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POSH

POSH EXCLUSIVE LIFE

N.

BIMESTRALE SETTEMBRE-OTTOBRE 7€ A € 11; B € 10; DK DKK 115; F € 10; D € 11; UK GBP 9,80; L € 10; N NOK 115; NL € 11; P € 10; E € 10; S SEK 130; CK CKF 13;

THE NEW EAU DE TOILETTE

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LUXURY TRAVEL

NEW YORK LAGO DI COMO

TURKS & CAICOS MIAMI

EXCLUSIVE

GAO DEKANG L’UOMO CHE CREÒ BOSIDENG

PROTAGONISTS

SILVIA VENTURINI FENDI QUENTIN TARANTINO

Margot Robbie STARRING

ARIANA GRANDE TESSA THOMPSON KYLIE JENNER TARON EGERTON DUA LIPA

7€

Unique Media srl – Bimestrale N–86 Settembre-Ottobre 15/09/19

ZENDAYA

No.

ANGELINA JOLIE

86

MIWA KOMATSU


genny.com


// COLOPHON

EDITORIAL DIRECTOR E N R I C O C A M M A R O TA ( E N R I C O . C A M M A R O TA @ U N I Q U E M E D I A . I T )

POSH EXCLUSIVE LIFE

EDITOR IN CHIEF LUISA MICALETTI (LUISA.MICALETTI@UNIQUEMEDIA.IT)

N.

86

COORDINAMENTO MARZIA CICCOLA

LIFESTYLE ALESSANDRO IACOLUCCI MARCO TORCASIO

DESIGN ANNA CASOTTI

TRAVEL

LUXURY TRAVEL

NEW YORK LAGO DI COMO

TURKS & CAICOS MIAMI

EXCLUSIVE

GAO DEKANG L’UOMO CHE CREÒ BOSIDENG

ANTONELLA TEREO

CONTRIBUTORS DANIELA FEDI, ALESSIO JACONA, GUIDO TORTORELLA, MAURIZIO BERTERA, CIRO CACCIOLA, ALFONSO RIZZO, FA B R I Z I O R I N V E R S I , ANGELINA LEPPER, Y U R I C ATA N I A , ANNA MARIA GIANO, FA U S T O C O L O M B O ( Z U R I G O ) , MICHELA DAPRETTO (LONDRA), A L E S S A N D R A FA N A R I ( PA R I G I ) , MANUELA LIETTI (PECHINO),

GRAPHIC DESIGN S T E FA N I A D I B E L L O

UNIQUE MEDIA-DIGITAL-EVENTS

VIALE SABOTINO 19/2 - 20135 MILANO TEL. 02 49540591 ADV@UNIQUEMEDIA.IT (ADVERTISING) POSH È UNA PUBBLICAZIONE BIMESTRALE DI UNIQUE MEDIA SRL S TA M PA A R T I G R A F I C H E B O C C I A S PA DISTRIBUZIONE S O . D I . P. “ A N G E L O P A T U Z Z I S P A ” VIA BETTOLA, 18 – 20092 CINISELLO BALSAMO POSH È DISTRIBUITO IN ITALIA E NEI SEGUENTI PAESI: AUSTRALIA, BELGIO, BRASILE, COREA DEL SUD, EMIRATI ARABI, FINLANDIA, GIAPPONE, GRAN BRETAGNA, HONG KONG, ISRAELE, LITUANIA, MALTA, OLANDA, PORTOGALLO, SINGAPORE, TAIWAN, UNGHERIA

Registrazione Tribunale di Milano n. 1 del 7/01/2003. ©Unique Media srl. Tutti i diritti riservati. Manoscritti e foto originali, anche se non pubblicati, non si restituiscono. vietata la riproduzione, seppur parziale, di testi e fotografie.

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POSH MAGAZINE

PROTAGONISTS

SILVIA VENTURINI FENDI QUENTIN TARANTINO

Margot Robbie STARRING

ARIANA GRANDE TESSA THOMPSON KYLIE JENNER TARON EGERTON DUA LIPA ZENDAYA ANGELINA JOLIE MIWA KOMATSU

000-000 PROVE-COVER-MARGOT-NEW.indd 135

10/09/19 17:40

Margot Robbie al Festival di Cannes COURTESY OF CHANEL Orecchini “Panache” in oro bianco e diamanti Chanel Joaillerie, abito: Chanel Haute Couture Chanel make up: Soin HYDRA BEAUTY Camellia Water Cream, Teint LES BEIGES EAU DE TEINT Médium, sur les pommettes DUO BRONZE ET LUMIÈRE Médium, LES BEIGES Stick Belle Mine Naturelle 21, sur les yeux Mascara LE VOLUME RÉVOLUTION DE CHANEL Noir, OMBRE PREMIÈRE GLOSS Lunaire, STYLO OMBRE ET CONTOUR Bleu Nuit, LES BEIGES Palette Regard Belle Mine Naturelle Light, sur les sourcils LE GEL SOURCILS Brun, sur les lèvres ROUGE COCO FLASH Immédiat. Margot Robbie è testimonial della nuova fragranza Gabrielle Essence di Chanel


disponibile su chanel.com

gabrielle. l’essenza di una donna.

la nuova eau de parfum

La Linea di CHANEL - Numero con addebito ripartito 840.000.210 (0,08â‚Ź al minuto).


// EDITOR’S LETTER

La forza di QUENTIN TARANTINO, l’energia provocante e ricca di talento di MARGOT ROBBIE. La passione e l’amore per le proprie tradizioni di un signore cinese che è diventano fra gli uomini più ricchi del pianeta lavorando la piuma e creando un impero di nome Bosideng, e poi… Il design da New York.

Luoghi che sono il piacere per gli occhi e per lo spirito come IL SERENO, LAGO DI COMO creato dal venezuelano Luis Contreras che dopo aver realizzato un’iconica residenza a St. Barth, volendo scegliere di portare la sua filosofia in Europa, ha deciso di realizzare in Italia un’opera unica chiamando solo i nostri artigiani, una designer come Patricia Urquiola e uno chef stellato e ambizioso come ANDREA BERTON.

Immergersi nei COMO hotels alle TURKS & CAICOS ISLAND o nell’energica Miami, sorseggiare vini in relais favolosi vivendo lì l’esperienza della vendemmia. Ammirare attraverso le parole di STEFANO DOMENICALI l’ultima LAMBORGHINI… magnifica, come gli orologi ultra lusso ma dall’animo rock, le auto elettriche, il beauty più esclusivo e la tecnologia più innovativa.

POSH è l’unica voce che racconta l’eccellenza con un ritmo spinto e un pizzico di glamour. Cosi come i nostri eventi in cui facciamo vivere storie di unica identità ai nostri esclusivi invitati.

POSH è sempre più “collectible”, da vivere e rivivere. Siamo sempre più internazionali, sempre più ammirati da chi cerca di innovare, daremo sempre più spazio alle voci “scandal” che turbano la monodia, ma ci aiutano ad evolvere… Se tutto questo non è per voi, allora non siete POSH.

“IL LUSSO È LA LIBERTÀ DI SPIRITO, L’INDIPENDENZA, IN BREVE IL POLITICAMENTE SCORRETTO“

- Karl Lagerfeld -

DI ENRICO CAMMAROTA

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POSH MAGAZINE


// CONTENTS

POSH #86

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EDITOR’S LETTER

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I MUST HAVE DELLA TECNOLOGIA

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LG SIGNATURE

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Sei nuovi prodotti all’insegna dell’efficienza e prestazioni d’uso senza precedenti NEW YORK DESIGN

Moxy Chelsea, una NY segreta e sofisticata nel Flower District di Manhattan PROTAGONISTS

POSH NEXT GENERATION

I nuovi leader 44

QUENTIN TARANTINO C’ERA UNA VOLTA UNA ROCKSTAR

L’attesissimo film è già un cult. Storie e aneddoti sulla pellicola che fa impazzire il mondo 50

INTERVIEW SILVIA VENTURINI FENDI

FASHION

La famiglia, la moda e il rapporto con Lagerfeld 56

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INTERVIEW BOSIDENG

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Mr. Dekang racconta i suoi piumini luxury 64

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POSH MAGAZINE

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NEW OPENING

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MUSE

Acqua di Parma e il nuovo store di Milano

MODA & CINEMA

I progetti a sostegno della cultura firmati Fragiacomo MIWA KOMATSU

L’artista dietro la performance

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URBAN GIRL

A new fashion story

BEAUTY

MOVIE

In arrivo il nuovo docufilm sulla vita di Luchino Visconti

EASY CHIC

A new fashion story

Le nuove icone si fanno portavoce di messaggi che rompono gli schemi


time is love

the leading retailer for watch lovers boutique rolex via montenapoleone 24, milano

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boutique vacheron constantin via verri 9, milan0

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+39 02 76 20 81


// CONTENTS

POSH #86

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INTERVIEW

Amandine Pallez racconta la nuova creazione firmata Bvlgari SKINCARE

Tradizione e innovazione. I prodotti ultra performanti

TRAVEL 116

IL SERENO, LAGO DI COMO

Intervista a Luis Contreras 124

CARAIBI

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MIAMI

130

Como Parrot Cay, Turks & Caicos Islands. Il lusso sussurrato unito ai colori del mondo caraibico

COMO Metropolitan Miami Beach nella frizzante energia della main city della Florida, chic & vibrant SWEET ECSAPE

Experiences e trattamenti benessere all’interno di sofisticati vineyards

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ELECTIRC TOUCH

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SUPER CARS

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ROCK WATCH

Il futuro dell’auto elettrica

Land Rover, Audi e Mercedes. Le nuove top di gamma.

Il ritmo di Elvis al polso 164

PHILIPPE LÉVEILLÉ

Intervista allo chef bistellato 134

138

GOURMAND

Il nostro itinerario nelle eccellenze del gusto REPUBBLICA DOMINICANA

LAMBORGHINI

Intervista a Stefano Domenicali

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POSH MAGAZINE

YACHT

In arrivo il nuovo 48 WALLYTENDER

PROPERTY

Luxury resort

THE CLUB MEN 142

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EXCLUSIVE SALES


ABEILLE ROYALE

Per più di 10 anni, la ricerca Guerlain ha dimostrato scientificamente l’efficacia dei prodotti delle api. Un mix di diverse varietà di miele e una Pappa Reale esclusiva sono al cuore della nuova tecnologia BlackBee Repair, grazie alla quale Creme Giorno e Notte migliorano la capacità della pelle di autoripararsi. La Crema Giorno è oggi anche in una versione ricca e una opacizzante, adatta a tutti i tipi di pelle, anche sensibili. Le rughe sono visibilmente ridotte: -20%

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La pelle è più luminosa: +105%

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// MUST HAVE

OPPO RENO 5G, LO SMARTPHONE PRONTO PER IL FUTURO

Mentre tutti parlano di reti mobili di nuova generazione, il colosso cinese OPPO porta in Italia con TIM il Reno 5G, versione con connessione mobile ultraveloce del suo top di gamma Reno 10X. Bello e potente, ha un display OLED da 6,6 pollici FHD+ che è privo di notch grazie alla “pinna” mobile con cui appare e scompare la fotocamera frontale da 16MP. Completano la dotazione il chipset Snapdragon 855 con 8GB di RAM e 256 GB per l’archiviazione, la batteria da 4065 mAh e la tripla-camera posteriore con zoom 10X. Il prezzo è di 899 euro.

HIGH END TECHNOLOGY

SISTEMI AUDIO DI ALTISSIMA QUALITÀ DA ASCOLTARE A CASA O IN MOVIMENTO, REALTÀ VIRTUALE SEMPRE PIÙ IMMERSIVA E UNO SMARTPHONE 5G PER COLLEGARSI ALLE RETI DI NUOVA GENERAZIONE. E POI, ANCORA, FOTOCAMERE TOP DI GAMMA PER FERMARE IL TEMPO CON LO SCATTO PERFETTO E UN PC MULTI-PURPOSE DI ALESSIO JACONA

BEOPLAY E8 MOTION, AURICOLARI WIRELESS SENZA COMPROMESSI

Le parole d’ordine sono stile, qualità e leggerezza. Il risultato è una coppia di auricolari senza compromessi, i Bang & Olufsen Beoplay E8 Motion, che si distinguono fin dal primo sguardo grazie al nuovo colore Graphite. Dotati di una custodia di ricarica in cuoio e alluminio, possono essere gestite tramite interfaccia touch oppure tramite app. L’autonomia di riproduzione è pari a circa 4 ore. Il suono è all’altezza della qualità Bang & Olufsen, così come lo è il prezzo: 350 EURO.

LEXICON SL-1, IL SUONO PERFETTO A 360 GRADI

Le Lexicon SL-1 sono il sistema wireless all-in-one capace di diffondere musica a 360 gradi e configurabile utilizzando una semplice app. Incarnano il meglio della tecnologia del marchio americano di proprietà di Harman e sono una gioia per l’udito. Ogni torre incorpora un subwoofer da 10 pollici, quattro woofer da 5,25 pollici, addirittura 16 driver midrange da 2 pollici e, infine dodici tweeter da tre quarti di pollice. Ben 1300 watt di suono travolgente. Costo: 43.000 Euro.

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// MUST HAVE

LEICA DRIFTER M MONOCHROM

Quando la qualità di Leica e la creatività di Lenny Kravitz si incontrano, nasce la Drifter M Monochrom (Typ 246). Disponibile in soli 125 pezzi, la fotocamera ripensata dall’artista ha il corpo smaltato color marrone seppia ed è rivestita da ecopelle pitonata, mentre slitta, ghiera pulsante di scatto sono in ottone. Nel set sono inclusi gli obiettivi Leica Summicron-M 28 f/2 ASPH e Summicron-M 75 f/2 ASPH, la borsa The Drifter Traveller e altri accessori. Ogni singolo set costa 23.300 euro.

Ph. Alessio Jacona

BOSE FRAMES, GLI OCCHIALI DA SOLE CON AUDIO INCORPORATO

Sembrano occhiali da sole, ma in realtà integrano la funzionalità delle cuffie wireless. Sono i Bose Frames, disponibili in due versioni: una squadrata, chiamata Alto, ed una leggermente più piccola, detta Rondo. Nella parte interna di ogni asta degli occhiali c’è una sottile confezione acustica che produce suono udibile solo dall’utente. Per il controllo tattile e vocale, all’altezza della tempia destra sono incorporati un microfono ultrasottile e un pulsante multifunzione. La batteria garantisce fino a 3,5 ore di riproduzione e fino a 12 ore in standby, per ricaricarsi completamente in meno di due ore. Il prezzo è di 229,95 euro.

SONY A7R IV, LA REGINA DEI MEGAPIXEL

Per descrivere la nuovissima Sony A7R IV basta il numero 61: tanti sono i megapixel del sensore a pieno formato retroilluminato che la casa nipponica ha messo nella sua compatta destinata a professionisti e prosumer. Gli altri punti di forza sono il processore d’immagine Bionz X, che consente di scattare 10 fotogrammi al secondo a pieno formato, l’autofocus con 567 punti AF a rilevamento di fase e 425 a rilevamento di contrasto, la possibilità di girare video in 4k e, infine, la scocca in magnesio con trattamento antipolvere e antiumidità, che fa della A7R IV la compagna ideale di ogni viaggio. Costo: 4.000 euro per il solo corpo macchina.

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ONLY FOR TECHNOLOGY LOVERS

SURFACE LAPTOP 2, IL PORTATILE SECONDO MICROSOFT

Il Microsoft Surface Laptop 2, nuovissimo portatile Windows 10, è perfetto per lo studio, l’intrattenimento e il lavoro in mobilità. Comodo da usare grazie al rivestimento in alcantara (impermeabile e lavabile) posizionato intorno al trackpad, è anche molto leggero da trasportare (1,3 Kg). Una volta aperto, il pc sfoggia uno schermo touch da 13,5 pollici con risoluzione 2256 x 1504 pixel, mentre sotto il “cofano” girano i nuovi processori Intel di ottava generazione Core i5 e Core i7, abbinati alle GPU Intel UHD Graphics 620, con 8 o 16 GB di memoria RAM e SSD da 128 GB a 1 TB. Prezzo a partire da 1.499 Euro.


// MUST HAVE

IN SIGNATURE WE TRUST

L’ARTE ISPIRATA ALL’ESSENZA. IL NUOVO CAPITOLO DELLA CASA INTELLIGENTE FIRMATO LG SIGNATURE PER UNA MIGLIORE QUALITÀ DELLA VITA

L’abitazione dei desideri e il suo più alto livello di prestazioni, stile e design ha 6 nuovi elementi che lasciano emergere la magnificenza della tecnologia avanzata per un’esperienza d’uso senza precedenti perché, in fondo, “senza piacere non vi è vita”. OLED TV R, Frigorifero Multidoor InstaView™, Lavasciuga TWINWashTM, Purificatore d’aria, asciugatrice e la cantinetta per i vini. Elettrodomestici creati per chi ama scegliere e sviluppati secondo la filosofia “THE ART OF ESSENCE”: rifuggendo dall’ordinario ricercano l’essenza. Vanno dritti al cuore di un nuovo stile di vita, rendendo il tempo trascorso in casa ancora più piacevole e prezioso. È la “R” del nuovo LG SIGNATURE OLED TV R ad introdurci nella rivoluzione dell’home entertainment. In grado di srotolarsi e arrotolarsi al semplice tocco di un pulsante, libera gli utenti dai limiti dei muri. Offre tre diverse opzioni di visualizzazione - Full View, Line View e Zero View e sfruttando le potenzialità dell’Artificial Intelligence svolge attività con Google Assistant, Amazon Alexa, Apple AirPlay 2 e HomeKit. Della Signature fanno parte il moderno, intuitivo e rivoluzionario frigorifero dotato della tecnologia Door in DoorTM arricchito da InstaView™, con soli due tocchi la superficie opaca del frigo diventa trasparente consentendo di guardare gli ingredienti utili alla preparazione dei piatti senza doverlo aprire. Grazie al sistema Auto Open Door, basta un semplice movimento del piede sul sensore posto sotto l’anta per aprire la porta senza l’uso delle mani. LG Signature consente di risparmiare tempo e quindi dedicarsi di più a se stessi, come? Per esempio con la lavasciuga TWINWash™ in grado di lavare due bucati contemporaneamente, dosa in autonomia detergente e ammorbidente, assicurando affidabilità, silenziosità e la migliore efficienza energetica. Se invece l’esigenza fosse il solo sistema di asciugatura domestico LG Signature ne propone una completata dall’avanzato sistema di pulizia automatica... A questo punto non resta che mettersi comodi sul sofà, stappare una delle 65 bottiglie di vino custodite nell’elegante cantinetta dotata di Multi Temperature Controlcon e riconoscimento vocale, accendere il black filter PM1 per purificare aria e atmosfera in casa, e godersi il meritato benessere.

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NELLA FOTO IN ALTO LG SIGNATURE OLED TV R. SOTTO, L’ INSTALLAZIONE “INFINITY” DI LG SIGNATURE REALIZZATA CON STUDIO FUKSAS IN OCCASIONE DI IFA 2019. IN BASSO, OLED TV R


// DESIGN

NELLA FOTO SOTTO, THE FLEUR ROOM MOXY CHELSEA ROCKWELL GROUP PHOTO ©MICHAEL KLEINBERG

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UNA

NEW YORK SEGRETA

E SOFISTICATA

SORGE NEL

VIVACE FLOWER DISTRICT DI MANHATTAN LA SECRET OASI DEL MOXY CHELSEA,

IMMAGINATA DA ROCKWELL GROUP. ISPIRATI ALL’UNIVERSO BOTANICO E ALLE RAFFINATE CAFFETTERIE DEI PRIMI DEL NOVECENTO INAUGURATE A MILANO E

A ROMA, IL RISTORANTE FEROCE E IL VERTIGINOSO ROOFTOP BAR DELL’HOTEL RIVELANO UNA DIMENSIONE INASPETTATA DI NEW YORK…

DI ANNA CASOTTI

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// DESIGN

VIAGGIATORE CONTEMPORANEO O AL SOFISTICATO NEW YORKER ALLA RICERCA DI UN’OASI UN CONNUBIO CREATIVO DEDICATO AL

ESCLUSIVA, ESPERENZIALE E INASPETTATA.

NELLA FOTO SOTTO, FEROCE RESTAURANT MOXY CHELSEA ROCKWELL GROUP PHOTO ©MICHAEL KLEINBERG

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Nascosto nel fermento dello storico quartiere dei fiori di New York, nel cuore di Manhattan, un incantevole giardino contemporaneo verticale avvolge le amenities esclusive che definiscono la squisita eleganza del Moxy Chelsea. Immaginati da uno degli studi più acclamati - Rockwell Group guidato dal pluripremiato architetto David Rockwell - il ristorante italiano Feroce, una dinamica lounge e la Fleur Room concepita sul rooftop e immersa in un panorama emozionante, svelano la loro ispirazione botanica interpretata attraverso la traslitterazione moderna del romanzo “The Secret Garden” della scrittrice britannica Frances Hodgson Burnett e della magnificienza di Villa Necchi Campiglio a Milano.

NELLA FOTO IN ALTO, FEROCE BAR MOXY CHELSEA ROCKWELL GROUP PHOTO ©MICHAEL KLEINBERG

A SECRET AND SOPHISTICATED NEW YORK

The secret oasis of the Moxy Chelsea, conceived by Rockwell Group, is located in the vibrant Flower District of Manhattan Inspired by the botanical universe and the refined cafes of the early Twentieth century inaugurated in Milan and Rome, the restaurant Feroce and the vertiginous rooftop bar of the Moxy Chelsea hotel reveal an unexpected dimension of New York ... Hidden from the excitement of the historic Flower District of New York, in the heart of Manhattan, a charming contemporary vertical garden surrounds the exclusive amenities that define the exquisite elegance of the Moxy Chelsea. Imagined by one of the most acclaimed studios – the Rockwell Group led by award-winning architect David Rockwell – the Italian restaurant Feroce, a dynamic lounge, and the Fleur Room designed on the rooftop and immersed in an exciting landscape, reveal their botanical inspiration interpreted through the modern transliteration of the novel “The Secret Garden” by British writer Frances Hodgson Burnett and the magnificence of Villa Necchi Campiglio in Milan. A creative union dedicated to the contemporary traveller or the sophisticated New Yorker in search of an exclusive, experiential and unexpected oasis. A series of rooms characterized by refined details articulate the ambience of the Feroce restaurant, inaugurated on the ground floor of the hotel, with its bar and its Italian-style café: among a vast collection of candies, bottles for the aperitif, traditional Italian culture digesters, Venetian plaster on the walls, mosaic floors,

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// DESIGN

FEROCE BAR, MOXY CHELSEA ROCKWELL GROUP PHOTO ©MICHAEL KLEINBERG

UNA SERIE DI STANZE CARATTERIZZATE DA DETTAGLI

RICERCATI SCANDISCONO L’AMBIENCE DEL RISTORANTE FEROCE, INAUGURATO AL PIANO TERRA DELL’HOTEL, CON IL SUO BAR E LA SUA CAFFETTERIA “ALL’ITALIANA”. Tra una vasta collezione di caramelle, bottiglie per l’aperitivo, digestivi tradizionali dell’italian culture, l’intonaco veneziano alle pareti, i pavimenti in mosaico, i soffitti con volte a botte, le cromie accese, i lampadari dalle forme geometriche accentuate e un cortile all’aperto sono una reminiscenza dei raffinati locali milanesi e romani inaugurati nei primi del Novecento. Reminiscenze che si svelano anche nei manifesti vintage dei classici liquori italiani stemperati sulle pareti del privé del ristorante, decostruiti su larga scala con specchi antichi. Un’atmosfera vintage che si respira anche al secondo piano, all’interno della Moxy Lounge, uno spazio dinamico e coreografico in cui si aprono il Winter Garden, spazi di lavoro, una sala relax costellata da arredi sofisticati, opere d’arte, caricature umoristiche... Ma è il Rooftop Bar che sorprende per i suoi panorami incantevoli sullo skyline di New York e sull’imponenza del suo simbolo, l’Empire State Building. La Fleur Room al 35mo piano, caratterizzata da elementi totemici bronzei, è un’autentica magia scandita da una vivace tavolozza di materiali e cromie: dal cemento grezzo alle finestre in stile industriale, dal bronzo lucidato agli elementi scultorei in resina con fiori incastonati, ogni dettaglio è ispirato al contesto del Flower District in cui sorge l’hotel. In un susseguirsi di elementi ricercati che trasformano il Moxy Chelsea in un vertical garden dall’allure immaginifica, in cui vivere Manhattan come un’oasi green.

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barrel-vaulted ceilings, bright colours, chandeliers with accentuated geometric shapes and an open-air courtyard are reminiscent of Milanese and Romans refined venues inaugurated in the early Twentieth century. Reminiscences that are also revealed in the vintage posters of classic Italian liqueurs diluted on the walls of the restaurant’s privé, deconstructed on a large scale with antique mirrors. A vintage atmosphere that reigns even on the second floor, inside the Moxy Lounge, a dynamic and choreographic space in which the Winter Garden, work spaces, a relaxation room dotted with sophisticated furnishings, works of art and humorous caricatures open... But it is the Rooftop Bar that surprises for its enchanting views of the New York skyline and the grandeur of its symbol, the Empire State Building. The Fleur Room on the 35th floor, characterized by bronze totemic elements, is an authentic magic punctuated by a lively palette of materials and colours: from the raw concrete to the industrial style windows, from polished bronze to the sculptural elements in resin with embedded flowers, each detail is inspired by the context of the Flower District where the hotel is located. In a succession of refined elements that transform the Moxy Chelsea into a vertical garden with an imaginative allure, in which to experience Manhattan as a green oasis.

Moxy Chelsea 105 W 28th St – New York www.marriott.com


I N T R O D U C I N G VA N I G L I A

BOUTIQUE E BARBERIA | VIA GESÙ, 1 20121 MILANO | PIAZZA DI SPAGNA, 27 00187 ROMA ACQUADIPARMA.COM


LUXURY


P.36 PROTAGONISTS La nuova generazione di leader: Ariana Grande, Kylie Jenner, Tessa Thompson, Taron Egerton

P.44 BEST MOVIES

“C’era una volta a... Hollywood”

P.50 SILVIA VE NTURINI FE NDI Racconta: la famiglia, la moda e il rapporto con Lagerfeld

LEISURE

P.56 BOSIDENG

Gao Dekang il magnate dei piumini luxury

P.64 CINEMA

In arrivo “Gli angeli nascosti di Luchino Visconti”

P.68 EVENT

Fragiacomo a Venezia 76

P.70 MIWA KOMATSU

Il potere della performance. L’intervista all’artista giapponese

P.74 DANIEL LISMORE

L’artista britannico racconta il nuovo eccentrico progetto espositivo ispirato a Oscar Wilde

THE FLEUR ROOM, MOXY CHELSEA ROCKWELL GROUP PHOTO ©MICHAEL KLEINBERG


// PROTAGONIST

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POSH NEXT GENERATION

INSPIRING ICON

PORTATORI SANI DI TALENTO, INSIEME ALLA LORO ARTE AFFRONTANO TEMATICHE CHE INTERESSANO IL PUBBLICO GIOVANE MOLTO PIÙ DI QUANTO PENSIAMO. VI PRESENTIAMO I FUTURI LEADER CHE DALLA MODA, AL CINEMA, PASSANDO PER ATTIVISMO E BUSINESS, STANNO CONQUISTANDO UN POSTO DI RILIEVO NEL MONDO DI ALESSANDRO IACOLUCCI

A FASHION MODERN MUSE

ARIANA GRANDE “SONO ORGOGLIOSA DI LAVORARE CON GIVENCHY CHE FA SENTIRE LE PERSONE PER QUELLE CHE SONO, SENZA DOVERSI SCUSARE PER QUELLO CHE GLI ALTRI VORREBBERO CHE FOSSERO”.

Ariana Grande non è solo la voce di una generazione e una delle personalità più influenti nella cultura pop di oggi, cantante, cantautrice e vincitrice di un Grammy, ma è anche la persona che secondo la direttrice creativa di GIVENCHY incarna perfettamente lo spirito del marchio con impertinenza, generosità e umorismo, con un giusto tocco di mistero. La moda imposta da Hubert de Givenchy ha saputo conquistare perché innovativa. Un uomo lungimirante e sofisticato che ha catturato l’attenzione di regnanti e star, famoso per aver creato il mito di AUDREY HEPBURN. Un marchio per cui i valori non sono mai cambiati e che oggi, tramite Clare Waight Keller (Givenchy creative director), lascia entrare una musa moderna. Una giovane donna del ’93 con origini italiane, di Campobasso

esattamente, nata e cresciuta in Florida. Da sempre appassiona al canto, alla recitazione, all’intrattenimento  e al  ballo, debutta ufficialmente nel mondo della musica nel 2013 con il singolo “YOURS TRULY” diventando subito un fenomeno virale. Ariana Grande, coraggiosa, ha dato prova di grande nobiltà quando, dopo il vile attentato terroristico del 22 maggio 2017 alla fine del suo concerto alla Manchester Arena, è tornata sullo stesso palco insieme a tanti ospiti internazionali per il One Love Concert, voluto da lei e organizzato per raccogliere fondi in favore delle famiglie delle vittime dell’attentato, in maggioranza bambini e teenager.

NELLA FOTO A SINISTRA, ARIANA GRANDE DOCUMENTED BY CRAIG MCDEAN GIVENCHY.COM

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// PROTAGONIST

CARISMATICA, BRILLANTE UNA GIOVANE DONNA E MAMMA SULLA CRESTA DELL’ONDA DAI TEMPI DI “KEEPING UP WITH THE KARDASHIAN”, CON UNA GRANDE INFLUENZA SUL PUBBLICO CHE LA SEGUE, MA ANCHE GRANDE POTERE ECONOMICO.

CUTTING EDGE WOMAN

KYLIE JENNER Dopo aver conquistato fama e notorietà grazie alla celebre serie di E! Entertainment, ideato dalla madre e manager Kris Jenner ed essere stata immortalata da DAVID LACHAPELLE per l’opera fotografica “Black Friday At Mall Of The Apocalypse”, a soli 21 anni la giovane del “clan” Kardashian conquista la copertina di Forbes e l’ingresso nella classifica degli otto Under 30 del 2019 come “the world’s yougest self-made billionaire ever”, ossia i giovani miliardari che da soli hanno costruito il loro impero. Per Kylie Jenner la fortunata intuizione è stata il lancio del brand di makeup KYLIE COSMETICS BY KYLIE JENNER, che in soli tre anni ha spopolato nel mondo per l’idea innovativa “LIP KIT”, un liquid lipstick e un lip liner riuniti in un solo prodotto che hanno permesso di creare dei lineamenti inediti in ambito makeup. Uno degli ultimi progetti arrivati in Italia è la linea Kylie Skin con prodotti dedicati alla cura della pelle.

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// PROTAGONIST

PER LA PRIMA VOLTA NELLA SUA CARRIERA ELTON JOHN HA OSPITATO UN GIOVANE ARTISTA SUL SUO PALCO. LO HA FATTO A HOVE, NEL REGNO UNITO, DUETTANDO CON TARON EGERTON, IL PROTAGONISTA DI “ROCKETMAN” IL BIOPIC ISPIRATO ALLA SUA VITA, NELL’ULTIMO FAREWELL YELLOW BRICK ROAD TOUR, DOVE I DUE HANNO CANTATO “YOUR SONG”.

A S TA R I S B O R N ?

TARON EGERTON “Grazie per aver calcato il palco con me stasera. Abbiamo condiviso molti momenti durante le riprese e la promozione di ROCKETMAN, e cantare Your Song insieme è uno di quelli che ricorderò per sempre”, ha scritto Elton John su Twitter. Per cui il giovane Egerton qualcosa di buono deve averlo fatto davvero. La recitazione dicono gli esperti sia buona e la voce del resto c’è sempre stata, Egerton aveva infatti già dato prova delle sue doti canore prestandosi per il cartoon Sing. Rocketman ha incassato quasi 160 MILIONI DI DOLLARI nel mondo e Taron si è guadagnato la nomina della stampa come “l’artista che stavamo aspettando”. Il fatto che la pellcola sia stata in gara per la Queer Palm, il premio LGBT istituito dal Franck Finance-Madureira per i film in concorso al Festival di Cannes, sottolinea l’aspetto inclusivo e sociale del film e dei protagonisti, entrambi amati dalla comunità.

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// PROTAGONIST

IL CORAGGIO DI UNA DONNA IRONICA, SEDUCENTE E POLITICAMENTE IMPEGNATA. LA GIOVANE ATTRICE TESSA THOMPSON STA CONQUISTANDO HOLLYWOOD NON SOLO GRAZIE A FILM CHE LA VEDONO PROTAGONISTA COME “MEN IN BLACK: INTERNATIONAL”, L’ULTIMO SPIN-OFF DELL’OMONIMA SAGA DOVE HA RECITATO AL FIANCO DI CHRIS HEMSWORTH, MA ANCHE PER IL CONSENSO RISCOSSO DA UN PUBBLICO GIOVANE E ATTENTO A TEMATICHE E VALORI SOCIALMENTE CONDIVISI.

“ E X P R E S S Y O U R S E L F, D O N ’ T R E P R E S S Y O U R S E L F ”

TESSA THOMSON La Thompson, per esempio, oltre ad essersi esposta appoggiando il Time’s Up movement in favore di una presa di coscienza dell’intera società americana sulla condizione lavorativa e sociale della donna ed essersi battuta fortemente per il black pride, ha conquistato la copertina dell’iconico Time Magazine per aver parlato apertamente della sua sessualità legata al personaggio di Valchiria che l’attrice ha interpretato in “THOR: RAGNAROK” e in “AVENGERS: ENDGAME”, i comic movie ispirati ai supereroi della Marvel. Con un post su Twitter la Thomson ha coraggiosamente sfidato Disney che avrebbe tagliato una scena in cui sarebbe stata resa chiara la sessualità del personaggio da lei interpretato. Con un solo tweet, ha reso reale il primo supereroe omosessuale della Marvel dando voce ai tanti ragazzi e ragazze che spesso non si sentono rappresentati, conquistando allo stesso tempo la nomina di futuro leader americano.

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// CINEMA

QUENTIN TARANTINO

C’ERA UNA VOLTA UNA ROCKSTAR

DUE PREMI OSCAR ALLA SCENEGGIATURA, UN’ACCUSA DI TENTATO OMICIDIO DA PARTE DELLA SUA MUSA UMA THURMAN E ALMENO TRE CAPOLAVORI ALL’ATTIVO CHE HANNO FATTO LA STORIA DEL CINEMA CONTEMPORANEO. QUESTE SONO SOLO ALCUNE DELLE ANIME CHE LO HANNO FATTO GRANDE NELLA HOLLYWOOD DEI GIORNI NOSTRI DI GUIDO TORTORELLA

IN QUESTA PAGINA, BRAD PITT, LEONARDO DI CAPRIO, QUENTIN TARANTINO E MARGOT ROBBIE Ph. Olivier Vigerie © 2019 CTMGInc. All Rights Reserved

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// CINEMA

NELLA FOTO A DESTRA, BRAD PITT E LEONARDO DI CAPRIO. Andrew Cooper © 2018 CTMG, Inc. All Rights Reserved

Butch entra con il volto ferito in un negozio di chitarre. C’è qualcuno che lo insegue, qualcuno che lo vuole morto. Il commesso chiede spiegazioni, ma lui gli risponde di farsi gli affari suoi. Nel frattempo Marsellus, l’inseguitore, sopraggiunge nel locale; si tratta di un uomo di colore corpulento, che regge una pistola in mano. I due si azzuffano ma il primo ha la meglio: lo stende con una serie di pugni e gli sottrae la pistola determinato ad ucciderlo. A questo punto interviene nuovamente il commesso: con l’ausilio di un fucile esorta i due a fermarsi, poi stordisce Butch colpendolo alla testa con il calcio dell’arma. È qui che avviene l’inaspettato: l’uomo telefona a un certo Zed, dicendogli di “aver preso due mosche nella sua ragnatela”. Marsellus perde i sensi e al suo risveglio si ritrova in una cantina legato ed imbavagliato insieme a Butch. Di fronte a loro Zed, il poliziotto, e Maynard, il commesso del negozio, con in mente propositi del tutto fuori legge… Comincia così una delle scene più strabilianti e indimenticabili del capolavoro di Quentin Tarantino “Pulp Ficton”, il film che lo ha consacrato a livello mondiale come regista e sceneggiatore di successo, quello con cui ha vinto la prima di due statuette dell’Academy.

DA ALLORA SONO PASSATI BEN VENTICINQUE ANNI EP-

PURE LA PELLICOLA NON HA PERSO UN MINIMO DEL SUO SMALTO E DELLA SUA FRESCHEZZA, DIVENTANDO

AL CONTRARIO UN CULT PER CINEAMATORI DI TUTTE LE

ETÀ E FONDANDO ADDIRITTURA UN NUOVO GENERE, QUELLO DEI RACCONTI INCROCIATI, CHE DA ALLORA HA AVUTO UN GRANDISSIMO SUCCESSO.

Quentin ha dichiarato che “C’era una volta a… Hollywood”, uscito in Italia il 19 settembre, sarà probabilmente il suo testamento cinematografico. Gli accaniti fan di tutto il mondo sanno bene che Tarantino ha più volte espresso l’intenzione di accomiatarsi dalla regia dopo il suo decimo film, ma nella sua vita ci sono stati dei recenti sconvolgimenti che potrebbero convincerlo ad anticipare tale decisione. In effetti anche la vita privata di Quentin assomiglia inevitabilmente a quella di una star del rock, fuori dagli schemi tanto sul set quanto nel quotidiano. Come spesso succede ai registi, gli aneddoti più piccanti e curiosi riguardano il rapporto con gli attori. Margot Robbie, l’ottima interprete della figura di Sharon Tate in “C’era una volta a… Hollywood”, ha dichiarato che sul set era rigorosamente vietato l’utilizzo dei telefoni cellulari. Quella che inizialmente poteva sembrare una decisione dispotica, ha avuto invece un risvolto più che positivo: gli attori e i tecnici hanno miracolosamente ripreso a parlarsi tra di loro, a guardarsi in faccia. In questo modo è stato più facile immedesimarsi negli anni sessanta, periodo in

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cui è ambientato il film, tanto che la Robbie ha deciso di “rubare” l’idea mettendola in pratica anche nel suo ultimo lavoro, in uscita nel 2020. C’è però un altro episodio meno felice, risalente al 2004 durante le riprese di Kill Bill, che di recente è salito agli onori della cronaca per una presunta relazione con lo scandalo Weinstein, produttore di quel film insieme al fratello. All’epoca della lavorazione, infatti, Tarantino obbligò la sua musa Uma Thurman a girare una pericolosa scena in automobile senza controfigura, mettendo a rischio la vita dell’attrice che perse il controllo della vettura impiantandosi contro un albero e finendo in ospedale. In un’intervista, uscita sul New York Times nel febbraio 2018, la Thurman accusa senza mezzi termini Quentin di tentato omicidio e per avvalorare la sua tesi divulga sui suoi canali il video dello schianto, video che la produzione le aveva impedito di rendere pubblico fino ad allora. A detta dei fan più sfegatati del regista, questa accusa è uno dei motivi principali per cui Tarantino vorrebbe anticipare il suo addio al grande schermo. Eppure “C’era una volta a… Hollywood” gode già di ottime critiche in tutti i paesi, accolto da ben sette minuti di standing ovation durante la proiezione al festival di Cannes. il film racconta della Los Angeles del 1969 sullo sfondo degli efferati delitti della famiglia Manson. Un attore e la sua controfigura, interpretati magistralmente da Brad Pitt e da Leonardo di Caprio (che per partecipare al film si è volontariamente ridotto la paga), cercano di sfondare nella difficile Hollywood di quegli anni. A dare una svolta alla loro vita sarà la nuova vicina di casa, Sharon Tate, che a quei tempi era moglie incinta di Roman Polanski e futura vittima della setta satanica che turbò per lungo tempo i sonni degli abitanti della città degli angeli. IL NONO FILM DI TARANTINO È UN CHIARO OMAGGIO ALL’ETÀ DELL’ORO DI HOLLYWOOD, perenne punto di riferimento di tutte le idee creative del regista. L’accoppiata Pitt/Di Caprio, definita “la più efficace dai tempi di Redford e Newman”, incarna tutti i topos prediletti da Quentin, come il cinema nel cinema, unito al curioso rapporto speculare che si instaura tra un attore e il suo doppio. Ma la vera rivelazione è la straordinaria Margot Robbie, che mette una seria ipoteca su una futura statuetta dell’Academy, dopo la fresca candidatura nel 2018 per il film Tonya. Il suo lavoro su Sharon Tate è stato definito impressionante dalla critica di tutto il mondo. La Robbie ha dichiarato di essersi documentata per mesi, di aver letto e guardato tutto il materiale possibile sull’ex moglie di Polanski e di essere giunta alla conclusione che il suo personaggio rappresentasse “il vero e unico raggio di sole di questa storia”; curiosamente “luce di questo mondo” era anche l’appellativo che alla Tate dedicavano molti dei suoi amici. “C’era una volta a… Hollywood” è il primo film di Tarantino dichiaratamente sul cinema e su un’industria fotografata sull’orlo di una decadenza. In questo senso è esemplare una scena che vede ancora pro-


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// CINEMA

tagonista la Robbie/Tate, quando si reca in una sala a guardare un film di cui è anche protagonista. Si genera in questo modo un gioco dei doppi davvero elaborato, in cui le emozioni del mondo della finzione si confondono con quelle della persona reale. Di affinità tra Quentin Tarantino e il temperamento turbolento di una stella ce ne sono tante altre. Nonostante un quoziente d’intelligenza superiore a 160, il regista non ha mai finito le superiori poiché ha preferito dedicarsi subito alle sue passioni, tra cui giochi da tavolo e soprattutto cinema. Gira solo le sceneggiature che ama veramente, tanto che nella sua carriera ha rifiutato diversi blockbuster, rei di non stuzzicare abbastanza il suo interesse (“Man in Black” e “Speed”, per fare due esempi). ESATTAMENTE COME UNA POPSTAR PUÒ INVENTARSI UN NUOVO MODO DI SUONARE LA CHITARRA O DI BALLARE, ANCHE TARANTINO HA IL SUO MARCHIO DI FABBRICA CHE CONSISTE IN UN’INQUADRATURA UTILIZZATA IN PIÙ OCCASIONI: “TRUNK SHOT”, DAL BAGAGLIAIO DI UNA MACCHINA.

È diventato un’icona di hollywood come abitualmente capita soltanto agli attori, tanto che compare addirittura in un videogioco del 1996. Ha sempre avuto rapporti turbolenti con le donne, tanto con le sue muse quanto con le compagne di vita e sulla questione dell’incidente durante le riprese ha ammesso pubblicamente l’errore, definendolo “uno dei più grandi rammarichi della sua vita”. A questo punto c’è solo da sperare che le dichiarazioni sul ritiro siano l’ennesima, forse l’ultima mossa degna di una rockstar: farsi piangere dal suo pubblico per poi risorgere come l’araba fenice. In ogni caso, noi pubblico, ce ne stiamo come sempre seduti nel buio della sala, pronti ad un altro grande spettacolo.

IN ALTO, QUENTIN TARANTINO CON LA MOGLIE DANIELLA PICK Ph. Olivier Vigerie © 2019 CTMG, Inc. All Rights Reserved. NELLA PAGINA A FIANCO MARGOT ROBBIE, Photo Olivier Vigerie © 2019 CTMG, Inc. All Rights Reserved

SUA REGIA DINAMICA, INTRAPRENDENTE, PER IL SUO CARATTERE RIBELLE E SCATENATO PER VIA DELLA

TARANTINO È STATO DEFINITO LA “ROCKSTAR” DEL CINEMA AMERICANO.

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// INTERVIEW PENSARE FUORI DAGLI SCHEMI

SILVIA VENTURINI FENDI TRA FAMIGLIA, STORIA E LEGAMI INDISSOLUBILI

“IO AVEVO SOLO QUATTRO ANNI, NON RICORDO IL MOMENTO ESATTO IN CUI CI SIAMO INCONTRATI LA PRIMA VOLTA, MA DI SICURO HO SUBITO SENTITO UNA GRANDE ATTRAZIONE PER LUI: ERO CONVINTA FOSSE UN MAGO”…. DI DANIELA FEDI

NELLA PAGINA ACCANTO, KARL LAGERFELD E SILVIA VENTURINI INSIEME NELLA FONTANA DI TREVI DURANTE IL FAIRY TALES SHOW

“ET MAINTENENT LA PROCHAINE” le diceva lui alla fine di ogni sfilata e lei ha trasformato queste parole in uno dei suoi mantra. Gli altri sono: volere di più, pensare fuori dagli schemi, guardare il futuro. Lui era Karl Lagerfeld e lei che è SILVIA VENTURINI FENDI, lo chiamava Karlito. La storia del loro sodalizio umano e professionale è degna di una favola iniziatica che potremmo intitolare “Il gigante, la bambina e il fashion system internazionale”. Si sono conosciuti 54 anni fa, quando lui ha cominciato a lavorare per il marchio creato nel 1927 dai nonni materni di lei. Adele Casagrande ed Edoardo Fendi oltre a fondare il più importante laboratorio di pellicceria della capitale, hanno messo al mondo e cresciuto Paola, Anna, Carla, Franca e Alda. Silvia è la secondogenita di Anna, madre anche di Maria Teresa e Ilaria Venturini Fendi: altre due

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donne speciali in una vera e propria enclave di talenti femminili. “LA NOSTRA È SENZA DUBBIO UNA FAMIGLIA MATRIARCALE” ha sempre detto Silvia che ha tre figli (Delfina, Giulio Cesare e Leonetta) e cinque nipoti. La prima è arrivata 12 anni fa quando lei era una splendida quarantaseienne felicissima di essere nonna “per caso”. Gli ultimi due sono i gemelli arrivati un anno fa, ma anche se con loro la bilancia familiare comincia a pendere un po’ di più sul fronte maschile, resta indiscutibile la materlinearità delle Fendi. Le famose cinque sorelle cui nonna Adele diceva “Siete come le dita di una mano: insieme forti mentre da sole potete fare ben poco” nel 1965 ebbero l’intelligente idea di cercare un direttore creativo. Franco Savorelli di Lauriano che all’epoca era il responsabile della comunicazione del brand, suggerì loro un nome: Karl Lagerfeld, vincitore ex aequo con Yves Saint Laurent del concorso per giovani stilisti dell’IWS, Segreta-


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// FASHION riato Internazionale della Lana. Comincia così quella che poi è stata la più lunga collaborazione nel mondo della moda: 54 anni ininterrotti fino al 19 febbraio scorso, quando Karlito se n’è andato nelle regioni spirituali della pace eterna. “Io avevo solo quattro anni – racconta Silvia - non ricordo il momento esatto in cui ci siamo incontrati la prima volta, ma di sicuro ho subito sentito una grande attrazione per lui: ero convinta fosse un mago”. C’era in effetti qualcosa di magico nello sconfinato talento creativo del designer tedesco nato ad Amburgo da una donna colta e severissima che lui adorava e da un ricchissimo industriale caseario. Narra la leggenda che il cosiddetto KAISER della moda ad appena quattro anni abbia chiesto alla mamma “un velluto personale” e lei in cambio della stoffa “nera e lucente come una notte senza nubi” abbia preteso lo studio a memoria di una pagina di dizionario al giorno. Vero o falso che sia, di sicuro Lagerfeld aveva una cultura enciclopedica, ma non è questa la prima cosa a colpire Silvia-bambina. Grazie a questa scuola a dir poco eccezionale lei sostiene di aver capito e imparato ad amare ogni tipo di processo creativo. Non per niente fin da piccola quando c’è Karl a Roma per lavorare con la mamma e le zie, lei cerca di evitare la scuola e non vuole andare a giocare con sorelle, amiche e cuginetti. Arriva a nascondersi sotto il tavolo dove nascevano le collezioni e l’unico ad accorgersi della sua presenza era Karl con cui si è subito creata una grande complicità.

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IN QUESTA PAGINA, IMMAGINI DELLA SFILATA DI FENDI FW 2019/2020


“Ha cominciato a chiedere la mia opinione quando avevo solo 14 anni – spiega – e lo divertiva che più tardi, ad appena 16 anni, io preferissi stare con lui in ufficio piuttosto che uscire con gli amici e andare a ballare”. A questo punto della storia Silvia viene spedita a studiare in Inghilterra e poi completa la sua formazione professionale con un training a Los Angeles dove si occupa della realizzazione di sfilate ed eventi. Nel 1987 è nominata direttore creativo di Fendissime insieme con le sue sorelle. La più grande, Maria Teresa, adesso si occupa della Fondazione creata dall’adorata zia Carla scomparsa da un paio d’anni e promotrice a suo tempo d’importanti operazioni come il restauro del Caio Melisso, il seicentesco teatro di Spoleto. Invece la più giovane, Ilaria, ha fondato una meravigliosa azienda agricola, I Casali del Pino, a pochi chilometri dal centro di Roma oltre a creare con meritato successo Carmina Campus, una bella linea di borse e accessori in materiali di recupero. “Mia sorella è bravissima” sostiene Silvia che in questo campo non teme confronti. Nel 92 affIanca infatti Karl nella direzione creativa di Fendi e dal 94 è la responsabile degli accessori. Si deve quindi a lei la creazione di borse leggendarie come la mitica Baguette nel 1997 oppure l’inimitabile Peekaboo. Inevitabile a questo punto parlare dell’ottobre 1999, quando il 51 per cento del marchio fu ceduto alla strana coppia composta da Patrizio Bertelli e Bernard Arnault. In quel momento Fendi grazie alla Baguette aveva una valutazione stellare:

SU UN BLOCCO DI CARTA AVEVA UN TRATTO VELOCE E NERVOSO CHE PRENDEVA SUBITO FORMA PER CUI ALL’APPUNTAMENTO SUCCESSIVO IL SOGNO ERA DIVENTATO REALTÀ». «DISEGNAVA

SILVIA VENTURINI FENDI

1950 miliardi di vecchie lire a fronte di un fatturato diretto di 250 miliardi l’anno e di profitti netti aggregati di 35. “Otto volte il fatturato è una cifra folle” disse Domenico De Sole, all’epoca ceo di Gucci, in corsa con altri nomi come Bulgari e Texas Pacific Group all’acquisto del marchio romano. Intanto Tom Ford aveva strappato all’ufficio-stile di Fendi due designer (Frida Giannini e Alessandro Michele) e prima di lui si era mosso Valentino soffiando alla griffe romana Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli. Comincia così la guerra delle borse. Alcune sono belle, bellissime, desiderabili oltre ogni dire, ma nessuna è come la Baguette, una borsa che moltiplica per otto il fatturato. “Oggi vedrete quello che ho imparato in tutti questi anni” ha detto con encomiabile umiltà Madame Venturini Fendi lo scorso 4 luglio, poco prima di The dawn of Romanity, l’indimenticabile sfilata couture sul Colle Palatino, il cuore dell’antica Roma. In quell’oc-

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// FASHION

IMMAGINE DELLA SFILATA DI FENDI FW 2019/2020

casione Silvia ha raccontato il commovente finale di questa storia segnata da ragione e sentimento, passione e professionalità,rispetto reciproco e talento. “Ho visto Karl per l’ultima volta il 25 gennaio scorso e in quella occasione mi ha regalato Ver Sacrum, un libro sulla Secessione Viennese che è il punto di partenza della collezione. Poi abbiamo deciso di organizzare la sfilata qui, davanti al tempio eretto da Adriano nel 141 d.C. alle dee Venus Felix e Roma Aeterna. Infine l’ho risentito al telefono poche ore prima della sua morte: l’ultima di innumerevoli chiamate tra noi”. A questo punto la voce sembrava sul punto d’incrinarsi ma lei si è subito ripresa. “La commozione è un fatto privato, in questo sono più tedesca di lui”. Quella sera l’intero mondo della moda ha capito che Karl non c’è più ma è dappertutto, specie nella testa di questa donna speciale.

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KARL LAGERFELD

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// INTERVIEW

GAO DEKANG ALLA SCOPERTA DI BOSIDENG.

IL LUSSO DI ANTICHI ARTIGIANI

IL MAGNATE CINESE TRA

I PIÙ RICCHI DEL PIANETA GAO DEKANG HA COSTRUITO IL SUO IMPERO RIMANENDO FEDELE A SALDI PRINCIPI: IL RISPETTO FORTISSIMO PER LA NATURA, IL VILLAGGIO NATALE, LA FAMIGLIA, L’ALTO SENSO DELLA

RESPONSABILITÀ SOCIALE, IL VALORE DELLA PROPRIA STORIA, IL CULTO DELL’OSPITALITÀ, LA COSTANTE RICERCA DELLA QUALITÀ. DOPO ESSER

STATI CON LUI, NELLA SUA AZIENDA, NEL SUO QUARTIER GENERALE, NEL SUO UFFICIO PRESIDENZIALE, E PERSINO A CASA DELLA SUA

MAMMA, A TAVOLA CON LUI E CON I SUOI FIGLI, DELIZIATI DALLE

RICETTE TRADIZIONALI DELL’ANTICA CUCINA CINESE, LA SENSAZIONE È CHE MISTER (COSÌ SI USA IN CINA) DEKANG, ABBIA MESSO NON

SOLO TUTTA L’ENERGIA MA ANCHE TUTTI I VALORI PERSONALI NELLE FONDAMENTA DI QUESTO LUOGO: UN INCREDIBILE PERCORSO DI VITA

E PROFESSIONALE CHE OGGI SI CHIAMA BOSIDENG INTERNATIONAL HOLDINGS LIMITED

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DI CIRO CACCIOLA


GAO DEKANG Ph.Daniele Mattioli

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// INTERVIEW

LEADER MONDIALE

NELLA LAVORAZIONE DELLA PIUMA, BOSIDENG CONTA 27.000 DIPENDENTI, 7000 MONOMARCA SUL TERRITORIO CINESE E UN’AMPIA DISTRIBUZIONE EUROPEA...

in particolare in Italia (con 400 multi brand), Russia, Spagna, Germania e UK. Le sue cariche non si contano, lo stesso dicasi per i premi, le onorificenze, le amicizie importanti. Eppure Mister Gao - membro del PCC, economista senior, ingegnere senior, modello nazionale del lavoro, con cariche istituzionali nel decimo, undicesimo e dodicesimo Congresso Nazionale del Popolo, presidente della Federazione cinese dell’Ufficio di Economia industriale, una inevitabile copertina su Forbes - ci accoglie alle porte del suo impero industriale con una semplicità e una cordialità disarmanti. In completo Tom Ford (scopriremo poi che sono grandi amici e che, da autentico fan, ha fatto di tutto per conoscerlo personalmente) e sneakers, ci conduce – prima che nella visita agli opifici e al quartier generale – a un appassionato tour tra i luoghi che certamente rappresentano il suo vanto. Quello che un tempo era il suo piccolo, semplice villaggio è oggi un quartiere residenziale con villette monofamiliari, viali alberati e playground, da lui voluto, costruito e donato proprio agli stessi abitanti del villaggio. La sua mamma abita in una di queste villette e, incredibilmente, ci porta a conoscerla: così, nel bel mezzo di una mattinata tipicamente umida e assolata, ci viene incontro questa adorabile signora di 96 anni che, con grande cordialità e un sorriso dolcissimo, si rende serafica partecipe di questa insolita tappa sentimentale più che aziendale che trasmette amore, profondo rispetto e orgoglio di appartenenza. Quando finalmente varchiamo l’enorme ingresso al complesso produttivo, ci accorgiamo dei trentadue piani del suo building che si stagliano luminosi nel cielo: Bosideng è qui, adesso. Il grattacielo ha una hall spettacolare, con vista su una piccola montagna dalla quale sgorga incessante una cascata d’acqua: gli elementi propri dell’I-Ching, Confucio, nulla è stato lasciato al caso. “VOLEVO CHE I MIEI COLLABORATORI, ENTRANDO IN UFFICIO OGNI GIORNO, POTESSERO AVERE UNA SENSAZIONE DI BELLEZZA”. Passiamo da un opificio all’altro, tra centinaia e centinaia di persone al lavoro, tra le postazioni con le macchine per cucire, nei reparti di taglio, a quelle in cui si producono i tessuti, passando per gli spazi dedicati ovviamente al trattamento delle piume, alle imbottiture, alle etichette, ai depositi, agli imballaggi, alle spedizioni con un sistema di simpatici ROBOT ANCH’ESSI PROGETTATI E REALIZZATI IN HOUSE DAGLI INGEGNERI DELLA CASA. ____La sua attività ha inizio nel 1976 con otto macchine da cucire e l’aiuto dei suoi genitori e vicini di casa. Quando è arrivata l’idea di dare vita ad un’azienda e di sviluppare un vero e proprio brand? Tutto ha preso vita con l’elaborazione dell’abbigliamento. Inizialmente ci siamo affidati al mercato di Shanghai per la sopravvivenza e lo sviluppo. Con il mio piccolo gruppo di cucito stavo iniziando un arduo processo di imprenditoria. Contemporaneamente tenevo d’occhio le opportunità di mercato dei piumini. Quando il piumino ha completato il suo posizionamento sul mercato anche noi abbiamo deciso di diversificare la nostra attività OEM per la loro produzione. Elaborando la consegna dei materiali al sistema, pian piano abbiamo sviluppato una sorta di consapevolezza del marchio. Così abbiamo registrato Bosideng nel 1992 e ci siamo messi in concorrenza sul mercato.

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GAO DEKANG, AKA BOSIDENG. THE CHINESE TYCOON AMONG THE RICHEST ON THE PLANET. THE LUXURY OF THE ANCIENT CRAFTSMEN

A strong respect for nature. The attachment to the roots, to the native village, to the family. The high sense of social responsibility. The value of one’s personal history. The cult of hospitality, commitment and will. The constant search for quality… After being with him, in his company, in his headquarters, in his presidential office, and even at his mother’s house, at the table with him and his children, delighted by the most traditional and genuine recipes of ancient Chinese cuisine, the feeling is that Mister (this is how they say in China) Gao Dekang has put not only all the energy but also all the personal values in the foundations of this place: an incredible life and professional path that is today called Bosideng International Holdings Limited. World leader in feather processing, Bosideng has 27.000 employees, 7.000 single-brand stores in China and a wide European distribution. It’s impossible to count his offices, and the same goes for the prizes, the honours and the important friendships. Yet Mister Gao, a member of the CCP, a senior economist, senior engineer, as well as a national labour model with institutional offices in the tenth, eleventh and twelfth National People’s Congress, president of the Chinese Federation of the Office of Industrial Economics, and with an inevitable cover for Forbes etc., welcomes us at the doors of his industrial empire with a disarming simplicity and cordiality. Dressed in a Tom Ford suit and sneakers (we will later find out that they are great friends and that, as a true fan, the Chinese tycoon did everything to get to know him personally), Mister Gao – before visiting the factories and headquarters – guides us through a passionate tour of the places which certainly represent his pride. What was once his small and simple village is today a residential neighbourhood with single-family houses, tree-lined streets and playgrounds, that he imagined, built and donated to the very inhabitants of that village. His mother lives in one of these villas and, surprisingly, he leads us to meet her: so, in the middle of a typically wet and sunny morning, we meet this adorable 96-year-old lady who, with great cordiality and a very sweet smile, becomes a seraphic participant in this unusual sentimental stage that transmits love, deep respect and pride of belonging. The tour continues on a minibus because of the wide distances. After the village, symbol of his roots, the visit goes on leading us to a surprising ensemble of nature and mysticism, representing a discovery of tradition. In this new stage, there is an artificial lake with suspended walks over water, small wooden constructions in Templar style, and an unexpected vegetation inhabited by hundreds of butterflies which finally came back to live in the area after the completion of this impressive installation. When we finally cross the enormous entrance of the production complex, softened by the typical elements of the local iconographic tradition, the thirty-two floors of his building stand out luminous in the sky: Bosideng is here now. The skyscraper has a spectacular hall with a view of a small mountain from which a cascade of water flows incessantly: they are the elements of the I-Ching, of Confucius, showing that nothing has been left to chance (“I wanted my collaborators to have a feeling of beauty when entering into office every day “). So, always in the bus, we move from one factory to another, from hundreds to hundreds of people at work, between the workstations with sewing machines, in the cutting departments, to those where the fabrics are produced, passing through the spaces obviously dedicated to the treatment of feathers, to padding, to labels, to warehouses, to packaging, to shipping ... and if it wasn’t enough, the building is completed with a system of friendly robots also designed and built in loco by the house’s engineers. We then return to the tower. After the lunch full of dishes, of unusual and delicious flavours, served on the thirtieth floor in a traditional environment rich in precious


UNA DELLE CREAZIONI DI BOSIDENG CHE HA SFILATO DURANTE LA NYFW DELLO SCORSO ANNO.

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// INTERVIEW

_____Com’è riuscito ad affrontare il mercato nazionale? Senza avere paura delle difficoltà, né delle lamentele. Con perseveranza, alla ricerca dell’eccellenza. Eravamo piccolissimi. Ma nel giugno 1978 è arrivato il primo grande ordine da un’impresa di cappelli. Non avevamo ancora mezzi, di conseguenza andavo in bicicletta tra Changshu, Shanghai e Kunshan per cercare gli ordini e consegnare i prodotti. Così ho trovato una fabbrica chiamata “Shanjing Garment Factory” per intraprendere affari insieme. ____La struttura dei suoi stabilimenti e la realizzazione di opere molto significative per il suo villaggio natale dimostrano una grande sensibilità per il sociale, e per la bellezza anche. Da un punto di vista artistico, sono un sarto, e lavoro nell’industria dell’abbigliamento da oltre 40 anni. Sono per mia stessa natura e per formazione assolutamente sensibile alla moda e a tutto ciò che è estetica. Nel nostro settore industriale la ricerca della bellezza è infinita. Naturalmente il nucleo di questa bellezza dovrebbe essere l’esperienza finale dell’utente.

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62 ARTIGIANI IN UN PERCORSO CHE CONTA 150 PROCESSI. UN COMPLESSO DI SCIENZA, “OGNI PIUMINO

BOSIDENG È REALIZZATO DA

TECNOLOGIA E MODA CON LA COLLABORAZIONE DI DESIGNER INTERNAZIONALI E DIVERSI TEAM DI RICERCA E SVILUPPO PROVENIENTI DA CINA, STATI UNITI, FRANCIA E ITALIA”.

NELLA FOTO, I DETTAGLI DELLA NEW YORK FASHION WEEK

antiques which is accessed through a silent roof garden cared for with love, and also after an excellent but fast black tea served without the typical rituals, Mr. Gao gives us an appointment for the interview in his office and entrusts us to his personal secretary, fluent in English and with the international name of Phyllis, for a visit to the museum dedicated to his story. A gesture of grace or elegant reluctance to escape from what could be heralded as a sort of self-celebration. But the visit to the “museum”, remotely controlled by the young assistant’s tablet, reveals instead once again the desire to tell a multimillionaire success without forgetting the roots, the difficulties, the work-in-progress, the starting point: it goes from the reproduction of the humble home of his parents to the bicycle with which, still very young, he pedalled to Shanghai to deliver the fabrics to customers, from the old sewing machines inherited from his father to the photos of recent national and international affirmations. We therefore meet in his office: it is the question/answer moment. Your activity began in 1976 with eight sewing machines and the help of your parents and neighbours. When did the idea of creating a company and, therefore, developing a real brand come up? It all started with clothing processing. Initially we relied on the Shanghai market for survival and development. With my small sewing group, I was starting a difficult entrepreneurial process. At the same time, I kept an eye on the market opportunities for down jackets. When it completed its market position we also decided to diversify our OEM business for the production of down jackets. After developing the delivery of materials to the OEM system, we gradually developed a kind of brand awareness. So, we registered Bosideng in 1992 and competed on the market. How did you manage to face the national market? Without being afraid of difficulties or complaints. With perseverance, in search of excellence. We were very small. But in June 1978 the first big order came from a hat company. We still had no means of transport, so I went by bicycle between Changshu, Shanghai and Kunshan to search for orders and deliver products. So, I found a factory called “Shanjing Garment Factory” to do business together. The structure of your establishments and the construction of building works of great significance for your native village demonstrate a great sensitivity for the social and for beauty too. From an artistic point of view, I am a tailor, and I’ve been working in the clothing industry for over 40 years. I am by my very nature and by training absolutely sensitive to fashion and to everything that is aesthetic. In our industrial sector the search for beauty is endless. Of course, the core of this beauty should be the final user’s experience. As an entrepreneur, I am careful to seize all the many opportunities offered by the current times and the market. Understanding the trend of social development is the basic quality of entrepreneurs so, each phase of Bosideng development is parallel with the progress and development of Chinese society.

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// INTERVIEW

NELLA PAGINA A FIANCO, GAO DEKANG E L’AZIENDA DI GAO DEKANG Ph.Daniele Mattioli

Come imprenditore sono attento a cogliere le molte opportunità offerte dai tempi e dal mercato e comprendere il trend dello sviluppo sociale è la qualità base degli imprenditori. Ogni fase di sviluppo di Bosideng è in sintonia con il progresso e lo sviluppo della società cinese. ____Come nasce una collezione in Bosideng? Effettuiamo controlli rigorosi sul processo produttivo dalla primissima all’ultimissima procedura, e aggiorniamo e innoviamo costantemente i nostri know how per produrre piumini di qualità sempre superiore. Per quanto riguarda la materia prima, puntiamo a realizzare piumini soffici e leggerissimi, del tipo 600+, o anche 800+. Abbiamo i migliori fornitori internazionali di materie prime e accessori e proviamo e, spesso, riusciamo a migliorare gli stessi materiali. Per esempio come tessuto usiamo un tipo di Gore-Tex che si chiama “Century Cloth”. Collaboriamo con istituti di ricerca scientifica internazionale di altissimo profilo e non lesiniamo sforzi per entrare nel dettaglio dei tessuti e della funzionalità del prodotto. Infine, studiamo costantemente la tendenza della moda. Di recente hanno collaborato con noi tre designer da Stati Uniti, Francia e Italia (Tim Coppens, Atlein, Ennio Capasa, ndr) per il lancio della Capsule Collection. Stiamo anche lavorando con la Marvel per lanciare una nuova linea dedicata. ____Cosa si aspetta dall’Italia? Nel 1995 sono venuto in Italia per un viaggio di lavoro ufficiale, e sono rimasto sinceramente affascinato dal design, dalla qualità dei tessuti, da tutto ciò che è l’alta moda italiana. L’Italia è un paese con una lunga storia ed è leader globale nel campo dell’arte e della moda. Attira l’attenzione di fan della moda in tutto il mondo. Partecipare alla Milano Fashion Week è un’opportunità preziosa per raccogliere validi suggerimenti e promuovere rapidamente la nostra crescita. I nostri prodotti sono già in vendita nei negozi italiani ma vogliamo assolutamente rafforzare la nostra presenza e la nostra identità. ____Possono nascere ancora difficoltà o problematiche derivanti da incomprensioni di tipo culturale tra Oriente e Occidente? Le differenze culturali esistono oggettivamente. Banalmente siamo diversi anche già solo per lingua, dieta, “etiquette”, costumi e abitudini. L’abbiamo intuito fortemente quando siamo entrati nel mercato britannico e anche nel corso della nostra esperienza alla settimana della moda di New York lo scorso anno. Tuttavia, credo che la moda non abbia confini, nell’integrazione globale di oggi, che sia un settore di totale apertura, sempre più pronto alla cooperazione tra est e ovest. Questa “collisione” culturale, ne sono certo, darà per risultato prodotti sempre più belli e perfetti. Da parte nostra, noi possiamo contribuire a diffondere la (nuova) cultura orientale e rafforzare quel ponte tra est e ovest ormai sempre più necessario. E apprendere i punti salienti e fondanti delle culture occidentali. ____Cos’è il lusso per Bosideng? Per noi il lusso non è solo raccontato dal prezzo: è nel tessuto, in una cerniera, in ogni dettaglio del prodotto. Il lusso non è dato da un logo o da un marchio, ma soprattutto dall’anima interna del capo, dalla cultura che custodisce, che è la fede più preziosa. Noi siamo concentrati sulla qualità dei nostri prodotti, e lusso per noi vuol dire anche prestare la massima attenzione alla sostenibilità, al rispetto dell’ambiente. Come marchio di abbigliamento cinese, dobbiamo continuare a impegnarci per ottimizzare e innovare in tecnologia, qualità e standard di prodotto, conservando però il nostro “spirito di antichi artigiani”. Sarà questo il nostro concetto di “lusso” per i prossimi anni.

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How is a Bosideng collection born and what is the process that leads to the quality of your production? How do you choose the raw material? We have done our best to promote the transformation of down jackets as fashion item instead of an object with simple heating function. We carry out rigorous checks on the production process from the very first to the very latest procedure, and we constantly update and innovate our know-how to produce ever-higher quality down jackets. As far as the raw material is concerned, we aim to make soft and very light quilts, of the 600+ type, or even 800+. We have the best international suppliers of raw materials and accessories. We try and often we succeed in improving the same materials. For example, as a fabric we use a specific Gore-Tex type called “Century Cloth”. We work with high-profile international scientific research institutes and do not strain efforts to go into the details of the fabrics and the functionality of the product. Finally, we constantly study the fashion trend. Recently, three designers from the United States, France and Italy (Tim Coppens, Atlein, Ennio Capasa, ed) collaborated with us to launch the Capsule Collection. We are also working with Marvel to launch a new dedicated line. Your fashion shows are always very accurate, spectacular and September 19th marks the presentation of your new collection at the Triennale di Milano, during the Fashion Week. What can we expect for the occasion? Mr Gao: At the moment we are defining the final details. We will try to surprise Italian audiences and professionals. Certainly, it will be a completely different show than last year’s one in New York. The Milan Fashion Show has an important strategic value for us, because it coincides with the updating of the Bosideng brand on a global scale, and of our definitive positioning as “Down Wear Expert”. With the help of the global influence of Milan Fashion Week, we will update the brand in a complete and systematic way, and we will transmit the international image of the Bosideng brand. We will present an exceptional, fabulous show, describing our great progress in creativity, concept and design. What do you expect from Italy? Do you know our country? We have been working with the fashion industry and Italian designers for a long time. In 1995 I came to Italy for an official business trip, and I was fascinated by the design, the quality of the fabrics, everything that is Italian high fashion. Italy is a country with a long history and a global leader in the field of art and fashion. Taking part in Milan Fashion Week is a precious opportunity to collect valuable suggestions and quickly promote our growth. Our products are already on sale in Italian stores, but we absolutely want to strengthen our presence and our identity. The Italy-China dialogue is very strong at this time, not only at an economic level but also at an institutional one. In your opinion, can difficulties or problems deriving from cultural misunderstandings between East and West still arise? Cultural differences exist objectively. Quite simply, we are different even by language, diet, customs and habits. We felt it strongly when we entered the British market and also during our experience at New York Fashion Week last year. However, I believe that fashion is a sector of total openness and has no boundaries in today’s global integration: it is increasingly ready for cooperation between East and West. I am certain that this cultural “collision” will result in ever more beautiful and perfect products. For what concerns us, we can help spread the (new) Eastern culture and strengthen that bridge between East and West that is now increasingly necessary. What is luxury for Bosideng? Fortunately, luxury is no longer just for royal families. Nowadays, everyone can enjoy a part of it calibrated on how much each individual can afford. But for us luxury is not only a matter of price: our luxury is in the fabric, in a zipper, in every detail of the product. Luxury is not given by a logo or a brand, but above all by the internal soul of the garment, by the culture it preserves, which is the most precious faith. We are focused on the quality of our products, and luxury for us also means paying close attention to sustainability, respect for the environment, with a strong idea of corporate social responsibility. As a Chinese clothing brand, we must continue to strive to optimize and innovate in technology, quality and product standards, while maintaining our “spirit of ancient craftsmen”.


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DESIGN // CINEMA

LUCHINO VISCONTI E I SUOI ANGELI.

LA VERA

STORIA DI UN GENIO

IN USCITA “GLI ANGELI NASCOSTI DI LUCHINO VISCONTI”, IL DOCUMENTARIO RACCONTA UN PROFONDO AMORE PER IL SUO LAVORO, UN ATTACCAMENTO QUASI PATERNO NEI CONFRONTI DEI COLLABORATORI PIÙ FIDATI MA NELLO STESSO TEMPO UNA SEVERITÀ, UN RIGORE E UNA CURA MANIACALE NEI DETTAGLI CHE FACEVANO PERDERE LA TESTA AGLI ANIMI PIÙ DELICATI. QUESTE LE PRINCIPALI CARATTERISTICHE DI LUCHINO VISCONTI, UOMO DI CULTURA, SCENEGGIATORE, REGISTA TEATRALE E CINEMATOGRAFICO, NONCHÉ UNO DEI PRINCIPALI PADRI DEL NEOREALISMO ITALIANO DI GUIDO TORTORELLA

Il dieci ottobre uscirà nelle sale il documentario “Gli angeli nascosti di Luchino Visconti”, scritto da Giuseppe Galeone, Barbara Iannarilli e Silvia Giulietti, che ne firma anche la regia, incentrato sulla straordinaria figura del personaggio. Si parla di un uomo dalla mente geniale e dalla fervida, instancabile creatività, in un affresco filtrato attraverso gli occhi di alcuni dei suoi più costanti collaboratori, i cosiddetti “angeli nascosti”, che dichiarano a più riprese di non aver mai abbandonato, sotto la sua ieratica direzione, la consapevolezza di collaborare ogni volta ad un’opera straordinaria.

VISCONTI È CONSIDERATO ALL’UNANIMITÀ UNO DEI PIÙ IMPORTANTI ARTISTI E UOMINI DI CULTURA

DEL VENTESIMO SECOLO, OLTRE CHE PADRE DEL NEOREALISMO ITALIANO, SOPRATTUTTO GRAZIE A CAPOLAVORI COME “OSSESSIONE”, “LA TERRA TREMA” E “ROCCO E I SUOI FRATELLI”.

Nasce in una famiglia di nobili benestanti e si appassiona fin da ragazzo al mondo della lirica (Vittorio Gassman raccontava che la sua vita fosse tanto teatrale e melodrammatica quanto il suo cinema). Si avvicina al grande schermo all’età di trent’anni, inizialmente come assistente di Jean Renoir ed è questo il periodo in cui ha una celebre relazione con Coco Chanel, abbracciando contestualmente l’ideologia marxista e il movimento antifascista. Durante gli anni della seconda guerra mondiale infatti, Visconti collabora con la resistenza utilizzando il nome di battaglia Alfredo, presumibilmente ispirato al protagonista maschile de La traviata. Catturato nell’aprile del 1944 durante l’occupazione tedesca, si salva dalla fucilazione grazie all’intervento della sua compagna di allora, Maria Denis, che intercede per lui presso la polizia fascista. Sembra proprio la trama di un’opera lirica di Giuseppe Verdi mentre è, al contrario, il racconto reale della vita di un artista che proprio in quel periodo incominciava a fare cinema, raccogliendo intorno a sé i suoi numerosi angeli nascosti. È soprattutto attraverso il grande schermo che la sua vena creativa trova lo sfogo più deflagrante. Inizialmente ignorato dalla Hollywood maccartista per via delle sue dichiarate idee politiche, riceve tardivamente anche dei riconoscimenti oltreoceano, come una candidatura all’oscar per la miglior sceneggiatura originale relativa al film “La caduta degli dei”, nel 1969. Innumerevoli le leggende sul suo rigore: nel documentario “Gli angeli nascosti” i vari testimoni intervistati raccontano che vederlo dirigere un film era più o meno come osservare un sacerdote dir messa: soltanto sui set di Visconti succedeva che i macchinisti si parlassero tra di loro a bassa voce, proprio come avviene durante le funzioni religiose. Spietato con gli svogliati (famose le sue sfuriate a chi dimostrava negligenza o addirittura si ribellava alle sue indicazioni) diventava invece amorevole, quasi paterno con chi riusciva ad entrare nel suo mondo e a sposarne la poetica.

PROPRIO COME I GRANDI REGISTI DI TEATRO DEL VENTESIMO SECOLO, UNA VOLTA CHE TROVAVA UN COLLABORATORE AFFIATATO NON SE LO LASCIAVA PIÙ SCAPPARE. “Per me sei come un padre”, gli disse una volta Nino Cristiani, che per tanti anni fu il suo principale operatore alla macchina da presa. “E tu come un figlio” rispose senza esitazione Visconti, che sui rapporti familiari ci aveva costruito la sua poetica ispirandosi ai suoi autori preferiti, ovvero mostri sacri del calibro di Thomas Mann e Fëdor Dostoevskij.

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VAGHE STELLE DEL’ORSA

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// CINEMA BEAUTY

Ma è ormai cosa risaputa che dietro ad ogni capolavoro cinematografico si celi un duro lavoro di squadra, talvolta logorante e intimamente connesso con la necessità di mantenere una certa disciplina sul set. Luchino Visconti, tra l’altro, era il re della severità e della cura maniacale: si racconta che, durante le riprese del Gattopardo, avesse addirittura concordato con il costumista Piero Tosi l’utilizzo, per tutti i suoi attori, di una biancheria intima della stessa fattura e materiale di quella del periodo storico in cui si svolgono i fatti… e questo nonostante non venisse mai inquadrata! In un clima così rigido, se qualcosa si incrina nei rapporti umani, magari nell’ambito di un semplice scambio verbale in preda all’emotività, anche gli angeli più ispirati possono diventare i nostri peggiori demoni e rivoltarcisi contro. Durante la realizzazione di Ludwig, in una giornata particolarmente gelida Luchino Visconti scatenò l’inferno perché la Schneider, sua attrice protagonista, osò dare uno stop a causa di un busto particolarmente stretto che le faceva male alle costole. In preda alla furia il regista la voleva cacciare e si arrivò ad una situazione di stallo in cui ognuno pretendeva le scuse dell’altro. Fortunatamente, passato il momento di tempesta emotiva, l’organizzatore del film Lucio Trentini trovò un escamotage degno di un opera di Mozart per riappacificare i due litiganti: li fece incontrare senza specificare chi dei due volesse chiedere scusa all’altro. Il regista e la sua musa fecero così la pace regalandoci quel meraviglioso capolavoro incentrato sulla figura di Ludovico II di Baviera. Eppure, nonostante queste asperità di carattere, ogni suo singolo collaboratore parla del lavoro condotto assieme come di un’esperienza immacolata, divina. Il premio oscar Burt Lancaster disse che prender parte al Gattopardo era stata la cosa migliore della sua vita. La stessa Romy Schneider, che con Visconti ebbe sempre un rapporto turbolento e irrequieto, capì che i numerosi maltrattamenti a cui veniva sottoposta la aiutavano a dare ai suoi personaggi quella forma, quello spessore che Luchino pretendeva da loro. E ancora i macchinisti, i direttori della fotografia, gli scenografi, i costumisti… a sentirli parlare di lui ci raccontano all’unisono una totale dedizione a quel lavoro che amava fare più di ogni altra cosa.

IL FOTOGRAFO DI SCENA CHE CI HA REGALATO ALCUNI DEI BELLISSIMI SCATTI CHE MARIO TORSI,

ACCOMPAGNANO QUESTO ARTICOLO, RIVELA CHE SAREBBE UN ONORE RINCONTRARE LUCHINO VISCONTI NELL’ALDILÀ.

“Spero tanto che, se veramente c’è qualcosa dall’altra parte, ci si rincontri per fare insieme un film. Ci terrei molto”, sussurra commosso nel documentario di Silvia Giulietti. Può sembrare una frase dettata dall’emotività, forse addirittura “un’assurdità” come egli stesso aggiunge in seconda battuta, ma trattandosi del desiderio di un angelo, chissà… potremmo anche credergli.

NELLA PAGINA A FIANCO , LUCHINO VISCONTI. SOTTO, CLAUDIA CARDINALE E VISCONTI.

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// EVENT

TRA CINEMA E SOLIDARIETÀ FRAGIACOMO

LO STORICO BRAND ITALIANO DI CALZATURE E ACCESSORI LUXURY RAFFORZA IL SUO SOSTEGNO AL CINEMA ITALIANO E ALLE DONNE, CONSEGNANDO UNO SPECIAL AWARD A ELENA SOFIA RICCI E RINNOVANDO LA PARTNERSHIP CON LO STORICO PREMIO FONDAZIONE MIMMO ROTELLA PER L’ASSEGNAZIONE DEL RICONOSCIMENTO AL FILM “THE BURNT ORANGE HERESY”

Fragiacomo protagonista alla 76° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia grazie alla partecipazione alla quinta edizione del FILMING ITALY BEST MOVIE AWARD, dove ha premiato Elena Sofia Ricci come “Miglior attrice protagonista”. La celebre attrice italiana ha ricevuto la speciale menzione per l’interpretazione di Veronica Lario nel film “Loro” di Paolo Sorrentino. L’occasione ha conciso con uno degli appuntamenti più attesi della kermesse veneziana, uno speciale red carpet al femminile. Questo importante evento, con protagonisti i volti del cinema italiano, attrici e registe, è servito per continuare a sensibilizzare l’opinione pubblica sul dramma del femminicidio. “FRAGIACOMO CONFERMA COSÌ PER IL QUARTO ANNO CONSECUTIVO IL SUO SOSTEGNO ALLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA, APPUNTAMENTO CHE FA PARTE DI UN PROGETTO DI AMPIO RESPIRO CHE DA SEMPRE LEGA LA MAISON DI ARTIGIANALITÀ E AVANGUARDIA, NATA NEL 1956, ALL’ARTE E A IMPORTANTI TEMI SOCIALI” HA COMMENTATO FEDERICO POZZI CHIESA, CEO DI FRAGIACOMO. Il legame della Maison italiana con il cinema e l’arte è forte e sentito da anni, infatti Fragiacomo ha rinnovato la sua collaborazione anche con il Premio Fondazione Mimmo Rotella, giunto alla XIX edizione, consegnando il Premio Fragiacomo, un esclusivo prodotto della Maison in edizione limitata, nel corso di una serata speciale tenutasi alla Fondazione Guggenheim a Venezia.

È SEMPRE UN GRANDE ONORE RINNOVARE LA COLLABORAZIONE CON IL PREMIO FONDAZIONE MIMMO ROTELLA “PER NOI

CON CUI CONDIVIDIAMO LA PASSIONE E IL SOSTEGNO DELL’ECCELLENZA ITALIANA E INTERNAZIONALE NELL’AMBITO DELLE ARTI IN TUTTO IL MONDO”

hanno dichiarato Federico e Massimo Pozzi Chiesa, rispettivamente Ceo&President e Member of the Board del marchio. Affiancati da Aghnessa Rotella, presidente della Fondazione Mimmo Rotella, e Gianvito Casadonte, direttore artistico del premio, nell’assegnazione del riconoscimento per il 2019 al film fuori concorso “The Burnt Orange Heresy” che ha visto premiati sia il regista della pellicola, Giuseppe Capotondi, che il leggendario attore canadese Donald Sutherland, figure chiave di un thriller che indaga sui rapporti tra l’arte e il mondo della malavita nell’Italia contemporanea.

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A DESTRA, MASSIMO POZZI CHIESA (MEMBER OF THE BOARD DI FRAGIACOMO) E ELENA SOFIA RICCI DURANTE L’ASSEGNAZIONE DEL FRAGIACOMO-FILMING ITALY AWARD ALLA 76ESIMA MOSTRA INTERNZAZIONALE D’ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENZIA

A SINISTRA MASSIMO POZZI CHIESA (CEO E PRESIDENT) DI FRAGIACOMO E GIULIA SALEMI SUL RED CARPET IN OCCASIONE DEL FILMING ITALY BEST MOVIE AWARD DURANTE LA 76ESIMA MOSTRA INTERNZAZIONALE D’ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENZIA

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// INTERVIEW

PEACE, EMOTIONS, PERFORMANCE MIWA KOMATSU

PROTAGONISTA DELLA NUOVA ERA DEL “REIWA” GIAPPONESE E DELLA RINASCITA DELLA SCENA ARTISTICA CONTEMPORANEA, MIWA KOMATSU, GIÀ AMBASCIATRICE PER LA PACE DI MAISON DIOR, HA REALIZZATO “INORI”, FRUTTO DI UNA NUOVA ELETTRIZZANTE PERFORMANCE. IN ATTESA DI VEDERLA PRESTO IN UNO DEI MUSEI D’ARTE CONTEMPORANEA TRA I PIÙ IMPORTANTI DI MILANO ABBIAMO DECISO DI INCONTRARLA A VENEZIA.

NELLA FOTO A DESTRA, MIWA KOMATSU SUL RED CARPET DELLA 76ESIMA MOSTRA INTERNAZIONALE D’ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA

Miwa Komatsu ha fatto del credo, della spiritualità, della tradizione e dei simbolismi il motore della sua arte. Amante della natura, delle figure mitologiche che la caratterizzano, delle connessioni tra l’essere umano e le anime che compongono il cosmo. Miwa è soprattutto amante della meditazione, il mezzo che le consente di abbattere i limiti dell’immaginazione e di entrare in relazione con le energie universali. Nata a Nagano un piccolo paesino immerso tra le montagne del Giappone nel 1984, Miwa è stata eletta Ambasciatrice per la pace da Maison Dior  ed è tutt’ora in esposizione con la collettiva  “Diversity for Peace”  realizzata per la  58esima Biennale d’Arte della Laguna. Nominata alla 76esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nella sezione Virtual Reality con il docu film animato realizzato con le sue opere, ha, per questa occasione, messo in scena una sorprendente performance al Lazzaretto Vecchio. Un luogo simbolico che ben si lega alla sperimentazione artistica e spirituale dell’artista che non solo ha sottolineato i legami simbolici tra Venezia e il Giappone (protagonisti infatti un leone e un dragone), ma che per Miwa ha rappresentato una delle performance tra le più sentite ed emotivamente coinvolgenti di sempre… ____In cosa consiste il rituale che pratichi poco prima di iniziare le tue performance? Si tratta di un rituale di meditazione che mi consente di entrare in contatto con il mondo non visibile. In questo caso una preghiera per connettere la mia anima a tutte quelle che hanno abitato il Lazzaretto Vecchio di Venezia. Questo è un luogo simbolico ed emotivamente forte, ricco di energie. È stato abitato da chi un tempo doveva essere curato durante le

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epidemie e oggi le anime di queste persone sono ancora qui. Ho deciso di rendere omaggio a tutte loro. La preghiera è un modo per ringraziare queste presenze, è per la loro essenza se riesco a creare i miei dipinti. Inoltre la meditazione mi permette di comprendere a pieno il potere della natura e dell’arte stessa. Nei miei dipinti ci sono sempre delle figure che rappresentano spiriti divini e creature antiche che nella cultura giapponese vengono pregati per la pace delle famiglie e delle persone care. ____“Inori”, l’opera realizzata al Lazzaretto, rappresenta un dragone e un leone. Qual è il link tra il Giappone e Venezia. Sono convinta che tutto l’universo sia legato da una continua connessione simbolica. Alcuni degli antichi simboli della cultura giapponese, come il leone, si intrecciano alle origini della cultura veneziana. Il leone alato per esempio, non rappresenta soltanto la città lagunare, anche per la tradizione giapponese rappresenta un simbolo di protezione, è infatti considerato il protettore degli Dei. Nella parte bassa di questo dipinto ho rappresentato dell’acqua. Secondo la nostra cultura il dragone è il simbolo dell’acqua ed è lui ad accompagnare gli spiriti nell’universo una volta che il copro muore. Il dragone trasporta nel vento le anime che a questo punto possono congiungersi con tutti noi. ____Cosa hai avvertito durante la performance al Lazzaretto? La prima volta che ho visitato Venezia ho percepito la presenza di un angelo nel cielo. Questa presenza si è ripalesata mentre stavo realizzando l’opera. Era lo spirito di un giovane ragazzo che aveva abitato il Lazzaretto, ho sentito la sua voce e questa mi ha accompagnato nella realizzazione dell’opera.


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// ART

LA NUOVA GENERAZIONE DI ARTISTI CHE TRAMITE LA PERFORMANCE ESPRIME LA PROPRIA ESSENZA MIWA KOMATSU RAPPRESENTA

MIWA KOMATSU IN PREGHIERA ALLA FINE DELLA SUA PERFORMANCE AL LAZZARETTO VECCHIO DI VENEZIA DOVE HA REALIZZATO L’OPERA “INORI” ORA ESPOSTA AL KARUIZAWA NEW ART MUSEUM VENICE BRANCH

____In questa opera, come in molte altre tue creazioni, vengono messe in risalto due caratteristiche ricorrenti: il color oro e i cerchi. Perché? Nei momenti di meditazione che precedono la performance è come se avessi delle visioni molto chiare in cui l’oro rappresenta uno stato ricorrente di felicità ed è un motivo che mi spinge a usarlo spesso. Il cerchio invece rappresenta un flusso continuo di energia e richiama il ciclo della vita.

____Maison Dior ti ha nominata “Ambasciatrice per la pace”, come ti fa sentire questa carica? Ne sono molto onorata. Prima che Dior mi proponesse questa collaborazione, mi venne fatta una domanda: “Cosa è per te l’amore?”… Amare vuol dire rispettare l’esistenza dell’altro. Ogni cosa, che sia un oggetto, un animale, una persona è composta da un’anima. Rispettare la sua anima e la connessione che esiste tra questa e il mondo circostante, visibile e non visibile, è per me amore.

____Quanto incide il tuo trascorso nel tuo lavoro? Sono nata in un piccolo paesino immerso tra le foreste delle montagne giapponesi. Sono sempre stata affascinata dalle figure mitologiche che abitano questi luoghi. Sono animali non percepibili dall’uomo ma che vengono tramandati in molti racconti, figure che fanno parte della nostra tradizione e che io omaggio tramite i miei dipinti.

____Cosa significa per te essere un’artista donna? Mi sento una donna. Il mio corpo è quello di una donna. Ma la mia anima e le mie espressioni e connessioni con le altre forme di vita non si limitano al genere, mi considero un’artista che è in grado di entrare in empatia con le anime della natura. Sono convinta che noi donne siamo in grado di poter generare un’altra vita per metterla in connessione con altre anime che al di fuori dell’utero compongono l’universo.

____In che modo ti accorgi che un’opera è terminata? Durante la performance è come se nell’atto di creare venissi mossa da una forza superiore. Appena sento che tutte le energie che pervadono il mio corpo lo abbandonano, allora so che il lavoro è completato.

____Cosa hai apprezzato dell’Italia? È la terza volta che visito il vostro paese, è un luogo ricco di storia e molto affascinante. Le persone e le energie che si vivono qui sono molto positive.

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// ART DESIGN

L’ARTE DI ESSERE SE STESSI DANIEL LISMORE

ANDARE OLTRE IL “VESTIRSI”, QUALE METAFORA E MONITO DELL’AGIRE. “INDOSSARE” PER SPINGERSI OLTRE L’ELEMENTO MATERICO DEL SÉ. IN ATTESA DI VEDERE I SUOI COSTUMI ALLA ENGLISH NATIONAL OPERA DI

LONDRA ABBIAMO DIALOGATO CON L’ARTISTA DI “BE YOURSELF, EVERYONE ELSE IS ALREADY TAKEN” SU FOTOGRAFIA E FASHION INDUSTRY, LE SUE ISPIRAZIONI E L’AMICIZIA CON BOY GEORGE.

Se Daniel c’è, non puoi non notare la sua presenza. Madre natura ne ha fatto una creatura di per sé imponente. L’artista ha completato l’opera in un unicum seducente, sinuosa, sorprendente. Il rossetto è marcato, il profumo è una scia inevitabile, l’abito è vellutato. Viene in mente a tratti Leigh Bowery, drag artist, musa del pittore Lucian Freud e fondatore del Taboo, storico ritrovo per le comunità gay e polisessuali della Londra anni Ottanta, raccontato a teatro da Boy George nell’omonimo musical. Ma ancor prima la Marchesa Luisa Casati, eccentrica amante di Gabriele D’Annunzio, vinta dal desiderio di essere lei stessa opera d’arte con il suo stile di vita. “Come esseri umani noi cresciamo, e durante tutta la vita ci vestiamo”. Tra quelli che lo hanno ispirato Daniel cita ufficialmente: Chevalier d’Éon, secolo XVIII, diplomatico francese, spia, soldato, avventuriero e massone che visse la prima metà della sua vita come uomo e l’altra metà come donna; la trend setter Isabelle Blow, con i suoi incredibili cappelli, brevemente alla corte di Anna Wintour; quindi Oscar Wilde che, con il suo aforisma “Be Yourself, everyone else is already taken”, offre il titolo perfetto alla mostra che sta portando in giro per il mondo. Lo incontriamo a Napoli, al Palazzo delle arti, in occasione della sua prima personale in Italia, a cura di Nunzia Garoffolo, blogger e docente di “Storia del Costume”, parte integrante del progetto “Inclusion”, co-protagonisti gli studenti dell’Accademia della Moda IUAD presieduta da Michele Lettieri. La mostra è un’imponente installazione multisensoriale con 41 multipli di se stesso appena sovradimensionati, fragranze fortemente “queer” e composizioni sonore realizzate ad hoc da Einar Orn, l’artista islandese noto per le sue collaborazioni con Bjork. L’effetto è quello di un esercito di imponenti guerrieri deliziosamente assopiti, armati di ogni possibile indumento e accessorio. Tutti suoi “autoritratti”, concepiti come sculture tridimensionali, concretizzazione, per sua stessa affermazione, della Gesamkunstwerk wagneriana, l’opera d’arte totale, in cui più canali di comunicazione dialogano tra loro: capi di alta moda e vintage, stoffe preziose e oggetti smarriti, diamanti e cristalli Swarovski, abiti indossati da pop star, piume, collane etniche, plastiche Ikea, lampade, mantelli, borse, ventagli, ninnoli e qualsiasi cosa possa essere messa indosso. “OGNI SCULTURA È UN MOMENTO CRUCIALE DELLA MIA ESISTENZA”, DICE. LA VOCE È FERMA, PRECISA: “OGNI PEZZO CONTRIBUISCE AL RACCONTO DELLA MIA ESPERIENZA”.

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DI CIRO CACCIOLA

____Com’eri da bambino? Quali erano le tue passioni? Sono cresciuto in un piccolo centro nel cuore dell’Inghilterra… non c’era molto intorno. Ero una specie di ragazzo proiettile con un sacco di incubi. Giocavo con le figurine di Star Trek, e ne inventavo di nuove. Al liceo artistico era tutto terribile, non riuscivo a fare niente… Poi mi sono trasferito a Coventry per studiare fotografia. Gli studenti di moda mi dicevano che avrei dovuto studiare fashion, ma mi ostinavo a studiare foto. ____Come sei entrato nel mondo della moda? Fui scoperto per gioco come modello. Cominciai a vivere tra Milano e Parigi ma soprattutto a Londra. C’erano party ovunque: lì ho incontrato persone stupefacenti come Boy George, Pete Burns, Steve Strange… persone che avevano avuto le stesse ispirazioni di Bowie e che hanno ispirato a loro volta nuove generazioni di artisti come Lady Gaga. Ecco, in questa “scena”, vedevo come queste persone si vestivano e ho pensato: “Wow, potrei disegnare qualcosa per loro”. ____La moda e la fotografia sono dunque alla base del tuo lavoro iconografico? Esatto. Ho studiato con David LaChapelle, adoro il suo immaginario. Poi ho creato una mia collezione. Il successo è stato sorprendente, disegnavo per Mariah Carey e Nicky Minaj, la vita era un party continuo, alle feste di Alexander McQueen e di Amy Winehouse… Ma mi sono sentito perso a un certo punto. Mi sono detto: se continuo così non vivrò a lungo. Un bel giorno chiamai mia madre, le dissi: “Non mi sentirai per tre giorni, devo capire cosa fare”. Dovevo buttarmi dal balcone o continuare? ____Così hai fatto del tuo modo di vestire la tua stessa essenza. Com’è nata l’idea di fare del tuo outfit una forma d’arte? Ero seduto in casa a Farringdon, da solo e stufo della direzione in cui andava la mia vita. Ho spento il telefono e ho messo tutte le mie idee su carta. Ho deciso di scrivere un progetto espositivo, ispirato ai Guerrieri di Terracotta, trasformando migliaia di oggetti in arazzi 3D di me stesso: il mio viaggio nella vita tradotto in un esercito di splendore e dettagli. Tre notti dopo sono andato a una festa di Vivienne Westwood e ho incontrato Raphael Gomes che all’epoca curava le sue mostre. Mi ha raccontato che avrebbe lavorato al SCAD Fash Museum di Atlanta. Così gli ho detto: “Voglio fare una mostra”. Una settimana dopo ci hanno dato il via libera. Raphael è venuto nel mio magazzino e abbiamo scelto 4000 pezzi del mio guardaroba da spedire ad Atlanta. C’erano tutti i pezzi che mi sono


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// ART

“SII TE STESSO, TUTTI GLI ALTRI SONO GIÀ STATI PRESI” - Oscar Wilde -

stati dati dalle celebrità nel corso degli anni: le sciarpe di Jean Paul Gaultier che Adam Ant mi ha regalato, i cappelli di Boy George, l’outfit di Azealia Banks che ho disegnato e migliaia di cose che ho trovato nei miei viaggi in giro per il mondo. Il museo mi ha dato carta bianca, nessuno sapeva cosa stessi facendo ma tre settimane dopo aveva 32 versioni di me a grandezza naturale nel suo dipartimento di scultura. Il successo è stato immediato. Il catalogo Rizzoli è stato lanciato a Miami Art Basel dopo pochi mesi. ____Gli incontri giusti, speciali, sono il motore della vita. Tu fai spesso riferimento a Boy George in questo senso. Cosa puoi dirci di lui? Prima di tutto, è il mio animale spirituale. Penso che mi abbia persino salvato la vita, ma non credo ne sia consapevole. Fu lui a dirmi che stavo trascorrendo la mia vita da anni cercando di essere qualcun altro, ma che, in realtà, quello che stavo cercando era già lì. È gentile e premuroso. Sento di non sapere nulla quando parlo con lui. Imparo costantemente e mi ispiro a lui. Il suo stile è unico: ha reso accettabile indossare cappelli

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da uomo con una faccia piena di trucco. Mi ha fotografato, e mi ha inserito nei suoi video, ed è stato fantastico lavorare con lui. George è un vero mentore. Ritengo sia uno dei veri visionari di oggi. ____A novembre i tuoi costumi saranno alla English National Opera di Londra per lo spettacolo “The Mask of Orpheus”. La tua ricerca sembra essere incessante… Infatti è così. Ho trovato cose meravigliose in giro qui a Napoli, una città ricchissima… ho frugato dappertutto, mi servivano nuovi spunti anche per realizzare i miei tre lavori inediti. La verità è che a volte vorrei disfarmi di tutto. Eppure a volte mi sembra di non avere niente da mettere.

PHOTO BY COLIN DOUGLAS GRAY, FT. IN “DANIEL LISMORE: BE YOURSELF, EVERYONE ELSE IS ALREADY TAKEN”, RIZZOLI INTERNATIONAL EDITIONS


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ELCompanies.com/BreastCancerCampaign


P.80 EASY CHIC A new fashion story

P.88 URBAN GIRLS

FA S H I O N

A new fashion story

Reinventare il basic con uno stile up to date dove i volumi giocano con una nuova idea di proporzione e i grandi classici diventano inaspettati

MAGLIONE, ICEBERG ABITO, ALBINO TEODORO PH: UMBERTO GORRA STYLIST. ANGELINA LEPPER


FASHION

EASY CHIC

Cappotto e vestito GENNY


Maglia con manica e pantalone bustier STEFANO DE LELLIS


Gonna e camicia ICEBERG


Pelliccia e hoodie MICHAEL KORS


Abito ALBINO TEODORO


Top MICHELE KORS Abito LES COPAINS Cintura VICOLO


Gonna indossata come abito e cappotto ANTEPRIMA Scarpe BALDININI


Photographer Umberto Gorra Fashion stylist Angelina Lepper Make up Rachid Tahar Hair Valerio Sestito Photographer’s assistant Giacomo Perotti Stylist’s assistant Daria Maltceva Producer Ekaterina Antonovskaya Top, gonna LUISA BECCARIA Scarpe ANTEPRIMA


FASHION


URBAN LEGEND

Sunglasses GUCCI Sunglasses QUAI Earring VICTORIA TOMAS


Top COPURS Trousers DICE KAYEK Sneakers ARCHE Hat & Handbag MIMI ME PARIS Sunglasses DIOR Gloves ROMAIN THEVENIN Bracelet & Chocker DOMESTIQUE


Jumpsuit MURAD ZUHAIR Leather jacket SCUDIER PARIS Necklaces NAD DE PARIS Mask ROMAIN THEVENIN Beret Benoit Missolin


T-shirt REEBOK Jacket PEACHOO-KREJBERG Skirt PAULE KA Shoes VICTORIA TOMAS Necklaces SCUDIER Paris Sunglasses GUCCI Purse SAINT LAURENT


Photographer Chrisma Lan   Conception visuel Tuan Taiko Styling Roxane Scudier Models Magda K @Women & Ivona @City Make-up Cristina Vila @ La Frenchie Agency Hairs Yann Deschaud @ La Frenchie Agency Operator Vincent Looten Photo assistants A. Lovich, C. Zheng Digital CL Production Paris

Faux Fur Sleeves Bomber Jacket SCUDIER PARIS Trousers ASOS Bra LA PERLA Leather Visor ALEXANDER WANG Earrings TANT D’ AVENIR Bag STELLA Socks FÉLICIE AUSSI Roler Skates IMPALA


BEAUTY A CURA DI LUISA MICALETTI


P. 96 ACQUA DI PARMA Il nuovo store di Milano

P. 98 BEAUTY MUSE

Le nuove icone della bellezza sono portavoce di messaggi di inclusività

P. 108 AMANDINE PALLEZ La nuova fragranza Bvlgari

P. 110 AESTHETICS RENAISSANCE

Il nuovo volto dello skincare

ANGELINA JOLIE, ©GUERLAIN


// NEW OPENING

HOUSE OF LIFE HOUSE OF LIGHT

ACQUA DI PARMA

FORME ESSENZIALI E LAVORAZIONI ARTIGIANALI ESCLUSIVE DAL PIÙ PURO DESIGN CONTEMPORANEO. LA NUOVA BOUTIQUE ACQUA DI PARMA IN VIA GESÙ 1 A MILANO È UN’AUTENTICA CASA ITALIANA DA SCOPRIRE Materiali preziosi come il travertino che riveste pareti e pavimenti, e il legno cannettato che, in diverse cromie, torna nei diversi ambienti. Ogni rifinitura, ogni oggetto, ogni arredo racconta un’eleganza senza tempo, eppure assolutamente moderna lasciando respirare un’atmosfera accogliente, intima e dinamica. Un progetto pienamente coerente con i valori della Maison, affidato da Acqua di Parma a Patricia Grosdemange, architetto di grande talento del Gruppo LVMH. Gli oltre 100mq della rinnovata Boutique si dispiegano all’interno dello storico Palazzo Melzi di Cusano, elegante esempio di architettura tardo neoclassica risalente al 1830 la cui facciata che dà su via Gesù è scandita dalle armoniose vetrate ad arco che inondando gli interni di luce naturale. Avvolgente e fluido è l’atrio d’ingresso, dove la grande cappelliera in giallo Parma sospesa alla parete, cattura immediatamente lo sguardo dando luce all’intero spazio. In un gioco di prospettive quasi teatrali, si fanno notare l’ingresso dell’area Barbiere Acqua di Parma, sottolineato dal leggero diaframma di una porta in vetro e, dall’altro lato il patio. Il mondo di Colonia si completa con il mondo di Blu Mediterraneo che si espan-

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de in tutta la sua luminosità nella vasta parete speculare alla cappelliera. E da una zona all’altra il legno cannettato appare in nero o in bianco lucido, in un suggestivo alternarsi di luci e ombre che richiama i paesaggi italiani. Lineare e sofisticato è il design dei tavolini in diverse altezze dove le nuove creazioni della Maison sono disposte come oggetti personali. Ma l’invito a proseguire nella scoperta della casa di Acqua di Parma è irresistibile. Le aperture ad arco dell’architettura originale, conservate e esaltate dalla pittura graffiata in nero eseguita a mano da Pictalab, sofisticato atelier milanese specializzato in decorazione d’interni, lasciano intravedere la prima sala. Attorno al tavolo delle fragranze ognuno può vivere la propria personale esperienza olfattiva, provando e scegliendo la composizione preferita. A decorazione una micro-installazione che vede protagonisti gli agrumi. Limone, arancia e bergamotto, protetti da campane o innalzati su sfere di vetro, sono interpretati da Gala Rotelli come veri e propri gioielli della natura e realizzati con esperti artigiani, custodi dei segreti della manifat-


tura italiana. Qui si svela anche, in tutta la sua presenza scenica, il modernissimo chandelier in vetro progettato in esclusiva da Patricia Grosdemange e realizzato per Acqua di Parma da Aggiolight. Un’installazione luminosa composta da 650 elementi in vetro trasparente e ambra, fuso in piastra secondo le antiche tecniche dei maestri di Murano. Una lunga e complessa lavorazione che dona un originale effetto acqua a ogni singolo elemento, esaltando la fluidità e purezza del design. Riverberi di luce tornano nel decoro graffiato oro che riveste una delle pareti, eseguito da Pictalab. Un fondale prezioso sul quale spicca la collezione Signatures of the Sun, espressione della massima arte del profumo di Acqua di Parma. A completare la sala, Le Nobili, Colonia e Barbiere, in un allestimento di estrema leggerezza, affiancato da un fragrance finder interattivo attraverso il quale esplorare il mondo della Maison nelle sue infinite sfaccettature. Un’atmosfera ludica e rilassata che nella stanza successiva evolve naturalmente in una dimensione di calda convivialità. È il cuore della Boutique, dove arredi e dettagli si ispirano al gusto di una contemporanea cucina italiana. Il bancone in onice e gli sgabelli dall’eleganza informale accolgono gli ospiti, invitandoli a conoscere da vicino l’arte del regalo secondo Acqua di Parma. Tanti modi diversi per personalizzare e rendere ancora più speciale ogni creazione della Maison. E subito dopo la celebrazione della Home Collection. Due tavoli in onice e travertino e un fondale in resina e “concrete” nelle cromie del grigio e del giallo dove, come inciso a rilievo nella cera, ricorre il blasone Acqua di Parma. Sullo sfondo la vetrata impreziosita dal ferro battuto d’epoca offre una splendida vista sulla corte interna.

SIGNATURES OF THE SUN NELLA VISIONE DI MAURIZIO GALIMBERTI Acqua di Parma sceglie il famoso instant artist italiano per trasporre visivamente il concept della nuova collezione Signatures of the Sun. Le caleidoscopiche immagini di Maurizio Galimberti colgono l‘epifania olfattiva di ogni fragranza. Un‘esplosione di sensazioni che si ricompongono, come nelle sue creazioni, in un‘unica illuminante scoperta.

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YOUNG

// BEAUTY

BEAUTIFUL AND PASSIONATE

LE MUSE BEAUTY DEL PRESENTE GUARDANO AL FUTURO FACENDOSI PORTAVOCE DI MESSAGGI CHE ROMPONO GLI SCHEMI. SONO MUSICISTE, ATTRICI, MODELLE E ICONE DI UNA NUOVA FEMMINILITÀ SENZA PARADIGMI. IMPEGNATE, GIOVANI E FORTEMENTE APPASSIONATE A CURA DI LUISA MICALETTI

DUA LIPA In albanese il suo nome significa “Amore”, da ragazzina lo odiava, ma oggi ne va fiera. Tutto il mondo la conosce come Dua Lipa, l’enfant prodige che con la sua musica ha saputo battere molteplici record (è la popstar più ascoltata su Spotify con 40 milioni di streaming al mese, per citare il più eclatante). Sulla sua mano sinistra il tatuaggio a cui è più affezionata recita “Patience”, quella pazienza che le ha consentito di realizzare i propri sogni. La scritta “Angel” sulla spalla, una rosa sull’avambraccio, un cuore di filo spinato sul polso e due “dancing men” ispirati a Keith Haring sui pollici sono dettagli sul suo corpo che codificano un’estetica edgy, mix perfetto di sensualità e forza che su Instagram appassiona circa 34 milioni di followers. La sua carriera musicale prosegue inanellando un successo dopo l’altro e performance live che si

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trasformano puntualmente in eventi virali. Come quella più recente al Sunny Hill Festival, nato da un’idea del padre, Dukagjin Lipa,  e sostenuto proprio dalla fondazione benefica “Sunny Hill”, creata dalla cantante, il cui focus è quello di aiutare la regione del Kosovo (luogo d’origine della famiglia). Durante la conferenza stampa per l’apertura del festival la giovane star ha parlato di una possibile collaborazione con l’amica Miley Cyrus che ha dimostrato immensa generosità donando alla sua fondazione 25mila dollari.

@YSLBEAUTY «Dua Lipa incarna l’immagine di una donna coraggiosa e provocatoria, sognatrice e pragmatica» afferma Nabil Elderkin, film maker d’avanguardia posto da Yves Saint Laurent Beauté alla regia della nuova campagna per la fragranza Libre. «Essere libera nel 2019 per una donna vuol dire una cosa sola: vivere la vita secondo le proprie regole» ha dichiarato l’artista, celebre anche per il suo stile capace di abbattere le barriere di genere, proprio come la fragranza di cui è interprete. Sensuale e ardente grazie al fiore d’arancio e alla fresca lavanda. Brillante attraverso il neroli e il mandarino. Impetuosa per via della vaniglia e dell’ambra luminosa.


COURTESY OF YVES SAINT LAURENT BEAUTÉ

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// BEAUTY

JORJA SMITH Il soul britannico ha una nuova stella: Jorja Smith, giovane artista londinese dedita anima e corpo alla musica che mescola pop e r&b.

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poco più di un anno dalla pubblicazione del suo primo disco Lost & Found (che le ha consentito di conquistare il Mercury Prize), è tornata in scena con il nuovo singolo “Be Honest” insieme a Burna Boy. Una canzone up tempo che propone i suoni tipici della produzione discografica di Jorja, ma stavolta in chiave leggera, ritmata, ballabile. Mentre il ritmo trasporta immediatamente, la voce di Jorja fa il resto grazie a uniche capacità interpretative. Il suo timbro ricco di sfumature le ha fatto guadagnare il soprannome affettutoso “The Atomic Flea”, ma il suo essere anche icona di stile è una caratteristica che non è passata inosservata. La visibilità del grande pubblico è sopraggiunta grazie a una collaborazione con Drake per il brano “Get It Together”, a pochi mesi di distanza dalla quale è arrivato anche il premio della critica nell’ambito dei BRIT Awards.

@DIORMAKEUP Pioniera di un’estetica non convenzionale che sembra riscrivere il concetto di “bello” è stata scelta da Dior per incarnare quei valori che stanno entrando a far parte anche del lessico beauty, quali inclusività e diversità. In qualità di Make Up Ambassador della Maison lavora già al fianco di Peter Philips (Creative and Image Director del Make Up Dior) alla creazione di progetti editoriali e campagne digital, confermandosi a pieno titolo come talento del futuro, un futuro pieno di valori.

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COURTESY OF DIOR

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// BEAUTY

MARGOT ROBBIE M

Sulla Croissette di Cannes si è presentata con due treccine nei capelli ai lati del volto. Proprio come la star cui rende omaggio con la sua ultima interpretazione in “C’era una volta a Hollywood” di Quentin Tarantino.

argot Robbie interpreta Sharon Tate, scomparsa esattamente cinquanta anni fa nel massacro compiuto dalla setta capitanata dal mefistofelico Charles Manson. I protagonisti della pellicola sono Leonardo di Caprio e Brad Pitt, ma l’interpretazione di Margot ha colpito nel segno, riuscendo a commuovere anche la sorella della compianta Sharon e trasformando il film nei 160 minuti più attesi dell’autunno. Nel frattempo sono trapelate sul web alcune immagini di Margot nei panni di Harley Quinn sul set di Birds of Prey, per la DC Film e Warner Bros. Codini biondi e un martello in mano sintetizzano la sfrontatezza di un’eroina pronta a scoprire in sé un lato giocoso.

@CHANEL.BEAUTY Il talento e la personalità dell’attrice e produttrice australiana hanno attirato l’attenzione anche del mondo della bellezza che l’ha accolta come volto della nuova fragranza Gabrielle Chanel Essence. Incredibilmente unica e fonte d’ispirazione per le donne, così come Gabrielle Chanel, anche Margot Robbie è un modello per il suo impegno in diverse cause, soprattutto nel supporto delle donne nel mondo del cinema, grazie alla sua società di produzione LuckyChap Entertainment. La campagna Chanel è realizzata dal regista e noto fotografo Nick Knight. La scena si svolge su uno sfondo bianco e oro, che rievoca la fragranza dal colore solare, costruita intorno ai quattro fiori bianchi cari alla maison della doppia C: tuberosa, ylang-ylang, gelsomino e fiore d’arancio. Luminosa, Margot Robbie danza al centro di un vortice di veli bianchi e oro, al ritmo del brano Halo di Beyoncé.

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COURTESY OF CHANEL

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// BEAUTY

ZENDAYA Essere un idolo a soli 22 anni è possibile. La piccola star della Disney, attrice/cantante/ballerina di Oakland, è l’esempio perfetto.

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ià conosciuta per il suo ruolo di MJ nello Spider-Man della Marvel, è lei a guidare il cast di Euphoria, serie rivelazione di HBO dedicata alla Generazione X e prodotta da Drake. A dispetto della première, dove si è presentata con un abito da angelo, Zendaya esplora attraverso il suo personaggio i risvolti estremi di esperienze destinate a scandalizzare. La serie di Sam Levinson racconta infatti la storia di un gruppo di studenti delle superiori che sperimentano amore, sesso, amicizie e droghe in un climax di emozioni portate all’estremo. Contenuti forti insomma di cui Zendaya ha però più volte sottolineato l’autenticità narrativa, mostrando una serenità e una consapevolezza non comuni per la sua giovane età. Avere la stoffa della star le ha fatto guadagnare l’attenzione anche dei grandi brand internazionali (ha realizzato una capsule collection per Tommy Hilfiger ad esempio) che l’hanno scelta appunto per la sua naturale inclinazione a essere icona.

@LANCOMEOFFICIAL Lancôme l’ha voluta come nuova Beauty Ambassador nonché volto della nuova fragranza femminile sintetizzata in sole cinque lettere: Idôle. Un jus Clean Chypre Floreale creato da un trio di profumieri: Shyamala Maisondieu, Adriana Medina e Nadège Le Garlantezec. Nel suo cuore ci sono essenze di petalo di rosa di Isparta, raccolta in modo sostenibile, insieme alla rosa Centifolia coltivata in Francia. Assoluta di rosa e acqua di rosa mescolate ad accordi di gelsomino.

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COURTESY OF LANCÔME

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// BEAUTY

ANGELINA JOLIE A

Angelina Jolie e Laurent Boillot, Presidente e CEO di Guerlain, hanno tenuto una conferenza stampa molto esclusiva all’Hotel de Crillon di Parigi per rivelare il nuovo film Mon Guerlain, diretto da Emmanuel Lubezki (tre volte premiato con l’Oscar alla miglior fotografia per Gravity, Birdman e The Revenant) e girato nella casa di Angelina Jolie in Cambogia.

ngelina ha ricordato il suo forte legame con la Maison Guerlain, parlando della sua visione della donna di oggi e del suo impegno: la sua Fondazione, creata nel 2003 in Cambogia, prende il nome da suo figlio Maddox e ha come scopo quello di proteggere l’ambiente e fornire la possibilità di assistenza sanitaria e di istruzione per le comunità locali. La casa cambogiana di Angelina si trova nell’area in cui opera la sede della Fondazione, ossia dove vengono gestiti i programmi e dove le squadre di guardie forestali cambogiane lavorano per proteggere la foresta dallo sfruttamento illegale, dall’occupazione delle terre e dal bracconaggio. Angelina ha ricevuto la cittadinanza cambogiana per decreto reale come ringraziamento per le sue attività per l’ambiente e la conservazione all’interno del Paese.

@GUERLAIN La musica del film che accompagna la nuova fragranza, intitolata “Wild Thing”, è stata scritta da Chip Taylor, zio paterno di Angelina, e registrata per la prima volta nel 1965 dal gruppo newyorchese The Wild Ones. L’anno successivo è diventata un successo internazionale grazie alla band britannica The Troggs. Ma al di là del legame familiare con Angelina, Guerlain ha scelto questa soundtrack per rendere omaggio allo spirito libero della donna celebrato da Mon Guerlain Eau de Parfum Intense, creato a quattro mani da Thierry Wasser, Maître Perfumeur, e Delphine Jelk, Perfumeur Guerlain.

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COURTESY OF GUERLAIN

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DESIGN // INTERVIEW

AMANDINE PALLEZ.

IL MISTERO DELLA

PREZIOSA“ORA BLU”

I SOGNI ORIENTALI DE LE MILLE E UNA NOTTE INCONTRANO I CODICI DELLA SEDUZIONE ITALIANA NELLA NUOVA FRAGRANZA BVLGARI, TUBEREUSE MYSTIQUE. ALLE RADICI DELLA COLLEZIONE CON AMANDINE PALLEZ, PERFUME CREATION & HERITAGE DIRECTOR DI MARCO TORCASIO

il Master Perfumer Sophie Labbé ha realizzato la fragranza cesellando, proprio come un gioielliere, questo ingrediente prezioso, svelando le dominanti ed esuberanti anime nascoste della tuberosa crepuscolare. L’ambizione di Tubereuse Mystique però non è soltanto quella di definire il nuovo cuore della collezione Splendida Bvlgari, ma anche quello di continuare a delineare l’audace visione del marchio, esaltandone il DNA unico. Per comprenderne più a fondo le particolarità ci siamo riservati il piacere d’incontrare Amandine Pallez, Perfume Creation & Heritage Director Bvlgari, a pochi minuti di barca da Villa Pizzo. Quale location più adatta se non il Mandarin Oriental Lago di Como, incastonato tra il lussureggiante parco botanico e le sponde assolate del lago, emblematica miscela di stile italiano, fascino orientale e bellezze naturali. ____In che modo l’heritage Bvlgari, straordinariamente vasto, riesce a rinnovarsi incessantemente in termini di creatività? Come nella gioielleria, manteniamo fede al DNA del brand, che trova i suoi tratti distintivi nella geometria delle forme e nel design molto specifico ad esempio, preservando il processo creativo. La romanità del brand è una fonte incessante d’ispirazione, l’architettura secolare che contraddistingue la città viene però tradotta in qualcosa di totalmente contemporaneo. Nella profumeria le gemme preziose sono gli ingredienti della natura. La scelta della tuberosa nel caso di Tubereuse Mystique ha rappresentato una sfida creativa a tutti gli effetti, perché è un fiore molto complesso e difficile da coltivare, ma rimane tra gli ingredienti qualitativamente più preziosi.

Quasi intagliata nella montagna, Villa Pizzo si prospetta sul lago di Como con una lunga serie di terrazzamenti. Il giardino che ospita l’elegante soirée-tributo alla nuova preziosa fragranza Bvlgari, Tubereuse Mystique, si sviluppa con geometrici vialetti allungati fra aiuole, siepi potate ad arte e fontane barocche, mentre un susseguirsi di piante esotiche, agavi, orchidee e fiori rari si arrampica fin sull’erta scogliera. Avvolti dalla magia della rinomata residenza gioiello, scopriamo il nuovo profumo della maison che reinterpreta la femminilità attraverso tratti audaci, ispirati agli ingredienti più nobili. Dopo aver reso omaggio ai fiori preziosi dell’iris, della rosa, del gelsomino e della magnolia, la collezione Splendida Bvlgari svela infatti un profumo inedito che esprime il suo carattere irresistibile attraverso l’animo mistico della tuberosa. Per materializzare la complessità di questo fiore affascinante,

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____Perché l’italianità di Bvlgari è sinonimo di alta qualità e grande esperienza creativa? Quando si pensa alla creatività italiana si immagina qualcosa di audace, coraggioso, capace di esplorare territori ancora sconosciuti. Qualcosa che non segue codici predeterminati, ma è libertà allo stato puro. In tal senso Bvlgari è sinonimo di creatività altamente italiana. ____In qualità di Perfume Creation & Heritage Director, segue linee guida strategiche nello sviluppo del design, nello studio dei materiali e delle tendenze? Non ho un timone preciso. Mi interessa più che altro esprimere cosa è Bvlgari oggi e cosa sarà domani. Mi lascio molto ispirare dalla gioielleria, ma ciò che mi sta a cuore ogni giorno è riuscire a esprimere delle emozioni, decisamente distanti dai trend per costituzione. Nel mondo olfattivo inevitabilmente esistono le tendenze, basti pensare a quelle mainstream delle fragranze gourmand, o speziate, ne teniamo conto ma sempre con quel “Bvlgari Touch” che fa la differenza.


____L’alchimia creativa dell’alta gioielleria rivive anche nell’universo fragranze? La gioielleria lavora con le pietre preziose, le fragranze lavorano con le materie prime. Ma in entrambi i campi il processo creativo ambisce all’eccellenza. Quale miglior esempio di Tubereuse Mystique? La tuberosa viene principalmente raccolta in India. Si tratta di un fiore esigente, che richiede una cura meticolosa. Proprio per la sua natura volubile e delicata, è anche conosciuta come la “diva del campo”. Difficile e complessa da coltivare, costituisce uno degli ingredienti più pregiati della natura nella tavolozza del profumiere. Nonostante questo fiore notturno offra le sue note più sontuose solo dopo il tramonto, è sempre stato raccolto al mattino. Per la prima volta, Bvlgari ha invece effettuato un’esclusiva raccolta al crepuscolo, la cosiddetta “ora blu”, per poter catturare al massimo la singolarità olfattiva della sua fioritura e cogliere con una fedeltà senza precedenti il suo profumo, proprio come merita una vera gemma della natura. ____Tubereuse Mystique accrescerà l’awareness del brand anche fuori dall’Italia? Quello europeo è un segmento molto importante nel mondo fragranze. Ma i nostri clienti sono anche orientali e asiatici, quindi abbiamo un ampio range di proposte per tutti i tipi di donna. Vogliamo sempre garantire loro la possibilità di scegliere chi essere ogni giorno.

___Pensa che la scelta di una fragranza sia un gesto di “empowerment” per le donne? Le donne oggi acquistano le fragranze per se stesse, perché vogliono sentirsi bene. Il mondo delle fragranze riconnette le donne alle proprie emozioni e se pensiamo che il 70% del nostro target femminile vive in città, è facile capire quanto una fragranza, con tutti i rimandi al mondo della natura incontaminata che porta con sé, possa contribuire alla profusione di emozioni positive. ____Riscontra punti di connessione tra la sua vita privata e il suo lavoro? Sono sempre io, Amandine. Chi lavora con la creatività è molto “open-minded” e curioso nei confronti del mondo, con una spiccata capacità d’osservazione. Lavorando con Bvlgari ho imparato che non bisogna per forza parlare ad alta voce per farsi ascoltare, ma semplicemente alzare la testa per lasciarsi stupire da quello che ci circonda. ____Che cosa riesce a stupirla Amandine? Vivo in Svizzera, in un piccolo villaggio, fonte di vero stupore… Respirare aria pulita e camminare a piedi nudi nell’acqua del lago con mio figlio è il mio lusso. Sono nata a Parigi, ma non mi manca. Ho molti ricordi della mia città, tuttora importanti, ma sono più che mai grata per la mia vita di oggi.

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// BEAUTY

AESTHETICS RENAISSANCE

TERRENO D’INCONTRO DI TRADIZIONE E INNOVAZIONE: L’UNIVERSO DELLA BELLEZZA VIENE RIDEFINITO DA FORMULE STRAORDINARIE CHE REGALANO ECCELLENZA. TRA INGREDIENTI IPER-PERFORMANTI E VIRTUOSISMI TECNOLOGICI, IL SENSO DEL BELLO RINASCE: DELICATO, NOBILE, RAFFINATO

ICONA D I E S C LU S I V I TÀ

L’iconica Créme de la Mer brilla in una Limited Edition dal design inedito, realizzato con l’esclusiva collaborazione del fotografo Mario Sorrenti e della figlia Gray. Nella loro prima vera collaborazione insieme catturano i ricordi di innumerevoli estati trascorse in riva al mare nelle loro narrazioni visive e vocali. Come La Mer, la leggendaria fotografia di moda di Mario è classica e moderna allo stesso tempo e nota per la sua inimitabile qualità, mentre Gray è entrata nella cerchia dei fotografi più

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influenti che stanno facendo breccia nella moda e nell’arte. Il suo immaginario evoca le emozioni crude della giovinezza ed espressioni artistiche alla ricerca di un’introspezione incessante. Insieme, Mario e Gray lanciano la campagna “Ai Confini del Mare” di La Mer, con una nuova e affascinante interpretazione dello Spirito di La Mer, rimanendo sempre legati al loro amore per l’oceano, eterna musa del brand.


I M PA L PA B I L E SOIN

Inizialmente è una mousse densa e leggera nell’incavo della mano, per poi trasformarsi in una crema ricca ed estremamente morbida quando si applica e si massaggia sul viso. Ideale per tutti i tipi di pelle, compresa la più sensibile, Sisley Mousse Crème Éclat contiene agenti idratanti e lenitivi affinché, dopo il risciacquo, l’epidermide resti morbida e con una piacevole sensazione di

confort, grazie agli estratti di peonia e Pro-vitamina B5 associati alla Betaina. L’estratto di pompelmo, un delicato esfoliante, purifica, tonifica e leviga la grana della pelle. L’estratto di Ginkgo Biloba protegge l’epidermide dallo stress ossidativo che opacizza l’incarnato.

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// BEAUTY VIAGGIO SENSORIALE

Sensai Absolute Silk Cream e Fluid assicurano un’esperienza inedita con la Seta Koishimaru, oggi formulata per offrire una straordinaria trasformazione cutanea sin dalla prima applicazione, replicando sulla pelle le medesime qualità di questa preziosa fibra. La formula anti-età brevettata Koishimaru Silk Royal™ trasmette

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i prodigiosi poteri della Seta Koishimaru, rendendola vellutata, elastica e luminosa. Il Fluido ricco e rinfrescante idrata la pelle in profondità, riempiendola come dall’interno. La Crema sontuosa ma leggera idrata a fondo, avvolgendo la pelle delicatamente in un impalpabile velo di seta.


ESPERIENZA SUBLIME

La Prairie presenta Skin Caviar Eye Lift, il primo siero illuminante per tutta la zona occhi, sopracciglia comprese - la risposta delicata ed efficace all’esigenza di un effetto lifting e rassodante dedicato al contorno occhi. Skin Caviar Eye Lift è il risultato di una potente combinazione di due formule arricchite da Caviar Premier e dal Complesso Cellulare Esclusivo di la prairie, che si basa su una ricerca biotecnologica avanzata per dare nuova vita ed energia alle

stesse cellule da cui nasce la bellezza. Premendo sull’erogatore, le due formule - una incapsulata nelle perle di caviale e l’altra in un’emulsione crema-gel rosa tormalina, racchiuse in due sezioni separate per mantenere la purezza - passano attraverso un meccanismo che le miscela a ogni utilizzo. Il risultato è un siero dalla texture piacevole che dona alla pelle una sensazione di freschezza e un immediato effetto lifting.

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P.116 IL SERENO Luis Contreras e Andrea Berton raccontano le nuove sfide dell’hôtellerie

P.124 CARAIBI Como Parrot Cay, Turks & Caicos Islands

P.128 MIAMI

Como Metropolitan Miami Beach

T R AV E L

P.130 LUXURY ESCAPE I preziosi trattamenti benessere e le esperienze gourmet da fare in autunno

P.134 GOURMAND Il nostro itinerario del gusto

P.138 WHAT’S NEW Il nuovo scenario della Repubblica Dominicana

CASA DE CAMPO REPUBBLICA DOMINICANA


// INTERVIEW

FUTURE DESIGN, IL PROGETTO DI PATRICIA URQUIOLA PER

IL SERENO,

LAGO DI COMO

INAUGURATO IN GRANDE

STILE CON LA PRESENZA DI “MR. SPOTIFY” È UNO DEI 25 HOTEL ULTRA-LUSSO PIÙ BELLI DEL MONDO.

INSIGNITO DI UNA STELLA MICHELIN DOPO UN SOLO ANNO DALL’APERTURA DEL SUO RISTORANTE E

DEL PREMIO “BEST DESIGN” DALL’AFAR TRAVELER’S CHOICE AWARDS. IL SERENO, LAGO DI COMO È UN LUOGO MAGICO GUIDATO DA UN UOMO INTRAPRENDENTE: LUIS CONTRERAS

Il Sereno... Un progetto architettonico unico nel suo genere realizzato nel rispetto del patrimonio naturale e storico del contesto ma che parla di sofisticata contemporaneità. Non è un caso che in un solo anno abbia fatto incetta di premi legati al design e alla sostenibilità, dietro a ogni arredo, tessuto, complemento, opera d’arte c’è Patricia Urquiola, la designer di fama mondiale. Al Sereno, Lago di Como il tempo scorre in maniera differente, è in grado di lasciarti godere solo della parte bella della vita. Quando sei al centro dell’infinity pool, ti accorgi dei doni che qualcuno generosamente ti ha fatto, la magnificenza della natura. Un progetto nato per caso ma fortemente voluto dal suo proprietario: Luis Contreras, il committente con cui tutti vorrebbero trattare, lo si capisce subito quando si parla di investimenti e tempi di realizzazione assolutamente record. Un uomo affabile, che sa parlare il linguaggio del denaro ma soprattutto che ne sa capire il valore: “non svendo le mie stanze”, afferma con fervore quando parliamo di tariffe, da capogiro se pensiamo alle private suite di Le Sereno, St. Barths: per 15.000€ a notte si soggiorna in una villa fronte mare, totalmente riservata. Ci sono voluti quattro anni per costruire ex novo il complesso caraibico, oggi purtroppo danneggiato da un uragano e chiuso fino al prossimo anno, un impedimento alla struttura che per Contreras non è un problema, si demolisce e si ricostruisce, bello come e più di prima…

DEL RESTO A LUIS LE SFIDE ADRENALINICHE PIACCIONO, PROPRIO COME LE GARE OFF ROAD CHE ERA SOLITO PRATICARE IN AMERICA IN SELLA ALLA SUA MOTO DA CORSA. Lo abbiamo incontrato a Milano in uno di quegli angoli verdi che ama, a due passi da via Montenapoleone e poco distante dalla sua nuova abitazione in Piazza San Babila per scoprire i suoi nuovi progetti come un secondo ristorante in collaborazione con Andrea Berton e una nuova meta per un altro esclusivo resort.

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DI ENRICO CAMMAROTA

IL SERENO, LAKE COMO

One of the 25 most beautiful ultra-luxury hotels in the world, awarded a Michelin star just one year after the opening of its restaurant, and winner of the “Best Design” from the Afar Traveller’s Choice Awards. Il Sereno, Lake Como is a magical place guided by an enterprising man: Luis Contreras. Il Sereno ... A unique architectural project of its kind made in respect of the natural and historical heritage of the context, but which speaks of sophisticated contemporaneity. It is no coincidence that in just one year it has bought up awards related to design and sustainability: behind every piece of furniture, fabric, complement, work of art, there is Patricia Urquiola, the world-famous designer. At the Sereno Lake Como time flows in a different way, it is able to let you enjoy only the beautiful part of life. When you are at the centre of the infinity pool, you notice the gifts someone generously gave you, the magnificence of nature. A project born by chance but strongly desired by its owner: Luis Contreras, the customer with whom everyone would like to negotiate, can be understood immediately when it comes to absolutely recordable investments and realization times. An affable man, who knows how to speak the language of money but above all who knows how to understand its value: “I do not sell out my rooms”, he states with fervour when we talk about rates, mind-boggling if we think of the private suites of Le Sereno,St. Barths : for € 15.000 per night you stay in a seafront villa, totally reserved. It took four years to build the Caribbean complex from scratch, today unfortunately damaged by a hurricane and closed until next year, an impediment to the structure that for Contreras is not a problem – it can be demolished and rebuilt beautiful as and more than before... Besides, Luis likes adrenaline challenges, just like the off-road races he used to do in America on his racing bike. We met him in Milan in one of those green corners he loves, a stone’s throw from via Montenapoleone and not far from his new home in Piazza San Babila to discover his new projects as a second restaurant in collaboration with Andrea Berton and a new destination for another exclusive resort. A substantial investment in one of the most beautiful Caribbean islands in St. Barthes. What brought you to Italy? Italy is a place that I love, I visited it often and I was particularly fond of some places like the Amalfi Coast: I’m a big fan of Don Alfonso. The decision to invest in Lake Como was not strategic but rather casual. In the air there was the will to expand, after ten years from the opening of Le Sereno St. Barths and the complex of four surrounding villas that we use as extra-luxury private suites, it was time to grow again. One morning I was in the swimming pool of the structure and I made friends with two clients, a couple of Italian architects, the harmony


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// INTERVIEW

Amandine Pallez, Perfume Creation & Heritage Director NEL COLLAGE ALCUNI DETTAGLI DE IL SERENO, LAGO DI COMO E DEL RISTORANTE BERTON AL LAGO. NELLA FOTO IN BIANCO E NERO, GLI CHEF RAFFAELE LENZI E ANDREA BERTON

____Un investimento sostanziale in una delle isole caraibiche tra le più belle, a St. Barthes. Cosa l’ha portata in Italia? L’Italia è un luogo che amo, l’ho visitata spesso e mi sono particolarmente legato ad alcuni luoghi come la Costiera Amalfitana, sono un grande fan di Don Alfonso. La scelta di investire sul Lago di Como non è stata strategica ma bensì casuale. C’era nell’aria la volontà di espandersi, dopo dieci anni dall’apertura di Le Sereno St. Barths e del complesso di quattro ville circostanti che utilizziamo come suite private extra lusso, era arrivato il momento di crescere ancora. Una mattina ero nella piscina della struttura e feci amicizia con due clienti, una coppia di architetti italiani, la sintonia fu immediata e ci scambiammo i contatti. Dopo due anni mi scrissero ricordandosi delle mie intenzioni di costruire un nuovo resort e mi segnalarono quella che allora era la vecchia struttura dell’hotel sul Lago di Como, non ero affatto convinto fosse giusta per i miei piani, ma sapevo di doverla valutare di persona. Me ne innamorai, la posizione è meravigliosa. Dopo due anni partì il cantiere e dopo quattro anni veniva ultimato. ____L’opening de Il Sereno Lago di Como è avvenuto in grande stile… Si ma in realtà non si è trattato di un evento realizzato per l’inaugurazione, il caso ha voluto abbiano coinciso. Non eravamo ancora aperti al pubblico ma già si era sparsa la voce del nostro arrivo e per la prima sera Daniel Ek (nonché Mr. Spotify n.d.r) riservò tutta la Pent House per chiedere alla sua compagna di sposarlo, glielo chiese alle ore 22.30, fortunatamente lei ha detto Sì perché nello stesso momento avevamo programmato uno spettacolo pirotecnico senza eguali. Un evento incredibile con molti ospiti internazionale (tra i quali anche Mark Zuckerberg n.d.r).

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was immediate, and we exchanged contacts. After two years they wrote to me reminding me of my intentions to build a new resort and pointed out what was then the old structure of the hotel on Lake Como, I was not at all convinced it was right for my plans, but I knew I had to evaluate it for myself. I fell in love with it, the location is wonderful. After two years the construction site started and after four years it was completed. The opening of Il Sereno Lago di Como took place in pomp and circumstances ... Yes, but in reality it was not an event organized for the inauguration, the case wanted them to have coincided. We were not yet open to the public, but the rumour of our arrival had already spread and for the first night Daniel Ek (as well as Mr. Spotify ed) reserved the whole Pent House to ask his partner to marry him: he proposed at 10.30 pm, fortunately she said Yes because at the same time we had planned an unparalleled fireworks display. An incredible event with many international guests (including Mark Zuckerberg ed). What were the intentions with the opening of Il Sereno? With the inauguration of Il Sereno Lake Como, I wanted to give life to a true temple of well-being. A reserved place with up-to-date and tailored services dedicated to travellers and customers seeking exclusivity. Every element is treated in detail and I have to thank Patricia Urquiola for her touch. Her experience and her in-depth knowledge of design and materials is truly boundless. Some of her creations are exhibited in museums such as the MoMA in New York, the Triennale di Milano, the Fonds National D’Art Contemporain in Paris and the Die Neue Sammlung in Munich. Both the exterior and the interior of the structure are in continuous connection with nature, and although we wanted to connote the air of contemporaneity we have decided to respect the historical and cultural heritage of the place. The spacious design of the suites is designed to maximize the view of natural landscapes, which in this way integrate into the interiors. The materials


IL LUSSO NON È UNA QUESTIONE DI SOLO PREZZO MA SORPRENDERSI DI FRONTE ALL’INCANTO «PER ME

DELLA BELLEZZA E LA BRAMOSIA DI UN DESIDERIO.» - Luis Contreras -

used such as stones, wood and fibres are all natural, thus infusing a sustainable style and timeless elegance. The plants are a fundamental element, the hotel is immersed in a lake-front garden crossed by paths where you can walk, but the real gem is the two vertical woods that reinforce the harmony of the hotel with the surrounding nature created by the botanist Patrick Blanc who for Il Sereno has also created three different works: Le Mirroir Vert du Lac, Le Canyon and Les Racines Echasseesm.

NELLA FOTO, LUIS CONTRERAS

____Quali erano i propositi con l’apertura del Sereno? Con l’inaugurazione de Il Sereno, Lago di Como volevo dare vita a un vero tempio del benessere. Un luogo riservato con servizi up to date e su misura dedicati a viaggiatori e clienti che ricercano l’esclusività. Ogni elemento è curato nel minimo particolare e devo ringraziare Patricia Urquiola per il suo tocco. La sua esperienza e la sua conoscenza approfondita del design e dei materiali è davvero sconfinata. Alcune delle sue creazioni sono esposte in musei come il MoMA di New York, la Triennale di Milano, il Fonds National D’Art Contemporain a Parigi e il die Neue Sammlung di Monaco. Sia gli esterni che gli interni della struttura sono in continuo legame con la natura, pur volendo connotare l’aria di contemporaneità abbiamo deciso di rispettare il patrimonio storico e culturale del luogo. Il design spazioso delle suite è pensato per valorizzare al massimo la vista sui panorami naturali, che in questo modo si integrano negli interni stessi. I materiali impiegati come le pietre, il legno e le fibre sono tutti naturali, andando così a infondere uno stile sostenibile e un’eleganza senza tempo. Le piante poi sono un elemento fondamentale, l’hotel è immerso in un giardino fronte lago attraversato da sentieri dove poter passeggiare, ma la vera chicca sono i due boschi verticali che rafforzano la sintonia dell’hotel con la natura circostante creati dal botanico Patrick Blanc che per Il Sereno ha realizzato anche tre diverse opere: Le Mirroir Vert du Lac, Le Canyon e Les Racines Echasseesm.

The name of its structures perfectly recalls the kind of harmony that is breathed in the environments. Is this also random? I would not say completely random. For me the hotel business is a real passion but also a family business, I am an engineer I graduated in Venezuela and then I attended an MBA in France, along with my dad I took care of real estate. He was a visionary, he had built one of the first hotels in Miami, he bought disused buildings and completely redeveloped them, realizing exclusive residences, while I assessed the condition of the buildings. In 2001 we happened to run into a hotel with a heavy loss and poorly managed without a solid brand equity. A great deal for us to enter the tourism sector. We liked the name “Sereno Beach Hotel” and decided to turn it into a solid and recognizable brand, precisely Il Sereno, requalifying everything. We threw down the old building and built our luxury hotel, today Le Sereno St. Barthes, with only 39 rooms and made-to-measure services. We decided to add a touch of uniqueness dedicated to a few customers, lovers of comfort and privacy, with a complex of four surrounding villas, truly magnificent, which we use as maxi suites from € 15.000 per night. What are the exclusive services at Il Sereno, Lake Como? Magnificence of the design aside, we asked Ernesto Riva’s shipyard to create a custom boat for us, a small yacht, a true handcrafted jewel made of wood and in a workmanlike manner, a little larger than 5 meters with a power of 40 horses that we leave for the exclusive use of our customers. These are boats that can be driven without having a boat license, a special occasion to make the excursions live in total autonomy. We are also developing one that will be approved very soon and that incorporates the lines of the old steamer but will be totally electric. In addition, we are launching a water taxi service to ensure that guests can reach the other side of the lake from our private dock and discover Como as they prefer. Then, there is the exclusivity of our restaurant led by Chef Berton, Patricia presented him to me, and we immediately found ourselves in harmony. Only one year after opening the restaurant has earned a Michelin star. Within two years we will open a second restaurant where we will differentiate the gourmet proposal, the dishes will be even more refined. Then there is our beautiful SPA, the first on the Lario to offer products and treatments of the exclusive Valmont.

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// INTERVIEW

È STATO PIÙ PRECISO. PACE, TRANQUILLITÀ, CALMA. SENSAZIONI CHE ACCAREZZANO L’ANIMA APPENA SI VARCA IL VIALE «MAI IL NOME DI UN HOTEL

CIOTTOLOSO DELL’INTIMO HOTEL DI LUSSO CHE SORGE SULLA RIVA ORIENTALE DEL LAGO DI COMO» - Luis Contreras -

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Besides the new restaurant in collaboration with Berton, something tells us that there are other projects in the pipeline ... We have several good intentions for a new expansion. We are looking at properties for example in Venice, Sardinia, Portofino but also in St. Moritz for the winter season. But at least this year our energies will be concentrated on the rebuilding of Le Sereno St. Barths: there was a bad cyclone that damaged the structure and rather than repairing I decided to rebuild everything from scratch, an important but functional investment. You are Venezuelan, you lived in America, in France, in Spain and now in Milan. What convinced you to stay? I arrived here in 2015 to follow assiduously the last part of Il Sereno, Lake Como construction site. In the end the Italian welcome, the savoir-faire, the creativity and the way of thinking and working made me snatch the return ticket. In Milan I like the tranquillity of the city-centre. A small city but totally accessible and liveable. I love green spaces and there are plenty of them here. Gradually, I also made a map of my favourite food-related places like Ribot for meat dishes. The Salumaio for business lunches. Sorbillo for pizza. And, of course, Berton.

____Il nome delle sue strutture richiama alla perfezione il tipo di armonia che si respira negli ambienti. Anche questo è casuale? Non direi del tutto casuale. Per me l’hotellerie è una vera passione ma anche un business di famiglia, io sono un ingegnere mi sono laureato in Venezuela e poi ho frequentato un MBA in Francia. Insieme a mio papà mi occupavo di real estate, lui era un visionario aveva costruito uno dei primi hotel di Miami, comprava strutture in disuso e le riqualificava del tutto realizzando residenze esclusive, io valutavo lo stato degli immobili. Nel 2001 ci capitò di imbatterci in una struttura alberghiera in forte perdita e mal gestita senza una brand equity solida. Per noi un ottimo affare per entrare nel settore turistico. Ci piaceva il nome “Sereno Beach Hotel” e decidemmo di trasformarlo in un brand solido e riconoscibile, appunto il Sereno, riqualificando tutto. Abbiamo buttato giù la vecchia struttura e costruimmo il nostro hotel extralusso, oggi Le Sereno St. Barths, sole 39 stanze e servizi made to measure. Decidemmo di aggiungere un tocco di unicità dedicato a pochi clienti, amanti della comodità e della privacy, con un complesso di quattro ville circostanti, davvero magnifiche, che utilizziamo come maxi suite da 15.000€ a notte. ____Quali sono i servizi esclusivi al Sereno, Lago di Como? Magnificenza del design a parte, abbiamo chiesto al cantiere di Ernesto Riva di realizzare un’imbarcazione customizzata per noi, un piccolo yacht, un vero gioiello artigianale fatto in legno e a regola d’arte, poco più grande di 5 metri con una potenza di 40 cavalli che lasciamo ad uso esclusivo dei nostri clienti. Si tratta di imbarcazioni che possono essere guidate anche senza avere la patente nautica, un’occasione speciale per far vivere le escursioni in totale autonomia. Inoltre ne stiamo sviluppando una che sarà omologata molto presto e che riprende le linee delle antiche vaporette maAsarà totalmente elettrica. InHpiù stiamandine Pallez, Perfume Creation & eritage Director mo lanciando un servizio di water taxi per fare in modo che dal nostro attracco privato gli ospiti possano raggiungere l’altra sponda del Lago e scoprire Como come meglio preferiscono. C’è poi l’esclusività del nostro ristorante guidato da Chef Berton, me lo ha presentato Patricia e ci siamo subito trovati in sintonia. Dopo un solo anno dall’apertura il ristorante ha guadagnato una stella Michelin. Nel giro di due anni apriremo un secondo ristorante in cui andremo a differenziare la proposta gourmet, i piatti saranno ancora più curati e ricercati. C’è poi la nostra bellissima SPA, la prima sul Lario a offrire prodotti e trattamenti dell’esclusivo Valmont. ____Oltre al nuovo ristorante in collaborazione con Berton, qualcosa ci dice che ci siano altri progetti in cantiere… Abbiamo diversi buoni propositi in vista di una nuova espansione. Stiamo guardando delle proprietà per esempio a Venezia, in Sardegna, a Portofino ma anche a St. Moritz per la stagione invernale. Però almeno per quest’anno le nostre energie saranno concentrate sul rifacimento del Sereno St.Barths, c’è stato un brutto ciclone che ha danneggiato la struttura, piuttosto che riparare ho deciso di ricostruire tutto ex novo, un investimento importante ma funzionale. ____Lei è venezuelano ha vissuto in America, in Francia, in Spagna e ora a Milano. Cosa l’ha convinta a rimanere? Arrivai qui nel 2015 per seguire assiduamente l’ultima parte del cantiere del Sereno, Lago di Como. Alla fine l’accoglienza italiana, il savoir-faire, la creatività e il modo di pensare e di lavorare mi hanno fatto strappare il biglietto di ritorno. Di Milano mi piace la tranquillità del centro. Una città piccola ma totalmente accessibile e vivibile. Amo gli spazi verdi e qui ce ne sono in abbondanza. Pian piano ho fatto anche una mappa dei miei luoghi preferiti legati al food come Ribot per i piatti di carne. Il Salumaio per i pranzi d’affari. Sorbillo per la pizza. E ovviamente Berton.

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// INTERVIEW

ESTETICA PERFORMANCE PERSONALITÀ

ANDREA BERTON RACCONTA

  L’ E X P E R I E N C E ? È SICURAMENTE L’INNOVAZIONE PIÙ PROFONDA! «CHI ENTRA IN UN RISTORANTE STELLATO CERCA UN PERCORSO DI GUSTO E PIACERE, UNA VERA STORIA RACCONTATA CON LE PIETANZE». INCONTRIAMO LA STELLA MICHELIN IN UNA GIORNATA ESTIVA TRA I TAVOLI DEL SERENO, LAGO DI COMO DI ALESSANDRO IACOLUCCI

Da Milano a Como, gestisce le cucine di cinque ristoranti ma l’obiettivo è arrivare presto almeno a dieci. Un personaggio ironico, divertente ma allo stesso tempo serio. Siamo stati al Sereno Lago di Como, dove è di casa lo stellato Andrea Berton con il ristorante Berton al Lago (1 stella Michelin). La struttura è sofisticata, moderna, in legame continuo con la natura. Pazzesca. Un percorso green che si respira sia per l’ambiente naturale sia nei materiali usati e ovviamente nei piatti della cucina che ci ha conquistato e abbiamo voluto saperne di più… “Lo chef è in struttura? Ce lo chiama?” _____Come è nata questa nuova sfida ? Il progetto del Sereno Lago di Como è nato grazie a un bellissimo incontro con Luis Contreras, il proprietario della struttura, organizzato dalla designer Patricia Urquiola una nostra amicizia comune. Dopo due anni abbiamo dato il via all’impresa. Mi occupo di tutta la parte food & beverage. La mia ricerca in cucina consiste nel regalare emozioni. Gli ingredienti che utilizzo sono utili a rappresentare dei percorsi e nel ristorante dell’hotel da Berton al Lago abbiamo deciso di sviluppare tutto su base vegetale, una qualità che contraddistingue la struttura nei materiali, nella filosofia e per l’ambiente circostante. Quindi nel menù non potevano mancare i miei brodi… Perché il brodo? Amo molto le influenze e le reinterpretazioni. Oggi c’è una grande possibilità di confrontarsi con le cucine appartenenti alle diverse culture nel mondo e, oltre a quella italiana, amo le caratteristiche della cucina giapponese e di quelle orientali, la loro essenza, le loro qualità e il loro spirito è molto legato al mio stile.

C’È UNA FRASE DI ENZO FERRARI CHE HO FATTO MIA: “UNA MACCHINA SE BELLA, TENUTA BENE E PULITA, È PIÙ FACILE CHE SIA VINCENTE”. NELLA FOTO A FIANCO, UN RITRATTO DELLO CHEF STELLATO ANDREA BERTON. PH: ©MARCO SCARPA

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____La sua firma? Più che un piatto, quello che mi rappresenta profondamente è il riso. Un ingrediente che può essere manipolato e declinato sotto diverse rappresentazioni. È la mia base di partenza per tante ricette. Una volta cucinai per un evento insieme ad altri 8 colleghi, nessuno dei clienti sapeva chi avesse preparato cosa, si avvicinò un signore e mi disse “complimenti, ho riconosciuto il suo tocco senza nemmeno vedere se fosse stato lei a creare il piatto”. Non c’è soddisfazione più grande che lasciare il segno con il proprio lavoro, essere riconoscibili. L’identità è qualcosa che apprezzo in generale, anche nelle cucine dei miei colleghi. Chi valorizza e rende unico uno dei suoi piatti mi stimola a provarlo. ____Moda ed estetica, che ruolo hanno? Le mode sono sempre esistite, vanno considerate ma fatte proprie, reinterpretate cercando di aggiungere valore. Oggi prendono piede le cucine del Sud America. È giusto poter introdurre delle contaminazioni ma in modo molto bilanciato. L’estetica invece è la parte fondamentale del mio lavoro. Dare un’immagine piacevole al piatto che si sta servendo è cruciale, un vero valore aggiunto. C’è una frase di Enzo Ferrari che mi ha colpito profondamente e che ho fatto mia. Nel suo libro scrisse: “Una macchina se bella, tenuta bene e pulita, è più facile che sia vincente”. Questo vuol dire che i piatti, se curati e sviluppati anche nella presentazione, di riflesso, assumono una costruzione di qualità, di gusto e ricercatezza del sapore ancora più elevate. _____Il segreto di una buona cucina? Gualtiero Marchesi, il mio mentore, diceva sempre che per uno chef è molto più facile rovinare un ingrediente piuttosto che valorizzarlo, bisogna averne cura per ottenere il massimo da ogni singolo prodotto. Bisogna rispettarlo. Umiltà, curiosità, serietà e dedizione sono i valori fondamentali per varcare la soglia della cucina. L’età media dei miei collaboratori si aggira tra i 25 e i 30 anni, cerco sempre di trasmettere loro questi principi.


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// TRAVEL

NELLA FOTO; BEACH HOUSE POOL

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COMO PARROT CAY, TURKS & CAICOS ISLANDS

NEL BLU

INFINITO DELL’OCEANO

OLTRE CINQUE CHILOMETRI DI SABBIA BIANCHISSIMA CHE COSTEGGIANO LA PROPRIETÀ, LEMBI DI UN PARADISO TRA LE BRICIOLE CARAIBICHE AD OGGI FRA LE METE PIÙ ESCLUSIVE DELL’AREA,

ABBRACCIANO LUXURY RETREAT FRA SBALORDITIVE CALETTE COME QUELLA DI PARROT CAY DI ANTONELLA TEREO

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// TRAVEL

COMO PARROT CAY È UN LUOGO MISTICO. UN VERO SANTUARIO NASCOSTO TRA LE ACQUE

CRISTALLINE DI UNA DELLE ISOLE PIÙ BELLE DEI CARAIBI SETTENTRIONALI.

Parrot Cay sembra non avere fine, ma di certo ha un filo conduttore che raccoglie la sua identità. Un tocco che unisce la funzionalità allo stile tropicale, il lusso sussurrato occidentale ai colori del mondo caraibico, in un progetto ideato dall’architetto Rolf Rothermel che ne ha immaginato gli spazi e da Keith Hobbs dello studio londinense United Designers (già al lavoro nel COMO Metropolitan londinese) che ne ha rifinito negli interior. Dopo le soluzioni con piscina e giardino indipendenti e ben isolate fra loro, c’è poi un’offerta che induce in tentazione: è data dalla COMO Villa e dall’Island Villa (che presentano entrambe tre camere da letto e piscina, oltre che terrazze esterne decisamente generose) mentre solo per alcuni sono poi le proprietà (ben 11) di COMO Private Estates in Rocky Point, a dieci minuti di buggy di distanza dal resort centrale, adatte a chi sceglie quasi di avere fissa dimora quando è in transito nel piccolo paradiso nelle Indie inglesi, un’area dove un’attenzione quasi rara ha fortemente limitato negli ultimi decenni la spietata conquista turistica. FRA I TOP SICURAMENTE SPICCA IN TALE FORMULA POINT HOUSE, UNA VILLA CON TRE CAMERE IN CUI DETTAGLI IN PIETRA LAVICA, SOFFITTI CON TRAVI A VISTA E DETTAGLI DI PREGIO. E, seppur sembri il massimo, si cade in errore: la  top class  qui è  The Residence, idea multiforme e flessibile per ospitare su tre ville fino a una dozzina di ospiti in completa privacy, con complementi e arredi del tutto ridisegnati e riammodernati nel 2018. Qui non c’è spazio solo per gli ospiti ma persino per eventuali loro party privati: fino a 60 persone comode in tutto il complesso, deliziate ad esempio all’esterno da una piscina di 250 metri quadrati in modalità rigorosamente infinity pool. Ad altri può essere invece destinata The Sanctuary, un’altra delle soluzioni in private estate in stile contemporaneo ma con una forte personalità quella della sua curatrice Donna Karan forse? – includendo un corpo centrale che ospita tre camere da letto ed una terrazza con piscina vista Oceano, oltre a due case per gli ospiti da quattro camere l’una, completamente immerse in un’area verde a ridosso della spiaggia. Non mancano però le aree della ristorazione e del wellness, sebbene siano tutt’altro che comuni. Quest’ultima dedica nove cabine per i trattamenti dei propri ospiti e diversi studio che segnano una speciale attenzione a yoga, massagi o pilates, discipline per le quali esigenze di concentrazione e privacy chiedono il meglio nel mezzo della quiete della natura circostante. L’offerta gourmet, invece, si sdoppia: assolutamente vocata all’Asian cuisine  più raffinata e sita nei pressi della scenografica piscina quella proposta da Lotus, mentre più squisitamente d’ispirazione mediterranea quella che si può trovare al Terrace, location che ben accoglie gli ospiti pure al mattino vocandosi anche a sala colazioni. Il benessere è firmato

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COMO PARROT CAY, TURKS & CAICOS ISLANDS. IN THE INFINITE BLUE OF THE OCEAN

Over five kilometres of pure white sand along the property, strips of a paradise among the Caribbean crumbs which is now among the most exclusive destinations in the area, embracing luxury retreats among stunning coves like that of Parrot Cay. This property seems to have no end, but it certainly has a common thread that gathers its identity. A touch that combines functionality with tropical style, Western whispered luxury with the colours of the Caribbean world, in a project conceived by the architect Rolf Rothaermel, who imagined the spaces, and by Keith Hobbs of the London studio United Designers (formerly at work in the London Metropolitan COMO) who finished the interiors. In addition to solutions with independent and well-insulated swimming pools and gardens, there is also an offer that leads to temptation: it is given by the COMO Villa and the Island Villa (which both have three bedrooms and a swimming pool, as well as terraces decidedly generous outside) while only for some are the (11) properties of COMO Private Estates in Rocky Point, ten minutes of buggy away from the central resort, suitable for those who almost choose to have a fixed abode when in transit in a small paradise in the British Indies, an area where almost rare attention has severely limited the ruthless tourist conquest in recent decades. Among the tops, certainly Point House stands out in this formula, a villa with three rooms with details in lava stone and ceilings with exposed beams and fine details. And, even if it seems to be the best, it makes you fall into error: the top class here is The Residence, a multi-faceted and flexible idea to host up to a dozen guests in complete privacy in three villas, with completely redesigned and modernized furnishings and accessories in 2018. Here there is not only space for guests but even for their own private parties: up to 60 people comfortable in the whole complex, for example delighted outside by a pool of 250 square meters in a strictly infinity pool mode. For others, the Sanctuary, another of the private summer solutions in a contemporary style but with a strong personality, can be used instead – that of its curator Donna Karan perhaps? – including a central body that houses three bedrooms and a terrace with an Ocean view pool, as well as two guest rooms with four bedrooms, completely immersed in a green area close to the beach. However, the areas of catering and wellness are not lacking, although they are anything but common. The latter dedicates nine booths for the treatments of its guests and several studios that pay special attention to yoga, massages or Pilates, disciplines for which the needs for concentration and privacy demand the best in the midst of the tranquillity of the surrounding nature. The gourmet offer, on the other hand, doubles: the one proposed by Lotus is absolutely suited to the most refined Asian cuisine and located near the spectacular swimming pool, while of more exquisite Mediterranean inspiration can be found at the Terrace, a location that well welcomes guests in the morning disguising itself as a breakfast room. The well-being is signed COMO Shambala, so the one in Parrot Cay includes not only a philosophy that can decline


OLTRE

MILLE ACRI DI SPIAGGE

INCONTAMINATE, PRIVACY

E LUSSUREGGIANTI PAESAGGI TROPICALI REGALANO ATTIMI DI PURA FELICITÀ. COMO Shambala, quindi in quel di Parrot Cay include non solo in una filosofia che possa declinare i suoi benefici fra cucina e healty mood proposte dalla struttura, ma fra le mangrovie e numerose specie di flora e fauna locale si fondono in uno spirito del tutto unico ed immersivo, capace di allontanare stress e convenzioni e riavvicinare a ritmi ed equilibri ormai rari. Alchimia che, nella splendida caletta appartata conquistata da COMO Parrot Cay, resta il vero plus.

its benefits between kitchen and healthy mood proposed by the structure, but between the mangroves and numerous species of flora and fauna all these elements come together in a completely unique and immersive spirit, capable of removing stress and conventions and bringing them closer to rhythms now rare and equilibria. An alchemy which, in the splendid secluded cove conquered by COMO Parrot Cay, remains the real plus.

TWO BEDROOM BEACH HOUSE EXTERIOR

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// TRAVEL

VIBRANT ART DECO STYLE COMO METROPOLITAN MIAMI BEACH

IN UN COSTANTE RICHIAMO ALL’OCEANO, IL QUARTIERE TRA I PIÙ COOL DI MIAMI OSPITA UNO DEI LUXURY

HOTEL DI MAGGIOR TENDENZA DEL MOMENTO E, CON L’ARRIVO DI CHEF MICHAEL SCHWARTZ, LO SPIRITO E LE LINEE GUIDA HEALTY DEL COMO SHAMBALA CONQUISTANO ANCHE LA VERVE DI MIAMI BEACH

DI ANTONELLA TEREO

Da soli cinque anni, COMO Metropolitan Miami Beach, perla sull’Atlantico della collezione di Christina Ong e anch’essa interpretata dall’estro di Paola Navone nei suoi interiors (come molte altre proprietà del brand in Europa), si è inserito perfettamente nella frizzante energia della main city della Florida, al tempo stesso CHIC & VIBRANT. Proprio all’indirizzo del cinque stelle, in Collins Avenue, l’Executive Chef Michael Schwartz ha poi avviato una collaborazione con il colosso alberghiero di Singapore per il gourmet restaurant interno, Traymore, d’ispirazione – ça va sans dire – asiatica, aperta anche alla nightlife della città. Il talento pluripremiato fonda la sua cucina sulla scelta di materie prime stagionali, legate quanto più possibile al territorio, in una logica di sostenibilità che premia infine il sapore e raccoglie consensi. Non a caso, dietro allo chef c’è anche un imprenditore che, nel suo progetto The Genuine Hospitality Group, appunto, fa dell’autenticità degli ingredienti il punto cardine della sua filosofia. Chef Schwartz raccoglie così gusti locali sposando però le linee guida healty della COMO Shambala cuisine, filone che accomuna le proprietà nel mondo nel nome di un ritrovato benessere. Un concept non lontano dall’immaginario che la location evoca, con…

SOLUZIONI DEDICATE ALLA MIGLIORE OSPITALITÀ IN CUI SI PRIVILEGIANO LA LUCE, LA TRASPARENZA, IL MAGICO RIVERBERO DEL BLU DELL’OCEANO. Una “chicca” per gli ospiti è poi la vista che pochissimi hotel possono vantare in città, quella sul lago di Pancoast che si intravede solo da 5 suite del COMO Metropolitan, mentre la COMO suite o le 5 Oceanview Suite godono dell’orizzonte Atlantico. I décor richiamano freschezza, fra lini e teli in bianco puro, contrasti minimi e leggerezza da vendere, per un effetto talmente sobrio da diventare sofisticato nei più piccoli dettagli. Nel suo stile art deco (il palazzo risale al 1930 ed è patrimonio storico della città), ogni ambiente permea di luce, di ritorni alle nuance delle vicine spiagge nonostante il suo essere “metropolitan”. Un aspetto che dà una forte identità ad uno dei più iconici hotel del gruppo, AUTENTICO LUXURY URBAN ESCAPE.

COMO METROPOLITAN MIAMI BEACH. VIBRANT ART DECO STYLE

In a constant recall of the Ocean, one of the coolest neighbourhoods in Miami is home to one of the trendiest luxury hotels of the moment and, with the arrival of chef Michael Schwartz, the spirit and health guidelines of COMO Shambala also conquer the verve of Miami beach. For the last five years, COMO Metropolitan Miami Beach, a pearl on the Atlantic from the collection of Christina Ong whose interiors are interpreted by Paola Navone’s inspiration (like many other brand properties in Europe), has been perfectly inserted into the sparkling energy of the main city of Florida, at the same time chic and vibrant. Right at the five-star address on Collins Avenue, Executive Chef Michael Schwartz has started a collaboration with the Singapore Hotel colossus for the in-house gourmet restaurant, Traymore, inspired – ça va sans dire – by Asian tradition, also open to the city nightlife. The award-winning talent bases his kitchen on the choice of seasonal raw materials, linked as much as possible to the territory, in a logic of sustainability that finally rewards the taste and collects consents. Not surprisingly, behind the chef there is also an entrepreneur who, in his project The Genuine Hospitality Group, makes the au-

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thenticity of the ingredients the cornerstone of his philosophy. Chef Schwartz thus gathers local tastes and combines them to the healthy guidelines of COMO Shambala cuisine, uniting world’s properties in the name of a rediscovered well-being. A concept not far from the imaginary that the location evokes, with the solutions dedicated to the best hospitality in which light, transparency and the magical reverberation of the blue of the Ocean are privileged. A “treat” for guests is the view on the Lake Pancoast that can be glimpsed only from 5 suites of the COMO Metropolitan, a view that very few hotels can boast in the city, while the COMO suite or the 5 Oceanview Suites enjoy the Atlantic horizon. The décor evokes freshness, between linens and sheets in pure white, minimal contrasts and lightness to sell, for an effect so simple that it becomes sophisticated in the smallest details. In its art deco style (the original building in which it stands is from the 1930s and is part of the city’s historical heritage), every environment permeates light, returns to the nuances of the nearby beaches despite its being “metropolitan”. An aspect that gives a strong identity to one of the most iconic hotels of the group, an authentic luxury urban escape.


LA PISCINA DELL’HOTEL COMO METROPOLITAN E IL RISTORANTE INTERNO DELL’HOTEL TRAYMORE BY MICHAEL SCHWARTZ

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// LIFESTYLE

LUXURY ESCAPE IN POSHY VINEYARDS

ITALIA, FRANCIA E SPAGNA

HACIENDA ZORITA WINE HOTEL & SPA

TRATTAMENTI BEAUTY ALLE UVE ROSSE, DEGUSTAZIONI E ABBINAMENTI GASTRONOMICI FRA I

PIÙ ORIGINALI ED ESPERIENZE A TEMA ENOLOGICO. ALCUNI DEI LUXURY RELAIS ABBRACCIATI DA PRESTIGIOSI VIGNETI INAUGURANO LA STAGIONE CON TANTE NUOVE PROPOSTE DI

SOGGIORNI ESCLUSIVI, DEDICATI A CHI SA GUSTARE IL MEGLIO DELLA VITA SULLO SFONDO DI UN AUTUNNO GIÀ PRONTO A OFFRIRE UN MAGICO SPETTACOLO 130

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DI ANTONELLA TEREO


CIAK FRA CHAMPAGNE E ROVINE ARCHEOLOGICHE Perché è appena stato il set del prossimo film con Clive Owen (Romantic Guide To Lost Lands) o perché la sua collocazione, alle spalle di alcuni ruderi di un antico castello del XIII secolo, è semplicemente unica… I pretesti non mancano per una sosta doverosa allo Chateau de Fére Hotel & SPA, fra le terre dello Champagne. Frequentato da chi cerca il relax lontano da centri abitati e consuetudine (è ad un’ora da Parigi), non è un caso sia boutique hotel di rinomata fama con 29 camere disegnate dall’architetto Richard Bliah. Solo 5 sono suite ma l’atmosfera generale è fra le poche

ad assicurare una vera immersione fra quiete e buoni sapori. Nella carta dei vini del ristorante – quest’ultimo votato alla gastronomia francese - si contano 250 etichette, fra vini e naturalmente selezionati champagne, serviti in ambienti dove abbondano affreschi restaurati e preziose argenterie, décors charmants ed eccellenze locali a tavola. E le esperienze relax della Hana Spa “Cinq Mondes” (con rituali polinesiani, asiatici o ayurvedici) sono solo da provare, come un aperitivo in terrazza, al cospetto delle chiare rovine del passato illuminate dal tramonto.

CHATEAU DE FERE HÔTEL & SPA, CHAMPAGNE

WINE FINE DINING CONCEPT

HÔTEL CHAIS MONNET, COGNAC

Il primo compleanno sarà il 1° ottobre e fra tocchi di eleganza contemporanea e un design (dell’architetto Didier Poignant) che si mixa a dettagli rustici negli interior, la struttura del proprietario ango-iraniano Javad Marandi ha già conquistato l’attenzione. Dietro al progetto c’è una ex area di stoccaggio per il pregiato Cognac. Non mancano perciò anche nell’offerta di fine dining del ristorante Les Foudres le proposte culinarie eccellenti che esaltano, fra cibi e sapori, le scelte dei sommelier in-house. E fra le scelte migliori nel relais, sicuramente anche una sosta nella caratteristica brasserie - dal nome indicativo, La Distillerie. Ideale poi, l’abbandono al detox più salutare presso la SPA interna con trattamenti, massaggi e scrub di primissimo livello a base di acini di uve selezionate delle vigne accanto.

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// LIFESTYLE WINE TASTING NELL’ANTICA CANTINA DI MONACI

CHATEAU DE GILLY, BORGOGNA

Fra giardini alla francese, interni in pietra chiara, volte gotiche sopra imponenti mura, quello che oggi è un membro della collezione Small Luxury Hotels of the World conserva a Gilly-les-Citeaux lo charme raccolto dell’antico monastero. In un simile contesto, poi fortificato e disposto su due piani, le esperienze di wine tasting sono quindi parte del copione. È compito dello chef Stéphane Ory accogliere inoltre gli ospiti in una sala del XVI secolo dove trova spazio l’unico ristorante, Clos Prieur, ben quotato fra gli intenditori e dove è servita una cucina prettamente locale. Il piacere di una piscina esterna (con jacuzzi) quando la temperatura lo permette si aggiunge a quello di un tennis court in sintetico, così come la possibilità di tour privati in mongolfiera sulle bellezze più incantevoli della Borgogna.

BELLEZZA

IN CHIANTISHIRE Il pezzo forte nel Castel Monastero di Castelnuovo Berardenga (Leading Hotels of the World) è senza dubbio la splendida SPA con una serie di trattamenti e rituals a base di uve della proprietà. Fra questi, Inebriamoci DiVino del Dr.Vranjes, con un’esfoliazione aromatica e un wrap con olio e gel antiossidante, mentre acido ialuronico e principi attivi delle uve rosse lavorano in sinergia sulla pelle del viso. L’esperienza si conclude con un massaggio viso e corpo agli aromi del vino e una degustazione finale dei prodotti della cantina. Sempre un’eccellenza del centro benessere, il Diamond Rose Couple Ritual, indicato per ringiovanire la pelle con l’esfoliazione, gli impacchi e i massaggi all’olio di rosa di Damasco, concludendo il percorso con un Hammam privato fra tappeti di petali profumati.

RISERVE D’ANNATA MARQUÉS DE LA CONCORDIA

HACIENDA ZORITA WINE HOTEL & SPA

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Alle porte di Salamanca - Patrimonio Unesco - mura di pietra del XV secolo fra travi di quercia autentica conservano gelosamente 40 camere realizzate in attento design contemporaneo, con un contrasto che risulta raffinato e inatteso. Alla selezionata clientela, la struttura (che si dice ospitò anche Cristoforo Colombo prima di incontrare la Regina Isabella) riserva poi l’esperienza di wine tasting nell’antica cantina di vini Marqués de la Concordia, la nota etichetta della stessa proprietà che nel luogo conserva numerose edizioni limitate e riserve. Occasione d’oro dunque provare la Wine cellar che conta 1366 botti in quercia, per esperienze e degustazioni anche private. Fra queste la più interessante è la Winemaker’ table, degustazione con sottofondo musicale dal vivo e saletta riservata.

CASTEL MONASTERO, CASTELNUOVO BERARDENGA


L’unico limite è la tua immaginazione Viale Sabotino 19/2, Milano www.mydomotic.it info@mydomotic.it

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// GOURMAND

QUATTRO METE GOURMET PER L’AUTUNNO MENTONE, FIRENZE, GARDONE RIVIERA E VENEZIA

IL NOSTRO ITINERARIO ALL’INSEGNA DEL GUSTO ASSOMIGLIA AD UN VERO POKER D’ASSI. ABBIAMO SELEZIONATO LE CUCINE DA NON MANCARE IN UN GIRO DI CARTE TUTTO D’AUTORE. FIORI: MIRAZUR A MENTONE. PICCHE: GUCCI OSTERIA A FIRENZE. CUORI: LIDO 84 A GARDONE RIVIERA. QUADRI: AMO A VENEZIA. UNA COMBINAZIONE IMBATTIBILE PER LOCATION, PIATTI E CLASSE. ESPERIENZE, SENSAZIONI E PIATTI DA PROVARE SUBITO DI MAURIZIO BERTERA

GUCCI OSTERIA DA MASSIMO BOTTURA

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IL MIGLIOR LOCALE DEL MONDO, S E C O N D O L’ U LT I M A T H E W O R L D ’ S 5 0 BEST RESTAURANT GUCCI OSTERIA, DA MASSIMO BOTTURA A FIRENZE

MIRAZUR A MENTONE

Un’oasi di grande cucina, a soli 200 metri dal confine italiano, chiusa tra il mare e la montagna, con un orto spettacolare che fornisce frutta (agrumi in primis), erbe, verdure. Lo chef-patron Mauro Colagreco – argentino con tre nonni italiani - crea piatti leggeri, ‘freschi’, coloratissimi. Decisamente molto più contemporanei e mediterranei che classici e francesi. Con una stagionalità totale e una filosofia basata su tre fronti: Mer, Jardin e Montagne. Non esiste carta, solo un menu degustazione a 260 euro e un altro, solo a pranzo, ancora più centrato sul territorio, proposto a 160 euro. Tradizione? Pochissima. «Io la amo sia chiaro, credo che se ne debba far tesoro, rispettandola e poi facendola evolvere» è l’opinione di Colagreco, noto anche come giudice del talent televisivo Top Chef Qualche piatto? Solo per avere un’idea, visto che ne sforna a decine ogni anno: Barbabietole in crosta di sale del giardino con crema al caviale; Uova del pollaio con anguilla affumicata e nocciole; Brioche di patate con uovo fuso e tartufo bianco; Piccione domestico, farro e fragoline di bosco. Il pane da condividere è intriso di zenzero e servito con un poema di Pablo Neruda. Poesia che si ritrova dall’antipasto ai dessert. mirazur.fr

LA CUCINA SPOSA LA GRANDE MAISON FIORENTINA DELLA MODA

MIRAZUR DINING ROOM NIGHT @NICOLAS LOBBESTAEL

Un locale stupendo che si affaccia su una delle piazze architettonicamente più splendente del mondo in una città che è stata la culla del nostro Rinascimento. L’iniziativa giusta, nel posto giusto, al momento giusto. Di più: Massimo Bottura non ha concepito la nuova insegna come un ristorante di fine dining, ma ha giocato semmai la carta dell’osteria, prodotto peculiare della tavola tricolore. Ovviamente ne propone una versione moderna. Prescinde dalla pura toscanità, non si focalizza su ribollite e pappe al pomodoro. Abbraccia anzi l’intera tradizione nostrana (Tortellini in crema di Parmigiano Reggiano, Carciofo alla giudia), si diverte a contaminarla, come ama fare (Caesar Salad in Emilia, Hot dog di chianina, Napoli e Marsiglia non sono poi così lontane, ossia bouillabasse e pasta mista, Tiramisu roll cake) perché Massimo ha spirito cosmopolita di suo. Spazia senza porsi limiti: Tostada di palamita, che guarda al Messico; Sgombro con salsa ponzu, che richiama il Giappone. Naturale che a sovrintendere i fornelli, ci sia Karime Lopez, messicana, già al Central di Virgilio Martinez nonché moglie di Takahiko Kondo, sous chef dell’Osteria Francescana. Una ragazza con un futuro radioso davanti. gucci.com/it/it/store/osteria-bottura

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// GOURMAND

RISTORANTE LIDO 84

L A R A F F I N ATA SEM P L I C I TÀ A DU E PASSI D A L P O N T E D I R I A LTO

Se il concept (rinnovato) del Quadri in Piazza San Marco è l’espressione della grandeur alajmiana, Amo è la raffinata, apparente semplicità – ovviamente c’è il tocco geniale di Philippe Starck – di un bar-bistrot-pasticceria all’interno del piccolo e spettacolare T-Fondaco dei Tedeschi, a due passi dal Ponte di Rialto. Due realtà dove il riferimento alla Serenissima Repubblica nell’ambiente – unico, ammiratelo anche dall’alto - e nella proposta è chiarissimo. Adatto alla colazione – la caffetteria e le brioche sono al top - come alla sosta

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golosa a tutte le ore e all’aperitivo (ottima la mixology con finger food di livello), Amo dà il meglio a pranzo e cena, vista l’intelligenza e la classe del menu che ha in Silvio Giavedoni – executive chef del Quadri – e ovviamente in Max Alajmo. È cucina a 360°: spazia dalle insalatone a pranzo al cappuccino ‘alla bolognese’ a cena, si fa golosissima nei classici italiani (vedi la parmigiana di melanzane o gli spaghetti aglio, olio, peperoncino) e guarda con ovvia attenzione al vegetale, proponendo piccoli capolavori come il carpaccio di barbabietole e la tartare di verdure. Non può mancare la pizza degli Alajmo, nelle tre canoniche versioni (croccante in padella, croccante al forno e al vapore) con topping fuori dal comune e che si presta sempre di più alla condivisione. Classe pura. alajmo.it/en/sezione/amo/amo

AMO A VENEZIA


LIDO 84 A GARDONE RIVIERA

IL RISTORANTE TRA I PRIMI 100 AL MONDO

Il locale italiano in maggiore crescita negli ultimi anni, in sole cinque stagioni è entrato nei primi 100 del mondo. È gestito da due fratelli, Giancarlo in sala e Riccardo in cucina: talento incredibile il secondo, uno degli ultimi allievi di Gualtiero Marchesi, che non finisce di stupire per la capacità di ricerca, sui libri e sul campo. Studia i ricettari storici e sale in montagna per assaggiare gli ultimi piatti camuni, riscrive la tradizione del Garda e ‘spinge’ su ogni abbinamento. Bastano due antipasti per avere la riprova: sarda di lago affumicata e fritta, miele, fiori di elicrisium e agrumi o la battuta di vitellone, intingolo di coniglio, rognoncini biscottati, ruta, capperi, Chartreuse. E per avere una seconda prova si può prendere l’anguilla alla brace che con daikon nero marinato e cren diventa poesia oppure il piccione che con datteri (!) e whisky torbato rende antiche tre quarti delle proposte in circolazione. Se al contrario, volete fare un salto nel passato, godetevi il rognone alla pressa, ricetta di Apicio. La carta dei dolci è piena di golosità, a partire dalla ‘sua’ torta alle rose. Meravigliosa la posizione: all’interno, arredato benissimo, si mangia ammirando il Garda dalle grandi vetrate; all’esterno – nel giardino - si sentono le onde frangersi contro il molo. ristorantelido84.com

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// TRAVEL

THE NEW CHIC WORLD

REPUBBLICA DOMINICANA

SI DELINEA SEMPRE PIÙ UN RAFFINATO PROFILO PER LA DESTINAZIONE: FRA ECCELLENZE GASTRONOMICHE, SOFISTICATI RETREAT (CON IL TOCCO DI OSCAR DE LA RENTA) E NUOVE APERTURE. LA RISCOPERTA DEL NUOVO MONDO IN CHIAVE LUXURY È SOLO ALL’INIZIO… DI ANTONELLA TEREO

O

ltre ai lidi caraibici, l’interesse va ai nuovi servizi che la Repubblica Dominicana offre, sin dall’arrivo. A Punta Cana, la VIP Lounge dell’aeroporto internazionale gode di una riservata swimming pool & terrace (nel Terminal B) con affaccio sulle piste, ad uso esclusivo di una selezionata clientela, opzione che si aggiunge al VIP staff dedicato. Eccellenze culinarie locali sulla scena mondiale fanno della capitale dominicana il fulcro gastronomico nei Caraibi: c’è Saverio Stassi che, dopo anni a Parigi presso Pavillon le Quere e Le Dessirier è giunto ad aprile al suo quinto locale, L’Ajuala. UN TOCCO DI GLAMOUR

TORTUGA BAY, PUNTA CANA RESORTS & CLUB

Fra le riserve naturali, i beach club e le strutture alberghiere del Punta Cana Resorts & Club, il Tortuga Bay spicca per la Six Sense Spa, l’unica finora nelle Americhe ma anche per le sue nuove ville private fronte spiaggia privata. Terminata infatti la loro ristrutturazione, sotto la supervisione del designer Markham Roberts, il resort esteticamente nato dallo stile di Oscar De La Renta (all’interno, in esclusiva, si trova l’unica boutique dello stilista di tutto il Paese) vanta ora anche una nuova wine cellar e una cigar cellar con una pregiata selezione di sigari.

TOP RESORT DOVE REGNANO PRIVACY E COMFORT

La riapertura di 64 camere segna solo l’inizio di una fase di restyling in atto, stimata per 12 milioni di dollari. “Le nostre ville subiranno ulteriori miglioramenti nel corso del prossimo anno - ha dichiarato il vice responsabile marketing Jason Kycek - per mantenere la nostra posizione fra i migliori resort del mondo”. Noto ai VIP per privacy e servizi dedicati, il resort inaugura anche il Minitas Beach Club: la lounge area ha ora un ristorante rinnovato di cucina mediterranea e sudamericana oltre a 14 cabanas private. Poi spicca il centro di pratica di golf più grande dei Caraibi, quello che da quest’estate ha spazi indoor dedicati a lezioni private. Infine, la neo apertura all’interno del borgo Altos de Chavón di Chilango, il ristorante gourmet d’alta qualità e d’ispirazione messicana.

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CASA DE CAMPO RESORT & VILLAS


GIOCHI ARCHITETTONICI E TALEN T I CULI N AR I

JW MARRIOTT SANTO DOMINGO

A cinque anni dall’apertura, restano accesi i riflettori sull’hotel che il Gruppo americano ha insediato nella capitale. Nel suo ristorante, il Wilson’s, è firmata dall’argentino Carlos Sebastiani la novità che stupisce sempre: il suo dolce, estemporaneo e a sorpresa mentre per i cocktail, la tappa resta sul panoramico Vertygo 101 Lounge & Bar, rooftop sospeso su vetro trasparente. Varie Master Suites e di una Presidencial Suite godono di una vista continua cielo-terra su due o tre lati con arredi di prestigio ed enormi camere da letto. La Presidencial Suite poi contempla due appartamenti attigui per il personale a seguito dell’ospite, tutto al piano più alto. Ma la gemma è la scelta décor: tele originali (fra cui alcuni Picasso), solitamente esposti a rotazione a beneficio degli ospiti, del collezionista nonché proprietario Luis Emilio Velutini.

DIMORE DI LUSSO NEL CUORE DELLA CITTÀ

Fra le vie del centro storico di Santo Domingo, Casas dell XVI è senza dubbio l’indirizzo che nella capitale è riservato a chi sceglie l’esclusivo comfort di una dimora d’assoluto prestigio. In soluzioni che riservano patii e nicchie di grande effetto, in cui il gioco di spazi alterna il piacere alla sorpresa, il risultato è sempre da vero retreat di charme. Sei in tutto le residenze dislocate, a mo’ di albergo diffuso, ma la più suggestiva resta quella dedicata a Oscar De La Renta - la Casa del Diseñador - una volta dimora dello stilista. È un omaggio allo stile più autentico del noto fashion designer, originario proprio della prima città fondata nel Nuovo Mondo.

CASAS DEL XVI

L’ E C C E L L E N Z A D E L D E S I G N CONTEMPORANEO

THE RESERVE AT PARADISUS BY MELIA

La fama del cinque stelle è già nota, anche se non festeggia nemmeno un anno dall’apertura: il prestigio del luxury brand cui appartiene congiunto con la proprietà Paradisius Palma Real e, in aggiunta, la presenza di uno dei ristoranti adults only di Martín Berasategui – lo chef spagnolo con più stelle Michelin al mondo - anticipano ogni altra novità di stagione. Inaugurato solo ad aprile scorso, la settima proprietà del gruppo Melià sull’isola ha sistemi keyless per dare all’ospite la completa libertà d’accesso e d’interazione con altri sistemi di controllo della camera. Il top è godersi il Royal Service nella Presidential Ocean Front Suite: design essenzial-contemporaneo e un’interpretazione del tutto nuova del miglior soggiorno caraibico.

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P.142 STEFANO DOMENICALI L’AD di Lamborghini racconta la sue passioni più grandi

THE CLUB MAN A CURA DI ENRICO CAMMAROTA

P.150 ELECTRIC TOUCH Il futuro dell’auto elettrica

P.152 MOTORI Audi, Land Rover e Mercedes. I nuovi modelli di punta

P.156 ROCK WATCH

Il ritmo di Elvis al polso

P.164 PHILIPPE LÉVEILLÉ La cucina bistellata del ristorante Miramonti l’Altro

P.166 YACHT LOVERS Presentato il nuovo 48 WALLYTENDER

LAND ROVER DISCOVERY SPORT


// INTERVIEW

STEFANO DOMENICALI QUANDO I SOGNI DIVENTANO REALTÀ

UN VIAGGIO TRA I FIORDI

DA PARCHEGGIATORE DI CAMION DEI TEAM DI FORMULA 1 AL GRAN PREMIO D’ITALIA A PRESIDENTE DI AUTOMOBILI LAMBORGHINI, PASSANDO PER LA DIREZIONE DELLA GESTIONE SPORTIVA DELLA FERRARI. STEFANO DOMENICALI CI RACCONTA DURANTE UN VIAGGIO AVVENTURA ALLE LOFOTEN, IN NORVEGIA, COME HA SAPUTO TRASFORMARE IL SOGNO DI UN RAGAZZINO DELLA MOTOR VALLEY IN UNA VITA PROFESSIONALE E PERSONALE DI SUCCESSO.

DI ALFONSO RIZZO

APPASSIONATO DI MONTAGNA E DI PALLACANESTRO, SPORTIVO A TUTTO TONDO,

Stefano Domenicali si racconta in un viaggio tra i fiordi norvegesi a bordo dell’ultima nata della Casa di Sant’Agata Bolognese che presiede da tre anni: la Lamborghini Huracán Evo. L’occasione è il viaggio annuale «Lamborghini Avventura» organizzato per una trentina di giornalisti e influencer provenienti da tutto il mondo che ci ha portati quest’anno alle isole Lofoten. Così, dopo la Transilvania, l’Islanda e la Norvegia del sud, Lamborghini ritorna in Scandinavia entrando questa volta nel circolo polare artico, per immortalare panorami mozzafiato e il sole di mezzanotte. Strade panoramiche, tanti chilometri, qualche traghetto, ma anche gite in motoscafo per vedere l’aquila di mare a caccia di pesci in uno dei fiordi più antichi di Norvegia. ____Perché scegliere Lamborghini piuttosto che Ferrari? Premetto che Ferrari è un brand al quale sono particolarmente legato avendoci trascorso 23 anni della mia vita. È inevitabile che il Cavallino abbia un posto speciale nel mio cuore, ma quando si parla di prodotti, due marchi come Ferrari e Lamborghini, che sembrano concorrenti, sono in realtà complementari. Il cliente Lamborghini è più giovane, interpreta il lusso in maniera più dinamica e sportiva. Non ha forse ancora raggiunto il successo secondo i canoni comunemente associati a questo concetto, ma incarna il lusso contemporaneo. Anche l’offerta di prodotto che spazia dai 10 ai 12 cilindri e ora anche al V8 biturbo della Urus, il nostro Super Suv, ci permette di differenziarci. Stiamo comunque parlando di due eccellenze del Made in Italy e non è un caso se alcuni nostri clienti possiedono anche delle Ferrari.

STEFANO DOMENICALI. WHEN DREAMS COME TRUE

Passionate about mountains and basketball, a complete sportsman, Stefano Domenicali talks about himself on a journey among the Norwegian fjords aboard the new born in the Casa di Sant’Agata Bolognese, which he has presided for three years: the Lamborghini Huracán Evo. The occasion is the annual trip “Lamborghini Avventura” organized for thirty journalists and influencers from all over the world that this year brought us to the Lofoten Islands. Thus, after Transylvania, Iceland and southern Norway, Lamborghini returns to Scandinavia, this time entering the Arctic Circle to capture breath-taking views and the midnight sun. Scenic roads, many kilometres, some ferries, but also motorboat trips to see the sea eagle hunting for fish in one of Norway’s oldest fjords. Why choose Lamborghini rather than Ferrari? I state that Ferrari is a brand to which I am particularly attached, having spent 23 years of my life there. It is inevitable that the Cavallino has a special place in my heart, but when it comes to products, two brands like Ferrari and Lamborghini which look like competitors are actually complementary. The Lamborghini customer is younger, interprets luxury in a more dynamic and sporty way. He has perhaps not yet achieved success according to the canons commonly associated with this concept but em-

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UN RITRATTO DI STEFANO DOMINICALI DURANTE IL “VIAGGIO AVVENTURA” DI LAMBORGHINI IN NORVEGIA

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// INTERVIEW Quando era bambino cosa sognava di diventare? Sono nato a Imola e quindi occuparmi di macchine è sempre stato un sogno. A 14 anni, durante il Gran Premio d’Italia a Imola, svolgevo i compiti che venivano assegnati ai ragazzini della zona. Aiutavo gli autisti dei camion dei team di F1 a parcheggiare nei paddock. Poi ho preso le licenze di direttore di gara, mi sono laureato ed ho cominciato a mandare curricula a moltissime aziende. La Ferrari mi assunse e cominciai ad occuparmi di auto prima e di motorsport dopo. Mi ritengo molto fortunato, ma sento anche la responsabilità di questo privilegio e cerco quindi di interpretarlo al meglio. È difficile poter immaginare qualcosa di più di quanto abbia ottenuto dalla mia vita professionale. Quali sfide ha dovuto affrontare quando nel 2008 è diventato Direttore della Gestione Sportiva della Ferrari? Avendo fatto parte della squadra nella veste di direttore sportivo, sapevo come sarebbe stato difficile mantenere certi risultati. Sapevo che l’essere vincenti dipendeva dalla capacità di trovare le persone giuste e dal mettere in fila una serie di elementi che potessero essere anche fortunati, perché no, in uno sport come la Formula 1 che ha anche degli aspetti di ciclicità. Ho affrontato la sfida con tutta la determinazione necessaria, pur consapevole che il periodo precedente – di cui ho fatto parte – è quasi irripetibile. Quale sconfitta ha sofferto di più? Sotto la mia direzione abbiamo perso tre mondiali di F1. Nel 2008, quando vincemmo l’ultimo mondiale costruttori, Felipe Massa fu campione del mondo piloti per 23 secondi: un’evento mai visto prima e irripetibile. Poi nel 2010 e nel 2012 con Fernando Alonso per motivi incredibili: buttati fuori alla prima curva quando eravamo in vantaggio di tanti punti in campionato. Sono cose che non puoi controllare, che lasciano l’amaro in bocca, ma nulla tolgono al periodo bellissimo che ho vissuto al muretto della Ferrari. Momenti che porto orgogliosamente nel mio vissuto.

DI AVERE AVUTO LA FORTUNA ED IL PRIVILEGIO DI AVER LAVORATO IN FERRARI PRIMA E DI GESTIRE ORA LAMBORGHINI: «SENTO LA RESPONSABILITÀ

DIFFICILE IMMAGINARE DI POTER REALIZZARE MEGLIO IL SOGNO DI UN RAGAZZINO NATO A IMOLA CON LA PASSIONE DELLE AUTOMOBILI.»

- Stefano Domenicali -

bodies contemporary luxury. Also, the product offer that ranges from 10 to 12 cylinders and now also to the Urus V8 biturbo, our Super SUV, allows us to differentiate ourselves. However, we are talking about two Made in Italy excellences and it is no coincidence that some of our customers also own Ferraris. When you were a child what did you dream of becoming? I was born in Imola and therefore dealing with cars has always been a dream. At the age of 14, during the Italian Grand Prix at Imola, I was performing the tasks that were assigned to the kids in the area. I helped the drivers of the F1 team trucks park in the paddocks. Then I took the race director’s licenses, I graduated, and I started sending curricula to many companies. Ferrari hired me and started dealing with cars first and motorsport later. I feel very lucky, but I also feel the responsibility of this privilege and therefore I try to interpret it to the fullest. It is difficult to imagine anything more than what I got from my professional life. What challenges did you face when in 2008 you became Director of Ferrari Sport Management? Having been part of the team as a sports director, I knew how difficult it would be to maintain certain results. I knew that being a winner depended on the ability to find the right people and to line up a series of elements that could also be lucky in a sport like Formula 1 that also has cyclical aspects. I faced the challenge with all the necessary determination, while knowing that the previous period – of which I was a part – is almost unrepeatable. Which defeat you suffered the most? Under my direction we lost three F1 world championships. In 2008, when we won the last constructors’ championship, Felipe Massa was World Champion Rider for 23 seconds: an event never seen before and unrepeatable. Then in 2010 and 2012 with Fernando Alonso for incredible reasons: thrown out at the first corner when we were ahead of so many points in the championship. These are things you can’t control, that leave a bitter taste in your mouth, without taking anything away from the beautiful period that I lived on the Ferrari wall. Those are moments that I proudly carry in my life. What did you find stimulating at Automobili Lamborghini? First of all, I found a very good group of people. I found an environment ready to take the leap, also favoured by belonging to a large industrial group with the possibility of maximizing those advantages offered by such a favourable context. What does the respect for the environment represent for Lamborghini? Ours is one of the few companies in the neutral CO2 sector. Ours is a right social responsibility, correct and consistent with our own values.

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NELLE FOTO LANDSCAPE DEL “VIAGGIO AVVENTURA” DI LAMBORGHINI IN NORVEGIAPER LA PRESENTAZIONE DELLE NUOVE HURACÁN EVO

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// INTERVIEW LA FORZA DELL’EMOZIONE DEVE PASSARE ATTRAVERSO I SENSI: L’ODORE DELLA PELLE, IL SUONO DEL MOTORE, COLORI SGARGIANTI, LE VIBRAZIONI…

Cosa ha trovato di stimolante alla Automobili Lamborghini? Innanzi tutto ho trovato un gruppo di persone molto valido. Ho trovato un ambiente pronto per fare il grande salto, favorito anche dall’appartenenza ad un grande gruppo industriale con la possibilità di massimizzare quei vantaggi offerti da un contesto così favorevole. Cosa rappresenta per Lamborghini il rispetto ambientale? La nostra è una delle poche aziende del settore CO2 neutral. La nostra è una responsabilità sociale giusta, corretta e coerente con i nostri valori. Quando si pensa a Lamborghini è inevitabile associare motori potenti V10 e V12, ma se mettiamo tutto in prospettiva e in termini relativi parliamo di un impatto infinitesimale rispetto al panorama che ci circonda. Naturalmente le nostre auto rispettano le normative e abbiamo voluto dare un segnale forte – con ingenti investimenti – per far sì che la nostra fabbrica fosse autonoma nella produzione di energia e CO2 neutral. Come convivono in azienda due anime così diverse come quella italiana e quella tedesca? Credo che rappresenti la nostra forza. Siamo un’azienda italiana con la possibilità di massimizzare i vantaggi di far parte di un gruppo che ha investito tanto su Lamborghini. È chiaro che noi dobbiamo valorizzare il nostro Made in Italy. Non a caso la nostra cultura e i nostri valori sono l’espressione tipica della creatività italiana. Per fare la differenza coniughiamo la maniacalità nella pianificazione tipica dei nostri azionisti tedeschi con la capacità creativa e la flessibilità che abbiamo noi italiani: questo mix è l’elemento vincente che ci fa essere così forti in questo momento. Come si immagina Lamborghini e i suoi prodotti fra 50 anni? L’industria automobilistica sta vivendo una rivoluzione epocale e sono convinto che Lamborghini sarà sempre più protagonista anche nei prossimi 50 anni. Questo per un semplice motivo: più andiamo verso il concetto di automotive legato alla mobilità, più la sfera emozionale – a cui appartiene Lamborghini – assumerà importanza. Le nostre auto sono come gioielli: vuoi possederle per gratificarti, vuoi godertele usandole. Questo spazio in futuro sarà sempre più importante. Più si parla di guida autonoma, di mezzo di mobilità puro e semplice, più Lamborghini sarà protagonista. Come si concilia un elemento fondamentale come il sound del motore con la propulsione elettrica? È uno dei temi più importanti sui quali stiamo lavorando in maniera non convenzionale. La forza dell’emozione deve passare attraverso i sensi: respirare l’odore della pelle, sentire un suono straordinario, vedere colori sgargianti, percepire certe vibrazioni, ecc. Stiamo cercando di capire quali emozioni daranno i diversi suoni autentici che si svilupperanno nel futuro. Stiamo lavorando assieme alle Università sulle frequenze, i suoni e i rumori dei sistemi propulsivi del futuro che possono generare emozione. Nel frattempo mi piacerebbe trovare il modo di far sentire al lettore il sound del V10 della Huracán Evo sulla quale stiamo viaggiando. È giusto vendere una Lamborghini in meno di quelle che il mercato richiede? Certamente si. Così manteniamo alto il valore dell’esclusività nobilitando il brand. Il valore residuo dell’usato ci da ragione.

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When one thinks of Lamborghini it is inevitable to combine powerful V10 and V12 engines, but if we put everything into perspective and in relative terms we talk about an infinitesimal impact with respect to the landscape that surrounds us. Naturally our cars respect the regulations and we wanted to give a strong signal – with huge investments – to ensure that our factory was autonomous in the production of energy and neutral CO2. How do two so different souls like the Italian and the German coexist in the company? I believe it represents our strength. We are an Italian company with the ability to maximize the benefits of being part of a group that has invested so much in Lamborghini. It is clear that we must enhance our Made in Italy. It is not by chance that our culture and our values are the typical expression of Italian creativity. To make the difference, we combine the obsessiveness in planning typical of our German shareholders with the creative ability and flexibility that Italians have: this mix is the winning element that makes us be so strong right now. How do you imagine Lamborghini and its products in 50 years? The automotive industry is experiencing an epochal revolution and I am convinced that Lamborghini will be increasingly protagonist in the next 50 years. This for a simple reason: the more we go towards the concept of automotive linked to mobility, the more the emotional sphere – to which Lamborghini belongs – will take on importance. Our cars are like jewels: you want to own them to gratify yourself, you want to enjoy them by using them. This space will be increasingly important in the future. The more we talk about autonomous driving, of pure and simple means of mobility, the more Lamborghini will be the protagonist. How do you reconcile a fundamental element like the sound of the engine with the electric propulsion? It is one of the most important issues we are working on in an unconventional way. The strength of the emotion must pass through the senses: breathe the smell of the leather, hear an extraordinary sound, see bright colours, perceive certain vibrations, etc. We are trying to understand what emotions will give the different authentic sounds that will develop in the future. We are working together with the Universities on the frequencies, sounds and noises of the propulsive systems of the future that can generate emotion. In the meantime, I’d like to find a way to make the reader hear the sound of the V10 of the Huracán Evo we are traveling on. Is it right to sell a Lamborghini less than what the market requires? Yes of course. So, we keep the value of exclusivity high by ennobling the brand. The residual value of second-hand gives us reason. What comes first: family or work? Family. After 54 years in which I gave everything at work, now I reserve the weekend for the family. I tend to decline many popular socialite invitations because I prefer to stay at home with my wife Silvia and my children Viola and Martino. Time passes quickly, now my children are teenagers and I don’t want to miss such an important phase in their lives. I try to be qualitatively present, even when I’m away, but I also feel the need for physical presence. Do you have more regrets or remorse? I have a tendentially positive approach to life. I tend to see the glass always half full and therefore I have neither remorse nor regret. With a bit of introspection, maybe I would do some things differently, but it’s easy to do the “Monday morning quarterback”. I am grateful for the unique experiences that I have had the good fortune to live. How would you like to be remembered for your contribution to Lamborghini? I’m trying to make the image of the Lamborghini more sporty and better known, less polarizing. We have done many activities to make ourselves known to a wider audience. Just to be exclusive, a niche, but we must make ourselves known. The success we are obtaining on social networks, with over 21 million followers on Instagram obtained in the last two years testify that we are moving in the right direction: we are recognizable with a very specific identity and DNA.


LA NUOVA HURACÁN EVO DURANTE IL “VIAGGIO AVVENTURA” DI LAMBORGHINI IN NORVEGIA

Prima la famiglia o il lavoro? La famiglia. Dopo 54 anni in cui ho dato tutto sul lavoro, ora riservo il week end alla famiglia. Tendo a declinare molti graditi inviti mondani perché preferisco stare a casa con mia moglie Silvia e i miei figli Viola e Martino. Il tempo passa in fretta, ormai i miei figli sono adolescenti e non voglio perdermi una fase così importante della loro vita. Cerco di essere presente qualitativamente, anche quando sono lontano, ma sento anche la necessità della presenza fisica. Ha più rimpianti o rimorsi? Ho un approccio alla vita tendenzialmente positivo. Tendo a vedere il bicchiere sempre mezzo pieno e pertanto non ho né rimorsi né rimpianti. Con un pò di introspezione, forse rifarei diversamente alcune cose, ma è facile fare il “Monday morning quarterback”. Sono grato per le esperienze uniche che ho avuto la fortuna di vivere. Come vorrebbe essere ricordato per il suo contributo a Lamborghini? Sto cercando di rendere l’immagine della Lamborghini più sportiva e più conosciuta, meno polarizzante. Abbiamo fatto tante attività per farci conoscere da un pubblico più ampio. Giusto essere esclusivi, di nicchia, ma dobbiamo farci conoscere. Il successo che stiamo ottenendo sui social network, con oltre 21 milioni di followers su Instagram ottenuti negli ultimi due anni testimoniano che ci stiamo muovendo nella giusta direzione: siamo riconoscibili con un’identità ed un DNA ben precisi. Potendo scegliere, in che epoca avrebbe voluto vivere? Sono un amante della natura e mi ha sempre affascinato la fase di scoperta di nuovi territori, ma considerando che spesso questo comporta dei conflitti e che noi abbiamo avuto la fortuna di vivere in un periodo senza entrare in nessuna guerra, mi ritengo fortunato di vivere in questo periodo storico. Auguro la stessa fortuna ai miei figli.

Being able to choose, in what age would you have wanted to live? I am a lover of nature and I have always been fascinated by the discovery of new territories but considering that this often involves conflicts and that we have had the good fortune to live in an era without entering any war, I consider myself lucky to live in this age. I wish the same luck to my children. If you found Aladdin’s bottle and could make three wishes, what would you ask? 1. At a professional level I wish I could continue to be a protagonist of our destiny as a company. Let the shareholders let us do what we believe is right for the brand. We know it well, as do the customers who choose it and we believe we know how to make it grow in the future. The sense of belonging that those who work in Lamborghini feel today is very strong and this is fundamental for acting as protagonists. 2. In an era in which rationality tends to take over, I would like to focus on emotion. The more we talk about artificial intelligence, the more we will be confronted with ethical issues: technology is fine but let us remember that at the centre there must always be man. 3. Since life is short, I would like to have more time to devote to other interests without detracting from the responsibility I am holding today. What do you like to do in your free time? I really love the mountain. I have a house in the Dolomites, above Lake Carezza. Skiing, walking or just being in the middle of these places – both in summer and in winter – is a source of great satisfaction for me. My favourite sport is basketball, but I’m passionate about all sports. Team sport has allowed me to grow. Which car are you most fond of? Lamborghini aside, of the Fiat 500, a true icon and the ideal car for getting around the big cities. Which restaurant would you recommend to your best friend? Difficult answer, because I love Italian cuisine and our country is full of extraordinary chefs. If I really have to make a choice, I suggest two for territorial linking reasons. For Emilia Romagna, my land of origin, I choose Massimo Bottura and his restaurant “La Francescana” of Modena. For South Tyrol, the other region I have in my heart and where I run away with my family whenever I can, I recommend the Hubertus restaurant in San Cassiano by the great chef Norbert Niederkofler. In which hotel did you feel at home recently? In Tokyo, at the Prince Gallery Kyoicho Hotel.

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// INTERVIEW Se trovasse la lampada di Aladino e potesse esprimere tre desideri, cosa vorrebbe? 1. A livello professionale vorrei poter continuare ad essere protagonista del nostro destino come azienda. Fare in modo che gli azionisti ci lascino fare ciò che noi riteniamo giusto per il brand. Lo conosciamo bene, così come i clienti che lo scelgono e riteniamo di sapere come farlo crescere in futuro. Il senso di appartenenza che sente oggi chi lavora in Lamborghini è molto forte e questo è fondamentale per agire da protagonisti. 2. In un’epoca in cui la razionalità tende a prendere il sopravvento, mi piacerebbe porre l’accento sull’emotività. Più parliamo di intelligenza artificiale e più saremo confrontati a temi etici: va bene la tecnologia, ma ricordiamoci che al centro ci deve sempre essere l’uomo. 3. Visto che la vita è breve, mi piacerebbe avere più tempo da dedicare ad altri interessi senza nulla togliere alla responsabilità che sto ricoprendo oggi. Cosa le piace fare nel tempo libero? Amo molto la montagna. Ho una casa sulle Dolomiti, sopra il lago di Carezza. Sciare, camminare o semplicemente stare in mezzo a questi luoghi è per me motivo di grande soddisfazione. Il mio sport preferito è la pallacanestro, ma sono appassionato di tutti gli sport. Lo sport di squadra mi ha permesso di crescere. A quale auto è più affezionato? Lamborghini a parte, alla Fiat 500, una vera icona. È l’auto ideale per muoversi nelle grandi città. Quale ristorante consiglierebbe al suo miglior amico? Risposta difficile, perché adoro la cucina italiana e il nostro Paese è pieno di chef straordinari. Se devo proprio fare una scelta, ne suggerisco due per ragioni di legame territoriale. Per l’Emilia Romagna, la mia terra di origine, scelgo Massimo Bottura e la sua Osteria Francescana di Modena. Per l’Alto Adige, l’altra regione che ho nel cuore e dove fuggo con la famiglia tutte le volte che posso, consiglio il ristorante Hubertus di San Cassiano del grande chef Norbert Niederkofler.

LAMBORGHINI

HURACÁN EVO La «EVO» è l’ultima evoluzione della sportiva V10 di Sant’Agata. La potenza cresce 640 CV, mentre il peso a secco è sceso a 1.422 kg per un rapporto peso/potenza di 2,22 kg/CV. Scatta da 0 a 100 km/h in 2,9 secondi e può superare i 325 km/h. Prestazioni possibili anche grazie alla Lamborghini Dinamica Veicolo Integrata 2.0 che gestisce le quattro ruote motrici e sterzanti rendendo «facile» la guida al limite. Nuova anche l’interfaccia uomo-macchina con il touchscreen da 8”4. Prezzo: 184.000 euro.

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LANDSCAPE DEL “VIAGGIO AVVENTURA” DI LAMBORGHINI IN NORVEGIAPER LA PRESENTAZIONE DELLE NUOVE HURACÁN EVO

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// AUTO

RIVOLUZIONE A QUATTRO RUOTE

IL FUTURO DELL’AUTO È ELETTRICO

DA MEZZO INQUINANTE A PIATTAFORMA DI SERVIZI CHE SI MUOVE SILENZIOSA ED EFFICIENTE A ZERO EMISSIONI PER RIVOLUZIONARE IL CONCETTO DI MOBILITÀ. LA PAROLA D’ORDINE È “ELETTRIFICAZIONE”. MILIARDI DI EURO VENGONO INVESTITI IN QUESTI ANNI PER ALIMENTARE UNA RIVOLUZIONE CHE STA TRASFORMANDO L’AUTOMOBILE, CHE ORA DEVE ESSERE A TUTTI I COSTI SOSTENIBILE DI ALESSIO JACONA

CAMBIERÀ IL NOSTRO MODO DI GUIDARE, GRAZIE AI SISTEMI DI RICARICA ON BOARD SARÀ PIÙ IMPORTANTE FRENARE CHE ACCELERARE. Cambierà la maniera in cui pensiamo i viaggi, da costruire intorno alle soste dove ci sono colonnine di ricarica. O, ancora, di intendere il parcheggio, che diventerà un’opportunità per essere connessi alle smart grid, le reti elettriche intelligenti che useranno le nostre auto come storage dell’energia prodotta in eccesso. E, infine, cambierà il modo stesso di vivere dentro l’automobile, dove con il progredire dei sistemi a guida prima assistita e poi autonoma, a

LA LINEA DI PRODUZIONE DELLE AUTO ELETTRICHE NELLO STABILIMENTO VOLKSWAGEN DI ZWIKAU, IN SASSONIA (GERMANIA)

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contare saranno sempre meno le prestazioni e sempre più i servizi e le funzionalità con cui potremo valorizzare il tempo di ogni trasferimento. ____COME UNO SMARTPHONE SU RUOTE L’auto elettrica, infatti, è già oggi un mezzo tecnologicamente avanzato, connesso alla rete, che attraverso il cloud dialoga con il nostro smartphone, e che domani comunicherà con le infrastrutture delle smart city e con le altre automobili. L’enorme semplificazione portata dai motori elettrici lascia spazio al software, che assume un ruolo centrale nella

L’APP PER GESTIRE A DISTANZA UNA TESLA MODEL 3

AUDI E-TRON, PRIMO VEICOLO FULL ELECTRIC PRODOTTO DA AUDI


TESLA MODEL 3

ENTRO IL 2025 TUTTI I PRINCIPALI PRODUTTORI CHANGE YOUR MIND.

DI AUTOMOBILI AVRANNO PRESENTATO DECINE DI NUOVI MODELLI FULL ELECTRIC.

gestione di ogni aspetto del veicolo. È il software che gestisce la propulsione elettrica, le batterie, i sistemi di sicurezza. Ed è sul software che si basano le nuove funzionalità pensate per arricchire l’esperienza on board dell’utente. Servizi che ora diventano acquistabili online post-vendita, secondo dinamiche simili a quando scarichiamo un app dallo store di iOS o Android. ____IL PREMIUM È ON DEMAND Prendiamo la Tesla Model 3: il modello base ha la guida assistita, ma in qualsiasi momento gli acquirenti possono comprare il cosiddetto Enhanced autopilot, versione più ricca di funzionalità del sistema di guida semi-autonoma che ha reso famose le auto di Elon Musk. Basta pagare 6700 euro e il gioco è fatto. Qualcosa di simile farà presto anche Audi con il nuovo functions on demand (FOD), offerta che consente di atti-

vare sull’elettrica e-tron (e sulla nuova A4) servizi “dormienti” come la funzione Matrix dei proiettori a LED, oppure il park assist per la gestione automatica delle manovre. Questi funzionano solo quando si paga un abbonamento dedicato che dura quanto decide l’utente, ricalcando quel modello di fruizione cui ci hanno abituato servizi come Netflix e Spotify. ____È SOLO L’INIZIO L’auto elettrica non è solo silenzio e zero emissioni: il gigantesco sforzo tecnologico, logistico ed organizzativo con cui oggi i costruttori stanno trasformando da capo a piedi interi cicli produttivi, non si esaurisce nella produzione di automobili green da guidare ascoltando indisturbati il rumore del vento.

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// AUTO

ELECTRIC ELEGANT TOUCH

LAND ROVER, MERCEDES, AUDI

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L’IMPORTANTE È ELETTRIFICARE, DIPENDE DAL MODO… LA ROTTA È TRACCIATA:

TUTTI I NUOVI MODELLI NASCONO IBRIDI PLUG-IN, A EMISSIONI ZERO O CON UN MOTORE MILD-HYBRID PER AIUTARE LA PROPULSIONE TRADIZIONALE. ECCO TRE ESEMPI, DI CLASSE

DI MAURIZIO BERTERA

LAND ROVER DISCOVERY SPORT. GIÀ ORDINABILE IN ITALIA CON UN PREZZO DI PARTENZA DI

39.000 EURO

LAND ROVER DISCOVERY SPORT. Seguendo l’esempio della Velar e della seconda generazione della Evoque, anche la Discovery Sport è stata rivista dal punto di vista stilistico con l’adozione di gruppi ottici Led anteriori e posteriori, inoltre griglie e paraurti sono stati modificati. All’interno troviamo l’infotainment Touch Pro con Smart Settings e hot-spot wifi, ma anche sedili totalmente ridisegnati con la configurazione 5+2 che consente ben 24 differenti combinazioni. La gamma propulsori è quella più recente a disposizione, con i 4 cilindri benzina e diesel della famiglia Ingenium capaci di rispettare le future normative sulle emissioni in vigore dal 2020. Con le versioni mild hybrid, la Discovery Sport arriva fino a

un minimo di 144 g/km di CO2 e 6,9 l/100 km, ma entro la fine dell’anno sarà introdotta anche una variante plug-in hybrid. La dotazione di sistemi di sicurezza compie ulteriori passi avanti con l’adozione dello Smart Rear View Monitor con display al posto dello specchietto centrale interno. La guida in fuoristrada è facilitata dal Ground View, che proietta sul display interno le immagini delle telecamere frontali a 180° gradi simulando la trasparenza del cofano motore.

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// AUTO

DISPONIBILE SUL MERCATO ITALIANO ESCLUSIVAMENTE IN VERSIONE PREMIUM E PREMIUM PLUS, CON PACCHETTO AGM LINE E PREZZI A PARTIRE DA

85.923,50 EURO

MERCEDES-BENZ GLS. L’ammiraglia delle Suv della Stella è cresciuta rispetto alla generazione lanciata nel 2012: il passo di 6 cm e la lunghezza di 8 cm, arrivando addirittura a quota 521 cm. Meccanicamente è una GLE (escono entrambe dalla stessa fabbrica in Alabama), da cui riprende anche la plancia e la consolle fra i sedili anteriori: cambiano alcuni rivestimenti, materiali e montaggi sono inappuntabili, aumenta l’agio nella seconda fila e - in particolare - la terza fila di sedili. Il cruscotto ha due schermi affiancati di 12,3’’ , uno per la strumentazione e l’altro per il sistema multimediale Mbux: quest’ultimo si comanda a voce, dal display 154

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“touch” destro e dalle superfici tattili su volante e tunnel centrale. In Italia la GLS è già ordinabile nelle versioni 400 d e 450 d, mosse dallo stesso 3.0 a gasolio con sei cilindri in linea e con potenze rispettivamente di 286 e 330 Cv. Ci sono poi due ibride a benzina: la 580 col suo ben più vigoroso 4.0 V8 biturbo, arriverà a breve, mentre non vedremo in Europa la 3.0 turbo a sei cilindri in linea. Per tutte, l’affidabile trazione integrale 4 Matic e cambio automatico a nove marce.  Il 4.0 V8 si abbina a un motore elettrico integrato nel cambio che, per alcuni istanti, fornisce 22 Cv e ben 250 Nm di coppia supplementari.


AUDI Q5 55 TFSI E QUATTRO S TRONIC

IBRIDA D’ECCELLENZA

LA NUOVA ERA DELLE IBRIDE PLUG-IN DI AUDI PARTE DALLA BEST-SELLER DELLA

FAMIGLIA Q. ESTETICAMENTE È DEL TUTTO SIMILE ALLE ALTRE Q5, TRANNE PER LA PRESENZA DELLO SPORTELLINO DI RICARICA, COLLOCATO NEL LATO POSTERIORE SINISTRO...

ECESSITAWTUREST A FUGIANTIS DOLORUM NOST ASPIENIM MAXIMUSTIUSA E DERIO VOLOR SINUS ET DOLUPTAT UT VOLUPICITAT IPITATUR?O QUI DOLOR IPITATUR?O QUI DOLOR

LA VETTURA SARÀ PROPOSTA IN ITALIA CON PREZZI DA

63.300 EURO

Audi Q5 55 TFSI e quattro S tronic è dotata di una potenza che combina il 2.0 litri TFSI a benzina da 252 Cv e 370 Nm con un propulsore elettrico - alimentato da una batteria da 14,1 kWh - con 142 Cv di potenza e 350 Nm, che permette all’auto di percorrere più di 40 km in modalità puramente elettrica (nel ciclo WLTP). LA VETTURA È MUNITA DI UN ASSISTENTE ALL’EFFICIENZA PREDITTIVA (PEA), che, valutando i dati di navigazione, la destinazione impostata e

le informazioni di ritorno dai sensori, consente di massimizzare l’autonomia della batteria, pianificando il percorso più efficiente e suggerendo al conducente quando deve togliere il piede dall’acceleratore. Come opzione sarà possibile scegliere l’allestimento Business, che aggiunge alla già completa dotazione di serie il sistema di navigazione, il cruise control, i sedili anteriori con regolazione lombare elettrica, il volante multifunzione plus e il sistema di ausilio al parcheggio plus. Una sequenza di accessori d’eccellenza in stile Audi.

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// WATCHES UR-111C di Urwerk, in acciaio “gunmetal”, in serie limitata a 25 pezzi. I minuti sono mostrati in due modi diversi: linearmente (ad andamento retrogrado) e digitalmente per una lettura più immediata e accurata; le ore sono saltanti, mentre i secondi, sempre digitali, fruiscono di due piccole ruote a 6 braccia a rotazione intersecata. Una reca le cifre 10, 20, 30, 40, 50 e 60, mentre l’altra i numeri dispari 5, 15, 25, 35, 45 e 55. Il loro moto rotatorio è portato in primo piano grazie ad una soluzione permessa da un sistema di fibre ottiche collocato appena un decimo di millimetro sopra i suddetti numeri.

IL RITMO DI ELVIS AL POLSO

LA CREATIVITÀ HA CONSENTITO DI SUPERARE I CONFINI IMPOSTI DALLA TRADIZIONE ESTETICA ED ESPRESSIVA DEL SEGNATEMPO, COSÌ COME PENSATO. L’INDICAZIONE DI ORE E MINUTI È STATA INVESTITA

DA INTERPRETAZIONI DINAMICHE, ORIGINALI, MOVIMENTATE, ACCOMPAGNATE DA CONTRAPPUNTI CROMATICI INEDITI, NELLE QUALI IL RITMO DELLE LANCETTE, SEMBRA SEGUIRE UN’IMMAGINARIA SONORITÀ GOVERNATA DA BATTERIA E CHITARRA ELETTRICA

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DI FABRIZIO RIVERSI


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DESIGN // AUTO WATCHES Hublot Big Bang Sang Bleu II da 45 mm, cronografo disponibile in 100 esemplari, su cassa tonneau in King Gold, ispirata dal genio creativo del tatuatore di fama mondiale Maxime Plescia-Buchi. Automatico di manifattura, calibro HUB1240, denominato Unico.

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Zenith Defy El Primero 21 da 44 mm, in fibra di carbonio, con quadrante squelette. Doppio scappamento, uno destinato alla base tempo meccanica automatica (36.000 alternanze/ora) e l’altro funzionale alla misurazione crono a 1/100 di secondo (graduazione espressa sul rehaut percorso dalla lancetta centrale), con bilanciere oscillante a 360.000 alternanze/ora.

D

efinire il rock, come genere musicale, non è cosa facile. Ci troviamo negli anni ’50 e ’60, e mettendo insieme rhythm & blues, country e un pizzico di folk, ci pensano chitarra e basso elettrici e batteria, a dar vita a sonorità non sincopate in 4/4, tendenzialmente ripetitive fino a progressioni dissonanti. Nel tempo il rock è divenuto anche fenomeno sociale grazie alle interpretazioni punk, psichedelico, glam, heavy metal, hard, per citarne alcune. Certamente si tratta di un concept di rottura, fortemente generazionale, che ha informato la cultura della musica fruibile dalle masse fino ai giorni nostri. ED È IN QUESTO SENSO CHE PUÒ ESSERE ADATTATO AD UN’IDEA DI SEGNATEMPO IN DISCONTINUITÀ CON L’IMPOSTAZIONE TRADIZIONALE, NON NEGATA MA REIMPOSTATA SECONDO SCHEMI CREATIVI FIGLI DI TEMPI IN EVOLUZIONE SEMPRE PIÙ VELOCE. Un simile assemblaggio funzionale trova una delle sue massime interpretazioni nell’Urwerk UR-111C, frutto della potente alchimia esistente tra i fondatori della Maison, Martin Frei e Felix Baumgartner, il designer e il tecnico. I minuti sono mostrati in due modi diversi: linearmente (ad andamento retrogrado) e digitalmente per una lettura più immediata e accurata. Le ore saltanti e le due versioni dei minuti sono proposte in aperture lungo il lato frontale di una cassa avveniristica assimilabile ad un’astronave: i ruotismi orizzontali del movimento meccanico automatico adottato, sopra i quali, normalmente, sono fissate le lancette, qui si sono dovuti

Excalibur Huracàn Performante di Roger Dubuis, realizzato in soli 88 esemplari e ispirato dall’omonimo bolide Lamborghini, in partnership con la Maison ginevrina. Presenta una cassa in “Technical Titan”, con accenti in giallo vivo (ispirata dall’ultima versione della vettura). Automatico, il bilanciere è inclinato di 12 gradi.

interfacciare con ingranaggi tronco-conici, che hanno il compito di trasferire la rotazione per l’indicazione oraria sul piano verticale. In quanto ai secondi, sempre digitali, l’UR-111C, sul piano anteriore della cassa (in serie limitata a 25 pezzi in acciaio lucido e altrettanti, rifinito “gunmetal”), poco sopra la corona a forma di “scroll”, ha posizionato due piccole ruote a 6 braccia a rotazione intersecata (dal peso, ognuna, di 0,025 g): una reca le cifre 10, 20, 30, 40, 50 e 60, mentre l’altra i numeri dispari 5, 15, 25, 35, 45 e 55. Il moto rotatorio, che sembra espresso da un unico ruotismo, fruisce di una soluzione ricercata, studiata per portare le cifre in primo piano e apparentemente molto vicine: un denso ammasso di fibre ottiche allineate e posizionate appena un decimo di millimetro sopra le cifre, agisce sul raggio visivo a creare un effetto denominato “immagine condotta”. Un simile fraseggio meccanico, nell’Hublot Big Bang Sang Bleu II da 45 mm, disponibile in 100 esemplari, si trasforma in comunicazione geometrica in 3D, dove, su di una cassa tonneau in King Gold (lega in cui è aggiunto il 5% di platino), articolata e “cesellata”, ispirata dal genio creativo del tatuatore di fama mondiale Maxime Plescia-Büchi, una lunetta a sfaccio esagonale “informa” il taglio del vetro zaffiro e quello del rehaut interno, ad incorniciare due lancette romboidali scheletrate e sovrappo-

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// WATCHES

In questa pagina: Skeleton X di Ulysse Nardin, da 43 mm, con calibro manuale di manifattura UN-371 a vista. La cassa è in Carbonium®, materiale innovativo, utilizzato nel settore aeronautico, cui è abbinato l’oro, per un mix dinamico d’efficacia moderna

Nella pagina a fianco: Pilot’s Watch Double Chronograph TOP GUN, automatico, da 44 mm in Ceratanium® di IWC: materiale sviluppato dalla Casa di Sciaffusa, che combina le eccellenti proprietà del titanio e della ceramica, ottenendo la tonalità nera opaca senza esigenza di rivestimento.

riserva di carica dell’orologio a crono avviato, mentre la scheletratura del quadrante è rifinita rigorosamente in nero.

ste per ore e minuti e una sfera allungata per i secondi crono. Si tratta, infatti, di un cronografo, con pulsanti ben dissimulati nell’architettura della cassa, alimentato dal calibro automatico di manifattura HUB1240, denominato Unico, con funzione flyback: i secondi continui, al 9, e i minuti crono, al 3, sono espressi da contatori esagonali che comprendono due triangoli incrociati costruiti sui sei vertici. Plescia-Büchi (fondatore dell’agenzia creativa Sang Bleu) afferma:

“LA GEOMETRIA È L’ESPRESSIONE UNIVERSALE DI UNA CONCEZIONE DEL MONDO ASTRATTA E SISTEMATIZZATA. È PORTATRICE DI VALORE, IDEE E MESSAGGI ATTRAVERSO IL TEMPO E LO SPAZIO, E QUINDI UNIFICA IN SÉ IL GENERE UMANO STESSO, IN QUANTO SOMMA MANIFESTAZIONE DELLA MENTE UMANA.” Il rock diviene pura meccanica nello Zenith Defy El Primero 21 da 44 mm, in fibra di carbonio – corona e pulsanti compresi -, con quadrante squelette. Una soluzione che permette di apprezzare il doppio scappamento, uno destinato alla base tempo meccanica automatica (bilanciere oscillante a 36.000 alternanze/ora) e l’altro funzionale alla misurazione crono a 1/100 di secondo (graduazione espressa sul rehaut percorso dalla lancetta centrale), con bilanciere oscillante a 360.000 alternanze/ ora, ossia una frequenza di ben 50 Hz: un indicatore al 12 informa sulla

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Velocità e ritmo forsennato li ritroviamo nell’Excalibur Huracàn Performante di Roger Dubuis, realizzato in soli 88 esemplari e ispirato dall’omonimo bolide Lamborghini (con cui, da più di un anno e mezzo, la Maison ginevrina collabora), capace di raggiungere i 325 Km/h. L’inconfondibile silohuette dell’Excalibur con la sua triplice ansa, opportunamente svuotata, e la ghiera graduata dai bordi incisi a punta di freccia, proposta in livrea grigia “Technical Titan”, con accenti in giallo vivo (ispirata dall’ultima versione della vettura), incorniciano un’architettura meccanica progettata per indirizzare la mente al mood Huracàn. Anche qui sono chiari i rimandi alla geometria dell’esagono, ispiratrice dello scultoreo volume della supercar Lamborghini che, nel segnatempo domina tridimensionalmente l’asse orizzontale del quadrante squelette, rifinita da un reticolo a nido d’ape. Il bilanciere è eccezionalmente inclinato di 12 gradi rispetto all’asse orizzontale di rotazione, una delle soluzioni adottate sul nuovo calibro automatico RD630, dotato di doppio bariletto, rotore circolare a riprodurre il cerchione dell’Huracàn Performante, 60 ore di riserva di carica e del datario “racing” al 6 (cifra gialla su fondo nero); un altro dettaglio qualificante è costituito dalla corona ispirata ai dadi, anch’essi “racing”, sulle ruote della supercar. La trasparenza pura illumina la meccanica tradizionale del calibro manuale di manifattura UN-371 dello Skeleton X di Ulysse Nardin, aggiornata tecnologicamente al top, in virtù di un bilanciere superleggero in silicio con contrappesi in nickel e microlame stabilizzatrici, interagente con uno scappamento sempre in silicio: il tutto a garanzia di una riserva di carica di 96 ore. L’armonia rock si concretizza pienamente nella versione da 43 mm su cassa in Carbonium® Gold: il Carbonium® è un materiale innovativo, leggerissimo, assolutamente resiliente e sostenibile (la sua produzione ha il 40% d’impatto ambientale in meno rispetto agli altri materiali compositi di carbonio), utilizzato nel settore aeronautico per le fusoliere e le ali degli aeroplani di ultima generazione. Il processo realizzativo, a temperature elevate, evidenzia il pattern organico creato dalle fibre di carbonio dal diametro di 7µm. In questo mo-


SONO QUELLI CHE VESTONO IL NOSTRO POLSO DI DINAMICITÀ I MODELLI ROCK, IN OROLOGERIA,

SPESSO AMMANTATI DI CONTRASTI CROMATICI, RICHIAMANO L’ATTENZIONE, FRUTTO DI UNA COMPOSIZIONE ARMONICA TRA TUTTE LE COMPONENTI, PROPRIO COME I MEMBRI DI UN COMPLESSO

dello, il Carbonium® si fonde con l’oro, per un mix dinamico d’efficacia moderna in cui la “X” disegnata dagl’indici all’11, 1, 5 e 7, simboleggia ignoto ed esplorazione. Rimaniamo su di una visione aeronautica d’avanguardia con il Pilot’s Watch Double Chronograph TOP GUN da 44 mm in Ceratanium® di IWC: tale materiale, sviluppato dalla Casa di Sciaffusa, combina le eccellenti proprietà del titanio e della ceramica, ottenendo la tonalità nera opaca senza esigenza di rivestimento (metodo DLC), compresi i pulsanti e la fibbia. Un imprinting militare, aggressivo, rock, estremamente duro e resistente ai graffi, creato da una base in una speciale lega di titanio: durante un trattamento in forno, si consente all’ossigeno di diffondersi nel materiale grezzo, trasformando lo strato superficiale in ceramica. Un look jet black alimentato da un calibro automatico, il 79420, capace di 44 ore di riserva di carica. Frizzante, spericolato, rock, poi, lo è senz’altro il cronografo Monaco di TAG Heuer, che festeggia, quest’anno, il mezzo secolo dal lancio. Chiamato Monaco, in omaggio al celebre Gran Premio di Formula 1, ogni aspetto del design dell’orologio appariva rivoluzionario, a partire dalla cassa carré impermeabile, con la posizione della corona sul lato sinistro e i pulsanti a destra, imposti dall’architettura tecnica del movimento. Un anno dopo il suo lancio, il Monaco fu visto al polso dell’ambasciatore del marchio e pilota di auto da corsa Jo Siffert, mentre nel 1971 condivise le luci della ribalta con Steve McQueen nel film La 24 ore di Le Mans. TAG Heuer, per celebrare degnamente la ricorrenza, ha deciso di presentare, in sequenza, nel corso dell’anno, cinque creazioni contestualizzate sulle diverse decadi dal 1969 al 2019. Presentiamo in queste pagine la versione “1989-1999”, in acciaio, con quadrante argenté a finitura grené e contatori interni sabbiati incorniciati di blu, tonalità contrappuntata dal rosso degli indici e della lancetta centrale dei secondi (cromie che ritroviamo nel cinturino in pelle di vitello traforato blu con impunture rosse). Proposto in edizione limitata a 169 esemplari, da 39 mm di lato, impermeabile fino a 10 atmosfere, è animato dalla versione attuale del celebre

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Nella pagina a fianco: TAG Heuer Monaco “1989-1999”, in acciaio da 39 mm, edizione limitata a 169 pezzi. Quadrante argenté a finitura grené e quadranti interni sabbiati incorniciati di blu. Impermeabile fino a 10 atmosfere, è animato dal Calibre 11, automatico.

In questa pagina: Bell & Ross, serie R.S. 19 Chronographs, modello BR-X1, in titanio grado 5 e ceramica, con inserti in caucciù. Meccanico automatico con quadrante a vista e pulsanti a bascula.

UN TEMPO ROCK, AGGRESSIVO, DECISO, INCALZANTE, PER SINTETIZZARE UN MOOD CHE, OGGI, RICHIAMA UN GRANDISSIMO INTERESSE Calibre 11, automatico, in cui sono assenti le ore crono e i minuti crono, rispetto all’originale, sono stati spostati dal 3 al 9. E chiudiamo con il cronografo Bell & Ross BR-X1 R.S. 19 (in titanio grado 5 e ceramica con inserti in caucciù, lato da 45 mm, edizione limitata a 250 esemplari), dotato di pulsanti a bascula elaborati per la cassa carré, ergonomici, avveniristici e funzionali, denominati “rocker” – adatti all’uso con i guanti -, alimentato da movimento automatico, calibro BR-CAL.313. Il design è costruito sui colori giallo e nero, distintivi del Renault F1 Team, con il quale la Casa parigina è in partnership da ben quattro anni; il quadrante

è scheletrato, con movimento a vista e con ponte superiore a forma di “X”. Il caucciù, tra l’altro, è stato utilizzato sull’inserto “poggia-pollice”, opposto ai pulsanti, per consentire una loro attivazione con una presa migliore. Significativo, poi, come novità assoluta, l’aggiunta di un “segnatempo” nell’anello zigrinato che circonda la lunetta: dopo un giro veloce, il team rientra nella corsia dei box e può immediatamente annotare dove è stata fermata la lancetta gialla dei secondi del cronografo, ruotando e allineando il triangolo giallo, mentre dopo il secondo giro, i rispettivi tempi possono essere confrontati all’istante.

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// INTERVIEW

VOLEVA ESSERE UNO CHEF PHILIPPE LÉVEILLÉ, (L’UOMO CHE)

È NATO A NANTES, SI RITIENE ITALIANO, MA NON RINNEGA L’OPULENZA BRETONE, CHE NON PERDE OCCASIONE DI OMAGGIARE CON LA SUA HAUTE CUISINE. PHILIPPE LÉVEILLÉ MESCOLA NEOCLASSICISMO, SAVOIR-FAIRE NOSTRANO E INTUIZIONI AVANGUARDISTE PER DAR VITA A UNA CUCINA CHE AMBISCE PRIMA DI TUTTO A FAR STAR BENE DI MARCO TORCASIO

«TUTTO IL MIO STAFF CREA LA CARTA INSIEME A ME. TALENTI UNDER 30 CHE INTEGRANO LA MIA VISIONE CON UNA SAPIENZA CHE ALTRIMENTI MANCHEREBBE». Romagnosi 3, si sviluppa all’interno di un edificio di pregio di fine ‘800. Vi accediamo passando da un’area con vista sulla cucina caratterizzata da uno spazio reale e virtuale dedicato ai vini. Proseguiamo fino all’area ristorante, comfort zone dalla quale Lèveillè ci accompagna in un racconto…

PHILIPPE LÉVEILLÉ, ph. Niccolò Brunelli ©

Lo Chef bretone Philippe Lèveillè, due stelle Michelin dal 2001, è l’ambasciatore della grande cuisine in Italia. Il tempio della sua maestria, il Miramonti l’Altro di Concesio, in provincia di Brescia, racconta una storia nel segno della continuità: se Philippe guida le cucine, l’anima della sala, il punto di riferimento per gli ospiti è Daniela Piscini, moglie dello chef da 20 anni, con il fratello Mauro alla guida del ristorante. La cucina di Philippe è d’impatto, generosa e unisce la migliore tecnica francese con la tradizione italiana. Da Oltralpe lo chef bretone ha portato la maniera di lavorare, le tecniche di cottura, il rigore e la precisa divisione dei compiti per la brigata, le preparazioni delicate e la ricerca. Il territorio della Franciacorta offre sostanza e ispirazione con i suoi piatti robusti e sapidi. E così ecco una carta dove convivono e si rafforzano a vicenda trasformandosi in qualcosa di inedito, in una tensione costante alla qualità complementari, le “galettes au blé noir” e i casoncelli, il sidro e il vino. Per addentrarci nel suo mondo lo abbiamo incontrato nel primo Hub Internazionale della Gastronomia, Identità Golose Milano, che sorge a pochi passi da via Manzoni e dal Teatro alla Scala. Lo spazio, in via

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_____Cosa pensa dell’aggettivo “neoclassico” (come la villa settecentesca che ospita Miramonti l’Altro) apposto al suo estro da chef? Si utilizzano molti aggettivi sopra le righe per parlare di noi chef. Credo dovremmo ritrovare una dimensione giusta delle cose e ricordare che quello dello chef è un mestiere popolare, seppur svolto ai massimi livelli. È importante mantenere viva la semplicità connaturata ai toni autentici di questo mestiere. _____Le sue peregrinazioni in giro per il mondo hanno apportato alla sua cucina innumerevoli influenze. Quali rimangono evidenti e attuali oggi? Rivivono tutte all’interno dei miei piatti. Gli spaghetti al tè nero affumicato ad esempio non sono nati in Italia, ma a Hong Kong. L’incontro col Bel Paese è però espresso dall’impiego del Fatulì nella ricetta, un caprino lombardo (Presidio Slow food, ndr) molto particolare. Senza quel viaggio in Asia avrei mancato l’intuizione. La contaminazione di cui non ti accorgi credo sia la più riuscita. Il nostro cervello è una banca dati di ricordi e sapori, di piccoli cassettini che il viaggio ci aiuta ad aprire. _____La sua tecnica è al contempo accademica e libera da paradigmi preimpostati. In che modo l’istinto dialoga con i dettami dell’alta cucina? Mi lascio guidare totalmente dall’istinto. La creazione di un mio piatto è estemporanea perché non presto molta attenzione al calcolo, all’aritmetica dei sapori. Tutto nasce con immenso stupore. Mi è capitato di scrivere qualche pensiero persino in macchina, per poi riprenderlo magari a mesi di distanza, ma la mia carriera rimane puro istinto. Non ho mai calcolato niente.


L’IMPORTANZA DELLE DONNE

La brigata del bistellato Miramonti l’Altro è tutta al femminile. Sono sedici le donne su un personale di venti persone a tempo pieno. Arianna Gatti è l’attuale Sous Chef. In sala Daniela Piscini. In cantina Martina Beraldo

maghi come Ferran Adrià, un vero fenomeno, e il nostro Massimo Bottura. L’innovazione non ha mai fine. Fa parte di questo mestiere, è un continuum inarrestabile. IN ALTO, AMOUSE BOUCHE A SINISTRA, ALICI NEL GIARDINO DELLE MERAVIGLIE ph. Niccolò Brunelli ©

_____Il sapore è al centro delle sue creazioni. Perché prevale su tutte le altre caratteristiche che deve possedere un piatto? È tutto. Fa parte del mio essere immediato. La mia non è una cucina cerebrale, che necessita di troppe spiegazioni. Amo utilizzare pochi aggettivi e lasciare al cliente la possibilità sacrosanta di scoprire e giocare.

_____Quali legami con l’Italia la rendono felice di esercitare la sua maestria nel Bel Paese? Lavorare in Italia mi dà grandi soddisfazioni. E poi amo gli italiani perché sono più matti dei francesi. Una follia positiva che trionfa anche in cucina. L’Italia vanta un entusiasmo e un sussidiario di intuizioni che altri Paesi non hanno. _____L’emozione recente che più l’ha cambiata? Sono tornato in Martinica dopo quasi 30 anni, per le vacanze. Ho rincontrato un vecchio amico che oggi vive lì, ci siamo commossi entrambi. Quando posso amo anche tornare nella mia regione, la Bretagna, dove ho vissuto emozioni d’infanzia. Ma non sono un uomo troppo legato al passato. Mi piace l’adesso e il domani. Bisogna andare sempre avanti.

_____Quali novità ci attendono allora nella carta dell’autunno? Non lo so e questo mi fa molta paura. Ma credo di avere tutte le carte in regola per realizzare qualcosa di buono perché sto attraversando un momento molto felice della mia vita. Non so cosa accadrà domani, ma sono convito che saranno soltanto cose belle. _____Quando si parla di alta cucina ricorre una parola molto importante: innovazione… La cucina è sempre stata radicata all’innovazione. Basti pensare a Paul Bocuse, a Michél Guerard. O, compiendo un salto di cento anni nel passato, a Pellegrino Artusi e a Pellaprat. Venendo ai giorni nostri ci sono

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// YACHT

BY THE SEA: 48 WALLYTENDER

IN ARRIVO IL NUOVO

TENDER YACHT DEDICATO A CHI AMA SCOPRIRE IL MARE IN TOTALE LIBERTÀ

DETAILS Exterior Design: Wally – Ferretti Group Interior Design: Wally – Ferretti Group Shipyard: Forlì, Italy

PRELIMINARY DATA Motorizzazione: 2 x VOLVO PENTA IPS 650 (total 960 hp) Loa: 14.50 m Larghezza massima: 4.40 m

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FA IL SUO DEBUTTO MONDIALE IL 48 WALLYTENDER BY FERRETTI GROUP SULLA CROISETTE DI CANNES, alla 42 edizione dell’iconico Yachting Festival. L’imbarcazione che ha conquistato il cuore di molti appassionati armatori sin dalla sua prima comparsa nel 2001, si rifà il look. Il nuovo 48 Wallytender offre ampi spazi in coperta, volumi interni generosi e particolari soluzioni tecniche in grado di rendere il piacere della crociera semplicemente unico. Il suo design? La giusta dose di carattere e tradizione lascia che l’imbarcazione goda degli iconici stilemi senza intaccarne il Dna.Gli spazi esterni sono organizzati all’insegna del comfort e del relax: comode sedute, ampi prendisole e una zona pranzo

servita da una cucina attrezzata. Le sezioni di murata a poppa della barca abbattibili su entrambi i lati sono in dotazione standard, come pure la passerella retrattile, che si trasforma in una pratica scaletta di accesso al mare. Mentre al suo interno è possibile accomodarsi in una suite completa e contraddistinta da grandi volumi.

LA MOTORIZZAZIONE STANDARD PREVEDE DUE VOLVO IPS 650 - 960 HP TOTALI, PER UNA VELOCITÀ MASSIMA DI 38 NODI, ED È DOTATA DI UN JOYSTICK DI MANOVRA PER FACILITARE LE FASI D’ORMEGGIO.

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PROPERTY


DIMORE ESCLUSIVE DAL FASCINO SUBLIME

Castelli da regnanti e residenze produttive. Ville architettoniche ed eccentriche realizzate su modello della Casa Bianca. Abitazioni di stile contraddistinte da una storica allure che rivive negli arredi e talvolta anche in preziosi affreschi e giardini commissionati dai personaggi illustri che le hanno abitate. POSH seleziona alcune tra le più esclusive proprietà sul mercato italiano in cui investire. A CURA DI ALESSANDRO IACOLUCCI

CASTELLO CAPRARICA ITALY SOTHEBY’S INTERNATIONAL REALTY


// PROPERTY

CONEGLIANO

Una villa sulle colline denominate Patrimonio Mondiale dell’Umanità

L’agenzia delle Nazioni Unite tramite l’UNESCO ha lo scopo di incentivare la protezione e la conservazione dei luoghi più significativi del pianeta dal punto di vista storico, culturale e paesaggistico, proprio come accaduto lo scorso 7 luglio 2019 quando ha inserito nel suo patrimonio anche le colline di Conegliano nella provincia di Treviso dove si erge questa splendida villa risalente alla seconda metà del XVII secolo, progettata dall’architetto veneziano Baldassarre Longhena. Grazie alla sua posizione dominante, la vista che

si apre all’osservatore va dalla pianura veneta ricca di vigneti alle Prealpi. La villa è composta da un unico corpo al quale si accede tramite una maestosa scalinata. All’interno si fa un vero e proprio viaggio nel tempo grazie agli arredi originali, ai quadri e alla loggetta che sovrasta il salone e che un tempo ospitava l’orchestra. Il parco con piante secolari che circonda la villa è dotato di una piscina perfettamente integrata nel contesto vicino alla quale sorge una dependance dotata di tutti i comfort.

PREZZO: € 16.000.000 PER MAGGIORI INFORMAZIONI VISITA italy-sothebysrealty.com/it/vendita/residenziale/conegliano-villa_casa-indipendente-2414.aspx


CAPAN N O R I

Una villa esclusiva nel cuore della lucchesia

Un esemplare di villa seicentesca appartenuta alla famiglia Mansi, molto conosciuta in Europa nel campo del commercio della seta, immersa nella bellissima campagna lucchese. L’edificio originario risale alla seconda metà del XVI secolo, in gran parte trasformato dall’architetto Oddi nella prima metà del 600. Sotto i Mansi subì una trasformazione nel 700 ad opera dell’architetto lucchese Giusti al quale dobbiamo l’eleganza dell’attuale facciata, mentre la trasformazione del parco ad opera di Filippo Juvarra, dotò la villa di eleganti spazi verdi che la rendono famosa per i suoi giardini. La proprietà è composta dalla villa principale, dalle scuderie e da una casa colonica, per un totale di circa 5000 mq., il tutto circondato da un parco di circa 4 ettari e mezzo. La villa principale si sviluppa su quattro livelli per un totale di circa 2100 mq., il piano seminterrato è costituito da ampi spazi

ricettivi (le vecchie cucine, saletta reception, segreteria etc) in gran parte ristrutturati, al piano terreno rialzato si trova il bellissimo salone ed i locali adiacenti elegantemente affrescati, al primo piano 8 camere da letto con 6 bagni, al secondo ed ultimo piano 3 camere e 3 bagni. La villa è in gran parte ristrutturata rispettando lo stile dell’epoca, le scuderie e la casa colonica, per un totale di mq, 2800 circa necessitano invece di ristrutturazione anche se sono state effettuate recentemente delle opere di consolidamento dei solai ed il rifacimento dei tetti. Il grande parco che circonda la villa è impreziosito dalla presenza di una grande vasca chiamata “Peschiera” che serviva per l’approvvigionamento del pesce, da un ninfeo dedicato a Venere, un giardino agrumeto ora in disuso, uno splendido prato delimitato da alberi secolari e piante di camelie.

PREZZO: € 19.000.000 PER MAGGIORI INFORMAZIONI VISITA italy-sothebysrealty.com/it/vendita/residenziale/capannori-villa_casa-indipendente-209.aspx


// PROPERTY

CASTELLO CAPRANICA, TRICASE

Capolavoro dell’architettura militare del 1500

Un castello nella storica cittadina salentina di Tricase incastonato in un territorio dove arte, cultura e storia sono un tutt’uno con una natura di rara forza e bellezza. La residenza richiama una vera dimora da regnanti. Affascina per la sua classica pianta rettangolare con 4 torri cilindriche agli angoli e le proporzioni armoniche nella loro maestosità. Perfettamente restaurato e conservato con grandissima attenzione ai dettagli, il Castello è protetto da mura alte più di 6 metri e nasconde al suo interno un giardino privato e un ampio parco di oltre 1 ettaro con una suggestiva piscina a

sfioro. Il corpo principale è suddiviso su due piani che ospitano sale e saloni di rappresentanza, camere da letto con servizi e un’ampia cucina modernamente attrezzata anche per la preparazione di banchetti tutte raccolte intorno al giardino privato, dove un ampio patio consente di goderne tutto l’anno. Al primo piano, troviamo tre ampie camere da letto con i rispettivi bagni e numerosi ripostigli e armadiature a muro. Le due dependance, indipendenti e lontane l’una dall’altra, ospitano rispettivamente quattro e tre camere da letto con i bagni privati, oltre a varie stanze di soggiorno.

PREZZO: € 4.200.000 PER MAGGIORI INFORMAZIONI VISITA italy-sothebysrealty.com/it/vendita/residenziale/tricase-castello-3974.aspx


ORVIETO

Rustico with a view

In località Morrano Vecchio un casale di 600mq posizionato su di una collina che domina tutta la vallata circostante lasciando godere di una spettacolare vista panoramica a 360 gradi, dalla piscina a sfioro riscaldata e completamente automatizzata la vista giunge fino al Duomo di Orvieto. Il patrimonio storico e la tradizione architettonica della villa padronale sono state sapientemente e accuratamente conservate, integrate con il meglio del confort moderno e delle prestazioni ambientali. L’antica Torre di Guardia risalente al XV secolo è stata, nei secoli successivi, modificata e ampliata per diventare oggi un’abitazione permanente. Tra il 2008 e il 2014 l’intera struttura ha subito l’ultimo e più importante restauro che la vede adeguata alle severe norme antisismiche Umbre, utilizzando materiali naturali di alta qualità. Compo-

sta da tre unità indipendenti, con un totale di 7 camere da letto e sei bagni, la propietà ha una grande terrazza coperta, due seminterrati con una sala giochi, una cantina e un forno per la pizza. All’interno vi è un’antica tomba di origine etrusca che viene utilizzata come cantina per il vino. Il terreno di 4,15 ettari comprende un uliveto, un vigneto, un frutteto con una ampia varietà autoctona, un campo di tartufo di recente costituzione e un orto, il tutto è coltivato e curato biologicamente. All’interno della proprietà, oltre a un pozzo profondo 165 mt che fornisce l’acqua di alta qualità, è presente nella proprietà una sorgente naturale all’interno di in una piccola grotta. Parte del fabbisogno elettrico è fornito dai pannelli fotovoltaici istallati su una struttura sopraelevata ai margini della proprietà.

PREZZO: € 2.000.000 PER MAGGIORI INFORMAZIONI VISITA italy-sothebysrealty.com/it/vendita/residenziale/orvieto-rustico_casale-4007.aspx


// PROPERTY

ROBBIO

La White House italiana

La villa ispirata alla Casa Bianca con tanto di eliporto nel terreno di 3.000 mq sul fianco dell’abitazione, e terrazzi laterali in marmo bianco ai quali si accede dalle camere principali. La proprietà, situata nella pianura pavese, non lontana dalla zona del Monferrato e ai collegamenti con le grandi città come Milano e Pavia, è interamente immersa in un parco fiorito e ben piantumato di 12.000 mq che garantisce grande privacy e completato da un’ampia piscina, un laghetto artificiale e una dependance di 400 mq su tre livelli. L’ingresso della villa si apre in un atrio luminoso caratterizzato da un vano scala che la divide in due alee ospitanti da una

parte la zona giorno con i suoi saloni con camino, bagni di cortesia, ampia cucina con affaccio sul parco, sala da pranzo e locali adibiti a studio e dall’altro la zona notte con quattro camere da letto, ognuna con bagno privato e cabina armadio e la palestra. La residenza dispone inoltre di una cantina con soffitto a volte e mattoncini che richiama i sapori d’Italia, la sala cinema, e l’accesso ai locali tecnici e al garage. Immancabili un ascensore utile a collegare facilmente tutti i piani e rifiniture di alto pregio contraddistinte da elementi che si ripetono nella proprietà mantenendo un filo conduttore.

PREZZO: € 12.500.000 PER MAGGIORI INFORMAZIONI VISITA italy-sothebysrealty.com/it/vendita/residenziale/robbio-villa_casa-indipendente 2681.aspx


RADICONDOLI

Un castello medievale che si estende su tre comuni della campagna toscana

Una dimora dal forte potenziale economico che si divide tra abitazione e azienda. Unica nel suo genere, la proprietà si estende su una superficie totale di 2000 ettari, toccando 3 comuni della campagna Toscana: Radicondoli, Castelnuovo Val di Cecina e Montieri e che al suo interno, dopo aver attraversato chilometri di macchia mediterranea custodisce una riserva di caccia, una azienda vitinicola e una colonica. Originariamente la struttura era divisa in due grandi poderi, “Podere Tre Colli” e “Podere Salicastro”, unificati poi dalla proprietà con due ville dotate di ogni comfort, entrambe vicine ma completamente indipendenti l’una dall’altra e circondate da un rigoglioso giardino di rose e piante. Nella proprietà troviamo il centro aziendale chiamato “Podere La Casetta” dove si trova anche la foresteria per gli ospiti delle giornate dedicate alle battute di caccia nella riserva. Il centro aziendale è il cuore dell’attività agricola della proprietà di cui l’aspetto venatorio non è l’unico, in quanto il taglio dei boschi è un altro fattore produttivo. Nella proprietà ci sono due infinity pool ed oltre ai tre nuclei già restaurati sono presenti altre 25 case coloniche con relativi annessi da restaurare completamente. La tenuta è tutta da scoprire. L’immobile più sorprendente, anche se completamente da restaurare, è il Castello medioevale di 2000 mq costruito nel 1135 su uno sperone roccioso all’estremità occidentale del gruppo di Poggio Ritrovoli a un’altitudine di circa 639 metri che sovrasta tutta la proprietà. I tre nuclei principali della proprietà: Azienda Agrituristico Venatoria “Castello di Fosini”. L’attività venatoria si estende per una superficie complessiva di

300 ettari, di cui 180 recintati, compresi fra i 397 ed i 967 metri slm. Il territorio è caratterizzato da vigneti e piccole radure incastonate nel centro dell’azienda e contornate interamente da boschi di cerro, leccio ed abeti che ospitano cervi, daini, caprioli, cinghiali e mufloni. Il recinto di circa 180 ettari può essere utilizzato per varie attività di caccia. Le poche zone non coperte da boschi ospitano un alto numero di fagiani e pernici rosse introdotte e monitorate, anch’esse cacciabili prevalentemente con il metodo della battuta stile inglese. Essendo questa un’azienda agrituristico venatoria in uno degli ultimi territori rimasti veramente incontaminati in Italia, la caccia è praticata eticamente, monitorata, gestita e controllata da personale tecnico qualificato e professionale. Azienda Vitivinicola. Lo sviluppo vitivinicolo dell’azienda ha avuto inizio nel 2007 con uno studio micro-ambientale e pedologico dei terreni non boschivi in cui potevano essere impiantati i vigneti oggi esistenti (circa 18 ettari). Tali fattori hanno indirizzato la scelta su vitigni di tipo internazionale quali il Sauvignon Blanc ed il Pinot Noire. I l primo vitigno è stato impiantato nelle zone caratterizzate da forti escursioni termiche tra il giorno e la notte. Il secondo, invece, vitigno a bacca nera, è coltivato nelle zone più riparate e fresche nel periodo estivo. Azienda Agrituristica e Foresteria. L’attività dell’azienda agrituristica si svolge nel cuore della Tenuta al confine con la Riserva naturale delle Cornate e Fosini e incastonato fra i vigneti all’interno del Podere “La Casetta”, centro operativo e gestionale dell’azienda.

PREZZO: € 29.000.000 PER MAGGIORI INFORMAZIONI VISITA italy-sothebysrealty.com/it/vendita/residenziale/radicondoli-castello-2085.aspx


// PROPERTY E SE L’OBIETTIVO FOSSE LA SECONDA CASA AL MARE? CAPRI

Tra design e tradizione

Se il vostro obiettivo è quello di investire in una casa al mare, ma con firma d’autore e possibilità di rendita per godervi le vacanze in compagnia di famiglia e amici circondati dal blu di Marina Grande, allora questa villa dallo straordinario affaccio sul porto di Capri e sul golfo di Napoli è la proprietà che fa per voi. La villa è introdotta da un imponente giardino tipicamente caprese coltivato prevalentemente a limoneti. È suddivisa in due unità indipendenti la parte superiore porta la firma del giovane e talentuoso architetto Giuliano Andrea Dell’Uva, che ha saputo creare una continuità emotiva tra interni ed esterno dando risalto al

terrazzo di tale bellezza da essere stato oggetto di numerose pubblicazioni su riviste di settore. La prima unità si compone di un living con cucina a vista che accedono direttamente al terrazzo, una camera matrimoniale con bagno en suite ed una seconda camera con ulteriore bagno. Il piano inferiore, si compone di un ulteriore camera matrimoniale con bagno, ed una camera di servizio/lavanderia oltre ad un gradevole terrazzo a livello. La restante parte della proprietà è composta da living con cucina a vista, camera e bagno ed è attualmente locata.

PREZZO: € 2.400.000 PER MAGGIORI INFORMAZIONI VISITA italy-sothebysrealty.com/it/vendita/residenziale/capri-casa-indipendente-3599.aspx


ANACAPRI

Come in un angolo della Borgogna

Ribattezzata “Casa Colette” per via della celebre scrittrice francese Madame Colette che la acquistò e la abitò per lungo tempo, questa villa nel cuore di Anacapri, poco distante da piazza San Nicola, è una residenza settecentesca che conserva le caratteristiche costruttive del complesso monastico di San Michele di cui originariamente era parte. Gli elementi architettonici tipitci dell’epoca si manifestano nei soffitti a volta e nell’indipendenza delle varie unità, non sempre collegate tra loro. All’interno della villa Madame aggiunse un giardino chiuso scandito da un colonnato che richiamava la sua Borgogna

filtrato dalle finestre ad ogiva che lasciano entrare la vista del mare. L’unità principale è costituita da un salone panoramico che accede ad uno scenografico terrazzo a livello, due camere da letto e un ampio bagno con cabina armadio passante. Un ulteriore bagno esterno è anche a servizio del giardino. La cucina, al piano inferiore, è corredata da una sala da pranzo e da una dispensa. Altre due unità indipendenti completano la dimora con una camera ospiti con bagno privato che affaccia sul giardino (la prima), due camere da letto ciascuna col proprio bagno e piccolo cucinotto l’altra.

PREZZO: € 2.500.000 PER MAGGIORI INFORMAZIONI VISITA italysothebysrealty.com/it/vendita/residenziale/capri-casa-indipendente-3700.aspx


DISTRIBUTION

Posh Magazine è distribuito, oltre che in edicola, anche nelle seguenti location esclusive: hotels & resorts, Spa, yacht clubs, librerie. Di seguito una selezione degli hotel e delle Spa nostri partner. ITALY Valle d’Aosta HOTEL HERMITAGE

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