Skip to main content

MODENA FLASH SPECIALE FIERA SECONDA EDIZIONE

Page 1

2^ Edizione

2^ Edizione

7-28 25-26-2

PRILE 29-30 A GIO 1° MAG

ModenaFlashGiornale

NUMERO SPECIALE DEDICATO ALLA a

80 fiera di modena

DIVERTIMENTO SHOPPING E GUSTO ARREDAMENTO - DESIGN - ENOGASTRONOMIA - ARTIGIANATO - SPETTACOLI - CULTURA

Modena 28 Aprile 2018 • Speciale dedicato alla 80a Fiera di Modena • Anno LVIII (XXXVI della nuova serie) • Numero 13 Proprietà Editrice Modena Flash Srl - Tel. 059.35.55.23 - margue@tsc4.com • Stampa Formagrafica Realizzazione: Riccardo Sala per Progress (Modena) • Direttore responsabile Maurizio Guerzoni - Riproduzione vietata

Grande successo di pubblico nei primi giorni di apertura della rassegna

Finale di Fiera con fuochi d’artificio Non solo l’ingresso gratuito, ma anche l’interesse per le cose nuove e per le buone abitudini di sempre sta favorendo l’afflusso dei visitatori alla Fiera di Modena, che si avvia ad una conclusione in grande stile per la sera del 1° maggio. Malgrado i tempi, c’è ancora chi pensa a metter su casa: per loro nel padiglione A ci sono i 430 mq di Artigiana Design, tutti progetti su misura secondo le necessità dei clienti, che hanno la possibilità di valorizzare i cinque sensi nell’ambiente che sarà loro: tradizionale, se vorranno, ma innervato dalla domotica, con l’aiuto di tecnici dai quali nasce la progettazione degli ambienti fino ai minimi dettagli. E c’è un’Area Sport, molto accresciuta grazie al partenariato del CONI: agli sport tradizionali si accompagnano il gonfiabile dello Squash, una pista di go kart a pedali per l’educazione stradale dei bambini, gli sport dell’aria con i pa-

racadutisti di Blue Sky e l’Aeroporto di Pavullo, il pentathlon moderno che vi farà cimentare nella scherma e nel tiro con la pistola laser. Per chiudere col gran finale del 30 aprile e 1° maggio, quando il Comitato Paralimpico allestirà un campetto di bocce e bowling e uno di tiro con l’arco. Mentre all’esterno aspettano i cavalli e i Pony, ma anche i quad e le bici elettriche. Ma chi preferisse musica e spettacolo, nell’Arena Spettacoli avrà già ritrova-

to la mitica Radio Luxembourg, con Paolo Mengoli (che a 18 anni vinse il festival di Castrocaro, partecipando poi più volte a Sanremo) a condurre lo spettacolo “45 Giri fa”, per cantare tutti insieme, in compagnia di filmati d’epoca, motivi sempreverdi di Nomadi ed Equipe 84 come Ragazzo di strada, Io ho in mente te, Pomeriggio ore 6, Ma che colpa abbiamo noi, Come potete giudicar e via ricordando. Ma non c’è Fiera senza buona cucina: obbligatorio dunque il passaggio per l’area dell’Enogastronomia con le sue degustazioni di prodotti tipici, e l’occasione eccezionale di accompagnatori ipovedenti che vi faranno degustare aperitivi ‘al buio’, da assaporare in modo diverso. Insomma la Fiera di Modena un evento unico, da non perdere assolutamente, in scena fino al 1° maggio. Marcello Guerzoni


Speciale

80.esima Fiera di Modena

1^ Edizione

Modena Flash


Speciale

80.esima Fiera di Modena

1^ Edizione

Modena Flash


Speciale

80.esima Fiera di Modena

2^ Edizione

Modena Flash

I d s p t d r c n “ t q I p c s g a c fi m t “ c i p t e “ c t “ m e z g r “ c e s s d ‘ p u s l a t m


Speciale

80.esima Fiera di Modena

2^ Edizione

Modena Flash

Inaugurata la campionaria il direttore generale di ModenaFiere Paolo Fantuzzi non nasconde la sua soddisfazione

Una Fiera di successo che si conferma: divertimento, gusto, arte e spettacoli I primi giorni di Fiera se ne sono andati e Paolo Fantuzzi non nasconde la soddisfazione: tutto è andato liscio e i primi dati di affluenza sono stati molto buoni. Gli abbiamo rivolto alcune domande per illustrare la campionaria a chi ancora non l’ha visitata. - Il pubblico, come ogni anno, è accorso numeroso a visitare la Fiera numero 80, è soddisfatto? “Direi proprio di sì. La Fiera per molti aspetti rappresenta la sintesi di quanto esprime un intero territorio. Il fatto di essere ancora qui, con proposte sempre innovative, ci conferma che la lunga storia di radicamento sul territorio si è sviluppata nel migliore dei modi e che il forte legame affettivo coi modenesi è più solido che mai”. - I modenesi possono vistare la Fiera fino al 1° maggio, quali sono stati i motivi che vi hanno portato alla scelta dell’apertura senza interruzioni? “Prima di tutto desidero sottolineare che l’ingresso è gratuito per tutti, tutti i giorni. La decisione di tenere aperto per sette giorni o continuativi è frutto di una valutazione dataci sia dagli espositori che dai visitatori.” - Quanti sono gli espositori? “Circa 300 nelle varie tipologie merceologiche”. - Cosa trovano quest’anno i visitatori? “Come sempre c’è un programma molto ricco, adatto ad un pubblico eterogeneo, anche se, come da tradizione, abbiamo avuto un occhio di riguardo per la famiglia. Filo conduttore, come ricorda il nostro slogan sono “Divertimento, Shopping e Gusto” che in concreto significano spazi espositivi, spettacoli, mostre, proposte enogastronomiche. Vorrei precisare che sono stati ampliati gli spazi dedicati all’arredo. Con le rassegne ‘Casa Interni’ e ‘Artigiana Design‘ che propone ‘Home’ che si sviluppano in una struttura espositiva di 430 mq, ci si può immergere e toccare con mano le esclusive soluzioni progettuali, di arredo e di finitura. Altra novità, una tensostruttura esterna di più di 1.000 mq che accoglie l’area cavalli, il risto-

rante Tex Mex e l’Arena Spettacoli. L’Area Sport, che vede la presenza di quasi tutte le Federazioni sportive presenti sul territorio modenese è particolarmente arricchita. Ricordo infine che la Fiera di Modena, sempre molto attenta anche al sociale, ospita il progetto ‘Dark on the Road Tiflosystem’ curato dalla Cooperativa Irifor del Trentino. Si tratta di un truck itinerante che ospita un bar immerso nel buio, con persone ipovedenti che servono bevande a persone normodotate. Lo scopo è sensibilizzare le persone rispetto alla disabilità visiva e al contempo puntare alla valorizzazione delle qualità di cibi e bevande”. - E l’Area Sport è stata arricchita? “Lo sport è importante e poi deve offrire a tutti grandi e piccoli, la possibilità di conoscere le varie discipline. ModenaFiere ha affidato al Coni di Modena l’organizzazione e nel padiglione B del Quartiere fieristico si trova uno spazio di quasi duemila metri quadrati in cui saranno presenti ben 16 realtà, tra federazioni e società sportive affiliate al CONI. Ognuna per promuovere presso i visitatori, grandi e piccoli le proprie attività. Tra queste pallavolo e basket, le arti marziali, il tennis, lo squash e le esibizioni di badminton, il Pentathlon Moderno, l’equitazione con l’area cavalli in esterno, l’Accademia del Calcio e l’Aeroclub di Pavullo. Sempre nell’area esterna è allestita dal Motoclub Palagano e Piacentini

Quad, una pista per quad e bici elettriche a disposizione dei bambini da 7 anni in su”. - Cultura e spettacoli sono ormai un punto di riferimento in Fiera, cosa prevede il programma? “Da manifestazioni note e consolidate, che rinnovano comunque la loro offerta, a quelle più innovative, fino a spettacoli e sfilate. L’Area Cultura occupa interamente la zona compresa tra il padiglione A e il padiglione C. Al suo interno, le mostre collettive di pittura e scultura proposte come da tradizione, dal Circolo degli Artisti di Modena nell’ambito della 57esima edizione di Fierarte curata dal 1961 dall’artista e critico modenese Giancarlo Corrado. Nello spazio Librinfiiera, curato da Grafiche Sigem, si trovano le ultime novità di scrittori ed editori anche modenesi. Oltre a, laboratori, attività e giochi di gruppo, destinati ai bambini. Ma sono protagonisti anche gli spettacoli con la selezione del concorso Miss Italia 2018, un defilé di moda donna a cura dell’agenzia Fashion Street e la sfilata canina organizzata dal Gruppo Cinofilo Modenese. Una novità invece, è il Drive-In Theatre a cura dell’Associazione Culturale “American Meeting”, allestito in esterno con mezzi originali d’epoca.” - E la gastronomia? “Ci sono espositori con specialità enogastronomiche provenienti da diverse regioni d’Italia, oltre che dal territorio. I visitatori possono concedersi pause golose. Vini, salumi, piatti tipici, dolci, sfiziosità e molto altro ancora, trovano spazio nel padiglione C. Sempre in quest’ambito, è stato allestito “Assaggiare per Conoscere”, a cura dell’Aed Abtm Associazione Esperti Degustatori Aceto Balsamico Tradizionale di Modena che propone degustazioni di prodotti tipici del territorio, unitamente a laboratori di cucina e showcooking”. Insomma tanti buoni motivi per visitare la più grande rassegna fieristica di Modena, che resterà aperta fino al 1° maggio. Marcello Guerzoni


Speciale

80.esima Fiera di Modena

C

V A I H

E I

E R U

T A R R

O R T

N E

C

Modena Flash

2^ Edizione

E S


Speciale

80.esima Fiera di Modena

28-29-3E0

APRIL IO G 1°MAG

Modena Flash

2^ Edizione

GIORNO PER GIORNO ALLA

80a

INGRESSO GRATUITO TUTTI I GIORNI SABATO 28 APRILE dalle 15 alle 23 Per tutto il giorno: battesimo della sella con i Pony nell’Area Cavalli, Area esterna. Dalle ore 15 alle ore 23 RiciclAVIS e GIOCO DEL DONO Gioco dell’oca rivisitato e GiocAVIS Labirinti quiz e cruciverba Pad. B. Dalle ore 15 alle ore 23: Giochi e attivita’ sul campo da volley nel Pad. B . Dalle ore 15 alle ore 23 attivita’ di promozione della salute e dei corretti stili di vita a cura di Mani per la Vita, in Galleria. Dalle ore 15 alle ore 23: dimostrazioni e prove di squash con Asd Mutina, nel Pad. B. Dalle ore 15 alle ore 20: attivita’ per bambini giochi, palloncini, cartoni animati, truccabimbi a cura di Mani per la Vita Galleria princ. Dalle ore 15 alle ore 20: Badminton: dimostrazioni e prove aperte al pubblico nel pad. B. Dalle ore 15 alle ore 22 ‘PUUPAZZI!!’ Gioco di carte nell’area Libriinfiera . Dalle ore 15 alle ore 19 SITTING VOLLEY a cura di Fipav Modena nel pad. B. Dalle ore 15,30 alle ore 18,30: Lezione open di difesa personale nel pad. B. Ore 16; Premiazione Palio della Ghirlandina, presso Sala 400 al 1° piano. Ore 16: COUNTRY DAY a cura di Wild Angels con DJ ISA nell’Arena Spettacoli nell’area esterna. Dalle ore 17 alle ore 20 TATOOMANIA E TRUCCABIMBI laboratorio per bambini Area LIBRIINFIERA collegamento tra i pad. A/ C.

DOMENICA 29 APRILE dalle 10 alle 22

Per tutto il giorno: battesimo della sella con i Pony nell’area esterna dei cavalli. Dalle ore 10 alle ore 22: RiciclAVIS laboratorio di riciclaggio e GIOCO DEL DONO GiocAVIS Labirinti quiz e cruciverba nel pad. B. Dalle ore 10 alle 18: Giochi e attivita’ sul campo da volley nel pad. B. Dalle ore 10 alle ore 22: dimostrazioni e prove di squash nel pad. B. Dalle ore 10 alle 19: sessione di allenamento nell’area Oriental Combat Arena nel pad. B. Ore 11 Show Cooking a cura di Consorzio Modena a Tavola nel pad. C . Ore 15 e ore 16: degustazioni di prodotti tipici modenesi in purezza ed in abbinamento gastronomico nel pad. C. Dalle ore 15 alle ore 20 Attivita’ per bambini giochi, palloncini, cartoni animati, truccabimbi a cura di Mani per la Vita in Galleria. Alle ore 16: ANDREA BARBI E SUPER SOUND STAGE nell’Arena Spettacoli nell’Area Esterna. Dalle ore 18 alle ore 20 : TATOOMANIA E TRUCCABIMBI Laboratorio per bambini nell’area LIBRIINFIERA Coll. A/ C. Dalle ore 18 alle ore 22: GIochi e attivita’ sul campo da volley nel pad. B. Ore 18: Degustazione di amarene fritte, e confetture varie. Ricetta del risotto e dell’arrosto all’ amarena, nello stand Assaggiare per conoscere nel pad. C. Ore 19 La cucina incantata a cura delle cugine Anselmi: Biscotti salati al parmigiano stand Assaggiare per conoscere nel pad. C. Ore 19 4th OF JULY live country music, nell’ arena spettacoli, area esterna.

LUNEDÌ 30 APRILE dalle 18 alle 23

Dalle ore 18 alle 23: Attivita’ di promozione della salute , corso di Blsd. Nelle aree esterne: Dimostrazioni e prove di tiro con l’arco. Ore 18: Show cooking a cura del Consorzio Modena a Tavola nello stand Assaggiare per Conoscere nel pad. C. Ore 19: COLLEZIONI A PRIMAVERA, SFILATA DI MODA DONNA a cura di Fashion Street, nell’Arena Spettacoli, Area Esterna.

MARTEDÌ 1 MAGGIO dalle 10 alle 22

Degustazioni, spettacoli e dimostrazioni, alle ore 15: Laboratorio gastronomico: come nascono i salumi, a cura del Salumificio Ferrari Erio, nello stand Assaggiare per Conoscere nel pad. C. Ore 16: Selezione del concorso di bellezza MISS ITALIA 2018, nell’ Arena Spettacoli. Ore 16: ‘Premio Fedeltà e Solidarietà’ consegnato dall’ Unione Società Centenarie Modenesi per riconoscere l’apporto e il contributo dato dai soci alla crescita e allo sviluppo dell’ associazionismo, sala 400 al 1° Piano. Ore 19: SFILATA CANINA a cura di Gruppo Cinofilo Modenese, Arena Spettacoli Area Esterna.

Energie alternative • Riscaldamento Pannelli solari • Pannelli a pavimento Impianti elettrici • Prevenzione incendi Manutenzione programmata Responsabile Tecnico

Ivo Poltronieri

Se vuoi saperne di più visita il nostro sito web www.atvi.it oppure mandaci una e-mail all’indirizzo info@atvi.it

41122 MODENA . VIA UNGHERIA, 26 - Tel. 059/450302 - Fax 059/451028


OSTERIA DEL PESCADO OSTERIA DEL PESCA Speciale

80.esima Fiera di Modena

Modena Flash

2^ Edizione

Fiorano Moden OSTERIA DEL P

Via Vittorio Veneto, 25 Fiorano Modenese (Mo) Telefono 0536 078303

Fio Via Vittorio Venet Via tel.0536 0783t Aperto dal martedì al venerdì a pranzo e cena, il sabato solo a cena

aperto dal martedì al venerdì per pranz cena, Sabato solo cena

seguici su seguici su

di Pescheria da Pasquele dei F.lli Paparella Claudio

aperto dal martedì al venerdì per pranzo e Tutti i tipi di pesce fresco di assoluta qualità Orario di apertura: Pescheria da Pasquale e freschezza, consolo ampia possibilità di scelta. lunedì e domenica chiuso cena, Sabato cena dei F.lli Paparella Claudio e Andrea & C. snc SASSUOLO - Via San Giorgio 34 Tel. 0536 800856

seguici su

- Servizio di massima gentilizza - Consigli per la cottura in diversi modi - Pesce cucinato da noi per asporto

Aperto dal martedì al venerdì dalle 7,30 alle 13 e dalle 17 alle 19,30 Sabato dalle 7,30 alle 13

di Pescheria da Pasquele dei F.lli Paparella Claudio e Andrea & C. snc

martedì cena, Sab


Speciale

80.esima Fiera di Modena

Modena Flash

2^ Edizione

PAD. C

PAD. C

AREA CULTURA

PAD. A

PAD. A

ENOGASTRONOMIA

CASA INTERNI

AREA VOLLEY

BABY PARKING

INGRESSO ORIENTAL COMBAT VILLAGE

PAD. B

PAD. B

MERCATO

CASA ESTERNI

27-28R-2I9LE 30 APGGIO 1°MA

INGRESSO GRATUITO

EDILRICREA GROUP IMPRESA EDILE

Edilricrea Group s.r.l. - V.le Trento Trieste, 36 - Modena Telefono +39 059 237964 Fax +39 059 4390122

AMERICAN

WESTERN PIANTINA VILLAGE SPORT & SHOW80° FIERA DI MODENA

Cell. 347 4534945 Cell. 337 564206

www.edi I riereagroup.it - info@edi I riereagroup.it

PADIGLIONE A 'CASA INTERNI’ E ARTIGIANA DESIGN TRA I PADIGLIONI A e C ‘AREA CULTURA' PADIGLIONE C ‘ENOGASTRONOMIA’ PADIGLIONE B AREA MERCATO E AREA SPORT CONI NELLE AREE ESTERNE AREA CAVALLI, ARENA SPETTACOLI CASA ESTERNI, PISTA QUAD CONCESSIONARIE


Speciale

80.esima Fiera di Modena

Modena Flash

2^ Edizione

Nell’Arena Spettacoli torna un gruppo che farà ballare i visitatori della fiera

Lo Swing col concerto dei Jumpin’ Shoes Dopo il grande successo dello scorso anno, alla Fiera di Modena numero ottanta torna lo Swing Day organizzato da Ragtime Management. Venerdì 27 aprile dalle ore 19 sul palco dell’Arena Spettacoli nell’area esterna ai padiglioni sotto la nuova tensostruttura - ci si potrà scatenare con uno dei ritmi più amati di sempre con l’esibizione live dei Jumpin’ Shoes. È previsto anche uno stage di ballo. I Jumpin’ Shoes sono: Lara Luppi (voce), Matteo Pontegavelli (tromba), Michele Vignali (sax tenore), Simone Pederzoli (trombone), Luca Savazzi (pianoforte), Alessandra “Cekka Lou” Cecala (contrabbasso) e Francesco “Frank” Coppola (batteria). Lo Swing Day alla Fiera di Modena sarà quest’anno caratterizzato da un concerto di una delle band più longeve e amate d’Italia: i Jumpin’ Shoes.

HOTEL TRE GRAZIE *** Viale Sarsina, 6 47924 Rivazzurra di Rimini (RIMINI) Tel. 0541/375101 Fax 0541/375102 www.hoteltregrazie.it

Il tutto corredato come sempre da ballerini di swing che proporranno anche una lezione primi passi per chi è curioso di provare questi balli tornati così in voga negli ultimi anni. Jumpin’ Shoes: una band davvero piena di swing ed energia alla maniera delle orchestre del Cotton Club nell’Età d’oro dello Swing, quasi trent’anni di carriera e una cantante, Lara Luppi, che di questo

genere è ormai un’icona e un punto di riferimento in Italia. Nell’Era dello swing le grandi orchestre si esibivano nei locali per un pubblico di appassionati ballerini; oggi un prepotente revival sta riportando d’attualità una musica e un ballo la cui energia ritmica forse non ha eguali fra i generi musicali e i Jumpin’ Shoes ci proiettano direttamente in quegli anni con arrangiamenti sapienti e attraverso un impeccabile look d’epoca. L’orchestra, di 7 elementi, ha in repertorio brani classici di Duke Ellington, Benny Goodman, Louis Jordan, Cab Calloway, Louis Prima e non manca un doveroso omaggio allo swing italiano da Gorni Kramer a Rabagliati, da Luttazzi a Buscaglione. I Jumpin’ Shoes hanno alle spalle una consolidata esperienza live sia in Italia che all’estero. Tra le tante serate di buona musica e puro divertimento vale la pena di ricordare la partecipazione al Festival del jazz di Ferrara come a quello di Marostica, le esibizioni nei Casinò di Venezia, Campione d’Italia, Lipica, Kraniska Gora o nei Grandi Hotel di Gstadt, Cannes, Salsomaggiore Terme, Rimini. Non mancano ovviamente i concerti in teatri e locali specializzati sparsi un po’ ovunque fino alla partecipazione a trasmissioni televisive nazionali come ‘Quelli di Rai 2 e Zelig’. Hanno all’attivo anche due CD ma è sicuramente nella dimensione dal vivo che questa orchestra mostra tutta la sua energia, il suo swing e la sua ironia che immancabilmente contagiano la platea. Margue

TUTTI I WEEK-END DI MAGGIO:

Pensione completa di bevande ai pasti € 38,00 a persona (minimo 2 giorni ) L’albergo Tre Grazie, situato a Rivazzurra di Rimini, a 20 metri dalla spiaggia, è gestito direttamente dai proprietari. Tutte le camere sono totalmente riscaldate, con servizi, TV, balcone, cassaforte e telefono diretto in uscita. A richiesta aria condizionata. Vi consiglia


o

o -

a -

-

o

n

e a

a i

Speciale

80.esima Fiera di Modena

Modena Flash

2^ Edizione

Nell‘area esterna, in fondo alla galleria principale, a cura dell’Associazione ‘American Meeting’ emozioni motoristiche

Un salto nella mitica America anni 1950 Per la 80° edizione della Fiera di Modena, l’Associazione Culturale ‘American Meeting’ ha fatto un passo indietro, anzi ne ha fatti parecchi… ma nel tempo! Presso l’area esterna (in fondo alla galleria, tra il Pad.A e il Pad.C), American Meeting propone infatti, come novità 2018, un piccolo scorcio di Vecchia America ricostruendo un Drive-In affiancato da un Diner per regalare al pubblico di ModenaFiere l’emozione di vivere qualche momento godendo di semplici emozioni motoristiche, culinarie e sentimentali (perché vi garantiamo che in questi pochi metri quadri saranno veramente tanti i dettagli da immortalare!). I visitatori possono provare l’emozione di assistere a proiezioni di vecchi film simbolo di quella America motoristica e romantica che ha fatto epoca, scattare fotografie o autoscatti (all’epoca non si chiamavano ancora selfie) utilizzando arredi, scenografie e mezzi originali americani d’epoca e non solo: per celebrare l’unione motoristica fra America

ed Italia, e per soddisfare le richieste del pubblico modenese, per la prima volta sono esposti alcuni classici anche non americani. Come “cornice” è allestito anche un mini Diner con arredi unici ed un vero Food Truck Chevrolet degli anni ’70 (come quelli che si vedono ultimamente in TV) anch’esso Kustom, che regala la possibilità di assaggiare alcune tipicità della cucina classica “Made in USA”. È inoltre previsto uno spazio che sarà a disposizione di tutti i possessori di mez-

zi Americani, ma anche di coloro che avranno voglia di esporre il proprio mezzo d’epoca o custom indipendentemente dalla nazionalità d’origine, anche solo per qualche ora con la consueta formula del “raduno libero”. Per i gruppi di amici, i club che vogliono sfruttare l’occasione di organizzare una piccola reunion, o per i semplici proprietari di mezzi che vogliono presenziare durante l’intera manifestazione, viene messo a disposizione un privè all’interno dell’area coperta. Se vi stuzzica l’idea di guardare un vecchio film mentre assaporate qualcosa di gustoso seduti a fianco (o addirittura a bordo) di qualche chicca motoristica, rivivere l’atmosfera della Mother Road, o semplicemente vedere qualcosa di veramente particolare… segnate sulla vostra agenda questa occasione: il “Drive-In Theatre” di American Meeting sbarca per voi in anteprima alla 80° Fiera di Modena! (do.be.)

-

.

i -

DAILY BLUE POWER - CAMPIONE DI SOSTENIBILITA’

l a e

DAILY 35 S 14 V Furgone BEST Passo 3520, H2

DAILY 35 C 14 ALLESTITO CON CASSONE FISSO

60 canoni da + 445,22 + iva comprensivi di: - Assicurazione Incendio/Furto - Contratto di manutenzione M&R S Life 40.000 km/annui - Messa su strada, Trasporto e Immatricolazione

60 canoni da € 530,86 + iva comprensivi di: - Assicurazione Incendio/Furto - Contratto di manutenzione M&R S Life 40.000 km/annui - Messa su strada, Trasporto e Immatricolazione

Pacchetto Business Premium comprensivo di Cruise control, Fari fendinebbia, Panca biposto e climatizzatore automatico, autoradio Bluetooth con MP3,

Pacchetto Business comprensivo di Cruise control, Fari fendinebbia, Panca biposto, climatizzatore manuale.

OFFERTA VALIDA SALVO ESAURIMENTO SCORTE

CONCESSIONARIA - OFFICINE - MAGAZZINO RICAMBI Sede di Modena - (MO) San Cesario - Via della Meccanica 42 - T. 059 775908 Sede di Reggio - (RE) Bagno - Via Emilia 33/F - T. 0522 342010 Sede Magazzino - (RE) Rubiera - Via Mascagni 5 - T. 0522 342921 www.evicarri.com - evicarri@evicarri.com

Daily, premiato INTERNATIONAL VAN of the YEAR 2018 Unico nella sua categoria con TELAIO LONGHERONI. IVECO è l’Italia che Vince!


Speciale

80.esima Fiera di Modena

Modena Flash

2^ Edizione

Tantissime le manifestazioni e le opportunità di aggregazione, in Librinfiera numerosi appuntamenti e giochi

In Fiera? È bello... essere bimbi Sono numerose le occasioni di divertimento che l’ottantesima edizione della “Campionaria”, offre fino al 1° maggio, ai piccoli visitatori ed alle loro famiglie. Ci sono i cavalli da montare, le automobiline a pedali e i quad. Non mancano i laboratori a tema, i giochi e lo sport: con un’infinità di discipline agonistiche in cui misurarsi: dal calcio al golf, fino alle arti marziali. LibriInFiera ha un programma decisamente accattivante quello che offre l’area “LibriInfiera” fin dal giorno di apertura della Fiera di Modena. Circa una trentina gli appuntamenti in programma, in cui spiccano i laboratori manuali per realizzare fiori di carta e segnalibri, decorare shopper e tovagliette e sull’uso dei semi volti a conoscere i segreti della natura. Anche il gioco ha un ruolo di primo piano, con “PuùPazzi”, il gioco di carte presentato all’ultima edizione di Play e che sta riscontrando un buon successo. Altra cosa che non poteva mancare il truccabimbi e, novità di quest’anno un momento di giochi laboratori e letture in lingua inglese (martedì 1 maggio dalle ore 15.00 alle ore 18.00). Nel giorno di chiusura, inoltre, per tutta la giornata sarà allestito “Leggere e rileggere”: mercatino dei libri usati per bambini riservato a tutti i bimbi fino a 10 anni che vorranno scambiare i loro libri, figurine e capsule toys e una maxi lavagna per la scrittura creativa. Spazio automobiline. Intrattenimento divertimento, ma al tempo stesso

educazione… stradale. In fiera è stata allestita una pista rivolta, su cui è possibile cimentarsi alla guida di GO Kart a pedali. I partecipanti, bambini e ragazzi dai 3 ai 14 anni sono istruiti all’educazione stradale e all’utilizzo corretto dell’automobilina, in modo ludico/educativo e grazie all’omologazione dei mezzi biposto i più piccoli possono anche provarli accompagnati dai genitori. Pista quad. Dalle automobiline a pedali ai quad. Il Motoclub Palagano e ‘Piacentini Quad’ hanno istituito in Fiera una pista per quad e bici elettriche, allestita nell’area cortiliva della Fiera. Istruttori, mezzi e attrezzature saranno a disposizione gratuita oltre che del pubblico, anche dei bambini, che vogliono provare queste attività. Sport e arti marziali. Da quelli tradizionali – calcio, pallavolo, basket, etc… – alle arti marziali: l’opportunità che la Fiera Campionaria offre ai più piccoli, grazie ad un’area sport ampliata rispetto alle passate edizioni di provare lo sport sono tante e

differenti. Puntando sull’attrazione che i bimbi hanno per gli animali, in questo caso i cavalli, nelle giornate di sabato 28 e domenica 29 aprile per tutto il giorno il circolo ippico il Paguro Salterellante sarà a disposizione dei bambini presenti con tre poli per il battesimo della sella – in area esterna - effettuato su dei pony. Nei medesimi giorni sarà inoltre accessibile grazie al Mutina Squash Team, un gonfiabile in cui ci si potrà cimentare nella pratica dello squash. Anche il golf avrà un suo spazio – curato da Modena Golf & Country Club - per far giocare i piccoli con mazze e palline nel corso della manifestazione fieristica. Anche il calcio trova i suoi spazi alla campionaria con l’Accademia del Calcio’ che ha allestito un campetto per bambini in cui farli giocare. Allo stesso scopo c’è un campetto destinato al tennis e curato dal FIT Comitato Regionale, mentre sabato 28 aprile ci saranno dimostrazioni e prove di Badminton. Sempre dal 28 aprile al 1 maggio il FIP comitato regionale di basket offre l’opportunità di provare il gioco della pallacanestro. Sempre nell’area sport e sempre per la durata della fiera l’ACI mette a disposizione per tutti e quindi anche per i bimbi, un simulatore di guida. Inoltre, presso lo stand della FIPAV, tanti i giochi, i laboratori e le attività per i più piccini realizzate in collaborazione con AVIS. (do.be)

Via Dino Ferrari, 2 - 41053 Maranello (MO) - Telefono: 0536 940262 - Fax: 0536940262 www.ipsiaferrari.mo.it - Email: mois017006@istruzione.it - PEC: mois017006@pec.istruzione.it


e , e -

-

o a i

a n a

o e -

i

e ,

Speciale

80.esima Fiera di Modena

Modena Flash

2^ Edizione

Alcuni eventi della Fiera da vivere in prima persona

Una Campionaria con buoni motivi per visitarla • MANI PER LA VITA: ATTIVITÀ DI DIVULGAZIONE DELLE MANOVRE DI BLS E DISOSTRUZIONE ALLA POPOLAZIONE • Gli organizzatori della Campionaria hanno voluto dedicare all’interno della Fiera uno spazio ai Centri di Formazione BLSD di Modena e Provincia, al fine di contribuire alla massima divulgazione delle tecniche di rianimazione cardiopolmonare, dell’utilizzo del defibrillatore semiautomatico esterno, delle manovre di disostruzione delle vie aeree, nonché della raccolta di fondi per rendere Modena e provincia luoghi cardioprotetti. L’offerta formativa è gratuita per la popolazione: gli Enti che la promuovono non hanno scopi di lucro, ma solamente la promozione della salute attraverso la divulgazione dei corretti stili di vita, del riconoscimento precoce degli incidenti cardiovascolari e neurologici, della conoscenza del proprio indice di rischio cardiovascolare. • SOLIDARIETÀ: LA COOPERATIVA IRIFOR PRESENTA IL SAPORE DEL BUIO: “DARK ON THE ROAD TIFLOSYSTEM” • Tra le più belle novità della 80esima edizione della Fiera di Modena, c’è sicu-

ramente il progetto “Dark on the Road Tiflosystem” organizzato dalla Cooperativa Sociale IRIFOR del Trentino. Il truck adibito a bar al buio è posizionato nel padiglione C del Quartiere fieristico modenese, accanto alla storica sezione di Enogastronomia della Fiera di Modena. La Cooperativa Sociale IRIFOR del Trentino da sempre pone molta attenzione nelle attività di sensibilizzazione della società alla tematica della disabilità visiva, attraverso gli eventi al buio. In Fiera i visitatori sono portati ad immergersi in una condizione nuova, quella del buio appunto, facendosi guidare da ciechi e ipovedenti, per comprendere limiti e potenzialità della disabilità visiva. A fine ottobre 2016 la Cooperativa ha presentato il nuovo mezzo speciale “Dark on the Road Tiflosystem”, un truck adibito a bar al buio itinerante che permette di portare l’esperienza del buio nelle scuole, nelle piazze, in occasione di fiere o manifestazioni. • TANTE GOLOSITÀ IN FIERA DA GUSTARE • Per coloro che vorranno passare una intera giornata alla Fiera di Modena tra spettacoli

ed eventi sportivi sono in funzione anche sette punti ristoro per tutti i gusti: tigelle, tortelli tradizionali, pinsa romana, ristorante Tex Mex, risotto e polenta, borlenghi, spianata bolognese. E da non perdere, gli appuntamenti con gli showcooking realizzati in collaborazione col Consorzio Modena a Tavola, i laboratori e le degustazioni di prodotti tipici modenesi in purezza e in abbinamento gastronomico proposti nella sezione Enogastronomia dall’AED ABTM presso il proprio stand. In tema di ‘modenesità’ e tradizione sabato 28 aprile avrà luogo la premiazione del 13° Palio della Ghirlandina, ovvero la gara di qualità tra Aceti Balsamici Tradizionali di Modena della tradizione familiare, e del concorso fotografico ‘Scatti balsamici’ realizzato in collaborazione col Circolo fotografico Colibrì. Infine da non perdere, lunedì 30 aprile dalle ore 19.00 alle ore 20.00, l’apertura della Forma di Parmigiano Reggiano campione del mondo e il 1° maggio, alle 16, la cerimonia e la premiazione del concorso ‘Fedeltà e Solidarietà’ istituito dalle Società Centenarie Modenesi. (margue)

.

t o a a r n o i i .

Cell. 339.1368575

www.idealtettocoperture.it idealtetto@gmail.com

• Lattoneria di ogni genere • Impermeabilizzazioni • Isolamento termico • Tetti in legno ventilati • Pulizia grondaie • Rifacimento tetti civili ed industriali • Smaltimento amianto

razioni u t t u r t s i R i al detrazion

50% 65%

cazione Riqualifi ica al energet

SOPRALLUOGHI E PREVENTIVI GRATUITI

Via Villetta, 1016 - 41038 San Felice sul Panaro (Mo)


Speciale

80.esima Fiera di Modena

2^ Edizione

Modena Flash

Padre Bernardini da Verica al resto del mondo… una leggenda vivente

Sebastiano, 91 anni da dividere (almeno) per due… Padre Sebastiano Bernardini, nato nel 1927 a Verica (la “terra aprica” delle carte medievali), continua ad essere un frate speciale. A parlare per lui sono i fatti e le opere che, grazie alle sue doti di trascinatore, sono state realizzate. - Padre Sebastiano, anche la sua famiglia è davvero speciale… “Lo si può proprio dire! Io (che al fonte battesimale nacqui come “Medardo”) sono il penultimo di dieci fratelli. Di questi, ben otto hanno intrapreso la vita religiosa. Sei sono diventate suore nell’ordine delle Figlie di S. Paolo. Mio fratello Giuseppe Germano è stato arcivescovo di Smirne, in Turchia, e ora sta nel “buon ritiro” di Puianello. Le altre due sorelle, invece, si sono sposate. Ma non è finita qui: mia madre aveva anche adottato un seminarista nigeriano, che ora è vescovo nel suo paese”. - È facile capire come, in una famiglia del genere, sia nata la sua vocazione… “Per la verità, la mia vocazione è nata in un modo molto strano, che conferma la grande fantasia di Dio. Ho cominciato a dire di volermi fare prete a cinque anni, in seguito ad un episodio. Era successo che fosse passato davanti a casa mia un sacerdote, in sella ad una fiammante moto Guzzi rossa. Rimasi affascinato dalla moto, la prima che vedevo. Pensai: se la voglio, devo farmi prete. Così, a dieci anni, entrai in collegio, sempre con il pensiero della moto in testa. Poi, crescendo, ho capito che quella era la mia strada. I miei genitori, ci

Padre Sebastiano, insieme al giornalista Alfonso Scibona, al Mapei a tifare neroverde, ha in mano il nostro giornale Modena Flash speciale Sassuolo

tengo a precisarlo, mi hanno sempre lasciato la massima libertà: ‘Se è il Signore che ti chiama, va; provvederà anche a noi”. - Tutta Italia l’ha conosciuta per la sua partecipazione a Pentathlon, il quiz televisivo di Mike Bongiorno: che ricordo ha di quell’esperienza? “Sono diventato famoso soprattutto perché sono stato il primo religioso ad andare il televisione per un programma di spettacolo. La cosa nacque quasi per caso. In quel periodo la trasmissione era un po’ in calo di audience, e così Mike incaricò la sua equipe di cercare un frate da invita-

re come concorrente, per risollevare le sorti del programma. Il fotografo Gianni Bellesia, che mi conosceva e frequentava la trasmissione, fece il mio nome. Bongiorno mi telefonò, invitandomi a Milano. Io andai per curiosità, ma ero deciso a non partecipare. Mike mi accolse dicendo: è la Provvidenza che l’ha mandata qui, così potrà guadagnare dei soldi per gli handicappati. Io infatti, in quel periodo, ero alla ricerca di aiuti per l’apertura del centro per handicappati “Gesù Bambino mio fratello”, a Pavullo. Alla fine, decisi di partecipare, anche se avevo molta paura, soprattutto del giudizio dei superiori: in tv non si vedeva, ma tenevo sempre in mano la corona del rosario, proprio per combattere la paura. Invece mi seguirono tutti con simpatia, addirittura dal Vaticano arrivò un telegramma che diceva: grazie per la magnifica predicazione televisiva. E per la trasmissione quello fu il periodo con gli ascolti più alti”. - Televisione a parte, un lungo periodo della sua vita è stato legato al Ricreatorio S. Francesco di Sassuolo… “Sono stato direttore del Ricreatorio, su “ordine” del cardinal Ottaviani, per quasi trent’anni, dal 1956 al 1979 e dal 1993 al 1995. E’ stato un periodo bellissimo, che ho vissuto totalmente, a vantaggio degli altri. Ero giovane, i ragazzi non mi vedevano come direttore, ma come uno di loro. Abbiamo realizzato dei sogni, come quello di far giocare una nostra squadra a San Siro, in anteprima ad un Inter-Juventus. Ma non c’era niente di programmato, tutto


e

,

a , r l r -

, o . e -

80.esima Fiera di Modena

2^ Edizione

era frutto della fantasia. Tutte le attività sportive del territorio di Sassuolo sono nate dal Ricreatorio, che ha avuto l’importantissima funzione di essere aperto a tutti i ragazzi, anche a quelli che venivano esclusi dalla Chiesa ufficiale”. - Quali sono le iniziative di quegli anni che ricorda con maggior piacere? “Ricordo tutto con grande piacere. Ad esempio il “Folletto d’oro”, una manifestazione canora che si avvalse della collaborazione della già famosa Caterina Caselli. Nel 1974, periodo dell’austerity e delle domeniche a piedi, organizzammo la prima corsa podistica, che chiamammo La fiatona. Qualche anno dopo, la intitolammo Primo trofeo Papa Woytjla, ed il Santo Padre salutò i partecipanti via radio, da piazza S. Pietro. Tra le persone che hanno frequentato il Ricreatorio, vorrei ricordare Giancarlo Corradini, Roberto Cesati e Giorgio Mariani (scomparso nel 2011) calciatori poi divenuti famosi”. - Ha parlato del saluto del Papa ai podisti: esiste un rapporto ormai consolidato tra lei e i vari Pontefici… “È vero, in totale sono andato per un centinaio di volte in udienza dai vari

Papi. Una volta, assieme ai camionisti del Consorzio San Francesco (un’altra delle iniziative nate all’interno del Ricreatorio), portammo in piazza S. Pietro un trattore che la Fiat aveva regalato alla Diocesi di Ibadan, in Nigeria, dove era vescovo il mio fratello adottivo. Papa Giovanni Paolo II si sedette con noi, vicino al trattore, a parlare”. - Dal 1984 la sua vita si è legata al soggiorno per anziani “Francesco e Chiara” di Pavullo… “Io sono uno zingaro della Chiesa, ed anche in questo caso sono riuscito a coinvolgere Papa Giovanni Paolo II, che quando inaugurammo la casa ci diede la sua benedizione via tv. Finché sono stato giovane ho vissuto con i giovani, divenuto ex giovane sono passato agli ex giovani. All’interno della casa non si è mai respirata la tristezza che spesso caratterizza le case di riposo tradizionali. A volte mi diverto a creare un po’ di zizzania tra gli ospiti parlando di calcio e del Sassuolo che da vari anni si fa onore in serie A.E appena posso accorro al Mapei.” . - E dalla sua fantasia sono nate mille altre iniziative: Francesco, cantauto-

Speciale

Modena Flash

re di Dio, la Nazionale Italiani Frati Cappuccini, il Presepio Itinerante… “Sono tutte cose nate con un unico scopo: quello di portare i frati tra la gente. La gente ci deve volere bene! Con il Presepio Itinerante, nato da un pezzo del Muro di Berlino, e un camion regalato dalla Fiat, nel Natale 1992 siamo andati nelle martoriate terre della ex Jugoslavia. Con “Francesco, cantautore di Dio” siamo andati a Sanremo ed è stata un’esperienza formidabile. ” -- Infine, l’anno scorso è arrivata la cittadinanza onoraria di Sassuolo… “E la maglia neroverde n. 90, targata Seb; insieme all’impegno solenne di riaprire a pieno servizio il Ricreatorio, che ho dovuto forzatamente abbandonare…”. - E mentre il convento cappuccino di Pavullo chiude, lei è destinato a Puianello… “ In effetti mi tirano un po’ … per il saio, di qua e di là: a Pavullo non mi vorrebbero lasciar partire, a Puianello mi vorrebbero ‘reggente’. Gli ho detto che per ora mi accontento di fare il confessore, poi non mettiamo limiti alla Provvidenza!”. Marcello Guerzoni

-

-

o i i

i

-

o

VENDITE E RICARICHE

ANTINFORTUNISTICA • ARTICOLI SICUREZZA SEGNALETICA STRADALE E AZIENDALE SISTEMI E MEZZI ANTINCENDIO

DPI

a z z e r u c i s La ! a p p o r t i non è ma Estintori Cabrini a Sassuolo (Mo) - Via Parigi, 11 Tel. 0536 805665 - www.estintoricabrini.it


Speciale

80.esima Fiera di Modena

1^ Edizione

Concessionaria MINI

Concessionaria MINI

Via Emilia Est, 720 MODENA Tel. 059 376550 autoclub.mini.it

Viale dell’Industria, 4 CARPI (Modena) Tel. 059 643585 schiatticar.mini.it

AUTOCLUB

SCHIATTI CAR

MINI Next

SASSUOLAUTO

Via Radici, 67 VEGGIA DI CASALGRANDE (RE) Tel. 0536 824417 sassuolauto.it

Modena Flash


Speciale

80.esima Fiera di Modena

Modena Flash

1^ Edizione

Nel decennale della morte inaugurata la statua davanti al Teatro Comunale

Foto Teida Seghedoni

Luciano Pavarotti ha il suo monumento

Il 6 settembre scorso, decimo anniversario della morte di Luciano Pavarotti, le celebrazioni ufficiali e televisive del tenore non sono toccate a Modena ma all’Arena di Verona , con tanto di adunata di voci celebri (più nello stile della parata pop che della lirica “vera”, e nell’assenza di Freni e Magiera: però c’era Del Piero, e allora…): il maestro Riccardo Muti ha parlato di “vertiginoso decadimento”, di sottocultura contrabbandata per cultura grazie alla tv. Meno di due mesi dopo Modena, città natale di Luciano, si è rifatta con qualcosa di più duraturo: la statua del tenore donata dal comune di Pietrasanta e collocata sotto il portico del Teatro, alla confluenza in corso Canalgrande della rinominata via Goldoni . La statua di bronzo (fusa gratuitamente), in grandezza naturale o poco più, è opera dello scultore Stefano Pierotti, che già aveva realizzato il monumento a Ayrton Senna all’Autodromo di Imola e quello in ricordo di Papa Giovanni Paolo II posto davanti al Policlinico Gemelli di Roma. Come mostrano le immagini di Teida Seghedoni, Pavarotti è ritratto come fosse al termine di un recital, in piedi a braccia aperte, con lo scaramantico foulard nella mano sinistra. L’immagine è più tipica degli ultimi anni di vita di Pavarotti, quando non affrontava più le opere in teatro ma rincorreva il successo popolare contornandosi di cantanti ‘leggeri’ o, nel migliore dei casi, con le esibizioni dei “tre tenori”; il che (aggiunge ancora Muti) ha aumentato la popolarità sua ma “non ha portato beneficio all’opera: con O sole mio non allarghi la platea”. Tro-

viamo anche un po’ troppo prominente la pancia: e sarà anche per questo che, con uno scherzo di cattivo gusto nella notte dopo San Geminiano, tre giovanotti hanno pensato bene di ‘accomodare’ sul foulard una testa di porchetta. Può darsi che la statua sarà rimossa da dove si trova oggi per trovare collocazione definitiva all’interno del Comunale: ma questo breve viaggio sembra incontrerà molti ostacoli. È molto più facile impedire che fare. Nel frattempo, il Pavarotti monumentato spinge il suo sguardo anche sul lato opposto di via

Goldoni (la parte iniziale di quella che fino a poco fa era via Fonteraso), dove è l’ingresso disadorno dell’istituto musicale Vecchi-Tonelli: scuola che al suo interno è anche messa peggio, tra crepe nei muri, arredi fatiscenti, finestre a rischio distacco. Vanno bene i monumenti dalla apparenza che attrae, ma la sostanza, la polpa delle cose andrebbe salvaguardata, non per il turista di passaggio ma per le generazioni che stanno arrivando. Donatella Bertacchi

Cucina tipica napoletana e piatti di pesce La vera pizza napoletana con lievito madre e cotta nel forno a legna Pizze fritte e integrali - Stuzzicherie partenopee Tutti i giovedì musica, karaoke e… giropizza TUTTE LE PARTITE DEL CAMPIONATO DI SERIE A E CHAMPIONS LEAGUE

Via C. Razzaboni 12 - 41122 Modena (a due passi dal cinema Victoria sotto il cavalcavia del Cialdini) Telefono 059 311816 Aperto da martedì a domenica (12/14,30 e 19/01 Chiuso il lunedì, il sabato e la domenica a pranzo Pizzeria L’Altro Vesuvio Pagina Ufficial


Speciale

80.esima Fiera di Modena

2^ Edizione

Modena Flash


Speciale

80.esima Fiera di Modena

Modena Flash

2^ Edizione

Come se il tempo si fosse fermato: ricordi, sensazioni, nostalgie del passato

Paolo Canulli il sarto dei sacerdoti Siete mai tornati nei luoghi che vi hanno visto bambini? Io, quando posso, lo faccio. Non spinto da un vano senso di nostalgia ma dall’illusione che il tempo lì si sia magicamente fermato, che la gente che li aveva animati tanti anni or sono non abbia smesso di aspettarmi. E allora mi ritrovo in una stradina lunga e stretta, che si illumina soltanto quando il sole è alto e il cielo è terso. E’ una delle tante viuzze del centro storico della vecchia Modena che, nonostante i mutamenti della città, si sono conservate mantenendo intatto il loro fascino. L’altro giorno, giunto davanti a quella che era stata la mia abitazione, approfittando del portone accostato, vi sono entrato. Ho salito lentamente le scale di cotto marrone e ho rivissuto momenti che non avevo del tutto dimenticato. Ho rivisto, in alto, sulla parete del primo pianerottolo, il piccolo altare di legno verniciato d’azzurro con la Vergine e il Bambino, di fronte al quale ogni mattina, scendendo precipitosamente le scale per correre a scuola, mi soffermavo, seppur per un attimo. L’ho fatto anche questa volta prima di raggiungere il secondo piano dove avevo abitato per quasi dieci anni. Li era cambiato ben poco. C’era il finestrone che dava luce alle scale e due porte d’ingresso una, di fronte all’altra. La mia era stata murata; sulla placchetta in ottone ossidato di quella di fronte si leggeva ancora, e a fatica, “Paolo Canulli – Sarto”. Già, il signor Paolo. Ma chi era costui, si domanderà qualcuno parafrasando il Manzoni? Era una persona, o meglio un personaggio che, nel suo piccolo, era riuscito a farsi conoscere in città come unico sarto che sapesse confezionare a regola d’arte abiti talari, ovvero i “vestiti” dei sacerdoti. Terminati i compiti andavo nel suo laboratorio che, ai miei occhi di bambino, appariva affascinante e, per certi versi, misterioso. Ma anche magico, con i manichini di cartapesta, ricoperti di panno nero su un piedistallo che somigliava a quello di un candelabro sacro, per i vestiti in prova. Con le macchine da cucire a pedale e con i ferri da stiro a carbonella che bisognava dondolare per

ravvivare la brace prima di usarli. Mi sedevo, guardavo e stavo a sentire. E lui, il signor Paolo, di cose da raccontare ne aveva sempre. Lo faceva mentre cuciva, con gli occhiali appoggiati sulla punta del naso, guardando di soppiatto se lo ascoltavo. E come potevo non ascoltarlo soprattutto quando per l’ennesima volta ricordava il suo servizio militare? La parte che più mi conquistava era quando, carabiniere del Re, nella prima guerra mondiale, aveva combattuto sul Piave. Un giorno mi chiamò in disparte e aprì con rispetto, quasi religioso, un armadio. Dentro aveva riposto la sua divisa grigioverde, il cappello col pennacchio rosso blu (si chiama “lucerna”, mi disse) e l’elmetto, ammaccato e scheggiato. “Questo mi ha salvato la vita. Se non lo avessi indossato ora non sarei qui a mostratelo”. E poi, come ogni volta, raccontava la fine della guerra, guando lasciò il reparto e tornò a casa. “Sono momenti – mi diceva – irripetibili, che non si possono dimenticare. Inquadrati, allineati e coperti, abbiamo sfilato in via Emilia, fra due ali di folla che applaudiva e gettava fiori. La lunga guerra di posizione, in trincea, non aveva scalfito né il morale né gli ardori. In più c’era la gioia di essere accanto ai nostri cari. Per me la felicità fu doppia. Infatti, mentre marciavamo, una bella ragazza, uscita dalla folla, si era messa a correre verso di noi. Raggiunse me, per caso, e mi baciò. Il suo volto mi rimase negli occhi e quel gesto nel cuore. La cercai a lungo. La rividi qualche tempo dopo e, qualche tempo dopo, ci sposammo. Di come fosse riuscito a diventare un sarto apprezzato, andando a bottega dal titolare di una delle più rinomate sartorie di Modena, lo avevo sentito tante volte ma, per non scontentarlo, lasciavo che parlasse, mostrandomi sempre molto interessato. “Perché vedi – mi diceva - questo è un mestiere molto delicato. Non credere: quando si sbaglia anche i preti si lamentano. Una misura inesatta o una manica che non calza, a lungo andare, guastandoti la reputazione, possono farti chiudere. Come in tut-

te le cose basta farci un po’ la mano, poi tutto diventa più facile”. E, in effetti, il signor Paolo in tanti anni era riuscito a vestire, senza danni né lamentele, dai semplici preti, ai vescovi ma anche qualche cardinale. E ogni talare, pur diverso, dalla sua sartoria usciva sempre perfetto. “Per i sacerdoti deve essere nero – mi spiegava - con maniche lunghe e larghe, stretto alla vita e proseguire svasato e più ampio fin quasi a coprire i piedi. Ai nostri giorni la sua rinomata sartoria probabilmente incontrerebbe non poche difficoltà per sopravvivere. Oggi il rigore nell’abbigliamento del clero si è affievolito per i sacerdoti, che vestono sempre più spesso abiti “borghesi”. Molto raramente il signor Paolo si dedicava alla confezione di abiti “borghesi”. Pochi e selezionati, i suoi clienti. Ve ne era uno al quale teneva particolarmente. Si trattava, come mi aveva spiegato, senza rivelarmene il nome, di un medico, anzi di uno scienziato, che aveva ben poco tempo da dedicare all’abbigliamento. “È venuto una sola volta tanti anni fa. Voleva un vestito nero. Glielo feci, poi non lo vidi più Ogni tanto mi telefonava per un altro abito, identico a quello che già gli avevo confezionato. Una persona che non si dimentica facilmente”. Ma a rendere più personaggio che persona il ”sarto dei sacerdoti” c’era un’altra particolarità: fra una tonaca e l’altra, per restare in argomento, il signor Paolo, faceva il sagrestano. Questa sua mansione rappresentava per me un nuovo elemento di interesse e di curiosità. Un giorno mi portò sul campanile per farmi “toccare la campane”, come mi aveva promesso. Un desiderio sognato che finalmente si avverava, rimasto fra i miei ricordi più belli. E questo sarebbe un personaggio? Si domanderà qualcuno. Si lo è. Il signor Paolo, come tanti altri, infatti, appartiene alla nutrita schiera di artigiani che, allora come ora, riescono a diventare, veri e propri protagonisti. Per il loro impegno e per la loro serietà. Ma sempre senza clamore. Giovanni De Carlo


Speciale

80.esima Fiera di Modena

Modena Flash

2^ Edizione

Nuova ricca grammatica dei dialetti della provincia di Modena

Da Vignola un’altra lezione di dialetto ai modenesi Se per uno studio storico-linguistico sul dialetto di Modena bisogna ancora risalire agli scritti di Giulio Bertoni, di un secolo e più fa, mentre per l’area della montagna è stata la pavullese Arianna Uguzzoni, negli anni Settanta/ Ottanta, a indagarne scientificamente la fonologia, la più ampia grammatica del modenese, in senso tradizionale, fino a poco fa era quella di Ermanno Rovatti, un’ottantina di pagine allegate nel 1999 al Dizionario enciclopedico in due volumi di Sandro Bellei. Ma ora sono quasi trecento le pagine di Leggere e scrivere in dialetto modenese di Giorgio Rinaldi (Il Fiorino editore, Modena 2017, € 18): Rinaldi è di Vignola, patria non solo del Muratori ma anche di Attilio Neri, che sebbene romagnolo di nascita si stabilì a Vignola, dove compilò il suo fondamentale Vocabolario dialettale, stampato nel 1973 e poi, con ampia appendice, nel 1981. Rinaldi, laureato in Lettere a Bologna e specializzato in filologia e linguistica, dichiara appunto

di partire “dalla preziosa opera del mio conterraneo e compianto maestro” Neri, ma ne allarga alquanto gli orizzonti, che in Neri erano ristretti al dialetto “centrale” di Modena, mentre in Rinaldi vogliono abbracciare tutta l’area della provincia. Ciò pone dei problemi enormi, perché all’interno della provincia amministrativa ci sono almeno sei varietà dialettali principali, o forse dialetti autonomi veri e propri, ovviamente senza confini netti ma con spaccature che passano all’interno della stessa località e, possiamo dire, delle stesse famiglie: già autorevoli studi hanno documentato che a San Cesario si parlano due dialetti diversi; mentre a Modena, un mio compianto vicino di casa, per esempio, diceva févra quando sua moglie, nata a pochi chilometri, diceva fìavra; e coniugava mè a fäva quando i suoi figli dicevano fèva o anche féva (sono grosso modo le differenze che Bertoni rilevava tra il dialetto di Modena e quello di Freto, e

il Meschieri vocabolarista della Bassa annotava tra Mirandola e Cavezzo, anzi, La Mirändla e Al Cavés). Bisogna aggiungere che il dialetto, parlato o almeno noto sì e no al 40% dei residenti, non può più essere omogeneo come cent’anni fa, dati gli spostamenti quotidiani per lavoro dal capoluogo alla provincia e viceversa, e l’abbandono generalizzato della prassi di “moglie e buoi dei paesi tuoi”, e data la massiccia immigrazione che orienta tutti verso un italiano “comune”, a parte i patetici tentativi degli immigrati di farsi accogliere articolando un “csà ffémmia cché?”. Dunque, Rinaldi si concede di mettere al centro il dialetto vignolese (non molto diverso dal modenese urbano, sia pure con una intonazione un po’ differente, e qualche parola propria: ad esempio i ninátt, cioè i maiali, parola non ignota ma decisamente rara dalle parti dei Grandi Salumifici Modenesi). Ma avverte preliminarmente che le vocali lunghe modenesi (chiuse, piut-

arcon

L’ARCON – C.L.A.A.I. e le strutture collaterali esplicano la loro attività principalmente a favore di piccole e medie imprese e di professionisti. Oltre alla organizzazione sindacale a livello provinciale, regionale e nazionale, forniscono i seguenti servizi: • Consulenza del lavoro per aziende, professionisti e datori di lavoro di ogni genere compresi quelli di lavoro domestico (COLF e BADANTI) e tutti gli annessi adempimenti in materia di collocamento, sostituti d’imposta, ispettorato del lavoro, I.N.P.S., I.N.A.I.L., Istituti previdenziali diversi, vertenze ed assistenza lavoro • Iscrizioni, cessazioni, variazioni C.C.I.A.A. • Enti locali, questura, SIAE, per licenze ed autorizzazioni varie • Incombenze societarie • Credito e finanziamenti • Contratti e registrazione • Informativa fiscale con apposito settore per lo studio e l’elaborazione delle dichiarazioni dei redditi • I.M.U. • Vertenze sindacali e contenzioso • Affitti • Informativa contabile ed amministrativa con relativo settore specializzato nella tenuta della contabilità semplificata e minimi, contabilità ordinaria, dichiarazioni I.V.A., bilanci fiscali e gestionali, rapporti con le banche. • Si avvalgono inoltre della collaborazione di professionisti esterni al fine di prestare agli associati tutta l’assistenza di cui necessitano. • Servizio “Successioni”

MODENA - Via L. Da Vinci, 5 - Tel. 059.34 29 59 - 34 58 26 (r.a.) - Fax 059.34 60 86


a

, %

i l

i a

à

e n , ’ d a e

Speciale

80.esima Fiera di Modena

tosto che aperte) verso Castelfranco si dittongano nel tipo sgnòur (ma una o molto aperta, quasi una a) e savàir mentre a Sassuolo, chissà per quali arcane influenze (la diocesi di Reggio non c’entra) i pochi sassolesi indigeni dicono sgnàur e savèir; mentre da Ravarino in su compaiono al prìa e i fradìa. Ma nella Bassa rispuntano anche le cosiddette vocali turbate, le ä e le ö, che troviamo pure nel Frignano accanto alle ü lombarde. Però nella montagna modenese più alta troviamo anche le chi dove noi modenesi abbiamo c dolce (chiäva invece di cèva), e desinenze più vicine alle toscane che alle “celtiche”. Senza dire poi della z, sconosciuta del tutto a Carpi (al pòss come a Reggio, invece del pázz modenese), e poco praticata, aggiunge Rinaldi, anche lungo l’antica via Claudia, tra Castelvetro, Maranello e Sassuolo. Tutto questo (e tanto altro si potrebbe aggiungere) produce un difficile compromesso con la scrittura, la resa grafica di tanti suoni per i quali non esiste un corrispondente italiano; o viceversa, l’abitudine grafica italiana porta ad equivoci. L’uso dell’apostrofo, ad esempio, pedanteria ortografica che i glottologi internazionali hanno

Modena Flash

2^ Edizione

abolito, e Rinaldi preferisce sostituire col trattino o ligátt: gh-èin-i andè? (qualche apostrofo però gli serve ancora: zerca ‘d capir… ). E soprattutto l’uso delle consonanti doppie, che Rinaldi mantiene nei monosillabi ma non nelle altre parole, scrivendo dunque rátt al maschile e ráta al femminile, dove sostiene che ci sia una consonante “semilunga e non doppia”. In realtà, anche le consonanti che noi scriviamo doppie sono lunghe circa una volta e mezzo, non due volte, rispetto alle consonanti scempie; e l’artificio di scrivere le doppie in modenese e nei dialetti del nord vuole soprattutto indicare la lunghezza o brevità della vocale precedente: per la quale occorre allora, in mancanza di consonanti, ricorrere ad accenti o altri segni, procedura complicata e che lascia dubbi quando si voglia indicare, oltre alla lunghezza, anche l’apertura o chiusura della vocale: scrivendo dòna o dóna (o dánna?), insomma, si rischia di favorire una pronuncia dòòna, che lasciamo volentieri all’annunciatrice più carina di Trc, ma non vorremmo nella Pulonia. Comunque, la grammatica va avanti, seguendo l’ordine tradizionale delle

“parti del discorso”: ad esempio, i numerali sono considerati degli aggettivi (ma si dirà òndes, ònng, òndz, e in periferia ùndas?); e coi nomi dei mesi, infinite sono le varianti a pag. 138. Necessaria però l’introduzione in grammatica degli “Accompagnatori”, cioè di quelle particelle che raddoppiano o integrano il soggetto (mè a déggh, tè et dis, lò al dis, ai ho détt, a piôv, l’è gióst ecc.), di origine incerta (almeno in parte risalente ai pronomi personali) ma obbligatoria nei dialetti “gallo-italici”, cioè affini al francese. E il libro di Rinaldi non è sola grammatica: una lunga sezione dei “verbi ed espressioni particolari” è dedicata a certi modi verbali o costruiti coi verbi: come sblésga ‘cibo con poco sapore’ (ma anche e sblésga per ‘eccetera’), tôr zò ‘fare il ritratto’ (ma chi fa più i ritratti oggi?), dir dabòun ‘fare sul serio’, l’è un tirê (cioè tirèe) ‘un avaro’, ma come aggettivo tirê vale ‘elegante’. Insomma, al di là di osservazioni tecniche a volte piuttosto complicate, è un libro da consultare e da tenere in casa. Almeno finché la parola “dialetto” avrà un senso dalle nostre parti.

Fabio Marri

FRANCESCO MENABUE Via 41122 MODENA MODENA -- Tel. 059.284.444 V ia Emilia Emilia Est, Est, 1181 1181 - 41122 Tel. 059.284.444 Fax 059.280.119 - Email: menabue@francescomenabue.it Email: learco@francescomenabue.it

CENTRO RIPARAZIONI PEUGEOT


Speciale

80.esima Fiera di Modena

2^ Edizione

6 7

Seconda e terza settimana di settembre...

Modena Flash


Speciale

80.esima Fiera di Modena

2^ Edizione

Modena Flash

Il personaggio più illustre di Modena… tra Paradiso e Inferno

Muratori beato o.. cacciato di casa? Un recente articolo del “Carlino Modena” (21 marzo) ha riportato alla ribalta, sia pur tra mille deviazioni, imprecisioni, approssimazioni, il fatto che la gloria maggiore di Modena, in 2200 anni di storia, è e rimarrà per un pezzo Lodovico Antonio Muratori. La conferma sarebbe venuta da “alcuni intellettuali modenesi di chiara fama, riuniti in non so quale occasione”: non se ne fa il nome, e verrebbe da chiedersi davvero se la fama di questi sia chiara come le idee dell’articolista, che vacillando sui fatti e dovendo riempire lo spazio si inventa in 16 righe l’aneddoto del duca “Rinaldone cuor di beone” (aggiungiamoci anche “Fèr cme Rineld, ch’an sintiva né fràdd né cheld”, e avremo completato la storia di Modena nel Settecento secondo il giornalismo modenese d’oggi). Dunque, sembrerebbe (ma nemmeno uno straccio di internet conferma la notizia) che questi “intellettuali”, oltre a sancire la gloria terrena di Muratori, si siano interrogati sulla possibilità di una sua beatificazione: santo non proprio subito, ma a circa 270 anni dalla morte. Sembra però che le leggi canoniche vigenti impongano un inizio della causa di beatificazione non oltre i 35 anni dal decesso: dunque, stando a quanto riferisce fantasticando l’articolista, non c’è niente da fare, “tempo sacduto” (sic), doccia fredda. La bibliografia a disposizione dell’articolista pare si restringa a un libro solo, non citato, forse per la vergogna del mancato aggiornamento: “Ha scritto il Sorbelli che…”; “Nota il Franchini che…”. Non si tratta di Filippo Franchini, podista di vaglia e narratore di sport, ma del fu Vittorio Franchini: non il giornalista, viaggiatore e critico musicale morto nel 2014, ma di un altro Vittorio Franchini, economista e giurista, nato nel 1884 e morto nel 1970, che in occasione dei 200 anni dalla morte del Muratori (1950), invitato dal Tommaso Sorbelli di cui sopra, tenne a Modena una conferenza sul pensiero sociale muratoriano, al testo della quale appartengono le quattro righe dell’unico libro (stampato nel 1951) che compone la biblioteca muratoriana dell’autore dell’articolo. Autore che forse, se non si aggirasse ancora irrimediabilmente nello scorso

secolo, poteva citare la “beatificazione” (non canonica, ma profondamente umana) che del Muratori ha fatto il vescovo ‘regnante’ di Modena, don Erio Castellucci, lo scorso 1° febbraio 2018, visitando la ex canonica della Pomposa dove Muratori visse gli ultimi 34 anni della sua vita, dapprima come “prevosto” poi come coadiutore del nuovo prevosto, il nipote Gianfrancesco Soli. Incursione serale piuttosto rapida, e limitata al piano visitabile dell’edificio, ma completata da una dotta conferenza cui, oltre al vescovo, hanno partecipato altri “intellettuali modenesi” (presumibilmente diversi da quelli evocati dal “Carlino”). La sede naturale della conferenza sarebbe stata la chiesa della Pomposa, ma l’attuale (diciamo così) sacrestano e plenipotenziario ha impedito la cosa, con la motivazione che in chiesa fa troppo freddo. Chissà come andava ai tempi di Muratori, quando non esisteva nemmeno il riscaldamento a Gpl, e l’acqua benedetta gelava nell’acquasantiera; eppure “don” Muratori faceva messa e predicava lì dentro, anche durante la novena di Natale, e ci radunava i membri della “Compagnia della Carità” da lui fondata. Ma forse il sagrestano di allora aveva meno desnòmm. Felix culpa, avrebbe commentato un Muratori redivivo, se il contrattempo della… “chiesa chiusa” ha generato la pronta offerta del Centro Studi Muratori di Giancarlo Corrado, a un centinaio di metri dalla Pomposa: sala riscaldata, accogliente e bastevole per tutti, grazie anche all’assenza generalizzata delle cosiddette autorità civili e dei loro galoppini (era molto più importante pensare alle imminenti elezioni, e i politici avevano già fatto i loro bagni di folla il giorno prima, in Duomo per le celebrazioni di San Geminano e poi all’ippodromo per la Corrida): per cui, ad ascoltare il vescovo c’erano solo persone interessate al Muratori. È saltata fuori persino una cosetta ignota ai più: che Muratori, in tempi nei quali l’unica lingua ammessa in chiesa era il latino, tradusse la messa in italiano, precedendo di due secoli abbondanti il Concilio e papa Paolo VI. E all’epoca si era parlato di Muratori anche come possibile nuovo vescovo di

Modena, oltre che come ambasciatore della missione impossibile di riunificare la chiesa luterana alla cattolica romana. Mentre adesso? Fantasie giornalistiche a parte, la realtà è che la canonica di Muratori, teoricamente Museo Muratoriano (almeno così sta scritto all’ingresso e sulle guide turistiche, senza precisare che il museo è aperto sei ore la settimana, e se non ci andate è meglio così non rompete), è occupata da troppe istituzioni, col pretesto di un lascito secolare dichiarato giuridicamente inammissibile dal “nuovo” codice civile del 1941. La biblioteca muratoriana, ricca di edizioni antiche e di opuscoli rarissimi, spesso introvabili, e che ancora negli anni Sessanta compariva sui cataloghi ufficiali delle biblioteche della Regione, giace mescolata alla biblioteca della Deputazione di storia patria, priva di catalogo, e con una bibliotecaria del tutto teorica perché le è stato, almeno provvisoriamente, inibito l’accesso alla biblioteca. Il Centro che si occupa (su incarico della Presidenza della Repubblica, mica sulla base di fanfaluche illegali) di studiare Muratori e pubblicarne le opere, vede le sue carte confinate in una topaia inabitabile al piano terra (senza servizi, senza riscaldamento, senza sedie, e senza che nemmeno il presidente abbia le chiavi per entrarci). Viste le condizioni di disagio, il comune di Modena, proprietario dell’immobile (“nuda proprietà”, fatti salvi i dubbi giuridici di cui sopra), nell’atto di rinnovare agli attuali occupanti, compreso il sopra citato sagrestano, i diritti di usufrutto, e con l’intenzione di procedere a un nuovo restauro della Pomposa (il tetto fa acqua), offre al Centro Muratoriano una nuova sede. Che però non sarà la ex villa Muratori, altra antica proprietà della famiglia Muratori, poi divenuta Villa Ombrosa, perché questa, sotto restauro da anni annorum, è già destinata a divenire “casa delle donne”. Beate loro, mentre Muratori può anche contentarsi di traslocare in quella sede che piacerà agli odierni eredi di “Rinaldone cuor di beone”. Fabio Marri


Speciale

80.esima Fiera di Modena

Modena Flash

2^ Edizione

Le “distrazioni letterarie” dei giornali

Chi sa dirci chi era “don Peppone”?

Diceva il leggendario dottor Attilio Neri, autore del dizionario del dialetto modenese: “Se i giornalisti scrivessero solo le cose che sanno, i giornali uscirebbero con tante pagine bianche”. Al di là dei dubbi sulla professionalità dei giornalisti (esposti anche da Umberto Eco nel suo ultimo romanzo, Numero zero), anzi sul loro stesso mestiere (“Sempre meglio che lavorare”, secondo una battuta di Luigi Barzini ripresa da Luca Goldoni come titolo di un libro del 1992, poi di nuovo da Michele Brambilla nel 2008, e da tanti altri, cinema incluso), e fatte molte dignitose eccezioni, come quotidianamente possiamo vedere dalla dozzina di facce in perpetua rotazione da “Otto e mez-

zo” di Lilli Gruber, bisogna dire che non passa giorno senza che la carta stampata offra esempi di “perle” ovvero “errori di stumpa”: che una volta si attribuivano al tipografo, reo di battere alla tastiera parole altrui che non conosceva, magari trascrivendo dal telefono, ma che adesso risalgono esclusivamente a chi firma il pezzo, col grazioso intervento ‘migliorativo’ del titolista. Il cattivo esempio lo dà anche il giornale che fu di Barzini, il “Corriere della sera”, impegnato nell’affannosa rincorsa di “Repubblica” non solo sul versante del gossip e della privacy violata, ma pure della scorrettezza linguistica. Così Virginia Piccolillo, impegnata a ridicolizzare il generale Antonio Pappalardo (compito dei

giornalisti odierni – ha scritto Eco - non è quello di informare ma semmai di orientare la gente), lo descrive con “baffi alla don Peppone e sguardo luciferino”. Ma signora, chi era don Peppone? Forse è troppo pretendere che, con tutti i suoi impegni “lavorativi”, lei trovi anche il tempo di leggere un libro di Guareschi, ma non le è mai capitato di vedere almeno un film di “don Camillo e l’onorevole Peppone”? Un altro che sul “Corriere” scrive molto, specialmente di luoghi comuni in prima pagina è Aldo Grasso, classe 1948, esperto di cinema, tv e spettacolo (dunque della stessa categoria di Vincenzo Mollica, Dio ci scampi!), docente universitario in età pensionabile. Bene, in occasione del sessantesi-

Ferramenta MURATORI S.N.C. di Malaguti W. & C. Maniglieria e merce d’Antiquariato

OTTIMO ASSORTIMENTO SERRATURE DI SICUREZZA E COMPETENZA VENTENNALE NEL SETTORE TUBI PER TENDAGGI VARIO ASSORTIMENTO DI FERRAMENTA

ORARI: lunedì-venerdì 8,30-12,30 - 15,00-19,00 sabato solo mattina 8,30-12,30

È facile raggiungere il nostro punto vendita. 41125 Modena - Via Santhià, 19/21/23 - Tel. 059 360182 - Fax 059 3683991 E-mail: ferramentamuratori@gmail.com

2018

VENTIDUE ANNI DI ATTIVITA’


e o n

n

e i

i -

80.esima Fiera di Modena

2^ Edizione

mo Zecchino d’oro (5 novembre scorso), si è incaricato di un revival dove la memoria comincia a far cilecca, ovvero la fretta combina insieme riso e fagioli: la citazione dei 44 gatti di Pippo Casarini, che ci porta al 1968, è accostata a Carissimo Pinocchio, in realtà di nove anni prima (inaugurò giusto il primo Zecchino d’oro), col privato commento “A casa non avevo il televisore e non sapevo cosa volesse dire ’24 pollici’. Con l’età i ricordi stingono, e anche la memoria che a quei tempi i pollici delle tv non erano 24 ma 21 (di quelle piccole, 17); e svanisce anche una certa memoria dell’ortografia, quando Grasso propone lo Zecchino come “chiave di lettura per chi un giorno avrà la bontà di stillare la lista dei nostri fallimenti”. Aggiungendo memoria a memoria, dirò che a quei tempi (1959 o 1968 poco importa), Stilla erano le “gocce azzurre per gli occhi”, a stillare erano le fontane malate, a distillare sapienza i professori universitari con gli attributi; agli scribacchini bastava, e dovrebbe bastare ancor oggi, di stilare i comunicati del loro datore di lavoro. Un altro che stila a non finire è

Leonildo detto Leo Turrini, che contrassegna col suo fotografico sguardo in fessura (alla Bud Spencer degli ultimi anni) le paginate sull’automobilismo: dandoci qualche sussulto, come quando il 13 novembre ha titolato “Ferrari fa pokerissimo nel 2017”, col promuovere l’illusione, ad uno appena sbarcato dalla Luna senza sapere niente dell’ultimo anno, che il Triplete di Mourinho impallidisse di fronte alla razzia di trofei operata da Maranello. Altri tempi, quando noi bambini giocavamo a poker con cinque dadi che agitavamo nel bicchiere e alla fine scodellavamo sul tavolo: se tutti e cinque avevano lo stesso segno, era pokerissimo, cinque su cinque insomma (come, dicono, si faccia oggi nel “Calatone” di carte, usando però i jolly). Dicesi pokerissimo insomma quando si fa l’en plein, si prende tutto: purtroppo per Maranello e per Leonildo detto Leo, i trofei che contano in F1 l’anno scorso (e per i tre anni precedenti) sono toccati alla Mercedes dell’odiosamato Lauda. Dunque, un “poker” nel più classico dei sensi. Per il pokerissimo, semmai, si vedrà

Speciale

Modena Flash

il 2018: ed è ovvio che da Maranello e dintorni facciamo gli scongiuri; ma già Leonildo aveva involontariamente gufato, sottotitolando quello stesso articolo “Trionfo Vettel: caccia al sesto centro ad Abu Dhabi”. Dove infatti vinse Bottas su Mercedes davanti a Hamilton su Mercedes: quarantesima doppietta tedesca… Il resto sono quisquilie e pinzillacchere: tra le più divertenti, il titolo di una “Gazzetta di Modena” (i titolisti della “Gazzetta” sono speciali, basta guardare le iperboli di cui gratificano gli sport minori e minimi; sono anche un pelino monotoni, se nel numero del 26 marzo a pag. 36 Castelvetro piange, mentre a pag. 50 L’Invicta piange); ma torniamo a fine ottobre, quando Casinalbo ha celebrato “l’aspro odor dei tini”. Citazione da Carducci un po’ troppo sintetica, che il titolista ha ricicciato dall’articolo: qui, tra una location e un’altra, si ricorda però che i tini carducciani si limitavano a ribollire, e l’aspro odore era dei vini. In retorica, questo scambio si chiama paronomasia; in giornalismo, forse, “sempre meglio che lavorare”. Fabio Marri


Speciale

80.esima Fiera di Modena

1^ Edizione

Modena Flash

COMMERCIALE LA VELA SRL. Via Del Maniscalco, 4 • 41013 Castelfranco Emilia (Mo) Tel. 059.92.64.28 • Fax 059.92.65.93 • www.velagommaeplastica.it •vendite@velagomma.it Orari: dal lunedì al sabato dalle 8,30 alle 12,30 e dalle 15 alle 19 - Domenica chiuso

Rinunciare a un desiderio, nemmeno per sogno. Prestito BPER Banca. Facile, veloce e leggero. Vai su prestito.bper.it, fissa un appuntamento e scopri come realizzarlo.

prestito.bper.it

800 22 77 88

Messaggio pubblicitario con finalità promozionali. La Banca si riserva il diritto di subordinare l’accesso al finanziamento ad una valutazione del merito creditizio. Per le condizioni contrattuali ed economiche si rinvia al documento “Informazioni europee di base sul credito a consumatori” richiedibile presso tutte le filiali.


Speciale

80.esima Fiera di Modena

2^ Edizione

Modena Flash

La scomparsa di Vittorio Trentini, roveretano per eccellenza

“Rovereto: dai ricordi alla certezza” L’ultimo mese del 2017 ha portato via Vittorio Trentini, che ora riposa nella tomba di famiglia a Cortile, ma può considerarsi un roveretano come pochi altri. Era nato a Cavezzo nel 1934, ma fin dalla prima infanzia la sua famiglia si era trasferita a Cortile di Carpi, dove studiò in seminario, avendo tra i compagni il futuro poeta Ermanno Sueri, scomparso tragicamente. Divenne maestro elementare e per una trentina d’anni svolse l’insegnamento in varie scuole. Dal 1962 visse a Rovereto, il paese (amava dire) “dei suoi antenati fin dal Seicento”. Qui costruì la casa, rimasta vittima del terremoto del 2012, ma che con tenacia ed orgoglio ricostruì, tornandoci ad abitare nel suo ultimo anno di vita. Già dagli anni Ottanta aveva cominciato a studiare e pubblicare scritti di storia locale, con speciale attenzione a Rovereto: tra i libri relativi, su queste pagine ci occupammo ad esempio di “Tra cronaca e storia”. La chiesa parrocchiale di Rovereto sulla Secchia, del 1999, e infine della grande opera in due volumi Rovereto: dai ricordi alla certezza, uscita nel 2013, nel primo anniversario del terremoto, quando il paese appariva fiaccato ma non domo e stava avviando la ricostruzione il cui inizio fu documentato in un secondo volume uscito l’anno dopo, per la Sagra di agosto. Aveva scritto Trentini nella presentazione del libro: “Due anni fa, quando partì l’idea di questa iniziativa, eravamo stati spinti dall’amara constatazione che il nostro paese stava trasformandosi sempre più in un quartiere alla periferia di Carpi, un quartiere dormitorio purtroppo senza vita attiva, né sociale né tantomeno culturale. Avevamo pensato di intitolare il libro “Rovereto, un paese che muore”. Ma ora, di fronte all’immane disastro che il terremoto ci ha riservato, quelle motivazioni non sono più valide. I dormitorii di prima si sono vuotati, e il paese è quasi dimezzato, sia quanto riguarda alle persone sia quanto agli immobili. Quanto è successo era impensabile: tanta gente

non si è ancora ripresa dallo choc, ma paradossalmente nel paese è tornata la vita. Accanto alla disperazione si affaccia la speranza, ci si organizza alla meglio e si tende con fermezza a tornare alla normalità”. Il libro era aperto in copertina dall’acquarello di un altro roveretano della diaspora, Enzo Ronchetti (classe 1924), una raffigurazione della piazzetta che stava tra la chiesa e la scuola elementare, dominata (come scrisse il pittore) dalla “rinascimentale colonna in mattoni, finemente elaborati, che faceva bella vista al centro della muretta di recinzione del piazzale erboso e sconnesso di fianco alla parrocchiale. Dall’alba al tramonto era la tribuna e il palcoscenico, oltre che l’albo, vivo per tutte le stagioni, dell’animo dei paesani, per qualsiasi situazione esistenziale. Mentre la folta siepe di bambù, in fondo al campetto, delimitava il confine col cortile delle scuole, e confortava le vecchiette che, uscendo in fretta dalla quotidiana celebrazione della messa mattutina, vi si appartavano con circospezione. Lì giocavano anche i bambini, che a gara arrancavano su e giù per la colonna, strusciandola con mani e piedi fino a lustrarla come uno specchio, e raggiungendo infine la maestosa croce di ferro battuto che troneggiava sull’elegante capitello in terracotta. Vi facevano sosta gli ambulanti, col carretto e l’asino, il venditore di bottoni, refe, aghi e spagnolette, il mediatore di bestiame e fieno, il pollivendolo, il mendicante, le comari pettegole, gli sfaccendati… persino gli animali senza padrone: tutti godevano di

quell’area. Ma la fornace della guerra li bruciò, chiudendo per sempre quel sipario, e lasciando il dominio all’oracolo politico imperante di quei giorni, che smantellò, contro la volontà della comunità, quella preziosa balaustra artigianale che fin dal Cinquecento aveva ricordato la vita e la morte dei roveretani”. Continuava Trentini sull’onda dei personali ricordi di quando, tornato in paese dopo la seconda scossa devastante del 29 maggio 2012, trovò la sua casa immersa nell’apocalisse della “zona rossa”. Cinquant’anni di sacrifici atterrati in un minuto, e spariti definitivamente quattro mesi dopo, quando le ruspe dei vigili del fuoco portarono via le rovine. Ma in due anni, la desolazione cedeva il passo alla documentazione (nel secondo volume) del molto già fatto, insieme alla riscoperta di un paese di muratori, che all’alba degli anni Sessanta avevano trasformato in una fiorente cittadina quella che era stata una striscia di case intorno a un’unica strada sotto l’argine. Le immagini erano accompagnate da ricordi personali di tante persone che in Rovereto avevano lasciato una traccia: tra tutti, un ex parroco e amico di gioventù, don Gianpio Caleffi, ormai “entrato nella terza età, così come me che sono suo coetaneo: e il peso degli anni si fa sentire. Anche gli acciacchi non scherzano, ma tiriamo ancora avanti. Ogni tanto ci vediamo; e affiora un ricordo, un episodio anche insignificante, che ci rammenta gli anni che furono e rafforza l’amicizia”. Negli ultimi anni, gli acciacchi di Vittorio erano stati più pesanti; ma non appena uscito dall’ultimo ricovero in ospedale aveva messo in cantiere un nuovo libro. Nel nostro ultimo incontro, gli avevo portato i due numeri della Rivista Fiera 2017, gli unici mancanti alla sua collezione. Chi sa se da lassù riuscirà a vedere anche questo. Fabio Marri


Speciale

80.esima Fiera di Modena

2^ Edizione

ALBO D’ ORO - TITO

1940 Danao 1941 IInverno 1943 Mistero 1944 Nocera 1947 ClaudioPo 1948 Tudor 1949 Sagunto 1950 Altissimo 1951 Gallo d’Oro 1952 Verno 1953 Zema 1954 Osoppo 1955 Boccaccio 1956 Cellini 1957 Olivari 1958 Lord Major 1959 Quando 1970 Nulvi 1971 Samusa 1972 Hooligan 1973 Garnier 1974 Patou 1975 Buganda 1976 Atollo 1977 Gallieno 1978 Iperide 1979 Indo 1980 Ghenderò 1981 Ansaldo Red 1982 Belmez 1983 Cebion 1984 Donatoz 1985 Esotico Prad 1986 Feystongal

1.25.8 1.23.2 1.26.1 1.28.2 1.25.9 1.26.4 1.22.3 1.25.8 1.25 1.23.3 1.22.5 1.21.8 1.22 1.24 1.23.4 1.21 1.20.9 1.20.5 1.19.2 1.23.4 1.21.3 1.18.4 1.17.5 1.18.3 1.17.8 1.18.4 1.18.1 1.18.4 1.17.3 1.17.5 1.17.4 1.18.2 1.16.1 1.17.1

Modena Flash

GIOVANARDI

1987 1988 1989 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017

Golden Om 1.16.4 Inglewood Om 1.16.0 Lurabo Blue 1.15.0 Mint di Jesolo 1.15.4 Nigody 1.15.7 Offen Lb 1.15.7 Prestige Nor 1.14.9 Rapid Effe 1.14.6 Sofocle Egral 1.15.2 Tinak Mo 1.15.1 Upson Bi 1.15.5 Viking Kronos 1.15.6 Zinzan Brook 1.15.4 Almahurst Om 1.16.1 Boss di Jesolo 1.16.4 Cortez Gar 1.15.7 Daguet Rapide 1.16.8 Ellymay 1.15.9 Faliero AS 1.15.3 Guccione Jet 1.14.0 Ideale Luis 1.14.2 Lana del Rio 1.14.3 Mirtillo Rosso 1.14.0 Nad Al Sheba 1.15.3 Obama Gar 1.15.2 Pascià Lest 1.15.3 Rambo ZS 1.15.7 Sing H. 1.14.5 Tresor ZS 1.14.5 Unno del Duomo 1.12.9 Vivid Wise AS 1.12.4

d c

D l a h n q B

– d p a c


Speciale

80.esima Fiera di Modena

2^ Edizione

Modena Flash

Si è concluso l’iter di trasformazione della banca, Pietro Ferrari chiamato a presiedere il nuovo Consiglio

Bper: Banca lanciata verso nuove sfide La nomina di Pietro Ferrari, presidente di Confindustria Emilia Romagna, a presidente di Bper Banca, di Giuseppe Capponcelli a vicepresidente e la conferma di Alessandro Vandelli nella carica di Amministratore Delegato, deliberate nel Consiglio di Amministrazione del 17 aprile scorso, rappresentano l’ultimo atto dell’iter di trasformazione di Bper Banca da società cooperativa in società per azioni, trasformazione peraltro proposta e approvata dai soci nell’Assemblea Straordinaria dell’ottobre 2017. Con tale nuovo assetto, la Banca potrà iniziare la propria operatività in maniera piena, guardando al futuro con fondato e motivato ottimismo. Una certezza espressa dallo stesso neopresidente commentando la sua nomina ed espressa anche dalle risultanze dell’Assemblea dei soci del 14 aprile scorso. ‘Per me è stato un grande onore – ha avuto occasione di dire – oltre che motivo di profonda soddisfazione, essere stato chiamato a presiedere un Consiglio di Amministrazione che esprime al suo interno professionalità diversificate e competenze di alto profilo. Ringrazio per la fiducia che mi è stata accordata e assicuro, fin d’ora, il massimo impegno per portare avanti con determinazione un programma di ulteriore consolidamento e di sviluppo della Banca, in coerenza e continuità con il proficuo lavoro svolto in questi anni da chi mi ha preceduto. Un’azione che ha consentito di proiettare stabilmente il nostro istituto ai vertici del sistema bancario nazionale’. D’altra parte non potevano essere diverse le sue parole all’indomani del recente appuntamento con il corpo sociale che ha segnato una svolta epocale, storica, nella vita di Bper Banca. E. in effetti. da quell’assemblea, scrutando il futuro della Banca, non poche, e non meno importanti, saranno i cambiamenti e le novità che caratterizzeranno la sua esistenza. Cambiamenti e novità che potranno essere affrontati senza patemi d’animo, perchè senza patemi, con equilibrio e con attenta valutazione delle scelte effettuate dal management, il terreno sul quale poter operare è solido. ‘A cose fatte – spiega Alessandro Vandelli – non posso che essere molto soddisfatto. Per due motivi. Perché ho visto incrementata la partecipazione dei soci rispetto alla scorsa assemblea, passata dal 41 per cento del capitale presente in aula, al 45 per cento e

Pietro Ferrari nuovo presidente del Gruppo Bper Banca

perché la lista che a avevamo presentato ha ottenuto il 73,4 per cento delle preferenze. Un successo che abbiamo costruito con pazienza intorno alle fondazioni, al socio Unipol, alla famiglie e alle imprese storiche del territorio. Ad essi si deve aggiungere una quota fra il 4 e il 5 per cento dei fondi internazionali. Un consenso importante perché contribuisce ad aumentare la fiducia nei nostri confronti dando ragione al nostro lavoro’. Nell’azionariato liquido tipico di tutte le ex popolari, Bper Banca è riuscita a consolidare un nocciolo duro di oltre il 33 per cento degli azionisti (le fondazioni Cassa di risparmio di Modena e della Sardegna che detengono circa il 9 per cento delle azioni, Unipol che ha poco meno del 10 per cento e le storiche famiglie industriali emiliano-romagnole che hanno dal 6 al 7 per cento) che garantisce per il futuro una governance capace di condurre la Banca con mano sicura. Nuovo Consiglio. Nel nuovo Consiglio di Amministrazione ha prevalso la lista n.1 presentata dalla Banca, che ha visto elette dodici persone sulle quindici totali. In particolare, oltre naturalmente all’Amministratore Delegato Alessandro Vandelli, sono stati eletti Riccardo Barbieri, Massimo Belcredi, Mara Bernardini, Luciano Filippo Camagni, Giuseppe Capponcelli, Pietro Ferrari, Elisabetta Gualandri, Ornella Moro, Mario Noera, Rossella Schiavini, Valeria Venturelli e Pietro Ferrari, presidente di Confidustria.Emilia Romagna. Tre, invece gli eletti nella lista n.2, vale a dire Roberta Marracino, Alessandro Foti e Marisa Pappalardo.

Molto buono anche il bilancio chiuso con un utile netto d’esercizio di 176,4 milioni di euro a fronte dei 14,3 milioni del 2016. Un dato che ha consentito di assegnare un dividendo cash di 11 centesimi per azione, in crescita rispetto ai 6 centesimi del 2016. Piano industriale. ‘La Banca è al lavoro sul nuovo piano industriale, che verrà proposto a settembre ma l’8 maggio prossimo faremo una prima presentazione - dice ancora Vandelli - è un piano che porterà avanti progetti che hanno a che fare con la semplificazione e l’efficientamento del Gruppo, ponendo la massima attenzione anche alla qualità del credito, un tema sul quale abbiamo già fatto tanto e che non vogliamo trascurare. Mi piace anche sottolineare la crescita significativa della redditività. Per quanto riguarda il piano di espansione attraverso nuove acquisizioni o aggregazioni, dove la Banca si pone come polo aggregante, dovremo attendere il 2019. Quest’anno lo utilizzeremo per guardarci intorno e per cercare di chiudere qualche operazione prima del prossimo anno. Unipol Banca? Al momento non ci sono grosse novità. Resta la grande intesa con i loro vertici. Avremo tempo per parlarne. Con i bolognesi abbiamo dato vita a una partnership industriale che vede coinvolta anche la Banca Popolare di Sondrio. Sono amici, abbiamo tantissime attività in comune e vogliamo usare l’attenzione e il rispetto che meritano. L’operazione ci ha visto molto favorevoli. D’altra parte da tempo eravamo convinti che il ramo assicurazioni potesse darci grosse soddisfazioni. Non a caso abbiamo recuperato l’accordo con Arca Vita, interessandoci non solo di prodotti finanziari ma soprattutto di protezione danni. Per adesso prioritariamente nella nostra agenda c’è la qualità del credito, un tema sul quale abbiamo già fatto tanto ma sul quale vogliamo ancora insistere. Per raggiungerla siamo totalmente impegnati nel 2018 a portare a casa risultati che speriamo siano importanti sotto questo punto di vista’. Riconoscenza. Il proprio ringraziamento e la propria riconoscenza a chi ha portato avanti la Banca per tanti anni, attraversando non poche vicissitudini, Vandelli l’ha voluto rivolgere ‘a persone a cui ero, e sono, molto legato, per motivi di stima e di amicizia, come Ettore Caselli e Luigi Odorici, usciti dal Consiglio. Per me è stata occasione di arricchimento professionale e una grande fortuna poter lavorare con loro’. Giovanni De Carlo


Speciale

80.esima Fiera di Modena

Modena Flash

2^ Edizione

Un nuovo libro sulla guerra ‘privata’ di una famiglia modenese

Alla Cà Rossa… la guerra bussò soltanto

Srl.

Ci è già capitato, nel 2015, di parlare del libro autobiografico di William Montorsi (1922-2002), apprezzato archivista e studioso delle antichità modenesi, infine bibliotecario del Senato: Campammo di fame, di freddo e di paura, che la figlia Giuliana ha pubblicato presso Colombini sul cadere del 2014. Si trattava di un racconto del biennio 1943-45, da quando Montorsi fu spedito in Puglia come allievo ufficiale, da dove risalì clandestinamente a Modena dopo l’8 settembre, trovando in via della Cerca un dutòr dagli occ, Giuseppe Colombi, che in tutta segretezza gli curò un occhio malconcio dopo un incidente di guerra. Dieci anni dopo, l’oculista Colombi avrebbe accompagnato all’altare proprio sua figlia Alda, per il matrimonio con William da cui sarebbe nata Giuliana. La stessa Giuliana aveva già raccontato, con cadenza pressoché annuale grazie a Colombini, altri capitoli

della storia nei due libri Non ritratto i ritratti del 2011 e Doppia coppia del 2012, nei quali avevamo fatto conoscenza, per dirne alcuni, degli ebrei salvati in combutta con don Abele, al secolo monsignor Conigli; di tanti ragazzi modenesi nati nei primi anni Venti, come Germano Chiossi da San Cataldo, partigiano col suo coetaneo Ermanno Gorrieri; della “signorina” Bianca Donati, maestra elementare ebrea, “esonerata dal servizio” (cioè cacciata da scuola) in seguito alle leggi razziali, e poi costretta a nascondersi per evitare una sorte ben peggiore. Questi personaggi, con tanti altri, ritornano in un nuovo libro di Giuliana per Colombini, La guerra soltanto bussò (uscito alla fine del 2016: 175 pagine, 18 euro): dove la Montorsi presta la penna alla mamma Alda Colombi (detta Lola), classe 1928, figlia appunto di Giuseppe, la cui attività lavorativa (ad onta delle tante visite e cure gratuite prestate

anche a chi poteva permettersi il pagamento di una parcella) consentiva una discreta agiatezza, tanto che ogni estate la famiglia si trasferiva a Rimini per le sue “estati fantastiche, fatte di bagni, castelli di sabbia, fette di pane con la marmellata sotto l’ombrellone”. Tutto questo si interruppe quando “al rumagnôl dalla maschia mandibola” dichiarò una guerra presto convertitasi in disastro, col corredo di lutti, bombardamenti e sfollamenti: la famiglia Colombi (oriunda di Campogalliano per parte di madre) trovò da affittare, per mille lire all’anno, una Ca’ ràssa, inizialmente sede soltanto delle vacanze estive, poi promossa, per necessità di cose, a residenza permanente. Il grande entusiasmo e la curiosità dei bambini (Lola aveva due fratelli, Carlo e Giacomo), che addirittura si divertivano a fotografare le evoluzioni di “Pippo” il bombardiere (fin quando questi non sparò su di loro

UTENSILERIA E MACCHINE PER LA LAVORAZIONE DEI METALLI

ITALIA

LA NOSTRA SEDE A MODENA EST

Via DELL’ARTIGIANATO, 58 • 41122 MODENA • Tel. 059.28.34.00 - 28.41.50 • Fax 059.28.41.30 Internet: www.centroutensilisrl.it • E-mail: centroutensilisrl@gmail.com

u p s f p a l a l ‘ p l d m d r p fi t a 1 c t F g p a s s s r d p t l g f a p b v C n E n s a P


-

e a ,

o o

i

e

, ,

, i -

Speciale

80.esima Fiera di Modena

una raffica di mitraglia, centrando per fortuna solo le bottiglie di conserva di pomodoro), presto dovettero fare i conti col clima mutato, coi partigiani e il loro “battere piano alle imposte nel cuore della notte”, la loro “insaziabile fame mentre già andavano via con la mia bicicletta, lasciandomi però in cambio una ‘preziosa’ ricevuta” (p. 17); per finire poi, nei mesi dello sbando finale, con la famiglia costretta “nel volgere di poche ore, a mettere a tavola un mangiatore di crauti verso le 12, per dover poi dissetare nel primo pomeriggio qualche italico sbandato un po’ troppo facinoroso, e concludere finalmente la giornata con la volontaria rinuncia ad una bicicletta utile a qualche formazione partigiana” (p. 154): al paterfamilias non restava che l’augurio privato “a-i mandarèv tòtt insàmm a caghèr in di ài”. Finché, finita la guerra ma con tanta gente armata in giro, “nelle ville dei proprietari terrieri sfollati cominciarono a circolare strane e pericolose storie… si parlava di esecuzioni sommarie, di vendette private consumate a danno dei possidenti, di rapimenti notturni…”: e, dopo aver dovuto spontaneamente curare un partigiano ferito, mentre altri partigiani cominciavano a reclamare l’usufrutto della ca’ ràssa “troppo grande e troppo bella per una sola famiglia e per di più di sgnôr”, all’annuncio che “dman matèina prest, seinza tant cumplimeint, na brighèda ed vint partigian” sarebbe venuta a requisire la casa, il dottor Colombi riportò la tribù nella Modena “liberata”. Eppure, quegli anni tragici avevano gettato un seme fecondo, come si racconta nel capitolo Mio padre: appunto l’oculista Giuseppe detto Peppino, classe 91 come il fucile,

fumatore da due pacchetti al giorno “però quasi astemio”, un ambulatorio a Finale e uno a Modena, dove una sera si presentò accompagnato dalla mamma “un bravo ragazzo”, cui era capitato che alla stazione di Bologna un soldato tedesco “oltremodo nevrastenico” aveva spaccato gli occhiali facendogli entrare le schegge in un occhio.

“Proprio un bravo ragazzo commentò in casa il dottor Colombi - conosce don Dondi e frequenta San Biagio… Voglio tenere a mente il suo nome: William Montorsi, non lo dimenticherò”. Oltre alla guerra, era il destino che bussava alla porta di casa Colombi. Fabio Marri

Un’ importante organizzazione mondiale presente a Modena dal 2001

Kiwanis, un’associazione con lode ! Il ‘Kiwanis International’ è un’associazione per la collaborazione reciproca tra le persone di tutto il mondo che desiderano edificare una migliore comunità umana. La volontà di aiutare il prossimo è perseguita dai soci anche al di fuori delle riunioni periodiche in quanto “Kiwanis” significa azione e comportamenti utili, aiuti attivi e disinteressati a favore del prossimo. Il Kiwanis Club Modena è nato e opera dal 30 aprile 2001 e quest’anno compie 17 anni di attività. Gli attuali progetti sono, tra gli altri: ‘Sostegno alla lotta contro il cyberbullismo in ambito scolastico’, ‘Progetto Gemma’ (aiuto economico alle future mamme che si trovano in difficoltà e che desiderano tenere il bambino che portano in grembo), supporto ed aiuto alla “Comunità Nuova Onlus” di don Gino Rigoldi cappellano presso l’Istituto di pena minorile Cesare Beccaria di Milano, per il recupero, accoglienza e il reinserimento dei ragazzi, ‘Sostegno per i bambini di famiglie meno abbienti’ affinchè possano partecipare ai campi estivi e invernali come i loro coetanei. Il Kiwanis insieme all’ UNICEF si prefiggono di raggiungere le donne e i bambini più poveri e meno assistiti al mondo, per eliminare il tetano materno e neonatale. I club sono 123 e sono distribuiti in 20 Divisioni. La presidente del distretto di Modena, che è una costola di quello di San Marino- Marche, è la signora Laura Penoni (nella foto). Un ultimo dato di questa lodevole organizzazione: il Kiwanis International con la sua famiglia di club dona ogni anno più di 18 milioni di ore di volontariato e investe più di 107 milioni di dollari nelle comunità sparse in tutto il mondo, veramente un’associazione con lode!

OFFERTA MESE MAGGIO

2 notti € 60 3 notti € 89 4 notti € 110 a persona in formula B&B dal 25 maggio al 1° giugno 8 notti ne paghi 7 Hotel DEAR * * * a Rivazzurra di Rimini Viale Trapani, 6 47924 Rimini (RN) Telefono: 0541 371398 www.hoteldear.it info@hoteldear.it

Modena Flash

2^ Edizione

L’Hotel Dear, elegante e confortevole, è situato a poca distanza dalla spiaggia di Rivazzurra. È dotato di tutti i comfort: ascensore, solarium panoramico,salaTV,satellite,sala lettura, biciclette ...

ESTATE 2017 Vi consiglia


Speciale

80.esima Fiera di Modena

Modena Flash

2^ Edizione

In Fiera il lavoro organizzativo del Circolo degli Artisti: 11 pittori e scultori in mostra e il ricordo di Bassini e Vanzetti www.circolodegliartistimodena.it • info@circolodegliartistimodena.it

La storia di Fierarte e di un grande circolo culturale NOTIZIARIO DEL CIRCOLO DEGLI ARTISTI DI MODENA Fondato nel 1971

Il “Centro Studi L.A.Muratori – dopoguerra, fino ai giorni nostri. Artisti, sia Fierarte sono state ideALL’USPI ate da• Giancarlo che ne è Circolo degli Artisti” ASSOCIATO nasce Dal 1971 il fervore artistico del ARTE CULTURA •Corrado INFORMAZIONE UNIONE STAMPA nel PERIODICA ITALIANA ancora, dopo tanti anni, il curatore 1956 come “Centro culturale poliCircolo degli Artisti si realizza con Anno 47 - Direttoredel Giancarlo Corrado, Presidente delorganizzatore Circolo degli Artisti - Via Castel Maraldo, 21 A - Modena - Tel e fax 059214161 valente per la diffusione libro e ed la fondazione del periodico-notiLa Direzione lascia agli autori la responsabilità del contenuto degli articoli pubblicati che rappresentano il punto di vista degli stessi e non quella del notiziario o del CdA Modena La collaborazione è per invito ed è prestata gratuitamente Foto Corrado Corradi - Nel Soluzioni grafi che Elena Barbieri - stampa Grafidi che Sigem - Mo - n. 5-8 maggio-agosto - DISTRIBUZIO NE GRATUITA ‘Old Gallery’; recentemente della cultura, senza scopo di - lucro”. 1987 la sede “Fierarte” si 2018ziario Legge sulla tutela dei dati personali: I dati personali in possesso del titolare del trattamento verranno trattati con la massima riservatezza e non potranno essere ceduti a terzi o utilizzati per finalità diverse senza il preventivo consenso degli interessati. istituita Nel 1961 viene ilpotràGruppo trasferisce al “Foro Boario” una In qualsiasi momento, in base al istituito D.L. 196/2003 l’interessato decidere di modificare o richiedere la cancellazione dei dati personali scrivendo a Titolare Trattamento Dati,con Circolo degli Artisti di Modena,viene Via Castel Maraldo, 21 - 41121 Modenaanche la sezione web del Circolo degli Artisti, sempre agArtistico “i 30”, che inizia l’attività imponente mostra di artisti italiaCIRCOLO Centro Studi in Paesi stranieri ni, con 700 opere esposte; giornata, all’indirizzo: www.circoloespositiva anche 62°oltre ANNO AC CADE MICO poi DEGLI ARTISTI Ludovico Antonio Muratori degliartistimodena.it. dal 1988 debuttò nei padiglioni di in collaborazione con Enti Pubblici: L’edizione numero 57 di Fierate ModenaFiere. Da circa cinquanta Comuni, Province ed Istituti Italiani di cultura. Sempre in quell’anno quest’anno ricorda due grandi artianni Giancarlo Corrado, il deus ex 57 anni di FIERARTE organizzata dal Circolo degli Artisti di Modena sti: Carlo Bassini (1915-2009) e Alinizia “Fierarte”, che nacque come machina dell’associazione, organizCircolo degli Artisti za, dopo averla ideata, negli anni fredo Modena Vanzetti (1885-1973), mentre una grande mostra nazionale di 25 aprile - 1° maggio ‘70, anche una rassegna rievocatinella sezione espositiva presentano pittura, scultura, grafica, fumetto e va molto importante: la mostra dei loro quadri e le loro sculture gli fotografia, iniziando la sua attività 2018 gli ‘Artisti da ricordare’, celebrante artisti: Angelo Baldaccini, Edda nella sede del Centro Studi in via Rassegna i grandi pittori e sculturi scomparsi Bulgarelli, Marco Carretti, AngeCastel Maraldo a Modena, dove ha d’Arte festivi 10-22 • feriali 18-23• sabato 15-23 la Maria Castagno, Gian Pietro che hanno forgiato le loro opere nel la sede tutt’ora. Sia il Circolo degli esposte opere di Ghidoni, Luigi Imbriale, Giovanni Masetti, Pier Antonio Pelloni, VinDal Centro Studi... (1961) al Foro Boario... (1987) ARTISTI cenzo Policarpo, Luciana Vassena CONTEMPORANEI ARTISTI e Mauro Vincenzi. DA

57ª

A.BALDACCINI E.BULGARELLI M.CARRETTI A.M. CASTAGNO G.P.GHIDONI L.IMBRIALE G.MASETTI P.A.PELLONI V.POLICARPO L.VASSENA M.VINCENZI

....a MODENA FIERE dal 1988

RICORDARE

(a cura di margue) CARLO BASSINI (1915-2009) ALFREDO VANZETTI (1885-1973)

Aut. del Tribunale di Modena n. 712 del 20/01/1983

Particolari dell’Area Cultura

Hanno collaborato:

Fabio Marri, Donatella Bertacchi, Giovanni Capucci, Rosaluna Capucci, Giancarlo Corrado, Giovanni De Carlo, Ezio Gamberini, Daniela Gianaroli, Anna Grazia Guerzoni, Luvi Ramilo Guerzoni, Marcello Guerzoni, Teida Seghedoni.

HOTEL METRON

57ª FIERARTE - Artisti da ricordare OFFERTA PRIMO SOLE

tutto Maggio fino al 17 Giugno settimana a € 300,00 a persona in pensione completa con bevande ai pasti. Alfredo Vanzetti (1885-1973)

2018

L’hotel Metron, un hotel vacanze cesenatico, si trova a pochi passi dal mare e dispone di camere dotate di: balcone, aria *** condizionata indipendente, materassi ortopedici, Wi-Fi gratuito, Cesenatico Tv Lcd e satellitare, telefono, cassaforte elettronica, bagno con box doccia, asciugacapelli, asciugamani in spugna e set di Viale De Amicis, 52 cortesia. Per i bimbi troverete culle e spondine, vaschette per Tel. 0547 82432 il bagno e 5 canali televisivi. L’ hotel vacanze cesenatico offre Carlo Bassini (1915-2009) info@hotelmetron.it una cucina tradizionale con: menù a scelta tra tre primi e tre secondi, pesce sempre previsto, buffet di antipasti e verdure, buffet del pane, un’ampia carta dei vini e gelato artigianale.

Il CdA di Modena collabora con enti e associazioni per l’organizzazione di manifestazioni culturali e di solidarietà Vi consiglia


l

e b -

e

a -

i a

Speciale

80.esima Fiera di Modena

2^ Edizione

Modena Flash

Si è chiusa l’8 aprile “Mutina splendidissima”

La Modena romana ed erede della classicità Si è chiusa l’8 aprile, col grande happening di disegnatori modenesi “Mutina ridens”, la mostra allestita in Foro Boario da novembre per celebrare i 2200 anni dalla fondazione, o meglio, dall’erezione a colonia romana di “Mutina” (già preesistente, quanto meno dall’età etrusca), collegata alle altre città della regione odierna dalla via Emilia, vitale allora Foto Teida Seghedoni come oggi. Una mostra finalmente all’altezza, come a Modena capita sì e no una volta ogni dieci anni, mentre per il resto siamo costretti al turismo culturale verso città consorelle o quasi, come Forlì e Ferrara, dove è continuo il lancio di mostre straordinarie, specie di pittura. Che cosa abbia Ferrara in più di noi, per essere sede di mostre visitate da centinaia di miglia di persone, coniato da Cicerone all’epoca delle dovrebbero dircelo i pubblici am- guerre civili tra Antonio, Ottaviano ministratori modenesi; sicuramen- e altri comprimari: sebbene, un po’ te Ferrara ha in meno, rispetto a di critica storica doveva far capiModena, l’origine latina: è una città re come quell’aggettivo fosse solo medievale, assurta a gloria incompa- un arruffianamento avvocatesco di rabile col Rinascimento, ma in epoca Cicerone verso una città che voleva romana non esisteva, mentre la vera tenere amica alla sua parte politica. metropoli era Spina, o comunque l’a- In ogni caso, la mostra documenta rea portuale vicino alle bocche del la prosperità anche ‘industriale’ di Po. Mutina, produttrice non solo di vino Dunque, una “Ferraria splendidis- (uno strano vino nero che dopo 3 o sima” non potrà mai diventare una 4 anni diventava bianco) e di frutta, mostra, e noi ci teniamo l’aggettivo ma anche di ceramiche, di manufatti

metallici, di lana e carne ovina. Gli scavi condotti soprattutto, con la simbolica “trivella”, a partire dai tempi del duca “reazionario” Francesco IV, poi nella seconda metà dell’Ottocento e nella prima del Novecento (da Crespellani a Pedrazzi, in occasione dei duemila anni dall’imperatore Augusto)), infine i lavori urbanistici degli ultimi decenni, ma anche le arature profonde in periferia (Baggiovara, Marzaglia, Magreta, Collegarola, e via via allontanandosi) hanno fatto emergere le vestigia di una civiltà che non ha ancora smesso di sorprenderci e istruirci: come ben sapevano anche i costruttori medievali del Duomo, che in genere riutilizzarono pietre e sculture dissepolte d’età romana. I reperti archeologici esposti erano illustrati da pannelli generalmente ben fatti, e da video suggestivi specie per le ricostruzioni virtuali di come doveva essere Modena nell’epoca dell’Impero: qualche piccolo svarione ogni tanto (come insistere col nome “Caius” che non è mai esistito in latino, dove si diceva “Gaius”, o prendere “Titi Livii” come il vero nome dell’autore) non cancellano la bontà dell’insieme. Le foto qui a corredo danno ampia illustrazione dell’evento. Donatella Bertacchi


Speciale

80.esima Fiera di Modena

2^ Edizione

Modena Flash

Club gialloblù radiato, Vicenza e Arezzo continuano a giocare

Modena FC, il fallimento non è uguale per tutti È la prima volta della Fiera di Modena senza il Modena Calcio. È un’altra prima volta senza il club gialloblù, dopo il primo Natale e la prima Pasqua che non hanno visto i canarini in campo, o fermi per una sosta del campionato. Come noto, il Modena FC è fallito nel novembre scorso, travolto dalla cattiva gestione di Antonio Caliendo e estromesso per sempre dal calcio per le decisioni dei suoi giocatori. Caliendo ha la responsabilità delle scelte aziendali e tecniche, i giocatori quella di essersi rifiutati di giocare le partite che avrebbero dato qualche giorno in più a chi stava cercando disperatamente di salvare la società. Nello scorso autunno la squadra non ha giocato la partite casalinghe con Mestre, Albinoleffe e Padova per l’indisponibilità dello Stadio Braglia, ha usufruito del rinvio della trasferta di Fano, ma a quel punto non poteva più saltare altre gare, visto che al quarto forfait scatta automaticamente l’esclusione dal campionato di competenza e la radiazione del club. Se per le tre partite casalinghe è stato il Comune a impedire l’accesso allo stadio per le inadempienze contrattuali di Caliendo, la gara di Santarcangelo di Romagna non si è giocata per il rifiuto dei giocatori gialloblù di scendere in campo. È stato appunto quello il quarto forfait che ha innescato, secondo la giustizia sportiva, la fine del Modena. Avrebbe potuto intervenire ancora la Lega di Serie C rinviando anche

la gara di Santarcangelo, dando così un’altra settimana a chi tentava un salvataggio in extremis o un fallimento pilotato? Niente lo impediva, ma la Lega lo ha negato. La stessa fermezza (o chiusura?) mostrata dai giocatori gialloblù nel rifiutarsi di scendere in campo. Un atteggiamento legittimo, ma difficilmente comprensibile, perché comunque i calciatori sarebbero stati tutelati dalla normativa relativa ai fallimenti. È interessante, ma anche molto triste, il confronto con gli altri due fallimenti registrati durante questa stagione in Serie C. Il 18 gennaio è stato dichiarato il fallimento del Vicenza Calcio, ma nel contempo il Tribunale di Vicenza ne ha disposto l’esercizio provvisorio, che ha consentito alla squadra di proseguire il campionato fino al termine della stagione. E il Presidente del Tribunale di Vicenza, che ha emesso la sentenza, ha spiegato: “Il curatore fallimentare avrà il potere di portare

avanti la società, con l’obiettivo di tutelare i creditori, in primis i giocatori, ma anche di ottenere i risultati sportivi sul campo”. Anche a Vicenza, come a Modena, c’erano stati il mancato rispetto delle scadenze di pagamento degli stipendi, oltre a una discussa cessione della società. Più o meno la situazione del club gialloblù, ceduto da Caliendo a Taddeo. Grazie al cosiddetto fallimento pilotato, subito dopo la fine del campionato di C (6 maggio) dovrebbe avvenire l’asta per l’acquisto della società biancorossa. Il 15 marzo è stato dichiarato il fallimento anche dell’Arezzo, ma anche in questo caso è stato concesso l’esercizio provvisorio, a patto che venissero pagati gli stipendi dei giocatori. Pure ad Arezzo infatti si erano verificati gli stessi problemi, oltre a quelli relativi agli stipendi, anche lì cessioni (o pseudocessioni?) del club. All’Arezzo la Lega ha concesso il rinvio di tre partite. A fare la differenza tra questi due casi e quello del Modena però è stato soprattutto l’atteggiamento dei calciatori: quelli gialloblù hanno deciso di non giocare a Santarcangelo, pur sapendo che la loro decisione avrebbe cancellato il Modena, i calciatori di Vicenza e Arezzo hanno invece scelto di giocarsi il campionato fino all’ultima giornata. Quale che sia l’esito finale delle stagioni di Vicenza e Arezzo, è evidente che il fallimento non è uguale per tutti. Claudio Romiti

8

1


n

l e i

a a l , -

o

o

d

o

e i

-

Speciale

80.esima Fiera di Modena

2^ Edizione

Modena Flash

- - •. .. . . F .Ili La Corte

srls

PRONTO INTERVENTO h24

Tel. - Fax: 0536.800376 Cell.: 389.4933505 -MANUTENZIONE ACQUEDOTTO E FOGNATURA -RIMOZIONE AMIANTO -SCAVI, MOVIMENTO TERRA -REALIZZAZIONE AREE CORTILIVE -RIPRISTINI EDILI PREVENTIVI GRATUITI

e -

a e è -

Sede Legale: Via Pista,32/34 Sassuolo(MO) Mail: f.llilacorte@gmail.com


NUOVA APERTURA A CARPI Via C. Catellani, 10/EB

MODENA - Via Paganelli, 4 - Tel. 059 311.967 - Fax 059 314.495 - info@victoriacentrodontoiatrico.it SASSUOLO - Via Radici in Piano, 143 - Tel. 0536 994.221 - Fax 0536 888.592 - info2@victoriacentrodontoiatrico.it CASTELFRANCO EMILIA - Corso Martiri, 30/A - Tel. 059 923.473 - Fax 059 952.437 info3@victoriacentrodontoiatrico.it CARPI - Via C. Catellani, 10/EB - Tel. 059 6228504 - Fax 059 6220.034 - info4@victoriacentrodontoiatrico.it FORMIGINE - Via Sant’Antonio, 12/D - Tel. 059 572.157 - info5@victoriacentrodontoiatrico.it REGGIO EMILIA - Viale Gramsci, 54/R - Tel. 0522 515.324 - Fax 0522 231.406 - info1@victoriacentriodontoiatrici.it VERONA - Corso Milano, 110/A - Tel. 045 577.871 - info2@victoriacentriodontoiatrici.it www.victoriacentrodontoiatrico.it


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
MODENA FLASH SPECIALE FIERA SECONDA EDIZIONE by tsc48 - Issuu