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I libri sacri all’origine della cultura e di ogni cultura

Il libro di

NEEMIA Elisabetta Di Terlizzi IC


Neemia (il nome significa “Il Signore consola”) è un personaggio della Bibbia ed è considerato l’autore del Libro di Neemia, una sorta di autobiografia (è scritto in prima persona). Era figlio di Acalia, e in quanto vivente negli anni della deportazione del popolo d’Israele in Babilonia, svolgeva il ruolo di coppiere del re Artaserse a Susa. Sembra fosse in rapporto di amicizia con il re. Neemia ebbe notizia, tramite il fratello Hanani delle disperate condizioni di Gerusalemme, e si rattristò grandemente. Per molti giorni digiunò e pregò per il luogo di sepoltura dei suoi avi. Il re vide la sua tristezza e gliene chiese il motivo; Neemia si confidò ed ottenne il permesso reale di recarsi a Gerusalemme e di assumere l'incarico di tirshatha, ossia governatore della Giudea. Quando fu nominato governatore della Giudea, rifiutò di ricevere il vitalizio che doveva essere versato dal popolo in suo favore, a causa delle condizioni economiche non ottimali che interessavano i giudei in quel periodo.


E’ considerato un patriota, un uomo che dimostra di avere a cuore il suo popolo e la città di Gerusalemme. La ricostruzione delle sue mura sarà l’obiettivo della sua vita, una grande opera che lo impegnerà davanti a Dio.

In lui troviamo la fede, la preghiera, il coraggio, la fermezza e la diligenza.


I nemici di Neemia Tre sono i principali nemici di Neemia: – Samballat il Coronita, – Tobia il servo ammonita, – Ghesem l’arabo. Questi personaggi facevano parte di quei governatori che il re Artaserse aveva nominato affinchè governassero quei territori appartenuti un tempo ad Israele e che in parte erano stati ripopolati da quei israeliti tornati in patria per ricostruire il tempio per volere del precedente re Ciro. In loro troviamo una forte avversione verso Neemia e faranno tutto il possibile per intralciare i lavori di ricostruzione delle mura della città di Gerusalemme.


Il popolo I Giudei si dimostrano ben disposti nei confronti di Neemia e accolgono il suo arrivo e il suo proposito di ricostruzione con entusiasmo, vedono in lui un capo a cui fare riferimento per l’organizzazione dei lavori. Essi avevano bisogno di qualcuno che gli spronasse ad agire e una volta presa la decisione parteciparono tutti con volontà alla grande opera.


Il libro di Neemia è scritto in ebraico e, secondo l'ipotesi maggiormente condivisa dagli studiosi, la sua redazione definitiva, ad opera di autori ignoti, è collocata tra fine IV e metà III secolo a.C. in Giudea. È composto da 13 capitoli descriventi l'attività riformatrice di Neemia a Gerusalemme dopo il ritorno dall'esilio babilonese, in particolare la ricostruzione delle mura della città (circa 445-432 a.C.). I lavori iniziarono il ventesimo anno del trono di Artaserse nel mese di Nisan, che corrisponde ai mesi di marzo e aprile. Neemia chiede al Signore di aiutarlo nel proposito della ricostruzione delle mura alcuni mesi prima , precisamente nel mese di Chisleu che corrisponde ai mesi di novembre e dicembre.


Riassunto del Libro di Neemia • I capitoli da 1 a 7 parlano della prima visita di Neemia a Gerusalemme e della ricostruzione delle mura della città nonostante una forte opposizione. • I capitoli da 8 a 10 descrivono le riforme religiose e sociali che Neemia cerca di mettere in atto.

• I capitoli da 11 a 13,3 riportano delle liste di persone tornate a Gerusalemme e la dedicazione delle mura della città. • Il capitolo 13,3-31 racconta una seconda visita di Neemia a Gerusalemme dopo un'assenza di dodici anni.


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Elisabetta Di Terlizzi IC

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