Brochure tortonese

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Il tortonese è estremo lembo della provincia di Alessandria, insinuato tra Lombardia, Emilia e Liguria, da sempre importante crocevia di strade e di genti.

Territorio dal paesaggio variegato: pianura lambita dal Po, morbide colline dai pendii dolci e sconfinati, con versanti assolati disegnati con gioiosa armonia da vigneti, frutteti, campi coltivati, e attraversate da tre torrenti – Curone, Grue, Ossona, – che si congiungono e fondano nella catena montuosa degli Appennini, punto in cui le valli sembrano stringersi idealmente attorno al monumento dedicato al Cristo Redentore posto sulla vetta del monte Giarolo. Da questa vetta nelle giornate di sole lo sguardo può godere di un paesaggio inatteso e straordinario che val dal Monviso al mar Ligure, di cui si può sentire e respirare la brezza. Il tortonese è un'area ricca di storia, cultura, bellezze naturali, sapori e arte in cui si fondano usanze e tradizioni di ben quattro regioni italiane, tre di confine una di appartenenza. In tutto il territorio puoi trovare i segni tangibili di questo patrimonio che va cercato e scoperto percorrendo le sue valli, visitando i suoi antichi borghi e paesi posti sulle colline o a fondovalle.

Info turistiche

wwww.vivitortona.it

Benvenuti.


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Lungo Scrivia

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Valle Ossona Val Grue Val Curone

3 4 5

Aosta

Milano

Torino

Aosta

Milano

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Genova

due passi in

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• Alluvioni Cambiò . . . . . . 16 • Alzano Scrivia . . . . . . . . . 13 • Avolasca. . . . . . . . . . . . . . . . 40 • Berzano di Tortona. . . . . 53 • Brignano Frascata . . . . . 62 • Carbonara Scrivia. . . . . . 25 • Carezzano . . . . . . . . . . . . . . 22 • Casalnoceto . . . . . . . . . . . . 50 • Casasco . . . . . . . . . . . . . . . . 41 • Castellania . . . . . . . . . . . . . 32 • Castellar Guidobono . . . 51 • Castelnuovo Scrivia . . . . 10 • Cerreto Grue . . . . . . . . . . . 38 • Costa Vescovato . . . . . . . . 31 • Dernice. . . . . . . . . . . . . . . . . 44 • Fabbrica Curone . . . . . . . 65 • Garbagna . . . . . . . . . . . . . . 42 • Gremiasco. . . . . . . . . . . . . . 64 • Guazzora . . . . . . . . . . . . . . . 15 • Isola Sant'Antonio . . . . . 14 • Molino dei Torti . . . . . . . . 12 • Momperone . . . . . . . . . . . . 58 • Monleale . . . . . . . . . . . . . . . 54 • Montacuto . . . . . . . . . . . . . 63 • Montegioco . . . . . . . . . . . . . 39

pag. 6 - 27

pag. 28 - 33 pag. 34 - 45

pag. 46 - 67

pag. 68 - 69

• Montemarzino . . . . . . . . . 55 • Paderna . . . . . . . . . . . . . . . . 24 • Piovera . . . . . . . . . . . . . . . . . 17 • Pontecurone. . . . . . . . . . . . 48 • Pozzol Groppo . . . . . . . . . 59 • Sale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18 • Sant'Agata Fossili . . . . . . 21 • San Sebastiano Curone 60 • Sarezzano . . . . . . . . . . . . . . 37 • Spineto Scrivia . . . . . . . . . 23 • Tortona . . . . . . . . . . . . . . . . 8 • Viguzzolo . . . . . . . . . . . . . . 36 • Villalvernia. . . . . . . . . . . . . 20 • Villaromagnano . . . . . . . . 30 • Volpedo . . . . . . . . . . . . . . . . 56 • Volpeglino. . . . . . . . . . . . . . 52 • Parco Fluviale . . . . . . . . . . 26 • Alta val Curone . . . . . . . . 66 • La Via del Sale . . . . . . . . . 67 • Parco archeologico . . . . . 67 • Val Borbera . . . . . . . . . . . . 68 • Prodotti Tipici. . . . . . . . . . 70 • Vini . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 84


M.te Chiappo

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Itinerari 1 Lungo Scrivia

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Itinerario

1 Lungo Scrivia Partendo dall'antica Dertona (Tortona) e dirigendosi verso nord, ci si addentra nella valle Scrivia, solcata dall'omonimo torrente, dal paesaggio tipicamente padano con estesi campi coltivati non solo a cereali e foraggi ma anche a ortaggi. Patate, cipolle, aglio, sedano, pomodori, rape, oltre a frutta come meloni e angurie. Risalendo il corso del torrente Scrivia verso sud, verso la sorgente, sulla sponda destra il paesaggio inizia ad ondularsi. La pianura si fa collina. I campi coltivati iniziano a lasciare spazio ai vigneti. Le strade seguono il cambio di paesaggio, si snodano, si curvano, salgono e scendono.



TORTONA “Pro tribus donis similis Terdona Leonis”. Tre doni – valore, lealtà, cortesia – promette l'antico motto riportato sullo stemma di Tortona.

Molti di più ne ha in serbo per il visitatore questa antica città, che affonda le sue radici ben prima di Roma e che ha continuato ad essere tenacemente presente e viva in ogni periodo della sua plurimillenaria storia che l’ha resa un “gioiello nascosto”. Tortona è: reperti archeologici d'epoca romana; palazzi medioevali e rinascimentali incastonati nel centro storico; chiese architettonicamente differenti per stili ed epoca di costruzione, ognuna scrigno di tesori nascosti; scorci di antiche piazze e angoli di vie dai nomi di tortonesi illustri, che hanno “fatto” la storia della città con le loro gesta, con la loro arte o con la loro fede. Situata al confine di quattro regioni, all'incrocio delle più importanti reti viarie del nord Italia, gode di un paesaggio che va dalle ultime propaggini della pianura padana lungo le sponde del torrente Scrivia, alle dolci colline. Qui i contadini disegnano con le loro colture e con mano sapiente il territorio e fanno grandi le produzioni agricole di questa terra.

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Tortonese, terre d’incontro – Valle Scrivia - Itinerario 1

EVENTI · Assoli: rassegna di teatro di figura - da gennaio a marzo. · Cantarà e Catanaj: mercatino dell'antiquariato - ultima domenica di aprile, settembre e novembre. · Festa e Fiera di Santa Croce - seconda domenica di maggio. · Assaggia Tortona e dintorni - ultimo week-end di maggio. · Festa della Madonna della Guardia - 29 agosto. · Baracche di Luglio: rassegna estiva di teatro di figura tra giugno e agosto. · Arena Derthona Musical Festival - luglio. TIPICITÀ · Fragola profumata di Tortona, Mais Ottofile, Tartufi, · Baci di Dama e Baci Dorati, · Piatti della Tradizione: Anlot, Ajà, Stufato di Carne.


PERSONAGGI ILLUSTRI

Lorenzo Perosi (Tortona 1872 – Roma 1956) compositore di musica sacra, noto per suoi oratori e le sue messe polifoniche, nominato da Papa Leone XIII nel 1898 Direttore Perpetuo della Cappella Sistina.

Angelo Barabino (Tortona 1883 – Milano 1950) pittore. Importante esponente del Divisionismo.

Peppino Sarina (Broni 1884 – Tortona 1978) maestro burattinaio. DA VEDERE · Piazza del Duomo con la cattedrale di Santa Maria Assunta e San Lorenzo, che custodisce un corpus di opere pittoriche di notevole interesse. · Palazzetto Medievale sede della Pinacoteca “Il Divisionismo” che espone le opere dei principali pittori legati a tale corrente. · Palazzo Vescovile e il Museo Diocesano d'arte Sacra; quest’ultimo conserva importanti opere tra cui il prezioso trittico di Macrino D'Alba (1499) ed il Codice Purpureo di Sarezzano, preziosissimo Evangeliario (V-VI sec.); la biblioteca e l'archivio storico diocesani. · Santa Maria dei Canali: la chiesa più antica della città, risalente al XI-XII sec.. Tra le numerose tele presenti, di notevole interesse, una tavola con la Natività di Gesù datata al primo decennio del ’500 e attribuita ad un pittore lombardo di influenza leonardesca ed un dipinto che ritrae “l’Annunciazione”, opera del pittore milanese Giovan Mauro della Rovere, detto il Fiamminghino. · Chiesa di San Giacomo. Di origini me-

dievali, è uno squisito esempio di architettura tardo-barocca che ha mantenuto la struttura originaria. · Palazzo Guidobono, dimora signorile del XVI secolo, oggi importante sede espositiva. · Il Teatro Civico, splendido esempio del gusto neoclassico, edificato tra il 1836 e il 1838. · Via Emilia: principale asse viario del centro identificabile parzialmente con l'antico cardo romano. Fuori dal centro storico sono visibili resti romani delle antiche mura, della Necropoli e dell’Ospedale di Santa Croce. · La torre del “Castello”, unico elemento superstite della fortezza che sovrastava la città, immersa nel verde e nella quiete del suo parco. · Da non perdere la Basilica della Madonna della Guardia costruita per volontà di San Luigi Orione. · In frazione Rivalta Scrivia il complesso Abbaziale dei monaci cistercensi risalente al 1180.

Giuseppe Romita (Tortona 1887 – Roma 1958) importante uomo politico della nascente Repubblica Italiana.

Gen. Aristide Arzano (Tortona 1886 – Annone Brianza 1943) promotore della valorizzazione e della salvaguardia del patrimonio storico-artistico tortonese.

Enrico Bellone (Tortona 1938 – 2011) Fisico e Storico della Scienza, tra i massimi conoscitori al mondo del pensiero di Galileo Galilei. Ufficio IAT Informazioni ed Accoglienza Turistica del Comune di Tortona Palazzo Guidobono, piazza Arzano Tel/Fax 0131.868940 www.vivitortona.it www.comune.tortona.al.it

Tortonese, terre d’incontro – Valle Scrivia - Itinerario 1

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CASTELNUOVO SCRIVIA

Il paese si trova sulla sponda destra del torrente Scrivia, a valle della confluenza col Grue. Il torrente in passato era fonte di vita e di commercio, per la pesca, la legna, i vimini, la ghiaia e la sabbia.

I primi insediamenti sono di epoca romana. Il nucleo abitato sorse intorno al 500 d.C. per opera degli Ostrogoti di Teodorico che ordinò la fortificazione del castello e attorno ad esso furono costruiti case e rifugi. Le vicende più note sono riferite al medioevo quando Castelnuovo, di parte Ghibellina, fu alleato del Barbarossa e partecipò alla distruzione di Tortona (1155), ottenendo in cambio opere pubbliche, immunità e privilegi, tra i quali il diritto di collocare sulla torre la bandiera comunale ed avere l’esclusiva del mercato del gualdo (per tingere di blu le stoffe).

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Tortonese, terre d’incontro – Valle Scrivia - Itinerario 1

DA VEDERE · Chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo: imponente costruzione romanica del XII secolo. Notevole il portale con leoni stilofori, lunetta e capitelli dell’epoca di Barbarossa. · Palazzo Pretorio (Castello dei Torriani e dei Bandello) con bel porticato ogivale, bifore, arengo e affreschi dei sec. XV e XVI.

· La chiesa di Sant’Ignazio edificata nel 1600. · Il Palazzo Centurione, sede del comune, di architettura genovese del secolo XVII. · L’Arco secentesco, la chiesa di San Rocco, alcune case quattrocentesche e una serie di chiesette nella periferia del paese.


PERSONAGGI ILLUSTRI

Matteo Bandello È il figlio più illustre di Castelnuovo (1484-1561) novelliere del ‘500 per il quale è sorto un Centro Studi internazionale presso la civica biblioteca. Frate domenicano, è celebre per le sue 214 novelle, spesso ardite e dense di spregiudicato verismo. Fra queste è da ricordare “Giulietta e Romeo” a cui si ispirò Shakespeare. Visse gli ultimi anni della sua vita in Francia dove fu vescovo di Agen. Morì nel castello di Bazens e fu sepolto a Port Sainte Marie.

Manfredino e Franceschino Boxilio

EVENTI · Festa patronale di San Desiderio 4° domenica di agosto · Il Palio dei Quintieri Rievocazione Storico-Medievale (fine maggio - inizi giugno) Antica usanza nata intorno al secolo XV nelle terre di Castrum novum a scopo liberatorio e rigenerante. Il Palio dei Quintieri è una contesa - disputata da cinque frazioni più una: Stradalciano, Guadenasso, Tavernelle, Zìbide, Mo-

lina e Molino Alzano - alla fine della quale sarà decretato, in base ai meriti, il Quintiere che diverrà campione per l’anno corrente. Il ricco programma prevede inoltre giochi ed esibizioni di gruppi di sbandieratori, tamburini, musici, giullari, mangiafuoco e figuranti. · Fiera di San Giuseppe - 19 marzo · La Fiera dar Carsént periodo ottobre/novembre

TIPICITÀ · Cipolle bianche e dorate, patate, iscritti nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali del Piemonte (PAT). · La Torta dar Carsent tipica torta a lievitazione naturale che vanta una tradizione centenaria.

Animatori di una scuola pittorica tortonese negli anni che vanno dal 1450 al 1510. Si possono ammirare alcuni loro dipinti, in particolare affreschi, a Rivalta Scrivia, Novi Ligure, Pontecurone, Sale, Pozzolo, Sant’Alberto di Butrio, all’Accademia Linguistica di Belle Arti a Genova e nel castello di Castelnuovo.

Vincenzo Colli “Calmeta” (1460-1508), segretario di Cesare Borgia e critico letterario.

Alessandro Berri Realizzò nel 1545 “l’Ultima Cena” e successivamente un ciclo di affreschi nel castello. Comune di Castelnuovo Scrivia Via Garibaldi, 43 - Palazzo Centurione Tel 0131.826125 - Fax 0131.823088 www. castelnuovoscrivia.al.it

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MOLINO DEI TORTI L’antico insediamento “Rotta dei Torti” sorgeva sulla sponda destra dello Scrivia alla confluenza del Po ed era d’importanza fondamentale per la zona in quanto qui c'era il guado del Po. L’antico abitato fu inghiottito dalle acque con la piena del 1887. Di Rotta dei Torti si hanno notizie a partire dal 410 quando, Alarico passò con il suo esercito per la bassa valle Scrivia, lasciando un nutrito presidio a difesa del guado del Po. La sudditanza di Molino de’ Torti a Castelnuovo durò fino al 1664, quando la comunità si sollevò e ot-

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tenne di amministrarsi da sé, esperimento che funzionò per pochissimi anni. Solo nel 1788 Molino dei Torti divenne libero comune. L’odierno paese, ricostruito in un’area più sicura, è immerso nella pianura padana. I depositi alluvionali del fiume hanno dato vita ad un terreno calcareo, adatto ad un'ampia scelta di colture, soprattutto ortaggi.

EVENTI · Festa patronale S. Rocco, 1° domenica di ottobre · Fiera di S. Croce, 1° domenica di maggio · Sagra mercato dell’aglio, ultimo week end di agosto o primo di settembre. TIPICITÀ L’economia agricola è incentrata sulle produzioni orticole: aglio, iscritto nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali del Piemonte (PAT), cipolle, patate, piselli e sedani, sulla bietola da zucchero, cereali, frumento, orzo e mais. Comune di Molino dei Torti Via Roma, 81 Tel 0131.854361 www.comune.molinodeitorti.al.it

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ALZANO SCRIVIA Si estende in una zona alluvionale pianeggiante sulla sponda destra dello Scrivia, poco lontano dalla sua confluenza nel Po. Piccolo comune tra i più pianeggianti d’Italia, ha ancor oggi una forte tradizione agricola incentrata sull’orticoltura grazie alla fertilità del terreno. La prima notizia di una località chiamata Alzano risale al 973 d.C. EVENTI · Durante la Sagra del Fagiolo, che si svolge nel mese di settembre, è possibile assaporare la tradizionale pasta e fagioli.

DA VEDERE · La chiesa della Natività di Maria, di forma neoclassica con quattro tele seicentesche di autori sconosciuti.

TIPICITÀ Famoso è il fagiolo “lingua di fuoco” di Alzano Scrivia che, probabilmente per la composizione del terreno in cui viene coltivato (zona golenale del torrente Scrivia), si presenta di colore rosso vivo ed è un’apprezzata specialità gastronomica.

· Il comune di Alzano Scrivia è inserito nel Parco Turistico Fluviale del Po che offre la possibilità di fare lunghe passeggiate osservando numerose specie di volatili nel loro habitat naturale.

PERSONAGGI ILLUSTRI Tra i personaggi illustri si ricordano Giovanni Marcello Zampolini, pittore che ottenne riconoscimenti in tutto il mondo e Pier Felice Balduzzi, classicista, letterato e poeta.

Comune di Alzano Scrivia Piazza Pietro Bassi 23 Tel e Fax 0131.854382 www.comune.alzanoscrivia.al.it

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ISOLA SANT'ANTONIO

Fino ad un secolo fa il territorio era circondato dalle acque del Po, del Tanaro e dello Scrivia. TIPICITÀ Era un aggregato di isole attraversate dai canali. L’isola principale fu detta di S. Antonio poiché esisteva una cappella dedicata al santo. In origine il Comune era composto da tre frazioni: Inferno, Purgatorio, Paradiso. Fino al 1200 Isola Sant’Antonio era chiamata Inferno, poiché era abitata da banditi “gente d’inferno”. Probabilmente l’origine del nome è dovuto alla natura del terreno, in quei tempi paludoso e selvaggio. Il primo nucleo di popolazione stabile si ebbe nel 1545.

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EVENTI · Festa patronale: Sant’Antonio da Padova - 13 giugno · Sagra del Melone - luglio · Sagra della Zucca - settembre DA VEDERE · La chiesa di Sant’Antonio da Padova edificata nel 1819.

Zona esclusivamente orticola, vede la produzione di ogni tipo di ortaggio. Zucca e melone (iscritto nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali del Piemonte - PAT) sono prodotti isolani, senza dimenticare gli spinaci che offrono la possibilità di preparare un’innumerevole gamma di piatti tipici. Comune di Isola Sant'Antonio Piazza Garibaldi, 1 Tel 0131.857121 www.comuneisolasantantonio.al.it


GUAZZORA

Comune di pianura, il cui territorio è compreso tra i fiumi Tanaro e Po, che rendono il suolo fertilissimo. Guazzora deriva dall’antico “Guadatorium” poiché presso il suo abitato si trovava un servizio di traghetto. I primi insediamenti risalgono tra il XII e il XIII secolo. Essendo parte del Parco Turistico Fluviale del Po, si possono fare escursioni in bicicletta o camminate a piedi nel Parco, dove non è raro incontrare alcune specie di volatili (cormorano, airone cinerino, etc.) che frequentano questi luoghi nelle loro rotte migratorie europee.

EVENTI · Festa patronale - 15 agosto · Sagra della patata - agosto · Trofeo bassa valle Scrivia corsa ciclistica - agosto

DA VEDERE

TIPICITÀ

· Chiesa parrocchiale dell’Assunta, già Cappella dei Padri Barnabiti, edificata nel Seicento. All’interno, l’altare barocco, di stile genovese e una statua in rame sbalzato della Vergine risalente alla metà del XIX secolo. · Il Cassinone, villa settecentesca, che era residenza estiva del vescovo di Tortona.

· Ortaggi · Pesci di fiume, tra cui l'anguilla

Comune di Guazzora Piazza XXV Aprile, 12 Tel 0131.857149 www.comune.guazzora.al.it

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ALLUVIONI CAMBIÒ Comune della pianura delimitato dal Tanaro e dal Po, che qui confluiscono formando numerosi meandri. Il paese è stato ricostruito sulle rovine di Sparvara, un borgo inghiottito dalle acque nel corso di numerose alluvioni a seguito delle quali gli abitanti costruirono, attorno a poche case di terra e legno, un oratorio

dedicato a S. Carlo risalente alla seconda metà del ‘700 con facciata in stile romanico. Dopo la battaglia di Marengo (1800), la Giunta esecutiva del Piemonte istituì il Comune di Alluvioni di Cambiò.

L’agricoltura è l’attività prevalente, ora altamente specializzata nell’orticoltura. I principali prodotti sono rappresentati da sedani, carote, patate, cipolle e

finocchi; in quantità minori sono prodotti fagioli, fagiolini, insalate, peperoni, piselli, spinaci, cavoli e rape. Ancora attiva è la coltivazione di cereali e foraggi.

DA VEDERE

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· Oratorio di S. Carlo · Gipsoteca ricca di gessi e terracotte. · La chiesa parroc-

chiale di S. Anna, con maestosa cupola. · Palazzo Bellingeri, risalente al 1700.

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EVENTI

CURIOSITÀ Data la configurazione del territorio, inserito nel Parco Turistico Fluviale del Po, il Comune ha aderito al progetto regionale “Un filo d’acqua” che propone visite guidate alla scoperta della flora e della fauna del parco.

· La festa patronale è S. Carlo 4 novembre · Sagra del Sedano - si tiene nella seconda metà di agosto · Nella frazione di Grava si organizza a settembre l’altrettanto conosciuta Sagra del salamino d’asino TIPICITÀ Sedano: varietà dorato gigante e verde, iscritti nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali del Piemonte (PAT). Comune di Alluvioni Cambiò Via Roma , 67 - tel 0131.848121 www.comune.alluvionicambio.al.it


PIOVERA Il Comune di Piovera sorge in una zona pianeggiante sulla sponda destra del fiume Tanaro. La storia del borgo affonda le sue radici già nel I sec. d.C., quando gruppi di cristiani sfuggirono alle persecuzioni di Nerone. Dopo la caduta dell’Impero Romano, e più precisamente dal 480 al 770 circa, il paese della “Plovara”- come era denominata questa regione – attraversa momenti assai difficili. Il paese fu espugnato da Carlo Magno nel 774; a lui si deve il riassetto delle strade consolari e la costruzione di difese per la zona. Nasce così il “Castrum” di Piovera, attorno al quale si sviluppa il centro abitato. Il castello viene potenziato nel corso dei secoli, trasformandosi da fortilizio a residenza nobiliare.

DA VEDERE - IL CASTELLO Costruito su antecedenti accampamenti (romano e carolingio) e sulle rovine di un convento, l’odierna costruzione nasce come fortezza con i Visconti di Milano. Dopo varie vicissitudini viene trasformato in dimora signorile dall'attuale aspetto romantico, senza però intaccare l'originale struttura a "U". Il castello porta ancora tracce di intonaco nero, forse a lutto per la morte di Napoleone Bonaparte. Circondato da un vasto parco, con viali alberati e annessa tenuta agricola, è tuttora difeso da una cinta muraria e da un fossato risalenti al XIV sec. È tra i maggiori, per dimensioni, della zona; si tratta infatti di un massiccio edificio quadrilatero, con torri ovali agli angoli e due grandi torri squadrate al centro dei lati maggiori. All’interno vi sono innumerevoli locali con destinazioni accessorie (abitazioni, stalle, depositi, laboratori, ecc.) che formano nell’insieme una testimonianza architettonica di notevole pregio. Grazie all’odierno proprietario, il castello è aperto al pubblico per visite. Per contatti: www.castellipiemontesi.it

EVENTI · Festa patronale di S. Michele con Trofeo dell’Amicizia - settembre · Castelli aperti – da maggio a ottobre · “Echos” concerto di musica classica – maggio/giugno · Festa dell’Agricoltura e mostra mercato dell’Orchidea – giugno · Festival Europeo di Musica Antica e Giornata Medievale - luglio · Expo Canina – Castello di Piovera - settembre · Camminata del Muretto – corsa campestre – settembre · Natale in Castello – mercatini di Natale – novembre/dicembre Comune di Piovera Piazza San Giovanni, 4 Tel 0131.698121 - Fax 0131.698070 www.comune.piovera.it

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SALE

Il comune di Sale si colloca al centro della bassa valle Scrivia, nel mezzo di un’area contraddistinta dalla forte vocazione agricola fin dai tempi dei primi insediamenti nel territorio. Le origini risalgono al III-IV secolo dopo Cristo. Il territorio confina ad ovest con il Tanaro, ad est con lo Scrivia ed a nord con il Po. Il toponimo “Sale” deriva dal termine della lingua gotica “sail” che significa “dimora”. Il borgo fu protagonista nelle lotte tra i Comuni e l'Impero. Il territorio subì in più fasi mutamenti di confini, essendo stato conteso per lunghi anni da Milanesi e Pavesi, dai Vescovi di Tortona e Pavia. Il 24 giugno 1165, nella chiesa di S. Maria venne stipulato un trattato di pace tra Pavia e Tortona in cui si riconobbe la supremazia di Pavia, alleata di Federico Barbarossa. S.

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Tortonese, terre d’incontro – Valle Scrivia - Itinerario 1

Maria assunse inoltre un’importante funzione civile e al suo interno si svolsero le cerimonie e gli atti solenni della comunità. Come territorio di confine, Sale fu per lunghi anni luogo di passaggio di numerose truppe belligeranti soprattutto nel maggio 1796, quando vi passò l'armata d'Italia di Napoleone Bonaparte e nel 1799 quando il borgo fu occupato dalle truppe austro-russe. Sale fa parte dell’area turistica del Parco Turistico Fluviale del Po e sa offrire itinerari e percorsi a spasso tra il Po e le cascine, ideali per gli amanti della bicicletta.

EVENTI · Festa patronale di Sant’Anna con spettacolo pirotecnico - domenica successiva al 26 luglio · Sagra dra Lasagna maggio/giugno · Festa dell’Agricoltura settembre · Via Crucis itinerante sera del venerdì santo


DA VEDERE · La chiesa di Santa Maria e San Siro è la costruzione più antica del paese ed è in stile romanico. Notevolmente modificata tra il XIV e il XV secolo, deve a questo periodo le decorazioni in cotto dei tre portali in stile gotico, tipiche del novarese-lomellino. La facciata fu rimaneggiata agli inizi del XVIII sec. All'interno affreschi di artisti lombardi del XV secolo, alcuni dei quali di recente scoperta. · La chiesa di S. Giovanni, in tardo stile gotico. All’interno ci sono gli affreschi del pittore Francesco Mensi eseguiti nel 1856. · La chiesa di San Calocero, in origine era una torre di difesa dei Goti. Nel 1000 divenne campanile della chiesa di S. Ambrogio, che nel XVI secolo prese il nome di S. Calocero. Interessante l’opera anonima su tavola collocata nel presbiterio della chiesa.

TIPICITÀ I prodotti tipici della zona sono i grissini e i biscotti di S. Stefano dalla omonima frazione del comune.

Comune di Sale Via A. Manzoni, 1 Tel 0131.84178 - Fax 0131.828288 www.comune.sale.al.it

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VILLALVERNIA

Villalvernia è un paese situato sui rilievi collinari alla destra del basso corso del torrente Scrivia.

PERSONAGGI ILLUSTRI

Generale Passalacqua Probabilmente fondato nel corso del X secolo, era noto semplicemente come “Villa”. Nel maggio 1413 Filippo Maria Visconti ne concesse l’investitura a Guglielmo di Alvernia e al nome di Villa si aggiunge quello della famiglia nobiliare. Durante l'ultima guerra mondiale il paese, allora centro e deposito ferroviario di una certa importanza, visse una delle pagine più tragiche della sua storia, per il massiccio bombardamento alleato del 1 dicembre 1944, che causò, oltre ad ingenti danni, morti e feriti tra la popolazione civile. Nell'ottobre del 2006 il paese fu insignito di Medaglia d'Argento al Merito Civile.

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DA VEDERE · Il borgo antico, entro cui si trova l’antica parrocchia situata sul Castello che ospita la tomba del Tenente Generale Passalacqua, marchese di Villalvernia, Medaglia d’Oro. · La chiesa parrocchiale, sotto il titolo di B.V. Assunta, di linee neoclassiche, edificata tra il 1841 e il 1848. Nell'abside è visibile un'Ultima cena e sulla controfacciata il disegno preparatorio per il dipinto raffigurante il bombardamento di Villalvernia del 1° dicembre 1944.

Prima Medaglia d’Oro al V.M. delle Quattro Guerre per l’Indipendenza e per l’Unità d’Italia, caduto nella battaglia di Novara del 23 marzo 1849.

TIPICITÀ · I Cornetti (specialità locale) · Il miele · I salumi

Comune di Villalvernia Via Roma, 12 Tel 0131.83152 www.comune.villalvernia.al.it


SANT'AGATA FOSSILI

Il comune di Sant’Agata Fossili è posto sul preappennino Ligure-Piemontese. Il paesaggio è vario, con colline coltivate, boschi cedui e calanchi fossiliferi. Numerose sono le vestigia che indicano l’antica origine dei luoghi. Il paese, menzionato per la prima volta in documenti storici nel 1277, sorse come centro abitato intorno ad una cappella dedicata alla Santa da cui prende il nome. L’appellativo “Fossili” fu aggiunto sul finire dell’Ottocento, a ricordare i numerosi reperti rinvenuti nelle marne di Sant’Agata - argille miste a sabbia finissima e calcarea - risalenti per lo più al Miocene (Tortoniano: 11-17 milioni di anni fa). TIPICITÀ DA VEDERE · La parrocchiale cinquecentesca presenta all’interno un interessante affresco coevo. Nel 1703 la chiesa fu elevata al grado di pieve, poi venne totalmente restaurata e decorata dal Gambini agli inizi del secolo scorso (1905 – 1906) e la facciata fu radicalmente modificata nel 1921.

La valle è conosciuta per l’ottima qualità dei tartufi, sia bianchi che neri, che si raccolgono tutto l’anno. Pregiati anche i funghi porcini che crescono nei boschi, dal colore marrone intenso e molto profumati.

Comune di Sant'Agata Fossili Piazza Vittorio Veneto, 1 Tel 0131.837236 www.comune.santagatafossili.al.it

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CAREZZANO

CURIOSITÀ Un poggio sopra Carezzano, detto il “Bricco delle Streghe”, era il luogo del supplizio dove i condannati venivano giustiziati, come capitò a tre donne del Vescovado che il 5 luglio 1520 furono mandate al rogo perché ritenute streghe. Il luogo era stato scelto con accortezza affinché i fuochi si potessero scorgere da tutti gli angoli del territorio e fungere da monito per i cittadini. EVENTI

Il toponimo Carezzano è composto dai due antichi lemmi liguri “car” e “san”, con il significato di “alto sito”. Le prime citazioni documentarie sul paese risalgono al XIII secolo. Il borgo, situato sulle colline alla destra del torrente Scrivia, è composto da due nuclei denominati Carezzano Maggiore, posto a mezza costa, e Carezzano Superiore costruito sulla collina. Carezzano Maggiore divenne capoluogo del Vescovado alla fine del XIV secolo.

DA VEDERE · Chiesa parrocchiale di Sant’Eusebio. Situata in Carezzano Superiore, fu ricostruita nel 1831 poiché la vecchia chiesa era stata distrutta dal terremoto nel 1828. · Oratorio di San Rocco in Carezzano Maggiore, risalente al 1630. · Chiesa di San Carlo, nella frazione Cornigliasca, databile al 1779. · Chiesa di Perleto, altra frazione di Carezzano, ricostruita nel 1914. · L’antico Palazzo Vescovile, sede del Vicario temporale del Vescovo di Tortona dalla seconda metà del XII secolo fino al 1784.

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· Festa patronale Carezzano Maggiore 1° domenica di agosto · Festa patronale di Carezzano Superiore - 2° domenica di agosto · Notte Bianca - ultimo sabato di giugno

TIPICITÀ Salumi, tartufi, formaggi e vini. Prosciutto cotto e Testa in cassetta, iscritti nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali del Piemonte (PAT).

Comune di Carezzano Piazza Municipio, 1 Tel 0131.839901 www.comune.carezzano.al.it


SPINETO SCRIVIA Situato sulle prime colline che si alzano dalla piana del torrente Scrivia, il borgo di Spineto Scrivia è caratterizzato e facilmente individuabile dalla sagoma dell’alto campanile che si staglia sopra i tetti delle case. Non esistono testimonianze sicure sull'origine del toponimo; tuttavia il nome sembra derivi dalla presenza di fitti boschi di roveti spinosi che punteggiavano il luogo prima della fondazione del borgo che si sviluppò attorno ad un castello di cui oggi rimangono solamente i ruderi di una bassa torre, della porta d'accesso e di altre costruzioni annesse. Spineto fu a lungo sotto la diretta signoria dei vescovi di Tortona e godette dei privilegi delle terre del vescovato. L’ottima posizione geografica consente di spaziare con lo sguardo sulla piana e sull’area collinare circostanti. Perfetto punto di partenza per escursioni nei borghi limitrofi. EVENTI · Festa patronale di San Giacomo con processione - fine luglio · Spaghettata dei 4 Rioni - giugno

DA VEDERE · L’antico oratorio del 1576. · La chiesa parrocchiale ricostruita nel 1868 e dedicata al patrono S. Giacomo. · Alla frazione Marianna esiste un’antica costruzione nata come fortilizio intorno al 1198 e trasformata nei secoli in convento per frati mendicanti ed ora adibita a casa privata.

TIPICITÀ Il vino è la maggiore produzione locale, in particolare l’antico vitigno Timorasso e il classico Barbera dei Colli Tortonesi. Da non trascurare il caratteristico miele da sempre prodotto di punta e la carne dei manzi di razza piemontese allevati sul territorio. Comune di Spineto Scrivia Piazza IV Novembre, 1 Tel 0131.892136 www.comune.spinetoscrivia.al.it

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PADERNA

È un piccolo comune agricolo, posto tra il rio Cornigliasca e il rio Castellania, sulle colline che, sulla sponda destra della valle Scrivia, digradano verso Tortona. Il nome, di origine ligure, significa “altra riva dei pini” (dove “padus” sta appunto per pino); in effetti il paese si trova in posizione panoramica, su di uno sperone di terra che si protende dalla sovrastante collina, ed è circondato per tre lati da una ripa. La fondazione del paese è attribuita, prima dell’anno Mille, a contadini tortonesi.

DA VEDERE · Antico campanile romanico, unico resto della pieve di Vezzano. · La chiesa parrocchiale di San Giorgio, che si trova nel punto più alto dell’abitato. Di questa chiesa si parla già nel 1003. All’interno sono da segnalare la statua equestre di San

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Giorgio, scolpita in un unico tronco di legno e la statua della Madonna. · Piazza Castello, dove si trova il Municipio. · La strada che scende da Paderna verso Spineto S. offre una bella vista panoramica della pianura tortonese.

EVENTI · Festa patronale: San Giorgio, 23 aprile

TIPICITÀ Vini, in particolare il Timorasso, e il classico Barbera dei Colli Tortonesi. Selvaggina.

Comune di Paderna Piazza Castello, 1 Tel 0131.830128 Fax 0131.830002 www.comune.paderna.al.it


CARBONARA SCRIVIA Il territorio di Carbonara Scrivia si trova sulla sponda destra del fiume Scrivia sui primi rilievi delle colline a sud di Tortona. EVENTI Il nucleo abitativo esisteva già in epoca romana. Il nome “Carbonara” appare per la prima volta nel 1157, in un diploma di Federico Barbarossa e deriva dal nome della regione su cui venne edificato poiché zona di produzione

del carbone. Il terreno, caratterizzato da un ottimo drenaggio, indispensabile alla buona crescita di determinate colture tipiche della zona, sale gradatamente dalla riva del fiume secondo un caratteristico terrazzamento.

DA VEDERE · Di interesse è la Rocca Medievale cui è ancora visibile la possente torre angolare denominata “Il Dongione”, simbolo del paese, visitabile e sede di mostre ed esposizioni temporanee. · Il centro storico conserva una struttura medievale ed è caratterizzato dalla presenza di numerosi palazzi sette-ottocenteschi, con grandi portoni, ampi cortili e giardini interni.

· Festa patronale di San Rocco weekend successivo al 16 agosto · Festa della farinata prima domenica di maggio · Festa di San Martino 11 novembre · Festa della birra e del vino ultima settimana di luglio TIPICITÀ Vini, in particolare la Favorita (un bianco leggermente mosso con profumi delicati) e la Croatina (vino rosso perlato). Comune di Carbonara Scrivia Via Roma - Tel 0131.892122 www.comune.carbonarascrivia.al.it

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Parco fluviale dello Scrivia

Il Parco assicura un vero tuffo nella natura incontaminata, in cui ammirare varie essenze arboree ed animali nel loro habitat naturale. Luogo ideale per escursioni a piedi e in bicicletta, il parco interessa otto comuni: Castelnuovo Scrivia, Tortona, Carbonara Scrivia, Villalvernia, Pozzolo Formigaro, Cassano Spinola, Serravalle Scrivia.

La valle Scrivia rappresenta una delle incisioni più notevoli del versante settentrionale dell’Appennino Ligure. Il torrente Scrivia che la attraversa nasce dal monte Prelà (1406 m.) in Liguria. Lungo il suo percorso riceve le acque del Vobbia, del Borbera, dell’Ossona e del Grue. Dopo un tragitto di circa 90 km, va ad alimentare il fiume Po. La valle Scrivia è una delle vie preferite per le rotte migratorie dei volatili che, partendo dall'Africa per raggiungere il nord Europa, trovano un transito molto favorevole nel corso rettilineo e sgombro di questa valle, che per l'appunto è posta in direzione nord-est, sud-ovest. Tra le specie

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di uccelli locali troviamo il nitticore, le garzette, gli aironi cinerini, il rarissimo tarabuso ed il cavaliere d'Italia. Nelle zone umide ricoperte da canneti vivono germani, mestoloni e morette. Nei tratti di fiume dove la vegetazione si fa più rada si possono osservare allodole, gruccioni e cappellacce, mentre gli alberi ospitano usignoli, capinere, sterpazzole, upupe, ghiandaie e picchi. In crescita la popolazione di martin pescatori. Le specie ittiche più comuni sono: il cavedano, il ghiozzo, il barbo, la savetta, la lasca e nel tratto più alto dello Scrivia (soprattutto in provincia di Genova) la trota fario, la trota iridea, il salmerino ed il vairone.


CURIOSITÀ La parte di parco dell’area tortonese comprende la riva destra e la riva sinistra dello Scrivia e 110 ettari di terreno tra area demaniale e di proprietà privata. Ci sono 50 km di sentieri pedonali e ciclabili che collegano Tortona, Castelnuovo Scrivia e Villalvernia, tutti su terreni naturali, all’ombra e tra diverse specie di animali, in quanto zona di ripopolamento. Tra le specie faunistiche più caratteristiche si segnala il raro airone cinerino.

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Itinerario

2 Valle Ossona Piccolo angolo del tortonese, solcata dall'omonimo torrente che nasce nei pressi del monte San Vito a 684 metri di altezza, alle spalle del borgo di Castellania, paese natale di Fausto e Serse Coppi. Qui su questi dolci crinali il “Campionissimo” iniziò la sua avventura su due ruote...

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VILLAROMAGNANO DA VEDERE

Posto ai piedi di due colline, prende il nome da “Villa Romaniani”, che indicava un quadrilatero di case, addensate intorno a un cortiletto centrale. La sua origine risale all’epoca imperiale romana, infatti sono numerosi i ritrovamenti archeologici nella zona circostante. Nel territorio verdeggiante e collinare vi è ampia possibilità di passeggiare sia a piedi sia in bicicletta grazie ad una rete di strade rurali e sentieri. In particolare è presente una pista ciclabile che parte da Carbonara Scrivia con diversi punti di sosta e arriva a Costa Vescovato.

· La chiesa parrocchiale, dedicata al patrono San Michele, contiene all’interno numerosi affreschi ed ha un campanile del periodo napoleonico. · Il Santuario della Madonna della Fonte che risale al Settecento. EVENTI · Festa patronale di San Michele Arcangelo - 1° domenica di settembre

TIPICITÀ Vini dei Colli Tortonesi (Barbera, Cortese, Croatina, Freisa, Timorasso, etc…)

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Comune di Villaromagnano Piazza XXV Aprile Tel 0131.872132 www.comune.villaromagnano.al.it Tortonese, terre d’incontro – Valle Ossona - Itinerario 2


COSTA VESCOVATO EVENTI · Festa di S. Maria Assunta 15 agosto · Festa del vino terza settimana di agosto · Festa di San Martino 11 novembre

Come rivela il nome, Costa Vescovato è situato sul crinale collinare che degrada verso la valle del torrente Ossona e la divide da quella del suo affluente Cornigliasca. Il territorio è composito: colline di vigneti si alternano pascoli, calanchi ma anche promontori appenninici e boschi cedui. L’ambiente si presta a passeggiate a piedi, in bicicletta o a cavallo. I primi abitanti del comune furono presumibilmente popolazioni celtiche, dal nome della frazione “Montale Celli”, monte dei celti. Il percorso ciclo turistico attrezzato Fausto Coppi parte da Villaromagnano e sale per varie e suggestive tappe – tra cui Castellania, paese natale del “Campionissimo” –; la pista ciclabile il Grande Airone, attraversando più volte il torrente Ossona mediante caratteristici ponti in legno ad arco, si inerpica per 10 km tra vigneti e boschi dove vivono animali selvatici.

DA VEDERE · Nel pascolo comunale si trovano maestosi calanchi da cui un tempo si estraevano zolfo, cristalli di gesso e lignite. · La “Val Sorda”, con boschi di querce e castagni, dove nascono tre specie di tartufi (due neri ed uno bianco). · La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta in Montale Celli. · La parrocchiale di San Sebastiano e San Fabiano. · Le sorgenti dell’Ossona con le cascate naturali in roccia arenacea.

TIPICITÀ Oltre ai meravigliosi tartufi, iscritti nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali del Piemonte (PAT), si possono gustare i vini tipici dei colli tortonesi. Comune di Costa Vescovato Piazza Aldo Moro, 1 Tel 0131.838128 www.comune.costavescovato.al.it

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CASTELLANIA Castellania è il tipico paese della collina tortonese che domina le valli dall'alto. Spettacolare è la vista che si ammira da lassù sull'immensa pianura tortonese, novese, alessandrina che si allarga perdendosi verso la grande catena delle Alpi.

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La storia del paese è legata sin da principio a quella dei piccoli borghi limitrofi, tuttora frazioni del comune di Castellania. Fra questi il più importante, e forse il più antico, è quello di Sant’Alosio, nato con l’edificazione di due torri di osservazione e difesa. Il nome di Castellania è diventato famoso nella seconda metà del ‘900 per le imprese del Campione di ciclismo Fausto Coppi che qui è nato e vissuto e dove dal 2 gennaio '60 riposa in un monumento sepolcrale accanto al fratello Serse. Da Castellania partono percorsi sterrati e, per piccoli tratti, strade asfaltate per camminate a piedi o in mountain-bike che attraversano prati, boschi e calanchi con viste panoramiche sulle valli Grue e Ossona. Tortonese, terre d’incontro – Valle Ossona - Itinerario 2

EVENTI · La Mitica – ciclo-storica con bici d’epoca per i colli di Serse e Fausto Coppi - ultima domenica di giugno. · Nel corso dell’anno sono organizzati incontri e convegni sul ciclismo www.lamitica.it · 2 gennaio: Messa in ricordo della scomparsa del “Campionissimo” ed eventi collaterali · 15 settembre: celebrazioni in occasione della nascita di fausto Coppi.


PERSONAGGI ILLUSTRI

Fausto Coppi

Soprannominato “il Campionissimo” o “l'Airone”, è il corridore più famoso e vincente dell'epoca d'oro del ciclismo, ed è considerato uno dei più grandi e popolari atleti di tutti i tempi. Fausto Coppi nasce a Castellania il 15 settembre 1919 in una famiglia di contadini. Queste strade e colline sono stati i primi palcoscenici sui quali Fausto, ragazzo, si esibiva pedalando ininterrottamente, sono i luoghi che hanno visto crescere la sua passione per il ciclismo e dove ha disputato le sue prime gare divenendo poi il campione che tutti ricordano. Le sue imprese e le tragiche circostanze della morte ne hanno fatto un’icona della storia sportiva italiana e, a oltre cinquant'anni dalla scomparsa, la sua popolarità e fama appaiono immutate.

DA VEDERE · Mausoleo dedicato ai F.lli Fausto e Serse Coppi, dove si celebra ogni 2 gennaio la ricorrenza della morte di Fausto e ogni 15 settembre la nascita. La casa natale dei due fratelli, adibita a museo, il centro di documentazione sul ciclismo, ospitato in un’altra casa degli avi di Coppi, fanno parte integrante di un percorso museale che continua per tutte le vie del paese, con gigantografie legate a Fausto e alla sua storia. · Torri medioevali di Sant'Alosio. Le due torri di osservazione e difesa, che ancora oggi svettano sul punto più alto della collina, furono edificate ben prima del Mille. In origine dovevano essere circondate da un incastellamento per la gran parte costruito in legno e difeso da una cinta. TIPICITÀ Vini dei Colli Tortonesi. Frutta prodotta con caratteristiche ecocompatibili. Tartufo bianco, iscritto nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali del Piemonte (PAT) Comune di Castellania Piazza Candido Cannavò, 2 Tel 0131.837127 Fax 0131.837127 www.comune.castellania.al.it Tortonese, terre d’incontro – Valle Ossona - Itinerario 2

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Itinerario

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Val Grue La valle è solcata dal torrente Grue, corso d'acqua che nasce dalla Bocchetta del Barillaro a 636 metri d'altezza, presso lo spartiacque con la val Borbera. Il torrente dopo un percorso piuttosto tortuoso prima tra l'Appennino Ligure e poi tra le colline tortonesi entra nella pianura Padana, sfociando nello Scrivia.



VIGUZZOLO Centro più popoloso della val Grue, confinante con il Comune di Tortona, è posto sulla sponda destra del torrente Grue, che lì conclude il suo corso divenendo affluente dello Scrivia. Viguzzolo deriva il suo nome dalla radice latina “vicus”, e proprio come piccolo villaggio si andò aggregando probabilmente agli inizi dell'era cristiana, dopo che il luogo era già stato colonizzato in modo più frammentario in età romana. Tra il XII

e il XIII secolo Viguzzolo è libero comune e successivamente, seguendo le sorti di Tortona, entra nell'orbita viscontea e poi degli Sforza. Paese a forte tradizionale vocazione agricola (cereali, foraggio, viticoltura), più recentemente si è specializzato nella coltura delle pesche e delle fragole. Il territorio, con basse e dolci colline, offre a tutti la possibilità di passeggiate tranquille e benefiche per l'anima e la mente.

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· Festa patronale e spettacolo pirotecnico - 2° week-end di settembre · Carnevale in piazza - martedì grasso · Cuor di pesca, ultima domenica di luglio, si svolge nel pieno della stagione ortofrutticola · Festa fraz. di S. Bartolomeo week-end prossimo al 24 agosto TIPICITÀ

DA VEDERE · La pieve romanica di Santa Maria (sec. XI), ben visibile per chi transiti sulla provinciale che da Tortona porta in val Curone. In stile romanico, è certamente il monumento più importante del paese ed uno dei più interessanti del tortonese. Oggi è di proprietà comunale ed è visitabile grazie all’attività di volontari. Fu restaurata negli anni trenta dopo secoli di abbandono. Si presenta con una pianta basilicale a tre navate, con tre absidi semicircolari e tetto a doppio spiovente; la facciata, decorata da archetti pensili divisi da lesene, presenta una porta ad arco a tutto sesto. Le pareti sono nude ed Tortonese, terre d’incontro – Val Grue - Itinerario 3

EVENTI

austere e conferiscono all'ambiente una suggestione particolare. La cripta presenta una volta a crociera sostenuta da sei colonnine con capitelli cubici. · La parrocchiale dell’Assunta risalente al secolo XV. L’edificio, a tre navate, presenta un pregevole portale, una facciata di impianto barocco ed un notevole altare maggiore. · L’oratorio di Sant’Antonio, sede della Confraternita della Santissima Trinità, al cui interno è presente un interessante organo settecentesco. · La chiesetta campestre di San Bartolomeo al Colle in loc. San Bartolomeo.

Centro a tradizionale vocazione agricola, di rilievo la produzione di pesche, iscritte nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali del Piemonte (PAT), fragole, cereali, foraggi, viticoltura e più recentemente la peschicoltura specializzata. Comune di Viguzzolo Via Roma, 9 Tel 0131.898468 www.comune.viguzzolo.al.it Associazione Culturale Viguzzolese: www.viguzzolocultura.it


SAREZZANO

EVENTI · Festa patronale dei Santi Ruffino e Venanzio 2° domenica di ottobre · Polentone di carnevale

Comune agricolo sulle colline tortonesi, a cavallo tra la val Grue e le colline che degradano verso la pianura. Le case più antiche si stringono ai piedi della collina, dove un tempo sorgeva il castello dei Guidobono Garofoli, feudatari del paese, ora dominato dalla chiesa medioevale. Da lassù e dalla vicina Montegualdone, un tempo altro castello tortonese, il panorama è sconfinato. L'esistenza di insediamenti di età romana è provata dal ritrovamento di numerosi reperti archeologici. Il nome dialettale “Sarsan”, nell'idioma delle popolazioni liguri, suonava come "regione dei cerri", una varietà di rovere. La popolazione, oltre che nel capoluogo, è raccolta in diverse frazioni: Baracca, San Ruffino (legata alla figura del Santo che qui visse eremita nel IX secolo), Rocca Grue e Valle Sant’Innocenzo. Ottimo punto di partenza per passeggiate ed escursioni tra i vigneti.

TIPICITÀ DA VEDERE · La chiesa romanica dedicata ai Santi Ruffino e Venanzio, già parrocchiale, dove nel 1585 venne rinvenuto, assieme ai resti dei due santi, il prezioso “Codice Purpureo Sarzanense”, evangeliario alto medioevale risalente al V-VI secolo. Si tratta di settantadue fogli di un originale testo dei quattro vangeli scritto su preziosa pergamena rossastra e rinchiusi in una custodia in legno. Il codice, benché lacunoso, è considerato un esemplare unico della liturgia milanese (ambrosiana) precedente all'età carolingia (Museo Diocesano a Tortona, vedi pag. 9). Nell’antica cappella di San Ruffino, nella frazione omonima, sono murati pregevoli fregi altomedievali.

Salumi e miele. Ottima la produzione di vini DOC Colli Tortonesi (Barbera, Cortese, Dolcetto, Timorasso, ecc...). Estesa è la coltivazione della frutta: pesche, fragole, ciliegie ed albicocche.

Comune di Sarezzano Piazza Sarzano, 1 Tel 0131.884044 www.comune.sarezzano.al.it

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CERRETO GRUE Paese collinare che prende il nome dalla regione ove sorge, coperta da cerri, cui si aggiunge il nome del torrente Grue che deriva forse dalla parola “col uber”, serpente, perché scorre a guisa di serpente nella valle sottostante. Con ogni probabilità il borgo affonda le sue radici in epoca romana, come prova anche la parte più antica del paese che ha pianta quadrata, e il fatto che nel suo territorio furono trovate molte monete e molti oggetti risalenti a quel periodo.

EVENTI · Festa patronale: San Giorgio 23 aprile · Festa dell'uva e del vino settembre

DA VEDERE · La chiesa parrocchiale in stile barocco dedicata a San Rocco. · La chiesa parrocchiale di San Giorgio ricostruita nel XVIII secolo in luogo di un edificio precedente. · La sala consiliare del palazzo comunale (‘800), ricavata in un'ala dell'antico castello dei conti Busseti e con un bel camino d'epoca.

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TIPICITÀ I prodotti locali tra cui il salame, i vini dei Colli Tortonesi e il miele. Comune di Cerreto Grue Via Roma 11 Tel 0131.883175 Fax 0131.883907 www.comune.cerretogrue.al.it


MONTEGIOCO

Montegioco significa “Monticello”. Infatti il paese sorge sopra un monticello conico con la vetta smozzata. Situato sulle colline alla sinistra del torrente Grue, in un paesaggio disegnato da vigneti e alberi da frutto, nel suo territorio sgorga la Fonte dello Zolfo, sorgente di acqua sulfurea curativa. Nominato per la prima volta in un documento del 1152, Montegioco fu coinvolto nelle lotte tra Guelfi e Ghibellini, restò feudo imperiale fino al 1560 quando si rese per la prima volta indipendente.

EVENTI · Festa patronale di S. Fortunato - 1 giugno · Festa di Santa Maria Assunta - 15 agosto · Festa del cinghiale prima domenica di settembre DA VEDERE · I resti di un’abside romanica databile al secolo XI, testimonianza dell’antichità del sito di Montegioco Alto. · Il castello in stile rinascimentale eretto nella seconda metà del secolo XVII, dalla famiglia Busseti, ora restaurato e destinato a privata abitazione.

TIPICITÀ La zona vanta la produzione di frutta (pesche). Vini dei Colli Tortonesi: Timorasso, Barbera, Cortese, Dolcetto, Croatina, Freisa. Comune di Montegioco Strada per Garbagna Tel e fax 0131.875132 www.comune.montegioco.al.it

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AVOLASCA

Suggestivo borgo situato nell’alta val Grue, composto da un piccolo agglomerato di case, posto in cima ad una ripida e tortuosa salita. La bellezza del paesaggio e l’aria salubre della zona sono un ottimo incentivo per fare passeggiate che si snodano tra sentieri immersi nel verde o tour in mountain bike su strade di campagna che collegano il paese con i borghi limitrofi. Dal piazzale antistante la chiesa di Palenzona, dal quale si domina l’intera vallata, è possibile godere di una bellissima visuale. DA VEDERE · La parrocchia di S. Nicola da Bari con pregevoli cori lignei dell’800, situata sul punto più alto del paese e costruita sulle fondamenta tuttora visibili del vecchio castello. · La parrocchia dei SS. Pietro e Paolo nella frazione di Palenzona divenuta chiesa dei Bersaglieri, “Tempio nazionale del ricordo” in memoria dei caduti di guerra.

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TIPICITÀ La frutticoltura presenta ciliegie, albicocche e pesche. I boschi circostanti sono sfruttati per il legname, ma offrono anche saporite castagne, gustosi funghi e pregiata selvaggina, mentre dalle numerose tartufaie provengono profumatissimi tartufi, delizia per il palato dei buongustai, iscritti nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali del Piemonte (PAT).

EVENTI · Festa patronale: San Nicola di Bari 6 dicembre · Le feste tradizionali di Avolasca sono la Sagra del tartufo bianco e la Festa del feudo di Avolasca. Comune di Avolasca Via del Municipio, 4 Tel 0131.876502 www.comune.avolasca.al.it


CASASCO

EVENTI

Il paese, che è posto in una gradevole posizione panoramica su un’altura di mt. 392 che fa da spartiacque tra la val Curone e la val Grue, gode di una meravigliosa vista che spazia sulle due valli. L’origine del nome di Casasco risale presumibilmente al periodo Ligure in quanto la desinenza “ASCO” è tipica dei luoghi colonizzati da queste antiche popolazioni. Le prime notizie storiche accertate sono presenti in documenti del IX- X secolo, dove il paese risulta “domusculta” del Monastero di Bobbio.

Il borgo nel corso dei secoli passa sotto il controllo di varie famiglie nobiliari, in ultimo i Marchesi Bussetti, i cui colori compaiono nello stemma comunale. La nuova chiesa, terminata nel 1928, reca ancora infissa nel muro, che apparteneva all’antica chiesa, una croce in stile romanico.

DA VEDERE · L'Osservatorio Naturalistico Astronomico di Casasco, collocato sulla Costa di Magrassi, è nato nel 1997 ad opera di privati i quali, costituitisi in associazione, svolgono attività di divulgazione, didattica e ricerca (conferenze a tema e osservazioni guidate del cielo ad occhio nudo e con i telescopi, corsi di astronomia, realizzazione di prodotti multimediali di carattere astronomico, ecc...). Per info: Osservatorio Astronomico Naturalistico di Casasco “A. Zanassi” Strada Ca’ Simone – Tel 0131.876253 - www.astroambiente.org

· Festa patronale: natività di Maria - si festeggia la domenica successiva all'8 settembre. · Processione della Madonna del Carmine con degustazione di dolci della tradizione paesana – si svolge il sabato successivo al 16 luglio. TIPICITÀ È un paese agricolo dove vengono prodotti vino e frutta di alta qualità: pesche, iscritte nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali del Piemonte (PAT), ciliegie, albicocche, funghi porcini, tartufi bianchi (PAT) e tartufi neri. Comune di Casasco Via Roma, 1 - 15050 AL Tel. 0131.876126 Fax 0131.876303 www.comune.casasco.al.it

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GARBAGNA

Il fascino di Garbagna si fonda sulla bellezza del paesaggio, la tranquillità e la salubrità dell’aria. In primavera le fioriture dei ciliegi e delle ginestre creano nuvole di colore nel verde.

Centro principale della val Grue, conserva ritmi ed atmosfera di una civiltà contadina evolutasi nel rispetto delle antiche tradizioni. Le prime notizie risalgono al 945. La storia e le vicissitudini politiche che si sono susseguite nei secoli hanno lasciato segni evidenti nelle costruzioni, nell’urbanistica, negli usi, nei costumi del paese. Il centro storico richiama alla mente i borghi

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liguri: alte case addossate le une alle altre, vie caratteristiche, archi, portali scolpiti, qualche palazzo, come quello dei Fieschi-Alvigini, dei Cervini e dei Doria. L’estesa rete di strade fra verdi boschi di castagno e campi coltivati rende agevoli le passeggiate (a piedi o in bicicletta). La gita al Santuario della Madonna del Lago è una camminata adatta a tutti.

DA VEDERE · Centro storico. · La torre con i resti delle mura (sec IX) che domina il paese. · Chiesa di San Rocco con affreschi del Carlone. · Chiesa parrocchiale (1703) con la Madonna lignea, un crocefisso del Maragliano ed un pregevole organo del 1600. · Santuario Madonna del Lago (sec XIV).


CURIOSITÀ

A lato della chiesa parrocchiale si trova la piazza più antica del paese, più nota come “a piassa da l’urmu”, la ‘piazza dell’olmo’, dove un tempo sorgeva un olmo secolare, testimone di tanta storia paesana. Come si legge in antichi statuti medievali, era in questo luogo in “platea sub ulmo” che si sottoscrivevano accordi, si concedevano investiture e si facevano transazioni. Oggi vi è un’enorme pietra scura, la pietra del banco di giustizia, dalla quale, secondo la tradizione, venivano pronunciate pubblicamente le sentenze, o, più semplicemente, essa sarebbe servita da pedana per dare lettura dei bandi e delle decisioni del feudatario o del suo commissario.

TIPICITÀ Il formaggio Cmudò, il miele, le castagnette di mandorle, i tartufi bianchi (PAT) e neri, la patata di Garbagna, la frutta, in particolare la ciliegia Bella di Garbagna (presidio Slow Food e iscritta nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali del Piemonte - PAT) mentre nei boschi circostanti sono particolarmente abbondanti le castagne e i funghi. Comune di Garbagna Piazza della Chiesa n. 4 - 15050 Tel. 0131.877645 - Fax 0131.877307 www.comune.garbagna.al.it

EVENTI Si svolgono due famose sagre legate ai prodotti tipici: · Sagra della ciliegia - giugno · Sagra della castagna settembre

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DERNICE Grazie alla sua posizione strategica Dernice compariva nelle cronache già nell’869.

Il paese, che conserva caratteristiche prettamente medioevali, è dominato da una poderosa torre fortificata all’interno di un complesso denominato “castello”, oggi di proprietà comunale, aperto al pubblico. Il territorio circostante è ricco di boschi, acque sorgive e gole, percorso da antiche strade (come la strada del sale), spesso sterrate, particolarmente indicate per escursioni a piedi, a cavallo o in mountain bike.

EVENTI · Festa patronale di San Donnino inizio mese di ottobre · Manifestazioni eno-gastronomiche luglio e agosto

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DA VEDERE · Dell’antico castello, ricostruito dagli Spinola nel XV secolo e restaurato nel XVIII, rimane traccia in una torre quadrata restaurata nel 1962 quando divenne di proprietà comunale. · La chiesa parrocchiale ricostruita alla fine del XVI secolo e ampliata e restaurata nel 1902. · Caratteristici sono i borghi medioevali di Vigoponzo, Montebore,Vigana e Bregni.

TIPICITÀ Tartufo bianco e Montebore, iscritti nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali del Piemonte (PAT). Salumi. Comune di Dernice Via Roma, 17 - 15056 Tel 0131.786261 Fax 0131.788942 www.comune.dernice.al.it


Montébore, la sua storia Montébore è un frazione di Dernice, paesino situato sullo spartiacque tra le valli del Grue e del Borbera. Un angolo del tortonese ancora preservato dall'antropizzazione caotica e contraddittoria dei giorni nostri. La fama del luogo è legata ad una formaggetta di latte vaccino e ovino dalla storia antichissima. Nell'anno 1489 a Tortona si celebravano le nozze tra Isabella d’Aragona e Gian Galeazzo Sforza, nipote di Ludovico il Moro. Cerimoniere della festa era Leonardo Da Vinci, straordinario genio dell'arte e della scienza ma anche attento gastronomo che inserì il Montébore tra le portate di quella nobile tavola.

Ma la storia di questo formaggio è molto più antica. La tradizione la fa risalire fra il IX e l’XI secolo. È citato, infatti, in documenti risalenti al XII secolo, quando un ricco tortonese ne mandava ben cinquanta pezzi in dono a un alto prelato per perorare la promozione del fratello prete. La fama, peraltro meritata di questo formaggio a latte crudo, è anche legata all’originalità e unicità della sua forma: a torta nuziale o “a castellino” determinata dalla sovrapposizione di robiole dal diametro decrescente, ispirata forse alla antica torre diroccata del castello di Montébore. Tortonese,, terre d’incontro d’inco – Val Grue - Itinerario 3

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Val Curone Itinerario

4 La val Curone è l'ultima valle del tortonese. Abbandonando Tortona e la pianura si risale, tra i frutteti lussureggianti e lo scorrere del torrente Curone, verso le cime più alte della provincia: i monti Giarolo, Ebro e Chiappo. Sullo sfondo i castelli di Pozzol Groppo e di Brignano Frascata. Per gli appassionati d'arte una tappa imprescindibile è rappresentata dallo Studio-Museo del pittore Pellizza da Volpedo, autore del celebre quadro “Il Quarto Stato”.

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PONTECURONE

Centro di pianura, adagiato sulla sponda sinistra del torrente Curone, è un paese di origine antica, la cui economia si basa su attività agricole, industriali e commerciali. Il territorio ha un profilo geometrico regolare, con lievi variazioni altimetriche. Il nome deriva dal latino “pons Coronis” o “pontis Coronis”, con evidente riferimento al ponte sul torrente Curone, tutelato in tempi antichi dai templari. L’abitato, che presenta una caratteristica pianta rettangolare, ha per asse maggiore il vecchio tracciato della Padana inferiore, intersecata e fiancheggiata da vie rettilinee. Paese natale di San Luigi Orione. È interessante segnalare la presenza di numerose cappellette di campagna ed edicole votive (immagini racchiuse in forme geometriche poste sul muro esterno di edifici) nelle stradine e nei sentieri che si snodano nelle vicinanze del paese.

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EVENTI

TIPICITÀ

· Festa patronale di San Biagio 3° domenica di luglio · Sagra della cipolla a settembre · “Autunniamo” ad ottobre

Cipolla ed ortaggi

Comune di Pontecurone Corso Togliatti, 50 Tel 0131.885 211 Fax 0131.885 217 www.comune.pontecurone.al.it


PERSONAGGI ILLUSTRI

SAN LUIGI ORIONE DA VEDERE Tra le più eminenti figure della Chiesa e della spiritualità cristiana del secolo scorso, nasce a Pontecurone il 23 giugno del 1872 in una famiglia di umili origini che lo educa ai precetti della religione cristiana e dove incomincia a maturare una profonda tensione alla carità. Il suo più significativo impegno cristiano è stata la fondazione della Piccola Opera della Divina Provvidenza. L'istituzione si è in breve tempo diffusa in tutta Italia e successivamente all'estero: Sud America, Polonia, Grecia, Palestina, Nord America e Inghilterra prima e dopo la morte, avvenuta a Sanremo il 12 marzo del 1940, anche in Svizzera, Francia, Belgio e Brasile. È stato canonizzato per volontà di Papa Giovanni Paolo II il 16 maggio 2004. San Orione è sepolto nel Santuario della Madonna della Guardia di Tortona, la chiesa da lui fortemente voluta quale centro spirituale della sua opera. A distanza di decenni dalla sua scomparsa, il ricordo di San Orione è ancora assai vivo tra la gente del tortonese, come elevato esempio di una vita passata al servizio dei poveri, degli umili e dei diseredati.

· Siti Orionini: mostra permanente dedicata al Santo ubicata all’interno della chiesa G. Bossi, casa natale di San Luigi Orione, nella via principale del paese presso il Palazzo Rattizzi. · Torre Civica, situata in piazza Matteotti, di probabile origine duecentesca. · Pieve di S. Maria Assunta, costruita intorno al 1300 sui resti di un’antica pieve romanica, con numerosi affreschi e cappelle recentemente restaurate. · Chiesa di S. Giovanni Battista, datata intorno al XII secolo. · Finestra gotica in Via Emilia 21, conosciuta come “finestra del Barbarossa”, che a Pontecurone pose il suo quartier generale.

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CASALNOCETO

Situato sulla destra del torrente Curone, il borgo era abitato già in età preistorica. Risulta tra i siti più importanti che documentano la cosiddetta Civiltà dei Vasi a Bocca Quadrata. Nell'ultima parte del '300 Casalnoceto viene dotato di mura

nel sito dell'attuale paese, che mantiene evidente l'impianto della classica rocca viscontea. La presenza della famiglia degli Spinola nel sec. XVI porta fama e ricchezza al paese che nel '600 diviene uno dei centri più importanti della zona.

DA VEDERE · Chiesa di Santa Maria in Rosano. · Oratorio di San Rocco dei sec XV-XVIII ricavato da una delle torri angolari della rocca. · Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista risalente al XVI secolo. · L'ex monastero delle

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Carmelitane Scalze, ora Palazzo Vaccari. · Il museo “La Memoria del Passato” unico per originalità nel suo genere, presenta testimonianze e documenti di vita del XX secolo; ha sede nelle cantine dell'edificio scolastico costruito nel 1907.

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PERSONAGGI ILLUSTRI Casalnoceto ha dato i natali a Giorgio Bidone (1781-1839), Maestro di idraulica all'Ateneo torinese che legò il suo nome al cosidetto “salto di Bidone” e che fu precettore di Massimo D'Azeglio. CURIOSITÀ Santuario Madonna della Fogliata - Cappelletta presso Casalnoceto, eretta nel luogo dove in tempi lontani era apparsa la Madonna, è strettamente legata al nome di San Luigi Orione. Egli fece ricostruire la cappella ormai andata in rovina e ne fece un Santuario in onore della Madonna della Fogliata (1907). EVENTI

TIPICITÀ

· Festa patronale - 15-16 agosto · Fiera del “pom a moj” ultima domenica di marzo

Vini, tartufi e frutta

Comune di Casalnoceto Piazza Dante Alighieri, 1 Tel 0131.809172 www.comune.casalnoceto.al.it


CASTELLAR GUIDOBONO TIPICITÀ

Piccolo centro di fondovalle che si sviluppa principalmente in pianura, ai piedi delle colline tortonesi, è zona di passaggio verso la val Curone. Ha mantenuto le caratteristiche del borgo di campagna con le case, basse e ordinate, che si raccolgono attorno alla piazza della chiesa e del municipio. Se ne registra il nome per la prima volta il 5 novembre 979. La fertilità del suolo e la felice collocazione geografica hanno determinato la crescita del paese, nonostante nei secoli sia stato distrutto e ricostruito più volte.

Ortaggi e frutta di qualità tipici della zona: mele e pesche, iscritti nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali del Piemonte (PAT), fragole, pomodori, etc.

DA VEDERE · L’ottocentesca Villa Montebruno, ubicata sulla s.p. val Curone. · La chiesa di San Tomaso, di cui si asserisce l’esistenza già prima del 1354. · La cappelletta della Madonna del Caravaggio situata nelle vicinanze della cascina San Luigi.

EVENTI · Festa patronale di San Gaetano seconda domenica di agosto

Comune di Castellar Guidobono Piazza San Tomaso, 1 Tel 0131.898053 www.comune.castellarguidobono.al.it

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VOLPEGLINO “Vulpidino”, attuale Volpeglino è situato all'imbocco della val Curone. Luogo fortificato fece parte del feudo dei Guidobono nel XII secolo. Divenne libero comune nel 1245 e poi passò sotto l'influenza dei Visconti. Il territorio presenta caratteristiche del terreno e del clima tali da rendere questa zona adatta per le coltivazioni frutticole e per la pratica di un turismo naturalistico.

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DA VEDERE

· Il centro storico fatto di strette vie e una salita panoramica all’antico castello di cui non rimangono che alcune vestigia trasformate in abitazioni. · Attraverso un percorso nel verde si possono raggiungere i ruderi rimasti dell’antica chiesa di S. Damiano risalente almeno al XIV secolo. · Salendo in paese, adiacente alla cascina Rosta, s’incontra la cappelletta di S. Maria della Pietà del 1800.

TIPICITÀ Vini Barbera e Cortese e frutta di qualità: pesche, albicocche, fragole e uva.

Comune di Volpeglino Via Stazione, 6 Tel 0131.80182 www.comune.volpeglino.al.it


BERZANO DI TORTONA Berzano è un piccolo comune agricolo situato sulle ultime propaggini collinari, in posizione dominante sulla pianura, con incantevole vista tra la val Grue e la bassa val Curone. La popolazione è distribuita in numerose frazioni sparse (Cappellette, Valbona, Capoluogo, Chiesa Magostino, Inselmina) che negli ultimi anni stanno conoscendo un progressivo ripopolamento, grazie soprattutto alla vicinanza con le principali arterie di collegamento. L’attrattiva turistica del paese è legata allo splendido paesaggio ed alle coltivazioni che lo caratterizzano. Il paese ha una spiccata vocazione agricola: la predisposizione climatica del territorio e EVENTI · Festa patronale di Santa Teresa seconda domenica di ottobre

la tenacia degli agricoltori favoriscono la produzione di vino rosso di elevata qualità (Barbera e Croatina) e di vino bianco (Cortese e Timorasso). Notevole è anche la produzione di frutta (pesche, fragole, albicocche e ciliegie). Il toponimo Berzano deriva dal latino “Berceolus”, che significa “siepe, giardino”. Soppresso come Comune nel 1928 ed unito al vicino Volpedo, riprenderà autonomia solo nel 1947.

TIPICITÀ Vini di alta qualità e la frutta coltivata con abbondanza e varietà.

DA VEDERE · Palazzo Busseti Boniforte di Cortemagno, edificio di interesse storico con annessa cappella gentilizia e pregevole pala settecentesca raffigurante “Maria al sepolcro”.

Comune di Berzano di Tortona Piazza Caduti della Libertà, 5 Tel 0131.80179 www.comuneberzanoditortona.it

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MONLEALE EVENTI

Comune collinare della val Curone, ai margini con la pianura; da qui inizia il crinale appenninico, paradiso naturale di boschi, frutteti e vigneti.

· Festa patronale di S. Ambrogio con cena - 7 dicembre · Calici di Stelle – 10 agosto · Festa della Madonna del Carmine: processione e grigliata – 16 luglio DA VEDERE

Monleale è composto da due centri abitati: Monleale Alto, nucleo originario più antico, situato sulla sommità di un colle, e Monleale Basso, di recente insediamento, sviluppatosi lungo la provinciale Tortona-Caldirola, sulla sponda sinistra del Curone.

Paese prevalentemente agricolo, oltre ad essere un posto ideale per belle passeggiate a contatto con la natura, è luogo eletto per la produzione di grandi vini e di frutta di ottima qualità, tra cui un posto di rilievo è occupato dalle pesche.

· Le ultime vestigia del Castello, un tempo munito di tre torri. · La chiesa parrocchiale. · L’oratorio di San Rocco. TIPICITÀ Pesche e mele, iscritti nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali del Piemonte (PAT). Vini.

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Comune di Monleale Piazza IV Novembre, 2 Tel 0131.80191 www.comune.monleale.al.it


MONTEMARZINO Di antichissima origine ligure, sorge su un colle panoramico a cavallo tra la val Curone e la val Grue. Il paesaggio che da qui si gode è un alternarsi di ridenti colline coltivate a vigneti e frutteti che sfumano nella pianura sottostante. È un territorio ricco di bellezze naturali; i verdeggianti sentieri, di facile percorribilità, permettono escursioni per tutti, sia a piedi, sia a cavallo o in mountain bike.

DA VEDERE

EVENTI

· I ruderi del Castello medioevale, sul colle più alto del paese. · Chiesa di San Giovanni Battista – XV sec. con, tra le altre peculiarità, una “Madonna del Rosario” del Montecucco. · Chiesa Oratorio di S. Maria in Scrimignano, con un’antica abside romanica in ottimo stato di conservazione. · In frazione Reguardia: Oratorio di S. Giuseppe e olmo campestre secolare. · L’Oratorio di S. Antonio di Zebedassi del XVI-XVII secolo. · L’Oratorio di S. Zenone a Segagliate del XV secolo, con pregevole altare in stucco.

· Festa patronale di S. Giovanni – sabato successivo al 24 giugno; cena in piazza e spettacolo pirotecnico

TIPICITÀ

CURIOSITÀ La Zebedassite - Nel passato la frazione di Zebedassi ha vissuto un periodo di “splendore” grazie ad una pietra che ha preso il nome dal paese. La “zebedassite”, di colore nero con venature rosa, era conosciuta tra la gente del posto col nome dialettale “preghe nere”. Per anni la zebedassite è stata impiegata nelle costruzioni e nelle abitazioni locali, ma il suo più redditizio impiego si è avuto agli inizi del ‘900.

Tartufo bianco pregiato, pesche e mele, iscritti nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali del Piemonte (PAT), pere, il gustoso salame nostrano. Vini DOC, i rossi Barbera e Dolcetto, i bianchi Cortese e Timorasso. Comune di Montemarzino Piazza San Giovanni, 9 Tel 0131.878124 www.comunedimontemarzino.it

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VOLPEDO

Volpedo è un antico borgo a pianta quadrata, posto su una collinetta nel punto in cui la val Curone si apre alla pianura. Punto di passaggio obbligato per quanti, risalendo il corso del torrente Curone, si dirigevano nei diversi paesi della valle, un tempo era circondato da una cinta muraria, ora demolita. L'altimetria del suo territorio è molto varia, infatti mentre il paese si trova a circa 182 m s.l.m., le frazioni e varie case sparse, situate sulle colline circostanti, possono arrivare ai 479 m. Famoso per la produzione frutticola (soprattutto fragole e pesche), nel periodo primaverile si può godere di uno splendido scenario naturale grazie ai colori e ai profumi degli alberi in fioritura. Il paese è reso illustre dall'artista, a cui ha dato i natali, che ha voluto tramandarne il nome legandolo al proprio: Giuseppe Pellizza da Volpedo. Il paese è inserito nell’elenco de “I Borghi più belli d'Italia”.

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EVENTI · Festa patronale di San Giovannino penultima domenica di agosto · Biennale di Arte e Cultura e Spettacolo “Pellizza da Volpedo” - si svolge negli anni dispari. · Manifestazioni, incontri, appuntamenti incentrati sull’opera e la figura di Pellizza da Volpedo – date varie nel corso dell’anno (www.pellizza.it). TIPICITÀ Mele e pesche, fresche e sciroppate, iscritti nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali del Piemonte (PAT). Albicocche, uva, marmellata, carni, salumi tipici e gelato artigianale a base di frutta fresca locale. Comune di Volpedo Piazza della libertà, 26 Tel 0131.80141 www.comune.volpedo.al.it


PERSONAGGI ILLUSTRI DA VEDERE · La casa natale e l'attiguo studio-museo di Pellizza. · Luoghi Pellizziani: percorso per le vie e le piazze del borgo lungo il quale sono collocate, nei punti che hanno ispirato l'artista, riproduzioni delle sue opere. · Piazza Quarto Stato, luogo in cui Pellizza ambientò la grande tela. · Museo Didattico “Pellizza”. · Chiesa parrocchiale di San Pietro, risalente al XVI sec. · Mura del “castrum” medievale. · Palazzo Guidobono Cavalchini Malaspina Penati (sec. XVIII – XIX).

GIUSEPPE PELLIZZA DA VOLPEDO (1868-1907) Nasce a Volpedo il 28 luglio 1868. Il padre Pietro è un piccolo proprietario terriero molto impegnato nella vita politica e sociale del paese. Illustre esponente del Divisionismo e autore del celebre “Il Quarto Stato”, è uno dei protagonisti più celebri della pittura italiana tra Otto e Novecento. Il forte legame con Volpedo è alla base della scelta di vivere ed operare nel paese natio, sancendo così un rapporto stretto ed indissolubile con gli uomini e con le atmosfere della sua terra, immortalati nelle sue opere. La pittura ottenuta da Pellizza è straordinariamente ricca di colori frantumati in atomi che assumono consistenza atmosferica solo se percepiti nella totalità dell’opera. Si potrebbe pensare al famoso “Il Quarto Stato” con l’ineluttabile avanzata dei lavoratori verso lo spettatore, ma è nei quadri nel quale è protagonista il sole - quelli che Pellizza dipinse immerso nel paesaggio della campagna tortonese - che il divisionismo pellizziano raggiunge il suo vertice, quasi un anticipo del futurismo.

· La pieve romanica di San Pietro (sec. X – XV) Piccola chiesa campestre, vero e proprio gioiello romanico della val Curone. Alla costruzione originaria del X secolo appartengono, oltre all'abside, la sommità della parete di fondo della navata centrale ed un tratto della parete longitudinale della facciata settentrionale, mentre le restanti mura perimetrali, la facciata e il portale risalgono al rifacimento del XV secolo, così come gli affreschi conservati all’interno. La critica recente ha individuato la presenza di cinque differenti mani, ma solo a due di esse è stato possibile attribuire un nome: Antonius è l'autore che firma nel 1462 un frammento di affresco collocato sulla parete destra verso l'abside. Giovanni Quirico da Tortona è invece l'esecutore dell'edicola con la Vergine in trono e i Santi Giacomo Apostolo e Agata, addossata al terzo pilastro destro e datata 1502.

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MOMPERONE

Sorge su un dolce declivio alla destra del torrente Curone, il cui territorio si estende, con le numerose frazioni, sui due versanti collinari della valle. Nella zona di Momperone è stato ritrovato il primo insediamento dell’area risalente a migliaia di anni fa. Noto anche per le sue cave di marna, è citato per la prima volta nel 1220. Feudo dei Guidobono Cavalchini dal 1466 alla fine del XVII secolo, il paese era sovrastato da

un castello oggi non più esistente. Purtroppo il tempo ha distrutto i monumenti e le costruzioni che ne testimoniavano la storia. Caratterizzato da un’economia prevalentemente agricola, il borgo è immerso in un territorio incontaminato tutto da scoprire.

EVENTI · Sagra dei malfatti - ripetuta diverse volte l’anno nel periodo estivo.

DA VEDERE TIPICITÀ

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· La parrocchiale, dedicata ai Santi Pietro e Vittore, risale al VII secolo e conserva pregevoli altari barocchi. · In Località Mulino sorge l’unico mulino ad acqua in attività della valle. Si tratta di un mulino feudale a due palmenti con macine francesi già citato in un documento del 1542. Tortonese, terre d’incontro – Val Curone - Itinerario 4

Salumi, selvaggina, frutta. Comune di Momperone Piazza I Maggio, 2 Tel 0131-784675 www.comunemomperone.it


POZZOL GROPPO

EVENTI

Paese collinare che si stende sui due versanti della val Curone e della valle Staffora, torrente che segna il confine con la provincia di Pavia, caratteristico per la tranquillità del luogo e bellezza dei paesaggi. Il territorio comunale culmina nel colle sul quale sorge lo storico castello di Pozzol Groppo in posizione panoramica che domina le due valli, l’Appennino e la pianura. Si tratta di un comune “sparso” poiché il territorio comunale risulta essere una “federazione di frazioni” in tutto 13, e non esiste un vero capoluogo. La sede municipale si trova in località S. Lorenzo, mentre la frazione più popolata è Biagasco (o Groppo), con circa 60 abitanti. Il castello di Pozzol Groppo - ora di proprietà privata e non aperto al pubblico - fu edificato alla fine del XII secolo sul luogo di una torre di avvistamento romana e fu rinnovato nel XVI secolo dai

· Festa patronale di San Lorenzo con spettacolo pirotecnico – 10 agosto · Festa della Madonna Assunta – 15 agosto

Malaspina. L’edificio è massiccio, sormontato da tre torri merlate, di cui solo la più alta è antica. All’interno si trovano vasti saloni, impreziositi da camini cinquecenteschi con le armi dei Malaspina, Spina e Rampini, soffitti a cassettoni e pregevoli affreschi.

TIPICITÀ · La frutta (pesche, ciliegie, etc.) · I salumi, prodotti secondo l’antica tradizione. · I vini rossi: Barbera, Dolcetto, Croatina, Freisa e i bianchi: Cortese e Timorasso.

DA VEDERE · La chiesa di Groppo-Biagasco è la più antica, citata in due documenti del XII secolo. · Pregevole anche il sacrario, sempre in frazione Biagasco.

Comune di Pozzol Groppo Via San Lorenzo, 1 Tel e fax 0131.800103 www.comune.pozzolgroppo.al.it

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SAN SEBASTIANO CURONE

La sua posizione geografica e la sua storia fanno di San Sebastiano il centro più vivace e attivo della val Curone. Il paese sorge nel punto di confluenza tra i torrenti Museglia e Curone. La sua storia affonda le proprie radici in un passato relativamente recente.

È un borgo nato sulla strada dei “Feudi Imperiali”, sulla via che da Piacenza conduceva a Genova. La presenza di un castello, di una piccola cappella dedicata a San Sebastiano e di un edificio per la dogana alla Cascina Cabella (dove gli Spinola riscuotevano i pedaggi, ora in Comune di Dernice) favorirono, tra il Quattrocento ed il Cinquecento, il sorgere di un abitato. Nel ‘600 fu residenza di nobili casati genovesi. Il paese si è sviluppato sui fianchi

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di un’altura. Per questo le strade interne sono piuttosto strette ed in pendenza, le case addossate le une alle altre, unite a volte da archi, ed i portali ingentiliti da fregi. Il fitto tessuto urbano, conservatosi miracolosamente intatto nel tempo, richiama le architetture proprie dei borghi liguri e ricorda un passato di nobiltà e benessere. L’ambiente naturale circostante presenta una ricca vegetazione tipica dell’Appennino Ligure-Piemontese.

DA VEDERE · Chiesa parrocchiale di San Sebastiano. · L’Oratorio della Madonna Assunta, un’elegante costruzione settecentesca. · Chiesa della SS Trinità risalente alla prima metà del Settecento. · Il Castello Visconteo, ampiamente rimaneggiato negli interni. · Casa del Principe, dimora dei Doria. · Il Palazzo De Ferrari, costruito nel ‘600.


PERSONAGGI ILLUSTRI

EVENTI ARTINBORGO Le vecchie botteghe del centro storico vengono riaperte per ospitare gli artigiani e dare loro la possibilità di presentare le proprie creazioni. L'evento è incentrato sull’artigiano e sulla sua capacità di coniugare tradizione e innovazione, arte ed elementi di vita quotidiana. Periodo di svolgimento: week-end dei mesi di luglio e agosto. ARTINFIERA Mostra mercato nazionale dell’artigianato artistico, tradizionale e del gusto – 3° week-end di settembre.

Artigiani provenienti da tutta Italia e rappresentanze di valenti artigiani europei espongono le proprie creazioni nelle vecchie e suggestive botteghe del centro storico recuperate ai loro antichi fasti per questa occasione. Legno, ceramica, tessuti, gioielli, complementi d’arredo, vetri, abbigliamento, oggetti d’uso sono in mostra tra le magiche ambientazioni legate al passato di questa località. SAGRA DEL TARTUFO la terza domenica di novembre

TIPICITÀ

· Piazza Roma, in stile “liberty”, su di essa si affacciano: Palazzo Mazza Galanti (ideato dal Bourges su modelli veneziani), Palazzo Pollini (con un importante cornicione floreale) e Palazzo Signoris (in stile elegante e solenne). · I portali, i vicoli.

Tartufi bianchi (PAT) e neri. Salame Nobile del Giarolo (presidio Slow Food). Salame cotto, testa in cassetta, patata Quarantina, mele, iscritti nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali del Piemonte (PAT).Vini. Comune di San Sebastiano Curone Piazza Roma, 7 Tel 0131.786205 www.comunesansebastianocurone.it

FELICE GIANI Nato a San Sebastiano il 15 dicembre 1758, pittore e decoratore d’interni, è stato uno dei massimi esponenti del neoclassicismo. Studiò a Pavia e Bologna. Trasferitosi a Roma, nel 1780, grazie alla protezione del principe Doria Pamphili si legò con vari artisti ed ottenne i primi successi. Nel 1784 Giani si mise in luce vincendo il secondo premio ad un concorso di disegno dell’Accademia di Parma, città che in quegli anni era artisticamente all’avanguardia come centro propulsore del nascente Neoclassicismo. Vero personaggio “irregolare” nel panorama artistico del neoclassico, conduceva una vita girovaga e bohemién; lavorava con un’organizzata bottega e nel suo metodo di insegnamento avevano largo spazio il disegno e l’improvvisazione. Le riunioni tra lui e i suoi allievi avevano il suggestivo nome di “Accademia dei Pensieri”. Spesso da questi incontri nascevano disegni assai suggestivi, talvolta beffardi ed irriverenti. Morì a Roma l’11 gennaio 1823.

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BRIGNANO FRASCATA Inserito in uno splendido scenario naturale nella valle del torrente Curone, Brignano è un piccolo centro dominato dal Castello di Spinetta Spinola, di impronta medioevale, risalente al 1300-1400 e collegato al borgo sottostante da un percorso ciottolato che entrando nel paese giunge sino alla chiesa di San Giacomo, edificata per volere dei frati cappuccini. Pur essendo un’abitazione privata, la proprietà del castello concede all’amministrazione comunale l’utilizzo del giardino interno per manifestazioni di carattere culturale. DA VEDERE · Castello di Brignano - Antico fortilizio del contado di Tortona, adagiato al centro di un vasto parco di conifere, il castello ha subito notevoli manomissioni ed ampliamenti. È a pianta quadrilatera, con torre anch’essa quadrata. La struttura, che oggi conta una trentina di stanze, è mista, in arenaria e mattoni. Il nucleo originario di costruzioni si deve agli Spinola; in epoca barocca i Guidobono Cavalchini vi aggiunsero il corpo di fabbrica oggi adibito a biblioteca. La porta di ingresso al palazzo è di fattura rinascimentale. · Chiesa di San Giacomo - Sorge nella parte bassa del paese. Risale al medioevo e nel suo interno sono conservati mobili antichi di notevole valore.

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CURIOSITÀ A Brignano Frascata ha sede “La Pietra Verde”, Associazione di valorizzazione del patrimonio naturalistico e storico del nostro territorio, che organizza passeggiate guidate alla scoperta della zona, dei suoi ambienti incontaminati, trasmettendo ai partecipanti il desiderio di conoscere e di crescere attraverso nuove esperienze tra sport e natura. Le mete preferite sono i percorsi naturalistici nell’alta val Curone e i siti archeologici di “Guardamonte”, area interessata dalla presenza di reperti e fossili, risalenti in particolar modo all'età del Neolitico. www.lapietraverde.it

EVENTI · Festa patronale di San Giacomo - 25 luglio · Fiera del tartufo - ultima domenica di ottobre · Mostra mercato oggetti antichi e usati - ogni 1a domenica del mese TIPICITÀ Il territorio di Brignano Frascata è famoso per la coltivazione di mele e pere e la raccolta di tartufi bianchi (iscritti nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali del Piemonte - PAT) e neri. Comune di Brigano Frascata Via Mulino, 1 – 15050 Tel. 0131.784623 Fax 0131.784618 www.comune.brignanofrascata.al.it


MONTACUTO

Piccolo centro in val Curone, sul torrente Museglia, posto a 525 m. slm sulle pendici del monte Giarolo che fa da sfondo al paesaggio incontaminato in mezzo al quale è costruito. Qui i campi iniziano a lasciare il passo ai boschi, alle faggete, ai sentieri che salgono verso la statua del Redentore, posta sulla cima del monte Giarolo. Il territorio comunale si estende fino alla vetta del Giarolo con sentieri tra boschi e pascoli. Nel medioevo Montacuto faceva parte, insieme a Brignano Frascata, del cosiddetto “Stato Malaspina”. La sede del piccolo feudo imperiale affidato alla famiglia De Montacuto prima e Frascaroli poi, è documentata almeno dal 1197. EVENTI · Festa del Cristo Redentore – 1° domenica di agosto · Festa della Madonna della Guardia – 29 di agosto · Fiaccolata della Notte Santa – 24 dicembre

DA VEDERE

TIPICITÀ

· Il castello con le mura di pertinenza dei Marchesi Frascaroli che si ergono sopra un cucuzzolo isolato. · L’oratorio di Santa Maria in Campis, storicamente documentato dal 5 settembre 1589. Di una certa importanza sono le pitture che ancora l’adornano e che si possono far risalire alla scuola genovese del ‘600.

Mele.

Comune di Montacuto Via Capoluogo, 13 Tel. 0131.785110 Fax 0131.785900 www.comune.montacuto.al.it

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GREMIASCO È un piccolo centro abitato situato nell’alta val Curone, sorto intorno al Castello dei Malaspina e alla chiesa barocca (terminata nel 1712), che conserva tuttora il campanile e la cappella di chiaro stile romanico. Il paese conta numerose frazioni fra cui Musigliano e località Cà del Monte, dove, nelle giornate con buone condizioni at-

DA VEDERE · Chiesa parrocchiale intitolata alla Natività di Maria Vergine (al suo interno si trovano affreschi e pale d’altare di alto pregio artistico). · Santuario dedicato alla Madonna delle Grazie (fraz. Colombassi). · Castello dei Malaspina (caratteristica la torre, ex sede delle prigioni, con muri di pietra a vista e di arenaria lavorata).

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mosferiche, l’orizzonte si apre raggiungendo le Alpi e regalando all’osservatore un panorama meravigliosamente unico.

CURIOSITÀ Il castelliere di Guardamonte La zona del Guardamonte offre la possibilità di effettuare un viaggio a ritroso nel corso della storia grazie alla presenza di antichissimi insediamenti riconducibili all’età del ferro e ai primi due secoli dell’impero romano. Nell’area sono stati rinvenuti resti fossili di enormi capodogli e conchiglie, suppellettili, manufatti in terracotta e resti di un “castelliere d’altura”, un rudimentale villaggio fortificato. www.lapietraverde.it EVENTI

· Torre Campanaria, prima torre di guardia, forse costruita all’inizio dell'XI secolo. · La pieve, ritrovo della vita religiosa e paesana nel medioevo. · Il mulino, funzionante fino a pochi anni fa e perfettamente conservato. · Le balze di Guardamonte: falesia di roccia arenaria per gli amanti dell’arrampicata.

· Festa di San Giacomo - 25 luglio. · Sagra del raviolo TIPICITÀ Mele, tartufo bianco, iscritti nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali del Piemonte (PAT). Salame. Comune di Gremiasco Piazza Vittorio Veneto, 1 Tel 0131.787153 www.comune.gremiasco.al.it


FABBRICA CURONE Il nome “Fabbrica” pare derivare dal toponimo ligure “Fraug” – “castagna” e quindi paese tra i boschi di castagni. Sorto intorno al IX secolo, è il nucleo più antico ed esteso della zona ed il più montuoso dell’area tortonese. Il territorio è delimitato da una cerchia di monti: a Nord il Boglelio, a Sud il Chiappo e l’Ebro (dove nascono i due rami del Curone) che con i loro 1700 mt. sono le vette più alte, ed a Est il Giarolo, sulla cui vetta nel 1901 fu eretta una grandiosa statua del Redentore e da allora è divenuto meta di pellegrinaggi ed escursioni nella stagione estiva, soprattutto in occasione della festa che si celebra la prima domenica del mese di agosto. Da queste cime si gode di una vista meravigliosa che va dalla Pianura al Mar Ligure. Ai piedi del Monte Ebro è stato aperto il rifugio “Ezio Orsi” (m. 1.397), base per interessanti escursioni sull’Appennino.

DA VEDERE · La parrocchia attuale è l'ampliamento dell'antica pieve romanica (sec. XII - XIII) con l'aggiunta del presbiterio e di due cappelle. La facciata monocuspidata è caratterizzata da archetti pensili e da un portale di una certa solennità, con decorazione geometrica dell'arco e due capitelli che sorreggono una lunetta dall’interessante bassorilievo in pietra con figure di animali e vegetali. Insieme ad una tavoletta di legno raffigurante l' “Eterno Padre" e a frammenti di capitelli, è quanto di meglio rimane dell'antica Pieve. L’interno, decorato da Domenico Fossati, è stato completamente rifatto, ad eccezione dei pilastri e dell’antico pavimento di pietra. · La Torre dei Malaspina del XVI sec. di Lunassi e il Museo della civiltà contadina di Morigliassi.

TIPICITÀ Tartufi, funghi, Salame Nobile del Giarolo (presidio Slow Food). Salame cotto, Testa in cassetta, patata Quarantina, iscritti nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali del Piemonte (PAT). Panissa piemontese, tradizionale piatto a base di riso. Comune di Fabbrica Curone Frazione Garadassi 7 Tel 0131.782131 www.comune.fabbricacurone.it

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L’ALTA VAL CURONE Fabbrica è l’ultimo comune della val Curone. Da qui si inizia a salire verso le vette dell’Appennino Ligure-Piemontese. Numerose sono le borgate che costellano l'esteso territorio di questa valle, frazioni di Fabbrica Curone, veri e propri gioielli incastonati nel verde dei boschi di cui sono coperti i versanti di queste montagne.

Raggiungibili solo percorrendo sinuose strade panoramiche. Paesini che appaiono improvvisi dopo una curva, che si nascondono dietro a speroni di roccia e che hanno mantenuto gli usi e i tempi della vita passata. Borghi che offrono ai turisti paesaggi incontaminati, tranquillità dei luoghi e piacevole frescura nel periodo estivo, momento in cui si animano di villeggianti che raggiungono l’alta val Curone attratti anche dalle numerose sagre e feste tradizionali e per gustare i succulenti piatti proposti da questo territorio. Molte sono le strade che si snodano sulle pendici dell’Appennino. Seguendo la provinciale 100 si arriva a Morigliassi (652 metri), seguita subito dopo da Garadassi, dove si trova la sede municipale del Comune di Fabbrica. Mentre a 768 metri, su

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una balconata alla destra del torrente Curone e ai piedi del Bogleglio, sorge Lunassi, paese famoso per l’antica SAGRA DELLA PANISSA che si organizza ogni anno. Questo piccolo paese ospita un interessante MUSEO DELLA CIVILTA' CONTADINA, dove si possono ammirare attrezzi domestici, agricoli ed artigianali, antichi macchinari, oggetti e documenti che testimoniano usanze e tradizioni dei nostri avi. Su un pianoro sulla sinistra del Curone, sempre lungo la provinciale per Bruggi a 828 metri di altitudine, si incontra Montecapraro, sede del più importante vivaio del Corpo forestale dello Stato. Salogni si trova subito dopo, alla confluenza del rio Maestro col Curone, sulle pendici del monte Ebro. Infine si arriva a Bruggi, incastrata in una verde gola


CURIOSITÀ

coperta di boschi di latifoglie e sempreverdi. È il centro abitato più alto della valle sulla destra del Curone (m. 1023). Salendo verso il Giarolo vi è Caldirola. Il vecchio centro abitato si stende su uno sperone roccioso, mentre la parte del paese più recente è il villaggio "La Gioia" (1299 metri) dove è sorta negli anni cinquanta l'unica stazione di sport invernali della provincia. Caldirola è anche luogo ideale per una vacanza estiva. Vastissimi pianori si estendono sulle alture che fanno corona al paese e congiungono le vette dei monti Giarolo e Panà a quelle dei monti Ebro e Chiappo, da cui si dominano panorami magnifici raggiungibili in pochi minuti con la seggiovia ma accessibili agevolmente anche a piedi

EVENTI · A Lunassi Sagra della Panissa - aprile e settembre e Festa dell’ortica - settembre. · A Selavapiana Festa della castagna - terza domenica di ottobre.

con comode mulattiere e sentieri immersi nel verde. Da Caldirola si può raggiungere il rifugio “Ezio Orsi” (m. 1397) situato in un'amena radura ai piedi dell'Ebro, a poco più di un'ora di cammino dal Villaggio “La Gioia”. Costruito nel 1974 e inaugurato nel settembre del 1975 grazie all'iniziativa di Ezio Orsi, socio del CAI di Tortona, è aperto ogni fine settimana dell'anno. Salendo verso il Bogleglio da un'altra strada (S.P. 112) si incontrano: Remeneglia, Selvapiana (770 metri), in posizione panoramica e Forotondo, borgo con le case sparse lungo la strada principale, tant'è vero che la sua altitudine varia dagli 840 registrati a inizio paese ai 910 metri di altitudine dell'ultima abitazione.

La Via del Sale. L’itinerario trekking ripercorre le tracce degli antichi mulattieri che transitavano lungo una delle vie del sale che dalla Riviera valicavano l’Appennino per giungere alla Pianura Padana, accompagnati da viandanti, pellegrini e da lunghe carovane di muli che trasportavano, in tutte le stagioni dell’anno, sale, pesci essiccati, olio, cereali. Un'escursione piuttosto impegnativa che, partendo dalle vette della val Curone porta ad oltrepassare i monti Cavalmurone (m. 1670), Carmo (m. 1640) ed Antola (m. 1597) e a raggiungere, dopo tre giorni di cammino, lo splendido golfo del Tigullio presso Rapallo (Genova). Il sito archeologico di Guardamonte si estende lungo la sommità e le aree settentrionali del versante del monte Vallassa, sul crinale compreso fra i paesi di San Sebastiano Curone e Bagnària. Il percorso archeologico-naturalistico allestito inserisce gli aspetti archeologici, che documentano la frequentazione del rilievo dalla preistoria all’età romana, all’interno di un più vasto contesto di pregio ambientale, opportunamente valorizzato dalla creazione di percorsi naturalistici, dedicati agli aspetti geologici (calanchi), paleontologici (fossili), faunistici (pernice rossa) e floristici (orchidee) più significativi del territorio. La carbuneina. Era un rudimentale ma efficientissimo impianto chimico che serviva a trasformare con lentissima combustione e distillazione la legna in carbone di legna. Realizzata in uno spiazzo appositamente preparato nel quale la legna, ricoperta di fogliame secco e poi di terra, veniva predisposta in modo tale da permettere la circolazione dei fumi, con una apertura sovrastante dalla quale gli addetti controllavano l'andamento delle reazioni chimiche e rifornivano di nuova legna. Non esistevano strumenti o indicatori, ma ci si basava sul solo intuito. Tale procedimento viene denominato “carbonaia” e viene periodicamente riproposto dal Circolo Lunassese in frazione Lunassi nell'ambito delle manifestazioni dallo stesso organizzate. 67 www.circololunassese.it Tortonese, terre d’incontro – Val Curone - Itinerario 4


Val Borbera

Crocevia di gente, culture e vite, questa valle, attraversata dal torrente Borbera, tributario dello Scrivia, è da sempre luogo di incontro e molto spesso anche di scontro; abitata dai Celti, dai Liguri, occupata dai Romani e resa ricca e prosperosa dagli Spinola e dai Doria, fu poi nel Novecento campo di battaglia su cui si fronteggiarono nazifascisti e partigiani. Qui, infatti, si consumarono alcune delle più cruente pagine della Resistenza. Uno degli spettacoli naturali più suggestivi della zona sono le Strette di Pertuso, una gigantesca gola ricca di anse e meandri, lunga quasi 10 chilometri, che arriva fino a Cantalupo Ligure disegnando un paesaggio di contrasti straordinari, dalle cime tondeggianti dei rilievi alle spaccature del fondovalle. In questo punto alcune aree attrezzate e una scala che consente l'accesso al torrente rendono la sosta davvero piacevole. Nella stagione estiva il torrente Borbera è molto frequentato dai bagnanti che trovano piacevole refrigerio nelle sue fresche e limpide acque.

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EVENTI · Cabella Ligure - “Borberissima. Le strade del Timorasso” - Percorso in mountain bike - giugno · Fiera mercato antiquariato, artigianato, hobbystica - Prima domenica di agosto · Sagra dello gnocco fritto, Degustazione dei prodotti tipici del territorio allietata dalle musiche della tradizione locale - agosto · Festa della Patata Quarantina Prima domenica di settembre

· Cosola - Festa della castagna Seconda domenica di ottobre. · Dova Superiore - Festa della Montagna - Terza domenica di agosto · Capanne di Cosola - “A Curmà di Pinfrii”, tradizionale raduno di pifferi, fisarmoniche e canterini delle musiche tradizionali delle Quattro Province - Terzo sabato di ottobre · Cantalupo Ligure - Sagra del maialino - Ultimo sabato di luglio.


TIPICITÀ

DA VEDERE · Stele della Pinan Cichero: Monumento al Partigiano, eretto a ricordo della battaglia di Pertuso, uno degli episodi più crudi della Resistenza svoltisi qui nell'agosto del 1944. · Ara delle Matrone, altare votivo in pietra arenaria, prova della presenza romana nella valle e uno dei più importanti ritrovamenti archeologici della zona, oggi conservato nelle stanze del Municipio di Roccaforte Ligure. · Museo della cultura popolare dell'Alta Val Borbera a Carrega Ligure. · Museo della Resistenza e della vita sociale nel Palazzo Spinola a Rocchetta Ligure, fondato nel 1990. · Museo di Storia Naturale a villa Gardella a Stazzano, fondato nel 1980. La val Borbera, essendo stata terra di confine della Repubblica di Genova, ha visto sorgere sulle sue alture numerosi castelli, alcuni tuttora in buone condizioni: · Castello di Vargo, a Vargo di Stazzano del 1500 circa. · Castello di Stazzano, a Stazzano, adibito a ospizio e quindi non visitabile. · Castello Visconteo di Torre Ratti, a Torre Ratti di Borghetto di Borbera,

citato la prima volta nel 1413 da Filippo Maria Visconti, poi di proprietà dei Rati Opizzoni. · Castello di Sorli, risalente al XII secolo di cui rimangono alcuni ruderi; fu dei Visconti e poi dei Lunati fino al 1753. · Castello di Roccaforte Ligure, costruito intorno al 600, ricostruito dai Malaspina intorno all’XI secolo e poi di proprietà degli Spinola fino al 1797; rimangono ruderi. · Castello di Cremonte a Cremonte di Cabella Ligure: fu fatto costruire nel X secolo dal vescovo di Tortona contro le scorribande saracene e ungare. · Castello di Carrega Ligure, risalente forse al XII secolo; rimangono ruderi del torrione e resti della struttura originale. · Castello di Borgo Adorno a Cantalupo Ligure. Una particolarità di questa valle sono i “paesi fantasma” (Rivarossa, Avi, Camere Nuove, Connio Chiapparo, Ferrazza, Reneuzzi, Piani di Celio), così chiamati perché si spopolarono e vennero abbandonati negli anni cinquanta-sessanta del Novecento dagli abitanti che scelsero di andare a vivere nelle città.

Formaggio Montebore. Fagiolane bianche, simili al fagiolo bianco di Spagna. Patata Quarantina, soprattutto la varietà “Quarantina Bianca Genovese”. Tartufo nero e tartufo bianco, funghi porcini. Castagne, nocciole. Mela carla, autoctona della val Borbera, miele. Timorasso, vino bianco autoctono. Selvaggina. Ravioli di riso, riso ai petali di viole, trofie di castagne in salsa di noci, corzetti verdi coi piselli alla crema di montebore e ai funghi. · Vignole Borbera Tel 0143.67301 www.comune.vignoleborbera.al.it · Borghetto Borbera Tel 0143.69101/1/6 www.comune.borghettodiborbera.al.it · Cantalupo Ligure Tel 0143.90946 · Rocchetta Ligure Tel 0143.90004 www.comune.rocchettaligure.al.it · Cabella Ligure Tel 0143.799430 www.cabellaligure.eu · Albera Ligure Tel 0143.90051 www.comune.alberaligure.al.it · Mongiardino Ligure Tel 0413.98110 www.comune.mongiardinoligure.al.it

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Prodotti tipici

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Cipolla Dorata e Rossa di Castelnuovo Scrivia

Tradizionalmente la cipolla può essere utilizzata come ingrediente per insaporire insalate e minestre, oppure in forma autonoma se cucinata bollita o al forno. Nella “piana tortonese” se ne coltivano tre varietà che variano per forma e dimensione: la “dorata”, di aspetto ovoidale e di colore ramato, la “rossa” di forma regolare e ovoidale, di colore rosso violetto con polpa rossa - entrambe particolarmente pregiate - e la “bianca” di sagoma ellissoidale con polpa car-

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nosa di colore bianco. Vengono raccolte tra luglio e settembre. Le piante, che raggiungono un’altezza di circa 40 cm., producono bulbi dal sapore spiccatamente dolce. I comuni interessati alla produzione della cipolla sono quelli di Castelnuovo Scrivia, Molino dei Torti, Guazzora e Pontecurone.

Aglio di Molino dei Torti Coltivato da tempo immemore nel piccolo comune di Molino dei Torti, l’aglio è annoverato tra i prodotti Agroalimentari Tradizionali della Regione Piemonte e ancora oggi i produttori utilizzano tipologie e tecniche tradizionali. Il prodotto è costituito solitamente da 8-10 bulbilli (cosiddetti spicchi d’aglio) avvolti da una tunica di colore variabile dal bianco al rosa o al malva. La pianta, formata da foglie basali di colore verde, può raggiungere anche i 70 cm. di altezza. La raccolta si svolge in due periodi differenti: a giugno per il Borgognone, comunemente chiamato Ravagno, che si consuma solitamente fresco nelle

insalate ed a luglio per il Bianco invernale, conosciuto come Aglio di Molino dei Torti, che viene essiccato ed è destinato alla commercializzazione su più ampia scala. È uno dei più importanti elementi della cucina mediterranea. Il suo sapore molto accentuato è ottimo per valorizzare il gusto di parecchie vivande fino al punto che la saporita cucina piemontese ne fa uno degli ingredienti più utilizzati. Gli amanti dell’aglio lo considerano il migliore in Italia e la sua fama ha già varcato i confini nazionali.

Il Sedano di Alluvioni Cambiò È il prodotto tipico di Alluvioni Cambiò che ne è il centro di produzione. I terreni di medio impasto, ricchi di humus e un poco acidi, che fanno da cornice al Po e al Tanaro, sono l’ideale per la coltivazione di questo ortaggio. In quest’area se ne producono due varietà: “bianco” e “verde” (chiamato sul posto sedano “nero”). Il primo tipo è carnoso con un sapore e profumo delicati; il secondo, invece, è fortemente aromatico. Il sedano è un prodotto altamente deteriorabile, pertanto richiede molta attenzione e cura durante le varie fasi della maturazione. Gli agricoltori della zona, grazie alla loro esperienza, ne garantiscono genuinità e qualità.


Patata di Castelnuovo Scrivia

Patata Quarantina

È un prodotto di grande importanza nel panorama del settore orticolo della bassa valle Scrivia, in particolare nei comuni di Castelnuovo Scrivia, Molino dei Torti, Guazzora, Isola Sant’Antonio, Sale e Alluvioni Cambiò. Le tipologie coltivate sono principalmente due: quelle a pasta bianca e farinosa e quelle a pasta gialla. A loro volta sono suddivise in altre dieci varietà (cinque per le pri-

È una varietà di patata non farinosa di forma irregolare, dalla buccia liscia e dal color crema chiaro, tradizionalmente coltivata in val Borbera e sull'Appennino Ligure. Viene utilizzata in cucina anche per accompagnare alcuni piatti tipici, come le trenette al pesto, la trippa o lo stoccafisso. Il suo sapore rimane particolarmente intenso se cotta al vapore ancora nella buccia. www.quarantina.it

me e cinque per le seconde). In questa zona le patate vengono prodotte in terreni non trattati, il che ne costituisce un grande pregio. L'acqua è un elemento indispensabile alle coltivazioni e la vicinanza a tre grandi corsi d’acqua quali il Po, il Tanaro e lo Scrivia ha reso questo territorio un habitat eccellente per la produzione della patata di qualità. www.aspropat.com

della Val Borbera

Mais Ottofile L’Ottofile tortonese è una vecchia varietà di mais, coltivata fin verso la metà del secolo scorso sia in pianura che sulle colline del tortonese e presente in ogni famiglia contadina, soprattutto per l’autoconsumo. Soppiantata dopo la Seconda Guerra Mondiale da altre varietà di maggior resa produttiva, ma certamente di qualità meno pregiata, la sua produzione è stata ripresa nell’ultimo ventennio. La pianta di mais Ottofile, che non ha subito in alcun modo modificazioni genetiche, ha una sola pannocchia con otto file di chicchi (da qui il suo nome). Per salvaguardarne le caratteristiche organolettiche, viene coltivata con metodi naturali, senza trattamenti aggiunti e i procedimenti di lavorazione seguono i criteri di un tempo; infatti, il mais, una volta raccolto ed essiccato al sole, viene poi macinato rigorosamente “a pietra naturale”. Questo tipo di macinazione, estremamente lenta, avviene senza il riscaldamento della farina che rimane integrale, conservando al meglio profumi e sapori, il vero “gusto di una volta”, nella forma più tradizionale. La farina di mais Ottofile è utilizzata nella preparazione della “classica polenta”, eccezionale sia tagliata a fette, che fritta o sulla piastra oppure nella realizzazione di dolci, torte, pane, grissini, ecc..., prodotti che offrono al palato una piacevole sensazione di rusticità, tipica della farina macinata a pietra naturale. Tortonese, terre d’incontro – Enogastronomia

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Fragola Profumata di Tortona La Fragola Profumata di Tortona è un ecotipo locale. Il frutto ha una forma tondeggiante ed una pezzatura media, di colore rosso scuro e polpa tendente al bianco, leggermente venata di rosso. La sua caratteristica di maggior pregio è il profumo, intenso con un penetrante aroma di moscato e dal sapore piacevolmente dolce. La tipologia di questo frutto e le sue particolarità organolettiche, ne hanno fatto un oggetto di studio. La fase di raccolta, eseguita manualmente in piena maturazione, è concentrata tra la seconda decade di maggio e la prima di giugno. La sua coltivazione andò disperdendosi dopo la Seconda Guerra Mondiale, anche a causa della sua delicatezza e facile deperibilità. Solo verso la fine degli anni novanta del secolo scorso è iniziato un lento recupero promosso da alcuni ortolani della zona, tanto che nel 2000 la Fragola Profumata è stata protagonista al salone del Gusto come Presidio Slow Food e nel 2003 è stato costituito il Consorzio per la sua Valorizzazione. Può essere gustata al naturale, ovvero messa in fusione con limone e zucchero abbondante o con zucchero e buon vino dolce e può essere usata per realizzare molti tipi di dolce. Durante tutto l’anno è possibile apprezzare le confetture ed il liquore realizzati con questa prelibatezza dai produttori locali che la stanno rilanciando. www.consorziofragoladitortona.it

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Pesca di Volpedo I terreni argillosi e freschi della zona di Volpedo e dei comuni limitrofi sono adatti alla coltivazione del pesco e permettono di ottenere un prodotto dal profumo intenso e delicato con polpa compatta e gustosa. Questo frutto ha la sua unicità nell’essere raccolto ormai maturo ancora sulla pianta, così da conservare intatto il profumo e il sapore. La varietà “Pesca di Volpedo”, un tempo apprezzata e lavorata nella valle, oggi è divenuta uno dei prodotti maggiormente conosciuti della provincia; la sua fama ha già varcato da molto tempo i confini regionali ed è commercializzata in tutt’Italia. Info: volpedofrutta@libero.it www.pescavolpedo.com


Mela della val Curone Coltivata senza irrigazione nella fascia pedemontana e collinare che circonda Volpedo, Monleale, Brignano Frascata e San Sebastiano, la mela è una coltura tipica della val Curone, dove negli ultimi anni è andata estendendosi e specificandosi. Grazie alla profondità e alla fertilità di questi territori, la mela è diventata la regina della frutta (ruolo che divide con la pesca). Se un tempo era predominante la varietà “Mela Carla”, oggi hanno preso il

sopravvento le renette e le varietà americane “Delicious” e “Golden Delicious”. La produzione segue i competenti dettami impartiti dal Consorzio Volpedo Frutta, che garantiscono al consumatore un prodotto di alta qualità. La conservazione dei frutti avviene infatti secondo metodi tradizionali in locali che assicurano valori di temperatura, di umidità e di composizione atmosferica tali da non alterarne le peculiari caratteristiche qualitative.

Mela Carla Varietà di mela prevalentemente diffusa in val Borbera; è di colore giallo con macchie rosse, ha una polpa bianca finissima lievemente acidula, nello stesso tempo

croccante e fragrante, saporita e succosa. Si raccoglie sul finire del mese di settembre e si conserva sino alla primavera.

Ciliegia “Bella di Garbagna” Garbagna, piccolo borgo della val Grue, è conosciuto per le sue ciliegie. Si coltivano le pistoiesi, le grisone (più tardive), ma soprattutto la “Bella”: un durone di colore rosso brillante, molto croccante, con il picciolo medio lungo, particolarmente adatta alla conservazione sotto spirito, dove mantiene consistenza e sapore. È ideale anche come ripieno per i Boeri, come materia prima per la produzione di liquori ed è ottima sotto forma di confettura. Con cannella oppure con chiodi di garofano, diventa un accompagnamento inusuale, ma estremamente interessante, per le carni. www.ciliegiagarbagna.com

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Melone di Isola Sant'Antonio È un frutto dalle qualità sopraffine, particolarmente pregiato e ricercato per le sue straordinarie caratteristiche organolettiche. Viene prodotto e consumato nei mesi di luglio e di agosto. La coltivazione del melone è assai diffusa nei territori di Isola Sant’Antonio, Castelnuovo Scrivia e Sale, una zona dove i terreni umidi, di natura argillosa e limosa, l’abbondanza di acqua e il caldo estivo hanno creato un habitat ideale per la sua produzione. Si possono indicare due varietà, “cantalupi” e “reticolati”. Questi ultimi hanno la scorza solcata da reticoli in rilievo, da cui il nome, con venature verdi più o meno scure, di forma rotonda o allungata; raggiunta la maturazione, il loro interno è di colore arancione ed emana un profumo intenso.

Una new entry nel territorio tortonese

Il “Tritordeum” È un nuovo cereale rustico, con importanti proprietà nutrizionali e benefiche, ottenuto da un incrocio naturale fra un frumento duro ed un orzo selvatico che nasce spontaneamente in Cile ed in Argentina, la cui coltivazione si sta avviando sul territorio tortonese sulla base di un rigido disciplinare di produzione. (È un’esclusiva Tomato Farm S.p.a.) Le caratteristiche principali sono: basso contenuto di glutine, alta presenza di fibre alimentari ottime per la circolazione sanguigna, alti livelli di luteina (antiossidante indicato per la salute degli occhi), composti fenolici, fruttani, proteine e minerali essenziali. La farina derivata da questo cereale innovativo è ottima per prodotti trasformati (pane, pizza, dolci, pasta).

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Ceci della Merella

Prodotto Agroalimentare Tradizionale del Piemonte

Coltivato nella zona tra Tortona e Novi Ligure lungo il torrente Scrivia, il Cece della Merella non è una varietà autoctona né è coltivato con metodi particolari. Ciò che ne costituisce l’elemento distintivo sono il sapore, la consistenza e la finezza della polpa, che ne fanno davvero un prodotto unico nel suo genere. Le ragioni di queste sue specificità possono essere individuate nella natura del terreno: la terra dello Scrivia dove sono coltivati è argillosa, arida, e sicuramente poco fertile, ma indubbiamente ricca di elementi che contribuiscono a renderne caratteristico e particolare il sapore. I ceci della Morella, molto apprezzati dagli intenditori, vengono tradizionalmente usati nella preparazione di zuppe, passati, minestroni ed in particolare della “farinata” (conosciuta nel tortonese come “bellacalda”).

Fagiolane della Val Borbera Si tratta di fagioli rampicanti dal colore bianco avorio, che può essere più lucente o più opaco. I semi possono avere forma diversa: allungata, reniforme e piatta, tondeggiante ed appiattita o tondeggiante e piena. Esistono due tipologie di fagiolane: la “Quarantina” e la “Tardiva”. La prima ha una maggiore precocità, accompagnata però da una dimensione minore dei semi; la seconda ha una produzione più lenta, ma fornisce un prodotto di dimensione maggiore e di qualità superiore. La raccolta, eseguita interamente a mano da metà agosto e fino ad ottobre o novembre, avviene quando i baccelli sono secchi; non esiste infatti un mercato del prodotto fresco.


Tartufi Le valli del tortonese, in particolare l’area della val Curone, caratterizzata dall'omogeneità e dall'assenza di sassi nel terreno, presentano un ambiente ideale per la crescita delle specie più rinomate. Il tartufo bianco pregiato (Tuber Magnatum) di forma liscia, dal profumo intenso e dal forte aroma, ideale su piatti “neutri”, è il re della cucina piemontese, apprezzato in tutto il mondo. E' il più grande dei tartufi (può infatti raggiungere le dimensioni di una mela!) ed è il tipo

più profumato e di più alto valore commerciale; il colore varia a seconda delle specie di albero con cui nasce e si sviluppa in simbiosi: colore giallo pallido tendente all'ocra, con chiazze rosso-brune con la quercia, molto chiaro con il pioppo, rosato con il tiglio.

Il tartufo nero (Tuber Melanosporum), di colore scuro, con la parte interna percorsa da venature chiare, è anch'esso profumato ma meno pregiato.

Lo scorzone (Tuber Aestivum) è uno dei tartufi più comuni e meno pregiati; a parte una breve pausa primaverile, si può trovare tutto l'anno anche in notevoli quantità.

Funghi La zona delle valli Curone, Grue e Ossona è tra le più quotate dell’alessandrino per la raccolta di funghi porcini, la specie più conosciuta, pregiata e ricercata. I funghi sono raccolti dalla primavera fino all'autunno; le principali specie sono: ovulo buono o reale, porcino chiaro, porcino moro, porcino estivo, porcino nero o bronzino, chiodino, crava rossa, crava scura, crava nera, gallinaccio, griffone, lingua di brughiera e piede di capra. Consumati sia freschi che essiccati, sono alla base della cucina locale presso tutti i ristoranti della zona.

Castagna I frutti del castagno, chiamato anticamente “l’albero del pane”, hanno rappresentato per decenni l'alimento base per chi abitava le colline e le montagne della provincia. Nell'alta val Grue i castagneti sono stati mantenuti e destinati alla faticosa raccolta delle castagne, fatta esclusivamente a mano. La maggior parte del raccolto

viene utilizzato per la produzione di farina di castagne, mentre il rimanente è destinato al consumo fresco. Le Castagne di Garbagna sono ideali per la preparazione di alcune specialità: il castagnaccio, le castagne al rum, il gelato al gusto di castagna, oppure possono essere gustate come caldarroste o bollite nel latte. Tortonese, terre d’incontro – Enogastronomia

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Montebore

presidio Slow Food

In poco tempo il Montebore ha acquisito notorietà grazie alla sua originalità. È un formaggio grasso, a pasta fresca, prodotto tutto l'anno. Viene preparato con latte crudo di pecora o latte misto proveniente da razze presenti sul territorio; dalla forma caratteristica a “castellino” (un tronco di cono costituito dalla sovrapposizione di 3-5 formelle di diametri e pesi diversi, rastremati verso l’alto e modellato a forma di castello) e dal sapore antico, può essere gustato fresco (24 ore dopo la salatura), morbido, semi-stagionato (15 giorni), da grattugia (acquista infatti consistenza con la stagionatura) o “cmudò”, ossia mettendo il prodotto avanzato, sminuzzato o grattugiato, e talvolta impastato con un bicchiere di vino bianco, sott’olio d’oliva proveniente generalmente dalla vicina Liguria. La Cooperativa Vallenostra ha recuperato sul finire del secolo scorso la tradizionale ricetta di lavorazione dall’ultima depositaria, la signora Carolina Bracco. www.formaggiomontebore.it

Miele Le valli del tortonese ben si prestano all’allevamento delle api ed alla produzione di miele, in quanto zone a basso tasso di inquinamento e ricche di flora nettarifica. A seconda delle differenti origini botaniche, i mieli si contraddistinguono per il loro diverso tipo di colore, consistenza, aroma e sapore. Si dividono in due categorie: mieli floreali prodotti con nettare di un’unica specie e mieli eterofloreali (millefiori) ottenuti dalla combinazione di nettari prodotti da fiori di specie diverse.

Testa in cassetta della val Curone In passato nella zona della val Curone si produceva la cosiddetta Testa in Cassetta, utilizzando le parti commestibili e morbide della testa dell’animale. Gli “insaccatori” itineranti, macellai o norcini, si recavano nella stagione invernale presso le varie famiglie a confezionare le carni del maiale. Oggi la produzione, benché di piccole quantità, è stata ripresa da alcuni macellai ma viene soprattutto realizzata a livello familiare. Con il corso del tempo è stata promossa da alimento di ripiego a rara leccornia. La Testa in Cassetta classica è presente anche nel Registro dei Prodotti Agroalimentari tradizionali della Regione Piemonte. Il nome deriva dal tipo di confezionamento, infatti la “cassetta” è il recipiente, una volta di legno dolce, in cui l’impasto inserito nella “tasca” viene riposto al fine di dare al prodotto la tipica forma schiacciata. Lasciato nella cassetta per uno o due giorni, non necessita di stagionatura ed è presto pronto per essere mangiato.

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Prodotto Agroalimentare Tradizionale del Piemonte


Salame Nobile del Giarolo Presidio Slow Food Caratterizzato da un impasto a grana grossa, con un sapore aromatizzato, dolce e delicato, e un profumo intenso, frutto di un’attenta ed accurata stagionatura, viene prodotto nel territorio compreso tra le valli Curone, Grue, Ossona, Borbera e Spinti, utilizzando solamente le parti nobili del maiale. Gli animali provengono rigorosamente da allevamenti locali o comunque appartenenti al Gran Suino Padano ed allevati allo stato semibrado, con alimentazione controllata, as-

senza di mangime integrato o di somministrazione di antibiotici. La carne suina viene lavorata con sale e pepe in grani ed aromatizzata con un tipico infuso di aglio e vino rosso. La pasta viene poi insaccata in un budello naturale di scrofa, legato con spago a maglia fine e fatto stagionare, in ambienti adeguatamente aerati, per periodi che possono variare dai quattro ai diciotto mesi, in relazione alla pezzatura. Quando sulla “pelle” si forma la caratteristica muffa bianca, il salame ha raggiunto la sua

perfetta maturazione. Il Consorzio di tutela “Salame Nobile del Giarolo” nasce con l’obiettivo di difendere e valorizzare le caratteristiche, la qualità e l’unicità di questo prodotto che fa parte della storia e della cultura del territorio. Il Cucito è senz'altro la pezzatura più pregiata. Richiede una stagionatura più lunga che può raggiungere addirittura i ventiquattro mesi. Veramente senza eguali il profumo, l'aroma ma soprattutto la

morbidezza nonostante la lunga maturazione. I giarolini, per le loro dimensioni contenute, sono ed erano i primi a stagionare e ad essere consumati. Stesso impasto e stesse nobili caratteristiche dei salami più grandi, per un profumo e un sapore sempre unici e inconfondibili. www.salamenobilegiarolo.com

Carne all'Erba È il prodotto di una zootecnia armoniosamente integrata tra il mantenimento dell'allevamento e le risorse naturali della terra, vitelli nati e cresciuti nel territorio e allevati esclusivamente al pascolo e con alimenti locali: l'intera filiera è favorita, inoltre, dalle tipiche condizioni climatiche dell'area, che permettono di ottenere esclusivi parametri qualitativi ed inimitabili caratteristiche organolettiche. La produzione è tutelata dall'omonimo Consorzio di Tutela della Carne all'Erba del Giarolo-Parà-Ebro, costituito nel 2011. www.carneallerba.com Tortonese, terre d’incontro – Enogastronomia

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Piatti della Tradizione

Anlot (Agnolotti) Primo piatto unico, tipico delle grandi festività del passato. È una pasta ripiena. La sfoglia, anticamente tirata a mano, è preparata con farina 00, legata con uova e acqua. Il ripieno è costituito da stufato di solo manzo, cotto a fuoco lento con vino rosso robusto e corposo. La base viene ricoperta con un'altra sfoglia e poi rifilata con la rotella seghettata (o con lo stampo) in modo da ricavarne dei quadrati di piccole dimensioni. Gli “anlot” sono conditi con il sugo dello stesso stufato con cui è stato fatto il ripieno. È possibile degustarli anche in brodo o nel vino. In alcune zone del tortonese viene preparata anche la variante con il ripieno, e relativo sugo, a base di stufato d’asino.

Tipici di Cosola e di Cabella Ligure sono i ravioli di riso e latte, grossi ravioli il cui ripieno è costituito da riso cotto nel latte insaporito con uova, formaggio e qualche spezia, conditi con formaggio e panna fresca.

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Zuppa di Ceci

Come in molte altre località dell’alta Italia, è tradizione prepararla il 2 novembre, giorno della Commemorazione dei Defunti; si profuma con aglio di Molino dei Torti, cipolla di Castelnuovo Scrivia, salvia e si cuoce con cotenne di maiale e/o con piedini. Viene accompagnata con crostini di pane a piacere. È un primo piatto nutriente e saporito, ottimo per essere gustato nelle fredde giornate invernali.


Stuf

ato di carne

Malfatti Primo piatto a base di bietole, uova e formaggio grana. È caratteristico della val Curone ed in particolar modo del paese di Momperone, dove da anni vengono pazientemente preparati nelle famiglie e nelle sagre. La ricetta tradizionale, anche se poi si possono fare diverse varianti, è stata tramandata da madre in figlia e prevede che siano conditi con burro e salvia.

Trippa

Secondo piatto a base di carne di manzo, morbida e leggermente venata di grasso, macerata per 24 ore con verdure (aglio, sedano, carota, cipolla) aromi (alloro, chiodi di garofano, cannella, noce moscata) e vino rosso corposo (Barbera locale). È un piatto ideale per accompagnare la polenta di mais Ottofile o il purè preparato con le patate di Castenuovo Scrivia ed è alla base del ripieno dei tradizionali agnolotti (anlot) e del sugo con cui possono essere conditi.

Costituisce un piatto tradizionale di molte regioni d’Italia. A base di frattaglie ricavate da diverse parti dello stomaco dei bovini, richiede un lungo tempo di cottura durante il quale acquista la giusta morbidezza, impregnandosi degli aromi che le conferiscono un sapore appetitoso. La buseca (büseca) come viene chiamata nella zona del tortonese, è un secondo piatto tipico della cucina popolare a base di trippa, fagiolane bianche della val Borbera, passata di pomodoro, carote, sedano e aromi, generalmente preparata durante la stagione invernale. Un tempo veniva cucinata in occasione delle festività e delle fiere paesane.

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Panissa Con il termine “panissa” si intendono due piatti molto diversi della cucina italiana: quella ligure, a base di farina di ceci, e quella piemontese che è una specie di “risotto”. Quest’ultima è un piatto molto diffuso, seppur con piccole varianti negli ingredienti, nella provincia di Vercelli ed in quella di Novara. È tipica anche dell'alta val Curone, dove in passato alcuni lavoratori stagionali presso le risaie del vercellese hanno "importato" questa preparazione.

Ajà

(sugo a base di aglio, noci e burro) Tipico piatto di origine esclusivamente tortonese. È usanza preparare "l’ajà" il giorno della spillatura del vino nuovo. Consiste in una salsa ottenuta pestando nel mortaio gherigli di noci, molto aglio di Molino dei Torti e burro con cui condire le tagliatelle fatte in casa. Per alleggerire il piatto si può diminuire la quantità di burro ed aggiungere dell’ottima panna da cucina. La salsa viene stemperata appena prima di condire le tagliatelle con qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta. Questo sugo, secondo la tradizione, viene anche usato per condire le “reginette”, tagliatelle con il bordo ondulato, che si consumano la sera della vigilia di Natale con la denominazione di “fasce del bambino”.

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Ingredienti principali: riso, cipolla di Castelnuovo Scrivia, fagiolane bianche della val Borbera o fagioli Borlotti, lardo, pasta di salame o salsiccia e piccole varianti, quali: cavolo verza, vino rosso, carote, sedano.

Bagnet Tipica salsa verde a base di prezzemolo, cucinata a crudo, morbida e densa, utilizzata solitamente come accompagnamento dei bolliti; è ottima con tutte le carni, con le patate lesse o come antipasto. In alcuni paesi se ne prepara anche una versione rossa con l’aggiunta di pomodoro, che viene però cotta a lungo e a fuoco lento. In entrambe le varianti gli ingredienti vengono finemente sminuzzati minuzzati con mixer o tritatutto, oppure, pure, come previsto dalla tradiziozione, tritati sull’asse di legno o con la mezzaluna d’acciaio per non sfibrare eccessivamente gli ingredienti, soprattutto il prezzemolo, mantenendone inalterato il profumo.


Baci di dama I Baci di Dama di Tortona, prodotti da oltre un secolo e mezzo da pasticcieri artigianali tortonesi, vantano caratteristiche di fragranza e delicatezza uniche nel loro genere. La ricetta originale prevede l’uso delle mandorle, prodotto più difficile da reperire e più costoso delle nocciole. Questo è uno dei fattori che, da sempre, contraddistingue la produzione dei Baci ed è segnale della loro qualità. Il prodotto non contiene conservanti e la particolare cura con cui è confezionato permette di mantenere inalterata la fragranza per almeno quattro mesi. Attualmente, le metodiche di lavorazione sono le stesse che sono state tramandate negli anni, rispettando la ricetta originale. La variante “Baci dorati”, dalla forma ovoidale e dall’incarto dorato, prevede l’aggiunta del cioccolato anche nell’impasto. Questo dolce squisito, più volte citato nelle più affermate guide gastronomiche italiane, è l’ideale per un gradito regalo e per essere gustato in qualunque occasione ed in qualsiasi momento della giornata.

Bragton e Busela Dolci del periodo natalizio a base di pasta frolla o comunque pasta dura dolce, a forma di pupazzi -“bragton” che ricorda una figura maschile, quindi con i pantaloni (braghe) e “busela”, dalle sembianze femminili con gonna- che si regalavano ai bambini, in quanto unico dono che molte famiglie potevano permettersi. Questa tradizione, se pur in parte caduta in disuso, sta cominciando a tornare di moda e non è raro vedere nelle vetrine dei panettieri della zona durante il periodo prenatalizio, questi buffi biscotti avvolti in cellophane ed infiocchettati.

Gazzose Fondata da Angelo Abbondio nel 1889, la "Premiata Fabbrica Bibite Gassate" è stata una delle prime ditte di bibite italiane. Si tratta di ricette originali e segrete, a base di pregiati ingredienti naturali, selezionati con cura per la loro qualità e la totale assenza di coloranti artificiali, che hanno ottenuto riconoscimenti ufficiali, generazione dopo generazione. Tortona è conosciuta per le tre gazzose: bianca, rossa e verde. La gazzosa “bianca” è a base di cinque varietà di limoni siciliani sapientemente dosati per un gusto equilibrato, con aggiunta di zucchero extra-fine, mentre la “rossa”, ancora oggi la bibita analcolica per eccellenza del tortonese, è composta da oltre dieci essenze diverse, che le conferiscono un aroma amaro, a metà fra il ginger e il bitter, la “verde” è composta da tre differenti varietà di menta del Piemonte miscelate in una ricetta segreta; il risultato è un gusto intenso, fresco ed inconfondibile. Tortonese, terre d’incontro – Enogastronomia

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I Vini del Territorio

I vini prodotti sono regolamentati dal Disciplinare di Produzione dei Vini a Denominazione di Origine Controllata “COLLI TORTONESI”. (G.U. n° 253 del 29 ottobre 2011)

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Il tortonese appare al visitatore come un paesaggio variegato, con le sue morbide colline che sfumano in vette di tutto rispetto (Giarolo, Ebro e Chiappo). Risalendo da Tortona lungo le principali vie di comunicazione, un susseguirsi di campi coltivati, vigneti e frutteti si presenta più come naturale continuazione della Pianura Padana che come parte della complessa catena montana del Basso Piemonte, dove le Alpi cedono il passo agli Appennini. Con una superficie doc di oltre 1000 ettari le soleggiate dorsali collinari a sud-est di Tortona costituiscono per estensione la terza area coltivata a vite della provincia di Alessandria. Il terreno, variegato sia dal punto di vista della composizione che del colore, è ovunque ottimale per la crescita dei vitigni. Il loro modo d’essere e la loro tutela sotto un’unica denominazione d’origine controllata (DOC) nascono dall’elevata vocazione enoica del tortonese, ove la vigna per tradizione è fatta di piccole dimensioni e di grande passione.


I “Bianchi” Timorasso

Cortese

Favorita

Moscato

Nel vasto e prestigioso panorama vitivinicolo delle colline tortonesi un posto di rilievo spetta al Timorasso. Si tratta di un vitigno autoctono a bacca bianca di qualità coltivato nelle valli Curone, Grue, Ossona e Borbera. In quest’area la vite trova un valido habitat grazie al terreno, al lungo soleggiamento e alla posizione al riparo dai venti. Il timorasso veniva prodotto fin dai tempi remoti, ma solo in anni recenti, verso la fine degli anni ottanta, i viticoltori locali hanno ripreso ad impiantare questo tipo di vitigno che raggiunge la maturazione dopo la prima metà del mese di settembre. La produzione attualmente è limitata, ma di alta qualità. Il vino che se ne ricava è di buona struttura, dal color giallo paglierino più o meno intenso, dal profumo caratteristico e fragrante e dal sapore fresco e armonico con l’evoluzione.

Questo vitigno predilige terreni particolari e climi non eccessivamente umidi. È un vino che si può consumare giovane ma si presta bene anche ad un breve invecchiamento e può essere spumantizzato ottenendo un ottimo prodotto.

Nelle colline tortonesi la produzione di quest’uva era quasi scomparsa per lasciare spazio a quelle di bacca rossa, ma recentemente la coltivazione è stata ripresa e i risultati ottenuti sono incoraggianti.

Adatte al clima delle colline tortonesi, le viti di moscato sono presenti da oltre due secoli.

Colore Giallo paglierino più o meno intenso. Odore Caratteristico e fragrante. Sapore Di buona struttura e armonico. Alcolicità Minima di 12° Abbinamenti Antipasti caldi e freschi, primi piatti anche di marcata sapidità e preparazioni a base di carni bianche sole o accompagnate da legumi e verdure. Se invecchiato è ottimo con i formaggi stagionati e piccanti e può diventare anche un vino da meditazione.

Colore Giallo paglierino chiaro, con riflessi verdognoli. Odore Delicato, gradevole, persistente, con rapidi sentori fruttati. Sapore Secco, fresco, brioso, con sentori mandorlati. Alcolicità Minima di 10° Abbinamenti Aperitivi, antipasti magri, paste asciutte e piatti a base di prodotti del pescato. Adatto anche per carni bianche con salse e per risotti cucinati al vino Cortese. Nelle tipologie frizzante e spumante è ottimo a tutto pasto, dall’aperitivo al dessert.

Colore Giallo paglierino più o meno carico. Odore Delicato, caratteristico. Sapore Secco, gradevolmente armonico e talvolta vivace. Alcolicità Minima di 10° Abbinamenti Antipasti, piatti a base di pesce e carni fredde, ad esempio vitello tonnato, insalata di pollo e piatti di verdure piuttosto condite, come l’insalata russa.

Colore Giallo paglierino o dorato più o meno intenso. Odore Caratteristico e fragrante. Sapore Dolce, aromatico, talvolta frizzante, caratteristico dell’uva moscato. Alcolicità Minima di 11° Abbinamenti Da solo o miscelato in cocktail alla frutta, è un ottimo aperitivo. Ideale compagno di dessert anche a base di cioccolato, si abbina bene con il gorgonzola o con formaggi di media stagionatura.

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I “Rossi"

Barbera

Dolcetto

Croatina

Considerato per lungo tempo un vino comune, ora il Barbera ha raggiunto altissimi livelli qualitativi, che soddisfano anche i palati più raffinati. Sulle dorsali che circondano Tortona questa vite è generosa, prodiga di grappoli rosso granata dagli acini piccoli, dolci e succosi.

È un vino precoce, di pronta beva già nella primavera seguente la vendemmia, ma se di gradazione alta, ricco di corpo e vinificato con macerazioni sulle bucce più lunghe, diventa un vino importante.

È un vitigno che cresce bene nei terreni calcarei-argillosi, scarsamente umidi e con buona esposizione al sole.

Colore Rosso rubino carico, che con l’invecchiamento si attenua assumendo riflessi granata. Odore Gradevolmente vinoso, persistente e caratteristico. Sapore Fresco, secco, sapido e talvolta vivace, che con l’età si affina diventando pieno, rotondo e armonico. Alcolicità Minima di 11,5° Abbinamenti Antipasti di salumi stagionati, pastasciutte, risotti, carni in umido, bolliti, arrosti di carne rossa (manzo, agnello, anatra), formaggi a media stagionatura.

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Colore Rosso rubino, con riflessi violacei più o meno marcati, comunque sempre abbastanza intensi. Odore Caratteristico, con piacevoli sentori vinosi, talvolta con sfumature fruttate. Sapore Asciutto, di discreto corpo, armonico, con gradevole retrogusto amarognolo. Alcolicità Minima di 10,5° Abbinamenti Primi piatti non troppo conditi, carni bianche, salumi e formaggi mediamente maturi. Se invecchiato è adatto a piatti saporiti, carni brasate e formaggi stagionati.

Colore Rosso con gradazioni fino al rosso rubino intenso. Odore Intenso e gradevolmente vinoso, con sentore caratteristico. Sapore Secco, sapido e corposo è leggermente tannico e talvolta vivace. Alcolicità Minima di 12° Abbinamenti Primi piatti ed antipasti non a base di pesce, carni bianche, pasticci e formaggi non troppo stagionati. Ottimo con un piatto dalla struttura decisa come l’ajà.


Freisa

Chiaretto

È un vitigno rustico e con una secolare tradizione: le prime documentazioni su questa varietà di uva risalgono infatti a cinque secoli fa. Dal punto di vista genealogico è una parente stretta del ben più famoso Nebbiolo, l'uva principe del Piemonte, ma ha una componente tannica sensibilmente più marcata che conferisce al vino un gradevole profumo fruttato con sentori di lampone e di rosa, caratteristica che viene esaltata nella produzione di vini vivaci. Sono documentate almeno due varietà: la “Freisa Piccola”, di minor resa e più adatta alle zone collinari, e la “Freisa Grossa”, più produttiva ma qualitativamente meno pregiata. La loro buona dotazione di colore e struttura permette anche l’ottenimento di vini fermi destinati talvolta ad un moderato invecchiamento.

È un vino rosato prodotto con uve a bacca nera ad indicazione D.O.C. prodotto “intenzionalmente”, vale a dire servendosi di particolari tecniche molto complesse raggruppabili in tre diverse categorie: il salasso, la pressatura diretta e la macerazione carbonica. La vinificazione dei vini rosati deve garantire alcuni aspetti fondamentali, dovendo in particolar modo difendere l'intensità dei profumi e la persistenza del sapore, molto raffinato. Poiché questa tipologia di vini tende a perdere la caratteristica freschezza aromatica ed il gusto gradevole di fiori e frutta, si consiglia di consumarli entro un lasso di tempo relativamente breve.

Colore Rosso rubino tendente al granato. Odore Caratteristico, delicato. Sapore Da asciutto ad amabile, talvolta vivace. Alcolicità Media di 11°. Abbinamenti Paste condite con salse a base di carne, a carni rosse e bianche preparate nelle più diverse ricette della cucina tradizionale. Ottimo con salumi, agnolotti e polenta condita.

Colore Rosato o rosso rubino chiaro. Odore Vinoso, delicato e gradevole. Sapore Asciutto, armonico e talvolta vivace. Alcolicità Minima di 10°. Abbinamenti Il vino Rosato Chiaretto si presta molto bene a differenti abbinamenti culinari, sebbene il suo essere un vino morbido lo rende particolarmente adatto con tagliatelle fresche, pesce in umido, salmone con verdure, carni bianche.

Ufficio Turismo e Manifestazioni Comune di Tortona Referenze fotografiche: Armando Bergaglio Carlo Balduzzi CAI Tortona Pier Luigi Casanova dell'Associazione La Pietra Verde Mela Cocozza Flash 2000 - Viguzzolo Nonsolobike Tortona Marco Mandirola Raffaele Vaccari I Comuni del Territorio Tortonese Progetto grafico e realizzazione Studio De Bernardi Novi Ligure Cartina turistica Claudio De Bernardi Stampa Modulgrafica Forlivese Forlì

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CittĂ di Tortona

Con il contributo di

Ufficio IAT Informazione e Accoglienza Turistica

Palazzo Guidobono Piazza Arzano - Tortona tel./fax 0131.868.940 iat@comune.tortona.al.it www.vivitortona.it


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