convegno hanno infatti oscillato perennemente fra la celebrazione - ben meritata, anche se fra taluni sembrava aleggiare lo stupore d’essere ancora vivi -, la presa d’atto di una situazione di crisi culturale e una pressione sul Governo e sui media per ottenere l’auspicata legge sull’editoria libraria e problemi connessi (fisco, servizi, diritti d’autore, traduzioni ecc.). Fra gli interventi, Arrigo Levi, consigliere culturale del Presidente della Repubblica, ha esaltato la cultura e i libri come un traghetto verso una democrazia sempre maggiore, ed ha proclamato l’importanza degli intellettuali come portatori di dialogo, purché “liberi” (ha citato anche i casi di falsificazione storica di chi presentava l’URSS di Stalin come campione). Ha gridato “vergogna!” alla Rai che si occupa pochissimo di libri e ha lodato le pagine letterarie dei quotidiani, che si sono moltiplicate ed arricchi-

te di recensioni. Osserviamo che ciò è vero, ma riguardo ai libri per ragazzi i quotidiani sono ancora vittime di quella che è stata chiamata la sindrome Bolognatale: ne parlano solo due volte l’anno, in occasione della Fiera di Bologna e per le strenne di Natale. Il presidente dell’Accademia della Crusca prof. Francesco Sabatini si è richiamato agli inizi della scrittura, che prima di tutto annotò dati contabili e preghiere, rispondendo al bisogno di fissare il concreto e lo spirituale. Ha poi enunciato i rapporti tra lingua e pensiero, e quindi la necessità anche sociale che gli individui posseggano al meglio la lingua parlata e quella scritta. La scuola non può limitarsi a insegnare l’uso della lingua per scopi strumentali ma deve approfondire gli aspetti interiori, il rientrare in se stessi, il dialogare con gli autori, la “passione per la lingua”, da cui deriva quella per la lettura. Troppi libri, anche per bambini, contengono un lessico ricercato, troppi testi istituzionali sono scritti male e quelli dei mass media sono imprecisi. Dal ministro della Pubblica Istruzione Moratti sono venuti alcuni chiarimenti sui rapporti fra riforma scolastica e cultura e il richiamo agli obiettivi fissati dai Paesi dell’UE: riduzione degli abbandoni scolastici, sviluppo dell’educazione permanente e dell’aggiornamento, verifica delle competenze effettivamente raggiunte (l’Italia sarebbe alla pari per le competenze medie, ma inferiore per quelle alte, anche se gli abbandoni universitari sono scesi dal 66 al 46%). Ottima l’iniziativa di presentare dieci capolavori della nostra letteratura, uno in ciascuna delle maggiori città. Il Ministro, però, nel ribadire la centralità della lettura per l’istruzione e la crescita culturale, ha ripreso più volte il titolo della prima sessione “Imparare a leggere, leggere per imparare”, che poteva dare alla lettura un senso utilitaristico e che aveva un verbo non simpatico a tutti i ragazzi perché, per loro, l’imparare ha odore di scuola. Occorre invece che la scuola stessa faccia riscoprire l’idea di “leggere per vivere, per evadere, per incontrare –genti, paesi, autori, emozioni-, per crescere entro la grande avventura umana”, verbi su cui l’accordo sarebbe generale… e che aprono la strada anche all’imparare. Di molto altro si è parlato e scritto: dei troppi libri inutili e vuoti, della scarsità di grandi scrittori, della “ipertestualità” dagli esiti ancora dubbi, di esempi su quanto si fa all’estero, particolarmente in Francia con il “Centre National Du Livre”. Ecco quindi affiorare le richieste: quella fondamentale di una legge sull’editoria libraria (il Ministro delle Comunicazioni Gasparri sarebbe favorevole a nuove norme a favore del libro), quella di un adeguamento del sistema scolastico 13 9


DISPOSIZIONI IN MATERIA DI EDITORIA E DIFFUSIONE DELLA STAMPA QUOTIDIANA E PERIODICA Pubblichiamo il testo integrale del Disegno di legge AC 4163, c.d. “Bonaiuti”, sul quale l’USPI ha presentato le proprie considerazioni e proposte emendative nel corso dell’audizione informale che ha tenuto presso la Commissione Cultura della Camera dei deputati lo scorso 20 ottobre (vedi articolo di prima pagina di questo Notiziario - n.d.r.). Questo provvedimento era stato già pubblicato sul numero di luglio-agosto 2003 del “Notiziario USPI”, allorché fu varato dal Consiglio dei Ministri, ma l’esame parlamentare del DDL per la conversione in legge non è mai iniziato in attesa del via libera dell’Unione Europea sulle agevolazioni all’editoria, sotto forma di crediti agevolati e crediti di imposta, previsti dalla legge 62/2001 e disciplinati dal presente disegno di legge. Un’unica, ma fondamentale precisazione: l’articolo 10 del DDL (“Agevolazioni tariffarie postali per le spedizioni di prodotti editoriali”), ancorché presente nel testo del provvedimento in esame, è stato superato e, quindi, abrogato - dal decreto legge 353/2003, convertito nella legge 27 febbraio 2004, n. 46.

Articolo 1 (Siti Internet) 1. I siti aventi natura editoriale sono soggetti, ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa, all’iscrizione nel registro di cui all’articolo 1, comma 6, lettera a), n. 5, della legge 31 luglio 1997, n. 249. Si applica l’articolo 16 della legge 7 marzo 2001, n. 62. Si considerano siti aventi natura editoriale quelli che contengono, in via prevalente, prodotti editoriali così come qualificati dall’articolo 1 della legge 7 marzo 2001, n. 62. 2. Gli editori di testate giornalistiche in formato elettronico e digitale sono soggetti, ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa, all’iscrizione nel registro di cui all’articolo 1, comma 6, lettera a), n. 5, della legge 31 luglio 1997, n. 249. Si applica l’articolo 16 della legge 7 marzo 2001, n. 62. Si considerano testate giornalistiche in formato elettronico e digitale quelle che sono diffuse al pubblico con regolare periodicità e per le quali è previsto il conseguimento di ricavi da attività editoriale. 10

3. Per i siti istituzionali delle pubbliche amministrazioni, degli Organi costituzionali e delle Autorità indipendenti si considera direttore responsabile il direttore pro tempore dell’Ufficio competente ad autorizzare la pubblicazione delle informazioni.

Articolo 2 (Disposizioni sulla proprietà delle imprese editrici) 1. All’articolo 1, quarto comma, della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, le parole “a società direttamente controllate da persone fisiche” sono sostituite dalle parole “a società controllate da persone fisiche”. Articolo 3 (Pubblicità dei bilanci degli enti pubblici) 1. All’articolo 6 della legge 25 febbraio 1987, n. 67, dopo il comma 2 è inserito il seguente: “.2 - bis. Ai fini dell’attuazione delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2, le Amministrazioni nominano un responsabile del procedimento che, in caso di mancata osservanza delle disposizioni stesse e salvo il caso di non attuazione per motivi a lui non imputabili, è tenuto ad effettuare a proprie spese le medesime forme di pubblicità previste dalla legge senza potersi rivalere sull’Amministrazione”. Articolo 4 (Modifiche al decreto legislativo 24 aprile 2001, n. 170) 1. Al decreto legislativo 24 aprile 2001, n. 170, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all’articolo 1, comma 2, lettera b), le parole: “Vendita di quotidiani ovvero periodici” sono sostituite dalle seguenti: “vendita della stampa quotidiana e periodica”; b) all’articolo 2, comma 4, è aggiunto in fine il seguente periodo: “L’autorizzazione è rilasciata altresì di diritto per coloro che hanno richiesto, avendone i requisiti, di partecipare alla sperimentazione, subordinatamente al rilascio delle dichiarazioni di cui al comma 5”; c) all’articolo 2, dopo il comma 6, è aggiunto il seguente:

“6-bis. In caso di chiusura temporanea e ricorrente dei punti esclusivi di vendita o di impedimento temporaneo dei titolari questi devono affidare a titolari di altre licenze o ad altri soggetti la vendita, anche porta a porta, di quotidiani e periodici. Se non è adempiuto tale obbligo le imprese editoriali e di distribuzione possono provvedere direttamente.”; d) all’articolo 3, comma 1, alla lettera e), è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Sui compensi corrisposti da editori, distributori ed edicolanti a personale non dipendente per servizi di consegna porta a porta o di vendita ambulante di prodotti editoriali è operata una ritenuta a titolo d’imposta con l’aliquota IRPEF corrispondente al più basso scaglione di reddito qualora si tratti di compensi determinati a favore di coloro che abbiano rapporti di durata complessiva non superiore a 30 giorni nel corso dell’anno solare con lo stesso committente e, comunque, nei limiti di un compenso complessivo per lo svolgimento della prestazione di 5.000 euro”. Articolo 5 (Modifiche alla legge 7 agosto 1990, n. 250) 1. A decorrere dal 1° gennaio 2002, all’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n.250, e successive modifiche, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 2, lettera c), le parole: “precedente a quello” sono soppresse; b) al comma 2, lettera f), dopo le parole: “altre testate” è aggiunta la seguente: “quotidiane”; c) al comma 2, la lettera h) è abrogata; d) al comma 2-ter dopo le parole: “i contributi previsti dalla presente legge” sono inserite le seguenti: “,con esclusione di quelli previsti dal comma 11,”; e) al comma 2-ter, al secondo periodo, le parole: “Gli stessi contributi” sono sostituite dalle seguenti: “I contributi di cui ai commi 8 ed 11”; f) al comma 2-quater dopo le parole: “della legge 5 agosto 1981, n. 416” sono aggiunte le seguenti: “,con il limite di 310 mila euro e di 207 mila euro rispettivamente per il contributo fisso e per il contributo variabile di cui al comma 10; a tali periodici non si applica l’aumento Notiziario USPI n° 11


previsto dal comma 11”; g) il comma 7 è abrogato; h) al comma 8, lettera a), le parole: “della media dei costi risultanti dai bilanci degli ultimi due esercizi” sono sostituite dalle seguenti: “dei costi risultanti dal bilancio”; i) al comma 9 le parole: “della media” sono soppresse; l) al comma 10, lettera a), le parole: “della media dei costi risultanti dai bilanci degli ultimi due esercizi” sono sostituite dalle seguenti: “dei costi risultanti dal bilancio”. 2. Il requisito temporale previsto dall’articolo 3, comma 2, lettere a) e b) della legge 7 agosto 1990, n. 250, è elevato a 5 anni per le imprese editrici costituite dopo il 31 dicembre 2002. 3. Le imprese editrici di giornali quotidiani indicate nel comma 2-bis dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250, costituite dopo il 31 dicembre 2002, possono accedere ai contributi di cui alla medesima legge n. 250 del 1990 a condizione che la maggioranza del capitale sia detenuta da cooperative, fondazioni o enti morali da almeno cinque anni e che i medesimi soggetti editino la testata stessa da almeno cinque anni. Restano fermi gli altri requisiti indicati dal medesimo comma 2.bis dell’articolo 3 della legge n. 250 del 1990. 4. Ai fini della corresponsione dei contributi di cui alla legge 7 marzo 2001, n. 62, per tiratura della testata si intende la tiratura netta effettivamente disponibile per la diffusione, con esclusione degli scarti di lavorazione. 5. Le imprese richiedenti i contributi di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive modificazioni, qualora non provvedano a perfezionare la documentazione prescritta entro due anni dalla data di presentazione della domanda, decadono dal diritto alla percezione dei contributi stessi. 6. A decorrere dal 1 gennaio 2003, l’ammontare dei contributi previsti dai commi 2,8,10 e 11 dell’articolo 3, dall’articolo 4 della legge 7 agosto 1990, n. 250, e dall’articolo 2 della legge 14 agosto 1991, n. 278, e successive modificazioni, non può superare il 60 per cento dei costi presi a base per il calcolo dei contributi stessi. 7. All’articolo 10 della legge 7 marzo 2001, Notiziario USPI n° 11

n. 62, le parole “nei confronti del libro e della lettura” sono sostituite dalle seguenti “nei confronti del libro, della lettura e dei prodotti editoriali, con particolare riferimento ai prodotti multimediali e ai processi di innovazione del settore,”.

zione del pagamento dei contributi ed abbiano regolarmente pagato le rate scadute.

8. Ai giornalisti dipendenti da imprese editrici di giornali organi di forze politiche di cui all’articolo 3, comma 10, della legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive modificazioni, atteso il particolare carattere fiduciario connesso a tale attività editoriale, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 4, comma 1, secondo periodo, della legge 11 maggio 1990, n. 108.

1. All’articolo 5 della legge 7 marzo 2001, n. 62, sono apportate le seguenti modifiche: a) al comma 1, il primo periodo, è sostituito dal seguente: “E’ istituito, per la durata di dieci anni, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per l’informazione e l’editoria, il Fondo per le agevolazioni di credito alle imprese del settore editoria, di seguito denominato Fondo”;

Articolo 6 (Interpretazione autentica del comma 4 dell’articolo 153 della legge 23 dicembre 2000, n. 388)

b) al comma 3 della legge 7 marzo 2001, n. 62, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Le risorse disponibili indicate in ciascun avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, e non concesse, incrementano le somme disponibili in occasione del successivo avviso”;

1. Il comma 4 dell’articolo 153 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, si interpreta nel senso che possono accedere ai contributi di cui all’articolo 3, comma 2, della legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive modificazioni, le società cooperative costituite entro il 1° dicembre 2001, che editino giornali quotidiani o periodici organi di movimenti politici già in possesso dei requisiti previsti dall’articolo 3, comma 10, della legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive modificazioni. Articolo 7 (Modalità di pagamento dei contributi previdenziali all’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani) 1. Resta ferma la facoltà di prevedere, ai sensi dell’articolo 28 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, l’utilizzo del versamento unitario e della compensazione dei crediti e dei debiti indicati all’articolo 17 del medesimo decreto legislativo n. 241 del 1997, e successive modificazioni, anche con riferimento ai contributi previdenziali dovuti all’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani. Articolo 8 (Regolarità contributiva) 1. Il requisito della regolarità contributiva quale condizione per l’accesso ai contributi ed alle agevolazioni previste dalle leggi 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, e 7 marzo 2001, n. 62, si intende soddisfatto anche quando: a) le imprese abbiano pendente un ricorso giurisdizionale in materia di contributi previdenziali; b) le imprese abbiano ottenuto una rateizza-

Articolo 9 (Contributi indiretti)

c) dopo il comma 4, è aggiunto il seguente: “4-bis. Non sono comunque ammesse le spese promozionali e di pubblicità, nonché ogni altra spesa non destinata alla realizzazione del prodotto editoriale.”; d) al comma 5 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “In tale caso il termine per l’ammissione al contributo delle spese sostenute decorre dall’effettiva entrata in possesso dei beni, comprovata da idonea documentazione.”. 2. All’articolo 7 della legge 7 marzo 2001, n. 62, sono apportate le seguenti modifiche: a) dopo il comma 2 è aggiunto il seguente: “2-bis. In caso di insufficienza delle risorse finanziarie atte a soddisfare integralmente le domande ritenute ammissibili dal Comitato di cui al comma 4, la disponibilità complessiva delle risorse indicate nell’avviso è ripartita proporzionalmente al costo dei progetti ammissibili.”. b) il comma 5 è sostituito dal seguente: “5. Il contributo di cui al presente articolo è erogato in un’unica soluzione per annualità posticipata rispetto alle scadenze delle rate di preammortamento e di ammortamento pagate dall’impresa beneficiaria all’istituto di credito. Dalla prima quota è trattenuto, a titolo di cauzione, un importo non inferiore al 10 per cento dell’agevolazione concessa, la cui erogazione è subordinata alla verifica della corrispondenza della spesa al progetto ammesso al contributo sulla base della documentazione finale della spesa stessa.”. 12 11


DISPOSIZIONI IN MATERIA DI EDITORIA E DIFFUSIONE DELLA STAMPA QUOTIDIANA E PERIODICA 11

3. Dopo l’articolo 7 della legge 7 marzo 2001, n. 62, è aggiunto il seguente articolo: “Art. 7-bis – 1. Le agevolazioni di cui agli articoli 5, 6 e 7 non sono cumulabili con altre agevolazioni, corrisposte sotto forma di contributi in conto interessi, statali, regionali, delle province autonome di Trento e Bolzano, comunitari, o comunque concessi da enti o istituzioni pubbliche, per finanziare lo stesso programma di investimenti, mentre sono cumulabili con il credito di imposta di cui all’articolo 8.”. 4. Il comma 4 dell’articolo 5 della legge 7 marzo 2001, n. 62, si interpreta nel senso che sono altresì ammissibili al finanziamento agevolato i beni oggetto delle iniziative ivi previste anche quando siano dati in comodato ad altri soggetti, a condizione che essi vengano utilizzati prevalentemente per la produzione o per la distribuzione di giornali quotidiani, periodici o libri realizzati dalle imprese ammesse alle agevolazioni di credito. Le modalità per l’accertamento del requisito della prevalenza sono determinate, per entrambi le procedure automatica e valutativa, dal Comitato di cui al comma 4 dell’articolo 7 della citata legge n. 62 del 2001. 5. Le disposizioni di cui all’articolo 8 della legge 7 marzo 2001, n. 62, si interpretano nel senso che il credito di imposta può essere concesso anche quando i beni oggetto delle iniziative di cui alle lettere a) e b) del comma 2 del medesimo articolo 8 siano dati in comodato ad altri soggetti, a condizione che essi vengano utilizzati prevalentemente per la produzione o la distribuzione dei prodotti editoriali di cui al comma 1 dell’articolo 1 della citata legge n. 62 del 2001 realizzati dalle imprese ammesse alle agevolazioni. Le modalità per la verifica del requisito della prevalenza sono determinate con il decreto di cui al comma 4 dello stesso articolo 8 della medesima legge n. 62 del 2001. Articolo 10 (Agevolazioni tariffarie postali per le spedizioni di prodotti editoriali) 1. A decorrere dal 1° gennaio 2003, le imprese editrici di quotidiani e periodici iscritte al Registro degli operatori di comunicazione (ROC), ovvero precedentemente iscritte al Registro Nazionale della Stampa, e le imprese editrici di libri possono usufruire di tarif12

fe agevolate postali per la spedizione di prodotti editoriali. Accedono altresì alle tariffe agevolate le associazioni ed organizzazioni senza fini di lucro, le associazioni le cui pubblicazioni periodiche abbiano avuto riconosciuto il carattere politico dai gruppi parlamentari di riferimento nonché, relativamente ai bollettini dei propri organi direttivi, gli ordini professionali, i sindacati, le associazioni di categoria e le associazioni d’arma. Le tariffe agevolate sono determinate con decreto del Ministro delle comunicazioni, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Presidenza del Consiglio dei Ministri. 2. Ai fini dell’attuazione della presente legge per associazioni ed organizzazioni senza fini di lucro si intendono quelle di cui all’articolo 10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, le organizzazioni di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, le organizzazioni non governative riconosciute ai sensi dell’articolo 28 della legge 26 febbraio 1987, n. 49, le associazioni di promozione sociale di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 383, le fondazioni ed associazioni senza fini di lucro aventi scopi religiosi nonché gli enti ecclesiastici. 3. Il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri provvede al rimborso in favore della società Poste Italiane S.p.A. della somma corrispondente all’ammontare delle riduzioni complessivamente applicate, nei limiti dei fondi stanziati sugli appositi capitoli del bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei Ministri. I rimborsi sono effettuati sulla base di una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, rilasciata dalla società Poste Italiane S.p.A., attestante l’avvenuta puntuale applicazione delle riduzioni effettuate sulla base del presente decreto e corredata da un dettagliato elenco delle riduzioni applicate a favore di ogni soggetto avente titolo. 4. Sono esclusi dalle tariffe agevolate di cui al comma 1: a) i quotidiani e i periodici che contengono inserzioni pubblicitarie per un’area superiore al 45 per cento dell’intero stampato, su base annua; b) i periodici per i quali i relativi abbonamenti siano stati stipulati, a titolo oneroso, direttamente dai destinatari, per una percentuale inferiore al 50 per cento del totale degli abbonamenti;

c) i quotidiani e i periodici di pubblicità, cioè quelli diretti a pubblicizzare prodotti o servizi contraddistinti con il nome o altro elemento distintivo e diretti prevalentemente ad incentivarne l’acquisto; d) i quotidiani e i periodici di promozione delle vendite di beni o servizi; e) i quotidiani e i periodici di vendita per corrispondenza; f) i cataloghi, cioè pubblicazioni contenenti elencazioni di prodotti o servizi anche se corredati da indicazioni sulle caratteristiche dei medesimi; g) i quotidiani e i periodici non posti in vendita, cioè non distribuiti con un prezzo effettivo per copia o per abbonamento, ad eccezione di quelli informativi delle fondazioni ed associazioni senza fini di lucro; h) le pubblicazioni aventi carattere postulatorio, cioè finalizzare all’acquisizione di contributi, offerte, ovvero elargizioni di somme di denaro, ad eccezione di quelle utilizzate dalle organizzazioni senza fini di lucro e dalle fondazioni religiose esclusivamente per le proprie finalità di autofinanziamento; i) i quotidiani e i periodici delle pubbliche amministrazioni e degli enti pubblici nonché di altri organismi, ivi comprese le società riconducibili allo Stato ovvero ad altri enti territoriali o che svolgano una pubblica funzione; l) i quotidiani e i periodici contenenti supporti integrativi o altri beni diversi da quelli definiti nell’articolo 74, primo comma lettera c), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, ai fini dell’ammissione al regime speciale previsto dallo stesso articolo 74 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633; m) i prodotti editoriali pornografici. 5. Sono abrogati, in particolare: a) l’articolo 2, comma 20, della legge 23 dicembre 1996, n. 662; b) l’articolo 41, comma 1,2,3,4, e 5, della legge 23 dicembre 1998, n. 448; c) l’articolo 27, comma 7, della legge 23 dicembre 1999, n. 488; d) l’articolo 13-quinquies del decreto-legge 25 ottobre 2002, n. 236, convertito con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2002, n. 284. Notiziario USPI n° 11


Gli effetti della “riforma Biagi” sul mercato del lavoro

ORA L’INPGI 2 HA UN CALL CENTER

LE CO.CO.CO. SENZA PROGETTO SONO USCITE DI SCENA

Per fronteggiare le esigenze informative degli iscritti all’INPGI 2, in costante crescita, l’Istituto ha avviato un servizio di call center con due operatori raggiungibili ai numeri 06.85.78.259 e 06.85.78.422. Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì dalle h. 9,30 alle 13 e dalle 14,45 alle 15,45.

Ad integrazione dell’articolo pubblicato nella prima pagina del “Notiziario USPI” di ottobre 2004, segnaliamo agli associati che il Decreto legislativo 251/04, pubblicato dopo la chiusura del Notiziario - sulla Gazzetta Ufficiale n. 239 dell’11 ottobre u.s., all’art. 20, 1° comma, ha confermato la possibilità di prorogare le vecchie co.co.co. fino al 24 ottobre 2005 solo attraverso accordi sindacali aziendali con i Sindacati più rappresentativi sul piano nazionale. Questa possibilità, a nostro avviso, è preclusa alle piccole aziende con meno di 16 dipendenti che in quanto tali non hanno rappresentanti sindacali, ai sensi dell’art. 35, 1° comma dello Statuto dei Lavoratori (L. 20.5.’70 n. 300). Ed infatti tale articolo dispone che per le imprese industriali e

commerciali la disciplina dell’attività sindacale dettata dal Titolo III dello Statuto dei Lavoratori si applica a ciascuna sede, stabilimento, filiale, ufficio o reparto autonomo che occupa più di 15 dipendenti. In considerazione di ciò abbiamo suggerito alle piccole imprese editrici dove non sono presenti le rappresentanze sindacali aziendali di stipulare nuovi contratti a progetto o a programma (o a fase di esso) sempreché, ben inteso, fosse possibile l’individuazione del progetto o del programma in base alle esigenze produttive del periodico. Non è cioè praticabile una trasformazione automatica delle vecchie co.co.co. nei nuovi rapporti introdotti dalla Legge Biagi n. 30/03. Ancora una volta sottolineiamo che le vec-

CONSIDERAZIONI A MARGINE DEGLI “STATI GENERALI DELL’EDITORIA” affinché la lettura non precipiti appena lasciati i banchi (anche quelli universitari), quella di una maggiore attenzione da parte dei quotidiani e della grande stampa (ma silenzio sui periodici di cultura, sulle riviste di letteratura giovanile, sulla stampa diocesana che è un formidabile veicolo culturale), e infine sulla “spinta” che potrebbe dare la TV. E qui conviene aprire una parentesi. Molti interventi hanno lamentato il “quasi nulla” che la Rai fa in favore del libro, nonostante sia servizio pubblico e riscuota un canone. Sono state richieste trasmissioni ad hoc, tutte ancora da inventare. Un’idea buona è il pro-

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getto europeo che prevede di mostrare attori, campioni sportivi, politici, persone celebri, “beccàti a leggere” (sarà questo il titolo della trasmissione), con un libro fra le mani. Tuttavia, dato che, per i più, la televisione è più vera della vita, una bella spinta sarebbe quella di far entrare i libri come componenti normali nelle vicende televisive: un serial, un talk show, un varietà, dovrebbero comprendere il mondo dei libri, trattandoli come una famiglia tratta i suoi: fra le mani di un personaggio che li legge prima di essere interrotto, che li usa per risolvere un problema di cucina o di tecnica, che ne racconta qualche riga a un amico, che li ripone

Audizione dell’USPI alla Commissione Cultura della Camera Al termine dell’Audizione informale, l’USPI ha diramato il seguente comunicato:

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«Giudizio sostanzialmente positivo sul DDL Bonaiuti è stato espresso dall’USPI Unione Stampa Periodica Italiana nel corso dell’audizione che ha tenuto, nel pomeriggio del 20, presso la Commissione Cultura della Camera dei Deputati. La delegazione dell’USPI, guidata dal Segretario Generale Avv. Francesco Saverio Vetere, ha presentato alla Commissione un documento con alcune Notiziario USPI n° 11

richieste migliorative del disegno di legge, finalizzate a trovare un maggior equilibrio tra quotidiani e periodici e tra piccola, media e grande impresa editoriale. L’USPI ha chiesto che la pubblicazione della pubblicità istituzionale avvenga anche su due periodici, di cui uno locale; la modifica del requisito degli anni di pubblicazione, per le cooperative e fondazioni, per l’accesso ai contributi a fondo perduto; e il rinvio di qualsiasi intervento sulla diffusione della stampa, ancorato ai risultati dell’appena istituito “Osservatorio per il Monitoraggio del Mercato Editoriale”.

chie co.co.co. erroneamente stipulate con collaborazioni ad orario fisso devono essere trasformate in rapporti di dipendenza. E ciò a prescindere dalla Legge Biagi. Il “Sole 24 Ore” del 13 ottobre u.s. in un servizio di Lello Cacciapaglia ed Enzo De Fusco calcola che l’anzidetta trasformazione di un contratto di co.co.co. in un rapporto di dipendenza comporti un aggravio di circa il 21% in più.

con cura, che ne lamenta l’assenza, che ne discute a tavola, che imita un protagonista nel parlare o nell’agire, che ne trae una parabola. Il Capo dello Stato aveva aperto il convegno con un messaggio in cui diceva: “L’editoria, custode e testimone delle tradizioni culturali che sono alla base della nostra civiltà, è punto d’incontro fra la memoria del passato, il presente e le prospettive del futuro”. Il Ministro dei Beni Culturali e Ambientali, Urbani, ha invece detto con rincrescimento che, per la legge, non ci sono soldi. La conclusione, per i promotori, è stata “deludente”, ma ci auguriamo che le molte idee vengano riprese e che i problemi siano dibattuti in altri convegni a vasto raggio come questo, magari con un maggiore collegamento con tutte le associazioni culturali e con tutte le realtà editoriali non librarie.

In tema di spedizioni postali, l’USPI ha sottolineato l’inutilità e la dannosità per gli editori dell’obbligo di presentare una ulteriore domanda per l’accesso alle agevolazioni tariffarie e, soprattutto, ha rimarcato la necessità della introduzione del principio della “parità di trattamento” per quanto riguarda le tariffe ed il servizio di spedizione in abbonamento postale, sia nel regime agevolato sia in quello non agevolato. Giudizio positivo è stato infine, espresso dall’USPI sul requisito dell’iscrizione al Registro dell’Autorità dei siti aventi natura editoriale, a garanzia di tutto il settore dell’informazione telematica al pari di quello della carta stampata». 13


ECHI DAL XVII STAGE USPI DI URBINO Alla cortese attenzione del Dott. Daniele Longo. Ciao e buongiorno. Eccomi qui a ringraziare in prima persona Tu che sei stato il miglior moderatore che mi sia capitato di incontrare, e Gentile Daniele, poi tutti i Relatori che si sono di volta in ancora nell’euforia del dopo corso, mi volta avvicendati per trasmettere la loro tocca apprestarmi a rivolgerti alcuni professionalità a chi, come me, non quesiti più o meno consistenti: conosceva a fondo molti degli argomenti l) È possibile avere la relazione della trattati prof.ssa Mazzoli, quella, per intenderci, A parte due soli interventi un po’ “lenti” che riguarda Al Jazeera?; non tanto per gli argomenti, ma per l’e... sposizione (non ti dirò mai, neppure 4) Aspetto le foto scattate ad Urbino sotto tortura, quali fossero), tutti gli anche a bassa risoluzione. Ancora grazie per la bella esperienza: altri mi sono stati molto utili e alla luce mi è molto servita anche per avere ultedelle decisioni aziendali che prenderemo riori punti di riferimento... entro la fine dell’anno, sono stati Alla Segreteria del XVII stage In attesa di un riscontro ti saluto con per Operatori Editoriali - Urbino una vera illuminazione. Credo cordialità che ti disturberò spesso, ora che 12/17 settembre 2004 Livia Fiorentino so di aver trovato degli ottimi Segretaria redazione referenti per chiarire ogni piccoInnanzitutto esprimo il mio “RIVISTADELVOLONTARIATO” apprezzamento al coordinatore lo dubbio possa sorgere. Al grido dello stage, dott. Daniele Longo, ed (fatto sottovoce) di USPI, USPI ti all’assistente, dott. Gianmario Siboni, mando un cordiale e affettuoso per la professionalità dimostrata nello saluto. svolgimento dello stage di Urbino appe- M. Paola Angeletti Direttore Editoriale na concluso. Un plauso anche ai diversi docenti, che a “OBIETTIVO BENESSERE mio avviso hanno saputo creare spunti MAGAZINE” di analisi sui vari argomenti trattati. Spett. A tale riguardo, pur comprendendo approfondito fra le diverse esperienze Segreteria USPI, l’impronta che l’USPI ha voluto dare a dei partecipanti con la presente questa settimana di formazione, proporavrebbe garantito un desidero complirei di inserire nelle attività dell’Unione approccio progettuamentarmi per il corso appena con- dei momenti di approfondimento a le e costruttivo di tema, con “obiettivo di analizzare più a notevole spessore. cluso ad Urbino. l’ospitalità Ringrazio in primo fondo argomenti complessi e/o le Buona presso il College e luogo il Dott. Longo novità”. che con grande pro- Auguro un proficuo lavoro e porgo davvero conveniente il costo dell’intero fessionalità ha gesti- distinti saluti. seminario. Unico to la “classe” e l’av- Manuela Beriotto limite nella scelta di vicendarsi dei rela- Ellerani Tipografia Srl Urbino, splendida tori, mantenendo “CARATTERE” città, la scomoda viva l’attenzione dei numerosi partecipanti e rispondendo accessibilità. efficacemente ai numerosi quesiti. In conclusione ritengo più che soddisfaInoltre tutti abbiamo apprezzato l’entu- cente l’intero corso, a mio parere di ottisiasmo di Gian Mario Siboni che ha mo livello, e davvero proficuo l’incontro organizzato brillantemente i rari con altri editori e diverse figure profesmomenti liberi senza interferire con le sionali partecipanti che, nonostante l’evidente eterogeneità, ha stimolato un preferenze e le scelte dei singoli. Molto interessanti tutti gli argomenti del interessante confronto e dibattito. corso fra cui alcuni sviluppati in manie- A parte il corso “storico” ad Urbino, fra colleghi ci chiedevamo se non fosse posra davvero esaustiva. In particolare ho molto apprezzato l’in- sibile organizzare altri corsi durante tervento del dott. Giancarlo Cinoglossi, l’anno di breve durata (un weekend) molto efficaci i contributi del dott. magari su temi specifici, possibilmente Enrico Longo, del dott.Vittorio Volpi e in luoghi facilmente raggiungibili come Roma o Milano. Infatti in molti abbiamo del Rag. PaIIante. Interessanti ma meno incisivi gli inter- sentito l’esigenza di approfondire diversi tra i temi trattati. venti a proposito di ROC e PRIVACY. Inoltre intuisco un possibile margine di Ringraziando per la cortese attenzione miglioramento per l’incontro dedicato colgo l’occasione per porgere distinti ad Internet, ove un confronto più saluti

ARRIVEDERCI A SETTEMBRE 2005 PER IL XVIII STAGE


BIBLIOTECA USPI APPLICAZIONI STATISTICHE CON EXCEL (con cd-rom) di Giuliano Bonollo FrancoAngeli, Milano 2004, pagine 288, € 29,00 La moderna gestione delle imprese, ivi comprese le medie aziende editrici di periodici, richiede la conoscenza analitica dei processi interni di produzione, amministrazione, marketing e vendita, e la conoscenza dei fatti ambientali esterni come il mercato e la concorrenza. La statistica è la via maestra delle anzidette rilevazioni e il foglio e l e t t r o n i c o Microsoft Excel presentato in questo libro è adatto ad elaborare ed analizzare grosse quantità di dati economici, finanziari e tecnici. L’autore Giuliano Bonollo, fondatore di Ecomatica (Padova) società di consulenza e formazione alle imprese, ha organizzato questo lavoro in tre punti: 1) la prima parte (capitoli 1 e 2) dedicata ai metodi statistici impiegabili è presentata in forma accessibile ed è corredata da esempi e casi concreti; 2) la seconda parte (capitolo 3) è dedicata allo strumento Excel: vengono esaminate le funzionalità del software, evidenziando soprattutto i comandi avanzati per il trattamento dei dati;

NOTIZIARIO Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Fax: 06.40.66.859 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Giancarlo Cinoglossi Redattore Capo: Vittorio Volpi Tipografia: SO.GRA.RO. SpA - Via Ignazio Pettinengo, 39 00159 Roma Il n. 11 (novembre 2004) è stato stampato l’8 novembre 2004

Notiziario USPI n° 11

3) la terza parte (capitoli 4, 5, 6) illustra la sinergia tra metodo statistico e software, tramite una vasta rassegna di applicazioni d’impresa, suddivise per area funzionale. Correda il libro un CD con i fogli di lavoro inerenti alle applicazioni statistiche delineate nel testo e a varie applicazioni aziendali.

liscio e dell’industria radiofonica ma che, comunque, ogni editore della carta stampata dovrebbe acquisire alla sua bibliotechina professionale.

LAVORARE NEI MEDIA PRODURRE CULTURA Definizioni e Indagini

di Lucio Dalla FrancoAngeli, Milano 2004, pagine 128, € 12,00

A cura di Peppino Ortoleva e Valentina Solari FrancoAngeli, Milano 2003, pagine 320, € 19,00

Sulle prime siamo stati incuriositi a questo libro dal fatto che l’introduzione era firmata dal nome amico di Lella Mazzoli, Preside della Facoltà di S o c i o l o g i a dell’Università di Urbino e Direttore Scientifico degli stages estivi tenuti dall’USPI in quella Università. Alla curiosità è seguita la sorpresa quando abbiamo appreso che il progetto di questo libro è nato dalle lezioni sulla comunicazione tenute da Lucio Dalla all’Ateneo urbinate nell’anno accademico 2003-2004. Spieghiamo anzitutto il titolo. Cosa unisce Gesù a San Francesco, a Totò? Secondo il celebre musicista bolognese tutti e tre hanno affidato la loro stupefacente comunicazione alla specificità del loro corpo. Corpo crocifisso di Gesù, corpo spogliato di S. Francesco e viso-corpo-marionetta di Totò. Quei corpi continuano a coinvolgerci con i loro stupendi messaggi in quanto resi universalmente credibili da testimonianza di vita splendidamente espressiva. Per lo showman dunque comunicare significa prima di tutto trasferire la propria vita in comunicazione; fare comunicazione vuol dire essere comunicazione. Solo così si può bucare il muro del suono di quella che Dalla chiama la nebulosa celeste della comunicazione, una sorta di laica Comunicazione dei Santi, quel cosmo che Gabriel Marcel chiama “il mondo del noi”, che travalica le dimensioni spazio-temporali coinvolgendo emotivamente attori e spettatori dei processi comunicativi universali. Totò è comicissimo ed umano sia per il napoletano di ieri che per il milanese di oggi e per il romano di domani. Sono 58 pagine polpose da non perdere a cui seguono singolari conversazioni dell’Autore con comunicatori di grande impatto esperienziale: Fabrizio Cacciamani, Stefano Cigarini, Vincenzo Mollica, Davide Paolini, Giampiero Solari e Oliviero Toscani. Buona lettura!

E’ un libro molto denso che illumina realisticamente le condizioni di lavoro e i processi di produzione nelle imprese mediatiche e culturali con chiaroscuri inediti e non certo idilliaci. Peppino Ortoleva, docente di storia dei mezzi di comunicazione all’Università di Torino, citando Adorno, nell’introduzione ricorda che l’intellettuale si trova stretto tra la pressione a diventare “un adulto come tutti gli altri”, accettando di fatto che la propria condizione sia assimilata a quella dei comuni settori produttivi che non hanno nulla a che fare con la cultura e quella di “restare per sempre bambino” difendendo ciecamente la soddisfazione di “lavorare con la testa” senza volersi rendere conto delle regole del mercato. E’ questo il dilemma di tante microaziende editrici di riviste culturali e scientifiche caratterizzate da collaborazioni semivolontarie, da processi di produzione superati e da ingenuità commerciali che le relegano in un limbo ai margini dell’industria culturale. Il non dimenticato Segretario Generale dell’USPI, Zuccalà, ripeteva che una rivista culturale non è né un dentifricio né una bottiglia di birra e quindi la sua difficoltà a sopravvivere va sostenuta dallo Stato alla stregua di un bene culturale di grande utilità. Ma nessun Governo e nessun Ministro ha dedicato a questo settore fragilissimo le attenzioni concrete che, sia pur senza grandi mezzi, sono state riservate al cinema, ai musei, e ai teatri dell’opera. Non meno interessanti sono le realtà editoriali esplorate in questa ricerca come quelle di Zanichelli (Bologna), Paravia Bruno Mondadori (Milano), Leo S. Olschki (Firenze) ed Edizioni e/o (Roma). Insomma un libro che si occupa anche della filiera del

GESU’, SAN FRANCESCO, TOTO’: LA NEBULOSA DELLA COMUNICAZIONE

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PERIODICI ASSOCIATI ALL’USPI (366° elenco) ADS Agenzia di Stampa

CELIACHIA NOTIZIE

InPRIMAPAGINA

Via Venti Settembre n. 5 00187 ROMA Direttore: Francesco Amendola Editore: Ads srl Periodicità: settimanale Materia trattata: assicurazioni, finanza

Via Lourdes n. 23 31015 CONEGLIANO TV Direttore: Franco Lucchesi Editore: Ass. Italiana Celiachia Periodicità: quadrimestrale Materia trattata: scientifica e associativa

Via Frecavalli n. 22 26013 CREMA CR Direttore: Rosa Massari Parati Editore: Intermedia sas Periodicità: settimanale Materia trattata: cronaca, politica, cultura, spettacoli, sport

ASSOCIAZIONE MEDICA

COSTRUZIONI

Via Merulana n. 272 00185 ROMA Direttore: Luigi Polverino Editore: Ass. Medica Italiana Periodicità: mensile Materia trattata: sindacale

MONITOR - ELEMENTI DI ANALISI E OSSERVAZIONE DEL SISTEMA SALUTE

Via Conca del Naviglio n. 37 20123 MILANO Direttore: Giuseppe Saronni Editore: Casa Ed.La Fiaccola srl Periodicità: mensile Materia trattata: edilizia, movimento terra

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EVENT GIOIELLI E PERSONE

Via Sebastiano Silvestri n. 113 00045 GENZANO RM Direttore: Flavio Alessandro Napoleoni Editore: Banca di Credito Cooperativo “Giuseppe Toniolo” scrl - Genzano di Roma Periodicità: quadrimestrale Materia trattata: informazione

Via Valle Foresta n. 6 00062 BRACCIANO RM Direttore: Camilla Michelotti Editore: Marco Perotti Periodicità: semestrale Materia trattata: gioielli e persone del mondo dello spettacolo

LA RIVISTA ITALIANA DI CRAFT & HOBBY Via Passo della Colla n. 8 43100 PARMA Direttore: Michelangelo Glionna Editore: Geco Italia srl Periodicità: trimestrale Materia trattata: rivista per gli operatori economici del settore delle arti manuali, creative ed artistiche

BOLLETTINO NOTIZIARIO

FILO DIRETTO

WWW.ILGIORNALEIDEALE.IT

Via Zaccarini Alvisi n. 4 40132 BOLOGNA Direttore: Giovanni Ruffini Editore: Betagraf spa Periodicità: mensile Materia trattata: organo uff. dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Bologna

Via Roma n. 15 31050 VEDELAGO TV Direttore: Di Santo Nicola Editore: Banca di Credito Cooperativo Trevigiano Periodicità: quadrimestrale Materia trattata: informazione bancaria e di cultura locale della BCC Trevigiano

Via Roccaraso n. 39 00135 ROMA Direttore: Massimo Natale Editore: Gabriele Guidi Periodicità: bisettimanale Materia trattata: attualità, cultura, scienze, sport

Via del Commercio n. 36 00154 ROMA Direttore: Chiara Micali Editore: Agenzia per i servizi sanitari regionali Periodicità: bimestrale Materia trattata: programmazione, gestione, organizzazione servizi sanitari

L’inserzione sopra riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art. 3, primo comma, del DPR 26/10/72 n. 633


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Anno 2004 - Edizione N. 11 - Novembre by USPI - Issuu