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Edizione N. 11 - Novembre

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Trasferimento AGCOM, da Napoli a Roma, pagina 11 Deposito legale e Convenzioni USPI, pagina 5 Presso la VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati

Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30 settembre 2014

AUDIZIONE USPI SUL FINANZIAMENTO PUBBLICO ALL’EDITORIA

OPERATIVO IL FONDO STRAORDINARIO PER GLI INTERVENTI A SOSTEGNO DELL’EDITORIA

Presentato un Documento con le considerazioni e le proposte per il comparto

Circa 7 milioni e mezzo di euro (500.000 il limite singolo) destinati al fondo di garanzia per le piccole e medie imprese per investimenti in innovazione tecnologica e digitale – Occorre, ora, il decreto del capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria che emani il relativo bando e nomini la commissione

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l 15 ottobre scorso, nell’ambito dell’esame della proposta di legge AC 1990, concernente “Abolizione del finanziamento pubblico all’editoria” (presentato dal Movimento 5 stelle, con primo firmatario On. Brescia), la VII Commissione Cultura, Scienza ed Istruzione della Camera dei Deputati ha disposto l’Audizione informale dell’USPI sul tema in dibattito. La proposta di legge del Movimento 5 stelle tende ad abolire qualsiasi forma di finanziamento, diretto e indiretto, all’editoria, svuotando di fatto tutte le competenze del Governo, ed in particolare della Presidenza del Consiglio, nel settore delle agevolazioni, contributi e sovvenzioni alla stampa. Alla Presidente della Commissione, On. Flavia Piccoli Nardelli, ed a tutti i componenti la Commissione, il Segretario Generale Vetere ed il direttore degli uffici Volpi hanno consegnato ed illustrato il Documento con le considerazioni e le proposte USPI, che di seguito riportiamo. Il testo è consultabile anche sul sito www.uspi.it. AUDIZIONE INFORMALE PRESSO

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on la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 258 del 6/11/2014, il Fondo straordinario per l’Editoria è diventato realtà, parliamo del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri con il quale sono state ripartite le risorse per gli interventi di sostegno all’editoria, istituito dalla Legge di stabilità per il 2014. Come si legge in una nota di presentazione pubblicata sul sito del Dipartimento Editoria della PCM: “Le misure a disposizione delle imprese editoriali sono numerose e assai rilevanti, dagli investimenti in innovazione tecnologica e digitale, anche per imprese di nuova costituzione, agli incentivi alla nuova occupazione e al sostegno agli ammortizzatori sociali, necessario per attenuare l’impatto sociale dei pro6 2 cessi già in corso di ristrutturazione.

Relazione Annuale 2014 “La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che, alle volte, preferirebbe non sentirsi dire”

PRIVACY E INTERNET, PRIVACY E GIORNALISMO, PRIVACY E MINORI, PRIVACY E CRONACA GIUDIZIARIA Stato di attuazione del Codice in materia di protezione dei dati personali

George Orwell (The Freedom of press, 1945)

“Tempi moderni” (“Modern Times”): film interpretato, diretto e prodotto da Charlie Chaplin

Concludiamo il sunto della Relazione Annuale del Garante per la Privacy. La prima parte è stata pubblicata sul numero precedente di questo Notiziario. VAI A PAGINA 10

Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 50° - MENSILE - 11 NUMERI - 11 novembre 2014 Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma


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AUDIZIONE USPI SUL FINANZIAMENTO PUBBLICO ALL’EDITORIA 1

LA VII COMMISSIONE CULTURA, SCIENZA E ISTRUZIONE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI (Roma, 15 ottobre 2014) ESAME PROPOSTA DI LEGGE A.C. 1990 - “ABOLIZIONE DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO ALL’EDITORIA” DESCRIZIONE DEL COMPARTO Il mondo della piccola editoria, nel nostro Paese, è molto vasto (7/8 mila periodici), mai monitorato e, soprattutto, molto poco conosciuto e considerato. E’ un ampio mondo che è sempre rimasto in ombra rispetto alla grande editoria quotidiana e periodica, ma che – nella produzione di riviste e siti – è alla pari di quest’ultima, solo con strumenti infinitamente minori. Nella stessa Relazione annuale del Presidente dell’AGCOM, pur concentrando l’analisi sulla grande editoria periodica, si riconosce: “Nel settore editoriale la stampa periodica è stata, da sempre, caratterizzata da una elevata diversificazione di prodotto, in grado di rispondere a necessità e bisogni differenti, spesso specifici, e tale da aver comportato un mercato molto segmentato e riconducibile a macro-categorie eterogenee al loro interno. Si può distinguere tra un’editoria periodica specializzata, prevalentemente orientata a soddisfare esigenze professionali, e un’editoria periodica (generalista o settoriale) destinata a soddisfare specifici interessi personali”. Per completezza segnaliamo che, nell’ambito dell’editoria periodica specializzata, deve essere ricompresa non solo quella professionale ma, in generale, tutta l’editoria di “nicchia”, portatrice degli interessi più vari.

Flavia Piccoli Nardelli, Presidente della Commissione Cultura della Camera 2

Per comprendere meglio, ecco un po’ di numeri che sottolineano l’importanza e l’incidenza della piccola e media editoria periodica che rappresenta, come a f f e r m a t o dall’Autorità, “circa la metà del mer-

cato in termini di valore”: 1) La spedizione di prodotti editoriali, in termini di ricavi, è passata da 148,8 milioni di euro, nel 2012, ai 128,0 milioni, nel 2013; mentre in termini di volumi di spedizione, si è passati dai 531,0 milioni di invii, nel 2012, a 478,7 milioni, nel 2013 (Fonte: elaborazioni dell’Autorità su dati degli operatori postali). 2) Al “Registro degli operatori di comunicazione (ROC)” sono a tutt’oggi iscritti 8.603 editori cartacei attivi e 2455 editori elettronici attivi (Fonte: ROC). LE RAGIONI DI UN FINANZIAMENTO PUBBLICO ALL’EDITORIA I contributi all’editoria sono sorti per incoraggiare la democrazia informativa locale e cooperativa (che è nata spesso per rilevare testate in fallimento ed a rischio chiusura). L’idea di un sostegno statale nel campo dell’informazione fu perseguita per mettere in pratica gli alti valori dettati dalla nostra Costituzione. L’articolo 3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge…È compito Ingresso dell’Aula della della Repubblica Commissione Cultura rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. L’articolo 21: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. In sostanza, lo Stato si impegnava, concretamente, a tutelare il pluralismo informativo, non impedendo ai grandi gruppi editoriali di fondare quotidiani e periodici, ma permettendo – appunto con contributi diretti – di entrare e competere sul mercato agli editori “puri” (no profit e cooperative), con risorse economiche e finanziarie decisamente inferiori.

in questo numero Audizione USPI sul finanziamento pubblico all’editoria (pagine 1, 2, 4, 5) Operativo il fondo straordinario per gli interventi a sostegno dell’editoria (pagine 1, 6, 7, 8) Relazione annuale Garante Privacy seconda parte (pagine 1, 10, 11) Le quote associative USPI, anno 2015 (pagina 3) Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 5) Antitrust e Agcom: indagine sulla banda larga (pagina 9) L’AGCOM si trasferisce da Napoli a Roma (pagine 11, 15) Cassazione e lavoro giornalistico (pagina 12) Notiziario fiscale (pagina 13) INPGI, Circolari n. 5 e n. 6 (pagine 14, 15) L’Eco della Stampa (pagina 15) Più libri più liberi (pagina 16) Nel corso degli anni, poi, si sviluppò anche la necessità di mettere un contrappeso ad un mercato pubblicitario sbilanciato verso i maggiori network televisivi. Così fu nel 1981 (legge 416) e nel 1990 (legge 250). Così è tutt’oggi: oltre il 51% dei ricavi pubblicitari è appannaggio dell’emittenza televisiva, con buona parte a vantaggio di RAI e Mediaset, e di seguito SKY, il 16,5% dei periodici ed il 19,1% dei quotidiani. (Attenzione! Occorre una precisazione: anche questi dati statistici sono frutto di rilevazioni effettuate sui quotidiani e periodici di grande tiratura, e non sui giornali medio-piccoli). Fu una scelta politica, dunque, rinnovata nel tempo con sempre più attenzione alla trasparenza ed alla razionalizzazione nella gestione dei Fondi, per evitare abusi e distorsioni. Un lungo processo che ha visto l’USPI essere parte attiva e collaborativa con la PCM e le forze parlamentari per generare un percorso virtuoso di elargizione 4 Notiziario USPI n° 11/2014


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LE quOTE ASSOcIATIVE uSPI

per l’anno 2015 L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2015 risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche pubbliche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico, per email o fax, per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - convenzioni esclusive per i soci USPI; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura. Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2015 e comprensive della spedizione in abbonamento postale del “Notiziario USPI” (pari a 33 €) sono le seguenti: Per le testate (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge) da da da da da

1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su

€ € € € €

300,00 750,00 1.300,00 2.600,00 3.800,00

“Una tantum” (oltre la quota di iscrizione) per le testate che si associano per la prima volta: - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie

€ €

100,00 170,00

Soci corrispondenti - IL SOCIO CORRISPONDENTE è una persona fisica che, “condividendo le finalità dell’USPI, si interessa a vario titolo di editoria e comunicazione”. € 100,00 Soci benemeriti L’USPI accoglie nel suo seno, su deliberazione del Consiglio Nazionale: - Soci benemeriti, e cioè persone od enti che mediante attività o donazioni abbiano contribuito allo sviluppo dell’USPI e, attraverso esse, abbiano favorito il progresso della stampa periodica. Rinnovo della quota per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI € 210,00 - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI € 320,00 ***** Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6, Via Franceschini n. 58 - Roma, CODICE IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI. C.F. dell’USPI: 80188110581

ATTENZIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.


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AUDIZIONE USPI SUL FINANZIAMENTO PUBBLICO ALL’EDITORIA dei contributi pubblici.

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Fu una scelta politica, abbiamo sottolineato, ed oggi è la Politica (con la P maiuscola) che si trova a dover confermare o smentire tale scelta: mantenere una forma di sostegno alla piccola editoria locale e no profit o abolire ogni forma di sovvenzione, affidando al “mercato” (e, quindi, agli operatori, finanziatori ed imprenditori economicamente più forti) l’intero settore. Ed a lasciar solo l’ “editore puro”.

Ad alcune domande si dovrà dar seguito: “Il diritto di informare e di essere informati – il pluralismo, in parole brevi – è un diritto costituzionale che deve essere garantito dallo Stato, rimuovendo gli ostacoli alla sua piena applicazione? Le logiche economiche del mercato possono, da sole, essere garanti del principio costituzionale?”. Scelta politica, quindi, non economica. Come questa Commissione ben sa, dagli anni ’90 ad oggi il contributo diretto all’editoria è stato spolpato e parcellizzato, arrivando ad un stanziamento esiguo di 40 milioni per il 2013: il taglio più sostanzioso tra tutti gli interventi statali nei settori produttivi. Non crediamo che 40, 80 o 100 milioni di euro per l’editoria possano compromettere, nella Legge di stabilità, le politiche economiche del Governo. L’INCERTA SITUAZIONE LEGISLATIVA Si ricorda che l’art. 29, co. 3, del D.L. 201/2011 (L. 214/2011) ha disposto la cessazione del sistema di erogazione dei contributi diretti all’editoria di cui alla L. 250/1990 dal 31.12.2014, “con riferimento alla gestione 2013”, e la revisione del DPR 223/2010 con decorrenza dall’1.1.2012, al fine di ottenere economie di spesa e una più rigorosa selezione nell’accesso alle risorse. Le modifiche al DPR 223/2010 sono poi state apportate, con intervento normativo primario, dal D.L. 63/2012 (L. 103/2012), con il quale è stata dettata una disciplina transitoria, nelle more di una più compiuta ridefinizione delle forme di sostegno al settore editoriale (finora non intervenuta). 4

In particolare, sono stati ridefiniti i requisiti di accesso ai contributi e i criteri di calcolo degli stessi a partire dai contributi relativi all’anno 2012, in altri casi da quelli relativi al 2013. Tutto ciò, però, era collegato ad un disegno di legge (A.C. 5270) che prevedeva una delega al Governo per la definizione - a regime – di nuove forme di sostegno all’editoria e per lo sviluppo del mercato editoriale. L’esame del provvedimento non è stato però concluso entro la fine della scorsa legislatura. LA PROPOSTA DI LEGGE A.C.1990 Si legge nella presentazione: “La presente proposta di legge, che prevede il superamento del suddetto modello di finanziamento pubblico, si colloca nel quadro di un’iniziativa politica volta a creare condizioni di autonomia e indipendenza dei giornalisti, competizione più aperta, eliminazione dei conflitti di interessi e degli intrecci tra politica, economia e informazione”. Inoltre: “l’abolizione del finanziamento pubblico, quale è stato finora conosciuto e distorto, potrebbe accompagnarsi a riforme che pongano tutte le imprese giornalistiche in condizione di accedere al mercato pubblicitario”. Intenti condivisibili al massimo, ma a nostro parere segnati da una concezione ideologica i cui frutti possono portare a conseguenze del tutto contrarie ai propositi enunciati. Siamo sicuri che l’abrogazione “tout court” del finanziamento alla stampa sia la soluzione per il rilancio del settore? E che le “start up” giornalistiche possano, da un momento all’altro, sostituire quegli editori che già oggi risentono della crisi economica in atto?

futuro dell’editoria medio-piccola: la difficoltà di conquistare visibilità nel “mare magnum” di internet ed i costi per adeguarsi all’innovazione tecnologica. Rileviamo, infine, la perdurante decrescita della pubblicità commerciale nelle testate periodiche medio-piccole, che devono far fronte non solo alla crisi economica delle aziende che fanno pubblicità, ma anche all’accaparramento delle entrate pubblicitarie da parte delle televisioni e delle grandi aziende editoriali. Secondo l’USPI occorrerebbe consolidare il presente per potersi proiettare nel futuro. Anche le “start up” editoriali faticano a sopravvivere. Ben lo descrive Marco Baldazzi in un interessante articolo pubblicato su “La Stampa” il 1° ottobre scorso, analizzando il mercato editoriale americano. L’articolo inizia così: “Le start up sono una delle ragioni del successo che Internet ha avuto negli ultimi

L’Aula della Commissione Cultura della Camera venti anni. Piccole società diventate colossi, come Google, Facebook o Twitter, sono alla base della profonda trasformazione che il web ha portato in quasi ogni attività umana, con un meccanismo di rottura degli schemi che gli americani chiamano disruption. Ma c’è un ambito che al momento sembra offrire alle start up solo fallimenti: il giornalismo. Tre nuove iniziative partite dagli USA sembrano confermare la tesi” (e analizza i casi di Silver, Greenwald e Klein). PROPOSTE USPI

Segnaliamo che la produzione di una rivista cartacea dà lavoro a molti occupati: addetti alle cartiere, alle tipografie, grafici, spedizionieri, addetti alla distribuzione… oltre, naturalmente, a giornalisti e amministrativi della casa editrice.

1) Convocare gli Stati Generali dell’editoria, per una riforma ed ammodernamento del settore e per una nuova disciplina di sostegno che aiuti gli editori ad integrare la produzione tradizionale con quella elettronica;

Da questa prima considerazione, ne scaturisce subito un’ altra, che ci spinge verso il

2) Depurare il Fondo “EditoriaComunicazioni” della PCM da oneri Notiziario USPI n° 11/2014


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non propriamente inerenti, come il debito con Poste Italiane o il sovvenzionamento di RAI International; 3) Nelle more di una riforma generale dei sostegni all’ editoria, garantire le risorse adeguate, annualmente certe nell’ “an” e nel “quantum”, all’ editoria no profit, cooperativa e locale.

c) il comma 3 dell’articolo 23 della legge 6 agosto 1990, n. 223; d) i commi 2, 2-bis, 2-ter, ultimo periodo, 2-quater, 2-quinquies, 3, 3-bis, 4, 5 e 6 dell’articolo 3 e gli articoli 4 e 8 della legge 7 agosto 1990, n. 250; e) l’articolo 153 della legge 23 dicembre 2000, n. 388;

************************ f) gli articoli 3, 4, 5 e 15 della legge 7 marzo 2001, n. 62; Per completezza d’informazione, riportiamo di seguito il testo dell’ AC 1990: PROPOSTA DI LEGGE ATTO CAMERA N. 1990 Articolo 1 1. La presente legge reca disposizioni volte all’abolizione del finanziamento pubblico all’editoria, ai fini della promozione della concorrenza e della tutela dei consumatori nel settore dell’informazione, nonché per assicurare il conseguimento di rilevanti economie di spesa per la finanza pubblica. 2. Ai fini di cui al comma 1 sono abrogate le seguenti disposizioni: a) gli articoli 22, 23, 24, 25, 27, 28, 32, 34, 37, 39, 40 e 41 della legge 5 agosto 1981, n. 416; b) l’articolo 11 della legge 25 febbraio 1987, n. 67;

g) l’articolo 138 del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206; h) il comma 462 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266; i) il comma 3-ter dell’articolo 20 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248; l) l’articolo 44 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133; m)il regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 25 novembre 2010, n. 223; n) il comma 3 dell’articolo 29 del decretolegge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22

DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale” dei prodotti editoriali presso gli Archivi Nazionali (DPR 252/06), gli editori associati USPI possono effettuare la consegna in forma cumulativa delle copie diffuse al pubblico, a scadenze differenziate per Regioni e per periodicità della testata.

buite al pubblico nel 3° trimestre dell’anno (luglio - settembre 2014); Gli editori di periodici con cadenza superiore al settimanale, nel mese di novembre, NON devono effettuare alcuna consegna.

dicembre 2011, n. 214; o) gli articoli 1, 1-bis, 2, 3 e 4 del decretolegge 18 maggio 2012, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 luglio 2012, n. 103. 3. Le maggiori risorse disponibili derivanti dall’attuazione del presente articolo sono destinate, in deroga al patto di stabilità interno degli enti locali, alla realizzazione di progetti finalizzati alla realizzazione o all’istituzione, da parte dei comuni o di reti di comuni limitrofi, di nuovi sistemi di informazione. Tali progetti sono diretti a incentivare, in conformità con il regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006, relativo agli aiuti di importanza minore (de minimis), gli investimenti delle imprese editoriali, di nuova costituzione, diretti unicamente all’innovazione tecnologica e digitale e all’ingresso di giovani professionisti, di età inferiore a trentacinque anni e freelance, qualificati nel campo dei mezzi di comunicazione. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, o del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega per l’informazione, la comunicazione e l’editoria, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono definiti i criteri e le modalità per la ripartizione delle risorse.

- Gli editori di periodici con cadenza superiore al settimanale nel mese di novembre NON devono effetuare alcuna consegna. GLI INDIRIZZI - Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Viale Castro Pretorio 105, 00185 Roma. - Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Via Tripoli 36/44, 50122 Firenze.

ENTRO IL MESE DI DICEMBRE Gli editori di:

ENTRO IL MESE DI NOVEMBRE Gli editori con sede principale in LIGURIA, VENETO, FRIULI VENEZIA IGULIA, EMILIA ROMAGNA, TOSCANA, UMBRIA, MARCHE - che pubblicano QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relative supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distriNotiziario USPI n° 11/2014

QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI e SETTIMANALI con sede principale in: LAZIO, ABRUZZO, MOLISE, CAMPANIA, PUGLIA, BASILICATA, CALABRIA, SICILIA, SARDEGNA sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite nel 3 trimestre dell’anno (luglio-settembre 2014)

Biblioteca Nazionale, Roma 5


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OPERATIVO IL FONDO STRAORDINARIO PER GLI INTERVENTI A SOSTEGNO DELL’EDITORIA 1

Tra le varie misure, circa 7 milioni e mezzo di euro sono destinati al fondo di garanzia per le piccole e medie imprese: i finanziamenti bancari per investimenti in innovazione tecnologica e digitale saranno assistiti dalla garanzia pubblica, rendendo così più facile per le imprese l’accesso al credito e migliori le condizioni ottenibili. 11 milioni di euro sono poi stanziati per promuovere nuove assunzioni di giornalisti: lo stato si fa carico di tre anni di contribuzione previdenziale per i contratti a tempo indeterminato e del 50% della contribuzione previdenziale per i nuovi assunti a tempo determinato. Il decreto prevede ulteriori meccanismi per incentivare la trasformazione delle posizioni a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato. 2 milioni di euro sono destinati, infine, al sostegno degli ammortizzatori sociali (cassa integrazione guadagni straordinaria e contratti di solidarietà) gestiti dall’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani. Misure concrete al servizio di un settore che ha pagato e paga cara la crisi economica degli ultimi anni. Misure che testimoniano la volontà del Governo di stare vicino a migliaia di lavoratori che, garantendo tutti i giorni l’informazione per i cittadini italiani, rendono la nostra democrazia più consapevole e più forte”. A dire in vero, non sono mancate critiche al provvedimento, riguardanti, soprattutto, la tempistica (da gennaio siamo arrivati a novembre, per finanziamenti riferiti all’anno 2014), l’entità del Fondo destinato alle start-up (solo 7 milioni e mezzo ed il limite di 500.000 euro ad azienda) e la necessità di ulteriori decreti attuativi (che allungheranno ancora l’iter burocratico). Il Fondo era stato pensato come uno strumento rivolto a garantire la nascita di startup editoriali nel segno dell’innovazione e l’occupazione giovanile; e, poi, la norma prevedeva una parte residuale per sostenere gli ammortizzatori sociali. Il decreto, approvato destina invece a quest’ultima voce gran parte delle risorse residue del fondo, in parte oggetto dei tagli lineari, ed in parte giù utilizzate per coprire l’onere derivante dal sostegno al fondo per le prestazioni di vecchiaia anticipate dei giornalisti previsti dalla legge 11 agosto 6

2014, n. 114.

toria»);

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 30 settembre 2014

Visto il Regolamento (CE) n. 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013 relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti d’importanza minore (de minimis);

Istituzione del Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria per il triennio 2014-2016. (14A08527) (GU n.258 del 6-11-2014) IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI di concerto con IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI, IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO ed IL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, recante «Disciplina dell’attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri»; Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, recante «Ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri, a norma dell’art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59»; Vista la legge 5 agosto 1981, n. 416 e successive modificazioni, recante «Disciplina delle imprese editrici e provvidenze per l’editoria» e, in particolare gli articoli 35 («Trattamento straordinario di integrazione salariale»), 36 («Risoluzione del rapporto di lavoro»), 37 («Esodo e prepensionamento») e 38 («INPGI»); Vista la legge 7 agosto 1990, n. 250, recante «Provvidenze per l’editoria e riapertura dei termini a favore delle imprese radiofoniche per la dichiarazione di rinuncia agli utili di cui all’art. 9, comma 2, della legge 25 febbraio 1987, n. 67, per l’accesso ai benefici di cui all’art. 11 della legge stessa»; Vista la legge 7 marzo 2001, n. 62 e successive modificazioni, recante «Nuove norme sull’editoria e sui prodotti editoriali e modifiche alla legge 5 agosto 1981, n. 416»; Vista la legge 31 dicembre 2012, n. 233, recante «Equo compenso nel settore giornalistico» e, in particolare, l’art. 3 («Accesso ai contributi in favore dell’edi-

Visto l’art. 1, comma 261, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilità per l’anno 2014) che ha istituito il “Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria” per il triennio 2014-2016, assegnando una dotazione finanziaria di 50 milioni di euro per il 2014, di 40 milioni di euro per il 2015 e di 30 milioni di euro per il 2016, con la finalità di “incentivare, in conformità con il regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006, relativo agli aiuti di importanza minore (de minimis), gli investimenti delle imprese editoriali, anche di nuova costituzione, orientati all’innovazione tecnologica e digitale e all’ingresso di giovani professionisti qualificati nel campo dei nuovi media ed a sostenere le ristrutturazioni aziendali e gli ammortizzatori sociali”; Preso atto che il citato art. 1, comma 261, prevede che la ripartizione delle risorse sia definita annualmente con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri ovvero del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega per l’informazione, la comunicazione e l’editoria; Esaminato l’andamento economico del settore editoriale e rilevate le specifiche esigenze di sostegno delle imprese con particolare riguardo: - all’elevato numero di richieste di accesso alle misure di sostegno ai programmi di ristrutturazione aziendale, che prevedono una revisione dell’organico mediante il ricorso ai prepensionamenti di cui alla legge 5 agosto 1981, n. 416, attualmente pendenti presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e allo stato inevase stante l’esaurimento delle risorse del fondo statale destinate a tale finalità: - all’andamento negativo del saldo occupazionale fra entrate ed uscite dal lavoro registrato nell’ultimo triennio nel settore giornalistico ed editoriale; - all’incremento del ricorso agli ammortizNotiziario USPI n° 11/2014


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zatori sociali registrato nel medesimo settore giornalistico ed editoriale, il cui onere è attualmente sostenuto interamente dall’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani (INPGI); Sentite, in conformità a quanto prescritto dal richiamato art. 1, comma 261, le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale nel settore delle imprese editrici e delle agenzie di stampa nella riunione dell’8 maggio 2014, da cui è emersa, tra l’altro, l’esigenza che le risorse messe a disposizione dal Governo siano indirizzate a sostenere il mondo del lavoro, creando nuova occupazione attraverso una riduzione del carico del costo del lavoro e favorendo le ristrutturazioni aziendali, anche attraverso i prepensionamenti, ma avendo sempre come obiettivo quello dell’incentivo alla modernità ed all’innovazione tecnologica, considerata indispensabile affinché le “industrie culturali creative” siano percepite come vettore di sviluppo su cui investire; Tenuto conto, altresì, delle proposte ed osservazioni pervenute successivamente da parte delle diverse associazioni di categoria; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in data 22 novembre 2010 concernente la disciplina dell’autonomia finanziaria e contabile della Presidenza del Consiglio dei ministri; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in data 20 dicembre 2013 con il quale e’ stato approvato il bilancio di previsione della Presidenza del Consiglio dei ministri per l’anno 2014, nell’ambito del quale risulta stanziato, sul pertinente capitolo n. 477 “Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria” del Centro di Responsabilità n. 9 “Informazione ed Editoria”, l’importo di euro 50.000.000; Viste le successive note dell’Ufficio del Bilancio e per il riscontro di regolarità amministrativo contabile in date 26 febbraio, 28 febbraio e 23 maggio 2014, con le quali sono stati comunicati gli avvenuti accantonamenti - effettuati ai sensi del decreto-legge 28 gennaio 2014, n. 4, art. 2, comma 1, lett. c), del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, art. 7, comma 1, lett. b), e del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66 rispettivamente per gli importi di euro 2.741.784, euro 4.646.853 ed euro 1.339.822, per un importo complessivo accantonato pari ad euro 8.728.459, sull’iniziale stanziamento di euro 50.000.000 destinato al “Fondo straordinario per gli Notiziario USPI n° 11/2014

interventi di sostegno all’editoria”; Vista la nota in data 23 giugno 2014 con la quale l’Ufficio del bilancio e per il riscontro di regolarità amministrativo contabile ha comunicato che l’accantonamento pari ad euro 4.646.853 è stato imputato ad altri capitoli del bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri, in considerazione dell’esigenza di ripristinare, se pure non integralmente, il livello delle risorse originariamente stanziate per le specifiche finalità individuate dal legislatore con la legge di stabilità per l’anno 2014; Tenuto conto, pertanto, che le somme stanziate per il Fondo ammontano complessivamente, per l’anno 2014, ad euro 45.918.394; Visto l’art. 1-bis introdotto nel decretolegge 24 giugno 2014, n. 90 dalla legge di conversione 11 agosto 2014, n. 114, recante norme sul rifinanziamento dell’accesso alla pensione di vecchiaia anticipata per i giornalisti; Considerato che, in virtu’ della citata disposizione, gli oneri derivanti dal rifinanziamento dell’accesso alla pensione di vecchiaia anticipata per i giornalisti sono coperti attraverso corrispondenti riduzioni della dotazione del Fondo straordinario istituito dall’art. 1, comma 261, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016; Considerato, più in particolare, che in forza di quanto stabilito al comma 4, lettere a) e b), del citato art. 1-bis, la dotazione del Fondo straordinario è decurtata, per l’anno 2014, di una somma complessiva pari a 25 milioni di euro; Accertato, pertanto, che le somme stanziate per il Fondo ammontano complessivamente, per l’anno 2014, ad euro 20.918.394, di cui euro 1.182.500 già trasferiti alla Presidenza del Consiglio dei ministri; Visto il decreto del Presidente della Repubblica del 28 febbraio 2014, con il quale l’on. Luca Lotti è stato nominato Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 23 aprile 2014, con il quale al Sottosegretario di Stato on. Luca Lotti sono state delegate le funzioni in materia di informazione, comunicazione ed editoria; Decreta: ARTICOLO 1

Definizioni 1. Ai fini delle disposizioni contenute nel presente decreto si intendono per: a) «Imprese editoriali»: le imprese operanti nel settore dell’editoria e dell’informazione che editano libri e pubblicazioni giornalistiche, anche in via telematica, a carattere quotidiano o periodico, le agenzie di stampa a carattere nazionale o locale, le imprese esercenti attività di emittenza radiotelevisiva nazionale o locale che diffondono servizi e programmi di informazione giornalistica, nonché le imprese che ad esse forniscono prodotti giornalistici; b) «Giornalisti»: gli iscritti agli albi professionali tenuti dall’Ordine dei Giornalisti ai sensi della legge 3 febbraio 1969, n. 63 che svolgono attività lavorativa di natura giornalistica; c) «Fondo»: il Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria, di cui all’art. 1, comma 261, della legge 27 dicembre 2013, n. 147. ARTICOLO 2 Oggetto e finalità 1. Il presente decreto disciplina i criteri e le modalità di concessione ed erogazione, per l’anno 2014, delle risorse del Fondo, per un ammontare pari a 20.918.394 euro, ripartiti nelle misure definite ai sensi dei successivi articoli, per gli interventi operanti nei seguenti ambiti: a) incentivi agli investimenti in innovazione tecnologica e digitale; b) incentivi all’assunzione di giornalisti; c) parziale finanziamento degli ammortizzatori sociali erogati in favore dei giornalisti disoccupati o interessati da processi di riduzione dell’attività lavorativa per collocamento in cassa integrazione guadagni straordinaria o dalla stipula di contratti di solidarietà difensiva di cui alla legge 19 dicembre 1984, n. 863. ARTICOLO 3 Incentivi agli investimenti in innovazione tecnologica e digitale 1. Al fine di sostenere gli investimenti in innovazione tecnologica e digitale nel settore dell’editoria, è istituita, nell’ambito del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese di cui all’art. 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, ai sensi di quanto previsto dal decreto del 26 gennaio 2012 del Ministro dell’economia e delle 8 7


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OPERATIVO IL FONDO STRAORDINARIO PER GLI INTERVENTI A SOSTEGNO DELL’EDITORIA 7

finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, un’apposita sezione speciale destinata alla concessione della garanzia sui finanziamenti erogati alle imprese editoriali per le finalità di cui al presente comma. 2. Per l’operatività della sezione speciale di cui al comma 1 sono conferite risorse del Fondo per un importo pari ad euro 7. 418.394. 3. Per la costituzione della sezione speciale, il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri sottoscrive con il Ministero dello sviluppo economico ed il Ministero dell’economia e delle finanze l’accordo di cui all’art. 5, comma 1, del decreto ministeriale di cui al comma 1. 4. Nel limite di una quota del Fondo pari a 500.000 euro, può essere riconosciuto un contributo alle imprese editoriali di nuova costituzione, a fronte di spese documentate sostenute per progetti innovativi, da sottoporre alla valutazione di apposita commissione.

Con decreto del capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri da adottare entro trenta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, è emanato il relativo bando ed è nominata la commissione. ARTICOLO 4 Misure di promozione dell’occupazione giornalistica 1. L’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani può, con proprio atto deliberativo e fino a concorrenza delle risorse previste dal successivo comma 5, riconoscere alle imprese editoriali che procedano, entro il 31 dicembre 2014, all’assunzione con contratto di lavoro subordinato di giornalisti in possesso di specifiche competenze professionali nel campo dei nuovi media, specifici sgravi consistenti nella riduzione della contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro, secondo i criteri e nelle misure di seguito indicati: a) il 100% dell’aliquota ordinaria, per un periodo di trentasei mesi, qualora l’assunzione avvenga con contratto a tempo indeterminato; 8

b) il 50% dell’aliquota ordinaria, per un periodo massimo di trentasei mesi, qualora l’assunzione avvenga con contratto a tempo determinato. 2. In caso di successiva trasformazione a tempo indeterminato dei rapporti di lavoro instaurati con assunzioni a tempo determinato, lo sgravio previsto dalla lettera a) del comma 1 potrà essere riconosciuto per la durata del precedente rapporto a termine per un periodo massimo complessivo non superiore a trentasei mesi. 3. Gli sgravi di cui al comma 1, lettera a), saranno riconosciuti a condizione che le assunzioni risultino incrementali rispetto alla media dei giornalisti occupati presso l’impresa nei dodici mesi antecedenti, calcolata al netto dei casi di dimissioni volontarie, di licenziamento per raggiungimento dei limiti di età e per giusta causa. 4. Gli sgravi di cui al comma 1, lettera b) saranno revocati, con obbligo di versamento delle relative differenze contributive riferite ai rapporti non trasformati, qualora il datore di lavoro non proceda alla trasformazione in rapporto a tempo indeterminato di una percentuale pari almeno al 20% dei rapporti a termine instaurati oggetto di agevolazione, calcolata al netto dei contratti di sostituzione.

legge 19 dicembre 1984, n. 863, è posto a carico delle risorse del Fondo, per l’anno 2014, per la parte eccedente l’onere complessivo sostenuto dall’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani nell’anno 2013, e comunque per un importo non superiore a 2 milioni di euro, a condizione che vi sia un intervento di almeno pari ammontare da parte delle imprese editoriali. ARTICOLO 6 Condizioni generali di accesso ai finanziamenti e ai benefici di natura economica erogati dal Fondo 1. L’accesso ad ogni beneficio di natura economica, il cui onere è posto direttamente o indirettamente a carico del Fondo, è precluso nei confronti delle imprese presso le quali si verifichi almeno una delle seguenti fattispecie: a) la mancata iscrizione nell’elenco di cui all’art. 2, comma 3, lett. b) della legge 31 dicembre 2012, n. 233, per un periodo superiore a sei mesi e fino all’eventuale successiva iscrizione nel predetto elenco;

5. L’onere derivante per l’anno 2014 dalla concessione degli sgravi di cui al presente articolo è posto integralmente a carico del Fondo, nel limite complessivo di 11 milioni di euro.

b) l’introduzione dalla data di emanazione del presente decreto e per la durata delle misure finanziate, di bonus, stock option ed ogni altra forma di premio non strettamente legato alla dinamica retributiva contrattualmente stabilita, e collegata a risparmi sul costo del lavoro giornalistico, in favore dei dirigenti delle imprese editoriali che accedono agli ammortizzatori sociali.

ARTICOLO 5 Sostegno agli ammortizzatori sociali

ARTICOLO 7 Disposizioni attuative

1. Al fine di attenuare l’impatto sociale dei processi di ristrutturazione e riorganizzazione delle imprese editoriali attraverso il rafforzamento degli strumenti di tutela e garanzia della coesione sociale:

1. Il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri stipula con l’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani una convenzione per l’attuazione delle misure previste dal presente provvedimento e per assicurare il monitoraggio sul progressivo utilizzo delle risorse del Fondo.

l’onere complessivo dei trattamenti di sostegno al reddito erogati dall’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani in favore dei giornalisti assicurati presso la propria Gestione Sostitutiva dell’Assicurazione Generale Obbligatoria, in conseguenza dell’intervento della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria di cui all’art. 35 della legge 5 agosto 1981, n. 416 e della stipula di contratti di solidarietà difensivi di cui all’art. 1 del decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726, convertito con

2. Sulla base del monitoraggio di cui al comma precedente, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’editoria può, con proprio decreto, modificare la ripartizione delle risorse del Fondo per l’anno in corso, al fine di renderne più efficiente l’utilizzo. Roma, 30 settembre 2014 Notiziario USPI n° 11/2014


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CONCLUSA L’INDAGINE CONGIUNTA ANTITRUST-AGCOM SULLA BANDA LARGA “Proseguire celermente con la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione”. Reti in fibra ottica, “esigenza prioritaria”. Per gli investimenti, “considerare il ruolo dei privati anche in forme di joint venture”. La realizzazione delle reti a banda larga è essenziale per realizzare gli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea e per fornire una spinta alla crescita dell’economia. Per questo serve un Piano strategico nazionale per lo sviluppo delle reti di nuova generazione, anche con la previsione di politiche pubbliche a sostegno degli investimenti; occorre accelerare la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e, più in generale, promuovere interventi pubblici a sostegno della domanda e dell’offerta di servizi a banda ultra-larga. Sono queste le principali indicazioni che emergono dall’indagine conoscitiva sulle reti di telecomunicazione di nuova generazione promossa nello scorso gennaio dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) e dall’Autorità per le Comunicazioni (Agcom) e dai rispettivi presidenti, Giovanni Pitruzzella e Angelo Marcello Cardani.

genza prioritaria per la competitività dell’intero sistema economico e per la crescita, meritevole di un intervento di politica pubblica, in quanto le sole forze di mercato non portano – naturalmente – al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea. I motivi sono noti. Per un verso, l’Italia non è caratterizzata da una diffusa cultura digitale e sono poche le famiglie (e le imprese) connesse ad Internet, come pure risulta modesto l’utilizzo dei servizi digitali on-line. Per altro verso, gli investimenti delle imprese private sono insufficienti – nel medio periodo – a garantire lo sviluppo diffuso delle reti di nuova generazione. Tuttavia, per programmare gli investimenti, sarebbe riduttivo considerare solo l’attuale domanda di servizi a banda ultra-larga, senza valutare che – nei prossimi anni – la domanda di banda crescerà considerevolmente, sia con riguardo agli utilizzi delle famiglie (video on-line, ad esempio), sia con riguardo alle esigenze della Pubblica Amministrazione e delle imprese private (cloud computing, ad esempio).

Scopo dell’indagine: i) esaminare se la dinamica naturale degli investimenti nelle reti a banda ultra-larga consenta di realizzare quel rinnovamento radicale delle infrastrutture richiesto dall’affermazione dell’economia e della società digitale; ii) valutare in che modo la tutela della concorrenza – statica e dinamica – e la regolamentazione dei mercati interagiscano con i profondi cambiamenti tecnologici e di mercato e con le possibili politiche pubbliche nel settore delle comunicazioni elettroniche. Presupposto essenziale dell’indagine è che le reti di comunicazione elettronica sono la struttura portante dell’economia digitale e della società dell’informazione e, oggi più che mai, un fattore determinante per la competitività e la crescita economica. Ne discende, quindi, la necessità di colmare il ritardo che l’Italia sconta nello sviluppo delle reti di comunicazione a banda ultralarga e nella diffusione delle competenze digitali nella popolazione e tra le imprese. Più in dettaglio, ecco alcuni punti qualificanti dell’analisi. 1) Le reti ed i servizi di nuova generazione La realizzazione delle reti di nuova generazione deve essere riconosciuta come un’esiNotiziario USPI n° 11/2014

2) Piano strategico nazionale per lo sviluppo delle reti Appare fondamentale la definizione di un Piano strategico nazionale per lo sviluppo delle infrastrutture che individui in maniera organica le aree di intervento, semplifichi le relazioni tra i diversi decisori coinvolti e svolga una pianificazione degli interventi sulle infrastrutture, proseguendo nel contempo con l’accelerazione della digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. Ciò al fine di ridurre le incertezze che possono gravare sulle scelte di investimento degli operatori privati, rallentando lo sviluppo delle infrastrutture. In questo contesto, assume un rilievo significativo anche la politica di sostegno della domanda. Si potrebbero considerare ad esempio interventi pubblici volti a promuovere una maggiore trasparenza della qualità delle connessioni on-line al fine di rendere gli utenti maggiormente consapevoli della differenziazione dei servizi di connettività a Internet. Particolarmente efficaci possono essere politiche di sostegno della domanda sotto forma di voucher, sovvenzioni, benefici fiscali per le famiglie e/o imprese che vogliano dotarsi di una connettività a banda ultra-larga. Dal lato dell’offerta, occorre garantire che gli enti locali contribuiscano attivamente all’obiettivo di digitalizzazione

attraverso i necessari interventi di semplificazione amministrativa che, coerentemente con le iniziative promosse a livello legislativo, consentano di ridurre i tempi e i costi per la posa delle infrastrutture in fibra ottica. Vi è – inoltre – un evidente spazio per l’intervento pubblico diretto nelle aree del Paese che non risultano coperte dai piani di investimento privati. L’investimento pubblico deve però chiaramente coniugarsi con modalità di selezione degli operatori e scelte architetturali idonee a garantire una effettiva concorrenza. 3) Agenda Digitale Europea, programmi pubblici, ruolo dei privati Il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea può richiedere un differente insieme di politiche pubbliche che possono riguardare anche aree nelle quali gli operatori privati hanno già definito piani di investimento. In queste circostanze, è evidente che, tanto più la politica pubblica assume un ruolo di guida del processo innovativo del settore, tanto più occorre tenere presente i rischi per il funzionamento dei mercati e per il processo concorrenziale, sia nella sua declinazione statica che dinamica. Più in generale, l’intervento pubblico – che appare necessario anche nel nostro Paese per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea – può intrecciarsi con scenari di organizzazione del settore che presentano gradi di problematicità differenti con riguardo agli impatti concorrenziali e le misure regolamentari. La realizzazione di un assetto di mercato caratterizzato dall’esistenza di un operatore di rete “puro”, non verticalmente integrato nella fornitura di servizi agli utenti finali, costituisce evidentemente lo scenario “ideale” sotto il profilo concorrenziale e più “lineare” dal punto di vista della regolamentazione; tuttavia, si tratta di uno scenario di assai difficile realizzazione concreta. Un eventuale scenario alternativo, in cui la struttura di mercato venisse a riorganizzarsi solo sulla figura dell’operatore dominante verticalmente integrato, implicherebbe – al contrario – uno scrutinio particolarmente attento sia sotto il profilo antitrust, sia in relazione alla sua disciplina regolamentare. Un terzo scenario è quello in cui si sviluppano forme di co-investimento tra una pluralità di operatori, eventualmente anche attraverso la costituzione di joint venture. Roma, 8 novembre 2014 9


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Relazione annuale 2014 Garante per la protezione dei dati personali

PRIVAcY E INTERNET, PRIVAcY E GIORNALISMO, PRIVAcY E MINORI, PRIVAcY E cRONAcA GIuDIZIARIA

dialogando dialogando L’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, composta da Antonello Soro, Augusta Iannini, Giovanna Bianchi Clerici, Licia Califano, ha presentato oggi la Relazione sul diciassettesimo anno di attività e sullo stato di attuazione della normativa sulla privacy. La Relazione sull’attività 2013 traccia il bilancio del lavoro svolto dall’Autorità e indica le prospettive di azione verso le quali occorre muoversi nell’obiettivo di costruire una autentica ed effettiva protezione dei dati personali, in particolare riguardo all’uso delle nuove forme di comunicazione e dei nuovi sistemi tecnologici. SECONDA PARTE 9.3. I personaggi pubblici Per quanto riguarda la diffusione di informazioni riguardanti personaggi pubblici o che esercitano pubbliche funzioni il quadro normativo e la relativa evoluzione giurisprudenziale consentono invece di individuare margini più ampi nel trattamento dei dati personali (in tal senso v. già Relazione 2012, p. 153). Tale orientamento è stato seguito anche in relazione alla lamentata diffusione, nel corso di una trasmissione televisiva di inchiesta e di approfondimento informativo, di immagini tratte da un Dvd della festa nuziale privata dei segnalanti asseritamente sottratto agli stessi. Al riguardo, l’Ufficio ha rilevato che – fermi restando gli accertamenti dell’autorità giudiziaria in ordine all’asserita acquisizione fraudolenta del Dvd – la diffusione delle immagini ritraenti i segnalanti e alcuni ospiti (e tra questi un esponente politico già ministro dello sviluppo economico) non presentava profili di contrasto con il parametro della “essenzialità dell’informazione riguardo a fatti di interesse pubblico” (art. 137, comma 3, del Codice). Il servizio andato in onda – nel quale, peral10

Stato di attuazione del Codice in materia di protezione dei dati personali. tro, i volti degli altri ospiti presenti alla festa erano stati oscurati – si inseriva, infatti, nell’ambito di un dibattito sui criteri in bae ai quali vengono corrisposti contrsibuti e altre utilità pubbliche a privati e aveva lo scopo di documentare l’esistenza di frequentazioni, anche di natura non professionale, tra l’esponente politico ritratto e i segnalanti (l’uno, presidente della Associazione italiana per lo sviluppo e la promozione del digitale terrestre, l’altra, amministratrice di un consorzio assegnatario di un’autorizzazione pubblica per l’utilizzo del digitale terrestre) (nota 28 marzo 2013). Il Garante ha invece ritenuto travalicati i limiti della libertà di espressione in relazione alla diffusione in rete del contenuto di email private, presumibilmente copiate da hacker, di alcuni parlamentari. L’Autorità ha rilevato come tale condotta potesse determinare una violazione della libertà e segretezza della corrispondenza (art. 15 Cost.) e delle specifiche garanzie poste a tutela delle comunicazioni e della corrispondenza dei membri del Parlamento (art. 68 Cost.) nonché la configurabilità del reato di cui all’art. 616 c.p. È stata altresì evidenziata una lesione del diritto alla riservatezza e alla protezione dei dati personali non solo dei parlamentari intestatari degli indirizzi di posta elettronica, ma di tutti coloro che sono entrati in contatto con essi attraverso la posta elettronica nonché dei terzi citati all’interno delle comunicazioni. Il Garante, avendo individuato nella fattispecie un trattamento illecito ritenuto essere avvenuto ab origine in violazione di legge (art. 11, comma 1, lett. a) e b), del Codice) ed avendo rilevato che tale illiceità estendeva i suoi effetti anche ai successivi trattamenti (art. 11, comma 2, del Codice), ha vietato ogni ulteriore utilizzo delle email in questione, prescrivendone la cancellazione (provv. 6 maggio 2013, n. 229, doc. web n. 2411368).

9.4. L’uso di immagini in ambito giornalistico Su richiesta dell’Ufficio, talune testate online hanno rimosso i video con i quali, in un caso, si documentava la tragica morte di due operai impegnati nella manutenzione di una chiusa e, nell’altro si ritraeva il corpo senza vita di un uomo suicida (di cui erano state rese note generalità e informazioni relative allo stato di salute). In entrambi i casi l’Ufficio ha motivato la richiesta ritenendo non giustificata la diffusione delle immagini sul piano dell’essenzialità dell’informazione a fronte della legittima aspettativa di riserbo e di rispetto del dolore da parte dei familiari delle persone decedute (note 11 e 31 ottobre 2013). L’Ufficio ha altresì ritenuto fondata la segnalazione di una donna (affetta da una grave patologia) in relazione ad un articolo che, nel documentare la decisione del giudice che aveva riconosciuto sussistente nel caso che riguardava la stessa un episodio di malasanità, aveva diffuso un insieme di dati (professione dell’interessata e la circostanza che fosse affetta da un’evidente menomazione fisica, professione del marito e composizione del nucleo familiare) i quali, nel loro complesso, consentivano di risalire all’identità della segnalante. L’Autorità ha precisato che, anche se l’identificabilità era avvenuta entro una cerchia ristretta di persone, queste ultime erano state comunque messe in condizione di conoscere informazioni sul suo stato di salute (che la segnalante aveva interesse a non rivelare). Nell’occasione è stato ribadito che il limite dell’“essenzialità dell’informazione” va interpretato con particolare rigore quando la notizia di cronaca investe fatti che incidono sulla salute di una persona “identificata o identificabile”, richiamando anche la previsione del codice di deontologia secondo cui “il giornalista, nel far riferimento allo stato di salute di una determinata perNotiziario USPI n° 11/2014


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sona, identificata o identificabile, ne rispetta la dignità, il diritto alla riservatezza e al decoro personale, specie nei casi di malattie gravi o terminali, e si astiene dal pubblicare dati analitici di interesse strettamente clinico” (art. 10, comma 1) (nota 1° agosto 2013). Analogamente è stata ritenuta fondata la doglianza di una donna che aveva lamentato una violazione della sua riservatezza da parte di un giornale locale che, nel riferire del decesso del fratello a causa di una grave malattia, aveva altresì rivelato (senza che ciò fosse pertinente) analoga seria patologia di cui la stessa era affetta (nota 12 marzo 2013). 9.5. Gli archivi storici e le informazioni online Anche nel 2013 sono pervenute segnalazioni e ricorsi concernenti la reperibilità, a distanza di anni, tramite gli archivi storici online dei giornali, di dati personali a suo tempo pubblicati. Il Garante ha ribadito che la diffusione sul sito internet di un quotidiano online di un articolo contenente informazioni su fatti (anche molto delicati e risalenti) costituisce parte integrante dell’archivio storico della testata e non integra, in linea di principio, un illecito trattamento di dati personali. Tuttavia, tenuto conto del funzionamento

della rete – che consente la diffusione di un gran numero di dati personali relativi a vicende anche remote – e in considerazione del tempo trascorso, ha ritenuto che una perenne associazione all’interessato della vicenda resa pubblica possa determinare un sacrificio sproporzionato dei suoi diritti. È stato quindi prescritto che la pagina web contenente i dati personali del ricorrente (anzitutto il suo nominativo) venisse deindicizzata, sottratta cioè alla diretta individuazione da parte dei comuni motori di ricerca, pur restando inalterata all’interno dell’archivio e consultabile telematicamente accedendo all’indirizzo web dell’editore (provv. 18 dicembre 2013, n. 594, doc. web n. 2957346). In relazione ad un articolo contenente i dati identificativi dell’interessata (rimasta invalida a seguito di un intervento chirurgico) unitamente alla descrizione dettagliata delle relative patologie invalidanti, non rilevanti ai fini del diritto di cronaca, il Garante ha prescritto (con conseguente adempimento da parte dell’editore) la rimozione dell’articolo dagli archivi online (provv. 12 dicembre 2013, n. 578, doc. web n. 296950). In altra fattispecie, vari siti internet e blog, dopo aver diffuso articoli relativi ad un collaboratore di giustizia, associando la nuova identità dallo stesso assunta quale effetto dell’adesione al programma di protezione a quella originaria, hanno provveduto ad eliminare tale associazione a seguito dell’in-

Entro giugno 2015

L’AGCOM SI TRASFERISCE DA NAPOLI A ROMA I sindacati non ci stanno: ”I costi saranno superiori. E’ una decisione politica, non dettata dalla spending review” Il trasferimento obbligato dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni da Napoli a Roma è una misura “penalizzante” che “non produce risparmi, ma fa lievitare le spese e indebolisce l’azione di un soggetto che ha funzioni di regolamentazione, vigilanza e risoluzione di controversie trasversali a tutti i settori delle comunicazioni: comunicazioni elettroniche, radiotelevisione ed editoria, anche a mezzo internet”. E’ questo l’allarme lanciato dai rappresentanti sindacali di Fiba Cisl in relazione al decreto di semplificazione della P.a. che ‘delocalizza’ l’Authority nella Capitale entro il giugno 2015 cancellando la sede legale di Napoli. “Pur nella piena condivisione della spinta riformatrice condotta dal Governo, lo spostamento forzoso di 200 chilometri di 150 Notiziario USPI n° 11/2014

persone è in netta contraddizione con il decreto stesso che fissa una mobilità massima di 50 Km per altre categorie”. Inoltre, sottolinea il sindacato, “l’Autorità non pesa sul bilancio dello Stato perché i costi di funzionamento – peraltro già ridotti – sono per legge a carico delle imprese regolate”. Secondo i sindacato, il trasferimento forzoso di personale con contratto a Napoli sarebbe ben più oneroso in termini umani, economici e di dispersione di professionalità rispetto a presunti tagli di spesa. Fra queste, ad esempio, individuare subito un edificio demaniale nel territorio di Napoli, ottenendo così risparmi molto superiori. “L’Autorità per le garanzie nelle comunica-

tervento dell’Ufficio (nota 20 settembre 2013). Si segnala, infine, il provvedimento adottato dal Garante il 21 novembre 2013, n. 516 (doc. web n. 2914227) ad esito di un ricorso, avente ad oggetto la richiesta di deindicizzazione dai motori di ricerca del testo di un’interrogazione parlamentare contenente dati giudiziari riferiti al ricorrente (molto risalenti nel tempo e superati da successivi sviluppi processuali). 9.6. La persistente rintracciabilità sui motori di ricerca Ulteriori interventi dell’Autorità si sono resi necessari per assicurare il rispetto dei provvedimenti con cui era stato imposto il divieto di indicizzazione delle notizie contenute negli archivi online. È stato più volte segnalato all’Autorità che, nonostante l’adozione di tutte le misure tecniche previste, alcuni contenuti, apparentemente non più indicizzabili, risultavano visualizzabili nell’indice di Google search. Nel novembre del 2013 l’Ufficio ha quindi chiesto, mediante contatti informali, chiarimenti a Google per meglio comprendere e individuare gli strumenti necessari per assicurare la definitiva deindicizzazione dei contenuti rinvenibili tramite il suo motore di ricerca e mira a definire tale aspetto nell’anno in corso, in modo tale da rendere possibilmente più chiara la policy privacy della società americana sul punto. zioni, cui da ultimo è stata affidata anche la regolazione del servizio postale universale – dichiara Fiba Cisl – si è sviluppata ed è cresciuta, nei suoi 17 anni di vita, a partire dalla città di Napoli, dove ha gradualmente acquisito e formato personale altamente qualificato proveniente dalle più prestigiose Università del Paese e spesso con specializzazioni post-laurea. Queste risorse (la metà delle quali donne, quindi di difficile sradicamento familiare) rischiano di andare in gran parte disperse. Infatti, trattandosi di personale selezionato per concorso, con alta specializzazione e formazione, sarà inevitabile un ricollocamento sul territorio, dissolvendo un patrimonio professionale nazionale che ha dimostrato di sapere ben operare ed è apprezzato all’estero”. Infine, il sindacato chiede che in sede di conversione del decreto, all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni venga riservato un trattamento non peggiore di quello riconosciuto a Consob, che ha lo stesso meccanismo di finanziamento ma è l’unica alla quale viene riconosciuto il 15 11


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Cassazione: Chi lavora continuamente per una testata è da considerarsi collaboratore fisso

NEL LAVORO GIORNALISTICO LA “COLLABORAZIONE FISSA” NON COMPORTA LA COPERTURA DI UN INTERO SETTORE DI INFORMAZIONE E’ sufficiente la disponibilità a fornire un continuo flusso di notizie (Cassazione Sezione Lavoro n. 11065 del 20 maggio 2014, Pres. Vidiri, Rel. Napoletano). La Corte ha riconosciuto (in terzo grado di giudizio, dopo un primo e secondo grado in cui la sentenza era stata sfavorevole) il diritto di un giornalista pubblicista toscano, che per cinque anni ha collaborato con un quotidiano fornendo articoli di informazione calcistica. Gino M. giornalista pubblicista nel periodo dal 2000 al 2005 ha lavorato per il quotidiano La Nazione, edito dalla S.p.a. Poligrafici Editoriale, scrivendo articoli di informazione concernenti lo sport del calcio. Il rapporto è stato formalizzato con un contratto di cessione di diritti d’autore. Quando l’azienda ha posto termine al rapporto, egli ha chiesto al Tribunale di Firenze di accertare l’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato, rispondente ai requisiti della “collaborazione fissa” prevista dall’art. 2 CNLG e di condannare l’azienda al ripristino del rapporto e al pagamento di differenze di retribuzione. Il Tribunale ha rigettato la domanda. La Corte di Firenze ha rigettato l’appello proposto dal giornalista rilevando che le emergenze istruttorie, pur evidenziando la continuità della prestazione, non provavano il vincolo di dipendenza e la responsabilità del servizio richiesta per il collaboratore fisso dall’art. 2 del CCNL giornalistico rimasto invariato sino alla formulazione del novembre 1995. Infatti, secondo la Corte d’Appello, premesso che la messa a disposizione di energie lavorative si realizzava soltanto quando il giornalista aveva assunto contrattualmente la responsabilità di un servizio, nella specie, doveva ritenersi che a Gino M. non era stato affidato il compito di soddisfare per intero la domanda dei lettori e le esigenze redazionali essendosi la sua prestazione inserita nelle pagine del giornale, come uno dei numerosi contributi che arricchivano la già nutrita cronaca quotidiana di argomento calcistico. Né, per la Corte territoriale, Gino M. aveva, 12

di fatto, la responsabilità del servizio nel significato richiesto dalla fonte collettiva essendo dimostrato che la redazione sportiva, con variegate figure professionali era in grado di coprire ogni aspetto della cronaca calcistica. La Suprema Corte (Sezione Lavoro n. 11065 del 20 maggio 2014, Pres. Vidiri, Rel. Napoletano) ha accolto il ricorso. Costituisce principio di diritto nella giurisprudenza di legittimità - ha statuito la Corte - l’affermazione secondo la quale in tema di attività giornalistica sono configurabili gli estremi della subordinazione tenuto conto del carattere creativo del lavoro - ove vi sia lo stabile inserimento della prestazione resa dal giornalista nell’organizzazione aziendale così da poter assicurare, quantomeno per un apprezzabile periodo di tempo, la soddisfazione di un’esigenza informativa del giornale attraverso la sistematica compilazione di articoli su specifici argomenti o di rubriche, e permanga, nell’intervallo tra una prestazione e l’altra, la disponibilità del lavoratore alle esigenze del datore di lavoro, non potendosi escludere la natura subordinata della prestazione per il fatto che il lavoratore goda di una certa libertà di movimento ovvero non sia tenuto ad un orario predeterminato o alla continua permanenza sul luogo di lavoro, né per il fatto che la retribuzione sia commisurata alle singole prestazioni.

requisiti prescritti dall’art. 2 del contratto collettivo di lavoro giornalistico Fnsi-Fieg per la configurabilità della qualifica di collaboratore fisso - ha affermato la Corte - la “responsabilità di un servizio” deve essere intesa come l’impegno del giornalista di trattare, con continuità di prestazioni, uno specifico settore o specifici argomenti d’informazione, onde deve ritenersi collaboratore fisso colui che mette a disposizione le proprie energie lavorative per fornire con continuità ai lettori della testata un flusso di notizie in una specifica e predeterminata area dell’informazione, attraverso la redazione sistematica di articoli o con la tenuta di rubriche, con conseguente affidamento dell’impresa giornalistica, che si assicura così la “copertura” di detta area informativa, rientrante nei propri piani editoriali e nella propria autonoma gestione delle notizie da far conoscere, contando, per il perseguimento di tali obiettivi, sulla piena disponibilità del lavoratore, anche nell’intervallo tra una prestazione e l’altra. Nella specie - ha osservato la Cassazione la Corte del merito non si è attenuta a tali principi di diritto in quanto ha fondato il suo decisum sul rilievo secondo il quale la messa a disposizione da parte del collaboratore delle proprie energie lavorative, ai fini della sussistenza di una subordinazione, va desunta dalla assunzione della responsabilità del settore - quello della cronaca calcistica - cui l’attività di Gino M. era riferibile.

Costituiscono, per contro, indici negativi alla ravvisabilità di un vincolo di subordinazione la pattuizione di prestazioni singolarmente convenute e retribuite, ancorché continuative, secondo la struttura del conferimento di una serie di incarichi professionali ovvero in base ad una successione di incarichi fiduciari.

La Corte fiorentina, così argomentando - ha osservato la Cassazione - non ha, quindi, tenuto conto, sia che la responsabilità del servizio va intesa come l’impegno del giornalista di trattare, con continuità di prestazioni, uno specifico settore o specifici argomenti d’informazione, e non come responsabilità dell’intero settore, sia che la permanenza, nell’intervallo tra una prestazione e l’altra, della disponibilità del lavoratore alle esigenze del datore di lavoro costituisce un indice di stabile inserimento della prestazione resa dal giornalista nell’organizzazione aziendale potendo in questo modo il datore di lavoro assicurare il soddisfacimento di una specifica esigenza d’informazione.

In particolare, poi, per quanto attiene i

(Fonte: legge-e-giustizia.it) Notiziario USPI n° 11/2014


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Notiziario fiscale - Notiziario fiscale - Notiziario fiscale - Notiziario fiscale FATTURAZIONE ELETTRONICA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: disponibile il servizio gratuito Unioncamere per le Pmi

za fiscale, tenuto conto delle eventuali comunicazioni effettuate dagli assistiti entro il 30 settembre u.s. - che intendano effettuare un minor versamento d’acconto.

È disponibile all’indirizzo https://fatturapa.infocamere.it il servizio di fatturazione elettronica espressamente dedicato alle Piccole e Medie Imprese.

Non è ammesso il pagamento rateale della rata d’acconto di novembre.

Ricordiamo che dal 6 giugno 2014 tutte le PA centrali sono tenute a ricevere fatture solo ed esclusivamente in formato elettronico e, a partire dal 31 marzo 2015, l’obbligo è esteso a tutte le Pubbliche Amministrazioni. Il nuovo strumento, messo a disposizione dal Sistema Camerale in collaborazione con l’Agenzia per l’Italia digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Unioncamere, si rivolge a tutti i piccoli fornitori della PA; senza alcun onere per l’Impresa, consente la creazione e la completa gestione di un limitato numero di fatture nell’arco dell’anno. Il servizio - cui si accede previo riconoscimento del titolare dell’Impresa tramite la Carta Nazionale dei Servizi (CNS) - consente la compilazione del documento contabile, l’individuazione della PA destinataria, la firma digitale, l’invio e la conservazione a norma. Chi fosse ancora sprovvisto di CNS potrà ottenerla presso le Camere di commercio o altri enti o amministrazioni pubbliche; per i certificati di firma digitale occorre rivolgersi agli operatori di mercato certificati.

10 novembre COMUNICAZIONE AL SOSTITUTO D’IMPOSTA DEL RISULTATO CONTABILE DEL MOD. 730 INTEGRATIVO Per i Caf ed i professionisti abilitati, scade oggi il termine per la trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate dei dati contenuti nelle dichiarazioni integrative 730/2014 e dei relativi modd. 730-4 integrativi che l’Amministrazione finanziaria mette a disposizione dei sostituti d’imposta che effettuano i conguagli a credito sulle retribuzioni erogate nel mese di dicembre.

17 novembre (*) Termine prorogato ad oggi, essendo il giorno 15 sabato e il 16 festivo. EMISSIONE DI FATTURE IVA DIFFERITE (*) Scade il termine per l’emissione delle fatture relative alle cessioni di beni comprovate da documenti di trasporto, spediti o consegnati nel mese di ottobre.

VERSAMENTO DELLE RITENUTE ALLA FONTE (*) Scade il termine entro il quale i sostituti di imposta devono versare le ritenute su: • retribuzioni di lavoro dipendente o compensi ad esso assimilati corrisposti in ottobre; • compensi per lavoro autonomo pagati in ottobre; • provvigioni pagate in ottobre;

SCADENZARIO NOVEMBRE 3 novembre ASSISTENZA FISCALE AI LAVORATORI DIPENDENTI Con le retribuzioni corrisposte nel mese di novembre i datori di lavoro devono effettuare la trattenuta della seconda o unica rata dell’acconto Irpef a carico dei lavoratori dipendenti che si sono avvalsi dell’assistenNotiziario USPI n° 11/2014

• cedole obbligazionarie scadute a ottobre anche se non pagate. VERSAMENTO RELATIVO ALLA LIQUIDAZIONE MENSILE IVA (*) Scade il termine entro il quale va effettuato dai contribuenti il versamento relativo alla liquidazione mensile dell’Iva dovuta per il mese di ottobre. VERSAMENTO RELATIVO ALLA

LIQUIDAZIONE TRIMESTRALE IVA (*) Scade il termine entro il quale va effettuato dai contribuenti il versamento dell’Iva relativa alla liquidazione del terzo trimestre 2014. Unitamente all’Iva va versato l’interesse nella misura dell’1%. PRESENTAZIONE DELLA COMUNICAZIONE RIGUARDANTE LE DICHIARAZIONI D’INTENTO (*) Scade il termine di presentazione della comunicazione relativa alle dichiarazioni d’intento ricevute, per le quali le operazioni effettuate senza applicazione di imposta sono confluite nelle liquidazioni, mensile e trimestrale, con scadenza alla data odierna.

25 novembre INTRASTAT MENSILE Scade il termine entro il quale i soggetti tenuti mensilmente devono presentare telematicamente all’Agenzia delle dogane gli elenchi riepilogativi degli acquisti e/o cessioni e prestazioni di servizi intracomunitari relativi a mese di ottobre.

1° dicembre (*) Termine così prorogato, essendo il giorno 30 novembre domenica. ACCONTI IRPEF E IRAP (*) Per i soggetti Irpef scade oggi il termine per l’effettuazione del versamento della seconda o unica rata dell’acconto delle imposte sui redditi e Irap. ACCONTI IRES E IRAP (*) Per i soggetti Ires per i quali il mese di novembre 2014 è l’undicesimo mese dell’esercizio sociale, scade oggi il termine per l’effettuazione del versamento della seconda o unica rata dell’acconto delle imposte sui redditi e Irap. OPERAZIONI CON PAESI C.D. BLACK LIST – PRESENTAZIONE ELENCHI (*) Per i contribuenti che effettuano operazioni con operatori economici aventi sede, residenza o domicilio negli Stati o territori (paesi c.d. black list) individuati dal Dm 4/5/99 e Dm 21/11/01, scade il termine di presentazione telematica dei dati delle operazioni intercorse nel mese di ottobre. (tratto da: ASSOGRAFICINFORMA Numero 17 - Anno XXI 6 novembre 2014) 13


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Notizie dall’Inpgi - Notizie dall’Inpgi - Notizie dall’Inpgi - Notizie dall’Inpgi SERVIZIO ENTRATE CONTRIBUTIVE

Circolare n. 5 del 17/10/2014 OGGETTO: • Variazione della contribuzione in materia di ammortizzatori sociali • Delibera del Consiglio di Amministrazione INPGI n. 41 del 30/07/2014 Al fine di fronteggiare le esigenze finanziarie degli istituti di sostegno al reddito (cigs, mobilità, contratti di solidarietà) gestiti dall’Inpgi, con intesa intervenuta il 26 marzo 2009 tra le Parti Sociali, è stato previsto che ciascuna azienda, operante nel campo di applicazione della Cigs (aziende editrici di giornali quotidiani e periodici ed Agenzie di stampa a carattere nazionale), versasse un contributo mensile pari allo 0,60% della retribuzione imponibile, di cui lo 0,50% a carico delle aziende e lo 0,10% a carico dei giornalisti. L’Istituto - in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 3, comma 2, lettera b), del decreto legislativo n. 509/94 - ha recepito la suddetta determinazione delle parti sociali con atto n. 82 del 25 giugno 2009, approvato dal Ministro del Lavoro, della salute e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, con Decreto interministeriale del 5 agosto 2009 (vedi circolare INPGI n. 9 del 2/09/2009). Tuttavia, stante il progressivo acuirsi dello stato di crisi del settore dell’editoria - che ha determinato uno squilibrio sull’andamento della spesa per ammortizzatori sociali, con una crescita esponenziale delle prestazioni temporanee, soprattutto per applicazione di contratti di solidarietà e Cigs - con intesa intervenuta il 24 giugno 2014 tra le Parti Sociali, in occasione del rinnovo del CNLG, è stato previsto che temporaneamente, fino al 31 dicembre 2016, il contributo per gli ammortizzatori sociali di cui alla predetta delibera Inpgi n. 82/2009 sia elevato, nella quota a carico del datore di lavoro, della misura dell’1%. Le parti sociali hanno assunto l’impegno ad incontrarsi poi, entro il 31 dicembre 2016, per esaminare l’andamento del mercato del lavoro ed assumere le eventuali conseguenti determinazioni. Per dare attuazione ai contenuti della pre14

detta intesa del 24 giugno 2014, l’Inpgi - in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 3, comma 2, lettera b), del decreto legislativo n. 509/94 - con atto n. 41 approvato nella seduta del Consiglio di Amministrazione del 30 luglio 2014, ha deliberato che il contributo per ammortizzatori sociali, istituito con delibera INPGI n. 82 del 25/06/2009, approvata con D.M. 5 agosto 2009 - a far data dal mese di settembre 2014 - per la parte a carico del datore di lavoro è elevato dell’1,00%. Tale aumento sarà applicato temporaneamente fino al 31/12/2016. Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, con nota n. MA004.A007.11433 PG-L-64 prot. 14131 del 16/10/2014, ha approvato la predetta delibera n. 41 del 30/07/2014. Pertanto, a decorrere dal periodo di paga di settembre 2014 e fino al 31 dicembre 2016, tutte le imprese editrici o stampatrici di giornali quotidiani e periodici e le agenzie di stampa a diffusione nazionale sono tenute al versamento del contributo per ammortizzatori sociali nella misura dello 1,60% della retribuzione imponibile di ogni giornalista dipendente (di cui 1,50% a carico del datore di lavoro e lo 0,10% a carico del giornalista). Sono, quindi, interessate alla predetta variazione di aliquota le aziende inquadrate presso l’INPGI con codice contributivo n. 02, 09, 18, 26, 27 e 35. La regolarizzazione contributiva del periodo di paga di settembre 2014, per il quale è già scaduto il termine di pagamento della contribuzione, limitatamente all’elevazione del contributo in oggetto, potrà essere effettuata - senza l’aggravio di somme aggiuntive - entro il 16/12/2014. A tal fine, i datori di lavoro dovranno quantificare gli importi dovuti e procedere al versamento dei relativi importi mediante F24-accise, utilizzando il codice tributo C004 ed indicando il mese di riferimento 09/2014. Infatti, le denunce contributive già pervenute - alla data del 31/10/2014 saranno rielaborate d’ufficio dall’INPGI e non dovranno essere nuovamente prodotte.

bre 2014, è necessario procedere all’aggiornamento del software relativo a tale procedura. Gli aggiornamenti - versione 5.1.8 - saranno disponibili nella sezione “notizie per le aziende” del sito internet dell’Istituto www.inpgi.it entro la fine del mese di ottobre 2014. Sono interessate al suddetto aggiornamento tutte le aziende iscritte che rientrano nel campo di applicazione della Cigs (aziende editrici di giornali quotidiani, periodici e le agenzia di stampa a carattere nazionale). IL DIRIGENTE Augusto Moriga ********************

SERVIZIO ENTRATE CONTRIBUTIVE

Circolare n. 6 del 27/10/2014 OGGETTO: Decreto Interministeriale 14 febbraio 2014. Sgravio contributivo per l’incentivazione della contrattazione di secondo livello per l’anno 2013. Il decreto interministeriale 14 febbraio 2014 (G.U. del 29/05/2014, n. 123) ha disciplinato, per l’anno 2013, lo sgravio contributivo, per l’incentivazione della contrattazione di secondo livello, introdotto dalla legge 24 dicembre 2007. L’INPS, con la circolare n. 78 del 17 giugno 2014 ha illustrato i criteri per l’ammissione al beneficio contributivo ed ha fornito, altresì, le indicazioni per la richiesta dello sgravio anche per le aziende con personale assicurato presso l’INPGI. Portate a termine le operazioni richieste dalla norma, l’INPS ha poi provveduto a comunicare ad aziende ed intermediari l’avvenuta ammissione al beneficio.

PROCEDURA

Con la presente si illustrano, di seguito, le modalità operative che i datori di lavoro – con personale assicurato presso l’INPGI dovranno osservare per la concreta fruizione del beneficio contributivo in oggetto.

Ai fini dell’utilizzo della procedura DASM (denuncia contributiva mensile) per i periodi contributivi successivi al mese di settem-

Con riguardo all’entità dello sgravio, si ricorda che gli importi comunicati dall’INPS ai soggetti ammessi costituiscono la misura massima dell’agevolazione.

AGGIORNAMENTI DASM

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Nel caso in cui - infatti - le aziende, per motivazioni connesse all’impianto stesso della contrattazione di secondo livello ovvero per cause varie di natura diversa, avessero titolo ad un importo inferiore, il conguaglio dovrà limitarsi alla quota di beneficio effettivamente spettante. Si precisa, altresì, che - per il calcolo dello sgravio - deve essere presa in considerazione l’aliquota in vigore nel mese di corresponsione del premio. Si ricorda, inoltre, che la fruizione del beneficio soggiace alla previsione di cui all’articolo 1, comma 1175 della legge n. 296/2006 in materia di regolarità contributiva e di rispetto della parte economica degli accordi e contratti collettivi. Ai fini della fruizione del beneficio contributivo relativo alle erogazioni previste dai contratti di secondo livello corrisposte ai giornalisti iscritti alla gestione INPGI sostitutiva dell’AGO, per ciò che concerne l’ambito applicativo relativo ai contributi oggetto dello sgravio e alla retribuzione da considerare ai fini della determinazione del tetto del 2,25% entro cui operare lo sgravio, si rimanda alle precisazioni fornite dall’INPS con la citata circolare n. 73 del 17 giugno 2014. Ai fini delle operazioni di conguaglio, i datori di lavoro che – con riferimento ai dipendenti assicurati presso l’INPGI – abbiano, a suo tempo, presentato una apposita domanda all’INPS e siano stati ammessi allo sgravio per l’anno 2013 opereranno come segue: •determineranno l’ammontare dello sgravio effettivamente spettante, nei limiti delle somme autorizzate dall’INPS;

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La rassegna stampa tempestiva e affidabile

•riporteranno il relativo importo nella zione dovuta all’INPGI. sezione “Totali e Stampe” - “Altri IL DIRIGENTE Contributi” – “Sgravi Decontribuzione” Augusto Moriga della procedura DASM, utilizzando rispettivamente le voci di credito “Sgravi Decontribuzione L.247/07 C.I.A.” e/o L’AGCOM A ROMA “Sgravi Decontribuzione L.247/07 C.I.T.”, a seconda che si tratti di erogazioni derivanti da contratti integrativi aziendali o ter- 11 fatto che essa non incide sulla ritoriali. spesa pubblica. Qualora la denuncia mensile non consentisse l’integrale compensazione fra gli importi a debito e quelli a credito, le somme eventualmente eccedenti potranno essere compensate nei mesi successivi. Le sopracitate operazioni dovranno essere effettuate entro e non oltre il mese di dicembre 2014 (ultima denuncia contributiva utile, con scadenza 16/01/2015). I datori di lavoro che per diversi motivi, quali, ad esempio, la sospensione e/o cessazione dell’attività dell’impresa o semplicemente per incapienza del debito contributivo, non siano in grado di fruire della predetta compensazione, potranno avanzare all’Istituto – sempre entro e non oltre il 16/01/2015 - apposita istanza di rimborso. All’atto del conguaglio dello sgravio, il datore di lavoro avrà cura di restituire al lavoratore la quota di beneficio di sua competenza.

“Nel disegno di legge n. 2486 di conversione del d. l. 90/2014, viene correttamente affermato che l’incremento del numero dei componenti della CONSOB non comporta nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica tenuto conto del fatto che attualmente la predetta autorità si finanzia esclusivamente con i contributi dei soggetti vigilati. Questa stessa logica -afferma il sindacato – deve valere per l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che da anni non chiede nemmeno un euro ai contribuenti”. Più in generale, conclude l’ organizzazioni sindacale, “riteniamo che un progetto di riordino delle Autorità indipendenti non possa essere perseguito con decretazione d’urgenza sulla base di mere ragioni di spending review, prescindendo da un ampio e approfondito dibattito parlamentare, senza un adeguato iter di confronto con tutti i portatori di interesse, ivi compresi i lavoratori”. (fonte: la presse)

Si ricorda, infine, che le aziende che non abbiano presentato all’INPS una apposita domanda per i giornalisti iscritti all’INPGI, anche se autorizzate da tale ente ad operare lo sgravio per il resto del personale dipendente (assicurato in altri enti/gestioni previdenziali), non potranno usufruire del beneficio contributivo a valere sulla contribu-

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La rassegna passata in rassegna

USPI

Le news radio e tv a disposizione t con un click

L’Eco della Stampa è in Europa tra i più importanti operatori nell’industria u Per provare i nostri servizi, contattateci del Media Monitoring. u Tel 02 748113.1 u Fax 02 748113.444 Essere un partner affidabile per u info@ecostampa.it chi - in qualsiasi struttura pubblica o privata - operi nell’area della Nominativo comunicazione o del marketing è da oltre 100 anni la nostra mission. Azienda/Ente Anche grazie ai servizi de L’Eco Telefono della Stampa ogni giorno migliaia di E-mail nostri Clienti accrescono l’efficacia delle loro Direzioni Marketing e L’ECO DELLA STAMPA S.p.A. Comunicazione, disponendo di maggiori risorse interne da dedicare Via G. Compagnoni 28, 20129 Milano alle attività con più alto valore www.ecostampa.it aggiunto.

L’inserzione sopra riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art.3, terzo comma, del DPR 26/10/72 n.633

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legati alla letteratura per l’infanzia.

Dal 4 all’8 dicembre 2014

PIU’ LIBRI PIU’ LIBERI XIII edizione della Fiera nazionale della piccola e media editoria

Un’autentica maratona culturale per allenare mente e polmoni in vista dei cinque giorni più intensi di dicembre.

Undici appuntamenti nelle biblioteche regionali, da venerdì 21 novembre a mercoledì 3 dicembre: un graphic novel su Canale Mussolini o sulla drammatica odissea di una migrante, accanto a fumetti per raccontare storie di sogni infranti e di strade sbagliate. Questi gli ingredienti per un vivace scambio di esperienze, curiosità e prospettive che si snoderà tra Ceccano, Cisterna, Canepina, Vignanello, Viterbo, Anguillara, Aprilia, Sezze Scalo, Rieti, Alatri e Soriano nel Cimino.

Si è partiti il 21 novembre, riflettendo sulle luci e ombre del mondo del calcio, con L’impero del goal (Round Robin): fumetto sul giro di soldi e scommesse protagonista dell’incontro nella Biblioteca di Ceccano, che ha inaugurato Più libri più storie – Appuntamenti in biblioteca, ciclo di incontri ideato dalla Regione Lazio e rivolto ai giovani con l’obiettivo di raccontare la grande storia e la contemporaneità attraverso i romanzi a fumetti.

E’ iniziato il 22, l’allegro viaggio dell’Apelettura. Libromobile delle Biblioteche di Roma, che fino a giovedì 27 novembre ha girato, con letture e incontri, in alcuni luoghi della città. Se non puoi andare tu in biblioteca, sarà la biblioteca a venire da te, attraversando strade, giardini, parchi pubblici e piazze: brani interpretati a voce alta, vetrine volanti con le ultime novità editoriali e mostre giornaliere su autori, illustratori e temi

Si avvicina a grandi passi la XIII edizione di Più libri più liberi, in programma dal 4 all’8 dicembre, e la sua eco risuona nelle numerose iniziative che stanno colorando Roma e dintorni, grazie all’impegno della Regione Lazio e dell’Assessorato alla cultura, Creatività e Promozione artistica della Città di Roma.

NOtIzIARIO Uspi Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Via della Navigazione Interna, 89 35027 Noventa Padovana (PD)

Quattro appuntamenti mattutini (22, 24, 25 e 27 novembre) per iniziare la giornata con brio fra albi illustrati, bookcrossing, consigli di lettura e tante suggestioni per avvicinare i più piccoli al fascino dei libri. Le tappe? Al centro commerciale di Casetta Mattei, alla “Sapienza Università di Roma”, alla scuola dell’infanzia “Melo Girotondo” e al “Centro Specializzato Ragazzi” delle Biblioteche di Roma. Tra una sosta con l’Apelettura e un incontro in biblioteca, lunedì 24 ha preso il via Più libri più idee – Appuntamenti nelle università, il progetto della Regione Lazio promosso da AIE-Associazione Italiana Editori dedicato agli universitari, sugli gli aspetti tecnici del lavoro editoriale e tutti gli sviluppi che possiamo attenderci. Sempre al pubblico giovane si sono rivolti altri due gustosi appuntamenti: la serie di incontri Più libri più grandi – il progetto che la Fiera, in collaborazione con l’Istituzione Biblioteche di Roma, dedica da tre anni alle scuole e che in questa edizione vede la partecipazione di numerose case editrici che “parlano di scienza” – e la grande anteprima del fumettista Zerocalcare che, in collaborazione con ATAC, mercoledì 3 dicembre ha realizzato un murale nella stazione Rebibbia della metropolitana.

CONVENZIONE USPI-SDA EXPRESS COURIER RINNOVATA LA CONVENZIONE TRA USPI E SDA EXPRESS COURIER PER LA SPEDIZIONE DI PACCHI, A CONDIZIONI VANTAGGIOSE, RISERVATE AGLI ASSOCIATI ALLA NOSTRA UNIONE. NUOVI SERVIZI ACCESSORI. TUTTE LE INFORMAZIONI SU www.USPI.IT, SEZIONE “CONVENZIONI”.

E’ STATA

“I nostri pacchi possono viaggiare con SDA”.

Il n. 11 novembre 2014 è stato stampato il 27 novembre 2014

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Notiziario USPI n° 11/2014


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