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Il Mondo del Consulente n. 107 del 2020

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107 ANNO X MARZO 2020

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RIVISTA DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DELL’ORDINE DEI CONSULENTI DEL LAVORO DI ROMA

PANDEMIA COVID-19


107 ANNO X 0 MARZO 202

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LAVORO SULENTI DEL NE DEI CON LE DELL’ORDI PROVINCIA CONSIGLIO RIVISTA DEL

DI ROMA

Ordine Consulenti del Lavoro Consiglio Provinciale di Roma

IA PANDEM 9 1 COVIDN°107 - Marzo 2020 Periodico mensile Reg. Tribunale di Roma n.280 del 20 settembre 2011 Rivista del Consiglio Provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma Direttore Responsabile Lorenzo Lelli

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LA RIVISTA DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DI ROMA DELL'ORDINE CONSULENTI DEL LAVORO INTERAMENTE DEDICATA ALLA CATEGORIA ED AI PROFESSIONISTI PUOI SFOGLIARE LA RIVISTA SU WWW.CONSULENTIDELLAVORO-ROMA.IT E ANCHE SULLA NOSTRA PAGINA

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Redazione Marco Bertucci Daniele Donati Gianluca Donati Massimo Flaccomio Giuseppe Marini Eleonora Marzani Massimiliano Pastore Paolo Stern Sergio Venanzi Editore Adalberto Bertucci Presidente del Consiglio Provinciale di Roma dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro IT 00145 Roma RM Via Cristoforo Colombo, 456 Tel. 06 89670177 r.a. Fax 06 86763924 www.consulentidellavoro-roma.it Segreteria ilmondodelconsulente@cdlrm.it Ente di Diritto Pubblico Legge 11 - 1 - 1979 N.12 Questo numero è stato chiuso in redazione il 24 marzo 2020


EDITORIALE

DECRETO CURA ITALIA:

i Professionisti chiedono tutele Care colleghe e Cari colleghi, nessuno avrebbe mai immaginato che il 2020 si aprisse con una crisi sanitaria di questa portata, che sta sconvolgendo ogni angolo del pianeta. La nostra redazione si augura che voi e le vostre famiglie stiate tutti in salute e possiate superare più serenamente possibile questa pandemia. Il flagello Covid-19 sta mettendo in ginocchio il nostro Paese non solo dal punto di vista sanitario ma anche economico, le strade deserte, imprese chiuse, aeroporti inattivi, l’Italia ferma, il presagio del colpo di grazia ad una crisi della quale da tempo siamo assuefatti. Il Governo finalmente ha emanato il tanto atteso Decreto Cura Italia, che in prima lettura non sembra contenere soluzioni ma tante incertezze e ambiguità. Un decreto che ha dimenticato il Professionista! La nostra categoria nel testo di legge è un fantasma, eppure come ogni altra attività anche noi siamo ad elevato rischio. Prendiamo il caso della moratoria dei prestiti creditizi, art. 56 del DL 18/20, il decreto si rivolge esplicitamente alle PMI e non vengono menzionati esplicitamente i Professionisti. Se è vero che la Comunità Europea assimila i rappresentanti delle categorie ordinistiche alla PMI, si veda la Raccomandazione della Commissione Europea 2003/361/CE del 6 maggio 2003, proprio perché eser-

ADALBERTO BERTUCCI PRESIDENTE CPO ROMA

citiamo a tutti gli effetti attività economica, offriamo posti di lavoro e paghiamo le tasse, per il legislatore italiano questo connubio non è scontato. Ci vediamo costretti ogni volta, e in questo caso di crisi globale è eclatante, a scrivere al Governo a più riprese chiedendo chiarimenti ed esplicitazione per decreti che per la nostra categoria sono ambigui, eppure quest’emergenza è mondiale ed estesa a tutti i livelli. Non siamo qui a discutere d’indennità, ma pretendiamo che la nostra categoria sia tutelata esplicitamente, quantomeno per la sospensione dei prestiti, dei mutui e dei finanziamenti fino al 30 settembre 2020. Siamo parte della catena economica italiana, laddove le PMI sono ferme, con le serrande abbassate, la nostra attività si interrompe. Ascolto quotidianamente la voce di professionisti sempre più delusi e sconfortati da queste istituzioni per nulla rappresentative, che pretendono e dettano continuamente doveri ma non concedono mai diritti, per ottenerli dobbiamo rimboccarci le maniche. Per molti colleghi la sfida è quotidiana, non siamo una categoria protetta, molti ci hanno definito il motore dell’Italia, ma senza benzina e sabotata, la nostra macchina non va da nessuna parte. Ad ogni modo dobbiamo essere ottimisti, pensare che “andrà tutto bene” e alla fine di questa surreale emergenza trovare la forza per rimettere in pedi questa nostra amata Italia.

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Cifa Italia lancia #ILLA #ILLAVOROCONTINUA AVOROCONTINUA e impr ese, lavor atori italiani e pr Per sostener Per sostenere imprese, lavoratori professionisti ofessionisti che fr fronteggiano onteggiano gli effetti efffet f ti ovocati dal nuovo C oronavirus, l'associazione confeder provocati Coronavirus, confederale socio-economici pr ale Cifa tiva #IlLavor oContinua: un ciclo di webinar informa promuove l'iniziativa #IlLavoroContinua: informativi omuove l'inizia tivi sui temi più pr o, utili per gestir e le rior attuali lavoro, gestire riorganizzazioni ganizzazioni aziendali nelle situazioni di a ttuali del lavor crisi.. crisi attato i temi dello smar trattato smart I primi due appuntamenti hanno tr rt working e degli ammortizzatori emergenza tori sociali alla luce delle disposizioni del governo in emer ammor rtizza t genza sanitaria. esperti lavoro, Cesare Damiano,, R Roberto Camera, no esper rtti del mondo d I rrelatori elatori sono del lavor o, come C esare Damiano oberto C amera, Paolo Stern professionisti, fare diretta. P aolo S tern e altri pr e domande in dir etta. ofessionisti, ai quali è possibile far Registrati gratuitamente www.illavorocontinua.it seguire tutti R egistrati gr .illavorocontinua.it per seguir e i webinar tut ti i atuitamente sul sito www venerdì 14:30,, rivedere precedenti accedere materiali vener dì alle 14:30 ecedenti e acceder e a ma teriali e rivedere gli appuntamenti pr utili.. guide utili prossimi tratteranno sicurezza lavoro cybersecurity.. I pr ossimi appuntamenti tr ezza sul lavor o e cybersecurity atteranno di sicur All’iniziativa Fondo Interprofessionale FonARCom, sindacato ondo Interpr ofessionale F All’inizia tiva aderiscono anche il F onARCom, il sindaca to Confsal, Centro Studi InContra. C onfsal, il C entro S tudi InC ontra.

Sostieni l’Istituto Spallanzani In line linea a con i valori e le azioni di rresponsabilità esponsabilità sociale, Cifa Italia sostiene l’Istituto “Lazzar “Lazzaro o Spallanzani” di R Roma oma per aiutar aiutare e la ricer ricerca ca e contribuir contribuire e all'acquisto di nuove apparecchiature appar ecchiature e dispositivi per la cura affetti Covid-19. enti af ffet f ti dal C cur a dei pazienti ovid-19. Contribuisci C ontribuisci anche tu e dona dal sito www.illavorocontinua.it! ocontinua.it! www w.illavor .


IN QUESTO NUMERO

EDITORIALE Decreto Cura Italia: i Professionisti chiedono tutele

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DI ADALBERTO BERTUCCI

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ISTITUZIONI I giovani e la professione ai tempi del covid19 A CURA DI ANDREA BARBUSCIA

ISTITUZIONI CUP-RPT: il Governoha ignorato 2,3 mln di professionisti

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A CURA DEL CONSIGLIO NAZIONALE

Il CUP interroga la Regione Lazio ANCL: alla ricerca di risposte

LAVORO Ammortizzatori nuovi e vecchi

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DI ENZO DE FUSCO

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A CURA DELL’ UP ANCL ROMA LE

FISCO Cura Italia: proroghe, nuove scadenze e adempimenti rimodulati

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DI ANTONIO GIGLIOTTI

ENPACL Emergenza sanitaria. Misure a favore degli iscritti

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A CURA DI ALESSANDRO VISPARELLI

Urgenti gli interventi per le professioni Ordinistiche

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A CURA DI ANTONINO GALLETTI

UGL: snellire al massimo le procedure per accedere ad ammortizzatori

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FINANZA BCE rifinanzia le banche e abbandona professionisti e imprese al coronavirus

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DI ANGELO PALETTA

CIRCOLARI E DECRETI

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QUESITI DEL MESE

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A CURA DEL CENTRO STUDI

A CURA DI LUCA MALCOTTI

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Il Decreto “Cura Italia” ha deliberatamente ignorato gli ordini professionali...

Siamo nel bel mezzo di una crisi sanitaria storica, di una pandemia inaspettata...

15 Gli interventi dell’ENPACL per tutelare i propri iscritti...

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ISTITUZIONI

21 Ordini contro l’esclusione dal DL “Cura Italia”. Richiesto incontro con Ministri Catalfo e Gualtieri

CUP-RPT: IL GOVERNO HA IGNORATO 2,3 MLN DI PROFESSIONISTI I Coordinatori Marina Calderone e Armando Zambrano chiedono più tutele per i propri iscritti A CURA DEL CONSIGLIO NAZIONALE

Il Decreto “Cura Italia” ha deliberatamente ignorato gli ordini professionali, non riconoscendo il ruolo svolto da ben 2,3 milioni di professionisti italiani. Così facendo il Paese rischia di pagare un prezzo altissimo, soprattutto quando arriverà il momento di rimetterlo in piedi. È questo il pensiero di 21 Ordini professionali che, guidati dal

Comitato Unitario delle Professioni e dalla Rete delle Professioni Tecniche, presieduti rispettivamente da Marina Calderone e Armando Zambrano, hanno deciso di fare fronte unico per tutelare i liberi professionisti in questa fase drammatica causata dall’emergenza Covid-19. Nei prossimi giorni, infatti, i rappresentanti di tutte le categorie coinvolte

(Agronomi, Agrotecnici, Architetti, Assistenti sociali, Attuari, Chimici e Fisici, Consulenti del Lavoro, Commercialisti, Geologi, Geometri, Giornalisti, Infermieri, Ingegneri, Ostetriche, Periti agrari, Periti industriali, Psicologi, Spedizionieri doganali, Tecnici di Radiologia Medica, Tecnologi alimentari e Veterinari) lavoreranno ad un pacchetto di proposte unitario che tenga conto delle esigenze generali, nella logica della sussidiarietà al Paese, e di quelle specifiche delle singole professioni. Le proposte confluiranno in un “Manifesto delle professioni” con il quale chiederanno al Governo un’interlocuzione seria e puntuale. Nel frattempo, CUP e RPT hanno già chiesto un incontro urgente ai Ministri del Lavoro e delle Finanze per definire una serie di iniziative a tutela delle professioni. “I professionisti - sostengono CUP e RPT in un comunicato stampa congiunto - devono 7


ISTITUZIONI

ENPACL, misure straordinarie per l’emergenza Covid-19 Il Consiglio di Amministrazione dell’ENPACL, già nella riunione del 6 marzo scorso, ha deliberato due interventi riguardanti l’emergenza sanitaria in corso. Il primo, a favore dei Consulenti del Lavoro aventi residenza, domicilio o sede operativa in uno dei Comuni della ex “zona rossa”, per i quali è stata prevista la sospensione dei versamenti contributivi fino al 31 dicembre 2020. Il secondo, per tutti gli iscritti con età inferiore a 75 anni, per i quali l’Ente ha sottoscritto una copertura collettiva in caso di decesso, con decorrenza 1 aprile 2020 e senza oneri. Nella riunione tenutasi in videoconferenza il 18 marzo, l’Ente ha assunto ulteriori misure per consentire a tutti gli iscritti di fronteggiare la situazione determinatasi dall’ampliamento all’intero territorio nazionale della crisi epidemiologica. In base ai nuovi provvedimenti, i Consulenti del Lavoro possono concentrare il versamento della contribuzione 2020 negli ultimi quattro mesi dell’anno, con inizio a settembre invece della canonica scadenza di aprile. In analogia, sono sospese fino al mese di settembre tutte le rateazioni in corso per riscatto, ricongiunzione e contribuzioni pregresse. Inoltre, al fine di agevolare i professionisti nell’attuale fase di crisi di liquidità, l’ENPACL favorisce l’accesso al credito con finanziamenti di importo fino al 20% del volume d’affari dichiarato all’Ente nel 2019, nel limite di 50.000 euro, ad un tasso agevolato. Infine, ancora nell’ambito dell’emergenza sanitaria, ai Consulenti per i quali fosse stato disposto dalle Autorità sanitarie un periodo di quarantena o isolamento, l’Ente riconosce – con procedura d’urgenza – una provvidenza di 3.000 euro. Tale sussidio è di 10.000 euro nel caso di ricovero in strutture ospedaliere. Il Consiglio di Amministrazione continua a seguire con attenzione gli effetti dell’attuale situazione ed è pronto ad adottare con tempestività ogni ulteriore intervento.

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riaffermare il proprio ruolo e parlare con un’unica voce. Non hanno bisogno di interventi a pioggia, ma di una serie di interventi precisi, mirati”. Per le due organizzazioni, infatti, è necessario chiarire le modalità di applicazione dell’art.44 del D.L.18/2020 (relativo al Fondo per il reddito di ultima istanza a favore dei lavoratori danneggiati dal Coronavirus) e quindi la disponibilità di risorse per i professionisti. Ma anche mettere le Casse previdenziali nelle condizioni di intervenire in maniera forte e risolutiva, utilizzando risorse proprie. Ad esempio, rendendo disponibili tutte le somme della ingiusta doppia tassazione delle Casse (stimabile in 1 miliardo di euro), per un anno, "che potrebbero alimentare provvedimenti importanti per la ripresa degli studi professionali e a ristoro della crisi". Indispensabile, inoltre, mettere in atto interventi che consentano il rinvio del pagamento delle tasse e l’eliminazione della ritenuta d’acconto - diventata

anacronistica dopo l’introduzione della fattura elettronica - ma soprattutto che rendano possibile la ripresa delle attività, una volta passata l’emergenza, attraverso la sburocratizzazione, la semplificazione e l'avvio di nuove infrastrutture. “Basta col considerare i professionisti una categoria di privilegiati! Chi continua a pensarlo vive ormai da anni fuori dalla realtà. I professionisti ordinistici sono ora una categoria in difficoltà che ha bisogno di aiuti, esattamente come gli altri lavoratori”, precisano Calderone e Zambrano nel comunicato, facendo notare che questo momento emergenziale può essere affrontato solo con “proposte choc”. Tra queste, l’eliminazione del Codice Appalti che, come attualmente strutturato, ingabbia il Paese. “Non servono interventi che seguano la logica del reddito di cittadinanza, i professionisti non sono tutti uguali. Servono interventi specifici – concludono – che tengano conto delle situazioni differenti”.

Cura Italia, l’analisi della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro Con la circolare n. 8/2020, pubblicata sul sito di categoria, la Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro ha analizzato le principali misure e le criticità contenute nel decreto legge n.18/2020, cosiddetto “Cura Italia”: dagli interventi di sostegno al reddito alle misure previste per lavoratori autonomi e professionisti ordinistici; dalla proroga dei termini in materia di domande di disoccupazione, NASpI, Dis-coll a quelli relativi alle prestazioni previdenziali, assistenziali e assicurative erogate dall’Inps e dall’Inail. Senza dimenticare gli interventi straordinari previsti in materia di lavoro agile, strumenti di sostegno a imprese e famiglie e misure in materia fiscale. Infine, ha fornito indicazioni sulle procedure per l’impugnazione dei licenziamenti, sulla sospensione di quelli pendenti e sull’impossibilità per il datore di lavoro di recedere dal contratto per giustificato motivo oggettivo ai sensi dell’art. 3, L. n. 604/66.


ISTITUZIONI

Illustrissimi Dott. Nicola Zingaretti Presidente Regione Lazio Dott. Daniele Leodori Vicepresidente Regione Lazio Assessore Coordinamento dell’attuazione del programma di governo e dei Fondi Comunitari (FESR, FSE, FEASR), Rapporti Istituzionali, Rapporti con il Consiglio regionale Dott.ssa Alessandra Sartore Assessore Programmazione Economica, Bilancio, Demanio e Patrimonio Dott.ssa Alessandra Troncarelli Assessore Politiche Sociali, Welfare ed Enti Locali Dott. Claudio Di Bernardino Assessore Lavoro e nuovi diritti, Formazione, Scuola e Diritto allo Studio universitario, Politiche per la ricostruzione

Oggetto: Decreto Legge “Cura Italia”.

Illustrissimi, come Comitato Unitario delle Professioni della provincia di Roma e in ossequio al principio di leale collaborazione istituzionale, evidenziamo di seguito alcune criticità emerse da recentissimo Decreto “Cura Italia”. Con grande rammarico, abbiamo riscontrato una carenza in termini di tutele e assistenza nei confronti delle categorie ordinistiche, i cui membri, essendo iscritti a casse di previdenza professionali private, si vedono tagliati fuori da sostegni economici quanto mai preziosi, per alcuni vitali, in questo periodo di grave emergenza. Pag.1/3 9


Ad accezione del fondo di cui all’art. 44 del DL 10/20 che sarà operativo soltanto all’esito dell’approvazione del decreto interministeriale applicativo e per il quale le risorse non sono sufficienti, non siamo stati neppure menzionati esplicitamente tra i soggetti destinatari della moratoria dei prestiti creditizi che, ex art. 56 del DL 18/20, potrebbe riguardare solo le PMI, laddove è importante chiarirne l’interpretazione estensiva a tutti i professionisti. Stiamo attraversando un momento di elevata criticità, umanamente, professionalmente ed economicamente. Le risorse da cui derivano i nostri emolumenti sono le piccole e medie imprese italiane che non hanno i mezzi per sostenere questa drammatica situazione e chiaramente non sono in grado di affrontare i costi per la nostra consulenza ed i nostri servizi professionali ovvero per il nostro pane quotidiano. Come cittadini italiani, pur rispettosi dei nostri doveri fiscali e tributari, siamo tra gli esclusi dalla politica di sostegno economico e privi di ammortizzatori; il tutto, senza una ragione logica e razionale. Oltre alla nostra personale delusione, sono molte le difficoltà che ci impone questo Decreto, per alcuni aspetti di complessa risoluzione. I lavoratori assunti dal 24 febbraio scorso, ad esempio, non sono in alcun modo tutelati: non hanno ferie né permessi da poter godere e non hanno diritto ad alcun ammortizzatore sociale. L’unica strada percorribile è richiedere un’aspettativa non retribuita con la sola consolazione di mantenere un posto di lavoro, sempre se alla fine della crisi l’impresa sarà ancora in grado di sopravvivere. Un’altra sostanziale complessità si palesa nella fattispecie della CIG in deroga: è inimmaginabile dover ricorrere ad accordi sindacali per datori di lavoro con un numero

di dipendenti superiore a 5. In una situazione d’emergenza in cui rapidità e praticità dovrebbero essere le parole chiave, avere un intermediario nel sindacato, in tale Pag.2/3 10


circostanza superfluo in quanto non è contemplabile il licenziamento, ha dell’inverosimile. Invece di snellire l’iter con canali dedicati e procedure “smart”, viene sostanzialmente mantenuta la vecchia pratica burocratica, con l’intervento obbligato sindacale che rallenta inutilmente ulteriormente la prassi. Vi chiediamo di valutare la situazione e le criticità con spirito collaborativo e costruttivo che contribuisca a tutelare al meglio i contribuenti, ma anche i tantissimi professionisti che rappresentiamo. In questa pandemia siamo tutti nella stessa delicata situazione. Aiutateci a sanare le lacune che precludono e rallentano il sostegno e la solidarietà che costituzionalmente dovrebbe essere ripartito ed esteso a tutti. Ringraziando per la vostra attenzione e certi di un vostro sensibile riscontro porgiamo ossequiosi saluti.

Roma, 22 marzo 2020

Dott. Adalberto Bertucci Presidente Ordine Consulenti del Lavoro di Roma

Dott. Mario Civetta Presidente Ordine Commercialisti ed Esperti Contabili di Roma Avv. Antonino Galletti Presidente Ordine Avvocati di Roma

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ISTITUZIONI

ANCL: ALLA RICERCA DI RISPOSTE A CURA DELL’ UP ANCL ROMA

Siamo nel bel mezzo di una crisi sanitaria storica, di una pandemia inaspettata che ci ha catapultati da un giorno all’altro in uno stato di emergenza mai sperimentato prima: restare a casa, nessun contatto fisico, mantenere la distanza di sicurezza di un metro. Attività sospese in una chiusura temporanea preoccupante, strade che evocano le atmosfere deserte da film Western. In tutto questo silenzio immobile tanti professionisti, imprenditori, commercianti e lavoratori si interrogano sul proprio futuro. L’ansia è per tutti, per ogni gradino della catena economica. L’ANCL SU di Roma sta studiando la situazione, analizzando il decreto recentemente emanato, dal titolo pretenzioso “Cura Italia”, ma quale Italia? Non certo l’Italia delle professioni ordinistiche, quelle devono curarsi da sole! Per i professionisti, senza tutele, il lavoro continua e a titolo gratuito, non possiamo fermarci ma cercare le migliori possibilità per tutelare i nostri clienti e proprio cercando di aiutare loro ci rendiamo conto che la nostra categoria è all’ultimo posto delle priorità del legislatore. Quando sarà finito tutto questo allucinante incubo, chissà tra quanti mesi, cosa succederà? Quali tasse saranno imposte per recuperare alla spesa pubblica impiegata in questa crisi? Quale disponibilità liquide avranno a disposizione i contribuenti per riaccendere la spinta economica? Si consi12

deri che si dovrà fronteggiare agli impegni economici sospesi e rinviati di qualche mese. Laddove le imprese stentano, il professionista non può sopravvivere. Chiaramente le risposte a tutti questi interrogativi nel decreto non ci sono. L’unica nostra tutela viene dall’interno, ma purtroppo non basta. Abbiamo pubblicato sul nostro sito AnclSU.com il comunicato stampa ENPACL con le misure per l’emergenza Covid-19, che si riporta anche di seguito: “Il Consiglio di Amministrazione dell’ENPACL, già nella riunione del 6 marzo 2020, ha deliberato due interventi riguardanti l’emergenza sanitaria in corso. Il primo, a favore dei Consulenti del Lavoro aventi residenza, domicilio o sede operativa in uno dei Comuni della ex ‘zona rossa’, per i quali è stata prevista la sospensione dei versamenti contributivi fino al 31 dicembre 2020. Il secondo, per tutti gli iscritti con età inferiore a 75 anni, per i quali l’Ente ha sottoscritto una copertura collettiva in caso di decesso, con decorrenza 1 aprile 2020 e senza oneri per gli interessati. Nella riunione tenutasi in videoconferenza il 18 marzo 2020, l’Ente ha assunto ulteriori misure per consentire a tutti gli iscritti di fronteggiare la situazione determinatasi dall’ampliamento all’intero territorio nazionale della crisi epidemiologica. In base ai nuovi provvedimenti, i Consulenti del Lavoro possono concentrare il versamento della contribuzione 2020 negli ultimi quattro mesi dell’anno, con inizio a set-


ISTITUZIONI

tembre invece della canonica scadenza di aprile. In analogia, sono sospese fino al mese di settembre tutte le rateazioni in corso, per riscatto, ricongiunzione e per contribuzioni pregresse. Inoltre, al fine di agevolare i professionisti nell’attuale fase di crisi di liquidità, l’ENPACL favorisce l’accesso al credito con finanziamenti di importo fino al 20% del volume d’affari dichiarato all’Ente nel 2019, nel limite di 50.000 euro, ad un tasso agevolato. Infine, ancora nell’ambito dell’emergenza sanitaria, ai Consulenti per i quali fosse stato disposto dalle Autorità sanitarie un periodo di quarantena o isolamento, l’Ente riconosce – con procedura d’urgenza - una provvidenza di 3.000 euro. Tale sussidio è di 10.000 euro nel caso di ricovero in strutture ospedaliere”. Stiamo lavorando per cercare soluzioni che possano alleggerire il complesso lavoro che svolgiamo in questi giorni. Questo sindacato sta proponendo l’attivazione di un portale dedicato alle domande tipiche di quest’emergenza come la cassa integrazione in deroga, l’assegno ordinario erogato dal FIS,

fondi di solidarietà, la CIFO. Ogni misura mirata allo snellimento e alla semplificazione del lavoro, in queste circostanze oltremodo complesso, e dei relativi tempi di assolvimento, anche in considerazione delle massive istanze che ci stiamo trovando a inoltrare. Attivare quindi una linea d’emergenza COVID-19 che possa avere priorità assoluta su ogni altra istanza. Ci stiamo coordinando con il CPO dell’Ordine e con il CUP romano per formare un una cassa di risonanza potente, un altoparlante che possa arrivare al legislatore e al Governo come monito della palese indifferenza rispetto alla realtà lavorativa di un esercito di professionisti, tra cui moltissimi giovani, che vogliono risposte, tutele e sostegno per fronteggiare, come ogni altra attività, l’emergenza. Il Sindacato ANCL è in trincea in una guerra contro il virus e nella contesa per la tutela dei nostri diritti con le istituzioni, dimentichi di una parte consistente del Paese: noi Professionisti! 13


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ISTITUZIONI

ENPACL

Emergenza sanitaria. Misure a favore degli iscritti DI ALESSANDRO VISPARELLI PRESIDENTE CDA ENPACL

L’emergenza sanitaria che sta investendo il nostro Paese produce molteplici effetti negativi. Principalmente sulla salute delle persone, duramente segnata soprattutto in alcune sfortunate provincie d’Italia. Poi sulla vita di tutti i giorni, ormai scandita dai bollettini della Protezione civile e dalla mancanza di contatti interpersonali. Infine, vi è un aspetto, non secondario, che riguarda l’economia italiana e, più da vicino, quella degli studi dei Consulenti del Lavoro, messi a durissima prova da scarsa liquidità, crisi delle aziende clienti, inopportune scadenze tributarie e contributive, per non parlare della 15


ISTITUZIONI

inevitabile revisione delle modalità di svolgimento della nostra professione, ormai necessariamente ‘agile’. L’ENPACL, ormai da alcuni anni, non è più soltanto un Ente che eroga pensioni: abbiamo saputo sviluppare un vero e proprio welfare integrativo di Categoria, dove coesistono forme di prestazioni tipiche ed altre di natura assistenziale, in un mix che valorizza il ruolo dell’ENPACL nel favorire il sostegno e lo sviluppo della professione. Proprio in ossequio a tali scopi statutari, il Consiglio di Amministrazione dell’ENPACL, già nella riunione del 6 marzo 2020, ha deliberato due interventi riguardanti l’emergenza sanitaria in corso. Il primo, a favore dei Consulenti del Lavoro aventi residenza, domicilio o sede operativa in uno dei Comuni della ex ‘zona rossa’, per i quali è stata prevista la sospensione dei versamenti contributivi fino al 31 dicembre 2020. Il secondo, per tutti gli iscritti con età inferiore a 75 anni, per i quali l’Ente ha sottoscritto una copertura collettiva in caso di decesso, con decorrenza 1 aprile 2020 e senza oneri per gli interessati. Tutti i Colleghi riceveranno a breve una comunicazione in tal senso. Nella riunione tenutasi in videoconferenza il 18 marzo 2020, l’Ente ha assunto ulteriori misure per consentire a tutti gli iscritti di fronteggiare la situazione determinatasi

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dall’ampliamento all’intero territorio nazionale della crisi epidemiologica. In base ai nuovi provvedimenti, i Consulenti del Lavoro possono concentrare il versamento della contribuzione 2020 negli ultimi quattro mesi dell’anno, con inizio a settembre invece della canonica scadenza di aprile. In analogia, sono sospese fino al mese di settembre tutte le rateazioni in corso, per riscatto, ricongiunzione e per contribuzioni pregresse. Inoltre, al fine di agevolare i professionisti nell’attuale fase di crisi di liquidità, l’ENPACL favorisce l’accesso al credito con finanziamenti di importo fino al 20% del volume d’affari dichiarato all’Ente nel 2019, nel limite di 50.000 euro, ad un tasso agevolato. Infine, ancora nell’ambito dell’emergenza sanitaria, ai Consulenti per i quali fosse stato disposto dalle Autorità sanitarie un periodo di quarantena o isolamento, l’Ente riconosce – con procedura d’urgenza - una provvidenza di 3.000 euro. Tale sussidio è di 10.000 euro nel caso di ricovero in strutture ospedaliere. Posso assicurare che il Consiglio di Amministrazione continua a seguire con attenzione gli effetti dell’attuale situazione ed è pronto ad adottare con tempestività ogni ulteriore intervento.


ISTITUZIONI

URGENTI GLI INTERVENTI PER LE PROFESSIONI ORDINISTICHE

e intanto vanno applicati i benefici già concessi alle PMI DI ANTONINO GALLETTI

PRESIDENTE ORDINE AVVOCATI ROMA

l’accelerazione dei tempi dei pagamenti per difese d’ufficio e gratuito patrocinio, l’accesso privilegiato al credito, l’estensione ai professionisti degli ammortizzatori sociali.

Il Presidente dell'Ordine forense romano Antonino Galletti nel corso dell'Adunanza consiliare dello scorso giovedì 12 aveva auspicato che il Governo assumesse provvedimenti urgenti in favore dei professionisti e, in particolare, degli Avvocati grandemente penalizzati dal blocco attuale (e poi dalla riduzione prevista) per le attività giudiziarie mediante, a titolo esemplificativo, ma non esaustivo, la previsione di un meccanismo di recupero fiscale per il periodo di contrazione dell’attività non svolta a valere sui redditi 2020 (dichiarazione 2021), interventi sul mancato volume di vendita dei servizi professionali parificato a quello che sarà stabilito per gli altri settori produttivi (industria, servizi bancari ed altro), l’eliminazione almeno per quest’anno del pagamento IRAP,

Il Consiglio con deliberazione unanime ha approvato la proposta per rivendicare con forza, anche per il futuro, l'attenzione che i nostri professionisti meritano rispetto alle future decisioni governative in materia di interventi di sostegno per la situazione emergenziale che stiamo attraversando. Invero, a fronte dell’art. 27 DL 18/2020 c.d. Cura Itala che prevede una indennità una tantum solo per i lavoratori autonomi non iscritti alle Casse private, all’art. 44 del medesimo DL, con una disposizione destinata alle professioni ordinistiche (pag. 20 della G.U.), è stata prevista "in via eccezionale" la destinazione, a "sostegno del reddito dei professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria", di una quota del "fondo per il reddito di ultima istanza" istituito nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e per il quale è stato fissato un limite di spesa di 300 milioni di Euro. L'individuazione di tale quota da destinare ai professionisti, come

pure dei criteri di priorità e delle modalità di attribuzione dell’indennità a sostegno di tali professionisti è rimessa ad un decreto interministeriale (Lavoro/MEF) da adottarsi entro 30 giorni dall'entrata in vigore del "Cura Italia". Sono state accolte perciò solo in parte le richieste espressamente formulate in punto di sostegno del reddito dei professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria, ma serviranno altri interventi di maggiore consistenza alla luce della situazione emergenziale e dei suoi devastanti effetti economici. Sarebbe stato davvero incredibile che i professionisti iscritti alle Casse private venissero del tutto ignorati e, dunque, è stato posto rimedio a quella che sarebbe apparsa come una odiosa dimenticanza. Siamo disponibili per collaborare alla scrittura del decreto interministeriale previsto dall'art. 44, ma chiediamo nuovi ed ulteriori interventi e segnali di attenzione. In particolare, è necessario chiarire da subito che la moratoria sui finanziamenti prevista dall'art. 56 del Cura Italia per le PMI è applicabile anche ai professionisti nell'ottica di una interpretazione estensiva eurounitaria della medesima disposizione. 17


ISTITUZIONI

UGL:

SNELLIRE AL MASSIMO LE PROCEDURE PER ACCEDERE AD AMMORTIZZATORI DI LUCA MALCOTTI

VICE SEGRETARIO GENERALE UGL SEGRETARIO NAZIONALE UGL TERZIARIO

L’emergenza Corona Virus non è solo una drammatica emergenza sanitaria con un numero di vittime enorme e purtroppo crescente, ma è anche emergenza dell’economia e del lavoro. La situazione è gravissima: il tessuto economico italiano è fatto quasi totalmente di piccole e micro imprese che operano nel turismo, nei servizi, nell’artigianato, nel manifatturiero. E sono ferme. Questo significa oltre tre milioni di aziende in ginocchio e decine di milioni di lavoratori senza reddito. In questo quadro è evidente che le misure messe in campo dal Governo, ancorché non trascurabili, sono largamente insufficienti e sarà necessario integrarle in 18

modo rilevante. L’UGL ritiene in particolare che non sia sufficiente rinviare gli oneri fiscali e contributivi ma andrebbero azzerati per il 2020. Riteniamo che nove settimane di cassa integrazione non saranno sufficienti. Crediamo che un bonus di € 600 ai lavoratori autonomi sia inadeguato, senza contare le troppe categorie escluse come, ad esempio, 220.000 agenti di commercio. Tuttavia in questa fase abbiamo tutti il dovere di fare la nostra parte per gestire questo drammatico momento: dobbiamo aiutare imprese, professionisti e lavoratori a gestire questa situazione ed a prepararsi al dopo. L’UGL ha nella sua vocazione l’idea partecipativa: nasce cioè sul presupposto che lavoratori ed imprese debbano collaborare nel reciproco interesse e non combattersi. In questa fase ciò è ancora più vero. Ci siamo subito attivati per offrire, non solo ai nostri iscritti ma anche a tanti imprenditori e tantissimi consulenti del lavoro, il massimo della disponibilità. Le aziende sono disorientate e si rivolgono a noi per sapere cosa fare, per capire come accedere ai nuovi ammortizzatori sociali. Per questo noi, anche nei tavoli istituzionali con le regioni che si stanno svolgendo in questi giorni, abbiamo sostenuto la tesi che le

procedure devono essere semplificate al massimo. E’ indispensabile che tutti comprendano che non è il momento di mettersi di traverso per far pesare di più il proprio ruolo! Ugl non rinuncia alla propria funzione ma riteniamo che sbaglia chi, in nome di questa funzione, rischia di ritardare l’accesso agli ammortizzatori. Abbiamo un compito immane: dobbiamo erogare 10 miliardi di euro di ammortizzatori in poche settimane. Chi non contribuisce a semplificare e velocizzare questi processi si assume una responsabilità terribile di fronte al Paese. Come UGL stiamo già dando la massima collaborazione per l’accesso alla CIG ed la FIS. Altrettanto ci predisponiamo a fare per la cassa integrazione in deroga, per la quale sono necessari gli accordi quadro che ogni Regione sta facendo. Siamo disponibili non solo alla procedura telematica ma anche alla massima riduzione dei tempi. Occorrerà poi chiedere all’Inps di lavorare le pratiche ed erogare le risorse con tempi “di emergenza”, certamente diversi da quelli consueti. L’UGL ritiene infine che la collaborazione con l’Ordine dei consulenti sia non solo auspicabile ma necessario. Consulenti e rappresentanza dei lavoratori sono una delle trincee per le quali passa questa guerra e solo insieme la possiamo vincere.


ISTITUZIONI

I GIOVANI E LA PROFESSIONE AI TEMPI DEL COVID19 DI ANDREA BARBUSCIA

PRESIDENTE ASSOCIAZIONE GIOVANI CDL ROMA

Sono giorni difficili questi. Mentre scrivo questo articolo il paese è chiuso in casa, le attività produttive sono per lo più ferme, le libertà personali sono, giustamente, limitate dai vari DPCM che si sono susseguiti, per cercare di sconfiggere il diffondersi del corona virus e per poter ritornare quanto prima alla normalità. Ma i giovani consulenti del lavoro come stanno affrontando tutto ciò? Noi siamo quella categoria in questo momento che ha l’onore, ma anche l’onere di mettere in atto per conto dei nostri assistiti tutti quegli adempimenti idonei e propedeutici

alla continuità di migliaia di aziende e al fine di garantire un reddito a milioni di lavoratori dipendenti. Abbiamo un impegno che, oltre che professionale, a mio modesto parere, ha anche uno scopo sociale. Lungi da me anche soltanto pensare che possiamo essere accomunati a quelle categorie, come medici, infermieri e altri addetti delle professioni sanitarie che in questo momento stanno combattendo una guerra in trincea contro questo maledetto virus, ma più in là, nelle retrovie ci siamo noi, a combattere un’altra battaglia;

quella per la sopravvivenza economica del paese, mettendo in atto le procedure che il D.L. 18/20 ci ha consegnato. Ed in tutto questo lo Stato come ci considera? Quell’apparato statale al quale forniamo quotidianamente dati di qualsivoglia natura, fiscali, contributivi, statistici, che vanno a riempiere i loro archivi, e con i quali si fanno belli nei confronti della collettività, sfruttandoci come soggetti a loro servizio senza alcuna retribuzione. Semplice, non ci considera, ci ignora, per lo stato siamo lavoratori di serie b, o forse non esistiamo proprio! Lo ha dimostrato anche in questo momento di straordinaria emergenza, dove stiamo lavorando il doppio del solito, con più stress del dovuto, in quanto sentiamo addosso tutta la responsabilità di indirizzare i nostri assistiti nella scelta più opportuna, muovendoci tra possibilità di utilizzo di ammortizzatori sociali attuabili dalle singole aziende, diversi tra loro, per categorie, per numero di dipendenti, con regole completamente diverse per l’accesso e per l’erogazione tra loro, quando in un momento come questo ci sarebbe voluta una procedura unica, uguale per tutti, semplice e snella. Non per loro, altrimenti sarebbe stato troppo facile. Non per i maestri della burocrazia, sensibili ai consigli dei loro amici sindacalisti, quando con la lettera del venerdì pre-decreto gli chiedevano di ricordarsi di loro in fase di stesura del documento, e che puntualmente sono stati ascoltati, inserendo l’informativa, ed in alcuni casi l’accordo, sindacale come atto obbligatorio e propedeutico alla concessione dell’ammortizzatore sociale; sordi invece agli appelli delle categorie professionali, che tutto chiedevano tranne l’appesantimento del sistema e delle procedure in questo momento. 19


ISTITUZIONI

E invece ancora non siamo stati ascoltati, perché per loro non esistiamo! Non esistiamo al punto che nel D.L. 18/20, nelle sue more hanno previsto un contributo, seppure di importo esiguo, pari a 600€ per i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata, anche quello da richiedere con modalità cervellotiche, e per il quale si era paventata anche l’ipotesi di un click day per la sua concessione, ipotesi per fortuna rientrata; ma dimenticandosi di tutta una platea di professionisti, quelli iscritti alle casse previdenziali autonome, per i quali non è previsto nessun sussidio. Come detto non esistiamo per lo Stato, perché per il loro pregiudizio ed il loro retaggio culturale i professionisti sono quella categoria di soggetti ricchi, con le ville e le barche, che possono essere pure lasciati a loro destino anche in una situazione tragica come questa. E invece no caro Governo, il paese è fatto di tanti giovani professionisti, padri, madri, mariti e mogli che lavorano come matti e che non hanno le risorse necessarie per 20

fronteggiare mesi di inevitabili ritardi e mancati pagamenti dei compensi che dovranno affrontare nei prossimi mesi. E tu te li sei dimenticati, anzi no, per te non esistono! In tutto questo non posso però non evidenziare quanto la categoria nella quale mi onoro di fare parte si sia stretta, tutti con tutti, tutti pronti a dare una mano al collega in difficoltà, ognuno ha messo da parte il proprio credo, le proprie simpatie, ognuno si è stretto al prossimo in questa grande famiglia, per non lasciare nessuno indietro. Lo ha fatto la nostra cassa di previdenza, che ha previsto la sospensione dei versamenti contributivi delle rate scadenti fino a giugno, lo ha fatto il nostro Consiglio Nazionale, che ha organizzato dei webinar gratuiti per far si che tutti i colleghi si potessero aggiornare continuamente in questo periodo, lo ha fatto ogni consulente del lavoro, con le sue possibilità. Seguendo molti gruppi social dove vi sono gli iscritti della categoria di ogni parte di Italia, ho visto con quanta fratellanza ognuno ha

messo a disposizione del prossimo il proprio sapere. Nel nostro piccolo lo abbiamo fatto anche noi giovani consulenti del lavoro romani, che nella nostra chat whatsApp abbiamo condiviso di tutto, dall’attesa per il decreto del quale si continuava a ritardare la pubblicazione, ai gruppi di lavoro per far si che chi fosse più predisposto allo studio ed all’elaborazione dei testi potesse metterli a disposizione degli altri, alle chiamate Skype per studiare, abbiamo condiviso giornate che durano almeno dodici ore, alle paure di quante aziende vedremo chiudere e di quanti problemi potremmo avere nel futuro. Si, futuro, perché noi già siamo proiettati al domani, siamo concentrati nel risolvere i problemi oggi per vedere un domani il sole risorgere, sapendo che un po' del merito è stato anche nostro, che abbiamo fatto, ognuno a suo modo, un pezzettino della sua parte. Perché caro Stato, se anche per te noi non esitiamo, noi ci siamo, siamo vivi e sempre sul pezzo.


LAVORO

AMMORTIZZATORI NUOVI E VECCHI DI ENZO DE FUSCO

CONSULENTE DEL LAVORO

Gli ammortizzatori sociali si caratterizzano da sempre per una copertura a macchia di leopardo in funzione del settore economico dell’azienda e della sua dimensione. Anche l’ultima riforma introdotta con il decreto legislativo 148/2015 non è stata da meno, con la sola differenza che ha di poco ampliato il perimetro di applicazione delle tutele. Cassa integrazione ordinaria Questo strumento aiuta le aziende

per tamponare emergenze contingenti e di breve durata legate a fenomeni aziendali o di mercato. Possono avvalersi di questo strumento esclusivamente le aziende di seguito elencate: a) imprese industriali manifatturiere, di trasporti, estrattive, di installazione di impianti, produzione e distribuzione dell'energia, acqua e gas; b) cooperative di produzione e lavoro che svolgano attivita' la-

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LAVORO

vorative similari a quella degli operai delle imprese industriali; c) imprese dell'industria boschiva, forestale e del tabacco; d) cooperative agricole, zootecniche e loro consorzi che esercitano attivita' di trasformazione, manipolazione e commercializzazione di prodotti agricoli propri per i soli dipendenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato; e) imprese addette al noleggio e alla distribuzione dei film e di sviluppo e stampa di pellicola cinematografica; f) imprese industriali per la frangitura delle olive per conto terzi; g) imprese produttrici di calcestruzzo preconfezionato; h) imprese addette agli impianti elettrici e telefonici; i) imprese addette all'armamento ferroviario; l) imprese industriali degli enti pubblici, salvo il caso in cui il capitale sia interamente di proprieta' pubblica; m)imprese industriali e artigiane dell'edilizia e affini; n) imprese industriali esercenti l'attivita' di escavazione e/o lavorazione di materiale lapideo; o) imprese artigiane che svolgono attivita' di escavazione e di lavorazione di materiali lapidei, con esclusione di quelle che svolgono tale attivita' di lavorazione in laboratori con strutture e organizzazione distinte dalla attivita' di escavazione. Le integrazioni salariali ordinarie sono corrisposte fino a un periodo massimo di 13 settimane continuative, prorogabile trimestralmente fino a un massimo complessivo di 52 settimane. Qualora l'impresa abbia fruito di 52 settimane consecutive di integrazione salariale ordinaria, una nuova domanda puo' essere pro22

posta per la medesima unita' produttiva per la quale l'integrazione e' stata concessa, solo quando sia trascorso un periodo di almeno 52 settimane di normale attivita' lavorativa. Cassa integrazione straordinaria La disciplina in materia di intervento straordinario di integrazione salariale e i relativi obblighi contributivi trovano applicazione per specifiche imprese che nel semestre precedente la data di presentazione della domanda, abbiano occupato mediamente piÚ di 15 dipendenti. Si tratta di imprese industriali anche edili e anche artigianali per l’indotto, imprese appaltatrici di servizi di mensa o ristorazione, di

servizi di pulizia, anche se costituite in forma di cooperativa, imprese cooperative di trasformazione di prodotti agricoli e loro consorzi; imprese di vigilanza. Sono altresi interessate le imprese esercenti attivita' commerciali, comprese quelle della Logistica, nonchÊ le agenzie di viaggio e turismo, compresi gli operatori turistici che occupato mediamente piu' di cinquanta dipendenti. Le causali ammesse sono: a) riorganizzazione aziendale; b) crisi aziendale; c) contratto di solidarieta'. Per la causale di riorganizzazione aziendale la CIGS può avere una durata massima di 24 mesi, anche


LAVORO

continuativi, in un quinquennio mobile. Per la causale di crisi aziendale la CIGS può avere una durata massima di 12 mesi, anche continuativi. Una nuova autorizzazione non può essere concessa prima che sia decorso un periodo pari a due terzi di quello relativo alla precedente autorizzazione. Per la causale di contratto di solidarietà, la CIGS può avere una durata massima di 36 mesi nel quinquennio mobile. Per le causali di riorganizzazione aziendale e crisi aziendale, possono essere autorizzate sospensioni del lavoro soltanto nel limite

dell'80 per cento delle ore lavorabili nell'unità produttiva nell'arco di tempo di cui al programma autorizzato. Fondo integrativo salariale Nei riguardi dei datori di lavoro, che occupano mediamente più di 5 dipendenti, appartenenti a settori, tipologie e classi dimensionali non rientranti negli strumenti sopra descritti e che non hanno costituito fondi di solidarietà bilaterali, trova applicazione il fondo integrativo salariale. Il fondo di integrazione salariale garantisce l'assegno di solidarieta' e nel caso di datori di lavoro che occupano mediamente piu' di quindici dipendenti, il fondo ga-

rantisce per una durata massima di 26 settimane in un biennio mobile l'assegno ordinario. Questo ultimo strumento può essere richiesta in relazione alle causali di riduzione o sospensione dell'attività lavorativa previste dalla normativa in materia di integrazioni salariali ordinarie, ad esclusione delle intemperie stagionali, e straordinarie, limitatamente alle causali per riorganizzazione e crisi aziendale. I NUOVI AMMORTIZZATORI In questo quadro generale si inseriscono i nuovi ammortizzatori sociali che possono essere cosi riepilogati.

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LAVORO AMMORTIZZATORI IN COSTANZA DI RAPPORTO (COVID-19) AMMORTIZZATORE CIGO Speciale *effetto retroattivo *senza accordo OOSS *in deroga ai limiti di durata

CIGO Speciale

NORME D.L. 9/2020 art. 13

CAUSALE Emergenza COVID-19 d.l.9/2020

INQUADRAMENTRO

DURATA

PROCEDURA

CIGO

max 13 sett.

procedura amministrativa di richiesta entro 4 mesi dall'inizio della sospensione

AZIENDE DESTINATARIE

UP in ex zona rossa o per dipendenti residenti/domiciliati in ex zona rossa

D.L. in bozza art. 12

Emergenza COVID-19

CIGO

max 9 sett.

procedura amministrativa di richiesta entro 4 mesi dall'inizio della sospensione

D.L. 9/2020 art. 13

Emergenza COVID-19 d.l.9/2020

FIS

max 13 sett.

procedura amministrativa di richiesta entro 4 mesi dall'inizio della sospensione

*effetto retroattivo *senza accordo OOSS *in deroga ai limiti di durata

Assegno Ordinario Speciale FIS

UP in ex zona rossa o per dipendenti residenti/domiciliati in ex zona rossa

*effetto retroattivo *senza accordo OOSS *in deroga ai limiti di durata *anche per aziende > 5 dip. Assegno Ordinario Speciale FIS

D.L. in bozza art. 12

Emergenza COVID-19

FIS

max 9 sett.

procedura amministrativa di richiesta entro 4 mesi dall'inizio della sospensione

D.L. 9/2020 art. 15

Covid-19

senza coperture

max 3 mesi

Procedura presso regione

UP in ex zona rossa o per dipendenti residenti/domiciliati in ex zona rossa

no datori di lavoro domestici

Covid-19

CIGS (v. Accordo Quadro Lombardia)

*effetto retroattivo *senza accordo OOSS *in deroga ai limiti di durata *anche per aziende > 5 dip. CIGD (Regionale) *effetto retroattivo *in deroga ai limiti di durata

CIGD (Regionale)

D.L. 9/2020 art. 17

per UP e/o lavoratori residenti/domiciliati nelle seguenti Regioni: Lombardia, Veneto, Emilia Romagna

CIGD (Regionale) *effetto retroattivo *in deroga ai limiti di durata

D.L. in bozza art. 15

Covid-19

Il datore di lavoro inoltra all'INPS modello SR41 per pagamento diretto entro sei mesi dalla fine del periodo di paga in corso alla scadenza del termine di durata della concessione o dalla data del provvedimento di autorizzazione al pagamento

max 1 mese

no datori di lavoro domestici

Senza copertura eslusi datori di lavoro domestici

Procedura presso regione Il datore di lavoro inoltra all'INPS modello SR41 per pagamento diretto entro sei mesi dalla fine del periodo di paga in corso alla scadenza del termine di durata della concessione o dalla data del provvedimento di autorizzazione al pagamento

senza coperture

CIGS

Accordo sindacale

max 9 sett.

Accordo sindacale delle Regioni e procedura di richiesta amministrativa Il datore di lavoro inoltra all'INPS modello SR41 per pagamento diretto entro sei mesi dalla fine del periodo di paga in corso alla scadenza del termine di durata della concessione o dalla data del provvedimento di autorizzazione al pagamento

â&#x20AC;˘ Lavoratori interessati: lavoratori subordinati, apprendisti professionalizzanti. Sono esclusi Dirigenti e Lavoratori a domicilio â&#x20AC;˘ Trattamento economico: 80% RGM. Se Retr. < 2.159,48: 998,18 se Retr. > 2.159,48: 1.199,72

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FISCO

CURA ITALIA:

proroghe, nuove scadenze e adempimenti rimodulati DI ANTONIO GIGLIOTTI

DOTTORE COMMERCIALISTA

Il Decreto Cura Italia, DL n.18/2020 pubblicato sulla GU n.70 del 17.03.2020, oltre a misure di potenziamento del Servizio Sanitario Nazionale, contiene misure a sostegno del lavoro e dei lavoratori, con l’estensione degli ammortizzatori sociali per tutto il territorio, misure a sostegno della liquidità delle imprese e delle famiglie, e anche il differimento degli adempimenti sia fiscali che contributivi. Le proroghe – È scaduta ieri la prima “mini” proroga concessa dal DL in esame che interessa tutti i contribuenti e differisce i termini

per i versamenti in scadenza il 16 marzo, nei confronti delle pubbliche amministrazioni, inclusi quelli relativi ai contributi previdenziali ed assistenziali ed ai premi per l’assicurazione obbligatoria, al 20 marzo. Tra i versamenti differiti rientrano la tassa annuale di concessione governativa per la bollatura e la numerazione dei libri e dei registri sociali obbligatori e i versamenti IVA. Risultano esonerati dai predetti versamenti i soggetti che alla data del 21 febbraio 2020 avevano il domicilio fiscale, la sede legale o la sede

operativa nei seguenti Comuni Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione d’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini e Vo’ [comuni ex zone rosse]. Per tali soggetti rimane fermo quanto disposto con il decreto del MEF del 24 febbraio 2020 che ha previsto la sospensione dei termini dei versamenti e degli adempimenti tributari, scadenti nel periodo compreso tra il 21 febbraio 2020 e il 31 marzo 2020, i cui versamenti andranno effettuati o in un’unica soluzione entro il 1° giugno [il 31 maggio è domenica], o mediante ra-

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teizzazione fino a un massimo di 5 rate a decorrere dal mese di maggio. Il versamento dell’IVA – Per quel che riguarda il versamento dell’IVA, anch’esso differito al 20 marzo, sono sospesi i versamenti in scadenza nel mese di marzo per le imprese turistico ricettive, le agenzie di viaggi e i tour operator e per i soggetti elencati nella tabella in calce all’articolo. I versamenti sospesi andranno effettuati o in un’unica soluzione entro il 31 maggio, o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate a decorrere dal mese di maggio. Per gli esercenti attività d’impresa, arte o professione con ricavi o compensi non superiori a 2 milioni di euro nel periodo di imposta precedente sono sospesi i versamenti delle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilato, alle trattenute dell’addizionale regionale e comunale, IVA, contributi INPS e premi INAIL, in scadenza nel periodo compreso tra l’8 e il 31 marzo 2020. Per lo stesso periodo di tempo, per gli esercenti attività d’impresa, arte o professione che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nelle Province di Bergamo, Cremona, Lodi e Piacenza, è disposta la sospensione dei versamenti IVA a prescindere dal volume dei ricavi o compensi percepiti. Invece, per i soggetti con ricavi o compensi, nel periodo d’imposta precedente, non superiori a euro 400.000 e che nel mese precedente non hanno sostenuto spese per prestazioni di lavoro dipendente o assimilato i ricavi e i compensi percepiti nel periodo compreso tra il 17 e il 31 marzo 2020 non sono assoggettati alle ritenute d'acconto. I contribuenti che usufruiscono di tale opzione devono rilasciare un’apposita dichiarazione dalla cui risulti che i ricavi e compensi non 26

sono soggetti a ritenuta. Anche le ritenute d’acconto non operate dal sostituto andranno effettuate o in un’unica soluzione entro il 1° giugno [il 31 maggio è domenica], o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate a decorrere dal mese di maggio. Per la totalità dei contribuenti sono sospesi i termini dei versamenti, in scadenza dall’8 al 31 maggio 2020, derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, da avvisi di accertamento esecutivi emessi dall’Agenzia delle Entrate (art. 29 del DL n. 78/2010 ai fini delle imposte sui redditi, IVA e IRAP) e da avvisi di addebito emessi dagli enti previdenziali. Tali versamenti andranno effettuati in un'unica soluzione entro il 30 giugno. Settori maggiormente colpiti – Già

con il DL n.9/2020 era stata disposta la sospensione di taluni versamenti per determinate categorie di soggetti, particolarmente colpiti dall’emergenza epidemiologica da Covid-19. Il Dl Cura Italia ha esteso tale sospensione ad altre categorie di soggetti appartenenti ai settori del turismo, sport, spettacolo, tabacchi, ristorazione e bar, fiere, cultura, educazione, parchi divertimento, assistenza per anziani, trasporti, stazioni sciistiche [per l’elenco completo si rimanda alla tabella in calce all’articolo]. Per tali soggetti le ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilato, le trattenute dell’addizionale regionale e comunale, i contributi INPS e i premi INAIL, in scadenza dal 21 febbraio al 30 aprile sono differiti al 31 maggio. Per le associazioni e società sportive, professionistiche e dilettanti-

a) federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva, associazioni e società sportive, professionistiche e dilettantistiche, nonché soggetti che gestiscono stadi, impianti sportivi, palestre, club e strutture per danza, fitness e culturismo, centri sportivi, piscine e centri natatori; b) soggetti che gestiscono teatri, sale da concerto, sale cinematografiche, ivi compresi i servizi di biglietteria e le attività di supporto alle rappresentazioni artistiche, nonché discoteche, sale da ballo, nightclub, sale gioco e biliardi; c) soggetti che gestiscono ricevitorie del lotto, lotterie, scommesse, ivi compresa la gestione di macchine e apparecchi correlati; d) soggetti che organizzano corsi, fiere ed eventi, ivi compresi quelli di carattere artistico, culturale, ludico, sportivo e religioso; e) soggetti che gestiscono attività di ristorazione, gelaterie, pasticcerie, bar e pub; f) soggetti che gestiscono musei, biblioteche, archivi, luoghi e monumenti storici e attrazioni simili, nonché orti botanici, giardini zoologici e riserve naturali; g) soggetti che gestiscono asili nido e servizi di assistenza diurna per


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stiche, nonché per i soggetti che gestiscono stadi, impianti sportivi, palestre, club e strutture per danza, fitness e culturismo, centri sportivi, piscine e centri natatori tali sospensioni operano fino al 31 maggio 2020. Per tali categorie i versamenti andranno effettuati un'unica soluzione entro il 30 giugno o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili a decorrere dal mese di giugno. In nuovo calendario fiscale - Per completezza informativa, si ricorda che già con il Dl n.9/2020 il calendario fiscale in tutto il territorio nazionale era stato così rimodulato: • comunicazioni enti esterni (banche, assicurazioni, enti previdenziali, amministratori di condominio, università, asili nido, veterinari, ecc.) entro il 31 marzo; • trasmissione telematica Certifica-

h) i) l) m) n) o) p) q) r)

zione Unica all’Agenzia entro il 31 marzo; • messa a disposizione della dichiarazione precompilata entro il 5 maggio; • termine di presentazione del modello 730 precompilato entro il 30 settembre. In seguito all’emanazione del DL Cura Italia: • la dichiarazione annuale IVA, • l’esterometro relativo al I° trimestre 2020, • gli elenchi intrastat per i mesi di febbraio, marzo e aprile, • le LIPE relative al I° trimestre 2020 andranno presentati entro il 30 giugno 2020. Le rate relative alla rottamazione ter e al saldo e stralcio, rispettivamente in scadenza il 28 febbraio e il 31 marzo, sono differite per tutti i contribuenti al 1° giugno.

minori disabili, servizi educativi per l’infanzia e servizi didattici di primo e secondo grado, scuole di vela, di navigazione, di volo, che rilasciano brevetti o patenti commerciali, scuole di guida professionale per autisti; soggetti che svolgono attività di assistenza sociale non residenziale per anziani e disabili; aziende termali di cui alla legge 24 ottobre 2000, n. 323, e centri per il benessere fisico; soggetti che gestiscono parchi divertimento o parchi tematici; soggetti che gestiscono stazioni di autobus, ferroviarie, metropolitane, marittime o aeroportuali; soggetti che gestiscono servizi di trasporto passeggeri terrestre, aereo, marittimo fluviale, lacuale e lagunare, ivi compresa la gestione di funicolari, funivie, cabinovie, seggiovie e ski-lift; soggetti che gestiscono servizi di noleggio di mezzi di trasporto terrestre, marittimo, fluviale, lacuale e lagunare; soggetti che gestiscono servizi di noleggio di attrezzature sportive e ricreative ovvero di strutture e attrezzature per manifestazioni e spettacoli; soggetti che svolgono attività di guida e assistenza turistica; alle organizzazioni non lucrative di utilità sociale di cui all'articolo 10, del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460 iscritte negli appositi registri, alle organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali e delle province autonome di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, e alle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano di cui all'articolo 7 della legge 7 dicembre 2000, n. 383, che esercitano, in via esclusiva o principale, una o più attività di interesse generale previste dall'articolo 5, comma 1 del decreto legislativo 3 luglio 2017, n.117.

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PROFESSIONISTI IMPRESE

BCE RIFINANZIA LE BANCHE E ABBANDONA PROFESSIONISTI E IMPRESE AL CORONAVIRUS Giornali e televisioni hanno festeggiato come straordinaria e risolutiva della crisi la manovra monetaria espansiva da 750 miliardi di euro denominata “Pandemic Emergency Purchase Programme” (PEPP), varata dalla Banca Centrale Europea (BCE). Ma la verità è un’altra. DI ANGELO PALETTA

DOCENTE DI MANAGEMENT E INNOVATION MANAGER

La manovra monetaria espansiva da 750 miliardi di euro denominata “Pandemic Emergency Purchase Programme” (PEPP), appena varata dalla Banca Centrale Europea (BCE) aiuterà di nuovo le banche ma nell’economia reale non arriveranno soldi. Imprese e professionisti dovranno nuovamente arrangiarsi da soli. I consumi non aumenteranno perché i cittadini non avranno più denaro in tasca. Anche oggi nell’Unione Europea il più grande problema non è monetario ma politico. Una prova ulteriore del fallimento europeo è proprio il PEPP, che da solo non può riparare alle dichiarazioni di Christine Lagarde, che hanno penalizzato l’Italia e costretto persino 28

il Presidente Sergio Mattarella a prendere la parola in nostra difesa. I 750 miliardi serviranno in gran parte per acquistare sul mercato secondario i titoli di debito dei 26 Stati membri. Il coronavirus ha bloccato le economie del Vecchio Continente che restarono attive pure nella Seconda Guerra Mondiale e le soluzioni economiche finora adottate sono quelle già dichiarate inefficaci nei tempi ordinari. L’ordine pubblico potrebbe vacillare se la pandemia durasse a lungo e costringesse molti cittadini a restare fermi, perdendo il lavoro ed esaurendo i risparmi. Il Quantitative Easing promosso da Mario Draghi ha salvato l’Euro dalla crisi innescata dal default della Lehman

Brothers nel 2008, ma ha generato “trappola della liquidità” teorizzata da Keynes. Infatti, i mercati finanziari europei sono stati inondati da migliaia di miliardi stampati dalla BCE, ma l’aumento della domanda dei consumi non vi è stata perché l’economia reale non ha ricevuto quei soldi. Pure i “falchi” del rigore monetario capeggiati dalla Deutsche Bundesbank oggi dovrebbero prendere atto che la BCE non sta garantendo nemmeno la stabilità dei prezzi ed ha mancato l’obiettivo di elevare l’inflazione alla soglia del 2%, target considerato necessario per un’economia sostenibile mentre, invece, permane la deflazione strutturale. Per salvare l’UE, oggi tutte le soluzioni vanno prese in


PROFESSIONISTI IMPRESE

considerazione derogando alle regole valide in situazioni ordinarie: dal non meritocratico “helicopter money” utilizzato da Hong Kong che ha accreditato 1.300 dollari a persona per far ripartire i consumi, alla sospensione dei vincoli di Basilea 3 e al rinvio di Basilea 4, all’allentamento dei parametri correlati ai giudizi di rating e delle regole sugli NPL, all’abrogazione immediata del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) e all’assegnazione altrettanto immediata alla BCE della missione di banca centrale prestatrice di ultima istanza. Non per ultimo, dovranno essere prese tutte le misure shock a livello nazionale per i Paesi più colpiti dal Covid-19. L’Italia, se necessario

anche palesando lo spauracchio di un default guidato con effetti domino su Francia e Germania, dovrà subito iniettare liquidità nell’economia reale. Una soluzione è emettere BTP long term sottoscritti per intero e direttamente all’asta dalla BCE – riducendo lo spread con i Bund – allo scopo sia di pagare i 53 miliardi di debiti della Pubblica Amministrazione verso imprese e professionisti sia di cantierare i 219 miliardi di infrastrutture programmate (vedi “Infrastrutture Strategiche Prioritarie 2020”), di cui 155 peraltro disponibili. Se il Governo italiano non sarà coraggioso, persino ardito, e non agirà subito, il sistema Italia rischierà il collasso economico e sociale che

colpirà tutta la popolazione, inclusi i dipendenti pubblici e i pensionati. Infatti, per quanto tempo l’INPS sosterrà il sistema previdenziale se perdurerà la cassintegrazione di milioni di lavoratori fermi a casa? E i dipendenti pubblici da chi verranno pagati se aziende e professionisti non fatturano? Lontani sono i tempi dei tre cattolici padri fondatori dell’Unione Europea, De Gasperi per l’Italia, Adenauer per la Francia, Schuman per la Germania. Oggi le istituzioni europee rischiano l’implosione a causa del loro egoismo, dato che la loro credibilità è stata già più volte scalfita e la Brexit ha dimostrato che il processo di integrazione non è irreversibile. 29


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QUESITI DEL MESE A CURA DEL CENTRO STUDI

DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DI ROMA

Avrei bisogno di sapere se una ditta che svolge attività di parrucchiere che ha una sola dipendente in maternità , vista la crisi COVID19 , vorrebbe cessare l'attività con chiusura della p. iva . e quindi chiusura del contratto. Poi successivamente, passata l'emergenza, riaprire nuovamente...secondo voi è fattibile a cosa potrebbe incorrere in relazione alla dipendete in maternità.

A partire dal 17 marzo 2020 per un periodo di 60 giorni (art. 46 del D.L. n. 18/2020) sono sospesi i licenziamenti adottati per giustificato motivo oggettivo ex art. 3 della legge n. 604/1966.

- Per quanto riguarda le domande del bonus dei € 600,00, è possibile utilizzare il pin Inps di studio visto che la maggior parte dei clienti ne sono sprovvisti? Eventualmente si può fare una domanda cumulativa? - Dove va presentata la domanda di Cig, Inps sembra di no, Regione non hanno ancora moduli? Come facciamo?

Per quanto riguarda l'indennità ai professionisti e co.co.co. Covid - 19 di cui all'art. 27 del D.L 18/2020 ii invita a far riferimento a quanto contenuto nell'allegato al Messaggio Inps 1288 del 20 marzo 2020. Per il trattamento della Cassa Integrazione Guadagni in Deroga, fermo restando quanto previsto nell'art. 22 del D.L. 18/2020 si è in attesa della specifica regolamentazione regionale.

Vi chiedo inoltre se potete fornirci risposte in merito alla richiesta di CIG IN DEROGA per le ditte Artigiane. L’EBNA, l’ente bilaterale, ci sta comunicando che è possibile fare la richiesta di CIG unicamente tramite il loro canale, facendo pagare alle aziende arretrati per 3 anni. Potete dirci se per queste aziende è possibile chiedere la cassa integrazione in deroga?

L'art. 19 del DL 18/2020 prevede che la CIG in deroga sia possibile unicamente laddove non vi siano altri ammortizzatori disponibili (Cigo, fondi bilaterali di settore, FIS, Cigs, ecc.). Nel caso esposto deve quindi escludersi la possibilità di presentare richiesta per CIGD.


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Il Mondo del Consulente n. 107 del 2020 by Ordine Consulenti del Lavoro - Consiglio Provinciale di Roma - Issuu