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No. 78

LUXURY REVOLUTION

ARTE, MODA, TRAVEL. THE WORLD IS GOLD! NEW BEAUTY FRONTIER FASHION’S DREAM SEASON EXCLUSIVE ESCAPES

DESIGN INSPIRATION

INNOVATIVE CONCEPTS CREATIVE IDEAS CONTEMPORARY STYLE THE POWER OF DIGITAL TRANSFORMATION LIMITED EDITION RESIDENCES

N–2 Unique Media srl Bimestrale – aprile/maggio 10–04–2018 ENGLISH TEXT Prezzo 10€ (Italy only)

GLAMOROUS LOVERS

Sensual allure, surprising vision, top experiences


No. 78

LUXURY REVOLUTION

ARTE, MODA, TRAVEL. THE WORLD IS GOLD! NEW BEAUTY FRONTIER FASHION’S DREAM SEASON EXCLUSIVE ESCAPES

DESIGN INSPIRATION

INNOVATIVE CONCEPTS CREATIVE IDEAS CONTEMPORARY STYLE THE POWER OF DIGITAL TRANSFORMATION LIMITED EDITION RESIDENCES

N–2 Unique Media srl Bimestrale – aprile/maggio 10–04–2018 ENGLISH TEXT Prezzo 10€ (Italy only)

GLAMOROUS LOVERS

Sensual allure, surprising vision, top experiences


COLOPHON

POSH

No. 78

EDITOR–IN–CHIEF Luisa Micaletti (luisa.micaletti@uniquemedia.it)

DESIGN Anna Casotti

TRAVEL Antonella Tereo

WATCH Diego Tamone

MOTORS Maurizio Bertera Cesare Lavia

FASHION COORDINATOR Anna Rita Russo

CONTRIBUTORS Alberto Corrado, Veronica Cristino, Alessia Ferri, Alessandro Iacolucci, Alessio Jacona, Marco Torcasio

FOREIGN CORRESPONDENTS Fausto Furio Colombo – Zurigo Alessandra Fanari – Parigi Manuela Lietti – Pechino

GRAPHIC DESIGN Francesco Dipierro Stefania Di Bello

MEDIA MEDIA

POSH È UNA PUBBLICAZIONE BIMESTRALE DI UNIQUE MEDIA SRL

Posh è distribuito in Italia e nei seguenti paesi:

Australia, Belgio, Brasile, Corea del Sud, Emirati Arabi, Finlandia, Giappone, Gran Bretagna, Hong Kong, Israele, Lituania, Malta, Olanda, Portogallo, Singapore, Taiwan, Ungheria

EDITORIAL DIRECTOR Enrico Cammarota (enrico.cammarota@uniquemedia.it)

STAMPA Arti Grafiche Boccia Spa

DISTRIBUZIONE SO.DI.P. “Angelo Patuzzi Spa” Via Bettola, 18 – 20092 Cinisello Balsamo

UNIQUE MEDIA SRL Via Cadolini 34 – 20137 Milano tel. +39 02.49542850 adv@uniquemedia.it (advertising) segreteria@uniquemedia.it

Registrazione Tribunale di Milano n. 1 del 7/01/2003. ©Unique Media srl. Tutti i diritti riservati. Manoscritti e foto originali, anche se non pubblicati, non si restituiscono. è vietata la riproduzione, seppur parziale, di testi e fotografie.

ANES ASSOCIAZIONE NAZIONALE EDITORIA PERIODICA SPECIALIZZATA

CONFINDUSTRIA


CONTENT

Photography Arianna Bonucci Styling Coordinator Anna Rita Russo Styling Isabella Broggini Styling Assistant Elisa Paioni Make Up & Hair Serena Palma Nail Artist Giancarlo Guccione Ambassador Fedua Make up assistants Genny Centeno & Chiara Terragno

Margot Robbie Featureflash Photo Agency

Jumpsuit Christian Dior Sunglasses Christian Dior Earrings and nacklace Van Cleef & Arpels

POSH No. 78

CLOSE–UP

Cristina Celestino Opalina – Collection for Tonelli Design Photo by Mattia Balsamini

Total look Ermanno Scervino

Margot Robbie, 22 Kit Harington, 24 Meghan Markle, 26 Taylor Hill, 28 MET: Fashion and the Catholic Imagination, 30 Givenchy: Fetes the arrival, 32 Philippe Plein: Space Invasion, 33

Total look Hugo Boss

DESIGN

Photography Roberto Felicioni Styling Coordinator Anna Rita Russo Ph Assistant Agnese Bedini Styling Assistant Alessandro Iacolucci Make up Anna Kalytyak @ MKS Milano Hair Roberto Marcon @ MKS Milano Models Aurora Sulejmani & Nico Matteucci @ Elite Model Management Location Moroso Showroom

L’eterno istante di Giovanni Gastel, 36–41 The Flow on Design, 42–43 Signature Projects, 44–45 Cristina Celestino: The power of colour, 46–49 Studio April, 50–51 Paola Lenti: La forma dell’incanto, 52–55 Claudio Pironi, 56–57 Audi City Lab, 58–61 New York: 45 Park Place, 62–65


CONTENT

THE CLUB MAN

Total look Alberta Ferretti

Maserati Levante: Il fascino del sud, 112–115 Invictus Yacht 370 GT Special Edition, 116–117 Businessman, 118 Cartier Parfum Déclaration & L’Homme Prada L’Eau, 119 Enrico Crippa: Lo Chef delle stelle, 120–121

Sensual Attitude, 68–79 Don’t take my shades off! 80–87 Milano Shopping Experience: La Tenda, 88–89 Chanel Haute Joaillerie: L’Esprit du Lion, 90–91 Van Cleef & Arpels: Secret Garden, 92 Bulgari: Treasures of Rome, 93

Myconian Villa, Mykonos ph Christos Drazos

FASHION

TRAVEL & LEISURE

Runway Collection S/S 2018 Courtesy of Armani Beauty

Kandima Maldive, 124–127 Mykonos: Myconian Collection Villa, 128–131 Como: Luxury lake experience, 132–133 Bagni di Pisa: Italian Hospitality Collection, 134–137 Forte Village Sardinia: Celebrity Chef Evenings, 138–141 Puglia: Masserie & Tradizioni, 142–147

BEAUTY

Bottega Veneta New York (

Sara Cavazza Facchini, 96–97 Beauty from within, 98–99 The future is female, 100–103 Beauty Inspiration: 104–109

Ansel Elgort per L’Homme Prada L’Eau Campaign Courtesy of Prada

POSH IN THE CITY New York, 150–153 Miami, 154 Londra, 155 Parigi, 156–157 Milano, 158–159 Roma, 160–161

Distribuzione, 162


PERSONALIZZA IL TUO ROSSETTO Per la prima volta, Guerlain crea 30 Colori iconici e 15 nuove Cover con specchio per personalizzare il tuo Rossetto.


BEAUTY


Fragrance

“Tra tutti gli animali, la pantera è l’unica a profumare in modo naturale. La pantera emana un odore che tutti gli altri animali trovano gradevole. Per questo motivo caccia nascondendosi e attirando a sé le prede grazie al suo profumo.” (Teofrasto)

LA PANTHÈRE EAU DE TOILETTE Novità Leggiadra e vaporosa questa gardenia si diffonde come per effetto della sublimazione. Più che una nuvola, è un luminoso soffio di fiori bianchi che aleggia nell’aria. Protagonista dell’avvincente metamorfosi ideata da Cartier è il raffinato flacone in vetro che per l’occasione assume le sembianze dell’iconica pantera. Il flacone è arricchito da una fascia rosa tenue per esprimere la candida femminilità della fragranza.

CARTIER LA PANTHÈRE

Mathilde Laurent svela oggi una nuova quintessenza della femminilità: una composizione che si illumina di leggerezza e candore, grazie a un accordo fiorito, fresco come un soffio di petali di gardenia.

La pantera è da sempre il simbolo della femminilità Cartier... divina, elegante, indomabile. In una sola parola: libera. Libera di amare e realizzarsi, appassionata, dallo sguardo intenso e sicuro. Negli anni ‘80, la pantera ispirava a Cartier un primo profumo, simbolo di un’epoca: LA PANTHÈRE EAU DE PARFUM. Serviva una trascrizione moderna, una fragranza attuale, un accordo inesplorato, quasi paradossale: un fiorito-sauvage. Un profumo nato da un fiore fresco - è così che l’ha voluto Mathilde Laurent, Parfumeur della Maison - una gardenia... dal carattere puro, ipnotico e da un colore spinto al suo limite animale. La pantera si impone. Avvolta di fascino, altezza sensuale di una fragranza solare, un accordo fiorito, eppure selvaggio, come una trappola d’amore tesa dalla più irresistibile delle creature, celebrata da Teofrasto a Dante per il suo inebriante profumo, il più seducente del regno animale.

La Panthère Eau de Toilette è disponibile nei formati 25ml, 50ml e 75ml.


Margot Robbie INDIMENTICABILE IN “THE WOLF OF WALL STREET” CON LEONARDO DI CAPRIO, LA BIONDA ATTRICE AUSTRALIANA HA RICEVUTO LA SUA PRIMA CANDIDATURA AGLI OSCAR ED È STATA NOMINATA NUOVO VOLTO DI CHANEL

Margot Robbie

Featureflash Photo Agency

U

na femme fatale dall’aspetto intelligente e brillante. Ha letteralmente incantato il red carpet degli Oscar 2018, fasciata in uno splendido white long dress firmato Chanel Haute Couture. La bellissima attrice e produttrice cinematografica australiana Margot Robbie, che ha ottenuto la nomination per l’ambita statuetta dorata come Miglior Attrice Protagonista per il film “Tonya”, tragicommedia diretta da Craig Gillespie basata sul racconto della controversa vita dell’inarrestabile pattinatrice su ghiaccio Tonya Harding, interpreterà anche Sharon Tate nella pellicola “Once upon a time” del regista Quentin Tarantino. Ma non solo, la star di Hollywood sarà il nuovo volto di Chanel. La maison francese ha comunicato la notizia attraverso il suo sito ufficiale e ha successivamente postato sui social il video del “making of ” dell’outfit realizzato per lei da Karl Lagerfeld. Il successo di Margot inizia con “The Wolf of Wall Street” insieme a Leonardo Di Caprio, mentre oggi ha raggiunto un notevole traguardo grazie alla sua prima candidatura agli Oscar concorrendo con Saoirse Ronan e Meryl Streep! La sua passione in assoluto? Il marito, il produttore britannico Tom Ackerley con il quale vive in un incantevole rifugio a Los Angeles, e gli amici! 22

A

femme fatale with a clever and brilliant look. She literary enchanted on the red carpet of the Oscar 2018, enveloped in a wonderful white long dress made by Chanel Haute Couture. The amazing Australian actress and cinematographic pro-ducer Margot Robbie, who had the nomination for the desired golden statuette as the Best Protagonist Actress for the movie “Tonya”, a tradicomedy directed by Craig Gillespie, based on the story of the controversial life of the unstoppable ice-skater Tonya Harding , will interpret also Sharon Tate in the film “Once

upon a time” by the director Quentin Tarantino. But it’s not enough, the Hollywood star will be the new face of Chanel. The French maison spread the news through its official site and then posted on the social the “making of” video about the outfit realized for her by Karl Lagerfeld. Margot’s success starts with “The Wolf of Wall Street” together with Leonardo Di Caprio, while today she has reached a remarkable goal thanks to her first nomination to the Oscar, competing with Saoirse Ronan and Meryl Streep! Her absolute passion? Her husband, British producer Tom Ackerley, with whom she lives in a stunning refuge in Los Angeles, and her friends!


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Kit Harington STAR DE “IL TRONO DI SPADE” E TESTIMONIAL DELLA CAMPAGNA PUBBLICITARIA DELLA FRAGRANZA THE ONE FOR MEN DI DOLCE & GABBANA, L’AFFASCINANTE ATTORE MADE IN BRITAIN, DOPO DIECI ANNI, METTE DA PARTE IL RUOLO DELLO SCONTROSO E TENEBROSO JON SNOW PER DEDICARSI ALLA VITA REALE ACCANTO A YGRITTE, ALIAS L’ATTRICE SCOZZESE ROSE LESLIE Kit Harington

C

onosciuto come Jon Snow della serie televisiva “Il Trono di Spade”, il bell’attore britannico trentunenne incarna alla perfezione l’eroe irraggiungibile, tra i più desiderati. Inizia la sua carriera con il teatro sul palcoscenico di “War horse” al National Theatre, interrotta grazie al successo planetario di “Game of Thrones”, dove interpreta il personaggio dalla parte dei deboli. «In questo somiglia a me», ha dichiarato Kit Harington. Ha una passione per Harry Potter e un amore per la scrittura e la comicità «Senza, la vita sarebbe noiosa. Amo le commedie stupide», ha affermato. Tra i suoi attori preferiti c’è David Lynch, «Mi piacerebbe lavorare con lui. Ho amato Mulholland Drive e Twin Peaks, ma la seconda stagione non l’ho ancora vista.» Nello spot pubblicitario di The One for Men, l’ultima fragranza firmata dal duo Dolce & Gabbana, diretto da Matteo Garrone, lo ricordiamo in versione “Tu vuo fa l’americano”, mentre balla, sorride e intrattiene la gente per le vie di Napoli. Protagonista ideale grazie alla sua personalità carismatica, seducente e ricca di sfaccettature. Messo da parte il ruolo dell’introverso Jon Snow (l’ultima stagione de “Il Trono di Spade” andrà in onda nel 2019), Kit Harington si rivela tra gli attori principali, insieme a un cast stellare che include Susan Sarandon e Natalie Portman, del film di Xavier Dolan “The Death and Life of John F. Donovan”. Mentre al momento si gode la promessa di matrimonio all’amatissima Rose Leslie, conosciuta sul set della serie statunitense che l’ha reso famoso in tutto il mondo, in cui lei impersonava la giovane amante Ygritte. 24

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nown as Jon Snow of the television series “Il Trono di Spade”, the handsome British actor, thirty-one years old, inter-prets perfectly the unreachable hero, among the most desired ones. He starts his career with theater on the stage of “War horse” at the National Theater, stopped thanks to the planetary success of “Game of Thrones”, where he interprets the character on the side of the weak ones. «In this he looks like me», Kit Harington claimed. He has a passion for Harry Potter and a love for writing and humor «Without it, life would be boring. I love stupid comedies», he claimed. Among his preferred actors there is David Lynch, «I would like to work with him. I loved Mulholland Drive and Twin Peaks, but I have not seen the second season yet.»

In the publicity spot of The One for Men, last fragrance created by the Dolce & Gabbana duo, directed by Matteo Garrone, we remember him in the version “Tu vuo fa l’americano”, while he dances, smiles and entertains people in the streets of Naples. Ideal protagonist thanks to his charismatic, seductive personality, rich of facets. Having left the role of the introverted Jon Snow (last season of “Game of Thrones” will broadcast in 2019), Kit Harington is among the main actors, together with a star cast including Susan Sarandon and Natalie Portman, of the movie by Xavier Dolan “The Death and Life of John F. Donovan”. While now he enjoys the marriage promise to his adored Rose Leslie, known on the set of the US series that made him famous all over the world, in which she played the young lover Ygritte.


Meghan Markle UNA VITA DA PRINCESS! BELLA, DI CLASSE, SORRIDENTE, INVIDIATA. È LA NEW ENTRY NELLA RESIDENZA REALE DELLA CAPITALE INGLESE

Meghan Markle

Photo by Ovidiu Hrubaru

S

i sa, siamo tutti alla ricerca del principe azzurro e finalmente quando si trova, bello, ricco e anche irrequieto si fa l’impossibile per tenerselo stretto. Il principino in questione è il giovane Harry d’Inghilterra, lei l’attrice (ormai ex) americana trentaseienne Meghan Markle, futura duchessa di Cambridge, che dalle prime uscite ufficiali ha conquistato il difficile cuore del popolo britannico. Miss Markle ha già una schiera di fan desiderose di imitarne lo stile, ogni look che sfoggia diventa sold out in pochi giorni. Bella, chic e di classe, Meghan è veramente un incanto e a qualsiasi evento gli occhi sono tutti puntati su di lei. Non sbaglia un outfit, è perfetta al fianco del fratello minore di William e finalmente è prontissima a entrare nella Royal Family. Assolutamente da non perdere l’attesissimo matrimonio fissato per il 19 maggio! Perché in fondo, anche se tecnicamente non potrà mai essere una principessa (secondo i rigidi requisiti previsti dal protocollo reale e dato che il grazioso Harry è ben al quinto posto nell’ordine di successione al trono) varcare la soglia di Buckingham Palace ti fa sentire comunque di sangue blu. E a noi queste storie non possono che farci sognare. 26

A

s we know, we are all searching for the right man and when in the end we find him, handsome, rich and also wild, we do the best to keep him with us. The prince we are talking about is the young Harry of England, she is the American actress (now ex actress) Meghan Markle, thirty-six years old, future duchess of Cambridge, who since the first official meetings has conquered the hard heart of the British people. Miss Markle already has a range of fans who want to imi-tate her style, every look she shows becomes sold out in a few

days. Beautiful, chic and elegant, Meghan is really en-chanting and at any event the eyes are focused on her. She never has a wrong outfit, she is perfect beside William’s younger brother and she if finally super ready to get in the Royal Family. The very long-awaited marriage set for the 19th May must be absolutely followed! As after all, even if she could never be technically a princess (according to the strict requirements set by the royal register and since the nice Harry is on the fifth position in the order of succession to the throne) to cross the threshold of Buckingham Palace makes her feel noble anyway. And all these stories make us dream!


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Taylor Hill UNA DELLE MODELLE PIÙ PAGATE AL MONDO E TRA I GIOVANI ANGELI DI VICTORIA’S SECRET, LA BELLISSIMA SUPER TOP SARÀ TRA LE SOSTENITRICI DEL PROGETTO “WRITE HER FUTURE” DI LANCÔME

Taylor Hill

Photo ©Ovidiu Hrubaru

È

tra le Top Model più in voga del momento, soprattutto da quando ha debuttato nell’ambito cast di Victoria’s Secret all’età di 18 anni. Taylor Hill è nata nel 1996 a Palatine, in Illinois nella contea di Cook, ha frequentato la Pomona High School nel Colorado dove è stata scoperta a 14 anni da Jim Jordan, un agente della White Cross Management, e ha avuto una carriera in rapida ascesa incominciando a sfilare da giovanissima per celebri marchi come Chanel, Fendi, Givenchy, Dolce & Gabbana, Elie Saab. Ambassador ufficiale per Lancôme, secondo la rivista Forbes nel 2016 è arrivata a guadagnare fino a 4 milioni di dollari ed è stata nominata da Bof tra le 500 persone più influenti nel campo della moda nel 2017. Una bellezza dal fascino sublime che la rende una musa perfetta. Adora lo snowboard, ama tenersi in forma praticando crossfit e non può proprio fare a meno del suo prediletto olio di cocco. Ha collaborato con il brand statunitense Joe’s Jeans per la realizzazione di varie capsule collection e insieme a Julia Roberts, Kate Winslet, Penélope Cruz, Lupita Nyong‘o, Lily Collins e Isabella Rossellini sarà tra le protagoniste della prima iniziativa filantropica globale “Write Her Future”, promossa da Lancôme in partnership con l’organizzazione umanitaria CARE (Cooperative for Assistance and Relief Everywhere), focalizzata sull’alfabetizzazione femminile con programmi in Marocco, Tailandia e Guatemala. È apparsa nelle riviste Love Magazine, American Vogue e Self Service, ha conquistato ben cinque copertine di Vogue ed è stata inserita da Models.com nella sua Hot List annuale nel 2016. Su Instagram è seguitissima da oltre 10 milioni di follower. 28

S

he is among the Top Models mostly on fashion at the moment, especially since she debuted in the cast of Vicotria's Secret when she was 18 years old. Taylor Hill was born in Palatine, in the Cook county of Illinois in 1996, she attended the Pomona High School in Colorado where she was discovered at the age of 14 by Jim Jordan, an agent of the White Cross Management, and she had a career in fast rise, beginning to model very young for famous brands such as Chanel, Fendi, Givenchy, Dolce & Gabbana, Elie Saab. Official Ambassador for Lancome, according to the magazine Forbes in 2016 she got to earn till 4 million dollars, and she was nominated by Bof among the 500 most influential figures in the fashion field in 2017. A beauty with a sublime charm making her a

perfect muse. She adores snowboard, she loves to keep in fit by practicing crossfit and she can't do without her favorite coconut oil. She collaborated with the American brand Joe's Jeans in the realization of different capsule collections and she will be together with Julia Roberts, Kate Winslet, Penélope Cruz, Lupita Nyong'o, Lily Collins and Isabella Rossellini among the protagonists of the first philanthropic global initiative “Write her Future”, promoted by Lancôme in partnership with the humanitarian organization CARE (Cooperative for Assistance and Relief Everywhere), focused on the feminine literacy by programs in Morocco, Thailand, Guatemala. She appeared in the magazines Love Magazine, American Vogue and Self Service, she conquered five covers of Vogue and she was inserted by Models. com in her annual Hot List in 2016. On Instagram she is very followed by over 10 millions followers.


L’alfabeto del sacro Fashion and the Catholic Imagination

Ensemble Domenico Dolce e Stefano Gabbana per Dolce & Gabbana A/W 2013–14

Statuary Vestment per Virgin of El Rocío Yves Saint Laurent, ca. 1985

Gilet Karl Lagerfeld per House of Chanel 2007–8 Métiers d’Art

Courtesy of Dolce & Gabbana Image courtesy of The Metropolitan Museum of Art Digital Composite Scan by Katerina Jebb

Courtesy of Chapelle Notre-Dame de Compassion, Paris Image courtesy of The Metropolitan Museum of Art, Digital Composite Scan by Katerina Jebb

Courtesy of CHANEL Image courtesy of The Metropolitan Museum of Art, Digital Composite Scan by Katerina Jebb

«L’immaginazione cattolica è radicata nella pratica artistica ed è da essa sostenuta» afferma Daniel H. Weiss, Presidente e CEO del Met. «L’uso d’immagini, oggetti e costumi sacri da parte della moda perpetua il rapporto in costante evoluzione tra arte e religione.» Un dialogo in cui le icone del cattolicesimo traslitterano nell’universo del fashion, tra ispirazioni e provocazioni, traslitterazioni e interpretazioni, indagato e analizzato dalla lente dell’Anna Wintour Costume Institute nel percorso espositivo “Heavenly Bodies: Fashion and the Catholic Imagination”. Protagonisti del viaggio nell’arte ecclesiastica quaranta capolavori plasmati tra il 1700 e l’inizio del 2000, coprendo oltre 15 papati, tra paramenti e accessori papali, anelli, mitre e tiare provenienti dalla sacrestia della Cappella Sistina e per la prima volta in scena fuori dallo Stato del Vaticano. Sono invece le sale dedicate all’arte medievale e bizantina del Metropolitan Museum 30

of Art e alcuni spazi della sua sede distaccata, il Met Cloisters - museo dedicato all’arte e all’architettura medievale costituito da cinque chiostri spagnoli e francesi trasportati dall’Europa a New York - a narrare lo stretto legame tra le opere esposte e i 150 ensemble plasmati da Maison come Versace, Valentino, Chanel, Dolce & Gabbana, Yves Saint Laurent, John Galliano... «Moda e religione sono da sempre in stretta correlazione, ispirandosi e influenzandosi a vicenda», ha dichiarato Andrew Bolton, Curatore responsabile del Costume Institute. «E sebbene questo rapporto sia complicato e talvolta contrastato, ha dato vita ad alcune delle più originali e innovative creazioni nella storia della moda.» In un racconto ancestrale in cui la storiografia degli oggetti simbolo del cristianesimo diventa immaginazione ispirazionale, reinventando l’arte del fashion.

Heavenly Bodies: Fashion and the Catholic Imagination The Costume Institute The Metropolitan Museum of Art Sedi: Met Fifth Avenue; Anna Wintour Costume Center; Met Cloisters, New York 10 maggio – 8 ottobre 2018 Met Gala: 7 maggio 2018, copresieduto da Amal Clooney, Rihanna, Donatella Versace, Anna Wintour; presidenti onorari: Christine e Stephen A. Schwarzman; sponsor: Versace; Christine and Stephen A. Schwarzman; Condé Nast metmuseum.org/HeavenlyBodies


Fetes the arrival Givenchy celebra il debutto di Clare Waight Keller

Sevdaliza

Noomi Rapace

Johnny Hostile & Jehnny Beth

Anwar Hadid & Nicola Peltz Virgil Abloh

L’

Hotel de Poulpry, una villa del XVI secolo sulla rive gauche, famoso anche come la Maison des Polytechniciens, ha ospitato per la prima volta una festa della moda, per l’esattezza il party organizzato da maison Givenchy per il debutto della collezione ready to wear realizzata dalla neo direttrice creativa Clare Waight Keller. L’atmosfera, 32

Arizona Muse

che ripercorre le tappe della campagna scattata da Steven Meisel, misteriosa e seducente, ha pervaso i nove saloni tematici, dove gli ospiti sono stati attratti da esperienze cinematografiche e multisensoriali, surreali, leggermente esoteriche e inquietantemente ammalianti. Nel salotto, l’essenza dello spirito di Givenchy prende vita in un’installazione video che celebra la collezione primavera-estate 2018. Un festival di musica che illumina lo scintillante

Grand Salon con un trio di esibizioni di artiste: la cantante iraniana-olandese Sevdaliza, la cantante belga Justine Bourgeus aka Tsar B e la modella inglese e musicista Karen Elson. Dopo la mezzanotte, è stata la volta di DJ Romy. Al piano superiore, una sala giochi rivestita di neon rosa lascia spazio al karaoke, mentre, nella stanza sul retro, un indovino ha accolto nella sua tenda chiunque fosse abbastanza audace da avventurarsi nelle arti divinatorie.


Space Invasion Come fosse la moderna versione del film di Stanley Kubrick, Philippe Plein non risparmia sorprese

Sita Abellan

Kate Upton

Dylan Ravagnani Teyana Taylor

Sofia Resing

Justin Combs

I

rina Shayk, un UFO e un robot di 2 metri sono stati i protagonisti di uno degli show tra i più all’avanguardia organizzati dai marchi del fashion. Una navicella spaziale illuminata da 800 luci laser scende sulla terra. Un muro di ghiaccio di 6 metri va in frantumi ed escono due moto che scivolano rapide sul pavimento innevato, seguite dal robot gigante che

Tatiana Elisabeth

ha aperto lo show insieme alla super modella russa. La presentazione della Fall Winter 2018/19 di Philipp Plein ha radunato tutti i brand della label in un unico spettacolare show a Brooklyn. Le linee uomo e donna di Philipp Plein e Plein Sport, sono state affincate dall’eccezionale cast di top model, performer come Migos, Rich the Kid, 6ity9ine, Ayo &Tayo e l’artista Alec Monopoly. Un mondo unico, “sci-fi fantasy” dove lusso, street-style e sportswear si sono

Alessandra Balazs

incontrati su una singola passerella a cui Plein ha aggiunto anche alcuni pezzi della collezione “see now buy now” del nuovo concept store di Soho, un popup store al 40 di Mercer street, con le speciali baseball jacket in pelle decorata dalla scritta “No mercy on Mercer Street 40”, le high top sneakers con scritte led personalizzabili e gli abiti realizzati in collaborazione con Playboy, caratterizzati dall’iconico coniglietto “pleinizzato” con le ossa del teschio, simbolo del brand. 33


POSH

No.78

Design Cristina Celestino Opalina

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Collection for Tonelli Design Photo by Mattia Balsamini


Total look Alberta Ferretti

Photograph Roberto Felicioni Ph Assistant Agnese Bedini Styling Anna Rita Russo Stylist Assistant Alessandro Iacolucci Make up Anna Kalytyak @ MKS Milano Hair Roberto Marcon @ MKS Milano Models Aurora Sulejmani & Nico Matteucci @ Elite Model Management Location Moroso Showroom


La lente della bellezza “L’eterno istante” di Giovanni Gastel

I suoi scatti sono impressi di una poetica sublime capace di narrare raffinatezza ed eleganza, una letteratura di immagini riflesse nell’obiettivo di uno dei fotografi più acclamati del contemporaneo: Giovanni Gastel. Oggi in scena per la prima volta a Como, in un magnifico “Eterno Istante” di Anna Casotti Angeli Caduti, 2015 Giovanni Gastel


Untitled (Globe), 2008 Giovanni Gastel

Lisa Graham, 2017 Giovanni Gastel

L’

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eleganza, la bellezza, l’armonia e la sensualità, il fascino per la poesia e l’amore per l’arte narrano l’universo creativo di Giovanni Gastel e la sua Weltanschauung che si imprime in ogni scatto fotografico. L’istante si trasforma nella lente di Gastel in una nuova e sublime letteratura di immagini, in una visione sofisticata e raffinata della moda, del design, della ritrattistica che il nipote di Luchino Visconti sa interpretare con magnifica sensualità. Una vocazione artistica che il fotografo possiede sin da piccolo quando intraprende la strada del teatro e della poesia, e che negli anni Settanta traslittera nella fotografia e nella sua innata passione per la bellezza. Una visione che si riflette nelle prestigiose collaborazioni con le più importanti Maison tra cui Dior, Trussardi, Acqua di Parma, Krizia, Samsung, di cui l’artista ha curato numerose campagne pubblicitarie, o ancora con le riviste più acclamate - Vogue, Vanity Fair, Glamour, Rolling Stone - o con l’Oscar per la fotografia nel 2002. E il suo racconto oggi si esprime per la prima volta a Como, cittadina a lui cara, teatro delle sue estati in gioventù trascorse nella residenza estiva di famiglia, la storica dimora Villa Erba. Ed è nella magnificenza delle sale di Palazzo del Broletto che si apre l’universo di Gastel, in un viaggio che attraversa i 35 esclusivi scatti scelti per la mostra“L’Eterno Istante”.

legance, beauty, harmony and sensuality, passion for poetry and love for art show the creative universe of Giovanni Gastel and his Weltanshauung imprinting each photographic snap. The instant changes in Gastel’s lens into a new sublime literature of images, in a sophisticated and refined vision of fashion, design and of the portraiture that the grandchild of Luchino Visconti can interpret with marvelous sensuality. An artistic vocation that the photographer has had since he was a child, when he followed the direction of theater and poetry, and which in the Seventies is transliterated into photography and into his inner passion for beauty. A vision that is reflected in the prestigious collaborations with the most important Maison, such a Dior, Trussardi, Acqua di Parma, Krizia, Samsung, for which the artist dealt with many publicity campaigns, or still with the most famous magazines - Vogue, Vanity Fair, Glamour, Rolling Stone - or with the Oscar for photography in 2002. And his story today is expressed for the first time in Como, a city he loves, theater of his summers as young, spent in the summer family residence, the historical house Villa Erba. And in the magnificent halls of Palazzo del Broletto Gastel’s universe opens, in a route crossing the 35 exclusive snaps chosen for the exhibition “The Eternal Instant”.

«Il lago di Como è per me il luogo dove ho incontrato per la prima volta la bellezza del mondo - racconta Giovanni Gastel - e quella leggera e struggente malinconia che la visione della meraviglia porta sempre con sè. Questa mostra che mi riporta al mio lago è per me motivo di grande gioia e di questa gioia ringrazio tutti coloro che l’hanno resa possibile. Ho portato con me Como e la sua bellezza incisi nel cuore ai quattro punti del mondo ma ritrovarlo davanti agli occhi è altra cosa.»

«The lake of Como is to me the place where I met for the first time the world’s beauty - Giovanni Gastel says - and that light and aching nostalgia that the vision of wonders always brings. This exhibition taking me back to my lake is to me a reason of great joy and for this I thank all the people who made it possible. I took with me Como and its beauty impressed in the heart, in the four points of the world, but to find it again in front of my eyes is another thing.»

Un istante che diviene immortale in un susseguirsi di immagini sensuali e magnetiche che catturano, sorprendono, emozionano. E diventano poesia.

An instant that becomes eternal in a following of sensual and magnetic images which catch, surprise, touch. And they become poetry.


Chantelle Winnie, 2015 Glamour Giovanni Gastel


Giovanni Gastel. L’Eterno Istante Dal 26 maggio al 17 giugno 2018 Como, Palazzo del Broletto Mostra fotografica a cura di Maria Cristina Brandini e Franco Brenna Organizzazione: Associazione culturale Caracol e Comune di Como, Settore Cultura. associazionecaracol.org

Tatjana Patitz, 1990

Vogue Spagna


MagalĂŹ, 1985 Elle Italia


DESIGN

The Flow on Design L’arte dell’abitare

Forme fluide e volumi avvolgenti narrano la nuova estetica dell’abitare, in un eclettico connubio tra stile anni ‘50, grafiche Pop e visioni d’artista. Da Olafur Eliasson per Moroso a Toiletpaper by Cattelan per Seletti... moroso.it

Special Edition

fritzhansen.com

Republic of Fritz Hansen

Un 60esimo anniversario nel segno dell’esclusività per le creazioni Egg, Swan e Drop presentate con materiali pregiati come la morbida pelle PURE e la finitura in oro 23 carati per l’originale base a stella. Una nuova “couture” che non incarna solo il design iconico di Arne Jacobsen, ma diviene narrazione della forte personalità di uno stile senza tempo. Disponibili a tiratura limitata, le sedute Egg e Swan sono realizzate in un numero simbolico di 1958 pezzi ciascuna (l’anno della loro nascita), mentre la poltroncina Drop e gli accessori saranno in vendita solo durante tutto il 2018. Trasformandosi in “tesori” da collezione.

Design d’artista Moroso

La sua particolare visione del design sfocia in creazioni tra le più raffinate e innovative, talvolta scaturite da contaminazioni espressive che definiscono l’essenza stessa di Moroso. Quest’anno il marchio presenta una collaborazione inedita con l’artista di fama internazionale Olafur Eliasson nel progetto di tavoli e librerie Green Light. E tra le novità anche una collezione di sedute disegnata da Niels Bendtsen, i tavoli ideati da Mayr & Glatzl e una nuova variante di uno dei best seller del brand: il divano Gentry Light by Patricia Urquiola.

martinelliluce.it

Cobra Reloaded Martinelli Luce

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Compie 50 anni la lampada Cobra progettata da Elio Martinelli nel 1968. E in occasione di questo speciale anniversario, una delle icone del design italiano si trasforma in tela d’artista nel concorso promosso da Martinelli Luce. Per l’occasione sono stati chiamati diversi designer di fama internazionale - da Paola Navone a Karim Rashid - a immaginare emblematiche texture per una lampada che ha fatto la storia. In attesa che a maggio venga nominato il vincitore e realizzata una nuova Cobra dalle sembianze inedite.


rubelli.com

Italian heritage

seletti.it

Rubelli

Ispirata al design italiano degli anni ’50, la poltrona disegnata dallo Studio Rubelli per la linea Home si raddoppia o si triplica per trasformarsi in un divano in cui si combinano eleganza e una certa dose di ironia. Sotto il segno dell’esclusività firmata Rubelli, brand che dal 1858 crea pregiati tessuti dalla ricercatezza unica.

cassina.com

Il lato sconosciuto di Rietveld Cassina

Celebre per le sue icone realizzate in legno dalla falegnameria di Cassina dal 1972 come la sedia Zig Zag e la poltroncina Red and Blue, Rietveld ebbe anche un lato meno conosciuto ovvero la sperimentazione con altri materiali come il tubolare di metallo. A questa inedita immagine del maestro olandese Cassina dedica la Design Week di Milano presentando la sedia Beugel Stool progettata nel 1927 e oggi per la prima volta realizzata industrialmente, grazie a un accurato studio di disegni e prototipi in collaborazione con gli eredi del Maestro.

Pop attitude Seletti

Mood retrò anni ’50, forme sinuose, piedini in ottone e un décor che svela le immagini folli del magazine fotografico fondato da Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari: TOILETPAPER. Continua la sperimentazione “Seletti wears Toiletpaper” con i divani a due o tre posti e con le prime sedie imbottite. In un ibrido perfetto di contaminizioni creative. «Ogni volta che lavoriamo a un nuovo progetto insieme - racconta Stefano Seletti, art director del marchio - Pensiamo a come le immagini di TOILETPAPER possano contaminare con Seletti le case degli amanti del design e dell’arte... E con la nostra anima democratica ci piace pensare di poter stravolgere le regole nelle case di tutti, anche le più formali, con un’invasione sempre più totale.»

venini.com

Giochi di riflessi Venini

knoll.it

Sfaccettature di luce in un caleidoscopio magnifico si intersecano nella lampada Tiara ideata da Francesco Lucchese per Venini dove l’incontro tra il vetro di Murano e la luce diviene pura poesia. Avvolta da una scenografia suggestiva che la sua texture tridimensionale trasforma in ogni istante, tra dettagli metallici e finiture preziose.

New revolution marni.com

Suggestion Marni

Le atmosfere e le accese nuances della Colombia si svelano nella linea home Vereda by Marni, alla scoperta di tradizioni artigianali da preservare. In uno squisito dialogo immaginifico, la collezione di arredi e accessori - carichi dell’approccio innovativo della Maison - si arricchisce di nuove lavorazioni e nuovi materiali, tra schienali che si aprono in suggestive e “vibranti”code di pavone. In un’esplorazione di morfologie inedite.

bosatrade.com

Most Illustrious Bosa

Non solo un tributo, ma un ringraziamento ai Maestri del Design Italiano immaginato da Elena Salmistraro per Bosa: Michele De Lucchi, Alessandro Mendini, Achille Castiglioni e Riccardo Dalisi si trasformano, in questa nuova collezione, in “elementi totemici” realizzati in ceramica e finemente decorati con smalti colorati. Al loro interno uno scrigno segreto per custodire oggetti piccoli e preziosi.

Intrecci scultorei

Knoll

“Abbiamo sedie con quattro gambe, con tre e con due, ma nessuno ne ha fatta una con una sola gamba, così la faremo noi”. L’iconica collezione Pedestal by Eero Saarinen è oggi celebrata per i suoi 80 anni con una prima edizione dedicata al progetto d’autore e alla sua autenticità, voluta da Knoll. Un design nato da ricerca e sperimentazione, narrato da immagini emblematiche: una donna contemporanea che libera se stessa e il suo tempo; un futuro divenuto presente; la versatilità delle composizioni; un classico della contemporaneità... In un vero trionfo di arte e tecnologia.

bebitalia.com

B&B Italia

Una collezione di sedute da esterno ideata da Doshi Levien per B&B Italia Outdoor: Bay - composta da un divano pensato in due dimensioni, una seduta e una poltrona con schienale alto - si distingue per la sua morfologia scultorea. Monoliti intrecciati in fibra di polipropilene in cui avvolgenti volumi si combinano a sedute imbottite che appaiono come rocce. Immersi in una ricercata proposta cromatica immaginata nelle nuances tortora e antracite per l’intreccio abbinate a tonalità di tessuti in tinta unita e fantasia. Per un outdoor dal sapore sofisticato.

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DESIGN

Signature Projects L’anima intraprendente e visionaria della nostra Milano

Selezionati simboli di eccellenza e creatività raccontano il Salone 2018: evento internazionale, laboratorio di sperimentazione e ricerca, luogo di incontro nonché vetrina di nuovi business. Un appuntamento imperdibile per designer ed estimatori che qui, ogni anno, presentano, studiano e anticipano tendenze

Federico Peri per Il Bisonte Surrealismo nelle giuste dosi

La pelle di vacchetta conciata al vegetale, materiale “signature” de Il Bisonte, si conferma la protagonista anche di questa realizzazione artistica, utilizzata e declinata in modo inaspettato e con eccezionale maestria dal giovane designer Federico Peri. Il set comprende quattro elementi di design: una poltrona cavalca bisonte con braccioli e schienale che si

aprono a ventaglio diventando utili tasconi da viaggio; un tavolino da caffè che si può chiudere e aprire a seconda delle necessità; un tappeto millerighe realizzato con il concetto della sovrapposizione tramite strisce di pelle leggermente imbottite e cucite; un paracadute realizzato in vacchetta vintage all’esterno e nella tipica tela di cotone rigata multicolor

Il Bisonte all’interno, da utilizzare come lampadario oppure per spiccare il volo. Il giovane designer realizza così una vera e propria scenografia di design in grado di trasmettere i valori e le caratteristiche più distintive del marchio. In scena durante la settimana del Salone del Mobile all’interno della boutique Il Bisonte in Via Santo Spirito 14 a Milano.


Etro

Spirito nomade e suggestioni di viaggio

Etro lancia la nuova linea Home Interiors, in collaborazione con il Gruppo Jumbo: un’inedita collezione di arredi, estensione naturale della moda Etro, della quale esprime i valori e i codici stilistici. Quattro diverse narrazioni raccontano la serie di mobili dal design lineare ed elegante, che abbinano materiali pregiati ai celebri tessuti iconici della maison, realizzati in esclusiva per questa linea. Il risultato è una collezione di poltrone, divani, chaise longue, consolle, librerie, tavolini per l’area living; tavoli, sedie, madie e credenze per l’area dining; letti, comodini, dressing table e comò per l’area bedroom; e infine l’illuminazione; tutti caratterizzati dallo stile inconfondibile del marchio, da sempre sinonimo di ricercatezza, creatività e senso del colore. La collezione presenta

un pezzo iconico, la poltrona Babel, inserita all’interno del tema “Storia Nomade”, ispirata alle suggestioni di viaggi e mete lontane, India e Asia occidentale, in cui la potenza del linguaggio simbolico si esprime nel sapiente uso dei tessuti e del motivo iconico della maison, il Paisley. Babel, è un raffinato elemento d’arredo che richiama nella forma una sedia smontabile da viaggio e che si fa al tempo stesso portatrice di quei canoni di lusso, prestigio e bellezza che la rendono preziosa come un trono. La collezione verrà presentata in occasione del prossimo Salone del Mobile di Milano, presso il padiglione espositivo n.3 xLux e con due eventi speciali nelle Boutique Etro Home in via Pontaccio 17 e presso lo showroom Scultura & Design del Gruppo Jumbo in via Hoepli 8.

Tiffany & Co.

Allestimenti da sogno

L’uso creativo di oggetti di uso comune per esporre i gioielli Tiffany è stato il segno inconfondibile di Gene Moore, il leggendario window designer della maison. In una sua vetrina del 1978 un barattolo di vernice veniva ad esempio inondato con effetto scultoreo da una luce al neon. Nella nuova collezione Home & Accessories, un goniometro, un righello, una cannuccia, una cassetta del pronto soccorso e un bicchiere di carta, realizzati a mano in argento dagli artigiani Tiffany, da oggetti ordinari diventano straordinari. In tutta la

collezione ci sono motivi grafici, come il Wheat Leaf applicato agli oggetti in porcellana e in cristallo intagliato. L’apice di un diamante serve da ispirazione per il motivo geometrico della serie appropriatamente denominata Diamond Point, composta da oggetti in vetro, porcellana e argento e da piccola pelletteria. Inoltre, un motivo a tema color block offre un’interpretazione moderna dell’iconico Tiffany Blue® applicato a un servizio da tè informale in porcellana e agli accessori in pelle.

Hermès

Colore, equilibrio, materiali e savoir-faire

Hermès presenta le nuove collezioni per la casa presso La Permanente, in via Turati 34, dal 17 al 22 aprile. Oggetti, tessuti d’arredamento, carte da parati e arredi esposti all’interno di un progetto architettonico concepito da Charlotte Macaux Perelman, co-direttore artistico di Hermès Maison insieme ad Alexis Fabry. Per l’occasione, all’interno di un caffé dedicato ai visitatori, Hermès presenta il suo nuovo servizio per la tavola. M.T. 45


DESIGN

The power of color Il teatro delle meraviglie di Cristina Celestino

The Happy Room

Furniture Collection for Fendi ŠFendi


Cristina Celestino

Photo by Fabrizio Polla Mattiot ateliermistral.com

Il colore prende forma, delinea morfologie delicate e geometrie sinuose, si manifesta nella sua stessa essenza, plasmato nel design di Cristina Celestino e nelle sue collaborazioni con Maison come Sergio Rossi e Fendi. Oggetti inaspettati che fluttuano nello spazio, leggeri, delicati, inediti

U

n gioco di nuances delicate ed effimere si svelano attraverso forme sinuose, talmente raffinate da apparire voluttuose e volubili. Arredi, lampade, accessori, decorazioni dalla sublime leggerezza, un teatro delle meraviglie che rappresenta la visione creativa della giovane designer Cristina Celestino e del suo studio Attico Design, la sua attenzione alla ricerca, alla geometria e alla sperimentazione, la sua osservazione sulla potenzialità di forma e funzione, di innovazione mescolata a tradizione, in un’armonia perfetta tra antico e contemporaneo. La sua passione per il collezionismo di capolavori del

design italiano unita alla curiosità verso ogni tipo di oggetto si manifesta così nelle sue creazioni “narranti” capaci di trasmettere nuovi significati. Oggetti che parlano il linguaggio della moda, dell’arte e del design attraverso un utilizzo inedito del colore, in un dialogo tra l’antica maestria artigiana e l’avanguardia, come nella collezione “The Happy Room” per Fendi ideata per la collective fair DesignMiami/ o nella furniture collection creata per Sergio Rossi o ancora nel progetto presentato alla Design Week di Milano dove la designer ha trasformato uno storico tram in una sala di proiezione su rotaie: benvenuti al Cinema Corallo... Come racconta a Posh Cristina Celestino. 47


Sergio Rossi furniture collection for Sergio Rossi Photo by Mattia Balsamini

La delicatezza cromatica unita a un’attenta ricerca dei materiali rappresenta il fil-rouge di tutte le sue creazioni. Come definirebbe la sua visione estetica?

L’estetica di ogni oggetto e di ogni interno è fondamentale. La funzionalità è ovviamente sottintesa. Ciascun oggetto deve essere “morbido”, empatico. L’estetica deve essere narrante. Gli oggetti e gli spazi devono avvicinare e incuriosire attraverso un uso del colore e dei materiali inaspettato. Gioco spesso con fuori-scala o con dettagli inconsueti. Chi sono i protagonisti del Design e dell’Architettura che lei considera suoi Maestri?

Ci sono tantissimi Maestri. I miei primi maestri, fin dal tempo degli studi universitari, sono stati Le Corbusier e Carlo Scarpa. In seguito mi sono appassionata a Ettore Sottsass, Gino Sarfatti, Caccia Dominioni, per citarne solo alcuni. I grandi architetti e designer che ammiro sono diversi, perchè il loro lavoro è estremamente contemporaneo e intelligente, sotto ogni aspetto. Com’è approdata nel mondo del design e qual è stato il suo percorso?

Dopo la laurea in Architettura allo Iuav di Venezia, ho iniziato a collaborare con studi di architettura che si occupavano solo di edilizia e di progettazione su scala urbana. Parallelamente, è cominciata la mia passione per il design come collezionista: ho sempre ammirato gli interni su misura dei grandi architetti, da Loos a Scarpa ai BBPR (Banfi, Belgiojoso, Peressutti, Rogers ndr) e così è sorto in me il desiderio di possedere alcuni pezzi dei grandi maestri. Ho iniziato a studiare il design da autodidatta, in modo estremamente libero, senza vincoli o schemi temporali, attraverso testi monografici (i primi quelli su Edoardo Gellner e i suoi arredi per Borca di Cadore, Carlo Scarpa, Gio Ponti), 48

cataloghi d’asta, frequentando Gallerie e mercati dell’antiquariato. Ho sempre voluto un rapporto diretto con i pezzi, cercando qualsiasi occasione per vedere i prodotti e toccare i materiali. In seguito al mio trasferimento a Milano, e al mio lavoro presso uno studio che si occupava di interior e di prodotto, ho cominciato a lavorare ai miei progetti di interni e di furniture. Vivere a Milano è stato fondamentale per il mio percorso: la città che ospita il Salone del Mobile mi ha aiutata a focalizzare le mie propensioni naturali e ha assecondato le mie inclinazioni. Nel 2012 ho partecipato al Salone Satellite con una collezione di prodotti e ho avuto un riscontro molto positivo prima da parte delle gallerie e dei rivenditori, e in tempi più lunghi dalle aziende. Da quel 2012 il mio percorso è stato molto veloce: le aziende mi cercano per sottopormi i loro briefing, lavoro anche come Direzione Creativa e dopo la collezione realizzata per Fendi in occasione di DesignMiami/ (dicembre 2016), ora collaboro da un anno con Sergio Rossi a diversi progetti di interni e arredi. I suoi prodotti sono una perfetta sintesi tra forma, funzione, décor, colore. In che modo nasce un suo progetto?

Ogni progetto è preceduto da una fase di ricerca molto libera in quello che è il mio mondo di riferimento: architettura, design dei grandi maestri, natura, campi trasversali come moda e gioielleria. È una ricerca per immagini, senza vincoli: mi muovo tra web, testi e fotografie che ho scattato personalmente, mi confronto con l’heritage del cliente e cerco di conoscerlo il più possibile attraverso ricerche d’archivio e studi dei materiali. Trovata una storia da raccontare attraverso il prodotto o l’interior, il progetto nasce da sé. Volumi e decorazioni sono al servizio della storia da raccontare, costruita su misura per il cliente usando il mio linguaggio progettuale.


Opanca armchair

Collection for Sergio Rossi Photo by Mattia Balsamini

The Happy Room – Toeletta (detail) Photo by Mattia Balsamini

Quando dà vita a un oggetto, una lampada o un arredo, quali le sue principali ispirazioni? E che tipo di ricerca sottende la scelta cromatica? La scelta cromatica fa parte del progetto e della storia da raccontare. La selezione dei colori per la collezione di arredi che ho disegnato per Sergio Rossi, ad esempio, riprende le nuances dell’ultima collezione sr1 e gioca con le classiche cromie della pelle e del nabuk presenti nell’heritage dell’azienda, così come molte lavorazioni della pelle che ho utilizzato fanno parte della sua storia: il nabuk fasciante o la pelle forata con disegno mermaid. Nella collezione “The Happy Room” per Fendi mi sono invece ispirata alle cromie di Villa Planchart a Caracas realizzata da Gio Ponti, villa che all'epoca rappresentò un autentico inno all’italianità e al saper fare artigianale. Gio Ponti utilizzò i marmi italiani, le ceramiche di Gambone, i primi mobili di Cassina... e per Fendi, per il suo legame con il saper fare e la capacità innovativa di giocare con materiali e colori, mi sembrava un riferimento perfetto. Quali gli elementi che narrano la storia di Fendi nella collezione The Happy Room?

La Maison mi ha dato estrema libertà di espressione senza impormi colori o materiali. Mi è stato fornito un briefing rispetto a un concept di una VIP room, per le clienti Fendi, da inserire all’interno delle migliori boutique nel mondo. Erano richieste alcune tipologie di arredi: una specchiera, un paravento, un sofa... Ho cercato così di immergermi nella storia e nell’heritage del marchio, di focalizzarmi sui suoi codici stilistici, i materiali e le lavorazioni. L’idea è stata quella di una Happy Room che gioca ironicamente con il concetto del tempo, che le clienti privilegiate avranno il lusso di trascorrere nelle boutique Fendi. Arredi colti che richiamano tipologie tradizionali, con materiali e lavorazioni speciali, molto complesse, ma al tempo stesso ironici, colorati, in perfetta sintonia con la produzione del brand. Tema chiave, l’intarsio dei materiali la cui matrice è la stessa lavorazione delle pellicce Fendi, così come le grafiche e i pattern

delle tavolette in pelliccia sono i riferimenti per i piani intarsiati dei tavolini e per il pannello del paravento creato con il materiale Etere (pelliccia sotto resina) che ho sperimentato per la Maison, in esclusiva per questo progetto. Ho usato inoltre alcuni temi femminili giocando con il fuori-scala e la funzionalità distorta della chiusura degli orecchini che si trasformano nella struttura dei tavolini e, negli imbottiti, nel bullone che fissa lo schienale alla seduta. Quali le novità per la Design Week di Milano?

Una collezione di tavoli per Gebruder Thonet Vienna dal nome Caryllon, una poltrona per la Galleria Nilufar, una nuova collezione di rivestimenti per Fornace Brioni (di cui seguo la Direzione Creativa) e un mio progetto personale: Cinema Corallo... A quale dei suoi progetti è particolarmente affezionata?

Non saprei scegliere. Forse alle lampade Bon Ton per Torremato dove ho applicato per la prima volta il tema della chiusura dell’orecchino femminile che poi mi ha portato tanta fortuna (tavolini e divani per Fendi al centrotavola Parure per Paola C). Una sua passione?

I fiori e la marmellata. Progetti per il futuro?

Nessun progetto in particolare: cerco di non crearmi grandi aspettative, ma di lavorare ogni giorno per cogliere il meglio delle opportunità che mi si presentano, strada facendo. A.C. 49


DESIGN

APRIL L’innovativo studio di Alessandro Farinella e Francesco Tiribelli

Sono gli artefici dietro alla comunicazione e promozione dell’ultimo geniale progetto ideato da Remo Ruffini per Moncler. In passato hanno avuto la fortuna di lavorare al servizio di aziende di post produzione per Hollywood. Tra le collaborazioni esclusive si annoverano quelle con Prada, Miu Miu, Rem Koolhaas. Studio April, con sede a Milano e Los Angeles, è una realtà creativa a 360 gradi

di Anna Rita Russo Moncler Genius

I

l divertimento e la passione alla base di un’idea partorita per caso diciassette anni fa sotto il segno dell’esclusività e la differenziazione. Inizialmente uno studio di architettura con un’attenzione verso i media, poi i media hanno prevalso completamente nella loro attività come core business. Pochi clienti ma solidi. Si chiama Studio April, nato dalla mente creativa di Alessandro Farinella metà veneziano metà romano laureato in Italia e post-graduated a Londra, e Francesco Tiribelli laureato a Firenze in architettura con esperienze lavorative a New York. Battezzata il 1 aprile (mese a cui si sono ispirati per il nome dell’azienda, «Non volevamo identificarci come ambito, April è un nome simile in tutte le lingue e semplice da ricordare, poi ai tempi era facilmente registrabile», afferma il duo) come un’idea di progetto sviluppatasi in un momento storico particolare con un network di professionisti da diverse parti del mondo che hanno deciso di unire le varie provenienze in un’unica esperienza professionale. Per un continuo reinventarsi e pianificare il lavoro all’interno di una fantastica alchimia di persone. 50

Sono passati 13 anni da quando avete fondato Studio April che si definisce come un ponte tra reale e virtuale, arte e commercio. Quale l’obiettivo passato e quale quello presente?

Lo studio nasce da una strana congiuntura di professionisti di diverse origini, sia territoriali che culturali, incontrati nel corso delle varie esperienze professionali e accademiche, che ha generato un interessante network di relazioni. April nasce in un contesto di grande fermento, con un avvicinamento al mondo della moda che oggi rappresenta per noi il vero core business, ma che in realtà ai tempi era assolutamente tangenziale. Abbiamo iniziato con Prada intraprendendo un percorso in collaborazione con Koolhaas e AMO (il think-tank fondato dall’architetto olandese Rem Koolhaas, ndr) in cui la moda era solo una ricerca teorica. April è una commistione di saperi e sapori, nel senso che siamo tutti architetti di formazione ma interessati alla trasversalità dei linguaggi della contemporaneità. Nasciamo in un momento di grande trasformazione, l’architettura era un ambito tecnico procedurale, mentre noi abbiamo avuto l’intuizione di mescolare linguaggi e strumenti in un unicum che attraversa le linee di settore ed è capace di interpretare e leggere l’architettura in maniera più interpretativa, oppure viceversa, è in grado di applicare strumenti procedurali dell’architettura in ambiti più leggeri e dinamici come la comunicazione e il marketing. Questo è diventato negli anni uno strumento di marketing, perché i clienti vedono in noi un referente unico, solido, in grado di sviluppare un pacchetto completo con una overview su differenti ambiti e un unico interlocutore. Così nasce April e così si sviluppa ancora oggi, una realtà storicizzata che è riuscita a superare la crisi grazie alla differenziazione.


Case Study

Prada Cinéma

Avete anche una sede a Los Angeles... Cosa vi ha portato ad aprire uno studio in America?

In passato, soprattutto nell’ambito moda, abbiamo intrapreso piccole, medie e grandi produzioni oversea. In America c’è un tema burocratico difficile nella gestione delle economie, una serie di complessità amministrative e di costi che non permettono di operare liberamente, è necessario passare attraverso un partner locale. Abbiamo quindi deciso di aprire lo studio oltreoceano, reso possibile grazie a un team ben strutturato e costruendo un network di risorse che sono overskilled nell’ambito moda. Inoltre, abbiamo avuto la fortuna di lavorare a stretto contatto con attori e aziende che fanno post produzioni per Hollywood. All’interno del suo storico manifesto teorico Vers une Architecture Le Corbusier scriveva: “La civiltà della macchina sta cercando e troverà la sua espressione architettonica”. Oggi, a distanza di un secolo, possiamo parlare di civiltà digitale. Ma in cosa consiste la vera rivoluzione digitale in architettura?

Non si tratta di rivoluzione ma di implementazione o integrazione, senza dubbio positiva. C’è sicuramente un grandissimo supporto, grazie alla tecnologia si costruiscono cose incredibili, forme impensabili da fare a mano. Si può sperimentare molto di più. Non possiamo pensare oggi all’architettura senza l’uomo e il digitale. La tecnologia facilita tempi, economie, visualizzazione. È indispensabile per rimanere sul mercato.

Sono ormai molteplici gli ambiti che sfruttano le potenzialità della realtà aumentata, tra questi i settori più toccati sono l’architettura e il design. Oltre alla nascita di diverse realtà innovative nel mondo delle attività culturali. I rendering sono diventati addirittura interattivi… Il lavoro dell’architetto non è più quello di una volta.

Senza dubbio il ruolo dell’architetto è cambiato nel corso del tempo. È una professione che risente di tutto ciò in maniera negativa, perché oggigiorno chi non è architetto dispone di strumenti per fare l’architetto, senza avere un forte background culturale. Le tecnologie digitali sono interessanti perché aprono in modo orizzontale l’informazione, però poi... quanti in realtà sono capaci di navigarci? Tra i progetti spiccano le collaborazioni relative al mondo fashion. Dalla produzione e documentazione video delle sfilate di Prada e Miu Miu, allo sviluppo dell’esperienza virtuale per Mocler. Oltre a proget-

ti speciali come una serie di short film in partnership con AMO (Office for Metropolitan Architecture) di Rem Koolhaas fino al digital design con il bellissimo progetto di Moncler Genius presentato in occasione dell’ultima fashion week. Come si è sviluppato quest’ultimo?

Con Moncler vantiamo una relazione di lunga durata, abbiamo accompagnato il brand durante la sua crescita, sviluppando tutta la parte di digitalizzazione media, comunicazione, sfilate, e introducendo strumenti più creativi rispetto a quella che era la mera documentazione tecnica della sfilata, oltre a un differente livello tecnologico di strumenti di supporto ai progetti creativi legati alla comunicazione e il marketing. Moncler Genius trae origine da un’idea geniale di Remo Ruffini, una strategia di nuovo posizionamento e amplificazione del marchio. Lo studio April ha ottenuto una grande commissione in merito al progetto, operando in una serie di attività per la comunicazione e la promozione, dai lookbook ai fotografi. L’intento è stato quello di definire insieme a Moncler la giusta procedura per gestire una valanga di informazioni, perché Genius non è solo un’idea ma un generatore di contenuti formidabili. Moncler ci considera più partner che fornitori. Il lavoro che vi ha dato più soddisfazione?

Il progetto a cui siamo legati affettivamente è Il National Geographic, un’esperienza fondamentale intrapresa subito dopo la nascita di April. Ci ha consentito di lavorare con un team fantastico per sviluppare un’idea ambiziosa e ben sostenuta, oltre ad averci dato la possibilità di viaggiare molto. Ricoprivamo un ruolo e una visione ampia, che andava dai fondamenti teorici e dello sviluppo del marchio per arrivare alla sua realizzazione in forma spaziale nei negozi, alla sua programmaticità, quindi al co-branding con altri marchi, fino a disegnare i menù per caffetterie ecc. Una grande iniziativa che aveva tempistiche giuste, mentre adesso facciamo tanti progetti all’anno, molto condensati. Cosa vi piacerebbe realizzare nell’immediato futuro?

C’è una novità ma non possiamo ancora svelarla. Attualmente siamo molto felici, perché viviamo un momento di soddisfazione e di espansione. Ogni espansione comporta però un rischio, perciò stiamo attenti a circondarci di professionisti seri che possano darci un grande supporto su come è meglio crescere, non solo economicamente e di ambiti ma anche e soprattutto per avere una visione a lungo termine e soddisfare un mercato in continuo mutamento.

(dall’alto)

Alessandro Farinella e Francesco Tiribelli

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DESIGN

La forma dell’incanto L’armonia creativa immaginata da Paola Lenti

Paola Lenti ph by Sergio Chimenti

Dagli yacht ai resort five stars a esclusive private residences, il design di Paola Lenti è il simbolo di un sapiente equilibrio tra forma, funzione e sostenibilità. Plasmato dalla maestria artigianale made in Italy e da una squisita armonia creativa. Sotto il segno della bellezza di Anna Casotti

T

essuti e materiali naturali come la pietra, il metallo, il legno e il vetro si fanno narrazione poetica nella visione del design di Paola Lenti. Una perfetta sintesi tra la bellezza - interpretata anche come valore etico - la funzionalità e l’attenzione alla sostenibilità caratterizza le creazioni per l’outdoor e l’indoor, le sedute, i tappeti realizzati a mano, gli arredi su misura, tra armonia geometrica e un’accurata declinazione cromatica. Collezioni che incantano, ispirate all’arte, al design del passato, all’architettura, alla moda, alla natura - «La natura ha già pensato a tutto. Basta solo saperla ascoltare per vedere quali sono le sue soluzioni» ci racconta Paola Lenti - ma anche al silenzio e alla tranquillità interiore, espresse da forme morbide ed eleganti. Una ricerca costante nell’innovazione, come la sua ultima sfida: «un nuovo filato esclusivo, adatto a essere usato all’esterno e interamente 52

riciclabile, per rivestire materiali altrettanto riciclabili, nell’ottica di ottenere un sempre minore impatto ambientale.» Inoltre la designer ha dato vita a un inaspettato viaggio nella creatività grazie alla rinnovata collaborazione con lo stilista Antonio Marras. Come Paola Lenti racconta a Posh. Che cosa caratterizza principalmente i suoi progetti, che siano arredi per l’outdoor, per il living o la carpet collection?

L’essenzialità della forma, in equilibrio con la funzione dell’oggetto, e la possibilità che i colori e i materiali mettano in relazione sedute, tappeti, complementi e strutture architettoniche. Sicuramente, anche la ricerca costante della qualità delle materie prime, un processo che magari non è così evidente, ma che ci permette di migliorare ogni anno sia i prodotti sia i materiali che li compongono.


Serie Portofino

design: V. Van Duysen

Estetica e funzione si compenetrano in perfetto equilibrio nelle sue creazioni. Come definirebbe il suo modo di “fare design”?

Anzitutto ci terrei a sottolineare che Paola Lenti è un’azienda, a gestire la quale ci troviamo mia sorella Anna e io con le nostre competenze specifiche. Con lei e con tutte le persone che lavorano con noi da sempre condividiamo interessi e obiettivi. Uno di questi è sicuramente il desiderio di armonizzare l’utile al bello: siamo sempre state convinte che i prodotti di un’azienda dovessero essere funzionali, comodi e duraturi, ma che anche la bellezza, soprattutto come valore etico, sia loro necessaria. In particolare all’esterno, la grandissima gamma di forme e di colori che siamo oggi in grado di proporre è in primo luogo un ottimo strumento per armonizzare ogni prodotto con l’ambiente naturale, che è sempre la forma più perfetta e compiuta del bello. Quanto la natura è fonte di ispirazione per le sue creazioni?

Certamente la natura ha un ruolo importante: la natura ha già pensato a tutto, basta solo saperla ascoltare per vedere quali sono le sue soluzioni. Ma non è solo questa la mia fonte di ispirazione, lo sono anche un buon libro, le opere d’arte, architettura e design del passato, un patrimonio inesauribile di informazioni da cui non si può prescindere. Le ispirazioni vengono anche spesso dal silenzio e dalla tranquillità interiore. Tutto questo mi ha fatto conoscere la coerenza, l’equilibrio e la bellezza. Tornando alla natura, non bisogna poi dimenticare anche l’aspetto pratico della riciclabilità che considero più che un’ispirazione una necessità che la natura ci chiede di non dimenticare. È anch’essa, se vogliamo, a sua volta fonte di ispirazione ed è diventata per noi un vero dovere etico, un aspetto dal quale nessun imprenditore può più prescindere quando progetta e produce. Le collezioni Paola Lenti si possono ammirare in raffinate luxury location come gli yacht Riva, Wider, San Lorenzo, in resort five stars o ancora in esclusi-

ve private residences. Quali progetti state seguendo in questo momento?

Abbiamo avuto la fortuna di essere stati scelti negli anni per progetti davvero importanti, questo sicuramente grazie alla qualità dei materiali che proponiamo e alla vastissima gamma dei colori disponibili in collezione. La scelta di produrre oggetti destinati a rimanere nel tempo è stata fondamentale. Il nostro impegno quotidiano non è tanto quello di progettare questi ambienti, ma quello di produrre oggetti all’altezza delle aspettative e delle prestazioni necessarie. Inoltre, soprattutto per la nautica, abbiamo da una parte prodotti di qualità particolarmente adatti a dare il miglior comfort possibile, dall’altra possediamo la necessaria competenza ed elasticità per lavorare anche su misura. Come nasce la collaborazione con Antonio Marras scaturita nella creazione di sedute, tavolini, tappeti interpretati per Paola Lenti e presentati nello spazio Nonostantemarras?

Alla fine del 2014 cercavamo uno spazio a Milano nel quale presentare “Tessere Spazi”, il libro che abbiamo pubblicato per festeggiare i vent’anni di attività dell’azienda. Abbiamo visto lo spazio Nonostantemarras di via Cola di Rienzo e ne siamo rimaste affascinate. Entrando più in confidenza con Antonio Marras e conoscendo meglio il suo lavoro, ci siamo accorte che avevamo più di una passione in comune: prima di tutto quella per i tessuti e per i colori, ma anche quella per uno stile dell’abitare fluido e in continuo cambiamento. Antonio ha poi interpretato alcuni dei prodotti delle nostre collezioni giocando con i nostri materiali. Le sedute realizzate secondo queste suggestioni cromatiche hanno arredato lo spazio di via Cola di Rienzo per la presentazione del libro, mentre altre sedute, vestite con intrecci inediti di maglie e jacquard presi dal mondo della moda, e grandi tappeti in feltro sono stati parte di Beyond Colour, l’allestimento che abbiamo realizzato nel 2015 per il Fuorisalone ai Chiostri umanitari. 53


Orlando – sedute

design: Claesson Koivisto Rune

Il colore è sempre stato un elemento fondante delle sue collezioni. Quali i fattori ispiranti nella scelta cromatica?

Il colore e la sua declinazione sui diversi materiali ci permettono di poter far convivere nella stessa collezione prodotti “storici” e novità; consentono inoltre a ciascuno di noi di poter progettare un intero ambiente, interno o esterno che sia, coerente sia con le proprie aspettative, sia con le soluzioni cromatiche più giuste per ogni particolare esigenza. Uno dei punti di forza della nostra azienda è proprio quello di poter soddisfare tutte le diverse esigenze di personalizzazione. Le scelte cromatiche non sono strettamente legate a un prodotto o a una collezione in particolare, ma sono fatte principalmente per trovare il colore giusto da collocare al posto giusto, quello che in quel particolare momento e in quel particolare contesto possa dare la vibrazione più piacevole e corretta. Quali invece i materiali che ama utilizzare?

Ho lavorato e continuo ancora oggi a lavorare volentieri con il tessuto, ma sono anche stata sempre aperta verso la novità e verso quello che mi incuriosisce. Oggi stiamo dedicando la nostra attenzione anche agli aspetti spontanei dei materiali naturali, come la pietra, i metalli, i legni, il vetro, alle loro lavorazioni artigianali, cercando di aggiornarle con finiture nuove e meno convenzionali. Pensiamo anche di spingerci a utilizzare questi materiali sulle superfici architettoniche. Dal 2000 il brand si è focalizzato sul design outdoor, in cui il tocco cromatico in dialogo con l’innata eleganza ne hanno ridefinito l’estetica. Come nasce questa scelta?

La nostra intenzione è stata sin dall’inizio quella di poter portare all’esterno materiali e tessuti altrettanto piacevoli di quelli usati all’interno. Quando nel 2000 abbiamo cominciato a pensare all’outdoor, esistevano solo prodotti realizzati in metallo e plastica, molto severi, abbastanza scomodi e con poche varianti di colore e di finitura. Abbiamo iniziato a fare le nostre ricerche - non 54

senza la preziosa consulenza di ottimi collaboratori esterni - e un po’ alla volta sono nate collezioni in cui oggi convivono, attraverso l’uso del colore, strutture in tessuto, metallo e legno studiate per resistere nel tempo, sedute confortevoli e tappeti realizzati a mano, tutti prodotti per i quali riteniamo fondamentale la semplicità della forma e la scelta dei materiali. Tutti rigorosamente esclusive Paola Lenti. Sin da subito eravamo convinte che i nostri arredi da esterno dovessero essere diversi, e abbiamo così iniziato a immaginare forme morbide e gradevoli che nel tempo si sono rivelate adatte non solo agli ambienti domestici, ma anche ai progetti d’arredo dei grandi yacht. Com’è cambiata nel tempo la concezione dell’outdoor nel design e quali invece le principali tendenze oggi?

Oggi sicuramente, rispetto a una volta, si sente di più l’esigenza di vivere all’aria aperta ed è aumentata di conseguenza la propensione a investire di più; le aree esterne vengono considerate con maggiore attenzione e come parte integrante del panorama abitativo, e non sono più solo un elemento accessorio o temporaneo. Portare il comfort all’esterno è ora un patrimonio di tutti, ma bisogna fare attenzione: si commette spesso l’errore di pensare di poter prendere un prodotto da interno e portarlo nell’ambiente esterno semplicemente cambiando il tessuto. Purtroppo non è così facile: occorre un vero progetto. Per questo noi abbiamo due collezioni ben distinte, nate da approcci produttivi molto diversi. Recentemente la scelta di creare una linea di design anche per interni...

La scelta di dedicarci all’arredo indoor è stata una naturale evoluzione, considerando che l’azienda è inizialmente nata producendo tappeti e alcune piccole sedute da interno. È stato quindi un ritorno alle origini, forti però dell’esperienza acquisita lavorando per l’outdoor, un ambiente decisamente più difficile e che richiede garanzie di qualità molto più elevate. Nel corso degli ultimi anni il pensiero progettuale per l’indoor si è sviluppato in una visione d’insieme dagli orizzonti sempre più ampi. Nel nostro lavoro non ci guida solo il pen-


Elsie – sedie

Bistrò – ombrelloni

siero di creare un divano, un salotto, un insieme, ma vogliamo vedere i nostri pezzi all’interno di architetture che siano confacenti e coerenti ai nostri ideali. Da questo concept nasce ad esempio Build, il sistema di pannelli modulari che generano vere e proprie strutture architettoniche. Oggi indoor e outdoor dialogano fra loro attraverso i colori, i materiali e le finiture, con prodotti che non si prestano a convenzioni e che non impongono caratteristiche definite, ma che permettono mille contaminazioni.

germoglio al giallo. Saranno proprio questi colori, declinati anche nei grandi fiori realizzati ad hoc sui tessuti di rivestimento dei complementi, che dialogheranno con le scelte cromatiche che Antonio Marras farà per l’allestimento all’interno del negozio.

design: F. Rota

Quali le novità di Paola Lenti nella settimana del Salone del Mobile di Milano, sia nell’outdoor che nell’indoor?

Ci sono due progetti in particolare sui quali abbiamo focalizzato la nostra attenzione. Il primo è la realizzazione di una collezione contract con le caratteristiche che da sempre fanno parte dell’alfabeto progettuale di Paola Lenti, vale a dire prodotti con una forte connotazione tessile. Per questa nuova sfida abbiamo studiato anche un nuovo filato esclusivo, adatto a essere usato all’esterno e interamente riciclabile, che andrà a rivestire materiali altrettanto riciclabili, nell’ottica di ottenere un sempre minore impatto ambientale. Il secondo è continuare a lavorare sull’ambiente indoor concepito come progetto d’insieme. Il nostro desiderio più grande è poter progettare completamente gli ambienti indoor e outdoor rendendoli sempre più compatibili fra loro, considerando contenuto e contenitore come un unicum coerente e lasciando ampio spazio alla creatività personale. Durante la Design Week milanese, anche una sua installazione in collaborazione con Antonio Marras. Ci parla di questa particolare iniziativa?

Anche quest’anno abbiamo l’opportunità di essere presenti in zona Brera. I nostri prodotti, e in particolare la nuova collezione di sedute e tavoli da esterno di cui abbiamo già accennato prima, arredano il dehors della boutique La Tenda. L’installazione prevede anche strutture ombreggianti rivestite con tessuti di collezione in tonalità di colore inedite che andranno dal verde chiaro al

design: CRS Paola Lenti

Parlando di lei, un oggetto di design a cui è particolarmente legata?

Direi a tutti quegli oggetti non autocelebrativi che hanno saputo essere belli e concreti allo stesso tempo, e che di conseguenza sono diventati classici al di fuori delle mode del momento. Mi piacciono molto ad esempio gli acquari in vetro di Francesco Licata, oggetti senza età realizzati da Cenedese. Ha una particolare passione?

Potrei dire per il mio lavoro, per il luogo dove lavoro, che non è fatto di materiali e ambienti particolari, ma di persone con le quali amo vivere e confrontarmi ogni giorno. E la mia casa, il luogo dove amo stare circondata dagli oggetti e dai profumi che mi sono familiari e ai quali sono più affezionata. Quali progetti per il futuro ha in mente per il brand?

Vorremmo poter continuare a guardare al futuro, il che per mia sorella e per me significa in primo luogo fare in modo che la nostra rimanga un’attività fatta di persone e non di numeri. Vorremmo mantenere per quanto possibile anche il nostro metodo di lavoro, continuando a coniugare mondi diversi e condividendo sinergie e desideri, rendendo sempre possibile l’incontro tra lavoro artigianale e progetto industriale. Vorremmo continuare a dedicarci a collezioni che si arricchiscano ogni anno di proposte capaci di rinnovare lo spazio domestico, senza focalizzarci sul singolo progetto, ma coinvolgendo tutti gli aspetti dell’azienda, in modo che tutto si muova allo stesso ritmo e che tutti coloro che condividono le nostre idee possano crescere con noi e partecipare ai risultati che solo con l’impegno di tutti riusciamo a ottenere. 55


DESIGN

La sartorialità nell’architettura La ricerca estetica di Claudio Pironi evoca il meraviglioso

Avenue Coliseum Concept Store, Baku

È tra gli architetti italiani più accreditati nel retail di lusso e nel residenziale d’alta gamma. I suoi progetti comprendono spazi commerciali per Philipp Plein, Casadei e Les Copains, ma anche private places e hotel a Milano, Londra, Montecarlo, Beirut, Hong Kong

I

l camaleontico nhow Milano ha cambiato look per accogliere i nuovi esponenti del mondo dell’arte. L’atipica mostra che ha coperto gli ultimi sei mesi intitolata I did it! ha trovato negli spazi unconventional dell’hotel la sua perfetta collocazione per esprimere tutta la sua anima contemporanea e versatile, alla ricerca di significati nascosti e rivelatori. Tra i nomi coivolti, l’architetto Claudio Pironi, dello Studio Pironi, ha realizzato – in occasione del 150° anniversario delle relazioni Italia Giappone e in collaborazione con Farm Cultural Park, Visible Invisible Bridge – una scultura astratta sulla diversa percezione dello spazio teatrale nel teatro occidentale e nel teatro Kabuki, che ha ispirato anche i celebri designer Issey Miyake e Kenzō Takada. Da qui è nata l’intenzione d’incontrarlo, per capire nel profondo il 56

suo approccio non convenzionale allo smisurato mondo dell’architettura, con un focus particolare sul legame con il luxury lifestyle. Alla luce, adesso, anche della progettazione del secondo flagship store parigino di Philipp Plein. Inaugurato nel quartiere degli Champs-Élysee, nella famosa Avenue George V, lo store si sviluppa su due piani per una superficie totale di 180 mq, rendendosi ancora una volta portavoce dello spirito rock dell’eclettico brand. A proposito dei suoi lavori Pironi afferma:

«Considero ogni progetto come una nuova storia da scrivere, una pagina bianca da riempire con i sogni del cliente, per una sintesi unica e speciale»


Claudio Pironi ©Marco Onofri

Philipp Plein Parigi

Da cosa è scaturita “la pièce” realizzata per il nhow Milano?

L’opera è nata all’interno di un rapporto di collaborazione tra me e il Farm Cultural Park, galleria d’arte e residenza per artisti situata a Favara, in provincia di Agrigento. In occasione del 150° anniversario del trattato di amicizia artistica tra il Giappone e l’Italia mi è stato chiesto di pensare a un’opera che rappresentasse le analogie e le differenze culturali tra il Sol Levante e il nostro Paese. Data la vastità del tema, non sarebbe stato possibile, nel breve tempo, creare un background culturale sufficiente per supportare un’idea quindi è stato scelto un tema, il teatro. In quello Kabuki, non vi è separazione tra spazio scenico e platea: l’elemento architettonico che racconta questa simbiosi tra gli spazi è l’Hanamichi o ponte dei fiori, una passerella che parte dal palco e attraversa la platea. L’approccio è differente nel teatro occidentale classico; spazio scenico e platea coesistono come realtà separate, divise da uno schermo invisibile, un’ideale “quarta parete”. Per questo è necessario ricreare la distanza tra pubblico e palco. Visible Invisible Bridge narra una storia attraverso i materiali, creando una allegoria visiva dove legno e marmo rappresentano rispettivamente Giappone e Occidente, mentre un vortice di parole in metacrilato costituisce, idealmente, il ponte che squarcia lo spazio di quella “quarta parete”. L’esperienza percettiva dello spettatore come può comprendere emotivamente un’opera complessa come questa?

Nell’arte, come nella pittura di Cezanne ad esempio, è necessario un intervento articolato dell’intelletto per la comprensione dell’opera. L’opera del Caravaggio è invece da sola capace di trasmettere un’emozione. Le opere d’arte moderna spesso richiedono l’intervento di un critico per essere realmente comprese e questo potrebbe rappresentare un limite per il comune osservatore. Non essendo io un artista, ma un architetto, ho cercato di rappresentare un’astrazione servendomi della tecnologia costruttiva e di una conoscenza profonda dei materiali. Ho cercato di dar voce a una perfetta fusione pur nella totale antitesi dove il concetto di materialismo si contrappone al nostro mondo virtuale e immateriale, ma assumendo un valore sempre più nobile, una sorta di antidoto alla nostra brama di social media. In cosa si sostanzia la cosiddetta “sartorialità dell’architettura” che contraddistingue il suo modus operandi?

Il sarto prende della materia, la stoffa, e con quella costruisce un abito. La stessa identica cosa succede con l’architettura. Nella mia visone la creatività è al servizio della tecnica. Nel retail ad esempio è pratica diffusa commissionare i progetti a qualcuno e delegare poi ad altri l’inserimento delle luci. Io credo invece che la luce sia parte fondazionale di un progetto. E che la sua prefigurazione sia funzionale ad un risultato pratico ed estetico ottimale. L’utilizzo consapevole dei materiali e

delle luci, soprattutto, come elemento espressivo è un ponte che mette in comunicazione il mondo dell’architettura d’interni a sé con quello dell’interior design. Quali in particolare, tra le boutique da lei progettate, interpretano il concetto di luce così come lo ha descritto?

Casadei a Firenze, in via Tornabuoni, e Philipp Plein a Londra.

Vuole raccontarci nello specifico l’esempio internazionale di Philipp Plein?

La presenza di un maxi teschio tempestato di Crystallized Swarovski® Elements accoglie i visitatori facendoli entrare subito nello spirito rock di Plein, ma è la preziosa scala in marmo a pianta esagonale la vera icona del tempio ed elemento di connessione tra i diversi spazi. Il desiderio di richiamare nelle forme il leit-motiv del brand, ma soprattutto l’idea di creare un elemento architettonico di grande impatto nasce la decisione di realizzare una scala esagonale dal design audace, provocante, che regala al visitatore un’esperienza che emoziona ed esalta i sensi. Tutte le caratteristiche del concept vengono evidenziate e arricchite da marmi e chandelier in cristallo di Murano che diventano la guida per esplorare i quattro piani dello spazio espositivo su una superficie totale di 420 metri quadrati. Il meticoloso studio della luce, per definire la composizione delle forme, è stato parte fondamentale del progetto. Il vecchio lucernaio che non permetteva l’accesso della luce naturale è stato sostituito con una nuova e singolare soluzione posta sopra la scala esagonale, con vista sul cielo di Londra. La luce naturale e quella degli chandelier convergono nel punto focale di tutto il luxury store e lo scintillio si riflette sul marmo bianco e l’ottone, fino al quarto piano, dove si trova il cuore tecnologico dello store. Qual è la sua opinione su quello che sta accadendo, architettonicamente, a Milano?

Vedo il futuro di Milano un po’ confuso e credo che la città dovrebbe ricompattarsi nella sua storia. Questo non significa che tutto debba essere ripetuto come negli anni d’oro cioè ‘30, ’40 e ‘50. Credo sarebbe importante avviare una strada di modernizzazione legata alle proporzioni, ai materiali e alla luce. Una città che, come Milano, si presenta come un insieme armonioso non dovrebbe essere sconvolta da elementi che urlino troppo. Cosa pensa invece del concetto di sviluppo sostenibile in ambito luxury?

Lo sviluppo sostenibile è l’unica strada possibile. Le nostre abitazioni e i luoghi di lavoro devono rendere onore alla scoperta, seppur tardiva, che quello in cui viviamo è un mondo talmente inquinato da non starci più dentro. Quelle del risparmio energetico e dell’utilizzo eco-compatibile dei materiali sono variabili da cui non si può più prescindere. M.T. 57


DESIGN

Milan Design Week Il Lab dei quattro anelli

Audi City Lab 2017


Audi è grande protagonista dell’evento dell’anno, portando i suoi modelli nel centro della città, in tre diverse location. E soprattutto esporrà per la prima volta in Italia l’incredibile concept-car Aicon di Maurizio Bertera

P

oche case automobilistiche come Audi hanno investito sul design nell’ultimo decennio e i risultati si vedono nella serie di modelli, alcuni dei quali diventati icona di stile automobilistico. Ecco perché la Milan Design Week è palcoscenico ideale per la sesta edizione dell’Audi City Lab. Anche quest’anno la location è in corso Venezia 11, all’interno del palazzo voluto nel 1565 da San Carlo Borromeo. Il centro pastorale e umanistico si apre per la seconda volta agli eventi della settimana del design proprio grazie al marchio dei quattro anelli. Si accederà all’Audi City Lab anche da Via Sant’Andrea, nel pieno quadrilatero della moda che, grazie alla partnership fra Audi e l’Associazione Montenapoleone, diventa un importante touch point della Milan Design Week con varie iniziative di livello. E ancora la presenza di Audi si completa, grazie alla partnership con il magazine Interni, dentro l’Università Statale con un’installazione specifica. Ma quali saranno le protagoniste? 59


Fabrizio Longo

Direttore Audi Italia

Audi City Lab 2017

La A5, la nuovissima A6 - che ha conquistato la critica al Salone di Ginevra, la A7 e soprattutto la Aicon Concept, rivelazione dell’ultima rassegna di Francoforte e ultima frontiera della ricerca. Si tratta di un veicolo totalmente autonomo con sistemi di guida assistita di livello 5 e propulsione elettrica: dotata di un’unità per ogni ruota con 260 kW di potenza e 550 Nm di coppia, promette un’autonomia superiore agli 800 chilometri. Sono previste batterie allo stato solido, capaci di recuperare l’80% dell’energia in meno di 30 minuti, grazie ai sistemi da 800 Volt e, come per l’altra concept-car Elaine non manca la tecnologia Audi AI Zones. Per offrire il massimo comfort, la Casa ha pensato all’utilizzo di sospensioni pneumatiche con attuatori che annullano gli effetti del rollio e del beccheggio agendo su ogni singola ruota, mentre l’impianto fre60

nante sfrutta prevalentemente il recupero d’energia sul modello della Formula 1. La sterzata integrale sui due assi è gestita da motori elettrici mentre tutte le componenti meccaniche e idrauliche tradizionali sono state eliminate: con un passo di 3,47 metri, la Aicon Concept offre così un raggio di sterzata di appena 8,5 metri, ideale per la guida urbana. Incredibilmente non esistono comandi in abitacolo e la guida è sempre gestita dall’elettronica, lasciando ai passeggeri la possibilità di sfruttare in altro modo il tempo durante il viaggio. Le forme aggressive da berlina sportiva - da ben 5,44 metri di lunghezza e 1,50 di altezza, con quattro porte e cerchi di lega da 26 pollici - sono abbinate a un abitacolo 2+2 con finiture e confort degni di un volo in prima classe. In assenza di un montante centrale, le portiere si aprono in senso opposto l’una all’altra e


Audi City Lab 2017

mostrano una sorta di open space, dominato da linee orizzontali. I due sedili anteriori singoli scorrono per ben 500 mm, possono assumere forme e altezze diverse in base alle necessità dei passeggeri e sono in grado di ruotare di 15 gradi verso l’esterno per favorire l’ingresso e verso l’interno durante il viaggio. Gli altri due posti sono ricavati nella zona posteriore, mentre i vani bagagli anteriori e posteriori offrono in totale una capacità di 660 litri. Anche in questo caso è il Personal Intelligent Assistant a dialogare con l’utente e a trasferire sul veicolo le preferenze personali, oltre a registrare le destinazioni richieste per avviare la guida. Oltre ai comandi vocali, sono presenti anche superfici sensibili con feedback aptico e un sistema di eye-tracking; inoltre ai display della plancia possono essere abbinate anche immagini dell’head-up display

sul parabrezza. Nel frontale, dominato dal motivo single frame con esagono invertito, sono presenti anche 600 pixel 3D che possono essere utilizzati per “animare” lo sguardo della vettura e comunicare con l'esterno. Le possibilità sono infinite e variano dal saluto all’arrivo del guidatore con un "occhiolino" al semplice uso come luce diurna, fino all’indicazione rivolta ai pedoni per l’attraversamento della strada e la proiezione di simboli e disegni sull’asfalto. La natura totalmente autonoma dell’auto, al contrario, non richiederà più l’uso di potenti gruppi ottici a lungo raggio, dal momento che saranno i sensori a fornire le indicazioni necessarie per la guida. Per raggiungere la porta di casa al buio non ci sarà più il “follow me home”, ma un mini-drone che si attiverà per accompagnare l’utente fino a destinazione. Questa sì che è avanguardia (utile). 61


DESIGN

Infinite living New York: contact to the sky

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rogettato per distinguersi da ogni altro tipo di luxury residential newyorkese, il primo progetto di Manhattan firmato dal pluripremiato architetto Piero Lissoni, 45 Park Place - con un panorama su ogni angolo di New York - riunisce le avanguardie dei talenti più affermati nel mondo del design per dar vita a residenze che siano, ognuna, un’edizione limitata. Nomi come Michel Abbou, architetto libanese che annovera tra i suoi progetti il Palm Jumeirah, o il francese Jean Nouvel, vincitore del Pritzker Prize 2008 (con opere come il nuovo Louvre di Abu Dhabi) che ha creato un gioiello architettonico adiacente a 45 Park Place in cui verrà ospitato in futuro il museo islamico di New York. La torre sofisticata immaginata da Lissoni e Abbou sorge in quella che è già 62

stata definita la nuova Madison Avenue di Lower Manhattan con i ristoranti guidati dai migliori chef (Keith McNally, Nobu Matsuhisa, Wolfgang Puck, Jean-Georges Vongerichten, Tom Colicchio, David Bouley), lo shopping esclusivo messo in scena a Brookfield Place con brand come Saks Fifth Avenue, Gucci, Dior, Hermès e l’acclamato marché francese Le District. Ed è in questa new destination living che Lissoni ha ideato appartamenti in stile loft (dal 6 al 15mo piano) che si alternano alle Tower Residences (24-39esimo piano) fino alle Duplex Penthouse circondate da vetrate che si immergono nel fascino del One World Trade Center o del nuovo capolavoro di Calatrava, l’Oculus, con la sua shopping experience haute gamme, nella suggestione dell’Hudson River fino al simbolo intramontabile della città, l’Empire State Building.


Il cuore dell’esclusività newyorkese, Tribeca, tra oasis on the sky e residenze limited edition, in una percezione del lusso che si dispiega nella prima residential tower di Manhattan In apertura,

Reading corner

@Williams New York

immaginata da Piero Lissoni: 45 Park Place

Sopra,

Building Hero

@Williams New York

63


Great Room 39 (sunset light) @Williams New York

45 Park Place New York (NY) Architect: Piero Lissoni e Michel Abbou Exclusive Sales & Marketing by Corcoran Sunshine Marketing Group Prices: da $3,800,00 a $ 12,050,000 info@45parkplaceny.com 45parkplaceny.com

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Il paesaggio urbano e l’acqua divengono elementi cardine dei 50 piani di 45 Park Place, riflessi negli occhi dei residenti in ogni momento: dalla cucina alla sala da bagno, le icone di New York fanno da fondale scenico nel luxury lifestyle quotidiano, tra scale scultoree create dallo stesso Lissoni, materiali pregiati, arredi made in Italy e kitchen experience firmata Boffi... Ogni dettaglio del residential building è il simbolo di un savoir faire narrato dalle visioni degli architetti che hanno collaborato per creare un unicum nell’universo del living. L’ingresso, adiacente all’elegante piazza immaginata da Jean Nouvel, si stempera attraverso le vetrate che accolgono i residenti e gli ospiti negli eleganti interni ideati da Lissoni. Una vera e propia oasi privata in cui le residenze, con pareti vetrate da pavimento a soffitto, esprimono tutta la magnificenza e il fascino di vivere Manhattan, circondati da un design plasmato dagli artigiani italiani. Il bianco domina in ogni sua sfumatura, dalle cucine

a isola ai controsoffitti in corian ai pavimenti in rovere anche all’interno delle Duplex Penthouse pensate dall’architetto come le due abitazioni più ambite di New York. Ispirate nel layout a uno dei panorami più affascinanti al mondo e all’orizzonte infinito delle acque dell’Hudson, l’esposizione delle stanze ad angolo regala una vista mozzafiato che trova tutta la sua magnificenza nella terrazza privata. Un totem scultoreo cangiante caratterizza la morfologia curva della scalinata, elemento chiave di una delle residenze più esclusive della città. Così come le amenities immaginate come la naturale estensione dello stile di vita dei cinquanta residenti di 45 Park Place: dal Resident’s Lounge, il luogo del divertissment dotato anche di un tavolo da biliardo personalizzato a uno yoga studio, dalla piscina olimpionica rivestita con piastrelle a mosaico alla sala relax, da una grande sauna privata in legno di cedro alla spa al fitness performance studio, con le attrezzature piu' all'avanguardia... In una vertiginosa meraviglia.


Sopra,

Great Room 39 Day @Williams New York

A destra,

Master Bedroom

@Williams New York

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POSH

No.78

Fashion Photograph Roberto Felicioni Styling Coordinator Anna Rita Russo Ph Assistant Agnese Bedini Stylist Assistant Alessandro Iacolucci Make up Anna Kalytyak @ MKS Milano Hair Roberto Marcon @ MKS Milano Models Aurora Sulejmani & Nico Matteucci @ Elite Model Management Location Moroso Showroom

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Total look ALBERTA FERRETTI FJORD relax armchair by PATRICIA URQUIOLA, Moroso


Sensual Attitude

Photography ROBERTO FELICIONI Styling Coordinator ANNA RITA RUSSO Ph Assistant AGNESE BEDINI Styling Assistant ALESSANDRO IACOLUCCI Make up ANNA KALYTYAK @ MKS Milano Hair ROBERTO MARCON @ MKS Milano Models AURORA SULEJMANI & NICO MATTEUCCI @ Elite Model Management Location MOROSO SHOWROOM

Total look CHRISTIAN DIOR ARMANDA armchair by DOSHI LEVIEN NANOOK side table by PHILIPPE BESTENHEIDER, Moroso


Dress ALBERTA FERRETTI FJORD relax armchair by PATRICIA URQUIOLA, Moroso

Total look Ermanno Scervino


For him: Total look SALVATORE FERRAGAMO For her: Total look ERMANNO SCERVINO Z-SHELF library by RON ARAD, Moroso


Total look LOUIS VUITTON BOHEMIAN chaise longue by PATRICIA URQUIOLA, Moroso


Total look HUGO BOSS NO WASTE table by RON ARAD, Moroso IMPOSSIBLE WOOD chairs by DOSHI LEVIEN, Moroso


For her: Total look GENNY For him: Suit TAGLIATORE Shirt ALESSANDRO GHERARDI Shoes STEVE’S MOON chair by TOKUJIN YOSHIOKA, Moroso MORNING GLORY table by MARC THORPE, Moroso


Total look BLUMARINE PIPE armchair by SEBASTIAN HERKNER, Moroso


Total look KITON SHANGHAI TIP low table by PATRICIA URQUIOLA, Moroso PIPE armchair by SEBASTIAN HERKNER, Moroso


Total look CHANEL GENTRY sofa by PATRICIA URQUIOLA, Moroso


Total look KRIZIA ANTIBODI chaise longue by PATRICIA URQUIOLA, Moroso


Total look GIORGIO ARMANI SHADOWY chair by TORD BOONTJE, Moroso


Total look FENDI DOODLE chair by FRONT, Moroso PIPE low table by SEBASTIAN HERKNER, Moroso


FASHION

DON’T TAKE MY SHADES OFF!

Photography ARIANNA BONUCCI Styling Coordinator ANNA RITA RUSSO Styling ISABELLA BROGGINI Styling Assistant ELISA PAIONI Make Up & Hair SERENA PALMA Nail Artist GIANCARLO GUCCIONE Ambassador FEDUA Make up assistants GENNY CENTENO & CHIARA TERRAGNO


Must have

Jacket CHANEL Sunglasses GIVENCHY Hat DIOR Earrings, necklace and rings CHANEL Watch CHANEL

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Sunglasses BULGARI Necklace BULGARI Top SPACE


Shirt HERMÈS Sunglasses CHOPARD Earrings VHERNIER


Sunglasse DIOR Foulard HERMÈS Nacklace CHANEL


Shirt GIADA Sunglasses LOUIS VUITTON Foulard HERMÈS Earrings CHANTECLER


Dress FENDI Sunglasses FENDI Necklace DAMIANI


DIAMONDS ARE A GIRL’S BEST FRIEND

(Marilyn Monroe)


FASHION

Shopping experience Nel cuore di Brera un luogo concettuale in cui convivono arte, fashion e cultura

Creare un’emozione di acquisto in cui entrano in dialogo sinergie uniche all’interno di uno spazio speciale. La boutique La Tenda è molto più di un semplice retail. Sperimentazione, innovazione, ricerca dell’esclusività ed eccellenza. Per un saper fare e un intuito tutto italiano

A

rte, cultura e moda coesistono in un hub creativo di idee ed esperienze, posizionato nel cuore storico di Milano, il quartiere di Brera. La Tenda, gestita attualmente dai fratelli Longoni, non è un mero punto vendita, ma un involucro di creatività che continua a sperimentarsi negli anni per adattarsi alle nuove esigenze dei suoi clienti, seppur conservando intatti quei valori di esclusività e ricerca dell’eccellenza made in Italy. Oggi contano tre negozi situati in modo strategico nella città meneghina, mentre vacilla il sogno di aprire un multibrand all’estero. Posh ha incontrato l’intraprendete Vittorio Longoni, buyer e visual manager delle boutique, che ci ha illustrato con fierezza un lungo percorso iniziato cinquant’anni fa dal padre Marco. Due fratelli alla guida di un concept creato da suo padre Marco Longoni. Oggi contate tre boutique posizionate strategicamente nel capoluogo lombardo. Quali sono i rispettivi ruoli e come si è evoluto nel tempo il progetto retail? Si tratta di un percorso iniziato circa cinquant’anni fa con la prima boutique di via Plinio. Era un negozio di telerie di proprietà di mio nonno, successivamente con l’avvento del prêt-à-porter trasformato da mio padre in un negozio multibrand. Mio padre è stato uno dei primi a intraprendere questa attività e oggi siamo giunti alla terza generazione. Io mi occupo principalmente della selezione dei brand e di tutto ciò che riguarda il prodotto, invece mio fratello Stefano, architetto, mi segue nell’allestimento delle vetrine e l’organizzazione dell’interno strutture. Attualmente contiamo quattro attività, con tre negozi multibrand e un fashion store & outlet in Via Caminadella. La grande fortuna è stata quella di aver iniziato per primo a lavorare con mio 88

padre e soprattutto aver avuto la possibilità di aprire una serie di negozi in Giappone. Siamo stati una delle prime realtà multibrand italiane ad approdare nel continente nipponico, grazie ad un accordo durato un decennio con la società Raika, un grande colosso che si è innamorato del gusto e dell’immagine dei nostri negozi. Così aprimmo uno spazio a Oyama, la zona più celebre di Tokyo, e a Osaka all’interno dell’Hilton Hotel. Gestire un negozio con una cultura totalmente diversa ed entrare in rapporto con persone che all’epoca, nel 1994, avevano meno esperienza e valore estetico dal punto di vista di conoscenze e stile, è stata una palestra importante. La Tenda Milano rappresenta una vera e propria esperienza di shopping emozionale, il trademark attuale delle boutique. Moda, arte e cultura convivono in un unico spazio. Una filosofia che conferisce al punto vendita un valore aggiunto rispetto al concetto statico di retail. Come si è sviluppata l’idea? Ciò che mi dà una grande opportunità rispetto al passato è che si può costruire nel negozio quasi una propria collezione. La gestione di un multibrand ti permette di relazionarti con aziende specializzate, in base al prodotto specifico. Ci concentriamo su una ricerca qualitativa eccellente. Fin da più di dieci anni ormai ho deciso di fare la virata verso il made in Italy, perché mi rendevo conto che era inutile andare all’estero quando l’Italia offriva il meglio. La grande forza è quella di avere un ottimo rapporto di fiducia reciproca con i proprietari delle aziende, questo è fondamentale. Il nostro Paese vanta nomi di eccellenza della moda italiana come Cucinelli, Tagliatore e Alberta Ferretti, marchi che ci contraddistinguono e alla lunga ci ripagano di più rispetto ai nuovi fenomeni del fashion, che per me sono come meteore. L’obiettivo è dare un’emozione al cliente che possa durare nel tempo.


Parliamo de La Tenda Experience, un format creativo innovativo che mette in relazione artisti e brand di moda, lanciato per la prima volta durante l’Expo. Un successo tale da replicare l’iniziativa negli anni successivi. L’ultimo ha celebrato Get-Mex, un inno al Messico con protagonisti Avant-Toi e Gaia Dallera Ferrario. Insomma, vivere la moda e la cultura in maniera alternativa... Il format La Tenda Experience è nato nel 2015 in concomitanza con Expo e si caratterizza come un catalizzatore di visioni artistiche contemporanee, che si rivela nella vetrina di via Solferino. Abbiamo intrapreso un percorso evolutivo legato a doppio filo alla cultura con un progetto che avvicina, volta per volta, un artista a un brand, generando nuove sinergie interpretative che si collocano in maniera naturale nello spazio espositivo. L’idea è quella di mostrare le aziende e far vedere la nostra ricerca in un modo diverso, più articolato e costruttivo, per dare maggiore valore ai capi, esaltandoli attraverso l’intuizione artistica e creando un potenziale emotivo capace di coinvolgere appieno il cliente. Dal suo debutto il progetto è andato molto bene e ha visto alternarsi diversi personaggi interessanti appartenenti al mondo della fotografia e dell’arte, il primo è stato Federico Pietrella, un giovane pittore italiano che ha realizzato con Zanellato nove borse in esclusiva per La Tenda. Sia per la stagione estiva che per quella invernale diamo vita a un tema specifico, per quest’estate è Fiesta, ispirato al Messico e al mondo di Frida Kahlo - esplorato dalla grande mostra al Mudec - cominciato il 19 febbraio con la collaborazione tra due guest star d’eccezione come Majestic Filatures con le sue t-shirt deluxe fatte a mano a Parigi e Margherita Premuroso, art director, illustratrice e pittrice che ha creato un allestimento i cui temi sono stati replicati da una collezione limited edition di preziose t-shirt. È importante per un buyer essere attento all’evoluzione artistica e culturale che caratterizza la moda. Il terzo appuntamento Fiesta ha esaltato, invece, la collaborazione tra il brand Avant Toi specializzato nelle lavorazioni in cashmere e l’artista Gaia Ferrario. Durante il salone del mobile abbiamo dato origine inoltre a un bellissimo progetto con Paola Lenti e Antonio Marras, la creazione di un dehor esterno allestito e curato dalla designer, considerata un’eccellenza del settore.

Avete mai pensato di dedicare un corner all’uomo? No. Sono nato in un ambiente rivolto alla moda femminile, fin da bambino vedevo con mia madre le sfilate donna. Per l’uomo significherebbe dedicarsi a un’attività completamente diversa da quella che sto facendo, e non sarebbe facile. Quale la caratteristica che deve avere un brand per rispecchiare appieno la filosofia de La Tenda? Innanzitutto la qualità, il Made in Italy e la serietà dell’azienda. Tra i marchi storici presenti a La Tenda ci sono Cividini e Brunello Cucinelli. C’è un talento che ammira maggiormente o un marchio che vorrebbe ospitare all’interno delle sue boutique? Ero innamorato di Jil Sander… se ci fosse ancora (la stilista e fondatrice ha lasciato la Maison nel 2013, ndr). Quel tipo di moda mi piace molto. Cosa ama in particolare del suo lavoro e cosa invece no? Tutto, perché il tempo che dedico al lavoro è tantissimo e se non mi piacesse non potrei mai fare questo mestiere. Mi piace perché mi occupa tanto tempo, non mi piace perché me ne toglie parecchio. Mi ritengo comunque fortunato di fare un lavoro che amo. Il sogno per il 2018? Lavoro così tanto che mi manca il tempo di sognare. L’esperienza in Giappone è stata molto interessante… potrei pensare di fare qualcosa in un altro Paese. È uno stimolo che potrebbe portarmi a pensarci. Un altro sogno, invece, è avere qualcuno che possa sostituirmi. Per avere più tempo. ARR

Stiamo vivendo un importante cambiamento epocale dovuto al digitale. Crede che l’avvento dei social media e la nascita delle piattaforme web abbiano cambiato la visione del lusso e l’approccio con la moda in generale? È sicuramente un modo nuovo di fare shopping, da considerare e monitorare, perché è necessario essere attenti ai cambiamenti in atto. Ad oggi, per il nostro modo di fare moda, do una grande valenza al concetto di punto vendita in quanto può farti da consulente all’acquisto, resta un luogo in cui una persona può sentirsi consigliata. Posso comprare su internet un prodotto, ma farei molta fatica a vestirmi. Mettere insieme 5 o 6 pezzi non è da tutti, si ha bisogno di qualcuno che educhi all’acquisto e alla scelta di un capo, e questo può avvenire solo all’interno del negozio. L’e-commerce è per noi un valore senza dubbio indispensabile, per adattarci alle nuove esigenze del consumatore finale, nonostante continuiamo ad avere ottimi riscontri con lo store. La gente vuole toccare da vicino un abito, avere il contatto umano con le persone che sono in negozio. Ma la realtà digitale mi affascina molto. A leggere i dati La Tenda ha superato i 6 milioni nel 2017 con una crescita del fatturato prevista per l’anno corrente. Qual è la ricetta vincente per ottenere un riscontro positivo sul mercato domestico e internazionale? Siamo in un mondo dove l’esperienza è determinante. La ricetta migliore è creare una visione della donna che si desidera rappresentare e comunicare all’esterno, più che rincorrere le tendenze. Seguire ciò che si sente dentro. Ognuno deve intraprendere un percorso in base al proprio modo di vedere la realtà del negozio che si vive. Su quale mercato spingere l’acceleratore? Quello americano, vorrei aprire una boutique multibrand a New York. È un mercato che mi attrae, potrebbe essere una bella scommessa. Abbiamo tanti clienti dall’America che due volte all’anno vengono apposta a La Tenda per fare shopping. Boutique La Tenda

Via Solferino, 10 Milano


Il Leone musa di Chanel La maison celebra l’esprit du lion per la sua ultima collezione di alta gioielleria

CHANEL Joaillerie – Collection Montre "Timeless" Orologio “Timeless” in oro bianco 18K tempestato di diamante taglio rotondo e 710 diamanti taglio brillante.


L’appartamento di Mademoiselle Chanel, 31 rue Cambon, Paris ©CHANEL

Gabrielle Chanel nel salone del suo appartamento, 31 rue Cambon, Paris,1957 Photo by Mike de Dulmen

CHANEL Joaillerie – Collection L’Esprit Du Lion

CHANEL Joaillerie – Collection L’Esprit Du Lion

Anello “Timeless” in oro giallo 18K con diamante taglio rotondo 1,01 carati, 21 zaffiri gialli fancy, 44 zaffiri gialli taglio rotondo e 251 diamanti taglio brillante.

Anello “Brilliant”in oro bianco e giallo 18K tempestato di 8 granati spessartiti taglio rotondo, 26 zaffiri gialli taglio rotondo, 19 perle coltivate giapponesi, 8 diamanti bruni e 284 diamanti.

C

oraggioso, determinato, potente. Il Leone era il segno zodiacale di Gabrielle Chanel e Coco ne andava fiera. Tanto che nel suo appartamento in Rue Cambon 31 a Parigi, una scultura in bronzo a forma di leone con la zampa appoggiata su una palla, sedeva sulla mensola del camino. Ed è proprio a questo decoro che si ispira l’ultima collezione d’alta gioielleria, L’Esprit du Lion, una sinfonia di diamanti, accompagnata da zaffiri, topazi imperiali e perle, incastonati su bracciali, chokers, anelli e spille. Illuminati da oro giallo e bianco, tra una calda palette di arancioni e marroni.

Non è la prima volta che la maison parigina rende omaggio al leone. Nel 2009 Karl Lagerfeld ha fatto sfilare la Croisière nel sontuoso e maestoso scenario veneziano, celebrando il Leone simbolo della città. Nel 2013 la casa di moda francese ha dedicato la sua collezione Sous le Signe du Lion all’aspetto spirituale del segno, dove il volto regale del re della savana viene tempestato da quarzo scolpito a mano e lapislazzuli, accanto a stelle e motivi bizantini. Mentre quest’anno la collezione prende ispirazione dalla personalità del leone, la sua forza e potenza, elementi distintivi che l’hanno consacrato perfetta musa di Chanel. 91


Secret Garden L’incantata visione del tempo di Van Cleef & Arpels

Sin dagli Anni 20 del Novecento l’universo botanico è entrato stabilmente nell’immaginario fantastico della maison Parigina. Una flora rivisitata all’insegna dell’alta gioielleria, che oggi rifiorisce, rigogliosa e colorata, in creazioni di straordinario realismo

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di Diego Tamone

I

n natura tutto è perfetto, eppure nulla è uguale. Non esistono regole scritte, tuttavia l’accordo è totale. In natura tutto è destinato a sfiorire, sebbene pronto a riproporsi in un rinnovamento ciclico e perpetuo. In natura, infine, tutto è sincronizzato, nonostante non ci sia il benché minimo strumento (fisico) deputato a misurare e a dettare il tempo. Complessa, affascinante, misteriosa, seducente, da sempre la natura ha rappresentato il soggetto prediletto per chiunque si nutrisse di arte. In qualsiasi sua forma, dalla pittura alla poesia, fino ad arrivare a forme espressive più complesse, perché frutto della comunione di più savoir-faire. Proprio come l’alta gioielleria o l’orologeria. Per Van Cleef & Arpels, per esempio, sin dagli Anni 20 quella stessa natura ha rappresentato molto più che una semplice fonte di ispirazione. Un’epifania, una rivelazione alla quale proprio dalla seconda decade del Novecento la maison gioielliera si è dedicata con estrema e costante devozione. Incantata da quel connubio unico e apparentemente irragionevole tra fragilità e vigore, perfettamente riprodotto a livello concettuale, nella forma e nella sostanza, in delicatissimi pezzi (spesso unici) di artistica gioielleria che all’inscalfibilità delle pietre hanno sempre accostato la malleabilità dell’oro. Una vocazione che attraverso una progressiva e selettiva esplorazione botanica ha portato Van Cleef & Arpels a dar vita all’interno delle sue collezioni a un autentico giardino incantato. Aperto in seguito anche a fragili esponenti del mondo animale, reale, nonché a quelle fate che ne hanno invece rappresentato il lato storicamente più onirico. Fiori di articolata bellezza, riprodotti tenendo fede non soltanto al loro corredo cromatico, ma anche ai complessi volumi. Per farne alter ego di pura e inarrivabile gioielleria creativa, in grado di rompere i vincoli della bidimensionalità per esprimersi in tutta la loro prorompente vitalità tridimensionale.

Orologio Chrysanthème Secret, assemblaggio di gioielli

Una prospettiva nuova, inedita, sorprendente, divenuta una signature sin dal 1925, anno in cui la maison si è imposta all’attenzione mondiale aggiudicandosi il primo premio all’Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes di Parigi con un bracciale e una spilla di rose, in pieno spirito Art Déco. I primi “versi” di un’ode alla natura che a partire da quegli Anni Ruggenti ha visto ben presto ampliarsi il personale bouquet della maison con margherite, peonie, pratoline, crisantemi, cosmos, “non ti scordar di me”. Il cui tributo ha preso di volta in volta la forma di spille, pendenti, anelli, orologi, così come di gioielli trasformabili. Capaci di conquistare, grazie anche a virtuosismi tecnico/ artistici come l’incastonatura invisibile “Mystery Set”, figure di spicco come la Duchessa di Windsor, ma anche Marlène Dietrich, Grace Kelly o Maria Callas. Un giardino fiorito oggi più florido che mai in virtù del lancio, all’ultima edizione del Salon International de la Haute Horlogerie tenutosi a Ginevra, di un limitato numero di nuove creazioni floreali, perlopiù uniche o riprodotte in un ristrettissimo numero di esemplari. Esponenti del concetto di Temps Poétique di Van Cleef & Arpels. Montres à secret il cui quadrante minimalista è celato sotto voluttuose corolle mobili azionate da petali dalla funzionalità insospettabile. Ma anche virtuosi orologi/bracciale in cui quello stesso quadrante, mimetizzato tra i fiori, appare quasi sospeso su un fondo di granati. Varietà floreali consolidate, in omaggio al passato, ma anche infiorescenze inedite come la primula, da indossare al polso ma anche come clip dopo essere stata assicurata a un’aggraziata montatura, in un ennesimo rimando alla fortunata tradizione della maison. Flora preziosa, frutto del talento di raffinati designer, attenti modellatori, talentuosi gemmologi, scrupolosi artigiani lapidei, pazienti incastonatori e inarrivabili maestri orafi. Come tutte le sfavillanti emulazioni della natura che popolano l’incantato microcosmo di Van Cleef & Arpels.


Un viaggio nel patrimonio storico di Bulgari I tesori di Roma

Il nuovo libro di Vincent Meylan celebra gli storici gioielli della maison e i personaggi leggendari che li hanno indossati

Ingrid Bergman uscita su Harpers Bazaar USA Credit Harpers Bazaar

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tesori si possono scoprire ma Bulgari desidera condividerli. Un nuovo volume ci conduce in un percorso alla scoperta della maison romana svelando i personaggi che hanno segnato la sua storia. È il racconto solare e gioioso di grandi famiglie, quello narrato da Vincent Meylan. La trama ha inizio negli anni Venti, nel cuore della Città Eterna e dei suoi palazzi più sontuosi. L’élite romana si recava presso la celebre boutique in via Condotti, tempio dell’inesauribile creatività dei fratelli Bulgari, per ammirare e acquistare i capolavori in vendita. Le incursioni in via Condotti preludono ai viaggi attorno al mondo di questi clienti illustri,

Gina Lollobrigida, 1964 Credit Olycom

ambasciatori del bel vivere e della Dolce Vita. Nel libro troviamo aneddoti e creazioni meravigliose con diamanti, appartenute e indossate dall’attrice Anna Magnani, “quintessenza d’Italia”, come la descrisse Jean Renoir, per la sua vulcanica intensità. Le preziose creazioni della maison risplendono sotto i riflettori e sul grande schermo, ma non solo: per la prima volta, il libro rivela con dovizia di dettagli la predilezione dell’aristocrazia europea per esemplari Bulgari di sublime raffinatezza, come la tiara in platino con acquemarine appartenuta all’Infanta Beatrice di Spagna, la cui immagine still-life viene pubblicata per la prima volta. Con l’espansione della fama internazionale di Bulgari, Meylan racconta di come molti esponen-

ti del jet set americano si innamorarono di Bulgari dagli anni ‘20 in poi. Una platea eccezionale di donne affascinanti, di grande gusto e cultura, come l’avventurosa e indomabile Contessa Dorothy di Frasso, nota per le sue leggendarie feste a Roma a Villa Madama; o Clare Booth Luce, ambasciatrice Americana in Italia, nonché scrittrice di grande talento. Accanto a questi personaggi emblematici di un’era caratterizzata da disinvolta opulenza nelle spese e nello stile di vita, gli iconici gioielli Bulgari divennero carismatici interpreti e protagonisti del loro tempo. Queste leggendarie creazioni sono parte di una saga creativa che continua fino ad oggi, fedele alle origini inconfondibili della Maison ma sempre proiettati verso il futuro. 93


POSH

No.78

Beauty a cura di Luisa Micaletti

Runway Collection S/S 2018

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Backstage Courtesy of Armani Beauty


BEAUTY

Il coraggio della femminilità senza tempo Bellezza neoclassica in valore assoluto

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rand storico di prêt-à-porter e orgoglio di quel made in Italy che ha conquistato il mondo grazie ai suoi codici di eleganza, Genny segue la spinta di un ulteriore impulso avveniristico e presenta la sua ultima ed esclusiva creazione, Genny Platinum. Un delizioso bouquet che vogliamo spiegare attraverso le parole dell’Art Director della maison, Sara Cavazza Facchini, portavoce in prima persona di un design unico e sofisticato che oggi desidera esprimersi anche attraverso un abbraccio olfattivo fatto di grazia e armonia. La poetica di Genny Platinum traduce l’eleganza innata del brand in jus olfattivo. Vuole raccontarci come?

Platinum è pensato per la donna Genny, una donna che vive il suo tempo con piglio deciso, naturalmente ricca di dinamismo, capace di catturare la vita con la consapevolezza del proprio potere. Una donna vera, autentica, sempre intimamente fedele a sé stessa perché capace di affermarsi in ogni situazione, sempre mantenendosi elegante e di classe, come la fragranza e i vestiti che indossa. La parola che più ha contraddistinto nel tempo lo storytelling Genny è stata consapevolezza. Come meglio interpretarla?

Ho creato questa fragranza mossa dalla volontà di riuscire a trasmettere la vera femminilità di una donna, determinata e sensuale. Nella mia visione estetica indossa una giacca elegante, abbinata magari a un pantalone più sportivo, ma comunque avvolta da un profumo che possa esprimere il suo carattere, la sua forza, con dei toni anche di dolcezza.

Io ho iniziato a parlare di consapevolezza insieme al concetto di sostenibilità, credo siano strettamente collegati. È importante cioè creare un prodotto che non sia soltanto bello e che sappia regalare eleganza, ma che abbia soprattutto un valore eticamente tangibile.

Quanto ha pesato il suo vissuto di donna, designer e imprenditrice in questo avvincente processo creativo?

L’eco-sostenibilità di Genny si riassume nella “etichetta dei valori” che racchiude quella filosofia nata intorno al concetto di consapevolezza e di sostenibilità etica che equivale a dire che ogni capo prodotto ha rispettato la vita del lavoratore, che è frutto di un processo produttivo dal basso impatto ambientale e di un’arte creativa pura. Tutto questo per rendere consapevole il consumatore del valore che sta acquistando insieme a un vestito. Perché moda, oggi, significa anche creare all’insegna del rispetto: rispetto per le condizioni dei lavoratori, rispetto per l’ambiente, rispetto per l’arte creativa. Voglio che il cliente che si avvicina al mondo Genny e acquista uno dei suoi prodotti sia a conoscenza di tutto questo, riconoscendo il valore di tutto ciò che sta dietro alla sua realizzazione.

Nel creare moda e quindi anche nella creazione di una fragranza racconto molto di me stessa, una donna reale, metropolitana, che lavora e ama viaggiare, ma che non rinuncia a essere sempre chic ed elegante in qualsiasi momento della giornata. Un’eleganza che si esprime indossando capi realizzati con materiali di pregio e il suo profumo è lo strumento che le permette di farsi percepire anche dagli altri nella sua essenza. Possiamo definire Platinum una fragranza-statement? Cioè una dichiarazione d’amore verso le donne?

Certo, Platinum è una dichiarazione d’amore nei confronti delle donne perché capace di riprodurne, olfattivamente, l’essenza più intima. Un profumo in cui tutte le donne possono ritrovarsi ed esaltare il loro essere più autentico, una firma di stile, con lo stile di Genny. Di quali note si avvale la fragranza per raccontare tutto questo?

Amo molto le note talcate, quelle della vaniglia e dell’iris, ma anche quelle più acidule del lampone. Nello specifico la piramide olfattiva qui ricreata prevede cassis, foglie di violetta e lampone nelle note di testa. Rosa, iris e mughetto nel cuore. Vaniglia, legno di sandalo e ambra come scie di fondo. Qual è stato il suo rapporto con Pierre Kurzenne, maître parfumeur di Genny Platinum?

Ho chiesto a Pierre Kurzenne di tradurre in una fragranza il racconto dell’emozione dell’universo femminile, unico e coraggioso, ricco e intenso, che Genny disegna con i suoi abiti e che potesse diventare un profumo capace di descrivere un mondo contemporaneo e luminoso…il mondo Genny. 96

La nuova fragranza ha un target a cui si rivolge?

Possiamo allora descrivere nel dettaglio il progetto “etichetta dei valori”?

Cosa significa realizzare un ready to wear contemporaneo e moderno? L’accezione più veritiera di questi aggettivi?

Le donne che vestono Genny, sono vere, autentiche e amano sentirsi sé stesse in maniera contemporanea e moderna, affidandosi a un marchio che ha un preciso heritage e che mantiene i suoi valori declinandoli in uno stile al passo con i tempi e che va oltre le tendenze. L’essenza di Genny sintetizza, nella sua firma, quel fascino e quella seduzione che caratterizzano la donna in sintonia con le trasformazioni della società e il mutamento del suo ruolo nel tempo. Così i capi sono contemporanei e caratterizzati da un’estetica che predilige linee pulite capaci di valorizzare l’esclusiva fattura dei tagli e la cura dei dettagli e dei particolari, mixando elementi classici con tessuti moderni, con giochi di luce e di stampe. Estremamente semplici, ma femminili.


Sara Cavazza Facchini racconta la poetica romantica e contemporanea di Genny Platinum, nuova fragranza, emblema di femminilitĂ , della maison. Tra proporzioni olfattive armoniche, affermazioni di coraggio e attenzione sartoriale al prodotto di Marco Torcasio

Sara Cavazza Facchini Art Director di Genny

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BEAUTY

Beauty from within Tra DNA e cosmesi, il futuro dello skincare è adesso di Veronica Cristino

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raina l’innovazione cosmetica e offre il suo prezioso contributo a favore della bellezza: la scienza si sviluppa attraverso un corso continuo di scoperte, innovazioni e, talvolta, rivoluzioni. Sono le novità tecnologiche a segnare la rottura con il passato e a dare vita ogni volta a una nuova era. Una commistione sempre più forte che porta la scienza a condividere le sue tecnologie per la creazione di cosmetici dalla performance sempre più efficace, che rispondano in modo mirato alle esigenze della pelle, perché creati appositamente per un soggetto specifico. È il caso della nuova tendenza che punta i riflettori sull’individualità, lasciando che sia la scienza a guidare lo skincare. Sorge nel cuore di Mayfair, quartiere centrale di Londra, il flagship store di GeneU, il brand nato da oltre dieci anni di ricerche scientifiche che ha saputo utilizzare la scienza più evoluta per rispondere alla ricerca del segreto di eterna giovinezza. Partendo dal presupposto che il 60% dei segni d’invecchiamento ha origine genetica, mentre il 40% è causato da agenti esterni, GeneU ha scelto di utilizzare il test del DNA per comprendere il profilo genetico di una persona e, nello specifico, quali sono i geni responsabili dell’invecchiamento, così da poter consigliare i prodotti di skincare più adatti, con principi attivi e concentrazioni ideali per rispondere in modo veramente efficace alle esigenze del singolo individuo. Sono due i geni coinvolti nell’invecchiamento che vengono analizzati dal test: il primo evidenzia quanto il corpo è predisposto a una più o meno veloce diminuzione della produzione del Collagene, mentre il secondo analizza la sua capacità di difendere la pelle dall’attacco dei radicali liberi.

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La ricerca dei due geni viene poi combinata con i risultati di un questionario sullo stile di vita, che evidenzia i fattori ambientali e il livello di stress del soggetto, che contribuiscono alla formazione dei segni dell’età, così da poter ottenere, attraverso un elaborato algoritmo, il profilo di pelle della persona e realizzare un programma cosmetico di prevenzione dell’invecchiamento cutaneo con una skincare routine personalizzata. In seguito ai risultati, sarà possibile discutere del proprio profilo con il personale scientifico specializzato e iniziare a utilizzare i due sieri raccomandati in modo specifico per la pelle del soggetto. Si tratta di una vera rivoluzione nel campo dello skincare, per vari motivi. Innanzitutto perché, a differenza delle lunghe tempistiche e dei costi proibitivi dei test del DNA fino a qualche anno fa, adesso i risultati si ottengono in soli due giorni e le analisi sono economicamente più accessibili. In secondo luogo, perché il DNA skincare rivoluziona il concetto di cura della pelle che prevede l’applicazione di molti attivi diversi tra loro, nell’ottica che non potrebbero mai arrecare danno, ma essere eventualmente un plus innocuo. A dimostrazione che applicare di più non significa sempre fare meglio, GeneU propone il metodo scientifico per sapere cosa ha realmente bisogno la pelle di una persona e fornisce anche i prodotti adatti nella giusta concentrazione, affinché possa davvero metabolizzarli, evitando un eccesso di attivi inutili che potrebbero anche sensibilizzarla o irritarla. Quante volte infatti si applica un prodotto pensando che sia quello perfetto per la nostra pelle, ma non si ottengono i risultati sperati? Nonostante la crema in questione contenga i migliori ingredienti, non possiamo sapere se presenta i principi attivi di cui abbiamo esattamente bisogno. E così, ad esempio, una persona, il cui DNA dimostra di mantenere la produzione di Collagene a ottimi livelli il più a lungo possibile, potrebbe

avere speso anni - e soldi - in creme e integratori che stimolino la produzione di Collagene, pensando che fosse la strategia anti-age migliore, quando invece non era necessario e avrebbe dovuto focalizzarsi su altri fattori, che magari ha ignorato. Per usufruire dei servizi di analisi genetica di GeneU è possibile fissare un appuntamento ed eseguire il test direttamente nel negozio londinese oppure ordinarlo online, eseguirlo autonomamente a casa attraverso il prelievo della saliva e inviarlo al laboratorio per le analisi. Seguirà una telefonata con il consulente scientifico per la spiegazione dei risultati e l’indicazione dei due sieri consigliati che possono poi essere acquistati sul sito (www.geneu. com). Una rivoluzione dello skincare che si è pienamente affermata negli Stati Uniti, che sta riscuotendo successo in Gran Bretagna e che, scommettiamo, segnerà il suo percorso anche da noi. Da tenere d’occhio nella realtà italiana, G&Life Company, società che collabora con aziende per sviluppare servizi e prodotti, usando un approccio personalizzato in base alla genetica e «mira ad attivare collaborazioni con aziende all’avanguardia nell’area della produzione di cosmetici, allo scopo di creare una soluzione innovativa e integrata», come ha affermato Micol Cossi, Responsabile della Divisione Cosmesi. Interessante anche l’approccio globale di My Genetique (www.mygenetique.it) che si occupa anche di bellezza, analizzando il DNA e altri parametri, come ad esempio i processi infiammatori, per realizzare programmi nutrizionali personalizzati, che possono rivelare il quadro completo di cosa sta accadendo nell’organismo, che, in alcuni casi, può portare a una modificazione prematura delle cellule o a un accumulo di tossine e sostanze ossidanti, che si esterna in un evidente invecchiamento precoce. 99


BEAUTY

The future is female Storie di donne che si sono affermate nell’industria della bellezza di Veronica Cristino

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on si tratta solo di una tendenza, ma di un vero e proprio movimento che porta un nuovo valore al femminismo. Anche il settore beauty - tradizionalmente gestito ai vertici da CEO, manager e Global Beauty Director uomini - sta subendo l’empowerment femminista. Secondo LedBetter, gruppo di ricerca che gestiste un database sul numero di donne con ruoli di leadership nelle compagnie internazionali più famose, la maggior parte delle aziende beauty ha una percentuale molto bassa (intorno al 20-30% nel 2016) di quote rosa, o non ne ha affatto, all’interno del Consiglio di Amministrazione o nel team di manager senior o in posizioni executive. Sono state molte le pressioni subite dalle aziende con quote rosa minoritarie o inesistenti da parte di organizzazioni con lo scopo di far capire che «nei Consigli di Amministrazione delle aziende dell’industria beauty è indispensabile che ci siano le dirette utilizzatrici dei prodotti di bellezza», come ha affermato Stephanie Sonnabend, co-founder e Presidente di 2020 Women on Boards. Un movimento che ha cominciato a vedere i primi risultati anche all’interno di aziende beauty per tradizione gestite da uomini: una su tutte Coty, che ha inserito la prima donna all’interno del suo CdA durante il 2017. Sull’onda del cambiamento, si stanno inoltre affermando sempre più le nuove beauty start up di successo, aziende fondate da giovani donne che hanno saputo ritagliarsi il loro spazio nel mercato, affermandosi talvolta anche come principali competitor di gruppi ben più grandi e attraendo sempre più numerosi investitori. Anche i ruoli creativi all’interno dei beauty brand sono stati travolti dall’onda femminista, che ha portato alla scelta di Creative Director e Beauty Director tra le donne del mondo della cosmetica più apprezzate. “We should all be feminist” (tutti dovremmo essere femministi) è lo slogan che ha sfilato sulle passerelle Dior lo scorso anno. E i risultati di questa rivoluzione cominciano ad arrivare. Dalle fondatrici delle start up del momento, alle professioniste donne con ruolo di Direttore Creativo, fino alle make up artist più autorevoli e a quelle che hanno creato linee cosmetiche best seller: dieci donne del settore beauty che rappresentano il presente a cui ispirarsi e il futuro da scrivere.

Pat Mcgrath La make up artist tra le più influenti al mondo

Non c’è fashion week a cui manchi e la maggior parte dei look che sfilano in passerella sono una sua creazione, insieme ai make up realizzati per le cover delle più celebri riviste internazionali. Ha collaborato con i migliori fotografi e lavorato con le case di moda più prestigiose, oltre ad essere Direttore Creativo internazionale di Procter & Gamble e responsabile per Max Factor.

Lucia Pica La Direttrice Globale che sta rivoluzionando le collezioni make up

D’origine italiana - di Napoli, città a cui ha dedicato l’ultima collezione primaverile - è la nuova Direttrice Globale del Make Up Chanel e con il suo stile ha contaminato la Maison. Per creare una collezione make up si ispira ai colori che la circondano, unendo arte e vita. Il risultato sono nuance e prodotti che raccontano una storia. Un approccio che sarebbe sicuramente piaciuto a Mademoiselle Coco. 100


Violette Da make up artist a Direttore Globale

Le sue origini parigine sono inconfondibili. Violette incarna la femminilità francese sofisticata, non convenzionale e libera. Ha collaborato con i più celebri fotografi, valorizzando ogni volta la donna che andava a truccare, seguendo il suo concetto di bellezza senza canoni, ma volta solo alla sperimentazione e al divertimento. Si è fatta conoscere dai più anche grazie al suo canale YouTube e al profilo Instagram (@violette_fr) dove racconta il make up in modo aspirazionale e accessibile. È diventata Global Beauty Director di Estée Lauder, collaborando per lo sviluppo del prodotto, la creazione di contenuti digitali, la formazione e le attività di PR. 101


BEAUTY

Charlotte Cho La responsabile del successo dello skincare coreano in Occidente

Ha saputo utilizzare la sua doppia origine - coreana e americana per diffondere nel mercato US la K-Beauty mania, attraverso il suo e-commerce, Soko Glam. Considerata una delle principali responsabili della diffusione in Occidente della cultura coreana dello skincare, Charlotte Cho vende attraverso il suo sito numerosi beauty brand coreani, rendendone facile la reperibilità nel mercato statunitense e contribuendo a diffondere informazioni, esperienze dirette e trend, attraverso una sezione specifica del sito. Soko Glam è diventato in breve tempo il più importante retailer di prodotti di bellezza coreani in USA. Cho è inoltre autrice del libro The Little Book of Skin Care: Korean Beauty Secrets for Healthy, Glowing Skin.

Emily Weiss Da blogger a imprenditrice del momento

Forse il suo nome non vi dirà molto, ma sicuramente quello del suo brand sì: Glossier, il marchio di skincare e make up più amato in USA e non solo. La Weiss ha iniziato la sua carriera con il blog Into The Gloss e ha avuto la capacità di trasformare i suoi follower in clienti. Utilizzando le proprie esperienze editoriali e sfruttando al massimo i suggerimenti di chi la seguiva, ha creato una linea cosmetica composta da prodotti facili da usare che “facessero sentire bene” le consumatrici, secondo lo slogan del brand. Da un investimento iniziale di $700 dollari per il blog, è arrivata a fatturare $34 milioni con la sua azienda. Emily ha di recente annunciato di aver ricevuto nuovi investimenti, arrivando alla cifra di $86 milioni. Quando all’inizio della sua start up ha bussato alle porte di numerose società per cercare finanziatori, ha ricevuto sempre un no come risposta. La prima a credere in lei? Una donna.

Charlotte Tilbury La sua linea beauty batte i record di fatturato

Tra le più celebri al mondo, Charlotte Tilbury è la make up artist che si nasconde dietro ad alcune delle più belle cover di moda e campagne pubblicitarie beauty di grandi Maison, oltre ad essere stata Make Up Director di moltissime sfilate e truccatrice di riferimento di molte star, tra cui Kate Moss, Sienna Miller e Miranda Kerr. Il suo lavoro è stato inoltre premiato con prestigiosi premi (ben 120), sia a livello di artista che di bussiness woman, grazie alla sua linea omonima. Il suo brand di make up e skincare ha rappresentato il più grande lancio dei magazzini Selfridges a Londra a livello di volume di affari. La sua linea è distribuita in 37 paesi in tutto il mondo. 102


Lisa Eldridge Da beauty guru su YouTube a Direttrice Creativa

Siamo sicuri che quando la giovane Lisa Eldridge iniziò a lavorare nel corner della Maison nei grandi magazzini Harrod’s non avrebbe mai immaginato che un giorno sarebbe diventata Direttrice Creativa proprio di Lancôme. Nota al grande pubblico grazie al suo blog e al suo canale YouTube da quasi 2 milioni di iscritti, è la make up artist di fiducia di molte star, la cui Kate Winslet. Alla guida artistica del brand, porta tutta la sua eleganza e capacità di vivere il make up in modo effortless chic.

Linda Cantello La mente creativa dietro Giorgio Armani Beauty

Dagli studi artistici a Londra ai backstage di tutto il mondo e ai servizi fotografici internazionali con i nomi più famosi: Linda lascia che sia il suo lavoro a parlare per sé. Non ama apparire, ed è come quei registi che restano dietro le quinte a godere a pieno la bellezza della loro opera. Ciò che la rende unica è il suo senso estetico che interpreta la femminilità raffinata e moderna. Dalla delicatezza della sua visione, nasce il sodalizio con Giorgio Armani Beauty, per cui è International Make Up Artist da molti anni, curando i look delle sfilate e lavorando alla creazione dei nuovi prodotti. Si deve a lei la tonalità di rossetto rosso perfetto, Rouge 400, né troppo freddo né troppo caldo, divenuto immediatamente un’icona. Con re Giorgio comunica senza bisogno di troppe parole, come per osmosi, creando insieme i codici Armani. E non potrebbe essere altrimenti per due titani che hanno reso anche la linea Beauty un grandissimo successo.

Laura Nelson La start upper che fa concorrenza ai big

Può capitare nel mondo delle start up beauty che anche i piccoli brand facciano tremare quelli ben più grandi. È il caso di Colourpop, brand made in California, fondato da Laura Nelson, insieme a suo fratello John. Inizialmente venduto solo sul loro sito internet, Colourpop, forte di un grandissimo successo internazionale, è sbarcato anche da Sephora US e siamo sicuri che arriverà presto anche in altri paesi del mondo. Il segreto di questo successo? I prezzi estremamente competitivi (un ombretto costa $5), affiancati da un’ottima qualità e dall’innovazione dei nuovi lanci.

Balanda Atis Ha rivoluzionato il mercato del fondotinta

Si occupa di Ricerca e Innovazione presso L’Oréal USA ed è capo di L’Oréal Women of Color Lab. Si deve alla chimica cosmetologa Balanda Atis la rivoluzione che sta portando non solo L’Oréal, ma sempre più numerosi brand, ad allargare il ventaglio cromatico dei loro fondotinta, inserendo il segmento dedicato alle donne di colore. È grazie al suo impegno che fondotinta come Teint Idole Ultra Wear di Lancôme possono vantare ben 40 tonalità che si adattano a ogni incarnato. 103


BEAUTY

Beauty Inspiration Fragranze racchiuse in ampolle scultoree, rossetti che si svelano in scrigni d’autore e palette ispirate alle passerelle. Mai come oggi il mondo della bellezza incontra quello del design e della moda dando vita a nuove e coinvolgenti forme d’arte

ROUGE G Guerlain

Design laccato È una lunga storia d’amore quella tra Guerlain e il rossetto, sbocciata nel 1870 con il lancio della versione in stick evolutasi negli anni a esemplare di culto, fino al culmine del 2009 quando sotto la direzione artistica di Olivier Echaudemaison nacque Rouge G, il primo rossetto bijou di lusso con doppio specchio integrato. Forgiato come un gioiello prezioso dal famoso gioielliere Lorenz Bäumer, è un oggetto di design oltre che beauty, ertosi a status symbol e oggi riproposto in una nuova veste, che cambia completamente le regole del gioco. Fortemente pigmentato e incredibilmente luminoso, la sua formula nutre, leviga e rimpolpa le labbra grazie a sfere acide ialuroniche, burro di mango e olio di jojoba. Trenta le tonalità, tutte irresistibili, dai must have, alle audaci, fino a quelle più ricercate e da collezione. Ma è il design soprattutto a conquistare, unico nel suo declinarsi in diverse tipologie e varianti accumunate da un estetismo portato all’estremo. Oro, rosa laccato, fantasia, marmo, eco-pelle e animalier, ogni mood appartiene a una donna differente, o forse alla stessa, in grado di impersonare diverse anime pur rimanendo se stessa.


RUNWAY Giorgio Armani Beauty

Make-up prêt-à-porter Ispirandosi al prêt-à-porter primavera-estate 2018 di Armani che sposa arte e moda con l’eleganza sofisticata e lineare dei codici di stile della maison, Linda Cantello, International Make-up Artist Giorgio Armani, ne ha sfumato ulteriormente i confini per creare la nuova Runway make-up collection. Il kit in limited edition Giorgio Armani Runway Blend & Layer Couture si ispira al sorprendente potere dei contrasti e usa tre fluidi multi-uso Blend & Layer e una matita Waterproof Smooth Eye Pencil per porre in risalto l’espressione artistica libera e istintiva di ogni donna. Realizzati nelle nuance White Sheer, Fuchsia Velvet e Nude Sheen offrono una palette creativa per realizzare look su misura moderni e sofisticati e grazie a formule multifunzionali e texture fluide possono essere sovrapposti su palpebre e zigomi, labbra e guance, per generare sempre diversi colori e coni di luce. Contemporaneamente, la matita Waterproof Smooth Eye Pencil traccia linee nere grafiche e lucide in contrasto con la luminosità dei fluidi. Anche la custodia, una pochette rosa e nera, si ispira alle sfilate Armani riprendendone l’eleganza, unica e insostituibile.


JASMINE SAMBAC & MARIGOLD Jo Malone

L’alba dei gelsomini indiani Il gelsomino d’Arabia è il Re di tutti i gelsomini e per racchiuderlo nella nuova colonia intensa e vibrante, Jasmine Sambac & Marigold, l’Head of Fragrance Development di Jo Malone, Céline Roux si è messa in cammino viaggiando per l’India. «Ho immortalato il momento in cui il fiore viene colto, molto presto al mattino, quando i boccioli si sono appena schiusi, circondati da distese di campi immobili e donne bellissime in sari che si prendono cura di loro come fossero preziosissime gemme.» Brillanti e freschi di rugiada, si esaltano in contrasto con l’ylang ylang esotico e la calendula, ingrediente fruttato dalle sfaccettature aromatiche piuttosto insoluto in profumeria. Affascinante, intensa e attraente, la fragranza sul finale è avvolta dall’intensità della resina di benzoino e circondata dal calore della vaniglia e dell’ambra. Una perfetta armonia di profumi che insieme catturano l’esuberanza del mercato indiano dei fiori.


NARCISO EAU DE PARFUM

ROUGE Narciso Rodriguez

Il colore della seduzione «Amo il colore nella sua massima purezza, evoca emozioni profonde e viscerali.» A svelare l’identità di Narciso Eau De Parfum Rouge è lo stesso Narciso Rodriguez, che traccia un racconto sviluppato seguendo la trama della seduzione. Questo nuovo capitolo olfattivo è voluttuoso e ammaliante, e incarnando la quintessenza della femminilità esplora le profondità della passione. Dopo il candore della fragranza originaria, la seduzione delicata color cipria dell’Eau De Parfum poudrée e il nero misterioso e ipnotico dell’Eau De Toilette, un altro colore detta il passo dell’esclusività narcisista di una linea ormai divenuta cult: il rosso Tangerine, emblema di una bellezza radiosa. L’alchimia dell’attrazione si rinnova in questa nuova fragranza che tenta e seduce con la sua rara intensità e le vibranti note calde: il classico cuore di muschio è animato da un delicato bouquet floreale di rosa bulgara e iris, mentre le vivaci note legnose di tonka, vetiver, cedro bianco e nero e d’ambra aggiungono impeto. Trascendente e atemporale, Narciso Eau De Parfum Rouge ammalia in modo nuovo, svelandosi ma allo stesso tempo celandosi in un cubo trasparente dal design essenziale, la cui purezza si riflette anche nell’astuccio. 107


GUCCI

BLOOM ACQUA DI FIORI

Beltà e freschezza di gioventù La spensieratezza della giovinezza e delle amicizie femminili, a volte sussurrate, altre urlate con gioia. Legami indistruttibili che si alimentano di trame create per resistere al tempo. Sono queste relazioni autentiche a rivelarsi sotto forma di profumo nel nuovo capitolo di Gucci Bloom: Gucci Bloom Acqua di Fiori, una fragranza fresca che racchiude la bellezza dell’innocenza inconsapevole. Creata dal maestro profumiere Alberto Morillas, l’essenza conserva i codici tipici di Gucci Bloom, evocativi di un giardino in fiore, ma li tinge di verde leggerezza. Con la sua fresca intensità i toni sottili delle foglie di Galbano bilanciano la speziatura delicata del ribes nero, svelando un cuore che racchiude il gelsomino, il Rangoon Creeper e la tuberosa di Gucci Bloom; e una base sensuale di muschio e legno di sandalo che comunica vigore e profondità. Insieme, le note del profumo volteggiano come una cascata floreale ripresa anche nella confezione impreziosita dalla stampa Herbarium in una nuova sfumatura cromatica. Il tono di verde del motivo toile de jouy con foglie, rami di ciliegio e fiori riflette il carattere del profumo e il suo messaggio di energia e freschezza, affidato nella campagna alle testimonial Dakota Johnson, Hari Nef e Petra Collins.


LIVE IRRÉSISTIBLE

BLOSSOM CRUSH

Givenchy

Colpo di fulmine floreale L’amore imprevedibile, quello che coglie all’improvviso e spariglia le carte della vita ma, allo stesso tempo, le rimette in ordine. Blossom Crush, la nuova variazione di Live Irrésistible di Givenchy, esalta un momento di pura gioia descrivendone l’essenza secondo codici olfattivi inaspettati. Frizzante ed energica, l’Eau de toilette svela un bouquet floreale dalla femminilità sorprendente che non cede mai il passo alla prevedibilità ma si affida alle note dei petali freschi e delicati, reinterpretate con la fava di cacao, un ingrediente inaspettato che posiziona la fragranza su corde dolci-amare. Un incontro sfavillante, un colpo di fulmine che toglie il fiato per poi abbandonarsi alla purezza della peonia e alla delicatezza della rosa, firma olfattiva della linea Irrésistible. Un carattere deciso espresso anche dalle borchie che ornano il flacone e dal volto scelto per dare vita al nuovo sogno Givenchy: la giovane e carismatica attrice francese Lou de Laâge.


No.78

THE CLUB

POSH THE LUXURY MAN

Club

the

a cura di Enrico Cammarota

CAR

YACHT

FASHION

Maserati Levante MY 2018 Gran Lusso

Invictus Yacht 370 GT Special Edition

Businessman

Ansel Elgort per L’Homme Prada L’Eau Campaign Courtesy of Prada

PARFUM

L’Homme Prada L’Eau Cartier Parfum Déclaration

FOOD

Enrico Crippa

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THE CLUB

Il fascino del SUV Vento di levante

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Il primo Sport Utility Vehicle Maserati è un mix di tecnologia ed eleganza tra i più ricercati nel mondo, anche per l’assoluta italianità. Posh l’ha testata nel deserto del Dubai: esperienza unica e affascinante

di Maurizio Bertera

I

puristi saranno perplessi all’idea di “rovinare” un gioiellino del Tridente nel deserto ma è nel deserto di Al Wadi - siamo negli Emirati Arabi Uniti - che Maserati ha deciso di presentare il Model Year 2018 di Levante, la sua prima Suv. Subito le novità della seconda stagione: la più importante è rappresentata dallo sterzo elettrico. In passato il feeling era garantito da un elemento idraulico, ora si è passati alla soluzione condivisa da Ghibli e Quattroporte. «Offre maggiore precisione ed efficienza in ogni situazione, al di là della sensazione di un piacere di guida ai massimi livelli» sottolinea Alberto Zingarelli, Levante model responsible. È stata anche una scelta studiata per supportare i sistemi Adas (Advanced Driver Assistance Systems) al debutto sul mezzo: il LKA che interviene sullo sterzo per mantenere la Levante all’interno della

propria corsia; l’HAS in collaborazione con radar, sensori e sistema di navigazione che mantiene constante la distanza dal veicolo che si sta seguendo, pure quando si affronta una curva; l’ABSA che, nell’eventualità di un sorpasso “azzardato”, sterza la vettura in modo tale da evitare l’impatto rispetto all’auto che stava sopraggiungendo. La disinvoltura dei guidatori locali e il traffico da GRA (nelle ore di punta) intorno alla capitale degli Emirati Arabi Uniti ci hanno permesso di saggiarne l’efficacia. Ai tre sistemi si è aggiunto il TSR, l’unico che non si relaziona con lo sterzo, dato che si tratta del dispositivo in grado di leggere i cartelli stradali. La curiosità non era vedere la Levante in azione sulle strade veloci e ben asfaltate dell’Emirato ma nel deserto - dove rocce acuminate spuntano in mezzo a sabbia finissima - di Al Wadi, affrontato con sospensioni alla massima estensione (ce ne sono sei per la cronaca), la modalità di guida off-road (le altre sono Normal, Sport e Ice) e i poderosi Pirelli 295/40 R20.

MASERATI Levante MY 2018 Gran Lusso Deserto di Al Wadi, Emirati Arabi Uniti


MASERATI Levante MY 2018 Gran Lusso ©Lorenzo Marcinno

Lasciando ai piloti professionisti le evoluzioni da film sulle dune - se vi capita, guardatele in rete - abbiamo guidato la Levante a saliscendi impegnativi “giocando” con il paddle per dare gas quando necessario, ed evitare insabbiamenti. Impostazione “off road”, cambio in manuale, gomme leggermente sgonfiate per l’occasione. Prima, seconda e via a tutto gas, per superare senza difficoltà le dune. Alla Levante, potenza e coppia non mancano, e la gestione elettronica della trazione integrale Q4 fa il resto. Accompagnati dai driver Maserati e da guide locali, muoversi sulla sabbia è semplice, e anche divertente, perché la scivolata è più controllabile di quella sulla neve, a patto di mantenere un’anda114

tura sostenuta. Nell’unico caso (era scontato non fare percorso netto…) in cui l’auto è affondata, siamo usciti dalla sabbia manovrando rapidamente lo sterzo e ritrovando l’aderenza. Ottimo l’assorbimento delle sospensioni sulle parti rocciose e mai in vera difficoltà la tenuta di strada, grazie ai sistemi del Maserati Stability Program. Come si è comportato il mitico tre litri V6? A parte il sound - ancora più inconfondibile nel silenzio di Al Wadi - come detto basta tenerlo vivo per non avere problemi. Nel nostro caso era il 275 Cv diesel, gli altri sono il 250 Cv sempre a gasolio e i due benzina, con potenza di 350 e 430 Cv. Per rendere la selezione più interessante, Maserati ha ampliato la gamma introducendo


MASERATI Levante MY 2018 Gran Lusso Dettagli degli interni ©Lorenzo Marcinno

gli allestimenti Gran Lusso e Gran Sport sulla falsariga della Ghibli. Quindi interni raffinati (sedili con rivestimenti Zegna, inserti di legno in plancia, impianto audio Harman/Kardon e le nuove portiere soft-close) per il primo e numerosi tocchi (paddle al volante, pedaliera traforata, sedili sportivi, spoiler posteriore…) per dare un’indole meno dolce e più aggressiva. Il listino è di categoria: si parte da 72.995 euro per la V6 250 Cv e si arriva a 101.675 euro per V6 430 Cv Gran Sport. L’obiettivo principale appare la crescita lontano dall’Italia: per ora Cina e America hanno assorbito oltre il 60% della produzione che a fine anno dovrebbe rappresentare il 55% delle vendite totali del Tridente.

«A noi fa piacere anche un altro aspetto - spiega Enrico Billi, product planning responsible - Il 70% di quanti hanno comprato la Levante possedeva una Suv di un altro brand e il 90% non aveva mai acquistato una Maserati.» E il 100% non l’avrebbe immaginata ad affrontare il deserto. 115


THE CLUB

Unexpected Collaboration Invictus Yacht 370 GT Special Edition

L’azienda leader nella nautica incontra lo stile raffinato di Anna Fendi per il nuovo daycruiser di lusso, perfetto anche come maxi tender per superyacht

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Invictus Yacht 370 GT Special Edition


Interni

Esterni

Area di Prua

Dettaglio della fibbia

«Per arredare questa barca sono partita dal concetto di viaggio e mi sono ispirata ai vecchi bauli di pergamena e di pelle di bulgaro», racconta Anna Fendi. «Seguendo una linea cromatica ben definita e proponendo materiali un po’ insoliti nel mondo dello yachting, ho cercato di arredare questo piccolo gioiello del mare in maniera unica. Ho sempre adorato le barche di queste dimensioni, perché mi danno il senso dell’intimità, dell’avventura e della misura. Con Christian Grande abbiamo cercato di studiare ogni singolo dettaglio e di creare un qualcosa di bello e molto funzionale.»

Q

uello tra Christian Grande e Anna Fendi deve essere stato un incontro davvero fortunato. Da un lato uno dei più giovani designer italiani a essere entrato nel palmares dei nomi di riferimento dello yacht design, cominciando sin dal 1992 a concepire imbarcazioni innovative e spesso “coraggiose”, e successivamente riconosciute quali pietre miliari del design nautico, con all’attivo più di 100 progetti di yacht portati a compimento, e oltre 15 awards internazionali ottenuti. Dall’altro lato la stilista e imprenditrice romana, erede della celebre famiglia della moda. Entrambi ritrovatisi per caso nel salone di Villa Laetitia, il boutique hotel sulle sponde del Tevere di proprietà della famiglia Fendi Venturini, dove la complicità di un’alchimia estetica ha fatto il suo dovere, portandoli a una collaborazione unica. I due protagonisti di questa storia sono gli artefici del nuovo Invictus Yacht 370 GT Special Edition, nato sulle orme del 370 GT, il modello che ha conquistato il mondo della nautica fin dalla sua presentazione al Cannes Yachting Festival 2016 grazie alla

sua potente carena, la prua semirovescia, l’eleganza degli interni e all’alto livello di personalizzazione. Uno yacht pluri-premiato che si fa garante di un livello di innovazione ed eleganza, come anche di comfort e prestazioni, totalmente nuovi in questa categoria e che, con la Special Edition, aggiunge un nuovo livello di esclusività grazie alla reinterpretazione del decor e degli arredi interni firmati dalla celebre stilista Anna Fendi. Un daycruiser di lusso, perfetto anche come maxi tender per superyacht. Lo studio del concept ha portato il duo creativo alla scelta del layout con la dinette a prua e la cabina armatoriale a tutto baglio. Una grande varietà di finiture opache e lucide aggiungono calore e consistenza ai toni talvolta monocromatici, come le superfici nere caratterizzate da una cromatura metallica grazie alla lavorazione con nickel nero ottenuta con la tecnologia del PVD. Una vellutata finitura d’avorio è stata invece applicata sugli arredi in legno Tanganica White frisé in modo tale da esaltare la percezione di morbidezza del materiale. Colori che si richiamano a vicenda anche sui tessuti, dal divano in un caldo ciniglia alle tende di lino incorniciate da inserti in pelle.

Un altro segno distintivo di Anna Fendi include i motivi di design che si ispirano agli accessori da viaggio. Il guardaroba nella cabina armatoriale è stato disegnato per ricordare proprio i classici bauli da viaggio e rifinito con una combinazione di nappa e pelle nera lucida con dettagli metallici. L’arredo della dinette mantiene il medesimo stile e comprende un mobile che sotto il suo piano sollevabile accoglie le bottiglie di vino, i bicchieri e il vasellame: un classico della Collezione Anna Fendi. Un ultimo tocco è la paratia prodiera a specchio con cornice in metallo, anch'esso nero che vuole essere un tributo al boutique hotel Villa Laetitia, restaurato dalla designer negli interni. Lo stesso stile e la stessa attenzione al dettaglio si estendono al pozzetto, dove il ponte in teak è posato a spina con comenti avorio, mentre i divani sono decorati con cinghie in pelle nera e fibbie che portano impressa la firma di Anna Fendi. Semplicemente attenta e raffinata, la cura dei particolari, esaltata dalla livrea avorio dello scafo che contrasta con le finestrature e i bordi neri. A.I

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THE CLUB

Businessman Il lusso sofisticato per uomini d’affari

di Anna Rita Russo

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n American Gigolò Richard Gere sceglieva il suo stile in maniera impeccabile e la sua immagine in abito formale acquistava quell’aria sexy e di classe difficile da dimenticare. Ma ancora oggi, nell’era moderna, il businessman ha sempre un certo fascino. Che sia elegante, trendy, rigoroso, casual il completo maschile seduce in ogni occasione. Così l’abbigliamento da ufficio diventa sempre più presente sulle passerelle e si fa più interessante che mai. Attualizzato, contemporaneo, over, con richiami colorati e rétro, dall’allure non convenzionale. I nuovi abiti conquistano un ruolo da protagonista per la primavera estate 2018, nei look dalle nuance pastello fino a total black. Purché sprigionino quell’eleganza da true gentleman.

Fendi S/S 2018

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Both refined and intense Ambivalente sintesi dell’uomo contemporaneo, in bilico tra i lati contrastanti della sua personalità

Cartier Parfum Déclaration

L’Homme Prada L’Eau

Un ritorno alla sostanza

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reata nel 1998 dal profumiere Jean-Claude Ellena, l’Eau de toilette Déclaration ha segnato una generazione. A questa fragranza culto Mathilde Laurent rende omaggio oggi con una nuova versione: il Parfum. Una reinterpretazione moderna che raccoglie l’eredità del passato. Fedele alla forza del legno di cedro del profumo originario, ne accentua le sfaccettature boisé con note orientali e sensuali che enfatizzano la sensazione di intensità. L’abbraccio maschile si dichiara nell’avvolgente tenerezza di un cuoio ammorbidito dal tempo.

La fuga ideale

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mbra e iris si fondono con zenzero rosso, cardamomo e neroli, mentre note di mandarino verde esaltate dal legno di sandalo introducono una nuova tensione. L’Eau è come una giornata inondata di luce e brezza, in cui tutto è perfettamente chiaro. Il flacone in vetro ha una chiusura in metallo a contrasto ed è decorato da tonalità classiche, una combinazione di Saffiano azzurro su fono metallico argentato. Il contrasto prosegue sul packaging esterno, con dettagli neri stilizzati. 119


THE CLUB

Lo Chef delle stelle In occasione della selezione italiana di Bocuse d’Or incontriamo Chef Crippa

Siamo stati ad Alba, località piemontese immersa nella regione delle Langhe, per incontrare lo chef 3 stelle Michelin, Enrico Crippa, del ristorante “Piazza Duomo” e farci raccontare il mondo Bocuse d’Or, lo speciale concorso internazionale di alta cucina che vede primeggiare l’Italia di Alessandro Iacolucci

Martino Ruggieri

Accademia Bocuse d'or Italia ph Lido Vannucchi

U

n po' schivo di fronte ai giornalisti, perfettamente a suo agio mentre ci mostra il box della cucina riprodotta come l’originale location di Lione dove si terrà la finale di Bocuse d’Or, ma anche come quella di Torino in cui il candidato Martino Ruggieri si allenerà fino a giugno 2018. In occasione della selezione Bocuse d’Or Europe (11 - 12 giugno) e di cui Ruggeri è candidato italiano, l’accademia che oltre a vedere protagonista Chef Crippa nei panni di presidente onorario e guida, vedrà muoversi tra Torino e tutta la regione delle Langhe - la casa del tartufo - una serie infinita di eventi “Off ” mescolando ingredienti ad hoc per un palinsesto che va dalla cultura, toccando i luoghi dell’arte razionalista del Ventennio, 120

barocca e medievale del capoluogo piemontese, fino all’enogastronomia. Sarà innumerevole l’inbound tra team, task force e appassionati di alta cucina che faranno il tifo ognuno per il proprio Paese di provenienza, ma pronti a non perdere le privilegiate degustazioni dei vini di Land of Perfection con il consorzio di vitigni che accompagneranno anche le pietanze in gara, tutti rigorosamente DOC e DOCG, come l’Asti, il Barbera, il Gavi o il Roero Arneis. Posh ha raggiunto chef Crippa nel suo territorio per scoprire come viene vissuta una delle gare gourmet tra le più appassionanti di sempre, e per capire quanto sia importante per l’Italia arrivare alla finale e vincerla. Nessuno dei nostri chef si è spinto così lontano, solamente Carlo Cracco nel 1999 si è guadagnato un quarto posto.


Cosa rappresenta l’Accademia Bocuse d’Or nel settore della cucina internazionale e cosa per l’Italia?

Paul Bocuse è stato un grandissimo cuoco e al tempo stesso icona per tutti i cuochi, promotore della nouvelle cusine e quindi della moderna cucina internazionale. Avere l’Accademia Bocuse d’or Italia a Roddi, tra Langhe e Roero, porta con sé una internazionalizzazione del territorio e della sua tradizione gastronomia. Il concorso Europeo è una organizzazione già fortemente rodata e sa muoversi nelle varie nazioni con grande capacità, noi di Accademia Bocuse d’or Italia l’accompagneremo verso la creazione di un evento da ricordarsi. Martino Ruggieri è il candidato italiano, ce lo descriva in tre aggettivi.

Ricercatore, geniale, caparbio.

Che tipo di impegno richiede la partecipazione alla competizione e come vi siete organizzati per Ruggieri?

Il caro Martino avrà a disposizione, qui ad Alba, un training center appositamente allestito per i suoi allenamenti, dove avrà a sua disposizione sia me come guida che un grande team che sarà in grado di guidarlo in ogni sua scelta. L’accademia Bocuse d’Or Italia si fa carico delle spese sostenute da Martino Ruggieri e del suo team, i quali devono solo essere disponibili per il tempo corretto da dedicare al progetto. Qual è la caratteristica che deve avere uno chef e che consiglio darebbe a un giovane che vuole intraprendere questa carriera?

Perseveranza, umiltà, voglia di crescere e confrontarsi, grande spirito di sacrificio. Il consiglio è quello di viaggiare, mettersi in gioco e non darsi mai per vinti. Secondo lei l’Italia investe in queste iniziative, ci crede?

Fino al 1 ottobre 2017 l’Italia ha seguito passivamente il progetto, ma da quel giorno l’attenzione c’è stata, in modo molto forte e a fianco di sponsor commerciali, dei grandi cuochi italiani e delle Istituzioni, regionali, come l’assessorato al Turismo e alla Cultura, quelle locali, come l’Ente Turismo Langhe e Roero e l’Ente Fiera del Tartufo affiancata dai consorzi territoriali per la valorizzazione dei prodotti di Langhe, Roero e Monferrato. Il sostegno avuto ci dà molta fiducia per il proseguimento del progetto. A livello italiano che cosa può significare una vittoria?

Finalmente potremmo dimostrare che le nostre buonissime preparazioni storiche come salumi, formaggi, pizza e pasta non sono le sole a rendere meravigliosa la nostra cucina. Con Martino riusciremo a fare conoscere l’alta gamma delle preparazioni culinarie. Lei come vive la presidenza onoraria di questa associazione e che tipo di contributo vuole offrire?

Certo è molto impegnativo rappresentare l’Italia attraverso l’Accademia, ma non mi sento solo in questo progetto, infatti con me ci sono tutti i cuochi Italiani, dai commis agli chef, e questo mi rincuora. Con la mia presenza porto notorietà, conoscenza ed esperienze di cucina e di prodotto, e con l’aiuto dell’Accademia e di chi la compone portiamo tutte le competenze necessarie. Un esempio, su suggestione della nostra social media manager stiamo lanciando una campagna di crowdfunding per sostenere il nostro candidato, una raccolta fondi che ci permetterà di predisporre utensili speciali e tutto il necessario al concorso. Chi sono gli altri protagonisti che la spalleggiano in questa competizione italiana?

Luciano Tona Direttore di Accademia e i componenti del team, il presidente dei JRE, il presidente nazionale della FIC, il presidente di Ambasciatori del Gusto e il presidente de Le Soste, inoltre un caro amico che ci sta supportando, lo chef Nicola Portinari. Personalmente quando ha capito che la sua passione per la cucina sarebbe diventata una brillante carriera?

Con il tempo e lo scorrere delle mie esperienze: mi sono appassionato da piccolo alla cucina guardando mio nonno fare la spesa al mercato e mettersi all’o-

Lo chef Enrico Crippa ph Bruno Murialdo

pera alla stufa di casa, ho avuto poi la fortuna di lavorare a fianco di grandissimi maestri e di poter incontrare la cultura alimentare di diversi Paesi del mondo. Tutto questo ha contribuito alla mia crescita umana e professionale. 2006, 2009 e 2012. Una stella Michelin per anno, qual è stato secondo lei il contributo più importante che è riuscito a dare alla cucina?

Il contributo che posso dare è tutto nel lavoro svolto in questi anni a Piazza Duomo, la messa a dimora del nostro orto e l’attenzione alla selezione e alla preparazione dei vegetali. Ho conosciuto la famiglia Ceretto (i proprietari del ristorante, ndr) e sono giunto ad Alba nel 2003 per costruire insieme il progetto. Ho grande stima e affetto per loro, sono la mia seconda famiglia. Ho cercato di focalizzarmi sulla valorizzazione massima dell’ingrediente “verde” e spero che questo messaggio riesca ad arrivare chiaro nei piatti che proponiamo e trasmetta le giuste emozioni ai nostri ospiti. Qual è il suo rapporto con la terra?

Ci siamo dotati di un orto coltivato secondo l’agricoltura biodinamica. Mi fa piacere essere stato uno dei precursori in tal senso ed è bello vedere che si sia spostata l’asticella della qualità delle materie prime utilizzate e della loro naturalità, sintomo di una maggiore attenzione alla nostra salubrità e a quella dell’ambiente che abitiamo. Tornando alla formazione, secondo lei cosa manca nelle scuole alberghiere di oggi e come può essere migliorata l’offerta?

Sicuramente ci sarebbe bisogno di dedicare più tempo alle esercitazioni pratiche, aggiornare metodologie di insegnamento e argomenti proposti: il mondo della cucina va veloce e non sempre le nostre scuole seguono un ritmo adeguato. 121


POSH

No.78

Travel Leisure &

a cura di Enrico Cammarota

Myconian Villa

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Mykonos, Grecia ph Christos Drazos


TRAVEL & LEISURE

Excellence as lifestyle Kandima Maldive


Nella laguna di Dhaalu, due ristoranti ottengono prestigiose nomination internazionali, svelando una nuova eccellenza in una destinazione che riserva sempre esclusive sorprese. Fra la privacy di questi atolli, luxury expericence e servizi privati che non finiscono mai di stupire


«Abbiamo fatto in modo di garantire ai nostri ospiti un nuovo approccio e una nuova esperienza gastronomica.»

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cque da sogno, suite incantevoli e isolate ma anche qualche novità per quanto riguarda gli intenditori delle nuove tendenze della più raffinata cuisine. A solo un anno dalla sua apertura, Kandima Maldives raccoglie già i primi riconoscimenti internazionali. Il resort lifestyle infatti, sorto sull’atollo Dhaalu, può già vantare un’offerta riconosciuta di finest food che annovera fra i migliori ristoranti al mondo due dei suoi 10 locali a tema. Hanno infatti ricevuto l’importante nomination ai recenti World Luxury Restaurant Award il ristorante di pesce Sea Dragon - riconosciuto tra i migliori ristoranti di lusso delle Maldive e per la migliore cucina cinese, così come Smoked, nominato nell’edizione scorsa dell’evento di Hanoi tra le migliori steakhouse di lusso alle Maldive. Ai due traguardi si è giunti a conferma di un ottimo cammino, seppur così a ridosso dall’esordio del lifestyle resort dell’atollo. È lo stesso Executive Chef Ken Gundu, originario del Botswana, ad ammettere che «Le persone normalmente non scelgono questi atolli per la loro eccellenza culinaria, ma qui a Kandima Maldives, abbiamo fatto in modo di garantire ai nostri ospiti un nuovo approccio e una nuova esperienza gastronomica» alludendo al concept stesso di arte della cucina, quella che caratterizza il team, volto alla perfezione e alla massima ricercatezza del piatto. 126

Se nel food c’è senza dubbio la prima delle ragioni che spiegano l’ottimismo anche per la nuova stagione di Kandima Resort, sull’isola da tre chilometri, poi, non ci si annoia. Le soluzioni anche per un luxury staying sono in continua evoluzione per la clientela upscale internazionale che sceglie queste spiagge. Spinta che ha definito progetti e nuove iniziative nella struttura, pronti a stuzzicare gli ospiti per far godere loro esperienze uniche fra le celebri acque maldiviane. Dopo solo 30 minuti di volo da Malè, l’oasi di pace e sfumature di blu regala un mondo di opportunità esclusive. È dunque nel servizio personalizzato che si può cogliere la differenza, specie da un operatore che ha un marchio originario del luogo, capace di interpretare al meglio le esigenze di una clientela trasversalmente attratta da simili bellezze ed esclusività. Ecco perché resta sempre al centro del servizio la particolarità di una panoramica Eskape SPA (dove i trattamenti sono a 3 metri dalla riva della laguna) o di sessioni di yoga a qualsiasi ora, private, esclusivamente dove l’ospite desidera ed abbinate ad attività su misura per il solo il benessere, senza compromessi. Come se non bastasse, il resort ha aperto la sua piscina di 100 metri che è la più lunga delle Maldive, conforme al suo wow-spirit ed interpretando il relax degli ospiti delle sue 272 camere, fra studio e villas. Il meglio della libertà, alla conquista di una destinazione che vuole ostinatamente rivelarsi sempre unica, ad ogni viaggio.


«We tried to ensure to our customers a new approach and a new gastronomic experience.»

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reamy waters, enchanting isolated suite , but also some new things, for what concerns the experts of new trends of the most refined cuisine. Just one year after its opening , Kandima Maldives has already gathered the first international recognition. The lifestyle resort in fact, built on the Dhaalu atoll, can already boast a considerable offer of finest food, which counts, among the best restaurants in the world, two of its 10 theme locals. They got in fact the important nomination at the recent World Luxury Restaurant Awards, the Chinese fish restaurant Sea Dragon - recognized among the best luxury restaurants of the Maldives for the best Chinese cooking , just like Smoked, nominated in the last edition of the Hanoi event between the best luxury steakhouses in the Maldives. The achievement of the two goals confirms the great path followed, even if so close to the start of the lifestyle resort of the atoll. And the Executive Chef Ken Gundu himself, coming from the Botswana, admits that «People don't normally choose these atolls for their cooking excellence, but here at Kandima Maldives, we tried to ensure to our customers a new approach and a new gastronomic experience» alluding to the concept itself of cooking art, the one characterizing the team, directed to perfection and maximum refinement of dish.

If in the food there is no doubt the first of the reasons explaining the optimism also for the new season of Kandima Resort, three kilometers from the island, then, we don't get bored. The solutions also for a luxury staying are in continuous evolution, for the international upscale customers who choose these beaches, which defined projects and new initiatives in the structure, ready to tickle the customers, to make them enjoy their unique experiences through the famous Maldivian waters. After only 30 minutes of flight from Malè, the oasis of peace and blue shades opens obviously a world of exclusive chances. So in the personalized service we can catch the difference, especially from an operator who has an original brand of the place, who can best interpret the requests of customers transversely attracted by similar beauties and exclusivity. That's why at the heart of the service there is the particularity of a panoramic Eskape SPA (where treatments are 3 meters far from the lagoon's shore) or of private yoga sessions at any hour, exclusively where the guest wants and matched to activities on measure for the only wellness of the guest, with no compromise. And it is not enough, in fact the resort opened its pool of 100 meters, which is the longest one of the Maldives, in line with its wow-spirit and interpreting for the customers of its 272 between studios and villas. The best of freedom, at the conquest. 127


TRAVEL & LEISURE

My finest aegean escape Myconian Collection Villa – Preferred Hotels & Resorts LVX Collection

Elia Beach, riservata oasi di sabbia solo per celebrities e jetsetters, accoglie residenze private da sogno dove il giusto mix fra sublimi interior, servizi dedicati ed esperienze gourmet offrono all’ospite un piacere esclusivo nel cuore più blu del Mediterraneo

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L’

ultimate luxury experience a Mykonos è in un angolo di paradiso. Di certo leggendaria l’isola, fra le principesse dell’Egeo, oggi le sue spiagge sono tra le mete del momento. Ma lontano dalla ressa, nata per chi cerca autentica privacy a portata di blu, la spiaggia di Elia Beach sulla costa Sud, rappresenta quel gioiello che gli Dei forse già conoscevano e custodivano gelosamente. Non è un caso che per raggiungerla si debba scegliere l’esclusiva struttura Myconian Collection Villa, pensata per pochi intenditori, attenti al dettaglio e all’unicità come vero lifestyle. Nell’universo quasi a sè stante del gruppo Myconian Collection Hotels & Resorts gravitano infatti Myconian Utopia Resort - parte dei Relais & Chateaux Myconian Avaton Resort, membro dei Design Hotels, i Myconian Imperial e Royal Myconian Resorts, entrambi annoverati nei prestigiosi Leading Hotels of the World, nonché appunto anche la selezione di camere del Myconian Villa Collection (Preferred Hotels e Resorts LVX Collection) aperto su Elia Beach solo per alcuni viaggiatori. 130

Un affaccio mozzafiato dalle sue poche camere, per giochi di riflessi fra cielo e mare, spazi generosi dedicati agli ospiti sono solo alcuni degli elementi che traducono il lusso in questo piccolo cameo dell’isola dove - oltre a proposte sempre gourmet (dall’american champagne breakfast al cabanes fine restaurant per romantiche cene in spiaggia) - si può accedere a un servizio di private chef di altissimo livello e mantenere tutta la privacy che si desidera, dopo un bagno nella infinity pool deck o la private Jacuzzi della propria Elegant Suite o della propria In-House Villas. Ambienti in stile contemporaneo e basati sull’essenzialità del bello, dove il less is more sembra abbia un significato ulteriormente raffinato, la giornata si riempie di infinite esperienze via aria, via terra o via mare in ogni momento, con un servizio che pecca forse solo in generosità. Limousine, private yacht charter o concierge, butler o chef per qualsiasi situazione, sono solo alcuni dei dettagli di un servizio a cinque stelle che non teme sfide, abituato a esaudire un ampio scenario di richieste ma del tutto possibile.

Non da meno poi l’attenzione al benessere fisico: il completo relax è l’unica parola d’ordine. Se la bellezza era la prerogativa degli dei greci, non manca infatti in questo limbo sospeso fra leggenda e realtà una Myconian Villa Rejuvenation Spa, in cui non solo i sensi ma anche il corpo si abbandona alle sofisticate tecniche che restituiscono tempo e rigenerazione ai tessuti, con formule esclusive come il Pro-Collagen Quartz Lift facial oppure l’Exotic Frangipani Body Nourish Wrap by Elemis ed altre ancora, trattamenti capaci di donare immediato sollievo e luminosità alle ombre degli anni. Nello spazio benessere ci si concentra poi sui benefici di natura e scienza per lenire anche gli effetti del sole, alleato di solo piacere che sull’isola splende quasi senza sosta, grazie a specifici programmi di scrub, delicati, a base di lavanda e sali della Turchia per una abbronzatura uniforme. Non certo meno piacevoli i rituali Chill Out body massage con conchiglie riscaldate, ideali a fine giornata, per concedersi quei dettagli d’unicità che si materializzano solo in uno scenario (realmente) divino.


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he ultimate luxury experience in Mykonos is placed in a corner of paradise.The island, between the Aegean princesses, is of course legendary and today its beaches are among the destinations of the moment. But far from the crowd, for who wants a real privacy near to the blue, the Elia Beach on the South coast represents that jewel that maybe gods already knew and kept jealously. It is not a case that to reach it we must choose the exclusive structure Myconian Collection Villa, conceived for few experts, careful to details and uniqueness as real lifestyle. In the almost isolated universe of the group Myconian Collection Hotels & Resorts, in fact we find Myconian Utopia Resort - part of the Relais & Chateaux - Myconian Avaton Resort, member of the Design Hotels, the Myconian Imperial and Royal Myconian Resorts, both numbered in the prestigious Leading Hotels of the World, and also the selection of rooms of the Myconian Villa Collection (Preferred Hotels and Resorts LVX Collection) opened on the Elia Beach just for some travelers.

A stunning view from its few rooms, through games of reflection between sky and sea, wide spaces dedicated to guests are just some of the elements translating luxury into this small island’s cameo where - beyond always gourmet proposals ( from the American champagne breakfast to cabanes fine restaurant for romantic dinners on the beach) - we can have access to a private chef service of very high level and keep all the privacy we want, after a bath in the infinity pool deck or the private Jacuzzi of the personal Elegant Suite or the own In-House Villas. Environments in contemporary style and based on the essential beauty, where the less is more seems to have a more refined meaning , the day gets full of infinite experiences by air, land or sea in each moment, with a service that may err only on the side of generosity. Limousine, private yacht charter or concierge, butlers or chefs for any situation, are only few details of a five stars service which does not fear challenges, ready to fulfill a wide scenery of requests that are absolutely possible. Then also the care for physical wellness is conside-

rable: complete relax is the unique password. If beauty was the prerogative of Greek gods, in fact in this limbo suspended between legend and reality, there is a Myconian Villa Rejuvenation Spa, where not only senses but also body can relax by sophisticated techniques giving back youth and regeneration to tissues, with exclusive formulas such as the Pro-Collagen Quartz Lift facial or the Exotic Frangipani Body Nourish Wrap by Elemis and others more, treatments that can ensure immediate relief and luminosity to the shades of years. In the wellness space then we can focus on the benefits of nature and science to reduce also the effects of sun, ally of only pleasure that on the island shines almost no stop, thanks to specific scrub delicate programs, based on lavender and Turkish salts for a uniform tanning. The Chill Out body massage rituals by warmed shells are not less pleasant, ideal in the end of the day, to get those details of uniqueness that are materialized only in a (really) divine scenery. A.T. 131


Como Luxury lake experience

Villa Sola Cabiati

L’atteso debutto del primo cinque stelle lusso della città firmato Lario Hotels, la rinascita di antiche dimore e ambienti industrial-chic sotto il segno di Hilton, mentre apre le sue porte Villa Sola Cabiati per un’ospitalità d’eccellenza, in una città in pieno fermento. Scenario ideale per le prime fughe di primavera di Antonella Tereo

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on solo industriosa, non solo meta stagionale di star americane. La città di Como è in fermento, novità che conta anche per il mercato upscale. Restyling importanti, aperture sussurrate da tempo e altri debutti a sorpresa - o quasi - sul lago aprono nuovi e antichi spazi della città come quello atteso per la grand opening di Vista Hotel, a due passi dal Duomo, un gioiello che ad aprile apre le sue porte da cinque stelle lusso. Fra i servizi alla clientela, un particolare programma con chef-in-suite, potendo godere così delle prelibatezze gourmet della cucina fra gli spazi generosi e panoramici della propria suite, tutto grazie a uno chef dedicato, come l’opzione esclusiva di un personal butler, nonché concierge specializzato, per ottimizzare il soggiorno alla scoperta del territorio e i suoi servizi più unici e sempre su misura. Del gruppo Lario Hotels (ad oggi, alla quarta generazione nel settore alberghiero d’alta gamma) la struttura rappresenta l’unico hotel di lusso nel centro storico - in quello che per la città è un celebre esempio di architettura, Palazzo Venezia - con le sue 18 suite con vista lago, una confortevole Library, un infinity bar che ben si presta per la bella stagione a ospitare i sunset cocktail di tendenza e infine il ristorante Sottovoce, mentre per lo spazio benessere, la SPA per i clienti dell’hotel è a Villa Fiori, dove sauna, bagno turco, uno spazio come fitness center oltre a varie cabine per i trattamenti sono a disposizione degli ospiti. 132

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ot only industrious, not only seasonal destination of American stars. The city of Como is in flurry, a novelty that influences also the upscale market. Important restyling, long-whispered opening and other debuts by surprise - or almost - open new and old areas of the city on the lake, such as the long-awaited one for the grand opening of Vista Hotel, two steps from the Dome, a jewel that in April will open its five star luxury doors. Between the services for the customers, a particular program with chef-in-suite, allowing so to enjoy the gourmet delicacies of the kitchen through the generous and panoramic areas of the personal suite, all thanks to a devoted chef, and the exclusive option of a personal butler, as well as a specialized concierge. To optimize the stay discovering the territory and its most unique services always on measure. In the Lario Hotels group (today at the forth generation in the hotel field of high level), the structure represents the only luxury hotel in the historical center - the one that for the city is a historical sample of architecture, Palazzo Venezia - with its 18 suites overlooking the sea, comfortable Library, an infinity bar very suitable for the warm season to offer the modern sunset cocktails, and in the end the Sottovoce restaurant, while for the wellness space, the SPA for the customers of the hotel is in Villa Fiori, where sauna, Turkish bath, an area as fitness center beyond different cabins for the treatments are available for the guests.


Il Sereno

Hilton Lake Como Duplex Bedroom

Altra perla della stagione primaverile sullo specchio di Como è senza dubbio Il Sereno, ennesimo esempio di grande classe che nel periodo tiepido ripare la stagione a un paio d’anni dal debutto dell’albergo progettato da Patricia Urquiola e affiliato a The Leading Hotels of the World. Fra le novità del 2018 brilla la prima stella Michelin al ristorante gourmet Berton al Lago, guidato dall’Executive Chef Raffaele Lenzi con la supervisione di Andrea Berton. Poi, non bastasse, gli ospiti quest’anno troveranno finalmente operativa la nuova Spa firmata Valmont, unica sul lago di Como a proporre la linea dagli ingredienti naturali originari della Svizzera del brand di lusso, mentre il centro benessere godrà della particolarità della sua spettacolare location, in quegli spazi dell’edificio originario che sorgevano nella darsena.

Another pearl of the spring season on the mirror of Como is no doubt Il Sereno, umpteenth example of great class, which in the tepid time reopens the season two years after the debut of the hotel projected by Patricia Urquiola and affiliated to The Leading Hotels of the World. Between the new things of 2018 the first Michelin star sprinkles at the gourmet restaurant Berton al Lago, guided by the Executive Chef Raffaele Lenzi with the supervision by Andrea Berton. Then, even more, the guests this year will finally find operative the new Spa by Valmont, unique on the lake of Como to propose the line of natural ingredients coming from the Swiss luxury brand, while the wellness center will enjoy the peculiarity of its stunning location, in those areas of the original building that rose in the basin.

E proprio in materia di benessere, la novità della neonata perla Hilton Lake Como, è senza dubbio eforea Spa & Health Club per gli ospiti che cercano una trasformazione, fisica e spirituale, proiettata al miglior benessere, grazie a numerosi trattamenti e percorsi termali studiati appositamente per il circuito della catena. Dopo il soft opening di gennaio scorso, ora la stagione entra nel vivo per l’hotel appena inaugurato, adagiato a poca distanza da Villa Olmo e dallo stile elegante e moderno, a tratti anche industrial-chic. Fra vetrate e complementi di design, giochi di contrasti e di luce, sistemi di altezze diverse per godere al meglio della sua posizione, il complesso ospita oltre alle camere ben 20 suite dalla caratteristica forma ad attico panoramico, anche su due piani nella Presidential suite. Da non perdere poi, la chicca sulla scena lariana del nuovo cameo di sapore americano: una meravigliosa quanto generosa infinity pool e una vasca idromassaggio con vista lago, mentre per un drink, il rooftop è già nel pieno della sua attività…

And right in matter of wellness, the novelty of the new pearl Hilton Lake Como, is no doubt eforea Spa & Health Club for the guests who look for a physical and spiritual changing , projected to the best wellness, thanks to many thermal treatments and routes appositely studied for the chain's circuit. After the soft opening of last January, now the season gets in the life for the hotel that has just been opened, placed near to Villa Olmo in a modern and elegant style, with also industrial-chic features. Between windows and design complements, games of contrast and lights, systems of different heights to best enjoy its position, the complex welcomes, beyond the rooms, also 20 suite in the peculiar shape of panoramic attic, even on two floors in the Presidential suite. Not to miss then, the tidbit on the scene of the new American cameo: a wonderful as well as generous infinity pool and a hydro-massage tub overlooking the lake, while for a drink, the rooftop is already in its full activity...

Novità tutta primaverile infine quella che inaugura la possibilità di trascorrere il proprio soggiorno presso Villa Sola Cabiati, residenza privata e collegata solo di recente alla proprietà dello storico Grand Hotel Tremezzo. Solo da ora infatti, nelle suite del prestigioso palazzo settecentesco, c’è la possibilità esclusiva di poter pernottare e richiedere servizi esclusivi tailored made. Fra le stanze affrescate e sontuosi arredi d’epoca che la caratterizzano, la Villa apre le porte con la bella stagione alla clientela più esigente che potrà usufruire anche dell’area esterna, ora finalmente attrezzata per barbecue e pool private party, in una cornice d’epoca d’altri tempi e vivendo un’esperienza quasi pied dans l’eau. Le stanze in cui sarà possibile pernottare sono piccoli scrigni di storia e fascino, per non parlare anche delle sole suite bathroom, veri e raffinati ambienti per regali toilette d’altri tempi.

In the end a spring novelty gives the chance to spend one’s stay at Villa Sola Cabiati, private residence recently joined to the property of the historical Grand Hotel Tremezzo. In fact just by now, in the suite of the prestigious eighteenth-century palace, there is the exclusive possibility to stay overnight and require exclusive tailored made services. Between the painted rooms and luxurious furniture typical of that age, the Villa in the beautiful season opens the doors to the most demanding customers, who will enjoy also the external area, which is finally equipped for barbecue and pool private party, in a vintage frame of other times and living an almost pied dans l'eau experience. The rooms where it will be possible to stay overnight, are small caskets of history and charm, considering the only bathroom suite, real and refined environments for toilette gifts of other times. 133


TRAVEL & LEISURE

Unique Treasures Italian Hospitality Collection

Laguna Beach con vista sulla Torre di Chia

La scelta cade sulla bellezza dei luoghi, territori d’incanto nel panorama italiano che si uniscono a resort, hotel e SPA di eccellenza. Ecco il segreto dell’offerta di lusso di Italian Hospitality Collection

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l Belpaese ha le sue sfumature migliori in veri e propri genius loci, luoghi dal carattere unico che racchiudono l’essenza di un patrimonio paesaggistico e architettonico riconosciuto.Resort e dimore che sorgono nel loro cuore, costituiscono così una rara selezione come quella di Italian Hospitality Collection, si trovano ad esempio nel sud della Sardegna, gioielli come Chia Laguna Resort. Qui, fra dune bianche che anticipano una spiaggia di sabbia finissima, il contesto naturale è caratterizzato da ginepri autoctoni, ambiente privilegiato che è solito ospitare il passaggio di fenicotteri rosa i quali, puntuali, fanno sosta nel loro transito migratorio fra Africa ed Europa. Su un mare color turchese si affacciano così le 4 strutture del complesso - dall’Hotel Laguna più esclusivo all’Hotel Spazio Oasi, dal Family Hotel Village al rinnovato Hotel Baia, per la miglior ospitalità pensata per segmenti diversi ma ugualmente esigenti, affiancati in tutti i casi a proposte SPA e benessere di primissimo livello. Altri esempi nel 134

cuore dell’amata Toscana, poi, sono Fonteverde, Grotta Giusti e Bagni di Pisa, tre perle che uniscono al loro passato le portentose sorgenti naturali su cui sorgono, motivo di richiamo esclusivo per ospiti in cerca di riservatezza e wellbeing, in cui l’attenzione al corpo e alla bellezza sono parte del concept stesso dell’offerta, in abbinamento a discipline orientali e terapie tradizionali. E se Fonteverde - sulle colline senesi - offre poi l’accoglienza di una dimora storica da 63 camere e suite (quella che fu di Ferdinando I De’ Medici), Grotta Giusti propone, nella sua villa del XIX secolo appena fuori Pistoia, 55 camere e 6 suite, per un’ospitalità dal massimo comfort sulla grotta termale naturale più grande e affascinante d’Europa. Rifugi preziosi che si completano nei dintorni ai Bagni di Pisa, complesso luxury che riserva, nella sua regale ed esclusiva ex-residenza del Granduca di Toscana, 41 camere e 20 suite, oltre a un passato di illustri ospiti legati alla storia della letteratura e dell’arte che qui fecero sosta e vi trovarono una naturale ispirazione. italianhospitalitycollection.com


Thermal Bioquam Circuit

Fonteverde – Spa Naturale

The Thermal Grotta – Purgatory

Grotta Giusti

Luxury in Thermae Bagni di Pisa

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l viaggio nel tempo inizia dagli interior. Nello scrigno che custodisce affreschi del XVIII secolo, brilla il dettaglio della pavimentazione originale in marmi carraresi, con elementi in terracotta e pietra locale. La proposta di soggiorno si articola fra simili ambienti, disponendo di 41 camere 11 junior suite e 9 suite che ricevono solo viaggiatori incline all’arte e alla passione per il bello. Tappezzerie di gusto conforme o i preziosi dettagli della

Suite Granducale esprimono il loro fascino fra calde nuance e ampi spazi (fino a 75 mq) donando all’ospite l’esclusivo piacere dell’ospitalità e del ricercato, quel mix di lusso e autenticità che sembra dominare queste colline. Arredi e complementi infatti, tradiscono una raffinata attenzione al fascino del gusto classico, intramontabile e non replicabile se non qui, dove la bellezza di quanto prodotto dal genio artistico umano incontra i prodigi delle acque della natura amate da i De’Medici e prima ancora da Etruschi e Romani. 135


Bagni di Pisa Natural Spa

Non è un caso che, dopo l’ospitalità ci sia l’eccezionalità delle sorgenti che, nello SPA & Resort cinque stelle di San Giuliano Terme, hanno distinto in due differenti bagni la SPA, di Levante e di Ponente, capaci di donare rigenerazione al corpo, oggi come allora attraverso le sue acque. Combinate con specifici trattamenti di alto livello che spaziano fra la prodigiosa cosmetologia termale e abbinamento anche con la medicina estetica o la massofisioterapia, costituiscono il pretesto ideale per una parentesi di bellezza e salute. 136

Si aggiunge poi una piscina termale interna a una esterna, un bagno termale dedicato a Mercurio e uno alla dea Minerva, mentre il Percorso Bioaquam© propone, nella sua formula d’acqua termale con elementi di bicarbonato, solfato, calcio e magnesio, una giusta combinazione per un relax rivitalizzante a disposizione degli ospiti sotto l’architettonico contesto. In accappatoio poi, è possibile degustare prodotti a buffet per colazioni e spuntini a base di materie prime di provenienza locale e biologica, omaggio alle terre toscane che anche per la tavola godono di fama mondiale.


Bagni di Pisa Shelley Bar Hotel Grand Duke’s Suite

Ma nel resort la buona cucina si declina in due proposte, quella del Ristorante dei Lorena e quella del Corte Byron, dal nome dell’illustre antico ospite della struttura, in cui alla raffinatezza comune si aggiunge la sostanziale differenza nell’ambientazione che regala al primo non solo la location delle colazioni ma un raffinato menù serale guidato dallo chef Umberto Toscano, mentre nel secondo, spicca l’esclusività dell’open air, sul meraviglioso paesaggio collinare. Infine, in quella che era la sala ricevimento nobile di inizio ‘800, l’elegante Bar Shelley per cocktail di fine giornata. Buona cucina, acque

termali uniche e il lusso discreto del cuore della miglior Toscana: una pausa ai Bagni di Pisa rigenera e ristabilisce gli equilibri di spirito e corpo, di tanto in tanto. E da questo nasce il nome Equilibrium dei programmi che bilanciano alimentazione, attività sportiva, trattamenti e giusto relax, da 7 o più giorni, per una remise en forme che non trascura nulla e si prende cura del benessere dell’ospite, lasciando a lui solo il piacere di godersi preziosi tesori naturali italiani come questi. bagnidipisa.com

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TRAVEL & LEISURE

Celebrity Chef Evenings Forte Village – Sardinia

Nello scenario del Forte Bay, nomi stellati della cucina italiana e internazionale richiamano il miglior jet set. Fra piatti signature e ospitalità d’incanto, l’estate in Sardegna celebra la miglior luxury food experience

Uno scorcio di Forte Village


Terrazza del Ristarante di Forte Village

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xpertise, talento e creatività. Con questi ingredienti si apre l’estate al Forte Village in Sardegna. Nel resort cinque stelle della Costa del Sud sembra essere tutto pronto per una nuova stagione all’insegna sempre del buon gusto e dell’eccellenza culinaria. Sotto gli ampi spazi open air della Terrazza Forte Bay, molti infatti i guru della cucina italiana ed internazionale, ospiti attesi dalla nota struttura che si alterneranno in una speciale kermesse - Celebrity Chef Nights - programmata fra le serate di luglio ed agosto

e conforme alla variegata offerta gourmet della proprietà (già ricca di 21 ristoranti, 80 chef e una cantina con 350 etichette). Sempre attento ed aggiornato, da tempo impegnato in collaborazioni con nomi e personalità del mondo gastronomico premiate, stellate e riconosciute dal palcoscenico mondiale, Forte Village rinnova anche quest’anno infatti per la clientela più esigente la possibilità di vivere esperienze culinarie di altissimo livello. La miglior gastronomia sceglie così ancora la cornice di Pula, per un calendario di appuntamenti che scandirà prestigiose presenze gourmet. Ecco quali non perdere per un soggiorno sotto il segno della migliore cuisine.

Celebrity Chef Nights 2018 Nomi della migliore cucina nazionale ed internazionale provenienti da alcuni prestigiosi ristoranti stellati d’Italia si alterneranno sul palco della Terrazza Forte Bay

Dal 28 al 30 giugno

Chef Terry Giacomello

Dal 1 al 3 Luglio

Chef Giuseppe Mancino

1 stella Michelin

2 stelle Michelin

Dal suo Inkiostro di Parma alle coste più belle della Sardegna, lo chef del ristorante stellato saprà far scoprire nell’esperienza gourmet le tecniche nate da un percorso fra Friuli ed Emilia, le stesse che hanno conquistato finora i più severi finest cuisine addicted.

Esordi da pizzaiolo ma carriera ormai affermata da chef stellato e dal prestigio internazionale, quella del talento creativo in arrivo da Viareggio ma di origine salernitana. Il suo locale, Il Piccolo Principe, è fra i migliori di tutta la Versilia, proprio all’indirizzo del Grand Hotel Principe di Piemonte. Dalla panoramica terrazza che domina tutta la località, ora lo chef conquisterà eccezionalmente la scena del Forte Bay. 139


Dal 7 al 9 luglio

Dal 15 al 17 luglio

Chef Franck Reynaud

6 e 8 agosto

1 stella Michelin

1 stella Michelin

Strenuo difensore dei sapori autentici ma raffinati serviti nel suo rifugio vallesano Cabane des Violettes in Crans Montana lo chef stellato d’origine franco-svizzera oserà durante la sua permanenza sull’isola con audaci proposte di stagione, per un viaggio culinario tutto da scoprire.

Detto anche Il Re delle spezie, è amante dei sapori forti sempre protagonisti dei suoi menù nonché presenza costante nel Forte Village. Schierato dalla parte del gusto, se esaltato dai profumi di zenzero, curcuma, dragoncello o lavanda, lo chef di origine bavarese studia l’alimentazione come formula di vitalità per l’organismo, in ottimo abbinamento con i percorsi benessere del resort.

Fabio Ciervo

Dal 26 al 28 agosto

1 stella Michelin

©Marco Scarpa

Dall’1 al 3 agosto

©Stéphane de Bourgies

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Andrea Berton

Massimiliano Mascia

2 stelle Michelin

La sua cucina è fatta di continua ricerca per aggiungere sempre ai sapori tradizionali le contaminazioni del mondo, facendo uso di tecniche fra le più diverse e innovative. Lo sanno bene i clienti dell’Hotel Eden di Roma, dove lavora con la sua brigata nel ristorante gourmet La Terrazza e - quest’estate sarà un privilegio anche per gli ospiti del Forte Village.

Dal 18 al 20 luglio

Alfons Schuhbeck

Culto della materia prima e dedizione per i sapori della tradizione, tutto questo direttamente dalla cucina del suo San Domenico a Imola. Per gli ospiti che giungono nella struttura cinque stelle, l’appuntamento si caratterizza del prestigio di un maestro che mette al primo posto la cucina italiana, valorizzandone inevitabilmente le materie prime.

Dal 29 al 31 agosto

Theodor Falser

2 stelle Michelin

1 stella Michelin

Dal quartiere avveniristico milanese dove sorge Ristorante Berton stellato (titolo guadagnato a meno di un anno dall’apertura), arriva al resort cinque stelle sulla splendida baia di Pula il figlio della scuola Marchesi più in voga del momento. Aprirà la rassegna delle serate Celebrity Chef sulla Terrazza del Forte Bay per far assaggiare la sua cucina raffinata e aprire il sipario sulle serate culinarie più chic dell’estate.

La stella Michelin e indiscussa del ristorante Johannesstube dell’Hotel Engel (nel bolzanino) sbarca a Pula per esaltare la sua cucina gourmet, in una formula accessibile e in cui i palati di ogni tipo s’accordano sempre. Per le ultime serate d’agosto, la kermesse d’eccezione regala la presenza di un talento dedito a una cucina che fa largo uso di ingredienti spesso trascurati, profumi silvestri e sapori antichi per sorprendenti ricette, quasi scomparse.

Sylvestre Wahid

Dall’1 al 3 settembre

Cristoforo Trapani

2 stelle Michelin

1 stella Michelin

Agli ospiti del Forte Village la chance di incontrarlo! Il suo ristorante è - neanche a dirlo - il Sylvestre dell’Hotel Thoumieux, a Parigi appena riconfermato due stelle Michelin. La sua cucina si fonda su principi cardine che preservano le proprietà salutari dei cibi e - conseguentemente - il benessere dei suoi ospiti. Il tutto in un talento solo guidato da un’autorevole scuola, quella di Thierry Marx e Alain Ducasse.

Al Magnolia, il ristorante gourmet a Forte dei Marmi, il giovanissimo sorrentino ma toscano d’adozione (professionale) darà il meglio della propria cucina, famosa in tutta la Versilia ormai e non più solo per Limone di Sorrento e fior di latte, cardamomo e liquirizia. Dopo l’eccezionale esperienza al fianco di maestri come Heinz Beck, Antonino Cannavacciuolo, Moreno Cedroni, Davide Scabin e altri ancora, è il suo turno anche alle Celebrity Chef Nights.


Sardinia

NOVITA’ TRA LE CUCINE DEI RISTORANTI DEL FORTE VILLAGE

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ra i nomi legati al resort per l’intera stagione ci sono Rocco Iannone, Gordon Ramsay, Antonello Arrus e Gianluca Fusto, artefici di un progetto di successo da tempo avviato e che ha trasformato Forte Village in una gourmet destination d’eccezione. Tra le novità di quest’anno, da fine luglio a tutto il mese di agosto, c’è anche l’arrivo al loro fianco di Carlo Cracco, oltre che di Alessandro Negrini e Fabio Pisani della storica insegna milanese Il Luogo di Aimo e Nadia, rinnovando la felice partnership con il resort. Sono due poi le new entry di spicco nell’offerta gourmet dedicata agli ospiti del resort: l’apertura di un nuovo ristorante peruviano e un altro dedicato alla cucina vegetariana. Nel primo si ripercorre la cucina di tendenza del momento: sudamericana, minuziosa, attenta e su cui vince la sapiente fusion di sapori che strizzano l’occhio non solo alla ceviche dal tono piccante ma anche ad abili incontri con la cultura culinaria d’origine orientale. Nel secondo, è il leggendario Cookies Cream a far scuola. Dal ristorante stellato e innovativo di Berlino, la cucina vegetariana d’eccellenza apre così il suo avamposto mediterraneo, in una proposta esclusiva per i clienti del Forte Village.

Chou Fleur Maraîcher By Sylvestre Wahid

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TRAVEL & LEISURE

Mediterranean Essence Masserie & Tradizioni

Masseria Il Melograno


Sulla costa pugliese, preziosi rifugi storici offrono un’accoglienza riservata, fra tradizioni e autenticità, a dispetto del tempo e delle mode. Due esempi d’ospitalità locale che, fra rinomati interiors da collezione, posizioni privilegiate e cucina gourmet, valorizzano il territorio con raffinatezza

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otto il sole spiccano i candidi riflessi delle masserie. Custodire è da sempre il loro compito. Così nell’avvicinarsi al loro interno, le attese sono ancora oggi tante ma solo alcune, però, riescono a cogliere di sorpresa il viaggiatore più esigente. Un’atmosfera che permane, una cucina sempre viva, così come la volontà di offrire qualcosa in più, facendo dello straordinario il suo ordinario. Come citava Guido Piovene “L’intera Puglia è terra di passaggio di venti e di nuvole che galoppano tra mare e mare. La vite, l’olivo e il mandorlo sono le piante della Puglia, e anche la sua principale ricchezza”.

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he white reflections of farms shine in the sun. Protection has always been their task. So while we approach to their interior, the expectations are still many, but only some of them can catch by surprise the most demanding traveler. An atmosphere that persists, an always live cooking , as well as the will of offering something more, by making ordinary the extraordinary. As Guido Piovene mentioned “The whole Apulia is passage land of winds and clouds which run from sea to sea. Grapevine, olive and almond trees are Apulia’s plants, but also its main richness”. 143


Particolare degli interni de Il Melograno ©Stefano Scatà

Il Melograno Poco lontano dal centro di Monopoli sorge la Masseria Il Melograno, una fortezza del XVII secolo ora dimora cinque stelle lusso, finemente rivisitata. Qui, dove gli ulivi e i frutteti sparsi fra cinque ettari di natura sono generosi quanto protagonisti, una parentesi di relax significa la più completa dedizione all’autenticità. Ricercata da nomi contemporanei del jet set, cinema e spettacolo, riesce a restare fedele custode della privacy della sua riservata clientela, offrendo un lusso discreto. Tutto comincia dal suo stile. Gli arredi richiamano nuance delicate, mai fuori dal coro e che distolgono appena l’attenzione dal carattere verace delle mura in pietra, della chianca a pavimento e dei richiami del luogo geografico. Qualche contrasto è dato solo forse da complementi, diversi in ogni camera, pezzi unici provenienti dalla preziosa collezione di arredi antichi padronali, frutto di un gusto che incontra lo stile sobrio - in fondo, quasi senza tempo - dell’antica masseria. Nicchie, camini, scale e irregolarità fanno parte così del gioco degli interni, proprio come le arcate e i sentieri che - nelle aree comuni, all’aperto distinguono fra loro le 40 camere e suite, distribuite fra passaggi e selciati, ulivi possenti e melograni rigogliosi, dove l’impianto della proprietà gioca con l’ospite, quasi volesse distrarlo e al contempo stupirlo a ogni angolo. Protagonista della rinomata cucina del piccolo ristorante gourmet Mùmmulo è poi Vito Casulli, chef executive dall’orgoglio sincero. 144

«La cucina pugliese è una delle migliori al mondo. La fortuna è che qui in Puglia siamo ricchi di materie prime di qualità», dichiara senza nascondere qualche audacia. «Mi piace mixare anche sapori internazionali, perché bisogna dare prodotti sempre d’eccellenza.» La sua è una cucina che non si pone confini ma che tenta esperimenti. «Io assaggio prima con la mente e poi sperimento», ci confida. Sapore e colore, infatti, nei suoi piatti non mancano, il tutto con un tocco di personalità, in quella che è una cucina prevalentemente di terra servita anche a ridosso della grande piscina esterna, sotto arcate candide d’antica suggestione contadina. Per i momenti di relax, poi, basta passeggiare fra ulivi che sfidano lo scorrere del tempo: centenari, annodati su se stessi, aprono la via verso una delle scoperte più inattese della masseria, il centro benessere, pensato e disegnato da Renzo Piano con alternanze di vetro e calce bianca. La Petramare Luxury SPA, è infatti accolta in un’area verde quasi defilata, ben distinta dalle camere e dalle aree comuni, disegnata per accompagnare l’ospite nella sua dimensione più profonda, simbolicamente realizzata nel piano interrato che segue la reception. Al suo interno, la SPA propone trattamenti legati in parte all’identità locale ma anche a base di miscele naturali dell’aromoterapia (by Décleor). Una piccola zona umida ed una grande intimità favoriscono il relax ed il benessere, in un percorso che si completa con una scenografica vasca.


Esterni de Il Melograno

Mise en place

©Stefano Scatà

©Stefano Scatà

Il Melograno Not too far from the center of Monopoli there is the Farm Il Melograno, a fortress of the seventeenth century, now luxury five star house, finely revisited. Here, where olives and orchards spread through five hectares of nature, are generous as well as protagonist, a parenthesis of relax means the most compete devotion to authenticity. Loved by contemporary names of jet set, cinema and show, it can still be a faithful guardian of the privacy for its reserved customers, offering a discrete luxury. All starts from its style. The furniture recalls soft nuances, but out of the schemes and taking a bit away the attention from the genuine character of the walls in stone, of the floor and of the recalls to the geographic place. Some contrasts are maybe given only by complements, different in each room, unique pieces coming from the precious collection of antique manor’s furniture, fruit of a taste that meets a sober style - after all, almost timeless - of the old farm. Niches, chimneys, stairs and irregularities are so part of the game of internals, just like the arcades and the paths which - in the common areas, in the open air - distinguish the 40 rooms and suite, distributed between passages and pavements, between powerful olives and luxuriant pomegranates, where the structure of the property plays with the guest, as if it wanted to distract him and at the same time to surprise him on each corner. Then Vito Casulli, executive chef with a sincere pride , is protagonist of the fa-

mous cooking of the small gourmet restaurant Mùmmulo. «Apulian cooking is one of the best ones in the world. The fortune is that here in Apulia we are rich of quality first matters», he says without hiding audacity. «I like mixing also international tastes, as we should always give excellence products.» His cooking has no boundaries, but it makes experiments. «I taste before with mind and then I experiment», he reveals us. Taste and color, in fact, in his dishes are always present, all with a touch of personality, in what is a cooking mostly based on land, served also close to the big external swimming-pool, under pure arcades of old farmer’s suggestion. Then for the moments of relax, we can just walk through the olive trees that challenge time: centenary, knotted on themselves, they open the way towards one of the most unexpected discoveries of the farm, the wellness center, conceived and designed by Renzo Piano with alternations of glass and white lime. The Petramare Luxury SPA, is in fact welcomed in a green area that is almost in the background, well distinguished from the rooms and the common areas, designed to assist the guest in his deepest dimension, symbolically realized on the ground floor following the reception. Inside it, the SPA proposes treatments in part related to the local identity, but also based on natural mixtures of the aromatherapy (by Dédeor). A small humid area and a great intimacy favor relax and wellness, in a route that is completed with a spectacular tub. 145


TRAVEL & LEISURE

Piscine de La Peschiera

Le terrazze private delle camere

©Stefano Scatà

©Stefano Scatà

La Peschiera

R

ifugio di cinque stelle lusso e privilegiato angolo di relax sul mare, La Peschiera, sempre nei dintorni di Monopoli, è quanto l’ospite può trovare laddove l’atmosfera non è solo un dettaglio. Davanti a un’imponente piscina - per chi vuole alternare alle acque turchesi di questa zona dell’Adriatico uno specchio più privato - sorgono solo 13 camere, ciascuna delle quali di metrature differenti, si possono caratterizzare di terrazza o piscina privata, di un doppio patio o di un déhor di fascino e intimità. Del resto, l’intera struttura che un tempo era riserva di pesca dei Borboni trova in un’invidiabile e strategica posizione, capace di dedicare a ciascuno degli ospiti un angolo riservato direttamente sul mare. C’è l’incantevole vista e la stretta vicinanza alla sabbia e alle scogliere in tutte le camere, provviste poi di una confortevole terrazza. La Panorama Suite, in aggiunta, offre persino una scenografica piscina privata. Ciascuna camera s’impreziosisce al suo interno di dettagli pregiati, come le telerie artigianali tessute a telaio in filati di seta, cachemire e lino. 146

Nel ristorante Saleblu, lo chef Casulli, anche qui ottimamente coadiuvato dalla sua brigata, predilige un sapiente mix fra i must della cucina pugliese e raffinatezze culinarie a base di pesce dal mondo. Si possono così trovare ad esempio alcune varietà di astice francese così come i piatti nati da secoli dalla dispensa delle tradizione locale, formula che anche una clientela internazionale apprezza ormai da tempo. E la location in cui tutto è servito, nella terrazza sugli scogli, completa l’incantesimo per cene ad effetto. Distante solo pochi metri e della stessa proprietà c’è poi Lido Tamerici, il beach club (davvero) privato che rappresenta - a una distanza irrisoria dalle camere e suite - la spiaggia riservata agli ospiti, per eccellenza. Pochi ombrelloni e vista sulla piccola baia che abbraccia la proprietà, il lido è la location ideale per godersi in tutta privacy il sole di giorno e uno spazio, anche per piccoli eventi in esclusiva, di sera. A pochi passi dalla riva il bar suggerisce cocktail e privilegiati dopocena a pochi metri dalle onde per accompagnare momenti unici.


Puglia

Ristorante vista mare

Mise en place

©Stefano Scatà

©Stefano Scatà

La Peschiera

L

uxury five star refuge and privileged relaxing corner on the sea, La Peschiera by Losciale, still in the neighbors of Monopoli, is what the guest can find where the atmosphere is not only a detail. In front of a powerful pool - for who wants to alternate to the turquoise waters of this area in the Adriatic, a more private mirror - there are only 13 rooms, each of them of different measure, they can be provided with terrace or private pool, of a double patio or a déhor of charm and intimacy. After all, the whole structure, which was once fish reserve of the Borboni, finds a strategic and enviable position, dedicating to each of the guests a reserved corner directly on the sea. All the rooms have a enchanting view and they are closed to the sand and the cliffs, with a comfortable terrace. The Panorama Suite, in addition, even offers a spectacular private pool. Each room is embellished inside with precious details, such as the craft draperies weaved by loom in silk, cashmere and linen yarn.

In the Saleblu restaurant, the chef Casulli, even here greatly assisted by his brigade, privileges a wise mix between the must of the Apulian cooking and refined dishes based on fish from the world. So we can find for example some varieties of French lobster, as well as dishes that have been made for centuries by ingredients of local tradition, formula that has been appreciated even by international customers for long time. And the location where everything is served, in the terrace on the reef, completes the enchantment for suggestive dinners. Only a few meter far and part of the same property, there is then Lido Tamerici, the (really) private beach club representing - in a ridiculous distance from rooms and suite - the beach preserved to the guests, for excellence. Few beach umbrellas and view on the small bay surrounding the property, the shore is the ideal location to enjoy in complete privacy the sun all day and a space, also for small events in exclusive, in the evening. A few steps from the shore, the bar suggests cocktails and privileged after – dinners, a few meters from the waves to frame unique moments. 147


POSH

No.78

in the

City NEW YORK MIAMI LONDRA PARIGI MILANO 148

ROMA

Bottega Veneta 740 Madison Avenue New York


NEW YORK

Bottega Veneta 740 Madison Avenue – New York

CITIES: NEW YORK, MIAMI, LONDRA, PARIGI, MILANO, ROMA

New York mirror Bottega Veneta e i simboli di Manhattan

Unisce tre storiche townhouse ottocentesche il più grande negozio al mondo di Bottega Veneta, ideato da Tomas Maier e inaugurato a Manhattan nell’elegante Madison Avenue. Racchiuso nella luxury experience dell’Upper East Side

U

na vera e propria “dimora” estesa su quattro livelli, ognuno declinato con una differente nuance che rievoca le vie di Manhattan e dell’Hudson River che circonda l’isola, raffinato scrigno per tutte le collezioni Bottega Veneta: dall’abbigliamento uomo e donna alle borse, dalle scarpe agli orologi, dalle fragranze ai gioielli fino alla Home e Furniture. Una maison di 1400 mq immersa nella luce naturale di New York, in cui ogni dettaglio riflette l’estetica e la vision del suo Creative Director Tomas Maier che ne ha ideato l’interior design. «La boutique riflette l’amore e l’ammirazione che ho per questa città e per la sua architettura», dichiara Maier che ha ideato un concept ispirato alla sua casa e agli iconici grattacieli, narrati attraverso elementi emblematici come soffitti in ottone spazzolato e cubi metallici. In un gioco di riflessi come evocazione del più celebre skyline. The Apartment, al quarto piano, accoglie invece la Home e Furniture Collection in un’autentica atmosfera che riecheggia una dimora pri150

vata, tra mobili realizzati in esclusiva con materiali e combinazioni cromatiche uniche. Un elegante appartamento in cui scoprire non solo l’accurata selezione di Maier di libri d’arte, architettura, fotografia e moda, ma anche le opere degli artisti italiani scelte dal Creative Director per le mostre periodiche di arte contemporanea, in partnership con la galleria europea d’arte Robilant + Voena. Artisti che rappresentano gli anni ‘60 e 70 come Lucio Fontana, Mimmo Rotella, Ettore Spalletti, Mario Schifano, Agostino Bonalumi, «un periodo estremamente sperimentale e d’avanguardia non molto conosciuto negli Stati Uniti. Mi piace l’idea che possiamo mostrare alle persone qualcosa che non abbiano mai visto prima...» E come ultimo omaggio alla città e al ritorno di Bottega Veneta in Madison Avenue - nel 1972 la Maison fu tra i primi marchi del luxury a inaugurare il suo store fuori dall’Italia - una special edition di 33 articoli di pelletteria dedicati all’uomo e alla donna, iconica capsule collection, unica ed esclusiva: “Icons of New York”.


Crystal Charm The Bar

Interpreta nel suo interior design le opulenti sale da ballo degli hotel francesi e le scuderie reali di Versailles, con le tradizionali volte a botte e le pareti in legno naturale, ma anche i grandi bar americani

dell’epoca passata, il lussuoso The Bar del Baccarat Hotel. Velluti cremisi, pavimenti a scacchi, preziosi lampadari rossi firmati dalla Maison e cristalli Baccarat in cui sono serviti i vini più pregiati sono un’autentica celebrazione della bellezza. Uno dei

luoghi più esclusivi di Manhattan in cui ritrovarsi per un tè o un lunch, ammirando un panorama privilegiato nello spazio esterno: una terrazza immersa nella luce, perfetta scenografia per un caffè mattutino o un cocktail en plein air nella notte.

The Bar del Baccarat Hotel 28 W 53rd St baccarathotels.com

The View Brooklyn Heights Social Club

Un elegante scrigno circondato dalle acque dell’Hudson River e racchiuso al piano 10 del 1 Hotel Brooklyn Bridge, con un panorama mozzafiato sulla Statua della Libertà e sulle luci di Manhattan tra i più spettacolari al mondo. Brooklyn Heights Social Club è concepito come una sofisticata e contemporanea interpretazione di un tipico “circolo sociale”, immerso nell’oasi verde del parco e nella raffinatezza della sua ambience scandita da atmosfere “golden age”. Tra cocktail nonconvenzionali e decisamente creativi. Brooklyn Heights Social Club 60 Furman St., 10th Floor - Brooklyn bhsocialclub.com

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Marrakech inspiration Célon Cocktail Bar&Lounge

Double vision Patent Coffee/Patent Pending

I nomi dei cocktail sono un tributo all’inventore eccentrico Nikola Tesla che ha vissuto e sperimentato le onde radio dove oggi sorge un particolare coffee club: Patent Coffee/Patent Pending, caffè “legittimo” di giorno e club “segreto” di notte. Inaugurato nel NoMad district da Ryan McKenzie, la caffetteria in stile moderno nasconde al piano inferiore una porta invisibile a soffietto da cui si accede, dopo le h. 17, alla “grotta dei cocktail”, il luogo nascosto che sta entusiasmando e appassionando i newyorchesi. Patent Coffee/Patent Pending 49 W. 27th Street patentpendingnyc.com

È una nuova idea di cocktail club nel cuore di Midtown il nuovo Célon Cocktail Bar&Lounge, location inaugurata nei sotterranei dell’esclusivo The Bryant Park Hotel. Evocazione delle atmosfere mediterranee ispirate al Marocco, tra proiezioni di oasi nel deserto, soffitti ad arco, divani adornati da innumerevoli cuscini, Célon è immaginata come un sofisticato rifugio in cui respirare la tradizione della città berbera di Marrakech, Tangeri e l’immensa distesa del Sahara. Circondati dal calore e dall’ospitalità di un luogo che incanta. Célon Cocktail Bar&Lounge 40 W 40 st celonlounge.com

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©Scott Frances

New Luxury The Pool Lounge

Moderno e raffinato “salotto” in cui degustare drink unici creati dal leggendario barman Thomas Waugh, The Pool Lounge si affaccia sul celebre seafood reastaurant The Pool, tra gli spazi più iconici di New York. Inaugurato dove un tempo sorgeva uno dei simboli della potenza di Manhattan, il ristorante Four Seasons, la quintessenza della sua eleganza

è espressa dalla ricercatezza dei dettagli, tra tavoli in onice e pareti rivestite in tessuto blu regale. Tra cocktail dal gusto inedito che cambiano stagionalmente, si rimane attoniti di fronte a un’opera di Alexander Calder e all’architettura originaria firmata da due nomi di fama internazionale: Philip Johnson e Mies van der Rohe.


Stunning experience Liquor Laboratory

Chicago Liquor Lab 138 Wooster Street liquorlaboratory.com ©Hilary Sheinbaum

Arriva direttamente da Chicago Liquor Lab, spazio-happening in cui costruire i propri cocktail, vini e liquori oltre a craft beer sperimentando bevande personalizzate. Guidati dai barman di New York City, si imparano tutte le tecniche più interessanti e complicate, in una expertise unica.

Contemporary tavern The NoMad Bar

©Daniel Krieger

La convivialità e il calore di una tipica taverna di New York unita a una cucina informale nello stile di The NoMad e del rinomato ristorante Eleven Madison Park esprimono la vision del pluripremiato The NoMad Bar, eletto tra i best places negli States e del suo direttore Leo Robitschek. In una celebrazione di cocktail classici realizzati con liquori rari. The NoMad 10 West 28th St thenomadhotel.com

Secret Bar

Mr. Cannon 206 Front Street southstreetseaport.com

Mr. Cannon

Appare come una reminiscenza del periodo del Proibizionismo il nuovo secret bar Mr. Cannon inaugurato nel fermento creativo di South Street Seaport District, zona in grande espansione a Manhattan Downtown. Nascosto dietro a quello che sembra un

negozio abbandonato, è necessario essere guidati dal personale per capire dove sia l’ingresso e trovare la porta segreta da cui accedere al locale. Tra cocktail classici accompagnati da caviale, specchi e quadri antichi, mattoni a vista e uno stile che ricorda vagament gli anni ‘80. 153


MIAMI CITIES: NEW YORK, MIAMI, LONDRA, PARIGI, MILANO, ROMA

Top Mall

Hollywood Cars of the Stars

Bal Harbour e Village of Merrick Park

The Villa Casa Casuarina È uno dei lussuosi rifugi tra i più famosi e ambiti nel Sud della Florida. La Villa Casa Casuarina ex Palazzo Versace, oggi di proprietà di Victor Hotels che lo ha acquistato nel 2013, è situata sulla spiaggia proprio difronte all’iconica Ocean Drive. Un boutique hotel a tre piani con dieci suite e servizi impareggiabili, come anche lo stile opulento ma sofisticato che racconta dell’esclusivo lifestyle di Gianni Versace. Quando nel 1992

lo stilista acquistò la dimora costruita negli anni Trenta da Alden Freeman, modellata sulla più antica residenza Alcazar de Colon situata a Santo Domingo, spese 33 milioni di dollari per rinnovare la proprietà. Le aggiunte includevano tra le altre, una piscina piastrellata d’oro con l’inconfondibile raffigurazione della medusa, e giardini multipli con una superficie di 23.000 metri quadrati. 10 camere da letto,

Area 31 270 Biscayne Boulevard WayMiami, Fl

Rooftop Bar Area 31, Juvia e Ocho by Soho House Miami

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Esclusivi, eleganti, con vista mare tra i grattaceli della città. Juvia, un ristorante sul tetto a cui si accede tramite un ascensore privato su Lenox Avenue. La cucina unisce la trinità di stili francese, giapponese

11 bagni e un cortile all’aperto. Un luogo che vanta ricchi toni gioiello, legno dorato e magnifici mosaici, più marmi italiani e placcature che raccontano la passione sfrenata per il gusto mediterraneo. Al suo interno anche il Gianni’s, il ristorante guidato dall’Executive Chef Thomas Stewart. Mentre l’atmosfera si fa ancora più rilassata e informale nel bar Onyx che sigla cocktail preziosi come il 24 Karat Golden Margarita.

I department store dove strisciare la carta è un’esperienza più briosa dello champagne. Bal Harbour Shops (9700 Collins Ave, Bal Harbour, FL 33154), nato nel 1965 per opera del manager visionario e anticonformista Stanley Whitman. Riconosciuto come lo “Shopping Hall of Fame” di Miami è la sede di 100 marchi fra i più lussuosi del mondo. Nei suoi 450.000 metri quadrati, tra palme rigogliose e la riproduzione di una foresta verdeggiante, con tanto di laghetti artificiali che ospitano flora e fauna dal carattere orientale, accanto alle boutique, spicca una preziosa selezione d’alta gioielleria in edizione limitata, protagonisti: Bulgari, Chopard, Tiffany & Co., Harry Winston, Lalique e molti altri. Il Village of Merrick Park (358 San Lorenzo Ave, Coral Gables, FL 33146), è la destinazione prediletta per gli amanti del luxury e dei paesaggi mozzafiato. Di proprietà della Retail Real Estate Company GGP, oltre agli store dedicati agli acquisti offre una serie di eventi e attività di intrattenimento che coinvolgono il pubblico in prima persona spaziando dal cinema alla cucina gourmet. Village of Merrick Park 358 San Lorenzo Ave, Coral Gables, Florida

Ocho 4385 Collins Avenue, Miami Beach, Fl

e peruviano, studiata ad hoc. Un luogo rilassante che mixa in un unico design elementi in legno, una grande piscina e un giardino verticale firmato Patrick Blanc. Si trova invece al sedicesimo piano del Kimpton EPIC Hotel di Miami, con vista sulle acque scintillanti di Biscayne Bay e del Miami River, immerso tra i grattacieli di Brickell Avenue, l’Area 31. Una spettacolare terrazza realizzata dal designer Cheryl Rowley, che offre cocktail artigianali che

A Miami il tempo non si passa solo tra spiagge e grattacieli. Numerose le attività a cui dedicarsi, alla scoperta di luoghi suggestivi come gli strepitosi giardini botanici o gli affascinanti monasteri spagnoli e buddisti, per non parlare dei musei. Ma per rimanere in tema leggerezza, non si può perdere una delle esposizioni che piacerà anche ai più piccoli della famiglia. Apre al pubblico il Miami Auto Museum dove ammirare la collezione Dezer, una tra le raccolte più importanti al mondo su James Bond tra cui auto, aerei, elicotteri e molto altro del celebre personaggio della saga d’azione, accostata alla Gotham Gallery, ricca di BatmobilesTM e oggetti del Cavaliere Oscuro.

Miami Auto Museum 2000 NE 146th St North Miami 33181

Juvia 1111 Lincoln Rd. Miami Beach, Fl

ruotano attorno al menù della ristorazione creato secondo la stagionalità e tramite le materie prime di fattorie e allevamenti locali. Situato all’ottavo piano della Soho Beach House, Ocho è una terrazza panoramica con ristorante e bar dal carattere glamour e multietnico. Una taqueria & tequila bar con piscina e vista inevitabilmente sull’oceano. A.I.


LONDRA CITIES: NEW YORK, MIAMI, LONDRA, PARIGI, MILANO, ROMA

Maison Bonnet

Set di valigie appartenenete in precedenza al Duca di Windsor Maison Goyard, 1940s ©Miottel Museum, Berkeley, California

New opening in May Fair

Maison Bonnet 7, Stafford Street, Mayfair

Il prestigioso marchio francese Maison Bonnet approda con il suo primo atelier-boutique a Londra, in Stafford Street al civico 7, nel cuore del celebre quartiere May Fair. Lo spazio si dispone su una superficie di sei piani ed è stato realizzato dal famoso artista e designer Pierre Bonnefille, riconosciuto come “Maître d’art”. Un ambiente intimo dove i clienti hanno la possibilità di interagire live direttamente con gli artigiani al lavoro e che riflette appieno l’universo della Maison Bonnet, l’attenzione ai dettagli e il savoir-faire unico. Produttori di occhiali dal 1930, i Bonnet sono ricono-

Royal Academy of Arts La RA si rinnova con un ampliamento degli spazi espositivi

New Royal Academy of Arts Dal 19 May 2018 10am - 6pm; Venerdì fino alle 10pm

Ocean liners: speed & style sciuti in tutto il mondo come rinomati creatori di accessori su misura. Oggi la maison giunge alla quarta generazione guidata da Franck Bonnet e i suoi fratelli, che custodiscono intatta l’eredità familiare mantenendone vivo il know how. Lo showroom è stato aperto per la prima volta nel 2009 nel quartiere Palais Royal di Parigi, diventando rapidamente un importante punto di incontro per una clientela affezionata internazionale. Tra gli ambasciatori del marchio si annoverano personaggi del calibro di Yves Saint-Laurent, Le Corbusier, Audrey Hepburn, Jacqueline Kennedy e Jacques Chirac.

Una mostra per rivivere l’epoca d’oro delle navi da crociera

Un excursus per ricordare il momento brillante degli esclusivi viaggi da crociera. La prima exhibition del 2018 al Victoria and Albert Museum è dedicata ai transatlantici, le navi da sogno emblema di lusso, stile ed eleganza che un tempo dominavano gli oceani per approdare nel Nuovo Continente. La mostra dal titolo “Ocean liners: speed and style” presenta oltre 250 oggetti, dal prezioso diadema di diamanti di Cartier recuperato in mare dopo l’affondamento del Lusitania nel 1915, una delle sedie a sdraio insieme a una

In occasione del suo 250esimo anniversario, la Royal Academy of Arts, la principale istituzione al mondo rivolta ad artisti e architetti, inaugurerà la sua nuova sede il 19 maggio, progettata dall’architetto britannico David Chipperfield e supportata dalla National Lottery. Si tratta di un progetto di riqualificazione della RA che creerà un collegamento tra Burlington House e Burlington Gardens con uno spazio più grande per consentire di espandere il programma espositivo con nuove e gratuite exhibition d’arte e architettura per tutto l’anno. Inoltre saranno previste una serie di mostre e installazioni temporanee che presenteranno il

parte del pannello di legno intagliato della sala da pranzo di prima classe del Titanic alle opere di artisti, architetti e designer come Le Corbusier, Albert Gleizes, Charles Demuth e Eileen Gray. Oltre al tailleur indossato da Marlene Dietrich durante il suo viaggio a bordo del Queen Mary nel 1950, l’abito “Salambo” di Jeanne Lanvin, i bauli e set di valigie creati da Louis Vuitton nel 1920.

Victoria and Albert Museum Room 39 and the North Court 3 Febbraio –17 Giugno 2018

patrimonio vivente della Royal Academy, esplorandone la storia, le origini oltre alle opere contemporanee degli studenti. Dal 19 maggio al 12 agosto 2018 sarà la mostra “Tacita Dean: LANDSCAPE” a inaugurare le gallerie Gabrielle Jungels-Winkler, originariamente le sale est e ovest in cui si svolgevano gli esami di scienza e dove si ospitavano i laboratori dell’Università di Londra. La nuova Royal Academy Collection Gallery presenterà “The Making of a Artist: The Great Tradition” a illustrare le opere della collezione permanente tra cui il Tondo Taddei di Michelangelo. Nelle Dorfman Senate, l’allestimento “Invisi-

ble Landscapes” (19 maggio 2018 - marzo 2019) sarà invece dedicato all’impatto della tecnologia sull’habitat dell’uomo. Mentre la Ronald e Rita McAulay Gallery, situata all’ingresso del weston Bridge, ospiterà installazioni site-specific di Royal Academician. Il primo sarà “Tips for a Good Life di Bob e Roberta Smith RA” (settembre 2018 - settembre 2019), sul tema del gender nella storia dell’accademia. Per finire con il Weston Studio, che mostrerà il pensiero che ispira il programma post-laurea delle scuole dell’accademia attraverso una serie di due mostre all’anno e progetti sviluppati da studenti e laureati.

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PARIGI di Alessandra Fanari

CITIES: NEW YORK, MIAMI, LONDRA, PARIGI, MILANO, ROMA

Suisen 7 rue de Thorigny, Paris suisen.fr

©Maxime Frogé

Suisen

Margiela: Une saison parisienne Totalmente assente dai radar della moda da quasi dieci anni, Martin Margiela, il più invisibile fra le star dei fashion designer, ritorna sulla scena. Il tempo di un’esposizione. Dietro le quinte come dietro una collezione: Martin Margiela non appare mai di persona, ma crea le condizioni affinché l’energia katartika dei suoi vestiti possa semplicemente essere visibile. Decontestualizzare lo spazio dell’esposizione, diacronizzare il tempo della moda. Margiela-Galliera 1989-2009 annuncia, fin dalla grafica scomposta del suo titolo, che “The artist is not absent”. Attraverso un percorso decentrato, ritagliato in spazi contorti ma perfettamente adattati alla radicalità estetica della

moda secondo Margiela. Deconstruzione del vestito, certo, ma ancora più profondamente del concetto fashion. È un sistema vecchio di cent’anni quello che Margiela rimette in questione, minando le certezze del bello, facendo apparire il carattere obsoleto delle sue duplici categorie. Nuovo e usato, buono e cattivo gusto, sofisticato e austero, occidentale e orientale, diritto e rovescio, autentico e falso, maschile e femminile... Nella moda di Margiela tutti questi elementi hanno il loro valore intrinseco e indipendente. Sono quindi disponibili al libero gioco interpretativo di una creatività che, impregnata del suo tempo, riattiva il passato per errare fra le immagini del futuro.

Margiela Galliera

Palais Galliera 10 Avenue Pierre 1er de Serbie, Paris

Scénographie ©Pierre Antoine

Il tempio giapponese del benessere nel cuore del Marais

Arriva a Parigi il primo Ryokan, Spa ispirata alla filosofia made in Giappone. Ryokan, che in giapponese significa pensione, in un’accezione che include l’idea del piccolo hotel a gestione familiare, apre la sua insegna parigina. Fra tatami, futon, rito del tè e un quadro d’insieme fedelissimo alla tradizione locale, Suisen propone un protocollo di trattamenti concentrato sulla filosofia dell’armonia: tra il corpo e la mente, lo spazio esteriore e quello interiore. Un narciso bianco, simbolo della primavera, è l’emblema della maison, che propone un approccio olistico del benessere in un’armonizzazione di tutte le energie vitali. Un savoir faire tradizionale, basato su pratiche manuali e un servizio raffinato, crea un’atmosfera rilassata. La pratica della respirazione gioca da elemento chiave e ogni cura viene personalizzata e adattata ai bisogni individuali. In perfetta armonia con la natura, il Ryokan propone, tra un’eccellente selezione di tè organici e meditazione, un protocollo specifico e sur mesure.

Lafayette Anticipations Fondation d’entreprise Galeries Lafayette

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Parigi inaugura un nuovo spazio d’arte contemporanea. Già attivo con una programmazione hors les murs, Lafayette Anticipations - Fondation d’entreprise Galeries Lafayette - può finalmente installarsi in casa propria. Nel cuore del Marais, all’interno di un antico edificio rivisitato da Rem Koolhaas, la Fondation Galeries Lafayette apre con una prima esclusiva esposizione consacrata al lavoro di Lutz Bacher. Formalmente e simbolicamente in simbiosi con l’architettura d’origine, l’artista, come già Koolhaas, ne accentua la verticalità e sottolinea il vuoto centrale caratteristico dei grandi magazzini parigini. Creato nel 2013 dal Groupe Galeries La-

fayette grazie all’iniziativa del Presidente Guillaume Houzé, Lafayette Anticipations è una fondazione dedicata all’arte contemporanea, ma con obiettivi che la distinguono dalla tipologia classica. Privilegerà la dimensione collettiva della creazione attraverso gli atelier, con una serie di performance destinate alla produzione di nuovi progetti. Il programma creato dal direttore François Quintin sarà inoltre ritmato da tre o quattro mostre annuali. Uno spazio sperimentale, che sia per quanto riguarda il progetto architetturale che per la sua filosofia, trova nella modulabilità e nella flessibilità il suo manifesto espressivo.

Lafayette Anticipations 9 rue du Plâtre - 75004 Paris 44 rue Sainte-Croix-de-la-Bretonnerie, Parigi


THE RITZ

di Antonella Tereo

All’asta gli objects d’art di un’epoca

HOTEL LUTETIA A new golden era

Hotel Lutetia Facade 2018

Un gioiello storico di Parigi, The Ritz, torna protagonista. Restaurato da un paio d’anni e arredato di nuova luce, l’hotel non perde il suo charme né l’eco che l’accompagna da sempre: gli antichi, prestigiosi arredi, complementi e oggetti del glorioso passato e che conquistarono artisti, teste coronate e principali scrittori di tutti i tempi, vanno oggi all’asta. Orologi, poltrone regali e quadri di valore che arredarono le sale dell’albergo di Place Vendôme, fino al 21 aprile saranno esposti e battuti per un progetto (anticipato da una mostra a tema nelle sale del quartier generale di Artcurial che ha curato l’iniziativa) dedicato allo charme del suo passato. Dopo quattro anni di lavori, quei 3500 lotti di arte e preziosità d’un tempo, che lasciano per sempre l’hotel fondato nel 1898, saranno così ancora testimoni di un’epoca charmante e quasi leggendaria. Hotel Ritz, Lobby ©Vincent Leroux

Tutto pronto anche per la rentrée sulla scena parigina del più celebre hotel del VI arrondissement. Al 45 di Boulevard Raspail, riapre le sue porte dopo 3 anni di lavori l’Hotel Lutetia, raffinato esempio d’ospitalità della famiglia Boucicaut che ha saputo riallineare oggi stile e concept senza tradire il suo luminoso passato. Pronto al re-opening proprio nell’estate 2018, la struttura articolerà la sua offerta inserendo anche tre suite di metrature che sfiorano i 50 metri quadrati l’una, in aggiunta ad altre cinque, le nuove Signature Suite, che vogliono poi superare le aspettative della storica clientela. Velati ancora di un delicato mistero gli arredi, che

però sceglieranno nuance neutre, accostati a marmi di Carrara e rifiniture satinate, fra dorato e grigio, oltre che ad apparecchiature d’ultima generazione firmate Bang & Olufsen. Le cinque soluzioni di prossima disponibilità superano i 150 metri quadrati di spazi ciascuna e un servizio tailored made. Stesso style nell’ambiente della nuova Akasha Holistic Wellbeing Centre, l’innovativa SPA dell’hotel che sotto il segno del benessere olistico sceglie i colori del nuovo lusso, il bianco e l’oro. Punto di forza è - però - la luce naturale delle vetrate del centro benessere, una vera rarità negli stabili del cuore di Parigi.

Le Pavillon Des Lettres Luxury literary suite

Di tono diverso coloro che - da Émile Zola a Voltaire, da Baudelaire a Flaubert - hanno esplicitamente ispirato invece il boutique hotel Le Pavillon des Lettres, piccolo scrigno recente in cui le 26 suite omaggiano i grandi letterati francesi. Così le suite Les Littéraires, Les Belles Lettres, oppure Les Romantiques ospitano arredi e complementi dal gusto sofisticato, in cui si mescolano materie e delicati tessuti in seta, in un risultato unico, classico ed elegante, fra scelte cromatiche d’effetto. I pochi ospiti del singolare hotel - incluso non a caso nella collezione Small Luxury Hotels of the World - da quest’anno, possono anche godere di una Litterary Room che debutta in grande stile come ritrovo ancor più dedicato ed esclusivo, per quegli ospiti che apprezzano il gusto della lettura dei classici dove viaggiare fra le pagine dei Grandi è quasi un piacere naturale.

Le Pavillon Des Lettres Lounge

THE RELAIS CHRISTINE

Relais bohémien for Guerlain

Sotto le volte del XVII secolo invece, la Guerlain SPA a The Relais Christine apre una nuova lounge per gli ospiti, proprio dopo pochi mesi dalla riapertura dell’art hotel, nuova piccola gemma a cinque stelle in Saint-Germain-des-Prés. Il contesto bohémien della struttura crea un’oasi verde per il relais da poche stanze, che vuole concentrarsi sull’accoglienza della sua prestigiosa clientela

anche all’interno del centro benessere, brandizzato dalla maison francese. Interior in stile sobrio per una scelta che volge l’attenzione al relax e la privacy con contrasti fra passato e contemporaneità, mentre nel menù dei trattamenti spiccano Orchidée Impériale, Abeille Royale e La Dédicace Guerlain, vere attrazioni per vere wellness addicted.

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MILANO di Marco Torcasio

CITIES: NEW YORK, MIAMI, LONDRA, PARIGI, MILANO, ROMA

The Elegant Man da Van Dyck a Boldini La moda italiana nel cuore di Brera Kiton celebra l’eleganza maschile nella pittura internazionale, con una mostra a Palazzo Kiton, curata dalla galleria Robilant+Voena. Dieci capolavori pittorici, da Antoon Van Dyck a Giovanni Boldini, raccontano l’evoluzione dello stile maschile dal 1700 al 1900, fino ad arrivare all’eleganza che rappresenta

Palazzo Kiton Via Pontaccio 21 Dal 17 al 22 aprile

PETRUS 1935

| Urban Restaurant & Raw Bar

ostriche selezionate (tra cui le speciali Perle Rose e Migeon Viollet). Ma anche tartare di pescato del giorno, come tonno o salmone selvaggio, ma pure spada e ricciola. Gli spazi sono contenuti (38 coperti incuso il soppalco) con la possibilità di pasteggiare al bancone del bar (4 coperti) o di fronte alla cucina a vista (4 coperti). Ambienti volutamente scu-

Carlo Cracco in Galleria Cluster gastronomico

Non il classico Oyester Bar

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della terra di Kiton. Sono protagonisti i gentiluomini, il loro stile e la loro estetica, immortalati dai pittori italiani e internazionali. Un percorso sensoriale e tattile, accompagnato dai tessuti iconici del brand che avvolgeranno le opere con fantasie e motivi ispirati a ciascun dipinto.

Galleria Vittorio Emanuele II

Via Fiori Chiari 13

Apre in Brera, nella centrale via Fiori Chiari, un nuovo locale dedicato al crudo di pesce, che propone un ambiente elegante in stile scandinavo, scaldato dalle note del Mediterraneo di Lampedusa. Il crudo qui è protagonista: scampi e gamberi rossi di Linosa innanzitutto (gamberi che sul mercato sono indicati come Mazara per zona di pesca), e

oggi la tradizione sartoriale Kiton. Il percorso espositivo vuole partire da Napoli, dalla seconda metà del Settecento: un insieme di twist intellettuali, arte e glam, poesia e costume. I quadri in mostra raccontano pittori e uomini che hanno saputo, con precisione o per suggestione, cogliere i chiaroscuri a colori

ri, ma illuminati e resi accoglienti dalle lampade da tavolo Tetatet di Davide Groppi, capaci di esaltare le pietanze e le raffinate stoviglie di Serax che le accolgono. Esaustiva la carta dei vini: bianchi (italiani e francesi) e Champagne, con un paio di Pinot Nero e altrettanti Passiti, oltre Gin Tonic ricercati e cocktail classici da pre-dinner.

Cinque piani tra caffè con bistrot, laboratorio di pasticceria con Luca Sacchi pastry chef, ristorante e salone dei ricevimenti. Scenografie curate nel dettaglio, materiali pregiati, stoviglie esclusive realizzate da Richard Ginori, offerta gastronomica articolata per tutta la giornata, e 10mila bottiglie in cantina. Il Ristorante si raggiunge al primo piano attraverso lo scenografico ascensore in stile che collega i livelli: qui l’occhio cade su boiserie e carta da parati dipinta a mano con motivi floreali, nella

saletta che introduce al ristorante, articolato in tre sale e due privèe, per 50 ospiti a servizio. Nel Fumoir, ennesima sorpresa, con carta dedicata agli ospiti che vogliono spizzicare senza rinunciare al lusso, tra ostriche e selezione speciale Spigaroli. Più su, al secondo piano, si accede dal cortile privato su via Silvio Pellico: sarà il salone dei ricevimenti, la Sala Mengoni, modulabile secondo esigenza, dominato dal gran bancone in marmo degli anni Venti. La Cupola della Galleria a un soffio.


TENOHA

MM6 Maison Margiela

Inizialmente inaugurato nel 2014 come il solo punto vendita dedicato a tutte le linee di accessori del brand, lo spazio di 60mq in Porta Nuova rinasce come primo negozio esclusivamente dedicato a MM6 Maison Margiela, la linea contemporanea donna che include abbigliamento, calzature, accessori e pelletteria. In accordo con lo spirito di MM6 che reinterpreta gli iconici concetti anticonvenzionali di Margiela, lo spazio attuale è stato rivestito totalmente di bianco con pannelli alle pareti e pvc sul pavimento. Gli allestimenti rimovibili scelti come arredo contribuiscono a una generale atmosfera di lavori in corso (work in progress). In linea con il carattere inclusivo di MM6, un gruppo di studenti IED e Marangoni è stato coinvolti nel progetto di design del negozio.

Outfit ‘900

Palazzo Morando Costume Moda Immagine

Via Sant’Andrea 6 Primo piano, sale espositive Fino al 4 novembre 2018

Via Vigevano 18

Via Vincenzo Capelli 5

Japanese Box per creativi

Nell’area dei Navigli apre il primo spazio polifunzionale ove respirare l’atmosfera della cultura giapponese contemporanea. Un luogo versatile: comprende un lifestyle store, un ristorante, uno spazio di co-working oltre a un ambiente destinato agli eventi e uno spazio pop up. L’idea nasce sul concept di Tenoha Daikanyama, fondato nel 2014 a Tokyo con l’intento di portare la cultura italiana in Giappone. In giapponese “te” significa mani mentre “ha” significa foglie: Tenoha vuole quindi, tendere le mani a chi si lascia coinvolgere, dà

vita a nuove sinergie e possibilità di interazione. Collocato all’interno di un ex edificio industriale degli anni Trenta, il progetto di ristrutturazione è stato curato dallo studio di architettura milanese Park Associati. Con una superficie di 2.500 mq, Tenoha Milano si articola lungo uno spazio illuminato da quattro grandi vetrine che affacciano su via Vigevano destinato alla parte retail, mentre la parte interna ospita le aree polivalenti e il cortile centrale che diviene il fulcro attorno al quale gravitano le sue diverse funzioni.

Abiti per le grandi occasioni nella moda di Palazzo Morando Una selezione di outfit dal 1900 agli anni ‘90 del secolo scorso, in grado di raccontare lo stile, le occasioni, le scelte e le storie personali di elegantissime signore. Dopo il successo di Ricami di Luce. Pailettes e lustrini nella moda di Palazzo Morando 1770-2004, nasce l’idea di restituire al pubblico la raccolta di abiti e accessori antichi e moderni secondo un tema. Ogni abito qui ha una storia da raccontare che corrisponde a un’occasione speciale. Occasione che è stata tramandata fino a noi tramite le fotografie, i racconti e gli scritti dei donatori. Questi ultimi, attraverso un atto di generosità, hanno trasmesso non

solo oggetti, ma anche ricordi di vita. Accanto agli abiti, sono esposte proprio le immagini dei proprietari e quindi le storie e gli eventi speciali che hanno tracciato, attraverso il vissuto di mamme, figlie, nonne e nipoti il gusto di un’epoca, il ‘900, e di una città, Milano. La mostra si divide in due sezioni, il giorno e la sera, per gli inevitabili cambi di registro nella scelta dell’abito. Nella sezione “giorno” trovano spazio abiti da sposa, da cerimonia e per speciali eventi diurni. La sezione sera comincia con un abito da “gran pranzo” del 1900 per poi proseguire verso il ballo e la “serata di gala”. 159


ROMA CITIES: NEW YORK, MIAMI, LONDRA, PARIGI, MILANO, ROMA

New Curiosity Shop by Bulgari

Valentyne Restaurant Ispirato ai locali del proibizionismo americano, in stile anni Trenta. Con i suoi marmi pregiati, specchi anticati, elementi in ottone, piume, sgargianti velluti di sedute e tendaggi, ceramiche bianche venate e stuccate a mano in foglia oro, il Valentyne ha tutta l’intenzione di porsi come il fiore all’occhiello del glamour capitolino. Parte integrante del prestigioso Hotel Valadier, tra Piazza di Spagna e Piazza del Popolo, si presenta come un salotto dall’animo teatrale e dall’esperienza gourmet. Come racconta Daniele Lassalandra - proprietario della struttura di famiglia e del Valentyne Restaurant - il menù si fa ricercato

e internazionale: «club sandwich, burgers classici o nelle varianti luxury, ostriche, caviale, tempura e una selezionata lista di main courses ispirati alla cucina newyorkese e francese. Grande spazio riservato a panificazione e pasticceria, curata in maniera maniacale, che vede l’utilizzo di farine e ingredienti Bio nelle lavorazioni, per realizzare diversi tipi di pane in abbinamento a ostriche, fois gras e formaggi. L’impronta mediterranea è confermata invece da una lista di crudi di pesce in versione classica o in variante più sperimentale.» Valentyne Restaurant Via della Fontanella 15, Roma

È l’alter-ego dell’Old Curiosuty Shop aperto nel 1905 da Sotirio Bulgari. Un luogo delle meraviglie in grado di catapultare chiunque varcasse la soglia in un mondo a metà strada tra Narnia e Babilonia. Argenti, mobili e soprammobili provenienti da ogni dove, una sorta di antiquario magico in cui non esisteva confine di nessun genere. Oggi come allora, Bulgari rimescola le carte e affianco al prestigioso store di Via dei Condotti apre, all’interno di Palazzo Maruscelli Lepri,

il nuovo concept store. Il New Curiosity Shop unisce diversi ambienti e materiali, per generare un percorso alla scoperta del mondo Bulgari. Uno sguardo sul futuro visto da un piccolo oblò del passato per lasciare appassionare le nuove generazioni a un universo di incessante creatività. In occasione dell’inaugurazione il marchio dei serpenti realizza una serie di prodotti in edizione limitata e lancia in anteprima mondiale la linea di gioielli Condotti10.

Via dei Condotti 10, Roma

Liu Bolin The invisible man Complesso del Vittoriano Fino al 1 luglio 2018

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Ponte Sant’Angelo

Sette sezioni per la prima grande mostra italiana con le opere di Liu Bolin. L’artista cinese originario della provincia settentrionale dello Shandong, famoso soprattutto per la serie di performance “Hiding in the City”. Come un camaleonte Bolin si mimetizza nelle sue opere. Una bella riflessione tra essere e apparire. La mostra organizzata dal Gruppo Arthemisia in collaborazione con la Galleria Boxart e curata da Raffaele Gavarro, racconta in anteprima mondiale tramite un percorso fotografico il lavoro dell’artista, partendo dalla sua prima performance a Pechino fino agli scatti più recenti del 2017 alla Reggia di Caserta e al Colosseo appo-

Colosseo

sitamente realizzati per l’esibizione romana. Ogni sezione rappresenta una tappa del personale “Grand Tour” intrapreso da Bolin che ogni volta, affronta in maniera neutrale, seppur consapevole, temi sociali di stretta attualità, come la frenesia del consumismo che emerge in Shelves, o il nodo dell’immigrazione in Migrants, senza tralasciare il glam del Fade in Italy, fino alle Cooperations, ovvero immagini create per campagne pubblicitarie di grandi fashion brand italiani e francesi, dimostrando come l’arte sia correlata strettamente alla realtà in tutta la sua complessità e contraddizione.


Les soirées fantastiques Hermès: giochi di prestigio

Il teatro dell’illusione, da Robert-Houdin a Méliès e Roussel, irrompe in via Condotti, nell’ex boutique romana di Hermès, in una capsula del tempo che dialoga con gli oggetti della maison. Ora, “è tempo di giocare!”

A

ttenzione, prestidigitazione! Uno scrigno della magia, creato dalla designer Matali Crasset e dal curatore d’arte contemporanea Stéphane Corréard, investe quella che un tempo era la dimora di Hermès, tra giochi di prestigio e prodezze illusionistiche. Qui tutto può accadere, fra divertissement ed effetti ottici, trompe-l’oeil e levitazioni, in un dialogo esperenziale con le magnifiche collezioni della maison. Un omaggio a tre visionari del XIX sec. contemporanei di Émile Hermès, nipote del fondatore, e alle loro “soirées fantastiques”: Jean-Eugène Robert-Houdin, Georges Méliès e Raymond Roussel. Un percorso onirico attraverso cabinet de curiosités,

bauli dei ricordi, opere d’arte e “trucchi”, in un viaggio in tre tempi e in tre sequenze che attraversa tre tematiche - oggetti, luce, parole - e tre giochi di prestigio. Il regno fantastico di Hermès prende vita con “Gli oggetti” di Jean-Eugène Robert-Houdin (fino al 18 maggio) tra levitazioni, invenzioni, cappelli animati ed enigmi in stretto legame con le creazioni del marchio: dall’orologio da taschino della collezione Émile Hermès a un nécessaire da viaggio, dallo skateboard alla bicicletta Le Flâneur d’Hermès. Meraviglie che invadono anche la Galleria del Prestigio con le opere d’arte di Louise Hervé e Chloé Maillet ispirate alla finzione. “La luce” è invece il tema che accompagna l’universo del cineasta e illusionista Georges Méliès - da maggio a settem-

bre - dove tra giochi di rifrazione e wallpaper che rievocano i fondali dipinti da lui stesso per i suoi film, il cinema diviene protagonista. Una poesia accompagnata dalle sculture, dai video e dai disegni di Yves Netzhammer che interpreta gli effetti speciali di quello che è considerato il secondo padre del cinema dopo i fratelli Lumière. Infine, “Le parole” in scena da settembre a dicembre, una casa mobile - con letto pieghevole, piatti, bauli, sedili - come rievocazione della “roulotte” con cui il poeta, scrittore, musicista e inventore Raymond Roussel esplorò la Svizzera e l’Alsazia nel 1925. Un oggetto a cui fanno eco le creazioni luminose di Jean-Michel Alberola avvolte nel palcoscenico della magia di Hermès. Ludica, visionaria, inaspettata. Hermès

Temporary Roma – Tre giochi di prestigio

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DISTRIBUTION

Posh Distribution Posh Magazine è distribuito oltre che in edicola anche nelle seguenti location esclusive:

librerie, hotels & resorts spa, yacht clubs

(Cortina d’Ampezzo) AL CAMIN LOCALITÀ BAITA FRAINA

HOTEL AMBRA HOTEL BELLEVUE HOTEL CRISTALLO HOTEL DE LA POSTE IL MELONCINO AL CAMINETO MIRAMONTI MAJESTIC PIÈ TOFANA ROSAPETRA SPA RESORT SAVOIA GRAND HOTEL TIVOLI (Fon. Madonna Dell’Orto) BOSCOLO DEI DOGI (Venezia) CENTURION PALACE

PALAZZINAG PALAZZO SANT’ANGELO

Piemonte (Torino) GOLDEN PALACE HOTEL (Romano Canavese) RELAIS VILLA MATILDE

Lombardia

Di seguito una selezione degli hotel e delle spa nostri partner.

(Milano) ARMANI HOTEL MILANO BULGARI HOTEL FOUR SEASONS MILANO GRAND HOTEL ET DE MILAN HOTEL MILANO SCALA HOTEL THE GRAY PARK HYATT MILAN PRINCIPE DI SAVOIA THE WESTIN PALACE SAN PIETRO ALL’ORTO

Liguria (Portofino) EIGHT HOTELS PORTOFINO (S. Margherita Ligure) EIGHT HOTEL PARAGGI

Emilia Romagna

Italy

(Parma) HOTEL PALACE MARIA LUIGIA

Valle d’Aosta

Toscana

(Courmayeur) AU COEUR DES NEIGES

(Candeli, Firenze) VILLA LA MASSA

GRAN BAITA HOTEL & WELLNESS GRAND HOTEL COURMAYEUR

(Castiglione della Pescaia) L’ANDANA

GRAND HOTEL ROYAL & GOLF

(Fiesole) IL SALVIATINOe

HOTEL MONT BLANC RISTORANTE ARIA

RISTORANTE BAITA ERMITAGE RISTORANTE PIERRE ALEXIS RISTORANTE LO SCIATORE

Veneto

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(Firenze) GRAND HOTEL VILLA MEDICI HOTEL HELVETIA & BRISTOL (Vinci) VILLA DIANELLA

(Cervinia) HOTEL HERMITAGE

(Forte dei Marmi) AUGUSTUS HOTEL & RESORT PRINCIPE

(Corrubbio di S.Pietro in Cariano) BYBLOS ART HOTEL

(Porto Ercole) ARGENTARIO RESORT GOLF & SPA

(Tavarnelle) CASTELLO DEL NERO (Siena) GRAND HOTEL CONTINENTAL

Umbria (Perugia) BRUFANI PALACE HOTEL

Lazio (Roma) HASSLER ROMA HOTEL D’INGHILTERRA

HOTEL MAJESTIC HOTEL DE RUSSIE HOTEL ST. REGIS PALAZZO MANFREDI ROME CAVALIERI WESTIN EXCELSIOR

Campania (Capri) GRAND HOTEL QVISISANA PUNTA TRAGARA

VILLA MARINA LA SCALINATELLA (Forio d’Ischia)

MEZZATORRE RESORT & SPA (Napoli)

GRAND HOTEL PARKER’S (Positano)

HOTEL SAN PIETRO (Sorrento)

GRAND HOTEL EXCELSIOR VITTORIA

Puglia

(Contrada Moreno, Mesagne) TENUTA MORENO (Savelletri di Fasano, Brindisi) BORGO EGNAZIA

MASSERIA TORRE COCCARO

Sicilia (Acireale) VILLA LA LIMONAIA (Taormina) SAN DOMENICO PALACE (Sciacca) VERDURA GOLF&SPA RESORT

World Wide Parigi HOTEL CASTILLE

Londra THE GORE THE PELHAM THE FRANKLIN HOTEL


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