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La pena di morte, chiamata anche pena capitale, è l'uccisione di un individuo ordinata da un'autorità in seguito alla condanna di un tribunale. [‌] Amnesty International che 58 stati continuano ad applicare la pena di morte nei loro ordinamenti, mentre 139 non la applicano, di diritto o in pratica. Wikipedia


Nella tradizione ebraica Per gli Ebrei ortodossi ancora oggi vale la legge mosaica della "vita per vita, occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede", codificata nei 617 precetti del Deuteronomio e del Levitico, secondo cui la pena di morte è un legittimo strumento di punizione. Le colpe che essa punisce sono l'omicidio, l'adulterio, l'incesto (inteso in senso molto ampio), i rapporti omosessuali, la maledizione dei genitori, la bestemmia, l'idolatria, la violazione del sabato, il divorzio (in questo caso solo la donna viene punita).

Gli scritti rabbinici conoscono invece 4 tipi di pene di morte: la lapidazione, la pena del fuoco, lo strangolamento ed, infine, la decapitazione.


In realtà oggi la posizione dei rabbini rispetto alla pena di morte è generalmente quella della sua condanna. Un Ebreo infatti non trova ragioni di rifiuto per la pena di morte nella propria religione, ma eventualmente nella propria coscienza. Inoltre nell’Antico Testamento Dio è sempre rappresentato come il difensore della vita che rifiuta il sacrificio di Isacco e che protegge Caino, nonostante la sua colpevolezza, ingiungendo agli uomini un deciso ”non uccidere”.


Secondo il cristianesimo Fin dalle origini il Cristianesimo ha presentato ambiguità circa la pena di morte. Sostanzialmente esclusa in Mt 5, 44 ("amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano"), in Lc 6, 35-37 ("...non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato") e in Gv 8, 1-11 (l'episodio della donna adultera), tale pena riappare ammissibile nell'epistola ai romani di Paolo in rapporto alla sottomissione all'autorità in quanto emanata da Dio; ed analoga ambiguità può essere riscontrata nei testi dei padri della Chiesa, tra cui Agostino, orientato ad ammettere in determinate circostanze il "diritto di spada". La pena di morte è in teoria vigente nello Stato della Città del Vaticano, limitatamente al caso di attentato contro la vita, l'integrità o la libertà personale del Papa o di attentato contro il capo di uno Stato estero (Legge Vaticana, n. 11, art. 4). Ad ogni modo, in Vaticano le ultime esecuzioni risalgono al pontificato di Pio IX (1846-78).


Oggi, la Chiesa cattolica ha una posizione e un'idea ben precisa: combattere la pena di morte, in ogni caso. Uno dei motivi è la constatazione che ogni essere umano è figlio di Dio: se ogni persona racchiude la Sua immagine, la società dovrebbe rispettarne l'integrità. La comunità giudaico-cristiana sconfessa l'eticità di questo omicidio legalizzato. La pena di morte infatti non riporta in vita la vittima, anzi aggiunge al circolo di sofferenze un'altra vittima.


La Bibbia ci mostra che Dio ha sempre distinto l'atto criminale dalla persona che lo commette. Lo dimostra chiaramente il quarto capitolo della Genesi con il racconto del primo omicidio della storia umana, in cui Yahweh punisce Caino con l'esilio per l'omicidio del fratello Abele. Anche per questo, per la Chiesa la risposta morale all'omicidio esige che lo Stato non aggravi l'omicidio commettendone uno anch'esso.


L’opinione islamica

Il Corano riconosce fondamentalmente l'uso della pena di morte per la difesa della società, in particolare come punizione di chi commette un omicidio. Nel Corano vanno ricondotti lo 'Urf (diritto consuetudinario locale dei diversi gruppi etnicoculturali) e la Shâri'a (sistema delle norme giuridicoreligiose fissate sul fondamento dei testi coranici, della tradizione profetica autentica - Hadîth -, del consenso comunitario - Ijma' -, del ragionamento condotto analogamente alle regole coraniche e della tradizione). Le modalità secondo cui viene interpretato il " buon diritto" di comminare la pena di morte variano da paese a paese. In alcuni paesi come l'Afganistan la pena è eseguita pubblicamente.


Il Corano prevede la legge del taglione per gli uccisi, la pena di morte per gli eretici (da crocifiggere o da amputare) e per gli adulteri. Nell’Islam l’adulterio è un peccato tanto grave da prevedere la lapidazione. Pur prevedendo le medesime pene per adulteri maschi e femmine, di fatto le vittime di lapidazione sono quasi esclusivamente le donne. Nel Corano (4-15) possiamo leggere: Se le vostre donne avranno commesso azioni infami (fornicazione o adulterio) portate contro di loro quattro testimoni dei vostri. E se essi testimonieranno, confinate quelle donne in una casa finchÊ non sopraggiunga la morte o Allah apra loro una via d'uscita.


Nell’Oriente

Induismo

Le posizioni induiste relative alla pena di morte sono varie: per alcuni, i più "riformisti", essa è assolutamente inaccettabile. Per altri solo nel caso di gravi colpe è ammessa. Il castigo rappresenterebbe, infatti, una sorta di purificazione per il peccatore che sta per passare alla nuova vita (dottrina della reincarnazione).

Confucianesimo

Per Confucio il principe ideale è colui che governa attraverso la sua virtù. Narrano le scritture che un giorno in cui il Signore Ji Kang lo interrogò sulla necessità della pena di morte, Confucio rispose: "Per governare il popolo, avete bisogno della pena di morte? Siate voi stesso virtuoso e il vostro popolo sarà virtuoso". Confucio raccomandava quindi la pietà filiale.


Buddhismo La necessità di abolire la pena di morte si basa sul rispetto buddista per la vita e sulla considerazione che una ritorsione, provocandone inevitabilmente un’altra, mette in moto una catena di atti malvagi. Inoltre, poichÊ gli uomini, secondo la dottrina, non sbagliano per cattiveria, ma per ignoranza, ne deriva un rifiuto categorico e incondizionato della pena di morte.


…ma nel momento in cui la testa e il corpo si separarono e caddero diedi un grido e compresi, non con la mente, non con il cuore, ma con tutto il mio essere, che tutto quello che avevo sentito a proposito della pena di morte erano solo funesti spropositi… L'assassinio è il peccato più grave del mondo. -Lev Tolstoj


di Claudia Maggialetti III A

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La pena di morte maggialetti 3a