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A € 11; B € 10; DK DKK 115; F € 10; D € 11; UK GBP 9,80; L € 10; N NOK 115; NL € 11; P € 10; E € 10; S SEK 130; CK CKF 13;

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Prezzo 7€ (Italy only)

good life

Unique Media srl – Bimestrale N–6 Dicembre 2018/Gennaio 2019 10-12-2018

No. 82

DIOR.COM Dior OnLine 02 38 59 88 88

POSH

IL NUOVO ABSOLU

POSH 82

No.


genny.com


EDITOR’S LETTER di Enrico Cammarota

Silk minidress monogram print and loop sneakers Stella McCartney Her: Silk printed dress, Pierre-Louis Mascia Hat in cotton drill Kreisicouture Straw bag Il Bisonte Pump in silver lamé python with crystals and plexiglass details Sergio Rossi. Him on the left: shirt and trousers in printed silk Pierre-Louis Mascia. Him in the middle: Cotton printed overalls Pierre-Louis Mascia, Denim hat Andrea Pompilio Camouflage slippers Birkenstock

Q

uali sono i grandi insegnamenti dell’anno in chiusura e quali le trasformazioni che ci porteremo nel prossimo? Il 2018 si chiude con una certezza, lo strapotere economico cinese ha influenze sulle politiche commerciali ed economiche del mondo. Dagli Stati Uniti, all’Europa, all’Africa non c’è un angolo di mondo dove la Cina non amplifichi il suo operato e permei sempre più i tessuti. Il caso di Dolce&Gabbana, che dal ridicolo è subito trasceso nel drammatico, è solo un esempio di come si abbia sudditanza per un mondo fondamentale alla tenuta dei conti di mezzo Occidente, ma sempre amato con reticenza. La Cina sarà ovunque, la capacità di lavorare con abnegazione e bramosia di successo sono le cariche che faranno saltare le ultime resistenze. Al contrario della politica espansiva degli Stati Uniti i cinesi colonizzano: lo stanno facendo in Africa con risultati sorprendenti. La moda è sempre più confusa, se da una parte vi sono poche aziende che hanno saputo evolversi dallo stile alla comunicazione, al retail come Gucci, tante navigano a vista, sperimentando in maniera schizzofrenica soluzioni dalla vita ridotta. Mancano i grandi protagonisti, travolti dalla velocità del web, manca il tempo dell’attesa, il sogno non esiste più. I vestiti nascono in laboratorio e spesso muoiono dopo pochi giorni dall’uscita. A chi interessa una moda in vendita ovunque?

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Chi saprà raccontare il valore di un prodotto, la difficoltà della ricerca, la preziosità dei tessuti, in un outlet, sul web, nei multistore? Il desiderio piace viverlo, piace lo si racconti, si vuole diventare, attraverso l’acquisto, il protagonista di un’esclusività. L’intelligenza artificiale sarà ovunque. Fra quattro o cinque anni la guida autonoma diventerà una realtà presente, Waymo, partner di Gooogle è già molto avanti su diversi aspetti totalizzando milioni di km di guida autonoma senza alcun incidente. Questa sarà la più grande innovazione degli ultimi 50 anni. Per l’uomo vorrà dire agire meno, meno stress, più tempo a disposizione. Purtroppo non per riposare, suppongo. Posh per noi è sinonimo di raffinatezza e questa non può prescindere dalla cultura intesa come conoscenza. Il vero lusso sarà il tempo che riusciremo a dedicare alle nostre passioni, e anche agli approfondimenti nell’arte, nel design, nello stile... In un mondo in cui i multimiliardari crescono con percentuali a doppia cifra e la borghesia tenta di rafforzarsi, solo chi saprà dare valore potrà pensare di conquistare spazio nel mercato o nella propria professione. Il 2019 sarà un anno di trasformazione ulteriore. Noi racconteremo le nuove eccellenze fieri di essere nell’editoria un punto di riferimento per coerenza e innovazione. Buon anno e balliamo balliamo


EDITORIAL DIRECTOR

COLOPHON

POSH

Enrico Cammarota (enrico.cammarota@uniquemedia.it)

EDITOR–IN–CHIEF

No. 82

Luisa Micaletti (luisa.micaletti@uniquemedia.it)

COORDINAMENTO Marzia Ciccola

LIFESTYLE Alessandro Iacolucci Marco Torcasio

DESIGN

Anna Casotti

TRAVEL Antonella Tereo

POSH

MOTORS

No.

Maurizio Bertera Alfonso Rizzo

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CONTRIBUTORS Alberto Corrado, Fabio Pravato, Marinella Cammarota,

Laura Canepa, Graphic Patterns by Elena Aldrovandi

FOREIGN CORRESPONDENTS Fausto Furio Colombo – Zurigo Michela Dapretto - Londra Alessandra Fanari – Parigi Manuela Lietti – Pechino

Top La Perla, Skirt Philipp Plein, Shoes Giuseppe Zanotti, Earrings Rosantica Photographer Irina Litvinenko Stylist Angelina Lepper @b16studio Mua\Hair Anna Kalytyak

GRAPHIC DESIGN Elena Aldrovandi Stefania Di Bello

POSH No.

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POSH È UNA PUBBLICAZIONE BIMESTRALE DI UNIQUE MEDIA SRL

Posh è distribuito in Italia e nei seguenti paesi: Australia, Belgio, Brasile, Corea del Sud, Emirati Arabi, Finlandia, Giappone, Gran Bretagna, Hong Kong, Israele, Lituania, Malta, Olanda, Portogallo, Singapore, Taiwan, Ungheria

UNIQUE MEDIA SRL Via Cadolini 34, 20137 Milano tel. +39 02.49542850 adv@uniquemedia.it (advertising) segreteria@uniquemedia.it

Man on the left: Jacquard single-breasted trench coat, jacket in linen, jersey tank top, crepe shorts, Roberto Cavalli Cache-col Cor Sine Labe Doli Girl in the centre: White cotton shirt, black tie, leather corset and wide cotton skirt, Dior Man on the right: Oversized perforated shirt Comeforbreakfast Cache-col Cor Sine Labe Doli

STAMPA Arti Grafiche Boccia Spa

DISTRIBUZIONE SO.DI.P. “Angelo Patuzzi Spa” Via Bettola, 18 – 20092 Cinisello Balsamo

Registrazione Tribunale di Milano n. 1 del 7/01/2003. ©Unique Media srl. Tutti i diritti riservati. Manoscritti e foto originali, anche se non pubblicati, non si restituiscono. È vietata la riproduzione, seppur parziale, di testi e fotografie.

Photographer Yuri Catania Fashion editor Alberto Corrado Stylist Fabio Pravato Production Silvia Torricelli Models: Julia Y. @ Fashion Model Management Peter Mairhofer @ I LOVE Models Management Umberto Villahermosa @ Independent Make Up & Hair: Paolo De Vita using MAC Cosmetics & Bioderma


CONTENTS 10 20 22 26 28

Editor’s letter Valentino Libeskind per Swarovski L’Italia a Hollywood Los Angeles

LUXURY LEISURE 34 Dior a Denver 38 Bulgari a Milano 42 Nudi d’Autore 46 Artemest FASHION 50 52 62 94

Chanel Moda: Fancy Night Moda: The Dreamers Gioielli

BEAUTY 104 Beauty Mix 114 The Perfume of Gems

120 Abu Dhabi 130 Firenze 135 Hermitage Cervinia 140 St. Moritz TOYS 148 Top Gift 154 Audi 160 Gioielli da polso 166 Chiara Pisa 170 Porsche 176 Maimeri

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Photographer Yuri Catania Fashion Coordinator Aberto Corrado Stylist Fabio Pravato Abiti Roberto Cavalli e Cache-col Cor Sine Labe Doli

TRAVEL


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Big Bang Unico Teak Italia Independent. Created in collaboration with the Italian lifestyle brand. Case in King Gold with teak bezel. In-house UNICO chronograph movement. Strap made from Kevlar carbon boating sail stitched to rubber. Limited edition of 100 pieces.

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the fragrance for her


LUXURY LEISURE

VALENTINO IN OTTICA WABI-SABI MONDI LONTANI, SOLO ALL’APPARENZA, E INVECE VICINISSIMI NEL CULTO DELL’ARMONIA E DEL DETTAGLIO. IERI, OGGI, DOMANI TRA OCCIDENTE E ORIENTE, TRA VALENTINO E IL GIAPPONE. PIERPAOLO PICCIOLI HA PRESENTATO LA COLLEZIONE PRE FALL 2019

Molto rosso, perché rilegge “Un Valentino da clichè in ottica wabi-sabi”. Pierpaolo Piccioli per questa collezione pre-fall 2019 afferma di essere partito da due concetti giapponesi, assai popolari tra gli occidentali: da un lato il wabi-sabi, ossia la ricerca di ciò che è bello, perché imperfetto o segnato dal tempo, dall’altro il ma, ossia lo spazio o intervallo che separa due strutture - in questo caso estetica italiana e nipponica. La rivendicazione di Piccioli diventa ancora più vera, quando nello spazio industriale Terrada, modelle avvolte in nuvole scarlatte di volants (come Kaya Gerber, la figlia della super top Cindy Crawford) incedono accarezzate da camici di kurabo e da duvet sportivi resi couture dalle piume di marabù fissate senza bucare il nylon. Accanto sfilano gli uomini in doppiopetto, pantaloni morbidi, camice plissé, cappotti imbottiti. Su tutto la policromia sofisticata dei colori del rosso, del nero e il bianco orchestrati con orecchio musicale che esalta una sensibilità artistica e razionale, moderna e senza tempo, potente e gentile. E in questa inclusione rientra il mettere in relazione e avvicinare Valentino di Roma a Tokyo capitale del Giappone, come tradizione manifatturiera che caratterizza tanto l’arte di questo paese quanto quella della Couture. Ancora una volta, l’Italia ha vinto la sfida con il Sol Levante. Con Valentino, Pierpaolo Piccioli ha eliminato ogni dubbio sul valore della Scuola Italiana. Di quell’Italia che amiamo perché è positiva e non regressiva, quell’Italia che non dimentica quello che sa.

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@ROSSIGNOLAPPAREL ROSSIGNOL.COM

ANOTHER BEST DAY #URBANESCAPE

Martin Fourcade, Olympic Champion


LUXURY LEISURE di Anna Casotti

SWAROVSKI STAR IL SUO TRATTO STILISTICO TRA ASIMMETRIE E GEOMETRIE INEDITE PLASMA LA LUCENTEZZA DEI CRISTALLI SWAROVSKI E IL POP-UP STORE DEL MARCHIO CHE OGNI ANNO INAUGURA L’HOLIDAY TIME DEL ROCKEFELLER CENTER. È LA STAR DELL’ARCHITETTURA DANIEL LIBESKIND A RIDISEGNARE LA STELLA CHE BRILLA SUL PIÙ CELEBRE CHRISTMAS TREE DI MANHATTAN E A REINVENTARE GLI ORNAMENTI PER IL NATALE, IN UNA SOFISTICATA VISIONE DEL DESIGN

Una microarchitettura dalla minuziosa ricercatezza riecheggia la visione del design dell’archistar Daniel Libeskind, in un’intersezione di linee e forme che incantano. La celebre Swarovski Star del Christmas Tree al Rockefeller Center di Manhattan che inaugura l’holiday time newyorkese dopo 15 anni si svela nelle sue affascinanti sfaccettature, tra geometrie che sfidano le leggi di gravità e una particolare lucentezza emessa dai 3 milioni di cristalli che ricoprono 70 punte dalla sezione triangolare. «Quando guardi in un cristallo - racconta Daniel Libeskind - percepisci la sua superficie, ma anche la sua profondità. E improvvisamente c’è un’inversione: la profondità si fa avanti e la superficie si ritira. Penso che sia ciò che rende i cristalli così magici: la loro dimensione infinita. Non è un oggetto tridimensionale. È un oggetto infinito. Perché il tuo essere attraversa spazi che non sono in questo mondo...». In un’intersezione di mistero e magia, la nuova Swarovski Star è un capolavoro di magnificienza plasmata

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LUXURY LEISURE i

in Austria e in Rhode Island dopo due anni di ricerca, sperimentazione e progettazione. Realizzata in vetro, con un’illuminazione a LED sviluppata internamente dal marchio, innovativa tecnologia Active Panel di Swarovski che offre una brillantezza e una rifrazione della luce eccezionali, «la stella si ispira alla bellezza della luce stellare - spiega Libeskind - qualcosa che irradia significato e mistero nel mondo. Un simbolo che rappresenta le nostre più grandi ambizioni di speranza, unità e pace, un simbolo universale a cui tutte le culture e le religioni possono connettersi... E i cristalli sono magici e misteriosi, catturano l’immaginazione! Quale materiale potrebbe essere più perfetto per trasmettere la luce e lo spirito della stagione?». Caratterizzata da linee architettoniche che attraversano lo spazio per riflettere in modo radioso la loro estetica, la stella immaginata da Libeskind si infonde di un’avanguardia creativa che l’architetto svela anche nel suo design degli ornamenti per Atelier Swarovski: «Volevamo incapsulare la luminosità e l’energia della luce delle stelle in qualcosa che tutti potessero possedere, elementi iconici che facessero parte della loro tradizione». Sofisticati, eleganti e dal fascino inedito, come il pop-up store del brand immerso nella sua morfologia scultorea e totemica che si erge in tutta la sua bellezza al Rockefeller Plaza. Al suo interno un’esatta replica della Swarovski Star, da osservare e ammirare in ogni minuzioso dettaglio. «Abbiamo creato uno spazio che fosse in stretto legame con la Swarovski Star, in particolare nel suo linguaggio architettonico. La forma evoca infatti una stella ed è una celebrazione della bellezza, dell’energia e della luce cristallina di New York City». •

SWAROVSKI STAR E POP-UP STORE Design: DANIEL LIBESKIND Rockefeller Center - New York City www.swarovski.com

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«Se guardi attraverso un cristallo percepisci la sua superficie, ma anche la sua profondità.E improvvisamente c’è un’inversione: la profondità si fa avanti e la superficie si ritira. Perché il cristallo ha una dimensione infinita: attraversa spazi che non sono in questo mondo» DANIEL LIBESKIND


LUXURY LEISURE di Marco Torcasio

ITALIANITÀ: APPLAUSI A SCENA APERTA ELEGANZA, GESTO TEATRALE, CULTURA: IL FASCINO ITALIANO È IL PRIVILEGIATO PROTAGONISTA DELLA MOSTRA “L’ITALIA A HOLLYWOOD” PRESSO IL MUSEO SALVATORE FERRAGAMO DI FIRENZE. FOTOGRAFIE, FILM, OGGETTI, ABITI, RAFFIGURAZIONI ARTISTICHE NE ILLUSTRANO L’ESSENZA

Gli anni dal 1915 al 1927, trascorsi da Salvatore Ferragamo negli Stati Uniti, in particolar modo a Santa Barbara in California, sono la fonte d’ispirazione per il progetto espositivo del Museo Salvatore Ferragamo che analizza la presenza degli italiani in quella regione e l’influenza che esercitarono in svariati settori, dall’arte all’artigianato e alla nascente industria cinematografica. La mostra indaga l’influenza esercitata dal mito e dalla cultura italiana in California. Un’ampia sezione è dedicata alle produzioni cinematografiche californiane in cui è manifesto il richiamo all’italianità. Il percorso espositivo focalizza l’attenzione sul mondo dell’arte, dell’artigianato e dello spettacolo, aree d’interesse privilegiate dalla creatività di Ferragamo, sviluppandosi come la trama di un film. L’impressione per il visitatore di trovarsi su un set cinematografico è alimentata dall’allestimento scenograficodi Maurizio Balò, che trae ispirazione dagli studios americani degli anni Venti. Attraverso fotografie, spezzoni di film, oggetti, abiti e raffigurazioni artistiche, la mostra illustra le relazioni e il ruolo svolto dagli italiani e dall’arte italiana nella nascita del cinema muto.

L’ITALIA A HOLLYWOOD MUSEO SALVATORE FERRAGAMO Palazzo Spini Feroni, Piazza Santa Trinita 5R, Firenze Fino al 10 marzo 2019 A cura di Giuliana Muscio, Stefania Ricci Catalogo a cura di Stefania Ricci 2018, Skira, Museo Salvatore Ferragamo / Edizione italiana e inglese

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LUXURY LEISURE di Anna Casotti

L’ITALIAN STYLE INCANTA LOS ANGELES Tra la magnificenza dei Palazzi all’Italiana e la haute cuisine di Daniel Humm, in scena NoMad Los Angeles

LO SPIRITO RAFFINATO DEL NOMAD HOTEL DI MANHATTAN INAUGURATO IN UNA RESIDENZA STORICA E DEL RISTORANTE GUIDATO DALLO CHEF STELLATO DANIEL HUMM - TRA GLI INDIRIZZI PIÙ AMBITI DAI NEW YORKERS - SI SVELA NELLA NUOVA DIMORA CALIFORNIANA DI NOMAD LOS ANGELES ISPIRATA AI PALAZZI ITALIANI E ALLA MAGNIFICENZA DEL CAFÈ FLORIAN DI VENEZIA

È nel cuore di Downtown L.A., all’angolo tra la 7a e Olive Street, che NoMad Los Angeles ha scelto di trasformare uno degli edifici storici di Giannini Place, l’antica Banca d’Italia, in un sofisticato hotel in cui assaporare la mise en scène culinaria dello stellato Daniel Humm. Creato da Sydell Group, il nuovo indirizzo del gusto e dell’hospitality con le sue 241 camere, il ristorante, un bar elegant-casual e un Cafè d’ispirazione italiana, si immerge nello Skyline di Los Angeles, in un vertiginoso panorama da ammirare nell’elegante caffetteria del Rooftop, ai bordi di una piscina mozzafiato. Ed è il pluripremiato chef Daniel Humm e il ristoratore Will Guidara a offrire, per la prima volta fuori New York, uno dei menu più ambiti e ricercati, tra una lista di vini e cocktail d’eccezione. Immersi nell’interior dell’architetto e designer francese Jacques Garcia che ha trasformato NoMad in una residenza ispirata alla

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cultura italiana e ai suoi incantevoli Palazzi: con un sapiente restauro in cui sono stati conservati gli elementi originari in stile neoclassico - dalla volta che un tempo ospitava 12.000 cassette di sicurezza al soffitto a cassettoni, dalle colonne doriche ai pilastri sormontati da capitelli corinzi nella hall e nel ristorante, dai soffitti dorati ai pavimenti in marmo - gli elementi storici dialogano con il new design scandito da arredi bespoke e da opere d’arte provenienti da Parigi e da New York. Un nuovo Rinascimento creativo per Downtown Los Angeles narrato attraverso il gourmand del maitre Daniel Humm che ha creato, come a New York, un tempio del gusto in collaborazione con i nomi più autorevoli della haute cuisine: il ristoratore Will Guidara di Make It Nice Eleven Madison Park (NoMad NY, Made Nice sono i ristoranti più ambiti dai New Yorkers), l’Executive Chef Chris Flint (EMP, NoMad NY) e il direttore generale di NoMad NY Ramzi Budayr. Ispirato all’opulenza e alla squisita raffinatezza dell’iconico Cafè Florian di Venezia con i suoi 300 anni di storia, The Coffee Bar è la quintessenza dell’alta pasticceria italiana messa in scena da Mark Welker, mentre il Giannini Bar un omaggio al fondatore della Banca d’Italia Amadeo Giannini - guidato dal Bar Director Leo Robitschek offre un’ampia selezione di cocktail classici e d’autore in cui si riflette il ritmo dei mercati locali e l’energia della città degli angeli. Ed è nel fascino del Rooftop, circondati dalla sua piscina suggestiva, che si possono assaporare cocktail immersi nello skyline della città, tra opere d’arte e dettagli eclettici tra cui una replica della scultura ritrovata nel Parco di Mostri, in Lazio, un complesso monumentale risalente al XVI sec. In una squisita intersezione tra arte, design e gusto, anche la shopping experience al NoMad Los Angeles svela la sua estetica inedita: immaginata dai collezionisti d’arte francesi Emmanuel Renoird e Nicolas Libert, fondatori di concept store come Please Do Not Enter, THE LAB è una piattaforma creativa con accessori stravaganti ed esclusive collezioni di arte contemporanea e design. In un lusso discreto e sussurrato, la firma di NoMad.

NOMAD LOS ANGELESD 649 S Olive St - Los Angeles, CAty www.thenomadhotel.com/los-angeles

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LUXURY LEISURE di Alberto Corrado

DIOR

FROM PARIS TO THE WORLD LA GRANDE MOSTRA ATTESTA IL CONTRIBUTO DI MONSIEUR DIOR ALLA SOCIETÀ AMERICANA DEGLI ANNI ’40. CELEBRANDO SETTANT’ANNI DI HAUTE COUTURE

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ire romanticismo è dire arte moderna, cioè intimità, colore, aspirazione verso la perfezione, espressa con ogni pezzo di tessuto, ricamo e ago messo a disposizione» così Carmel Snow, editor in chief di Harper’s Bazaar, definì, nel 1947, quel couturier francese che apparse dopo dieci anni dopo sulla copertina della prestigiosa rivista Time. Una mostra dal titolo “Dior: From Paris to the World” inaugurata il mese scorso a Denver, all’Art Museum fino al 3 marzo, celebra oltre settanta anni di haute

couture della più francese delle maison francesi, in una sorta di viaggio nel tempo a ritroso tra gli abiti e le foto d’archivio della Maison Dior, a partire dai primi anni dalla fondazione per mano del visionario couturier, fino ai suoi successori, da Gianfranco Ferrè a Raf Simons fino a Maria Grazia Chiuri, prima donna alla guida della direzione creativa. Un ricco compendio di oltre 180 bozzetti di haute couture e 25 delle mises delle più significative collezioni di Dior, oltre a foto, video e film, schizzi, quasi 200 accessori e oggetti lega-

MARIA GRAZIA CHIURI, Dal 2016 direttore creativo di Dior Nella pagina destra: In mostra a Denver, un abito firmato John Galliano (direttore creativo della Maison dal 1998 al 2012) per Dior

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ti ai profumi, al trucco e una serie di rari pezzi d’archivio, alcuni inediti, acquisiti dalla maison dal Denver Art Museum. Altro tema cardine dell’esposizione sono i quindici spazi tematici, progettati dall’architetto Shohei Shigematsu, che rendono omaggio alle icone della maison, dalla giacca Bar, il manifesto del New Look. Senza dimenticare le dive che hanno indossato Dior, clienti sconosciute o muse fedeli: da Marilyn Monroe a Natalie Portman, passando per Liz Taylor. In mostra le creazioni di Yves Saint Laurent (giacche di pelle che fanno cenno a Brando in The Wild One), le linee morbide di Marc Bohan, il fiammeggiante Gianfranco Ferré, la stravaganza di John Galliano, il Giappone di Raf Simons, l’attenzione femminista di Maria Grazia Chiuri. Un viaggio straordinario dello stilista parigino, adorato da Hollywood e dalle più grandi stelle del pianeta. La storia racconta, infatti, che il primo settembre 1947, pochi mesi dopo il trionfo del New Look, Dior s’imbarcò per l’America dichiarando ai reporter dell’epoca: «Ho deciso di fare le cose per bene e fare un tour completo degli Stati Uniti per conoscere a fondo usi e costumi della loro società».

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E già nel 1948, donò l’abito Chérie, tratto dalla sua prima collezione al Metropolitan Museum of Art di New York. Il viaggio e la donazione rimarcavano il desiderio chiaro, di riscrivere la storia della maison con una prospettiva internazionale di conquista del mondo. La raggiunse in dieci intensi anni di lavoro. «È stato il primo couturier a capire l’importanza del retail», ricorda Florence Müller, curatrice della mostra. «Grazie al New Look, poteva vantare un nome più famoso persino di quello del Generale de Gaulle! Capitalizzando sul suo ha inventato un sistema visionario: prima la conquista di NY, Londra e Caracas, poi gli accordi di licenza con i produttori di sciarpe, lingerie, borse, scarpe e gioielli. La lezione di Dior è stata una pietra miliare per tutte le altre maison che oggi hanno fatturati milionari grazie alle vendite di borse e profumi».

DIOR, FROM PARIS TO THE WORLD Fino al 3 Marzo 2019 Denver Art Museum 100 W 14th Avenue Pkwy Denver, CO 80204

Qui sopra: Un’immagine di Monsieur Christian Dior In alto da sinistra: Gianfranco Ferré alla guida di Dior dagli anni ‘80 al 1997 Raf Simons, direttore creativo dal 2013 al 2016


LUXURY LEISURE di Marzia Ciccola

ROMA A MILANO

UN SOTTILE MA COERENTE GIOCOTRATRADIZIONE E INNOVAZIONE, REINVENTANDO LE REGOLE DEL DESIGN, È LA FIRMA DEL RINNOVATO SPAZIO DI BULGARI A MILANO, DOVE L’ARCHITETTURA ROMANA SI INSERISCE NELLA SOBRIA ELEGANZA MENEGHINA

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un omaggio a Milano la rinnovata boutique Bulgari al numero 2 di via Montenapoleone, alla città del design e alla sua sobria magnificenza. Ma c’è anche la presenza di Roma, città d’elezione del marchio. Così accanto all’ingresso che, con il travertino bianco e la caratteristica stella ad otto punte in porfido rosso intarsiata nel pavimento, richiama palesemente la storica boutique di via dei Condotti, ci sono i dettagli con i chiari rimandi ai grandi nomi dell’architettura e del design milanese, da Piero Portaluppi della Villa Necchi Campiglio a Gio Ponti con i lampadari originali, ma anche Paolo Buffa, Ico Parisi, Mangiarotti, fino a Castiglioni e Mendini, con il prototipo originale della poltrona Proust... E poi il soffitto a losanghe e il giardino d’inverno la cui estetica rispecchia quella dell’analogo ambiente di Villa Necchi. Uno spazio luminoso incorniciato dalle installazioni floreali dell’artista giapponese Azuma Makoto, a testimonianza della passione di Bulgari per i colori, l’arte, la natura. Ma gli omaggi a Milano e i richiami a Roma sono innumerevoli, tradotti in un ambiente che esalta la magnificenza di un marchio opulento attraverso la sobrietà meneghina. Una dualità di sorprendente coerenza, sviluppata da Peter Marino e Silvia Schwarzer, Director of Architecture and Visual, che ce la racconta. Cosa significa essere Director of Architecture and Visual di un marchio come Bulgari? Come si traducono i codici di un brand di gioielli, orologi e pelletteria in architetture di interni? Tradurre i codici di questo brand è la parte più affascinante del mio lavoro. Quando è partito il progetto di renovation del negozio di via Condotti Peter Marino era appena arrivato e non conosceva Bulgari in modo approfondito. Ciò mi ha consentito di ragionare con lui sulla filosofia che

guida da sempre questo marchio: trasmettere i codici richiede un grande sforzo di pensiero. Siamo partiti dal Dna di Bulgari, marchio dalla personalità esuberante, bold - non parliamo di un brand minimalista, amiamo l’abbondanza, l’edonismo, la bellezza. Quindi abbiamo indagato i territori di partenza: dov’è nata Bulgari, qual è stata la sua “Età dell’oro”? Le risposte sono Roma, il cinema, il legame con le star, la Dolce Vita, ma anche l’arte e l’architettura. Bulgari è anche un marchio visionario e audace: come designer quello che mi ha sempre colpito è la sua capacità di passare da gioielli di “produzione industriale” intesa come industrial design, come il B01 (tra l’altro l’unico anello che mi fossi mai comprata ancora prima di entrare in Bulgari) ai pezzi unici di alta gioielleria. Disegno industriale e arte pura. C’è molto design nei gioielli, basta pensare alla modularità, alla geometria - gli stessi principi che ho studiato negli arredi si ritrovano nei gioielli. Inoltre c’è l’amore per la scultura, tipicamente italiano. Quali i codici di Bulgari tradotti nel negozio di Montenapoleone? Partendo dal presupposto che Bulgari porta Roma nel mondo attraverso il colore e il glamour, abbiamo ragionato su due momenti fondamentali del brand: la renovation del negozio di via Condotti degli anni ‘30 e la Dolce Vita. Abbiamo tradotto “il momento” attraverso una Dolce Vita a colori con i materiali, i colori, i richiami alle dive alle pareti, i mobili di design... in questo modo abbiamo cercato di riportare il gioiello all’architettura. Gli elementi architettonici per me imprescindibili sono l’ingresso del negozio di via Condotti, materializzazione del mondo Bulgari, il logo e la stella che è sempre stata poco considerata ma è un archetipo - basta pensare al Campidoglio. Abbiamo lavorato questi elementi in modo sempre diverso, talvolta in modo lussuoso, talvolta creativo e giocoso (“fun” e “bold”). Ma non solo questi. Per

Pagina sinistra La sala d’ingresso della boutique Bulgari di via Montenapoleone con la stella a 8 punte sul pavimento, il lampadario originale di Gio Ponti e il soffitto a losanghe che richiama Villa Necchi. Qui a fianco La facciata di via Montenapoleone

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Qui a fianco Silvia Schwarzer, director of architecture and visual di Bulgari. Il prototipo originale della poltrona Proust di Alessandro Mendini Pagina destra Il Giardino d’Inverno con i muri floreali di Azuma Makoto

esempio il Saffron, il colore della seta delle nicchie non è italiano ma indiano, ma Peter Marino l’ha voluto ugualmente perché gli ricorda il colore del tramonto a Roma. Perché ispirarsi a Portaluppi, agli anni ‘30 e non ad architetture contemporanee? Perché crediamo che sia proprio questa la Milano degli anni Duemila. È necessario fare un viaggio nella storia, si parte dal passato per rinnovare. Il concetto è rivisitare il passato per guardare il futuro. Il parallelismo che ha come punto di partenza gli anni ‘30 è proprio tra il negozio di Roma e Milano: abbiamo ripreso la contemporaneità tra ciò che negli anni ‘30 succedeva a Roma e ciò che succedeva a Milano. Quindi il negozio di via Condotti e il design milanese di Portaluppi o Gio Ponti. Credo al concetto di timeless che si traduce in una Dolce Vita 4.0. Anche il New Curiosity Shop di Roma è un ponte tra passato e futuro, in cui avete sovvertito i codici... Dobbiamo sovvertire i codici ogni volta. Il Curiosity nessuno se l’aspettava. Ma anche qui a Milano è forte la dualità tra passato e futuro: il binomio

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architettura e natura ne è un esempio, le creazioni floreali di Azuma Makoto sono futuro e non è un binomio scontato ma il Bosco Verticale proprio a Milano, insegna. Questa è stata la nostra sfida: nella città del design per antonomasia portiamo l’architettura di Roma ma anche la luce, il sole, la natura, i fiori. Su natura e il legame con i gioielli Bulgari stiamo lavorando anche per una spettacolare installazione che mostreremo al prossimo Fuori Salone durante la Design Week milanese. Siamo convinti che anche il ritorno alla natura, come la luce e la solarità, sia una direzione verso il futuro, un’evoluzione. Se dovesse scegliere i progetti che secondo la sua sensibilità esprimono nel modo migliore i valori di Bulgari, quali sarebbero? Trovo che i due negozi di Roma, via Condotti e il New Curiosity, abbinati esprimano le due anime del brand. Bulgari è un brand ricchissimo e l’insieme dei due negozi rende perfettamente l’idea della sua ricchezza, proprio come il rapporto tra il B01 e un’opera d’arte. E ovviamente anche questo negozio di Milano mi soddisfa molto. Cosa l’ha entusiasmata maggiormente nel

progetto di questo negozio? Le collaborazioni e la ricerca. La ricerca è la base, mi piace ed è fondamentale per il mio lavoro. Ma le collaborazioni sono state la cosa che mi rimarrà. Non conoscevo per esempio il lavoro dell’artista Bruno Liberatore, di cui abbiamo esposta la scultura “Fenditura” del 1976. Spesso la creatività proviene dallo scambio. Con il New Curiosity Bulgari ha attirato un cliente diverso dall’usuale. Come si parla al nuovo lusso rappresentato dagli Under 30? I giovani hanno portato a un’evoluzione: a un nuovo lusso che sembrava inaccessibile, mentre il mondo dei giovani è accessibile. Perciò bisogna cercare di mediare, rendendo l’inaccessibile accessibile tramite la tecnologia e collaborazioni particolari. Inoltre è necessario uscire da casa propria, e partecipare alla Design Week è stato un passo fuori casa, come pure il New Curiosity Shop o il negozio temporaneo a Parigi. Bisogna parlare il linguaggio dei giovani, partendo dal presupposto che la bellezza non ha età e piace a tutti. Questa modalità ha permesso a molti di conoscere cos’è il vero lusso e la storia del brand. Non ci sono due mondi, ci sono solo linguaggi diversi.


LUXURY LEISURE di Marzia Ciccola

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NUDO D’AUTORE

DALLE IMMAGINI DEL MAESTRO DEL NUDO, HELMUT NEWTON,A QUELLE MENO NOTE DEL FOTOGRAFO SAUL LEITER E DEL REGISTA DAVID LYNCH. UNA MOSTRA SVELA E METTE A CONFRONTO GLI APPROCCI PIÙ INTIMI AL GENERE DEI TRE ARTISTI

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È

sul tema del nudo fotografico che si dipana l’esposizione alla Helmut Newton Foundation di Berlino, con un trio di artisti di levatura internazionale. Oltre a quelli di Newton in mostra scatti di Saul Leiter e David Lynch. Il primo fotografo di moda attivo dagli anni ’50 ai ‘70, il secondo più noto come regista di pellicole capolavoro. Tra i due cinquant’anni di distanza, ma li accomuna un certo senso di intimità e vaghezza. Quelle di Lynch – tre prospettive di grande formato e 25 scatti sviluppati appositamente per la mostra di Berlino - sono immagini spesso astratte, in cui è il singolo particolare a occupare l’inquadratura e solo dopo un’attenta osservazione se ne percepisce l’appartenenza a un corpo di donna. Enigmatici come i suoi film, gli scatti del regista sono un’esplorazione prudente della femminilità, intimi proprio per quella vicinanza data dalla zoomata, che stabilisce una connessione speciale, o quanto meno la sua illusione, tra fotografo e modella.

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Saul Leiter, fotografo di moda, sviluppò, parallelamente agli scatti professionali, fotografie in studio in bianco e nero, molto più intime e personali, mentre le immagini di moda a colori venivano inviate nei laboratori di tutta New York. Solo in seguito alla morte di Leiter nel 2013 la direttrice della Saul Leiter Foundation, Margit Erb, riuscì a catalogare e promuovere questa parte ancora sconosciuta della produzione del fotografo. Lavoro che si è concluso con il libro In My Room, pubblicato nel 2018. Dei nudi di Helmut Newton, rispetto ai precedenti, si conosce molto meglio la storia: cominciò a fotografarli negli anni ’70, sia indipendentemente che incorporandoli nei lavori di moda, e vi lavorò fino alla fine della sua vita nel 2004. Fu la serie “Naked and Dressed” a segnare il passaggio dalla moda al nudo, mentre i suoi “Big Nudes” lo resero famoso in tutto il mondo e ispirarono fotografi e artisti visivi che ne reinterpretarono lo stile. In mostra circa 80 tra nudi famosi e immagini d’archivio della Fondazione, comprese Polaroid originali, mai esposti finora.


In apertura, pagina sinistra: HELMUT NEWTON, Jenny Capitain, Pension Florian, Berlin 1977 © Helmut Newton Estate apertura, pagina destra In alto SAUL LEITER, Untitled, New York, ca.19750 © Saul Leiter Foundation/courtesy Howard Greenberg Gallery In basso DAVID LYNCH, Untitled, Lodz, 2000s © David Lynch Pagina sinistra: HELMUT NEWTON, Bergstrom over Paris, Paris 1976 © Helmut Newton Estate In questa pagina, dall’alto a sinistra: SAUL LEITER, Untitled (Marianne), New York © Saul Leiter Foundation/ courtesy Howard Greenberg Gallery DAVID LYNCH, Untitled, Los Angeles, 1990s ©David Lynch HELMUT NEWTON, TiedUp Torso, Ramatuelle 1980 © Helmut Newton Estate.

Saul Leiter. David Lynch. Helmut Newton NUDES Fino al 19 maggio Helmut Newton Foundation Jebensstrasse 2, 10623 Berlino

www.helmutnewton.com

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LUXURY LEISURE di Anna Casotti

LUXURY HAND MADE

L’eccellenza dell’artigianato made in Italy nel cuore di Manhattan

NEL FASCINO DI SOHO, ARTEMEST ONLINE DESTINATION DEDICATA ALL’ALTO ARTIGIANATO ITALIANO INAUGURA UN RAFFINATO POP-UP DEDICATO AI COLLEZIONISTI, DOPO L’APERTURA DEL CORNER A LA RINASCENTE DI MILANO. DALLE CREAZIONI IN VETRO DI MURANO ALLE MAIOLICHE DI BOTTEGA VIGNOLI ALLA SPECIALE COLLABORAZIONE CON RICHARD GINORI PER UNA SERIE DI PIATTI ISPIRATI ALLE POESIE DI WILLIAM BLAKE

alto artigianato incontra il design in un’esposizione unica che narra la magnificenza della creatività italiana plasmata a mano, tra arredi, illuminazione, decori... È nel cuore di SoHo, a Manhattan, che Artemest - luxury marketplace fondato nel 2015 dalla rinomata jewelry designer Ippolita Rostagno e da Marco Credendino - ha inaugurato la sua sofisticata pop-up exhibition

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In questa pagina, dall’alto: Artemest NYC Pop-Up Exhibition MARIONI Pins Side Table RICHARD GINORI Dessert Plate HAGIT PINCOVICI Trapeze Sideboard

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di New York con opere in edizione limitata realizzate dai maestri artigiani. «La nostra mission consiste nel condividere la commovente emozione data dalla bellezza espressa dalla mano di un artigiano» racconta Ippolita Rostagno. «Gli artisti italiani hanno un modo affascinante di unire tecniche secolari con un gusto unico e sofisticato, nonché una cura senza paragoni per la qualità e la ricerca dei materiali utilizzati».


In questa pagina, da sinistra a destra: Monica Gasperini SCREEN MG S6 Fos Ceramiche FOSSILIA PINK GOLD Brass Brothers URBAN 1 SCONCE Ulivi Salotti FLASH FLOOR LAMP

In scena le espressioni creative dei più rinomati artigiani, tra cui le opere in metallo di Antonino Sciortino, le lavorazioni artistiche in legno di Ivan Paradisi, i vasi di Stefania Boemi ispirati alla tradizione siciliana, le wallpaper in pregiata seta dipinte a mano, gli incantevoli vetri di Murano. Un elegante palcoscenico in cui è celebrata anche la speciale collaborazione tra Artemest e la storica Richard Ginori, “The Road to Heaven is Paved with Excess», inedita serie di piatti in porcellana decorata con preziosi dettagli in oro e liberamente ispirata ai versi del poeta inglese William Blake. «Il pop-up - spiega Marco Credendino - è parte della nostra strategia che vede l’unione tra l’esperienza di vendita in spazi fi-

sici e quella digitale. Essendo un marchio nato online, stiamo esplorando la vendita offline con un approccio incentrato sul cliente, mescolando le migliori tecnologie, come la Realtà Aumentata, con dimostrazioni di artigianato in loco». Un viaggio nella bellezza dove ogni oggetto viene raccontato nella sua storia, nelle tecniche di lavorazione e nel suo patrimonio culturale, nel segno della magnificenza italiana.

ARTEMEST POP UP EXHIBITION Fino al 31 Gennaio 2019 39 Wooster Street - New York City LA RINASCENTE ARTEMEST CORNER Piazza del Duomo, Milano www.artemest.com

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FASHION

NEW YORK C’EST MA VIE

ISPIRATA ALL’ANTICO EGITTO, MA ANCHE ALLA GRANDE ARCHITETTURA DEGLI ANNI VENTI, LA COLLEZIONE CHANEL MÉTIERS D’ART 2018/2019 CELEBRA IL SAVOIR FAIRE DEGLI ARTIGIANI CHE DA ANNI LAVORANO PER LA MAISON lcune città sono come una casa lontano da casa. Sia per Gabrielle Chanel che per Karl Lagerfeld, New York è un punto di riferimento. La città dove nulla è impossibile. “È lì che ho fatto fortuna”, diceva Gabrielle Chanel a proposito dell’America, ed è stata New York a celebrarla per la prima volta nel Nuovo Continente: una donna appassionata, imprenditrice, circondata da artisti e innamorata della libertà. Come potrebbe non accadere, quindi che il Metropolitan Museum of Art di New York diventi la location scelta dalla Maison per la sfilata Chanel Métiers d’Art? Nel 1914, quando i grandi magazzini avevano già abbracciato il suo stile e iniziato a vendere i suoi cappelli, la stampa di moda americana, basata principalmente a New York, vide nei suoi maglioni presentati a Deauville e celebrati come icone di un nuovo guardaroba chic dal Women’s Wear Daily, il grande successo di là da venire. Gabrielle Chanel, una donna in anticipo sui tempi, era stata creata per il Nuovo Mondo. Approfittando di un invito a Hollywood del famoso produttore Samuel Goldwyn, che voleva che lei vestisse le sue attrici dentro e fuori dallo schermo, Mademoiselle Chanel si fermò per visitare New York. Il 26 febbraio 1931 salpò sulla nave da crociera Europa per un viaggio di 6 settimane, accompagnata dalla sua amica Misia Sert, due assistenti, tre cameriere, due modelli, 15 bauli e 35 bagagli. I quotidiani e i principali magazine dell’epoca fecero un rapporto dettagliato della sua presenza in città riportando le sue dichiarazioni e descrivendo cosa indossava agli innumerevoli eventi programmati in suo onore. “Chanel indossava un piccolo costume sportivo senza pretese in maglia rosa-rosso con una camicetta bianca lavorata a maglia e un colletto e polsini di piqué molto “Chanelish”. “Una lunga collana di perle era avvolta più volte intorno al suo collo portava un braccialetto di pietre semipreziose multicolori.”

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La pre-fall 2019 firmata Karl Lagerfeld presentata il 4 dicembre è chiaramente ispirata a quei ricordi consacrati in un allestimento mash-up tra Antico Egitto e New York. La sontuosa collezione è stata progettata per mettere in mostra i piccoli miracoli prodotti dai fournisseurs della casa. Queste ricamatrici, operai delle piume, creatori di bottoni, gioiellieri di costumi, tessitori di stoffe e produttori di scarpe stanno fiorendo di nuovo grazie a Chanel che ha acquisito i loro atelier e li ha supportati. Tutta la prima parte della sfilata si è sviluppata con una serie di giacche sagomate su gonne kilt fasciate da shendyt o wrap-around come in uso nell’antico Egitto. Per un successivo cenno al periodo, Karl Lagerfeld predilige abiti, tubini sottili di garza color avorio lunghi fino alle caviglie, come i kalasiris indossati da Cleopatra e dalle sue dame. Mentre i suoi splendidi tailleur in tweed sono tempestati d’oro splendente e adornati da monili. A differenza delle stampe che si fanno più accese ispirandosi alla grande architettura degli Anni Venti ricordandoci “Memphis”, collettivo italiano di design e architettura fondato da Ettore Sottsass anch’esso con rimando alle ironiche suggestioni della capitale dell’Antico Regno d’Egitto (Menfi). Il colore diventa parte integrante della collezione che si può identificare nella parola “Iwen” che era usata nell’Antico Egitto, che qui è realizzato in una tavolozza che va dalla gialla ocra, oro simbolo di Osiride al rosso Kermes, sangue della collera del dio Horus, dal nero carbone, avorio usato nelle raffigurazioni di Seth al bianco gesso delle “Nefer”, corone dell’Alto Egitto, fino al blu del dio Amon per approdare nel verde dell’occhio di Horus. Straordinaria metafora e vera festa visiva, talmente stupefacente da stordire, suscitando ammirazione per il fantastico designer, capace di intrattenere un’audience globale con una forza visiva senza pari, esprime messaggi che interrogano la nostra percezione del mondo odierno rievocando il passato.

NEW YORK 2018 19 METIERS D’ART COLLECTION: courtesy of CHANEL


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FASHION

FANCY AT NIGHT Photographer Irina Litvinenko Styling Angelina Lepper @b16studio

Jacket Philipp Plein Top La Perla Earrings Federica Tosi

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In questa pagina: Top La Perla Skirt Philipp Plein Shoes Giuseppe Zanotti Earrings Rosantica Pagina destra: Jumpsuit and jacket Brunello Cuccinelli Earrings Anteprima Shoes Missoni


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Dress Moncler Shoes Giuseppe Zanotti Earrings Rosantica


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In questa pagina: Dress Missoni Shoes Giuseppe Zanotti Earrings Rosantica Pagina sinistra: Dress Missoni Earrings Anteprima Mua\Hair Anna Kalytyak Model Regina Filonenko @Creative Talent Management Retouch Natalya Ampilogova Location Hotel Baglioni Milano www.baglionihotels.com

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INSPIRATION di Alberto Corrado

EMOZIONE

BERTOLUCCI

IL POETA PER IMMAGINI E SOCIOLOGO PER DIALOGO, HA CREATO CAPOLAVORI DELLA SETTIMA ARTE PONENDO ATTENZIONE ALL’INESAURIBILE TEATRO DELLA VITA, ALLA VERTIGINE DELL’IMMAGINARIO, ALL’UTOPIA DEI GENEROSI SOGNATORI DI THE DREAMERS, MA ANCHE ALLA NOSTALGIA DEL «MONDO CHE NON TORNERÀ PIÙ» DI PRIMA DELLA RIVOLUZIONE.

ono un guerriero. La mia virtù principale è quella di non mollare mai”. E’ un guerriero, o meglio, un’eroe contemporaneo fuori da ogni clichè lo è stato davvero Bernardo Bertolucci, come testimonia la sua incredibile carriera, ora ferma nei fotogrammi d’immagine dei suoi celebri film. Una carriera di coraggio, dove la macchina da presa è ricerca di altri orizzonti: umani, di senso, di sogni e di aspirazioni “altre” e alte. Una idea personale di cinema basata sostanzialmente sull’individualità di persone che si trovano di fronte a bruschi cambiamenti del loro mondo e di quello circostante, a livello esistenziale e politico, senza che essi possano o vogliono cercare una risposta

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concisa. Bernardo Bertolucci, parmense purosangue, dopo una parentesi dedicata alla poesia per seguire le orme del padre Attilio Bertolucci iscrivendosi al corso di Laurea in Lettere presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza”, abbandona gli studi per il cinema facendo da assistente a Pier Paolo Pasolini. Ma ben presto si stacca dal mondo e dalla poetica pasoliniana per continuare il suo personale discorso intorno all’ambiguità esistenziale e politica, tale tematica sarà presente praticamente in tutte le opere a partire dal secondo film “Prima della Rivoluzione”, dove è esemplificata molto chiaramente nella storia di un giovane della borghesia agricola, il quale, incapace di reagire alla morte per suicidio del suo migliore

Da sinistra IL TE NE DESERTO, IL CONFORMISTA, PICCOLO BUDDHA Pagina accanto in alto THE DREAMERS, ULTIMO TANGO A PARIGI, Pagina accanto a destra L’ULTIMO IMPERATORE IO BALLO DA SOLA, NOVECENTO


amico, si getta a capofitto in una relazione con una piacente zia. La grande notorietà arriva solo nel 1972, facendo una scelta controcorrente alla società che si viveva creando un film scandalo “Ultimo Tango a Parigi”, con Marlon Brando e Maria Schneider dove la tematica del sesso è vista come unico rimedio possibile, ma non definitivo, al conformismo del mondo circostante e dove i protagonisti di questo film e quello che seguiranno sono esseri alla deriva, la cui unica via d’uscita è la trasgressione. “E’ nella mia natura affrontare situazioni difficili da risolvere.” rispose a tutte le offese che gli venivano attribuite per il comune senso del pudore, e privandolo dei diritti civili per cinque anni, fra cui il diritto al voto. Torna a parlare della sua amata Emilia con “Novecento” che racconta l’amicizia tra due uomini, un possidente terriero e un contadino, in un macrocontesto: quello degli scontri sociali tra fascisti e comunisti che si ebbero in Italia nella prima metà del ‘900. Dopo il successo di Ultimo Tango avevo un po’ sbarellato, con qualche scivolata nella megalomania. Pensavo di poter fare ciò che volevo io, pensavo che il cinema potesse cambiare il mondo. E poi volevo mostrare a PierPaolo che quell’innocenza contadina che lui riteneva sparita dovuta dalla trasformazione sociologica e culturale dell’Italia, da paese contadino a consumistico, c’era ancora. Che i contadini emiliani erano riusciti a preservare, grazie al socialismo, la loro identità cultura-

le. La svolta è radicale per concepire i personaggi “paladini della solitudine”, sovente in preda ad uno smarrimento, ad horror vacui, ad una angoscia esistenziale e nichilista che difficilmente può non ricordarci Jean Paul Sartre. Proprio vento di cambiamento spira sui protagonisti che sono esistenzialisti- individuali o esistenzialisti storici in modo alternato: da “L’ultimo Imperatore” che gli aggiudica ben nove premi Oscar a “Piccolo Buddha” racconto della vita del principe Siddharta, dalla nascita fino all’Illuminazione interpretato da un giovane brillante Keanu Reeves, dal “Il tè nel deserto” tratto dal romanzo di Paul Bowles, con la colonna sonora ossessiva e ripetitiva curata da Ryuichi Sakamoto e Richard Horowitz a “Io ballo da sola” con una seducente Liv Tyler che ci introduce a una sorta di percorso iniziatico che la trasforma da adolescente in donna, per finire con “The Dreamers”, che ripercorre una vicenda di passioni politiche e rivoluzioni sessuali di una coppia di fratelli. Il suo fascino sta proprio nella felice ambiguità della sua genesi e delle sue “intenzioni”, mentre la sua forza appare annunciata dall’immagine del suo volto con il cappello con la scritta “no fear” ricamata sul berretto del cineasta immortalato a lavoro sul set. Così fa il genio, così fa l’artista: una volta compresa la propria “ossessione”, non può che esaltarla e celebrarla con lodi, in una “magnificazione” necessaria e, s’intende, “senza paura” alcuna.

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FASHION

THE DREAMERS Photographer Yuri Catania

For her: Silk printed dress Pierre - Louis Mascia Hat in cotton drill Kreisicouture Straw bag Il Bisonte For Him on the left: Shirt and trousers in printed silk Pierre - Louis Mascia Man on the right: Cotton printed overalls Pierre - Louis Mascia Denim hat Andrea Pompilio In the background artwork by Gianni Maimeri


Denim suit, linen shirt with ethnic embroidery, foulard in printed linen, all DOPPIAA Suede Lucas boots Jimmy Choo On the left artwork by Fabio Pietrantonio


Cape with pvc rouches and white band in cady short cotton jacket, wide 3/4 sleeves, asymmetrical double breasted and hidden clousure, palazzo cotton trousers, bustier belt in pvc and satin bow, all Genny Earrings, bracelets and ring, Sharra Pagano


Linen dress embellished with oxidized stones TWINSET Milano Hat Alessandra Zanaria Bat polo La Martina


White terry polo with embroidered logo, twill trousers, leather boots and bat polo, La Martina


Man in the front: Cotton sweater with sequins and technic trousers ICEBERG Backpack HUGO For her on the sofa: Waterproof coscmic red jacket and sneakers Patrizia Pepe Lace body Wolford Sunglasses Stella McCartney Handbag Les Petits Joueurs For him in the backdrop: Lycra sweater, trousers in technic fabric and sneakers HUGO Neoprene red jacket Fumito Ganryu On the left: artwork by Massimiliano Alioto In the centre: artwork by Silvio Porzionato On the right: artwork by Fabio Pietrantonio On the right: artwork by Max Papeschi


Cotton shirt and bermuda trousers with “Toile de Jouy” print Dior Cloche in pvc Kreisicouture


Transparent jacket in pvc, silk shirt flower printed and bermuda in technic fabric flower printed, all Dior


Man on the left: Summer british parka in waterproof cotton canvas, lycra hooded sweatshirt and chino shorts RRD – Roberto Ricci Designs Woman: Sweatshirt and jumpers in printed lycra RRD – Roberto Ricci Designs Man on the right: Summer british parka in waterproof cotton canvas, lycra hooded sweatshirt and chino shorts, RRD – Roberto Ricci Designs Sneakers, in white tassel Stella McCartney Artworks by Ali Hassoun


Sweatshirt and jumpers in printed lycra RRD – Roberto Ricci Designs Sneakers Hogan Artworks by Ali Hassoun


One-button jacket, mirror rever, trouseras in silk blend, silk foulard and suede derby shoes, all Emporio Armani Socks Bresciani


One-button jackets, mirror revers, trousers in silk blend, silk foulards and suede derby shoes, all Emporio Armani Socks Bresciani


Silk minidress monogram print and loop sneakers Stella McCartney On the left: artwork by Marco Nereo Rotelli On the right: artwork by Omar Hassan


For him on the left: Raincoat and bucket hat camouflage print Nobis Safari cotton jacket Drumohr Trousers in printed cotton Vivienne Westwood Sandal in american calfskin Gianni Gallucci For him in the centre: Raincoat with hood camouflage print Nobis Safari jacket and trousers in linen Drumohr Leather boots Pollini Socks Bresciani For her: Coat with pvc inserts Diego M Jacket, trousers, belts and sandals Cividini Multi-pocket backpack in black python KNEED On the writing desk artworks by Rutger Van Der Velde On the wall artworks by Simone Fugazzotto On the right artwork by Max Papeschi


Cotton suit with front buttoning and hood ISSEY MIYAKE MEN Coat Add Hat Stetson RS-X Toys sneakers with leather details PUMA Socks Bresciani


Cotton suit with front buttoning and hood ISSEY MIYAKE MEN Coat Add Hat Stetson RS-X Toys sneakers with leather details PUMA Woman: Silk minidress monogram print and loop sneakers Stella McCartney Man in the backdrop: Jumpsuit Michael Kors Sleeveless sweater with hood Scaglione Sneakers in leather and nylon Voile Blanche Socks Bresciani On the left: artwork by Marco Nereo Rotelli On the right: artwork by Felipe Cardena


For her: Jacket and trousers pajama in satin and viscose WAYERÖB Wide hat Alessandra Zanaria For him on the left: Knit and slip in flat ribbed cotton WAYERÖB For him on the right: Suit in washed cotton and linen fabric with exclusive print “Hiper beach” Manuel Ritz


Denim suits, linen shirts with ethnic embroidery, foulards in printed linen, all DOPPIAA Hats Stetson For him on the left: Backpack Salvatore Ferragamo


Sweater and asymmetric dress with fringes Angel Chen American cowboy leather boots PALM ANGELS For him: Eagles denim cotton jacket, track pants, black storm t-shirt and american cowboy leather boots, all PALM ANGELS Hat Stetson Foulard Destin


Single-breasted jackets and bermuda in Jersey cotton, mesh effect, with a regimental pattern; ribbed cotton polo shirts with horizontal motifs; trousers in fresh wool, all Tagliatore Panama hats Borsalino Bag Givenchy Deluxe navy blue and tobacco color suede slippers with embroidered logo a.testoni Socks Bresciani


For him in the front: Striped crew neck sweater in cotton and neoprene jogger with side band Ermanno Scervino Quilted vest in natural feather with hood Colmar Originals Sneakers in suede nylon Lotto Leggenda Socks Gallo For her: Jacket in nylon flower printed, cachemire sweater and bermuda trousers color block Nick Wooster X Paul & Shark High tech single lens Ski sunglasses Balenciaga Backpack in pvc and leather details Rucoline DĂŠcolletĂŠ in patent leather Casadei For him in the backdrop: Maxi logo color block jacket Colmar Originals Trousers with camouflage pattern MOOSE KNUCKLES Sneakers Salvatore Ferragamo In the background artwork by Alessandro Gedda


Man on the left: Jacquard single-breasted trench coat, jacket in linen, jersey tank top crepe shorts, all Roberto Cavalli Cache-col Cor Sine Labe Doli Man in the centre: Oversized perforated shirt and short pants five pockets in drill white cotton COMEFORBREAKFAST Cache-col Cor Sine Labe Doli Boots La Martina For Her: White cotton shirt, black tie, leather corset and wide cotton skirt Dior


For her: Parka and geometric waterproof waistcoat in cotton Tatras Viv‘ Run Buckle strass and Bow Pearl Buckle mini Backpack Roger Vivier For him in the centre: Printed coat, trousers and zebra-striped jacket TRIPLE RRR Maxi pouch bag RCLN Ankle boots, Pollini Socks Bresciani For him on the right: Cotton and nylon bomber jacket and nylon animalier jacket Tatras Short trousers 5 pockets in black eco-leather COMEFORBREAKFAST Slippers with crystals swarovski Giuseppe Zanotti Socks Gallo


Bomber unisex in nylon waterproof with graphic tape on the sleeves and packable cover trousers in nylon waterproof K-WAY Hooded sweater Scaglione


Jumpsuit Michael Kors Sleeveless sweater with hood Scaglione Sneakers in leather and nylon Voile Blanche Socks Bresciani


Bomber unisex in nylon waterproof with graphic tape on the sleeves and packable swimsuit in nylon K-WAY Rain hat Alessandra Zanaria Sunglasses in nylon “soft touch” PRADA LINEA ROSSA EYEWEAR Socks Gallo Sandals Baldinini


For him on the left: White neoprene cape Fumito Ganryu Cotton sweatshirt with logo and nylon shorts North Sails Sneakers Salvatore Ferragamo Backpack Invicta For her: Bomber with gold application Au197Sm T-shirt and trousers in patent leather Ricostru Hat with fringes Alessandra Zanaria High heels sandals Giuseppe Zanotti For him on the right: Cape with hood and pouch pocket on the front in calendered and quilted fabric Stone Island

Fashion Editor Alberto Corrado Stylist Fabio Pravato Production Silvia Torricelli Models: Julia Y. @ Fashion Model Management Peter Mairhofer @ I LOVE Models Management Umberto Villahermosa @ Independent Make Up & Hair: Paolo De Vita using M.A.C. COSMETIC & BIODERMA


FASHION di Alberto Corrado

COOL

JAPAN

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ANEI, CINOH, JIEDA, NOBUYUKI MATSUI, POSTELEGANT, RAINMAKER SONO I FINALISTI DELLA TOKYO FASHION AWARD CHE COLPISCONO DI PIÙ PER IL LORO MODO DI ESPRIMERE LA CREATIVITÀ E LE SPERIMENTAZIONI MATERICHE, EVOCATIVE DI CULTURE DIFFERENTI PER UNA MODA SINONIMO DI QUALITÀ

Pagina accanto POSTELEGANT In questa pagina da sinistra a destra RAINMAKER

NOBOYUKI MATSUI CINOH

in basso JIEDA

F

irenze rende omaggio a Tokyo portando i finalisti della Fashion Award in Fortezza allo spazio espositivo Touch. L’inizio di gennaio promette agli appassionati di moda e buyer un vero viaggio nella modernità La modernità intesa come nuovo modo di presentarsi al mondo e di occupare lo spazio. La modernità nella concezione di una nuova silhouette, che sembra attingere ai precetti del melting- pot tra Oriente e Occidente, dalla tradizionale e dall’ultra-moderno senza sacrificare nulla della perfezione certosina dell’eredità sartoriale. Anei, Cinoh, Jieda, Nobuyuki Matsui, Postelegant, Rainmaker pur partendo da esperienze storico –culturali molto diverse sanno interpretare gli umori del loro tempo con proposte tanto geniali quanto inattese, annunciatrici di qualcosa che il pubblico di oggi non ancora visto o immaginato. A modo loro, questi giovani emergenti hanno rotto le convenzioni stravolgendo i parametri dello stile, rendendo superato, per non dire obsoleto, tutto quanto ci stava prima nel Sol Levante. Proviamo ad immaginare per un attimo lo stupore dello scorso ottobre quando Koichi Watanabe e Ryutaro Kishi di Rainmaker hanno presentato i loro fit riportando il kimono come giacca moderna con un design retro-futuristico anni’60. Concentrandosi su schemi che utilizzano linee dritte per i capispalla e volumi morbidi per le felpe, il duo ha creato un mondo di diversità dalle origini più semplici, camminando tra arte giapponese e moda. Mentre Hirouki Fuida creatore del brand Jieda ha un talento speciale

nell’adottare la classica moda occidentale rendendola migliore. Pensate ai bomber perfettamente realizzati e all’estetica british in stile check-mate con un taglio più ampio, forse sarete sulla strada per comprendere il mondo di Jieda. Dal canto suo, il designer nipponico, rivisitando gli abiti da lavoro e l’abbigliamento da strada sta per lasciare un segno ben definito come uno dei marchi più ricercati nelle scene di moda di fascia alta e street giapponesi. E cosa dire Yuya Nakata di Postelegant? Luminosa, audace e accattivante ma ancora in qualche modo elegantemente semplice, il suo lavoro è un turbinio d’ideologie e contraddizioni contrastanti che si uniscono in modo così armonioso che è quasi impossibile articolarsi. La maggior parte dei capi di Postelegant mescolano l’audacia dei volumi con un’estetica bohémien rilassata, raccontando le sfaccettature del cambiamento: nel modo di tagliare un tessuto, nel concetto di eleganza, nei codici vestimentari, nel modo di rappresentare la femminilità tout court. Anche per Takayuki Chino il tessuto è l’elemento importante che lo identifica per tutte le sue creazioni del marchio Cinoh, come nel caso del tartan plaid. Ne fa un uso copioso e si sbizzarrisce con ironia in creazioni che giocano con i canoni di sartorialità british esaltandoli ed estremizzandoli. Approccio sperimentale per Yu Haneishi di Anei che basa la sua identità sulla destrutturazione dei capi e mixa costruzioni sartoriali maschili e femminili con elementi inediti come materiali o tessuti fluidi. I capi guardano al passato: fa della camicia il nuovo statement mentre i capispalla over, pantaloni mor-

bidi completano con charme questo guardaroba pensato per un uomo e donna che esige comfort. Infine, per chiudere Nobuyuki Matsui con il suo dandy romantico che s’ispira all’arte asimmetrica per le silhouette e le stampe dei suoi look. «Mi piace pensare di lavorare a oggetti del desiderio: indumenti che la gente vuole, con cui si sente a suo agio.” spiega lo stilista alla sua nomina lo scorso ottobre “Non è questione di stagioni: la ‘mia’ moda rispetta solo i suoi tempi. Cerco di creare oggetti che siano particolari, da conservare negli anni come tesori, piccoli piaceri da indossare». Si capisce subito il temperamento dei giovani designer proposti, una shakerata di sottoculture prese dalla strada in giro per il mondo e mixate con la purezza del design orientale. Ne deriva un lavoro geniale che mai come in queste stagioni centra l’obiettivo dello stream internazionale trasformando le loro creazioni in un prossimo business globale.

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FASHION

LAST TEMPTATIONS Photographer ROBERTO FELICIONI Fashion editor ALESSANDRO IACOLUCCI Si ringrazia VETRERIE DI EMPOLI

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BUCCELLATI Collana in oro bianco e giallo con 472 diamanti (ct. 25,46) Prezzo: 162.000 â‚Ź Orecchini bottone in oro bianco e giallo con 32 diamanti (ct. 1,14) Prezzo: 22.850 â‚Ź


CHANEL JOAILLERIE Collier My Green Gallery Collection, Oro giallo 18 carati, Malachite, tormaline verdi e diamanti Prezzo 43.300 €

Pagina accanto POMELLATO Anelli collezione Nuvola, oro rosa e diamanti. Disponibili in sole boutique selezionate. Anello in oro rosa Fairmined, con diamante centrale da 0.5 carati e pavè di diamanti. Prezzo: 7.200 € Anello in oro rosa Fairmined con diamante centrale da 1.0 carati e pavè di diamanti. Prezzo 17.400 € Anello in oro rosa Fairmined con diamante centrale da 1.5 carati e pavèdi diamanti. Prezzo: 33.700 €


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RECARLO Collezione Elisir Anello in Diamanti a forma di cuore e zaffiro. Prezzo su richiesta Pagina accanto

CHOPARD Collezione High Jewelry Orecchini in oro bianco 18 carati con smeraldi e diamanti Prezzo su richiesta.


VAN CLEEF & ARPELS Bracciale Bouton d’Or: oro giallo, lapis lazuli, turchese e diamanti. Prezzo: su richiesta Pagina accanto BVLGARI Collezione Alta Gioielleria Collier in oro bianco e giallo con diamanti e smeraldi. Prezzo su richiesta.


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& EVENTS

a cura di

Luisa Micaletti


BEAUTY

DESIDERI DI UNICITÀ

NASCONO NUOVE ICONE, CAPACI DI GOVERNARE GLI STATI D’ANIMO, ABILI NEL DIVENIRE NUOVI PUNTI DI RIFERIMENTO DI BELLEZZA. ABBIAMO SELEZIONATO CON CURA ALCUNE TRA LE PIÙ SUBLIMI DELLA STAGIONE, PER SOTTOLINEARNE LO SPLENDORE, REGALANDOVI LA PREZIOSA LIBERTÀ DELLA SCELTA

Appeal audace L’edizione esclusiva di Sì Eau de Parfum è presentata in un flacone che segna un’innovazione nel lusso. Utilizzando tecniche laser, il lettering grafico Armani Holiday è applicato all’interno della bottiglia, creando all’esterno un effetto in controluce molto chic. Questo flacone accattivante contiene l’iconica Sì Eau de Parfum, le cui note di nettare di ribes nero, chypre moderno e accordo di legno biondo creano un fascino sensuale, elegante e femminile.

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Effimero e senza tempo Per la prima volta nella sua storia, il mitico flacone immaginato da Mademoiselle Chanel abbandona la sua trasparenza e si veste di un abito incandescente per l’edizione limitata di N°5 Eau de Parfum (100ml), in vetro rosso. Un colore senza mezzi toni che incarna l’audacia, la libertà e la volontà di una donna che crea il proprio destino. Un bouquet floreale, composto intorno alla rosa di maggio e al gelsomino, allegro e vivace grazie alle note di testa esperidate. Le aldeidi gli conferiscono una presenza unica, mentre il tocco morbido della vaniglia dona una persistenza infinitamente sensuale.

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Un’anfora d’oro Fruttato e delicato, il nuovo J’adore Absolu introduce nuovi accordi, conservando al contempo tutta la bellezza della sua firma di Assolute floreali. Una rosa incredibilmente mielosa, presente in Assoluta come in Essenza, dialoga con una nuova nota di arancio. Quest’ultima si allontana dalla leggerezza floreale e sprigiona una forza dal carattere animalesco. Utilizzata con parsimonia, aggiunge un aspetto “nettare” alla composizione. Avvolti con delicatezza, i fiori si tingono così di nuovi accenti leggermente liquorosi. Un tocco leggero di Assoluta di magnolia, rinfresca la composizione grazie al suo accento verde e bagnato.

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Scintille preziose Una delle fragranze Jo Malone piĂš amate, English Pear & Fresia Cologne veste un packaging glitterato, in edizione limitata, ispirato al mood natalizio. La freschezza delle pere appena raccolte si lascia avvolgere da un bouquet di fresie bianche, ricreando una preziosa armonia olfattiva. Sul fondo il patchouli suggella la composizione. Disponibile in esclusiva presso la Rinascente di Milano e Roma.


Spirito selvaggio Felina, grafica e misteriosa. La sedicesima edizione di Sisley Eau du Soir vuole essere decisamente selvaggia. Ispirato a un manto in velluto di seta leopardato, il flacone nero e oro maculato svela la luminosa fragranza Eau du Soir con un sottile gioco di trasparenze, esprimendo tutta l’eleganza e la sensualità del profumo. Il motivo leopardato con le sue linee chic e grafiche riveste anche il cofanetto, dove impronte bicolori lasciano le proprie tracce. Sisley firma cosÏ una creazione lussuosa e femminile regalando alla sua fragranza cult un nuovo scrigno sontuoso.

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Notte intensa La collezione Black Opium by Yves Saint Laurent Beauté si arricchisce di una nuova, inedita declinazione olfattiva. Nasce: Eau De Parfum Intense. Con il nuovo profumo il sapore della notta è ancora più coinvolgente. Una fragranza avvolta dal sensuale aroma del caffè che, per questo appuntamento, incontra l’aura magica dell’assenzio blu galvanizzante, infondendo un brivido di un nuovo e travolgente desiderio. Contraddistinto da un jus più forte, più ardito e da un deciso tratto blu che ne caratterizza l’iconico flacone.

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Rigenerazione notturna Un sontuoso trattamento anti-età dedicata alle pelli mature. Con estratto di tè, dalle proprietà lenitive, derivato di liquirizia ed estratto di scorza di arancia amara, per un’azione nutritiva e rigenerante. Kanebo Skin-Tightening Cream ha inizialmente una texture molto densa che all’applicazione diventa incredibilmente soffice e cremosa, quindi di facile stesura sulla pelle e dalla perfetta aderenza. Questo si deve al perfetto equilibrio di oli nella formula che conferisce una sensazione di straordinaria compattezza e tonicità. La rinfrescante nota di base ai fiori di tè Teatopia si sposa a un bouquet floreale e fruttato rendendo il trattamento particolarmente piacevole e gratificante.

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Irresistibile essenza L’intensità e la profondità della rosa damascena, già presente nella fragranza originale, sono ulteriormente accentuate e combinate con un’assoluta di rosa centifolia originaria di Grasse. E, mentre l’Assoluta di vaniglia esprime le sue sfumature rotonde e vellutate, un tocco di patchouli dona maggiore carattere alla composizione. Il colore chiaro e ambrato di Chloé Absolu de Parfum è incorniciato da un flacone decorato da una placchetta metallica di una nuova tonalità. Il nastro grosgrain beige riflette questa sfumatura di colore e per questa edizione limitata è intessuto con un esclusivo filo dorato.

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EVENTS

per

NARS

COSMETICS parata di VIP, attori e star di Instagram in un party esclusivo celebrato nella splendida cornice di Rinascente Roma Tritone. NARS Cosmetics sceglie POSH Magazine come partner di un evento make up dove colore, divertimento e passione hanno fatto da protagonista in una serata magica. Un evento glamour a cui hanno preso parte celebrities e socialites insieme ai tanti amici tra cui: Camilla Mangiapelo, Nilufar Addati, Manila Nazzaro, Federica Muscella, Alberto Matano, Chiara Giordano, Gabriella Greghi, Elisabetta Pellini, Vera Santagata, Andrea Preti, Elena Russo, Laura Dazzi, Fiamma Andrioli, Vincenza Cacace, Giulia Gallo, Eleonora Arioso, Cristiano Caccamo, Federica Paola Muscella, Sonia Rondini, Elvira Colavita, Kiara Tomaselli, Antonia De Magistris, Claudia Zanella, Elisabetta Ferracini, Camilla Filippi, Lorena Cacciatore... insieme per festeggiare Nars e i suoi colori.

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BEAUTY POSH di Antonella Tereo

In queste pagine immagini tratte dal libro The Perfume of Gems


THE PERFUME OF

GEMS UN VIAGGIO INTROSPETTIVO, TRA BELLEZZA E LUSSO, FRA ORIENTE E OCCIDENTE, VISSUTO E INTERPRETATO DATALENTI ARTISTICI COINVOLTI IN UN PROGETTO EDITORIALE UNICO. A TRACCIARE IL PERCORSO, LA SCIA DELLE CELEBRI FRAGRANZE E LE STRADE PERCORSE DALLE GEMME DI BVLGARI

U

n’opera a più voci, un libro presentato nella città eterna a simbolo di un percorso ideale, sensoriale e multiculturale al tempo stesso. Amandine Pallez, Bvlgari Parfums Creative and Heritage Director ha presentato il prezioso volume rifinito in oro e realizzato per la maison romana da Simone Marchetti, neo direttore di Vanity Fair. Un unico risultato, frutto di variegati spunti offerti da talenti diversi: dalla scrittrice Chiara Gambarale all’antropologa e filosofa Annick Le Guérer, dal fotografo Michael Pudelka al botanico Renato Bruni, dall’illustratore Luigi Serafini ad uno degli esponenti di spicco del mondo della musica internazionale, il compositore e musicista sperimentale Brian Eno, quale

esperto dei misteri delle fragranze. Un progetto che ripercorre l’origine e l’ispirazione delle celebri essenze Le Gemme - la natura per Lilaia, l’ignoto di Gyan, l’inno al coraggio di Rubinia e idea di libertà di Nylaia - al fianco delle iconiche collezioni d’Alta Gioielleria del brand, creazioni liberamente interpretate da alchimie fotografiche e testuali dei contributors. Sullo sfondo, c’è l’omaggio a Roma - la città della maison - al lusso, alla bellezza, al suo Impero e agli scambi culturali e sensoriali che seppe creare. Sulle sue tracce, Bvlgari ancora oggi segue la sua rotta nella sofisticata scelta di gemme grezze per i suoi gioielli come per la creazione di essenze, frutto di suggestioni lontane, fra esperienze ed intuizioni che definiscono il suo stile.

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Interviste Amandine Pallez, Bulgari Parfums Creative and Heritage Director

Chiara Gamberale, Scrittrice

Un libro che interpreta le gemme e le essenze di Bvlgari. Com’è nato? Tutto nasce da una idea nuova. Solitamente le pubblicazioni dedicate ai profumi rischiano di diventare dei cataloghi, targhettizzati e noiosi. Bvlgari ha voluto invece sperimentare talenti provenienti dal mondo della moda, storici, scienziati, filosofi e giovani talentuosi fotografi per avere la loro visione del mondo olfattivo Bvlgari e questa è stata una scelta davvero innovativa, ma anche un rischio perché non potevamo essere certi del risultato [sorride, n.d.r.]. Un altro aspetto emozionante di questo progetto è che, leggendo i contenuti storici, tutti posso essere colpiti, ci si appassiona, si può anche imparare qualcosa di nuovo e ciascuno può trovare un’emozione attraverso immagini meravigliose, perché questo volume è un insolito, eclettico mix di aspetti. Questo lo rende davvero speciale.

In questo progetto, la componente umana ha avuto un ruolo molto importante. Tra l’altro, ne hai preso parte poco dopo la maternità. È un aspetto che ha caratterizzato ancor più il tuo contributo? Un po’ in tutto quello che scrivo c’è una componente umana, parlo di persone e non mi interessa nient’altro. Anche i miei romanzi potrebbero essere ambientati in qualsiasi epoca storica, l’attualità non c’è, c’è l’essere umano con le sue problematiche, le sue ricchezze, le sue arti. Quindi mi sono stupita quando mi hanno chiamato per questo progetto, poi ho capito invece che mi chiamavano proprio per questo: perché la componente umana in questo libro è forte. E pensavo di portarla io invece era tutta un’orchestra. Il mio racconto si è fatalmente incontrato sul tema delle origini, sul generare, sulla nascita. Il fattore umano – si può dire - c’è stato sin da quando mi è arrivata la proposta. E sono felice di averlo fatto perché è stata un’occasione unica, proprio in quel momento delicato della mia vita sei ancor di più te stessa, sei all’ennesima potenza. Col tempo poi rischi di dimenticartelo, quindi è stato bellissimo nel libro fissarlo e dargli una voce, quasi.

L’alta profumeria e l’alta gioielleria s’incontrano: quali sono i cardini di quest’alchimia secondo Bvlgari? Questo libro illustra bene chi siamo e il profondo legame tra le fragranze e i gioielli Bvlgari. Roma non è stata solo la capitale dell’Impero Romano ma il punto d’incontro della bellezza e del lusso da secoli. È questa filosofia che oggi ci guida. The Perfume of Gems rappresenta anche un nuovo capitolo per la storia di Bvlgari… Abbiamo cominciato quasi 25 anni fa con l’Eau parfumée The Vert - creato nel periodo di punta della nostra gioielleria - quando nelle boutique di Bvlgari i clienti entravano per i gioielli e poi ci chiedevano di provare il profumo. Quindi, tutto è iniziato non per business ma per passione, in modo spontaneo. Da lì il successo: dopo 25 anni abbiamo creato fragranze molto speciali, realizziamo con amore e in modo appassionato dei veri capolavori. Ed è ogni volta così, come creare un gioiello con pietre preziose: non pensi al valore finale mentre crei una nuova collana di gemme preziose. In futuro, cosa ci riserva l’universo Bvlgari? Per ora non ci sono altri libri, o meglio, non saranno dedicati alle fragranze [sorride n.d.r]. Il prossimo sarà solo sulle gemme. Ma solo questo è quello che posso anticipare, per ora. It’s still worki in progress.

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Perché oggi è così importante il fattore esperienziale secondo te? Io amo gli scrittori che mi fanno sentire una voce. Preferisco un libro dove c’è qualche pagina di troppo ma dove sento che l’autore sente quello di cui sta parlando. Oggi c’è un rischio: si confonde con il valore esperienziale il narcisismo più demenziale, rischiando di svalutare l’esperienza stessa. Quindi i social forzano un po’ il gioco? Sì, oggi l’esperienza rischia di perdere la sua aura magica. Ben vengano i nuovi sistemi di comunicazione, ma come si fa a condividere un’esperienza prima ancora di viverla? Di sicuro invece non c’è scrittura senza vita ed è proprio perché la vivi fino in fondo che, poi, senti di poterla condividere. Oggi invece è l’esperienza il mezzo di condivisione, prima ancora d’essere una condizione spirituale. Quando uscirà il tuo prossimo romanzo? Ormai fra pochi mesi… Nel nuovo romanzo non può mancare l’esperienza della maternità, mi interessa capire in che modo può essere uno strumento per capire ancora meglio chi siamo.


POSH 82


TRAVEL di Antonella Tereo

ABU DHABI NEW SCENARIOS IN

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COSÌ COME LA SCENA CULTURALE, ANCHE IL MIGLIOR COMPARTO ALBERGHIERO È IN CONTINUO FERMENTO: DALL’INTRIGANTE ARCHITETTURA DEI NUOVI COLOSSI NEL CUORE DELLA CITTÀ ALLA SOFISTICATA RISERVATEZZA DEI RETREAT DELLE SUE ISOLE. ECCO LE NOVITÀ E LE ANTEPRIME DEL 2019 NELL’HOTELLERIE DI LUSSO DELLA VIBRANTE CAPITALE DEGLI EMIRATI

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ABU DHABI CITY Fra le icone del centro città , sulla scena della splendida Corniche, le recenti e prossime aperture dei luxury brands alberghieri che spiccano in gran stile, quasi tutti con un particolare obiettivo: sorprendere l’ospite stravolgendo i classici criteri architettonici, attirando l’attenzione nel nuovo skyline.

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GRAND HYATT ABU DHABI HOTEL AND RESIDENCES EMIRATES PEARL Dallo scorso giugno, il nuovo cinque stelle del gruppo americano in West Corniche District debutta con un aspetto di sicuro impatto e l’idea di offrire un contemporaneo, urban resort alla sua clientela. Le sue 428 camere - tra cui 34 luxury suite, una Presidential Suite e una Royal Suite (la cui capienza soddisfa fino a 20 ospiti nei suoi 858 metri quadrati) - dispongono sempre di balcone e vista panoramica, seguendo uno stile rigoroso ed essenziale per un risultato di design sofisticato. Gli ospiti possono godere dei vantaggi del Grand Club access – con complimentary drinks & appertizers durante la giornata - mentre i soli adulti accedono all’esclusiva terrazza con piscina, oltre ai ristoranti in-site e lounge café che puntano a diventare locali di riferimento anche per la top class della città con la loro offerta gourmet internazionale. Location non solo pensata per un pubblico di viaggiatori up scale ma anche come soluzione per eventi di calibro mondiale, la struttura conta fino a 10 meeting room ed una sala da ballo per manifestazioni degne di una cornice unica e su una superficie di 1000 metri quadrati complessivi.

FAIRMONT MARINA RESIDENCE È sicuramente ambizioso il progetto di realizzare 563 soluzioni fra camere e suite (contro le 394 camere della stessa proprietà per The Palm, già operativa da anni a Dubai) che Fairmont vuole perseguire negli Emirati. La sua formula di residence ed hotel si concretizza stavolta in una lussuosa struttura che si staglia nello skyline della città dalla parte della Marina, sulla mitica Corniche. Prevista nel corso dell’anno l’apertura, attesa anche per la sua facciata assolutamente riconoscibile

e volutamente distintiva. Il progetto vuole privilegiare il mercato estero, limitando quello locale nella locazione delle sue soluzioni più confortevoli. Concepito non a caso come luxury resort pur se in locazione, per i panoramici appartamenti si va da 100 a 300 metri quadri di superficie l’uno, disponendo poi di diversi spazi dining aperti anche 24 ore al giorno, una Willow Stream SPA equipaggiata di 12 cabine trattamenti e 5 piscine al suo interno. Tutto, secondo i piani, entro gennaio 2019. 123


SAADIYAT ISLAND L’isola è un’area in piena espansione: relativamente recente la sua scoperta turistica, anche dai grandi colossi alberghieri, offre forse l’affaccio più bello sul Golfo Persico. Cresce la sua popolarità anche perché meta più ricercata e non a caso sede da poco più di un anno del Louvre Abu Dhabi, fulcro dell’attività internazional-artistico-culturale più in auge dell’attuale polo emiratino.

SAADIYAT ROTANA RESORT AND VILLAS Nove chilometri di sabbia Bianca finissima circondano il resort che da maggio scorso ha aperto i battenti in questa parte dell’isola, di fronte al profilo della città. Il Saadiyat Rotana Resort and Villas conta 327 camere e suite a venti minuti d’auto dall’aeroporto della città. Con una concezione diversa e che punta al vero relax balneare degli ospiti, la struttura propone poi 13 ambitissime beach villas arredate in stile moderno e con piscina privata oltre ad una vista senza dubbio come poche nell’area. Il complesso si caratterizza anche di 7 proposte finest food, dai bar & grill a bordo piscina ai ristoranti internazionali, lasciando a disposizione degli ospiti un esclusivo Bodylines Leisure & Fitness Club, la prestigiosa Zen the spa at Rotana, un kids corner come l’Aladdin’s Cave kids club, tennis courts, mini-golf oltre ad una posizione senza dubbio privilegiata sulle coste dell’isola.

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RIXOS PREMIUM SAADIYAT ISLAND È solo del mese scorso l’apertura invece del Rixos Premium Saadiyat Island, complesso alberghiero di lusso a di Saadiyat Island. Ben 327 le camere e le suite, oltre ad una proposta che declina con altre 8 Executive villas e 4 Superior Villas la sua ospitalità più raffinata. Lo stile degli ambienti mixa l’architettura mediorientale ad un gusto più contemporaneo e sofisticato, con tocchi di colore a contrasto in spazi generosi. Anche in questo caso, poi, l’offerta gourmet conta ben 10 punti fra ristoranti e bar. Ad un Aqua-park per i più piccoli si aggiunge anche un’area SPA & Wellness di oltre due mila metri quadri, con Hammam turco dallo stile raffinatissimo con maioliche bianche e blu. 125


JUMEIRAH AT SAADIYAT ISLAND RESORT Aperto l’11 novembre scorso, il resort che segna l’avanposto della collezione Jumeirah sull’isola si connota per la scelta univoca di distribuire su linee orizzontali continue gli spazi comuni ed esterni della sua struttura in un continuum di luce e viste mozzafiato. La facciata fronte mare è senza dubbio di grande effetto scenico e regala al resort soluzioni in ogni caso ricche di luce e viste panoramiche. Alle 293 camere, suite e ville (che partono dai 50 metri quadri di superficie fino ad arrivare a 160 metri quadrati), si aggiungono anche a 8 ville speciali che ospitano fino a 4 camere da letto, ideali per ospiti più esigenti e nel massimo comfort. Sette i ristoranti, 3 le piscine e 400 i metri di finissima spiaggia privata a disposizione per gli ospiti di tutta la struttura. Lo spazio benessere, anche grazie alle sue 15 cabine per trattamenti assicura la massima ospitalità in piena riservatezza per sua selezionata clientela internazionale.

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…AND MORE Fra le aree in ascesa balza fra le prime quella di Nurai Island, a pochi chilometri dalle coste di Saadiyat. La scena si presta così per scoprire un’oasi distante al punto giusto dal cuore della city e dai suoi clamori, non a caso scelta dal Zaya Nurai Island Resort per la quiete ed il relax che vuole offrire ai suoi ospiti sullo specchio del Golfo Persico. In un contesto da boutique resort, sorgono 23 residenze private e water villa (ciascuna con una piscina di oltre 130mq e butler dedicato), cinque punti di ristoro e luxury facilities di vario tipo disponibili a soddisfare ogni richiesta. Altro gioiello prossimo all’apertura (inizio gennaio 2019) nella splendida riserva naturale di Al Wathba è il prestigioso Jumeirah Al Wathba Desert Resorta and Spa, complesso che si prefigge di mantenere un giusto equilibrio fra lusso e sostenibilità vista l’oasi di bellezza in cui sorge, pur disponendo di 103 camere (un numero contenuto per la destinazione, a tutela degli spazi naturalistici occupati), 6 ristoranti e la Talise Spa - beauty brand che contraddistingue il gruppo alberghiero - che con i suoi 1000 mq dedicati propone trattamenti Hammam e la particolare Crystal Salt & Cryo room per risultati di benessere anti-aging.

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TRAVEL di Marinella Cammarota

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PREPOTENTE

SPLENDORE

NEL CUORE DI NAPOLI, AFFACCIATO SUL GOLFO, SORGE LO STORICO GRAND HOTEL PARKER’S. VIVERLO E CENARE AL RISTORANTE GEORGE È UN’ESPERIENZA INDIMENTICABILE

I

l cinque stelle lusso, Grand Hotel Parker’s di Napoli, oggi più che mai ispirato dalla bellezza in cui si trova, si rinnova e si offre ai sui ospiti con evolute proposte di raffinato gusto e design contemporaneo, di cui ci parla Giampaolo Padula, General Manager del Grand Hotel Parker’s. «Il progetto di riqualificazione a tutto tondo avrà il suo culmine alla fine del 2019 con i cinque piani e camere completamente rivisti e ristrutturati, un nuovo e affascinante wine bistrot al piano zero con lo spirito e l’ambizione di essere uno dei locali più “gettonati” in città, un salone per le feste, sempre al piano terra, completamente rivisto all’insegna di un’eleganza contemporanea rimanendo però in un contesto classico come il Parker’s, un piano interamente dedicato al mondo business con sale modulabili e accessoriate con un tipo di tecnologia al passo con le richieste degli ospiti e, per finire, il revamping della facciata. Insomma ancora molte frecce da scoccare nei mesi a venire all’insegna del buon gusto e dell’ospitalità di altri tempi di cui il Grand Hotel Parker’s è stato da sempre attore indiscusso nel capoluogo partenopeo». La prima freccia scoccata verso il futuro, è stata quindi l’apertura del rinomato ristorante all’ultimo piano dell’Hotel dalla cui terrazza la sensazione di sospensione dallo scorrere del tempo, come protagonisti del

quadro di Renoir “La Baia di Napoli”, si scompone per incanto. Mentre il ristorante gourmet “George”, fa immergere gli ospiti nel presente più attuale, rendendoli protagonisti del proprio tempo, attraverso un’esperienza food emozionante grazie a sorprendenti finger food, piccoli capolavori per il palato, l’alchimia di sapori estremamente originali di ogni portata, frutto dell’esperienza e della creatività dello Chef Domenico Candela, e grazie alle attenzioni di un table service pronto a erudire sulla storia e le caratteristiche delle scelte culinarie e dei vini. Attorniati dal design contemporaneo delle luci Viabizzuno, del camino hi-tech a parete, del marmo Sahara Noir e dei tessuti in seta Dedar che vestono le pareti, si è definitivamente conquistati dai pregiati complementi, dall’elegante mise en place con porcellane Serax, bicchieri Zalto e posate Boggi. La terrazza intanto è lì che attende al di là di vetrate che come diaframmi sottili invitano a respirare ancora emozioni alla vista del panorama mozzafiato. Adiacente al George si apre la Krug Lounge (aperta dalle 18.00 alle 24.00) che ospita la Maison Krug: ampi sofà, poltrone e tavolini, camino a parete, vista sul golfo, tutto induce a un’experience very slow.

GRAND HOTEL PARKER’S Corso Vittorio Emanuele 135, Napoli www.grandhotelparkers.it

A sinistra Vista del golfo di Napoli dalla terrazza del Grand Hotel Parker’s. Sopra Immagini degli interni

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TRAVEL di Alessandro Iacolucci

FLORENCE IN

LOVE

FIRENZE A GENNAIO DIVENTA CAPITALE DELLA MODA MASCHILE GRAZIE A PITTI UOMO. QUI IL DIARIO DI UN TOUR ALL’INSEGNA DI SHOPPING EXPERIENCE, LUXURY WELLNESS, CAPOLAVORI D’ARTE, CUCINE GOURMET E RILASSANTI LOUNGE BAR IN STILE LUIGI XVI

L

a Contessa Livia Sanminiatelli Branca ci ha accompagnato in un private tour di Palazzo Corsini, custode di preziosi cimeli d’arte richiesti per le exhibition dei musei più importanti d’Oltreoceano. Giorgio Motta, il Direttore di The Mall Luxury Outlets Firenze, ci ha invece aperto le porte del regno dello shopping per un’esperienza che supera i confini dell’acquisto stesso. Ci siamo goduti il relax bivaccan-

do tra le lounge dell’Hotel Bernini Palace, senza farci mancare un energico safari tra il verde di Fiesole alla scoperta della Fattoria di Maiano, produttrice dell’olio extravergine di oliva più desiderato al mondo e scelto dai migliori ristoranti e chef della toscana e internazionali: il Laudemio. Insieme ad una speciale visita alla collezione privata della galleria Richard Ginori, nella storica boutique fiorentina... Questo e molto altro in uno speciale tour che vi dedichiamo.

Day One PALAZZO CORSINI

UN TOUR PRIVATO NELLE STANZE DELLA NOBILTÀ Dall’animo tardo barocco e una storia che si intreccia con quella di alcune delle iconiche dinastie di Firenze, Palazzo Corsini, appartenne alla famiglia Ardinghelli, poi ai Medici, ai Corsini ed oggi ai discendenti Miari Fulcis, Branca Di Romanico, Sanminiatelli. Uno scrigno che custodisce al suo interno opere d’arte bramate dai più importanti musei del mondo, un albero genealogico

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per cimeli di famiglia che i Corsini hanno protetto con gelosia nel corso di tutte le generazioni. Basta pensare che tra i pittori incaricati per decorare l’appartamento nobile del primo piano dove sono situati la Galleria Aurora, il Salone, la Sala da Ballo, spiccano i nomi di Anton Domenico Gabbiani, Alessandro Gherardini, Pier Dandini. È la stessa Contessa Livia Sanminiatelli


Branca, tra i proprietari della struttura, ad accoglierci con entusiasmo negli spazi del Palazzo che sorge sull’omonimo Lungarno nel tratto compreso tra il Ponte alla Carraia ed il Ponte S.Trinita, per una visita privata in un viaggio al di là del tempo. Una donna affabile e carismatica che con eleganza ci ha raccontato una per una le meraviglie del “museo” e tutti i suoi tesori nascosti. Un palazzo storico che oggi rivive come location per ricevimenti ed eventi esclusivi, meeting aziendali e

convention, sfilate di moda e concerti. È possibile prenotare una visita guidata e lasciarsi ammaliare dalle sale affrescate come gli Appartamenti Estivi, l’incantevole sala del Ninfeo definita la “Grotta” e realizzata dall’Architetto Antonio Ferri o dal maestoso Salone del Trono, e ancora dal piano Nobile con le sue numerose sale ricche di affreschi, stucchi e dipinti. La visita prevede una durata di circa un’ora e mezza durante la quale i visitatori potranno immergersi nella storia del Palazzo.

PALAZZO CORSINI Palazzo Corsini Parione S.r.l. Via del Parione n° 11, 50123 Firenze In alto da sinistra “Salone del Trono” e “Grotta del Ninfeo”. Ph: Foto Giusti, Firenze.

J.K. PLACE, FLORENCE CENA CON VISTA Situato nella storica Piazza di Santa Maria Novella, proprio di fronte la preziosa facciata in marmo dell’omonima Chiesa, il J.K. Place è un’oasi di pace, comfort e stile. Gestito dal General Manager Claudio Meli che, con garbo e fascinazione, oltre ad accompagnarci durante la cena servita nel romantico spazio della J.K. Terrace con un menu distinto per scelte biologiche e genuine, con specialità della cucina toscana e italiana in generale contraddistinte da un approccio home made, ci accompagna anche in una piccola visita della struttura per mostrarci con

orgoglio la fattezza di un arredamento made to measure che infonde negli ambienti un mix di modernità e tradizione non indifferente. Al di sopra del ristornate si staglia infatti il palazzetto con la funzione di boutique hotel e, tra le 7 tipologie di stanze che spaziano tra classic room e suite, spicca all’ultimo piano, la Penthouse, la camera più “seducente” del J.K. Place Florence. Contraddistinta da un design contemporaneo e raffinato, offre una vista mozzafiato sui tetti della città. Il suo terrazzo privato punta direttamente sulla Cupola del Duomo.

JK PLACE FLORENCE Piazza Santa Maria Novella 7, 50123 Firenze In basso J.K. Fireplace Room,

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HOTEL BERNINI PALACE RELAX IN LOUNGE Situato all’interno di un Palazzo del XV secolo, nel pieno centro storico di Firenze, dietro a Piazza della Signoria e alla Galleria degli Uffizi, a pochi minuti dalla celebre Via Tornabuoni, famosa per le sue boutique con le insegne del lusso, l’Hotel Bernini Palace è ideale per godersi un drink nell’elegante Lounge Bar, calda e accogliente, in cui il tradizionale arredo toscano si fonde armoniosamente con il design contemporaneo.

Un vero salotto di ritrovo dove poter assaporare gustosi stuzzichini, cocktail creativi e vini pregiati. Noi abbiamo provato a fine serata un ottimo Gin & Tonic rigorosamente con Hendrick’s e fetta di cetriolo, accomodati sul divanetto dallo stile cinquecentesco.

Day Two THE MALL LUXURY OUTLETS

E ORA SHOPPING

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In attesa dell’apertura del nuovo The Mall Sanremo, prevista per la primavera 2019, siamo stati a Firenze per conversare sul valore dello shopping con Giorgio Motta, il Direttore di The Mall Firenze che con tenacia gestisce l’iconico luxury outlet a pochi chilometri dal centro città. Immerso nella tranquilla campagna toscana, meta prediletta dei shopaholic cinesi, koreani e russi che accorrono numerosi alle porte del capoluogo, per vivere esprerienze uniche. Non è infatti un caso che, rispetto ai competitor internazionali, questa mecca del lusso accessibile sia il faro di punta a livello mondiale per ingressi, conversion rate e avarage ticket. Come infatti sottolinea Motta, la gestione di un colosso della moda e non di una real estate company, fa sì che il cliente riesca a vivere delle shopping experience

HOTEL BERNINI PALACE Piazza San Firenze, 29 (Piazza della Signoria) 50122 Firenze. In alto Affaccio sul Duomo e un’interno della suite


che vanno a toccare più punti della soddisfazione personale. Sarà per l’ambiente puro e sano, senza caos e confusione, libero da ingombranti barriere che distolgono la visuale dalle immense e profonde campagne toscane o sarà per le prelibatezze della cucina locale da gustare nel ristorante Gucci Caffè, situato all’ultimo piano della boutique Gucci, con i piatti della tradizione locale rivisitati in chiave innovativa, ma il The Mall è davvero un luogo che supera la classica concezione di acquisto, dove il valore del tempo assume un significato tutto personale.

aggiuntivi, come ad esempio un drink di benvenuto al Gucci Caffè, una card skip-the-line per la lounge del tax-free e una priority access card per l’accesso prioritario presso boutique selezionate. VIP Lounge esclusiva con conciergerie e hands-free shopping. Shopping delivery per la consegna degli acquisti direttamente presso gli hotel oppure verso la destinazione desiderata dal cliente.

Sono oltre 40 i brand mondiali dal più alto livello qualitativo di abbigliamento, accessori, fragranze e calzature presenti in questo concept unico e innovativo, basato sulle esigenze degli ospiti che qui hanno l’opportunità di concedersi una reale fuga dalla quotidianità.

Attualmente il Gruppo ha consolidato una partnership con il sistema di pagamento online Alipay, disponibile presso alcuni store selezionati, oltre a strette collaborazioni con i più importanti operatori turistici internazionali quali la nota piattaforma online cinese di prenotazione viaggi Ctrip, società di Destination Management (DMC), organizzazioni congressuali e numerose strutture ricettive in tutto il mondo.

Il The Mall offre servizi di prima classe come i trasferimenti in autobus dalla vicinissima Firenze, uffici dedicati al tax-free indispensabili per i clienti che vivono fuori dall’UE, WIFI gratuito, un centro informazioni multilingue, parcheggio auto e pullman. È possibile anche riservare dei pacchetti esclusivi come il My Luxury Wallet che include una serie di vantaggi e sconti

Dal 2017 The Mall Luxury Outlets ha creato inoltre una collaborazione con l’esclusivo network Virtuoso, che raggruppa le migliori agenzie di viaggi di lusso, che conta un portfolio di circa 1.700 partner tra hotel di alto livello, compagnie di crociera, tour operator e molti altri. Grazie a questo sodalizio ogni membro Virtuoso potrà contare su speciali benefici.

THE MALL LUXURY OUTLETS FIRENZE Via Europa, 8, 50066 Leccio FI Nella pagina precende in basso la boutique GUCCI. In basso uno scorscio delle boutique inserite all’interno di the mall firenze .

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FATTORIA DI MAIANO Via Benedetto da Maiano, 11, 50014 Fiesole A destra Torre di Maiano, Laghetto delle Colonne in basso l’olio Laudemio di Fattoria di Maiano.

Day Three L’INCANTO DELLA FATTORIA DI MAIANO

QUI NASCE IL LAUDEMIO Con un grande giardino botanico, percorsi da trekking e safari in un parco ricco di flora e fauna locale, più una piscina, trattamenti SPA e il ristorante Lo Spaccio, casereccio ma dall’appeal gourmet, Fattoria di Maiano è sicuramente un luogo in cui dedicarsi almeno una giornata. Assolutamente da visitare il celebre frantoio a cui è possibile aggiungere l’opzione della degustazione che vi consigliamo vivamente, visto che la Fattoria produce il raffinato Laudemio, il celebre olio extra vergine di oliva potente, prezioso, prelibato, naturalmente ricco di intensi polifenoli e di fragranti sostanze aromatiche. L’iolio viene considerato come l’autentica quintessenza dei profumi e dei sapori delle colline della Toscana, per un listino prezzi che, a seconda della tipologia, varia tra i 20,00 e i 420,00 euro. Una vera design farm che vede il contributo architettonico dall’archi-star Simo-

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ne Micheli per un progetto che restituisce al territorio un gioiello di rara e pregevole bellezza, come Torre di Maiano, la struttura ottocentesca che sorge in un angoletto intimo, accanto al Laghetto delle Colonne. Per lungo tempo un luogo disabitato, segreto, nascosto, difficile da visitare che grazie all’intervento di Micheli è diventato una magnifica suite, elegante e raffinata in cui cogliere i significati profondi dell’esperienza, liberando la mente dai dettami della consuetudine. Fattoria di Maiano, immersa nei territori che si estendono sulle colline tra Fiesole e Firenze, è un antichissimo borgo già convento di suore Benedettine dove tutt’ora si respira l’aria intrisa di pace, oltre che esser stato il territorio di illustri personaggi come Leonardo Da Vinci, Michelangelo, Benedetto e Giuliano da Maiano, Boccaccio, Vasari, Lorenzo il Magnifico.


RICHARD GINORI 1735 IL VALORE DI UN’OSSESSIONATA BELLEZZA Impossibile non fare tappa nella storica boutique Richard Ginori 1735. Un luogo unico che fonde memoria e modernità con le collezioni storiche realizzate dapprima con l’azienda fondata da Carlo Andrea Ginori: una fabbrica di porcellane destinata a diventare un’i-

cona di stile in tutto il mondo. Ginori, aperto a geniali collaborazioni ha visto nel tempo l’indelebile segno distintivo di artsiti che vanno da Gio Ponti fino all’attuale direttore creativo di Gucci, Alessandro Michele.

BOUTIQUE RICHARD GIONORI Via Dei Rondinelli 17/R 50123 Firenze In alto interno della boutique/galleria Ginori.

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TRAVEL

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el Breuil, “la terra delle molte acque”, tra i larici millenari, ai piedi del Cervino e a più di 2000 metri d’altezza, c’è una maestosa baita di montagna. Un luogo raffinato, magico che stimola un’immensa piacevolezza per l’anima, accarezzata dal calore del grande camino della hall dell’Hotel Hermitage Cervinia, sempre acceso. Qui l’aria si riempie del sentore del legno scuro avvolgente almeno quanto i preziosi tessuti che arredano lo chalet. Abbiamo raggiunto Corrado Neyroz, gestore della storica struttura che da oltre 25 anni è parte del circuito Relais & Châteaux, per farci raccontare le novità della nuova stagione invernale. L’Hotel forte di una tradizione dell’ospitalità ricercata, tipica e made to measure della gestione familiare che ha saputo attrarre capi di Stato e famiglie reali, si prepara ad accogliere la clientela repeater come anche quella proveniente dai nuovi mercati, insieme a tante novità, tra cui: la Spa by La Prairie con piscina interna riscaldata, idromassaggi e giochi d’acqua. E un ristorante fusion che mixa ricerca e tradizione per una valorizzazione del territorio, spaziando tra sapori mediterranei e francesi, resa possibile solo grazie all’utilizzo dei migliori strumenti al supporto dell’integrità delle materie prime. Quali sono le caratteristiche che deve aspettarsi un cliente che per la prima volta varca la soglia dell’Hermitage? Sicuramente l’atmosfera di uno chalet di montagna, elegante e con i migliori servizi. Siamo forti di una lunga tradizione di famiglia, e staff qualificato, che fanno sentire il cliente al centro dell’offerta. Ognuno di loro deve sentirsi a casa propria, circondato da punti di eccellenza che vanno dall’arredamento di bellissime suite alla vista mozzafiato sulle montagne. Oltre alle eccellenze culinarie che, dalla prima colazione all’aperitivo, fino alla cena offre i piatti di una cucina stellata, guidata dallo Chef Gabriele Avanzi in collaborazione con lo Chef due stelle Michelin Francesco Sposito, il nostro consulente. I vostri clienti sono davvero molto esigenti. Come si affronta il servizio quando si hanno di fronte dei Capi di Stato? La nostra clientela è molto variegata ma tutta di altissimo profilo. A tutti i clienti garantiamo la massima privacy e il miglior servizio. Li coccoliamo. Tra gli ospiti dell’Hermitage abbiamo avuto il piacere di incontrare tra gli altri Dmitrij Anatol’evič Medvedev, il Primo Ministro della Russia o i regnanti di Svezia. Sono molti anche i perso-

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BELLEZZA IN

ALTA QUOTA TRADIZIONE, INNOVAZIONE, FUSIONE DI ECCELLENZE COME QUELLA DI UNA CUCINA STELLATA E UNA CANTINA ESCLUSIVA, PIÙ UN RISTORANTE PRIVATO CON CAMERIERI PERSONALI. LUXURY WELLNESS TARGATO LA PRAIRIE, E TANTE NOVITÀ PROTAGONISTE DELLA NUOVA STAGIONE INVERNALE DI HOTEL HERMITAGE CERVINIA


In questa pagina “Private Wine cellar” “Fried BON-BON with Fontina cheese” di Hotel Hermitage Cervinia 11021 Breuil Cervinia (AO)

naggi del mondo del football o della moda e dello spettacolo. In passato per esempio abbiamo ospitato lo stilista Kenzo, e il cantante Peter Gabriel. Molti di loro tornano spesso. La clientela infatti è mista, sono molti i repeater, a cui si affiancano i clienti provenienti da nuovi mercati e questo ci dà molta carica. Quali nazionalità guardano e apprezzano il vostro modello di hôtellerie? Recentemente siamo focalizzati sul Brasile. I brasiliani amano lo sci, la buona tavola, amano l’Italia, però non conoscono la realtà di Cervinia e qui interveniamo noi cercando di conquistarli con tutti i nostri mezzi. Altri mercati molto importanti sono: U.K., la Scandinavia e l’area francofona quindi Francia, Montecarlo, il Belgio e la Svizzera francese. Non mancano le presenze dei mercati dell’Est come la Russia e l’Ucraina. Nel panorama internazionale in cosa l’ospitalità italiana è migliore e in cosa l’Hermitage può definirsi esclusivo? L’eccellenza delle strutture alberghiere italiane ha un know how storico. L’Hermitage, ma in generale Cervinia, è un luogo esclusivo perché su tutto il territorio vige una tradizione locale di attività gestite da famiglie e privati che infondono il vero valore della passione e della dedizione. Non ci sono i grandi gruppi che si trovano magari in altre stazioni, tutto è a misura d’uomo, questo ha un certo appeal sul cliente. Il fattore del servizio made to measure, unito all’eccellenza del prodotto, è senza dubbio un punto di forza. Voi avete come eccellenza il ristorante La Chandelle, ce ne parli. Un ristorante bellissimo in cui le tradizioni incontrano la contemporaneità. Il menù è studiato dallo Chef Gabriele Avanzi in collaborazione con lo Chef stellato Francesco Sposito che opera qui come consulente. Un’atmosfera elegante dove sentirsi coccolati e conquistati dai sapori, dall’accoglienza e da un servizio sempre speciale, curato, preciso e gentile. La sala da pranzo è circondata da finestre che incorniciano tutte le montagne circostanti e il maestoso Cervino. Ser-

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viamo i migliori prodotti locali, di alta qualità freschi e genuini, insieme a ottimi cibi regionali e nazionali. Abbiamo riproposto la tipica Zuppa alla valpellinese, di origine valdostana, ma reinterpretata in versione risotto. Non manca il filetto di piccione alla milanese, una carne molto pregiata e croccante. Davvero unica la cantinetta, una sala intima ricavata da un’antica grotta di pietra per creare un luogo riservato, carico di suggestioni e di profumi. Qui è possibile godere di una cena esclusiva, con cameriere privato. Per quanto riguarda invece la vostra cantina? La cantina dell’Hermitage gestisce circa mille etichette tra cui vini molto pregiati come il Masseto, l’Ornellaia bianco, tutta la linea del Gaja sia del Piemonte che della Toscana. Abbiamo ovviamente i vini valdostani e poi anche la chicca di un vitigno armeno, uno dei più antichi al mondo. La carta è redatta e selezionata dal sommelier e restaurant manager Simone Grange. Una scelta accurata che si rinnova ogni anno con l’aggiunta di nuovi produttori. Ma i Capi di Stato quale di questi apprezzano di più? Il Masseto, decisamente. Quali sono le novità della nuova stagione dell’Herimatege? Con l’apertura di dicembre 2018 abbiamo concluso un grande percorso di rinnovamenti dell’Hotel. Abbiamo delle nuove suite e riattualizzato anche l’area del cocktail bar. Naturalmente non potevano mancare la Spa e il Thermarium. A proposito della Spa, avete stretto una collaborazione con La Prairie. La Prairie è uno tra i marchi più celebri del luxury skincare, noi abbiamo all’interno dell’Hermitage oltre alla linea di trattamenti per il viso e per il corpo studiati specificatamente per l’uomo e per la donna e praticati sui clienti dalle nostre estetiste, altamente qualificate, formate direttamente dal brand, anche una boutique dove poter acquistare i prodotti. Una vera Beauty Farm votata al benessere e al relax dove è possibile seguire un programma sofisticato di cure personalizzate

pensate appositamente per favorire la rigenerazione e il rilassamento. Completano l’offerta della nostra SPA una piscina interna riscaldata, idromassaggi e giochi d’acqua pura proveniente dalle nostre sorgenti di Cervinia, uno spazio Fitness Technogym, doccia emozionale, sauna, bagno turco e zona relax. Ci racconti come è iniziata la sua carriera nel mondo dell’hôtellerie. È stata sicuramente una passione tramandata dalla famiglia. Tutto nasce da mio nonno, lui fu uno dei primi, a cavallo delle due guerre, ad aprire un piccolo albergo. Negli anni Cinquanta e Sessanta c’è stata un vero boom e la sua stazione ha iniziato a decollare. I miei genitori nel ’60 gestivano un albergo molto grande a Cervinia, poi nel ’75 arriva da loro la decisione di costruire ex novo l’Hermitage. Con questa bellissima struttura nel 1993 entriamo a far parte della catena dei Relais & Châteaux, per cui oggi sono venticinque anni che siamo associati a loro. Ha ricoperto ruoli di rilevanza per altri enti internazionali? Nel mio background ho seguito Relais & Châteaux per dodici anni, ricoprendo il ruolo di Presidente della delegazione italiana e come componente del consiglio di amministrazione di Relais & Châteaux International. Quali altre realtà copre l’Hermitage? Oggi siamo parte di due tra le più importanti agenzie di viaggio del mondo come Virtuoso e Traveller Made. Rientriamo nelle classifiche dei 50/100 migliori alberghi d’Italia. Cosa la rende davvero soddisfatto nel suo lavoro? Mi danno soddisfazione i complimenti dei clienti, soprattutto quando si tratta di customers che non conoscono la struttura, la realtà e la stazione di Cervinia. Molti credono che sia un piccolo paesino, ma in realtà stando qui, si rendono conto delle preziose possibilità, anche perché, nel nostro piccolo, riusciamo a fornire l’eccellenza in ogni settore. È una sfida non indifferente.


In alto la Living Room di Hotel Hermitage Cervinia11021 Breuil Cervinia (AO) Italia, In basso Suite Prestige di Hotel Hermitage Cervinia 11021 Breuil-Cervinia (AO)

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TRAVEL di Antonella Tereo

ST MORITZ ARIA FRIZZANTE IN ENGADINA! ST MORITZ, CHE FA DELL’ECCELLENZA UNA SUA PREROGATIVA, SI PREPARA AL NUOVO ANNO. NEW OPENING, RICONOSCIMENTI PER MOLTI DEI SUOI RISTORANTI, GRANDI CHEF IN ARRIVO ED APPUNTAMENTI SPORTIVI. TUTTO QUESTO MENTRE L’OSPITALITÀ DI LUSSO SI RINNOVA E UN CALENDARIO DI NOVITÀ NEL 2019 PUNTA A STUPIRE I SUOI OSPITI PIÙ ESIGENTI

La piscina del Jumby Bay 140


NEXT TOP EVENTS 2019 L’anno nuovo si apre con eventi ormai fra i classici per gli habitué della destinazione. Fra tutti, spicca certamente il Concours Hippique St. Moritz che, dal 13 al 20 gennaio, richiama appassionati e cultori dell’ippica nella suggestiva cornice della località in una gara appassionante e che godrà del magico candore scenografico del luogo. Tre giorni poi - dal 17 al 19 gennaio – sono quelli previsti per la classica di oldtimer nella cornice del WinterRAID, la 16esima edizione

della singolare manifestazione che vedrà la partecipazione di auto d’epoca fra passi e tratti innevati, sempre con partenza ed arrivo a St Moritz. Il lago ghiacciato della cittadina diventerà invece il palcoscenico naturale di alcuni eventi di calibro internazionale, come la 35esima Snow Polo World Cup (dal 25 al 27 gennaio) e la leggendaria corsa di cavalli nella cornice del White Turf St. Moritz con date previste per il 3, il 10 ed il 17 febbraio.

ST. MORITZ GOURMET FESTIVAL Dall’11 al 19 gennaio si terrà il consueto St. Moritz Gourmet Festival, giunto ormai alla sua 26esima edizione. Nove celebrità della cuisine internazionale, in particolare asiatici che - in oltre 40 eventi - prepareranno altissime proposte culinarie con gli Executive chef dei maggiori hotel di lusso della

località. E per la manifestazione questo è anche l’anno del cambio generazionale: Fabrizio Zanetti è il nuovo responsabile culinario dell’organizzazione degli eventi del festival, al posto dell’ormai storico chef Reto Mathis, Presidente nonché fondatore del Gourmet Festival per questi 25 anni.

Sunny Bar al Kulm Hotel

NEW AWARDED RESTAURANTS L’importanza della scena gourmand cresce e si arricchisce di 26 ristoranti, da St. Moritz a Pontresina, recentemente premiati complessivamente con 382 punti Gault Millau e 6 stelle Michelin. Tra questi segnaliamo quelli più nuovi, come Ristorante HATO – Fine Asian Cuisine (St. Moritz, 15

punti Gault Millau), Che Cha Restaurant & Club (Salastrains, 13 punti Gault Millau), Sunny Bar by Claudia Canessa (Kulm Hotel St. Moritz, 13 punti Gault Millau), Chesa Veglia (Badrutt’s Palace Hotel, 15 punti Gault Millau) e Gianottis Wilderei (Pontresina, 13 punti Gault Millau).

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SUITE RESTYLING AT KULM Nel Kulm Hotel, è proprio questo il momento del debutto delle nuove suite. Con la firma dell’architetto di interni di fama Pierre Yves Rochon, si rinnova il fascino così di 40 delle migliori camere dell’hotel. Quello appena terminato è stato di certo l’intervento di ristrutturazione più importante nella storia della struttura a cinque stelle, inaugurata ormai 160 anni fa. La nuova e sontuosa esperienza di soggiorno propone uno stile molto ricercato, pur mantenendo fede all’ambientazione montana. I dettagli di design abbinati ai rivestimenti in essenze pregiate e mai troppo scure completano l’effetto luxury delle più belle camere fronte lago.

Le nuove suite progettate da Pierre Yves Rochon

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NEW KING’S SOCIAL HOUSE È stato appena inaugurato (6 dicembre) il King’s Social House ovvero l’ex King’s Club al Badrutt’s Palace Hotel. Il concept di questo nuovo spazio è quello di accostare la buona cucina ad uno spazio ideale anche per un divertimento di classe, in una formula dining and dancing puntando a richiamare la presenza di rinomati DJ’s sulla scena più cool dell’Engadina. Tutto si apre durante la stagione più fredda, ma non sembra voglia ridursi solo a quella, perché il nuovo ritrovo di lusso ha ambizioni più alte nell’offrire la migliore cucina dello chef Jason Atherton e la musica internazionale più di tendenza.

Musica e cucina d’autore al nuovo King’s Social House presso il Badrutt’s Palace Hotel 143


FINEST COCKTAIL AT BALTHAZAR Fra i locali inaugurati di recente e pronti ad affrontare anche la loro prima stagione invernale c’è senza dubbio il Balthazar St. Moritz, locale che è parte della Balthazar Experience di Allegra Gucci, proprietaria del locale come di una start-up che in zona spazia proprio dalla ristorazione alle pubbliche relazioni. Nel nuovo raffinato cocktail bar – con apertura da dicembre ad aprile - non serviranno solo raffinati drink o una speciale selezione di Champagne, ma anche specialità ed alta cucina, sia a pranzo che e cena. Tutto in un ambiente intimo e ottimamente arredato – in cui spicca anche una confortevole cigar room - per momenti di puro lusso e relax.

Balthazar, il nuovo locale di Allegra Gucci

La Excellence Class per 20 passeggeri da St.Moritz a Zermatt e ritorno

EXCELLENCE CLASS IN GLACIER EXPRESS Per spostarsi poi in pieno comfort, dal 2 marzo sarà inaugurata una delle esperienze più intriganti della stagione. Partendo proprio da St. Moritz infatti, sarà disponibile la nuova Excellence Class del Glacier Express che per un numero molto ristretto di passeggeri (solo 20) potrà garantire un’esperienza Premium attraverso le Alpi, fino Zermatt o viceversa. A bordo, oltre alla spettacolare vista panoramica, il comfort e le scelte gourmet che caratterizzeranno il viaggio della miglior classe del Glacier Express.

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PITTI WOMEN’S FASHION FAIR

22 25 FEBRUARY 2019 PADIGLIONE VISCONTI VIA TORTONA 58 MILANO PITTIMMAGINE.COM


POSH 82

a cura di

Enrico Cammarota


MUST HAVE

WISHLIST THAT I WANT

DALL’HIGH-TECH ALLA MODA, ALL’HOME DÉCOR. MA ANCHE TANTO BENESSERE: I GIFTS DA SPUNTARE PER I PIÙ ESIGENTI

Chorustyle QUATTRO PEZZI UNICI DI ALTO DESIGN Trasformare uno tra gli animali più amati al mondo in un oggetto di design ricercato è la sfida che ha raccolto Chorustyle, scegliendo come proprio emblema il gatto. Il risultato sono Laki e Nikko, due gattini l’uno simbolo della fortuna l’altro della serenità, realizzati

in più versioni: oro cromato, avorio maculato, silver, bronze e blue/green. Ogni pezzo è ottenuto da precise lavorazioni su sottili strati di metallo realizzati attraverso nanotecnologie che ne garantiscono sia la trasparenza, che la colorazione lucida e uniforme.

A partire da: 500,00 €

LG Electronics

LO SMARTPHONE CON INTELLIGENZA ARTIFICIALE LG G7 ThinQ è uno dei primi smartphone a offrire Google Lens pronto all’uso: un nuovo modo di effettuare ricerche su Internet usando le più avanzate tecniche di Artificial Intelligence. Il nuovo smartphone LG dispone di Google Assistant e Google Foto, in grado di fornire maggiori informazioni sui tuoi interessi preferiti. Alla base dello smartphone c’è la piattaforma mobile Qualcomm® Snapdragon™ 845 con AI integrata e una memoria espandibile fino a 2TB: più veloce, più potente, più intuitivo. Non manca un display Full Vision, realizzato con la nuova tecnologia LCD di LG, Super Bright Display che permette di leggere lo schermo con più facilità anche sotto la luce diretta del sole. Fotocamere potenziate in grado di realizzare foto in alta Prezzo: 849,00 €

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risoluzione grazie alla funzione Super Bright Camera: quella anteriore è da 8MP mentre gli obiettivi sul retro sono da 16MP. Presente la modalità Live Photo che registra, un secondo prima e dopo aver premuto il pulsante di scatto, i momenti imprevisti che solitamente andrebbero persi. La funzione Stickers utilizza il riconoscimento facciale per arricchire in tempo reale le immagini con divertenti adesivi 2D e 3D. Tra le novità di LG G7 ThinQ c’è anche la modalità Ritratto. È inoltre il primo smartphone a offrire DTS:X per garantire un suono 3D virtuale per tutti i contenuti, fino a 7.1 canali audio con cuffie. Dotato di un Quad DAC Hi-Fi, per un suono incredibilmente ricco in particolar modo se abbinato a cuffie ad alta impedenza.


Philips

Dyson

MEN’S STUFF & BEAUTY CARE

UNA STYLER RIVOLUZIONARIA

L’arte della rasatura comodamente a casa con Philips S9000 Prestige: il rasoio dedicato a chi desidera una rasatura profonda senza rinunciare al comfort della propria pelle. La finitura NanoTech precision rende i bordi delle lame affilati e resistenti mentre la tecnologia ContourDetect delle testine multidirezionali permette un’elevata aderenza al profilo del viso per catturare anche i peli più difficili e, poiché la consistenza dei peli è molto variabile, il sensore Beard Adapt rileva la densità della barba fino a 15 volte al secondo.

All’origine della nuova Styler Dyson Airwrap™ c’è un’idea rivoluzionaria: utilizzare la pressione del motore digitale V9 per sfruttare un fenomeno conosciuto come “effetto Coanda” che, grazie alla giusta spinta di pressione e velocità, tende a seguire naturalmente il contorno di una superficie adiacente attirando l’aria circostante combinandola al calore, dona una piega senza danni. La styler si presenta in tre varianti differenti con accessori specifici, progettati per diversi tipi di capello e per realizzare styling differenti. Disponibile su Dyson.it e presso i Dyson Demo Store.

Prezzo: 359,99 €

Prezzo: 499,00 €

Ferrari

UNO SPECIALE VOLUME DA COLLEZIONE Un libro come tributo alla scuderia e al colosso italiano fondato da Enzo Ferrari nel 1947. Taschen, assieme allo scrittore Pino Allievi, racconta la storia del Cavallino rampante con un imponente volume da collezione, con materiali esclusivi in due speciali versioni: la Collector’s Edition disponibile in un numero limitato di 1947 copie autografate e numerate, rilegata in pelle e cucita a mano, per le stampe dalla n.251 alla 1947 viene presentata all’interno di un cofanetto espositore in alluminio ispirato a un motore Ferrari e progettato da Marc Newson. Ancora più speciale invece La Art Edition (realizzata dallo stesso Newson) che, per le copie dalla n. 1 alla 250, vede il volume racchiuso in una scultura che ricorda un motore a 12 cilindri in acciaio cromato, piegato a mano. Prezzo: Collector’s Edition 5.000,00 € - Art Edition 25.000,00 €

TV QLED 4K: UN’ESPERIENZA DI ENTERTAINMENT SENZA PARAGONI Tech, Smart, Fun. Con i QLED TV 4K, Samsung mette al centro la qualità dell’immagine senza dimenticare il design. Grazie alle tecnologie Quantum Dot, all’ HDR10+ e al 100% del volume colore, la gamma QLED 4K si caratterizza per i colori intensi e realistici, i contrasti profondi e un livello di dettaglio impensabile per un’esperienza dell’home entertainment esclusiva e senza paragoni. Il modello top di gamma Q9FN include la tecnologia Direct Full Array (DFA) che, grazie all’innovativa struttura di LED controllati con precisione, garantisce un contrasto ottimale in tutte le immagini visualizzate sullo schermo. Non solo tecnologia, ma anche design: grazie a One Invisible Con-

nection, un unico cavo quasi invisibile che connette il TV al box esterno delle connessioni. Tra le numerose novità di stile, anche la funzione Ambient Mode che permette al QLED TV 4K di fondersi con l’ambiente adattandosi al colore o al motivo della parete su cui è posizionato. Il telecomando One Remote Control, Dashboard IoT consente di gestire dispositivi domestici IoT direttamente dal TV: tutto è stato pensato in un’ottica di semplificazione. Attraverso la nuova app SmartThings, è possibile sincronizzare il proprio telefono con il televisore per la configurazione e l’accesso alle varie funzioni come, per esempio, controllo remoto e condivisione video tra schermi.

Samsung

Prezzi: TV QLED Q9FN 55”: 2.699 € e TV QLED Q9FN 65”: 3.699 €

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Johnnie Walker Ghost &Rare PER GLI AMANTI DEI SAPORI FORTI Un liquore vibrante, vellutato e raffinato, dalla miscela preziosa, almeno quanto un viaggio appassionato alla scoperta del piacere. Johnnie Walker Blue Label Ghost and Rare Port Ellen è una vera esperienza. Sensazioni infuse tramite la ricerca dei più rari whisky single malt del mondo, come quello di Islay proveniente dalla distilleria “fantasma”; Port Ellen, che chiuse i battenti nel lontano 1983. Oggi un luogo silenzioso, vegliato dal faro quadrato di Carraig Fhada e sfiorato di tanto in tanto dall’etereo bagliore dell’aurora boreale, dove l’immagine delle navi che salpavano da qui con il loro prezioso carico di whisky single malt è un ricordo ancora vivo.

QC Terme ATMOSFERE RILASSANTI E MOMENTI DI BENESSERE I Cassetti dei Desideri firmati QC Terme si fondano sull’amore per la condivisone del benessere in ogni sua forma. Speciali cofanetti che racchiudono esperienze e momenti di gratificazione da trascorrere nella magica atmosfera dei suoi Resort, come per esempio Desiderio di benessere: un soggiorno di due notti con cena e massaggio di coppia in una delle strutture QC Terme, a scelta tra Bormio, Monte Bianco oppure Roma. Comprende tra gli altri l’accesso al percorso benessere del centro, e un massaggio di coppia dalla durata di 50 minuti. Prezzo: 980,00 €

Prezzo: 330,00 €

ToM Dixon COMPLEMENTI ISPIRATI AL TAJ MAHAL Tom Dixon realizza moderni accessori per la casa, preziosi e ricercati. La nuova collezione ispirata alla materialità, propone complementi ispirati dal marmo utilizzato per costruire il Taj Mahal, con superfici dure e semipreziose, caratterizzate da un’impronta

Caviar Collection IL CAVIALE INCONTRA IL DESIGN Arte, qualità, lusso e personalità: il The perfect Caviar serving set è una sintesi dei concetti e delle ideologie del gusto che sono alla base di Ars Italica Caviar e Venini. Le due aziende, l’una produttrice del celebre caviale l’altra maestranza di Murano, si incontrano per la co-realizzazione del The perfect Caviar serving set. Un oggetto nato rivisitando il famoso “Fazzoletto” del 1949-50 di Fulvio Bianconi, entrato a far parte della perma-

nente al MoMA di New York. Il The perfect Caviar serving set, pensato e declinato in due misure che possono vivere singolarmente o in coppia, accolgono le preziose uova o le loro scatolette dai formati più piccoli a quelli grandi. Il set è disponibile sia tramite gli agenti di Italian Caviar, azienda titolare del brand Ars Italica, sia negli showroom Venini di tutto il mondo e e sull’e-shop di Ars Italica.

Prezzi: 350,00 € (Ø 18 h.7,5 cm) e 1.250,00 € (Ø 40 h.12,5 cm).

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digitale. La collezione STONE Pestle & Mortar mixa marmo e ottone per i set da tavola. Tutti i prodotti sono disponibili presso il Flagship Store di Tom Dixon in King’s Cross a Londra e online su tomdixon.net Prezzo: prezzi su richiesta.


FINE DINING GOES NOIR Rum Zacapa unisce il gusto della tavola a quello della lettura, facendosi ponte tra due mondi e narratore di storie e suggestioni che dalla pagina passano al bicchiere e infine ai sensi. Incontriamoci da Zacapa Calibro Noir

gni mese all’Osteria del Biliardo di Milano i lettori e gli appassionati di noir incontrano scrittori di primo livello nel genere per raccontare e commentare i loro romanzi insieme a Luca Crovi, giornalista e redattore presso la Sergio Bonelli Editore, e gli attori Gigio Alberti e Raffaella Boscolo che ne leggono dal vivo alcuni passaggi. Un’occasione per approfondire il legame tra cibo e letteratura che gli scrittori di Zacapa Calibro Noir, questo il nome della rassegna, trasformano in momenti d’incontro tra le pagine delle loro opere. Per la cena del 22 gennaio 2019 il celebre rum ha chiesto allo chef Simone Rugiati e al bartender Francesco Bonazzi del MAG di Milano, di interpretare in piatti e cocktail ad hoc, le storie nate dalla penna di Alessandro Robecchi. Protagonista del suo libro Follia Maggiore è Carlo Monterossi, non un poliziotto, né un detective, né un inquirente. È “uno di noi”, nato per raccontare ciò che una persona comune prova davanti a un delitto. Forse il più pop tra i personaggi di Zacapa Calibro Noir: autore televisivo di un programma sospeso tra

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frivolezze sentimentali e cronaca nera, milanese, con tutti i tic dei milanesi, single e con una passione per Bob Dylan che rasenta l’ossessione. La sua cifra è la malinconia con a volte un’aggiunta di ironia e sarcasmo. Monterossi è una sorta di Watson moderno: non è unico protagonista e risolutore dei casi, ma segue da gregario le gesta dell’amico investigatore privato Oscar Falcone. Il piatto che ne interpreta il profilo si chiama Salmone Pop, e contempla un brodo di funghi e te nero, con salmone scottato e asparagi. Monterossi è uno spirito malinconico imprigionato nel mondo sgargiante e rumoroso della televisione. Un contrasto di toni e colori che si ritrovano appunto nell’impiattamento “pop” prima e nei gusti poi. Il rosa del salmone e il verde degli asparagi si uniscono così ai toni più cupi dei funghi e del te nero, quest’ultimo a rendere omaggio al parallelo britannico con Watson. Il cocktail in abbinamento è il Crazy Love, un drink che mette insieme note acide e pungenti come il suo sarcasmo e che, nella nota affumicata, ritrova la metafora della sua caratteristica malinconia. Ve ne illustriamo qui la composizione:

40 ml Zacapa Edicion Negra 5ml Pimento 10ml Te affumicato 20ml Sciroppo di pane e sale 7,5ml Acido citrico 15 ml Acqua di pomodoro e barbabietola garnish: Barbabietole e crusta sparkling

Il Calendario delle cene 7 FEBBRAIO Petros Markaris

14 MARZO 18 APRILE 23 MAGGIO 5 GIUGNO

e Massimo Carlotto Cecilia Scerbanenco Alessia Gazzola Björn Larsson Carlo Lucarelli

Per ulteriori informazioni e prenotazioni: info@zacapacalibronoir.it Tel. 347 0575407

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TOYS

QUANDO IL TEMPO DIVENTA

ARTE

QUANDO L’ARTE DIVENTA TEMPO IL CLASSIC FUSION CHRONOGRAPH ORLINSKI SI VESTE DEL ROSSO DELLA CERAMICA BREVETTATA HUBLOT. COLORE DELLA VITA E DELLA PASSIONE, RICORDA LA PRIMA SCULTURA DI RICHARD ORLINSKI, CROCODILE BORN WILD, CHE SI PRESENTAVA IN UN ROSSO VIVIDO, DIVENTATO IL COLORE PIÙ UTILIZZATO NEL SUO BESTIARIO

I

l nuovo e avveniristico Classic Fusion Chronograph Orlinski nasce per celebrare in grande stile la prima scultura di Richard Orlinski, Crocodile Born Wild, del 2004, che si presentava in una tonalità vivida e potente, un rosso diventato il colore più utilizzato nel suo bestiario. Ognuno in costante caccia dell’altro come nel caso di questo artista contemporaneo (uno dei dieci artisti francesi più venduti al mondo secondo Art-Price) che ha impresso sugli orologi Hublot il suo stile inimitabile di pieghettature tridimensionali brillanti. Questo cronografo è realizzato in 200 esemplari. 45 mm di arte e innovazione, tagliati nella ceramica rossa Hublot. Dalla lancetta centrale dei secondi ai contatori e agli indici; dalla cassa e dalla lunetta al cinturino, niente sfugge alla vivacità del rosso Hublot x Orlinski. Il fondello zaffiro rivela il movimento cronografico a carica automatica HUB1155. Per muovere il suo Classic Fusion Chronograph Orlinski ha pensato di utilizzare queste caratteristiche: diametro 45mm, spessore 13,45 mm, impermeabilità 5ATM (50), cassa e lunetta in ceramica rossa lucida, vetro in zaffiro con trattamento antiriflesso, fondello in ceramica rossa lucida con incisione “ LIMITED EDITION XX/200” e vetro zaffiro con trattamento antiriflesso interno, quadrante con piastra di base in zaffiro, indici applicati laccati rosso opaco, lancette e lancetta centrale dei secondi laccate rosso opaco, movimento cronografico a carica automatica HUB1155, calendario con finestrella alle ore 6, frequenza 4 Hz (28.800 alt./ora), riserva di carica 42 ore. Per un totale di numero di componenti 207 ( 60) con uno splendido cinturino in caucciù rosso con chiusura della fibbia deployante in acciaio trattato nero.

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“ L ’ ORI GI NEDELPECCATO” CHIHAPECCATO S ARA’ I NNOCENTE.


TOYS di Alfonso Rizzo

LA SPORTIVITÀ AUDI SALE SUL

SUV COMPATTO

PICCOLA E CATTIVA: SQ2 È LA VERSIONE PIÙ «PEPATA» TRA LE SUV COMPATTE DELLA CASA DEI QUATTRO ANELLI. LA «S» NEL NOME PORTA IN DOTE 300 CV DI POTENZA ED UNA STRAORDINARIA DINAMICA DI GUIDA CONFERENDO ALLA Q2 UNA DOPPIA ANIMA: EDUCATA CITTADINA E SPREGIUDICATA SPORTIVA, SEMPRE E COMUNQUE #UNTAGGABLE

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C’

è una lettera in casa Audi che è sinonimo di sportività e viene abbinata al nome dei modelli più meritevoli per le versioni dalle caratteristiche più esuberanti. È il caso della SQ2 che monta un motore quattro cilindri due litri TFSI da 300 CV e 400 Nm di coppia costantemente disponibile tra 2.000 e 5.200 giri al minuto. Il SUV compatto #untaggable in questa inedita versione sportiva ha un’assetto ribassato di 20 mm, cerchi da 18 o 19 pollici, trazione integrale quattro, sospensioni più rigide e può sfrecciare da 0 a 100 km/h in 4,8 secondi per raggiungere una velocità massima di 250 km/h. La raffinatezza del propulsore risiede in alcune sofisticate scelte tecniche come la fasatura variabile lato aspirazione e scarico oppure l’alzata variabile su due livelli delle valvole lato scarico. Entrambe le tecnologie favoriscono il riempimento e lo svuotamento delle camere di combustione agevolando anche il deflusso dei gas di scarico verso il turbocompressore, soprattutto ai bassi regimi. Risultato? Una straordinaria reattività ai comandi del guidatore, un incremento della coppia e la riduzione ai minimi termini del turbo lag, quel fastidioso effetto di ritardo ai comandi dell’acceleratore. La sovra-

limentazione raggiunge la pressione massima di 1,4 bar. Il sistema di controllo della dinamica di marcia Audi Drive Select permette di scegliere il programma più consono alle circostanze tra comfort, dynamic, efficiency e individual, oppure di delegare alla centralina della vettura la migliore opzione selezionando la modalità auto. La più sportiva dynamic rende il pedale dell’acceleratore particolarmente sensibile: basta sfiorarlo per far scattare la SQ2 come una fionda, anche grazie alla rapidità della trasmissione a doppia frizione S tronic. Il sound allo scarico è roco e possente, da vera auto sportiva. Il motore pesa appena 150 chilogrammi, a tutto vantaggio della leggerezza della vettura e dell’ottimale ripartizione delle masse tra gli assali: un prerequisito essenziale ad una dinamica di marcia sportiva. Cotante prestazioni non fanno rima con consumi eccessivi. Il rispetto dell’ambiente è garantito innanzitutto dall’iniezione diretta di benzina con iniezione supplementare nel collettore di aspirazione a basso e medio carico per ridurre la formazione di polveri sottili. Ci sono poi due pompe elettriche per avere sempre la giusta portata del circuito di raffreddamento, mentre il collettore di scarico integrato nella testata aumenta l’efficienza termica del pro-

pulsore, così come la pompa dell’olio a portata variabile riduce gli attriti interni. Numerosi anche gli accorgimenti nella gestione elettronica della vettura come la possibilità di veleggiare nelle fasi di rilascio in modalità di guida «efficiency» o il sistema Stop&Start già attivo da 7 km/h. La SQ2 è allestita con una serie di dettagli estetici esclusivi. La carrozzeria cresce di 20 mm in lunghezza complessiva rispetto alla Q2 per via dei paraurti specifici, arrivando così i 4.210 mm. L’estetica di questa piccola sportiva è caratterizzata dalla nuova calandra ottagonale a otto listelli con generose prese d’aria nel paraurti anteriore. Lo spoiler basso anteriore fa il paio con quello montato appena sopra il lunotto posteriore. Le due coppie di terminali di scarico incorniciano l’estrattore posteriore da vera sportiva. I dettagli aerodinamici sono diversi e permettono di ottenere un coefficiente di penetrazione dell’aria Cx di 0,35: niente male per un Suv. I gruppi ottici posteriori a Led con indicatori di direzione dinamici costituiscono la caratteristica firma luminosa di ogni membro della famiglia dei Quattro Anelli. Il bagagliaio può raggiungere i mille litri di capienza, ma in configurazione con tutti i sedili operativi restano 355 litri, 50 in meno della Q2, sacrificati in favore della trazione 157


integrale che contraddistingue tutte le Audi S. Cuore del sistema «quattro» è la frizione a lamelle idraulica a gestione elettronica posizionata a monte dell’asse posteriore che ripartisce in modo variabile la coppia tra gli assali. In caso di perdita d’aderenza all’avantreno, la frizione a lamelle trasferisce al retrotreno sino al 100% della coppia in pochi millisecondi. Servoassistenza e demoltiplicazione variabili dello sterzo e sospensioni sportive con assetto ribassato confermano la vocazione sportiva della SQ2. Il sistema di controllo della stabilità (Esp) propone due modalità di funzionamento: standard e offroad, ma può essere disattivato completamente per divertirsi a fare un po’ di drifting. L’assistente alla partenza in salita è disponibile come optional. Il nuovo Suv compatto Audi si caratterizza all’interno per i rivestimenti in nero di padiglione, montanti e sedili. L’inserto decorativo lungo il quadro strumenti è realizzato in alluminio spazzolato opaco, mentre la pedaliera e il battitacco sono in acciaio inox. I sedili sono rivestiti in pelle e tessuto oppure in Alcantara o ancora in pregiata pelle Nappa con cuciture a contrasto in rosso o grigio e logo «S» ricamato sugli schienali. L’Audi virtual cockpit (a richiesta) si avvale di un display da 12,3 pollici e porta in dote tre modalità di visualizzazione. Tra gli optional spicca l’head-up display. La connettività e l’infotainment sono ai vertici della categoria con navigatore MMI plus e Audi connect con il sistema di navigazione su schermo da 8,3 pollici e Sim 4G LTE integrata. Così si può creare un hotspot viaggiante per collegare a Internet i dispositivi portatili dei passeggeri, oltre a garantire la connettività per la navigazione con Google Earth e Google Street View, avere tutte le informazioni

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di viaggio, sulla viabilità e sui parcheggi arrivando finanche all’accesso a Twitter e alla casella di posta elettronica. Nell’era dell’internet delle cose, non poteva mancare un’app per smartphone che permette di essere sempre connessi con la propria SQ2. Si chiama myAudi e consente anche il media streaming e il trasferimento all’auto degli appuntamenti memorizzati nella propria agenda elettronica. In opzione è possibile sfruttare il collegamento con i telefoni cellulari attraverso Android Auto o Apple CarPlay per riprodurre le principali funzioni del telefonino sul display in plancia. Il Sound System di Bang & Olufsen assicura un’esperienza d’ascolto impareggiabile, forte di 14 altoparlanti e di una potenza totale di 705 Watt. Audi SQ2 è dotata del sistema di sicurezza Audi pre sense front che riconosce le situazioni critiche in presenza di pedoni, ciclisti e altri veicoli avvisando il conducente con segnali ottici, acustici e tattili. Se necessario, il sistema attiva la frenata d’emergenza. Di serie anche il cruise control adattivo con funzione stop & go e l’assistente al traffico (jam assist). Il sistema è in grado di gestire sterzo e acceleratore per automatizzare la guida nel traffico. L’Audi active lane assist aiuta a mantenere la corsia di marcia. L’assistente al parcheggio gestisce il SUV autonomamente in entrata e uscita da una piazzola di sosta: basta solo accelerare, frenare e inserire la marcia quando ci viene richiesto. In caso di uscita in retromarcia da un parcheggio a spina di pesce o da un passo carraio stretto, l’assistente al traffico trasversale posteriore si attiva. Il sistema monitora lo spazio circostante mediante due sensori radar, segnalando eventuali situazioni critiche e ferma la retromarcia se c’è un qualsiasi ostacolo in arrivo.


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TOYS di Laura Canepa

ALTA OROLOGERIA:

PRECISIONE AL FEMMINILE

DATI POSITIVI PER LE ESPORTAZIONI DELL’OROLOGERIA SVIZZERA

CON

UN’ATTENZIONE

PARTICOLARE

RIVOLTA ALL’ALTA OROLOGERIA FEMMINILE. A CUI SONO DEDICATI ESEMPLARI AUDACI, IMMAGINE DELLA DONNA CONTEMPORANEA: LIBERA, A TRATTI RIBELLE, MA SEMPRE DOTATA DI INNATA ELEGANZA

itmi più moderati rispetto al passato ma una crescita sana e costante. Nel 2018 il mercato globale dei beni di lusso è cresciuto del 5% a tassi di cambio costanti, per un valore stimato di circa 1’200 miliardi di euro. E’ questa la visione emersa dalla 17ª edizione dell’annuale Osservatorio Alta Gamma che ha fotografato la crescita del 6% per i cosiddetti “Personal Luxury Goods” che raggiungono i 260 miliardi di euro. A guidare la crescita positiva del mercato sono i consumatori cinesi, la cui quota di spesa globale viene stimata al 33% mentre la quota dei consumi nel paese asiatico sale ancora al 9%. Il beneficio del potere d’acquisto cinese si riflette anche sull’orologeria svizzera, le cui esportazioni, secondo i dati della Federation of the Swiss Watch Industry FH, dopo una cadu-

R

ta isolata in settembre, sono tornate a salire nel mese di ottobre, in linea con le previsioni annuali, attestando da gennaio scorso un risultato a + 7,5%. Hong Kong (+22.3% rispetto al 2017), Cina (+14%) e Giappone (+10%), guidano il trend positivo nei primi 10 mesi del 2018, a fronte di una discesa del Regno Unito (-5,1%), Spagna (-11,9%), Austria (-29,1%), ed Italia (-13,4%). All’interno delle dinamiche del mercato si osservano le evoluzioni di un consumatore più giovane, informato da molteplici canali di comunicazione, e un aumento costante dell’interesse femminile nei confronti del segnatempo. Le donne, autonome e indipendenti, compiono le proprie scelte di acquisto con nuova consapevolezza, scoprendo una inedita passione per l’universo delle lancette e per i suoi più sensazionali protagonisti. È naturale che dal territorio rosso

PATEK PHILIPPE Ladies Chronograph Movimento: Calibro CH 29535 PS meccanico a carica manuale. Prezzo: € 77.401

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crociato, le marche dell’alta orologeria abbiano

da un movimento di alta orologeria, il calibro 2.1.

felicemente aperto i propri confini di tecnologia

Disegnato dallo Chanel Watch Creation Studio,

ed estetica all’universo femminile.

la fucina dei calibri realizzati in-house dalla Mai-

Come sono le nuove creature? Dotate ognuna di

son, e prodotto internamente alla manifattura

una propria anima e di una personalità forte e

svizzera G&F Châtelain, con la sua perfezione

decisa. Un inno alla creatività dove la fedeltà alla

tecnica interpreta quest’anno l’eterea geometria

tradizione si accompagna a quel tocco elegante,

della camelia, il fiore preferito di Coco. Una vera

talvolta ribelle, che da sempre contraddistingue

prodezza di savoir faire orologiero che nella nuo-

una donna. Un esempio calzante, l’orologio Ma-

va estetica, adattata alla cassa di forma rotonda

demoiselle Privé Camelia Scheletrato animato

della collezione Mademoiselle Privé, rivela l’im-

GIRARD-PERREGAUX Cat’s Eye Day and Night Haute Joaillerie. Movimento meccanico a carica automatica. Prezzo: € 55.600 VAN CLEEF & ARPELS Complications Poétiques Lady Arpels Planétarium. Movimento meccanico a carica automatica provvisto di un modulo planetario. Edizione numerata. Prezzo su richiesta.


In questa pagina HERMÈS Carré Cuir. Movimento al quarzo fabbricato in Svizzera. Pagina sinistra AUDEMARS PIGUET Royal Oak Frosted Gold Automatico. Movimento meccanico automatico. Edizione limitata a 300 esemplari. Prezzo: € 55.300


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portanza che Chanel attribuisce al talento umano artigianale. Un’ode a quel mestiere, il sertissage, grazie al quale i delicati petali del calibro in oro bianco sono stati sapientemente incastonati con 185 piccoli diamanti taglio brillante. Anno fruttifero anche per Van Cleef & Arpels che il 9 novembre si è aggiudicata ben due premi all’edizione del GPHG, nelle sezioni Jewellery Watch e Ladies Complications. Il Lady Arpels Planétarium che interpreta il tempo nella celebre prospettiva onirica della Maison. Scordatevi le consuete lancette, qui è una deliziosa cometa in oro rodiato a segnare le ore in una visione poetica del cosmo. Il Lady Arpels Planétarium, rivisitazione dell’antenato maschile del 2014, riproduce fedelmente sul proprio quadrante il movimento di tre pianeti: Mercurio, Venere e la Terra seguita dal suo satellite, la Luna. Una danza celeste, tanto romantica quanto tecnicamente complicata, che si muove impalpabile su un quadrante in avventurina, un quarzo calcedonio le cui minuscole inclusioni riflettono la luce evocando i piccoli bagliori di un cielo notturno. Una pietra che nel 2018 è spuntata più volte sull’habillage

dei segnatempo dedicati alla donna e che ha sancito quasi un vero e proprio trend, comparendo sui quadranti del Cat’s Eye Day & Night Haute Joaillerie di Girard-Perregaux, del Saxonia Thin di A. Lange & Söhne e dell’orologio Rotonde De Cartier l’Heure Mystérieuse. Compagno preciso e affidabile, l’orologio è una creatura preziosa che parla la lingua del Tempo e lo misura, perché no, anche con un guizzo di trasgressione. Gli ultimi nati della limited edition Royal Oak Frosted Gold, frutto della partnership ormai consolidata tra Audemars Piguet e Carolina Bucci, chiudono l’anno in bellezza. Una sfida che desterà lo stupore degli appassionati più conservatori: ciascuno dei 300 esemplari della collezione dice addio a un codice emblematico dell’orologio ideato da Gerald Genta, il motivo tapisserie, per l’entrata di un quadrante a specchio argenté. «Un orologio che – secondo la designer fiorentina - è la riflessione delle donne contemporanee: diverse per la propria identità ed il proprio stile, ma tutte accomunate dall’apprezzamento per l’alta qualità, il design e la scelta di sempre nuovi obiettivi». Un pensiero che assolutamente condividiamo.

Sopra CHANEL Mademoiselle Privé Camelia Scheletrato. Movimento meccanico a carica manuale, scheletrato di Manifattura CHANEL Calibro 2.1 Prezzo: € 115.000 Sertissage del Calibro 2.1 di Chanel. Perfettamente capace di assorbire le tecniche tradizionali e quelle contemporanee, il reparto dedicato all’incastonatura della Manifattura svizzera G&F Châtelain si basa sulla maestria di 12 persone la cui esperienza va da 5 a 23 anni. Talenti formati internamente per perpetuare non solo metodologie e precisione ma la definizione di uno stile. Nella pagina sinistra CARTIER Orologio Cartier Libre. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 8971 MC. Edizione limitata e numerata a 50 esemplari.

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TOYS

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LA SIGNORA DELLE

LANCETTE PISA OROLOGERIA SI EVOLVE E COCCOLA ANCORA DI PIÙ LA SUA CLIENTELA. OLTRE ALL’OROLOGERIA IL NEGOZIO DI VIA VERRI A MILANO DIVENTA PUNTO DI RIFERIMENTO ANCHE PER I GIOIELLI

A

vete appena inaugurato il Salone dei Gioielli. Da dove nasce questa esigenza?

Siamo sempre stati precursori nel proporre alla nostra clientela prodotti pensati e dedicati alla donna, e questo ha gradualmente incluso anche un’offerta selezionata di gioielleria per accogliere le richieste dei nostri clienti. Nel 2014 abbiamo fatto un’ulteriore passo in questa direzione, disegnando la collezione “Lancette”, ispirata alle nostre radici orologiere. Questa collezione –una vera e propria “capsule collection”- ci ha fornito l’esperienza necessaria per ampliare ulteriormente la nostra presenza nel mondo dei gioielli, che si è concretizzata con l’apertura del Salone dei Gioielli e la presentazione della nuova linea Pisa Diamanti. Il gioiello è uno dei classici desideri femminili. Con questo spazio dedicato state cercando di andare maggiormente incontro alle donne? Sarà una specie di Pisa al femminile? Nel nostro settore siamo stati tra i primi ad andare incontro al mondo della donna, complice il fatto che da oltre 40 anni l’azienda ha un management tutto al femminile. Abbiamo sempre sostenuto la necessità di un’offerta concreta in termini di orologi per la donna anche quando il nostro mondo ragionava solo in termini maschili. Oggi la situazione si è evoluta ma continuiamo a prestare la medesima attenzione alla nostra clientela femminile e questa nuova avventura rappresenta un’ulteriore passo nel soddisfare e stimolare i clienti con un’offerta di prodotto sempre fresca, aggiornata e che rispetti i nostri valori e i nostri canoni di qualità. E non bisogna sottostimare i clienti maschili: sono infatti i principali acquirenti di preziosi da

regalare in svariate occasioni. Per quale motivo avete scelto solo (o quasi) i diamanti? La scelta non è che l’espressione dei nostri valori, ovvero sobrietà, eleganza, attenzione ai dettagli e ricerca costante della qualità. È proprio da queste caratteristiche che abbiamo tratto l’ispirazione per una linea con montature volutamente essenziali al fine di valorizzare proprio il diamante, la gemma nella sua forma più pura. Chi disegna le collezioni? Lei partecipa al concept? Pisa Diamanti nasce sicuramente anche dal desiderio mio e di mia madre di esprimere in una linea di gioielli quella che è la nostra visione e i nostri valori. Il nostro input è stato quello di voler aggiungere un tocco ulteriore di femminilità all’universo di Pisa Orologeria, mantenendo tuttavia un legame con il mondo delle lancette: abbiamo infatti richiesto che - in tutte le nostre montature - una griffe rappresentasse proprio una lancetta di orologio, impreziosita da un pavé di diamanti. Qual è la clientela di riferimento per Pisa Diamanti? Ci rivolgiamo alla medesima tipologia di clientela con la quale ci rapportiamo nel mondo dell’orologeria: un pubblico con gusti e età diverse ma che condivide la nostra visione in termini di estetica, eleganza e valore. Secondo quali criteri è avvenuta la scelta dei marchi che affiancano Pisa Diamanti? Con gli stessi criteri con cui lavoriamo da sempre nel mondo dell’orologeria, primo fra tutti la qualità. La scelta è stata orientata su brand storici e contemporanei: Boucheron, Chaumet, Chopard, de Grisogono, Messika e Tamara Comolli si affiancano a Pisa Diamanti, componendo una

Photographer Alberto Tandoi Fashion Editor Alberto Corrado Stylist Fabio Pravato Make-up&Hair Riccardo Morandin Si ringrazia Marco Fucella e Davide Azzini Gilardi di Pisa Orologeria Pagina accanto Orologio: A. Lange & Söhne Datograph modello Lumen carica manuale cassa oro bianco cinturino alligatore referenza: 405.034 Collana: tennis collezione Pisa Diamanti girocollo 44-45 cm

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In questa pagina Patek Philippe Twenty-4, in oro rosa e diamanti ref: 7300/1201R Nella pagina accanto Pendente: collezione “ vortice “de grisogono diamanti e oro rosa. Orologio: Rolex daytona oro rosa quadrante baguette 116505

proposta completa nel mondo dei preziosi: dai diamanti più puri e le varie tonalità di pietre colorate, alle forme e montature sia classiche che moderne.

ne nel 2018, insieme al Salone dei Gioielli. Il prossimo periodo sarà dedicato a consolidare queste iniziative, senza mai perdere di vista potenziali opportunità. Guardiamo sempre avanti…

Qual è il rapporto delle donne con il mondo dell’orologeria? Come è cambiato negli ultimi anni? Il nostro settore è stato per anni inteso come esclusivamente maschile, mentre la parte femminile è comparsa solamente negli ultimi decenni. Al contrario nella nostra realtà la componente femminile ha avuto, e ha tuttora, grande importanza: sin da quando mia madre e mia zia sono entrate in azienda negli anni ‘70, si sono adoperate affinché le collezioni femminili avessero sempre più importanza in un mondo tutto al maschile com’era all’epoca quello dell’orologeria. Oggi non solo le collezioni femminili hanno pari importanza di quelle maschili, ma le donne indossano tranquillamente orologi da uomo.

State puntando sull’apertura di corner dedicati monobrand (per l’orologeria ma anche per la gioielleria con De Grisogono). Perché? Ci siamo sempre opposti fermamente al concetto di corner e di department store suddiviso in spazi monomarca contigui, preferendo una soluzione più integrata ed armonica che avesse come denominatore comune la nostra identità neutra di realtà multimarca. Recentemente i brand hanno compreso l’importanza di integrare i propri spazi nel nostro flagship store, rafforzando così la nostra partnership e garantendo la miglior esperienza possibile ai nostri clienti.

Quali le novità nel mondo Pisa Orologeria? L’ultimo triennio ci ha visti coinvolti in numerose iniziative che hanno fatto crescere la nostra realtà: il Flagship Store nel 2016, la nuova Boutique Patek Philippe e quella Hublot nel 2017, la Boutique Vacheron Constantin e quella A.Lange&Soh-

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Per quanto riguarda i gioielli ci sono edizioni speciali? Se non ora che il Salone e la Collezione Diamanti sono da poco partiti, ci saranno in futuro progetti speciali particolari? Per il momento siamo concentrati sul consolidare questa nuova sfida imprenditoriale, consapevoli che sarà un percorso basato sulla repu-

tazione e quindi non immediato. In fondo nel mondo dell’orologeria ci sono voluti decenni di sforzi quotidiani e di coerenza per diventare la realtà affermata che siamo oggi. Non abbiamo in cantiere edizioni speciali, ma siamo costantemente pronti a cogliere le opportunità che si presenteranno. Qual è l’idea di fondo che unisce il mondo orologi a quello dei gioielli? Sono due mondi affini, ma non per questo identici. Sicuramente l’orologio è visto come un prezioso, soprattutto dalla clientela femminile e in un certo senso è l’unico gioiello da uomo universalmente accettato come tale. Ma ciò che lega i due mondi oltre alle affinità di prodotto è la sinergia riscontrata nella nostra clientela. Il fatto che abbiamo destinato oltre 100 mq del nostro Flagship Store all’alta gioielleria esprime proprio la sinergia che anima questi due mondi. Ovviamente non intendiamo solamente soddisfare la curiosità dei nostri clienti di orologeria in termini di gioielli, ma anche, viceversa, far scoprire l’universo orologiero a quei clienti che entreranno incuriositi dai gioielli: da sempre cerchiamo di rendere i nostri punti vendita dei luoghi di incontro, confronto e scoperta.


TOYS di Alfonso Rizzo. Ph. Roberto Felicioni

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SPECIE L’ULTIMA DELLA

LA 991 SARÀ PROBABILMENTE L’ULTIMA 911 CARRERA RS CON MOTORE ASPIRATO. CON I SUOI 520 CV, IL SEI CILINDRI BOXER ATMOSFERICO È L’ASPIRATO BOXER PIÙ POTENTE PROIETTA QUESTA RS NELL’OLIMPO DELLE SUPERCAR. L’ESTETICA È ESTREMA COME LE PRESTAZIONI CHE SA REGALARE Project Unique Media

F

urtiva e veloce. Molto veloce. Il colore verde “lucertola” tradisce le origini animalesche di questa bestia a quattro ruote. L’ampio alettone posteriore non fa che confermare le aspirazioni agonistiche della Porsche GT3 RS. In effetti si tratta di un’auto da corsa omologata per la circolazione stradale, completa di un corredo che la rende pronta per la pista: roll-bar, due sedili in guscio di carbonio, cerchi monodado, oltre alle numerose prese d’aria e svariate appendici aerodinami-

che. Sarà forse l’ultima Porsche a montare un motore atmosferico, ovvero senza turbocompressore (ormai necessario per garantire elevate prestazioni pur rispettando le normative antinquinamento) e questo rende la GT3 RS un vero pezzo da collezione. I duecentomila euro necessari per mettersela in box (più optional, naturalmente) potrebbero essere l’investimento del secolo, ma la lista d’attesa è lunga e la produzione limitata: sul sito ufficiale porsche. it la si può configurare a piacimento, ma non è più ordinabile.

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A vederla così, smargiassa e spavalda, incute un certo timore, ma una volta scesi a bordo si ritrova la rassicurante configurazione di tutte le più recenti Porsche 911 Carrera con il cruscotto a 5 quadranti tondi, il monitor da 7 pollici a centro plancia per navigatore e infotainment e la pulsantiera essenziale per comandare le diverse funzioni. Il volante a tre razze rivestito in Alcantara non ha orpelli o pulsanti. Non c’è nemmeno l’interruttore Mode, la rotella magica posizionata sul volante sotto la razza destra che trasforma le altre 911 da docili gattoni a sportive di razza alla pressione di un sol bottone. Sulla GT3 RS la modalità Sport+ è sempre inserita. Le uniche opzioni disponibili attraverso la semplice pressione di altrettanti pulsanti sono: sospensioni più rigide, anche se l’assetto base non è certo morbido; scarichi aperti per un sound ancora più coinvolgente; PDK Sport per cambiate fulminee e scalate da vero pilota con tanto

di punta-tacco automatico; e controlli di stabilità e di trazione disabilitabili completamente. Una volta avviato il 6 cilindri boxer aspirato di 4 litri con un quarto di giro della chiave inserita sul lato sinistro del quadro, come da tradizione Porsche, la musica dei 520 Cv riempie l’abitacolo e preannuncia prestazioni senza compromessi. Bastano 3”2 per scattare da 0 a 100 km/h e fare rientrare la GT3 RS nella ristretta cerchia delle supercar “accessibili”. Sviluppata dal reparto Motorsport partendo dalla 911 GT3 e ispirandosi alla versione da corsa GT3 Cup, la RS punta alla migliore dinamica possibile attraverso l’alleggerimento e l’aerodinamica, oltre che con il più potente motore boxer mai prodotto da Porsche. Il cofano motore, l’alettone posteriore e i parafanghi anteriori allargati sono realizzati in carbonio ultraleggero. Tutti particolari che contribuiscono a ridurre il peso (1.430 kg a secco) e migliorare la deportanza, ovvero la pressione


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dell’aria per schiacciare a terra la GT3 RS per migliorare l’aderenza. L’ala posteriore genera da sola oltre 140 kg di deportanza a 200 km/h: quasi il doppio della GT3. Ciononostante, l’«erreesse» può raggiungere la velocità massima di 312 km/h. Minimalista in molti dettagli, come le maniglia per aprire le portiere realizzate con una fascetta di nylon, la GT3 RS non rinuncia ai comfort essenziali come il sistema di climatizzazione, il navigatore e tutta la connettività necessaria all’infotainment. Anche le sospensioni regolabili su due livelli di rigidità lascerebbero pensare che questa – come tutte le Porsche – possa essere un’automobile da guidare tutti i giorni, ma in realtà si tratta di un’auto da corsa omologata per la circolazione stradale. I comfort di bordo servono semplicemente per allietare i trasferimenti da casa verso il circuito e ritorno. Sì, perché è in pista che la “lucertola” dà il meglio di sé. L’accelerazione al via è fulminea. Sorprendente la progressione con la quale questa 911 raggiunge velocità da decollo per un caccia bombardiere. Il cambio PDK a doppia frizione innesta i rapporti

senza soluzione di continuità e senza che si avverta il benché minimo sussulto fra una marcia e l’altra. In staccata sembra leggerti nel pensiero: scala tutte le marce possibili prima dell’inserimento in curva che avviene sempre nel rapporto più giusto. Una volta scaldato con le prime frenate impegnative, l’impianto frenante carboceramico (da oltre novemila euro) è preciso ed efficace, e così resta anche dopo diversi giri ‘tirati’. La danza tra i cordoli è qualcosa di sconvolgente: precisa in inserimento e chirurgica in percorrenza di curva per uscirne in perfetta traiettoria spalancando il gas. La trazione posteriore e le quattro ruote sterzanti non fanno affatto rimpiangere la trazione integrale delle 911 Carrera 4, 4 S e 4 GTS. La macchina perfetta, insomma: la Porsche perfetta per andare da casa a un qualsiasi circuito e divertirsi tutto il weekend, ma allo stesso tempo, la GT3 RS è forse l’unica 911 Carrera che non si può usare tutti i giorni. Meglio tenere in box anche una GT3 “normale” per portare i bimbi a scuola o andare a fare spese.

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UNIQUE

LIFE IN COLOUR

LA CHIAVE DEL LORO SUCCESSO E L’INGREDIENTE PRIMARIO DEL LAVORO: GIANNI MAIMERI E SILVIA BASTA HANNO IL CROMOSOMA DEL COLORE. LI INCONTRIAMO NEL LORO SPLENDIDO APPARTAMENTO SITUATO NEL CUORE DI MILANO ATTORNIATI DA OPERE E DAI LORO AMATI FIGLI.

a vita è così corta, e a volte così grigia, che dobbiamo sforzarci di riempirla di colore, ricchezza e ispirazione” spiega Silvia. Dirompente e condivisibile il principio guida della filosofia di Gianni Maimeri e sua moglie Silvia Basta, determinati a mettere nella giusta luce la personalità e l’espressione artistica di giovani talenti nel campo dell’arte attraverso la Fondazione Maimeri, nata nel 1997 in nome di Giovanni (Gianni) Maimeri artista lombardo, nonché nonno del fondatore.

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Che bisogni deve assolvere l’arte: emotivi o funzionali? Silvia: “E perché non entrambi? Non sono in contraddizione. Un’opera o installazione può essere compresa a vari livelli di significato e sollecitare allo stesso tempo le nostre emozioni.” Perché la Fondazione Maimeri continua ad essere un faro dell’avanguardia culturale nel campo pittorico? Gianni: “Perché è nata per promuovere una cultura del vivere moderno, ed è impressionante

quanto ancora sia rilevante la visione di mio nonno Giovanni, profondo conoscitore delle tecniche artistiche, che nei primi del ‘900 non era soddisfatto dei risultati dell’industria moderna delle tempere e dei colori a olio pronti all’uso che aggiungevano cere, olii essenziali e balsami alle vecchie formule basate esclusivamente sulla miscela di olio e pigmento, in modo da rendere il prodotto più economico e dall’aspetto apparentemente più omogeneo a scapito di coprenza, minor aderenza al supporto e screpolature. Per questo motivo decise di produrre


da sé colori che rispettassero la purezza della miscela tra pigmento e olio garantendo così tonalità sempre brillanti e vivaci, e soprattutto stabilità. È da qui, da questa passione e dall’amore per il bello e per le cose fatte bene, che inizia la storia della mia famiglia fino ai giorni nostri.” Se potesse incontrare di nuovo suo nonno cosa gli chiederebbe? Gianni: “Prima sarebbe un grande emozione, non avendolo conosciuto e gli chiederei “Caro nonno, tu che hai prodotto un’evoluzione nelle ricerche artistiche d’impronta naturalista, rivolte allo studio dell’incidenza della luce sui corpi e del ruolo dei colori. Con la tecnologia attuale, quali altre strade, ti piacerebbe percorrere, affinché l’arte possa essere concepita come purezza del colore e del vissuto percepito”.” Con la Fondazione è riuscito a trasferire l’arte in luoghi atipici concependola come qualcosa che salverà il mondo? Silvia: “Assolutamente sì, dato che proprio per la prima della Scala trasferirò alcuni quadri di mio nonno all’interno del carcere di San Vittore per sostenere il direttore Giacinto Siciliano e l’asso-

ciazione Nave, impegnata nel recupero e nel sostegno dei detenuti con problemi di dipendenza. Parallelamente a partire dal 14 dicembre fino al 20 gennaio la Triennale di Milano ospiterà “In transito. Un porto a San Vittore”, parte del progetto “ti Porto in prigione”, che documenta la vita, le attività e le speranze di circa sessanta detenuti che, nel periodo di custodia cautelare, hanno intrapreso un percorso terapeutico d’arte attraverso la conoscenza del colore.”

Pagina a fianco Tabarin, 1914, olio su tela, cm 150x225 Qui sotto Maimeri Puro, bauletto vintage Silvia Basta davanti a una opera di Silvio Porzionato A sinistra Gianni Maimeri nel suo studio, Reparto Barona 1909

La creatività ha a che fare con la nazionalità o si può definire globale? Gianni: “Non credo che l’arte abbia una bandiera particolare, ma esistono certe “scuole” che hanno radici geografiche definite. Gli artisti con cui lavoriamo condividono un approccio all’arte di chiarezza e semplicità poetica. Il passaporto qui da noi non c’entra, c’entra l’attitudine.” Nella vostra stanza ideale, cosa desiderate mettere? Silvia e Gianni: “Pareti vuote, e un grande tavolo con sedie e sgabelli, intorno al quale radunare amici e conoscenti per lavorare, mangiare e creare arte.”

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DISTRIBUTION Posh Magazine è distribuito, oltre che in edicola, anche nelle seguenti location esclusive:

hotels & resorts, Spa, yacht clubs, librerie. Di seguito una selezione degli hotel e delle Spa nostri partner.

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BOSCOLO DEI DOGI

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BORGO EGNAZIA

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