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Città di Oleggio

Città di Oleggio

La città di Oleggio Vi invita alla presentazione della guida

OLEGGIO DA SCOPRIRE quattro itinerari tra cultura, arte, architettura, natura, enogastronomia

sabato 19 Maggio - ore 16,30 Chiostro Museo Civico “C. G. Fanchini” via Chiesa, 1 - Oleggio

OLEGGIO DA SCOPRIRE Info - Comune di Oleggio - Tel. 0321 969811

agenzia di accoglienza turistica della provincia di Novara

quattro itinerari tra cultura, arte, architettura, natura, enogastronomia


Impossibile scordare, risalendo dalla Valle del Ticino, l’emozionante fascino del profilo del centro storico di Oleggio, affacciato sul declivio disegnato dall’ultima glaciazione e finestra verso il Monte Rosa... Oleggio da scoprire, o da meglio vivere, con quattro itinerari alla ricerca del gusto del bello e del buono, con serenità. “Una terra fertile, aperta a legami con altre popolazioni, nei secoli prospera”. Cosi Oleggio, parafrasando Tacito. Con i quattro itinerari due di carattere storico-artisticoculturale e due di carattere naturalistico la Città Vi invita. Potrete tornare con la memoria agli insediamenti Insubri ed al processo di romanizzazione che dall’89 a.C. definì i 2000 jugeri della “limitatio” del villaggio di milleseicento veterani e gallo-liguri... Potrete pensare alle proprietà règie e signorili che per secoli si erano arroccate a cavallo del fiume, anche con un castello... e rivivere i longobardi ed il culto di San Donato e di San Michele testimoniato dalla magnifica Basilica romanica. Potrete rivivere le grandi trasformazioni industriali dei secoli XVIII e XIX passeggiando tra canali, mulini, filatoi e godere brughiere, foreste e rive. Potrete constatare la ricchezza e la profondità della fede e della devozione con la Parrocchiale Antonelliana o tra i chiostri conventuali. E poi, semplicemente, cercare un’ospitalità genuina e di qualità, soffermarVi sotto i portici di P.zza Martiri e ammirare la Torre, pensando a ritornare ad Oleggio per il Carnevale, per la Fiera Agricola del Primo Maggio, per la Corsa del Dì di Pasqua, per la Biennale dell’Artigianato Artistico, per un concerto o per uno spettacolo teatrale... Vi suggeriamo anche alcune proposte speciali per un weekend, per un pranzo o per scegliere un prodotto tipico da portarVi a casa. Buona Scelta! Un sentito ringraziamento alla Regione Piemonte, all’Assesora al Turismo Giuliana Manica, al Direttore Gaudenzio de Paoli, ai Parchi piemontese e lombardo del Ticino, all’ATL di Novara alla responsabile del servizio Silvia Maino, al Consiglio del Museo e al parroco Padre Piero Zulian.

Il sindaco Elena Ferrara

L’assessore al Turismo Claudio Motta


Testi e coordinamento editoriale: Maria Rosa Fagnoni Progetto grafico: Elio Bozzola Fotografie: Andrea Riscaldina, Giacomo Gallarate Traduzioni: Claudio Pasquino Stampa: Italgrafica, Novara Ringraziamenti: si ringraziano per la collaborazione l’Assessorato al Turismo della Regione Piemonte, il Parco naturale della Valle del Ticino piemontese e lombardo, l’ATL della Provincia di Novara.

© 2007: al Comune di Oleggio e agli autori dei testi e delle immagini.

Tutti i diritti sono riservati. È vietata la riproduzione dell’opera o di parti di essa.


Oleggio è un borgo antichissimo, le cui prime tracce sono antecedenti all’epoca romana, così come testimoniano i ritrovamenti archeologici della necropoli di Loreto. Favorita dalla sua posizione geografica, su una lieve altura e vicina alle anse del fiume Ticino, naturale via di collegamento, di vita e di civiltà, ebbe da sempre rilievo e importanza strategica nel corso dei secoli. I Celti, i Romani, i Longobardi e poi i conti di Pombia, i Visconti, gli Sforza, gli Spagnoli, e i Savoia sono stati tra i principali protagonisti delle vicende oleggesi. L’importanza di Oleggio la si deve anche a una nutrita serie di tradizioni locali, che perpetuano nel corso dei secoli il ricordo dei vari periodi storici. Tra le manifestazioni che ancora oggi richiamano la partecipazione di un folto pubblico va ricordato l’antico Carnevale da annoverare fra i più prestigiosi d’Italia con le sue maschere Pirin e Main; la rievocazione della Passione del Cristo celebrata secondo antichi riti la sera del Venerdì Santo. Mentre, alla domenica delle Palme e a Pasqua, il borgo si trasforma in veste medievale con sfilate in costumi cinquecenteschi, a cui fa seguito la “Corsa della Torta” disputata dagli scapoli oleggesi di nascita per conquistare l’ambita focaccia di frumento, a ricordo di un’eroica vittoria avvenuta al tempo dei Visconti. Non va dimenticato il mercato del lunedì che attirava già nei secoli passati compratori e venditori di ogni dove grazie anche al caratteristico commercio del bestiame. Ancora oggi il primo maggio Oleggio si anima come ai bei tempi con un’ importante “Fiera Agricola” che si svolge attorno all’allea cittadina. E poi c’è l’enogastronomia con la “rustida oleggese”, la madre di tutte le rustide, i “tapit”, dolce tipico, che viene già ricordato come boccone avvelenato ai danni di Barnabò Visconti per opera di Pirin e poi ancora l’ottimo vino delle colline novaresi coltivato e prodotto sulle alture intorno al borgo.

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1 A spasso per il centro storico

Il nostro percorso attraversa Porta Pozzolo, una porta medievale ancora ben conservata, con arco acuto in laterizio, da qui, in salita dipartono due strade che portano una alla Parrocchiale, l’altra alla chiesa di Santa Maria Annunciata. Prendo a sinistra e percorro la scalinata a ciottoli che mi conduce in via Novara, lascio il Municipio sulla destra dove sono internamente visibili resti dell’antico castello, proseguo e mi trovo nel cuore nevralgico del borgo: piazza Martiri della Libertà dove sorge il settecentesco Palazzo Bellini. Di pregio, al suo interno, le sale di rappresentanza che conservano stucchi e dipinti neoclassici di rara eleganza e finezza raffiguranti per lo piÚ scene a carattere mitologico.

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Il palazzo è ora sede di mostre ed eventi curati dal Comune (per visite e info. uff. Cultura comunale - Tel. 0321 969875). Domina la piazza l’alta torre campanaria, detta anche dei “Bagliotti” dall’antica famiglia novarese che l’acquistò nel XV secolo. Eretta in periodo medievale sul basamento di una torre romana, ulteriormente sopraelevata in età barocca con la cella campanaria in muratura e granito è sormontata da un cupolino a cipolla.

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Uno sguardo agli eleganti negozi che si affacciano sotto i portici della piazza per poi giungere in via Verjus, in fondo alla quale scorgo la Costa dei Mazzeri, in primo piano la Porta Medievale, che presenta una feritoia originaria e una ripida gradinata in selciato e ciottoli, da cui si gode un ampio panorama sulla vallata del Ticino. Ritorno e ammiro la chiesa di Santa Maria Annunciata (ingresso da via Pozzolo) edificata nel 1660 sul luogo dell’antica chiesa di Santa Maria del Castello. Al suo interno una pregevole pala d’altare raffigurante l’Annunciazione attribuita a Carlo Francesco Nuvolone, pittore seicentesco di area lombarda. Non passa di certo inosservata l’imponente Parrocchiale dedicata ai SS. Pietro e Paolo, risultato dell’intervento di ricostruzione ed ampliamento del precedente edificio sacro, l’opera, realizzata da Alessandro Antonelli tra il 1853 ed il 1858, venne consacrata nel 1868. La facciata neoclassica è preceduta da un pronao con quattro colonne dai capitelli fogliati, di pianta basilicale, con tre navate concluse da un’ampia abside semicircolare. Decorazioni ottocentesche abbelliscono la cupola, le volte e l’abside, oltre la bella tela raffigurante l’Immacolata Concezione del Morazzone sulla controfacciata.

Un grande gioiello di Oleggio è senza dubbio il Museo d’Arte Religiosa “Padre Augusto Mozzetti” di proprietà della parrocchia (aperto l’ultima domenica del mese da maggio a settembre dalle ore 16,00 alle 17,30 escluso giugno con la sola apertura serale - per visite tel. 0321 91168). Trova sede nei locali delle ex confraternite presso la parrocchiale; al suo interno sono conservati arredi e suppellettili delle congregazioni, dipinti, sculture, paramenti sacri e stendardi processionali provenienti dalle chiese del borgo e della Diocesi. Di grande pregio la tela raffigurante la Madonna delle rose, attribuita a Bernardino Zenale

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pittore lombardo attivo al tempo di Leonardo; la preziosa Madonna lignea tardogotica proveniente dall’oratorio del Galnago; l’affresco quattrocentesco proveniente dall’ antica chiesa di Santa Maria del Castello. Sempre in piazza della Chiesa sorge l’oratorio seicentesco del S.S Nome di Gesù, a pianta rettangolare irregolare con porticato esterno sorretto da colonne in granito. Merita una visita anche il Museo Civico Etnografico “C. G. Fanchini”, istituito nel 1974, come sezione della biblioteca Civica, grazie alle numerose donazioni della popolazione locale, raccoglie in oltre trenta sale una ricca documentazione sulla vita quotidiana e sulle attività lavorative oleggesi del XIX e XX secolo. Oltre al salone dell’abbigliamento possiamo ammirare la galleria dei mestieri, la sala dell’artigianato, la bottega del carradore, del macellaio e altre ancora ricostruzioni di ambienti domestici (la cucina, la camera da letto, il salotto), l’aula scolastica… Il museo custodisce inoltre una sezione archeologica che comprende all’interno la mostra permanente “Conubia Gentium” ricca di reperti rinvenuti nella necropoli di Oleggio – Loreto, databili dal II sec. a.C. al IV sec. d.C, testimonianza della romanizzazione dei Vertamocori, abitanti di origine celtica e la mostra permanente “La birra e il fiume“ che raccoglie reperti della civiltà golasecchiana rinvenuti nel comune di Pombia (dal sec. IV a.C. al sec. II a. C.). Il museo è ospitato in un antico palazzo, già convento dei Frati Minori Riformati, risalente alla metà del seicento con un bel chiostro rettangolare che si affaccia, dal lato est, sulla bella vallata sottostante. Aperto dal lunedì al venerdì ore 9 - 12, sabato (no ultimo del mese) e domenica (solo ultima del mese) ore 15,30 - 18,30 -Tel. 0321. 91429.

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La tradizione vuole che proprio in questo angolo del borgo, conosciuto anche come “Motto dei Caniâ€?( da piazza Bertotti fino alla porta medievale del Pozzolo), al tempo di Barnabò Visconti la popolazione locale, agli ordini dei signorotti milanesi, allevasse un gran numero di cani da caccia, passatempo preferito dalla famiglia viscontea. Tempo di percorrenza: due ore e trenta minuti a piedi.

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1 Walking through the historical centre of Oleggio Our route crosses Porta Pozzolo, a still well kept medieval brick pointed-arch gateway, hence two streets branch off climbing. The former leads to the Parish Church, the latter to Santa Maria Annunciata’s church. I turn left and go along the cobbly staircase leading to Via Novara. Then, I leave the Town Hall on my right, where the rests of the ancient castle are visible inside, and go on and reach the town busy heart: Piazza Martiri della Libertà, where the 18th-century Palazzo Bellini stands. In its interior, the valuable staterooms keep neo-classical stuccoes and paintings of uncommon finesse and elegance, mostly showing mythological scenes. The palace is today seat of exhibitions and events organized by the municipality (Call “Ufficio Cultura” 0321 969875, for visits). The other belltower, whose name “Bagliottis’ ” comes from the ancient family, who acquired in the 15th century the remaining Viscontis’ walls, looks over the square. This tower, topped with a small onion dome, was raised in the Middle-Ages on the base of a Roman tower, and later, in Baroque Ages, built on with masonry and granite belfry. A glance to the smart shops opening under the square gallery and then I reach Via Verjus; at its end stands the other medieval gateway: Costa dei Mazzeri showing an original embrasure and a steep staircase made of pavement and stones, from where an extensive view over the Ticino valley can be enjoyed. I come back and admire Santa Maria Annunciata’s church (entry from Via Pozzolo) built up in 1660 on the place of the ancient Santa Maria del Castello’s church. In its interior, a valuable altarpiece representing the Annunciation is to be ascribed to Carlo Francesco Nuvolone, a Lombard 17thcentury painter. The imposing Parish Church of SS. Pietro and Paolo’s cannot go unobserved. It is the result of a rebuilding and extending intervention of the previous sacred building designed by Alessandro Antonelli between 1853 and 1858 and consecrated in 1868. The neo-classical front is preceded by a pronaos with four foliated capitals and the basilican plan shows a naves and two aisles closed by a wide semicircular apse. Nineteenth-century style decorations embellish the dome, vaults and apse, besides a beautiful painting on the counter-façade, showing a Morazzone’s Immaculate Conception. A great Oleggio’s jewel is doubtlessly the Museo d’Arte Religiosa (Museum of Religious Art) “Padre Augusto Mozzetti” property of the parish church (open on the last Sunday from May until September 16h00 to 17.30, June excluded; call 032191168 for visits). It is housed in the rooms of the former confraternities at the Parish Church and keeps vestments, church plates and furnishings of the congregations, paintings and sculptures, vestments and processional vexillums, coming from the town churches and diocese. The painting with the Madonna of the Roses is much valuable and to be ascribed

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to Bernardino Zenale, a Lombard painter contemporary with Leonardo. The late-gothic style wooden Madonna coming from the oratory of Galnago, the 15th-century wall-painting from the ancient Santa Maria del Castello’s church are as much valuable. The 17th-century S.S Nome di Gesù’s oratory stands in Della Chiesa square as well. It shows an irregular rectangular plan with external porch supported by granite columns. The Museo Civico Etnografico “C. G. Fanchini” is well worth a visit, too. It was founded in 1974 as a section of the Civic Library, thanks to the donations of local people and collects over 30 halls a rich documentation on the daily life and working activities of Oleggio’s inhabitants between 19th and 20th century. Besides the clothes we can admire the gallery of trades, the hall of craftsmanship, wheelwright’s shop, butcher’s shop and still others, the reconstruction of domestic rooms (the kitchen, bed room, and living room), the classroom….The Museum houses, also, an archaeological section, which includes the permanent exhibition “Conubia Gentium” rich in findings from the Oleggio-Loreto necropolis, likely dating back to the second-century B.C. until the 4th century A.D., evidence of the Vertacomori, inhabitants of Celtic Origin and the permanent exhibition “La birra e il fiume” (The Beer and the River) which collects findings of the Golasecca’s civilization sound out in Pombia’s territory (from 4th cen, B.C. to the 2nd cen. A.D.). The Museum is housed in an ancient palace, former Monastery of the Minorities, dating back to the half of the 17th century with a beautiful rectangular cloistered court. Open from Monday till Friday 9-12, Saturday (except for the last day of the month) and Sunday (only on the first day of the month) 15h30-18h30, call 0321 91429.

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The tradition has it that just in this town corner known as “Motto dei Cani”, (from Bertotti square up to the Pozzolo medieval gateway), at the Barnabò Visconti’s times, the local people (under the orders of the Milanese squires) farmed a large number of hunting dogs, the favourite pastime of Visconti’s family. Walking time: It is a two hours and a half walk.

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palazzo Bellini

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2 Un tuffo nella storia attraverso un percorso devozionale di architettura romanica

Il nostro itinerario, percorribile in auto o in bicicletta, parte dall’antico oratorio del Gaggiolo, toponimo longobardo, a sud del centro storico di Oleggio. La chiesa, dedicata alla Natività di Maria, è un edificio romanico ad aula unica con facciata a capanna e abside semicircolare. Al suo interno un prezioso ciclo pittorico tardo quattrocentesco raffigurante una serie di Santi, l’Annunciazione e la Crocefissione. Nella zona absidale sono parzialmente visibili affreschi duecenteschi riconosciuti dagli studiosi come unico esempio nel novarese di iscrizione del Maestro Guglielmo d’Orta (per visite - Tel. 0321 91168 ore 9,00-12,30 - Parrocchia S. Pietro e Paolo). Continuo sulla strada per Mezzomerico e mi fermo nel piazzale di inizio di via Momo dove sorge il Museo della Cantina Sociale di Oleggio con una ricca raccolta di botti in rovere e un prezioso filmato con immagini d’epoca che la ricordano come prima Cantina Sociale nata in Italia nel 1891 (per visite Museo Civico - Tel. 0321 91429). Lascio l’originale spazio museale e riprendo la strada per Mezzomerico, dopo duecento metri visito l’antichissima Basilica di San Michele che sorge all’interno del cimitero cittadino. Già citata nel X secolo, nel 1133 è riconosciuta come Pieve e nel 1347 è ricordata come chiesa parrocchiale del borgo. Verso la fine del quattrocento viene abbandonata per la nuova chiesa di San Pietro situata nell’antico “castro”. È a tre navate con tre absidi semicircolari, il presbiterio sopraelevato con cripta sottostante. Di grande interesse i cicli pittorici che coprono la controfacciata d’ingresso e l’abside, considerati raro esempio di pittura romanica ancora visibili nel nord Italia (visitabile durante gli orari di apertura del cimitero).

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Proseguo lungo la via Mezzomerico, svolto a destra, attraverso le linee ferroviarie e poco dopo incrocio via Sempione, giro a sinistra e dopo poche centinaia di metri mi trovo alla mia destra l’antico oratorio campestre di S. Maria del Galnago. Si presenta ad aula unica con abside semicircolare e facciata a capanna, al suo interno sono visibili affreschi del XV e XVI secolo. Un tempo era custodita nella chiesa una preziosa statua lignea tardogotica raffigurante la Madonna con Bambino, ora è conservata presso il locale Museo Religioso (per visite - Tel. 0321 91168 ore 9,00-12,30 - Parrocchia S. Pietro e Paolo).

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Ritorno sulla via Sempione e svolto a sinistra in via Grottone, proseguo per via Sant’Eusebio, dove all’angolo della strada sorge l’antico oratorio dedicato a Sant’Eusebio con cimitero seicentesco. È un piccolo edificio di impianto romanico con facciata a capanna, abside semicircolare e campanile a vela, addossato un piccolo ossario.

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Proseguo lungo via Strera, imbocco la strada vecchia del Ticino, alla mia destra sulla seconda balza del Ticino posso ammirare l’oratorio di San Cristoforo (privato). Non esistono documenti che attestano l’origine dell’edificio: sicuramente l’aspetto murario dell’abside semicircolare riconduce la costruzione ai secoli XII-XIII, forse anche preesistenti. La tradizione orale vuole che l’antico oratorio fosse luogo di sosta dei viandanti che guadavano il Ticino alla volta di Oleggio, non a caso San Cristoforo, portatore di Cristo, è considerato il protettore dei viaggiatori e dei barcaioli. Imbocco la strada sterrata che mi conduce nella vallata del Ticino, attraverso il ponte sul canale Regina Elena (in funzione dal 1954 le sue acque derivano dal Ticino), svolto subito a destra (indicazione S.Donato), costeggio per pochi metri il canale, attraverso un praticello alla mia sinistra e dopo una breve salita, inserito in un boschetto, trovo il piccolo oratorio campestre di San Donato.

La località di San Donato all’interno dell’area del parco del Ticino, si trova lungo l’antica strada del ”porto di Oleggio”, riconosciuta come zona di importanza strategica di controllo del territorio già molti secoli fa; infatti, in seguito a scavi archeologici, sono stati rinvenuti resti di mura antiche composte da mattoni ed embrici, fondamenta di capanne e numerose monete. Il luogo è anche conosciuto come “il castello” (ora non vi è più traccia). L’edificio religioso, di difficile datazione, presenta in facciata affreschi settecenteschi raffiguranti scene della pestilenza di manzoniana memoria e, nella parte superiore, la Madonna in trono fra due Santi ed anime purganti. Lascio questo luogo di pace e di meditazione, circondato da fiori ed arbusti, ritorno sui miei passi supero l’Oratorio di San Cristoforo, imbocco di nuovo via Strera, svolto a sinistra e mi trovo sulla via Gallarate. A destra per Oleggio, a sinistra verso il ponte di ferro sul fiume Ticino. Tempo di percorrenza: 3 ore e 30 minuti in bicicletta, 2 ore in auto Condizioni di percorso: sentieri, strade asfaltate e sterrate.

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2 A plunge into History Following a devotional itinerary of Romanesque Architecture Our route can be run along both by car and bicycle. It starts form the ancient Gaggiolo’s Oratory, a Lombard toponym placed south of the historical centre. The church, dedicated to the Virgin’s nativity, is a Romanesque single hall building with saddle façade and semi-circular apse. Its interior keeps a valuable painting cycle from the late 15th century showing a series of Saints, Annunciation and Crucifixion. 3rd-century paintings in fresco are partially visible in the apse area, distinguished by scholars as the only example of Maestro Guglielmo d Orta’s inscription in Novara’s territory. I go on the road to Mezzomerico and stop in the square at the beginning of Via Momo, where the Museo della Cantina Sociale of Oleggio stands with a rich collection of oak casks and a rare movie with ancient pictures reminding it as the first wine-producers’ co-operative founded in Italy in 1891 (call the Museo Civico, 0321 91429, for visits). I leave the original Museum and go on the road to Mezzomerico, after two hundred metres I can visit the very ancient San Michele’s Basilica standing inside the town cemetery. Already mentioned in the tenth century, in 1133 it took on the parish dignity and in 1347 is reminded as town parish church. Late in the 15th century it is abandoned for the new Saint Peter’s church situated in the ancient “castrum”. It has a nave and two aisles with three semi-circular apses, the presbytery is overhead with crypt below. The pictorial cycles covering the access counter-façade and apse are very interesting as they are considered as rare example of Romanesque painting still visible in North Italy (It can be visited during the cemetery opening hours. I go along the road to Mezzomerico and turn right crossing the rail-road underpass and a little farther Via Sempione, I turn left and after few hundred metres I can find on my right the ancient country oratory of Santa Maria del Galnago’s. It shows only a room with semi-circular apse and saddle-façade and its interior paintings in fresco from the 15th and 16th century can be seen. Once, the church kept a valuable late-gothic wooden statue representing Our Lady with Child, today preserved in the local Religious Museum. I come back to Via Sempione, turn left in Via Grottone, go on Via Sant’Eusebio, where the ancient oratory dedicated to San Eusebio with a 17th-century cemetery stands at the corner of the street. It is a small Romanesque style building with saddle façade, semi-circular apse and sail-style belfry, while a small charnelhouse is close to it. I go on Via Strera and take the old road to Ticino River, on my right, on the second cliff of Ticino River I can enjoy the sight of the San Cristoforo’s oratory (private). There aren’t any paper establishing the origin of this building; for sure the wall style of the semi-circular apse dates the building back to the 12th-13th century, maybe pre-existing. The oral tradition has it that the ancient oratory was a resting point for wanderers fording the Ticino River in the direction of Oleggio. It is not by accident that Cristoforo, Christ bearer, is considered as the patron of wanderers and boatmen. I go on

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the country road taking to the Ticino Valley and cross the bridge on the Regina Elena channel (in operation since 1954, and derives from the Ticino river), I turn right (sign San Donato) and walk along the channel for few metres, and after having crossed a little meadow on my right and after a short slope I can find the little country San Donato’s oratory in the middle of a bush. The locality of San Donato inside the Ticino Park area is on the old road of the “Oleggio port”, already many centuries ago, it was recognized as important strategic zone for the territory control. In fact, after archaeological digs, rests of ancient walls composed of bricks and flat interlocking tiles, foundations of huts and various coins, were found out. The location is also known as the “the castle”, today completely disappeared. The religious building, whose dating is difficult to be determined, shows a wall-painted façade with scenes of a local plague of Manzoni’s memory, and in the upper part, the Virgin in Throne between two Saints and souls in purgatory. I leave this place of peace and meditation, surrounded with flowers and bushes, and come back passing the San Cristoforo’s oratory. I take Via Strera again and turn left to reach Via Gallarate. Rightwards to Oleggio and leftwards to the iron bridge over Ticino river. Running time: 3 hours and 30 minutes by bicycle, 2 hours by car. Route conditions: paths, asphalted and country roads.

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2 Un tuffo nella storia attraverso un percorso devozionale di architettura romanica

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3 A piedi o in bici nel Parco del Ticino piemontese

Dall’antico santuario dedicato alla Beata Vergine Assunta in località Loreto prende avvio questo rilassante itinerario naturalistico fra rogge, mulini, baragge e prati smeraldini inseriti nel Parco naturale della valle del Ticino. La parrocchiale di Loreto, di impianto tardo cinquecentesco, con facciata attribuita all’architetto Pellegrino Tibaldi si presenta nella sua attuale veste, grazie agli interventi ottocenteschi delle migliori maestranze operanti nel territorio, fra i quali anche lo scultore Giuseppe Argenti. Al suo interno due pregevoli pale secentesche del pittore lombardo Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone. Lascio le spalle alla chiesa e mi dirigo verso nord, imbocco sulla mia destra la via Giannangelo e la percorro interamente, svolto a destra e proseguo

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passando accanto al Filatoio importante esempio di archeologia industriale, risalente al XIX secolo, che conserva ancora la sua dignità architettonica e quel fascino carico di ricordi umani delle persone che hanno lavorato fra quelle mura. Allo stop svolto a sinistra e scendo a valle sulla strada sterrata, seguo sempre le indicazioni TT 11, qui i prati si intervallano a zone semi boschive, dopo alcune curve attraverso il ponte sulla Roggia Molinara e, tenendomi sulla sinistra, percorro ad anello il bosco coperto da un tappeto di vinche azzurre, eritronium, farnie, roverelle e biancospini, attraversato da una limpida lanca, che costeggia il fiume Ticino in regione Barbelera. Riattraverso la Roggia Molinara e trovo di fronte a me la Cascina Parco con i suoi verdi prati, pascolo ideale dei numerosi cavalli ospitati presso i recinti e le scuderie, svolto a sinistra ed imbocco la strada tradizionalmente denominata “dei Mulini”. Il primo, sulla mia sinistra, è l’antico Mulino di Marano, proseguo lungo un rettilineo sterrato fino ad incrociare la strada che conduce a destra a Oleggio ed alla mia sinistra al Mulino della Resiga, recentemente recuperato architettonicamente. Ripercorro la strada inghiaiata e risalgo verso Oleggio attraversando la Brughiera di Pramplina: betulle, pini silvestri e felceti ricoprono la singolare località. Attraverso il ponte sul canale Regina Elena e continuo lungo la strada asfaltata (via Sant’Eusebio), dopo una breve salita svolto a destra lungo il sentiero circondato da prati e coltivi. Al bivio giro a sinistra e ripercorro la strada in salita che mi riconduce al Santuario della Madonna di Loreto soffermandomi ad ammirare il piccolo vigneto a pergola presso la cascina Sisana.

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Tempo di percorrenza: 3 ore a piedi – 1 ora e 15 minuti in bicicletta Condizioni del percorso: sentieri, strade asfaltate e sterrate.

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3 Walking and cycling in the Piedmontese Park of the Ticino Valley This relaxing natural route among millstreams, mills, ferralitic soils and emerald green meadows inside the Nature Park of Ticino Valley starts from the ancient Sanctuary dedicated to the our Lady of the Assumption at Loreto. The late 16th-century style parish church of Loreto with façade ascribed to the Architect Pellegrino Tibaldi shows its today’s look thanks to the 19thcentury interventions by the best workers in the territory, the sculptor Giuseppe Argenti included. In its interior there are two valuable 17th-century altarpieces by the Lombard painter Pier Francesco Mazzucchelli, called “il Morazzone”. I leave the church behind me and head northwards; I take Via Gaiannangelo on my right and go completely along it, I turn right and go on passing close to the Filatoio (Spinning House), an important industrial archaeological example from the 19th century still keeping its architectural dignity and that fascination rich in human remembering of those people who worked there. At the stop I turn left and go downhill along the country road always following the signs TT 11. Here meadows alternate with semi-wooded areas and after some curves I cross the bridge over the millstream Roggia Molinara and keeping the left hand, I go along the wood limits covered with sky-blue periwinkles, eritronium, common oaks, downy oaks and hawthorns and crossed by a clear river arm, which extends along the Ticino river in locality Barbelera. I cross the Millstream Roggia Molinara again and face Cascina Parco with its green meadows, perfect pasture for the many horses hosted in stockyards and stables, I turn left and take the road traditionally called “dei Mulini”. The first, on my left, is the ancient Mulino di Marano (Mill of Marano), I go along a country road stretch up to cross the road taking right to Oleggio and left to the Mulino della Resiga, recently architecturally recovered. I take the gravelled road again and climb towards Oleggio crossing the Brughiera di Prampilina: birches, Scotch pines and ferneries cover this peculiar locality. I cross the bridge over the channel Regina Elena and go along the asphalted road (Via Sant’Eusebio), after a short slope I turn right along the path surrounded with meadows and cultivations. At the junction I turn left and go along the ascending road again, taking me to the Madonna di Loreto’s Sanctuary. Here I stop and admire the little pergola vineyards at the Sisana farm. Running time: 3 hours on foot – 1 hour and 15 minute by bicycle Route conditions: paths, asphalted and country roads.

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3 A piedi o in bici nel Parco del Ticino piemontese

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4 A piedi nel Parco del Ticino lombardo Il nostro itinerario prende avvio dal parcheggio nei pressi dell’antico ponte reticolare di Oleggio (anno 1890) che collega la sponda piemontese del Ticino a quella lombarda. È rimasto l’unico superstite e originale testimone fra i tanti che si incontrano lungo l’asse fluviale: gli altri hanno subito gravi danneggiamenti a causa dei bombardamenti nell’ultima guerra mondiale. Dopo aver attraversato il ponticello che sovrasta il canale dedicato a Vittorio Emanuele II, comunemente chiamato Industriale, e inaugurato nel giugno del ‘900, supero una breve scalinata in ciottoli e volto a sinistra. Lungo il sentiero trovo i resti di una ottocentesca barca pontiera, rinvenuta nella valle, poco distante la curva dell’Ipposidra, una singolare e primordiale (metà ‘800) ferrovia a cavalli adibita al traino delle barche. Ora, nella stagione invernale, quando la vegetazione non è folta, si possono scorgere ancora i segni di questo arcaico sistema intermodale. In pratica le barche venivano trasferite su vagoni piatti con otto ruote trainate da robusti cavalli e percorrevano via terra il tragitto da Tornavento a Sesto Calende; scivoli, argani e contrappesi ne facilitavano il trasporto. Questo particolare sistema durò pochi anni in quanto, in quel periodo, vennero inaugurate le linee ferroviarie Milano-Arona e Novara-Arona. Tengo il sentiero a monte e, prima di attraversare il ponticello sul canale Villoresi (anno 1891), mi soffermo per ammirare il panorama sottostante che spazia dal Ticino fino alla catena delle Alpi. Al di là del ponte sono visibili le tracce di un’antica strada a ciottoli. Secondo fonti storiche, dovrebbe trattarsi dell’antica Strada Ducale che univa Milano con Sesto Calende, riprendendo forse una più antica strada romana. Percorro in salita poche centinaia di metri e mi trovo al Centro Parco dell’ex Dogana Austriaca. All’interno trovo un punto di informazioni e un piccolo spazio museale dedicato all’acqua ed al fiume Ticino.

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Proseguo lungo un sentiero fiancheggiato da biancospini e robinie fino a giungere all’Oratorio della Beata Vergine della Consolazione (sec. XVII) presso la cascina Maggia. Un piccolo sagrato a ciottoli bianchi e neri, una panca in pietra ed un secolare albero fanno da base ad un più ampio panorama che comprende i canali Villoresi e Industriale, il Ticino con l’isolone Vittoria, l’abitato di Oleggio con l’imponente parrocchiale Antonelliana e, più a nord, l’alto campanile di Marano Ticino. Ritorno verso la ex Dogana e percorro la stradina rettilinea in terra battuta che mi conduce a Tornavento. Imbocco la strada centrale, sapientemente restaurata, con la sua bella vista a cannocchiale sulla pianura sottostante; al termine ammiro la piazza Parravicino, un autentico anfiteatro del caratteristico borgo con l’antica chiesa di Sant’Eugenio e il settecentesco palazzo Parravicino.

Discendo la gradinata e poi la scalinata a ciottoli buttando lo sguardo sulla sottostante centrale Enel e l’Incile del Naviglio Grande, punto di derivazione del Ticino, realizzato nel XII secolo. Attraverso il piccolo ponte sul Villoresi e, prestando attenzione, percorro l’alzaia del canale; levo gli occhi verso l’alto e vedo la lunga balaustra che racchiude la villa Parravicino con le fronde delle pregiate essenze arboree del suo antico giardino. Imbocco il sentiero in discesa, attraverso il canale Industriale e giungo al punto di partenza presso il ponte di ferro di Oleggio. Un tempo nei pressi del ponte sorgeva l’antico “porto natante”, che consentiva di traghettare da una sponda all’altra del fiume uomini, animali e cose. Documenti attestano la presenza del porto di Oleggio già dal 1415, quando Filippo Maria Visconti ordinò che le entrate delle tasse di pedaggio andassero a favore dei comuni di Oleggio e Lonate Pozzolo. Sappiamo, inoltre, che le tariffe adottate nel Medioevo sui porti natanti del Ticino erano queste: “per ogni cavallo, mulo o asino 9 lire imperiali, per ogni bestia grossa 12 terzoli, per ogni viandante 4 terzoli…”. Tempo di percorrenza: 1 ora e 30 minuti Condizioni del percorso: sentieri, strade sterrate e asfaltate, alzaie sterrate.

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4 Walking through the Lombard Park of the Ticino Valley Our route starts from the car parking close to the old network structured bridge of Oleggio (year 1890) linking the Ticino Piedmont banks to the Lombard ones. It is the only extant record and original witness among others to be met along the river axle: the others suffered great damages because of the bombing of the last world war. After having crossed the little bridge over the channel dedicated to Vittorio Emanuele II, commonly called “Industriale�, opened in June ‘900, I climb a short cobble staircase and turn left. Along the path I can see the rests of an 19th-century pontoneer boat, which was found out in the valley, nearby there is the curve of the Ipposidra, a peculiar and primordial (half 1800) horse railroad used for boat pulling Today, in winter, when vegetation is not thick, the rests of this archaic intermodal transportation system can be still seen, Practically, the boats were transferred onto eight wheels flat wagons pulled by strong horses and ran overland the stretch from Tornavento to Sesto Calende; slides, capstans and balancing weights made the transportation easier. This particular system lasted few years as, in that period, the railroad lines Milano-Arona and Novara-Arona were opened. I keep the up-river path and, before crossing the small bridge over the Villoresi channel (year 1891), I stop and admire the landscape ranging from the Ticino River to the Alps.

Beyond the bridge the traces of an ancient stone road are visible. According to some historical sources, it should be the ancient Strada Ducale (Ducal Road) to join Milan with Sesto Calende, likely along the traces of an ancient Roman road. I climb few hundred metres and reach the Park Centre housed in the former Austrian Custom-House. There I can find an information point and a small museum dedicated to the water and Ticino River. I go along a path flanked by hawthorns and false acacias to reach the Oratory of Our

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Lady of Consolation’s (17th Century) close to the Maggia Farm. A little parvis made of black and white cobbles, a stone bench and a century-old tree are the starting point of a wider landscape including the channels Villoresi and Industriale, Ticino river with big isle Vittoria, the town of Oleggio with the imposing Antonelli’s parish church and, northward, the tall bell-tower of Marano Ticino. I come back to the former Custom-house and go along the narrow country road heading to Tornavento. I take the central road, skilfully restored, with its stunning view over the plain, at the end I can enjoy the sight the Parravicino square, a real amphitheatre of the characteristic village with the ancient Sant’Eugenio’s church and the 18th-century Parravicino Palace. I go down the steps and then staircase glancing at the below Enel central and the inlet of the Naviglio Grande, derivation point of the Ticino river, made in the 12th century. I cross the little bridge over the channel Villoresi and carefully go along the channel embankment; I look up to the long balustrade containing the Parravicino villa with the boughs of the precious tree essences of its ancient garden, I go down the path, cross the Channel Industriale and come to the starting point close to the Oleggio iron bridge. Once, at the place of the bridge there was the ancient “floating port”, which allowed to boat men, animals and goods from a bank to the other. Papers confirm the presence of the port already in 1415, when Filippo Maria Visconti ordered that all toll incomes should go in favour of the municipalities of Oleggio and Lonate Pozzolo. We know, also, that the tariffs adopted in the Middle-Ages on the floating ports along the Ticino river were the following: «for each horse, mule or donkey 9 Imperial liras, for each big beast 12 “terzoli”, for each wanderer 4 “terzoli”…». Running time: 1 hour and 30 minutes Route conditions: paths, asphalted and country roads, unsurfaced embankment.

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4 A piedi nel Parco del Ticino lombardo

Oratorio Cascina Maggia

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Centro Parco (ex dogana)

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Centrale elettrica

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Dove dormo

Dove mangio

Ramada Ticinum Hotel **** Via per Gallarate, 116/A 28047 - Oleggio Tel. 0321 960638 - Fax 0321 960645 info@ramadaticinumhotel.it www.ramadaticinumhotel.it

Azienda Agricola Giancarlo Baudo Via cascine Bellini, 5 28047 - Fraz. Fornaci - Oleggio Tel. 0321 998549 Azienda Agricola Cascina dei Peri Via Termini, 12 28047 - Fraz. San Giovanni - Oleggio Tel. 0321 94397 cascinaperi@libero.it Prezzo convenzionato: € 26,00 bevande comprese

Aer Hotel *** Via per Gallarate, 35 28047 - Oleggio Tel. 0321 960253 - Fax 0321 961707 info@aerhotelmalpensa.com www.aerhotelmalpensa.com Hotel La Portetta *** Via del Carmine, 1 28047 - Oleggio Tel./Fax 0321 998502

Azienda agrituristica I Gelsi Via Sciuccone, 13/A 28047 - Fraz. Bedisco - Oleggio Tel./Fax 0321 94340 Prezzo convenzionato: € 18,00 bevande escluse

Hotel Oleggio Malpensa *** Via Verbano, 19 28047 - Oleggio Tel. 0321 93301 - Fax 0321 93377 Info@hoteloleggiomalpensa.it www.hoteloleggiomalpensa.it

Agriturismo Cascina Aguzza Via Filatoio, 8 28047 - fraz. Loreto - Oleggio Tel. 0321 992587

Osteria il gatto e la volpe Via Nebulina, 22 28047 - Oleggio Tel. 0321 998256 Menù tipico: antipasto a buffet, paniscia, ganassa di manzo

Albergo Quattro Ruote ** Via Sempione, 111 28047 - Oleggio Tel. 0321 91256 - Fax 0321 91608 Albergo Roma ** Via Don Minzioni, 41 28047 - Oleggio Tel./Fax 0321 91175

Ristorante Ramada Ticinum Hotel Via per Gallarate, 116/A 28047 - Oleggio Tel. 0321 960638 - Fax 0321 960645 Menù tipico: frittata rognosa, cardi alla bagnacauda, paniscia, risotto al Gattinara, cassöla, tapulon e polenta Prezzo convenzionato: € 35.00

B&B da Stella e Mario ** Via Vecchia Circonvallazione, 5/T 28047 - Oleggio Tel./Fax 0321 998442 bossone56@dastellaemario.com www.dastellaemario.com

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Dove compro Locanda La Buca di Bacco Via Mazzini, 4 28047 - Oleggio Tel. 0321 91364 - Cell. 328 2098490 Menù tipico: salumi nostrani, paniscia, brasato alla novarese Prezzo convenzionato: € 25,00 bevande escluse

Enoteca Tre Archi Via Novara, 109 28047 - Oleggio Tel. 0321 992338 Vini delle colline novaresi e piemontesi Antica Enoteca Via Novara, 14 28047 - Oleggio Tel. 0321 94668 Vini delle colline novaresi e piemontesi

Osteria La cascinetta del Buongustaio Via Momo, 87 28047 - Oleggio Tel. 0321 960923 Menù tipico: salumi locali, tomini, lingua in salsa verde, risotto al Ghemme, fonduta al gorgonzola, brasato al vino dei colli novaresi con polenta, bunnet Prezzo convenzionato: € 30,00

Cantine dei Colli Novaresi Via Gallarate, 32 28047 - Oleggio Tel. 0321 91222 Vini delle colline novaresi Pasticceria Colombo C.so Matteotti, 64 28047 - Oleggio Tel. 0321 992935 Dolci della tradizione

Trattoria del Ristoro Via Vecchia Ticino, 37 28047 - Oleggio Tel. 0321 91404 Menù tipico: salam d’la duja, fidighina, paniscia, rustida Prezzo convenzionato: € 25,00 bevande escluse (su prenotazione)

Alimentari Baruffaldi Via Dante, 43 28047 - Oleggio Tel. 0321 91394 Prodotti tipici novaresi Gastronomia Golfetto Luciano C.so Matteotti, 72 28047 - Oleggio Tel. 0321 93874 Prodotti tipici novaresi

Trattoria Zia Adele Via Strera,115/B- 28047 - Oleggio Tel. 0321 91615 Menù tipico: salame felino e d’la duja, lardo alle erbe, paniscia, ravioli del plin al sugo di arrosto, bruscit, rustida, bolliti misti, Prezzo convenzionato: € 20,00

La Bottega della Nonna Via S. Giovanni, 157 28047 - Oleggio Cell. 339 2491888 Prodotti tipici novaresi

Ristorante del Ponte Via Gallarate, 105 28047 - Oleggio Tel. 0321 91031 Piatti della tradizione

Sono qui riportate le struttture ricettive, di ristorazione e di enogastronomia che hanno aderito al progetto del Comune di Oleggio

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Informazioni e numeri utili Parco lombardo del Ticino Via Isonzo, 1 Ponte vecchio di Magenta (MI) Tel. 02 97210 www.parcoticino.it info@parcoticino.it

Popolazione: 12.734 abitanti Superficie: 37,8 kmq Altitudine: 232 mt.s.l.m. Festa patronale: 29 giugno, S.S. Pietro e Paolo Municipio Via Novara, 5 Tel. 0321 969811 - Fax 0321 969855 www.comune.oleggio.no.it

STN - Società Trasporti Novaresi Tel. 0321 472647 www.stnnet.it SAF - Società Autoservizi Fontaneto Tel. 0322 863117 www.safduemila.com

Museo Civico - C. G. Fanchini Vicolo della Chiesa, 1 Tel. 0321 91429 www.museocivicodioleggio.it info@museocivicodioleggio.it

Guardia medica presso ASL via Gaggiolo, 11 - Oleggio Tel. 0321 960047

Biblioteca Civica - E. Iulitta Vicolo della Chiesa, 3 Tel. 0321 91343 bibliojulitta@libero.it

ATL - Agenzia Turistica della Provincia di Novara Baluardo Quintino Sella, 40 28100 Novara Tel. 0321 394059 www.turismonovara.it novaratl@tin.it

Museo d’arte religiosa Piazza Bertotti Info: Tel. 0321 91168 (chiesa parrocchiale) Parco piemontese del Ticino Cameri (NO), località Villa Picchetta Tel. 0321 51770 www.parcodelticino.pmn.it info@parcodelticino.pmn.it.

COME ARRIVARE in auto - Strada statale N. 32 “del Sempione” - Autostrada A4 uscita Novara est, imboccare SS 32 - Autostrada A26 uscita Castelletto Ticino, proseguire SS 32 in treno - Novara-Domodossola - Novara-Luino

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Oleggio da Scoprire  

Quattro itinerari tra cultura, arte, architettura, natura, enogastronomia

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