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5 settembre 2013 www.touring.ch GAA 1214 Vernier

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Il giornale della mobilità

Donne al volante

I gusti del gentil sesso

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Aumento della «vignetta»

Sostegno totale al referendum 17 A Londra a vele spiegate

Traversata in yacht da regata 32 35

Notizie e informazioni dalla Sezione Ticino del TCS

16 Campagna Eco Drive Spegnere il motore ogni volta che ci si arresta

25 Danni da martore Molti gli espedienti ma pochi funzionano realmente

38 Novità in casa ETI Rinnovata la struttura dell’assicurazione di viaggio


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Il giornale della mobilità

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editoriale e sommario | touring

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Danni e rabbia in autosilo

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hi parcheggia spesso in un autosilo, ha di certo già notato che lo spazio a disposizione è piuttosto stretto. È come se gli architetti per la progettazione dell’autosilo abbiano preso come veicolo di riferimento un’auto veramente piccola. E dato che tra due automobili parcheggiate entro le strisce bianche non rimane quasi più spazio per uscire dall’abitacolo, né tanto meno per effettuare delle manovre, parcheggiare in un autosilo è spesso accompagnato da un latente malessere. Quando si va a riprendere l’autovettura ci si aspetta già di trovare graffi e ammaccature, ovvero dei danni e, come spesso accade, l’autore se n’è andato senza lasciare un recapito.

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sezione ticino

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Posteggi per disabili online. Il consulente: pene severe per chi guida dopo il ritiro della patente. Una campagna di sensibilizzazione invita gli automobilisti a spegnere il motore quando si fermano. Contrassegno autostradale: la votazione è vicina.

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Test Mazda 6: break dinamica. Dispositivi per evitare i danni delle martore alle autovetture. Intervista a dirigente di Hyundai.

Prove e novità �� Porsche Cayman S. �� Porsche 911 Turbo.

DOSSIER

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Cinque automobiliste ci confidano il profondo amore per le loro speciali quattro ruote. Intervista alla professoressa Doris Kortus-Schultes che lavora al centro di competenza «Donna e auto» per studiare le esigenze femminili di chi si mette al volante. Un nuovo progetto scolastico per aumentare la quota di donne nel mondo professionale dell’auto.

Foto di copertina: Pia Neuenschwander

Con la gentile collaborazione del Parkhotel Weggis per le riprese fotografiche.

Donne e motori

Sulla pista di Rivera è ora possibile partecipare ai corsi di guida per motociclisti. Gita del Gruppo del Mendrisiotto e castagnata del Bellinzonese.

club e soci ��

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viaggi e tempo libero �� ��

test e tecnica

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Una miscellanea di notizie dal mondo della mobilità.

società e mobilità

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Ed è proprio quel che mi è capitato recentemente. Il danno c’era, l’autore no e per me sono cominciate le noie: sporgere denuncia in polizia, chiedere un preventivo in garage, inoltrare i documenti all’assicurazione, attendere il via libera di quest’ultima, fissare un appuntamento per la riparazione, far riparare l’automobile e… sperare che la storia non si ripeta più. Alla fine rimane la rabbia, ma non tanto per il danno alla carrozzeria del mio veicolo e per i costi di riparazione, quanto soprattutto per il concittadino disonesto che ha semplicemente chiuso gli occhi prima e poi ha avviato il motore per andarsene dal luogo del delitto. Felix Maurhofer, caporedattore

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Sea Cloud: un indimenticabile viaggio sul celebre veliero. Il vocabolario della vela per diventare un vero lupo di mare. Da Amsterdam a Londra sullo yacht da regata SY Passage. Corsica: l’isola che offre delle belle gite fino al relax in spiaggia.

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Stefan Burri, responsabile di Assista protezione giuridica SA. Ristrutturazione del Libretto ETI. È tempo di controllare la propria assicurazione auto. prezzi e contatti TCS quiz & concorsi la pagina dei lettori, impressum l’incontro: Anne Frésard, la sarta delle automobili d’epoca.


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Attenzione ai souvenir di specie a rischio

SONDAGGIO ONLINE Con quale frequenza siete confrontati con ciclisti che non rispettano le regole della circolazione?

Conchiglie giganti e cavallucci marini essiccati, sono tra i souvenir più gettonati delle ferie balneari. Alcuni di questi ricordi delle vacanze, però, rischiano di sfumare in breve tempo, dato che possono rimanere impigliati nei controlli doganali. Il motivo: molte specie animali e vegetali rischiano l’estinzione allo stato selvaggio. Per evitare che scompaiano per sempre dalla faccia della Terra, ��� Stati hanno firmato nel ���� un’intesa nota come la Convenzione di Washington per la protezione delle specie, detta anche CITES. È un accordo che vieta e sottopone ad autorizzazione il commercio, sia d’importazione che d’esportazione, di determinate specie animali e vegetali. L’atmosfera vacanziera evapora immediatamente quando gli agenti doganali sequestrano il pettine di tartaruga, i quadretti decorati con piume d’uccello o anche uno strumento a corda esotico costruito con la corazza di un armadillo. Sono punibili coloro che contrabbandano intenzionalmente souvenir «problematici». Tutti gli altri devono fare comunque attenzione, perché i venditori non sempre ci tengono a informare i clienti sulle severe norme cui è sottoposto l’import e l’export della loro merce. E alcuni danno anche informazioni sbagliate. Nel dubbio è dunque meglio lasciar perdere cinture, scarpe e borsette di pelle di rettile, caviale così come altri prodotti offerti all’estero. Se proprio si vuole comprare un ricordino del genere, allora è meglio informarsi consultando il sito della dogana sulle regole sul commercio prima della partenza. Dettaglio particolarmente insidioso: non sempre si riesce a capire alla prima occhiata l’origine del prodotto. Per questo è meglio accontentarsi d’intagli di legno o di stoffe variopinte da portare a casa come ricordo della vacanza. Adrian Zeller

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La Svizzera pagherà anche i tunnel italiani La Commissione trasporti degli Stati ha approvato un credito di quasi 1 miliardo di fr. per adeguare l’altezza dei tunnel sull’asse ferroviario del San Gottardo. Dettaglio: 230 milioni saranno spesi per le gallerie italiane.

Un gilet per la sicurezza degli scolari

«Touring» su iPad Potete scaricare sul vostro iPad questa edizione di «Touring». La versione per il tablet è arricchita da elementi multimediali quali video, gallerie di immagini oppure collegamenti a Internet.

foto Glowimages, TCS, CRT Ile de France, mw, ald

Ma chi compra un’auto elettrica? Svizzero tedesco o ticinese, piuttosto giovane e con bambini e un reddito mensile superiore a 8000 fr.: è l’identikit dell’acquirente tipo di un veicolo elettrico. Lo rivela uno studio della Scuola politecnica di Losanna.

Un cavalluccio marino essiccato così come una conchiglia gigante non sono dei souvenir ideali.

Il ritorno a scuola è stato marcato da una grande novità nel campo della sicurezza stradale. Il TCS ha distribuito gratuitamente �� ��� gilet fluorescenti agli allievi della prima elementare. Di color giallo-arancio, provvisto di elementi riflettenti, essi migliorano nettamente la visibilità dei bambini. Mentre le giornate si accorciano, essi riflettono efficacemente i fari delle automobili e rappresen-

80000 È il numero dei gilet distribuiti dal TCS agli alunni di prima elementare in occasione del ritorno a scuola.

tano quindi un elemento di maggior sicurezza nel traffico. I gilet sono certificati conformemente agli standard più recenti. Tramite questa iniziativa, il club testimonia ancora una volta la sua costante preoccupazione per l’incolumità degli utenti della strada più vulnerabili. Essa si inserisce sulla scia delle pettorine riflettenti consegnate ogni anno agli allievi della scuola d'infanzia. jop


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Una dinastia di motori turbo Quarant’anni separano la settima generazione attesa in autunno dal primo prototipo della Porsche ��� Turbo, esposto nel ���� a Francoforte. Nel frattempo, il modello si è guadagnato lo statuto di sportiva d’antologia, responsabile dell’aura che circonda le auto sovralimentate. La prima versione, con ��� CV e riconoscibile per l’imponente alettone, era dotata di una valvola che regolava la

pressione della sovralimentazione, in modo da generare più coppia a bassi regimi. Oltre ad affrontare il problema del «ritardo del turbo», questo modello ha ridato affidabilità agli allora incerti blocchi sovralimentati. Sette generazioni più tardi, la Porsche ��� Turbo eroga ��� CV. Un modello adorato in Svizzera dove un quarto delle ��� vendute è sostenuta da un compressore. MOH

Gli svizzeri fanno molto da sé Gli automobilisti svizzeri eseguono da sé numerosi lavori sulla propria auto. Per molti cambiare il liquido dei tergicristalli o verificare la pressione delle gomme è un’ovvietà. Tuttavia, quando le cose si fanno più complicate, si rinuncia al fai da te. Pochissimi si arrischiano a cambiare l’olio, a installare l’impianto stereo e a fare riparazioni. Lo rileva un sondaggio rappresentativo di comparis.ch. Il ��� di chi possiede un’auto esegue con le proprie mani almeno uno dei dieci tipici lavori sul proprio veicolo. Si tratta

di una percentuale elevata da ricondurre anche ai costi. Infatti, già i piccoli lavori possono diventare cari se a eseguirli è uno specialista. Oltre tre quarti degli intervistati verificano la pressione delle gomme, oltre due terzi la regolano da sé e più di quattro su dieci cambiano da soli i pneumatici. Persino piccole migliorie alla carrozzeria con un pennello o il trattamento di piccoli graffi e macchie di ruggine sono lavori che molti conducenti eseguono autonomamente. tg

Italia: sconto del 30% se si pagano le multe entro cinque giorni

Epidemia estiva di incendi sulle autostrade svizzere

Dall’inizio dell’estate in Italia è in vigore una nuova normativa secondo la quale se si pagano le multe entro cinque giorni dalla notifica a casa, si ha il diritto a uno sconto del ���. Per un certo periodo non si sapeva se questa possibilità valesse anche per gli automobilisti stranieri, visto che generalmente una multa presa all’estero impiega anche mesi per essere notificata a domicilio. Di recente l’Associazione delle polizie locali italiane ha precisato che «la legge prevede lo sconto anche per i veicoli con targa straniera». Per godere della riduzione, l’automobilista straniero potrà pagare in contanti nelle mani dell’agente che lo sta multando. ac

Il numero di incendi di automobili è aumentato nettamente durante l’estate sulle autostrade elvetiche. Da fine giugno a metà agosto, �� veicoli hanno preso fuoco, il doppio dell’anno scorso, secondo la centrale d’informazione stradale Viasuisse. L’aumento è probabilmente dovuto alla canicola, alle temperature elevate che riscaldano il motore. In caso di tubo della benzina difettoso o cavi danneggiati, il veicolo può prendere fuoco rapidamente. È quindi essenziale controllarlo prima di partire in vacanza. In caso di fiamme, evacuate subito il veicolo e avvertite pompieri e polizia. Attenzione: un’auto esplode… solo nei film. tg

Forte aumento dei turisti svizzeri in Francia Quasi �,� milioni di Svizzeri hanno viaggiato in Francia nel ����, pari a un aumento del �,�� rispetto al ����. Contemporaneamente, il numero di pernottamenti di turisti elvetici nell’Esagono è salito del ��,��. Questa tendenza prosegue nel ���� con una crescita del �,�� per l’inizio dell’anno, come rilevano le statistiche. Il franco forte, la qualità di alloggi ed accoglienza, ma pure alcuni nuovi collegamenti aerei spiegano tali risultati spettacolari. Inoltre, la durata media del soggiorno è passata dalle � notti del ���� alle �,� del ����, certificando la soddisfazione della clientela elvetica. Per i visitatori stranieri, Atout France ha lanciato un sito Internet in �� lingue che consente di preparare il soggiorno grazie a una ricca informazione turistica e culturale: www.rendezvousenfrance.com. tg

L’APP

GIOCO ISTRUTTIVO PER CONOSCERE MEGLIO LE CITTÀ SVIZZERE Il gioco di società Helvetiq ha riscontrato un considerevole successo nel corso degli ultimi anni. Partito dalla Romandia si è ampiamente imposto in Svizzera tedesca. Oggi questi divertenti quiz pedagogici sono disponibili su iPhone. Si saprà così qual è la più antica osteria di Losanna o qual è il soprannome dei losannesi in lingua francoprovenzale. Oltre a domande sulla capitale vodese, l’applicazione Helvetiq offre anche la possibilità di testare le proprie conoscenze su Zurigo, Berna, Basilea, Lucerna e Ginevra. Per ogni città, un centinaio di domande consentono di valutare il proprio «QI locale». Maggiori informazioni su www.helvetiq.ch.

Scaricabile gratuitamente su App Store, per iPhone, in italiano, francese, tedesco e inglese.


touring

Karin Wild: Porsche Carrera 4S Cabriolet Motore/potenza: 3,6 l motore boxer, 320 CV Km/anno: 12 000 km Multe/anno: nessuna da molto tempo! Graffi/anno: solo uno

Donne e motori | Gli uomini vanno matti per le prestazioni e adorano motori roboanti e design dalle linee spigolose. Ma che rapporto hanno le donne con le loro automobili? Nadia Rambaldi

L’amore per le quattro ruote L

e donne non sanno parcheggiare, al volante sono insicure e sulla strada rappresentano un pericolo: sono tutti stereotipi legati al genere femminile alla guida di un’auto. Queste tre pagine vogliono dimostrare che le donne al volante non sono affatto un pericolo costante. Grazie alla crescente indipendenza femminile, anche il giudizio che si ha nei loro confronti nel rapporto con le automobili si è modificato. In passato l’automobile era il mezzo di trasporto principale per spostarsi da un punto A a un punto B. Oggi, le donne amano sempre di più le auto per le belle applicazioni cromatiche, per i motori prestanti e magari per i sedili in pelle. Cinque donne raccontano cosa significa per loro l’automobile.

Annika Berger: Lotus Elise Motore/potenza: 1,8 l a benzina, 160 CV Km/anno: 5000 km Multe/anno: solo una Graffi/anno: forse due

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sempre stato il mio sogno guidare una Porsche. Amo le vetture veloci e mi piacerebbe molto guidare una ��� Speedster. Ho questa passione anche grazie a mio padre: da neonata mi ha trasportata a casa in Porsche dall’ospedale. Apprezzo in particolare l’aerodinamica della Carrera e il rombo del suo motore. Ha un bell’impatto, reagisce velocemente e ha un’ottima accelerazione, di cui però si può godere al massimo sulle entrate autostradali. Inoltre, il mio «porschino» è compatto, maneggevole e sicuro. E poi, grazie alla trazione integrale, durante l’inverno non ho mai problemi. Un altro punto a suo favore è la capote in

foto Pia Neuenschwander

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on sempre deve trattarsi di gioielli: oggi le donne si concedono anche una bella macchina se possono permetterselo. Per parecchio tempo ho organizzato corsi di guida per donne, che al volante equivalgono gli uomini nelle prestazioni, ma loro sono decisamente più sensibili. Adesso guido un’Aston Martin DB�. Un’auto che si vede molto di rado, è come un elegante gentiluomo. Bell’eufemismo! In Svizzera la mia Asti suscita meno attenzione, ma in Italia e in Francia a volte i passanti rimangono a bocca aperta. Una volta, sull’autostrada, sono stata speronata da un’Audi RS con i vetri oscurati e ho dovuto spingere a fondo il pedale del freno. Mi è pure capitato di essere insultata; una donna alla guida di una bella macchina a volte suscita invidia, soprattutto tra uomini più anziani. Durante l’inverno, la mia Asti rimane parcheggiata in garage. È un’auto molto confortevole per le lunghe distanze. Do-

tela: è una sensazione liberatoria guidare a cielo aperto. Durante la bella stagione è come essere sempre in vacanza. Fondamentale è anche il cambio manuale. Diverte cambiare marcia manualmente e affrontare le curve con una guida sportiva. Ci sono, poi, degli optional a cui mai rinuncerei, come il riscaldamento dei sedili, il controllo automatico della velocità e anche l’assistenza al parcheggio è molto utile. Purtroppo qualche graffio me lo sono procurato e questo mi duole.

Porsche incute rispetto Molti miei amici ritengono che sia l’auto fatta per me. Con il «porschino» mi reco anche a fare la mia spesa settimanale. Nel portabagagli anteriore entrano esattamente tre borse, incredibile! La carta igienica invece la ripongo sul sedile del passeggero. Uso la mia Carrera quotidianamente e mi trovo a mio agio nel traffico stradale. Non ho paura del traffico, ma temo i tamponamenti e per questo mi mantengo sempre a debita distanza. Purtroppo ho subito un tamponamento, ma gli errori degli altri non posso evitarli. L’anno scorso non ho preso neanche una multa, nonostante vado in giro sempre di corsa. Tuttavia, mi mantengo sempre nei limiti di velocità, non riesco a concepire che mi venga ritirata la patente. Se si è alla ricerca di un partner, la Porsche giova poco. È un’automobile che incute rispetto e perciò gli uomini vengono scoraggiati da una donna che guida una macchina di questo tipo. Sempre più spesso le donne tendono a fare proprio quello che un tempo era prerogativa degli uomini».

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olte donne hanno figli, io ho la mia Lotus Elise. L’amo e mi dà sempre lo stesso piacere del primo giorno. Alla sua guida ho partecipato a qualche gara della Lotus Elise Swiss Trophy. Non sono mai andata fuori pista sulla ghiaia, la mia «Lisetta» è sopravvissuta ad ogni corsa senza mai subire graffi o ammaccature. D’altronde voglio mantenerla in ordine fino a quando non riesco più a entrarci. Quando la sera la parcheggio in garage, le metto il pigiama, la copro e faccio attenzione a non farla andare a letto sporca. Nei mesi più caldi, tra marzo e ottobre, se il tempo lo permette ci vado a lavorare: le sue «pantofole» – dei pneumatici semi slicks – non sono adatte se piove. Sono una camionista e passare dalla Lotus Eli-

po i primi ��� km inizia letteralmente a fare le fusa. Per me, un’auto deve avere un bel suono roboante. Il motore deve essere potente, perché preferisco sorpassare in modo rilassato e senza esitazioni. Perciò amo le auto sportive, anche a scapito dello spazio del bagagliaio. È solo una questione di organizzazione. Inoltre posso benissimo fare a meno anche dell’assistenza al parcheggio, perché se si percepiscono le dimensioni della propria auto, risulta facile poi parcheggiare. Io mi definirei un’automobilista sicura. Grazie agli eventi-guida che organizzo con la mia agenzia di comunicazione e a cui partecipo anch’io, ho acquisito parecchia pratica. La routine è estremamente importante nel traffico; bisogna prevedere e pensare al posto degli altri. Quello che mi irrita nel traffico stradale è l’invidia e l’egoismo e, soprattutto, gli ipocriti che guidano al di sotto del limite di velocità. Io guido velocemente, ma con moderazione...».

Irène Nager: Aston Martin DB7 Motore/potenza: 6,0 l a benzina, 426 CV Km/anno: con l’Asti 5000 km Multe/anno: tre Graffi/anno: nessuno

se al camion è un cambio di prospettiva abbastanza netto.

Battere se stessi Ho comprato la mia «Lisetta» a Natale di dieci anni fa. Quando finalmente non c’era più il sale sulle strade mi sono recata subito sulla pista da corsa. Durante una gara riservata a modelli roadster a Romont, nel canton Friburgo, mi è capitato di gareggiare contro me stessa: il mio tempo era indicato a bordo pista, ma credevo che si trattasse del tempo del pilota davanti a me. Ho provato a batterlo e ci sono riuscita. Alla fine, ovviamente, ho vinto la gara. Mi capita anche di partire a razzo con la mia «Lisetta», senza però mai correre dei rischi. Guido sempre con cautela e ciò è

dovuto da una parte alla mia professione di camionista, dall’altra alla mia automobile: l’Elise non ha il sistema di frenata ABS, né il servosterzo e ha una distribuzione del peso sugli assi di ��/��. Se sovrasterza ho poche possibilità di mantenerne il controllo, che richiede pratica e perciò ho già frequentato molti corsi di guida. Una donna alla guida di un’autovettura sportiva naturalmente richiama sempre l’attenzione. La maggior parte delle volte la gente reagisce positivamente. Alle critiche non do alcuna importanza, non mi faccio provocare. Tuttavia, pretendo un po’ più di rispetto nel traffico stradale. Tutti vogliono arrivare per primi e sulle strade regna spesso un puro egoismo».


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al ���� ho una stretta relazione con la BMW, questo perché ho partecipato ad alcune gare automobilistiche come pilota della casa tedesca. La mia preferita è la M�, che ho guidato in gara e, nella versione stradale, come auto aziendale. Con questa vettura sono la prima donna ad avere vinto una gara sul circuito berlinese dell’Avus. Un evento che mi ha lasciato il segno! Per questo motivo sono rimasta fedele alla serie M; ho guidato per molto tempo una BMW M� e adesso posseggo una M� cabrio, benché, come ex pilota, non abbia una grande considerazione delle decappottabili. Tuttavia oggi do molta importanza anche al piacere di guida e al comfort».

Seduta su un’arma «Sono una fanatica della tecnica e trovo estremamente formidabile quanto le nuove tecnologie offrono per le prestazioni e per la sicurezza. Tuttavia, ritengo che l’elettronica d’intrattenimento delle auto moderne sia un po’ esagerata, perché riduce l’attenzione alla guida. Mi pia-

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Yolanda Risi: BMW M6 Cabrio Motore/potenza: 5,0 l V10, 560 CV Km/anno: 30 000 km Multe/anno: con gli anni sempre meno Graffi/anno: uno!

cerebbe che ci fossero meno dispositivi elettronici, d’altronde siamo seduti sopra un’arma! La BMW M� è un’auto molto elegante e aerodinamica. Allo stesso tempo è un prodotto ad alte prestazioni con i suoi ��� CV. Un’automobile così potente, naturalmente, non è apprezzata da tutti. Non tutti amano le autovetture veloci.

a mia «Schnupfe» è del ���� ed è con me da �� anni. Si chiama «Schnupfe» perché è piccola come una tabacchiera. Con le altre auto che posseggo non ho alcun rapporto privilegiato, ma con questa Fiat ��� di colore fucsia sì. Quando ho fondato la mia agenzia «elefante fucsia», tutti mi dicevano che avrei avuto bisogno di una

Cordelia Hagi: Fiat 500 Motore/potenza: 2 cilindri a quattro tempi, 18 CV Km/anno: 500 km Multe/anno: nessuna! Graffi/anno: solo pochi

D’altro canto, a molte persone piace l’M�, che suscita interesse soprattutto tra i giovani. Una o due volte all’anno mi reco su un circuito e mi sfogo completamente. Amo il rombo potente della mia auto, che si sente arrivare già da lontano. Fuori dal circuito, tuttavia, cerco di frenare il mio temperamento».

Smart. Ma io ho sempre preferito la ���, che somiglia a un elefantino. In un primo momento il precedente proprietario non me la voleva vendere, nonostante non la usasse. Quando poi ha visto che da me era tutto di color fucsia, ha ceduto e me l’ha venduta. Andare in giro con «Schnupfe» richiede pazienza, perché spesso viene fotografata dai turisti e oggi

si ritrova di sicuro in numerosi album fotografici giapponesi. Una volta un bambino mi ha chiesto: che carino, posso accarezzarlo? I giovani si divertono a spostarmi la macchina: pesa solo ��� chili e si lascia trasportare facilmente. Per questo motivo preferisco parcheggiarla al sicuro negli autosili».

L’arma della seduzione «In passato mi piaceva guidare automobili veloci e sportive. Oggi non posso più permettermelo. Quando sono in giro con la mia Mercedes di color fucsia, preferisco inserire la regolazione automatica della velocità e se proprio m’imbatto in un controllo della polizia… ricorro al mio fascino. Ciò che più m’infastidisce del traffico stradale sono i numerosi semafori in città che non sono coordinati tra loro e gli automobilisti che viaggiano sotto il limite di velocità e che rallentano il traffico. Ma più invecchio e più sono calma e tollerante. Credo che le donne dai �� anni in su siano più attente alla guida rispetto agli uomini. Forse perché hanno più senso di responsabilità verso la famiglia. L’uomo passa tranquillamente con il giallo, mentre la donna si ferma. Le donne non guidano peggio degli uomini, anche se talvolta sono più ansiose e per questo forse � più insicure».


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Centro di competenza Donna & Auto | Tramite alcuni progetti di ricerca, la professoressa Doris Kortus-Schultes indaga sulle preferenze delle donne al volante.

«Alle donne piacciono le curve»

Cos’è importante per le donne? Le statistiche mostrano che le donne preferiscono auto che consumano poco. Da dieci anni nei sondaggi le donne mettono al primo posto la «convenienza nel consumo». Una scelta che naturalmente ci ha fatto riflettere. Una possibile spiegazione può essere che le donne pagano la benzina e le riparazioni spesso attingendo alla cassa domestica e perciò ci tengono a essere parsimoniose. Gli uomini invece guidano spesso auto di servizio, non devono quindi pagare di tasca propria la benzina. La sicurezza delle auto arriva al secondo posto. Oltre al normale equipaggiamento di sicurezza le donne danno importanza ai sedili ergonomici e al volante e ai sedili regolabili. Una caratteristica che interessa meno gli uomini.

Cercasi addetti con meno muscoli, ma più cervello Alle donne piacciono le auto, tuttavia ancora oggi in Svizzera sono una minoranza nelle formazioni tecniche. Stando a Oliver Mäder, responsabile della formazione all’Unione professionale svizzera dell’automobile (UPSA), nel settore automobilistico le donne sono occupate soprattutto come impiegate di commercio. Ci sono, inoltre, una ventina di meccani-

Doris KortusSchultes è fondatrice e direttrice del centro di competenza «Donna & Auto».

Ci sono differenze di gusto in fatto di design? La differenza è classica e facilmente prevedibile: alle donne piacciono le curve, mentre gli uomini preferiscono un design più spigoloso. Un’eccezione è costituita dalle giovani donne che sono attratte da uno stile più sportivo. Una differenza statisticamente rilevante tra donna e uomo riguarda la dimensione dell’auto: per le donne la grandezza del veicolo è meno importante che per gli uomini.

«Le donne attingono al sapere degli uomini»

Il centro di competenza Donna & Auto della Scuola Superiore di Niederrhein a Mönchengladbach (D) è l’unico istituto di ricerca al mondo che si dedica solamente a questo tema. Il gruppo di ricerca, costituito da sei professori, dal 2003 studia i bisogni, i desideri e le richieste delle donne al volante.

Quali sono le preferenze femminili per quanto riguarda le prestazioni? Tre quarti delle intervistate hanno detto che per la prossima auto vogliono più cavalli. Anche le donne sognano, dunque, auto con un motore più potente. Tanto più la donna è giovane, tanto più cavalli vuole. Lo si legge anche nelle statistiche degli eccessi di velocità, in cui le giovani donne sono sempre più numerose. Quali sono le differenze nell’acquisto di auto tra donne e uomini? La maggiore differenza consiste nel modo in cui ci si prepara all’acquisto dell’auto. Gli uomini cominciano con la ricerca già due anni prima di comprare il nuovo veicolo e vi investono molto tempo libero. Leggono riviste specializzate, guardano trasmissioni sulle quattro ruote e fanno ricerche in Internet. Infine scelgono

che diagnostiche. Un numero esiguo, che Mäder riconduce ad un’immagine antiquata: «Il pregiudizio secondo cui i mestieri che ruotano attorno all’auto sono tipicamente da uomini è ancora radicato nella società». Per contro, oggi in questo settore sono richiesti meno muscoli e più cervello. Il Dipartimento educazione del Canton Berna vuole rendere attrattive alle allieve materie scientifiche come matematica, informatica, scienze naturali e fisica. Tenta, con l’aiuto di diversi provvedimenti, di rafforzare queste materie per motivare le allieve a intraprendere una carriera

tre modelli che potrebbero andare bene e arrivano nell’autosalone con una chiara idea in testa. Le donne investono molto meno tempo. In compenso hanno un metodo più efficace: si lasciano consigliare dalla famiglia e dagli amici e attingono anche al sapere degli uomini. Inoltre si lasciano pure consigliare nell’autosalone e discutono con il personale di vendita, spiegando i loro bisogni concreti di utilizzo. Per contro, nell’autosalone gli uomini vogliono soltanto concludere un affare, perché sanno esattamente ciò che vogliono.

Perché le auto vengono fabbricate essenzialmente da uomini? Il motivo è dovuto alle strutture sociali: in Francia, ad esempio, la maggior parte delle donne tornano al lavoro subito dopo la nascita del figlio. Per questo, molte auto tipicamente femminili provengono dalla Francia. Come la Peugeot ��� o la Renault Espace, la prima bella auto famigliare, e tutte portano la firma di donne francesi attive nell’industria automobilistica. In Germania è diverso, qui le donne si occupano piuttosto della cura dei figli. Sono molto impegnate nell’industria automobilistica, ma in settori femminili, come il design degli interni e i colori degli esterni, e rimangono sottorappresentate nel settore della tecnica ingegneristica. Il settore automobilistico è tuttavia più propenso ad ascoltare le donne. Ma ancora oggi il mercato del lavoro offre meno personale femminile rispetto a quanto l’industria desidera assumerne. Intervista: Nadia Rambaldi

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Quali auto preferiscono le donne? Doris Kortus-Schultes: Non esiste uno standard di automobilista al femminile. La scelta del veicolo dipende, come nel caso degli uomini, dalla fase di vita in cui si trova la donna. Per una giovane in carriera senza famiglia un’auto rappresenta di certo anche uno status symbol. Sono in genere sportive che corrispondono anche al gusto dei giovani. Con la creazione di una famiglia, ci si congeda dalla due posti e si compra un’auto più pratica e capiente. Non appena i bambini escono di casa e le mamme smettono di fare le tassiste della famiglia, tornano a comprarsi un veicolo più slanciato. Questa «Me-Car», come viene definita nella ricerca in genere è una vettura sportiva, spesso un cabriolet.

di studi scientifici. Da questa estate �� giovani donne frequentano una classe specializzata in materie scientifiche al Liceo Köniz-Lerbermatt. nr

In Svizzera ci sono troppe poche donne ingegnere. L’offensiva sulle materie scientifiche al liceo bernese di Köniz mira a invertire questa tendenza con provvedimenti mirati.


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società e mobilità | touring 15 n. 15 | 5 settembre 2013

Posteggi per disabili | Sulla cartina svizzera interattiva del TCS si trovano ora anche informazioni sui parcheggi per le persone portatrici di handicap.

Il club al servizio dei disabili

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econdo le stime, in Svizzera ci sono �� ��� parcheggi per disabili. Tuttavia, soprattutto per coloro che non sono del luogo è difficile trovare un posteggio confacente alle loro esigenze. Le informazioni sull’esatta posizione dei parcheggi per disabili non sono perlopiù note. Per agevolare l’organizzazione e poter perfino pianificare in anticipo gli spostamenti, il Touring Club Svizzero ha completato le sue informazioni sul traffico stradale con una panoramica capillare e aggiornata dei circa ���� posteggi accessibili in sedia a rotelle in tutta la Svizzera. I siti dei parcheggi per disabili sono consultabili online e tramite l’applicazione del TCS per smartphone. Oltre agli indirizzi esatti vi sono le indicazioni pratiche supplementari concernenti i posteggi. Ulteriori informazioni sono visibili su una cartina svizzera interattiva, a disposizione gratuitamente.

I luoghi di parcheggio sono visionabili su una cartina svizzera interattiva. aggiornate costantemente e sono disponibili gratuitamente. In futuro alcune informazioni saranno integrate anche nella App TCS gratuita.

Premio all’App TCS Quest’offerta è il frutto di una collaborazione tra il TCS e l’Associazione Accessibility Data (www.parcheggiodisabili.ch) e permette al maggior club della mobilità della Svizzera di estendere le sue prestazioni a favore delle persone portatrici di handicap. Le informazioni contenute sull’App TCS sono già concepite e presentate così bene che la Fondazione «Accesso per tutti» le ha conferito il premio App ����, per la sua facilità di manipolazione e la semplicità di consultazione da parte di ciechi e ipovedenti. Anche in futuro il Touring Club Svizzero s’impegnerà affinché le sue prestazioni e informazioni siano accessibili in modo ottimale anche alle persone disabili. Il censimento dei parcheggi è stato svolto durante due anni dall’associazione di categoria degli ingegneri-geometri svizzeri (IGS) nell’ambito del giubileo «Cent’anni di misurazione ufficiale in Svizzera». tg

Le informazioni si trovano sul sito Internet www.tcs.ch, alla rubrica Situazione traffico (nella barra grigia in alto alla pagina). Sulla cartina svizzera interattiva si possono visionare informazioni su code, cantieri, condizione delle strade, gallerie, passi, parcheggi, webcam ed ora anche sui parcheggi per disabili. Per ognuno dei posteggi è pubblicata l’ubicazione esatta, l’indirizzo, una foto ed eventuali dati supplementari. Queste informazioni sono già online, vengono

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Informazioni e foto

Info Touring www.tcs.ch (rubrica Situazione traffico) www.parcheggiodisabili.ch

Pene severe per chi guida senza patente

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gni giorno vengono intercettate dalla polizia persone alla guida di un’auto nonostante stiano scontando un periodo di ritiro della patente. Da molti viaggiare senza patente è considerato un peccato veniale. Ma non è così. Oltre al ritiro della patente per almeno altri tre mesi, infatti, si rischiano una sanzione pecuniaria e una multa, che – a seconda della situazione economica del conducente – possono ammontare a varie migliaia di franchi. Il Tribunale federale (�B_���/����) ha recentemente dovuto giudicare un caso davvero estremo. Un imprenditore della Svizzera orientale, già condannato per

il consulente Urs-Peter Inderbitzin

guida senza patente da un tribunale distrettuale sangallese ad una pena pecuniaria sospesa condizionalmente di �� aliquote giornaliere da ��� fr. (�� ��� fr.), era stato nuovamente fermato dalla polizia mentre guidava durante il periodo di ritiro della patente. Il Tribunale cantonale non ha quindi trattato con i guanti il conducente indisciplinato: ha revocato all’imprenditore la sospensione condizionale della pena pecuniara da �� ��� fr. e inflitto una ulteriore sanzione pecuniaria senza condizionale pari a �� aliquote da ��� franchi, per un totale di �� ��� fr., oltre ad una multa di ���� fr. Davanti al

Tribunale federale si doveva discutere se la seconda pena pecuniaria fosse da sospendere condizionalmente. Per la corte losannese il caso è lampante: il comportamento dell’imprenditore, che era finito più volte davanti al giudice per infrazioni della legge sulla circolazione, ha rivelato una notevole mancanza di rispetto, per cui non è proponibile una pena leggera. Per aver guidato due volte senza patente, l’automobilista dovrà ora versare la pena pecuniaria di �� ��� fr. e la multa da ���� fr., cui si aggiunge un ulteriore ritiro della patente per almeno un anno.


16 touring | società e mobilità n. 15 | 5 settembre 2013

Campagna di prevenzione | Spegnere il motore quando ci si ferma permette di risparmiare grandi quantità di carburanti e contribuisce a preservare l’ambiente.

Mettete il motore in pausa

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Non si rischiano guasti Eppure, la maggior parte degli automobilisti esitano a spegnere il motore da fermi, temendo di usurare la meccanica. Gli studi dimostrano che ciò non aumenta in alcun caso il rischio di panne. Questo riflesso può essere applicato a un gran numero di situazioni della vita quotidiana, per esempio caricare i bagagli nel baule o imbucare una lettera (cfr. scheda). Al semaforo rosso, se si ha paura di non poter ripartire in tempo, si può lasciar girare il motore quando ci si trova in testa alla colonna; ma già se ci si trova in seconda posizione spegnerlo non pone problemi: «Si ha sempre il tempo per ripartire», sottolinea Reiner Langendorf.

Misurazioni del TCS Il Dipartimento del TCS Consulenza e Mobilità ha misurato il tempo d’arresto minimo necessario per realizzare un risparmio di carburante. È inferiore a un secondo per la Mercedes A���, a � secondi sull’Audi A�, a � secondi sulla Fiat Panda �.� e a �� secondi sull’Opel Mokka �.�. Tutti i modelli testati dal TCS oscillano tra � e �� secondi: «Sono intervalli molto brevi», commenta Reiner Langendorf.

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i vedono spesso veicoli fermi con il motore acceso, che emettono inutilmente dei gas di scarico. Girando la chiave di contatto si arresta tale spreco e si contribuisce a preservare l’ambiente. È il messaggio della campagna di sensibilizzazione lanciata all’inizio di settembre da Quality Alliance Eco Drive ed Energia Svizzera, con il sostegno del TCS. Gli esperti stimano il potenziale di risparmio annuo in circa �� milioni di litri di carburante su scala svizzera, ciò che corrisponde a ��� ��� tonnellate di CO�: «È considerevole, rileva Reiner Langendorf, direttore di Quality Alliance Eco Drive. «Si tratta dunque di una misura semplice e molto efficace».

Vale sempre la pena spegnere il motore davanti a un semaforo rosso, anche per pochi secondi. Si può, dunque, senz’altro raccomandare di spegnere sempre il motore».

Manifesti e spot radiofonici Con un sistema elettronico start-stop, il potenziale di risparmio nelle località raggiunge il ���. Lo spegnimento si svolge automaticamente all’arresto… a patto che il conducente lasci il sistema in funzione: «È consigliato lasciare lo start-stop inserito il più spesso possibile», conclude Reiner Langendorf. In rari casi, può succedere che il sistema start-stop non spenga il motore, specialmente a causa di un grande caldo o di un grande freddo. Lanciata all’inizio di settembre, la campagna di sensibilizzazione si svolgerà in tutta la Svizzera e sarà imperniata su manifesti, spot radiofonici e la partecipazione a diverse manifestazioni pubbliche. Jacques-Olivier Pidoux

Info Touring Maggiori informazioni su: www.ecodrive.ch. Per la campagna di sensibilizzazione: www.motor-abschalten.ch

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Si risparmia carburante Vale la pena spegnere il motore anche per un breve arresto, specie nelle situazioni seguenti: � Attese al semaforo � Attese al passaggio a livello � Aprire la porta del garage � Portare i rifiuti al container � Caricare i bagagli nel baule � Imbucare una lettera � Depositare qualcuno � Chiedere un indirizzo a un passante � Prendere il giornale gratuito in una cassetta


società e mobilità | touring 17 n. 15 | 5 settembre 2013

Referendum sulla vignetta III | Il TCS partecipa attivamente al comitato «No alla vignetta a 100 franchi» per un finanziamento equo dei trasporti. Il finanziamento della strada deve poter essere garantito a lungo termine.

Sulle spalle degli automobilisti

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er gli utenti della strada l’aumento del prezzo del contrassegno autostradale non costituisce alcun valore aggiunto», ha affermato il presidente del TCS e co-presidente del comitato Peter Goetschi alla conferenza stampa a Berna del comitato «No alla vignetta a ��� franchi». L’eliminazione delle strozzature sulla rete stradale svizzera non è realizzabile nemmeno con il rincaro del contrassegno (v. box). In quanto club della mobilità, il TCS difende gli interessi di tutti i vettori di trasporto, ma al club sta a cuore in particolare il traffico motorizzato individuale. Per la manutenzione e l’ampliamento della rete stradale nazionale ci sono fondi a sufficienza. Il fabbisogno per la strada non dovrebbe essere soddisfatto tramite ulteriori oneri per gli automobilisti. «Il nostro obiettivo finale è un finanziamento equo del traffico e un giusto impiego dei contributi versati dagli automobilisti», ha sottolineato Goetschi.

vestite nella strada stessa. E ciò nonostante una capacità stradale in calo e un aumento della mobilità della popolazione, con la conseguenza che le ore di coda aumentano sempre di più a scapito della sicurezza. «La strada in Svizzera continua a essere il più importante vettore di trasporto. In fondo, circolano sulla strada anche i bus, gli autopostali e i tram», sottolinea Ammann. Le esperienze degli ultimi �� anni hanno dimostrato che le promesse di finanziamento per la strada non sono state mai veramente mantenute. La rete autostradale cominciata �� anni fa non è ancora terminata oggi.

Gli argomenti del comitato � Per la manutenzione e l’ampliamento della rete stradale nazionale ci sono fondi a sufficienza. La Confederazione sottrae agli utenti della strada circa 9,5 miliardi di franchi in tasse e contributi l’anno. Di questi il 70% confluiscono nelle casse della Confederazione e dei Cantoni oppure nel finanziamento dell’infrastruttura ferroviaria. � L’aumento del contrassegno autostradale non cambierà nulla. Un terzo finirà nella gestione delle strade cantonali prese in gestione dalla Confederazione, il resto è previsto per effettuare nei prossimi anni i lavori per le circonvallazioni di La Chaux-de-Fonds, Le Locle e Näfels. � Per l’eliminazione delle strozzature, l’ampliamento delle capacità così come la realizzazione di estensioni della rete non rimangono più soldi. Inoltre non esiste nemmeno un programma dettagliato sui lavori effettivamente pianificati tg né sulla loro realizzazione e tantomeno sui costi.

Una «stupidata»

Richiesta parità di trattamento

Il presidente centrale del TCS vuole «un equo finanziamento dei trasporti».

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Nadia Rambaldi

Con l’impegno del comitato si deve far capire alla politica che finalmente si deve usare lo stesso metro di misura sia per la strada che per la rotaia. E con ciò non s’intende mettere una contro l’altra: «È necessaria una determinata parità di trattamento tra i diversi vettori di trasporto». Il nuovo, e a tempo illimitato, programma di sviluppo futuro dell’infrastruttura ferroviaria (SIF) è un concetto ragionevole per il finanziamento dei mezzi di trasporto pubblici. Per la strada ora c’è bisogno di qualcosa di analogo: un fondo d’infrastruttura stradale ancorato nella Costituzione con un versamento fisso annuo. Solo così può essere garantita a lungo termine la manutenzione della rete stradale in tutto il suo valore. «La strada ha un grado di autofinanziamento superiore al ����», ha sottolineato Mathias Ammann, co-presidente del comitato e presidente dell’Automobile Club Svizzero (ACS). Attualmente, tuttavia, solo il ��� delle entrate originate dalla strada vengono effettivamente in-

François Membrez, presidente della Sezione Ginevra del TCS, lamenta il fatto che si faccia dipendere la dimensione della futura rete autostradale dall’aumento del prezzo del contrassegno. Tanto più che molte tratte dei ��� km di strade cantonali, di cui la Confederazione si prenderebbe carico nel caso del rincaro della vignetta, non sono sottoposte all’obbligo dell’adesivo multicolore. Il presidente del comitato politico del TCS, Thierry Burkart, definisce il finanziamento del decreto federale una «stupidata»: la Confederazione vuole i ��� milioni per la manutenzione delle strade cantonali attraverso il rincaro della vignetta, nonostante che oggi le riserve della cassa stradale siano di quasi � miliardi di franchi: «Annualmente la Confederazione spende notevolmente meno soldi per la strada, rispetto a quanti ne incassi dagli utenti della strada», afferma Burkart. Fintanto che non si userà lo stesso metro di misura per il finanziamento della strada e della rotaia, le associazioni del traffico respingeranno qualsiasi proposta di aumento degli oneri degli automobilisti. Il comitato «No alla vignetta a ��� franchi» gode del sostegno anche di consiglieri nazionali e agli Stati, così come di auto-svizzera, l’Unione petrolifera e l’Associazione degli importatori svizzeri di automobili. tg

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società e mobilità | touring 19 n. 15 | 5 settembre 2013

Nella mancia si può abbondare un po’

I

n fatto di mance i costumi variano da Paese a Paese. In linea di principio più ci si trova a Sud, più ci si aspetta la mancia. Il famoso «bakshish» per ogni servizio ha una tradizione profondamente radicata in Nordafrica. Camerieri, guide turistiche e facchini si aspettano un obolo tra il �� e il �� percento. Prestazioni particolarmente buone si possono premiare con qualcosa di più. Nelle destinazioni scandinave, al contrario, questo tipo di riconoscenza fa meno parte della cultura quotidiana, le mance sono ben accette ma non attese dappertutto.

sti pecuniari attraverso i molti visitatori provenienti dall’estero. In Thailandia, invece, camerieri, autisti e fattorini d’albergo possono recepire la parsimonia come mancanza di rispetto, infatti dieci bath vengono considerati il minimo. In generale vale la regola secondo cui più vengono soddisfatti desideri particolari, più l’importo deve essere elevato. In tutte le destinazioni il dieci percento è la soglia minima. Durante soggiorni prolungati si consiglia di dare una piccola somma all’arrivo. Se il servizio è particolarmente attento, questa può essere aumentata dopo qualche giorno oppure alla partenza. Sulle navi da crociera vigono perlopiù altre regole e le mance vengono fatturate sul conto finale. In questo modo ricevono la loro quota anche addetti ai servizi come i cuochi, che non si trovano a diretto contatto con i passeggeri. Adrian Zeller

Negli USA e in Canada le mance sono una parte importante dei guadagni; arrotondamenti del prezzo compresi tra il �� e il �� percento sono comuni. Un buon servizio in albergo, al bar o in taxi viene premiato come minimo con due dollari. In Corea e Giappone è un amichevole e complementare costume tradizionale del Paese, a cui i turisti si sottopongono. Gli autoctoni si sono abituati a questi ge-

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22 touring | test e tecnica n. 15 | 5 settembre 2013

Mazda 6 2.5i Sport Wagon Revolution automatica

Protagonista per eleganza e dinamismo Proposta allo stesso prezzo della berlina, la Mazda 6 Sport Wagon esibisce forme che ricordano gli «shooting brake». Questa vera familiare dall’ampio bagaglio tecnologico rivela un temperamento deciso.

C

hi era stato colpito positivamente dalla concept-car Takeri vista nei saloni automobilistici non sarà certamente deluso. La Mazda � Sport Wagon conserva uno stile sofisticato e proporzioni omogenee. Sono peraltro rare le station wagon che utilizzano tanti profili e scolpiture suggestivi. Un look atletico che il rosso metallizzato – già impiegato sul prototipo – mette ancora più in risalto, nella luce intensa. Quest’auto di categoria media si sforza inoltre di proporre una rifinitura ed uno standard tecnologico elevati. Sotto il cofano, ritroviamo un motore a benzina ad elevato rapporto di compressione (��:�) ed un sistema inedito per il recupero dell’energia in frenata ispirato al Kers usato in Formula �. In decelerazione, tale dispositivo accumula l’energia cinetica in un condensatore che si caratterizza per la rapidità delle fasi di ricarica. L’elettricità immagazzinata alimenta gli elementi periferici (climatizzatore, fari ecc.) alleviando così lo sforzo del motore. Il risultato appare incoraggiante, poiché questa tonica break con sistema startstop si è accontentata di �,� l/��� km.

La Mazda � si allarga Se la lunghezza resta pressoché invariata (�� cm), i più esperti costateranno che la terza versione si è sensibilmente allargata (��,� cm). Non ideale in manovra. Di buona capacità, il bagagliaio ha perso un po’ di volume utile. Ma più che i �� l mancanti, è il carico in altezza che risulta penalizzato dall’inclinazione accentuata del portellone. Resta il fatto che questo vano facilmente accessibile e ben rifinito riserva una bella superficie di carico piatta. E le due maniglie ai lati permettono di ribaltare il sedile posteriore in una sola manovra. Altro esempio della cura del dettaglio: il telo copri-bagagli integrato al portellone si solleva automaticamente. Stessa prodigalità è riservata allo spazio per i passeggeri. Il divano offre infatti grande agio per le gambe. Unico neo: il

posto centrale è rialzato quindi adatto soltanto ad un uso occasionale. Davanti risalta la cura dedicata alla plancia di bordo dal design epurato e rivestita di materiali soft di classe. Se lo schermo tattile non è enorme (�,��), si apprezza la manopola del comando centrale, intuitivo e

PIÙ O MENO Stile attraente e dinamico Prestazioni e sobrietà Comportamento posato Carico utile e modularità Equipaggiamento completo e assistenti alla guida Buona qualità percepita Sistema di recupero d’energia innovativo Larghezza e visibilità posteriore ristretta Divano comodo per soli due passeggeri Rigidità (ruote da 19”) e assorbimento delle piccole irregolarità

funzionale. Davvero seducenti, i sedili non brillano però in fatto di tenuta. Più convincente la dotazione di serie, che merita una menzione in fatto di sistemi di assistenza. Sulla versione Revolution, infatti, solo il regolatore adattivo della velocità è opzionale. Per finire, ci si rammarica invece per la forma dei vani porta oggetti delle portiere, adatti soltanto per le bottiglie. Ciò detto, questa station wagon molto equilibrata ha un comportamento rassicurante e affronta le curve veloci in tutta tranquillità. Viste le gomme di taglia bassa, il comfort è un po’ rigido ma senza eccessi. Tanto che questa Mazda � dall’ottima insonorizzazione si propone quale perfetta ammiraglia. E di carattere, dato che il quattro cilindri atmosferico da ��� CV ha energia da vendere. La sua cilindrata particolare gli conferisce una grande coppia, mentre ci si diletta con salite di giri quasi rabbiose. Una scelta simpatica nell’era dei motori turbo. Unica restrizione: questo propulsore è fornibile soltanto con il cambio automatico e sulla versione Revolution. Non si può avere tutto. Marc-Olivier Herren

La plancia di bordo è minimalista ma i materiali sono di qualità. L’uso è funzionale. Spazioso, il compartimento posteriore è concepito principalmente per due soli passeggeri. Bella, la selleria in cuoio.

SCHEDA TECNICA VEICOLO PROVATO Mazda � �.�i Sport Wagon Revolution; � porte, � posti; �� ��� fr. (auto del test: �� ��� fr.) Gamma: dalla �.� Challenge, ��� CV (�� ��� fr.) alla �.� HP Revolution, ��� CV (�� ��� fr.) Opzioni: vernice metallizzata (���� fr.), navigatore TomTom (��� fr.), regolatore velocità adattativo e pre-crash (���� fr.) Garanzia: � anni di fabbrica, � anni mobilità; �� anni antiruggine (con condizioni) Importatore: Mazda (Svizzera) SA, ���� Petit-Lancy, www.mazda.ch DATI TECNICI Motore: � cilindri �,� l benzina, ��� CV; trazione anteriore, cambio aut. a � rap. Peso: ���� kg (auto test), totale ammissibile ���� kg, carico rimorchiabile ���� kg

Tabella comparativa

Prezzo (fr.) Cilindrata (cc) Potenza (kW/CV) Coppia massima (Nm/min) Consumo (l/100 km) Rumore int. 120 km/h (dBA) Costi al chilometro (fr./km)3 Costi di manutenzione4 Test «Touring» 1 3 5

Mazda 6 Sport Wagon 2.5i Revol. aut.

VW Passat 2.0 TSI Highline aut.

41 400.– 2488 141/192 256/3250 6,4 D2 68 –.84

46 950.– 1984 155/210 280/1700 7,91 F2 685 –.88

11133

11113

15/2013

5/2011

dati secondo l’importatore efficienza energetica secondo l’importatore su 15 000 km/anno 4 costi totali su 180 000 km (15 000 km/anno) VW Passat Variant 2.0 TDI automatica 2


test e tecnica | touring 23 n. 00 | date??? 2013

Mazda 6 in dettaglio 148 cm

cm cm 11 92 –1 5– 6 88 � �

103 cm

102 cm

� �

passo 275 cm

lungh. 480 cm (largh. 184 cm)

larghezza interna: ant. 153 cm, post. 149 cm bagagliaio: da 522 a 1648 litri pneumatici: 225/45 R 19, min. 225/55 R 17

ABITACOLO 11113 Il design è espressivo. Classica, la plancia di bordo è rifinita con materiali pregiati e una buona lavorazione. Lo spazio è generoso, ma il sedile dietro è adatto di preferenza per due sole persone. Spazioso e ben configurato, il bagagliaio beneficia di due maniglie per il ripiegamento del sedile posteriore. L’inclinazione del portellone limita l’altezza di carico.

La Mazda 6 Sport Wagon è una station wagon dinamica sia in termini stilistici che di comportamento.

COMFORT 11123 Malgrado l’assorbimento un po’ rigido indotto dalle ruote da 19”, le sospensioni restano progressive. Mediamente avvolgenti, i sedili in cuoio dalle varie regolazioni offrono un comfort assolutamente corretto. Apprezzabile soprattutto l’eccellente isolamento fonico.

foto Pia Neuenschwander

DOTAZIONE 11111 La versione di base offre già l’essenziale. Il secondo livello si arricchisce di uno schermo tattile, del climatizzatore bizona e del regolatore. La Revolution inoltre propone i fari allo xeno automatici e i sensori di parcheggio.

CHECK�UP TCS

TCS MoBe: Robert Emmenegger

DINAMICA DI COMPORTAMENTO Accelerazione (�–��� km/h): �,� s Elasticità: ��–��� km/h (in posizione D) �,� s ��–��� km/h (in posizione D) �,� s Diametro di sterzata: ��,� m Insonorizzazione: �� km/h: �� dBA 11111 ��� km/h: �� dBA 11111 SICUREZZA Frenata (���–� km/h): ��,� m Visibilità circolare Equipaggiamento

COSTI D’ESERCIZIO km/anno

ct./km

fr./mese fissi

variabili

�� ��� �� ���

�� ��

���.– ���.–

���.– ���.–

Tariffa oraria per il calcolo TCS: ��� fr. (UFS), agenzie Mazda da �� a ��� fr.

11111 11133 11111

mano d’opera (fr.)

�� ���/�� �,� ���.– �� ���/�� �,� ���.– Manutenzione per ��� ��� km: �� ��� km/anno ��,� ����.–

test TCS

CONSUMO AL BANCO DI PROVA (ciclo UE ��/����) urbano

COSTI DEI SERVIZI Manutenzione (km/mese) ore

PRESTAZIONI 11112 Il quattro cilindri da 2,5 l dimostra un forte temperamento. Sia le riprese sia le accelerazioni sono toniche. Il cambio automatico a 6 rapporti è reattivo e dolce. Unito ad un sistema di recupero d’energia con condensatore ed al sistema start-stop, questo motore di carattere si rivela economico.

extra urbano

misto

TCS �,� �,� fabbrica �,� �,� Emissioni di CO�: Media di CO�: etichettaEnergia (A–G):

�,� �,� ��� g/km ��� g/km D

CONSUMO DEL TEST

11133

�,� l/��� km serbatoio: �� litri

autonomia ��� km

Mazda 6

Video del test

COMPORTAMENTO 11113 Malgrado la massa di 1,6 t, questa station wagon ben incollata sulla strada esibisce inclinazioni sportive, anche se l’asse anteriore non è molto incisivo. Il telaio equilibrato e lo sterzo preciso permettono andature elevate in curva. SICUREZZA 11111 Propone numerosi sistemi di assistenza ad un prezzo abbordabile. La visibilità posteriore ridotta è compensata dalla telecamera di retromarcia.


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test e tecnica | touring 25 n. 15 | 5 settembre 2013

Danni da martore | Esiste una pluralità di metodi per allontanare le martore, ma nessuno completamente efficace. Panoramica degli espedienti da mettere in atto.

Come allontanare le martore

S

Meglio ripiegare su apparecchi a ultrasuoni, presenti sul mercato con un’ampia gamma. Come altri animali, le martore percepiscono frequenze che superano quelle percepite dall’orecchio umano (massimo di �� kHz). Così i fabbricanti hanno sviluppato diversi prodotti a ultrasuoni che emettono fino a �� kHz. Secondo loro, questi dispositivi non disturbano gli animali domestici. Un test del TCS ha effettivamente dimostrato che alla distanza di un metro un cane resta calmo ed obbediente. Se ne può dunque dedurre che questi dispositivi non disturbano, anche perché spesso la distanza è maggiore.

Le raccomandazioni del TCS � Dopo ogni visita della martora: pulire il vano motore; eliminare ogni traccia visibile e invisibile (odori); applicare un prodotto a base di cera; evitare i prodotti a base di silicone, lacche per motore ecc. � Rinunciare a spray, deodoranti ecc. La loro efficacia è di breve durata. � Proteggere i tubi con guaine rinforzate (i denti della martora non hanno presa). � Affidare il montaggio dei dispositivi a uno specialista. tg

Precisiamo subito che i dispositivi di allarme sono inefficaci. Questi avvisi passivi emettono segnali ottici (lampeggiamenti, illuminazione del vano motore ecc.) oppure acustici (vibrazioni, ticchettii, suonerie ecc.) percettibili all’orecchio umano.

Vero flagello in certe zone, le martore causano danni stimati in media a 400 fr.

Elettronica alla riscossa

HUK-Coburg

pauracchio di numerosi automobilisti, i danni da martore costano ogni anno decine di milioni alle assicurazioni svizzere. Se il numero di casi annunciati tende a diminuire, le fatture sono in aumento. In media, una riparazione costa all’incirca ��� fr., ossia nettamente di più di un dispositivo elettronico (circa ��� fr.) che previene la voracità di questi roditori. Un sondaggio svolto dal Touring Club Svizzero su Facebook ha rivelato che gli automobilisti ricorrono a svariati metodi per allontanare le martore. I più comuni consistono nell’impiego di apparecchi elettronici, spray odoranti e peli di cani. Queste ultime due soluzioni non sono sempre efficaci e hanno soltanto una durata limitata. Inoltre sporcano il vano motore. I dispositivi elettronici si rivelano più indicati.

Un buon dispositivo deve possedere una frequenza variante tra �� e �� kHz, una durata e una cadenza di impulsi variabile e una pressione acustica di almeno ��� decibel a �� cm. Inoltre deve essere resistente all’acqua, alle temperature e alle vibrazioni, il tutto senza consumare troppa energia. I quattro modelli presentati qui sotto soddisfano tali criteri. Sono abbinati a piastrine di contatto alloggiate nel compartimento del motore. Ad ogni sfioramento, una scossa elettrica innocua allontana la martora. Alcuni modelli sono dotati di sensore che neutralizza le scariche all’apertura del cofano. La migliore protezione è assicurata da apparecchi che combinano onde a ultrasuoni e sistema ad alta tensione. Da notare che tre dispositivi valutati sono a debole consumo di elettricità. Provvisto di batterie, il modello Ultraschallgerät � ha un’autonomia di circa �� mesi. MOH/TCS MoBe

Comparativo del TCS: dispositivi antimartore Marca/modello

Super-Mausi

STOP & GO Ultraschallgerät 7 Plus-Minus

STOP & GO Ultraschallgerät 8 Plus-Minus

Marderschutz Sensor 737

Tipo

onde a ultrasuoni

piastrine ad alta tensione e onde a ultrasuoni

piastrine ad alta tensione e onde a ultrasuoni

Numero di piastrine – ad alta tensione

piastrine ad alta tensione �

Garanzia di fabbrica �� mesi

�� mesi

�� mesi

�� mesi

Prezzo ca. in fr.

���.–

���.–

���.–

���.–

Contatti

paul.hangartner@sunrise.ch

www.weckerleag.ch/stop-go.html www.weckerleag.ch/stop-go.html http://marderschutz.ch

Commenti

non consigliato per veicoli sistema combinato; che restano fermi per diverse ridotto consumo d’energia settimane (consumo energetico relativamente elevato)

sistema combinato; consumo d’energia nullo

si disattiva in modo automatico appena si apre il cofano (sensore infrarosso); ridotto consumo d’energia

test TCS Dispositivi antimartore


26 touring | test e tecnica n. 15 | 5 settembre 2013

Intervista a Diego Battiston | Hyundai è diventata una marca amata in Svizzera. Il costruttore coreano punta ora sulla trazione alternativa ad idrogeno.

«Spingiamo sull’idrogeno» Quali sono i filoni su cui Hyundai intende puntare in fatto di propulsione? Diego Battiston: Sul mercato europeo nei prossimi anni daremo il meglio affinché i nostri motori a scoppio siano quanto più efficienti ed economici. Sugli altri mercati, Hyundai punta sulla trazione ibrida, sta testando un’auto elettrica e spinge sull’idrogeno.

I numeri di Hyundai Svizzera � � � � � �

Quali saranno quindi le prossime novità tecnologiche introdotte in Svizzera in questo settore? L’obiettivo è commercializzare dal prossimo anno in Svizzera la ix�� Fuel Cell ad idrogeno, prodotta in serie ridotta dal ����. Questo modello dovrebbe prendere quindi piede entro cinque anni. Per quanto riguarda l’idrogeno, il problema non è la tecnologia, ma le reti di rifornimento. Tra l’altro, a giugno sono state fornite le prime �� ix�� alla città di Copenaghen. Non è però ancora stato stabilito quando queste vetture saranno disponibili in Svizzera: la pianificazione è in corso.

A proposito di prezzi, che cosa ci può dire della concorrenza basata sui bonus? Ciò che avviene oggi con i bonus è malsano, poiché i clienti lo danno ormai per scontato, anche se questo inficia la trasparenza sui prezzi. Eliminare questo schema dalla testa non è semplice. Con le riduzioni dei listini proposte nel maggio ���� siamo riusciti ad uscire rapidamente da questa spirale, ma su determinati modelli dobbiamo ancora oggi offrire dei bonus.

ha � anni di garanzia, una importata direttamente spesso soltanto �.

Quali sono le vostre risposte alle nuove forme di mobilità quali il carsharing? A mio parere, in particolare il carsharing ha certamente un senso nelle città e noi abbiamo i presupposti ideali per fornire i nostri modelli a Mobility. Come importatore è tuttavia difficile immaginare di operare direttamente in questo settore.

«Abbiamo avuto successo grazie al design europeo» Felix Maurhofer

Nel 2012 Hyundai ha venduto oltre 11 000 veicoli: come spiega questo successo? I fattori sono molteplici. Dal ���� abbiamo fatto notevoli progressi in fatto di qualità, abbiamo esplorato nuove vie nel design – i modelli per l’Europa vengono disegnati in Germania –, disponiamo di un ampio ventaglio di modelli ed infine soddisfiamo standard di sicurezza elevati ad un rapporto qualità-prezzo conveniente.

Dipendenti importatore: 41 Auto vendute: 11 456 (2012) Quota di mercato in Svizzera: 3,5% Quota di mercato mondiale: 5,2% Numero di modelli: 11 (14 varianti) Fatturato: 217 milioni di fr. (2012)

Diego Battiston è Managing Director di Hyundai Svizzera dal 2009. Il dirigente 48enne è sposato e padre di 3 figli.

Il mercato svizzero sta cambiando? Superare questa isteria da bonus è certamente una grossa sfida per tutti i venditori. Non disponendo di un margine di manovra illimitato sul prezzo, occorre rafforzare il legame con il cliente. Sono però convinto che potremo consolidare o addirittura incrementare le nostre vendite. Anche l’importazione diretta è un rompicapo. La situazione si calmerà? Già oggi, per quanto riguarda Hyundai, costatiamo che la quota di importazione diretta di veicoli è in calo. Il problema è che gli importatori diretti non giocano a carte scoperte e non raccontano tutta la verità ai clienti in fatto di garanzie di fabbrica, equipaggiamento e prestazioni di manutenzione. Un’auto venduta da noi

Le infrastrutture stradali svizzere la soddisfano? Solo in parte, perché chi quotidianamente si trova imbottigliato in un ingorgo è presto dell’idea che le odierne infrastrutture non siano più all’altezza del volume di traffico. Sono convinto che le entrate generate dagli automobilisti non vadano ridistribuite, ma investite direttamente nella costruzione di strade e nella loro manutenzione. Dal suo punto di vista quali caratteristiche ha l’auto ideale? Da un punto di vista ecologico deve avere ovviamente una propulsione ad idrogeno, offrire sufficiente spazio per i passeggeri, così come per i viaggi e per il tempo libero e deve essere equipaggiata con sistemi di assistenza alla guida utili affinché l’automobilista possa guidare in modo rilassato. Intervista: Felix Maurhofer


test e tecnica | touring 27 n. 15 | 5 settembre 2013

foto Pia Neuenschwander, ald

Esplosiva ma conciliante

La Porsche Cayman esibisce un look più opulento. Galleria d’immagini e video su Touring iPad.

Un feroce alligatore Porsche Cayman S | Più sanguinario che mai, il coupé dalla diabolica agilità cela un gran temperamento. Il tutto in un relativo comfort.

P

erché mai acquistare una ���? È una domanda che sorge invariabilmente dopo aver provato l’indicibile piacere di bistrattare una Cayman S. Con il suo passo allungato (�� cm) e l’ampia carreggiata, questo coupé esprime una bella prestanza e un’andatura che si avvicina inesorabilmente alla sua illustre sorella maggiore. Da essa si distingue tuttavia per i suoi parafanghi arrotondati e il portellone. È un dato di fatto: la terza generazione è nettamente maturata.

Che temperamento! A differenza della ���, la Cayman non deve essere venduta con una pista annessa per poter mostrare a pieno il suo potenziale. Sin dalla prima accelerazione, il suo comportamento neutro fa meraviglie. La posizione centrale del motore, unito al cambio in posizione arretrata, le danno un equilibrio esemplare. Alleggerita di qualche decina di chili, questa instancabile amante delle curve passa da una virata all’altra con un’agilità e una facilità sconcertanti. Ciò tanto più che il cambio PDK a doppia frizione gestisce con spontaneità la prepotenza del motore boxer. Una frenata decisa ed esso scala subito di marcia con un gran colpo di gas. Il caimano riparte allora di scatto, mentre le sensazioni restituite dallo sterzo non soffrono troppo dell’assistenza elettrica. Dotata di sospensione adattiva (���� fr.), la Cayman regala un’aderenza da go-kart

Positivo: sportiva aggressiva e polivalente, motore dal forte temperamento, comportamento equilibrato, piacere di viaggio, qualità delle rifiniture Negativo: prezzo elevato, optional costosi, pulsanti dei comandi piccoli. Tecnica: coupé; 2 posti; lunghezza: 4,38 m; bagagliaio: 150+184 l; 6 cilindri boxer centrale, 3,4 l, 325 CV, 370 Nm a 4500 giri/min; cambio a doppia frizione a 7 rapporti, trazione posteriore; da 0 a 100 km/h in 4,9 s; velocità massima: 281 km/h Consumo in prova: 10,3 l/100 km, autonomia: 621 km Prezzo: 88 300 fr. (Cayman S PDK); Cayman 2.7 l (275 CV) da 71 200 fr.

all’asfalto. Ciò basta per godere appieno delle interminabili salite di regime del motore atmosferico, che galvanizzato dalla modalità Sport, sfiora con facilità i ���� giri/min. D’altra parte il piccolo scatto del motore attorno ai ���� giri è anch’esso molto simpatico. Ma la Cayman non si riduce ad un grande momento automobilistico che minaccia di relegare i piloti nel dimenticatoio. Dotata del sistema che le consente di veleggiare, viaggia a bassi regimi in città e in autostrada, dove il cambio a � rapporti consente consumi ridotti. A parte i rumori del rotolamento, il livello sonoro risulta nettamente sopportabile. Protetti dalle sospensioni sorprendentemente progressive, i due occupanti beneficiano dei sedili comfort opzionali. E siccome lo «Swiss Package» evita alla dotazione di serie di sfiorare il ridicolo, la Cayman resta un giocattolo interessante… anche se non certo regalato. MOH

Video del test

Porsche 911 Turbo Spoiler anteriore a regolazione automatica, alettone finemente integrato nel portellone: la settima generazione della ��� Turbo associa elegantemente alte prestazioni a relativa discrezione. Questo animale di razza che eroga �� CV supplementari si propone per ogni stile di guida. In fase di manovra, l’asse posteriore sterzante contribuisce, fino a �� km/h, a far dimenticare il passo allungato di �� cm e il posteriore allargato. A velocità superiori le ruote posteriori sterzano assieme a quelle anteriori: ne risulta una maggiore stabilità ed una traiettoria di curva ultra precisa. In pista, il bolide aumenta la sua portanza estroflettendo automaticamente lo spoiler, mentre ai due segmenti esterni dell’alettone, già spiegati, si affianca la parte centrale. Vi si aggiunge un compensatore di rollio. Così equipaggiata, la supersportiva si lascia bistrattare con sorprendente docilità anche dai piloti della domenica, deludendo forse i puristi. Non però per le accelerazioni, migliorate di un decimo di secondo e ancora meno la velocità di punta, portata a ��� km/h per la Turbo S. Per farsi venire i brividi, è possibile regalarsi una partenza da fermo con il «launch control», che consente un’accelerazione che ricorda più un razzo che un’automobile. Da buona sportiva urbana, la ��� Turbo adotta tuttavia anche il sistema startstop e riduce i consumi del ���. MOH Tecnica: coupé 2+2 posti; lunghezza: 4,51 m; bagagliaio: 115+260 l Motori: 6 cilindri boxer 3,8 l biturbo, 520/560 CV, max. 750 Nm a 2200 giri/min; cambio a doppia frizione a 7 rapporti; trazione integrale; da 0 a 100 km/h in 3,1 s, velocità massima: 318 km/h (S); consumo: 9,7 l/100 km; peso da 1595 kg Prezzo: 224 200 fr. (Turbo), 270 200 fr. (Turbo S); da fine settembre.

La 911 Turbo si riconosce dalle luci diurne a quattro punti e dai fari LED.


28 touring | viaggi e tempo libero n. 15 | 5 settembre 2013

Il Sea Cloud a vele spiegate. L’albero maestro si erge verso il cielo per 54,20 metri, più in alto di alcuni campanili in Svizzera.

Sea Cloud | Il maestoso veliero non suscita solo nostalgia, ma soddisfa pure tutte le aspettative della partenza. Chi sale a bordo dell’elegante quattro alberi, vive un capitolo di storia della vela. Reportage: Christian Bützberger

Veleggiare in altre sfere

I

l Sea Cloud scorre lento fuori dal porto del Pireo cullato dal sole che cala all’orizzonte. I passeggeri fanno cin cin sul ponte principale, il Ponte Lido, con un calice di champagne; la canzone «Sailing» di Rod Stewart non è mai stata tanto azzeccata come in questo momento. Pireo, Corfù, Siracusa o Catania: l’elegante Sea Cloud è il magnete in ogni porto. Da fuori gli sguardi ammirevoli dei passanti accarezzano il più bel veliero del mondo. Da dentro i passeggeri trotterellano gonfi di orgoglio lungo le strette passerelle di legno e incontrano anche sguardi invidiosi. Qui la nave è la star. Quando il vento sbuffa, il capitano russo Vladimir Pushkarev, se possibile, innalza le vele. A questo punto allora per i marinai sotto i comandi di Martin Pacatang è arrivato il momento di rimboccarsi le maniche da poppa a prua. I ragazzi e le

ragazze – infatti vi sono anche due giovani donne che prestano servizio in qualità di cadette – lavorano duramente gomito a gomito nel vero senso della parola, per agganciare con il moschettone alla fune le �� vele con una superficie totale di ���� metri quadrati. E sono anche alte, l’albero maestro si erge dal pontile verso il cielo per ��,�� metri…

A prova di tempesta Nuvole nere incombono minacciose nel cielo. Il vento tempestoso ci raggiunge velocemente e con forza sorprendendoci in questo tardo pomeriggio. Soffiando a ���–��� km/h, nel linguaggio dei marinai si parla di tempesta di vento. Un vento urlante che sferza la superficie del mare tra la Grecia e la Sicilia a ��� km/h. I marinai si danno da fare come dei matti, ma non ce la fanno a ritirare le vele. Anche il tetto di stoffa sul Lido Bar svolazza sel-

vaggiamente al ritmo del vento e alcune bottiglie rotolano sul pavimento in teak. Alcuni passeggeri, che non hanno fatto in tempo a rientrare in cabina, aspettano rannicchiati dietro il bancone del bar. Il Sea Cloud, il veliero da crociera a cinque stelle, scricchiola e sbuffa. Vento e onde dimostrano la loro indomabile forza. Il capitano Vladimir Pushkarev e il suo equipaggio di �� persone effettuano una super prestazione nel tenere sotto controllo per quanto possibile il Sea Cloud. Il maltempo è la miglior prova per dimostrare che l’orgoglioso veliero a quattro alberi è assolutamente atto a tenere il mare: le sue vele non sono decorative e non vengono issate soltanto per un paio di minuti per finire in un album di fotografie. Nessuno dei passeggeri desidera una tempesta così potente, ma non appena il pericolo è scampato, l’atmosfera si scioglie in risate eccitate tra le perso-


viaggi e tempo libero | touring 29 n. 15 | 5 settembre 2013

Con passo sicuro i marinai si arrampicano sui quattro alberi della nave. ne a bordo che è ormai diventato un gruppo di amici!

Un lusso discreto

Da Hussar II a Sea Cloud

Tenere a bada le vele è un lavoro duro per i marinai. La maggior parte è originaria delle Filippine e lavora già da molti anni sul Sea Cloud.

Le funi vengono allineate in modo impeccabile.

Il manager d’hotel Simon Kwinta verifica i dettagli.

Chi sale per la prima volta sul Sea Cloud vuole per forza sapere qualcosa di più sull’orgogliosa nave a vela con quattro alberi. A questo fine c’è Constantin Elfe, che è in grado di raccontare tutto sul Sea Cloud. Anche che il veliero venne costruito su incarico dell’agente di borsa di successo di New York Edward Francis Hutton quale regalo di matrimonio per la moglie Marjorie Merriweather Post con il nome di Hussar II nel cantiere navale Germania a Kiel e nel 1931 venne varato. Hutton lo chiamò Hussar II perché già possedeva un proprio yacht di lusso dal nome di Hussar. Come quest’ultimo, la poppa di Hussar II venne dipinta di nero. Lady Marjorie volle arredare questa casa sul mare con tutto il lusso possibile e immaginabile secondo il proprio gusto. Affinché potesse contribuire alla sua creazione, affittò un capannone a Brooklyn. Vasche da bagno in marmo in grandezza originale e rubinetteria in oro massiccio vennero installate prima lì e poi sulla nave. L’Hussar II è stato il più lussuoso di tutti gli yacht privati del suo tempo. Il veliero si chiama Sea Cloud dall’agosto 1935. Il giorno del divorzio, Lady Marjorie ribattezzò la nave e fece dipingere di bianco anche la poppa. Oggi la nave viene gestita da Sea Cloud Cruises ad Amburgo per crociere in mare. Una bella soluzione dato che poter viaggiare per una volta su questo veliero da sogno è già un’esperienza indimenticabile. Bü

I passeggeri che prenotano un viaggio su questo orgoglioso veliero, non desiderano una crociera mondana, bensì anelano la nostalgia del vento e del mare e vogliono essere in sintonia con gli elementi della natura. Tutto ciò però in un ambiente di classe. Lo dimostrano le dieci «cabine originali», che la costruttrice della nave (cfr. a lato e la pagina successiva) ha allestito personalmente e che possono essere visitate da tutti i passeggeri durante «la serata delle porte aperte». Comodini in mogano, lampadari scintillanti, pezzi rari di antiquariato. Ma non vi preoccupate, anche nelle restanti �� cabine si può soggiornare in modo confortevole.

In armonia con la natura Un viaggio a vela sul Sea Cloud non è assolutamente paragonabile a una crociera su una nave moderna. Ad esempio sul Sea Cloud non ci sono gli spettacoli d’intrattenimento, in compenso si possono intrattenere interessanti chiacchierate davanti ad un drink sul bar del ponte. E quando il capitano Pushkarev ferma la nave e cala l’ancora perché il mare è calmo, i �� passeggeri del Sea Cloud si possono godere un divertimento tutto speciale: nuotare in mare aperto! A mantenere un’atmosfera sempre rilassante a bordo ci pensano il manager d’hotel Simon Kwinta e lo chef di cucina Uwe Poehlmann. Originario di Varsavia, Kwinta lavora ormai da tre decenni sul Sea Cloud e lo conosce ancora meglio delle sue tasche. Prima di essere manager, Kwinta arruolava il personale per la Sea Cloud per conto di un’agenzia navale. E quando un giorno non riuscivano a trovare il barista, ha semplicemente scritto il suo nome sulla lista. «La migliore decisione della mia vita», ha affermato il lupo di mare con un sorriso beffardo. La zuppa di pesce o le cappesante sono prelibate, però il mattatore del buffet di mezzogiorno è senza ombra di dubbio il pesce spada appena pescato. Lo chef tedesco Uwe Poehlmann dirige una squadra di cucina di sole sei persone che ogni giorno preparano qualcosa di gustoso da servire in tavola. Poehlmann adora il suo lavoro «perché possiamo cucinare tutto ciò che vogliamo, nessuno ci propone dei menù», afferma facendo l’occhiolino… � Questo reportage è stato sponsorizzato da Sea Cloud Cruises – www.seacloud.de.


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viaggi e tempo libero | touring 31 n. 15 | 5 settembre 2013

Il gergo della vela | Chi vuole diventare membro di un team su una barca a vela, deve conoscere i termini più importanti.

L’ABC della vela Per i principianti della vela gli ordini e il vocabolario utilizzato a bordo suonano incomprensibili. Facciamo allora un po’ di luce su questo linguaggio con una lista dei termini principali e il loro significato.

Albero: asta verticale. Amantiglio: cavo che sostiene i pennoni e li mantiene orizzontali. Armare: fornire l’imbarcazione di tutto ciò che occorre per navigare. Boma: antenna sull’albero di poppa che serve a tendere la vela di randa. Bompresso: albero che sporge dalla prua al quale si fissano i fiocchi. Cambusa: locale per le vivande. Carena: la parte immersa nell’acqua. Cazzare: tendere la scotta o le cime. Doppiare: superare un capo, un promontorio o una boa. Draglie: cavi che sostengono le vele. Dritta: è il fianco destro dell’imbarcazione da poppa verso prua. Fiocco: vela triangolare posta tra l’albero di trinchetto e il bompresso. grande Gavone: spazio per contenere le dota- drizza zioni di bordo o gli effetti personali.

Lascare: allentare scotta o cime per correggere la posizione delle vele. Orzare: manovrare la prua per avvicinarla alla direzione del vento. Poggiare: manovrare la prua per allontanarla dal vento. Poppa: parte posteriore della barca. Randa: la vela più grossa. Sartia: cavo di sostegno degli alberi. Scotta: cavo di manovra collegato all’angolo della vela per tenerla distesa. Skipper: il «capo» della barca. Strambare: far passare il boma da un lato all’altro con il vento in poppa. Strozzare: arrestare lo scorrimento di una cima o di una catena. Terzarolo: parte della vela che può venire ripiegata mediante piccole funi. Trinchetto: il primo albero da prua. Virare: cambiare direzione. Verricello: piccolo argano che consente di regolare la tensione delle cime. Zavorra: i pesi imbarcati che anemo- determinano la stabilità metro dell’imbarcazione e ne possono fm correggere l’assetto.

In mare conta una buona attrezzatura Chi ha in programma una traversata in barca a vela, deve assolutamente attrezzarsi con un equipaggiamento adatto al mare aperto. Nella maggior parte dei casi, l’equipaggiamento speciale può essere noleggiato o preso in prestito dall’operatore o si trova già a bordo; informarsi prima della partenza. Oltre agli articoli personali come vestiti per la «libera uscita» in porto, articoli per la toilette, medicinali (soprattutto contro il mal di mare), protezione solare, necessario per fare il bagno, non si deve dimenticare biancheria intima termica con calze di lana e un sacco a pelo caldo. L’abbigliamento per fare della vela consiste in pantaloni e giacca comodi, resistenti all’acqua e al vento e traspiranti. In più sono necessari stivali da indossare sulla nave. L’equipaggiamento di sicurezza si trova generalmente a bordo. fm

strallo

Sul Sea Cloud veleggiano i marinai

drizza del fiocco

vela maestra albero

sartia

fiocco boma

timone

poppa

grande scotta

scafo deriva

scotta fiocco

prua

Sul Sea Cloud si veleggia ancora «a mano», scrive la compagnia marittima nel suo catalogo. Ma niente paura, questo lavoro lo compiono i marinai imbarcati sul veliero lungo ���,� metri e largo ��,��, con quattro alberi maestri che superano i �� metri d’altezza, �� vele per oltre ���� mq di superficie e un pescaggio di �,�� metri. Nelle sue �� cabine esterne pernottano al massimo �� passeggeri. Il Sea Cloud veleggia in tutti i mari del mondo. A bordo c’è anche un medico. Nel ristorante si può scegliere liberamente il tavolo. Nella lounge è integrato un angolo per lavorare con il laptop, unica concessione tecnologica ai passeggeri. Nelle cabine, infatti, non ci sono televisori. Le traversate sul Sea Cloud possono essere prenotate nell’agenzia specializzata MCCM Master Cruises di Zurigo; tel. ��� ��� �� ��, www.mccm.ch. Bü


32 touring | viaggi e tempo libero n. 15 | 5 settembre 2013

Una delle attrazioni della traversata da Amsterdam a Londra è la fortezza marittima di Shivering Sand Towers, all’estuario del Tamigi.

Veleggiare con lo yacht da regata SY Passage nel Mare del Nord sino a Londra è una avventura straordinaria. Per l’equipaggio la sfida non è indifferente. Reportage: Felix Maurhofer

A Londra a vele spiegate

S

pinto dal vento, il veliero SY Passage fende velocemente l’acqua bruna del Tamigi e si avvicina gradualmente alla capitale britannica. Tra i passeggeri regna un’atmosfera solenne, perché non è un’esperienza da tutti i giorni trovarsi a bordo di un veliero costruito per le regate della Withbread Ocean Race, che veleggia sul Tamigi sino al centro della metropoli londinese. Dato che il fiume si restringe sempre di più, l’equipaggio deve rimboccarsi le maniche per svolgere molte manovre complesse. Comunque, dopo cinque giorni in mare i velisti sono ben oliati, ogni gesto è quello giusto e gli ordini gridati nel gergo dei marinai non risuonano esotici nemmeno alle orecchie dei principianti della vela. Quando all’orizzonte si scorge l’argentea Thames Barrier – una chiusa che regola il flusso dell’acqua per prevenire ondate eccezionali di alta marea – lo skipper Till Lincke dà ordine di «terzarolare» la vela. Il resto del percorso va compiuto a motore, secondo

le prescrizioni vigenti sul Tamigi. Poco dopo passiamo il meridiano zero di Greenwich, incrociamo le magioni nobiliari e all’altezza del Tower Bridge annunciamo il nostro arrivo al porto di St. Katharine Docks. A causa della bassa marea non si può attraccare ad ogni ora. L’arrivo a Londra deve, dunque, essere ben pianificato e la manovra d’attracco va ben studiata a causa della corrente. Dopo alcuni minuti d’eccitazione, possiamo comunque entrare nel porto nel bel mezzo di Londra. Dopo aver ormeggiato alla perfezione, si passa all’obbligatorio cocktail di benvenuto e solo in seguito ci si può liberare dal sale sotto una lunga doccia.

Attraverso il Mare del Nord L’avventura a vele spiegate ha avuto inizio nel bel piccolo porto dell’olandese Vlisslingen, dove era ancorato il �� metri SY Passage. Anche ai principianti è stato

Prima di salpare, l’equipaggio viene istruito a fondo.


viaggi e tempo libero | touring 33 n. 15 | 5 settembre 2013

subito chiaro che questo yacht da regata è un’imbarcazione speciale. È stata costruita per la Whitbread-Race che si svolge nel Pacifico meridionale e, stando allo skipper Till Lincke, resiste bene al mare mosso e alle raffiche di vento. Un’affermazione confortante, dato che il Mare del Nord ha fama d’essere imprevedibile. Prima di salpare, l’equipaggio di nove persone ha ricevuto la necessaria dose d’istruzioni. Mentre la maggior parte dei partecipanti al viaggio sono velisti esperti, i principianti hanno dovuto imparare i termini tecnici. Lo skipper Till è stato molto preciso ed esigente per quanto riguarda le istruzioni sulla sicurezza. Ha spiegato che corda e giubbetto di salvataggio sono essenziali così come la manovra per recuperare un uomo in mare. «Per i velisti ci sono due pericoli essenziali, che devono essere assolutamente evitati», ha spiegato lo skipper. Uno è l’uomo in mare, l’altro quando si viene colpiti alla testa dall’albero. In seguito, lo skipper ha mostrato ogni dettaglio dello yacht da poppa a prua. A questo punto, ci si prepara a salpare, sistemando le vele. Un’occasione per esercitarsi ad eseguire i principali nodi marinareschi.

la rotta e preparare i pasti. Durante la traversata del fiero veliero, il Mare del Nord ha mostrato il suo lato più docile. È stato perciò possibile calare l’ancora in alto mare e chi non era di turno ha potuto dormire sotto il cielo stellato.

Le prime manovre

Navigazione delicata

La grande baia di Westerschelde è perfetta per allenare le manovre di base e per creare uno spirito di gruppo. Per un’intera giornata, dunque, il SY Passage ha veleggiato nella baia. Come diversivo, ogni tanto dei mercantili oppure gruppi di delfini accompagnavano l’imbarcazione. Dopo aver trascorso una notte nel porto di Breskens, lo skipper ha deciso di affrontare la traversata sulle acque del Mare del Nord sino alla foce del Tamigi. La rotta pianificata e le condizioni meteorologiche sono state discusse e l’equipaggio è stato suddiviso in due gruppi per due veglie di quattro ore ciascuna al fine di mantenere costantemente la nave sul-

Un paio di miglia marine dopo il posto di ancoraggio arriviamo nelle acque territoriali britanniche, issiamo la bandiera del paese ospitante e veleggiamo davanti alle imponenti fortezze marittime alla foce del Tamigi. Grande attenzione viene riposta sulla corretta rotta di navigazione, dato che nel Tamigi ci sono zone poco profonde e s’incrocia altro traffico marittimo mettendo a dura prova il timoniere. Nei due giorni seguenti il vento si è alzato, consentendo allo yacht di risalire il fiume a un buon ritmo e concludere questa impressionante traversata, che garantisce ai velisti puro divertimento ed � esperienze indimenticabili in mare.

Le innumerevoli manovre sul Tamigi mettono a dura prova la tenuta dei membri dell’equipaggio.

A COLPO D’OCCHIO � SY Passage: il veliero è una straordinaria imbarcazione da gara e dunque l’arredamento interno è spartano. Vi si trova solamente lo stretto necessario come wc, doccia, cucina così come il riscaldamento e le amache. È consigliabile portare con sé un caldo sacco a pelo. � Valuta: euro e sterlina inglese. � Formalità di viaggio: è sufficiente una carta d’identità valida. � Trasferta: compagnie aeree come Swiss o Easyjet volano regolarmente dalla Svizzera ad Amsterdam e da Londra in Svizzera. � Sicurezza: l’equipaggiamento per la sicurezza (fune e giubbotto) è a bordo.

Un ingresso difficile nel porto di St. Katharine Docks al cospetto del londinese Tower Bridge.

Questo reportage è stato sponsorizzato da4-oceans.

� Cassa di bordo: per l’acquisto di generi alimentari e le tasse portuali ogni membro dell’equipaggio versa un contributo nella cassa di bordo comune. Per la tratta da Amsterdam a Londra la cifra ammonta a 200 euro. Prezzo della traversata: 1250 franchi. � Informazioni sulla regata: prenotazione e prezzi dallo specialista in viaggi a vela www.4-oceans.ch a Berna. Informazioni sulle traversate con il veliero SY Passage al sito: www.sailfast.ch.


34 touring | viaggi e tempo libero n. 15 | 5 settembre 2013

Corsica | Dolce far niente in spiaggia o lunghe escursioni: l’«Isola della Bellezza» offre lo scenario naturale ideale sia per oziare al sole che per scalare le montagne.

Dal litorale all’alta quota

Sottile armonia Ad una ventina di chilometri da Calvi, sul cucuzzolo di una collina, il paesino di Sant’Antonino invita ad una passeggiata poetica nel labirinto di stradine tortuose che conducono ad una sontuosa terrazza che domina la valle. È qui, sospesa tra mare e cielo, che la natura corsa brilla in tutto il suo splendore, sottile armonia tra il verde selvaggio e il blu profondo. Proprio accanto alla piattaforma panoramica, le terrazze dei ristoranti invitano a degustare un pasto corroborante, colmo di specialità locali come la Calinzana (formaggio di capra), l’Oliosa dell’Ostriconi (specialità dolce-salata), i Canistrellu (biscotti). E, se è stagione, gli appassionati di Asterix e Obelix potranno imitare i loro eroi divorando un cinghiale arrosto.

L’isola alpina Dopo le libagioni, nulla è meglio di un po’ d’esercizio per attivare la digestione. Niente di più facile, perché la Corsica è la mecca degli escursionisti. Centinaia di chilometri di sentieri pedestri consentono di scandagliare l’isola e di penetrare nei meandri della boscaglia. Attenzione, però, a non avventurarsi fuori dai sentieri battuti: ci si perde facilmente nell’intrico delle foreste e la rete di segnali è meno fitta che in Svizzera. I più sportivi partiranno invece all’assalto delle montagne,

foto jop

I

n cima al passo di Battaglia, a ���� metri d’altitudine, inforchiamo la nostra bicicletta e intraprendiamo la lunga discesa verso Belgodère attraverso una natura immacolata e pittoreschi villaggi privi di edifici moderni, fino allo splendido belvedere a strapiombo sul mare. Qui nessuna villa hollywoodiana né smisurati alberghi con piscina sfigurano il panorama. Feroci difensori del loro patrimonio, i corsi non tollerano l’insediamento di residenze che danno nell’occhio né di edifici ciclopici. Chi non osserva questa legge non scritta rischia di vedere la sua bella dimora subire gravi devastazioni, che possono spingersi all’uso di esplosivo (con tanti saluti dal Fronte di liberazione nazionale corso). Indifendibile, questo metodo radicale ha tuttavia evitato la comparsa di brutture su quella che è stata soprannominata l’Isola della Bellezza, i cui villaggi hanno conservato il loro carattere originale.

le cui cime restano ricoperte di neve fino a primavera avanzata. Una sfilza di vette culminanti ad oltre ���� metri conferiscono alla Corsica anche il soprannome di «isola alpina». Con i suoi ���� metri, il Monte Cinto costituisce l’Everest corso. Ci si preoccuperà dunque di equipaggiarsi di conseguenza.

Il villaggio di Sant’Antonino è considerato come uno dei più belli di Francia.

Frescura mattutina Un altro bel momento consiste nell’ammirare le montagne che affondano i pendii nell’acqua del Mediterraneo, stando distesi pigramente al sole sulla spiaggia di Calvi. In questo la Corsica è unica al mondo, un abbinamento di dolce far niente e attività d’alta quota. In piena estate, si approfitterà del fresco del mattino per compiere una passeggiata in montagna, poi si trascorrerà il pomeriggio al mare. Il programma ideale delle vacanze… o no? Jacques-Olivier Pidoux

In Corsica gli amanti delle vacanze attive sono all’indirizzo giusto: escursioni lungo il fiume Fango e gite in bicicletta nella regione del passo di Battaglia.

A COLPO D’OCCHIO � La Balagne: Calvi e la sua regione costituiscono la Balagne, una provincia che possiede belle spiagge, villaggi perfettamente conservati e diverse mete escursionistiche. � Come arrivare: naturalmente è possibile andare in Corsica con i propri mezzi prendendo il traghetto in partenza da Nizza o Savona. In alternativa, voli diretti per Calvi da Ginevra e Zurigo durante l’alta stagione.

� Alloggio: gli amanti delle escursioni adorano il villaggio di vacanza del Club alpino austriaco: www.rhomberg-reisen.com oppure numero gratuito 0800 800 892. In alternativa, ci sono numerosi camping e alberghi. � Buona tavola: nel villaggio di Pigna, l’albergoristorante Palazzu offre una terrazza panoramica da mozzare il fiato: www.hotel-corse-palazzupigna.com. � Informazioni generali: si può consultare il sito www.rendezvousenfrance.com.


sezione ticino | touring 35 n. 15 | 5 settembre 2013

Ora sulla pista di Rivera è possibile seguire anche i corsi di perfezionamento per motociclisti.

Passeggiata momò ad Aglié in Piemonte

Nuovi corsi di guida per centauri

Il Gruppo TCS del Mendrisiotto organizza, sabato �� ottobre ����, una gita aperta ai soci e familiari ad Aglié in Piemonte. Il ritrovo è fissato alle �.�� alla Chiesa S. Martino a Mendrisio. Si visiteranno, con una guida, il Castello ducale (foto), il Santuario Madonna delle Grazie (Tre Cioché), il Borgo Alladiese e la Chiesa di S. Gaudenzio con la tomba del poeta Guido Gozzano. Dopo il pranzo presso l’Agriturismo «La Desiderata» si sarà ospiti della azienda Vitivinicola Silva, prima di far rientro a Mendrisio. Il viaggio in pullman gran turismo da �� posti è offerto dagli organizzatori e quindi il prezzo, tutto compreso, è di �� fr. a persona. Gli interessati possono telefonare allo ��� ��� � ��� oppure per e-mail a: tcs.mendrisiotto@bluemail.ch.

rare la tecnica di padronanza della moto in diverse situazioni e a diverse velocità avendo poi la possibilità di sperimentarla sulla pista in tutta sicurezza. A livello teorico si analizzano i fattori di rischio e le forze fisiche che agiscono sul veicolo nonché il comportamento del motociclista in situazioni pericolose nella circolazione stradale. La tecnica dello sguardo e la corretta posizione in sella potranno poi essere esercitate nella parte pratica, dove ci si cimenterà anche nell’affrontare una curva, evitare un ostacolo improvviso, compiere una frenata d’emergenza con o senza ABS. Si scopriranno così le proprietà dell’ABS e il suo corretto uso oppure la giusta tecnica di frenata senza ABS.

Teoria e pratica

Prezzi vantaggiosi

L’iter di formazione di tre istruttori, Remo Zimara, Fabrizio Masci e Nicola Fovini, si è brillantemente conclusa a fine luglio con l’attestato di istruttori del Consiglio svizzero della sicurezza stradale (CSS). I primi corsi si svolgeranno sabato �� settembre e domenica � ottobre, al Centro TCS di Rivera. Ogni corso è suddiviso in una parte teorica ed una parte pratica svolta in pista. L’obiettivo è miglio-

Una giornata sicuramente proficua che regalerà una sensazione di maggior sicurezza alla guida della propria due ruote. Il costo del corso, con pranzo incluso, è di Fr. ���.– (non soci Fr. ���.–). Il CSS offre un contributo di Fr. ���.– per ogni partecipante. Gli interessati possono iscriversi al sito www.tcs-ticino.ch oppure telefonando allo ��� ��� �� ��. mor

Castagnata bellinzonese Il Gruppo del TCS di Bellinzona e Valli invita i propri soci e le rispettive famiglie alla Castagnata sociale che si terrà sabato 12 ottobre 2013, dalle 15.00 alle 17.30, presso il Grotto della Ganna a Malvaglia. Il pomeriggio sarà allietato da musica e dall’eccezionale spettacolo di Federico Soldati (foto), giovane mentalista tra i migliori d’Europa (tra i suoi numeri ricordiamo la risoluzione del cubo di Rubik in pochi secondi). Le iscrizioni dovranno pervenire entro il 30.9.2013 a: manifestazioni.tcs@bluewin.ch o via posta all’indirizzo: TCS Gruppo Bellinzonese e Valli, CP 149, 6500 Bellinzona 5, indicando il numero di partecipanti ed il numero di socio TCS. Attenzione: i posti sono limitati ai primi 200 iscritti! Quota di partecipazione Fr. 10.–/pp (bambini gratis).

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attività dei corsi dalla Sezione Ticino del TCS vuole essere completa e occuparsi delle principali tipologie di conducenti. La formazione di giovani conducenti, con i corsi Junior e Senior Driving, la scuola guida TCS e i corsi �-fasi per il conseguimento della licenza di circolazione definitiva; il perfezionamento della guida facoltativa per conducenti già in possesso della patente e i corsi aggiornamento nella terza età; i corsi Oaut (D�) professionali per conducenti di veicoli con più di nove posti. Questa variegata offerta, che ha lo scopo di aumentare la sicurezza sulle nostre strade, presentava una lacuna che ora è stata colmata: i corsi di perfezionamento di guida per motociclisti.


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club e soci | touring 37 n. 15 | 5 settembre 2013

Stefan Burri | Assista protezione giuridica SA è una società filiale del TCS e occupa circa 130 collaboratori. Stefan Burri ne è il direttore e come tale anche responsabile del dipartimento TCS Protezione giuridica.

«Non solo con occhi da giurista»

N

ato nel ���� Stefan Burri, direttore di Assista protezione giuridica, ha la stessa età dell’azienda, che guida dal maggio ����. Fino ad allora l’avvocato bernese aveva svolto la sua principale attività professionale per dieci anni nel settore della protezione giuridica del gruppo La Mobiliare. Come responsabile di TCS Protezione giuridica da lui dipendono circa ��� collaboratori, tra i quali circa �� avvocati e giuristi, suddivisi in sette sedi in tutta la Svizzera. A Berna e Ginevra ci sono altrettanti cosiddetti centri di competenza. Qui vengono seguiti tutti i casi trattati da avvocati esterni come pure affari particolarmente complessi. Assista protezione giuridica SA è autonoma solo per quanto attiene alle sue procedure specifiche; molti servizi centrali la società li trasferisce al Gruppo TCS.

Soprattutto diritto privato I soci TCS assicurati beneficiano di una protezione soprattutto nei settori del diritto privato, «dove è coperto davvero molto», precisa Stefan Burri. «Tuttavia, nel diritto delle persone, famigliare ed ereditario forniamo una consulenza unicamente fino a ��� franchi. Non esiste, infatti, una protezione giuridica che finanzia i divorzi», sottolinea. Il cuore delle competenze di TCS Protezione giuridica risiede nel diritto della circolazione: incidenti della circolazione, ricorsi contro la legge sulla circolazione; acquisto, vendita, noleggio e leasing; riparazioni e manutenzione dei veicoli. Fornite anche informazioni giuridiche ai non assicurati? Stefan Burri: «Non appendiamo in faccia il telefono a nessuno! C’è una prima presa di posizione. Il problema è piuttosto quello che si entra molto presto nel dettaglio. E senza spiegazioni esatte nasce rapidamente il rischio di una consulenza sbagliata». E per questo comprensibile motivo gli avvocati della protezione giuridica si ritraggono un po’ in occasione delle consulenze gratuite. La maggior parte delle domande con cui è confrontata TCS Protezione giuridica, riguarda la circolazione stradale, dopo

incidenti o multe. «Quasi altrettanta importanza hanno il diritto del lavoro e di locazione come pure il diritto delle assicurazioni sociali. Sono i quattro settori di punta, che assorbono tra il �� e il ��� di tutti i nostri rimborsi», indica Burri. Una giornata lavorativa media non la conosce: «Ogni giorno è diverso. Io visito ognuna delle nostre sette sedi almeno una volta ogni sei mesi». Burri, che abita nella regione di Berna, una o due volte alla settimana lavora nella sede centrale di Ginevra oppure è spesso in giro o nella sede bernese. «Sebbene sia un giurista, oggi mi occupo più dei prodotti e del marketing che del classico settore dei danni. Vengo comunque consultato sui casi difficili e cerco di togliermi gli occhiali da giurista e di calarmi nei panni dei nostri clienti, per poter comprendere pienamente il loro modo di pensare non giuridico». Peter Widmer

Ritratto TCS-Porträt TCS Stefan Burri Patrick Strössler Protezione Leiter E-Bugiuridica siness

BOTTA E RISPOSTA Come si comporta quando le vengono richiesti consigli giuridici in privato? Prendo brevemente posizione in ogni momento. Ma per casi emozionali come i divorzi mi astengo… Come trova l’equilibrio durante il lavoro quotidiano? Non ho hobby che mi prendono tempo. La mia passione principale, oltre a cucinare e trovare buoni vini, è la mia famiglia con i miei due figli. Cosa significa per lei la mobilità? Per me è innanzitutto il mezzo per spostarmi. Lungi da me, ad esempio, valicare un passo con una cabrio. Scelgo il mezzo di trasporto più adatto alla situazione.

Info Touring

«Cerco spesso di mettermi nei panni dei clienti»

Ulteriori informazioni al sito Internet: www.tcs.ch, tel. 0844 888 111

L’avvocato Stefan Burri guida la TCS Protezione giuridica: i casi urgenti approdano presso il dinamico direttore di Assista Protezione giuridica SA.


38 touring | club e soci

Guido Vrola – Fotolia.com

n. 15 | 5 settembre 2013

Via… verso le agognate vacanze. Ma vi siete ricordati di stipulare il Libretto ETI? Solo così potrete dormire sonni davvero tranquilli.

Libretto ETI | Grande novità per la celebre protezione di viaggio del TCS. Dall’inizio di settembre il Libretto ETI del TCS è proposto in due prodotti indipendenti: uno valido soltanto in Europa, l’altro in tutto il mondo.

ETI diventa più snello

P

er anni eravamo abituati a sentir parlare di Libretto ETI Europa, al quale si poteva aggiungere anche un’«estensione Mondo». D’ora in avanti la storica protezione di viaggio del Touring Club Svizzero sarà proposta in due versioni indipendenti, acquistabili separatamente: il Libretto ETI Europa e il Libretto ETI Mondo. La prima versione copre gli assicurati in Svizzera, in tutti i Paesi europei dalla Groenlandia agli Urali e negli Stati del Nord Africa e del Medioriente che si affacciano sul Mediterraneo. La versione ETI Mondo fornisce invece una copertura globale, valida per l’intero pianeta senza eccezioni.

Per singoli e famiglie Per i soci TCS, il vantaggio di questa nuova strutturazione del prodotto risiede soprattutto nel fatto che chi desidera una copertura mondiale non deve più stipulare dapprima una versione di base valida solo in Europa e successivamente aggiungervi l’estensione Mondo, ma può optare da subito per una copertura planetaria. Inoltre, se prima l’estensione Mondo decadeva automaticamente alla scadenza del contratto del Libretto ETI

Europa al quale era legato, ora invece resta valido per l’intero anno successivo alla data d’inizio del contratto. Il Libretto ETI continuerà ad essere proposto nelle versioni «Individuale» e «Famiglia». La versione Europa costa rispettivamente �� fr. e ��� fr. all’anno, mentre quella Mondo ��� fr. e rispettivamente ��� fr. annui. I titolari di ETI Europa possono passare alla versione Mondo in ogni momento. Ricordiamo in breve le principali prestazioni fornite da questa impareggiabile assistenza di viaggio del TCS: assunzione delle spese di annullamento o rinvio del viaggio fino a ��� ��� fr. se un imprevisto vi impedisce di partire; rimpatrio sanitario o copertura delle spese per rientro anticipato in caso di incidente o malattia grave durante il viaggio; soccorso stradale in Europa di tutti i veicoli privati guidati dai beneficiari di una copertura ETI; protezione giuridica all’estero in caso di controversie legali sorte in relazione al viaggio.

Anche senz’auto Naturalmente, il Libretto ETI è accessibile anche ai soci del TCS «non motorizza-

Spese di cura Mondo meno care Un’identica ristrutturazione è stata apportata dal 1° settembre anche a «TCS Spese di cura», il complemento all’assicurazione malattia obbligatoria che offre una copertura illimitata per le spese ambulatoriali e di ricovero ospedaliero nel caso di malattia o incidente all’estero. Questo prodotto, riservato esclusivamente a coloro che sono titolari di un Libretto ETI del TCS, viene a sua volta proposto in due versioni indipendenti «Europa» e «Mondo». La prima costa 32 franchi all’anno, mentre la seconda 50 al posto dei 77 franchi della vecchia formula. In entrambe le versioni, TCS Spese di cura copre tutti i membri della famiglia del titolare del Libretto ETI. ac

ti». In questo caso ovviamente non si ha diritto all’assistenza ai veicoli, ma anche il prezzo scende: �� fr. per ETI Europa «Individuale» e �� fr. per quello «Famiglia», mentre la versione ETI Mondo costa rispettivamente ��� e ��� franchi all’anno. ac

Info Touring Tutto sul Libretto ETI e le condizioni d’assicurazione al sito www.eti.ch oppure allo 0800 888 855.


club e soci | touring 39 n. 15 | 5 settembre 2013

Ricordiamo che i soci del TCS che desiderano uscire dal club possono farlo senza problemi seguendo i termini stabiliti dagli statuti del club: «La dimissione deve essere rassegnata per iscritto al più tardi tre mesi prima della scadenza dell’annualità sociale». Le lettere di dimissioni vanno, dunque, spedite entro il 30 settembre 2013 all’indirizzo seguente: Touring Club Svizzero, Societariato, Chemin de Blandonnet 4, Casella postale 820, 1214 Vernier. Gli statuti del TCS si possono scaricare dal sito Internet www.tcs.ch (rubrica: Il nostro Club > Chi siamo > La nostra organizzazione > Statuti).

Campagna del TCS contro la distrazione Il Touring Club Svizzero lancerà una campagna di sicurezza stradale sul tema della «Distrazione al volante» in collaborazione con il Fondo di sicurezza stradale (FSS) e l’Associazione svizzera delle assicurazioni (ASA). A partire dal mese di febbraio del 2014 e sino alla fine del 2016, la campagna attirerà l’attenzione dei conducenti di veicoli a motore sui rischi per la circolazione stradale costituiti da determinati fattori di distrazione, quali telefonare o mangiare mentre si guida oppure maneggiare degli apparecchi al volante.

TCS Societariato www.tcs.ch Motorizzati (automobilisti e motociclisti) a seconda della Sezione e pro rata TCS Tessera partner/giovani Fr. ��.– Non motorizzati Fr. ��.– Cooldown Club membercard Fr. ��.– Ciclisti (con TCS Velo Assistance Casco 2000) Fr. ��.– Juniores (con TCS Velo Assistance Casco 2000) a seconda della Sezione Quota per socio campeggiatore TCS (solo se già socio motorizzato o non motorizzato) Fr. ��.– (camping club AG: + Fr. 7.–; ZH: + Fr. 5.–) TCS Libretto ETI www.eti.ch Informare sempre prima ETI! Europa motorizzato «Famiglia» Fr. ���.– Europa motorizzato «Individuale» Fr. ��.– Europa non motorizzato «Famiglia» Fr. ��.– Europa non motorizzato «Individuale» Fr. ��.– Mondo motorizzato «Famiglia» Fr. ���.– Mondo motorizzato «Individuale» Fr. ���.– Mondo non motorizzato «Famiglia» Fr. ���.– Mondo non motorizzato «Individuale» Fr. ���.– Spese di cura Europa Fr. ��.– Spese di cura Mondo Fr. ��.– TCS Carta Aziendale www.tcs.ch/azienda Per veicoli aziendali Soccorso stradale da Fr. ���.– Protezione giuridica circolazione da Fr. ���.– TCS Card Assistance www.cardassistance.tcs.ch per tutta la famiglia Fr. ��.– 20% di sconto per i titolari del Libretto ETI

Xuejun li – Fotolia.com

Dimissioni da inviare entro fine settembre

Quando cambiare assicurazione Tra qualche settimana molte compagnie d’assicurazione inizieranno ad inviare le lettere in cui si annunciano rincari per il ����. È l’occasione per cambiare la vostra assicurazione per veicoli a motore, magari facendosi prima fare un’offerta senza impegno anche dalla TCS Assicurazione auto. Infatti, ogni aumento di tariffa, anche se concerne soltanto una parte del contratto d’assicurazione, dà il diritto legale di disdire l’intera polizza. Di conseguenza inviate la vostra disdetta in tempo, cioè �� giorni prima dell’entrata in vigore della modifica tariffaria, in generale il �� dicembre o il �� giugno. Un’altra possibilità di cambiare assicurazione è data dalla scadenza naturale del contratto. In questo caso va rispetta-

to il termine di disdetta di tre mesi (generalmente il �� settembre o il �� marzo), altrimenti la polizza si rinnova tacitamente per un altro anno. Si può passare a TCS Assicurazione auto anche se si cambia veicolo, perché la vecchia polizza scade automaticamente e la compagnia deve rimborsarvi il premio non ancora utilizzato. Anche in caso di sinistro si può rescindere assicurazione. Prima di inviare la lettera di disdetta, controllate i termini legali indicati nelle condizioni contrattuali. ac

Info Touring Fatevi fare un’offerta online dal TCS su www.tcs-assicurazione-auto.ch o per telefono allo 0800 801 000.

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Giochi & Concorsi 15/2013 Due giochi e altrettante possibilità di vincere uno dei due fantastici premi! Concorso 1: gioco per i lettori

In palio: 2 notti all’hotel La Barcarolle, direttamente sul Lago di Ginevra

Concorso 2: cruciverba

In palio: 1 iPad mini.

Valore F circa CH .– 1’000 Valore CHF 569.–

Facilmente raggiungibile, splendidi vigneti, vista mozzafiato sul lago, cucina eccellente e tanto tempo da dedicare a sé stessi: l’hotel La Barcarolle vi dà il benvenuto sul Lago Lemano a Prangins presso Nyon! Il romantico albergo boutique La Barcarolle è situato direttamente sul lago a Prangins presso Nyon, la storica città portuale tra Losanna e Ginevra già visitata addirittura da Giulio Cesare! Le eleganti camere con balcone e splendida vista sul Monte Bianco & Co., così come l’accogliente atmosfera rustica, invitano al totale relax. L’hotel La Barcarolle è l’ideale non solo per un romantico weekend gastronomico, per rilassarsi e lasciarsi viziare, ma anche per ogni tipo di escursione a piedi, in bicicletta o sul lago. Il vostro premio: • 2 notti in camera doppia con balcone sul lago • Aperitivo con champagne • In una serata a scelta, menu gourmet a 3 portate dall’eccellente cucina francese • Colazione a buffet quotidiana • Mappe della regione per escursionismo e mountain bike

Il piccolo iPad della Apple è dotato di tutte le funzioni offerte dal modello più grande, è più maneggevole e, con un peso di appena 300 g, è anche più leggero. Con il suo schermo più piccolo da 9,7", è comodo da tenere in mano e consente quindi un uso più confortevole quando si è in viaggio. L’iPad mini da 16 GB con 3G e Wi-Fi è in grado di trasferire dati sia nella rete mobile che wireless. Stella del cinema

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Fra due fattori

Pari in stile

Saluto definitivo

Brulicano d'api

Altare pagano Svetta nel cantiere

In questa edizione potete leggere un'intervista a Diego Battiston, Managing Director di Hyundai Svizzera. Qual è il numero della pagina con la sua intervista?

Ogni SMS costa CHF 1.50. La partecipazione ai concorsi è possibile pure su www.touring.ch (solo gioco lettori) o tramite cartolina postale a: TCS, Editoria Touring, casella postale, 3024 Berna.

Ente Turistico

Olio inglese

Adipe

Trafila

Termine di partecipazione per ogni gioco: 22 settembre 2013.

Il libretto del TCS

Esili, scarne

Sponsor del premio: www.hotel-labarcarolle.ch / www.privateselection.ch

Inviate un SMS con scritto tmi151 xx (x = numero della pagina) al numero 543.

CopricaPittore po del olandese centauro

Chiude la preghiera

Risoluto, Carla, ostinato ballerina

Lo teme l'autista

Nel cuore della Nigeria

Cons. in danno

Rinsecchiti Il nome di Chevrolet

Pari in mostre raetsel.ch

Risolvete il cruciverba e compilate le caselle colorate di giallo nella giusta sequenza. La parola risultante è il cognome di un noto calciatore. Inviate un SMS con scritto tmi152 e la soluzione al numero 543.

Possono partecipare ai concorsi tutte le lettrici e tutti i lettori di «Touring» della Svizzera e del Liechtenstein, ad eccezione dei collaboratori del TCS e dei loro famigliari. I vincitori dei «giochi & concorsi» Touring saranno estratti a sorte e avvisati. Non viene tenuta alcuna corrispondenza in merito al concorso. Sono escluse le vie legali.


la pagina dei lettori | touring 41 n. 15 | 5 settembre 2013

LA DOMANDA

«Il conto inviatomi di recente dal mio garagista per i lavori di riparazione e manutenzione ha costituito un brusco risveglio. Come si possono evitare le fatture esagerate?» B. M. di Z.

Avete una domanda per un esperto del TCS? Inviatela per posta a: TCS, Redazione «Touring», Maulbeerstrasse 10, 3001 Berna o per e-mail a touring@tcs.ch.

S

e il prezzo non è stato fissato in precedenza, oppure lo è stato solo approssimativamente, esso è lasciato all’iniziativa del garage, per cui i profani difficilmente sono in grado di valutarlo. Per questo motivo – e anche perché i singoli garage conteggiano l’orario di lavoro in maniera sensibilmente diversa – si consiglia, se possibile, di accordarsi su un prezzo forfettario o che arrivi fino a un tetto massimo. L’ideale è di definire per iscritto l’accordo raggiunto. Il prezzo forfettario è indipendente dai costi del garage e quindi anche dal prezzo minimo e da quello massimo, poiché il cliente dovrà pagare il prezzo pieno anche se l’esecuzione ha richiesto meno lavoro del previsto. Un tetto dei costi, invece, equivale in realtà al prezzo massimo. La scelta tra queste due formule dipende in gran parte dalle vostre abitudini personali.

Ciò che si dovrebbe effettivamente richiedere è un’offerta approssimativa dei costi. Perché questa in linea di principio non può essere superata di oltre il ���. Se la fattura superasse questo margine, vige la norma secondo cui si deve pagare comunque la metà dell’importo che eccede il ���, a meno che il garage non abbia redatto un’offerta troppo bassa intenzionalmente o per negligenza oppure per incapacità. Nel caso in cui nel corso della riparazione si evidenziassero altri lavori, si consiglia di prendere accordi preventivi affinché essi possano essere eseguiti soltanto previo avvertimento telefonico. Infine, nel caso di grossi lavori si consiglia di farsi stilare diverse offerte, poiché le variazioni tra le singole officine sono sorprendentemente ampie e vale quindi assolutamente la pena di metterle a confronto.

l’esperto TCS Stefan Burri Protezione giuridica

lità le sarebbe certamente stata di grande aiuto. Ruth Epper (@)

Nervi a fior di pelle «Touring» 12/2013

Sì, i nervi sono a fior di pelle: tutti circolano a sinistra, nonostante che a destra ci sia spazio, i cantieri stradali non sembrano mai finire e poi ancora il motto «cantieri lunghi, tempi di lavoro corti» che viene smentito dalla pratica. Inoltre la velocità degli automobilisti è costantemente sotto controllo. Raphael Affolter (@)

Con queste ultime lettere chiudiamo la discussione sul ritiro della patente di guida (ndr.).

Ciclisti indisciplinati

mw

«Touring» 14/2013

Riconsegno la patente

Continuano le lamentele da parte dei nostri lettori a proposito del comportamento indisciplinato dei ciclisti.

«Touring» 13/14/2013

Mi rendo conto che le mie funzioni fisiche e psichiche non sono più quelle di un tempo. Nel momento in cui mi accorgo che non posso più garantire la sicurezza mia e degli altri quando sono al volante, allora smetto. Non è poi la fine del mondo. Martin Schwarz (@)

Ancora mobile con i mezzi pubblici «Touring» 13/14/2013

Ho �� anni, ho guidato l’auto per �� senza incidenti. Nel ���� ho restituito volontariamente la patente. Nonostante ciò mi trovo bene con l’abbonamento generale delle FFS. Ogni giorno mi rallegro di non sfidare il destino e di essere comunque mobile. Fredy Liechti, Rüti

Ritiro dopo un difficile test d’idoneità È successa la stessa cosa ad una mia amica. Già nell’incontro preliminare

aveva una brutta sensazione. Perciò si era presa ancora qualche ora di lezione di guida per ricevere conferma dal maestro di guida sulla propria idoneità a poter continuare a condurre. Per il test di guida si era dovuta recare a Zurigo in gennaio durante una nevicata, sebbene usasse la sua automobile soltanto oppure nei dintorni di casa per fare acquisti e visitare sua sorella all’ospizio in paese. Aveva dovuto comunque consegnare la licenza di condurre, una cosa per lei molto scioccante. Ha avuto bisogno di molto tempo prima di realizzare di non essere più mobile. Un po’ più di sensibi-

touring Scriveteci!

Ho letto con interesse il vostro dossier ed in modo particolare le disposizioni di legge sulla circolazione stradale. Avete mai visto una bicicletta munita dei dispositivi visibili obbligatori? Sui pedali non è nemmeno possibile montarli, sono solo degli attacchi per le scarpe. Oltre che automobilisti siamo tutti pedoni ed a volte anche ciclisti ma questa è proprio una categoria di pericolosi irresponsabili. Non ho mai visto un ciclista far passare un pedone, fermarsi ad un semaforo rosso, non viaggiare sui marciapiedi ecc. Adriano Manassi (@) Per questa rubrica valgono alcune regole: più breve è la lettera, maggiore è la probabilità che venga pubblicata; la redazione si riserva di apportare eventuali tagli e non tiene corrispondenza. È possibile inviare le lettere per e-mail: touring@tcs.ch. Le lettere dei lettori vengono pubblicate anche nell’edizione online di «Touring» (www.touring.ch).

touring impressum Giornale del Touring Club Svizzero (TCS). Redazione: Felix Maurhofer (fm, caporedattore); vice caporedattore: Heinz W. Müller (hwm); vice caporedattore: Marc-Olivier Herren (MOH); Christian Bützberger (Bü), Antonio Campagnuolo (ac), Jacques-Olivier Pidoux (jop), Nadia Rambaldi (nr), Peter Widmer (wi). Grafica: Andreas Waber (caposervizio), Stephan Kneubühl, Mathias Wyssenbach. Assistenti di redazione: Michela Ferrari (i), Sylvie Fallot (f), Oliver Marti (t), Irene Mikovcic-Christen (assistente caporedattore). Corrispondenza: Redazione Touring, Maulbeerstrasse 10, 3001 Berna, tel. 058 827 35 00, fax 058 827 50 25. E-mail: touring@tcs.ch. Editore: Touring Club Svizzero, cp 820, 1214 Vernier (GE). Tiratura: edizione italiana: 83 141, totale: 1 325 035. Editoria/marketing: Reto Kammermann (responsabile), Nadia Arboit. Pubblicità: Publicitas Publimag SA, Seilerstrasse 8, 3011 Berna, tel. 031 387 21 16, fax 031 387 21 00. Produzione: St. Galler Tagblatt AG, CIL Centre d’impression Lausanne SA. Cambiamenti d’indirizzo: indicando il numero di socio, alla Sede centrale del TCS, cp 820, 1214 Vernier; tel. 0844 888 111; e-mail: service@tcs.ch. Abbonamento: compreso nella quota sociale annua. «Touring» è pubblicato 20 volte l’anno. Si declina ogni responsabilità per manoscritti e altri lavori non richiesti.


42 touring | l’incontro n. 15 | 5 settembre 2013

Mette il suo talento al servizio delle auto da collezione Bébé Peugeot 1913, Cadillac 1952 o Maserati Vignale 1962: hanno tutte ritrovato una seconda giovinezza tra le mani di Anne Frésard, arredatrice di automobili. Domiciliata a Noirmont (JU), Anne Frésard è anche attiva nel tuning e nella personalizzazione di moto. Informazioni su www.garnissageautomobile.ch

Le piace muoversi in un ambiente essenzialmente maschile? Sì. Non ho mai avuto problemi con colleghi o datori di lavoro. Le relazioni sono più dirette che con le donne. Si possono dire le cose e non si porta rancore. Si dice che da una donna si esige di più che da un uomo. Lo ha constatato? Non credo che ci si aspetti di più da noi. Per una donna è un riflesso dovuto all’orgoglio porre l’asticella in alto, facendo di più di quello che le si richiede. Di quale creazione è più soddisfatta? Ho restaurato completamente gli interni di una Maserati Vignale ����, che poi ha vinto un concorso d’eleganza. In un lavoro di tale ampiezza, non si tratta solamente di curare l’estetica, ma anche di fare attenzione alla precisione storica. Si devono utilizzare materiali che esistevano all’epoca.

«Non ho mai avuto problemi con i miei colleghi maschi» Il rispetto dei dettagli storici è quindi importante? Sì. Un collezionista si accorgerà immediatamente di un errore, per esempio delle cromature di una vettura del secolo scorso, al posto dell’ottone. Un altro errore comune consiste nel sostituire i sedili posteriori in tessuto di una vettura di lusso con della pelle, mentre questo era riservato al sedile dell’autista. Qual è stata l’auto che le ha fatto più piacere restaurare? È impossibile a dirsi. Ognuna ha il suo fascino. Ma resta intatto il piacere di lavorare su automobili così belle come una Bébé Peugeot ����, una Lancia Aurelia del ����, una Cadillac ���� o una Jaguar Typ E del ����. Era un’appassionata d’auto anche nella sua vita privata? No, sono attirata piuttosto dalle biciclette. Sono appena tornata da un periplo di ���� chilometri che mi ha condotto in Sicilia.

Jacques-Olivier Pidoux

Come ha scoperto la professione di arredatrice d’auto? Anne Frésard: Ho sempre avuto una grande abilità manuale, in particolare sartoriale, da qui la mia scelta di svolgere un apprendistato di sarta. Siccome mio padre dirigeva il museo dell’automobile di Muriaux (JU), ero anche in contatto con il mondo delle auto da collezione e apprezzavo questo universo. Infatti, è mio padre che mi ha incoraggiata a lanciarmi su questa strada. Ho seguito il suo intuito svolgendo un secondo apprendistato come tappezziera di carrozzerie, di cui ho ottenuto il certificato di formazione.

Ma l’Italia non è difficile per i ciclisti? Assolutamente no. La gente ha molto rispetto e fa attenzione a non infastidire quando superano in automobile e vi incoraggiano sulle salite. Un giorno a Siena, il bus di linea mi ha seguito lungo tutto il tragitto senza tentare di superarmi. Che differenza con la Svizzera dove i ciclisti sono spesso trattati come fastidiosi. Intervista: Jacques-Olivier Pidoux


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Inviare il tagliando a: TCS, «Touring Shop», Maulbeerstrasse 10, 3001 Berna; fax 058 827 50 25; e-mail: touringshop@tcs.ch; se avete domande: TCS, «Touring Shop», tel. 058 827 35 15 (non si accettano ordinazioni telefoniche). Ditta partner/spedizione: Max Versand, 8344 Bäretswil tramite posta, spedizione unicamente in Svizzera e nel Liechtenstein.


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Ariella Kaeslin Tre volte sportiva dell’anno

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Touring 15 / 2013 italiano  

Il giornale della mobilità, edizione del 5. settembre 2013

Touring 15 / 2013 italiano  

Il giornale della mobilità, edizione del 5. settembre 2013