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Anno 2004 - Edizione N. 10 - Ottobre

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OTIZIARI N O MENSILE DELL’UNIONE STAMPA PERIODICA ITALIANA

Anno 40°

1953

Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 2, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L. 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma. In caso di mancato

PROROGA AL 24 OTTOBRE 2005 DEL REGIME TRANSITORIO DELLE CO.CO.CO. SENZA PROGETTO

neretto «Il tanto annunciato (e atteso) DDL “Bonaiuti” è arrivato alla Commissione Cultura della Camera dei Deputati. Non è, per intenderci, niente di straordinario o epocale, ma contiene norme in larga misura utili al settore. Qualche squilibrio, in alcune norme, tra quotidiani e periodici che l’USPI cercherà di correggere in corsa, derivante da un visione non a 360 gradi del settore, ma niente di allarmante. L’auspicio è che il governo e l’opposizione siano più sensibili del solito alla reale situazione del settore e accettino il dialogo finalizzato al miglioramento del testo nel senso di una più marcata tutela del pluralismo». ANNUALE DELLE

COMUNICA-

ZIONI SULLO STATO DELL’EDITORIA

(SECONDA

e vecchie co.co.co. destinate ad essere soppiantate entro il 24 ottobre 2004 dalle nuove tipologie contrattuali disciplinate dalla riforma del lavoro, e segnatamente dai contratti a progetto o a programma, sopravviveranno per un altro anno e, quindi, fino al 24 ottobre 2005. Lo prevede il D.Lgs approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri il 3 settembre 2004 ed in corso di pubblicazione sulla “Gazzetta Ufficiale”. Similmente entro l’anzidetto termine di scadenza del regime transitorio, potranno essere stipulate nuove co.co.co. Questo il meccanismo legislativo della proroga che certamente interesserà moltissime aziende editrici dei periodici dell’area USPI alle prese con i nuovi contratti. L’art. 86, comma 1, del D.Lgs 10 settembre 2003 n. 276 prevedeva che le co.co.co. che non potessero essere ricondotte ad un progetto o a una fase di esso mantenessero efficacia, in via transitoria, non oltre un anno dal 24 ottobre 2003, data di entrata in vigore del Decreto. E quindi non oltre il 24 ottobre 2004. Lo stesso comma 1 stabiliva che “termini diversi, anche superiori all’anno, di efficacia delle collaborazioni coordinate e continuative” potessero “essere stabiliti nell’ambito di accordi sindacali di transizione al

L

Dialogo

LA RELAZIONE L’AUTORITÀ PER

PARTE)

ALL’INTERNO

NELLE ALTRE PAGINE -2-

-4-

- da 8 a 11 -

Il comunicato interpretativo sulla domanda per le agevolazioni postali.

EISE - International Business Contacts

Chiarimenti della Presidenza del Consiglio sui rapporti di co.co.co. e sui regimi fiscali e previdenziali

Slitta di altri sei mesi la normativa sul “pronto soccorso aziendale” -3Le quote associative USPI per l’anno 2005

n. 10 ottobre 2004

recapito rinviare all’ufficio P.T. di Roma - Romanina detentore del conto per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa in vigore

- da 5 a 7 La Relazione annuale dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni Contratto CONFAPIUSPI: gli aumenti retributivi del mese di ottobre

Il part-time dopo la legge Biagi - 12 Co.co.co. occasionali e lavoro autonomo

occasionale - 13 e 14 Stage di Urbino, studio e confronto - 15 Biblioteca e donazioni USPI - 16 Periodici associati all’USPI (365° elenco) L’Eco della Stampa

nuovo regime ... stipulati in sede aziendale con le istanze aziendali dei sindacati comparativamente più rappresentativi sul piano nazionale”. Ora il nuovo decreto legislativo alle parole “termini diversi, anche superiori all’anno, di efficacia” sostituisce le parole “termini diversi, comunque non superiori al 24 ottobre 2005, di efficacia”. In poche parole: le co.co.co. senza progetto hanno ancora un altro (e ultimo) anno di vita. Non siamo maligni se sospettiamo che la proroga del regime transitorio delle vecchie co.co.co. sia stata imposta dall’opportunità di leggere criticamente e di sperimentare concretamente quei nuovi contratti a progetto e a programma che per molte aziende costituiscono un autentico rompicapo. Gli accordi sindacali aziendali a cui fa riferimento il Decreto riguardano solo le aziende con più di 15 dipendenti dove sono presenti i Sindacati più rappresentativi.

PARTE L’INCENTIVO AI DIPENDENTI PENSIONABILI CHE CONTINUANO A LAVORARE La G.U. del 21 settembre u.s. pubblica la legge 23 agosto 2004, n. 243 (“Norme in materia pensionistica e deleghe al Governo nel settore della previdenza pubblica, per il sostegno alla previdenza complementare e all’occupazione stabile e per il riordino degli enti di previdenza ed assistenza obbligatoria”) che, ai commi 12 e seguenti, prevede il c.d. “superbonus” retributivo del 32,7% che dal 6 ottobre u.s. spetta ai lavoratori dipendenti del settore privato (e, quindi, del comparto editoriale) iscritti all’INPS, nonché ai giornalisti iscritti all’INPGI i quali, pur avendo maturato i requisiti per la pensione di anzianità, decidono di restare in servizio. Gli interessati che intendano avvalersi dell’incentivo devono rivolgersi all’INPS (che ha predisposto un modulo di domanda e una circolare illustrativa) o, se iscritti all’Ordine dei giornalisti, all’INPGI.

Articoli e notizie di questo Notiziario possono essere liberamente riprodotti citandone la fonte. Se ne raccomanda, anzi, la massima diffusione da parte di tutti i periodici associati all’USPI, nell’interesse della categoria QUESTO NOTIZIARIO VIENE SPEDITO AGLI ASSOCIATI USPI IN REGOLA CON IL VERSAMENTO DELLE QUOTE


Dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri IL COMUNICATO INTERPRETATIVO SULLA DOMANDA PER LE AGEVOLAZIONI POSTALI

Il termine fissato al 30 settembre 2005 ome già annunciato sul numero di settembre di questo Notiziario, la Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per l’informazione e l’editoria ha interpretato l’obbligo di presentare domanda, per usufruire delle agevolazioni postali per l’anno a venire entro il 30 settembre dell’anno precedente, come valevole a partire dall’anno prossimo. In sostanza, entro il 30 settembre 2005, gli editori dovranno presentare domanda (secondo lo schema di seguito riportato) per accedere alle agevolazioni tariffarie postali per il 2006. Il comunicato interpretativo in questione è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 188 del 12 agosto scorso ed è riportato integralmente a fine articolo. Il dubbio sciolto dal Comunicato della Presidenza del Consiglio dei Ministri riguardava il testo del comma 3-bis del DL 353/03, convertito nella Legge 46/2004, che così recita: “A decorrere dall’anno 2005, i soggetti aventi titolo (all’applicazione delle tariffe postali agevolate - n.d.r.) presentano domanda per ogni anno entro il 30 settembre dell’anno precedente”. L’USPI ha già chiesto l’abrogazione di questa norma, perché ritenuta una inutile duplicazione (tanto più che il destinatario è lo stesso - n.d.r.) della “dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà” che gli editori

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devono già presentare alle Poste Italiane per accedere alle agevolazioni postali. L’occasione buona potrebbe presentarsi con il “DDL Bonaiuti” che in questi giorni ha iniziato il suo iter alla Camera dei Deputati. PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO PER L’INFORMAZIONE E L’EDITORIA Applicazione del comma 3-bis dell’art. 1 del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 46, relativo agli adempimenti richiesti per usufruire delle riduzioni tariffarie per le spedizioni in abbonamento postale delle pubblicazioni quotidiane e periodiche. In attuazione di quanto disposto dal comma 3-bis dell’art. 1 del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 46, gli editori di testate quotidiane e periodiche che intendono avvalersi nell’anno 2006 delle agevolazioni tariffarie per la spedizione in abbonamento postale previste dai commi 1 e 2 dell’art. 1 della stessa legge, devono presentare, entro il termine del 30 settembre 2005, una domanda, in regola

SLITTA DI ALTRI SEI MESI LA NORMATIVA SUL “PRONTO SOCCORSO AZIENDALE” L’entrata in vigore prorogata al 3 febbraio 2005 ’articolo 8-decies della Legge 27 luglio 2004, n. 186 (pubblicata sul Supplemento ordinario n. 131/L alla Gazzetta Ufficiale n. 175 del 28 luglio 2004) ha prorogato di altri sei mesi l’entrata in vigore del decreto del Ministro della salute 15 luglio 2003, n. 388 concernente il “Regolamento recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale”, che sarebbe dovuto entrare in vigore il 3 agosto scorso. Il decreto ministeriale è stato pubblicato sulla G.U. del 3 febbraio 2004, n. 27 e (con le dovute delucidazioni - n.d.r.) sul “Notiziario USPI” n. 4/Aprile 2004. Slittano, quindi, a febbraio prossimo gli obblighi previsti per le aziende o unità produttive in tema di sicurezza sul posto di lavoro, di caratteristiche minime delle attrezzature di pronto soccorso e di formazione del personale addetto.

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Ricordiamo, sommariamente, che il Regolamento interministeriale (adottato dal Ministero della salute, Ministero del lavoro, quello per la funzione pubblica e quello per le attività produttive) divide le aziende, o unità produttive, in tre gruppi, con conseguenti relativi obblighi a seconda dell’appartenenza dell’azienda ad uno dei tre: GRUPPO A, a maggior rischio (centrali termoelettriche, impianti nucleari, aziende minerarie e di fabbricazione di esplosivi...); GRUPPO B (tutte le aziende, non rientranti nel primo gruppo, con tre o più lavoratori); GRUPPO C (aziende, sempre non ricomprese nel primo gruppo, con meno di tre lavoratori). Alle aziende dei gruppi B e C (quelli di riferimento per le aziende nostre associate), il decreto impone che si debbano dotare rispettivamente, di una CASSETTA DI

con la legge sul bollo e a firma del legale rappresentante dell’impresa, redatta secondo lo schema di seguito fornito. Le domande devono essere inoltrate presso la Direzione provinciale business di area della società Poste Italiane S.p.A. territorialmente competente per la spedizione. ***** Schema di domanda Il sottoscritto......................rappresentante legale della ................................... (specificare denominazione e sede dell’impresa editrice o dell’associazione od organizzazione senza fini di lucro) chiede l’ammissione alle agevolazioni di cui all’art. 1 del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 46, per l’anno.............., delle seguenti testate: ..................................................................... ..................................................................... ..................................................................... (indicare il nome e la periodicità delle testate). Data Firma del rappresentante legale PRONTO SOCCORSO e di un PACCHETTO DI MEDICAZIONE, che siano facilmente individuabili, tramite segnaletica, e accessibili. Negli allegati al decreto vengono minuziosamente indicati gli oggetti di prima medicazione che compongono la dotazione minima della “cassetta” e del “pacchetto”. Devono inoltre essere costantemente assicurati la completezza della dotazione ed il corretto stato d’uso dei presidi ivi contenuti. Rammentiamo, infine, che il decreto prescrive l’obbligo per il datore di lavoro di designare gli addetti al pronto soccorso, i quali che dovranno frequentare un CORSO DI FORMAZIONE (in collaborazione - ove possibile - con il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale) per l’attuazione delle misure di primo intervento interno e per l’attivazione degli interventi di pronto soccorso. Tale corso, della durata di tre giornate lavorative per un totale di quattro ore a giornata, dovrà essere ripetuto con cadenza triennale.

Notiziario USPI n° 10


LE QUOTE ASSOCIATIVE USPI

per l’anno 2005 L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2005 versando la relativa quota associativa, lungi dal corrispondere ad una rituale formalità, risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche publiche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - copia gratuita della XIII edizione della “Guida della Stampa Periodica” (due volumi; uscita prevista: fine 2004); - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, marketing, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura. Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2005 (e comprensive del costo del “Notiziario USPI”) sono le seguenti:

Per le testate (secondo la tiratura dichiarata): da da da da da

€ 190,00 € 595,00 € 1.150,00 € 2.350,00 € 3.600,00

1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su

Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge.

Quota d’iscrizione (“una tantum” per le testate che si iscrivono per la prima volta): - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie

80,00

- Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie

160,00

- se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI

210,00

- stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI

320,00

Per i soci singoli ex art. 31 dello Statuto:

Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 257, Via Franceschini n. 58 - Roma, CIN: U - ABI: 05584 - CAB: 03206 c/c: 000000004977 (intestato USPI), ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI.

ATTENZIONE

Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.


La relazione annuale dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni Pubblichiamo la seconda e ultima parte della ampia sintesi della “Relazione annuale” che il Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Prof. Enzo Cheli, ha presentato ai Presidenti di Camera e Senato sull’attività svolta e sui programmi di lavoro dell’Autorità, il 9 luglio scorso. Nella prima parte (pubblicata sullo scorso numero di settembre del “Notiziario USPI”) il Prof. Cheli aveva affrontato l’analisi della editoria quotidiana e periodica. In questa seconda, vengono analizzate l’editoria elettronica on-line e quella off-line.

L’editoria elettronica on line I dati Audiweb evidenziano come ai primi 10 posti fra i siti italiani maggiormente frequentati vi siano i grandi portali di accesso alla rete, quelli che tradizionalmente integrano servizi di comunicazione (casella di posta elettronica, messaggistica multicanale, ecc.) sia con il prodotto informazione sia con le funzioni di ricerca di informazione. Fra questi, quelli di Telecom Italia Media, Vodafone, Wind Telecomunicazioni e H3G, operatori che sembrano aver rafforzato la propria attività editoriale in una logica di integrazione di contenuti e servizi sulle piattaforme fisso-mobile. Complessivamente, risulta più debole la frequenza dei siti di informazione giornalistica che fanno capo a testate riconosciute sia fra i quotidiani, sia fra i settimanali. Tra i 100 siti italiani più frequentati, nove sono di diretta emanazione di quotidiani cartacei, due dei quali (repubblica.it e corriere.it) hanno superato, rispettivamente, 1,5 e 1,2 milioni di visitatori unici, con oltre 30 milioni di pagine scaricate (rispettivamente 44 e 36 milioni). Nel corso del 2003 i principali editori presenti sul web sembrano comunque aver proseguito l’opera di ridefinizione del business on line, avviata negli anni precedenti all’insegna di politiche di riduzione dei costi e ridimensionamento delle strutture operative. I bilanci presentano ancora fortissimi squilibri a favore del fatturato generato negli old media e l’on line, quindi, è non di rado vissuto come supporto, o semplice complemento, di prodotti, testate e marchi tradizionali. Per quanto riguarda le testate solo on line, senza quindi nessun corrispondente cartaceo, l’osservatorio Ipse.com, rileva come nel biennio 2002-2003 esse siano cresciute del 21% (nel biennio 2000-2001 la crescita era stata del 177%) e ne censisce 1.382 al 31 dicembre 2003. Il web sembra costituire l’ambiente più adatto per le pubblicazioni rivolte a mercaNotiziario USPI n° 10

SECONDA PARTE ti di nicchia, caratterizzate da elevata specializzazione nei contenuti, sia tematica, sia geografica. Quello dell’editoria on line è comunque un settore in continua e rapidissima trasformazione con un elevato turnover dei siti: la crescita registrata del numero di siti nel corso degli ultimi due anni (241) rappresenta il saldo tra il numero di nuovi siti (oltre 500, pari al 47% di quelli censiti a fine 2001) e quello invece di siti chiusi (poco meno di 300, pari al 26%). Tutto ciò sottolinea una volta di più quanto lo sviluppo dell’editoria on line, anche quella “minore”, richieda professionalità e mercato. Principali fonti di finanziamento dell’editoria on line restano la comunicazione commerciale e la pubblicità che, nel 2003 hanno raggiunto un valore di 103,4 milioni di euro, con un incremento del 4,3 % rispetto al 2002. Un risultato positivo che sembra confermare la tendenza dei grandi investitori a considerare Internet un mezzo affermato di comunicazione pubblicitaria. Le prospettive della comunicazione commerciale on line appaiono positive, anche per l’evoluzione della creatività e per la duttilità delle soluzioni di comunicazione che il mezzo consente. I dati relativi al primo quadrimestre 2004 indicano un incremento degli investimenti pubblicitari on line di oltre il 20%. Nel 2003, si è assistito a un rafforzamento dell’offerta di servizi informativi a pagamento da parte delle testate on line. Oltre alle tradizionali proposte commerciali in abbonamento o a consumo, per accedere a contenuti on line oppure a servizi premium, come per esempio la possibilità di consultare l’archivio storico, si stanno affermando, fra i quotidiani e periodici, forme di distribuzione digitale del prodotto cartaceo. Attualmente, sarebbero oltre 25 i quotidiani italiani che offrono questo servizio, che consente all’abbonato di accedere ai file con la riproduzione digitale delle pagine della pubblicazione che potrà sfogliare a video, o stampare. In molti casi, le copie diffuse digitalmente sono regolarmente riconosciute dagli enti di certificazione delle vendite. All’utente, l’abbonamento all’edizione digitale viene normalmente offerto a un prezzo molto più contenuto rispetto all’edizione cartacea, con sconti che possono raggiungere il 30% del valore dell’abbonamento tradizionale. Se in aumento sembrerebbero i segnali che indicano una maggiore predisposizione all’acquisto di contenuti informativi via

Internet rispetto al passato e se l’offerta di abbonamenti a edizioni di quotidiani e periodici digitali pare seppur lentamente diffondersi, i risultati attesi nel breve e medio periodo non sembrano alimentare fra i grandi operatori dell’editoria elevate aspettative di crescita dei ricavi on line. Una riflessione a parte interessa invece gli operatori dell’editoria professionale come De Agostini, Il Sole 24 Ore, Ipsoa, Giuffrè, i quali continuano ad essere impegnati nel processo di integrazione della tradizionale offerta di pubblicazioni e banche dati su cdrom, con servizi di aggiornamento via Internet. Queste specifiche tipologie di prodotti rivolti a un pubblico composto da imprese e professionisti non potranno che avvantaggiarsi della diffusione delle connessioni a banda larga che potrebbe così favorire un’ulteriore crescita di questo specifico mercato in Italia. Nel 2003, si è assistito a un sensibile incremento di offerta strutturata di contenuti da parte della Pubblica Amministrazione. Le politiche adottate a favore dell’eGovernment hanno rafforzato la presenza in rete di enti e amministrazioni pubbliche. Il sito web dell’Agenzia delle entrate, ha raggiunto nel 2003 un audience di circa 400.000 visitatori ogni mese, con punte di 600.000 in aprile, durante il periodo di scadenza di specifici obblighi fiscali. Assai rilevante è stato anche l’attivismo dei privati che pubblicano in rete, un fenomeno sintetizzabile nell’esplosione del numero dei blog (diari personali on line). La rapida diffusione di questa particolare forma di comunicazione è stata sostenuta dalla disponibilità di piattaforme tecnologiche specifiche che consentono con estrema semplicità la gestione e la pubblicazione di contenuti in rete. La diffusione dei blog è stata oggetto, in Italia come all’estero, di analisi approfondite e di interpretazioni controverse. Se sotto la definizione di blog si ricomprendono realtà molto diverse per stile e obiettivi, occorre rilevare come queste nuove forme di editoria stiano diffondendo nuove modalità, non solo di consumo, ma anche di produzione di informazione giornalistica. La stessa figura del giornalista può avvantaggiarsi della possibilità di pubblicare direttamente in rete. In molti casi, egli trasforma il proprio nome in un brand talmente forte da trasformarsi quasi in una testata autonoma, capace di capitalizzare risorse di fiducia con tutti i frequentatori/lettori del blog; frequentatori/lettori con i quali il giornalista-editore stabilisce una forte relazione, talvolta cementata da un dialogo diretto 6 e continuo. 5


La relazione annuale dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni In questo contesto, la sua firma sui prodotti cartacei, o nei programmi televisivi, è utilizzata con una logica nuova sia in un rapporto di associazione, sia in un rapporto di autonomia con la testata ospitante.

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Il mercato dell’intrattenimento on line, composto prevalentemente da videogiochi e musica e che insieme a quello dell’informazione costituisce l’altro grande segmento dell’editoria elettronica, risulta in crescita sia in Italia che all’estero. Gli studi settoriali sono concordi nell’indicare come l’on line gaming o il downloading di videogiochi siano destinati a diventare fenomeni sempre più diffusi, favoriti soprattutto dalla diffusione delle connessioni a banda larga. Un forte sviluppo del comparto dei web games potrà essere favorito dalle prospettive di crescita della pubblicità on line, che ne rappresenta in molti casi la principale fonte di finanziamento. Per quanto riguarda il rapporto fra editoria musicale e Internet, il 2003 è stato un anno decisamente importante. Non solo si sono aperte concrete prospettive per il commercio di musica on line, ma aumentano i segnali che confermano come la rete sia diventata un interessante e consolidato canale di vendita per i supporti fisici tradizionali della musica, Cd e ora Dvd, specialmente per i generi o le etichette di nicchia. Per gli analisti, il fenomeno nuovo riguarda il rapporto fra musica e Internet e, in particolare, il mutato atteggiamento delle principali etichette discografiche internazionali nei confronti della rete. A lungo Internet è stato considerato con grande diffidenza dall’industria musicale. Esso era percepito prevalentemente come ambito di sviluppo della pirateria musicale avvantaggiata dalle pratiche di file sharing. Queste criticità hanno toccato anche l’esperienza italiana più conosciuta nel settore, Vitaminic, costretta lo scorso anno, per ragioni economiche e strategiche, ad optare per una fusione con Buongiorno.it, società di marketing relazionale via Internet. Le prospettive di mercato della musica on line appaiono ora, invece, assai più promettenti e, proprio nel corso del 2003, sembra essersi verificato un mutamento d’opinione da parte delle major che ha condotto a una rivalutazione delle prospettive di commercio on line dei file musicali. Durante lo scorso anno si sarebbe raggiunta una massa critica significativa di servizi legali di accesso alla musica on line, associata a una maggiore consapevolezza degli utenti rispetto ai rischi connessi ad un uso illegittimo dei brani musicali, così da deter6

minare concrete e reali prospettive di sviluppo. Nella seconda metà del 2003 negli USA sono stati effettuati 19,2 milioni di download. In Europa, sarebbero oggi operativi oltre 30 servizi legali di download musicale. Per quanto riguarda gli operatori italiani, è da segnalare nel novembre 2003 l’avvio di www.messageriedigitali.it, servizio di vendita on line di musica del gruppo Sugar. Una massa critica di apparati di riproduzione venduti associata a una maggior presenza di piattaforme distributive farebbe quindi prefigurare - per gli analisti e le stesse major - un forte sviluppo del mercato nei prossimi anni. In tal senso, l’IFPI ritiene che nel 2004 si assisterà a un forte sviluppo del mercato europeo della musica on line sostenuto dall’impegno dell’industria discografica che, per il mercato europeo, intende definire uno schema comune per i contratti concernenti i diritti musicali, al fine di semplificare e favorire il raggiungimento di accordi per la vendita di musica on line. Il 2003 è stato contraddistinto anche da sviluppi importanti per quanto concerne il mercato dei contenuti on line fruiti tramite terminale mobile. Il lancio da parte dei principali operatori telefonici dei servizi GPRS e UMTS ha favorito l’offerta di servizi a valore aggiunto (VAS) basati su contenuti informativi e di intrattenimento. Nel corso del 2003, il fatturato complessivo dei VAS non voce (SMS, MMS e altri VAS) sarebbe stato, pari a 2.135 milioni di euro (+36,3% rispetto al 2002). L’Osservatorio permanente sui servizi mobile VAS della Scuola di ingegneria gestionale del Politecnico di Milano, in un rapporto dello scorso novembre ha rimarcato l’importanza del ruolo svolto dai contenuti digitali, dalla multimedialità, dalle tecnologie e dai protocolli Internet nello sviluppo dei servizi a valore aggiunto. L’Osservatorio ha evidenziato come tutti gli operatori, attraverso la costituzione di “portali” mobili, avrebbero cercato di favorire per i propri utenti l’accesso a una variegata offerta di contenuti. Sull’uso di tali contenuti digitali farebbero leva le attività di promozione sia dei tradizionali servizi di comunicazione, come gli SMS e i più recenti MMS, sia le nuove attività di downloding (di suonerie polifoniche, wallpaper, video e giochi Java) e microbrowsing introdotte dalla banda larga. Per l’Osservatorio si assisterebbe a una rinascita del WAP e, fra i servizi che risultano svolgere un maggior ruolo, indica

quelli di infotainment (contenuti informativi e di entertainment) pari al 34% del totale, e quelli di personalizzazione del cellulare (loghi, suonerie e wallpaper) che raggiungono il 27% di quota. Seguirebbero i servizi di comunicazione e di community (chat, contenuti da inviare, ecc.) con il 17% e i giochi con il 15 %. I “portali mobili” e il WAP, secondo il rapporto, risulterebbero per ora meno utilizzati, se non in relazione ai servizi MMS e video, mentre IVR (interactive voice response) e i dialer svolgerebbero, invece, un ruolo ancora importante in riferimento ai servizi SMS, ai download di contenuti di personalizzazione e ai giochi Java. L’Osservatorio si sofferma anche sul ruolo e sul contributo che stanno offrendo i diversi attori del mobile Internet allo sviluppo di questo nuovo mercato. Si sottolinea il ruolo crescente delle media company tradizionali - editori della carta stampata o editori televisivi - in tutti i comparti di questo nuovo mercato, ma si rimarca con decisione l’importante funzione svolta dai wireless application service provider come Acotel, Buongiorno Vitaminic, Gsmbox, Sonera Zed, Wireless Solution, Zero. Queste imprese, che agiscono ad un livello intermedio fra il produttore di contenuti e l’operatore telefonico, avrebbero svolto una funzione decisiva nel diffondere la sensibilità attorno ai servizi mobili, sia fra i produttori di contenuti, sia fra gli operatori di telefonia mobile, e avrebbero così contribuito allo sviluppo del mercato. Proprio la capacità degli operatori della telefonia mobile di aprirsi agli altri attori della filiera, fino alla condivisione con essi dei propri asset chiave, avrebbe dato un contributo decisivo allo sviluppo dei portali mobili.

L’editoria elettronica off line La rapida diffusione di modalità di fruizione on line non pregiudica la diffusione di altre forme di accesso ai contenuti digitali. Per quanto riguarda i Cd-rom, un tempo sinonimo stesso di editoria elettronica, i dati raccolti per il 2003 presentano un consistente incremento. A sostenere questo mercato sono i videogiochi, che rappresentano una quota pari all’83% dell’intero comparto sia in termini di volume che di valore. Nel settore home video, nel 2003 si evidenzia una forte crescita dei supporti Dvd. L’accresciuto numero di lettori video disponibili nelle case degli italiani, e l’avvio del processo di sostituzione della videocassetta (Vhs), avrebbe confermato e dato impulso alla tendenza e alla diffusione di questa tecNotiziario USPI n° 10


La relazione annuale dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni zione del mercato discografico italiano, sia in termini di numero di pezzi venduti (7,9%), sia in termini di fatturato (-7,7%). Il dato non migliorerebbe di molto anche includendo il fatturato generato dai Cd audio relativi al canale edicole. Si stima che tale canale abbia generato un fatturato di 1,6 milioni di euro, con oltre 2,5 milioni di pezzi venduti nel 2003. In questo caso, il fatturato 2003 si assesterebbe intorno ai 331 milioni di euro, con una contrazione pari al 5% rispetto al 2002. Per i prodotti audio e per l’home video, l’edicola sembra quindi assumere un ruolo sempre più importante nel mix dei canali di distribuzione.

nologia, già manifestatasi lo scorso anno (vendite e noleggio). I dati evidenziano, soprattutto per l’ultimo trimestre del 2003, tassi di crescita molto rilevanti nei volumi: +201% per i Dvd destinati al noleggio e +72% per quelli acquistati dai canali di vendita al pubblico, rispetto allo stesso periodo del 2002. Per le cassette Vhs il risultato dell’ultimo trimestre ha mostrato una flessione del 35% per i volumi destinati al noleggio e una diminuzione del 28% nei pezzi destinati alla vendita. Il risultato complessivo dell’home video evidenzierebbe una crescita del giro d’affari del 20% per il noleggio e di circa il 15% per le vendite, rispetto al 2002. I dati tratteggiano uno scenario molto positivo per lo sviluppo del Dvd, giustificato anche dalla crescente attenzione degli editori audiovisivi, interessati a raggiungere in tempi più brevi fasce di consumatori sempre più ampie. Ma non sono solo le strategie dell’offerta,

tese a sfruttare più rapidamente il potenziale di mercato di un nuovo titolo, che possono spiegare il successo del Dvd. Esso, infatti, tende ad attirare un numero sempre crescente di consumatori anche per le maggiori funzionalità assicurate all’utente. Il prodotto di intrattenimento, audiovisivo e musicale, diventa sempre più articolato, il peso dei contenuti speciali assume maggiore rilievo nel guidare le scelte del consumatore, che appare più esigente e critico. Le sue esigenze possono sollecitare l’editoria audiovisiva a definire un’offerta di prodotti digitali a maggiore valore aggiunto. E la competizione sui nuovi prodotti di intrattenimento può essere giocata molto sulle capacità di differenziare il prodotto con contenuti premium congiuntamente alla variabile di prezzo. Il Dvd sembra suscitare l’interesse dei consumatori anche per quanto riguarda l’intrattenimento musicale. I dati pubblicati dalla FIMI evidenziano comunque una contra-

Le iniziative di vendita congiunta con quotidiani e periodici e le attività di comarketing con operatori della carta stampata, infine, sembrano aver dato un contributo non marginale alla crescita di importanza di questo canale, così come ai risultati di bilancio delle imprese del settore editoriale.

Contratto CONFAPI-USPI per le aziende grafiche editoriali e periodici

devono essere conteggiati gli ultimi aumenti retributivi concordati in sede di rinnovo del II° biennio, parte economica, del CCNL 17 luglio 2001 per i dipendenti delle piccole e medie aziende della Comunicazione, dell’Informatica e dei Servizi Innovativi. In particolare, con il Verbale di Accordo del 20 giugno 2003, sulla base di quanto previsto dall’articolo 6, Norme Generali, del vigente CCNL, si sono convenuti i sottoelencati incrementi retributivi lordi a far data dal 1° ottobre 2004. Con questa ultima fase di aumenti salariali

giunge a compimento l’accordo sottoscritto dalle parti per quanto concerne la parte economica del contratto nazionale in vigore dal 1° gennaio 2001 al 31 dicembre 2004. Già dalla fine di quest’anno sono programmati incontri per arrivare con sollecitudine alla sottoscrizione del nuovo CCNL che avrà validità 1° gennaio 2005 - 31 dicembre 2008. Per completezza di informazione pubblichiamo, a sinistra, anche la tabella d’indennità di contingenza, dovuta insieme alla retribuzione, con i parametri congelati alla data del 1.11.1991.

GLI AUMENTI RETRIBUTIVI DEL MESE DI OTTOBRE Ricordiamo a tutti gli associati che nelle proprie aziende applicano il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, sottoscritto dalla UNIGEC/CONFAPI e l’USPI con i Sindacati Nazionali Informazione della CGIL, CISL e UIL, che nella busta paga di ottobre 2004

TABELLA INDENNITA’ DI CONTINGENZA SETTORE GRAFICO - EDITORIALE

Liv. GraficiEditoriali/Informatici

aumento 1.10.04

dall’1.10.04

Q

33,38

1269,76

1

33,25

1264,72

2

28,13

1067,85

Livello

Parametro

Euro

Q

248

541,65

1

247

539,99

2

209

533,19

3

195

530,40

3

26,25

996,90

4

182

528,03

4

24,50

933,62

5

169

525,47

5

22,75

866,63

6

156

523,01

6

21,00

800,20

7

133

519,63

7

17,90

700,91

8

125

517,35

8

16,83

638,51

9

114

515,40

9

15,35

582,25

10

13,46

511,22

10 100 Valori congelati alla data dell’1.11.1991

Notiziario USPI n° 10

512,87

7


CHIARIMENTI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO SUI RAPPORTI DI CO.CO.CO. E SUI REGIMI FISCALI E PREVIDENZIALI on circolare n. 4/04 del 15 luglio 2004 (G.U. n. 203 del 30 agosto 2004) la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della funzione pubblica, ha delineato un quadro di sintesi, interessante e approfondito, sulle numerose leggi che disciplinano le co.co.co. Diciamo subito che la circolare è diretta alle Pubbliche Amministrazioni che si avvalgono di tali rapporti parasubordinati per prestazioni di elevata professionalità, quando non siano in grado di fronteggiare particolari e temporanee esigenze di servizio. Purtuttavia le indicazioni specifiche sugli elementi essenziali della co.co.co., sulla distinzione tra lavoro subordinato e lavoro autonomo, sul regime fiscale e sulla tutela previdenziale delle collaborazioni, essendo basate su disposizioni di legge di carattere generale interessano anche i numerosi editori - e i loro consulenti del lavoro! - che si avvalgono delle vecchie co.co.co. (per i redattori iscritti all’Ordine dei Giornalisti) e dei nuovi contratti a progetto, a programma o di prestazioni occasionali. In considerazione di ciò, anche per l’autorevolezza della fonte, riteniamo utile pubblicare i seguenti stralci testuali della circolare aggiungendovi solo i titoletti.

C

GENESI E CARATTERISTICHE DELLA CO.CO.CO. “. . . Come noto, il rapporto di collaborazione continuativa non trova una definizione specifica nel codice civile. La principale fonte normativa che soccorre in materia di collaborazioni coordinate e continuative è l’art. 409, comma 3, del codice di procedura civile, il quale ha esteso la disciplina delle controversie individuali di lavoro ai rapporti di agenzia, di rappresentanza commerciale, nonché ad altri rapporti di collaborazione «che si concretino in una prestazione di opera continuativa e coordinata e prevalentemente personale, anche se non a carattere subordinato...» Da tale norma ha preso spunto il dibattito dottrinale e giurisprudenziale sul c.d. lavoro parasubordinato e sulla sua definizione come categoria dotata di una propria autonomia concettuale rispetto alla classica dicotomia lavoro autonomo/lavoro subordinato. La stessa espressione «parasubordinazione» utilizzata dal legislatore, infatti, implica senza dubbio una affinità con il lavoro subordinato dal punto di vista socioeconomico (sostanziale dipendenza dal datore di lavoro). Peraltro, una lettura sistematica delle fonti normative citate non può che ricondurre 8

anche i rapporti di c.d. parasubordinazione al campo del lavoro autonomo, pur con tutte le peculiarità via via espressamente enucleate dallo stesso legislatore. Ed invero, l’art. 409, comma 3, del codice di procedura civile colloca i rapporti di «collaborazione» nettamente al di fuori dello schema tipico del lavoro subordinato ex art. 2094 del codice civile, tant’è che la giurisprudenza di legittimità è orientata ad attribuire rilevanza meramente processuale alla categoria della parasubordinazione, nel senso della esclusiva automatica applicabilità delle sole norme dettate per il lavoro subordinato in materia di competenza e di rito (ivi, ovviamente, compreso l’art. 429, comma 3, del codice di procedura civile), e con esclusione delle norme sostanziali che disciplinano il rapporto di lavoro subordinato (si veda Cass. n. 2426/95, n. 1459/97 e, da ultimo, Cass. n. 5941/2004, in tema di inapplicabilità dell’art. 2126 del codice civile alle prestazioni svolte in situazioni di autonomia, sia pure aventi le caratteristiche della parasubordinazione, potendo il lavoratore autonomo avvalersi unicamente dell’azione per indebito arricchimento). Venendo all’esame degli elementi caratteristici del rapporto, l’art. 409, comma 3, del codice di procedura civile individua i tre aspetti peculiari che caratterizzano il rapporto di collaborazione coordinata e continuativa che, in sintesi, possono cosi evidenziarsi: continuità in contrapposizione alla occasionalità, quale prestazione che si protrae nel tempo e la cui durata deve essere definita in sede negoziale; coordinazione, che, secondo la giurisprudenza della Corte di cassazione, è costituita dal vincolo funzionale tra l’opera del collaboratore e l’attività del committente e comporta una stretta connessione con le finalità di quest’ultimo; prestazione prevalentemente personale, in virtù della quale il ricorso a propri collaboratori risulta decisamente limitato”. DIFFERENZE TRA LAVORO SUBORDINATO E PARASUBORDINATO “...Il vero criterio distintivo del rapporto di lavoro in esame può essere individuato nella mancanza del vincolo di subordinazione, come risulta invece disciplinato negli articoli 2094, 2086 e 2104 del codice civile. In tali disposizioni, la dipendenza del lavoratore subordinato dal proprio datore di lavoro ed il potere direttivo di questi assumono un ruolo primario. Le norme fanno espresso riferimento ad una subordi-

nazione gerarchica che, per sua natura, rappresenta un vincolo strettamente personale che si riflette, nella normalità dei casi, in una limitazione della sfera di azione del lavoratore. Si tratta, quindi, di una limitazione al potere decisionale, organizzativo, di scelta, etc., del lavoratore subordinato in ordine all’attività dallo stesso svolta nell’ambito della realtà operativa in cui è inserito, che si manifesta attraverso le imposizioni fissate nell’esercizio del proprio potere direttivo dal datore di lavoro che riguardano diversi aspetti della prestazione lavorativa: determinazione dell’orario di lavoro, modalità di esecuzione della prestazione, controllo del rispetto delle regole impartite, comminazione di sanzioni disciplinari, etc., individuando concretamente i compiti e rendendoli, pertanto, esigibili. In assenza di tali dirimenti criteri, si sarà in presenza di una prestazione lavorativa il cui titolare presta la propria opera senza vincolo di subordinazione. Ciò significa che il collaboratore non deve essere in alcun modo limitato nel proprio potere decisionale in ordine alla esecuzione del servizio prestato, sebbene il committente non possa essere totalmente estromesso da qualsiasi scelta che riguardi l’esecuzione dell’opera o del servizio pattuito potendo, invece. verificare e controllare le modalità di esecuzione delle attività affidate, al solo fine di valutare la rispondenza del risultato con quanto richiesto e la sua funzionalità rispetto agli obiettivi prefissati. Tale attività non deve essere trascurata perché attiene alla verifica dei risultati che debbono essere conseguiti ed alla valutazione sull’utilità della collaborazione. Sulla natura dei rapporti, se di lavoro autonomo o subordinato, soccorre anche la giurisprudenza della Corte di cassazione, la quale, partendo dalla considerazione che il solo nomen iuris. quale esplicazione del principio dell’affidamento delle parti, non consente di identificare completamente la natura della prestazione, è giunta a fornire indicazioni concrete per l’individuazione della natura subordinata della prestazione. A ciò occorre, inoltre, aggiungere il fatto che il potere di coordinazione può variare di intensità, non potendo essere il medesimo per prestazioni diverse, al punto da doverne chiarire, di volta in volta, il contenuto.” DIFFERENZA TRA CO.CO.CO. PRESTAZIONI OCCASIONALI E CONTRATTI D’OPERA Per quanto concerne, infine, la distinzione Notiziario USPI n° 10


fra collaborazione coordinata e continuativa e prestazione occasionale è opportuno dare un’interpretazione sistematica dell’art. 61 del predetto decreto legislativo n. 276/2003, al fine di individuare con precisione quest’ultima fattispecie. La circolare del Ministero del lavoro e delle politiche sociali (n. l dell’8 gennaio 2004) conferma come l’art. 61 del decreto legislativo n. 276/2003 non è intervenuto sulla disciplina dettata dagli articoli 2222 e seguenti del codice civile, né «sostituisce e/o modifica l’art. 409, n. 3, del codice di procedura civile, bensì individua, per l’ambito di applicazione del decreto, e nello specifico, della medesima disposizione, le modalità di svolgimento della prestazione del collaboratore, utile ai fini della qualificazione della fattispecie nel senso della autonomia o della subordinazione» . Pertanto, il lavoro a progetto si caratterizza come un rapporto di lavoro peculiare rispetto allo schema tipico del lavoro autonomo, caratterizzato dal potere di coordinamento del committente, pur rimanendo al di fuori della cornice dell’art. 2094 del codice civile. L’art. 61, inoltre, limita la propria disciplina alla fattispecie individuata dall’art. 409, comma 3 del codice di procedura civile, stabilendo che questi rapporti dovranno essere ricondotti alle diverse ipotesi del lavoro subordinato o del lavoro a progetto, salvo il caso in cui non ci si trovi nella fattispecie della prestazione meramente occasionale introducendo un dato quantitativo di identificazione relativo al numero di giornate lavorative presso lo stesso committente e all’entità del compenso percepito nell’anno. Tale disposizione produce, dunque, effetti sotto il profilo probatorio, poiché superati tali limiti il datore di lavoro dovrà, eventualmente, dimostrare che la prestazione resa era riconducibile alla categoria del lavoro autonomo in quanto mancavano i requisiti della continuità o personalità o inserimento funzionale ecc. In altri termini, qualora un prestatore d’opera superi i limiti individuati al comma 2 del citato art. 61 non necessariamente vedrà inquadrato il proprio rapporto di lavoro quale lavoro a progetto, o, in assenza degli elementi essenziali di tale schema contrattuale, quale lavoro subordinato, poiché invece potrebbe avere reso una o più prestazioni d’opera ai sensi dell’art. 2222 del codice civile e seguenti, oppure una prestazione di lavoro occasionale, la quale, pur rientrando nella categoria del lavoro autonomo (art. 2222 e seguenti del codice civile) costituisce fattispecie diversa dalla prestazione professionale o dall’esercizio di un’arte o dalla collaborazione coordinata e continuativa. Essa si caratterizza per la occasionalità e saltuarietà, tali che il compenso che ne deriva non può essere considerato la forma principale di reddito. Infatti, il testo unico Notiziario USPI n° 10

delle imposte sul reddito (art. 81, lettera l, decreto del Presidente della Repubblica n. 917/1986) definisce i redditi occasionali quali quelli «derivanti da attività di lavoro autonomo non esercitata abitualmente». La prestazione non viene effettuata, dunque, in maniera continuativa e l’attività del prestatore non si coordina con i fini del committente. Pertanto, gli unici elementi in comune con la collaborazione coordinata e continuativa possono essere considerati l’assenza del vincolo di subordinazione e la libertà di organizzare la prestazione fuori da vincoli di orario. Sempre in relazione all’art. 61 ed alla fattispecie del lavoro a progetto, vale la riflessione che il legislatore ha voluto sottolineare come l’utilizzo di tali tipologie di prestazione debba essere agganciato al contesto organizzativo tipico delle aziende, in quanto la collaborazione deve inserirsi in specifici progetti, coincidere con essi o svolgersi al loro interno. Rispetto alla distinzione fra rapporto di collaborazione coordinata e continuativa e rapporto di lavoro subordinato, oltre agli elementi già richiamati dell’assenza del vincolo di subordinazione e dell’autonomia nell’eseguire la prestazione, è opportuno ricordare come non sia possibile applicare automaticamente gli istituti tipici del lavoro subordinato. In primo luogo, non è possibile considerare un obbligo di prestazione oraria e il relativo controllo delle presenze. Se è pur vero che potrebbe essere necessario un inserimento del collaboratore nell’organizzazione del committente, poiché debbono essere garantiti uno o più risultati continuativi che si integrino in tale organizzazione, ciò dovrà comunque avvenire in presenza di una gestione autonoma del tempo di lavoro da parte del collaboratore. In altri termini, l’attività del collaboratore può anche svolgersi in un luogo diverso da quello nel quale opera l’organizzazione che fa capo al committente, venendo questi in contatto con l’organizzazione solo nei tempi utili allo svolgimento della sua collaborazione. Da ciò deriva che al collaboratore non può essere richiesta alcuna attestazione della propria presenza nei luoghi nei quali si svolge l’attività del committente. Infatti, il collaboratore non entra a far parte dell’organizzazione del committente e, nel caso in cui il committente sia una pubblica amministrazione, questi non può in alcun modo essere considerato un suo dipendente. Dalle considerazioni appena svolte deriva, quindi, l’impossibilità di attribuire giorni di ferie, trattandosi di un istituto tipicizzato nell’ambito del rapporto di lavoro subordinato. Emerge, da ciò, anche l’impossibilità, per il committente, di scegliere o programmare il periodo di riposo in maniera unilaterale, sebbene, a tal riguardo, nella con-

venzione di collaborazione potrebbe essere inserita la possibilità di sospendere la prestazione per un determinato periodo di tempo, soprattutto laddove il collaboratore utilizzi, per lo svolgimento della propria attività, le strutture, gli impianti e gli strumenti del committente, tanto nel rispetto del vincolo di non subordinazione, quanto nell’osservanza del principio di coordinamento con l’attività, gli obiettivi e l’organizzazione del committente.”

DISCIPLINA FISCALE “...Come noto, l’art. 34 della legge 21 novembre 2000, n. 342, collegato fiscale alla legge finanziaria per l’anno 2000, ha aggiunto all’art. 47 del testo unico delle imposte sui redditi, decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, la lettera c-bis, operando così la trasformazione dei redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa da redditi da lavoro autonomo a redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente. Attualmente, a seguito del riordino del testo operato dal decreto legislativo 12 dicembre 2003, n. 344, la disciplina dei redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente è rinvenibile all’art. 50 del testo unico delle imposte sui redditi. Riguardo al nuovo regime, occorre, in primo luogo, ricordare come le modifiche riguardino il solo profilo fiscale senza incidere sulla disciplina del rapporto contrattuale. La nuova qualificazione fiscale comporta. da un lato, la cessazione della ritenuta fissa del 20%, a titolo d’acconto dell’IRPEF e dall’altro, il calcolo di una ritenuta operato sulla base delle aliquote progressive per scaglioni di reddito. contenute nell’art. 11 del testo unico delle imposte sui redditi all’atto del pagamento del compenso. Ne discende, in sede di determinazione dell’imponibile fiscale, la non concorrenza dei contributi previdenziali (comma 2, art. 51 del TUIR) e l’abbandono della deduzione forfetaria del 5 o 6 per cento; mentre, in sede di tassazione del reddito, si avrà l’applicazione degli scaglioni e delle aliquote IRPEF valide per i redditi di lavoro dipendente e l’applicazione delle detrazioni previste dagli articoli 13 e 14 del testo unico delle imposte sui redditi, nonché delle deduzioni previste, dalla legge finanziaria per l’anno 2003, all’art. 10-bis (ora art. 11). Sempre relativamente all’aspetto fiscale, occorre ricordare come non si possano considerare rientranti nella fattispecie della collaborazione coordinata e continuativa le prestazioni tipiche di lavoro dipendente o quelle relative all’esercizio di una professione. Infatti, in quest’ultimo 10 9


CHIARIMENTI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO SUI RAPPORTI DI CO.CO.CO. E SUI REGIMI FISCALI E PREVIDENZIALI caso, laddove la prestazione sia riconducibile ad attività per le quali necessitano conoscenze tecnico-giuridiche che le facciano rientrare nell’esercizio di attività di lavoro autonomo esercitata abitualmente, i compensi cosi percepiti saranno soggetti alla disciplina fiscale relativa ai redditi da lavoro autonomo.”

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TUTELA PREVIDENZIALE INPS “La legge di riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare, di cui alla legge 8 agosto 1995, n. 335, ha disposto, all’art. 2, comma 26, l’iscrizione in una apposita gestione separata presso l’I.N.P.S. dei titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa con la finalità l’assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti. Il contributo, inizialmente dovuto nella misura stabilita dal comma 29 dell’art. 2 della legge n. 335/1995, è stato successivamente rideterminato come indicato dall’art. 51 della legge 23 dicembre 1999, n. 448, che ha modificato il comma 16 dell’art. 59 della legge 27 dicembre 1997, n. 449. Il contributo continua, ad essere determinato nella misura del 10% per coloro che siano iscritti ad altra gestione pensionistica obbligatoria o che siano pensionati. Attualmente, con la circolare I.N.P.S. n. 56/2004, l’aliquota contributiva per l’anno 2004, appunto, è stabilita in 17,80% sino al limite di € 37.883,00 e al 18,80% per la quota eccedente sino al massimale di € 82.401,00. L’aliquota prevista e quella aggiuntiva seguono sempre la ripartizione tra committente e collaboratore di 2/3 e 1/3, così come previsto dall’art. l, comma 2, del decreto Ministeriale n. 281/1996 «Regolamento recante modalità e termini per il versamento del contributo previsto dall’art. 2, comma 30, della legge 8 agosto 1995, n. 335». Il committente è tenuto a versare il contributo dovuto anche per la parte che resta a carico del collaboratore, attraverso i modelli e le scadenze previste. Sempre per effetto delle disposizioni del comma 29, il contributo si applica sul reddito delle attività determinato con i medesimi criteri utilizzati ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e, pertanto, il contributo previdenziale viene calcolato sul valore lordo del compenso, al fine far coincidere la base imponibile previdenziale con la base imponibile IRPEF (circolare INPS n. 32 del 7 febbraio 2001). L’INPS con la circolare n. 16 del 2001, ha inoltre disposto che i committenti procedano ad un’unica denuncia annuale da presen10

tarsi entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di effettuazione della collaborazione, anche per le collaborazioni cessate nel corso dell’anno. La denuncia, da effettuarsi tramite i modelli predisposti dall’ente, dovrà contenere i dati identificativi del committente, il riepilogo dei versamenti effettuati durante l’anno, nonché i dati relativi al collaboratore ed ai contributi dovuti in relazione ai mesi per i quali è stato corrisposto il compenso. L’assimilazione dei redditi derivanti dalle collaborazioni coordinate e continuative ai redditi da lavoro dipendente si riverbera anche negli adempimenti previdenziali, infatti per effetto del mutamento di regime operato dall’art. 34 della legge 21 novembre 2000, n. 342, tutti i riferimenti contenuti nelle disposizioni emanate anteriormente dovranno riferirsi ora all’art. 50 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Il decreto del Ministero del lavoro e della previdenza sociale del 4 aprile 2002, che ha abrogato il precedente decreto ministeriale del 27 maggio 1998, ha disegnato una nuova disciplina che, ai sensi dell’art. 80, comma 12, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, adegua, per i lavoratori iscritti alla gestione separata dell’INPS, la tutela relativa alla maternità ed agli assegni al nucleo familiare alle forme ed alle modalità previste per il lavoro dipendente. L’assegno di maternità viene corrisposto alle lavoratrici, che possono far valere i seguenti requisiti: non essere iscritte a nessuna altra gestione previdenziale obbligatoria né essere pensionate; essere iscritte alla gestione separata, con il pagamento del contributo previdenziale addizionale dello 0,50% previsto per il finanziamento delle prestazioni per la maternità e dell’assegno per il nucleo familiare; vantare almeno tre mensilità contributive, accreditate nei dodici mesi precedenti i due mesi anteriori alla data del parto. Inoltre, l’indennità di maternità: è comprensiva di ogni altra indennità spettante per malattia; spetta anche in caso di adozione o affidamento, per i tre mesi successivi all’ingresso nella famiglia del bambino che, al momento dell’affidamento o dell’adozione, non abbia superato i sei anni di età; spetta anche nei casi di adozione o affidamento preadottivo internazionale, per i tre mesi successivi all’ingresso del minore nella famiglia, anche se, quest’ultimo, abbia superato i sei anni di età e fino al com pimento della maggiore età.

È, inoltre, prevista anche l’indennità di paternità, sempre a partire dal l° gennaio 1998, in favore del padre iscritto alla gestione separata INPS, in possesso dei requisiti previsti di cui sopra, per i tre mesi successivi alla data effettiva del parto o per il periodo residuo che sarebbe spettato alla madre, in caso di morte o grave infermità o di abbandono, nonché in caso di affidamento esclusivo del bambino al padre. L’indennità di malattia per i periodi di degenza ospedaliera, prevista dalla legge n. 488/1999 per gli iscritti alla gestione separata che versano il contributo aggiuntivo a partire dal l° gennaio 2000, è stata disciplinata dal decreto del Ministro del Lavoro del 12 gennaio 2001. Con tale decreto si stabilisce, appunto, sempre nel rispetto delle condizioni contributive previste per l’assegno di parto, la misura dell’indennità di malattia che va commisurata alle mensilità contributive accreditate. L’indennità spetta per ogni giorno di degenza presso le strutture ospedaliere pubbliche e private accreditate dal Servizio sanitario nazionale ovvero presso strutture estere se autorizzate dal Servizio sanitario nazionale stesso; essa spetta, inoltre, fino ad un massimo di 180 giorni nell’anno solare. L’assegno per il nucleo familiare è previsto dall’art. 4 del decreto ministeriale del 28 gennaio 1998, ai soggetti iscritti alla gestione separata INPS. L’assegno spetta in misura proporzionale al numero e al reddito dei componenti il nucleo. Il reddito familiare da considerare è costituito dalla somma dei redditi di ciascun componente il nucleo, con esclusione dei redditi prodotti dai figli maggiorenni e del coniuge legalmente separato. Non devono, inoltre, essere considerate le rendite INAIL, le pensioni di guerra e l’indennità di accompagnamento degli invalidi civili. L’importo dell’assegno viene erogato in misura decrescente in rapporto agli scaglioni crescenti di reddito che annualmente vengono rivalutati. Pertanto, sono state disposte delle tabelle in base alle quali è possibile stabilire l’importo dell’assegno per varie tipologie familiari. L’assegno viene erogato per i mesi dell’anno che risultano coperti da contribuzione. Tutte le indennità previste dall’INPS sono erogate, a richiesta del soggetto che ne ha diritto, inoltrando apposita domanda presso le competenti sedi INPS.” TUTELA ASSICURATIVA INAIL “I co.co.co. (n.d.r.)...” sono soggetti agli obblighi assicurativi qualora svolgano una Notiziario USPI n° 10


delle attività previste dall’art. 1 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, secondo quanto disposto dall’art. 5 del decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38, pertanto (i committenti - n.d.r.) sono tenuti a tutti gli adempimenti posti a carico dei datori di lavoro dal citato testo unico. In pratica, si tratta delle attività già indicate nell’art. 4 del testo unico, integrate dalle attività nelle quali vi sia utilizzo non occasionale di veicoli a motore per l’esercizio delle mansioni affidate. Il committente è tenuto alla denuncia di esercizio nella quale, oltre ad essere riportati tutti gli elementi utili alla valutazione del rischio, debbono essere indicati i nominativi dei collaboratori, la misura dei compensi e la durata del rapporto di collaborazione. Inoltre, provvederà al pagamento periodico del premio alle scadenze previste, alla eventuale denuncia di infortunio o malattia professionale, nonché alla denuncia di cessazione del rapporto di lavoro.

Il premio assicurativo è ripartito fra i contraenti nella misura di un terzo a carico del lavoratore e di due terzi a carico del committente ed è calcolato sull’ammontare dei compensi effettivamente percepiti. Poiché, come già richiamato in precedenza, l’art. 34 della legge n. 342/2000 ha fatto transitare nella sfera dei redditi di lavoro dipendente i redditi derivanti dalle collaborazioni coordinate e continuative, la base imponibile ai fini assicurativi si è adeguata al nuovo inquadramento normativo riferendosi, attualmente, alle disposizioni contenute nell’art. 52 del testo unico delle imposte sui redditi relative ai redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente: «... è costituito da tutte le somme ed i valori in genere, a qualunque titolo percepite nel periodo di imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro». Ai fini dell’individuazione del tasso applicabile all’attività svolta dal lavoratore, si deve fare riferimento «a quello dell’azienda, qualora l’attività stessa sia inserita nel ciclo produttivo; in caso contrario, a quello dell’attività effettivamente svolta». In altre

IL PART-TIME DOPO LA LEGGE BIAGI Abbiamo avuto occasione di sottolineare che la legge Biagi non è una riforma attuata ma una riforma in divenire che innova sia il lavoro subordinato che quello parasubordinato. Dopo esserci soffermati sui principali contratti di lavoro parasubordinato (co.co.co., contratti a progetto e a programma, rapporti di lavoro occasionale) ci occupiamo di un importante rapporto di lavoro subordinato: il part-time. L’occasione è offerta dalla circolare del ministero del Lavoro n. 9/04 che illustra adeguatamente la nuova disciplina del lavoro a tempo parziale, disciplina dettata dall’art. 46 del decreto n. 276/2003, applicativo della legge di riforma. Questa disciplina non solo promuove il lavoro part-time attraverso una semplificazione normativa (il che, nel nostro Paese, rappresenta un’eccezione) ma elimina inutili appesantimenti burocratici restituendo alla contrattazione individuale e collettiva piena operatività. Mette conto di parlarne poiché nelle piccole aziende editrici di periodici il ricorso al part-time piuttosto che ai rapporti a tempo pieno potrebbe essere di grande utilità. Interessante è che la circolare ministeriale non ravvisi una incompatibilità tra il tempo parziale e il contratto di apprendistato o di inserimento che, in area USPI, si incontra nel contratto Confapi, a cui l’Unione aderisce. Notiziario USPI n° 10

Ma come si definisce oggi il part-time? E’ lavoro a tempo parziale quello con orario inferiore al tempo pieno che la legge fissa in 40 ore settimanali e il vigente contratto Confapi in 38,30? La forma scritta - sempre consigliabile - è richiesta a soli fini di prova in giudizio. Ma questo gli editori già lo sanno poiché tale forma è raccomandata anche per le co.co.co. e, quindi, a maggior ragione, per il lavoro dipendente. Il contratto deve indicare puntualmente la durata della prestazione e la collocazione oraria della stessa con riferimento al giorno, alla settimana, al mese e all’anno. La mancanza di tali indicazioni non comporta però la nullità del contratto. Le controversie relative alla mancanza della forma scritta ovvero alla omessa o imprecisa indicazione dell’orario possono essere risolte anche mediante le procedure di conciliazione e arbitrato previste dai contratti collettivi nazionali. Entro 5 giorni dalla data di assunzione l’editore è tenuto a comunicare alla Direzione provinciale del lavoro l’avvenuta assunzione, ma è venuto meno l’obbligo di inviare copia del contratto alla stessa Direzione provinciale. IL LAVORO SUPPLEMENTARE Può succedere che in determinati giorni l’azienda abbia bisogno di un lavoro reso oltre

parole: - qualora l’attività del collaboratore sia riferibile ad una delle posizioni assicurative già denunciate dal committente, si applicherà il tasso in vigore per detta posizione; - in caso contrario, si applicherà il tasso medio previsto per la corrispondente voce tariffaria prevista dalle tabelle INAIL. Stante la formulazione della disposizione di cui all’art. 5 del citato decreto legislativo n. 38/2000, deve ritenersi che i committenti siano tenuti all’obbligo di registrazione sui libri matricola e paga anche per i collaboratori coordinati e continuativi. In tal senso, si è espresso anche il Ministero del lavoro e della previdenza sociale, con nota del 2 gennaio 2001, nella quale è indicata la possibilità di semplificare la tenuta dei libri paga e matricola per tali lavoratori, considerata la particolarità della prestazione non riconducibile a quella del lavoro dipendente.”

il tempo concordato. Questa prestazione che prende il nome di lavoro supplementare è consentita ed anzi è rimessa all’autonomia collettiva l’individuazione del numero massimo di lavoro supplementare effettuabile. In ogni caso il lavoro supplementare oltre il part-time deve essere contenuto entro i limiti del tempo pieno. In presenza della regolamentazione collettiva non è necessario il consenso al lavoro supplementare da parte del lavoratore. L’editore ed il dipendente possono accordarsi per trasformare il tempo pieno in part-time e viceversa. L’accordo, sempre in forma scritta, deve essere convalidato davanti alla Direzione Provinciale del Lavoro, ma anche qui la procedura è abbastanza semplice poiché l’atto di convalida può intervenire successivamente alla stipula dell’accordo e non richiede la necessaria presenza del lavoratore. Entro cinque giorni l’azienda è tenuta a comunicare la trasformazione del rapporto ai competenti servizi INPS e INAIL. La nuova disciplina ha abolito il diritto di precedenza per il passaggio dal part-time al tempo pieno nell’ipotesi di nuove assunzioni a tempo pieno. E’ rimasto invece invariato il diritto di precedenza nel passaggio dal tempo pieno al part-time ma è venuto meno l’obbligo dell’azienda di motivare l’eventuale rifiuto di una specifica richiesta di un lavoratore a tempo pieno.

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CO.CO.CO. OCCASIONALI E LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE Torniamo sull’argomento delle prestazioni occasionali per mettere ordine in una parte della riforma del lavoro di non semplice lettura in quanto impiega il termine “occasionale” per tre rapporti di lavoro diversi: 1. le co.co.co. occasionali, ribattezzate mini co.co.co.; 2. le prestazioni occasionali di lavoro autonomo; 3. le prestazioni occasionali accessorie. Questa triplice distinzione è indicata dalla Circ. n. 1/04 del Ministero del Lavoro. Come di consueto la nostra lettura non sarà dottrinale ma pratica, cioè condotta dal punto di vista dell’editore e limitata ai rapporti che in concreto possono essere utili alla produzione dei periodici. LE PRESTAZIONI OCCASIONALI Le prestazioni episodiche introdotte dall’art. 61, 2° comma, del D.Lgs. 276/03, applicativo della legge Biagi n. 30/03, sono quelle che maggiormente possono interessare le aziende editrici. Per tali co.co.co. che soddisfano, appunto, le esigenze della continuità e del coordinamento, il legislatore ha ritenuto che non fosse necessario il riferimento a un progetto o a un programma in ragione della loro portata limitata. Si tratta infatti di prestazioni utili all’attività editoriale ma da rendere per periodi di tempo limitati e dietro un minimo compenso. L’editore può avvalersene a due condizioni che la legge fissa con inequivocabile chiarezza: - che non superino i 30 giorni nell’anno solare; - che il compenso non superi i 5.000 euro nel medesimo anno solare. Una volta violata una di queste condizioni il contratto va trasformato nelle forme a progetto o a programma che prevedono una più favorevole disciplina delle assenze. La circ. INPS n. 103 del 6 luglio 2004, fornendo chiarimenti sugli obblighi contributivi degli occasionali, precisa che l’esenzione contributiva opera solo per i collaboratori sotto la fascia dei 5.000 euro l’anno e, in caso di superamento di questo limite di reddito, i contributi sono dovuti solo per la parte eccedente. I versamenti vanno effettuati il mese successivo all’eventuale superamento dei 5.000 euro entro il giorno 16, utilizzando i codici relativi alle co.co.co. Del pari tali collaboratori, ove ricorrano gli estremi, sono soggetti ad iscrizione all’INAIL e vanno iscritti sui libri di paga e matricola. In capo ad un unico collaboratore sono ammessi rapporti con committenti diversi ma sempre con un complessivo massimo di 30 giorni nell’anno solare per ogni committente e con un compenso complessivo non supe12

riore a 5.000 euro per ogni committente. I compensi dei co.co.co. occasionali, al pari delle co.co.co. a progetto o a programma, rientrano nei redditi assimilati al lavoro dipendente di cui all’art. 50, lettera c bis) del TUIR e sono soggetti, quindi, alle normali ritenute fiscali per fasce di reddito. Un esempio pratico può essere dato dalla correzione delle bozze che, alla duplice condizione che non superi i 30 giorni lavorativi nell’anno e i 5.000 euro di compenso, può formare oggetto di un rapporto di mini co.co.co. occasionale, della durata di un anno e tacitamente rinnovabile di anno in anno (v. lettera - tipo d’incarico sotto riportata). LE PRESTAZIONI AUTONOME

TOTALMENTE

La riforma del lavoro non ha inteso cancellare i vecchi contratti d’opera manuali o professionali disciplinati dagli artt. 2222 e seguenti del cod. civile. Tali rapporti, occasionali in senso stretto, sono privi dei requisiti della continuità e del coordinamento e caratterizzati da una o più prestazioni del tutto singolari ed episodiche. Si pensi all’elaborazione del progetto grafico per il restyling di un periodico e all’impaginazione del primo numero nella nuova veste grafica. Un altro esempio di collaborazione autonoma occasionale in senso stretto può essere l’affidamento ad un giornalista specializzato della elaborazione di uno o due supplementi del periodico. Si pensi ad un contratto di manutenzione dei computers. Tali collaborazioni autonome manuali (artt. 2222 - 2228 del cod. civile) o professionali (artt. 2230 - 2238 del cod. civile) non sono soggette ai limiti di 30 giorni e di 5.000 euro nell’anno solare, in quanto non toccate dalla riforma del lavoro che ha disciplinato le mini co.co.co. occasionali. Sui compensi incide il contributo previdenziale integrativo richiesto in parcella. Per le attività professionali con iscrizione a casse autonome il contributo è del 2%. Se invece l’attività autonoma non ha tutela previdenziale, il lavoratore dovrà iscriversi alla gestione separata dell’INPS con contribuzione a suo carico, salvo la facoltà di rivalsa in fattura del 4%. L’aliquota INPS di quest’anno è del 17,8% di cui il 4% a carico dell’editore. L’azienda non ha altri oneri accessori. Sotto il profilo fiscale sui compensi ai lavoratori del tutto autonomi va operata la ritenuta d’acconto IRPEF del 20%. LE PRESTAZIONI OCCASIONALI DI TIPO ACCESSORIO Rappresentano una delle novità della riforma

del lavoro, ma non mette conto di soffermarvisi poiché tali prestazioni interessano la produzione editoriale in misura molto marginale. Si tratta infatti di prestazioni molto circoscritte (badanti, giardinieri, domestiche) rese da soggetti a rischio di esclusione sociale. LETTERA D’INCARICO DI CO.CO.CO. OCCASIONALE Richiamandoci all’esempio indicato e cioè al caso che un editore voglia affidare la correzione delle bozze ad un co.co.co. occasionale, ipotizziamo che il periodico abbia periodicità mensile ed anzi pubblichi un numero doppio a luglio-agosto e quindi esca per 11 numeri l’anno. Supponiamo anche che - in ragione del numero delle pagine - la correzione di ciascun numero possa essere effettuata in due giornate lavorative per complessive 22 giornate annue. Ipotizziamo infine che ogni giornata di lavoro debba essere compensata con 50 euro e quindi con 100 euro a numero per complessivi 1.100 euro l’anno. Su queste basi la lettera-tipo per il conferimento dell’incarico di co.co.co. occasionale potrebbe essere formulata come segue. “A seguito delle intercorse intese verbali, questa editrice Le conferisce l’incarico di prestare una collaborazione coordinata e continuativa occasionale - di cui all’art. 61, comma 2, del D.lgs. n. 276/2003, applicativo della L. 30/2003 - avente ad oggetto la correzione delle bozze di stampa del periodico...............................edito da questa azienda. La correzione delle bozze verrà effettuata al Suo domicilio, senza alcun vincolo di subordinazione, secondo le modalità, le richieste ed i tempi di consegna che le saranno prospettati dal Direttore responsabile o da persona da lui delegata. Il presente incarico avrà inizio dal 1° gennaio 2005, avrà durata annuale e alla scadenza potrà intendersi tacitamente rinnovato. Per la sua prestazione, quantificata in 22 giornate di lavoro annue, riferibili alla correzione delle bozze di 11 numeri, Lei riceverà un corrispettivo annuo di 1.100 euro (specificare se lordi o netti) che le saranno corrisposti in 11 ratei mensili di 100 euro (un rateo per il numero di luglio-agosto), entro 5 giorni dalla pubblicazione del numero corretto. Qualora motivi di forza maggiore Le impediscano di correggere le bozze o di riconsegnarle nei tempi concordati, La preghiamo di informare subito la Redazione in modo che possa essere tempestivamente disposta la sua sostituzione. Per eventuali numeri doppi o edizioni speciali con un maggior numero di pagine, verrà concordata una maggiorazione del compenso proporzionata al suo maggior impegno, in ragione di 50 euro l’ora. La preghiamo di restituire la seconda copia di questa lettera d’incarico firmata e datata “Per ricevuta e accettazione”. (Firma dell’editore) Notiziario USPI n° 10


RESOCONTO DEL XVII CORSO PER OPERATORI EDITORIALI STAGE DI URBINO, STUDIO E CONFRONTO l tempo è stato l’unico rammarico per questo XVII stage per operatori editoriali organizzato dall’USPI, in collaborazione con la Facoltà di Sociologia dell’Università di Urbino, dal 12 al 17 settembre scorso. Una pioggia battente (e fredda!, visti i nostri abbigliamenti estivi...) ha accompagnato buona parte delle giornate del corso, impedendo agli stagisti di godersi appieno, nelle pause serali, le bellezze della città dei Montefeltro e di Raffaello. Ma, lo sappiamo, Urbino fa questi scherzi... E’ stata, invece, un’importante e proficua occasione non solo di studio e approfondimento di tutte le tematiche inerenti al settore dell’editoria periodica, ma anche di relazione e conoscenza reciproca fra editori e operatori (ben 44 quest’anno) di città diverse, di realtà editoriali differenti come pro-

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dotto offerto e dimensione economica, ma tutti legati dalla stessa passione per questo lavoro. Molti stagisti erano alla loro prima partecipazione, altri avevano già seguito il corso negli scorsi anni, ma tutti hanno mostrato vivo interesse per gli argomenti trattati, perché lo stage dell’USPI ogni anno si arricchisce di nuove materie e dei necessari aggiornamenti sulle novità e modifiche intervenute nelle tematiche di settore. Dicevamo delle materie... Un “tour de force” notevole, con 4 e anche 5 lezioni al giorno che hanno spaziato dal contratto di lavoro CONFAPI-USPI per il settore grafici-editoriali e periodici alla normativa in materia di diritto d’autore; dalla diffamazione a mezzo stampa alle norme sulla privacy; dalle incombenze amministrative da

espletarsi per l’Autorità per le Comunicazioni e il nuovo “ROC Telematico” all’annoso problema della distribuzione della stampa (a partire dall’edicola e, andando a ritroso, fino alla distribuzione nazionale), per finire alle difficoltà nella distribuzione postale con l’emanazione della nuova legge per accedere alle tariffe postali agevolate... Un’attenzione particolare è stata prestata, anche quest’anno, al fenomeno sempre più emergente dell’editoria on-line e dei periodici elettronici. Il Seminario residenziale si è svolto sotto la direzione scientifica della prof.ssa GRAZIELLA MAZZOLI, Preside della Facoltà di Sociologia dell’università urbinate, e relatrice sul tema 14

L’ELENCO DEI PARTECIPANTI AL XVII STAGE USPI URBINO 12-17 SETTEMBRE 2004 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44

Nominativo

Testata o Casa Editrice

AGOSTINI ANGELETTI BERIOTTO BIGHI BONFIRRARO BRICCOLANI CANEVA CASTELLI CAVIGLIA CECCONI CLAUSI COCOZZA D’ONOFRIO DI GIOIA FABIANO FABIANO FIORENTINO FOCANTE FREGONI GUALDI LAMANNA LAUCIANI LONGARETTI LORUSSO MALINCONICO MARRONE MAZZONI NUVOLINI PALLA PANSINI PERI PICCOLO PREZIUSO PUGLISI RAIMONDO SARCINELLA SPADOLA STACCA TENAGLIA VISCONTI VITRANI ZAMBETTA ZANGARO ZITO

Bruno M. Paola Manuela Lorenzo Salvo Cinzia Giorgio Marina Sara Samuele Marcello Stefania Sergio Biagio Ferdinando Marco Livia Antonella Marcello Costanza Luna Laura Raniero Luciano Michele Roberto Tommaso Lucia Corrado Daniela Monja Pier Luigi Massimiliano Elena Pierluigi Eugenio Silvana Diego Anna Rita Marco Raffaella Claudia Enrico Barbara Luigi

Notiziario USPI n° 10

Città IDG Communications Editore Obiettivo Benessere Magazine Carattere Moda Marfy Obiettivo Affari Il Momento Job in Tourism Tetto & Pareti P.O. Professional Optometry Metropoli Cult CMD-Casa Mia Decor Centri Storici Piazza Affari Viscochirurgia Viscochirurgia Rivista del Volontariato Jesi e la sua Valle www.phytomagazine.it La Voce Job in Tourism Quaderni Tuscolani Dirigenti Industria Fax Edizioni Melagrana Il Giornale A.I.D.I.D. La Voce Casa Editrice GIUFFRE’ Annali Scuola Normale Sup. Quaderni Tuscolani Food Quattromura Piazza Affari EOS-Mercanti d’Arte MTM-Medical Team Magazine Valter Casini Editore CMN-Club Medici News Mare Nostrum Sardegna Turismo L’Ammonitore Giornale del Garda L’Affare…in asta IDG Communications Editore >BMM Beach Master Magazine Il Gallo

MILANO SAVONA SAN VITO AL T. FERRARA BARRAFRANCA FORLI’ MILANO FORLI’ SAVONA FIRENZE PALERMO NAPOLI MIRANDOLA SCALEA CANELLI CANELLI ROMA JESI GUARDAMIGLIO BERGAMO MILANO ROCCA PRIORA MILANO CONVERSANO S. FELICE A C. ROMA PERUGIA MILANO PISA ROCCA PRIORA PARMA NAPOLI SALERNO AREZZO ROMA ROMA ARICCIA SASSARI VARESE DESENZANO CANOSA MILANO RAVENNA TRICASE

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STAGE DI URBINO, STUDIO E CONFRONTO “Il ruolo del giornalismo e dei periodici istituzionali nella società complessa”. Un sincero ringraziamento va necessariamente a tutti i docenti, di seguito citati, per la disponibilità mostrata ad integrare le lezioni assegnate loro con consulenze specifiche su quesiti più dettagliati. Il dr. RAIMONDO GIGLIO, Componente della Commissione Tecnica sindacale UNIGEC-CONFAPI, ha affrontato il tema de “Il lavoro subordinato nell’editoria periodica. Applicazione del CCNL UNIGEC/CONFAPI-USPI”; mentre il dr. GIANCARLO CINOGLOSSI, Componente della Giunta Esecutiva dell’USPI, ha focalizzato le nuove tematiche su “Il lavoro parasubordinato dopo la legge Biagi: contratti a progetto, co.co.co. giornalistiche e direttori responsabili”. Vivo interesse per l’attualità degli argomenti trattati ha suscitato la relazione del dr. MARIO DE BERNART, Dirigente Servizio relazioni istituzionali dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali, su “Codice della privacy, implicazioni per editori e giornalisti”. Alla fine della prima giornata, il dr. FERNANDO BRUNO, Assistente del Commissario Sangiorgi, Componente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ha illustrato agli stagisti “Il R.O.C. ed il suo regolamento, iscrizione degli editori e comunicazioni da effettuarsi ogni anno”.

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Nella mattinata di martedì 14, l’avv. LUCA BONESCHI, Componente dell’Associazione Giuslavoristi italiani e Direttore responsabile della rivista “Il diritto dell’informazione e dell’informatica” ha svolto la sua relazione su “Diffamazione a mezzo stampa, diritto di rettifica e respon-

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sabilità civili e penali dell’editore e del direttore del periodico”. A seguire è intervenuto l’Avv. FRANCESCO SAVERIO VETERE, Segretario Generale dell’USPI, che si è soffermato su “La tutela della stampa periodica”. L’Avv. Vetere ha illustrato ai presenti le tematiche più attuali nel campo editoriale, evidenziando il lavoro finora svolto dalla nostra Unione e gli obiettivi futuri. Il dr. ENRICO LONGO, già Dirigente generale, Capo dell’ufficio per il diritto d’autore della Presidenza del Consiglio dei ministri e Consulente USPI, ha svolto le relazioni su “Il diritto d’autore, normativa vigente” e “Contributi pubblici e agevolazioni tariffarie per le pubblicazioni periodiche”. Mercoledì 15 ha iniziato i lavori il dr. PAOLO DI BENEDETTO, Direttore generale di Promedia 2000, incentrando il suo intervento su “La raccolta pubblicitaria”, seguito dal dr. DANIELE LONGO, Funzionario USPI, che ha illustrato agli stagisti “Il credito di imposta per gli investimenti in pubblicità sui periodici associati USPI” e dal dr. GUIDO MASNATA, Direttore generale di Promedia Expert, che si è soffermato su “Il marketing quale strumento nelle mani dell’editore”. Nel pomeriggio, presso la “Biblioteca multimediale” dell’Università di Urbino, DANIELE BIANCHI, General manager della Promotion Digitale Srl, ha svolto la sua lezione tecnico-pratica su “I periodici on-line. Lo stato dell’arte dell’editoria elettronica”. La giornata di giovedì 16 è stata tutta dedicata al problema della distribuzione della stampa periodica. Ha iniziato ERMANNO ANSELMI, Segretario generale del Sindacato giornalai

SINAGI-CGIL, con la relazione “I periodici nelle edicole”, di seguito hanno fatto il loro intervento il dr. TIZIANO BIENATI, già Direttore generale dell’Associazione Distributori nazionali, su “Il ruolo del distributore nazionale”, e l’avv. PIERGIORGIO SPOSATO, Consulente dell’Associazione Nazionale Distributori stampa, su “L’azione del distributore locale”. La giornata sulla distribuzione ha raggiunto il suo apice quando si è affrontato il tema della distribuzione postale, spesso unico mezzo di diffusione per i piccoli periodici, le riviste culturali di nicchia, le testate associative e religiose e quelle a target mirato. Della nuova normativa vigente da quest’anno e delle nuove offerte di Poste Italiane si è occupato il dr. VITTORIO VOLPI, Funzionario USPI, nella sua relazione “La distribuzione tramite il canale postale: le tariffe agevolate e non, alla luce della Legge 27.02.2004 n. 46 di conversione del DL 353/03”. A completamento delle lezioni, venerdì 17, il rag. CONCETTO PALLANTE, Consulente fiscale dell’USPI, ha affrontato il tema de “La disciplina fiscale per gli editori”, che ha suscitato molte domande da parte dei partecipanti data la peculiarità della materia, mentre il dr. DANIELE LONGO, Coordinatore dello stage, ha illustrato “Il credito di imposta per l’acquisto della carta per la stampa di quotidiani, periodici e libri” ed ha consegnato, in una simpatica cerimonia conclusiva, ai partecipanti (vedi box a pagina 13) il diploma di frequenza del corso. Oltre al collaudato programma di studio che ha affrontato le tematiche più varie che interessano il mondo dell’editoria periodica, crediamo che sia stata apprezzata dagli stagisti la possibilità che il corso ha loro offerto di conoscere realtà editoriali diverse, di discutere e confrontarsi sui problemi incontrati e sulle soluzioni raggiunte. Per questo, un ultimo ringraziamento va al dr. GIAN MARIO SIBONI, componente della Giunta Esecutiva e Fiduciario USPI per la Liguria, che ha curato l’animazione dello stage e il rapporto con i partecipanti e a tutti coloro che hanno collaborato, anche all’interno dell’Università, alla buona riuscita del corso. In un settore ove si stanno moltiplicando scuole e corsi (questi ultimi non sempre di buon livello) di giornalismo, lo stage residenziale dell’USPI ad Urbino è l’unico, nel suo genere, che si rivolge direttamente a coloro che si dedicano alla “professione di editori”. Uno stage quindi, come detto nel titolo, di studio e confronto. Notiziario USPI n° 10


BIBLIOTECA USPI LA SOCIETA’ DEI LEADER di Marco V. Maroino FrancoAngeli, Milano 2003, pagine 160, € 15,50 Nel 13° capitolo del “Principe”, Machiavelli si poneva il terribile quesito se per il leader fosse preferibile essere amato o essere temuto e dava una risposta pessimistica: per esercitare la leadership è necessario incutere paura. Da quegli anni molta acqua é passata sotto i ponti di comando ed oggi l’Autore di questo libro rileva che per il leader “è sempre più necessario convincere e attrarre, sempre meno costringere”. L’autoritarismo è controproducente mentre l’autorevolezza è vincente. Maroino propone una nuova definizione del ruolo del leader partendo dall’etimologia del termine di probabile origini gaeliche: “leading” significa “stabilire una direzione ed influenzare gli altri a seguirla”. Significato questo molto diverso da quello di “management” che esprime l’opportunità machiavellica di “piegare le cose al proprio volere”. Per capire in quali termini le persone riconoscono il leader, sono stati coinvolti 500 manager, non solo appartenenti a grandi aziende, ma anche a realtà diverse come -

NOTIZIARIO Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Fax: 06.40.66.859 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Giancarlo Cinoglossi Redattore Capo: Vittorio Volpi Tipografia: SO.GRA.RO. SpA - Via Ignazio Pettinengo, 39 00159 Roma Il n. 10 (ottobre 2004) è stato stampato il 7 ottobre 2004

Notiziario USPI n° 10

per esempio - società per l’aiuto al Terzo Mondo, che hanno risposto a domande quali “chi è stato leader per me”, “che cosa ha fatto”, “perché gli ho dato fiducia”, “quali comportamenti ha ottenuto”. Le risposte hanno permesso all’autore di cogliere l’essenza della leadership così come viene vissuta direttamente sul campo, e lavorare quindi alla parte centrale del suo lavoro: il riconoscimento delle qualità del leader. Prima tra tutte, la capacità di governare il cambiamento, fondamentale requisito per il successo. Una volta conosciuto, il leader va supportato e, soprattutto, controllato: a tal fine il testo propone un vero e proprio decalogo in 14 punti per l’autocertificazione del leader. Utile per non scontrarsi con falsi leader, pseudo-leader o, peggio ancora, leader negativi.

LA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO di Giulio D’Imperio SIMONE, Napoli 2003, pagine 176, € 10,00 Questo agile volume si colloca nel recente filone delle guide alla concreta applicazione della Legge Biagi n. 30/03 e del suo Decreto applicativo n. 276/03, filone che integra utilmente le prime letture critiche della riforma del lavoro riservate ai consulenti specializzati. Una guida, dunque, per i datori di lavoro dipendente e per i committenti di collaborazioni parasubordinate. Il libro oltre ad offrire un quadro di sintesi della riforma del lavoro si sofferma sulla modernizzazione di alcune tipologie contrattuali come il part-time, l’associazione in partecipazione, il lavoro a chiamata, il contratto d’inserimento, il lavoro ripartito e su nuovi rapporti di collaborazione (a progetto, a programma, a fase di programma, occasionali) che possono trovare largo impiego nelle aziende editrici di periodici. In questa prima fase applicativa dei nuovi rapporti di collaborazione volumi come questo possono aiutare gli editori a supportare i propri consulenti del lavoro nella stesura di contratti editoriali. La particolarità delle aziende editrici medio piccole suggerisce di integrare le pubblicazioni specializzate con i suggerimenti pratici forniti ogni mese da questo “Notiziario” e con i pareri dei consulenti USPI.

DONAZIONI ALLA BIBLIOTECA USPI

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ontinuano a pervenire alla biblioteca dell’USPI donazioni di libri specializzati sull’editoria, i mass media, la legislazione sulla stampa, i periodici on-line è il marketing editoriale. Una delle editrici che si distingue per impegno (e generosità) è la FrancoAngeli di Milano che pubblica frequentemente studi e ricerche sulla comunicazione che per praticità e sveltezza possono concretamente interessare non solo studiosi, docenti e studenti ma anche gli editori di periodici. Alla FrancoAngeli giungano i più vivi ringraziamenti dell’USPI per gli ultimi invii dei seguenti volumi:

FrancoAngeli EDIZIONI

METAFORE PER L’EVOLUZIONE PERSONALE E PROFESSIONALE di Consuelo C. Casula (2003) OLTRE LA FIDELIZZAZIONE Il marketing nell’era della complessità di Mauro Cavallone (2003) CENSIS - 37° RAPPORTO SULLA SITUAZIONE SOCIALE DEL PAESE 2003 (2003) LA SOCIETA’ DEI LEADER di Marco V. Maroino (2003) L’ITALIA DEI GIORNALI FOTOCOPIA di Alessandro Barbano (2003) LAVORARE NEI MEDIA E PRODURRE CULTURA Mediasfera/Peppino Ortoleva, Valentina Solari (2003). GESU’, SAN FRANCESCO, TOTO’: NELLA NEBULOSA DELLA COMUNICAZIONE di Lucio Dalla (2004) La biblioteca specializzata USPI è aperta agli editori di testate associate all’USPI, ai loro figli e ai docenti, studiosi e studenti che debbono preparare tesi di laurea sulla stampa periodica. Presso la sede dell’USPI: Viale Battista Bardanzellu, 95 - Roma (apertura su appuntamento). 15


PERIODICI ASSOCIATI ALL’USPI (365° elenco) A.GI.PRO AGENZIA GIOCHI A PRONOSTICO Via Pietro da Cortona n. 13 00196 ROMA Direttore: Fabio Felici Editore: Daniela Bellisario Materia trattata: informazioni sul mondo dei giochi a pronostico

HERA - MITI - CIVILTA’ SCOMPARSE - MISTERI ARCHEOLOGICI Via del Brennero n. 58 00010 FONTE NUOVA RM Direttore: Patrizia Bertolotti Editore: Edizioni Hera srl Periodicità: mensile Materia trattata: archeologia, arch. subacquea, biblica, egittologia, civiltà scomparse

RHO - SETTEGIORNI Via Caselli Fiorenza n. 34 20017 RHO MI Direttore: Francesco Amodei Editore: Gidiemme Stampa srl Periodicità: settimanale Materia trattata: cronaca locale

CARTE SCOPERTE

PEGASO - NOTIZIARIO ANPAC

Via Guardiana n. 2 30031 DOLO VE Direttore: Antonio Quadretti Editore: Ass. Cult. Arcobaleno Periodicità: mensile Materia trattata: cronaca locale

Viale Castello della Magliana n. 38 00198 ROMA Direttore: Adalberto Pellegrino Editore: Anpac Periodicità: mensile Materia trattata: trasporto aereo, aviazione civile e commerciale

SAN NICOLA DA TOLENTINO AGOSTINIANO Piazza Silveri n. 3 62029 TOLENTINO MC Direttore: P. Marziano Rondina Editore: Convento San Nicola da Tolentino Periodicità: mensile Materia trattata: arte, storia, cultura agostiniana e diffusione della devozione

ELITE

IL PENSIERO MAZZINIANO

LA SETTIMANA

Via Cavour n. 21 27058 VOGHERA PV Direttore: Giorgio Macellari Editore: Il Centro Periodicità: settimanale Materia trattata: informazione, pubblicità sport

Via Fosso Nuovo n. 5 48020 SAN PIETRO IN VINCOLI RA Direttore: Sauro Matterelli Editore: University press Bologna - Santerno Edizioni Periodicità: trimestrale Materia trattata: cultura politica

Via Caronni n. 10 21047 SARONNO VA Direttore: Francesco Amodei Editore: Gidiemme Stampa srl Periodicità: settimanale Materia trattata: cronaca locale

HEOS.IT

POPOLI E MISSIONE

SPAZIO SPORT - MAGAZINE

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Anno 2004 - Edizione N. 10 - Ottobre by USPI - Issuu