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N. 194 - Giovedì 29 Ottobre 2020

Direttore Responsabile: Marco Ceccarelli Redazione: Tel. 393 6239680 - tunews.redazione@gmail.com Editore: Globalpress S.r.l. - P. Iva 02714820590 globalpress.amministrazione@gmail.com Stampa: Centro Offset Meridionale s.r.l. - Caserta Tiratura media 6.000 copie

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Legati da un beffardo destino Nicola Ottaviani e Pasquale Ciacciarelli la 'strana' coppia sul Carroccio

IL PIATTO PIANGE

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IERI A ROMA LA MANIFESTAZIONE DEI RISTORATORI DEL LAZIO CON LE DELEGAZIONI DI FROSINONE E LATINA FIPE-CONFCOMMERCIO CONTRO IL NUOVO DECRETO EMANATO DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI FROSINONE

Progetti, caparbietà e cuore: la Testa fa ripartire il Centro PAGINA 2

FROSINONE E PROVINCIA

Eventi e Coronavirus Rischio contagio al 42% PAGINA 3

FROSINONE E PROVINCIA

DI COCCO E ACAMPORA SOLLECITANO INTERVENTI IMMEDIATI IL RISCHIO CHE SI CORRE È QUELLO DI CENTINAIA DI FALLIMENTI IN UN SETTORE CHE HA GIÀ PAGATO DURAMENTE NEL LOCKDOWN FERENTINO

PAGINA 9

Abbandono rifiuti ingombranti, il Comune contro i furbetti

ALATRI

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Ordine dei Farmacisti, Mastrangeli resta presidente PAGINA 6

VEROLI

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Contagi, situazione sempre più difficile Ini Città Bianca diventa 'Centro Covid' Da Morini appello alla popolazione Sono 134 i posti messi a disposizione


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frosinone

PROGETTUALITÀ E INIZIATIVE SONO RIUSCITE APPIENO A RIANIMARE LA PARTE ALTA DELLA CITTÀ CHE RISCHIAVA SERIAMENTE DI DESERTIFICARSI

Il cuore in Centro

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n centro storico in continuo movimento e in continua evoluzione, quello di Frosinone, grazie ad una politica di rilancio che ha iniziato a dare i propri frutti, andando di fatto in controtendenza rispetto alla media nazionale, che li vede, soprattutto nelle piccole città, desertificarsi un po’ alla volta, sempre più e in maniera inesorabile. Tutto è iniziato quando l’Amministrazione Ottaviani, accorgendosi del fenomeno ha deciso di creare un assessorato ad hoc, per riqualificare, appunto, una delle zone più belle del capoluogo ciociaro. A capo di esso l’assessore Rossella Testa, una donna dinamica e piena di idee, nata e vissuta da sempre a Frosinone alta, che conosce quindi ogni segreto di questa zona della città, oltre ad avere una memoria storica e una profonda conoscenza dei residenti e dei commercianti. Proprio grazie a questo e alla sua caparbietà, la Testa ha fatto del proprio ruolo una vera missione. Sono così partiti decine di progetti che pian piano hanno portato a far rivivere il centro. E proprio di queste iniziative vogliamo parlare, ripercorrendole, un po’ alla volta, per capire come si è arrivati a ciò che fino ad alcuni giorni fa abbiamo visto tutti, cioè un centro storico pieno di persone, di giovani, di famiglie con bambini a passeggio, di gente che ha deciso di affol-

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SOTTO IL CENTRO STORICO RINATO, ACCANTO L'ASSESSORE TESTA E IN BASSO UN'EDIZIONE DI FIORIAMO IL CENTRO E UNA DELLE LOCANDINE PROMOZIONALI DEL PIANO DI GESTIONE FROSINONE ALTA

lare ristoranti, bar e locali, in particolare nel weekend ma anche in mezzo alla settimana. Fino a pochi giorni fa, quando purtroppo, a causa della recrudescenza del Covid, si è dovuto decidere di interrompere l’isola pedonale e, quindi, l’intera iniziativa La Terrazza del Belvedere. Il centro storico, a seguito di un processo di delocalizzazione da parte dei residenti, è stato pian piano trasformato in un polo attrattivo di carattere culturale, attraverso l'acquisto e la valorizzazione del teatro comunale Nestor, quindi con l'apertura della nuova sede stabile dell'Accademia di Belle Arti al palazzo Tiravanti. Il vecchio parcheggio di piazza Vittorio Veneto, poi, è stato trasformato in un anfiteatro in grado di ospitare eventi e rassegne che, ormai, risultano qualificanti, a livello nazionale, per il nostro territorio, come il festival estivo dei Conservatori italiani. Piazza Valchera, invece,

L'assessore Rossella Testa con la sua caparbietà ha riscosso risultati notevoli, in controtendenza rispetto alla media nazionale

è divenuta la sede naturale del Teatro tra le Porte che, in estate, proietta una cartolina incantevole e inedita di luci e di prosa, garantendo l'accesso gratuito al mondo dello spettacolo dal vivo a tutte le fasce sociali della popolazione. Quindi c’è stata una riscoperta identitaria della storia re-

cente, e anche remota, trasformando i vecchi muri, imbrattati e snaturati per mezzo secolo dalla pubblicità commerciale, nelle Mura della città, rendendo visibili anche i muraglioni di cui si era persa ogni memoria, con l'apposizione di nuovi punti luce al led ed epigrafi che rievocano la

genesi e l'architettura dei bastioni murari Su queste fondamenta è andato avanti a gonfie vele il progetto forse più importante che li lega tutti, e cioè il Piano di Gestione "Frosinone Alta", al quale settimana dopo settimana hanno aderito sempre più realtà che ha consentito di iniziare pian piano a ripopolare le attività commerciali che nel corso dell’ultimo ventennio si sono svuotate, grazie a canoni concordati insieme ai proprietari degli immobili e alle agenzie ma anche ad una minore tassazione comunale. Un’iniziativa alla quale da subito si è unita anche la Banca Popolare del Cassinate per dare il proprio supporto, mettendo subito a disposizione una serie di speciali prodotti e di iniziative per un plafond complessivo di 30 milioni di euro. Un pacchetto ad hoc dedicato proprio alla città di Frosinone, città alla quale la Bpc ha da tempo riservato un’attenzione

particolare, impegnandosi a sostenere tutta una serie di iniziative e di manifestazioni sociali e culturali. Si tratta di una serie di proposte con caratteristiche di particolare competitività, che hanno garantito la possibilità di effettuare interventi di ristrutturazione degli immobili e di miglioramento estetico degli edifici, di decorazione e di abbellimento del centro e che, inoltre, hanno puntato ad un’efficace azione di tutela dell’ambiente, con una serie di prodotti per la realizzazione di progetti “green”, per l’efficientamento energetico e la mobilità sostenibile. Tra le iniziative maggiormente riuscite e che hanno visto la partecipazione di tanti, anche FioriAmo il centro, manifestazione volta a riqualificare la parte alta, rilanciandone, nello stesso tempo, il tessuto economico, sociale e culturale, che si propone di promuovere la cultura del verde intesa come decoro, valorizzando, nel contempo, il contesto urbano. Residenti ed esercenti, una volta l’anno, hanno così potuto sfidarsi a colpi di creatività… floreale mediante allestimenti su balconi, finestre, giardini, vicoli e strade e sugli spazi della propria attività, a tema libero, anche tramite sponsorizzazioni. Tante altre iniziative che hanno fatto sì che la parte alta della città rivivesse, di cui parleremo nelle prossime settimane, ripercorrendo ogni progetto e ogni risultato ottenuto, che settimana dopo settimana hanno portato il centro storico a rifiorire e ad essere il cuore pulsante della città, com’era un tempo.


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frosinone e provincia

È QUANTO EMERGE DALLA MAPPA REDATTA DALLA FONDAZIONE ISI

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venti e Covid-19. Si tratta della mappa della Fondazione ISI consultabile online che mostra una stima del rischio di essere potenzialmente esposti al SARS-CoV-2, dato il numero di persone che partecipano ad un evento. In altri termini, quantifica la probabilità che almeno un individuo positivo sia presente all’interno di un determinato gruppo di per-

Eventi e Coronavirus nel Frusinate, il rischio di contagiarsi è del 42%

sone in ogni singola provincia. Il rischio è espresso come la probabilità stimata (0-100%) che almeno 1 individuo positivo al SARSCoV-2 sia presente durante l’evento. In provincia di Frosinone la probabilità che sia presente un soggetto affetto da

covid in un gruppo di 100 persone è del 42%, mentre in provincia di Latina è del 31%. A Roma, invece, è del 36%, a Rieti del 35% e a Viterbo del 63%. La stima della prevalenza di casi nella specifica provincia. Questo valore è dato dal numero di casi rilevato dal

sistema di sorveglianza in un un intervallo che va dai 7 ai 10 giorni precedenti. Il fattore di sottostima delle infezioni da parte del sistema di sorveglianza, che può essere variato tra 2 e 6, e introduce un fattore correttivo per stimare la reale prevalenza di infetti.

OTTAVIANI E CIACCIARELLI “PADRONE” E “SOTTO” NELLA LEGA PROVINCIALE. SE LE SONO DATE DI SANTA RAGIONE IN FORZA ITALIA E ORA… COSTRETTI A CONVIVERE

Legati dal destino

Il dualismo del passato tra il sindaco di Frosinone e il consigliere regionale sembra tornare in auge Dario FACCI

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ttaviani e Ciacciarelli “padrone” e “sotto” nella Lega provinciale. Se le sono date di santa ragione in Forza Italia e ora… costretti a convivere Guardiamo con grande interesse al caso Lega in provincia di Frosinone. Qui la classe dirigente si è vorticosamente ingrossata dopo le Parlamentari, grazie all’ingresso di personaggi pesanti, per esempio come il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani, che poi ne è diventato il segretario provinciale e il consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli. Entrambi reduci dai fasti di Forza Italia come tanti altri, in un flusso copioso che si è diviso tra il partito di Salvini e quello della Meloni. Due che se le sona date di santa ragione e uno in particolare che ha buoni motivi per avercela e come con lo Zar. Dicevamo per questo del “caso” Lega. La specialità sta nella giran-

dola di responsabili, saliti alle stelle e poi discesi alle stalle del breve volgere di non si sa cosa. Si potrebbero enumerare ma non è interessante farlo e non è significativo. Quel che conta ora è la segreteria conferita a una personalità politica molto forte, come quella dello Zar che non ha mai cercato una carriera nei partiti, mai voluto incarichi politici, sempre inseguito e poi ottenuto il consenso popolare invece.

Questa circostanza non può che essere spiazzante per diversi personaggi. In particolare proprio per il consigliere regionale Ciacciarelli il quale era stato disarcionato da segretario provinciale di Forza Italia prima, proprio dagli strali dello Zar incazzato per le candidature, poi divenuto tra i segretari provinciali della Lega e qui, raggiunto dallo Zar, declassato ancora una volta a una qualche responsabilità di

ripiego quando Ottaviani, proprio lui, è assurto alla responsabilità provinciale sospinto da Zicchieri e dal vento del moderatismo che ora soffia anche nella Lega. Il caso è interessante perché Ciacciarelli aveva poco tempo fa inaugurato personalmente una sede provinciale a Frosinone. All’inaugurazione Ottaviani partecipò di striscio, nel senso che a domanda se fosse stato coinvolto nella cosa glissò abilmen-

te, da par suo. Era, quella mossa di Ciacciarelli, un’evidente fuga in avanti, quando ancora non era chiaro come buttasse sulla segreteria e comunque l’apertura di un comitato elettorale personale. Due giorni fa il Ciaccia è tornato a lanciare una fase organizzativa del partito. Nella nota di presentazione della stessa non si può non notare uno slancio in avanti. Ecco quanto: “Sto mettendo in campo una serie di

azioni volte a favorire il radicamento territoriale della Lega nella nostra provincia, che saranno illustrate al coordinatore e al coordinamento provinciale per condividere una linea unitaria. Il partito di Matteo Salvini è il primo del Centrodestra e in quanto tale deve avere un ruolo preminente sul territorio. (…)” ecc. ecc.. Perché Ciacciarelli pubblicizza azioni di radicamento del partito prima ancora di aver condiviso la proposta col coordinatore e con il coordinamento provinciali? Nei partiti non è così che si fa. Naturalmente non abbiamo la risposta ma possiamo ipotizzarla: il Ciaccia ci tiene molto a sottolineare la sua azione diretta senza volerla mutuare allo Zar. Il dualismo non è risolto, la guerra strisciante tra i due continua sul nuovo campo di battaglia e, come al solito, lo Zar fa finta di fregarsene. Un “caso” molto interessante, dunque, per i voyeur della politica locale.


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L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DEL GRECO SPEZZA

on questo DPCM sarà un disastro per l’economia, e soprattutto per il canale Ho.Re.Ca (hotel, ristoranti, caffè), provocherà un nuovo collasso dei nostri prezzi, un riposizionamento dei canali di vendita, difficoltà a vedersi ritirato il prodotto”. Questo il commento del Presidente di Confagricoltura Frosinone Vincenzo Del Greco Spezza. L’intervento “La chiusura dei locali alle 18 sarà un collasso anche per il

Agriturismi e settore Ho.re.ca.: Confagricoltura esprime preoccupazioni mondo del vino. Oltre a non vendere più nulla nell’Ho. Re.Ca, non si incasserà quanto venduto nei tre buoni mesi estivi. Un ristoratore che non lavora non paga più nessuno. In primis i produttori di vino. Per quanto riguarda gli agriturismi l’essere stati il motore della tranquillità, del rispetto delle regole non è servito a nulla.Investimenti, mutui,

tasse, mantenimento del personale, sicurezza alimentare. Non è servito a nulla. “Ora con questo DPCM si rischia una chiusura di tante troppe attività. I ristori adeguati e tempestivi annunciati dal governo devono essere estesi alla filiera agroalimentare. Qualsiasi esclusione sarebbe incomprensibile ed ingiustificata”.

MANIFESTAZIONE DI PROTESTA A ROMA CONTRO IL DECRETO EMANATO DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Ristoratori... a terra

Presente una delegazione della Fipe Frosinone-Latina. Di Cocco e Acampora sollecitano interventi

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anno apparecchiato in modo volutamente elegante, con tanto piatti, bicchieri e posate, ma per terra, i cuochi e i ristoratori della Fipe Confcommercio che ieri mattina hanno manifestato a Roma nella piazza antistante il Pantheon in contemporanea con altre 24 piazze italiane, dal Duomo a Milano a piazza Carignano a Torino, a Santa Lucia a Napoli. Sono scesi in strada per protestare contro gli ultimi provvedimenti presi dal Governo e dalla Regione Lazio per il contenimento della seconda ondata di Covid 19. Al loro fianco anche una delegazione di Fipe Confcommercio Lazio Sud Frosinone e Latina, guidata dal presidente Italo Di Cocco. “La manifestazione di protesta – dichiara il presidente Fipe Confcommercio Lazio Sud Italo Di Cocco – ha avuto

come obiettivo quello di ricordare al Governo e al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti che gli ultimi provvedimenti presi non faranno altro che mettere definitivamente in ginocchio il settore, già fortemente in crisi. Le restrizioni

sugli orari di apertura e sui partecipanti a eventi e matrimonio stanno mettendo a rischio la sopravvivenza di molti ristoratori costretti alla fine a dover chiudere e licenziare”. “Il nuovo DPCM emanato ci pone, ancora una

volta, in una posizione di estrema criticità. Quello che avevamo previsto, purtroppo, si sta drammaticamente avverando”. Evidenzia Giovanni Acampora, presidente di Confcommercio Lazio, che sollecita ristori immediati e misure com-

pensative. “L’emergenza sanitaria si sta trasformando in emergenza economica senza precedenti aumentando disagio e tensioni sociali. Migliaia di manifestazioni spontanee in tutta Italia ne sono la riprova.Vero è che c’è

una crisi sanitaria senza precedenti; vero è, anche, che le nostre imprese hanno ottemperato a tutti i protocolli e prescrizioni eseguendoli scrupolosamente con sacrifici e dispendio di importanti risorse economiche”.


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UNIONE ARTIGIANI ITALIANI SCRIVE AL GOVERNO: ECCO LE PROPOSTE

Centinaia di aziende rischiano di chiudere

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ontributo a fondo perduto di Euro 10.000 ad azienda oggetto di chiusura per DPCM; pagamento dei canoni di locazione alle stesse attraverso il credito d’imposta al Locatario; sospensione di tutte le imposte dirette e indirette a tutte le imprese indistintamente fino al gennaio 2022 con diluizione in 5 anni a tasso zero; sospensione delle utenze per i mesi di ottobre, novembre e dicembre 2020; immediato rafforzamento della mobilità mediante utilizzo delle migliaia di imprese

“E’ anche vero che bisognava, stante l’aumento esponenziale della curva epidemiologica intervenire con urgenza, ma è altrettanto vero che nonostante si avesse certezza, già da tempo, di una seconda ondata, le continue indecisioni, la

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del trasporto privato ferme e non operative; utilizzo dei percettori di RDC per sostegno alla fascia più anziana della collettività; snellimento burocratico delle procedure. Questi gli interventi prioritari da mettere in campo immediatamente entro la prima decade di novembre richiesti dall’Unione Artigiani Italiani al Governo. Il documento, firmato dai presidenti di tutte le Confederazioni della UAI è stato inviato al Premier Conte e ai ministri Catalfo, Patuanelli e Gualtieri alla luce dei dati raccolti provenienti da centinaia di aziende pronte a chiudere: “La scrivente Confederazione Datoriale e le Federazioni di Settore ad essa collegate – si legge nella lettera – esprime preoccupazione per i gravi fatti che si stanno verificando in queste ultime ore a seguito del DPCM del 24 ottobre 2020. Premesso che tali manifestazioni in questo particolare momento di emergenza non possono essere che condannate e le problematiche si devono affrontare con il dialogo e le soluzioni adeguate. Al contempo non possiamo che esprimere la nostra solidarietà e vicinanza alle migliaia

di imprese che sono in ginocchio e che vedono svanire i sogni ed i sacrifici di una vita. Non dimentichiamo che queste attività, in particolar modo quelle ricadenti nelle grandi città d’arte italiane, hanno

sofferto anche nel periodo estivo non vedendo turisti stranieri. Bisogna intervenire immediatamente – spiega il Presidente UAI di Frosinone Gabriele Tullio – per tranquillizzare e ristorare le imprese colpite, il tempo degli annunci è finito. Il tessuto produttivo aspetta azioni concrete ed immediate auspico che il Governo ci ascolti e ci convochi immediatamente, altrimenti saremo costretti a scendere in piazza al fianco loro”.

mancata programmazione del potenziamento del sistema sanitario, dei trasporti e della scuola ed i ritardi degli ammortizzatori sociali rischiano, oggi, di essere il detonatore di una crisi esplosiva”. “Le chiusure e le limita-

zioni disposte, infatti, pur colpendo direttamente solo alcuni settori, avranno ripercussioni drammatiche anche su tutti gli altri settori del commercio come conseguenza della drastica riduzione dei consumi generata dall’impoverimento di

una parte significativa della popolazione. Al di la delle valutazioni circa l’opportunità o meno di uno stop allo sport, alla cultura e di una limitazione alla ristorazione, troviamo, francamente incredibile, che contestualmente al Decreto

GIAMMARCO FLORENZANI (CODICI) CHIEDE CHIARIMENTI ALL'ASSESSORE D'AMATO

«Nel Frusinate carenze su tutti i fronti sanitari»

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NELLA FOTO A LATO GABRIELE TULLIO PRESIDENTE UAI DI FROSINONE

associazione Codici attraverso Giammarco Florenzani, membro dell’Ufficio di Presidenza della Consulta Regionale Consumatori ed Utenti, ha chiesto all’Assessorato Regionale alla Sanità di relazionare l’Ufficio di Presidenza del Crcu su vari punti relativi allo stato della sanità regionale in questo periodo di emergenza Covid19. “Tra i vari punti – spiega Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – è stato chiesto il dato delle accettazioni delle visite oncologiche nel terzo trimestre 2020 rispetto al terzo trimestre 2019, il protocollo di cura per i malati Covid19 ed il protocollo di controllo dell’attività ospedaliera, lo stato di disponibilità dei posti in terapia intensiva e di letti nei reparti Covid19, e lo stato di sostenibilità del sistema di tracciatura con l’attuale numero dei positivi”. “Attendiamo riscontri da parte dell’Assessorato alla Sanità – dichiara Giammarco Florenzani, membro dell’Ufficio di Presidenza del Crcu nonché Segretario di Codici Frosinone – lo stato degli ospedali e del sistema di tracciatura in province come quella di Frosinone sembra già al collasso. E proprio a Frosinone qualcosa non sta funzionando, sono evidenti le carenze su tutti i fronti, dal personale alle strutture. Bisogna intervenire immediatamente per evitare il disastro”. “Vogliamo sapere come ci si sta organizzando per garantire la salute dei cittadini, che è il bene primario da salvaguardare ed un diritto che assolutamente non può essere leso. Il sistema ospedaliero ha avuto mesi per attrezzarsi ed avere una situazione come quella attuale già ad ottobre ci preoccupa molto”.

con le misure restrittive non sia stato adottato anche un decreto con adeguati indennizzi, ristoro e immediate misure compensative”. “L’incertezza in questi momenti diventa esasperazione e l’esasperazione fa montare la protesta.

Sotto il profilo dell’interlocuzione istituzionale, stiamo lavorando come Confederazione Nazionale, attraverso il nostro Presidente Carlo Sangalli, con la richiesta urgente di incontro con il Presidente del Consiglio Conte”.


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FROSINONE E PROVINCIA

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ELETTO IL NUOVO CONSIGLIO DIRETTIVO DELL'ORDINE DEI FARMACISTI DELLA PROVINCIA DI FROSINONE

Mastrangeli confermato presidente Nutrita presenza di donne e giovani per migliorare le politiche di una categoria che ne ha un gran bisogno

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iccardo Mastrangeli stato quindi confermato all’unanimità Presidente dell’Ordine dei Farmacisti della provincia di Frosinone. Si sono concluse nei giorni scorsi le operazioni di voto presso l’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Frosinone che da oggi ha il seguente organigramma. Presidente: Dr. Riccardo Mastrangeli – Vicepresidente: Dr. Giovanni Querqui – Segretario: Dr. Fulvio Ferrante – Tesoriere: Dr.ssa Maria Antonietta Mirabella – Consiglieri: Dr.ssa Federica Conimi; Dr. Maurizio Fanelli; Dr.ssa Francesca Pantano; Dr.ssa Francesca Romana Ricciuti; Dr. Adolfo Giacomo Simonelli. Revisori dei Conti: Dr. Roberto Di Folca; Dr. Massimo Zincone; Dr.ssa Alessandra Almi. “Voglio manifestare la mia gratitudine a tutti i Colleghi che hanno espres-

so il loro consenso ed ai Consiglieri per la fiducia che, all’unanimità, hanno voluto riporre nella mia persona – ha dichiarato Mastrangeli – Il Consiglio dell’Ordine in questa nuova consiliatura è stato in gran parte rinnovato con un sensibile incremento di presenze femminili e di giovani che sono convinto regaleranno le loro migliori energie alla politica di categoria che in questo momento ne ha un grande bisogno”.

“Negli ultimi tre anni – ha continuato Mastrangeli – abbiamo combattuto con coraggio situazioni che mai avremmo pensato di provare pagando un prezzo altissimo in termini di vite e sacrifici anche nella nostra Provincia; ora ci attendono sfide altrettanto difficili che con l’esperienza di chi siede in Consiglio da tempo e con l’entusiasmo dei giovani, sono fiducioso affronteremo al meglio. Ai più giovani ricordo spesso che il

compito di rappresentare tutti i farmacisti della nostra provincia costituisce una grande responsabilità: il farmacista è la figura sanitaria più vicina al cittadino, la prima alla quale ci si rivolge non solo per un consulto o una prestazione professionale, ma anche per consiglio o una parola di conforto”. “Sicuramente i tempi che stiamo attraversando non sono i migliori. Cambiamenti epocali si affacciano sul futuro dei farmacisti e, comprendo perfettamente in alcuni momenti, lo scoraggiamento e la sfiducia che attraversa la nostra Categoria. I titolari di farmacia non solo temono l’ingresso di capitali provenienti da fonti non omologhe al settore farmaceutico e talvolta di provenienza incerta (che acquistano farmacie e vendono spesso on-line) ma attendono anche

da tempo una nuova convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale più aderente alla professione, ai tempi ed alla situazione economica. I proprietari di parafarmacie, che oltre a sentirsi poco gratificati nella loro professione, devono, in molti casi, fare i conti con fatturati al limite della sopravvivenza. I farmacisti di parte pubblica che vedono spesso svilita la loro funzione straordinariamente importante di rendere più forte e più qualificato il nostro Servizio Sanitario Nazionale. I farmacisti collaboratori che attendono da tempo il rinnovo del contratto nazionale di lavoro”. “I giovani laureati che, dopo anni di studio ed impegno, non riescono a trovare la giusta e meritata collocazione nel mondo del lavoro. Così come i tanti colleghi che operano nell’industria, un tempo

ottima prospettiva di lavoro, oggi spesso vedono le loro professionalità non utilizzate pienamente. Un quadro non certo roseo, che richiede a tutta la categoria uno sforzo importante. Bisogna innanzitutto capire che solo restando uniti e stretti attorno alla nostra professione, potremo un giorno salvarla. Una professione dalle antiche radici, eredità che ci viene dai tempi di Galeno, che non può essere polverizzata in nome della concorrenza di mercato o, peggio ancora, dalla globalizzazione. Quindi etica, formazione e servizi, sono i percorsi che si prospettano nello scenario futuro e, lungo queste tre strade – conclude Mastrangeli – ci impegneremo e ci organizzeremo per poter offrire a tutti i farmacisti la possibilità di essere al passo con i tempi di una professione in continua evoluzione“.


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frosinone e provincia

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L'ANALISI DI MICHELE CORATTI E GABRIELE DEODATI, RISPETTIVAMENTE PRESIDENTE E COORDINATORE DELLA FIAIP

Mercato immobiliare, segnali positivi

«La Ciociaria per collocazione e morfologia rappresenta un punto strategico dove acquistare casa» Cinzia CERRONI

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eppur in un momento difficile, il mercato immobiliare in provincia di Frosinone lancia segnali positivi ed incoraggianti. L’emergenza sanitaria Covid-19 e il lock-down non hanno dunque rallentato la crescita dei prezzi delle case. Due esperti del settore, Michele Coratti e Gabriele Deodati, rispettivamente Presidente e Coordinatore della Federazione Agenti Immobiliari Professionisti (Fiaip) di Frosinone, confermano questo trend. A loro abbiamo rivolto alcune domande. Per ora non c’è stato il tracollo che molti temevano. La compravendita di case ha risentito della crisi solo temporaneamente, ha tenuto abbastanza bene e in alcuni casi i prezzi e il volume delle transazioni hanno già ricominciato a crescere. Presidente Coratti, com’è la situazione in provincia di Frosinone in questo 2020 fino ad oggi? «I dati sono molto positivi, anche comparandoli con l’anno precedente, il 2019, sono superiori come volume di affari di oltre il 27%, nei mesi ante e post lockdown. Come numero di compravendite siamo saliti ed è un dato ancora tendente al rialzo. Chi non compra oggi, quindi, fa un grosso errore». Gabriele Deodati, a chi

Frosinone lancia segnali positivi ed incoraggianti. L’emergenza sanitaria Covid-19 e il lock-down non hanno dunque rallentato la crescita dei prezzi degli immobili rivolgersi per sfruttare il momento favorevole del mercato immobiliare sia per la vendita che per l’acquisto? Questo è sicuramente un periodo inaspettato per chi non è addetto ai lavori, ma a nostro giudizio è una controtendenza attendibile perché l’immobile ormai da decenni rappresenta il bene

rifugio a prescindere dalle tendenze al ribasso che in alcune fasi storiche si sono avute. A chi rivolgersi? Questa domanda avrebbe una risposta scontata: solo alla figura dell’agente immobiliare. Ricordo che è dal 1989 che ci si può rivolgere agli agenti immobiliari abilitati e professionali, figura completa a competente

per tutto quello che ruota attorno al mercato immobiliare, al settore della casa. Competente dal punto di vista urbanistico, catastale, finanziario (dallo scorso anno gli agenti immobiliari possono trattare anche alcune tipologie finanziarie complementari alla vendita, come ad esempio i mutui) ed anche dal punto di vista

legale. L’agente immobiliare, insomma, è l’unica figura in grado di poter assistere e suggerire ai clienti le tipologie immobiliari più adatte alle proprie esigenze. Presidente Michele Coratti, entriamo ancor più nello specifico, come vede questa situazione immobiliare in Ciociaria? La provincia di Frosinone per collocazione e morfologia rappresenta un punto strategico dove acquistare l’immobile. Abbiamo delle tipologie ultra richieste che sono la casa indipendente in campagna, quella che tra l’altro si presta bene all’applicazione del Superbonus 110%, una norma innovativa, per gli interventi che migliorano l’efficienza energetica degli edifici e che riducono il rischio sismico. Una norma trainante, se vogliamo, sia per il lavoro degli agenti immobiliari che per il settore edilizio. Vie-

ne eseguito gratuitamente senza spesa alcuna. Noi ci aspettiamo per questo anche un rialzo delle compravendite in Ciociaria. Gli acquirenti devono però saper cogliere queste opportunità senza timori, oggi le condizioni sono favorevoli! Deodati, come vede invece lei la chiusura di questo 2020? Vedo la chiusura di questo 2020 sicuramente positiva. A livello monetario abbiamo la possibilità di vendere, di acquistare immobili usati che hanno potenzialmente un valore, oltre per l’applicazione del Superbonus anche perché hanno un potenziale di valore di 80mila euro in più, rispetto a quanto vengono pagati. Questo che cosa determinerà? Determinerà sicuro una crescita costante delle domande di persone interessate ad acquistare immobili, quindi conseguentemente delle compravendite. Abbinato a ciò, il mantenimento straordinario del ribasso dei tassi di interesse, l’ingresso di nuovi istituti di credito che da qualche anno erano scomparsi dalla scena dei mutui immobiliari come la Engineering, che sta immettendo nuova liquidità a sostegno delle giovani coppie che intendono comprare casa e per concludere, la straordinaria attività degli agenti immobiliari che stanno effettuando in questo momento una sorta di controllo della gestione dell’oscillazione dei prezzi sia in rialzo che in ribasso. Quindi assolutamente positivo. Per chiudere questa intervista casa e covid, vince la Ciociaria? Deodati e Moratti non hanno dubbi: assolutamente sì.


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n occasione delle prossime ricorrenze di Ognissanti e della giornata di commemorazione dei defunti, il sindaco di Ferentino, Antonio Pompeo, chiede la massima collaborazione dei cittadini che, nell'ultimo fine settimana di ottobre, si recheranno al cimitero per far visita ai propri cari. "Purtroppo – sottolinea Pompeo – siamo in una fase molto critica, in cui, come ho già detto più volte, sono i comporta-

FERENTINO

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in più giorni, senza concentrarle nella data della ricorrenza. "Un momento di ricordo e di preghiera per i propri cari, – dice ancora il sindaco – con il pericolo del contagio, non può e non deve diventare un'occasione di incontro con parenti e amici: sappiamo bene che proprio nell'ambito familiare si corre il maggior rischio di contrarre il virus e tutti dobbiamo assolutamente evitarlo per noi stessi e per gli altri. Chiedo quin-

di la massima collaborazione – conclude Pompeo – e a tutti di limitarsi a una visita breve, intima e nel pieno rispetto delle misure di sicurezza. Ricordiamo ancora con profonda tristezza quando, in occasione della Santa Pasqua, è stato impossibile commemorare la memoria dei nostri defunti e ora abbiamo il dovere di essere rispettosi, consapevoli di quanto sia estremamente importante che ciascuno di noi faccia la propria parte".

L'APPELLO DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE AI CITTADINI

Celebrazione dei morti e di Ognissanti, al cimitero rispetto delle regole anti-covid

menti e la responsabilità dei singoli a tutelare l'intera nostra comunità. Anche in occasione delle prossime ricorrenze, quindi, invito tutti al rispetto delle regole all'interno dei luoghi di culto". L'Amministrazione comunale ha predisposto tutte le misure di sicurezza necessarie affinché non si creino situazioni di assembramento e par-

ticolari criticità. L'accesso al cimitero comunale di via Pareti sarà vigilato dagli agenti della Polizia locale con l'ausilio degli operatori della protezione civile. Saranno predisposti varchi di accesso separati per l'entrata e per l'uscita, sia per accedere dalla zona superiore che da quella inferiore. Ad ogni varco saranno collocati appo-

siti dispenser con liquido disinfettante per la sanificazione delle mani e anche all'interno dell'area cimiteriale saranno presenti operatori della protezione civile che vigileranno per evitare eventuali situazioni a rischio. Per tutti si ricorda l'obbligo di indossare la mascherina. Si raccomanda, inoltre, di diluire le visite

IL SINDACO POMPEO FIRMA UN PROVVEDIMENTO IN CUI SI STABILISCE IL DIVIETO DI CONSEGNARE GLI INGOMBRANTI AI NON AUTORIZZATI

Abbandono rifiuti, pugno duro

Vietato lasciare, scaricare e abbandonare elettrodomestici e mobilio nei cassonetti e per le strade

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opo la prima ordinanza, con la quale ha vietato espressamente il conferimento nei cassonetti stradali di rifiuti da parte di soggetti non residenti a Ferentino, oggi il sindaco Antonio Pompeo ha firmato un secondo provvedimento in cui stabilisce “il divieto assoluto di consegnare rifiuti ingombranti o di qualsiasi altra natura a soggetti privi della prescritta autorizzazione“. In sostanza è vietato lasciare, scaricare o abbandonare rifiuti domestici e ingombranti (come, ad esempio, lavatrici, frigoriferi, mobilio, arredi, lavastoviglie, condizionatori d’aria o qualsiasi altro elettrodomestico dismesso e/o funzionante ecc.) sia nei cassonetti, sia sulle vie, strade e piazze pubbliche, sia nelle aree del demanio pubblico oltre a qualsiasi contenitore stradale.

Il deposito di rifiuti ingombranti e beni durevoli dismessi deve avvenire esclusivamente attraverso le modalità previste, come il servizio gratuito a chiamata per la raccolta

domiciliare dei rifiuti ingombranti per le utenze domestiche e i locali, compresi i rifiuti RAEE e quelli pericolosi (batterie per auto e olii esausti). Per i trasgressori è prevista una

sanzione pecuniaria di 200 euro. Il sindaco Antonio Pompeo nella sua stanza al Comune di Ferentino “L’Amministrazione comunale – dicono il sinda-

co Pompeo e l’assessore all’Ambiente Evelina Di Marco – è da sempre attenta e vigile affinché siano rispettate le norme sull’ambiente e sulla sua salvaguardia. Soltanto at-

traverso comportamenti responsabili e civili possiamo garantire una città pulita e vivibile. Per questo, dopo la prima ordinanza per i conferimenti da fuori Ferentino, ora abbiamo ritenuto opportuno intervenire anche per quanto riguarda l’abbandono di rifiuti ingombranti e pericolosi: tutti devono attenersi alle regole in modo tale da tutelare la salute e i luoghi in cui viviamo”. Intanto l’Amministrazione comunale di Ferentino fa sapere che giovedì 29 ottobre 2020 aprirà l’ecosportello della Lavorgna nei locali di via Porta Maggiore (ex O.n.m.i.), una nuova sede presso la quale gli utenti si potranno rivolgere per informazioni e necessità nei giorni di martedì e giovedì, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18, nel rispetto di tutte le misure di sicurezza previste dalla normativa anti-Covid.


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a riaperto completamente rinnovato nella sua sede storica, l’ufficio postale di via della Peschiera, ad Anagni. La nuova sede, realizzata adottando le più moderne tecnologie finalizzate a coniugare qualità del servizio e design e ottimizzando e migliorando gli spazi all’interno dell’ufficio, tenendo conto degli aspetti legati alle nuove normative sulla sicurezza, è caratterizzata da arredi nuovi più fun-

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ANAGNI SONO PRESENTI CINQUE SPORTELLI E DUE SALE DI CONSULENZA

Riaperto l’ufficio postale di via della Peschiera Una nuova sede più moderna e tecnologica zionali e illuminazione al led. Nel rinnovato ufficio postale sono presenti 5 sportelli per tutte le operazioni, sia finanziarie sia postali; sono state realizzate due sale consulenza, per soddisfare le crescenti richieste dei clienti e proteggere allo stesso tempo la loro privacy, dove personale qualificato è a disposizione della clientela

per fornire chiarimenti e consigli in modo personale e riservato sui prodotti di investimento e finanziamento. Poste Italiane ricorda che nell’ufficio postale di Anagni è possibile prenotare il proprio turno allo sportello, anche per il giorno successivo, tramite smartphone e tablet con l’app Ufficio Postale, scaricabile gratuitamente

su GooglePlay e AppleStore. A disposizione della clientela anche uno sportello Atm Postamat, accessibile 24 ore su 24, per il prelevamento di denaro contante, per il pagamento di bollettini di conto corrente postale e per tutte le altre operazioni consentite dalle carte elettroniche. Nella sede di via della

Peschiera, con orario di apertura dal lunedì al venerdì dalle ore 8.20 alle

19.05 e il sabato dalle 8.20 alle 12.35, è disponibile il servizio wi-fi gratuito.

L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE ADOTTA I PRIMI PROVVEDIMENTI IN FAVORE DELLE ATTIVITÀ COMMERCIALI E DEI CITTADINI

Il sindaco sospende la ZTL

Natalia: «Faremo rispettare il DPCM-Covid, ma lavoreremo a sostegno di chi è maggiormente colpito»

L'

Amministrazione Comunale di Anagni prende i primi provvedimenti in favore di attività commerciali e cittadini dopo l'ultimo DPCM del 24 ottobre. La ZTL verrà infatti sospesa dal lunedì al sabato mentre resterà in vigore la domenica ed i giorni festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00; resta valido il divieto di sosta in Piazza Innocenzo III (ambo i lati) il sabato e la domenica dalle ore 09:00 alle ore 18:00. Il sindaco Daniele Natalia spiega la natura del provvedimento: «Faremo rispettare le norme contenute nell’ultimo DPCM ma crediamo che le categorie più colpite dai provvedimenti governativi vadano comunque sostenute dall’Ente comunale per quanto in suo potere. La sospensione della ZTL ed una sua riduzione durante il fine settimana servono a sostenere le attività di ristorazione nella pratica dell’asporto di cibi e bevande che è, di fatto, l'unica consentita oltre le 18:00». Altri provvedimenti di sostegno alle categorie maggiormente colpite sia dal Covid che dalle normative anti-contagio sono attualmente allo studio dell’Amministrazione. Il primo cittadino dichiara: «Stavamo già progettando una misura fiscale volta alla sospensione del pagamento della rata dell’IMU del 16 dicembre, fortunatamente, è sopraggiunta la decisione del governo centrale in tal senso. L’Amministrazione sta però lavorando alla concessione di contributi per pale-

TAMPONI PER TUTTI I DIPENDENTI COMUNALI

Positivi al Coronavirus il segretario e un impiegato

A

d annunciarlo è stato direttamente il sindaco di Anagni, Daniele Natalia, con un messaggio alla cittadinanza attraverso la sua pagina Face-

stre, piscine e centri fitness chiusi a causa dell'ultimo DPCM in quanto lo sport, proprio come quello della ristorazione, è uno dei settori

profondamente danneggiati dalle serrate imposte da Roma. Inoltre, l’obiettivo è quello di aiutare concretamente la fascia over-70 della popolazione, quella cioè soggetta ad un rischio maggiore in caso di contagio da Covid, con l’istituzione di una apposita “task force” delle Associazioni di protezione civile e volontariato per ripetere il progetto della spesa a domicilio già attuato durante il lockdown della scorsa primavera. Il virus è un nemico subdolo e pericoloso ma come Amministrazione Comunale ci troviamo anche a combattere la difficile battaglia contro la burocrazia che, molte volte, allunga eccessivamente i tempi di reazione degli uffici pubblici rispetto ad esigenze manifestate dai cittadini. Ecco perché stiamo velocizzando, per quanto possibile, l'espletamento delle pratiche per i progetti annunciati, in particolare per l'erogazione di contributi di sostegno».

book. “Purtroppo – scrive il primo cittadino – annunciamo che il segretario generale del Comune di Anagni e un dipendente comunale sono risultati positivi al Covid-19. Fortunatamente sono entrambi asintomatici e auguriamo loro una pronta guarigione per vederli nuovamente a lavoro per la città. Appresa la notizia, abbiamo attivato i protocolli di sicurezza necessari e provveduto ad informare tutti i dipendenti comunali che, nei prossimi giorni, effettueranno il tampone come prescritto”. Ventisei casi in città. Le raccomandazioni “Sfruttiamo ancora una volta l’occasione per invitare i cittadini al rispetto delle regole, alla calma, a seguire le classiche procedure come indossare la mascherina, igienizzare le mani, arieggiare i locali, mantenere il distanziamento. Ad oggi la situazione epidemiologica nel Comune di Anagni è sotto controllo, non sono state riscontrate criticità particolari e risultano 26 casi positivi totali, tutti asintomatici ed in isolamento domiciliare, tranne 3 ricoverati ma in condizioni stabili”.


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ALATRI

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IL SINDACO MORINI NON NEGA LE DIFFICOLTÀ, MA INVITA LA POPOLAZIONE AD AVERE UN ATTEGGIAMENTO MATURO

Covid, situazione sempre più critica

Le positività registrate in città hanno superato le novanta unità, con un trend in grande crescita negli ultimi giorni

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a città di Alatri è uno dei centri più colpiti dal coronavirus in provincia di Frosinone. Soprattutto nell’ultima settimana c’è stata una lunga serie di ufficializzazioni di nuove positività che portano i casi attuali intorno alle novanta unità. Una situazione, questa, che ha spinto il sindaco Morini a parlare alla cittadinanza. Ha spiegato il Sindaco non nascondendo la criticità del momento: «Grazie al lavoro di tutti, dal personale delle scuole, al personale sanitario, dai dipendenti comunali addetti ai vari servizi, ai nostri Vigili Urbani e ai nostri Carabinieri, stiamo tenendo la situazione sotto controllo. Come ho già riferito, noi siamo pronti, se necessario, a prendere ogni iniziativa consentita dalla legge che possa essere utile ad arrestare questa tendenza. Le misure di contenimento adottate fin qui dal Governo centrale e dalla Regione devono essere rispettate, soprattutto per quanto riguarda la sfera dei comportamenti personali che, spesso, per tantissime ed ovvie ragioni, non possiamo controllare ed eventualmente reprimere. Le Istituzioni è giusto che non entrino nella quotidianità: all’interno della propria famiglia, del proprio gruppo di amici, deve prevalere perciò il senso civico e il senso di responsabilità verso se stessi e la propria comunità». Morini si sofferma poi sui numeri: «Abbiamo raggiunto il numero di 90

casi attualmente positivi, sul territorio comunale: il dato, è soggetto alle variazioni e agli aggiornamenti che ci pervengo sui nuovi casi e sui negativizzati. Ciò che preoccupa, però, è la costante tendenza al rialzo registrata ad ottobre e continuata fino agli ultimi dati disponibili. Al di là di quanto gli esperti possano dire e studiare, la sintesi fattuale è che di Covid ci si continua ad ammalare e, purtroppo, ancora si muore». Ed ecco un appello alla città: «Occorre, lo ripeto ancora una volta, affrontare la situazione con responsabilità e serietà, ma anche con il necessario rispetto e affidamento al lavoro delle Istituzioni, dando prova di quell’elevato senso civico e di appartenenza che è proprio della nostra Comunità. Se vogliamo veramente

migliorare le cose dobbiamo compiere uno sforzo comune di volontà: dire “Andrà tutto bene!” non basta più, bisogna impegnarsi personalmente, cia-

scuno per il suo, affinché vada davvero tutto bene. Rivolgo, dunque, un appello accorato a tutti voi, miei cari Concittadini, affinché consideriate quelle che, per

il Governo, sono solo “raccomandazioni” come veri e propri “obblighi morali” , da rispettare come se fossero norme imperative, per il bene di voi stessi, dei vostri

familiari, dell’intera nostra Comunità cittadina. Confido nella vostra collaborazione – conclude Morini Insieme possiamo farcela». C. C.


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INTERVISTA AL GIOVANE SACERDOTE CHE HA IN CURA UNA GRANDE PARROCCHIA CHE È COMPOSTA DA TRE COMUNITÀ

Don Dino, il 'curato d'Ars' m Spesso in TV con i suoi format che propone anche ai suoi parrocchiani, ai bambini e

Egidio CERELLI

Don Dino dallo sguardo intenso opera anche con 'carta e forbici per raccontare la Fede'

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ette anni di sacerdozio non gli pesano. Forse perché è entrato al Leoniano di Anagni quando ne aveva 25, La vocazione che maturava nel suo intimo da tempo lo aveva conquistato totalmente. Non però come Paolo di Tarso. “Non è stato infatti un fulmine a ciel sereno, ma le prime gocce di acqua che mi avevano bagnato la testa sino ad arrivare al cuore l’avevo sentite aumentare sempre più già da ragazzo, quando ero impegnato nella mia parrocchia”- la battuta dell’artista prete che oggi ha in cura la comunità ‘una e trina’ di san Pietro, San Giuseppe e Sant’Anna. Si arriva a san Giuseppe Le Prata dopo una lunga esperienza di vicario nella Parrocchia di Santa Maria Goretti. In quella Selva Piana dove pavoneggia quell’ammasso di cemento armato più gettonato come il Casermone. “Non era e non è un ghetto, ma un rione così come tanti altri dove purtroppo domina anche droga con tutte le sue conseguenze facilmente immaginabili. Da quei palazzi arrivavano anche catechiste, volontari che ci aiutavano in parrocchia. Non facciamo di tutta l’erba un fascio” Ora siamo a Veroli dove insiste anche Colleberardi che ti ha dato i natali. Dopo un periodo buio, la Comunità che riunisce le parrocchie di san Giuseppe, sant’Anna e san Pietro sembra abbia ritrovato quello spirito ecumenico che aveva inculcato nella gente del luogo don Andrea Coccia. “Una grande eredità ma ho subito capito e trasmesso ai nuovi miei amici in Cristo quell’intento di un percorso unitario. Dunque, una eredità che è un segno indelebile ed importante per questa comunità ed aggiungerei della Grazia”. Che effetto ti ha fatto passare dal Casermone dove tu eri impegnato con un amico sacerdote Don Sosio ed essere destinato a San Giuseppe? “ Come ti dicevo, non era e non è quel luogo lo stereotipo di luogo di violenza che non mi è mai piaciuto sentirlo o definirlo così. Ci sono state circostanze delicate dove i tanti am-

■ ■ ■ NELLE FOTO DON DINO MAZZOLI, SACERDOTE E ANCHE ARTISTA TELEVISIVO SIA A TELEUNIVERSO, TV2000 E IN RAI

bienti diversi con redaggi e con aspetti culturali non migliori o peggiori di tante altre realtà. La nostra Chiesa era sempre piena di giovani e di famiglie anche con grosse difficoltà. Vedi la Chiesa non deve essere solo mura ma anche vita con donne e uomini che ne danno la forza umanitaria oggi peraltro molto difficile da vedere ” Vedi sempre il lato positivo delle cose e di ciò che ti circonda. “E’ la nostra quotidianità che ci impone il Vangelo”. Con l’arrivo a Veroli ti sei avvicinato anche alla tua Colleberardi. Sei rimasto contento? “Non ho mai interrotto la mia relazione con un luogo ricco d’affetto dove vivono i miei genitori e dove conto ancora tanti cari amici. Gesù ha detto ‘chi mi vuol seguire deve abbandonare mamma e papà ed io ho consegnato la mia vita a Gesù con tanti ‘mamma e papà’ nuovi che mi vogliono bene” E’stata dura all’inizio oppure hai avuto subito un fee-

ling con i nuovi parrocchiani quasi immediato? “Mi ha accolto una comunità senza preconcetti ed ora si lavora con un unico intento”. Tu hai cominciato con i bambini dei nuovi parrocchiani e poi sei riuscito a vedere in Chiesa giorno dopo giorno non solo i figli ma anche i genitori. “Non è proprio così. Ho visto che tanti erano i bambini, i ragazzi che cercavano nella parrocchia un aiuto che forse stavano perdendo. Poi la mia attitudine ad operare stando in mezzo alla gente con contenuti che

una Comunità mista chiedeva, beh ciò ha permesso che si sia creato spontaneamente, quello che tu definisci feeling”. Ho notato che rispetto a tante altre realtà ecclesiali verolane i genitori e figli erano e sono una solo famiglia che viene in Chiesa. “Come ti dicevo, la Chiesa non è solo mura ma raccoglie le ansie, i problemi ed anche le gioie di tutti”. Il Vescovo nelle sue visite pastorali nota le Chiese non proprio piene. “Diciamocela tutta…’ noi sacerdoti dobbiamo fare proposte e non chiuderci in un guscio

quasi a nasconderci. No, questo è un male per tutti. Siamo vivi e facciamo proposte concrete” E’ arrivato il Lookdown e tu hai escogitato la Messa in diretta streaming di cui, possiamo dire, sei stato l’apripista. “Ho avuto la fortuna delle esperienze dei miei studi ed allora la tecnologia che mi ha sempre riguardato mi ha permesso di coniugare capacità e competenze in questi casi di emergenza. Quando tutto è finito ho sospeso e con piacere ho notato che le nostre Chiese avevano, scusami il termi-

ne, più clienti.fedeli” Qualche critica c’è stata ma alla fine hai vinto perché i messaggi che ti arrivavano erano tanti per spronarti ad andare avanti “Grande è stata la collaborazione della nostra comunità che continuava a camminare insieme. Ed era ed è questo l’ intento che come parroco vorrei sempre” Don Dino da molti è considerato come il prete delle TV, Teleuniverso, Sat 2000, Rai uno e Rai due. Per tutte queste apparizioni hai un tuo manager? “No! Solo Gesù Cristo. Quis ut Deus!?” Ti chiamano e poi tu scegli il programma. “Si! Ho la possibilità di scegliere e se non vedo che non sono in linea con l’idea di evangelizzazione lascio stare”. Sei la figura di un prete che vuole entrare nelle case anche attraverso gli schermi televisivi. Sei pagato? “Quello che ricevo lo metto a disposizione della parrocchia e nella fattispecie oggi per i lavori della Chiesa di San Giuseppe” Din don art è un tuo format che ti sei creato negli anni. Carta e forbici per raccon-


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VEROLI

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CON UN'IMPORTANTE EREDITÀ PASTORALE INIZIATA ANNI FA DAL PARROCO DI 'CAMPAGNA' DON ANDREA COCCIA

ediatico dei tempi moderni

persino ai genitori. Ha riaperto la Chiesa di San Giuseppe dopo anni di chiusura coatta

tare la Fede. “E’ vero idea e programma sono miei e dove ho messo tutta la mia esperienza accumulata da giovane anche con gli studi” La TV . Su TeleUniverso hai un tuo programma ‘Din don art’, su TV 2000 hai cominciato ‘caro Gesù ’ “E’ questo un contenitore creativo che curo io con risposte ai quesiti su Dio e tante fiabe: questi gli “ingredienti” di ogni puntata, portati sul piccolo schermo da un catechista giovane e vivace, Stefano Iovino, che «spiega in modo facile e mai banale le cose più difficili»; una Cantastorie, Martina Folena, «per le fiabe più belle che fanno imparare tanto e scatenano la fantasia». Con loro anche suor Roberta Vinerba, che propone un breve commento al Vangelo della domenica, e un sacerdote, che sono io, armato di carta, colori e oggetti, «per dare ali all’immaginazione». Le musiche sono di Mario Incudine”. Non sapevamo che nel tuo DNA si nasconde anche l’arte della cucina. “ E’ stata una simpatica parentesi su Rai”.

Ma dove trovi tutto questo tempo? Come fai a svolgere questo doppio ruolo di prete e di artista televisivo? “Prima la parrocchia e poi per le registrazioni trovo anche il tempo. Non mi assilla questo doppio tavolo di impegni”. Il tuo essere artista che è nel tuo DNA sin da quando ancora eri a casa e frequentavi il liceo artistico e poi perché da sacerdote hai voluto abbinarlo al tuo ruolo di prete? “La creatività è un aspetto della mia vita da sempre e con i giocattoli ho sempre costruito qualcosa che era nel nostro immaginario” Volevi dapprima fare lo scenografo e poi è arrivata la vocazione. “Tutto è accaduto nella mia parrocchia dove mi sono forgiato e quindi ho iniziato ufficialmente un percorso che mi ha portato a diventare sacerdote” Quando lo hai detto ai tuoi genitori che vedevano in te non di certo il sacerdote? “Io mi ero laureato in lettere indirizzo cinema alla Sapienza con una tesi sulla Magnani e quando dissi ai miei che volevo entrare

in seminario, beh l’idea non venne accettata subito però… Poi mi hanno quasi fatto meditare su una frase che non dimenticherò mai..”figlio, sei grande ed allora sei libero di fare quello che vuoi”. Ne sono stato

ripagato quando sono diventato dapprima diacono e poi sacerdote. Sono felice come i miei genitori cui dirò sempre ‘grazie’ per i sacrifici che hanno fatto per me” Quindi sei entrato in semi-

nario. “Nel 2005 ad Anagni ed eravamo una classe numerosa e quasi tutti siamo stati ordinati sacerdoti” A che anno? “Ne avevo 25”. Don Dino ha avuto anche la sua fidanzatina da ragazzo. “Si lavorava insieme in parrocchia e ci siamo conosciuti nei tanti incontri che con il movimento dei focolari facevamo, ma nel frattempo la mano del Signore mi indicava un’altra strada, maturando così, la vocazione per entrare in seminario”. Tanti erano gli eventi che organizzavi a Colleberardi. “Sì, io mettevo le mie capacità organizzative ed i miei ‘attori’ facevano a gara per essere compartecipi dei nostri progetti. Ti dico che stiamo cercando con i giovani compaesani che recitavano con me di mettere insieme tutte le cassette dei filmati per organizzare una serata speciale. Sarei contento di condividere insieme ciò che abbiamo condiviso negli anni della gioventù”. Veniamo alla parrocchia, hai fatto e stai facendo tanto, a cominciare dalla bella novità della riapertura della Chiesa dei san Giuseppe da tempo chiusa. “Mi sono reso conto dei bisogni della comunità ed il primo che mi son detto insieme ai parrocchiani era di realizzarne uno, quello della riapertura della chiesa di San Giuseppe. Lì era sepolta l’eredità di don Andrea e tra quelle macerie i ricordi di quasi il 60% della parrocchia” Quanto ha bloccato la tua missione di sacerdote ed anche di artista il coronavirus?

“Bloccata in senso di relazione fisica ma non in rete dove abbiamo continuato con messaggi tramite i mezzi di comunicazione” Sei pronto a riaccendere il computer per la diretta streaming delle tue celebrazioni se seguita così il passo della pandemia? “Spero di no. La Santa Messa ha bisogno della presenza del popolo con il suo contato diretto”. Ti senti realizzato? “ Molto! Il disegno di Dio spero di realizzarlo quotidianamente insieme con i parrocchiani”. Da voi c’è anche un centro di accoglienza come vanno le cose? “La Diaconia sta operando molto bene. Come ben sai, qui vivono tanti soggetti in grosse difficoltà per precedenti che ancora portano con sé. Non è facile ad esempio vivere bene per chi è uscito dal carcere, ma sono persone serie con tanta voglia di ricostruire la propria vita. Poi c’è la casa di don Andrea che è una Associazione messa su con arte per giovani con problemi di disabilità”. Sei uno dei pochi parroci che vivono in parrocchia h24 “Non vivo solo ma ci sono tanti collaboratori e tanti amici che mi sono vicini. E’ fondamentale vivere in parrocchia. Ti sei mai chiesto…ma chi me lo ha fatto fare? “No, anzi ogni sera ringrazio Dio” La preghiera che spesso rivolgi a Gesù ed alla Madonna “Grazie Gesù. Sto riscoprendo bene la Fede verso sua Madre, la Madonna”. Ai tuoi fedeli parrocchiani che ti leggeranno e che ti vogliono tanto bene che parole vuoi rivolgere loro. “L’invito prioritario è di fare attenzione ai dispositivi di legge emanati in questo periodo indossando la mascherina e mantenendo le distanze. Per abbracciarsi ne avremo di tempo. Con la mascherina e le distanze pur se lontani ci sentiamo vicini. Tutto passerà e si potrà ricominciare a vivere nella normalità in comunione e con tanto entusiasmo. L’invito maggiore è di pregare, perché la preghiera è per noi cristiani l’antivirus”.


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LA SETTIMANA - UN'IMPORTANTE RIFLESSIONE A VOCE ALTA SUL DRAMMA CHE STIAMO VIVENDO TUTTI

Covid, virus subdolo e invisibile Abbiamo voluto la vacanza - divertimento di massa estivo - ed ora ne paghiamo le conseguenze

Egidio CERELLI

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errebbe voglia di scrivere una seconda puntata sul Covid. Ma non siamo tecnici del grande tema. Verrebbe voglia di ricordare tuttavia che Veroli, già sincopata nel suo pentagramma di note stonate insieme ai Comuni limitrofi, da Alatri a Sora attraverso Boville e MSGC, ha di nuovo un suo Centro Covid presso la struttura di Ini Città Bianca di cui scriviamo a parte. Non tutti i sindaci lanciano messaggi che qualcuno di noi vorrebbe leggere per rendersi conto della vera realtà locale. Oggi però evidenziare solo critiche di cronaca senza invece rimarcare che il virus è un nemico invisibile e come tale va combattuto da noi stessi sarebbe assurdo.Come? Attenendooci alle disposizioni quotidiane che ci vengono impartite: indossare la mascherina e il distanziamento. Meglio ancora in questi momenti starcene a casa. Ascoltando o leggendo messaggi ci verrebbe da scrivere: siate impopolari e chiudete tutto per un mese. Ci siamo divertiti in estate? Quanti son tornati dalle vacanze contagiati e quindi costretti alla quarantena? Oggi ne paghiamo le conseguenze anche noi che siamo rimasti a casa ad accudire all’orto, o a raccogliere cicoria. Se tutti avessero rispettato le ‘regole’ oggi forse il dramma non sarebbe così marcato. Ho postato perché mi è piaciuto tanto una riflessione della segretaria dei Nomadi, Daniela. Ve la propongo. L’avete vista? Chi si attiene

alla norma ha questi risultati. Io sono stato spettatore a due concerti con tanto di mascherina e con il distanziamento, non sono stato contagiato. Fortunato? Forse ma come si dice, ognuno .. faber est suae quisque fortunae…fabbro della sua fortuna. Non serve indossare la mascherina quando si sente odor di poliziotti o di vigili. Ma ecco una riflessione che facciamo con il collega Spartaco Mencaroni. Il duro lavoro che il sistema sanitario e gli ospedali stanno facendo per offrire una risposta efficace alla seconda, minacciosa fase dell’epidemia, impone una riflessione generale e seria sul modo in cui siamo arrivati a questo punto. Una riflessione che, va da sé, non appare lusinghiera per nessuno: quella appena trascorsa rischia di passare alla storia come l’estate sprecata. Superata la prima fase dell’emergenza, appena usciti dal lockdown, abbiamo avuto a disposizione per molte settimane una grande finestra di opportunità; per diverse ragioni, questo tempo non lo abbiamo sfruttato come meritava.

Lo scopo delle considerazioni che seguono non è quello di recriminare o polemizzare, attività in cui si fa anche troppo e che serve a ben poco. Credo però che trarre lezioni da questi ultimi mesi, per migliorare la strategia di gestione dell’emergenza in futuro, sia essenziale per il nostro benessere e (perché no) per la sopravvivenza di parecchi di noi. Partiamo da giugno: la curva scendeva, gli ospedali si svuotavano, l’Italia era citata fra la sorpresa generale a modello di un’ottima gestione di sanità pubblica. Tutto era andato bene, dunque, come c’eravamo ripromessi, dopo tanti sacrifici. Qualcosa deve essere invece andato storto, da noi come in altri Paesi Anzitutto, nel periodo dopo il primo picco, era semplice capire che alcune aree del Paese, fino a quel momento preservate dalla diffusione del virus, andavano protette dalla diffusione di micro-focolai, che avrebbero serpeggiato come braci sotto le stoppie per tutta l’estate, pronte ad esplodere in autunno: ma è stato scelto di correre questo rischio per consentire

al turismo di ripartire; ciò è comprensibile, visto il costo sociale ed economico delle chiusure generalizzate. Ma abbiamo permesso alle persone di comportarsi in modo irresponsabile. Anche quando i contagi secondari, generati dall’ondata di spensierata follia estiva, si sono allargati come tante piccole macchie d’olio, nessuno voleva sentir parlare di numeri in risalita, di comportamenti di prevenzione e di igiene personale (grazie ai quali è sempre possibile proteggersi dal contagio, pur preservando la vita di relazione). In troppi hanno preferito liberarsi da ogni impedimento e godersi l’estate senza pensieri, anche a costo di mettere in pericolo i propri cari e le proprie comunità. Fin qui, i singoli. Ma anche come società civile, tutti abbiamo avuto l’opportunità di comprendere il tremendo meccanismo della crescita esponenziale dei casi, che si trascina dietro nel baratro quella dei ricoveri: ma abbiamo ascoltato le sciocchezze sulla morte clinica del virus, bollando ogni appello alla cautela come “terrorismo mediatico”. Ci siamo detti che le nostre priorità erano la scuola e le attività produttive: chi non è d’accordo su questo punto? Tutti abbiamo attività, interessi, figli e parenti che necessitano di socializzazione, sicurezza e vita di relazione. Dovevamo lottare per svolgere tutto questo in sicurezza, attuare investimenti, sfruttare il tempo per preparare spazi e percorsi dove quello che veramente conta si poteva svolgere senza ri-

schiare niente. Ma abbiamo lottato di più per riaprire le discoteche, sale gioco e far ripartire il campionato. E le scuole, che pure hanno fatto un lavoro egregio e sono forse l’istituzione che ha saputo adattarsi meglio delle altre, sono rimaste più o meno nelle stesse condizioni di come erano prima dell’estate. Tanto per sottolineare che nella scala dei valori non è cambiato niente, ad una settimana dalla faticosa riapertura le abbiamo di nuovo usate per svolgere le operazioni di voto elettorale. Una scelta evitabile, che molti hanno vissuto come un segno di superficialità e passivo disinteresse. Abbiamo avuto la possibilità di accedere a risorse finanziarie straordinarie per potenziare in maniera stabile e strutturata i servizi territoriali: questi potevano, sulla spinta di quanto è accaduto, essere profondamente riorganizzati. Ma in molte aree del Paese i provvedimenti che hanno consentito una buona gestione della prima fase non hanno trovato seguito in una vera riorganizzazione e le risorse messe in campo per l’emergenza sono state liquidate al termine dei contratti temporanei. Sapevamo che sarebbe stato necessario, in caso di recrudescenza epidemica, snellire le procedure di tracing, utilizzando i test rapidi per lo screening e semplificando le procedure per la riammissione in società Ciò nonostante il settore sanitario sta facendo un lavoro eccezionale: gli ospedali, che mantengono attivi tutti i servizi di prevenzio-

ne, diagnosi e cura (tentando anche di recuperare il terreno perduto) hanno aperto un numero impressionante di letti intensivi, mentre i servizi di presa in carico dei pazienti sul territorio sono molto, molto più organizzati di prima. Eppure, nulla può essere abbastanza se ogni settimana i casi raddoppiano, come avviene in mancanza di rigorose ed efficienti misure di contenimento dei focolai. La reazione, con gli strumenti a disposizione, è troppo lenta: con i tempi attuali rincorrere i casi di un contatto rischia di assomigliare ad acchiappare uno sciame di vespe con un retino per farfalle. Penso che il problema più grosso ce l’abbiamo con i numeri. In alcuni settori non si riesce a capire (nemmeno ora, nemmeno di fronte all’evidenza della più banale matematica) che ogni 1.000 nuovi casi abbiamo 60 nuovi ricoveri e 5 nuovi malati in terapia intensiva. È di pochi giorni fa la dichiarazione mediatica di un collega che, riferendo percentuali simili a queste, diceva: “basta con la paura”. Ebbene, pensare che ogni giorno 20.000 persone si ammalano e che il 5% di esse andranno a ricovero, a me fa venire la pelle d’oca. Perché vuol dire che ogni giorno, considerando la media di aumento di ricoverati nelle ultime 2 settimane, in Italia serve aprire un nuovo ospedale grande con 600 posti letto. Oggi ne servono più di 900. Letti che devono essere affidati a medici e infermieri, ammesso che se ne trovino disponibili, e sottratti ad altre malattie.


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rari Sante Messe: Domenica 1° novembre: Chiesa dei Cappuccini: ore 9.00 Santa Messa; Basilica di Sant'Erasmo: ore 9.00 Santa Messa;Chiesa Madonna degli Angeli: ore 9.00 Santa Messa;Chiesa di San Michele Arcangelo: ore 10.00 Santa Messa;Chiesa di Santa Croce: ore 10.00 Santa Messa;Cattedrale di Sant'Andrea: ore 11.15 Santa Messa; Basilica di Santa Maria Salome: ore 17.30 Santa Messa. Domenica ore 15 Santa Messa al Cimitero. Lunedì sante Messe al Cimitero, ore 06,30, 07,30, 08,30 (Vescovo) ore 10.

VEROLI-M.S.G. cAMPANO

VEROLI - ORARI SANTE MESSE

Il vescovo celebrerà lunedì alle 8.30 presso il Cimitero

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a pastorale in chiave missionaria esige di abbandonare il comodo criterio pastorale del «si è fatto sempre così». Invito tutti ad essere audaci e creativi in questo compito di ripensare gli obiettivi, le strutture, lo stile e i metodi evangelizzatori delle proprie comunità. È questo l'incipit del nuovo lavoro di don Giacinto Mancini il libro 'Sinodalità' esercizi per la parrocchia. Sarà presentato giovedì 5 novembre a Monte San Giovanni Campano presso la Collegiata S. Maria delle Valle alle ore 18.30. Modererà il professor Augusto Cinelli e interverrà il professor don Dario Vitali.

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MSGC - IL 5 NOVEMBRE ALLE ORE 18.30

Presso la Collegiata di Santa Maria presentazione del libro di don Giacinto

VEROLI - COSÌ COME NELLA PASSATA PRIMAVERA LA STRUTTURA VEROLANA A DISPOSIZONE PER L'EMERGENZA

Ini Città Bianca 'centro Covid'

Lo ha deciso il Ministero della Sanità in sintonia con la Regione Lazio per 134 posti a regime Egidio CERELLI

VEROLI - EMERGENZA EPIDEMIOLOGICA DA COVID

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ni Città Bianca secondo tempo. Dopo la prima fase di marzo che vide la struttura verolana diventare Centro Covid oggi la Clinica del Gruppo Faroni si è di nuovo sdoppiata. Da una parte i "negativi" e dall'altra i "positivi" al nuovo Coronavirus. Una novantina sono i cosiddetti ‘interni mentre i ‘positivi’ possono essere collocati negli oltre 130 posti loro riservati come da dispositivi della Sanità regionale. “E’ un modo per cercare di venire incontro alle esigenze di nuovo in ascesa del virus e anche per dare un contributo al contenimento del Covid-19 che rischia per la seconda volta di mettere in ginocchio l'intero sistema sanitario regionale- così il dottor Carmine Romaniello, risk manager della Città Bianca. Se andiamo indietro con la moviola siamo tornati alla primavera passata. “Purtroppo è questa una realtà con cui si deve ancora convivere. Come detto, siamo diventati di nuovo Rsa Covid e stiamo accogliendo pazienti per acuti”. In che senso? “Si tratta di pazienti che hanno già fatto un percorso in una struttura per acuti oppure di pazienti positivi che devono aspettare il termine della quarantena». Non entriamo nel merito dei numeri ma siete già a buon punto. «La struttura di Ini Città Bianca ha nel secondo e terzo piano pazienti Covid, con personale dedicato all’uopo. È

Questi i rifiuti indifferenziati per cui bisogna attenersi a specifiche disposizioni ambientali

I come se fosse un ospedale nell'ospedale. Questo ci permette di essere snelli ed operativi senza incrociarci nel nostro lavoro. Abbiamo creato percorsi e servizi dedicati per il personale. Non c’è commistione tra positivi e negativi». Con il personale come vi comportate? «E’ uno sforzo organizzativo ed economico che lo stesso personale ha voluto condividere seppur con grossi sacrific con noi”. Laboratori chiusi e pazienti nuovi che non accettate momentaneamente. “Sin quando siamo in periodo di Covid dobbiamo attenerci alle disposizioni sanitarie governative e regionali. Ricordiamo che come da disposizione del Ministero della salute in sintonia con il presidente della Regione Lazio l’INI Città Bianca rientra nella rete ospedaliera Covid -19 con 134 posti a regime.

n ottemperanza alle indicazioni ad interim per la gestione dei rifiuti urbani in relazione all’emergenza epidemiologica da COVID-19, si ritiene opportuno sensibilizzare la cittadinanza sulle indicazioni dettate al riguardo con il rapporto ISS n.3/2020 dall’Istituto Superiore della Sanità Ambiente e Gestione dei Rifiuti e da quelle della Regione Lazio, che qui di seguito si riassumono: - Nelle abitazioni ove siano presenti cittadini risultati positivi al tampone, in isolamento domiciliare o in quarantena, i rifiuti prodotti devono considerarsi tutti INDIFFERENZIATI a prescindere dalla loro natura. Pertanto, tutti i rifiuti (plastica, vetro, carta, umido, metallo e indifferenziata) vanno gettati nello stesso contenitore utilizzato per la raccolta indifferenziata; - Anche i fazzoletti o rotoli di carta, le mascherine, i guanti e teli monouso, vanno gettati nel medesimo contenitore della raccolta INDIFFERENZIATA; - Per la raccolta dovranno essere utilizzati almeno due sacchetti, uno dentro l’altro o in numero maggiore in dipendenza della resistenza meccanica dei sacchetti stesso, raccomandando

inoltre: a) Di chiudere adeguatamente i sacchetti utilizzando guanti monouso; b) Non schiacciare i sacchetti con le mani; c) Evitare ogni tipo di contatto con gli animali da compagnia dove sono presenti/custoditi i sacchetti d) Chiudere i sacchetti con legacci o nastro al fine di evitare uscite casuali dai medesimi; - Provvedere ad eliminare l’indifferenziata prodotta dalla propria abitazione il giorno in cui è dedicata la raccolta sul territorio comunale. Si raccomanda di non lasciare rifiuti indifferenziati prodotti in contenitori o in sacchi per strada prima della prevista raccolta da parte del gestore. Tutti gli altri cittadini, NON positivi al tampone e NON in quarantena, conti-

nueranno a fare la raccolta differenziata nel rispetto di come viene abitualmente effettuata e cioè continuando a differenziare i rifiuti secondo la loro fattispecie. Unica raccomandazione: smaltire nell’indifferenziata mascherine e guanti. Nel Comune di Veroli il MERCOLEDI’ e SABATO, è attivo il servizio esclusivo su raccolta indifferenziata proveniente da abitazioni dove risultano persone in isolamento domiciliare e/o quarantena che, pertanto, smaltiranno i rifiuti in modo indifferenziato come indicato. Tali semplici comportamenti, contribuiranno a prevenire la diffusione dell’infezione da SARSCoV-2, tutelando tutti, compreso il personale incaricato della raccolta dei rifiuti.


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29 OTTOBRE 2020

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