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Effetto Piemonte è un progetto dell’associazione culturale no-profit Torino Stratosferica, realizzato in collaborazione con Hangar Piemonte e Dmo Piemonte Marketing.

Coordinamento, progetto editoriale e copywriting

Luca Ballarini Edoardo Bergamin Alessandro Bevilacqua Dario Consoli Anna Gerometta per Torino Stratosferica Creative direction, progetto visivo e grafica

Bellissimo (Luca Ballarini, Alessio D’Errico, Simone Gatto, Cristina Ortali, Dario Quatrini) Fotografie

Scenari futuri Luca Biolcati Rinaldi (pag. 66) Michele D’Ottavio (pagg. 46, 52, 54, 56, 58, 68) Sabrina Gazzola (pagg. 50, 60) Luca Prestia (pag. 64) Si ringrazia NovaraJazz (pag. 62) e Orsolina28 (pag. 48) per le immagini concesse. Luoghi da riscoprire Luca Biolcati Rinaldi (foto n° 17) Michele D’Ottavio (foto n° 5, 4, 8, 18, 23, 24) Luca Prestia (foto n° 11, 27) Field recordings Luca Prestia (pagg. 93 e 94) Stampato da Le Officine Poligrafiche MCL di Torino © 2019 Torino Stratosferica Tutti i contenuti sono coperti da copyright ed è vietato ogni uso senza accordo con Torino Stratosferica.

Torino Stratosferica

via Regaldi 7 int. 12/A 10154 Torino info@torinostratosferica.it torinostratosferica.it Hangar Piemonte

hangarpiemonte.it Dmo Piemonte Marketing

piemonte-turismo.it


“Let cities, towns, villages, groups, associations, work out their own regional salvation; for that they must have freedom, ideas, vision to plan, and means to carry out betterments of environment, enlargements of mental horizon, communitary festivals and other enrichments of life. All these must be parts of one ever-growing Design for the coming years to realize� — Patrick Geddes, The Making of the Future

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Piè

Piedi per terra Concreti Pragmatici Rigorosi Modesti Precisi Sobri Ostinati Ordinati Decorosi Seri Periferici Industriosi Misurati Riservati

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Monte Sguardo in alto Visionari Ambiziosi Innovativi Coraggiosi Creativi Eleganti Solidali Chic Radicali Fantasiosi Eccellenti Spirituali Irregolari Accoglienti

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Intro

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Intro — L’EFFETTO PIEMONTE

Effetto Piemonte è un progetto di ricerca e visione orientato al futuro, che riflette sul posizionamento della regione — sul piano competitivo e nell’immaginario comune. Nasce dalla collaborazione fra Hangar Piemonte, Dmo Piemonte Marketing e l’associazione Torino Stratosferica, per estendere il metodo sperimentale di Torino Stratosferica all’intero territorio regionale e così offrire un’immagine sintetica e nuovi stimoli creativi per l’impresa culturale e turistica.

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Oltre i confini della città Dall’esperimento collettivo di city imaging di Torino Stratosferica a un progetto di visioning sul Piemonte il passo è tutt’altro che banale. Ma è parte della natura di un esperimento creativo spingersi oltre i suoi confini. A partire dal 2014, Torino Stratosferica si è impegnata a immaginare e promuovere una Torino al suo meglio. Nel tempo questo progetto appassionato di utopia urbana ha dato vita a un brand, a un laboratorio collettivo, a un libro, fino al primo festival italiano di city making.

Nell’ultimo anno abbiamo voluto sperimentare il nostro metodo di ricerca e visione su scala regionale. Nel confronto tra diversi contesti locali che caratterizza lo scenario globale, cresce la competizione tra città così come quella tra regioni. Le regioni competono per attrarre abitanti, investimenti e turisti. Si propongono come luoghi per vivere, lavorare e godersi il proprio tempo libero, per fare impresa, per trascorrere le vacanze.

Raccontare una regione Per molti la regione rappresenta solamente un’entità amministrativa, una dimensione con un valore limitato nel vissuto di chi la abita. Ci si identifica in una città, in un paese, in un’area geografica, più che in una regione. Di questa, rimane spesso un’esperienza astratta o un’immagine frammentata, plurale, priva di un riferimento condiviso.

Di fronte a questa difficoltà, l’idea che ha guidato il lavoro è tuttavia che le comunità esistono per come si rappresentano e per come si presentano agli altri. Anche da qui nasce la necessità di definire un’identità regionale. Nella convinzione che dal modo in cui raccontiamo il Piemonte dipenda il riconoscimento di un’appartenenza comune e la sua percezione esterna.

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Intro — L’EFFETTO PIEMONTE

Cos’è l’Effetto Piemonte? Se la regione si identifica di solito con il suo territorio, interessa qui invece capire cosa accomuna ciò che di meglio si sviluppa al suo interno. Per poi arrivare a esprimere una visione che punti in alto e guardi oltre. Effetto Piemonte significa entrambe queste cose: il fattore che fa sì che alcuni progetti nascano qui, in questa forma, e non altrove; ma anche l’elemento distintivo da mettere al centro del Piemonte futuro. Da un lato il particolare lievito presente

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nelle migliori pratiche esistenti; dall’altro il suo risultato dispiegato al massimo grado, la regione che desideriamo. Questa ricerca nasce infine da un bisogno di distinzione: riscoprire e valorizzare l’essenza del Piemonte per poter competere in attrattività con altre aree. Si tratta anche di un lavoro di regional branding, che vuole individuare una serie di valori e attributi place-specific per immaginare al meglio il territorio e costruire il suo posizionamento futuro.


Dall’alto verso il basso: Monte Rosa (4618 m) Monviso (3841 m) Uia di Ciamarella (3676 m) Uia di Bessanese (3604 m) Monte Leone (3552 m) Rocciamelone (3538 m) Corno Bianco (3320 m) Punta Ramiere (3303 m) Monte Argentera (3297 m) Monte Matto (3097 m) Monte Albergian (3043 m)

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Intro — L’EFFETTO PIEMONTE

Il metodo: esplorare e coinvolgere Alla ricerca dell’Effetto Piemonte, abbiamo esplorato il territorio attraverso gli occhi esperti e curiosi di alcuni dei suoi rappresentanti. L’invito era stimolare e raccogliere esempi di innovazione capaci di rimettere al centro la dimensione umana, per produrre non solo sviluppo economico, ma soprattutto una crescita individuale e delle comunità. Oggi la cultura e la creatività sono chiamate a proporre soluzioni alternative per tenere insieme le persone e orientarci verso il futuro, e questa convinzione ha guidato il nostro lavoro. Da giugno a dicembre 2018, la ricerca ha coinvolto oltre sessanta protagonisti del mondo culturale, creativo e produttivo provenienti da diverse zone del Piemonte. Abbiamo chiesto loro di contribuire con idee critiche, visioni e proposte, per individuare le caratteristiche distintive della nostra regione e immaginare come trasformarle in un fattore competitivo di sviluppo. Per prima cosa, abbiamo realizzato alcune visioning session di gruppo: uno spazio di incontro sperimentale, finalizzato a liberare l’immaginazione verso scenari inediti. In un secondo momento, abbiamo approfondito l’indagine attraverso interviste individuali a imprenditori, intellettuali, designer, professionisti, manager culturali. Tutti i partecipanti hanno contribuito con generosità, condividendo uno sguardo appassionato sulla regione, le loro conoscenze professionali e le proprie idee. A ognuno di loro va il nostro ringraziamento. Il materiale raccolto ha costituito la risorsa primaria per sviluppare i contenuti del volume di Effetto Piemonte — a suo modo un “EP”, come in musica si chiamano gli album più brevi e spesso più sperimentali.

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Tape design — L’immagine di partenza per le visioning session

Al percorso di indagine e confronto è seguita una fase di selezione, scrittura e editing dei contenuti, accompagnata da un lavoro di grafica e ricerca di immagini. Come risultato, in Effetto Piemonte si sviluppano riflessioni che interessano tre dimensioni differenti.

Raccontare la piemontesità creativa

Il nostro percorso è partito dalla ricerca di un fattore comune. Abbiamo incontrato una creatività diffusa e multiforme, che condivide un insieme di fattori umani, sociali e culturali. Ne è emerso un racconto sulla piemontesità, insieme a una riflessione sui possibili simboli e personaggi di ispirazione del Piemonte.

Lanciare visioni provocatorie

Negli incontri e nella scrittura abbiamo lasciato spazio all’immaginazione. Attraverso una serie di slogan e proposte sul futuro della regione —frutto di un attento lavoro di copywriting— abbiamo dato forma alle visioni di Effetto Piemonte: progetti e provocazioni, idee utopiche e concrete.

Costruire un progetto di branding

Effetto Piemonte è anche un brand, con un’immagine definita e un’identità verbale forte. Un esperimento di regional branding che propone sette valori e definisce il posizionamento della regione, indicando alcuni grandi temi e sfide.

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Intro — L’EFFETTO PIEMONTE

Hanno contribuito Stefano Azzalin Aurelio Balestra Luca Ballarini Emanuela Barreri Alessandro Battaglia Corrado Beldì Zelda Beltramo Edoardo Bergamin Alessandro Bevilacqua Giacomo Biraghi Luigi Bistagnino Ilaria Bonacossa Silvia Bongiovanni Enrica Borghi Leonardo Caffo Giovanni Campagnoli Marilena Carmellino Elio Carmi Emanuele Caruso Roberta Ceretto Carolyn Christov-Bakargiev Dario Consoli Enrico Crippa

Giacomo Cuppari Giovanni Currado Alberto Cuttica Paolo Damilano Jan De Cock Andrea Del Duca Valeria Dinamo Loris Emanuel Nicola Facciotto Federico Floris Francesco Fossati Fabrizio Galliati Anna Gerometta Giulia Gregori Maria Lodovica Gullino Giulia Jannelli Renato Lavarini Riccardo Lombardo Denis Longhi Francesco Lucchetti Federica Mariani Paolo Mele Luca Mercalli

Live editing & post-iting.

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Andrea Montorio Teo Musso Dario Netto Mattia Novarese Antonella Parigi Lucetta Paschetta Carlo Piacenza Luisa Piazza Gianmario Pilo Lorenzo Pregliasco Mario Rasetti Daniela Rebuffo Matteo Robiglio Chiara Serpieri Rino Simonetti Laura Sottovia Lorena Tadorni Elena Testa Alessandro Ubertis Cinzia Vaccaneo Carolina Vergnano Marco Zappalorto Riccardo Zecchina


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Indice

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IdentitĂ


Il racconto di una regione Esistono dei caratteri che accomunano ciò che nasce in Piemonte? Esiste una specificità o, persino, un’eccezionalità? La riflessione sulla creatività piemontese è partita dai tratti peculiari di una cultura condivisa, attraverso il territorio e le persone.

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Identità — PIEMONTESITÀ

La concretezza e il rigore, il forte radicamento, accompagnati dal talento per l’invenzione oltre che da un gusto elegante. Molti temi sono tornati più volte: serviva riannodare i fili e sviluppare un racconto. La piemontesità è una costruzione sociale ma, come tutte le narrazioni, produce effetti sulle persone e sulla loro visione.

Se esiste un Effetto Piemonte, non può che vivere in una cultura diffusa fra le persone. Per questo le risposte ricevute hanno spesso finito per convergere. Dagli incontri e dalle interviste emerge un quadro coerente, seppur parziale, sulla regione e la sua personalità: cosa la contraddistingue, quali sono i suoi riferimenti. È un’identità inclusiva, addirittura contagiosa, a cui si appartiene in quanto si condivide un’attitudine pratica e di pensiero.

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Partire dal limite, e superarlo Quel che colpisce immediatamente chi arriva in Piemonte è anche la costante di molte considerazioni sul suo conto: la regione è tenuta insieme dal rapporto perenne con la montagna e il confine. Le Alpi, che chiudono l’orizzonte su tre lati, sono la scena e la cornice della vita quotidiana. Il confine è limite, naturale e cognitivo, e per definizione la possibilità di superarlo diventa opportunità e risorsa. La collocazione decentrata, alla frontiera, invita al confronto con le altre realtà, a una lenta compenetrazione. Locali, talvolta provinciali, ma allo stesso tempo internazionali nei successi. Periferici nella percezione nazionale, ma determinanti per l’Italia — dal Risorgimento alla Resistenza. Nel pensare una piemontesità, il forte radicamento territoriale fa da contrappeso a un ruolo da grandi protagonisti in campo produttivo e culturale, politico e sportivo. E a una storia di accoglienza discreta ma generosa, dimostrata ieri dai santi sociali e oggi dalle tante realtà innovative impegnate a favore della comunità.

“Al rigore dignitoso, etico, corrisponde un’accoglienza non certo calorosa, ma dotata di grande rispetto e dignità” — Alessandro Ubertis

“La montagna per il Piemonte è una condizione esistenziale, come il mare per la Sicilia” — Leonardo Caffo

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Identità — PIEMONTESITÀ

Un laboratorio di follia rigorosa Forse proprio per la sua scarsa centralità, o per la lontananza dai grandi flussi commerciali, la regione si distingue storicamente per il costante lavoro di ricerca e sperimentazione. Il confronto con l’esterno, persino a livello globale, qui è avvenuto attraverso le grandi idee: nella scienza, nell’industria, nella cultura, fino all’Arte Povera e a Slow Food. Il Piemonte diventa laboratorio per necessità. L’innovazione si fa elemento trainante di un tessuto economico e sociale. Meglio ancora, la piemontesità è legata alla cultura dell’innovazione, capace di generare nuovi modelli e cogliere le trasformazioni. Innovare è una sfida, ma “in Piemonte ci riescono”. Alla terra di Vittorio Alfieri non fa difetto la volontà: parte fondante del suo carattere è la caparbietà nel costruire, nel perseguire la propria meta. In questo il Piemonte è la regione dei nonostante, dove fare crescere progetti importanti nonostante i limiti del contesto. Dove mettere in pratica le proprie idee, nonostante le difficoltà. Al cuore della piemontesità si trova il culto del lavoro fatto bene, portato avanti con sobrietà e grande cura, attraverso scelte ponderate. Un’etica del rigore, risorsa preziosa per il futuro, che porta a credere testardamente nel proprio lavoro e a ricercare l’eccellenza — anche a costo di volere far da sé, senza creare le reti utili a una competizione allargata. Per fortuna, c’è una componente di follia a evitare che questo rigore diventi rigidità o mera ripetizione. È lo spirito di sfida delle architetture di Alessandro Antonelli e Giovanni Battista Schellino, talenti diagonali di cui il “Pantheon piemontese” è ricco, geni irregolari all’interno del sistema. Contemporaneamente dentro e fuori: così si posiziona la grande tradizione intellettuale di questa regione, segnata profondamente da un approccio critico ma mai distruttivo. Nella scrittura, nell’arte, nella filosofia, rimane sempre l’idea di un compito collettivo, un senso di responsabilità pubblica, un impegno per il bene comune.

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“La piemontesità rappresenta un modello alternativo di italiano. Un’eleganza e una simpatia riservata, che nasce da un modo di essere stati educati, di conquistarsi le cose a piccoli passi, senza mai sgomitare troppo, ma con tenacia” — Carolina Vergnano

La cupola alta 121 metri disegnata da Alessandro Antonelli svetta sul profilo di Novara.

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Identità — PIEMONTESITÀ

Il senso del progetto L’Effetto Piemonte si mostra in particolare nel senso del progetto, inteso come la capacità di considerare ciò che esiste già per proporre e realizzare qualcosa di nuovo, come tensione che parte dalla storia per proiettarsi verso nuove invenzioni e aspirazioni. In Piemonte abbiamo la consapevolezza diffusa che il futuro consista nel recuperare una parte del passato, senza per questo volervi tornare. È la consapevolezza che il territorio sia ricchezza, e che il radicamento locale e i legami delle comunità siano elementi da preservare, anche se in nuove forme. Dare valore alle radici culturali del territorio è diventato specialità piemontese, una ricetta per la contemporaneità in equilibrio fra scala locale e globale, fra tradizione e novità. Condividiamo l’idea di dare valore a un patrimonio diffuso — storico, artistico, ambientale. Può essere la ricchezza del paesaggio culturale, come nelle colline di Langhe, Roero e Monferrato. O l’architettura integrata nell’ambiente offerta dai Sacri Monti nel Piemonte nordorientale. O ancora, l’eredità industriale che racconta un modello di società, come nell’Ivrea della Olivetti. Nella piemontesità si esprime infine il desiderio di riscoprire il progetto come dimensione esistenziale, per migliorare l’esperienza quotidiana. Nella vita delle persone, la centralità del lavoro lascia spazio al piacere della creazione, alla qualità del tempo libero, all’importanza della cultura per il benessere.

“Il Piemonte. Un nome apparentemente naturale che, dal punto di vista storico e culturale, è il risultato di un progetto volontario: uno Stato improbabile in un luogo improbabile che in modo improbabile diventa l’ingrediente dell’unità di una nazione” — Matteo Robiglio

“Di fronte alle nuove idee, il piemontese non si appassiona al primo sguardo. Ha bisogno di analizzare. Ma se sposa il progetto, se ne innamora e non lo lascia più” — Paolo Damilano

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Il leitmotiv di Effetto Piemonte La geografia del carattere piemontese dialoga così tra pianura e montagna, passato e futuro, continuità e rottura. Il suo tratto più trasversale è il connubio tra creatività e rigore, etica del lavoro e invenzione, in un territorio attraversato sovente da pionieri capaci di sguardi lungimiranti e grande compostezza. Nel mostrarsi agli altri, nel raccontare i propri successi, si rivela il tipico stile piemontese. È il cosiddetto “understatement chic”, un’eleganza raffinata, un’estetica che qui si fa persino categoria di consumo, nella convinzione che sia più nobile non dare nell’occhio. E che ricorda il piemontesissimo cri-cri: prezioso ma discreto, poco conosciuto ma a suo modo unico. Questo gioco ricorrente di contrasti è già inscritto nel nome della regione: Piè-monte, terra di chi alza lo sguardo verso nuove vette, tenendo i piedi saldi a terra. Di chi si lancia in grandi imprese ma con grande concretezza. Visionari e modesti, pragmatici e ambiziosi, sono gli stessi piemontesi a dare vita a un Effetto Piemonte, fattore comune di un territorio votato per altri versi alla diversità, alla pluralità di voci. L’Effetto Piemonte che vogliamo raccontare prende forma dai tanti progetti coraggiosi e dalla loro capacità di fare sistema. Nasce da un fermento creativo che si fa visione culturale, in grado di innescare cambiamenti nella società, e diventare orientamento per il futuro.

“Ho deciso di trasferirmi in Piemonte perché credo che qui tradizione, cultura e natura si combinino in modo unico” — Jan De Cock

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Il Piem on t

Identità — PIEMONTESITÀ

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e

i-cri r c n u è

Il cri-cri è una “pralina vestita da caramella”, e in questo c’è tutta l’eleganza piemontese. Il cuore è la nocciola, frutto di una natura eccellente; attorno ha il cioccolato, simbolo del lavoro industrioso. Nella mompariglia di zucchero, le tante unicità artistiche e culturali: vicine ma indipendenti. La carta racchiude il tutto con il tipico understatement, che nasconde senza rinunciare al tocco creativo delle frange.


L’incarto

Il travestimento “understated” e la creatività

Le palline

Le realtà territoriali

Il cioccolato

Il lavoro

La nocciola

La natura

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Identità — PIEMONTESITÀ

I simboli Quali sono gli elementi che più ci rappresentano? Undici pittogrammi per sintetizzare l’identità della regione.

La Lombardia ha la rosa camuna. Il Veneto ha mantenuto il leone alato, la Sardegna i quattro mori. Negli anni settanta l’Umbria ha scelto i ceri di Gubbio attraverso un concorso per il suo gonfalone. E del Piemonte, esiste un vero simbolo visivo? Sulla croce bianca in campo rosso, lo stemma regionale ha unicamente un listello blu, nome tecnico “lambello”. La Regione ha riconosciuto la Sacra di San Michele come monumento simbolo, ma la scelta non ha portato a una produzione grafica (segni, loghi, brand) memorabile.

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La ricerca ha indagato anche su questo tema, raccogliendo spunti dalle persone coinvolte: oggetti, cibo, luoghi, monumenti. I più distintamente piemontesi si sono trasformati in altrettante icone-pittogrammi — come fossero marchi pronti per essere registrati. Un’idea per riflettere su ciò che esprime la nostra immagine, e aprire la discussione su una comunicazione regionale che dia maggior valore ai simboli più forti.


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Identità — PIEMONTESITÀ

Chi scegliere per un tempio laico del Piemonte? Una raccolta di figure d’ispirazione per il futuro.

a, alian ri ia it d Alfie rage orio lla t i. lle. a. Vitt n ri de e vo d n p i pa ament t’a ro Fra n u issim tre E fort er in tp e u lli Fia q ne ella li iun d Ag el ni nte n ch an to di Gi side n e A lto Pr ro a d in an iù ss ò p le A rriv A

Il Pantheon

L’A r L’a te P va ng ove ua ra rd ia pi ùi nf lue I ba nt ttila ed s tra Elev eg aron li a o il m nn esti ere i ’6 ad a 0. rte. Camillo Benso, conte di Cavour Morì da primo Presidente del Consiglio del Regno d’Italia.

Ogni intervistato ha proposto alcuni personaggi storici da inserire in un Pantheon ideale della regione. Dai loro nomi nasce una galleria di visionari, pensatori, nomi simbolo e innovatori capaci di far evolvere il proprio settore — una collezione di riferimenti, parziale e “in serendipità”.

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G Fo iul n io E d ò in la au su d a i ca Gi a sa Si com ed n oF a b tet it au as izz ri se se ò l ce r ’ a pr m a es m 21 sio on i an ni. ac a n i.

to. dirit ca e i t i l i po bbio cuore d l o Bo t e r n e b ogo Nor dial tò il r o P i. ian s o ale sc is Bo e de i n n di an ov ì l’or i G tu i Ist


E ancora... Guido Ascoli

S ci en zi at o,

Pu bb lic ita r Ar m e P io, c m in ip reò and po is oT Ca tr l’ip r es o po me d nc ta p el o ta ita le m fin Q o. an ui n ze ti , a no lp S in el is la ta .

Amedeo Avogadro

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lo Pro iana r a. d ia A inem Mar el C d e l na azio eo N s u M

Aurelio Peccei Imprenditore, con il Club di Roma anticipò i temi della crisi ecologica.

Giacomo Balla Pietro Giacomo Belli Giorgio Bocca Alighiero Boetti Paolo Boringhieri Italo Calvino Francesco Federico Cerruti Giovanni Francesco Cigna Gustavo Colonnetti Giuseppe Cottolengo Massimo D’Azeglio Achille Mario Dogliotti Guido Donegani Umberto Eco Luigi Einaudi Giuseppe Fenoglio Roberto Gabetti Giuseppe Gabrielli Duccio Galimberti Pinot Gallizio Dante Giacosa Leone Ginzburg Natalia Ginzburg Giovanni Giolitti

za az re . av ela ro i L isc lo a ig fr Lu di m si r ea ve no d di ali i. l’i Gu nat e fè b f e do b ca ar mec E cc Ri ali e ri st du i in o gl rrer ra le Fe o ot iche lcun . M tic qua a let ndo più not ec l mo e iù e, ne reazion tant c Il p to is la sua ues In q giando man sta

Ne Ripe ur Adr nsò ob iano il ru Oliv iol olo etti og dell ’imp a, nell resa a co pr mun em ità. R io No ita L ev be ilp er Mo n la m talc ed i ici ni na .

Piero Gobetti Guido Gozzano Camillo Guarino Guarini Luigi Lagrange Giovanni Lanza Giuseppe Levi Primo Levi Mario Merz Pietro Micca Carlo Mollino Giacomo Morra Luigi Pareyson Cesare Pavese Giuseppe Peano Giuseppe Pellizza da Volpedo Antonio Peyrano Sergio Pininfarina Ernesto Ragazzoni Carol Rama Nuto Revelli Gianni Rodari Gustavo Adolfo Rol Emma Strada Giancarlo Vallauri Sebastiano Vassalli Ermenegildo Zegna ...

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Orizzonte


Per un Piemonte al suo meglio Come rappresentare la regione. Gli elementi distintivi del Piemonte nell’impresa, nella cultura, nella società. Le idee in cui crede.

7 principi per esprimere la personalità

ideale della regione. Sette qualità su cui fondare un posizionamento ambizioso per il nostro futuro.

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GENZIANELLA, Gentiana clusii. Dai colori intensi, nelle leggende stregava i cavalieri.

Seduzione

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Lungo le valli, nelle città , la bellezza del Piemonte si svela dolcemente, con eleganza. Il suo paesaggio racconta i frutti e il gusto del lavoro. Coinvolge i viaggiatori, lega a sÊ gli abitanti, attrae talenti. Il suo fascino sincero nasce da un’intelligenza raffinata.


Siamo terra di pensiero, dove fermarsi per giungere alle proprie idee con massima lucidità. Dove l’esperienza sul campo si fa cultura, e la perseveranza dà vita a imprese radicate nei luoghi. Qui in Piemonte il valore delle cose si misura in consapevolezza, precisione, serietà.

Profondità

MUGO, Pinus mugo. Capace di stabilizzare i terreni pietrosi, protegge i fondovalle dalle slavine.

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Orizzonte — 7 VALORI

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Genio La tradizione ci invita a inventare. In continuazione creiamo futuro, usando competenza e immaginazione, osando uno scarto dall’ordinario. Da fervidi visionari, talvolta irregolari, sempre curiosi, progettiamo con l’ambizione di realizzare ciò che ancora non esiste. E poi ripartiamo.

Psilocybe semilanceata. Piccolo fungo dalle proprietà allucinogene, diffuso anche sull’arco alpino.

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GENEPÌ, Artemisia Genipi. Apprezzato per le qualità aperitive, cresce soltanto ad alta quota.

La regione raccolta fra i monti è aperta al confronto. Coltiva lo scambio, ricerca nuovi saperi e connessioni. Predica l’incontro. Pratica tolleranza. Fronte di confine, dunque di passaggio, si proietta con coraggio nelle sue tre dimensioni: un Piemonte internazionale, italiano, europeo.

Apertura 4/7

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MENTA, Mentha piperita. Resistente, tonificante, con applicazioni in ogni campo.

Orizzonte — 7 VALORI

Come per i vini, la ricchezza del Piemonte nasce dall’energia diffusa che si genera spontanea e si trasforma in eccellenza. Su tutto il territorio, il Piemonte è regione di creatività industriosa, che dà spazio —fisico, pubblico, simbolico— a chi sperimenta e fiducia a chi vuole crescere.

Fermento 5/7


Generosità

SAMBUCO, Sambucus nigra. Attira api e altri insetti con il profumo delle sue larghe infiorescenze.

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Dalla nostra storia collettiva prendiamo l’insegnamento della solidarietà, per rinsaldare attraverso l’innovazione i legami del nostro stare insieme. Pensiamo l’uomo al centro del nostro tempo: crediamo nell’educazione alla comunità, nel senso di una società più responsabile, più accogliente.

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Orizzonte — 7 VALORI

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Felicità Per la qualità di vita che esprime, per la sua natura meravigliosa e prossima, per la varietà di risorse e racconti a cui dà accesso, in Piemonte troviamo l’orizzonte per la nostra ricerca della felicità. Possiamo aspirare alla prosperità, all’orgoglio che nasce dal benessere comune.

IPERICO, Hypericum perforatum. Erba medicinale dagli effetti antidepressivi, non teme il freddo.

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SENSIBILITÀ VISIVA Strumento d’intesa fra Regione Piemonte e la Comunità collinare di Langhe, Roero e Monferrato, la “carta della sensibilità visiva” invita a valutare i piani urbanistici anche in base al valore estetico del paesaggio, tutelando l’unicità dei panorami.


Visioni


LEGENDA

Idee per un Effetto Piemonte Come pensiamo il futuro della regione? Le intuizioni emerse, le parole chiave e le provocazioni, raccolte in una serie di argomenti prioritari.

12 temi su cui concentrare spunti e progetti,

fra risorse già presenti, slogan per stimolare l’immaginazione e proposte reali che desideriamo per il domani.

Aurelio Balestra > ABal Alessandro Battaglia > ABat Alessandro Bevilacqua > ABev Alberto Cuttica > ACut Anna Gerometta > AGer Andrea Montorio > AMon Antonella Parigi > APar Alessandro Ubertis > AUbe Corrado Beldì > CBel Carolyn Christov-Bakargiev > CCBa Carlo Piacenza > CPia Chiara Serpieri > CSer Cinzia Vaccaneo > CVac Carolina Vergnano > CVer Dario Consoli > DCon Denis Longhi > DLon Dario Netto > DNet Emanuela Barreri > EBar Edoardo Bergamin > EBer Enrica Borghi > EBor Enrico Crippa > ECri Elena Testa > ETes Federico Floris > FFlo Francesco Fossati > FFos Fabrizio Galliati > FGal Francesco Lucchetti > FLuc Federica Mariani > FMar Giacomo Biraghi > GBir Giovanni Campagnoli > GCam Giacomo Cuppari > GCup Giovanni Currado > GCur Giulia Gregori > GGre Giulia Jannelli > GJan Ilaria Bonacossa > IBon Jan De Cock > JDCo Luca Ballarini > LBal Luigi Bistagnino > LBis Leonardo Caffo > LCaf Luca Mercalli > LMer Lucetta Paschetta > LPas Luisa Piazza > LPia Lorenzo Pregliasco > LPre Laura Sottovia > LSot Maria Lodovica Gullino > MGul Mattia Novarese > MNov Mario Rasetti > MRas Matteo Robiglio > MRob Nicola Facciotto > NFac Paolo Damilano > PDam Paolo Mele > PMel Roberta Ceretto > RCer Renato Lavarini > RLav Riccardo Lombardo > RLom Rino Simonetti > RSim Riccardo Zecchina > RZec Stefano Azzalin > SAzz Silvia Bongiovanni > SBon Teo Musso > TMus Valeria Dinamo > VDin Zelda Beltramo > ZBel

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Visioni — SCENARI FUTURI

“Dobbiamo aprire i nostri posti, i posti dei produttori, e avere un’accoglienza un po’ meno piemontese… Raccontare i nostri prodotti e le nostre passioni, che derivano dalla trasformazione della terra” — Teo Musso

“Mi piacerebbe risistemare tutta la collina da Torino al Monferrato. La renderei coltivabile a vigneti e frutta come una volta. Le Langhe, con tutto il rispetto, erano un deserto in confronto” — Fabrizio Galliati

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#1 Ambiente

La terra della terra Piemonte, il territorio del terreno. Dove la ricchezza di un luogo cresce letteralmente dal suolo sotto i nostri piedi. Dove la cura per l’ambiente e il legame con la terra sono radicati nella cultura.

Risanare il paesaggio idro-geologico / Demolire i capannoni / Valorizzare ancora di più la varietà locale / Coltivare nelle città / Bonificare / Una regione all’avanguardia nell’agricoltura FGal Tetti verdi coltivati EBar / Campo di sperimentazione colturale NFac La regione delle coltivazioni biodinamiche RCer / L’agricoltura come mezzo per mantenere una comunità / Agriasili / Agricoltura sociale come nuovo welfare FGal / Prima regione plastic-free FFlo, PMel / Puntare su bioeconomia, trattamento dei rifiuti, economia circolare GGre / Prima regione per costruzioni antisismiche CVac / Solare e idroelettrico: una regione che si autoalimenta LPia / Una regione energeticamente sobria LMer

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Visioni — SCENARI FUTURI

“Quel che dovrebbe offrire la regione è fermento culturale a chi viene a vivere e talento a chi viene a investire. È un fatto: bisogna offrire competenze, persone intraprendenti, giovani capaci e quindi formati. Questa è la chiave per gli investimenti” — Riccardo Zecchina

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#2 Talento

The European Youth Think Tank Orientato oltre confine per vocazione ancora prima che per scelta, il Piemonte si propone come polo formativo capace di attirare giovani talenti, per promuovere qui un nuovo umanesimo europeo.

Piemonte Massachusetts d’Europa MRas / Regione che attrae cervelli / I grandi professionisti nella trasmissione del sapere RLom Erasmus obbligatorio / Creare un circuito di ostelli creativi DLon Generare microeconomie per il Canavese da nuovi modelli scolastici JDCo / Scuole e residenze per studenti d’arte nelle fabbriche vuote JDCo / Una rete di paesi aperti all’accoglienza degli studenti DCon / Abbattere ogni ostacolo al flusso di persone RZec Diventare la regione dell’alfabetismo funzionale / Torino capitale di pensiero LMer / Piemonte trampolino verso l’Europa

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Visioni — SCENARI FUTURI

“Ci sono storie della nostra regione, in tantissimi settori, che raccontiamo poco. Saperle descrivere è importante per farle diventare casi da studiare, copiare, cambiare, fonti d’ispirazione per qualcosa di nuovo, perché permettono di non partire da zero” — Giulia Gregori

“Per andare in un luogo, hai comunque bisogno ci sia uno storytelling. Bisogna costruire una narrazione dei territori e soprattutto dei percorsi marginali, che tenga conto della storia, del paesaggio, del cibo. Cose indispensabili perché poi nasca una rete d’accoglienza” — Laura Sottovia

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#3 Storytelling

La regione delle narrazioni Nella terra di tanti grandi scrittori, il racconto come ragione d’eccellenza: motivo di identità e attrazione, strumento per esprimere al meglio i molti valori del Piemonte e, finalmente, una sua personalità comune.

Il territorio del racconto. Regione del libro e dell’editoria / Terra degli scrittori RSim / Regione delle residenze letterarie e dei percorsi letterari RSim, EBor / Una fiera sui libri che si sposta a piedi di valle in valle LPas: il festival che scollina / La regione della concentrazione e dei luoghi per la scrittura Il racconto del territorio. La narrazione al servizio delle storie locali / Una regione che ricorda ciò che è stato e dà voce a ciò che ha / Regione degli ecomusei / Un manualino sulla piemontesità per chi arriva CVer / Un Pantheon di architettura contemporanea al centro della regione, con le storie degli innovatori piemontesi EBer Una regione che dà vita a una propria narrazione unitaria

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Visioni — SCENARI FUTURI

“Fossimo in California, Biella sarebbe come Palo Alto per San Francisco: servita da navette elettriche che la congiungono a Torino e Milano. Non credete che 3-4.000 famiglie della cintura milanese verrebbero a vivere qui?” — Carlo Piacenza

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#4 Infrastrutture

La grande metropolitana piemontese Spostarsi facilmente —prima ancora che velocemente— in una rete ad alta densità. Un sistema di trasporti capillare, per rendere vitale il tessuto locale della regione.

Una grande metropolitana piemontese MRob / La regione a più alta densità ferroviaria GCur / La regione dei trenini LBal / Sviluppare i micro-collegamenti ecologici / Immaginare una regione senza l’uso obbligatorio della macchina GCur / Trenini diretti Biella-Torino e Biella-Milano CPia / L’alta velocità Torino-Malpensa / Più corse Torino-Alba IBon / Promuovere il car sharing intercittadino / Un sistema regionale di bike sharing ABal / Ciclovie regionali, ciclabili provinciali, ciclabili fra i paesi / Ciclabili sulle ferrovie dismesse / Tir-less Piemonte: regione senza trasporti pesanti / Una rete di collegamenti in mongolfiera / Fare l’interrail del Piemonte ABev Alessandria grande retroporto di Genova GCur

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Visioni — SCENARI FUTURI

“C’è una capacità di invenzione. C’è una certezza del proprio fare che permette di essere inventivi senza staccarsi dal passato. Una capacità che proviene dal radicamento e dall’amore per una cosa antica” — Carolyn Christov-Bakargiev

“Siamo nel mezzo di una profonda rivoluzione digitale, che cambierà il mondo del lavoro e noi stessi. La vera rivoluzione sarà avere a disposizione i dati ed essere capaci di estrarne valore, e sarà il futuro di tutto. Il Piemonte dovrebbe fare di questa strada la sua autostrada” — Mario Rasetti

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#5 Impresa

L’invenzione continua Oltre la “regione laboratorio” con il complesso dello scippo: un territorio che sperimenta senza sosta e ri-progetta ogni volta, a beneficio del resto d’Italia e d’Europa.

Regione dei prototipi, dove nascono le idee sviluppate altrove / Dove non si ripete mai la stessa cosa RLom / Gli impollinatori di nuovi progetti MRob / Regione della cultura d’impresa AMon Crocevia europeo di business SAzz / Un grande showroom delle nuove tecnologie MGul / Regione delle nuove professioni / Regione del pensiero costruttivo su AI e dati MRas / Regione delle tecnologie human-centered ETes / Una scuola di studi umanistici sull’intelligenza artificiale APar / Data center per preservare il nostro patrimonio di dati personali MRas / Regione aerospaziale DNet / Gigafactory per le auto elettriche GBir / Banda ultralarga ovunque / Dove immaginare i modelli futuri IBon

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Visioni — SCENARI FUTURI

“Gli esseri umani hanno bisogno di immaginare le cose per poterle comprendere. L’arte contemporanea aiuta a immaginare l’innovazione” — Ilaria Bonacossa

“Siamo fortemente piemontesi: stringiamo la nostra comunità attorno alla ricerca musicale in luoghi di interesse storico, architettonico, naturalistico, con attenzione alla sostenibilità e alla creatività emergente” — Corrado Beldì

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#6 Cultura

La regione della creatività pubblica In Piemonte l’arte e l’innovazione culturale sono linguaggi civili, pubblici, che si dedicano ai vuoti che incontrano: nei luoghi, nei legami di una comunità, nei tempi liberati dal lavoro.

Living heritage. Non solo restauro: dare nuove funzioni sociali ai castelli e al patrimonio LSot / Aprire le residenze sabaude all’arte contemporanea, per far tornare chi ci è già stato IBon Un grant per interventi di street art sull’edilizia anni ’70 ACut La regione dell’ozio creativo. Regione del tempo libero AGer Open stage per l’intrattenimento culturale FMar / Servizio turistico obbligatorio per i piemontesi: scoprire ogni anno una nuova località della regione EBer / Regione delle residenze di pensiero APar Super-creative industry. La creatività come motore in tutti i settori / Bandi creativi per gli spazi industriali vuoti / Festival come scuole di partecipazione alle comunità CBel / Un hub culturale per ogni nuovo centro commerciale ACut

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Visioni — SCENARI FUTURI

“L’Effetto Piemonte potrebbe essere uno sviluppo non più come società urbana ma come ‘società outdoor’. Uno sviluppo non invasivo attorno alla città, che trova modi di vivere a impatto zero, per rendere il territorio il vero cuore pulsante” — Paolo Mele

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#7 Natura e sport

Next-door outdoor Il Piemonte e le sue opportunità di rilievo. La varietà orografica e il paesaggio da tutelare, per una regione della natura e dello sport all’aperto a pochi minuti dalle città.

Regione dell’outdoor fuori porta. Territorio della ricchezza geografica / Regione della bellezza dietro l’angolo GCam / Regione delle Alpi accessibili GBir / Via Lattea Galattica, un comprensorio sciistico che collega tutta la regione DCon / Piemonte a 18 buche: regione del golf / Impianti sportivi nelle aree militari / Outdoor e cultura attorno alle fortezze PMel / Le montagne vista mare / La regione dei panorami collinari CVer / Piemonte Open Landscape LPre The Wild North-West. Lo spopolamento come risorsa / Valli per il digital detox LBal / Safari nelle valli disabitate CSer / Un parco astronomico dove osservare le stelle LPas / Valli chiuse alle auto EBar Le valli piemontesi come i grandi parchi USA RLom

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Visioni — SCENARI FUTURI

“I piemontesi sono rimasti attaccati alle loro terre. Tutta questa tradizione legata all’enogastronomia, che ti fa stare felice, che ti fa stare in convivialità, non è mai stata dimenticata. Se riesci a gestirla bene, e a conoscerla bene, da questa tradizione puoi partire e fare creatività” — Enrico Crippa

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#8 Qualità di vita

Slow-living is easy Nella competizione con gli altri territori, la qualità di vita è ciò che la regione di Slow Food mette sul piatto: l’elogio a un tempo responsabile, al piacere del gusto, a un benessere semplice.

La regione della buona vita / Vino, birre, vermouth, acqua, caffè: la regione del buon bere TMus / Un museo esperienziale sul cioccolato EBar / Un cinema in ogni piazza GCup / Torino, la Malibù di Milano IBon / Diventare il quartiere residenziale bello di Milano CCBa Parte del Piemonte come le colline di Hollywood, per un asse Torino-Milano lungo come Los Angeles AUbe / Una healthy region: un coordinamento di tutti i soggetti sanitari per verificare la bontà per la salute delle varie iniziative CSer / Quiete in città: una camera anecoica nel centro di ogni capoluogo ACut / Spazi e tempi più legati ai ritmi umani VDin / Poesia, salute, apertura e riposo: la regione che promette il moderno otium latino AUbe

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Visioni — SCENARI FUTURI

“La forza culturale piemontese è direttamente proporzionale alla capacità di integrazione che ha avuto nell’accogliere culture diverse. In questo mi sento sicuramente piemontese” — Stefano Azzalin

“L’Effetto Piemonte secondo me è la microcomunità. Le microcomunità sono scomparse da un sacco di posti, qui no. Ci sono in città, addirittura. Se devi pensare a una città accogliente per l’immigrazione, non puoi non passare dal Piemonte” — Leonardo Caffo

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#9 Società

Il Nord accogliente Una tradizione di solidarietà, un presente di casi virtuosi. La regione che cura il futuro delle proprie comunità facendo cultura e innovazione sociale.

La porta di accesso all’Italia CBel / Regione abitata al 25% da migranti GBir / Torino città della non-discriminazione LCaf / Una rete di accompagnamento per chi vuole trasferirsi o fare progetti LSot Uno sportello per trovare alloggio GGre / Città come quelle del Nord Europa per educazione civica PDam / Comunità che sperimentano nuove forme di agricoltura, allevamento e accoglienza diffusa LPia Job swap: rotazione dei mestieri nelle comunità più piccole GJan Luogo resiliente grazie all’immigrazione LBis / Prepararsi alla migrazione climatica LMer / Creare policy di accoglienza capaci di diventare modello nazionale DLon

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Visioni — SCENARI FUTURI

“Per il futuro mi immagino un Piemonte modernamente e intelligentemente montano” — Nicola Facciotto

“Dico che nel 2040 il mondo sarà molto più difficile da vivere. Prevedo una rifrequentazione delle montagne, che nei 3-4 mesi estivi vedranno migrare interi pezzi di città. Prepariamoci attraverso un progetto serio di resilienza” — Luca Mercalli

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#10 Territorio

Le montagne di domani Da limite e confine ad asse centrale per le nostre vite: riconsiderare le montagne come dimensione economica, culturale e abitativa — consapevoli degli scenari climatici.

Il sistema delle Alpi come grande parco MRob / Un piano di ripopolamento delle valli per far rivivere i borghi / Recuperare le cascine come case di riposo e luoghi di comunità ZBel / Residenze d’artista in montagna / Proiezioni in stalla EBor / Musei montani con realtà virtuale SBon / Valli a campeggio libero / Legalizzare la coltivazione e la vendita di marijuana in quota SBon / Mining: dalle cave di gesso alle criptovalute DCon / Data center nelle montagne come in Svezia MRas / Dalle fattorie alle server farm: Piemonte hard disk d’Europa GBir / Sherpa bus lungo tutte le Alpi MNov / L’orizzonte del Piemonte patrimonio Unesco RSim

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Visioni — SCENARI FUTURI

“Comincerei a guardare ampie parti del nostro territorio come parchi di una grande città multipolare. Guardare il vuoto fra Torino e Milano come un enorme parco delle acque, con acque naturali e acque artificiali, lavorando su un sistema di connessioni” — Matteo Robiglio

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#11 Risorse

La riscoperta dell’acqua Fiumi, laghi, canali. Un territorio che esalta l’acqua in tutte le sue forme, e dalla sua abbondanza genera energia, cultura, turismo e vie di collegamento.

Il Po navigabile / Un battello da Torino a Casale GCup / Una rete di castelli collegati via fiume, come lungo la Loira MNov / Un canale Torino-Cuneo per fare canottaggio LBal / Taxi d’acqua sui fiumi LCaf Un programma per la pulizia delle sponde fluviali / Fiumi balneabili / Un sistema di spiagge lungo il Po e i fiumi DNet, FLuc Un parco avventura sul Po RLav / Piste ciclabili attorno ai laghi GCur Installazioni contemporanee al centro dei laghi EBor /Regione degli sport d’acqua FFos / Laghi meta internazionale per il wakeboard ABev Inventarsi un mostro del lago / Grande produzione idroelettrica / Regione dell’ingegneria dell’acqua e delle opere idrauliche MRob

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Visioni — SCENARI FUTURI

“Per fare una proporzione: il Piemonte, così ricco di contenuti, sta all’Europa come Disneyland sta a Parigi. C’è veramente tantissimo” — Elio Carmi

“Qui in una settimana o dieci giorni riesci veramente a fare cose per cui altrimenti dovresti andare in dieci posti del mondo” — Riccardo Lombardo

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#12 Turismo

La Disneyland dei contenuti Piemonte, territorio della varietà di modelli ricettivi. Una regione animata da un turismo consapevole, capace di coinvolgere visitatori diversi grazie alla qualità delle esperienze, sempre mantenendo la propria natura.

Andare alla scoperta dei tanti turismi di nicchia ABat / Maggiore offerta ricettiva di alto livello / Istituire il titolo itinerante di Capoluogo Regionale della Cultura DCon / La regione dei festival musicali DLon / Circuito regionale dei pic-nic chic CVer / Regione di grandi cuochi, vignaioli e persone ECri / Merende in campagna con chef stellati CBel / Orta, nuova Portofino d’Italia GCam Itinerari fra le residenze d’artista EBor / Dieci nuovi ecomusei con architetture contemporanee LBal / Un pallone aerostatico per passare dall’osservazione del territorio al contatto reale con la terra TMus / Luoghi della cultura a misura di bambino DNet Un Piemonte che supera Borgogna e Champagne ECri

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Outro 71


Luoghi da riscoprire

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1. Borgo medievale di Canova / 2. Cava La Beola di Monte, Montecretese / 3. Villa Caselli, Masera / 4. Parete Est del Monte Rosa 5. Isola Bella, Lago Maggiore / 6. Alta via Walser, Val Vogna / 7. Sacro Monte di Varallo / 8. Isola di San Giulio, Lago d’Orta / 9. Oasi Zegna 10. Santuario N. S. di Oropa / 11. Via Francigena / 12. Anfiteatro Morenico di Ivrea / 13. Laboratorio Farmaceutico e Istituto di Ricerche Biomediche Marxer, Loranzè / 14. Fortezza di Verrua Savoia / 15. Parco La Mandria / 16. Sacra di San Michele / 17. Forte di Fenestrelle 18. Cittadella di Alessandria / 19. Tortona / 20. Castello di Govone / 21. Tumpi di Bobbio Pellice / 22. Conca del Prà / 23. Castello di Racconigi 24. Sorgenti del Po, Pian del Re / 25. Santuario e bagni di Vinadio / 26. Castello di Valcasotto / 27. Alta via del sale, da Limone Piemonte


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Past & future trends Affidate al racconto degli ecomusei, nascoste in un passato piĂš o meno remoto, alcune storie del Piemonte ci interrogano sul nostro futuro. Questa sezione ne raccoglie una piccola serie: cinque imprese e tradizioni da ricordare, esempi di cultura materiale e paesaggio umano, che si trasformano in altrettanti temi aperti. Ricerca con il contributo di Maurizio Cilli, artista e architetto.

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#1 Architetture di montagna

Dalle case walser alle residenze alpine del futuro Di fronte agli scenari dei meteorologi, con una Pianura Padana soffocata da estati sempre piÚ calde, un modello alternativo arriva dalle abitazioni sorte in passato ai piedi del Monte Rosa. Le case walser dell’Alta Valsesia, opera della comunità giunta dal Canton Vallese nel Medioevo, raccontano un caso di efficienza energetica. Realizzate in pietra

e larice, con stalla e fienile integrati sotto lo stesso tetto in lose di ardesia, e posizionate considerando esposizione al sole e rischio di valanghe, le costruzioni dei walser sono un esempio compiuto di equilibrio fra ritmi di vita, estetica e armonia con l’ambiente. Una lezione di architettura per abitare il paesaggio in alta quota.

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Outro — PAST & FUTURE TRENDS

#2 Mestieri itineranti

Dagli anciuè ai nomadi digitali Fine estate in Val Maira. Prima della brutta stagione, gli anciuè, gli acciugai, scendevano in Liguria per acquistare il pesce e da lì partivano con i loro carretti per vendere in tutto il Piemonte e oltre, spingendosi lungo la Pianura Padana. Un mestiere inventato, con un’origine dibattuta: c’è chi sostiene che le acciughe fossero inizialmente una

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copertura (anche in senso letterale) per il commercio del sale, su cui gravavano dazi sostanziosi. Le valli stupende del Piemonte offrono oggi natura, ricchezza culturale e una qualità di vita invidiabile: e se con le giuste infrastrutture diventassero meta per nuovi lavoratori nomadi, freelance dell’economia digitale?


#3 Il Piemonte e l’Europa

Via Francigena, Via Micaelica e le vie del sale Piemonte, ponte per mercanti e pellegrini. Fin dall’antichità lungo le Alpi si sviluppava il commercio del sale, con i sentieri dell’oro bianco a legare la Liguria con la pianura e, attraverso il Buco di Viso, con il Delfinato e la Provenza. Nel Medioevo transitavano dai passi piemontesi i fedeli impegnati nelle tre peregrinationes maiores: seguendo i 1600 km della Via Francigena potevano arrivare a Roma, imbarcarsi dal Sud Italia per la Terra Santa, oppure deviare

verso il Cammino di Santiago. Sugli stessi tracciati, nel VII Secolo prende piede il Cammino dell’Angelo, la via del culto di San Michele, che infilava lungo un’immaginaria linea retta MontSaint-Michel in Normandia e San Michele Arcangelo nel Gargano, passando per Castel Sant’Angelo a Roma e la Sacra in Valsusa. Tre tracciati storici per ricordare la vocazione del Piemonte come punto d’incontro di diverse anime europee, snodo di idee e culture.

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Outro — PAST & FUTURE TRENDS

#4 Viaggio esperienziale

Dai Sacri Monti al turismo culturale La Nuova Gerusalemme proponeva una replica minuziosa dei luoghi santi in Palestina ai fedeli interessati a fare un pellegrinaggio senza arrischiarsi in territorio ottomano. Siamo a Varallo, sopra il Lago d’Orta, alla fine del Quattrocento. Altri otto Sacri Monti si aggiungeranno a partire dal secolo seguente come parte dell’azione di ispirazione controriformista del cardinale

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Carlo Borromeo, in un maestoso disegno di devozione fra le Alpi e le Prealpi. L’ascesa a un Sacro Monte prende la forma di un viaggio interiore, che ripercorre la narrazione sacra attraverso l’arte e il paesaggio. Un eccezionale modello di turismo esperienziale, culturale e spirituale, alla scoperta del legame profondo che lega natura, architettura e spiritualità.


#5 Infrastrutture

Buco di Viso, Gran Pertus e ingegneria del limite Colle delle Traversette, 2282 metri di quota. Il Marchesato di Saluzzo, deciso a sottrarsi all’influenza sabauda, nel 1480 completa un tunnel di 75 metri verso la Provenza. Il Buco di Viso, chiamato anche “Galleria di sale”, è il primo traforo alpino della storia. Mezzo secolo dopo, in Val di Susa, il minatore Colombano Romean scava in solitaria il Gran Pertus. Il “buco” di 433 metri sotto la

montagna di Chiomonte serve a convogliare le acque della Val Clarea verso i campi del versante opposto. Secondo leggenda, Romean sarà avvelenato per non riconoscergli il dovuto. Superamento del limite naturale e conflitto. L’ingegneria civile, in Piemonte, sembra muoversi nella tensione irrisolta fra importanza strategica e sostenibilità locale delle opere.

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Visti dal confine

Interviste da quattro territori vicini, per cogliere le cose da un’altra prospettiva. 80

Liguria. Produttore, ristoratore, Roberto Panizza è fra i promotori del Campionato mondiale di pesto al mortaio, mezzo per divulgare la cultura genovese e il territorio ligure nel mondo.

Frequenta spesso il Piemonte?

Su cosa dovrebbe puntare il Piemonte?

Parlando di cibo e vino, è la regione con cui c’è il rapporto più stretto. Frequento Torino, le Langhe e poi il Basso Piemonte, che è storicamente legato alla Liguria.

Direi prendere coscienza al 100% delle proprie potenzialità. Mi vengono in mente le Langhe. Per molto tempo il valore del territorio è stato fortemente sottovalutato, ma la situazione adesso è cambiata.

In cosa è diverso dalla Liguria?

A parte il dettaglio del mare? Onestamente non vedo differenze enormi. Il Piemonte lo vedo in generale più pragmatico, anche come sistema sociale e politico. Senza volerlo idealizzare, la sensazione è di una realtà che fa cose più giuste, in tempi più brevi. Cosa può attirare un ligure in Piemonte?

Una cosa che mi colpisce sempre sono gli spazi... La Liguria soffre di carenza di spazi e di isolamento. Poi si sente la centralità maggiore, e anche il peso di avere molti più abitanti. Un ligure si sposta in Piemonte perché ci sono più opportunità. Vede uno scenario di competizione?

No, affatto, sono realtà molto più complementari che in competizione. Da una parte il Piemonte industriale, mentre la Liguria è sempre più legata ai servizi. Pensiamo al porto.

Qual è la sua immagine della regione?

Se penso al Piemonte, mi viene subito in mente la natura. Le montagne, le Alpi. Poi hai il fascino dei paesi costruiti sulle colline. Di recente sono stato al Castello di Masino: un luogo incredibile, sembra dipinto. Dovesse riassumere il Piemonte a un visitatore?

Tradizione. Una regione di tradizione in tutti i sensi. La vedo molto legata al proprio passato, molto coerente, e questo si riflette nel cibo come nelle persone.


Lombardia. Professionista poliedrico, Stefano Mirti è progettista, curatore, docente impegnato nel campo della comunicazione e dell’interaction design. Dopo la formazione al Politecnico di Torino, ha lasciato la città per Milano (via Tokyo).

Che tipo di rapporto ha con il Piemonte?

Progetti professionali ne ho raramente. Torno a Torino soprattutto per familiari e amici. Quali differenze vede con la Lombardia?

Ne vedo molte: non esistessero, non mi sarei trasferito. A Milano c’è più energia, ci sono più soldi, più opportunità: è un mondo più aperto. Un mondo più aperto?

A Torino, la prima domanda che ti viene fatta è come ti chiami, di che milieu fai parte, e vieni incasellato per sempre. Milano è un mercato. La prima domanda è “Ho bisogno di questo: sei capace? Quanto costa? In che tempi?” A Milano te la giochi. Torino, come tutte le città di provincia, è invece una città cristallizzata. Nel suo campo, quali prospettive vede per il Piemonte?

Torino ci dice che sostituire la manifattura con la sola cultura non è così facile. L’industria creativa e culturale è una cosa meritevole, ma da sola non può fare da traino. Deve esserci un incrocio fra tanti settori diversi. Ma c’è un elemento su cui punterebbe?

C’è il tema della formazione, con il Politecnico, l’Università e i tanti studenti in arrivo. Fossi un giovane straniero, sarei molto felice di studiare in una città efficiente, con un costo di vita basso. A parità di budget, preferirei vivere in un palazzo barocco che in periferia a Milano.

La formazione, dunque.

È un’enorme potenzialità, forse non sfruttata al meglio: immaginare Torino come grande città universitaria, in cui lavorano pubblico e privato. La formazione è un settore abbastanza invisibile, ma può generare dinamiche sociali e economie pazzesche. Cosa dovrebbe prendere il Piemonte dalla Lombardia?

C’è quella fotografia del filobus 91 rotto alle 8 di mattina, con le persone che lo spingono perché bisogna andare a lavorare... A Milano ci si lamenta di meno e si fanno più cose. Sono stereotipi, ma c’è un fondo di verità.

Come descriverebbe il Piemonte? Direi che è una regione italiana un po’ particolare, perché di confine, e che rispetto ad altre non è immediata, non è facile. Richiede più tempo, energia e passione.

Ha un luogo immagine da proporci? Sul Piemonte sono un po’ debole. A Torino dico la vista della cupola di San Lorenzo e la pista sul tetto del Lingotto.

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Valle d’Aosta. Emporio Artari è un’azienda storica di Morgex, parte del tessuto di botteghe dell’alta valle. Edoardo Artari porta avanti l’attività di famiglia, nata nel 1886 quando la valle era un cul-de-sac privo di traforo, e lavora sulla presenza all’estero delle imprese con una sua società negli Stati Uniti.

Che relazioni ha con il Piemonte?

La Valle d’Aosta è sempre stata un’appendice economica-culturale del Piemonte. Con relazioni commerciali antichissime. Ma Torino non è più il mio punto di riferimento da tempo. Oggi il luogo in cui sono una volta a settimana è Milano.

Visti dal confine

Da valdostano, in cosa si distingue il Piemonte?

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Siamo una Regione Autonoma, di 120mila abitanti, concentrata fortemente sul terziario. Vedo però più similitudini, e purtroppo sono tutte minusvalenze. Escluso l’Albese e dintorni, vedo tutto il Nord-Ovest in grandissima difficoltà. In un mondo verticale, i nostri tempi sono lunghi. Siamo culturalmente conservativi, dei bogia nen. Non aggrediamo. E qualcosa di positivo? Potesse sottrarre al Piemonte un elemento per la sua attività...

La concretezza. Uno degli elementi più distintivi è la concretezza in quel che si fa, e che si traduce in prodotti di qualità e relazioni serie. Di positivo vedo le eccellenze individuali: gente seria, per bene, che lavora a testa bassa. Ma siamo chiusi, non facciamo rete. Serve aprirsi, essere glocal. Ci spiega meglio?

Abbiamo vissuto di un’economia di posizione, come vertici del triangolo industriale. Ora fare i bogia nen è pericolosissimo. Giocando di rimessa, non arriveranno mai risultati. La velocità, il prendersi dei rischi, è diventato determinante.

C’è un luogo del Piemonte che per lei ha un valore simbolico?

Per me un’icona è Porta Palazzo a Torino negli anni ’70. Un esempio ante litteram di luogo multietnico che funzionava bene. Cosa direbbe a qualcuno in Piemonte per la prima volta?

Che è come andar per tartufi: con un po’ di impegno trovi tesori. Ma se non hai tempo, non andare. Per concludere, su cosa dovrebbe puntare il Piemonte?

Basta andare a Bra o nella prima casa vinicola e guardare che macchine ci sono parcheggiate… Bisogna avere l’umiltà di copiare, di fare un copia-incolla dell’unica esperienza positiva del Piemonte oggi, che è il comparto enogastronomico.


Savoia, Rhône-Alpes. Il “Museobar – Musée de la frontière” a Modane, il comune francese dall’altro lato del tunnel del Frejus, è un piccolo spazio espositivo dedicato alla storia della cittadina di frontiera. Claudine Théolier è la responsabile e curatrice.

Viene spesso in Piemonte?

Non molto sovente. Paradossalmente, le relazioni di Modane con la Valsusa e Torino erano più vive quando c’era la frontiera. In che senso?

Noi dipendiamo dal tunnel. Con il traforo per le auto nel 1980 sono scomparsi via via i treni. Prima, le persone di qui andavano al mercato a Susa o a sciare a Bardonecchia. E tanti della Valsusa lavoravano qui. Questa mixité ora non esiste, anche nella conoscenza delle due lingue. Vede molte differenze con il Piemonte?

Vedo più le cose che abbiamo in comune. I pasti che durano ore, la bagna càuda, lo zabaione... E sotto l’aspetto umano?

I colleghi italiani sono ritenuti più accoglienti, più commercianti, mentre i visitatori piemontesi sono più curiosi e spontanei. Sul lavoro, forse ho notato un po’ meno rigore. Il contrario di cosa dicono dalle altre regioni italiane, insomma...

E c’è qualcosa che invidia?

È un tema molto sensibile... la gastronomia. In Piemonte si mangia davvero bene, siamo un po’ gelosi. La cultura di Slow Food è eccezionale. La Francia in questo è un po’ in ritardo. Se diciamo Piemonte, quale immagine ha in mente?

Beh, la croce di Savoia, ovviamente! Il simbolo che si vede ovunque sui depliant turistici. È un punto in comune, non solo per la famiglia reale. Come lo descriverebbe in poche parole?

La vita culturale di Torino. I villaggi della Valsusa che sono stupendi. E il cibo. Cosa può incoraggiare un savoiese a frequentare il Piemonte?

I mezzi. C’è una grande curiosità di scoprire il Piemonte, e un legame forte da rinnovare. Mancano i trasporti. Il tunnel e l’autostrada costano una fortuna. Bisogna mettere treni per facilitare i collegamenti e veri scambi.

So che il carattere del Piemonte è diverso dagli altri. È una regione molto francofila, e per me si sente anche la vicinanza alla Svizzera. In Svizzera c’è ad esempio una cultura del segreto, nel non ostentare la propria ricchezza, che ritrovo nei grandi portoni chiusi dei palazzi a Torino. Rispetto al turismo, su cosa dovrebbe puntare il Piemonte?

Ancora di più su internet. Con i social media ora si conoscono le feste di villaggio, le mostre, gli eventi. Bisogna migliorare ancora, invogliare ancora di più a visitare.

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Bonus

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Pubblicità a Effetto Piemonte Cultura, sport, turismo. Da alcune intuizioni scherzose, una raccolta di campagne pubblicitarie verosimili e immaginarie.

#eporediesis Musica visionaria all’Anfiteatro Morenico di Ivrea

La Granda Bellezza Viaggio nell’arte pubblica fra i paesaggi del Cuneese

Il territorio incontra la meraviglia contemporanea.

Il festival di musica sperimentale diffuso all’interno dei 500 km² fra le cerchie moreniche del Canavese.

In una regione di creatività diffusa, la cultura come mezzo per conoscere luoghi meno noti.

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SURF ALL’ALBA, SNOWBOARD AL TRAMONTO.

È Sestriere Levante!

Dalla cresta dell’onda alla cresta dei monti in una giornata. Vivi a pieno le tue emozioni sulla tavola con Sestriere Levante, il servizio che ti porta dalle spiagge alle piste.

sponsor tecnico Tuta&Muta

Il Piemonte e l’outdoor accessibile. In quali altre regioni gli impianti sciistici sono così vicini alle spiagge per il surf?

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Bonus — PUBBLICITÀ

La super-connessione per i paesi di collina è finalmente arrivata! Scopri tutte le opportunità per vivere i luoghi più belli del Piemonte, contando sulla velocità della copertura internet più potente. Banda Langa. Il futuro, anche in valle.

Per una qualità di vita (e di impresa) diffusa ovunque, le infrastrutture digitali diventano un tema essenziale.

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Per un weekend a 5 stelle sotto le stelle del Piemonte. Equitazione, bagni termali, gusti unici e chic pic-nic a lume di candela, prima di una notte in tenda deluxe nel nostro camping glamour: un’esperienza del cuore, nel cuore della natura.

Un’opportunità e una mancanza emerse: da un lato, il turismo consapevole a contatto con la natura; dall’altro, l’assenza di un vero sistema ricettivo di lusso. (Naming: Denis Longhi)

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Bonus — PUBBLICITÀ

Stress da città?

Fai la Biella Vita. Per la tua famiglia scegli la qualità di vita di una casa in centro a Biella o nella natura delle Prealpi, a solo 1 ora da Torino e Milano. grazie alla nuova linea di treno elettrico.

Con una rete di collegamenti migliore, il Piemonte nord-orientale può diventare un’alternativa agli hinterland di Milano e Torino?

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Il rito del riso.

Novaranasi Dora Baltea

Dora Riparia

L’esperienza immersiva di cui tutti parlano, per conoscere lo spirito della risicoltura direttamente in acqua in risaia.

Scoperta, divertimento, sport e relax. Per ogni desiderio, un’esperienza per vivere la forza e la calma dell’acqua.

Un richiamo condiviso: rafforzare in tanti modi diversi il nostro rapporto con l’acqua.

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Field recordings Isolarsi in una baita di montagna, scegliere una borgata in valle, e trovare ispirazione per comporre il proprio nuovo album. Se il Piemonte meno noto è terra di spiritualità e di concentrazione naturale, può essere anche il luogo di ritiro ideale per band e musicisti?

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Bonus — FIELD RECORDINGS

EP. Effetto Piemonte/Extended Play Nel catalogo di un’ipotetica etichetta, la Effetto Piemonte Records, una serie di concept album site-specific riscoprono luoghi, tradizioni e folklore locale.

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EPR–01

BAL DO SABRE (Sword Dance) Recorded at Fenestrelle, Val Chisone

EPR–02

L’ULTIMO WALSER Recorded at Z’Kantmud (Pedemonte), Valsesia

EPR–03

MASCHE & MASCON Recorded at Ceresole Reale, Valle Orco

EPR–04

DRUM ‘N’ BAÌO Recorded at Sampeyre, Valle Varaita

EPR–05

QUATTRO PROVINCE Songs for Piffero and Accordion Recorded in Val Borbera

EPR–06

THE PINK ALBUM Recorded at Macugnaga, at the foot of Monte Rosa

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Piemonte Magique Tutta la varietĂ del Piemonte, nelle migliori fragranze dei suoi presidi Slow Food.


Identità — PIEMONTESITÀ

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Profile for Torino Stratosferica

Effetto Piemonte  

Effetto Piemonte è un lavoro di ricerca e visione orientato al futuro, che riflette sul posizionamento della regione — sul piano competitivo...

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