GLI IMPERDIBILI • PATERA DI PARABIAGO
Il vaso fu segnalato prontamente e solenne dio con scettro e mantello, spazio di risulta al di sopra delle all’allora soprintendente, Alda Le- incapsulato nel cerchio dello zodia- divinità marine, danzano quattro vi Spinazzola, che avviò una trat- co, il quale a sua volta è sostenuto da putti con gli attributi delle stagiotativa con la famiglia Gajo, grazie un vigoroso Atlante che spunta a ni in ordine sparso: falcetto e spialla quale esso venne ceduto alle mezzo busto dal terreno. Con ogni ghe per l’Estate; un grappolo d’ucollezioni statali, potendo cosí es- probabilità si tratta del Tempo, sim- va per l’Autunno; un agnello per sere esposto dapprima nella Pina- bolo di eternità per il culto di Cibe- la Primavera; un ramo d’olivo e coteca di Brera (1933) e poi nel le, la «Grande Madre» della tradizio- un mantello per l’Inverno. Museo Archeologico di Milano, ne romana. Alle spalle del dio, un Sembra chiaro che la coppa sia dove tuttora è custodito, dopo corto obelisco, stretto tra le spire di stata l’oggetto di maggior valore di aver subito interventi di restauro un serpente, sembra ribadire il con- un set di suppellettile preziosa utitra gli anni Cinquanta e Sessanta. cetto di eternità e un riferimento lizzato per il culto di Cibele – o Nulla si sa, purtroppo, del restante solare in chiave egiziana; e alla sfera che perlomeno alludeva all’intemateriale del contesto archeologico, simbolica del tempo possono essere resse per la dea – in un contesto rimasto separato dalla coppa e oggi riferiti anche il grillo e la lucertola privato di alto rango della tarda probabilmente andato disperso. riprodotti sotto Atlante. romanità pagana. La Grande MaLa coppa appartiene a una dre aveva un ruolo specategoria di vasi preziosi ciale nel pantheon romaLa coppa era l’oggetto di no, essendo allo stesso decorati a rilievo con scene mitologiche o di traditempo una figura divina maggior pregio di un set zione cristiana e datati nel straniera e in qualche corso del tardo periodo legato alla pratica privata modo aliena dalla norimperiale, con particolare male religione dei padri, del culto di Cibele addensamento fra il IV e il eppure anche una diviniV secolo. Al di là del pretà delle origini troiane, gio del metallo – argento quasi pu- Altre figure allegoriche incorni- percepita come legata alle fasi piú ro, con una modesta percentuale di ciano la scena, al di sopra e al di remote della storia di Roma. rame e con l’aggiunta di alcune sotto del carro di Cibele. In cielo coloriture in oro – la coppa è arric- si susseguono in processione verso DALL’ANATOLIA A ROMA chita da una decorazione a rilievo destra: la quadriga del Sole sorgen- L’introduzione del suo culto a Rorealizzata a fusione piena, che rap- te, lanciata al galoppo secondo ma era stata comandata nel 204 a.C. presenta il trionfo di Cibele nel un’iconografia dell’età di Costan- da un oracolo dei Libri Sibillini, che contesto di un’allegoria cosmica. tino; Phosphoros, la stella del matti- il corpo speciale dei decemviri conno, rappresentato come un putto sultava su ordine del Senato in sialato che solleva una fiaccola in tuazioni di pericolo, tali da richieLA DEA CON LA alto; il carro di Selene, la luna, trai- dere una revisione della religione CORONA TURRITA Il carro della dea, trainato da quattro nato da due tori; Vespero, la stella ufficiale. In questo caso il pericolo, leoni «al galoppo», corre da sinistra della sera, identico a Phosphoros, ma estremamente concreto, era costitua destra, circondato da tre figure di in atto di spingere la fiaccola verso ito da Annibale, che aveva messo in ginocchio le forze di Roma, presucoribanti (sacerdoti orgiastici), che il tramonto. danzano agitando scudi e pugnali. Nella metà bassa della coppa, in- mibilmente grazie alla protezione Cibele è seduta sul carro, avvolta in vece, sono rappresentate le acque degli dèi di Cartagine. un’ampia veste, e sostiene nella de- dolci a sinistra, nella forma di due Consultati in proposito, i Libri Sistra uno scettro, mentre la testa è, ninfe assise, che recano una canna billini avevano prescritto di ripristicome di consueto, coronata di mer- palustre, mentre un’anfora rove- nare un culto delle origini, imporli da fortificazione (corona turrita). sciata allude alla fonte di un fiume. tando dall’Anatolia – che in ultima Al suo fianco siede l’amato Attis Al centro, Oceano e Teti sorgono analisi era la patria di Enea – il si(vedi box a p. 85), che tiene le redini dai flutti, dai quali fanno capolino mulacro della Grande Madre Cibee indossa il tipico berretto frigio; quattro pesci boccheggianti, men- le. Si direbbe che in questo modo suoi attributi sono il flauto di Pan tre a destra è raffigurata la dea si intendesse garantire a Roma la della Terra, mollemente adagiata protezione di una divinità orienta(syrinx) e un bastone da pastore. Meta del loro viaggio sembra essere con la cornucopia in mano e ac- le altrettanto e forse piú grande di un gruppo di figure sulla destra del compagnata da due amorini che quelle cartaginesi. piatto, fra le quali spicca un giovane rappresentano i frutti. Infine, nello La dea fu trasportata dal suo santua82 a r c h e o