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UNICUSANO FOCUS Università degli Studi Niccolò Cusano - Telematica Roma

ALLEGATO AL NUMERO ODIERNO DEL

I.P. A CURA DELL’UNIVERSITà NICCOLò CUSANO e di SpoRTNETWORK martedì 29 novembre 2016 www.corrieredellosport.it

Settimanale di Scienza, Industria e Sport a cura della Cusano

Storia e politica Il destino di Cuba e Fidel Castro

Cinema Stone, Snowden e la privacy > A PAGINA III

Ugo Conti Dalla tv ai fornelli per solidarietà

> A PAGINA IV

> A pagina VI

premiata radio cusano campus

cristiana capotondi

Un traguardo meritato

L

a radio dell’Università Niccolò Cusano ha vinto un prestigioso premio nazionale. Radio Cusano Campus si è aggiudicata le “Cuffie d’Oro 2016”.Riceverà questo premio, considerato l’Oscar della radio, a Trieste. Ma la cosa che ci rende più orgogliosi è la motivazione per la quale la giuria ha scelto l’emittente della Cusano. Il premio si chiama “Grow Up Radio”. Tradotto: la radio emergente che ha più contribuito alla crescita culturale dei suoi ascoltatori. Cultura in fm. Una radio, una missione infatti. Quella che fu affidata nel 2014 dall’Ateneo romano a una redazione di professionisti, che hanno saputo interpretare al meglio il mandato di divulgare all’esterno quanto realizzato e culturalmente rilevante tra le attività del Campus romano. Centrato questo obiettivo, la radio si è poi affermata come punto di riferimento per l’informazione a livello nazionale. Ogni giorno le dichiarazioni dei tantissimi ospiti intervistati nelle varie trasmissioni che compongono il palinsesto vengono rilanciate dalle più importanti testate giornalistiche. Un flusso di approfondimenti sull’attualità, che pone Radio Cusano Campus sullo stesso piano dei network dell’informazione. Lo dimostra il fatto che le “Cuffie d’Oro” sono state conferite alla radio dell’Università Niccolò Cusano insieme alle emittenti a diffusione nazionale. Una grande soddisfazione che vogliamo condividere con i lettori di questo settimanale, che sta avendo un grande successo. Un ulteriore risultato che dimostra che il paese è culturalmente vivo e che si trasforma in un contributo a una crescita collettiva, di cui tutti dobbiamo sentirci partecipi. Per noi che raccontiamo e per voi che condividete le storie più belle attraverso Radio Cusano Campus e Unicusano Focus.

L’attrice ha interpretato Lucia Annibali nella fiction “Io ci sono”: «In lei ho visto la forza e la vera bellezza»

il coraggio delle donne LA VIGNETTA

Radio cusano Campus

Cuffie d’Oro un premio all’emittente dell’Ateneo > A PAGINA IV Prodotto da “L’ Arte nel Cuore”, Testi di Andrea Giovalè, Disegni di Vincenzo Lomanto. www.fourenergyheroes.it

> A PAGINA II

Gianluca Fabi Ufficio Stampa Università Niccolò Cusano


II UNICUSANO FOCUS CORRIERE DELLO SPORT / STADIO

martedì 29 novembre 2016

CULTURa e ricerca

capotondi «in lucia ho visto la vera bellezza» In tv ha interpretato il ruolo della avvocatessa aggredita al volto con l’acido: «La personalità va oltre l’estetica» «Un’esperienza straordinaria sia dal punto di vista professionale che da quello personale». Cristiana Capotondi non ha dubbi: l’aver indossato i panni di Lucia Annibali, l’avvocatessa pesarese aggredita con l’acido la sera del 16 aprile di tre anni fa, in “Io ci sono - La mia storia di non amore”, è stata «una grande opportunità» perché non

«La considero un’eroina dei nostri giorni: il suo percorso è esemplare» capita spesso di portare sul piccolo schermo «la storia di un’eroina dei nostri giorni». Il film per la tv, coprodotto da Rai Fiction e Bibi Film, è andato in onda il 22 novembre su Rai1 e ha fatto registrare ottimi ascolti: oltre 4,7 milio-

Per segnalazioni, commenti, informazioni, domande alla redazione dei contenuti del settimanale Unicusano Focus – Sport & Ricerca, potete scrivere all’indirizzo: gianluca.fabi@ unicusano.it

ni di spettatori hanno seguito la fiction, con il 17.53 di share. Grande risultato anche sui social, con l’hashtag #IoCiSono che ha raggiunto il secondo posto dei programmi più commentati. Quali s ono state le difficoltà che hai incontrato durante le riprese della fiction? «La scena più difficile da interpretare è stata quella dell’aggressione. In molte scene, poi, avevo il volto coperto: erano quelle in cui raccontavamo i giorni trascorsi da Lucia in ospedale. Viso e occhi erano protetti da bende:

sono state scene complesse. In quei casi, non essendoci mimica, bisognava recuperare con l’emotività. Avere gli occhi bendati mi è stato utile, perché ho assaporato il senso della non vista. In generale è stata una grande opportunità per me interpretare questo ruolo: un’esperienza straordinaria e totalizzante. Sono molto più difficili da interpretare i ruoli senza profondità». Cosa rappresenta per te Lucia Annibali? «Per me Lu-

cia è un eroe capace di sfidare il dolore con leggerezza, un eroe che ha saputo ritrovare il sorriso. È stato complicato mettermi nei panni di un’eroina dei nostri giorni ma è stata una delle avventure più belle che mi legano a questo mestiere». L’avvocatessa marchigiana è stata sfregiata in volto dall’acido in un agguato commissionato dall’uomo che aveva lasciato. «L’estetica è sì, una delle prime forme di relazione con l’altro: è difficile prescinderne. Ma bisogna avere la forza di arrivare al nocciolo di se stessi. Si deve cercare la personalità, l’identità, la bellezza interiore. Credo che sia un percorso che vada fatto a prescindere da quello che ci accade nella vita: una

donna deve saper fare questo discorso quando cresce». Il film è tratto dal libro autobiografico “Io ci sono - La mia storia di non amore” che Lucia Annibali ha scritto con la giornalista Giusi Fasano. «Sì, l’ho letto prima di iniziare a girare il film. Quello di Luca Varani è stato un gesto

«A noi donne spetta il compito di spiegare agli uomini come siamo cambiate» di una crudeltà enorme. Ancora oggi non riesco a capire le sua motivazioni. Non riesco a non considerale stupide e banali. Ovvio ci sono differenze tra libro e film: abbiamo dovuto condensare uno stalking di un anno e mezzo

Cristiana Capotondi insieme all’avvocatessa Lucia Annibali

«è stata un’esperienza straordinaria e totalizzante di enorme profondità» in poche scene iniziali. Quello che volevamo raccontare però è venuto fuori: la rinascita di Lucia». Perché bisogna raccontare storie come questa? «Perché bisogna formare i

giovani e gli uomini e trasferire loro l’esperienza di Lucia. Siamo noi madri, sorelle, compagne e mogli a dover accompagnare gli uomini nel percorso di comprensione del cambiamento della donna. Molti uomini sono ancora

troppo spesso ancorati a modelli femminili arcaici. Credo che tutte noi abbiano la grossa responsabilità di prendere per mano gli uomini e aiutarli a capire come è diventata la donna oggi». © Copyright Università Niccolò Cusano

la petizione

Giulia Bazzichi, un cuore e una vita nuova Avere 24 anni con tutto ciò che questa età comporta. Avere dei sogni, dei desideri e avere un forte senso di attesa. Un’attesa nei confronti non di un amore lontano, di un esame o di un autobus ma di un cuore. Un cuore nuovo che possa portare a una vita tutta nuova. Sempre un’attesa ma con prospettive e tempi diversi. È questa la storia di Giulia Bazzichi, 24 anni in attesa di un trapianto cardiaco. Una storia raccontata ai microfoni di Radio Cusano Campus nel corso del programma “Genetica Oggi”. Giulia, però, non attende con le mani in mano il suo cuore ma prova a fare altro, prova a pensare a come si possano cambiare le rego-

le della donazione nel nostro paese e decide di dare vita a una petizione online - su www.change.org - che nel giro di pochi giorni arriva a oltre 19 mila firma e continua a crescere. Una petizione che guarda proprio a chi attende un organo. Giulia, di cosa tratta la tua petizione? «La donazione è un argomento poco discusso anche se molte persone si dichiarano favorevoli. Non tutti sono disposti a fare quel passo in più e a esprimere formalmente la loro volontà di essere donatori. Questo accade nonostante manifestino un pensiero a favore della donazione, perché

si rimanda la scelta oppure la procrastinano pensandola come qualcosa di lontano da loro, come qualcosa che nell’immediato non è così importante. Proprio per questo ho lanciato una petizione per dire: facciamo che siamo tutti donatori già di base e poi chi vuole fa il processo inverso da quello attuale ossia si dichiara non donatore». In altri paesi funziona nello stesso modo? «So che in Galles funziona in questo modo, ossia tutti i cittadini maggiorenni vengono inseriti nelle liste di donazione e diventano donatori a meno che non esprimano parere contrario. In Olanda

c’è stata una proposta di legge di questo tipo e in Francia funziona nello stesso modo. Proprio vedere che in tutti questi Paesi viene applicato un tale modello mi ha portato a dare vita alla petizione». Chi è Giulia Bazzichi? «Sono una ragazza di 24 anni, mi sono laureata in Cinema lo scorso anno e sono nata con una cardiopatia che da bambina non mi dava nessun problema, dovevo giusto riprendere un po’ fiato quando giocavo. Crescendo mi sono sentita sempre più affaticata finché all’età di 14 anni mi hanno impiantato un defibrillatore per evitare ulteriori problemi. Da adolescente avevo

accettato la malattia, nonostante tutto. Crescendo però la mia patologia ha iniziato a peggiorare essendo degenerativa, e nel 2011 sono entrata in scompenso cardiaco gestito con una terapia. Da lì, è iniziato il discorso del trapianto, che all’inizio mi ha spaventata molto ma grazie alle rassicurazioni dei medici ho iniziato ad avere speranza, perché un cuore nuovo mi permetterà di fare cose che fino a oggi non ho mai fatto. Una nuova vita, una rinascita possibile grazie alla donazione. È bello vedere come un gesto di amore può dare speranza la dove le malattie la tolgono». © Copyright Università Niccolò Cusano

genetica oggi, in onda su radio cusano campus La trasmissione “Genetica Oggi”, condotta da Andrea Lupoli, va in onda dal lunedì al venerdì su Radio Cusano Campus (89.1 in Fm a Roma e nel Lazio, in streaming su www.radiocusanocampus.it) dalle ore 12 alle 13.


martedì 29 novembre 2016

Unicusano FOCUS III CORRIERE DELLO SPORT / STADIO

Cultura

un protagonista del xx secolo

Fidel Castro ha avuto un ruolo di primo piano nella politica internazionale dagli anni ‘60. Ne parla il professor Berardi Gennaio 1959: la rivoluzione castrista cambia il destino di Cuba. Per il ciclo, “La Grande Storia del XX Secolo”, dopo la morte di Fidel Castro, se ne è parlato in un approfondimento su Radio Cusano Campus a “La Storia Oscura”, trasmissione curata e condotta da Fabio Camillacci. Tra gli altri, è intervenuto il professor Silvio Berardi, professore associato di Storia Contemporanea e di Storia e Istituzioni delle Americhe all’Università Niccolò Cusano. l’inizio degli anni sessanta.

Il professor Berardi ha esordito scattando una fotografia significativa del Lider Maximo: «Fidel Castro ha inevitabilmente contraddistinto in modo determinante, lo stesso periodo della guerra fredda. Da ricordare infatti ciò che accadde a inizio anni ’60, prima con lo sbarco alla Baia dei Porci tentato dall’allora amministrazione Kennedy e poi la crisi missilistica seguente con protagonisti JFK e Nikita Kruscev, leader sovietico. Quindi la stagione di Fidel Castro è stata una età interessantissima anche per comprendere e interpretare la contrapposizione EstOvest, Usa-Urss che si è poi conclusa solo all’indomani del 1989 e del crollo del Muro di Berlino. Ma non è stato solo questo, perché il regime pseudo-socialista o socialista (e su questo punto si possono fare varie interpretazioni di Castro) è considerato un punto di riferimento, quasi un simbolo che ha ispirato o avrebbe dovuto ispirare i vari regimi socialisti o proto-socialisti i quali si sono costantemente rappor-

Fidel Castro è nato il 13 agosto del 1926. è scomparso lo scorso 25 novembre a 90 anni

tati all’isola caraibica». LA MANO DEGLI USA. Gli Sta-

ti Uniti che fino allo scoppio della rivoluzione cubana controllavano Cuba e le attività commerciali della Isla Grande, di fatto sottovalutarono la guerriglia organizzata da Fidel Castro insieme ai suoi Barbudos: «Certamente – ha commentato il professor Berardi - Alle origini della rivoluzione cubana ci fu anche una certa incapacità sotto certi punti di vista da parte di Washington, di decodificare quello che poi è diventato nel giro di po-

chissimi mesi un fenomeno di popolo, una rivolta di popolo. Non dimentichiamo che il socialismo castrista si mescola a fortissimi elementi patriottici e nazionalistici

che sono un tutt’uno nelle argomentazioni della stessa rivoluzione. Questo elemento nazionalistico e patriottico, che poi a mio avviso fu fondamentale nella

Raccontare la storia per capire l’attualità La “Storia Oscura” in onda dal lunedi al venerdi dalle 13.00 alle 15.00. Un programma nato per raccontare, analizzare e approfondire i fatti del passato: dalle origini ai giorni nostri. Obiettivo: far luce su fatti ed eventi storici avvolti nel mistero. D’altronde, la ricerca della verità è sempre stato il desiderio principale di Niccolò Cusano.

realizzazione della rivoluzione cubana, fu un elemento molto sottovalutato dalla Cia e dall’amministrazione americana, e che invece ebbe un ruolo rilevante nel far prendere il potere a Fidel Castro e soprattutto nel suo immediato mantenimento del potere, perché quando ci fu il famoso sbarco della Baia dei Porci, cioè il tentativo statunitense di rovesciare il regime castrista, buona parte della popolazione cubana non si schierò con gli esuli anti-castristi o con Washington ma a favore del regime di Fidel».

L’EMBARGO. Gli Stati Uniti sottovalutarono il fenomeno della rivoluzione cubana anche perché Fidel Castro inizialmente a livello ideologico diceva di essere un liberale nazionalista: «Inizialmente sì, apparentemente fu così – ha precisato il docente della Cusano - C’è però da dire che Castro poi riuscì in breve tempo a guadagnarsi il favore dei Paesi del blocco dell’Est europeo e nello specifico dell’Urss, ricevendo fondamentali aiuti finanziari a pioggia da Mosca e non solo, proprio grazie alla sua capacità di schierarsi e dichiarare Cuba un paese che aveva come priorità quella di instaurare uno Stato socialista. Questo aspetto, poi, sarà alla base anche della seconda grave crisi cubana, dopo quella della Baia dei Porci, cioè la cosiddetta crisi missilistica e che in qualche modo avrebbe potuto far precipitare il nostro pianeta nella terza guerra mondiale. Fortunatamente il leader sovietico Kruscev fece un passo indietro, accettando di ritirare l’installazione dei missili a Cuba, così come chiedeva Washington. E quella crisi che portò il mondo sull’orlo di una guerra nucleare e la soluzione pacifica della stessa, fu in qualche modo un aiuto fondamentale per la longevità politica del regime castrista. L’embargo statunitense contro Cuba resterà, ma l’isola, protetta dall’Urss, diventerà nel continente americano una sorta di spina nel fianco nei riguardi degli Stati Uniti». INGERENZA. «Ricordiamo – ha proseguito il professor Berardi- che James Monroe in un

famoso discorso del 1823 affermò che gli Stati Uniti non avrebbero tollerato alcuna intromissione negli affari americani, a eccezione delle colonie di proprietà europea, da parte delle potenze del vecchio continente. Essa sanciva, di conseguenza, la volontà degli Usa di non intromettersi nelle dispute fra le potenze europee, e fra ciascuna potenza europea e le rispettive colonie d’oltremare. Cuba, invece, fu un’importante eccezione a quella dottrina isolazionista professata dal presidente americano». PRAGMATISMO. Della politica portata avanti da Fidel Castro una volta preso il potere a Cuba colpisce un atteggiamento particolarmente pragmatico del Lider maximo, visto che all’inizio abbozza un dialogo con gli Usa per poi finire nell’orbita del socialismo reale sovietico: «Castro – ha concluso Berardi della Cusano - capisce perfetta-

mente quella che è la logica che esiste nel mondo negli anni ’60, cioè è impossibile avere una terza posizione, chi ci proverà infatti, dovrà dopo poco rifare comunque una scelta di campo. Fidel sa perfettamente che solo attraverso l’ombrello sovietico potrà avere una protezione concreta e in particolare, oltre ad avere aiuti economico-finanziari e commerciali ingenti, potrà avere un valido e fondamentale sostegno per garantire la stabilità politica al suo regime. Senza un ombrello così forte come fu appunto quello sovietico, il regime castrista avrebbe potuto avere senz’altro maggiori destabilizzazioni di quelle che poi in realtà subì». Giusto dieci anni fa, per motivi di salute, Fidel Castro lasciò la leadership a suo fratello Raul, decisione poi confermata e ufficializzata nel 2008. Con la morte di Fidel Castro si chiude una pagina storica del XX secolo. © Copyright Università Niccolò Cusano

Fidel Castro insieme a Ernesto Che Guevara

nasce l’app “flight simulator”

Volare con le Frecce Tricolori, ora il sogno si realizza Avete mai sognato di volare con la Pattuglia Acrobatica Nazionale? Ora potrete farlo grazie a “Frecce Tricolori Flight Simulator”, disponibile su Apple Store e Google Play. È un’app che consen-

Il Maggiore Farina: «Professionalità e addestramento sono elementi imprescindibili» te a chiunque di cimentarsi nelle complesse manovre che hanno reso la pattuglia delle Frecce Tricolori famosa in tutto il mondo. Il gioco è nato dalla collaborazione tra Rortos, Aeronautica Militare e Difesa Servizi S.p.A., società in house del ministero della Difesa. Nel gioco è possibile creare le proprie figure acrobatiche, posizionare libera-

mente gli aerei nello scenario selezionato. Cabrare, eseguire un loop, accendere i fumi colorati, volare liberamente e rivivere con le suggestive inquadrature dei replay multicamera i voli conclusi. È possibile organizzare l’esibizione componendo a piacere le acrobazie ufficiali in scenari reali fedelmente riprodotti tra i quali il lungomare di Terracina o la base aerea di Fairford nel Regno Unito. Il Maggiore Gaetano Farina, Capo formazione delle Frecce Tricolori, ne ha parlato su Radio Cusano Campus nel corso del format “Giochi a Fumetti”. Chi è il Capo formazione delle Frecce Tricolori? «Il Capo formazione è facile da rintracciare, se pensiamo alla formazione tipica a diamante, è il primo velivolo. Da lì partono i vari gregari che si distinguono in gregari sinistri

e destri in ordine di numero, guardando la formazione in pianta si comincia dal numero due e così via».

L’app “Frecce Tricolori Flight Simulator”

Come è nato “Frecce Tricolori - Flight Simulator”? «L’app nasce da una collaborazione tra Rortos, lo sviluppatore e Difesa Servizi S.p. A., con lo scopo di avvicinare il pubblico, gli appassionati di volo e di Frecce Tricolori al nostro mondo. Il volo, sia in generale sia quello militare,

non è un gioco ma un’attività in cui professionalità e addestramento sono imprescindibili. La simulazione in questi ultimi anni ricopre ruolo fondamentale nell’addestramento di un pilota. Quella acrobatica, però, è più difficile da simulare ma in questo gioco è fatta in modo egregio ed è molto realistica». Quante ore passa un pilota sui simulatori durante la sua formazione?

GIOCHI A FUMETTI IN ONDA SU RADIO CUSANO CAMPUS Condotta da Andrea Di Ciancio e Andrea Lupoli, la trasmissione radiofonica “Giochi a Fumetti”, dedicata al mondo dell’arte sequenziale e al gaming, va in onda su Radio Cusano Campus (89.1 in Fm a Roma e nel Lazio, in streaming su www.radiocusanocampus.it) tutti i sabati dalle 11 alle 12.

«Molte, soprattutto con i nuovi velivoli parecchie tipologie di missione vengono simulate prima. La differenza tra il volo miliare e il nostro è che non riusciamo a simularlo. Perché nel volo acrobatico, si vola in base a riferimenti visivi e sensazioni che servono per il mantenimento dei parametri, e per i gregari sarebbe difficile replicare queste sensazioni con un simulatore». Ha mai paura quando è in volo? «Si ha paura di ciò che non si conosce. Noi ci addestriamo per volare e tutto ciò che facciamo lo facciamo dopo ore di addestramento. Non c’è paura ma sempre tanta emozione, non solo per il volare ma per il fatto di rendere partecipe il pubblico di quello che facciamo». Quanto è importante l’a-

bilità del pilota rispetto al mezzo? «Gli aerei sono parte fondamentale della riuscita del volo acrobatico. Noi siamo fortunati perché abbiamo un velivolo costruito interamente in Italia, l’Aermacchi MB-339 del gruppo Leonardo, utilizzato ormai da trent’anni come addestratore dell’Aereonautica militare, sia per la formazione basica che per quella avanzata. Questo è un aspetto fondamentale nella buona riuscita del volo militare». Volare era un suo sogno d’infanzia? «È un sogno comune all’essere umano quello di poter volare. Sono stato fortunatissimo a poterlo realizzare. Diventare un pilota delle frecce tricolori è stato un coronamento di quel sogno in maniera ancora più netta». © Copyright Università Niccolò Cusano


IV UNICUSANO FOCUS CORRIERE DELLO SPORT / STADIO

martedì 29 novembre 2016

cultura e università

cinema senza privacy lo snowden di stone Il professor Colacino della Cusano spiega i temi della nuova pellicola del regista statunitense, con protagonista l’ex consulente dell’NSA «La mia privacy non la cedo per sempre», dichiarò Steven Spielberg all’indomani dell’11 settembre 2001, poiché, ai suoi occhi, era «più pericolosa l’ipotesi di un’atomica su New York rispetto alla perdita temporanea di un diritto». Un altro regista, Oliver Stone, dedica ora la sua ultima opera, “Snowden” – sulla vicenda dell’ex consulente informatico della National Security Agency che denunciò la massiccia violazione della privacy messa in atto dall’Intelligence statunitense nei confronti di governi stranieri e cittadini americani – all’analisi di questo tema così fondamentale per il nostro mondo contemporaneo: il difficile equilibrio tra sicurezza e libertà, e il diritto alla privacy come ago della bilancia. INSICUREZZA. «In questi ulti-

mi tempi – dichiara a Radio Cusano Campus il professor Nicola Colacino, docente di Diritto Internazionale dell’U-

za e della conseguente reazione dei governi a essa, ovvero la compressione delle libertà individuali – a cominciare proprio dalla privacy – considerata risposta efficace a tale minaccia». NEL FUTURO. Quella in cui vi-

Un’immagine del film di Oliver Stone “Snowden”, nelle sale italiane dal 24 novembre

niversità Niccolò Cusano – le democrazie tendono a vacillare e il metro di valutazione di questo stato di salute non ottimale della democrazia è dato proprio dalla pervasività degli strumenti di controllo della privacy, favoriti dalle

nuove tecnologie». L’insicurezza legata alla minaccia terroristica è all’origine di questo processo, poiché «ha portato i cittadini a cedere una parte della propria libertà per sentirsi più sicuri. L’idea – continua Colacino – è di rinunciar-

vi solo per il tempo necessario a respingere tali minacce ma è ormai evidente che quella del terrorismo sta diventando una minaccia perenne. Il rischio, dunque, è la progressiva normalizzazione di una situazione di insicurez-

viamo, quindi, è una condizione che il professor Colacino definisce «di ordinaria eccezionalità», resa possibile, da un lato, dal favore di cui essa gode nell’opinione pubblica, dall’altro dall’assenza di un apparato giuridico e legislativo in grado di regolamentare la gestione informatizzata dei dati. «Come quasi sempre accade – spiega – prima arriva il mutamento tecnologico e poi gli fanno seguito le regole che lo disciplinano». Colacino è consapevole dell’urgenza con cui sarebbe opportuno che il mondo colmasse questa lacuna, e la spiega facendo riferimento ad un’altra pellicola: “Attacco al potere”, diretto nel 1998

da Edward Zwick e con protagonisti Denzel Washington e Bruce Willis. «Come ben mostra quel film – sostiene – un giorno i cosiddetti terroristi potremmo essere noi. Sembra una banalità detta in questo modo, ma non lo è. Se un futuro gruppo egemone decidesse che determinate categorie di cittadini sono pericolose, potrebbe mettere in atto nei loro confronti quelle misure di privazione delle libertà personali che da eccezionali sono divenute comuni, senza un controllo esterno da parte di un giudice. Questo – conclude Colacino – è un rischio enorme per la nostra democrazia. Esiste un filone del Diritto Internazionale, tuttora in via di sviluppo, proprio dedicato al cyber warfare, cioè alle regole d’ingaggio di un’eventuale e futura guerra cibernetica, ma non sappiamo quanto tempo sarà necessario per approntarlo».

Psicologia e Cinema: incontro con Luca Miniero alla Cusano Nuova iniziativa dell’Università Niccolò Cusano e della sua facoltà di Psicologia. Mercoledì 30 novembre, dalle ore 14, il regista Luca Miniero (“Benvenuti al Sud”, “Benvenuti al Nord”, “La scuola più bella del mondo”, “Non c’è più religione”) e l’attore Massimo De Lorenzo (“Il ladro di bambini”, “Al lupo, al lupo”, “Perdiamoci di vista”, “C’è chi dice no”, “Boris”, “Non c’è più religione”) incontreranno studenti e pubblico nell’Aula Magna dell’Ateneo per il primo appuntamenti della serie “La Psicologia e il Cinema”. L’APPUNTAMENTO

Al centro dell’incontro c’è il cortometraggio “Piccole cose di valore non quantificabile”, diretto dallo stesso Miniero e Paolo Genovese, in cui una ragazza denuncia il furto di tutti i suoi sogni. L’analisi del messaggio del film è affidata ai professori di Psicologia dell’Università Niccolò Cusano, la preside Gloria Di Filippo, Salvatore Gullo, Caterina D’Ardia, Nicoletta Vegni e Alberto Costa. L’incontro è a ingresso libero fino a esaurimento posti e sarà trasmesso live dalla pagina Facebook dell’Ateneo.

© Copyright Università Niccolò Cusano

Il premio

Radio Cusano Campus festeggia le Cuffie d’Oro 2016 Ci vuole coraggio a creare da zero una radio Fm in un’epoca in cui pochi network dominano il mercato. Come riuscire a farcela? Forse una delle ricette per la sopravvivenza in una giungla di hit radio l’ha trovata Radio Cusano Campus, che ha vinto proprio perché non ha fatto una hit radio. L’emittente dell’Università Niccolò Cusano ha scelto la cultura e quindi le trasmissioni parlate, con un’informazione mai volgare ma comunque d’assalto. A certificare ulteriormente questo exploit di Radio Cusano Campus arriva il prestigioso premio “Cuffie d’oro 2016”, per la sesta edizione dei Coraya-Labeyrie Cuffie d’Oro Radio Awards, unico oscar della radio italiana.

La redazione di Radio Cusano Campus al completo. L’emittente trasmette sugli 89.100 in Fm a Roma e nel Lazio e in streaming SODDISFAZIONE. Il 3 dicem-

bre sarà un giorno memorabile per Radio Cusano Campus, la radio Fm dell’università Niccolò Cusano che ha gli studi all’interno dello splendido campus universitario. Sarà il giorno in

cui Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio ritireranno il premio come “Grow Up Radio”. La scelta dei due non è casuale ma arriva, anzi, dal fatto che sono i conduttori di “Ecg”, programma rivelazione dell’anno che ogni

giorno produce una quantità di lanci d’agenzia unica. Saputo del prestigioso riconoscimento, Andrea Di Ciancio ha dichiarato: «Sarà un enorme onore rappresentare Radio Cusano Campus in un evento così importan-

te. È questo un gran riconoscimento per il lavoro fatto da tutta la squadra dell’emittente dell’Università Niccolò Cusano». «È una grande soddisfazione che Radio Cusano Campus abbia vinto proprio le Cuffie d’Oro Radio Award

2016 come Grow Up Radio – ha aggiunto Roberto Arduini – perché questo è un premio in linea con l’obiettivo di Radio Cusano Campus, la divulgazione di contenuti culturali e sociali, indispensabili per lo sviluppo e il benessere della società. Il tutto cercando di unire la leggerezza a contenuti di qualità». La notizia che “la cultura in Fm” di Radio Cusano Campus ha vinto le Cuffie d’Oro ha sbalordito tutti, tanto che molte prestigiose testate giornalisti-

che ne stanno parlando, dal Corriere della Sera a Tv Sorrisi & Canzoni. LA PREMIAZIONE. Il suo

inizio è previsto per le 20.45 nella sala Tripcovich di Trieste. Il parterre sarà di tutto livello perché, tra gli altri premiati, mci saranno nomi come Geppi Cucciari, Albertino, Anna Pettinelli, Mara Maionchi, Ringo, Rtl 102.5, i “pazzi” di Rds e i “Belli di Radio Deejay”, Giuseppe Cruciani, Vladimir Luxuria, Luca Barbarossa, Lucilla Agosti, gli Autogol, Fernando Proce,

Nick the Nightfly, Emanuela Falcetti e Pierluigi Diaco. L’ingresso alla Sala Tripcovich sarà gratuito fino a esaurimento di posti con l’obiettivo di promuovere un’importante raccolta fondi destinata a finanziare un progetto sostenuto da Radio Incredibile (Social Radio 2014) per la costruzione di un Centro Comunitario Polivalente nel territorio terremotato di Arquata del Tronto. I CorayaLabeyrie Cuffie d’Oro Radio Awards saranno comunque trasmessi in diretta streaming esclusiva sulla pagina ufficiale Facebook di Cuffie d’Oro. Che questo premio si un augurio per un 2017 ancora migliore per i ragazzi di Radio Cusano Campus. © Copyright Università Niccolò Cusano


martedì 29 NOVEMBRE 2016

cultura e università

Unicusano FOCUS V CORRIERE DELLO SPORT / STADIO

gestire un indice del livello Come gli appalti di sviluppo del paese in trasparenza il master della cusano

Ecco l’ultima parte dell’approfondimento del professor Enrico Ferri dell’Università Niccolò Cusano sulle condizioni della ricerca in Italia Negli scorsi due numeri di Unicusano Focus, si è messo in risalto che il livello della ricerca in una società rispecchia quello della civiltà e, viceversa, come uno sviluppo civile adeguato trovi un sicuro riscontro nell’attenzione alla ricerca, in termini di risorse umane ed economiche. Le società più ricche per reddito e livello culturale della popolazione sono quelle che più investono in ricerca e viceversa. L’investimento è uno degli indici del livello di sviluppo, benessere e, potremmo aggiungere, di lungimiranza di una società. RISPARMIO. Chi non investe in ricerca, infatti, solo apparentemente risparmia poiché è costretto a utilizzare i risparmi, con relativi interessi, per acquistare quanto non è in grado di produrre. È quello che succede quando compriamo prodotti che non produciamo, ma siamo obbligati a importare, ad esempio i prodotti energetici. Risorse come il petrolio, però, non dipendono dai nostri livelli di competenze in campo energetico, ma si trovano in natura nel sottosuolo, mentre gran parte dei generi di uso quotidiano, dalle medicine al televisore, da un’autovettura a

definiti sulla cui base le valutazioni sono state effettuate, anche al fine di evitare analoghe situazioni in occasione di scelte future». RICORSE E CRITERI. Si ripropo-

un pc, sono il risultato della ricerca e di una produzione che è sempre un’applicazione della ricerca. LE GARE. I fondi per la ricerca, però, tanto a livello nazionale che europeo sono limitati. la procedura ricorrente per assegnarli è quella della gara, cioè di una competizione nella quale più enti o più soggetti privati partecipano con i loro progetti, che poi vengono valutati, accettati e finanziati o respinti, in base a una classifica, con relativo punteggio.

È quanto, ad esempio, è recentemente avvenuto con i PRIN, acronimo che sta per “Progetti di ricerca di interesse nazionale”, al quale possono in teoria partecipare tutti i docenti universitari italiani, che sono più di cinquantamila. Io, ad esempio, in quanto filosofo del Diritto faccio parte del settore Ius 20, componente dell’area giuridica, che, a sua volta, è uno dei tredici settori della macro area Scienze umane, una delle tre in cui è diviso l’insieme degli studiosi universitari.

I PROGETTI. I recenti risultati del PRIN del 2015 mostrano che i progetti finanziati sono stati a livello nazionale solo trecento e di questi 96 nel macro settore Scienze umane, ma solo due progetti nell’Area 12, un’area giuridica di questo macro settore, di cui fanno parte più di 4.300 studiosi. Su questi esiti, da autorevoli giuristi riuniti nella CASAG, sono state avanzate «fortissime riserve» motivate da considerazioni che sembrano del tutto condivisibili per la loro evidenza, come

quando si sottolinea: «Non pare ipotizzabile un’improvvisa e generalizzata perdita di ogni capacità di elaborazione scientifica da parte dei ricercatori dell’area giuridica, da anni attivi in ambito nazionale e internazionale». Nel documento si ribadisce pure l’urgenza di chiarire «i criteri per effetto dei quali sono stati individuati i soggetti che, a vario titolo, hanno concorso alla selezione dei PRIN, ivi inclusi quelli tesi a garantire la rappresentatività delle singole aree, nonché i criteri pre-

ne una questione che va ben al di là del caso specifico, seppure di rilevanza nazionale, e si ripropone la più generale questione delle risorse e dei criteri del finanziamento della ricerca pubblica in Italia, i cui problemi, come sottolineava il professor Baldassare Pastore nell’analisi riportata lo scorso numero, sembrano potersi riportare a due aspetti fondamentali: quello della scarsità delle risorse, che di per sé conduce a discutibili selezioni e l’altro dei criteri adottati nelle selezioni, a partire da quelli con cui vengono scelti coloro che devono valutare i progetti e attribuire le risorse. Senza considerare l’ulteriore questione della penalizzazione alla quale la ricerca nei settori umanistici è sottoposta rispetto ai settori più legati alla produzione industriale di vario tipo. Prof. Enrico Ferri docente di Filosofia del diritto e Storia dei Paesi islamici Università Niccolò Cusano

Semplificare il quadro normativo e combattere la corruzione sono i cardini del nuovo codice sugli appalti pubblici. La riforma ha reso necessario l’emergere di nuove figure qualificate che abbiano un quadro completo e dettagliato della disciplina di settore aggiornata di recente. L’Università degli Studi Niccolò Cusano ha attivato il Master di II livello in “Gestione degli appalti pubblici” afferente alle Facoltà di Giurisprudenza e Ingegneria Civile di durata pari a 1.500 ore di impegno complessivo, pari a 60 crediti formativi universitari. Il Master viene erogato sia in modalità online per gli studenti, sia in presenza per gli ufficiali del Centro Alti Studi per la Difesa. L’Università Niccolo Cusano ha infatti vinto la gara d’appalto tra dieci università selezionate.

denza, Ingegneria o Economia che operano o intendono operare professionalmente nel settore degli appalti pubblici all’interno di istituzioni pubbliche (uffici tecnici ovvero legali di amministrazioni statali, enti locali o altri enti pubblici) o di enti privati (società di ingegneria, studi legali, imprese, studi professionali).

DESTINATARI. Il Master si ri-

INFO E CONTATTI. Email: con-

volge a laureati e neolaureati (vecchio ordinamento o specialistica) in Giurispru-

OBIETTIVI. Il Master vuole for-

mare figure professionali altamente qualificate concentrando particolare attenzione sulle disposizioni del D.Lgs. 50/2016. Il percorso didattico consentirà ai corsisti di acquisire il know-how necessario, le capacità gestionali e manageriali, nonché le competenze tecnico-ingegneristiche, giuridiche e contabili per operare, a vari livelli e profili di competenza, nel complesso settore degli appalti. tatti@unicusano.it; telefono: 800/987373.

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centro studi di management del turismo

Un punto di riferimento per le ricerche di settore Tra le ultime iniziative dell’Università degli Studi Niccolò Cusano, c’è l’istituzione del Centro Studi “Management del turismo e dei Beni Culturali”. Il Centro svolge attività di ricerca e di analisi del fenomeno turistico con particolare attenzione alle problematiche di governance e di management delle dinamiche turistiche e delle imprese turistiche che ne fanno parte. In particolare, si propone di adempiere a diverse attività e funzioni: monitorare i fenomeni turistici con particolare attenzione alla domanda e offerta turistica; promuovere la valorizzazione economica

L’iniziativa mira a far diventare l’Ateneo romano un luogo ideale di confronto e la gestione efficiente dei beni ambientali e culturali; elaborare proposte e fornire suggerimenti alle istituzioni sulla programmazione turistico-territoriale per la realizzazione di una più moderna e attenta gestione del settore turistico e dei beni ambientali e culturali, uniformata ai principi della sostenibilità; promuovere e assistere le iniziative pubbliche e private nel comparto turistico e della valorizzazione e gestione dei beni culturali. i settori. Le aree di interes-

se su cui si concentra l’attività scientifica dell’Osser-

vatorio sono il general management del turismo, management della destinazione e dell’impresa turistica, marketing delle attrazioni turistiche, culturali e religiose, gestione delle risorse umana per le attività turistiche e cul-

turali, turismo culturale e Diritto del turismo. OBIETTIVI. Si tratta

di una importante iniziativa scientifica che, come afferma Marco Valeri, direttore scientifico del centro studi e docente di Organizzazione aziendale all’Università Niccolò Cusano: mira a far diventare l’Ateneo il luogo ideale di confronto tra studiosi di nazionalità e interessi di ricerca diversi. Rilanciare l’economia puntando sul turismo vuol dire sviluppare un orientamento strategico all’innovazione e allo sviluppo di prodotti e servizi turistici offerti dalle destinazioni e dalle imprese turistiche. Ciò presuppone pianificazione, sviluppo e promozione turistica senza tralasciare le relazioni strategiche di cooperazione tra gli attori che a vario titolo partecipano al successo delle destinazioni e delle imprese turistiche. © Copyright Università Niccolò Cusano


VI UNICUSANO FOCUS CORRIERE DELLO SPORT / STADIO

martedì 29 novembre 2016

sport, DISABILITà e industria

ugo conti chef per solidarietà

L’attore ha cucinato per 2 mila commensali in una cena sostenuta dalla Cusano e BasketArtisti per aiutare le zone colpite dal sisma «Che successo a Rieti, sono stato orgoglioso di dare il mio contributo all’iniziativa» BasketArtisti e l’impegno per i territori colpiti dal terremoto: sabato 26 novembre, a Rieti, si è svolto il primo appuntamento con SOS Terre Ferite, un evento enogastronomico per finalità sociali. Ugo Conti, Eva Henger, Gianguido Baldi, Gianluca Branco, Alessandro Serra e altri BasketArtisti hanno cucinato gricia, amatriciana e altri piatti tipici laziali e umbri per le oltre 2 mila persone presenti, per raccogliere fondi in favore di Amatrice. Ma soprattutto si è trattato di un’occasione per non far spegnere i riflettori sulle zone colpite dai sismi di agosto e ottobre. Ugo Conti, popolare volto cinematografico, spesso presente nelle più famose pellicole firmate da Gabriele Salvatores, a spiegarci il significato dell’evento: «Ho aderito a questa iniziativa con molto piacere. Il terremoto è stato un evento terribile e sono felice di aver dato il mio contributo. La cucina, poi, è la mia passione. Un amore che ho ereditato da mio padre». A cosa equipara la passione per i fornelli? «L’amore per i fornelli è come l’amore per una squadra di calcio, o per una donna. È qualcosa che ti rapisce completamente ed è bello mettere a disposizione questa passione per le persone che sono in difficoltà». Qual è il tuo piatto forte? «Sono milanese ma adoro la cucina romana. Sono in grado di cucinare specialità tipiche della Sicilia fino all’Alto

start up

Sei aziende in cerca di un futuro “Welfare, che impresa!“ si avvia alla conclusione

Gianluca Branco, Eva Henger e Ugo Conti: i tre protagonisti della cena di solidarietà in favore di Amatrice garuda fotografia

Adige, ma preferisco impegnarmi nella cottura di una bella amatriciana. I primi piatti romani sono una goduria per il palato: anche una pasta alla gricia o una cacio e pepe mi vengono una meraviglia».

della serata? «Ci siamo cimentati con molti antipasti e poi, cucinati al momento, abbiamo fatto dei deliziosi bucatini alla amatriciana per tutti. e avreste dovuto vedere che successo!».

Che impegno è stato cucinare per oltre duemila persone? «Notevole, ma ovviamente ero aiutato da altri chef che ringrazio per la collaborazione. Io mi sono impegnato al massimo tra i fornelli anche se devo dire che la vera impresa è stata quella di non lasciarmi distrarre dalla bellezza di Eva Henger».

Immaginiamo che cucinare per un’iniziativa benefica non sia proprio come farlo a casa, per i propri familiari. «In effetti è vero: un conto è stare tra i fornelli di casa propria, un conto è farlo come abbiamo fatto a Rieti, per migliaia di persone. Anche se io mi impegno molto anche tra le mura domestiche, visto che mia moglie in cucina è proprio una frana».

Ugo, ci racconta il menu

Ugo, cosa le rimarrà di que-

LA PARTITA il 5 dicembre BasketArtisti scenderà in campo contro l’All Stars Eurobasket in una gara il cui incasso sarà devoluto alla Croce Rossa Italiana e al suo progetto Refuge LGBT

sta bella iniziativa di solidarietà? «Sono quarant’anni che faccio beneficenza, prima nel calcio e ora anche in ambiti come questo. Sono eventi che ti trasmettono sempre molta gioia, ti fanno sentire vivo. È bello stare insieme con tanti amici, ma è soprattutto stupendo poter aiutare chi è meno fortunato di noi. Ma poi, la vuole sapere la verità?» Prego. «Queste iniziative mi consentono anche di avere una buona scusa per non stare troppo in casa. Voi capirete… Mia moglie e due figlie gemelle: che tragedia con tre donne in casa!» © Copyright Università Niccolò Cusano

“Bed and Care”,“CasciNet. Ri- olo Venturi(AICCON), Diego generare terra, persone, terri- Visconti (Fondazione Italiana tori”, “Portierato di quartiere”, Accenture) “S.a.s. Immigration”, “Scaling Lìberos”,“Smart Donor”: sono LE SELEZIONI. Le sei idee proquesti i sei finalisti di “Welfa- gettuali con maggiore potenre, che impresa!”, il concor- ziale per sviluppare un nuovo so promosso da Fondazio- modello di welfare incentrane Italiana Accenture, Fon- to sulla comunità sono state dazione Bracco e UBI Banca, individuate dopo due giorcon il contributo scientifico di nate di workshop formativo, Aiccon e Politecnico di Mi- al quale hanno partecipato le lano-Tiresia e la partnership 14 startup sociali preselezionate da una tecnica degli incubagiuria online tori PoliHub Il 14 dicembre attraverso la e Campus a Milano piattaforma Goel, che digitale idesi conosceranno aTRE60. I premierà i vincitori otdue miglio- i due vincitori ri progetti del concorso terranno un – uno per il premio in Nord-Cendenaro di 20 tro Italia e uno per il Sud - ne- mila euro. Inoltre, UBI Bangli ambiti dell’agricoltura so- ca metterà a disposizione per ciale, del turismo sociale, del ciascun vincitore un finanziawelfare culturale e dei servizi mento fino a 50 mila euro, a tasso zero e senza garanzie, alla persona. della linea UBI Comunità per LA PREMIAZIONE. I vincitori soggetti non profit, insieme a verranno selezionati il pros- un Conto Non Profit Online simo 14 dicembre a Milano, con 36 mesi di canone gratuipresso il Teatrino di Palazzo to. I progetti vincitori si aggiuVisconti dalla giuria compo- dicheranno inoltre un percorsta da Diana Bracco (Fonda- so di incubazione della durata zione Bracco), Mario Calde- di quattro mesi per l’affiancarini (Politecnico di Milano), mento e un ulteriore svilupVincenzo Linarello (Grup- po della loro idea progettuapo Cooperativo Goel), Ste- le, a cura di PoliHub e Camfano Mainetti (PoliHub), Vic- pus Goel. tor Massiah (UBI Banca), Pa© Copyright Università Niccolò Cusano

special olympics

Un canestro per superare le barriere «È una cosa bellissima avere l’opportunità di giocare con gli Atleti di Special Olympics, è meraviglioso che uno sport come la pallacanestro unisca le persone. Giornate come queste riempiono il cuore di gioia». Queste le parole di Alessandro Gentile, giocatore della EA7 Olimpia Milano, a margine della partita di basket unificato che si è tenuta lo scorso mercoledì 23 novembre al Mediolanum Forum di Assago. Una partita che ha visto scendere in campo due squadre miste composte da giocatori della EA7 Olimpia Milano e di Special Olympics Italia. Lo sport è in grado di mettere in comunicazione chiunque, di abbattere stereotipi e pregiudizi. Partite di questo genere

rappresentano una testimonianza diretta di un futuro che non guarda ai limiti ma alle capacità di ognuno evidenziando più di ogni altra cosa il valore inclusivo dello sport.

storicamente ha unito mondi e culture diverse, società con tendenze politiche diverse. Special Olympics da anni ormai unisce le più importanti realtà della pallacanestro europea. Lo sport è un’attività bellissima, è di tutti come lo è il piacere di condividere emozioni, ed è giusto che non esistano separazioni, divisioni e steccati. Tutti insieme possiamo gioire divertendoci».

EMOZIONI. A fare gli onori di

casa, poco prima dell’incontro, è stato il general manager dell’Olimpia Milano, Flavio Portaluppi: «È un piacere per noi dell’Olimpia Milano aprire le porte della nostra casa sportiva e dare il benvenuto alla European Basketball Week, manifestazione di Special Olympics. Giocare a pallacanestro, come praticare qualsiasi altro sport, è un valore che ha sicuramente il potere di unire le persone. Lo sport

AGGREGAZIONE. Stessa linea

Alessandro Gentile con gli Atleti Special Olympics

di pensiero per l’ala grande della EA 7 Olimpia Milano, Davide Pascolo: «Questa partita con gli atleti Special Olympics è stata molto emozionante, riescono a trasmettere sempre un grande entusiasmo. Lo sport è uno

strumento di aggregazione pazzesco attraverso il quale è possibile superare i preconcetti». UNA PARTITA SPECIALE. Dodi-

ci i cestisti di Special Olympics presenti che, selezionati da un tecnico nazionale e provenienti da diverse regioni d’Italia, vengono tutti da un lungo percorso di crescita sportivo. «Il basket mi ha dato tranquillità, energia e quelle sicurezze che prima non avevo», ha detto Gabriele Savà, atleta Special Olympics Italia. Gli fa eco il compagno di squadra Emilian Fishta: «Quando scendo in campo e gioco partite come queste mi sento un atleta. Prima ero sempre da solo, lo sport mi ha permesso di

Awudu Abass, ala piccola dell’Olimpia Milano

socializzare con tante persone». Samule Dusi, a nome di tutti gli atleti Special Olympics presenti, ha recitato il giuramento del team: «Che io possa vincere, ma se non riuscissi, che io possa tentare con tutte le mie forze». Le parole di Alessandra Palazzotti, direttore nazionale

Special Olympics Italia, hanno chiuso la giornata all’insegna di sport e inclusione: «Ringrazio tutti, ma soprattutto gli atleti Special Olympics qui presenti che ci insegnano, ogni giorno, a non cercare il migliore tra di noi, ma il meglio di noi stessi». © Copyright Università Niccolò Cusano


martedì 29 novembre 2016

unicusano focus VII CORRIERE DELLO SPORT / STADIO

la cusano E il calcio

frediani: totti e la voglia di A

Il giovane attaccante dell’Ancona vuole arrivare in alto: «è il sogno di tanti. Francesco è stato il mio esempio» Attaccante esterno agile e dinamico, in questa stagione vuole consacrarsi. Marco Frediani, 22enne giocatore dell’Ancona, ha firmato sabato il gol vittoria contro il Parma. Dopo la marcatura, Frediani ha mostrato una maglia in ricordo di una sua amica: «Per me è stato un gol importante – racconta Frediani - purtroppo è scomparsa una delle mie migliore amiche, un’amica di infanzia. Mercoledì avevo pensato a questo gesto, a fare una maglia per lei. Pensavo fosse un bel pensiero, sentivo che avrei segnato anche grazie a lei. Sono contento anche se credo fosse il minimo che potessi fare: volevo regalare un piccolo sorriso alla famiglia». CON LA ROMA. Frediani è un prodotto del settore giovanile della Roma: «Non è da tutti militare per dieci anni nel settore giovanile della Roma. Sono stato allenato da Stramaccioni, Alber-

«Il nostro girone è davvero duro con almeno sette squadre allestite per la Serie B» to De Rossi e Tovalieri, che mi hanno insegnato tanto. Qui ad Ancona è il mio secondo anno. La scorsa stagione sono arrivato a fine gennaio e mi sono infortunato a una costola. Ho ricominciato a giocare a marzo, quando il campionato era andato. Ora le cose vanno molto meglio». Dopo il settore giovanile con la Roma l’esperienza in C1 a L’Aquila: «Il settore giovanile è tutta un’altra cosa. Quando ti confronti con ragazzi della tua età è tutto diverso sotto molti punti di vista. Giocare con gente più grande è un’altra storia. Sabato, ad esempio, abbiamo giocato contro il Parma, contro giocatori che hanno IN PRIMA SQUADRA.

Il vivaio dell’UnicusanoFondi

Gli Allievi regionali centrano la sesta Stop per la Berretti

Marco Frediani, 22 anni, ha siglato il gol vittoria contro il Parma sabato scorso. Sotto, insieme al compagno di squadra Agyei

giocato la Serie A. Il primo anno in C1 a L’Aquila fu una grande stagione per me e la squadra. Poi ho avuto due anni difficili. A Pisa non siamo riusciti a vincere mentre

ho fatto una piccola esperienza ad Ascoli in Serie B».

«Ho dedicato il gol segnato al Parma AD ANCONA. Ora Frediani è una pedina insostituibile a una cara amica dell’Ancona che, insieme scomparsa pochi giorni fa» ad altre squadre, lotta per un posto al sole in un raggruppamento di alto livello: «Questo è uno dei gironi più difficili da quando faccio la Lega Pro. Ci sono almeno sette squadre che possono salire. Non è mai facile incontrare squadre allestite per la B. Noi abbiamo fatto la squadra nell’ultimo giorno di mercato. Anche io, ad esempio, sono arrivato a Ferragosto. Nell’ultimo periodo avevamo avuto un piccolo calo, dato che non avevamo gestito bene alcune vicende accadute in società. Ora si è sistemato tutto e i risultati si vedono». IL FUTURO. Nonostante

la buona stagione, Frediani non vuole pensare al futuro: «C’è solo l’Ancona. Que-

sta stagione per me è fondamentale. A giugno scade il mio contratto con la Roma. Non penso a un obiettivo futuro ma è normale che ogni ragazzo che gioca a calcio voglia arrivare in Serie A. Per il momento penso a fare più punti possibile con l’Ancona. Giocare bene e fare gol per la propria squadra è la soddisfazione più grande». Per arrivare in alto serve anche avere degli esempi ai quali ispirarsi: «In dieci anni di Roma ho visto tanti campioni anche se il numero uno indiscusso è Francesco Totti. Ho avuto la fortuna di fare il ritiro con Rudi Garcia e andare in panchina in Coppa Italia. Totti è il mio idolo. Quando mi allenavo in prima squadra cercavo sempre di rubare con gli occhi. Passavo le ore a studiare Totti e il suo essere professionista. Si allena con la stessa intensità di un ragazzo di 20 anni. Da lui si può imparare non solo per quello che fa in campo ma anche per come si comporta fuori dal rettangolo verde». © Copyright Università Niccolò Cusano

In sette turni di campionato, gli Allievi regionali Fascia B hanno ottenuto sei successi

Non è stato certo un fine settimana particolarmente brillante quello che l’UnicusanoFondi ha vissuto in seno al suo settore giovanile. Al tirar delle somme, la consueta due giorni che ha visto impegnati i ragazzi rossoblù ha portato in dote una sola vittoria, quella che hanno ottenuto gli Allievi regionali Fascia B. Il successo ottenuto in casa dai ragazzi di Simone Mazzarella ha rappresentato l’unico sorriso pieno, che vale per i giovanotti tirrenici la sesta vittoria su sette gare e la conferma del secondo posto nel loro girone. Una nota lieta in un fine settimana iniziato male, con la sconfitta della Berretti nel confronto diretto con la Fidelis Andria (club che sabato sarà ospite della prima squaSCONFITTA BERRETTI.

Con la vittoria casalinga i ragazzi di Mazzarella si confermano al secondo posto dra), che ha interrotto la serie positiva fatta di sette successi su altrettante partite. Uno stop che non pregiudica la leadership nel girone, ma a seguito del quale la sosta in arrivo sarà certamente utile per ricaricare le pile in vista delle gare dicembrine contro Matera e Melfi. PAREGGIO GIOVANISSIMI. Ha

perduto anche la Juniores nazionale, superata dall’Albalonga e che adesso giocherà due gare in rapida successione (domani recupero contro il Cynthia e sabato

con la Lupa Roma) per andare a caccia della sospirata, prima vittoria, mentre i Giovanissimi regionali Fascia B si sono dovuti accontentare di un pari sul campo del Divino Amore: prime due reti stagionali subite e primo posto perduto, a riprova del fatto che anche per loro si è trattato di un week end poco felice. RIPOSO. Sono rimaste invece

ai box le squadre Under 15 e Under 17, che pure attraversano un momento esaltante (cinque vittorie consecutive per entrambe). Le due compagini chiuderanno il girone d’andata giocando domenica a Foggia e successivamente ospitando il Teramo: obiettivo sarà quello di proseguire sulla strada intrapresa. © Copyright Università Niccolò Cusano


Unicusano focus 291122  
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