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EXCLUSIVE LIFE

POSH BIMESTRALE DICEMBRE-GENNAIO 5€

POSH 94

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PROTAGONIST JEAN NOUVEL

TIMO HELGERT BELLA HADID LEWIS HAMILTO N SOFIA SOLE ARTURO GAL ANSINO LADY GAGA PAO LO PININFARINA MARION COTILLARD PINO LERARIO MATTEO ZORZENONI

new beginning ENJOY THE

5€

Unique Media srl – Bimestrale N–94 dicembre-gennaio 10.12.2020 ENGLISH TEXT

No.

94


THE ABSOLUTE SI LK E X PER I E NCE ABSOLUTE SILK MICRO MOUSSE TREATMENT, FLUID, CREAM L’esperienza ABSOLUTE di SENSAI. L’esclusivo complesso Koishimaru Silk Royal ™ caratterizza l’innovativa MICRO MOUSSE TREATMENT, il FLUID sorprendentemente ricco e la CREAM dalla consistenza vellutata. In perfetta sinergia tra loro, i tre prodotti agiscono contrastando i segni del tempo regalando così una luminosa SILK SKIN – impeccabilmente setosa.

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CONTENTS

POSH 94

«La mia voce è ciò che mi rappresenta, ciò che mi dà la forza di farmi sentire, è l’affermazione della mia individualità. La voce è viva». LADY GAGA

pag. 106

9 8 PA L Z I L E RI Il nuovo percorso del marchio del gruppo Mayhoola 10 0

LANCÔME

Maria Elena Marchettini, general manager di Lancôme, ci racconta i lanci 2021 101 S H I S E I D O Luca Lomazzi, country general manager Shiseido Italy, ci parla del futuro del marchio

L’interior design dall’anima pop/industrial immaginato dallo studio di architettura Vemworks Pag: 126 2 0 LO SGUARDO D E L L A X Dior celebra uno degli artisti più acclamati, Brian Donnelly in arte KAWS

10 2 DA RP H I N Darphin, the luxury botanical brand, rinnova in Stimulskin Plus la bellezza con nuova formula 114 I N T E RI O RS Abitare contemporaneo

2 2 GOLD La nuova Kartell Toy, design Moschino by Jeremy Scott

13 2 TE CN O LO G IA La wishlist e i pezzi must have da non perdere per nessun motivo

2 4 MI L AN O È SU PE R L’ area ex Falck di Sesto San Giovanni si trasforma

14 2 M OTO RI La nuova Audi Q5 Sportback

2 6 PATEK PHI LI PPE L’eleganza femminile del nuovo Twenty 4

14 6 LU XU RY RE TRAIT S Quellenhof Luxury Resorts, oasi del benessere

2 8 ARC HI TECTURE L’imponente Vista Tower di Chicago

15 0 SP E CIAL E M O NTAG N A Rifugi d’inverno, dove privacy e comfort si coniugano nello scenario spettacolare delle Dolomiti

3 6 JEAN N OU VEL Il concept design rivoluzionario 4 0 T IMO HELGER T Il digital artist racconta il nuovo progetto REDValentino 4 8 AR TURO GAL ANSI N O La nuova era di Palazzo Strozzi a Firenze 5 2 FAMI LY BU SI N E SS Novant’anni di Pininfarina

8 4 SNE A KE R S Zegna, Onitsuka Tiger, Versace, Louis Vuitton, Valentino, Le Coq Sportif

118 RE S I D E N Z E D ’AU TO RE Aston Martin firma le residenze per milionari

5 8 TAGLI ATORE Pino Lerario racconta la nuova sfida del marchio

9 6 C H A NE L Marion Cotillard interpreta il nuovo film di N.5

12 2 M AT T E O Z O RZ E N O N I Il designer racconta il suo universo tra forme e colori

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EDITOR’S LETTER

UN NUOVO INIZIO di Enrico Cammarota

Un nuovo inizio, si vogliamo un nuovo inizio, lontano dalle paure, distante dai limiti imposti per cosi lungo tempo che forse ai nostri padri hanno ricordato i tempi della guerra perché mai dopo c’è stata una restrizione della libertà simile. Lontani anche da questo distruggere ogni rapporto affidando i contatti a uno smartphone e illudersi che un click o una manina possano sostituire un incontro, un abbraccio. Lontani anche da questa calma piatta che sta soporizzando tutta una generazione chiusa in casa per un anno. Per il nuovo inizio contiamo sulla new generation, sulla voglia di fare, creare, di vivere in modo più consapevole e sano. A loro tocca l’arduo compito di mettere un freno alla velocità in cui era stato lanciato il mondo, risollevarsi da una pandemia che ci lascia tutti allibiti e pretendere di vivere e lavorare esaltando i valori della sostanza, della qualità. Leggiamo con grande piacere l’attenzione che torna sull’artigianato da parte dei big della moda, del design, dell’esigenza quindi di dare sapienza al prodotto che si vende, dopo che per anni si è cercato spesso solo il maggior risultato economico possibile. Profitto e crescita continua sono di per sé già un connubio difficile se poi lo si vuol rendere costante a cifra doppia e per tanti anni è evidente che rischia di diventare imbarazzante. Presidiare la qualità per chi ama il bello è fondamentale, come lo è saper dare tempo alla

nella foto

creazione. Per questo nuovo inizio ci auguriamo tanta reale unicità in più, vogliamo capire bene perché un prodotto debba avere quello specifico costo, definire bene i contorni di ciò a cui stiamo dedicando il nostro tempo. Personalmente non mi soddisfa proprio seguire un influencer che debba indicarmi ogni dieci minuti un prodotto diverso o il viaggio che dovrei fare, perché per farmi “influenzare” devo dare valore a chi lo fa e allora dovrebbero spiegarmi il motivo per cui dovrei farmi convincere da chi spesso non ha allure per indossare un gioiello importante, un vestito favoloso o guidare un’auto dove dietro ci sono decine e decine di ingegneri silenziosi che danno un contenuto al prodotto. Vogliamo intensità reale! In questo numero raccontiamo tante storie e percorsi affascinanti e i nostri lettori più fedeli riceveranno a casa la rivista in un prezioso cofanetto realizzato in collaborazione con Darphin. È il nostro modo di ringraziare chi ci segue da sempre, il nostro modo di valorizzare il nostro magazine che da sempre non è solo stampa ma un mezzo che unisce e coinvolge un target di persone che amano distinguersi e per farlo si impegnano nei loro campi con abnegazione. Impegnarsi, lavorare, amare con passione e consumarsi nelle emozioni. Vogliamo questo per il nostro 2021, il resto abbandoniamolo.

un artwork di Timo Helgert realizzato per REDValentino SS21

enrico.cammarota@uniquemedia.it

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EXHIBITION

Al Brooklyn Museum di New York un’imponente esposizione presentata da Dior celebra uno degli artisti più acclamati, Brian Donnelly in arte KAWS

KAWS: WHAT PARTY 12 FEBBRAIO-5 SETTEMBRE 2021 BROOKLYN MUSEUM 200 EASTERN PKWY - BROOKLYN NEW YORK

LO SGUARDO DELLA X La sua arte ha fatto da ponte per oltre venticinque anni tra differenti mondi creando un dialogo diretto tra arte, cultura popolare e commercio. Una visione che l’esposizione “KAWS: What Party” - curata da Eugenie Tsai, John e Barbara Vogelstein Senior Curator Contemporary Art al Brooklyn Museum - indaga attraverso oltre cento opere dell’artista di Brooklyn classe 1974. Graffiti, taccuini inediti o raramente visibili, sculture, dipinti, piccoli oggetti da collezione, mobili, si affiancano alle monumentali installazioni di Companion, le sue acclamate figure dagli occhi a croce. Una pratica artistica capace di traslare differenti universi – l’estetica e il trascendente, il mercificato e l’inestimabile – English text at page 158

evidenziando con forza le emozioni interiori come l’amore, l’amicizia, l’alienazione, la solitudine. Emozioni che portano a esplorare la nostra assidua relazione con gli oggetti, svelate attraverso un viaggio sorprendente tra le opere più conosciute e le nuove pièces realizzate esclusivamente per la kermesse newyorkese. In un’inaspettata mise en scène, i nuovi lavori in realtà aumentata creati da KAWS in collaborazione con la piattaforma d’arte digitale Acute Art - diretta dal curatore svedese Daniel Birnbaum – invitano il visitatore a interagire virtualmente con le sculture. Immergendosi nel mondo creativo di KAWS. La mostra è accompagnata da un catalogo illustrato, copubblicato con Phaidon Press. 20


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DESIGN

La nuova lampada Kartell Toy, design Moschino by Jeremy Scott

L’ORSETTO È GOLD

È diventato nel corso del tempo uno degli oggetti tra i più amati da glamouristi e collezionisti, l’orsetto di Moschino reinventato dal direttore creativo della maison guidata da Jeremy Scott, è ora protagonista dell’universo del design brand Kartell che ne riedita l’essenza in una versione nuova e completamente

dorata. Kartell lancia la lampada Toy, design Moschino by Jeremy Scott in una nuovissima brillante finitura oro metallizzato che va ad arricchire il fascino dell’iconico orsetto. La nuova versione si inserisce nella linea lighting di Kartell, offrendo un nuovo elemento di grande impatto estetico, capace di personalizzare diversi tipi di ambienti. 22


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EXHIBITION

Zona Residenziale @ Foster + Partners

La stazione di Sesto San Giovanni, concepita da Renzo Piano Building Workshop, con Ottavio Di Blasi & Partners. Ph. credits © RPBW-ODB & Partners

LA CITTÀ CHE SALE

L’ area ex Falck di Sesto San Giovanni si trasforma: 1,5 milioni di metri quadrati destinati a una zona residenziale, a un grande parco urbano, a tanti spazi pubblici e alla nuova stazione. Milano non si ferma e continua a crescere. Nel 2021 la città prosegue il suo progetto di rinnovamento coinvolgendo la sua vecchia anima industriale, pronta a risorgere grazie ad avanzati modelli di inclusione sociale e sostenibilità ambientale. Queste le due linee guida di MilanoSesto, progetto che da giugno andrà a interessare il quadrante nord-est dell’area metropolitana della città. 1,5 milioni i metri quadrati coinvolti, 50.000 le persone (tra residenti e city users) che usufruiranno dell’area, 500 i milioni di euro il primo investimento sul lotto Unione 0 delle società Hines, advisor strategico dell’intero progetto e development manager, e Cale Street, società finanziaria e di investimento immobiliare sostenuta dal Kuwait Investment Office, attraverso un fondo gestito dal Gruppo Prelios. Questi alcuni numeri utili a intuire il valore dell’intervento di rigenerazione urbana più grande in Italia e tra i più ambiziosi in Europa. Il luogo di interesse è la zona ex English text at page 158

Falck di Sesto San Giovanni. Il masterplan firmato Foster + Partners, prestigioso studio di architettura a livello internazionale, prevede uno sviluppo progressivo che vedrà nascere nei prossimi anni uno tra i più grandi parchi urbani della Lombardia, quartieri residenziali, nuove piazze, spazi retail e direzionali, alberghi e spazi pubblici pensati per favorire l’incontro tra le persone. Centro nevralgico del progetto è la nuova stazione. Ideata dallo studio Renzo Piano Building Workshop con Ottavio Di Blasi & Partners, sarà realizzata come una grande passerella di 89x18 metri sospesa al di sopra dei binari esistenti. Al valore funzionale della struttura - che consentirà di congiungere due zone della città da sempre separate dalla ferrovia - si aggiunge la sua forte valenza simbolica. Si tratta di un modello etico di sviluppo che parte dalle persone e dai loro bisogni, con l’ambizione di creare una comunità aperta e inclusiva in una città in continua evoluzione. 24

La stazione di Sesto San Giovanni © RPBW-ODB &

Partner

Water Tower @ Foster + Partners


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OROLOGI

Il nuovo capitolo di un classico senza tempo Patek Philippe presenta due inedite versioni del suo modello Twenty 4 quadrante blu soleil e Ref. 4910/1200A-010 con quadrante grigio soleil, pensati per affrontare con stile tutte le sfaccettature di una vita attiva, e quintessenza dell’eleganza al femminile. Un orologio intramontabile perfetto per ogni look, dal più disinvolto per il giorno fino agli abiti da sera. Con la modernità del suo design, l’eccellenza tecnica e la sua lavorazione a regola d’arte, è il complice ideale di ogni momento della vita di una donna.

Patek Philippe, l’iconica maison dell’orologeria di Ginevra, reinventa con due nuove versioni lo stile del suo celebre Twenty 4: l’orologio senza tempo creato per la prima volta nel 1999 e dedicato esclusivamente alla sfera femminile. Nella sua versione originale il Twenty 4 si presentava con quadrante al quarzo, in acciaio e cassa rettangolare d’ispirazione Art déco, oggi invece viene impreziosito da cifre arabe e indici a trapezio applicati in oro bianco. Spiccano infatti i Twenty 4 Ref. 4910/1200A-001 con English text at page 158

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POSH ARCHITETTURA

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INTERIOR

Un’onda mossa dal vento L’edificio ondeggiante che tutto riflette: dall’ambra del tramonto al blu del lago. Il progetto Vista Tower di Chicago sale rapidamente verso i 101 piani di cui si comporrà una volta concluso, nel 2021. Il grattacielo, il più alto mai disegnato da un architetto donna, ha già iniziato a stupire: è stato infatti recentemente rinominato in The St. Regis Chicago.

Tre linee ondulate fluttuano verso il cielo. Una è più alta, una è più piccola, un’altra si pone nel mezzo. Il colore è quello dell’acqua e come l’acqua restituisce l’immagine specchiata di chi lo osserva. Nel caso di Vista Tower, è la città di Chicago a gettarsi sulla sua superficie e muoversi su di essa come onde flessuose. Sembra quasi che il vicino Lago Michigan abbia abbandonato il suo placido letto per elevarsi a grattacielo. Inevitabile allora che questa struttura, all’apparenza tanto solida quanto liquida, si increspi idealmente al passaggio dell’aria che incessantemente soffia sulla Città del Vento. La forma sinuosa dei tre palazzi interconnessi, che ricorda una scultura di Brancusi, rappresenta uno stacco netto per Chicago, ancora architettonicamente intrisa di un duro modernismo di epoca industriale. L’effetto è ottenuto dalle sezioni troncopiramidali che, poste in modo alternato, donano alla struttura l’illusione del movimento. Situato sul margine del fiume al 363 di E. Wacker Drive nel quartiere di Lakeshore East, il complesso è stato disegnato da Jeanne Gang e dal suo studio d’architettura, Studio Gang Architects. I lavori sono in stato avanzato e dovrebbero concludersi nella seconda metà del 2021. Ma ancora non sono stati installati tutti i rivestimenti in vetro - divisi in sei tonalità e provenienti dalla Germania - che l’edifico subisce un cambiamento.

di Davie Landoni

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I costruttori - Magellan Development Group e Wanda Group - hanno infatti trovato un accordo di collaborazione con St. Regis Hotels & Resorts – proprietario di 45 strutture extralusso nel mondo - che porta a un rebranding dell’edificio. The St. Regis Chicago è dunque il nome con cui riferirsi a quello che diventerà il terzo grattacielo più alto (365 m) della città, nonché il più alto in assoluto, nel mondo, a essere progettato da una donna. Jeanne Gang non è nuova a imprese singolari a Chicago. Porta la sua firma anche l’Aqua Tower, grattacielo le cui forme ondeggianti ben si allineano a quelle del The St. Regis. Insieme le due opere mirano a innovare il profilo di Windy City. L’attesa diventa trepida, allora, per l’inaugurazione dei 101 piani del The St. Regis Chicago, i cui spazi saranno divisi tra un residence abitativo e un luxory hotel, ovviamente gestito dall’omonima società. Combinando raffinatezza classica e sensibilità moderna, l’hotel dovrebbe disporre di 191 camere e diversi punti ristoro, tra cui un raffinato ristorante con sale private e terrazza all’aperto, lounge con vista sul fiume Chicago, Sky Bar con terrazza, una piscina coperta e una esterna, spa, sala fitness, sala da ballo e sale riunioni. The Residences at The St. Regis Chicago vanterà invece 393 appartamenti, i quali offriranno ai residenti una luxury living experience di massimo livello, impreziosita dal piano destinato all’amenity space a uso esclusivo degli inquilini. Situato al 47° piano, tale spazio offrirà servizi quali una terrazza panoramica con piscina all’aperto, un salone privato e una sala da pranzo, una cucina con dimostrazioni dal vivo, un centro fitness all’avanguardia, un centro conferenze, una sala di proiezione privata, una golf lounge e una sala attività per bambini. Il prezzo per acquistare un appartamento varia da $1 a $18.5 milioni e i primi acquirenti potrebbero accedere alle loro abitazioni già da dicembre 2020. I residenti e gli ospiti dell’hotel potranno godere, inoltre, delle innovazioni culinarie dell’Alinea Group di Chicago, che prenderà in carico l’onere di coccolare i palati dei suoi clienti. I ristoranti saranno posizionati al 2° e all’11° piano.

IL TERZO GRATTACIELO PIÙ ALTO DI CHICAGO, NONCHÉ IL PIÙ ALTO IN ASSOLUTO, NEL MONDO, A ESSERE PROGETTATO DA UNA DONNA

Infine, un preciso sistema di bilanciamento rende il grattacielo adeguato a respingere le sferzate del vento. Da evidenziare, in tal senso, la scelta di lasciare l’83° piano completamente disabitato e aperto. Un canale dove il vento può incanalarsi e concentrare la sua azione potenzialmente pericolosa. Più poeticamente, rappresenta uno spiraglio di realtà che ci risveglia dal sogno in cui questa ondeggiante illusione ci trasporta.

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P MOA SGHN I F I C E N T

LIVING D D EE SS II G GN N

Fluttuando su Milano La Penthouse Leonardo da Vinci è un’oasi di lusso che sfiora le nuvole. Distribuita sugli ultimi tre piani di una residenza nel cuore di Brera, la dimora assomiglia a uno scrigno che si apre sullo skyline di Milano. di Davide Landoni

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MAGNIFICENT

Guarda Milano dall’alto e da Milano si fa abbracciare. La Penthouse Leonardo da Vinci, curata da Roseto Prestige, è un’eccellenza che svetta sui tetti di Brera e si apre a 360° sulla città. I tre piani di cui si compone rappresentano, idealmente e fisicamente, l’apice della Residenza HabitariaGaribaldi95. Le ampie vetrate che la circondano consentono all’ambiente di godere pienamente della luce naturale, che penetra all’interno insieme al panorama milanese. Una vista unica e avvolgente, che dona la sensazione di abitare sui tetti del capoluogo lombardo. Uno scrigno ampio e accogliente, dove design ed eleganza dettano il tono di una metratura senza pari - 790 mq - sublimata da una componente tecnologica di ultima generazione. L’impianto domotico consente di controllare, anche da remoto, ogni accessorio della casa: dagli scenari luminosi al riscaldamento, dall’allarme all’Home Cinema. Un ventaglio impressionante di raffinate peculiarità, come il mobile dal quale, a comando, emerge il televisore a schermo piatto oppure la piscina on-roof, impreziosita da una scultura dell’artista internazionale Gianluca Pacchioni. Non è un caso 33

che, come in tutte le più grandi opere d’arte, la natura della Penthouse Leonardo da Vinci risieda nei dettagli. L’architetto Rodolfo Oggioni ha calibrato gli spazi con misurata armonia, completandoli con materiali e arredi di pregio. Il risultato è uno stile esclusivo, che riempie ogni stanza di un’atmosfera unica. L’ottavo piano è destinato all’ampio soggiorno con area relax e sala da pranzo che vanta un mobilio realizzato su misura, dove è possibile scovare ritagli raffinati come l’isola in pietra agata della cucina abitabile o la cantina di vini custom-made. Il piano superiore è destinato alla camera master, dotata di walk-in closet e bagno en-suite, che si affaccia sul terrazzo. Due ulteriori camere matrimoniali, entrambe con bagno privato, e un salotto completano l’area notte, attrezzata con una zona di servizio (distaccata) destinata al personale. L’impronta extralusso diviene ancora più evidente una volta raggiunto il tetto al decimo piano. Qui i profili dello skyline di Porta Nuova illuminano un open space polifunzionale, da cui sono visibili il Duomo e il Castello Sforzesco. Dal vanto di Milano a quello della Penthouse: il patio coperto sotto il quale è installata la piscina riscaldata. Galleggiare sulla città non è più un sogno.


MAGNIFICENT

DESIGN

Un soggiorno Nobile Langham Nympheburg residenza super luxury

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La imponente Residenza Langham Nymphenburg è senza dubbio il nuovo gioiello di hospitality dove il soggiorno si fonda sulla personalizzazione del servizio, garantendo al tempo stesso un mix di privacy, spazio ed esclusività. Novemila metri quadri di ambienti che risalgono al XVIII secolo fanno dell’ex maniero immerso nella campagna alle porte di Monaco di Baviera un ambìto retreat di nuova concezione, con ampi living e dining room, sette bagni e quattro camere che spesso godono della vista sull’adiacente Castello Nymphenburg. Qui infatti Langham Hotels & Resorts  ha pensato di realizzare uno stile

MAGNIFICENT

ricercato, curato dallo studio di interior Mang Mauritz Design, fatto di preziose opere d’arte, complementi e pezzi unici di altissima manifattura. Ricorrono le celebri Porzellan Manufaktur Nymphenburg realizzate ad hoc per stoviglie e accessori, fra sculture di Damien Litz e il lampadario di Lindsey Adelman in oro spazzolato nella zona giorno. Un connubio fra artigianalità ed eccellenza che si ritrova anche nei nuovi dettagli. Gli ospiti possono infatti trovare cuffie Sennheiser in camera, attrezzi Technogym nel fitness center privato o, nell’home cinema, comode poltrone firmate Knoll.

I PA R T I C O L A R I

P r o t a g o n i s t i s o n o d i c e r t o l’ i l l u m i n a z i o n e f l o r e a l e delle scale ed i lampadari di cristallo delle camere da letto curate da Lichtkompetenz di Zurigo. Un tocco di made in Italy per le lenzuola di Frette, mentre i tappeti di seta sono di Jan Kath, le coperte in cashmere di Allude e i tessuti vivaci di Jim Thompson. R OYA L B AVA R I A N S P A

F r a b l u e b i a n c o , l a S PA   r i p o r t a n e g l i a m b i e n t i esclusivi delicati dettagli in oro 24 carati.  Alla sala benessere privata e alla sauna firmata da Corso Saunamanufaktur si aggiunge una cabina trattamenti.

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INTERIOR

Il capolavoro dell’astrazione Sharaan resort, l’architettura rivoluzionaria di Jean Nouvel

Scolpito nella roccia della Sharaan Nature Reserve di AlUla, nel nord-ovest dell’Arabia Saudita, e ispirato alle costruzioni dei Nabatei, il suggestivo resort ideato da Jean Nouvel è un’ode alla natura. Uno scrigno sorprendente che celebra il passato immaginando il futuro... Testo di Anna Casotti

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Un concept design destinato a rivoluzionare l’idea stessa di architettura in cui ogni elemento contemporaneo narra il tempo passato per ricreare il futuro. Il luxury resort in Arabia Saudita, nascosto nelle montagne della Sharaan Nature Reserve di AlUla - luogo ricco di storia in cui sorge Hegra, sito UNESCO Patrimonio dell’Umanità - sarà completato nel 2024 e accoglierà 40 suites e tre ville, oltre a un Retreat Summit Centre con 14 padiglioni privati. Simbolo di una concezione progettuale inedita, l’architettura contestuale di Nouvel è caratterizzata da spazi pubblici da vivere nelle diverse ore del giorno e della notte, scanditi da luci, ombre, venti, piogge torrenziali e il trascorrere del tempo. Un ascensore panoramico conduce gli ospiti nel cuore del resort, offrendo un percorso emozionale alla scoperta degli strati geologici di milioni di anni. «AUIA è l’unione tra un paesaggio e la storia: la storia di antiche civiltà in un paesaggio straordinario, l’unico luogo dove creare un simile capolavoro» racconta Jean Nouvel. Immerso nei colori naturali e nei materiali tradizionali di AIUIa, il resort futuristico scolpito nella roccia arenaria – ispirato alla tecnica utilizzata 2000 anni fa dagli abitanti della regione, i Nabatei - prende vita dalla sottrazione della materia. In un’idea che stravolge i confini di tempo e di spazio, l’antico diviene il referente simbolico e creativo del moderno: «AlUla è un museo. Ogni wadi e costone,

RESORT

ogni tratto di sabbia e profilo roccioso, ogni sito geologico e archeologico meritano la massima considerazione. È fondamentale mantenere tutta la sua peculiarità e preservare la sua attrattiva che si basa in gran parte sul suo carattere remoto e a tratti arcaico. Dobbiamo salvaguardare al tempo stesso un piccolo mistero così come la promessa di scoperte future». Un capolavoro in cui gli antichi stili di vita si trasformano in autentici paradigmi per la contemporaneità progettuale di Jean Nouvel, in un dialogo costante tra natura e architettura. La mano dell’uomo si inserisce, discreta e silenziosa, all’interno del contesto ambientale, ricavando dagli elementi della natura stessa le diverse location del resort. Nouvel ha utilizzato così l’astrazione, scolpendo all’interno del paesaggio: «ogni atto urbano è un atto di architettura. La nostra strategia generale dovrebbe derivare da regole sensibili al luogo». Nell’idea di Nouvel secondo cui l’architettura non compete con il paesaggio, ma ne è la diretta conseguenza, Sharaan resort plasma un’inedita esperienza dimensionale ai confini della natura, dell’arte e dell’architettura dove suono, musicalità, consistenza, tatto, potenza e complessità si percepiscono ovunque: dalle pietre spezzettate dei balconi alla singolare granulosità di ciascuna parete rocciosa. Perché «l’architettura imprime il proprio segno sui luoghi e diventa testimone dello spirito dei tempi in costante evoluzione».

“Il nostro progetto non deve mettere a repentaglio cio’ che l’umanità e il tempo hanno consacrato. Deve celebrare le linee e il genio dei Nabatei senza risultarne una caricatura. Questo atto di creazione diventa un autentico gesto culturale.” Jean Nouvel

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Sharaan resort Location: Sharaan Nature Reserve di AlUla - Arabia Saudita Architect: Jean Nouvel In collaborazione con RCU - Royal Commission for AlUla Opening: 2024 www.rcu.gov.sa www.jeannouvel.com

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N E W G E N E R AT I O N

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Voglia di libertà Con Timo Helgert Madre Natura reclama il suo posto Giovane protagonista della digital art avanguardista, Timo Helgert collabora con REDValentino per la creazione di un immaginario utopico ma auspicabile. Nei suoi lavori la natura prende il sopravvento sul creato dall’uomo Testo di Alessandro Iacolucci

Giovane ma dall’età indefinita, ci tiene a non farla sapere, Timo Helgert, conosciuto per il suo escapismo e le sue installazioni innovative, quando tutti eravamo chiusi in casa a causa del primo loockdown scatenato dalla pandemia da Covid, ha deciso di usare la sua arte per portare all’interno dei nostri spazi isolati il mondo che avevamo lasciato fuori la porta: la natura in particolare, elementi che in quel determinato momento stavano prendendo il sopravvento sulle città. Non era difficile vedere in TV o sui social il vagare indisturbato di animali nel pieno di centri urbani. Un grande lavoro digitale che ha dato vita a un’opera immensa intitolata “Return of Nature” che ha conquistato persone e marchi come REDValentino per esempio, che lo sceglie per interepratre il romanticismo e il senso di ribellione della nuova collezione Spring Summer 2021. Lo abbiamo raggiunto. Qual è stato il tuo primo pensiero quando REDValentino ha deciso di collaborare con te? Stavo controllando le mie mail dopo una lunga giornata, era un periodo molto intenso, la mia arte aveva raggiunto un pubblico vastissimo e stava diventando virale. Ricevevo mail di continuo, e ad un tratto sono rimasto sorpreso quando ho letto “Ciao da RED Valentino”. Ho pensato “Wow, è vero? Me? Davvero io? Dovrei davvero aprirlo?”. Mi sentivo eccitato, ci siamo subito messi in contatto, abbiamo discusso della creatività e abbiamo cominciato a lavorare insieme a questa collaborazione. Quali sono gli elementi chiave della tua storia per REDValentino? L’elemento principale è l’evasione. Ho deciso di rappresentare un mondo vicino al nostro, ma unico nel suo genere che, a modo suo, ci consente di vedere tutto da una nuova prospettiva. C’è anche molto equilibrio, volevo che le persone potessero guardare le foto e immergersi in una condizione di pace tra la natura e il creato dall’uomo. La nuova collezione REDValentino parla di contami-

nazione di stile e libertà. Cosa rappresenta per te questo concetto? I miei valori, come i temi che affronto, sono incentrati sulla libertà. Per me questo concetto rappresenta il sentimento di essere in grado di lasciarsi alle spalle la frenesia quotidiana e di seguire la propria curiosità interiore e un percorso ricco di creatività, dove non sai quali belle cose ti aspettano. Penso con REDValentino di aver catturato questa sensazione creando ambienti unici che ritraggono persone in un mondo romantico e familiare, ma diverso. Parlaci di Return of Nature, il tuo grande progetto digitale che ha avuto successo in tutto il mondo. Era l’inizio del 2020 e dopo aver vissuto diverso tempo a Los Angeles, stavo tornando nella mia piccola città natale in Germania... All’improvviso tutto è modificato drasticamente, (è arrivato il Covid-19 n.d.r), ho visto quanti amici in Italia sono stati colpiti dal blocco e dal modo in cui le loro vite sono state improvvisamente cambiate, alcuni di loro hanno perso anche il lavoro. Mi sono chiesto “cosa posso fare, da artista, per aiutare le persone in Italia?”. Ho cominciato a ricordare il tempo passato a Milano, nella bellissima Galleria Vittorio Emanuele II, dove ero rimasto impressionato dall’architettura. Così sono giunto alla conclusione che se le persone non potevano esplorare la natura, forse avrei dovuto riportarla nelle loro case attraverso l’arte. Un modo per evadere con la fantasia. Come è nata la tua arte, qual era l’idea che avevi in mente e come l’hai sviluppata? L’idea riguarda la connessione semplice ma molto potente tra l’umanità e la natura. I fiori sono semplici, ma sono anche un linguaggio universale. Quando pensiamo alla forma, al colore, all’odore, si evocano in tutti noi delle emozioni. Penso che questa forte connessione sia profondamente ancorata in tutti gli esseri umani. Ho scelto la natura per reinventare gli ambienti urbani e non per creare un mondo magico. Per me è importante rendere facile per le persone l’accesso all’arte e la connessione con essa. 40


INTERIOR

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N E W G E N E R AT I O N

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Sei emerso grazie al digitale, che consiglio daresti a chi desidera avvicinarsi al tuo settore? Il mio consiglio è di non essere timidi e di iniziare in una piccola realtà. Molti spesso affronteranno grandi sfide e si sentiranno sopraffatti. Penso che iniziare in piccolo e trovare qualcosa di divertente sia l’approccio giusto. Iniziare scegliendo una piattaforma e un programma, non per forza tutto insieme. Cosa ti aspetti dal futuro? Spero di continuare a fare tante altre collaborazioni artistiche. Mi piacerebbe creare uno spazio dedicato agli artisti emergenti.

Tutte le foto: courtesy of REDValentino.

Quando ero molto giovane nessuno mi ha mostrato la strada e ho dovuto imparare nel modo più duro, facendo molti errori. Penso che creare un luogo di condivisione sia importante. Tra qualche anno ci riuscirò. Nel tuo lavoro ti chiedono spesso di rappresentare dei luoghi, ma qual è il tuo posto preferito al mondo? Ho vissuto in diversi paesi e tutti hanno i loro vantaggi unici. Quindi non riesco a sceglierne uno solo, ma amo l’Europa, dove sono cresciuto. È un luogo così vario e ricco di cultura. Amo anche l’Asia dove ho trascorso molti anni, e sono affascinato dalle loro ricche tradizioni.

“L’ELEMENTO PRINCIPALE È L’EVASIONE. HO DECISO DI RAPPRESENTARE UN MONDO VICINO AL NOSTRO, MA UNICO NEL SUO GENERE CHE, A MODO SUO, CI CONSENTE DI VEDERE TUTTO DA UNA NUOVA PROSPETTIVA”

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P R O TA G O N I S T

Testo di Alessandro Iacolucci

BELLA HADID ” W H A T M A K E S A S T A R ? ” L A G I O VA N E T O P M O D E L R A C C O N T A I G R A N D I S O G N I D E L G L A M O U R Ventiquattro anni, bellissima e iper carismatica, non a caso è una delle super top model della nuova generazione. Bella Hadid oggi conquista anche Michael Kors che la sceglie come interprete principale della nuova campagna dedicata alle festività e incentrata sul tema “What Makes a Star?”, al suo fianco anche Mayowa Nicholas e Salomon Diaz. Nel video, co-diretto da Sonejuhi Singha, il cast e la troupe condividono le loro risposte alla domanda posta dallo stesso Michael Kors: “Cosa ti rende una stella?”, offrendo una sbirciatina dietro le quinte di un fre

netico servizio fotografico. Le star della campagna brillano insieme alle borse della stagione, nei vestiti scintillanti e nei nuovi capispalla. Novità di quest’anno la speciale iniziativa attivata sia in digitale che in negozio dal titolo “MK Edited By ...”, la prima di una serie di attivazioni globali. Spicca la nuova “MK Edited by Bella” dove la top model presenta il suo vestito da festa, un tacco metallico perfetto per ogni occasione di vacanza, un paio di eleganti cerchi d’oro e due borse glamour. 44


POSH

N E W G E N E R AT I O N

LEWIS HAMILTON I L S E T T E VO LT E C A M P I O N E D E L M O N D O I N F 1, C E L E B R A C O N P U M A S E T T E A N N I D I C O L L A B O R A Z I O N I tra il pilota e il fornitore di abbigliamento da gara è la chiave per garantire che Mercedes-AMG Petronas F1 Team riceva la miglior qualità e adattabilità di cui ha bisogno per conquistare il podio. L’allenamento è uno degli aspetti più importanti su cui un pilota deve concentrarsi per rimanere competitivo dal primo all’ultimo giro di un Gran Premio. “Sfrutto al massimo il tempo libero che ho per allenarmi e prepararmi”, ha aggiunto Lewis Hamilton. “In realtà le persone che guardano la Formula 1 non comprendono effettivamente lo sforzo fisico che richede ogni gara, in TV sembra tutto più facile.”

Il giovane talento britannico della Formula Uno ha iniziato la sua collaborazione con PUMA nel 2013, quando è passato al Mercedes-AMG Petronas F1 Team, che è rifornito da PUMA di tutto l’abbigliamento tecnico già dal 2012. Questo include la fornitura, ad esempio, delle tute e delle scarpe da gara, con l’obiettivo di garantire la competitività e la sicurezza dei piloti grazie a tessuti leggeri di alta gamma e materiali ignifughi. Lewis Hamilton afferma: “Abbiamo sicuramente l’abbigliamento da corsa più tecnologico, anche se un tale processo di sviluppo richiede tempo. PUMA è stata molto reattiva e veloce nel supportarci.” L’interazione diretta 45


POSH P R O TA G O N I S T

SNEAKERS

SOFIA SOLE E M O Z I O N I E S O G N I D I U N A G I O VA N E C A N T A N T E C H E H A A P P E N A L A N C I A T O L A S U A P R I M A H I T Originaria di Milano, ha studiato alla prestigiosa AMDA di Los Angeles. Attraverso i social e le piattaforme digitali dedicate all’universo della musica ha conquistato il grande pubblico e una vasta fan base internazionale. Grazie al produttore Nello Simioli e il manager Luigi Monti Arduini, ha conosciuto Cece Rogers, uno dei massimi esperti e interpreti della musica house a livello mondiale che ha deciso di produrre la sua prima hit, “Emotional” . Al brano hanno partecipato anche due grandi nomi del settore come Curtis Richardson e Cara Melìn che scrivono canzoni per star dal calibro di Jennifer Lopez, Rihanna e Bob Sinclair. Tra i sogni più grandi di Sofia Sole una collaborazione con H.E.R e Mark Ronson. Il suo idolo? Lady Gaga della quale spera

di poter eguagliare il particolare legame che la cantante ha con il suo pubblico. Nel frattempo, in attesa del lancio del nuovo singolo intitolato “ Fly away”, “Emotional” ha scalato rapidamente la UpFront Chart UK Top 40 entrando nella top ten. Sofia Sole ci racconta con entusiamo la realizzaizone del primo videoclip pubblicato da Vevo su Youtube: “Il video è stato realizzato, con outfit Red Valentino e Genny, in due luoghi che amo tantissimo. Lo studio di registrazione che identifica i sogni di una giovane cantante e Byblos art Hotel Villa Amistà dove è stato fantastico ballare e cantare fra opere meravigliose e creative di tanti artisti italiani e internazionali. Li l’energia ti carica in maniera incredibile circondati dalla bellezza”. 46


THE WEEKND G I À V I N C I T O R E D I 3 G R A M M Y A W A R D , L A S T A R S C A L D E R À I L P U B B L I C O D E L L’ I C O N I C O S U P E R B O W L Coldplay e Bruno Mars, Lady Gaga, Justin Timberlake e Janet Jackson, Jennifer Lopez e Shakira. The Weeknd, è uno dei cantanti più ascoltati nel mondo su Spotify (otre 51 miliardi di stream) ed è uno degli artisti presenti nella top10 della RIAA singles di tutti i tempi. Il suo album del 2020 “After Hours” è al primo posto tra gli album R&B più ascoltati di sempre. Ha debuttato in vetta alla classifica degli album più venduti in Italia oltre ad essere stato certificato disco d’oro. La sua “Blinding Lights” è stata certificata 5 volte platino dalla RIAA e ha oltrepassato ogni record di mantenimento della #1 nella classifica di Billboard, per oltre 46 settimane nelle radio americane.

“Siamo tutti cresciuti guardando i più grandi del mondo esibirsi per il Super Bowl e essere al loro posto rappresenta un sogno. Sono onorato e super elettrizzato di potermi esibire su questo celeberrimo palco”. Emozionato ed elettrizzato The Weeknd commenta così il suo ingaggio per l’esibizione all’iconico Halftime Show del Pepsi Super Bowl LV. Un palco tra i più importanti al mondo che, con poche decine di minuti di faraoniche e spettacolari esibizioni, ha lo scopo di intrattenere il pubblico durante il time break a cavallo tra il secondo ed il terzo tempo di gioco dalla finale del campionato della National Football League. Palco calcato da Prince, Madonna, Beyonce con i 47


POSH INTERVIEW

N E W G E N E R AT I O N

L’illusione non si nasconde Palazzo Strozzi è la stella contemporanea nel firmamento rinascimentale di Firenze. Il suo Direttore Arturo Galansino (1976) è simbolo di una Fondazione che guarda con coraggio al 2021, proponendo un programma espositivo di livello mondiale. La punta di diamante è Jeff Koons, l’uomo da 91 milioni di dollari.

Testo di Davide Landoni

Il 2021 o sarà un anno ambizioso, oppure non sarà. Siamo tutti chiamati a superare noi stessi e le difficoltà del nostro tempo. L’arte può aiutarci, ispirarci. Così Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze, realizza (3 dicembre 2020 - 7 febbraio 2021) una mostra «in un momento in cui le mostre sono impossibili»: We Rise by Lifting Others (Ci eleviamo sollevando gli altri). A parlarcene è Arturo Galansino che, da quando nel 2015 è stato nominato Direttore, ha portato il museo a essere un punto di riferimento assoluto nel panorama dell’arte contemporanea in Italia. Lo fa illuminando le trame dell’installazione di Marinella Senatore e introducendoci alla coraggiosa programmazione della Fondazione. L’opera, ispirata alle luminarie della tradizione meridionale, è un invito a ricucire un tessuto sociale fortemente in crisi. Allo stesso tempo, però, può essere anche intesa come un varco, una soglia che introduce a due mostre di livello internazionale, mai viste in Italia. Il solco è quello a cui siamo abituati: opere di comprovato valore che si uniscono a importanti tematiche sociali, così da rendere il contemporaneo fruibile al grande pubblico. Per questo la «mostra American Art 1961-2001 (6 marzo 2021 - 25 luglio 2021) parla di

arte americana ma anche di storia americana, dal Vietnam alle Torri Gemelle» e presenta artisti storicizzati come Andy Warhol e Mark Rothko, ma anche la nuova generazione di stelle del panorama mondiale come Kara Walker e Kerry James Marshall. In questo senso Palazzo Strozzi ha in serbo una mostra destinata a rientrare tra le migliori del 2021, una delle più significative degli ultimi anni. Chi è il protagonista? Uno degli artisti più celebri dei nostri tempi, una superstar indiscussa dell’odierno sistema dell’arte. Una sua scultura, The rabbit, è stata battuta in asta a 91 milioni di dollari, rendendolo l’autore contemporaneo più caro sul mercato. È Jeff Koons. Attraverso un’ampia selezione delle sue opere migliori, Jeff Koons. Shine (23 settembre 2021 - 23 gennaio 2022) indaga il concetto di splendore tra preziosità e banalità, tra essere e apparire. L’ambiguità è la cifra stilistica dei lavori di Koons, scintillanti giochi dove l’illusione non si nasconde. Non si nasconde nemmeno Arturo Galansino, che ci racconta la sua Firenze: un luogo che unisce «la dimensione da favola del Rinascimento a un’inclinazione dinamica e d’avanguardia». 48


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INTERIOR

We Rise by Lifting Others. Rendering dell’installazione realizzata per il Cortile di Palazzo Strozzi da Marinella Senatore (rendering realizzato da Prospettica)

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N E W G E N E R AT I O N

Palazzo Strozzi è un vento contemporaneo che soffia costante sull’antica Firenze. Come riuscite a integrarvi con successo nel contesto cittadino? Il risultato è frutto di una scelta strategica ben precisa. Puntare sul contemporaneo in una città rinascimentale a qualcuno potrebbe sembrare coraggioso, mentre io lo considero uno svolgimento naturale. L’idea nasce nel 2015, quando in Italia mancava un’offerta come quella che oggi propone Palazzo Strozzi: grandi monografiche dedicate ai più importanti nomi del contemporaneo. Portare il contemporaneo fuori dalla nicchia sembrava impossibile nel nostro paese, invece Palazzo Strozzi l’ha fatto nel posto all’apparenza meno adatto per farlo. Firenze, con il suo flusso turistico internazionale, si è rivelata più che adatta. La scommessa è stata vinta: ogni mostra è stato un successo di pubblico e critica. In quest’anno così difficile, siete riusciti a mantenere il contatto con i vostri visitatori? I canali social hanno funzionato? Hanno funzionato molto bene. In primavera abbiamo aumentato lo sforzo virtuale puntando sulla qualità, sul contributo didattico e sull’approfondimento. Facendo riferimento a mostre passate, abbiamo toccato alcuni temi importanti come famiglia, casa, solitudine, introspezione. Alcuni degli artisti che hanno collaborato con Palazzo Strozzi hanno mandato un loro contributo: da Ai Weiwei a Marina Abramovic. La risposta migliore credo sia la grande partecipazione, al netto delle limitazioni contingenti, alla mostra di Tomás Saraceno una volta che abbiamo riaperto. Forse è dovuto anche al tema dell’esposizione: ogni azione umana condiziona l’ambiente circostante. Un argomento molto calzante con i nostri tempi. Jeff Koons, Rabbit, 1986. Collection Museum of Contemporary Art Chicago, partial gift of Stefan T. Edlis and H. Gael Neeson, 2000.21 Photo: Nathan Keay, © MCA Chicago

Ora, idealmente, potete riabbracciare la città grazie all’opera di Marinella Senatore. Cosa rappresenta la sua installazione? È un gesto che forza in modo positivo la situazione odierna. Abbiamo creato una mostra possibile nel momento in cui le mostre sono impossibili. Posizionandola in cortile, l’installazione è un’opera d’arte pubblica e totalmente accessibile. È un’istallazione gioiosa, piena di colori, che rimanda alla tradizione popolare delle luminarie meridionali. Emana un senso di coralità, di collettività. Al suo interno si leggono alcune frasi di empowerment volte a ricucire un tessuto sociale che rischia di sfaldarsi. All’istallazione abbiamo infatti collegato un programma di accessibilità, dedicato ad alcune fasce deboli della popolazione e fruibile attraverso i canali virtuali, costituito da una serie di workshop creati apposta per noi da Marinella Senatore. L’opera unisce così dimensione fisica e virtuale.

ABBIAMO CREATO UNA MOSTRA POSSIBILE NEL MOMENTO IN CUI LE MOSTRE SONO IMPOSSIBILI

Sherrie Levine (Hazleton, Pennsylvania 1947) Fountain (after Marcel Duchamp: A.P.) 1991 bronze, 36.8 x 36.2 x 63.5 cm. Minneapolis, Walker Art Center T. B. Walker Acquisition Fund, 1992.

In qualche modo We Rise by Lifting Others appare come una soglia, un varco. A che 2021 vuole introdurci? A un 2021 ambizioso. Palazzo Strozzi vuole dare un importante segnale: continuare a creare cultura è fondamentale, anche se ci aspettano ancora tempi difficili. La mostra American Art 19612001 parla di arte americana ma anche di storia americana. Dall’assassinio di Kennedy alla Guerra del Golfo, dal Vietnam alle Torri Gemelle. Realizzata in collaborazione con il Walker Art Center di Minneapolis, sono tanti i grandi nomi che presenta: Andy Warhol, Kara Walker, Mark Rothko, Bruce Nauman, Kerry James Marshall. Sarà una mostra unica, mai realizzata in Italia. E poi Jeff Koons. Shine, che racconta quarant’anni di carriera dell’artista. La chiave di lettura sarà la lucentezza, segno distintivo di Jeff Koons. Jeff Koons. Shine ha le caratteristiche per essere un evento unico. Come si è sviluppato un progetto di tale rilevanza internazionale? Da cinque anni a questa parte cerchiamo di mostrare il multiforme 50


volto del contemporaneo. Per ogni mostra cambiamo pelle, variando linguaggi e metodi espressivi. Perciò non poteva mancare un artista come Jeff Koons, figura controversa che il pubblico merita di conoscere in tutte le sue sfumature. Cosa ci può raccontare di lui? È un personaggio straordinario, uno dei professionisti migliori con cui si possa pensare di lavorare. Un vero perfezionista, molto ambizioso. Ogni cosa è pensata e studiata al millimetro. Non si esagera quando si racconta di un personaggio ossessionato dalla perfezione. Ma nell’organizzazione di una mostra è un fattore positivo: il risultato sarà eccellente. L’artista è celebre per essere il più caro tra i contemporanei. Può raccontarci, in breve, qual è il valore artistico antistante a questi eclatanti risultati economici? Sicuramente ora c’è anche una componente di voyerismo verso Koons e le sue opere, che arrivano a valere anche 90 milioni di dollari. Ma nella storia dell’arte Jeff Koons ha avuto un ruolo unico, un percorso coerente legato alla sua ricerca neo-concettuale. Una sorta di pronipote di Duchamp, se vogliamo. Sin dagli esordi, in un clima di ritorno alla pittura, Jeff ha avuto il coraggio di insistere in direzione contraria. Ora è uno degli artisti più famosi, importanti e pagati al mondo. Noi vogliamo concentrarci sul tema della superficie, della riflettenza e dei materiali specchianti, con cui da sempre lavora. Queste caratteristiche si legano a riflessioni filosofiche attorno all’essere e all’apparire, al coinvolgimento del pubblico e all’emergere dell’essenza dell’opera. Spero che la mostra possa essere un’occasione per conoscerlo anche al di là del successo in asta. Che futuro intravede per il mondo dell’arte? Quali crede saranno i punti focali per il suo sviluppo? Mi dico ottimista. Le mostre, le fiere, il mercato, tutto il sistema è stato coinvolto in una sorta di colpo di spugna generale. Ci trovavamo in un contesto internazionale dove tutto girava ad alta velocità, con una dispersione forse eccessiva. Ora abbiamo l’occasione di focalizzarci su ciò che ha maggior valore, sull’approfondimento, sulla qualità. Percepisco il pubblico più attento e volto a un’attenzione più ampia. E in questo senso anche il digitale può essere un valido aiuto nell’affiancare l’esperienza fisica. Può anticipare e completare la visita, garantire un approfondimento prima non disponibile o non ricercato. Come è stato il suo approccio personale della città? Sono nato in campagna, nel Monferrato, ma ho sempre vissuto in grandi città: Milano, Torino, Parigi e Londra. Trasferirmi a Firenze è stato trasportarmi in una dimensione più contenuta e all’inizio mi preoccupava. In realtà ho trovato una città molto internazionale. Arte, musica, teatro, moda: è una città viva. Firenze riesce a unire la dimensione da favola del Rinascimento a un’inclinazione dinamica e d’avanguardia. È un aspetto che forse gli stranieri riescono a percepire meglio. Puoi veramente trovare eccellenze in ogni campo. Quali sono i luoghi che frequenta, le atmosfere che preferisce, le occasioni in cui si sente parte della città? Amo molto la zona di Santa Croce e Sant’Ambrogio, dove vivo: i locali, i ristoranti, i mercati. Ho vissuto qui per sei anni. Ora che sto per spostarmi Oltrarno, a San Frediano, non vedo l’ora di conoscere meglio questo luogo dove si respira la più autentica anima di Firenze. Mi piace molto l’accesso rapido alla campagna e avere a portata di mano la possibilità di esplorare una regione bellissima come la Toscana: un luogo di scoperte infinite.

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Ritratto Arturo Galansino, Direttore Generale Fondazione Palazzo Strozzi (mostra Tomás Saraceno. Aria) Foto di OKNOStudio


POSH

INTERVIEW

In novant’anni di attività Pininfarina ha progettato oltre 600 automobili, innumerevoli mobili e barche. Ora è pronto il lancio della Battista: la prima automobile realizzata interamente dall’azienda

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TA S T E & G O U R M A N D D

LIVING

FAMILY BUSINESS Testi di Alfonso Rizzo

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Paolo Pininfarina Andrea Pininfarina a destra Princess R35 nella foto in alto

nella pagina a fianco, sotto

Tre generazioni allineate su valori costituenti forti, grande determinazione ed un pizzico di sorte hanno permesso alla Pininfarina di crescere ed espandersi in nuovi settori, dall’architettura, fino all’aerospaziale con oltre 600 automobili disegnate, spesso divenute icone del design senza tempo. Paolo Pininfarina, classe 1958 sposato con Ilaria e papà dei loro cinque figli, è l’erede del senatore a vita Sergio Pininfarina, nonché nipote del fondatore dell’azienda,  Battista, detto “Pinin”, Farina. Dopo aver completato gli studi e ottenuto la laurea in Ingegneria Meccanica presso il Politecnico di Torino, nel 1982 inizia a lavorare presso la  Pininfarina per diventarne presidente nell’agosto del 2008. Da allora è l’unico erede che lavora per l’azienda di famiglia. Come quando suona la batteria nel tempo libero, anche in azienda, ama creare il ritmo perché ognuno possa esprimere al meglio il proprio talento. Ingegnere, cos’è il design secondo Pininfarina? È un modo complicato per umanizzare la tecnologia. È apparentemente semplice tra-

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durre la tecnologia in un oggetto concreto, ma questo deve poi essere realizzabile e sostenibile. Non è pura creatività e non è arte, almeno non subito, ma può diventarlo soltanto in casi estremi. Pininfarina compie 90 anni nel 2020: quali valori hanno permesso di essere protagonisti in tutti questi anni? Una serie di circostanze favorevoli ci ha permesso di essere qui dopo 90 anni, a cominciare dalla fondazione: un’azienda di stile dell’automobile poteva nascere ed avere successo soltanto con un fondatore di grandissimo talento e determinazione con la fortuna di essere nato al posto giusto e nel momento giusto. Soltanto così un’azienda diventa Pininfarina. Ci vuole poi la visione di lungo termine, non vedere quindi l’azienda come una creatura che duri lo spazio di una generazione. Mio nonno Battista credeva molto nelle nuove generazioni. Metteva in concorrenza il figlio – mio padre Sergio – con il cugino Renzo Carli – per stimolarli e lo stesso ha fatto mio padre con me e i miei fratelli. Questo è un segreto che ha permesso ad un’azienda

con una forte componente famigliare come la Pininfarina di arrivare a 90 anni di vita, anche grazie all’attenzione da parte di tutti gli addetti e i dirigenti al rigore nel rispettare i valori aziendali: qualità, consistenza, coerenza, fattibilità, costanza e sostenibilità. Molti personaggi si sono susseguiti alla guida del design Pininfarina. Quanto hanno contribuito a plasmare l’azienda che conosciamo oggi? Col passare delle generazioni, il peso del management è cresciuto sicuramente. Pininfarina è diventata con il tempo una scuola di design per tutti gli architetti e i designer che hanno collaborato con noi, lasciando un segno con il loro passaggio. Tutte le aziende più prestigiose di questo settore, come Bertone e Giugiaro, hanno plasmato la carriera di personaggi illustri del panorama mondiale. Così come hanno arricchito il patrimonio creativo delle aziende per le quali hanno collaborato, si sono anche permeati della cultura aziendale che caratterizza la Pininfarina come altri centri di stile rinomati. Gli stilisti, ingegneri e designer che hanno lavorato


CAR

INTERVIEW

“LA BATTISTA È TALMENTE INNOVATIVA DA ESSERE AL DI FUORI DELL’OFFERTA DI MERCATO ATTUALE”

con noi per diverso tempo hanno realizzato cose straordinarie anche grazie al team che li ha messi nelle migliori condizioni per esprimersi al meglio. Realizzare un’automobile significa pensare all’esterno, agli interni, alle proporzioni e servono bravi modellisti, prototipisti, sellai e un contesto favorevole. Il lancio della Battista – la prima automobile realizzata interamente dalla Pininfarina – è ormai prossimo. Come nasce questa iniziativa? L’Automobili Pininfarina è un progetto affascinante condiviso con l’indiana Mahindra&Mahindra e rappresenta una straordinaria opportunità aggiuntiva per noi. In 90 anni Pininfarina ha progettato e disegnato oltre 600 automobili, innumerevoli oggetti, immobili, barche, ecc. L’automobile Pininfarina S.p.A. ha la missione di progettare, realizzare e distribuire una gamma di hypercar disegnate da Pininfarina S.p.A. Disegnare per noi stessi – per così dire – è un esercizio nuovo. L’aspettativa è molto alta e la scelta di produrre un’auto full electric ci pone come alternativa al panora-

ma della concorrenza e traduce il carattere innovativo di Pininfarina in prodotti che saranno ancora attuali fra 10 anni. La Battista è talmente innovativa da essere al di fuori dell’offerta di mercato attuale. Fuori dall’automobile abbiamo avuto un successo ed uno sviluppo esponenziale: abbiamo inventato delle nuove possibilità nella nautica, nell’aeronautica, nell’architettura. Oggi è sempre più frequente la richiesta da parte dei costruttori nostri clienti di mantenere riservati i progetti di collaborazione che realizziamo per loro per ragioni strategiche interne. Il mondo è cambiato dai tempi in cui era un vanto fregiarsi della «f» di Pininfarina sulla propria carrozzeria. Così abbiamo deciso di farlo noi. Come si fa ad essere attraenti subito e piacere nel tempo? Negli anni Novanta, il marchio Pininfarina nell’industria dell’automobile era sinonimo di fuoriserie: tutti volevano poter sfoggiare il nostro nome, dalla Fiat alla Hyundai. Lo stesso non era negli altri settori in cui iniziai a lavorare in quel periodo. La strada

era in salita. Ora i rapporti si sono invertiti perché fuori dall’automobile la Pininfarina viene percepita come portatrice di novità, con un piglio fresco e giovane che non intimorisce. L’importanza acquisita nel tempo può spaventare i costruttori di auto, anche se non ce n’è un reale motivo. C’è un’auto disegnata da altri che avrebbe voluto disegnare? Da quasi 40 anni mi reco a Ginevra per visitare il salone dell’auto e ogni volta mi chiedono qual è l’auto che preferisco. Anche a distanza di vent’anni sono innamorato del design delle Mercedes. Il 90% delle auto della Stella hanno dei canoni inarrivabili in termini di pulizia delle superfici, di proporzioni dei volumi, di qualità. Ecco, mi sarebbe piaciuto disegnare una Mercedes, ma evidentemente non avevano bisogno del mio aiuto… Come cambierà l’automobile con l’avvento della guida autonoma? Prima di tutto non credo che l’auto sia morta. Non ci muoveremo soltanto con og-

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“MI PIACEREBBE REALIZZARE L’AMBIENTE ABITATIVO DEDICATO AGLI ASTRONAUTI CHE ANDRANNO SU MARTE”

getti che ci spostano dal punto A al punto B. L’automobile vissuta come oggetto del desiderio, come un sogno che si avvera – il mondo firmato Pininfarina per intenderci – sopravvivrà: in questo caso la guida autonoma sarà sempre parziale, perché il proprietario vorrà guidare la sua auto nel 99% dei casi. Approfitterà della comodità di delegare il comando all’auto soltanto in casi eccezionali, di necessità. È certamente un ausilio prezioso per la sicurezza stradale. In ogni caso, il passaggio alla mobilità autonoma porrà importanti problematiche di sicurezza nell’interazione tra auto a guida autonoma e le auto guidate da esseri umani, per quanto assistiti dall’elettronica. La sua più grande passione dopo l’automobile? Sicuramente la musica. Quando suono riesco ad estraniarmi completamente. Suonare la batteria mi piace molto perché mi permette di creare il ritmo sul quale gli altri componenti del complesso possono esprimere tutto il loro talento. L’ultima volta che si è emozionato? Il lockdown è stato un momento difficile perché mi sono trovato da solo, pur avendo cinque figli. Quattro sono ormai grandi e la piccola era con mia moglie in montagna e non ho potuto raggiungerli per evitare possibili contagi. È stato un momento difficile, preceduto però da uno di gioia, appena prima dell’inizio della quarantena. Il 18 febbraio si è svolto il primo – ed unico, per ora – evento celebrativo per i 90 anni di Pininfarina. Da ormai da 12 anni sono l’unico Pininfarina in azienda e ascoltando le parole di Annarita Pucillo e di altri relatori sulla mia famiglia e l’azienda mi sono emozionato.

Museo Pininfarina, Cambiano Cyrela by Pininfarina, Sao Paulo, Brazil

nella foto in alto

nella pagina a fianco sotto

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Qual è il suo sogno nel cassetto? Da anni sogno di disegnare l’ambiente abitativo per gli astronauti che andranno su Marte. Realizzare uno spazio abitativo limitato in cui convivere per 6 mesi in assenza di gravità rappresenta per me una sfida entusiasmante. C’è un progetto al Politecnico di Torino, ma i tempi sono quelli della Nasa, molto lunghi.


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INTERVIEW

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INTERVIEW

STOP, THINK, REWIND LA NUOVA SFIDA DI TAGLIATORE

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POSH incontra Pino Lerario il direttore creativo dell’iconico brand del Made in Italy che dopo lo stop imposto dalla pandemia è pronto a conquistare di nuovo la scena del comparto moda. Qui, la nuova collezione Spring Summer 2021 che parla di tradizione e modernità.

English text at page 160

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POSH

INTERVIEW

La cosa che più ama del suo lavoro? Il continuo mettersi in gioco stagione dopo stagione, per creare capi di abbigliamento unici e inconfondibili.

Ci vorranno ancora quattro stagioni per riportare Tagliatore ad eguagliare il successo conquistato prima che il Covid-19 sconvolgesse la vita delle persone e l’intera economia globale ma Pino Lerario, il direttore creativo del marchio, è fiducioso sul futuro. Un uomo deciso e appassionato di design e soprattutto di tessuti di altissima qualità. Una passione tramandatagli dal papà sin da quando era bambino. Pino Lerario ha saputo trasformare la crisi in opportunità e ha ripensato la nuova collezione spring summer 2021 secondo i criteri della tradizione e del savoir-faire, colonne portanti del marchio, attualizzandone i concetti di comfort, leggerezza e colore in modo da poter incontrare il gusto del pubblico e dei buyer internazionali raggiunti in tutto il mondo grazie all’uso della tecnologia.

Quali sono state le sfide causate dalla pandemia e dal disastroso impatto economico che Tagliatore ha dovuto affrontare? La diffusione del Covid-19 ha creato una crisi finanziaria senza precedenti, che ha fortemente colpito il nostro comparto. Abbiamo dovuto far fronte alle conseguenze economiche causate dal lockdown generale, e allo stesso tempo, guardando con positività al futuro, ci siamo rimboccati le maniche per il prosieguo della nostra attività, progettando e creando una nuova collezione. Che tipo di previsione siete riusciti a determinare per il futuro di Tagliatore. Quali nuovi scenari si aprono per il marchio? Siamo fiduciosi di poter tornare a far bene come prima, ripensando un po’ l’immagine dei nostri prodotti. Ma per raggiungere i risultati ottenuti prima di questa crisi, credo che ci vorranno almeno quattro stagioni. Negli scorsi mesi abbiamo dovuto ripianificare e rivedere le nostre strategie di vendita per far fronte alla limitazione negli spostamenti, nell’ottica del rispetto delle norme per contrastare la diffusione del virus. Perciò abbiamo adottato strumenti di condivisione digitali per

Qual è la sua personale definizione di stile? Lo stile secondo Tagliatore è la giusta alchimia tra un’eleganza inconfondibile e una raffinata sobrietà.  L’elemento che secondo lei non deve mai mancare nel guardaroba dell’uomo moderno? Un blazer blu o nero per tutte le occasioni, sia esso monopetto o doppiopetto.

Testo di Alessandro Iacolucci

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poter mostrare la nostra collezione, seppur solo virtualmente, a quei buyer, soprattutto stranieri, che non hanno potuto viaggiare. Tagliatore ha da poco lanciato la collezione Spring Summer 2021, qual è stata l’ispirazione principale? Ho voluto attualizzare il concetto di Tradizione, con una risposta coerente e concreta alle esigenze di oggi. Il connubio di comfort, leggerezza e colore ha dato vita ad una collezione dal forte potenziale espressivo dove i confini tra formale e informale sono sempre più deboli. Quale sarà il must have di questa nuova collezione? Una giacca superleggera, completamente destrutturata, realizzata in seersucker, indispensabile per la stagione calda. Un grande capitolo è dedicato allo studio del colore. Ce ne parli. Il colore è senza dubbio un elemento fondamentale nel processo creativo di una collezione. Poniamo molta attenzione nella creazione di tessuti esclusivi, per i quali vengono usati combinazioni di vari disegni e colori che rendono i nostri capi unici. Lei ha una passione profonda per i tessuti, da dove nasce? Nasce sin da bambino, dalla frequentazione della bottega di mio padre. Negli anni poi questa passione è cresciuta sempre di più fino a diventare un vero e proprio lavoro. Il tessuto che ama di più?  Il galles è senz’altro tra i miei preferiti in assoluto. È una tipologia di tessuto che ti permette di fare ricerca e lascia ampio spazio alla creatività nella composizione di disegni e colori da abbinare. Qual è il giusto connubio tra estetica, funzionalità e senso di libertà che oggi i ragazzi cercano nell’abbigliamento? Creare dei capi di abbigliamento confortevoli, con un gusto sobrio e ricercato, utilizzando materie prime di alta qualità. Originario di Martina Franca, ha viaggiato in tutto il mondo, non le è mai venuta voglia di trasferirsi in un altro posto? No, credo di vivere in un posto stupendo che non lascerei mai. Lei viene da una terra ricca di eccellenze, ci consigli qualche posto per quando potremo tornare a spostarci in serenità. Consiglierei un viaggio itinerante, iniziando dalla Costa Adriatica, partendo da Trani per poi spostarsi a sud verso Polignano e proseguire il percorso nell’entroterra, visitando borghi unici e caratteristici come Ostuni, Cisternino, Locorotondo, Alberobello e naturalmente Martina Franca. A cosa non potrebbe mai rinunciare? Sicuramente al mio lavoro e alla mia famiglia, che sono i pilastri portanti della mia vita quotidiana. Nel tempo Tagliatore ha vestito grandi star internazionali. Oggi quale personaggio potrebbe identificare il vostro stile? Bradley Cooper, per il suo stile e la sua grinta.

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FASHION

SHAKEN, NOT STIRRED Photography by Raffaele Marone Styling Giorgio Branduardi Models Beatrice Brusco and Bastien De Bels Mua & Hair Female Model Elisa Rampi Grooming & Hair Male Model Vasile Longhi Stylist Assistants Erica Benocci and Vincenzo Palatiello

Female model ABITO LUNGO IN SETA LAMÈ CON BUSTIER, PETTORINA IN ORGANZA CON RICAMO RAMAGE E GONNA CON BALZE DIAGONALI GENNY. BASQUIAT ORECCHINI PENDENTI A CLIP CON CONCHIGLIE DI OTTONE DORATO E FRANGE DI CRISTALLI, ROSANTICA. Make up using: GIVENCHY. 62


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COVER STORY

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Male model BLAZER CON RICAMI, CANOTTA DI COTONE CON DETTAGLIO MONOGRAM, PANTALONE DI PELLE NERO ROBERTO CAVALLI. Servizio da tavola, LUISA BECCARIA Homeware. Female model TOP IN SETA A MANICHE LUNGHE CON STAMPA LION E FINITURE IN PIUME, GONNA MIDI IN SETA CON STAMPA LEONE ALESSANDRA RICH; HEADPIECE CON STRASS, ROUGE NUANCES Make up using: GIVENCHY. 64


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COVER STORY

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Female model CAMICIA CON RUCHES DI CHIFFON FANTASIA FIORI, LUISA BECCARIA; VESTITO SOTTOVESTE CON PIZZO, BLUMARINE; CINTURA IN PELLE NERA CON FIBBIA ARGENTO, ALEXANDER MCQUEEN; HAIR BAND CON STRASS, ROGER VIVIER; Make up using:CLINIQUE. Male model GIACCA SARTORIALE CON PANNELLI E TASCHE MILITARI IN LANA NERA, CAMICIA IN POPELINE DI COTONE BIANCO, OCCHIALI DA VISTA CON MONTATURA IN METALLO E MINI TESCHIO SULL’ASTA, ALEXANDER MCQUEEN.

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GIACCA IN TWEED DI COTONE FUCSIA, GONNA IN TWEED DI COTONE FUCSIA, CINTURA IN METALLO EFFETTO DORATO CHANEL; MINI ABITO IN DOUCHESSE DI SETA FUXIA CON FIOCCO DRAPPEGGIATO SUL DAVANTI, GIUSEPPE DI MORABITO;HEADBAND A TRECCIA IN VELLUTO ROSA, LUISA BECCARIA; HEADBAND IN PIUME DI STRUZZO REALIZZATO A MANO, ROUGE NUANCES; ORECCHINI A LOBO CANASTA, CON OTTONE, FINITURA ORO E PERLE, ROSANTICA; SANDALO NERO CON TACCO STILETTO, PUNTA SQUADRATA E DETTAGLIO IN METALLO DORATO, GIUSEPPE ZANOTTI. Make up using: CHARLOTTE TILBURY.

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CANOTTA IN SETA CON STAMPA LEOPARDATA, CAMICIA IN SETA CON STRASS, BRACCIALE DI METALLO CON CRISTALLI BLUMARINE; SCIARPA CRYSTAL IN LANA E MOHAIR MARCO DE VINCENZO; GIACCHINO DI PIUME NERO HELEN YARMAK; Make up using: DIOR. Pagina destra, Male model GIACCA STRUTTURATA, PANTALONI CON PIEGA E CAMICIA IN LUREX DEGRADÉ, MARCO DE VINCENZO; MOCASSINO IN VERNICE CON TACCO IN PLEXIGLASS ROSA GIUSEPPE ZANOTTI. Female model GIACCA DOPPIOPETTO E PANTALONI IN SETA LUREX ORO, MAGLIA LUREX COLLO ALTO, COLLANA CATENA CON ANELLI, FINITURA ORO ERMANNO SCERVINO; CAPPOTTO IN PELLE STAMPA LEOPARDATA, BLUMARINE; ORECCHINI A LOBO CANASTA, CON OTTONE, FINITURA ORO E PERLE, ROSANTICA; WRAP CLUTCH COLORE VANILLA CUSTARD A.CLOUD; SCARPA BROCHE VIVIER MULE, ROGER VIVIER. Make up using: CLINIQUE. 70


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Male model GIACCA NERA IN CASHMERE, PANTALONI NERI IN CASHMERE, MOCASSINI NERI IN VITELLO VERSACE; CAMICIA IN POPELINE DI COTONE BIANCO, ALEXANDER MCQUEEN. Female model ABITO NERO IN CADY DI SETA VERSACE; HAIRPINS CON STRASS, ROUGE NUANCES. Make up using: GIVENCHY.

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Male model GIACCA IN FLANELLA, MAGLIA IN COTONE E TESSUTO TECNICO, PANTALONI IN FLANELLA, SCARPE IN NAPPA CON SUOLA IN GOMMA BOTTEGA VENETA. Female model PELLICCIA DI VOLPE BEIGE CON ROMBO MARRONE, HELEN YARMAK; BODY CHIMERA CON PERLE, CRISTALLI E OTTONE FINITURA ORO, ROSANTICA; HAIRPIN FIOCCO CON CASCATA DI PERLE, ORECCHINI A CLIP TRIANGOLARI IN CRISTALLO ALESSANDRA RICH; SCARPA PUMP ‘ROMY’ IN VERNICE NERA, JIMMY CHOO. Make up using: YSL beauty 73


Female model ABITO TUBINO IN TULLE CON RICAMI DI PAILLETTES, CINTURA NERA IN PELLE CON DETTAGLI IN METALLO LOUIS VUITTON;GUANTI IN PELLE NAPPA CON MICRO BORCHIE, DUECCI GUANTI; ORECCHINI CON CLIPS E PERLE PENDENTI, ROGER VIVIER; HEADBAND IN VINILE CON MAXI NODO, ROUGE NUANCES. Make up using: DIOR. Servizio da tavola, LUISA BECCARIA Homeware. Nella pagina a fianco: Male model GIACCA IN MISTO LANA CON EFFETTI METALLICI E LUCIDI, CAMICIA ABBOTTONATURA COPERTA E COLLO PICCOLO EFFETTO VELLUTO LUXURY LUCIDO, PANTALONE DOPPIA PENCE IN MISTO LANA CON EFFETTI METALLICI E LUCIDI EMPORIO ARMANI.

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FASHION

NOT AN ORDINARY DAY Photography BY Matei Octav Styling by Marco Costa Hair by Luigi Morino @ Close Up Milano Make up by Erika Calabrò TalentAlexandra Titarenko @Select Milano Photo assistant Maria Pozzozengaro Stylist assistants Chiara Caruso & Naomi Di Mauro

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RUFFLED TOP AMORPHOSE

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FLORAL TOP AND SKIRT, CUMMERBUM AND EARRINGS ERDEM

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COVER STORY

TRANSPARENT DRESS, THIGHTS AND BOOTS MIU MIU HAT PASQUALE BONFILIO

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COAT AND SHORTS 4 MONCLER SIMONE ROCHA 80


JACKET AND GOLD SUNGLASSES SCHIAPARELLI

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COAT, GLOVES AND HAT GUCCI

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JACKET, GILET, SKIRT, THIGHTS, BOOTS, NECKLACE AND BAG CHANEL HAT PASQUALE BONFILIO 83


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VIAGGI

VA L E N T I N O U N I Q U E F O R M B O O T S

LA COLLABORAZIONE CON L’ARTISTA HARRY NURIEV Un lancio davvero speciale per i nuovi boots Valentino Garavani UNIqueFORM, lo stivale unisex dall’animo punk, realizzato in collaborazione con l’artista/designer russo di New York Harry Nuriev. In tempi in cui la nostra realtà è un ibrido di reale, virtuale e alterato, lo stile immediatamente riconoscibile e l’uso audace del colore di Nuriev - in particolare la sua firma, il blu evocativo saturo - catturano l’essenza di ciò che desideriamo veramente quando entriamo negli spazi: comfort e stimolazione, chiarezza e calma, connessione e una storia personale.

UNA WISHLIST TUTTA DA INDOSSARE Le sneakers più hot del momento Dalle collezioni limitate alle esclusive creative, realizzate per esempio in collaborazione con alcuni degli artisti tra i più visionari del momento. Abbiamo selezionato una lista dei desideri delle scarpe della stagione da indossare subito!

PUMA & WINNIE HARLOW

UNA TOP MODEL PER LE NUOVE CRUISE RIDER Puma lancia la nuova silhouette della Rider, la scarpa caratterizzata da colori freschi e un design audace. Protagonista Winnie Harlow: “Le nuove Cruise Riders mi rappresentano molto! Quello che mi piace di più è che non devo preoccuparmi degli abbinamenti perché si adattano a tutto.” La Cruise Rider di Puma è più alta degli altri modelli e presenta un divertente color blocking. La tomaia in mesh e nylon presenta sovrapposizioni scamosciate in vivaci colorazioni come teal, bright yellow e pink, che aggiungono un tocco giocoso al design. 84


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SNEAKERS

VERSACE

LE NUOVE TRIGRECA SNEAKER

La nuova scarpa prende ispirazione dall’iconico motivo a Greca, uno dei simboli classici della maison, utilizzato per la prima volta nella collezione Autunno-Inverno 1988 come richiamo alla Magna Grecia, da sempre parte dell’heritage di Versace. Un motivo geometrico creato da un’unica linea ininterrotta che nell’antica Grecia era presente su templi, rappresentazioni di labirinti, palazzi e ceramiche. Simbolo dell’infinito e dell’unità, riflette un tema ricorrente nelle creazioni di Versace. La Greca decora tre parti della Trigreca:  la  suola, il lato e la striscia decorativa sulla parte superiore. Sulla sneaker spicca la stampa delle coordinate geografiche di Milano come richiamo alla localizzazione dell’HQ di Versace. Un’altra iconica firma del brand è la testa di Medusa in 3D posizionata sotto la suola.

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SNEAKERS

ZEGNA

TRA ARTE E FASHION INSTINCT

Zegna celebra i valori che contraddistinguono il brand da 110 anni, e invita tutti ad avere un approccio sostenibile nei confronti del nostro pianeta. Con l’acquisto di una scultura in legno a forma di cuore, disponibile sia nelle boutique del brand che sul sito zegna.com, si potrà contribuire al progetto di riforestazione della Zegna Forest, nell’Oasi Zegna, la riserva naturale di 100 km2 a Trivero, dove nel 1910 fu fondato il Lanificio Zegna. “Il Wooden Heart, inciso a mano con la scritta “from the heart of Oasi Zegna”, rappresenta il nostro impegno nei confronti del futuro e delle nuove generazioni” commenta l’azienda. Oltre alla scultura, Zegna ha pensato a una serie di regali unici che spaziano dal tailoring più raffinato ai nuovi accessori, dalle fragranze classiche fino allo sportswear e al leisurewear. Come per esempio le Sneaker Triple Stitch in suede color vicuna scuro con dettaglio iconico della tripla X elasticizzata e logo XXX sulla suola in gomma ultraleggera. Disponibile anche in altri colori e materiali.

LE COQ SPORTIF

LA LIMITED EDITION DI 450 MODELLI NUMERATI

Dalla collaborazione tra il marchio sportivo francese e l’iconico negozio avanguardista di Tel Aviv: Sneakerbox, nasce la nuova scarpa R800 proposta in edizione limitata e numerata di soli 450 modelli, ispirata al taxi più usato nella città israeliana, lo Sherut Taxi numero 5. Il mezzo di trasporto veloce ed efficiente che si ferma ovunque lungo il percorso. È bianco, viola e giallo, colori che hanno ispirato la tavolozza per questa R800 che è composta da una tomaia in mesh, con rivestimenti in pelle scamosciata e nabuck, e un tallone in pelle verniciata. I colori della fodera rimandano a quelli dei sedili del taxi. I loghi delle ali sono ricamati, così come le scritte dei marchi Sneakerbox e Le Coq Sportif sui talloni. Il modello è rifinito con #5 lace locks. 86


ONITSUKA TIGER

NUOVE VERSIONI DI TRE MODELLI ICONICI

LOUIS VUITTON

LE NUOVE ARCHLIGHT SINCE 1854

Il marchio giapponese, guidato dal direttore creativo italiano Andrea Pompilio, lancia tre nuove versioni di rispettivi modelli iconici di sneakers come: LAWNSHIP 3.0, SERRANO e MEXICO 66. Per questa occasione Onitsuka Tiger combina elementi d’archivio del passato ad un design contemporaneo. La tomaia di tutti i modelli è realizzata in velluto trapuntato che dona un tocco sofisticato alle sneakers sportive.  La suola interna è stampata con il logo tradizionale Onitsuka Tiger e la scritta “Happy Holidays”.

La nuova collezione di scarpe Louis Vuitton esibisce una moda iconoclasta che diventa sempre più fluida in un mix di maschile e femminile, casual e urban. Nicolas Ghesquière, Direttore Artistico delle collezioni donna, plasma il nuovo motivo “Since 1854” anche sulle sneakers e su tutti i modelli più rappresentativi del marchio. La nuova tela jacquard, in grado di racchiudere l’essenza della famiglia fondatrice guidata dal sublime artigianato, trasforma l’8 in un petalo del fiore Monogram, rendendolo parte integrante del motivo, valorizzando le nuove Archlight dal design futurista.

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THE HARSH LIGHT OF DAY Photography by Alessandro Lo Faro Styling by Rebecca Del Vita Grooming by Giuseppe Lo Russo @Closeupmilano Talent Filippo Compagnoni @Next Management Photo assistant Adriana Sydney

SILVER METALLIC MOIRE AND IVORY WOOL TAILORED JACKET AND CIGARETTE TROUSERS ALEXANDER MCQUEEN

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FASHION

SILK CAPE COAT, SCARF ROSE BROOCH, EMBROIDERED TURTLENECK AND VELVET LONG GLOVES DIOR

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TURTLENECK PULLOVER MICHAEL KORS MEN’S

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COVER STORY

CALFSKIN VEST, TOP AND TROUSERS BOTTEGA VENETA

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LEATHER BLOUSON, LONG SLEEVES SHIRT AND TROUSERS SALVATORE FERRAGAMO

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B27 HIGH-TOP SNEAKERS IN BLACK SMOOTH CALFSKIN WITH BEIGE AND BLACK LOGO OBLIQUE JACQUARD DIOR

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COVER STORY

DOUBLE-BREASTED VELVET JACKET AND FORMAL WOOL TROUSERS TAGLIATORE, BLACK TURTLENECK C.P. COMPANY 95


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TRES CHIC Il nuovo film per i 100 anni di Chanel N.5

Testo di Alessandra Fanari

La bellissima Marion Cotillard interpreta l’ultimo film di Maison Chanel dedicato al centenario dell’iconica fragranza. La creazione rivoluzionaria che ha cambiato i codici della profumeria, tanto per la sua composizione olfattiva che per la purezza astratta del suo flacone. Abbiamo raggiunto Thomas du Pré de Saint Maur - Direttore Generale des Ressources Créatives Parfums Beauté et Horlogerie Joaillerie Chanel - per farci raccontare questo nuovo magico mondo tra sogno e realtà. Chanel N.5 compie 100 anni. Il profumo leggenda nel mondo intero e simbolo chiave dello stile di Gabrielle Chanel è celebrato dalla Maison con un nuovo film che rivela una nuova eccezionale protagonista: Marion Cotillard, l’attrice francese vincitrice di un premio Oscar. Il film, un’avventura notturna, un viaggio tra sogno e realtà, terra e cielo, trasporta Marion sulla luna. Un film che, come ci spiega Thomas du Pré de Saint Maur - colui che l’ha ideato – rende omaggio al coraggio di tutti quelli che sanno seguire i propri sogni, vivendo la vita fino in fondo. Lo stesso messaggio che Coco Chanel ha trasmesso con la sua celebre fragranza. Il film è articolato sugli elementi chiave dell’universo Chanel, gli astri, la luna, la musa, interpretata da Marion Cotillard. Come è stata definita la storia e il suo messaggio? Gli elementi chiave nella comunicazione sono sempre gli stessi: definire cosa si vuole raccontare, come lo si vuole fare e nella coerenza del messaggio che si vuole trasmettere. Il messaggio di Chanel N.5 è invariabile e si esprime in un’eterna ricerca di auto-realizzazione della personalità. Un viaggio che non ha fine, perché se siamo veramente in connessione con noi stessi, ci saranno sempre nuove cose da scoprire, nouvi aspetti da esplorare nella nostra personalità. Questa è la donna Chanel N.5, una donna realizzata, un’identità che sa affermarsi perché non ha paura di confrontarsi. Non vuol dire essere la donna perfetta, che sa gestire e controllare tutto. Ma qualcuno che sà dell’esistenza di nuovi orizzonti da esplorare.Una donna che ha deciso di esprimere se stessa ogni giorno di più.

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BEAUTY

PHOTO COURTESY OF CHANEL

In che modo Marion Cotillard rappresenta la donna Chanel? La scelta di Marion Cotillard mi è apparsa da subito evidente, sia per la sua storia di donna che per la ricchezza della sua carriera d’attrice. Il suo senso della forma, la sua etica indiscutibile, il suo rigore rappresentano l’identità della donna Chanel. Una donna imprevedibile e avanguardista che sa esprimere tutte queste qualità con leggerezza e gioia, le stesse qualità che si ritrovano in Chanel N.5, nella fragranza, nel nome, nel design del flacone. Il viaggio sulla luna è un simbolo forte nella memoria ma anche rappresentativo dell’universo Chanel... Il tema della luna è stato introdotto dal regista Johan Renck quando gli ho parlato del progetto del film. La luna è una metafora interessante, andare sulla luna vuol suggerire che le nostre aspirazioni, i nostri sogni sono realizzabili se ci crediamo veramente e combattiamo per realizzarli. Nella luna c’è un lato onirico, sognante, ma quello che è importante nel film è che Marion Cotillard ritorna sulla terra, e non da sola. Metafora che suggerisce che quando si è pronti ad andare fino in fondo, quando non si ha paura di accettare la sfida, si trova sempre qualcosa di bello. C’è una ragione particolare nella scelta della data di questo nuovo lancio? La fine dell’anno evoca inevitabilmente un nuovo ciclo. Mi è sembrato un momento propizio. È la data anniversario di Chanel N.5, 100 anni dalla sua creazione e quindi di un nuovo capitolo per questa iconica fragranza. 97

Ci racconti del balletto che nel film vede protagonisti Marion Cotillard e l’etoile Jérémie Bélingard. La coreografia ha avuto un ruolo essenziale perché ci ha permesso di concentrare il messaggio di Chanel N.5 cioè la celebrazione della vita. Quale poteva essere il modo migliore di raccontare la vita in un attimo, se non con la danza? O meglio, facendo apparire il movimento, il ritmo la danza come una metafora. Ci sono momenti sensuali, altri divertenti quasi burleschi. Il ballerino cade, si risolleva, continua a danzare. Marion Cotillard danza in un abito da sera Chanel scelto da Virginie Viard. Questo sottolinea il fatto che la moda di Coco Chanel ha dato alle donne la possibiltà di muoversi? Certamente, senza mai dimenticarci dell’esigenza di rigorosa eleganza, portamento, allure. D’altronde quando Mademoiselle ha utilizzato il jersey non ha fatto delle tute de jogging ma degli abiti da sera. E, come si vede nel film, ci si può muovere e ballare in tutto comfort. In che modo Chanel N. 5 mostra la coerenza dello stile di Gabrielle Chanel, della sua estetica della funzionalità? L’essenzialità perfetta, giusta perché ha la sua funzionalità era centrale nel discorso di Chanel. Niente è inutile o puramente decorativo nella sua visione. È uno stile di vita e Chanel N. 5 lo esprime perfettamente. Nel flacone, nel suo nome e nella fragranza, una composizione astratta basata su 88 rose diverse in cui è impossibile riconoscerne una. Perché la sua funzione non è di sentire la rosa ma di profumare la donna.


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INTERVIEW

LARGO ALL’OUTWEAR MULTI TASKING Con il 40esimo anniversario di Pal Zileri nell’anno che si chiude, l’azienda di abbigliamento sartoriale del gruppo Mayhool guarda avanti e debutta nell’e-commerce con il nuovo sito (ma riserva il servizio su misura, con personal shoppers dedicati, ai suoi clienti nel mondo) puntando su capi innovativi multi-tasking e re-use concept, con uno sguardo che punta già lontano. Ce lo racconta il CEO Marco Sanavia di Antonella Tereo Marco Sanavìa CEO di Pal Zileri

Termina un anno complicato ma che per il brand Pal Zileri ha segnato anche una grande ricorrenza, quella dei 40 anni dalla nascita... Sì, nonostante tutto, abbiamo colto con la ricorrenza l’opportunità di presentare la scorsa estate una collezione che andasse a riscoprire l’autenticità di un marchio come il nostro, un nome che ha accompagnato diverse generazioni di uomini sia nel quotidiano, nei momenti di lavoro come in quelli più speciali della vita. E anche adesso che stiamo vivendo quest’evoluzione, dal mondo formale al mondo urban-casual e moderntailoring, ci accorgiamo che sta avendo successo proprio perché, di nuovo, gli uomini ci scelgono per lo stesso motivo. La collezione sta cambiando, verso uno stile molto attuale. C’è una rivisitazione di alcuni canoni stilistici, anche storici del marchio: la ricerca dei tessuti e dei colori, aspetti innovativi dal punto di vista tecnologico e innovativi, calati in un total look quotidiano, per attraversare la giornata ed accompagnare l’uomo in tutte le situazioni. In cosa la sfida è maggiore nella sartoria maschile oggi, rispetto anche ad uno stile che cambia? La sfida maggiore secondo me è nell’equilibrio, l’equilibrio fra le scelte stilistiche e le esigenze che l’uomo ha nella vita di tutti i giorni. Sempre di più quest’evoluzione verso il mondo del casual e dello sportwear ha introdotto temi di comodità e di comfort di praticità. Negli abiti che si possono mettere in valigia senza che si stropiccino, nelle giacche che possono essere usate sia per momenti formali come per situazioni leisure. La sfida è proprio nel riuscire a creare un look che sia flessibile, poliedrico, adatto a tutti i momenti, sempre partendo da prodotti ricercati che nascono da una ricerca stilistica importante e con un gusto italiano, quello che i clienti apprezzano molto. Per il 2021 pensate di focalizzarvi meglio su un mercato in particolare? Consolidiamo i nostri mercati principali che sono Italia, Spagna, Francia, Inghilterra e Russia. L’obiettivo è quello di continuare a fidelizzare questi mercati, principalmente, ma note positive vengono dall’Australia e tutta l’Oceania dove stiamo crescendo e dalla Corea, dove l’anno scorso abbiamo chiuso una partnership importante e ora il nostro partner sta aprendo diversi punti vendita con un certo successo. 98


Solo da qualche tempo abbiamo anche l’ecommerce che ci permette di entrare in mercati dove non avevamo una presenza così capillare e abbiamo un ottimo riscontro, perché i clienti ci stanno scoprendo o ci stanno riscoprendo anche in questa evoluzione sostanzialmente, verso categorie merceologiche in cui noi stiamo investendo come la maglieria, le giacche destrutturate, piuttosto che l’outwear, ambiti che sono stati sempre presenti nel nostro guardaroba ma che erano stati percepiti meno rispetto agli abiti classici. Oggi i clienti hanno modo di conoscere Pal Zileri per il suo total look. Nella prossima collezione su cosa si punterà? L’obiettivo è quello di vestire l’uomo metropolitano, l’uomo che vive la sua quotidianità a 360 gradi, per cui tutto quello che si troverà nella collezione saranno dei look, costruiti su dei guardaroba, su dei “pacchetti” già suggeriti da noi, con delle funzioni d’uso e delle tematiche colore definite, dove la ricerca sui tessuti e dei materiali è sempre mixata con esigenze di vestibilità e di facilità d’uso per essere trans-funzionali. Ci anticipa qualche capo protagonista, ad esempio? Adesso lanceremo una giacca multitasche ma anche multitasking, per certi versi, inteso come compagno di viaggio di una giornata, un capo che possa proteggere dal vento, dalla pioggia, con tante tasche. Può essere indossato sia sopra ad una giacca formale sia sopra il maglione. Un capo versatile che possa rispondere a nuovi tipi di esigenze. È questo quello che abbiamo preparato per il lancio di gennaio, nella main collection, grazie anche a delle imbottiture nuove, in un’ottica ecosostenibile. E parliamo anche di tessuti riciclati, una nuova membrana che permette una migliore modulazione del calore del corpo – di cui sono fatti alcuni nuovi capispalla – per cui il calore del corpo viene ridistribuito creando una sorta di microclima ideale. Un prodotto innovativo che andremo a presentare a gennaio. Altre imbottiture sono in cascame di seta, un residuo che si ottiene dalla filatura della seta e che viene dunque

reimpiegato per creare imbottiture calde quanto il cachemire. Quali aspetti entreranno nella storia del brand nel prossimo anno? Il titolo della collezione è “Song of the Earth”, è una sorta di sinfonia della natura, si apre un approccio nella scelta dei colori ma soprattutto nei materiali che privilegia, in modo assoluto l’uso di materiali riciclati. Anche il nylon che nel mondo della moda può far storcere il naso è in realtà una fibra preziosissima per dei capispalla idrorepellenti e che non si sgualciscono e, anche in quel caso recuperiamo del nylon riciclato per ridurre l’impatto ambientale, perché stiamo dando molto spazio a questo tema. Quali sono gli obiettivi per il 2021? Riprendere il percorso che avevamo interrotto in un certo senso l’anno scorso, prima dell’emergenza, ovvero a fine 2019. Consolidare l’evoluzione stilistica, sicuramente, così come dei mercati europei. Stiamo anche attivando collaborazioni con Lussemburgo, con le Gallerie Lafayette a Parigi, con il Regno Unito. Tornare al fatturato pre-crisi, sostanzialmente. In questi mesi c’è stata l’opportunità di ripensare alla nostra offerta e di consolidare gli aspetti vincenti, ora ripartiamo facendoci trovare pronti. Se tutto andrà bene, per la primavera 2021, Pal Zileri vestirà gli uomini per nuovi momenti speciali.

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EFFICACIA, INNOVAZIONE E SOGNO

La reason why di Lancôme è restituire alle consumatrici italiane la voglia di ritornare a frequentare le profumerie per sentirsi bene con se stesse PH. MARIANO VIVANCO FOR LANCÔME

Maria Elena Marchettini, general manager di Lancôme, ci racconta come il 2021 sarà l’anno in cui la maison riporterà le consumatrici in profumeria, dove si può trovare l’expertise necessaria in grado di dare a ognuna il consiglio giusto. Quali saranno i lanci per il prossimo semestre? Torneremo a puntare in maniera molto decisa sull’innovazione. Vogliamo pensare positivo! Il primo asse di cui voglio parlare è sicuramente il make-up, che più di ogni altro ha subito lo scotto di questi mesi di mascherine e distanziamento sociale. Lancôme è leader nel segmento dei mascara e nel primo trimestre 2021 ci sarà una grande novità che ci permetterà di portare in profumeria molti consumatori perché, dopotutto, è questa la nostra missione. Dal punto di vista delle fragranze il primo semestre sarà ricco: avremo un paio di novità per quanto riguarda il nostro pillar La vie est belle, che sosterremo sia a livello prodotto sia a livello comunicazione. Per quanto riguarda lo skincare, porteremo alle consumatrici nuovi stimoli e nuovi moduli per testare l’efficacia dei nostri prodotti. Questo settore per noi ha capitale importanza:

Nella foto i prodotti Lancôme: la Palette Fashion Flirty quattro in uno by Chiara Ferragni. La fragranza La vie est belle Eau de parfum 50 ml. Il siero anti età Génifique Microbiome 30 ml.

le clienti italiane, da nostri studi, sono attente molto più delle donne di altri paesi europei, all’efficacia dei prodotti e al tasso di innovazione che c’è al loro interno. In particolare porremo l’accento sull’aiuto alla scelta del prodotto più indicato. Questo è anche un modo per tornare a investire sullo skincare che è l’asse che in questo momento sta subendo attacchi dagli altri canali concorrenti. Crediamo sia un’esigenza fondamentale ribadire al consumatore che il territorio dello skincare è la profumeria perché è lì che può trovare l’expertise e la consulenza necessaria. Da una parte investiremo per formare il nostro personale affinché possa fare una consulenza sempre più efficace e professionale, e dall’altra andremo dalla consumatrice per dirle che è nella profumeria che può trovare una risposta a tutte le sue domande di cura della pelle. In che modo continuerete a comunicare con i vostri clienti? Vogliamo aumentarne la fiducia e la sicurezza che le donne hanno in se stesse e lo facciamo attraverso le nostre campagne come per esempio Stand Tall e il lancio di Idôle che ha portato con sè anche tutta una serie di mantra legati al successo femminile e alla voglia di sostenere le ragazze, le donne di domani, a non mollare e a contare sulle proprie risorse. Per tutto il prossimo anno continueremo a lavorare sul progetto Write Her Future, che porteremo nelle scuole per trasmettere alle giovani donne strumenti per l’autorealizzazione. Lo faremo con nuove collaborazioni e anche con consistenti investimenti perché la nostra brand manager internazionale crede molto in queste iniziative. Penso che questi siano temi molto importanti e rilevanti anche dal punto di vista sociale e se noi possiamo dare, anche solo un piccolo contributo, saremo molto orgogliosi di averlo potuto fare. Qual è il tuo sogno per il prossimo futuro? Una delle cose che più mi ha fatto innamorare di questo settore è vedere la luce negli occhi delle persone che si vedono trasformate, anche solo con un velo di rossetto. Sentirsi bene e a proprio agio, da una forza in se stessi indescrivibile. Il mio auspicio è che tutti noi potremmo ritornare a vivere dei momenti in cui ci sarà l’emozione dell’incontro non solo virtuale ma reale. Il mio altro sogno è che le circa 9000 persone che oggi in Italia sono occupate nel settore della profumeria possano presto ricominciare a trasformare in meglio, con i loro consigli e con la loro expertise, la vita delle donne italiane. 100

Il rossetto idratante e modellante L’absolu Rouge Cream


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INTERPRETARE IL CAMBIAMENTO Alla vigilia di un nuovo anno, Luca Lomazzi, country general manager Shiseido Italy, ci parla del futuro prossimo venturo dell’azienda

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crescita importanti. Ritengo che Nars abbia come sempre le carte per segnare le tendenze ed essere un vero e proprio marchio artistry, amato e apprezzato da un pubblico di consumatori audace e attento alle tendenze. Con Laura Mercier inizieremo ad espandere il marchio scegliendo i migliori partner nelle città chiave. Bisogna partire cauti ma partire bene: le scelte iniziali sono quelle che determineranno il successo di Laura Mercier nel mercato italiano. Bare Minerals ha già la propria strada segnata, frutto di una distribuzione iniziata con Pinalli ed Esserbella ed ora anche con Douglas. Qui lavoreremo molto sul concetto di prodotti naturali e vegani. Come li sosterrete? Quando decidiamo di lanciare, lo facciamo perché abbiamo i mezzi per supportare i lanci stessi, ne è la prova quanto fatto in questi ultimi anni. Mai ci affidiamo alle sole ed uniche mani esperte dei nostri clienti per fare dei nostri prodotti e marchi dei veri successi in profumeria. Quali gli obiettivi per il futuro della marca? Gestiamo un portafoglio di marche e questo è ciò che rende complessa la gestione di un Gruppo rispetto ad un azienda monobrand. Abbiamo marchi che vanno sostenuti, consolidati e fatti crescere in ragione del loro potenziale ancora inespresso: mi riferisco a Shiseido Ginza Tokyo, Narciso Rodriguez e Dolce&Gabbana. Brand che sono appena stati lanciati e devono essere sostenuti perché possano esprimersi nel mercato da veri leader nel loro segmento, mi riferisco ad esempio a Clé de Peau Beauté. Lavoriamo su brand per i quali stiamo partendo con un piano di espansione distributivo, per esempio Bare Minerals e Laura Mercier. Ci sono poi marchi che devono essere lanciati, altri che possono trovare collocazione sia nel mercato selettivo che in altri mercati, ad esempio il pharma. In che modo Shiseido reagisce al cambiamento? Reagiamo al cambiamento cercando di anticipare il cambiamento. Insisto molto con i miei collaboratori sul fatto che si deve dedicare tempo per interpretare il proprio lavoro in modo diverso e renderlo più moderno nell’approccio, nelle modalità nel pensiero strategico. È una questione di mindset.

Quali saranno i lanci più importanti del 2021? In questo nuovo contesto che viviamo, confido nella convinzione che chi vuole reagire deve avere gli strumenti per reagire. Nel nostro caso, faccio riferimento a un bouquet di lanci ed iniziative a sostegno di ognuno dei marchi che trattiamo. Nello skincare Shiseido prosegue nel consolidare con iniziative concrete il suo forte e fidelizzante catalogo prodotti: saremo presenti con alcune novità “Ocean conscious” nel mondo dei solari, rinnoveremo l’intera linea Waso ponendo forte attenzione alla sostenibilità e, nell’anno delle Olimpiadi in Giappone, non ci faremo certo mancare di legarci in qualche modo a questo evento mediatico Internazionale. Narciso Rodriguez inizia il nuovo anno con un lancio nella franchise for her. Come sempre ci attendiamo grandi risultati su una linea che, da diversi anni a questa parte, riscontra il favore dei consumatori. Questo nuovo lancio, infatti, sarà il simbolo di una nuova icona e contribuirà a far crescere ulteriormente l’intero marchio. Su Dolce & Gabbana proseguiremo con il consolidare l’intero catalogo, da Light Blue a The One e lavoreremo per consentire a K by Dolce&Gabbana di rimanere stabilmente nelle Top 10 linee del mercato maschile. Anche i marchi più piccoli ed esclusivi del nostro portafoglio fragranze avranno novità importanti che rivitalizzeranno l’attenzione intorno agli stessi brand. Infine, il portafoglio delle nostre marche Make Up: arriviamo da un anno di forte sofferenza del segmento ma siamo consapevoli che è l’asse nel quale il gruppo Shiseido può ancora avere opportunità di

Il suo sogno per il 2021? Avere la libertà di decidere come impostare il proprio lavoro senza essere costretti a farlo dagli eventi esterni. In ogni caso nulla sarà come lo era nel 2019, questo deve essere chiaro. Il mondo è cambiato, i consumi cambiano, le modalità di lavoro cambiano. Prepariamoci ad interpretare e avere visione del nostro futuro e di quello che sarà. Solo anticipando quelli che saranno i prossimi scenari si potrà essere preparati a costruire e interpretare da leader il futuro. Nella foto i prodotti Dolce & Gabbana Light Blue e NARS Cosmetics

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DARPHIN BELLEZZA VISIONARIA Darphin, il lusso botanico in farmacia, rinnova in Stimulskin Plus la bellezza con nuova formula

Stimulskin Plus cream di Darphin ha una storia di bellezza ‘visionaria’ che oggi si rinnova in una nuova formula avvalendosi della tecnologia più innovativa. Espressione di preziosa artigianalità che richiama la precisione scientifica di un brand che in 60 anni, attraverso la più profonda ricerca scientifica e l’innovazione, ha conquistato più di un traguardo nell’eccellenza cosmetica. Pierre Darphin è il fondatore visionario che ha creato l’Institut Darphin a Parigi nel 1958, esperto di dermatologia e inventore della kinesio terapia, ha avuto l’intuizione di fondere l’approccio olistico per la cura della pelle e l’expertise botanica, alla precisione scientifica, creando formule innovative che permettono la veicolazione e l’azione dei potenti attivi botanici. Una sinergia perfetta. Il touch parigino alla ricerca insieme agli ingredienti botanici più puri, portano ad innovazioni straordinarie che danno nel corso di breve tempo ai prodotti Darphin un posizionamento senza competitor in farmacia. Gli attivi botanici in questione sono quelli delle Blue zone: Sea Emerald (Okinawa) e Camelia Japonica (Jeiu Island), e poi oli essenziali estratti con alte tecnologie, cellule staminali vegetali e probiotici. Ogni singolo ingrediente viene abbinato ad una specifica molecola che così può veicolare al meglio l’attivo in profondità. Le texture non da meno risultano sorprendenti, perché trasformative, da cera ad olio, da olio a latte. L’intelligenza botanica e la precisione scientifica portano oggi Darphin ad una formula ancora più innovativa della iconica Stimulskin Plus Cream. La prima qualità riguarda Sea Emerald l’alga ‘gioiello botanico’ di Stimulskin Plus che ha il potere di stimolare la produzione naturale di collagene; viene coltivato in condizioni specifiche e con precise temperature; attraverso poi una precisa scienza di estrazione l’alga diventa un vero ingrediente magico che nelle nuova formula (contenente il 95% di ingredienti naturali) si arricchisce del prezioso contributo di altri 3 oli botanici: il baobab, l’olio di semi di zucca e

il cocco, che nutrono la pelle dall’interno. La precisione scientifica ha condotto a una migliore diffusione degli ingredienti nella nuova formula e attraverso la pelle. In particolare nell’ultima formulazione è presente un avanzato Youth-Boosting Trio Complex che agisce sulle tre proteine della pelle in grado di ripristinare la giovinezza; gli Esapeptidi agiscono sulle proteine del collagene per migliorarne ulteriormente la produzione naturale quindi le linee superficiali appaiono più levigate, l’Alga Laminaria Digitata lavora sull’elastina e, a complemento di entrambi, è presente un tripeptide per aumentare la produzione della proteina Fibronectina della pelle e migliorare la coesione. Le tre proteine sono fondamentali e lavorano all’unisono per migliorare il rinnovamento della pelle. Gli esperti Darphin hanno poi scelto il Deep-Infusion Oili technology, una innovativa tecnologia che attraverso l’olio di Colza ( molto affine alla pelle) aiuta a guidare gli ingredienti botanici, (preservandoli), nella formula e raggiungere cosi con maggiore intensità e potenza le cellule responsabili dell’invecchiamento con un effetto visibile e comprovato. Per elevare l’esperienza sensoriale della nuova Stimulskin Plus, gli esperti Darphin hanno anche progettato uno strumento di massaggio in acciaio inossidabile che grazie al materiale reattivo termoconduttore dona una sensazione di caldo o freddo a contatto con la pelle nelle diverse fasi del massaggio facciale. Gli step di utilizzo prevedono una prima immersione in acqua fredda di questo accessorio, facendolo scorrere sul viso con un disegno a farfalla, per poi andare a scolpire con lo stesso la linea di mascella, mento e orecchio e concludere con movimenti per levigare, tutti dettagliatamente descritti. Nasce così la versione perfezionata, innovata e completa di una crema che ha da sempre contribuito a rimodellare, levigare e liftare la pelle. Una crema sontuosa che rappresenta un superamento continuo di limiti per una visione di bellezza che con Darphin senz’altro non ha confini. 102


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ARMANI BEAUTY 2020 HOLIDAY CAMPAIGN

INNO ALLA VITA! NULLA È PIÙ POTENTE DI UN SÌ Magnetica, solare, piena d’amore per la vita e carica di energia per tutte le nuove avventure che essa le riserva! Cate Blanchett interpreta Sì Passione Exclusive Edition di Giorgio Armani A cura di Luisa Micaletti Per le feste natalizie Giorgio Armani cattura un mood ricco di magia e di fantasia in un nuovo film ispirato allo spirito di Sì, la sua iconica fragranza femminile. Un emozionante racconto interpretato dalla celebre Global Beauty Ambassador del brand, l’attrice premio Oscar Cate Blanchett. Elegante e raffinata, in questo nuovo film irradia il set del suo fascino magico e stravagante, incarnando l’essenza della fragranza attraverso una serie di differenti universi estetici, ciascuno corrispondente a una delle lettere del nome ‘ARMANI’. Una nuova storia potente e coinvolgente realizzata per Sì che da sempre invoglia le donne a osare. Osare essere se stesse. Come ha affermato Cate Blanchett, indossare questo profumo significa “condividere con le persone la tua vita interiore, i tuoi segreti, ed è in grado di comunicare passione. Una vita senza passioni è una vita vissuta a metà”. Dichiarazione di libertà, di amore e di vita,

Armani Sì è pura celebrazione della femminilità senza tempo e inno al coraggio della donna moderna, forte e dinamica, aperta alle nuove esperienze di vita, alla gioia delle emozioni e al rischio dell’avventura che spesso offre un risultato così gratificante da dare a tutte la forza di cambiare le regole del gioco, diventando ognuna protagonista del proprio destino. Il nuovo film girato per Armani Sì è diretto dalla regista francese Fleur Fortuné che lo ha pensato come una sequenza di tableaux in singoli set all’interno di un unico studio. Il film suggerisce un’atmosfera di fiction contemporanea. Giocando con la prospettiva e la riduzione in scala, il suo mondo incantato diventa sempre più attraente. A ispirare la regista i colori distintivi di Giorgio Armani, una palette di rossi opulenti, paillettes luccicanti e ori lussuosi. Un mondo fantastico ma chic allo stesso tempo, in cui Cate Blanchett è la protagonista. Spensierata, sdraiata sul letto in un sontuoso 104


POSH

BEAUTY

CREDIT @GREG WILLIAMS FOR ARMANI BEAUTY

abito couture della collezione Armani/Privé, nella parte di una fata con la bacchetta scintillante, oppure alla scoperta di un tesoro di regali, l’attrice cambia ruolo sfidando le regole e vivendo la vita con passione. Per rispecchiare lo spirito del film, che a sua volta è quello della fragranza Sì, la colonna sonora è un remix della hit del 1963 “You Don’t Own Me”, della cantante pop americana Lesley Gore.

“Una combinazione irresistibile di grazia, forza e spirito di indipendenza”. Giorgio Armani. Sì Passione, nato nel 2018 come interpretazione audace dell’eau de parfum originaria, viene presentato da Giorgio Armani in un flacone esclusivo caratterizzato da un’elegante sfaccettatura metallizzata della tonalità rosso intenso che riprende le curve raffinate di Sì, a cui si aggiungono la profonda densità del nero del tappo e la scritta dorata sul flacone. Anche la confezione cambia look, con una finitura rosso metallizzato e la scritta stampata in oro, per incarnare la fusione di un’eleganza senza tempo con le tecniche più innovative. Sì Passione Exclusive Edition  mantiene la  fragranza originale creata da Julie Massé. Una fragranza dominata dalle note speziate di pepe rosa per uno strepitoso effetto adrenalinico, mentre vivaci e radiosi accenti di pera, una volta attirata l’attenzione, illuminano l’iconico nettare di ribes nero per un audace tocco di stile. Il cuore floreale batte appassionatamente sulle note femminili del gelsomino e della rosa, per un profumo potente che ricorda una donna in apparenza fragile, ma capace di mostrare una forza straordinaria se guidata dalla passione. L’aggiunta di eliotropio rende la fragranza ancora più irresistibile e la trasforma in un invito a concedersi piccoli lussi e piaceri, mentre il calore e la sensualità della vaniglia e dell’essenza di legno di cedro riflettono quel senso di sicurezza che prova chi indossa un rossetto rosso. 105


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BEAUTY

BE PROUD OF YOUR VOICE INDOSSA LA TUA VOCE

A cura di Luisa Micaletti

Pierpaolo Piccioli, direttore creativo di Maison Valentino, Lady Gaga e il regista Harmony Korine insieme per un simposio artistico senza precedenti. Uniti nella celebrazione dell’uguaglianza per un omaggio senza frontiere alla libertà, scritto nelle note della nuova fragranza Voce Viva. Cos’è la voce se non lo strumento più nobile per l’affermazione della propria individualità? Ogni voce ha una vibrazione sua propria. Le armonie più dolci risuonano nelle parole delle persone che amiamo, così come note stonate sembrano accompagnare le parole di chi non ci piace. Più inconfondibili delle impronte digitali ci sono solo le sfumature della voce. Roca e fonda, di gola oppure fluttuante, dirompente, ammaliante, profonda e ancora calda, sensuale, capace di andare al di là delle parole. “E tutto diventa un po’ diverso appena lo si dice a voce alta”, scriveva Hermann Hesse. “Nessuna voce è uguale a un’altra e ogni voce canta la propria canzone” ci ricorda oggi Pierpaolo Piccioli, direttore creativo di maison Valentino. Ed è da qui che l’iconico marchio simbolo della couture italiana riparte per scrivere lo spartito di una nuova sinfonia olfattiva chiamata Voce Viva. Una fragranza dall’attitudine “disruptive” perché pronta a bypassare i codici classici della profumeria per rivolgersi a un’audience giovane, ma già ben consapevole delle proprie peculiarità. Diversità, anticonformismo e inclusività, ma anche rispetto delle singole individualità e rifiuto degli stereotipi sono i nuovi valori che la maison desidera celebrare con un diverso approccio alla bellezza. Attraverso una voce che invita a esprimersi liberamente, Valentino invita a fare la differenza, a dar valore a chi si ama, a realizzare i propri sogni con orgoglio. Più di una fragranza, Voce Viva suona piuttosto come un vero e proprio appello alla vita, un’esortazione urlata a chiare lettere: “trova la tua voce”. Per diffondere questo messaggio in tutto il mondo scende in campo un’interprete vibrante, dalla voce potente e immediatamente riconoscibile: Lady Gaga, sempre impegnata nel celebrare le diverse sfaccettature della personalità umana, per un mondo in cui ciascuno possa trovare il suo posto. Le sue parole “You have to be unique, and different, and shine in your own way” diventano così un mantra imprescindibile in sintonia con i valori di Valentino Beauty.

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INTERIOR

©ARIELLE BOBB WILLIS FOR VALENTINO BEAUTY

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Con un moderno senso estetico e un esperto occhio cinematografico, il regista Harmony Korine cattura Lady Gaga nel momento cruciale in cui una donna usa la sua vera voce. Ripresa da sola - a metà tra luce e ombra - sotto gli alberi di una foresta di Los Angeles, Gaga canta “A Sine from Above”. Le persone, filmate sui tetti di edifici vuoti a Barcellona, formano un coro di voci mentre ascoltano l’eco e si uniscono all’energia della canzone. E se il segreto del canto risiede tra la vibrazione della voce di chi canta e il battito del cuore di chi ascolta, ecco che appare cristallino il potere della musica di trasformare la vita. Voce Viva è un messaggio di speranza e di rinascita in un mondo in cui tutti hanno diritto alla propria voce. Lady Gaga è radiosa nel suo abito couture con una nuova sfumatura di rosso Valentino, disegnato da Pierpaolo Piccioli, sotto un

meraviglioso cielo blu. “La mia voce è ciò che mi rappresenta, ciò che mi dà la forza di farmi sentire, è l’affermazione della mia individualità. La voce è viva” afferma Lady Gaga. Per immaginare una scia che invogliasse ogni donna a indossare la sua voce e a proclamare il suo messaggio, Valentino Beauty ha lavorato con i Maestri Profumieri Honorine Blanc e Amandine Clerc Marie per creare un grande profumo floreale boisè. Come un abito Haute Couture, il flacone si slancia in un gioco di linee nette e precise. Dagli spigoli delicatamente arrotondati, è sfaccettato grazie a due stud che disegnano al centro del vetro la silhouette e le curve di un abito favoloso. Quadrato e intagliato ai lati, il flacone rifrange i raggi del sole che attraversano il profumo dorato. Ecco delinearsi una V di luce che lascia la sua scia addictive. Ecco Voce Viva. 108


POTERE ALLE EMOZIONI Voce Viva è la nuova fragranza Valentino che celebra i diversi volti di ogni donna. Una firma intima che convince o commuove, suscitando comunque sempre una reazione. Una voce che unisce, appassiona e svela orizzonti d’eccellenza che riscopriamo nell’expertise delle giovani Beauty Advisor Douglas. La bellezza è un campo da gioco sempre aperto a nuovi sogni. Oggi è sospinta da una contemporaneità che appassiona e rifugge gli stereotipi per abbracciare valori importanti quali inclusività, rispetto, libertà. Per poter toccare il cuore di tutti, ma in maniera davvero sorprendente, Valentino Beauty sceglie allora di adottare un tono di voce più che mai autentico, sincero, forte. Rievocando la Dolce Vita italiana e la potenza della femminilità, la Maison guidata da Pierpaolo Piccioli invita tutte le donne a urlare senza falsi pudori il proprio desiderio di libertà, pronunciandolo ad alta voce. Per farlo, Valentino Beauty ha deciso di affidarsi alla più iconica delle star contemporanee, nota al grande pubblico per il suo inimitabile talento, ma soprattutto per il suo impegno come donna e come artista. Stiamo parlando di Lady Gaga che, con Voce Viva, intona un potente messaggio universale capace di scaldare i cuori. Non poteva esserci allegoria migliore per comunicare al mondo il desiderio di unicità racchiuso nella nuova fragranza femminile by Valentino. Una scia floreale boisé, realizzata dai Maestri Profumieri Honorine Blanc e Amandine Clerc Marie, e già destinata a diventare un cult. Ma è la voce delle donne ad aver maggiormente ispirato Lady Gaga nel percorso artistico sintetizzato da note sensuali e addictive. «Quando canto penso alla bellezza del mondo e delle persone, non mi soffermo mai solamente sul brano in sé. In tutta sincerità, ciò che mi ha più ispirato nella vita è stata la voce delle donne. Poter trasformare quella voce in qualcosa di vivo e vitale è l’essenza più autentica di ciò che questa nuova fragranza rappresenta» racconta Lady Gaga. Tanta passione dunque, come motore di un successo planetario consacrato dal Premio Oscar per la miglior canzone originale, il brano “Shallow”, colonna sonora del film “A Star Is Born”. La stessa passione che anima la professionalità di esperte Beauty Consultant, chiamate adesso a veicolare - attraverso la propria experitse - il messaggio universale di liberà e inclusività sintetizzato da Voce Viva di Valentino. Le abbiamo incontrate per dare loro l’opportunità di raccontarsi. La parola, anzi, la VOCE, a Francesca Murgioni (Beauty Advisor presso Douglas Via Fillungo a Lucca), Francesca Gabbanini, (Beauty Advisor presso Douglas Via del Tritone a Roma) e Claudia Sanna (Store Manager presso Douglas Centro Commerciale Corte del Sole a Sestu).

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© Emmanuel Giraud for Valentino Beauty


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BEAUTY

felici e incoraggiandole a migliorarsi rimanendo se stesse. Spesso noi donne parliamo molto, ma pochi ascoltano veramente cosa vogliamo dire, a volte basta solo saper ascoltare. Come ti aiuta a esprimere le tue emozioni? Come già detto, la voce nel lavoro che faccio è importantissima, ma anche nella vita non è da meno. Sono una persona molto espansiva e comunicativa, adoro ascoltare le storie che le persone hanno da raccontare. Quando sono in compagnia, sono “l’anima della festa”. Ho sempre voluto essere un libro aperto, raccontare ogni cosa alle persone per me importanti, dalle belle giornate alle mie paure, alle soddisfazioni lavorative, ai momenti no. Credo che parlare, sia un po’ come scrivere ogni giorno una pagina di un libro.

Francesca Murgioni

Beauty Advisor presso Douglas Via Fillungo a Lucca Per cosa utilizzi la tua voce? Sono da sempre una persona molto comunicativa, è difficile zittirmi. Ho sempre usato la mia voce fin da piccola per dire la mia, senza mai impormi sulle persone. Amo confrontarmi con le persone, trovare spunti di conversazione di ogni tipo. Ciò mi permette di scambiare idee e punti di vista, di arricchirmi sempre più, d’insegnare e d’imparare ogni giorno.   Come la tua voce ti aiuta a realizzare i tuoi sogni? Nel mio lavoro la voce è importantissima, è il primo contatto con il pubblico. La comunicazione è alla base di tutto, mi ha permesso di cogliere ogni opportunità e di evolvermi su un piano sia personale che lavorativo. Mi ha anche permesso di viaggiare e conoscere persone meravigliose, con cui confrontarmi. Bisogna raccontarsi sempre agli altri, per far sì che possano conoscerci, capirci e viaggiare con noi sulla stessa lunghezza d’onda.   In che modo questo ti dà forza? Sono certa che la voce sia il mezzo più potente che una persona abbia nella vita. La mia voce è sempre stata come uno strumento, una parte di me che nessuno è mai riuscito a controllare. Spesso hanno provato a zittirmi, a dirmi che parlavo troppo, ma questo non mi ha mai scoraggiato, anzi, mi ha spinto sempre più a usare la mia voce per aiutare le persone, suggerendo consigli, confrontandomi, dicendo sempre le cose come stanno, con pochi filtri. Facendo capire che ciò che dico è sempre autentico, spiegando le mie idee e trasmettendo ogni mia singola emozione.   Come ti aiuta a dare maggiore fiducia alle altre donne? Grazie al mio lavoro posso approcciarmi a ogni tipo di donna, di qualsiasi cultura ed età. Questo mi permette di ascoltarle, seguirle in un percorso, spesso aiutarle a sentirsi bene con se stesse nella propria pelle. La cosa che più amo è quando tornano in negozio e mi rivelano che finalmente si sentono più belle, più

Francesca Gabbanini

Beauty Advisor presso Douglas Via del Tritone a Roma Per cosa utilizzi la tua voce? È importante far sentire la propria voce e imparare a usarla per comunicare. Nel mio mestiere la voce è tutto perché mi consente di interloquire con la cliente al fine di portare a buon termine il mio lavoro e spiegare tutte le qualità dei prodotti/servizi che offriamo. Inoltre mi aiuta a interagire con le persone intorno a me. Senza voce non potrebbe esserci alcun dialogo. Come la tua voce ti aiuta a realizzare i tuoi sogni? I miei sogni sono molteplici. All’interno del mio ambito lavorativo la voce mi ha consentito di spiegare ciò che faccio alle mie clienti e di collaborare con gli altri alla realizzazione di un progetto comune. Come questo ti da forza? Tutto ciò mi dà forza perché senza la mia voce - ovvero la capacità 110


di interagire all’interno di un contesto estremamente motivante non avrei potuto realizzare quanto fatto finora. Come ti aiuta a dare maggiore fiducia alle altre donne? La collaborazione tra noi donne è importante soprattutto a livello verbale perché ci consente di instaurare maggiore fiducia sia a livello “funzionale” che “colloquiale”. Come ti aiuta a esprimere le tue emozioni? La voce è molto importante per esprimere le proprie emozioni perché trasporta le nostre sensazioni verso gli altri che così possono capire cosa proviamo e come lo dimostriamo. Senza voce non riusciremmo a dare il giusto tono alle cose e di conseguenza sarebbe meno facile farsi comprendere.

momento mi rende sicura, mi permette di affrontare le sfide quotidiane. Come ti aiuta a dare maggiore fiducia alle altre donne? Credo che trovare tutti i giorni almeno un momento di confronto per ricordare alle altre donne (come alle mie colleghe) che sono valorose e professionali, sottolineare quanto è stato fatto di buono ed evitare qualsiasi critica sterile, sia in grado di regalare sicurezza e... Una donna sicura può muovere le montagne.   Come ti aiuta a esprimere le tue emozioni? Ridere, piangere, gridare... Sono tutti modi per esprimere le mie emozioni. La mia voce mi permette di comunicare al mondo che mi circonda le mie gioie o le mie rivoluzioni interiori.

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Claudia Sanna

Store Manager presso Douglas Centro commerciale Corte del Sole a Sestu Cagliari Per cosa utilizzi la tua voce? La mia voce è uno strumento che mi permette di conoscere meglio le persone, di capirne le necessità e di instaurare un contatto empatico con loro. Mi consente di esprimere idee e opinioni, di confrontarmi e - ne sono convinta - il confronto è sempre sinonimo di crescita. Come la tua voce ti aiuta a realizzare i tuoi sogni? Mi ricorda che devo essere determinata, mi aiuta a farmi forza anche nei giorni no, mi permette di dire a me stessa che non devo mollare mai, se veramente voglio raggiungere un obiettivo. Come questo ti da forza? La consapevolezza di poter esprimere me stessa in qualsiasi 111


LUXURY SAFES

MILAN | LONDON | MOSCOW | SHANGHAI www.agresti.com


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INTERIOR

CREDIT WallPepper®/Group

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POSH IN THE WORLD

INTERIORS

FLOS

MAYDAY COMPIE 20 ANNI

Disegnata da Kostantin Grcic nel 1999, la lampada Mayday è divenuta in breve un’icona della produzione Flos, piccolo capolavoro di design semplice e immediato. Apparecchio di illuminazione ispirato alle lampade da officina, nel 2001 vince un Compasso d’Oro ADI per la “flessibilità d’uso nelle infinite e facili possibilità di collocazione in interni ed esterni”, oltre che per una “sostenuta economicità e valida ricerca formale per l’impiego di componenti in gran parte già esistenti in produzione”. Per celebrare l’anniversario sono state create 2020 pezzi numerati di una speciale versione con gancio/maniglia in alluminio su cui sono incisi la firma del designer e il numero progressive di serie.

flos.com

Tra richiami alla tradizione, utilizzo di nuove tecnologie e materiali e la sensibilità dei designer, l’interior contemporaneo si delinea sempre più come una ricerca di attenzione al made in Italy, all’artigianalità del fatto a mano, alla durabilità e anche, perché no all’attenzione nei riguardi dell’ambiente. Tra riedizioni e sperimentazioni ecco le novità nel campo dell’arredo e del decor

L’ABITARE CONTEMPORANEO A cura di Marzia Ciccola

WA L L P E P P E R /G RO U P

NON SEMPLICI CARTE DA PARATI

La collezione Ambiente 2020 raccoglie grafiche che evocano le meraviglie della natura e dei suoi abitanti, tra immagini di stagioni, panorami, paesaggi, luoghi esotici, piante e fiori. Nell’abitare contemporaneo l’uso della carta da parati ha acquisito una nuova funzionalità espressiva, rispondendo a qualsiasi esigenza sia decorativa che di sostenibilità ambientale.

wallpepper.it 114


POSH

INTERIORS

TURRI

PICCOLI LUSSI

Attenzione al dettaglio, artigianalità e capacità manifatturiera sono l’essenza dell’arredo firmato Turri, che decide di rivestire alcuni dei suoi più iconici complementi d’arredo con tessuti Loro Piana Interiors, punto di riferimento nel panorama del lusso. Così la poltroncina Vine disegnata da Frank Jiang ispirata ai tralci di vite, sottile e leggera viene rivestita con il tessuto LP Interiors Sherpas in puro cashmere nel colore Faded Blu, mentre la poltroncina Jolly è proposta in tessuto di lana Tiepolo nel colore Lovat, interrotta da un profilo in pelle beige.

turri.it

FOSCARINI

SCENOGRAFICA COME IL SOLE

«Sun–Light of Love è un oggetto che, come il sole, non si sa bene dove inizi e dove finisca, non traccia una separazione chiara tra un dentro e un fuori: ha una presenza geometrica ma al tempo stesso molto fluida, organica». Così Tord Boontje descrive il suo ultimo progetto di illuminazione per Foscarini, una lampada a sospensione super scenografica con 390 raggi d’acciaio innestati su un corpo centrale. Il designer si è ispirato ai contorni incandescenti e inafferrabili del sole, ma anche ai potenti effetti di luce di tanta scultura e architettura barocca, dall’Estasi di Santa Teresa del Bernini all’abside della Karlskirche di Vienna. La lampada, verniciata a polvere in due finiture (bianco e oro), ha una doppia fonte luminosa, una verso il basso diretta e una indiretta e diffusa verso l’alto.

foscarini.com

S T I L N OVO

UN INVITO A VIAGGIARE

L’iconica lampada creata da Ettore Sottsass nel 1977, a forma di Valigia, torna nel catalogo di Stilnovo. Ironica e informale è una piccola architettura senza confini precisi, dichiaratamente pensata per essere portata ovunque. Rosso e nero sono la combinazione cromatica amata dal designer, come pure la sezione a volta o i disegni astratti. Valigia è la quinta lampada disegnata dal Maestro per Stilnovo, dopo Ortros, Lampros e Manifesto del 1968, Sinus del 1973 e Don che, come Valigia, risale al 1977.

stilnovo.com 115


POSH IN THE WORLD

PLACES

ANTONIO LUPI

MATERIALI FUTURIBILI DI TRADIZIONE

Marco Piva disegna per Antonio Lupi Astro e Aura, due lavabi freestanding dalla forte personalità e dalla presenza scultorea importante. Dei totem che acquistano ancor maggiore charme grazie alla possibilità di illuminare dall’interno il materiale. Il Cristalmood infatti è un materiale che mixa tecnologia e tradizione, una resina versata a mano in stampi che una volta solidificata viene sabbiata e lucidata manualmente, in modo da dare lucentezza e eliminare le imperfezioni.

antoniolupi.it MISHA MILANO

WALLCOVERINGS D’AUTORE

Quelle firmate Misha Milano sono alcune delle creazioni più raffinate sul mercato, nate dalla creatività di Chiara e Anna Enrico che hanno unito antiche tecniche orientali di pittura o ricamo a mano su rivestimenti murali in seta, al mondo del design contemporaneo. La collezione “Esotismi” con i decori Cabana, Formosa, Passiflora e Oasi è stata creata invece dalla designer Cristina Celestino che immagina mondi esotici e sconosciuti in cui perdersi e vagare con la mente in una chiave nuova e contemporanea.

mishawallcoverings.com

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B I S A Z Z A A L L’A L B E R E T A

UN BAGNO NELL’ARTE La piscina del Relais&Chateaux L’Albereta in Franciacorta, porta la firma di Bisazza e della sua collezione Ortensia nata dalla collaborazione con Fornasetti. Due nomi dell’interior design che si sono uniti per dare vita a piccoli capolavori. In questo contesto la brillantezza delle oltre seicentomila tessere utilizzate per la piscina e l’unicità della firma Fornasetti vengono esaltate dalla trasparenza dell’acqua e dall’ampia superficie. Il viso misterioso della cantante lirica della Belle Époque, Lina Cavalieri – musa di Piero Fornasetti - sembra affiorare timidamente dall’acqua, incorniciato da una cascata di petali realizzati in tessere di vetro in 25 tonalità pastello dei rosa e degli azzurri. Insomma, un motivo in più per visitare lo splendido hotel 5 stelle.

bisazza.com


INTERIORS

ETRO HOME

LUSSO FLOREALE

I motivi iconici del marchio, come il paisley, piuttosto che le stampe floreali, i pattern geometrici o le grafiche retrò rivestono non solo plaid, cuscini in twill di seta e coperte, ma anche complementi per la cucina, come vassoi, piatti, tovagliette etc. I motivi decorativi si riferiscono a quelli delle diverse linee Home autunno/inverno, dalla sofisticata Arles alla vivace Navas, dai disegni figurati o animalier di Middelburg ai Paisley di Agadir ai motivi araldici di Exeter.

etro.com

TONIN CASA

INNOVARE IL PASSATO

Plume è una madia preziosa che unisce solidità e leggerezza. La solidità è quella dell’artigianato dell’azienda di Padova, la leggerezza è quella del tocco di Cristina Celestino, designer dal tocco delicato, che ha creato per BottegaNove la collezione Plumage, che richiama una cascata di piume in ceramica smaltata e ricopre le ante del mobile. Capolavoro di artigianalità e savoir faire, genera un mix unico tra tradizione e cultura del mobile di Tonin Casa, la storia della ceramica di BottegaNove e il tocco contemporaneo di Cristina Celestino.

tonincasa.it

HÄSTENS

SOGNI D’ORO

L’azienda svedese di letti d’alta gamma rinnova la sua collaborazione con il fashion designer Lars Nilsson che reinterpreta nella collezione Iris il blue check presentando due nuovi pattern. Realizzati a mano con l’impiego di tecniche miste - matita, acquerello e pastello – i nuovi design Edwin Iris e Selwyn Iris coniugano lo stile classico e quello senza tempo di Nilsson. Realizzata in cotone, la collezione rappresenta un connubio perfetto tra qualità e design. Naturale, leggero e morbido, il materiale scelto è eco-compatibile e aiuta a regolare la temperatura corporea sia in estate sia in inverno.

hastens.com 117


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ART

5 Luxury properties con Suv

Cinque lussuosi immobili progettati dal visionario Sir David Adjaye e griffate Aston Martin, dove i proprietari avranno in corredo una DBX 130 William Adjaye special edition

Testo di Maurizio Bertera

Dall’iconica DBX al comfort di un home living. È così che Aston Martin, insieme all’architetto visionario Sir David Adjaye e Lightstone, una delle più grandi società immobiliari private degli Stati Uniti, hanno annunciato l’avvio di una collaborazione unica che darà vita a una serie di cinque residenze esclusive. Disponibili all’acquisto presso il 130 William, il più importante nuovo complesso residenziale di lusso di New York City. Il tocco in più: i proprietari di queste splendide abitazioni potranno guidare una DBX 130 William Adjaye Special Edition progettata dall’architetto britannico, di origine ghanese, famoso 119

nel settore per la sensibilità verso l’arte. Il Chief Creative Officer di Aston Martin, Marek Reichman, ha spiegato: “Questo è un progetto affascinante per il nostro team, collaborare con Sir David è una grande opportunità. È il nostro primo progetto immobiliare a New York City, ma la nostra seconda collaborazione nel settore dopo le Aston Martin Residences a Miami. Possiamo trasferire quanto imparato in Florida e portare le nostre capacità di design automobilistico in queste bellissime case di lusso”. La visione olistica di Sir David Adjaye ha caratterizzato l’architettura


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esterna del 130 William così come tutti gli interni dell’edificio che comprende 242 residenze - tra cui le cinque griffate Aston Martin- con oltre 2.000 mq di servizi e un nuovo plaza park. L’edificio è alto circa 244 metri e con 66 piani si staglia sulla mitica skyline di Manhattan. “È stato emozionante avere l’opportunità di collaborare con il team Aston Martin - ha detto l’architetto britannico - perchè le residenze create con i loro designer mostrano un tocco unico che fonde le nostre reciproche sensibilità. E per le Suv in edizione limitata, forniti con le unità abitative, abbiamo creato una sola firma che riunisce le nostre due specializzazioni, destinate a nuove frontiere”. Di sicuro la Dbx 130 William Adjaye Special Edition - tecnicamente identica a quella normale - è un vero gioiello nell’abitacolo che segna il debutto di veri accenni in pietra, con intarsi in marmo Grigio “Pietra D’Avola” abbinati al legno Noce Satinato.

La tradizionale pelle cucita a mano di Aston Martin include finiture in Parliament Green mentre il volante realizzato con il servizio di personalizzazione Q by Aston Martin si abbina alle pareti della camera del proprietario. La verniciatura multistrato in un colore Q su misura, è invece ispirato all’esterno di 130 William, completo di sottili accenni di verde. E ancora l’abitacolo include delle finiture in noce massello intagliato, con rivestimenti in pelle Q Parliament Green ma anche dettagli in bronzo, alluminio anodizzato nero e vera pietra. Resta la curiosità sul prezzo: la residenza più piccola nella Grande Mela richiede poco meno di 4 milioni di dollari per acquistarla mentre i due attici sono in vendita a 10 milioni e mezzo o 11 milioni e mezzo. Per la cronaca, la Dbx supera di poco i 200mila euro di listino: praticamente quanto un ripostiglio degli appartamenti. 121


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VIAGGI

GLI OGGETTI SONO EMOZIONI Matteo Zorzenoni, Product e Interior Designer, 42 anni, parla del suo rapporto con gli oggetti e manda un messaggio a Philippe Starck. di Lavinia Elizabeth Landi

Philippe Starck una volta ha detto “L’unico Design accettabile è quello necessario”. Condivide questa provocazione? Che gli oggetti necessari non abbiano bisogno del design e che la loro funzionalità sia più importante della loro forma? Philippe Starck ha detto una cosa che in realtà non pensa. Mi piace moltissimo il suo lavoro, è riuscito a creare un nuovo linguaggio tanto da far diventare il suo nome un brand. Ma non concordo con tutto quello che dice. Una volta ho assistito a una sua conferenza con Castiglioni, in cui sosteneva che non c’era bisogno di nuovi oggetti. Quando poi un giornalista gli chiese quanti disegni aveva ultimato in quell’anno rispose “Centosettanta”! Io sono dell’idea che gli oggetti abbiano modificato il loro scopo prettamente funzionale, allargandolo alla sfera comunicativa ed emozionale. Se progettato bene, un oggetto può davvero emozionare: preferisco vedere un vaso vuoto ma creato come una vera opera d’arte che un vaso riempito con dei bei fiori ma fatto di materiali scadenti e senza un concept dietro. Sono due approcci diversi, quello della funzionalità e dell’estetica, io preferisco il lato emozionale di un oggetto.

Matteo Zorzenoni è uno tra i giovani designer italiani più affermati, nato a Treviso e formatosi a Fabrica, negli anni d’oro che hanno lanciato nel mondo fotografi come James Mollison, cineasti come Danis Tanovic, designer come Jaime Hayon, con cui Zorzenoni condivide tutt’ora il lavoro di studio. La sua ricerca si concentra sui materiali, sui loro limiti e sulla scoperta del loro potenziale. Suoi progetti sono stati esposti al Maxxi di Roma, al London Design Festival, alla Biennale d’Arte e Design di St. Etienne e alla Biennale di Venezia. Oggi lavora per alcuni grandi brand come Cappellini, Mercedes Benz, Replay, Alcantara, Bosa Ceramiche, Miniforms. Quando ha capito che il design sarebbe stato il suo lavoro? Sono sempre stato vicino al mondo del design. Mio papà era un amante degli oggetti e in casa avevamo dei vasi di Venini e delle ceramiche di Tasca. Quegli oggetti così raffinati e moderni mi incuriosivano, volevo sapere tutto del processo creativo e di quello che potevano rappresentare. Il suo metodo di lavoro è più vicino a un lavoro “artistico” o a una “performance industriale”? Non mi definirei un artista, anche se ho disegnato diverse edizioni limitate che espongo e vendo solo nelle gallerie. I miei prodotti sono più indirizzati verso la “performance industriale”, ma con una particolare attenzione al lavoro artigianale. Collaboro quotidianamente con vetrerie di Murano che rimangono piccole realtà fedeli ai valori della tradizione.

Qual è, tra i progetti che lei ha realizzato, quello che l’ha entusiasmata di più e perché? “Crystal Ball”, è un vaso che ho disegnato dieci anni fa, molto semplice, che gioca sul contrasto visivo dei materiali. Ispirato all’omonimo gioco, è piccolo ed è composto da una base in marmo su cui poggiano sfere in vetro colorato. Poi il lampadario “Leaf”, che ho disegnato per MM Lampadari. È in vetro e metallo e mi piace proprio per la sua struttura leggera ed 122


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eclettica. “Interlinea”, invece, è un vaso creato con l’azienda di Murano NasonMoretti. Reinterpreta una linea classica in chiave contemporanea, con la tecnica del vetro ‘incamiciato’, la più semplice, arricchito con scanalature fatte a mano che lasciano intravedere il colore di uno strato interno del vetro. Un design “democratico”, alla portata di tutti, può esistere? In realtà esiste già. Prendiamo Ikea: è un’azienda che crea prodotti commerciali ma di qualità, venduti a un prezzo accessibile. Non necessariamente il prezzo è legato alla qualità del design. Se Ikea mi chiedesse di disegnare una sedia per loro lo farei subito! Tre oggetti di design che secondo lei hanno influito sul gusto contemporaneo e ne hanno modificato la percezione. La “Chair One” di Magis, disegnata da Konstantin Grcic. Ha influenzato le tendenze contemporanee e ispirato moltissimi designer con le sue linee geometriche inconfondibili. Poi l’iPhone: ha cambiato radicalmente la nostra idea di comunicazione ed è arrivato ovunque. Infine la bottiglia della Coca-cola che ha saldato il mondo dell’arte e del design, a quello del marketing e della pubblicità. In che modo la tecnologia sta modificando il design? Con l’introduzione dei microchip, e più banalmente con l’illuminazione LED. La tecnologia ha sempre influenzato il design,

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anzi, spesso il design si ispira alla tecnologia. Prendiamo la famosissima sedia Thonet. Funziona ancora oggi perché deriva da uno studio tecnologico accuratissimo sulla curvatura a vapore del legno. Lei ha avuto successo da giovanissimo, ed è ancora molto giovane. Cosa consiglierebbe a un ragazzo che volesse intraprendere oggi un lavoro come il suo? Prima di tutto mirare in alto. I miei studenti, nonostante non manchino di voglia e di ambizione, hanno paura a buttarsi. Oggi grazie a internet niente è precluso, quando io frequentavo l’università non era così, occorreva un tempo infinito solo per scaricare un’immagine. Ora è molto più semplice crearsi la propria nicchia, definire la propria sensibilità. Ma bisogna puntare in alto, essere curiosi e appassionati. Poi fare esperienze internazionali per conoscere punti di vista differenti e aprirsi a nuove possibilità lavorative. Cosa le piace fare quando non lavora? Lavorando dalle sei di mattina alle otto di sera mi rimane poco tempo per dedicarmi ad altro. Mi piace stare con i miei bambini, ho due figli che sono come due bombe atomiche! Poi cucino, e creo i modellini delle mie cose. Mi rilassa, anche se, a pensarci bene, è pur sempre lavoro.

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La dimora del collezionista L’interior design dall’anima pop/industrial immaginato dallo studio di architettura Vemworks «Il vero lusso risiede nella non replicabilità» racconta a POSH l’architetto Emanuele Corte, co-founder dello studio Vemworks con sedi a Milano, Torino e New York. Un linguaggio architettonico che ama fondere e far dialogare mondi creativi inaspettati, come nell’esclusiva dimora di uno storico palazzo dei primi del ‘900 di Torino. Tra opere d’arte Pop Surrealism, icone del design italiano ed europeo, arredi custom made e wallpaper immersive...

Testo di Anna Casotti

Stilemi classici e arte contemporanea, arredi emblematici della storia del design ed elementi dal carattere industriale si fondono con sapiente armonia nell’esclusiva private residence di una famiglia di collezionisti. Nella storicità di un Palazzo di Torino, il tratto progettuale di Vemworks - studio di architettura fondato nel 2003 da Emanuele Corte, Vittoria Fiorito e Marco Dellatorre - si svela in un linguaggio architettonico unico e irripetibile. Una visione creativa che riesce a far dialogare mondi apparentemente opposti: artigianalità e innovazione, custom made, disegno industriale e manufatti artistici realizzati in loco, come il grande murales dell’artista 127

Tomoko Nagao. Avvolti da un’atmosfera scandita da elementi raffinati, poetici ed eclettici. Emanuele, come definiresti la vostra vision del contemporary design? La mission di Vemworks è sempre stata, sin dalla sua creazione nel 2003, la non ripetitività per creare in ogni progetto un unicum composto da diversi fattori, dove la combinazione tra elementi e mondi tra loro apparentemente distanti diventano ogni volta un nuovo linguaggio.


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In che modo si può riassumere la filosofia progettuale che avete seguito per questa elegante dimora torinese? In questo progetto convivono due anime molto differenti tra loro: un’anima pop/industrial che si combina in modo armonico a un’altra più borghese. Con i miei associati Marco Dellatorre e Vittoria Fiorito abbiamo mixato queste due differenti visioni dando vita a un unico linguaggio architettonico. Nel pieno rispetto compositivo del Palazzo risalente ai primi del Novecento, l’allestamento di interior design creato dal nostro studio è spesso in contrasto con quanto in realtà ci si aspetterebbe da una dimora d’epoca caratterizzata da chiari stilemi classici. Quali elementi distintivi del vostro stile sono evidenti in questo progetto? Vemworks da sempre diffida dal termine “stile” inteso come espressione di un linguaggio “tipico” dell’architetto. In questi termini si corre il rischio di proporre ambienti molto simili tra loro. Al contrario, siamo abituati a investigare nel “mondo” legato alla committenza, proponendo progetti declinati secondo la personalità e il gusto del cliente. Del resto l’architetto è come uno sherpa che accompagna nel percorso e, a un certo punto, consegna un prodotto in cui il cliente dovrà vivere per diverso tempo. Per questo riteniamo che l’abilità dell’architetto consista nel riuscire a tirar fuori i desiderata del cliente, assecondando il gusto e proponendo uno “stile” adeguato al progetto. Come sono concepiti gli spazi? Per rimanere fedeli alla storicità dell’edificio, non abbiamo stravolto l’impianto distributivo originario, a parte in un paio di eccezioni: la cucina, dove dominano l’isola centrale e la parete tecnica totalmente in acciaio inox, e la zona office e palestra, separate da pareti scorrevoli di 3m di altezza realizzate in lamiera stirata. Esiste un fil rouge che coniuga le diverse aree? Assolutamente sì! Ciò che accomuna i diversi ambienti della private residence si traduce nell’idea di creare momenti inaspettati, mantenendo sempre una certa coerenza. Il bagno degli ospiti, ad esempio, è concepito come un suggestivo “acquario”, mentre la parete in acciaio inox della cucina nasconde un passaggio verso la zona di servizio. All’interno della dimora sono state realizzate opere d’arte in loco. Quali artisti avete chiamato a collaborare? Premesso che la proprietà è appassionata di collezionismo di arte contemporanea e moderna, abbiamo coinvolto nel progetto due esponenti di spicco del Pop Surrealism. In corrispondenza del volume della scala che collega i due livelli Tomoko Nagao (artista giapponese, ma milanese d’adozione) ha realizzato un grande murales attraverso la tecnica dello stencil raffigurante il personaggio mitologico di Medusa. In altre parti dell’abitazione abbiamo invece coinvolto l’artista Max Ferrigno (piemontese, ma con base a Palermo) che ha interpretato su tela i caratteri dei due proprietari e altri momenti della loro vita... in chiave Pop

Quali le richieste più originali del committente? Sono state due in particolare: centinaia di libri pregiati da collocare per i quali è stata creata una libreria in ferro custom made alta 4 m e lunga 8,5m che diventa, a sua volta, un centro multimediale per audio e video. Un’altra originale richiesta, la cabina armadio passante e molto capiente. Come sono stati selezionati gli arredi e quali le design companies coinvolte? Gli arredi sono stati scelti in grande armonia con la proprietà - molto attenta, evoluta e dotata di ottimo gusto - disegnati su misura nel nostro studio. Per quanto riguarda in particolare i complementi abbiamo invece spaziato all’interno della storia del design italiano ed europeo degli ultimi 50 anni. Abbiamo coinvolto molte tra le design companies più esclusive a livello internazionale come Knoll, per il tavolo da pranzo, Driade per la scelta delle sedie, Cassina per le poltroncine della sala, Baxter per i divani, la Galleria Battilossi per i tappeti, Emeco per le sedie della cucina, Paola Lenti per l’outdoor, Fornasetti by Cole&Son per le wallpaper, Technogym per la zona dedicata al wellness... E nell’ambito del lighting design? Come per gli arredi, ogni elemento illuminante è stato selezionato con particolare cura coinvolgendo le aziende più rinomate: da Fontana Arte a Flos, da Diesel Living a Seletti con la giocosa “scimmietta” che illumina una delle camere da letto. Quali materiali avete utilizzato nel progetto? Abbiamo usato materiali semplici, principalmente ferro e legno, ma impreziositi dal disegno e dal dettaglio. Vemworks ha uffici a Milano, Torino e New York. Quali progetti state seguendo in questo momento negli Stati Uniti? Ci stiamo occupando di una sfida affascinante: riqualificare una villa in stile modernista nei boschi del Connecticut, progetto per noi molto coinvolgente in quanto grandi appassionati di questo linguaggio molto in voga nel secondo dopoguerra. A Manhattan stiamo invece realizzando, nel Lower East Side, la nuova sede di un ristorante storico newyorkese. Come sempre amiamo le sfide intriganti che ci portano a confrontarci con contesti e linguaggi architettonici sempre differenti tra loro. Per noi questa “diversità” costituisce linfa vitale per alimentare la nostra creatività. Se dovessi definire la tua idea di lusso nell’interior design? Vemworks ha una visione ben definita del lusso e risiede nel creare qualcosa di unico e non ripetibile. Il vero lusso è la non replicabilità. A livello compositivo ci si deve così ispirare ad altre esperienze, attingendo a contesti totalmente estranei al progetto che si sta portando avanti. Quell’alchimia che si crea tra committente, progettista e “oggetto edilizio” deve rimanere unica e irripetibile: ecco il lusso autentico. 128


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CREDIT WallPepper®/Group

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Testo di Alessio Jacona

Dallo speaker Bang & Olufsen in marmo di Carrara alla PlayStation 5, dal lussuoso smartwatch di Louis Vuitton all’iPhone pro 12 Max passando per il monopattino 4.0, ecco i tech gadget del Natale 2020.

UNA CUFFIA, DIECI LIVELLI DI CANCELLAZIONE DEL RUMORE Dopo il debutto dello scorso agosto, le cuffie Beoplay H95 con sistema ANC (Active Noise Control) per la cancellazione del rumore tornano ora in versione Golden Collection, impreziosite da cuscinetti color sabbia in pelle d’agnello e dall’interfaccia touch in alluminio con finitura in oro. Un restyling con cui Bang & Olufsen festeggia 95 anni di attività mantenendo invariate le già ottime caratteristiche di un prodotto di fascia medio alta, in vendita al prezzo di 800 euro. Restano dunque confermati i due driver da 40 mm in titanio, il supporto al bluetooth 4.2, i due microfoni dedicati alla voce e i 4 microfoni impiegati per la cancellazione del rumore (Anc). La batteria si ricarica in due ore e garantisce 50 ore di autonomia, che diventano 38 ore con ANC attivo e regolabile su dieci livelli.

LO SPEAKER WIRELESS IN MARMO DI CARRARA Un home speaker wireless come il Beosound Balance si distingue per almeno tre fattori: la qualità del suono garantita dall’uso di materiali di pregio e da 7 altoparlanti, il design unico che ne fa uno splendido complemento di arredo e poi, ancora, il prezzo: 2.500 euro per un prodotto non proprio alla portata di tutti. Uno speaker destinato agli audiofili che, grazie a un microfono, ad esempio analizza l’acustica dell’ambiente in cui si trova per ottimizzare la riproduzione audio e direzionare il suono, che supporta collegamento bluetooth, Apple AirPlay 2 e Google Chromecast, e che ora è disponibile in versione Golden Collection, grazie a cui guadagna dettagli in alluminio, finiture color oro, un rivestimento in lana bianca e la base in marmo di Carrara. 132


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I L M O N O P AT T I N O E L E T T R I C O 4 . 0 Il futuro della mobilità non si costruisce in un giorno: per rendere il nostro modo di spostarci finalmente ecosostenibile, serve adottare una visione di lungo termine, costruire un mindset appropriato. Per questo può avere senso investire già dal Natale 2020 nell’acquisto di un monopattino innovativo come il Lynx, che sarà disponibile solo a partire da settembre 2021. Progettato dalla start-up innovativa TO.TEM e già vincitore del Muse International Design Award, si può acquistare sulla piattaforma di crowdfunding Indiegogo: vanta 3 grandi ruote per una maggiore stabilità, pneumatici a nido d’ape, indicatori di direzione, una pedana ampia e confortevole, geolocalizzazione, antifurto e persino un sistema anticollisione basato sull’intelligenza artificiale. In prevendita da 599 euro.

L’ E B I K E S P O R T I V A D E L F U T U R O È BIANCHI A pensarci bene, ha perfettamente senso che la e-SUV Rally, una delle e-bike tecnologicamente più avanzate e dal design più futuristico, sia nata in casa Bianchi, marchio con 135 anni di storia: per inventare il futuro, insieme alla creatività, ci vogliono esperienza e tradizione. Tre elementi che Bianchi riversa generosamente nella e-SUV, caratterizzata da un telaio full carbon, luci a led integrate, batteria da 720 Wh (con sistema di raffreddamento progettato ad hoc), forcellone asimmetrico e Motore Shimano E8000. In vendita nella versione Rally al prezzo di 9.490 euro, l’e-SUV è disponibile anche nelle versioni Racer (da competizione, per 10.490 euro) e Adventure (6.790 euro).

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L O S M A R T W AT C H S E C O N D O LOUIS VUITTON

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Dove classe e stile incontrano la tecnologia, lì nasce il Tambour Horizon, lo smartwatch esclusivo creato da Louis Vuitton (qui in versione Monogram Black da 2950 euro), per portare i servizi e le app più recenti al polso di chi non vuole rinunciare al lusso. Bello lo schermo Amoled con risoluzione 390x390 che visualizza con nitidezza le schermate di Android Wear 2.0, a sua volta compatibile con smartphone Android con iPhone. La connettività è garantita da wi-fi e da Bluetooth 4.1, mentre l’autonomia a batteria carica è pari a 22 ore durante le quali, volendo, ci si può anche immergere fino a 30 metri. Utili le funzioni MyFlight (che monitora gli aggiornamenti sui voli) e City Guide, versione digitale delle guide realizzate sempre da Louis Vuitton.

LO STILE DIOR PER LE APPLE AIRPODS PRO La funzionalità non è tutto: anche l’occhio vuole la sua parte. E sebbene i prodotti Apple vantino il design più ricercato tra i device a più alto contenuto tecnologico, si può sempre fare di meglio. Così Dior ha pensato bene di impreziosire le belle ma forse un po’ anonime cuffie inear wireless Apple AirPods Pro, caratterizzate dal colore bianco, con una custodia realizzata in jacquard Dior Oblique blu e impreziosita da bordi in pelle con impuntura. Un accessorio elegante reso pratico dalla chiusura con cerniera, adornata sdalla firma “CD” e dal cinturino in pelle con cui può essere fissato al manico di una borsa 30 Montaigne per creare un look coordinato. Il prezzo al pubblico è di 380 euro.

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C I N Q U E V O LT E P L A Y S TAT I O N Dal lontano 1994, anno in cui la prima Sony PlayStation sbarcò sul mercato, all’odierno debutto della PS5, di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia. La nuova console, simbolo della next-gen di intrattenimento videoludico, arriva in un momento in cui la “fame” di videogiochi è moltiplicata dalla necessità di distanziamento imposta dalla pandemia, e lo fa portando una potenza di calcolo, una grafica e un’esperienza di gioco (arricchita dall’innovativo feedback del nuovo controller) mai viste prima, peraltro racchiuse in uno chassis dal design inedito e dalle dimensioni record. Un must-have da 499,99 euro nella versione con lettore Blue-ray. Sempre se riuscite a trovarne una.

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B O S E T I A I U TA A D O R M I R E C’è chi riesce a dormire in ogni condizione e chi, meno fortunato, ha bisogno del silenzio assoluto per prendere sonno. Bose viene in aiuto di quest’ultimi mettendo a dsposizione la propria formidabile tecnologia per la cancellazione del rumore, di solito impiegata nelle cuffie, e riutilizzandola in dei nuovi dispositivi in-ear pensati solo ed esclusivamente per favorire il sonno. Le Bose Sleepbuds 2 (al prezzo di 270 euro) sono infatti degli auricolari ultra compatti che si adattano perfettamente all’orecchio, che si gestiscono tramite un’app dedicata (Bose Sleep) e che, oltre al silenzio, offrono 10 diversi rumori di fondo rilassanti, peraltro espandibili attingendo a una libreria online. Ogni ricarica della batteria garantisce 10 ore di funzionamento, a prova di qualsiasi dormita.

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LO SMART DISPLAY CHE TI SEGUE Giorno dopo giorno, gli smart display si moltiplicano nelle nostre case, unendo la praticità dell’interazione vocale con gli assistenti digitali alla visualizzazione delle informazioni in maniera più chiara e completa. Con il suo Echo Show 10 (259 euro), ennesima incarnazione del sorprendente assistente digitale Alexa, Amazon compie un ulteriore passo avanti nell’evoluzione dell’interfaccia uomo macchina: uno smart display capace di muoversi ruotando verso destra e sinistra per seguire l’utente (grazie alla computer vision e all’analisi del suono) mentre quest’ultimo si sposta nell’ambiente circostante. Il risultato è che non si perde mai il contatto visivo con le informazioni a schermo, soluzione ideale e dal sapore sci-fi per esempio in cucina, quando si deve seguire una video ricetta.

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L’ I P H O N E P R O 1 2 È P I Ù B E L L O “ M A X ” Fresco di debutto sul mercato, l’iPhone Pro 12 Max è oggi il top di una gamma Apple che ormai conta ben sette modelli tra SE2, XR, iPhone Mini e iPhone 11 ancora in vendita. Il meglio del meglio di quanto la casa di Cupertino sappia esprimere in termini di soluzioni tecnologiche, design e cura maniacale nella realizzazione di ogni dettaglio, e che nella versione da 512 gb vale ben 1639 euro: più della versione entry level dei nuovi Mac Book Air e Mac Book Pro. Caratterizzato da un enorme schermo da 6.7 pollici, finalmente dotato di connessione 5G, l’iPhone Pro 12 Max non è leggero e certo non è facile da usare con una sola mano: piccoli difetti che il device si fa perdonare con un’ampia autonomia e con il migliore comparto fotografico mai realizzato da Apple, che poi è come dire mai visto sul mercato.

LO SMARTPHONE PIEGHEVOLE SECONDO SAMSUNG” L’idea è semplice: in un mondo dove si moltiplicano gli schermi di ogni dimensione, cosa meglio di uno smartphone pieghevole (o foldable) che aperto faccia da tablet, mentre ripiegato diventi un telefono quasi normale (se si esclude il peso) da mettere comodamente in tasca? Non è fantascienza, anzi: se alla ricetta aggiungiamo anche la connessione 5G, ciò che otteniamo è il potente e versatile Galaxy Z Fold 2 (a partire da 2049 euro), seconda e finalmente matura versione del foldable secondo Samsung. Due gli schermi: uno grande, che si ripiega verso l’interno, e uno più piccolo per gestire notifiche, messaggi e telefonate quando il dispositivo è chiuso. Pratico da usare ed effetto “WOW” garantito se qualcuno vi guarda mentre lo aprite.

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IL MONOLITE DI MICROSOFT È TRA NOI C’è chi l’ha paragonata al monolite nero di “2001 odissea nello spazio”, chi a un frigo e chi a un lanciarazzi. Quel che è certo è che l’abbondanza di “meme” con cui il pubblico ha accolto la nuova XBox Series X testimonia anche l’interesse e l’entusiasmo con cui il mercato riceve l’ultima nata in casa Microsoft. L’hardware dalle specifiche tecniche degne di un’astronave promette meraviglie che, tuttavia, i videogiochi attualmente disponibili mostrano per ora solo in parte, mentre la retro-compatibilità con i titoli della generazione precedente garantisce una transizione fluida verso la next-gen. Menzione d’onore merita la modalità Quick Resume, grazie alla quale è possibile “congelare” i giochi e passare da uno all’altro con velocità senza precedenti. Il tutto per 499,99 euro.

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N ATA L E 2 0 2 0 C O N K L I P S C H : T E C N O L O G I A A V A N Z ATA E D E S I G N S O F I S T I C AT O Design senza tempo, materiali premium, performance che sfiora la perfezione. Ideale per gli amanti del lusso, dell’eleganza e del dettaglio ricercato che non vogliono rinunciare a prestazioni sonore di eccellente qualità e sempreattenti alle ultime tecnologie. Klipsch HP-3 I suoni sono pieni e caldi, la distorsione armonica ridotta al minimo, la cuffia over-ear semi-aperta riproduce chiaramente ogni singola nota intutte le sue sfumatura senza sacrificare i bassi, per lasciarsi emozionare dalla musica. Assemblata interamente a mano e realizzata con materiali pregiati come legno, pelle, cuoio, alluminio con viti e bulloni in rame a vista, è ergonomica ed estremamente confortevole: dotata di capsule in legno massiccio a tripla ventilazione, di cuscinetti auricolari angolati in pelle che si adattano perfettamente ad ogni fisionomia di viso riducendo al minimo la pressione sulle orecchie e di archetto in vero cuoio cucito a mano. Disponibile nelle varianti ebano, noce e quercia al prezzo di € 1.499.

S P E A K E R S S O N O M O V E . L’A LT R A D I M E N S I O N E D E L L’A S C O LT O Lo smart speaker resistente e alimetato a batteria per l’ascolto all’interno e all’esterno.Un suono brillante ovunque grazie a Move, il dispositivo che resiste a intemperie e cadute. Ottimizzato in base all’ambiente ci lasceremo sorprendere da bassi incredibilmente intensi, da un ampio campo sonoro e dall’ottimizzazione automatica Trueplay™, che adatta costantemente l’audio in base all’ambiente in cui ti trovi e al contenuto che stai ascoltando. A casa, ascolta tramite Wi-Fi e connetti Move al Sonos System.

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Showroom: Via Fatebenefratelli, 18 - 20121, Milano +39 02 24169944 - HQ: Via Isei, 30 - 47521, Cesena (FC) +39 0547 28362

www.domedizioni.com 21


Collana Serpe

Fratelli Piccini è uno degli storici marchi della gioielleria artigianale fiorentina, immersa nella romantica cornice di Ponte Vecchio, dove si trova l’atelier. Dal 1903 il marchio realizza pezzi unici nello storico laboratorio annidato sotto il Corridoio Vasariano, l’ultimo ancora in attività. Quattro generazioni di maestri orafi e gemmologi hanno condiviso la propria visione del fatto a mano. Una visione artistica, quella di Fratelli Piccini, oggi custodita e proiettata verso il futuro da Elisa Tozzi Piccini, CEO della Maison, che interpreta l’anima delle pietre esplorando nuove forme, materiali e tecniche.

Anello Intreccio, in oro rosa 18 carati e diamanti taglio brillante montati a pavé

“CREARE UN GIOIELLO È DARE VITA A QUALCOSA DI IMMAGINARIO CHE ANCORA NON ESISTE, UN PO’ COME DARE ALLA LUCE UN FIGLIO. UN’EMOZIONE PER TE E PER TUTTI”.

From Ponte Vecchio with love I nuovi gioielli artigianali della storica maison della gioielleria hand made di Firenze, Fratelli Piccini

Erede dell’autentico spirito e del talento del prozio Armando, Elisa porta avanti la tradizione di famiglia mantenendone intatto lo spirito e il grande amore per la creazione di gioielli unici, che nascono dalla passione per la vita in tutte le sue forme: natura, arte e bellezza. Gioielli high-end che hanno conquistato anche Dolce & Gabbana che, per la sfilata dell’Alta Sartoria Maschile di quest’anno ha scelto di integrare nella sua catwalk i gioielli della Collezione Metropoli di Fratelli Piccini. Collezione composta da anelli, bracciali e orecchini in oro 18 carati con lastre di pietre dure, diamanti neri e bianchi e rubini. Anello Lago di carezza, in alluminio con opale australiano, tormalina Paraiba e brillanti Pezzo unico - Lavorazione artigianale a mano effettuata dai Mastri Orafi

Anello Mirage

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Bracciale Farfalla, in oro rosa 18 carati con brillanti e tormalina rosa


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AUTO

AUDI Q5 SPORTBACK Quel tocco coupé che esalta la Suv

Testi di Maurizio Bertera 142


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Tema: come trasformare l’auto del momento in un concentrato di personalità e sportività? La Casa di Ingolstadt ha trovato la chiave giusta ed è nata una vettura ad alto tasso tecnologico, con un design che conquista. Perché stile e innovazione devono andare a braccetto, con classe naturalmente.

Sportback. Ossia come rendere le berline più accattivanti e meno classiche. Non solo più sportive come fa pensare il termine, ma pure con maggiore personalità, più accattivanti, più cool insomma. Non è facile, perché si rischia di snaturare l’utilizzo prioritario del veicolo, che in definitiva deve offrire comfort e sicurezza. Ma Audi non solo ha deciso di mettere la sua arte al servizio della causa ma si è cimentata sul fenomeno del momento, le Suv. Se c’è una Casa che si diverte (e diverte gli appassionati) sul fronte delle Suv Coupè, è quella dei quattro anelli. Lo prova il quarto modello della gamma: la nuova Q5 Sportback costruita in Messico e attesa nel primo semestre 2021 – che segue la e-Tron Sportback, la Q3 Sportback e l’ammiraglia Q8. Nessuna sorpresa sul design: la si aspettava bella, potente, muscolare e sportiva. Lo è sicuramente, a partire dalle ampie prese d’aria frontali, collocate ai lati del single frame ottagonale, mentre i proiettori sono

i full Led della Q5 nella configurazione di serie e a richiesta con tecnologia Audi Matrix Led. La linea di spalla continua valorizza i passaruota e i blister quattro, mentre l’andamento rastremato del tetto confluisce bene nei montanti posteriori, fortemente inclinati, e culmina nello spoiler sportivo. I gruppi ottici posteriori sono a tecnologia Oled - testata su Audi A8 - particolarmente efficienti e che generano un’illuminazione decisamente ampia e omogenea. L’orizzontalità caratterizza l’abitacolo dove al centro della plancia, orientato al conducente, spicca l’ampio display Mmi touch dal feedback acustico. I pacchetti per gli interni Design selection e S-line interior valorizzano, rispettivamente, l’eleganza o la sportività di Q5 Sportback. Il pacchetto luci ambiente, forte di effetti luminosi mirati, sottolinea il design degli interni. Il bagagliaio garantisce una capienza di 510 litri, che diventano 1.480 abbattendo le sedute posteriori. 143


A richiesta, Audi fornisce i sedili posteriori plus con regolazione in longitudine e adattamento dell’inclinazione degli schienali. È così possibile aumentare di 60 litri la capacità massima di carico con cinque persone a bordo. Il portellone elettrico è di serie: in abbinamento alla chiave comfort, optional, è gestibile mediante sensori, con il semplice movimento del piede. L’assetto sportivo è di serie. In alternativa, sono disponibili la variante sportiva con ammortizzatori elettroidraulici regolabili o - al top della gamma - le sospensioni pneumatiche adattive che consentono di variare l’altezza da terra dell’auto, con un’escursione massima di 60 mm. Nella marcia fuoristrada, inoltre, permettono di incrementare la luce dal suolo sino a 45 mm rispetto allo standard, mentre a velocità autostradali e nella modalità dynamic ribassano il corpo vettura di 15 mm. In aggiunta, tramite un apposito tasto nel bagagliaio, è possibile ribassare l’assale posteriore di 55 mm per agevolare le operazioni di carico. Lo sterzo dinamico, a richiesta, adegua la demoltiplicazione in funzione dell’angolo di sterzata e adatta la servoassistenza in base alla velocità, favorendo il comfort in manovra, la stabilità a elevata andatura e la reattività nel misto stretto. La gamma cerchi include ruote con 21 design diversi e dimensionamenti da 18 a 21 pollici. Q5 Sportback debutterà in Europa nella configurazione 2.0 (40) Tdi quattro S tronic da 204 Cv e 400 Nm di coppia. La tecnologia mild-hybrid a 12 Volt massimizza l’efficienza della vettura: quando il conducente rilascia il pedale dell’acceleratore in un ampio range di velocità, l’auto

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può avanzare per inerzia (veleggiare) a motore acceso o spento. Il campo d’azione del sistema start/stop risulta ampliato sino a 22 km/h e la riaccensione del motore avviene in modo particolarmente rapido e pressoché impercettibile. Il diesel non è solo efficiente, ma rientra anche nei valori limite previsti dal ciclo Wltp 3.0 Euro6. Q5 Sportback 2.0 Tdi adotta il cambio a doppia frizione S tronic a sette rapporti e la trazione integrale quattro con tecnologia ultra. Successivamente al lancio, la gamma si amplierà grazie al debutto di un ulteriore step di potenza del motore Tdi a 4 cilindri, di un possente V6 Tdi Mhev 48V e di due propulsori 2.0 Tfsi Mhev 12V. Analogamente a Q5, anche Sportback sarà proposta con un powertrain ibrido plug-in Tfsi offerto con due livelli di potenza e nella variante sportiva SQ5. Il sistema Mmi, condiviso con la Q5, si avvale della terza generazione della piattaforma modulare Mib 3. Al top della strumentazione c’è l’Audi virtual cockpit plus integralmente digitale. Il pilota può scegliere fra tre visualizzazioni e gestisce le opzioni mostrate dal display Full HD da 12,3 pollici grazie ai comandi del 145

volante multifunzione. L’head-up display, a richiesta, proietta le informazioni all’interno del campo visivo del conducente. Grazie al raffinato collegamento in rete - reso possibile dal Mmi Q5 Sportback replica in abitacolo l’intuitività di uno smartphone. Il display touch ad alta risoluzione da 10,1 pollici, di serie, ha una grafica chiara ed essenziale, mentre la struttura dei menu semplifica la navigazione. Da sottolineare la ricerca Mmi che è basata sull’immissione di testo libero con risultati forniti in tempi ridottissimi: il comando vocale riconosce le espressioni di uso comune e, optando per il pacchetto Audi connect navigazione & infotainment plus, risponde alle domande non solo sulla base delle informazioni presenti a bordo, ma anche sfruttando le conoscenze presenti nel cloud. Infine, il portfolio Audi connect e Audi connect plus include molteplici servizi online, compresa la connettività Car-to-X che sfrutta l’intelligenza collettiva della flotta Audi. Ancora una volta, la tecnologia al massimo livello di Audi – basti pensare al complesso dei sistemi di guida e di sicurezza - è celato da un raffinato abito e promette emozioni a raffica.


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NEW PRIVATE COMFORT ZONES Quellenhof Luxury Resorts

Due luoghi che propongono panoramici scorci, dallo specchio del Garda o nel mezzo del Parco Naturale Gruppo di Tessa, sono i Quellenhof Luxury Resorts. I pluripremiati retreats dei Dorfer sono più che mai dediti ad una domanda selezionata, avendo scelto da sempre di abbinare all’eccellenza l’esperienza di radici profonde, quelle che diedero inizio all’attività alberghiera di famiglia, tre generazioni fa. “La “Q” del nostro logo ha un doppio significato - dice Heinrich Dorfer - oltre ovviamente a Quellenhof, sta anche per “qualità” ed è questo che l’ospite può trovare, sia nel resort in Val Passiria che nel nuovo resort sul Lago di Garda”. Non è un caso se infatti in entrambe le strutture dal ricercato design moderno, gli ospiti possono avere raffinate soluzioni anche private, servizi esclusivi ed una particolare dedizione per garantire il massimo del benessere e del relax. La particolare cura della salute della clientela significa anche Medical Center Quellenhof, un progetto articolato dove l’attenzione all’ospite e alla sua salute è garantita da un team esperto di medici specialisti in tutte le discipline. Una proposta in grado di offrire un servizio completo nell’ambito della salute psico-fisica, anti-aging e prevenzione durante il soggiorno di piacere dell’ospite. Un ampio concept nato da un rigoroso protocollo che punta sulla sicurezza insomma, in formato deluxe. Complice di questo anche la generosa offerta di spazi, per riservare ad ogni ospite una privacy ed un distanziamento che permettono di avere ogni tipologia di attenzione in piena libertà.

PHOTO @ALEX FILZ

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QUELLENHOF LUXURY RESORT PASSEIER

QUELLENHOF LUXURY RESORTS ALTO ADIGE | LAGO DI GARDA WWW.QUELLENHOF-RESORTS.IT QUELLENHOF LUXURY RESORT LAZISE

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QUELLENHOF LUXURY RESORT PASSEIER Nel contesto alpino in cui Quellenhof Luxury Resort Passeier trova la sua strategica posizione, a pochi chilometri da Merano, l’accoglienza riservata agli ospiti degli Chalet Quellenhof è senza dubbio il top dell’offerta. Sono 9 strutture private - più una è in fase di costruzione, l’Infinity-Chalet (disponibile a partire da Aprile 2021) - tutte con una privilegiata vista, con scelte e servizi d’altissimo livello. Lo si nota a cominciare dalla piscina privata ed una vasca idromassaggio calda che attendono l’ospite in arrivo, entrambe sulla terrazza privata del proprio chalet. Non può mancare la sauna privata poi dello chalet, per il piacere di un benessere funzionale che si integra con altri spazi confortevoli e declinabili anche secondo le proprie esigenze. Nel living domina l’ambiente design il caminetto, mentre le camere con i rispettivi bagni dotati di ogni comfort sono almeno 2. Al comfort si aggiunge la tentazione di proposte per il palato: due infatti i diversi ristoranti, il Quellenhof Gourmetstube 1897 e lo Sky Restaurant Teppanyaki, in cui le creazioni culinarie riservano sempre piacevoli sorprese agli ospiti (e nulla è precluso anche nella privacy del proprio chalet). A completare l’offerta a disposizione degli ospiti poi, non manca una pregiata cantina con 700 etichette, guidata dal sommelier Matteo Lattanzi e, per gli acquisti Doc la Vinothek dove si trovano specialità selezionate. ll resort ospita anche fashion shop e boutique dedicate anche all’arredamento, grazie al gusto di Meggy Dorfer che ha ideato articoli décor e raffinate fragranze per ambienti, candele, complementi di grande effetto per la casa. Non manca persino una pluripremiata gioielleria, la “Tiroler Goldschmied”, in cui la creazioni di gioielli di propria produzione ha già una fama internazionale (avendo impreziosito di diamanti i cappucci di un falco di uno sceicco di Dubai).

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QUELLENHOF LUXURY RESORT LAZISE Nei pressi del lago di Garda, la vacanza si caratterizza da proposte di grande appeal: verso gli uliveti dell’entroterra come verso lo specchio d’acqua, la struttura cinque stelle lusso si dedica al relax dei suoi ospiti grazie ad una concezione di benessere che con l’acqua abbraccia lo sguardo a 360 gradi. Le diverse piscine all’aperto fra acque dolci e acque termali, un laghetto balneabile e naturale a portata dei soli ospiti del resort ed una infinity pool (solo per adulti) che troneggia sulla terrazza principale con vista sul Garda invitano immancabilmente ad una dimensione di assoluto benessere. Un circuito virtuoso che continua anche nelle 5 saune moderne che si trovano all’interno della SPA, un ambiente in cui luce, colori e design caratterizzano ambienti dedicati anche al fitness. La Private SPA dell’Onda Suite poi, riprende il concept legato al tema dell’acqua offrendo molti trattamenti signature (come il wavebalance) in totale privacy, dove condividere con il partner una sauna privata, a scelta se infrarossi, bio o finlandese, in alternativa a trattamenti sotto le abili mani dei terapisti ed il benefico uso di prodotti home-made a marchio Quellenhof Luxury Cosmetics appositamente realizzati per il resort. Se la privacy è assoluta, tutto può esser svolto nella Penthouse Pool Villa, la soluzione che più soddisfa la migliore clientela. A conquistare è senza dubbio la metratura generosa (265 m²) degli ambienti interni che si aggiunge agli spazi di una loggia privata proprio davanti alla suite ed un’ampia piscina a sfioro sul rooftop, una soluzione ideale per un massimo di 5 ospiti. La raffinata cura dei dettagli degli arredi, scelti secondo uno stile minimalista e ricercato. E sempre in suite, per gli ospiti più esigenti, è possibile organizzare cene private, come anche aperitivi o cocktail privé al Tiki Bar sulla terrazza panoramica in esclusiva, servizi di personal shopper ed escursioni ad hoc in elicottero e con personale dedicato, per esperienze senza limitazioni. 149


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DOLOMITES

Testo di Antonella Tereo

(PRIVATE) ESCAPES Chalet contemporanei, lodges isolati fra le cime, penthouse design in quota e lodges di lusso dove riscoprire le migliori etichette altoatesine. Ecco i rifugi d’inverno, dove privacy e comfort si coniugano nello scenario spettacolare delle Dolomiti

ROSA ALPINA PENTHOUSE La novità del cinque stelle di design è senza dubbio la sua prossima entrata nel gruppo alberghiero di fama internazionale Aman (collezione che conta altre raffinate soluzioni in luoghi d’incanto). La proprietà non interromperà le tre generazioni Pizzinini alla sua guida ma porterà a dicembre 2022 alla completa trasformazione nel nuovo Aman Rosa Alpina. Qualche ritocco avverrà sulle 52 camere e, in particolare, nella SPA (per sposare meglio il concept asiatico del brand internazionale) ma la gestione e l’accoglienza continueranno ad avere un servizio dedicato ed attento sempre a cura della stessa famiglia. Nulla intanto cambia dunque per quanto riguarda l’attenta accoglienza dell’ospite. A San Cassiano in Badia per ora resta quel relax su misura e l’ospitalità fra le Suite, la Penthouse o lo Chalet Zeno del resort. La magistrale Penthouse Suite da 180 metri quadrati sita al quarto piano e recentemente restaurata dallo Studio Vudafieri - Saverino Partners è il perfetto mix fra legno e dettagli design, conservando un tocco contemporaneo e al tempo stesso chic-evergreen. Le luminosissime vetrate laterali avvolgono la zona living con camino, cui si aggiungono tre ampie camere e persino un angolo cucina, dove potersi far servire cene esclusive. E a proposito, anche l’Executive Chef Norbert Niederkofler continuerà a coordinare i tre ristoranti dell’hotel, fra cui il noto tristellato Michelin “St Hubertus di Rosa Alpina”, una perla d’eccellenza che gli ospiti in primis possono godersi. English text at page 161

PHOTO @ALEX FILZ

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BERGVILLEN SUITES Giungendo anche in elicottero, magari dopo l’escursione alla malga dei Reiterer, i proprietari, si gode subito della quiete della propria villa, al cospetto delle Dolomiti. Tra la sauna e la piscina privata, la prospettiva e di vivere ampi spazi ed una vista mozzafiato fatta di un’autentica, ritrovata comfort zone. Nelle soluzioni di Bergvillen le opzioni per la magica stagione bianca sono diverse: una Premium Villa e due Master Villa possono ospitare anche 8 persone, mentre la Forest Villa è ideale per 12 ospiti. Tutte sono pronte ad offrire una piscina privata a sfioro 9x4 metri e ben riscaldata, dando all’ospite una cornice naturale impagabile mentre si rilassa sui comodi lettini idromassaggio. Si vive anche una zona lounge all’aperto e che, nella stagione fredda, può essere riscaldata da un apposito caminetto esterno accanto ad un’area barbecue.

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Rifugiandosi poi all’interno, non manca una sauna finlandese “Black Edition” con funzione a infrarossi mantenendo - grazie alle facciate delle ville - sempre lo sguardo sulla vista panoramica senza pari. La vetrata continua è l’escamotage per dare il massimo del comfort e della luce agli ambienti interni, mentre attorno il design è ricercato, senza dubbio armonioso fra l’architettura più contemporanea e l’essenza del territorio che la circonda. “Nel nostro rifugio a 5 stelle il lusso casual è la chiave per trascorrere vacanze indimenticabili. Vogliamo viziare i nostri ospiti con la nostra calorosa ospitalità, il servizio eccellente e i tanti servizi che la nostra struttura offre – svelano Christine, Michael e Martin Reiterer - per momenti di piacere. È un mondo dedicato al benessere, alla purezza della natura e al dolce far niente”.


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SCHENNA CHALETS L’idea di chalet in queste soluzioni prende una nuova forma, assolutamente contemporanea. L’ospite ne ha a disposizione due che offrono generosi spazi interni ed esterni, usufruendo della totale privacy attorno e vista sull’incantevole scenario del fondovalle della città di Merano, pur avendo o a pochi passi il piacevole servizio dell’Hotel Schenna Resort della stessa proprietà. Potendo accogliere fino a 8 persone, la Penthouse si sviluppa fra un living dal carattere forte (con una piccola ma nutrita cantina di vini in-house, personalizzabile a richiesta) e angoli conviviali, tra camino e aree relax. Fra gli ambienti privati anche quelli per momenti di assoluto benessere: una sauna, una vasca idromassaggio riscaldata, oltre alla una terrazza esterna di 110 mq ed un giardino attorno di altri 400 mq che ospita a sua volta una infinity pool. Come anche lo chalet Giardino che presenta le stesse caratteristiche, lo chalet Penthouse dispone di servizi di cui l’ospite può avvalersi in qualsiasi momento durante il soggiorno, dalla selezione di prodotti locali della boutique gastronomica (della famiglia Pföstl, fra i proprietari degli chalet) alla presenza di uno chef privato, da una specifica degustazione privata al massaggiatore o al personal trainer.

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WHITE DEER SAN LORENZO MOUNTAIN LODGE Si arriva nei pressi anche in elicottero, grazie ad un helipad privato di proprietà. Si entra nel lodge e l’atmosfera che si respira riporta alla memoria la sua origine storica: un’antica riserva di caccia del 1500 (sotto tutela) ora vocata ad ospitare solo pochi intenditori fra le vette di San Lorenzo di Sebato. Una fonte di proprietà, la struttura originaria che trapela anche dalle volte al soffitto e numerosi dettagli parlano di un’autenticità rara e mai persa. Anche la SPA, fra le ultime novità, è un’area ricavata e pensata in legno antico e quarzite dorata, ideata come zona quasi del tutto privata. I suoi 60mq racchiudono una perfetta sintesi di relax a portata di ospite, con vasca idromassaggio, bagno turco, doc-

ce per cromoterapia ed emozionali vicino ad una sauna in abete antico. I proprietari Giorgia e Stefano, ex manager nel mondo del lusso e della moda, hanno realizzato anche una wine cellar di rarità per le degustazioni private, fra pareti di roccia naturale (a 1200 mt s.l.m.). La selezione di ben 1500 etichette specializzata in quelle altoatesine è una loro eccellenza, con bottiglie rare sul mercato. E le sole 4 camere per gli ospiti hanno dettagli caratteristici e soluzioni attente, dal ferro battuto realizzato da un artigiano locale ai complementi di raffinata funzionalità, fra coperte e cuscini in pelliccia (by Katrin Leuze) e spazi dallo charme ricercato e avvolgente.

PHOTO @GIOVANNI DE SANDRE

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BENJAMIN CAVAGNA IL (GIOVIN) SIGNORE DEI COCKTAIL

Si chiama Fabio, viene dalla provincia bresciana e ha 29 anni: lo chiamano Benjamin, l’uomo nato vecchio. Ma lui, al contrario, ha portato la ventata giusta per spingere il Secret Bar 1930 di Milano ai vertici mondiali della mixology. Storia e pensieri di un bar manager che non beve cocktail. Testo di Maurizio Bertera

Se nel piccolo (grande) mondo della mixology italiana, si nomina ‘Benjamin’ ecco che si entra automaticamente nel ‘salotto buono’: da collega di bancone o da semplice appassionato di cocktail. L’aspetto più interessante è che dietro il nick anglofono e un (impeccabile) look da gentiluomo dell’800 c’è un 29enne di Lumezzane, dal cognome bresciano e dall’inflessione ancora marcata: si chiama Fabio Cavagna ed è semplicemente il bar manager di 1930, Secret Cocktail Bar a Milano che in una stagione è salito dal 44° al 25° posto nel ranking mondiale dei locali. Ci è riuscito in soli cinque anni, pare incredibile. In realtà, è arrivato grazie a un mix di talento e impegno, con l’immancabile pizzico di fortuna. “C’è una canzone del gruppo Marta sui tubi che dice ‘per tutte le partenze, ci sono coincidenze’: sono partito da ‘Lume’ verso Milano in cerca di coincidenze. E le ho trovate”. In effetti. 154

Benjamin, riavvolgiamo il nastro. Prima di arrivare nella metropoli? Ho vissuto da tipico ragazzo di ‘Lume’ come i bresciani chiamano Lumezzane: tra scuola, locali e il calcio. Sono stato nella rosa in Serie C per una stagione e poi ho mollato lo sport. Intanto, avevo compreso quanto mi piacesse la vita da bar, e al contempo mi annoiasse fare il cliente: l’unica soluzione era mettersi dietro al bancone a fare il barman. Gavetta in provincia. Ho cominciato asciugando bicchieri in pub e birrerie di paese. Lì ho imparato ad avere a che fare con le persone: dal cliente un minimo interessato a cosa bevesse, al ‘gnaro’ che veniva solo per vedersi la partita. Ed è proprio questa gavetta mi ha formato di più: la grande sfida era fare stare bene tutti. Ma in tre stagioni, ho capito che la nightilfe di provincia non mi bastava.


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INTERVIEW

Ed eccoci a Milano, metà 2011 Esatto. La ‘scusa’ se vogliamo era iscriversi alla facoltà di Filosofia – mi mancano sempre tre esami – ma in realtà sentivo che mi avrebbe cambiato la vita. Due anni dopo, ho conosciuto Flavio Angiolillo e Marco Russo: persone straordinarie, che hanno creato un piccolo impero del bere bene a Milano. Hanno avuto fiducia e nell’inverno 2014 mi hanno affidato lo speakeasy 1930. Spieghiamo ai non addetti ai lavori alcolici. È un secret bar in piena regola, tanto che per accedervi si deve essere muniti di una tessera da richiedere al Mag o al Caffè della Pusterla, dello stesso gruppo Farmily: ma è a discrezione concederla o meno al cliente. In caso positivo, viene comunicato anche l’indirizzo esatto che ufficialmente non è noto. Una volta varcata la soglia si entra in un luogo che ti fa dimenticare di essere a Milano. E che cosa prepara? Si fa sperimentazione, si creano drink ‘gastronomici’: l’ultimo si chiama L’asado incontra l’Old Fashion, l’ho creato pensando un po’ anche al nostro spiedo della domenica. Ma serviamo anche

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gin tonic, birra e whisky che è una mia passione. L’importante è rilassarsi e passare ore serene: gli ospiti del 1930 sono in gran parte amici, ci frequentano da tanto e sono tagliati per la vita da speakeasy. Il suo cocktail preferito? Non li bevo, al massimo assaggio quelli che preparo. Mi piacciono molto, e mi sto avvicinando in maniera romantica ai vini naturali e alle birre artigianali. Insistiamo sul cocktail Allora scelgo il Brandy Crusta, un cocktail nato 150 anni fa, a base cognac e un mix di limone, liquore d’arancia, zuccheri e bitter. Ci sono due particolarità che mi affascinano: sulla coppa, prima di servirlo, bisogna fare una ‘crusta’ con dello zucchero e come guarnizione spelare un intero limone, creando una rondella a spirale appoggiata ai bordi del bicchiere. Pare sia stato il primo cocktawil con questa tecnica. E il limone viene utilizzato non tanto come ingrediente, dato che se ne utilizzano poche gocce, ma come parte aromatica. Nell’800 fu rivoluzionario.


È importante il ruolo dello storytelling nella miscelazione? Se il cliente vuole ascoltare, è fondamentale. Faccio un esempio: in carta abbiamo un cocktail che si chiama Faro di Scozia, dove ci sono acqua di mare, distillato di terra, whisky affumicato, sciroppo di stout alla vaniglia e si conclude con qualche goccia di latte. Una ricetta bilanciata, corretta, buona, ma oltre a questo c’è anche una storia, quella di un marinaio che riesce a vedere dalla sua nave uno scorcio di terra: è l’isola Islay, dove si producono i whisky torbati. In chiusura ci dica perché lei è Benjamin. Tutti i ragazzi del nostro gruppo hanno un nickname deciso da Angiolillo. Dopo un mese di lavoro, mi squadrò sorridendo e disse “Ma come fai ad avere 22 anni? Tu sei Benjamin Button, quello del film con l’uomo nato già vecchio”. Mi piacque subito: spero come lui di ringiovanire con il passare del tempo...

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T R A N S L AT I O N

ENGLISH TEXTS

ENGLISH TEXTS P.20 THE LOOK OF THE X At the Brooklyn Museum in New York an impressive exhibition presented by Dior celebrates one of the most acclaimed artists, Brian Donnelly aka KAWS His art has been a bridge for over twenty-five years between different worlds, creating a direct dialogue between art, popular culture and commerce. A vision that the exhibition “KAWS: What Party” - curated by Eugenie Tsai, John and Barbara Vogelstein Senior Curator Contemporary Art at the Brooklyn Museum - investigates through over one hundred works by the Brooklyn artist born in 1974. Graffiti, unpublished or rarely visible notebooks , sculptures, paintings, small collectibles, furniture, complement the monumental installations of Companion, his acclaimed cross-eyed figures. An artistic practice capable of translating different universes - the aesthetic and the transcendent, the commodified and the priceless - strongly highlighting the inner emotions such as love, friendship, alienation, loneliness. Emotions that lead us to explore our assiduous relationship with objects, revealed through a surprising journey through the best known works and new pieces created exclusively for the New York event. In an unexpected mise en scène, the new augmented reality works created by KAWS in collaboration with the digital art platform Acute Art - directed by the Swedish curator Daniel Birnbaum - invite the visitor to interact virtually with the sculptures. Immersing yourself in the creative world of KAWS. The exhibition is accompanied by an illustrated catalogue, co-published with Phaidon Press.

P.24 The rising city

A detail of Sharaan resort, the revolutionary architecture of Jean Nouvel

Milan does not stop and continues to grow. In 2021 the city continues its renovation project involving its old industrial soul, ready to rise again thanks to advanced models of social inclusion and environmental sustainability. These are the two guidelines of MilanoSesto, a project that from June will affect the north-east quadrant of the metropolitan area of ​​the city. 1.5 million square meters involved, 50,000 people (including residents and city users) who will benefit from the area, 500 million euros the first investment in the Unione 0 lot of the Hines companies, strategic advisor for the entire project and development manager , and Cale Street, a financial and real estate investment company backed by the Kuwait Investment Office, through a fund managed by the Prelios Group. These are some useful numbers to understand the value of the largest urban regeneration project in Italy and among the most ambitious in Europe. The place of interest is the ex Falck area of ​​Sesto San Giovanni. The masterplan signed by Foster + Partners, a prestigious international architectural firm, foresees a progressive development that will see the birth of one of the largest urban parks in Lombardy in the coming years, residential districts, new squares, retail and office spaces, hotels and public spaces designed to facilitate the encounter between people. The nerve centre of the project is the new station. Designed by Renzo Piano Building Workshop with Ottavio Di Blasi & Partners, it will be built as a large 89x18 meter walkway suspended above the existing tracks. Its strong symbolic value is added to the functional value of the structure - which will allow two areas of the city that have always been separated by the railway to be joined. It is an

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ethical model of development that starts from people and their needs, with the ambition of creating an open and inclusive community in a constantly evolving city.

P.26 The new chapter of a timeless classic Patek Philippe presents two brand new versions of its Twenty 4 model Patek Philippe, the iconic Geneva watchmaking maison, reinvents the style of its famous Twenty 4 with two new versions: the timeless watch created for the first time in 1999 and dedicated exclusively to the female sphere. In its original version, the Twenty 4 featured a quartz dial in steel and an Art Deco-inspired rectangular case, but today it is embellished with Arabic numerals and trapezoid indices applied in white gold. In fact, the Twenty 4 Ref. 4910 / 1200A-001 with blue soleil dial and Ref. 4910 / 1200A-010 with gray soleil dial stand out, designed to tackle all the facets of an active life with style, and the quintessence of feminine elegance. A timelessly elegant watch perfect for any look, from the most casual for the day to evening dresses. With the modernity of its design, technical excellence and state-of-the-art workmanship, it is the ideal accomplice in every moment of a woman’s life. P.36 The masterpiece of abstraction Sharaan resort, the revolutionary architecture of Jean Nouvel A concept design destined to revolutionize the very idea of ​​architecture in which each contemporary element narrates the past to recreate the future. The luxury resort in Saudi Arabia, hidden in the mountains of AlUla’s Sharaan Nature Reserve - a place steeped in history where we find Hegra, a UNESCO World Heritage Site - will be completed in 2024 and will host 40 suites and three villas, as well as a Retreat Summit Centre with 14 private pavilions. Symbol of an unprecedented design concept, Nouvel’s contextual architecture is characterized by public spaces to be experienced at different times of day and night, marked by lights, shadows, winds, torrential rains and the passage of time. A panoramic lift takes guests to the heart of the resort, offering an emotional journey to discover the geological layers of millions of years. “AIUIa is the union between a landscape and history: the history of ancient civilizations in an extraordinary landscape, the only place where to create such a masterpiece” says Jean Nouvel. Immersed in the natural colors and traditional materials of AIUIa, the futuristic resort carved into the sandstone rock - inspired by the technique used 2000 years ago by the inhabitants of the region, the Nabataeans - comes to life from the subtraction of matter. In an idea that overturns the boundaries of time and space, the ancient becomes the symbolic and creative referent of the modern: “AlUla is a museum. Every wadi and ridge, every stretch of sand and rocky profile, every geological and archaeological site deserve the utmost consideration. It is essential to keep all its peculiarity and preserve its attractiveness which is largely based on its remote and at times archaic character. We have to safeguard a small mystery as well as the promise of future discoveries at the same time ”. A masterpiece in which ancient lifestyles are transformed into authentic paradigms for Jean Nouvel’s contemporary design, in a constant dialogue between nature and architecture. The hand of man is inser-


ted, discreet and silent, within the environmental context, deriving the various locations of the resort from the elements of nature itself. Nouvel thus used abstraction, sculpting within the landscape: “every urban act is an act of architecture. Our general strategy should derive from rules sensitive to the place”. In Nouvel’s idea that architecture does not compete with the landscape, but is a direct consequence of it, Sharaan resort shapes an unprecedented dimensional experience at the borders of nature, art and architecture where sound, musicality, consistency, touch, power and complexity are perceived everywhere: from the broken stones of the balconies to the singular graininess of each rock face. Because “architecture impresses its mark on places and becomes a witness to the spirit of the times in constant evolution”. Keeping its ancestral magnificence intact.

P.48 The illusion does not hide Palazzo Strozzi is the contemporary star in the Renaissance firmament of Florence. Its Director Arturo Galansino (1976) is the symbol of a Foundation that looks forward to 2021 with courage, proposing a world-class exhibition program. The spearhead is Jeff Koons, the $ 91 million man. 2021 will either be an ambitious year, or it won’t be. We are all called to overcome ourselves and the difficulties of our time. Art can help us, inspire us. Thus, Fondazione Palazzo Strozzi, in Florence, realizes an exhibition “at a time when exhibitions are impossible”: We Rise by Lifting Others (December 3, 2020 - February 7, 2021). To talk to us about it is Arturo Galansino who, since he was appointed Director in 2015, has led the museum to be an absolute reference point in the panorama of contemporary art in Italy. He does so by illuminating the plots of Marinella Senatore’s installation and introducing us to the courageous planning of the Foundation. The work, inspired by the illuminations of the southern tradition, is an invitation to mend a social fabric that is strongly in crisis. At the same time, however, it can also be understood as an opening, a threshold that introduces two exhibitions of international level, never seen in Italy. The groove is what we are used to: works of proven value that combine with important social issues, so as to make the contemporary accessible to the general public. This is why the “American Art 1961-2001 exhibition (6 March 2021 - 25 July 2021) talks about American art but also American history, from Vietnam to the Twin Towers” and presents historicized artists such as Andy Warhol and Mark Rothko, but also the new generation of world stars such as Kara Walker and Kerry James Marshall. In this sense Palazzo Strozzi has in store an exhibition destined to be among the best of 2021, one of the most significant in recent years. Who is the main character? He is one of the most famous artists of our times, an undisputed superstar of today’s art system. One of his sculptures, The rabbit, was auctioned for 91 million dollars, making him the most expensive contemporary author on the market. It’s Jeff Koons. Through a wide selection of his best works, ‘Jeff Koons. Shine’ (23 September 2021 - 23 January 2022) investigates the concept of splendour between preciousness and banality, between being and appearing. Ambiguity is the stylistic code of Koons’ works, sparkling games where illusion does not hide. Nor is Arturo Galansino hiding, and he tells us about his Florence: a place that combines “the fairy-tale dimension of

the Renaissance with a dynamic and avant-garde inclination”.

Shine, which recounts the artist’s forty-year career. The key will be the brilliance, Jeff Koons’ hallmark.

Palazzo Strozzi is a contemporary wind that blows steadily over ancient Florence. How do you manage to integrate successfully into the city context? The result comes from a very specific strategic choice. Focusing on the contemporary in a Renaissance city might seem courageous to some, while I consider it a natural development. The idea was born in 2015, when Italy lacked an offer like the one that Palazzo Strozzi offers today: large monographs dedicated to the most important names in the contemporary world. Bringing the contemporary out of the niche seemed impossible in our country, but Palazzo Strozzi did it in the apparently least suitable place to do so. Florence, with its international tourist flow, proved to be more than suitable. The bet was won: each exhibition was a success with the public and critics.

Jeff Koons. Shine has the characteristics to be a unique event. How did a project of such international importance develop? For five years now we have been trying to show the multifaceted face of the contemporary. For each exhibition we change our skin, varying languages​​ and expressive methods. Therefore, an artist like Jeff Koons could not be missing, a controversial figure that the public deserves to know in all its nuances.

In this difficult year, have you managed to maintain contact with your visitors? Did the social channels work? They worked very well. In spring we increased the virtual effort by focusing on quality, educational contribution and in-depth study. Referring to past exhibitions, we have touched on some important themes such as family, home, loneliness, introspection. Some of the artists who have collaborated with Palazzo Strozzi have sent their contribution: from Ai Weiwei to Marina Abramovic. I think the best answer is the great participation, net of contingent limitations, in the Tomás Saraceno exhibition once we have reopened. Perhaps it is also due to the theme of the exhibition: every human action affects the surrounding environment. A very fitting topic with our times. Now, ideally, you can embrace the city again thanks to the work of Marinella Senatore. What does your installation represent? It is a gesture that positively forces today’s situation. We have created an exhibition that is possible when exhibitions are impossible. Placing it in the courtyard, the installation is a public and totally accessible work of art. It is a joyful installation, full of colors, which refers to the popular tradition of southern lights. It emanates a sense of unanimity, of collectivity. Inside you can read some sentences of empowerment aimed at mending a social fabric that is in danger of falling apart. In fact, we connected an accessibility program to the installation, dedicated to some weaker sections of the population and usable through virtual channels, consisting of a series of workshops created especially for us by Marinella Senatore. The work thus combines physical and virtual dimensions. Somehow We Rise by Lifting Others appears as a threshold, an opening. What 2021 do you want to introduce us to? To an ambitious 2021. Palazzo Strozzi wants to give an important signal: continuing to create culture is fundamental, even if difficult times still await us. The American Art 1961-2001 exhibition is about American art but also about American history. From the Kennedy assassination to the Gulf War, from Vietnam to the Twin Towers. Made in collaboration with the Walker Art Center in Minneapolis, there are many great names that it presents: Andy Warhol, Kara Walker, Mark Rothko, Bruce Nauman, Kerry James Marshall. It will be a unique exhibition, never held in Italy. And then Jeff Koons. 159

What can you tell us about him? He is an extraordinary character, one of the best professionals you can think of working with. A true perfectionist, very ambitious. Everything is thought out and studied to the millimetre. There is no exaggeration when it comes to a character obsessed with perfection. But in organizing an exhibition it is a positive factor: the result will be excellent. The artist is famous for being the most expensive among his contemporaries. Can you briefly tell us what the artistic value is in front of these striking economic results? Surely now there is also a component of voyeurism towards Koons and his works, which are worth up to 90 million dollars. But in the history of art Jeff Koons has had a unique role, a coherent path linked to his neo-conceptual research. A sort of Duchamp’s great-grandson, if you like. From the very beginning, in a climate of returning to painting, Jeff had the courage to insist in the opposite direction. He is now one of the most famous, prominent and paid artists in the world. We want to focus on the theme of surface, reflectance and mirroring materials, with which he has always worked. These characteristics are linked to philosophical reflections around being and appearing, the involvement of the public and the emergence of the essence of the work. I hope that the exhibition can be an opportunity to get to know him even outside the auction success. What future do you see for the world of art? What do you think will be the focal points for its development? I say I’m optimistic. The exhibitions, the fairs, the market, the whole system was involved in a kind of general blow in the towel. We found ourselves in an international context where everything was running at high speed, with perhaps excessive dispersion. Now we have the opportunity to focus on what has the greatest value, on in-depth analysis, on quality. I perceive the public to be more attentive and aimed at a wider attention. And in this sense, digital can also be a valuable aid in supporting the physical experience. He can anticipate and complete the visit, guarantee an in-depth study that was previously unavailable or not sought after. How was your personal approach to the city? I was born in the countryside, in Monferrato, but I have always lived in big cities: Milan, Turin, Paris and London. Moving to Florence was transporting myself to a smaller dimension and at first it worried me. I actually found a very international city. Art, music, theatre, fashion: it is a living city. Florence manages to combine the fairy-tale dimension of the Renaissance with a dynamic and avant-garde inclination. It is an aspect that perhaps foreigners are able to perceive better. You can truly find excellence in every field.


T R A N S L AT I O N

What are the places you go to, the atmospheres you prefer, the occasions when you feel part of the city? I really love the area of ​​Santa Croce and Sant’Ambrogio, where I live: the clubs, restaurants, markets. I have lived here for six years. Now that I am about to move Oltrarno, to San Frediano, I can’t wait to get to know this place better where you can breathe the most authentic soul of Florence. I really like quick access to the countryside and having the opportunity to explore a beautiful region like Tuscany at hand: a place of endless discoveries. P.58 POSH meets Pino Lerario, the creative director of the iconic Made in Italy brand who, after the stop imposed by the pandemic, is ready to conquer the fashion sector again. Here, the new Spring Summer 2021 collection that speaks of tradition and modernity. It will take another four seasons to bring Tagliatore back to equal the success achieved before Covid-19 disrupted people’s lives and the entire global economy, but Pino Lerario, the creative director of the brand, is confident about the future. A determined man with a passion for design and high quality fabrics above all. A passion handed down to him by his father since he was a child. Pino Lerario has been able to transform the crisis into opportunity and has rethought the new spring summer 2021 collection according to the criteria of tradition and savoir-faire, pillars of the brand, updating the concepts with comfort, lightness and color in order to meet the taste of the public and international buyers reached all over the world thanks to the use of technology. What is your personal definition of style? The style according to Tagliatore is the right alchemy between unmistakable elegance and refined sobriety. What element do you think should never be missing in the modern man’s wardrobe? A blue or black blazer for all occasions, be it single-breasted or double-breasted. What do you love most about your job? The continuous getting involved season after season, to create unique and unmistakable clothing. What were the challenges caused by the pandemic and the disastrous economic impact that Tagliatore had to face? The spread of Covid-19 has created an unprecedented financial crisis, which has strongly affected our sector. We had to face the economic consequences caused by the general lockdown, and at the same time, looking positively at the future. So, we rolled up our sleeves for the continuation of our business, designing and creating a new collection. What kind of prediction did you manage to determine for Tagliatore’s future? What new commercial scenarios are opening up for the brand? We are confident that we can return doing our job as well as before, by rethinking the image of our products. But to achieve the results obtained before this crisis, I think it will take at least four seasons. In recent months we have had to reschedule and review our sales strategies to cope with the limitation of travel, with a view to compliance with the rules to combat the spread of the virus. Therefore,

ENGLISH TEXTS

we have adopted digital sharing tools in order to show our collection, albeit only virtually, to those buyers, especially foreigners, who have not been able to travel. Tagliatore has recently launched the Spring Summer 2021 collection. What was the main inspiration? I wanted to update the concept of Tradition, with a coherent and concrete response to today’s needs. The combination of comfort, lightness and color has given life to a collection with a strong expressive potential where the boundaries between formal and informal are increasingly blurred. What will be the must have of this new collection? A super light jacket, completely deconstructed, made of seersucker, essential for the hot season. A large chapter is dedicated to the study of color. Tell us about it. Color is undoubtedly a fundamental element in the creative process of a collection. We pay a lot of attention in the creation of exclusive fabrics, for which combinations of various designs and colors are used that make our garments unique. You have a deep passion for fabrics, where does it come from? It was born when I was a child, from the attendance of my father’s shop. Over the years this passion has grown more and more to become a real job. What’s the fabric you love the most? Wales is undoubtedly one of my absolute favourites. It is a type of fabric that allows you to do research and leaves ample room for creativity in the composition of designs and colors to match. What is the right combination of aesthetics, functionality and a sense of freedom that guys are looking for in clothing today? Create comfortable garments, with a sober and refined taste, using high quality raw materials. You have travelled all over the world. Have you ever wanted to move to another place? No, I think I live in a beautiful place that I would never leave. You come from a land rich in excellence, can you suggest us some places for when we can return to move in serenity? I would recommend an itinerant trip, starting from the Adriatic coast, starting from Trani and then moving south towards Polignano and continuing the journey inland, visiting unique and characteristic villages such as Ostuni, Cisternino, Locorotondo, Alberobello and of course Martina Franca. What could you never give up to? Certainly, to my work and my family, which are the pillars of my daily life. Over time, Tagliatore has dressed great international stars. Which character could identify your style today? Bradley Cooper, for his style and his determination. P.146 New Private Comfort Zones Quellenhof Luxury Resorts Two places that offer panoramic views, from the

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Lake Garda or among the peaks of the splendid and protected Dolomites, are the Quellenhof Luxury Resorts. Dorfer’s award-winning retreats are more than ever dedicated to a selected demand, having always chosen to combine excellence with the experience of deep roots, those that started the family hotel business three generations ago. The “Q” of our logo has a double meaning - says Heinrich Dorfer - in addition of course to Quellenhof, it also stands for “quality” and this is what the guest can find, both in the resort in Val Passiria and in the new resort on Lake Garda “. It is no coincidence that in both structures with a refined modern design, guests can have refined solutions, including private ones, exclusive services and a particular dedication to ensure maximum well-being and relaxation. The particular care for the health of customers also means the Quellenhof Medical Center, an articulated project where attention to the guest and his health is guaranteed by an experienced team of medical specialists in all disciplines. A proposal that can offer a complete service in the field of psycho-physical health, nutrition and prevention during the guest’s pleasure stay. A broad concept born from a rigorous protocol that focuses on safety, in short, in a deluxe format. Thanks to this also the generous offer of spaces, to reserve for each guest a privacy and a distance that allows you to have every type of attention in complete freedom. Quellenhof Luxury Resort Passeier In the alpine context in which Quellenhof Luxury Resort Passeier finds its strategic position, a few kilometres from Merano, the welcome reserved for guests of the Quellenhof Chalets is undoubtedly the top of the offer. There are 9 private structures - plus one is under construction, the Infinity-Chalet (available from April 2021) - all with a privileged view, with top-level choices and services. You can see it starting with the private swimming pool and a hot tub that await the arriving guest, both on the private terrace of your chalet. There is also a private sauna inside the chalet, for the pleasure of functional well-being that integrates with other comfortable spaces and can also be adapted to suit your needs. In the living room, the design environment is dominated by the fireplace, while the rooms with their respective bathrooms equipped with every comfort are at least 2. To the comfort is added the temptation of proposals for the palate: in fact, two different restaurants, the Quellenhof Gourmetstube 1897 and the Sky Restaurant Teppanyaki, where culinary creations always reserve pleasant surprises for guests (and nothing is precluded even in the privacy of your own chalet). To complete the offer available to guests, there is also a fine cellar with 700 labels, led by sommelier Matteo Lattanzi and, for Doc purchases, the Vinothek where you can find selected specialties. The resort is also home to fashion shops and boutiques also dedicated to furniture, thanks to the taste of Meggy Dorfer who created décor items and refined fragrances for environments, candles, impressive accessories for the home. There is even an award-winning jewellery store, the “Tiroler Goldschmied”, in which the creations of own production jewels already have an international fame (having embellished with diamonds the hoods of a falcon of a Dubai Sheikh…). Quellenhof Luxury Resort Lazise Near Lake Garda, the holiday is characterized by proposals of great appeal: towards the olive groves


of the hinterland as towards the stretch of water, the five-star hotel is dedicated to the relaxation of its guests thanks to a concept of water embracing the gaze at 360 degrees: the various outdoor swimming pools between fresh and thermal waters, a natural swimming lake accessible only to guests of the resort and an infinity pool (only for adults) that dominates the main terrace overlooking the Garda invariably invite you to a dimension of absolute Welfare. A virtuous circuit that also continues in the 5 modern saunas located inside the SPA, an environment in which light, colors and design characterize environments also dedicated to fitness. The Private Spa Suite of the Onda SPA then offers the possibility of thermal rituals in total privacy where you can share a private sauna with your partner, either infrared, bio or Finnish, as an alternative to treatments under the skilled hands of therapists and the beneficial use of QuellenHof brand home-made products specially made for the resort. If privacy is absolute, everything can be done in the Penthouse Pool Villa, the solution that best satisfies the best customers. Undoubtedly, the generous size (265 m²) of the interiors is conquering, which adds to the spaces of a private loggia right in front of the suite and a large infinity pool on the rooftop, an ideal solution for up to 5 guests. The refined attention to detail of the furnishings is chosen according to a minimalist and refined style. And always in the suite, for the most demanding guests, it is possible to organize private dinners, as well as aperitifs or private cocktails at the Tiki Bar on the exclusive panoramic terrace, personal shopper services and ad hoc excursions by helicopter and with dedicated staff, for experiences without limitations.

P.150 DOLOMITES (PRIVATE) ESCAPES Contemporary chalets, isolated lodges among the peaks, high-rise penthouse designs and luxury lodges where you can rediscover the best South Tyrolean labels. Here are the winter shelters, where privacy and comfort are combined in the spectacular scenery of the Dolomites PINK ALPINA PENTHOUSE The novelty of the five-star design is undoubtedly its next entry into the internationally renowned Aman hotel group (a collection that includes other refined solutions in enchanting places). The ownership will not interrupt the three Pizzinini generations at its helm but will lead to the complete transformation into the new Aman Rosa Alpina in December 2022. Some tweaking will take place on the 52 rooms and, in particular, in the SPA (to better marry the Asian concept of the international brand) but the management and hospitality will continue to have a dedicated and attentive service always provided by the same family. In the meantime, therefore, nothing changes with regard to the attentive welcome of the guest. For now, in San Cassiano in Badia there remains that tailor-made relaxation and hospitality among the suites, the Penthouse or the Chalet Zeno of the resort. The masterful 180 square meter Penthouse Suite located on the fourth floor and recently restored by Studio Vudafieri - Saverino Partners is the perfect mix between wood and design details, while retaining a contemporary yet chic-evergreen touch. The bright side windows envelop the living area with fireplace, in addition to three large bedrooms and even a kitchenette, where you can have exclusive dinners served. And by the way, Executive Chef Norbert Niederkofler will also continue to coordinate the hotel’s three restaurants, including the well-known three-star Michelin “St Hubertus di Rosa Alpina”, a pearl of excellence that guests can enjoy first and foremost. BERGVILLEN SUITES Arriving by helicopter, perhaps after an excursion to the Reiterer hut, the owners immediately enjoy the quiet of their villa, in the presence of the Dolomites. Between the sauna and the private pool, the perspective is of living large spaces and a breath-taking view made of an authentic, rediscovered

comfort zone. In the Bergvillen solutions the options for the magical white season are different: a Premium Villa and two Master Villas can accommodate up to 8 people, while the Forest Villa is ideal for 12 guests. All are ready to offer a private infinity pool 9x4 meters and well heated, giving the guest a priceless natural setting while relaxing on the comfortable hydromassage beds. There is also an outdoor lounge area which, in the cold season, can be heated by a special outdoor fireplace next to a barbecue area. Then, taking refuge inside, there is a Finnish “Black Edition” sauna with infrared function while always maintaining the eye on the unparalleled panoramic view - thanks to the facades of the villas. The continuous glass window is the trick to give maximum comfort and light to the interiors, while around the design is refined, undoubtedly harmonious between the more contemporary architecture and the essence of the territory that surrounds it. “In our 5-star retreat, casual luxury is the key to an unforgettable vacation. We want to spoil our guests with our warm hospitality, excellent service and the many services that our structure offers for moments of pleasure. It is a world dedicated to well-being, to the purity of nature and to doing nothing” - reveal Christine, Michael and Martin Reiterer. WHITE DEER SAN LORENZO MOUNTAIN LODGE You can also get there by helicopter, thanks to a privately owned helipad. You enter the lodge and the atmosphere you breathe brings to mind its historical origin: an ancient hunting reserve from the 1500s (under protection) now dedicated to hosting only a few connoisseurs among the peaks of San Lorenzo di Sebato. A source of property, the original structure that also transpires from the vaults to the ceiling and numerous details speak of a rare and never lost authenticity. Even the SPA, among the latest innovations, is an area created and designed in ancient wood and golden quartzite, designed as an almost completely private area. Its 60 square meters enclose a perfect synthesis of relaxation within reach of the guest, with a Jacuzzi, Turkish bath, chromotherapy and emotional showers next to an antique fir sauna. The owners Giorgia and Stefano, former managers in the world of luxury and fashion, have also created a rare wine cellar for private tastings, between natural rock walls (at 1200 meters above sea level). The selection of 1500 labels specialized in South Tyrolean ones is one of their excellence, with rare bottles on the market. And the only 4 guest rooms have characteristic details and careful solutions, from wrought iron made by a local craftsman to accessories of refined functionality, including fur blankets and pillows (by Katrin Leuze) and spaces with a refined and enveloping charm. CHALETS SCHENNA In these solutions, the idea of ​​a chalet takes on a new, absolutely contemporary form. The guest has two available that offer generous indoor and outdoor spaces, taking advantage of the total privacy around and view of the enchanting scenery of the valley floor of the city of Merano, while having or a few steps away the pleasant service of the Hotel Schenna Resort of the same property. Being able to accommodate up to 8 people, the Penthouse is developed between a living room with a strong character (with a small but large in-house wine cellar, which can be customized on request) and convivial corners, between fireplace and relaxation areas. Among the private spaces there are also those for moments of absolute wellbeing: a sauna, a heated whirlpool tub, as well as an outdoor terrace of 110 square meters and a garden around 400 square meters which in turn houses an infinity pool. As well as the Giardino chalet which has the same characteristics, the Penthouse chalet has services that the guest can use at any time during their stay, from the selection of local products from the gastronomic boutique (of the Pföstl family, among the owners of the chalets) in the presence of a private chef, from a specific private tasting to the masseur or personal trainer.

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