THE WORLD OF
IL CONSULENTE THE WORLD OF
Periodico telematico Reg. Tribunale di Roma n. 280 del 20 settembre 2011
IL CONSULENTE
Foto: Sesto Calende San Valentino by giovanni_novara
NUMERO
19 - ANNO II - 16 GENNAIO 2012
ADALBERTO BERTUCCI Quando liberalizzazione fa rima con vessazione EUFRANIO MASSI La conciliazione delle controversie ad un anno dalla riforma MAURO PARISI Difendersi dalla P.A.:istruzioni per l'uso MAURIZIO VILLANI La difesa del contribuente (quarta PELLICCIA Sospensione della attività imprenditoriale
parte) LUIGI
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Pubblicazione Quindicinale Ufficiale del Consiglio provinciale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma
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Pubblicazione Ufficiale del Consiglio provinciale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma
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In copertina: Sesto Calende San Valentino by giovanni_novara
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Adalberto Bertucci
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Antonio Carlo Scacco
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Quando liberalizzazione fa rima con vessazione
I salari reali sconteranno l'intransigenza tedesca
Eufranio Massi La conciliazione delle controversie ad un anno dalla riforma
Mauro Parisi Difendersi dalla P.A.: istruzioni per l'uso
Luigi Pelliccia La sospensione dell'attività imprenditoriale al vaglio dei giudici amministrativi
Maurizio Villani La difesa del contribuente (4a parte)
Intervista ad Antonella Pagano di Andrea Tommasini
Rubriche
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Foto Polyommatus thersites....!!! di Igcor by Flickr
I Misteri di Roma Almanacco culturale romano nel 150° di Andrea Tommasini
CLICCA PER SCARICARE LA RIVISTA
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IL CONSULENTE ADALBERTO BERTUCCI
E ED D II TT O OR R II A A LL E E
QUANDO LIBERALIZZAZIONE FA RIMA CON VESSAZIONE THE WORLD OF
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16 GENNAIO 2012
T H Tribunale E W O R L D diO FRoma n. 280 Periodico telematico Reg. del 20 settembre 2011 House Organ del Consiglio provinciale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro di Ro ma Pubblicazione quindicinale
Direttore responsabile Antonio Carlo Scacco
Comitato scientifico Gabriella Di Michele - Aldo Forte - Giuseppe Sigillò Massara - Pierluigi Matera Antonio Napolitano - Mauro Parisi - Vincenzo Scotti Virginia Zambrano
Care amiche, cari amici
torna a spirare, proveniente dalle teutoniche e fredde lande del nord, il vento della liberalizzazione. Nei prossimi giorni sapremo, anche se corpose anticipazioni circola no da tempo, cosa ci aspetta.
Una volta si intraprendevano le Crociate al grido di “Dio lo vuole!”; oggigiorno le Progetto grafico e digitalizzazione Crociate si cominciano con Antonio Carlo Scacco un semplice “It’s Economy, stupid !”. Redazione Eleonora Marzani Massimiliano Pastore Daniele Donati Giuseppe Marini Andrea Tommasini Aldo Persi
Editore Ordine dei Consulenti del Lavoro Consiglio Provinciale di Roma 00145 Roma - via Cristoforo Colombo, 456 Tel. 06/89670177 r.a. - Fax 06/86763924 Segreteria: segreteria@cdlrm.it Ente di Diritto Pubblico - Legge 11-11979 N.12
Per contributi e suggerimenti TheWorldOfIlConsulente@cdlrm.it
Questo numero è stato chiuso in redazione il 15 gennaio 2012
Evidentemente i costumi si evolvono, anche se non si sa bene verso quale direzione. Chi saranno mai gli infedeli di oggi ? Intanto questa odio sa casta dei “tassinari”: ri conoscibilissimi per le loro auto bianche che guizzano intemerate per le vie cittadine e non, esigendo tariffe inso stenibili. La ricetta per loro è già pronta: a ciascuno una li cenza gratis in più. Arpagone, che metteva i suoi denari da vanti ad uno specchio per ve derli raddoppiati, non avrebbe saputo fare di me glio.
E poi la casta per eccellenza: i professionisti. Costoro rico noscibili per i loro polverosi e pesanti Tariffari dai quali, notoriamente, non si distacca no mai.
Suvvia, possibile che un consulente del lavoro debba percepire, per un accesso presso la sede del datore, ben 4.500 lire (da Tariffa vigente)? che ne farà mai di tutti questi soldi ? li dividerà forse, in un commercio scellerato, col tas sinaro che ce lo porta? Soffia il vento della grande li beralizzazione.
Un vento gelido, forte e pode roso come una tromba, che dalle grandi pianure del nord si insinua tra i valichi alpini fino a diventare, giunto alle strade delle nostre città illibe rali, un venticello di monta gna, la cui eco ricorda tanto, al viaggiatore attento, il suo no di una trombetta.
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I SALARI REALI SCONTERANNO L' INTRANSIGENZA TEDESCA antonio carlo scacco
COME I DOTTORI DEL MEDIOEVO: SALASSI, SALASSI E ANCORA I POLITICI
SALASSI
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MOLTO LA GERMANIA. SOPRATTUTTO PER LE SUE ENORMI CONQUISTE, PER LA SUA
"AMO
ECONOMIA DI MERCATO SOCIALE. E' UN MODELLO STRAORDINARIO.
LA GERMANIA E' IL PAESE DATO DI PIU' ALL'EUROPA."
CHE HA
mariomonti
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Dorothea Lange, Migrant Mother, Nipomo, California, 1936
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INEVITABILE
UNA
FORTE COMPRESSIONE
DEI
SALARI
PER
REALI
RECUPERARE
COMPETITIVITA'
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LA CONCILIAZIONE DELLE CONTROVERSIE AD UN ANNO DALLA RIFORMA
eufranio massi
ADUNANNO DALLA APPROVAZIONE DEL COLLEGATO LAVORO, CO-
DELLA CONCILIAZIONE DELLE SA NE E'
CONTROVERSIEDILAVORO?
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I NUOVI ORGANISMI DI ARBITRATO NON CONCILIATIVI E
SONO AFFATTO DECOLLATI
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CONCILIAZIONE MONOCRATICA, ISTITUTO
DESTINATO
A
CRESCERE
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DIFENDERSI DALLA P.A.: ISTRUZIONI I wan PER L'USO You mauro parisi
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LA SOSPENSIONE DELL’ATTIVITA’ IMPRENDITORIALE AL VAGLIO DEI GIUDICI AMMINISTRATIVI
luigi pelliccia
A mente dell’art. 14 del d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (nel testo novellato dal d.lgs. n. 106/2009), al fine di far ces sare il pericolo per la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori, nonché di contra stare il fenomeno del lavoro sommerso e irregolare, gli organi di vigilanza del Mini stero del lavoro possono adottare provvedimenti di so spensione in relazione alla parte dell’attività imprendito riale interessata dalle viola N U M ERO 19 16 GENNAIO 2012
zioni quando riscontrano l’impiego di personale non ri sultante dalla documentazio ne obbligatoria in misura pari o superiore al 20% del totale dei lavoratori presenti sul luo go di lavoro, nonché in caso di gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salu te e della sicurezza sul lavo ro. Il provvedimento di sospensione può essere re vocato da parte dell'organo di vigilanza che lo ha adottato. Avverso i provvedimenti di
sospensione è ammesso ri corso, entro 30 giorni, alla di rezione regionale del lavoro territorialmente competente, la quale si pronuncia nel termine di 15 giorni dalla noti fica del ricorso; decorso inu tilmente tale ultimo termine il provvedimento di sospensio ne perde efficacia. Il datore di lavoro che non ottempera al provvedimento di sospensione è punito con l’arresto fino a sei mesi nelle ipotesi di sospensione per
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IL CONSULENTE gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro nelle ipotesi di so spensione per lavoro irregola re. Il provvedimento di sospensione nelle ipotesi di lavoro irregolare non si appli ca nel caso in cui il lavoratore irregolare risulti l’unico occu pato dall’impresa. La ratio e la finalità della disposizione di che trattasi sono note e non è quindi il caso di ripercorrerle. L’occasione è invece utile per analizzare i contenuti di una decisione resa dal Tar Basili cata sul ricorso presentato da un’impresa individuale avverso un provvedimento di sospensione adottato da una direzione del lavoro, positivo al vagli della direzione regio nale del lavoro, ritenuto ille gittimo.
Con la sentenza n. 456 del 31 agosto 2011, il Tar della Basilicata è intervenuto con riguardo ad un provvedi mento di sospensione dell’attività imprenditoriale, fornendo una interessante lettura delle sottese disposi zioni di legge.
Con provvedimento del 12 ottobre 2009, la direzione provinciale del lavoro di Po
go con una Asl rendeva impossibile la configurazione di un rapporto di lavoro subordinato con l’azienda ri corrente; quanto all’altro soggetto, la sua presenza nei locali aziendali era stata richiesta “per mera compagnia e corte sia”, non avendo il medesimo mai espletato attività lavorati va per conto dell’azienda. Ad ogni buon conto, anche nel caso si fosse voluto astratta mente ipotizzarsi un impiego, DELLA ATTIVITA' QUANDO IL chiarita l’inconfigurabilità di PERSONALE E' un rapporto di impiego tra l’azienda ed il dipendente pubblico, la sua presenza MAGGIOREDEL20% non era comunque sufficiente ad integrare il presupposto per la sospensione dell’attivi tà imprenditoriale, la quale, gatoria, in misura superiore al così come previsto dall’art. 20% del totale dei lavoratori 14, comma 11bis, del d.lgs. presenti sul luogo di lavoro n.81/2008, non poteva opera occupati dalla ditta medesi re nel caso in cui il lavoratore ma. Avverso tale provvedi irregolare risultasse l’unico mento interdittivo, occupato nell’impresa. l’imprenditore interessato, a mente dell’art. 14, comma 9, Il proposto ricorso gerarchico dello stesso d.lgs. n. 81, pro veniva però rigettato dall’adi poneva ricorso gerarchico ta direzione regionale del la alla direzione regionale del la voro, sull’assunto che voro, deducendone la illegitti l’effettivo espletamento di mità in quanto: prestazioni di lavoro era
tenza aveva disposto la so spensione dell’attività imprenditoriale di un’azienda individuale, in applicazione dell’art. 14, comma 1, del d.lgs. n. 81/1008, in quanto, in sede di accertamento ispettivo nei relativi locali, gli ispettori avevano accertavano l’impiego di personale non ri sultante dalle scritture o da altra documentazione obbli
SOSPENSIONE
IN NERO
gli ispettori del lavoro proce denti avevano apodittica mente i due soggetti trovati nell’ambiente di lavoro come lavoratori dipendenti, senza alcun accertamento in ordine all’attività espletata dagli stes si; con specifico riferimento ad uno dei due, la sussistenza di un rapporto di pubblico impie
emerso dalle dichiarazioni spontanee rese dai due soggetti trovati in azienda. Da qui, pertanto, il ricorso aziendale notificato sia alla direzione provinciale proce dente che alla direzione re gionale del lavoro al Tar Basilicata, con richiesta di annullamento, previa so spensione dell’efficacia, del
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IL CONSULENTE provvedimento di sospensio ne dell’attività imprenditoriale e della decisione di rigetto del ricorso gerarchico. Più in particolare, veniva de dotta l’illegittimità del primo (ricorso alla dpl) per le mede sime censure formulate con il ricorso gerarchico, e l’illegitti mità della seconda (decisione della drl) per difetto di motiva zione, sia perché non confu terebbe i motivi posti alla ba se del ricorso gerarchico, sia per il generico rife rimento alle “altre circo stanze” in cui i due soggetti presenti in azienda avrebbero sostituito il titolare della ditta, dalle quali è desunta la non estraneità degli stesso alla sua organizzazione azienda le, senza però che né dal verba le di accesso, né dal provve dimento di sospensione dell’attività, né infine nella de cisione del ricorso ammini strativo risultasse accertata la natura dell’attività posta in es sere dagli stessi. Con una prima ordinanza (del 29 gennaio 2010, n. 32), l’adi to Tar ha accolto la domanda cautelare.
Il Tar Basilicata ha ritenuto, nel merito, il ricorso fondato. Secondo il collegio giudicante la disposizione contenuta nell’art. 14 del d.lgs. n. 81/2008 ha una evidente fina lità cautelare e sanzionatoria,
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atteso che mira chiaramente a contrastare il lavoro irrego lare, favorendone l’emersio ne, ed a reprimere le situazioni di effettivo rischio e pericolo per i lavoratori, assi curando il rispetto delle regole di prevenzione nei luoghi di lavoro, attraverso l’attribuzio ne di un potere repressivo e sanzionatorio agli organi di vi gilanza del Ministero del lavo ro, che sono tenuti a certificare nel verbale di so pralluogo le anomalie ri scontrate al fine dell’eventuale adozione da parte della direzione pro vinciale del lavoro del provve dimento di sospensione dall’attività imprenditoriale, fatta salva l’applicazione delle sanzioni penali e ammini strative vigenti. Più nello specifico, con riferi mento all’ipotesi di impiego di personale non risultante dalla documentazione obbligatoria in misura pari o superiore al 20% del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro, secondo la sentenza in esa me, da una lettura sistematica della disciplina recata dal d.lgs. n. 81 del 2008 è possi bile evincere quali sono i pre supposti che giustificano il legittimo esercizio del potere di sospendere l’attività imprenditoriale. Innanzitutto, occorre tener presente che il potere di so spensione, di natura discre zionale, è attribuito dal legislatore al fine di prevenire situazioni di rischio e pericolo per i lavoratori e di contrasta
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re il fenomeno del c.d. lavoro nero. A ciò va aggiunto che, ai fini dell’applicazione del provve dimento della sospensione dell’attività imprenditoriale, a norma dell’art. 2 del d.lgs. n. 81 del 2008, è da considerare lavoratore irregolare, la “persona che, indipendente mente dalla tipologia contrattuale, svolge un'attività lavorativa nell'ambito dell'organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribu zione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un'arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari”. A ben vedere, quindi, non ri leva la tipologia di contratto di lavoro stipulato che, pertanto, può essere di natura subordi nata, autonoma, parasubordi nata oppure di lavoro autonomo occasionale con rapporto non genuino. Agli organi di vigilanza del Mi nistero del lavoro spetta pertanto l’onere di accertare la presenza di indizi ed ele menti presuntivi che de pongono in favore della presenza di un lavoratore impiegato “in nero”, quali ad esempio: l’assoggettamento al potere direttivo del datore di lavoro; la natura continuati va del rapporto di lavoro; l’os servanza di un orario di lavoro fisso; l’esclusività del rapporto di lavoro; la volontà effettiva delle parti (presunto datore di lavoro e presunti la voratori “in nero”), arguibile
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IL CONSULENTE dalle dichiarazioni rese nell’immediatezza dell’acces so ispettivo; la struttura retri butiva; i compensi versati. Una volta accertata la sussi stenza di elementi idonei a comprovare l’impiego irrego lare di lavoratori, la direzione provinciale del lavoro può le gittimamente esercitare il po tere di sospendere l’attività imprenditoriale, al fine di far emergere le situazioni di lavo ro sommerso e irregolare. Il procedimento volto all’irro gazione del provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale, sebbene trovi i suoi presupposti e la sua disciplina speciale nell’art. 14 del d.lgs. n.81/2008, resta pur sempre as soggettato ai principi e alle re gole della legge sul procedimento amministrativo (legge 7 agosto 1990, n.241), come sancito dalla Corte co stituzionale con la sentenza 5 novembre 2010, n. 310 (che ha dichiarato costituzio nalmente illegittimo, per viola zione degli artt. 24, 97, comma 1, e 113 Cost., l'art. 14, comma 1, del d.lgs. n. 81, nella parte in cui, stabiliva la non applicabilità delle disposi zioni di cui alla legge n. 241 del 1990 ai provvedimenti di sospensione dell'attività imprenditoriale). Conseguentemente, gli organi di vigilanza del Ministero del lavoro sono tenuti a condurre una adeguata istruttoria di cui deve esser dato conto poi
nella motivazione che, sulla base delle risultanze dell'istruttoria stessa deve estrinsecare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la de cisione. Nella fattispecie oggetto di giudizio, secondo i giudici amministrativi lucani, merita accoglimento la dedotta censura di difetto di istruttoria, poiché né dal verbale di accertamento redatto dagli ispettori del lavoro né dal provvedimento di sospensio ne né dalla documentazione ad essi allegata risultano acquisiti elementi idonei ad accertare che i due soggetti trovati in azienda in sede ispettiva fossero effettiva mente dei lavoratori “in nero”, utilizzati stabilmente dal ri corrente a servizio della sua attività di rivendita di auto usate. In buona sostanza, l’organo ispettivo ministeriale avrebbe dovuto, come minimo, reperi re elementi inequivoca bilmente diretti a comprovare lo svolgimento da parte dei ci tati soggetti di un'attività lavo rativa nell'ambito dell'organizzazione dell’attività dell’azienda ricorrente. Invece, così come te stualmente riportato nel verbale di accesso ispettivo del 9 ottobre 2009, i funziona ri accertatori si sono limitati ad accertare che uno “si tro vava nel box adibito ad ufficio dietro la scrivania mentre parlava con un signore” e che l’altro “si trovava nel box adi bito ad ufficio mentre vi erano
altre persone”. Secondo la sentenza in commento, non si comprende quindi in base a quali accertamenti i funzionari abbiano dedotto l’impiego irregolare per effetto della mera presenza dei due soggetti nei locali dell’azienda ricorrente. Né la sussistenza di un rapporto di lavoro “in nero” era in alcun modo arguibile dalle dichiarazioni rese ai funzionari nell’immediatezza dell’accesso ispettivo. A ben vedere, infatti, il primo dei due interessati aveva di chiarato di essersi recato nei locali aziendali di che trattasi “a titolo di amicizia”, preci sando, altresì, di recarsi “ogni tanto” in azienda a titolo di cortesia nei confronti del tito lare. Anche il secondo interessato aveva affermato di recarsi in azienda saltuariamente ed a titolo di amicizia, senza rice vere alcuna retribuzione, chiarendo, peraltro, di essere dipendente di un’azienda sa nitaria locale. Aspetto quest’ultimo che, pe raltro, avrebbe quantomeno richiesto un accertamento dell’amministrazione del lavo ro in ordine alla compatibilità di tale rapporto di pubblico impiego con l’inserimento sta bile dello stesso nell’orga nizzazione dell’attività del ricorrente. Orbene, da tali dichiarazioni era possibile evincere solo la occasionalità della presenza in azienda e la sostituzione temporanea del titolare a tito N U M E RO 1 9
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lo di cortesia, ditalché, in assenza di ulteriore documentazione e accerta menti atti a verificare la sussi stenza di indici rivelatori della sussistenza di un rapporto di lavoro “in nero” e di uno stabi le inserimento dei due soggetti nell’organizzazione aziendale del ricorrente, le stesse dichiarazioni non erano sufficienti a fonda re né il provvedimento di so spensione dell’attività imprenditoriale, né a ritenere sufficientemente motivata la successiva decisione di ri getto del direttore regionale del lavoro, che fa, invece, illo gicamente derivare da tali di chiarazioni la conseguenza che gli interessati stessero svolgendo prestazioni lavo rative per la ditta istante. Alla luce di tutte le considera zioni svolte, assorbita ogni altra doglianza, il Tar Basili cata, con la sentenza in commento, ha accolto e, quindi, per l’effetto, annullato sia il provvedimento di so spensione dell’attività imprenditoriale, in quanto ille gittimo per il dedotto vizio di difetto di istruttoria, sia la de cisione della direzione regio nale del lavoro, in quanto illegittima per il dedotto vizio di difetto di motivazione. Alla soccombenza in diritto delle due amministrazioni inti mate, ha fatto seguito anche quella delle spese.
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Tre, almeno, gli (invero inte ressanti) spunti di riflessione che possono trarsi dalla sentenza del Tar Basilicata appena annotata: il primo, le puntualizza zioni riguardo ai necessari presupposti riferiti alla qualifi cazione del rapporto di lavoro quale subordinato, essenziali per l’emanazione del provve dimento interdittivo ex art. 14 del d.lgs. n.81/2008; il secondo, la scarsa tenuta giudiziale delle decisio ni rese dalle direzioni regiona li del lavoro in sede di gravame gerarchico dell’emesso provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, troppo spes so rese, in forte criticità giuri dica, senza alcuna corretta valutazione dei fatti, ma sola mente in una sorta di endore ferenzialità istituzionale; il terzo, il richiamo e l’applicazione della sentenza della Corte costituzionale n. 310/2010 (che ha dichiarato costituzionalmente illegittimo, per violazione degli artt. 24, 97, comma 1, e 113 Cost., l'art. 14, comma 1, del d.lgs. n. 81, nella parte in cui, stabi liva la non applicabilità delle disposizioni di cui alla legge n. 241 del 1990 ai provvedi menti di sospensione dell'atti vità imprenditoriale). Al momento chi scrive non è a conoscenza se la sentenza oggetto di esame sia stata o meno impugnata al Consiglio
di Stato (con ogni probabilità sì, conoscendo l’impostazione in parte qua data dal Ministe ro del lavoro). Indipendentemente da questa eventualità e dal possibile esito favorevole per l’ammini strazione, rimane comunque significativo quanto evi denziato dal Tar Basilicata, alla luce della validità delle argomentazioni rese che, co me già fatto rilevare, hanno posto in risalto una metodolo gia ispettiva e, correlativa mente, una stereotipata inclinazione delle direzioni re gionali del lavoro troppo spesso genericamente condi zionate da spinte conservati ve e di salvaguardia delle posizioni assunte, senza quindi il “coraggio” (id est, chiarezza, trasparenza ed imparzialità) che il legislatore ripone negli individuati soggetti chiamati a decidere in sede gerarchica (analogo e speculare discorso può esse re fatto con riguardo agli artt. 16 e 17 del d.lgs. n. 124/2004, sui ricorsi pre sentabili rispettivamente alla direzione regionale del lavoro ed al comitato regionale per i rapporti di lavoro, istituito presso lo stesso ufficio).
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LA DIFESA DEL CONTRIBUENTE a cura di Maurizio Villani QUARTA PARTE la terza parte è stata pubblicata nel numero 17 di The World Of Il Consulente
SANZIONI PESANTI PER CHI NON PAGAUNASOLARATA
(*) Avvocato in Lecce
NECESSARIO L'ATTUALE
MODIFICARE
NORMATIVA
NON
PREVEDENDO
GARANZIE FINO ALLA DELLA
DEFINIZIONE
CONTROVERSIA
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RIMESSIONE IN TERMINI
RELATIVA
EVENTUALI
AD
NULLITA' DI ORDINE ENDOPROCESSUALE
GIUDICE ORDINARIO COMPETENTE PER CANONI COSAP DOVUTIALCOMUNE
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NECESSARIA
LEGGE
UNA CHE
IN MODO CHIARO L'OGGETTO STABILISCA
DELLA
GIURISDIZIONE TRIBUTARIA
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Burgos 足 pellegrino stanco sul Cammino di Santiago Foto di lancierebianco by Flick
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4 . fine della quarta parte
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INTERVISTA AD ANTONELLA PAGANO
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ANTONELLA PAGANO, GIA' RESPONSABILE DEL SERVIZIO ALLA CULTURA, PUBBLICA ISTRUZIONE, , GIUNGE IN ROMA ALL'ASSESSORATO ALLA CULTURA, POLITICHE DELLA GIOVENTU' . SOCIOLOGA, ,PUBBLICISTA, PRESENTATRICE OPERE EDITORIALI DI NARRATIVA, POESIA, STORIA, ECONOMIA E CRONACA ITALIANA CONTEMPORANEA DIAUTORI DELLEPIU'NOTE ,NONAMA DEFINIRSINE' CRITICA LETTERARIA, NE' D'ARTE; PIUTTOSTO SI RICONOSCE PORTATRICE DI LETTURA DELLE OPEREEDEGLIARTISTI. PARI OPPORTUNITA' E
CULTURA D'IMPRESA IN MATERA
E RAPPORTI CON
L'UNIVERSITA'
AUTRICE DI SAGGI
DI NUOVE
CASEEDITRICIITALIANE
DI UNA PECULIARE FORMA EMPATICA
Pasquale Calzetta N U M ERO 19 16 GENNAIO 2012
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N U M E RO 1 9 Foto di Tiffa 130 "sunset from airplane"
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