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POSH POSH

UNIQUE

A € 11; B € 10; DK DKK 115; F € 10; D € 11; UK GBP 9,80; L € 10; N NOK 115; NL € 11; P € 10; E € 10; S SEK 130; CK CKF 13;

ENGLISH TEXT Prezzo 10€ (Italy only)

80 N–4 Unique Media srl Bimestrale – settembre-ottobre 10–09–2018

for life Lust

No. 80

ISSUE


VERSACEJEANS.COM


COLOPHON

POSH

EDITORIAL DIRECTOR Enrico Cammarota (enrico.cammarota@uniquemedia.it)

No. 80

EDITOR–IN–CHIEF Luisa Micaletti (luisa.micaletti@uniquemedia.it)

DESIGN

Anna Casotti

TRAVEL

Antonella Tereo

WATCH

Diego Tamone

MOTORS

Maurizio Bertera Alfonso Rizzo

CONTRIBUTORS Alberto Corrado, Fabio Pravato, Isabella Broggini, Veronica Cristino, Alessia Ferri, Alessandro Iacolucci, Alessio Jacona, Luca Sordelli, Marco Torcasio, Paolo Landi, Matteo Dall’Ava, Yuri Catania, Roberto Messina Alberto Tandoi, Roberto Felicioni, Chrisma Lan, Alessandro Oliva

FOREIGN CORRESPONDENTS Fausto Furio Colombo – Zurigo Alessandra Fanari – Parigi Manuela Lietti – Pechino Michela Dapretto - Londra

GRAPHIC DESIGN Claudia Masini Ceccantini Stefania Di Bello

In cover: Photographer Yuri Catania Suit Tagliatore Pino Lerario shirt Alessandro Gherardi necklace Arnoldi for Acme USA, 1985, private collection belt Nanni Milano keychain Ugo Cacciatori

In cover: Photographer Yuri Catania jumpsuit Alberta Ferretti bandana Sharra Pagano clutch Salvatore Ferragamo

POSH È UNA PUBBLICAZIONE BIMESTRALE DI UNIQUE MEDIA SRL

Posh è distribuito in Italia e nei seguenti paesi: Australia, Belgio, Brasile, Corea del Sud, Emirati Arabi, Finlandia, Giappone, Gran Bretagna, Hong Kong, Israele, Lituania, Malta, Olanda, Portogallo, Singapore, Taiwan, Ungheria

UNIQUE MEDIA SRL Via Cadolini 34 – 20137 Milano tel. +39 02.49542850 adv@uniquemedia.it (advertising) segreteria@uniquemedia.it

STAMPA Arti Grafiche Boccia Spa

DISTRIBUZIONE SO.DI.P. “Angelo Patuzzi Spa” Via Bettola, 18 – 20092 Cinisello Balsamo

Registrazione Tribunale di Milano n. 1 del 7/01/2003. ©Unique Media srl. Tutti i diritti riservati. Manoscritti e foto originali, anche se non pubblicati, non si restituiscono. È vietata la riproduzione, seppur parziale, di testi e fotografie.


Via Condotti, 15 ROMA Via Montenapoleone, 10 MILANO www.vancleefarpels.com - +39 02 36000028


CONTENTS 16 Editor’s letter 18 Parigi Mon Amour 22 Posh Design 26 10 Corso Como - NY

LUXURY LEISURE 30 Promenade architettura 38 Tom Dixon - NY 42 Interview: Narciso Rodriguez 46 Brunello Cucinelli 50 Niko Romito 58 Excellence: Chanel Coromandel 62 Les Journées Particulières 64 Top Toys: Ferrari 488 Pista FASHION 74 Dreaming Texas 96 Inspiration: Millicent Rogers 98 Exhibition: Storie di moda. Campari e lo stile 100 The Muse 108 Interview: Jacquemus 110 Boxeur 124 Au197Sm: Paola Emilia Monachesi 128 Circolo Virtuoso BEAUTY 132 Dior JOY 136 Speciale NARS Cosmetics 140 Givenchy L’INTERDIT 142 Beauty Mix 148 Men Fragrances 150 Interview: Kilian 154 Rubeus Rouge TRAVEL 158 Mauritius 166 Maldive POSH IN THE CITY 174 Milano 178 Arte: Maria Lai da M77 Gallery 182 Interview: Isacco Brioschi 186 Fenomeno Bistrot 190 Good Food 192 I luoghi di Roma 194 Paraggi & Portofino: Eight Hotels THE CLUB MAN 202 Audi 206 Business: I mecenati dell’arte POSH PROPERTIES 212 Exclusive sales from the world 2

Photographer Yuri Catania Dress Max Mara earrings, necklace and bandana Sharra Pagano belt Nanni Milano boots Casadei


CHANEL .COM

La Linea di CHANEL - Numero con addebito ripartito 840.000.210 (0,08€ al minuto).


EDITOR’S LETTER: Enrico Cammarota

UN VIAGGIO NELL’ECCELLENZA

Il nostro percorso ha tratti di unicità perché usciamo al di fuori della logica di magazine di settore, dove o si parla di moda o di design o di arte. Noi raccontiamo in ogni numero un viaggio attraverso le eccellenze in cui inciampiamo e che sanno sorprenderci. Personalità che ammiriamo per il coraggio di intraprendere nuove strade, di andare oltre. Vorremmo che a tutti fosse chiaro un monito di Maria Grazia Chiuri “Se la moda parla a sé stessa perde il rapporto con il mondo, è vero che i suoi prodotti li consumano tutti, ma è anche vero che il dialogo sulla moda spesso resta chiuso in un gruppo ristretto. È un grave rischio”. Noi vogliamo portare a conoscenza di un mondo spesso distratto e confuso, il lavoro, i progetti più significanti. Parlare di moda a chi si occupa di arte, di design a chi ama il food, di nautica a chi ama l’architettura. Insomma il “bello”, il vero contenuto non ha barriere, ma ha solo bisogno di trovare nuovi sostenitori. Quei muri issati ancora da franchigie di conservatori che girano altezzosi pensando che sia l’esclusione il vero motore di valorizzazione di un brand non stanno facendo altro che limitare il messaggio dell’azienda per cui lavorano. Nel mio master in Economia in Bocconi ricordo questa frase raccontata dal un esimio docente “Gli scettici vanno impiccati nel cortile dell’azienda per far vedere agli altri che fine fanno gli

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scettici”. Una frase figurativa che applicherei a tutti gli altezzosi, che in Italia e solo in Italia non concedono appuntamenti per raccontare il proprio lavoro, nascondono l’invito per poi darlo al vicino di casa. Insomma mediocri che vivono sulla pelle di aziende di eccellenza come bacilli. In Posh raccontiamo la nuova Promenade di New York, presentando progetti straordinari che ci danno l’idea di come deve muoversi una città che guarda al futuro. Abbiamo intervistato lo chef più interessante e più antistar possibile, Niko Romito, (ri)visitato Solomeo, dimora del mondo Cucinelli, chiacchierato con Narciso Rodriguez… Siamo andati in giro in Ferrari fotografandola nel suo territorio con una prospettiva completamente diversa, unica come piace a noi. Vissuti e incontrati i protagonisti degli ultimi lanci beauty, viaggiato alla scoperta dei nuovi resort fra Maldive e Mauritius, ammirato i mecenati dell’arte, incantati davanti alle opere di Maria Lai. Insomma un numero ricco di spunti, ricco di emozioni. Da leggere, guardare, tenere. Lo trovate in edicola, nelle camere e nelle suites degli Hotel cinque stelle più importanti, perché lì passa il nostro pubblico cosmopolita, e nelle lounge più esclusive degli aeroporti internazionali. Stiamo intanto già preparando il prossimo numero “Assoluto” da collezionare. Alla prossima e buona lettura.


AGENDA di Alessandra Fanari

PARIGI MON AMOUR TORNA L’AUTUNNO E, COME OGNI ANNO, PARIGI ACCENTRA ALCUNI DEGLI APPUNTAMENTI PIÙ ATTESI DELLA STAGIONE

La Fiac e la Biennale Paris per gli amanti del mondo dell’arte di ieri e di oggi, ma anche la Paris Fashion Week che riunirà la fedele comunità della moda internazionale. Dinamica ed effervescente, Parigi celebra il Giappone con una serie di esposizioni ed eventi che esplorano le infinite e sottili nuances di una cultura ancestrale ma ultracontemporanea. E in questo altalenarsi di passato e presente “Alchimie d’une collection” riscopre lo splendore dell’Ancien Régime nell’audace visione che Azzedine Alaïa offre di Madame de Pompadour, mentre la nuova boutique di Aurelie Bidermann, immaginata come una vecchia dimora provenzale, ci fa scoprire una versione eclettica e contemporanea dell’universo del gioiello.

L’ALCHIMIE SECRETE D’UNE COLLECTION Se è vero che ogni collezione racconta una storia, quella che ispira “La Pompadour” è emblematica nel percorso di Azzedine Alaïa, tanto artisticamente che privatamente. La Fondation Alaïa presenta 39 modelli creati nel 1992 inspirati allo stile della grande favorita di Luigi XV. Il couturier che amava l’arte, la cultura e i grandi personaggi della storia francese, nel 1987 comprava, nella rue de la Verrerie, un vasto atelier industriale, una successione di spazi che furono un tempo “l’Hotel des eveques de Beauvais”. Durante i lavori di restauro – di quella che sarà la Maison Alaïa e poi la Fondazione – il couturier scopre che proprio in quei luoghi Jeanne-Antoinette Poisson, era stata educata per poter accedere a corte, come Madame Pompadour. La prima collezione creata nel nuovo atelier, rivisita dunque con grande maestria il rigore dei tagli, la sofisticazione dei ricami e delle decorazioni che fecero la grandeur della moda a Versailles. Associazione Azzadine Alaïa 18, Rue de la Verrerie Fino al 6 gennaio 2019 18

Azzedine Alaïa


LA FIAC À LA MAISON GUERLAIN Futurs Antérieurs à la Maison Guerlain. Da ormai 12 anni la Maison Guerlain partecipa al percorso VIP della Fiac che quest’anno aprirà le porte dal 19 al 21 ottobre. Futurs Antérieurs esplora, attraverso una ventina d’opere, le nozioni della temporalità, della memoria e della trasmissione, valori chiave della Maison. Foto, pitture, installazioni, video, il percorso varia gli approcci formali sul filo di una narrazione che aggancia l’intimità del ricordo alle visioni d’anticipazione, il paradiso perduto alla forza dell’utopia. Una selezione che affianca artisti confermati e talenti emergenti: Christian Boltanski, Jean-Michel Alberola, Arotin & Serghei, Charlotte Charbonnel, Jan Fabre, Fabrice Hyber…. Futurs Antérieurs, 68 Avenue des Champs-Elysées 19 ottobre - 9 novembre

JAPONISMES 2018 La purezza della sua estetica, l’eleganza raffinata dei suoi giardini, la perfetta costruzione dei suoi kimonos e la bellezza della decorazione. Il Giappone è uno stile, un arte e un savoir vivre che l’autunno parigino celebra in tutte le sue sfaccettature. Esposizioni, teatro, concerti, cinema, gastronomie, art de vivre, danza ma anche sport traduranno questo omaggio nelle maggiori istituzioni culturali come le Centre Pompidou, la Philharmonie de Paris, le musée des Arts Décoratifs, Chaillot Théâtre national de la Danse, la Grande halle de la Villette, la Maison de la culture du Japon à Paris, la Cinémathèque française, le Théâtre de la ville etc. Il titolo di questa grande manifestazione evoca d’altronde la vague artistica “giapponizzante” che invase le Paris du fin de siècle. Japon - Japonismes. 1867 – 2018 Musée des Arts Décoratifs 10 ottobre - 31 dicembre 2018 Centre Pompidou

NUOVA BOUTIQUE D’AURÉLIE BIDERMANN Il fascino rétro delle gioiellerie della Parigi degli anni 20. È questa l’atmosfera della seconda boutique d’Aurélie Bidermann, la creatrice che, da ormai dieci anni, reinventa la visione del gioiello. Leggerezza e solarità, simbolismo e virtuosutà dell’Art Nouveau, le collezioni d’Aurelie Bidermann accumulano le referenze e mixano, senza complessi, pietre preziose e conchiglie, medaglioni e spago colorato, per un’estetica raffinatamente bohème. Creato dall’architetto Fabrizio Casiraghi in collaborazione con l’Atelier Franck Durand, il nuovo store, Rive Droite, non smentisce l’ispirazione intimista ed esotica, abbinando colori pastello con la solarità calda del suolo in terracotta ispirato dalle vecchie dimore della campagna provenzale. Da scoprire le novità ispirate all’artigianato messicano ma anche i classici della maison come i preziosi medaglioni della collezione Chivor o la delicatezza della collezione Dentelle. Aurélie Bidermann Rive Droite Rooftop pool

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Aurélie Bidermann


VIA DELLA SPIGA 3 @TATRAS_OFFICIAL


POSH PROJECT di Anna Casotti

LUXURY VISION LA TORRE SCULTOREA DI BROOKLYN POINT REINVENTA L’ESTETICA RAFFINATA E MODERNISTA, IN UNA SQUISITA ART DE VIVRE

Manhattan e Brooklyn Bridge all’orizzonte, piscine a sfioro riscaldate, campi da squash, private residences d’élite e amenities da “mille e una notte”. Nella sua rinascita in costante fermento, Downtown Brooklyn si è trasformato in un epicentro dedicato all’innovazione e alla cultura ed è in questo contesto creativo che il residential building Brooklyn Point by Extell Development Company introduce una nuova idea di luxury lifestyle. L’imponente torre ideata dallo studio di architettura di fama mondiale Kohn Pedersen Fox (KPF) nei suoi vertiginosi 200 metri di altezza svela una moderna facciata scultorea che culmina in una corona inclinata, creando un profilo iconico nel panorama esclusivo a 360 gradi sullo skyline di New York, sui fiumi Hudson e East River e sui parchi lussureggianti. Ed è all’interno della Park Lounge a tre altezze che si aprono un bar, un salone dal sapore contemporaneo, uno spazio di co-working affiancati a una cucina dimostrativa dello chef e una biblioteca del vino oltre alla sala giochi e a una sala per proiezioni e performance. «Extell Development Company ha da tempo creato location a New York dalla straordinaria architettura unita a un interior design sofisticato

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e a servizi di lusso. E con Brooklyn Point vogliamo offrire ai nostri clienti alta qualità e artigianalità» ha dichiarato Gary Barnett, Presidente e fondatore di Extell Development Company. Firmate dal rinomato studio di interior design Katherine Newman Design, le 458 private residences e le amenities riflettono una vision legata all’eccellenza che narra, in una sensibilità modernista, un’estetica sofisticata. Un approccio che si traduce anche nei simboli del benessere: dalla piscina con acqua salata alla parete per arrampicata su roccia allo studio di yoga e pilates, campo da squash e basket e un’elegante spa dotata di sauna, bagni di vapore, vasca idromassaggio. Circondati da un suggestivo giardino, una vera e propria oasi all’aperto creata dal premiato studio di architettura paesaggistica Mathews Nielsen Landscape Architects. Ma il fiore all’occhiello del residential building si svela nel rooftop: 40.000 metri quadrati di pura meraviglia in cui una piscina a sfioro riscaldata e un rifugio sofisticato con solarium, sale da pranzo e uno spazio per proiezioni cinematografiche si affacciano su uno dei panorami più inaspettati di Manhattan. Immersi sul “tetto del mondo”, avvolti dalle mille luci di New York.

Brooklyn Point 138 Willoughby St, Brooklyn - New York Architect: Kohn Pedersen Fox (KPF) Interior Design: Katherine Newman Design Landscape Design: Mathews Nielsen Landscape Prezzi: private residence da $ 837.000. brooklynpointnyc.com Rooftop pool

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NEWS di Anna Casotti

LA CORTE DELLA CREATIVITÀ NEL NUOVO EPICENTRO CULTURALE DI LOWER MANHATTAN - NEGLI ANNI ‘60 SEDE DEGLI ARTISTI AGNES MARTIN, ROBERT INDIANA, CHRYSSA, JACK YOUNGERMAN INAUGURA LA VISION DI 10 CORSO COMO, IMMERSI NEL TRATTO STILISTICO DI KRIS RHUS Nel fascino dello storico Fulton Fish Market Building, tra i più antichi mercati degli States inaugurato nel 1822 a Seaport District in Lower Manhattan, la vision di Carla Sozzani e il tratto stilistico immaginato dall’artista Kris Rhus per 10 Corso Como invade l’intero piano. È durante la fashion week newyorkese che il brand made in Italy ha aperto il suo unico concept store americano portando a Manhattan - dopo Milano, Seoul, Shanghai e Pechino - la sua estetica nell’universo della moda e del design. Scandito dall’iconico logo, lo spazio si immerge in 2800 mq di pura magnificenza, nuovo epicentro creativo, culturale, gastronomico e dello shopping in città. Qui un tempo avevano i loro atelier artisti come Agnes Martin, Robert Indiana, Ellsworth Kelly, Chryssa, Jack Youngerman... «A quasi 30 anni dall’apertura a Milano con 10 Corso Como - spiega la fondatrice Carla Sozzani - sono fiera di essere parte della rinascita di uno dei quartieri artistici e commerciali storici di New York». Parte dell’audace e attesa renaissance del quartiere - grandioso progetto di The Howard Hughes Corporation che coinvolge il food, la moda, l’hotellerie in Seaport - all’interno del concept store un’accurata selezione di oggetti, design, fashion, libri, accessori, ma anche una galleria d’arte e di fotografia, un incantevole

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giardino e il 10 Corso Como Café in cui gustare la cucina ispirata a tutte le regioni d’Italia. Ed è in occasione dell’opening che per la prima volta a New York sono state in scena le sneakers dello storico marchio Superga caratterizzate dal logo iconico di 10 Corso Como, i look più significativi della collezione di prêt-à-porter Autunno 2018 di Prada, pezzi d’archivio in edizione limitata del leggendario Alaïa, oltre a una t-shirt e a una shopping bag in esclusiva per il nuovo store. Si resta incantati di fronte alle geometrie luminose di Michael Anastassiades per Flos, immaginate nella loro interazione tra luce e spazio, o dalla suggestione delle immagini inedite della mostra fotografica “Helmut Newton, Private Property” organizzata dalla Fondazione Sozzani in collaborazione con la Helmut Newton Foundation. Scattate tra il 1972 e il 1983, le 45 stampe vintage narrano il lato intimo delle celebrità ritratte dal Maestro che amava definirsi “invasore della privacy”: da un giovane Karl Lagerfeld a Elsa Peretti in un costume da “Bunny” di Halston, in un mix di eleganza, erotismo e raffinata decadenza. E nel segno dell’italian style, la collezione anticonvenzionale di Seletti creata con l’acclamato Studio Job è un tripudio cromatico ed eclettico, tra una sedia hamburger, un tappeto di uova, lampade banana e gatto. Per esplorare i confini tra arte e design.

10 Corso Como Fulton Fish Market Building Seaport District – New York 10CorsoComo.nyc


LUXURY LEISURE


POSH DESIGN di Anna Casotti

PROMENADE ARCHITETTURA TRA OPERE DI STREET ART, INSTALLAZIONI E PERFORMANCE, L’OASI DI NEW YORK SI TRASFORMA IN UN’AUTENTICA “PROMENADE” DEL CONTEMPORARY DESIGN. POSH PRESENTA IN ANTEPRIMA LE NUOVE ARCHITETTURE CHE REINVENTANO L’HIGH LINE. IN UN INCANTEVOLE PERCORSO NELL’AVANGUARDIA

La “walk of architecture” di Manhattan da cui ammirare i progetti avveniristici ed esclusivi firmati dai Maestri più autorevoli ha un nome: passeggiando sulla High Line, il parco sopraelevato che ha modificato il volto di New York, si rimane attoniti dalle diverse morfologie architettoniche che stanno trasformando una delle premonade più celebri al mondo. Avvolti da edifici innovativi e vertiginosi skyscraper, tra le intersezioni volumetriche di Frank O. Gehry e i giochi geometrici di Jean Nouvel, spiccano le creazioni visionarie di Zaha Hadid e le sue ispirazioni all’universo degli yacht, le torri “danzanti” di BIG - Bjarke Ingels Group, l’idea di eccellenza di Peter Marino, gli intrecci di scale ideati da Heatherwick Studio nell’architettura scultorea Vessel, il cinetico The Shed, Centro per l’Arte mutante che scorre su binari immaginato da Diller Scofidio + Renfro con Rockwell Group. The future is now...

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THE SPIRAL INNOVATIVE WORK SPACE Con i suoi giardini pensili e un’architettura ispirata al Rockefeller Center, sarà il nuovo punto di riferimento architettonico newyorkese Situata tra la High Line e il nuovo Hudson Boulevard Park, The Spiral by BIG - Bjarke Ingels Group come il Guggenheim di Frank Lloyd Wright sarà un punto di riferimento architettonico a New York, nella sua morfologia creata da una spirale che si avvolge attorno a un asse centrale. «Progettato pensando alle necessità delle persone che lo occupano - spiega Bjarke Ingels - The Spiral assicura che ogni piano della torre si apra verso l’esterno creando giardini pensili e atri a cascata che si collegano all’aperto dal piano terra alla vetta in un unico spazio di lavoro ininterrotto». Nel suo percorso esterno continuo e nella sua idea rivoluzionaria

degli spazi di lavoro, l’edificio detta un nuovo lifestyle in cui la natura diviene parte integrante dell’ambiente e gli spazi mutano in base alle singole esigenze. Ispirata all’architettura iconica del Rockefeller Center e alla tradizionale morfologia dei grattacieli storici newyorkesi, la spirale avvolge la torre che si fa sempre più sottile, dando vita a configurazioni uniche e inattese: dalle terrazze da cui ammirare le viste magnifiche dello skyline agli spazi che si connettono a livelli multipli, interessante alternativa all’utilizzo degli ascensori. In un’inedita dimensione progettuale. Hudson Boulevard Park thespiralny.com


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The Spiral, project by BIG-Bjarke, Ingels Group


TRIDIMENSIONAL GLASS OPENING NEL 2020 Il progetto delle due torri vetrate firmato Heatherwick Studio si ispira all’archeologia industriale

515 West 18th Street, Courtesy Related Cos

Due torri residenziali collegate tra loro al di sotto dell’High Line traslitterano lo stile caratteristico di una tipica warehouse di New York. Ispirato al patrimonio di archeologia industriale che scandisce ogni strada del quartiere, l’esterno in mattoni di 515 West 18th Street by Heatherwick Studio dona alla facciata un tocco artigianale. «Con una strada sottostante che attraversa entrambi i lati della High Line - spiega Thomas Heatherwick, fondatore dello studio - esisteva un’opportunità unica per celebrare la trama urbana del parco sopraelevato e il carattere distintivo di Chelsea. Abbiamo voluto creare così un innovativo collegamento visivo e panoramico per chi abiterà le torri attraverso la reinvenzione della classica vetrata residenziale trasformata in vetrata tridimensionale scolpita. In un gioco di luce che crea pura emozione». 515 West 18th Street heatherwick.com

The Getty project

THE GETTY NEW EXCELLENCE Peter Marino firma sei lussuose residenze, simbolo del nuovo lifestyle up-to-date Progettato dall’architetto visionario Peter Marino per Victor Group e Michael Shvo, The Getty con le sue sei lussuose residenze sarà il simbolo di una nuova idea di eccellenza nell’abitare, tra design ricercato, opere d’arte e un lifestyle high end. Si affaccia sull’High Line il nuovo gioiello architettonico scaturito dalla mente del progettista e designer tra i più acclamati del contemporaneo. La facciata in metallo si alterna a oltre 167 finestre alte più di 6 metri, ciascuna di dimensioni differenti. Tra le 80 diverse finiture di pietra, marmi e legni provenienti da tutto il mondo, tra cui Francia, Grecia, India, Italia, Pakistan, Turchia e Uganda, The Getty offre cinque splendide dimore a piano terra - ognuna pensata con un differente layout progettato ad hoc - e duplex penthouse con accesso esclusivo al rooftop, ampia terrazza e private pool, oltre a un museo con pezzi della collezione d’arte privata di J. Tomilson Hill. 503 West 24th Street victorgroupnyc.com

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View 10 Terrace hover shot

Interni 10 Terrace hover shot

DESIGN BOUTIQUE RESIDENTIAL CONDO ORGANIC FORM Come le sinuose linee di uno yacht extralusso, Zaha Hadid Architects inaugura quest’anno l’ultimo progetto nella Grande Mela «Sono sempre stata affascinata dalla High Line e dalle sue molteplici potenzialità per New York - raccontava la Pritzker Prize Zaha Hadid - e il design di 520 West 28 th Street si combina con la città, mentre i concetti di flusso dello spazio creano un nuovo ambiente di vita dinamico». Nel cuore di Chelsea, il capolavoro dell’architetto visionario è scandito da piscine e terrazze panoramiche, dimore superesclusive e amenities sofisticate, nel segno dell’eccellenza. Nel Design Boutique Residential Condo, immerso in geometrie fluide in cui si specchiano i simboli di New York e ispirato a un lussuoso

yacht - tra curve “organiche” e ampi spazi esterni - le 39 private residences sono pensate come “contenitore” di un distintivo elemento scultoreo. «Ogni residenza - nelle parole di Zaha Hadid - è stata creata con una propria identità, tra molteplici prospettive e panorami emozionanti». Opulente e maestosa, la lobby si erge a doppia altezza, tra l’incanto di giardini e cortili outdoor, una terrazza panoramica, una piscina coperta e il raffinato wellness centre. All’orizzonte, le mille luci di Manhattan. 520 West 28 th Street 520w28.com

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THE SHED KINETIC ART CENTER Interamente dedicato all’arte e progettato da Diller Scofidio + Renfro in collaborazione con Rockwell Group Inaugura nella primavera del 2019 l’architettura cinetica The Shed, il primo centro artistico di New York dedicato non solo all’esposizione, ma alla produzione e alla presentazione di tutti i tipi di arti performative, visive e cultura popolare. L’innovativa struttura di 18.000 mq progettata da Diller Scofidio + Renfro in collaborazione con Rockwell Group è stata pensata per trasformarsi fisicamente supportando le idee più ambiziose degli artisti. Gli otto livelli di The Shell comprendono due piani di spazi espositivi, un teatro versatile, uno spazio dedicato alle prove, un laboratorio creativo e un luogo per eventi. Il guscio esterno telescopico può spostarsi sopra l’edificio sottostante scorrendo lungo le rotaie su una piazza adiacente, raddoppiandone così la sua “impronta”. L’ispirazione? Il Fun Palace, progetto mai realizzato risalente agli anni Sessanta dell’architetto britannico Cedric Price e del regista teatrale Joan Littlewood. West 30th Street, tra 10th e 11th Avenue shed.org

Evening view of The Shed

THE ELEVENTH DANCING TOWER Ospiterà 87 esclusive private residences e un hotel by Six Senses Hotel Resorts Spas nella prima e 149 unità abitative nella seconda «Vogliamo dare al mondo qualcosa che non sia ancora visto». Situato nel cuore dell’universo dell’arte di Chelsea, The XI by BIG - Bjarke Ingels Group si compone di due torri che ruotano reciprocamente, proiettandosi una su 34 piani di altezza - in cui si aprono 87 esclusive private residences e un hotel by Six Senses Hotel Resorts Spas affacciato sulla High Line - e l’altra su 25 livelli, interamente dedicata a 149 unità abitative. «Diventa quasi come una danza, o una reciproca cortesia, tra le due torri», ha spiegato il fondatore dello studio Bjarke Ingels. Una vision progettuale che lo studio di architettura ha condiviso attraverso la lente dell’artista Es Devlin riconosciuto internazionalmente per la sua passione a trasferire le storie in spazi e gli spazi in storie. Concepito per offrire i più suggestivi panorami sullo skyline e sull’Hudson River, lo skyscraper reinterpreta nel design della facciata le finestre dei magazzini storici del Meatpacking District e di West Chelsea. 17 th st e 18 th st, 11th Avenue thexi.com


The Eleventh - XI, esterno della facciata


VESSEL SCULTURAL ARCHITECTURE È il centro visivo del moderno complesso architettonico di Hudson Yard. Un vero palcoscenico sulla città Progettato da Heatherwick Studio, evoca nel nome l’immagine di un vascello, Vessel, fra intrecci in acciaio, scale interconnesse e un suggestivo reticolo di 2.500 gradini. Il centro visivo del nuovo complesso architettonico di Hudson Yards che inaugurerà nel 2019 si trasformerà in un innovativo palcoscenico sulla città e sull’Hudson River, con la sua morfologia strombata che si allarga in altezza fino a raggiungere i 45 metri. Un’intersezione

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di geometrie in acciaio verniciato e rivestite in acciaio lucido color rame sono pensate per essere scalate ed esplorate nelle sue 154 rampe di collegamento. In un percorso interattivo e sperimentale che invita alla scoperta della città.

Hudson Yards - hudsonyardsnewyork.com


POSH DESIGN di Anna Casotti

LIVING MANHATTAN TRA ICONE DELL’ITALIAN CULTURE E AVANGUARDIA BRITANNICA, DE PADOVA E TOM DIXON REINVENTANO UNA NUOVA IDEA DELL’ABITARE

Nome iconico del design italiano fonda-

che ha fatto la storia del design italiano

esemplari dal sapore antico ma sempre

to da Maddalena e Fernando De Padova

si svelano in ogni dettaglio dello showro-

estremamente contemporanei, progetti

nel 1956, un punto di riferimento nella

om. «Il flagship De Padova progettato

cultura del progetto grazie alla collabora-

da Piero Lissoni - racconta il CEO Boffi

custom, innovativi ambienti-divano e le

zione con Maestri come Vico Magistretti

USA, Davide Cremese - narra uno stile di

e Achille Castiglioni, parte del Gruppo

vita all’epoca visionato da Maddalena De

Boffi dal 2015, De Padova sbarca nella

Padova e oggi portato avanti dal Gruppo

promenade del design di New York. In

Boffi con la stessa idea di sofisticazione e

Soho, il primo flagship del Nord Ame-

bellezza. E solo una simile ambientazione

rica riflette la sua estetica senza tempo

poteva esprimere la filosofia De Padova:

dollino e vendute esclusivamente negli

unita a una visione contemporanea del

un loft di 500mq al terzo piano di un’e-

store De Padova, sono il simbolo della

living. La sapienza artigianale made in

legante building è un perfetto scrigno

sua passione per la bellezza e dell’herita-

Italy e la lungimiranza di un marchio

per narrare la nostra idea di design». Tra

ge culturale che reinventa la modernità.

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prime produzioni dedicate al lighting design, il marchio ha rimesso in produzione due icone dell’Archivio Storico Bonacina 1889: Silvia di Paolo Tilche del 1960 e T54 del 1954. Realizzate a mano in mi-


De Padova 56 Greene St - New York depadova.com

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DIMORA FIRMATA TOM DIXON SPERIMENTAZIONE E AVANGUARDIA In un’idea del design che si pone tra sperimentazione e nuova avanguardia, il nuovo spazio Tom Dixon in Soho incanta e stupisce. Nella sua poesia progettuale, il designer britannico interseca forme, fili, idee, innovazione, scandito da pennellate di colori e da cromature che rivestono ogni dettaglio. In una suggestione sensoriale, il lighting design, gli oggetti di uso quotidiano che si trasformano in

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fermacarte o accessori per l’ufficio, il ready-made, i tavoli e le sedute si immergono in uno spazio dal fascino ancestrale. Eclettico come ogni elemento scaturito dall’immaginazione del designer, tra scarpe in bronzo e lampade plasmate in morfologie distorte, la nuova dimora di Tom Dixon a New York è il regno delle meraviglie. In cui tutto può accadere...

Tom Dixon 25 Greene St., New York tomdixon.net


INTERVIEW di Marco Torcasio

APOLOGY OF A MUSE NARCISO RODRIGUEZ, MAESTRO DI UN FASHION DESIGN AGGRAZIATO ED ESSENZIALE, CELEBRA IL 15° ANNIVERSARIO DI FOR HER, FRAGRANZA SEDUCENTE ED ETERNAMENTE ATTUALE CHE CATTURA L’ESSENZA PROFONDA DELLA FEMMINILITÀ

Calore umano, spensieratezza, eleganza rarefatta, sorrisi. Il cocktail party organizzato per la celebrazione del quindicesimo compleanno di Narciso Rodriguez For Her si è tenuto negli spazi della Galleria Marlborough di Madrid, tra le opere di Xu Lei, importante pittrice cinese della scena contemporanea, e gli scatti di Pedro Almodovar, presente con settanta foto in esposizione. Una festa internazionale che ha visto Narciso Rodriguez in persona concedersi alle attenzioni dei presenti. Noi lo abbiamo incontrato nell’antica residenza del Duca di Santo Mauro, oggi hotel dall’architettura con marcate influenze francesi. Una vecchia biblioteca trasformata in ristorante, antiche sale da ballo utilizzate come ampie sale riunioni. L’atmosfera elegante e lussuosa del Five Stars ci

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regala subito un’immediata sensazione d’intimità, accentuata ancor più dalla natura eccezionale, ma comunque discreta del nostro incontro: raccontare l’unicità di un’essenza iconica, amata universalmente, Narciso Rodriguez For Her. Cosa è cambiato e cosa invece è rimasto inalterato in questi quindici anni di bellezza? I miei valori fondamentali rimangono intatti nel tempo. L’amore che provo per la moda e per le fragranze è tuttora immenso e ho intenzione di continuare a prendermene cura a prescindere dal trascorrere delle stagioni, dedicandomi, come ho sempre fatto, alle donne. Sognavo di poter creare una fragranza che le donne desiderassero indossare, sia giovani che adulte, sia madri che figlie. Il cam-

biamento invece scaturisce da quegli interrogativi, che bisogna necessariamente porsi, su cosa sia moderno oggi, in questa continua sfida con se stessi. Un’icona è al contempo un grande classico, ma anche qualcosa destinato ad attraversare il futuro. Come ci riesce? Non vi svelerò il segreto di questa singolare capacità di attraversare le epoche (sorride, ndr). La mia visione per il brand tanto nella moda quanto nella profumeria è stata sempre protesa verso la creazione di qualcosa che fosse moderno ma anche classico. A volte crediamo convenzionalmente che “gli intramontabili” appartengano a epoche passate, concentrandoci solo su ciò che è nuovo oggi, ma le vere “good new things” sono anch’esse


Narciso Rodriguez

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incredibilmente classiche. Nel mio guardaroba olfattivo custodisco fragranze che fanno parte della mia vita sin da adolescente. Fragranze classiche che acquisto non per indossarle, ma per vaporizzarle e godere così di quelle memorie olfattive che sono in grado di riportare alla mente... Le materie prime, il modo in cui sono combinate, ciò che raccontano. Perché For Her è ancora espressione autentica di femminilità e sensualità? La femminilità oggi è qualcosa di profondamente complesso rispetto a qualche anno fa, un concetto che riguarda tanto le donne quanto gli uomini. Per molto tempo ha prevalso la percezione della femminilità come delicatezza, debolezza persino, ma credo abbia a che fare anche con la sensualità - che non vuol dire soltanto essere sexy, ma soprattutto interessanti e seducenti. Una parte dell’universo femminile che la fragranza racconta con garbo sottile. Il suo amore per l’accordo muschiato scaturisce da un ricordo particolare o è puramente istintivo? Riunisce entrambe le cose. Negli anni ‘70 a Manhattan frequentavo un grande shopping center in cui compravo per soli cinque dollari piccoli flaconi contenenti essenza di muschio. Un accordo sexy, potente e addictive, che amo per una caratteristica su tutte, il suo essere molto tattile, cioè capace di cambiare volto a seconda di chi lo indossa. Il lusso traslato nel mondo olfattivo può essere scritto in una fragranza? Il lusso non può più essere inteso come un concetto affermato, ma deve essere arricchito con i valori dell’esperienza. L’esperienza è anche nell’universo delle fragranze… Aprire il flacone, scoprire il profumo, restarne inebriati, abbandonarsi all’immaginazione. Non è meraviglioso?

A fianco “Narciso Rodriguez For Her” , nella pagina a destra look dalla collezione FW18,

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I colori di For Her sono il nero per l’Eau de Toilette e il rosa per l’Eau de Parfum. Se dovesse immaginare un sentimento per ciascuna tonalità? I flaconi sono stati progettati per essere esposti come oggetti meravigliosi capaci di offrire tanto piacere sensuale quanto le fragranze all’interno. Puri oggetti di bellezza che non rendono chiaro il contenuto che custodiscono. Bisogna scoprirlo prima di innamorarsene. Come le fragranze, hanno un’aria di mistero, un senso di dualità. Il nero è sinonimo di eleganza, chic, profondità. Il rosa è purezza, semplicità, sensualità.


POSH PEOPLE di Paolo Landi

UTOPIA DOMESTICA ESISTE UN “CAPITALISMO UMANISTICO” E UN MODO GENTILE DI FARE IMPRESA, LONTANO DAI CLASSICI CAPITANI D’INDUSTRIA E DAI FINANZIERI D’ASSALTO? BRUNELLO CUCINELLI HA MOSTRATO IL COMPIMENTO DI UN LUNGO LAVORO DI FRONTE A 500 GIORNALISTI

“Il mio nonno guardava il cielo e diceva: ‘Che Dio ci mandi il giusto sole, la giusta pioggia, il giusto vento’” afferma così Brunello Cucinelli davanti alla platea degli oltre 500 giornalisti, provenienti da tutto il mondo, che lo stanno ascoltando, tra i rintocchi delle campane e un tramonto infuocato, il giorno dopo il suo sessantacinquesimo compleanno, a Solomeo, piccolo borgo in provincia di Perugia dove lui svolge la sua attività e che si fa fatica, dopo averlo sentito parlare, a definire headquarter dell’azienda Brunello Cucinelli Spa. Eppure si tratta di un’azienda “quotata” come dice più volte il suo fondatore, quasi stupìto che la Borsa abbia compreso il suo valore. Ma bisogna essere italiani, avere consuetudine con la nostra lingua madre, per apprezzare lo scarto spiazzante del modo di parlare di questo imprenditore del-

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la moda, forse l’unico che non si vergogna delle sue origini, nel suo caso contadine. Chissà cosa arriva alle orecchie dell’inviato del “New York Times” dalle cuffie della traduzione simultanea, chissà come hanno tradotto nell’inglese del business quell’aggettivo, “garbato”, che Cucinelli accosta a “profitto” oppure a “capitale”, costringendo a riflettere che, se lo dice lui che oggi ha 1700 dipendenti, può esistere un “capitalismo umanistico” e un modo gentile di fare impresa, tra i lupi di New York, i pescecani e le specie zoologiche più feroci, compresi i piraña, con cui solitamente si dipingono i capitani d’industria e i finanzieri d’assalto. “Siamo amici di Brunello” mi dicono con inconfondibile accento americano tre frati cappuccini del vicino convento di Norcia, venuti a festeggiarlo e perfettamente a loro agio e inseri-

ti, con quelle barbe hipster, tra i cronisti fashion internazionali. E anche qui: chi inviterebbe mai tre frati cappuccini a un evento modaiolo, a Milano, a Parigi o a New York? Ma a Solomeo le campane della chiesa di San Bartolomeo scandiscono le ore e costringono Cucinelli a interrompersi perché la conferenza stampa è proprio lì, a due passi dal campanile che trascolora dall’arancione all’indaco in questo tramonto settembrino. E i tre giovani frati dicono molto di Cucinelli, che da ragazzo aveva accarezzato l’idea di farsi prete e che poi ha tenuto saldo questo impulso generoso, trasferendo nell’impresa la sua convinzione che può esistere un “lavoro giusto”, come il giusto sole, la giusta pioggia e il giusto vento, un lavoro che rispetti la dignità di chi lo esegue e un profitto conseguito insieme agli altri, non a loro spese.


Valle di Solomeo

Monumento tributo alla dignità dell’uomo


Cucinelli ha mostrato il compimento di un lavoro durato anni. Ha comprato i terreni che circondano Solomeo e ha iniziato la sua opera di distruzione. Sì, Cucinelli ha rovesciato l’utopia olivettiana, quella del “costruire”, nel dopoguerra, quando Adriano Olivetti credeva che dare agli operai delle case dignitose contribuisse alla loro emancipazione oltre che al loro benessere. E chiamava Ignazio Gardella, l’architetto della grande borghesia milanese, a disegnare in fabbrica la mensa degli operai. Cucinelli, invece, ha comprato i terreni non per costruire, non per consumare il suolo, ma per demolire: demolire capannoni, vecchi residui industriali per piantare alberi, vigne e recuperare la bellezza del paesaggio umbro ferito dalla mano distratta dell’uomo. Cucinelli vuole “risarcire” il territorio, quindi demolisce per restaurare e custodire: le vigne ordinate al posto della campagna umiliata e ridotta a periferia da un malinteso senso dello sviluppo industriale. Questa è la nuova, possibile, urbanistica. Cucinelli non chiama – come molti suoi colleghi – un archistar a edificare monumenti autoriferiti all’ego del committente, ma fonda una scuola dei mestieri artigiani e usa le maestranze del luogo. Non è una storia di oggi: come intendere diversamente infatti la chiamata del Centro Teatrale Santacristina, diretto da Luca Ronconi e Roberta Carlotto, nel 2008, per lo spettacolo d’inaugurazione del teatro di Solomeo? Per “Nel bosco degli spiriti” le scene erano di Margherita Palli e le musiche di Ludovico Einaudi, ma Ronconi era a Solomeo, non in quanto genio dello spettacolo, riconosciuto alla Scala o alla Comedie Française, ma in quanto abitante a Santa Cristina, lì verso Casa del Diavolo, a pochi chilometri dalla Brunello Cucinelli Spa. Non c’è quindi, in questa utopia,

una riduzione al locale, di stampo consolatorio, ma la comprensione che dalla valorizzazione delle migliori risorse di un posto si possono ottenere i risultati migliori, più immediati, in un passaggio costante, ma non troppo stordente, tra vicino e lontano. Quindi ben vengano i Ronconi di turno a Solomeo, se il rapporto con l’azienda nasce da amore e comprensione dei luoghi; ben vengano le Santacristine, in quanto eccellenze radicate nel luogo. Non sarebbe forse inutile – ma la biografia di chi scrive non garantirebbe l’imparzialità – provare a gettare uno sguardo in parallelo alla Fabrica della Benetton, la scuola sui generis inventata tra le campagne del Veneto felice una trentina d’anni fa. Bisognerà prima o poi stilare una mappa di queste domestiche utopie, più o meno legate alle aziende: non sta lontano di qui un maestro come Peter Stein, con scuola di teatro e azienda agricola e non ci vuole molto ad arrivare alla Scarzuola, la città fantastica, partorita dall’architetto Tomaso Buzzi, una volta gettate alle spalle Venini, Cini, Volpi, Necchi Campiglio e chi più ne ha più ne metta, per approdare nel cuore dell’Umbria santa. È in questo restituire ai luoghi che lo hanno visto nascere una parte della fortuna che si è costruito che Brunello Cucinelli compie un gesto al tempo stesso umile e grandioso, che va oltre la dimensione localistica per ascriversi di diritto in quella del più accorto mecenatismo internazionale. A Solomeo l’utopia del costruire ha lasciato il posto all’utopia ecologica, quindi modernissima, del custodire, preservando almeno un segmento di un meraviglioso paesaggio italiano. A chi gli chiede perché lo fa Brunello Cucinelli risponde come suo padre contadino rispondeva a lui quando, da piccolo, gli chiedeva: “Babbo, perché mi dici che i buoi devono fare i solchi dritti?”, e il padre gli rispondeva: “perché sono più belli”.

Sotto Solomeo Borgo della Spiritualità, Nella pagina a destra, dall’alto, Teatro interni, Brunello Cucinelli, Interni chiesa


INTERVIEW di Enrico Cammarota

LA CUCINA “TOTALE”DI NIKO UN NUOVO CONCEPT DÀ VITA A UN VERO E PROPRIO “CODICE” DELLA CUCINA ITALIANA CONTEMPORANEA. NIKO ROMITO FIRMA LA RISTORAZIONE DEL BULGARI HOTEL DI MILANO, QUARTO LOCALE DIRETTO DALLO CHEF TRE STELLE MICHELIN PER IL GRUPPO DOPO QUELLI DI PECHINO, DUBAI E SHANGHAI

Materie prime italiane in valore assoluto, ricerca ossessiva della semplicità, ingredienti umili, nobilitati dalla tecnica. Per Niko Romito istinto imprenditoriale e sensibilità gastronomica sono inscindibili. Piatti ormai istantaneamente associati allo chef come l’Assoluto di cipolle, Parmigiano e zafferano tostato, Piccione fondente e pistacchio, Verza e patate dimostrano come una ricerca incessante percorra la strada dell’essenzialità, dell’equilibrio e del gusto. In pochi anni è riuscito a creare un linguaggio culinario forte e personale, del tutto privo di riferimenti ovvi. Dal 2000 gestisce con la sorella Cristiana il ristorante Reale, a Castel di Sangro, originariamente nato come pasticceria di famiglia. Broker mancato, poi cuoco autodidatta, profondamente legato al suo territorio, in soli 7 anni ha conquistato 3 stelle Michelin, a cui si sono aggiunti importanti riconoscimenti in Italia e all’estero. Oggi è alla guida

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Italian raw materials Italian of absolute value, obsessive research for simplicity, humble ingredients, ennobled by technique. For Niko Romito entrepreneurial instinct and gastronomic sensitivity are inseparable. Dishes that are now instantly associated with the chef, such as the Onion Absolute, parmesan and toasted saffron, dark Pigeon and pistachio and Roasted savoy cabbage, demonstrate how an incessant research leads to a road of essentiality, balance and taste. In a few years he managed to create a strong and personal culinary language, totally devoid of obvious references. Since 2000 he has managed the Reale restaurant with his sister Cristiana, in Castel di Sangro, originally born as a family pastry shop. He studied to be a financial broker, then self-taught chef, deeply tied to his territory, in just 7 years he has been awarded 3 Michelin stars, and many other important scknowledgements in Italy and abroad. Today he is also at the helm of the restaurant of the


anche del Ristorante del Bulgari Hotel di Milano, inserito in un progetto globale già consolidato su Pechino, Dubai e Shanghai ma destinato ulteriormente a espandersi. Per Bulgari ha immaginato una cucina che non è quella del Reale, né quella di Spazio, ma un concept inedito. Una cosiddetta antologia di “standard” che ci svela in questa intervista. Lo incontro come da copione al Bulgari, mi guarda ed esclama “cosa sa lei di me”? Non è mia abitudine arrivare impreparato, lo capisce e si apre raccontando lo straordinario percorso che lo ha portato in pochissimi anni a divorare tappe su tappe verso traguardi senza limiti. Niko Romito è uno chef antistar, non ama il palcoscenico, lui ama il contenuto. La sua passione travolge per forza e coerenza e la sua scuola, che ogni anno ospita trenta nuovi alunni, è ambitissima. Il limite d’età, massimo 35 anni, mi impedisce di partecipare. Peccato avrei avuto tanto da imparare.

Bulgari Hotel in Milan, inserted in a global project already consolidated in Beijing , Dubai and Shanghai but further destined to expand. For Bulgari he imagined a cuisine that is not the one of the Reale, nor that of Spazio, but a new concept. A so-called anthology of great italian classic standards, that he reveals to us in this interview. I meet him as expected at the Bulgari Hotel in Milan, he looks at me and he says “What do you know about me”? It is not my habit to arrive unprepared, he understands it and opens up speaking about the extraordinary path that has led him in a few years to devour goal after goal towards goals without limits. Niko Romito is an antistar chef, he does not like the stage, he loves the content. His passion overwhelms for strength and consistency and his school, which hosts thirty new students every year, is very coveted. The age limit, maximum 35 years, prevents me from participating. Too bad I would have had so much to learn.

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Perché ha colto la sfida che Bulgari le ha sottoposto, scegliendo di raccontare la sua cucina a un pubblico così interessante e diffuso? Quando Bulgari mi ha proposto di firmare la cucina del Ristorante dei nuovi Hotel di Pechino, Dubai e Shanghai, ho pensato che mi si presentava l’occasione di portare nel lusso la mia filosofia fatta di semplicità. Una cucina elegante e gioiosa, in cui ritrovare l’espressione di un gusto “totale”, tutta la nostra cultura e il nostro spirito. Nessuno chef prima d’ora e nessun gruppo alberghiero si erano mai cimentati in un progetto così strutturato, articolato e diffuso nelle varie capitali del mondo. Non c’è mai stato un lavoro su un unico format di ristorazione. Ho aderito al progetto trovandomi in linea con l’idea di Bulgari di portare un modello di cucina italiana nel mondo del lusso. Nel mondo ritroviamo molteplici esempi di cucina italiana, tuttavia contaminata inevitabilmente dalla realtà locale in cui è calata. Codificare un paradigma italiano unico significa invece mettere nero su bianco tutto ciò che succede nel piatto. Lavorare sul rispetto della materia prima, sulla leggerezza, sulla semplicità come elemento distintivo, ma anche lussuoso. Una prima catalogazione della cucina italiana era stata fatta negli anni Settanta e Ottanta, con i grandi libri dell’Artusi e del Cucchiaio d’Argento, che sono tuttora un riferimento per il pubblico internazionale. Ma noi chef negli ultimi vent’anni non ci siamo mai messi a tavolino per riscrivere quelle regole, così oggi quella italiana viene ancora vista come una cucina molto tradizionale. Un limite comunicativo che bisogna oltrepassare.

Why did you get the challenge from Bulgari, choosing to tell about your kitchen to such an interesting and widespread public? When Bulgari proposed to me to sign the cuisine of the restaurants of the new hotels in Beijing , Dubai and Shanghai, I thought that it was an opportunity for me to introduce my philosophy of simplicity into luxury. An elegant and joyful kitchen, where to rediscover the expression of a “total” taste, and all our culture and spirit. No chef before and no hotel group had ever ventured into such a structured, articulated and widespread project in the various capitals of the world. There has never been work on a single catering format. I joined the project finding myself in line with the idea of Bulgari to bring a model of Italian cuisine into the world of luxury. In the world we find many examples of Italian cuisine, however, inevitably contaminated by the surrounding local reality. Coding a unique Italian paradigma means instead putting pen on paper on everything that happens on the plate. Working on respect for raw materials and on lightness, simplicity as a distinctive element, but also luxurious. A first catalog of Italian cuisine was made in the seventies and eighties, with the great books of Artusi and the Cucchiaio d’Argento, which are still a reference for the international public. But we chefs in the last twenty years have never reunited to rewrite those rules, so today the Italian is still seen as a very traditional cuisine. A communicative limit that must be overcome.

Questa visione ordinata e rigorosa rivela una innata progettualità… Tutto ciò che faccio deve avere una progettualità. Il mio centro di formazione è una scuola professionale che presuppone appunto il concetto di codifica per la creazione di materiali didattici destinati allo studio e alla divulgazione. L’interesse di Bulgari nei mei confronti è scaturito da questa mia capacità di creare modelli, replicarli, metterli a sistema e codificarli. Senza una standardizzazione del processo sarebbe impensabile affrontare un progetto del genere. Bulgari mi ha dato la possibilità di codificare la cucina italiana partendo dai grandi classici, lo spaghetto al pomodoro, la lasagna, l’antipasto all’italiana. Diamo per scontato che questi piatti si conoscano nel mondo, ma non è così. Per Pechino lavorare su una pagnotta di pane italiano fatta bene è stata un’assoluta novità.

This ordered and rigorous vision reveals an innate planning ... All I do must be planned. My education center is a professional school which embodies the concept of coding for the creation of educational materials intended for study and dissemination. This ability of creating models , programming and coding , triggered the interset of Bulgari. Without a standardization of the process it would be unthinkable to face such a project. Bulgari gave me the opportunity to codify Italian cuisine starting from the great classics, the spaghetti with tomato sauce, the lasagna, the Italian antipasto. We take for granted that these dishes are known in the world, but this is not the case. For Beijing , working on a well made loaf of Italian bread is an absolute novelty.

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Quali timori ha dovuto affrontare? La preoccupazione, la difficoltà sta nella diversità delle culture gastronomiche che incontra il piatto. La forza è quella di non trovare compromessi. La ristorazione alberghiera negli ultimi venti anni ha sempre cercato di accontentare tutti. Voglio ricordare un aneddoto. Al Bulgari di Pechino avevamo in carta una pasta mista con ragù di pesce, molto semplice. Un cliente importante ha chiesto un’aggiunta di ketchup perché per lui era scontato farlo. Con eleganza gli abbiamo spiegato com’è nato quel piatto di pasta, che cosa rappresenta per noi e che studio c’è stato dietro. Il signore è rimasto colpito dalla nostra descrizione, chiedendo nuovamente quel piatto anche nei giorni successivi. Ecco, io credo ci voglia la forza di proporre in maniera chiara il vero modello della cucina italiana, ma sempre con eleganza e savoir-faire.

What fears did you have to face? The concern, the difficulty lies in the diversity of the gastronomic culture that meets the dish. The strength is choosing to not compromise. Hotel catering in recent years has always tried to please everyone. I want to recall an episode. At Bulgari in Beijing we had on menu a mixed pasta with fish sauce, very simple. An important customer asked for an addition of ketchup because it was obvious for him to do so. With elegance we explained him how this pasta dish was created and conceived, what it means to us and all the study that lies behind. The gentleman was impressed by our description and order that dish even in the following days. I think the strength is to propose clearly the true model of Italian cuisine, but always with elegance and savoir-faire.

Salvaguardare la sostenibilità è possibile anche all’estero? Inizialmente a Pechino abbiamo incontrato delle difficoltà sul reperimento delle materie prime perché la Cina ha un mercato completamente diverso dal nostro e la normativa import-export è molto severa. Abbiamo fatto una ricerca sul vegetale, selezionato piccole fattorie fuori Pechino che lavorassero con una materia prima sana, biologica, rispettosa dei criteri della sostenibilità.

Is safeguarding sustainability also possible abroad? Initially in Beijing , we encountered difficulties in sourcing raw materials because China has a completely different market from ours and the import-export legislation is very strict. We did a research on the vegetables, selected small farms outside Beijing that worked with a healthy, organic raw material, respecting the criteria of sustainability.

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Antipasto all’italiana


Ci racconta del progetto Pane? Come nasce? Nasce nel 2011, quando iniziai a lavorare molto sulle fermentazioni dei lieviti, sulle farine. Come ho scritto anche nel libro “10 Lezioni di Cucina” (Giunti Piattoforte, 2015), dove al pane è riservato un capitolo intero, panificare in ristorazione richiede una ricerca incessante, impegno e risorse: è indispensabile avere una linea dedicata, in caso contrario è meglio collaborare con un forno esterno di eccellente qualità. Elemento profondamente legato alla nostra cultura alimentare, semplicissimo eppure difficile da centrare, è un po’ la pietra angolare della mia filosofia: al Reale ho un grande laboratorio dedicato alla sua preparazione e lo servo come portata a sé nel menù degustazione. Lo studio da anni e non smetterò mai di farlo. Il pane è protagonista anche al Ristorante Bulgari: impieghiamo lunghissime fermentazioni, per sviluppare massimo sapore, struttura e digeribilità, usando farine selezionate per proprietà organolettiche e nutrizionali. Presentiamo la pagnotta intera al centro della tavola, un elemento totemico che segnala che qui siamo nel territorio dell’essenziale. Insieme al pane serviamo un grande grissino italiano, una focaccia e una sfoglia croccante. Basta: non serve altro per accompagnare il racconto della cucina. Contorni

Tell us about the Bread project? How was it born? In 2011 when I began to work a lot on fermentations of yeasts, on flour. As I also wrote in the book “10 Lezioni di cucina” (Giunti Piattoforte, 2015), an entire chapter is dedicated to bread, bread making requires constant research, commitment and resources: it is essential to have a dedicated line, otherwise it is better to collaborate with an excellent quality external bakery. An element deeply linked to our food culture, very simple yet difficult to center, it is acornerstone of my philosophy: at the Reale I have a large bread baking lab dedicated to its preparation and we serve it as a stand alone course in the tasting menu. I’ve been studying for years and I’ll never stop doing it. Bread is also a protagonist at the Bulgari Restaurant: we use very long fermentations, to develop maximum flavor, structure and digestibility, using grains selected for organoleptic and nutritional properties. We present the whole loaf at the center of the table, a totemic element that makes a clear statement that here we are in the territory of the essential. Together with bread we serve Italian breadstick , a focaccia and a crispy lavosh. Nothing else is needed to accompany the culinary experience.


Spaghetti e pomodoro

Baccalà, maionese di patate e peperoni

Quali sono le cucine per cui prova ammirazione? Il primo grande amore è scattato per la cucina di Valeria Piccini del Ristorante Da Caino a Montemerano. Amo il suo imprinting rispettoso della materia prima, la sua cucina diretta, chiara e pulita, il coraggio dimostrato. Un altro mio grande riferimento è la cucina domestica e molti miei piatti in carta ne sono dimostrazione come Verza e patate, il Cavolfiore arrosto, il Tortellino di pollo. Qui da Bulgari tra i primi piatti abbiamo inserito la Lasagna: partiamo dal vitello macinato e lo tostiamo leggermente in casseruola, quasi a secco. Successivamente lo mettiamo in pentola con passata di pomodoro, sedano, carote e cipolle a fiamma bassa, aggiungendo poi sale, e scorza di limone. Non ci sono grassi, non aggiungiamo neppure olio: non perché vogliamo essere dogmatici ma perché in questo caso non servono, il gusto è comunque intenso. Prepariamo una besciamella, tiriamo la pasta a base semola e tuorli d’uovo, cuociamo le sfoglie e montiamo tutto in una terrina per stratificare il gusto.

Which ones are the kitchens you admire the most? My first big love is the restaurant Da Caino in Montemerano of Valeria Piccini . I love the respectful imprinting of the raw material, the direct cuisine, clear and clean, the courage shown. Another great reference for me is the domestic gastronomic italian tradition and many of my dishes on menu are proof of this as the Roasted Savoy cabbage, roasted cauliflower, chicken tortellini. In menus at the Bulgari Hotels, amongst the first courses we have included the Lasagna: we start from the ground veal and lightly toast it in a casserole, almost dry. Then we put it in a pot with tomato sauce, celery, carrots and onions over low heat, then adding salt, and lemon zest. There are no fats, we do not even add oil: not because we want to be dogmatic but because in this case they are not needed, the taste is still intense. We prepare a béchamel sauce, pull the dough based on semolina and egg yolks, cook the sheets and whisk everything into a bowl to stratify the taste.

Ricorda ancora le passeggiate che faceva in moto Guzzi con suo nonno? Trascorrere del tempo con mio nonno ha fatto sì che io acquisissi, seppure indirettamente, tutti quei gusti primitivi che ritrovo oggi nelle mie creazioni.

Do you still remember the walks that Guzzi made with his grandfather? Spending time with my grandfather made me acquire, albeit indirectly, all those primitive tastes that I find today in my creations.

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“DELLA MIA CUCINA SI DICE SPESSO CHE È SEMPLICE. È VERISSIMO, NEL SENSO CHE MANCA DI COMPLICAZIONE, EPPURE SOTTINTENDE UNA NOTEVOLE COMPLESSITÀ. LA COMPLESSITÀ IN CUCINA PUÒ ESSERE VANTAGGIOSA, LA COMPLICAZIONE MAI”. Tratto da “10 Lezioni di Cucina”, Niko Romito, Giunti Editore

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EXCELLENCE di Alessandra Fanari

LA POETICA DEL COROMANDEL È UNA PREMIÈRE NELLA STORIA DELL’ALTA GIOIELLERIA CHANEL. L’ULTIMA COLLEZIONE DI GIOIELLI METTE IN SCENA L’UNIVERSO POETICO DEI COROMANDEL, I PARAVENTI ORIENTALI AMATI DA MADEMOISELLE

È una première nella storia dell’alta gioielleria Chanel. L’ultima collezione di gioielli, presentata a Parigi lo scorso luglio, mette in scena l’universo poetico di Coromandel. Nella magia di un decoro da Mille e una notte, le sale del Grand Palais si trasformano in un labirinto di simboli, la cui oscurità è ritmata dalla luce dei diamanti, dalle vibrazioni minerali delle pietre preziose. Una fantasmagoria che trova nello splendido paravento di Coromandel la porta d’accesso – reale e metaforica – all’immaginario creativo di Gabrielle Chanel.

It’s a première in the history of Chanel high jewelry. Last collection of jewels, presented in Paris last July, reveals the poetic universe of Coromandel. In the magic of an incredible decoration, the halls of the Grand Palais change into a maze of symbols, whose darkness is marked by the brilliance of diamonds, by the mineral vibrations of precious stones. A phantasmagory that finds in the fantastic screen of Coromandel, the access door – real and metaphoric – to the creative imagination of Gabrielle Chanel.

Ispirata dal raffinato esotismo dei paraventi orientali del XVII et XVIII secolo, di cui Gabrielle Chanel ammirava il sordo splendore del laccato nero, la forza narrativa delle figure intagliate nel legno, e accese dal colore, la collezione si dispiega in 59 pezzi d’eccezione, (di cui 24 pièces uniques). Un’interpretazione che cattura l’immaginario fantastico del Coromandel in dei gioielli magistralmente calibrati. Le forme organiche,

Inspired to the refined exoticism of eastern screens of the seventeenth and eighteenth century, which were admired by Gabrielle Chanel for the deaf brightness of black lacquer, the narrative power of figures carved in the wood, and lighted by color, the collection is composed of 59 exceptional pieces, (24 of them are pièces uniques). An interpretation catching the fantastic imagination of the Coromandel in masterly calibrated jewels. The organic,

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Precieux Envol


Horizon Lointain

Fleur de Laque

Apartment

Fleur de Laque


animali e vegetali, si disciplinano nel taglio perfetto dei diamanti, nelle invisibili articolazioni delle loro parti, rivelando l’alta qualità delle pietre, l’impressionante virtuosità del savoir-faire degli Atelier Chanel. La struttura articolata del paravento ispira uno dei pezzi chiave della collezione: il bracciale manchette che, aprendosi, si dispiega nelle superfici laccate ricamate da fiori di diamanti. Nella constellazione di segni e simboli che popolano l’universo di Coco Chanel, Coromandel si discosta dalla purezza modernista ed essenziale per accogliere la fantasia e lo splendore opulento di una Cina ancestrale. Riflettendo un orientalismo particolarmente in voga, nell’Europa d’inizio secolo il Coromandel si trasforma nella visione di Chanel, che ne valorizza gli effetti grafici e stilizzati costitutivi della sua estetica. È questa visione personale, intima, che la collezione Coromandel restituisce, articolando, figure e motivi, intorno a tre temi chiave. Il tema floreale – in cui si riconosce una chiara estetica Art Nouveau – si declina attraverso la Camelia, il fiore fetiche di Coco Chanel. Scolpita nel diamante, coperta di pietre preziose e sempre in rilievo negli anelli, ma anche delicatamente evocata in degli aplat madreperlacei negli orecchini alla montatura di dimanti, la camelia non eseaurisce tuttavia il repertorio di forme e figure cha animano la collezione. L’uccello, sempre sul punto prendere il volo, domina il tema animale che si snoda in una narrativa estratta dal bestiario di Coromandel. Il tema minerale si trasfigura nello splendore della parure: Horizon Lointains, si dispiega un paesaggio di luce in cui la superficie dell’oro giallo è ritmata dagli effetti lucidi dello smalto e dall’inciso rilievo dei diamanti. Esteta raffinata, instancabile esploratrice del bello, Coco Chanel amava perdersi nel labirinto dei Coromandel, disseminati nel suo appartamento della rue Cambon. Lanciandosi fra i giardini di una Cina favolosa, seguendo con lo sguardo la scia luminosa tracciata nel cielo da una misteriosa creatura alata. « Quand je regarde ce paravent, tiens, le soir, poursuit-elle, je vois des portes s’ouvrir et des cavaliers qui partent à cheval » , ammetteva Gabrielle Chanel. Nella luce pura dei diamanti, nelle nuances colorate delle pietre preziose, negli intagli perfetti simboleggianti magiche creature alate, la collezione Coromandel fa rivivere il gusto della creatrice per la magia di un «ailleurs» che animò tutta un’epoca.

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animal and vegetable forms, are regulated in the perfect cut of diamonds, in the invisible articulations of their parts, revealing the high quality of stones, the stunning virtuosity of the savoir-faire in Chanel Atelier. The articulated structure of the screen inspires one of the key piece of the collection: the manchette bracelet, which opens out in the surface of black lacquer, embroidered by flowers of diamonds. In the constellation of signs and symbols populating the universe of Cocò Chanel, Coromandel keeps away from the modernist and essential purity to welcome the fantasy and rich splendor of an ancestral China. Reflecting an Orientalism particularly on fashion, in the Europe of the starting century the Coromandel changes in the vision of Chanel, who enhances the value of graphical and stylized effects of its aesthetics. And this personal vision claims that the Coromandel collection gives back, articulating , figures and features, around three key themes. The flower theme – which reveals a clear Art Nouveau aesthetics – declines through the Camellia, the fetiche flower of Cocò Chanel.Carved in the diamond, covered with precious stones and always in relief in the rings, but also softly evoked in the pearly aplat of the earrings with diamond setting , anyway the camellia has a full repertoire of forms and figures animating the collection. The bird, always ready to fly, dominates the animal theme of a fiction taken from the bestiary of Coromandel. The mineral theme transfigures in the splendor of the parure: Horizon Lointains, spreads in a landscape of light where the surface of yellow gold is marked by the shiny effects of the enamel and by the carved relief of the diamonds. Fine aesthete, tireless explorer of beauty, Cocò Chanel loved to get lost in the maze of Coromandel, spread in her apartment of rue Cambon. Walking in the gardens of a fabulous China, following with the eyes the shiny trail made by a mysterious winged creature in the sky. « Quand je regarde ce paravent, tiens, le soir, poursuit-elle, je vois des portes s’ouvrir et des cavaliers qui partent à cheval », Gabrielle Chanel claimed. In the pure light of diamonds, in the colored nuances of precious stones, in the perfect carving symbolizing magic winged creatures, the Coromandel collection makes revive the taste of the creator for the magic of an “ailleurs”, which animated a whole age.

Evocation floreale necklace

Evocation floreale earrings


Gabrielle Chanel


EXCELLENCE

VIVI IL SOGNO ROMA SI PREPARA ALLA QUARTA EDIZIONE DE LES JOURNÉES PARTICULIÈRES PROMOSSE DA LVMH. TRE GIORNI PER SCOPRIRE L’UNIVERSO BVLGARI, MA NON SOLO

Un gent-table ricco di pietre preziose e un mastro gioielliere al suo cospetto per ammirare live l’allure della raffinata creazione non è cosa da tutti i giorni. Grazie a Les Journées Particulières, Bvlgari ci trasporta nel mondo della creatività a 360° e come ogni brand del gruppo LVMH, proporrà ai visitatori un tour originale all’insegna della scoperta.

antichi edifici come Palazzo Maruscelli Lepri, eretto a metà del XVII secolo, e Palazzo Boffi. Come anche quelle del New Curiosity Shop inaugurato quest’anno. Una vera immersione nell’universo del marchio dei serpenti che svela il gusto del gioielliere per gli oggetti straordinari e la sua perpetua ricerca di meraviglie e curiosità.

Journées Prticulières sono un evento unico che permette di mostrare la passione dei nostri artigiani per la creatività e la loro professione. Un’occasione per il grande pubblico di scoprire luoghi eccezionali e savoir-faire gelosamente custoditi.» Bernard Arnault – Presidente e CEO di LVMH.

Visitare luoghi inaccessibili e avere l’opportunità di osservare da vicino gli artigiani e i talenti creativi di ogni maison del gruppo LVMH: tre giorni speciali dove Roma, come tante altre città del mondo, si prepara alla quarta edizione di Les Journées Particulières. Il 12, 13 e 14 ottobre 2018, tutti i marchi del Gruppo si mettono a nudo aprendo i loro head quarter, gli store e gli atelier per offrire al pubblico l’opportunità di far tesoro degli elementi che contribuiscono all’identità delle Maison.

Un’esperienza unica nel suo genere. Les Journées Particulières sono una tra le più importanti manifestazioni promosse da LVMH ma soprattutto una celebrazione mondiale dell’arte e dell’artigianalità che coinvolge 4 continenti. Il progetto nato nel 2011 giunge ora alla sua quarta edizione, il focus di quest’anno sarà impostato sui cinque sensi, volti a mettere in mostra il savoirfaire e le creatività degli artigiani e il patrimonio architettonico e culturale delle Maison di LVMH.

Per rimanere aggiornato su tutto il programma visita: lvmh.it/lesjourneesparticulieres

In questa speciale occasione Bvlgari, aprirà le porte della storica boutique di via Condotti. Uno spazio firmato dall’architetto statunitense Peter Marino che occupa il pianterreno di due

«Ogni giorno, in LVMH, i talenti delle nostre Maisons fanno la differenza, incarnando i valori che sono alla base del Gruppo: l’eccellenza, lo spirito imprenditoriale, la creatività e l’innovazione. Les

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A gent-table rich of precious stones and a master jeweler in front of it, to admire the live allure of the refined creation, it is not a common thing. Thanks to Les Journées Particulières, Bvlgari takes us to the full world of creativity and just like each brand of the LVMH group, it will propose to the visitors an original tour in the name of discovery. To visit inaccessible places and to have the chance to observe by near artisans and creative talents of each maison of the LVMH group: three special days in which Rome, just like many other cities of the world, gets ready to the forth edition of Les Journées Particulières. On the 12th, 13th and 14th October 2018, all the brands of the Group come out opening their head quarters, stores and atelier, to offer public the chance to make treasure of the elements distinguishing the identity of the different Maison. In the special occasion Bvlgari will open the doors to the historical boutique of via Condotti. A space created by the American architect Peter Marino, placed on the ground floor of two old buildings such as Palazzo Maruscelli

Lepri, built in the half of the seventieth century and Palazzo Boffi. But also the New Curiosity Shop opened this year. A real immersion in the universe of the snake brand, which discloses the jeweler’s taste for extraordinary items and his perpetual research for wonders and curiosities.

allowing to show the passion of our artisans for creativity and their profession. A chance for the big public to discover exceptional places and a savoir-faire protected with care.” Bernard Arnault – President and CEO of LVMH.

A unique experience in its gender. Les Journées Particuliéres are one of the most important events promoted by LVMH, but most of all a worldly celebration of the art and craft involving 4 continents. The project launched in 2011 gets now to its forth edition, the focus of this year will be set on the five senses, with the aim to show the savoir-faire and the creativity of artisans, and the architectonic and cultural heritage of the LVMH Maison.

To keep updated on all the program visit lvmh.it/ lesjourneesparticulieres

“Each day, in LVMH, the talents of our Maison make the difference, embodying the values that are on the base of the Group: excellence, entrepreneurial spirit, creativity and innovation. Les Journées Particulières are a unique event

In alto New Curiosity Shop Via dei Condotti, 11a, Roma Nella pagina a sinistra dettagli dei gioielli Bvlgari 63


MOTORS di Alfonso Rizzo

LA SPECIALE DELLE SPECIALI LA PIÙ POTENTE V8 MAI PRODOTTA DALLA FERRARI È ANCHE LA PIÙ SOFISTICATA. AVANZATI SISTEMI AERODINAMICI , MECCANICI ED ELETTRONICI, TRASFORMANO OGNI GUIDATORE IN UN PILOTA CON STRAORDINARIA FACILITÀ Project Unique Media Art & Photography Roberto Felicioni Ogni Ferrari è speciale come ognuno dei circa diecimila clienti che ogni anno si siedono al volante di un’auto del cavallino. Ci sono però alcune Ferrari che nascono ancora più speciali. La 488 Pista è l’ultima «speciale» della famiglia a 8 cilindri, destinata a chi proprio non si accontenta della massima sportività omologata per la circolazione stradale. Sì, perché certi clienti speciali amano portare il proprio cavallino anche in pista e vogliono potersi recare in circuito con la stessa vettura che li porterà ai limiti della fisica conosciuta tra le curve del tracciato. Ogni linea, ogni superficie esterna disegnata dal team di Flavio Manzoni ha uno scopo preciso. Finanche la piccola maniglia di apertura della porta ha una conformazione tale da permettere di convogliare un flusso d’aria supplementare verso i radiatori. Laddove l’aerodinamica gioca un ruolo determinante per le prestazioni, le soluzioni adottate dal Centro Stile Ferrari sono tanto eleganti quanto innovative. L’esempio più evidente è il canale aerodinamico S-Duct all’anteriore che accorcia visivamente il muso della vettura creando un

originale effetto di ala a sbalzo. O anche l’ala posteriore sospesa a “coda di rondine” che grazie al profilo scavato permette di evitare appendici alari spesso antiestetiche. Leggendo la scheda tecnica, un dato più di ogni altro cattura l’attenzione: il rapporto peso/potenza pari a 1,78 kg/CV. Ciò significa che ognuno dei 720 cavalli sprigionati dal più potente V8 mai prodotto dalla Ferrari (50 in più del precedente) deve spingere soltanto 1.790 grammi di massa (peso totale ridotto di 90 kg a 1.290). Per apprezzare il significato di questa cifra basta un giro di pista con Raffaele De Simone, capo collaudatore Ferrari. A sentire lui, tutti i guidatori un po’ smaliziati possono viaggiare al limite di questa nuova Ferrari, arrivandoci spontaneamente e con un sorriso stampato in faccia. In effetti, mettendoci alla guida, troviamo subito confidenza con i 720 cavalli scalpitanti di questa berlinetta a 8 cilindri. La strabiliante coppia massima di 770 Nm disponibile sin da 3.000 giri ti schiaccia sul sedile in accelerazione così come l’impianto carboceramico ti appiccica alle cinture di sicurezza a 4 attacchi quando si frena a fondo. In modalità “Race” del manettino la strategia di cambiata della trasmissione F1 a

doppia frizione 7 marce è tarata appositamente per farti capire quanto stai andando davvero forte. E questo, praticamente senza perdita di trazione. Come già la 458 Speciale prima, anche la 488 Pista monta il Side Slip Control (Ssc 6.0) che contribuisce in modo determinante alla facilità con cui si può giocare con tanta esuberanza sentendosi sempre in controllo. Ma c’è di più. Sulla 488 Pista sono ben cinque i sistemi che regolano il comportamento dinamico della vettura riuscendo a leggere nel pensiero del pilota ed assecondandolo in tutti i suoi desideri. Sulla 488 Pista debutta il Ferrari Dynamic Enhancer (Fde) che permette di spazzolare le curve come i maestri del drift disattivando il controllo di trazione (Ct-Off sul manettino). Con la 488 Pista si va davvero forte. È la Ferrari prodotta in serie (limitata) che può vantare il maggior transfer tecnologico dalle competizioni grazie alle numerose soluzioni ereditate dalla 488 Challenge e dalla 488 Gte. Ogni dettaglio di questa «speciale» nasce dalla funzione che è chiamato a svolgere e il risultato è assolutamente apprezzabile, tanto da rendere il prezzo di listino di trecentomila euro ampiamente giustificato. Anche in ottica futura.

«Il progetto è stato concepito mettendo in relazione la Ferrari con il suo territorio, luogo da cui è nata. La fotografia si spoglierà da ogni equipaggiamento per far coinvolgere le forme e l’ambiente in un’unica armonia. Il territorio con le sue luci darà vita alla forma espressiva dell’auto.» 64


Starring Ferrari Centro Ippico Riola Responsabile Ufficio Ambiente presso Comune di Fiorano Modenese Marzia Conventi Aiuto produzione Mathilde Brun Collaudatore Ferrari Roberto Ricchi


FASHION


FASHION

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Suit Tagliatore Pino Lerario shirt AlessandroGherardi necklace in golden and enamelled metal rubber cord Arnoldi for Acme, USA,1985, private collection belt Nanni Milano wolf silver keychain Ugo Cacciatori


DREAMING TEXAS Project Unique Media Photographer Yuri Catania Fashion Coordinator Aberto Corrado Stylist Fabio Pravato Hair&Make up Branislav Nikic using MAC Cosmetics


Suit Tagliatore Pino Lerario shirt Alessandro Gherardi necklace in golden and enamelled metal, rubber cord Arnoldi for Acme, USA,1985, private collection belt Nanni Milano wolf silver keychain Ugo Cacciatori boots DSquared2 guitar Gibson Dobro 1920 used by Dire Straits Brothers in “Arms “; Mark Knopfler has used it several times such as in Romeo and Juliet. Miguel Casanovas private collection


Denim shirt, pants, belt and cow boots Alberta Ferretti jane felt hat Kreisicouture necklace with large pendant, silver and rutilated quartz, Mexico, 1970, private collection, “Cary� mini bag MICHAEL Michael Kors


In this page: Coat Coach 1941 cardigan Falconeri, denim trousers Marni leather bandana with sequins Sharra Pagano Right page: Suit and shirt, HUGO, “Adala� wide head hat Kreisicouture necklace in enamelled metal, rubber cord, Miguel Martinez for Acme, USA, 1987, private collection


For her on the left: denim jacket, Sportmax turtle neck Sportmax Code denim trousers Sportmax Code hat Federicamoretti necklace Donatella Pellini belt Nanni Milano camperos Racine CarrĂŠe For her on the right: dress Max Mara earrings, necklace and bandana Sharra Pagano leather belt Nanni Milano boots with multicolor jewels Casadei hat Alessandra Zanaria


Check shirt, trousers and bandana DSquared2 belt Ugo Cacciatori, “Calatrava” watch Patek Philippe

Total look Louis Vuitton watch “Aquanaut Luce” collection Patek Philippe


Jacket with studs Zadig&Voltaire sweater and skirt Versus Versace hat Alessandra Zanaria foulard DSquared2 metal ring with pearl Sharra Pagano tights Wolford boots Coriamenta


Total look DSquared2 Mustang HPE Classics - Luxury Tailor Made Classic Car Rental


For him on the left: Denim pants Emporio Armani bracelet and keychain Ugo Cacciatori boots DSquared2 For him on the right: Denim shirt and pants Emporio Armani keychain Ugo Cacciatori boots PREMIATA For her on the left: chiffon dress “Diorquake” belt and bracelets Dior Abril hat Kreisicouture bag Roger Vivier boots Racine Carrée For her on the right: Velvet dress Bottega Veneta Mono earring and bangles Sharra Pagano Kiara hat Kreisicouture boots Zadig&Voltaire


For him on the left: Downjacket Tatras, jacket and jeans, Levi’s Red Tab pendant Ugo Cacciatori belt Orciani texan boots DSquared2 For him on the right: vest and trousers Tela Genova sweather Drumohr hat Stetson belt Ugo Cacciatori For her on the left: cardigan MICHAEL Michael Kors bra, culotte and skirt Intimissimi belt Nanni Milano For her on the right: dress, necklace and ring Salvatore Ferragamo hat Kreisicouture cufflinks Sharra Pagano ankle boots Coach 1941 On the bench: hat Ferruccio Vecchi


Silk wool dress, bag Polo Ralph Lauren boots Zadig&Voltaire In the backdrop, for her: jacket and silk dress Polo Ralph Lauren For him: cotton cardigan and denim trousers Polo Ralph Lauren


Cardigan and denim trousers Polo Ralph Lauren necklace Vernissage belt Nanni Milano

Vest and mini dress Fausto Puglisi bracelet and ring Pellini boots Zadig&Voltaire blanket Hermès


For him and her: Total look Hermès


Total look Hermès


For her (left): blazer BlazĂŠ Milano lace dress Tory Burch hatAlessandra Zanaria necklace Rosantica Jewelry For her (right): silk dress Ermanno Scervino hat Alessandra Zanaria necklace Sharra Pagano


Total look Moschino


Jacket and trousers Coach 1941 boots DSquared2 blanket Hermès


For him (on the left): Shirt and trousers Missoni belt Nanni Milano boots DSquared2 For her: Total look Missoni hat Kreisicouture For him (on the right): shirt and trousers Missoni belt Nanni Milano hat Ferruccio Vecchi boots Barbanera


For him: Total look Roberto Cavalli boots DSquared2 For her: Top and skirt in silk Capucci necklace Feljencio Castillo Messico 1945 private collection gloves Gerlando Dispenza boots Missoni


For him: leather vest and belt Roberto Cavalli blue jeans Just Cavalli boots DSquared2 For her: Total look Roberto Cavalli necklaces Pellini boots Zadig&Voltaire

Models: Merel Van Mierlo @ Monster Management / Katya Lashko @ Women Management / Mattia Regonaschi @ d’men / Ruy Costa @ Urban Models Milano / Hair&Make up Branislav Nikic @ Face to Face Agency using MAC Cosmetics / Contributors Silenzio team / Thanks to: Centro Ippico Le Ginestre for the location / Miguel Casanovas private collection for the guitar / HPE Classics – Luxury Tailor Made Classic Car Rental for the car


INSPIRATION di Alberto Corrado

BEING MILLICENT UNA VITA FIERAMENTE SOPRA LE RIGHE, SEGUENDO IL MONITO DI VIVERE OGNI GIORNO COME SE FOSSE L’ULTIMO. NOTA COME L’EREDITIERA DELLA STANDARD OIL, MILLICENT ROGERS FU UNA BRILLANTE SOCIALITE, UN’ICONA DI STILE E UNA COLLEZIONISTA D’ARTE

Millecent Rogers, all’anagrafe Mary Millicent Abigail Rogers, visse una giovinezza scandita dall’ultimo party esclusivo. Sullo sfondo dell’età del jazz, fu un’icona di stile che scelse di vivere la propria vita al massimo nei sontuosi abiti da sera. Nipote di Henry Huttleston Rogers, magnate della Standard Oil, ereditò quest’impero, divenendo proprietaria in giovanissima età di un’immensa fortuna. La piccola Millicent crebbe tra Manhattan, Tuxedo Park e Southampton, New York, circondata da lusso e ricchezza. Negli anni Venti divenne famosa come socialite, ottenendo servizi e copertine sulle principali riviste patinate, da Vogue a Harper’s Bazaar, posando per fotografi come Louise Dahl-Wolfe e Horst P. Horst, oltre che per il pittore Bernard Boutet de Monvel. Inoltre la sua vita sentimentale costituì per decen-

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ni uno dei temi più ghiotti per i tabloid (sposata per tre volte, numerosi i flirt, tra cui spiccano l’autore Roald Dahl, lo scrittore Ian Fleming, il Principe del Galles, il principe Serge Obolensky, l’attore Clarke Gable) diventando una donna leggendaria dai capelli perfetti e dallo sguardo altero, che viaggiava con 35 valigie e 7 bassotti, senza lesinare in capricci. Esteta e amante della bellezza in ogni sua forma, tra i suoi designer preferiti vi erano Mainbocher, Adrian, Elsa Schiaparelli e Valentino. Ma un posto speciale occupava Charles James, di cui la bionda ereditiera fu musa incontrastata. Del couturier Millicent Rogers amava l’opulenza, mentre lui dal canto suo trovò in lei la perfetta incarnazione del suo stile. Nessuna sapeva indossare i sontuosi abiti-scultura di James con altrettanto charme.


Arkansas - Little Rock: Millicent Rogers in Villa Marie

In alto: Jersey long dress with tassels Fausto Puglisi, necklaces in brass with crystals Radà and rings with Zodiac signs, Givenchy, panama hat with large wing, Kreisicouture

Nella pagina a fianco: Long dress in black silk Jacket in black wool with white silk rever, gold earrings and Iridiscent gold lambskin cuissardes Chanel Photographer Yuri Catania, Stylist Fabio Pravato

Nel corso della sua vita collezionò appartamenti e dimore, che rispecchiavano il suo gusto sofisticato, come si fa con le figurine: dal Claremont Manor in Virginia, tenuta risalente al 1750 circa, dove ricreò l’atmosfera che aveva respirato in Austria con ricercati pezzi di antiquariato Biedermeier e quadri di Watteau, Fragonard e Boucher, alla celebre Falcon’s Lair ad Hollywood, appartenuta a Rodolfo Valentino. Più tardi, nel 1947, la diva decise di ritirarsi a Taos, in Nuovo Messico, dove sperava di contrastare i sintomi della febbre reumatica di cui soffriva fin da bambina. Qui andò a vivere in una tenuta che ribattezzò Turtle Walk, caratterizzata da un mobilio di stampo coloniale e da una tappezzeria raffigurante elementi tipici della cultura dei nativi americani, la cui arte compariva in abbondanza in quella casa, tra ceramiche, gioielli, quadri. Tra memorie coloniali ispaniche e citazioni del vecchio West si ergeva maestosa la natura, principale fonte di ispirazione artistica. In una lettera al figlio Paul PeraltaRamos, l’icona racconta del suo amore per

Taos: «Improvvisamente, passando nella montagna di Taos, ho percepito che ero parte della terra e ho sentito il sole sfiorarmi la pelle e la pioggia. Mi hanno sfiorato le stelle e il crescere della luna; sotto di me scorrono i fiumi». Lo stile che l’ereditiera adottò, dopo il suo ritiro a Taos, comprendeva una blusa con le stampe originali Navajo che alternava a una camicia bianca, una gonna a ruota indossata sopra diverse sottogonne e maxi gonne etniche, uno scialle e piedi rigorosamente scalzi o mocassini di pelle di daino. Millicent Rogers, avventuriera vestita di capi haute couture, morì nel 1953, lasciando debiti per tre milioni di dollari. Poco dopo la sua scomparsa, nel 1956, uno dei suoi tre figli fondò a Taos un museo locale a suo nome, il Millicent Rogers Museum. Il suo stile continua ad essere inesauribile fonte di ispirazione nella moda: John Galliano ha dichiarato di essersi ispirato a lei per la collezione disegnata per Dior nella Primavera/Estate del 2010. Un nome che resterà immortale non solo nel mondo della moda.

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EXHIBITION

DRINK STYLE

GALLERIA CAMPARI PRESENTA LA MOSTRA “STORIE DI MODA. CAMPARI E LO STILE”. È PROFONDA LA RELAZIONE TRA IL CELEBRE BITTER E IL FASHION

Raccontarsi e raccontare. Sono i due punti cardine attorno ai quali Galleria Campari si impegna in un nuovo progetto espositivo aperto al pubblico da venerdì 5 ottobre 2018 a sabato 9 marzo 2019 e dedicato all’esplorazione di una delle anime che compongono l’universo Campari: la moda, intesa come creatività, costume. Arte. Un grande percorso articolato attorno gli oltre 150 anni di storia del marchio solidamente legato alla geniale sfera dell’advertising con un approccio sofisticato, coerente nei decenni e sempre al passo coi tempi, se non precursore.

Giovanni Gastel

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Memorabili le grafiche, la cartellonistica e gli spot voluti dal fondatore dell’iconico aperitivo Davide Campari, che ebbe il merito di essere tra i primi industriali italiani ad accorgersi delle potenzialità della pubblicità.


Con “Storie di Moda. Campari e lo stile” - curata dalla giornalista e saggista Renata Molho, critica del costume e della moda, autrice di alcune delle più importanti biografie e monografie uniche come quelle su Giorgio Armani, Costume National ed Etro, la Galleria si apre al pubblico con un nuovo affascinante percorso dove spiccano i concetti di “stile” e “stili”. La mostra, divisa in quattro sezioni tematiche - Elegance, Shape and Soul, Futurismi e Lettering - fa dialogare opere provenienti dall’archivio della Galleria Campari: un moderno museo aziendale, pensato come uno spazio dinamico, interattivo e multimediale oltre che un archivio culturale, interamente dedicato al rapporto tra il marchio e la sua comunicazione contraddistinta da arte e design. Oggi l’archivio raccoglie oltre 3.000 opere su carta, soprattutto affiche originali della Belle Époque, ma anche manifesti e grafiche pubblicitarie dagli anni ‘30 agli anni ‘90, firmate da importanti artisti come Marcello Dudovich, Leonetto Cappiello, Fortunato Depero, Franz Marangolo, Guido Crepax e Ugo Nespolo; caroselli e spot di noti registi come Federico Fellini e Singh Tarsem; oggetti firmati da affermati designer come Matteo Thun, Dodo Arslan, Markus Benesch e Matteo Ragni. Un luogo nato nel 2010 dalla riscrittura architetto-

nica e funzionale dello storico stabilimento di Sesto San Giovanni, fondato nel 1904. Trasformato ed evoluto nel tempo grazie all’estro dell’architetto Mario Botta. Un heritage importante, che in occasione della mostra è stato reso ancora più ricco tramite i prestiti da case di moda, musei e fondazioni. “Storie di Moda. Campari e lo stile” esalta i rimandi estetici e di significato grazie ad accostamenti formali e cromatici, proponendo, tra le altre, opere originali pensate e realizzate per Campari da Fortunato Depero, Bruno Munari, Marcello Dudovich, Franz Marangolo, tutte affiancate e integrate alle creazioni e ai bozzetti della Fondazione Gianfranco Ferré e agli abiti scultura dalla Fondazione Roberto Capucci. L’allestimento presenta, attraverso cortocircuiti cronologici, accessori degli anni Trenta del Museo Salvatore Ferragamo, manifesti della Belle Époque, bozzetti e abiti di Giorgio Armani, lavori pubblicitari della Campari in pieno stile Sixties, contemporanee copertine di riviste rielaborate dal tocco pop dalla designer Ana Strumpf, sperimentazioni fotografiche di Giovanni Gastel, un abito e accessori della linea “Balmoda” di Laura Biagiotti, omaggio al maestro futurista Giacomo Balla; e ancora, la moda di Raffaella Curiel, che nel 1986 è stata ispirata ai disegni di Fortunato Depero per Campari, e capi in prestito da A.N.G.E.L.O Vintage Archive.

Franz Marangolo, Camparisoda, anni ‘60

Giovanni Gastel Chopard, 2002

Giorgio Armani Womenswear Fall Winter 1992-1993


FASHION

THE MUSE

Photographer Chrisma Lan Conception visuel Tuan Taiko Styling Juliette Lécuyer 100


Cotton top Kate Spade, floral shirt Monki, blazer jacket Leonard, necklace Damiani, sunglasses Vinyl Factory


Kimono Guo Pei, shirt Leonard, silk pants Sonia Delaunay, shoes Elisabetta Franchi, ring Delphine Charlotte Parmentier, bangles Anna Thomas


Knitted suit Reve Duel, pleated top Issey Miyake, Hat Maison Michel, shoes Santoni, ring Marc Deloche, earrings Damiani


Cotton shirt Camaieu, jumpsuit Martin Grant, cotton kimono Y’S for Yohji Yamamoto, velvet bag Monki, gloves Gilles Asquin, shoes Ingie Paris


Glasses Celine, satin top David Vincent Camuglio, blazer jacket Rossella Jardini


Embroidered jacket Christian Wijnants, oversized shirt Istituto Marangoni, Bra Leonard, silver pleated pants Ingie Paris, torque Delphine Charlotte Parmentier, shoes Vic Matie


Sleeveless knitted top Lucien Pellat Finet, silk shirt La Prestic Ouiston, pants Nadja Vogt Istituto Marangoni, shoes Giuseppe Zanotti, glasses Chloe, gloves Causs

Model Nikki S @ Women Management / Make-up Mélanie Sergeff @ l’Atelier 68 / Hairs Anita Bujoli / Operator V. Lootens / Photo assistant AM / Styling assistant Luca Bouday / Digital CL Production / Location Hotel de Nice, Paris, Marie, Gaël and Laure


INTERVIEW di Alberto Corrado

POETICA DELLA SOTTRAZIONE È IN ASCESA LA PARABOLA CREATIVA DI JACQUEMUS, NOME D’ARTE DELLO STILISTA SIMON PORTE. TRA DETERMINAZIONE E MINIMALISMO, PORTA IN SCENA UN PROGETTO SEMPLICE E IMMEDIATO, FATTO DI CAPI INDOSSABILI E INTELLIGENTI, A TRATTI NO-GENDER

Quelli di Simon Porte, fondatore e stilista del fashion brand Jacquemus, sono piccoli frammenti di una poetica della sottrazione, in una visione romantica più che di ricerca del minimalismo come esercizio estetico. Ma la sua arma segreta «è sempre stata l’ottimismo: la capacità di vedere la vita in positivo, di costruire il sogno giorno per giorno, con energia». Così lo stilista descrive la sua visione dell’esistenza dietro le quinte della collezione di debutto maschile, intitolata

SS 2019 Collezione uomo 108

“Le Gadjo”, un termine della cultura gitana per riferirsi a individui di altra origine e di sesso maschile. Ciò che affascina di questo giovane stilista che viene da Mallermort, in Provenza, che strizza l’occhio agli anni Ottanta, è il suo racconto familiare, in un gioco di rimandi tra forza e fragilità, persone e sentimenti: la famiglia, la scomparsa improvvisa della madre che determina la scelta del nome del suo brand, il lavoro, i collaboratori, l’amore, la gratitudine, la sua terra. «Vengo da una famiglia di agricoltori che vivono tutti nel sud della Francia - ci racconta. - Quello stesso fienile dove un tempo tenevamo la frutta e la verdura è ora adibito alle spedizioni nel resto del mondo. Mio padre, mia zia e il mio migliore amico lavorano tutti per il brand proprio da quel fienile». Ha sempre sentito la moda come un sogno, un linguaggio per raccontarsi, ma ha mantenuto la sua infanzia, l’ingenuità e la purezza di un mondo quasi rousseauiano che traspare sempre tra le corde del suo stile e della sua comunicazione. Dopo un anno, trascorso con grandi sacrifici da parte della famiglia in una scuola di moda a Parigi, Simon è profondamente deluso dal mondo della capitale. In seguito alla perdita

della madre decide di abbandonare la scuola e di lanciare il suo marchio Jacquemus. Debutta con una collezione minimalista: non aveva molti soldi e, dopo aver comprato i tessuti che cercava al Marché Saint Pierre, trovò un piccolo laboratorio di una donna che confezionava tende; le chiese di fargli una gonna a vita alta, senza bottoni, ma con una zip laterale e senza le tasche, perché tasche e bottoni non poteva permetterseli. Con la terza collezione, interamente in lana cotta, tagli al vivo e pochissimi dettagli, viene notato da Rei Kawakubo (Comme des Garçons) a Tokyo in uno showroom che lo rappresentava. Lui ovviamente non era lì: non poteva permettersi il viaggio: «Incontrai lei e il suo compagno, Adrian Joffe, successivamente e chiesi di poter lavorare per loro all’interno del punto vendita di Parigi. Finivo di lavorare e tornavo a casa a disegnare tutta la notte». Due stagioni dopo, Joffe ordina la sua collezione per Dover Street Market a Londra, vendendola con grande successo. Le collezioni Jacquemus sono sofisticate e sensuali, delicate nelle loro tinte e nei colori, dalle proporzioni calibrate, dall’eleganza fantasiosa sostenuta da materiali di grande qualità.


Backstage Collezione Autunno-Inverno 2018 -2019

“IL MINIMALISMO È STATO PIÙ UNA NECESSITÀ CHE UN CONCEPT STUDIATO” Ma al contempo grintose, espressione di un modo di vestire che si traduce “sans chichi” ovvero senza tanti froufrou ma che va dritta al punto. Reduce da un grandissimo successo con la collezione precedente intitolata “La Bomba”, ecco che Jacquemus per la prossima stagione autunnale porta in passerella il Marocco, ispirandosi ai famosi Suq (o souk) marocchini, dove, lo scorso inverno, lui stesso si perse e di cui ripropone l’ispirazione. Ovviamente anche la Provenza, sua terra natia, è immancabile. Si legge nelle silhouette morbidissime, nei colori molto caldi e gli immancabili copricapi e micro accessori. La collezione è anche un’ode alla diversità con un cast di modelle molto eterogeneo e allo stesso tempo omogeneo sia per la sfilata sia per le campagne su carta stampata e social.

Un cambio di passo, che dalle astrazioni artistiche, velate da una poesia innocente, approda a uno stile glamorous, per un marchio che si sta rivelando innovativo nel suo tradizionalismo e molto inclusivo. E allora via libera anche all’uomo che per la prossima-estate 2019, vestirà in gym pant o in camicie dalle fantasie fiorate, maglieria puzzle, bermuda da spiaggia e abiti da ufficio dalle proporzioni comode, jeans e camicie dalle ricamature logate, parka estivi e qualche cravatta. «Come un uomo che deve correre al lavoro dopo aver trascorso la pausa pranzo in spiaggia». Il tutto assicurato da una piattaforma produttiva di laboratori dislocati in Europa tra Francia, Italia e Spagna. «Ho mantenuto anche nel menswear lo stesso approccio del ready-to-wear donna: ciò che si vede in sfilata è ciò che viene venduto. Faccio quello che sento nelle mie corde. E so come le persone desiderano vestirsi, nascondere i difetti ed esaltare i pregi. Credo in quello che creo. La mia moda non è solo bella e pratica. Ho cercato di lavorare sulla semplicità: della silhouette, del prodotto e del prezzo. Volevo un progetto accessibile al grande pubblico, di lettura semplice. Con grande facilità di vendita, puntando sia sul fitting che sul costo». Collezione Autunno Inverno 2018-2019


Total look Ermanno Scervino Professional leather headgear Leone 1947


Boxeurs: boxing gloves, shorts and shoes Leone 1947


For her: cape and dress Philosophy di Lorenzo Serafini vivien pochette Jimmy Choo ankle boots Mario Valentino For him (next to her): wool hoodie Marco Rambaldi, jogging shorts DSG#DISGUSTO beret Borsalino sneakers in eco leather Lotto


For Her: draped dress Class Cavalli wrist bands in golden brass Sharra Pagano platform sandals Stuart Weitzman For Him: Total look Leone 1947


For her: dress Vivienne Westwood boots Dondup For him (next to her): shorts 8 Moncler Palm Angels boxing gloves Leone 1947 sneakers Giuseppe Zanotti For him (laid on the floor): shorts 2 Moncler 1952, boxing gloves Leone 1947 sneakers Giuseppe Zanotti For him (in the backdrop): outline hoody and pants adidas Originals shoes adidas Training hat Borsalino


For Her: lace dress, sunglasses, necklace and gloves Chanel boots Racine CarrĂŠe For him (on the bench): bermuda trousers Vivienne Westwood For him (hanged on the wall bar): trousers Vivienne Westwood boots 7 Moncler Fragment Hiroshi Fujiwara

For Her: dress and belt Michael Kors Collection pumps Casadei For Him: hooded sweatshirt and pants Colmar Originals semi-elastic bandage Leone 1947 sneakers Giuseppe Zanotti


For Her: down jacket Colmar Originals by Originals sporty-chic outerwear DSG#DISGUSTO boots Dondup For Him (left side): sweatshirt and trousers Everlast sneakers Lotto semi-elastic bandage Leone 1947 For Him (right side): sweatshirt and trousers Everlast sneakers Giuseppe Zanotti semi-elastic bandage Leone 1947


For her: Coat in sheepskin, mini wool dress and boots Dondup hat with large brim in fur fox shadow Borsalino For him (on the left): vest and shorts 2 Moncler 1952 sneakers Giuseppe Zanotti For him (in the centre): vest 2 Moncler 1952 trousers 7 Moncler Fragment Hiroshi Fujiwara For Him (on the right): trousers Kappa


For Him (behind her): vest with velvet macro logo 2 Moncler 1952 cotton t-shirt with patches 7 Moncler Fragment Hiroshi Fujiwara shorts 2 Moncler 1952 For her: tulle dress with beads sequins and feathers Max Mara Bridal gold clutch with red roses and strass Gedebe avril shoes with swarovski cristals Jimmy Choo For him (laid on the floor): black trousers Everlast sneakers Nike


Tulle degradè dress with rouches Blumarine leather backpack Givenchy decolletè in gold leather Charlotte Olympia boxing gloves in cowhide leather Leone 1947


For Her: cape and mini dress Missoni boxing gloves in cowhide leather Leone 1947 decolletè Tipe e tacchi For Him (left page): cotton sweatshirt, shorts and rubber sandals 8 Moncler Palm Angels For Him (right page): velvet bomber 7 Moncler Fragment Hiroshi Fujiwara shorts 2 Moncler 1952 boots in suede and leather 7 Moncler Fragment Hiroshi Fujiwara


INTERVIEW

FASHION & TECHNOLOGY IN OCCASIONE DEL SUO DEBUTTO UFFICIALE NELLA COUTURE, POSH INCONTRA PAOLA EMILIA MONACHESI. DIRETTORE CREATIVO E GENERALE DI AU197SM, BRAND CHE UNISCE METALLI PREZIOSI E TESSUTO, CREATIVITÀ E NANOTECNOLOGIA

Come si fondono l’oro 24 carati, il platino e altri metalli preziosi con le fibre tessili? Questa è la prima ed inevitabile domanda da porsi quando si parla di Au197Sm - il brand lanciato da Stefano Maccagnani, imprenditore eclettico e visionario a capo della Belumbury Fashion Group – che attraverso strumenti e tecnologie all’avanguardia lega la creatività alla pura sperimentazione. Macchinari a ultrasuoni e fusioni molecolari creano abiti non convenzionali ed esclusivi, dall’appeal high-end & streetwear deluxe. Un vero e proprio laboratorio creativo-atelier la cui direzione è salda nelle mani di Paola Emilia Monachesi, il Direttore Creativo e General Manager che racconta il debutto nella couture e i progetti futuri di un marchio che vuole conquistarsi un posto privilegiato nel mercato internazionale.

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Una donna lungimirante, sorridente, dagli occhi vispi come un Archimede della moda tutta al femminile. Allergica al banale, al già fatto e al già visto, incline alla volontà di non autolimitarsi mai.

«DI STAMPE FLOREALI O ANIMALIER È PIENO IL MONDO MA SOPRATTUTTO SI TRATTA DI COSE CHE NON VOGLIO» afferma con convinzione la Monachesi. Ciò che le interessa è la tecnologia e il mondo digi-

tal: strumenti intelligenti attraverso i quali dare materia a nuove forme di creatività. «Di persone in gamba a disegnare ce ne sono tantissime, ma sono davvero poche quelle che hanno una visione d’insieme e diversa come quella che ha avuto Stefano Maccagnani nel generare un brand di moda legato all’ingegneria. Assieme, vogliamo dar vita a qualcosa di speciale, secondo i diktat digital e i canoni dell’innovazione».

Nella pagina a fianco, sfilata FW 19


Come mai per il debutto nell’alta moda avete scelto di sfilare ad Altaroma? È stato un esperimento e devo dire che ha avuto degli ottimi risultati. Portare nella Capitale la nostra visione è stato azzardato ma ci ha premiato. Tutti sono rimasti affascinati da questi abiti realizzati con l’uso della nanotecnologia. Qualcosa a cui non erano abituati. Le uscite sulla stampa sono state infinite e chi ha presenziato allo show ha apprezzato la nostra idea di una moda diversa, unica e riconoscibile. Il riscontro è stato positivo anche da parte dei buyer? Devo dire di sì. Non mi sarei mai aspettata di incontrare, tra gli altri, i buyer di Lane Crawford e Joyce. Aver ricevuto l’attenzione e l’apprezzamento di luxury department store internazionali che trattano solo collezioni uniche e speciali ci ha riempito di orgoglio e dato la certezza che siamo sulla giusta direzione. Au197Sm nasce come un marchio dedicato allo streetwear di lusso ed è realizzato con l’uso di tecnologie brevettate. Quali sono e in cosa consistono? Au197Sm fonde l’oro 24 carati e altri metalli preziosi assieme al tessuto attraverso un processo coperto da brevetto internazionale - che include passaggi ad alto tasso di ingegnerizzazione e fasi assolutamente artigianali. Una tecnologia che porta a successive ed inedite innovazioni: fino ad oggi preclusa ai materiali tecnici che possedevano una minima percentuale di fibra sintetica, Au197Sm vanta infatti l’esclusiva di poter utilizzare la saldatura a ultrasuoni su capi realizzati, tra gli altri, in cadì, seta, jersey. La fusione del metallo altera infatti la composizione delle fibre rendendole adatte alla saldatura a ultrasuoni. Ad esempio abbiamo potuto fondere le cannucce di plastica riciclata al tessuto e realizzare dei ricami con il plexiglas. Sono tutti procedimenti che richiedono diverse prove. I macchinari vanno regolati più volte prima di trovare la soluzione perfetta. Non parto mai da un tema prestabilito e questo a volte genera del simpatico terrore negli occhi delle persone che lavorano al mio fianco. Di certo non ci annoiamo, a volte capita anche di fare qualche pasticcio ma ogni procedimento ha la finalità di sviluppare qualcosa di singolare. Ci interessa “creare” nel vero senso della parola. A livello di forma nella storia della moda è stato inventato tutto, ma la sperimentazione dei tessuti permette di percorrere vie ignote che portano poi alla confezione di prodotti unici. Prendiamo per esempio le stampe floreali, si può cambiare il fiore, ma non è detto

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che alla fine il risultato infonda riconoscibilità. Sostanzialmente queste stampe possono essere tutte uguali, ma se decido di fondere i fiori col tessuto chissà cosa succede! Non parliamo poi delle stampe animalier. Queste costringono la donna in un determinato target, mentre voglio che i miei abiti siano indossati dalle diciottenni fino a chi ha superato gli anta, ma soprattutto realizzo capi per chi è in grado di recepire il cambiamento. Come procedi per sviluppare i modelli? Parto sempre dal tessuto. Una volta trovati i materiali adatti e creata la pezza, lo porto sul manichino e inzio a dare forma all’abito. Un po’ come farebbe Madame Vionnet con il drappeggio… Esatto! Trovata la soluzione, prendo l’abito e lo provo dal busto 38 alla taglia 40 e poi 44. Un abito ben fatto deve essere vestibile dalle taglie più piccole alla più alte. È tutta una questione di proporzioni e lunghezze, quella della vita soprattutto. Sono accorgimenti millimetrici che fanno la differenza, rendendo l’abito indossabile da chi è alto e da chi lo è meno, perché non rimborsa e non fa difetto nel fitting. Una volta completato, il modello viene digitalizzato e in base a quello realizziamo il cartamodello, che ci permette di procedere con la confezione e lo sviluppo taglie. I tuoi abiti sono particolari, eclettici. Forse sarebbe il caso di dire stravaganti e ricercati, dall’animo estremamente curato. Qualcosa che per il mercato italiano è anche un po’ insolito. Pensi che il pubblico nostrano sia pronto per il tuo stile? In realtà non abbiamo mai pensato di dover trovare un’ubicazione geografica per il brand. È il marchio stesso che deve essere recepito nella maniera giusta da chi può permettersi di recepirlo. Sono convinta che una buona fetta di mercato costituito dai clienti del lusso di nicchia italiano possa apprezzare il nostro prodotto. I mercati che ci stanno seguendo di più sono gli States, il Medio Oriente, la Cina, il Giappone e in piccolissima parte anche la Russia. Che tipo di posizionamento avete previsto? Siamo partiti con la collezione invernale appoggiandoci a uno showroom di Milano che si trova in Via Tortona ed è gestito da Stefano Pizzini. Abbiamo provato anche il TRANOÏ di Parigi ma col senno di poi il brand mix non era adatto ad Au197Sm, quindi ci affiancheremo a Studio Zeta. Abbiamo inoltre uno showroom che si occupa di Germania, Austria, Svizzera e Polonia. Stiamo lavorando anche per prendere uno spazio a New

Paola Emilia Monachesi

York. Inoltre a gennaio 2019 saremo presenti al Pitti con la collezione dedicata al kidswear, mentre a febbraio sfileremo a Milano Moda Donna. Aprirete dei monomarca? Credo che sia uno step fondamentale ed è uno dei progetti più prossimi, ma non sarà un vero e proprio mono-brand, sarà in realtà un “mono-multi”. Vorremmo incubare insieme diversi brand di ricerca, tutti vicini alla nostra ideologia di moda: niente di noioso e banale.


Abbiamo visto che nel lavoro come nella vita sei una digital addicted. Premettendo che il prodotto è così particolare che per capirne l’essenza deve essere toccato e indossato di persona, come pensi di sviluppare l’e-commerce? Il consumer quando acquista in negozio compra un abito perché ne carpisce l’essenza guardandolo, toccandolo e provandolo. Quello che ci contraddistingue sono cuciture e ricami a ultrasuoni, sarebbe dunque difficile far comprendere il nostro prodotto tramite delle foto. A breve lanceremo il nostro e-commerce con la possibilità di acquistare online, ma si tratterà di collezioni appositamente sviluppate. Il tuo è un passato da marketing strategico. Come sei arrivata alla guida creativa di Au197Sm?

Ai tempi dello IULM, a 19 anni, ho avuto modo di entrare in Versace, allora c’era Gianni e con lui, con l’azienda e lavorando a stretto contatto con Santo Versace, ho avuto una formazione a 360 gradi. A quei tempi non c’erano tutte le figure professionali di oggi. Entrai in azienda come ufficio stampa, ma mi occupavo anche del marketing e del commerciale. Sono rimasta con loro undici anni, questo mi ha permesso di costruirmi un background che nel tempo mi ha consentito di ricoprire diverse cariche importanti in tante altre aziende. L’ultima, prima dell’avventura in Au197Sm, è stata con Pucci nel gruppo LVMH. Lì, insieme a Peter Dundas, mi sono occupata del rilancio del marchio. Poi c’è stato un periodo bellissimo in cui ho lavorato per due gruppi giapponesi, loro gestivano diversi brand e io ne curavo la parte creativa. Ho un archivio immenso, ma non l‘ho mai diffu-

so, ho sempre preferito lavorare dietro le quinte e proprio nei backstage ho incontrato Stefano Maccagnani, lui era alla ricerca di una persona in grado di aiutarlo nell’avvio del marchio e che avesse una visione da piccolo chimico come la sua. In me c’è sempre stato un animo creativo, molto tendente al mondo artistico. In Au197Sm ho la possibilità di esprimerlo al 100%.

Sopra , immagini della sfilata FW 19

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FASHION SYSTEM di Matteo Dall’Ava

CIRCOLO VIRTUOSO DAL MODELLO LINEARE A QUELLO CIRCOLARE, UN IMPEGNO RICHIESTO ALLE AZIENDE DEL SISTEMA MODA E AI FASHION ADDICTED PER SMETTERE D’INQUINARE

La moda, quanto a inquinamento, è seconda solo all’industria del petrolio. Un’affermazione pesante scaturita al Copenhagen Fashion Summit di quest’anno. Ma per fortuna esistono molte realtà che stanno cercando di spingere questo glamour velenoso in fondo alla classifica. Tra i primi comportamenti a essere considerati intollerabili è certamente la distruzione di prodotti finiti andati invenduti. Ultimo il caso di Burberry che nel 2017 – dopo aver vagliato tutte le strade possibili – ha mandato al macero prodotti per oltre 30 milioni di euro. Una prova a favore di H&M che attraverso il suo portavoce, Iñigo Sáenz Maestre, ha affermato come nessuna società da sola ha la forza di farsi carico della trasformazione del modello di business della moda da lineare a circolare. Questo è il motivo alla base della decisione di Nike, H&M, Gap e della stessa Burberry di raggiungere Stella McCartney nel programma Make Fashion Circular della Fondazione Ellen MacArthur. Se è vero che a livello mondiale meno dell’1% dei vestiti è riciclato, l’obiettivo del progetto è identificare le soluzioni concrete per ridurre la produzione di rifiuti-moda

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attraverso il riciclo delle materie prime e dei prodotti. Nel suo piccolo, la maison francese del lusso Hermès ha sposato questa filosofia con la nascita del nuovo brand Petit H. Artisti, designer e artigiani creano collezioni di oggetti unici utilizzando i preziosi scarti della maison Hermès: ritagli che altrimenti andrebbero buttati via. Ha abbracciato la circolarità anche il brand Carmina Campus avviato nel 2006 da Ilaria Venturini Fendi. Il nuovo paradigma è riuso ovvero impiegare il lavoro di artigiani italiani su materiali di scarto, vintage, fondi di magazzino, fine serie, difettati o altri materiali accantonati per non aver passato gli standard qualitativi. Le borse, gli accessori e i mobili prodotti da questa nuova filiera sono pezzi unici numerati, accompagnati da un cartellino con la lista dei materiali impiegati e il numero di ore necessario alla loro realizzazione. Collezioni che nascono dalla possibilità di utilizzo di un dato materiale e non più sul rinnovo stagionale. La scadenza temporale viene eliminata. E sull’idea che la moda non debba necessariamente più avere una data di scadenza stanno lavorando molte realtà soprattutto nel digi-

Carmina Campus, co branding con Mini BMW


In alto H&M Conscious Exclusive

2018: capi realizzati con fibre sosteni-

bili come l’ECONYL, fibra derivata da reti da pesca e scarti di nylon, in basso a destra Burberry

tale. L’edizione 2017 della Ricerca Doxa “Second Hand Economy” ha confermato il trend positivo per ciò che concerne la propensione degli italiani nei confronti della compravendita di abbigliamento griffato di seconda mano. Oggi il mercato dell’usato vale 21 miliardi e sembra che ben il 48% degli italiani abbia comprato e/o venduto usato. Ad aiutare questo trend esistono realtà come Privategriffe di Axélero. Il marketplace leader in Italia per l’offerta fashion second hand svolge due importanti funzioni. Innanzitutto permette agli utenti di iscriversi gratuitamente e mettere in vendita i propri articoli di lusso tramite una semplice procedura guidata. Inoltre, come intermediario verifica scrupolosamente la qualità dell’offerta e l’affidabilità dei venditori attraverso un sistema di controllo effettuato da esperti. Trasformare la moda mediante il riciclo delle materie oppure il riuso spinto dai canali digitali della rivendita. Verrebbe da dire che “nulla si distrugge, tutto si trasforma”. E pensare che ce lo aveva già spiegato Lavoisier nel 700!

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BEAUTY

a cura di

Luisa Micaletti


FRAGRANCE

UNA PROMESSA DI FELICITÀ IL DESIDERIO INCALZANTE DI CREARE UNA FRAGRANZA INEDITA SI IMPONE NUOVAMENTE, SPINTO DA UN’INSOPPRIMIBILE VOGLIA DI GIOIA. NASCE JOY BY DIOR, ESPRESSIONE AUTENTICA DELLA GIOIA TARGATA DIOR “Una parola piccola che in realtà racchiude un’emozione grande. Joy, vocabolo universalmente riconoscibile in tutte le lingue del mondo, è simbolo di leggerezza e serenità. Con questa fragranza ho cercato di interpretare olfattivamente la luce” François Demachy, Parfumeur-Créateur Dior

Sin dalla sua nascita, Dior si è dedicato alla felicità delle donne. È una missione che ha sempre impegnato la Maison, “un’ossessione” che l’ha guidata sin dal debutto nel 1947 fino a oggi, momento di rivelazione al mondo della nuova creazione olfattiva: JOY by Dior. L’anima Dior continua a essere, come sempre, incredibilmente femminile, lussuosa e originale. Sono trascorsi 20 anni dal lancio dell’ultimo grande profumo femminile, nonostante la gamma, numerosa ed innovativa, sia stata al fianco delle donne senza soste. La nuova fragranza JOY by Dior è nata seguendo questa strada, quella di una promessa di felicità incarnata nel lusso di un glamour originale, mai dimenticato. È una nuova dichiarazione d’amore alla vita. Una storia che non era ancora stata raccontata e un regalo per le donne. Il bergamotto agrumato e il mandarino sublimati da aldeidi esplodono per

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far volare i fiori. La rosa, utilizzata in Essenza e in Assoluta, e il gelsomino inebriante si uniscono a questi frutti succosi in un vibrante sorriso. Immediatamente, si ha l’impressione di essere abbracciati, accarezzati da un legno infinitamente morbido e lattato. È il sandalo, caldo e cremoso, che ci avvolge con la sua soavità, sostenuto da un lieve tocco di cedro e da un accenno di patchouli. Alcuni membri della numerosa famiglia dei muschi, accuratamente selezionati e dispiegati, ma non troppo, avvolgono l’insieme in un soffio chiaro e poudré. Muschi evanescenti che incontrano legni e fiori, i quali li riempiono e li esaltano a loro volta. L’effetto è quello di un tenero contatto pelle a pelle, di una firma intima e dolcemente sensuale.

A fianco la fragranza JOY by Dior, nella pagina a destra Jennifer Lawrence


«Creare un nuovo profumo Dior è un evento, per me e per tutta la Maison. Il nostro profumo deve saper unire e sedurre uomini e donne. Deve avere una personalità ampia e generosa e una firma forte. Ho avuto la fortuna di conoscere il suo nome sin dall’inizio. E che nome! Breve, vivace ma senza enfasi, aperto a infinite possibilità. Per raccontarlo, ho scelto di creare una scia avvolgente, intrisa di dolcezza ed energia al tempo stesso. JOY by Dior è un soffio d’aria, un sentiero da seguire, che ti trasporta via» François Demachy, Parfumeur-Créateur Dior

Attrice eccezionale e bellezza esplosiva, Jennifer Lawrence è il volto di JOY by Dior. Blu, l’acqua della piscina. Bianchi, i muri della villa hollywoodiana. Caldo, il sole sulla sua pelle. Notte e giorno, il mondo si distende davanti ai suoi occhi. Di fronte alla camera di Francis Lawrence, suo complice da sempre che l’ha svelata al mondo intero in “Hunger Games”, Jennifer Lawrence ci mostra tutte le declinazioni di questo straordinario sentimento. Una sensazione nella quale s’immerge e si abbandona, come senza peso, a fior di pelle. Vicinissima a lei, la cinepresa cattura sorrisi e sguardi, la sua luce unica. La gioia allo stato puro.

In alto JOY by Dior, a fianco e nella pagina a destra, Jennifer Lawrence, behind the scenes


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UNIQUE DIGITAL

#NEVERFAKEIT POSH E NARS COSMETICS INSIEME A IBIZA CON UNA AMBASSADOR D’ECCEZIONE PER SVELARE IN ANTEPRIMA MONDIALE L’ESCLUSIVO CLIMAX

Con una luxury experience NARS Cosmetics ci ha portato nella perla delle Baleari, Ibiza. Insieme a POSH anche una special ambassador: Camilla Mangiapelo. @ ma.pina è stata la nostra talent digital, nonché unica influencer italiana per l’ultima creazione del marchio beauty: Climax. Un mascara innovativo disponibile in Rinascente e negli store Sephora. Per l’occasione NARS ha trasformato il celebre Amante Beach Club Restaurant, incastonato tra le rocce di Cala Sol d’en Serra, nell’ Insta-set di Camilla grazie a una serata dall’animo rock-glam, ideata per

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il lancio internazionale del suo nuovo mascara realizzato con un’esclusiva formula in mousse che solleva e volumizza le ciglia per uno sguardo ipnotico e un’intensità modulabile senza grumi o sbavature, dall’appeal #neverfakeit. Camilla lo ha provato in anteprima per noi... Snap, post e via con la prossima avventura. Tante le attività leisure per la nostra potente ambassador che l’hanno vista immersa anche nel blu di Formentera deliziata da ChezzGerdi o in un’altra esperienza culinaria d’eccellenza, protagonista stavolta l’Heart Club (Ibiza) e una Live Dinner Experience firmata dallo

Chef stellato Albert Adrià unito all’intrattenimento delle stelle del Cirque du Soleil. NARS ha continuato questo viaggio digital insieme a POSH magazine e @ma.pina anche durante la 75° Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia dove Camilla ha calcato il tappeto rosso per la presentazione del film “Suspiria” di Luca Guadagnino. Sul Red Carpet Camilla ha rappresentato la rivista in uno dei momenti tra i più importanti della sua carriera e, per questa speciale occasione NARS ha scelto di curarne il beauty look e il make up.


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Un ambiente customizzato NARS a Ibiza Gran Hotel 5* Grand Luxe. Camilla Mangiapelo sul Red Carpet del Festival del Cinema di Venezia con indosso un look Genny. L’abito scelto fa parte della capsule collection sostenibile del marchio Made in Italy. NARS animation at Bagatelle Beach Restaurant. Ph: NARS Cosmetics.

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INTERVIEW di Alessandra Fanari

L’INTERDIT BY GIVENCHY UN CLASSICO DELLA PROFUMERIA: RINASCE SOTTO UNA NUOVA LUCE L’INTERDIT, CREATO DA HUBERT DE GIVENCHY NEL 1957 PER LA SUA MUSA AUDREY HEPBURN

Se ogni profumo racconta una storia che ci trasporta con il suo nome e le sue note olfattive nell’esotismo di un mondo magico e illusorio, con L’Interdit, Givenchy Parfums decide di ritornare a casa, ritrovando nell’heritage e nella memoria del marchio il contenuto della sua narrazione. Uno storytelling che rivela l’incanto e la poesia del mondo reale, della vita vera, della storia unica che c’è dietro ogni creazione e dietro ogni grande Maison. Eloy Martinez, curatore di numerose esposizioni consacrate a Hubert de Givenchy, amico e collaboratore negli ultimi anni della vita del grande couturier, è lo storyteller designato per raccontare la vera storia de L’Interdit. Creato da Hubert de Givenchy per Audrey Hepburn nel 1957, il profumo è reinterpretato oggi da un’equipe di quattro nasi. Una rilettura olfattiva che apre un nuovo capitolo nella storia della marchio e nella comprensione e valorizzazione della sua eredità. Nella presentazione de L’Interdit,

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l’importanza dell’eredità estetica e umana di Hubert de Givenchy è stata fortemente sottolineata. Ce ne parla Eloy Martinez stesso. Che significato ha questa rilettura e qual è il suo ruolo nel lancio di questo nuovo profumo? Credo che la maison Givenchy cercasse uno storyteller per raccontare la storia de L’Interdit e dei buoni attori per interpretarla. Ha trovato il talento di Olivier Martinez e Rooney Mara per l’interpretazione. Ha scelto me per restituire alla storia una dimensione di verità. Non si trattava di inventare, far sognare, piuttosto di trasmettere e far conoscere l’eredità Givenchy, in termini di estetica, di moda, ma anche lasciando emergere la personalità del creatore. Perché proprio lei è stato coinvolto in questa esigenza d’autenticità?

Potevo apportare un racconto vero, dal momento che ho lavorato con Hubert de Givenchy negli ultimi anni della sua vita. Abbiamo lavorato fianco a fianco, passavamo molto tempo insieme preparando le sue esposizioni personali e quella su Balenciaga. È senza dubbio per queste ragioni che lo staff del profumo mi ha chiesto di raccontarne la storia. C’era la realtà della nostra relazione, qualcosa di unico. Inoltre negli ultimi anni il lavoro sulle esposizioni mi ha permesso di accedere a tutti gli archivi della maison, dalle collezioni alle fotografie. Nella moda i marchi comunicano sempre di più la loro identità tremite l’heritage, non solamente con elementi “materiali”, ma anche simbolici ed emozionali. Il lancio de L’Interdit va in questa direzione? Direi di sì. Al centro c’è la personalità di Hubert de Givenchy, la sua inossidabile amicizia con Audrey Hepburn, fonte permanente d’i-


vero gentleman, amatissimo dai suoi clienti. Ed è vero che la storia che c’è dietro questa maison è una bella storia che è stata poco raccontata. Nel ‘52 Givenchy aveva un approccio estremamente moderno alla moda, non aveva paura di toccare i limiti pur restando ossessionato dalla ricerca del bello. Cercava il piacere delle belle cose, era aperto alla conoscenza. È proprio per questa sua curiosità che l’incontro con Audrey Hepburn è stato molto facile. Mentre con Elsa Schiaparelli ha conosciuto il Surrealismo, la passione dell’arte, della ricerca di nuovi linguaggi estetici. spirazione. Nel 1957 compone un profumo per la sua musa e quando, dopo averglielo fatto sentire, le chiede se può commercializzarlo, Audrey risponde «C’est interdit!». È un episodio vero, che umanizza la relazione creatore-musa, ne fa vedere la complicità, l’intimità. L’Interdit racconta una bella storia. Non c’è nessun profumo del XX secolo che abbia dietro una storia così. Rilanciare L’Interdit è qualcosa di veramente importante per far conoscere la marca. Perché questa voglia di raccontare qualcosa di Hubert de Givenchy, della sua personalità, si è imposta solo ora? Si parla poco della grande umanità ed eleganza di un uomo che era amatissimo da tutti. Mentre si conosce il carattere un po’ tirannico di Coco Chanel o anche di Christian Dior. Pochissime di Givenchy. Oscar de la Renta mi ha sempre detto che era un

Tornando a L’Interdit. Il flacone del profumo conserva quasi tutto della versione originale disegnata da Hubert de Givenchy... Amo molto il flacone di Givenchy. Ha qualcosa di maschile, nel peso, nello spessore, ma quando lo si ha tra le mani si percepiscono le rotondità, le curve, sottilmente femminili. Abbiamo tenuto quasi tutto, è interessante considerare che anche nel design del flacone c’è sempre questo gioco con i limiti. Givenchy lo voleva come l’unione di due sfere di cristallo ma nello stesso tempo quadrato perché era la forma preferita di Balenciaga, che Givenchy ammirava incondizionatamente. Quindi ha deciso di mettere due sfere di cristallo in un quadrato. Abbiamo lavorato per conservare questa struttura, abbiamo deciso di tenerlo, perché è così che lui lo voleva. È un omaggio alla sua personalità, dall’eleganza discreta. 141


BEAUTY

BEAUTY SECRETS PRADA OLFACTORIES LES MIRAGES, TIFFANY & CO., CARTIER, SISLEY E LA MER: I SEGRETI DEL BOUDOIR NON SARANNO PIÙ UN MISTERO. TRA CREME ULTRA POTENTI E FRAGRANZE INTRIGANTI, ECCO LE ULTIME NOVITÀ DAL MONDO DELLA BELLEZZA

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Olfactories Les Mirages La moderna fantasia di Prada Midnight Train, Desert Serenade, Moonlight Shadow sono le nuove fragranze unisex che arricchiscono l’universo Les Mirages di Prada. Un capitolo provocatorio della storia di Prada Olfactories che declina in modo artistico l’impegno costante del marchio guidato dalla Signora della moda, di interpretare e celebrare le mille sfaccettature della contemporaneità. In questa nuova linea realizzata in collaborazione con Daniela Andrier e in distribuzione esclusiva presso La Rinascente Duomo Milano, Miuccia Prada parte dall’idea della fragranza come dono: miscele create a partire da elementi primi; essenze sensuali immaginate come un oggetto prezioso, ricercato da collezionisti. Midnight Train Profumi evocativi di città lontane come i paesaggi arsi dal sole. Qui il dolce legno di cedro del Texas, il cistus dell’Andalusia e il patchouli dell’Indonesia, avvolti intorno a una luminosa e calda nota d’ambra, ci parlano del calore in ogni sua forma. Desert Serenade Come un’elegante storia d’amore miele, cuoio e zafferano accendono l’allure dei sentimenti più intimi trascorsi al cospetto di un romantico crepuscolo. Moonlight Shadow Il cuoio teso e fruttato, fichi maturi pronti a cadere dai loro alberi antichi, un aroma opaco come il cioccolato contrastato dal sentore di delicato legno di sandalo, ammorbidisce una notte tanto promettente e intensa quanto la luna piena.

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Eau de Parfum Intense Con Tiffany & Co. sarà un autunno avvolgente Il marchio presenta Eau de Parfum Intense, una versione più intensa e profonda della fragranza classica. Ispirata all’ottimismo, alla forza e alla gioia, rappresenta il brand nella sua anima più pura. La famosa maître parfumeur Daniela Andrier firma anche la collaborazione con Tiffany & Co. per la realizzazione della nuova essenza. La fragranza dalla sintesi floreale e muschiata è una versione più concentrata dell’originale. Avvolta in un accordo caldo e sensuale che eleva il jus a un livello superiore. La nota di cuore – una concentrazione più ricca di iris – ricorda la sua prima versione, ma ora con un’intensità straordinaria che ne accentua la profondità. Il fondo aggiunge opulenza con le sue preziose materie prime di ambra e benzoino. Racchiusa in uno splendido flacone in vetro sfaccettato che si ispira ai tagli dei diamanti più iconici della maison, la nuova formula, illuminata da una tonalità più intensa del caratteristico Tiffany Blue®, è impreziosita anche da un tocco di argento brillante sul collare del flacone con il logo Tiffany & Co. lavorato a sbalzo.

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Profumo di diamanti I colori della luce in un’unica fragranza: Cartier lancia Carat «Volevo creare un profumo che risplendesse di luce, proprio come un diamante. Carat è per me un’ode alla luce, declamata attraverso le note di un profumo». È con queste parole che Mathilde Laurent, naso parfumeur della maison Cartier Parfums, racconta la nuova Eau de Parfum: un bouquet contraddistinto da violetto, indaco, blu, verde, giallo, arancio e rosso, dove a ogni sfumatura corrisponde il suo fiore: violetta, iris, giacinto, ylang-ylang, narciso, caprifoglio, tulipano. Andando così a raccontare una vera sovrapposizione di colori olfattivi. Il flacone adamantino che cattura la luce e scompone i colori del prisma in intensi e infiniti riflessi, è stato realizzato sulla scia dell’art Déco ma reso moderno da angoli puliti e ben definiti. Una struttura semplice ed essenziale nella quale il colore migra dal bianco alle sfumature dell’arcobaleno, dando vita a una proiezione olografica di sofisticate vibrazioni cromatiche.

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Il risveglio della pelle La nuova formula della giovinezza secondo Sisley Liftante, tonificante, rassodante: Sisley lancia Sisleÿa L’Intégral Anti-Âge Sérum Concentré Fermeté. Un hyper soin che combatte i segni dell’età assicurando un’efficacia rassodante inedita, dall’azione fisiologica. Frutto di un intenso studio sull’epigenetica che risale all’origine stessa dell’invecchiamento comportamentale della cellula, la crema, composta dal Phyto-complexe Pro-Firm 7 (un complesso inedito di 7 potenti estratti di origine vegetale come l’estratto di origano dei Giardini, di Cipero, foglie di salice bianco, rosa canina, mimosa di Costantinopoli, di Persicaria Bistorta e Lindera), è stata sviluppata secondo la più innovativa tecnologia Gel Trap. Un’emulsione oleosa particolarmente ricca di acqua le cui particelle vengono racchiuse in micro-gocce gelitificate, che vanno a donare un’immediata sensazione di freschezza e leggerezza.

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Scienza e magia Crème de la Mer si veste di nuova luce La Mer rende omaggio alla sua iconica crema realizzando una Limited Edition di Crème de la Mer: una variante vintage decò, ispirata al design della Crème originariamente ideato dal Dr. Huber. Una crema dalla trama avvolgente che fa parlare di sé come una delle leggende più ammalianti della storia del beauty. Chi ha provato La Mer non può più farne a meno, chi ne sente parlare invece, non può fare a meno di ascoltare gli avvincenti “di lei si racconta che”… Misteri travolgenti e magici su un prodotto di culto il cui Miracle BrothTM è infuso da una potente miscela di preziosi ingredienti provenienti dal mare. Si tratta delle alghe brune raccolte rigorosamente a mano nelle acque protette e incontaminate a largo della costa di Vancouver. Per conservare le loro potenti capacità rigeneranti, le alghe vengono immediatamente immerse nel ghiaccio e inviate ai laboratori di ricerca Dr. Max Huber Reserach Laboratories dove ha inizio il loro processo di trasformazione artigianale, il cui corso di bio-fermentazione dura da tre a quattro mesi. In questo modo le alghe marine, le vitamine e altri ingredienti purissimi danno vita ad un unicum estremamente energico e rigenerante, aiutando a migliorare l’aspetto e la luminosità della pelle.

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MEN FRAGRANCES

EMBRACE THE NATURE LA NATURA SCANDISCE LE BATTUTE DI UNO STORYTELLING MASCOLINO ED ELEGANTE. LEGNI PREZIOSI, SCINTILLE AGRUMATE, SPEZIE FRIZZANTI PONGONO L’ACCENTO SU NUOVE COMPOSIZIONI OLFATTIVE PER LUI

TONI SOFISTICATI, DESIGN RIGOROSO Le note fresche e agrumate di Colonia incontrano quelle ricche e cremose del legno di sandalo in un imprevedibile e intrigante esito. Originale reinterpretazione del profumo icona di Acqua di Parma, Colonia Sandalo è la nuova e lussuosa Eau de Cologne Concentrée di Acqua di Parma. La trasparenza solare degli agrumi e la raffinata opulenza del più prezioso legno d’Oriente in in una fragranza ricercata e intensa. In apertura le note fresche e raffinate di bergamotto, limone, arancia e petit-grain, in perfetto equilibrio fra loro, raccontano l’anima autentica di Colonia. In una coinvolgente evoluzione olfattiva, le note di cardamomo e lavanda si sprigionano in un cuore aromatico e raffinato. Un preludio impeccabile all’inedita eleganza del fondo, dove le note cremose e balsamiche del legno di sandalo indiano vengono esaltate nella loro preziosità dai caldi accenti di fava tonka e ambra. A contrassegnare Colonia Sandalo è l’iconico flacone Art Déco, declinato nei colori che corrono in tutta la collezione. Marrone profondo per il flacone in vetro purissimo e per il tappo, riflessi bronzo chiaro satinato per l’etichetta in perfetto stile Acqua di Parma.


UN AUDACE TOUR DE FORCE L’uomo metropolitano che vive in piena sintonia con il suo ambiente cattura l’energia della natura in un palmo di mano grazie ad una nuova fragranza. Bvlgari Man Wood Essence fonde intense note legnose con luminosi accenti agrumati, arricchendo la collezione Bvlgari Man con una creazione che sprigiona tutto il potere della natura in un unico gesto. Bvlgari Man Wood Essence riconnette la mascolinità alla natura come se fosse un albero: le colorate note di testa danzano come foglie e rami nel vento, le terrene note centrali incarnano la forza di un tronco d’albero, mentre le robuste note di fondo ancorano il profumo, come farebbero delle radici. Così miscelata, la fragranza mette la forza sconfinata della natura a portata di mano dell’uomo che la indossa. In apertura una scintilla di agrumi e spezie. Le scorze di agrumi italiani conducono verso ampie vedute del Mediterraneo, dove il paesaggio è rinvigorente e la vita è pulsante. Il coriandolo aggiunge il picco imprevisto di un’avventura infuocata. La vivacità lascia il posto a legni robusti e maschili. Il cipresso è un albero sempreverde, una pianta che fiorisce tutto l’anno, come un appassionato frequentatore della città. Il suo aroma verde e profondo è intensificato dal profumo ardente del vetiver, se-

NUOVI ORIZZONTI Con Terre d’Hermès Eau Intense Vétiver, Christine Nagel dona nuova espressione al potere di Terre. Un’intensità che nasce da un diverso punto di vista, da un territorio ancora inesplorato, che la maître-parfumeur ha voluto, qui, mettere in luce Il vetiver, che affonda le radici in Terre d’Hermès sin dalle origini, è l’apice della nuova composizione. Caldo e rotondo, sensuale e vigoroso, scaturisce sin dalle prime note, come sublimato dalla luce di un sole ardente. Il pepe nero, già elemento di Terre d’Hermès, diventa pepe del Sichuan: una varietà verde brillante, con note agrumate. Riaccende la formula e consente la dissolvenza incrociata tra gli elementi. Il bergamotto, re delle esperidi, raccolto appositamente prima che maturi, sigilla il jus con un tocco radicale, di sorprendente tensione. Queste variazioni mutano l’equilibrio, in origine boisé-minerale, ora boisé-vegetale. L’energia vitale, primordiale, contenuta nel flacone originario, si effonde fino al tappo, che si veste di un bruno intenso, come cuoio scurito dal sole.

lezionato da Haiti per essere particolarmente seducente e corposo. Come il cuore di una casa, la base della fragranza è calda e invitante, e presenta un altro sempreverde, il cedro. Per intensificarne l’impatto affumicato, Morillas ha combinato due tecniche diverse per la distillazione e la purificazione del legno di cedro e lo ha riscaldato ulteriormente con la resina frizzante e le note marine. Il risultato è uno sprint finale di forza rinvigorente.


INTERVIEW di Marco Torcasio

LUXURY SHOULD LAST FOREVER SUA PREROGATIVA È L’ABILITÀ NEL CREARE COLLEZIONI CHE INFRANGONO TUTTE LE REGOLE DELLE FRAGRANZE TRADIZIONALI. KILIAN RIPORTA L’ARTE DELLA PROFUMERIA SUL PIEDISTALLO SENZA RINUNCIARE AD AGGIUNGERE UN TOCCO PERSONALE E CONTEMPORANEO

Le sue creazioni sono profondamente radicate nell’arte e nella cultura. Kilian Hennessy trae ispirazione dai viaggi, dalla storia, dalla musica e dell’arte, in tutto il mondo. Nel suo storyboard nomi emblematici raccontano emozioni che profumano di vita. La collezione “Arabian Nights”, ad esempio, s’ispira al Bakhoor, il ritualistico ardere di legnetti di Oud che pervade l’aria nelle città tradizionali del Medio Oriente. La linea comprende oli essenziali con una forte risonanza simbolica dei valori orientali: Oud, rosa, incenso, ambra, muschio. Anche la letteratura è una fondamentale fonte d’ispirazione per Kilian; la sua prima collezione, infatti, rivisita L’Oeuvre Noire: “Ho concepito la collezione L’Oeuvre Noire con in mente un’atmosfera quasi faustiana; quella che opprime lo spirito di Rimbaud o viene evocata dalle streghe nel Mac-

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beth. O pervade alcuni testi di R&B contemporaneo e quelli rap di 50 Cent, Snoop Dogg o Pharrell Williams; tutte liriche che parlano di tentazioni sollecitate dalla violenza urbana, come scrisse Baudelaire prima di loro, nei suoi poemi in prosa.” Lo abbiamo incontrato nel Private Garden di Palazzo Parigi a Milano, un’oasi urbana immersa nel verde perfetta per una conversazione frizzante su maestria artigianale e ispirazioni luxury. La prima fonte d’ispirazione per lei sono le memorie olfattive della sua infanzia. Cosa ci racconta di quel momento della sua vita, in Francia nel castello di famiglia? Ricordo l’odore delle donne dalla mia famiglia, tuttora confortevole per me, dato dalle inebrianti note di fragranze a base di tuberosa. Oggi la tu-

berosa è l’ingrediente principale di Beyond Love, fragranza inserita nella collezione L’Oeuvre Noire, dedicata alla donna intensa, sensuale e passionale. Un regalo perfetto per la mamma (o la moglie) che incarna questo tipo di femminilità. Dunque credo esista un’inclinazione naturale a certi accordi, ma crescere con un proprio gusto personale consente di seguire una traiettoria al posto di un’altra. Una tesi di laurea in semantica del profumo. Cosa ha appurato? Mi sono chiesto come sia possibile comunicare qualcosa per cui non esiste ancora un linguaggio comune. Non esiste infatti un vocabolario che codifichi il linguaggio dei profumi perché va al di là delle parole. Per ovviare a questa mancanza facciamo riferimen-


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to a ciò che ci sembra più simile a quell’odore che stiamo tentando di descrivere. Non è semplice come comporre una melodia con le sette notte musicali o un dipinto con una manciata di colori. In natura sono presenti circa cinquemila note olfattive e senza aver studiato e imparato a distinguere ciascuna di esse nessuno può avere accesso a quel vocabolario. L’intento della mia tesi era quindi la stesura di una “lingua” condivisa per entrare nel mondo della profumeria. Cosa ha “rubato” ai diversi maestri che hanno contribuito alla sua formazione? Sono stato molto fortunato perché ho avuto la possibilità di conoscere importanti figure dell’alta profumeria. La mia formazione è avvenuta a fianco di alcuni dei più grandi nasi tra cui Jacques Cavallier, Thierry Wasser, Alberto Morillas e Calice Backer. Da un punto di vista filosofico il mio mentore è Morris Roger, mentre da un punto di vista creativo e puramente olfattivo scelgo Jaques Cavalier, che sin da bambino preferiva trascorrere tutte le estati nei laboratori di Grasse a studiare le materie prime, soprattutto quelle naturali, per le quali

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nutre tutt’ora una grande passione, e ad affinare quella sensibilità olfattiva che gli avrebbe dato fama e gloria nel mondo della profumeria. Le sue creazioni affondano le radici nella letteratura ma anche nell’arte e nella musica. Può farci qualche esempio? Gold Night è la lussuosa frangranza by Kilian ispirata al dipinto “The Gold Knight” di Gustav Klimt. Le fresche note di testa di bergamotto e anice, si fondono nel cuore con le note di miele e cannella. Nel fondo le dolci note di vaniglia contrastano le sensuali note di patchouli. From Dusk Till Down è il nome della collezione di cui fa parte insieme ad una seconda fragranza, Woman In Gold, ispirato al ritratto del 1907 della signora incontrastata del gusto e dell’arte viennese Adele Bloch-Bauer, l’unica donna che Klimt dipinse due volte. Le note del profumo evocano appunto l’oro delicato che gioca con la luce e l’ombra, i due elementi resi celebri nel dipinto. La fase creativa di Klimt che amo maggiormente è il periodo bizantino e queste due opere ne sono piena espressione.

Good Girl Gone Bad ha lo stesso nome di un album di Rihanna… Ha immaginato la fragranza a immagine e somiglianza della nota Pop Star? Questo profumo si rivolge a una donna sensuale e disinibita. Nella sua composizione compaiono frutti e fiori generando un’esplosione di allegria. La fragranza parte con l’effimera innocenza delle note fresche del gelsomino e dell’osmanto, appena sfumate dall’albicocca, per poi sfociare rapidamente in un cuore di rosa di Maggio e Tuberosa, saturato dalla profondità unica, verde, inattesa, narcotica del Narciso. Dedicato alla donna pronta a tutto per amore. È parte di una collezione che ho chiamato In the Garden of Good and Evil, una metafora del giardino di Adamo ed Eva. In questa collezione ciascuna fragranza rappresenta un momento diverso della storia. God Girl Gone Bad è la metafora di Eva che mangia il frutto proibito. Rihanna indossa invece Love don’t be Shy By Kilian. Un’armonia floreale golosa che ben descrive, tramite il gelsomino e la rosa, la timidezza iniziale del primo bacio che sfocia nella felicità di un abbraccio vanigliato e zuccherino.


In basso da sinistra, Straight to Heaven - White Crystal, cofanetto 50 ml , Woman In Gold, cofanetto clutch 50 ml Nella pagina a sinistra e in quella precedente, ritratto di Kilian Hennessy

Quali sono le materie prime che riescono a raccontare qualcosa in più rispetto ad altre? Quelle con il maggiore potere evocativo…. Dipende dal messaggio che si vuole codificare. Ma un grande profumo è già di per sé una bella storia ancor prima di essere armonia di note. La sua mission è riportare in auge nella cosiddetta “profumeria moderna”? Amo riallacciarmi a quella passione per il lusso e quella cura dei dettagli che arriva dal passato. Un sentimento che nelle mie collezioni emerge soprattuto dal packaging. Ritengo che un prodotto di lusso debba vantare nel suo DNA e nei suoi geni, la capacità di essere tramandato di generazione in generazione. Il vero lusso non può essere usa e getta. Ogni

mia creazione rende dunque omaggio al luxury e alla maestria artigianale con confezioni tra le più curate al mondo, in ogni minimo dettaglio. Le fragranze By Kilian, inoltre, sono fatte per durare in eterno e per questa ragione tutti i flaconi sono ricaricabili. L’ultimo arrivato By Kilian cosa racconta? Dark Lord è il lancio di settembre. Il bouquet punta sull’accordo di cuoio, che può appartenere soltanto a un vero e proprio cacciatore. Un uomo forte e carismatico che ha successo con le donne. Grazie alla presenza del gelsomino, le aromatiche note di cuoio vibrano ancora di più. L’aroma si sviluppa con ricchissime sfumature di vetiver, decorate con un pizzico di pepe che dona un tocco di chic. Il rhum rende l’essenza ipnotica e un po’ dark.

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PARFUM

ROUGE LA PRIMA EAU DE PARFUM FIRMATA RUBEUS MILANO. UN GIARDINO D’ESTATE PIENO DELL’AROMA DI ROSE IN FIORE, DEL RAFFINATO CHAMPAGNE ROSÉ CHE RIEMPIE UN CALICE CON LE SUE BOLLICINE MALIZIOSE E IL PROFUMO DOLCE E ASPRO DI FRUTTI DI BOSCO FRESCHI

Rubeus Milano è eccellenza artigianale e artistica. Espressione di una moderna concezione del lusso che prende vita dall’idea di Nataliya Bondarenko, la creative director. Un marchio made in Italy, famoso nel mondo per la variegata tipologia di accessori realizzati in cuoio pregiato ma soprattutto per le sue borse di coccodrillo decorate con pietre preziose. È proprio la pietra ad essere centrale e progenie di un nome in latino che rende omaggio al rubino, intrigante e vibrante che, unito alla scelta di Milano come base, fa rispecchiare Rubeus nell’ineguagliabile tradizione artistica italiana. Una caratteristica che ora si lega indissolubilmente al mondo della profumeria con il lancio della sua prima fragranza. Rubeus Rouge, creato insieme alla maestra profumiera Sonia Constant (nota per aver fatto parte del Fine Perfume Creation Team dell’azienda Givaudan, considerata una leader nella creazione di fragranze uniche tra cui J’adore Christian Dior, Marc Jacobs Lola, Tom Ford, By Killian, Cristal Noir Versace), sprigiona nelle note di testa la combinazione dei profumi di mandarino, ribes nero e champagne.

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Mentre nelle note di cuore si intuiscono il pompelmo, l’albicocca e i fiori di pero. Nelle note di fondo invece si legge il profumo di lampone, rosa e vaniglia. Il design della boccetta, ideato dalla stessa direttrice creativa di Rubeus Milano con la partecipazione dello studio di design francese Ateliers Dinand che ha nel suo portfolio brand come Vera Wang, Dolce & Gabbana, Valentino, Hugo Boss e Yves Saint Laurent, si riconosce in una forma ricercata. Il flacone, realizzato in vetro di alta qualità, riprende il modello di punta della collezione Rubeus: la celebre clutch Mydas dalla particolare chiusura con rubino, ed è custodito in un elegante cofanetto in legno laccato foderato di velluto che ricorda la classica stoffa presente in tutti i modelli delle borse Rubeus Milano. Rubeus Rouge, ideale per chi apprezza l’acquisto di nicchia, è disponibile all’interno dello showroom inserito nella storica strada milanese di San Pietro All’Orto, nel cuore del centro di Milano e nella boutique di Mosca.


TRAVEL

a cura di

Enrico Cammarota


MAURITIUS di Antonella Tereo

RESERVED PARADISE OCEAN VILLAS SCONFINATE, ECCELLENZE CULINARIE E RESTYLING FIRMATI PER PRESTIGIOSE SOLUZIONI CHE COSTELLANO LA LAGUNA. ECCO L’EDEN RISCOPERTO DELL’OCEANO INDIANO

Savoir-faire, grande stile negli interiors e un’innegabile, paradisiaca scenografia. Mauritius è una meta di rinnovata suggestione, complici le diverse strutture alberghiere che ora declinano l’esclusività, il servizio tailor made, programmi di benessere dedicato e nuovi eventi di calibro internazionale, dallo sport all’alta cucina. L’isola apre così la sua prossima alta stagione con una spiccata ospitalità in salsa tropical-chic, sapore che rende il tutto un autentico Eden, tra frangipani e coste dalla candida, finissima sabbia. Del resto, “Dio creò Mauritius e poi il Paradiso Terrestre”. Parola di Mark Twain.

Savoir faire, great styles in the interiors and an undeniable heavenly scenery. Mauritius is a destination of renewed suggestion, with the different hotel structures that now decline the exclusivity, the tailored made service, programs of dedicated wellness and new events on international levels, from sport to top cooking. So the island opens its next high season with a highlighted hospitality in tropical-chic sauce, a taste that makes everything like a real Eden, between frangipani and coasts with very fine white sand. In fact, “God created Mauritius and then the Garden of Eden”. Words by Mark Twain.


CONSTANCE PRINCE MAURICE Ricercata intimità Sulla costa orientale dell’isola, dedicato specialmente alle coppie per la sua atmosfera più intima, il cinque stelle lusso Prince Maurice è senza dubbio un gioiello che brilla per molteplici ragioni nella collezione dei Leading Hotel of the World. In primis la sua spettacolare posizione sulla laguna circostante, immersa in un sito d’eccezionale ricchezza. Senza dubbio primeggia la Princely Villa, direttamente sulla spiaggia, spazi che puntano su un luminoso gioco di interni-esterni e su un’area complessiva di ben 350 metri quadrati. Il tutto si aggiunge alle altre 64 junior suite del resort, le 12 family suite e le 12 ville con piscina a sfioro che realizzano scenografiche combinazioni per una privacy totale, dedicate anche all’ospite più esigente. Tutto sempre frutto del genio architettonico di Jean Marc Eynaud ma anche del designer David Edwards. Anche per i ristoranti, fra specialità asiatiche e mauriziane, la scelta è varia. Resta però sempre ai primi posti la pluripremiata location del Barachois, fra i ristoranti gourmet del resort e fra i top della prestigiosa lista dei Best scenic restaurant dell’Oceano Indiano. Eccelle per la sua cucina di pesce e di carne (ma è aperta anche a proposte vegane e vegetariane) sotto la regia dello chef Michael Scioli, insediandosi su una panoramica struttura flottante direttamente sulla laguna. Di particolare rilevanza poi la selezione di 25mila etichette di vini internazionali della prestigiosa Wine Cellar all’interno del resort, tra le più ricche dell’area geografica e dedicata solo a veri intenditori. Proprio qui sono possibili esclusive cene private, fra bottiglie di altissimo valore a disposizione solo per le richieste di alcuni clienti. Nello spazio benessere, la linea U SPA facial è quella appena rinnovata, con prodotti quali cleanser, face scrub, face serum e face cream. A fianco ai prodotti firmati Sisley, ci sono quelli per rituali particolari fra cui emerge il Signature U Spa Treatment che combina gli elementi di alcuni dei massaggi più famosi del Prince Maurice, contro tensioni e stress. Il trattamento comincia dai piedi con scrub a base di foglie di curry e sale marino per culminare con un massaggio alla testa e alle spalle (grazie a terapisti di fama locale e non solo) con un olio detox al finocchio. Al termine del percorso, l’ospite gode tutto il relax del cortile privato interno.

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On the eastern coast of the island, especially dedicated to couples with its most intimate atmosphere, the five star luxury Prince Maurice is no doubt a jewel that sparkles for many reason in the collection of the Leading Hotel of the World. First of all its amazing position on the surrounding lagoon, immersed in a site of exceptional richness. Then – for the arriving season – for new aces in the hole. Princely Villa excels of course, directly on the beach, with a space based on a shiny game of interior-external and on a comprehensive area of 350 square meters. All is added to the other 64 junior suite of the resort, the 12 family suite and the 12 villas with swimming-pool realizing stagy combinations for a total privacy, dedicated even to the most demanding guest. All is always fruit of the architectonic genius of Jean Eynaud, but also of the designer David Edwards. Even for the restaurants, among specialties from Asia and Mauritius, the choice is various. Anyway at the top there is always the prize-winning location of the Barachois, between the gourmet restaurants of the resort and the top ones in the prestigious list of the Best scenic restaurants of the Indian Ocean. It excels for its cooking of fish and meat (but it is also open to vegan and vegetarian proposals) under the direction of the chef Michael Scioli, settling on a panoramic floating structure directly on the lagoon. Then there is the remarkable selection of 25 thousand labels of international wines from the prestigious Wine Cellar inside the resort, among the richest ones of the geographic area and dedicated only to real experts on wine. Right here exclusive private dinners are possible, between bottles of very high value which are available only on demand of some clients. In the wellness space, the U SPA facial line is just renewed, with products such as cleanser, face scrub, face serum and face cream. Beside Sisley products, there are the ones for particular rituals, such as the Signature U Spa Treatment, which combines the elements of some of the most famous massages of the Prince Maurice, against tension and distress. The treatment starts from the head and shoulders (thanks to therapists of local fame and not only) with a fennel detox oil. At the end of the route, the guest enjoys the relax of a private interior garden.


MARITIM RESORT & SPA Benessere senza confini A Ovest invece, sulla baia di Balaclava e su 800 metri di costa, il resort mauriziano del gruppo Maritim rinnova l’invito nel suo cinque stelle con 212 eleganti camere, tra cui 15 lussuose suite, due Presidential Suite e una Maritim Villa immersa in una lussureggiante vegetazione. La proposta inedita per la prossima stagione è nella sua Maritim Tropical Flower Spa. Entra nello staff Pradesh Bucktowar, esperto supervisor nonché specialista riconosciuto a livello mondiale. Massaggi tratti dalla medicina tradizionale hindu s’aggiungono così all’ampia offerta di trattamenti a base di fiori e frutti locali che caratterizza lo spazio wellness, mentre i rituali di bellezza sono sempre firmati Décleor. La proprietà del Maritim, immersa fra un contesto archeologico di rara bellezza, è stata di recente insignita dell’Hall of Fame, per riconoscimenti conseguiti per cinque anni di seguito dai visitatori. Una sfida che il resort vince anche grazie alla proposta culinaria: 6 ristoranti sono un altro fiore all’occhiello, fra cui la finest cuisine di Château Mon Désir, locale situato in un’antica dimora in stile coloniale e diretto dallo chef Christian Rougier (di scuola Bocuse).

On the western coast instead, on the bay of Balaclava and along 800 meters of coast, the resort of Mauritius of the Maritim group renews the invitation in its five star with 212 elegant rooms, among which 15 luxurious suite, two Presidential Suite and a Maritim Villa immersed in a luxurious vegetation. The new proposal for the next season is in its Maritim Tropical Flower Spa. Pradesh Bucktowar becomes part of the staff, expert supervisor and famous specialist on world level. Massages taken from the Hindu traditional medicine are so added to the wide offer of treatments based on local flowers and fruits, which characterizes the wellness space, while the beauty rituals are always by Dédeor. The Maritim property, immersed through an archaeological context of rare beauty, has been recently nominated as Hall of Fame, for the appreciation taken from the visitors for five years consequently. A challenge won by the resort also thanks to the cooking proposal: 6 restaurants are another pride, among which the finest cuisine by Chateau Mon Desir, placed in an antique house in colonial style and directed by the chef Christian Rougier ( from Bocuse school).


LUX* GRAND GAUBE Tra pace e fitness come le celebs Un recentissimo programma benessere seguito dal guru Karman Bedi con il suo “Mind Body Method” è parte del rilancio del resort Grand Gaube, una delle tre proprietà del gruppo LUX* presenti sulla costa Nord Est. Dopo un investimento complessivo di 24 milioni di dollari è stato infatti appena riaperto anche il centro benessere che vuole puntare su sport e programmi fitness ad hoc, grazie al trainer e ballerino inglese che ha lavorato con le celebs (Lady Gaga e Cheryl Cole). Per i clienti del resort, quindi, tutta la sua esperienza e preparazione per percorsi anti-stress, contro ansia e tossine. Una formula del tutto dedicata al corpo e alla remise en forme che si aggiunge al completo refurbishment delle aree comuni del resort e delle 186 camere disegnate da Kelly Hoppen, dove primeggiano senza ombra di dubbio le Ocean Villas che sorgono sulla penisola privata della proprietà, vero angolo di un paradiso.

A very recent wellness program followed by the guru Karman Bedi with his “Mind Body Method” is part of the relaunch of the Grand Gaube resort, one of the three properties of the LUX group present on the north-east coast. After a total investment of 24 million dollars in fact also the wellness center, focused on sport and fitness special programs, has been reopened, thanks to the English trainer and dancer who worked with the celebs (Lady Gaga and Cheryl Cole among the most recent ones). So for the customers of the resort, all his experience and training for distress treatments, against anxiety and toxins. A formula wholly dedicated to body and remise en forme, which is added to the complete refurbishment of the common areas of the resort and of the 186 rooms designed by Kelly Hoppen, where the Ocean Villas surely excel, rising on the private peninsula of the property, real corner of a heaven.


ANGSANA BALACLAVA Simply romance Posizione strategica e specchi di acqua ad effetto sono protagonisti dell’Angsana Balaclava, sempre sulla costa Ovest dell’isola, rinomato rifugio per coppie dotato anche di in-house romance concierge all’occasione. L’ospitalità si sviluppa in soluzioni spaziose che contano 52 suite (tra Ocean View, Garden View e Pool View) in aggiunta a una Imperial Villa e tre Spa Sanctuary Suite, con giardino privato e arredo di ispirazione etnica, ma soprattutto caratterizzate da un angolo dedicato al benessere in ciascuna, grazie alle Vitality Jet Pool. A tutto relax infatti l’offerta dei prossimi mesi, grazie a un nuovo programma denominato semplicemente “Wellness” che mira a coccolare l’ospite sotto questo paradigma e con scelte precise. Conforme all’opzione del momento per la stagione in arrivo il luminare della medicina ayurvedica, il Dr. Sreeragh Haridas (figura chiave a disposizione dei clienti per trattamenti a tema) volti a trasformare questo luogo in World Class Welliness Destination.

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Strategic position and suggestive water mirrors are protagonists of the Angsana Baladava, always on the west coast of the island, famous refuge for couples provided also with in-house romance concierge on the occasion. Hospitality is developed in wide solutions including 52 suite (between Ocean View, Garden View and Pool View) in addition to an Imperial Villa and three Spa Sanctuary Suite, with private garden and furniture of ethnic inspiration, but most of all characterized by a corner dedicate to wellness in each one, thanks to the Vitality Jet Pools. In fact the offer of the next months is for complete relax, thanks to a new program simply called “Wellness”, which aims to cuddle the guest on this paradigm and with determined choices. According to the recent option for the following season, the genius of Ayurvedic Medicine, Dr. Sreeragh Haridas, key figure available for theme treatments, to change this place into Word Class Welliness Destination.


CONSTANCE BELLE MARE PLAGE All about luxury Nel firmamento del gruppo Constance, il Belle Mare Plage rappresenta la proprietà che da meno di un anno sfoggia un look fresco e di grande effetto. Dal lobby alle camere, la recente scelta di restyling è frutto di varie maestranze: design e architettura sono di Martin Branner, affiancato da un light designer come Bo Steiber e dalla consulenza del paesaggista Colin Okashimo. Non ultima poi la firma dell’architetto Jean-Marc Eynaud, di origine mauriziana che ha curato l’insieme del resort. Oltre a 104 camere Prestige e 149 suite junior disseminate in una proprietà quasi sconfinata, ci sono 6 suite Deluxe e 18 ville private. Ma è sulla Presidential Villa appena inaugurata che cade l’attenzione nel Belle Mare Plage. In un party estivo sono stati mostrati i suoi spazi, interni ed esterni, dove l’ospite può organizzare in piena libertà un soggiorno, privato o con amici, avendo soluzioni personalizzate per butler, chef e servizi privati d’eccellenza, tutto al suo interno e di primissimo livello. Notevole il gioco di terrazzi, gradinate, piscine che mostrano una caratteristica architettura. Del resto, lo stile della villa, come delle camere, richiama un senso assoluto della bellezza che spiega anche l’apertura all’interno del resort dell’Adamah Fine Arts, una galleria d’arte che raccoglie pezzi d’arte unici di genere diverso. Fra pittura e scultura contemporanea, dalla Pop Art ai manufatti di impronta locale, artisti europei e americani espongono le loro opere nello spazio ospitato dal resort (come nel Prince Maurice), in una soluzione tanto esclusiva quanto preziosa e innovativa. Già fissato in calendario uno fra gli eventi di punta per la struttura di Belle Mare Plage: il Festival Culinario Bernard Loiseau 2019, dal 16 al 24 marzo. L’evento giunto alla sua XIV edizione vedrà i migliori chef al fianco di Alexis Voisin, executive chef dei sette ristoranti che costellano il resort (ed ex Constance Lemuria) approdato qui dopo altre grandi esperienze in Francia, Regno Unito, Portogallo e Cambogia. Nel più prestigioso contesto internazionale, fra le stelle dell’alta cucina dell’Oceano Indiano, per oltre una settimana, gli ospiti potranno così godere di serate culinarie uniche e piatti d’eccezione. Sul Legend Golf Course, il green di fama mondiale, si ripete poi la celebre quanto consueta manifestazione del MCB Tour Championship – con eventi e cocktail, un calendario di tornei di richiamo per esperti da tutto il mondo, come anche al Links Course - dal 1° al 10 dicembre prossimo. Campioni del mondo si sfideranno su vari percorsi, anticipati dal Air Mauritius Trophy on the Legend Course e il Constance Pro-Am, eventi tradizionalmente dedicati agli amateur e ai finalisti di altre importanti gare locali in saletta, prima che le leggende del golf mondiale rubino poi la scena.

In the heaven of the Constance group, the Belle Mare Plage represents the propriety that for less than a year has shown a fresh and suggestive look. From the lobby to the rooms, the recent choice of restyling is fruit of different workers: design and architecture are by Martin Branner, sided by a light designer such as Bo Steiber and by the advice from the landscapist Colin Okashimo. Then there is the work by the architect Jean-Marc Eynaud, from Mauritius, who curated the whole resort. Beyond 104 Prestige Rooms and 149 junior suite, spread in an almost limitless proprieties, there are 6 Deluxe suite and 18 private villas. But in the Belle Mare Plage the attention is caught by the new Presidential Villa, which is just been opened. A summer party was a chance to show its internal and external areas, where the guest can organize a stay in fully freedom, privately or with friends, having personalized solutions for butlers, chefs and private services of excellence, all in its interior and of top level. There is a remarkable game of terraces, stairs and swimming pools showing a typical architecture. However, the style of the villa, just like the rooms, recalls an absolute sense of beauty which also explains the opening of the Adamah Fine Arts inside the resort, an art gallery including unique art pieces of different gender. Between contemporary painting and sculpture, from the Pop Art to local manufacture, European and American artists exhibit their works in the special space of the resort (such as in the Prince Maurice), in an exclusive, precious and innovative solution. Already set in the agenda, one of the most important events for the structure of the Belle Mare Plage: the Cooking Festival Bernard Loiseau 2019, from the 16th to the 24th March. The event got now the fourteenth edition and will see the best chefs together with Alexis Voisin, executive chef of the seven restaurants spangling the resort (and an ex Constance Lemuria) come here after other great experiences in France, United Kingdom, Portugal and Cambodia. In the most prestigious international context, between high cooking stars of the Indian Ocean, for more than a week, the guests could so enjoy unique cooking evenings and exceptional dishes. On the Legend Golf Course, the green of worldly fame, then the famous and usual festival of the MCB Tour Championship – with events and cocktails, an agenda of recall tournaments for experts from the whole world, like also the Links Course – from the 1st to the 10th next December. World champions will challenge each others on different paths, anticipated by the Air Mauritius Trophy on the Legend Course and the Constance Pro-Am, events traditionally dedicated to the amateurs and the finalists of other important local races in the list, before the legends of world golf will take the scene.


MALDIVE di Antonella Tereo

CRYSTAL LOVE BANYAN TREE VABBINFARU, ANGSANA IHURU, ANGSANA VE­ LAVARU. I RESORT MALDIVIANI FUORI DAL COMUNE: PRIVATE VILLAS E AREE BENESSERE, CIRCONDATI DA LUSSO, PRIVACY E SERVIZI UP-TO-DATE Nello stile maldiviano più ricercato, dove i servizi esclusivi accompagnano l’accoglienza in ville riservate, si gode di un comfort fuori dagli standard e in cui relax e benessere si abbandonano alla sapienza orientale. Le oltre mille isole coralline definiscono uno status unico, in cui l’ospite vive circondato di attenzioni e immerso in una scenografica, continua meraviglia naturale, che fa delle isole Maldive una destinazione pari a nessun altro luogo al mondo.

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In the most refined Maldivian style, where exclusive services are included in the welcome of villas placed on crystal mirrors almost fully reserved, you can enjoy a comfort out of standards and relax and wellness are based on eastern wisdom. More than thousands coral islands define a unique status, where the guest lives surrounded by attention, beyond being immersed in a stagy, continuous natural wonder, making of the Maldives islands a destination incomparable to any other place in the world.


Esterno del Velaavani Bar dell’Angsana Ihuru 167


Veduta aerea di Banyan Tree Vabbinfaru

BANYAN TREE VABBINFARU Beauty is all you need In 20 minuti di motoscafo dalla capitale, si giunge sulle rive dell’atollo di Malé Nord. È qui che sorge il Baynan Tree Vabbinfaru in un contesto di pluripremiate scelte d’eccezione che fanno di ogni soggiorno un’esperienza sempre di alto livello. La parola d’ordine è relax: all’arrivo si allenta ogni tensione, mentre c’è chi comincia ad anticipare i desideri dell’ospite sin dal benvenuto. Ci si immerge pian piano in quella cornice di assoluta bellezza, fatta di colori forti, di dettagli di innegabile fascino. Banyan Tree Spa è l’area benessere che racchiude l’essenza di una scelta, fatta di attenzioni, dove un Foot Bath di benvenuto anticipa ogni trattamento oltre a una seduta di Calm Time rigenerante di 30 minuti e una tisana rinfrescante alle erbe. E per gli ospiti più interessati c’è anche la Master Therapist Experience, svolta da esperti e su misura di 90, 120 o 150 minuti, oltre a Sense of Place – Island Sensation (120 minuti) dove il corpo si abbandona ad un massaggio profondo dei tessuti per alleviare ogni tensione muscolare. Nei pressi delle spiagge bianche e coralline della costa s’intravedono quasi quelle che sono le soluzioni al top delle 48 proposte per godere di un contesto paradisiaco in una privacy ideale per coppie. Oltre alla Presidential Villa, il resort incluso nella collezione degli Small Luxury Hotels offre anche Deluxe Beachfront Jacuzzi Villas e Deluxe Ocean Jacuzzi Villas che rappresentano il top del lusso.

In 20 minutes of motor-boat from the capital, you can reach the rivers of the atoll of North Malé. Here you find the Baynan Tree Vabbinfaru in a context of prized exceptional choices, which make each stay a high level experience. The key word is relax: at the arrival each tension is relieved, while there is who starts to anticipate the guest’s desires from the welcome. Little by little you are immersed in that frame of absolute beauty, made of strong colors, details of absolute charm. Banyan Tree Spa is the wellness area enclosing the essence of a choice, made of attentions, where a Foot Bath of welcome anticipates each treatment beyond a session of regenerating Calm Time of 30 minutes and a refreshing herb tea. And for the most interested guests there is also the Master Therapist Experience, offered by experts and on measure of 90, 120 or 150 minutes, beyond a Sense of Place – Island Sensation (120 minutes) where body is released in a deep massage of tissues to relieve any muscle tension. Close to the white and coral beaches of the coasts, you can make out the top solutions among the 48 ones, to enjoy a heavenly context in an ideal privacy for couples. Beyond the Presidential Villa, the rest included in the collection of the Small Luxury Hotels offers also Deluxe Beachfront Jacuzzi Villas and Deluxe Ocean Jacuzzi Villas, representing the best of luxury.


Banyan Tree Vabbinfaru Beachfront Villa

Banyan Tree Vabbinfaru sunsetpier


ANGSANA IHURU A family oasi L’altro resort del gruppo Baynan Tree sull’arcipelago è quasi nei pressi del Vabbinfaru con occhio di riguardo alle famiglie. Il suo complesso di ville fronte mare, arredate in stile minimalista orientale e dotate di veranda e giardino privato, sono la risposta a una parentesi di assoluto comfort e libertà. Non meno importante l’aspetto del benessere che – anzi – con l’Angsana Spa dedica tutta l’attenzione a lui e lei, ma anche ai piccoli. Dai 7 ai 14 anni infatti è possibile riservare il pacchetto Family Bonding che prevede un trattamento benessere di tutti i componenti, comprendente un body polish di 30 minuti per un’intensa idratazione della pelle esposta al sole e 60 minuti di massaggio completo al corpo. L’esperienza continua poi anche per coloro che vogliono provare trattamenti nuovi e insoliti.

Another resort of the Baynan Tree group on the archipelago is almost near to Vabbinfaru, but more dedicated to families. In its complex of villas in front of sea, furnished in a minimalist eastern style, and provided with veranda and private garden, they are the answer to a parenthesis of absolute comfort and freedom. And we should mention the wellness side that – in fact – with the Angsana Spa dedicates all the attention to the customer, children included. From 7 to 14 years old, so it is possible to receive the Family Bonding packet, which offers a wellness treatment of all the components, including a body polish of 30 minutes for an intensive moisturizing of the skin in the sun and 60 minutes of complete massage to the body. The experience goes on also for who wants to try new and unusual treatments.

Restaurant Velaavani, esterno del Bar


Angsana Velavaru

Il ristorante dell’Angsana Velavaru banyantree.com

ANGSANA VELAVARU Il tempio del benessere Forte dei suoi 12 padiglioni dedicati a massaggi orientali proposti sempre da esperti terapisti, è senza dubbio l’Angsana Spa dell’Angsana Velavaru, esempio di resort dove una concezione di relax assoluto investe l’ospite che giunge sull’atollo di Nilandhe Sud. Fra spiagge di sabbia bianca e mare cristallino (fra i cui fondali si trovano razze, murene, aragoste e tantissime tartarughe, da cui il nome del resort), il contesto si presta sia a coppie in luna di miele o in fuga dallo stress, sia a famiglie per le quali è previsto anche qui un pacchetto singolare con trattamenti benessere adatti a tutti, dai classici ai più originali. Offre infatti per giovani di ogni età la possibilità di trattamenti per le mani, speciali nail art e persino acconciature creative con trecce e perline colorate, oltre - ricalcando le influenze del luogo – a tatuaggi all’hennè per decorare la pelle. Per trattare al meglio l’abbronzatura poi, per gli adulti sono molte le possibilità di rituali che sfruttano le proprietà di frangipane, avocado e noce di Macadamia per lenire gli effetti del sole ma anche dai forti benefici anti-aging. Oltre alle Deluxe Beachfront Villa, molto romantiche anche le InOcean Sunset o Sunrise Pool Villa, poste in mezzo al mare, ideali per chi vive l’intera giornata a contatto con le splendide acque dell’arcipelago.

But the real temple of wellness, proud of its 12 pavilions dedicated to eastern massages always proposed by expert therapists, is of course the Angsana Spa of the Angsana Velavaru, example of resort where a conception of absolute relax catches the guest arriving at the atoll of South Nilandhe. Between beaches of white sand and crystal sea (in their shallows there are rays, morays, lobsters and plenty of turtles, which gave the name to the resort), the context is suitable for couples in honey moon or escaping from distress, and for families who will find even here a singular packet with wellness treatments for everyone, from the classical to the more original ones. In fact it offers to young people of any age the possibility of treatments for hands, special nail art and even creative hair style with plaits and colored pearls, beyond – retracing the influences of the place – henné tatoos to decorate skin. Then to best treat the sun tan, for the adults there are many rituals taking advantage from the frangipani properties, avocado and macadamia nut to relieve the effects of the sun, but also from the strong anti-aging benefits. Beyond the Deluxe Beachfront Villa, also the InOcean Sunset or Sunrise Pool Villa are very romantic, placed in the center of the sea, ideal for who lives the whole day in contact with the amazing water of the archipelago.


IN THE CITY


MILANO di Alessandro Iacolucci

FERMENTO MILANO DETTA OGNI GIORNO DI PIÙ LE REGOLE DELL’INTERNAZIONALITÀ. NELLE VIE DEL LUSSO E NEI CROSSROADS UNDERGROUND, SBARCANO ALCUNE DELLE INSEGNE PIÙ DESIDERATE AL MONDO. INSIEME A NUOVI RE-OPENING CHE ACCENDONO LE LUCI DEL GLAMOURIZE ALL’AVANGUARDIA

Balmain, Apple, Zara, Starbucks, Genny, Victoria’s Secret e Sephora. Opening, restyling e appuntamenti che portano Milano a essere di nuovo la metropoli più poliedrica e cosmopolita d’Italia, oltre che indiscussa protagonista europea. Sensazioni che si respirano passeggiando in città e che accendono spotlights luminosi su protagonisti interessanti. Apre in Piazza Cordusio, nell’ex palazzo delle Poste, il primo coffee shop più apprezzato dai teenager ma non solo. Dopo un investimento di 20 milioni di euro, Starbucks inaugura il suo tempio di 2.300 metri quadri e, neanche il tempo di spalancarne le porte che già si parla delle prossime aperture su Roma e Torino. Una realtà un po’ diversa da quella a cui ci siamo abituali all’estero visto che i partener della famosa sirena come Roastery e Princi, rendono tutto più tradizionale

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infondendo il sapore della torrefazione. Non solo caffè in tazza serigrafata, ma anche cucina con pietanze cotte a legna, aperitivi, light lunch e in stile oasi, un bel giardino curato all’ingresso. Quello della caffetteria non è il solo arrivo internazionale, sbarca anche il monomarca del brand capitanato dal figliol prodigo della moda: Balmain conquista Montenapoleone e l’azienda festeggia dedicando un film al suo giovane direttore creativo Olivier Rousteing. Inaugurato non troppo tempo fa, è il primo flagship store del marchio francese all’interno del quadrilatero. Disegnato da Rousteing in collaborazione con tre giovani architetti dello Studio AMV di Parigi come Anna Philippou, Marie-Charlotte ProsperiFouchard e Victoire Guerlay, si estende per 280 metri quadrati su due piani e accoglie capi e accessori delle collezioni prêt-à-porter e alta moda.


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Per tutti gli appassionati della mela più iconica di sempre ha aperto anche l’Apple Store, il primo del capoluogo lombardo. Si tratta di Apple Piazza Liberty, un nuovo spazio retail dalla concezione design innovativa che comprende sia una grande piazza pubblica che uno shop sottostante. A pochi passi da Corso Vittorio Emanuele una scenografica fontana in vetro fa da ingresso al negozio e da sfondo al grande anfiteatro all’aperto. La piazza, rivestita in Beola Grigia e circondata da 14 alberi di Gleditsia Sunburst, rimane aperta al pubblico 24 ore su 24 con la promessa di farla diventare la location prediletta di eventi speciali durante tutto l’anno. Non troppo distante, all’11 di Corso Vittorio Emanuele II, Zara inaugura il (re) opening del flagship globale più rappresentativo del gruppo Inditex. Un’interazione di shopping completa che vede l’alternarsi di online e offline in una sola experience. Inoltre, l’architettura dello

shop rimarca l’allure cinematografica del palazzo, un tempo sede del Cinema Astra. Una qualità che ora battezza il negozio come “Cinema Zara”. L’appuntamento sulla via è anche al nuovo super store di Sephora. La profumeria del gruppo LVMH riapre le porte sul Corso all’insegna della modernità, diventando la destinazione per eccellenza della bellezza in città. Gli oltre 1200mq del rinnovato flagship store sono ripartiti su 3 livelli connessi da una imponente scalinata e caratterizzati da un design contemporaneo, valorizzato dai colori iconici della Maison francese. Ad accogliere i clienti all’ingresso dello store un innovativo display: il FLIP DOT, pronto a sorprendere tutti con il suono metallico di 35.820 elettromagneti che si animeranno per creare messaggi, immagini e contenuti sempre nuovi. Un maxi ambiente in cui trovano casa oltre 46.000 prodotti e 120 brand, all’insegna di una

shopping experience che va ben oltre l’acquisto. Da scoprire, il Community Table dedicato alle occasioni speciali, e per confrontarsi sulle nuove tecniche e tendenze con gli esperti di settore come i “beauty guru” del momento e partecipare a masterclass tenute da veri artisti del make up provenienti da tutto il mondo. Il community table è anche il luogo in cui i clienti potranno fare un break durante lo shopping. Grazie agli iPad messi a disposizione ci si potrà regalare un momento di relax leggendo una rivista o navigando alla ricerca delle ultime beauty news. Presente anche il Beauty Wall, uno schermo interattivo che guiderà il customer alla scoperta dei servizi e dei brand presenti in store. Ognuno potrà rendere unica la propria shopping experience selezionando le proprie canzoni preferite da una playlist sempre aggiornata, intrattenersi con i giochi presenti nella sezione gaming e non perdersi nemmeno uno dei numerosi appuntamenti che animano il flagship, tutti segnalati e approfonditi nel calendario digitale. Immancabili poi l’Hair Style Bar, il Tattoo Bar, il Mask Bar, il BROW BAR BENEFIT. Lo Skincare Hub, il corner Personalization e il Gift Hub. Novità anche in casa Genny, il marchio made in Italy, guidato da Sara Cavazza Facchini, apre uno shop in Via Verri. Mentre Victoria’s Secret sarebbe pronta a subentrare nel palazzone di Excelsior Milano, non con un pop-up ma rilevandone il contratto. Sembrerebbe infatti che il multibrand, mecca del lusso cittadino, sia alla ricerca di un nuovo spazio in Cordusio... We love Milano!

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In alto Starbucks Coffee Milano, a fianco Sephora Hair Style Bar Class Milano, Nella pagina a sinistra dettaglio Top Ten in alto, negozio Apple in Piazza Liberty

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ART di Alessandro Riva

MARIA LAI COLEI CHE TRASFORMAVA LE FIABE IN OPERE D’ARTE SCOMPARSA NEL 2013 A 94 ANNI, OGGI È CONSIDERATA UNA DELLE ARTISTE ITALIANE PIÙ IMPORTANTI DEL SECONDO NOVECENTO. DALLA BIENNALE A DOCUMENTA FINO ALLE FIERE INTERNAZIONALI, LE SUE OPERE FANNO IL GIRO DEL MONDO. E LE SUE QUOTAZIONI SONO IN CONTINUA ASCESA

Inseguiva la solitudine e la ricerca interiore, ma amava inventare progetti incredibili che coinvolgevano le donne della sua terra, la Sardegna, riscoprendone leggende dimenticate. Per molti anni ha sfidato il sistema dell’arte con una ricerca che partiva dalle fiabe locali trasformandole in opere magiche, che per lungo tempo si rifiutò di vendere e di esporre. Ora viene celebrata con un evento a Milano, alla M77 Gallery, da metà settembre a metà ottobre. Ecco, nei ricordi della nipote che le fu sempre vicina e lavorò a lungo con lei, il suo lato più nascosto. Com’era Maria Lai nella sua vita privata? Molto dolce, con noi nipoti e anche con i ragazzi a cui insegnava. Però anche molto esigente: ad esempio si arrabbiava se qualcuno dei suoi

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ex studenti si montava la testa e preferiva il successo “facile” alla ricerca. E poi molto generosa: non vendeva le sue opere, preferiva regalarle. Così come regalava manufatti, teatrini, gioielli realizzati da lei, e altri oggetti misteriosi con cui si divertiva a stupire e conquistare le persone. Maria amava la solitudine, ma amava anche far felici le persone che le stavano vicino. Il suo lavoro è basato spesso sulla rielaborazione di antiche leggende popolari sarde: amava le fiabe? Sì, quando noi nipoti eravamo piccole, ci raccontava sempre delle favole, che però poi non sapeva più ripetere perché inventava al momento, improvvisava. Aveva un’immaginazione straordinaria.

E alle fiabe sono legate molte sue operazioni sul territorio, come la famosa opera dell’81, Legarsi alla montagna, nel suo paese, Ulassai… Sì, ricordo bene quei giorni in cui Maria andava di casa in casa, assieme a mia madre (sua sorella), a parlare con la gente del paese per invitarle a partecipare al progetto… All’epoca era già conosciuta, e al Sindaco, che le aveva chiesto di realizzare un monumento ai caduti, rispose che avrebbe fatto invece un monumento alla memoria dei vivi. Così decise di ispirarsi a una fiaba locale, che raccontava di una bambina che si era salvata da una frana perché aveva visto un bagliore azzurro (forse un riferimento al colore della veste della Vergine) unendo tutte le case del paese con


Pagina scritta con filo verde t.m. su carta e filo, 35 x 25


un nastro azzurro, che a sua volta sarebbe stato poi legato al punto più alto della montagna da uno scalatore. Il nastro passava di casa in casa, con delle differenze a seconda che tra i vicini di casa ci fosse amore, amicizia o addirittura inimicizia. Fu spettacolare, ma anche importante per i paesani, che erano così “costretti” a riflettere sul valore dei rapporti umani, e sul rapporto che li legava alla montagna, come a ricordarci che è il luogo dove nasciamo che ci plasma, e che è a quello che dobbiamo tornare per ritrovare noi stessi. Ma la gente del posto la considerava un po’ strana, bizzarra?

Sì, certamente. Ma la amavano per la sua umanità e capacità di trasformare le tradizioni locali in opere d’arte. In un’altra occasione, andò in un paese vicino e si fece regalare dalle donne dei lenzuoli bianchi, sui quali scrisse dei brani di poesia, pieni di errori, che poi fece esporre ai balconi… Fu una festa e una grande lezione: il senso era che per approcciarsi all’arte ci vuole umiltà, tutti facciamo errori, l’importante è riconoscerli.

a trovarla, rivolgendole domande superficiali sul suo privato. Così, lei stessa cominciava a raccontare storie mai accadute, come quella degli zingari. Ma, come nelle leggende, una parte di verità c’era sempre: è infatti vero che, quando lei era piccola, era venuta vicino alla casa dove abitava una compagnia di girovaghi, che rimase lì alcuni mesi, tanto che Maria imparò da loro a fare la giocoleria.

E le storie che si raccontano ancora oggi sulla vita, come quella che vuole che da piccola stesse per fuggire con degli zingari? Maria si divertiva a stupire e a depistare i giornalisti che, quando lei era già famosa, venivano

È anche questa un’altra delle sue lezioni mascherate da fiabe? Sì, certamente, in questo amore di Maria per le favole c’era il messaggio che nella vita noi non possiamo mai abbandonare né il sogno né il mistero.


In alto, Libro cucito, Maria Lai, Nella pagina a sinistra “Lo scialle della luna”

La presentazione di un libro, un incontro pubblico con una studiosa del lavoro di Maria Lai, Elena Pontiggia (autrice di Maria Lai. Arte e relazione, Ilisso Editore, pagg 359, euro 68), e una ventina di opere esposte. È il percorso che hanno programmato Giuseppe Lezzi ed Emanuela Baccaro, titolari della M77 Gallery di Milano, con il progetto dedicato all’artista che si terrà dal 28 settembre per “ridare ciò che si merita a un’artista straordinaria, che nel corso della sua vita, benché apprezzata e conosciuta, non ha però ricevuto quanto avrebbe meritato”, come spiega Lezzi. “Il nostro vuol essere un riconoscimento e un omaggio verso una delle grandi protagoniste della storia

artistica italiana”, dice ancora il gallerista, “in accordo con l’Archivio Maria Lai, anche per far conoscere gli aspetti meno conosciuti e più segreti della Lai. Tutti la conoscono infatti per i suoi libri e telai, ma pochi sanno che Maria Lai era un’artista a tutto tondo: poetessa, disegnatrice straordinaria, scultrice, pittrice”. Le opere esposte vanno dalla metà degli anni Cinquanta fino agli anni Duemila. L’appuntamento per il talk tra Elena Pontiggia, Maria Sofia Pisu e Cloe Piccoli si terrà il 28 settembre 2018 alle h. 19 presso la Galleria M77

via Mecenate 77, Milano, tel. 02-84571243


INTERVIEW di Marco Torcasio

NELL’ATELIER DI ISACCO PIÙ DI 300 PROGETTI ALL’ATTIVO, TRA I 100 E I 10.000 MQ: HOTEL, RISTORANTI, ABITAZIONI E SPAZI PUBBLICI, CONCEPT PER EVENTI E INSTALLAZIONI, ISACCO BRIOSCHI E IL SUO STUDIO, TRASFORMANO L’INTERIOR DESIGN IN UN’ESPERIENZA INTIMA. UN PREZIOSO EQUILIBRIO TRA SERENITÀ E ACCESA CURIOSITÀ

Isacco Brioschi, precursore dell’utilizzo del verde negli interni, dalla creazione del Mosswall al design delle organic wall e delle lampade LuceTu, crede nel green come elemento di un viaggio tra uomo e natura, con piccole oasi quotidiane di relax sensoriale e mentale. Linee pulite ma ricche di dettagli, frutto di un’attenta ricerca di materiali innovativi e soluzioni inedite, di lavoro artigianale Made in Italy, atmosfere rarefatte improvvisamente dilatate da specchi e illusioni ottiche che allargano le prospettive sono la cifra di Brioschi, che non dimentica l’ammirazione per l’artista Arturo Spalletti e l’interazione tra forma, colore e spazio per trattare il minimal senza alcuna freddezza, l’eleganza senza arroganza. Avere Marco Lodola tra gli artisti che influenzano la sua sperimentazione implica una particolare visione del “fare architettura”. Su quali ispirazioni si posa il suo sguardo? Lodola mi appartiene come anche un certo

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periodo artistico italiano, quello della Pop Art. In generale il mondo dell’arte in tutta la sua interezza mi ha sempre molto affascinato. Tutti hanno dei riferimenti, i miei oggi sono Olafur Eliasson e Spalletti ad esempio, ma anche un certo tipo d’arte concettuale che cerco di trasportare nell’architettura. Si tratta di contaminazioni artistiche che scaturiscono dalla frequentazione di artisti, mostre e fondazioni. Le mie ispirazioni non sono solo quelle che derivano da Pinterest, bisogna andare oltre simili banalizzazioni. Qual è la cifra stilistica dello Studio Isacco Brioschi Architettura & Design in quanto fucina di nuove formule architettoniche? Il mio studio è una sorta di Atelier perché in esso cerchiamo di creare un transfer emotivo con i nostri clienti per interpretare al meglio le loro esigenze e dar luogo a un’architettura sartoriale. Portiamo avanti una grossissima ricerca sui materiali che ci consente di averne quindi un’ampia

conoscenza. La mia cifra stilistica è sintesi di minimalismo sartoriale e ispirazione artistica. Il mio è un approccio ora dirompente ora elegante. Sono questi i grandi temi architettonici: l’eleganza pura o qualcosa che susciti profondo interesse. Per quanto riguarda i luoghi dell’abitare, l’impiego di materiali di natura post-industriale come si coniuga con il comfort e la flessibilità che le soluzioni abitative dovrebbero avere? La parte strutturale dell’abitazione viene realizzata quasi sempre nello stesso modo, salvo poi integrazioni tecnologiche come la domotica o l’impiego di intonaci acustici. La casa deve manifestare principalmente fascino e calore e ultimamente tutto questo si è un po’ perso, abbiamo abitazioni che somigliano quasi a degli showroom, prive di anima. I materiali sono uno strumento per raggiungere qualcosa, non sono mai il fine. Il fine è riuscire a creare atmosfere. Ciò che io ricerco è la completezza


Nuova Casa della Consulenza Mediolanum, Palazzo BiandrĂ Milano

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Sopra da sinistra, Attico e Super Attico, via Moriggi Milano Interni casa Salvatore Accardo, A fianco, Attico e Super Attico, via Moriggi Milano

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sensoriale, quella cura che trasforma uno spazio in un luogo capace di suscitare emozione. Cosa cambia invece quando ci si sposta nel mondo dell’hôtellerie? Gli esempi più eclatanti di architettura degli interni da un punto di vista estetico li ritroviamo nell’hôtellerie. Il tema qui è quello dell’hospitality, quindi l’architettura diventa architettura dei servizi, capace cioè di coniugare innovazione e comodità. La Mediolanum Corporate University è tra i luoghi di formazione più innovativi di sempre. Nonostante siano già trascorsi dieci anni dalla sua progettazione ha mantenuto un fattore innovativo estremamente importante. L’anno scorso, ad esempio, a Parigi è stata premiata come seconda Corporate University al mondo. Oggi vediamo come Google trasforma gli spazi di lavoro in ibridi tra coworking e luoghi di svago e conoscenza. Noi l’avevamo già fatto nel 2008, puntando sulla capacita antropologica dell’uomo. In Piazza Cordusio, nel primonovecentesco Palazzo Biandrà, la Casa della Consulenza Mediolanum potrebbe essere un ulteriore esempio di quanto appena detto? Il primo piano, concepito come un contenitore di esperienze, eventi di formazione, meeting, cene e vernissage, insieme a una Vip Lounge, richiama, con i suoi pilastri, un porticato: le pareti mobili ne dilatano l’orizzonte, le inedite tende di vetro specchianti concertano il pensare col vedere, scenografie e silhouette inusuali per una gestione flessibile e in divenire, mentre la serra come una cortina verde, accarezza lo sguardo. Intento che viene perseguito anche nei piani superiori del palazzo dedicati agli spazi operativi, per un lavorare che generi benessere, in tutti i sensi.

Quali sono i Paesi con più fervore e in cui rintracciare esempi di eccellenza architettonica che guardano già più in lontananza di noi? Di esempi ce ne sono diversi, sicuramente la Spagna è tra i Paesi che ha investito molto bene nell’architettura arrivando a ricucire il territorio. Un altro caso d’eccellenza è quello della Fondazione parigina Louis Vuitton che ha rinnovato il dialogo con l’arte contemporanea affidando al celebre Daniel Buren, che aveva già allestito le vetrine del negozio monomarca nella Ville Lumière, il compito di “vestire” temporaneamente la struttura, in un tripudio di forme e colori. L’artista francese è intervenuto, infatti, sulla famosa architettura progettata da Frank Gehry, con l’installazione temporanea L’Observatoire de la lumière. Infine un buon esempio è quello di Shangai dove sono state fatte delle riconversioni molto interessanti, in cui l’arte permea il panorama urbano. Le sfide architettoniche che ha intenzione di cogliere e che più la incuriosiscono oggi? Vorrei studiare un’architettura per i bambini, che vedono le cose in maniera completamente differente da noi. Vorrei creare luoghi dedicati esclusivamente a loro, che li incuriosiscano, vere proprie zone di città o strutture che consentano loro di interagire con la società, così da riequilibrare l’attenzione dei bambini dal virtuale al reale. Ma del resto ogni progetto è una sfida, più complesso è meno ci si annoia.

Prima ancora che quella della ecosostenibilità diventasse una tematica prioritaria in maniera trasversale, dal design alla moda, alla tecnologia, lei parlava già di green building. Cosa è cambiato rispetto a qualche anno fa e cosa ancora deve succedere? Oggi si è pronti perché c’è una sensibilità che in Italia prima mancava, ma che invece in tutto il nord Europa già c’era. Viviamo a Milano, una città che destina ancora troppo poco verde, ci sono delle aree dove solo avvalendosi di nuovi strumenti tecnologici si può riuscire reintrodurre l’elemento green. Il PGT non fa ancora abbastanza e mentre in Germania il sistema premia l’edificabilità a seconda di quanto verde si introduce nel tessuto urbano qui in Italia mancano ancora decisioni forti e incentivi. Creative lounge, Casa della Consulenza Mediolanum 185


POSH PLACES di Maurizio Bertera

BISTROT CHE PASSIONE NON SONO I “SECONDI LOCALI” DEI GRANDI CHEF MA LA LORO VISIONE DI CUCINA PIÙ DIRETTA E SEMPLICE RISPETTO A QUELLA STELLATA, CHE SERVONO ABITUALMENTE. PIACCIONO SEMPRE DI PIÙ E STANNO CONQUISTANDO LE CITTÀ, MILANO IN PRIMIS. ECCO I MIGLIORI SCELTI DA POSH

È la conferma di una tendenza in pieno sviluppo che ha in Milano l’epicentro ma coinvolge tante città italiane: il bistrot “firmato” o “stellato” che dir si voglia. Un locale dove un grande chef propone una cucina più diretta, senza esercizi di stile, italianissima, ora è tendenza oltre che una fonte di guadagno importante per lo chef-patron o la struttura che lo ospita. Basti pensare al ruolo dei bistrot dei due bistellati milanesi: quello del Mandarin Oriental e quello del Park Hyatt che ha anche un nome suo, la Cupola. I menu sono seguiti rispettivamente da Antonio Guida e Andrea Aprea, una sicurezza per i gourmet. E i nuovi concept devono tenere presente che anche chi può permettersi un’esperienza da 300 euro, ha più frequentemente voglia di un piatto e un calice di Champagne.

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Lo ha fatto Giancarlo Morelli che all’interno del Viu Hotel ha il Bulk attaccato al gourmet e pure Carlo Cracco, nel cuore della Galleria: nello spazio a livello strada serve anche la “sua” pizza e la cotoletta senza togliere nulla al fascino della bomboniera al piano superiore. La primogenitura del bistrot a fianco del ristorante – con la medesima cucina – appartiene a Claudio Sadler che nel 2008 inaugurò Chic ‘n Quick, sul Naviglio Pavese. Dieci anni dopo è ancora una Trattoria Moderna – così la definisce il cuoco milanese – che fa il pieno di clienti a pranzo e a cena. L’elenco dei posti meritevoli è lungo: la Franceschetta 58 di Massimo Bottura a Modena, la Piola di Enrico Crippa ad Alba, i Café e Bistrot di Antonino Cannavacciuolo a Novara e Torino.


Enrico Crippa

Purple is the new black, cocktail by Bulk


Sopra e in basso, Spazio Milano

E poi si torna sotto la Madonnina con lo Spazio di Niko Romito (che ha un locale gemello a Roma), la nuova Locanda Perbellini e il nuovissimo bistRo “griffato” Aimo e Nadia con la coppia Negrini-Pisani in regia. E non è finita. Ha aperto in luglio Attimi del tristellato Heinz Beck a City Life, con la stessa formula usata a Fiumicino: clessidra in tavola, per stabilire il tempo dell’esperienza. Last but not least: il lcoale dei fratelli Alajmo che aprirà in autunno al civico 10 di Corso Como, accanto al negozio del lusso con galleria d’arte di Carla Sozzani, con vista su piazzetta Gae Aulenti. Gli spazi - come già accaduto per la

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recente ristrutturazione del Quadri in piazza San Marco e la realizzazione dello stupendo Amo al Fondaco dei Tedeschi - sono stati affidati alle geniali cure di Philippe Starck. Gli Alajmo sono maestri del genere: a fianco del tristellato Le Calandre a Rubano (PD) opera da sempre Il Calandrino come hanno creato un format chiamato ABC – Alla Base della Cucina – presente a La Montecchia di Selvazzano e trasformato in Quadrino, all’apertura del rinnovato Quadri. “Ci divertiremo molto a Milano” ci ha detto Raffaele Alajmo quando gli abbiamo chiesto news sull’apertura. E aveva un sorriso che promette benissimo.


A fianco e sotto Chic and quick Sadler, in basso Bulk


GOOD FOOD di Roberto Messina

STARS & KITCHEN OROBICA FOOD È UNA ECCELLENZA ITALIANA DEL GUSTO IN “MINIATURA” ESALTATA DALLA CUCINA DI ENZO PETTÈ LO CHEF DELLO “SFIZIO”, IL RISTORANTE ALL’INTERNO DELLO STARHOTELS ROSA GRAND DI MILANO

È propriamente un grand tour tra i sapori, adatto anche a viaggiatori pigri che volessero assaggiare di tutto, prontamente e senza sforzo, un’Italia in miniatura dei mille campanili e delle infinite tradizioni gastronomiche, Orobica Academy-Eccellenze per la cucina, l’azienda di eccellenza in cui ci introduce con un certo amor proprio Claudio Locatelli, che assieme alla famiglia ha fondato a Bergamo Orobica Food (www.orobicafood.com) un’impresa che si occupa della distribuzione e vendita di generi alimentari per la ristorazione, con un’offerta per tutte le tasche, ma calibrata per l’alta cucina. Una bella storia imprenditoriale, giovane e dinamica, nata nel 2002 e cresciuta costantemente nel tempo, che a un certo punto si è incrociata virtuosamente con quella dello Chef Enzo Pettè deus ex machina del ristorante chic “Sfizio” all’interno dello Starhotels Rosa Grand, in piazza Fontana a Milano. Un locale di successo, dove di fatto, grazie a Pettè e al general manager Emiliano Fucarino, si è in breve materializzata una picco-

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la-grande “rivoluzione” che ha prodotto qualcosa di originale: e cioè un ristorante di hotel a tutti gli effetti autentico ristorante di città, frequentato principalmente da ottima clientela cittadina (oltre che da quella dell’annesso hotel) in cerca a Milano di un luogo di livello e di una location comoda e al tempo di prestigio, in cui mangiare bene. Pettè, proprio ad Orobica si è rivolto (oltre che ad altre ricercate eccellenze della gastronomia, in primis “Amoretti”, azienda storica in quel di Parola di Fontanellato, alle porte di Parma) per rifornirsi di vari prodotti con qualità garantita e certificata. L’Academy, del resto, è nata a fianco all’azienda di Chiuduno, tra la pianura bergamasca e la Valcalepio, che in greco è Kalos-Epias: «terra buona, terra dolce», proprio per mettere in mostra i prodotti di alta gamma e offrirli alla degustazione di chef e ristoratori. A fianco dell’Academy, c’è Oro4shop – l’Angolo del Gusto, tecnicamente uno spaccio aziendale dove poter acquistare al dettaglio molti prodotti tipici bergamaschi a chilometro zero, o quasi.

“Enzo Pettè, Una cucina dell’anima”, di Roberto Messina


«La nostra Academy – spiega Claudio Locatelli – è nata per portare alla clientela un nuovo modo di concepire l’arte culinaria, per supportare la scelta accurata degli alimenti da utilizzare nel proprio locale. Qui è possibile assaporare anche pietanze selezionate e cucinate, con grandi produttori, piccoli artigiani, esperti del settore della ristorazione, che qui dispensano nozioni tecniche e specifiche sull’impiego dei prodotti e presentano nuovi cibi. Facciamo anche corsi mirati alla formazione professionale di pizzaioli, cuochi e panificatori, con la partecipazione di grandi Chef. Si organizzano, inoltre, corsi di formazione per operatori nel settore alimentare, 44 corsi di gestione aziendale, corsi di cucina, di pasticceria e corsi creativi. Ovviamente per noi è motivo di soddisfazione il fatto che un “duro”, rigoroso ed esigente come Enzo Pettè ci abbia scelto per l’acquisto di vari prodotti che spaziano dai salumi ai formaggi, passando per le farine, le conserve, le spezie, le paste, e il nostro eccezionale prosciutto cotto… vero top – spiega – perché in base ai disciplinari, ha una percentuale di carne dell’85 per cento, il resto è acqua. Senza aggiunta di caseina-

ti, amidi, lattosio, soia, glutammato, senza polifosfati e glutine. La carne di maiale utilizzata è magra, una delle migliori da questo punto di vista è quella danese. «Oltre salumi e formaggi – conclude Locatelli – commercializziamo verdure conservate, carciofi pugliesi lavorati dal fresco e confezionati; olive taggiasche in olio extravergine di oliva; pasta di Gragnano di semola di grano duro; aceto balsamico invecchiato; pomodori pelati biologici. Cerchiamo di valorizzare i nostri prodotti ponendo il massimo accento sui nostri tre livelli generali di valutazione: e cioè, qualità, eticità, servizio al cliente». Orobica è dunque un polo d’eccellenza che, come dicevamo, ha conquistato la cucina di Enzo Pettè, lo Chef già premiato con una stella Michelin e tra i primi a calcare il proscenio televisivo già un ventennio addietro, molto tempo prima dell’attuale invasione enogastronomica dell’etere (sono infatti suoi i primi pomeriggi di “cooking class” col maitre Tempestini, da Montecatini Terme), oltre

che, come accennato, anima e cuore dello “Sfizio”. Quella di Pettè è una testimonianza che avvalora ancora di più il lavoro di Orobica. Il “Pettè-Style”, la visione della cucina secondo il nostro Chef, porta a tavola anche pietanze sorprendentemente nuove e sperimentali, ma che sono nello stesso tempo antiche e familiari, comunque con tanto Mediterraneo dentro. Piatti che non esiterei a definire espressione di una cucina “timbrica, tonale, di testa e di gola” - come ebbe a teorizzare Gualtiero Marchesi - e che ossequia, inoltre, la raccomandazione di Nicolas de Bonnefons, maestro di sala di Luigi XIV: ovvero, che “la zuppa di cavolo deve sapere di cavolo, il porro di porro, la rapa di rapa”. Questa è la regola fondamentale di Enzo Pettè, un innovatore ancorato alla tradizione: rispettare l’integrità della materia prima (e quindi puntare su prodotti di qualità e garantiti) e conservarne le caratteristiche e peculiarità con, però, briglia sciolta alla fantasia e alla creatività, alla ricerca appassionata di nuove combinazioni per svelare e custodire segreti, proprio come un alchimista.

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ROMA di Antonella Tereo

NEW ICONS IN ROME

DALLA MUSICA AL DESIGN, DALLA CUCINA ALLA NIGHTLIFE LE NUOVE ICONE DELLA SCENA ROMANA CONQUISTANO PLATEE SOFISTICATE, SINTETIZZANDO BUON GUSTO E ESPERIENZE DI CLASSE

PAOLO BONFINI PER HOTEL VILON Il set designer ripensa gli spazi del gioiello romano L’artista è Paolo Bonfini, l’opera ultima in cui ha espresso la sua creatività è l’Hotel Vilòn, un gioiello da cinque stelle lusso a pochi passi da Piazza di Spagna, in quell’edificio storico della metà del XVI secolo da sempre annesso a casa Borghese. Rinato dunque da pochi mesi e fatto di atmosfere di altri tempi, fra spazi aperti ed altri più intimi, il nuovo scrigno di Via dell’Arancio 69 è stato ripensato nei suoi arredi e nei suoi dettagli dal set designer romano. “Sì è cercato un lusso dell’anima - ha dichiarato Bonfini - con la cura maniacale dei dettagli mai urlanti, ma giusti per regalare al cliente una dolce scoperta dell’insieme”. Il boutique hotel creato così dallo scenografo cinematografico (che ha lavorato ai primi 5 film diretti da Matteo Garrone, tra gli altri) ha carattere, un gusto tanto insolito quanto internazionale, tale da rientrare già affiliata alla selezione degli Small Luxury Hotels. “Il mio è un lavoro di atmosfere, di temperature emotive” ha ammesso il designer. La ricerca sta nell’azzardo, infatti, con abbinamenti inconsueti e provocatorie ambientazioni, capaci di rivelare un motivo per ogni periodo. “L’art decò per il suo rigore, gli anni ‘50 per l’eleganza, gli anni ‘60 per l’estro nei parati, gli anni ‘70 per la non paura di osare”. Il consueto non è certo di casa, ma deve lasciare il posto allo stupore, facendone un luogo dove l’essenzialità, se di classe, annulla quasi i confini del tempo.


(A NEW) ZUMA RESTAURANT & BAR Cambio di guardia per una clientela più cool

Ta le ultime aperture del gruppo Zuma, rientra quella italiana in via della Fontanella Borghese 48, un locale all’avanguardia che oggi cambia direzione. Il giovane Ivano Guastella è il nuovo General Manager che, dopo esperienze come chef de rang per Paul Bocuse, Roger Vergé, Gaston Lenôtre e locali a Beverly Hills, Dubai e Abu Dhabi, è stato scelto dal pluripremiato brand londinese di locali in stile Izakaia per la sfida romana. Obiettivo? Una clientela ricercata e giovane, decisamente cool. Così nel ristorante (gli splendidi interiors portano la firma di Noriyoshi Muramatsu) vincono le materie prime selezionatissime e ha un ruolo importante la scenografica mise en place. Novità del momento è poi il Business Lunch Izakaya - per gli amanti del finest japan style che trovano qui l’indirizzo di punta, fra varietà di maki e sashimi, pollo marinato al miso e salmone teriyak. A fine giornata, poi, sulla panoramica terrazza dell’edificio, le serate scorrono fra dj set ed ottimi apertivi, anche fino ad autunno inoltrato.

DONEY OPERA BRUNCH Un brunch dall’animo teatrale

C’è un’aria del tutto nuova nel Westin Excelsior di Roma, da quando l’executive chef James Foglieni ospita al suo brunch i nuovi special guests …di richiamo. Oltre alla finezza delle portate, è infatti il tono a stupire gli ospiti del suo brunch, coinvolgendo nomi come Sabrina Testa, Marco Bianchi, Carlo Polizzi o Barbara Grossi e altri ancora, ovvero artisti di spicco fra tenori e soprani, provenienti dalle scuole e teatri più importanti di Roma (quali Accademia di Santa Cecilia e del Teatro dell’Opera). S’aggirano fra i tavoli, come fossero in scena per la Prèmiere e creano un diversivo al fastoso appuntamento da sempre in programma del fine settimana nella sofisticata location di via Veneto. L’opportunità è dunque esclusiva quanto insolita per gli ospiti dell’hotel e quanti scelgono di degustare lì il noto brunch: si riveste di charme infatti l’appuntamento che segna il ritrovo conviviale nel giorno di festa e con un eco che a quanto pare…si fa sentire. E le repliche, già gettonatissime, sono già state programmate per tutto l’autunno.

LA VENDEMMIA 2018

Dopo il Quadrilatero della moda milanese, la kermesse arriva nella Capitale per la sua seconda edizione Lusso e vino di qualità, non solo distretto fra Via Condotti e Piazza di Spagna ma anche in Via Borgognona, Largo Goldoni e Piazza San Lorenzo in Lucina. Queste le aree coinvolte ne La Vendemmia 2018, kermesse alla seconda edizione che conta quasi 120 operatori tra boutique, ristoranti e hotel di lusso del centro storico romano (dopo il successo pluriennale nel Quadrilatero della moda milanese). Segna un’importante tendenza, colta e rafforzata dallo stesso patron della manifestazione, Amoruso Manzari della KRT: “La Vendemmia” torna a Roma bigger & better – afferma l’ideatore - coinvolgendo quest’anno ben 5 aree: un evento che ci auguriamo continui a soddisfare in ambito moda, cultura e lusso i visitatori del lusso italiani e stranieri, e che faccia vivere da vicino e conoscere meglio una parte rilevante del nostro made in Italy di eccellenza”. Oltre ad appuntamenti esclusivi, degustazioni di selezioni pregiate di vini, ci saranno anche eventi speciali fra cui la cena di gala placé presso La Lanterna e un Luxury Brand cocktail party che si terranno giovedì 18 ottobre dalle 19.30 alle 22.30 (solo per i possessori del VIP Pass, esclusivamente ammessi anche presso i palazzi storici dell’Associazione Dimore Storiche Italiane e nelle aziende vinicole laziali aderenti all’evento). Due le novità assolute dell’edizione 2018: una VIP Lounge Experience per gli ospiti degli sponsor, con un format esclusivo a loro dedicato che prevede l’accoglienza in lounge alcuni Hotel 5 stelle Lusso del centro storico per la serata di giovedì 18 ottobre ed un cocktail privato prima di uno shopping-tour su misura. Non ultima l’opportunità di un accesso fast track e di dialogare direttamente con il CEO dei brand di ciascuna boutique partner. Da quest’anno, poi, nasce l’app della manifestazione, per non perdere nulla della nuova icona romana.

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PARAGGI & PORTOFINO

THE EIGHT EXPERIENCE ESCLUSIVITÀ, FASCINO, DESIGN RICERCATO, OSPITALITÀ D’ECCELLENZA, COMFORT, TECNOLOGIA ALL’AVANGUARDIA: QUESTI I PUNTI DI FORZA DEGLI EIGHT HOTELS DI PARAGGI E PORTOFINO CHE HANNO FESTEGGIATO LA 5A STELLA

Incastonati come rare pietre preziose nella pittoresca Riviera Ligure, rispettivamente nella splendida baia di Paraggi e nel variopinto borgo di Portofino, i due luxury hotels rappresentano al meglio la vision della Solido Holding nel settore dell’hotellerie, incarnando al tempo stesso un eloquente connubio di tradizione, innovazione e prestigio. “I nostri hotels, frutto di un lavoro di sinergia di tutte le aree di competenza del Gruppo, - sottolinea Achille d’Avanzo, A.D. Solido Holding - sono stati realizzati con l’obiettivo primario di lanciare il concetto di Eight Experience, ossia del lusso inteso come esperienza. Attraverso gli Eight Moments, i nostri hotels sono in grado di creare un’atmosfera che permette di vivere ogni momento con maggiore intensità. Un’esperienza profondamente coinvolgente, caratterizzata da stile ed eleganza, con una vision del turista di lusso contemporaneo che cerca più che mai maggiore coinvolgimento nella cultura “locale”. Mete esclusive, tradizione, innovazione e qualità del servizio, sono solo alcuni degli elementi che caratterizzano gli Eight Hotels, espressione di quattro asset strategici: location, interior, gourmet e servizio. 194

Set like precious stones in the Italian Riviera Ligure, respectively in the marvelous Paraggi bay and in the colorful Portofino, the two luxury hotels represent in the best way the vision of Solido Holding in the field of hotellerie. “Our hotels are the results of synerg y of all the competence areas of the Group, - Achille d’Avanzo highlights, Solido Holding C.E.O.– they were realized with the primary aim to launch the concept of Eight Experience. Through the Eight Moments, our hotels can create an atmosphere allowing to live each moment with more intensity. A deeply involving experience, made of style and elegance”. Exclusive destinations, tradition, innovation and high quality service, are only some of the elements characterizing the Eight Hotels.


Eight Hotel Portofino, Private Garden

Eight Hotel Paraggi, 195 Two Level Suite


EIGHT HOTEL PARAGGI ***** 12 camere tra cui 2 suite Incastonato tra le rocce e affacciato sulla splendida baia, si trova Eight Hotel Paraggi, una villa dell’Ottocento dai colori tenui, immersa nel verde. Paraggi è un piccolo paradiso, unico nel suo genere e altrettanto prezioso. Non solo perché è la sola spiaggia con sabbia della zona, ma anche perché racchiude in una piccola cornice le meraviglie del mare smeraldo, il panorama del monte di Portofino, regalando quadri unici e suggestivi. Qui l’agricoltura degli orti sospesi sul mare produce ottime verdure e frutta, mentre ulivi e vitigni danno vita a oli e vini di qualità. Per non parlare della pesca, che gioca un ruolo essenziale tra le attività locali. La filosofia è proprio quella di promuovere e di far conoscere questo piccolo gioiello, evidenziando le sue qualità nel rispetto della natura e di chi ne fa parte. L’impegno quotidiano consiste nell’anticipare le aspettative e studiare appositamente per la singola persona un servizio tailor made. Gli Chef, a The Eight, propongono piatti della tradizione giapponese, raffinati ma sempre a base di prodotti freschi e reperibili direttamente in loco come il gambero rosso di Santa Margherita, gioiello della pesca ligure. Sapienza antica e innovazione si sposano perfettamente in una esperienza culinaria unica per il territorio, in cui il palato ritrova i sapori della tradizione giapponese, esaltati da una preparazione a vista di maki, rolls, nigiri e sashimi, abbinati con vini ricercati. The Eight diviene così un luogo magico dove la passione per il buon cibo si incontra con l’eleganza e la raffinatezza dell’ambiente circostante, e dove sarà possibile perfino giurare amore eterno in riva al mare. Un Love Table, con servizio dedicato per una suggestiva cena a lume di candela “pieds dans l’eau”. E come un artigiano trasmette ai suoi figli i segreti della propria arte, lo chef regala ai piccoli ospiti l’emozione di cucinare il pesto (pesto cooking class), portandoli al mercato di Santa Margherita Ligure per scegliere direttamente i prodotti con cui realizzare la tradizionale salsa.

Dall’alto, Eight Hotel Paraggi - Hall Eight Hotel Paraggi - Eight Suite Eight Hotel Paraggi - Two Level Suite The Eight - Sushi Restaurant

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Set through the rocks and overlooking the amazing bay, there is Eight Hotel Paraggi, a villa of the Nineteenth century in soft colors, immersed in the green. Paraggi is a small heaven, unique in its genre and equally precious. Not only because it is the only sandy beach in the are, but also because it encloses in a small frame the wonders of the emerald sea, the landscape of the Portofino’s mountain. Here the agriculture of vegetable gardens suspended on the sea produces excellent vegetables and fruits, while olive trees and grapevines give life to quality oils and wine. We should mention also the fishing , which plays an essential role between the local activities. The philosophy is simply to promote and show this small jewel, highlighting its qualities in the respect of nature and of who is part of it. Our daily commitment aims to anticipate the expectations and to appositely study a tailor made service for the single Guest. The Chefs, at The Eight, propose dishes of Japanese tradition, refined but always based on fresh products and directly available locally such as the red lobster of Santa Margherita, jewel of Ligurian fishing. Ancient know-how and innovation are perfectly matched in a unique cooking experience, where Guests find again the tastes of Japanese tradition, exalted by a live preparation of maki, rolls, nigiri and sashimi, served together with unforgettable wines. The Eight becomes so a magical place where passion for good food meets the elegance and refinement of the sorroundings, and where it will be even possible to swear eternal love on the seashore. A Love Table, with dedicated service for a suggestive candleit dinner “pieds dans l’eau”. And as an artisan transmits to his children the secrets of his own art, the chef gives to his small guests the emotion to cook pesto (pesto cooking class), by taking them to the local market of Santa Margherita Ligure, to directly choose the products to realize the traditional sauce.


Eight Suite Ampia e ricca di luce, indubbiamente unica nel suo genere, l’Eight Suite supera la definizione del termine suite. L’arredamento è intimo e lussuoso, con rivestimenti preziosi, merito di un lungo lavoro che ha posto al centro dell’intervento la cura del dettaglio e l’utilizzo di materiali ricercati come la pietra basaltina, il legno lavorato, i tessuti, rigorosamente naturali e scelti nelle sfumature dei colori sabbia e blu, proprio per evocare la limpida immagine del mare. Ad arricchire questo scenario, una grande terrazza con vasca idromassaggio riscaldata, affacciata sulla splendida baia di Paraggi: una location ideale per rilassarsi accompagnati dal dolce respiro delle onde. Progettata con un’idea di open-space tecnologico, la Eight Suite è ricca di ogni comfort e vanta una serie di servizi esclusivi, tra cui un sistema di domotica di ultima generazione e una connessione internet wireless dedicata: il tutto naturalmente comandabile da un tablet. Two Level Suite Il suggestivo panorama sulla baia di Paraggi, con il suo limpido cielo, rapisce lo sguardo, mentre la luce esterna pervade l’intera Suite, rendendola unica nel suo genere per l’eleganza e splendore. Dislocata su due livelli, con un accogliente salottino al primo piano e una meravigliosa stanza da letto con vista mozzafiato al piano superiore, la Suite riflette il fascino e lo charme della riviera ligure. L’ampio terrazzo con vasca idromassaggio riscaldata, fornita di una TV con sistema a scomparsa, affacciato sulla splendida baia di Paraggi, e una comoda area relax dove poter leggere un libro, sono il luogo ideale dove sognare ad occhi aperti e rilassarsi al dolce suono del mare.

Unique in its genre, the Eight Suite goes beyond the definition of the concept “Suite”. The furniture is intimate and luxurious, with precious covers, as a result of a long work which represents the care for details and the usage of refined materials such as basalt stone, worked wood, textures, rigorously natural and chosen in the shades of sand and blue colors, so to evoke the clear image of sea. To enrich this scene, a big terrace with warmed hydromassage tub, overlooking the marvelous Paraggi bay: an ideal location to relax cuddled by the sweet sound of waves. Projected with the idea of technological open-space, the Eight Suite is rich of each comfort and boasts a series of exclusive services, among which a system of domotics of last generation and a dedicated wireless internet connection: all controllable by a tablet.

The suggestive landscape on the Paraggi bay, with its clear sky, catches the attention, while the external light spreads through the whole Suite, making it unique in its genre for elegance and beauty. Dislocated on two levels, with a welcoming lounge on the first floor and a wonderful bedroom with stunning view on the upper floor, the Suite reflects the charm and beauty of the Italian Riviera. The wide terrace with warmed hydromassage tub, provided with a retractable system TV, overlooks the amazing Paraggi bay.

Eight Hotel Paraggi Beach Club A disposizione degli ospiti, la spiaggia privata sull’incantevole baia di Paraggi dove la sabbia dorata e il colore verde smeraldo del mare convivono con gli straordinari paesaggi naturali, selvaggi e suggestivi della riviera ligure. L’esclusivo Eight Beach Club e la meraviglia del luogo circostante, rappresentano un ideale punto d’incontro per trascorrere una giornata in riva al mare, coccolati da un attento servizio. La grande lingua di terra che si estende per diverse miglia verso il mare aperto, le meravigliose insenature e l’atipica struttura della roccia, denominata puddinga, fanno del promontorio di Portofino l’ambiente ideale di riproduzione per le diverse specie marine. Il piacevole sottofondo musicale aggiunge un tocco rilassante all’appuntamento dell’Eight “Paraggi Sunset” in riva al mare.

The ideal place where to day-dream with and relax the sweet sound of the sea. Available for the guests, the private beach on the enchanting Paraggi bay where the golden sand and the emerald green of sea go together with the extraordinary, wild and suggestive, natural landscapes of Italian Riviera. The exclusive Eight Beach Club and the wonders of the surroundings, represent an ideal place to spend a day on the seashore, cuddled by a careful service. The pleasant musical background adds a relaxing touch to the atmosphere of Eight Hotel Paraggi. You can not miss the appointment of “Eight Paraggi Sunset” .

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Eight Hotel Portofino, Private Garden

Tempura Maki

EIGHT HOTEL PORTOFINO ***** 18 camere tra cui 1 suite La filosofia Eight Experience si presenta anche all’Eight Hotel Portofino, che tra l’altro festeggia con orgoglio i suoi 12 anni di adesione al circuito “Small Luxury Hotels of the World”, a conferma degli alti standard di qualità del servizio perseguiti. Elegantemente adagiato sull’omonimo monte da cui prende il proprio nome, l’Eight Hotel Portofino dista appena 200 mt dalla storica piazzetta e rappresenta in pieno il significato di relax. Colori caldi ed avvolgenti negli interni, suoni incantevoli della natura nel giardino, dove è possibile fare colazione, sorseggiare un cocktail e perfino immergersi in una calda jacuzzi. L’Eight Hotel Portofino regala momenti di piacevole benessere, mettendo a disposizione degli Ospiti una piccola e accogliente Spa con sauna, bagno turco e mani esperte per usufruire di una vasta gamma di massaggi.

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The philosophy of Eight Experience is also present at the Eight Hotel Portofino, which celebrates with pride its 12 years of partnership to the circuit “Small Luxury Hotels of the World”, to confirm the high quality standards of the service. Placed on the mountain from which its takes its name, the Eight Hotel Portofino is just 200 meters far from the historical “Piazzetta” and it represents the full meaning of relax. Warm and welcoming colors in the interiors, enchanting sounds of nature in the garden, where it is possible to have breakfast, to sip a cocktail and even plunge into a warm Jacuzzi. The Eight Hotel Portofino gives moments of pleasant wellness, offering to the Guests a small and comfortable Spa with sauna, turkish bath and a wide range of massages.


Eight Hotel Portofino, Suite


THE CLUB MAN

a cura di

Enrico Cammarota


MOTORS di Maurizio Bertera

LA NUOVA AMMIRAGLIA SVELATO IN COSTA SMERALDA IL SUV PIÙ GRANDE DELLA GAMMA AUDI: PERSONALITÀ E CLASSE NE FANNO GIÀ UN RIFERIMENTO PER LA CATEGORIA. MA È LA PARTE TECNICA CHE LASCIA A BOCCA APERTA

Il pubblico italiano ha scoperto l’Audi Q8 in Costa Smeralda, a conferma del legame tra Audi e l’esclusiva zona costiera della Sardegna, dove il marchio dei Quattro Anelli da oltre 10 anni organizza eventi, manifestazioni e iniziative di vario genere. A San Pantaleo e Porto Cervo si è svelata la vettura che coniuga l’eleganza e le prestazioni di una coupé premium cinque porte alla pratica versatilità di un Suv mild-hybrid, di grandi dimensioni. Nel corso dell’evento, la suggestiva piazza di San Pantaleo ha ospitato l’Audi Night con la performance di Ludovico Einaudi. Il celebre compositore e pianista torinese ha entusiasmato il pubblico e gli ospiti Audi, tra cui l’attrice Violante Placido, la presentatrice Federica Fontana, la blogstar Chiara Maci e i campioni di sci Peter Fill e Michela Moioli. Per la Q8 i designer della casa di Ingolstadt si sono ispirati alla Ur quattro: le somiglianze con il mito dei

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rally passano per dettagli come i generosi parafanghi (messi in evidenza da nervature che disegnano le “spalle larghe” della Q8), la fanaleria posteriore a sviluppo orizzontale - costituita da un elemento nero lucido con banda luci integrata - e la forma quadrangolare del montante posteriore. Davanti un’evoluzione della calandra single-frame, ora di forma ottagonale, personalizzabile nelle cromie e nei materiali e senza soluzione di continuità coi gruppi ottici a Led (in opzione i Led Matrix HD). Senza contare gli sbalzi più corti se confrontati a quelli della Q7, rispetto a cui la Q8 propone portiere senza cornici e un tetto più basso. Come su A8, A7 Sportback e A6, sul ponte di comando della nuova Q8 tasti e manopole sono praticamente estinti, “assorbiti” dai due touchscreen che compongono il sistema MMI touch response: il principale, da 10,1”, gestisce Gps e infotainment;

mentre il secondario, da 8,6”, funge da tastiera e console del climatizzatore. L’esperienza è intuitiva e ricorda quella di uno smartphone. Non mancano i comandi vocali avanzati, con le principali informazioni di guida visualizzabili sul cruscotto digitale da 12,3” (in opzione l’head-up display). Il parabrezza a doppio vetro è di serie, mentre a richiesta si possono avere cristalli laterali in vetro acustico. Così come per le ultime edizioni di A6 e A7, anche la nuova Q8 beneficia della tecnologia mild-hybrid (MHEV), che supporta il motore termico: utilizza una batteria agli ioni di litio (posta sotto il fondo del vano bagagli) che accumula fino a 10 Ah e un alternatore-starter azionato a cinghia e collegato a una rete di bordo a 48 volt. Grazie a questo sistema la Q8 può veleggiare col motore endotermico spento a velocità comprese fra 55 e 160 km/h, mentre in decelerazione l’al


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ternatore-starter può recuperare fino a 12 kW di potenza. Una soluzione che, secondo i dati dichiarati, contribuisce ad abbassare i consumi fino a 0,7 l/100 km. Al lancio la vettura sarà disponibile con il V6 3.0 TDI (Q8 50 TDI) da 286 CV e 600 Nm di coppia, che consente alla Q8 di raggiungere i 232 km/h e di toccare i 100 km/h con partenza da fermo in 6,3 secondi. Questo propulsore prevede basamento e testate con circuiti del liquido di raffreddamento separati e di pompa dell’olio a cilindrata variabile. All’inizio del prossimo anno debutteranno il tre litri turbodiesel da 231 CV

(Q8 45 TDI) e un benzina V6 3.0 TFSI da 340 CV (Q8 55 TFSI). Per tutti i propulsori è disponibile il cambio automatico a otto rapporti con convertitore di coppia. Un gioiello che grazie ai più avanzati sistemi di assistenza alla guida diventa docile e reattiva come una city car. Incredibile ma vero.

In alto e nella pagina a destra Audi Q8, a fianco Ludovico Einaudi


BUSINESS di Alessandra Fanari

I MECENATI DELL’ARTE DALLA FONDATION BETTENCOURT ALLA LOUIS ROEDERER FINO ALLA FONDATION SCHNEIDER E MARTELL, ECCO COME LE GRANDI MULTINAZIONALI FRANCESI STANNO RIVITALIZZANDO IL PANORAMA DELLA CREATIVITÀ CON PREMI E BORSE DI STUDIO

La grande impresa francese dinamizza il il paesaggio della creatività contemporanea ridisegnandone i confini, sviluppando nuove prospettive in cui l’arte incontra l’artigianato, la tecnologia incontra la mano, la tradizione familiare celebra quella locale. In un nuovo storytelling che riscopre l’umano, la prossimità e il valore del luogo come capitale immateriale e simbolico su cui investire. Dalla Fondation Bettencourt e il suo premio “Pour l’Intelligence de la Main” a quella Martell in Cognac che promuove i savoir-faire locali, Fondazioni, residenze, premi e borse di studio riconosciuti dalle più importanti istituzioni museali sono destinati a promuovere i talenti emergenti. Ecco i nuovi progetti espositivi che tra premi, partenariati e aiuti alla creazione animano la scena contemporanea francese e non solo.

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FONDATION BETTENCOURT-SCHUELLER È a Liliane Bettencourt (che erditò la multinazionale della bellezza, L’Oréal, dal padre) che è dedicato “Pour l’intelligence de la main” prestigioso premio della Fondation Bettencourt-Schueller, destinato a promuovere i mestieri d’arte e a valorizzare i savoir-faire specifici del territorio. Fu infatti Liliane Bettencourt, che succedendo al padre nella direzione della Fondazione, ne rifiutò la delocalizzazione, privilegiando il locale e i suoi savoir-faire, andando oltre una logica di puro profitto. Creato nel 1999, il Premio è ormai sinonimo di eccellenza. La filosofia che valorizza il luogo, l’atelier come spazio umano in cui l’artigiano si confronta con la materia, è celebrata a settembre, a Venezia, con un’esposizione manifesto. “Pour l’intelligence de la main”, curata da Alain Lardé, propone una selezione, non esaustiva ma rappresentativa, dell’insieme delle opere premiate tra il 1999 e il 2018. La mostra s’inscrive nel quadro di un evento europeo, dedicato all’artigianato d’arte promosso dalla Fondazione Michelangelo: “Homo Faber: crafting a more human future” presentata alla Fondazione Cini. Un progetto di respiro internazionale che attesta la rilevanza dell’attività svolta da imprese e fondazioni nella salvaguardia del patrimonio.

Pour l’intelligence de la main Homo Faber: Crafting a more human future. Fino al 30 settembre 2018 Fondazione Giorgio Cini Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia - Italia

Dall’alto e nalle pagina a fianco, Le souffle 2017 , Nathanaël Le Berre, Talents d’exception 2014 Premio Liliane Bettencourt pour l’intelligence de la Main

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FONDATION MARTELL

Particolare dell’Indigo by Martell © Nicolas Larsonneau

È in una vecchia fabbrica in cui si imbottigliava il Cognac che nasce la Fondazione Martell, piattaforma pluridisciplinare, dedicata alla valorizzazione e sperimentazione dei savoir-faire locali. Martell, impresa familiare produttrice di Cognac dal 1715, prosegue con la Fondazione la tradizione di mecenatismo dell’azienda, la promozione di un’art de vivre tutta alla francese. Un posizionamento haut de gamme con bottiglie d’eccezione realizzate da artisti e architetti come Serge Mansau, Paul Andreu o Andrée Putman. La Fondazione

investe uno spazio di 6000 mq, articolato su cinque piani, che apriranno progressivamente e saranno tutti accessibili nel 2020. Il pianterreno, consacrato alle grandi esposizioni, è stato inaugurato in giugno con un’installazione della compagnia Adrien M & Claire B: in mostra “L’ombre de la Vapeur”, un dispositivo digitale che crea uno spazio organico completamente immersivo per lo spettatore. Inoltre uno spettacolare roof-top, l’Indigo by Martell, bar-terrazza creata con legno proveniante da botti locali, e una vista a 360° su Cognac, inaugurano a settembre.

Il rooftop bar Indigo by Martell © Nicolas Larsonneau

FONDATION LOUIS ROEDERER I valori dell’emozione. È questo il punto di partenza della Fondation Roederer che riconsce nei valori spirituali, immateriali il punto di convergenza tra l’universo del vino e quello dell’arte, alimentando i valori immateriali dei suoi vini, capitalizzando l’emozione e il piacere che ne deriva. Seguendo questa logica, nel 2011 Jean-Claude Rouzaud e suo figlio Frédéric, decidono di coinvolgere la Maison nel mondo della cultura e dell’arte. Un impegno che si traduce in numerose iniziative soprattutto nell’ambito della fotografia e della letteratura. Roederer finanzia le “Nouveau Prix Decouverte” dei “Rencontres Internationales de la Photographie” di Arles, offre la “Bourse de la Recherche Photographique” alla BnF, e apporta un continuo a importante sostegno al Palais de Tokyo. L’autunno parigino la vede partner di alcune fra le più significative esposizioni:

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- Miró al Grand Palais dal 3 ottobre 2018 al 4 febbraio 2019. - Tomás Saraceno al Palais de Tokyo dal 15 ottobre 2018 al 7 gennaio 2019. - “Les Nadar, un siècle de photographie” alla BnF dal 16 ottobre 2018 al 3 febbraio 2019.

Centro Internazionale dell’arte vetraia di Meisenthal , Premio Liliane Bettencourt pour lintelligence de la main 2014 © Guy Rebmeister

Woowall 2018 di Steven Leprizé, Premio Liliane Bettencourt pour l’intelligence de la main “Talents d’exception” 2017. ©Antoine Eschlimann


FONDAZIONE FRANÇOIS SCHNEIDER L’acqua come ispirazione. Nel 2000 François Schneider, imprenditore legato allo sviluppo delle acque Wattwiller, decide di creare la Fondazione che porta il suo nome. Aperta nella cittadina di Wattwiller, in Alsazia, la Fondazione ha accesso a un budget di oltre un milione di euro ed rappresenta la volontà di Schneider di offrire un aiuto a chi ha talento ma non la possibilità d’esprimerlo. La Fondazione è attenta alla prossimità e offre ai liceali delle famiglie in difficoltà del dipartimento francese della Yonne e dell’Alto Reno borse di studio annuali, mentre sul piano artistico ha indetto il premio Talents Contemporains e uno spazio espositivo destinato ad accogliere opere sul tema dell’acqua. È infatti questo l’elemento su cui scorre la storia di François Scheneder e anche la fortuna della sua impresa a cui fu concesso lo sfruttamento delle acque di Wattwiller.

L’esposizione: “L’Atlas des Nuages” fino al 30 settembre 2018. Fondation François Schneider 27 rue de la Première Armée 68700 Wattwiller – France Tel: +33 (0)3 89 82 10 10 info@fondationfrancoisschneider.org

Dall’ alto: Nature morte (2018) di Kristin McKirdy (ceramista), Prix Liliane Bettencourt pour l’intelligence de la main 2009 © Kristin McKirdy. Ph. Benoît Grellet. L’Ombre de la vapeur Fondation d’entreprise Martell ©AdrienM&ClaireB-482

AUDI TALENT Audi Talent è un programma di sostegno alla creazione che uno dei giganti dell’automobile ha lanciato dal 2007. Destinato a valorizzare nelle arti plastiche l’audacia, l’avanguardia e la singolarità, Audi Talent destina ai vincitori una somma di 70.000 euro per realizzare i progetti presentati. Dall’idea alla produzione fino all’esposizione, Audi Talent accompagna tutte le tappe e si associa al Palais de Tokyo per una mostra che ogni anno offre prestigiosa visibilità ai talenti vincitori.

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Posh Distribution Posh Magazine è distribuito, oltre che in edicola, anche nelle seguenti location esclusive: hotels &

resorts, Spa, yacht clubs, librerie.

Di seguito una selezione degli hotel e delle Spa nostri partner.

MIRAMONTI MAJESTIC ROSAPETRA SPA RESORT SAVOIA GRAND HOTEL TIVOLI BOSCOLO DEI DOGI PALAZZINAG

Piemonte GOLDEN PALACE HOTEL

Lombardia GRAND HOTEL TREMEZZO L’ALBERETA RELAIS & CHATEAUX BULGARI HOTEL PRINCIPE DI SAVOIA GRAND HOTEL ET DE MILAN PARK HYATT THE WESTIN PALACE EXCELIOR GALLIA ARMANI HOTEL CHATEAU MONFORT CARLTON HOTEL BAGLIONI

ITALY Valle d’Aosta HOTEL HERMITAGE AU COEUR DES NEIGES GRAN BAITA HOTEL & WELLNESS GRAND HOTEL COURMAYEUR GRAND HOTEL ROYAL & GOLF HOTEL MONT BLANC RISTORANTE ARIA RISTORANTE BAITA ERMITAGE RISTORANTE PIERRE ALEXIS RISTORANTE LO SCIATORE

Veneto PALAZZO SANT’ANGELO CENTURION PALACE BYBLOS ART HOTEL HOTEL HERMITAGE AL CAMIN LOCALITÀ BAITA FRAINA HOTEL AMBRA HOTEL BELLEVUE HOTEL CRISTALLO HOTEL DE LA POSTE IL MELONCINO AL CAMINETO

MAGNA PARS SUITES

Liguria EIGHT HOTEL PARAGGI EIGHT HOTEL PORTOFINO

Emilia Romagna HOTEL PALACE MARIA LUIGIA

Toscana ARGENTARIO RESORT GOLF&SPA CASTELLO DEL NERO IL SALVIATINO VILLA LA MASSA

Campania GRAND HOTEL PARKER’S GRAND HOTEL VESUVIO CAPRI PALACE VILLA MARINA GRAND HOTEL QVISISANA PUNTA TRAGARA MONASTERO SANTA ROSA HOTEL SAN PIETRO GRAN HOTEL EXCELSIOR VITTORIA

Puglia BORGO EGNAZIA MASSERIA TORRE COCCARO MASSERIA CIMMINO MASSERIA SAN FRANCESCO LA SOMMITA’ MASSERIA SAN DOMENICO THALASSO&SPA MASSERIA LE CARRUBBE SOLEINME RESORT Il MELOGRANO LA PESCHIERA MAZZARELLI CREATIVE RESORT

Sicilia VERDURA GOLF SPA RESORT GRAND HOTEL VILLA IGIEA GRAND HOTEL ET DES PALMES VILLA NERI RESORT&SPA EXCELSIOR GRAND HOTEL CAPOFARO MALVASIA & RESORT

Sardegna PARADISE RESORT & SPA COLONNA RESORT

FORTE VILLAGE

IL PRINCIPE LORD BYRON BAGNI DI PISA

WORLDWIDE

Umbria

Paris

BRUFANI PALACE HOTEL

Lazio ROME CAVALIERI PALAZZO MANFREDI HOTEL BERNINI BRISTOL ALDROVANDI VILLA BORGHESE

HOTEL CASTILLE

London THE GORE THE PELHAM THE FRANKLIN HOTEL


PROPERTIES

a cura di

Alessandro Iacolucci


POSH PROPERTY

Siena monumentale

Una villa, anzi un castello situato a Rocca di Cetona sulla sommità di un altopiano nel centro di una tra le città più belle della Toscana. L’esclusiva proprietà – con tanto di elisuperficie – presenta un profilo e un’imponente scalinata monumentale che sembrano farla uscire direttamente da un iconico fotogramma del celebre “Gone with the Wind”. Decisamente incantevole anche la galleria che termina in un anfiteatro in stile romano. Poi rigogliosi giardini ricchi di piante di ogni genere, che offrono scorci a 360° sull’intera campagna circostante. Un’oasi di pace,

dove poter trovare la massima privacy. Nella villa principale ci sono sette camere da letto con bagno privato e due saloni a diversi livelli. All’ingresso della proprietà sono presenti 6 appartamenti con 10 camere da letto e 6 bagni. Un altro edificio chiamato “armeria”, affacciato sui giardini principali, è un luogo storico utile per ricevimenti e per intrattenere gli ospiti, include anche una cucina e un bagno. Completano la residenza una piscina in una zona privata del giardino e una piccola cappella all’interno di una suggestiva grotta naturale di travertino.

Indirizzo: Via Volpini, Cetona, Siena Prezzo: 9.400.000 €

Contatto: www.italy-sothebysrealty.com

Mq: 1.200 Camere: 17 Bagni: 14

212


Padova cinquecentesca

Villa Emo sorge ai piedi dei Colli Euganei non lontano da Monselice. Una struttura cinquecentesca dal carattere italiano classico, sottolineato ancor di più dallo stile dei 4 ettari di giardino. Spiccano elementi veneto-rinascimentali, come la carpineta, il brolo e le peschiere, oltre a una straordinaria quantità e varietà di fiori. La villa presenta una facciata scenografica adornata con quattro colonne a capitello composito in terracotta. Al pian terreno della villa principale, aperta su di un grande ingresso, si trovano un servizio e

2 camere da letto con bagno ensuite. Invece, salendo al primo piano, trova spazio un salone affrescato insieme a 2 salotti più piccoli, anch’essi dipinti. Poi ancora una sala da pranzo, la biblioteca e un piccolo bagno riservato agli ospiti. Al secondo piano un nuovo salone e la zona notte con 6 camere da letto e 4 bagni. La villa dispone anche di un ascensore. La dependance di 780 mq ha il suo garage, un hangar per le macchine agricole, 2 cucine, 2 bagni e 3 camere da letto. La proprietà dispone anche di una magnifica piscina.

Indirizzo: Via Rivella, Monselice, Padova Prezzo: su richiesta

Contatto: www.italy-sothebysrealty.com

Mq: 2.310 Camere: 14 Bagni: 12


POSH PROPERTY

L’incantevole panorama del Monte Argentario

Una villa dominate innalzata su un terreno di circa 8000 mq che regala un panorama unico grazie alla vista aperta sul porto di Cala Galera, fino al noto promontorio di Ansedonia. La proprietà interamente in pietra, è il risultato di un’importante opera di ristrutturazione e riqualificazione di un casale già esistente e si sviluppa su due livelli. Il piano terra si affaccia su un curatissimo giardino al quale si può accedere da diverse porte finestre, dove vi sono un primo salotto con un grande

Indirizzo: Monte Argentario, Strada Spaccamontagne Prezzo: 2.890.000 € Mq: 400 Camere: 4 Bagni: 5

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camino e un secondo salotto contornato da una grande vetrata e zona pranzo. Poi ancora la cucina in muratura, la camera di servizio con bagno e un bagno ospiti. Al piano superiore invece si concentra la zona notte composta da due camere da letto matrimoniali servite da un bagno, la camera padronale con bagno interno e un ampio spogliatoio con uscita su un terrazzino oltre a una camera singola con bagno. Completa la proprietà una magnifica piscina con spogliatoio e doccia annessi.

Contatto: www.italy-sothebysrealty.com


Unique seafront

Immersa nella baia di Porto Rotondo, in Sardegna, Villa Grecale offre viste mozzafiato sul mare, oltre a un pontile riservato con accesso al bagnasciuga. La proprietà possiede uno spazio esterno di 6450 mq tra giardino, zone pavimentate e parco privato con numerose essenze mediterranee, più l’enorme piscina di circa 150 mq con jacuzzi all’interno. Una struttura di due livelli dove al primo piano, passato il grande ingresso, si sviluppa una maestosa zona giorno a sua volta proiettata su uno splendido e ampio loggiato di oltre 330 mq e da cui godere

della vista sull’intera baia. Sullo stesso piano ci sono poi una spaziosa cucina e un’ampia camera da letto con bagno ensuite. Da una moderna scala si accede al soppalco che ospita la camera da letto padronale con vista mare. Al piano inferiore invece, al livello del giardino, ci sono otto camere da letto, ognuna con bagno personale ed accesso privato al parco e alla piscina, oltre a due camere per il personale. La proprietà dispone anche di un piano interrato con posti auto per almeno sei macchine e una dependance con un salotto e due camere da letto.

Indirizzo: Via Grecale, Porto Rotondo, Olbia Tempio Prezzo: 25.000.000 €

Contatto: www.italy-sothebysrealty.com

Mq: 905 Camere: 13 Bagni: 15


POSH PROPERTY

Privacy senza compromessi

Situato nel cuore di Seattle, offre privacy impareggiabile. Tutta la proprietà è circondata da magnifici boschi nativi, senza contare la vista pittoresca del Lago di

Washington. Un’oasi urbana di 3,7 ettari che comprende piscina, cabana, campo da basket e garage per 5 auto.

Indirizzo: Seattle, Washington, USA Prezzo: 7. 581.000,00 €

Contatto: Betsy Q. Terry e Jane Powers, Ewing and Clark homeshop@ewingandclark.com

Mq: 719 Camere: 5 Bagni: 5


Carattere imponente

Situato nel celebre edificio della Port Authority, è stato progettato in stile Beaux Arts. Un maestoso appartamento dal carattere “Board Room”, tipico dall’età marittima di

Indirizzo: 101/29-31 Market Street, Melbourne, VIC, 3000 Prezzo: 4. 427. 243,00 € Mq: 325 Camere: 13 Bagni: 15

Melbourne. Qui si respira imponenza, lusso e comodità grazie anche agli interni rinnovati dal celebre SJB Interiors.

Contatto: Kay Burton Real Estate Ross Savas, Kay Burton Real Estate, +61418322994, rsavas@kayburton.com.au; Jamie Mi, Kay Burton Real Estate, +61450125355, jmi@kayburton.com.au


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Come in paradiso

Le porte Powered Fleetwood si aprono su una piscina di acqua salata di 70 piedi con splendide viste sull’oceano

Indirizzo: 204 Anapuni Loop. Lahaina, HI 96761 Prezzo: 3. 130. 693,00 â‚Ź Mq: : 448 interni e 3.792 esterni

incontaminato di Maui e sulle isole di Molokaai e Lanai in lontananza. Ideale per gli amanti del lusso moderno.

Contatto: Bradley S. MacArthur e Wailea Realty Corp. a boutique of Windermere Real Estate (808) 357.5000 Brad@WaileaRealty.com


Point of view

Una casa mutevole che, a seconda dello stile, del gusto e dell’arredamento dei proprietari, può assumere un appeal tradizionale oppure più simile a un loft moderno grazie

alla combinazione unica dei soffitti, ma anche alla scala scultorea, alle porte francesi e a terrazze e balconi Juliette.

Indirizzo: 19 East 61st Street Prezzo: 20. 808.000,00 €

Contatto: Company: Stribling & Associates Broker: Alexa Lambert Broker Contact: 917.403.8819 alambert@stribling.com

Mq: 10.000 metri quadrati per gli interni e 2.700 metri quadrati di esterni


POSH PROPERTY

SILVER SPRAY – 28.018 Costruito nel 1916 come nave pilota per i porti del Mare del Nord è stato ristrutturato in profondità tra il 2014 e il 2017. Oggi offre il massimo comfort con un’atmosfera unica, calda e tradizionale. Al suo interno sono presenti una cabina armatoriale, 3 cabine ospiti e una equipaggio, tutte con bagno privato.

STALCA – 24.026 Commissionato dal principe Ranieri e dalla principessa Grace Kelly di Monaco, questo yacht fu varato nel 1971 dal cantiere di Visch. Il suo nome rappresenta le prime due lettere dei tre figli del principe e della principessa: Stéphanie, Albert e Caroline. Un’imbarcazione che non ha solo una grande storia, ma anche un futuro molto brillante grazie all’accurato restauro sia ingegneristico che architettonico con dettagli firmati Andrew Winch.

Lunghezza: 28.00 m Costruttore: P. Smit Jr. Anno: 1916 Cabine/Guests: 4/8 Prezzo richiesto: € 2. 450.000 Contatto: Ad Van der Vliet / +31 (0)294261264 / info@yachts.nl / www.Yachts.nl

Lunghezza: 24.60 m Costruttore: Visch Anno: 1971 Cabine/Guests: 4/8 Prezzo richiesto: € 1. 100.000 Contatto: Jeroen Van der Vliet / +31 (0)294261264 / info@yachts.nl / www.Yachts.nl


LADY ELLEN – 36.021 Uno yacht elegante e senza tempo. È un esemplare originale costruito dalla Benetti Shipbuilding, di cui ne conserva lo charme raffinato. Lo yacht, interamente rinnovato nel 2014 con un lavoro di refitting completo, è adatto come yacht privato o da charter ed è disponibile con formula “chiavi in mano”.

SEALION – 31.016 Uno yacht da vero gentiluomo, adatto al velista più esigente, alla ricerca di una solida imbarcazione a lungo raggio. Si tratta di un progetto firmato da Pieter Beeldsnijder che ha creato un layout molto pratico offrendo cabine e interni spaziosi e impostando le linee esterne su di uno stile classico.

Lunghezza: 36.80m Costruttore: Benetti Anno: 1996 Cabine/Guests: 5/10 Prezzo Richiesto: € 3.175.000 Contatto: Jeroen Van der Vliet /+31(0)294261264 / info@yachts.nl / www.Yachts.nl

Lunghezza: 31.35 m Costruttore: Hakvoort Anno: 1992 Cabine/Guests: 4/8 Prezzo richiesto: € 4. 500.000 Contatto: Jeroen Van der Vliet /+31(0)294261264 / info@yachts.nl / www.Yachts.nl


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AMOENITAS – 20.026

Lunghezza: 20.30 m Costruttore: Hoek Gli elevati standard di costruzione e il brillante restauro del 2016, rendo- Anno: 1995 no questo yacht un pezzo unico e contemporaneo, dal carattere high-tech. Cabine/Guests: 4/8 Prezzo richiesto: €1.185.000 Contatto: Ad Van der Vliet / +31 (0)294261264 / info@yachts.nl / www.Yachts.nl

SEABEAR – 21.007 Il grande salone con bar, unito alla timoneria aperta, crea un ampio e suggestivo soggiorno che si affaccia sul ponte principale. Attraverso una grande porta a soffietto è possibile accedere al ponte di poppa e alla sala da pranzo. Si trova invece a prua una lussuosa area prendisole con cuscini, mentre a poppa, organizzata in stile lounge, troviamo un’area relax.

Lunghezza: 21.90 m Costruttore: Moonen Anno: 1989 Cabine/Guests: 4/8 Prezzo richiesto: € 795.000 Contatto: Jeroen Van der Vliet / +31 (0)294261264 / info@yachts.nl / www.Yachts.nl


AS YOU LIKE IT – 26.002 Questo yacht, parte della famosa serie 85, è stato progettato dall’architetto olandese W. de Vries Lentsch, ed è stato originariamente costruito per la famiglia Rothschild. Uno yacht classico, solido e di lunga portata, supportato dallo scafo a sciabica e dai suoi due motori gemelli.

SISSI – 26.029 Il suo design esterno e l’ingegneria sono opera di De Voogt Naval Architects e Riva. Nei primi anni sessanta De Vries e De Voogt hanno avviato una collaborazione con Carlo Riva, proprietario del pontile Riva Cantieri di Sarnico, dando vita a questo affascinante motor yacht dallo stile classico. Sissi offre sistemazioni confortevoli per un massimo di 8 ospiti in 4 cabine e un’area equipaggio separata con 2 cabine.

Lunghezza: 26.00 m Costruttore: Cammenga Anno: 1975 Cabine/Guests: 4/8 Prezzo Richiesto: € 1. 425.000 Contatto: Jeroen Van der Vliet /+31(0)294261264 / info@yachts.nl / www.Yachts.nl

Lunghezza: 28.00 m Costruttore: Feadship Anno: 1963 Cabine/Guests: 4/8 Prezzo richiesto: € 1. 175.000 Contatto: Jeroen Van der Vliet /+31(0)294261264 / info@yachts.nl / www.Yachts.nl


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ARCADIA V ARCADIA V è la più grande Catana mai costruita prima, progettata specificatamente per una circumnavigazione in tutto il mondo effettuata tra il 2016 e il 2017 dal suo unico proprietario, un velista olimpico. Questo catamarano beneficia di ampie aree coperte, alloggi generosi e spazi di deposito.

CARBON OCEAN YACHT 82

Lunghezza: 21.35m / 70’ Costruttore: Catana Anno: 2015 Cabine/Guests: 4/10 Prezzo richiesto: € 2.990.000, 00 Contatto: Jim Acher / +34 667 678 357 / jim@bluewateryachting.com

Lunghezza: 25.10m / 82’ Costruttore: Carbon Ocean Yachts Carbon Ocean Yachts è famoso negli Stati Uniti come costruttore di una Anno: nuova costruzione gamma di cruiser da competizione ad alte prestazioni. Il cantiere offre Cabine/Guests: 3/6 Prezzo richiesto: US$10,000,000 all’acquirente la possibilità di sviluppare una lavorazione personalizzata. Contatto: Jim Acher / +34 667 678 357 / jim@bluewateryachting.com


ENTOURAGE Uno yacht a tre ponti che si presenta come pura sintesi del lusso. Il suo design sorprendente presenta interni moderni e minimalisti, dall’animo contemporaneo. Oltre ad essere spaziosi e ricchi di luce naturale. Spicca una grande Master Suite con un bagno a tutto baglio e una cabina armadio.

Lunghezza: 46.55m / 153’ Costruttore: Admiral Yachts Anno: 2014 Cabine/Guests: 5/12 Prezzo Richiesto: € 17.950.000, 00 Contatto: Peter Bennett / +33 609 96 01 02 / peter@bluewateryachting.com

Lunghezza: 42.10m / 138’ Costruttore:Vulkan Shipyard VK_1 è una vera tela bianca. Il suo layout interno può essere Anno: nuova costruzione personalizzato secondo il proprio gusto personale. Una bella occasione Cabine/Guests: 5/12 Prezzo richiesto: € 1. 850.000, 00 per poter acquistare un’imbarcazione di 42 metri dal volume elevato. Contatto: Jim Acher / +34 667 678 357 / jim@bluewateryachting.com VK_1


Posh Distribution Posh Magazine è distribuito, oltre che in edicola, anche nelle seguenti location esclusive: hotels & resorts, Spa, yacht clubs, librerie. Di seguito una selezione degli hotel e delle Spa nostri partner.

ITALY Valle d’Aosta HOTEL HERMITAGE AU COEUR DES NEIGES

MIRAMONTI MAJESTIC

Campania

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SAVOIA GRAND HOTEL

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PALAZZINAG

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Puglia

L’ALBERETA RELAIS & CHATEAUX

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