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The hottest luxury for a good life

N–3 Unique Media srl – Bimestrale 22–06–2017 ENGLISH TEXT Prezzo 10 € (Italy only)

Summer 2017 giugno/luglio

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No.


A GIN OF TEN JJOURNEYS Dieci erbe aromatiche ricavate in modo sostenibile. L’armonia di sapori che crea un gin dall’equilibrio perfetto.

B E V I B O M B AY S A P P H I R E ® R E S P O N S A B I L M E N T E


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COLOPHON

POSH No.73 Summer 2017

DIRETTORE EDITORIALE Enrico Cammarota enrico.cammarota@uniquemedia.it DIRETTORE RESPONSABILE Luisa Micaletti luisa.micaletti@uniquemedia.it

CORRISPONDENTI ESTERI New York Anna Casotti Zurigo Fausto Furio Colombo Londra Michela Dappretto Parigi Alessandra Fanari Pechino Manuela Lietti FASHION EDITOR Marzia Bellotti marzia.bellotti@uniquemedia.it CONTRIBUTORS Maurizio Bertera, Alberto Corrado, Alessia Ferri, Giulia Lenzi, Anna Rita Russo, Diego Tamone, Antonella Tereo, Marco Torcasio GRAPHICS – CONTRIBUTORS Stefania Di Bello, Francesco Dipierro Errata corrige Crediti in cover POSH 72: Carola Insolera indossa blouse and leather skirt GIADA, clutch BULGARI. Assistants: Rinaldo Sgarella e Lorenzo Baroncelli - Make up/hair: Margherita Fabbricatore. Model: Carola Insolera @ Women Direct Milano Nel servizo a pag. 68 Make up/hair: Margherita Fabbricatore. A pag. 74 Twins Florence - A pag.119 Villa del Parco & Spa

POSH è distribuito in Italia e nei seguenti paesi: Australia, Belgio, Brasile, Corea del Sud, Emirati Arabi Uniti, Finlandia, Giappone, Gran Bretagna, Hong Kong, Israele, Lituania, Malta, Olanda, Portogallo, Singapore, Taiwan, Turchia, Ungheria MEDIA

POSH è una pubblicazione bimestrale di UNIQUE MEDIA Srl Via Cadolini 34 - 20137 Milano. Tel. (+39) 02 49542850 advertising: adv@uniquemedia.it info: segreteria@uniquemedia.it www.uniquemedia.it Stampa Arti Grafiche Boccia Spa Distribuzione SO.DI.P. “Angelo Patuzzi Spa” Via Bettola, 18 - 20092 Cinisello Balsamo (MI)

ANES ASSOCIAZIONE NAZIONALE EDITORIA PERIODICA SPECIALIZZATA

CONFINDUSTRIA


CONTENTS

POSH

The hottest luxury for a good life

Choices SACAI, 20 ERDEM, 22 DIOR, 24 FAITH CONNEXION, 26 SAINT LAURENT, 28 LUBIAM: TAILORING D’AVANGUARDIA, 30 DALIDA, IL RICORDO DI UNA DIVA, 32

Design LUXURY PRIVATE RESIDENCE IN NY, 34-38 BERLIN BASED VISIONARIES: MYKITA, 40-42 LAND ROVER MAKES DESIGN BECOME ART, 44-45 FERRETTI GROUP: L’ITALIANITÀ CHE NAVIGA, 46-49

POSH No. 73 Summer 2017


CHANEL .COM La Linea di CHANEL - Numero con addebito ripartito 840.000.210 (0,08€ al minuto).

OROLOGIO J12


CONTENTS

Protagonist TOMMY HILFIGER: AMERICAN DREAM, 52-55 INTERVISTA A LUCA FANTIN DEL BULGARI RESORT DI BALI, 56-57 ANDREA ILLY: IL CAFFÈ COME BEVANDA DELLA FELICITÀ, 58-59 IL PROGETTO ECO-CONSCIOUS DI WOOLMARK, 60-61 RON ARAD’S EXPERIMENTAL DESIGN, 62-63 CHABI NOURI FOR PIAGET, 64-66

Fashion ALICE IN WONDERLAND, 68-83 A NEW ENGLISHMAN, 84-95 ASIAN VIEW, 96-103

Beauty MATILDA LUTZ + JAMES JAGGER FOR EMPORIO ARMANI, 104-111 THE BEAUTY OF SUMMER, 112-117 SALVATORE FERRAGAMO FINEST FRAGRANCES, 118-119 A NIGHT WITH JO MALONE LONDON, 120-121

cover

Photographer: Stefano Guindani Assistants: Rinaldo Sgarella e Giuliano Goidanich Model: Matilde Canuti @Urban Models Milano Make up & Hair stylist: Margherita Fabbricatore Location: ILLULIAN Via Alessandro Manzoni 41, Milano – illulian.com Embroidered dress RAHUL MISHRA, pants IO IVANA OMAZIĆ, bandana DESTIN, booties BALDININI Background: Rug Illulian Design Madama Butterfly


Frivole collezione Anello tra le dita, oro giallo e diamanti.

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CONTENTS

Italian Summer COSTA SMERALDA OH, MY COAST!, 124-131 COSTA SMERALDA PARADISE, 132-133 AUDI: UN’ESTATE DI GRAN CLASSE, 134-137

FORTE DEI MARMI IT’S VERSILIA TIME! 138-141

CAPRI E COSTIERA LA DOUCE VIE À LA CAPRESE, 142-155 HIGHLIGHTS IN COSTIERA, 158-160 DON ALFONSO 1890 HAUTE CUISINE, 161-163

MASSERIE DI PUGLIA LO CHARME IRRINUNCIABILE DELLE MASSERIE PUGLIESI, 164-168 BORGO EGNAZIA: UNIQUE APULIA TRIBUTE, 170-175 MASSERIA TORRE COCCARO, 176-178

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MASSERIA BORGO EGNAZIA Località: Savelletri, Fasano, Brindisi Photographer: Giorgio Baroni


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Nuova Discovery è un concentrato di tecnologia in cui ogni cosa è pensata per aiutarti in qualsiasi situazione. 7 sedili full-size con funzione di ribaltamento intelligente configurabile anche tramite smartphone. All-Terrain Progress Control per affrontare anche i percorsi off-road più difficili. Activity Key, una chiave braccialetto robusta e impermeabile. Wade Sensing, un sistema per esplorare tutto il mondo, non solo le strade. Perché Nuova Discovery ha tutto quello che serve per affrontare ogni avventura. Scoprila su landrover.it/nuovadiscovery

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FASHION FASHION

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SACAI Collection Fall-Winter 2017/18

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ERDEM Collection Fall-Winter 2017/18

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NEW ROMANTIC

CHRISTIAN DIOR Collection Fall-Winter 2017/18

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FASHION FASHION

NEW PUNK

FAITH CONNEXION Collection Fall-Winter 2017/18

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FASHION FASHION

SAINT LAURENT Collection Fall-Winter 2017/18

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FASHION FASHION

L’ECCELLENZA DEL MADE IN ITALY Heritage e tailoring d’avanguardia

LUBIAM, LA STORICA SARTORIA MANTOVANA, PUNTA A UNA SERIE DI NOVITÀ STRATEGICHE. TRA PROGETTI OLTRECONFINE E UNA PIATTAFORMA E-COMMERCE B2B. MENTRE IL SU MISURA SI CONFERMA LA CARTA VINCENTE DELL’AZIENDA

Oltre cent’anni di stile. L’azienda mantovana, tra le leader del made in Italy, fondata da Luigi Bianchi nel 1911 con la denominazione di Primaria Sartoria Luigi Bianchi-Confezione Uomo e abiti e tailleur per Signora, sceglie l’edizione di Pitti Immagine Uomo 92 per presentare l’anteprima delle collezioni primavera estate 2018 di L.B.M. 1911 e Luigi Bianchi Mantova. Un omaggio alla natura e alle sue bellezze, con la celebrazione dei quattro elementi, cielo, mare, terra e fuoco per un viaggio tra suggestivi e raffinati colori. Declinati sui capispalla iconici della linea L.B.M. 1911, con proposte di soprabiti che fondono tessuti altamente performanti a un’attenta ricerca sartoriale, tra tocchi formal chic, effetti crochet, righe regimental. Mentre per le creazioni sartoriali firmate Luigi Bianchi Mantova trionfano look di fantasie e disegni, in cui regnano contrasti e combinazioni tono su tono. Per la prossima stagione invernale, invece, il must have di Luigi Bianchi Mantova è il cappotto imbottito che unisce le performance della giubbotteria tecnica a dettagli sartoriali. Mentre L.B.M. 1911 rivisita i Seventies, fra effetti mélange, texture sperimentali e giochi di contrasti. Non mancano i capi preziosi di Luigi Bianchi Flirt per il dress code black tie. Lubiam archivia il 2016 con una crescita del turnover di oltre 50 milioni di Euro (+6,5%), e un trend positivo relativo anche ai primi sei mesi dell’anno in corso. Spiccano importanti progetti strategici che riguardano l’estero e il canale online. Tra questi una nuova location per la sede a New York, dove il mercato degli Stati Uniti ha un peso sull’Export del 22%, un notevole investimento in comunicazione dedicato al Giappone e una piattaforma e-commerce B2B destinata ai clienti. Il Su misura - che include personalizzazioni, altissima qualità sartoriale e produzioni in tempi ristretti - si conferma la carta vincente della storica azienda di Mantova. Dal 2016, oltre alle linee Luigi Bianchi Mantova Sartoria, Luigi Bianchi Mantova Flirt e Lubiam 1911 Cerimonia, il servizio su Misura si è esteso anche al mondo del tinto capo L.B.M.1911 offerto in esclusiva presso la boutique di Via della Spiga 30. Il guardaroba maschile da Lubiam diventa sinonimo di eleganza e di alta qualità, che parte da un forte heritage tradizionale per sfociare in creazioni dal contenuto innovativo e di ricerca stilistica. AR.R

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UTAH

woolrich.eu

Madeline Borer FlyFisher

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EXHIBITION

DALIDA, IL RICORDO DI UNA DIVA “Une garde-robe de la ville à la scène” in mostra a Parigi

IL PALAIS GALLIERA RENDE OMAGGIO A DALIDA, CON UNA ESPOSIZIONE DEI PEZZI PIÙ ICONICI APPARTENENTI ALL’ECLETTICO GUARDAROBA DELLA REGINA DELLA DISCO-MUSIC FRANCESE. TRA I LOOK PRESENTI ABITI DI JACQUES ESTÉREL, BALMAIN, LORIS AZARRO E MICHEL FRESNAY

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accessoriata, truccata e vestita dai più grandi stilisti dell’epoca. Dagli abiti New Look degli anni ‘50 firmati Jacques Estérel a Balmain nell’era seventies, dalla sobria eleganza del couturier Loris Azarro ai vestiti sfavillanti di Michel Fresnay, fino a Jean-Claude Jitrois. Un guardaroba che rappresenta il riflesso dell’evoluzione artistica ellissima, determinata, infelice. di un mito che continua Amori turbolenti, volubili, una vita ancora oggi a sedurre. nell’eccesso, drammi incancellabili. Dalida era solita catturare E quella storia sentimentale mai la scena con una fragilità confermata ufficialmente con Luigi e sensibilità senza misura, Tenco. Era il 2 maggio del 1987 celate dietro una esuberanza quando Iolanda Cristina Gigliotti, in chic e attraente d’altri tempi. arte Dalida (su suggerimento dello Tutti la amavano. Tutti la scrittore Albert Machard), se ne desideravano. Pochi, forse, la andava sconfitta dalla depressione. capivano. Cantava l’amore, Una delle donne più affascinanti del la disperazione, la gioia, il mondo della musica, con oltre 170 dolore, le infinite delusioni. milioni di dischi venduti. In occasione Per anni soprannominata del trentesimo anniversario della “Mademoiselle Bambino” sua scomparsa, il Palais Galliera di grazie al clamoroso Parigi celebra il guardaroba iconico debutto nel 1956 del brano della cantante con “Dalida-Sa Bambino, un incredibile Portrait de Dalida. Robe du soir, Pierre Balmain 1973. garde-robe, de la ville à la scène”, successo che segna il © Bridgeman Images / United Archives / Roba Archive / Max Schweigmannbe una retrospettiva curata da Olivier lancio di una carriera dalle Saillard e Sandrine Tinturier che mille sfumature e per cui espone i pezzi più ricercati delle sue ottiene il primo disco rappresentazioni sceniche. d’oro, la sua voce risulta inconfondibile. Paroles…Paroles, Salma Nasce al Cairo nel gennaio 1933, con origini calabresi, naturalizzata ya Salama e Je suis malade sono un classico intramontabile. francese. Un corpo perfetto e una gestualità da diva, Dalida diventa Sul palco esibisce una bellezza imbarazzante, sensuale, presto vera icona di moda e una star popolare. Tragica e solare ammaliante, ammantata di costumi spettacolari. Tra paillette, al tempo stesso, nei suoi occhi traspare quel velo di malinconia fantasie maculate, bustini, ricami, pellicce. E la memorabile cappa che rende la sua esistenza maledettamente dannata. Sofisticata, di piume di struzzo e ruches indossata durante una trasmissione televisiva di TF1. Dalida riusciva a cambiare sempre la sua immagine, conservando quella allure unica che ha contribuito a renderla, da oltre cinquant’anni, una leggenda. Fino al 13 agosto 2017 PALAIS GALLIERA, CITY OF PARIS FASHION MUSEUM 10 avenue Pierre Ier de Serbie 75116 – Paris

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AR.R.


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DESIGN

STUNNING ONE Skyscraper tower nel cuore di New York

L’ESTETICA SUBLIME DI NORMAN FOSTER SI RACCONTA NELLA NUOVA DESTINAZIONE HIGH-END DI MANHATTAN, ONE HUNDRED, TRA LA SUGGESTIONE DELL’ART COLLECTION, PRIVATE RESIDENCES SOFISTICATE E UN GOURMAND FIVE STARS GUIDATO DA JOËL ROBUCHON di Anna Casotti

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In apertura, One Hundred by Foster + Partners. Sopra, Amenity Pool

I

l tratto esclusivo di Foster + Partners delinea la quintessenza del lusso del nuovo One Hundred newyorkese, la cui imminente inaugurazione è destinata a delineare una nuova idea di raffinatezza nell’arte dell’abitare. Una skyscraper tower di 63 piani nel cuore di Midtown in cui private residences high-end con soffitti fino a 11 metri di altezza e interior realizzato dall’architetto William T. Georgis - definito un genio nel color design - svettano nello skyline di Manhattan. Un luogo che racchiude in ogni angolo un’atmosfera sofisticata, tra loft immersi nella luce e dettagli che si fanno interpreti dello spirito di New York. «Si trattava in primo luogo di rispondere al contesto architettonico - dichiara William T. Georgis - e il contesto ideato da Foster + Partners è decisamente forte e imponente». In una visione contemporanea che narra raffinatezza artigianale e avanguardia creativa, immersa nella sua vertiginosa struttura in vetro sfaccettata che si pone come contrappunto alla geometria tagliente dell’adiacente Seagram Building. Un edificio iconico risalente al 1958, progettato da Ludwig Mies van der Rohe in collaborazione con l’americano Philip Johnson, simbolo dell’estetica del Funzionalismo e uno dei più importanti manifesti del Movimento Moderno. Ed è nelle tavolozze cromatiche del bronzo che si dispiegano in diversi arredi e dettagli delle residenze di One Hundred che Foster e Georgis hanno reso omaggio ai due protagonisti indiscussi dell’architettura 36

moderna. Come una minuziosa “città nella città”, One Hundred mette in scena un’art de vivre tra le più ricercate con le numerose amenities pensate per offrire agli ospiti un divertissment scandito dall’eccellenza, tra un’intima hall dedicata ai residenti, una biblioteca con un’accurata selezione di libri d’arte, un centro benessere attrezzato con bagno turco, sauna, spa e un’incantevole piscina outdoor. «Abbiamo riunito un team con i migliori protagonisti del design, dell’architettura, del gourmand per One Hundred: ognuno dei nostri partner è stato accuratamente selezionato per creare una torre iconica che mettesse in scena uno stile di vita unico ed esclusivo» ha dichiarato Aby Rosen, co-fondatore della RFR che in collaborazione con Vanke ha sviluppato l’intero progetto residenziale. L’architettura di Foster per Manhattan è anche una nuova destination tasting, con l’apertura del raffinato ristorante guidato dallo chef Joël Robuchon - 28 stelle Michelin nella sua carriera - e di un gourmet market al piano terra, con un interior design firmato dal pluripremiato architetto Joseph Dirand vincitore del Design Award di Wallpaper per il nuovo ristorante Monsieur Bleu di Parigi e per l’hotel Habita Monterrey in Messico. Tra bar di sushi, pasticceria, cioccolato, caffé, alimenti raffinati e spazi per organizzare private dinner, One Hundred mette in scena una vera e propria corte del gusto che trasformerà Midtown nel nuovo centro gourmand di Manhattan, avvolto nella suggestione creativa dei protagonisti del contemporary living.


Sopra, un particolare della torre residenziale One Hundred (a fianco) L’elegante Amenity Lobby

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he exclusive design by Foster + Partners defines the quintessence of luxury of the new One Hundred in New York, whose imminent opening will be bound to present a new idea of refinement in the art of living. A skyscraper tower of 63 floors in the heart of Midtown where private high-end residences with ceilings up to 11 meters of height and interior realized by the architect William T. Georgis – defined a genius of color design – rise up in the skyline of Manhattan. A place including in each detail a sophisticated atmosphere, between the lofts surrounded by lights and details interpreting the spirit of New York. “First of all it was necessary to respect the architectonic context – William T. Georgis claims – and the context conceived by Foster + Partners is just strong and powerful”. In a contemporary vision showing craft refinement and creative avant-garde, immersed in its dizzy manysided structure in glass, which is a counterpoint to the sharp geometry of the adjacent Seagram Building. An iconic building dating back to 1958, projected by Ludwig Mies van der Rohe in cooperation with the American Philip Johnson, symbol of the aesthetics of Functionalism and one of the most important manifestos of the Modern Movement. And in the chromatic palette of bronze, in furniture and details of the residences of One Hundred, Foster and Georgis payed homage to the two

sure protagonists of modern architecture. Just like a detailed “city in the city” One Hundred shows an art de vivre among the most loved ones, with many amenities conceived to offer the guests an excellent divertissment, between an intimate hall dedicated to the residents, a library with an accurate selection of art books, a wellness center provided with Turkish baths, sauna, spa and an enchanting outdoor swimming-pool. «We gathered a team with the best protagonists of design, architecture and gourmand for One Hundred: each of our partners was carefully selected to create an iconic tower, which would show a unique and exclusive style of life» Aby Rosen claimed, co-founder of the RFR, who in cooperation with Vanke developed the whole residential project. Foster’s architecture for Manhattan is also a new destination tasting, with the opening of the refined restaurant directed by the chef Joel Robuchon – 28 Michelin stars in his career – and of a gourmet market on the ground floor, with an interior design made by the multi-prize winner architect Joseph Dirant, winner of the Design Award of Wallpaper for the new restaurant Monsieur Bleu of Paris and for the hotel Habita Monterrey in Mexico. Between sushi bar, pastries, chocolate, coffee, refined food and space to organize private dinners, One Hundred reveals a real court of taste which will change Midtown in the new gourmand center of Manhattan, enveloped in the creative suggestion of the protagonists of contemporary living. 37


Sopra da sinistra, Unit K e Unit C – Living Room Sotto, Duplex, Interior Design

One Hundred 100E 53 th st – New York Architect: Foster + Partners Interior Design (private residences and amenities): William T. Georgis Restaurant and gourmet hall: interior design Joseph Dirand Chef: Joël Robuchon Sales gallery: 100e53.com Prices: da $2.25M a $65M

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INTERVIEW

BERLIN BASED VISIONARIES L’eyewear ultra cool destinato al mercato high end

MONTATURE DAL DESIGN FUTURISTICO, DETTAGLI STILISTICI INNOVATIVI E L’IMPIEGO DI MATERIALI DI PREGIO DEFINISCONO LA MANIFATTURA E L’ARTIGIANATO DI PRECISIONE TARGATO MYKITA. UNA PERFETTA SIMBIOSI DI DESIGN E FUNZIONALITÀ RACCONTATA DAL CEO E DIRETTORE CREATIVO MORITZ KRUEGER di Marco Torcasio

Innovazione tecnica e costante sviluppo dei prodotti sono elementi che contraddistinguono Mykita sin dal debutto sul mercato nel 2004 con la Collezione No.1. L’originale sistema brevettato di cerniere ha conferito al marchio un’identità unica e caratteristica che nel design d’avanguardia e nelle forme inconfondibili trova la sua massima espressione. Parte integrante del successo del marchio è l’inedita filosofia aziendale, vissuta a 360° in ogni ambito. Tutte le fasi fino al prodotto finito - design, produzione e marketing - sono infatti riunite sotto lo stesso tetto: nel cosiddetto Mykita Haus, nel cuore di Berlino. Le collezioni sono disponibili negli shop di Berlino, Cartagena, Monterrey, New York, Parigi, Tokyo, Vienna, Zermatt e Zurigo e sono distribuiti in oltre 70 paesi presso boutique eyewear e fashion store selezionati. Moritz Krueger, CEO e Direttore Creativo oggi alla guida dell’azienda insieme a Franz Koch, risponde alle nostre domande su stile, impiego visionario dei materiali e montature a effetto con cui imparare a giocare.

Technical innovation and constant product development are elements that characterize Mykita since its debut in 2004 with the No.1 Collection. The original patented hinge system has given the brand a unique and characteristic identity that in its avant-garde design and unmistakable shapes finds its utmost expression. An integral part of the brand’s success is the unprecedented business philosophy, lived at 360 degrees in every area. All stages up to the finished product - design, production and marketing - are in fact brought together under the same roof: in the so-called Mykita Haus, in the heart of Berlin. The collections are available in the shops of Berlin, Cartagena, Monterrey, New York, Paris, Tokyo, Vienna, Zermatt and Zurich and are distributed in over 70 countries at selected boutique eyewear stores and fashion stores. Moritz Krueger, CEO and Creative Director today at the helm of the company together with Franz Koch, responds to our questions about style, visionary use of materials and iconic frames to learn to play with.

Come si è strutturata nel tempo la pluriennale esperienza nel design di occhiali che vi consente oggi di compiere un uso visionario dei materiali?

The long-standing design experience in eyewear allows you today to make visionary use of the materials. How did you build it over time?

Lo spirito inventivo indipendente di Mykita è parte integrante della nostra storia. Quando abbiamo cominciato, l’originalità del nostro design ha fatto sì che elaborassimo una nostra propria manifattura perché nessun altro avrebbe potuto avere certe abilità per realizzare quelle montature. È stata una sfida, ma ci ha insegnato molto. Lo sviluppo di strumenti e procedimenti solo nostri è diventato un principio del nostro lavoro e uno dei nostri maggiori punti di forza. Presso il Mykita Haus di Berlino tutti i dipartimenti si trovano sotto un unico tetto. Il rapporto di lavoro tra design, ricerca, sviluppo e produzione è molto stretto è ciò fa sì che l’intima conoscenza di come i nostri occhiali vengono realizzati definisca non solo il prodotto, ma anche la cultura lavorativa Mykita. L’impegno che mettiamo nella ricerca della qualità e del progresso penso si veda chiaramente nelle collezioni. Mykita ha sempre guardato oltre i confini tradizionali dell’industria eyewear, cioè verso nuove importanti tecnologie da integrare. Ma anche le collaborazioni con esperti esterni che progettano e sviluppano le loro tecnologie, tengono il brand all’avanguardia nell’innovazione.

Mykita’s inventive and independent spirit is an integral part our story. When we first started out the novelty of our original design pushed us to set up our own manufacture - we couldn’t find anyone else with the facilities to make the frames. This presented a challenge but taught us so much. Developing our own tools and processes has turned into a principle of how we operate and one of our greatest assets. At Mykita Haus in Berlin all departments come together under one roof. There is a very close working relationship between design, research & development and production - the intimate knowledge of how our glasses are made defines not only product, but also the working culture at Mykita. There is a commitment to quality and a spirit of advancement, and this I think shows in the Mykita collections. Mykita has always also looked beyond the traditional confines of the eyewear industry, seeking out new and relevant technologies from different fields to include into our operation. The partnerships with external experts are an integrated part of what we call our modern manufactory. External experts that continue to incubate and develop their technology keep Mykita at the forefront of innovation.

L’importanza dell’occhiale come complemento distintivo della personalità.

What do you think about the importance of eyewear as a distinctive personality complement?

Credo che l’eyewear vada oltre il mero accessorio. Gli occhiali rappresentano un’espressione o persino un’estensione della mentalità come solo altri pochi oggetti riescono a fare. Indossati sul viso, sono una delle prime cose che notiamo in una persona; sono ciò che scegliamo per incorniciare e proteggere una delle nostre zone più intime, gli occhi. Ecco perché influenzano fortemente lo stile e l’estetica di chi li indossa. Un design sobrio e neutrale parla della persona che lo indossa tanto quanto una montatura spessa. 40

For me eyewear goes beyond pure accessory. Glasses are an expression or even extension of your mindset in the way that few other single wearable pieces can be. Worn on the face, it’s one of the first things you notice about a person; it’s what they choose to frame or shield one of the most personal areas, the eyes. So glasses have a big impact on the all-over style and appearance of the wearer. An understated, neutral design says just as much about the person wearing it as a bold statement frame does.


MORITZ KRUEGER, CEO & Creative Director MYKITA

Cosa succede all’interno del cosiddetto Mykita Haus?

Tutto ruota attorno alle montature. I dipartimenti sono riuniti, dalla produzione, all’assemblaggio, al controllo qualità e confezionamento, fino alle funzioni amministrative, inclusi il team di design del prodotto, di design grafico, di vendite e marketing. Un ensamble affascinante di persone diverse sia per origini che per background. Mykita Haus rappresenta l’habitat in cui questi talenti possono confrontarsi e sostenersi tra di loro. È un luogo in cui imparare e giocare. Quali innovazioni nello sviluppo del prodotto contraddistinguono Mykita?

Il perno a spirale brevettato è un marchio di garanzia del design Mykita. Nel 2011 abbiamo presentato la prima collezione di occhiali prodotta in serie, creata attraverso una manifattura aggiuntiva: Mykita Mylon, creata usando una tecnologia di stampa 3D, chiamata Selective Laser Sintering. Principalmente usata nell’industria automobilistica per fabbricare piccoli prototipi di motori, è una tecnologia di cui abbiamo subito colto il potenziale per l’industria ottica e abbiamo sperimentato per primi un trattamento multifase di superficie, per rendere il poliammide sinterizzato a laser attraente e portabile. Lo step successivo nell’ambito della tecnologia 3D è stato My Very Own, un concept di ottica digitale su misura attualmente in via di sviluppo.

What happens inside the so-called Mykita Haus?

Everything related to our frames. All departments come together at Mykita Haus from the production, assembly, quality control and packaging to all the administrative functions, and of course the product design team, research & development, graphic design, sales & marketing, in-house architects. It’s an inspiring mix of people with totally diverse backgrounds and individual talents. The Mykita Haus provides an environment where these talents can unfold and also feed from each other. It’s a place of learning and play. What innovations in product-development are trademarks for Mykita?

The original patented spiral hinge is a hallmark of Mykita design. In 2011 Mykita introduced the first serially produced eyewear collection made by additive manufacturing. Mykita Mylon is made using a 3D printing technology called Selective Laser Sintering. Mainly used within the automotive industry for making small prototype parts for engines, Mykita saw the potential of this technology for the eyewear industry and pioneered a multi-step surface treatment to make the laser sintered polyamide attractive and wearable. The next step in 3D technology for Mykita is My Very Own, a concept for digital bespoke eyewear that is currently in development. 41


MYKITA HAUS Making of

MYKITA + Tim Coppens

Season by season you’ve been collaborating with Damir Doma and Maison Margiela. What other designers would you like to work with? Nel company profile troviamo le collaborazioni con Damir Doma e Maison Margiela. Con quali altri stilisti vi piacerebbe lavorare?

La principale motivazione dietro ciascuna delle nostre collaborazioni è il desiderio di creare un prodotto nuovo. Ma anche l’opportunità di esporci a un forte giudizio creativo esterno. Tutto questo influenza il nostro design e rafforza l’intera azienda. Attraverso le collaborazioni siamo in grado di sviluppare un prodotto che non esisterebbe altrimenti, questo è ciò che le rende eccitanti. Molte durano per diversi anni e ciò ne sottolinea la forza.

Dopo montature cat-eye, a farfalla o squadrate e dopo i modelli camouflage o tartarugati, quali saranno le new entry in fatto di estetica?

Una buona parte della ricerca e dello sviluppo riguarda gli elementi che definiscono la modernità caratteristica di una montatura Mykita: materiali, costruzioni e superfici. Sperimentiamo sempre gli ingredienti in laboratorio. Il nostro design spesso scaturisce da un’idea che stimola diverse possibilità costruttive fino alla creazione di una nuova montatura. La nostra estetica distintiva è il risultato della nostra ingegneria, delle nostre soluzioni tecniche. Detto ciò, la collezione Mykita Mylon presenta alcune nuove forme e silhouette particolari intriganti, come la rete in acciaio finemente intessuta, che introduce un’estetica ultra high-tech molto elegante. Come descrive la shopping experience all’interno di un Mykita Store?

Vogliamo divertirci! Gli occhiali sono tutti esposti sui singoli scaffali per incoraggiare i clienti a prenderli e provarli. Quali sono i luoghi di Berlino che ama tra bistrò, club e spazi privati?

Mi piace cominciare la giornata con una spremuta fresca, scelgo quella “Hulk” del Cafè Liebling in Prenzlauer Berg. Distrikt Coffee in Bergstraße 68 offre ottimo caffè in un ambiance newyorkese. Andreas Murkudis in Potsdamer Straße è uno dei migliori concept store nel mondo; l’architettura suggestiva ricrea l’atmosfera adatta alle cose belle. Hamburger Bahnhof, la Neue Nationalgalerie e Boros Bunker sono i posti che amo frequentare per ricaricare i sensi creativi. Le performance della coreografa Constanza Macras sono tra le attrattive culturali che ricerco. Al di là di tutto questo mi piace anche scappare dalla città e passare molto tempo sulla mia barca con il mio cane, la famiglia e gli amici intorno ai laghi di Brandeburgo. 42

The main motivation behind each of our collaborations is to create a new product. It’s also an opportunity for us to expose ourselves to a strong creative outside point of view. This influences our design process and energises our company as a whole. Through a collaboration we will develop a product that would otherwise never come into existence, that’s what’s so exciting about it. Ultimately each collaboration is really about the product. A marker of how strong our collaborations are is that most of them go on for many years. After cat-eye, butterfly or square frames and after camouflage or tartarug patterns, what about the upcoming entry aesthetics?

A lot of research and development goes into the elements that make up the characteristic modernity of a Mykita frame: material, construction and surface. We are always experimenting in our lab of ingredients. Our designs often originate with an idea that pushes the possibilities of construction or material development, and then around that a new frame shape is born. The distinctive Mykita aesthetic is a result of our engineering, of our technical solutions. That said, the Mykita Mylon collection introduces some new shield-like silhouettes and intriguing details like the finely woven steel mesh, which brings about a sleek, ultra high-tech aesthetic. How to describe the shopping experience within a Mykita Store?

We want it to be fun! The glasses are all displayed on individual shelves and we really encourage our visitors to hold the glasses and try them on. Can you mention some places in Berlin that you love among bistros, clubs and private spaces?

I like to start the day with a freshly squeezed “Hulk” at the Café Liebling in Prenzlauer Berg. Distrikt Coffee in Bergstraße 68 has great coffee with a New York feeling. Andreas Murkudis in Potsdamer Straße is one of the best concept stores in the world; the impressive architecture creates just the right atmosphere for beautiful things. Hamburger Bahnhof, the Neue Nationalgalerie and the Boros Bunker are favourites for recharging the creative senses. Performances by choreographer Constanza Macras are also a cultural highlight I look out for. Other than that I actually love to get out of town and spend a lot of time on my sailboat with my dog, family and friends around the lakes in Brandenburg.


M I L A N O

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S H O W R O O M

VIA DELLA SPIGA 30

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DESIGN

MAKE DESIGN BECOME ART La rivoluzione Range Rover è precisa in ogni dettaglio

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ELEGANTE SEMPLICITÀ, APPROCCIO VISIVO ESSENZIALE CHE TENDE AL RIDUZIONISMO, AVANZATA TECNOLOGIA ORIENTATA AL CLIENTE SONO I TRATTI DISTINTIVI CON CUI LA NUOVA RANGE ROVER VELAR STABILISCE I TREND DEL FUTURO

Perché una vettura che nasce per affrontare con aggressività la metropoli sceglie un concept purista per raccontarsi?

AF – La nuova Range Rover Velar ruota attorno al concetto di Riduzionismo. L’idea “less is more” ha accompagnato ogni fase della progettazione ispirata alla semplificazione: libera da ogni complessità a tutto vantaggio della qualità. Le nuove tecnologie ci hanno consentito di creare un veicolo sempre più vicino all’idea di purezza, quanto a funzionalità dell’interior ed esperienza di guida.

Il bianco dell’interior è dunque una scelta stilistica portante?

AF – È uno dei colori che offriamo ai nostri clienti, ma non l’unico. Ci sono il nero, un nuovo colore che abbiamo chiamato Eclipse, che è un blu molto scuro, e anche una tonalità di beige, che chiamiamo corn, ad esempio. Tutti incontrano differenti tipologie di lifestyle per soddisfare sia chi dà molta importanza alla luminosità oppure chi ricerca qualcosa di più modaiolo. Offriamo diverse possibilità per consentire di scegliere ciò che si preferisce quanto a gusto e personalità.

Le innovazioni non sono soltanto formali e stilistiche ma anche sostanziali. Menzioniamone qualcuna.

AF – La purezza del design è messa in rilievo dai fari Matrix-Laser LED super slim e dalle maniglie a filo carrozzeria estraibili, ad esempio. Debutta l’avanzato sistema di infotainment Touch Pro Duo, con due touchscreen da 10” ad alta definizione, caratterizzato da una funzionalità

inarrivabile e dall’azionamento intuitivo. La trazione integrale poi, con il sistema Intelligent Driveline Dynamics e il differenziale posteriore bloccabile, assicura una capacità all-terrain ineguagliabile. Perché il design Land Rover è così distintivo?

AF – Land Rover non segue le tendenze, sappiamo molto bene ciò che i nostri clienti vogliono, ovvero un mix tra funzionalità, abilità e tecnologia senza compromessi estetici. Il team di designer lavora in costante contatto con il team degli ingegneri e questa è una combinazione di professionalità che nessun altro può offrire. MF – La capacità di evolvere i nostri elementi caratteristici senza però diluirli troppo nel tempo.

Come sta cambiando il mercato automotive?

MF – Le trasformazioni sociali e ambientali inevitabilmente influenzano molto il nostro operato e le varie scelte strategiche, ma credo questo sia un periodo davvero eccezionale per chi lavora nell’automotive grazie alla diffusa capacità di approcciarsi al futuro con uno sguardo più che mai innovativo. Il mondo là fuori è piuttosto complesso ma ciò che ci distingue è, al contrario, la ricerca di purezza e semplicità. La mostra che ha fatto da sfondo alla presentazione londinese non a caso s’intitolava “Reactions to a complex world”.

Come spiegate la scelta di servirvi di una mostra fotografica per raccontare tutto questo?

AF – Abbiamo voluto fare qualcosa che non avevamo ancora mai fatto, una presentazione attraverso un percorso di immagini e suoni ispirati al tema del minimalismo. La mostra firmata da Gary Bryan ha introdotto l’auto attraverso nove suggestioni visive, esposte in uno spazio dai connotati museali. MF – Il design ha acquisito un’importanza fondamentale in Land Rover. Oggi è uno pre-requisito di tutto quello che facciamo. In tal senso, presentare Velar in un luogo come la Permanente di Milano ha rafforzato il posizionamento del nostro prodotto che si eleva quasi a oggetto d’arte.

Range Rover Velar – Museo della Permanente, Milano

A

ttraversando un bosco stilizzato, composto armoniosamente da tessuti Kvadrat, metafora di un passaggio materiale e mentale che conduce alla pura bellezza, i visitatori hanno potuto contemplare nella sua interezza la nuova Range Rover Velar come icona assoluta di design. La location prescelta è il Museo della Permanente di Milano, inusuale sì ma più che mai adatta a raccontare “Less is Pure”, un progetto allestitivo curato dal celebre fotografo Gary Bryan che ha portato i partecipanti in una dimensione senza tempo, all’insegna di un’esperienza visiva, sonora e tattile, votata al riduzionismo. Al netto di una serata eccezionale, resta un veicolo capace di infondere una nuova dimensione di glamour, modernità ed eleganza. Progettata per posizionarsi tra Range Rover Evoque e Range Rover Sport, Velar offre livelli di lusso, raffinatezza e capacità all-terrain inediti nel segmento dei SUV di medie dimensioni. Amy Frascella, Chief Designer for Colour and Materials, e Massimo Frascella, Exterior Creative Director Land Rover, ne raccontano in questa intervista la contemporaneità del design, l’avanzata tecnologia consumer e l’impiego di materiali di tendenza. Li abbiamo incontrati in occasione dell’ultima design week milanese.

Quanto ha pesato l’importanza del viaggio nella realizzazione di Range Rover Velar?

MF – Moltissimo. Impossibile parlare di una meta soltanto. La ricchezza della nostra esperienza deriva dalla conoscenza di infiniti luoghi e infinite persone. Coreani, asiatici, europei, americani. Senza peccare di presunzione posso però affermare che gli italiani hanno davvero qualcosa in più. Nonostante i diversi problemi del nostro Paese restiamo un popolo di grandi creativi. M.T.

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INTERVIEW

LA BELLEZZA È TUTTA MADE IN ITALY Il gusto superiore dell’italianità che naviga

SVILUPPARE SOLUZIONI ESTETICHE E FUNZIONALI INNOVATIVE, LAVORANDO IN STRETTA COLLABORAZIONE CON ARCHITETTI DI FAMA INTERNAZIONALE, È DA SEMPRE LA MISSION DEL FERRETTI GROUP. L’AD ALBERTO GALASSI NE RACCONTA L’ESCLUSIVITÀ UNICA NEL PANORAMA NAUTICO MONDIALE di Enrico Cammarota

Custom Line Navetta 37


FerrettiGroup novitĂ flotta

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Sopra, Custom Line Navetta 37 (a destra) il piano superiore del PERSHING 82

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a sempre ai vertici della nautica da diporto, grazie alla costante innovazione del prodotto e alla continua ricerca di soluzioni all’avanguardia in campo tecnologico, Ferretti Group vanta un portafoglio unico di marchi prestigiosi ed esclusivi: Ferretti Yachts, Riva, Pershing, Itama, Mochi Craft, CRN e Custom Line. Flybridge, runabout, open, coupé, lobster boat, super e mega-yacht raccolgono l’eredità di secoli di tradizione nautica italiana e garantiscono una inimitabile qualità dei dettagli che scaturisce da una lavorazione artigianale che raggiunge i massimi livelli dell’efficienza produttiva. Elevatissime le perfomance, sempre pronte a suscitare nuove emozioni. Scopriamo qui quelle dell’Amministratore Delegato, Avvocato Alberto Galassi. Modenese di nascita, internazionale per vocazione, appassionato di grandi imprese, made in Italy e, a sorpresa, d’arte contemporanea. Implementare nuove strategie di sviluppo e crescita rimane core business del Gruppo. Quali progetti state portando avanti?

Stiamo investendo sullo stile, sui marchi che hanno più allure, in designer e architetti, stiamo cercando di differenziare il più possibile il prodotto, affinché non ci sia “overlap” (sovrapposizione, ndr), che le nostre barche siano riconoscibili a distanza e non confondibili con quelle della 48

concorrenza. Stiamo investendo in comunicazione ed eventi, ogni marchio ha una partnership strategica, come quella di Riva con Ferrari o Pershing con Lamborghini. Stiamo cercando di non vendere semplicemente delle barche, ma di trasmettere un sogno, un’emozione. In che modo vi rendete ambasciatori del made in Italy servendovi al contempo di stile e tecnologia?

Sulle barche seriali i nostri designer sono tutti italiani e sulle grandi imbarcazioni ogni cliente sceglie la matita che preferisce, dai 60 mt. in su. Riva ha Officine Italiane Design, Custom Line ha Paszkowski, Pershing ha De Simoni. Vogliamo che lo stile sia italiano soprattutto nei particolari: pelle, acciaio, legno, carbonio. L’esperienza a bordo è tutta a marchio italiano. I Ferretti che vendiamo in Cina sono completamente diversi da quelli che vendiamo in Italia. Al posto della cabina armatoriale hanno la sala karaoke, le cucine molto grandi e le cabine molto piccole, ma cerchiamo di essere italiani anche in quel caso perché chi acquista vuole vivere comunque una barca italiana. Cambiano soltanto le esigenze di layout per incontrare quel mercato. Perdere il legame con la tradizione del nostro Paese significherebbe snaturare una storia che nel caso di un Riva ha 175 anni. Ci vuole rispetto e prudenza. Le caratteristiche che differenziano il mercato europeo da quello asiatico, in grande fermento, non sono però solo di natura stilistica…

Cambia l’approccio all’imbarcazione. Gli orientali non prendono il sole, gli spazi aperti vengono quindi usati poco, non fanno il bagno, raramente dormono in barca. Lo yacht è più che altro un luogo d’affari o dedito al relax e al divertimento per il pranzo o la cena e a una convivialità prevalentemente diurna. La differenza non sta dunque solo nella scelta di certi materiali, ma nell’abitabilità interna e nell’uso degli spazi a bordo.


Sopra, l’Avvocato e Amministratore Delegato ALBERTO GALASSI

dormono in barca. Lo yacht è più che altro un luogo d’affari o dedito al relax e al divertimento per il pranzo o la cena e a una convivialità prevalentemente diurna. La differenza non sta dunque solo nella scelta di certi materiali, ma nell’abitabilità interna e nell’uso degli spazi a bordo. In che modo le sue origini modenesi hanno contribuito a renderla un grande appassionato di nautica?

Le origini contano poco geograficamente. Ma ricordo che mio padre nel 1974 comprò una barca, un Riva modello Rudy, il primo in vetroresina, con cui imparai a fare sci nautico… la conservo ancora. Durante le vacanze in Riviera Adriatica da bambino vedevo sfrecciare i motoscafi di una famosissima gara, la Cervia-Pola. Sognavo, ammirando i Riva che partivano per andare fino in Jugoslavia e poi tornare indietro. Da grande ho potuto esprimere la mia grande passione per il mare grazie al mio lavoro. La multiculturalità del mare le ha permesso di sviluppare delle passioni soltanto sue?

Ne ho una fortissima, l’arte contemporanea, sin dagli anni Ottanta. All’epoca Stefan Nils Edwin Johansson correva per la Ferrari. Ho avuto la fortuna di conoscerlo molto bene e un giorno mi accorsi che aveva sulla tuta lo stemma di un bambino rannicchiato con dei raggi attorno quindi gli chiesi che sponsor fosse e lui mi rispose - è il Radiand Baby di Keith Haring. Ho scoperto così le opere di questo grande artista che oggi, mentre noi parliamo, è a Palazzo Reale con una bellissima mostra. Nel 1986 Stefan mi portò a New York, alla Tony Shafrazi Gallery dove incontrammo Keith di persona. E lì persi la testa per l’arte contemporanea. Oggi amo profondamente la Transvanguardia, artisti come Robert Longo e Alighiero Boetti che colleziono sia nel privato che a bordo delle mie barche.

I luoghi che appartengono alla sua vita privata tra travel destinantion, ristoranti etc…

Amo gli Emirati Arabi Uniti e Abu Dhabi. Ho inoltre la grande fortuna di essere amico da 25 anni di Massimo Bottura, modenese come me, e gli riconosco un talento assoluto: è un grande comunicatore oltre a essere una persona molto simpatica. Mi piace la buona cucina, bere poco e bene, adoro l’estremo oriente, ho studiato negli Stati Uniti e ricordo ancora la California che non è più. In Europa adoro l’Italia, la Sicilia e Capri, con i loro colori, i profumi e la qualità del cibo.

Lei è l’unico consigliere italiano a sedere nel board del Manchester City Football Club. Cosa rivela questo insolito connubio?

Per anni ho lavorato per la famiglia reale degli Emirati Arabi Uniti che è proprietaria del Manchester City. Il Presidente Khaldoon Al Mubarak è come un fratello. Quando questa avventura è cominciata abbiamo intrecciato le nostre culture e i diversi modi di interpretare il calcio. Un’esperienza unica perché la Premier League è il più bel campionato al mondo. Il suo ricordo di Carlo Riva, pioniere e signore della nautica.

Ne ho molti. Pochi mesi fa mi disse - perché devo sempre preoccuparmi di dover creare qualcosa, a 94 anni non sarebbe ora di riposarsi un po’? - Era una delle menti più brillanti e dinamiche che io abbia mai conosciuto. Era dotato di un talento superiore. Ho deciso di salutarlo con queste parole “Eri il più grande di tutti, molto più grande di me in tutto”. La fortuna di aver lavorato con un uomo così non ha prezzo. (ha collaborato Marco Torcasio)

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P Protagonist


La modella Gigi Hadid

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INTERVIEW

DRESSING UP THE AMERICAN DREAM Il lusso oggi? È dato dall’imprevedibilità. Parola di Tommy Hilfiger

DAL DENIM AL CASUAL–CHIC, DALLE POLO BICOLORE AL PREPPY, FINO AI CLASSICI CON UN TOCCO TWIST. UN FENOMENO FASHION CHE ATTUALIZZA IL SUO HERITAGE PER MANTENERSI FOREVER YOUNG. TOMMY HILFIGER È UNA ROCKSTAR, IMPREVEDIBILE COME IL FRUTTO DEL SUO GENIO CREATIVO di Marco Torcasio

Tommy riesce da sempre a comunicare un’idea rinfrancante di energia a stelle e strisce: ad esempio attraverso campagne pubblicitarie senza tempo e abiti che coniugano sport e ricerca estetica. Cosa significa vestire il sogno americano?

Il DNA del nostro brand è Classic American Cool, ed è il fondamento di tutto ciò che facciamo. Iconic Americana è sempre il mio punto di partenza e ogni stagione intercetta nuove ispirazioni. Può essere rock and roll, west coast, avventuroso o sofisticato. Cerco sempre di unire il patrimonio del nostro brand a influenze da tutto il mondo, dal Savile Row di Londra al Bollywood indiano fino a stampe e colori caraibici. Sopra, Tommy Hilfiger by ©Craig McDean Sotto, la modella Gigi Hadid

La crescita del brand, dalla nicchia local alla vastità dello scenario global, è strettamente legata a un uso intelligente dei canali digital. Tanto da diventare un caso paradigmatico. Quanto ha pesato l’uso del digitale nella creazione di un successo worldwide?

La tecnologia e i social media hanno creato una nuova cultura globale di gratificazione istantanea, determinando come, quando e dove acquistare. Il successo della nostra piattaforma TommyNow sta nella costante innovazione che garantisce incredibile disponibilità ed esperienze intense ai consumatori di tutto il mondo. Perché la scelta di legarsi al mondo della musica fin dal debutto della sua collezione maschile nel 1985?

La musica fa parte del mio modo di essere da quando ero piccolo, ed è parte delle collezioni che disegno tuttora. Ho avuto l’opportunità di lavorare con David Bowie, Lenny Kravitz, Mick Jagger, Beyoncé, Alicia Keys e molti altri. L’incredibile potere dello stile personale di un musicista è quello che amo di più nell’unione tra moda e musica. Come fa ad essere sempre up to date su quello che i giovani vogliono?

Il mio brand ha sempre celebrato la cultura pop. Lavoriamo con incredibili team e partner che capiscono e condividono questa passione. Per esempio, Gigi Hadid è un’icona per il movimento pop di oggi, che si basa tutto su autenticità e condivisione di esperienze. Ma anche i miei cinque figli mi aiutano ad essere aggiornato su ciò che è cool. Può dirci come è stato creato il logo del brand?

Il logo Tommy Hilfiger è una combinazione delle bandiere nautiche con le lettere T, J, e H in un rettangolo stretto. 53


Il suo portfolio menswear ha visto anche una capsule collection con Rossignol. Come si è materializzata questa partnership?

Lo sci e gli sport invernali sono una mia passione da quando ero giovane. Desideravo sviluppare questa capsule collection da molto tempo, e Rossignol è stato l’ultimo partner a mettere il concetto in pratica in un modo davvero iconico. Con i nostri valori condivisi su qualità, misura perfetta e fusione di moda e funzionalità tecnica, abbiamo disegnato una collezione in rosso, bianco e blu che si adatta sia allo sci di montagna che alla città. La rivoluzione 3.0 del brand, tra heritage e tecnologia, passa attraverso un tourbillon di ospiti Millennials. In che modo comunicate con questo particolare spaccato di contemporaneità?

Concepiamo le nostre collezioni, gli eventi e le campagne per celebrare la migliore cultura pop di oggi, combinata con il DNA del nostro brand. Siamo accessibilità digitale 24/7, gratificazione istantanea, democratizzazione di clamorose esperienze intense, interazioni personalizzate e autenticità in tutto ciò che facciamo. Può dirci di più riguardo al Digital Showroom Tommy Hilfiger?

Siamo sempre stati sperimentali e il Digital Showroom riflette il nostro impegno nell’essere all’avanguardia dell’innovazione. È un concetto che rivoluziona l’esperienza d’acquisto presentando le nostre collezioni attraverso un formato interattivo invisibile, che unisce informazioni sulla linea, strumenti di vendita e contenuti del brand in un’unica interfaccia. Gigi è la nostra Tommy Girl più recente, così come Rafael Nadal, global men’s ambassador per le collezioni sartoriali e l’underwear. Come scegliete i talenti portavoce del brand?

Abbiamo sempre collaborato con talenti ispiratori e continuiamo la nostra tradizione lavorando con musicisti, atleti, pubblicitari e artisti, per apportare nuove prospettive al brand. Amo lavorare con Gigi nelle nostre collezioni TommyXGigi, è la Tommy Girl perfetta. Raphael Nadal, superstar del tennis è anche un grande amico: il suo atteggiamento ottimista lo rende un ambasciatore fantastico. Qual è il suo sogno per il futuro del brand?

Dico sempre che il meglio deve ancora arrivare. Che cosa ama di New York?

Amo il brusio e l’energia della città di New York da quando l’ho visitata per la prima volta da ragazzino. La cultura è fantastica ed è una costante fonte di ispirazione, c’è sempre qualcosa di nuovo da esplorare.

Since ever, Tommy aims to communicate a refreshing idea of stars and stripse energy: for example, through timeless advertising campaigns and clothes that combine sports and aesthetic research. What does it mean to dress up the American Dream? Our brand DNA is Classic American Cool, and it’s the foundation of everything we do. Iconic Americana is always my starting point, and we combine it with new inspirations each season. It can be rock-and-roll, west coast, adventurous or sophisticated. I’m always looking to blend our brand heritage with influences from around the world - from London’s Savile Row to Indian Bollywood to Caribbean prints and colors. How important is the use of digital in building a global fashion brand? Technology and social media have created a new global culture of instant gratification by shaping how, when and where we shop. Our TommyNow 54

platform embraces innovation to deliver incredible accessibility and immersive experiences for our consumers around the world. Why have you linked your brand with music since it was launched in 1985? Music has been a part of who I am since I was a kid, and it’s still a part of the collections I design. I’ve had the opportunity to work with David Bowie, Lenny Kravitz, Mick Jagger, Beyoncé, Alicia Keys and many more. The incredible power of a musician’s personal style is what I love most about the union of fashion and music. How do you stay update on what young people want? My brand has always been about celebrating pop culture, and we work with incredible teams and partners who understand and share this passion. For example, Gigi Hadid is an icon for today’s pop culture movement, which is all about authenticity and shared experiences. My five children also help me to stay in the know about what’s cool! Can you tell me about how the brand logo was born? The Tommy Hilfiger logo is a combination of the nautical flags for the letters T, J, and H combined into a tight rectangle. The menswear portfolio for Fall 2017 includes a capsule collection with Rossignol - how did this come about? Skiing and winter sports have been a passion of mine since I was young. I’ve wanted to develop this capsule collection for a long time, and Rossignol was the ultimate partner to bring the concept to life in a really iconic way. With our shared values on quality, perfect fit and merging fashion with technical function, we’ve designed a signature red, white and blue collection that works from the ski slopes to the city. How do you attract and communicate with a Millennial audience? We design our collections, events and campaigns to celebrate the best of today’s pop culture combined with our brand DNA. It’s about 24/7 digital accessibility, instant gratification, the democratization of immersive runway experiences, personalized brand interactions, and authenticity in everything we do. Can you tell us more about your Digital Showroom? We have always been industry pioneers and the Digital Showroom reflects our dedication to stay on the forefront of innovation. The Digital Showroom revolutionizes the buying experience by presenting our collections through a seamless interactive format that blends collection information, sales tools, and brand content in one interface. How do you choose your brand ambassadors, like Gigi Hadid and Rafael Nadal? We have always collaborated with inspiring talent, and we are continuing our tradition of working with musicians, athletes, influencers and artists to bring a fresh perspective to the brand. I’ve loved working with Gigi on our TommyXGigi collections - she is the ultimate Tommy Girl. Tennis superstar Rafael Nadal is an inspiring sportsman and a great friend, and his optimistic attitude makes him a fantastic ambassador. What’s your dream for the future of the brand? I always say the best it yet to come. What do you love about New York? I’ve loved the buzz and energy of New York City since I first visited as a kid. The culture is amazing and a constant source of inspiration - there is always something new to explore.


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La modella Gigi Hadid


INTERVIEW

MICHELIN STAR EXPERIENCE IN BALI L’ultimo gioiello gourmet targato Bulgari

SIGNATURE DISHES, ATMOSFERE ESOTICHE, CREATIVITÀ INTERNAZIONALE E GUSTO ITALIANO SI FONDONO IN UN NUOVO ENSEMBLE D’ECCELLENZA GASTRONOMICA A BALI. LO CHEF STELLATO LUCA FANTIN RACCONTA IL NEONATO RISTORANTE BULGARI CHE PORTA IL SUO NOME di Enrico Cammarota

B

ulgari annuncia l’apertura de Il Ristorante Bvlgari Luca Fantin al Bulgari Resort di Bali. Il menu del nuovo ristorante rende omaggio alla tradizionale cucina italiana utilizzando ingredienti locali e biologici, abbinati a tecniche raffinate e a una grande creatività. I piatti, formulazioni uniche dello chef, sono serviti in un ambiente seducente e raffinato che si affaccia su una piscina tra luci soffuse. Aperto solo per la cena, il ristorante dispone di 36 coperti e propone originali interpretazioni creative di ricette classiche della cucina italiana.

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Utilizzando i migliori ingredienti locali che si trovano nell’isola - tonno, calamari, maiale, zucca, mais, lime kafir, mango e noce di cocco - la carta comprende una selezione di piatti famosi come gli gnocchi al nero crudo di calamari o gli spaghetti freddi al caviale e wagyu con melanzana. Ma sono incluse nuove creazioni dai più svariati colori e dai sapori offerti dalla generosa ricchezza dell’isola di Bali come la tartare con crema di avocado e affumicato di verdure o la tagliata di Fassona con aglio rosso e verdure grigliate. Ne abbiamo parlato con il protagonista in cucina, lo chef stellato Michelin Luca Fantin.


Uno scorcio de Il Ristorante Bvlgari – Luca Fantin

Nella pagina a fianco: A sinistra, lo chef Luca Fantin Sopra, mise en place, Spaghetti freddi con caviale Sotto, mise en place, Wagyu con melanzana

In che modo il menu rende omaggio alla tradizione culinaria italiana?

Alle mise en place più famose si affiancano nuove creazioni. Raccontiamone qualcuna.

Stiamo lavorando molto sulla ricerca di ingredienti locali di alta qualità. Abbiamo creato un dolce di solo cocco fresco, in diverse consistenze, che sposa a pieno la nostra filosofia.

La tradizione italiana è sempre presente nella creazione dei menu e dei piatti. Per renderle omaggio al meglio ci concentriamo il più possibile sui fondamentali come servire uno spaghetto e un risotto che siano al dente.

Dentro un piatto è bello rintracciare anche la personalità dello chef. Se dovesse descriversi soltanto attraverso pochi ingredienti quali sceglierebbe?

Questa nuova apertura come riuscirà a comunicare con la cultura del luogo servendosi di una cucina che parla attraverso equilibri diversi?

La selezione vinicola quali etichette contempla e quali sorprese riserva?

Il Ristorante si trova una posizione splendida, immerso in una magica atmosfera. Cerchiamo di farci inspirare da luogo in cui siamo, valutando e pensando a ciò che vediamo, ma soprattutto all’esperienza che desideriamo far vivere al cliente. Bali oltre essere un luogo magico con dei bellissimi paesaggi è un’isola tropicale, quindi considerato il suo clima caldo e umido abbiamo ideato un menu leggero con molta freschezza nei piatti.

Ci sono aspetti della suggestiva ambientazione che hanno ispirato alcuni di quelli proposti?

I profumi che circondano il ristorante sono fantastici: piante, fiori ed erbe sono stati i primi elementi ad avermi ispirato. Una volta raccolti, li conserviamo in un contenitore di terra cotta, uniamo il pesce, copriamo e cuociamo al forno. Il risultato è una cottura naturale che grazie alle erbe sprigiona un aroma fantastico.

La pasta secca, i fiori edibili e il pomodoro.

Etichette per la maggior parte italiane e una selezione di vini internazionali, sia nuovi che invecchiati, e un’esclusiva collezione di champagne. Perché il ristorante rappresenta un ulteriore tocco di classe per il Resort?

Puntiamo a offrire un’esperienza a 360° sia nel bellissimo Resort dove si trova il ristorante che nella cucina che creiamo. Bali è tra le destination più desiderate al mondo. Le sue impressioni su una località così amata.

È affascinante la bellezza di un’isola ancora incontaminata. La natura qui fa ancora la sua parte.

Quali aspetti della filosofia asiatica hanno contaminato i fondamentali della sua tecnica?

Due su tutti: rigore e precisione.

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INTERVIEW

HAPPINESS TO DRINK Il sogno di Andrea Illy: il caffè come bevanda della felicità

IN VIA MONTE NAPOLEONE A MILANO NASCE UN NUOVO PUNTO D’INCONTRO PER GLI AMANTI DEL GUSTO: L’INEDITO ICONIC-SHOP ILLY CAFFÈ. IL PRESIDENTE, ANDREA ILLY, NE RACCONTA LE CARATTERISTICHE E LE AMBIZIONI, TRA DETTAGLI DI STILE, INTUIZIONI DA LEADER E COLLABORAZIONI D’AUTORE

N

Il presidente di illy Caffè – Andrea Illy

el cuore del Quadrilatero della Moda di Milano, durante l’ultima edizione del Salone del Mobile, illycaffè ha inaugurato quello che è stato già ribattezzato icon-shop. La partecipazione dell’azienda alla 56esima edizione della celebre manifestazione è stata impreziosita dalla collaborazione con il designer israeliano Ron Arad che ha firmato l’ultima delle desideratissime tazzine della illy Art Collection. Una partnership d’eccezione che rappresenta solo una delle molteplici interpretazioni dell’amore per l’arte e per il design date dall’azienda italiana. Inserito nell’elegante cortile di un edificio d’epoca il nuovo spazio si sviluppa su 141mq interni e su un giardino di oltre 60, ricoperto da una struttura in vetro che ne consente l’illuminazione e l’utilizzo in qualsiasi stagione. L’ambiente si compone di diverse sale e segue fedelmente gli stilemi

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che hanno reso il brand riconoscibile in tutto il mondo, come l’accostamento dei colori bianco e rosso. Il bancone è l’anima del locale come nella migliore tradizione dei caffè italiani, abbinato al mosaico che riprende l’illustrazione di Xanti Schawinsky realizzata per illy nel 1934 e allo scenografico chandelier, composto da circa 100 tazzine della illy Art Collection, firmate dai più grandi artisti e designer contemporanei, tra cui appunto anche Ron Arad. Con l’obiettivo di accrescere e diffondere la cultura del caffè, questa apertura entra di diritto nel segmento dell’alta gamma proseguendo il progetto di sviluppo nell’area milanese iniziata nel 2015 con l’apertura del punto vendita in P.zza Gae Aulenti. Abbiamo incontrato il Presidente Andrea Illy per scoprire con lui gli highlights di un successo globale che coinvolge circa 1.269 persone, conta 230 monomarca in 43 Paesi e ha registrato ricavi consolidati pari a 460 milioni di euro.


illy Caffè, Montenapoleone – Milano

Il lancio di un inedito iconic-shop in piena Design Week è ulteriore testimonianza di quanto sia distintivo il profilo aziendale?

Quando si parla di caffè, l’“esperienzialità” continua a essere la cosa più importante. Nella costumer experience il bello e il buono per noi devono essere inscindibili e si rafforzano a vicenda. Come azienda perseguiamo strategicamente la ricerca della bellezza con lo spirito dell’alta qualità tecnica e questa nuova location concentra infatti l’attenzione non solo sulla componente estetica ma anche sulla quella rituale, che rende l’Italia il più conosciuto Paese fruitore del caffè. Intendiamo proseguire questa cultura altamente esperienziale perpetuando nel tempo questa tradizione che ha attraversato la Venezia del 1660, l’epoca dell’industrializzazione fino al modello attuale di bar. Il caffè come luogo di ispirazione, di socializzazione, di poli-sensorialità: questa è la nostra idea. Il caffè come stimolo per la creatività. Il suo punto di vista.

Il caffè ha delle doti fisiologiche indiscusse. La caffeina stimola notoriamente la vitalità mentale, migliora l’umore, predispone alla socializzazione. È documentato. Non tutti sanno che fu la bevanda ufficiale dell’Illuminismo e della Rivoluzione Scientifica. Il piacere dei sensi innesca una sensazione di appagamento e questa virtù è tanto più accentuata quanto più alta è l’esperienza rituale. La storia ci insegna che l’intera umanità è frutto di atti creativi. Ci sono artisti d’ispirazione grafica, più didascalici, e poi ci sono i designer d’ispirazione prettamente artistica. Se Emilio Pucci è l’artista della moda e Coppola l’artista del cinema allora Ron Arad è senza dubbio l’artista del design. Da qui la scelta di coinvolgerlo nell’ultima Art Collection. Posizionandovi nel cuore della ricchezza cittadina vi collocate nel novero dei brand di prestigio che ne fanno parte. Come spiega l’atteggiamento di fiducia nei confronti del mercato d’alta gamma?

È una Industry molto sana e sta andando molto bene. Innanzitutto perché è espressione di qualità e bellezza che lascia un segno storico ai posteri, l’oggetto prezioso. Inoltre è ambasciatrice culturale dell’Italia nel mondo, non solo perché stimola le esportazioni del cosiddetto made in Italy ma fa innamorare, con le sue rappresentazioni, i fruitori della bellezza italiana ovunque essi si trovano. La nostra fiducia verso il mercato è piena perché fin tanto che la società continuerà a progredire le persone continueranno a seguire le logiche della Piramide motivazionale di Maslow. Il nostro patrimonio di bellezza continuerà a ispirare la manifattura e questo preserverà la leadership del Paese nell’ambito della produttività, non solo creativa ma soprattutto manuale. Illy è considerato “l’alfiere dell’espresso” grazie ad alcune innovazioni radicali. Quali?

L’espresso è la quintessenza del caffè, un ensalmble di aromi estratto nella massima concentrazione e arricchito dalla corposità. All’epoca della

fondazione dell’azienda l’espresso presentava una lacuna sostanziale perché ottenuto in assenza di pressione e quindi poco aromatico. Grande intuizione è stata l’integrazione di un compressore e da lì a cascata una serie di ulteriore innovazioni. Si è lavorato poi sul packaging, per evitare l’ossidazione degli aromi per effetto dell’aria e dell’umidità, e sulla pressurizzazione che ha permesso di stagionare ed esaltare gli aromi del caffè. Un susseguirsi di azioni ai massimi livelli che ci hanno fatto diventare oggi la principale azienda sul mercato mondiale con 140 paesi raggiunti. La qualità superiore del vostro blend scaturisce anche da partnership siglate in base ai principi dello sviluppo sostenibile. Perché?

Per due ragioni profonde intimamente legate. La prima attiene ai valori fondanti dell’azienda. In seconda battuta un aspetto strategico: la sostenibilità è per noi l’altra faccia della qualità. Possiamo anticipare future iniziative che continuano a percorrere la strada green-oriented?

Stiamo lavorando con tutti i colleghi dell’industria del caffè a un possibile piano per accelerare la progettualità e adattare la cafficoltura al cambiamento climatico che rappresenta una seria minaccia. In cosa consiste ciò che viene emblematicamente definito “Made in illy”?

Perseguiamo l’unicità a partire dal prodotto, dai valori dell’azienda e dal business model.

L’ha raccontato anche nel suo libro “Il sogno del caffè”. Qual è oggi il suo sogno?

Che il caffè diventi la bevanda ufficiale della felicità. Un sogno accessibile perché i quattro ingredienti principali della ricetta per la felicità, cioè ispirazione, benessere, altruismo e ottimismo, sono parte integrante del circuito produttivo illy. Noi acquistiamo la materia prima direttamente dai produttori della più pregiata Arabica e maggiore sarà il benessere dato dal caffè ai consumatori, maggiore sarà lo sviluppo per coloro che lo coltivano. Ho una vision: ci sarà la possibilità fattiva che il caffè porti fuori dalla povertà le comunità rurali che lo producono. Come sta cambiando l’approccio al caffè nel mondo?

Il caffè sta iniziando a essere sempre più una bevanda “specialty”. Come è già accaduto con il vino che oggi è un prodotto da intenditori. Qualcuno che l’ha ispirata nel suo percorso umano e professionale?

Voglio ricordare James Rosenquist. Per la semplicità e l’ironia con cui raccontava la vita ai massimi livelli. Non solo un amico ma parte della grande famiglia illy. M.T.

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NEW PATHWAYS FOR FUTURE LIVING Il rifiuto della omologazione passa attraverso il prodotto

Fabrizio Servente

A

vere più tempo per sé, potersi godere le proprie ritualità quotidiane, rallentando i ritmi, crearsi un ambiente sostenibile e avere a disposizione materiali che non penalizzano la qualità, l’estetica, e puntino anche al rispetto per l’ambiente, all’etica: questi sono gli obiettivi di The Woolmark Company, tra i brand più rinomati e rispettati al mondo, che rappresenta, dal 1964, l’eccellenza e l’innovazione della filiera, in modo tale da aumentare la domanda dei consumatori e ottimizzare la competitività dell’industria della lana Australiana. Il tempo, lo spazio, e soprattutto una coscienza etica che passa dalla tutela delle risorse naturali e dall’impegno verso la sostenibilità è il vero lusso al quale tende l’industria tessile della moda. Il polo biellese, forte delle sue specializzazioni sulle lavorazioni della lana, ha creduto a questo progetto, ospitando i giovani selezionati del The Woolmark Prize, che arrivano da tutta Europa, come supporto per lo sviluppo del loro outfit da presentare in vista delle regionali che si 60

terranno a Dubai, Londra, Milano, New York, Seoul e Sydney a luglio. Un evento straordinario, dunque, che suggella l’importanza del distretto tessile piemontese, con una forte specializzazione proprio sulle lavorazioni della lana e una tradizione centenaria alle spalle. Proprio Giuseppe Botto e Figli, Vitale Barberis Canonico, Lanificio F.lli Cerruti, Reda e Zegna Baruffa, depositari da ben quattro generazioni di valori quali il rispetto delle persone, del prodotto e dell’ambiente (valori che caratterizzano l’intera produzione, nel segno dell’esclusività, del lusso e della raffinata naturalezza dei manufatti), hanno deciso di supportare questa sfida, con la ferma decisione di improntare strategie e azioni che si sviluppino nel medio e lungo periodo. Partiamo dalla storia dell’azienda Vitale Barberis Canonico, che è legata all’eccellenza delle materie prime, e soprattutto alla lana, che è presente nel 90% dei tessuti prodotti, in alcuni casi mischiata a tessuti nobili, come cachemire, mohair, seta e lino; ogni processo viene seguito fin dalla nascita, in tutta la sua lunga filiera: «Per realizzare un tessuto ci vogliono 280


IL VERO LUSSO OGGI? ASSOLUTA SINTONIA TRA ETICA ED ESTETICA. NEL MODO DI ESSERE DEL NUOVO PERCORSO DI WOOLMARK COMPANY E NELLA SCELTA DEL POLO BIELLESE DI APPOGGIARE QUESTO PROGETTO PER TESSUTI NATURALI ED ECO-CONSCIOUS di Alberto Corrado

Prize si sviluppa illustrando l’intera filiera ai giovani stilisti e dando loro la possibilità di utilizzare i nostri tessuti per creare dei capi unici ed estremamente moderni». Una soddisfazione e un riconoscimento per Fabrizio Servente - global strategy advisor di Woolmark - che di questa “bibbia” delle tendenze più interessanti e dei migliori tessuti, ne è l’artefice. All’inizio «C’era una certa resistenza da parte dei filatori e tessitori a darci i campioni delle loro creazioni, ma, visto che “The Wool Lab” ha generato business ed è diventato un riferimento per il mercato, ora sono gli stessi operatori a sostenere l’iniziativa». Su questa strada, nel 2010, è stato realizzato il lancio mondiale della “Campaign For Wool”, con il patrocinio di Carlo d’Inghilterra, Principe del Galles, convinto ambientalista e fortemente impegnato nel sostenere lo sviluppo dell’industria laniera. Il progetto Wool Lab, portato avanti da The Woolmark Company in collaborazione con i filatori e i tessitori internazionali più avanzati, vede tra i suoi sostenitori proprio lo stesso Principe Carlo d’Inghilterra. Infatti, lo scorso aprile, nella Sala Bianca di Palazzo Pitti a Firenze, sotto i lampadari in cristallo di Boemia e gli stucchi candidi voluti nella seconda metà del Settecento dal Granduca Pietro Leopoldo, il Principe del Galles e la Duchessa di Cornovaglia hanno potuto apprezzare le creazioni in tessuto e in filato di lana. Da Ermenegildo Zegna a Loro Piana, da Cariaggi a Lineapiù, fino a Filpucci, Pecci, Igea, Zegna Baruffa, Pinori, Lanificio dell’Olivo, e ancora Ricceri, Marzotto, Piacenza Cashmere, Vitale Barberis Canonico, Tollegno, tutti i più bei nomi del tessile italiano, declinato in tessuti e filati in lana, hanno mostrato la creatività e l’innovazione di un Paese che mantiene la leadership nelle lavorazioni e nella qualità delle produzioni. «La lana come materiale primario e longevo è la base di quel prodotto di lusso che esprime autenticità», chiosa Servente, «perché è fondato su valori sociali, etici e ambientali». «E questo i giovani designer lo hanno capito e sono diventati più saggi, credendo in un solo modello di moda vincente: quello che valorizza la bellezza, perché se non vi è bellezza non vi è qualità e passione». Un esempio vincente, dunque, che interpreta una soluzione ottimale, anche in tempi di crisi.

A sinistra, Francesco Barberis Canonico A destra, Lanificio F.lli Cerruti – workshop in azienda Macchinari per la lavorazione della lana

passaggi», spiega Francesco Barberis Canonico. «Noi partiamo dalle nostre fattorie in Australia, per avere solo lana eccellente, un materiale antico, con proprietà uniche, e poi realizziamo un prodotto totalmente Made in Italy, con una manodopera che è cresciuta all’interno dell’azienda da 3 o 4 generazioni, perché abbiamo un legame fortissimo con il nostro territorio!». Il tema dell’eccellenza si ritrova nei 300 anni di storia del Lanificio Cerruti, che risale al 1881, anno nel quale Biella, capitale della tradizione tessile italiana, crea una nuova avventura imprenditoriale la cui parola chiave è innovazione. Ancora oggi il Lanificio F.lli Cerruti 1881 rappresenta un punto di riferimento del settore tessile. I pregiati tessuti dell’azienda confluiscono nelle collezioni delle più importanti Maison e dei designer di ricerca. Oggi la guida del Lanificio rimane nelle mani del signor Nino che, affiancato dal figlio Julian, continua a dirigere un’azienda in grado di produrre e comunicare eleganza, stile e qualità, tramandando un patrimonio dove passato, presente e futuro coesistono. «Il mio rapporto con i tessuti è estremamente stretto, connesso. Un tessuto è una seconda pelle che ti metti addosso, e che, a seconda di come ci si vuole presentare, viene scelto: c'è una pelle più adatta di un’altra», ci racconta Messieur Nino «Il principio è l’acqua, quella dolce del torrente Cerva, che rende la lana soffice e liscia, che non ha bisogno di essere alterata. Poi viene la materia prima: la lana migliore arriva dall’Australia a Biella sotto forma di tops, lana pettinata, pronta per la tintura. La lana viene poi trasformata in filato e quindi tessuta. L’ultima fase è il finissaggio, quella che dona la mano e la brillantezza a un tessuto. A pensarci, sono soltanto dei fili che s’intrecciano in maniera elementare, ma guardandoli come forma d’arte, ognuno di loro possiede una propria nobiltà. Senza un ottimo tessuto, non esiste un’ottima moda». Una sfida che è anche una forza per il Lanificio Botto Giuseppe, che parte dal concetto di qualità e servizio, con grande ricerca sul prodotto, riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo. «La tradizione del lanificio Botto Giuseppe, che da più di 140 anni lavora e nobilita la fibra di lana Merino, ha reso possibile la collaborazione con Woolmark e con l’International Woolmark Prize», dichiara Gianni Botto. «Si tratta di un rapporto dove l’interesse primario è far conoscere e utilizzare questa meravigliosa fibra. La collaborazione con l’International Woolmark

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Ron Arad (foto di Michael Castellana)

RON ARAD’S EXPERIMENTAL DESIGN La libera espressione di forme, arte e movimento

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INTERVIEW

L’AMMIRAZIONE PER MARCEL DUCHAMP E BOB DYLAN. UNA LUNGA AMICIZIA CON L’ARCHISTAR LONDINESE ZAHA HADID. LA COLLABORAZIONE CON IL GIGANTE DEL CAFFÈ PER LA ILLY ART COLLECTION. LO STRAORDINARIO DESIGNER ISRAELIANO SI CONFESSA A POSH. TRA PASSIONI, PROGETTI E VIAGGI di Anna Rita Russo

Innovatore, rivoluzionario, eclettico. Nasce a Tel Aviv e studia architettura presso una delle più prestigiose università di Londra, la Architectural Association. Ma è l’attrazione per i sedili di un’auto a spianargli la strada verso il disegno industriale. Nel 1981 realizza la poltrona Rover, frutto di un ispirato riciclo creativo, mentre la collaborazione con l’azienda svizzera Vitra segna una svolta significativa nella carriera del designer di origine israeliana. Dopo trent’anni, Ron Arad è tra i più rilevanti artisti della scena contemporanea. Le sue creazioni sono un autentico gioco di percezioni visive e tattili, prendendo le distanze da un approccio univoco alla forma e sperimentando costantemente i diversi materiali. Per dare vita a oggetti che rivendicano una forte identità espressiva, in cui l’arte dialoga con il design in maniera stretta e inconfondibile. Rompendo gli schemi tradizionali. Disponibile, paziente, ironico. Sorseggia delicatamente un cappuccino, seduto all’interno dell’elegante cortile del nuovo illy caffè in Montenapoleone al civico 19, nel Quadrilatero della moda. Un incontro con Ron Arad piacevole, entusiasmante, rivelatore. È attento, sorride - a tratti - incuriosisce. Si concede subito. Rivelando passioni, viaggi, ricordi, progetti futuri. Ha frequentato la storica Academy of Art di Gerusalemme per poi trasferirsi a Londra dove ha studiato presso una delle più celebri università del mondo. La sua formazione le ha dato un imprinting determinante?

Ho coltivato la passione per il mondo del design e dell’arte fin da bambino, dedicandogli gran parte del tempo. Dopo aver frequentato l’Accademia artistica nel mio Paese, in Israele, ho deciso di partire per l’Inghilterra e iscrivermi all’università di architettura, l’Architectural Association di Londra. Ho trascorso un periodo molto bello, durante il quale ho avuto l’opportunità di entrare in contatto con persone straordinarie e apprendere cose che custodisco preziosamente. I maestri a cui si ispira?

Tutto ciò che ci accompagna nel percorso di crescita ha un valore e un peso importante, oltre a creare un effetto incisivo sulla visione della vita. I lavori che ricordo con maggiore entusiasmo sono quelli di Marcel Duchamp e Bob Dylan, artisti incredibili che hanno avuto una considerevole influenza sulla mia formazione. L’Italia, inoltre, è un Paese ricco di prestigiosi e influenti talenti nel campo del design. Achille Castiglioni è stato uno di questi. In occasione del Salone del Mobile 2017 ha presentato in anteprima il frutto di una nuova collaborazione con illy. Come è nata l’idea?

Da oltre vent’anni la illy Art Collection collabora con grandi artisti di fama internazionale, creando veri e propri capolavori da collezione. La difficoltà non consiste nella realizzazione di un determinato progetto, ma nello spendere tutte le forze affinché si possa partorire un’idea in grado di suscitare un piacevole interesse nel pubblico. Ho deciso così di realizzare un disegno che rappresenta una sorta di drappo immaginario, contemporaneamente realistico e astratto ma che si combina in modo perfetto con l’oggetto in sé. Il caffè è considerato per gli italiani un rituale irrinunciabile. Qual è invece la sua relazione con questa bevanda?

Credo sia una bevanda mondiale. In Inghilterra, ormai, è una cultura diffusissima e sempre più sviluppata. Sono totalmente dipendente dal caffè, mi piace degustarlo in qualsiasi momento della giornata, in particolare di mattina, appena sveglio e quando mi trovo in atelier. Il mio preferito è quello turco, che ha una tradizione antica e una preparazione particolare.

Parliamo di Zaha Hadid, prima donna a vincere il Pritzker, premio internazionale dell’architettura e con una carriera di oltre trent’anni. Siete stati compagni di studi, che ricordo ha di lei?

Zaha era una donna dal carattere forte e determinata, sicura di sé e con una grande passione per il suo lavoro. Una vera e propria diva, nonché un’amica favolosa, sincera e leale. Conservo sempre con me una bellissima foto che ci ritrae insieme all’epoca dell’università. Avevamo entrambi 23-24 anni, sorridevamo felici e spensierati. Il ricordo che ho di lei è meraviglioso. La sperimentazione di materiali riecheggia nei suoi lavori. Non solo semplici oggetti di design, ma creazioni con una forte identità, che esprimono un linguaggio specifico. Forme che si modellano.

Il lavoro deve stimolare la curiosità mentale. Tutto ciò che ci circonda è materia e fonte di ispirazione. È necessario focalizzarsi sui processi con cui si modellano i differenti materiali, che danno vita all’oggetto di design. Questo è sempre stato il mio obiettivo. Da Kartell a Magis, da Alessi a Moroso con cui ha festeggiato ben 25 anni

di collaborazione. I suoi rapporti con il mondo del design italiano sono strettissimi…

L’Italia vanta un’eccellente tradizione manifatturiera. Per il design e gli artisti che appartengono a questo mondo - così come per me - è molto importante la qualità artigianale, insieme a un’accurata attenzione al dettaglio. Un pezzo di design a cui non rinuncerebbe.

La Well Tempered Chair ideata per Vitra, la quale ha rappresentato un importante punto di svolta nella mia carriera, nonché un cambiamento fondamentale per la mia vita, grazie a cui sono riuscito a conquistarmi un rilevante ruolo nell’industria del mobile. Rolf Fehlbaum, il presidente dell’azienda svizzera, mi considerava ai tempi tra i designer più sorprendenti di Londra e fu il primo a chiedermi di progettare qualcosa da produrre, invitandomi a lavorare con Vitra. Tutto ciò è accaduto prima di iniziare a collaborare con l’Italia. I suoi lavori sono il risultato della perfetta liaison tra arte, architettura e design. Come spiega la complementarità tra questi tre universi?

Si tratta di un discorso difficile, perché sono mondi caratterizzati da percorsi del tutto differenti, con una sottile distinzione. L’architettura è comunicazione; l’architetto ha il compito di soddisfare una richiesta da parte del cliente. Nel design, invece, vengono ideati oggetti producibili industrialmente, in cui è necessario conservare l’originalità dell’idea progettuale senza compromessi. Le sue creazioni sono state esposte in numerose gallerie d’arte e nei musei di maggior rilievo, come il MOMA di New York. Un grande onore e prestigio. A cosa aspira?

Mi auguro di continuare nella stessa direzione, sia per me che per le persone che mi sostengono dal principio. Sono molto soddisfatto dell’esibizioneevento “Material-Immaterial” presentata durante l’ultima edizione del Fuorisalone (Aprile 2017), all’interno del Cortile d’Onore dell’Università Statale di Milano. Un gioco di luce e colori veramente splendido. Futuri progetti?

Una grandissima struttura nel centro di Toronto. Sarà un progetto veramente speciale. 63


INTERVIEW

PASSIONE, ENERGIA E CREATIVITÀ Chabi Nouri : una visione unica nella stesura di un nuovo capitolo per la Maison Piaget

CHABI NOURI, NUOVO CEO DI PIAGET, CI RACCONTA LA SUA MISSIONE, RIVELANDO IL PERCORSO DI MODERNIZZAZIONE E RINNOVAMENTO, IL RECENTE POSIZIONAMENTO E L’AMBIZIONE DEL BRAND di Alberto Corrado

Con una vasta esperienza e competenza nell’universo del lusso, Chabi Nouri, tra le più grandi venditrici, ha cominciato la sua collaborazione con Piaget nel settembre del 2014, prima come Marchio Globale Equity, Direttore di Marketing e Comunicazione in Gioielleria, poi nel settembre del 2016 come Manager Internazionale di Vendita e Marketing e Dirigente Superiore a partire da aprile 2017. Chabi Nouri ha passato gran parte della vita lavorativa da Cartier, Richemont, sempre nell’ambito familiare, maturando un’esperienza a 360° nell’industria di orologeria e gioielleria.

With extensive experience and knowledge of the universe of luxury Chabi Nouri, among the largest marketers, he began his collaboration with Piaget in September 2014, first as Global Brand Equity, Jewelery Marketing and Communication Director and then in September of 2016 as International Managing Director Sales & Marketing and Chief Executive Officer from April 2017. Chabi Nouri has spent most of his working life at Cartier, Richemont always within the family, developing a skill to 360 degrees in the watch industry and the jewelery.

Orologio con bracciale in oro bianco 18K, cassa 22 diamanti taglio marquise e 22 smeraldi, quadrante bianco in madreperla

Come hai cominciato la tua carriera?

When I joined Cartier in Switzerland, I started as a watch product manager, I then went to the headquarters (in Paris) and was in charge of merchandising for all the retail stores, cutting across all the brand’s offerings. Then I went into retail, and was put in charge of boutique operations for half of the network US, emerging markets and a part of Europe. I was then lucky enough to experience the consumer goods world and extensively developed my Trade, Finance and management skills. All of this has given me a multicultural and multicontext background and I think it has helped me in the last few years and will help me in comprehend the complete environment. It has put me in a good position to understand all the different part of the business I have to deal with. I have now been at Piaget for 2 years.

Come ti definisci da professionista?

How do you define yourself from a professional?

Credo nel lavoro di squadra, in brainstorming, innovazione, creatività e dissesto. Sono stimolante ed esigente. Sono energetica, ho costruito e condiviso una visione con il mio team. Come la donna Possession, mi piace vivere nella corsia di sorpasso! 64

How did you start your career?

Quando sono entrata da Cartier in Svizzera, ho cominciato come manager nella produzione di orologi, poi ho raggiunto la sede centrale (a Parigi) e mi sono occupata di merchandising in tutti i negozi al dettaglio, a prescindere da tutte le offerte del brand. Poi sono arrivata alla vendita a dettaglio, occupandomi di operazioni di boutique per metà del network statunitense, dei mercati emergenti e di una parte dell’Europa. In seguito ho avuto la fortuna di fare esperienza nel mondo dei beni di consumo e ho sviluppato intensamente le mie competenze di Industria, Finanza e Management. Tutto questo mi ha garantito una formazione multiculturale e multi-contestuale, e penso che mi abbia aiutato negli ultimi anni e mi aiuterà in futuro a capire l’intero ambiente. Mi ha messo in una buona posizione per comprendere tutte le diverse parti del business di cui mi devo occupare. Ora lavoro in Piaget da 2 anni.

I believe in teamwork, believe in brainstorming, innovation, creativity and in disruption. I am challenging and demanding. I am energetic and I have driven a vision and shared with my team. As the Possession woman, I like to live in the fast lane!.


A sinistra, il nuovo CEO Piaget, CHABI NOURI Sopra, RYAN REYNOLDS, international Brand Ambassador

Qual è la tua opinione riguardo allo scenario attuale del mondo della gioielleria? La gioielleria Piaget sembra prepararsi a uno sfavillante futuro.

Infatti il mercato di questo marchio di gioielleria continua a crescere allo stimato valore di +14% in euro. Questo incremento è sostenuto dal crescente potere d’acquisto delle donne. La gioielleria sta diventando un acquisto personale per le donne, una necessità quotidiana, generando nuova prosperità anche maggiore che in Cina! Il nostro attuale lancio dell’icona Possession parla direttamente alle donne. Poi la condivisione nel campo della gioielleria sta aumentando nell’insieme di Piaget, pur sempre in totale armonia con il posizionamento femminile del brand così famoso per i suoi orologi preziosi. Viviamo in un “mondo liquido”, dominato dal massimo guadagno e dall’incertezza riguardo alle regole di marketing. Qual è il tuo rapporto con questo mondo?

Come con il processo creativo, ci sono diverse soluzioni. La chiave è mantenere la mente aperta e avere la capacità di adattarsi velocemente se necessario. Inoltre, mantenersi curiosi di sperimentare nuove realtà.

Tutto sembra essere possibile e accessibile, e questo è dovuto forse a una mancanza di regole. Qual è la tua opinione?

Oggi, certamente tutto sembra possibile e accessibile. Questa è un’incredibile evoluzione che offre così tante possibilità, ma la questione reale è cosa facciamo con questo e come “sfruttiamo” queste possibilità.

What is your opinion with regards to the actual scenario in jewelry. Piaget Jewellery seems ready for a glittering future.

Indeed the branded Jewellery market keeps on growing at an estimated rate of +14% in Euro. This growth is supported by the growing women purchasing power. Jewellery is becoming a self-purchase for women, a daily essential, generating new prosperity even bigger than China! Our present launch on our Possession icon talks directly to women. Then the share of jewellery is increasing in the mix of Piaget but totally in tune with the feminine positioning of the brand so famous for its jewelry watches. We live in a “liquid world”, dominated by maximum gain and uncertainty regarding marketing rules. How do you relate to this world?

As with any creative process, there are several solutions. The key is to keep an open mind and to have the ability to adapt quickly if necessary. In addition, forecast to stay curious to experience new realities.

Everything seems to be possible and accessible and this is perhaps due to a lack of rules. What is your opinion?

Today, yes everything seems possible and accessible and this is an amazing evolution that offers so many possibilities but the real question is what do we do with it and how do we “use” these possibilities. 65


MR. PIAGET e JESSICA CHASTAIN al momento del taglio della prima boutique italiana

Per l’industria del lusso e Piaget, è magnifico riuscire a comunicare attraverso diversi canali direttamente con il nostro pubblico ed esprimere la Maison grazie a storie, video e fotografie con i nostri social network e attraverso i nostri amici del Brand. I clienti oggi hanno anche l’opportunità di informarsi online, di toccare e testare le nostre creazioni nei negozi e shop online in qualsiasi momento e off-line. Il cliente ha tutte le possibilità oggi.

For the luxury industry and Piaget, it is great to be able to communicate throughout different channels directly to our audience and to express the Maison thanks to stories, videos, and pictures with our social networks and via our friends of the Brand. The clients also have the opportunity today to get informed online, to touch and try the creations in our stores and shop online at any time or offline. The client has all the possibilities today.

Allo stesso tempo, viviamo in una società basata sul “qui e ora” dove sembra non ci siano valori o impegno. Quali sono i tuoi valori?

At the same time, we live in a society based on the “here and now” where there seem to be no values or commitment. What are your values?

Al contrario, penso che valori e impegno esistano ancora e siano sempre più importanti nel mondo in cui viviamo. Onestà e rispetto sono i valori che personalmente considero di più. Che cosa definiresti “stabile” in te e perchè?

Niente è realmente “stabile” in me. Piaget è un marchio creativo che si ispira ai valori fondamentale della Maison da più di 140 anni, ed è ciò che rimane coerente pur riuscendo a innovarsi in ogni singola creazione. E cosa definiresti invece “sfavillante”?

Sfavillanti saranno le creazioni che sviluppiamo, ingrado di esprimerel’energia positiva e solare di Piaget e portare gioia alle persone che le indosseranno. Nouri, per favore raccontaci qualcosa che possa affascinare i nostri lettori.

Piaget è stata sempre irrorata da energia positiva, gioia condivisa e audacia. E questo è in realtà quello che vogliamo portare avanti, ciò che definisco l’aspetto radioso della vita. Vi lascerò scoprire il mondo di Piaget nella nostra storia e online. 66

On the contrary, I think values and commitment still exist and are more and more important in the world where we live. Honesty & respect are the values I personally respect the most. What would you describe as “still” about you and why?

Nothing about me is really “still”. Piaget has a creative signature that has taken its inspiration in the founding values of the Maison since more than 140 years that is what remains consistent while being able to innovate with every single creation. And what instead would you describe as “sparkling”?

What is sparkling will be the creations we develop that express the positive and solar energy of Piaget and bring joy to the person that will wear it. Ms. Nouri, please tell us something that will seduce our readers?.

Piaget has always been driven by a very positive energy, a shared joy and audacity and that is really, what we want to bring forward, what I call the sunny side of life. I will let you discover Piaget’s world in our story and online.


F

a cura di Marzia Bellotti

Suit, shirt and belt PAUL SMITH, tie THOMAS MASON, shoes PAUL SMITH, hat CAMBIAGHI, bracelets FOSSIL, ring NOVE25

Fashion

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Photographer: STEFANO GUINDANI

ALICE IN WONDERLAND

Leather dress GENNY, cuissardes CASADEI, necklaces and earrings RECARLO Ortensia collection Background: Rug Illulian Convex Design collection


Total look DROME, crocodile bag PARMEGGIANI, watch BULGARI Serpenti Background: Rug Illulian Design Casanova


Pants SIMONETTA RAVIZZA, dress GILBERTO CALZOLARI, sabot FRAGIACOMO, socks PIERRE MANTOUX, rings DI GREGORIO Crown collection Background: Rug Illulian Design Venus

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On the opposite page: Open-toe pumps with plat PAULA CADEMARTORI, collant BORGHI donna Background: Rug Illulian Design Woodstock

In this page, left: Flowered dress GIANNI VERSACE

Boots over knees HERMÈS Background: Rug Illulian Design Makan

Background: Rug Illulian Design Makan

Flat shoes MONCLER GAMME ROUGE, collant BORGHI donna

In this page, right: Jumpsuit MAX MARA, jacket and t-shirt CHRISTOPHER KANE

Ankle boots CASADEI

Background: Rug Illulian Design Dazzle

Background: Rug Illulian Design Rehab

Rug Illulian Design Rehab Background: Rug Illulian Design Dazzle


Biker jacket ERMANNO SCERVINO, jumpsuit ANNALISA BALDININI MILANO, shoulder bag PAULA CADEMARTORI, watch HUBLOT Big Bang Meca Background: Rug Illulian Design Venus


Shoes JIMMY CHOO Background: Rug Illulian Design Venus

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Leather dress GENNY, watch BULGARI Serpenti Background: Rug Illulian Convex Design collection


Left: Décolleté RENÉ CAOVILLA Background: Rug Illulian Design Rehab

Right: Leather dress GENNY, watch BULGARI Serpenti, necklaces and earrings RECARLO Ortensia collection Background: Rug Illulian Convex Design collection


Jumper ROSSIGNOL, shirt PIERANTONIO GASPARI, long skirt RAHUL MISHRA, necklaces TIFFANY & CO. City Hardwear collection Background: Rug Illulian Design Woodstock


In this page: Dress with sunflower RAHUL MISHRA, collier and ring VAN CLEEF & ARPELS Bouton d’or collection Background: Rug Illulian Design Madama Butterfly

Right page: Dress BOTTEGA VENETA, open-toe pumps JIMMY CHOO, collier VAN CLEEF & ARPELS Bouton d’or collection Background: Rug Illulian Design Rehab


In this page, left: Silk dress CHANEL, lingerie WOLFORD watches CHANEL Première collection ring CHANEL Coco Crush Background: Rug Illulian Design Makan

In this page, right: Dress MILA SCHÖN, Décolleté RENÉ CAOVILLA Background: Rug Illulian Design Rehab


Pink dress CHANEL, watches CHANEL Première collection Background: Rug Illulian Design Makan

Assistants: RINALDO SGARELLA e GIULIANO GOIDANICH Model: MATILDE CANUTI @Urban models milano Make up & Hair stylist: MARGHERITA FABBRICATORE Location: ILLULIAN Via Alessandro Manzoni 41, Milano www.illulian.com


A NEW ENGLISHMAN Photographer: MARCO BERTANI

Coat PAUL SMITH suit, shirt DOPPIAA belt PAUL SMITH bracelets FOSSIL


In this page: Jacket, jumper, turtleneck CORNELIANI, trousers BERWICH Right page: Coat, trousers, boots SALVATORE FERRAGAMO, sweater t-shirt LOUIS VUITTON, hat CAMBIAGHI


In this page: Denim jacket, jeans, sneakers A. TESTONI, vest DOPPIAA, shirt, tie PAUL SMITH, socks GALLO, travelling bag CORNELIANI Right page: Coat, jeans POLO RALPH LAUREN, jumper LARDINI, socks GALLO, lace-up shoes CHURCH’S


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Total look MATTEO LAMANDINI, scarf DOPPIAA, sneakers ERMENEGILDO ZEGNA


Trench BURBERRY shirt GANT, tie THOMAS MASON, trousers MONCLER, hat CAMBIAGHI


Left, in this page: vest, shirt, tie DOPPIAA, trousers Pt01, socks GALLO, suede shoes CORNELIANI, glasses RETROSUPERFUTURE, watch DIESEL Right, in this page: Total look ERMENEGILDO ZEGNA Right page: Jacket and jumper MONCLER GRENOBLE, trousers GANT, glasses RETROSUPERFUTURE


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Total look FENDI, socks GALLO, glasses RETROSUPERFUTURE


Stylist: CARLOTTA BORGOGNA Grooming: ANA RODRIGUEZ @Greenapple Model: DYLAN BELL @Elite Model Digital Operator: MARCO MORETTO

Total look ERMANNO SCERVINO, necklace EMPORIO ARMANI


Lycra dress NORMA KAMALI

Photographer: URSU@ www.ursu.it

ASIAN VIEW


Above: Leather jacket and lace-up boots MAX MARA, bracelet and silver ring OVM BY MADINA VISCONTI

Under: Jacket pied de poule TAGLIATORE DONNA, jumpsuit GOLDEN GOOSE, shoulder bag used as bum bag RED VALENTINO


Left, in this page: shirt and jumper DONDUP, leather choker GIVENCHY BY RICCARDO TISCI Right, in this page: Wool cape FENDI, cuissardes SERGIO ROSSI, silver bracelet OVM BY MADINA VISCONTI


Mini dress RED VALENTINO, leather choker, collier gold plated and leather studded bracelet GIVENCHY BY RICCARDO TISCI


Logo dress MOSCHINO


Total look FAUSTO PUGLISI, silver collier OVM BY MADINA VISCONTI


Neoprene dress VERSUS, earrings OVM BY MADINA VISCONTI, mini bag GIAQUINTO


Stylist: ELISABETTA CAVATORTA Hair & Make-up: LORENZO ZAVATTA @FACE TO FACE AGENCY Model: SHI XUAN @ICON MODELS MILANO Assistant stylist: LETIZIA MARIA ALLODI, LEA PALAZZETTI Assistant photographer: EWA ADES Location: HOTEL VIU MILANO

Total look LOUIS VUITTON, earrings collier gold plated OMV BY MADINA VISCONTI


STRONGER TOGETHER L’energia di un legame autentico a cura di Luisa Micaletti

INSIEME COMUNICANO, SI SFIDANO, SI SEDUCONO. E RACCONTANO UN LIFESTYLE CONTEMPORANEO CHE PROFUMA DI GIOVINEZZA. LA STESSA EVOCATA DAL DIALOGO AMOROSO INTRECCIATO DALLE DUE NUOVE FRAGRANZE CUI PRESTANO IL VOLTO. MATILDA LUTZ E JAMES JAGGER INCARNANO LA MODERNITÀ DI EMPORIO ARMANI. LIBERI DI FARE, CREARE E AMARE 104


BEAUTY

Matilda Lutz Come ti senti a essere stata scelta come volto per le fragranze Emporio Armani?

Sono molto onorata di rappresentare Emporio Armani nella nuova campagna. È un onore potermi riallacciare alle mie radici italiane ed essere invitata a far parte dell’iconica famiglia Armani in un modo così eccitante e prestigioso. Che relazioni hai con Armani?

A mio parere, Giorgio Armani è il simbolo per antonomasia dello stile di vita italiano. Ho da poco scoperto che mio padre ha solcato le passerelle Armani e che è stato fotografato come modello in una campagna delle collezioni. Il team Armani mi ha mostrato una foto e io non riuscivo a crederci! Mi ha fatto davvero piacere sapere che l’esperienza con Armani si è chiusa come in un cerchio. In che modo ti senti connessa al brand Emporio Armani? Come riflette la tua personalità?

Il primo ricordo che ho di Armani è un evento incredibile che mi è successo quando avevo 16 anni. Una rivista mi aveva invitata ad andare a Madrid per partecipare a un concerto di Beyoncé, intervistarla per il lancio del profumo “Emporio Armani Diamonds” e poi scrivere un diario della mia esperienza da pubblicare sul magazine. È stato come un sogno che diventa realtà. Non posso credere di essere il volto della loro nuova campagna. È calda, sofisticata, casual e chic, tutto quello che spero di diventare quando indosso un abito. IL PROGETTO Questo progetto riguarda l’Amore, il suo potere creativo e come ci sentiamo Stronger Together quando siamo innamorati. Sei d’accordo?

Il concetto della serie è vicino al mio cuore e mi è rimasto dentro perché credo veramente che l’amore possa farti sentire più forte, che tutto improvvisamente diventi possibile: è come diventare un supereroe con i superpoteri.

set, abbiamo scambiato le nostre idee e ci siamo ascoltati l’un l’altro. Sentirmi sicura della sua collaborazione è stata una delle cose più importanti. FRAGRANZE Che cosa rappresenta per te una fragranza? Per alcuni è un ricordo, un luogo, una persona amata, un momento della propria vita...

La scia di un profumo può creare una sensazione molto profonda e incontrollabile. È come se passato e futuro entrassero in rotta di collisione. Sono i ricordi che tornano in mente all’improvviso quando si annusa un profumo familiare e quello che si mette in movimento quando senti un profumo sconosciuto. Questo è il motivo per cui non amo cambiare profumo troppo spesso, perché amo il mio, una fragranza che concorre a definirmi. Quali sono le tue fragranze preferite?

Di solito indosso profumi maschili. Adoro le note smoky e quelle muschiate. Amo anche i profumi femminili, come la rosa e il gelsomino. Qual è la tua routine quotidiana quando indossi il profumo? È un must-have oppure lo usi solo in occasioni speciali?

Per me indossare una fragranza è un must-have. Viaggio molto ed è una delle cose che porto sempre con me o in valigia. Ho anche un modo molto specifico di applicarla: il primo spruzzo è sul polso, poi li strofino insieme e dietro le orecchie. Il secondo spruzzo è in aria, una nuvola da attraversare per godermi l’aura del profumo. Il nome femminile della fragranza, Because it’s you, che cosa ti evoca?

“Perché sei tu” per me significa che l’amore non si può spiegare in poche parole. È il modo in cui TU mi fai sentire, perché TU e solo TU mi fai sentire così.

Ti senti vicina al personaggio che interpreti?

CARRIERA

Mi sento vicina al suo personaggio perché mi considero uno spirito libero, indipendente, istintivo e curioso, proprio come lei viene ritratta sullo schermo.

Quando e perché hai deciso di partire per Los Angeles?

La serie è incentrata sulla vita quotidiana di una storia d’amore e su come questa venga messa alla prova ogni giorno. Cosa ti fa venire in mente?

Amo le sorprese e penso che questa sia una delle principali sfide da raccogliere quando c’è una relazione. Cerco sempre nuovi modi per creare un elemento di sorpresa e mi concedo di lasciarmi sorprendere dalle piccole cose. Penso che la cosa più importante quando abbiamo una relazione sia ammirare il proprio partner. Il film è diretto da Fabien Constant. Che cosa ti piace del suo modo di girare? Lavorare con Fabien è stata un’esperienza divertente. Ti offre una grande

libertà sul set e non interrompe mai prima di catturare alcuni momenti improvvisati mentre sta per chiudere la scena. Sa che quando due attori stanno lavorando insieme possono accadere cose speciali e non previste, soprattutto in una scena romantica e dolce; e questo è stato lo scenario ideale per catturare quel tipo di magia. Il personaggio di Paul è interpretato da James Jagger. Lo conoscevi già? Com’è stato lavorare con lui? Hai degli aneddoti su qualche scena?

Conoscevo James di fama, ma non l’avevo mai incontrato fino al giorno prima di girare. È stato divertente lavorare con lui. Mi ha fatto sentire a mio agio sul

Stavo studiando psicologia a Milano e prendevo lezioni di recitazione la sera due volte alla settimana. Ho deciso di andare a Los Angeles per frequentare un corso di recitazione di una settimana. Ho letto il programma didattico per imparare modi e tecniche nuove. Doveva essere un viaggio breve ma, quando sono arrivata a Los Angeles, mi sono innamorata della città e dell’entusiasmo che tutti hanno nei confronti del cinema, del teatro e dell’arte. Ho chiamato i miei genitori e ho detto loro: “Non torno a casa”. E non ho più cambiato idea. Ripensandoci adesso è stato un po’ folle: mollare l’università, lasciare i miei amici e il mio Paese, tutte le sicurezze per l’ignoto, ma ho seguito il mio istinto e il mio cuore e quando prendiamo una decisione che viene dall’amore e non dalla paura, non possiamo sbagliare. Quali personaggi ti piace interpretare? Con qualI registi vorresti lavorare?

Ho amato tutti i personaggi che ho interpretato finora nel mio lavoro. Quello che ho imparato attraverso la recitazione è stato capire meglio la gente e soprattutto me stessa. Cerco di capire e rispettare le scelte che fanno i miei personaggi, buone o cattive che siano. Parti di ogni personaggio sono anche parte di me e compongono la persona che sono adesso. Quindi, tutti rimangono con me anche dopo la fine della lavorazione del film. Imparo da loro e sono grata per quello che imparo ogni giorno. 105


Quali personaggi vorresti interpretare in futuro? In che genere di film?

Una delle cose che amo di più della recitazione è che non si smette mai di imparare; così, accettando nuovi ruoli, mi metto ogni volta alla prova. Un giorno, mi piacerebbe essere una Bond girl. Mi sono divertita molto facendo film d’azione, ma amo anche i personaggi guidati da sceneggiature drammatiche. Sinceramente, vorrei fare tutto. I registi con cui mi piacerebbe lavorare sono tanti, ma Wes Anderson, Martin Scorsese, Derek Cianfrance, Pedro Almodóvar, James Cameron e Rob Marshall sono tra i miei preferiti. INTERESSI PERSONALI In considerazione della carriera internazionale che stai perseguendo, hai parlato dell’importanza degli amici e della famiglia. In che senso? Viaggi spesso tra Europa e Stati Uniti?

Gli amici e la famiglia sono la mia prima fonte di ispirazione. Mi tengono con i piedi per terra e mi ricordano sempre quanto sono fortunata. Non potrei avere questa carriera senza di loro. Mi fanno sentire a casa, soprattutto perché non sono mai a casa. Come diceva Ernest Hemingway: “La casa è là dov’è il tuo cuore” e io ci credo. Amo viaggiare e il mio lavoro mi porta in posti incredibili: ho la grande fortuna di poter visitare e sperimentare Paesi diversi entrando in contatto con la gente del posto e imparando lingue e culture nuove. Mi piace stare a casa quando non lavoro e godermi le cose semplici che la vita ha da offrire, adoro viaggiare per divertimento o per affrontare nuove avventure. Mi piace fare campeggio, fare surf ed esplorazoni. Quali sport ti piacciono? Hai una routine quotidiana?

Amo gli sport e li ho provati praticamente tutti nella vita. Ho praticato ogni tipo di ballo da quando ero bambina. Vorrei coreografare un intero show e torturare la mia famiglia costringendola a sedersi sul divano per guardare il mio spettacolo. I miei fratelli mi aiuterebbero sempre. Sono stata in una squadra di calcio quando ero piccola, ho giocato a tennis e ho fatto snowboard durante la mia adolescenza in Italia. Ho provato il paracadutismo e da quando mi sono trasferita faccio pugilato e surf appena possibile. Non ho una routine specifica, ma con le mie amiche cerco di alzarmi presto la mattina. Recentemente, tre ore prima di prendere l’aereo per l’Italia, ho fatto surf con la mia migliore amica. Parlando di viaggi: quali sono i tuoi ricordi più belli? E i luoghi in cui vorresti andare?

Non credo smetterò mai di viaggiare. Amo la sensazione di partire all’avventura. Negli ultimi anni sono andata da sola in Indonesia e in Costa Rica. Sono state esperienze incredibili. Mi piacerebbe visitare l’America del Sud, il Giappone e l’Australia. E adesso sono pronta per la prossima avventura!

A destra, Matilda Lutz

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How do you feel having being chosen to embody the Emporio Armani Fragrances? I’m very honored to have been chosen to represent Emporio Armani in the new campaign. It’s an honor to be able to represent my Italian roots and to be invited into the iconic Armani family in such an exciting and prestigious way. What is your relationship with Mr. Armani? In my opinion, Mr. Armani is the quintessential symbol of the Italian lifestyle. I only recently discovered that my father walked the runway shows for Armani and he was photographed as a model in a campaign for them as well. The Armani team showed me a picture and I couldn’t believe it! It made me truly happy to know the Armani experience has come full circle. How do you feel connected to the Emporio Armani brand? How does it reflect your personality? The first memory I have of Armani is an incredible event that happened to me when I was 16 years old. A magazine invited me to go to Madrid, Spain to attend a Beyonce concert, interview her for the launch of her perfume “Diamonds” and then write a diary of my experience for the magazine to publish. It was a dream come true. I really can’t believe I’m the face of their new campaign. It’s warm, sophisticated, casual and chic, everything I hope to accomplish for myself when getting dressed.

THE PROJECT This project is about Love and its creative power, and how do we feel Together Stronger when you are in love. Do you agree on this? The concept of the film is close to my heart and really lingered with me because I truly believe that love can make you feel stronger, that all of a sudden anything and everything is possible: it’s like being a superhero with superpowers. Do you feel close to the character of Matilda? I feel close to the character in the film as I consider myself free-spirited, independent, instinctive and curious, just as you see her portrayed on screen. The story of the films is focused on the daily routine of a love story and how do you challenge love every day. What does this evoke to you? I love surprises and I think that’s one of the main challenges I take on when I’m in a relationship. I always seek new ways to create an element of surprise and I allow myself be surprised by the simple things. I think that’s the most important thing when you’re in a relationship; to have admiration for your partner. The film is directed by Fabien Constant. What do you like in his way of shooting? Working with Fabien was a fun experience. He affords you a lot of freedom on set and never calls cut before he captures some improvised moments as the scene is ending. He understands that special, unscripted moments can happen when two actors are working off of each other, especially in a romantic and sweet scene, and this was the perfect scenario to capture that type of magic. The character of Paul is played by James Jagger. Did you already know him? How was it working with him? Do you have some anecdotes on some scenes? I knew of James, but never met him before the first day of fittings. It was fun working with him. He made me feel comfortable on set, we exchanged ideas and we listened to one another and having that feeling of safety to be able to collaborate is one of the most important things for me.

FRAGRANCES What does a fragrance represent to you? For some it is a memory, a place, a loved one, a moment in your life… A perfume scent can create a very deep, uncontrollable feeling. It’s like the past and the future colliding all at once. It’s the memories you suddenly remember when smelling a familiar scent and the memories you’re about to make when smelling an unfamiliar one. This is the reason why I don’t love changing fragrances too often because it’s my specifically my scent, a fragrance that has come to define me. What do you like as fragrances? I usually wear men fragrances. I love the smoky and musk notes. I also love feminine smells, such as rose and jasmine.

What is your daily usage of fragrances? Is it a must-have or just for special occasions? For me, wearing a fragrance is a must-have. I travel a lot and that’s one of the items that I always have in my carry on or packed in my luggage. I also have a very specific way of applying it too: the first spray goes on my wrist, and then I rub both wrists together and after, I rub behind my ears. The second spray I apply in the air and I walk under it for a nice mist. What does the name of the feminine fragrance Because it’s you evoke to you? “Because it’s You” signifies to me that love can’t be explained in simple words. It’s the way YOU make me feel, because YOU, and only YOU, make me feel that way.

CAREER When and why did you choose to leave in Los Angeles? I was studying psychology in Milan and taking acting classes at night twice a week. I decided to go to Los Angeles to attend an acting course for a week. I read the teacher’s syllabus and wanted to learn new ways and techniques. It was intended to be a short trip, but when I got to Los Angeles, I felt in love with the city and the excitement everyone had about movies, theatre, art and I called my parents to say: “I’m not coming home!” I just never went back. Looking back on it now, it was a bit reckless: dropping out of college, leaving my friends and my country and sure things for the unknown, but I followed my instinct and heart, and when you make a decision that comes from love and not fear you cannot go wrong. Which characters did you like to play? With which film directors? I have enjoyed all the characters I have portrayed so far in my work. What I learned through acting is to understand people more and especially myself. I try to respect and understand the choices my characters make, good or bad. Parts of every character are part of me too, and shape the person I am now. So, each one stays with me far beyond the film. I learn from them and I’m grateful for how much I learn every day. What kind of characters would you like to play in the future? What kind of movies? One of the things I love the most about acting is that you never stop learning and as I accept new roles, I challenge myself every time. Someday, I would love to be a Bond girl! I have a lot of fun doing action movies, but I love character driven, dramatic scripts as well. But honestly, I want to do it all! The directors I would love to work with are many, but Wes Anderson, Martin Scorsese, Derek Cianfrance, Pedro Almodóvar, James Cameron and Rob Marshall all come to mind as being among my favorites.

PERSONAL CENTER OF INTERESTS In view of the international career you are pursuing, you mentioned the importance of friends and family. Why? Do you often travel between Europe and US? Friends and family are my first inspiration. They keep me grounded and always remind me how lucky I am. I couldn’t have this career without them. They make me feel at home, especially since I’m never home. As Ernest Hemingway said “Home is where the heart is” and I believe in this saying. I love traveling and my job takes me to some incredible cities. I’m fortunate enough to visit and experience places with locals and learn different languages and countries and cultures. I love staying home when I’m not working and enjoying the simple things life has to offer and I love to travel for fun and go on adventures. I enjoy camping, surfing and exploring. You like sports: which one? Do you have a daily routine? I love sports and I have pretty much tried everything in my life. I tried every type of dance since I was a child. I would choreograph a whole show and torture my family by forcing them to sit on the couch and pay a ticket to watch my show. My brothers would always help. I was on a soccer team when I was a young, I played tennis and snowboarding was also a big part of my growing up in Italy. I tried skydiving and since I moved I’ve been boxing and surfing as much as I can. I don’t have a specific routine, but my best friends and I try to go early mornings. I just recently flew to Italy and three hours before catching the plane I was in the water surfing with her. About Travel: what are your best memories? The places you’d like to go? I don’t think I’ll ever stop traveling. I love the feeling of going on adventures. Over the last few years, I have travelled on my own to Indonesia and Costa Rica. They were incredible experiences. I really would like to visit South America, Japan and Australia. And now on to the next adventure!


James Jagger Come ti senti ad essere stato scelto come volto delle fragranze Emporio Armani?

Mi sento molto onorato; c’è una lunga lista di incredibili attori che hanno partecipato alle campagne passate, e sono orgoglioso di averne raccolto il testimone. Cosa ti evoca il nome Armani?

Uno stile classico, senza tempo. In che modo ti senti connesso al brand Emporio Armani? Come riflette la tua personalità?

Negli ultimi mesi, tutti mi hanno fatto sentire a casa mentre lavoravamo insieme. La libertà, simboleggiata dall’aquila, è incredibilmente importante per me e credo che sia un valore che il brand rappresenta.

IL PROGETTO Cosa pensi della particolarità di questo progetto, una serie di film dedicata alle fragranze, anziché un singolo spot?

È stato bello lavorare insieme a una squadra di grandi talenti per fare qualcosa di più che un semplice video pubblicitario. Questo progetto riguarda l’Amore e il suo potere creativo: come ti poni rispetto a quest’affermazione?

Ci sono centinaia di illustri poeti e filosofi che si sono confrontati con il concetto di Amore, io non sono in grado di dare una risposta adeguata a questa domanda. Una cosa che posso dire è che, nella mia vita, l’amore ha sempre fatto emergere il meglio di me. Anche il desiderio dell’amore funziona. Ti senti vicino al personaggio che interpreti?

Siamo entrambi romantici e giocosi. La trama della serie è incentrata sulla quotidianità di una storia d’amore e su come questa metta alla prova l’amore ogni giorno. Cosa ti fa venire in mente?

Penso che l’amore e la vita siano una sfida, è molto difficile mantenere viva la passione. Penso che dovremmo costantemente cercare di sfidare e sorprendere il nostro partner con atti di romanticismo. Il film è diretto da Fabien Constant. Cosa pensi del suo modo di girare?

Fabien è fantastico e mi è davvero piaciuto il metodo che usava a seconda delle occasioni: a volte vedeva qualcosa di imprevisto e lo catturava. Era anche molto veloce nel lavoro con gli attori, attento a non rallentare il ritmo rischiando di perdere il mood giusto. Il personaggio di Laura è interpretato da Matilda Lutz. La conoscevi già? Com’è stato lavorare con lei? Hai degli aneddoti su qualche scena?

Non conoscevo Matilda prima del film, è molto cordiale e rilassata ed è stato un piacere lavorare con lei.

FRAGRANZE Che cosa rappresenta per te una fragranza? Per alcuni è un ricordo, un luogo, una persona amata, un momento della propria vita…

Penso che possa essere tante cose, sono abbastanza nostalgico per cui i profumi di solito mi evocano dei ricordi. A volte persone o luoghi. L’odore del cuoio lucidato sarà sempre mio nonno! Quali sono i tuoi profumi preferiti?

Il profumo vicino a una cascata, gli aghi di pino e la benzina. Cosa ti evoca il nome della fragranza maschile Stronger with you (Più forte con te)?

Penso a tutte le persone della mia vita che mi hanno reso più forte: dalla mia famiglia agli amici e colleghi, mi viene voglia di prendere il telefono e ringraziarli per essermi stati accanto.

Nella pagina a fianco, Stronger with you by EMPORIO ARMANI

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CARRIERA Quando e perché hai deciso di partire per Los Angeles?

L’anno scorso continuavo ad andare avanti e indietro da Londra e a un certo punto ho pensato che ne avevo abbastanza. È una grande città, ma non mi sento ancora a casa. Hai dei forti legami con Londra, come mai?

È la mia patria, mi ha formato come persona e le sono molto grato. Sarò sempre un londinese nel cuore. Quali personaggi ti piace interpretare? Quali registi ami?

Mi piace interpretare qualsiasi personaggio che abbia una certa profondità. Con Kip, nella serie Vinyl, è stato piacevole esplorare quell’epoca e quella musica che già mi interessava. Lavorare con Martin Scorsese era un sogno assoluto che è diventato realtà, dovevo costantemente darmi dei pizzicotti. Quali personaggi vorresti interpretare in futuro? Che tipo di film ti piacerebbe fare?

Vorrei interpretare dei cattivi, un po’ un cliché per noi inglesi, ma amerei interpretare un personaggio tenebroso. Penso che in questa fase della mia carriera vorrei lavorare in film indipendenti. È davvero fantastico partecipare al processo di produzione di un film senza limitarsi a interpretarlo. Penso che preferirei lavorare regolarmente su progetti più piccoli piuttosto che interpretare una mega produzione e aspettare un sacco di tempo tra un film e l’altro.

INTERESSI PERSONALI Tu suoni la chitarra: che tipo di musica ti piace? Continui a suonare con il tuo gruppo?

Mi piace suonare la chitarra e cerco di farlo ogni giorno, sono un grande appassionato di ogni tipo di musica: amo il rock e il punk ma anche la musica house e disco e perfino quella classica. Purtroppo non sto più suonando con il mio gruppo perché il lavoro mi ha portato a Los Angeles. Loro stanno andando fortissimo con i nuovi progetti, mi manca molto il gruppo. Sei fortemente impegnato in Project Zero. Puoi dirci in che ruolo? Come si lega alla tua passione per il surf. Cosa significa tutto questo per la tua agenda (viaggi, incontri, affari ...)?

Project Zero è una fantastica organizzazione a scopo benefico focalizzata sulla conservazione dell’oceano. Sono un membro del consiglio e sono molto amico di Michèle Clarke, la fondatrice. Abbiamo lavorato su molti dei progetti lanciati finora e sono orgoglioso di dire che sono stato con loro fin dal primo giorno. Aiuto nel lancio di nuovi progetti e mi do molto da fare nella raccolta fondi. Sono un portavoce dell’organizzazione e quest’anno devo parlare in un certo numero di eventi. Cerco sempre di far funzionare tutto ma si capisce che il mio ruolo è un po’ sui generis. È stata la mia passione per le immersioni a farmi interessare alla conservazione degli oceani. Ho visto in pochi anni il declino delle barriere coralline in alcune aree: questo mi ha portato a informarmi su cosa si stava facendo per combattere questa guerra invisibile negli oceani. In considerazione della carriera internazionale che stai perseguendo, hai parlato dell’importanza degli amici e della famiglia. In che senso? Viaggi spesso tra Europa e Stati Uniti?

Lavorando nella moda e nel cinema trovi molta gente finta e superficiale, ecco perché rimango sempre vicino alla famiglia e agli amici. Ho avuto la fortuna che alcuni amici si siano trasferiti a Los Angeles nel mio stesso periodo, quindi non va così male. Parto quando è necessario, ma cerco di non tornare in Europa troppo spesso. È molto lontana ed è dannoso per le emissioni di carbonio (sorride). Parlando di viaggi: quali sono i tuoi ricordi più belli? E i luoghi dove vorresti andare?

Alcuni dei miei migliori ricordi di viaggio riguardano le escursioni con mio padre e mio nonno; abbiamo fatto grandi giri in Gran Bretagna e in Irlanda. Una volta che ero molto piccolo siamo andati sull’Himalaya: lo ricordo come un sogno perché avevo solo 6 anni, ma un giorno mi piacerebbe tornarci e ripercorrere i nostri passi. La parte materna della famiglia di mia moglie viene dal Kashmir e ci piacerebbe molto andare a trovarli. Ho un’enorme passione per le attività all’aria aperta e adoro anche solo allontanarmi dalla civiltà. Questa primavera ho in mente di fare alcune escursioni verso sud-ovest e quest’inverno andrò a Baja col mio piccolo Kawasaki per fare un po’ di surf e di immersioni al caldo.


BEAUTY

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How do you feel having being chosen to embody the EA Fragrances?

I feel very honored, there has been a great list of incredible actor’s featured in the past campaigns and I’m proud to be carrying the torch. What does Mr. Armani evoke to you?

A classic timeless style.

How do you feel connected to the Emporio Armani brand? How does it reflect your personality?

Everyone has made me feel at home over the past months working together. The freedom, symbolized by the eagle, is incredibly important to me and I think that’s a value the brand stands for.

THE PROJECT What do you think about the specificity of this project to be a film series for fragrances instead of just a commercial?

It has been great to work together with a really talented team to make something more than just a commercial.

This project is about Love and its creative power: how do you feel about this?

There are hundreds of famed poets and philosophers who have wrestled with the notion of Love, I couldn’t possibly give that question adequate justice. One thing I will say is that for me in my life, Love has always brought out the best in me. Yearning for love also works. Do you feel close to the character of James?

We are both romantic and playful.

The story of the films is focused on the daily routine of a love story and how do you challenge love every day. What does this evoke to you?

I think love and life are a challenge, it’s very hard to keep the fire burning. I think you have to constantly try to challenge and surprise your partner with acts of romance. The film is directed by Fabien Constant. What do you like in his way of shooting?

Fabien is fantastic and I really enjoyed his ad hoc shooting method, sometimes he would see something unplanned and just go for it, he also was very quick to work with which is great as an actor, if you spend too much time waiting around you lose the mood. The character of Laura is played by Matilda Lutz. Did you already know her? How was it working with her? Do you have some anecdotes on some scenes?

I hadn’t met Matilda until the shoot, she’s very warm and easygoing and it was a pleasure to work with her.

FRAGRANCES What does a fragrance represent to you? For some it is a memory, a place, a loved one, a moment in your life…

I think it can be so many things, I’m quite nostalgic so scents usually conjure memories. Although some are people or places. Leather polish will always be my grandad. What do you like as scents?

The scent around a waterfall, pine needles and gasoline. What does the name of the masculine fragrance Stronger with you evoke to you?

I think of all the people in my life that make me stronger from my family to friends and colleagues, it makes me want to take my phone out and thank them for being in my corner. Nella pagina a fianco, James Jagger

CAREER When and why did you choose to leave in Los Angeles?

Last year 2016, I just kept going back and forth to London and thought that enough was enough. It’s a great city but doesn’t feel like home yet. You have strong bonds with London, tell us why?

It’s my home, it shaped me as a person and I have a lot to thank it for. I will always be a Londoner at heart. Which characters did you like to play? With which film directors?

I enjoy playing any character which has some depth. Kip in the series Vinyl was enjoyable for me to explore that era and music which I already had an interest in. For me working with Martin Scorsese was an absolute dream come true, I had to constantly pinch myself. What kind of characters would you like to play in the future? What kind of movies?

I’d like to play some more villains, a bit of a cliche for us brits but I love being playing a dark soul. I think at this stage of my career I’m enjoying working in independent films. It’s really great being part of the filmmaking process beyond just acting. I think I’d prefer to be working steadily on smaller projects rather than working on a huge film and waiting a long time between jobs.

PERSONAL CENTER OF INTERESTS You play the guitar: what kind of music do you like? Do you keep playing with your group?

I enjoy playing the guitar and try to play everyday, I’m a big fan of most music. I love rock and punk but also love disco and house music and even a bit of classical. I’m sadly not playing with my group anymore as work has led me to Los Angeles. They are all doing great with new projects but I miss it often. You are strongly committed to Project Zero. Can you tell us how? This was linked to your passion for surfing: how? What does that mean in your agenda? (Travelling, meetings, business plans…)

Project zero is a fantastic charity and focus on ocean conservation. I’m on their board and very close with Michele Clarke the founder. We have worked on the concepts of many of the projects launched to date and I’m proud to say I’ve been there from day one. I help caring new projects and do a fair amount of fundraising. I’m a spokesperson for the charity and have to speak at a number of events this year. I always try to make it work but they understand my work schedule is a bit ad hoc. It was my passion for diving that really led me into ocean conservation. I saw in a few years the decline of reefs in a few areas: this led me to see what was being done to fight back the unseen war on the oceans. In view of the international career you are pursuing, you mentioned the importance of friends and family. Why? Do you often travel between Europe and US?

Working in fashion and film, there is a huge amount of fake people and “plastique” thinking, that’s why I always keep my family and friends close. I’m lucky that a few friends moved to Los Angeles around the same time as me so it’s not been too bad. I visit when it makes sense but I try not to travel back to Europe too often. It’s very far and bad for my carbon footprint (smile). About Travel: what are your best memories? The places you’d like to go?

Some of my best memories of travel are hiking with my father and grandad; we used to go on great hikes around Britain and Ireland. Once when I was very little we went to the Himalayas: it was like a dream as I was only 6 years old but I would love to return someday and retrace our steps. My wife’s maternal family is from Kashmir and we’d really love to visit. I have a huge passion for the outdoors and love just getting away from civilization. I have planned a few hiking trips in the southwest this spring and also this winter I will travel to baja on my little Kawasaki to do some surfing and diving in the warmth.


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THE BEAUTY OF SUMMER Maldive, Polinesia, Miami, Staint-Tropez, Dubai: le mete più esclusive del mondo si apprestano a stupirci ancora con scenari mozzafiato. Ecco il nécessaire da portare sempre con sé per vivere a pieno il bello dell’estate

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Pop Come ogni anno, Yves Saint Laurent Beauté interpreta i colori più cool della stagione con una collezione make up in edizione limitata esclusiva e sempre sorprendente. L’estate 2017 sarà Solar Pop: ispirato a un viaggio alla ricerca di nuove terre inesplorate, paesaggi esotici e assolati, il look si accende con nuance radiose e vibranti. Must have della collezione è la Palette Collector Les Sahariennes Bronzing Stones, una terra abbronzante dal finish vellutato che ricorda le dune di sabbia mosse dal vento, con pigmenti ultrasottili in grado di illuminare e levigare il volto in un solo gesto. Un oggetto da collezione impreziosito anche dal cofanetto, in pelle di serpente dal colore verde limone vivo, e con il classico logo in rosso che spicca al centro.

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Ghiaccio bollente Les Exceptions è una collezione di profumi d’eccezione, un insieme di alchimie olfattive con cui Mugler reinterpreta i grandi accordi della profumeria classica proiettandoli nel futuro. Proprio come l’acqua di colonia, tradizionalmente ricca di agrumi e piante aromatiche dal tocco delicato che diventa “torrida” nella nuova Hot Cologne, ottava creazione della linea. È al tempo stesso una colonia per le classiche note aromatiche e agrumate (limone, petit grain) al debutto, seguite da un cuore sfaccettato dalla ricchezza del neroli, ma anche una composizione estremamente audace, scaldata da un cocktail ardente di spezie (zenzero, cardamomo) e di caffè verde croccante e mordace.

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©Ben Thouard Project 0

Bellezza in azione La Mer esprime ancora una volta il suo amore per la bellezza del mare e rinnova il suo impegno a favore della tutela degli oceani. Collaborando con l’organizzazione per la conservazione degli oceani Project 0, La Mer sponsorizza Wave Walk, un percorso d’arte volto a sensibilizzare il pubblico su un tema così importante come la salvaguardia delle zone marine; inoltre, il brand presenta la Fondazione La Mer Blue Heart Oceans, dedicata al supporto delle Aree Marine Protette, e lancia la speciale confezione celebrativa di Crème de la Mer con un design ispirato proprio alle onde del mare.

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Sensuale Creata dalla celebre parfumeur Honorine Blanc, La Mia Perla è una fragranza senza tempo che celebra la forza e il potere dell’universo femminile. Si inserisce in una famiglia olfattiva inedita, quella Orientale Solare, ed esprime la sua unicità nella particolare struttura: La Mia Perla abbandona infatti la classica composizione a piramide in favore di una struttura circolare. Così, note di mandarino, gelsomino Sambac, peonia, iris, ambrox e sandalo si fondono in un tutt’uno per dare vita a una scia inalterata nel tempo, sempre fedele al primo spruzzo. Sofisticata, elegante e ipnotica, la fragranza è racchiusa in un flacone prezioso come un gioiello che esce dall’acqua.

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Sensoriale Dietro l’apparente fragilità dei suoi petali, la Rosa Nera svela i suoi poteri nel cuore del nuovo Baume-en-Eau à la Rose Noire. Il nuovo soin quotidiano di Sisley coniuga la ricchezza di una crema alla freschezza di una eau grazie alla texture «water drop», una delicata emulsione acqua in olio che penetra nell’epidermide apportando tre azioni essenziali per ritrovare una pelle giovane: dona elasticità grazie a estratto di calice d’Alkekenge e estratto di Padina, favorisce la radiosità dell’incarnato con estratto acquoso di Rosa Nera unito a estratto di fiori di Ibisco e estratto di Rosa delle Alpi, mentre estratto oleoso di Rosa Nera, di acqua di Rosa di Maggio, oli di Karité e Camelina apportano dolcezza. Il delicato bouquet di Baume-en-eau à la Rose Noire, infine, risveglia i sensi e dona benessere immediato.

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BEAUTY

FERRAGAMO FINEST FRAGRANCES Luciano Bertinelli e il racconto di un’icona: Maison Salvatore Ferragamo

INCANDESCENTE, COINVOLGENTE, MEMORABILE. L’ULTIMA FRAGRANZA DI SALVATORE FERRAGAMO RACCHIUDE TUTTI QUEI VALORI CHE NEL TEMPO HANNO RESO CELEBRE LA MAISON FIORENTINA NEL MONDO di Enrico Cammarota

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tile, creatività, artigianalità coniugata a una minuziosa attenzione ai dettagli trovano una nuova, inconfondibile declinazione ne La Commedia, ultima nata della collezione Tuscan Soul Quintessential Collection. Un’antologia di fragranze ispirata a questa terra ricca di tradizioni e grandi bellezze, che stavolta celebra il genio di Dante Alighieri attraverso una creazione legnosa e speziata, avvolgente e luminosa al tempo stesso grazie a arancio amaro, cardamomo, noce moscata, pimento, legno di Gaiac e vetiver, e che richiama anche nella confezione i codici stilistici fondamentali della maison. Posh ha incontrato Luciano Bertinelli, CEO di Ferragamo Profumi, che ha individuare le principali dinamiche alla base dello straordinario successo del Gruppo. Ferragamo Parfums gestisce e supervisiona infatti ogni fase dallo sviluppo del prodotto sino alla commercializzazione, raggiungendo circa 15.000 punti vendita nel mondo secondo una strategia di distribuzione selettiva che vede coinvolti i principali aeroporti, le più prestigiose linee aeree e gli hotel più esclusivi.

Quando sono arrivato in azienda, questa fatturava 3-4 milioni, oggi siamo arrivati a circa 90, anche se l’impatto sul mercato è ben più alto. Direi che è stato un ottimo percorso, il brand è soddisfatto e mette sul mercato 19 milioni di pezzi. Il numero è così alto anche perchè uno dei canali che abbiamo sviluppato e continueremo a sviluppare è quello delle linee aeree e degli hotel con progetti ad hoc.

L’ultima fragranza lanciata, La Commedia, trasmette ed esalta valori di eleganza e raffinatezza. In un mondo così liquido e veloce come quello odierno, quanto premiano questi valori?

Quali sono le sfide per il prossimo futuro per il mondo delle fragranze Ferragamo?

Questo mondo giovane e veloce ci sta abituando a rivoluzioni rapide, anche nella moda, basti pensare a marchi come Gucci o Valentino. La vostra ultima collezione segue invece il concetto di continuità. Sarà sempre così o saranno rivoluzionate forme, modelli, in generale la filosofia del brand?

Quali sono le previsioni di vendita per quest’anno nel segmento profumo?

Viaggiando in giro per il mondo mi sono accorto che i concetti di eleganza, esclusività, e anche Made in Italy funzionano sempre di più, specie negli ultimi cinque-dieci anni. Spesso mi piace dire che la Cina, il mercato n.1 al mondo, preferisce comprare ciò che è fatto altrove, in particolare qualcosa che noi, con la nostra esperienza e attenzione ai dettagli, abbiamo la possibilità di sviluppare. Sono asset fondamentali su cui la nostra azienda lavora da sempre, e per i quali paghiamo anche dei premium price pur di raggiungere l’eccellenza.

Abbiamo già iniziato un processo di riposizionamento della collezione che entrerà nel pieno durante il 2018; in generale ci piace parlare del concetto di R-evoluzione, quindi una rivoluzione che si esplica in realtà in una evoluzione. Per usare una metafora, la nostra azienda è fatta da podisti, non scattisti: passo dopo passo Ferragamo cresce e noi stiamo lavorando per riposizionare la linea in quest’ottica. In realtà miriamo a raggiungere un livello sempre più alto, e in questo senso non abbiamo necessità di inventare “storie” di marketing, poichè già fanno parte del nostro DNA, e per noi è facile raccontare la storia di Ferragamo, della Toscana, o dell’Italia… Il mondo del profumo per Ferragamo è più recente rispetto all’intera storia della Maison, eppure ha già dato grandi soddisfazioni. Quali sono le prospettive per il futuro? 118

Quanto pesano questi canali sul fatturato?

A proposito degli alberghi abbiamo da poco rinnovato uno straordinario contratto con Waldorf-Astoria per tutto il mondo, ciò vuol dire essere presenti in diecimila stanze di hotel a cinque stelle tutti i giorni con prodotti firmati Ferragamo; un sodalizio straordinario che continua anche con attività di co-marketing, eppure tutta questa parte rimane non contabilizzata, dunque il peso è ancora maggiore. Siamo estremamente soddisfatti anche delle linee aeree, per sette anni siamo stati nella prima classe della Singapore Airlines, fra le migliori compagnie al mondo.

Sono facili e insieme complicate. In termini di prodotto punteremo sempre più sulla qualità, nelle materie prime, nell’execution, nella creatività. Un’altra sfida si pone in termini di canale: sappiamo che nel mondo del beauty, l’acquisto on-line si attesta intorno all’8-12%, ma la percentuale di persone che si informa su web sale fino al 70%; dunque è lecito pensare che presto diventeranno acquirenti sulle stesse piattaforme, e questo sarà un nuovo obiettivo per il futuro. Un’ultima sfida riguarda il target: nei prossimi 1015 anni i Millennials e la Generazione Z costituiranno circa il 40% della popolazione mondiale, la sfida sarà raggiungere proprio questi ultimi. Stiamo chiudendo il primo semestre in maniera molto positiva, soprattutto grazie a Paesi come la Cina e la Russia, e in parte anche grazie all’Europa. Per quanto riguarda l’Italia, è un mercato davvero complesso, che si è contratto negli ultimi anni; Ferragamo tuttavia ha avuto la capacità di andare in una direzione opposta e crescere, benchè questo Paese rappresenti solo l’8-9% del nostro business. Dunque direi che il mercato italiano va piuttosto bene, ma il volume che genera è ancora poco nonostante i margini di crescita. Resta invece “complicato” il mercato americano.

Nella vostra strategia c’è anche l’intenzione di lavorare con grandi catene di profumeria?

Non si può prescindere dai grandi gruppi. Abbiamo presentato un progetto a una catena internazionale in esclusiva e laddove possibile ci piacerebbe fare qualcosa di simile. Tutto questo in Italia non genera grandi volumi, complice soprattutto la frammentazione territoriale tipica del nostro Paese, ma mette a disposizione piattaforme decisamente utili.


Sei anche Presidente di Accademia del Profumo, sul mercato si sente la necessità di un’evoluzione nelle sue strutture…in che modo state lavorando per raggiungere quest’obiettivo?

Come Accademia abbiamo fatto passi enormi rinnovando tutto il board, inoltre abbiamo lanciato attività straordinarie all’interno degli orti portando la gente in piazza. In particolare siamo stati a Padova il 16 giugno, mentre il 29 settembre saremo all’Orto Botanico di Roma. Inoltre siamo molto presenti sui social, abbiamo raccolto 100 mila voti proprio grazie a questo canale, cosa che anche solo tre anni fa sarebbe stata impensabile.

Parlando di grandi personaggi e testimonial, anche Philippe Starck era presente alla premiazione di Accademia del Profumo, cosa ti ha trasmesso?

Una persona di grandissimo livello, per me è stato un onore. Lo definirei un sognatore e una persona squisita, con cui ho anche avuto l’occasione di trascorrere una cena piacevolissima. Ho solo parole positive per lui.

Tu e Ferragamo: cosa riconosci a questa azienda che ti ha sorpreso e ti sorprende ancora?

Innanzitutto, a livello personale mi ha dato la possibilità di essere un imprenditore; la relazione con la famiglia in termini operativi è marginale e giustamente limitata alla parte di sviluppo prodotti, ma posso dire che mi ha dato molto dal punto di vista dell’autonomia. Una cosa che poi mi ha decisamente stupito è la loro unità come famiglia, e la lungimiranza nelle loro operazioni. Una famiglia con alle spalle 90 anni di storia e quindi 90 anni di business, che non guarda al quarter (trimestre, ndr) ma sempre al lungo periodo, con una visione di crescita ben diversa rispetto a molte altre aziende. A questo proposito, nel prossimo triennio prevediamo di superare con certezza i 100 milioni con l’asse profumo.

In viaggio con Ferragamo A FIRENZE UNA MOSTRA CHE CELEBRA IL RITORNO IN ITALIA DI UNO DEI PIONIERI DEL MADE IN ITALY di Alessia Ferri

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orse fu l’eco del fervore creativo degli anni Venti, tanto dirompente da giungere fino agli Stati Uniti, forse semplicemente la voglia di casa. Qualunque sia stata la motivazione che spinse davvero Salvatore Ferragamo a tornare in Italia nel 1927, dopo dodici anni trascorsi oltreoceano, si trattò comunque di un fatto storico, al quale seguirono anni e progetti destinati a divenire pietre miliari dell’italianità. Per celebrare i novant’anni da quella data, il Museo Salvatore Ferragamo di Firenze ha allestito una mostra che, assumendo come fil rouge il tema del viaggio, si apre a una panoramica sull’Italia di quel periodo, fucina di idee e sperimentazioni che trovarono terreno fertile in un clima dinamico e propositivo.

Uno dei key-driver fondamentali è proprio quello del viaggiatori, che raggiungiamo all’interno di duty free come DFS, Heinemann, Dufry. Anche in questo caso lavoriamo con grandi gruppi, ponendo in essere risorse, strutture e talvolta prodotti specificamente dedicati a questo canale. Non lavoriamo in esclusiva con nessuno, ma ogni tanto realizziamo on request dei prodotti ad hoc. È comunque un’area in cui crediamo sia vantaggioso investire, proprio come nei 70 nuovi aeroporti in costruzione in Cina.

1927 Il ritorno in Italia - Salvatore Ferragamo e la cultura visiva del Novecento parte dall’arrivo dell’imprenditore a Firenze, per poi snodarsi in una narrazione scandita dal concetto del ritorno: all’ordine, al mestiere e alla grande tradizione nazionale. Una storia sviluppata per capitoli, in quello che il curatore della mostra Carlo Sisi, coadiuvato dal comitato scientifico, ha concepito come un vero e proprio romanzo di formazione che passo dopo passo svela la percezione che Salvatore Ferragamo aveva della cultura del suo tempo. La mostra, composta da otto sale, eleva il tema del viaggio in transatlantico che Ferragamo compì per tornare in Italia a metafora dell’itinerario mentale che lo stesso percorse nella cultura visiva dell’Italia degli anni venti, estraendo da questa le tematiche e le opere che influenzarono la sua officina poetica senza trascurare tutti gli aspetti culturali e sociali che contraddistinsero la rinascita del primo dopoguerra. A curarne l’allestimento è stato lo scenografo Maurizio Balò, che ha impreziosito il percorso espositivo ricco di foto, documenti storici, manifesti pubblicitari e installazioni, con numerose opere d’arte di Maccari, Martini, Thayaht, Gio Ponti, Rosai, Balla, Depero e molti altri, che fissano nella memoria istanti di storia indelebili. Ad affiancarli, costumi, stoffe dell’epoca e manufatti di alto artigianato.

(ha collaborato Giulia Lenzi)

La mostra resterà aperta fino al 2 maggio 2018.

Vi è anche il lancio di linee make up o skincare nei progetti del brand?

Abbiamo pensato a una parte make up ma è molto, molto complessa. Chi fa make up va spesso in perdita, mentre è impossibile realizzare internamente lo skincare per il quale è necessaria una licenza; credo sia giusto dire che “ognuno deve fare ciò che sa fare meglio”. Se per il côté beauty abbiamo a disposizione un budget, preferiamo venga ancora destinato ai profumi. Quanto è importante il retail dei viaggiatori?

Luciano Bertinelli

Calzature Salvatore Ferragamo (anno 1925) in esposizione al Museo Salvatore Ferragamo

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Photos by Nicolas Tarantino

POSH EVENT

A NIGHT WITH JO MALONE Olfactory Storytelling

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osh e Jo Malone London insieme per un evento esclusivo volto a celebrare la seducente purezza della nuova limited edition Star Magnolia Cologne. Un cocktail party all’insegna dell’eleganza presso la boutique di via Manzoni 18, a Milano, ha visto la presenza di oltre cento partecipanti tra lettori, amici e celebrities. Un allestimento floreale dal gusto british, studiato per rievocare l’armonia dei boccioli della magnolia stellata, cuore pulsante della composizione olfattiva, ha fatto da cornice al private happening ispirato all’estetica del brand londinese. L’atmosfera è stata poi resa ancor più frizzante dal layout chic e contemporaneo dell’atelier, dimora sofisticata dell’immaginario Jo Malone, tra profumi d’autore, candele e limited edition must have. Protagonista assoluta l’ultima creazione della Maison: nel cuore la magnolia stellata affiancata dalle sfumature verdeggianti del fiore d’arancio, sul finale un sillage raffinato frutto della fusione tra il legno di sandalo e la pura ambra bianca.


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I Italian Summer a cura di Enrico Cammarota


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124 In questa foto, Phi Beach


OH, MY COAST! Looking at the Smeralda

CAVALLI RIVOLUZIONA IL PEPERO, BALENCIAGA CONQUISTA LA PROMENADE DU PORT, NEI PIÙ ESCLUSIVI BEACH CLUB SI ATTENDONO SOUND ARTISTS E PERFORMER DI FAMA INTERNAZIONALE, MENTRE AL COLONNA PEVERO S’INAUGURA UN NUOVO TROFEO DI GOLF… IL MEGLIO IN ARRIVO PER L’ESTATE, SULLA COSTA PER ECCELLENZA

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a scena è quasi pronta, quella di primo piano che la Costa Smeralda riserva ai suoi ospiti dediti all’eccellenza. Le sue spiagge più in voga in vista della stagione estiva sono già pronte con i grandi protagonisti dei dj set internazionali, pronti a sfidare la noia a colpi di serate e performances di alta qualità. Un salto nei nuovi locali, fra cui quello del ritrovato Pepero che in nuova veste si tinge di Just Cavalli e si prepara a stupire con il suo stile graffiante. Le nuove proposte nel food più ricercato e le novità nei servizi per chi cerca la quiete di uno yacht in rada: per l’estate 2017, ecco cosa si prepara per la stagione e dove conta esserci.

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FINEST HOSPITALITY Non mancano nuove tentazioni per quanto riguarda l’hotellerie che questa stagione segna il debutto di numerosi restyling per vari cinque stelle, come al PETRA SEGRETA RESORT & SPA (www.petrasegretaresort.com, San Pantaleo - Olbia), unico Relais & Chateaux in Sardegna che inizia la stagione con la quinta stella. Si apre infatti una nuova era per la proprietà che torna in gestione in occasione del suo 10° anniversario dall’opening. Dietro all’upgrade anche l’ottima cucina dei due ristoranti (Fuoco Sacro Gourmet e l’Osteria del Mirto) e l’impegno verso l’ambiente. E per godere poi del resort - inserito in 5 ettari di macchia sarda - nulla di meglio che riservarsi la sua nuova Junior Suite (e fra le novità, anche le amenities personalizzate nelle stanze). Parlando in particolare di suite, nuovo top standard anche per L’HOTEL ABI D’ORU (Hotelabidoru.it – Golfo di Marinella- Porto Rotondo). Le due Penthouse Suite - il cui accesso è permesso da un ascensore privato - e 3 Luxury Suite che, in aggiunta, hanno anche marmi di Orosei e spazi per ospitare fino a 6 persone - sono il nuovo fiore all’occhiello. La struttura poi vanta ora una attrezzatissima SPA, a pochi passi dal mare, completa in particolare di una Private SPA Suite, in cui sorge una sauna, un bagno turco, lettini trattamento e relax e una Jacuzzi, tutto a disposizione di ospiti in cerca di estrema riservatezza. Ma per chi è deciso a vivere in Costa, tra Budelli e Razzoli, in modalità ancora più esclusiva, LA CASITTA, appena inaugurata e ideale per chi vuole vivere in mezzo alle Bocche di Bonifacio. Sulla splendida isola di Santa Maria, un ristorante rinomato ha studiato questa forma di soggiorno di sole 4 camere con servizi di lusso, dedicata a chi cerca un angolo di privacy restando fra Porto Rotondo, Porto Cervo e la Corsica. Comodamente raggiungibile in yacht, elicottero o anche con shuttle privato disponibile per gli ospiti, la proprietà dispone nei pressi anche di una prestigiosa villa in stile sardo per godere l’isola in un comfort senza compromessi. Sempre più tailor made è anche il servizio del COLONNA PEVERO HOTEL (www.colonnapeverohotel.it – loc Golfo Pevero, Porto Cervo), che offre una splendida spiaggia turchese a soli 250 metri. La novità per quest’estate sarà però di carattere sportivo, visto l’atteso debutto del suo primo Trofeo Colonna Pevero nel vicino green a 18 buche, il Pevero Golf Club, un appuntamento che promette di richiamare gli appassionati e diventare un classico dell’estate in Costa Smeralda. Resta sempre intatto il prestigio della sua Penthouse Suite da 160 mq, accessibile direttamente dalla elisuperficie, con due camere, una sala da pranzo, un bar e tre bagni, terrazza e piscina privata. Il panorama delle novità riserva qualche sorpresa anche a chi improvvisa ma vuole il massimo dall’estate.

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INAUGURA JUST CAVALLI Lo storico glam club Pepero cambia forma. Diventa Just Cavalli for Pepero e in vista dell’estate non solo pensa a un cambio di nome ma anche una programmazione che per molti anni legherà il luxury brand alla storia del club tra i più famosi della Costa. Dopo l’idea dello stilista di aprire locali per la night life di Milano, Dubai e altri centri del jet set internazionali, la sfida si apre ora sullo scenario sardo dove le tre eccellenze italiane Fashion, Food e Design si ritroveranno per dare vita al suo progetto di hospitality e di entertainment di lusso. L’inaugurazione del locale è prevista per il 14 luglio prossimo, fino ad allora tutto sarà rivoluzionato e completamente riallestito rispetto al passato, per dare l’impronta più autentica del design Roberto Cavalli al nuovo club. Si ricalcherà lo stile della maison nelle stoviglie, nei complementi e nella scelta di ogni più piccolo dettaglio (con la collezione di Cavalli Home Design) mentre resta l’idea dello show dinner per gli ospiti di ciascuna serata. Proprio per la parte food, c’è un vero ritorno alla cucina italiana e in particolare a declinazioni toscane, accompagnate dall’ottimo vino dell’etichetta “Tenuta degli Dei”, di proprietà della famiglia Cavalli. Non da meno poi l’accompagnamento musicale che avrà una selezione curata da sound artists provenienti da tutto il mondo da ascoltare sorseggiando i cocktail a base - naturalmente - di Roberto Cavalli Vodka.

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Sopra, vista panoramica di Porto Cervo Marina

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YACHT & CO. Fra gli appuntamenti e le serate esclusive che fanno di questo angolo di Sardegna la meta per definizione, c’è spazio anche per gli appassionati di nautica. Ai primi di giugno si comincia al YACHT CLUB COSTA SMERALDA (www.yccs.com) con Loro Piana Superyacht Regatta per proseguire con la nuovissima Classe Melges 40 dal 14 al 17 giugno e successivamente con le “Formula 1” del mare, i TP52, per l’Audi 52 Super Series Sailing Week. In questo anno di grandi eventi, lo YCCS festeggia i 50 anni con i propri clienti appassionati ma anche con la

clientela internazionale che anche a metà luglio si ritroverà per il Rolex Farr 40 Worlds e il secondo evento attesissimo, a metà settembre, l’Audi J/70 World Championship. I luxury traveller che invece vogliono riservarsi qualche ora di pace organizzando improvvise escursioni al largo, potranno contare anche su Marinanow.it, un nuovo servizio tech che offre a noleggio posti barca coprendo tutto il Mediterraneo, con un servizio di alta gamma e soluzioni che intercettano le infinite esigenze della clientela up scale, il tutto anche a portata di app. 127


SHOPPING SHOPPING E NUOVE APERTURE

Prada si rinnova

Fra le new opening, Eleventy che, nella Sottopiazza delle chiacchiere, apre il suo diciannovesimo monomarca. «L’operazione fa parte di un programma strategico di internazionalizzazione che vede la presenza diretta del brand in alcuni luoghi chiave associati a un turismo esclusivo straniero», spiega Marco Baldassari, Direttore Creativo uomo e fondatore del Gruppo Eleventy, insieme a Paolo Zuntini, Direttore Creativo donna. Lo spazio della nuova boutique sarà di 60 metri quadri e punterà a uno stile intimo e sofisticato, in armonia con le caratteristiche del luogo. Curato dallo studio P+F Parisotto+Formenton Architetti, il negozio avrà due sezioni separate per contraddistinguere con colori più chiari l’area centrale rispetto allo spazio espositivo laterale che sarà molto più marcato, con dettagli in ottone e lampade disegnate da Aldo Parisotto e dall’aria più vintage.

Fra i molti locali food si sta delineando qualche particolare tendenza? Notiamo che l’alta qualità del cibo non basta più a soddisfare una clientela internazionale molto esigente come quella di Porto Cervo. Desiderano vivere un’esperienza gourmet autentica e completa, dove il servizio e l’accoglienza fanno la differenza. In Promenade possono scegliere la cucina nippo brasiliana del Finger’s, l’alta cucina del Confusion dello chef Italo Bassi o del Madai con Elio Sironi. Ma trovano anche Frades - la Sardegna in bottega per assaporare i sapori più autentici dell’isola. E quest’anno arrivano anche Taboo, un lounge bar con cucina affacciato sulla Marina, e Basara Milano che propone il servizio delivery e take away di piatti giapponesi. Siamo orgogliosi che Promenade sia diventata l’hub gourmet della Costa.

Prada invece, in vista della stagione estiva, rinnova le due ampie boutique presenti lungo La Passeggiata e punta per i suoi generosi spazi, dedicati alle collezioni femminili e maschili di abbigliamento, accessori e calzature, a un design che riporti all’attitudine vacanziera. Focus di tutto, la valorizzazione dell’esperienza di shopping che sarà esclusiva e contemporanea. In particolare, gli ambienti che si rinnoveranno riprenderanno i must della maison - con dettagli come l’iconico pavimento in marmo a scacchi bianchi e neri e le pareti in tela verde. Colori vivaci, atmosfera sofisticata e un’esposizione degli articoli che ricorderà poi quella di un bazaar, fra arredi di design in vimini e in rattan firmati da Franco Albini.

Quali sono i prossimi obiettivi ed eventi di forte richiamo previsti dopo la stagione estiva? Desideriamo continuare a diversificare le esperienze che gli ospiti possono vivere in Promenade. Abbiamo in progetto la realizzazione di un Suite Spa e di una capsule collection dedicata alla Promenade.

PROMENADE DU PORT

Arrivano Balenciaga e Larusmiani In quello che sta diventando il fulcro dello shopping ma anche del finest dining della Costa Smeralda, le sorprese della stagione non mancano. Tra le highlights della Costa anche molte new opening per lo shopping alla Promenade du Port, area che segna sempre un ritrovo per le fashion addicted e da quest’estate anche centro di luxury brand più artigianali come Faliero Sarti per le pregiate sciarpe e Dea Sandals per le calzature tailor made. Nuove food-opening, per drink e aperitivi o chi sceglie un lounge bar alla moda, fra gamberi e ostriche. Spazio anche alla pausa più informale ma sempre d’élite con l’arrivo in Costa Smeralda di Crocetta Panini d’Autore, marchio che dopo i suoi punti vendita di Milano inaugura proprio sulla Promenade un servizio di consegna o catering anche via tender, per la clientela più luxury-smart, in rada. Andrea Bugnoni, responsabile dell’intero progetto, degli eventi e delle aperture su La Promenade du Port, ci racconta poi altre proposte in arrivo per la stagione… La Promenade du Port cresce anche quest’anno con illustri presenze. Quali sono quelle di spicco dell’estate 2017 ? Siamo felici di accogliere brand come Balenciaga, Faliero Sarti e Larusmiani, il brand di abbigliamento sartoriale più antico di Via Montenapoleone, che fa rivivere la magia di eccellenze artigiane come la storica coltelleria Lorenzi. La Promenade du Port recupera il progetto originale di Porto Cervo come borgo, affiancando marchi prestigiosi a botteghe artigiane e servizi primari di alta qualità. Lo shopping in Promenade non è mai scontato e banale, fa parte delle tante esperienze che offriamo agli ospiti della Costa Smeralda. 128

In questa pagina, Promenade du Port Nella pagina a fianco, Phi Beach


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BEACH FINO BEACH

Il nuovo... Blue Marlin

PHI BEACH

Super ospiti e chef stellati

Di forte richiamo anche la spiaggia a Cala Sassari di Fino Beach club e ristorante fra Golfo Aranci e Porto Cervo - che per i numerosi eventi serali quest’anno vedrà la direzione artistica di Nello Simioli, in passato uno dei protagonisti del successo del Phi Beach e anche alla regia dell’intrattenimento di storici ed esclusivi ritrovi, come il Sottovento di Porto Cervo, per oltre 20 anni. Una svolta ma anche una nuova scommessa che lo stesso direttore della programmazione ci spiega così.

Chi è alla ricerca del bon vivre può godere di una carrellata di proposte nella più glam delle coste sarde, a cominciare dalle serate presso il noto Phi Beach, l’open air a Baja Sardinia che resta fra i più esclusivi d’Europa. L’evento di fine luglio è sul tema gourmet (qualche dettaglio sulla data è ancora da affinare): prevede special chef ospiti dello chef Giancarlo Morelli in una kermesse-festival culinario a invito. Ma l’animazione in spiaggia è senza dubbio l’altro grande richiamo del locale. Ed è proprio con il proprietario Luciano Guidi che curiosiamo sul programma estivo…

Quale impronta avrà il Fino beach? Svilupperemo la zona sunset che è meravigliosa; a partire dalle 18, dj set metteranno brani coerenti con la bellezza del luogo, creando una colonna sonora quindi molto personalizzata. Ci sarà una rotazione di artisti che non saranno soltanto dj ma anche performer, ovvero sassofonisti, trombettisti, cantanti che si inseriranno nel contesto preparato dal dj. L’idea è quella di fare dei giochi sulla spiaggia. Ci saranno dei perfomer che giocheranno con il fuoco, delle feste particolari con le sirene dall’acqua, sviluppando molto il concetto del posto ma coreografando tutto con veri professionisti. Tutto si andrà a sposare con la natura del posto… man mano andrà a diventare il Blue Marlin di Ibiza, per intenderci, un posto libero che però ha tanto da offrire, dalla ristorazione all’intrattenimento di qualità.

Quale sarà il mood della stagione? Il mood per l’estate 2017 è crazy, magic, powerful. Sarà un’estate all’insegna della spettacolarità. Stiamo lavorando a una programmazione artistica davvero ricca e anche a molti party sponsor. Molti gli ospiti in programma, fra cui i Loco Dice il 7 agosto o Martin Solveig il 18 agosto per citare solo alcune presenze di spicco, senza contare poi l’evento che si preannuncia come il più spettacolare, organizzato sulla playa multicolor del Phi Beach: il Party Erlow il 10 agosto. I nostri dj resident Gass e Nikki animeranno la maggior parte delle serate ma quello sarà uno spettacolo di luci e musica con un allestimento scenografico e coreografico di grande impatto. Si sposerà ottimamente con la suggestiva location in Sardegna, dopo il successo già ottenuto a Londra e in altre città europee.

C’è qualche tendenza che secondo te sta prendendo piede ora? È finita l’era commerciale-elettronica diffusa in tutto il mondo, ora si è tornati a una musica di qualità: house, funky che ha reso anche grande la Costa Smeralda, quella che caratterizzava l’estate e nel segmento medio-alto creava una tendenza, quella che poi andava avanti tutto l’inverno. È tornato quel mondo lì, ovviamente rivisitato ai giorni nostri.

WHITE BEACH CLUB

Sotto a sinistra, cena sulla spiaggia di Fino Beach. A destra l’open air club Phi Beach

La spiaggia più cool Nella baia di Liscia Ruja, al White Beach Club, si rianima l’atmosfera. Quest’anno ciò che cambia è un po’ il look del lido che però conserva sempre quell’ambience tranquilla che fa da padrona e che piace. Con Max Picinnu, fra i titolari del beach che si sviluppano su alcune delle spiagge più belle. Ci sono novità sui servizi per quest’estate? Per la stagione abbiamo in parte allestito con alcuni nuovi arredi il locale. In più, abbiamo confermato quei servizi spiaggia che facevano parte dell’offerta dell’anno scorso, quando abbiamo rinnovato gli ombrelloni e nuove attrezzature, come gli asciugamani… molto più grandi. Abbiamo soprattutto la stessa clientela che torna. Ad agosto in verità sono soprattutto italiani, ma sono molti poi i clienti che provengono e che tornano anche dall’estero. La maggior parte di loro sono coppie giovani.

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In questa pagina il White Beach Club. Sopra la zona ristorante Sotto, la splendida spiaggia di Liscia Ruja

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ITALIAN SUMMER

PARADISE RESORT & SPA Natural & luxury options

NUOVA ERA A CINQUE STELLE PER LA SPLENDIDA STRUTTURA CHE SORGE NELLA RISERVA MARINA DELLA TAVOLARA: TERRAZZE E TORRETTE ESCLUSIVE, UNA PRIVATE SPA DI NUOVA CONCEZIONE E UN PRIMO RESTYLING PER LE SUITE CHE RICHIAMANO I PIÙ NOTI BRAND DEL DESIGN ITALIANO

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A sinistra la splendida panoramica del Paradise Resort & Spa con la riserva della Tavolara sullo sfondo Sopra, la piscina esterna della SPA

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a spettacolare vista si apre di fronte alle acque cristalline della spiaggia di Lu Impostu, mentre tutt’intorno la splendida riserva marina della Tavolara abbraccia lo sguardo. Il PARADISE RESORT & SPA gode di una location che pochi altri possono vantare, attorniati da fenicotteri rosa e aironi che popolano quest’angolo di Sardegna sulla costa nordorientale, a San Teodoro. Tre ettari di parco privato, poi, ne fanno una soluzione riservata, segnata anche dai viali che separano le lussuose 111 soluzioni di comfort e lusso della proprietà all’interno del resort, una strategica quanto prestigiosa risposta a chi cerca la discrezione oltre al lusso, quello che – fra l’altro, con la classe pentastellata che corona questo recente percorso di restyling – arriva puntuale per soddisfare una nuova clientela, la più attenta. Da maggio infatti si apre una nuova era per il Paradise Resort & SPA che, seppur aperto da pochissimi anni, sceglie di rifarsi il look e, su nuove basi, ridefinisce anche l’alto standard del suo gioiello. Puntuale quindi il ritocco delle sue prime suite, ad esempio, dedicate alla clientela up level, con una scelta di materiali e nuance che meglio sposano l’ambientazione circostante. In tempo per la new opening di maggio, il buon gusto per la scelta degli arredi e dei complementi è degno di nota. Si è lasciato spazio solo al meglio del design che l’Italia vanta nel mondo, con marchi di primo piano, come Kartell, Paola Lenti, Roda in aggiunta al prezioso contributo di un flower designer di fama come Antonio Scaburri che ha voluto ricreare con successo un ambiente tipicamente sardo ma con una moderna reinterpretazione per gli spazi esterni. È fra questi infatti che si mimetizza quasi la successione di edifici in tipico granito. Per la parte di food & beverage, stessa cura e voglia di rinnovamento ma con un scelta precisa, quella di ripetere la fortunata esperienza della Piccola Cucina, restaurant brand aperto a New York, a Londra e in Spagna, e che ripropone un omonimo spazio nel resort. La carte offre selezionate idee gourmet in un ambiente più intimo e ricercato rispetto al ristorante Verandah, locale che invece sorge vicino ad ampi spazi affacciati sulla piscina e sul parco, non lontano dall’ampio solarium. Un’opzione ideale per un break culinario, prima di un salto in spiaggia che dista solo pochi passi da questa porzione di paradiso isolano. A.T.

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ITALIAN SUMMER

AUDI E LO SPORT Un’estate di gran classe

GOLF E VELA: LA CASA DEI QUATTRO ANELLI È PRONTA A VIVERE MESI ALL’INSEGNA DI GRANDI COMPETIZIONI. TRA I PIÙ PRESTIGIOSI GREEN ITALIANI E NELLE ACQUE DELLA COSTA SMERALDA, DOVE SI È RINNOVATA LA STORICA PARTNERSHIP CON LO YACHT CLUB DI PORTO CERVO di Maurizio Bertera

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estate di Audi è verde e azzurra. Comunque nella natura: i colori dei green delle sue gare di golf e delle acque per le sue competizione di vela. Difficile trovare due sport ad alto livello più ecologici, svolti nel rispetto dell’ambiente e senza consumare risorse. Che è poi l’obiettivo tracciato dalla Casa di Ingolstadt per gli anni a venire: da qui al 2020, quasi tutti i modelli Audi saranno ibridi e in misura sempre maggiore, a propulsione elettrica. Luglio, agosto, settembre da passare in prestigiosi Golf Club e allo Yacht Club Costa Smeralda. Nel primo caso, per le due manifestazioni che hanno reso celebre la Casa dei quattro anelli tra

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gli appassionati. La prima è l’Audi quattro cup, il circuito di golf più grande del mondo nonchè la rassegna golfistica con formula a coppie più famosa a livello nazionale. Composto da oltre 800 appuntamenti, vede la partecipazione di più di 100.000 golfisti da oltre 50 Paesi. In Italia, la competizione è resa ancor più divertente dalla presenza delle concessionarie Audi che offrono la possibilità di effettuare test drive con i modelli più accattivanti della gamma. Tra luglio e settembre, verranno toccati i golf club di Milano Marittima, Cernusco sul Naviglio, Montorfano, Ellera Umbra, Bocenago, Monte San Pietro, Cremona, Garlate, Porto Cervo, Rosolina, Madonna di Campiglio (località che ha uno storico rapporto con Audi), Caiolo, Fagagna, Appiano Gentile.


Audi Q7

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udi summer is green and blue. Anyway in the nature: the color of the green courses in its golf competitions and the color of the waters in sail competitions. It is hard to find two high level sports which would be more ecological, practiced in the respect of environment and without using resources. That is also the aim set by the House of Ingolstadt for the future years: From now to 2020, almost all the Audi models will be hybrids and in growing measure by electric propulsion. July, August, September to spend in prestigious Golf Clubs and at the Costa Smeralda Yacht Club. In the first case, for the two festivals making famous the House of the

four ring to the lovers. The first one is Audi four cups, the biggest golf circuit in the world and the most famous golf show with couple formula on a national level. Made by more than 800 appointments, it foresees the involvement of more than 100.000 golf players from over 50 countries. In Italy the competition is made even more amusing by the presence of Audi concessionaires, giving the chance to make drive tests with the most attractive models of the range. Between July and September we’ll involve the golf clubs of Milano Marittima, Cernusco sul Naviglio, Montorfano, Ellera Umbra, Bocenago, Monte San Pietro, Cremona, Garlate, Porto Cervo, Rosolina, Madonna di Campiglio (place in a historical relationship with Audi), Caiolo, Fagagna, Appiano Gentile. 135


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L’8 settembre finale nazionale a Fiano Torinese, presso il Royal Park I Roveri: da qui verranno selezionati gli appassionati per la finale mondiale - in dicembre - a Cabo San Lucas, in Messico. L’Audi Golf Experience invece si limita all’Italia: sono oltre 800 gli appassionati invitati a partecipare al circuito, con formula individuale, composto da dieci tappe. Anche qui sarà un’estate intensa con gare al Royal Park I Roveri, al Golf Club Asiago, al Golf Club Carimate, al Modena Golf & Country Club per arrivare alla finale nazionale presso il San Domenico Golf, a Borgo Egnazia, il suggestivo hotel cinque stelle nei pressi di Brindisi. Passiamo alla vela, dove Audi oltre ad aver organizzato e sostenuto importanti circuiti a livello internazionale, ha una storica partnership con lo Yacht Club Costa Smeralda, dove l’attenzione alla mobilità sostenibile rappresenta un valore. Già nella scorsa stagione, il marchio dei quattro anelli era presente nella zona arrivi del complesso aeroportuale di Olbia, con una modernissima stazione di ricarica elettrica a disposizione del pubblico durante il periodo estivo: i clienti Audi e in generale i possessori di auto elettriche potevano infatti ricaricare i propri mezzi tramite quattro colonnine da 380 volt. Ora, grazie alla rinnovata collaborazione, è prevista l’implementazione di stazioni di ricarica presso la sede dello Yacht Club. Audi sarà partner anche dei progetti pianificati dallo Y.C.C.S. per festeggiare i 50 anni dalla fondazione, compresi vari confronti a livello internazionale sul tema della sostenibilità e dell’ambiente. Quanto alla parte sportiva, la Casa di Ingolstadt è stata Title Sponsor di numerose regate già disputate quali l’Audi Italian Sailing League, nata proprio dalla sinergia tra la Casa e il circolo sardo. Numerosi team, in rappresentanza di Yacht Club provenienti da tutte le regioni italiane, si sono sfidati a bordo dei monotipo J/70 con l’obiettivo di ottenere la qualificazione alla Sailing Champions League, l’evento finale che si terrà a Porto Cervo dal 22 al 24 settembre. In settembre - dal 12 al 16 - ci sarà poi l’Audi J/70 World Championship, il campionato del mondo per monotipo J70 che vedrà invece al via circa 100 team provenienti da tutto il mondo. Inoltre si è già svolta la spettacolare Audi 52 Super Series Sailing Week. Durante tutto il periodo, Audi si muoverà sul territorio come Official Automotive Partner dello Y.C.C.S., con una flotta di 65 vetture, disponibili per tutta la stagione estiva sia per i test-drive di clienti e appassionati sia per i servizi di courtesy car tra i touch point sul territorio: Hotel Pitrizza, Pevero Golf Club, Hotel Cala di Volpe, Hotel Romazzino, Cervo Hotel, Marina di Porto Cervo, Consorzio Costa Smeralda, Yacht Club Costa Smeralda, l’aeroporto di Olbia Costa Smeralda Geasar e l’aviazione generale Eccelsa Aviation. Sono tutte vetture dotate di trazione quattro e tecnologia ibrida e-tron. Ma questo era scontato… On the 8th September the national final in Fiano Torinese, at the Royal Park I Roveri: From here the lovers will be selected for the world final– in December – at Cabo San Lucas, in Mexico. The Audi Golf Experience instead is limited in Italy: the lovers invited to take part of the circuit are more than 800, with individual formula, made by ten steps. Also here the summer will be rich with competitions at the Royal Park I Roveri, at the Golf Club Asiago, at the Golf Club Carimate, at the Modena Golf & Country Club, getting to the national final at the San Domenico Golf, in Borgo Egnazia, the suggestive five stars hotel in Brindisi. Let’s pass to the sail, where Audi beyond organizing and supporting important international circuits, has a historical partnership with the Yacht Club Costa Smeralda, where the attention to sustainable mobility represents a value. During last season already, the brand of the four rings was present in the arrival area of the airport complex of Olbia, with a very modern station of electric recharge, available for public during summer time: the Audi customers and in general the owners of electric cars could in fact recharge their vehicles through four little columns of 380 volts. Now thanks to the renewed cooperation, we foresee the implementation of recharge stations at the seat of the Yacht Club. Audi will be also partner of projects made by the Y.C.C.S. to celebrate the 50 years of the foundation, included different international comparisons on the theme of sustainability and environment. About the sport side, the House of Ingolstadt was Title Sponsor of many races already sailed, such as the Audi Italian Sailing League, just created from the synergy between the House and the Sardinian circle. Many teams, representing the Yacht Clubs coming from all the Italian regions, competed aboard the one-design J/70 with the aim to get the qualification at the Sailing Champions League, the final event taking place in Porto Cervo from the 22nd to the 24th September. In September – from 12th to 16th – there will be then Audi J/70 World Championship, the championship of the world for one-design J70, which will include 100 teams from all the world. Moreover the amazing Audi 52 Super Series Sailing Week has already finished. During all the time, Audi will move on the area as Official Automotive Partner of the YCCS, with a fleet of 65 vehicles, available in all the summer season both for the the drive-tests of customers and lovers and for the service of courtesy car between the touch points on the area: Hotel Pitrizza, Pevero Golf Club, Hotel Cala di Volpe, Hotel Romazzino, Cervo Hotel, Marina di Porto Cervo, Consorzio Costa Smeralda, Yacht Club Costa Smeralda, the airport of Olbia Costa Smeralda Geasar and the general Eccelsa Aviation. They are all vehicles provided with four traction and e-tron hybrid technology . But that was obvious... 137


FORTE dei MARMI

Il ristorante The Fratellini’s

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IT’S VERSILIA TIME! Forte dei Marmi, timeless elegance and style

UN’ESPERIENZA ALL’INSEGNA DELL’ESCLUSIVITÀ. DALLE SUITE DEL PRINCIPE E DELL’HOTEL BYRON, AL BEACH CLUB BAMBAISSA, LA TRADIZIONE DEL BISTROT E IL CONCEPT MODERNO DI THE FRATELLINI’S. PER FINIRE CON UN COCKTAIL ALL’ALMAROSA E UNA SERATA TRA CHAMPAGNE E DIVERTIMENTO AL TWIGA. LA NOVITA? L’APERTURA DEL LUSSUOSO HOTEL DI OLEG TINKOV E L’INAUGURAZIONE DELLA TERRAZZA SUL MARE DEL RISTORANTE PESCE BARACCA di Anna Rita Russo

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orte dei Marmi è la meta dell’eleganza e dello stile senza tempo, che nell’epoca d’oro della bella vita versiliese era vissuta come ritrovo intellettuale e artistico di una casta elitaria di noti personaggi. E ancora oggi è la destinazione d’eccellenza per un soggiorno deluxe. Le splendide suite del Principe e dell’Hotel Byron rappresentano la scelta ideale per vivere un’esperienza unica immersi in un’atmosfera intima e accolti da un’ospitalità di nicchia. Mentre una passeggiata nella zona della Roma Imperiale offre una panoramica suggestiva, l’esclusivo beach club Bambaissa del cinque stelle Augustus permette di trascorrere una giornata di relax e soddisfare i palati più esigenti, grazie alla cucina creativa dello chef Gianluca Grosso. Per poi giungere a tarda sera e ritrovarsi all’Almarosa Art Music Bar, un connubio fra arte e moda nato da un’idea sperimentale di Leonardo Grossi insieme all’architetto Fabio Guarino e l’artista Alessia Ferranti. Oppure al Caffè Morin situato sull’omonimo viale di Forte. Sulla spiaggia di Marina di Pietrasanta il Nikki Beach vanta una piscina fatta interamente di marmo di Carrara, un bar ottagonale, lettini a

Sotto a sinistra, Nikki Beach Versilia, Marina di Pietrasanta (a fianco) Il ristorante Bistrot

bordo piscina e sulla spiaggia, docce per gli ospiti, una Nikki Beach Lifestyle boutique e una terrazza VIP dalla quale è possibile godersi una spettacolare vista sul tramonto. Il nuovo menu è stato creato dall’Executive Chef Cesare Lazzeri di Pietrasanta, sotto la supervisione dello Chef Brian Molloy, direttore delle Culinary Operations Worldwide. l primo anniversario del club verrà celebrato con un party il 29 luglio, vi aspetterà un intrattenimento speciale e delizie culinarie indimenticabili. Da segnare in agenda anche una line-up di spettacoli e incontri culturali previsti per i prossimi mesi estivi a La Versiliana con il 37° Festival diretto da Massimiliano Simone e a Villa Bertelli, che propone un programma ricco di artisti internazionali. Per un luxury shopping di ultima tendenza, punto di riferimento sono le esclusive boutique di brand come Cucinelli, Louis Vuitton, Gucci, Dolce e Gabbana, Armani, Roberto Cavalli, Genny, Prada, che ha riaperto per questa stagione con un’immagine rinnovata, e la new entry Massimo Alba, il marchio made in Italy dell’omonimo stilista milanese fondato nel 2006, che ha inaugurato uno store in via Achille Franceschi 29, sul tetto dello stabilimento balneare L’Orsa Maggiore. Oltre alle proposte contemporary di Fiacchini e le scarpe su misura di Volponi. Il Twiga e La Capannina restano il simbolo della movimentata nightlife della Versilia, con deejay set e live music, tra una cascata di glam e fiumi di champagne. La novità del futuro: La Datcha! Il super lussuoso hotel del magnate russo Oleg Tinkov, una struttura di 11 camere distribuite su tre piani e costruita negli spazi dell’ex Hotel Nettuno.

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Alla scoperta di Forte Dei Marmi con...

David Vaiani,

proprietario insieme alla sua famiglia di celebri ristoranti di Forte dei Marmi - dallo storico Bistrot che vanta una stella Michelin al modernissimo The Fratellini’s sul lungo mare - ci ha illustrato le meraviglie del posto. Come si è evoluta la clientela dall’età dorata della Versilia a oggi? Inizialmente Forte dei Marmi era un luogo frequentato da industriali e famiglie, prettamente italiani, nello specifico la stragrande maggioranza era proveniente dalle città di Firenze, Milano e dall’ Emilia; mentre attualmente siamo di fronte a un’internazionalizzazione del turismo, pur conservando la forte identità di piccolo paese. Si è cominciato a vedere una clientela fino ad allora sconosciuta (russi, arabi, americani, messicani) facendo sì che il nostro modo di lavorare e il concetto di accoglienza cambiasse modernizzandosi, per soddisfare esigenze sempre diverse.

La Versiliana e Villa Bertelli rappresentano invece le location ideali dove assistere a bellissimi spettacoli e incontri culturali. In ogni modo, secondo me, Forte dei Marmi è talmente bella che per ammirarne il suo intramontabile fascino basta una semplice passeggiata in centro o un giro in bici nella zona di Roma Imperiale.

Sopra, la terrazza dell’Hotel Principe Sotto, la piscina dell’Hotel Augustus

The Fratellini’s è la tappa ideale per gli appassionati del crudité di pesce, immersi in un ambiente moderno e chic dove la cucina esotica si sposa con la tradizione. Com’è nata l’idea? L’obiettivo era quello di differenziarci dagli altri locali, così abbiamo pensato a un concept con un taglio più moderno e internazionale, in cui poter gustare degli ottimi cocktail dopo cena, oppure trascorrere una piacevole serata assaggiando i nostri deliziosi piatti. Forte dei Marmi è indiscutibilmente la perla della Versilia, costante meta di personaggi famosi. Svelaci i luoghi esclusivi da visitare per trascorrere un week end tra classe e charme. Gli alberghi di maggiore prestigio sono senza dubbio il Principe, il Grand Hotel Imperiale e l’Hotel Byron. La Versiliana e Villa Bertelli rappresentano invece le location ideali dove assistere a bellissimi spettacoli e incontri culturali. In ogni modo, secondo me, Forte dei Marmi è talmente bella che per ammirarne il suo intramontabile fascino basta una semplice passeggiata in centro o un giro in bici nella zona di Roma Imperiale. I beach club più eleganti all’insegna del relax e del divertimento. Sia per famiglie che single. I beach club più celebri, nonché invidiati da tutta la Versilia sono bagno Annetta, bagno Piero e il Twiga. Luoghi esclusivi, meta preferita di celebrities, personaggi noti e turisti provenienti da ogni angolo del mondo in cerca di unicità, immersi in ambienti privilegiati. Da cliente quali locali e posti ami frequentare o consigli ai lettori di Posh? Amo molto l’atmosfera che si respira il mercoledì mattina in centro dove c’è il famoso mercato, assolutamente un must have per coloro che decidono di soggiornare a Forte: vivo, allegro e con una ricca selezione di capi delle migliori marche. Di sera, invece, quando finisco di lavorare mi piace andare a bere qualcosa all’Almarosa o al Caffè Morin dove si respira un raffinato mood di festa. Gli aperitivi più in al tramontar del sole. Per un luxury style originale. Per un happy hour sul mare, un posto speciale è il Bambaissa, il beach club dell’Hotel Augustus. La scelta perfetta per passare una giornata di vero e proprio relax a cinque stelle. Quali sono le novità per la stagione estiva assolutamente da non perdere? Non so se la data sarà per quest’estate, ma dovrebbe aprire il super lussuoso hotel di Oleg Tinkov, il magnate russo. Si tratta di un esclusivissimo albergo nel centro di Forte dei Marmi che si chiamerà La Datcha. Mentre verso la metà di giugno inaugureremo il terrazzo sul mare del nostro ristorante Pesce Baracca, dove dalle 6 di sera alle 3 di notte sarà possibile bere, mangiare, ascoltare musica e rilassarsi di fronte a un panorama mozzafiato.

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Salvatore Madonna,

proprietario di uno degli alberghi più prestigiosi di Forte dei Marmi, ci racconta le eccellenze del suo Hotel Byron. Un tempo residenza nobiliare, oggi un bellissimo hotel cinque stelle lusso. Com’è nato? Era il giugno del 1990 quando l’Hotel Byron è stato aperto, sono passati ben 27 anni. All’epoca non erano presenti molte strutture di qualità. Così la mia famiglia percepì la possibilità di creare un hotel che potesse garantire un servizio raffinato a quei turisti che esigevano un’accoglienza esclusiva. Decisero allora di acquistare la villa in cui oggi sorge l’albergo, che ha un importante valore storico perché costruita nel 1892, e di renderla per le misure e le caratteristiche un piccolo boutique hotel. Le eccellenze dell’Hotel Byron... Prima di tutto ciò a cui teniamo in particolare è l’attenzione ai clienti. L’hotel dispone attualmente di 28 camere (ne abbiamo ridotta una in seguito a una parziale ristrutturazione che verrà completata il prossimo anno), con 44 dipendenti. Le persone che si possono permettere un cinque stelle lusso sono coloro che possiedono già tutto, per questo bisogna stupirle con qualcosa che non hanno, un sorriso, un ricordo che possano portare con sé. Poi c’è la cucina, in cui si fonde qualità, tradizione e innovazione. Ad oggi è fondamentale il connubio tra la nostra azienda e quello che il territorio può offrire. È fondamentale garantire un’esperienza a 360 gradi, che sia indimenticabile. Sono un collezionista di arte contemporanea e ho degli amici artisti che vivono a Forte o a Pietrasanta, così in occasione di mostre d’arte cerco di offrire al cliente appassionato la possibilità di andare nell’atelier e vedere l’artista all’opera. Oppure in alterativa propongo iniziative dove possano entrambi lavorare insieme. Che clientela ama soggiornare nella vostra struttura e quali le esigenze maggiori? In generale abbiamo un buon mix di clientela italiana e internazionale, tra europei, tedeschi, svizzeri, olandesi, americani, arabi e qualche russo, con esigenze diverse. Gli americani, attraversando l’Atlantico, non decidono di arrivare a Forte solo per una vacanza, arrivano e considerano l’albergo come base per raggiungere le Cinque Terre, Lucca, Pisa o l’entroterra, per visitare quei piccoli e limitrofi paesi caratteristici. Ma anche l’europeo non ama stare tutto il giorno al mare, preferisce arricchire il suo soggiorno con un’esperienza culturale, artistica e di shopping. Il tutto sempre nell’esclusività.

Salvatore Madonna

In questa pagina foto dell’Hotel Byron

I servizi privilegiati che offrite a che sceglie di trascorrere un week end in Versilia. Ce ne sono di diverso tipo. Ci rivolgiamo senza dubbio al cliente chiedendogli in primis le sue passioni. Sono solito proporre una serie di attività che includono un’escursione alle Cinque Terre, luogo che gli americani adorano, oppure posso consigliare di prendere una barca privata, insomma soluzioni diverse in base alle esigenze soggettive. O ancora li porto a visitare privatamente le cantine che non sono aperte come tutte le altre, e agli amanti dell’arte, come ho già detto prima, do la possibilità di visitare il laboratorio dell’artista, dove si lavorano certi tipi di pietre, ci sono fonderie artistiche meravigliose. Creare questa fusione con l’arte credo sia spettacolare e ci differenzia dalle altre strutture. Ristorante La Magnolia… con una stella Michelin. È il fiore all’occhiello dell’hotel. Abbiamo avuto l’onore di essere stati i primi ad avere la stella Michelin, questo ci fa piacere e ci qualifica come una struttura di una certa capacità e prestigio. Il nostro obiettivo è far capire ai clienti quanto ci teniamo a coccolarli a 360 gradi. 141


C CAPRI

LA DOUCE VIE À LA CAPRESE

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ITALIAN SUMMER

Un intramontabile rifugio luxury chic

UN PETIT PARADIS, TRA SOGNO E REALTÀ, CHE RENDE IL SOGGIORNO NELL’ISOLA DI CAPRI UN’ESPERIENZA ESCLUSIVA. PER UNA EVASIONE ONIRICA TRA I LUSSUOSI AMBIENTI DEL QUISISANA, LE STELLE DE IL RICCIO, MAMMÀ E L’OLIVO, LE INCANTEVOLI BOUTIQUE DI VIA CAMERELLE. PER CONCLUDERE CON NEW OPENING, RESTYLING E LA NUOVA EDIZIONE DI LE CONVERSAZIONI. di Anna Rita Russo

Ristorante L’Olivo del Capri Palace Hotel, Anacapri, Isola di Capri

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WHERE TO STAY

Dalla proverbiale Piazzetta, punto di riferimento per tutti coloro che amano la vita elitaria, proseguendo per via Vittorio Emanuele tra atelier di stilisti internazionali e incantevoli botteghe artigianali, si giunge al maestoso GRAND HOTEL QUISISANA, che insieme alla Grotta Azzurra (tra i luoghi più visitati della Campania) è il simbolo di Capri e parte integrante della storia dell’isola. Esponenti delle famiglie reali dei Savoia e degli Hohenzollern, scrittori come Oscar Wilde, Pablo Neruda e Jean Paul Sartre, attori del calibro di Claudette Colbert o Tom Cruise ne sono habitué. Una lista davvero infinita. Nato come sanatorio nel 1845 per volontà del medico Gorge Sidney Clark, oggi è un lussuoso hotel che vanta 148 camere di cui 32 junior suite, 15 suite, 6 appartamenti, accogliendo fino a 300 ospiti. Nello splendido giardino c’è la QUISIBEAUTY, rifugio ideale per

chi avesse bisogno di una remise en forme attraverso percorsi benessere, trattamenti specifici di alta qualità firmati Cinq Mondes e Germaine de Capuccini e bagno turco. Per un’atmosfera unica in stile inglese, tra le soavi e classiche note del pianoforte e soft drink, il QUISI BAR è la location perfetta dove godersi di un break di classe, con lo sguardo sulla celebre Via Camerelle. Al suo interno si colloca la prima KRUG ROOM italiana, in cui è possibile degustare del prestigioso champagne accompagnato da particolari tartine e pietanze. Infine il Grand Hotel Quisisana dispone dell’unico teatro presente sull’isola. Arredato completamente in stile Liberty e progettato dall’architetto designer del ‘900 italico Gio Ponti, è un luogo adibito a diverse tipologie di manifestazioni: eventi culturali, concerti, opere teatrali, cene di gala.

THE MOST LUXURY HOTELS 144


Hotel Punta Tragara

P

Per un soggiorno intimo e ricco di charme, CASA MORGANO neonata del gruppo di lusso Morgano Hotels di proprietà della famiglia Morgano, storici albergatori del posto - dispone di solo venti camere ed è situato all’inizio della silenziosa e panoramica Via Tragara, dalla quale si intravede immediatamente la facciata moresca dell’albergo. Un piccolo gioiello espressione dello stile tipico delle ville capresi, con immense vetrate che permettono alla luce di penetrare naturalmente. Tra magnolie dipinte a mano come decorazioni delle suite e il verde lussureggiante dei cipressi che circonda la struttura e digrada verso il mare. Distante dal caos mondano di Via Camerelle, completamente immerso tra la beata tranquillità della natura e una raffinata eleganza, il JK caprese, che fa parte della collezione JK PLACE del giovane imprenditore israeliano Ori Krafi, è un meraviglioso resort paradisiaco, tra i più belli e rinomati dell’isola. La sensazione sarà come quella di sentirsi a casa, mentre si è coccolati dalla preziosità di un ambiente esclusivo e chic, dove il classicismo dei dettagli è arricchito dai colori isolani. Fino a lasciarsi viziare dai trattamenti rilassanti della spa, fiore all’occhiello dell’albergo, imperniati sulle filosofie orientali e occidentali per garantire una piacevole armonia del corpo e della mente, in un’atmosfera serena e ricercata. Oppure bearsi al sole sulle grandi terrazze in teak che fanno da cornice alla piscina olimpionica, per poi con il calar della sera degustare i piatti organici che preservano i valori della cucina napoletana personalizzata dall’abilità dello chef della Jkitchen. Il tutto condito da una vista idilliaca sul mare e il Vesuvio, oltre a essere il solo con accesso diretto alla spiaggia. Una sofisticata interpretazione di uno chic sussurrato, un lusso poco esibito, una raffinatezza pura lontano dal ritmo esasperato del centro isolano. Tra stradine solitarie, posti appartati e sentieri sconosciuti. Ad Anacapri si respira un’aria rilassante, la stessa che campeggia tra le lussuose sale del cinquestelle CAPRI PALACE di MYTHA HOTEL ANTHOLOGY (che fa capo a Turkey’s Dogus Group), nato da una villa del XVIII secolo e diventato un’eccellenza grazie all’intuito imprenditoriale

di Tonino Cacace, ideatore anche del Capri Touch, una reinterpretazione sartoriale della tradizione mediterranea. Un hotel museo che vanta una ricca collezione d’arte contemporanea con esposte opere surrealiste ispirate a Mirò e Magritte o alla cultura pop di Andy Warhol. Così come i lavori del giovane italo-tedesco Stefano Cataroni, la pittura metafisica di De Chirico, il geniale artista americano Keith Haring che contornano gli spazi del White Museum. La recente Acropolis Penthouse suite dallo stile imperiale dispone di una piscina privata riscaldata con splendida vista sul golfo, un’alternativa alla Presidential suite Paltrow dedicata all’attrice statunitense, l’Hollywood style suite in omaggio a Marilyn Monroe e la deluxe junior suite destinata a coloro che invece preferiscono respirare l’atmosfera romantica alla Audrey Hepburn. Qui hanno soggiornato grandi nomi come Harrison Ford, Mariah Carrey, Mickey Rourke. La rinomata Spa del Capri Palace diretta dal professor Francesco Canonico consente di ritrovare la forma in soli pochi giorni con percorsi personali e un programma nutrizionale creato in collaborazione con l’università statale di Milano. Un giardino immenso con piscina che si affaccia sul golfo di Napoli, un centro benessere chiamato Stai Spa che è una perfetta oasi benessere tra marmo e pietre, il ristorante Ziqù dove le ricette tradizionali sono rivisitate dallo chef friulano Manuele Cattaruzza. VILLA MARINA CAPRI HOTEL & SPA è un altro prezioso hotel cinque stelle lusso dotato di 21 raffinate camere addobbate da noti capolavori d’arte e letteratura che si sposano perfettamente con l’atmosfera novecentesca che caratterizza l’hotel boutique. La pool suite dispone di una piccola biblioteca e un idromassaggio su terrazza dove godersi un sano momento di relax in totale privacy. La struttura offre vari pacchetti, come quello che include una romantica cena per due, il vip treatment e l’accesso gratuito alla spa, oppure una indimenticabile luna di miele con una cascata di fiori in La piscina del JK Place camera ed escursione sull’isola fino alla famosa Grotta Azzurra. 145


Due antiche dimore ricche di storia, oggi incantevoli perle dell'isola... di Anna Maria Boniello

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Il CAPRI-EXCELSIOR PARCO, nome che campeggia sulla targa d’ingresso di un antico edificio in puro stile liberty, immerso nel verde di un viale con piante centenarie e tipici esempi della flora caprense spontanea, un tempo la residenza privata di un’agiata famiglia napoletana che volle costruirsi, all’inizio del secolo scorso, la propria dimora sui resti di un’antica villa romana a poca distanza dal porto. Infatti in quell’area, duemila anni orsono, l’Imperatore Augusto fece costruire il primo insediamento romano, risalente a un’epoca precedente alla venuta di Tiberio, l’imperatore che risiedette più a lungo sull’isola. A Villa Ambrogi, così era chiamata la casa che poi diventerà l’Hotel Il Parco, ha vissuto per circa vent’anni l’intera famiglia proprietaria dell’immobile: Omero Ambrogi, figlio di un noto avvocato napoletano con la moglie Giaele e i loro sei figli. Una vita serena in un angolo straordinario di Capri e in una delle zone più tranquille e ambite con vista sul Golfo di Napoli e sul Vesuvio, e dove viveva una folta colonia di stranieri, tra cui le sorelle Walcott-Perry che abitavano nella dirimpettaia Villa Torricella, amiche intime del Barone Jacques Fersen, che invece dimorava su una delle alture di Tiberio nella sua Villa Lysis. Resta ancora oscuro il motivo per il quale alla fine degli anni ’20, precisamente nel maggio del 1926, Omero Ambrogi, fece trasformare la casa in albergo affidando in seguito, dal 1927, la gestione ad Alfredo Lucibello, un albergatore non caprese. L’inaugurazione dell’Hotel, che prese il nome di “Il Parco”, venne accolta con entusiasmo a Marina Grande, e grazie alla sua bellezza, lo stile liberty e le raffinate decorazioni venne classificato come albergo di I Categoria. Inoltre lo straordinario parco di ben 5000 metri quadrati di estensione prometteva un romantico soggiorno in ogni periodo dell’anno. I pochi alberghi capresi dell’epoca infatti restavano aperti tutto l’anno e tra le comodità che vantava, e che ancora vanta l’hotel, c’è quella di poter raggiungere in pochi minuti il porto, la funicolare e in soli 10 minuti il centro del paese. Già a quell’epoca il Parco decantava una buona cucina e, nonostante i prezzi fossero ben sostenuti, era costantemente prenotato. Roberto Pane, tra i più famosi storici dell’arte, nel descrivere la struttura e le caratteristiche

Sotto, Hotel Punta Tragara (a destra) Excelsior Parco

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architettoniche, definiva l’impianto «uno degli ultimi esempi superstiti dello stile liberty a Capri, che conserva i primitivi stucchi anche dopo essere stato trasformato in albergo». Infatti, ancora adesso, anche chi percorre la strada provinciale che collega la piazzetta al porto non può non soffermarsi ad ammirare quella facciata dallo stile unico, quegli stucchi che ornano gli ambienti e financo un resto romano trovato durante gli scavi, una colonna di marmo in alabastro (di cui altri tre esemplari si trovano a Palazzo Reale a Napoli). Dopo venti anni di chiusura, l’hotel è stato riaperto, è ritornato a nuova vita e attualmente è entrato a pieno merito, con il nome di Excelsior Parco, nel novero dei grandi alberghi italiani. Stella Lepore, la nuova proprietaria, grazie a un’attenta ristrutturazione, ha consentito di trasformare la struttura in un boutique-hotel di lusso dove si respira in ogni stanza la tradizionale ospitalità caprese. E anche se dall’esterno l’Hotel sembra immenso, l’Excelsior Parco è dotato di undici camere, tutte con vista sul mare del versante nord dell’isola, dove lo sguardo spazia da Ischia sino a Punta Campanella, con l’immancabile skyline del Vesuvio a fare da sfondo. Persino la cucina è entrata a far parte di quell’Olimpo di proposte che attraggono ospiti provenienti da ogni luogo, i quali possono scegliere tra i piatti di varie tendenze sin dalla prima colazione, dalla cucina vegetariana a quella vegana o gluten-free. Così, quello che nel 1919 esibiva sull’insegna con orgoglio Hotel Il Parco-Ristorante Marina Grande Capri, oggi può vantare di essere stato nominato Maison Recommandée dalla casa di champagne francese Perrier Jouët, ed è entrato di recente a far parte della collezione Chateaux & Hotels. Nei sogni del suo proprietario, Enrico Vismara, l’illuminato imprenditore che lasciò il nord per trasferirsi nel Mezzogiorno d’Italia e diventare artefice della sua trasformazione turistica, c’era una villa straordinaria dalle forme ardite a cui mise mano addirittura Le Corbusier, da realizzare in uno dei più bei punti dell’isola, a. E già nel 1918 Enrico Vismara acquistò dai fratelli Cerio alcuni suoli di quel lembo di Capri dalla bellezza straordinaria a picco sui Faraglioni. Vismara, che fu uno degli artefici della trasformazione dell’isola, abitata all’epoca da contadini e pescatori, si circondò di esperti, intellettuali, professionisti - tra questi Carlo Talamona - che dovevano


Acropolis suite, Hotel Capri Palace

...In nessun luogo al mondo, vi sono tante occasioni di deliziosa quiete, come in questa piccola isola…

occuparsi delle sue proprietà, le quali spaziavano dall’attuale Villa Lo Smeraldo sino alle piccole costruzioni e vecchi ruderi dove si trovava il ristorante Da Carmela e lo studio della pianista Renata Borgatti. Vismara non appena acquistò il suolo necessario a costruire la sua immensa villa ne affidò la progettazione al grande Le Corbusier e la direzione totale dei lavori e di tutte le opere all’ing. Carlo Talamona, il suo tecnico di fiducia originario della provincia di Varese. La “Stracasa”, oggi HOTEL PUNTA TRAGARA, secondo i desideri del suo proprietario, oltre a essere la sua sfarzosa abitazione doveva diventare un crocevia artistico e culturale in cui ospitare personalità di spicco dell’epoca, intellettuali, artisti, scienziati e uomini di cultura. Il suo sogno si realizzò e la Stracasa è oggi immortalata in un disegno dell’artista Gennaro Favai risalente al 1930. La bellezza della villa e la sua unicità suscitarono le mire del Generale Clark, che durante la II Guerra Mondiale, ne fece sede del Comando Americano. E sul frontespizio di quello che oggi è diventato un albergo lussuoso, tra le perle preziose dell’industria turistica locale, a ricordo di quei giorni è stata affissa una targa dove si ricorda che proprio in quei saloni vi fu uno storico incontro fra il Generale Eisenhower e Winston Churchill. Villa Vismara, dalle volte straordinarie e dagli archi che affacciano su Marina Piccola, le terrazze sui Faraglioni e sulla piazzetta di Tragara, è rimasta di proprietà della famiglia Vismara fino al 1968 quando venne acquistata dal

Charles Dickens

Conte Goffredo Manfredi, una delle personalità di spicco dell’aristocrazia romana, che a soli diciotto anni, nel 1936 fondò la sua prima società di costruzioni edili per farne la sua villa privata a Capri. Dopo soli pochi anni però, nel 1973, il suo spirito imprenditoriale lo portò a trasformare ciò che sarebbe dovuta essere la sua “Stracasa” in quello che sarebbe diventato l’Hotel Punta Tragara. Lo stile originario non è mai stato alterato, e l’Hotel Punta Tragara è uno degli alberghi più particolari proprio per la sua posizione privilegiata, incastonato nella roccia di Tuoro con lo scenario dei tre giganti di roccia, i Faraglioni e una vista a trecentosessanta gradi su una delle più belle baie del mondo, quella di Marina Piccola. L’albergo che vanta cinque stelle lusso ha due piscine di cui una riscaldata, un’elegante Spa e ben sei suite, tutte con angolazioni e viste panoramiche diverse dai Faraglioni, Monacone, Punta Tragara alla Certosa, una suite dedicata all’arte e una Penthouse sul tetto più alto della meravigliosa costruzione. Un’immensa e spaziosa residenza riservata ai nababbi con un letto circolare al centro, un’ampia zona living e una terrazza a sbalzo sui Faraglioni. Ma non solo rocce, mare e luna, a trionfare nell’albergo, per scelta dei proprietari sono gli ampi spazi verdi adibiti per alloggiare il ristorante Monzù, il cui nome deriva dalla storpiatura del francese Monsieur, appellativo dato ai grandi cuochi che lavoravano nella corte delle famiglie aristocratiche napoletane. 147


THE BEST

RESTAURANTS di Mariano Della Corte

M

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Mille sono le occasioni che l’isola azzurra offre per avventurarsi alla scoperta dei sapori, profumi e fragranze della sua terra ricca di meraviglie. Capri oltre a regalare scenari paesaggistici mozzafiato fatti di rocce dolomitiche che si affacciano su un mare blu profondo, garantisce una vasta gamma di opportunità saporite, tra i tanti ristoranti esclusivi, per scoprire i veri piaceri della cucina mediterranea. Un primo appuntamento imperdibile per una pausa in riva al mare, nell’antico borgo dei marinai isolani, proprio tra le banchine del porto è presso il ristorante L’APPRODO, con un menu condito da tradizione, cortesia e innovazione. Nella terrazza che affaccia sul Golfo di Napoli si potrà deliziare con l’ampia scelta di pescato fatta di frutti di mare, crostacei e pesce fresco che il ristorante propone, gustosa anche la pizza cotta nel forno a legna nelle tante varianti della tradizione napoletana. Altro appuntamento immancabile, sempre all’interno del borgo dei pescatori del Porto è il ristorante LO ZODIACO, con un’atmosfera delicata, accompagnata dallo sciabordio delle onde, ci

si potrà immergere tra le meraviglie di uno stupendo tramonto in riva al mare, tra i tanti piatti a base di pescato, dove si spazia dai crudi di mare, come una gustosissima tagliata di tonno al sesamo, alle zuppette ai frutti di mare, all’ampia scelta di primi di pesce come gli scialatielli o le linguine all’astice. Ma è da PAOLINO, sotto una pergola fatta di limoni che la tradizione culinaria caprese incontra il piacere: il verde giardino di Paolino si trova proprio all’inizio dell’area archeologica romana di Palazzo a Mare, dove sorgeva la Villa a mare dell’imperatore Augusto, un’area di terra florida, meta dei vip di tutto il mondo. Il mix fatto di buona tavola, gusti semplici, conditi di limone, fanno di Paolino un must go della ristorazione caprese. Tanti i piatti che si potranno assaggiare sotto i limoni a partire dalla frittura di cui va ghiotta la cantante americana Mariah Carry, oppure gli unici ravioli capresi al limone tipici della casa, pesce e carni di prima scelta, senza farsi mancare una puntata con il meraviglioso buffet di dolci fatto di squisite torte capresi, bignè, frutta e le immancabili delizie al limone.

Ristorante Il Riccio

Ristorante Lo Zodiaco


Ristorante Mammà

Ristorante Rendez Vous

Per godersi di un romantico pranzetto con vista faraglioni, il posto giusto è LA PIAZZETTA DA GREGORIO a Marina Piccola, che propone ottimi antipasti a base di mare. Il luogo ideale per concedersi uno spaghetto con vongole veraci. A pochi passi dalla Piazzetta con vista a 360 gradi sul Golfo di Napoli, tappa immancabile è il ristorante AL CAPRÌ, un angolo luminoso dell’isola con al centro un’antica pianta di olivo che dà la sensazione di essere su una barca a vela. Nella cucina a vista si preparano pietanze all’insegna dell’eccellenza della gastronomia locale, adatta a palati fini e alla ricerca dei sapori veri, ottime etichette nella cantina. Tanti i piccoli e grandi ristoranti nel centro dell’isola; appuntamento fisso per emiri sauditi, american yankee e principesse indiane è il ristorante AURORA su via Fuorlovado, a cinque minuti dalla Piazzetta di Capri: l’ingrediente segreto della famiglia D’Alessio è la famosa pizza all’acqua, impastata con una ricetta che rende la pizza un’esperienza emozionante e inconsueta. Il menu dello chef Aversa spazia in un mix di specialità dell’antica cucina napoletana e caprese. Motivo di vanto per il ristorante è una cantina unica che offre i migliori cuvée per tutti i tipi di palato. Un’altra perla sempre nel cuore del centro storico di Capri, su Via Le Botteghe, è il ristorante LA CAPANINNA, da circa settant’anni sotto la guida della famiglia De Angelis. Tante le tipicità della tradizione mediterranea e caprese da poter gustare qui: come i calamari ripieni, il carpaccio di polipo, gli involtini di scarola, pasta fatta in casa e pesce fresco in un menu che viene rinnovato di giorno in giorno, condito dalla gentilezza innata dei titolari. A pochi passi dalla movida caprese, vicino alla taverna Anema e Core, è sito un ristorante aperto quasi h24, VILLA VERDE, il preferito di Naomi Campbell o Jon Bon Jovi, con un menu che spazia dalle specialità di mare ai gustosi piatti della tradizione locale. In questo angolo verde dei fratelli Lembo, nel centro dell’isola, oltre al buon gusto regna anche l’allegria. Sull’arteria principale dell’isola, all’interno del Grand Hotel Quisisana, il delizioso RENDEZ VOUS, nella veste cromatica fresca all-white è la location ideale per trascorrere ore incantevoli, cenando in compagnia delle note del live piano. Qui trionfa l’eleganza e la passione, due ingredienti immancabili per gli ospiti del Grand Hotel, con un menu che cambia di mese in mese, includendo tante specialità di mare e sapori della tradizione. Piccola gemma nel centro storico, sulle scalette della Piazzetta, nel borgo di Santa Teresa, si trova invece il ristorantino di Gennaro Amitrano, massimo 16 posti a sedere. Allievo del grande chef Vissani, Amitano sorprenderà gli

sguardi grazie alla cura di tutti i dettagli e la sua creatività, in un’atmosfera unica e romantica in cui nelle diverse portate spiccano le fragranze del rosmarino, dell’ulivo, i colori della ginestra e del mare. Un luogo che regala la sensazione di essere fuori dal tempo, è il ristorante da GIULIANO ai Faraglioni di Via Camerelle, che conserva le tradizioni da vecchia Capri sia nei sapori che nel design. A pochi metri di distanza, il ristorante LE CAMERELLE si caratterizza per i colori tipici dell’isola fatti di bianco e d’azzurro che sposano una cucina semplice e raffinata in grado di rimanere nel cuore. Per i romantici e i cultori della luna caprese c’è VILLA BRUNELLA, con la sua terrazza a sbalzo e un menu che fonde la tradizione con l’innovazione. Ultima tappa di questo viaggio nei sensi è il MONZÙ su Punta Tragara. Da lì si potranno toccare i faraglioni quasi con un dito, dalle terrazze sopraelevate che si affacciano sui giganti rocciosi si potrà invece godere di un’atmosfera unica in un equilibrio perfetto tra natura ed eleganza, come sottolinea lo stesso chef Lionetti. Con piatti prelibati presentati in maniera ineccepibile garantiti dalle migliori materie prime. Per quanto riguarda gli stellati, sono tre le punte di diamante dell’isola. Una situata in Piazzetta, il ristorante MAMMÀ, nella Capri del ‘600, guidato dai due chef stellati GENNARINO ESPOSITO E SALVATORE LA RAGIONE. Leitmotiv del ristorante è la materia prima fatta di prodotti freschi e genuini del territorio, i colori sono quelli tenui del bianco e del beige con rimandi all’azzurro di Capri e con una cucina tipica e autentica ispirata fortemente alla tradizione, come richiamato dal nome che fa ricordare i sapori tipici della casa madre. A pochi colpi di remo dalla Grotta Azzurra troviamo invece l’altra punta di diamante, il ristorante IL RICCIO sotto la guida dello chef Giovanni Bavuso, per godere di momenti di puro relax, avvolti dai colori azzurri dei tavoli e dalle chiome di spugna delle terrecotte di Sandulli, con la cucina a vista decorata con maioliche vietresi. Qui spiccano le delizie nel banco del pesce, ricco di mille primizie, fino a concludere il pasto con la segreta stanza dei dolci per concedersi l’ultimo peccato di gola. Ma è nel ristorante L’OLIVO del Capri Palace ad Anacapri, unico dell’isola con ben due stelle Michelin, guidato dallo chef ANDREA MIGLIACCIO, che si percepirà la sensazione di avere tra le mani una vera carta reale, tra i colori sobri del bianco e del grigio, insieme a una selezione del meglio che la cucina campana e caprese ha da offrire. 149


EXCLUSIVE SHOPPING P

Piccolo crocevia di mondanità, a Capri tutto è concesso. Come trascorrere una giornata passeggiando tra le rinomate stradine, che hanno fatto per anni da sfondo a celebri film. Dalle Ragazze da marito (1952) di Edoardo De Filippo a La baia di Napoli che ha visto come interprete l’attore hollywoodiano Clark Gable, fino a Il disprezzo (Le Mépris 1963), la leggendaria opera del regista francese della Nouvelle Vague Jean Luc Godard - tratta dall’omonimo romanzo di Alberto Moravia - con protagonista una sensuale e irresistibile Brigitte Bardot insieme a Michel Piccoli.

Sicuramente una delle vie più esclusive è Via Camerelle, la famosa strada nel cuore della vita notturna caprese, nelle vicinanze della piazzetta, costellata da cospicue boutique griffate. C’è davvero l’imbarazzo della scelta, tra capi firmati e personalizzabili, preziosi bijoux e i ricercati sandali capresi indossati dagli antichi romani (si avvistarono ai piedi dell’imperatore Tiberio) e diventati ormai simbolo dell’artigianalità italiana. Ingioielleati, pitonati, colorati, sono acquistabili in svariati modelli da Canfora, che ha compiuto di recente 70 anni di storia. Tra le clienti celebri si annovera Maria Callas, la principessa Grace e Jacqueline che con la sua sofisticata eleganza ha incantato perfino il signor Amedeo Canfora, fondatore del negozio, il quale le ha dedicato il modello K (K sta per Kennedy). Oltre alla boutique di Giorgio Armani, che si estende su di una superficie di 90 metri quadrati e ospita al suo interno le collezioni prêt-à-porter donna, uomo e accessori, Valentino, Gucci, Dior, Vibrequin, Bulgari e la storica profumeria Carthusia. In piazza Umberto I si trova lo store multibrand La Parisienne, un’azienda con oltre cento anni di attività, aperta nel 1906 da Mariuccia e Michele Di Fiore, affiancati in seguito dalle figlie Maddalena, Flora e Adriana. L’ideale per chi è alla ricerca di uno stile chic ed estremamente femminile. Tra le proposte da tenere d’occhio la colorata home collection di Livio de Simone, il beachwear di Fisico, il marchio di nicchia della designer rumena Maria Lucia Honan e Capri Couture, la private label della boutique made sull’isola, che offre cappottini in shantung ricamati, pantaloni capri, kaftani dorati e top di seta stampata. La novità è che da questa stagione estiva è possibile acquistare presso il negozio i capi firmati Gentry Portofino e Genny.

Boutique DOLCE&GABBANA

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Quest’anno arricchirà il panorama retail caprese la maison parigina Chanel, che inaugurerà un pop up store di fronte al Grand Hotel Quisisana. Il grande ritorno alle origini: dall’estate scorsa Emilio Pucci ha inaugurato un nuovo negozio, che decreta il come back della Maison sull’isola campana, dove 60 anni fa il Marchese Pucci aprì La Canzone del Mare, primissimo negozio affacciato su Marina Piccola e rimasto in auge per circa 30 anni, catturando l’attenzione di clienti provenienti da ogni parte del mondo grazie all’originalità chic dei suoi capi. Il flagship è stato ideato secondo un resort concept, con espositori in metallo laccato nero e scaffali in vetro.


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Nelle vetrine del civico 85 sono esposte le esclusive collezioni maschili e femminili dedicate alla primavera/estate 2017 firmate Socapri, il giovane brand creato dai fratelli pugliesi Carmine e Marino Cucinella. Il negozio, sottoposto ultimamente a un restyling, mette a disposizione un servizio di sartoria custom made, che prevede la personalizzazione dei capi. «L’obiettivo di Socapri per quest’anno è stato lavorare sul rafforzamento della filosofia del brand, sia attraverso la collezione che il concept retail. I nostri abiti sono pensati per occasioni d’uso differenti soddisfando le esigenze di una clientela che frequenta posti esclusivi e “resort”, come amiamo definirli noi», hanno spiegato Carmine e Marino Cucinella. «Abbiamo chiamato l’ultima collezione Aquatic Connections, proprio per celebrare Capri, proponendo una collezione ispirata da una parte alle connessioni che l’isola inevitabilmente attira verso di sé e dall’altra, alla transizione del tempo che, mutando, dipinge atmosfere sempre differenti». Ci saranno inoltre diversi eventi previsti per questa stagione all’interno dello store, come per esempio la sandal class in cui i clienti saranno invitati non solo a scegliere un sandalo su misura, ma a partecipare al suo processo di creazione.

Sopra da sinistra le boutique PUCCI SOCAPRI A destra, PRADA

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Completamente rinnovato è anche il monomarca di Dolce & Gabbana, che si caratterizza per un layout unico e originale ispirato alle atmosfere e colori dell’isola, fondendosi in perfetta armonia con la forte estetica del brand. Tra inserti di marmo, pareti in calce mista a sassi e ciottoli, dettagli specchiati, rifiniture di damascato e velluti craquelé della tradizione italiana. I lampadari sono realizzati in vetro soffiato o ceramica con lunghi raggi che ricordano la forma del peperoncino. Per finire con un touch baroccheggiante dello specchio in legno con cornice dorata e l’insegna che richiama l’isola di Capri. In esposizione le collezioni donna, accessori e Fine Jewellery. In via Vittorio Emanuele 46, un’altra strada rinomata per lo shopping, ha appena inaugurato il primo store italiano di Hublot. Il punto vendita del marchio di gioielleria svizzero appartenente alla holding francese Lvmh, che si estende su uno spazio di circa 20 metri quadrati, è caratterizzato da una pavimentazione in mosaico azzurro che richiama il colore cristallino delle acque dell’isola campana e ospita all’interno le collezioni del brand, in aggiunta ai cronografi dedicati ai settant’anni della Scuderia Ferrari, partner della Maison di Nyon.


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Alla scoperta di Capri con Maria Elena Aprea Il brand di alta gioielleria, tra i più famosi al mondo, compie il suo settantesimo anniversario dall’apertura della prima boutique nel cuore di Capri nel 1947 a opera di Pietro Capuano. Per l’occasione Maria Elena Aprea, alla guida stilistica e creativa del marchio, ci parla della nuovissima collezione battezzata Anima 70, un tripudio dei simboli iconici della maison che racchiudono il magico sapore dell’isola azzurra, dove «l’orizzonte è sempre sull’infinito e lo sguardo si perde». Chantecler è un mondo caratterizzato da un know how importante ed esclusivo, in cui convivono artigianalità ed estetica per creare un prodotto haute-couture unico, frutto di ispirazioni profonde che derivano da quelle magiche atmosfere dell’isola campana che in passato hanno affascinato star e dive oltreoceano. E che continua oggi a conquistare un pubblico sempre più ampio grazie a uno stile raffinato e una creatività effervescente e mediterranea. I segreti inesplorati di Capri... Sui Segreti non rispondo: a ognuno di noi la possibilità di scoprirli!!! Che segreti sarebbero altrimenti? L’unica cosa che posso aggiungere è che si riparte da Capri con la propria isola nel cuore… per alcuni è quella mondana dello shopping, dei ristoranti e dell’aperitivo in Piazzetta. Per altri, invece, quella delle passeggiate mozzafiato con gli scorci del mare più straordinario… a ciascuno la sua Capri! Quali sono le boutique che consiglierebbe ai lettori di Posh? Le Boutiques di Capri sono speciali, dalla prima all’ultima; concedono i loro spazi arricchendoli di passione e di glamour: le persone entrano in un ambiente e ne escono con un’esperienza totalmente nuova. Personale altamente qualificato, gioioso... difficilmente un ospite va via dal negozio senza aver assaggiato “na tazzulella e cafè”. Capri è ricca di meravigliose ville che hanno fatto la storia dell’isola. Quali sono le più belle? Per parlare delle Ville di Capri non basterebbe una vita: splendide signore immerse nella quiete ombrosa di alberi secolari, paesaggi che cambiano in continuazione, ma sempre e comunque di rara bellezza... Villa Jovis, una delle residenze dell’imperatore Tiberio… Villa Malaparte che si staglia rossa sull’azzurro del mare. Ne cito solo due ma l’elenco sarebbe infinito. Aneddoti e storie affascinanti dell’isola azzurra… per anni destinazione di personaggi illustri, vip, regnanti. Ho conosciuto il Mondo a Capri: artisti, attori, cantanti, principi, stilisti, finanzieri, banchieri, ma voglio ricordare un mariolo ed è proprio a lui e a tutti voi che dedico il ricordo più vivo raccontandovi la sua storia “Me so’ arrubbato nu raggio ‘e sole e te l’aggio rialato! A gente m’ha chiammato mariuolo; m’ha fatto ‘o pruciesso, m’ha condannato! Ma io, comm’esco a llibbertà ‘o sole me l’arrobbo sano sano e t’o rialo”. I migliori ristoranti frequentati da una clientela di classe. I sapori della cucina mediterranea sono sicuramente un elemento che rende bella la nostra terra e che contribuisce a creare la magia che la avvolge nei nostri ricordi!!! Sono sicuramente tra i più suggestivi Paolino con il suo “cielo” di limoni … Aurora con i suoi personaggi del jet set e l’irresistibile pizza all’acqua...

Maria Elena Aprea

Gli hotel in cui soggiornare e le Spa per trascorrere qualche giorno in totale relax, avvolti da un’atmosfera di gran lusso. Tra i meravigliosi dell’isola, senza dubbio il Punta Tragara per la vista impareggiabile. Lei è l’anima creativa e stilistica di Chantecler, il marchio di alta gioielleria che vanta una tradizione da settant’anni. Qual è l’ispirazione dietro ogni creazione? Le creazioni Chantecler sono da sempre protagoniste di una vita che divido con gli altri, mio figlio, i miei fratelli, le mie assistenti… Sono bagliori che hanno attraversato la mia storia, le lucciole della sera, il profumo dei fiori al mattino, sono frutto di un grande amore e certamente di una enorme fatica. Non ci sono regole, c’è solo vita! Tutto è ispirazione: un ardito accostamento di colori nell’abito di un passante può diventare l’abbinamento della pietra lavica e dei diamanti fancy in un anello, la disposizione dei ciottoli in un gradino che porta a una spiaggia può diventare il pavage di un pendente. E poi sempre Capri, con la sua bellezza, la mia primaria e inesauribile fonte di nutrimento! L’ultima collezione firmata Chantecler… In occasione dell’anniversario dei nostri settant’anni che cade quest’anno, abbiamo lanciato la collezione Anima 70 che celebra l’essenza del marchio, espressa attraverso i simboli iconici che hanno reso unica la nostra storia. La collezione rappresenta un incontro speciale tra i simboli che ci caratterizzano, come la Campanella, il Gallo, il Logo, il Corno e Joyful, che insieme racchiudono tutta l’ironia e la leggerezza del Puro Spirito di Capri e i colori iconici di Chantecler, del Mediterraneo e in particolare di Capri: corallo, turchese, kogolong e onice. Chantecler è un brand che in passato ha attirato celebrities del calibro di Jacqueline Kennedy, Audrey Hepburn, Greta Garbo e Stravos Niarkos. Qual è oggi la clientela affezionata di riferimento che acquista i vostri prodotti? “Celebrities”: per Chantecler tutte le persone che passano sono celebrities, anzi sono amici! Amici che lasciano un po’ di loro e prendono un po’ di noi, in un continuo rinnovarsi di energia positiva e di profonda emozioni. Il nostro negozio è da sempre un salotto, le clienti si raccontano e ci raccontano, e spontaneamente diventano le ambassador più autentiche del nostro stile unico e inconfondibile… 153


THE SMARTEST EVENTS Per gli amanti della letteratura contemporanea, dal 2006 Capri è palcoscenico dell’iniziativa LE CONVERSAZIONI ideata da Antonio Monda e Davide Azzolini, un elegante salotto letterario outdoor durante il quale il pubblico potrà assistere alla lettura di testi inediti da parte di talentuosi scrittori, nello scenario della meravigliosa piazzetta Tragara al tramontar del sole, tra dibattiti e interviste. L’edizione numero XII, che animerà l’isola nei due week end del 30 giugno-1-2 luglio e 7-8-9 luglio, sarà dedicata al tema delle Bugie/Lies. L’attesissima tappa caprese del Festival (l’ultima dopo Bogotà, New York e Roma) avrà come protagonisti importanti nomi del panorama statunitense. Da Adam Gopnik collaboratore dal 1986 del noto periodico americano The New Yorker e autore del libro Angels and Ages (2009) su Abraham Lincoln e Charles Darwin, a Elif Batuman autrice del romanzo di formazione (dal tedesco Bildungsroman) The Idiot (2017) incentrato su un giovane studente dell’Harvard University e Mary Karr, interprete di The Art of Memoir (2015). Fino a Ben Lerner professore d’inglese al Brooklyn College (i suoi romanzi sono stati definiti da The Guadian “rivoluzionari”), Karan Mahajan autore di The Association of Small Bombs sull’attentato terroristico a New Delhi (tra le dieci migliori pubblicazioni del 2016 negli Stati Uniti) e l’illustratore Brian Selznik vincitore di prestigiosi premi tra cui nel 2008 la medaglia Caldecott per La straordinaria invenzione di Hugo Cabret e Wonderstruck. Un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di fotografia è la IX edizione del Festival di fotografia con la mostra dal titolo “Capri: un’isola per la fotografia. La collezione ideale”, curata da Denis Curti, che sarà inaugurata alla Certosa di San Giacomo il 24 giugno, visibile fino al 23 luglio 2017. La exhibition, la prima di un ciclo sul tema del collezionismo della fotografia, che sarà accompagnata da una serie di talk con i protagonisti del settore, prevede un focus riflessivo sul concetto di collezionare, attraverso una raccolta tematica proposta dagli artisti stessi, con oltre 40 opere fotografiche raggruppate in cinque sottosezioni (diversità, speranza, evasione, intimità, solitudine), come in una sorta di collezione ideale. Seguirà poi una selezione dei lavori più importanti provenienti dai Collezionisti privati napoletani e una ricognizione all’interno delle fototeche pubbliche e private di Istituzioni, aziende e fondazioni campane. Tra gli artisti in esposizione Mario Giacomelli, Giovanni Gastel, Olivo Barbieri, Maria Vittoria Backhaus, Paolo Solari Bozzi, Raffaella Mariniello e Uliano Lucas. Sei opere inedite dell’artista Omar Galliani - maestro del disegno italiano, figura di spicco della scena artistica mondiale e attualmente docente di pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera - faranno da sfondo naturale ai suggestivi spazi di Villa Lysis, con la mostra “Ancora nuovi voli”, realizzata con il Patrocinio della Città di Capri e il Matronato della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee. Visitabile fino al 2 luglio in Via lo Capo, 12. Alla galleria Andrea Ingenito Contemporary Art, invece, va in scena la mostra “Murakami. Jap Pop in Capri”. In esposizione quaranta grafiche che raccontano il percorso creativo dell’artista contemporaneo giapponese Takashi Murakami, icona pop internazionale capace di ascoltare e dare voce alle subculture del Sol Levante. L’exhibition sarà visibile al pubblico dal 9 luglio al 31 agosto 2017 all’AICA, in via Le Botteghe al civico 56. 154

Nightlife in the azure isle È il locale simbolo assoluto delle movimentate notti capresi. Quel piccolo suggestivo covo che attrae qualsiasi personaggio si fermi irrinunciabilmente a soggiornare nell’isola azzurra, per un’esclusiva serata live all’insegna di un divertissement spensierato, tra tradizione e folklore napoletano. Da oltre vent’anni Guido Lembo, definito dalla gente del posto l’imperatore incontrastato dell’isola azzurra, coinvolge con l’ironia di sempre il suo amato parterre, il quale risponde a suon di tamburelli e danze sui tavoli, canticchiando gli indimenticabili classici seventies insieme alle più moderne hit internazionali. Tutto esageratamente condito da allegria, charme, entusiasmo e ospitalità, ingredienti che rendono la nightlife dell’isola all’ANEMA E CORE un’esperienza funny senza eguali. Con un pubblico diverso e affamato di svago. A questo va aggiunta una forte dose di improvvisazione creativa. Tanti gli eventi super che hanno padroneggiato la hot atmosfera della Taverna, che da questa stagione estiva vedrà sul palco la presenza fissa di Gianluigi Lembo. La news? Una cantina nuova di zecca, dove degustare del buon vino pregiato e una zona relax.

Nella pagina a fianco, i Faraglioni Sotto, la Taverna Anema e Core


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Vista sulla costiera sorrentina al Relais Blu

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ITALIAN SUMMER

HIGHLIGHTS IN COSTIERA Finest summer rendez-vous

ESCLUSIVI JAZZ SET DI CALIBRO INTERNAZIONALE, LUXURY RITUAL TREATMENT DI ULTIMA GENERAZIONE E LE RICERCATE PERFORMANCE DALLE TERRAZZE PANORAMICHE PIÙ FAMOSE. SPAZIANDO FRA LE PROPOSTE INSOLITE DI ISCHIA, POSITANO E SORRENTO. ECCO LE SORPRESE ESTIVE FRA I MIGLIORI CINQUE STELLE DELLA COSTIERA di AntonellaTereo

Per lasciarsi stupire, conquistare e trasportare nell’estate più esclusiva della Costiera, sono molte le novità. Spicca a Sorrento, sulla piazzetta glam su cui si affaccia, il noto GRAND HOTEL EXCELSIOR VITTORIA (Exvitt.it) che riscopre il gusto del venerdì. È questo l’appuntamento settimanale dedicato agli ospiti e quanti vorranno riservarsi un aperitivo durante il prestigioso momento musicale nello storico albergo. La panoramica e ricercatissima terrazza Vittoria dell’hotel sarà infatti teatro dell’Aperi-Jazz. Il mood dell’estate si ispira all’immaginazione, tema che ricalca un po’ tutta la programmazione estiva dell’hotel, come ci spiega il Ceo del cinque stelle Guido Fiorentino. «Abbiamo un programma molto ricco, ogni anno seguiamo un tema. Lo scorso anno era la Dolce Vita, quest’anno Imagine, legandolo alle esperienze che abbiniamo poi ai cocktail, o ai piatti al nostro ristorante o alla selezione di musica dal vivo che proponiamo. Dal piano bar alla musica classica gli artisti sono di provenienza internazionale. In più abbiamo un programma più sociale, a sostegno di alcune iniziative - continua Fiorentino - quest’anno collaboriamo con “Make a wish” la Onlus che assiste i bambini che sono malati terminali». E c’è spazio anche per l’arte nell’Excelsior Vittoria. «Noi immaginiamo l’albergo come un contenitore di cultura - continua Fiorentino - motivo per cui organizziamo mostre ed esposizioni, sia nel giardino che all’interno

dell’albergo, firmate da artisti italiani e internazionali. Per questi mesi estivi abbiamo le opere di Giacinto Bosco, scultore italiano di fama». Prestigiosa è poi l’offerta di eventi che si preannuncia anche per l’autunno, ma ancora in fase di lavorazione, grazie alla collaborazione con vari luxury brand del mondo jewellery. Torna il leitmotiv della musica spostandoci al RELAIS BLU (Relaisblu.com) di Massa Lubrense. Qui l’atteso evento è per il 13 luglio, quando sulla terrazza dell’iconico hotel, affacciata davanti all’isola di Capri, la serata a invito del cinque stelle vedrà una presenza di grande richiamo, quella di Henry Padovani, artista musicale e ex-bassista dei Police che, solo per alcuni ospiti come exclusive perfomance, caratterizzerà l’iniziativa Fly with a song ideata dal Relais Blu per l’estate 2017. Fra perle firmate non a caso SMALL LUXURY HOTELS OF THE WORLD (Slh.com) si apre in bellezza la stagione al SAN MONTANO RESORT & SPA (Sanmontano.com), la struttura sita a Lacco Ameno che - dall’alto e panoramico scorcio ischiano - domina non solo l’isola ma prevale sull’offerta di soggiorno più esclusiva con la sua struttura fresca di restyling. Proprio dopo la recente inaugurazione della SPA, in primo piano gli innovativi trattamenti, indicati in special modo per lui. 159


Vista panoramica sulla piscina del San Montano Resort & Spa, Ischia Sotto, la splendida Terrazza Bosquet del Grand Hotel Excelsior Vittoria

Il General Manager Maurizio Orlacchio rivela che «da giugno, in particolare per l’uomo, gli Ocean Blu Luxury Man treatments entreranno fra le eccellenze dell’hotel… » ovvero soluzioni beauty in cui saranno impiegate tecnologie all’avanguardia per un effetto anti-aging immediato. In particolare, grazie a radiofrequenza, microdermoabrasione dolce e nebulizzazione di ossigeno, il cinque stelle offrirà un nuovo intervento liftante oppure, sempre al viso, alla fitomelatonina, per un benessere pisco-fisico e dall’effetto immediato. Positano chiude il viaggio con un gioiello che, in costiera - ormai quella amalfitana - impreziosisce la sequenza di tappe da non perdere. Per i pochi selezionati ospiti del sofisticato VILLA FRANCA HOTEL (Villafrancahotel.it), altro cameo dei Small Luxury Hotels, la più esclusiva delle serate estive è senza dubbio quella del 15 agosto, come ci confessa la proprietaria Rosa Taddeo: «Per la serata organizziamo una cena esclusiva con un menù gourmet, creato appositamente per la serata dal nostro pluripremiato chef Vincenzo Esposito, il tutto a numero chiuso». Ancora top secret il menu dello special dinner per l’eccezionalità dell’iniziativa, giocata senza dubbio anche sul prestigio dell’illustre location. Ma in quell’occasione farà il resto anche il forte folklore locale: nella notte di ferragosto, la posizione panoramica cui gode il cinque stelle resta per gli ospiti del Villa Franca un privilegio unico per godere del sensazionale show pirotecnico sul mare, un’occasione da godersi nel luogo più emozionante quanto strategico di Positano. 160


ITALIAN SUMMER

L’ARTE CULINARIA DI GRAN CLASSE Il lusso stellare di una cucina mediterranea

QUANDO PASSIONE E QUALITÀ DETTANO L’ELEGANZA DEL CIBO. TRA TRADIZIONE, INNOVAZIONE, PROFESSIONALITÀ E RISPETTO DEI VALORI DEL TERRITORIO. IL DON ALFONSO 1890 RAPPRESENTA L’EMBLEMA DELLA HAUTE CUISINE DEL SUD ITALIA NONCHÉ UN’ECCELLENZA NEL PANORAMA INTERNAZIONALE DEL SETTORE. CON RISTORANTI IN NUOVA ZELANDA, CINA E MAROCCO. E DUE STELLE MICHELIN di Enrico Cammarota

Lo chef Ernesto Iaccarino

Una posizione privilegiata con una panoramica spettacolare sul Golfo di Napoli e di Salerno. Nel suggestivo scenario della Penisola Sorrentina, nella località di Sant’Agata sui due Golfi, nasce il Relais Chateau Don Alfonso, aperto nel 1890 all’interno di un palazzo partenopeo del XIX secolo, gestito dalla famiglia Iaccarino, Alfonso e Liva, insieme ai due figli Ernesto e Mario. Dedizione e passione, amore per la propria terra, forte identità mediterranea sono gli ingredienti che rendono speciale la storia di Don Alfonso. Con un focus su prodotti rigorosamente made in Italy e importanti aperture internazionali, dall’Helena Bay in Nuova Zelanda, al Mamounia di Marrakesh, fino al Gran Hotel Lisboa. Laureato in Economia e forte di un’esperienza manageriale nella capitale meneghina, Ernesto appartiene all’ultima generazione della dinastia degli Iaccarino e oggi è lo chef “stellato” del rinomato ristorante sulla costiera amalfitana. Giovane, dinamico, ambizioso. Nonostante la grande popolarità, dimostra di avere i piedi ben saldi a terra. Puntando alla tradizione e a un team affiatato e competente. Lo abbiamo incontrato alle Maldive e ha deciso di raccontarsi a Posh.

Figlio d’arte, una laurea in Economia e Commercio e la decisione di fare un’esperienza all’interno di una multinazionale a Milano. Perché questa scelta? Per una sfida con me stesso. Quando provieni da una famiglia di forte tradizione e sei molto giovane, è difficile cercare di capire quale sia la strada giusta da intraprendere. Fin dall’adolescenza le mie uniche priorità sono sempre state il cibo. Ho studiato all’Università Federico II di Napoli. Un percorso che mi ha trasmesso importanti valori. L’università napoletana dà priorità alla teoria più che alla pratica, così ho maturato la decisione di partire per Milano. In seguito a un’esperienza lontano dalla mia realtà, sono ritornato orgoglioso nella città di origine. E sono ormai 16 anni che mi dedico completamente a questa attività, precisamente dal ‘97. Le prime e più grandi soddisfazioni che hai avuto nel corso della carriera? Nonostante si tratti di un lavoro impegnativo, le soddisfazioni sono 161


veramente tante, in particolare grazie ai clienti. Quest’anno abbiamo vinto il prestigioso Travelers’ Choice in qualità di Best Italian Restaurant, un premio che coinvolge il pubblico di tutto il mondo. Da ottobre scorso ci occupiamo dell’organizzazione della cucina del lussuoso complesso alberghiero Helena Bay in Nuova Zelanda, di fronte all’Oceano Pacifico, nominato Best Luxury Hotel of the World e fondato dal magnate russo dell’acciaio Alexander Abramov. Abbiamo ristoranti anche in Marocco, al Mamounia di Marrakesh che si chiama L’Italien e in Cina, al Gran Hotel Lisboa di Macao. In ogni professione è fondamentale divertirsi e soprattutto lavorare con un team qualificato e competente. Come definiresti la tua cucina? Gli ingredienti base della cucina del Don Alfonso sono rigorosamente made in Italy. L’importante è la materia prima, usiamo in esclusivo prodotti locali, ad esempio le verdure provengono dall’azienda agricola biologica di proprietà della mia famiglia, “Le Peracciole”. Così come l’olio, che è di nostra produzione. A questo poi si aggiunge la tecnica, che è parte dell’istinto e di un’innata passione, oltre a un forte intuito. Insomma, un perfetto miscuglio di studio e cultura familiare. Il ristorante Don Alfonso è uno dei più rinomati della costiera amalfitana, apprezzato prima di tutto per conferire valore al territorio appartenente a una regione in cui sono ancora pochi gli chef stellati. Cosa ne pensi al riguardo? La Campania ha il privilegio di aver creato una solida identità culturale e di prodotto. Ma non è facile per tutti emergere, ci vuole fortuna. Credo che il grande merito dell’Italia risalga agli anni ‘80, quando è nata l’intuizione di dare vita a una cucina italiana creata con prodotti mediterranei. Il primo a dimostrare l’efficacia e i benefici dell’alimentazione della Dieta Mediterranea, dichiarata dall’Unesco “patrimonio orale e immateriale dell’umanità”, fu il suo inventore, lo scienziato statunitense Ancel Keys. E il popolo italiano è stato semplicemente bravo a cogliere l’importanza di tali risorse. Parlaci dell’associazione Jeunes Restaurateurs, di cui sei presidente. Jeunes Restaurateurs nasce in Francia nel 1973 con uno scopo ben preciso, quello di incentivare lo scambio di idee e di esperienze tra gli chef più innovativi. Attualmente ne fanno parte 16 Paesi e circa 360 membri. Dopo tre anni in cui sono stato in carica vicepresidente, ho ricevuto la proposta di diventare presidente, il primo italiano in quaranta anni dalla sua fondazione. Il concetto primario è dare vita a un’associazione di qualità caratterizzata da una carta valori che comprende tra i punti essenziali la tracciabilità degli ingredienti, il rispetto dell’identità culturale di ogni singolo Paese e l’evoluzione della cucina. Ecco le tre regole necessarie. L’ingrediente che usi di più e quello da evitare. Uso spesso l’olio extra vergine di oliva di nostra produzione. Quello che invece eviterei sempre è la capasanta. È diventata ormai un fenomeno mondiale, ma è per il 99% allevata. Un gusto che non soddisfa il mio palato. La ricetta che identifica il tuo territorio. Spaghetti e pesce azzurro. Quali sono gli chef che ti hanno stimolato maggiormente? Lo chef basco Martin Barasategui. Siamo amici da tempo. È di un’eccellente professionalità, maniacale, preciso, elegante e intelligente. E il cuoco britannico Heston Blumenthal, tra i principali rappresentanti della gastronomia molecolare, una cucina d’avanguardia e oggi di tendenza, che si è imposta a partire dagli anni ‘90. Alla fine ciò che conta è trasmettere emozioni. Sempre. 162

Cosa ne pensi dei programmi televisivi dedicati alla cucina? Ho avuto qualche offerta in passato, sono stato però costretto a declinare in vista di numerosi impegni. Avrei dovuto trascurare il Don Alfonso e non me la sono sentita. Non amo molto il modo di fare televisione oggi, vengono trasmessi programmi poco interessanti. Si dovrebbe realizzare un diverso racconto della cucina. Parliamo della famosa terza stella... che è stata tolta al vostro ristorante. Da un lato, siamo molto dispiaciuti di aver perso la terza stella, mentre dall’altro questo ci ha permesso di dedicarci ai tanti progetti all’estero. Risulta difficile gestire un rapporto famigliare con un fratello che lavora all’interno dello stesso ristorante, in cui inevitabilmente il protagonista resta lo chef ? Siamo un ristorante dove conta l’esperienza complessiva. Mia mamma è in sala, mentre mio padre gestisce il rapporto con la clientela. Poi c’è mio fratello che insieme agli altri ragazzi costituiscono un supporto indispensabile, dove ciascuno lavora per dare il massimo. L’intera famiglia è coinvolta nel progetto. Non siamo interessati allo Star System e penso che un grande cuoco debba avere alle spalle un servizio di alto livello. Al tuo matrimonio hanno preso parte i grandi pizzaioli di Napoli, come Sorbillo. In che modo riesci a mantenere un ottimo rapporto con tutti al di là della competizione? Riesco a mantenere un buon rapporto con tutti. Nonostante la popolarità, è indispensabile continuare a essere la stessa persona. Il successo non deve cambiarti, ma aiutarti a crescere e migliorare, conservando quell’umiltà che ti contraddistingue da sempre. Questa è la cosa più bella del mondo. Il prezioso insegnamento di tua madre e tuo padre. Sembra banale ma è il più importante: amare ciò che fai. E per me il cibo è una grande passione. Quali sono le cucine emergenti in questo momento? Considerando l’evoluzione di quella italiana, posso affermare che esisitono quattro grandi cucine al mondo: giapponese, cinese, indiana che considero una cucina identitaria e libanese... fino all’europea.


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ITALIAN SUMMER

PUGLIA LO CHARME DELLE MASSERIE Richiamo estivo irrinunciabile per chi ama la tranquillità di Enrico Cammarota

CAMPESTRI, LUSSUOSE, CHIC. ALTERNATIVA GLAMOUR ALLE SOLITE DESTINAZIONI PER TRASCORRERE INDIMENTICABILI GIORNATE COMPLETAMENTE IMMERSI NELLA NATURA, CIRCONDATI DA SCENARI IDILLIACI E LOCATION RICCHE DI STORIA, ARTE E CULTURA. DALLA MAGICA ATMOSFERA DI BORGO EGNAZIA AGLI ESCLUSIVI TRATTAMENTI DI THALASSOTERAPIA DELLA SPA DEL SAN DOMENICO, DALLA FILOSOFIA GREEN DI TENUTA MORENO AL NUOVO GIOIELLO DELLA FAMIGLIA MELPIGNANO. TUTTO MADE IN PUGLIA

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Immagine notturna dell’area SPA della Tenuta Moreno


La piscina Thalasso della Masseria San Domenico

MASSERIA SAN DOMENICO Un’oasi di serenità e benessere Situata lungo il litorale di Savelletri di Fasano, nel territorio ai confini tra Bari e Brindisi, la Masseria San Domenico è una delle torri di avvistamento del XV secolo, costruita negli anni 90, nel rispetto delle antiche forme e i materiali originali. Il ristorante “San Domenico”, ex frantoio del Settecento, propone vini italiani e internazionali e una cucina detossinante dove assaporare un’accurata scelta di piatti light. Per addentrarsi nell’antica tradizione marinara, la tappa è al ristorante sul mare La Nassa, in cui le ricette sono esaltate dalle mani dello chef Leonardo Di Biase. La prenotazione per la cena è riservata solo agli ospiti del gruppo San Domenico Hotels. Nello spazio wellness immerso nel verde della Spa e del Centro di talassoterapia della Masseria, si può prendere cura del proprio benessere sottoponendosi a trattamenti benefici a base di elementi naturali come l’olio di oliva extravergine e il gelsomino, o con prodotti provenienti

da aziende di alto livello quali Carita e Thelgo. Per finire con palestra, sauna e bagno turco, oltre a due campi da tennis per chi non riesce a far meno dello sport all’aria aperta. I golfisti potranno inoltre approfittare di super pacchetti, come il Play & Stay e Speciale Golf e Spa che include per lui 2 green fee 18 buche, per lei un massaggio e un trattamento viso, con sconti per entrambi sull’acquisto di pacchetti di talassoterapia. Spa-Thalassoterapia Fiore all’occhiello della Spa è il percorso di talassoterapia - scienza che utilizza le molteplici proprietà naturali e benefiche dell’acqua di mare che include trattamenti con alghe bollite e micropolverizzate per donare maggiore equilibrio al fisico e creare un effetto disintossicante, massaggi rilassanti con oli di estratti marini seguiti da docce calde o ancora getti d’acqua diretti su specifiche zone del corpo per aiutare la circolazione sanguigna. L’acqua di mare usata nel centro di talassoterapia della Masseria San Domenico viene prelevata a 400 metri di profondità, filtrata e resa totalmente purificata. 165


TENUTA MORENO MASSERIA&SPA L’ospitalità diventa modello... Un luogo magico nel cuore del Salento, contaminato da profumi e atmosfere mediterranee con quell’aspetto settecentesco che richiama alla memoria le architetture di una volta. È l’eccellente realtà nella quale sorge il complesso alberghiero - gestito da Pierangelo Argentieri - della Tenuta Moreno, a Mesagne, che insieme alle sue 86 camere crea un ambiente raffinato con referenze alla tradizione locale, come le ceramiche di Grottaglie. La Tenuta è basata su una filosofia che si muove verso uno stile di vita sostenibile, dal consumo dell’acqua, la riduzione dell’anidride carbonica, la raccolta differenziata e la limitazione di ingombri. Fino a un menu green proposto dai due ristoranti Aranceto e Sallentia. Il posto perfetto in cui rilassarsi con semplicità e nel rispetto dell’ambiente. Eco compatibile è anche la Spa Moreno, che immerge l’ospite in un’atmosfera onirica con un’esperienza multisensoriale unica, tra colori, musica e aromi intensi. Per ricreare quel fascino locale di odori e sensazioni. Qui è possibile abbandonarsi a trattamenti beauty indimenticabili, dall’approccio olistico basato sulla medicina tradizionale orientale ai massaggi con gli “shcantareddi” - piccoli sassi opportunamente riscaldati. Ma non è finita qua. Per rigenerarsi in vista della stagione primaverile, il pacchetto Viaggio dei Sensi - oltre al pernottamento, una cena e a un idropercorso benessere di 120 minuti - propone il rituale del sonno svolto con l’antico massaggio indonesiano Sea Malay e il massaggio Ayurveda. Punto forte della Masseria è infine il campo di fichi più ampio della Puglia, con oltre settanta varietà di alberi provenienti dalla Francia al Nord Africa e dal quale ha origine il famoso fico mandorlato di San Michele Salentino, che si ottiene attraverso una tecnica specifica consistente nell’essiccare i fichi al sole e aromatizzarli con scorza di limone e semi di finocchietto selvatico, insieme all’aggiunta di mandorle. DISCOVERING MESAGNE ... Il territorio diventa sistema Un vero patrimonio, quello multiforme e multisecolare di un luogo come Mesagne, centro storico della provincia di Brindisi. Oggi, in un progetto che mira alla sua riscoperta e che si configura nell’esperienza Puglia nel

Sotto, Tenuta Moreno Masseria & SPA Pierangelo Argentieri, promotore del progetto SUM di Mesagne

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suo complesso, spicca la nascita di un modello, il SUM - Sistema Urbano Museale, ideato, realizzato e promosso da Pierangelo Argentieri. Noto nel contesto locale per l’impegno profuso e come portavoce dell’associazione degli albergatori locali, Argentieri punta alla valorizzazione del patrimonio storico-architettonico di Mesagne come prioritario perché diventi parte della destinazione turistica. Un percorso che, in terre d’antica origine, riesce ad articolare un’offerta partendo dalla bellissima Piazza Orsini del Balzo, fra le più antiche di Mesagne, presto al centro di un sistema di fruizione dell’arte in cui entreranno a far parte altri gioielli dell’area, come il nuovo Museo di Arte Sacra, la chiesa settecentesca di Sant’Anna, la Terrazza di Palazzo Cavaliere, il Museo Archeologico e della Civiltà Messapica e senza dubbio il vicino Castello Normanno Svevo. Un progetto molto variegato che lo stesso promotore sottolinea nei suoi aspetti clou alla vigilia dell’alta stagione. Questo progetto nasce dopo la sua ampia esperienza nell’hôtellerie che valorizza un mix di aspetti legati al territorio. Sì. Mesagne è una destinazione che ha un grande potenziale. È un territorio conosciuto, che sta vivendo un periodo di elevata notorietà come tutta la Puglia del resto. Una destinazione che arricchisce l’offerta con esperienze tipiche per chi arriva. L’eccellenza è l’intera storia documentata e messa all’interno di un sistema che poi sono i singoli contenitori museali, con una collezione di arte sacra con una selezione di argenti del 700, con tutti i tessuti in seta delle vesti dei riti provenienti da tutto il mondo, persino della Cina. Un patrimonio di beni ed oggetti soprattutto sacri importanti. Anche la piazza Orsini del Balzo, fra le più belle di tutta la Puglia. E poi è un centro storico vivo, di esperienze, di uomini, di storie da raccontare. Non è un classico posto turistico ma un luogo autentico. Le sue strutture sposano questa filosofia? Tenuta Moreno Masseria & SPA e Masseria Malvindi rispondono a due esigenze di ospitalità. La seconda più intima e riservata di sole 20 camere e la prima di 86. Tenuta Moreno ha all’interno un impegno per la valorizzazione dell’identità pugliese: dalla SPA che utilizza oli e pietre locali, alla possibilità di un’esperienza nell’orto. Un progetto che integra tutto, fra storia, cultura e identità pugliese.


MASSERIA CIMINO Tra tradizione, storia e passione culinaria Con uno sguardo su vaste distese di campi e millenari uliveti, prende vita la Masseria Cimino, antica struttura del 700 costruita nel rispetto delle sue preziose origini e vicino ai resti dell’antica metropoli di Egnazia. Utensili, piante e ortaggi decorano le pareti, mentre le camere sono arricchite da caminetti in pietra dal sapore mediterraneo o da balconi con vista mare e direttamente sul campo da golf progettato da noti architetti del settore. Qui la cucina è vissuta con grande passione, tra le deliziose e attente creazioni di piatti tipici della tradizione pugliese, dalle orecchiette con cime di rape, pasta al forno, rollé di coniglio ai contorni di fave e cicorie. A disposizione degli ospiti biciclette per girovagare alla scoperta delle meraviglie del luogo e una piscina immersa nel verde, dove respirare la purezza dell’aria campestre. MASSERIA LE CARRUBE Un angolo di paradiso... in bianco Pensata allo scopo di coniugare benessere fisico e mentale, la Masseria Le Carrube è il nuovo gioiello della famiglia Melpignano. Rappresenta l’amore e il legame del gruppo “San Domenico Hotels” per la propria terra d’origine, riflettendo spazi ricchi di storia. Con una costruzione tipicamente pugliese a carattere collinare e l’imbiancatura a calce tipica della città bianca d’Ostuni, il cui centro dista solo 6 chilometri, la Masseria dispone di un ampio giardino, sale interne per eventi e banchetti, due piscine di cui una riscaldata e un frantoio con macina in pietra. Al ristorante “Le Carrube” si possono provare piatti vegetariani e vegani, con un’attenzione privilegiata a ingredienti biologici e a kilometri zero, di provenienza degli orti della Masseria o di produzioni locali, e che fanno parte di un menu variegato e stagionale. L’obiettivo è quello di unire una filosofia etica al buon gusto, interpretando le pietanze tradizionali in chiave moderna.

Nelle due foto sopra, Masseria Cimino e Masseria Le Carrube Sotto, Masseria San Francesco

MASSERIA SAN FRANCESCO Il fascino di una tradizione ricca di storia Una dimora antica il cui nome trae origine dall’omonima masseria San Francesco, originaria del 1500, situata nelle vicinanze. La struttura, legata alla storia del territorio di Fasano, dove sorge, dispone di uno splendido loft con veranda privata, appartamenti junior e deluxe e un vasto giardino, tra imponenti ulivi secolari e alberi di carrubo. Qui è possibile avventurarsi in percorsi alla scoperta delle meravigliose atmosfere che offre la natura pugliese, attraverso percorsi trecking, in bicicletta o con passeggiate a cavallo. Per una pausa gratificante per il palato si potrà deliziare della tradizione culinaria del posto. Piatti gustosi realizzati grazie alla cura e all’attenzione di esperte mani artigianali, riflettendo la cultura di una regione ricca di eccellenze. Con lo sguardo rivolto alle coste di Monopoli e Safari. Una location perfetta per vivere un’esperienza di pace e relax, totalmente immersi in ambienti confortevoli caratterizzati da un fascino senza eguali. 167


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Gli interni del concept store Malibù di Ostuni

I proprietari della boutique Malibù di Ostuni, Nicoletta e Peppino Suma

Alla scoperta della Puglia con Nicoletta e Peppino Suma

Irrefrenabili, curiosi, attenti, gentili. Peppino e Nicoletta, i proprietari del concept store Malibù di Ostuni, sono dei veri ricercatori. Da Milano a Parigi, passando per Londra o Anversa, hanno creato in Puglia uno stile unico, per un negozio che è andato oltre il classico concetto di shop. Dal brand d’avanguardia alla sartoria su misura è difficile entrare da Malibù e non trovare un capo che piaccia. Ma è la capacità unica di Peppino e Nicoletta di accogliere e rendere protagonista il cliente che racconta la capacità di ospitare di una regione silenziosa e profonda. A loro abbiamo chiesto un elenco dei luoghi imperdibili per un percorso Posh nella regione. La Puglia... tra le più affascinanti regioni d’Italia, dove si respira una piacevole brezza marina, contornata da suggestivi paesaggi. Ricca di boutique esclusive oltre a essere un punto di riferimento per lo shopping di lusso. Da cliente, quali ci può segnalare? La Puglia offre agli amanti dello shopping il meglio delle nuove tendenze nella moda. Tra gli store di maggiore rilievo consiglierei di fare un salto da Malibù (Ostuni), Malibù Monopoli (Ostuni), I cinque fiori (Adelfia), Dante 5 (Bari), Mimma Ninni (Bari), Maison Studio (Bisceglie), Nugnes (Trani), Suit (Lecce), Des Boutique (Altamura). Quali invece i ristoranti all’insegna dell’unicità e della qualità? I ristoranti top per eccellenza sono Bros (Lecce), Tuccino (Polignano), Puro (Polignano), Osteria Tempo Perso (Ostuni), Porta Nova (Ostuni), Casale Ferrovia (Carovigno), Creatività (Carovigno), Bella Italia (Cisternino) e Torretta del Pescatore (Monopoli). Mentre fra gli stellati Cielo (Ostuni), Pasha (Conversano), Già sotto l’arco (Carovigno), Umami (Andria), Al Fornello da Ricci (Ceglie Messapica), Bacco (Barletta) e Quintessenze (Trani). L’happy hour ideale per un lifestyle super di nicchia, dove sentirsi coccolati da un’atmosfera rilassante circondata da ambienti lussuosi. Il Riccardo Caffè a Ostuni è la location ideale per l’ora dell’aperitivo, ma

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preferisco anche la Pescheria Due Mari a Savelletri o il WHITE Beach a Torre Canne. Sono frequenti i ricchi turisti che decidono di trascorrere le proprie vacanze nella regione pugliese. Per un servizio impeccabile e completo… cosa potrebbero noleggiare? Sia barche di qualsiasi dimensione che elicotteri (salentohelicopters.it) Sei presente nella realtà pugliese con boutique che ospitano una grande selezione di marchi. Quali sono? Tra i brand presenti nelle nostre boutique ci sono Givenchy, Faith Connexion, Isabel Marant, Rick Owens, Paco Rabanne, Sergio Rossi, Dries Van Noten, Marni, Moncler, Stone Island, Mark Cross, J.W. Anderson, Isaia ecc… Avete un sito web dove è possibile fare acquisti online? Sì, certo. Su malibustore.it si possono acquistare i capi proposti in boutique. Si tratta di una clientela internazionale? I nostri clienti sono sia nazionali che internazionali. A quali fiere partecipate per aggiornarvi sui nuovi brand? Di solito andiamo a Pitti Firenze, White Milano, Tranoi Parigi e alla Fashion Week di Londra. Ma riusciamo a fare molta ricerca soprattutto tra Parigi e New York. Quali sono oggi i marchi di maggiore tendenza? Assolutamente Valentino, Vetements, Rick Owens, Fear of God, Givenchy, Yeezy Season, Faith Connexion, Gucci, Amiri e Off-White. (malibuostuni.com)


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ITALIAN SUMMER

PUGLIA BORGO EGNAZIA Unique Apulia tribute

L’AUTENTICITÀ E LA GRANDE OSPITALITÀ LOCALE INTERPRETATA DA UN PROGETTO ARCHITETTONICO FEDELE ALLA STORIA E ALLE TRADIZIONI DEL LUOGO, DOVE MARE E TERRA SONO PROTAGONISTI. ECCO COME L’OSPITE VIVE LA NOWHERELSE EXPERIENCE di Antonella Tereo

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Le storie più belle cominciano sempre da molto lontano. Quella di Borgo Egnazia ha radici forti e antiche.

Uno scrigno prezioso fra le terre tra Bari e Brindisi che Aldo Melpignano, custode lungimirante, originario di questi luoghi, ha voluto mantenere nel tempo, fondendo al suo vissuto l’expertise internazionale. Il tutto da quando la Masseria San Domenico, non distante dall’attuale Borgo Egnazia, era la residenza estiva della sua famiglia. Quella casa che prima ancora era un ex-fortino di guardia dei Cavalieri di Malta, divenuta poi ritiro discreto di religiosi, arriva a essere infine un’azienda agricola su una superficie di 200 ettari per la coltivazione d’ulivo, fino alla conversione in struttura dedita all’ospitalità.

Le sistemazioni del complesso variano, declinando le soluzioni in toni coloniali e manifatture artigianali (come l’uso dei lini grezzi) che non tradiscono mai il concept. Tutto si sviluppa su un corpo centrale con suite e camere, un borgo con casette tipiche e 29 ville con piscina privata

In questa pagina, sopra Aldo Melpignano, Managing Director di Borgo Egnazia e San Domenico Hotels, sotto un interno della lussuosissima Spa Nella pagina a fianco, uno scorcio di Borgo Egnazia

È cominciato da qui un vero cammino, coerente, fedele e appassionato. Alla prima masseria del complesso si aggiunge presto un’area golf con 18 buche, oggi San Domenico Golf, un progetto che sorge davanti al mare e che racchiude per questo motivo la sfida del vento e il fascino della brezza marina, in un’esperienza che conquista principianti e anche professionisti da subito. Disegnato dall’architetto Andy Haggar, il campo da golf aggiunge a ogni singola buca il privilegio di vedere sempre il mare. Proprio agli estremi dell’area, sempre nel cuore della macchia mediterranea, si affianca poi Masseria Cimino, di origine settecentesca, sempre in prossimità della costa - cosa rara per un masseria - e in chiccountry style. Poi, mentre a Chelsea nel 1998 sorge San Domenico House, boutique hotel di Londra con 17 camere, su altri 16,5 ettari la proprietà immagina una nuova realtà che sorge solo sei anni fa - dopo altrettanti anni di lavori - nei pressi delle altre masserie. È Borgo Egnazia, tappa di questo cammino che rafforza l’idea di less is more, in cui tutto parla di Puglia: dal senso di ospitalità al prodotto offerto, dal dettaglio d’arredo al rapporto con l’ospite, in una struttura cinque stelle che vuole essere un tributo alla stessa terra d’origine che per secoli ha dato raccolti e ricche tradizioni. Gli ospiti sono amici, in una cultura dell’ospitalità dove al concierge classico corrisponde un più autentico local adviser, ossia una squadra di giovani che introducono alla guest experience su misura e che hanno loro stessi un rapporto stretto con il territorio. Un supporto al tempo stesso ideale ma discreto, per un viaggio dolce nella cultura locale. Un approccio dedicato che segue il cliente, ossia colui che infine diventa parte stessa dell’esperienza. Ecco perché fondamentale è anche la figura della massaia, in luogo di una più generica housekeeper, un riferimento chiave - come nella masseria pugliese d’un tempo - per le attività e le attenzioni che gravitano attorno all’ospite: capace di assistere, provvedere, preparare con le proprie mani tutto il necessario, con l’esperienza genuina dei grandi ruoli tradizionali delle famiglie pugliesi. È un altro patrimonio locale che si condivide, anche con chi è solo di passaggio. Borgo Egnazia, aperto tutto l’anno, è esso stesso parte di un progetto architettonico che parla di Puglia e della sua storia millenaria, con un’analisi attenta, quasi filologica: dalla scelta del tufo locale alla profondità dei muri, dai cortili che intervallano gli ambienti agli arredi che li impreziosiscono, ricordando anche un’impronta del passato che nei secoli non ha lasciato questi luoghi né i dintorni (la città romana di Egnazia sorgeva poco distante e ci sono altre testimonianze antiche non lontano come Castel Del Monte, Alberobello o patrimoni dell’Unesco a dimostrarlo). Rituali e dettagli sono quelli dell’antica masseria, come la frutta secca all’ingresso, segno rispettoso e previdente dell’uso dei frutti della terra. In aggiunta agli orti della proprietà si ricercano solo produttori locali, lontano dalle mode ma in linea invece con il buon senso e la ricerca della genuinità delle tradizioni del posto. Oltre alle materie prime, anche il tocco in cucina - dal ristorante gourmet “Due Camini” alle proposte più vicine alla vecchia trattoria pugliese - è sempre motivo di attenzione.

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Lo chef stellato Andrea Ribaldone, affiancato dall’executive chef Domingo Schingaro, punta al recupero dell’eccellenza nelle ricette di una volta. Le sistemazioni del complesso variano, declinando le soluzioni in toni coloniali e manifatture artigianali (come l’uso dei lini grezzi) che non tradiscono mai il concept. Tutto si sviluppa su un corpo centrale con suite e camere, un borgo con casette tipiche e 29 ville con piscina privata Presenti le piscine, anche coperte, per coppie oppure dedicate alle famiglie. Novità del momento è il campo da paddle che si aggiunge all’attrezzatissimo gymnasium dove sono possibili percorsi di training personalizzabili. Nella SPA di 2000 mq. di Borgo Egnazia trova grande spazio la medicina olistica attraverso cui si pianifica su misura il benessere e la felicità dell’ospite - l’ultimo premio riconosciuto alla SPA è stato di recente il “Most Life Changing Experience” di Condè Nast Traveller UK - con la figura esperta e sensibile dello sciamano che accompagna percorsi da 2 a 7 giorni. Anche qui torna la Puglia, dal nome stesso Vair (in dialetto, vero) ai programmi ispirati alla musica taranta o all’utilizzo degli agrumi, dell’olio e di altri prodotti locali. Anche gli eventi nella Piazza centrale, dalla festa del pomodoro o dell’uva nel periodo della vendemmia, la cultura della pasta fatta in casa celebrano l’esperienza gastronomica pugliese per l’ospite, fino a portarlo all’esterno con esperienze tailored made che possano fargli condividere la realtà del territorio da protagonista, con esperienze esclusive all’interno delle grotte di Castellana, o le home restaurant experiences (vivendo l’ospitalità e la cucina di una famiglia della zona) fino alla visita dei pregiati cavalli murgesi della zona o all’ippoterapia. Un viaggio continuo che arricchisce l’ospite e che, per la proprietà, fa di Borgo Egnazia una sincera, forte, incessante dichiarazione d’amore alla propria terra.

Pino Brescia, Interior Designer per Borgo Egnazia

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Alla scoperta di Borgo Egnazia con Pino Brescia L’interior designer di uno degli alberghi più famosi al mondo NOTO PER AVER REALIZZATO BORGO EGNAZIA IN PUGLIA, PINO BRESCIA, ARCHITETTO E SCENOGRAFO FASANESE, OGGI SI CONSIDERA FELICE DI UN PERCORSO INIZIATO QUALCHE ANNO FA PER CASO. E HA IN CANTIERE NUOVI PROGETTI ALL’ESTERO di Enrico Cammarota

Pino Brescia ci ha creduto. Ama un design che riconsegni personalità, appartenenza al territorio e carattere al visitatore. Borgo Egnazia, il suo progetto più noto, è intriso di tutto ciò. Ha anima, odore, forza e quella pacatezza che solo le terre pugliesi riescono a dare. Straordinario nel raccontare con passione il suo piacere per non essere caduto nella vanità dell’apparire, sui social, quasi restio a quella vacua glorificazione ricercata da tutti oggi. Il suo sogno è diventato il primo Hotel del mondo, e quello che più si ammira è che gli ospiti tornano, tornano, tornano a Borgo Egnazia. Segno dei gemelli, gran viaggiatore, amante dell’India, amico di vecchia data della famiglia Melpignano da cui ha avuto fiducia e ha donato la sua passione e le sue idee. Sei diventato famoso in tutto il mondo per aver progettato il design di Masseria Cimino (primo progetto) e del lussuoso cinque stelle Borgo Egnazia. Uno stile ricercato ed elegante con una palette cromatica che spazia dal bianco alle nuance più neutre, insieme a un uso di materiali naturali. Qual è stata l’ispirazione dietro al progetto? In realtà non sono stato spinto da una forte ispirazione. Le architetture e gli arredi che ho utilizzato sono propriamente della cultura pugliese. Ho cercato di creare qualcosa che desse confort e ospitalità al cliente, ma che soprattutto lasciasse respirare l’aria del posto. Com’è iniziata l’avventura con la famiglia Melpignano? Ho conosciuto la famiglia Melpignano parecchi anni fa durante un evento a Roma organizzato da loro. Ero ancora studente e per mantenermi facevo il cameriere in un locale. In quell’occasione la signora Melpignano mi propose di collaborare. Creai una installazione utilizzando avanzi degli arredi di casa e altro… rimasero molto contenti. È stata un’opportunità particolare, inaspettata. Da lì poi una collaborazione durata nel tempo, fino a quando un bel giorno l’avvocato Melpignano mi commissionò la progettazione della masseria Cimino, che decisi di realizzare a modo mio. Di solito sono attento alla scelta stilistica e cerco di lavorare considerando sempre l’aspetto culturale e antropologico del territorio. Quali sono i pezzi di design all’interno del progetto di Borgo Egnazia che ancora oggi riescono a darti maggiore soddisfazione e piacere? La lampada in tufo, elemento semplice appeso a quattro fili, che rappresenta la forma del tufo, un blocco in pietra morbida calcarea che ho trasformato in una lampada appendendolo e scavandolo all’interno quasi come forma di ringraziamento, perché è proprio grazie a questo blocco di pietra che sono riuscito a edificare l’intera struttura. Il lampadario con le bottiglie che è divertente, sembra una cassa di bottiglie rovesciata al contrario. La lanterna piccola che veniva utilizzata un tempo a mano diventa invece gigante, quasi più di due metri. O ancora i pannelli in

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ferro con i fili di metallo che hanno all’interno simboli magici, esoterici o religiosi che venivano dipinti a calce sui trulli. È stato complicato trovare le maestranze locali per far realizzare i tuoi disegni? No, non è stato difficile perché in Puglia custodiamo una buona cultura dell’architettura. Ho avuto casomai qualche difficoltà per far realizzare i muri invecchiati, perché ho dovuto preparare gli operai a realizzare pareti imperfette. Cosa per loro impensabile. Quanto è importante, secondo te, il made in Italy ai giorni nostri? Siamo un Paese geniale, abbiamo insegnato tantissime cose a tutti, in particolare la qualità. Se avessimo una realtà politica straordinaria saremmo il Paese più ricco al mondo, un museo a cielo aperto. Ci sono posti in Italia ricchi di eccellenze artistiche e artigianali, siamo davvero un popolo di creativi, di gente che si appassiona a tutto ciò che fa. Il made in Italy è qualcosa di sublime e per noi un vero vanto. Ti emoziona quando definiscono Borgo Egnazia una delle strutture più belle al mondo? O ti sorprende? Mi rende felice. Quando mi è stato proposto di farlo non ci ho pensato un attimo. Nella vita bisogna cogliere le occasioni importanti che ti arrivano all’improvviso… come un fulmine.

Come si può mantenere oggi un’identità forte e riconoscibile che si sposi con la realtà contemporanea? In un’epoca soprattutto dove la tecnologia invade dirompente tutti i campi… È visivamente fondamentale coniugare la cultura del posto con un forte gusto personale e individuale. I designer che ammiri particolarmente? Uno dei miei architetti preferiti è Renzo Piano, una persona che riesce a sorprendermi perché capace di ingegnare spazi, forme e dimensioni del tutto differenti tra loro. L’ultimo libro che hai letto e che consiglieresti ai nostri lettori… Leggo molti libri di filosofia orientale, ma per il resto amo guardare film. Un testo bellissimo che ho letto ultimamente è di Osho, sul modo di rapportarsi con le altre persone. La tua vacanza fuori da Fasano… Amo distinguere due differenti modalità di viaggio: metropolitano e iperselvaggio o etnico. Tra le metropoli europee adoro Londra e Parigi. Se invece devo pensare all’estero, mi piace Shanghai e la zona del sud dell’India, come il Kerala. Che tipo di cucina ami? Le nostre locali, la pugliese e le etniche speziate. 175


ITALIAN SUMMER

MASSERIA TORRE COCCARO Mediterranean cocooning

LA BELLEZZA DI UNA TENUTA DEL XVI SECOLO, LA RICCHEZZA DI UNA TERRA ORGOGLIOSAMENTE AUTENTICA: IL SEGRETO DELL’ACCOGLIENZA AL TOP È FATTO DI DETTAGLI (ANCORA) ARTIGIANALI ED ESPERIENZE UNICHE SUL TERRITORIO

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A bordo piscina, area relax esterna alla Masseria Torre Coccaro

Un bianco e storico rifugio, nella più autentica campagna brindisina, raccoglie il meglio del patrimonio locale. Esprime quel suo eccezionale potenziale fatto di accoglienza, attenzione all’ospitalità e ai dettagli esclusivi, senza contare le esperienze che regala a ogni ospite, che parte e poi torna. Con questi preziosi e ricercati ingredienti, la ricetta di Torre Coccaro, con le sue 36 camere e suite, è capace di fondare sull’eccellenza le scelte che fanno dei suoi confini una destinazione di lussuoso relax. Non solo un centro benessere in una grotta naturale o ettari di uliveti secolari ma anche preziosi dettagli che rendono unica la masseria: lenzuola di lino tessute a mano, piazzette e cigar lounge, mobilia originale e tutta l’expertise dei suoi sommelier - solo per fare qualche esempio - sono un richiamo per i cultori che sanno scegliere la vera essenza di ogni viaggio. Ed è quello

su cui punta anche Vittorio Muolo, Direttore di Torre Coccaro, come ci rivela lui stesso. Ospitalità d’eccellenza e valorizzazione del territorio creano sempre un connubio di successo. Come Torre Coccaro ha applicato tale formula? La cultura pugliese e mediterranea ha sempre attirato il viaggiatore del Nord Europa da centinaia di anni, vedi il Grand Tour di Lord Byron. Bisogna evidenziare le eccellenze del territorio proprio nella masseria, con l’azienda agricola biologica e il ristorante che usano prodotti del territorio, con i nostri sommelier alla scoperta dei vini e degli oli pugliesi, nell’arredo che privilegia materiali naturali locali (la pietra, il legno, la calce), nei mobili

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Scorcio del lounge beach della Masseria Torre Coccaro

che hanno una storia antica, fatti da artigiani come i tessuti naturali quali lino, cotone e seta. Libri e film da tutto il mondo, la sala musica con un pianoforte e un bellissimo giradischi, con una collezione di vinili stupenda. Tutto questo aumenta la sensazione di benessere e di atmosfera di casa, per il relax dell’ospite. E poi esperienze al di fuori, quali gite in bici con degustazione di oli, mozzarelle, burrate, e poi, sul mare, ricci e carpacci di pesce fatti dai pescatori. La suite Aranceto in una grotta bianca e quella della Torre che forse meglio rappresenta la storia della masseria sono le offerte più esclusive e ambite. Ma cosa hanno in comune le due particolari soluzioni?

Provare un’esperienza indimenticabile e unica: una del Marchese, vecchio proprietario della masseria che viveva nell’antica torre e da lì guardava il mare e i suoi possedimenti. L’altra, la grotta naturale, è un’esperienza di immersione nella roccia e nella natura, con una sensazione di cocooning e pace incredibile seduti davanti al caminetto che crepita, oppure un bagno

nella piscina esterna riscaldata nell’antico aranceto del 1600. Quali sono le novità che vorrebbe introdurre in futuro?

Continuare a trovare sempre più esperienze “pugliesi” o mediterranee, ma comunque sempre speciali, che possano far ritornare il viaggiatore. Un location manager che già trova dei posti speciali per fotoshoot di moda e film che porti il cliente negli stessi posti e faccia rivivere le emozioni del grande schermo, guide che non siano “guide” ma architetti o storici o botanici appassionati nel loro lavoro e che possano trasmettere la stessa passione al viaggiatore. Per far partecipare sempre di più il viaggiatore a eventi speciali in Puglia - penso al Festival dell’Opera Lirica di Martina Franca, nel bellissimo chiostro del Palazzo Ducale, oppure con una compagnia di balletto nella bellissima Piazza della Masseria per un aperitivo al tramonto, circondati dalla bellezza della musica e del ballo. Il film “La grande bellezza” - che parlava di Roma - avrebbe dovuto far vedere la grande bellezza della Puglia. A.T.

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